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Molti a partire da Hegel guardano alle meditazioni come manifesto dellinizio della modernit, sono state

composte tra il 1639 e il 1640 in 6 giorni ed ogni giorno corrisponde ad una meditazione: vengono mostrate
lesistenza di Dio e la separazione reale tra anima e corpo.

Prima meditazione:
Vengono esposte le ragioni per cui dubitare di tutte le cose e in particolare di quelle materiali: il dubbio ci
libera da ogni pregiudizio e ci aiuta a distaccarci dai sensi e, grazie ad esso, saremo sicuri delle verit
scoperte. ho accolto come vere molte opinioni false, ho fondato il mio sapere su principi malsicuri e
instabili necessario disfarmi delle mie opinioni false, bisogna essere in grado di distinguere il vero dal
falso (non serve provare che sono tutte false: sarebbe un lavoro immenso) bisogna dubitare di tutto, anche di
quello che mi appare in parte poco evidente. Tutto quello che so lho appreso o dai sensi (esperienza
sensibile diretta) o attraverso i sensi (apprendiamo da altre persone). Il sapere dobbiamo crearlo noi. Vi un
imperativo simile a quello del metodo, non dobbiamo ascoltare i sensi. Tutto quello che percepisco potrebbe
essere solo un sogno, non ho prova che anche quello che mi appare evidente non sia solo unillusione. Le
cose ci appaiono come quadri (devono rappresentare qualcosa di reale): non perdono il loro carattere di
verit ma perdono la realt (verit e realt non sono pi la stessa cosa.). persino in sogno i simplicia non
mutano, formano le nostre immagini delle cose , le cose corporee sono incerte. Le scienze che si occupano di
cose composte sono incerte, la matematica, che tratta di cose semplici e generali senza occuparsi che esistano
o meno, indubitabile. Chi mi assicura che Dio non mi inganni anche sulla realt? Pu ingannarmi anche sui
simplicia e sulle verit matematiche? Non possiamo pi fidarci di nulla. Le opinioni antiche e ordinarie
occupano il mio spirito contro il mio volere, devo ingannare me stesso e convincermi che sono illusorie. la
volont che impone limperativo, tratto pratico che sa porre scopi o doveri. Distinzione della mente in:

Intelletto finito: sempre rivolto ad un oggetto.


Volont infinita: posso volere tutto quello che mi pare, solo attraverso di essa posso esercitare il
dubbio: Hegel usa spesso il verbo Festhaltentener fero, non dimenticarsi che il proposito quello
(compito della volont)

Seconda meditazione:
Suppongo che tutte le cose che vedo siano false, posso reputare vero solo il fatto che non c nulla di certo.
Ipotesi annichilitoria: distruggo ogni sapere tramandato e lo ricostruisco su un nuovo fondamento (cogito),
ma non ho mai negato di esistere, neanche il genio maligno pu ingannarmi sul fatto che esisto mentre mi
inganna. ego sum, ego existo (scoperto che sono quid ora mi interrogo sul quod) necessariamente vero
ogni volta che lo pronuncio o lo concepisco nel mio spirito. Non so ancora cosa sono, vi , dunque, una
differenza tra quid e quod. Prima pensavo di essere un uomo, ma cosa un uomo? Animale ragionevole, ma
cos da una questione regredisco ad uninfinit di altre. Mi considero come avente corpo (ci che occupa
spazio e ha una sua estensione e anima, qualcosa di rado e sottile. Riformulazione della contrapposizione
anima e corpo, in quella pi radicale di mente corpo lanima era lanimazione del corpo ma se ora
presuppongo di non avere un corpo + un concetto inutile. Ripercorri la distinzione aristotelica tra anima
vegetativa, sensitiva intellettuale il pensiero lunico attributo che non pu essere staccato da me , esisto
per tanto tempo quanto penso-> sono una cosa che pensa, spirito intelletto o ragione. Pensare lattivit che
ogni volta che si esercita come garanzia della propria esistenza. (per la mente possibilit equivale a realt.
Questa verit interamente indipendente dal mondo e dallimmaginazione immaginare contemplare la
figura o limmagine di una cosa corporea ma adesso non ho certezze sul mondo. Nel pensiero puro
limmaginazione non ha ruolo limmaginazione e la memoria danno contenuti ma io assentisco solo per
mezzo del pensiero puro e giudico. Lichtenberg: in realt non si scopre un ich denke ma un es denkt. Nel
1900 il tema dibattuto nei termini di cosa sia unautocoscienza o quale sia il valore della prima persona, in
Husserl c qualcosa di simile. Una cosa che pensa una cosa che dubita, concepisce afferma, nega, vuole,
non vuole, immagina e sente le cose che immagino forse non sono vere ma tale facolt fa parte del mio
pensiero. Sento le cose come per mezzo degli organi, forse queste apparenze sono false ma resta il fatto che
mi sembra (videor) di sentirle (ci significa che esisto) preso cos da questo sentire pensare conta
lautocoscienza dellattivit. Lesperimento del pezzo di cera dimostra che percepisco con i sensi e le sue
propriet sensibili ma non p cos che io conosco. un corpo che ora si mostra sotto certe forme ora sotto
altre. Mi concepisco capace di ricevere una infinit di cambiamenti ma con limmaginazione non sono
capace di ripercorrerla. Il concetto non si ottiene con limmaginazione appartiene solo allintelletto che
responsabile della sua identit nel tempo. I sensi mostrano una propriet ma a predicazione spetta solo alla
mente, i sensi non possono attestare lidentit nel tempo. (Hume concluder che lidentit non esiste).
Lazione con cui si concepisce solius mentis inspectio, il linguaggio fuorviante in quanto afferma che la
cera p una visione mentale, in realt uninferenza. Guardo dalla finestra due figure incappucciate e dico che
sono uomini ma potrebbero essere automi (Inferenza della mente) conosco la cera spogliandola di tutti i suoi
attributi, quelle che ho notato per la cera vale per tutte le cose fuori di me. Concepiamo i corpi solo per la
facolt di intendere e non per limmaginazione o i sensi. Non c nulla di pi facile da conoscere del mio
spirito. Il concetto distinto dalla sua esistenza, per il cogito non cos, per formativo nella misura in cui
viene detto da luogo alla sua esistenza.

