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TRIBUNALE DI MILANO

SEZIONE IV CIVILE

R.G. xxxx/aa

G.D. Dr. Alfa

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Procedura cautelare

promossa da: BETA e GAMMA,

con gli avv.ti R. Epsilon e L. Eta;

contro: DELTA,

con gli avv.ti D. Rho e M. Theta.

e contro: EMME S.r.l.

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RELAZIONE DI CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO

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Il sottoscritto Arch. Alberto Pavan, titolare del corso di “Economia ed

estimo civile” presso la VI Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano,

iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano e all’Albo dei Consulenti

Tecnici del Giudice del Tribunale di Milano, consulente tecnico d’ufficio

nel procedimento in epigrafe, dopo aver dato inizio alle operazioni peritali

in data 05.03.02 mediante sopralluogo presso il bene immobile per cui é

causa, sentite le parti ed i consulenti stessi attraverso, anche, la

documentazione da questi fornita, si pregia di rassegnare la presente

relazione tecnica d'ufficio in ordine al quesito formulatogli dall'Ill.mo Sig.

G.D. in occasione dell’udienza avvenuta in data gg.mm.aa:

“Sentite le parti, visitato l'immobile espletato ogni accertamento

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opportuno,

1) descriva il CTU lo stato dei luoghi;

2) dica se sussistano i fenomeni dannosi lamentati dai ricorrenti e se

essi siano causalmente riconducibili ai lavori in corso nella proprietà del

resistente;

3) dica quali debbano essere le cautele e i lavori necessari ad evitare

che le opere in corso nella proprietà del resistente producano danni alla

proprietà dei ricorrenti.

Tale relazione tecnica d'ufficio risulta così articolata:

risposta al primo punto del quesito pag. 02;

risposta al secondo punto del quesito pag. 04;

risposta al terzo punto del quesito pag. 06;

note conclusive pag. 07.

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Risposta al primo punto del quesito

“...descriva il CTU lo stato dei luoghi;”

Trattasi di due unità immobiliari (la seconda delle quali attualmente

ancora in formazione), sovrastanti l'una sull'altra, ubicate ai piani secondo e

terzo (sottotetto) di uno stabile di civile abitazione sito in Kappa, in viale

Zeta al civico numero xx.

L'edificio sorge, per il suo corpo principale, in prospicienza al suddetto

viale e si sviluppa per complessivi tre piani fuori terra (terreno, primo e

secondo) con superiore volume sottotetto, originariamente solo in parte

abitato. In particolare, proprio quest'ultima porzione di fabbricato

(sottotetto) è attualmente oggetto di integrale intervento di ripristino

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attraverso il recupero ai fini abitativi della sua complessiva superficie. I

lavori, inoltre, interessano anche il totale rifacimento del sistema di

copertura del predetto corpo principale.

Completano lo stabile di viale Zeta xx, il piano cantinato, un secondo

corpo aggiunto di due piani fuoriterra, posto in aderenza e con sviluppo

perpendicolare al primo, il cortile condominiale ed, in fine, i boxes auto

posti verso la porzione terminale di quest'ultimo.

L'edificio originario, porzione in linea con il viale, risale ai primi del

'900 e presenta una struttura portante in muratura piena di laterizio. A detta

dei convenuti (CTP Delta: Ing. Acca) la struttura dei solai, attualmente non

visibile, risulta essere in travi di ferro con elementi di alleggerimento in

laterizio (tavelloni), circostanza peraltro in parte confermata dall'elasticità

riscontrata degli stessi. L'originaria struttura portante della copertura, non

più visibile poiché demolita, era in parte in legno ed in parte ferro con

superiore assito, sempre in legno, e manto in tegole di laterizio posate su

pannellatura sandwich isolante.

