Sei sulla pagina 1di 20

ANALISI PUSHOVER PER

CEMENTO ARMATO
Con l’utilizzo del software Midas Gen

Seconda Edizione
Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o
trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico,
meccanico o altro senza l’autorizzazione dei proprietari dei diritti
e dell’autore.

No parts of this publication may be copied or transmitted in any shape or form, and
by any type of electronic, mechanical or different means, without permission of the
copyright holder and the publisher.

© Copyright 2019 – CSPFea s.c

“Analisi Pushover Per Cemento Armato”

Prodotto e distribuito
da:

CSPFea s.c.
Via Zuccherificio 5/d
35042 Este (PD)
www.cspfea.net info@cspfea.net
Tel. 0429602404
Fax. 0429610021

a cura di:
Ing. Carlo Tuzza – CSPFea
con la collaborazione di:
Laureando Antonio Limena
2° Edizione – Marzo 2019

2
INDICE

INTRODUZIONE: Vantaggi dell’analisi pushover

1. La Struttura

2.1 Pushover global control

2.2 Pushover Load Cases

2.3 Define Pushover Hinge Properties

2.4 Assign Pushover Hinge Properties

2.5 Perform Pushover Analysis

2.6 Pushover Analysis Result

3 Safety Verification
Introduzione: Vantaggi dell’analisi Pushover

L’analisi PushOver è una analisi statica non lineare che ha lo scopo di studiare il comportamento
plastico e dissipativo della struttura. Oltre allo studio della ridistribuzione degli sforzi e al
monitoraggio del danneggiamento negli elementi strutturali, si può arrivare anche a cogliere un
cinematismo di collasso.
Questo tipo di analisi presenta dei limiti di applicabilità da confrontare con quanto richiesto dalla
normativa di progetto. Nel caso di normativa italiana si fa riferimento alle NTC18 cap7.3.4.2

Questo tipo di analisi può essere applicato per gli scopi e nei casi seguenti:

-valutare i rapporti di sovraresistenza αu/α1 per la determinazione di q;

-verificare l’effettiva distribuzione della domanda inelastica negli edifici progettati con il fattore di
riduzione q;

-la possibilità di verificare le conseguenze della perdita di resistenza di un elemento sulla stabilita
dell'intera struttura;

-l'individuazione delle zone critiche dove si ha maggiore richiesta di duttilità;

-l'individuazione di irregolarità in pianta o in altezza in termini di resistenza che causano modifiche


della risposta dinamica in campo non lineare;

-la valutazione degli spostamenti relativi fra i piani tenendo conto delle discontinuità di resistenza e
rigidezza fra i piani. In questo modo è possibile controllare il danno di elementi non strutturali;

-il monitoraggio continuo di deformazioni, sollecitazioni, snervamento e rottura nei singoli elementi,
nonché della curva di capacità dell'intera struttura;

-come metodo di progetto per gli edifici di nuova costruzione sostitutivo dei metodi di analisi
lineari;

-come metodo per la valutazione della capacità di edifici esistenti.


1. La struttura

Per l’esempio oggetto di studio viene considerato un telaio bidimensionale. Affinché venga
considerato tale dal software è opportuno settare sotto il comando Structure/Structure Type la
spunta su X-Z Plane.

Come si può notare dal Tree Menu, la struttura è in calcestruzzo C25/30 con dei vincoli di incastro
applicati alla base.
La sezione dei pilastri è 50x65 cm, mentre quella delle travi è 45x60 cm.
I carichi permanenti hanno valore di 35kN/m, mentre quelli variabili di 12kN/m.
Per la definizione dello spettro si utilizza il file excel: Spettri-NTCver.1.0.3 del ministero dei lavori
pubblici. Ne viene definito uno per ogni stato limite. Attenzione che in caso di analisi PO bisogna
usare spettro elastico q=1 in fase di verifica

Infine vengono inserite le barre di armatura tramite RC design.


2.1 Pushover Global Control
PUSHOVER GLOBAL CONTROL STORY SHEAR (RESPONSE SPECTRUM ANALYSIS)

Come primo passo per effettuare l’analisi bisogna impostare la finestra di Global Control.

