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UNIVERSITA` DEGLI STUDI DI NAPOLI ~FEDERICO II

FACOLTA` DI INGEGNERIA


DIPARTIMENTO DI ANALISI E PROGETTAZIONE STRUTTURALE


TESI DI LAUREA

CAPACITA` SISMICA DEGLI EDIFICI IN C.A.:
APPROCCIO MECCANICO BASATO SULLA
PROGETTAZIONE SIMULATA


Relatore Candidata
Ch.mo Prof. Ing. Gaetano MANFREDI Maria Isabella VERBICARO
Correlatori Matr. 437/138
Dott. Ing. Gerardo M. VERDERAME
Ing. Cristiano MARINIELLO



ANNO ACCADEMICO 2005/2006













Ai miei genitori






































'Considerate la vostra semen:a.
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscen:a.`
Dante Alighieri














Indice
I
Indice

Introduzione........................................................................................................... 3
Capitolo 1 ............................................................................................................... 7
Aspetti della vulnerabilit sismica....................................................................... 7
1.1. Terremoto: catastroIe naturale................................................................. 7
1.2. Condizioni del patrimonio costruito...................................................... 11
1.3. Sintesi dei cambiamenti piu signiIicativi della normativa italiana........ 16
1.4. Elementi di vulnerabilita nelle strutture in c.a. ..................................... 37
1.4.1. Elementi di vulnerabilita a grande scala........................................ 38
1.4.2. I particolari costruttivi critici......................................................... 42
Capitolo 2 ............................................................................................................. 46
Stima della vulnerabilit sismica ....................................................................... 46
2.1. ClassiIicazione delle analisi di vulnerabilita......................................... 51
2.2. Vulnerabilita di un Singolo EdiIicio Curve di Fragilita..................... 57
2.3. Matrici di Probabilita di Danno............................................................. 58
2.4. Metodi Semiqualitativi: Schede Di Vulnerabilita ................................. 62
2.5. Metodi Semiquantitivi - Analisi per Macromodelli .............................. 75
2.6. Approccio Multilivello per lo Studio della Vulnerabilita ..................... 80
2.7. Metodi di valutazione della prestazione sismica................................... 83
2.8. Metodologia agli spostamenti nell`ambito di un approccio prestazionale
............................................................................................................... 89
2.9. Esame della risposta probabilistica delle strutture in cemento armato
sotto analisi statiche non lineari ............................................................ 96
2.10. Una nuova procedura analitica per determinare le curve spostamento-
taglio alla base per le strutture in c.a. .................................................. 100
Capitolo 3 ........................................................................................................... 103
Metodo meccanico: progettazione simulata.................................................... 103
3.1. IdentiIicazione del modello e progettazione simulata......................... 104
3.1.1. IdentiIicazione geometrica .......................................................... 105
3.1.2. IdentiIicazione strutturale............................................................ 105
3.1.3. Progettazione simulata ................................................................ 106
Indice
II
3.1.4. Valutazione della capacita sismica.............................................. 107
3.2. Procedura automatica .......................................................................... 107
3.2.1. Modello geometrico .................................................................... 108
3.2.2. Modello strutturale ...................................................................... 110
3.2.3. Progettazione simulata ................................................................ 111
3.2.4. Analisi di capacita ....................................................................... 114
Capitolo 4 ........................................................................................................... 116
Elaborazione dei risultati.................................................................................. 116
Conclusioni...................................................................................................... 129
Capitolo 5 ........................................................................................................... 131
Adeguamento sismico........................................................................................ 131
5.1. Tecniche di Adeguamento Sismico..................................................... 137
5.2. Scelta della tecnica di adeguamento.................................................... 139
5.2.1. Tecniche di intervento locale ...................................................... 143
5.2.1.1. Incremento di sezione e armature: incamiciatura in cemento
armato.................................................................................. 146
5.2.1.2. RinIorzo con incamiciatura di acciaio................................. 149
5.2.1.3. RinIorzo con materiali IibrorinIorzati (FRP) ...................... 153
5.2.2. Tecniche di intervento globale .................................................... 156
5.2.2.1. Inserimento di pareti sismoresistenti in c.a. ........................ 157
5.2.2.1.1. Fondazioni dovute all`aggiunta delle pareti ..................... 158
5.2.2.2. Inserimento di controventi metallici.................................... 159
5.2.2.3. Isolamento alla base e dissipazione di energia.................... 161
Bibliografia......................................................................................................... 164

Introdu:ione
3
Introduzione
La vulnerabilita di un ediIicio e principalmente imputabile alla carenza di alcuni
requisiti Iondamentali che investono diverse componenti della struttura, dal
terreno al sistema di Iondazione, dagli orizzontamenti alle strutture verticali; la
sua valutazione a scala urbana e connessa alla probabilita di collasso di una classe
omogenea di Iabbricati e alla loro caratterizzazione.
Per la valutazione della vulnerabilita sismica delle classi di strutture in c.a. a larga
scala, si riproduce la tipologia costruttiva di una data area iniziando dalla
conoscenza dei parametri Iondamentali raccolti in una Iase di inventario. In
seguito si procede alla creazione dei modelli basati su alcuni parametri
rappresentativi.
L`individuazione di potenziali ediIici a rischio e l`applicazione di interventi per i
casi critici e una strategia volta a prevenire Iuturi disastri, investendo, quindi,
nella prevenzione e riducendo perdite sociali ed economiche in seguito a terremoti
severi.
Dato un numero limitato di ediIici in c.a., il miglior metodo per la valutazione
della vulnerabilita degli stessi consiste in una modellazione meccanica e nella
stima della propensione degli stessi a essere danneggiai sotto un determinato
terremoto.
In genere, quando la valutazione della vulnerabilita e eseguita a scala urbana, le
risorse Iinanziarie limitate impediscono la raccolta di tutti i dati necessari per
eseguire analisi dettagliate. Per sopperire a tale questione, sono stati proposti
alcuni approcci per consentire la determinazione del comportamento sismico per
le diverse classi di ediIici. Esistono due tipologie di metodo: il primo usa un
semplice modello strutturale (il SDOF equivalente adottato da Calvi) che richiede
la conoscenza di pochi parametri che deIiniscono la classe strutturale; il secondo
tipo dipende da analisi dettagliate (statiche o dinamiche) per il singolo ediIicio
rappresentativo della classe omogenea.
ClassiIicando gli ediIici in base all`eta, al sistema strutturale e alla morIologia, e
ragionevole pensare che esiste un certo tipo di omogeneita tra le strutture
appartenenti alla stessa classe, essendo progettate e dimensionate secondo le
stesse norme. Con riIerimento a strutture intelaiate in c.a., le classi sono deIinite
Introdu:ione
4
dall`epoca di costruzione e dall`altezza dell`ediIicio (numero di piani); per questa
tipologia, adottando una procedura completa di generazione del modello
(progetta:ione simulata) che e basata su parametri geometrici, strutturali e
meccanici e che rispetta le norme progettuali, si propone un metodo per
determinare la capacita sismica per le classi di ediIici.
L`idea e di identiIicare i possibili modelli geometrici/strutturali una volta
assegnate le dimensioni globali, e di progettare gli elementi di ciascun modello
nel rispetto delle norme e delle pratiche progettuali dell`epoca di costruzione.
Il presente lavoro di tesi presenta gli aspetti chiave relativi all`identiIicazione del
modello strutturale e alla progettazione simulata, proponendo una procedura
automatica essendo necessaria una certa velocita del processo se la valutazione e a
larga scala. L`output Iinale della procedura e la capacita sismica, valutata con
l`analisi di pushover; tuttavia, combinando appropriatamente la procedura con un
input sismico di un terremoto scenario, puo essere usata per la valutazione della
vulnerabilita sismica delle classi di ediIici, per stabilire il rischio in una
determinata area.
Il modello di studio della capacita sismica suggerito, Ia parte dei metodi di tipo
meccanico-analitico e l`input gli e Iornito dalle osservazioni Iatte sul territorio.
Facendo riIerimento all`evoluzione che ha subito la normativa nella sua storia,
dato l`anno di costruzione si puo conoscere se la zona presa in esame era
considerata sismica e, se si, in che modo venivano computate queste azioni
sismiche. Inoltre, e possibile anche risalire ai metodi di progettazione adottati, alle
tensioni ammissibili di riIerimento, alla quantita minima di armatura nelle travi
presente nelle zone compresse per soli carichi verticali e a quella dei pilastri. Si
possono individuare, inIine, quali erano le caratteristiche dei materiali utilizzati
all`epoca.
IdentiIicati i possibili modelli, una volta assegnate le dimensioni globali, gli
elementi nel rispetto delle norme e della pratica progettuale al tempo di
costruzione, il processo automatizzato permette di riprodurre e analizzare migliaia
di ediIici in tempi brevi. Poiche gli ediIici modello sono riprodotti come Iunzione
di alcuni parametri rilevanti, e anche possibile studiare l`inIluenza di alcuni
parametri sull`apporto di capacita.
Introdu:ione
5
Inizialmente gli ediIici vengono divisi in classi, essenzialmente basate sulla
morIologia, numero di piani e epoca di costruzione. Successivamente, date le
dimensioni in pianta degli ediIici appartenenti a una classe, ulteriori parametri
contribuiscono alla caratterizzazione della geometria (numero di campate e loro
dimensione, ecc.).
Avendo assegnato le dimensioni dell`ediIicio e la geometria del modello, il terzo
step consiste nello stabilire il modello appropriato per la struttura (numero di telai
piani, orientamento delle colonne, ecc.). Si procede, a questo punto, alla
progettazione simulata.
Il processo automatico presentato in questo lavoro di tesi permette di valutare la
capacita sismica per l`intera classe di ediIici in cemento armato e puo essere
inglobata nella valutazione del rischio sismico per una determinata zona (basta,
inIatti, conIrontare la capacita ottenuta con la richiesta).
Grazie all`identiIicazione del modello e alla progettazione simulata, entrambi
automatizzati con uno speciIico soItware, e possibile studiare un elevato numero
di ediIici appartenenti alla stessa classe e determinarne la capacita sismica in poco
tempo (2 minuti ad ediIicio).
La procedura e caratterizzata da tre distinte Iasi successive: identifica:ione
geometrico/strutturale Iinalizzata alla deIinizione dei modelli strutturali,
progetta:ione simulata che permette di determinare le dimensioni degli elementi e
la relativa armatura relativi al singolo modello strutturale, e, inIine, analisi
sismica che valuta la capacita sismica con l`analisi di pushover, realizzata sulla
struttura tridimensionale, utilizzando una modellazione a plasticita concentrata.
Tutti i parametri deIiniti permettono l`identiIicazione completa del modello
meccanico dell`ediIicio.
Pur essendo l`output Iinale (capacita sismica in termini di resistenza, capacita di
spostamento, periodo elastico e duttilita in termini di spostamento) direttamente
dipendente dai parametri di input del modello, l`elevata variabilita dei parametri
del modello all`interno di una classe di ediIici e l`inIluenza di alcune di esse sulla
risposta sismica rende il risultato non univoco. Cio e, tuttavia, la diretta
conseguenza dell`incertezza che aIIetta l`aIIidabilita dei dati relativi agli ediIici e
che e connessa, in genere, alla valutazione su larga scala.
Introdu:ione
6
Il vantaggio del metodo proposto consiste nella possibilita di ridurre la
dispersione dei risultati in Iunzione del livello di conoscenza del costruito,
migliorando il modello se sono noti alcuni parametri di input.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
7
Capitolo 1
Aspetti della vulnerabilit sismica

La vulnerabilita di un ediIicio e principalmente imputabile alla carenza di alcuni
requisiti Iondamentali che investono diverse componenti della struttura, dal
terreno al sistema di Iondazione, dagli orizzontamenti alle strutture verticali.
Altre cause sono attribuite alla scarsa manutenzione degli immobili, alla vetusta
delle costruzioni e alla cattiva qualita dei sistemi strutturali realizzati. Tutto questo
porta alla presenza sul territorio nazionale di circa 3 milioni e mezzo di abitazioni
potenzialmente a rischio di crolli (secondo elaborazioni Censis del 1999).
Inoltre va aggiunta la tardiva classiIicazione sismica avvenuta in alcune zone nelle
quali la gran parte delle costruzioni non e rispettosa delle prescrizioni sismiche
attuali.


1.1. 1erremoto: catastrofe naturale
Fin dalle origini, l'umanita e vissuta sotto la minaccia delle catastroIi naturali.
Negli ultimi decenni in particolare, milioni di persone hanno perso la vita con
soIIerenze umane ed ingenti danni economici.
Malgrado molteplici tentativi di previsione e prevenzione per Iare Ironte alle
calamita (terremoti, eruzioni vulcaniche, incendi, uragani, inondazioni) attraverso
il progresso scientiIico e tecnologico, la vulnerabilita agli elementi naturali, ma
anche a quelli tecnologici e sociali, e in continuo aumento. Secondo
l`elaborazione Censis del 2004, nel 2003 nel pianeta sono avvenute 142 catastroIi
naturali che hanno provocato nel mondo la morte di piu di 50.000 persone, delle
quali 41.000 hanno perso la vita nel terremoto che ha distrutto la citta iraniana di
Bam.
Un terremoto e un evento naturale che scatena Iorti vibrazioni del suolo. La sua
causa e da ricercare nella rottura delle rocce in proIondita che in questo modo
liberano l'energia accumulata in seguito ai movimenti ai quali e continuamente
sottoposta la crosta terrestre.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
8
L'Italia e una delle zone piu sismiche del Mediterraneo, e, secondo la nuova
classiIicazione sismica, adottata nel marzo del 2003, l`intero territorio nazionale e
considerato a rischio sismico. Gia dai primi secoli dopo Cristo, nei maggiori centri
di cultura, sono state redatte cronache degli avvenimenti piu rilevanti, sia
descrivendoli direttamente, sia riportando notizie raccolte. Tuttavia, solo a partire
dal XIX secolo gli studiosi di sismologia hanno cominciato a estrarre da queste
cronache le inIormazioni riguardanti i terremoti nel tentativo di "scrivere" una
storia sismica italiana.
Le grandi perdite economiche e sociali causate dal veriIicarsi di eventi sismici
hanno incentivato, negli ultimi decenni, gli studi sul rischio sismico con l'obiettivo
di Iormulare delle strategie per la mitigazione delle conseguenze di tali eventi. In
termini economici il Rischio Sismico e deIinibile come la possibilita di perdita di
proprieta o di Iunzionalita degli ediIici e delle strutture a causa di terremoti.
Per individuare il rischio sismico in un singolo paese o in una determinata zona
all`interno delle grandi aree di instabilita si eIIettua quella che si chiama
:ona:ione del rischio sismico: su apposite carte si delimitano le aree che hanno un
determinato grado di probabilita di ricevere scosse di una data intensita e si cerca
di individuare le strutture geologiche, come le Iaglie attive, capaci di provocare
terremoti.
L`Italia e situata nella zona di collisione tra le placche AIricana e Eurasiatica, e
questo Iatto comporta un elevato rischio sismico. Questa linea parte dalla dorsale
oceanica atlantica, passa per il Nord AIrica, taglia la Sicilia, risale la penisola
lungo gli Appennini, volge a est in Veneto e in Friuli, ridiscende lungo le coste
Jugoslave e Iinisce contro le coste della Turchia, al conIine con la Siria. A
provocare i sismi sono i movimenti reciproci delle due placche.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
9

Fig. 1.1. poten:iali :one sismiche

Dall`andamento di questa Irattura si capisce perche in Italia, di Iatto, solo la
Sardegna sia immune dai terremoti. La sismicita e concentrata nella parte centro-
meridionale della penisola ed in alcune aree settentrionali.
Nel centro-nord, inIatti, i terremoti sono sempre meno violenti e Irequenti che nel
sud, dove non di rado sono arrivati all`undicesimo grado della scala Mercalli. Non
a caso sono le regioni meridionali a preoccupare di piu i sismologi per il Iuturo.
In questo millennio si sono veriIicati almeno 30.000 eventi sismici di media e
Iorte intensita, 200 dei quali disastrosi.
Nell`ultimo secolo, i terremoti piu Iorti hanno interessato soprattutto le regioni
appenniniche, la Calabria, la Sicilia, il Friuli, le Marche e l`Umbria causando
complessivamente 120.000 vittime.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
10

Fig. 1.2. mappa degli eventi sismici verificatisi in Italia


Fig. 1.3. massima intensita macrosismica risentita in Italia

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
11

1.2. Condizioni del patrimonio costruito
In molte parti del mondo sviluppato, gli ediIici standard e le inIrastrutture civili
stanno invecchiando e necessitano di manutenzione costante, riparazioni e
miglioramenti.
Inoltre, alla luce delle attuali conoscenze e dei moderni codici, la maggior parte
degli ediIici tipici e altri tipi di strutture sono sottostandard e inadeguati. Cio
accade specialmente nelle regioni soggette al terremoto dove la rilevante minaccia
sismica per le vite umane e i beni viene dagli ediIici vecchi.
Gli ediIici esistenti si distinguono da quelli di nuova costruzione a causa di
incertezze connesse alla progettazione, all`esecuzione, allo stato di conservazione
o ai deIicit eventualmente presenti, quali:
lo stato delle conoscenze al tempo della costruzione riIlesso nel progetto;
diIetti, nel progetto, di impostazione concettuale e di realizzazione non
immediatamente visibili;
eIIetti non maniIesti di terremoti passati o di altre azioni accidentali;
diIetti di esecuzione, di conIezionamento dei materiali strutturali, nonche
stati di degrado dei materiali.
In molti paesi una parte consistente del patrimonio edilizio e in calcestruzzo
armato; in Italia gli ediIici in c.a. sono oltre il 50 , molti dei quali non sono
antisismici o sono stati progettati con criteri inadeguati.
Nelle strutture in c.a. e possibile riscontrare:
dissesti statici per carichi verticali (elementi strutturali soggetti a Ilessione,
pressoIlessione, taglio e torsione);
danni ad elementi non strutturali;
cedimenti delle Iondazioni;
danni dovuti all`incendio;
danni dovuti al sisma;
danni provocati dalle colate rapide di Iango.
Il patrimonio strutturale ed inIrastrutturale italiano e per la maggior parte
costituito da sistemi di non recente ediIicazione. Oltre ad un gran numero di
ediIici 'storici di intrinseco valore culturale, inIatti, sul territorio italiano sono
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
12
presenti elevatissime percentuali di ediIici ed inIrastrutture che hanno superato, in
termini temporali, i limiti usuali stabiliti nella vita utile di progetto.
Secondo stime Censis 1999 le dimensioni del patrimonio edilizio italiano, ripartito
Ira edilizia pubblica e privata, come riportato in tabella 1.1, superano i 4.000
milioni di metri quadri. Di questi, piu del 50 e costituito da ediIici ad uso
residenziale (tabella 1.2), mentre circa il 30 e destinato ad uso pubblico, e la
restante parte alla produzione. Facendo riIerimento all`epoca di costruzione del
patrimonio residenziale (tabella 1.3), che costituisce la maggior parte
dell`ediIicato esistente, ci si rende conto delle generali condizioni di vetusta che lo
caratterizzano. Della totalita del patrimonio residenziale, inIatti, circa il 18
costituisce patrimonio storico (ante 1919), circa un quarto e costituito da ediIici
con oltre quaranta anni di eta, mentre solo il 16 e costituito da ediIici costruiti
negli ultimi venti anni.

Tabella 1.1 Stima delle dimensioni del patrimonio edili:io italiano



Tabella 1.2 Riparti:ioni per principali fun:ioni delle superfici utili esistenti in Italia


Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
13

Tabella 1.3 Patrimonio residen:iale per epoca di costru:ione


Il Censis, in particolare, ha eIIettuato una prima valutazione (Rapporto annuale
Censis 1999) sullo stato di degrado del patrimonio residenziale, stimando la quota
di immobili potenzialmente a rischio. Le due principali categorie prese in
considerazione, cosi come indicato in tabella 1.4, sono degrado per vetusta,
riIerito cioe al periodo di costruzione e degrado per ragioni costruttive, riIerito,
soprattutto, al contesto produttivo in cui sono stati realizzati gli ediIici. Sulla base
di questi parametri, gli alloggi a rischio risultano 3.575.000, di cui il 36,5 per
ragioni di anzianita ed il 63,5 per cause tecniche.

Tabella 1.4 Il patrimonio edili:io degradato poten:ialmente a rischio

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
14

Problemi di insicurezza edilizia possono derivare innanzitutto da una vetusta
superiore ai 40 anni, durata ottimale di un ediIicio dopo la quale si rendono
necessari controlli ed interventi piu stringenti ed impegnativi. Gran parte degli
ediIici in Italia sono stati costruiti nel dopoguerra tanto che Iino agli anni '80 il
patrimonio ad alta vetusta rappresentava il 25 del totale, dopo vent'anni
(rapporto Censis al 1999) l'incidenza ha superato il 40.
Per evidenti motivi storici e di salvaguardia del patrimonio culturale e
paesaggistico del nostro paese, in Italia e diIIusa una cultura conservatrice che
tende a mantenere il piu possibile invariato il paesaggio urbano e territoriale,
impedendo di Iatto il continuo rinnovo degli ediIici e delle strutture tipico, in
generale, di altre realta internazionali.
Se si esaminano le percentuali di investimento nel settore delle costruzioni
(tabella 1.5), si puo considerare in maniera tangibile questa tendenza: negli anni
che vanno dal 1992 al 1998 (dati Censis 1999) si e registrata una diminuzione di
investimenti per nuove costruzioni pari a circa il 26 per l`edilizia residenziale, al
3 per l`edilizia non residenziale, e di circa il 20 per le inIrastrutture ed opere
pubbliche, mentre si e registrato un incremento di circa il 10 degli investimenti
in opere di manutenzione e recupero dell`edilizia residenziale. Fra il 1998 ed il
1999 si e registrata una generale tendenza all`aumento degli investimenti nel
settore, ma la ripartizione vede sempre una maggiore quota assegnata al settore
della manutenzione rispetto agli investimenti in nuove costruzioni.

Tabella 1.5 Investimenti nel settore delle costru:ioni

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
15

Altro Iattore di rischio e certamente la scarsa qualita delle costruzioni, da
imputarsi al rapido accrescimento edilizio avutosi nel secondo dopoguerra, spesso
non accompagnato da una pianiIicazione urbana mirata. Va considerato che nel
1951 il patrimonio edilizio era costituito da 10,7 milioni di abitazioni divenute
19,7 milioni nel 1991, aumentate di altri 2 milioni dal 1991 al 1998. Il boom
edilizio della Iine degli anni '60 ed in genere la rapida ed improvvisa
urbanizzazione di quell'epoca, nella quale hanno trovato ampio spazio Ienomeni
di abusivismo edilizio, e dunque causa di un maggiore rischio diIIuso sul
territorio.
Non da ultimo, va considerata l`inIluenza normativa sui principi progettuali e
costruttivi adottati; la tardiva zonazione sismica di alcune aree comporta la
presenza sul territorio di una alta percentuale di costruzioni che non rispettano le
attuali prescrizioni sismiche (circa il 60 del costruito e stato progettato e
realizzato in assenza di speciIiche normative antisismiche), dunque
potenzialmente vulnerabili.
Si pongono, quindi, con particolare evidenza, i problemi della valutazione
dell`eIIettivo rischio connesso alla vetusta, alla scarsa qualita edilizia ed alla
vulnerabilita intrinseca del patrimonio costruito.
Negli ultimi anni, in Italia, si sta maniIestando, inIatti, l`esigenza sempre piu
diIIusa di valutare il grado di sicurezza antisismica sia di ediIici progettati in base
a normative ormai obsolete, che di ediIici danneggiati dai terremoti. In questo
ambito, dunque, lo studio del comportamento sotto sisma, la valutazione della
vulnerabilita che se ne desume e il progetto di opportuni interventi di
adeguamento sismico, rappresenta uno dei temi di ricerca piu attuali
nell`ingegneria strutturale.
Per questo motivo una parte rilevante delle normative sismiche vigenti in campo
nazionale (Norme Tecniche 23/09/2005, OPCM 3274 OPCM 3431) ed europeo
(Eurocodice 8) e dedicata alla valutazione delle prestazioni sotto sisma di strutture
esistenti. Inoltre, in ambito internazionale sono stati messi a punto codici speciIici
per la valutazione del comportamento di ediIici esistenti e per il loro rinIorzo ed
adeguamento (FEMA 178, FEMA 273, FEMA 356).
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
16
Gli elementi in c.a. progettati accordando la globalita delle previsioni sismiche o,
a volte, senza alcuna previsione sismica, hanno generalmente modesta resistenza
dovuta a dimensione circoscritta degli elementi strutturali, carenza di armature
longitudinali, armatura trasversale non idonea in travi o pilastri con possibili crisi
a taglio, e, in molti casi, dimostrano duttilita limitata determinata da dimensioni
non adeguate degli elementi strutturali, modesta azione di conIinamento delle
staIIe nel calcestruzzo compresso dei pilastri con instabilita delle armature in
compressione. Molto spesso, inIatti, i dettagli sono poveri (ancoraggi non
suIIicienti delle armature in colonne e travi, tipo e numero di staIIe inadeguati nei
nodi trave-colonna) e, conseguentemente, le zone critiche non si comportano in
modo duttile, mostrando evidenti meccanismi di rottura. A causa di questi
problemi, la valutazione delle strutture in c.a. esistenti richiede una procedura
aIIinata.


1.3. Sintesi dei cambiamenti pi significativi della normativa
italiana
Il primo regolamento di norme uIIiciali italiane, che e stato il piu innovativo e
rivoluzionario possibile, e datato 10 gennaio 1907; nell`art. 24, inIatti, introduce il
Iamoso metodo delle tensioni ammissibili, utilizzato, Iino a qualche tempo Ia,
dalla stragrande maggioranza dei liberi proIessionisti italiani, e sostituito da
quello agli stati limite, unico metodo indicato nelle recenti normative e adottato
ormai da decenni negli altri paesi europei a mezzo Eurocodici. Nel seguito ogni
normativa emanata sara conIrontata con la precedente evitando pero di
soIIermarsi sui punti che non hanno subito modiIiche.
Le norme del 10 gennaio 1907 prevedevano per le strutture in conglomerato
cementizio armato le seguenti indicazioni in termini di materiali e di esecuzione
dei calcoli.
Il peso proprio del conglomerato armato, compreso il peso dei Ierri, si ipotizzava
pari a 2500
3
m
Kg
(art. 21).
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
17
L`armatura da utilizzare nel conglomerato, doveva essere composta da Ierro
omogeneo, liscio alla superIicie, la cui resistenza a rottura per trazione era
compresa Ira 3600 e 4500
2
cm
Kg
.
Si assumeva un coeIIiciente di omogeneizzazione n 10 e il modulo di elasticita
normale del cemento armato pari a 200
2
cm
t
.
Nel caso di solidi inIlessi, si doveva considerare l`incastro perIetto e la continuita
delle travi nel calcolo delle sezioni in corrispondenza degli appoggi; mentre per la
sezione centrale di una campata, il momento Ilettente andava valutato partendo
dall`ipotesi che negli appoggi si aveva soltanto due terzi del momento
precedentemente calcolato. In mancanza di un calcolo esatto delle condizioni
d`incastro si poteva, per la sezione centrale, ridurre del 20 il momento che
sarebbe stato dato dall`ipotesi degli appoggi semplici all`estremita. Nel caso di
una soletta rinIorzata da nervatura si ammetteva che partecipasse utilmente
all`inIlessione di quest`ultima soltanto una porzione di soletta la cui larghezza non
superava la minore delle seguenti dimensioni: l`interasse delle nervature, 20 volte
lo spessore della soletta, 10 volte la larghezza della nervatura (art. 23).
I pilastri, quando il rapporto Ira la lunghezza libera di inIlessione e la dimensione
trasversale minima superava 15, venivano calcolati come solidi caricati di punta e
si teneva conto dell`eventuale eccentricita del carico. Le legature trasversali dei
Ierri che armavano il pilastro dovevano essere eseguite con la massima cura, e
trovarsi cosi vicine da escludere la possibilita dell`instabilita dei Ierri considerati
come isolati (art. 25).
Nei punti d`interruzione tali Ierri dovevano essere sovrapposti per una lunghezza
di 30 diametri legandoli insieme e piegandone l`estremita (art. 10).
InIine, vale la pena sottolineare che era necessario prendere opportuni
provvedimenti onde evitare gli inconvenienti derivanti dalle variazioni di
temperatura (art. 15).
A seguito del terremoto che interesso lo Stretto di Messina nel dicembre del 1908,
ebbe inizio una copiosa legislazione in materia di edilizia antisismica.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
18
I primi regolamenti contenevano norme rivolte esclusivamente ai territori gia
colpiti da eventi sismici. Quelle contenute nel RD 18 aprile 1909, n. 193,
riguardavano principalmente gli aspetti di seguito elencati:
la scelta dei siti ediIicabili (divieto di costruire ediIici su terreni paludosi,
Iranosi, o atti a scoscendere, o sul conIine Ira terreni di natura o andamento
diverso, o sopra un suolo a Iorte pendio, salvo nel caso di roccia compatta).
Cio testimonia come la necessita di una microzonazione del territorio Iosse
gia avvertita nella cultura di quei tempi;
le altezze massime e il numero dei piani degli ediIici (altezza m 10 , due
piani, un solo piano per gli ediIici in muratura di pietra listata. Era
ulteriormente ammesso un piano cantinato, se incassato nel terreno.
Potevano essere concesse deroghe per speciali esigenze, previo parere del
Consiglio Superiore dei LL.PP., purche, in ogni caso, gli ediIici non Iossero
destinati ad uso di alberghi, scuole, ospedali, caserme, carceri e simili).
Poiche la limitazione dell`altezza rappresentava il criterio Iondamentale per
garantire la sicurezza delle costruzioni, veniva, dunque, sottolineata dalle
norme la necessita di garantire un maggior grado di protezione sismica a
particolari categorie di ediIici, concetto importante che, successivamente, e
rimasto abbandonato per lungo tempo;
prescrizioni di carattere urbanistico (larghezze delle strade e degli intervalli
di isolamento);
idoneita dei sistemi costruttivi. In generale, anche per gli ediIici in muratura,
era previsto di aIIidare a un`ossatura metallica o in legno (muratura animata
o baraccata), inglobata nella muratura stessa, la Iunzione di
controventamento. L`uso della muratura ordinaria (muratura costituita da
elementi a Iacce piane, collegati con malta, oppure da conci di pietra
spaccata collegati con malta provvisti di listature in mattoni ogni cm 60 ) era
limitato agli ediIici col solo piano terreno;
regole di buona costruzione. Numerose erano le prescrizioni riguardanti le
Iondazioni, i solai, gli aggetti, la qualita dei materiali, il posizionamento
delle condutture. Ad esempio, negli ediIici in muratura ordinaria erano
prescritti spessori dei muri perimetrali non minori di un ottavo dell`altezza,
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
19
immorsature dei muri perimetrali coi muri trasversali, questi ultimi posti a
distanza non superiore a m 5 , catene sulla sommita dei muri maestri
perimetrali e trasversali, travi dei solai poggianti sull`intero spessore dei
muri e impalettate esternamente, travi continue, nel caso di Iabbricati
costituiti da corpi multipli;
prescrizioni inerenti i calcoli di stabilita. Nei calcoli di stabilita o resistenza
delle costruzioni dovevano considerarsi:
1. le azioni statiche dovute al peso proprio e al sovraccarico, aumentate
di una percentuale che rappresentasse l`eIIetto delle vibrazioni
sussultorie;
2. le azioni dinamiche dovute al moto sismico ondulatorio simulate con
accelerazioni applicate alle masse del Iabbricato nelle due direzioni.
Si nota come, pur trattandosi di prescrizioni aventi carattere qualitativo, veniva
comunque richiamata l`attenzione sulla natura dinamica dell`azione sismica.


Fig. 1.4. classifica:ione sismica alla fine del 1909

Il DLL 5 novembre 1916, n. 1526, deIini tali azioni anche sotto l`aspetto
quantitativo. Nei calcoli dovevano considerarsi:
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
20
1. le azioni statiche dovute al peso proprio e al sovraccarico (se avente
carattere Iisso o di lunga permanenza), aumentate del 50 in modo da
simulare l`eIIetto delle vibrazioni sussultorie;
2. le azioni dinamiche dovute al moto sismico ondulatorio, simulate con
accelerazioni applicate orizzontalmente alle masse del Iabbricato nelle due
direzioni. I rapporti Ira le Iorze orizzontali da introdurre convenzionalmente
nei calcoli ed i corrispondenti pesi dovevano essere uguali a un ottavo per il
piano terreno degli ediIici, ad un sesto per il piano superiore.
Il RDL 23 ottobre 1924, n. 2089, stabili espressamente che i calcoli degli ediIici
in cemento armato, o a struttura metallica, dovevano essere Iirmati da un
ingegnere.
Nei calcoli non erano da considerarsi come agenti contemporaneamente le scosse
sussultorie e quelle ondulatorie.
Per le costruzioni in cemento armato, venivano date numerose prescrizioni circa le
'dimensioni delle membrature dell`ossatura per gli ediIici di comune abitazione.
Riguardo ai solai si richiedeva, tra l`altro, che Iossero idonei 'a servire da
controventamento ai muri. In particolare, i Ierri d`armatura dovevano essere
collegati Ira loro.
Il regolamento successivo, RDL 4 settembre 1927 apporto le seguenti novita.
Il peso proprio del conglomerato passo da 2500 a 2400
3
m
Kg
(art. 19).
Per calcolare la tensione ammissibile (carico di sicure::a) nelle membrature
sollecitate a sIorzo normale, bisognava dividere la
28 , r
almeno per 4 (artt. 13 e
14); tale valore non doveva comunque superare il carico di 30
2
cm
Kg
per i
conglomerati conIezionati con cemento di
a
2 qualita e di 40
2
cm
Kg
per quelli
con cemento di
a
1 qualita
1
. Nelle strutture inIlesse i detti carichi potevano elevarsi
rispettivamente a 40 e 50
2
cm
Kg
purche si trattasse di membrature di altezza non
inIeriore a cm 10 . La tensione ammissibile doveva essere stabilita nel progetto,
quella di rottura doveva accertarsi con certiIicato di un laboratorio uIIiciale.