Terza meditazione:
Tutte le cose che concepiamo molto chiaramente e distintamente sono vere, ma in precedenza ho ammesso
che come chiare e certe cose che poi si sono rivelate dubbie. Concepisco distintamente le idee in me,
asserivo che vi fossero cose fuori di me da cui queste idee venivano e a cui esse erano simili. Dubitavo delle
verit matematiche per lipotesi del suo ingannatoredevo indagare se c Dio e se pu essere ingannevole.
Tra i miei pensieri alcuni sono:

Tamquam imagines rerum=idee (e anche cose che non esistono)


Volont o affezioni
Giudizi

Per parlare di Dio, verit e falsit, invece di partire dai predicati essenziali si parte dalle idee nella nostra
mente. Le idee in s non possono essere false e nemmeno le affezioni (la falsit solo nei giudizi).
Lerrore principale quello di giudicare che le idee siano simili alle cose fuori di me, se le considerassi
solo come modi o maniere del mio pensiero senza volerle riportare ad altro, difficilmente potrei
sbagliare. Le idee si dividono in:

Innatae: nate con me, disposizione naturale e congenita.


Adventitiae: provengono da fuori
Factitiae: create da me stesso.

Le ragioni che mi portano a credere che le idee avventizie siano simili agli oggetti che le causano sono:
1. Mi sembra che ci mi sia insegnato dalla natura non ho ragione di seguire le mie inclinazioni
neanche per il vero e falso perch spesso mi conducono al vizio.
2. Queste idee non dipendono dalla mia volont ma non posso sapere se ho una facolt ancora
sconosciuta che le crea.
Comunque, anche se accordassi che esse siano prodotte da oggetti esterni non necessario che siano
simili ad essi. Infatti, oggetti e idee sono spesso diversiho due idee del sole: una originata dai sensi
(avventizia), una presa dallastronomia (innata o fattizia). Dalla tripartizione delle idee vi un lungo dibatito,
il vero problema diventa quello del riferimento. Trattando del riferimento bisogna distinguere essenza ed
esistenza: abbiamo idee ma non sappiamo ancora dire se ad esse corrispondano oggetti. Considerandole
come immagini le idee hanno diversa realt oggettiva: le idee di sostanza ne hanno di pi delle idee di modi
o accidenti: lidea di Dio ha sostanza infinita. Deve esserci almeno tanta rea nella causa quanta ne
nelleffetto: il pi perfetto non pu discendere dal meno perfetto. Non posso essere io la causa di questa idea
tra le mie idee ci sono quelle di: me stesso (non c dubbio su di essa), Dio, Altri corpi inanimati (ci sono
poche cose distinte e potrebbero venire da ,e, angeli, animali e altri uomini possono venire dalla
composizione dellidea di me stesso e di Dio. Solo lidea di Dio non pu venire da me, dio la sostanza
infinita, eterna, immutabile, indipendente, onniscente, onnipotente e da cui tutte le cose che sono, sono state
create. Dio esiste e ha messo in me lidea. Non posso concepire linfinito come negazione di ci che finito,
vedo chiaramente che anzi concepisco me finito in quanto mancante della perfezione dellinfinito che
concepisco chiaramente. Idea sommamente chiara e distinta,. della natura dellinfinito chela mia natura
limitata non lo possa comprendere. Forse le perfezioni che attribuisco a dio sono in me in potenza, ma la mia
conoscenza non pu mai essere attualmente infinita come concepisco essere dio, se non ci fosse dio da chi
trarrei la mia esistenza? Se fossi io lautore di me stesso mi sarei dato tutte le perfezioni e sarei Dio. Se anche
ammettessi di esistere da sempre avrei comunque bisogno di postulare lesistenza di Dio : il tempo della mia
vita divisibile in infinite parti che non dipendo luna dallaltraserie che in ogni momento uno una causa
mi conservi, se tale potenza risiedesse in me dovrei riconoscerla dipendo da un altro essere, potrebbe non
essere Dio? Nella causa deve esserci pari realt che nelleffettoio sono una cosa che pensa e ho in me
lidea di dio, la causa deve quindi essere una cosa che pensa e avere lidea di tutte le perfezioni divine
possiamo regredire a cercarne lorigine ma alla fine troviamo che Dio. Non posso pensare che tutte queste
perfezioni si trovino separate nelluniverso, lunit una delle principali perfezioni che concepisco di Dio
che creandomi mette in me lidea come la marca delloperaio in pressa sullopera. Credibile che mi abbia
creato a sua immagine e somiglianza, non pu essere ingannatore perch linganno dipende da qualche
difetto.

