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Il Partenone è sicuramente il monumento più importante dell’Antica Grecia ed è uno dei più famosi al

mondo. Era il più sacro dei monumenti cittadini, ed era celebre già nell’antichità
come capolavoro assoluto dell’architettura greca. Il Partnenone sorge nell’area
meridionale dell’Acropoli, nel cuore della città di Atene, in cima ad una collina alta 156 metri e visibile da
diversi chilometri di distanza. Il monumento era un tempio dedicato alla Dea Atena. Il nome “Partenone” si
riferisce all’epiteto “parthenos” della dea Atena (che indica il suo stato di nubile e vergine), nonché al mito
della sua creazione, per partenogenesi, dal capo di Zeus.

Infatti all’interno del Partenone si trovava la colossale statua dell’Athena Parthenos in piedi, alta circa
dodici metri: per costruirla, furono impiegati quarantaquattro talenti d’oro (circa 1.140 chili d’oro) e costò
alla città settecento talenti, il prezzo equivalente di una flotta di 230 navi.

Tuttavia, si ritiene che il Partenone fosse utilizzato principalmente come tesoreria.

Architettura del Partenone e curiosità Il Partenone fu costruito fra la metà del V secolo e il 432 a.C.
dagli architetti Callicrate e Ictino, sotto la supervisione di Fidia, a cui fu affidata anche la decorazione
scultorea. I frontoni, così come la statua di Atena, erano opera di Fidia e descrivevano diverse scene
importanti: su uno di questi, ad esempio, è raffigurata la disputa che Atena ebbe con Poseidone per il
possesso di Atene e dell’Attica. Il Partenone è realizzato completamente in marmo pentelico e poggia su
un basamento di tre gradini. Aveva otto colonne doriche nella area frontale e 17 colonne sui lati lunghi, alte
10.43 metri, con un diametro di base di 1.905 metri. Complessivamente, la struttura del Partenone e
misurava 69,54 x 30,87 metri. Una curiosità sul Partenone: l’impressione di assoluta perfezione è ottenuta
attraverso la specifica composizione tra i singoli elementi, e grazie al sapiente uso di correzioni
otticheappena percettibili, e necessarie per armonizzare la veduta del monumento da parte dell’occhio
umano. Infatti, alcuni esempi delle correzioni ottiche applicate sono:

 il basamento ha un’arcatura di circa 7 cm (su 70 metri!)

 i fusti delle colonne sono leggermente rigonfi a due terzi dell’altezza e lievemente piegati verso il
centro dell’edificio

 le colonne d’angolo sono leggermente maggiori e ravvicinate rispetto alle altre

Il Partenone è rimasto sostanzialmente inalterato sino al VI secolo d.C., quando fu poi trasformato in
chiesa cristiana; successivamente, nel 1400, fu convertito in moschea; poi fu utilizzato come deposito di
munizioni, ma gran parte dei suoi marmi furono comunque conservati. Nel 1687, il Partenone fu
significativamente danneggiato, quando i Veneziani, comandati da Francesco Morosini,
attaccarono Atene.

 Molte delle sue sculture furono poi recuperate e portate a Londra da lord Elgin, nel 1803. Oggi esse
si trovano al British Museum, dove sono conosciute come “marmi di Elgin” o “marmi del
Partenone”. Altre sculture del Partenone si trovano al Museo del Louvre a Parigi ed a
Copenaghen. La maggior parte delle sculture restanti è conservata ad Atene, al Museo
dell’Acropoli, situato ai piedi della collina, a poca distanza dal Partenone.

 Dopo la conquista dell’indipendenza greca, le strutture antiche del Partenone furono liberate dalle
sovrastrutture medievali e turche, così come il resto dell’Acropoli. Nel 1930 fu rialzato tutto il
colonnato settentrionale, ma i lavori di restauro proseguono ancora oggi.