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Capitolo 8 8.1 . AFFLUSSO IN RETE CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO Le acque di pioggia sono

Capitolo 8

8.1. AFFLUSSO IN RETE

CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO

Le acque di pioggia sono generalmente raccolte con grondaie, che corrono lungo i bordi dei tetti, raccordate a tubazioni verticali, pluviali, che sversano nella rete di drenaggio. Le acque di uso domestico vengono raccolte dai collettori di piano ed inviate alle colonne di scari- co a servizio dell'intero edificio. Nella Figura 1 è riprodotto lo schema completo di fognatura domestica.

1 è riprodotto lo schema completo di fognatura domestica. Figura 1. Schema completo di fognatura domestica

Figura 1. Schema completo di fognatura domestica

Tutti gli apparecchi domestici scaricano attraverso sifoni per evitare il ritorno, nelle abitazioni,

delle esalazioni delle fogne. Nell'impianto è anche presente la rete interna di ventilazione con-

nessa alla colonna di areazione; tale sistema evita il disinnesco dei sifoni. Le colonne di scarico

sono realizzate con tubi di ghisa o di gres del diametro pari a 100-150 mm. Per le condotte di sca-

rico della rete interna si usano sempre più frequente materiali plastici. I fognoli privati (corsetti)

provvedono a recapitare le acque raccolte nella rete di fognatura pubblica. Nella Figura 2 sono ri-

prodotti esempi di allacciamento di scarichi privati alla rete pubblica di fognatura.

di scarichi privati alla rete pubblica di fognatura. Figura 2 .Allacciamento di scarichi privati alla rete
di scarichi privati alla rete pubblica di fognatura. Figura 2 .Allacciamento di scarichi privati alla rete

Figura 2 .Allacciamento di scarichi privati alla rete pubblica di fognatura.

8.2. VELOCITÀ LIMITE

Il dimensionamento idraulico di una rete di fognatura si completa con le verifiche delle velocità li-

mite ammesse. Queste infatti, per fognature unitarie e per fognature nere, non debbono scendere

al di sotto di valori minimi, per evitare l'instaurarsi di condizioni favorevoli alla sedimentazione

delle sostanze trasportate.

Fenomeni di aggressione possono manifestarsi anche in presenza degli ordinari liquami domestici.

Ne è causa l'idrogeno solforato sviluppato nei processi metabolici di microrganismi anaerobici il cui

habitat negli spechi è localizzato in prossimità della superficie libera per flusso di acque reflue, mi-

crorganismi che attaccano i solfati e le sostanze organiche contenenti zolfo presenti nei liquami.

Nelle canalizzazioni di fognatura il gas, idrogeno solforato, raggiunge le zone superiori aerate ove,

attraverso processi metabolici sviluppati da specifici microrganismi aerobi, il thiobacillus concre-

tivorus, viene trasformato in acido solforico, particolarmente aggressivo nei confronti dei calce-

struzzi. Il rischio potenziale di sviluppo dell'idrogeno solforato è legato al valore del BOD del li-

quame. Nella Tabella I sono riportati i risultati conseguiti, a seguito di rilievi sperimentali, da Pome-

roy e Bowlus. In funzione del valore del BOD efficace, espresso con la relazione:

BOD

=

B

0

1,07

(T 20)

con T, temperatura del liquame, espressa in o C e B o valore del BOD 5 del liquame valutato con rife-

rimento alla temperatura di 20 o C, nella tabella sono riportati i valori della velocità minima del flus-

so del liquame che inibisce lo sviluppo di idrogeno solforato.

Tabella I

Valori delle velocità di flusso critiche per lo sviluppo in fogna di acido solforico

BOD efficace

Velocità minima

(mg/l)

(m/s)

55

0,30

125

0,45

225

0,60

350

0,75

500

0,90

690

1,05

900

1,20

Per indagare il rischio di sviluppo dell'idrogeno solforato nei canali di fognatura che convogliano li-

quami domestici viene fatto riferimento alla formula "Z"

nella quale:

Z =

3B

o

P

i

0,5 0,333

q

L

B

o è il valore del BOD 5 a 20 o C, espresso in [g/m 3 ]

i

è la pendenza della canalizzazione

q

è la portata della canalizzazione, espressa in [l/s]

P

è il perimetro bagnato

L

è la larghezza della superficie libera

Per valori di:

"Z" 5000 non si sviluppa idrogeno solforato.