Quarta meditazione:
Dio non pu ingannarmi in quanto il voler ingannare non sinonimo di potenza ma testimonianza di
cattiveria e malizia. Da Dio ho ricevuto tutto ci che possiedo, non mi stata data la facolt di sbagliare
perci sembra che non voglia ingannarmi. Lesperienza mi mostra che sono soggetto ad uninfinit di errori.
Al mio pensiero si presenta unidea positiva di Dio ma anche una idea negativa del nullaio sono come un
termine medio tra Dio e il nulla. Lerrore non qualcosa di reale dipendente da Dio ma solo un difetto. Non
mi devo stupire se la mia intelligenza non capace di comprendere perch dio fa quel che fa. Quando si
cerca se le opere di Dio siano perfette non vanno prese le creature singolarmente ma tutte insieme. I miei
errori dipendono dal concorso di due cause.: intelletto (con esso non affermo n nego ma concepisco solo le
idee e in esso non si trova errore bench vi siano forse uninfinit di cose di cui non ho idea, non si pu dire
che lintelletto ne sia privato come di cose dovute alla sua natura, non ci sono ragioni per cui Dio avrebbe
dovuto darmi una facolt pi ampia. (in me, lintelletto una facolt molto limitata) e la volont, che
facolt di scegliere o libero arbitrio, ampia e perfetta, non rinchiusa entro alcun limite, mi fa conoscere
che sono a immagine e somiglianza di Dio. Possiamo fare una cosa o meno senza essere costretti da nessuna
forza esteriore. Non significa essere indifferente a una scelta e allaltra, anzi la conoscenza fortifica la
volont, se so qual il buono o il vero non ho problemi a scegliere. Lerrore non nasce a nessuna delle due
facolt in s ma dal fatto che estendo la volont oltre il limite dellintelletto giudicando cose che non conosco
o la cui conoscenza non perfettamente chiara. La conoscenza dellintelletto deve sempre procedere la
determinazione della volont. Lerrore nella mia operazione non nella facolt datami da Dio. Dio avrebbe
potuto darmi la capacit di non sbagliare? Mi ha lasciato comunque la capacit di mantenere ferma la
risoluzione, di non dare il suo giudizio a cose che non siano chiaramente conosciute.

