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Ing. Gianluca Pagazzi, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Alaska concrete S.r.l. - Porcia



I calcestruzzi autocompattanti sono particolari calcestruzzi che non necessitano, durante la
posa, di alcun sistema di vibrazione o compattazione, poich sono in grado autonomamente di
riempire completamente gli spazi tra armature e casseforme, garantendo in contemporanea
unefficace espulsione dellaria intrappolata in eccesso, rispetto a quella fisiologica, e alti
valori della resistenza in opera. Da questo punto di vista, i calcestruzzi autocompattanti
possono ritenersi una naturale evoluzione di quelli superfluidi e sono stati sviluppati per
rendere la qualit del calcestruzzo in opera il pi possibile indipendente dalle operazioni di
posa e compattazione. Altra caratteristica dominante la velocizzazione delle operazioni di
posa, per la realizzazione di strutture con rilevanti volumi di calcestruzzo impiegati.



Figura 1. Esempio di getto di calcestruzzo SCC

CALCESTRUZZO AUTOCOMPATTANTE SCC (SELF
COMPACTING CONCRETE)
Classi di consistenza e caratteristiche per una corretta prescrizione

Sottotitolo articolo (CALIBRI 16, GRASSETO CORSIVO)



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PROPRIET
Lautocompattabilit una caratteristica che presenta molti aspetti di diversa natura,
andando oltre ala sola capacit del calcestruzzo di riempire facilmente la cassaforma con
velocit di esecuzione del getto superiori a quelle conseguibili con conglomerati superfluidi.
Un calcestruzzo autocompattante infatti per essere realmente tale, deve possedere
caratteristiche particolari. Deve essere sicuramente caratterizzato da unelevata capacit di
scorrimento in assenza di ostacoli (elevata deformabilit), ossia deve essere in grado di
cambiare la sua forma in virt solo del peso proprio raggiungendo distanze pi o meno
elevate dal punto di getto del calcestruzzo, allinterno delle zone casserate, e deve avere
unelevata resistenza alla segregazione, al fine di realizzare strutture o parti strutturali il
cui volume sia costituito da materiale di caratteristiche omogenee in ogni suo punto. La
resistenza alla segregazione caratterizzata da pi fenomeni agenti contemporaneamente:
resistenza alla segregazione esterna, resistenza alla segregazione di flusso e resistenza alla
segregazione interna, che ora verranno analizzate singolarmente.

La resistenza segregazione esterna poter ridurre al minimo la tendenza alla separazione
degli ingredienti durante il getto allinterno dei casseri. Essa strettamente collegata alle
modalit di messa in opera ed in particolare allaltezza di caduta libera del calcestruzzo. Tale
fenomeno pu essere mitigato con unattenta scelta degli ingredienti unita ad una serie di
accortezze nella composizione della miscela, senza dimenticare lapplicazione delle corrette
procedure di posa in opera.

La resistenza alla segregazione di flusso necessaria, perch grazie allelevata fluidit di un
calcestruzzo autocompattante, viene richiesta la capacit di percorrere alcuni metri dal punto
di introduzione allinterno dei casseri o dellelemento strutturale da realizzare. Quindi,
durante il percorso non si possono verificare fenomeni di separazione degli ingredienti che
costituiscono un SCC. A tal proposito, la malta: acqua + cemento + aggiunte minerali + frazioni
fini della sabbia + aria, deve essere dotata di una corretta viscosit per trasportare i granuli
grossi degli aggregati, soprattutto quando il calcestruzzo deve poter fluire attraverso dei
restringimenti di sezione o in zone caratterizzate da unalta densit di armature. Questa
caratteristica identificata con il termine di capacit di attraversamento (passing ability)
e risulta una delle propriet fondamentali degli autocompattanti che, deve combattere la
naturale tendenza degli aggregati grossi a procedere con una minore velocit rispetto alla
malta di cemento, per effetto dellaumento delle collisioni dei granuli grossi in prossimit dei
restringimenti di sezione, con il rischio di creare fenomeni di blocco del flusso del
calcestruzzo (blocking).

La resistenza alla segregazione interna necessaria dal completamento del getto del
calcestruzzo autocompattante allinterno delle proprie casseforme, che deve conservare
lomogeneit di distribuzione degli ingredienti evitando la segregazione degli aggregati grossi
sul fondo e limitare la risalita di acqua di bleeding negli strati superficiali.


