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Competenze su creatività e su pensiero divergente

Pisa 8 Aprile 2017

Barbara Falcone
Docente di sostegno ITIS Galileo Galilei Arezzo
Responsabile CTS Arezzo
«Se vuoi costruire una nave,
non radunare uomini per raccogliere il legno
e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia
dello spazio che va al di là dell’orizzonte del mare»

Antoine de Saint-Exupérie
Creatività
Si possono dare molte definizioni di creatività
(che non vuol dire inventare o scoprire)
ma

la possiamo definire come un processo caratterizzato da intuizioni,


originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi
O meglio…….

La creatività è l’abilità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie


esperienze e conoscenze, di interpretare in maniera insolita e del tutto
personale i dati della realtà
Cosa dicono……
Gardner Goleman
Secondo Gardner (psicologo e docente statunitense di
origine ebraica)
la creatività si manifesta in un particolare campo e non è una sorta di
fluido che si infiltra in ogni direzione; un individuo può essere
innovativo ed originale in un’area senza esserlo in modo particolare in
nessuna delle altre.

Egli ritiene creativo chi è capace di inventare qualcosa di nuovo che


sarà apprezzato in un particolare campo

Per lui la creatività è osservabile nelle persone in base alla loro ricerca
di soluzione ai problemi
Goleman dice che…..

la creatività scaturisce dall’incontro di alcuni elementi chiave tra cui:


l’expertise (vista come abilità),
la capacità di pensare in modo creativo,
la passione (la motivazione intrinseca),
la costanza (che deriva dalla passione)
La creatività si può sviluppare con l’educazione e in generale

creatività vuol dire

costruire dei percorsi di crescita individuali


Donald Winnicott pediatra e psicoanalista inglese (1896/1971)
ritiene che
«vivere creativamente sia una condizione di sanità….»
«la creatività è una funzione dell’attività sana degli individui…»

Quindi

La creatività appartiene alla condizione stessa del vivere


La creatività non ha a che fare solo con la produzione artistica ma con
la vita stessa :

ognuno può vivere « creativamente» secondo i propri desideri


E’ necessario vedere la creatività come un modo particolare di pensare
che implica originalità e fluidità

Questo modo di pensare rompe con i modelli esistenti e introduce


qualcosa di nuovo
Gli studiosi dell’intelligenza ritengono che la creatività si leghi a una
forma precisa di pensiero:
Il pensiero divergente

per cui
un soggetto che utilizza le informazioni che possiede per produrre
soluzioni originali in modo autonomo
è dotato di uno stile di apprendimento divergente
Secondo J.P.Guilford psicologo statunitense (1897-1997)

Il pensiero divergente è quello più strettamente connesso all’atto


creativo

egli dice che:

il pensiero divergente è «la capacità di produrre una gamma di


possibili soluzioni alternative per risolvere una data questione ….» in
particolare per un problema che non preveda una unica soluzione
Tutti ci aspettiamo che un atto creativo abbia in sé anche originalità
ma in realtà il pensiero divergente avrà un suo ruolo in quanto

« più ampia sarà la gamma che siamo in grado di produrre, maggiore


sarà la possibilità che una di esse dia prova di novità»
Guilford dice che il pensiero divergente è misurato dai seguenti indici:

Fluidità Flessibilità Originalità

Elaborazione Valutazione
La fluidità è un parametro quantitativo

si basa sull’abbondanza di idee prodotte


La flessibilità

è la capacità di cambiare strategie e l’elasticità nel passare da un


compito ad un altro usando un approccio diverso
L’originalità

è l’attitudine a formulare soluzioni uniche e personali che si discostano


da quelle della maggioranza
L’elaborazione

è la capacità di percorrere sino in fondo la linea di pensiero


La valutazione

è la capacità di selezionare, tra le varie idee prodotte, quelle più


pertinenti agli scopi
Il pensiero convergente……..
al contrario di quello divergente

è il ragionamento logico e razionale


funziona in modo tale da spingere le persone a cercare, davanti ad un
problema una sola risposta, cioè quella giusta
Consiste………
➢In un procedimento sequenziale

➢Nell’applicazione meccanica di regole apprese

➢Nell’analisi metodica d’informazioni

Questo tipo di pensiero si adatta a «problemi chiusi» cioè a quelli che


prevedono un’unica soluzione
Non esiste una forma di superiorità di un modello di pensiero rispetto
all’altro e non si può considerare anormale dedicare tanto tempo al
pensiero convergente

