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CAPITOLO 3

DIMENSIONAMENTO IDRAULICO DELLE CONDOTTE


I sistemi di condotte di adduzione caratterizzati dalla presenza di una unica fonte di alimentazione
e da vari punti di arrivo sono del tipo ramificato aperto. Esistono, ma sono sempre più rari nelle
nuove realizzazioni, anche adduttori unicursali nei quali è presente un solo punto di presa ed un so-
lo punto di consegna. I sistemi ramificati sono costituiti dall’insieme di più tronchi ognuno dei quali
è caratterizzato dalla lunghezza, dalla portata di esercizio, dal diametro e dal tipo di materiale del-
le tubazioni, dalle pressioni di esercizio, dal costo per unità di sviluppo.
In un sistema ramificato costituito da un solo punto di immissione della portata complessiva addot-
ta, n tronchi ed m estremi di erogazione il numero dei nodi del sistema risulta pari a n-m .

La perdita di carico δi nel generico tronco i-esimo della rete è funzione di:
δi = ƒ (Qi2, Li ,Di ,ki )
Qi portata del tronco i-esimo
Li lunghezza del tronco i-esimo
ki coefficiente di scabrezza della tubazione del tronco i-esimo
Di diametro del tronco i-esimo

PROBLEMI DI VERIFICA :
Sono noti per ogni tronco Qi, Li, Di ed ki che consentono di determinare il correlato valore della
perdita di carico δi.

PROBLEMI DI PROGETTO:
Sono noti per ogni tronco Qi, Li ed ki ; inoltre sono prestabilite le quote piezometriche del punto S
e degli m estremi di erogazione rappresentate dalle quote di sfioro e, pertanto, risultano noti i di-
slivelli piezometrici ∆y tra il punto S e gli estremi del sistema di adduzione. Detti dislivelli sono il
carico motore disponibile per addurre l'acqua da S agli m punti estremi. Restano incogniti i diametri
Di .

Vale la relazione δ i = 10,2936 Qi2 k i −2 Di −5,33 L i [1]

con δi perdite di carico delle singole condotte realizzanti il percorso che porta da S ad un nodo di
erogazione. Le uniche equazioni idrauliche indipendenti che possono essere scritte sono ∆y = Σδi
di numero pari al numero degli estremi m, cui l'insieme dei diametri Di, di numero pari a n, deve

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 67


soddisfare. Pertanto, n sono le incognite (i diametri degli n tronchi), m sono le equazione ed n - m
sono le incognite sovrabbondanti. Le sole equazioni dell'idraulica non sono sufficienti per la deter-
minazione univoca dei diametri del sistema adduttore.

ADDUTTORE RAMIFICATO CON DUE PUNTI DI CONSEGNA

Nella Figura 1 sono riportati il profilo e la planimetria di un sistema ramificato elementare, con u-
nico punto di presa, S, e due distinti punti di consegna, A e B.
La rete risulta costituita da soli tre tronchi, SC, CA,CB e da un unico nodo di diramazione C.

Figura 1. Schema adduttore ramificato con due tronchi

Indicando con δ la perdita di carico caratteristica di tronco, si possono scrivere per il sistema solo
due equazioni idrauliche indipendenti
∆SA = δSC + δCA
[a]
∆SB = δSC + δCB
L'equazione della continuità idraulica nodale, essendo la rete aperta, risulta a priori soddisfatta:
ΣQi = 0
Noti pertanto:
le portate transitanti nei tre tronchi
le lunghezze dei tre tronchi
i materiali delle tubazioni adottate
i dislivelli ∆SA , ∆SB
le due equazioni idrauliche indipendenti non risultano sufficienti per la determinazione univoca dei
diametri dei tre tronchi della rete di adduzione. Un primo metodo di risoluzione, detto euristico 1,
consente la determinazione dei tre diametri fissando, arbitrariamente, il valore dell’incognita so-
vrabbondante.
Questa può essere individuata :
assegnando , per uno dei tre tronchi, un diametro commerciale ;
assumendo, nel nodo di diramazione, un valore arbitrario Y della quota piezometrica, compreso
nell'intervallo tra la quota del serbatoio che alimenta e quello alimentato più alto ;

1
procedimento atto alla ricerca di nuovi risultati

68 Costruzioni Idrauliche
Nell’uno o nell’altro caso si perviene alla determinazione di un valore Y della quota piezometrica nel
nodo C in modo tale che risulti inferiore al valore della quota piezometrica in S e superiore al va-
lore della quota piezometrica sia in A che in B,
Definita la cadente J=Y/L, per ognuno dei tre tronchi, a mezzo della J = 10 , 2936 Q 2 k −2 D −5 , 33 si
perviene alla determinazione dei diametri teorici Di (D1 ⇒ SC, D2 ⇒ CA e D3 ⇒ CB), a ciascuno
dei quali verranno sostituiti, come detto precedentemente, due diametri commerciali DN1 e DN2
immediatamente inferiori e superiori a Di.
1
⎛ 10,2936 k − 2 Q2 L ⎞ −
D1 = ⎜ 1 1 1⎟ 5,33
⎜ δ ⎟
⎝ SC ⎠
1
⎛ 10,2936 k − 2 Q2 L ⎞ −
D2 = ⎜ 2 2 2⎟ 5,33
[b]
⎜ δCA ⎟
⎝ ⎠
1
⎛ 10,2936 k − 2 Q2 L ⎞ −
D3 = ⎜ 3 3 3⎟ 5,33
⎜ δ ⎟
⎝ CB ⎠
ESEMPIO n.5

Determinare, per il sistema riportato in figura, la distribuzione di diametri commerciali che soddisfi-
no la condizione di adduzione a gravità .

Le soluzioni idraulicamente possibili sono tutte quelle ricomprese tra il minimo e massimo valore
della perdita di carico δ SC che soddisfino la condizione di adduzione a gravità.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 69


a.Definizione dei diametri ammissibili per ciascun tronco

Preliminarmente vengono determinati diametri commerciali, idraulicamente compatibili, fissando a


priori le velocità minime e massime ammissibili : 0,5 m/s e 3,5 m/s.
Tabella I

Tronco Portata Vmin Dmax DN max Vmax Dmin DN min


l/s m/s m m/s m
SC 150 0,5 0,618 600 3,5 0,234 250
CA 50 0,5 0,357 350 3,5 0,135 125
CB 100 0,5 0,505 500 3,5 0,191 200

b. Costo delle tubazioni

Poiché il costo dell'intervento dipendente in massima parte dalla fornitura delle tubazioni si rileva-
no, da listini aggiornati, i prezzi a metro lineare dei tubi di acciaio saldati :
2
Tabella II
DN €/m DN €/m DN €/m
125 26,80 300 92,60 500 155,80
150 32,40 350 108,60 600 187,60
200 52,80 400 124,40
250 73,80 450 140,00

c. Determinazione dei diametri

Nelle seguenti tabelle III - IV e V sono riportati i risultati di tre elaborazioni relative a tre esempi,
nei quali, pur variando le considerazioni iniziali, è stata controllata la condizione che sul nodo di di-
ramazione deve sussistere : qS > qC > qA .
Il coefficiente di scabrezza assunto k=70 è riferito alla condizione di tubazione usata .

c.1. Viene fissata la quota piezometrica in C, pari a 915,00 m s.m. .Resta definito sia il va-
lore della perdita di carico δSC=15 m (tra il serbatoio S ed il nodo C) e sia δCA=20 m (dal nodo C
al serbatoio A), sia δCB= 46 m (dal nodo C al nodo B)

2
I prezzi riportati nella Tabella II sono di esempio per lo svolgimento dell'esercizio, pertanto, nella realtà pro-
gettuale dovranno essere acquisiti prima di ogni elaborazione.

70 Costruzioni Idrauliche
Tabella III
3
δ SC= 15,00 m LSC= 5.607,00 m QT= 0,150 m /s Costo unitario Costo Totale
k= 75
DN[500] 0,495 [X] 155,80
J= 0,00268 Di= 0,457
DN[450] 0,444 [Y] 140,00

J[X]= 0,00175 X= 1815,42 m 3,17 m 282.841,89

J[Y]= 0,00312 Y= 3791,58 m 11,83 m 530.821,69

L= 5607,00 m 15,00 m

3
δCA= 20,00 m LCA= 4.168,00 m QA= 0,050 m /s

DN[300] 0,312 [X] 92,60


J= 0,00480 Di= 0,271
DN[250] 0,262 [Y] 73,80

J[X]= 0,00227 X= 1154,08 m 2,62 m 106.867,63

J[Y]= 0,00577 Y= 3013,92 m 17,38 m 222.427,44

L= 4168,00 m 20,00 m
Quota nodo C 915,00
3
δ CB= 46,00 m LCB= 6.590,00 m QB= 0,100 m /s

DN[350] 0,343 [X] 108,60


J= 0,00698 Di= 0,328
DN[300] 0,312 [Y] 92,60

J[X]= 0,00549 X= 3859,42 m 21,18 m 419.133,17

J[Y]= 0,00909 Y= 2730,58 m 24,82 m 252.851,57

L= 6590,00 m 46,00 m
€ 1.814.943,39

c.2. Viene assegnato il diametro DN 250 , unico per la tratta CA. Calcolata la perdita di cari-
co δCA , restano definite sia la quota piezometrica sul Nodo C , la perdita δCB e la perdita δSC . In-
fine si determinano i diametri commerciali e le rispettive lunghezze tali da realizzare le perdite di
carico precedentemente ricavate.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 71


Tabella IV

DN[250] 0,262 73,80

J= 0,00577 δ CA= 24,03 m

L= 4168,00 m 24,03 m 307.598,40


Quota Nodo C 919,03
3
δ SC= 10,97 m LSC= 5.607,00 m QT= 0,150 m /s

DN[500] 0,495 [X] 155,80


J= 0,00196 Di= 0,485
DN[450] 0,444 [Y] 140,00

J[X]= 0,00175 X= 4753,29 m 8,31 m 740.563,31

J[Y]= 0,00312 Y= 853,71 m 2,66 m 119.518,75

L= 5607,00 m 10,97 m

3
δ CB= 50,03 m LCB= 6590,00 m QB= 0,100 m /s

DN[350] 0,343 [X] 108,60


J= 0,00759 Di= 0,323
DN[300] 0,312 [Y] 92,60

J[X]= 0,00549 X= 2740,90 m 15,04 m 297.661,94

J[Y]= 0,00909 Y= 3849,10 m 34,99 m 356.426,49

L= 6590,00 m 50,03 m
€ 1.821.768,88

c.3. Si dimensiona la tratta CB con una condotta ad unico diametro DN 350. In modo analogo a
quanto descritto al precedente punto c.2. si risale alla distribuzione di diametri commerciali ed agli
sviluppi delle condotte che realizzano le perdita di carico conseguenti.

