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COSTRUZIONI IN MURATURA

Comportamento strutturale e Regole di Progetto

Edifici in Muratura
La muratura la tecnica costruttiva pi antica e diffusa, insieme alle costruzioni in legno.

La muratura indica tecniche assai diverse per tipo e per forma dei materiali e per modalit costruttive.

Lesame delle tipologie costruttive storiche rende evidente la variet dei sistemi costruttivi che si raccoglie sotto il termine muratura

Tipologie murarie significative


2.1.1.1 Murature di pietrame a secco
Il muro di pietrame a secco, una delle strutture pi antiche create dalluomo, pu ancora oggi essere utilmente impiegato per muretti di sostegno nelle opere di sistemazione agricola (terrazzamenti del terreno) o per recinzioni e delimitazioni di aree fondiarie, nelle zone dove il pietrame si trova in abbondanza in conci di dimensioni naturali gi adatte a formare il muro, senza necessit di altre lavorazioni. Il muro viene costruito assestando a mano i conci grossi di pietra che debbono essere disposti con il lato lungo per piano, avendo cura di sfalsare i giunti e riempiendo poi i vuoti rimasti con scaglie di pietra. Lo spessore minimo di tale muro di ca. 50cm, mentre laltezza non dovrebbe superare 1.60m ca. Di facile esecuzione, il muro a secco molto economico e, nel caso di crollo di qualche parte, pu essere riparato agevolmente; per il sostegno delle terre, ha il pregio di essere molto permeabile, evitando i ristagni di acqua nel terreno.

2.1.1.2 Murature di pietra


Le murature in pietra si distinguono in: - murature con conci di pietra squadrate - murature con paramento di pietra squadrata - murature di pietrame a faccia a vista: a) a corsi regolari b) ad opus incertum c) a corsi interrotti d) ciclopica - murature con blocchi di tufo - murature ordinarie di pietrame - murature ordinarie miste di pietrame e mattoni Le murature di pietra squadrata sono state impiegate nei pi famosi monumenti ed hanno manifestato grandissima resistenza e durevolezza.

Figura 0.1 - collegamento dei conci nelle murature di pietra squadrata

Le murature con paramento di pietra squadrata,


Il paramento devessere distinto dal rivestimento, prima di tutto per lo spessore notevole, mentre il rivestimento una lastra sottile, e poi per la tecnica di esecuzione: nella muratura a paramento, questo procede di pari passo con lossatura (parte interna), mentre nella muratura con rivestimento, questo viene applicato in un secondo tempo. Dal punto di vista statico, la differenza sostanziale; il paramento collabora alla resistenza, mentre il rivestimento ha solo una funzione estetica e protettiva.

pietrame

paramento

mattoni

paramento

calcestruzzo

paramento

Figura 0.2 - murature con paramento in pietra squadrata

La muratura di pietrame a faccia a vista


trova ancora impiego per le sue qualit estetiche. Come detto, pu essere eseguita in vari modi: a corsi regolari (o filaretto), si pu realizzare con facilit con conci calcarei di forma gi quasi regolare e di altezza uniforme. Lo spessore minimo di 50cm. A seconda delle preferenze estetiche, i giunti di malta possono essere, sulla parte in vista, a raso, a gola incavata o a toro sporgente, come mostra la figura 2.18.

a)

b)

c)

Figura 0.3 - tipi di giunti per le murature di pietrame a faccia vista: a) a raso; b) a gola incavata; c) a toro sporgente

ad opus incertum, vengono impiegati scapoli di pietra anche irregolari che vengono fatti combaciare ad arte con opportuni colpi di scalpello

Figura 0.4 - muratura di pietrame od opus incertum

a corsi interrotti, simili a quella a corsi regolari interrotti ogni tanto da conci di pietra pi grandi o disposti per ritto

Figura 0.5 - muratura a corsi interrotti

ciclopica, per la quale si impiegavano conci molto grandi di forma irregolare; i grossi vuoti chiusi da scaglie e scapoli di pietrame

2.1.1.3 Murature con blocchi di tufo


Vengono impiegate per la loro praticit ed economia; si prestano per piccoli edifici o per lesecuzione degli ultimi due piani degli edifici pi alti o per lavori di sopraelevazione.

2.1.1.4 Murature ordinarie di pietrame


Vengono eseguite con scapoli irregolari o scheggiosi di pietra e destinate ad essere intonacate sui due lati. Lo spessore di tale muratura non pu essere inferiore a 50 cm. Lesecuzione del muro prevede la posa in opera dei conci il pi possibile per piano; la dimensione dei conci deve essere in proporzione allo spessore del muro, ma non inferiore a 20 cm ca. Inoltre bisogna ridurre al minimo gli spazi vuoti fra concio e concio; i vuoti pi grossi devono essere riempiti di scaglie di pietra. I conci, prima ripuliti delle parti terrose e ben bagnati, devono essere allettati su strati di ottima malta (cementizia o idraulico-cementizia) che in questo tipo di muratura ha molta importanza per la resistenza del muro. I difetti che si possono riscontrare riguardano: - limpiego di tipi diversi di pietrame - limpiego di pezzi di mattoni per il lavoro di riempimento fra concio e concio, che dovrebbe essere effettuato con lo stesso tipo di pietrame per lomogeneit della struttura - lesecuzione del muro a sacco che risulta essere una tecnica costruttiva valida solo se lo spessore del muro supera gli 80-100 cm, in modo tale che il nucleo centrale diventa la parte resistente mentre le parti esterni assumono solo funzione di rivestimento - lesecuzione a piramide del muro che invece dovrebbe procedere a ricorsi orizzontali

Figura 0.6 - muri a sacco a) nei muri di grosso spessore la resistenza affidata al nucleo centrale; b) se il muro piccolo pu facilmente dividersi in tre parti

Negli edifici di abitazione, a causa di forti spessori (50cm e oltre) si preferisce limitare limpiego ai soli piani scantinati. Lesecuzione delle aperture di porte e finestre, degli angoli ed innesti di altri muri, presenta notevoli difficolt. Gli spigoli possono essere eseguiti con conci di pietra squadrata ad arte o pi economicamente con muratura di mattoni pieni.