Quinta meditazione:
Bisogna vedere se si pu conoscere qualcosa di certo riguardo alle cose materiali: prima di esaminare le cose
fuori di me devo conoscere le idee in me e vedere quali sono distinte e quali confuse. Immagino
distintamente la quantit continua, estensione in lunghezza, larghezza e profondit (posso dividerla) esistono
in me uninfinit di idee di cose che non possono essere stimate un puro niente (nature vere e immutabili).
Come quando immagino un triangolo-> anche se in natura non esiste non per questo cessa di esistere una
figura eterna ed immutabile che non dipende da me, le propriet del triangolo non le invento io, ma la
definizione stessa di triangolo verit evidente. Questa figura non viene al mio spirito dai sensi, posso
concepire nel mio spirito uninfinit di figure che sicuramente non cadono sotto i sensi ma di cui non posso
dimostrare diverse propriet. Se sono vere sono anche qualcosa, posso trarne una prova dellesistenza di Dio,
conosco chiaramente che unattuale ed eterna esistenza appartiene alla sua natura come conosco che quello
che posso dimostrare di qualche figura o numero che appartiene alla natura di questa figura o numero. Dalla
definizione del triangolo segue una serie di diversit inseparabili. Allo stesso modo lessenza e lesistenza in
Dio non sono separabili come non posso separare le propriet delle definizioni geometriche o lidea di
montagna dallidea di vallata. Tuttavia il mio pensiero non impone necessit alle cose, dal fatto che non
posso concepire una montagna senza una vallata non segue che esse esistano. La necessit stessa
dellesistenza di Dio determina il mio pensiero a concepirlo cos. Non si deve dire che riconosco che Dio
esiste solo perch avevo supposto in precedenza di attribuirgli tutte le perfezioni, tutte le volte che mi capita
di pensa a un essere primo e sovrano necessario che gli attribuisca tutte le perfezioni. Non posso concepire
nientaltro che sua essenza sia inseparabile dallesistenza. Non posso concepire pi dei della stessa potenza
vedo chiaramente che necessario che dio sia eterno. Spesso ho solo il ricordo di aver giudicato che una
cosa vera, se ignorassi che esiste dio potrei nel tempo cambiare idee, non avrei scienza ma solo opinioni
variabili. Dal momento che dio non ingannatore concludo che ci che io concepisco chiaramente e
distintamente non pu non essere vero, non devo pi dubitare della memoria, la scienza dellateo invece ha il
problema che la sua evidenza ha valore puntuale, tale solo nel momento in cui rivolge lattenzione
alloggetto, si trova nella situazione iniziale del dubbio e non pu affidarsi alla memoria.
Sesta meditazione:
Finora nessuna argomentazione ha fatto riferimento al mondo, lunico criterio seguito il rigore assoluto. Si
deve esaminare se vi siano cose materiali: so gi che possono esserci in quanto le consideriamo oggetto delle
dimostrazioni geometriche, di certo Dio ha la potenza di produrre tutto ci che riesco a concepire con
distinzione. La mia facolt di immaginare in grado di convincermi che le cose materiali esistono.
Limmaginazione applicazione della facolt conoscente al corpo che le intimamente presente e che quindi
esiste. Vi una differenza tra immaginazione (intellezione figurata, vedere come presente, rendere visibile
nella mente) e intellezione pura/concezione (concepire=avere concetti) comprensione del significato di una
definizione. Unidea irriducibile a unimmagine perch unimmagine deriva da qualcosa di sensibile (cfr.
regola 12) mentre lidea no. La vita mentale irriducibile allimmaginazione che copia del sensibile ( a
partire da Platone e Aristotele). Posso immaginare un triangolo ma non un chiliagonola nostra vista lo
percepirebbe come un cerchio, non posso percepirlo senza contare. Ma concepisco con la stessa facilit di un
triangolo un chiliagono o un miriagono. Immaginazioneparticolare tensione di spirito, sforzo che nel
concepire non c, limmaginazione non necessaria alla mia essenza, una facolt del corpo a cui
eventualmente il mio spirito legato. Quod mens, dum intelligit, se ad se ipsam convertat [..] dum autem
