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di cui diciamo, un riferimento allegem dicere super pecunz'a di cui par- Osservazioni su xn Tab. 1.4: il «Vindex» per «adsidui» e «prole-
lava XII tab. 5,3. Quindi, non un generale legem dicere testamentario,
tarii»
bensì uno specifico cenno a disposizioni particolari, era indicato con le
parole ita lego. Naturalmente, la disposizione fondamentale, la heredis
institutio che, per noi, costituiva la sostanza del testamento comiziale (o
Pubblicato in
in procintu) sarà stata designata, a nostro parere, nel formulario di cui si
lndex, 26, 1998, pp. l 5-40
parla, mediante le parole: ita do . E le parole: ita testor poi, come ho già
detto, sembrano esser state un riferimento alla richiesta di futura testi-
monianza che il testatore rivolgeva ai quirites o ai cittadini in armi.
Infine, si può accennare al rapporto tra XII tab. 5,3 e XII tab. 6,1,
che sanciva: ius esto, in ordine al lingua nuncupare, cum nexum /aciet man-
cipiumque (testimonianza di Cincio, 2 de officio iurisconsulti, in Fest., s.v.
Nuncupata pecunia: L. 176)."9 Nel quadro qui proposto, si può ritenere
probabile che XII tab. 6,1 costituisse un riconoscimento normativa ge-
nerale delle clausole tipiche elaborate dalla giurisprudenza pontificale,
per specifiche aggiunte al normale formulario degli atti librali, aggiunte
per le quali, come si sa, le fonti parlano di !ex dieta e Lex mancipii. In XII
t ab. 5,3, invece, il da noi supposto identico riconoscimento di leges in un
negozio librale non è generale, bensì specifico al caso del Legem dicere
super tutela suae rei. La specificità del precetto, da noi congetturata, può
forse spiegarsi, in ipotesi, con il fatto che i decemviri vollero riconoscere
specificamente il formulario pontificale per la mancipatio /amiliae.

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Cfr. con qualche dato bibliografico D'lPPOLITO, Forme giuridiche di Roma arcaica,
1998, 136ss., che riproduce senza modifiche un articolo comparso in Index 18, 1990,
435ss. , e poi in Questioni decemvirali, 1993, 93ss.

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Ossavazioni su XII tab. 1.4.·
il «vindex» per «adszdui» e «pmletarii»
Bernardo Albanese

l. Gellio, in uno dei suoi capitoli piu noti e preziosi per i nostri
studi (16.10), mette in scena se stesso nel Foro, impegnato con un folto
gruppo di amici nella lettura d'un libro degli Annali di Ennio. Con un
certo ingenuo garbo che attenua la pesantezza del discorso erudito egli
racconta che, di fronte a tre versi nei quali l'anùco poeta accennava ad
un grave momento storico che aveva indotto Roma ad armare di scudo
e spada perfino il proletarius 1, sorse questione sul significato di quel
termine (16.10.1-2). Sicché- prosegue i racconto- a Gellio parve
opportuno chiedere lumi ad uno dei presenti, un suo amico esperto di
ius civile. Ma costui si tirò indietro dichiarando con sufficienza d'essere
iu;is, non rei grammaticae, peritus (16.10.3), con ciò meritandosi il rim-
provero di Gellio che gli contestò come proprio quale iuris peritus
avrebbe dovuto sapere rispondere (16.10.4), dato che Ennio aveV2. trat-
to il termine proletarius nientemeno che da un precetto delle XII tavo-
le, nel quale («se ben ricordo», scrive Gellio) si stabiliva: Adsiduo vin-
dex adsiduus esto. Proletario iam civi cui quis volet vindex esto (16.10.5 ).