Figura 0.7- impiego di murature ordinarie di pietrame: a) per murature di sostegno; muri in fondazione di grosso spessore; c) per muri di piccoli edifici

b) per

Figura 0.8 esecuzione degli spigoli, mazzette ed architravi con mattoni pieni o con conci squadrati in pietra

2.1.1.5 Murature ordinarie miste di pietrame e mattoni


In tali murature, i mattoni possono essere impiegati in due modi (a parte la costituzione degli angoli, spigoli, etc.): - come materiale adatto a chiudere i vuoti fra gli elementi di pietra o di aggiustaggio dei piani della muratura, essendo il laterizio pi facile a tagliarsi nella misura voluta - come materiale per la costruzione di ricorsi orizzontali, da riporre fra la muratura di pietrame, ad interasse variabile da 60 a 160 cm Nel primo caso si ha una certa economia nellesecuzione del muro, ma nelle zone molto umide o soggette a venti carichi di vapore acqueo, le murature presentano poi tracce di umidit (essendo il mattone igroscopico) difficilmente eliminabili. Nel secondo caso si ottiene una struttura muraria molto pi resistente, poich la formazione dei ricorsi, che devono essere estesi a tutto lo spessore del muro, obbliga a procedere per strati orizzontali di muratura, col vantaggio di avere un assestamento graduale ed uniforme della muratura stessa. I ricorsi di mattoni possono essere sostituiti da fasce di calcestruzzo di altezza non minore di 12 cm., debolmente armate.

a)

b)

Figura 0.9 - muratura mista di pietrame e mattoni: a) con mattoni interi o in pezzi frammisti agli elementi in pietra; b) con doppio filare di mattoni a interasse fisso

Figura 0.10 - muratura di pietrame con fasce di calcestruzzo

2.1.1.6 Murature di blocchi di laterizio e di calcestruzzi leggeri


Sono murature adatte a tamponamenti o divisori interni, in quanto abbastanza coibenti, leggere, ma poco resistenti dal punto di vista statico. Tuttavia con blocchi di ca. 25 cm, sia di laterizio che di calcestruzzo leggero, vengono spesso eseguiti muri portanti di piccoli edifici ad uno o due piani, oppure sopraelevazioni di fabbricati esistenti. Nelle murature con blocchi di laterizio, detti comunemente foratoni, gli angoli, gli stipiti e mazzette di porte e finestre si eseguono con mattoni pieni; in quelle con blocchi di calcestruzzo si possono usare indifferentemente i mattoni o parte degli stessi blocchi in quanto facilmente segabili. Le malte da impiegare per questo tipo di muratura sono idraulico cementizie. Gli spessori pi utilizzati sono: 12 cm per pareti divisorie 25 cm per tamponamenti esterni o muri portanti 30 cm per muri portanti di edifici industriali e di abitazioni

Vano finestra

Blocchi Mattoni pieni


Mattoni pieni

Blocchi

Figura 0.11 - murature di blocchi di laterizio (foratoni) e di blocchi in calcestruzzo leggero

2.1.1.7 Murature di mattoni


Le murature di mattoni sono impiegate in tutti i cantieri di costruzioni edilizie cominciando dalla costruzione di muretti di fondazione, ai muri portanti e divisori, ai muri di recinzione ed altre sistemazioni esterne. Questo dovuto: allestrema versatilit del mattone allottima resistenza statica alla buona coibenza termica ed acustica ai notevoli pregi estetici ai costi abbastanza contenuti, dovuti anche alla facilit del trasporto dal luogo della produzione ed alla rapidit di esecuzione Per ogni tipo di muratura in mattoni necessario per lesecuzione: 1) bagnare per immersione i mattoni (fig. 0.12a): se questi non vengono bagnati, essendo molto avidi di acqua, la sottraggono a quella dimpasto della malta (fig. 0.12b), compromettendo la presa 2) porre in opera i mattoni a strati orizzontali (detti filari o ricorsi) estesi a tutto lo spessore del muro (fig. 0.12c) 3) sfalsare fra i filari sovrapposti e di spessore non superiore al centimetro i giunti verticali fra mattone e mattone 4) realizzare i giunti orizzontali (detti letti) con spessore uniforme non superiore al centimetro

Figura 0.12 - modalit di esecuzione della muratura di mattoni

2.1.5.7.1. Spessori del muro di mattoni Lo spessore del muro di mattoni sempre multiplo della sua larghezza o testa e quindi, nei capitolati, lo spessore viene indicato con la dizione: ad una, a due, a tre teste e cos via. La muratura ad una testa (o di mattone per piano) la pi semplice da realizzarsi, come indica chiaramente la fig. 0.13. Per muretti di modesta altezza con carichi verticali pu essere realizzata come muratura portante. Risulta quindi adatta a gattaiolati, appoggi di scale o di solai di luce limitata. Si deve assolutamente evitare che su un muretto ad una testa siano appoggiati due solai (fig. 2.29), pratica molto diffusa per economia di costi, ma che presenta i rischi di lesionamenti per le concentrazioni eccessive dei carichi.

a)

b)

Figura 0.13 murature a una testa: a) in foglio o di costa; b) di testa o in spessore

solaio

muro ad una testa

Figura0.14 - su muro ad una testa non devono essere appoggiati due solai

La muratura a due teste la pi usata, perch adatta a muri perimetrali e di spina di altezza libera fino a circa 3.80 m (rapporto altezza/spessore pari a 15) e permette lappoggio di due solai. La muratura a due teste pu essere eseguita disponendo i mattoni in vari modi, che prendono il nome dagli usi locali. Per i muri che saranno intonacati o rivestiti, in genere si usano due tecniche (fig. 0.16): - disposizione a blocco - disposizione di testa La disposizione di testa, preferita per la sua rapidit di esecuzione, per meno resistente di quella a blocco, in cui i giunti verticali sono alternativamente ortogonali fra loro. Bisogna porre attenzione che nellesecuzione della muratura i mattoni siano murati uno alla volta e non velocemente in serie su grossi letti di malta ricavati rovesciando la caldarella. Un muro eseguito in tale maniera si riconosce subito per i seguenti difetti: - i giunti orizzontali di malta sono a tratti sottili, a tratti enormi - i filari non sono perfettamente orizzontali - i giunti verticali sono quasi vuoti di malta

solaio

max. 3.80m

muro a due teste

Figura 0.15 - muro a due teste con appoggio su due solai

a)

b)

Figura 0.16 - murature a due teste: a) disposizione a blocco; b) disposizione di testa

Anche la muratura a tre teste di mattone pu essere realizzata in vari modi. Si riportano i due tipi pi comuni: 1) il primo filare inizia con due mattoni di e poi via via gli altri; il secondo filare inizia con tre mattoni di e poi tutti gli altri, ottenendo giunti sfalsati (fig. 2.32a) 2) i mattoni disposi a T fra di loro, con i filari sovrapposti invertiti (fig. 2.32b)
elemento carateristico elemento carateristi

filare 1 - 3 - 5 in pianta

filare 2 - 4 - 6 in pianta

fronte

a)
Figura 0.17 - due esempi di murature a tre teste

b)

Del muro a quattro teste, raramente impiegato, sindicano due modi di esecuzione (fig. 2.33).
1 filare 3 filare

2 filare

4 filare

Figura 0.18 - muri di quattro teste

2.1.5.7.2.