imaginantur se convertat ad corpus se dico che la mente pu rivolgersi ora alla mente ora al corpo,
sottointendo che essa fatta solo di pensare e prende due forme diverse a seconda di ci a cui si rivolge.
(regola 12, una et eadem vis), si rivolge a s, al concetto, intellezione pura, si rivolge al corpo,
immaginazione, pensare figurato. Tuttavia dalle idee di natura corporea che ho nella mia immaginazione non
traggo la necessit dellesistenza di qualche corpo. Devo ricercare cosa sia sentire: ho sentito di avere un
corpo, che era tra altri corpi e che da essi riceveva comodi e incomodi che suscitavano sentimenti di piacere
o dolore, sentivo appetiti e passioni. Queste idee si presentavano al mio pensiero indipendentemente dalla
sua volont. Erano molto pi vivide di quelle che formavo da solovenivano prodotte da cose fuori di me,
credevo che tutte le idee che avevo fossero passate per i sensi. Credevo che il corpo che chiamavo Uno mi
appartenesse pi propriamente e strettamente di ogni altro. Ma in molti casi ho trovato errando i giudizi
fondati sui sensi esterni ed interni, a queste ragioni di dubbi se ne aggiungono altre due generali: potrebbe
essere tutto un sogno, potrei ingannarmi su tutto. Potrei anche avere una facolt che ancora ignoro che
produce queste idee. Se posso concepire due cose separatamente, lonnipotenza di Dio pu porle
separatamente, ho i me lidea distinta di me come cosa pensante inestesa, separata dal corpo, la mia anima
veramente del tutto distinta dal corpo. Posso concepire me come separato dalle facolt di immaginare e
sentire, ma non esse come esistenti senza una sostanza intelligente. Facolt passiva di sentire ricevere e
conoscere le idee delle cose sensibili, sarebbe inutile se non avessi una facolt attiva di formar e produrre
queste idee. Questa facolt presuppone che le idee mi siano rappresentate indipendentemente dalla mia
volont. Serve una sostanza diversa da me che produca queste idee: o un corpo, o dio (non pu essere lui
perch non ingannatore, e a me non sembra che derivino da altri corpi). Le cose corporee esistono, ma
forse non sono esattamente come le percepiamo, percezione dei sensi oscura e confusa. Indubbiamente tutto
ci che la natura ci insegna contiene qualche verit. Natura considerata in generale, dio stesso o lordine e la
disposizione che dio ha stabilito nelle cose create. Mia natura in particolare=complesso o riunione di tutte le
cose che dio mi ha dato. Questa natura mi insegna esplicitamente che ho un corpo che forma con me un tutto.
Le sensazioni di fame sono maniere confuse di pensare. La natura mi insegna che intorno a me esistono altri
corpi da cui posso ricevere comodi o incomodi, altre cose paiono insegnamenti della natura ma sono
creazioni erronee mieuno spazio in cui nulla muove i miei sensi vuoto, il bianco di un corpo lo stesso
che senso. Le percezioni sensibili non mi insegnano nulla sulle cose senza il vaglio accurato dellintelletto.
La mia natura non conosce interamente e universalmente tutte le cose. Il corpo paragonato ad una
macchina o a un orologio. Il corpo di sua natura sempre divisibile, lo spirito interamente indivisibile. Io mi
concepisco come una cosa sola e intera, le facolt di sentire, vedere, me non sono parti dello spirito perch
tutto intero sente, vuole. Anche questo dimostra che lanima interamente differente dal corpo, nessuna
parte del corpo pu essere mossa da una lontana senza poter essere mossa allo stesso modo da ognuna delle
parti intermedie. Ogni movimento del cervello produce una sensazione ordinariamente adatta alla
conservazione del corpo. Dal momento che luomo composto di anima e corpo, la sua natura fallace e
ingannatrice. Non devo pi temere la falsit nelle cose rappresentate dai sensi; ora posso contare sui sensi,
intelletto e memoria. Devo rigettare i dubbi dei giorni scorsi, in particolare quello riguardante il sonno.
Adesso vedo una grande differenza tra sonno e veglia: sonno= eventi e sogni slegati, veglia= la memoria
congiunge gli eventi.