1
Sono qualita diIIerenti di cemento a lenta presa e la diIIerenza tra 1
a
e 2
a
qualita risiede nei valori
minimi (della malta) di resistenza a trazione e compressione a 7 e 28 gg. (parte I art.2).
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
21
Il valore della
o , c
era, indipendentemente dal conglomerato, pari a 2
2
cm
Kg
;
inoltre, non essendo citata la
1 , c
( =
1 , c
), non potevano esistere sezioni mal
progettate a taglio (art. 17).
La resistenza a rottura del Ierro venne innalzata da 3600-4500
2
cm
Kg
a 3800-
5000
2
cm
Kg
. Il coeIIiciente di qualita Iu sostituito dall`allungamento a rottura
che non doveva mai essere inIeriore rispettivamente al 27 e 21 (art. 16).
La tensione ammissibile del Ierro omogeneo era al massimo 1200
2
cm
Kg
, mentre
a taglio 960
2
cm
Kg
(art. 18). Il modulo di elasticita normale del cemento armato
venne ridotto da 200
2
cm
t
a 150
2
cm
t
(art. 32).
Nel caso di una soletta rinIorzata da nervature, si ammetteva che partecipasse
utilmente all`inIlessione di quest`ultima soltanto una porzione di soletta la cui
larghezza non superasse la minore delle seguenti dimensioni: l`interasse delle
nervature, 16 volte lo spessore della soletta, 8 volte la larghezza della nervatura, 4
volte l`altezza della trave, incluso lo spessore della soletta (art. 23).
Per la prima volta vennero stabiliti dei limiti di armatura per i pilastri: quando il
rapporto Ira la lunghezza minima di inIlessione e la minima dimensione
trasversale non superava 15, l`armatura longitudinale di un pilastro sollecitato a
pressione assiale non avrebbe dovuto avere sezione complessiva minore dell`1 o
dello 0,50 di quella del conglomerato, quando quest`ultima Iosse stata
rispettivamente non maggiore di 1600
2
cm o non minore di 6400
2
cm . Per sezioni
intermedie del conglomerato l`area complessiva dell`acciaio sarebbe variata
linearmente Ira i limiti su indicati. Le legature trasversali dei Ierri di armatura del
pilastro dovevano essere distribuite ad una distanza pari a 10 volte il diametro dei
Ierri (art. 28).
Le barre dovevano essere piegate all`estremita ad uncino rotondo con una luce
interna uguale a 5 volte il diametro del tondino. Qualsiasi superIicie metallica
doveva distare dalle Iacce esterne del conglomerato almeno cm 8 , 0 se si trattava
di soletta, e di cm 2 se di nervature. Fra le superIici delle barre di Ierro vi doveva
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
22
essere almeno, in ogni direzione, una distanza uguale al diametro delle stesse ed
in ogni caso non inIeriore a cm 2 . Si Iaceva eccezione per le barre sovrapposte
nelle travi inIlesse, le quali venivano portate a contatto (art. 35).
In presenza di emanazioni gassose nocive alla costruzione, prudenza voleva che la
distanza minima delle superIici metalliche dalle Iacce esterne del conglomerato
Iosse stata almeno cm 5 , 3 (art. 36).
Veniva speciIicato, inoltre, quale provvedimento da adottare nelle costruzioni di
grandi dimensioni, l`uso di giunti di dilatazione al Iine di ridurre gli eIIetti delle
distorsioni termiche (art. 31).
Con il RD 13 marzo 1927, n. 431, le localita colpite dai terremoti vennero
distinte in due categorie, in relazione al 'loro grado di sismicita ed alla 'loro
costituzione geologica. Di conseguenza, le prescrizioni erano diIIerenziate per
ciascuna categoria, in particolare quelle riguardanti le altezze massime degli
ediIici (in seconda categoria era ammesso realizzare tre piani o altezze di m 12 ),
le azioni di progetto e le regole di dimensionamento delle membrature.


Fig. 1.5. classifica:ione sismica alla fine del 1927

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
23
Nel RDL 29 luglio 1933, n. 1213 i valori massimi della tensione ammissibile
vennero portati rispettivamente a 50 e 65
2
cm
Kg
. La
o , c
non avrebbe dovuto
superare 2
2
cm
Kg
per il conglomerato di cemento Portland, d`alto Iorno e
pozzolanico, e 4
2
cm
Kg
per conglomerati di cemento ad alta resistenza o
alluminosi. In ogni caso la tensione massima tangenziale non avrebbe dovuto
superare 14
2
cm
Kg
(art. 17). Per quanto riguardava le armature, quando il
rapporto Ira la lunghezza libera di inIlessione e la dimensione trasversale minima
non superava 15, la sezione complessiva dell`armatura longitudinale di un pilastro
sollecitato a pressione assiale non doveva essere inIeriore all`1 di quella del
conglomerato per tutte le sezioni di area minore o uguale a 1600
2
cm , a conIerma
delle normative precedenti, e allo 0,70 di quella del conglomerato per tutte le
sezioni di area maggiore od uguale a 6400
2
cm ; per sezioni comprese Ira 1600 e
6400
2
cm la percentuale suddetta variava con legge lineare. In ogni caso tale
percentuale si applicava alla sezione di conglomerato considerata strettamente
necessaria ai Iini dello sIorzo assiale.
Le legature trasversali dei Ierri che armavano il pilastro dovevano essere
distribuite ad una distanza inIeriore alla minor dimensione della sezione del
pilastro e comunque sempre inIeriore a 10 volte il diametro dei ferri (art. 29).
Un nuovo quadro normativo venne delineato dal RDL 23 marzo 1935, n. 640,
'Norme tecniche di edili:ia con speciali prescri:ioni per le localita colpite dai
terremoti`.
Nella prima parte del testo, riguardante le 'norme per tutti i comuni del regno non
colpiti dai terremoti veniva Iatto obbligo ai comuni di adottare un regolamento
edilizio per l`osservanza delle buone regole dell`arte del costruire, in relazione
anche ai materiali e ai sistemi costruttivi adottati nei loro rispettivi territori.
Seguivano una serie di indicazioni e prescrizioni di carattere generale riguardo
alla idoneita dei siti, alle modalita di esecuzione delle Iondazioni, dei solai e alla
qualita dei materiali.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
24
Si richiamava anche la necessita di tenere conto, nei calcoli, dell`azione del vento,
di evitare le strutture spingenti, di eseguire cordoli sui muri in corrispondenza di
ogni ripiano e al piano di gronda. Erano richiamate inIine le altre normative sulle
costruzioni: RD 27 luglio 1934, n. 1265 (T.U. leggi sanitarie), RD 29 luglio 1933,
n. 1213, (norme per le costruzioni in cemento armato).
Relativamente alle localita sismiche, Iurono stabiliti nuovi limiti di altezza per gli
ediIici:
in prima categoria: m 16 - 4 piani, oltre il cantinato;
in seconda categoria: m 20 - 5 piani, oltre il cantinato.
Tali limiti, come nelle precedenti norme, erano derogabili in casi eccezionali
previo parere del Consiglio Superiore dei LL.PP.; tuttavia, non era piu prevista
l`assoluta inderogabilita per gli ediIici aventi particolari destinazioni d`uso
(ospedali, caserme, alberghi, ecc.).
Scompariva anche la precisazione riguardo alle caratteristiche del piano cantinato
(se incassato o meno nel terreno).


Fig. 1.6. classifica:ione sismica alla fine del 1935

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
25
Gli ediIici in muratura armata non erano piu espressamente citati; veniva stabilito
che gli ediIici, salvo quelli in muratura ordinaria o in legno, dovevano essere
realizzati con strutture atte a resistere contemporaneamente a sollecitazioni di
compressione o trazione, Ilessione e taglio.
In prima categoria l`uso della muratura ordinaria era consentito per gli ediIici 'a
solo pianterreno, anche se cantinato; in seconda categoria per gli ediIici di
altezza Iino a m 12 .
Nel rispetto di ulteriori prescrizioni, si potevano realizzare, in prima categoria,
ediIici in muratura ordinaria a due piani, oltre il cantinato (altezza media non
superiore a m 8 ).
Le sporgenze dei balconi erano ammesse Iino a m 1 ; il peso dei materiali di
copertura, nel caso di tetti a Ialde, non poteva eccedere i 70
2
m
Kg
.
Per gli ediIici con intelaiatura metallica, era richiesto di adottare opportune
accortezze per impedire eventuali dissesti in caso d`incendio.
Riguardo agli ediIici in cemento armato il testo non conteneva piu le regole di
dettaglio per il dimensionamento delle membrature (come gia accennato,
venivano espressamente richiamate le speciIiche norme di cui al RD 29 luglio
1933, n. 1213).
Nel paragraIo relativo ai calcoli di stabilita veniva, tra l`altro, messo in rilievo che
'di norma le strutture asismiche debbono essere considerate come sistemi elastici
costituiti da travi e pilastri solidali tra loro (telai) e calcolati coi metodi della
scienza delle costruzioni relativi ai sistemi staticamente indeterminati, sia per le
sollecitazioni derivanti dai carichi verticali, sia per quelle derivanti dalle Iorze
orizzontali. Nel calcolo dei telai multipli era ammesso tuttavia trascurare le
deIormazioni derivanti dalle sollecitazioni al taglio e dalle sollecitazioni assiali.
Altre indicazioni venivano poi Iornite riguardo all`eventuale presenza di sistemi
d`irrigidimento dei telai (diagonali metalliche o in cemento armato, pareti).
Per quanto riguardava l`azione verticale di progetto era ridotto al 40 (25 in
seconda categoria) l`incremento del peso proprio e del sovraccarico accidentale
che simulava le azioni sismiche verticali.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
26
Per il computo delle Iorze orizzontali il carico accidentale era limitato ad un terzo
di quello massimo assunto per il calcolo delle singole strutture, sempreche il
carico totale cosi considerato non risultasse inIeriore a due terzi della somma del
peso permanente e del carico accidentale massimo.
Veniva quindi ridotto a 0,1 (0,07 in seconda categoria) il coeIIiciente per l`azione
orizzontale, costante su tutta l`altezza dell`ediIicio.
Venne introdotto, quindi, nel 1935 il concetto di limitare ad un terzo il carico
accidentale per la determinazione delle masse presenti nella costruzione e tramite
le quali venivano valutate le Iorze statiche equivalenti, sia verticali che
orizzontali, riproducenti convenzionalmente l`eIIetto del sisma, concetto ancora
oggi valido.
Tali sempliIicazioni (Iorze statiche equivalenti costanti su tutta l`altezza
dell`ediIicio) portarono, d`altro canto, a trascurare la natura dinamica dell`azione
sismica (soltanto nelle norme del 1975 si recupera una deIinizione delle azioni piu
aderente alla realta Iisica del Ienomeno).
La legge del 1935 introdusse inoltre l`obbligo di presentare all`UIIicio del Genio
Civile un progetto completo delle opere da realizzare, all`atto della denuncia dei
lavori. Erano previste ammende, in caso di contravvenzione. Scomparve l`ipotesi
di temporanea sospensione dall`esercizio della proIessione o dell`arte.
Nella trattazione dell`evoluzione delle normative tecniche ci si deve soIIermare
sul RDL 16 novembre 1939, la cui importanza e da ricercare nella sua longevita.
Rimasto in vigore per oltre 30 anni, dalla pubblicazione Iino al 1 gennaio 1973, e
stato poi sostituito dal DM 30 maggio 1972, n. 9161, preceduto dalla legge 5
novembre 1971, n. 1086, che obbligava il Ministero dei LL. PP. ad emanare ogni
due anni un decreto di aggiornamento delle norme stesse.
La resistenza del conglomerato era valutata calcolando la media su tutti i 4
provini (art. 13).
La
28 , r
doveva essere almeno tripla del carico di sicurezza
a , c
adottato nei
calcoli; tale resistenza non doveva mai essere inIeriore a 120
2
cm
Kg
per
conglomerati di cemento normale, e a 160
2
cm
Kg
per conglomerati di cemento
ad alta resistenza o alluminoso (art. 16).
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
27


Fig. 1.7. Quadro sinottico dei regolamenti 1907/1939

L`armatura del conglomerato era normalmente costituita da acciaio dolce
(cosiddetto Ierro omogeneo) oppure da acciaio semiduro o duro
2
, in barre tonde

2
a) acciaio dolce (Ierro omogeneo): carico di rottura per trazione compreso Ira 4200 e 5000
kg/cm
2
, limite di snervamento non inIeriore a 2300 kg/cm
2
, allungamento di rottura non inIeriore
al 20;
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
28
prive di diIetti; la lunghezza utile per la misura dell`allungamento percentuale di
rottura doveva essere 10 volte il diametro del provino (art. 17).
Il carico di sicurezza delle armature metalliche sollecitate a trazione non doveva
superare 1400
2
cm
Kg
per l`acciaio dolce e 2000
2
cm
Kg
per l`acciaio semiduro e
duro.
Le membrature di sezione quadrata o poligonale regolare sollecitate a pressione
assiale centrata od eccentrica dovevano avere un`armatura longitudinale con
sezione non inIeriore allo 0,8 di quella del conglomerato strettamente
necessaria, quando questa Iosse minore di 2000
2
cm e non inIeriore allo 0,5
della sezione di conglomerato strettamente necessaria, quando questa Iosse
maggiore di 8000
2
cm , adottando per i casi intermedi la variazione lineare.
Dovevano essere munite di conveniente staIIatura, continua o discontinua, con
passo o distanza non superiore alla met della dimensione minima della sezione
ne a 10 volte il diametro dei Ierri dell`armatura longitudinale. Quando la
lunghezza libera di inIlessione di una membratura superava 15 volte la
dimensione minima della sua sezione trasversale, occorreva veriIicare la stabilita
al carico di punta (art. 30).
Si assumeva il peso proprio del conglomerato armato, cioe compreso il peso dei
Ierri, pari a 2500
3
m
Kg
(art. 20).
La Circolare 23 maggio 1957, n. 1472 'Armatura delle strutture in cemento
armato`, oltre ad abrogare tutti i suggerimenti dati dalle precedenti nel campo
dell`acciaio, ha rivestito un ruolo importantissimo per l`uso di tale materiale.
Vista la sua brevita e la sua attinenza all`argomento si preIerisce riportarla
integralmente senza paraIrasarla.
Per tutte le armature delle strutture in cemento armato possono essere impiegati
soltanto acciai Aq 42, Aq 50 e Aq 60 (UNI T 743) sia in tondo sia in Iorma
speciale.

b) acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso tra 5000 e 6000 kg/cm
2
, limite di
snervamento non inIeriore a 2700 kg/cm
2
, allungamento di rottura non inIeriore al 16;
c) acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso tra 6000 e 7000 kg/cm
2
, limite di
snervamento non inIeriore a 3100 kg/cm
2
, allungamento di rottura non inIeriore al 17 (art. 17).
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
29
Per gli acciai in tondo, la tensione non deve superare il 50 del carico di
snervamento e, in ogni caso, i valori seguenti:
Aq 42 1400
2
cm
Kg

Aq 50 1600
2
cm
Kg

Aq 60 1800
2
cm
Kg

Per gli acciai Aq 50 e Aq 60 le sollecitazioni sopra indicate possono adottarsi per
diametri non superiori a mm 30 e purche si impieghi conglomerato almeno di
classe R200 nel caso di sezione rettangolare e conglomerato di classe R250 nel
caso di sezione a T.
Per gli acciai di Iorma speciale ad aderenza migliorata (ritorti, sagomati, ecc.) la
tensione ammissibile non deve superare il 50 del carico di snervamento ne il
40 del carico di rottura con la condizione che l`allungamento di rottura non sia
inIeriore al 12.
La tensione ammissibile per detti acciai non deve inoltre superare il valore di
2200
2
cm
Kg
.
Si potra superare tale valore Iino a un massimo di 2400
2
cm
Kg
soltanto se nei
calcoli si debba anche tener conto degli eIIetti delle variazioni termiche e del ritiro
e se la eventuale Iessurazione del conglomerato non risulti di pregiudizio
all`opera. In questo caso occorre sempre veriIicare che il valore di 2200
2
cm
Kg

non sia superato quando si prescinda da tali eIIetti.
Per tensioni Iino a 2200
2
cm
Kg
si dovra impiegare conglomerato almeno di
classe R250 - Per tensioni Ira 2200 e 2400
2
cm
Kg
si dovra impiegare
conglomerato di classe R 350.
Con la legge del 25 novembre 1962, n. 1684, eliminati gli eIIetti sismici in
direzione verticale (tranne che per le strutture a sbalzo), vennero ritoccate le
aliquote di carico accidentale da considerare ai Iini della valutazione degli eIIetti
del sisma ('per il computo delle Iorze orizzontali il carico accidentale deve essere
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
30
limitato ad un terzo di quello assunto nel progetto. Detto carico accidentale va
considerato integralmente nei casi particolari di immagazzinamento di merci,
liquidi, macchine e simili).
Le strutture dovevano essere calcolate per Iorze orizzontali comunque dirette,
valutando, sia pure con procedimenti approssimati, la distribuzione di dette Iorze
tra i vari elementi, in ragione della loro rigidezza.
Riguardo alle limitazioni di altezza in Iunzione della larghezza stradale, le nuove
costruzioni dovevano avere, verso la prospiciente strada, altezza non maggiore di
due volte la larghezza della strada stessa (nel 1935 questo rapporto era di una
volta e mezzo). In prima categoria l`altezza dei nuovi ediIici non doveva eccedere
m 21 - 6 piani, oltre un piano seminterrato o cantinato alto non piu di m 4 , mentre
in seconda categoria detta altezza non doveva superare m 50 , 24 7 piani, oltre un
piano seminterrato o cantinato. Erano disciplinati dettagliatamente gli intervalli di
isolamento (spazi sottratti al pubblico transito).


Fig. 1.8. classifica:ione sismica alla fine del 1962

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
31
Le costruzioni in legname erano ammesse soltanto in linea eccezionale previo
motivato nulla osta dell`UIIicio del Genio Civile.
Precisato che gli ediIici potevano essere costruiti con muratura non intelaiata, la
norma ne ammetteva quindi l`utilizzo Iino a due piani (oltre il cantinato), in prima
categoria, e Iino a tre piani (oltre il cantinato) in seconda categoria. Per la
muratura di pietrame listata era, invece, previsto un piano in meno.
Le strutture a sbalzo non erano generalmente permesse; tuttavia erano consentiti
'protendimenti Iino a m 1 per tetti e cornicioni e a m 50 , 1 per i balconi (non
tamponati) purche le strutture in aggetto Iossero solidamente connesse alla
struttura resistente dell`ediIicio. Per tenere conto dell`azione sussultoria dette
strutture dovevano essere calcolate con una maggiorazione del carico permanente
e accidentale del 40.
Eccezionalmente (per ediIici pubblici, purche non adibiti a luogo di riunione)
erano previste deroghe riguardo alle altezze e al numero dei piani. In tali casi,
doveva aversi particolare riguardo alle Iondazioni, in relazione alla natura e
morIologia del terreno, e i calcoli di stabilita dovevano essere adeguati alle
maggiori altezze, con un congruo aumento del coeIIiciente sismico.
Era, inoltre, ammessa una riduzione dei coeIIicienti sismici qualora le
caratteristiche geomorIologiche della zona Iossero risultate particolarmente
Iavorevoli in base ad una relazione geologica, redatta da persona di riconosciuta
competenza in materia, sulle caratteristiche del suolo e sul suo prevedibile
comportamento nei riguardi delle azioni sismiche.
InIine, erano date dalla stessa legge, numerose indicazioni di carattere costruttivo,
ispirate a criteri di buon senso e alle buone regole dell`arte.
La legge 2 febbraio 1974, n. 64 ha innovato Iortemente il quadro normativo che
attiene alla sicurezza delle costruzioni, sia in generale che per le zone sismiche.
Anzitutto e opportuno ricordare che questa legge ha risentito, durante la sua Iase
di Iormazione, degli eIIetti del processo di attuazione del decentramento
amministrativo gia avviato dal DPR 14 gennaio 1972, n. 8, in particolare per
quanto riguardava il trasIerimento delle competenze dello Stato in materia
urbanistica alle Regioni. Di cio ha dovuto tener conto la nuova legge nel
disciplinare aspetti che potessero interIerire con la disciplina urbanistica, generale
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
32
e di settore (ad esempio, questioni riguardanti l`idoneita dei siti all`ediIicazione, le
larghezze stradali, le altezze degli ediIici in rapporto alla larghezza delle strade,
gli intervalli di isolamento). Una nuova Iormulazione hanno assunto anche le
disposizioni concernenti gli adempimenti amministrativi, le deroghe, ecc.
La legge 64, a diIIerenza delle precedenti, non contiene piu precise prescrizioni da
seguire per le costruzioni in zone sismiche, ma rinvia alla disciplina di speciIiche
norme tecniche da emanarsi da parte del Ministero dei lavori pubblici, di concerto
col Ministero dell`interno, e da aggiornarsi, eventualmente, ogni qual volta sia
necessario, in relazione al progredire delle conoscenze dei Ienomeni sismici.
Vengono pero stabiliti dalla legge stessa gli argomenti che dovranno essere
disciplinati dalle norme tecniche e vengono Iornite indicazioni di carattere
generale.
Nel 1975, con decreto del 3 marzo, e stata emanata la prima normativa sismica in
Iorza dell`art. 3 della legge 64/74; detta normativa e stata successivamente
aggiornata con i decreti 19 giugno 1984, 29 gennaio 1985, 24 gennaio 1986 e 16
gennaio1996. Sotto il proIilo culturale, la normativa di cui al decreto del 3 marzo
1975 si distingue essenzialmente per l`introduzione dello spettro di risposta in
Iunzione del periodo proprio della struttura e la possibilita di eseguire l`analisi
dinamica. Torna quindi in evidenza il carattere dinamico dell`azione sismica,
anche se il livello delle azioni e Iissato in maniera convenzionale e
sostanzialmente pari a quello gia adottato nel 1935.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
33

Fig. 1.9. classifica:ione sismica alla fine del 1975

E interessante notare a proposito della valutazione degli spostamenti, la
precisazione a livello decisamente istruttivo circa la Iuoriuscita della struttura
dal campo elastico lineare quando e soggetta alle azioni del sisma piu gravoso cui
essa deve resistere.
La norma aIIermava che dette veriIiche speciIiche andavano eIIettuate 'se
necessario, lasciando quindi alla consapevolezza e responsabilita del progettista
la decisione di eIIettuarle o meno.
Al punto C.3 del decreto ministeriale erano contenute le prescrizioni sull'altezza
degli ediIici in Iunzione della larghezza stradale. ConIermando il criterio di
sicurezza gia adottato nella precedente legge 1684 del 1962, veniva riaIIermato
nei Comuni ubicati in zone sismiche (indiIIerentemente per 9 S = e per 12 S = ) il
rapporto 1 2 tra altezza dell'ediIicio e larghezza della strada.
Tali prescrizioni riguardavano tuttavia soltanto gli ediIici con piu di due piani.
Quanto alla larghezza degli intervalli d'isolamento (distanza minima Ira i muri
Irontali di due ediIici, separati da spazi chiusi alla pubblica circolazione dei
veicoli e/o dei pedoni), si rinviava a quanto prescritto dai regolamenti comunali.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
34
Il DM 19 giugno 1984 apporto due signiIicative modiIiche al suddetto punto C.3.
La prima consisteva in un`ulteriore limitazione per gli ediIici prospettanti su
strade di larghezza inIeriore ai dieci metri, i quali non solo, come gia stabilito, non
potevano elevarsi per piu di due piani, ma la loro altezza non poteva superare i 7
metri. La seconda consisteva in una sorta di deroga, che permetteva, limitatamente
alle zone con grado di sismicita 9 S = , di realizzare ediIici, su strade di larghezza
inIeriore ai dieci metri, di tre piani in elevazione e comunque di altezza massima
pari a m 10 , purche con le prescrizioni relative a 12 S = .


Fig. 1.10. classifica:ione sismica alla fine del 1984

La normativa del 1984 ripropose anche il concetto di diIIerenziare il livello di
protezione sismica per particolari categorie di ediIici. A tal Iine era previsto un
coeIIiciente maggiorativo dell`azione sismica, pari a 1,2 per le opere che
presentavano un particolare rischio per le loro caratteristiche d'uso, pari a 1,4 per
quelle la cui resistenza al sisma era di importanza primaria per le necessita della
protezione civile.
L`ultimo aggiornamento, eIIettuato col DM 16 gennaio 1996, e avvenuto sullo
stesso impianto delle precedenti norme. Sono presenti, tuttavia, alcune interessanti
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
35
novita. Innanzi tutto la norma consente di utilizzare anche nelle zone classiIicate
sismiche il metodo di veriIica agli stati limite in aggiunta a quello delle tensioni
ammissibili. Cio in armonia con la normativa per le costruzioni in cemento armato
e in acciaio (DM 9 gennaio 1996), che ha permesso di utilizzare, per la prima
volta in Italia, gli Eurocodici EC2 ed EC3 (riguardanti, rispettivamente, la
progettazione delle strutture in calcestruzzo ed in acciaio).
L`introduzione nella normativa sismica del metodo agli stati limite e stata
comunque improntata sia all`esigenza di mantenere l`impostazione originaria
della norma, sia al conseguimento di una sostanziale equiparazione dei livelli di
sicurezza, nei riguardi delle azioni sismiche, ottenibili col metodo delle tensioni
ammissibili.
Tra i criteri generali di progettazione e prevista, tra l`altro, la possibilita di
realizzare, previa dichiarazione di idoneita da parte del Consiglio Superiore dei
lavori pubblici, costruzioni dotate di sistemi di isolamento sismico o di dispositivi
per la dissipazione dell`energia trasmessa dal sisma (apposite linee guida sono
state emanate con circolare del 28.10.96, n. 256, emanata dal Consiglio Superiore
dei lavori pubblici).
Anche le disposizioni relative agli ediIici in muratura sono state riviste per
renderle piu coerenti con la normativa generale per la progettazione, esecuzione e
collaudo degli ediIici in muratura di cui al DM 20 novembre 1987. Nella versione
attuale, consentono inoltre una maggiore liberta progettuale giacche e prevista, per
la veriIica sismica delle nuove costruzioni la possibilita di adottare gli stessi criteri
di calcolo gia in uso per le veriIiche sugli ediIici esistenti.
Nel 2003, subito dopo i Iatti di San Giuliano, il Dipartimento della Protezione
Civile ha emesso un`Ordinanza, in linea con l`Eurocodice 8, per la sicurezza della
costruzioni in zona sismica (all`interno c`e anche un capitolo sugli ediIici
esistenti) che mette in luce la necessita di un radicale aggiornamento del quadro
normativo italiano. Tutto il territorio nazionale e considerato sismico, e viene
suddiviso in 4 zone: le prime 3 eIIettivamente sismiche, la quarta propriamente
non sismica, ma per la quale bisogna prevedere, comunque, un minimo di Iorze
orizzontali.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
36
Lo scopo delle norme e di assicurare che in caso di evento sismico sia protetta la
vita umana, siano limitati i danni e rimangano Iunzionanti le strutture essenziali
agli interventi della protezione civile.
In aggiunta alle prescrizioni contenute in tali norme, le strutture devono soddisIare
le prescrizioni contenute nella normativa vigente relativa alle combinazioni di
carico non sismiche.
'Il sovrapporsi negli anni di Decreti e Circolari Ia perdere il signiIicato di
essenzialita della norma con l`aggravante dell`introduzione di una non ponderata
possibilita di utilizzare alternativamente codici non deIiniti nella struttura e nella
Iorma di una norma e, redatti con altri scopi e Iinalita
3
. E stato, pertanto, redatto
un Testo Unitario caratterizzato da coerenza, chiarezza, univocita, sinteticita,
improntato al piu moderno indirizzo di normazione prestazionale, piuttosto che
prescrittiva e di sempliIicazione legislativa.
Il Testo Unitario, che ha l`obiettivo di identiIicare in modo chiaro i livelli di
sicurezza e le prestazioni delle costruzioni, uniIica sia le norme relative al
comportamento e alla resistenza dei materiali e delle strutture, sia quelle relative
alla deIinizione delle azioni e dei loro eIIetti sulle strutture stesse, in modo da
valutare la sicurezza delle costruzioni ai Iini della Pubblica incolumita e della
conservazione delle costruzioni.
La norma deIinisce i principi Iondamentali per la valutazione della sicurezza e per
l`identiIicazione delle prestazioni delle strutture. Introduce il principio della vita
utile di progetto delle opere e deIinisce due Classi di opere, diIIerenziate da una
diversa vita utile e condizioni di cimento statico. Il testo codiIica i modelli per la
descrizione delle azioni ambientali e naturali, delle azioni accidentali nonche
quelle antropiche per le opere civili ed industriali, stradali e Ierroviarie.
Le Norme per le Costruzioni, distinte per i diversi materiali, deIiniscono le
procedure ed i metodi per calcolare la resistenza e la sicurezza degli elementi
strutturali nei vari materiali. Trattano la valutazione della sicurezza e delle
prestazioni delle opere interagenti con i terreni e con le rocce.

3
Norme Tecniche per le Costruzioni 23/09/2005.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
37
Per quanto riguarda il Collaudo Statico, codiIica i metodi e le procedure per il
giudizio dell`opera costruita. Indica, inoltre, le procedure e le metodologie per la
valutazione del livello di sicurezza delle costruzioni esistenti.
Vengono stabilite le regole di qualiIicazione, certiIicazione ed accettazione dei
materiali e dei prodotti per uso strutturale, rese coerenti con le principali
disposizioni comunitarie in materia.
E introdotta l`obbligatorieta della compilazione della Relazione generale, in cui il
Committente ed il Progettista devono dichiarare a priori i livelli di sicurezza delle
opere, le condizioni di esercizio, la durabilita, la vita di servizio dell`opera e la sua
classe di appartenenza.
Le previsioni relative alla sicurezza ed al comportamento dell`opera, almeno
durante la sua vita utile, sono, pero, basate anche sul bagaglio culturale e l`onesta
intellettuale dei Tecnici che gestiscono il processo dall`idea progettuale all`opera
costruita ed utilizzata.
La complessita dell`evoluzione storica a cui si e Iatto cenno e l`accelerazione che
ha subito l`uniIicazione europea ha determinato un quadro operativo della
normativa italiana, dopo il gennaio 1996, piuttosto articolato. Sono attualmente
praticabili tutti gli approcci di cui, come abbiamo visto, si e progressivamente
arricchita la cultura tecnica. Il progettista trova a sua disposizione tutte le strategie
operative; egli puo, inIatti, seguire la IilosoIia delle 'tensioni ammissibili ovvero
quella del 'metodo semiprobabilistico agli stati limite (legittimato in zona
sismica solo dal 96) ed in entrambi i casi puo optare per un`analisi statica (che la
norma europea piu opportunamente deIinisce 'dinamica sempliIicata) ovvero
ricorrere all`analisi dinamica modale; non e inIine escluso in linea di principio
anche l`utilizzo dell`analisi dinamica al passo. E` evidente, inoltre, nell`ultimo
aggiornamento normativo un Iorte avvicinamento agli ormai maturi Eurocodici
deIinendo spettri elastici di progetto e zone sismiche in termini di
g
a
.


1.4. Elementi di vulnerabilit nelle strutture in c.a.
Il buon comportamento sismico delle strutture dipende dalla bonta del sistema
sismoresistente, e quindi dai singoli elementi che lo costituiscono e dalla loro
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
38
interconnessione. L`insieme degli elementi orizzontali e verticali Ira loro
interconnessi trasIeriscono le Iorze inerziali originate dal Ienomeno sismico,
concentrate nelle parti degli ediIici a maggiore massa alla struttura di Iondazione e
quindi, in deIinitiva, al terreno di Iondazione. E chiaro che quando una parte di
questi elementi essenziali (pilastri e travi, o pareti portanti e travi per le strutture
in cemento armato, o travi e murature portanti per ediIici in muratura) viene
danneggiata dal sisma, non e piu consentito questo trasIerimento e la struttura
rischia di crollare per eIIetto del terremoto.
La stima della vulnerabilita del costruito, quindi, e mirata essenzialmente alla
valutazione delle qualita del sistema costruito in relazione alle capacita di
trasIerire le Iorze orizzontali, ed a individuare le eventuali deIicienze presenti che
potenzialmente possono minare il buon Iunzionamento dello stesso.
Osservando il comportamento degli ediIici per terremoti passati ed in base alle
conoscenze tecniche acquisite con la sperimentazione, si sono individuati una
serie di macroIattori che contribuiscono ad aumentare la vulnerabilita a grande
scala. D`altro canto anche la cura dei dettagli costruttivi e di tutti i principi
progettuali ispirati ai criteri del capacity design rivestono una notevole importanza
nella determinazione del comportamento sismico delle strutture, visto che la crisi
del sistema strutturale puo avvenire anche per eccessivo degrado delle parti di
connessione degli elementi o per prematuro collasso di natura Iragile di alcuni
elementi esposti a questo tipo di crisi.

