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NOVITÀ DALLA RUREDIL

Nuova tecnologia per il restauro strutturale dei solai in


laterocemento sfondellati

AUTORE: Mario Marongiu ingegnere libero professionista

1. NOTE SULLO SFONDELLAMENTO DEI SOLAI

Lo sfondellamento dei solai in latero-cemento è un fenomeno che si sta manifestando


con sempre maggiore frequenza, nella maggior parte dei casi all’improvviso, spesso
senza evidenti segnali di pericolo.
Esso interessa, in modo particolare, i solai con travetti realizzati in opera e riguarda in
genere fabbricati costruiti a partire dal primo dopoguerra.
Le tecnologie più note per la messa in sicurezza dei solai in laterocemento sono in
parte sistemi antisfondellamento ed in parte interventi di ristrutturazione dei travetti
che prevedono l’applicazione al loro intradosso di armature metalliche o, più spesso,
fibre o reti con sottili fili di acciaio ad alta resistenza.
Per tutte queste tipologie di interventi esistono dei precisi limiti di applicabilità che
devono essere, di volta in volta, valutati.
Trascureremo i sistemi antisfondellamento, dei quali la Ruredil ha quello denominato
X-Plaster W-System, particolarmente efficace, e dedicheremo la nostra attenzione
agli interventi di ristrutturazione veri e propri con particolare riferimento al nuovo
sistema Ruredil X Beam System, novità del settore, protetta da Brevetto per Modello
di Utilità, e del quale la Ruredil è licenziataria.
Gli interventi di ristrutturazione dei solai riguardano di solito fabbricati datati realizzati,
nella quasi totalità, quando era in vigore il R.Decreto – Legge 16 Nov. 1939 n.2229 –
Norme per l’esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice ed armato.
Il carico di sicurezza nelle sollecitazioni di flessione pressoflessione e taglio doveva
assumersi come segue:
A Conglomerato di cemento idraulico normale (Portland)
Ãc = 40 Kg/cm2 ÃÄ = 4 Kg/cm2 Ãr 28 e 120 Kg/cm2
B Conglomerato di cemento normale ad alta resistenza ed alluminoso
Ãc = 50 Kg/cm2 ÃÄ = 6 Kg/cm2 Ãr 28 e 160 Kg/cm2

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C Nel caso venisse eseguita la determinazione preventiva della resistenza cubica a
28 g. e questa venisse costantemente controllata durante l’esecuzione del lavoro
si potevano assumere i seguenti valori :
Ãc = 75 Kg/cm2 Ãr 28 e 225 Kg/cm2
D Per l’acciaio si adottava il carico di sicurezza:
Ãf = 1400 Kg/cm2
Nella generalità dei casi durante l’ispezione di un solaio datato siamo in presenza di
un manufatto realizzato con calcestruzzo della tipologia A o B.
All’epoca le conoscenze tecniche erano scarse ed i mezzi di produzione del
calcestruzzo erano alquanto approssimativi e si aveva poco e nessun riguardo al
fenomeno della carbonatazione.
Le barre di armatura dei travetti non sempre venivano ben protette dalla malta con
conseguente formazione di ruggine e successiva espulsione del copriferro.
Le tecnologie di rinforzo richiamate prevedono sostanzialmente il trasferimento delle
tensioni della nuova armatura “per aderenza” all’interfaccia matrice–substrato,
intendendo per matrice il collante che può essere resina epossidica bicomponente o
malta cementizia ad alta resistenza.
Appare evidente la necessità di accertare l’idoneità di ciascun travetto ad essere
rinforzato agendo esclusivamente sul lato inferiore con una nuova armatura che deve
interagire con tutta la sezione.
E’ di fondamentale importanza conoscere l’evoluzione storica delle caratteristiche dei
materiali utilizzati nell’edilizia per ottenere il migliore risultato dall’accoppiamento dei
materiali originali di scarse caratteristiche di resistenza con quelli attuali dotati di
maggiori caratteristiche di resistenza.
Il primo controllo è quello della omogeneità su tutta l’area da rinforzare per
scongiurare problemi di asportazione di un sottile strato di calcestruzzo (peeling) o il
distacco del copri ferro non precedentemente asportato.
Il secondo controllo è quello di verificare la resistenza a compressione del
calcestruzzo originale, resistenza che non dovrebbe essere mai inferiore a 150
Kg/cm2.
Nella maggior parte dei casi la superficie esterna dei travetti da ristrutturare è più o
meno ammalorata, con porzioni di calcestruzzo danneggiato o staccato dal resto e
dalle armature. Le parti staccate o in fase di distacco devono essere sempre rimosse
e ripristinate con malte idonee ad alta adesività.
Eventuali fessure devono essere ripulite e intasate di idonea malta antiritiro o
ancorante chimico in cartuccia.

