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Il progetto delle sopraelevazioni in zona sismica: il contributo del legno

Francesco Micelli
SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

Mattoni o cemento armato?


«Meglio il legno. Che è un materiale leggero, flessibile, riciclabile,
rinnovabile, sicuro. Si tagliano gli alberi per costruire quelle case
temporanee e se ne piantano tre volte tanti. E quando, dopo anni, si
buttano giù le case, al loro posto si fa nascere un bosco e si ricicla il
legno usato. Si lavora, insomma, sulla natura. Meglio dimenticarsi quel
cemento armato che rende tutto meno elastico e più vulnerabile»

RENZO PIANO
11 aprile 2009
NELL’IMMAGINARIO COMUNE….
EDIFICI TIPO “LOG HOUSE”

- Esempio di casa realizzata con il sistema a blocchi massicci (KONTIO, Loghouses, Finlandia) -
E INVECE….
E INVECE….
E INVECE….
E INVECE….
PROGETTO STRUTTURALE: QUALI REQUISITI I?

Resistenza sotto azioni statiche e dinamiche

Rigidezza

Duttilità (capacità dissipativa)

Durabilità

Resistenza al fuoco
DURABILITA’ DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO
DURABILITA’ DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO
RESISTENZA AL FUOCO

LEGNO INTEGRO

LEGNO MODIFICATO

LEGNO CARBONIZZATO
SICUREZZA IN ZONA SISMICA

ALASKA 1964 – Magnitudo 8.4 L’AQUILA 2009 – Magnitudo 5.8


LE ESSENZE LEGNOSE
E LE PROPRIETÁ
STRUTTURALI
LE ESSENZE LEGNOSE E LE PROPRIETÁ
STRUTTURALI
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO

Il legno NON è un materiale omogeneo, né isotropo.

Il legno è un materiale composito naturale costituito da fibre di cellulosa immerse in


una matrice di lignina

Le fibre hanno un’orientazione preferenziale che conferisce al legno una isotropia


trasversale

Il calcolo delle sezioni in legno deve tenere in conto delle proprietà meccaniche con
riferimento a quelle che interessano lo stato di sollecitazione e lo stato limite di
riferimento
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO

Comportamento a trazione e compressione


molto diversi
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO

LE PROPRIETÁ
STRUTTURALI DEL
LEGNO
LE PROPRIETÁ STRUTTURALI DEL LEGNO
LE PROPRIETÁ
STRUTTURALI DEL
LEGNO
LE PROPRIETÁ DEL LEGNO LAMELLARE
LE PROPRIETÁ DEL LEGNO LAMELLARE

Spesso gli addetti ai lavori continuano ad utilizzare la tradizionale


nomenclatura che fa riferimento alle DIN 1052
COMPORTAMENTO STRUTTURALE
Il legno come materiale e le strutture in legno in generale sono naturalmente
dotate di alcune caratteristiche intrinseche che ne rendono non solo adatto,
ma addirittura consigliabile l’impiego in zona sismica.

Leggerezza e resistenza

Il legno più utilizzato per le strutture è il legno massiccio di conifera con una
massa volumetrica dell’ordine dei 500 kg/m3, pari a circa 1/5 di quella del
calcestruzzo.
D’altro canto, la resistenza del legno in dimensioni strutturali è dello stesso
ordine di grandezza di quella del calcestruzzo e, a differenza di quest’ultimo,
essa è presente anche a trazione.
Ne consegue che il rapporto resistenza/massa volumica è pari a circa 5 volte
quello del calcestruzzo e quindi è analogo a quello dell’acciaio.
COMPORTAMENTO STRUTTURALE
In termini pratici, il razionale dimensionamento di una struttura di legno
(a parità di luci, di carichi portanti e di schemi statici) dà come risultato
sezioni simili a quelle delle corrispondente struttura in c.a. e una massa
totale simile a quella della corrispondente struttura di acciaio.