72 Costruzioni Idrauliche
Tabella V
3
LCB= 6590,00 m QB= 0,100 m /s Costo Unitario Costo Totale
DN[350] 0,343 108,60

J= 0,00549 δ CB= 36,16 m

L= 6590,00 m 36,16 m 715.674,00


Quota Nodo C 905,16
3
δ CA= 10,16 m LCA= 4.168,00 m QA= 0,050 m /s

DN[300] 0,312 [X] 92,60


J= 0,00244 Di= 0,308
DN[250] 0,262 [Y] 73,80

J[X]= 0,00227 X= 3971,46 m 9,03 m 367.757,50

J[Y]= 0,00577 Y= 196,54 m 1,13 m 14.504,41

L= 4168,00 m 10,16 m

3
δ SC= 24,84 m LSC= 5607,00 m QT= 0,150 m /s

DN[450] 0,444 [X] 140,00


J= 0,00443 Di= 0,416
DN[400] 0,394 [Y] 124,40

J[X]= 0,00312 X= 2960,90 m 9,24 m 414.526,00

J[Y]= 0,00590 Y= 2646,10 m 15,60 m 329.174,84

L= 5607,00 m 24,84 m
€ 1.841.636,75

Dalla comparazione dei costi delle tre soluzioni proposte, tutte idraulicamente soddisfatte, si evince
che la soluzione di minore costo tra quelle esaminate è la prima ma non lo è in assoluto .

SOLUZIONE DI MINIMO COSTO

In presenza di sistemi ramificati, l’applicazione a tutti i nodi del criterio indicato nel paragrafo pre-
cedente, ben difficilmente, anche in presenza di progettisti esperti, può portare a soluzioni che ri-
vestono carattere di economicità massima.
Il dimensionamento idraulico di una rete ad incognite sovrabbondanti può essere conseguito consi-
derando, unitamente alle equazioni di carattere idraulico ∆y = Σδi , equazioni di carattere economi-
co, idonee al conseguimento della soluzione di minimo costo.
Va comunque tenuto presente che nel caso di sistemi ramificati limitatamente complessi le soluzio-
ne alle quali si perviene adottando i criteri di massima economia comportano risparmi che rara-
mente superano il 5%÷10% rispetto a soluzioni conseguite con metodi meramente euristici. Con
riferimento alla Figura 2 si fissi l’attenzione sul nodo di diramazione C inteso come punto di ingres-
so e di uscita non più di portate ma di flussi economici dipendenti dai costi di costruzione Ci di cia-
scun tronco . L’ulteriore equazione da associare alle due equazioni idrauliche indipendenti
∆ SA = δ SC + δ CA
[a]
∆ SB = δ SC + δ CB
deriverà da un bilanciamento dei costi minimi C’, entrante ed uscenti dai nodi di diramazione, in
modo tale che sia soddisfatta la relazione

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 73


C'SC = C'CA + C'CB [b]

Figura 2. Bilanciamento dei costi minimi

Nel costo unitario di ciascun tronco concorrono vari elementi quali la fornitura delle tubazioni, gli
scavi per la realizzazione del la posa, il montaggio e la posa in opera delle condotte, il costo di ope-
re complementari (ancoraggi, attraversamenti, pozzetti, ecc.) Alcuni di questi elementi sono indi-
pendenti dalle dimensioni della tubazione altri, invece, dipendono in modo proporzionale al peso,
funzione dello spessore e del diametro della condotta . Pertanto la funzione costo totale C della rete
è esprimibile dalla somma dei costi di ciascun tronco Ci realizzato con una condotta di diametro DNi
C = ΣCi (DNi ) [c]

Ricordato che per un’assegnata portata Q ad un diametro DNi corrisponde, a parità di coefficiente
di scabrezza k e lunghezza della condotta Li, un unico valore della perdita di carico δi

δi = Ji ⋅ Li = 10,2936 ⋅ Q2 ⋅ DNi−5,33 ⋅ k −2 ⋅ Li [d]

il legame univoco espresso dalla [d] porta a riscrivere la [c] come :

C = ΣCi (DNi ) = ΣCi (δi ) [e]

con sostituzione della variabile DNi (diametro della generica condotta i-esima) con la variabile δi
(corrispondente perdita di carico ). Il costo assumerà il minimo valore in corrispondenza
dell’annullamento della derivata prima della funzione ψ:

ψ = C SC (δ SC ) + C CA (δ CA ) + C CB (δ CB ) + λ A ( δ SC + δ CA − ∆ SA ) + λ B ( δ SC + δ CB − ∆ SB ) [f]

osservato che λ A e λ B , coefficienti indeterminati di Lagrange, moltiplicano quantità nulle


derivando la funzione ψ costo rispetto alle 3 variabili δi ed eguagliando a zero si ottiene un sistema
di equazioni delle derivate prime della funzione costo ψ:

∂ψ
= C 'SC ( δ SC ) + λ A + λ B = 0
∂δ SC
∂ψ
= C 'IA ( δ CA ) + λ A = 0 [g]
∂δ CA
∂ψ
= C 'CB ( δ CB ) + λ B = 0
∂δ CB

Eliminando le variabili λ si ottiene in definitiva: C 'SC ( δ SC ) = C 'CA ( δ CA ) + C 'CB ( δ CB ) [h]

La [h], formalmente identica alla [b], mostra il legame univoco tra costi e perdite di carico.
Per la determinazione della funzione Ci (δi) dovranno essere svolte, tronco per tronco, analisi di
costo relative ad un gruppo di diametri distribuiti nel presumibile campo di utilizzazione .
Un criterio da seguire è quello di definire, per un’assegnata portata Qi, i valori minimi e massimi di
velocità; restano pertanto definiti gli estremi delle probabili tubazioni commerciali da utilizzare.

74 Costruzioni Idrauliche
A queste corrisponderanno, oltre il costo per metro, perdite di carico δi per assegnati valori delle
scabrezza ki e lunghezza Li di ogni tronco.
A titolo di esempio nella seguente Tabella I per la portata di 250 l/s, ammessa una velocità in
condotta compresa tra 1÷3,5 m/s, sono riportati, rispettivamente, i diametri commerciali DN , i
diametri interni, le sezioni bagnate, i valori delle velocità, le perdite di carico di un tronco unitario
di condotta( in uso corrente - scabrezza k=90) ed infine il costo per metro

Tabella I

DN Di ω V Perdite δι Costo
2
mm m m/s m €
300 312 0,0764 3,3 0,158 92,60
350 343 0,0924 2,7 0,095 108,60
400 394 0,1219 2,1 0,046 124,40
450 444 0,1548 1,6 0,024 140,00
500 495 0,1923 1,3 0,013 155,80
600 597 0,2798 0,9 0,005 187,60

Riportando in un sistema di assi coordinati costi – perdite i valori determinati e riassunti nella
precedente Tabella I, risultano interpolabili con un’equazione del tipo :

C i = ri δ i2 + si δ i +t i
[i]

2
Classe DN300- DN600 Ci = 5072,8δ - 1331,7δ + 179,4
2
R = 0,9146
200
Costo tubazioni [€]

150

100
Ci

50
0,00 0,05 0,10 0,15 0,20
δ Perdite di carico [m H2O]

Figura 3. Andamento della funzione Ci (δi) costo – perdite

La derivata prima della [i], che ne esprime il minimo, risulta:


C i' = 2ri δ i + si = 2 ⋅ 5072,8 δ − 1331,7 [l]

questa sostituita nella precedente [i] fornisce una nuova forma della equazione economica:

2rSC δSC +sSC = 2rCA δCA +sCA + 2r CB δ CB + s CB [m]

Pertanto associando alle due equazioni idrauliche [a] l’equazione economica [m] si realizza un si-
stema di tre equazioni nelle tre incognite δi .
∆ SA = δ SC + δ CA
[n]
∆ SB = δ SC + δ CB
2rSC δSC +sSC = 2rCA δCA +sCA + 2r CB δ CB + s CB
Non resta che ricercare il modo per esplicitare la funzione 2ri δi+ si .

