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Appunti ed esercizi sui muri di sostegno in c.a.

1. Introduzione
Con il termine muro di sostegno si indica quella tipologia di strutture murarie aventi la
funzione di evitare il franamento di terrapieni naturali o artificiali. La loro posa in opera legata,
generalmente, alla necessit di modificare lassetto di un pendio al fine di renderlo fruibile per la
realizzazione di opere di ingegneria civile.
In base al materiale che viene utilizzato per la loro costruzione i muri di sostegno possono
classificarsi in:
- muri di sostegno in pietrame o secco o con malta: il pietrame a secco viene utilizzato
solo per muri di altezza esigua (intorno ad 1.50 metri), lausilio della malta come legante
consente di raggiungere altezze maggiori. In entrambi i casi la realizzazione richiede
unaccurata posa in opera del pietrame, in grado di incidere in maniera significativa sulla
funzionalit dellopera. Generalmente si considerano parte della categoria in esame anche i
muri ottenuti impiegando gabbioni di fili di ferro riempiti con scheggioni di pietrame a
secco;
- muri di sostegno costituiti da blocchi artificiali: lutilizzo di blocchi, in laterizio o in
calcestruzzo, posti in opera con malta cementizia, consente la costruzione di muri pi
regolari e continui, tuttavia ha lo svantaggio di non essere adatta nel caso di muri di altezza
significativa. Si vedr in seguito come un fattore importante per la staticit dellopera sia il
peso stesso del muro, che, nel caso in esame, risulta essere limitato dal basso peso specifico
dei blocchi;
- muri di sostegno in calcestruzzo o in cemento armato (c.a.): limpiego del calcestruzzo
ha il vantaggio di permettere la realizzazione di un manufatto monolitico, consentendo
discrete altezze con spessori pi contenuti. Lutilizzo del cemento armato, invece, spesso
la soluzione pi adeguata nel caso in cui si debbano realizzare muri di notevole altezza con
spessori ridotti.
Altra possibile classificazione dei muri di sostegno quella legata alla geometria. Si possono,
infatti, distinguere:
- muri di sostegno a sezione trasversale rettangolare con paramenti verticali;
- muri di sostegno a sezione trasversale trapezia;
- muri di sostegno con riseghe;
- muri di sostegno con contrafforti interni;
- muri di sostegno a contrafforti esterni collegati da maschio a volta con generatrici verticali;
Da un punto di vista della tecnica delle costruzioni, tuttavia, la classificazione pi rilevante
quella legata al comportamento statico dellopera. Da questo punto di vista i muri di sostegno
possono distinguersi in due classi:

muri a gravit (figura 2): sono realizzati con materiale non resistente a trazione, si
presentano in genere con sezioni molto larghe di forma trapezoidale o rettangolare. Spesso
a causa della notevole sezione del muro non opportuna una vera e propria fondazione. La
superficie di contatto tra muro e terreno, infatti, potrebbe essere gi in grado di distribuire
sul terreno i carichi in elevazione in maniera compatibile con le caratteristiche meccaniche
del suolo. Tale tipologia sfrutta lelevato valore dello sforzo normale per consentire alla
sezione resistente, costituita di materiale non resistente a trazione, di avere una adeguata
resistenza flessionale.
muri in cemento armato (Figura 3): si parla spesso anche di muri a sbalzo, in quanto,
come si discuter in seguito, queste opere si possono modellare dal punto di vista statico
come mensole verticali incastrate alla base in un solettone di fondazione. La presenza delle
armature metalliche consente una notevole riduzione della sezione trasversale, che pu
essere di forma trapezoidale o rettangolare. La staticit del muro affidata alla resistenza
flessionale della sezione resistente, avente nel calcestruzzo lelemento resistente a
compressione e nellarmatura quello resistente a trazione. Lo sforzo normale, legato al peso
proprio del muro, pu essere limitato.