1.4.1. Elementi di vulnerabilit a grande scala
Tramite un`analisi visiva di primo livello, e possibile individuare dei Iattori
distintivi primari 'a grande scala che regolano il comportamento sismico degli
ediIici.
Va dapprima distinta la categoria strutturale (considerando, ad esempio, tipologie
di ediIici in muratura, ediIici in cemento armato ed ediIici in acciaio). In base al
numero di piani, allanno di costru:ione ed allarea complessiva per piano si
determinano, poi, lo sviluppo complessivo della costruzione ed i principi
progettuali con i quali dovrebbe essere stata costruita.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
39
A questa prima identiIicazione di larga scala segue una specializzazione in
Iunzione di alcune caratteristiche che potrebbero determinare un comportamento
sismico che si discosta da quello previsto per una costruzione tipica; tali
caratteristiche rappresentano i cosiddetti elementi di vulnerabilita a grande scala,
identiIicabili con una rapida indagine visiva degli ediIici.
Sono elementi di vulnerabilita a grande scala:

Terreno di fonda:ione
La complessa situazione geologica dell'Italia da luogo spesso a Ienomeni di
instabilita anche macroscopici in concomitanza con gli eventi sismici; si assiste a
Ienomeni di Irane e liqueIazioni che investono aree estese e che ricadono quindi
nel problema della microzonazione sismica ancor piu che nell'analisi della singola
costruzione.
Per il singolo ediIicio e possibile la diminuzione di capacita portante del terreno
per eIIetto del sisma.
A livello di Iondazione le carenze maggiori sono costituite dalla mancanza di
un reticolo a maglie chiuse, capace di assorbire cedimenti o scorrimenti del
terreno senza generare stati di notevole sollecitazione nella sovrastruttura.
Sussistono anche caren:e meno evidenti legate al sottodimensionamento del
sistema di Iondazione.

Sistema strutturale
Un ediIicio che possiede uno schema statico chiaro, e un ediIicio di cui e possibile
prevedere il comportamento. E' possibile distinguere gli ediIici in quattro classi:
A) ediIici in cui non e deIinito un sistema strutturale atto ad assorbire le azioni
orizzontali;
B) ediIici in cui i telai sono chiamati ad assorbire le azioni orizzontali;
C) ediIici in cui nuclei e pareti o controventi costituiscono gli elementi resistenti
alle azioni orizzontali;
D) ediIici in cui vi e concomitanza di telai, nuclei e pareti e controventi.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
40
Strutture progettate per soli carichi verticali hanno capacita di resistere alle azioni
orizzontali solo in virtu delle modeste risorse statiche degli elementi strutturali e
per il contributo di tamponature e tramezzi che non rendono immediatamente
maniIesta la loro labilita.

Strutture verticali
Le strutture verticali hanno un peso rilevante nella determinazione del coeIIiciente
di struttura perche rivestono grande importanza nella deIinizione della duttilita
disponibile.
Se gli ediIici nuovi hanno un coeIIiciente di struttura precisato dagli elementi
Iissati dal progettista, e di certo piu diIIicile determinarlo per le vecchie
costruzioni attraverso un'analisi a posteriori che richiede la conoscenza delle
resistenze di progetto, delle armature metalliche presenti, della loro disposizione,
ecc.
Alle strutture verticali si attribuisce anche il compito di limitare gli spostamenti
relativi tra i diversi piani, per i gia noti problemi di danneggiamento delle
tamponature, nonche gli spostamenti assoluti per evitare possibili Ienomeni di
pounding tra Iabbricati adiacenti.

Configura:ione planimetrica
La regolarita planimetrica e un requisito che gli attuali orientamenti normativi
tendono ad incentivare per evitare che, durante l'evento sismico, si maniIestino
Ienomeni torsionali che aggravino particolarmente le strutture resistenti di bordo.
I moti torsionali determinano delle Iorti domande di duttilita nelle zone
perimetrali che, spesso, risultano superiori alla duttilita disponibile.
L'irregolarita planimetrica e quantiIicabile in linea di massima con l'eccentricita
tra baricentro delle masse, in cui si applicano le Iorze statiche equivalenti, e
baricentro delle rigidezze degli elementi resistenti per quella direzione.
I moti torsionali non possono escludersi a priori neppure nelle strutture a pianta
doppiamente simmetrica; inIatti, e possibile che una distribuzione non uniIorme
delle masse porti ad uno spostamento del loro baricentro. Questa considerazione
spinge alcune Normative ad assumere una eccentricita di progetto per
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
41
incrementare le sollecitazioni su alcuni elementi resistenti perimetrali. E' bene
precisare che detto modo di procedere puo non essere comunque suIIiciente per
l'analisi di quei sistemi particolarmente deIormabili che sono oggetto di Iorti
componenti di moto torsionale.

Fig. 1.11. esempi di irregolarita in pianta

Configura:ione altimetrica
Come la regolarita planimetrica anche quella altimetrica e estremamente
determinante nella deIinizione della domanda di duttilita.
Sono emblematici gli esempi di ediIici con piani Ilessibili o piani deboli; i primi
sono caratterizzati da un piano, in genere il primo, che possiede una resistenza
ridotta rispetto gli altri, mentre i secondi da un piano che risulta rispetto agli altri
contemporaneamente meno resistente e meno rigido. In queste situazioni si
osserva una crescita locale della domanda di duttilita con la Iormazione di
cerniere plastiche in testa e al piede degli elementi resistenti verticali del piano in
esame e Iormazione di un meccanismo di collasso di piano. Condizioni di piano
Ilessibile si maniIestano in quegli ediIici in cui al piano terra si ha una riduzione
delle tamponature, ad esempio per la presenza di portici o di negozi con ampie
pareti vetrate.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
42

Fig. 1.12. esempi di irregolarita in eleva:ione

1.4.2. I particolari costruttivi critici
Fondamentali per il buon Iunzionamento del sistema sismoresistente sono tutti gli
aspetti che concernono la connessione degli elementi strutturali che lo
compongono, nonche i Iattori che inIluenzano la prestazione dei singoli elementi
in un`ottica di gerarchia delle resistenze.
Facendo riIerimento, in particolare, ai telai in cemento armato, vanno considerate
con la dovuta attenzione tutte quelle situazioni di inadeguato dettaglio delle
armature degli elementi, che potrebbero comportare una cattiva prestazione degli
stessi, e quindi, in deIinitiva, dell`intero sistema strutturale. Va prestata
attenzione, in linea generale, ai seguenti Iattori:
- quantita, dimensione e spaziatura delle armature di rinIorzo delle colonne;
- staIIature nei nodi trave-colonna di estremita;
- posizionamento e lunghezza della sovrapposizione delle armature nelle
zone critiche di travi e colonne;
- uso di sagomati a partire dai Ierri longitudinali di armatura delle travi
come rinIorzo a taglio;
- ancoraggio delle staIIe di travi e pilastri con angoli non suIIicienti.
Nel caso delle colonne il basso livello di conIinamento (tipo, numero e/o passo
delle staIIe inadeguati) puo comportare la crisi per Ilessione dei pilastri ai piani
bassi, con instabilita dell`armatura in compressione, sIilamento dell`armatura in
tensione e schiacciamento del calcestruzzo compresso.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
43
Le travi per le quali l`armatura trasversale e insuIIiciente possono essere soggette
a crisi per taglio a causa dell`aumento dei carichi dovuto all`azione delle Iorze
sismiche; d`altra parte, l`interazione non lineare Ira Ilessione e taglio puo
comportare un abbassamento della resistenza a taglio anticipando notevolmente il
collasso dell`elemento. Ancora, le colonne corte non progettate per taglio sono
luogo di potenziale rottura Iragile e possono causare l`improvviso collasso
strutturale.
Altro elemento critico a causa di un rinIorzo inadeguato e costituito dai nodi
trave-colonna. L`utilizzo di barre lisce e l`assenza di uncini alla estremita delle
stesse sono uno dei Iattori che accentuano il problema dello sIilamento delle barre
in trazione; tale situazione e particolarmente critica per i nodi esterni, anche se i
nodi interni possono essere ugualmente soggetti a tale problema. Il mancato
conIinamento del pannello di nodo, parte strutturale che puo essere soggetta ad
elevati sIorzi di taglio, puo essere la causa della crisi per taglio nel nodo. In
generale, l`elevata deIormabilita laterale dei telai puo essere causata dal Ienomeno
della Iixed end rotation, ovvero della rotazione rigida` degli elementi localizzata
alle loro estremita e causata dall`apertura di Iessure all`interIaccia di travi e
colonne con i nodi ed il conseguente sIilamento delle barre di armatura. Tale
Ienomeno e ampliIicato nei telai progettati per soli carichi verticali, caratterizzati
da elevati sIorzi nelle armature e dettagli di ancoraggio poveri.

Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
44
Esempi di vulnerabilit degli edifici in c.a.


Fig. 1.13.


Fig. 1.14.


Fig. 1.15.


Il Pilotis e quel piano (piano terra) con
grandi aperture privo di tamponature. E
chiamato anche piano soffice per la sua
propensione a subire i maggiori danni. la
parte superiore di un edificio in c.a. puo
cedere a causa della rottura dei pilastri del
piano sottostante.
Lassen:a o la par:iale presen:a di
tamponature nel piano Pilotis, rende
possibile la rottura a taglio dei pilastri.
Ini:ialmente la scossa e sopportata dai
tompagni, mentre il telaio in c.a. assume un
ruolo di collegamento. Rotto il tompagno,
entrano in fun:ione i sistemi di
controventamento (telai).
Tutte le irregolarita sia in pianta che in
eleva:ione sono elementi vulnerabili. Gli
sbal:i, le forti rientran:e, nuclei scala
eccentrici rispetto al "centro massa",
tamponature eccentriche, sono elementi che
in eleva:ione incidono sulla staticita della
struttura.
La regolarita altimetrica e planimetrica e la
migliore solu:ione, tranne per i casi di
strutture, anche irregolari, costruite sui
cosiddetti isolatori sismici, una tecnologia
davanguardia utili::ata gia in Giappone.
Le strutture a sbal:o in edifici in c.a., come
mostra la figura, hanno il difetto di essere
fuori dalla maglia strutturale, e di
comportarsi in modo differente dalla restante
struttura. Essi sono gli elementi che hanno
piu propensione a subire danni sotto leffetto
di un sisma di una certa intensita.
Capitolo 1. Aspetti della vulnerabilita sismica
45


Fig. 1.16.




Fig. 1.17.
La figura mostra una situa:ione particolare di edificio
in c.a. Qui si abbracciano diverse componenti di
vulnerabilita. forma non compatta con nucleo scala
eccentrico e presen:a di pilastro to::o. Nel vano scala si
nota una vetrata, essa infatti, viene considerata come un
elemento non strutturale di una certa vulnerabilita.
Tutto questo presente in un edificio di recente
reali::a:ione
Negli edifici in cemento armato, i giunti sismici hanno
una notevole fun:ione dal punto di vista strutturale,
essi, infatti, hanno la fun:ione di evitare leffetto
martellamento di edifici contigui. Nella figura si puo
osservare, pero, un giunto tecnico, e non sismico. La
norma impone che la distan:a tra due aggregati
strutturali non deve essere minore del rapporto
LH/100 dove L e la larghe::a dellintercapedine
(giunto) tra i due aggregati, H e lalte::a delledificio
e 100 un parametro costante.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

46
Capitolo 2
Stima della vulnerabilit sismica

La valutazione della vulnerabilita a scala urbana e connessa alla probabilita di
collasso di una classe omogenea di Iabbricati e alla loro caratterizzazione.
Per la valutazione della vulnerabilita sismica delle classi di strutture in c.a. a larga
scala, si riproduce la tipologia costruttiva di una data area iniziando dalla
conoscenza dei parametri Iondamentali raccolti in una Iase di inventario. In
seguito si procede alla creazione dei modelli basati su alcuni parametri
rappresentativi. E possibile, poi, tracciare una descrizione multilivello di classi di
Iabbricati in Iunzione delle variabili di input:
Descrizione del modello geometrico e strutturale;
Progetto degli elementi (colonne e travi);
Modello meccanico e valutazione della capacita sismica.
Nella veriIica di sicurezza di una struttura esistente esistono a priori una serie di
incertezze, che non sono presenti nella progettazione di una nuova struttura:
qualita e caratteristiche meccaniche dei materiali. Studi recenti
4
hanno
evidenziato che gli ediIici realizzati nel decennio 1961-70, strutture che
presentano importanti problemi dal punto di vista sismico in quanto
progettate in assenza di normative sismiche in aree poi dichiarate tali o in
carenza di norme sismiche adeguate, presentano calcestruzzi con
resistenza media pari a
2
07 . 27
mm
N
: resistenza di
2
68 . 25
mm
N
per le
strutture commissionate dai privati, di
2
19 . 28
mm
N
per le opere
pubbliche, di
2
48 . 25
mm
N
per le strutture per civili abitazioni
commissionate da enti pubblici;
degrado e ammaloramento dei materiali strutturali (corrosione armature,
carbonatazione calcestruzzo);
schema strutturale e dimensioni elementi strutturali;
disposizione e quantita delle armature, dettagli costruttivi;

4
Verderame, G.M., ManIredi, G. and Frunzio, G.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

47
sistema di Iondazione (tipo, dimensioni, proIondita piano di posa);
eventuali modiIiche strutturali apportate nel corso della vita di un ediIicio
(sopraelevazioni, ampliamenti);
caratteristiche meccaniche del terreno di Iondazione.
La disponibilita della documentazione progettuale e/o estese indagini in situ
(rilievo strutturale e prove su materiali e strutture) possono colmare le lacune
portando a livelli di conoscen:a suIIicienti, tali da giustiIicare l`adozione di
coeIIicienti di sicurezza ridotti.
'La quantita e la qualita dei dati acquisiti determina il metodo di analisi e i valori
dei Iattori di conIidenza da applicare alle proprieta dei materiali da adoperare
nelle veriIiche di sicurezza
5
. Ai Iini della scelta del tipo di analisi e dei suddetti
Iattori, si distinguono i tre livelli di conoscenza seguenti:
LC1: Conoscenza Limitata;
LC2: Conoscenza Adeguata;
LC3: Conoscenza Accurata.
Gli aspetti che deIiniscono il livello di conoscenza sono:
geometria (caratteristiche geometriche degli elementi strutturali);
dettagli strutturali (quantita e disposizione delle armature, collegamenti tra
elementi strutturali, consistenza degli elementi non strutturali
collaboranti);
materiali (proprieta meccaniche dei materiali).
Una volta emessa la Iamiglia costruttiva, le Iorze laterali e la riserva di
spostamenti sono determinati in base al preIissato meccanismo di collasso.
Adottando la distribuzione dei parametri derivata dall`inventario delle costruzioni,
le curve di vulnerabilita sono derivate dalle classi costruttive.
Questa stima e d`aiuto nella valutazione della vulnerabilita della struttura a scala
regionale o subregionale, considerando, pero, l`errore che e Iunzione
dell`ammontare delle inIormazioni disponibili.
Le distribuzioni delle variabili casuali, condizionanti la capacita, sono stimate dal
campionamento della popolazione territoriale. In un approccio elastico basato

5
Allegato 2 OPCM 3274 OPCM 3431.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

48
sulla Iorza, la domanda sismica puo riIerirsi all`analisi probabilistica del pericolo
sismico sul sito e dei Iattori di riduzione dell`azione.
Sebbene siano disponibili strumenti avanzati di analisi delle strutture in cemento
armato che consentono anche una modellazione dinamica non lineare, la
complessita delle strutture esistenti e la conoscenza parziale delle loro
caratteristiche non sembra giustiIicare il grande onere computazionale richiesto.
'In questo caso, percio, le piu recenti normative internazionali (ATC 1996, EBR
1996) suggeriscono l`applicazione del metodo di pushover per la stima della
vulnerabilita sismica di ediIici con potenziali sorgenti di danneggiamento sismico,
quali piani soIIici, colonne corte, nodi poco staIIati e con ancoraggio
insuIIiciente
6
. In questo tipo di analisi si applicano incrementalmente, ad un
modello della struttura soggetto ai carichi gravitazionali e con comportamento non
lineare del materiale, particolari distribuzioni di Iorze statiche orizzontali, le quali
hanno il compito di spingere in campo non lineare la struttura Iino a portarla al
collasso. Durante l`analisi, le Iorze orizzontali vengono tutte scalate, mantenendo
invariati i rapporti relativi Ira le stesse, in modo da Iar crescere monotonamente lo
spostamento di un punto di controllo sulla struttura. Risultato Iinale dell`analisi e
la curva di taglio alla base-spostamento, che rappresenta la capacita della struttura
e che verra conIrontata con la domanda.
Per mitigare il rischio sismico ed altri rischi naturali, le strutture esistenti
inadeguate o deteriorate dovrebbero essere recuperate. La valutazione della
resistenza sismica delle strutture esistenti e delle loro deIicienze e essenziale
prima di progettare un opportuno recupero o di migliorare il sistema. La capacita
della struttura puo essere valutata in termini della sua rigidezza laterale, dello
spostamento globale o di interpiano e del potenziale danno.
Esiste un gran numero di ediIici in cemento armato che sono progettati per carichi
gravitazionali con resistenza laterale inadeguata. Molti di questi sono progettati
secondo le norme tecniche disponibili all`epoca di costruzione che si sono poi
evolute negli anni. A causa del costo alto di sostituzione, molte tra le vecchie
strutture sono ancora in servizio ben oltre la loro vita utile di progetto. Le strutture

6
Verderame, G.M. et al.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

49
progettate per carichi gravitazionali possono comportarsi in un modo non duttile e
avere modalita di rottura indesiderata.
Nell'analisi tradizionale e nel progetto di strutture nuove, sIorzi e tensioni sono
indicatori della capacita strutturale in termini di stato limite di progetto, mentre le
deIormazioni sono usate nei controlli di esercizio. Nell'analisi di strutture
esistenti, e necessario considerare diversi indicatori di capacita. La maggior parte
di questi indicatori sono coerenti alla IilosoIia del perIormance based design.
Stato limite di servizio, di snervamento e ultimo sono deIiniti dai criteri locale e
globale per stimare la capacita di strutture oltre lo snervamento e al di sotto dello
stato limite ultimo.
Lo stato limite di servizio comporta il controllo locale della Iessura, deIinendo
limiti sulle tensioni di calcestruzzo e acciaio, o il controllo di deIormazione
limitando gli spostamenti di interpiano o in cima. Quello di snervamento e
deIinito dallo snervamento locale dell`acciaio teso o, globalmente, dalla risposta
di un sistema equivalente a un grado di liberta elasto-plastico. Lo stato limite
ultimo locale e controllato da molti criteri, che deIiniscono la maniera di rottura
dell`elemento. Alcuni di questi criteri sono:
- rottura dell`acciaio di armatura arrivando allo sIorzo ultimo di rottura;
- schiacciamento del calcestruzzo giungendo allo sIorzo di rottura in
compressione;
- scorrimento delle barre dovuto alle Iessure che sono controllate dallo
sIorzo a cui il calcestruzzo comincia a scheggiarsi (il pull-out della barra e
Iunzione dello sIorzo di aderenza del calcestruzzo);
- capacita di deIormazione di un elemento come deIinito dalla sua capacita
di curvatura ultima o dalla capacita anelastica di rotazione dei nodi;
- taglio ultimo determinato dalla Iorza o dallo sIorzo ultimo nell'acciaio e
dalla resistenza a trazione del calcestruzzo nelle principali direzioni;
- approvvigionamento di taglio e analisi della domanda;
- indice di danno locale.
A livello globale, si usano approcci diversi; alcuni dei criteri usati per il controllo
sono:
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

50
- livelli di deIormazione massima deIiniti in termini del massimo
spostamento di interpiano o spostamento in cima. Questi limiti possono
variare col tipo di ediIicio, importanza e categoria di duttilita del carico
che resiste al sistema strutturale;
- approccio all`indice globale di instabilita e all'indice di danno globale.
Lo stato di danno puo essere usato come un indicatore della capacita di carico
laterale e della riserva di capacita delle di strutture esistenti.
I recenti codici cominciano a concentrarsi sui dettagli progettuali e di rinIorzo
degli elementi per avere l`incremento complessivo di duttilita o deIormabilita. Le
strutture esistenti, duttili e con buoni dettagli, possono avere resistenza laterale
inadeguata a causa di aumento del rischio sismico, cambio di occupazione,
cambio del Iattore di importanza, modiIica della struttura o deterioramento nel
tempo. Durante recenti terremoti
7
, il comportamento degli ediIici di cemento
armato progettati secondo le piu antiche norme o prima dell`introduzione dei
requisiti di progettazione sismica, non e stato buono a causa dell`inadeguata
capacita di resistenza ai carichi e della duttilita limitata.
Per decidere l`intervento piu adatto o la strategia di recupero per una struttura
esistente e, quindi, progettare il sistema di risanamento, e necessario stimare
accuratamente la resistenza di carico laterale attuale e le potenziali maniere di
rottura. E interessante anche identiIicare il piu debole e i componenti piu
vulnerabili tra gli elementi della struttura. Se si sovrastima la resistenza o non si
tengono in conto alcune probabili modalita di rottura, si possono avere danni alla
struttura e crolli della stessa. D'altra parte se la resistenza della struttura e
sottovalutata, il costo della riabilitazione puo essere inaccessibile.
La valutazione della capacita di una struttura esistente e piuttosto diversa dal
processo di analisi e progetto di una nuova struttura. Il progetto di strutture nuove
presume che la struttura sia duttile e non prende in considerazione tutte le
possibili maniere di rottura non duttile, le quali vanno, invece, considerate nel
caso di studio di strutture esistenti. Non a caso, recenti sviluppi nell`approccio
perIormance based design oIIrono una previsione realistica della capacita della
struttura progettata; al contrario, l'analisi per la simulazione e la valutazione del

7
Hanshin Awaji (Kobe), 1995; Kocaeli (Turchia), 1999.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

51
comportamento di una struttura esistente e in evoluzione e non e ancora in grado
di essere aIIidabile e accurata per applicazioni su larga scala.


2.1. Classificazione delle analisi di vulnerabilit
La vulnerabilita sismica di una costruzione rappresenta, in termini generali, la sua
suscettibilita ad essere danneggiata da un terremoto. Essa puo essere 'misurata in
una scala che concettualmente viene deIinita in base al 'danno che la struttura
puo subire a causa di terremoti di varie intensita.
La vulnerabilita sismica di un ediIicio quindi si esprime attraverso una legge
causa-eIIetto, in cui la causa e il terremoto e l`eIIetto e il danno. Per passare da
questa deIinizione di carattere concettuale ad una Iormulazione operativa e
necessario individuare un parametro di misura della severit S del sisma e uno di
quella del danno D, e quindi stabilire una legge di correlazione D(S) tra i due che
sia in grado di Iornire un livello di danno per ogni terremoto di una data severita.

La Severit del sisma viene misurata per mezzo di scale strumentali e scale
macrosismiche:
Scale strumentali: sono basate su parametri relativi al moto del suolo quali
l`accelerazione di picco e la velocita spettrale. Hanno il vantaggio di essere
una grandezza meccanica di piu immediato utilizzo ai Iini ingegneristici,
ma, essendo le registrazioni strumentali di disponibilita recente, non hanno
riscontro con i terremoti passati e sono limitate per caratterizzare
adeguatamente il territorio. Non c`e una singola grandezza strumentale che
dia una misura della severita del sisma ben correlata con il danno; un
esempio e l`accelerazione di picco:
g
a
(a accelerazione massima al
suolo; g accelerazione di gravita).
Scale macrosismiche: sono basate sull`osservazione degli eIIetti prodotti dal
sisma. Sono meno accurate, ma hanno numerosi vantaggi: oIIrono una stima
dell`intensita media in una zona colpita direttamente dal danneggiamento
osservato; possono essere associate ai terremoti del passato, del nostro paese
in particolare, attraverso la sismicita storica che utilizza il cospicuo bagaglio
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

52
di notizie rintracciabili. La pericolosita sismica del territorio nazionale e di
Iatto conosciuta in termini di intensita macrosismica. La descrizione della
severita in questo caso e espressa da una singola quantita deIinita
univocamente.
Le scale macrosismiche piu diIIuse sono:
A) MCS (Mercalli, Cancani, Seberg)
B) MSK (Medved, Sponheuer, Karnik)
C) EMS (European Macroseismic Scale)

Il Danno viene generalmente viene espresso o in termini di costo economico o
mediante indici.
Costo economico: in questo caso il danno e espresso come costo necessario
per il ripristino della costruzione e in genere tale costo viene rapportato al
costo della nuova costruzione. Questa deIinizione ha il vantaggio di
collegare direttamente il danno alle conseguenze economiche che determina,
ma risente delle incertezze connesse alla determinazione legata ai criteri,
delle modalita scelte per il ripristino e delle Iluttuazioni spazio-temporali
che sono proprie dei Iattori economici.
Per me::o di indici: possono essere qualitativi o quantitativi, necessitano
sempre di una scala standardizzata e di una successiva correlazione al valore
economico, nel senso che e necessario in ogni caso esprimere il
danneggiamento complessivo dell`ediIicio mediante un unico indicatore che
sia Iacilmente convertibile in termini economici.

Correlazione Danno - Severit D(S): le modalita per stabilire questa correlazione
e i risultati che ne conseguono possono assumere Iorme diverse a seconda della
Iinalita e delle procedure adottate.
Le tecniche esistenti per rendere esplicite le leggi di vulnerabilita, siano esse in
Iorma deterministica o probabilistica, possono essere variamente raggruppate.
Una prima classiIicazione si imposta sul tipo di risultato che viene conseguito. Si
distinguono:
tecniche dirette;
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

53
tecniche indirette;
tecniche conven:ionali.
Le prime sono quelle che Iorniscono in un solo passo un risultato consistente in
una eIIettiva previsione dei danni provocati dai terremoti. Le tecniche indirette si
articolano in due passi, a ciascuno dei quali corrisponde un risultato: nel primo
passo si determina un opportuno indice di vulnerabilita, nel secondo si istituisce
una correlazione tra terremoti e danno in Iunzione dell'indice. InIine, le tecniche
convenzionali, essenzialmente euristiche, si esauriscono in un unico passo come le
dirette, ma il loro risultato e un indice di vulnerabilita al quale, a diIIerenza delle
indirette, non associano una previsione di danno; esse sono utili, sostanzialmente,
per conIrontare ediIici diversi ubicati in aree di eguale sismicita.

Una seconda classiIicazione si basa sul tipo di misura che viene utilizzato. Si
distinguono:
tecniche quantitative;
tecniche qualitative.
Le tecniche quantitative sono quelle ordinariamente ricorrenti ed esprimono le
probabilita di danno o le equivalenti relazioni deterministiche in termini numerici;
prendono in esame un ampio numero di parametri e di dati relativi all'ediIicio atti
a deIinire le grandezze Iondamentali, quali masse in gioco, rigidezze degli
elementi, periodo Iondamentale, duttilita disponibile, ecc.
La determinazione delle grandezze in precedenza elencate e abbastanza semplice
quando essa e eseguita durante la progettazione, mentre diviene estremamente
complicata se deve eseguirsi su costruzioni esistenti.
Grande aiuto all'indagine sulla vulnerabilita puo venire dalla visione degli
elaborati di progetto, nonche dal reperimento di inIormazioni sulla storia della
costruzione in relazione ad eventi sismici precedenti.
E' poi opportuno deIinire la geometria dell'ediIicio e le proprieta meccaniche dei
materiali impiegati e del terreno, nonche valutare la presenza di Ienomeni di
degrado quali corrosione, Iessurazione, lesioni, cedimenti, ecc.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

54
Attraverso l'analisi dei dati raccolti viene valutata concretamente la vulnerabilita
sismica tramite la deIinizione di almeno due punti della curva di Iragilita: quello
relativo al danneggiamento iniziale e quello al collasso.
Le tecniche qualitative ricorrono, invece, a descrizioni in termini di vulnerabilita
"leggera", "media", grave" o simili e raggiungono un grado di dettaglio ben
inIeriore.

Una terza classiIicazione prende in esame la Ionte di conoscenza prevalente Ira
quelle utilizzate. Si distinguono:
tecniche basate sullesame statistico dei dati rilevati; tecniche basate sul
calcolo della risposta sismica;
tecniche basate sul giudi:io soggettivo di esperti; tecniche ibride che
combinano piu fonti.

InIine, una quarta classiIicazione concerne l'organismo al quale viene assimilato
l'ediIicio. Si distinguono:
tecniche tipologiche;
tecniche meccanicistiche;
tecniche semeiotiche.
Le tecniche tipologiche concepiscono l'ediIicio come membro indiIIerenziato di
una classe tipologica deIinita in Iunzione dei materiali, della tecnica costruttiva o
di altri Iattori; sono tendenzialmente impiegate per avere inIormazioni su aree
urbane nel loro complesso.
Le tecniche meccanicistiche sostituiscono all'ediIicio un suo modello meccanico
teorico. Tali tecniche possono consentire con graduali aIIinamenti di passare da
risultati validi per intere aree a risultati validi anche per le singole costruzioni.
Le tecniche semeiotiche considerano l'ediIicio come un organismo la cui
vulnerabilita puo essere descritta attraverso sintomi. In generale, esse introducono
un certo numero di Iattori di vulnerabilita, quali l'organizzazione del sistema
resistente, la qualita di detto sistema, la resistenza globale della costruzione ad
azioni orizzontali, lo stato di degrado, ecc., e per ciascun Iattore viene assegnato
all'ediIicio un certo livello; l'incremento dei livelli denuncia un incremento della
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

55
vulnerabilita. Si tratta di tecniche potenzialmente molto versatili, perche
compendiano il piu grande numero di inIormazioni sui Iabbricati che si
esaminano; esse implicano d'altra parte una certa perizia da parte di chi opera sul
campo e la loro aIIidabilita dipende dalla razionale esplicitazione di una relazione
tra i livelli e i danni sismici attesi.

Una diversa classiIicazione delle analisi di vulnerabilita e stata proposta da Dolce
et al., 1995 ed e basata su tre Iattori: Input, Metodo e Output.
Ciascuna procedura di valutazione, inIatti, Iornisce un OUTPUT, ovvero una
misura della vulnerabilita, elaborata attraverso un METODO prestabilito che
lavora su tutte le inIormazioni Iornite da un INPUT. Questa e una classiIicazione
del tutto generale e non individua a priori i diversi percorsi metodologici che e
possibile seguire. Si scandiscono, tuttavia, le tre Iasi Iondamentali di ciascuna
procedura:
L`INPUT si acquisisce attraverso 5 categorie di Ionte di osservazione:
Dati di danno: raccolti dopo terremoti o attraverso prove sperimentali di
laboratorio;
Caratteristiche geometriche e qualitative: altezza, conIigurazioni in pianta e
in elevazione, eta, tipo di strutture verticali e orizzontali, di Iondazione, di
tetto, stato di conservazione, ecc.; queste inIormazioni sono ottenute da
rilievi sul campo e/o disegni di progetto e/o analisi storiche e/o interviste e/o
mappe aggiornate, ecc.;
Caratteristiche (quantitative) meccaniche: massa, rigidezza, resistenza,
duttilita intrinseca, stato tensionale, spostamenti sismici, ecc.;
Caratteristiche della:ione sismica: intensita macrosismica, picco di
accelerazione, ecc.;
Dati geologici e geotecnici del sito: tipo e caratteristiche meccaniche del
suolo di Iondazione, comportamento sismico dei proIili geologici, ecc.

Per il METODO sono state individuate 3 strade possibili:
Metodi statistici: analisi statistiche di grandi campioni di costruzioni
soggetti a un sisma;
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

56
Metodi meccanici: valutazione mediante modelli meccanici dei parametri
che governano il comportamento sismico delle costruzioni (spostamenti,
duttilita, ecc.);
Metodi basati sul giudi:io di esperti: valutazioni qualitative o quantitative di
Iattori che governano la risposta sismica e le relative elaborazioni basate
sulla conoscenza di esperti.

Le categorie per l`OUTPUT sono due:
Julnerabilita assoluta: Iunzioni di vulnerabilita (danno medio in Iunzione
dell`intensita sismica), oppure distribuzioni condizionali di danno data
l`intensita sismica (Matrici di probabilita di danno o curve di Iragilita);
Julnerabilita relativa: indici di vulnerabilita euristici/empirici oppure
ricavati sperimentalmente, per i quali non e disponibile alcuna correlazione
con il danno e l`intensita sismica; essi permettono solo di ordinare le
costruzioni secondo la loro vulnerabilita al sisma.

Fase Categorie
INPUT Dati di danno Geometria
Caratteristiche
Meccaniche
Azione sismica
Caratteristiche
Terreno
METODO Metodi Statici Met. Meccanici Esperti
OUTPUT Vulnerabilita assoluta Vulnerabilita relativa
Fig. 2.1. Schema riassuntivo dellanalisi di vulnerabilita proposta da Dolce et al.

L'obiettivo di questi metodi non e la deIinizione della vulnerabilita del singolo
ediIicio, ma quella di intere zone urbane o di aggregati. E estremamente
pericoloso volere desumere una diagnosi sullo stato di salute di un ediIicio dalla
conoscenza della vulnerabilita sismica ottenuta attraverso un metodo
semiqualitativo, prima o in seguito ad un evento sismico. Tuttavia, anche se lo
studio di vulnerabilita di un singolo ediIicio puo richiedere inIormazioni di
INPUT sulle caratteristiche geometriche e meccaniche molto accurate e un onere
computazionale non indiIIerente, questo Iornisce nel modo concettualmente piu
chiaro una misura del danno che una struttura puo subire per eIIetto di un
terremoto e quindi diventa essenziale per la taratura dei metodi meno
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

57
approssimati, ma piu speditivi per l`analisi di vulnerabilita di campioni di ediIici
estesi.