Angoli, incroci di muri e pilastri

Gli angoli ed incroci dei muri devono essere eseguiti con cura particolare, tenendo presente la regola generale dello sfalsamento dei giunti. Indichiamo le soluzioni tecniche relative a muri ad una, due e tre teste in fig. 2.34.
a 1 testa a 2 teste
3/4

a 3 teste
3/4

a)

a 2 teste

a 3 teste

b)

Figura 0.19 - casi particolari delle murature di mattoni: a) angoli; b) incroci

Con i mattoni possono essere eseguiti pilastri di ottima resistenza, da un minimo di due teste in su, di forma rettangolare o quadrata. Poich i pilastri sono sollecitati in genere da forti carichi, la loro esecuzione devessere accuratissima e la malta impiegata di ottima resistenza. Laltezza del pilastro non dovrebbe superare 15 volte la misura del lato minore per evitare i pericoli del carico di punta. In figura 2.35 indicata la disposizione dei mattoni nei pilastri di due, tre e quattro teste.

a)

b)

c)
Figura 0.20 - pilastri realizzati con muratura di mattoni: a) ad una testa; b) a due teste; c) a tre teste

2.1.1.8 Murature di mattoni a faccia vista


Tutte le considerazioni gi viste per le murature portanti, valgono anche per le murature a faccia vista, dove in pi si raccomanda una particolare cura nella scelta del mattone che, oltre ad essere resistente a compressione, deve avere una buona tenacit e durevolezza, essendo esposto agli agenti atmosferici. La muratura a faccia vista obbliga ad una esecuzione a perfetta regola darte, per quanto riguarda la orizzontalit dei filari di mattoni, la costanza degli spessori dei giunti e laccurata esecuzione dei medesimi. Il giunto, oltre a dare alla tessitura del muro un particolare aspetto, ha la funzione di impedire il ristagno eccessivo dellacqua piovana, che gelando potrebbe sfaldare il mattone, o la sua infiltrazione allinterno del muro stesso. I giunti, di spessore mai superiore al centimetro, possono essere eseguiti in sei diversi modi (fig. 0.21): 1) a raso, per pareti molto esposte alla pioggia battente e nei climi gelivi 2) in ritiro, per ottenere un forte effetto da chiaroscuro 3) a gola incavata, che facilita lo sgrondo dellacqua 4) a gocciolatoio, che accentua il ritmo dei mattoni e facilita lo sgrondo dellacqua 5) obliquo, poco razionale poich lacqua pu facilmente infiltrarsi nel muro 6) a solco, che protegge abbastanza bene il muro

1)

2)

3)

4)

5)
2) in ritiro;

6)
3) a gola incavata; 4) a

Figura 0.21 - tipi di giunti: 1) a raso; gocciolotaio; 5) obliquo; 6) a solco

A seconda della disposizione dei mattoni, di cui se ne riportano alcuni esempi tra le pi classiche in figura 0.22, si possono ottenere vari tipi di tessitura. Si evidenziano in figura 0.23 anche delle disposizioni libere dei mattoni.

a) disposizione in chiave o di punta

b) disposizione a blocco

c) disposizione a croce

d) disposizione in spessore

e) disposizione gotica

f) disposizione fiamminga

g) disposizione a spina di pesce

Figura 0.22 classiche disposizioni e tessiture delle murature

a) superficie con sporgenze irregolari ed


eventualmente con diverse colorazioni

b) con incavi e/o fori

c) con disegni regolari formati dai giunti


verticali; a volte i disegni sono accentuati dalluso di mattoni di diversa colorazione

d) tutti i corsi di lista con giunti verticali a


greca con impiego di due o pi colorazioni

e) con limpiego di due o pi colorazioni


Figura 0.23 - disposizioni libere

Presenza nelle pareti di aperture di porte e finestre; larchitravatura delle aperture pu essere fatta in tre modi (fig. 2.42): - con i soli mattoni, disposti a piattabanda - con architrave in c.a. a filo mazzetta - con architrave in c.a. appoggiato alle mazzette

Figura 0.24 - formazione di stipiti ed architravi per aperture su muri di mattoni a faccia vista

Altro punto nodale per le murature di mattoni in vista costituito dalle intersezioni dei muri non ortogonali tra loro; gli spigoli in tal caso richiedono il taglio preciso di tutti i mattoni dangolo, di cui si pu fare a meno, adottando le soluzioni indicate nella figura 0.25, Si ottiene cos un particolare effetto estetico di smagliatura.

Figura 0.25 - Formazione degli spigoli con murature di mattoni a faccia vista e senza il taglio dei medesimi: a) e b) per muri ad angolo ottuso; c) e d) per muri ad angolo acuto

2.1.1.9 Murature a doppio strato


La pareti a pi strati o composite hanno assunto recentemente grande importanza per la loro flessibilit e capacit di risolvere i problemi strutturali e di isolamento termico. Spesso sono usate per muri di tamponamento, ma possono avere anche funzione portante. Il tipo di muro con doppio paramento di mattoni triangolari (trigones) ed interno di calcestruzzo , in effetti, una parete composita formata da tre strati (fig. 0.26a). Tale soluzione, usata in antichit, viene tuttora realizzata in epoca moderna. Gli inglesi, agli inizi del 1800, proposero una nuova tecnica costruttiva, pi efficace ed economica, basata su un muro costituito da due pareti di laterizio con camera daria, per uno spessore totale di 35cm (fig. 0.26d). Le due pareti ad una testa erano collegate ogni 90cm con pietre disposte di punta; in pratica tale sistema concettualmente uguale a quello oggi adottato: il sistema attuale pi semplice di doppia muratura, detta anche a cassa vuota (fig. 0.27), costruita con parete esterna di laterizio pi larga e pesante e parete interna pi sottile e leggera, separate da una camera daria (non inferiore a ca. 5cm).