"Z" 7000 sono da attendersi attacchi di acido solforico sulle pareti delle canalizzazioni.

"Z" 10000 si è in presenza di attacco marcato.

"Z" > 25000 si ha la completa distruzione degli spechi entro pochi anni dall'entrata in funzione.

Nella Tabella II sono riportati i valori di "Z", con riferimento a pendenze degli spechi pari a

i = 0,5% , pari al valore minimo da assegnare alle livellette dei canali di fognatura, e con riferimen-

to ad un grado di riempimento degli spechi circolari pari al 50%,

Tabella II

Diametro

"Z"

"Z"

(mm)

per BOD = 250 g/m 3

per BOD = 350 g/m 3

250

6349

8888

300

5360

7503

400

4113

5758

1000

1782

2495

2000

958

1341

Velocità minime di autolavaggio:

Germania:

Metcalf ed Eddy :

v min = 0,5 ÷ 0,6 m/s

v min = 0,60 m/s

per sistemi di fognatura separata

v min = 0,75 m/s

per sistemi di fognatura unitaria.

La citata Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 11633 indica la velocità minima, riferita alla portata nera media giornaliera: v min = 0,50 m/s

Per fognature sia separate che unitarie, inoltre, le velocità non debbono superare prefissati valori

massimi per evitare l'innesco e lo sviluppo di fenomeni erosivi dei materiali costituenti le canaliz-

zazioni e gli spechi.

Velocità massima ammissibile:

per spechi privi di rivestimento della cunetta con materiali lapidei o cotti :

per portate massime fecali:

per portate pluviali:

v max = 4,0 m/s

v max = 5,0 m/s

8.3. IL LAVAGGIO DELLE FOGNE

v max = 2,40 m/s

Nei casi in cui le velocità minime non possono essere garantite, o per la bassa pendenza delle ca-

nalizzazioni o a seguito della necessità di contenere la velocità massima entro i limiti consentiti,

è necessario prevedere, nel sistema di drenaggio, apparecchi per le cacciate d'acqua al fine di

spurgare la fogna dai depositi e dai sedimenti di sostanze solide organiche ed inorganiche.

Le cacciate d'acqua sono richieste in tutti i rami estremi terminali della rete nei quali le portate

sono minime e vengono smaltite con basse velocità anche in presenza di livellette con pendenza

notevole.

Dato il potere di laminazione, correlato al funzionamento in moto vario a superficie libera delle

canalizzazioni di fognatura, l'efficacia delle cacciate risulta limitata a tratti di breve sviluppo. In

presenza di canali caratterizzati da limitata pendenza è necessario provvedere, oltre che alle cac-

ciate di testata, anche a cacciate di linea.

Per fogne di diametro D = 200 mm, con volumi di cacciata pari a 1200 litri e portate di cacciata

pari a 25 ÷ 30 l/s, l'efficacia del sistema di pulizia si esaurisce in 180 ÷ 240 m. Nel caso di pen-

denze delle canalizzazioni superiori all' 1% il volume di cacciata può scendere a 500 litri.

Per la determinazione del volume di cacciata [m 3 ] necessario per lo spurgo di un tratto di fo-

gna lungo L può farsi riferimento alla relazione

Q L gh 0 m Ω = [m 3 ] ( ) V V +
Q
L
gh
0
m
Ω =
[m 3 ]
(
)
V
V
+ gh
0
0
m

nella quale:

Q 0 , è il valore della portata di cacciata [m 3 /s]

V 0 , è il valore della velocità in moto uniforme, correlata alla portata Q 0 , velocità tale da

consentire lo spurgo della fogna

h m , è l'altezza media [m] del flusso per portata Q 0 .