VANTAGGI IN ZONA SISMICA


Le strutture in legno, se confrontate con le strutture realizzate con altri
materiali da costruzione, risultano più leggere e pertanto risentono
meno dell’azione sismica.
COMPORTAMENTO STRUTTURALE
Leggerezza e resistenza

Capannone industriale realizzato in zona sismica a Palermo con struttura in


C.A./C.A.P. oppure in legno lamellare, avendo adottato la stessa luce libera.

Nel capannone in legno le sollecitazioni sono ca. il 45% di quelle del capannone
in C.A./C.A.P.

Senza contemplare i vantaggi in termini di sistema fondale.


COMPORTAMENTO STRUTTURALE
Deformabilità
Il valore medio del modulo elastico del legno parallelamente alla fibratura si
situa tra gli 8.000 e i 15.000 N/mm2 ed è all’incirca pari a 1/3 di quello del
calcestruzzo ed è inferiore al 10% di quello dell’acciaio.

Fragilità
È sperimentalmente assodato che il comportamento del legno in dimensioni
strutturali è di tipo sostanzialmente “fragile”, ovvero elastico lineare fino a
rottura. Ciò è dovuto alla inevitabile presenza di difetti naturali (nodi, fibratura
deviata), all’interno dei quali si innesca improvvisamente la rottura mentre il
restante volume di legno netto è ancora ben al di sotto del limite elastico.
La tendenza alla rottura di tipo fragile cresce all’aumentare delle dimensioni
della sezione e del volume di materiale sollecitato, poiché aumenta la
probabilità di trovare un difetto determinante nella zona più sollecitata.
COMPORTAMENTO STRUTTURALE
Il legno deve pertanto essere considerato come un materiale “non-dissipativo” e
un elemento strutturale ligneo sotto l’effetto di un carico ciclico mostra un
comportamento spiccatamente fragile.
COMPORTAMENTO STRUTTURALE

I requisiti ottimali di una costruzione antisismica sono garantiti


dall’impiego del legno?

• LEGGEREZZA
• RESISTENZA
• DEFORMABILITÁ
• DUTTILITÁ (CAMPO PLASTICO)
IL PROBLEMA DELLA DUTTILITÁ
Qualora si volesse introdurre un efficiente meccanismo dissipativo nelle
strutture di legno, occorre concentrare l’attenzione sui giunti, cioè sulle
tipologie di unione dei vari elementi strutturali.

ATTENZIONE AI GIUNTI INCOLLATI

A questo riguardo i giunti realizzati con incollaggi strutturali, seppure molto


efficienti dal punto di vista della resistenza statica, non contribuiscono né al
comportamento plastico della struttura né alla dissipazione di energia. La loro
rigidezza viene considerata praticamente infinita, il loro comportamento
elastico-lineare fino a rottura.

Le strutture di legno composte da giunti incollati ed elementi assemblati con


vincoli perfetti, continuano a essere strutture “non-dissipative”.
IL PROBLEMA DELLA DUTTILITÁ
Il comportamento duttile e la capacità di dissipare energia possono essere
raggiunti agevolmente tramite giunti “semi-rigidi” realizzati impiegando mezzi
di unione meccanici (chiodi, spinotti, bulloni) che consentono di ottenere uno
spiccato comportamento plastico da parte del giunto stesso.

DUNQUE PER OTTENERE DUTTILITÁ STRUTTURALE (necessaria sotto


azioni sismiche) POSSO CONCENTRARE LE CAPACITÁ DISSIPATIVE NEI
NODI MA… DEVO RINUNCIARE AD UNA PARTE DELLA RIGIDEZZA DELLA
STRUTTURA (che governa il dimensionamento sotto azioni statiche).
IL PROBLEMA DELLA DUTTILITÁ
Nella modellazione dei giunti semi rigidi la continuità della struttura nelle
connessioni fra i singoli elementi piani è definita dalle costanti elastiche dei
connettori impiegati .
IL PROBLEMA DELLA DUTTILITÁ
Gerarchia delle resistenze
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

I giunti realizzati con connettori meccanici presentano uno spiccato


comportamento dissipativo.
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

Tale comportamento dissipativo è riconducibile principalmente a due


meccanismi che possono esplicarsi contemporaneamente durante la
deformazione del giunto:

-Il rifollamento del legno intorno ai connettori


- la plasticizzazione dei connettori metallici

La combinazione di questi due comportamenti permette anche nelle strutture


di legno, soprattutto nel caso di applicazione di un carico ciclico con rapida
inversione della forza applicata (com’è nel caso di una forza sismica), di
raggiungere quel comportamento duttile e dissipativo che è indispensabile per
la resistenza all’azione sismica.
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

Rifollamento del legno e


plasticizzazione del connettore
per effetto dell’applicazione di
un carico ciclico ad una unione
mediante spinotti in acciaio
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

Plasticizzazione di un connettore
per effetto dell’applicazione di
un carico ciclico ad una unione
meccanica del giunto trave-
pilastro di un portale
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE
I cicli del diagramma carico-spostamento assumono la caratteristica configurazione
isteretica il cui corpo centrale si assottiglia man mano che si procede verso valori
più alti del carico.

L’assottigliamento del ciclo è dovuto al fatto che gli elementi meccanici di


collegamento, deformando il legno per rifollamento, si sono fatti posto nel materiale
e ad ogni incremento del carico continuano a farsene sempre di più.
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE
il caso di un semplice carico ciclico regolare applicato in maniera quasi statica a una
connessione chiodata, fin dalla prima applicazione del carico le fibre di legno attorno
al chiodo vengono compresse e schiacciate, creando così una cavità, nella quale il
chiodo non sarà più vincolato durante la prima parte della successiva inversione del
carico. La conseguente resistenza residua in questo intervallo deriva solamente
dalla resistenza del chiodo, che agisce come una mensola nella lunghezza della
cavità.
DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

Possibili dissipazioni di energia secondo differenti configurazioni dei giunti


DUTTILITÀ E DISSIPAZIONE DI ENERGIA
NELLE UNIONI MECCANICHE

La tecnologia costruttiva degli edifici


giapponesi prevede la realizzazione di tutti i
collegamenti tra i vari elementi strutturali
mediante unioni a contatto, senza l’utilizzo di
alcun elemento di collegamento meccanico
Dalla Cina e dal Giappone, sono arrivate fino ai nostri giorni testimonianze di
eccellente architettura antisismica costituite delle tradizionali pagode, che
possono raggiungere anche i 50 m. di altezza.

Gojiuno-tou (all’interno del Yakushi-ji) a Nara e Heiankaku a Kyoto (Yoshida)


DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
SPETTRO DI RISPOSTA E SMORZAMENTO INTERNO
Lo spettro di risposta di una costruzione dipende fortemente dal coefficiente di
smorzamento interno che quantifica quella parte di energia che la struttura
riesce ad assorbire per effetto dello smorzamento viscoso interno. (Per
costruzioni in C.A. tale smorzamento è valutabile intorno al 5%)
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE

Se l’edificio non rispetta i criteri di regolarità in elevazione, definiti al


punto 4.2.3.3 dell’UNI EN 1998-1:2004, i valori del fattore di struttura q
precedentemente indicati devono essere ridotti del 20%, ma non devono
comunque essere minori di 1,5.

Per strutture con proprietà differenti e indipendenti nelle due direzioni


orizzontali principali, si dovranno utilizzare valori differenti del fattore di
struttura q corrispondente al sistema strutturale agente nella direzione
considerata, per la valutazione dell’azione sismica per ognuna delle due
direzioni principali.
DUTTILITÀ E FATTORE DI STRUTTURA
PER LE STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE

- Definizione dei valori del coefficiente di comportamento q ridotti per il


caso in cui non vengano interamente rispettate le regole di duttilità. -
REGOLE PROGETTUALI – EC5
Le resistenze di progetto

Le verifiche allo SLU

Una volta scelto il “tipo di legno” e quindi il relativo “profilo delle resistenze”, i valori di
progetto si ricavano nel seguente modo:

In generale:

o per le verifiche tensionali


REGOLE PROGETTUALI – EC5
Le verifiche allo SLU

Le resistenze di progetto
REGOLE PROGETTUALI – EC5
Altri coefficienti parziali

Kmod è il coefficiente di modificazione che tiene conto dell’effetto sui paramenti di


resistenza sia della durata del carico sia dell’umidità della struttura, in quanto la resistenza
del legno diminuisce all’aumentare della durata del carico ed anche all’aumentare
dell’umidità del legno; si riportano i valori per il legno massiccio, il legno lamellare e l’LVL:
REGOLE PROGETTUALI – EC5
Classi di servizio
Le classi di servizio indicano le condizioni climatiche di esercizio della struttura, alle quali è
correlata l’umidità media del legno secondo la seguente tabella:
CONFRONTO TRA EC-5 E D.M. 14/01/2008
CONFRONTO TRA EC-5 E D.M. 14/01/2008

Alla luce di quanto osservato sarebbe auspicabile dunque una piena


armonizzazione della norma nazionale con i codici internazionali
VERIFICHE STRUTTURALI

Le verifiche allo SLU per le sezioni – NOTA PRATICA


A differenza degli altri materiali dove le verifiche di resistenza vengono impostate
confrontando la resistenza delle sezioni con la corrispondente caratteristica di
sollecitazione, per le strutture di legno che assume per il materiale un comportamento
elastico lineare fino a rottura e pertanto le verifiche Possono essere espresse anche sono
in termini tensionali, come il vecchio metodo alle tensioni ammissibili.
VERIFICHE STRUTTURALI

L’eventuale coefficiente di riduzione k viene fornito caso per caso ed in generale serve
per considerare, riducendo le resistenze:

 i fenomeni di instabilità delle alte compresse e delle travi flesse

 i fenomeni di concentrazione delle tensioni a causa di intagli o geometria

 altri fenomeni peculiari di alcune tipologie di elementi strutturali (ad es. travi curve,
a doppia rastremazione, centinate) riportati nella loro caso per caso.

Nel calcolo dei coefficienti riduttivi per instabilità si utilizzano i moduli di


elasticità caratteristici.
VERIFICHE STRUTTURALI

Per le sollecitazioni composte si utilizzano apposite formule di


interazione, ad esempio nel caso di tensoflessione la verifica di
resistenza:
VERIFICHE STRUTTURALI ELEMENTI DI UNIONE
Le verifiche allo SLU dei giunti meccanici
Le verifiche di sicurezza dei giunti meccanici (con chiodi, spinotti, bulloni, piastre dentate,
ecc.) vengono effettuate secondo la seguente formula:

Sollecitazioni di progetto resistenza di progetto.

Anche nel caso delle giunzioni meccaniche possono esserci degli ulteriori coefficienti
che riducono la resistenza in funzione del numero di elementi meccanici di
collegamento in fila, ecc.

In molti casi si seguono le regole della progettazione in acciaio (EC-3)


VERIFICHE STRUTTURALI ELEMENTI DI UNIONE
Le verifiche allo SLU dei giunti meccanici

In generale nel calcolo della resistenza rientrano i seguenti parametri:

 la geometria

 il momento di snervamento degli elementi metallici di collegamento

 la resistenza a rifollamento del legno (legata alla massa volumica caratteristica)

 la tensione di taglio del legno

 il probabile meccanismo di rottura


VERIFICHE STRUTTURALI ELEMENTI DI UNIONE
Durabilità dei giunti meccanici
Si richiama l’attenzione sulla protezione dalla corrosione per gli elementi di acciaio delle
connessioni, pertanto bisogna ricorrere alle seguenti protezioni:
VERIFICHE STRUTTURALI ELEMENTI DI UNIONE

NOTA IMPORTANTE – EUROCODICE 5


L’EC5 non contempla mai le unioni ad attrito in quanto il legno, a seguito delle
variazioni termoigrometriche stagionali, si ritira e si rigonfia, pertanto il serraggio del
giunto, ad esempio con bulloni, risulta condizionato e variabile in funzione di tale
fenomeno difficilmente controllabile.
VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO

Le verifiche allo SLE

Le verifiche in esercizio sono sostanzialmente quelle di deformabilità.