Obbiezioni: Hobbes.
1-Non vi segno evidente per comprendere e distinguere i nostri sogni dalla veglia, motivo per cui seguiamo
i nostri sensi, quindi abbiamo motivo di dubitare se qualcosa esista o no. Cartesio ha preparato il lettore a
considerare intellettuali le cose e a distinguerle da quelle corporee.
2- (2) Obietta il fatto che Cartesio sembra aver assimilato atto di intellezione e la cosa intelligente. Consegue
logicamente che da Io sono pensante a Io sono un pensiero. La posizione io esisto deriva e dipende da
io penso. Non possiamo concepire alcun atto senza il suo soggetto. La cera, nonostante le caratteristiche
che mutano sempre la stessa cosa: bench qualcuno possa pensare di aver pensato, tuttavia affatto
impossibile pensare che si pensa e sapere che si sa. Avremmo uninterrogazione infinita. Cartesio non fa
riferimento alle sole facolt, bens alle cose dotate di facolt. Il pensiero si prende qualche volta per lazione,
qualche volta per la facolt, intellezione e la cosa che intende non sono la stessa cosa. I logici spiegano che
vi sono sostanze spirituali e corporee, Cartesio, con lesempio della cera, che le caratteristiche elencate non
appartengono alla ragione formale della cera, posso non pensare alle singole caratteristiche della cera,
concependoli comunque. Nessun accidente esiste senza una sostanza di cui sia latto, come il pensiero non
pu esistere senza una cosa che pensi. Ci sono atti corporei: cose che non possono essere concepite senza
unestensione locale. E atti intellettuali: non possono essere senza pensiero o percezione, non hanno alcuna
affinit con gli atti corporei ed il pensiero differisce dallestensione, che ragione comune degli altri. (3)
Sono distinto dal mio pensiero, io stesso che penso, il pensiero differente da me. Cartesio non nega che io
che penso sia distinto dal mio pensiero, si riferisce alle singole maniere di pensare e non della sostanza
stessa, i modi di pensare sono in me e non hanno altra esistenza al di fuori di me. (4) vi differenza tra
immaginare (avere qualche idea) e concepire con lintelletto, ovvero concludere, ragionando che qualcosa
esiste o meno. Cartesio non ha spiegato la differenza. I peripatetici hanno insegnato che si argomenta
mediante ragione, ma ne consgue che nulla concludiamo rispetto alla natura delle cose ma riguardo le loro
denominazioni. Cartesio, nella seconda meditazione, ha invece spiegato la differenza tra immaginazione e
concetto puro dellintelletto quando, nellesempio della cera, ha mostrato cosa immaginiamo in essa e quali
sono le cose che conosciamo per mezzo dellintelletto. Per immaginare necessaria una tensione di spirito
tale che renda presente la figura, la riunione nel ragionamento delle cose significate dai nomi. Tra stranieri
vi sono pensieri differenti a causa delle diverse lingue?.
3-Pensare ad un uomo implica la mia idea o immagine composta della quale posso dubitare se vi sia o meno
somiglianza con luomo, allo stesso modo, parlando degli angeli, le loro raffigurazioni mentali sono
molteplici, la loro idea composta dallidea delle cose visibili. Per Dio, invece, manca una immagine o idea,
non conosciamo la reale figura di DioCartesio ha affermato lesistenza di Dio. Risposta: Hobbes, con il
termine idea vuole indicare le immagini delle cose materiali, motivo per cui spiega non possiamo avere una
vera idea di Dio. Con il termine idea Cartesio fa riferimento a tutto ci che concepito immediatamente
dallo spirito, riprende il concetto, ormai attestato tra studiosi, di Formae mentis. (6) Chi teme o vuole ha
limmagine della cosa che teme o vuole, ma non ben spiegato cosa sia ci che viene abbracciato dal
pensiero di chi teme/vuole. Il timore un pensiero. Un conto vedere e temere un leone, un conto
vederlo solamente. (7) come ho acquistato lidea di Dio, essa non una produzione o finzione del mio
spirito, non posso aggiungere o togliere nulla. Se non vi idea di Dio tutta la ricerca inutile. (8) lidea del
sole nasce dallidea dellastronomia ovvero da nozioni che sono in me, non pu esservi contemporaneamente
una sola idea di sole, sia che esso sia visto attraverso gli occhi sia per mezzo del ragionamento, ma questa
non unidea del sole bens una conseguenza del mio ragionamento. Questo quello che Cartesio definisce
idea del sole. (9) le idee che mi rappresentano le sostanze sono qualcosa di pi. Cartesio definisce idea ci
che la ragione ci fa conoscere, la sostanza qualcosa di pi del modo, partecipa pi dellessere o della cosa.
(10) con il nome di Dio intendiamo una sostanza infinita, concludiamo che Dio esiste. Arriviamo a dire che
Dio sia infinito, quindi nel numero delle cose di cui non concepiamo i limiti, cos viene confutata lidea di
Dio. Ma non vi niente in Dio che sia simile alle cose esteriori, ovvero alle cose corporee. Per dimostrare
lesistenza di Dio si soffermato sulla sua idea in cui contenuta una potenza immensa in modo da
spiegarne la potenza associata a Dio.
4-per errare sembra sia necessaria la facolt dellintelletto, o almeno di unimmaginazione, per Cartesio
lerrore dipende dalla facolt di conoscere e di scegliere o dal libero arbitrio. Risposta: lerrare difetto della
facolt di ragionare ma non per questo ne segue che il difetto sia reale come laccecamento delle pietre che
non hanno la facolt di vedere.
5-se non vi un triangolo in nessun luogo del mondo ne consegue che questo non esiste e lessenza che
distinta dallesistenza non altro che una raccolta di nomi per mezzo del verbo essere. Tutto quello che
abbiamo nella mente effetto dellimmaginazione.
6- Non vedo come si potrebbe scusare Dio di inganno, bisogna confessare che vi siano delle cose corporee