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 75


CASO DELLE CONDOTTE METALLICHE

In presenza di condotte metalliche (acciaio e ghisa) la dipendenza del peso per unità di sviluppo del
tronco i-esimo wi [kg/m] con il diametro Di viene espresso con la relazione interpolare :

νi
wi = ai Di [o]

con ai e νi, parametri facilmente determinabili una volta note le caratteristiche di peso delle tuba-
zioni, desumibili dai bollettini commerciali dei produttori. (Figura 4)

Figura 4. Dimensioni e peso per unità di lunghezza di tubi di acciaio

Riportati i valori del peso wi (kg/m) in funzione dei correlati diametri commerciali D(m), ricono-
sciuta per l’espressione [p] la funzione interpolatrice di potenza, per la determinazione dei coeffi-
cienti ai e νi, è possibile o seguire il procedimento analitico o grafico riconducendo la [p] su un

76 Costruzioni Idrauliche
piano bilogaritmico. Per ogni retta interpolatrice di una serie di valori è possibile definire una rela-
zione del tipo:
log wi = log ai + νi log Di
il valore del coefficiente a verrà letto in corrispondenza del prolungamento della retta interpola-
trice sulla verticale per DN=1 m.
Il coefficiente ν, pari alla pendenza della retta, è ricavabile o graficamente dalla figura o scri-
vendo per gli estremi di questa
log w 1 = log a + ν log D 1
log w 2 = log a + ν log D 2

⎛ w1 ⎞ ⎛D ⎞
ed eseguendone la differenza: log ⎜⎜ ⎟ = ν log ⎜ 1 ⎟
⎟ ⎜D ⎟
⎝ w2 ⎠ ⎝ 2 ⎠

Fissato il costo per unità di peso del materiale Γi [€/kg] , il costo per unità di lunghezza del tronco
i-esimo risulta :
νi
C i = Γ i w i = Γi a i D [p]
i

Il costo del tronco i-esimo lungo Li risulta: C i = Γi L i = Γ i w i L i = Γ i a i D i ν i L i [q]

La perdita di carico δi è data da: δi = J ⋅ L = β Di−µ Qi2 Li [r]

1
⎛ β Q2 L ⎞ µ
dalla quale si esplicita il diametro Di ⇒ Di = ⎜ i i⎟
⎜ δ ⎟
⎝ i ⎠
con β = 10,2936 k-2
k , coefficiente di scabrezza di Strickler
µ =5,33
δi=Ji Li

Pertanto il costo della tubazione del tronco i-esimo risulta


νi νi
⎛ βQ 2 L ⎞ 5 , 33 ⎛ βQ2 ⎞ 5 , 33
⎜ i i ⎟ ⎜ i ⎟
C i = Γi a i L i ⎜ ⎟ = Γ a
i i ⎜ ⎟ [s]
⎜ δi ⎟ ⎜ J i ⎟
⎝ ⎠ ⎝ ⎠

La derivata della funzione costo rispetto alla perdita di carico δ risulta


νi
⎛ β Q2 ⎞ 5 , 33
∂C i ∂C i νi ⎜ i i ⎟ 1
= =− Γi a i ⎜ ⎟
∂δ i ∂J i 5 , 33 ⎜ Ji ⎟ J i
⎝ ⎠
ricavato J dall’espressione [r] e sostituendo nella precedente
νi
⎛ βi Qi2 ⎞ 5,33
∂Ci νi ⎜ ⎟ 1
= − Γi ai ⎜ ⎟
∂δi 5,33 ⎜ βi Q2 D − 5,33 ⎟ βi Qi Di− 5,33
2
⎝ i i ⎠

Γi ν i ai ν + 5,33
con le dovute sostituzioni e vista la [l]: C i' = − Di i = 2ri δ i + si [t]
5,33 β Qi2

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 77


Operativamente, fissata una serie di diametri Di possibili per il tronco i-esimo, con la relazione [t]
Γi ν i ai ν + 5,33
C i' = − D i si calcolano i corrispondenti valori della funzione derivata C i' e con la
2 i
5,33 β Qi
relazione [r] δi = J ⋅ L = β Di−µ Qi2 Li si calcolano le correlate perdite di carico δi.

Associando valori, in tal modo determinati, vengono interpolati con legge lineare pervenendo alla
definizione della costante si e del coefficiente angolare 2ri caratteristici di ciascun tronco. A questo
punto è risolvibile il sistema [n] nelle tre incognite Di
Per la soluzione completa del problema dovranno determinarsi le distribuzioni dei diametri com-
merciali tali da soddisfare, per ogni tronco, le relazioni : L=L1+L2 ∆Y= δ1+ δ2

ESEMPIO n.6

Determinare, per il sistema riprodotto in figura, la distribuzione di diametri commerciali che soddi-
sfino la condizione di minimo costo .

Per la serie dei diametri precedentemente individuati (Esempio 4) e con l’ausilio della Tabella ripro-
dotta nella Figura 4 è possibile determinare graficamente i coefficienti ai e νi della funzione :
ν
w i = ai D i .
i
Riportati su un cartogramma bilogaritmico, Figura A, i valori del peso wi (kg/m) in funzione dei
correlati diametri commerciali D(m) si evidenziano tre rette interpolatrici per classi di diametri va-
riabili tra DN 125 ÷ 250 DN 300 ÷ 600 DN 700 ÷ 900 .

Per ogni retta interpolatrice è possibile definire una relazione del tipo: log w i = log a i + ν i log D i
il valore del coefficiente a verrà letto in corrispondenza del prolungamento della retta interpola-
trice sulla verticale per DN=1 m.

Il coefficiente ν pari alla pendenza della retta è ricavabile o graficamente dalla figura o scriven-
do per gli estremi di questa

78 Costruzioni Idrauliche
log w 1 = log a + ν log D 1 ⎛ w1 ⎞ ⎛D ⎞
ed eseguendone la differenza log ⎜⎜ ⎟ = ν log ⎜ 1 ⎟
log w 2 = log a + ν log D 2 ⎟ ⎜D ⎟
⎝ w2 ⎠ ⎝ 2 ⎠

1000

Log W

500

400

300

200
196

141
123

93,8
100

77,9
70
62,2
54,3
50
46,3
40
36,9

30
26,4

20

16,2

13,4

10

0,1 0,2 0,3 0,4 0,5 Log DN 1,0

Figura A. wƒ(DN) . Peso w [kg] per unità di lunghezza delle condotte di acciaio
in funzione del diametro nominale DN [m]

Nella Figura B sono riportati, per classi di diametri nominali DN, i valori dei suddetti parametri ,
determinati analiticamente.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 79


1000 1000

500 500

1,4991
y = 292,53x 1,0168
y = 157,71x
R2 = 0,9941 2
R =1
100 100

10 10
0,1 1,0 0,1 1,0

DN ai νi
125-250 292,53 1,4991
300-600 157,71 1,0168
700-900 228,66 1,8355

1000

500

1 ,8 3 5 5
y = 228,66x
R 2 = 0,9285
100

10
0,1 1,0 Figura B. Determinazione grafica ed analitica
dei coefficienti a e ν

80 Costruzioni Idrauliche
Determinazione delle leggi Ci'=2ri δi + si
Ricordato che
¾ le perdite di carico δi sono espresse dalla : δi = β Di−µ Qi2 Li

¾ la condizione di minimo costo è rappresentato dalla espressione


Γi νi ai ν + 5,33
Ci' = − Di i = 2ri δi + si
5,33 β Qi2

per ciascun tronco:

1. noti i valori di Qi, ki


2. assunta una successione di diametri compatibili DNi (almeno tre)
3. rilevati graficamente (Figura B) o analiticamente (Tabella I) i corrispondenti valori di ai e νi
'
4. si determinano coppie di valori correlati δi ÷ C i (nel caso di condotte omogenee Γi [€/kg] ri-
sulta costante al pari di β = 10,2936 k-2) .
5. La costante si ed il coefficiente 2ri possono essere determinati analiticamente utilizzando un
qualsiasi programma di regressione lineare (nel caso in oggetto è stato utilizzato Excel x
Windows).

-2
Tronco S-C β= 10,2936*K = 0,00183
Portata Q=150 l/s Lunghezza L= 5607 m
Γ= 2,00 €/kg
DN Di ai υ i δi Ci s SC 2*rSC
[600] 0,597 157,71 1,0168 3,61 -55.324,54
[500] 0,495 157,71 1,0168 9,80 -16.845,51 -60.712,60 3.285,65
[450] 0,444 157,71 1,0168 17,49 -8.448,39

Output della regressione:


Costante -60.712,60 sSC
Errore standard della stima di 17133,269
R al quadrato 0,84 R= 0,91
Coefficiente/i X 3.285,65 2rSC

'
6. Oppure seguendo un procedimento grafico; riportati in un diagramma X (δi ) Y ( C i ), i valori
determinati si interpolano i punti con una retta di equazione del tipo X= A + BY ovvero
Ci'=2ri δi+si essendo A = si il valore dell'intercetta sull'asse delle Ci' [Y] e B=2ri valore della pen-
denza della retta ottenuto dal rapporto ∆Ci/∆δi .
C’SC= 2rSC δSC +sSC
δi Ci'
3 ,6 1 -5 5 .3 2 5 0 5 10 15 δi 20
9 ,8 -1 6 .8 4 6 C 0'
1 7 ,4 9 -8 .4 4 8
-10.000 C i= +3 2 8 6 δ i - 6 0 7 2 3

-20.000

-30.000

-40.000

-50.000

-60.000

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 81


C’CA=2rCA δ CA+sCA

Tronco C-A β= 10,2936*K-2= 0,00183


Portata Q= 50 l/s Lunghezza L= 4168 m
Γ= 2,00 €/kg
DN Di ai υi δi Ci sCA 2*rCA
[350] 0,343 157,71 1,0168 5,72 -14.777,85
[300] 0,312 157,71 1,0168 9,47 -8.100,41 -15.602,25 512,39
[250] 0,262 292,53 1,4991 24,03 -3.832,08

δi Ci'
5,72 -14778 δi
9,47 -8100 0 5 10 15 20 25 30
24,03 -3832
-1000
-3000 Ci = 512δi -15602
-5000
C' -7000
-9000
-11000
-13000
-15000

C’CB=-sCB+2rCB δ CB

-2
Tronco C-B b= 10,2936*K = 0,00183
Portata Q 100 l/s Lunghezza L= 6950 m
Γ= 2,00 €/kg
DN Di ai υi δi Ci sCB 2*rCB
[500] 0,495 157,71 1,0168 5,40 -37902,40
[400] 0,394 157,71 1,0168 18,22 -8905,16 -36.944,58 977,07
[350] 0,343 157,71 1,0168 38,13 -3694,46

δi Ci'
5,4 -37902 δi
18,22 -8905 0 10 20 30 40 50
38,13 -3694 0
-5000
-10000
-15000
C -20000
'
-25000
-30000
Ci = +977,39δ i -36952
-35000
-40000

Quindi, noti tutti gli elementi, è possibile risolvere il sistema costituito dalle due equazioni idrauli-
che e dall’equazione di minimo costo:
δSC + δCA = ∆SA
δSC + δCB = ∆SB