Figura 2: Muro di sostegno a gravit

Figura 3: Muro di sostegno in cemento armato

2. Aspetti costruttivi
Spesso nellambito delle fasi di calcolo e di verifica di una qualsiasi opera di ingegneria
civile si tende a dare una scarsa importanza al particolare costruttivo o alle fasi temporanee per le
quali lopera passa dallinizio della costruzione fino al suo termine. Al contrario, bene essere
consapevoli del rilievo che tali aspetti hanno nellambito di una corretta progettazione, la quale
deve prendere in considerazione sia la staticit dellopera in tutte le sue fasi che la funzionalit della
stessa nel tempo.
Per quanto attiene allelemento muro di sostegno risulta di particolare importanza garantire un
adeguato drenaggio dellopera. Per drenaggio si intende linsieme degli interventi tesi ad eliminare

la possibilit di accumulo di acqua nel terreno che spinge contro il muro. Il drenaggio pu essere
realizzato:
- in maniera diffusa lungo tutta laltezza della parete, mediante la realizzazione di fori
passanti attraverso lo spessore del muro con di diametro variabile generalmente tra i 12 e i
16 centimetri, disposti in posizione sfalsata (Figura 4a);
- in maniera concentrata lungo il bordo pi basso del paramento interno, e costituito da un
canale alimentato da dreni verticali (canali di pietre disposte lungo la superficie inclinata
ogni metro), completato con fori di scarico (Figura 4b)
In alcuni casi, si pensi alle costruzioni stradali, buona norma raccogliere le acque alla sommit del
muro per scaricarle in apposite caditoie.
Nel caso di posa in opera di muri in calcestruzzo semplice o armato necessario per ragioni
pratiche che il getto venga interrotto e poi ripreso in una fase successiva. La sezione dove viene
effettuata linterruzione del getto deve avere caratteristiche tali da permettere che una volta che il
getto venga ripreso, lintero manufatto si presenti monolitico. Per questo motivo tale superficie
viene pulita, irruvidita e conformata con una indentatura trapezoidale o triangolare concava (Figura
5). Questa indentatura serve ad accogliere il getto successivo, si parla in tal caso di giunto di
costruzione.

Figura 4a: Esempio di drenaggio diffuso

Figura 4b: Esempio di drenaggio concentrato

Figura 5: Ripresa di getto di un muro di sostegno

In fase esecutiva un altro aspetto da tenere presente che il calcestruzzo non presenta delle
caratteristiche meccaniche e deformative stabili nel tempo. In particolare un eccesso di acqua
nellimpasto pu determinare laccentuarsi nella massa di calcestruzzo del fenomeno del ritiro,
oltre che ridurre le caratteristiche di resistenza del materiale. Il ritiro si manifesta attraverso una
contrazione pi o meno marcata del materiale durante la fase di maturazione.
Nel caso in cui il materiale calcestruzzo avesse la possibilit di manifestare liberamente questo tipo
di deformazione, il ritiro non determinerebbe alcuna tensione aggiuntiva. Nel caso del muro in
cemento armato, al contrario, tale contrazione vincolata dalladerenza tra calcestruzzo ed armatura
e dallattrito tra il calcestruzzo ed il terreno di fondazione, per cui possibile che si formino delle
fessure trasversali nella massa consolidata.
In fase di realizzazione si tende a fare in modo che tali fessure si formino in posizioni prestabilite,
mediante la predisposizione di sezioni volutamente pi deboli. Ci si ottiene riducendo la sezione
resistente del muro mediante linserimento provvisorio di liste di materiale tipo legno che possono
essere eliminate a getto ultimato (Figura 6). I giunti realizzati in questo modo si dicono giunti di
contrazione, e la loro distanza pu variare tra i 7 e i 20 metri

Figura 6: Giunti di contrazione in un muro di sostegno


Altre cause di fessurazione nel corpo del muro sono gli effetti termici, i materiali tendono a dilatarsi
a causa di un aumento di temperatura, e i cedimenti differenziali, ovvero spostamenti del terreno
diversi da punto a punto della fondazione.