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In caso contrario si possono generare sconnessioni della superficie che a loro volta
possono innescare concentrazioni di tensioni parassite.
Le figure che seguono mettono in evidenza il fenomeno per rinforzi a flessione e
taglio quando non viene assicurata la perfetta adesione del rinforzo.

Il fenomeno sarebbe facilmente evitabile in un travetto le cui facce laterali fossero ben
visibili, come avviene per una trave, e dove sarebbe possibile l’intasamento delle
fessure difficilmente aggredibili dal basso.
Nella realtà la situazione è molto più complessa perché le superfici laterali del
calcestruzzo dei travetti sono sempre nascoste alla vista dalle pareti delle pignatte
rimaste in sito.
Nel caso di solaio sfondellato si ha il distacco delle cartelle e dei diaframmi ma
rimangono sempre in sito le porzioni di laterizio a diretto contatto col calcestruzzo dei
travetti e della caldana.

Per avere la massima garanzia, prima dell’applicazione dei nuovi rinforzi, in teoria
dovrebbero essere rimosse anche queste porzioni di laterizi, operare la bonifica
completa dei travetti e procedere alla sigillatura di tutte le fessure.
L’uso dei materiali composti in genere presuppone la presenza di personale
appositamente addestrato in grado di evitare meccanismi di crisi dovuti al fatto che il
comportamento meccanico di questi materiali è molto complesso per effetto della loro
disomogeneità e anisotropia.
Deve essere curato l’allineamento delle fibre per evitare la compressione della
matrice sotto l’azione del carico.
Deve essere curata la distribuzione delle fibre in modo da non provocare il generarsi
di tensioni tangenziali tra fibre e matrice, fenomeno più noto come “taglio
intralaminare” sotto l’azione del carico.
Nel caso di matrici a base polimerica bisogna evitare che restino bolle d’aria durante
l’impregnazione o si sviluppino gas durante la polimerizzazione della resina.

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Nel caso di matrici a base cementizia è sufficiente superare eventuali difficoltà
dell’operazione di impregnazione delle fibre a causa della viscosità della malta.
Con questa tecnologia deve essere posta particolare cura a risolvere il problema
delle azioni di taglio dei travetti se molto ammalorati sia nel calcestruzzo che nelle
armature.
Non ultima devono evitarsi le matrici epossidiche nelle strutture che possono essere
soggette ad alte temperature, a meno che non si prevedano idonee protezioni al
fuoco, e optare per le matrici a base cementizia.
Tutte le tecnologie sopra richiamate, e che sostanzialmente consistono nell’incollare
alla base dei travetti fibre o reti monodirezionali ad alta resistenza, sono
particolarmente valide nei casi di solai poco o nulla degradati quando si vogliono
aumentare le loro capacità portanti.

2. LA NUOVA TECNOLOGIA

Tutti i problemi sopra elencati ed in particolare in presenza di solai fortemente


degradati possono essere superati applicando una tecnologia indipendente dalle
caratteristiche e dello stato di conservazione del calcestruzzo e delle armature dei
travetti originali.