2rSC δSC +sSC = 2rCA δCA +sCA + 2r CB δ CB + s CB

82 Costruzioni Idrauliche
δSC + δCA = 35
δSC + δCB = 61
3.286 ⋅ δSC − 60.713 = 512 ⋅ δCA - 15.602 + 977 ⋅ δCB − 36.945

δ SC + δ CA = 35
δ SC + δ CB = 61
3.286 ⋅ δ SC - 512 ⋅ δ CA - 977 ⋅ δ CB = 8.166

Operando per sostituzione si ottengono i valori finali delle perdite di carico per ciascun tronco

δSC = 17,94 m
δCA = 17,06 m
δCB = 43,06 m
Infine si determinano i diametri commerciali ed i loro relativi sviluppi.
Tabella VIII

3
δ SC = 17,94 m LSc = 5607,00 m QSC =0,150 (m /s) C osto Tubo €/m C osto tratta
DN[450] 0,444 [X]
J=0,00320 Di= 0,442
DN[400] 0,394 [Y]

J[X] 0,00312 X= 5445,33 m 16,99 m 140,00 762.345,67

J[Y]= 0,00590 Y= 161,67 m 0,95 m 124,40 20.112,22


L= 5607,00 m 17,94 m
Quota nodo C 912,06
3
δ C A = 17,06 m LC A = 4168,00 m QC A =0,050 (m /s)

DN[300] 0,312 [X]


J= 0,00409 Di= 0,279
DN[250] 0,262 [Y]

J[X] 0,00227 X= 1995,79 m 4,54 m 92,60 184.810,11

J[Y]= 0,00577 Y= 2172,21 m 12,52 m 73,80 160.309,13


L= 4168,00 m 17,06 m
3
δ CB= 43,06 m LC B = 6590,00 m QC B =0,100 (m /s)

DN[350] 0,343 [X]


J= 0,00653 Di= 0,332
DN[300] 0,312 [Y]

J[X] 0,00549 X= 4675,20 m 25,65 m 108,60 507.726,61

J[Y]= 0,00909 Y= 1914,80 m 17,41 m 92,60 177.310,58


L= 6590,00 m 43,06 m
€ 1.812.614,32

In sintesi:

Soluzione A €. 1.814.943,39
Soluzione B €. 1.821.129,88
Soluzione C €. 1.841.636,75
Soluzione Max.Economia €. 1.812.614,32

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 83


C. ADDUTTORE RAMIFICATO CON PIU' PUNTI DI CONSEGNA

Anche nel caso di reti complesse, costituite da un numero elevato di tronchi, l’estensione a tutti i
nodi del criterio indicato al punto precedente si perviene alla soluzione della determinazione dei
diametri Di considerando, unitamente alle equazioni a carattere idraulico, equazioni economiche i-
donee alla individuazione della soluzione ottima. Nella Figura 5 è riportato lo schema di un addutto-
re con un unico punto di presa S e tre distinti punti di consegna : A, B e C.

Figura 5. Adduttore con più diramazioni

La rete è caratterizzata da due nodi di diramazione (I e II) , tre tronchi (SA, SB ed SC) e cinque
tratte (S I, I II, I A, II B e II C). Risultano noti: la differenze di carico tra i serbatoi estremi, le por-
tata, le lunghezze e le scabrezze delle condotte , restano da determinare i diametri ed i carichi pie-
zometrici corrispondenti ai nodi I e II. Per ciascun percorso che collega S ai serbatoi è possibile
scrivere l’equazioni delle perdite di carico δi come differenza tra i carichi estremi (quote note dei
serbatoi) :
∆ SA = δ S I + δ I A
∆ SB = δ S I + δ I − II + δ II B [a]
∆ SC = δ S I + δ I− II + δ IIC
Le tre precedenti equazioni idrauliche non sono sufficienti per la determinazione univoca dei diame-
tri dei cinque tratti costituenti la rete di adduzione .
Per conseguire la determinazione del sistema è possibile seguire
¾ Metodi euristici fissando i valori delle incognite sovrabbondanti (le quote piezometriche sui nodi
di diramazione o i diametri o le velocità in un numero di tratti pari al numero delle incognite
3
sovrabbondanti)
¾ Soluzioni di tipo economico che conducano ad un bilanciamento dei costi minimi C’ entranti ed
uscenti dai nodi di diramazione

3
Al crescere del numero dei nodi le soluzioni conseguenti tendono a discostarsi sempre più dalla soluzione di
minimo costo.

84 Costruzioni Idrauliche
C'SI = C'IA + C'I − II
[b]
C'I − II = C'IIB + C'IIC
Per quanto detto nel precedente paragrafo le [b] sono riconducibili ad equazioni del tipo

2rSI δSI +sSI= 2rIA δIA+sIA +2r I-II δ I-II +s I-II [C]
2r I-II δ I-II +s I-II =-2r II B δ II B +s II B +2r II C δII C +s II C

queste associate alle [a] consentono di risolvere il sistema .

D. PERDITE DI CARICO SINGOLARI O LOCALIZZATE

L'introduzione lungo una condotta di pezzi speciali, dispositivi di controllo e misura, apparecchiatu-
re di regolazione ecc. producono delle perturbazioni locali della corrente con diminuzione o aumen-
to della velocità (correlata all'aumento o diminuzione di pressione ).
V2
L'espressione generale delle perdite di carico dovute a punti singolari si scrive: ∆H = k con V
2g
velocità media e k un coefficiente gabellato, funzione del tipo di discontinuità inserito nella condotta
(Figura 6).

Figura 6. Alcuni tipi di dispositivi con i relativi valori del coefficiente k

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 85


ESEMPIO N.6

Due serbatoi sono collegati da una condotta di acciaio, costituita da due tronchi DN 100 e DN 200
lunghi rispettivamente 110 m e 35 m.
Causa l’intersezione con un grosso collettore fognario la condotta subisce un approfondimento rea-
lizzato con quattro gomiti con deviazione angolare di 45° ; il passaggio dal DN 100 al DN 200 è
realizzato con un divergente con angolo di apertura ϑ=20°.
Determinare la quota del serbatoio di monte tenuto conto che il livello del serbatoio di valle è
mantenuto a quota fissa +10 m sul fondo e la portata transitante è pari a 24 l/s.

Oltre le perdite di carico δ ripartita lungo la condotta, sono presenti apparecchiature e valvolismi
V2
causa di perdite concentrate ∆Hi per le quali è valida l’espressione ∆H = k con i seguenti valori
2g
di k:
1. Valvola di fondo (Sugheruola) k=1,5
2. Saracinesca k=0,25
3. 4.6.7. Gomito a 45° k=0,35
5. Giunzione a T di uguale DN k=0,50
8. Divergente per ϑ=20° k=0,40
9. Valvola unidirezionale k=0,30
10. Sbocco nel serbatoio k=1,00

Perdite di carico distribuite : k = 80

tronco 2-8 δ 2−8 = 10 , 2936 ⋅ 0 , 024 2 ⋅ 0 , 107 −5 , 33 ⋅ 80 −2 ⋅ 110 = 15 , 16 m


tronco 8-9 δ 8−9 = 10 , 2936 ⋅ 0 , 024 2 ⋅ 0 , 209 −5 , 33 ⋅ 80 −2 ⋅ 35 = 0 , 14 m

Perdite di carico concentrate :

Determinazione delle velocità nei tronchi 2-8 e 8-9

Q 0 , 024 Q 0 , 024
V 2 −8 = = = 2 , 67 m / s V 8 −9 = = = 0 , 70 m / s
ω π 0 , 107 2 ω π 0 , 209 2
4 4

86 Costruzioni Idrauliche
1. Cipolla di presa (Sugheruola) k=1,5
2
V2 2 , 67
∆H 1 = k 1 = 1,5 ⋅ = 0 , 55m
2g 19 , 62

2. Saracinesca k=0,25
2
V2 2 , 67
∆H 2 = k 2 = 0 , 25 ⋅ = 0 , 09 m
2g 19 , 62

3. 4.6.7. Gomito a 45° k=0,35


2
V2 2 , 67
∆H 3 = k 3 = 0 , 35 ⋅ = 0 , 13m
2g 19 , 62

5. Giunzione a T di uguale DN k=0,50


2
V2 2 , 67
∆H 5 = k 5 = 0 , 50 ⋅ = 0 , 18m
2g 19 , 62

8. Divergente per ϑ=20° k=0,40

( V1 − V 2 ) 2 ( 2 , 67 − 0 , 7 ) 2
∆H 8 = k 8 = 0 , 40 ⋅ = 0 ,08 m
2g 19 , 62

9. Valvola unidirezionale k=0,30

V2 0,72
∆H 9 = k 9 = 0 , 30 ⋅ = 0 , 007 m
2g 19 , 62

10. Sbocco nel serbatoio k=1,00

V2 0,7 2
∆H 10 = k 10 = 1⋅ = 0 , 025 m
2g 19 , 62

Σ∆H i = 0 , 55 + 0 , 09 + 4 * 0 , 13 + 0 , 18 + 0 , 08 + 0 , 007 + 0 , 025 = 1 , 45 m

∆H = δ 2−8 + δ 8−10 + Σ∆Hi = 15,16 + 0,14 + 1,45 = 16,75 m

Pertanto la quota del serbatoio di monte dovrà essere +16,75 m rispetto la quota di superficie libe-
ra del serbatoio di valle.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 87


CAPITOLO 4
ACQUEDOTTO CON SOLLEVAMENTO MECCANICO

Anticamente le macchine destinate al sollevamento dell’acqua erano classificate come macchine di


trasporto; la prima macchina di trasporto fu l’uomo il quale riesce a sollevare, per altezze non su-
periori ad un metro, circa 6 m3/ora. In seguito, sostituito l’uomo con animali lavoro, le macchine
hanno assunto dimensioni maggiori con conseguente aumento delle portate sollevate.

4.1. MACCHINE IDRAULICHE

Dispositivi per sollevare le acque assumono particolare rilievo nel quattrocento su ispirazione di
modelli classici (Archimede 287 a.c. - Vitruvio 500 d.c.). Furono realizzate macchine necessarie per
creare artificialmente “salti d’acqua” indispensabili per alimentare le ruote idrauliche (Figura 1).

