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Universit Politecnica delle Marche

Facolt di Ingegneria

Corso di riabilitazione
strutturale
Docente: Alessandro Balducci
Ancona, 25 ottobre 2013
Costruzioni esistenti Generalit
VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA E CRITERI PER LA PROGETTAZIONE DEGLI
INTERVENTI NTC 2008 Cap.8

ANALISI STORICO-CRITICA Descrizione e


RILIEVO Conoscenza
CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEI MATERIALI

Procedure per la
valutazione della LIVELLI DI CONOSCENZA E FATTORI DI CONFIDENZA
sicurezza

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA NEI CONFRONTI DEGLI STATI LIMITE


ULTIMI E DI ESERCIZIO IN PRESENZA DI AZIONI SISMICHE
(i metodi di analisi e verifica sono quelli definiti dalle norme)

INTERVENTI DI ADEGUAMENTO: atti a conseguire i livelli di sicurezza


previsti dalle norme
Classificazione INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO: atti ad aumentare la sicurezza strutturale
generale degli esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle norme
interventi
RIPARAZIONI O INTERVENTI LOCALI: atti ad interessare elementi isolati,
e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni
di sicurezza preesistenti.
Costruzioni esistenti Interventi
INTERVENTO DI ADEGUAMENTO
fatto obbligo di procedere alla valutazione della sicurezza e, qualora necessario,
alladeguamento della costruzione, a chiunque intenda:
a) sopraelevare la costruzione;
b) ampliare la costruzione mediante opere strutturalmente connesse alla costruzione;
c) apportare variazioni di classe e/o di destinazione duso che comportino incrementi dei
carichi globali in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo lobbligo di procedere
alla verifica locale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interessano
porzioni limitate della costruzione;
d) effettuare interventi strutturali volti a trasformare la costruzione mediante un insieme
sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente.
In ogni caso, il progetto dovr essere riferito allintera costruzione e dovr riportare le
verifiche dellintera struttura post-intervento.
La valutazione della sicurezza finalizzata a stabilire se la struttura, a seguito
dellintervento, in grado di resistere alle combinazioni delle azioni di progetto contenute
nelle NTC, con il grado di sicurezza richiesto dalle stesse.

Per lintervento di adeguamento sismico su edifici in cemento armato, non in generale


necessario il soddisfacimento delle prescrizioni sui dettagli costruttivi (per esempio armatura
minima, passo delle staffe, dimensioni minime di travi e pilastri, ecc.) valide per le costruzioni
nuove, purch si dimostri che siano garantite comunque le prestazioni in termini di
resistenza, duttilit e deformabilit previste per i vari stati limite.
Costruzioni esistenti Interventi
INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO
Rientrano negli interventi di miglioramento tutti gli interventi che siano comunque finalizzati
ad accrescere la capacit di resistenza delle strutture esistenti alle azioni considerate.
Il progetto e la valutazione della sicurezza dovranno essere estesi a tutte le parti della
struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonch alla struttura
nel suo insieme.
Nel caso di intervento di miglioramento sismico, la valutazione della sicurezza riguarder,
necessariamente, la struttura nel suo insieme, oltre che i possibili meccanismi locali.

RIPARAZIONE O INTERVENTO LOCALE


In generale, gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi della
struttura e interesseranno porzioni limitate della costruzione. Il progetto e la valutazione della
sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti e/o elementi interessati e documentare che,
rispetto alla configurazione precedente al danno, al degrado o alla variante, non siano
prodotte sostanziali modifiche al comportamento delle altre parti e della struttura nel suo
insieme e che gli interventi comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza
preesistenti.