che esistono. Opinione che i medici ingannano i malati per la loro propria salute ed i padri che ingannano i
loro figli per il loro bene non peccano. Dio non ci pu ingannare. Per concludere che le cose corporee
esistono perch noi siamo ingannati, ma solo che non lo siamo quando il nostro errore renderebbe manifesta
in Dio una volont dingannare, la quale non pu essere in lui. (12) Io chiedo se una cosa certa che una
persona sognando di dubitare se sogna o no, non possa sognare che il suo sogno congiunto e legato con le
idee di un lungo seguito cose passate. Risposta: colui che dorme e sogna non pu congiungere e unire
perfettamente e con verit i suoi sogni con le idee delle cose passate, bench possa sognare di unirli.
Obiezioni Gassendy:
Alla prima meditazione: Non era necessario ipotizzare lesistenza del Dio ingannatore per far sorgere il
dubbio: sarebbe bastato diffidare della debolezza umana. impossibile, infatti, avere il potere di persuadersi
completamente che tutto sia un sogno.
Alla seconda meditazione: perch non potremmo essere un vento o uno spirito sottilissimo ma corporeo?
Non possono muoversi le membra senza si muova lanima: non vero che in essa non ci sia nulla che
appartenga al corpo. Potremmo essere un corpo sottilissimo che opera per mezzo dei sensi. Bisogna provare
che la facolt di pensare al di sopra della natura corporea al punto che nessun corpo pu essere reso capace
di pensiero, bisogna anche provare che le anime degli animali non sono corporee visto che pensano, e
provare che il pensiero indipendente dal corpo. Il discorso sul metodo: Cartesio dimostra che le funzioni di
anima vegetativa e sensitiva non dipendo dallanima razionale, se intende che per tutto il tempo
dellesistenza non cessa mai di pensare non si spiega come abbia fatto a pensare nel ventre della madre o n
un sogno letargico. Perch lo spirito non pu essere la parte migliore dellanima? Definizione cartesiana di
immaginazione: conosce la propria natura con un pensiero diverso dallimmaginazione ma se corporeo
perch non pu contemplare s stesso sotto forma di una immagine corporea? Non dice come conosce s
stesso. Sono una cosa che pensa, si gi bisogna dira che cosa significa esserlo. Non esistono pi facolt
intellettive ma una sola, limmaginazione non distinta dallintellezione, ogni nostra conoscenza viene
originariamente dai sensi, non c nulla nellintelletto che non gli sia venuto come per incanto e che dopo
venga elaborato e perfezionato con varie operazioni. Per questo le impressioni sensibili sono pi vivide delle
idee costruite dalla mente sulla base di tracce precedenti. Come faccio a concepire una cosa estranea meglio
di me stesso= come locchio vede le cose ma non se s stesso. Anche gli animali hanno pensiero, nervi,
spirito e cervello con meccanismi analoghi a quelli umani, lo spirito umano pu essere di natura pi nobile
ma non diversa, gli animali hanno un loro tipo di razionalit. Pezzo di cera: ne concepiamo un sostrato per
gli accidenti ma non possiamo sapere cosa sia, insensato dire che si concepisce meglio spogliandolo delle
propriet anche il cane riconosce il padrone nonostante faccia cose diverse. Possiamo sapere cosa la cera
ispezionando i suoi accidente. Ammette di essere solo uno spirito ma parla della cerca che percepisce coi
sensi.
Alla terza meditazione: se le cose che concepiamo con chiarezza e distinzione sono tutte vere perch ci sono
tante opinione diverse tra gli uomini? Gli scettici cono che le cose sembrano quel che appaiono a ciascuno.
Tutte le idee vengono dal di fuori e procedono dalle cose esterne che cadono sotto i nostri sensi. Lo spirito ha
facolt di concepirle e manipolarle in vario mondo, non ci sono differenze tra idee avventizie e fattizie. Non
esistono idee innate, le idee generali si formano dallastrazione. Se la verit conformit del giudizio alla
cosa giudicata una relazione, non distinta dalla cosa stessa e dalla sua idea comparata. Se idea della
cosa avventizia allora anche lidea della verit avventizia. Idea del sole accresciuta dallo spirito sulla
base di ci che percepisco coi sensi. Si pu avere unidea distinta e vera degli accidenti ma al massimo
unidea confusa e contraffatta della sostanza. Lidea della sostanza non ha maggior realt oggettiva di quella
degli accidenti perch tra da esse la sua realt. Lo spirito umano non capace di concepire linfinit, non pu
avere lidea di una cosa infinita. Le perfezioni che attribuiamo a Dio sono quelle umane portate al massimo,
lidea di Dio non ha pi realt oggettiva delle cose finite prese tutte insieme. Un effetto non ha
necessariamente la stessa realt della causa efficiente. Non lo stesso spirito causa della verit delle idee ma
le cose da esse rappresentate. necessario, per avere la conoscenza di una cosa che questa cosa agisca sulla
facolt che conosce inviando in essa la sua specie, la facolt stessa, non essendo fuori di s, non pu formare
la nozione di s stessa. Le idee di Dio e degli angeli vengono dallinsegnamento di altri. Si concepisce
linfinito solo per negazione del finito. C nello spirito una certa forza che gli assicura la perseveranza
nellessere.
Alla quarta meditazione: nulla impedisce che Dio abbia potuto dare alluomo una facolt di giudicare,
soggetta a errore: anche se finite poteva evitare di farli sbagliare. Intelletto e volont sembrano essere di
uguale estensione: la volont non pu portarsi verso nessuna cosa che lintelletto non abbia previsto. Anzi
sembra che lintelletto abbia maggiore estensione, la volont giudica male perch lintelletto concepisce