Figura 1 . Le ruote:
a. a cassetti
b. a secchielli
c. timpani
d. a schiaffo

88 Costruzioni Idrauliche
η qk n
La portata di queste macchine può essere espressa dalla espressione Q= [l/s]
60
avendo indicato con :
η = rendimento volumetrico , rapporto tra la portata versata e la capacità teorica q di un singolo
elemento, pari al 65-70 %
q = capacità teorica [l]
k = numero degli elementi
n = numero di giri di ruota in un minuto
Generalmente il massimo dislivello superabile è di circa 4-5 m

L’evoluzione della ruota a tazze, descritta da Vitruvio nel de Achitectura è stata la noria (Figura 2)
: i recipienti sono fissati ad una catena sostenuta da due pulegge di cui la superiore è la motrice.
Nel caso in cui gli assi delle pulegge sono contenuti nello stesso piano verticale si ha la noria verti-
cale. La formula che fornisce il valore della portata è identica al caso precedente, salvo il valore
del rendimento volumetrico che è sensibilmente maggiore η = 75-85 %. Dal punto di vista costrut-
tivo la limitazione alle dimensioni delle norie è dipendente dallo sviluppo della catena , pertanto
possono arrivare fino a circa 12 metri . Oggi le norie sono ancora usate soprattutto nelle draghe
scavatrici o nel trasporto di materiali sciolti all'interno di porti, officine, silos , ecc.

Figura 2 . Norie

Infine le pompe a catena (Figura 3) rappresentano un'evoluzio-


ne delle norie dove, al posto dei recipienti, sono inseriti dei dischi
che scorrono “a tenuta” all'interno di un cilindro verticale pescante
sul fondo del canale. L'acqua viene trascinata dal basso verso l'al-
to all'interno dello spazio compreso tra due dischi e la parete del
condotto ed infine versato nel recipiente superiore.

ηπd2
La portata è espressa da Q = v [m3/s]
4
con
η = rendimento pari al 60-70%
d = diametro del disco [m]
v = velocità di traslazione dei dischi [m/s] .
Questo tipo di pompa trova applicazione per l'estrazione di liquidi
molto torbidi o viscosi e possono spingersi fino a profondità di
circa 120-150 m.
Figura 3. Pompa a catena

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 89


La Coclea o vite d'Archimede (Figura 4) rappresenta un tipo di macchina essenzialmente costi-
tuita da un cilindro rotante ad asse inclinato nel cui interno, solidale ad esso, è un'elica cilindrica
coassiale detta verme. Secondo la descrizione di Vitruvio l'asse della coclea aveva un'inclinazio-
ne di circa 37° mentre quella del verme di 45° rispetto all'asse di rotazione .

Figura 4. Coclea e vite di Archiemede

qzn
La portata può essere espressa dalla formula: Q= [l/s]
60
con
q volume di liquido compreso all'interno dell'involucro tra due filetti in litri
z numero di filetti
n numero di giri al minuto
Anche questa macchina viene attualmente utilizzata per l'estrazione e trasporto di liquidi molto
torbidi quali acque reflue e fanghi residuali da impianti di depurazione trattamento (Figura 5).

Figura 5

90 Costruzioni Idrauliche
4.2. POMPE ED IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO

Il vapore prima e l’energia elettrica dopo hanno reso possibile la realizzazione di macchine idrauli-
che operatrici ; queste ricevono energia meccanica che trasferiscono in parte (rendimento η) al
liquido che le attraversa.
Nella Figura 6 sono illustrate tre tipologie classiche di impianto:
A. Impianto di sollevamento diretto tra due serbatoi ;
B. Impianto inserito lungo un tratto unicursale dove la cadente piezometrica tende ad annullarsi;
C. Impianto costituito da una pompa sommersa inserita in un pozzo; la pompa solleva la portata
Q dalla quota del livello dinamico ( pari all’abbassamento del livello statico di falda a seguito
dell’emungimento del pozzo) al serbatoio in quota.

Figura 6. Sistemi di condotte soggette a sollevamento meccanico

In ognuno dei casi gli elementi caratteristici di un impianto e della condotta soggetta a sollevamen-
to meccanico sono:
• La portata Q , espressa in [l/s] o [m3/ora], generalmente nota;

• La prevalenza o altezza monometrica Hm , espressa in metri di colonna d’acqua [m] , rappre-


senta l’aumento di carico tra l’ingresso e l’uscita della pompa, pari alla somma della prevalenza
geodetica Hg (dislivello topografico tra la quota del bacino di presa e quello di scarico e pertan-
to indipendente dalla portata) e delle perdite di carico ripartite ∆h (funzione della portata Q
del diametro DN, della scabrezza k e dello sviluppo L della condotta) e delle perdite concentra-
te Σhi lungo la condotta di mandata:

Hm = Hg+∆hƒ(Q,DN,k,L)+ Σhi

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 91


Entrambi gli addendi e la loro somma possono essere disegnati su un grafico in funzione della por-
tata Q dando luogo ad una curva H=H(Q) detta curva caratteristica dela pompa.
• La potenza teorica Pt per sollevare la portata Q alla quota Hm sarà pari a

Pt =γ Q Hm = 1000 QHm [kgm/s]


ricordando che
γ , peso specifico dell'acqua = 1000 kg/m3
γ QH
1kW=102 kgm/s Pt = = 9,81 QH [kW]
102
γ QH
1CV = 75 kgm/s Pt = =13,33 QH [CV]
75
La potenza effettiva Pe sarà dunque Pe= η Pt con η rendimento proprio della pompa definito
precedentemente.
9,81 Q Hm
• P - Potenza da installare : P = [kW] [1]
η

L’energia nel periodo di funzionamento t [ore]: E = P * t ore [kWh] [2]

Nel campo acquedottistico, nei casi A e B, trovano largo impiego le elettropompe centrifughe ad
asse orizzontale (Figura 7) mentre in situazioni analoghe al caso C si ricorre all’uso di elettropompe
sommergibili (Figura 8).

Figura 7. elettropompa centrifuga ad asse orizzontale Figura 8. elettropompa sommergibile

Nella progettazione di un impianto di sollevamento risultano generalmente noti:


la portata Q
lo sviluppo L della condotta
l’altezza geodetica Hg tra il punto di prelievo e di restituzione
restano da definire le perdite di carico per attrito lungo la condotta elevatoria ∆h=ƒ(Q,DN,k,L) e le
eventuali perdite concentrate Σhi dell’impianto, ambedue funzioni del diametro DN della condotta,
incognito.
Ricordato che:
le perdite di carico lungo la condotta vengono determinate con l’espressione di Manning
∆h = 10,2936 Q2 k −2 DN−5,33 L ;

la potenza da installare P =
(
9,81 Q Hg + ∆h + Σhi ) è funzione delle perdite di carico;
η

92 Costruzioni Idrauliche
per una serie di diametri idraulicamente compatibili, desumibili dalle condizioni di massima e mini-
ma velocità, si avrà un aumento del costo di costruzione Ci dell’impianto via via crescente con
l’aumentare del diametro mentre, a parità di portata, diminuendo la velocità in condotta e conse-
guentemente le perdite di carico ∆h, diminuirà la potenza, e l’energia, necessaria per il sollevamen-
to e quindi i costi di esercizio Ce.

4.3. DIMENSIONAMENTO ECONOMICO DEL DIAMETRO DELLA CONDOTTA ELEVATORIA

Il problema dell’ottimo economico si risolve nel ricercare il valore del diametro commerciale DN che
renda minima la somma del costo Ci di impianto rappresentato, generalmente, dal solo costo delle
tubazioni in quanto sia i lavori per la posa in opera della condotta (scavi, letto di posa e rinterro)
sono poco variabili con il diametro, così come le opere civili connesse con la realizzazione della
stazione di sollevamento,e del costo capitalizzato dell’energia CeC spesa per il funzionamento
dell’impianto per tutto il periodo di efficienza (≅25 anni). Nella seguente Figura 9 sono raffigurati
rispettivamente l’andamento qualitativo della funzione costo Ci(DN) e Ce(DN).
Una volta capitalizzati i costi di esercizio con la formula dell’interesse composto bancario
(1 + r ) n − 1
CeC = Ce con r =tasso di interesse ed n = durata economica dell’impianto
r (1 + r ) n
sarà possibile sovrapporre le due funzioni e ricavare dalla loro somma il valore minimo al quale cor-
risponde il DN di massima economia

Figura 9. Andamento qualitativo della funzione costo di impianto Ci costo di esercizio capitalizzato CeC

L’esempio seguente oltre a chiarire il concetto espresso dimostrerà, inoltre, che il calcolo economi-
co è indipendente dalla prevalenza geodetica e può essere riferito ad un metro di condotta.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 93


ESEMPIO N.7

Un impianto di sollevamento deve approvvigionare un serbatoio con una portata costante di 35 l/s
per una durata di 8 ore al giorno (pari a 8*365=2.920 ore /anno).
La condotta , in acciaio con coefficiente di scabrezza Strickler 90, ha uno sviluppo di 14.500 m ed
un salto geodetico di Hg=375 m.
Determinare il diametro commerciale che ottimizza l’impianto.
Definiti:
9 , 81 Q H m
• P= [kW] la potenza da installare
η
• E = t ore P [kWh] energia spesa nel periodo di funzionamento
• ck= 0,125 €/kWh prezzo dell’energia
• v = 0,5 [m/s] velocità minima in condotta
• V = 3,0 [m/s] velocità massima in condotta
• r=5% tasso di interesse
• n = 25 durata economica dell’impianto
• η = 0,75 rendimento

Nel campo compreso tra le suddette velocità risultano compatibili diametri commerciali dal DN 100
al DN 300 .
Q V ω Di DN
0,035 0,5 0,070 0,299 300-250
0,035 1,0 0,035 0,211 200
0,035 1,5 0,023 0,172 200-150
0,035 2,0 0,018 0,149 150-125
0,035 2,5 0,014 0,134 125
0,035 3,0 0,012 0,122 125-100