Questa citazione gelliana, che ho trascritto secondo la problemati-
ca lezione piu ampia presente nella t radizione manoscritta, costituisce la
sola fonte completa della norma che, almeno a partire da ]. Godefroy
nella sua preziosa ricostruzione dei Fragmenta XII iabularum 2 , viene
dai piu collocata nella prima tavola, subito dopo i tre celebri precetti
sulla in ius vocatio, sul manum endo iacere e sull'uso di iumentum o ar-
cera per i.l vocatus fisicamente impedito 3 ; sicché essa deve essere citata
ormai come XII tab. 1.4.
A XII tab. 1.4 si riferiscono anche altri testi. In primo luogo, Cic.
Top. 2.104, con le parole: «Tum notatio, cum ex verbi vi argumentum ali-
quod elicitur hoc modo: 'Cum !ex assiduo vindicem assiduum esse iubeat,
locupletem iubet locupleti ... '» 5 .
In secondo luogo, Varrone, in un brano isolato e purtroppo o gua-
sto o mutilo conservato da Non., s. v. <<Proletari» (L. 93 -94) 6 ed in cui,
per quel che qui interessa, si legge: A dsiduo neminem vindicem volue-
nmt locupleti, parole nelle quali il voluerunt sembra certamemc da rife-
rirsi o ai decemviri o alle XII tabulae. Va notato che il cenno varronia-
no ad una particolare qualificazione del vindex per l' adsiduus è propo-
sto nel quadro generale della distinzione tra adsidui (cioè locupletis, qui-
bus erant pecuniae satis) e proletarii (qualificati come i loro contrarii); è
una distinzione che dà la pratica certezza d'una citazione varroniana di
Xll tab . 1.4.
Importanti, per vari versi, sono anche numerosi altri passi in cui si
parla di adsidui e proletani, che per comodità del lettore riportiamo in
nota, con riserva di esaminarne qualcuno piu avanti 7 . I ntanto, occorre

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16 BERNARDO ALBANESE [2] [3 J OSSERVAZIONI SU XII TAB . 1.4 17
riferire subito le spiegazioni al rig uardo fo rnite da Gellio nel seouito
l'ignorante giurista: quid sit in ea !ege proletarius civis). Lo SchoeU pro-
del p asso c ui ci siamo riferiti, allorch é fa p arlare, in luogo del gi~rista
pose questa redazione d el nostro versetto : Adszduo vmdex ads_zduus
Incompetente, un poe~a erudito, Giulio Paolo (per questo personaggio
esto; proletario iam civi quis volet vindex esto 11. Quest a lezwne e stata
possediamo p ochissimi nfe nmentJ sicuri; vanno ricordati soprattutto al-
autorevolmente accettata in varie successive ricostruzioni delle XII ta-
cuni cenm dello stesso G ellio in 1.22.9 ss., 5 .4.1, 19.7.1). Per bocca del
vole· qui basti citare il Bruns, il Girard (almeno nelle edizioni piu re-
p ot:ta ci viene spiegato che pro/etani erano i temtissimi pauperrimique in
centb, con la sola modifica di qui in luogo d i quis 12 ; e senza modifiche
plebe Romana !ScnttJ al censo per non piu di 1500 assi, ma per n o n
FIRA. I.
meno di 3 75 assi, mentre i cittadini nullatenenti o con patrimonio non
A n oi p are che la lettu ra dello Schoell sia da accettare, J?er quel
s upe riore a 375 assi erano qualificati come capite censi (16.10.10). Giu-
che rigua rda la piu probabile ricostru zione del testo d1 ~e~ JO , ~ulla
lio Paolo aggiun~e - . e cosf si prospetta in qualche modo una spiega-
base di una ragionevole considerazione critica dei. manos~ntt! gelliam:
Zione de1 vers1 dr Enmo che erano stati messi in discussione - che pro-
Infatti, essa m antiene la parola civi, che è sicura m cons1~erazwne d1
letari/ (e capite censi, naturalmente) non erano tenuti al servizio milit:1re
Geli. 16.10.6 13; e spiega plausibilmente il cui come err?re d1 amanuense
salvo che in tumulto maximo, ma che i pro!etani finiron o per essere ar-
per incongrua ripetizione del, quasi identico paleograflcamente, czvz Im-
ruola ti ed armati a pubbliche spese in circostanze generiche di crisi; e
che i pro/etani traevano il loro nome a mu11ere o/ficioque pro!is edendae mediatamente precedente 14 . . . . . .