Figura 0.26 - Siatemi costruttivi compositi: a) muro romano con laterizi e calcestruzzo; b) muro medioevale a sacco; c) muro a strati di ardesia utilizzato in Inghilterra; d) muro doppio con camera daria (1805)

Figura 0.27 - tipi di tamponamento a doppia parete, con elementi di laterizio comune

Si hanno quindi moltissimi tipi di murature doppie, essendo variabili: - i materiali usati - gli spessori delle due pareti, in relazione alle loro funzioni portanti e coibenti - lo spessore della camera daria - il tipo, la qualit e lo spessore dei materiali isolanti interposti - il rivestimento interno ed esterno con intonaco o altri materiali Nonostante lelevato numero di parametri, bisogner tener conto: - che la parete esterna abbia una adeguata resistenza alle azioni meccaniche e costituisca al tempo stesso unefficace e durevole protezione dagli agenti atmosferici - che nellinsieme la parete doppia abbia un coefficiente di dispersione termica che rientri nei limiti imposti dalle norma vigenti - che linterposto strato isolante sia costituito da materiali che non assorbano lacqua

I materiali costituenti la muratura moderna


1.1 MALTE
La malta una miscela o impasto in proporzioni opportune di un agglomerante (o legante) con sabbia ed acqua per ottenere un impasto fresco di consistenza adatta alluso che ha la capacit di indurire in un tempo pi o meno lungo, a seconda della sostanza agglomerante o legante usata nella sua preparazione. 1.1.1 Gli agglomeranti o leganti Gli agglomeranti o leganti sono quei materiali che per trasformazione fisica o per reazione chimica provocano lunione di particelle altrimenti incoerenti, dando luogo, insieme ad acqua e sabbia, alle malte. Gli agglomeranti o leganti usati nella confezione delle malte sono: calci aree, che provengono dalla cottura fino a 850-900C di calcari molto puri fino a ottenere una massa porosa (calce viva); calci idrauliche, che provengono dalla cottura fino a 900-1000C di calcari marnosi naturali oppure dalla cottura di intime ed omogenee mescolanze di calcare e materie argillose; gesso, che si ottiene per cottura a 110-200C di vari minerali contenenti fosfato di calcio idrato e soprattutto pietra di gesso agglomerante cementizio, che un legante idraulico con resistenze fisiche inferiori e requisiti chimici diversi da quelli dei cementi agglomerante cementizio plastico e calce plastica, che sono leganti ottenuti mediante laggiunta allagglomerante cementizio e alla calce di opportuni additivi i quali, conferendo a questi leganti particolari caratteristiche di plasticit, permettono di ottenere malte per impieghi che richiedono maggiori plasticit e lavorabilit cemento, il quale si ottiene per cottura di marna da cemento oppure cocendo calcare unitamente a materiale argilloso. La cottura avviene sino a 1400. Il prodotto della cottura, detto clinker, viene finemente macinato ed eventualmente corretto con aggiunta di altri componenti per ottenere diversi tipi di cemento

1.1.2 La sabbia La sabbia viene utilizzata con lo scopo di aumentare il volume dellimpasto, diminuendo il costo complessivo della malta. La sabbia costituisce lossatura minerale della malta in cui il legante costituisce lelemento collante. Essa costituisce ca. il 65-70% del volume della malta. 1.1.3 Lacqua

Lacqua per il confezionamento delle malte deve essere pulita, priva di sostanze estranee alla sua composizione e di sostanze organiche o grassi. Una sua moderatamente elevata temperatura iniziale favorisce linizio della presa.

1.1.4

Classificazione delle malte secondo i componenti

In base alle caratteristiche dei componenti da cui sono formate, le malte si distinguono in: malte aeree: gesso o calci aeree pi sabbia e acqua malte idrauliche: calci eminentemente idrauliche o agglomeranti cementizi pi sabbia e acqua malte idrauliche plastiche: calci eminentemente idrauliche o agglomeranti cementiti plastici pi sabbia e acqua malte cementizie: cementi pi sabbia e acqua malte composte o bastarde: due o pi leganti insieme pi sabbia e acqua malte addittivate: le malte precedenti pi un additivo quali plastificante, impermeabilizzante, acceleratore o ritardatore di presa, espandente, antigelo, etc.

- malte pronte: malte in miscela secca preconfezionata

1.2

ELEMENTI RESISTENTI

Le murature possono essere realizzate mediante elementi resistenti naturali o artificiali. Nel primo caso bisogna tener conto che lelemento, generalmente proveniente da cava, soggetto alla variabilit delle sue caratteristiche fisico-meccaniche e che la posa in opera spesso irregolare. Gli elementi artificiali (laterizi) sono invece generati con processi produttivi industriali che presentano facilit di controllo e costanza di qualit. Ovviamente la qualit di un prodotto definibile come il grado di soddisfacimento che le caratteristiche del prodotto stesso presentano nei confronti delle esigenze dellutilizzatore e della sicurezza dellimpiego al quale il prodotto destinato. Inoltre, necessario garantire la giusta qualit al giusto costo. La maggiore affidabilit consente di limitare lonere della sperimentazione diretta, evitando prove su campioni di muratura, e di utilizzare un metodo di verifica semplificato. Tali elementi vengono posti in opera in strati regolari di spessore costante, con fori in direzione normale o parallela al piano di posa. 1.2.1 Classificazione degli elementi resistenti artificiali

Gli elementi resistenti artificiali possono essere realizzati in: - laterizio normale - laterizio alleggerito in pasta - calcestruzzo normale o alleggerito Tali grandi categorie distinguono gli elementi in: - mattoni, di forma generalmente parallelepipeda con volume <7500cm3 - blocchi, anchesse di forma generalmente parallelepipeda con volume 3 7500cm Definita la percentuale di foratura (fig. 1.1) come il rapporto percentuale: (1.1)
=
F A

dove F = area complessiva dei fori passanti o A = area lorda delimitata dal suo perimetro

Figura 0.28 - rappresentazione grafica dellarea complessiva dei fori passanti o profondi non passati (F) e dellarea lorda delimitata dal perimetro dellelemento (A)

1.2.2

Dimensioni

Per quanto concerne le dimensioni degli elementi, esse si distinguono in funzione del tipo di elemento ma anche in base alla regione di provenienza. Lunificazione avviata dallUNI non ha avuto infatti la diffusione sperata bench oggi riguardi considerevoli volumi di produzione. Le principali dimensioni UNI sono le seguenti: s = h x b x l (cm) 5.5 x 12 x 25 per mattoni semipieni i forati 12 x 12 x 25 per mattoni semipieni i forati (doppioni) Per i mattoni pieni, che risultano ancora pressoch agganciati alla tradizione, si riporta una tabella (0.1) indicativa per regioni:
ZONE
Piemonte Lombardia Veneto Trentino A. A. Friuli-Venezia G Liguria Emilia Romagna Toscana Marche Umbria Lazio AbruzzoMolise Campania Puglia

ALTEZZA 6 5 6 6 5.5 6 6 5.5 6 5.5 6 5.8 5.5 6 6 5.5 6 5.5 6 6 6 6 6 6 5.5 6 5 6 5

DIMENSIONI (cm) LARGHEZZA LUNGHEZZA 12 24 11.5 24 11 23 10.5 22.5 12 25 12.5 26 13 26 12 25 12 12 13 14 12 13 13 13 13 14 12.5 13 13 13 13 13 12.8 13 12 12 12 24 28 26 28 25 26 26 26 26 28 25.5 26 27 26 26 26 26 26 25 25 24