Nel calcolo della deformabilità bisogna considerare le deformazioni lente dovute alla
viscosità sia nei materiali che nei giunti.

In generale la deformazione istantanea uinst si calcola utilizzando il modulo di


elasticità medio per il materiale ed il modulo di scorrimento istantaneo per le unioni
meccaniche.

ATTENZIONE! Non può trascurarsi la deformabilità tagliante


VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO
Le verifiche allo SLE - DEFORMABILITÁ
La deformazione finale si ottiene dalla seguente formula:
VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO
Le verifiche allo SLE - DEFORMABILITÁ

Per ogni combinazione di carico bisogna calcolare il contributo della deformazione relativa a
ciascun carico separatamente e poi sommare i contributi, ad esempio nel caso di un solaio
per civile abitazione dove i carichi sono solo i permanenti Gk e gli accidentali Qk si ha:

 effetto dei soli carichi permanenti

 effetto dei soli carichi accidentali

 Deformazione istantanea totale

 Deformazione finale totale


VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO
Le verifiche allo SLE - DEFORMABILITÁ

L’EC5 fornisce dei limiti sia per la deformazione istantanea che finale;
nel casi di trave su due appoggi possono essere assunti i seguenti limiti
di deformabilità in assenza di controfreccia:
VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO
Le verifiche allo SLE - DEFORMABILITÁ

I limiti di deformabilità più restrittivi devono essere utilizzati in presenza di pavimenti e


tramezzi rigidi.
Qualora la struttura sia formata da elementi con differente comportamento viscoso,
come ad esempio aste e giunti, le formule precedenti che fanno riferimento ad un unico
valore di kdef non sono più applicabili, pertanto le deformazioni vanno calcolate sul
modello della struttura dove le caratteristiche elastiche sono opportunamente
fittiziamente ridotte nel seguente modo:
VERIFICHE STRUTTURALI IN ESERCIZIO
Le verifiche allo SLE - DEFORMABILITÁ
Da notare che i valori delle caratteristiche di rigidezza da utilizzare nel calcolo dello SLE
non dipendono dalla durata dei carichi in gioco, questa è una approssimazione che tende a
sovrastimare le deformazioni in quanto si trascura il fatto che la quota parte di carico
accidentale che agisce per breve periodo, e cioè il carico accidentale depurato della quota
di quasi permanente, non produce deformazioni lente.

Kser è il modulo di scorrimento nei giunti legno-legno e vale per le unioni più comuni:

d = altezza sezione
EDIFICI TIPO “PLATFORM FRAME”
ASSORBIMENTO DELLE FORZE SISMICHE
Trasmissione delle forze orizzontali nei sistemi costruttivi lignei a pannelli
intelaiati. Il sistema costruttivo platform-plane è quello che si sta maggiormente
affermando in Italia con spessori maggiori rispetto al continente americano.
Comportamento sismico - PARETI

Solamente le pareti rivestite con i pannelli di rivestimento strutturale a base di


legno (compensato o OSB) collegati con elementi meccanici di collegamento e
continue dalle fondazioni alla copertura possono essere considerati come
resistenti alle azioni orizzontali.

Le pareti divisorie interne, generalmente rivestite con pennellature in


cartongesso, pur non contribuendo alla resistenza alle azioni orizzontali,
svolgono un importante ruolo di elementi dissipativi nei confronti delle azioni
sismiche contribuendo a far sì che per questo sistema costruttivo si prenda come
valore del fattore di struttura il valore più alto contemplato nell’Eurocodice 8 per
le strutture di legno (q=5).
Comportamento sismico - SOLAI

I solai, realizzati generalmente con la stessa tecnica costruttiva delle pareti


(travetti equispaziati posti allo stesso interasse dei montanti delle pareti e
rivestimento sempre in pannelli a base di legno collegati ai travetti mediante
chiodi o viti sempre dello stesso diametro e sempre agli stessi interassi utilizzati
nelle pareti) possono essere considerati infinitamente rigidi nel proprio piano a
patto che vengano soddisfatte le indicazioni presenti nell’Eurocodice 5 e
nell’Eurocodice 8.