La n ostra adesione alla lettura di Sch oell e dt tanti altn studwsl
(1 6. 10.11 -13 ). Infine, il dotto poeta accen nava alla tradizione secondo
non può essere m odificata dalla recentissima presa di posizione contra-
la quale Mario - o nella guerra contro i Cimbri o in quella contro
ria degli autori della ricostruzione dei resti decemvirali contenuta nella
Giugurta (secondo Sallustio, che viene citato testualmente) - aveva ar-
ruolato anche i capite censi (16.10.14 e 16)8. bella opera collettiva Roman Statutes, edita o r è pochissimo a cura d el
C rawford !5, una presa di posizione della quale è giusto p arla re con
qualche attenzione. . .
. 2. F~a le tante questioni che nascono intorno a 1.'TI tab. 1.4 - q ui
Nei citati Roman Statutes, anzitutto si propone la seguente lezwne dt
SI cerchera solo d1 proporre brevemente qualche riflessione su un nume-
Geli. 16. 10.5 n el t ratto che ci interessa: Adsiduo vindex adsiduus esto. Pro-
ro limitatissimo di esse - , quella p reliminare è rappresentata n at ural-
letario cui quis volet vindex esto, con esplicita indicazione (con obeli) per
mente dall'identificazione del piu probabile tenore testuale della norma.
la parola cui, che, come si ricava da quel che segue, viene gmd1cata errore
A parte profili di natura formale, ortografica che qui non hanno
di amanuense in luogo dell'originario civi p resente nel testo gelhano . .
rilievo (originariamente il precetto avrà avuto estod e no n esto, ceivi e
A base dell'accennata scelta , sta l'affermazione per cu1 la lezwne
non civi, etc.), va rilevato che, come è evidente, il testo conservato da
Gellio suscita perplessità nel tratto Proletario iam civi cui. proletario iam civi cui quis volet è «quasi certamente risultato d ' un 'mi-
glioramento' retorico del testo». È un 'afferm azione per l a quale non
Questa è la lezione più ampia presente, come già accennammo, in
viene offerta motivazione alcuna (malgrado che venga Citata una valuta-
un gruppo di autorevoli manoscritti gelliani; in un aruppo piu n ume ro-
zione sostanzialmente contraria del Radke, espressa già n el 1970), e che
so di al tri manoscritti, anch'essi auto revoli (ed anche in un terzo g rup-
non vedo come possa essere giustificata. . . .