Si tratta di una NUOVA TECNOLOGIA PER LA RISTRUTTURAZIONE DI SOLAI IN


LATERO CEMENTO CON TRALICCI PIANI ASIMMETRICI E MALTA DA
RESTAURO STRUTTURALE protetta da Brevetto per Modello di Utilità e del quale la
Soc. RUREDIL è licenziataria.

La nuova tecnologia è sempre applicabile nei casi in cui si sia verificato un principio di
sfondellamento e nei casi in cui si giudichi opportuno rimuovere fondelli e cartelle dei
blocchi di laterizio per garantirsi, in modo definitivo, dal rischio di sfondellamento nel
tempo.
È sempre applicabile qualunque sia il degrado delle armature e quello del
calcestruzzo dei travetti.
E’ particolarmente efficace nei casi in cui, dopo l ‘espulsione del copriferro e inizio del
processo di sfondellamento, si evidenziano cavità e gravi ammaloramenti dei travetti
tali da mettere in dubbio la garanzia del loro utilizzo con interventi limitati al rinforzo
del bordo inferiore.
Caratteristica essenziale di questa nuova tecnologia è quella di creare intorno a tutti o
parte dei travetti ammalorati nuovi travetti ad U di calcestruzzo armato ad alta

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resistenza tali da ripristinare o aumentare la capacità portante del solaio iniziale in
modo totalmente autonomo e quindi indipendentemente dal grado di
ammaloramento.
Viene cosi ridotta la vulnerabilità di un elemento che diventa a tutti gli effetti
strutturale con grande beneficio per la resistenza sismica dell’intero edificio.
Con semplici accorgimenti si possono sia garantire che aumentare le capacità
portanti originali con il rinforzo di un travetto ogni due ammalorati o di un travetto ogni
tre ammalorati.
Si riportano alcune tipologie di modalità operative ed il tipico traliccio elettrosaldato.
TAV. 1 – Ristrutturazione di tutti i travetti.
L’intervento viene eseguito totalmente dal basso con o senza l’ausilio di
puntelli
TAV. 2 - Ristrutturazione di un travetto su due.
Si può adottare nel caso in cui sia prevista la rimozione del pavimento e sia
possibile realizzare una nuova soletta armata al di sopra di quella originale
ed in modo particolare in casi di miglioramento o adeguamento sismico del
fabbricato interessato.
TAV. 3 – Ristrutturazione di un travetto su tre.
Procedimento analogo al caso precedente.
TAV. 4 – Traliccio elettrosaldato standard:
Nella tavola è rappresentata la tipologia del traliccio, la tabella con le
caratteristiche per le varie altezze ed un tipico di utilizzazione accoppiando
ad un traliccio due mezzi tralicci

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3. IL SISTEMA RUREDIL X BEAM

Elemento essenziale per l’applicazione della nuova tecnologia di rinforzo strutturale


dei solai in latero-cemento è il traliccio metallico piano elettrosaldato in unione
solidale con malta da restauro strutturale.
Il traliccio fornito dalla Ruredil è asimmetrico con corrente inferiore Ø8, corrente
superiore Ø6 e staffa continua Ø6 tutti di acciaio classe B450 C/A nervato.
Si prevedono tre tipologie con altezza rispettivamente 120, 160 e 200 mm.
Per la diffusione capillare della tecnologia si prevede di fornire tralicci della lunghezza
fissa di 300 cm, riuniti in fasci e pallet di fasci, facilmente maneggiabili e facilmente
trasportabili.
La continuità strutturale in zona tesa sarà garantita da una sovrapposizione di due
maglie della staffatura pari a 40 cm e quindi 50 diametri del corrente inferiore Ø8.
I calcoli che seguono mettono in evidenza che nel caso di calcestruzzo con classe di
resistenza C40/50 sarebbe sufficiente una sovrapposizione di 21 cm in zona
compressa e 32 cm in zona tesa.
Con malta classe R4 (Ruredil Exocem FP) il calcolo giustificherebbe una
sovrapposizione di 20 cm in zona tesa.
Il traliccio standard da 300 cm è un prodotto pronto disponibile a magazzino.
Nel caso di richieste per interventi importanti ed in particolare in presenza di luci
libere ripetitive, caso tipico quello delle scuole, delle comunità in genere e dei grandi
complessi di edilizia abitativa è possibile concordare una fornitura di tralicci con
misure diverse da quelle standard.
A titolo puramente esplicativo si riporta la verifica della lunghezza di sovrapposizione
di due tralicci.