Nell’ipotesi di solai infinitamente rigidi occorre considerare la distribuzione


dell’azione sismica secondo le rigidezze effettive delle pareti resistenti e gli
eventuali effetti torsionali aggiuntivi delle azioni sismiche sulle pareti di taglio
dovuti alla non coincidenza fra centro delle masse e centro delle rigidezze.
Comportamento sismico – PARETI e SOLAI

Tutti i componenti delle pareti


resistenti alle azioni orizzontali
e dei solai devono essere
adeguatamente collegati fra
loro in modo che la struttura
agisca come un insieme
unitario.

Deve essere prevista inoltre la


presenza di un cordolo
continuo intorno al solaio al
fine di assorbire le azioni di
trazione che si sviluppano
quando l’orizzontamento,
considerato rigido nel proprio
piano (e questo è il caso dei
solai realizzati con questo
sistema costruttivo), viene
caricato da azioni orizzontali.
Comportamento sismico – PARETI e SOLAI

La necessaria continuità agli angoli può essere assicurata mediante il


collegamento con i pannelli di compensato che rivestono il solaio
disponendo i chiodi con un interasse più ridotto.
Particolari concepiti per
assicurare la continuità
strutturale sotto l’effetto
delle azioni orizzontali
- Esempi di particolari di una casa struttura di legno realizzata con il sistema Platform Frame. -
Comportamento sismico – Platform Frame
È importante ricordare che le connessioni tra i vari elementi strutturali devono essere in
grado di funzionare in entrambe le direzioni essendo l’azione sismica un’azione ciclica.

Quanto ben il progettato e realizzato, il sistema Platform Frame presenta anche un’altra
caratteristica che senz’altro è vantaggiosa nei confronti delle azioni sismiche: la ridondanza
dei percorsi di trasmissione del carico dovuta all’abbondanza di elementi strutturali e
all’enorme numero di elementi di collegamento. Ciò fornisce un ulteriore livello di sicurezza
nei confronti del terremoto, poiché l’eventuale crisi di un percorso di trasmissione del carico
può essere compensato dal funzionamento degli elementi e dei collegamenti adiacenti, a
differenza di edifici realizzati su grossi telai con relativamente pochi giunti ed elementi.
Sul concetto di adeguamento la normativa dovrebbe essere più chiara
ed esaustiva
I NUMERI DEL PROBLEMA…
…TALVOLTA NON SI SANNO MA PARLANO CHIARO

Si riportano alcuni esempi di analisi strutturale lineare (dinamica modale)


per diversi casi pratici, assumendo l’edificio di partenza regolare in pianta.

Tale assunzione non è semplificativa in quanto l’adeguamento di edifici


irregolari talvolta non lascia margine economico per il beneficiario della
sopraelevazione.

Attivazione di modi
vibrazionali di ordine
superiore al 2°:

Verifiche allo SLD???!


I NUMERI DEL PROBLEMA…
…TALVOLTA NON SI SANNO MA PARLANO CHIARO
Si riportano alcuni esempi di analisi strutturale lineare (dinamica modale)
per diversi casi pratici, assumendo l’edificio di partenza regolare in pianta.

Tale assunzione non è semplificativa in quanto l’adeguamento di edifici


irregolari talvolta non lascia margine economico per il beneficiario della
sopraelevazione.

I CASI ANALIZZATI
MATERIALE MATERIALE STRUTTURALE REGOLARITA' FATTORE DI
ID STRUTTURA
STRUTTURE SOPRAELEVAZIONE SOPRAELEVAZIONE STRUTTURA
1 ORIGINARIA CLS SI 3,3
2 ORIGINARIA CLS CLS SI 3,9
3 SOPRAELEVAZIONE CLS LEGNO LAMELLARE GL32H SI basi incastrate 2,5
4 SOPRAELEVAZIONE CLS LEGNO LAMELLARE GL32H SI controventata 2,5

5 SOPRAELEVAZIONE CLS CLS SI 2,5


6 ORIGINARIA MURATURE SI 3,3
7 SOPRAELEVAZIONE MURATURE LEGNO LAMELLARE GL32H SI controventata 2,5
8 SOPRAELEVAZIONE MURATURE LEGNO LAMELLARE GL32H si basi incastrate 2,5
I NUMERI DEL PROBLEMA…
…TALVOLTA NON SI SANNO MA PARLANO CHIARO
il tamponamento delle sopraelevazioni con telaio in CLS è stato
considerato per un blocco leggero con peso lineare di 3,4 kN/m.