DENOMINAZIONE
6 fori Piemonte Lombardo

Veneto

Bolognese

Romano

Basilicata Calabria Sicilia Sardegna

Tabella 0.1 - dimensione dei mattoni pieni per regione

Gli elementi semipieni hanno subito una profileferazione di dimensioni molto vasta. Non risulta quindi utile ricostruire una mappa regionale o provinciale in cui evidenziare i formati pi ricorrenti. Inoltre necessario considerare che laspetto dimensionale inscindibile dalla somma di altre prestazioni che sono richieste per muro. Vengono comunque indicati nella seguente tabella alcuni intorni dimensionali individuabili:
Denominazione
Doppio Uni

Altezza 12 cm 13 cm 13 cm 12 cm

Larghezza 12 cm 13 cm 18 cm 14 cm

Lunghezza 25 cm 25 cm 26 cm 28 cm

Bimattone Veneto Trimattone Veneto Doppio Bolognese

Tabella 0.2 - dimensioni di alcuni tipici mattoni semipieni

Lecablocco Fonoisolante

Perlater

Alveolater

Eurobrick con sughero

Poroton

Poroton a spacco

2. COSTRUZIONI in MURATURA
Dopo aver esaminato singolarmente le componenti che costituiscono ci che chiamiamo muratura, possiamo ora descriverne le costruzioni principali che si realizzano con tale materiale quali muri, pilastri, archi e volte,

2.2 I MURI

Muratura di separazione interna

Muratura portante interna Muratura portante perimetrale

2.2.1.1 Muratura portante


La muratura portante destinata a realizzare le parti strutturali delledificio sostenendo i carichi che le provengono dai muri soprastanti e da travi e solai. Gli elementi che lo costituiscono devono essere atti a sopportare i carichi gravanti. Spesso vengono utilizzati mattoni o blocchi pieni o con rapporto di foratura non troppo elevato. La distinzione tra muri portanti perimetrali ed interni pu essere utile per evidenziare come per questultimi viene considerata quasi esclusivamente la capacit di sopportare i carichi mentre per i muri perimetrali risulta importante anche lefficienza nellisolamento termico, eventualmente acustico, e nella difesa dalle intemperie. Ad esempio, al fine dellisolamento termico possono realizzarsi muri a doppia parete o con elementi portanti ma a migliorato isolamento termico (fig. 2.1):

a)

b)

c)

La muratura portante risulta economicamente vantaggiosa per edifici con non pi di tre piani in elevazione (fig. 2.2); quindi risulta conveniente per case unifamiliari, villette ad uno o due piani, per case coloniche e piccoli condomini.

Figura 2.1 - impiego di murature di mattoni pieni o semipieni per strutture portanti di piccole dimensioni

MASCHIO MURARIO
Per maschio murario sintende una muratura che si sviluppa dalla base fino alla sommit. Lelemento risulta essere portante se lo spessore non troppo sottile, quindi se non si pu considerare come un elemento snello. Ci sono anche lunghezze minime del maschio.

1 Fasce di piano

3 Maschi murari

2.2.1.2 Muratura di tamponamento


La muratura di tamponamento realizzata allo scopo di costituire separazione tra lambiente abitato e lesterno. Deve quindi possedere buone capacit nei confronti dellisolamento termico e costituire un buon riparo nelle condizioni atmosferiche avverse. Deve essere autoportante per modeste altezze e di peso contenuto. Resistenza per azioni fuori dal piano
Muratura di tamponamento

Figura 2.2 - muratura di tamponamento

2.2.1.3 Muratura intelaiata


Realizzata mediante cordoli in c.a. orizzontali e verticali adeguatamente collegati tra loro ed aderenti agli elementi murari assieme ai quali formano lorganismo resistente.

2.2.2

Disposizione dei maschi murari

La disposizione dei maschi murari pu dare origine a diversi schemi strutturali: a muri portanti longitudinali (fig. 2.6), quando i muri portanti, a cui si appoggiano i solai orditi trasversalmente, si sviluppano lungo la dimensione maggiore delledificio. In questo schema in direzione longitudinale i muri portanti fungono anche da controvento, mentre in direzione trasversale necessario predisporre muri di controventamento. I muri portanti perimetrali potranno essere realizzati a migliorato isolamento termico a muri portanti trasversali detti anche a setti portanti (fig. 2.7), quando i muri portanti vengono disposti lungo la dimensione minore delledificio. Anche in questo caso si realizzano muri di controventamento in direzione ortogonale agli stessi muri portanti. Per i setti si useranno principalmente elementi aventi come principale caratteristica la resistenza meccanica a cellula o a nucleo detto anche schema scatolare (fig. 2.8), quando tutti i muri sono portanti, per cui gli stessi hanno funzione sia portante che di controventamento. In questo caso i solai possono avere doppia orditura con funzionamento a piastra o ad orditura alternata. Per la continuit degli elementi esterni ed interni si useranno elementi aventi le medesime caratteristiche. Questo tipo di soluzione risulta la migliore dal punto di vista statico in quanto conferisce alla struttura un comportamento scatolare, di cui si parla nel paragrafo successivo.

Figura 2.3 - schema a muri portanti longitudinali

Figura 2.4 - schema a muri portanti trasversali o a setti portati

Capacit dei muri di resistere ad azioni orizzontali positivamente influenzata dalla presenza di sforzo assiale (vantaggio della doppia funzione muro portante e controvento).

Figura 2.5 - schema con muri portanti a cellula o scatolare

Comportamento scatolare
Per una buona progettazione necessario che tutti gli elementi che costituiscono la struttura, collaborino al meglio fra loro: una parete isolata pu risultare poco resistente e presentare un comportamento fragile sotto certe configurazioni di carico mentre se i diversi ordini di elementi sono adeguatamente collegati e cooperano, tale parete non diventa un punto debole dellintera struttura e si evita inoltre la circostanza che un elemento risulti pi sollecitato di altri. Il comportamento che ne risulta detto scatolare.

Affinch sia possibile realizzare una struttura con tale comportamento, per il quale la stessa risulta possedere una buona resistenza dinsieme sotto qualsiasi combinazione di carico, sono necessari alcuni accorgimenti riguardanti: i collegamenti (fig. 2.6), che devono assicurare una buona collaborazione fra gli elementi, impedendo il verificarsi di crolli o cedimenti a catena. Negli edifici a muratura portante i collegamenti vengono assicurati mediante tre soluzioni: ammorsamenti, ossia una connessione tra elementi ortogonali. In questo modo quando una parete soggetta ad un carico orizzontale al suo piano medio riesce a trasmettere gli sforzi alle pareti trasversali ad essa collegate, evitando cos di ribaltarsi. Tali pareti trasversali risultano quindi sottoposte a un carico parallelo al loro piano medio e fungono quindi da pareti di controventamento.