Per garantire un efficiente spurgo della fognatura si devono assicurare dalle due alle tre cacciate giornaliere. Il lavaggio automatico è ottenuto con l'innesco di dispositivi a sifone (tipo Contarino, tipo Milano, ecc.). Nelle Figure 3 ÷ 5 sono riprodotti un pozzetto di cacciata di testa- ta e di linea con istallato il di- spositivo Contarino.

Figura 3 . Pozzetto di lavaggio o di cacciata di testata

Figura 3 . Pozzetto di lavaggio o di cacciata di testata Figura 4 . Pozzetto di
Figura 3 . Pozzetto di lavaggio o di cacciata di testata Figura 4 . Pozzetto di

Figura 4 . Pozzetto di lavaggio o di cacciata di linea prefabbricato

Figura 5 . Pozzetto di lavaggio o di cacciata di linea Nel caso di fogne

Figura 5 . Pozzetto di lavaggio o

di cacciata di linea

Nel caso di fogne di grande dimensione le cacciate con i dispositivi indicati non sono realizzabili, data la connessa necessità di elevati volumi d'acqua per assicurare l'efficacia dell'intervento. Il lavaggio in questi casi si effettua arrestando il flusso in fogna, sezionandola temporaneamente con l'ausilio di paratoie a funzionamento manuale ubicate in corrispondenza di pozzetti di ispezione. L'interruzione del flusso causa l'invaso a monte della paratoia di volumi d'acqua che, nei tempi e nei modi opportuni, vengono istantaneamente liberati causando il lavaggio della fogna. Se la se- zione degli spechi è circolare lo spurgo può essere effettuato inserendo una sfera, pig, di diametro

di poco inferiore al diametro della sezione della fogna. Il dislivello causato dal rigurgito del

flusso, all'interno del collettore, fa avanzare il pig assicurando lo spurgo.

8.4. LA VENTILAZIONE DELLE FOGNE

All'interno dei canali di fognatura, anche in assenza di fenomeni putrefattivi, si sviluppano gas con-

tenenti elevate concentrazioni di anidride carbonica. Nei casi di processi putrefattivi in atto, i gas sviluppati hanno anche cattivo odore e possono contenere metano, gas infiammabile ed in grado di formare, in presenza di aria ed in assenza di ventilazione, miscele detonanti. La ventilazione delle fognature non viene realizzata con bocchette stradali, dati i fastidi che le esalazioni dei gas arrecherebbero alla popolazione. Alla ventilazione si provvede di regola attraver-

so le canne private, sia pluviali che fecali (Figura 6), prolungate fino alla copertura degli edifici, le

quali disperdono nell'atmosfera i gas prodotti, mentre il rientro d'aria negli spechi è assicurato dalle

bocchette stradali, escludendosi in tal modo la fuoriuscita da queste di cattivi odori.

Figura 5. Schemi di ventilazio ne per fogne miste e separate. 8.5. LE OPERE D'

Figura 5. Schemi di ventilazione per fogne miste e separate.

8.5. LE OPERE D' ARTE

Per un corretto funzionamento di una rete di fognatura ai manufatti sopra esposti si associano altre

opere d' arte costituite da:

caditoie stradali pozzetti di ispezione pozzetti a salto o di caduta pozzetti di confluenza scaricatori di piena separatori di prima pioggia

Di seguito sono brevemente descritte le caratteristiche essenziali delle differenti opere:

Caditoie stradali

Attraverso le caditoie stradali, le acque di pioggia e, nella stagione estiva, le acque di lavaggio

delle strade vengono raccolte e collettate nella rete di fognatura. La Figura 6 illustra caditoie posi-

zionate in linea con la fognatura.

Figura 6 – Caditoie in linea

in linea con la fognatura. Figura 6 – Caditoie in linea Mentre, nella Figura 7, sono

Mentre, nella Figura 7, sono riprodotte sia tipi di caditoie a griglia, da istallarsi nella sede stradale

in corrispondenza della cunetta formata dal gradino del marciapiede, sia tipi di caditoie a bocca di

lupo, da ubicarsi sotto il marciapiede con la bocca di presa realizzata in corrispondenza del gradi-

no. Per tutti i tipi è presente il pozzetto di sedimentazione delle materie solide. Il collegamento con

i fognoli di raccordo alla rete fognaria è bene che sia del tipo a sifone.