male certe cose, per correggere i giudizi si devono solo avere conoscenze pi chiare, il vero problema non
sapere che si devono avere conoscenze chiare e distinte ma capire come averle in tal modo.
Alla quinta meditazione: le propriet che si dimostrano appartengono ai triangoli materiali, non derivano dal
triangolo ideale ma le propriet del triangolo idea sono astratte da quello materiale. Cartesio pone lesistenza
tra le perfezioni divine ma dovrebbe essere anche tra quelle di un triangolo. Anzi, lesistenza non una
perfezione, ma una forma o atto senza cui perfezioni non ce ne possono essere. Essenza ed esistenza sono
distinte solo dal pensiero.
Alla sesta meditazione: immaginazione e concezione pura sembrano azioni della stessa facolt differenza
solo di grado. Si pu estendere limmaginazione anche al chiliagono. Gradazione in cui progressivamente si
perde la distinzione e aumenta la confusione: in che punto cessa limmaginazione e resta la concezione? Lo
spirito non pu volgersi a s n considerare unidea senza volgersi a qualcosa di corporeo. Linganno e la
falsit non sono nei sensi ma nel giudizio. Non possiamo dubitare almeno del fatto che tutte le cose ci
appaiono come ci appaiono, la difficolt non sapere se lo spirito sia separabile dal corpo massiccio e
grossolano ma se non sia esso stesso qualche altro corpo. Come fa una specie o idea del corpo (esteso) a
essere ricevuta dallo spirito (inesteso)? Se non ha parti e estensione come fa a rappresentarli? Come fa a non
avere estensione e parti lo spirito che esteso in tutto il corpo? Altrimenti come fa ad essere congiunto al
corpo?
Risposte di Cartesio
Prima meditazione: non pu essere utile esaminare ogni cosa per evitare lerrore.
Seconda meditazione: fare distinzione tra condotta quotidiana, in cui sciocco non affidarsi ai sensi, e
ricerca della verit. Finch unito al corpo lo spirito usa come strumento, ma il corpo non lo rende pi o
meno perfetto. Lerrore consiste nel fatto che non appare tale. Non serve dimostrare che tutte le cose che non
ammettiamo come vere sono false, basta non ammettere come vero ci che non possiamo dimostrare tale.
Non questo il luogo in cui occuparsi dellanima degli animali, perch lo spirito non dovrebbe pensare visto
che una sostanza che pensa? Cartesio non ha astratto il concetto della cera da quello dei suoi accidenti ma
ha un mostrato in che modo la sua sostanza si manifestata dagli accidenti. Non c nessuna cosa di cui si
conoscano tanti attributi quanti del nostro spirito, la sua natura pi nota di quella di ogni altra cosa. Sognare
effetto dellimmaginazione ma accorgersi che sogniamo dellintelletto.
Terza meditazione: le idee fattizie non sono riducibili a quelle avventizie, oltre il materiale conta anche la
composizione e disposizione di essa. La sostanza non pu mutare dagli accidenti la sua realt, anzi, non pu
attribuirsi agli accidenti alcuna realt che non sia tolta dallidea della sostanza. Al contrario di quella che dice
Gassendy, ogni imitazione continue la negazione dellinfinito. Da dove potrebbe venire la facolt di
amplificare le perfezioni se non dal fatto che abbiamo in noi lidea di qualcosa di pi grande, ovvero Dio?
Gassendi restringe il nome di idee alle sole immagini della fantasia mentre Cartesio lo estende a tutto ci che
concepiamo col pensiero. Lidea di infinito per essere vera non necessita di essere compresa. Anche se non
conosciamo tutto quello che in Dio nondimeno tutto quello che conosciamo essere in lui tutto vero. Posso
accrescere le perfezioni umane fino a riconoscere che non convengono alluomo: basta a dimostrare
lesistenza di Dio. Dopo che si concepita una volta lidea di Dio si possono scoprire in lui nuove perfezioni,
non accrescono lidea ma la rendono pi distinta lidea di Dio si forma tutta in una volta.
Quarta meditazione: quando non giudichiamo bene, non per questo vogliamo male, concepiamo male
quando giudichiamo di concepire qualcosa pi quanto in effetti la concepiamo.
Quinta meditazione: le figure geometriche non sono considerate come sostanze ma solo come termine sotto i
quali contenuta la sostanza. Le idee di queste figure non ci sono mai cadute sotto i sensi, sono composte da
linee rette e mai i nostri sensi hanno percepito una linea veramente retta. Quando abbiamo visto per la prima
volta un triangolo geometrico perch non lo rappresentava meglio di quanto nel legno grezzo ci sia un
Mercurio. Lidea del triangolo era gi in noi.
Sesta meditazione: lintellezione di un chiliagono non confusa, si possono dimostrare con chiarezza molte
cose, lo concepiamo chiarissimamente tutto quanto in una volta, ma non lo possiamo immaginare con uguale
chiarezza. Concezione e immaginazione sono maniere completamente diverse:

Intellezione: lo spirito si serve solo di s stesso.


Immaginazione: contempla anche la forma corporea.

Dio, per questo, non immaginabile: non ha attributi corporei. La concezione pura si fa senza specie
corporee. Per limmaginazione c bisogno di una specie che sia un vero corpo a cui lo spirito si applichi ma
non che sia accolta nello spirito. Dal fatto che lo spirito sia unito in tutto il corpo non segue che sia esteso per
tutto il corpo, lo spirito non ha mai parti anche se le concepisce nel corpo. Per Ferrarin: gli esempi di
concezione di Cartesio di solito prevedono una parafrasi in cui viene esplicitato il soggetto (verit
analitiche). Distinzione aristotelica tra:

Comprensione nominale: conosco solo il linguaggio che parla delle essenze.


Comprensione essenziale: conosce le essenze.

Leibniz insister molto sulle verit analitiche. Intellezione equivale pi o meno ad autocoscienza.