Rientrano ad esempio in questa categoria la sostituzione di coperture e solai di piano, solo a


condizione che ci non comporti una variazione significativa di rigidezza e di distribuzione di
massa nel proprio piano, importante ai fini della ridistribuzione di forze orizzontali, n un
aumento dei carichi verticali statici.
Costruzioni esistenti Interventi
CRITERI E TIPI DINTERVENTO
Per tutte le tipologie di costruzioni esistenti gli interventi di consolidamento vanno applicati,
per quanto possibile, in modo regolare ed uniforme. Lesecuzione di interventi su porzioni
limitate delledificio va opportunamente valutata e giustificata, considerando la variazione
nella distribuzione delle rigidezze e delle resistenze e la conseguente eventuale interazione
con le parti restanti della struttura. Particolare attenzione deve essere posta alla fase
esecutiva degli interventi, in quanto una cattiva esecuzione pu peggiorare il comportamento
globale delle costruzioni.
La scelta del tipo, della tecnica, dellentit e dellurgenza dellintervento dipende dai risultati
della precedente fase di valutazione, dovendo mirare prioritariamente a contrastare lo
sviluppo di meccanismi locali e/o di meccanismi fragili e, quindi, a migliorare il
comportamento globale della costruzione.
In generale dovranno essere valutati e curati gli aspetti seguenti:
- riparazione di eventuali danni presenti;
- riduzione delle carenze dovute ad errori grossolani;
- miglioramento della capacit deformativa ("duttilit") di singoli elementi;
- riduzione delle condizioni che determinano situazioni di forte irregolarit degli edifici, in
termini di massa, resistenza e/o rigidezza, anche legate alla presenza di elementi non
strutturali;
- riduzione delle masse, anche mediante demolizione parziale o variazione di destinazione
duso;
- riduzione dellimpegno degli elementi strutturali originari mediante lintroduzione di sistemi
disolamento o di dissipazione di energia;
- riduzione delleccessiva deformabilit degli orizzontamenti;
- miglioramento dei collegamenti degli elementi non strutturali;
Costruzioni esistenti Interventi
- incremento della resistenza degli elementi verticali resistenti, tenendo eventualmente conto
di una possibile riduzione della duttilit globale per effetto di rinforzi locali;
- realizzazione, ampliamento, eliminazione di giunti sismici o interposizione di materiali atti ad
attenuare gli urti;
- miglioramento del sistema di fondazione, ove necessario.
Interventi su parti non strutturali ed impianti sono necessari quando, in aggiunta a motivi di
funzionalit, la loro risposta sismica pu mettere a rischio la vita degli occupanti o produrre
danni ai beni contenuti nella costruzione.

Per le strutture in muratura, inoltre, dovranno essere valutati e curati gli aspetti seguenti:
- miglioramento dei collegamenti tra solai e pareti o tra copertura e pareti e fra pareti
confluenti in martelli murari ed angolate;
- riduzione ed eliminazione delle spinte non contrastate di coperture, archi e volte;
- rafforzamento delle pareti intorno alle aperture.

Per le strutture in c.a. ed in acciaio si prenderanno in considerazione, valutandone leventuale


necessit e lefficacia, anche le tipologie di intervento di seguito esposte o loro combinazioni:
- rinforzo di tutti o parte degli elementi;
- aggiunta di nuovi elementi resistenti, quali pareti in c.a., controventi in acciaio, etc.;
- eliminazione di eventuali comportamenti a piano debole;
- introduzione di un sistema strutturale aggiuntivo in grado di resistere per intero allazione
sismica di progetto;
- eventuale trasformazione di elementi non strutturali in elementi strutturali, come nel caso di
incamiciatura in c.a. di pareti in laterizio;
Costruzioni esistenti Interventi
Infine, per le strutture in acciaio, potranno essere valutati e curati gli aspetti seguenti:
- miglioramento della stabilit locale e flesso-torsionale degli elementi e globale della struttura;
- incremento della resistenza dei collegamenti;
- miglioramento dei dettagli costruttivi nelle zone dissipative e nei collegamenti trave-colonna;
- introduzione di indebolimenti locali controllati, finalizzati ad un miglioramento del
meccanismo globale di collasso.

