Sei sulla pagina 1di 3

AREA GIURIDICA

lE X Gli atti del processo ordinario di cognizione


di Guido Alberto Inzaghi (*) e Marco Ribaldone (*)

Il Consulente Tecnico è un ausiliario del giudice, chiamato ex art. 62 cod. proc. civ. a svolgere le
indagini che questi gli richiede “al solo fine di far conoscere al giudice la verità” (così recita il giuramento
dei C.T.U.). Nell’espletamento dell’incarico il C.T.U. deve esaminare gli atti e i documenti di causa. Tale
esame avviene in concreto attraverso il ritiro dei fascicoli di parte, che verranno poi nuovamente depo-
stati dal C.T.U. al termine delle operazioni peritali. In concreto, quindi, il C.T.U. deve prendere coscienza
di tutti gli aspetti della causa, sia di fatto sia di diritto, senza limitarsi ad un esame delle circostanze e
degli aspetti squisitamente e strettamente tecnici, al fine di poter fornire al giudice gli elementi di cui
quest’ultimo ha bisogno. In tale contesto, appare opportuno fornire una sintetica panoramica generale
del giudizio ordinario di cognizione nelle sue varie fasi e nel suo naturale svolgimento.

L’atto di citazione sanata con efficacia sin dalla prima notifica;


Il giudizio ordinario di cognizione di primo la nullità derivante dalla mancata indicazione
grado, disciplinato dai titoli primo e secon- della cosa oggetto della domanda o delle ra-
do del libro secondo del codice di proce- gioni di fatto e diritto della domanda stessa,
dura civile, viene introdotto con l’atto di viene sanata con efficacia dalla seconda noti-
citazione. Più precisamente, la notifica di fica o dall’integrazione.
questo atto al soggetto che, in tal modo, Ai sensi dell’art. 163-bis cod. proc. civ. tra la
viene convenuto nel giudizio, determina la notifica dell’atto di citazione e l’udienza di
pendenza (e cioè l’esistenza) della lite. prima comparizione in esso indicata devono
L’atto di citazione deve contenere (art. 163 intercorrere non meno di 60 giorni liberi
cod. proc. civ.): (che si conteggiano senza prendere in consi-
• l’indicazione del tribunale davanti a cui si derazione né il giorno della notifica né quel-
procede; lo dell’udienza), se l’atto deve essere notifi-
• i dati (nome, residenza o sede legale, codi- cato in Italia, o non meno di 120 giorni, se
ce fiscale) delle parti; l’atto deve essere notificato all’estero.
• la determinazione della cosa oggetto della L’attore, dopo la notifica dell’atto di citazio-
causa; ne, deve costituirsi in giudizio, iscrivendo la
• l’esposizione delle ragioni di fatto e di di- causa a ruolo attraverso il deposito del suo
ARBITRATO E CONTENZIOSO

ritto che rendono fondate le domande svol- fascicolo di parte (art. 165 cod. proc. civ.).
te; In buona sostanza, quindi, può dirsi che
• l’indicazione dei documenti prodotti e de- l’atto di citazione serve ad introdurre la
gli altri mezzi di prova; causa e a delinearne, per così dire, i confini.
• gli estremi del difensore e della procura L’attore, infatti, deve indicare quale doman-
rilasciata in suo favore; da svolge (e cioè quale pronuncia chiede
• la data dell’udienza di prima comparizione; esattamente al giudice di emettere), deve
• l’invito al convenuto a costituirsi nei ter- illustrare le ragioni che rendono tale do-
mini e nelle forme di legge e l’avvertimen- manda meritevole di accoglimento e deve
to che la costituzione tardiva comporta le indicare gli elementi idonei a provare tali
decadenze di cui all’art. 167 cod. proc. civ. ragioni.
Quasi tutti tali elementi devono essere in- Per parte sua il convenuto ha il solo onere
seriti nell’atto di citazione a pena di nullità di difendersi rispetto alle domande svolte
(art. 164 cod. proc. civ.). dall’attore e rispetto alle tesi formulate da
Detta nullità viene sanata attraverso la fissa- quest’ultimo, senza necessità alcuna di in-
zione di un termine per la rinnovazione del- trodurre elementi nuovi ed ulteriori ri-
la citazione o la sua integrazione. La diffe- spetto alla prospettazione dei fatti che è
renza è, però, rappresentata dal fatto che stata fornita dall’attore.
l’omessa o errata indicazione di alcuni ele- Il convenuto ha il diritto di introdurre tali
menti (l’indicazione del tribunale, i dati delle nuovi elementi e persino di allargare il con-
parti, l’avvertimento della decadenza) viene traddittorio a soggetti terzi, ma l’esercizio o
66
(*) Avvocati in Milano (McDermott Will & Emery Carnelutti Studio Legale Associato).
Rivista del Consulente Tecnico n. 2, aprile-giugno 2005
AREA GIURIDICA