Figura 7: Giunti di contrazione e dilatazione in un muro di sostegno

Al fine di ridurne le conseguenze si pongono generalmente in opera giunti di dilatazione (Figura


7). Con tale termine si intendono delle vere e proprie interruzioni della continuit trasversale del
muro, di ampiezza tale da consentire al manufatto di espandersi e contrarsi liberamente quando
soggetto ad escursioni termiche.
Come noto lo spessore di tale giunto pu essere valutato attraverso la relazione:
= L T

(1)

dove il coefficiente di dilatazione del calcestruzzo, L la distanza tra due giunti, in genere
variabile tra i 20 e i 30 metri, e T il valore dellescursione termina prevista in gradi centigradi.
In corrispondenza di un giunto di dilatazione opportuno far passare i ferri normali di armatura,
anche in forma di spezzoni, avendo laccortezza di fare in modo che da un lato essi non aderiscano
al getto, consentendo cos una libera espansione del materiale. Ci praticamente realizzabile
mediante il rivestimento dei ferri di armatura con prodotti bituminosi o simili nel tratto in cui si
intende eliminare laderenza.

3. Dalla realt fisica al modello di calcolo


Prima di approcciare il calcolo strutturale di un qualsiasi elemento necessario chiarire un
concetto di importanza cruciale nellambito dellinsieme di conoscenze che caratterizzano una
corretta formazione scientifica.
La descrizione fisica completa della realt un obiettivo troppo ambizioso e illusorio anche per il
pi scrupoloso degli scienziati. Non esiste alcuna teoria fisica che pu dirsi esatta, ovvero in grado
di prevedere i risultati di un esperimento con una precisione infinita, eppure nellambito delle
diverse discipline della conoscenza, tra cui chiaramente anche la Scienza e la Tecnica delle
Costruzioni, si hanno a disposizione un insieme di equazioni che permettono un corretto
approccio ai problemi pratici. La domanda da porsi , dunque, se le equazioni che si utilizzano nella
pratica non descrivono la realt completa degli eventi, che cosa descrivono ?
Esse sintetizzano quello che si definisce un modello matematico della realt. Esistono diverse
definizioni di modello matematico in letteratura, la seguente coglie gli aspetti principali della
questione:
per modello matematico si intende una rappresentazione formale di idee e conoscenze possedute
su di un determinato fenomeno (Edmond Malinvaud)
Ci che da rimarcare che non esiste una via diretta possibile tra la realt degli eventi e la
matematica, il singolo fenomeno in se, dunque, non univoca la descrizione matematica, linsieme
di conoscenze e di idee che si hanno su di esso a permettere una formalizzazione mediante il
linguaggio matematico.
Lo studente pensi, ad esempio, al legame tra pressione, volume e temperatura allinterno di un gas.
Se si avesse una conoscenza perfetta dei meccanismi che legano tra di loro queste grandezze

macroscopiche, si potrebbe scrivere unequazione, presumibilmente molto complessa, che si