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Indicando con Ä l•azione tagliante lungo il tratto generico o di sovrapposizione di
due barre in zona di calcestruzzo compresso e adottando la trazione massima
dell’armatura si ha la seguente condizione di equilibrio:

Per acciaio B 450 C si ha :

Il valore medio di compressione del calcestruzzo con classe di resistenza C 40/50 è:


da cui si ricava la resistenza a trazione :

Il valore ridotto risulta :

La tensione di calcolo tangenziale di aderenza risulta :

La lunghezza risulta infine

, pari a 21 cm , valido, come precisato, in zona di

calcestruzzo compresso

Per sovrapposizione in zona di calcestruzzo teso si consiglia :

Per corrente inferiore si ha


Cautelativamente si consiglia il valore La = 40 cm e cioè due maglie della staffatura
continua.
Nella verifica si sono trascurati :
- il contributo allo sfilamento delle barre tese/compresse della staffatura
- il fatto che il valore di trazione del calcestruzzo per le malte classe R4 è sempre
molto maggiore di fbd e non inferiore a 6 N/mm2

Adottando e quindi
si avrebbe
e quindi

Nel caso di sovrapposizione in zona tesa si avrebbe


La = 1,5 = 24Ø = 19,2 cm

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Con tale risultato si potrebbe operare la sovrapposizione per una sola maglia e quindi
20 cm.
Per motivi di sicurezza è opportuno adottare comunque la sovrapposizione di due
maglie.
Si tenga ancora conto che le luci libere dei solai per fabbricati di abitazioni datati sono
intorno a 5 metri.
Posizionando sulla mezzeria il traliccio di lunghezza 3,0 m i tratti di sovrapposizione
risultano posizionati dove la trazione nelle armature inferiori è ridotta e quindi con
ulteriore beneficio per la sicurezza.
La figura che segue rappresenta schematicamente il tipico di un solaio da ristrutturare
verificato cautelativamente per vincoli di incastro per i momenti agli appoggi e vincoli
di semincastro per il momento massimo in campata.
Nella sezione di sovrapposizione si ha una riduzione del 30% del momento massimo
in campata e naturalmente pari riduzione nella trazione dell’armatura inferiore del
traliccio.

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4. LE FASI OPERATIVE

Per gli interventi di messa in sicurezza e rinforzo dei solai sfondellati con la tecnologia
X Beam System si consiglia di rispettare le seguenti fasi operative già sperimentate:

• Predisporre ponteggio di lavoro ad altezza opportuna;


• Operare lo sfondellamento totale rimuovendo tutte le parti in fase di distacco sia
del laterizio che del calcestruzzo;
• Operare la pulizia e la successiva passivazione delle armature ammalorate con
protettivo tipo Ruredil Rurecoat 3;
• Eseguire l’inghisaggio alle strutture di appoggio delle armature di chiamata
risultanti dal calcolo mediante idonei ancoranti chimici ad iniezione tipo Ruredil
Resinfix 400 CE;
• Eseguire il fissaggio nella parte superiore dei lati di ciascun travetto di due o più
tasselli di plastica ad espansione con gancio medio – lungo per il sostegno
provvisorio dei due tralicci;
• Applicare alle estremità di ciascun traliccio le porzioni di traliccio per comporre la
lunghezza pari a la luce libera con legature traliccio – traliccio e traliccio – ferro di
chiamata;
• Collegare ai correnti inferiori di ogni coppia di tralicci la tavola cassero previo
posizionamento a pressione di distanziatori altezza 15 mm e legature con filo di
ferro ricotto;
• Inserimento di eventuali armature aggiuntive da sostenere con le stesse legature
del punto precedente;
• Applicazione a mano o con macchina spruzzatrice della malta ai lati dei travetti per
uno spessore di circa 3 cm, previa bagnatura dei supporti;
• Dopo qualche ora rimuovere le tavole, da utilizzare per un successivo intervento, e
completare l’applicazione della malta al fondo dei travetti per uno spessore di circa
4 cm;
• Inserire a fresco eventuali tasselli ad espansione Stucanet M6 per il sostegno del
controsoffitto Stucanet S che può essere applicato dopo tre giorni dal
completamento della ristrutturazione dei travetti.