2.2. Julnerabilit di un Singolo Edificio - Curve di Fragilit
In generale una curva di Iragilita di un ediIicio rappresenta, al variare
dell`intensita sismica, la probabilita che l`ediIicio raggiunga un particolare stato
limite contemplato. Questa si esprime tramite una Iunzione che in termini
probabilistici maniIesta il raggiungimento di una certa soglia di danno per un dato
valore dell`intensita sismica I, che puo essere rappresentata dalla PGA, PGV,
dall`accelerazione spettrale, ecc. a seconda degli scopi del caso. Per ogni ediIicio,
naturalmente, e possibile costruire piu curve di Iragilita, ognuna corrispondente ad
un preIissato livello di danno. Un esempio di curve di Iragilita costruite in
Iunzione dell`accelerazione di picco al suolo quale parametro di intensita sismica
(PGA - peak ground acceleration) e riportato in Iigura 1:

0.0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
1.0
0.00 0.10 0.20 0.30 0.40 0.50 0.60 0.70
PGA (g)
P
r
o
b
a
b
i
l
i
t

danno insigniIicante
danno moderato
danno grave

Fig. 2.2. Curve di fragilita

Come si nota, sono rappresentate tre curve di Iragilita ricavate per lo stesso
sistema strutturale e corrispondenti, ciascuna, al raggiungimento di un diverso
stato limite (danno insigniIicante, danno lieve, danno grave).
E chiaro che per deIinizione stessa di vulnerabilita risulta diverso il caso in cui si
vuole studiare un singolo ediIicio, tenendo conto di tutti i suoi particolari e delle
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

58
caratteristiche che lo contraddistinguono, dal caso in cui si voglia studiare un
campione di ediIici di una certa zona rappresentato da una classe tipologica.
Nel primo caso, inIatti, data la completezza e l`esattezza dei dati di INPUT, e
possibile spingersi a livelli di dettaglio molto elevati e ricavare le curve di Iragilita
per dati livelli di danno. Nel secondo caso, invece, poiche si studia una classe di
ediIici che puo essere rappresentata da macroparametri quali la Iorma, le
dimensioni, l`anno di costruzione, ecc., si Iinisce per studiare un ediIicio 'medio
in cui c`e la diIIicolta di portare in conto, con un approccio di tipo analitico,
l`inIluenza di tutti i macroparametri sul comportamento sismico della struttura. E`
per questo motivo che le curve di Iragilita di classi tipologiche di ediIici vengono
costruite empiricamente tramite un`analisi statistica dei dati riguardanti il
comportamento di ediIici riconducibili tutti ad una stessa classe.
Lo studio di un singolo ediIicio puo, invece, essere aIIrontato con un approccio
meccanico/analitico; in questo modo, tramite simulazioni numeriche sulla risposta
sismica, le curve di Iragilita vengono costruite analiticamente, anche se questa
operazione viene rivolta in particolar modo ad ediIici con valore strategico o
storico monumentale visto il grande onere computazionale e di modellazione.


2.3. Matrici di Probabilit di Danno
Le matrici di probabilita di danno (o DPM dall`inglese Damage Probability
Matrix) sono delle matrici generate per categoria tipologica di ediIici ed
esprimono la probabilita che si veriIichi un certo livello di danno per ogni
intensita sismica. Esse possono essere costruite Iacendo riIerimento ad una
generica scala di danno, espressa in termini di costi ovvero in termini
Ienomenologici.
Il metodo MSK (Medvedev Sponheuer Karnik, 1977) rappresenta la prima
Iorma di matrice di probabilita di danno generata per categorie di ediIici.

Le classi tipologiche di ediIici sono 3:
A) EdiIici in pietra naturale non squadrata, costruzioni rurali;
B) EdiIici in mattoni o pietra squadrata;
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

59
C) EdiIici in c.a.

Le classi di danno sono invece 6:
0) Nessun danno
1) Danno lieve: caduta o Iessurazione dell'intonaco;
2) Danno medio: lesioni nelle pareti e caduta dell'intonaco;
3) Danno grave: lesioni grandi e proIonde nelle pareti;
4) Danno distruttivo: crollo di tramezzi, tompagni e crolli parziali;
5) Danno totale: collasso dell'ediIicio.

I gradi di intensita sismica sono 12:
I primi quattro, l`undicesimo e il dodicesimo grado riproducono Iedelmente le
descrizioni della scala MCS con il grado corrispondente.
A partire dal quinto grado e Iino al decimo, invece, l`intensita del terremoto e
legata all`entita dei danni provocati alle strutture, classiIicabili secondo la scala di
danno su riportata.
Le intensita macrosismiche della scala sono attribuite in base alla percentuale
danneggiata di ediIici di ogni categoria e del livello di danni da essi subito.
Raggruppando la quantita di ediIici danneggiati in tre intervalli percentuali,
calcolati sul totale degli ediIici appartenenti a ciascuna classe, e corrispondenti
rispettivamente a

- Pochi EdiIici (circa il 5)
- Molti EdiIici (circa il 50)
- La Maggior Parte degli EdiIici (circa il 75)

la scala e scandita cosi come descritto in tabella

Intensita MSK CLASSE A CLASSE B CLASSE C
V 5 danno 1 - -
VI
5 danno 2
50 danno 1
5 danno 1 -
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

60
VII
5 danno 4
50 danno 3
50 danno 2
5 danno 3
50 danno 1
5 danno 2
VIII
5 danno 5
50 danno 4
5 danno 4
50 danno 3
5 danno 3
50 danno 2
IX 50 danno 5
5 danno 5
50 danno 4
5 danno 4
50 danno 3
X 75 danno 5 50 danno 5
5 danno 5
50 danno 4
Fig. 2.3. Scala di intensita macrosismica per le diverse classi di edifici

Si vede, quindi, che la scala MSK Iornisce, in linea teorica, la Irequenza dei
diversi livelli di danno in Iunzione della generica tipologia e dell`intensita,
presentando l`indubbio vantaggio di non essere legata ad una speciIica realta
territoriale. E immediato, tuttavia, rilevarne i limiti: le classi tipologiche in essa
individuate, inIatti, non tengono conto delle piu moderne tecnologie costruttive
(costruzioni in acciaio, ecc.) ed i criteri di attribuzione alle tre classi, basati
esclusivamente sul materiale di costruzione, appaiono troppo grossolani. Ancora,
le percentuali edilizie danneggiate Iornite dai tre intervalli di danneggiamento
previsti sono troppo approssimate ed inoltre la descrizione della scala non e
completa, in quanto essa non e articolata su tutti i livelli di danno per le varie
intensita.
In termini generali, ogni elemento di una matrice DPM rappresenta la probabilita
condizionata che si veriIichi il livello di danno Dk data l`intensita I e la classe
tipologica T , ed e esprimibile sinteticamente nel seguente modo [ ] T I Dk p , .
Le DPM possono essere ricavate Iacendo riIerimento a dati di danno osservato o
per via analitica; tale ultimo caso si riconduce alla costruzione di vere e proprie
curve di Iragilita, sia pure in Iorma discreta, per ciascuna categoria di ediIici.
L`origine classica delle DPM, tuttavia, e quella che prevede l`elaborazione
statistica di dati e inIormazioni sul costruito reperiti da osservazioni sul campo. E
chiaro che la possibilita di costruire siIIatte matrici e subordinata alla disponibilita
di un campione numeroso di osservazioni e/o classiIicazione dei danni nella scala
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

61
prescelta su ediIici di ciascuna classe T considerata e per diversi livelli di
intensita sismica.

Livello di Danno
Intensita
0 1 . Dk .
max
Dk

VI . . . . . .
. . . . . . .
I . . .
[ ] T I Dk p ,
. .
. . . . . . .
max
I
. . . . . .
Fig. 2.4. Formato della DPM per edifici della classe T

Vista l`estrema onerosita del reperimento di questo tipo di inIormazioni (e
necessario avere a disposizione i risultati completi del rilievo dei danni provocati
da uno o piu terremoti in modo tale da coprire le inIormazioni relative alle diverse
intensita ed alle diverse categorie di ediIici), sono pochissimi i casi in cui sono
state costruite siIIatte matrici ed essi, signiIicativi per le realta territoriali alle
quali e esteso il campione di rilevamento dei danni, perdono validita se applicati
ad un tessuto costruttivo diverso da quello contemplato dalle tipologie costruttive
individuate.
Un esempio d`uso delle DPM e rappresentato nella tabella che segue:

CLASSE C
Livello di Danno
Intensita
0 1 2 3 4 5

VI 0.715 0.248 0.035 0.002 0.0 0.0
VII 0.401 0.402 0.161 0.032 0.003 0.0
VIII 0.131 0.329 0.330 0.165 0.041 0.004
IX 0.050 0.206 0.337 0.276 0.113 0.018
X 0.005 0.049 0.181 0.336 0.312 0.116
Fig. 2.5. DPM costruita sui dati raccolti a seguito del terremoto dellIrpinia

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

62
Questa DPM e stata costruita da Braga, Dolce e Liberatore (1982, 1985) sulla
base di dati di danno raccolti a seguito del terremoto dell`Irpinia. La scala di
intensita macrosismica scelta e la MSK anche se successivamente sono stati Iatti
miglioramenti per quanto riguarda l`individuazione delle classe degli ediIici. La
lettura della DPM e molto semplice; inIatti, considerando la cella evidenziata in
tabella, si capisce subito che per un ediIicio in c.a. (CLASSE C) la probabilita di
avere un livello di danno 2 (Danno medio: lesioni nelle pareti e caduta
dell'intonaco) con un terremoto di intensita VIII (CLASSE C: 5 danno 3; 50
danno 2) e pari al 33.
Le DPM sono molto utili se utilizzate per la determinazione della vulnerabilita di
un ediIicio, o di una classe di ediIici, in base alla sola individuazione della relativa
classe di appartenenza. Esse si rivelano, quindi, come un valido supporto per
l`esecuzione di indagini di rischio a scala territoriale in quanto consentono, in
tempi relativamente brevi, di tracciare una stima quantitativa delle entita dei danni
che si proIilano per uno scenario sismico ipotizzato (cioe per date intensita
macrosismiche).


2.4. Metodi Semiqualitativi: Schede Di Julnerabilit
I metodi semiqualitativi, detti anche tipologico-diagnostici, che quindi rientrano
nella categoria dei METODI basati sul giudizio di esperti, ovvero valutazioni
qualitative o quantitative di Iattori che governano la risposta sismica e le relative
elaborazioni basate sulla conoscenza, pur conservando i caratteri di rapidita di
impiego e di economicita, consentono di introdurre inIormazioni su regolarita,
duttilita, resistenze, geometria, ecc., ottenendo la valutazione di un indice di
vulnerabilita. Il problema di questi metodi e che non sono meccanico-analitici e
quindi considerano il comportamento di tipologie di ediIici sulla base
dell`esperienza e della conoscenza.
Sicuramente tra tutti i metodi basati sul giudizio di esperti, il piu diIIuso e quello
che attualmente viene usato in Italia e rappresentato dalle schede di vulnerabilita
di primo e secondo livello redatte dal Gruppo Nazionale per la DiIesa dai
Terremoti (GNDT) del C.N.R..
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

63

Le schede sono classiIicate in relazione alla Iinalita:

A) prescheda per la raccolta di inIormazioni preliminari al censimento di
vulnerabilita;
B) censimento speditivo di vulnerabilita per ediIici in muratura o in cemento
armato;
C) scheda di l/2 livello per il rilevamento dell'esposizione e della vulnerabilita
degli ediIici (muratura o cemento armato);
D) scheda di l/2 livello per il rilevamento dell'esposizione e della vulnerabilita
di ediIici particolari (capannoni industriali, chiese, ecc.);
E) scheda di 1 livello per rilevamento danno, pronto intervento e agibilita per
gli ediIici ordinari nell'emergenza post-sismica.

Le schede di 1 livello sono quelle che servono ad esami di tipo statistico da
eIIettuare su intere aree urbane, mentre quelle di 2 livello sono piu approIondite e
pertanto vengono utilizzate nell`esame di un piu ristretto numero di ediIici.
Tutte le schede di rilievo, al Iine di consentire una Iacile catalogazione e quindi la
Iormazione di una banca dati accessibile, presentano una sezione introduttiva
Iinalizzata all'identiIicazione dell'ediIicio; in essa vengono riportate le
inIormazioni necessarie alla sua individuazione (regione, provincia, citta e relativi
codici ISTAT, indirizzo, posizione sulle mappe catastali).

La scheda di 1 livello per il rilevamento dell'esposizione e della vulnerabilit
degli edifici (muratura o cemento armato) viene generalmente considerata una
scheda di supporto per l`ispezione post-sisma. In eIIetti essa comprende la
Sezione 8 dedicata alla codiIica dell`estensione e del livello del danno (apparente)
e la Sezione 7 dedicata alla codiIica della tipologia strutturale. Nel loro insieme
queste sezioni consentono di trarre indicazioni sul danneggiamento degli ediIici e
sui Iattori di vulnerabilita legati alla tipologia, e quindi anche di eseguire
censimenti Iinalizzati a valutazioni di intensita macro-sismica. Viceversa, le
inIormazioni della scheda non sono suIIicienti per trarre indicazioni puntuali di
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

64
agibilita o provvedimenti di emergenza sui singoli ediIici. In realta, la scheda di
1 livello sembra progettata per Iini completamente diversi da quelli della
gestione dell`emergenza: essa e Iinalizzata a censimenti sul territorio di estese
popolazioni di ediIici, per ottenere statistiche di esposizione e di rischio sismico.
Per questo comprende, oltre alla Sezione 3 con i dati metrici principali, una
complessa Sezione 4 relativa all`uso dell`ediIicio e alla sua utilizzazione media
nel tempo ed una Sezione 6 con lo stato delle Iiniture e degli impianti.
Di seguito si riporta la scheda di 1 livello per il rilevamento dell'esposizione e
della vulnerabilita degli ediIici.

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

67
La scheda di 1 livello di rilevamento danno, pronto intervento e agibilit per
ediIici ordinari nell`emergenza sismica AeDES (Agibilita e Danno
nell`Emergenza Sismica) e Iinalizzata al rilevamento delle caratteristiche
tipologiche, del danno e dell`agibilita degli ediIici ordinari nella Iase di
emergenza che segue il terremoto. Gli ediIici sono intesi come unita strutturali di
tipologia costruttiva ordinaria (tipicamente quella in muratura, in c.a. o acciaio
intelaiato o a setti) dell`edilizia per abitazioni e/o servizi. E esclusa pertanto
l`applicazione della scheda agli ediIici a tipologia specialistica (capannoni
industriali, edilizia sportiva, teatri, chiese, ecc.) o monumentale. La scheda
consente di eIIettuare un rilievo speditivo ed una prima catalogazione del
patrimonio edilizio, disponendo di dati tipologici e metrici degli ediIici.
Accoppiati ai dati di danno, tali dati sono utili anche ad una prima valutazione dei
costi di riparazione e/o miglioramento, consentendo di predisporre scenari di
costo per diversi contributi unitari associati a diverse soglie di danno. La scheda
costituisce un valido ausilio alla valutazione dell`agibilita, il cui giudizio Iinale
resta comunque di stretta pertinenza della squadra di rilevatori. Essa, inIatti,
mantiene traccia dell`ispezione eIIettuata e del relativo esito, cerca di stabilire un
linguaggio comune nella descrizione del danno e della vulnerabilita, Iornisce un
percorso guidato che dagli elementi rilevati indirizza alla valutazione del rischio, e
quindi al giudizio di agibilita, consente una migliore inIormatizzazione dei dati (in
buona parte acquisibili dalla scheda anche tramite lettore ottico).
Alla veriIica dei Iatti, questo approccio ha denunciato importanti limiti, legati
principalmente ai quattro seguenti Iattori:

A) impossibilita di prevedere nella scheda tutte le possibili tipologie di
elementi costruttivi;
B) diIIicolta di riconoscimento delle diverse tipologie;
C) variabilita delle tipologie nell`ambito dello stesso ediIicio;
D) variabilita del comportamento sismico di tipologie "esteticamente" simili, e
dunque classiIicate come uguali.

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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La compilazione della scheda di 2 livello richiede un accurato rilievo di tutte le
caratteristiche dell`ediIicio signiIicative per quanto riguarda il comportamento
sotto azione sismica ed e quindi sostanzialmente incompatibile con i tempi di
gestione dell`emergenza. In eIIetti la scheda e Iinalizzata ad analisi preventive di
vulnerabilita sismica, ad esempio a supporto di valutazioni di costo/beneIici di
operazioni sistematiche di rinIorzo degli ediIici. Inoltre, si puo osservare come la
scheda di 2 livello da un lato richiede la compilazione preliminare della scheda di
1 livello, dall`altro presenta una serie di sovrapposizioni di dati ed inIormazioni,
nonche una non completa utilizzazione delle inIormazioni gia codiIicate al 1
livello (si vedano ad esempio le inIormazioni sul danno, o quelle relative alla
tipologia dei solai e della copertura).
Si tratta dunque di una procedura sostanzialmente, ma non totalmente, autonoma
rispetto a quella di 1 livello, e inadatta, nonostante la complessita del rilievo, a
Iornire le inIormazioni necessarie per metodologie basate su metodi di calcolo
approssimati della resistenza sismica.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

74



Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

75
2.5. Metodi Semiquantitivi - Analisi per Macromodelli
Il metodo semiquantitativo proposto in Calvi (1999) si conIigura come un metodo
per la stima della vulnerabilita di classi di ediIici ed e applicabile per la
valutazione di scenari di danno su porzioni estese di territorio.
Esso consente di determinare la probabilita di raggiungimento di un certo grado di
danno (scandito, come si vedra, da preIissate soglie di stati limite) per ciascuna
classe di ediIici individuata e per ogni grado di intensita sismica contemplata.
I dati di INPUT sul patrimonio costruito, quindi, vengono elaborati con METODI
meccanici per Iornire, in OUTPUT, una stima della vulnerabilita assoluta del
costruito. La metodologia di valutazione e applicabile correttamente solo per lo
studio di scenario di aree vaste di territorio, Iornendo risultati inaIIidabili se
indebitamente estesa` per la stima di vulnerabilita di campioni di ediIici troppo
ristretti. Essa e pensata, inIatti, in modo da essere operativa anche senza la
necessita di eseguire indagini sul campo; di conseguenza, il livello di inIormazioni
sul costruito richieste in input e minimo e desumibile da banche dati Iacilmente
accessibili (tipo dati Istat).

Classifica:ione degli edifici
La classiIicazione del patrimonio edilizio nelle diverse tipologie costruttive e
Iunzionale al tipo di analisi da svolgere; poiche, inIatti, il metodo e di tipo
meccanico, e previsto uno studio analitico del comportamento sismico della
struttura e percio si adotta, per ciascuna tipologia di struttura individuata, un
modello equivalente` opportunamente caratterizzato. Si considerano, dunque, tre
classi tipologiche:
1)ediIici in cemento armato progettati in base a prescrizioni sismiche (classe I);
2)ediIici in cemento armato non progettati in base a prescrizioni sismiche (classe II);
3)ediIici in muratura (classe III).
Gli ediIici in muratura appartengono tutti ad un`unica classe valendo il
presupposto che nessuno di essi sia stato costruito seguendo speciIiche
prescrizioni sismiche. Ci si aspetta, quindi, che il comportamento sismico degli
stessi sia modellabile` adottando lo stesso sistema equivalente (cambiandone
alcune caratteristiche a seconda dello stato limite considerato), e variando la
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

76
risposta esclusivamente in Iunzione di parametri macroscopici quali il numero di
piani. Gli ediIici in c.a., di contro, possono avere comportamento sostanzialmente
diverso a seconda della bonta` del sistema strutturale. Una costruzione che segua
i moderni principi del capacity design, e i cui dettagli costruttivi siano curati
(passo delle staIIe, ancoraggio delle barre, nodi trave-colonna), inIatti, si
comporta meglio e in modo qualitativamente diverso rispetto ad una che sia
carente nei conIronti di questi aspetti. La modellazione del rispettivo
comportamento, quindi, deve tenere conto di tali diIIerenze.
Come si vede la classiIicazione del patrimonio costruito e immediata, essendo
suIIicienti semplici inIormazioni quali il materiale costruttivo (muratura o c.a.), il
numero di piani e l`anno di progetto (quest`ultimo dato e discriminante in
relazione all`entrata in vigore o meno di speciIiche prescrizioni per la
progettazione in zona sismica degli ediIici in c.a., ed e quindi ritenuto adeguato, in
questo grado di approssimazione, a catalogare l`ediIicio come appartenente alla
classe I o II) per individuare la rispettiva classe di ogni struttura.

Scala di danno
La valutazione della relativa vulnerabilita dipende dalla misura del danno atteso in
una scala di danno scandita in Iunzione di preIissati stati limite. Si considerano, in
particolare, quattro stati limite di interesse per lo studio di scenari di danno, cosi
come riportato in tabella.
EdiIici non danneggiati la domanda non supera LS1
EdiIici poco danneggiati,
utilizzabili
la domanda supera LS1, ma non LS2
EdiIici con danno esteso,
ma riparabili
la domanda supera LS2, ma non LS3
EdiIici non collassati, ma
con danno talmente esteso
da dover essere demoliti
la domanda supera LS3, ma non LS4
EdiIici collassati la domanda supera LS4
Fig. 2.6. Stati limite considerati

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

77
La metodologia di valutazione, in particolare, segue un approccio agli
spostamenti; gli stati limite (LS da limit states), quindi, sono deIiniti in relazione
alla capacita deIormativa degli elementi considerati. Vista la notevole incidenza
che il danno alle parti non strutturali di un ediIicio (tamponature, inIissi, ecc.) puo
avere sulla quantiIicazione monetaria delle perdite, viene valutato in maniera
esplicita anche il danno agli elementi non strutturali, previa deIinizione di una
soglia di danno non strutturale per ogni stato limite.
Sulla base delle indicazioni riportate in letteratura e nelle prescrizioni normative, e
a seguito di una rielaborazione delle stesse basata sull`esperienza e su
considerazioni qualitative circa il reale comportamento delle strutture, sono
Iornite, per ogni stato limite, delle indicazioni quantitative circa i suddetti limiti
deIormativi. Il danno strutturale per le costruzioni in c.a., in particolare, viene
ricondotto alla crisi dei rispettivi sub-elementi e, quindi, sono suggeriti dei limiti
deIormativi in termini di deIormazione massima di acciaio (
s
) e calcestruzzo
(
c
). Il danno non strutturale, invece, viene valutato solo rispetto a soglie di
spostamento relativo d`interpiano (adimensionalizzato rispetto all`altezza
d`interpiano), cosi come per il caso del danno degli ediIici in muratura.
Nella tabella seguente sono riassunte le indicazioni Iornite per ciascuno stato
limite e per ognuna delle tre categorie di danno (strutturale c.a., non strutturale
c.a., muratura) considerate.

Stato limite Danno strutturale
Danno non
strutturale
Danno per
edifici in
muratura
LS1 -
3 , 0 1 , 0 =
-
LS2
015 , 0 01 , 0
04 , 0 0035 , 0
=
=
s
c

5 , 0 3 , 0 = 3 , 0 =
LS3
04 , 0 03 , 0
01 , 0 006 , 0
=
=
s
c

5 , 1 5 , 0 = 5 , 0 =
LS4 - - -
Fig. 2.7. Stati limite per ogni categoria di danno

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

78
Metodo (meccanico) di analisi
La stima della vulnerabilita, come detto, avviene conIrontando capacita e
domanda che, in un approccio agli spostamenti, sono espresse in termini di soglie
deIormative.
Per ogni tipologia strutturale individuata, quindi, e per ogni stato limite
considerato, va innanzitutto determinata la capacita strutturale. A tal Iine si adotta
il metodo del sistema equivalente`, sostituendo la struttura reale (della quale, del
resto, null`altro e tenuto conoscere oltre al numero di piani, all`epoca di
costruzione ed al materiale edilizio) con un sistema equivalente ad un sol grado di
liberta deIinito in termini di una rigidezza secante e di uno smorzamento viscoso
equivalenti da determinarsi in corrispondenza di ciascuno stato limite. Si eIIettua,
cosi, l`analisi limite per ogni singola coppia (categoria edilizia stato limite)
ottenendo, sia pur in maniera molto poco approssimata, la soglia di spostamento,
o di rotazione d`interpiano, corrispondente. Si tratta di un`analisi svolta per
categorie di ediIici, le cui caratteristiche geometriche essenziali quali altezza
d`interpiano, sezione trasversale delle colonne, ecc., non assegnate
deterministicamente in INPUT all`analisi meccanica svolta, presentano
necessariamente una certa variabilita all`interno di intervalli ricorrenti. Si
suppone, quindi, che tali quantita varino Ira limiti ritenuti piu probabili: l`altezza
delle colonne di ediIici in c.a., ad esempio, e considerata variabile Ira i 3 e i
m 5 , 4 , mentre la sezione trasversale delle stesse puo variare Ira i 3 , 0 e i m 5 , 0 . Di
conseguenza, il risultato dell`analisi limite e espresso sotto Iorma di intervalli di
valori,
max min
C C , all`interno dei quali ci si attende che ricada la capacita
strutturale. Anche la rigidezza secante al punto target (capacita) di spostamento e
la duttilita, naturalmente, variano all`interno di intervalli, determinandosi, cosi, la
variabilita del periodo Iondamentale di vibrazione e dello smorzamento viscoso
equivalente (che dipende dalla duttilita) caratterizzanti il sistema equivalente, Ira
due soglie
max min
T T e
max min
.
La domanda sismica, nell`approccio agli spostamenti considerato, e espressa in
Iorma di spettri di spostamento. In linea generale tali spettri possono essere spettri
di progetto assegnati per diverse categorie di terreno di Iondazione o possono,
altresi, derivare da studi piu dettagliati eIIettuati per l`area territoriale indagata (di
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

79
qui la possibilita di integrare in INPUT le caratteristiche dell`azione sismica). Per
tenere conto della dissipazione energetica che il sistema e in grado di esplicare
quando e Iorzato in campo plastico, lo spettro elastico viene corretto in Iunzione
della duttilita richiesta o, analogamente, di uno smorzamento viscoso equivalente.
Lo smorzamento viscoso equivalente determinato per ogni stato limite, quindi,
corrisponde al target di duttilita relativo allo spostamento limite imposto ed e
quindi adatto a correggere lo spettro elastico.

OUTPUT
Ogni stato limite, cosi, puo essere rappresentato da un rettangolo nel piano dello
spettro di spostamento, deIinito in ascisse dai limiti
min
T e
max
T caratterizzanti il
periodo Iondamentale di vibrazione del sistema, ed in ordinate dalle soglie
min
C e
max
C di capacita di spostamento della tipologia edilizia indagata. L`intersezione
dello spettro di risposta scalato con il rettangolo di capacita ricavato per ogni stato
limite rappresenta la soglia di sicurezza per il Iissato LS e per la tipologia di
spettro adottata. Integrando una Iunzione densita di probabilita in tali aree (al di
sotto ed al di sopra della soglia limite) si ottiene la probabilita di superamento del
prescelto stato limite.

In questo tipo di analisi, l`aleatorieta della stima e legata essenzialmente alle
incertezze nella valutazione della eIIettiva capacita strutturale (dovute alle poche
inIormazioni di input sul patrimonio edilizio), mentre l`input sismico e assegnato
in maniera deterministica tramite un preIissato spettro di spostamento. E chiaro,
quindi, che la metodologia costituisce un valido strumento per l`esecuzione di
indagini di scenario a grande scala, in cui si valutano gli eIIetti sul territorio a
seguito di uno speciIico evento sismico, mentre risulterebbe inadeguata se
Iinalizzata all`esecuzione di un`analisi di rischio, in cui anche l`input sismico va
trattato esplicitamente in modo probabilistico.




Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

80
2.. Approccio Multilivello per lo Studio della Julnerabilit
Questo metodo di analisi nasce come ausilio per indagini di scenario. Esso,
consente, quindi, di valutare la vulnerabilita del costruito in una data area nei
conIronti di un qualsiasi preIissato evento sismico. La classiIicazione tipologica
degli ediIici, a diIIerenza che in altri metodi illustrati nel precedente capitolo e
basata su indagini eIIettuate ad hoc nell`area di studio e riIlette in maniera molto
piu Iedele le caratteristiche eIIettive del patrimonio costruttivo indagato. Anche se
cio comporta un maggiore onere investigativo soprattutto nella Iase di avviamento
dell`indagine territoriale, nondimeno consente di avere dei risultati piu aIIidabili
in quanto i modelli strutturali utilizzati per le analisi sono tarati sulle classi
costruttive realmente presenti nell`area.
La metodologia adottata consente la stima della vulnerabilita di classi di ediIici
seguendo un approccio di tipo meccanico a doppio livello.
Doppio livello sta ad indicare due diverse scale di approssimazione insite
all`analisi. La valutazione della capacita sismica di classi di ediIici, inIatti,
avviene innanzitutto in maniera speditiva e con modelli di calcolo relativamente
sempliIicati (modelli tipologici`); per ogni classe edilizia individuata sul
territorio, poi, sono costruiti anche uno o piu modelli di dettaglio ed essi
costituiscono al contempo strumenti di veriIica e taratura dei modelli tipologici` e
il riIerimento per la valutazione della vulnerabilita in relazione all`input sismico
considerato.
Il metodo utilizza analisi di tipo meccanico per la stima della capacita. Le
inIormazioni richieste in INPUT, quindi, sono essenzialmente mirate alla
costruzione di modelli` rappresentativi degli ediIici. Il doppio livello di
approssimazione richiede sia dati di tipo geometrico/qualitativo (altezza,
conIigurazioni in pianta e in elevazione, eta, tipo di strutture verticali e
orizzontali, ecc.), Iinalizzati alla caratterizzazione del costruito su base tipologica,
sia dati concernenti le caratteristiche meccaniche di maggior dettaglio
(quantitativo e tipo di armatura, ancoraggi barre, nodi trave/colonna, ecc.) per
alcuni ediIici rappresentativi delle classi tipologiche individuate. La Iase di
INPUT, inIatti, deve consentire sia l`identiIicazione di classi omogenee di ediIici
alle quali riIerire uno studio su base tipologica, sia l`estrazione da ciascuna di tali
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

81
classi di almeno un ediIicio rappresentativo del quale sia possibile deIinire in
maniera piu dettagliata le caratteristiche meccaniche e strutturali. A diIIerenza che
in altri metodi l`identiIicazione in classi tipologiche e eIIettuata sulla base di dati
sul costruito che consentano di deIinire molteplici caratteristiche
geometrico/strutturali signiIicative per il comportamento sismico degli ediIici.
I dati di input possono essere desunti integrando piu Iattori conoscitivi quali rilievi
sul campo speciIicamente eseguiti, o eseguiti ad altri Iini ma dai quali si riescano
a trarre suIIicienti inIormazioni Ira quelle richieste, conoscenze relative alle
caratteristiche di resistenza e deIormabilita dei materiali da costruzione
eIIettivamente adoperati, ogni sorta di inIormazione, derivante da interviste,
consultazione di progetti, normative, ecc., sui caratteri progettuali ricorrenti
all`epoca di costruzione degli ediIici. L`elaborazione statistica delle inIormazioni
raccolte consente, poi, di deIinire le classi tipologiche ricorrenti, diIIerenziate in
base alla morIologia geometrico/strutturale, epoca di costruzione, numero di piani
ed altezza d`interpiano. Per ciascuna classe individuata, poi, viene estratto un
ediIicio campione` da studiare in maggior dettaglio, del quale, quindi, vanno
deIinite in maniera puntuale le caratteristiche geometriche delle sezioni, il
quantitativo di armatura, i dettagli costruttivi e le proprieta dei materiali utilizzati.
Con cio si esaurisce la Iase di INPUT ed ha inizio la vera e propria procedura di
valutazione della capacita degli ediIici. Come anzidetto, si eIIettuano analisi ad un
doppio livello di approssimazione: analisi parametriche per le classi di ediIici ed
analisi di dettaglio per gli ediIici campione.
L`analisi parametrica prevede l`adozione di un modello sempliIicato di ediIicio,
rappresentativo di ciascuna classe individuata; la capacita desumibile da tale
modello, che viene determinata in base ad un`analisi limite, dipende da una serie
di parametri che possono variare e che vanno opportunamente identiIicati (ad
esempio il rapporto di allungamento in pianta per ediIici rettangolari, l`altezza
d`interpiano, ecc.). Al variare dei parametri si ottengono, cosi, dei Iusi` di
capacita all`interno dei quali ricade quella di un qualsiasi ediIicio della classe. Il
passo successivo nella stima della vulnerabilita della classe di ediIici studiati e il
conIronto della capacita cosi valutata con la richiesta sismica. Nell`ottica di una
stima speditiva` della vulnerabilita, e vista l`estrema semplicita del modello
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

82
adottato per le analisi parametriche, il mezzo piu adatto per istituire tale conIronto
e un`analisi spettrale.
Assegnato lo spettro di risposta elastico, dunque, vanno individuati il periodo
Iondamentale di vibrazione per gli ediIici della classe e la duttilita disponibile. Si
tratta, naturalmente, di valori medi competenti alla classe di ediIici esaminata, ed
un modo semplice per determinarli e di Iare aIIidamento sulle indicazioni
normative (es. EC8), assunzione giustiIicabile visto il carattere speditivo
dell`analisi parametrica. Le Iormule normative per la determinazione del periodo,
in particolare, Iorniscono valori consistenti. Molto incerta, invece, e la
determinazione della duttilita; le indicazioni presenti nelle diverse normative,
inIatti, Iorniscono valori spesso molto diversi, e vista l`inIluenza della eIIettiva
duttilita sulla risposta strutturale e opportuna una sua determinazione per altra via.
L`analisi di dettaglio eseguita per l`ediIicio campione, quindi, si pone come
ausilio per la determinazione della duttilita media` della classe.
La domanda sismica si legge sullo spettro a duttilita controllata relativo alla
duttilita disponibile valutata per la classe ed in corrispondenza del periodo proprio
di vibrazione della stessa.
L`analisi di dettaglio viene eseguita per uno o piu ediIici rappresentativi di
ciascuna classe. L`ediIicio e modellato tenendo conto delle eIIettive dimensioni
degli elementi, delle caratteristiche dei materiali utilizzati, dell`armatura presente
e dei particolari costruttivi quali ancoraggio delle barre, staIIatura, nodi
trave/colonna. Utilizzando una qualsiasi delle tecniche note di analisi strutturale
(analisi statica lineare o non lineare di push-over, analisi dinamica, ecc.), ed
eventualmente incrociando i risultati di diversi tipi di analisi, si determina la
capacita dell`ediIicio campione che viene assunta come capacita di riIerimento`
per vagliare l`attendibilita dei risultati dell`analisi parametrica. E chiaro che il
risultato ottenuto sara rappresentativo della capacita di uno solo degli ediIici
studiati con l`analisi parametrica, e precisamente di quell`ediIicio i cui parametri
si specializzano in quelli relativi all`ediIicio campione studiato in dettaglio.
Evidentemente i risultati dell`analisi parametrica e di quella di dettaglio, in
termini di capacita, periodo proprio di vibrazione, duttilita disponibile, ecc., non
potranno coincidere, viste le intrinseche diversita di modellazione e di tipo di
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

83
analisi svolte; una bassa diIIerenza percentuale, tuttavia, e indice di aIIidabilita
per l`analisi parametrica. Questo, dunque, e il METODO adottato.
In OUTPUT, inIine, si ricava la vulnerabilita assoluta sia della classe di ediIici
studiata con l`analisi parametrica, sia del singolo ediIicio. I risultati dell`analisi
parametrica, in particolare, sono esprimibili in termini di probabilita di
raggiungimento di uno stato limite. La possibilita di studiare in tempi brevi una
popolazione numerosa di ediIici diIIerenziati in base alla variazione di alcuni
parametri, inIatti, consente di ottenere un campione elevato di capacita da trattare
statisticamente. Il conIronto tra capacita della classe di ediIici e domanda sismica,
quindi, puo essere aIIrontato in termini probabilistici e Iornire la vulnerabilita
assoluta` della classe. Il risultato dell`analisi di dettaglio, invece, non puo che
essere una stima puntuale della prestazione sismica per il particolare ediIicio; essa
si pone come elemento di validazione e taratura dell`analisi parametrica.


