Sei sulla pagina 1di 21

Arte classica

Dalla metà del V secolo fino al 323. Il termine classico è estremamente


insidioso, sia perché svaluta gli altri periodi che per essere considerato un
periodo di assoluta eccellenza. Erano appena terminate le guerre
persiane, narrate da Erodoto. Il conflitto della centauromachia si rifaceva a
ciò (nomos e ubris). Vengono percepite non solo come guerra, conflitto
armato, ma un conflitto molto più ampio tra due entità, che possiamo
identificare come conflitto tra oriente e occidente. (Frusta). È un conflitto
in cui le carte sono più mescolate di quanto sembri, fortemente
asimmetrico e quindi si gioca tutto la Grecia, perché si svolge tutto lì.
Quindi sono i greci che lo percepiscono come conflitto tra occidente e
oriente.
La tragedia arcaica ha come modello il mito, solo una di eschilo mette in
scena i persiani sconfitti, si dichiara quindi la superiorità del modo greco
su quello persiano (democrazia vs tirannia). Le guerre persiane
rappresentano un’accelerazione culturale.

Se dovessimo andare in un luogo dove quanto detto è evidente andremmo


ad Atene, all’Acropoli (distrutta dai persiani) ricostruita da Pericle, uno
stratega ma di fatto la sua influenza va al di là del compito per cui è stato
eletto. Sarà lui a dire di ricostruire l’acropoli dove è sempre stata, come
per esempio per le torri gemelle,si realizza una costruzione di 1776 piedi
(anno d’indipendenza). L’acropoli va ricostruita dove è sempre stata,
diventa il simbolo di egemonia ateniese, ma che da essa prenda forma
tutta la cultura greca. Questa egemonia durerà circa 30 anni e fino alla
sconfitta nella guerra del Peloponneso. L’idea di Pericle ha avuto un
successo strabiliante perché ancora oggi noi a distanza di anni ci
confrontiamo con l’eredità di Atene (arte classica e modello di democrazia
ateniese).
Egemonia inteso come dominio non solo politico e militare, ma anche
culturale. Un’influenza culturale, intesa già da Pericle con la ricostruzione
dell’acropoli. Finanziata (accusa di peculato), stornando una parte del
tesoro della lega del-attica (spostata ad atene).

Architettura
L’acropoli
L’Acropoli sorge su uno sperone roccioso, una roccia durissima e
scivolosa. Si ci accede con una scalinata.
Edifici principali:
– Tempio di Atena Nike (ionico, anfiprostilo e tetrastilo)
– Colonnato d’ingresso, propilei.
– Partenone sulla destra
– Sulla sinistra un tempio dedicato ad Eretteo (fondatore di Atene)

Si alternano ordine dorico (propilei e Partenone), ionico (eretteo e Atena


Nike). Noi visitiamo ciò che ci rimane. Dopo che la Grecia nel 19esimo
secolo diventa una nazione unitaria, una monarchia. Quando diventa
indipendente iniziano i lavori di restauro e di riconfigurazione dell’acropoli.
Nel 1750 l’Acropoli era una cittadella fortificata, cioè trasformata in una
specie di villaggio con una serie di costruzioni po demolite. Il partenone
era una chiesa bizantina, poi in deposito di armi da fuoco e polvere da
sparo, un colpo di cannone dei veneziani distruggono parte delle metope.
Quindi vengono eliminate tutte le costruzioni e quindi questi edifici
vengono isolati (isolare le architetture classiche). Hanno eliminato le
tracce della storia successiva all’età classica, ripristinando (riportare
qualcosa alla sua condizione originaria).
Quello che visitiamo è un luogo dove si esercita una nozione e
immaginazione del mondo classico propria della modernità.

Il duomo di Siracusa è l’antico tempio di Atena trasformato in basilica


cristiana. Sul fianco si vedono le colonne doriche originarie. Si libera la
muratura medievale e si riconfigura il tempio originale.