Nel caso si debba realizzare una nuova soletta superiore, sia per esigenza di
miglioramento o adeguamento sismico del fabbricato e sia per ridurre il numero dei
travetti da rinforzare, è necessario inserire opportuni connettori antiscorrimento che
colleghino tra loro i nuovi travetti di malta e le due solette.

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Per l’inserimento dei connettori si consigliano le seguenti fasi operative:

• Operare il rinforzo strutturale dei travetti prescelti;


• Inghisare con malta speciale o resina epossidica bicomponente i connettori,
calcolati per assorbire l’azione tagliente nell’interfaccia tra i due calcestruzzi, entro
fori che interessano le due solette ed i nuovi travetti.
• Posizionare le reti elettrosaldate e gettare la nuova soletta che farà corpo unico
con la struttura originale.
Nella figure seguenti sono visibili in forma schematica forme e posizione dei
connettori.

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5. UN INTERVENTO REALIZZATO

Si tratta del restauro strutturale del solaio del primo livello, su vuoto tecnico sanitario,
di una palazzina “ex dipendenti INAIL” a Nuoro.
Il solaio ha la superficie di circa 120 mq ed è composto da campate di luce netta
variabile da 3,525 m a 5,675 m.
È stato realizzato in opera con pignatte forma-travi, travetti passo 40 cm, altezza
16+4 cm di caldana.
L’ambiente sottostante è al grezzo, privo di finiture, altezza modesta, poche gratte
alle pareti, accessibile con difficoltà.
La mancanza di intonaco al soffitto, la mancata manutenzione e l’umidità del vano
tecnico sono stati la causa principale del notevole degrado e conseguente
sfondellamento esteso a quasi tutta la superficie.
Alla prima visita si è avuta la sensazione che la porzione con luce maggiore fosse in
procinto di collassare e che la soluzione più idonea fosse la demolizione e successiva
ricostruzione.
Si tenga presente che l’appartamento soprastante era abitato ed era stato
ristrutturato da poco tempo per cui tale tipo di intervento avrebbe comportato sia costi
importanti che notevoli disagi.
D’accordo col Direttore dei Lavori si è comunque deciso di applicare la Nuova
Tecnologia adottando alcuni accorgimenti utili per operare in sicurezza.
Si è proceduto alla puntellatura della porzione di luce maggiore e in situazione di
pericolo interessando, alternativamente, un travetto su due.
Per maggior sicurezza si è proceduto allo sfondellamento per file di pignatte ed al
successivo intervento di rinforzo del travetto interessato.
A puro titolo esemplicativo si riporta un estratto della relazione di calcolo riferita alla
luce maggiore e nell’ipotesi del rinforzo di un travetto ogni due con passo 40 + 40 cm.
Si è ipotizzato che il calcestruzzo fosse della classe C 25/30 e si sono utilizzati tralicci
10/8/8 H = 16 cm al momento disponibili.
La verifica è stata fatta ipotizzando l’applicazione dei seguenti carichi:
- carichi fissi G = 380 daN/mq
- sovracc. accidentali Q = 200 daN/mq
Per ciascun travetto oggetto di restauro si prevede infine :

P = (Gx1,3+Qx1,5)x0,80 = (380x1,3+200x1,5)x0,80 = (494+300)x0,80 = 635 daN/m


L’armatura inferiore dei tralicci è stata incrementata con un ulteriore ferro diritto $ 10.