2.7. Metodi di valutazione della prestazione sismica
Il comportamento sismico di una struttura dipende dalle caratteristiche
prestazionali dei suoi componenti. Con l'aumento di carico sismico, componente a
comportamento anelastico, si possono avere danni e rotture, in quanto la
redistribuzione dei carichi puo sovrastressare altri componenti ed accelerare il
crollo della struttura.
La prestazione sismica di strutture esistenti in cemento armato puo essere
determinata da esami ed esperienza (incluso metodi empirici e statistici), analisi di
pushover statiche o approcci dinamici. Questi approcci sono di diverso grado di
complessita e oIIrono risultati con grado di accuratezza e aIIidabilita ugualmente
diverso.

Il primo approccio per la valutazione della capacita sismica delle strutture
esistenti in cemento armato e usato in Giappone. La procedura prevede tre livelli
di capacita sismica degli ediIici esistenti di cemento armato.
I livelli di schermatura sono di elevata complessita computazionale. Il metodo
prende in considerazione diverse, ma non tutte, caratteristiche di comportamento
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

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sottoIorma di indici sismici (richiesta) per compararle con un indice di protezione
(riserva) per giudicare il livello di protezione sismico in una struttura esistente. Se
la riserva eccede la richiesta, la struttura e considerata salva, altrimenti si applica
il successivo step. L'approccio e interessante; tuttavia, la procedura e basata su
Iormule empiriche che sono calibrate sullo stile di costruzione usato in Giappone
che non puo essere adottato in altri luoghi senza modiIica e taratura in Iunzione
del comportamento osservato e del danno a seguito di terremoti locali.

Il secondo approccio, e una semplice ed eIIettiva metodologia statistica per la
valutazione del danno potenziale di una costruzione. Gli ediIici sono suddivisi in
40 tipi. Le categorie di ediIici in c.a. sono: telaio con comportamento resistente a
momento (Moment Resisting Frame), MRF non duttile, pareti strutturali e pareti
strutturali con MRF. Tutte le categorie includono strutture basse, medie e alte. Per
ogni categoria di strutture, da osservazioni su campo, la relazione tra l'intensita del
terremoto e lo stato di danno e espressa sotto Iorma di matrice di danno.
L'intensita di terremoto puo essere individuata con la scala Mercalli ModiIicata
(MMI) e lo stato di danno puo essere espresso da un Iattore di danno.
Il metodo e appropriato per la valutazione qualitativa del danno potenziale di una
categoria di strutture, ma non per quella sismica di una speciIica struttura perche
esso non identiIica vulnerabilita, ne la speciIica deIicienza e il requisito di
recupero.

Nel terzo approccio si valuta la vulnerabilita delle diverse caratteristiche
strutturali e non strutturali dell'ediIicio, basandosi sull`esperienza e sul
comportamento dello stesso osservato durante i passati terremoti. L'obiettivo e
identiIicare ediIici o componenti per cui non viene garantita la sicurezza, per i
quali, cioe, si rischia il crollo dell'intero ediIicio, il crollo di parti dell'ediIicio, la
rottura e la caduta di componenti dell'ediIicio. Questa metodologia costituisce la
base del FEMA 178, manuale guida per gli ingegneri nella valutazione degli
ediIici esistenti, nella determinazione del rischio potenziale del terremoto e
nell`identiIicazione di ediIici o componenti che costituiscono un rischio
inaccettabile di sicurezza.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

85
La valutazione del rischio sismico e della sicurezza di ediIici esistenti dall`esame
e dall'esperienza e una procedura alquanto semplice. Tuttavia, esistono degli
aspetti non determinabili con l`esame visivo, quali discontinuita e irregolarita
verticali dovute alla variazione delle dimensioni della colonna; dimensioni e
numero di barre di acciaio di armatura; indicazione della capacita resistente di
carico laterale della struttura o sequenza di danno dei componenti, cerniere e
rottura o meccanismo ultimo di collasso della struttura.

Analisi di pushover statica
La struttura e sottoposta ad un carico laterale che rappresenta
approssimativamente le Iorze di inerzia relative generate nelle masse, considerate
applicate ai livelli di impalcato.
Nel modello, il carico statico e aumentato per step e si determina la risposta carico
laterale-spostamento in sommita della struttura Iino a che non si raggiunge uno
spostamento obiettivo o un livello di crollo. Un`analisi di pushover e una serie di
analisi incrementali statiche non lineari eseguite per esaminare la deIormazione e
il modello di danno della struttura. Le Iorze e le deIormazioni calcolate ai livelli
di spostamento target sono stime di Iorza e capacita di deIormazione con le quali
vanno conIrontati gli obiettivi prestazionali e le richieste.
L'analisi di pushover identiIica la sequenza di danno degli elementi o la rottura e,
se il comportamento e modellato correttamente, si possono determinare il carico
ultimo e lo spostamento a rottura della struttura. E un semplice e promettente
approccio per determinare la resistenza laterale di strutture esistenti.
La procedura di analisi di pushover e stata sviluppata, Iormulata, ed applicata in
diverse conIigurazioni da molti ricercatori. Recenti sviluppi estendono
l'applicabilita dell'analisi di pushover alle strutture tridimensionali; l'analisi di
pushover e stata applicata, inoltre, ad ediIici asimmetrici usando programmi di
analisi anelastica tridimensionale considerando gli eIIetti torsionali
8
.
La distribuzione di carico laterale applicata nell'analisi di pushover e importante
giacche diverse distribuzioni di carico laterale possono produrre diverse relazioni
carico-spostamento. La diIIicolta sorge dal tentativo di rappresentare il carico di

8
Una presentazione particolareggiata dell`analisi di pushover e della sua applicabilita e stata
scritta da Krawinkler.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

86
inerzia dinamico con un carico statico equivalente. Per strutture con primo modo
principale, il carico laterale e normalmente considerato come uniIormemente
distribuito sui piani o con distribuzione triangolare tipo carico sismico. Per ediIici
medio alti, dove il contributo dei modi piu alti puo essere signiIicativo, la
distribuzione del carico laterale usata nell'analisi di pushover deve riIlettere la
partecipazione dei modi piu alti. E piu appropriato applicare, quindi, modelli di
carico che seguono da vicino la distribuzione dipendente dal tempo delle Iorze di
inerzia. Alcune delle distribuzioni di carico laterale proposte includono:
carichi di piano proporzionali alla deIormata laterale della struttura;
uso della radice quadrata della somma dei quadrati (SRSS), modello di
carico basato sulla combinazione delle Iorme dei modi dedotte dalla
rigidezza secante ad ogni step di carico;
carichi di piano proporzionali al taglio di piano allo step di carico
precedente.
A causa delle incertezze nell'appropriatezza della distribuzione di carico applicata,
e raccomandato usare due modelli di carico da cui ci si aspetta un limite superiore
e uno inIeriore alla distribuzione di Iorza di inerzia. Uno di questi modelli di
carico puo essere una distribuzione di carico uniIorme che rappresenta Iorze di
piano proporzionali alle masse di piano. Il secondo e il modello di carico di
progetto usato nelle norme o uno dei modelli di carico adattabile.
L'analisi di pushover puo essere realizzata usando molti dei programmi non lineari
anelastici per l'analisi statica e dinamica. La qualita dei risultati dipende dalla
qualita dei modelli usati e se loro rappresentano tutte le possibili deIormazioni
anelastiche dei vari elementi.
L'analisi di pushover ha il vantaggio di poter essere applicata ugualmente al
progetto di strutture nuove e alla valutazione di strutture esistenti da rinIorzare.
Fornisce inIormazioni su:
richieste di Iorza su elementi potenzialmente Iragili cosi come richieste di
Iorza assiali su colonne e richieste di Iorza sugli elementi di collegamento;
richieste di deIormazione per elementi che si deIormano anelasticamente;
identiIicazione delle regioni critiche e conseguente deterioramento di
resistenza degli elementi;
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

87
identiIicazione della discontinuita di resistenza in piano o in elevazione;
spostamento di interpiano che tiene conto delle discontinuita di resistenza o
rigidezza e degli eIIetti P ;
valutazione dello spostamento globale per il calcolo del potenziale
martellamento sulle strutture adiacenti;
veriIica di completezza e adeguatezza del percorso di carico considerando
tutti gli elementi del sistema strutturale.
Oltre agli indubbi vantaggi, l`analisi di pushover presenta la limitazione di essere
troppo complessa per strutture molto semplici, specialmente se e richiesta la
modellazione tridimensionale.
La procedura di analisi di pushover anelastica e una tecnica eIIiciente per valutare
la relazione carico laterale - capacita resistente e l'accertamento sismico delle
strutture esistenti previsto poiche le sue limitazioni sono pienamente accettate.
Esso oIIre un compromesso ragionevole Ira le potenziali imprecisioni di
procedure elastiche lineari e l'impraticabilita e la complessita dell`approccio di
analisi dinamica non lineare. La validita e l`applicabilita dell`analisi statica di
pushover e stata esaminata in diversi studi: MwaIy-Elnashai e Albanesi-Nuti
concludono che le curve di pushover statiche sono piu appropriate per strutture
con periodi bassi.

Analisi dinamica
L'analisi dinamica non lineare time-history puo essere classiIicata come lineare
elastica o anelastica. La modellazione lineare elastica per l'analisi delle strutture in
c.a. e un procedimento ormai aIIermato. I risultati dell'analisi lineare non sono
utili nella determinazione del comportamento delle strutture in c.a. e dell`analisi
di sicurezza sismica, la quale dipende piu dal dislocamento anelastico e dalla
deIormazione dopo il collasso che dalle Iorze.
L'approccio dello spettro di risposta e basato sulla risposta di un sistema
equivalente a un solo grado di liberta (SDOF). Ci sono stati molti sviluppi
nell'approccio dello spettro di risposta per tener conto di alcuni eIIetti non lineari
come l`anelasticita, la duttilita e il Iattore di risposta. Il recente sviluppo della
relazione spostamento-risposta spettrale alla base rappresenta un approccio
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

88
promettente che puo essere adattato al semplice accertamento sismico degli
ediIici. In generale, l`approccio di spettro di risposta ha le sue limitazioni: esso
non tiene conto delle diverse modalita di rottura e della sequenza di rottura dei
componenti e non da inIormazioni sul grado di danno o sul meccanismo ultimo di
crollo di una struttura in c.a. esistente.
L'analisi anelastica delle strutture richiede una procedura dinamica non lineare
time-history oltre la risposta elastica e dopo il collasso. I due approcci principali
per modellare il comportamento dei componenti in c.a. sono l'analisi agli elementi
Iiniti (FE) e i modelli Ienomenologici macroscopici.
Anche se accurati, non e Iattibile analizzare un`intera struttura con modelli FE
microscopici. E pratico studiare il comportamento di elementi isolati come trave,
colonna, collegamento, muro strutturale, ecc., cosi che i loro modelli analitici
macroscopici deIiniti in termini di parametri globali siano sviluppati per essere
usati nell'analisi di una struttura completa. Comunque, i modelli a Iibra sono
attrezzi potenti che combinano i dettagli di modellazione di un modello FE
microscopico con l'eIIicienza di un modello Ienomenologico.
La maggior parte dei modelli di elemento non lineari disponibili sono stati
sviluppati per l'analisi di strutture nuove piuttosto che di quelle esistenti in quanto
non includono gli elementi che modellano tutti i modi di potenziale rottura non
duttile dei componenti delle strutture esistenti. La ragione e che la rottura non
duttile puo essere eliminata Iacilmente nel progetto di una nuova struttura. I
modelli che rappresentano tutti i possibili modi di rottura non duttile di strutture
esistenti in c.a. sono complessi e c`e un ritardo sul loro sviluppo.
Nonostante l`introduzione di modelli soIisticati per l'analisi non lineare delle
strutture in c.a., l'accuratezza e l'aIIidabilita dei risultati rimane da stabilire, molte
volte e parziale a causa di limitazioni nella modellazione, nella capacita di
calcolo, e delle assunzioni sempliIicate adottate. Queste assunzioni includono
sempliIicazioni nella modellazione del comportamento tridimensionale
dell`ediIicio usando modelli 2D o SDOF, nell`interazione suolo-struttura e nella
modellazione degli aspetti dinamici di risposta del terremoto.
Attualmente, l'accuratezza e l'ammontare di sIorzo necessario per realizzare
un'analisi dinamica non lineare non sono comparabili con l'aIIidabilita dei risultati
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

89
ottenuti (dati di input incerti). Le Ionti principali dell'incertezza sono la
caratterizzazione dell`accelerazione al suolo attesa dal terremoto, la
determinazione delle proprieta del materiale dei componenti strutturali esistenti, le
variazioni nelle dimensioni geometriche e l`assegnazione di limiti accettabili sul
comportamento strutturale.
Per considerare le incertezze nei vari parametri in un'analisi dinamica non lineare,
si puo usare il metodo Monte Carlo, un approccio probabilistico di simulazione
per prendere in considerazione la casualita della resistenza del materiale, le
dimensioni dei vari componenti della struttura, e l`accelerazione a terra. Usando i
parametri adatti di distribuzione di probabilita per la resistenza dei materiali e le
dimensioni della struttura, si genera un set casuale di proprieta da usare
nell`analisi. Le analisi dinamiche non lineari time-history, sono condotte usando
un set di accelerazioni. Lo stato di danno nella struttura e prestabilito servendosi
di indici di danno.
L'indice di danno e correlato alla gravita del danno alla struttura in termini dei
diversi livelli di danno. Vicino alla rottura, il comportamento dei telai e
Iortemente dipendente dalle speciIiche caratteristiche dell`accelerazione al suolo
con livelli piu alti della deviazione normale. Il livello di PGA dell`accelerazione
al suolo puo essere riIerito alla probabilita di accadimento annuale e alla
probabilita di superamento in una speciIica ubicazione.
Il modello dei componenti strutturali dovrebbe rappresentare tutti i potenziali
modi di rottura duttile e non duttile. Questo processo e la piu rappresentativa
analisi disponibile della prestazione della struttura e produce tutte le inIormazioni
relative all`accelerazione al suolo con un range di probabilita di avvenimento.
Comunque, l'approccio e tedioso: il suo uso e limitato e le sue accuratezza e
aIIidabilita rimangono da stabilire.


2.8. Metodologia agli spostamenti nell'ambito di un approccio
prestazionale
Uno dei primi metodi per la valutazione della domanda di spostamento e il
Capacitv Spectrum Method (CSM), utilizzato con alcune variazioni nei documenti
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

90
normativi americani, nel quale la domanda e rappresentata da spettri elastici con
smorzamento equivalente alla dissipazione isteretica. Diversamente, l`Eurocodice
8 ha recentemente adottato il Metodo N2, la cui diIIerenza sostanziale con il CSM
consiste nell`adozione dello spettro anelastico per la rappresentazione della
domanda.
Il Capacity Spectrum Method, proposto da ATC40, e una metodologia secondo
cui il punto di perIormance e ottenuto determinando la curva di capacita
dell'ediIicio e lo spettro di risposta del moto. Le due curve sono trasIormate in
coordinate comuni (accelerazione spettrale - spostamento spettrale) e disegnate
insieme. Lo spettro di risposta elastica e ridotto, per prendere in considerazione gli
eIIetti del comportamento anelastico delle strutture considerando il loro
smorzamento isteretico come smorzamento viscoso equivalente. Se c'e un punto
di intersezione delle due curve, allora si considera la struttura capace di resistere
alle azioni sismiche descritte dallo spettro di risposta, corrispondente ad una
speciIica accelerazione di picco al suolo
g
a .
Il Capacity Spectrum Method e applicato iterativamente in modo da calcolare la
massima accelerazione di picco al suolo a cui la struttura puo resistere.
Chiaramente si possono usare per la stima del punto di perIormance alcuni dei
Capacity Spectrum Methods migliorati proposti nella letteratura o il CoeIIicient
Displacement Method proposto da FEMA 273.
L`eIIicacia del Capacity Spectrum Method e stata esaminata in molti lavori:
risultati sperimentali dei test pseudo-dinamici, ciclici e di pushover sulle colonne
di cemento armato sono comparabili a quelli del CSM.
La valutazione della vulnerabilita sismica di strutture esistenti puo essere condotta
tramite una metodologia agli spostamenti nell`ambito di un approccio
presta:ionale (Performance Based). L`OPCM 3274, per gli ediIici esistenti,
prevede, come livelli di PerIormance nella terminologia del PBD (Performance
Based Design), uno stato limite aggiuntivo, in quanto essi non possiedono ne i
principi di gerarchia delle resistenze, ne adeguata duttilita:
. Stato Limite di Danno Limitato (DL):
I danni alla struttura sono di modesta entita;
Gli elementi non strutturali presentano danni diIIusi ma contenuti;
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

91
E possibile la riparazione dell`ediIicio con modesto impegno
economico;
. Stato Limite di Danno Severo (DS):
La struttura presenta danni importanti;
Gli elementi non strutturali sono danneggiati, ma senza crolli;
La riparazione dell`ediIicio risulta, in genere, economicamente non
conveniente;
. Stato Limite di Collasso Incipiente (CO):
La struttura e Iortemente danneggiata;
La maggior parte degli elementi non strutturali sono distrutti;
La rigidezza e la resistenza residue sono appena in grado di
Ironteggiare le azioni verticali;
L`ediIicio non puo subire ulteriori accelerazioni al suolo, anche
modeste.


Fig. 2.8. Jaluta:ione della sicure::a sismica PBD

La generica struttura raggiunge uno dei suddetti stati limite quando un elemento
strutturale raggiunge il corrispondente livello di impegno; nel caso di modelli a
Non-Linearita concentrata, la capacita dell`elemento puo essere descritta in
termini di rotazioni plastiche. Le rotazioni limite relative ai diversi Livelli di
PerIormance sono:
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

92
rotazione al limite DL che coincide con quella al limite di snervamento
v DL
= (2.1)
e dall`OPCM 3431
c
v b
v
J
J
v v
f
f d
L
h L

+

+ + = 13 , 0 5 , 1 1 0013 , 0
3
(2.2)
per travi e pilastri
c
v b
v
J
J
v v
f
f d
L
h L

+

+ = 13 , 0 125 , 0 1 002 , 0
3
(2.3)
per pareti.
Dove
v
e la curvatura a snervamento della sezione terminale, h l`altezza
della sezione,
b
d e il diametro medio delle barre longitudinali,
c
f e
v
f
sono rispettivamente la resistenza a compressione del calcestruzzo e la
resistenza a snervamento dell`acciaio longitudinale in |MPa|.
v
e, quindi,
data dalla somma di tre aliquote, e cioe, rispettivamente, dal termine
associato alla deIormabilita Ilettente, da quello associato alla deIormabilita
tagliante e dal contributo dovuto allo scorrimento acciaio-cls;
rotazione al limite DS che si ottiene dalla seguente relazione
u DS
=
4
3
(2.4)
rotazione per lo Stato Limite di Collasso Incipiente che coincide con
quella ultima
( )
(
(

'

= =
J
pl
pl v u v
el
u CO
L
L
L
5 , 0
1
1

(2.5)
dove
v
e la rotazione rispetto alla corda allo snervamento,
u
e la
curvatura ultima valutata considerando le deIormazioni ultime del
conglomerato e dell`acciaio,
v
e la curvatura a snervamento considerando
l`acciaio alla deIormazione di snervamento
sv
,
pl
L e la lunghezza della
cerniera plastica valutabile come:
c
y b
V pl
I
I d
24 , 0 h 17 , 0 L 1 , 0 L

+ + = (2.6)
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

93
dove h e l`altezza della sezione,
bL
d e il diametro medio delle barre
longitudinali,
c
f e
v
f sono rispettivamente la resistenza a compressione
del calcestruzzo e la resistenza a snervamento dell`acciaio longitudinale in
|MPa|.
Da queste relazioni deriva la deIinizione di una curva Momento-Rotazione per la
generica cerniera plastica che regola la capacita dell`elemento.
A partire dalla curva di capacita della struttura, si deIinisce la corrispondente
curva per il sistema equivalente ad un grado di liberta (SDOF). La trasIormazione
tra la struttura reale e la struttura equivalente si ottiene utilizzando le seguenti
relazioni:

=
b
F
F
*
(2.7)

=
c
d
d
*
(2.8)
dove
c
F e
c
d sono rispettivamente tagliante e spostamento relativi alla struttura e
*
F e
*
d le corrispondenti grandezze calcolate per il sistema equivalente. Il
parametro , coeIIiciente di partecipazione del modo, dipende dall`andamento
degli spostamenti di piano della struttura sotto azione sismica:



=
i
i i
i
i i
m
m
2
(2.9)
essendo
i
m la massa del piano i-esimo e
i
lo spostamento dello stesso secondo
il primo modo di vibrazione della struttura, normalizzato rispetto a quello
dell`ultimo piano.
La curva di capacita taglio alla base-spostamento viene, cosi, bilinearizzata,
nell`ipotesi che si raggiunga un meccanismo prima dell`attingimento della
rotazione ultima in un elemento.

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

94

Fig. 2.9. Bilineari::a:ione della push-over per il SDOF

Le coordinate del punto di snervamento del sistema bilineare equivalente si
ottengono da:

=
bu
v
F
F
*
(2.10)
dove
bu
F e la resistenza massima dell`ediIicio;
*
*
*
k
F
d
v
v
= (2.11)
dove
*
k e la rigidezza secante di compensazione del sistema equivalente.
Il periodo proprio del SDOF e:
*
*
*
2
k
m
T = (2.12)
dove, essendo N il numero di masse del sistema MDOF, si deIinisce:

=
=
N
i
i i
m m
1
1 ,
*
(2.13)
Determinato il periodo proprio, si procede al calcolo dello spostamento massimo
dell`oscillatore bilineare equivalente per eIIetto dell`azione sismica orizzontale di
progetto.

Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

95
Spettro elastico
0
0,5
1
1,5
2
2,5
3
3,5
0
,
0
0
0
,
2
0
0
,
4
0
0
,
6
0
0
,
8
0
1
,
0
0
1
,
2
0
1
,
4
0
1
,
6
0
1
,
8
0
2
,
0
0
T (sec)
Se(T)/ag
terreno A
terreni B, C, E
terreno D

Fig. 2.10. Spettro elastico

Se
C
T T
*
, il massimo spostamento raggiunto dal sistema anelastico e pari a
quello di un sistema elastico con pari periodo, cioe:
( )
*
max ,
*
max
T S d d
De e
= = (2.14)
essendo
De
S lo spettro elastico di progetto in termini di spostamento, che si
ottiene da quello in termini di accelerazione ( )
*
T S
e
dalla relazione
( )
( )
2 *
*
*

T S
T S
e
De
= (2.15)
avendo indicato con
*
la Irequenza dell`oscillatore equivalente.
Se, invece,
C
T T <
*
, la risposta in spostamento del sistema anelastico e maggiore
di quella del corrispondente sistema elastico e risulta
( )
max ,
*
*
*
max , *
max
1 1
e
C
e
d
T
T
q
q
d
d

+ = (2.16)
essendo
( )
*
* *
*
v
e
F
m T S
q

= ; se 1
*
q , quindi la risposta e elastica, si ha
max ,
*
max e
d d = (2.17).
Noto
*
max
d e possibile calcolare lo spostamento eIIettivo del punto di controllo del
sistema MDOF con la relazione
*
max max
d d = (2.18).
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

96
Per veriIicare la struttura e necessario, a questo punto, valutare, in corrispondenza
dello spostamento
max
d calcolato per lo stato limite considerato, gli eIIetti
dell`azione sismica sugli elementi strutturali e conIrontarli con la capacita.


2.9. Esame della risposta probabilistica delle strutture in cemento
armato sotto analisi statiche non lineari
Per l`analisi degli ediIici in cemento armato esistenti sono disponibili, come su
detto, piu metodi, tra cui il piu avanzato e l`analisi non lineare. Poiche questo
metodo e complesso e non sempre utilizzabile da tutti, molte normative sismiche
propongono l`uso di procedure statiche anelastiche, le quali aiutano a capire come
le strutture risponderanno a un terremoto piu grande, quando e gia stata superata
la capacita elastica della struttura. L`obiettivo principale dell`analisi statica non
lineare e la generazione della curva di capacita (curva di pushover), usata
soprattutto nel caso della valutazione della capacita delle strutture esistenti.
Nel calcolo della curva di capacita, poiche i valori delle proprieta dei materiali
possono essere dispersi, si assumono i valori medi delle caratteristiche e non
quelli di progetto, come avviene per le nuove strutture. La curva di capacita delle
strutture in cemento armato dipende, tra le altre cose, dalla resistenza dei
materiali, dai dati geometrici e dalla capacita deIormativa dei singoli elementi
strutturali. Poiche tutte queste variabili di base, da cui dipende la risposta non
lineare della struttura, sono casuali, anche la risposta ha un carattere casuale. Dato
che la risposta della struttura non e una semplice Iunzione delle variabili di base, e
necessario l`uso di tecniche di simulazione per tale analisi probabilistica.
Poiche ogni variabile che incide sul comportamento della struttura e casuale, la
curva di capacita ha un carattere casuale.
Nella letteratura internazionale ci sono molti modelli probabilistici per le variabili
casuali; i modelli proposti nel 'Probabilistic Model Code del Comitato sulla
Sicurezza Strutturale sono:
1. i carichi.
I live loads agli impalcati sono divisi in due componenti secondo la loro
variazione nel tempo: i carichi permanenti e quelli accidentali. I carichi
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

97
permanenti includono il peso di arredo e l'altra attrezzatura pesante; quelli
accidentali rappresentano tutti gli altri tipi di live loads, la cui durata
relativa e piccola come l'adunata di persone, o l`ammasso di mobilia
durante la ristrutturazione. Si ipotizza una distribuzione gamma per i
carichi permanenti, la cui variazione diminuisce con l'aumento dell'area
caricata.
Poiche il peso proprio di una struttura puo variare in Iunzione della
variazione del peso speciIico dei materiali e la variazione di volume degli
elementi, il dead load di un elemento puo essere modellato come il
prodotto di due variabili casuali: il volume dell`i-esimo elemento e la
densita di peso del materiale che si suppone costante su tutta la struttura.
2. le proprieta del materiale.
Le proprieta del calcestruzzo dipendono dalle condizioni di getto, di
stagionatura ed indurimento. Quelle dell`acciaio che sono considerate
variabili casuali sono la tensione di snervamento, la tensione ultima e la
deIormazione ultima.
3. le dimensioni.
Le dimensioni della sezione degli elementi (travi e colonne) sono
modellate come variabili casuali che seguono una distribuzione normale
con valori medi uguali al valore nominale. L`area delle barre si assume
indipendente dalle variabili casuali normali.
4. la capacita tagliante.
Le incertezze di modello della capacita a taglio sono considerate
applicando piu variabili casuali. In ogni modo, poiche nel progetto degli
ediIici sono state applicate regole sulla capacita a taglio, non ci si aspetta
la rottura critica a taglio. Se il comportamento degli ediIici esaminati e
governato dalla rottura a taglio, vanno considerati modelli probabilistici
piu raIIinati per le incertezze del taglio.
5. la capacita rotazionale.
La capacita rotazionale delle estremita delle travi e calcolata usando la
curvatura di snervamento e la curvatura ultima delle regioni critiche. Le
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

98
incertezze del modello corrispondente sono portate in conto attraverso la
casualita delle variabili.
La capacita rotazionale delle colonne e governata dal superamento dello
sIorzo di rottura o del calcestruzzo conIinato o dell'acciaio di armatura.
Siccome lo sIorzo di rottura dell`acciaio e relativamente alto, la capacita di
rotazione della colonna e principalmente governata dallo sIorzo di rottura
del calcestruzzo conIinato.
Per calcolare le caratteristiche casuali della risposta degli ediIici, si usa la
simulazione Monte Carlo.
La simulazione delle variabili casuali e, invece, implementata usando la tecnica
del Latin Hvpercube Sampling (LHS), la quale, essendo una tecnica selettiva
semplice, per un livello di accuratezza desiderato, da grandezze
signiIicativamente piu piccole di quelle della simulazione di Monte Carlo.
Assegnati, per una determinata struttura, i parametri sismici (accelerazione di
picco
g
a , Iattore di struttura q, limiti del tratto costante dell`accelerazione
spettrale
B
T e
C
T , Iattore di importanza), dall`analisi della stessa, per determinare
come ciascuna variabile casuale inIluenza la risposta, sotto diverse assunzioni
probabilistiche si ottiene che per un determinato spostamento anelastico in cima, il
corrispondente taglio alla base presenta piccola variabilita mentre lo spostamento
dell`ultimo impalcato (corrispondente al termine della curva di pushover) ha
variabilita notevolmente piu grande. La variabilita del taglio alla base e
inIluenzata principalmente dalla variabilita delle proprieta del calcestruzzo,
mentre la variabilita dello spostamento all'ultimo impalcato e dovuta
principalmente alla variabilita delle variabili che governano il criterio di rottura.
La Iine della curva di pushover e deIinita dalla rottura di almeno un elemento
(trave o colonna). Se la rottura di una trave non e considerata critica, l'aumento di
Iorze orizzontali puo essere continuato Iinche la prima colonna non si rompe. In
questo modo possono essere introdotti due criteri di rottura:
La struttura collassa quando il primo elemento (trave o colonna) si rompe
per Ilessione o per taglio;
La struttura collassa quando la prima colonna si rompe per Ilessione e/o per
taglio.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

99
Chiaramente la rottura di solo un elemento non conduce al crollo dell`intera
struttura. E semplicemente uno stato limite convenzionale.
L'accelerazione di picco al suolo dello spettro di risposta, a cui la struttura puo
resistere ha una variabilita intermedia. Nonostante il criterio di rottura adottato,
l'accelerazione di picco al suolo ha una piu alta correlazione con lo spostamento
all`ultimo impalcato rispetto al corrispondente taglio ultimo alla base.
I risultati ottenuti sono inIluenzati principalmente dalle assunzioni su capacita di
rotazione e sIorzo di rottura del calcestruzzo conIinato, mentre i coeIIicienti di
variazione delle altre variabili hanno minore importanza. Aumentando il Iattore di
importanza mentre si mantengono costanti le dimensioni della colonna (si ottiene
dal solo aumento dell`armatura delle colonne), si ha un comportamento meno
duttile (taglio alla base piu alto, ma piu piccolo spostamento in cima), e, di
conseguenza, l'accelerazione di picco rimane praticamente immutata.
La pratica, adottata da ATC40 e FEMA273, di usare i valori medi delle variabili,
per stimare la risposta degli ediIici risulta percio una stima estremamente non
conservativa della massima accelerazione di picco al suolo dello spettro di
risposta. L`analisi deterministica dovrebbe usare i piu piccoli valori tra i valori
medi delle variabili che governano il criterio di rottura (la rotazione e la capacita
tagliante di travi e colonne). Questi valori piu piccoli sono ottenuti dai valori medi
del criterio di rottura divisi per un Iattore di importanza compreso tra 1.20 e 2.80.
SIortunatamente, questo valore non e costante dipendendo dalle caratteristiche
strutturali. Cosi, quando si esegue un'analisi statica non lineare di un ediIicio
esistente (col punto Iinale della curva di pushover corrispondente alla rottura del
primo elemento), la stima del comportamento medio (taglio alla base,
spostamento in cima o accelerazione di picco a cui la struttura puo resistere)
dovrebbe essere basato sui valori medi di tutte le variabili di base, a parte il
criterio di rottura per il quale dovrebbero essere usati i valori piu piccoli di quelli
medi. In assenza di un'analisi di aIIidabilita, l'uso di un Iattore di riduzione pari a
2 per il criterio di rottura, da risultati piu vicini ai valori medi.


Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

100
2.1. Una nuova procedura analitica per determinare le curve
spostamento-taglio alla base per le strutture in c.a.
Nel passato sono stati proposti molti metodi di valutazione della vulnerabilita per
gli ediIici in cemento, basati sulla simulazione statistica di danno. Non esiste una
sola metodologia per derivare queste relazioni, usando una varieta di analisi
tecniche, modelli strutturali, modelli di danno e rischio sismico. Questi Iattori
inIluenzano Iortemente la Iorma della curva di Iragilita derivata, e sono state
notate signiIicative discrepanze tra la valutazione del rischio sismico Iatto per lo
stesso posto, tipologia strutturale e sismicita. Considerando queste opzioni, tutti i
metodi esistenti per derivare analiticamente la Iunzione di Iragilita sono
computazionalmente molto complessi, poiche e richiesto un elevato numero di
analisi per rappresentare interamente le incertezze strutturali e l`accelerazione di
picco relativi alla valutazione sismica della popolazione di ediIici.
Esiste, pero, una relazione in Iorma chiusa tra il danno osservato e la
deIormazione strutturale dopo l`applicazione delle Iorze; e quanto conIermano
Rossetto e Elnashai, i quali mostrano lo spostamento spettrale ( ) T S
d
per dare una
migliore correlazione tra i danni osservati in 99 popolazioni di ediIici dopo 19
terremoti.
La metodologia proposta per ricavare le curve di vulnerabilita prescrive l`analisi
di una popolazione di ediIici in c.a. soggetti a un numero di terremoti campione
con caratteristiche diverse. Gli step da seguire sono:
La defini:ione del sistema che consiste nella deIinizione e nel progetto di
una sola struttura con materiali, caratteristiche di conIigurazione e di
resistenza sismica che sono rappresentative della classe in oggetto;
La defini:ione dellaccelera:ione di picco di input, la quale include la scelta
dei terremoti campione per l`analisi;
La valuta:ione del modello che e eseguita usando una tecnica innovativa di
analisi di pushover;
Il trattamento statistico dei risultati dellanalisi che ingloba la deIinizione
delle superIici di risposta, riIerita allo spostamento di interpiano osservato.
Le equazioni della superIicie di risposta sono deIinite per ogni scenario di rischio,
attraverso diverse considerazioni delle analisi statistiche. L`equazione della
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

101
superIicie di risposta usata per sviluppare ciascuna curva di danno e scelta nel
rispetto del livello di rischio associato al soddisIacimento degli obiettivi
prestazionali desiderati.
La scelta dell`ediIicio di progetto e delle proprieta dei materiali assunte per il
modello e dipendente dalla conIigurazione dell`ediIicio nella regione di studio.
Gli ediIici vanno raggruppati in categorie con resistenza laterale simile e le
diverse curve di vulnerabilita devono essere ricavate per ciascuna classe di ediIici.
Il rischio complessivo della popolazione di ediIici per un terremoto di data
intensita puo allora essere ottenuto combinando la probabilita di danno eccedente
per ogni classe strutturale con le sue relative proporzioni nella regione assegnata.
L`ediIicio e progettato secondo le prescrizioni per i carichi, i materiali, le
dimensioni degli elementi e i dettagli delle norme di progetto sismico e per carichi
gravitazionali in vigore in Italia nel 1982.
Una popolazione di telai con diverse caratteristiche della risposta dinamica puo
essere generata attraverso il trattamento dei parametri strutturali come variabili
casuali. Una volta scelte le variabili, sono assegnate le Iunzioni distribuzione di
probabilita basate sull`osservazione sperimentale. I valori dei parametri sono
allora estratti dalla distribuzione usando idonee tecniche; una volta campionati, i
valori sono combinati per deIinire una serie di telai con diverse caratteristiche,
tutti nominalmente rappresentanti la stessa struttura. Considerare tutte le possibili
incertezze nelle caratteristiche strutturali globali e locali Iornisce un vasto numero
di combinazioni per le analisi. Le conIigurazioni in pianta e in elevazione vanno
trattate deterministicamente perche una loro variazione provoca un cambio nelle
Iorze di progetto, nelle prescrizioni normative, nel progetto di elementi e dettagli
e, quindi, nella curva di vulnerabilita che ne deriva.
Nella generazione delle curve di vulnerabilita, non si considera la variabilita
casuale nei parametri di accelerazione di picco.
All`interno di una procedura di derivazione delle curve analitiche, il parametro di
accelerazione di picco e deterministico, ed e valutato dai terremoti campione usati
come input per l`analisi.
La prestazione sismica degli ediIici e valutata in Iunzione della probabilita di
accadimento di un terremoto.
Capitolo 2. Stima della vulnerabilita sismica

102
Per generare le curve di vulnerabilita, deve essere stimato il danno dovuto agli
incrementi di carico sismico per la popolazione di ediIici determinata.
Le analisi di pushover sono associate ad analisi nel tempo che sono una parte di
quelle richieste per la completa analisi time-history dinamica non lineare e sono
quindi da usare nei casi in cui sono richieste molte analisi. Nella procedura
convenzionale delle pushover, e applicata una distribuzione costante di Iorze al
modello strutturale comprensivo delle proprieta anelastiche del materiale, ed e
incrementata Iino alla rottura della struttura. L`analisi non e capace di tenere in
conto le caratteristiche del terremoto campione e la variazione della domanda
sismica applicata con l`incremento di degrado strutturale.
La valutazione della capacita spettrale per ogni telaio di proprieta deIinite produce
valori massimi dello spostamento risposta di interpiano per valori incrementali
dell`intensita dell`accelerazione al suolo.
Le statistiche di danno sono generate per un sistema attraverso la selezione
multipla delle combinazioni dei parametri dei materiali per l`input nelle superIici
di risposta.
La scala di valutazione e suddivisa in 7 stati di danno che vanno da 'Nessun
danno al 'Collasso, ognuno dei quali e chiaramente deIinito nei termini dei
danni tipici strutturali e non strutturali attesi nelle quattro tipologie di strutture che
si trovano in Europa. La scala e sperimentalmente calibrata al parametro di
risposta del massimo spostamento di interpiano (
max
ISD ) per le diverse tipologie
strutturali.
Il risultato principale e la chiara metodologia per derivare le curve di vulnerabilita
usando statistiche analitiche di danno. La procedura indirizza ai problemi di
incertezza nell`accelerazione di picco di input e di identiIicazione dello stato di
danno, e produce curve adatte per la valutazione di intelaiature. Rappresenta,
inoltre, la migliore soluzione di analisi statica anelastica che Iornisce la
conoscenza dell`attuale e delle capacita e ha il vantaggio ulteriore che, attraverso
considerazioni appropriate nella modellazione, puo essere applicato a tutte le
tipologie strutturali e alle condizioni sismotettoniche.

Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

103
Capitolo 3
Metodo meccanico: progettazione simulata

L`individuazione di potenziali ediIici a rischio e l`applicazione di interventi per i
casi critici e una strategia volta a prevenire Iuturi disastri, investendo, quindi,
nella prevenzione e riducendo perdite sociali ed economiche in seguito a terremoti
severi.
Dato un numero limitato di ediIici in c.a. danneggiati, il miglior metodo per la
valutazione della vulnerabilita degli stessi consiste in una modellazione
meccanica e nella stima della propensione degli stessi a essere danneggiai sotto un
determinato terremoto.
In genere, quando la valutazione della vulnerabilita e eseguita a scala urbana, le
risorse Iinanziarie limitate impediscono la raccolta di tutti i dati necessari per
eseguire analisi dettagliate. Per sopperire a tale questione, alcuni approcci
rilevanti sono stati proposti per consentire la determinazione del comportamento
sismico per le classi di ediIici. Esistono due tipologie di metodo: il primo usa un
semplice modello strutturale (il SDOF equivalente adottato da Calvi) che richiede
la conoscenza di pochi parametri che deIiniscono la classe strutturale; il secondo
tipo dipende da analisi dettagliate (statiche o dinamiche) per il singolo ediIicio
rappresentativo della classe omogenea.
ClassiIicando gli ediIici in base all`eta, al sistema strutturale e alla morIologia, e
ragionevole pensare che esiste un certo tipo di omogeneita tra le strutture
appartenenti alla stessa classe, essendo progettate e dimensionate secondo le
stesse norme. Con riIerimento a strutture intelaiate in c.a. con pianta a L, le classi
sono deIinite dall`epoca di costruzione e dall`altezza dell`ediIicio (numero di
piani); per questa tipologia, adottando una procedura completa di generazione del
modello (progettazione simulata) che e basata su parametri geometrici, strutturali
e meccanici e che rispetta le norme progettuali, e proposto un metodo innovativo
per determinare la capacita sismica per le classi di ediIici.
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

104
L`idea e di identiIicare i possibili modelli geometrici/strutturali una volta
assegnate le dimensioni globali, e di progettare gli elementi di ciascun modello
nel rispetto delle norme e delle pratiche progettuali dell`epoca di costruzione.
Il presente lavoro presenta gli aspetti chiave relativi all`identiIicazione del
modello strutturale e alla progettazione simulata, proponendo una procedura
automatica essendo necessaria una certa velocita del processo se la valutazione e a
larga scala. L`output Iinale della procedura e la capacita sismica, valutata con
l`analisi di pushover; tuttavia, combinando appropriatamente la procedura con un
input sismico di un terremoto scenario, puo essere usata per la valutazione della
vulnerabilita sismica delle classi di ediIici, per stabilire il rischio in una
determinata area.


3.1. Identificazione del modello e progettazione simulata
Il modello di studio della capacita sismica suggerito, Ia parte dei metodi di tipo
meccanico-analitico e l`input gli e Iornito dalle osservazioni Iatte sul territorio.
Facendo riIerimento all`evoluzione che ha subito la normativa nella sua storia,
dato l`anno di costruzione si puo conoscere se la zona presa in esame era
considerata sismica e, se si, in che modo venivano computate queste azioni
sismiche. Inoltre, e possibile anche risalire ai metodi di progettazione adottati, alle
tensioni ammissibili di riIerimento, alla quantita minima di armatura nelle travi
presente nelle zone compresse per soli carichi verticali e a quella dei pilastri. Si
possono individuare, inIine, quali erano le caratteristiche dei materiali utilizzati
all`epoca.
IdentiIicati i possibili modelli, una volta assegnate le dimensioni globali, gli
elementi nel rispetto delle norme e della pratica progettuale al tempo di
costruzione, il processo automatizzato permette di riprodurre e analizzare migliaia
di ediIici. Poiche gli ediIici modello sono riprodotti come Iunzione di alcuni
parametri rilevanti, e anche possibile studiare l`inIluenza di alcuni parametri
sull`apporto di capacita.
Inizialmente gli ediIici vengono divisi in classi, essenzialmente basate sulla
morIologia, numero di piani e eta di costruzione. Successivamente, date le
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

105
dimensioni in pianta degli ediIici appartenenti a una classe, ulteriori parametri
contribuiscono alla caratterizzazione della geometria (numero di campate e loro
dimensione, ecc.).
Avendo assegnato le dimensioni dell`ediIicio e la geometria del modello, il terzo
step consiste nello stabilire il modello appropriato per la struttura (numero di telai
piani, orientamento delle colonne, ecc.). Si procede, a questo punto, alla
progettazione simulata.

3.1.1. Identificazione geometrica
Dalle dimensioni globali della struttura
x
L ,
v
L ,
1 x
L ,
1 v
L e l`altezza dell`ediIicio
:
L , si deIiniscono numerose geometrie di ediIici. L`ediIicio modello e costituito
da un numero di campate
2 1 x x x
n n n + = in direzione x,
2 1 v v v
n n n + = in direzione
y, e da un numero di piani
:
n . Inizialmente l`esatto numero di campate e
sconosciuto, e il numero dei piani, determinante l`altezza dell`ediIicio, dipende
dall`altezza di interpiano
:
a , la quale puo essere diversa da quella del primo piano
1 :
a . Variando i moduli
1 x
a ,
2 x
a ,
1 v
a ,
2 v
a e
:
a , e possibile riprodurre un modello
geometrico compatibile con le dimensioni globali dell`ediIicio
x
L ,
v
L e
:
L .
I moduli
1 x
a ,
2 x
a ,
1 v
a ,
2 v
a e
:
a dipendono tutti dagli aspetti architettonici e
strutturali. Nel presente studio,si considerano solo le combinazioni dipendenti da
1 x
n ,
2 x
n ,
1 v
n ,
2 v
n che determinano le dimensioni globali dell`ediIicio
x
L e
v
L ,
mentre il numero di piani
:
n e determinato come una Iunzione di
:
L ,
:
a e
1 :
a .

3.1.2. Identificazione strutturale
Assegnato il modello geometrico, e possibile deIinire un numero di modelli
strutturali dipendenti dal numero e dalla posizione degli elementi strutturali.
Numero e posizione di travi e pilastri e univocamente determinato dalla mesh del
modello geometrico. InIine, un ulteriore signiIicativo parametro per la deIinizione
del modello strutturale e l`orientamento dei pilastri. Si assume che le colonne
perimetrali siano disposte con la dimensione maggiore lungo il perimetro e che le
altre, invece, siano tutte nella stessa direzione (quella longitudinale). Nel caso in
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

106
cui si volessero colonne orientate tutte in direzione trasversale (y), basterebbe
ruotare la pianta di 90.

3.1.3. Progettazione simulata
La progettazione simulata e eseguita per ogni modello geometrico/strutturale
identiIicato; essa deve rispettare le norme progettuali, le proprieta tipiche dei
materiali degli ediIici all`epoca di costruzione. Cio consente di determinare le
dimensioni degli elementi e l`armatura, necessari per completare il modello
plastico dell`ediIicio.
Innanzitutto, bisogna stabilire se al tempo di costruzione e stata applicata una
progettazione per carichi verticali o sismica e, quindi, assegnare le giuste azioni.
La conoscenza della ubicazione geograIica dell`ediIicio e dell`eta permette di
associare le norme e la zonazione sismica in Iunzione del tempo, e di scegliere le
corrette azioni di progetto per la progettazione simulata.
Per quanto riguarda i carichi, le azioni di progetto permanenti e accidentali
possono essere determinate dalle norme tecniche del periodo a cui risale l`ediIicio.
Avendo deIinito il modello strutturale e possibile assegnare il carico
gravitazionale su ogni trave del modello. Le Iorze sismiche e la loro distribuzione
lungo l`altezza dell`ediIicio, insieme alla loro combinazione con i carichi
gravitazionali, dipende dalle norme sismiche appropriate e dalla zonazione
sismica applicata all`epoca di costruzione.
In secondo luogo, avendo stabilito le azioni di progetto, sono subito dimensionati
gli elementi resistenti del sistema strutturale. A questo Iine, e comune usare
modelli sempliIicati e manuali normativi che assegnano la resistenza speciIica al
materiale come una parte della tensione ammissibile. Per il caso gravitazionale i
modelli di analisi sono tipicamente basati sui singoli elementi, mentre per quello
sismico sono comunemente usati modelli di tipo shear type.
La terza Iase si occupa dell`eIIettiva progettazione e della veriIica dei singoli
elementi.
Il progetto dell`armatura longitudinale e trasversale, e la veriIica della sezione,
sono eseguiti nel rispetto delle tensioni ammissibili del materiale, le quali sono
deIinite sulla base delle norme al tempo di costruzione e non sono univocamente
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

107
determinate a causa della pluralita degli acciai e dei calcestruzzi comunemente
adottati. Vengono, comunque, rispettati i minimi normativi per il quantitativo di
armatura.
Per ogni modello strutturale, il processo di modellazione simulata consente di
determinare la geometria e l`armatura degli elementi strutturali nel rispetto delle
norme progettuali applicate al tempo di costruzione.

3.1.4. Jalutazione della capacit sismica
La valutazione della capacita sismica considera i meccanismi non lineari degli
elementi in c.a. con un modello a plasticita concentrata; cio per ridurre il tempo di
calcolo. Ogni modello e analizzato con l`analisi di pushover statica con una
distribuzione di Iorze prestabilita. Il modello non lineare a plasticita concentrata
tiene conto sia della deIormabilita rotazionale che delle cause di crisi Iragili. La
capacita sismica e determinata con riIerimento a un sistema equivalente a un solo
grado di liberta SDOF, in cui la risposta Iorza-spostamento e ottenuta partendo
dalla curva di capacita di un modello strutturale a piu gradi di liberta MDOF.


3.2. Procedura automatica
Il metodo sopra illustrato e stato automatizzato implementando uno speciIico
soItware che ripercorre l`intera progettazione e il processo di valutazione sismica.
Il soItware e organizzato nelle seguenti routine:
modello geometrico che, data la morIologia e le dimensioni globali
dell`ediIicio, identiIica i possibili modelli geometrici compatibili;
modello strutturale che, partendo dal modello geometrico, identiIica i
possibili modelli strutturali compatibili;
progetta:ione simulata che, assegnato il modello strutturale, permette di
determinare le possibili soluzioni progettuali;
modello di capacita che consente di caratterizzare il comportamento non
lineare degli elementi e la capacita sismica dell`ediIicio ottenuto dalla
progettazione simulata.

Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

108

Fig. 3.1. Genera:ione geometria delledificio tridimensionale


3.2.1. Modello geometrico
Si valutano gli ediIici con pianta ad L di dimensioni in pianta
2 1 x x x
L L L + = e
2 1 v v v
L L L + = . La pianta piu piccola ammissibile e quella che ha
1 x
L e
1 v
L
costituiti da almeno 2 campate. Pertanto
min 1
2
i i
a L = , dove con
min i
a si indica la
lunghezza minima delle campate in quella direzione.


Fig. 3.2. Modello geometrico. pianta

Il nucleo, di dimensioni
1 1 v x
L L , ha un numero diverso (o al piu uguale) di
campate nelle due direzioni.
1 x
L e
2 x
L , come
1 v
L e
2 v
L , possono avere un
numero diverso di moduli (campate). Per quanto riguarda la lunghezza delle
campate, si deve, comunque, considerare la possibilita di avere moduli diversi nel
nucleo e nelle ali.
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

109
Oltre alle dimensioni in pianta, per poter implementare la procedura, e necessario
determinare anche l`altezza
:
L dell`ediIicio; essa e Iunzione del numero di piani:
e, inIatti, data dalla somma delle altezze di interpiano piu una quota tecnica, se
non e presente un livello interrato. A causa della poca variabilita dell`altezza di
interpiano, al posto di
:
L , si assegna il numero di piani
:
n .
Successivamente, va stabilito il range di variazione delle dimensioni dei moduli
1 x
a ,
2 x
a ,
1 v
a ,
2 v
a ,
:
a . I primi quattro dipendono essenzialmente dalla
minima/massima lunghezza delle travi. Per quanto riguarda
:
a , per considerare la
possibile variazione dell`altezza di interpiano al primo livello, si assegna la
dimensione speciIica
: :
a a =
1
con maggiore di 1 nel caso di Iondazione
superIiciale e uguale a 1 nel caso sia presente un livello interrato.
La Iase iniziale termina una volta assegnati i seguenti dati:

x
L ,
1 x
L , e per diIIerenza
1 2 x x x
L L L = ,
v
L ,
1 v
L , e per diIIerenza
1 2 v v v
L L L = ,
:
L ;

min xi
a ,
max xi
a ,
min vi
a ,
max vi
a ,
min :
a ,
max :
a .
Inizia, a questo punto, la modellazione geometrica automatizzata e il programma
che identiIica i possibili modelli geometrici che rispettano le seguenti equazioni
geometriche di compatibilita:
2 2 1 1 2 1 x x x x x x x
a n a n L L L + = + = (3.1)
2 2 1 1 2 1 v v v v v v v
a n a n L L L + = + = (3.2)
( )
: : : :
a n a L + = 1
1
(3.3)
in cui ( )
1 1 v x
n n , ( )
2 2 v x
n n e
:
n , rappresentando rispettivamente il numero di
campate nei diversi elementi e il numero di piani, devono essere necessariamente
interi. Inoltre, il minimo e il massimo numero di moduli dipendono
rispettivamente, dalle lunghezze massima e minima delle campate, come il
numero di piani dipende dall`altezza di interpiano:
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

110
max
min
xi
xi
xi
a
L
n = ;
min
max
xi
xi
xi
a
L
n = (3.4)
max
min
vi
vi
vi
a
L
n = ;
min
max
vi
vi
vi
a
L
n = (3.5)
( )
max
1
min
:
: :
:
a
a L
n

= ;
( )
min
1
max
:
: :
:
a
a L
n

= . (3.6)
Variando il numero di moduli tra quello minimo e massimo, e possibile deIinire
soluzioni compatibili in termini di
xi
a ,
vi
a e
:
a associati alle dimensioni globali
corrispondenti:
max min xi
xi
xi
xi xi
a
n
L
a a = con
max min min
,..., 1 ,
xi xi xi xi
n n n n + =
max min vi
vi
vi
vi vi
a
n
L
a a = con
max min min
,..., 1 ,
vi vi vi vi
n n n n + =
( )
max
1
min
1
:
:
: :
: :
a
n
a L
a a

= con
max min min
,..., 1 ,
: : : :
n n n n + =
Il numero totale delle soluzioni geometriche
g
M e dato dalla combinazione delle
soluzioni possibili lungo le tre dimensioni
x
L ,
v
L ,
:
L ; indicando con
x
M ,
v
M e
:
M il numero di soluzioni lungo x, y e z, si ha
: v x g
M M M M = .

3.2.2. Modello strutturale
Per ogni soluzione geometrica c`e un numero di soluzioni strutturali con essa
compatibili. Questa Iase permette di deIinire numero e posizione di travi e
colonne. Le colonne sono deIinite automaticamente come elementi verticali di
connessione tra nodi consecutivi nella griglia geometrica, la cui posizione
dipende, in coordinate globali, da numero e dimensione dei moduli.
2 2 1 1 x f x x f x
a n a n x + = con
1 1
,..., 0
x f x
n n = e
2 2
,..., 0
x f x
n n =
2 2 1 1 v f v v f v
a n a n v + = con
1 1
,..., 0
v f v
n n = e
2 2
,..., 0
v f v
n n =
( )
: : :
a n a : + = 1
1 1
con
: :
n n ,..., 0
1
=
Il numero totale delle colonne e:
( ) ( ) ( ) [ ]
: v x v x x colonne
n n n n n n n + + + + + =
2 1 1 2 1
1 1 1 (3.7)
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

111
Le travi sono deIinite come elementi orizzontali tra nodi consecutivi della mesh
geometrica, considerando la presenza di telai nelle due direzioni (longitudinale e
trasversale).
Il numero totale delle travi e:
( ) ( ) ( ) ( ) [ ]
: x v x v v v x v x x travi
n n n n n n n n n n n n + + + + + + + =
2 1 1 2 1 2 1 1 2 1
1 1 (3.8)


Fig. 3.3. Identifica:ione del modello strutturale

3.2.3. Progettazione simulata
La progettazione simulata per il generico modello strutturale avviene nel rispetto
delle norme e della pratica progettuale all`epoca di costruzione dell`ediIicio.
Grazie a una esaustiva ricerca sui codici normativi e l`evoluzione delle leggi, e
stato possibile compilare un database completo che codiIica i parametri di
progetto come carichi (gravitazionali, sismici), resistenza e tensione ammissibili
del materiale, armatura minima, criteri progettuali, materiali (calcestruzzi e acciai)
Modello geometrico
ax2 ax2 ax2 ax2 ax1 ax1 ax1
Lx2 Lx1
Lx
ay1
ay1
ay1
ay2
ay2
ay1
Ly2
Ly1
Ly
dentificazione delle
colonne
dentificazione delle travi
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

112
utilizzati. La disponibilita di tali dati consente la scelta automatica dei parametri
corretti una volta assegnati l`ubicazione dell`ediIicio e l`anno di costruzione.

Database
di norme e
pratiche
progettuali
Modello strutturale
Definizione dei carichi di progetto
Ubicazione
dell'edificio e
anno di
costruzione
Carico gravitazionale
Carico sismico
Predimensionamento degli elementi
Database
di norme e
pratiche
progettuali
Definizione
tensioni di
progetto
c
,
s
Modelli semplificati
colonne travi
Definizione
dimensioni
minime B
travi
,
B
colonne
Definizione di
sezioni di travi
e colonne
Progetto
Definizione della
combinazione di
carico e progetto
Carico assiale, forza di
taglio e valutazione del
momento flettente
Definizione delle
tensioni di
progetto
c
,
s
Scelta del modello di analisi
Verifica progettazione:
dimensioni sezione,
minimo armatura
Dimensioni delle
sezioni degli elementi:
(B, H)
travi
, (B, H)
colonne
Definizione di sezione e armatura
NO
S

Fig. 3.4. Diagramma di flusso del processo automatico di progetta:ione

Defini:ione dei carichi di progetto
Inizialmente si deIinisce il tipo di progettazione adottata (gravitazionale, sismica)
e i relativi carichi. InIatti, data l`ubicazione dell`ediIicio, l`anno di costruzione e
la destinazione d`uso dell`ediIicio, la ricerca nel database attribuisce la corretta
zona sismica, il valore dell`accelerazione di picco al suolo (PGA) e la
distribuzione di Iorze da adottare nel progetto, come live loads da aggiungere ai
carichi permanenti.

Dimensionamento degli elementi
La Iase di dimensionamento degli elementi deve rispettare le norme di progetto ,
ma soprattutto le pratiche progettuali e i manuali in Iorza del recente approccio
agli stati limite. InIatti, basandosi su semplici modelli strutturali per i singoli
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

113
elementi, era imposto di rispettare i valori di progetto dello snervamento
c
,
s
,
determinati come una Irazione delle tensioni ammissibili
c
e
s
per il
calcestruzzo e per l`acciaio rispettivamente. In particolare, le colonne erano
dimensionate per solo sIorzo normale N, mentre il momento M agente sulle travi,
considerate semplicemente inIlesse, era calcolato come:
( )

2
i
a p g
M
+
= (3.9)
dove g e p sono rispettivamente i carichi permanenti e accidentali,
i
a e la
lunghezza della trave e e un Iattore dipendente dallo schema di vincoli
( 12 10 = ). La deIinizione della minima dimensione della sezione B
dell`elemento (ancora una volta dai codici normativi) consente di determinare
l`altra (H) sia per travi che per pilastri. La veriIica geometrica degli elementi
conclude questa Iase: le travi avranno un`unica sezione trasversale per impalcato,
le colonne vedranno maggiore variazione della sezione tra un piano e l`altro.

Progetto
Questa Iase cerca di progettare e veriIicare l`armatura e la sezione degli elementi.
E Iondamentale la scelta appropriata dei modelli di analisi, che devono soddisIare
le tecniche di analisi e le norme applicate all`epoca di costruzione; inIatti, tale
scelta determina le sollecitazioni eIIettivamente agenti su ogni elemento e, quindi,
l`armatura longitudinale e trasversale. In genere, il progetto per carichi
gravitazionali e realizzato a livello di elementi, anche se, a volte, si Ia un`analisi
per telai piani. Per quanto riguarda il progetto per carichi sismici, i modelli di
analisi variano in Iunzione dello schema di ripartizione delle Iorze orizzontali a
ogni piano. Poiche la modellazione tridimensionale e irrealistica per la Iine degli
anni 70, si adottano essenzialmente due metodi, dipendenti da come vengono
considerati gli impalcati (rigidi o deIormabili). Nel caso di impalcati rigidi, la
ripartizione e basata sulle ipotesi di travi rigide, una volta determinata la Iorza
orizzontale (taglio) ad ogni piano, considerando:
- Il rapporto tra l`inerzia della singola colonna e la somma delle inerzie di
tutte le colonne al piano considerato;
- Il numero di colonne al generico piano.
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

114
Nel caso di impalcati deIormabili, si studia il singolo telaio piano e si valutano le
Iorze sismiche secondo la distribuzione suggerita dalle norme e associata alle
masse di piano che dipendono dalle aree di inIluenza del telaio piano considerato.
Allo stato attuale il processo implementa solo il secondo approccio.
Una volta stabilito il modello di analisi e considerata la combinazione di carichi di
progetto, il programma determina le sollecitazioni sugli elementi e l`armatura
longitudinale e trasversale che rispetta le tensioni ammissibili per calcestruzzo e
acciaio (
c
e
s
) e i limiti normativi. Sebbene il progetto dell`armatura e Iatto
per entrambe le sezioni di estremita di pilastri e travi, e per queste ultime anche in
mezzeria, la veriIica della sezione trasversale e eseguita solo per la sezione
maggiormente caricata. L`esito negativo della veriIica provoca la reiterazione
della Iase di dimensionamento e di quella di progetto.

3.2.4. Analisi di capacit
I parametri della capacita sismica sono determinati attraverso l`analisi statica non
lineare di pushover eseguita su un idoneo modello a plasticita concentrata. In
particolare, il comportamento a Ilessione di travi e pilastri e caratterizzato dalla
deIinizione di una legge momento-rotazione (cerniera plastica); quest`ultima e
determinata da rotazione di snervamento
v
e momento di snervamento
v
M ,
momento massimo
max
M e rotazione corrispondente
max
, rotazione ultima
u

9
e
momento corrispondente
max
85 , 0 M M
u
= . L`inIluenza del taglio sul
comportamento a Ilessione di travi e colonne e modellato alla Priestley; ogni
modello, cioe, e basato sulla riduzione della resistenza a taglio dipendente dalla
duttilita locale, espressa in termini di rotazione.
Terminata la Iase di progettazione simulata, il programma implementato procede
con la valutazione dei parametri meccanici richiesti per ogni elemento.
L`analisi non lineare e eseguita in due step:
analisi gravitazionale non lineare per determinare il solo eIIetto dei carichi
gravitazionali;
analisi di pushover considerando le Iorze orizzontali ad ogni piano

9
Valutata secondo la proposta di Panagiotakos et al.
Capitolo 3. Metodo meccanico. progetta:ione simulata

115
hi i i
F m = (3.10)
dove
hi
F e la Iorza orizzontale all`i-esimo impalcato,
i
m e la massa di
impalcato dipendente dai carichi gravitazionali e
i
e il vettore spostamento
ortonormalizzato dell`ediIicio che viene dall`analisi modale dello stesso.
La curva di capacita, in termini di Iorza laterale
b
J e spostamento all`ultimo
livello , e determinata in corrispondenza della Iorza laterale massima (vicino al
collasso), con opportuni modelli meccanici. La rottura strutturale avviene tra la
rottura del primo elemento e la condizione di collasso della struttura. I parametri
globali della capacita strutturale sono determinati con riIerimento a un sistema
equivalente SDOF deIinito a partire dalla curva di capacita del modello MDOF.
Inoltre, la trasIormazione della curva di capacita in bilineare consente la stima di
Iorza non lineare
s
C , spostamento ultimo
d
C , duttilita in termini di spostamento
d
e periodo elastico T del SDOF.


Fig. 3.5. Curva di capacita per il sistema equivalente SDOF e parametri di capacita
corrispondenti


Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

116
Capitolo 4
Elaborazione dei risultati

Pur se le valutazioni a larga scala si eseguono su piu classi di ediIici, a scopo
illustrativo della metodologia su esposta, in questa sezione si studia un singolo
ediIicio di assegnata geometria, procedendo alla progettazione simulata e, quindi,
all`analisi di capacita.
L`esempio presenta la progettazione simulata automatizzata e l`analisi di capacita
per un ediIicio irregolare in pianta (pianta ad L) progettato sismicamente. Le
uniche inIormazioni disponibili per l`ediIicio sono le dimensioni globali
1
10
x
L m = ,
2
20
x
L m = ,
1
8
v
L m = ,
2
12
v
L m = e 13
:
L m = .


Fig. 4.1. Dimensioni globali delledificio

Successivamente e necessario identiIicare i modelli geometrici compatibili con le
dimensioni globali dell`ediIicio. Si ipotizza la presenza di un solo vano scala con
trave a ginocchio, posto nell`ala della L.
Si assume, inoltre, che i moduli delle campate variano all`interno dell`intervallo
|3,5; 6,0| m, al di Iuori del quale, anche se possibile, e poco probabile avere
campate di solaio. Si Iissa l`altezza di primo piano pari a 4 m e quella di
interpiano pari a 3 m, determinando, cosi, il numero di piani (quattro).
Dai dati di input, il programma restituisce quattro modelli geometrici che
rispettano le equazioni di compatibilita (3.1), (3.2), (3.3).

