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La mente creativa- Boden

Inspirational approach: creatività come qualcosa di misterioso, divino, superumano. Questa visione rende
impossibile per la scienza spiegare la creatività.

Romantic approach: la creatività è qualcosa di eccezionale, un intuizione, un insight, qualcosa che non è
possibile analizzare, un talento innato.

La domanda centrale del libro è: come è possibile per le persone pensare nuovi pensieri?

Artificial intelligence: lo studio di come costruire/programmare computer per fare le cose che la mente
umana può fare.

Lovelace ritiene che i computer non possano creare, ma solo fare ciò per cui sono stati programmati.

Computational ideas possono aiutarci a capire come la creatività umana sia possibile. Ciò non significa che
la creatività sia predicibile ma che sia possibile spiegare come lavora un intuizione.

Le idee creative spesso vengono quando una persona sta pensando ad altro o non sta pensando proprio.

Gli insight non hanno natura divina, ma si tratta di processi di pensiero, non esclusivamente consci.
L’inconscio infatti ricopre una parte cruciale nella creazione (Della poesia per Coleridge).

Poincaré distingue 4 fasi della creatività (rinominate da Hadamard):

1- Preparation: tentativi consci di risolvere il problema usando metodi familiari. Esperienza frustrante
perché spesso insufficiente e inproduttiva.
2- Incubation: in questa fase vengono generate le novità, infatti nonostante l’attenzione si sia spostata
ad altro, sotto il livello di coscienza le idee continuano a combinarsi con una libertà che verrebbe
negata dal pensiero razionale.
3- Illumination: l’inconscio diventa conscio, svelando il lavoro inconscio che è avvenuto.
4- Verification: l’insight viene testato/valutato

Secondo Poincaré la fase di preparazione attiva delle idee rilevanti inconsce che non sono state ancora
combinate, alcune di queste vengono selezionate casualmente durante l’insight e poi riviste dal pensiero
conscio.