PROGETTO DELLINTERVENTO
Per tutte le tipologie costruttive, il progetto dellintervento di adeguamento o miglioramento
sismico deve comprendere:
- verifica della struttura prima dellintervento con identificazione delle carenze e del livello di
azione sismica per la quale viene raggiunto lo SLU (e SLE se richiesto);
- scelta motivata del tipo di intervento;
- scelta delle tecniche e/o dei materiali;
- dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi;
- analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post-intervento;
- verifica della struttura post-intervento con determinazione del livello di azione sismica per la
quale viene raggiunto lo SLU (e SLE se richiesto).

Analogamente si procedera per gli interventi (di rafforzamento) locali, nel qual caso non sara
necessario eseguire l'analisi dellastruttura e le verifiche ante e post-operam potranno limitarsi
al singolo elemento o al meccanismo locale sul quale si interviene.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale
Strategie di adeguamento sismico

Lo scopo quello di avvicinare la capacit della struttura alla domanda sismica e di


ridurre, cos, la vulnerabilit delledificio.
Lincremento della capacit della struttura pu essere perseguito inserendo nuovi
elementi strutturali come controventi in acciaio o pareti di taglio, ovvero rinforzando in
maniera selettiva alcuni elementi strutturali.
La riduzione della domanda sismica pu essere invece ottenuta mediante tecniche di
mitigazione della risposta come lisolamento sismico e la dissipazione di energia.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale
Bollettino FIB-24: TECNICHE DI ADEGUAMENTO SISMICO
Tecniche di intervento locali e globali
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale
Bollettino FIB-24: TECNICHE DI ADEGUAMENTO SISMICO
Tecniche di intervento locali e globali
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale
Bollettino FIB-24: TECNICHE DI ADEGUAMENTO SISMICO
Tecniche di intervento locali e globali
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale
Tecniche di protezione sismica (metodi convenzionali): Tecniche di protezione sismica
(metodi non convenzionali):
Interventi locali

Confinamento con profilati metallici


Incremento di sezione ed armature
Confinamento con FRP Isolamento alla base

Interventi globali

Dissipazione supplementare
Inserimento di pareti dellenergia
Inserimento di controventi
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato - incremento delle sezioni
E stata una tecnica largamente utilizzata per il miglioramento sismico di edifici in cemento
armato. Tale successo legato ad una serie di fattori diversi:
- la familiarit degli ingeneri, dei costruttori e degli operai con il campo di applicazione del
cemento armato;
- ladattabilit anche al caso di elementi seriamente danneggiati a seguito di eventi sismici.
- la versatilit tipica del cemento armato e la sua caratteristica di riuscire ad adottare qualsiasi
forma desiderata, e quindi la capacit di inglobare qualsiasi tipo di elemento e di creare
unadeguata continuit fra i diversi elementi;
- la possibilit di intervenire contemporaneamente su pi parametri. Lincamiciatura consente
di incrementare allo stesso tempo la rigidezza, la resistenza flessionale, la resistenza a taglio,
la capacit deformativa, lancoraggio e la continuit dellarmatura nelle zone critiche. I primi
due effetti sono legati allaumento della sezione trasversale e dellarmatura longitudinale,
mentre gli ultimi tre sono principalmente dovuti allincremento di armatura trasversale, che
agisce direttamente contro il taglio ed aumenta il confinamento;
- un sistema comune ed effettivamente efficace per trasformare un sistema strutturale,
caratterizzato da trave forte e pilastro debole, con scarse prestazioni da un punto di vista
sismico, in uno pi in linea con il principio della gerarchia delle resistenze, che prevede
pilastro forte e trave debole;
-consente di estendere larmatura oltre lelemento ed attraverso i nodi;
SVANTAGGI
- Invasivit ed aumento delle masse: Per ottenere le prestazioni desiderate, generalmente, si
deve far ricorso a sezioni trasversali piuttosto grandi di incamiciatura dei pilastri.
E peggiore di ogni altra tecnica in termini di invasivit (messa a nudo dei pilastri;
disintonacatura) e durata dei lavori.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)

Incamiciatura pilastri con nuove armature


Incremento delle sezioni
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura pilastri in c.a.