potrebbe dire equazione di stato, e che sarebbe unica discendendo direttamente dal fenomeno.
Invece, come noto, i limiti legati alla conoscenza del fenomeno fanno s che, come noto, non esista
ununica equazione di stato dei gas in letteratura, ma tante quanti sono i modelli che vengono
utilizzati per descrivere quel fenomeno, ovvero le ipotesi che si pongono alla base dellanalisi del
problema. Ecco allora che lo stesso fenomeno si rappresenta con equazioni diverse a seconda se si
consideri trascurabile la dimensione delle molecole di gas (gas ideale) ovvero se ne stimino le
dimensioni (gas reale, denominazione assolutamente impropria).
Un modello matematico, dunque, non la descrizione della realt, ma una sua rappresentazione,
una sua schematizzazione. In quanto tale esso si fonda su di una serie di ipotesi, che sono lessenza
stessa del modello e che permettono di stabilirne il campo di applicabilit.
Volendo fornire un ulteriore esempio nellambito della Scienza delle Costruzioni, si pu citare la
teoria del De Saint Venant anchessa basata su di un modello caratterizzato da una serie notevole di
ipotesi di partenza:
per la trave:
- corpo continuo dotato di tre dimensioni;
- forma geometrica quella di un cilindro di direttrice generica sufficientemente allungata;
- asse rettilineo
- corpo costituito di materiale omogeneo, isotropo, linearmente elastico;
- corpo libero da vincoli esterni;
- sezione trasversale del corpo qualsiasi ma compatta e non dispersa;
per le forze esterna attive:
- forze applicate esclusivamente sulle superfici di base con distribuzione arbitraria;
- forze di volume nulle ovunque nel volume V;
- sistema equilibrato.
Nel momento in cui una qualsiasi di queste ipotesi sia non verificata, i risultati ottenuti attraverso la
teoria sono non rappresentativi della situazione reale. Lapplicabilit di una teoria , dunque, legata
principalmente alla frequenza con la quale le ipotesi di base risultino essere verificate nella pratica
corrente. Nellambito della Tecnica delle Costruzioni la corretta modellazione dei sistemi strutturali
la prima e pi importante operazione da compiere, soprattutto oggi che lausilio di strumenti di
calcolo sempre pi efficienti svincola il tecnico da tediose operazioni numeriche.
Capire come sia meccanicamente vincolato un sistema strutturale, ovvero capire come sia possibile
tecnologicamente ottenere un certo grado di vincolo, capire quali sono i carichi agenti e quale sia il
meccanismo con il quale il sistema strutturale li trasmette, comprendere i limiti del modello sono
aspetti gli pi rilevanti della teoria di calcolo che affronteremo, e permettono di indagare il
problema di progetto in maniera pi profonda e critica.
Con riferimento allesempio del muro di sostegno tale aspetti verranno analizzati in maniera
specifica partendo dallanalisi dello schema di calcolo adottato.

3.1 Lo schema di calcolo


Si consideri lo schema di muro di sostegno cos come rappresentato in assonometria in
Figura 8. Lo schema di calcolo generalmente utilizzato per la valutazione delle tensioni quello di

una mensola, ovvero di una trave caratterizzata da una condizione di vincolo che blocca i tre gradi
di libert nel piano in corrispondenza di uno dei due estremi lasciando libero laltro estremo.
Il piano in cui giace lasse della trave equivalente considerata quello x-y, in tale piano presente
la sola traccia della sezione resistente dellelemento strutturale, mentre lintero sviluppo della stessa
giace nel piano x-z (Figura 8).

sezione resistente

modello di calcolo

0m
1.0

Figura 8: Modello di calcolo di un muro di sostegno in c.a.


Lassunzione di tale schema di calcolo si basa su di una ipotesi fondamentale, quella secondo cui il
muro presenti in direzione trasversale (direzione dellasse z) dimensione indefinita, ovvero molto
maggiore rispetto alle altre dimensioni caratteristiche dellelemento. Ci permette di affermare che,
in condizioni di carico invariante rispetto alla dimensione z, la singola striscia di muro di lunghezza
unitaria sia soggetta al medesimo regime tensionale, essendo infinitamente distante dal termine
dellelemento.
E possibile, dunque, studiare il problema di progetto relativamente a tale striscia unitaria, che sar
rappresentativa del comportamento statico dellintero manufatto (Figura 8).
Un altro aspetto di modellazione da tenere presente quello legato al vincolo incastro. In natura non
esiste alcun vincolo che presenti rigidezza infinita rispetto ad un qualsiasi livello di forza,
lassunzione di un siffatto vincolo , dunque, una schematizzazione legata allentit dei carichi che
si prevede agiscano sullopera.
Nel caso di un muro di sostegno in cemento armato, lipotesi di incastro funzionale in virt della
geometria dellelemento avente una parte fuori terra che si immette allinterno di una soletta di
fondazione avente unampia superficie di contatto con il suolo. Tale soletta, completamente al di
sotto del piano di campagna, offre sia una resistenza alla rotazione dellintero manufatto, grazie alla
spinta passiva del terreno posto intorno ad essa (vedi paragrafo 3.2), sia una resistenza alla
traslazione orizzontale a causa dellattrito che si genera a contatto con il terreno e della succitata
spinta passiva. Tali considerazioni giustificano ladozione del modello di calcolo che pur essendo
unapprossimazione del comportamento reale riesce a fornire dei risultati prossimi alla stato
tensionale effettivo cui il muro va soggetto.