Spesso quest’ultimo si adatta meglio ad un problema particolare e


forse si dovrebbe considerare il pensiero divergente come
complementare di quello convergente senza istituire tra i due una sorta
di competizione
Guilford dice che il dare maggiore rilievo al pensiero convergente ha
portato a trascurare l’altra tipologia di pensiero, il divergente, e di
conseguenza non abbiamo fatto abbastanza per l’insegnamento e lo
sviluppo della creatività nelle scuole
nel 1945
Wertheimer
(uno dei maggiori esponenti della Gestalt)

definisce la creatività come «il pensiero produttivo che ha un carattere


esplorativo che apre a nuove soluzioni al di fuori della soluzione data»
La teoria della Gestalt vede il pensiero creativo come un atto di
riorganizzazione dei fenomeni che consiste nel cogliere la «buona
forma» rinnovata secondo leggi combinative nuove e originali

La Gestalt è una corrente psicologica incentrata sui temi


della percezione e dell'esperienza che nacque e si sviluppò agli inizi
del XX secolo in Germania (nel periodo tra gli anni dieci e gli anni
trenta), per proseguire la sua articolazione negli USA, dove i suoi
principali esponenti si erano trasferiti durante il periodo delle
persecuzioni naziste.
Per la valutazione del pensiero creativo
nel 1968 fu ideato il TTCT (Torrance Tests of creative Thinking)

Sono tests che vengono usati per la misurazione del pensiero creativo
in molte scuole americane.
Per fare un esempio: cosa potrebbe essere?

• Un ragno
• Una stella
• Un insieme di piccole tende
catturate in un tornado
PUNTEGGIO:

Per segnare il TTCT è necessario il "Manuale per il punteggio e


interpretazione dei risultati", ottenibile dal Torrance Centro , o
da Scholastic Testing Service .
Il manuale comprende le norme nazionali, punteggi standard, e
percentili nazionali per ogni livello di età.
Amministrazione

Per amministrare i test Torrance si dovrebbe avere esperienza


sull’amministrazione dei test (ad esempio, un insegnante, un
consulente esterno incaricato dalla scuola, l’università, o un’agenzia
accreditata, o qualche laureando per la propria tesi )
Da ricordarsi che
C’è una differenza sostanziale tra test di intelligenza e test di creatività

I test sulla creatività non indagano, come fanno i test d’intelligenza, la


capacità di dare la risposta “giusta”, ma quella, per certi versi opposta,
cioè di fornire molte risposte (Fluidità), non scontate (Originalità),
traendo spunto da elementi diversi (Flessibilità), e fornendo un buon
grado di dettaglio (Elaborazione).
Se pensiamo alle teorie cognitiviste
Secondo le teorie cognitiviste (La psicologia cognitiva nacque intorno al
1967; è una branca della psicologia che ha come obiettivo lo studio dei
processi mentali mediante i quali le informazioni vengono acquisite
dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate)
l’individuo cessa di essere considerato un elemento passivo il cui
comportamento è plasmato dall’ambiente che lo circonda, per divenire
presenza attiva. Non sono più gli eventi esterni ad agire su di lui, ma è
la loro percezione a costituire la principale fonte di influenza del
comportamento. La creatività diventa un modo nuovo di ricevere,
manipolare le associazioni e di combinare i dati per ricercare soluzioni
efficaci. Il filone cognitivista focalizza la creatività in base allo stile
cognitivo dell’uomo
Creatività a scuola

Nel 1966 Liam Hudson (psicologo sociale 1933/2005), dopo studi e


ricerche, afferma che nella prima classe della scuola secondaria di
primo grado coloro con un alto grado di divergenza tendono a
specializzarsi nelle arti mentre quelli con un alto grado di convergenza
si specializzano nelle materie scientifiche
Ciò è dovuto all’incoraggiamento e alle opportunità piuttosto che alle
discipline o agli alunni;
in realtà agli studenti di materie scientifiche, in genere, è raramente
permesso di agire in modo «divergente» rispetto a quelli che studiano
materie artistiche
Nella scuola si dovrebbe incoraggiare al
pensiero divergente qualsiasi sia la
materia da insegnare
Bruner (psicologo statunitense 1915/2016)
Dice che nell’ambito dell’educazione tendiamo a ricompensare le
«risposte giuste» e a penalizzare quelle sbagliate