meno di tale facoltà rientra nell’ambio delle dell’attore attraverso l’esposizione delle
scelte di strategia difensiva, senza che il codi- proprie ragioni di fatto e di diritto.
ce di rito preveda alcun obbligo al riguardo. Egli può anche decidere di estendere il lE X
Più esattamente, gli obblighi sono previsti contraddittorio a un terzo, al quale la causa
solo per l’ipotesi che il convenuto decida di è comune o da cui vuole essere manlevato
esercitare nel modo più ampio i suoi diritti di (si pensi alle chiamate in causa delle com-
difesa; in difetto, egli può limitarsi a replicare pagnie di assicurazione).
a quanto dedotto e richiesto dall’attore. Merita osservare che, ai sensi dell’art. 2697
cod. civ., gli oneri probatori gravano in via
La comparsa di costituzione e risposta integrale ed esclusiva sull’attore. Il conve-
Il convenuto che intenda partecipare al giu- nuto non ha alcun obbligo in tal senso, fat-
dizio come sopra instaurato risponde al- to salvo l’onere (che peraltro coincide con
l’atto di citazione con la sua comparsa di il suo interesse sostanziale, prima ancora
costituzione e risposta (art. 167 cod. proc. che processuale) di provare il contrario di
civ.). fatti dimostrati dall’attore.
In tale atto il convenuto deve prendere po- In astratto, quindi, il convenuto potrebbe li-
sizione sulla domanda svolta dall’attore. In mitarsi a negare la fondatezza o la veridici-
particolare, egli deve prendere una posizio- tà dei fatti allegati dall’attore e a chiedere il
ne sui fatti allegati dall’attore a fondamento rigetto delle sue domande. In tal caso, sarà
della sua domanda. unicamente l’attore a dover dimostrare
Si tratta di un onere estremamente impor- che quanto afferma corrisponde al vero e
tante e delicato, il cui mancato assolvimen- che, pertanto, le sue richieste sono legitti-
to può avere conseguenze di grande rile- me e meritevoli di essere accolte.
vanza. Esiste, infatti, un autorevole orienta-
mento giurisprudenziale secondo il quale la Le memorie ex art. 180 cod. proc. civ.
mancata contestazione, da parte del conve- L’art. 180 cod. proc. civ. stabilisce che, al-
nuto, di un fatto dedotto dall’attore com- l’udienza di prima comparizione, il giudice
porta che il giudice ritenga tale fatto pro- può - è solo una facoltà e non certo un
vato, senza necessità di svolgere alcuna at- obbligo - assegnare alle parti il termine per
tività istruttoria al riguardo. Si vedano, in il deposito e lo scambio di comparse.
proposito, Cass., ss.uu., 23.1.2002, n. 761 Si tratta di scritti difensivi che le parti pos-
(nella motivazione), Cass. 5.11.1997, n. sono utilizzare per replicare a quanto de-
10843 e Cass. 4.12.1982, n. 6620. dotto dall’avversario (è il caso dell’attore,
Il convenuto deve, inoltre, indicare i docu- poiché il convenuto è l’ultimo ad avere de-
menti che produce e i mezzi di prova di cui positato un atto difensivo) e per trattare la

ARBITRATO E CONTENZIOSO
intende avvalersi, nonché formulare le sue materia del contendere.
conclusioni. Egli deve, infine, dichiarare la In ogni caso, a prescindere dall’assegnazio-
propria eventuale intenzione di chiamare in ne dei termini di cui sopra, il giudice auto-
causa un terzo e chiedere al giudice lo spo- rizza il convenuto a depositare, in un ter-
stamento della prima udienza onde con- mine non inferiore a venti giorni prima
sentire a detto convenuto di citare in giu- della prima udienza di trattazione, un atto
dizio il terzo nel rispetto dei termini di cui nel quale egli potrà e dovrà (se ancora
all’art. 163-bis cod. proc. civ. (artt. 167 e non lo ha fatto) sollevare le eccezioni
269 cod. proc. civ.). processuali e di merito non rilevabili d’uf-
Il convenuto si costituisce in giudizio depo- ficio.
sitando in cancelleria il proprio fascicolo *
contente la comparsa di risposta e i docu- Dal punto di vista pratico, queste memorie
menti prodotti con essa. vengono utilizzate dalle parti per un’ulteriore
Tale deposito deve avvenire almeno 20 illustrazione delle rispettive posizioni prima
giorni prima dell’udienza di prima compari- ed in vista della prima udienza di trattazione.
zione. La costituzione oltre tale termine Di fatto è l’attore ad avere un reale inte-
comporta la perdita del diritto del conve- resse in tal senso, posto che il convenuto è
nuto di formulare a sua volta una domanda l’ultimo, in ordine di tempo, ad avere depo-
riconvenzionale nei confronti dell’attore e sitato uno scritto difensivo.
di chiamare in causa un terzo (art. 167 cod. In concreto, è raro che un convenuto
proc. civ.). aspetti questo scritto difensivo per solleva-
* re eccezioni processuali o di merito, che
In sostanza, il convenuto si costituisce in sono, d’abitudine, formulate già in sede di 67
causa replicando alle tesi e alle domande comparsa di risposta.
Rivista del Consulente Tecnico n. 2, aprile-giugno 2005
AREA GIURIDICA