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METODI PER LA DETERMINAZIONE DELLE PROPRIET - CLASSI DI
CONSISTENZA
La valutazione delle caratteristiche di autocompattabilit il risultato del soddisfacimento di
diverse propriet reologiche del conglomerato e per la loro valutazione si richiede il ricorso
contemporaneo a diversi metodi di prova. Capacit di scorrimento in assenza di ostacoli, la
mobilit in sezioni congestionate di armatura, la resistenza alla segregazione dellimpasto
durante la posa e a riempimento avvenuto dei casseri.
Le attrezzature, per le relative prove normate, riconosciute dalle Norme UNI EN e dalle Linee
Guida Europee, per la valutazione delle propriet reologiche dei calcestruzzi autocompattanti
sono:
il cono di Abrams (Slump-flow);
lanello giapponese (Japanese Ring - J-ring);
la scatola ad L (L-box);
limbuto a forma di V (V-funnel);
il setaccio piano perforato.

Nessun metodo di essi preso singolarmente in grado di fornire un quadro esaustivo circa le
propriet reologiche richieste per questa tipologia di calcestruzzo. La misura delle propriet
tramite la U-box, non stata dimenticata ma non essendo contemplata n dalle Linee Guida
Europee n dalla UNI EN 206-9, non si ritiene necessario riportarla.

Prova di spandimento e del tempo di spandimento (Slump- flow test e t
500
) -
Norma UNI EN 12350-8
La prova consiste nellintrodurre il calcestruzzo allinterno del cono di Abrams (1) appoggiato
su una piastra liscia con una superficie piana di almeno 900 mm x 900 mm (2) e,
successivamente, nel sollevarlo lasciando fluire il calcestruzzo, azionare un cronometro nel
momento in cui lo stesso viene sollevato.
Le determinazioni che vengono eseguite sono le seguenti:

Tempo necessario perch la focaccia di calcestruzzo raggiunga un diametro pari a 500
mm (t500);
Diametro finale della focaccia di calcestruzzo (df = slump-flow) dopo che lo stesso ha
cessato di fluire, che la media di due diametri D1 e D2 misurati ortogonalmente.

Lidentificazione della classe di viscosit, avviene misurando il tempo che la focaccia di
calcestruzzo raggiunga un diametro pari a 500 mm (t500). Le Linee Guida Europee e la Norma
UNI EN 206-9, con la metodologia di prova della Norma UNI EN 12350-8, suddividono i
calcestruzzi autocompattanti, relativamente alla misura di tale tempo, in due classi.



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Figura 2. Cono di Abrams e piastra liscia piana (le misure sono in millimetri)

CLASSI DI VISCOSIT t500
a), b)
in secondi (s)
VS1 VS2
< 2 > 2
a) La specificazione di una classe di viscosit pu essere sostituita da un valore di
riferimento.
b) La classificazione non applicabile al calcestruzzo con dimensione massima
dellaggregato maggiore di 40 mm.

La misura dello slump-flow proporzionale alla capacit di scorrimento del materiale in
assenza di ostacoli: maggiore il valore di df e pi elevata la deformabilit del materiale, cio
la sua capacit di raggiungere zone distanti dal punto dintroduzione del calcestruzzo nel
cassero. In base al valore di df le Linee Guida Europee e la Norma UNI EN 206-9, con la
metodologia di prova della Norma UNI EN 12350-8, suddividono i calcestruzzi auto
compattanti, relativamente alla misura dello slump-flow, in tre classi.

CLASSI DI SPANDIMENTO SF
MISURA DEL DIAMETRO SPANDIMENTO in mm
a), b)

SF1 SF2 SF3
550 - 650 660 - 750 760 - 850
a) La specificazione di una classe di spandimento pu essere sostituita da un valore di
riferimento.
b) La classificazione non applicabile al calcestruzzo con dimensione massima
dellaggregato maggiore di 40 mm.


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Anello Giapponese - Japanese Ring J-RING - Norma UNI EN 12350-12


Figura 3. Cono di Abrams , J-Ring e piastra liscia piana (le misure sono in millimetri)

J-ring un anello di acciaio forato (2) dove sono alloggiate delle barre a sezione circolare
simulanti le armature presenti negli elementi in calcestruzzo armato. La prova consiste nel
riempire di calcestruzzo il cono di Abrams (1) sistemato allinterno dellanello, appoggiati
entrambi su una piastra liscia con una superficie piana di almeno 900 mm x 900 mm (3) e,
successivamente, nel sollevarlo lasciando fluire il calcestruzzo (4) attraverso le barre dello J-
Ring. La capacit di attraversamento pu essere valutata misurando la differenza di altezza
della focaccia di calcestruzzo tra la zona interna ed esterna allanello, come previsto dalle
Linee Guida Europee e la Norma UNI EN 206-9, con la metodologia di prova della Norma UNI EN
12350-12; valori superiori, di tale differenza, a 10 mm indicano che il conglomerato possiede
scarse capacit di attraversamento delle barre.