Si rilevano sul mercato i costi Γ, per m, delle tubazioni , comprensivi di trasporto ed IVA, riportati
nella seguente tabella

DN Di Costo DN Di Costo
mm €/m mm €/m
100 114 19,66 200 219 52,80
125 140 26,80 250 273 73,80
150 168 32,40 300 324 92,60

Per ogni singolo diametro si determino :

• ∆h = 10,2936Q2 k −2 D −5,33 L perdite di carico lungo la condotta

• Hm = Hg + ∆h altezza manometrica

• Ci = Γ* L costo dell’impianto

• P potenza installata

• E energia spesa

• Ce = ck * E

• CeC = Ce
(1 + r ) n− 1 = 14,0954 Ce
r (1 + r ) n
valore capitalizzato del costo di esercizio al tasso di interesse r= 5% per n=25 anni

94 Costruzioni Idrauliche
Tutti i valori definiti in precedenza sono riportati nella seguente Tabella I.

Tabella I

DN Di Ks L Q Dh Hg Hm
3
mm m m /s m m m
100 114 90 14500 0,035 2400,40 375,00 2775,40
125 140 90 14500 0,035 803,02 375,00 1178,02
150 168 90 14500 0,035 303,87 375,00 678,87
200 219 90 14500 0,035 73,96 375,00 448,96
250 273 90 14500 0,035 22,85 375,00 397,85
300 324 90 14500 0,035 9,17 375,00 384,17

DN Γ Ci P E ck CE CeC
€/m € kW kW/h €/kw € €
100 19,66 285.070,00 1270,6 3710087 0,125 463.761 6.536.895
125 26,80 388.600,00 539,3 1574743 0,125 196.843 2.774.579
150 32,40 469.800,00 310,8 907497 0,125 113.437 1.598.942
200 52,80 765.600,00 205,5 600164 0,125 75.021 1.057.444
250 73,80 1.070.100,00 182,1 531833 0,125 66.479 937.050
300 92,60 1.342.700,00 175,9 513550 0,125 64.194 904.836

7
Costi capitalizzati (€*10 )

6
6

Ci
5
CEc
4 Ci+CeC

0
100 150 200 250 300 350
Diametri commerciali DN

Il grafico mostra come all’aumentare del diametro DN aumentino i costi d’impianto Ci mentre il Co-
sto capitalizzato dell’energia CEC ha andamento opposto.
La somma delle due curve consente di tracciarne una terza, Ci + CEc , che presenta un minimo in
corrispondenza del quale si individua il diametro commerciale DN 200 che ottimizza l’impianto.
Ad analogo risultato si perviene svolgendo i calcoli senza tener conto della prevalenza geodetica e
riferendo i costi di impianto e di esercizio ad un metro di condotta, come riportato nella Tabella II e
relativo grafico.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 95


Tabella II

DN Di Ks Q Dh
3
mm m /s m
100 114 90 0,035 0,1655
125 140 90 0,035 0,0554
150 168 90 0,035 0,0210
200 219 90 0,035 0,0051
250 273 90 0,035 0,0016
300 324 90 0,035 0,0006

DN G Ci P E ck CE CeC
€/m £ kW kW/h €/kw € €
100 19,66 19,66 0,0758 221,296 0,125 27,66 389,91
125 26,80 26,80 0,0254 74,0312 0,125 9,25 130,44
150 32,40 32,40 0,0096 28,0142 0,125 3,50 49,36
200 52,80 52,80 0,0023 6,81883 0,125 0,85 12,01
250 73,80 73,80 0,0007 2,10635 0,125 0,26 3,71
300 92,60 92,60 0,0003 0,84542 0,125 0,11 1,49

350

300

250

Ci
Costi capitalizzati

200 CEc
Ci+CeC
150

100

50

0
100 150 200 250 300 350
Diametri commerciali DN

Per il diametro DN 200 e per la portata assegnata di 0,035 m3/s corrisponde una velocità in con-
dotta di ≅ 1 m/s; questo rappresenta il valore assunto comunemente per la determinazione, spedi-
tiva, del diametro da assegnare alla condotta elevatoria, prescindendo dal calcolo economico.

4.4 . CRITERI DI SCELTA DELLE POMPE CENTRIFUCHE


I dati necessari per la scelta della pompa, cioè la portata Q e la prevalenza Hm del punto di funzio-
namento desiderato, sono noti e con questi dati è possibile ricavare dal campo caratteristico di im-
piego il tipo di elettropompa necessario.4
Ad esempio per una coppia di valori Q=45 l/s ed Hm = 16 m di colonna d’acqua dal Campo carat-
teristico di impiego di elettropompe centrifughe ad asse orizzontale tratto dal catalogo della KSB ,

4
Questi diagrammi a mosaico forniti dalle case costruttrici

96 Costruzioni Idrauliche
si individua il tipo 100-251k (Figura 10).

Figura 10. Campo caratteristico di elettropompe centrifughe ad asse orizzontale KSB serie k

Le altre grandezze caratteristiche della pompa così scelta vengono evidenziate dalle curve caratte-
ristiche tipiche del modello 100-251 (Figura 11).
In primo luogo si verifica che al punto di funzionamento corrisponda un rendimento soddisfacente ;
in questo caso risulta circa il 75% valore accettabile per questo tipo di macchine. Nel caso in cui il
rendimento si discosti da valori accettabili si dovrà scegliere un’altra pompa.
5
Per verificare la soglia oltre la quale inizia il fenomeno della cavitazione si utilizza la curva NPSH
Net Positive Suction Head (carico assoluto netto all’aspirazione). Per il corretto funzionamento
dell’impianto dovrà essere che :
NPSHdisponibile ≥ NPSHrichiesto
Sollevando acqua fredda in condizioni di pressione atmosferica normali
NPSHdisponibile=10 +Z+Y [m]

Z= dislivello tra superficie libera nella vasca di aspirazione ed il baricentro della girante ; per Z>0 il
dislivello è positivo e si chiama battente; per Z<0 il dislivello è negativo ed il suo valore assoluto si
chiama altezza di aspirazione (Figura 12).

Y= perdite di carico , continue e localizzate, nella condotta di aspirazione.

5
aspirazione d’aria e creazione di vuoto nel tubo di aspirazione e nel collettore con conseguente caduta del
rendimento, rumore e portata irregolare

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 97


Figura 11. curve caratteristiche tipiche della pompa KSB modello 100-251/k

Infine, sempre dalla Figura 11, può essere stabilita, con sufficiente precisione, la potenza assorbita
P [kW] mentre, nella Figura 12 sono illustrate le dimensioni di ingombro del gruppo pompa-motore,
il posizionamento della valvola di regolazione Vrg e della valvola di ritegno Vrt .

98 Costruzioni Idrauliche
Figura 12. Elettropompa centrifuga mono-stadio

La girante G, munita di pale generalmente fisse è racchiusa da un involucro C, detto collettore.


La girante, collegata con un albero A ad un motore elettrico, aspira acqua dal tubo di aspirazione
Ta e, tramite il collettore C, spinge il fluido nella tubazione premente Tp.

Qualora una singola pompa non sia in grado di erogare tutta la portata necessaria , oppure si de-
sidera per esigenze di servizio frazionare la portata complessiva, si ricorre all’installazione di due o
più pompe in parallelo, in questo caso le singole portate si sommano e la curva caratteristica si co-
6
struisce sommando le curve delle singole pompe in corrispondenza di punti alla stessa prevalen-
za (Figura 13).

Figura 13. Schema di elettropompe in parallelo

Qualora una singola pompa non sia in grado di fornire tutta la prevalenza necessaria, oppure si de-
sideri per esigenze di servizio frazionare tale prevalenza, si può ricorrere a vari sistemi.
Il primo consiste nel realizzare stazioni intermedie di sollevamento provviste di serbatoi di discon-
nessione e di prelievo per il rilancio successivo (Figura 14).

6
se le pompe sono uguali la portata totale è data dalla moltiplicazione della singola pompa per il numero delle
macchine in parallelo.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 99


Figura 14 . Impianto di sollevamento con rilanci parziali

Ogni singolo tratto viene considerato autonomamente come visto precedentemente.


Una seconda soluzione prevede di disporre le pompe in serie: tutta la portata delle prima pompa
viene inviata in sequenza nello stadio della seconda e ad eventuali stadi successivi. La curva carat-
teristica di più pompe in serie si costruisce sommando per il valore della portata Q la prevalenza
di ciascuna pompa (Figura 15).

100 Costruzioni Idrauliche


Figura 15. Schema di elettropompe in serie
Infine riunendo in successione gli stadi di ogni singola pompa posta in serie in un unico albero ed
unico motore si realizza una pompa centrifuga multi-stadio ad asse verticale (Figura 16).

Figura 16. Elettropompa centrifuga multi-stadio

La scelta di questo particolare tipo di macchina, note la portata Q e la prevalenza Hm del punto di
funzionamento desiderato, viene effettuata preliminarmente esaminando diagrammi del campo ca-
ratteristico di impiego di elettropompe multi-stadio . Ad esempio per una coppia di valori Q=45 l/s
( 2.700 l/min – 162 m3/h) ed Hm = 260 m di colonna d’acqua dal Campo caratteristico di impie-
go di elettropompe centrifughe multi stadio ad asse orizzontale tratto dal catalogo della Ercole Ma-
relli si individua il tipo PGM 150/8 giranti (Figura 17).

Figura 17. Campo caratteristico di elettropompe centrifughe multistadio ad asse orizzontale MARELLI

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 101


In primo luogo si verifica dalla curva caratteristica Q=Q(H) tipica del modello PGM 150 (Figura
18) che il punto di funzionamento abbia un rendimento soddisfacente; in questo caso risulta circa il
70% valore al limite della convenienza; si potrebbe migliorare cercando su cataloghi di altre Ditte.