Le memorie ex art. 183 cod. proc. civ. cui le parti possono offrirsi di provare la
È possibile che, all’esito della prima udienza fondatezza dei fatti costitutivi delle loro
lE X di trattazione, prevista e disciplinata dal- domande. Decorsi invano tali termini – fat-
l’art. 183 cod. proc. civ., il giudice assegni ta salva l’ipotesi, rarissima, di rimessione in
alle parti un doppio termine per il deposi- termini ex art. 184-bis cod. proc. civ. non è
to di «memorie contenenti precisazioni o mo- più consentita alle parti la formulazione di
dificazioni delle domande, delle eccezioni e alcuna richiesta avente natura istruttoria.
delle conclusioni già proposte» e per il depo- È, quindi, agevole immaginare la delicatezza
sito di eventuali repliche. di questi atti: la parte che non deduca mez-
Lo scopo di questi scritti difensivi è di zi di prova idonei a dimostrare la fondatez-
consentire alle parti di formulare le loro za delle sue tesi vedrà le proprie domande
rispettive domande in maniera piena e respinte.
consapevole, alla luce anche della posizio-
ne assunta in causa dall’avversario. Le comparse conclusionali e le memo-
Le domande formulate negli atti introdutti- rie di replica
vi e non riprodotte in queste memorie po- Quando la causa viene trattenuta in deci-
trebbero anche ritenersi abbandonate. sione, il giudice assegna alle parti i termini
Il giudice non ha possibilità di scelta: se le per il deposito delle comparse conclusio-
parti chiedono l’assegnazione del termine nali e delle memorie di replica ex art. 190
in questione egli deve concederlo. Il termi- cod. proc. civ.
ne stesso non può essere superiore a tren- Le prime sono gli scritti difensivi che le
ta giorni ed è perentorio e cioè non dero- parti utilizzano per riepilogare le tesi svol-
gabile nemmeno su accordo delle parti te nel corso del giudizio, ripercorrere l’iter
(art. 153 cod. proc. civ.). probatorio seguito in causa ed illustrare
con ancor maggiore precisione le domande
Le memorie ex art. 184 cod. proc. civ. formulate.
In sede di udienza ex art. 184 cod. proc. civ., Le seconde sono atti utilizzati per una sem-
fissata per la discussione sui mezzi istruttori plice replica, l’ultima, a quanto l’avversario ha
dedotti, il giudice può assegnare alle parti un illustrato nella sua comparsa conclusionale.
termine per il deposito di documenti e di
memorie contenenti l’indicazione di mezzi Il fascicolo di causa
istruttori, nonché un successivo termine per Tutti gli atti e i documenti che le parti depo-
il deposito di scritti volti all’indicazione di sitano nel corso di un giudizio devono esse-
prova contraria. re inseriti nei fascicoli di parte. Questi sono
Anche questi termini sono perentori. conservati all’interno del fascicolo d’ufficio,
Al riguardo, è interessante notare che l’art. che viene creato nel momento stesso in cui,
ARBITRATO E CONTENZIOSO

184 cod. proc. civ. attribuisce al giudice una all’esito della notifica dell’atto di citazione,
facoltà anziché, come il precedente art. 183 l’attore iscrive a ruolo la causa.
cod. proc. civ., imporgli un obbligo. Il giudi- All’interno del fascicolo d’ufficio vengono
ce, quindi, può anche decidere di non asse- anche inserite le copie degli scritti difensivi
gnare alle parti i termini richiesti. delle parti (dette appunto “copie per uffi-
In particolare, poiché la disposizione parla cio”), i verbali delle varie udienze, i provve-
espressamente di un primo termine in cui dimenti emessi dal giudice e gli atti di istru-
le parti possono “indicare nuovi mezzi di zione (art. 168 cod. proc. civ.).
prova”, esiste un orientamento giurispru- In particolare, poiché le prove orali (de-
denziale che nega l’autorizzazione al depo- posizioni testimoniali e interrogatori for-
sito degli scritti difensivi in questione alle mali) vengono a costituire parte inte-
parti che non abbiano già in precedenza grante del verbale di udienza, gli atti di
formulato richiesta di ammissione di qual- istruzione semplicemente inseriti nel fa-
che mezzo istruttorio (“vecchio” e con- scicolo d’ufficio sono le consulenze tec-
trapposto ai “nuovi” mezzi istruttori di cui niche d’ufficio, le risposte dei terzi agli
parla la norma). ordini di esibizione formulati dal giudice
Gli scritti ex art. 184 cod. proc. civ., comu- ex art. 210 cod. proc. civ., i verbali delle
nemente chiamati “memorie istruttorie”, ispezioni e degli esperimenti probatori, i
sono importantissimi in un giudizio civile. conti resi su ordine del giudice ex art.
Essi rappresentano, infatti, l’ultima sede in 263 cod. proc. civ.

68

Rivista del Consulente Tecnico n. 2, aprile-giugno 2005