Geometric Nonlinearity type – Large Displacements: Opzione che permette di considerare


l’aggiornamento della matrice geometrica per tenere conto di ipotesi in grandi spostamenti.
Initial load: Si definisce il caso di carico iniziale, cioè quello relativo allo stato di fatto che può essere
associato ad un fattore di scala pari a 1 per il permanente e 0.3 per accidentali da affollamento.
Viene svolta un’analisi non lineare anche per il carico statico verticale.
Substeps: N° di sottostep che il programma può utilizzare per cercare la soluzione all’interno di ogni
singolo step ( si consiglia un valore compreso tra 10 e 30 ).
Iterations: Le iterazioni sono i tentativi che l’algoritmo compie per arrivare a convergenza, nello
specifico hanno lo scopo di ricercare le condizioni di equilibrio della struttura per il singolo step.
Converge Criteria: I criteri di convergenza sono 3 l’utente può sceglierne uno o più di uno
contemporaneamente, per una teoria più dettagliata si cerchi in letteratura o manuale. Essi sono:
Displacement Norm: si utilizza per cercare convergenza su sistemi flessibili dove lo spostamento è
dominante rispetto la forza (strutture in acciaio, talvolta cls)
Force Norm: si utilizza per cercare convergenza su sistemi rigidi dove la forza è dominante rispetto lo
spostamento (strutture muratura, talvolta cls a setti)
Energy Norm: per sistemi misti in genere si abbina ad una delle due precedenti, più criteri di
convergenza si impongono maggiore è la sicurezza della soluzione ma di conseguenza aumenta
l’onere di calcolo.
In genere va bene un valore di tolleranza 0.001 per modelli ordinari anche 3D, tuttavia in alcuni casi
si può forzare a 0.01 per modelli particolarmente complessi.
2.2 Pushover Load Cases
PUSHOVER LOAD CASE PUSHOVER LOAD CASES

Il procedimento impone 2 sistemi di forze per l’analisi non lineare. Il primo deve essere
proporzionale alle masse, per esempio un’accelerazione orizzontale uniforme che investe le masse
sismiche scelte. Il secondo sistema di forze deve essere proporzionale al prodotto delle masse per la
deformata corrispondente al primo modo di vibrare (approssimata a quella da utilizzare per una
analisi statica lineare).
Le distribuzioni di forza proporzionali al primo modo (distribuzione lineare) colgono meglio la
risposta dinamica finché la struttura rimane in campo elastico, mentre quando si raggiungono
grandi deformazioni la risposta dinamica è meglio rappresentata da distribuzioni di forze
proporzionali alle masse.
2.2 Pushover Load Cases
PUSHOVER LOAD CASE PUSHOVER LOAD CASES

N° step: numero di parti in cui si divide il carico di spinta da 30 a 200 a seconda dalla complessità
del modello.

Use Initial Load: tenere conto del caso di carico di partenza quello relativo allo stato di fatto.

P delta: durante l’analisi è possibile tenere conto di un effetto del secondo ordine poiché ha
caratteristiche di natura non lineari.

INCREMENTAL METHOD

Load Control: ad ogni incremento di forza si trova il corrispondente spostamento appartenente alla
curva, utile per curve di tipo elasto plastiche incrudenti. Questo metodo non è in grado di trovare
soluzioni nel caso di curve softening o perfettamente plastiche.

Displacement Control: questo metodo è più sofisticato poiché abbina l’incremento di forza ad un
controllo di spostamento ed è quindi in grado di descrivere curve di capacità con caratteristica a
tratto softening. Ad ogni incremento di forza abbina un controllo sullo spostamento in modo da
trovare soluzione anche quando la forza è decrescente.

Global – Max Traslation Displacement: Il programma sceglie da solo il punto di controllo, cercando
quello di massimo spostamento ad ogni step.

Master Node: L’utente sceglie il nodo di controllo , la direzione , e lo spostamento massimo. Il nodo
di controllo in una struttura ordinaria di solito è scelto in copertura in prossimità del baricentro.

Max Displacement: Non esiste una regola precisa infatti talvolta si deve procedere per tentativi
sulla base della curva ottenuta affinchè siano presenti in essa i tre stadi elasto plastico e rottura.