Collegamento armatura attraverso il solaio

Generalmente lo spessore della camicia deve essere non minore almeno di 7.5-10 cm, al
fine di creare un adeguato ricoprimento dei ferri longitudinali e delle staffe (copriferro).
La staffatura deve estendersi per tutto lo sviluppo dellincamiciatura; per una efficace
chiusura occorre sovrapporle su pi lati e/o saldarle.
Per migliorare la solidarizzazione con lesistente occorre irruvidire la superficie del vecchio
elemento ed a volte inserire degli ammorsamenti (ancoraggi chimici). Il getto bene
effetturalo con betoncini antiritiro (a ritiro compensato), tixotropici, reoplastici.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura pilastri in c.a.
Raccomandazioni per il dimensionamento e la verifica di elementi incamiciati in
c.a., con armatura longitudinale completamente ancorata alle estremit
- lelemento incamiciato pu essere considerato come monolitico. Per semplicit possibile
considerare la resistenza del calcestruzzo come quella dellelemento nuovo, evitando grandi
differenze fra le due. Il carico assiale pu essere considerato agente sullintera sezione
composta;
- come armatura longitudinale dellelemento composto pu essere considerata solo quella
della nuova camicia;

- il momento resistente e la capacit flessionale vengono considerate in ragione del 90% di


quella dellelemento monolitico;

- la resistenza a taglio considerata in ragione del 90% di quella dellelemento monolitico;

- le deformazioni al limite di snervamento a flessione, espresse in termini di rotazione sono


considerate in ragione del 90% di quella dellelemento monolitico;

- le deformazioni ultime a flessione, generalmente espresse in termini di rotazione ultima,


possono essere considerate uguali a quelle dellelemento monolitico;

- al nodo trave-pilastro la staffatura orizzontale deve essere conformata in maniera tale da


rispettare la verifica a taglio del nodo della soluzione adeguata.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato travi ringrosso sezioni
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri capannone industriale caso di studio

Sezione longitudinale

Sezione trasversale
Vista interna
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri capannone industriale caso di studio

x
y

Effetto dellintervento di ringrosso, mediante incamiciatura in c.a., dei pilastri


Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri capannone industriale caso di studio

Ancoraggio barre sul plinto di fondazione


Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri capannone industriale caso di studio
Part. Incamiciatura pilastri centrali

Sezione corrente Sezione a cavallo della trave


Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri capannone industriale caso di studio
Part. Incamiciatura pilastri a cavallo del giunto

Sezione corrente Sezione a cavallo della trave


c.a.A -solaio
Edifici esistenti inCORPO rinforzo
quota -3.87
strutturale (interventi locali)
pilastri corpo ospedale caso di studio
(primo impalcato)
Incamiciatura in cemento armato

15x80 15x80 15x80 15x80 15x80 15x80


45x40
GI

parete piena s=30

parete piena s=30

20x40
45x20

45x20

45x20

45x20

45x20

20x40
GIUNTO 2-3 cm

20x40

20x40
20x40

20x70 20x70 20x70 20x70 20x70 20x70 20x70 20x70 20x70


45x20

45x20

45x20

45x20

45x20

45x20

45x20
20x50
20x70 20x70 20x70 20x70 20x70 20x70

GIUNTO 2-3 cm
35x20

35x20

35x20

35x20

35x20

35x20

35x20
15x80 15x80 15x80 15x80 15x80 15x80

GIUNTO 2-3 cm
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri corpo ospedale caso di studio

80

75
Fori su solaio per

ancoraggi chimici trave


Fori su solaio per passaggio armature 30-35
orizzontali 2 22 L=220 passaggio armature 30-35