I beni interessati dalla presente relazione risultano essere, nel dettaglio,

l'unità immobiliare del secondo piano dello stabile (di seguito Prop. BETA),

ed il sovrastante volume sottotetto (di seguito Prop. DELTA). Quest'ultimo,

come detto, oggetto di opere di ripristino a cura dell'impresa EMME

Costruzioni S.r.l. (anch'essa chiamata in causa dai ricorrenti).

La Prop. BETA si estende a tutto il piano secondo del corpo principale

riguardando per una sua parte anche il corpo secondario (veranda e

terrazzo). Dal vano scala comune (privo di ascensore) si accede, poi, al

superiore piano sottotetto, del corpo principale stesso, interamente

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interessato dalla Prop. DELTA, la quale ultima, differentemente, non

comprende in alcun modo il corpo secondario (di un piano più basso). I due

beni risultano quindi sovrapposti per la loro quasi totale estensione, essendo

quello inferiore leggermente più grande. Detta sovrapposizione riguarda

comunque tutti i locali principali.

La Prop. BETA, sottostante, è una unità immobiliare di ampia superficie,

a destinazione residenziale, di recente oggetto di riqualificazione, con

finiture di pregio che hanno mantenuto l'originario stile primi novecento

della casa.

La Prop. DELTA, sovrastante, rappresentava il vecchio volume sottotetto

ora in via di recupero ai fini abitativi in seguito ad ingenti opere di ripristino

che, come in precedenza già scritto, hanno interessato anche l'intera

copertura. Attualmente la futura unità immobiliare si presenta ancora quale

cantiere ove solo in parte risulta visibile la definitiva conformazione.

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Risposta al secondo punto del quesito

“...dica se sussistano i fenomeni dannosi lamentati dai ricorrenti e se

essi siano causalmente riconducibili ai lavori in corso nella proprietà del

resistente;”

La natura dei fenomeni dannosi lamentati dai ricorrenti può riassumersi

in tre differenti aspetti:

fessurazioni;

inquinamento;

infiltrazioni.

Detti fenomeni risultano essere in parte visibili, perlomeno attraverso gli

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effetti da essi provocati, in parte documentati in atti.

Fessurazioni.

Su alcuni divisori interni, tavolati in laterizio forato, e per alcune

controsoffittature, in cannucciato intonacato, della Prop. BETA sono visibili

fessurazioni capillari. Queste paiono apparentemente di nessuna rilevanza

statica, data la loro conformazione, in relazione anche al momento nel quale

i ricorrenti denunciano si siano evidenziate (fase iniziale dei lavori,

demolizioni). Le zone interessate sono, in particolare, quelle del corridoio

notte e dello studio e quelle della cucina e del bagno di servizio. Dette

fessurazioni, alcune delle quali di non immediata lettura in termini di

causalità, possono solo in parte attribuirsi, con certezza, ai lavori del piano

superiore, Prop. DELTA, con specifico riferimento alla fase iniziale delle

demolizioni.

Inquinamento

In data 1gg.mm.aaaa durante un intervento non ben precisato all'interno

della Prop. DELTA, che comunque ha evidentemente interessato la porzione

terminale della canna fumaria del camino della sottostante Prop. BETA,

l'impresa esecutrice ha provocato la fuoriuscita di fuliggine da suddetto

camino. Questa nube di pulviscolo si è poi depositata in prevalenza sul

pavimento, i tappeti e le sedute del soggiorno della proprietà BETA,

impolverando comunque anche parte delle murature, dei tendaggi e del

plafone del medesimo locale. E' comunque da rilevarsi l'intervento

avvenuto da parte dell'impresa stessa nelle operazioni di prima pulitura e

nel risarcimento dei costi di tintoria sostenuti dalla ricorrente.

Infiltrazioni

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La proprietà BETA è stata oggetto di copiose infiltrazioni d'acqua di

origine meteorica svoltesi in più fasi a partire dal mm aaaa sino al mm aaaa.