4. Analisi dei carichi


Individuato il modello di calcolo pi adatto alla soluzione del problema statico, il passo
successivo lindividuazione dei carichi cui lelemento strutturale soggetto. Nel caso di muro di
sostegno tali carichi sono essenzialmente di 3 tipologie:
- peso proprio del muro;
- spinta del terrapieno;
- eventuale sovraccarico che agisca al di sopra dellinsieme muro-terrapieno.
Di seguito si analizzeranno le tre tipologie di carico, effettuando, relativamente al caso di spinta del
terrapieno alcuni cenni ad elementi di spinta delle terre.
Peso proprio del muro:
Il peso di un elemento di volume V di un qualsiasi materiale si ottiene semplicemente
moltiplicando tale volume per il peso specifico del materiale in oggetto, ovvero per il peso di un
elemento di volume unitario.

P = V

(2)

Considerata una generica sezione resistente del muro il peso proprio della parte ad essa soprastante
determina unazione verticale centrata nel baricentro della porzione di muro considerata. Tale
azione, nel caso di muro a sezione costante, determina su tutte le sezioni una sollecitazione di sforzo
normale centrato, mentre nel caso di muro avente sezione variabile essendo la risultante della forza
peso non applicata nel baricentro della sezione resistente, lazione complessiva eccentrica
determinando sforzi di pressoflessione.
In generale, considerando un muro a paramento esterno inclinato (Figura 9), la risultante dello
sforzo normale agente sulla sezione resistente relativa alla striscia di lunghezza unitaria di muto e
posta a quota Y pari a:

P=

1
(b B)
(B +
Y ) 1.00 ( H Y )
2
H

(3)

N
Y

0
1.0

Figura 9: Azione verticale dovuta al peso proprio del muro

1
y
2

Figura 10: Scomposizione della sezione verticale del muro


La relazione (3) pu essere valutata pensando alla sezione verticale del muro divisa in due parti
(Figura 10), una rettangolare, porzione 1, e laltra triangolare, porzione 2. In tal caso il peso del
muro pu essere valutato come somma del contributo in peso di una porzione di forma
parallelepipeda e laltra di forma prismatica a base triangolare. Da un punto di vista dello schema di
calcolo come se la trave a mensola fosse assoggettata ad un carico distribuito verticale di intensit
variabile lungo il suo sviluppo, cui va aggiunto una distribuzione di coppie per tener conto
delleccentricit di tale sforzo normale.
Come si comprender meglio in seguito le verifiche di resistenza vanno compiute in corrispondenza
della sezione pi sollecitata, che in questo caso risulta essere la sezione di attacco tra il muro e la
fondazione. E utile in questa fase valutare lo sforzo normale con riferimento a tale sezione e la sua
eccentricit rispetto al baricentro:

B+b
) 1.00 H
2
5b 2 B 2 4bB
=
6( B + b )

N max = (

(4)

emax

(5)

La determinazione della (5) viene lasciata come esercizio allo studente, si noti solamente come nel
caso di paramento verticale ( b = B ), essa porti al risultato banale emax = 0 .
Lanalisi ivi compiuta riguarda semplicemente la parte a mensola a muro, nel caso di muro in
cemento armato, c da considerare nellambito dellanalisi dei carichi anche il peso proprio della
parte di terreno agente sulla soletta di fondazione.
Spinta delle terre:
Senza la pretesa di essere esaustivi sullargomento in oggetto si intende individuare i criteri
fondamentali di valutazione della spinta delle terre in una corretta analisi dei carichi relativa
allelemento muro di sostegno.
Il primo concetto da presentare , senza dubbio, quello di angolo di attrito di una terra.
Se si accumula terra incoerente, ovvero senza coesione, su di un piano orizzontale essa tende ad
assumere una forma simile ad un cono; langolo , ovvero langolo che la superficie laterale di tale
cono forma con il piano orizzontale viene definito con il termine di angolo di attrito (Figura 11).