po), mancano le parole iam civ i. Per i dettagli sulla tradizione ma n o-
In connessione con l'accennata lettura del passo d1 Gellw s1 pro-
scritta qui si può rinviare alle edizioni critiche di Gellio, e seonatamente
pone, p e r XII tab. 1.4, questo testo : Adsiduo vindex adsiduus esto. Pro-
a. quell~ assai ricca di M. Hertz (1883 -1885); a quella, con a;parato cri-
letario civi quis volet vindex esto; e però si esprime (con dupl1ce punto
tico p!U scarno ma egualmente valido per l'essenziale, di C. H osius
(1903); e pure a quella recente del Marshall (1 990). interrogativo ed esplicita dichiarazione di «con siderable hesltatwn») il
dubbio che nel testo decemvirale la paro la civi non esistesse affatto. A
Non ~o se filologi non ro manisti abbiano esaminato con qualche
9 fondamento di tale dubbio sta anzitutto il rilievo che la qualità di civis
approfo ndimento questo luogo gelliano . Quanto ai romanisti, occorre
non è esplicitata a p roposito dell' adstduus (e c_he_«gli autori dell~ X II
ricordare almeno alcuni editori moderni dci resti delle XII tavole. Il
tavole sicuramente davano per scontato che ess1 s1 occupavano de1 rap-
Dirksen presentò XII tab. 1.4 in questa forma : Aniduo vindex assiduus
porti tra cittadini»). Si aggiunge il rilievo che «è abi~u~ine di G ellio
e.rto; proletario quoi quis vo!et vindex esto IO È una lezione che non
quella di inserire nella citazione una parola che costituisce parte del
sembra accettabile, oltre che per la improbabile scelta o rtoorafica di aJ"-
modo in cui eoli intende la citazione» stessa (e ciò sarebbe provato da
siduus in luogo di adsiduus, soprattutto per l'omissione dettermine civi
Geli. 20.1.25 i~ cui si riferisce il testo di XII tab. 1.3 con le parole qui
che, non solo e ra noto in base ad alcune antich e edizioni oelliane m a
in ius vocabit, giudicate, sulle orme di Schoell e di numerosi altri stu-
- e ciò è decisivo - era necessariamente da trascrivere, i n base' allo
diosi una ins.erzione chiarificatrice dello stesso Gellio) .
stesso discorso gelJiano immediatamente successivo alJa cita zione del
Ora a me pare preliminarmente che parlare di abitudine gelliana
versetto (Gell. 16.10.6, come si ricorderà , contiene l a richiesta fatta al-
sulla base di un solo caso rappresenti una forzat ura. Inoltre quanto alla

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18 BERNARDO ALBANESE [4]
[5] OSSERVAZIONI SU XII TAB . 1.4 19
sostanza del giudizio su Gell. 20.1.25, non si può considerare assoluta-
mente sicuro che le parole qui-vocabit siano estranee al testo decemvira- tinzione veniva sempre presentata come relativa a.i ci~es ( C~c . de rep..
le (l'uso del futuro, consono anche agli altri verbi in XII tab. 1.3, sareb- ~ 22 40 oarla esplicitamente di p;ogenies civitatis in relazwne ai pro!e~arz~
be assai strano da parte dell'autore d'una spiegazione). Comunque, an- n~ll' ~rdfnamento serviano; Gell. 16.1 0.10-11 fa riferimento a d!stm_zwni
che ad ammettere l'accennata estraneità, bisognerebbe dimostrare che si relative solo ai cives, allorché precisa che pro!etan'i non e~ano ~uttl I pie-.
tratta di inserzione operata da Gellio, e non di glossa d'un lettore scivo- bei, bensi solo i piu poveri di essi; in ogni ~aso, la categona dei proletam
lata poi nel testo gelliano (e di glossa, curiosamente, avevano parlato gli è presentata nei due passi or ora richiama:! come categon a connessa c~n
stessi autori dei Roman Statutes, allorché avevano trattato di XII tab. il cemus, istituto specifico per i cives). Cto basterebbe ad escl~dere og.11
1.3). In ogni caso, è certo che Gellio non insiste affatto sulle parole qui verosimiglianza alla tesi della concessione della cma_dmanza ai proletaru
in ius vocabit nei tratti in cui accenna a XII tab. 1.3 (Geli. 20.1.11 e 24: con ]a norma di XII tab. 1.4. Piu in generale, m1 pare da ;sc!udere
qui si parla dell'in ius vocatus, non di qui in ius vocat), sicché non si l'equiparazione tra proletarii e plebeii piu ~olte prospettata m c:ottrma 9.
può affatto legittimamente prospettare che la presunta inserzione gellia- In ogni caso, se non possi~mo ade~tre all a,ccennata ncostru~t?ne de.Uc.