Analysis Stopping Condition: E’ una condizione per fermare l’analisi prima del raggiungimento di
labilità, nel caso specifico se si raggiunge una deformabilità limite tra piani espressa con angolo di
inclinazione in radianti.
2.3 Define Pushover Hinge Properties
PUSHOVER HINGE PROPERTIES DEFINE PUSHOVER HINGE PROPERTIES

Attraverso questo comando si vanno a definire le tipologie di cerniere plastiche che ci si aspetta
vengano a formarsi nella struttura, attraverso diverse caratteristiche;
- Tipologia e materiale dell’elemento considerato;
- Relazione Momento-Rotazione o Momento-Curvatura (Concentrata o distribuita);
- Interazione con lo sforzo assiale dell’elemento (Pressoflessione retta o deviata);
- Posizione della cerniera plastica all’interno dell’elemento a seconda della sollecitazione che la
genera.
ESEMPIO DI SETTAGGIO CERNIERA PLASTICA PER TRAVI

Sistema di riferimento locale


a cui fanno riferimento le
cerniere plastiche
La cerniera definita secondo Eurocodice 8 è in
grado di rappresentare il fenomeno fisico che si
sviluppa all’interno del singolo elemento
durante l’incremento di una sollecitazione
qualsiasi. NB: la cerniera Eurocodice 8 è la
stessa proposta da NTC 2018.
Essa presenta:

- AB tratto elastico;
- BC tratto plastico;
- CD tratto di rottura con abbattimento
improvviso di resistenza e rigidezza;
- DE resistenza residua priva di significato fisico
ma necessaria per individuare una soluzione
numerica.
2.3 Define Pushover Hinge Properties
PUSHOVER HINGE PROPERTIES DEFINE PUSHOVER HINGE PROPERTIES

ESEMPIO DI SETTAGGIO CERNIERA PLASTICA PER PILASTRI

Dominio di resistenza
della cerniera plastica
P-M
2.3 Define Pushover Hinge Properties
PUSHOVER HINGE PROPERTIES DEFINE PUSHOVER HINGE PROPERTIES

Vediamo le tipologie di cerniere plastiche da Eurocodice 8 che il software propone a seconda della
sollecitazione plastica da considerare:

Sforzo di taglio (Fz):


La rottura è fragile e la cerniera non presenta
un tratto plastico in entrambe le direzioni.

Flessione (My):
La rottura è duttile e la cerniera presenta tratto
plastico in entrambe le direzioni.

Sforzo assiale (Fx):


La rottura è duttile in direzione positiva
(trazione) dove presenta tratto plastico, mentre
è fragile in direzione negativa (compressione)
dove giunge direttamente a rottura.

Torsione (Mx):
Questa cerniera è di tipo trilineare e non
prevede una rottura dell’elemento per
raggiungimento di Momento a torsione ultimo.
2.4 Assign Pushover Hinge Properties
PUSHOVER HINGE PROPERTIES ASSIGN PUSHOVER HINGE PROPERTIES

Una volta definite le cerniere plastiche esse andranno assegnate agli elementi corrispondenti sui
quali ci si aspetta la loro formazione.

La rappresentazione della cerniera plastica è uguale a quella dei vincoli, dove ogni spicchio colorato
corrisponde al grado di libertà che verrà a mancare.
2.5 Perform Pushover Analysis
PUSHOVER PERFORM ANALYSIS PERFORM PUSHOVER ANALYSIS(ALL)

-----------------------------------------S T A R T I N G SOLUTION

MULTI-FRONTAL SOLVER
AVAILABLE MEMORY = 5.5 GBYTES
ENTRY PHASE FOR RENUMBERING
ENTRY NUMBERING_EQN
ENTRY FORM_STIFF_MASS_LOAD
THE INDIVIDUAL ELEMENT STIFFNESS AND LOAD MATRICES WILL NOW BE FORMED.
ELEMENT NO. : 45 OF 45
ENTRY SOLUTION PHASE

TOTAL NUMBER OF PUSHOVER HINGES PROPERTIES : 45 ( 0.337 MBYTES )


TOTAL NUMBER OF PUSHOVER HINGES STATUS : 180 ( 0.154 MBYTES )

< PUSHOVER LOADCASE NO. 0 / 2 (INITIAL LOADCASE)>


* INCREMENT METHOD : FORCE CONTROL( Auto-Stepping Control ) Caso di carico iniziale :
* INCORE MULTI-FRONTAL SOLVER
Stato di fatto
----INC. STEPS- ----SUBSTEP- --ITERATION- --ELAPSED / TOTAL TIME----
1/ 1 1 2 0.060 / 0.060 [sec]