CLASSI DI CAPACIT DI ATTRAVERSAMENTO ANELLO J
a), b)

PASSING ABILITY - IL J-RING
Altezza allinterno e allesterno dellanello J in mm
J-RING con intercapedini larghe
12 barre darmatura
J-RING con intercapedini strette
16 barre darmatura
CLASSE PJ1 CLASSE PJ2
< 10 < 10
a) La specificazione di una classe di capacit di attraversamento pu essere sostituita da un
valore massimo.
b) La classificazione non applicabile al calcestruzzo con dimensione massima
dellaggregato maggiore di 40 mm.






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Scatola ad L L-BOX - Norma UNI EN 12350-10
La scatola ad L costituita da una porzione verticale in cui viene introdotto il calcestruzzo il
quale, inizialmente, impedito a fuoriuscire dal basso grazie alla presenza di una saracinesca
alla cui apertura il conglomerato fluisce nella porzione orizzontale dellattrezzatura
attraversando un graticcio costituito da due oppure da tre armature disposte verticalmente,
allapertura della saracinesca a scorrimento (1). La valutazione della capacit di
attraversamento viene eseguita misurando la differenza di altezza del conglomerato nel punto
pi lontano (H2) raggiunto e quella valutata a tergo della saracinesca nella porzione verticale
dellapparecchiatura (H1).


Figura 4. Scatola ad L L-Box (le misure sono in millimetri)

La capacit di attraversamento (passing ability) sar tanto pi elevata quanto pi elevato il
rapporto H2/H1 si approssima a 1 e viene ritenuta sufficiente se il rapporto H2/H1 almeno
pari a 0,80. Le Linee Guida Europee e la Norma UNI EN 206-9, con la metodologia di prova della
Norma UNI EN 12350-10, distinguono i calcestruzzi in termini di passing ability in due classi:
entrambe devono possedere un rapporto H2/H1 almeno pari a 0,80. La prima classe, PL1, e la
seconda classe, PL2, conseguono questo risultato fluendo, rispettivamente, attraverso due o
tre armature.

CLASSI DI CAPACIT DI ATTRAVERSAMENTO SCATOLA AD L
a)

PASSING ABILITY CON LA SCATOLA AD L
Con 2 barre lisce 12 mm Con 3 barre lisce 12 mm
CLASSE PL1 CLASSE PL2
Rapporto di passaggio dalla scatola ad L
(H2/H1)min > 0,80
Rapporto di passaggio dalla scatola ad L
(H2/H1)min > 0,80
a) La specificazione di una classe di capacit di attraversamento pu essere sostituita da
un valore minimo alternativo.



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Imbuto a forma di V - V-FUNNEL - Norma UNI EN 12350-9
La resistenza alla segregazione del calcestruzzo autocompattante pu essere accertata anche
attraverso la prova condotta con il V-Funnel: essa consiste nel misurare il tempo necessario
per il calcestruzzo a fuoriuscire completamente da un imbuto a forma di V, allapertura della
saracinesca ribaltabile o scorrevole (1), subito dopo il termine della miscelazione dellimpasto
(t0). Il valore di t0 correlato alla viscosit del materiale: maggiore il tempo di svuotamento,
pi elevata la viscosit del sistema e quindi, minore la sua capacit di flusso. Per contro,
valori di t0 elevati sono indice di una maggiore resistenza alla segregazione dellimpasto.


Figura 5. Imbuto a V V-Funnel (le misure sono in millimetri)

Le Linee Guida Europee e la Norma UNI EN 206-9 con la metodologia di prova della Norma UNI
EN 12350-9, suddividono i calcestruzzi auto compattanti in due classi riferite al tempo di
svuotamento al V-Funnel: la prima caratterizzata da valori di t0 inferiori o uguali a 8 secondi;
la seconda classe con t0 compreso tra 9 e 25 secondi.

CLASSI VISCOSIT IMBUTO A V


Tempo di efflusso dallimbuto a V in secondi
a), b)

CLASSE VF1 CLASSE VF2
< 9,0 da 9,0 a 25,0
a) La specificazione di una classe di viscosit pu essere sostituita da un valore di
riferimento.
b) La classificazione non applicabile al calcestruzzo con dimensione massima
dellaggregato maggiore di 22,4 mm.