Gli ammorsamenti si realizzano mediante la sovrapposizione dei giunti sfalsati dei corsi incidenti incatenamenti, i quali hanno lo scopo di tenere collegati i muri paralleli contrapposti. Vengono eseguiti a livello del solaio, con il quale devono risultare solidali. Sono costituiti da barre darmatura disposte in due sensi ortogonali. Le estremit degli incatenamenti devono essere efficacemente ancorate ai cordoli. Nella direzione di tessitura del solaio possono essere omessi quando il collegamento assicurato dal solaio stesso; in direzione ortogonale al senso di tessitura gli incatenamenti orizzontali sono invece obbligatori per solai con luce superiore ai 4.5 m e saranno costituiti da armature con una sezione totale pari a 4.0 cm2 per ogni campo di solaio. cordoli (fig. 2.6), i quali realizzano lunione fra i muri ed i solai oltre che fra muri e fondazioni. Generalmente sono in cemento armato oppure possono essere sostituiti da armature orizzontali, annegate nei letti di malta. I cordoli irrigidiscono ulteriormente i solai nel loro piano, fungono da vincolo per le pareti soggette a carichi orizzontali ortogonali al loro piano medio, permettono unopportuna distribuzione delle azioni orizzontali fra le pareti di controvento complanari, procurano in generale maggiore stabilit alla struttura e iperstaticit al sistema resistente.

h b s = spessore della muratura

t
Figura 2.6 - collegamenti tra gli elementi di un edificio

DIMENSIONI CORDOLO

AREA ARMATURA

b 12cm b 2 t 3

DIAMETRO FERRI

b s = spessore della muratura

hs h t/2

- Nei tre orizzontamenti superiori: A 6cm 2 Nei piani sottostanti: + 2cm 2 a piano - In ogni caso: A 0.6% Acordolo

- 12mm con staffe 6mm - In edifici con pi di sei piani: 14mm con staffe 8mm

Tabella 2.1 - limiti delle dimensioi dei cordoli secondo il D.M. 20 Novembre 1987

i solai, i quali costituiscono la struttura portante orizzontale cui assegnato il compito di sostenere i carichi del piano e, mantenendosi entro limitati valori di deformazione, trasferirli ai muri portanti inferiori. Il corretto dimensionamento degli spessori consente di mantenere la deformabilit del solaio entro i valori consentiti:
s
1 luce per i solai a trave 25 1 s luce per i solai a piastra 30

Per questa funzione statica i solai sono considerati soggetti a condizioni di vincolo variabili tra il semplice appoggio e lincastro nella muratura. Tuttavia il solaio non esaurisce in questo modo il suo impegno statico: necessario che il suo stesso piano orizzontale possegga resistenza sufficiente a sopportare le azioni orizzontali agenti al piano, e rigidezza sufficiente per ripartirle tra i muri sottostanti. Consideriamo ad esempio un edificio soggetto ad una azione orizzontale come quella del vento. La raffica del vento pu essere ricondotta ad una azione statica con doppio effetto di pressione e depressione, rispettivamente sulle superfici sopravento e su quelle di sottovento. Tale azione va supposta agente successivamente secondo due direzioni ortogonali, generalmente assunte parallele alle murature portanti. Ad ogni piano le pareti esterne trasferiscono lazione ai solai direttamente superiore ed inferiore. Questi si trovano dunque soggetti ad una forza risultante orizzontale a loro complanare, diretta come il vento. Al di sotto le murature parallele alla forza si oppongono allo spostamento dei solai e assumono quote di carico proporzionali alle rispettive rigidezze e posizioni planimetriche. In questo modo i muri esercitano la loro funzione di controventamento e trasferisono lazione orizzontale alla fondazione.

A livello del solaio avviene quindi la ripartizione delle forze fra i muri, ma questa risulta efficace solo se il solaio stesso sufficientemente rigido e resistente nel proprio piano. In figura 2.7 possiamo notare il comportamento di tre diversi solai: nel primo, a causa della deformabilit del solaio, i muri sono soggetti a diverse quote di carico per cui non subiscono la stessa deformazione; il problema pi modesto quando si realizzano cordoli adeguati, anche se deformabili. Il corretto funzionamento si realizza per solo nel caso di solaio infinitamente rigido per cui i muri, di uguale rigidezza, subendo la stessa deformazione si caricano tutti in eguale misura.

a)

b)

c)

Figura 2.7 - deformazioni di tre diverse strutture: a) con solaio deformabile e in assenza di cordoli; b) con solaio e cordoli deformabili; c) con solaio e cordoli infinitamente rigidi

Modelli di calcolo della muratura


-- Comportamento meccanico della muratura -Le pi importanti caratteristiche che caratterizzano il comportamento meccanico sono: Disomogeneit (elementi e malta); Anisotropia (direzionalit); Asimmetria (interfaccia elementi malta); Non linearit.
Dalla disomogeneit del materiale, ne segue che anche per interpretare una prova di compressione su di un prisma di muratura necessario fare ricorso ad una pi o meno dichiarata tecnica di omogeneizzazione del materiale.

Resistenza a compressione (buona) influenzata da:


Resistenza e caratteristiche deformative degli elementi; Resistenza e caratteristiche deformative della malta; Spessore dei giunti; Capacit di assorbimento dellacqua da parte dei mattoni capacit di ritenzione dellacqua da parte della malta; Disposizione degli elementi.

fu

mattone

Compressione normale ai letti di malta

muratura malta

0
Resistenza a trazione (scarsa):
La resistenza a trazione di un giunto malta-blocco pu essere dellordine di 1/30 della resistenza a compressione della muratura. Normalmente la crisi in trazione si manifesta per rottura del giunto di malta. Nei modelli di calcolo tale contributo resistente viene trascurato.

MECCANICA DELLE MURATURE


Compressione uniassiale
Si consideri un prisma realizzato con mattoni e legante, sottoposto ad uno stato di tensione monoassiale di compressione z; le conseguenti tensioni laterali agenti rispettivamente sul mattone e sul legante sono indicate in figura 4.1.