Figura 11: Definizione di angolo di attrito di un terreno

Esso rappresenta langolo di inclinazione con cui una terra pu essere configurata in condizione di
staticit. Qualsiasi angolo superiore determinerebbe un movimento del cumulo di terreno in virt
dellazione della forza peso in grado di vincere le forze di attrito presenti tra i granuli del terreno
stesso.
Fin quando langolo di inclinazione del terreno minore dellangolo , il corpo resta in condizioni
statiche. Quando ci non avviene, la componente parallela al piano della forza peso supera il valore
limite dellattrito statico ed il corpo inizia a spostarsi (Figura 12).

Figura 12: Spinta del terrapieno a tergo del muro


La seconda propriet meccanica caratteristica di un terreno la coesione. Per coesione si intende
la resistenza che una terra oppone allo scorrimento dei suoi granuli per effetto delladerenza che
intercorre tra di essi. Tale propriet dipende, oltre che dalla presenza di acqua nella terra, dalla
costituzione molecolare dei granuli e soprattutto dalle loro dimensioni; infatti tanto maggiore
quanto pi piccoli sono i granuli che costituiscono la terra.
Il valore della coesione varia sensibilmente con la quantit dacqua presente nella terra; ad esempio
unargilla asciutta si presenta allo stato solido, mentre allaumentare dellacqua in essa contenuta,
diminuisce la coesione e cambia la consistenza stessa.
Per effetto del peso proprio o di forze esterne, i granuli costituenti una terra possono spostarsi gli
uni rispetto agli altri; tale deformazione, come noto, viene definita con il termine di scorrimento.
Si faccia per semplicit riferimento a due soli granuli, allazione della forza esterna che induce
scorrimento si oppongono le forze di coesione e quelle di attrito, per cui le tensioni tangenziali che
nascono tra i granuli di terreno possono essere scritte come:

= c + tg

(6)

La situazione che ci interessa vede il terreno forzato ad assumere una configurazione potremmo dire
innaturale, cio con configurazione caratterizzate da inclinazioni ben superiori a quella dellangolo
di attrito. In tale situazione, come appare chiaro, il terreno tenderebbe, se non vincolato, a
riassumere la sua configurazione statica. Al contrario, nel caso in cui ci sia un vincolo, nello
specifico un muro di sostegno, esso dovr assorbire la spinta che il terrapieno eserciter nella sua
nuova configurazione.
La spinta di un terreno pu essere di due tipi:
- spinta attiva (Sa): sussiste quanto la terra che spinge sulla struttura di sostegno e le
deformazioni di questultima avvengono secondo la direzione di spinta del terreno. Tale
spinta quella che agisce sul corpo di un muro di sostegno ad estremit libera (Figura 13);

spinta passiva (Sp): si riscontra quando la struttura di contenimento a sua volta risulta
essere spingente, e le deformazioni avvengono nella direzione del terrapieno. Nel caso del
muro di sostegno tale situazione si verifica in corrispondenza della fondazione (Figura 13).
Con riferimento al proseguio di questa trattazione ci si limiter ad individuare i criteri di
valutazione della spinta attiva, facendo riferimento alla cosiddetta teoria del prisma di massima
spinta o anche teoria di Coloumb.
Essa si fonda, come ogni modellazione, su di una serie di ipotesi di base:
- superficie superiore del terrapieno orizzontale;
- paramento interno del muro verticale;
- attrito nullo tra terreno e muro;
- terreno privo di coesione;
- superficie piana di scorrimento verso valle per il prisma che determina lazione di spinta
(nella realt la superficie di scorrimento ha una forma cilindrica).
-