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

117

Fig. 4.2. Modello geometrico 1


Fig. 4.3. Modello geometrico 2

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

118

Fig. 4.4. Modello geometrico 3


Fig. 4.5. Modello geometrico 4

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

119
Per ogni modello geometrico i possibili modelli strutturali sono deIiniti
considerando la variabilita dei materiali: calcestruzzo con tensione ultima di
2
200
Kg
cm
,
2
250
Kg
cm
,
2
280
Kg
cm
e acciaio Aq 42, Aq 50 e Aq60 (tensione
ultima pari a
2
3200
Kg
cm
,
2
3600
Kg
cm
e
2
3800
Kg
cm
).
Potrebbero assumersi altre variabilita quali la direzione di orditura dei solai e
l`orientamento dei pilastri, ma, per semplicita, si preIerisce non incrementare il
numero di variabili in gioco. Si ipotizza, inIatti, orditura dei solai in direzione
trasversale e tutti i pilastri (a meno di quelli a orientamento obbligato) con il loro
asse Iorte lungo la direzione dei telai longitudinali.
Dalle ipotesi Iatte, si hanno nove combinazioni per modello geometrico, per un
totale di trentasei modelli strutturali partendo da un solo set di dimensioni globali
dell`ediIicio.
Per ogni modello strutturale, la progettazione simulata rispetta le norme in vigore
nell`anno di costruzione. Dall`ubicazione dell`ediIicio e dall`anno di costruzione
si determinano si Iissano le dimensioni minime delle sezioni (Bcol e Btrave)e i
limiti sui materiali ( 75
c
= e 1600
s
= ).
Il predimensionamento della sezione degli elementi e ottenuto da semplici
modelli:
SIorzo normale centrato per i pilastri;
Flessione semplice per le travi con un momento pari a
( )
2
10
i
g p a
M
+
= .
Per ciascuno dei modelli ottenuti si determinano, dall`analisi statica non lineare
sulla struttura tridimensionale, poi, i parametri di capacita sismica:
Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

120

Tabella 4.1. Caratteristiche modello strutturale

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

121

Tabella 4.2. Caratteristiche della risposta sismica per lo SLCO

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

122

Tabella 4.3. Caratteristiche della risposta sismica per lo SLDS

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

123

Tabella 4.4. Caratteristiche della risposta sismica per lo SLDL

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

124
da cui si ottengono le curve di pushover, in questo caso 72 (36 nella direzione
longitudinale e 36 in quella trasversale).

0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.6. curve di capacita per i 36 modelli strutturali determinati nella fase di progetta:ione
simulata

0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.7. curve di capacita per i 36 modelli strutturali in dire:ione longitudinale

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

125
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.8. curve di capacita per i 36 modelli strutturali in dire:ione trasversale

Si puo notare che la capacita di spostamento varia nell`intervallo |0,16-0,20|m
in direzione longitudinale, corrispondente a un driIt globale di (1,2-1,5) e
nell`intervallo |0,07-0,09|m in direzione trasversale, corrispondente a un driIt
globale di (0,5-0,7).
Anche la resistenza a taglio
max b
J e molto variabile ed e distribuita in due
intervalli, a causa della presenza di una direzione Iorte e una debole. InIatti,
l`intervallo di resistenza con valori piu elevati corrisponde alla direzione
longitudinale, quella, cioe, che ha il massimo numeri di telai piani (tutti). Nella
direzione trasversale, essendo la progettazione per carichi gravitazionali e
l`orditura dei solai parallela, si hanno solo tre telai (i perimetrali e il centrale), da
cui deriva una minore resistenza a taglio della struttura.
Chiaramente la diIIerenza della rigidezza globale delle curve all`interno d questi
due intervalli dipende dalla variabilita dei modelli geometrici e strutturali ottenuti
nella Iase di progettazione simulata.

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

126
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.9. curve di capacita per il modello geometrico 1

0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.10. curve di capacita per il modello geometrico 2

Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

127
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.11. curve di capacita per il modello geometrico 3

0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.12. curve di capacita per il modello geometrico 4

Ogni modello geometrico e, inIatti, diverso da un altro, e individua nove modelli
strutturali (nove curve in una direzione e nove nell`altra) per la variabilita che e
stata data ai materiali.
Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

128
Al Iine di esporre nel modo piu chiaro possibile i risultati ottenibili con il metodo
proposto, si prende un singolo ediIicio di quelli ottenuti dal processo e se
illustrano i parametri di capacita ricavati.
L`ediIicio preso appartiene al modello geometrico 1 (
1
5
x
a m = ,
2
5
x
a m = ,
1
4
v
a m = ,
2
6
v
a m = ) e ha calcestruzzo con
2
250
c
Kg
F
cm
= e acciaio AQ 50 con
2
3600
v
Kg
F
cm
= .


Fig. 4.13. Pianta edificio esempio

Si mostrano in Iigura le curve di pushover ottenute per le due direzioni e si
individuano gli stati limite (collasso, danno severo e danno limitato) cosi come da
OPCM 3431, attualmente in vigore.
1 12 2
8 8
2 20 0
1 10 0 2 20 0
3 30 0
6 6
6 6
4 4
4 4
5 5 5 5 5 5 5 5 5 5 5 5
Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

129
18; 1789
7; 1065
13; 1771
5; 983
4; 922
5; 1.698
0
200
400
600
800
1000
1200
1400
1600
1800
2000
0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0
Tb (KN)
(cm)

Fig. 4.14. curve di capacita per un singolo edificio tra quelli generati con indica:ione degli
stati limite

Inoltre, per lo stesso si illustrano i parametri di capacita nelle due direzioni:

Tabella 4.5. Parametri di capacita in dire:ione x


Tabella 4.6. Parametri di capacita in dire:ione v


Conclusioni
La procedura automatica presentata in questo lavoro di tesi permette di valutare la
capacita sismica per l`intera classe di ediIici in cemento armato e puo essere
Capitolo 4. Elabora:ione dei risultati

130
inglobata nella valutazione del rischio sismico per una determinata zona (basta,
inIatti, conIrontare la capacita ottenuta con la richiesta).
Grazie all`identiIicazione del modello e alla progettazione simulata, entrambi
automatizzati, e possibile studiare un elevato numero di ediIici appartenenti alla
stessa classe e determinarne la capacita sismica in poco tempo (2 minuti ad
ediIicio).
La procedura e caratterizzata da tre distinte Iasi successive: identifica:ione
geometrico/strutturale per la deIinizione del modello strutturale, progetta:ione
simulata che permette di determinare le dimensioni degli elementi e la relativa
armatura, e ,inIine, analisi sismica che valuta la capacita sismica con l`analisi di
pushover, realizzata sulla struttura tridimensionale, utilizzando un modello a
plasticita concentrata. Tutti i parametri deIiniti permettono l`identiIicazione
completa del modello meccanico dell`ediIicio. La procedura automatica e stata
computerizzata cosi che l`output Iinale (capacita sismica in termini di resistenza,
capacita di spostamento, periodo elastico e duttilita in termini di spostamento) e
direttamente dipendente dai parametri di input del modello.
Ovviamente, l`elevata variabilita dei parametri del modello all`interno di una
classe di ediIici e l`inIluenza di alcune di esse sulla risposta sismica rende il
risultato non univoco. Cio e, tuttavia, la diretta conseguenza dell`incertezza che
aIIetta l`aIIidabilita dei dati relativi agli ediIici e che e connessa, in genere, alla
valutazione su larga scala.
Il vantaggio del metodo proposto consiste nella possibilita di ridurre la
dispersione dei risultati in Iunzione del livello di conoscenza del costruito,
migliorando il modello se sono noti alcuni parametri di input.

Capitolo 5. Adeguamento sismico

131
Capitolo 5
Adeguamento sismico

A causa del crescente deterioramento delle inIrastrutture, Irequentemente
combinato con il bisogno, per il miglioramento strutturale, di soddisIare requisiti
di progetto piu rigidi (specialmente a riguardo dei carichi sismici), l`adeguamento
strutturale e diventato sempre piu importante e riscuote oggi rilievo considerevole
in tutto il mondo.
L`ingegneria sismica e un campo giovane della scienza applicata
multidisciplinare, che si e sviluppata negli ultimi cinquanta anni con notevole
progresso. Risultati signiIicativi nella sismologia, nella geotecnica e
nell`ingegneria strutturale sono stati conseguiti nell`accumulo dell`ampia
conoscenza di base per produrre la sicurezza delle strutture contro i rischi sismici.
Questa conoscenza e stata convertita con successo in metodi di analisi, procedure
di progetto e tecniche costruttive che sono regolate dalle norme sismiche e dagli
standard nei paesi soggetti al sisma, a volte Iatte osservare come leggi. Le nuove
strutture costruite, oggi, nelle regioni sismiche posseggono un margine di
sicurezza strutturale, testimoniato da accettabili prestazioni sotto i movimenti di
progetto del terreno pianeggiante.
Tale enorme progresso nell`ingegneria sismica non e ancora suIIiciente a ridurre
le perdite dei terremoti urbani di livelli attendibili. Recenti terremoti negli USA
(1994), Giappone (1995), Turchia, Grecia e Taiwan (1999) hanno dimostrato la
vulnerabilita degli ediIici tipici esistenti nelle regioni sismiche. I Iabbricati
pericolosi, piu vecchi, sono responsabili della perdita di migliaia di vite, e del
signiIicativo danno osservato nell`ultimo decennio. Gli ediIici esistenti
sottostandard sono Iorse, presumibilmente, piu numerosi dei nuovi Iabbricati
sicuri nelle regioni urbanizzate esposte al rischio sismico. Pertanto, l`attenzione
nell`ingegneria sismica dovrebbe Iocalizzarsi maggiormente sull`esistente che non
sui nuovi Iabbricati, per rendere accettabili soluzioni per le societa esposte al
terremoto, cosi come e stato Iatto nell`ultimo decennio. Il recupero sismico e
Capitolo 5. Adeguamento sismico

132
emerso come il principale tema nell`ingegneria sismica ed e diventato un campo
di ricerca di spicco nelle nazioni sottoposte a considerevole rischio sismico.
Durante il rapido progresso della progettazione sismica e la costruzione dei nuovi
ediIici negli ultimi cinquanta anni, il proIilo della sicurezza sismica degli ediIici
standard nelle regioni del mondo soggette al terremoto non e cambiato
apprezzabilmente. Senza alcuna sorpresa, il danno nei passati terremoti e stato
sempre rilevato negli ediIici sottostandard, mentre la piccola parte di Iabbricati
che possedevano gli standard di sicurezza sismica post-1980 hanno maniIestato
prestazioni altamente soddisIacenti.
La vulnerabilita di molte strutture esistenti puo essere dovuta ai diIetti del sistema
strutturale e ai dettagli non duttili. Le deIicienze comuni nel sistema strutturale
sono da imputare a discontinuita di Iorza e di rigidezza; irregolarita di massa
verticale e orizzontale; trave Iorte, colonna debole; e eccentricita.
Le strutture esistenti realizzate prima degli anni settanta mostrano i seguenti
dettagli non duttili:
Inadeguata capacita a taglio della colonna. Questo e dovuto alla mancanza
di suIIiciente armatura trasversale nelle colonne per oIIrire resistenza a
taglio e conIinamento. Le staIIe nelle colonne consistono spesso di un solo
cappio con un gancio a novanta gradi, e con passo, nella zona centrale, di
mm 450 300 ;
Inadeguati giunti di sovrapposizione. La sovrapposizione delle barre di
armatura della colonna e localizzata solo sopra il livello di piano per
convenienza costruttiva; questa ubicazione e nella regione di momenti
massimi e sollecitazioni piu alte nella colonna a causa dei carichi laterali. I
giunti di sovrapposizione della colonna sono, di solito, progettati in
compressione e tipicamente non conIinati con staIIe con passo breve; cio
puo condurre alla rottura dell`ancoraggio delle barre giuntate;
Inadeguata resistenza a taglio del nodo. Questo e dovuto all`insuIIicienza o
all'assenza di armatura trasversale nella regione nodale. E piu probabile che
si rompano per taglio i nodi trave-colonna esterni rispetto a quelli interni
che sono conIinati dalle quattro travi connesse alla colonna;
Capitolo 5. Adeguamento sismico

133
Inadeguato ancoraggio dell`armatura positiva della trave al nodo trave-
colonna. Le barre all`interno della trave, negli ediIici in oggetto, sono
tipicamente interrotte all`interIaccia col pilastro o al piu continuate per
mm 150 nel nodo trave-pilastro. Per eIIetto del carico laterale, si puo avere
il pull-out delle barre inIeriori;
Inadeguata resistenza a taglio della trave. Le staIIe della trave sono spesso
calcolate per il taglio prodotto dai carichi gravitazionali e, quindi,
ampiamente distanti. Le cerniere plastiche che si creano agli estremi della
trave sono, percio, poco conIinate.


Fig. 5.1. terremoto di Loma Prieta (17 ottobre 1989)


Fig. 5.2. terremoto di Loma Prieta (17 ottobre 1989)

Capitolo 5. Adeguamento sismico

134

Fig. 5.3. terremoto di Northridge (17 gennaio 1994)


Fig. 5.4. terremoto di Northridge (17 gennaio 1994)

Capitolo 5. Adeguamento sismico

135

Fig. 5.5. terremoto di Kobe (17 gennaio 1995)


Fig. 5.6. terremoto di Kobe (17 gennaio 1995)


Fig. 5.7. terremoto di Mexico Citv (19 settembre 1985)
Capitolo 5. Adeguamento sismico

136

Visto che i piu nuovi Iabbricati, attenenti alle norme sismiche post-1980, che
hanno piu o meno la stessa struttura in tutte le nazioni, hanno passato i test dal
vivo durante i terremoti di Mexico City (1985), Loma Prieta (1989), Erzican
(1992), Northridge (1994) e Kobe (1995), e stato accordato il recupero degli
ediIici esistenti; essi devono essere elevati al livello di sicurezza dei nuovi
Iabbricati. Tuttavia, cio comporta delle implicazioni non trascurabili:
1. potenziare i singoli componenti di un sistema esistente allo standard delle
nuove componenti e tecnicamente impossibile, specialmente nel
miglioramento dei dettagli sottostandard degli elementi in cemento armato;
2. il costo pagato per raggiungere il livello di sicurezza generale dei nuovi ediIici
e inaccettabilmente alto, paragonabile, inIatti, con il costo della sostituzione;
3. per elevare i Iabbricati sottostandard al livello normativo corrente e necessaria
un`applicazione su campo a larga scala, la quale richiede il loro sgombero per
un periodo considerevole.
Dopo un terremoto dannoso, la societa e maggiormente predisposta al recupero
sismico che all`idea di prepararsi alle nuove scosse. Dall`altra parte, a lungo
termine, gli sIorzi di chi vorrebbe adeguarsi sono ostacolati dall`impatto negativo
del concetto di elevazione ai livelli codiIicati, maniIestato dagli alti costi e dai
disagi a lungo termine nell`uso dell`ediIicio. L`esperienza passata conIerma che il
recupero sismico eseguito dai proprietari degli ediIici singolarmente e marginale
in tutte le societa soggette a terremoto, e il grosso del lavoro di recupero e svolto
per ediIici pubblici, dove costo e disagi non sono le principali preoccupazioni.
La richiesta della valutazione della sicurezza sismica e il recupero degli ediIici
standard negli insediamenti urbani e enorme. Ci sono centinaia di migliaia di
ediIici esistenti vulnerabili in vaste citta metropolitane a rischio, come Istanbul,
Atene, Los Angeles, Napoli, Tokyo. Adeguare tutti gli ediIici vulnerabili non e
una soluzione realistica che puo essere applicata prima del prossimo grande
terremoto. La maggiore priorita rimane, allora, identiIicare gli ediIici pericolosi
che hanno un`elevata possibilita di collassare e quelli che garantiscono la
sicurezza alle persone malgrado siano sottostandard. Cio richiede le semplici,
ancora eIIicaci, procedure di valutazione che consentono il trattamento di un largo
Capitolo 5. Adeguamento sismico

137
numero di Iabbricati in un dato periodo. Partendo dal risultato di tali procedure
semplici di valutazione del rischio sismico, gli ediIici che non possiedono le
caratteristiche di sicurezza per le persone devono essere o demoliti o recuperati. In
genere nel prendere tali decisioni giocano un ruolo piu importante le questioni
sociali che i parametri tecnici. Le Iorti politiche pubbliche richiedono
l`applicazione su larga scala di un programma di recupero sismico; prevedono, per
esempio, lo spostamento delle legittime proprieta dagli ediIici da demolire e
provvedono al supporto economico per gli ediIici per i quali il recupero e ritenuto
realizzabile.
Il recupero sismico di molti ediIici richiede approcci marcatamente diIIerenti dai
tradizionali approcci dell`ingegneria strutturale. Le soluzioni di adeguamento
oIIerte dovrebbero Iocalizzarsi maggiormente sul semplice sviluppo, sugli
standard, sui costi eIIettivi delle tecniche che soddisIano i minimi requisiti per la
sicurezza pubblica, con il minimo disagio della vita sociale.
L`obiettivo base del recupero sismico e l`identiIicazione di solidita e Iragilita
degli ediIici sottostandard esistenti e l`innalzamento a livelli prestazionali
compatibili con gli obiettivi suddetti.


5.1. 1ecniche di Adeguamento Sismico
L`adeguamento, il recupero e il consolidamento di una struttura implicano il
miglioramento di uno o piu parametri di risposta sismica. A volte essi includono
l`aggiunta di elementi strutturali o il cambio del sistema strutturale, al contrario
del restauro che, provvedendo al ripristino delle caratteristiche originali, e ristretto
ai sistemi cosi Iatti. I metodi dai molteplici eIIetti rimandano a stabilire criteri di
intervento che inIluenzano piu di un parametro di risposta, come avviene per
l`incamiciatura di calcestruzzo. I metodi dagli eIIetti selettivi, invece, rimandano
all`uso di tecniche e meccanismi per inIluenzare un parametro di risposta alla
volta, con alcun eIIetto sugli altri.
Intraprendere lavori di recupero nell`ingegneria sismica e piuttosto semplice;
condurli a compimento e una materia di considerevole complessita. L`obiettivo e
garantire che, dopo il cambiamento, la domanda sismica sia inIeriore alla capacita.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

138
La modiIica essenziale della domanda sismica (espressa come deIormazioni o, piu
comunemente, come Iorze) coincide con l`ampliIicazione della vita utile di
progetto della struttura. Si potrebbe, tuttavia, discutere sul Iatto che il periodo di
ritorno del terremoto o la probabilita di superamento potrebbe essere aumentata
nell`ipotesi di imminente avvenimento sismico.
La decisione per quanto riguarda il livello di intervento e complessa ed e
governata da considerazioni tecniche, Iinanziarie e sociali. Alcuni dei Iattori che
inIluenzano la politica di intervento sono:
conIronto tra costo dell`adeguamento e quello della sostituzione;
relazione tra il livello di consolidamento e l`impatto Iuturo del danno
sismico;
materiali adeguati e tecnologia disponibile;
conseguenze della parziale o totale evacuazione;
durata delle operazioni di adeguamento;
limitazioni dello spazio circostante alla struttura;
importanza sociale, politica e/o storica;
requisiti di ripetibilita e reversibilita dell`intervento.
Idealmente, le decisioni di intervento sono prese all`interno di una completa stima
di costi-beneIici e di valutazione degli eIIetti delle varie opzioni. Gli interventi piu
Irequenti sono:
Limitazione o cambio della destinazione d`uso;
Parziale demolizione e/o riduzione della massa;
ModiIica locale o globale degli elementi e del sistema;
TrasIormazione delle componenti non strutturali in componenti strutturali;
ModiIica del sistema strutturale;
Sostituzione di elementi;
Aggiunta di un nuovo sistema pesante laterale resistente;
Presenza di smorzatori supplementari;
Aggiunta di dispositivi attivi o passivi di controllo delle vibrazioni.
Va evidenziato che ciascun intervento strutturale costituisce un caso speciale per
cui uno o piu dei suddetti Iornisce la soluzione migliore. Percio, la
Capitolo 5. Adeguamento sismico

139
generalizzazione delle regole per l`applicazione del consolidamento
nell`adeguamento non e possibile, ne consigliabile.


5.2. Scelta della tecnica di adeguamento
La strategia di adeguamento (scelta del tipo, della tecnica, dell`entita e
dell`urgenza dell`intervento) dovrebbe essere guidata dai risultati di una
valutazione dettagliata dell`ediIicio. Se la valutazione ha identiIicato deIicienze
nella capacita deIormativa in alcuni componenti isolati (elementi o punti), allora e
appropriata una strategia di modiIica locale di questi.
Se le deIicienze sono concentrate in una parte della struttura, possono essere
dovute a un`irregolarita della conIigurazione strutturale: un piano soIIice o una
struttura torsionalmente non equilibrata. L`adeguamento, in questo caso, va
applicato alle irregolarita attraverso uno o piu dei seguenti metodi:
a) Il consolidamento di alcuni elementi verticali (quelli del piano soIIice o
del lato dell`ediIicio debole e Ilessibile);
b) L`aggiunta di alcuni nuovi elementi, che sono resistenti e abbastanza rigidi
per eliminare o sovrastare l`irregolarita (pareti a taglio sul lato debole
dell`ediIicio disequilibrato torsionalmente e pareti a taglio a tutta altezza
per comportarsi come una colonna rigida e sopprimere il meccanismo di
colonna ondeggiante);
c) Rimozione di materiale per indebolire alcuni elementi (taglio di barre di
acciaio, o carotaggio delle travi intelaiate con le colonne deboli, se e
ammissibile per la resistenza ai carichi gravitazionali delle travi).
Se la conIigurazione tridimensionale della struttura e Iortemente irregolare, si
possono perIino introdurre giunture verticali in posizioni scelte del piano, per
ridurre il Iabbricato in un set di unita strutturalmente indipendenti, ma regolari.
Gli elementi verticali potrebbero essere provvisti, in questo caso, su entrambi i
lati, di una giuntura per sostegno indipendente dagli elementi orizzontali
corrispondenti.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

140
Se la valutazione rivela una deIicienza generale in tutto l`ediIicio, e necessario un
intervento piu radicale, del tipo di pareti a taglio aggiunte o di sistemi di
controventamento.
Le nuove pareti a taglio o i sistemi di controventi in acciaio proteggono gli
elementi esistenti con la riduzione degli spostamenti globali sotto le azioni
sismiche di progetto a livelli corrispondenti alle capacita deIormative delle
componenti esistenti. Le nuove pareti a taglio, e, a volte, l`aggiunta di sistemi di
controvento, possono richiedere, tuttavia, un intervento al sistema di Iondazioni,
che e di regola dispendioso, distruttivo e a volte tecnicamente molto impegnativo.
Se gli interventi al perimetro dell`ediIicio sono attuabili, l`aggiunta delle pareti a
taglio o dei controventi in acciaio alle Iacciate potrebbe essere Iavorita rispetto al
generale miglioramento degli elementi verticali all`interno dell`ediIicio,
specialmente se l`occupazione deve essere continuata durante l`adeguamento.
A meno della presenza di deIicienze considerevoli in alcune travi, il
miglioramento delle componenti esistenti puo essere limitato agli elementi
verticali (colonne e pareti a taglio), inclusi i nodi con le travi. Migliorare una trave
e tecnicamente piu diIIicile che migliorare una colonna o una parete, a causa del
collegamento con il solaio. Inoltre, l`esperienza dei passati terremoti ha mostrato
che il danno nelle travi e di gran lunga meno Irequente che nelle colonne e molto
meno importante per la stabilita globale della struttura. InIine, il progetto delle
travi per carichi gravitazionali Iornisce normalmente l`adeguato rinIorzo sopra gli
appoggi e il supporto sostanziale a taglio sottoIorma di staIIe chiuse nel lato
critico minore. Sono, pero, assenti, in queste travi, la continuita e l`ancoraggio
delle barre oltre l`appoggio, oltre a mancare la capacita deIormativa della Ilangia
inIeriore in compressione.
Tuttavia, il ringrosso delle colonne, nelle quali si inseriscono le travi, migliora,
benche indirettamente, l`ancoraggio delle armature inIeriori delle travi e il
conIinamento della Ilangia inIeriore della trave.
Quando il rinIorzo sismico e combinato con la rimodellazione architettonica e/o
con un cambio di destinazione d`uso, il miglioramento sismico e reso piu
semplice dallo sgravio dei pesi, i tramezzi e i rivestimenti sono sostituiti con
alternative piu leggere, gli impianti pesanti o i carichi di magazzino sono rimossi,
Capitolo 5. Adeguamento sismico

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per ridurre la massa totale del Iabbricato e, quindi, le Iorze globali e le domande
di spostamento. Per la stessa ragione, ma anche per rimuovere le dure irregolarita
in elevazione, a volte e di importanza considerevole la demolizione dell`attico e i
piani superiori ai rientri. Se le deIicienze riscontrate nella struttura esistente sono
marginali, la riduzione e la rimozione delle masse in tutto il Iabbricato o, in casi
estremi, la completa rimozione dei piani superiori, puo rendere il consolidamento
del sistema strutturale non necessario.
Malgrado le diverse tipologie, gli interventi di rinIorzo potrebbero indebolire la
sicurezza o la capacita di alcune parti dell`ediIicio, ad esempio introducendo
irregolarita in piano o in elevazione, cambiando la domanda di deIormazione dei
componenti inadeguati. Bisogna, percio, essere sicuri che con il miglioramento
della capacita a Ilessione di un componente, non lo si rende sensibile a taglio, e
che il rinIorzo delle travi non sposti le cerniere plastiche nelle colonne. Necessarie
sono, poi, le considerazioni sulle conseguenze della discontinuita del rinIorzo, per
non avere danni concentrati nei punti di discontinuita.
Di rigore, bisognerebbe esaminare attentamente l`esistente e la struttura rinIorzata
per assicurarsi il sicuro trasIerimento delle Iorze d`inerzia dalle masse da cui
hanno origine agli elementi primari del sistema laterale resistente ai carichi, e da li
alla Iondazione. Cio signiIica che ogni connessione interna al sistema di base, tra i
solai e gli elementi laterali resistenti e tra gli esistenti e i nuovi componenti,
andrebbe veriIicata sotto l`azione delle Iorze massime che e necessario trasIerire.
Anche se normalmente sono costituiti di un materiale duttile, come l`acciaio,
connettori e chiusure dovrebbero essere trattati come componenti a controllo di
Iorza e protetti dallo snervamento, perche una volta snervati sono chiamati a
Iavorire signiIicativi spostamenti relativi dei componenti interni che connettono e
pertanto possono esaurire subito la loro capacita deIormativa. Le connessioni
esposte a cicli di trazione e compressione possono rompersi sotto Iorze al di sotto
della loro capacita nominale a trazione, se sono stati severamente deIormati in un
precedente ciclo. Va, inoltre, ricordato che le connessioni saldate o bullonate sono
Iragili e che le parti di acciaio in una connessione esistente che appare inadeguata
nei documenti costruttivi puo essere corrosa in limitato tempo.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

142
Nel caso di elementi preIabbricati, le connessioni sono potenzialmente deboli
legami nella direzione di carico. Sottili e leggeri rivestimenti rinIorzanti nei piani,
o nelle coperture, possono essere gia rotti sopra le giunture tra le unita
preIabbricate, o possono Iacilmente resistere durante il terremoto e dopo aprire la
Irattura. E diIIicile e non eIIiciente in termini di costi, quindi, assicurare l`integrita
dei livelli preIabbricati attraverso l`adeguamento. Sarebbe da preIerire la
rimozione e la sostituzione con un vero piano o tetto gettato in opera, connesso
monoliticamente agli elementi verticali.
I solai gettati in opera sono normalmente accreditati per provvedere ai carichi
continui. Bisogna, pero, Iare attenzione agli ediIici vecchi che, benche con solai
unidirezionali, possono avere armatura esigua nella direzione trasversale
(secondaria). Se e necessario trasIerire sIorzi di trazione nel piano, tali sistemi
possono aprire Iessure tra i punti di appoggio delle travi dove le analisi per i
carichi gravitazionali hanno dato momento nullo (l`armatura longitudinale nei
vecchi progetti delle travi era calcolata senza accorgimenti normativi e con scarse
lunghezze di ancoraggio; tuttavia, molte delle barre longitudinali superiori e
inIeriori terminavano vicino ai punti di Ilesso, previsti dall`analisi per carichi
gravitazionali).
Le tecniche piu usate tra le strategie di adeguamento sismico sono:
Tecniche di intervento locale:
Incremento di sezione ed armature;
RinIorzo con incamiciatura di acciaio;
RinIorzo con materiali IibrorinIorzati (FRP);
Tecniche di intervento globale.
Inserimento di pareti sismoresistenti in c.a. o preIabbricate. In questo
caso, occorre un rinIorzo dei plinti isolati di Iondazione con travi di
collegamento che Ianno da Iondazione alla parete;
Inserimento di controventi metallici (concentrici o eccentrici) per
avere l`irrigidimento dei telai con strutture reticolari metalliche;
Tecniche di protezione sismica (isolamento alla base e dissipazione
di energia).
Capitolo 5. Adeguamento sismico

143
Realizzato l`intervento, bisogna veriIicare la struttura, ovvero gli elementi
esistenti, riparati o rinIorzati, e quelli di nuova costruzione in accordo alle
prescrizioni valide per tali strutture.

5.2.1. 1ecniche di intervento locale
Le richieste di un incremento di carichi sismici nella nuova IilosoIia di
progettazione possono portare alla domanda della miglioria strutturale. Se la
struttura e stata progettata secondo i principi convenzionali, diventa obbligatorio
alterare la sequenza di Iormazione delle cerniere plastiche per realizzare un modo
di collasso prestabilito. Cio richiede un incremento di resistenza. Inoltre, se la
distribuzione di rigidezza e in accordo con i prerequisiti normativi, i cambi
possono risultare una violazione alla norma, cosi e necessaria la completa analisi
dinamica e la riprogettazione.
La situazione piu comune dove si richiede un intervento di tipo selettivo e
probabilmente quella in cui si ha carenza di duttilita. L`eIIetto di tale deIicienza
puo essere estremamente dannoso in quanto la duttilita gioca un ruolo critico nel
garantire che la struttura si deIormi senza signiIicative carenze di resistenza,
evitando il collasso.
Se dalla valutazione sismica dell`intero ediIicio, si identiIicano carenze in alcuni
componenti, allora si puo optare per la loro sola modiIica. I singoli elementi
esistenti possono essere modiIicati per migliorare la resistenza sismica e/o la
capacita deIormativa a livello globale. In tali casi, la trasIormazione di
membrature scelte puo essere ritenuta necessaria per una uniIorme e bilanciata
distribuzione di piano delle rigidezze laterali, o per rimuovere le carenze degli
elementi per carichi verticali, o semplicemente per supplire alle misure di
miglioramento globale.
Molte tecniche di adeguamento modiIicano allo stesso tempo, intenzionalmente o
inevitabilmente, piu di una delle proprieta o parametri caratterizzanti la risposta
dei componenti: la rigidezza, la resistenza (Iorza-resistenza), la capacita
deIormativa, la capacita di dissipare energia, ecc.
Dal punto di vista applicativo, il cambiamento di elementi verticali (colonne o
pareti) per gli obiettivi dell`adeguamento sismico e piu Iacile di quello degli
Capitolo 5. Adeguamento sismico

144
elementi orizzontali (travi o solai). Inoltre, gli elementi verticali sono molto piu
critici per la resistenza al terremoto e la stabilita dell`ediIicio di quelli orizzontali.
Per queste due ragioni, la modiIica degli elementi verticali per l`adeguamento
sismico e di gran lunga piu comune di quella dei componenti orizzontali. In
aggiunta, il consolidamento delle componenti orizzontali e piu interessante per i
carichi gravitazionali che per le azioni sismiche, come spesso avviene quando un
cambio di destinazione d`uso incrementa i carichi accidentali di progetto.
Poiche oggigiorno il terremoto causa danni all`ediIicio, quasi sempre si avvia il
miglioramento della sua carenza di resistenza al terremoto attraverso
l`adeguamento sismico globale; cio avviene solo per quegli elementi della
struttura danneggiata che sono stati riportati alle loro condizioni pre-terremoto.
Un componente puo essere scelto per essere riparato, invece che riparato e
rinIorzato, se il danno da esso subito e lieve o moderato. Al contrario, un
componente con danno severo o pesante, consistente nella disintegrazione del
nucleo di calcestruzzo all`interno delle staIIe o dei tiranti, e/o nella deIormazione
o Irattura delle barre di rinIorzo, non puo essere riportato alle sue resistenza e
capacita deIormativa iniziali con semplici mezzi di riparazione e con tutta
probabilita sara scelto per essere ringrossato.
Comunemente il ripristino consiste in uno o piu dei seguenti provvedimenti:
iniezione delle Iessure (con resina epossidica o malta cementizia Iluida);
sostituzione del calcestruzzo Iessurato o staccato;
sostituzione delle barre.
Si nota che ci sono alcuni problemi che rendono incerte l`eIIicacia e la
controllabilita di queste tecniche, specialmente per le strutture in c.a. Nel caso
dell`iniezione con resina epossidica, e molto diIIicile accertare il grado di
penetrazione della resina nella complessa conIigurazione Iessurata risultante dai
carichi ciclici. Di conseguenza, il livello di ripristino di rigidezza e incerto.
Inoltre, e incognito anche lo spostamento che le parti riparate della componente
strutturale avranno sotto carico.
L`iniezione delle Iessure e il metodo di ripristino piu largamente usato per piccole
e medie Iessure nelle strutture in c.a. Test su resina epossidica a bassa viscosita
Capitolo 5. Adeguamento sismico

145
hanno conIermato la Iattibilita di questa tecnica, specialmente riguardo
all`adesione nel ripristino.
L`iniezione delle Iessure e normalmente considerata utile se l`ampiezza della
Iessura supera 0.2-0.3 mm. Fessure con larghezze da 0.1 mm (o anche meno) a
qualche (2 o 3) millimetro possono essere iniettate con una usuale resina
epossidica a bassa viscosita. Le epossidiche a media viscosita sono usate per
larghezze piu grandi della Iessura, sopra i 5 o 6 mm. Nel raro caso di Iessure piu
ampie, sopra i 20 mm, si usa per l`iniezione malta cementizia Iluida.
Ci sono diverse variazioni sul metodo di applicazione di questo sistema
ampiamente usato. Prima dell`iniezione, si stacca il materiale dalle Iessure. Per i
piu comuni casi di iniezioni epossidiche, il collegamento tra la superIicie delle
Iessure e completamente sigillato con la pasta epossidica, lasciando solo dei Iori
in cui sono alloggiati degli ugelli di plastica, montati in superIicie, per l`iniezione,
e che, a indurimento avvenuto, sono piegati e provati sperimentalmente. La
spaziatura dei Iori, Iunzione dell`ampiezza della Iessura e della viscosita
dell`epossidica alla temperatura di applicazione, lungo la Iessura deve essere
dell`ordine della larghezza della Iessura.
Si procede allo stesso modo per la malta cementizia Iluida, a meno della pressione
di iniezione che e piu bassa di un ordine di grandezza.
La tecnica e ampiamente usata e completamente eIIicace. Essa, tuttavia, richiede
un`applicazione specializzata e i materiali usati sono piuttosto costosi. La
resistenza e in genere ripristinata, specialmente per gli elementi sottorinIorzati.
L`eIIetto sulla rigidezza e piu incerto. L`iniezione non ha eIIetto sulla duttilita dei
membri deboli a Ilessione.
Per quanto riguarda il calcestruzzo staccato, esso puo essere rimosso Iinche non si
raggiunge quello compatto. Intorno alle barre esposte, il calcestruzzo scheggiato e
disintegrato dovrebbe essere rimosso e sostituito con una malta di riparazione.
Normalmente il materiale di sostituzione e una malta epossidica, o di cemento,
irrestringibile. Per tali materiali di riparazione, bisogna applicare sul substrato
agenti di collegamento non basati sull`epossidica.
In Iunzione della dimensione e dell`altezza della schegge o del calcestruzzo
staccato da sostituire, si possono usare sabbia, ghiaia o aggregati grossi.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

146
Quando a soIIrire una rottura sono, invece, le barre, una loro parte deve essere
tagliata e sostituita con un nuovo pezzo di barra, propriamente saldato per
sovrapposizione, o collimante, tra i due estremi della vecchia barra.
Una volta ripristinato l`elemento, si procede all`intervento vero e proprio.