Il Partenone
Il partenone 447-438/432. Quindici anni è un tempo relativamente rapido.
I due architetti progettisti erano ichtinos (più importante, di cui rimane un
altro tempio per cui possiamo confrontarli) e e callicrates. A questi due
nomi si aggiunge un terzo: Fidia che in realtà dovrebbe cccuparsi solo
della decorazione scultorea, diventa un architetto giunto, scelto
direttamente da Pericle. Al posto di attaccare Pericle si attacca lui di
malversazioni. Si può essere nemici di Pericle nel 5 secolo perché ha
accumulato nelle sue mani rande potere.

Statua di Atene crisoelefantina al centro di naus (Fidia l’aveva gi fatta


anche per Zeus in trono ad Olimpia) in piedi, alta circa 12 metri, abbiamo
solo alcune copie piccole.).

Il fregio
Le metope, fregio dorico rappresentati una centauromachia,
amazzonamachia, gigantomachia (Giganti che assaltano l’Olimpio per
assumerne il potere, sempre guerra tra nomos e iubris, gli attori della
iubris), la guerra di Troia. Avevamo un fregio continuo (che ci aspettiamo
in quello ionico). Fregio continuo che correva lungo le mura esterne del
naos. Erano raffigurate la processione panatenaica (feste dedicate ad
Atene) e cavalcata panatenaica. La prima volta in una decorazione
templare in cui gli attori non sono divinità, ma uomini. La prima volta che
figure non divine vengono raffigurate in un monumento religioso. C’è una
gerarchia (nel punto più basso giovani e giovane di Atene, nella parte
intermedia il fregio dorico le mchie e poi gli dei nei frontoni).

Cavalcata panatenaica, bassorilievo, cavalcata simbolica con cui i giovani


di atene celebravano la dea, le zampe e le figure si accavallano per
rendere il dinamismo.

La maggior parte dei marmi del partenone si trovano al British museum.


Contenzioso ancora aperto.
In una ambientazione e condizione che Fidia non aveva previsto. Le
condizioni ambientali, erano progettate per un’ambiente esterna, ora si
trovano in una sala interna, con una luce diversa (miscela tra luce esterna,
naturale e artificiale). Cambiano le distanze a cui possiamo osservarle. La
parte posteriore era grezza. I marmi erano quasi integri fino a quando la
palla di cannone non lo colpisce.
I marmi vengono chiamati marmi Lord Elgin, ambasciatore presso l’impero
ottomano che chiede l’autorizzazione per realizzare degli scavi e poi
prende il braccio per tutta la mano, l’imballa e li fa spedire in Inghilterra.
Ma l’Atene è un villaggio di 3000 abitanti (tra 700 e 800), l’acropoli era
molto diversa e nessuno si accorge di questi archeologi. Li rivende alla
corona inglese e nasce così il museo. Ad oggi c’è un problema legale, la
restituzione alla Grecia di queste opere. Ma così i musei non esisterebbero
più, un altro ostacolo è la brexit. L’UE ha auspicato che i marmi Elgin
ritornassero ad Atene. Non verrebbero montati sul partenone, perché
Atene è inquinata e corrode il marmo. Il museo dell’acropoli ha il vantaggio
la luce solare e la vicinanza con il partenone.