Il tamponamento in legno invece è stato considerato come un carico di 1,2


kN/m.
La percentuale di incremento di carico verticale è ottenuta con riferimento
alla condizione originaria del piano terra.

Le ipotesi sulla sopraelevazione in legno sono le seguenti

PIANO COPERTURA PRATICABILE : qk=2.0 kN/m2


CONFRONTI TRA METODOLOGIE DI SOPRAELEVAZIONE SU
EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE

Localizzazione degli edifici: BARI

SLV SLD
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 1 PIANO F.T.

z
y

x
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 1 PIANO F.T.

z
y

x
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 1 PIANO F.T.

z
y

x
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 2 PIANI F.T. (q=3.9)
z
y
STRUTTURA
x

Piano Terra Originario C.A.


Piano Primo Sopraelevazione C.A.
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 2 PIANI F.T. (q=3.9)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONI SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE
NUOVO EDIFICIO IN C.A. 2 PIANI F.T. (q=3.9)
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO – PLATFORM FRAME - SU EDIFICIO
REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

NON E’ RICHIESTO
ADEGUAMENTO SISMICO !
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO – PLATFORM FRAME - SU EDIFICIO
REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO MEDIANTE
STRUTTURA PENDOLARE CONTROVENTATA
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

NON E’ RICHIESTO
ADEGUAMENTO SISMICO !
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO MEDIANTE
STRUTTURA PENDOLARE CONTROVENTATA
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

z
y

BASTEREBBE UN CONTROVENTO
S-235 D= 12 mm (Abbondantemente!)
Nel calcolo adoperato D=20 mm
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO MEDIANTE
STRUTTURA PENDOLARE CONTROVENTATA
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN CALCESTRUZZO ARMATO
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

POCO DISSIPATIVA
SECONDO
NORMATIVA

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN CALCESTRUZZO ARMATO
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

Sicuramente sarà richiesto un rinforzo


dei pilastri per incrementarne rigidezza
e dunque resistenza perché
all’aumentare delle rigidezze aumenta
l’azione sismica
SOPRAELEVAZIONE IN CALCESTRUZZO ARMATO
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN CALCESTRUZZO ARMATO
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA IN C.A. (q=2.5)

z
y

x
EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=3.3)

z
y

x
EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=3.3)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO – MEDIANTE
STRUTTURA PENDOLARE CONTROVENTATA
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO
MEDIANTE STRUTTURA PENDOLARE CONTROVENTATA
SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO
MEDIANTE STRUTTURA PLATFORM FRAME INCASTRATA
- SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=2.5)

z
y

x
SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO
MEDIANTE STRUTTURA PLATFORM FRAME INCASTRATA
- SU EDIFICIO REGOLARE ESISTENTE A STRUTTURA MURARIA (q=2.5)

z
y

x
CONFRONTI – SPETTRI DI RISPOSTA / PERIODI NATURALI
CONFRONTI – TAGLIO ALLA BASE %
CONFRONTI – TAGLIO ALLA BASE
CONFRONTI – SPOSTAMENTO MASSIMO %
CONFRONTI – SPOSTAMENTO MASSIMO
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE

IMPIEGO DI COMPOSITI FRP NEL LEGNO LAMELLARE


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE

IMPIEGO DI COMPOSITI FRP NEL LEGNO LAMELLARE


Armatura interna con barre in composito (Carbon FRP)
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE

IMPIEGO DI COMPOSITI FRP NEL LEGNO LAMELLARE


Armatura interna con barre in composito (Carbon FRP)

Tecnologia di semplice e rapida realizzazione


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE

IMPIEGO DI COMPOSITI FRP NEL LEGNO LAMELLARE


Armatura interna con barre in composito (Carbon FRP)