1+1 22 L=100
ripresa ar. travi
20
23
32
10 15 49 15

8 22 L=230

17
8

8
44 saldatura

ancoraggi chimici
forchette 2 12

3+2 22 L=230
forchette 2 12

Staffe 4 8
70
29

42
80
20

44
Staffe 8

50
49

56

49

56 Staffe 8/15"

49

42
Fori su trave staffe saldate

49
30

25

ancoraggi chimici sottotrave


forchette 12
29

49
10

49
saldatura orizzontali 2 22 L=220
Foro su pilastro 26,

17
Foro su pilastro 26, 10 ripresa ar. travi

1+1 22 L=100
orizzontali 2 22 L=220
sigillatura con resine
sigillatura con resine epossidiche bicomponenti

ripresa ar. travi


32

orizzontali 2 22 L=220
epossidiche bicomponenti
orizzontali 2 22 L=220

8
8

ripresa ar. travi

75
ripresa ar. travi
orizzontali 2 22 L=220

49 38
ripresa ar. travi

30

9
12
15

7 22 L=290
8 22 L=300
PILASTRO

48
30
PILASTRO

40
56
40x40

15
30x30

15
15

12
15

passaggio armature 30-35


15

9
Fori su solaio per
40

ancoraggi chimici sopratrave


56

1+1 22 L=100
80

75

75
80

75
ancoraggi chimici trave
Fori su solaio per
orizzontali 2 22 L=220

1+1 22 L=100
passaggio armature 30-35
ripresa ar. travi
20
10 15 28 15
8
8 22 L=230

saldatura

20
50
20

25
ancoraggi chimici

1+1 22 L=230
forchette 2 12
forchette 2 12

34

Staffe 4 8

3 22 L=230
70

80
20

49

55
61
55

55

61 Fori su trave staffe saldate 37


30

25
forchette 12

ancoraggi chimici sottotrave


34

18
orizzontali 2 22 L=220 55 10
saldatura

8
Foro su pilastro 26,

orizzontali 2 22 L=220
ripresa ar. travi

1+1 22 L=100
Foro su pilastro 26, 10 sigillatura con resine
sigillatura con resine

ripresa ar. travi


epossidiche bicomponenti
130

135
orizzontali 2 22 L=220
epossidiche bicomponenti

8
8
orizzontali 2 22 L=220

49
Staffe 8

75
ripresa ar. travi
orizzontali 2 22 L=220

ripresa ar. travi

49
55
ripresa ar. travi

55

Staffe 8/15"
55

8
55

18
15

37
15

8
8
15

15
8 22 L=300

7 22 L=290
43

15
35
54

15

10
12
PILASTRO
PARTICOLARE INCAMICIATURA PILASTRI

55
35
ancoraggi chimici fondazione
35x35
CENTRALI 1 e 2 SEMINTERRATO PILASTRO

2+2 22 L=125
61
45

45x45

ancoraggi chimici fondazione

12

10
3 22 L=175
12
ancoraggi chimici

30
16
Staffe 4 8

49

55

45

61
16

20
8

PARTICOLARE INCAMICIATURA PILASTRI


1 e 2 SEMINTERRATO
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri corpo ospedale caso di studio
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura in cemento armato pilastri corpo ospedale caso di studio
20

Staffe 1 10/15"
ancoraggi chimici
16

70
42
1+1 22

50
10
16
20
10

SEZ. TRASVERSALE

12 12 15 15 15 15 12 12
15 15 15

465

1+1 22 L=220 1+1 22 L=220


1+1 22 L=400

TRAVI PIANO 2 SEMINTERRATO - ALLINEAMENTO CENTRALE


Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura con microcalcestruzzo fibrorinforzato
Consente di minimizzare il pi possibile lo spessore di applicazione del getto grazie
allutilizzo di materiali con eccezionali caratteristiche fisico meccaniche evitando lutilizzo
di armature integrative. Consente di realizzare un rinforzo omogeneo, garantendo un
adeguato effetto di confinamento oltre che un incremento della resistenza flessionale
associato ad un aumento di duttilit della sezione di base.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura con microcalcestruzzo fibrorinforzato
35

25
4

4
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura con microcalcestruzzo fibrorinforzato
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura con microcalcestruzzo fibrorinforzato
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
Incamiciatura con microcalcestruzzo fibrorinforzato
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO

Questa tecnica, adattabile sia ai


pilastri che alle travi,
sicuramente pi costosa
dellincamiciatura in c.a., ma
tuttavia pi veloce ed efficace
nel caso vi sia necessit di
utilizzare subito una struttura
danneggiata da un sisma o si
tema il collasso strutturale.