Questo porta lo studente a non azzardare soluzioni nuove e originali a


un determinato problema perché la possibilità di sbagliare diventa
maggiore
L’insegnante dovrebbe valorizzare e incoraggiare atti creativi che però
devono avere accuratezza e precisione e implicare sempre

la verifica e la valutazione
Ciò vuol dire che la soluzione deve essere esaminata e controllata per
capire se funzionerà

se ciò non accadrà

questa potrà essere sempre scartata lodando però l’alunno dello sforzo
immaginativo compiuto
Strategie didattiche attive
Sono quelle che coinvolgono l’allievo in azioni che consentono la sua
elaborazione attiva e costruttiva dei contenuti di apprendimento e lo
sviluppo del pensiero procedurale

Per sviluppare tali strategie il docente deve essere disposto ad ascoltare


gli allievi, saper usare le pause e il silenzio, avere la capacità di favorire
la comunicazione e sostenere le interazioni sia sul piano affettivo, sia su
quello cognitivo
Esse comprendono:
➢La conversazione guidata
➢La correzione reciproca
➢Il brainstorming
➢Il gioco dei ruoli
➢Lo studio di caso
Conversazione guidata
È «un’indagine nel gruppo» e con il gruppo e richiede all’insegnante un
attento controllo sui propri atteggiamenti e sulle proprie relazioni con
gruppo classe.
Posto un problema o una situazione conoscitiva in un certo ambito
disciplinare, l’insegnante invita gli allievi a esprimere quello che sanno
su un certo argomento, i loro punti di vista, le osservazioni e invita a
«investigare» sulle possibili soluzioni.
L’avvio è sempre caratterizzato da brevi domande-stimolo; può essere
promosso «un giro di idee» che permette agli alunni di intervenire
secondo una modalità vicina al brainstorming al quale segue
un’interazione di gruppo che rende possibile il confronto tra i saperi
degli allievi.
In tutti questi casi l’interazione verbale diventa una modalità formativa
la presenza attiva dell’insegnante è essenziale nell’aiutare gli allievi
In questo modo egli potrà essere in grado di cogliere i tratti emergenti
del modo di apprendere e annotarli: quello intuitivo, quello impulsivo,
quello globale, quello analitico…….
Correzione reciproca
L’insegnante dovrebbe incoraggiare questa modalità tra compagni con
scambi di elaborati, di lavori di coppia o di gruppo
Chiunque riesce a vedere gli errori in un testo altrui piuttosto che nel
proprio

(per esempio una coppia di allievi che assumono


reciprocamente il ruolo di docente)
Brainstorming
È un’attività di gruppo ed è una tecnica speciale per stimolare,
provocare, generare idee. Poiché esse provengono all’individuo
dall’esterno, possono servirgli per stimolare le proprie.
La strategia si esplicita come un insieme di processi di comunicazione
opportunamente stimolati e indirizzati per far scaturire il massimo di
idee nel minor tempo possibile.
E’ un mezzo didattico per migliorare il pensiero creativo e può
contribuire a far emergere comportamenti più tolleranti e produttivi
nonché a sviluppare la pluralità e l’ampiezza del processo mentale
Dal punto di vista operativo:
➢Accettare tutte le idee
➢Sospendere giudizi e valutazioni
➢Insegnare a non sviluppare le idee per esteso

Il verbalizzatore (o conduttore) verbalizza o annota le idee, le collega ad


una più centrale, individua i grappoli di idee, identifica le relazioni……
E’ presente la dimensione cooperativa

La seconda parte del brainstorming potrebbe essere svolta con la


modalità di conversazione guidata
oppure viceversa
Il brainstorming può essere inserito all’interno di una conversazione
guidata

Funziona molto bene nella fase di ingresso del compito


Il gioco dei ruoli (dall'inglese role-playing game)
Si tratta di capovolgere il modo di pensare, per esempio su un
argomento, e assumere le argomentazioni dell’altra persona. E’
necessario che l’altro sia d’accordo, perché deve fare la stessa cosa.
Mettersi nei panni dell’altro e non solo ripetere le sue argomentazioni
ma – e questa è la sfida intellettuale – trovarne delle altre.
Bisogna essere consapevoli che è un allenamento vedere le cose con
gli occhi dell’altro;
è un… rischio, perché potremmo (al termine) autoconvincerci,
cambiare cioè le nostre idee.
Lo studio di caso

Uno studio di caso può essere definito come l'indagine sistematica


intorno ad un esempio di pratica educativa nella quale dettagli ed
episodi particolari vengono collocati nel contesto, le generalizzazioni
vengono ampiamente convalidate dagli esempi, si sostiene la
descrizione chiara e realistica dei fatti con un più approfondito livello di
analisi teorica.
L’insegnamento creativo si fonda sul
brainstorming , sul lavoro di gruppo e
sull’attività creativa individuale