Figura 18. curve caratteristiche tipiche della pompa MARELLI modello PGM 150

4.5. CURVA CARATTERISTICA DELL’IMPIANTO E PUNTO DI FUNZIONAMENTO


Scelta la pompa resta definita, come detto, la curva caratterista rappresentativa della condizione
espressa dalla Q=Q(Hm) determinando condizioni di funzionamento variabili: aumentando progres-
sivamente la portata diminuisce l’altezza monometrica o viceversa.
Per contro la prevalenza Hm è altresì funzione delle perdite ∆h caratteristiche di un solo tipo di im-
pianto elevatorio; questa condizione è rappresenta da una parabola con vertice in H sulla retta
delle ordinate e viene definita Curva caratteristica dell’impianto. Questa deriva dalla somma della
componente statica rappresentata dalla altezza geodetica Hg, indipendente dalla portata, e dalla

102 Costruzioni Idrauliche


componente dinamica pari all’altezza piezometrica nella sezione di inizio della premente (Figura
19). La sovrapposizione della curva caratteristica dell’impianto sulla curva caratteristica della pom-
pa determina il Punto di Funzionamento ottimale di quell’impianto con quella pompa di caratteristi-
ca Q=Q(Hm) Figura 19.

Figura 19. Punto di funzionamento ottimale

Eventuali modifiche apportate all’impianto determineranno nuove condizioni di funzionamento( Fi-


gura 20) che potranno essere soddisfatte cambiando macchina (P1<> P2) , variando, se possibile,
la velocità di rotazione del motore (n1<> n2) o cambiando la girante (D1<> D2)

Figura 20. spostamento del punto di funzionamento sulla curva caratteristica dell’impianto

Nel caso in cui si abbia a disposizione una pompa di assegnata caratteristica Q=Q(Hm) si potrà de-
terminare il diametro della condotta costituente l’impianto in modo da avvicinarsi al Punto di Fun-

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 103


zionanto ottimale (Figura 21 – Esempio n.8))

Figura 21. Spostamento del punto di funzionamento sulla curva caratteristica della pompa

ESEMPIO N.8

Determinare il diametro di una condotta di acciaio necessaria per riempire, in circa 12 ore, una va-
sca di 3500 m3 posta a quota 160 m s.m. Il serbatoio di alimentazione, ubicato a quota di 35 m
s.m., è distante 2.850 m. Determinare il Punto di Funzionamento ottimale dovendo utilizzare una
elettropompa, della quale è nota la curva - Figura A.

2
H = -0,0176Q + 0,4352Q + 314,11
Q ∆H150 ∆H200 ∆ H250 ∆ Hg ∆ Hm150 ∆ Hm200 ∆ Hm250
R = 0,988 20 25,04 6,07 1,83 125 150,04 131,07 126,83
400 30 56,35 13,67 4,12 125 181,35 138,67 129,12
H m [m]

40 100,17 24,30 7,33 125 225,17 149,30 132,33


50 156,52 37,96 11,46 125 281,52 162,96 136,46
60 225,39 54,67 16,50 125 350,39 179,67 141,50
300
70 306,78 74,41 22,46 125 431,78 199,41 147,46
80 400,69 97,19 29,33 125 525,69 222,19 154,33
90 507,13 123,01 37,12 125 632,13 248,01 162,12
200
100 626,08 151,86 45,83 125 751,08 276,86 170,83
110 757,56 183,75 55,45 125 882,56 308,75 180,45

100
350
DN150
0 300
0 40 80 Q [l/s] 120 DN200

250
Figura A
Poiché la curva caratteristica dell’im- DN250
200
Hm [m]

pianto è funzione della sola perdita di ca-


rico per attrito lungo la parete della con- 150
dotta (per esercizio corrente k=90):
5 , 33 100
∆H =10 , 2936 Q 2 D i k -2 L
50
facendo variare la portata Q da 20 ⇒ 110
m3/s si determinano valori correlati di 0
∆H per tre diametri compatibili : 0 20 40 60 80 100 120
Portate [l/s]
DN 150, DN 200, DN 250 .
Figura B
Sul diagramma (Figura B) le coppie di valori Qi e ∆Hi definiscono tre curve caratteristiche
d’impianto; il punto di funzionamento ottimale è dato dalla condotta con DN 200 con una portata
di circa 80 l/s pari a 3.456 m3 in 12 ore di funzionamento della pompa.

104 Costruzioni Idrauliche


4.6. CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DI STAZIONI DI POMPAGGIO
Una volta definito il numero di macchine necessarie per soddisfare la condizione Q=Q(Hm) sarà ne-
cessario progettare la stazione di pompaggio. In linea di massima l’edificio sarà costituita da una o
più vasche di accumulo ed alimentazione dell’impianto e da una camera di manovra in cui verranno
posizionati i gruppi elettropompe, i quadri elettrici ed eventuali casse d’aria come attenuatori di
moto vario (Figura 22).

Figura 22 . Pianta di una stazione di pompaggio

Per quanto riguarda il volume da assegnare alla vasca di accumulo questo è funzione del-
le ore di funzionamento dell’impianto (generalmente le 8-10 ore notturne); infatti, nelle
ore di fermo dell’impianto, la portata del giorno dei massimi consumi Qgm [l/s] dovrà esse-
re invasata per poter essere sollevata nel periodo di funzionamento.
Con riferimento alla Figura 23 fissato un tempo di pompaggio Tp=8 ore resta definito un
tempo di fermo dell’impianto Tf =24 – Tp =16 ore . Pertanto il volume Vs della vasca di alimen-
3600
tazione S sarà pari Vs = Qgm ⋅ Tf ⋅ = Qgm ⋅ 16 ⋅ [m3] mentre la portata di dimensionamento
1000
Vs T 16
della condotta elevatoria sarà paria a + Qgm = Qgm f + Qgm = Qgm + Qgm = 3 ⋅ Qgm
Tp Tp 8

Figura 23

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 105


Il gruppo pompa-motore deve essere ubicato in modo tale da risultare sotto battente rispetto al
minimo livello nella vasca o serbatoio di alimentazione. In questo modo tubazione aspirante e cas-
sa sono piene d’acqua ed il funzionamento è automatico ed inoltre si evitano, nella fase di avvia-
mento, fenomeni di cavitazione (Figura 24).

Figura 24. Installazione gruppo pompa motore

La fondazione dovrà essere sufficientemente robusta da assorbire le vibrazioni e rigida in modo da


garantire l’allineamento orizzontale e verticale tra asse pompa ed asse motore.
L’allineamento dovrà essere verificato periodicamente poiché possono sempre aversi:
• assestamenti o cedimenti della fondazione;
• sollecitazioni meccaniche causate dal montaggio delle condotte;
• usura dei cuscinetti.
La condotta aspirante, che parte dall’interno della vasca di carico con una valvola di fondo o suc-
cheruola, dovrà essere preferibilmente corta, a perfetta tenuta d’aria e con collegamento flangiato.
La saracinesca su questa condotta ha solo funzione di intercettazione della portata e pertanto dovrà
essere, di regola, tutta aperta. Sulla condotta di mandata o premente, per ridurre le perdite di ca-
rico, occorre limitare raccordi e curve o, possibilmente, avere ampi raggi. Inoltre dovranno essere
installate una valvola di ritegno ed una valvola, o saracinesca, di regolazione. La valvola di ritegno
(Figura 25), posta tra la pompa e la saracinesca, in caso di improvviso arresto del motore, per
mancanza di energia elettrica, protegge la pompa dai colpi di ariete ed impedisce il ritorno
dell’acqua attraverso la pompa che , in caso di riavvio, girando contro senso, brucerebbe.

Figura 25. Valvola di ritegno a” ciabatta”

La valvola di regolazione, chiusa all’avviamento della pompa, ha il compito di mettere a punto la


portata, o la prevalenza, desiderata e dovrà essere richiusa lentamente prima dell’arresto.
Per motivi legati all’utilizzazione dell’acqua da parte delle utenze potrebbe accadere che il serbatoio
ricevente si riempia prima del tempo fissato pertanto, per contenere i consumi di energia ed evitare
sprechi di acqua persa dagli sfiori , è necessario provvedere a apparecchiature per la regolazione
delle portate sollevate. Tali dispositivi possono essere di tipo meccanico o elettronico: i primi ven-

106 Costruzioni Idrauliche


gono generalmente realizzati associando un misuratore di portata tipo Venturi 7ed una valvola a
galleggiante. Man mano che il livello aumenta all’interno del serbatoio, per effetto del galleggiante,
la valvola tende a chiudersi riducendo la portata sollevata; questa riduzione di portata viene letta
dal misuratore Venturi, posto nella stazione di pompaggio, che in prossimità di portata nulla (corri-
spondente al massimo livello nel serbatoio di monte) “stacca” la corrente di alimentazione delle
pompe. Un timer programmato provvederà a “riaccendere” l’impianto all’orario stabilito.
Un dispositivo di tipo elettronico è realizzato con un misuratore di livello ad ultrasuoni: alla varia-
zione dell’intensità del segnale è correlato un preciso valore del livello in vasca. Quando questo
raggiunge il massimo il dispositivo invia un segnale8 dal serbatoio alla stazione di pompaggio dove
vengono spente le pompe; al contrario quando il livello scende al valore minimo il segnale riaccen-
derà lo macchine (Figura 26).

Figura 26. Sistemi di valvole a galleggiante associate ad un venturimetro

Infine circa il numero di pompe da installare si può considerare che, a parità di portata sollevata ,
tra due impianti possibili quello con più pompe sarà sicuramente più costoso ma con il vantaggio di
avere una maggiore flessibilità di esercizio. Poiché in qualsiasi impianto si dovrà provvedere anche
ad unità di riserva, partendo dal caso più semplice di installare una sola pompa capace di sollevare

7
Venturimetro : rientra nella famiglia delle apparecchiature di misura a pressione differenziale : diaframmi,
boccagli , tubi Venturi. Sono particolarmente adatti per la misura delle portate di correnti in pressione; le ca-
ratteristiche dei singoli dispositivi e le modalità di installazione e misura sono riportate nelle Norme UNI 1559 e
1597 ( diaframmi e boccagli) e dalla UNI 2323 e 2330 (venturimetri). Il principio di funzionamento si basa sulla
caduta di pressione statica ∆h tra monte e valle dell'apparecchio inserito nella condotta (Figura 26), la quale
permette di dedurre la portata Q = k ∆p , una volta noto il coefficiente strumentale k funzione, principalmente,
della geometria dello strumento. La misura di pressione differenziale viene eseguita sia con apparecchi a lettura
diretta quali manometri differenziali, sia con apparecchi a lettura indiretta tramite un segnale meccanico,
pneumatico , elettrico ed elettronico. A seconda del tipo di apparecchio è possibile la trasformazione del ∆h letto
in valori di portata Q.