Camicie in acciaio possono essere


applicate principalmente a pilastri
o pareti per conseguire tutti o
alcuni dei seguenti obiettivi:
- aumento della resistenza a
taglio;
- aumento della capacit
deformativa;
- miglioramento dellefficienza
delle giunzioni per
sovrapposizione; Su pilastri quadrati o rettangolari, si fa tipicamente ricorso a profili
- aumento della capacit portante angolari disposti ai quattro angoli, su cui vengono saldati o un piatto
verticale. fine e continuo in acciaio o elementi orizzontali sempre in acciaio
saldati secondo la schema tipico delle aste calastrellate.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Aumento della resistenza a taglio
Il contributo della camicia alla resistenza a taglio pu essere considerato aggiuntivo alla
resistenza preesistente purch la camicia rimanga interamente in campo elastico. Tale
condizione necessaria affinch essa limiti lampiezza delle fessure e assicuri lintegrit del
conglomerato, consentendo il funzionamento del meccanismo resistente dellelemento
preesistente.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
INCAMICIATURA IN ACCIAIO
Miglioramento della giunzioni per aderenza
Le camicie in acciaio possono fornire unefficace azione di serraggio nelle zone di giunzione
per aderenza. Per ottenere questo risultato occorre che:
- la camicia si prolunghi oltre la zona di sovrapposizione per una lunghezza pari almeno al
50% della lunghezza della zona di sovrapposizione;
- nella zona di sovrapposizione la camicia mantenuta aderente in pressione contro le facce
dellelemento mediante almeno due file di bulloni ad alta resistenza;
- nel caso in cui la sovrapposizione sia alla base del pilastro, le file di bulloni devono venire
disposte una alla sommit della zona di sovrapposizione, laltra ad un terzo dellaltezza di tale
zona misurata a partire dalla base.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA IN ACCIAIO NODI TRAVI-PILASTRO

Sezione A-A

Piastra in acciaio sagomata sul pannello di nodo intermedio, adeguatamente


distanziata dal supporto in c.a. e fissaggio della stessa, con tassellatura meccanica
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA IN ACCIAIO NODI TRAVI-PILASTRO

Sezione B-B
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA IN
ACCIAIO NODI
TRAVI-PILASTRO

Vista in sezione
allaltezza del nodo

Pressopiegati ad L e nastri
pretesi in un nodo dangolo
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA IN ACCIAIO NODI TRAVI-PILASTRO

Vista in sezione in testa al pilastro

Vista in sezione
allaltezza del nodo

Pressopiegati ad L,
piastra e nastri pretesi
in un nodo intermedio
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Luso di idonei materiali compositi (o altri materiali resistenti a trazione) nel rinforzo
sismico di elementi in c.a. finalizzato agli obiettivi seguenti:
- aumento della resistenza a taglio di pilastri e pareti mediante applicazione di fasce con
le fibre disposte secondo la direzione delle staffe;
- aumento della resistenza nelle parti terminali di travi e pilastri mediante applicazione di
fasce con le fibre disposte secondo la direzione delle barre longitudinali ed
opportunamente ancorate;
- aumento della duttilit nelle parti terminali di travi e pilastri mediante fasciatura con fibre
continue disposte lungo il perimetro;miglioramento dellefficienza delle giunzioni per
sovrapposizione, sempre mediante fasciatura con fibre continue disposte lungo il
perimetro;
Ai fini delle verifiche di sicurezza degli elementi rafforzati con FRP si possono adottare le
Istruzioni CNR-DT 200/04.