5.2.1.1. Incremento di sezione e armature: incamiciatura in cemento armato
L`incamiciatura in cemento armato e stata, negli ultimi due o tre decenni, la
tecnica maggiormente utilizzata per l`adeguamento sismico degli elementi
esistenti. Il suo utilizzo e dovuto a:
la dimestichezza degli ingegneri e dell`industria costruttrice in tale
intervento;
l`idoneita dell`incamiciatura in c.a. per la riparazione di seri danni sismici,
compreso lo schiacciamento del calcestruzzo, locale o esteso, o addirittura
l`instabilizzazione delle barre e la Irattura delle staIIe;
la versatilita del rinIorzo in c.a. e la sua capacita ad adattarsi a quasi tutte
le Iorme desiderate (si possono inglobare completamente gli elementi
esistenti e si riesce a garantire la continuita tra elementi);
la capacita di un`incamiciatura in c.a. di avere, attraverso l`appropriato
rinIorzo, piu eIIetti sull`elemento: rigidezza, resistenza a Ilessione,
rigidezza a taglio, capacita deIormativa e continuita del rinIorzo
nell`ancoraggio o nelle zone giuntate.
La molteplice eIIicacia dell`incamiciatura in c.a. e cio che la diIIerenzia dalle altre
tecniche di rinIorzo sismico locale che, in teoria, non puo essere esteso oltre
l`elemento e nelle regioni nodali.
Questa tipologia di rinIorzo puo essere applicata a pilastri o pareti (l`intervento su
travi e poco Irequente) per avere aumento della capacita portante verticale,
aumento della resistenza a Ilessione e/o taglio, aumento della capacita
deIormativa e miglioramento dell`eIIicienza delle giunzioni per sovrapposizione.
L`incamiciatura di pilastri e pareti e Iatta tipicamente con un rivestimento di
calcestruzzo gettato in situ. Il ringrosso puo alloggiare armature longitudinali e
trasversali per incrementare la resistenza a Ilessione e a taglio degli elementi,
aumentare la capacita deIormativa attraverso il conIinamento e l`azione
Capitolo 5. Adeguamento sismico

147
stabilizzante e migliorare la resistenza delle giunture con sovrapposizione
insuIIiciente.
L`incamiciatura in cemento armato delle colonne per incrementare la resistenza a
Ilessione e un conveniente e comodo metodo per convertire il sistema colonna
debole - trave forte in uno colonna forte - trave debole.
Per l`incremento di resistenza a Ilessione, l`armatura longitudinale puo essere
continuata ai piani superiori e inIeriori, attraverso Iori e aperture nel solaio. Per
prevenire la Ioratura delle travi a tutti i livelli delle sezioni nodali in cui la trave si
inserisce all`interno dell`incamiciatura della colonna, l`armatura continua
attraverso il solaio deve essere concentrata negli angoli della nuova sezione.
L`ancoraggio alla base, o gli elementi di Iondazione, del rinIorzo longitudinale,
per accrescere la capacita Ilessionale della colonna, si ottiene:
incrementando la dimensione della base o degli elementi di Iondazione per
Iavorire l`ancoraggio delle barre del rinIorzo;
attaccando le barre in Iori verticali alla base e sovrapponendo ad essi
l`armatura verticale dell`incamiciatura dal Iondo della colonna rinIorzata
Iino al di sopra della zona di plasticizzazione.
Per provvedere all`adeguato rivestimento della nuova armatura e per permettere
l`alloggiamento delle staIIe, lo strato di calcestruzzo deve essere almeno 75-100
mm.
Attorno alle barre longitudinali, si pone una staIIatura chiusa perimetrale per
provvedere alla resistenza a taglio, a vincolare le barre longitudinali rispetto
all`instabilita e conIinare il calcestruzzo.
Se l`incamiciatura non circonda la vecchia colonna (incamiciatura su uno, due, tre
lati), il rinIorzo della colonna esistente sarebbe esposto e le staIIe aggiunte del
ringrosso dovrebbero essere saldate sulle vecchie staIIe, o piegate attorno alle
barre verticali preesistenti.
Il ringrosso deve estendersi nella regione nodale trave-colonna, con staIIe poste
attraverso Iori orizzontali nella trave. Tuttavia si puo provvedere a un
conIinamento equivalente nel nodo a mezzo della resistenza a Ilessione di quattro
angolari.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

148
Una misura alternativa consiste nell`irruvidire la superIicie del vecchio elemento e
cospargerla di connettori a una distanza di 0,5 m. I connettori sono iniettati con
resina nei Iori negli elementi esistenti, ancorati nella camicia di calcestruzzo
nuovo per almeno il suo intero spessore. Poiche questo spessore e generalmente
piccolo, per migliorare l`ancoraggio del connettore nel nuovo calcestruzzo,
all`estremita e spesso piegato a 90 gradi. Ci sono alcuni studi sperimentali che
dimostrano che i connettori o gli inserti in acciaio in prossimita delle cerniere
plastiche possono accelerare la disintegrazione del calcestruzzo nel loro intorno.
L`intento originale di tale intervento e quello di trasIerire parte del carico dalla
vecchia colonna all`incamiciatura, attraverso Iorze di taglio negli elementi di
acciaio saldati e nei connettori.
Se lo scopo dell`incamiciatura in c.a. e limitato all`incremento della resistenza a
taglio e della capacita deIormativa dell`elemento, e al rimedio di insuIIicienze
nelle sovrapposizioni senza alcun ampliamento di resistenza a Ilessione, allora
non e necessario che la camicia continui, attraverso il solaio, al piano superiore.
L`ampiezza necessaria della Iessura tra l`incamiciatura e la Iaccia del punto o il
solaio rimane una questione ancora irrisolta. Una grande ampiezza (dell`ordine di
50 mm) e spesso ammessa per evitare:
incremento indiretto della capacita deIormativa dell`elemento e pertanto la
richiesta di resistenza a taglio nell`elemento e nel punto;
concentrazione delle deIormazioni Ilessionali richieste in una parte
veramente limitata dell`elemento, dell`ordine di alcuni mm.
Nelle vecchie pareti a taglio, il conIinamento degli elementi laterali e realizzato
provvedendo all`incamiciatura dell`estremita della sezione. L`incamiciatura in
c.a., in tale caso, si distingue in due tipologie: elementi simmetrici collegati e
elementi piegati ad U attorno al bordo della parete e saldati per sovrapposizione
su altri pezzi.
Da esperimenti realizzati su elementi rinIorzati con incamiciatura in c.a. risulta:
l`elemento e considerato monolitico, con completa interazione tra
calcestruzzo vecchio e nuovo;
Capitolo 5. Adeguamento sismico

149
si considera come resistenza del calcestruzzo della sezione quella del
calcestruzzo dell`incamiciatura, inclusa la parte in cui sono ancorate le
armature vecchie e nuove;
l`armatura longitudinale della colonna incamiciata e considerata,
principalmente, quella della camicia;
per il conIinamento, bisogna considerare solamente le staIIe trasversali
nella camicia. Per il calcolo della resistenza a taglio, l`armatura trasversale
esistente viene considerata solo nel caso di pareti;
il momento di snervamento e la capacita Ilessionale degli elementi
vengono considerati pari al 90 di quelli dell`elemento monolitico;
la resistenza a taglio degli elementi puo essere considerata pari a quella
dell`elemento monolitico;
la deIormazione dell`elemento in corrispondenza dello snervamento
Ilessionale puo essere presa come il 90 di quella dell`elemento
monolitico;
le deIormazioni Ilessionali ultime sono prese uguali a quelle dell`elemento
monolitico.
Tuttavia, questa tipologia di rinIorzo ha indubbi svantaggi rispetto alle altre
tecniche di rinIorzo degli elementi:
le dimensioni della sezione subiscono un notevole incremento, che puo
essere un grave inconveniente nel caso di colonne o pareti in ediIici di
superIicie ridotta;
e peggiore di altre tecniche per l`interruzione della Iruibilita, la produzione
di polveri e macerie.

5.2.1.2. Rinforzo con incamiciatura di acciaio
Anche questo tipo di intervento, come il precedente, e in genere eseguito su
pilastri e pareti per ottenere l`aumento della resistenza a taglio, l`aumento della
capacita deIormativa, il miglioramento dell`eIIicienza delle giunzioni per
sovrapposizione, e l`aumento della capacita portante verticale a pressoIlessione
(conIinamento).
Capitolo 5. Adeguamento sismico

150
Si possono avere due tipi diversi di incamiciatura: completa, piuttosto rara, e
discontinua, costituita da quattro proIili angolari collegati da piastre saldate
(calastrelli); gli angolari possono essere Iissati con resine epossidiche e/o con
tasselli metallici, i calastrelli possono essere preriscaldati o presollecitati per
conIerire al rinIorzo un`azione di conIinamento.
Il contributo della camicia alla resistenza a taglio puo essere considerato
aggiuntivo alla resistenza preesistente purche la camicia rimanga interamente in
campo elastico. Tale condizione e necessaria aIIinche essa limiti l`ampiezza delle
Iessure e assicuri l`integrita del conglomerato, consentendo il Iunzionamento del
meccanismo resistente dell`elemento preesistente.
Se la tensione nella camicia e limitata al 50 del valore di snervamento, la
resistenza a taglio, assunta l`inclinazione delle Iessure a taglio pari a 45 , per
unita di lunghezza aggiuntiva oIIerta dalla camicia vale:
d
s
b t
f J
f
d vw f


=
2
5 , 0
,
(5.1)
dove:
j
t , b , s sono rispettivamente spessore, larghezza e interasse delle bande ( 1 s b =
nel caso di camicie continue);
d e l`altezza della sezione;
d vw
f
,
e la resistenza di calcolo a snervamento dell`acciaio.
Nel caso di rinIorzo con angolari e calastrelli si ha, allo SLU, un incremento di
resistenza a compressione (limitando ancora la tensione nella camicia al 50 di
vd
f ) pari a:
( )
vd s Rd Rd
f A N N + = 5 , 0 4
0 ,
(5.2)
dove
0 , Rd
N e la resistenza a compressione prima del rinIorzo,
s
A l`area del
singolo angolare e
vd
f la tensione di progetto dell`acciaio utilizzato.
L`eIIetto di conIinamento di una camicia in acciaio si valuta come per le staIIe,
con riIerimento alla percentuale geometrica di armatura presente in ciascuna delle
direzioni trasversali.

Capitolo 5. Adeguamento sismico

151

Fig. 5.8. incremento di deforma:ione e tensione a rottura del cls confinato con acciaio

Come ben visibile dal diagramma , il conIinamento comporta un
incremento di resistenza del calcestruzzo pari a
(
(

'

=
86 , 0
5 , 0
7 , 3 1
c
v s s n
c cc
f
f
f f

(5.3)
(Allegato 2 OPCM 3274 OPCM 3431)
dove:
c
f e la resistenza del calcestruzzo non conIinato;
v
f e la resistenza a snervamento degli elementi di armatura trasversale;
s
e il rapporto volumetrico di armatura trasversale, con

( )
h b
t h b
s
s

+
=
2
(5.4)
nel caso di camicie continue (
s
t spessore della camicia, b e h dimensioni
della sezione)

( )
s h b
h b A
s
s

+
=
2
(5.5)
nel caso di bande discontinue (
s
A area trasversale della banda e s passo
delle bande);
n
e
s
sono, rispettivamente, i Iattori di eIIicienza del conIinamento nella
sezione e lungo l`elemento e valgono
( ) ( )
h b
R h R b
n

+
=
3
2 2
1
2 2
(5.6)
Capitolo 5. Adeguamento sismico

152

=
h
s
b
s
s
2
'
1
2
'
1 (5.7)
in cui R e l`eventuale raggio di arrotondamento degli spigoli della sezione (in
presenza di angolari, R puo essere assunto pari al minore tra la lunghezza del lato
degli angolari e cinque volte lo spessore degli stessi), b e h sono le dimensioni
della sezione,
s
h s s = ' dove
s
h e l`altezza delle bande discontinue (nel caso di
camicia continua si assume 0 ' = s ).


Fig. 5.9. incamiciatura discontinua con acciaio

Oltre ad avere un incremento di resistenza, si ha un aumento della capacita
deIormativa dell`elemento Iino ad una deIormazione ultima
cc
v s s n
cu
f
f
+ =

5 , 0
5 , 0 04 , 0 (5.8)
dove:
cc
f e la resistenza del calcestruzzo conIinato;
v
f e la resistenza a snervamento degli elementi di armatura trasversale.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

153
Le camicie in acciaio possono Iornire un`eIIicace azione di serraggio nelle zone di
giunzione per aderenza. Per ottenere questo risultato occorre che:
la camicia si prolunghi per una lunghezza pari almeno al 50 della
lunghezza della zona di sovrapposizione;
nella zona di sovrapposizione la camicia e mantenuta aderente in pressione
contro le Iacce dell`elemento mediante almeno due Iile di bulloni ad alta
resistenza;
nel caso in cui la sovrapposizione sia alla base del pilastro, le Iile di
bulloni devono venire disposte una alla sommita della zona di
sovrapposizione, l`altra ad un terzo dell`altezza di tale zona misurata a
partire dalla base.
Il rinIorzo con incamiciatura in acciaio e una tecnica piu costosa
dell`incamiciatura in c.a. E`, tuttavia, veloce e eIIicace se c`e bisogno dell`uso
immediato della struttura dopo un terremoto dannoso, o dove c`e il rischio di
collasso della struttura.

5.2.1.3. Rinforzo con materiali fibrorinforzati (FRP)
Nel rinIorzo delle strutture in c.a. e largamente usata la Iasciatura esterna con
polimeri IibrorinIorzati (FRP) nella Iorma di Iibre di carbonio (C), di vetro (J) e
aramidica (A), tenute insieme da una matrice di resina epossidica o di poliestere.
Le prime applicazioni sono state Iatte per il consolidamento a Ironte di azioni non
sismiche. Ciononostante, il loro alto rapporto resistenza-peso, l`inattaccabilita
dalla corrosione e la Iacilita di applicazione hanno Iatto del rinIorzo con FRP la
scelta di progetto in un numero sempre crescente di interventi di rinIorzo sismico,
malgrado il costo relativamente alto dei materiali. Il piu importante aspetto nel
rinIorzo sismico con FRP e il rinIorzo a taglio e l`incremento di conIinamento.
Visto che la continuita e l`ancoraggio degli FRP in un punto oltre la Iine
dell`elemento e diIIicile da conseguire, i principali usi degli FRP nel rinIorzo
sismico degli elementi in c.a. sono:
miglioramento della capacita a taglio degli elementi sotto standard
(colonne, pareti a taglio, ecc.);
Capitolo 5. Adeguamento sismico

154
comportamento duttile delle cerniere plastiche a Ilessione alle estremita
delle travi o delle colonne, ottenuto con l`aggiunta di conIinamento in
FRP, con le Iibre disposte lungo il perimetro della trave o della colonna
(secondo la direzione delle staIIe);
miglioramento dell`eIIicienza delle giunzioni per sovrapposizione, con
Iibre continue disposte lungo il perimetro;
aumento della resistenza del calcestruzzo.
L`intervento di adeguamento sismico attraverso FRP deve essere eIIettuato, pero,
dopo aver eliminato gli errori grossolani; con tale tecnica, inIatti, non si possono
risanare le Iorti irregolarita degli ediIici in termini di resistenza e/o rigidezza. Si
puo ottenere una maggiore regolarita in resistenza rinIorzando un numero ridotto
di elementi. Risultano, inoltre, utili opportuni interventi mirati a migliorare la
duttilita locale, anche se l`introduzione di rinIorzi locali non deve ridurre la
duttilita globale della struttura.
In quanto selettiva, la strategia di intervento con FRP deve mirare all`eliminazione
di tutti i meccanismi di collasso di tipo Iragile, di tutti quelli di collasso di piano
('piano soIIice), al miglioramento della capacita deIormativa globale della
struttura incrementando, ad esempio, la duttilita delle potenziali cerniere plastiche
senza variarne la posizione.
Tra i meccanismi di collasso di tipo Iragile si annoverano il taglio, le zone di
sovrapposizione, lo svergolamento delle barre longitudinali e le crisi nei nodi.
Nel caso di rinIorzo a taglio con FRP, sono consentite unicamente le
conIigurazioni ad U o in avvolgimento e i rinIorzi la cui direzione di maggior
resistenza sia ortogonale all`asse longitudinale dell`elemento.


Fig. 5.10. tipologie di rinfor:o trasversale in FRP

Capitolo 5. Adeguamento sismico

155

Fig. 5.11. tipologie di rinfor:o longitudinale in FRP

Il pericolo di scorrimento delle giunzioni per aderenza nei pilastri puo essere
eliminato mediante l`applicazione di una Iasciatura di conIinamento in FRP. Per
le sezioni circolari di diametro D, lo spessore da attribuire a tale Iasciatura puo
essere valutato con:
( )
f
sw l
f
E
f D
t

=
001 , 0 2

(5.9)
dove:
sw
e la tensione circonIerenziale nelle staIIe corrispondente alla deIormazione
dello 0,1;
( )
s b
e
vd s
l
L c d
n
u
f A
f

+ +

=
2
2
(5.10)
e la pressione di sconIinamento nella zona di sovrapposizione di lunghezza pari a
s
L ;
e
u e il perimetro della sezione all`interno del poligono che circoscrive le barre
longitudinali;
n e il numero di barre giuntate lungo
e
u ;
c e lo spessore del copriIerro.
Per evitare lo svergolamento delle barre longitudinali, lo spessore da attribuire alla
Iasciatura puo essere valutato come
f f ds
v
f
E
d n
E E
d f n
t



=
10
4
45 , 0
2
(5.11)
dove:
n e il numero totale di barre longitudinali in condizioni di potenziale
svergolamento;
Capitolo 5. Adeguamento sismico

156
v
f e la tensione di snervamento delle barre longitudinali ottenuta da prove in situ
sui materiali esistenti;
d e la dimensione della sezione parallela al piano di Ilessione;
f
E e il modulo di elasticita normale della Iasciatura in FRP;
ds
E e un modulo ridotto.
Nei pannelli dei nodi non conIinati, il calcolo dell`incremento di resistenza a
trazione va eseguito tenendo conto del contributo dell`FRP nella direzione delle
tensioni principali di trazione e limitando la deIormazione massima del rinIorzo al
0,4. Il rinIorzo, comunque, e eIIicace solo se le estremita sono perIettamente
ancorate opportunamente.
I meccanismi di collasso di piano possono attivarsi a seguito della Iormazione di
cerniere plastiche sia in testa che al piede di tutti i pilastri di quel piano;
l`intervento deve essere, pertanto, Iinalizzato ad incrementare in tali zone la
resistenza a Ilessione composta per inibire la Iormazione delle cerniere.
Il conIinamento in FRP su elementi pressoinIlessi consente di incrementare la
duttilita ed in misura ridotta la resistenza. La deIormazione ultima di una sezione
pressoinIlessa e:
cd
l
ccu
f
f
015 , 0 0035 , 0 + = (5.12)
in cui
l
f e la pressione eIIicace di conIinamento e
cd
f la resistenza di progetto
del calcestruzzo non conIinato.
Dal punto di vista del comportamento meccanico, la piu grande diIIerenza
dell`avvolgimento in FRP con l`incamiciatura metallica e che, poiche l`acciaio e
isotropo, ha rigidezza e resistenza signiIicative negli elementi in direzione
longitudinale, e quindi un inevitabile eIIetto di rigidezza a Ilessione e resistenza
sull`elemento.


5.2.2. 1ecniche di intervento globale
I metodi di intervento globale possono rappresentare una strategia piu eIIiciente in
termini di costo rispetto al miglioramento generale dei componenti esistenti,
Capitolo 5. Adeguamento sismico

157
specialmente se si considerano lo sconvolgimento dell`occupazione e la
demolizione e la sostituzione dei tramezzi, delle Iiniture architettoniche e di altri
componenti non strutturali.

5.2.2.1. Inserimento di pareti sismoresistenti in c.a.
Uno dei piu comuni metodi usati per il consolidamento delle strutture esistenti e
l`aggiunta di pareti a taglio. Queste sono estremamente eIIicienti nel controllo
degli spostamenti globali laterali, Iino a ridurre i danni negli elementi intelaiati.
Il piu conveniente modo di introdurre le nuove pareti a taglio e inserirle tra gli
elementi esistenti. Se la parete occupa l`intera lunghezza della campata, incorpora
le travi e le due colonne. Vengono, inoltre, usati, per ridurre il tempo e il disturbo,
i pannelli preIabbricati.
La completa continuita tra i diversi livelli della parete incrementa la resistenza,
mentre il corretto ancoraggio delle barre per delimitare le travi consente grandi
deIormazioni.
E necessario attaccare con connettori speciali il pannello inserito alle travi e alle
colonne esistenti, per ancorare il nuovo elemento nell`intelaiatura esistente.
PreIeribilmente la nuova parete dovrebbe essere suIIicientemente spessa per
inglobare le travi e le colonne esistenti. In questo caso devono essere Iatti dei
buchi nell`impalcato per consentire il passaggio delle armature verticali da un
piano all`altro.
Sia che la nuova parete incapsuli o meno le travi esistenti, si possono incorporare
le colonne esistenti perche normalmente non hanno una capacita deIormativa
suIIiciente, dovuta, ad esempio, alla carenza di conIinamento.
Il progetto della sezione dei setti e determinato dal valore della rigidezza richiesta.
Le pareti aggiunte sono tipicamente progettate come per le nuove strutture, in
modo da avere cerniere plastiche a Ilessione solo alla loro base. Le pareti, inoltre,
hanno capacita a taglio lungo la loro altezza e sono sovradimensionate a Ilessione
sopra la regione della cerniera plastica, per garantire che l`inelasticita o la
prematura rottura non abbia luogo altrove nella parete prima della plasticizzazione
della cerniera alla base e che la nuova parete rimanga elastica oltre la zona della
cerniera plastica.
Capitolo 5. Adeguamento sismico

158
Bisogna assicurare il passaggio delle Iorze di inerzia dai piani alle nuove pareti a
mezzo di elementi connettori.
L`applicazione di questa tecnica a un singolo o a piu piani danneggiati, puo
causare rischiose irregolarita di resistenza.
5.2.2.1.1. Fondazioni dovute all'aggiunta delle pareti
Tutte le nuove pareti dovrebbero normalmente essere provviste di una Iondazione.
Un serio problema da risolvere e il trasIerimento dell`elevato momento ribaltante
dalla nuova parete alla Iondazione. Cosi, uno svantaggio dell`inserimento di pareti
e la necessita di consolidare le Iondazioni per resistere all`incremento di
momento. Questo tipo di intervento e solitamente costoso e abbastanza distruttivo
Iino a rendere l`applicazione delle pareti inusuale per gli ediIici senza un adeguato
sistema di Iondazioni.
Quando la nuova parete e creata inglobando una campata della trave, il nuovo
elemento di Iondazione incorpora una delle due colonne della campata, quindi il
carico verticale trasIerito al suolo e sproporzionatamente basso rispetto al
momento ribaltante della parete. Cio risulta nel grande innalzamento delle
rotazioni degli elementi di Iondazione, che riducono il momento ribaltante ben al
di sotto del valore calcolato assumendo una Iondazione costante indipendente.
L`incastro della parete alla base incrementa considerevolmente gli spostamenti
laterali in corrispondenza dei piani pur riducendo l`eIIicacia delle nuove pareti
nella protezione degli elementi esistenti dalla domanda di grandi deIormazioni.
Piu precisamente, sebbene la parete puo essere considerata come un elemento
rigido che previene la Iormazione di meccanismi di piano, induce elevate richieste
di rotazione sulle travi del sistema, specialmente in quelle in direzione delle
pareti. Queste travi possono essere non idonee a resistere a tale domanda,
specialmente se non sono anche adeguate.
Per consentire alla parete di comportarsi nel modo per cui e progettata, e
necessario ridurre l`altezza e il livello di incastro degli elementi di Iondazione.
Cio puo essere ottenuto con uno dei seguenti modi:
incrementando la dimensione in pianta della nuova Iondazione, per
accrescere il peso e l`impedenza del suolo sottostante e/o per inglobare le
Capitolo 5. Adeguamento sismico

159
Iondazioni delle colonne limitroIe e mobilizzare i carichi verticali al di
sopra dell`innalzamento;
connettendo il nuovo elemento di Iondazione a quelli esistenti attraverso
travi rigide e Iorti;
prevedendo micropali o altri ancoraggi tensionali come dispositivi per
Iissare la nuova Iondazione.
L`implementazione di uno di questi metodi e piuttosto costosa e distruttiva e
agisce come un ostacolo contro l`aggiunta di nuove pareti in ediIici che non hanno
travi di Iondazione rigide e resistenti lungo il perimetro, in cui la nuova parete
dovrebbe essere convenientemente ancorata.

5.2.2.2. Inserimento di controventi metallici
L`aggiunta di controventi diagonali all`interno di uno o piu piani, in
corrispondenza di determinate campate delle travi in c.a. rinIorzate, e un eIIicace
sistema di consolidamento globale. Cio e stato dimostrato praticamente per una
serie di ediIici in c.a. rinIorzati con controventi metallici, i quali hanno resistito,
praticamente senza danni strutturali, al terremoto del Michoacan nel 1985.
L`installazione dei controventi e non distruttiva come quella delle pareti a taglio;
tuttavia, la connessione tra gli elementi in c.a. esistenti e i controventi puo essere
ingombrante.
I vincoli architettonici sono sul posizionamento dei controventi, vincoli dovuti
agli eIIetti che essi hanno sulle aperture disponibili. Generalmente, il controvento
e posizionato sulla Iacciata, in modo da provocare il minimo disturbo
sull`occupazione.
Il materiale piu comune utilizzato per i controventi e l`acciaio. Il vantaggio
dell`inserimento di controventi metallici e che non e necessario, normalmente,
alcun intervento in Iondazione, o, nel caso di bisogno, l`intervento e minimo.
L`aggiunta di un sistema di controventi metallici a una struttura in c.a. incrementa
considerevolmente la sua resistenza laterale, ma non molto la sua rigidezza.
Tuttavia non e una tecnica eIIicace di adeguamento per le strutture rigide in c.a.,
cosi come le pareti o i sistemi duali muratura-elementi in c.a. La capacita
deIormativa (di spostamento) di un elemento di calcestruzzo relativamente
Capitolo 5. Adeguamento sismico

160
elastico ma non duttile, puo essere considerevolmente migliorata aggiungendo un
sistema di controventamento in acciaio, evitando la rottura Iragile dei controventi
e dei loro connettori o degli elementi non duttili in c.a.
A volte si preIerisce un sistema di controventi combinato con l`incamiciatura in
calcestruzzo di travi e pilastri vicini alle campate rinIorzate, rispetto a quello di
acciaio. Ovviamente tale sistema non e Iacile da installare come quello in acciaio,
ma e molto piu rigido, specialmente se i controventi sono pretesi per prevenire la
rottura sotto la massima tensione assiale.
Per incrementare lo smorzamento dinamico possono essere usati insieme ai
controventi dei dispositivi di dissipazione passiva dell`energia. Tuttavia, se il
sistema di controventi incrementa considerevolmente la rigidezza degli elementi,
l`eIIicacia dello smorzamento, in termini di costo, e compromessa dalle normali
richieste di grandi spostamenti.
Per l`adeguamento degli elementi in c.a. i sistemi di controventi concentrici sono
molto convenienti. Tali sistemi contribuiscono alla resistenza laterale della
struttura attraverso la componente orizzontale della Iorza assiale che si sviluppa
nei loro componenti inclinati.
I sistemi di controventamento sono quelli con:
controventi diagonali, in cui c`e una singola diagonale per campata
controventata del telaio;
controventi a X, con elementi su entrambe le diagonali della campata
rinIorzata;
controventi a V, o a V inversa, in cui una coppia di controventi inclinati e
connessa a un singolo punto vicino o intermedio dell`elemento orizzontale
della campata del telaio;
controventi a K, nei quali i controventi inclinati sono connessi a un punto
all`interno della luce netta della colonna.

Capitolo 5. Adeguamento sismico

161

Fig. 5.11. struttura con e sen:a controventi dissipativi

Con una sola eccezione, i sistemi di controvento proposti e applicati per il
consolidamento sono quelli concentrici. Nelle nuove strutture composte o in
acciaio, la connessione dei controventi diagonali con gli elementi a poca distanza
da un nodo trave-colonna, o da un`altra connessione trave-controvento, produce
una zona dove una grande quantita di energia puo essere dissipata attraverso
comportamenti controllati di Ilessione e/o taglio ciclici. Questa zona e spesso
detta 'connessione sismica. Nelle applicazioni di adeguamento sismico, queste
connessioni non possono essere previste nei nuovi elementi orizzontali e verticali,
poiche gli elementi adiacenti rigidi in calcestruzzo impediscono grandi
deIormazioni localizzate in ogni connessione sismica prevista.

5.2.2.3. Isolamento alla base e dissipazione di energia
L`applicazione di isolatori alla base e dissipatori di energia si adatta meglio per il
miglioramento sismico dei ponti. Per gli ediIici esistenti, queste due strategie non
sono eIIicienti in termini di costo.
Gli isolatori alla base richiedono un doppio sistema di Iondazione, cioe una
Iondazione per la sovrastruttura al di sopra dei congegni di isolamento e un`altra
per l`intera struttura al di sotto del sistema di isolamento. Malgrado cio,
Capitolo 5. Adeguamento sismico

162
l`isolamento alla base puo oIIrire non solo la sicurezza all`ediIicio e ai suoi
occupanti sotto terremoti molto Iorti e rari, ma anche protezione del contenuto
dell`ediIicio sotto qualsiasi evento sismico. Pertanto, per ediIici con richieste
importanti di rimanere operativi durante il terremoto di progetto, o per essere
disponibili per l`immediata occupazione dopo, l`isolamento puo essere la strategia
piu eIIiciente in termini di costo, posto che essi abbiano un piccolo rapporto tra
altezza e larghezza, e alta rigidezza. In ogni caso, l`isolamento alla base e una
tecnica soIisticata e complessa e la sua applicazione richiede non solo esperienza
specializzata, ma anche, possibilmente, pari revisione del progetto.


Fig. 5.12. confronto tra una struttura fissa alla base (spostamenti grandi e danni elevati
sotto for:e ori::ontali) e la stessa isolata alla base (spostamenti piccoli e danni trascurabili)


Fig. 5.13. isolatore spaccato
Capitolo 5. Adeguamento sismico

163

Per divenire eIIettivo, un sistema di dissipazione di energia richiede lo sviluppo di
spostamenti laterali signiIicativi. Cosi, puo solamente essere usato nelle strutture
Ilessibili, come integrazione di un altro sistema che non aumenta in modo
signiIicante la rigidezza globale: gli apparati di dissipazione possono essere usati
in parallelo, o combinati con dispositivi di isolamento alla base, o possono essere
inseriti nei controventi di un sistema di controventamento in acciaio aggiunto alla
struttura esistente. Tuttavia, nell`ultimo caso gli spostamenti richiesti per
l`attivazione del sistema di dissipazione non sono concentrati al livello di base ma
sono distribuiti lungo la struttura e possono causare signiIicativi danni ai
componenti esistenti strutturali e non strutturali. Anche se meno dell`isolamento
alla base, questa tecnica e soIisticata e costosa.

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