8
generalmente su cavetto bipolare posto in opera all’interno di una guaina di protezione affiancata alla condotta
elevatoria.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 107


tutta la porta Q alla prevalenza Hm , sarà necessario provvedere all’installazione di un identico
gruppo pompa-motore di riserva. Se invece si ipotizzasse di suddividere la portata Q in due elet-
tropompe uguali, la pompa di riserva potrebbe essere una terza di uguale potenza. Anche
sull’utilizzo della riserva possono essere seguite due ipotesi : la prima che, distribuendo su tutte e
tre le macchine un identico carico di lavoro, prefissando una turnazione, porti tutte le pompe alla
fine della durata tecnico-economica e pertanto alla loro contemporanea sostituzione; ovvero la-
sciarne la riserva per il solo utilizzo in caso di rottura di una delle due in esercizio. Si tende alla
prima soluzione in quando a distanza anche di pochi anni risulta difficile trovare eventuali pezzi di
ricambio la qual cosa costringerebbe
comunque a ricomprare tutta l’elet-
tropompa. Analogo ragionamento viene
seguito quando i gruppi sono maggiori
di due; se l’impianto riveste una certa
importanza è da prevedere un gruppo
di riserva alimentato da un motore
Diesel (Figura 27) per garantire un mi-
nimo di esercizio anche in caso di pro-
lungata mancanza di energia elettrica.

Figura 27. Pompa centrifuga multistadio alimentata da un motore Diesel

4.6. FENOMENI DI MOTO VARIO NELLE CONDOTTE ELEVATORIE

In un impianto con sollevamento meccanico nel caso in cui si abbia un arresto brusco del funzio-
namento nel motore della pompa, causato ad esempio per interruzione di energia elettrica, la co-
lonna d‘acqua, in moto ascendente, si arresta provocando all’inizio della condotta, nei pressi della
pompa, un’onda elastica di depressione (1^ Fase) che può scendere al disotto di quella atmosferica
con conseguenti sforzi di compressione sulla tubazione. Successivamente inizia a staccasi dal ser-
batoio verso la pompa un’onda elastica di pressione statica che produce sull’otturatore della valvo-
la di ritegno un colpo diretto o d’ariete (2^ Fase) che genera sovra-pressione estremamente peri-
colose per la resistenza del materiale. Per contraccolpo si genera una seconda onda che si propaga
dalla pompa verso il serbatoio. Quando questa arriva al serbatoio un’altra onda statica si propaga
verso la pompa generando un secondo colpo d’ariete, smorzato rispetto alla fase precedente e fino
all’esaurimento del fenomeno dovuto alle perdite di carico per attrito lungo la condotta.

Figura 28. Schema di impianto di sollevamento con cassa d’aria per attenuazione del colpo d’ariete

108 Costruzioni Idrauliche


2⋅L
Ognuna di queste fasi ha una durata : τ = essendo L la lunghezza della condotta e c la cele-
c
rità dell’onda elastica . Quest’ultima grandezza è funzione del modulo di compressibilità cubica ε e
della densità ρ dell’acqua del diametro D, dello spessore s e del modulo elastico E della condotta :
1 ⎡1 D ⎤
= ρ⎢ +
c 2
⎣ ε s ⋅ E ⎥⎦
per acqua a circa 10°C ε= 2,09*108 kg/m2 ρ = 102 kg s2/m4
ε
Nell’ipotesi di condotta estremamente rigida (E= ∞) la celerità c = =1.425 m/s.
ρ
In realtà, per effetto della deformabilità della tubazione, la celerità assume valori variabili anche in
funzione del modulo di elasticità E del materiale. (Tabella I)
Tabella I

Materiale tubazione Modulo E [N/m2] Celerità c [m/s]


Acciaio 2,06*1011 1000 ÷ 1250
Ghisa 1,05*1011 1000 ÷ 1200
PVC 3,10*109 250 ÷ 450
PEAD 8,8*108 200 ÷ 300
PRFV 1,2*1010 450 ÷ 600

Il fenomeno, sommariamente descritto, è estremamente complesso ed esula dai contenuti del cor-
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so e pertanto si forniscono nozioni di carattere pratico sufficienti per valutare le massime sovrap-
pressione e depressioni e per verificare la necessità o meno di dispositivi di attenuazione.
Si consideri una pompa che sollevi una portata Q0 con una velocità media in condotta V0 supposto
che la velocità diminuisca bruscamente ad un valore V< V0 si genera una depressione
c
∆h = − ⋅ (V0 − V) [m]
g
c
Per arresto brusco del motore si avrà V=0 per cui la massima depressione sarà : ∆h = − ⋅ V0 [m]
g
Nel caso di tubazione metallica c = 1000 m/s g = 9,81 m/s2 ∆h ≅ - 100 V0
Nel caso di tubazione di PEAD c = 200 m/s g = 9,81 m/s2 ∆h ≅ - 20 V0

La massima depressione, in metri di colonna d’acqua, risulta nel primo caso circa 100 volte la velo-
cità media mentre nel secondo caso scende a circa 20 volte. La massima sovrappresione generata
nella seconda fase, è circa uguale, in valore assoluto, alla massima depressione.
Nel caso di impianti elevatori la determinazione della legge di chiusura V = V(t) è estremamente
complessa tenuto conto sia del numero di giri della macchina e sia dalla curva caratteristica porta-
ta-prevalenza Q= Q(H). Numerosi studi effettuati su impianti sperimentali hanno evidenziato che la
manovra di chiusura non è istantanea in quanto la girante della pompa continua, per un breve
tempo, a sollevare l’acqua e che la pompa cessa di erogare portata quando il numero di giri scen-
de a circa il 50 % di quello di regime; pertanto è stata definita un’espressione analitica (Mendilu-
ce) per la determinazione del tempo che intercorre tra lo stacco di energia ed il termine di eroga-
zione della portata (V=0)
V0 ⋅ L
Tc = C + k ⋅ [secondi]
g ⋅ Hm
V0 = velocità media nel funzionamento a regime
Hm=prevalenza in m nel funzionamento a regime

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Le situazioni particolari che possono verificarsi e la complessità del problema fanno si che tali dispositivi ven-
gono, di regola, dimensionati da specialisti del settore.

Costruzioni Idrauliche Dimensionamento idraulico delle condotte 109


L = lunghezza della condotta
C e k sono due costanti:
C è dato in funzione del rapporto Hm/L (Tabella II)
Tabella II

Hm/L 0÷0,20 0,21÷0,28 0,29÷0,32 0,33÷0,37 0,38÷0,40


C 1 0,75 0,50 0,25 0

Per Hm/L>0,4 l’arresto della pompa si considera istantaneo.


k dipende dalla lunghezza della condotta L : K=1 per L > 2000 m ; K= 2- 0,0005 L per L ≤ 2000 m
Per la determinazione della massima oscillazione di carico si utilizza la formula di Micheaud
2 ⋅ L ⋅ V0
∆Ymax =
g ⋅ Tc
Le Norme Tecniche sulle tubazioni di cui al DM del 12 dicembre 1985 pongono limiti alla massima
sovrappressione da colpo d’ariete ammissibile in funzione della pressione idrostatica (Tabella III).
In caso di sovrappresioni maggiori occorrerà prevedere dispositivi di attenuazione .

Tabella III

Pressione idrostatica fino a 60 60÷100 100÷200 200÷300


Massima Sovrappressione 30 30÷40 40÷50 50÷60
Valori in m di colonna d’acqua

ESEMPIO N.9
Riprendendo i dati dell’Esempio 7 :
• portata Q0= 35 l/s
• condotta in acciaio [DN 200 Di =219 mm ] L= 14500 m ; salto geodetico di Hg=375 m
• altezza manometrica Hm = Hg+∆h= 448,96 m
Q0 0,035
• Velocità a regime V0 = = = 0,92 m/s
ω 0,2192 ⋅ π
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Hm 448,96
Per = = 0,031 Ö C=0.5 mentre per l> 2000 m Ö K=1
L 14500
V0 ⋅ L 0,92 ⋅ 14500
pertanto il tempo di chiusura Tc = C + k ⋅ = 0,5 + 1 ⋅ ≅ 3,52 secondi
g ⋅ Hm 9,81 ⋅ 448,96

2 ⋅ L ⋅ V0 2 ⋅ 14500 ⋅ 0,92
Mentre la massima sovrappressione ∆Ymax = = = 772,63 (*) m
g ⋅ Tc 9,81 ⋅ 3,52

(*) valore superiore a quanto riportato nella Tabella III delle Norme Tecniche sulle tubazioni di cui
al DM del 12 dicembre 1985 e pertanto è da prevedere una cassa d’aria per l’attenuazione del colpo
d’ariete. All’interno della cassa l’acqua raggiunge un livello al disopra del quale c’è aria in pressione
che, in condizione di regime, ha un valore pari alla piezometrica nella sezione iniziale della condot-
ta. Nell’eventualità di stacco dell’energia e conseguente blocco della pompa diminuisce la portata
e conseguentemente la pressione in condotta ; l’aria contenuta nel serbatoio si espande inviando
acqua nella tubazione prolungando, di fatto, il tempo di chiusura Tc.Questo tempo è ovviamente
funzione del volume d’acqua immesso nella condotta, ovvero della dimensione e del numero della
casse.
Per il dimensionamento possono essere seguite teorie elastiche le quali tengono conto delle carat-
teristiche del liquido e della tubazione o teorie semplificate , o anelastiche, che considerano il
fluido incomprimibile e la condotta indeformabile (teoria di Evangelisti).

110 Costruzioni Idrauliche