Figura 4.1 - tensioni su un elemento di muratura dovute a sollecitazioni esterne di compressione

Nelle valutazioni che seguono, relativamente alla resistenza a compressione del prisma di muratura, si presuppone un comportamento elastico lineare dei materiali costituenti fino alla rottura. Indicando con Eb ed Em i moduli di elasticit e con b e m i moduli di Poisson rispettivamente del mattone e del legante, le deformazioni trasversali del mattone nelle direzioni x ed y sono espresse da (legame di Hooke generalizzato):

1 = bx + b ( z by ) bx Eb by = 1 by + b ( z bx ) Eb

] ]
(4.1)

mentre quelle relative al legante sono:

1 = mx + m ( z my ) mx Em my = 1 my + m ( z mx ) . Em

(4.2)

Le deformazioni trasversali del mattone e del legante sono uguali fra loro, per la congruenza, quindi:
bx = mx by = my . Per lequilibrio, la risultante delle forze di compressione relativa al legante deve essere pari alla risultante delle forze di trazione relativa al mattone, in entrambe le direzioni, ossia:

bx d tb = mx d tm by d tb = my d tm
posto =

bx = mx by = my
(4.3)

tm

tb

<1

Rielaborando le equazioni relative alle deformazioni 4.1 e 4.2 ed alle tensioni 4.3, si ottiene:

bx = by =

(m b ) z 1 + m b Em Eb <1

(4.4)

dove =

*** Effetto delle tensioni trasversali sulla resistenza a compressione


La presenza della tensione trasversale bx comporta la diminuzione del valore della tensione z (zu) per la quale si ha cedimento per compressione. Ipotizzando un legame lineare tra le tensioni di trazione e di compressione relative alla rottura della muratura (grafico 4.1), si ha:

zu t + =1 f bc f bc . f essendo = bt

(4.5)

f bc

Grafico 2.1 - dominio di resistenza di una muratura soggetta a stato biassiale di compressione -trazione

Per zu = f wc e tenendo conto delle relazioni 4.4 e 4.5, si ottiene:

f wc = f bc 1 +

(m b ) [1 + m b ]

(4.6)

La relazione 4.6 valida per valori f bc f wc , perch solo in tal caso le deformazioni dei materiali sono tali per cui la muratura si trovi sottoposta a sollecitazione biassiale di trazione. Le relazione 4.6 non direttamente applicabile a casi reali perch i legami elastici-lineari fino a rottura non sono attendibili. Valore concettuale di tale approccio quello di fornire una descrizione piuttosto accurata dellimportanza dello spessore della malta sulla resistenza a compressione della muratura.

*** Dipendenza della resistenza a compressione della muratura dal rapporto tra lo spessore del legante e quello dei conci di pietra
Per evidenziare tale dipendenza si proceduto allapplicazione della relazione 4.6 per due differenti qualit di legante:

a)

= 1 3 = 0.15 b legante di buona qualit: m = 0.25 = 1 15


= 1 10 = 0.15 b m = 0.35 = 1 15

b)

legante di scarsa qualit:

Elaborando numericamente la relazione 4.6 per le due qualit di legante, si ottiene il grafico 4.2 in cui le curve relative a tale elaborazione, sembra essere in buon accordo con i risultati sperimentali.

Grafico 2.2 - influenza del rapporto spessore/altezza del pietrame sulla resistenza a compressione della muratura

*** Considerazioni sul legame intercorrente tra la resistenza a compressione della muratura e quella dei materiali costituenti

Grafico 2.3 - resistenza teorica della muratura in funzione delle resistenze dei blocchi e del legante

A partire da modelli semplificati, tipo quello appena descritto, possono essere fatte le seguenti osservazioni sulla dipendenza della resistenza della muratura dalle caratteristiche dei costituenti: 1) La resistenza della muratura cresce rapidamente (pi che proporzionalmente) allaumentare della resistenza dei conci solo quando si adopera un legante di qualit molto buona. Diversamente la resistenza cresce pi lentamente 2) Laumento della resistenza della muratura, allaumentare della resistenza del legante, non di tipo lineare; per raddoppiare la resistenza della muratura occorre quadruplicare quella del legante. 3) Laumento dello spessore dei giunti fa diminuire la resistenza della muratura, in misura tanto maggiore quanto pi la malta di scarsa qualit. 4) La presenza di giunti verticali influenza positivamente la resistenza a compressione della muratura. 5) Il tipo di tessitura e la qualit di esecuzione dei giunti giocano un ruolo significativo nella definizione della capacit resistente a compressione.

*** Metodi empirici per la valutazione della resistenza a compressione della muratura
Per tenere in conto i fattori evidenziati precedentemente ed i limiti dei modelli sopra-descritti sono state proposte numerose formulazioni empiriche diverse. La resistenza a compressione della muratura f wc correlata a quella del pietrame f bc e quella del legante f mc e questa relazione stata espressa da diversi studiosi attraverso diverse formule empiriche (Theodosios P. Tassios, Meccanica delle murature):

- Per i materiali di qualit superiore:


f wc = f bc

(MPa)

f wc = 3 f bc

f mc = 4 f mc

(MPa)

(Hendry, 1981)

f wc =

f bc + 6

f bc f mc f mc + 1.4 4 20

(MPa)

(Tassios, 1983)

f wc

3 1 0.8 f bc = 3 1 0.8 { f mc + 0.4 ( f bc f mc )}

( (

) )

f bc < f mc f bc > f mc

(Tassios, 1985)

- Per i materiali di qualit media:


f wc = f bc

(4 + 0.1 f mc ) + 2
h 12 + 5 w bw

(MPa)

f wc = 0.7

f bc 3 f mc

(MPa)

(Brcker, 1961)

- Per i materiali di qualit bassa:

2 f wc = f bc f 0 + f mc 3
dove:

(MPa)

f 0 = 0.5 MPa per blocchi di pietrame f 0 = 2.5 MPa per pietrame non squadrato = 0.5 per pietrame = 0.1 per mattoni

Pi recentemente le formule precedenti sono state racchiuse in ununica formula:


f wck = K f bc f mc

dove

K = 0.40 0.60 = 0.65 = 0.25

*** Diagramma della muratura a compressione


Il legame , in forma adimensionale, pu essere espresso da:

= 2 . f wc u u
Il grafico 2.4 stato dedotto elaborando i risultati sperimentali di Hendry ed assumendo u = 2.5 3.5.

Grafico 2.4 - curva adimensionale tensioni - deformazioni della muratura compressa

Normalmente di adotta:

Em = 500 1000 fwc Gm = 0.3 0.4 Em

*** Resistenza a trazione La resistenza a trazione delle murature non si pu valutare sulla base di un suo chiaro meccanismo di comportamento. In realt, a seconda dellangolo di inclinazione con cui si crea una lesione per trazione, varia anche la reazione a trazione della muratura stessa. Se la sollecitazione di trazione agisce in direzione verticale si verifica la sconnessione del legante (fig. 2.8), per cui la resistenza a trazione della muratura pu essere espressa come percentuale della resistenza a trazione della malta:

f wt = f mt
dove: =

2 dipende fortemente dalla compattezza e dallo stato di 3 conservazione

Figura 2.8 - resistenza a trazione "verticale" della muratura

Daltra parte, la resistenza a trazione della muratura in direzione orizzontale dipende: - dalla resistenza allo scorrimento tra legante e conci di muratura (fig. 2.9a) - dalla resistenza a trazione dei soli conci (fig. 2.9b)

Figura 2.9

Non si conosce come procedere al calcolo della resistenza a trazione della muratura al variare dellangolo secondo cui agisce la tensione principale di trazione ma nel grafico 2.10 si riporta come varia la resistenza a trazione in funzione dellangolo lungo cui si presenta la tensione principale di trazione.