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Prova di resistenza a segregazione con setaccio - Norma UNI EN 12350-11
La prova di resistenza a segregazione al setaccio utilizzata per valutare la resistenza alla
segregazione del calcestruzzo autocompattante, secondo Le Linee Guida Europee e la Norma
UNI EN 206-9, con la metodologia di prova della Norma UNI EN 12350-11.
Dopo il campionamento, il calcestruzzo fresco lasciato riposare per 15 minuti e si prende
nota delleventuale separazione di acqua dessudamento. La parte superiore del campione
viene successivamente versata in un setaccio che presenta aperture con maglia quadrata di
lato 5 mm di lato. Una massa pari a (4,8 0,2) kg, da unaltezza di (500 50) mm. Dopo 2
minuti si registra la massa del materiale che passato attraverso il setaccio. Il rapporto di
segregazione infine calcolato come la percentuale del campione che passata attraverso il
setaccio.
Ovviamente, la tendenza alla segregazione dellimpasto sar tanto maggiore quanto pi
elevata la perdita causata dalla separazione della pasta di cemento dallaggregato grosso a
causa della sua scarsa coesione ed eccessiva fluidit. Due sono le classi previste: SR1 e SR2
(Segregation Resistance: SR) con perdita di massa inferiore rispettivamente al 20% e al 15%.


Figura 6. Apparecchiatura per la prova di segregazione con setaccio (le misure sono in millimetri)

Lapparecchiatura, per la prova (igura 6), costituita da: 1. Setaccio piano perforato, avente
aperture si sezione quadrata di 5 mm di lato; il telaio di 300 mm di diametro e alto 30 mm,
conforme alla ISO 3310-2; 2. recipiente dal quale pu essere facilmente rimosso il setaccio per
sollevamento verticale; 3. contenitore per il campione di calcestruzzo, di plastica oppure
metallico, avente diametro interno di (300 10) mm, capacit di 11 litri e il relativo
coperchio; 4. Bilancia con piattaforma piana sulla quale si possa posizionare il recipiente del
setaccio, la quale bilancia deve avere una portata di almeno 10 kg; 5. cronometro; 6.
termometro.




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CLASSI DI RESISTENZA ALLA SEGREGAZIONE CON SETACCIO


Porzione segregata in %
a), b)

CLASSE SR1 CLASSE SR2
< 20 < 15
a) La specificazione di una classe di resistenza alla segregazione pu essere sostituita da
un valore massimo alternativo.
b) La classificazione non applicabile al calcestruzzo contenente fibre o aggregato leggero.

CARATTERISTICHE DEL SCC IN FUNZIONE DELLA TIPOLOGIA DI
STRUTTURA DA REALIZZARE: SCELTA DEL CALCESTRUZZO
AUTOCOMPATTANTE
Come evidenziato precedentemente, per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo
autocompattante da utilizzare, si far ricorso a diversi metodi di prova, in quanto, nessuno di
essi preso singolarmente in grado di fornire un quadro esaustivo delle propriet reologiche
richieste per gli SCC.
Non bisogna dimenticare che non esiste il calcestruzzo autocompattante, ma una serie di
SCC che possono evidenziare caratteristiche pi o meno marcate di fluidit, di resistenza alla
segregazione o di capacit di attraversamento. Pertanto, la scelta del calcestruzzo
autocompattante deve tenere conto delle particolari esigenze derivanti dalla difficolt di
esecuzione del getto, della geometria, della percentuale di armatura e della distanza che il
calcestruzzo deve percorrere dal punto di getto.

Tutto ci significa che calcestruzzi autocompattanti che posseggono stesse propriet di
scorrimento (ad esempio, perch evidenziano un medesimo valore dello slump-flow)
possono, allo stesso tempo, essere contraddistinti da una tendenza alla segregazione o da una
capacit di attraversamento completamente differenti. Per questo motivo, basare la scelta del
calcestruzzo autocompattante sui risultati desunti da una soltanto delle metodologie di prova
sopra menzionate pu risultare del tutto erroneo. Inoltre, opportuno far presente che non
necessariamente per tutte le strutture opportuno ricorrere allimpiego di calcestruzzi
autocompattanti contraddistinti dalla massima capacit di scorrimento (SF3) o dalla minore
viscosit (VF1) perch questa scelta espone al rischio di una maggiore tendenza dellimpasto a
segregare.
Allo stesso modo, non detto che la scelta di viscosit elevate possa rivelarsi sempre la
soluzione migliore per un SCC, poich se da una parte questo conduce ad una maggiore
resistenza alla segregazione, dallaltra riduce la capacit di scorrimento, il quale potrebbe
rivelarsi fondamentale quando, per la ridotta accessibilit dei punti di getto, si richiede che il
calcestruzzo fluisca per lunghe distanze. Da tutto ci si pu dedurre che, la scelta del
calcestruzzo autocompattante, deve tenere conto delle particolari esigenze derivanti dalla
difficolt di esecuzione del getto, dalla geometria, dalla percentuale delle barre darmatura,
dalla distanza che il calcestruzzo deve percorrere, il tutto al pari di quanto avviene nella scelta