Due frontoni. Orientale la nascita di Atena, occidentale lotta tra Atena e


Poseidone per il possesso dell’attica (in quello occidentale abbiamo scene
di guerra, conflitti . Frontoni. Molto dinamici. In quello orientale a sinistra si
vedono dei cavalli, il carro di Apollo, del dio Sole per la nascita del sole a
oriente. è come se vedessimo il carro che nasce, spunta dalla parte
sinistra e termina a destra. Da l’idea della contemporaneità figurativa
dell’azione. Dinamismo differente tra i due frontoni, estremamente
sintattici. Le tre dee erano collocate a destra, nella parte prima
dell’angolo, per l’altezza delle figure che discende e quindi accompagna la
diagonale del triangolo. Le pieghe della stoffa di Fidia, si parla di
“panneggio bagnato”, perché l’effetto è quello. La stoffa bagnata aderisce
alla pelle e dà maggiore dinamismo. Panneggio bagnato fidiaco è una
componente ionica, perché dà maggiore eleganza, ma mette in rilievo la
struttura del corpo, componente dorico-attica. Per cui nell’opera di Fidia le
due componenti si fondono. La figura più a sinistra si sta alzando,
atteggiamento fortemente dinamico, posizione precaria, Fidia sceglie una
dinamicità per cui le figure non sembrano staticimente in posa, ma in
movimento accentuato dal panneggio.

Scultura
Dea di Morgantina, nota come Afrodite ma di fatto Demetra. Tecnica usata
nel vestito, esempio nel panneggio bagnato, siamo nel V secolo, in Sicilia a
Morgantina vicino ad Enna. Sembrava Afrodite ma siccome lei è più
giovane si pensa sia Demetra perché il suo mito spiega l’avvicendarsi delle
stagioni e quindi delle pratiche dell’agricoltura, granaio d’Italia. roccia
calcarea tranne nelle braccia e in viso già visti a se li unte dove c’è il
marmo, acrolito.
Vicenda particolare perché compare in un museo di LA Paul Getty (un
miliardario) in caso di legislazione nazionale complicatissimo. Vengono
portate avanti delle indagini di tipo geologico e questo calcare si trova
soltanto negli altopiani della Sicilia centro-orientale e scatta una questione
giuridica complicatissima. è una figura tombarola, quelli che fanno scavi
clandestini, cercano oggetti in terracotta o monete. Una volta trovata la
scultura avrebbero dovuto segnalarla alla sovrintendenza ma invece la
segano in tre parti e la vendono. Si tratta di ritrattazione (?). Il museo lo
cede al ministero dei beni culturali che lo ha ceduto alla regione siciliana
che lo ha collocato nel museo di Aidone.
La calcarenite ci dice che è stata realizzata in Sicilia perché questa pietra
è propria della Sicilia centro-orientale. Lo scultore ha avuto modo di
vedere i rilievi del partenone, utilizza una tecnica che nasce lì oppure
aveva un disegno preparatorio.
Mozia è un’isola punica. Il giovane di Moria era sepolta in modo strano con
la testa staccata. È un linguaggio greco, uno dei capolavori della scultura
greca del V secolo. Può essere stata commissionata a uno scultore greco
che stava sull’isola. Giovane perché non conosciamo il soggetto, se è una
divinità o un eroe o altro. Colpisce la posizione che è stranissima, ha una
mano sull’anca, in posa di vittoria, probabilmente una clave, Eracle. Frutto
di un sincretismo, dell’unione di due culture, greco e fenicio. Due fori per
reggere una placca.
Doriforo di Policleto, portatore di lancia. Come nei bronzi di riesce
ponderatio, cioè sta dritta in equilibrio su una gamba, l’altro elemento è
quello del chiasmo, figura retorica ad incrocio, come per paratassi e
sintassi una figura della stilistica vene trasportata all’arte. Alla gamba
dritta corrisponde un braccio piegato, al braccio dritto la gamba
leggermente flessa. Nei bronzi di riace lo si trova ma meno evidente.
Copia dell’originale in bronzo che si riconosce dall’inserimento dei perni e
dei supporti oltre che il fatto che era formato da più pezzi. Policleto aveva
redatto un canone (Policleteo, regole da seguire) che prevedeva il
chiasmo e che il capo fosse un ottavo rispetto all’altezza complessiva del
corpo. Quello che regola il doriforo sono una serie di norme di tipo
matematico e geometrico, nn è una novità per il mondo greco (esempio
l’architettura) ma il fatto nuovo è che alla pratica artistica per la prima
volta si accompagna un modello di trattatistica, teoria della
rappresentazione, importante perché diceva che la tecnica era una pratica
esecutiva perché diventa qualcosa che utilizza anche una Componente
matematica, riflessiva, intellettuale. Quindi la tecne si evokve da pratica
esclusivamente esecutiva diventaun modello teorico. Componente
esclusivamente nel mondo greco.
IV SECOLO
Guerra del Peloponneso e condanna a morte di socrate. Ulteriore scontro
che contrappone Sparta a Tebe, approfitteranno di questa situazione i
macedoni. Periodo di decadenza? I presupposti sui quali si misura la
decadenza culturale ecc. La decadenza riguarda la forma delle città stato,
decadono le poleis ma la decadenza delle poleis della loro forma non è la
decadenza del mondo greco, il modello culturale anzi si espande e
diffonde. Per i greci i macedoni non sono greci, sono barbari, mentre
invece i macedoni si credevano greci. Il problema delle identità è
estremamente scivoloso. Alessandro, il precettore è Aristotele, è imbevuto
di cultura greca ma rimane comunque un barbaro. Un altro passaggio
fondamentale che avviene per quanto riguarda la scrittura. Con Platone la
filosofia diventa sistema e ancora più con Aristotele, un sistema che
rimane lì fisso e stabilito, con la trasmissione orale l’approccio alla filosofia
era comunitario. La filosofia diventa un sistema di conoscenza che occupa
il centro della scena. Il mito era insieme conoscenza e religione ma ad un
certo punto il mito perde i suoi caratteri fondamentali a favore della
filosofia. Noi usiamo un’approccio conoscitivo sia individuale, solitario e
commutatrio. Se parliamo di un declino dobbiamo individuare i parametri
(quindi in relazione al passato per esempio) per i quali possiamo dire che
c’è una situazione di declino.