Grafico 2.10 - resistenza a trazione della muratura in funzione dell'angolo lungo cui si presenta la tensione principale di trazione

In queste considerazioni non si tenuto presente il ruolo sfavorevole della tensione trasversale di compressione. Un ruolo significativo giocato dal grado di assorbimento dellacqua da parte degli elementi lapidei che cos privano il legante della necessaria quantita di acqua per poter svolgere completamente le reazioni di idratazione. Considerata lestrema aleatoriet legata alla definizione della resistenza a trazione, tale contributo viene normalmente trascurato nella definizione dei modelli meccanici di resistenza della muratura. Essa, tuttavia, potrebbe giocare un ruolo significativo nella definizione della capacit resistente di un maschio murario per azioni fuori dal proprio piano.

*** Resistenza per stati tensionali complessi (biassiali) A causa dellanisotropia, nellanalisi del comportamento della muratura soggetta a stati tensionali complessi necessario fare riferimento, oltre alle componenti del tensore degli sforzi macroscopici, anche al loro orientamento rispetto agli assi di ortotropia del materiale. Nel caso di stati tensionali le cui risultanti sono contenute nel piano medio della parete, possibile fare ricorso al modello di stato di sforzo piano. In tal caso sono necessari tre parametri per descrivere compiutamente lo stato tensionale macroscopico. Una possibilit di utilizzare le tensioni principali 1, 2 e langolo formato da una delle tensioni principali con la direzione dei letti di malta.

Il comportamento ortotropo della muratura risulta particolarmente evidente quando la malta ha caratteristiche di resistenza nettamente inferiori a quelle degli elementi. Nelle figure 13.29 e 13.30 anche possibile notare la forte dipendenza della resistenza a trazione o a compressione monoassiale, e dei meccanismi fessurativi associati, dallorientamento rispetto ai letti di malta.

Capacit resistente di un maschio murario soggetto a compressione e taglio (generati da carichi V ed H insieme)

*** Meccanismi di rottura e loro formulazioni analitiche


Le modalit di cedimento di un pannello di muratura, isolato, non armato, e senza aperture, possono essere le seguenti: 1)
Scorrimento a taglio a circa met altezza della parete. Avviene per bassi valori di sforzo assiale. La distribuzione delle tensioni tangenziali di tipo parabolico col valore massimo di u = lungo lasse geometrico della parete dove risulta 1.5 (fig. 4.8) Il cedimento si verifica per lo scorrimento fra la malta e il pietrame (o mattoni) con andamento a scaletta e viene espresso dalla relazione:

1 u = cmb + 0 dove: cmb = coesione tra malta e conci di muratura


-

= coefficiente di attrito
lungo il giunto orizzontale

0.17 0 f wc
23

>2

2)

Rottura per trazione e taglio. Avviene per valori intermedi di sforzo normale. La presenza simultanea di tensioni sia tangenziali che di trazione pu comportare una concentrazione delle stesse che conducono alla creazione di lesioni dovute a taglio-trazione nella parete muraria; tali lesioni compaiono inizialmente nel centro della muratura, dove le tensioni tangenziali e di trazione raggiungono il loro valore massimo. Un criterio di rottura semplificato in funzione delle tensioni 0 e , il seguente:

= 3)

f wt 1+ 0 f wt 2.3

Rottura locale per compressione in prossimit dellangolo inferiore della parete. Avviene per elevati valori di sforzo assiale

= ( f wc 0 )

x 2 y

dove x e y sono, rispettivamente, le dimensioni dei mattoni in direzione orizzontale e verticale (serve per ricondurre lo stato tensionale macroscopico a quello locale dei due materiali).

*** Valutazione della capacit resistente di un maschio murario a presso-flessione


Azione nel piano medio del pannello murario:
Verifica fessurazione (distribuzione tensioni lineare) M fess
2 N l t = + f mt spesso pongo fmt = 0 lt 6

Verifica allo SLU (adozione dello stress block)


N m tl 2 l a Nl Mu = N 1 1 m = = 2 f wc 2 2 f wc l t

= 0.85 1

Azione fuori dal piano medio del pannello murario:


Verifica fessurazione (distribuzione tensioni lineare valida fino 0.4 fwc) Ponendo fmt = 0 ottengo
M fess = N Nt 2 posso valutare anche la max = in compressione 3 t 6 l et 2

Verifica allo SLU (adozione dello stress block)


N m lt 2 m t a Nt Mu = N 1 1 = = f 2 f l t 2 2 wc wc

= 0.85 1
Per la capacit resistente del pannello diventa fondamentale la presenza di sforzo assiale; per edifici bassi la capacit di resistenza a trazione diventerebbe fondamentale ma noi la trascuriamo comunque. Hanno significativa influenza anche il tipo di vincolo dato dai solai (cerniera o incastro) e dagli ammorsamenti laterali con altri muri.

Resistenza per Taglio


E un meccanismo fragile e il taglio di prima fessurazione compare a 0.85-1.00 Tu. Solitamente nascono fessure diagonali a scaletta (seguono i giunti di malta) o interessano anche i mattoni. Altra modalit lo scorrimento di una parte del muro sullaltra lungo una o pi superfici di frattura orizzontali.

Valido per pannelli snelli (b=1.5); esteso a quelli tozzi con b=1.

Non tiene in conto la fessurazione diagonale

Tentativo di riunire in una unica formulazione i due meccanismi di rottura per taglio visti in precedenza. Valida solo per muri di mattoni.

Effetti del secondo ordine:


Finora sono stati trascurati ma vanno combinati con le formule viste in precedenza; per i pannelli in muratura linstabilit pu essere un problema significativo a causa della snellezza relativamente elevata nei confronti di azioni fuori dal piano. Molti modelli teorici sono basati sulla risoluzione dellequazione differenziale che descrive la deformata di una striscia di muro assimilabile ad una colonna in materiale non reagente a trazione. La soluzione relativa al caso di vincolo a doppia cerniera e supponendo un comportamento indefinitamente elastico lineare. Il caso base, con un carico privo di eccentricit, stato calibrato per fornire instabilit per una snellezza di 25 (h/t); questa formulazione ha avuto il merito di mettere in evidenza limportanze della parzializzazione w quindi della diminuzione di sezione e di rigidezza. Per una formulazione pi aderente alla realt necessario tenere in conto il limite di resistenza ed il comportamento non lineare del materiale. Hanno molta influenza anche le condizioni di vincolo (cerniera incastro) e gli ammorsamenti laterali con altri muri. Nella prassi progettuale si utilizzano dei coefficienti che vanno a ridurre la resistenza. La snellezza di norma viene limitata tra 20 e 30.