Il pi importante degli obiettivi


da un punto di vista sismico
lincrementare la duttilit e la
capacit di spostamento.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI

Tutto ci possibile incremento notevole dellazione di


confinamento che aumenta la resistenza e la duttilit del cls.
A differenza della tecnica di incamiciatura in c.a. non apporta nessun incremento significativo
delle sezioni e quindi da questo punto di vista non invasiva; tuttavia presenta una
considerevole invasivit per la fase di esecuzione, dovendo liberare i pilastri e le travi da
rinforzare, (si pensi ai pilastri e travi perimetrali inglobati nelle pareti di tamponatura)
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI

L intervento di adeguamento sismico attraverso FRP deve essere effettuato tenendo


presente che:
- errori grossolani vanno eliminati;
- forti irregolarit degli edifici (in termini di resistenza e/o rigidezza) non possono essere
sanate con tale tecnica;
- una maggiore regolarit in resistenza pu essere ottenuta rinforzando un numero ridotto
di elementi;
- risultano sempre opportuni interventi volti a migliorare la duttilit locale;
-lintroduzione di rinforzi locali non deve ridurre la duttilit globale della struttura.

Deve essere ispirata ai seguenti principi:


- eliminazione di tutti i meccanismi di collasso di tipo fragile (meccanismi di collasso a
taglio travi e pilastri tozzi, nodi travi-pilastro);
- eliminazione di tutti i meccanismi di collasso di piano (piano soffice);
- miglioramento della capacit deformativa globale della struttura, incrementando la
duttilit delle potenziali cerniere plastiche senza variarne la posizione e/o rilocalizzandole
nel rispetto del criterio della gerarchia delle resistenze.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Meccanismi di collasso fragili - Rinforzo a taglio delle travi
sono consentite unicamente le configurazioni ad U o in avvolgimento;

Rinforzo ad U Avvolgimento

La resistenza di progetto a taglio di un


elemento rinforzato si valuta come:
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Meccanismi di collasso fragili Cerchiatura pilastri
Oltre ad incrementare la resistenza a taglio si elimina in pericolo di svergolamento delle
barre longitudinali dovuto ad una scarsa staffatura, ottenuto mediante lapplicazione di una
fasciatura di confinamento in FRP. Lo spessore da attribuire alla fasciatura pu essere
valutato:

- n il numero totale di barre longitudinali in condizioni di potenziale svergolamento;


- fy la tensione di snervamento delle barre longitudinali ottenuta da prove in situ sui
materiali esistenti;
- d la dimensione della sezione parallela al piano di flessione;
- Ef il modulo di elasticit normale della fasciatura in FRP;
- Eds un opportuno modulo ridotto fornito dalla seguente relazione:

Es ed Ei sono, rispettivamente, il modulo di elasticit normale iniziale e quello


tangente in campo plastico delle barre longitudinali
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Meccanismi di collasso fragili NODI
Il calcolo dellincremento di resistenza a trazione
conseguibile nei pannelli dei nodi non confinati va
eseguito tenendo conto del contributo dellFRP
nella direzione delle tensioni principali di trazione e
limitando la massima deformazione di questultimo
al valore del 4. Lintervento risulter efficace
solo se le estremit del rinforzo sono
perfettamente ancorate, attraverso ladozione di
opportuni particolari costruttivi. In caso contrario il
rinforzo non pu essere considerato come
efficace.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
PLACCATURA E FASCIATURA IN MATERIALI COMPOSITI
Meccanismi di collasso fragili NODI

Fasciatura pilastri Pannello nodo Fasciatura U travi

Fasi di rinforzo di un nodo dangolo


Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi locali)
SINTESI INTERVENTI LOCALI SUI PILASTRI
Con lincamiciatura dei pilastri effettuata con fibre di carbonio, si ottiene sostanzialmente un
incremento della duttilit;
Con una cerchiatura in c.a. si ottiene maggiore rigidezza, maggiore resistenza ed aumento
limitato della duttilit