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In campata si ha:
L = 5,675 m Lc = Lx1,05 ≅ 5,90 m
Mxed = P x Lc /16 = 635 x 5,902 /16 = 1382 daNm/trav
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b = 15 cm, h = 23 cm, As = [(1+1)$ 10tralicci+1$ 10aggiuntivo] = 2,36 cm2

Risulta
MxRd = 1.769 daNm > MxEd = 1.382 daNm
Per quanto riguarda la verifica al taglio si ha:
Vy,Ed = 635 · 5,90 /2 = 1.873 daN
Si verificano i travetti come elementi privi di armature trasversali resistenti al taglio.
La resistenza al taglio si valuta in base all’art. 4.1.2.1.3.1 delle NTC 2008 :
Vrd = {0,18· k(100 · Á1 · fck)1/3/γc + 0,15 · σcp}· bw · d e (vmin + 0,15 · σcp)· bw · d
Con: k = 1+ (200/d)1/2 d 2 vmin = 0,035·k3/2·fck1/2
e dove
d altezza utile della sezione
Á1 = Asl / (bw·d) rapporto geometrico di armatura longitudinale (e 0,02)
σcp = NEd/Ac tensione media di compressione nella sezione (e 0,2 fcd)
bw larghezza della sezione (in mm)
pertanto per:
d = 200 mm; bw = 150mm; k = 1+• (200/200) = 2; vmin = 0,035 · 23/2 · • 25 = 0,495;
per:
Asl = 236 mm2 (3$ 10: chiamate tralicci ed aggiuntivi); Á1 = 236 / (150·200) = 0,0079
si ha:

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Vrd = {0,18 · 2(100·0,0079·25)1/3/1,5 + 0,15·0} · 150·200 e 0,495·150·200
Vrd = 19.462 N e 14.850 N
La resistenza al taglio è pari a
Vrd = 1.946 daN > Vy,Ed = 1.873 daN
Nei calcoli non si è tenuto conto della collaborazione dei travetti originali anche se le
armature sono state bonificate.
Le fotografie che seguono mostrano diverse fasi dell’andamento dei lavori, i travetti
rinforzati, con passo uno su due, e quelli intermedi originali con le armature bonificate
e protette da uno strato di alcuni centimetri di malta R4.
Tutto l’intervento si è sviluppato in condizioni di notevole disagio operativo dando
priorità alla sicurezza più che ai dettagli delle finiture.
I lavori di restauro si sono conclusi con notevole soddisfazione di tutti i partecipanti e
ancor più degli inquilini del piano soprastante che non hanno lamentato alcun danno
durante i lavori e che ora si sentono al sicuro.

Foto 1 – Porzione di solaio sfondellato e fortemente ammalorato


Copriferro in parte espulso

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Foto 2 – Porzione di solaio con le armature dei travetti corrose ed in fase di distacco.
Il copriferro è stato espulso

Foto 3 – Altra porzione di solaio con le armature dei travetti fortemente corrose

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Foto 4 – Intervento di sfondellamento mirato per file di pignatte

Foto 5 – Posizionamento dei tralicci su un travetto del solaio di luce intermedia e


senza ferro aggiuntivo
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Foto 6 – Particolare della fase di rivestimento con malta Exocem FP delle pareti
laterali del travetto della Foto 5

Foto 7 – Particolare dell’intervento completato.


La foto mette in evidenza le caratteristiche dell’ambiente dove si è operato.
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Foto 8 – Particolare dell’Intervento completato con la ristrutturazione di un travetto
su due e la bonifica dei travetti originali non rinforzati

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6. LA PLAFONATURA PIANA DI FINITURA

La tecnologia di rinforzo strutturale dei solai in latero-cemento Ruredil X – Beam