Rottura legno non rinforzato Rottura legno + CFRP


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE

IMPIEGO DI COMPOSITI FRP NEL LEGNO LAMELLARE


Armatura interna con barre in composito (Carbon FRP)
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto tradizionale che impiega dispositivi di unione metallici
Wood drilled plate

Steel connectors

Steel plates

Glulam timber beam

Wood drilled plate

Glulam timber beam


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

Timber
laths

CFRP rods

Glulam
Glulam timber beam
timber beam

CFRP rods

Timber
laths
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

1 2

3 4
Tecnologia di semplice e rapida realizzazione
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

dimensions in cm

Prove effettuate su tre lunghezze dei giunti


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

Rottura trave monolitica Rottura del giunto


ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

Confronto freccia in mezzeria


35

30

25
Carico [kN]

20

freccia TRAVE2_NR
15
freccia Giunto 1
freccia Giunto 2
10
freccia Giunto 3

0
0 20 40 60 80 100 120
freccia [mm]
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Giunto incollato mediante impiego di connettori in CFRP

Confronto freccia in mezzeria


35

30

25
Carico [kN]

20

freccia TRAVE2_NR
15
freccia Giunto 1
freccia Giunto 2
10
freccia Giunto 3

0
0 20 40 60 80 100 120
freccia [mm]
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Controventi longitudinali in CFRP
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Controventi longitudinali in CFRP
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Test di aderenza
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Test di aderenza
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Test di aderenza
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Controventi longitudinali in CFRP
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Controventi longitudinali in CFRP
ALCUNE APPLICAZIONI INNOVATIVE
Controventatura di falda in CFRP – Controventi longitudinali in CFRP
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

• Ario Ceccotti – Maurizio Follesa – Marco Pio Lauriola “Le strutture di legno
in zona sismica” – CLUT Editore

• J. Moreau de Saint-Martin – J.A. Calgaro “Gli Eurocodici – Progettazione


degli edifici e delle opere di ingegneria civile” – Sistemi Editoriali
Esselibri-Simone

• Alideo De Angelis “Progettazione e Calcolo delle Strutture in Legno


Lamellare”- DEI Tipografia del Genio Civile

• Il Giornale dell’Ingegnere – Speciale del N.5-1 Marzo 2011 “Progettare e


costruire in legno”
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

• Ario Ceccotti – Maurizio Follesa – Marco Pio Lauriola “Le strutture di legno
in zona sismica” – CLUT Editore

• J. Moreau de Saint-Martin – J.A. Calgaro “Gli Eurocodici – Progettazione


degli edifici e delle opere di ingegneria civile” – Sistemi Editoriali
Esselibri-Simone

• Alideo De Angelis “Progettazione e Calcolo delle Strutture in Legno


Lamellare”- DEI Tipografia del Genio Civile

• Il Giornale dell’Ingegnere – Speciale del N.5-1 Marzo 2011 “Progettare e


costruire in legno”
NORMATIVA TECNICA
• Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno
UNI EN 1995-1-1:2009 Parte 1-1: Regole generali - Regole comuni e regole per gli edifici
UNI EN 1995-1-2:2005 Parte 1-2: Regole generali - Progettazione strutturale contro l'incendio
UNI EN 1995-2:2005 Parte 2: Ponti

• D.M. 14 Gennaio 2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”

• Circolare del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n.617 del 2 Febbraio 2009
“Istruzioni per l’Applicazione Nuove Norme Tecniche Costruzioni”

• CNR DT 206/2007 “Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo di


Strutture di Legno”

• DIN 1052 – Germania (prima edizione risalente al 1933)

• D.M. 16 Febbraio 2007 “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed


elementi costruttivi di opere da costruzione”
• Eurocodice 8 – Progettazione delle strutture per la resistenza sismica
LE REGOLE SERVONO A CHI NON SI SA REGOLARE

PROGETTATE E REALIZZATE STRUTTURE BELLE !


Il progetto delle sopraelevazioni in zona sismica: il contributo del legno

francesco.micelli@unisalento.it

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