< PUSHOVER LOADCASE NO. 1 / 2 >


* INCREMENT METHOD : DISPLACEMENT CONTROL( Maximum Translational Displacement )
* ANALYSIS OPTION : NONE
* CONSIDERING INITIAL LOADCASE
* LOADCASE LOAD TYPE : MODE SHAPE Primo caso di
* INCORE MULTI-FRONTAL SOLVER
spinta PO
----INC. STEPS- ----SUBSTEP- --ITERATION- --LOAD PARAMETER- --ELAPSED / TOTAL TIME----
100 / 100 171 695 0.400 1.170 / 1.170 [sec]

* ELEMENT RESULT & PUSHOVER HINGE RESULT OUTPUT


DISPLACEMENT RESULT NODE NO. : 30 OF 30
DISPLACEMENT RESULT NODE NO. : 30 OF 30
BEAM ELEMENT NO. : 45 OF 45
REACTION SAVE NO. : 31 OF 31
PUSHOVER HINGE NO. : 180 OF 180

< PUSHOVER LOADCASE NO. 2 / 2 >


* INCREMENT METHOD : FORCE CONTROL( Auto-Stepping Control )
* ANALYSIS OPTION : NONE
* CONSIDERING INITIAL LOADCASE
* LOADCASE LOAD TYPE : UNIFORM ACCELERATION (MASS) Secondo
* INCORE MULTI-FRONTAL SOLVER caso di
----INC. STEPS- ----SUBSTEP- --ITERATION- ---CRNT STIF(%)- --LOAD PRAMTER- --ELAPSED / TOTAL TIME---- spinta PO
20 / 20 20 47 28.62 / 100.00 1.000 / 1.000 0.140 / 0.140 [sec]

* ELEMENT RESULT & PUSHOVER HINGE RESULT OUTPUT


DISPLACEMENT RESULT NODE NO. : 30 OF 30
DISPLACEMENT RESULT NODE NO. : 30 OF 30
BEAM ELEMENT NO. : 45 OF 45
REACTION SAVE NO. : 31 OF 31
PUSHOVER HINGE NO. : 180 OF 180
-----------------------------------------S O L U T I O N T E R M I N A T E D
YOUR MIDAS JOB IS SUCCESSFULLY COMPLETED.......C:\Users\Anton\Desktop\TIROCINIO\Pushover\File\TelaioPushover
TOTAL SOLUTION TIME..: 2.36 [SEC]
2.6 Pushover Analysis Result
PUSHOVER PUSHOVER RESULTS PUSHOVER CURVE

Facendo eseguire al software l’analisi si ottiene la curva di capacità della struttura.


Si nota subito come la curva non descriva completamente il comportamento della struttura. Si va
allora ad aumentare il Max displacement definito nei Pushover Load Cases (da 0.25m a 0.4m).

A volte anche se l’analisi va a buon fine può accadere che in corrispondenza delle cerniere plastiche,
che comportano una grande variazione della rigidezza, si formino delle imprecisioni numeriche
come dei picchi. E’ possibile aggiustare l’analisi andando a modificare i valori di N° Step, N° Substep
o N° iterazioni.
In questo caso, si può ottenere lo stesso miglioramento andando ad aumentare il N° di Step da 70 a
80, o aumentando il N° di Substep da 10 a 15.

Abbiamo ora ottenuto una buona curva di capacità che presenta tutti e 3 i tratti di interesse
(elastico, plastico e rottura).
2.6 Pushover Analysis Result
PUSHOVER PUSHOVER RESULTS HINGE STATUS RESULT

A seguito dell’analisi, tramite il comando Hinge Status Result sarà possibile visualizzare ad ogni step
di incremento di carico:

Deformation: Deformazione totale della cerniera plastica;

Plastic Deformation: Componente plastica della deformazione totale;

Force: Valore della forza selezionata agente sulla cerniera plastica;

Status of Yelding: Lo stato delle cerniere plastiche all’interno della struttura durante la spinta. Delle
3 opzioni occorre selezionare quella relativa alle cerniere inserite.

La legenda classifica le cerniere plastiche in base al tratto in cui si trovano come descritto in
precedenza per la cerniera da Eurocodice 8.