METODI DI ANALISI
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI
Questa tecnica rappresenta uno dei sistemi di adeguamento sismico tradizionalmente pi
utilizzati per le strutture esistenti in cemento armato.
La parete pu essere costruita ovunque, anche allesterno della maglia strutturale, ma si
predilige la realizzazione fra le maglie del telaio esistente.
Qualora si estenda per lintera campata
fra due pilastri consecutivi, allora
conveniente rendere collaboranti questi
ultimi e le corrispettive travi con il nuovo
setto. In un certo senso, la sezione
trasversale definitiva pu allora essere
assimilata ad una sezione composta ad I,
in cui i pilastri fungono da flange di
estremit e la parte in c.a. di nuova
costruzione ne costituisce lanima.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI
Il maggior problema connesso con questa tecnica rappresentato dal notevole momento
ribaltante che la nuova parete esercita sulla fondazione. Infatti, a seguito dellelevata
rigidezza, questa assorbe gran parte dellazione sismica. Si pu aumentare la larghezza in
pianta della fondazione; collegare i nuovi elementi di fondazione a quelli vicini attraverso
robuste cordolature; sottofondare con micropali le nuove strutture. In ogni caso ogni
soluzione risulta molto invasiva e costosa.

collegamento fra i vari elementi esistenti della fondazione sotto una parete in c.a. di
nuova costruzione
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI

Parete sottofondata
Con micropali
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI
Le pareti aggiuntive dovranno essere ben posizionate in pianta in maniera da eliminare eventuali
irregolarit sulla attuale distribuzione delle rigidezze e conferire alla struttura adeguata un comportamento
sismico regolare in entrambe le direzioni. Per edifici che si sviluppano su pi piani occorre garantire la
continuit delle armatura e della sezione a cavallo dei solai esistenti e
garantire un efficace collegamento degli impalcati alle pareti stesse.
Si possono aggiungere oltre ai setti a mensola, anche setti a pareti
accoppiate.

TIPOLOGIA
DESCRIZIONE
COMPONENTI
Danno
Mensola o concentrato alla
RC1
pilastro forte base; crisi per
flessione
Pilastro
RC2 Crisi per taglio
debole

Travi deboli o Crisi per taglio


RC3
accoppiate

Travi di
Non si ha
RC4 collegamento
danneggiamento
forti
Zona di
collegamento Formazione di
RC5
tra tave e fessure
pilastro
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI
Una tecnica innovativa la realizzazione di pareti controventanti realizzate con pannelli
metallici inseriti in un telaio in acciaio; presentano pi bassi costi di realizzazione ed
elevata velocit di installazione. Offrono resistenza solamente per azioni a taglio agenti
nel piano. In particolare, le pareti possono essere suddivise in due categorie principali:
- sistemi capaci di aumentare la resistenza e la rigidezza della struttura principale;
- sistemi capaci di dissipare lenergia introdotta dalle forze orizzontali nella struttura
principale.
I secondi risultano i pi interessanti.

meccanismo di dissipazione dellenergia: (a) taglio puro; (b) sforzi di trazione diagonali
La dissipazione di energia avviene soprattutto per meccanismi di taglio, o mediante azioni di
taglio puro o attraverso lo sviluppo di sforzi di trazione diagonali. Il secondo caso dovuto al
fatto che a seguito del limitato spessore dei pannelli, questi si instabilizzano prematuramente
(in campo elastico) a seguito degli sforzi di compressione che si instaurano lungo una
diagonale. Quindi risulta preferibile un comportamento dissipativo di taglio puro.
Edifici esistenti in c.a. rinforzo strutturale (interventi globali)
TECNICHE DI INTERVENTO GLOBALI - AGGIUNTA DI NUOVE PARETI

Pannelli in alluminio

presenza di aperture: (a) soluzione con elementi rigidi che incorniciano lapertura;
(b) soluzione con due shear wall separati

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