Taglione messo in opera al fine


di migliorare la sicurezza del
muro rispetto allo scorrimento
Figura 13: Spinta attiva e passiva in un muro di sostegno in c.a.
La teoria di Coloumb considera la spinta che il terreno esercita sul manufatto, dovuta alla massa di
un prisma di terra, pari a quello che si staccherebbe dal terrapieno per effetto del superamento delle
tensioni tangenziali massime valutate mediante la (6).
Si suppone, dunque, di conoscere la superficie di distacco XB (Figura 14), per cui semplice
individuare la forza peso della parte spingente. Tale forza peso si pu scomporre nelle direzioni
normali rispettivamente alla superficie di scorrimento e al paramento interno del muro, ottenendo
cos le spinte che esercita sia sul terreno che resta in condizioni statiche, sia, soprattutto, sullopera
di sostegno (Figura 14).

Figura 14: Spinta del terrapieno sul muro in assenza di attrito interno
La spinta sarebbe cos determinata nel caso in cui fossero nulle le che si oppongono allo
scorrimento lungo la superficie BX. Nellambito delle ipotesi della teoria in esame, si
supposta nulla la coesione, ma non la parte relativa allattrito che va, dunque, considerata per
una valutazione congrua della spinta sul muro.
Tale azione, pari a N tg , risulta opporsi alla spinta contro il terrapieno, per cui ne determina
una riduzione funzione del valore dellangolo di attrito (Figura 15).

Figura 15: Spinta del terrapieno sul muro secondo Coloumb


Il problema parrebbe risolto se non fosse che si data per nota la posizione della superficie di
scorrimento, della quale intuitivamente possiamo solo dire che si trova tra il paramento verticale del

muro e la retta che forma con lorizzontale langolo di attrito del terreno, e che rappresenta il
prisma a cui associata la spinta massima.
E possibile dimostrare che, nelle ipotesi della teoria che stiamo analizzando, la spinta massima si
90
=
(Figura 16).
ottiene in corrispondenza di un angolo avente valore pari a
2
2
La spinta valutata in corrispondenza di tale situazione di semplice valutazione. Essa pari al peso
del prisma spingente moltiplicato per la tangente dellangolo (90 ) / 2 , questultimo valore al
quadrato viene anche definito con il termine di coefficiente di spinta attiva, K a :

Sa =

AX AB
90
1
90
1
tg (
) = h 2 tg 2 (
) = Ka h2
2
2
2
2
2

(7)

Si consideri che la valutazione della spinta passiva, la cui formulazione si lascia ai corsi
specialistici, sostanzialmente analoga presentando al posto del coefficiente di spinta passiva, un
coefficiente, detto di spinta passiva, pari a:

Sp =

1
90 +
K p H 2 con K p = tg 2 (
)
2
2

(8)

Figura 16: Determinazione della spinta attiva sul muro di sostegno


La spinta attiva ricavata rappresenta la risultante delle pressioni che il terrapieno esercita sul muro,
tale pressione ripartita con legge lineare crescente dallalto verso il basso. Volendo cos ricavare la
legge di variazione della pressione, uguagliando le risultanti si ottiene (Figura 17):
BB1 = h tg 2 (

y
90
90
)
) s ( y ) = (1 ) h tg 2 (
h
2
2

(9)