Tramite comando Pushover/Forces/Beam Diagrams è possibile anche visualizzare la ridistribuzione


delle forze all’interno della struttura dopo l’apertura delle cerniere plastiche per ogni step di carico.
2.6 Pushover Analysis Result
PUSHOVER PUSHOVER RESULTS HINGE STATUS RESULT

Vediamo l’apertura delle cerniere plastiche nel telaio di esempio all’aumentare degli step di carico a
seconda della sollecitazione che le genere.

FLESSIONE (Ry)

Step 57 Step 58

Tra lo step 57 e 58 abbiamo il primo calo improvviso di resistenza della struttura dovuto al collasso
delle cerniere plastiche situate nei pilastri che possiamo individuare nelle immagini in colore
arancione e rosso.

TAGLIO (Dz)

Step 57 Step 58

Si noti come anche per le cerniere al taglio la rottura avvenga tra lo step 57 e il 58.

Per quanto riguarda le cerniere plastiche a compressione invece esse non si aprono mai in quanto
posizionandoci allo step 100 le possiamo vedere ancora tutte blu.

Da questi risultati deduciamo quali sono gli elementi deboli della struttura che possono portare al
collasso e che di conseguenza si può intervenire.
2.6 Pushover Analysis Result
PUSHOVER DEFORMATIONS DEFORMED SHAPES

Nel caso in esempio, la struttura presenta il collasso delle


cerniere plastiche dovute sia alla flessione che al taglio allo
step 57. Tramite questo comando è possibile visualizzare
quale tipo di rottura domina ogni singolo elemento della
struttura e quale percentuale della struttura intera è
soggetta a quel tipo di rottura.
Caso di spinta e numero step al quale si vuole visualizzare il
risultato.

Componente dello spostamento che si vuole tenere in


considerazione.

Possiamo ora dire che la rottura dei pilastri centrali allo step
57 è dovuta allo sforzo di taglio al quale segue come diretta
conseguenza quella per momento flettente.
2.6 Pushover Analysis Result

L’analisi Pushover prevede il confronto della curva di capacità ottenuta con lo spettro di risposta
elastico, il quale però vale per un elemento SDOF quindi ad un solo grado di libertà. Affinché si
possano correttamente confrontare è necessario trasformare la curva di capacità ottenuta per il
nostro sistema MDOF in una curva corrispondente a una struttura SDOF equivalente bilineare.

Il passo successivo consiste nella determinazione del punto (in termini di spostamento) della nostra
curva di capacità in corrispondenza del quale bisogna effettuare le verifiche.
2.6 Pushover Analysis Result
PUSHOVER PUSHOVER RESULTS PUSHOVER CURVE

Il Software esegue i passaggi precedentemente descritti tramite questa finestra dove bisognerà
definire gli spettri di risposta con i quali dovrà essere confrontata la curva di capacità equivalente
bilinearizzata.

Dopo aver selezionato gli spettri di risposta desiderati per le verifiche, premere il pulsante Draw per
effettuare il confronto e salvare in memoria i risultati, che vengono visualizzati nella tabella dove
vengono riportati per ogni stato limite lo spostamento effettivo del nodo di controllo e lo step di
carico associato. Tramite il pulsante Text Output è possibile visualizzare nello specifico i parametri
che il software utilizza per il calcolo dello spostamento.
3. Safety Verification
PUSHOVER PUSHOVER HINGE RESULTS SAFETY VERIFICATION

Utilizziamo questo comando per visualizzare in formato tabellare i risultati delle verifiche duttili e
fragili degli elementi strutturali:

Stato limite al quale si vogliono effettuare le verifiche.

Fattore di confidenza da utilizzare nel processo di verifica


per la riduzione della capacità a seconda del livello di
conoscenza in cui ci si pone.
Filtro di verifiche che si vogliono effettuare

Verifiche duttili (Rad) Verifiche fragili (kN)

Esegue il rapporto tra


domanda e capacità che
restituisce come output
OK se risulta <1 (verifica
soddisfatta) e NG se >1
(verifica NON soddisfatta)

Cliccando il tasto destro ovunque sulla tabella e selezionando la voce Set Safety Parameters
è possibile tornare alla finestra precedente e poter selezionare diversi parametri per le
verifiche.