Figura 6. Caditoie stradali in opera e prefrabbricate Le caditoie si dispongono ad interasse di

Figura 6. Caditoie stradali in opera e prefrabbricate

Le caditoie si dispongono ad interasse di 20-25 m, con aree servite pari a 250-300 m 2 .

Pozzetti di ispezione

La natura delle acque trasportate, ricche di sostanze solide, il funzionamento idraulico a superficie libera, le forte variabilità delle portate, sono tutti elementi che richiedono operazioni di spurgo e manutenzione. In presenza di spechi non praticabili (altezza inferiore a 1,20 m) al fine di consenti- re agevoli operazioni di controllo risulta indispensabile l'inserimento di pozzetti di ispezione, posti ad interasse di 20÷25 m. Per spechi praticabili l'interasse dei pozzetti può essere esteso a distan- za non superiore a 50 m. Oggi è possibile ispezionare tratti di fogna, tra pozzetto e pozzetto, inserendo un piccolo veicolo ra- dio comandato, Figura 7, con a bordo una mini telecamera che consente di rilevare la presenza di rotture , Figura 8, o di mal funzionamenti del tratto in esame , Figura 9, o, più in generale, di ac- quisire immagini sullo stato di conservazione dello speco

quisire immagini sullo stato di conservazione dello speco Figura 7 Figura 8 Figura 9 La dimensione

Figura 7

immagini sullo stato di conservazione dello speco Figura 7 Figura 8 Figura 9 La dimensione minima

Figura 8

sullo stato di conservazione dello speco Figura 7 Figura 8 Figura 9 La dimensione minima della

Figura 9

La dimensione minima della camera interna del pozzetto di ispezione è 1,20 m x 1,20 m. L'altez- za della camera è pari a 1,80-2,00 m. L'accesso al pozzetto si realizza attraverso la bocca protetta da chiusino di ghisa. La discesa si effettua tramite scala del tipo alla marinara.

Figura 10 – Pozzetti di ispezione in linea su spechi circolari ed ovoidali 218 Costruzioni

Figura 10 – Pozzetti di ispezione in linea su spechi circolari ed ovoidali

Figura 11- Pozzetto di ispe zione in linea prefabbricato Costruzioni Idrauliche Condizioni di funzionament o

Figura 11- Pozzetto di ispezione in linea prefabbricato

Pozzetti di ispezione debbono inoltre essere previsti in corrispondenza sia delle deviazioni plani- metriche

in corrispondenza sia delle deviazioni plani- metriche Figura 12 – Pozzetti di ispezione in curva che

Figura 12 – Pozzetti di ispezione in curva

che in corrispondenza delle confluenze tra rami della rete di fognatura

delle confluenze tra rami della rete di fognatura Figura 13 – Pozzetti di ispezione e di

Figura 13 – Pozzetti di ispezione e di confluenza

Nei casi in cui le pendenze naturali danno luogo a velocità eccessive del flusso nelle canalizza- zioni, si realizzano profili con pendenza ridotta, interrotti dalla presenza di salti di fondo. Per evi- tare eccessivi approfondimenti degli scavi, l'altezza dei salti è limitata a 2,0-2,50 m. (Figura 14- 15). Nel caso di fognatura mista è previsto il dispositivo per trasporto delle acque luride realizza- to a protezione degli operatori.

acque luride realizza- to a protezione degli operatori. Figura 14. Stralcio profilo longitudinale Figura 15 –

Figura 14. Stralcio profilo longitudinale

degli operatori. Figura 14. Stralcio profilo longitudinale Figura 15 – Pozzetti di ispezione e di sa

Figura 15 – Pozzetti di ispezione e di salto per spechi circolari e semi-ovoidali

Figura 16 - Pozzetti di salto pre-fabbricati 222 Costruzioni Idrauliche

Figura 16 - Pozzetti di salto pre-fabbricati