Figura 17: Distribuzione delle pressioni sul paramento interno del muro di sostegno
La risultante delle pressioni , dunque, applicata ad un terzo di distanza dalla base del muro, in
accordo con la distribuzione triangolare analizzata.
Sullo schema statico a mensola rappresentativo del comportamento di un muro in cemento armato,
la spinta del terrapieno si individua, dunque, mediante un carico distribuito triangolare applicato in
direzione perpendicolare allasse della trave (nel caso di paramento esterno verticale).
Tale carico determina un regime di flessione nella mensola, caratterizzato da un diagramma del
momento descritto da unequazione cubica avente valore massimo in corrispondenza del vincolo
incastro, ovvero della sezione di incastro del muro nella soletta di base, e valore decrescente con
laltezza.
Sovraccarico sul terrapieno:
Si consideri il caso di presenza di un sovraccarico sul terrapieno, limitatamente al caso che
tale sovraccarico risulti essere uniforme e di dimensioni indefinite. In tali ipotesi, la parte di
sovraccarico spingente quella che si trova in corrispondenza del prisma di spinta.
Con riferimento alla figura 18 si consideri il caso in cui il sovraccarico sia rappresentato da altro
terreno analogo a quello di cui costituito il terrapieno. In tal caso la valutazione del carico
aggiuntivo P1 risulta molto agevole, essendo pari a:

P1 = h1 h tg (

90
)
2

(10)

Figura 18: Individuazione del sovraccarico spingente


La valutazione della spinta attiva si ottiene semplicemente aggiungendo al peso del prisma
spingente quello del sovraccarico individuato:
Sa =

h 2 tg 2 (

2h
90
)(1 + 1 )
h
2

(11)

Il diagramma delle pressioni in questo caso risulta essere trapezoidale, caratterizzato da una spinta
non nulla in corrispondenza dellinizio del muro (Figura 19)

muro di sostegno
spinta del
terrapieno

spinta del
sovraccarico

Figura 19: Diagramma delle pressioni nel caso di sovraccarico accidentale

Esempio:
Si consideri il muro di sostegno in cemento armato rappresentato in figura 20. Si esegua lanalisi
dei carichi agenti su di esso.
Dati: t = 1750 Kg / m 3 , c = 2500 Kg / m 3 , = 36 , c = 0

Figura 20: Analisi dei carichi di un muro di sostegno in cemento armato

Si valuta da prima lazione della spinta del terreno, il cui valore espresso dalla (7):
S=

1750
90 36
5,50 2 tg 2 (
) = 6870 Kg
2
2

Tale spinta si trova ad una distanza pari ad H/3 dallimpronta della fondazione:
Ys = 5.50 / 3 = 1.83m

E possibile valutare anche la legge di distribuzione delle pressioni, ed in particolare la pressione


massima di spinta pari a:
p max = 1750 5,50 tg 2 (

90 36
) = 2500 Kg / m
2

Si passa successivamente al calcolo del peso proprio. Il contributo del muro stato suddiviso in 5
parti, in conformit alla geometria del manufatto, mentre lultimo termine riguarda la spinta
stabilizzante della parte di terreno in corrispondenza della soletta di fondazione. Con d , infine, si
rappresentano le distanze delle rispettive risultanti dal bordo frontale della fondazione:
P1 = 0,25 5,00 1,00 2500 = 3130 Kg

d1 = 0.50 + 0.25 + (0.25 / 2) = 0.88m

5,00
1,00 2500 = 1560 Kg
2
P3 = 1,00 0,50 1,00 2500 = 1250 Kg

2
d1 = 0.50 + 0.25 = 0.67 m
3
d 3 = 0.50m

P2 = 0,25

1
d 4 = 1.00 + 1.50 = 1.50m
3
1
P5 = 1,50 0,30 1,00 2500 = 1130 Kg
d 5 = 1.00 + 1.50 = 1.75m
2
5,00 + 5,20
1
) 1750 = 13390 Kg d 6 = 1.00 + 1.50 = 1.75m
P6 = 1,50 (
2
2

P4 = 1,50 0,20 1,00 2500 = 750 Kg

Spunti di riflessione:
- Si consideri la sezione di incastro del muro nella soletta di base, a quale regime tensionale
soggetta ?
- Come varia la spinta del terrapieno nel caso in cui ci fosse un sovraccarico uniforme
applicato su di esso di valore pari a q = 500 Kg / m ?
- Come varia la spinta del terrapieno nel caso in cui a 2,50m dal piano di campagna del
terrapieno fosse presente una falda acquifera ?
- Quale effetto pu provocare sul muro un valore notevole della spinta del terrapieno ?