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della lavorabilit dei calcestruzzi tradizionali con laggravante che, a causa dellelevata fluidit
del calcestruzzo per la necessit di non dover ricorrere ad alcuna forma di vibrazione esterna,
la tendenza alla segregazione degli SCC risulta esaltata.
In accordo con quanto proposto nel presente articolo, si possono fare ora alcune
considerazioni riguardo alle propriet dei calcestruzzi autocompattanti, in relazione alla
geometria dellelemento strutturale, alla densit delle barre di armatura e alla distanza che
deve percorrere il calcestruzzo. Di seguito si riportano alcuni esempi, che possono essere
utili ai prescrittori, per individuare il calcestruzzo autocompattante che abbia delle
prestazioni coerenti sia con le caratteristiche dellelemento strutturale da realizzare, sia con
modalit di messa in opera.

CLASSE DI SPANDIMENTO SF1
Appropriata per strutture debolmente armate quando al calcestruzzo non si richiede di
percorrere distanze superiori ai 2.5 m e il getto avviene dallalto mediante lutilizzo della
pompa (solette di civile abitazione) oppure quando occorre gettare elementi verticali quali pali
e paratie di fondazione;

CLASSE DI SPANDIMENTO SF2
Si presta per la realizzazione della maggior parte delle applicazioni correnti quali la
realizzazione di strutture verticali di notevole altezza, muri di sostegno e pilastri. Inoltre, essa
risulta particolarmente indicata per la realizzazione di platee di fondazione e pile da ponte.

CLASSE DI SPANDIMENTO SF3
Idonea per la realizzazione di strutture molto congestionate dalla presenza di ferri di armatura
quali i solai con travi a spessore, i nuclei ascensore, le paretine sottili oppure i muri di notevole
altezza, soprattutto quando il getto del conglomerato viene effettuato mediante pompa inserita
sul fondo del cassero. Va notato come la possibilit di gettare dal basso verso lalto viene offerta
grazie allelevata fluidit degli SCC e ha il vantaggio di eliminare completamente i nidi di ghiaia
per segregazione esterna oltre a favorire lespulsione dellaria dal calcestruzzo e, quindi, a
garantire lottenimento di un faccia-vista di eccellente qualit. Il pompaggio dal basso verso
lalto del calcestruzzo viene effettuato collegando la pompa con una speciale connettore con
valvole a pistone.

CLASSE DI VISCOSIT VF1
Grazie al buon potere di autolivellamento e alle migliori propriet di espulsione dellaria
rispetto alla VF2, per essere impiegata in quelle strutture ove il facciavista rappresenta una
caratteristica predominante per lopera. Inoltre, questa classe di consistenza risulta idonea
anche per la realizzazione di strutture di grande estensione (ad esempio, le platee di fondazione
e i muri di notevole sviluppo lineare) in quanto presenta, per via della pi bassa viscosit
rispetto alla classe VF2, minore tendenza a creare giunti freddi in corrispondenza delle
riprese di getto.



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CLASSE DI VISCOSIT VF2
Consente di realizzare strutture sub-orizzontali quali rampe di accesso ai garage o ai parcheggi
multipiano.

CAPACIT DI ATTRAVERSAMENTO (Passing ability) PL1 o PL2
legata con la dimensione minima dellelemento strutturale e con linterferro. Generalmente, si
richiede una classe di attraversamento PL1 o PL2 in quelle strutture rispettivamente con
dimensioni minime/interferri compresi tra 80 e 100 mm oppure minor.

CLASSE DI VISCOSIT VF2
in relazione con la distanza che deve percorrere il calcestruzzo e con le dimensioni
dellinterferro: distanze inferiori a 5 m e interferri maggiori di 80 mm richiedono limpiego di
calcestruzzi di classe SR1. La classe SR2 invece, risulta necessaria per distanze di scorrimento
superiori a 5 m o per interferri minori di 80 mm.

Bibliografia
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