Tre scultori:
– Prassitele
– Scopas
– Lisippo

Prassitele
Prassitele Afrodite degli cnidi. Prassitele. Chiasmo, copia romana.
Famosissima rimaste una trentina di copie, ci muoviamo in un ambito di
grande differenze rispetto al V secolo. Ci confrontiamo per la prima volta
con il nudo femminile, che prima riguardava solo le figure maschili, perché
nudo eroico. La nascita di venere di Botticelli si ispira a questo. Sta
deponendo la veste, venere bagnante che però è stata trasportata in un
ambito quotidiano, anche se è un bagno rituale inizia a prediligere una
componente quotidiana. Il mito greco non sarà più logos e sacro, ma
inizierà ad aver a che fare con il quotidiano, conseguenza della filosofia.
Diventa un semplice racconto, narrazione. La linea del corpo è sinuosa,
dinamica, mobile rispetto al doriforo è un elemento trasversale degli autori
di questo secolo.
Αpollo sauroctono, prassitele, si prepara a trafiggere una lucertola, non ci
è giunto l’arco. Lucertola cammina sul tronco. In comune con l’Afrodite c’è
la posa, la linea sinuosa e si appoggia al tronco. Non è una visione, un
elemento eroico, epico, mitologico ma una visione quotidiana, il mito viene
quasi desacralizzato. È sintomo di un passaggio culturale (il mito perde la
centralità per la filosofia).
Skopas
Scopas, menade danzante. Erano le donne che in preda alla frenesia
accompagnavano il corteo di Dioniso, baccanti. Un movimento frenetico,
instabile, sta ruotando su se stessa. Le braccia potevano essere
fortemente distanziate rispetto al resto del corpo. La posizione che la
statua ci chiede di assumere. Non basta un punto di osservazione,il
dinamismo della scultura ci chiama, invita, a moltiplicare i nostri punti di
osservazione. Per il doriforo per ammirare il chiasmo dovremmo metterci
frontalmente. Non sono giunte braccia e gambe.
Pothos, i piedi incrociati rendono la posizione estremamente precaria.
Siamo passati dal culmine della figura eretta a una figura con una tensione
precaria che la rende tale. Abbiamo anche una grande espressività del
volto, assente nel doriforo. Esprime uno stato d’animo. Skoda s lo ottiene
questa idea della dimensione espressiva del volto infossando gli occhi e
ombra che si addensa attorno ad essi e aprendo la bocca. Non è effetto
che si ricava inconsapevolmente.
Stesso effetto nella testa di guerriero ritrovato nel

Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie. Mausoleo è tomba


monumentale. si trova nell’attuale Bodrum in Turchia. Lo fece realizzare
Artemisia per il marito Mausolo e quindi da allora viene utilizzato come
termine per tomba. (mausoleo di Adriano è castel sant’angelo). Ipotesi
ricostruttiva. Imponenza contraria all’architettura greca, ci riporta
piuttosto alla monumentalità grandiosa dell’architettura egizia, orientale.
Abbiamo comunque gli ordini greci per cui sincretismo.

Satiro danzante, terzo delle grandi scoperte in Sicilia (Demetra di


Morgantina, giovane di moria e questo). Un peschereccio che lo tira con le
reti per i pesci nel canale di Sicilia (separa dall’Africa). Accompagnavano
anche loro il corteo di bacco, la posa è la stessa della menade danzante,
un moto rotatorio, testa all’indietro (sono rimasti gli occhi). Volteggia,
l’altra gamba era portante. Tecnica della cera persa e quindi è cava. Era
stata trasportata, viaggiava. Il confronto tra queste figure ci dicono molto
sull’arte greca. Gli artisti adottavano i medesimi modelli, skemata, stesso
schema. L’arte greca riformula continuamente semre gli stessi schemi,
termine che nasce principalmente per la danza.
Lisippo
Lisippo, ritratto di alessandro. Prima volta che incontriamo il ritratto nel
mondo greco. Genere ritrattistico che avrà una grande fortuna non solo
nel mondo greco ma soprattutto romano. Sempre di lisippo abbiamo
l’apoxyomenos, sempre copia. Seconda metà del quarto secolo. È un
atleta che teneva uno strumento per lavarsi, una striscia di cuoio con cui si
detergeva, toglievano l’olio. non è un gesto cultiminante della realtà
atletica. Come nella menade dobbismo girare intorno (non come nella
menade ovviamente), ma il fatto che quasi bruscamente pone in avanti le
braccia ad angolo retto. Lisippo non rispetta il canone policleteo, la testa è
più piccola rispetto al corpo, per dare più risalto al movimento,
dinmamismo del corpo. Una testa più grande avrebbe smorzato la
componente dinamica del corpo. Rinuncia però all’importanza dell’utilizzo
delle proporzioni matematiche, noi abbiamo agganciato il rispetto
dell’armonia, delle proporzioni matematiche all’arte e alla filosofia. Idea
che comunque cambierà velocemente.
Radice di orao, id, eidos, idea, idea del vedere fisico e mentale. Legato a
una realtà mentale, vedere intellettuale. faino, apparire, mostrarsi, un
fenomeno, una visione del tutto fisica.
Il vedere del doriforo, il canone, il chiasmo, la posizione delle gambe, per
questo è ideologico

Lisippo rinuncia all’oggettività armonica, per esprimerci l’opera per come


ci appare.

Afrodite landolina, nome dell’archeologo. Numerose copie, tra cui una


acefala. La parte dei fianchi è fortemente allungata rispetto alle
proporzioni normali, la linea femorale. Non me ne accorgo per la presenza
del panneggio orizzontale bilancia l’allungamento. Si manifesta, appare in
un modo che di fatto non è ed era questo ciò che voleva l’artista, ignoto.

Potrebbero piacerti anche