Dette infiltrazioni hanno interessato più punti della proprietà trovando

manifestazione in numerose macchie di umidità tuttora visibili attraverso i

tipici residui. Le porzioni maggiormente interessate risultano essere le

controsoffittature, ed i relativi decori (per la quasi totalità dei locali, esclusi

quelli di servizio della zona giorno), le pavimentazioni in parquet (delle

camere ed in special modo dell'ingresso), gli imbotti dei doppi serramenti

(camera matrimoniale), parte delle murature (in relazione allo strato di

finitura: rasatura a gesso e tinteggiatura). L'origine di dette infiltrazioni è

evidente, stillicidio di acqua meteorica filtrante dal piano superiore, come la

causalità generica imputabile ai lavori nella sovrastante Prop. DELTA, in

relazione però a più fattori scatenanti comunque legati ad una persistente

imperizia nell'esecuzione dei lavori stessi.

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Risposta al terzo punto del quesito

“...dica quali debbano essere le cautele e i lavori necessari ad evitare

che le opere in corso nella proprietà del resistente producano danni alla

proprietà dei ricorrenti.”

I fenomeni dannosi denunciati dai ricorrenti, secondo i tre aspetti dianzi

ricordati, stante lo stato attuale delle opere eseguite (posa del manto di

copertura in via di ultimazione) non hanno motivo tecnico di ripetersi, a

meno di vizi occulti, attualmente non riscontrabili, o di persistente e

recidiva imperizia nell'esecuzione delle restanti lavorazioni.

Comunque al fine di coadiuvare la prosecuzione dei lavori stessi, in

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favore di sicurezza, rassicurando anche i ricorrenti, si riassumono come

segue alcune precauzioni che il sottoscritto ritiene utile porre in luce ai

resistenti:

rinforzo del solaio intermedio tra le proprietà in oggetto con particolare

attenzione all'eventuale formazione di sovraccarichi;

sigillatura elementi sporgenti dalla copertura (antenne, comignoli ecc.);

impermeabilizzazione, formazione pendenze ed adeguato sistema di

raccolta delle acque meteoriche per il terrazzo di nuova realizzazione

(prop. DELTA);

corretta riproposizione dell'originario sistema di raccolta e smaltimento

delle acque di gronda, con particolare attenzione alle criticità insite

nella tipologia costruttiva dello stesso (imbocchi, collegamenti, vasca

di tenuta ecc.).

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Note conclusive

In conclusione si può affermare che i danni di maggior rilievo

evidenziati dai ricorrenti, facenti riferimento a ripetute infiltrazioni di acqua

piovana dalla soletta superiore dell'unità immobiliare di loro proprietà, non

dovrebbero trovare ulteriore ripetizione, od aggravamento, essendo oramai

in via di definizione le opere relative al sistema di copertura dell'edificio. Si

sottolinea comunque come rimanga ancora incompleto il sistema di

smaltimento delle acque di gronda che, come dianzi ricordato, per la sua

particolare tipologia costruttiva, merita particolare perizia nella sua

formazione.

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Il sottoscritto ringrazia per la fiducia a lui accordata e rassegna la

presente relazione di consulenza tecnica d'ufficio rendendosi disponibile per

eventuali chiarimenti. Allega nel contempo l’usuale documentazione di

corredo e quella a lui prodotta dalle parti oltre alla memoria del consulente

di parte ricorrente. In merito alla memoria di parte resistente “DELTA”

(CTP Ing. Acca) depositata al sottoscritto oltre i termini prefissati si

rimanda ogni decisione, nel merito di un suo eventuale recepimento,

all'Ill.mo Sig. G.D. Nel dettaglio, comunque, si sottolinea di aver discusso

con il consulente di parte Ing. Acca gli allegati fotografici della stessa in

quanto raffiguranti lo stato di avanzamento dei lavori giunti ad una fase in

maggior modo rassicurante per i ricorrenti, in merito ad un eventuale

riproporsi degli eventi scatenanti le patologie denunciate.

Con osservanza.

(Arch. Alberto Pavan)

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