System con tralicci piani elettrosaldati e malta da restauro presuppone il totale
sfondellamento preventivo.
Completato il restauro strutturale si può procedere immediatamente alla realizzazione
della plafonatura piana di finitura.
La nuova plafonatura dovrà essere in grado di portare eventuali carichi appesi .
E’ opportuno che sia a diretto contatto con i travetti ristrutturati in modo da non
modificare in modo sensibile l’altezza libera originale dei vani di abitazione.
Per il naturale completamento dell’opera di ristrutturazione è particolarmente adatto
l’innovativo sistema “XPlaster W-System” che la Ruredil ha messo a punto e
sperimentato con successo.
Si tratta sostanzialmente di un pannello costituito da una rete metallica elettrosaldata
galvanizzata o in acciaio inox (Stucanet) nella quale è intessuto un foglio di cartone
che assicura l’aderenza della malta nella fase plastica di esecuzione e
successivamente l’aggrappo, attraverso i fori, alla rete metallica in fase indurita.
Si prevede di adottare il prodotto speciale “Plasterwall” che è una malta leggera
fibrorinforzata a ritiro compensato a base di legante naturale pozzolanico, con posa in
opera sia a mano che a spruzzo, da utilizzare sia per interni che per esterni e per uno
spessore di circa 2 cm.
Sono disponibili tre tipologie di reti:
- Rete “Stucanet S” per interni con fissaggio ai travetti posti ad interasse sino a 50
cm;
- Rete “Stucanet BM” per esterni analoga alla precedente ma con in più una
membrana impermeabile all’acqua;
- Rete “Stucanet 80” per interni con fissaggio ai travetti posti ad interasse
maggiore di 50 cm.
Il fissaggio delle reti sarà effettuato con tasselli e piastrine metalliche appositamente
studiate di fornitura Ruredil.
I tasselli saranno posizionati lungo i travetti ristrutturati ad interassi di 30/45 cm
tramite la infissione manuale nella malta immediatamente dopo la posa in opera dello
strato inferiore.
Le fotografie che seguono mostrano un pannello prima del fissaggio, la fase di
fissaggio con tasselli e apposite piastrine, la fase di intonacatura

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PANNELLO PRIMA DEL FISSAGGIO

FASE DI FISSAGGIO CON TASSELLI E PIASTRINE

FASE DI INTONACATURA

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7. CONCLUSIONI

Lo sfondellamento dei solai in laterocemento è un fenomeno che si manifesta


all’improvviso, spesso senza alcun segnale di preavviso, molto pericoloso per le
persone e, il più delle volte, segnale premonitore di una situazione di degrado
pericolosa per la stabilità del solaio.
Le tecniche di intervento riparatore più diffuse sono in generale sistemi
antisfondellamento che consistono, solitamente nella realizzazione di un controsoffitto
aderente all’intradosso del solaio con la funzione di contenere ulteriori crolli spontanei
di intonaco e fondelli delle pignatte.
Il controsoffitto può anche essere portante nei confronti dello stesso solaio o può
essere integrato da armature metalliche o da materiali compositi di nuova
generazione applicati all’intradosso dei travetti.
Ciò a cui si deve mirare, ed è sicuramente possibile, è che l’intervento sia duraturo e
che il solaio guadagni una nuova vita utile stimabile in ulteriori 40/50 anni.
Nel caso di solai fortemente degradati i sistemi antisfondellamento possono
presentare difficoltà applicative e necessitare spesso dell’intervento di maestranze
specializzate.
La nuova tecnologia invece è sempre applicabile qualunque sia il degrado delle
armature e quello del calcestruzzo dei travetti. È sempre conveniente nei casi in cui si
sia verificato un principio di sfondellamento e si giudichi opportuno rimuovere fondelli
e cartelle dei blocchi di laterizio per garantirsi, in modo definitivo e senza particolari
ausili di contenimento, dal rischio di sfondellamento nel tempo.
In sostanza si tratta di rivestire tutti o parte dei travetti con una trave di malta classe
R4 con sezione ad U armata con tralicci metallici elettrosaldati, eventuali armature
aggiuntive, e con l’intervento di maestranze comuni.

Contatto con l’autore:


Dott. Ing. Mario Marongiu
info@studiomarongiu.net

Cagliari, 05 Luglio 2017

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