na costituisca una spia del «modo in cui Gellio intende la citazione». portata di XII tab. 1.4, dobbiamo dne che lm~erpreca~wne d1 zam ~~ un
Resta la giusta osservazione relativa al fatto che, in XII tab . 1.4, la senso equivalente al nostro «già», con valore _di «orma!» sembra anc.1e a
qualifica di civis non è menzionata a proposito dell'adsiduus. Ma si tratta noi l'unica possibile, come si vedrà nel prossimo paragrafo.
d'una circostanza che, !ungi dall'indurre semplicisticamentc ad espunge-
re il civi, rende evidente la necessità di approfondire l'indagine sulle qua- 3. Piu importante e complesso è un_ s~condo proble_ma: quello _del_-
lifiche di adsidui e pro/etani (cosa che tenteremo di fare tra poco). la orecisa individuazionc dei caratteri ongman m base aJ. qual! SI opero
In ogni caso, l'estromissione dal testo decemvirale riferito in Gel!. ]a distinzione tra adsidui e proletarzi presente in _X ll t~b. 1.4. . .,
16.10.5 (secondo parte non trascurabile della tradizione manoscritta), È un problema difficilissimo anche pe_r .la mestn~abile moltepli~1ta
oltre che del cui, che potrebbe essere effettivamente errore di copista delle prospettive di analisi (origini del comiZI~ centuw.to; srruu u_ra ?el:
per ripetizione del precedente civi (supra, nt. 11), del problematico iam, l'esercito centuriato; economia romana m et.a arc~1ca ; asse~nazwn1 d1
ci sembra soluzione semplicistica, e contraria al saggio criterio della age;- publicus; istituzione di circoscrizioni terntonali; co~ness!Ont con l~
scelta della lectio dzf/icilior. Ma della locuzione proletario iam civi ci ri- distinzione tra patriziato e plebe; e altro ancora); non che per la collega
serviamo di parlare tra poco. Per ora, basti avere esposto le ragioni per ta ricchezza di st:udi antichi e recenti al riguardo 20 .
cui rimaniamo attaccati alla lezione di XII tab. 1.4 secondo Geli. Mi limito a proporre alcuni rilievi. Innanzi tutto, .sembra certo che
16.10.5, proposta da Schoell e seguita da molti eminenti studiosi. Que- ]e due categorie di soggetti in questione fossero p~ese m co~sJderaziOne
sto, per ciò che riguarda il testo di Gellio. dalla legge per una loro differente importanza soc:o-e~onom1c:_a nel qua--
Ovviamente, altra cosa è stabilire se il testo che Gellio ci ha tra- dro dell'organizzazione cittadina. Questa p~ospettlva e tm~os'a. dalla r~:
smesso riproduceva esattamente (sia pure con modernizzazioni ortogra- levanza che J.e d ue qualifiche hanno m 01·dme alla capaclt:li det soggetu
fiche) il precetto clecemvirale. Al riguardo, viene in questione soprattut- di essere costituiti vindices. Quel poco che sappiamo, o m t:Iamo, ctrca
to l'enigmatico iam di cui è veramente arduo intendere il senso. il ruolo di garanzia del vtndex in età decemvirale, _nelk Iog1ca del pro-
Di recente, è stato sostenuto che iam dovrebbe intendersi con il suo cesso per legis actiones - e specialmente ?ella logtca della manus m zec-
valore abituale e proprio di «ormai», «d'ora in avanti»; e che XII tab. 1.4 tio nelle forme a noi note, purtroppo assai sommanamente, specJl:l.lmen-
costituirebbe una norma che sanciva per la prima volta il riconoscimento te attraverso G ai 4.21-25 (noi siamo con quella parte, numerosa e auto-
della cittadinanza romana ai proletarii. E ciò nel quadro di una interpre- revole della dottrina che ritiene che, in età decemvJrale, Ia .l. a. per ma-
tazione del termine proletarius come qualifica tecnica (sotto il profilo nus iniectionem, cosi come quelle per sacramentum e per zudtcts ~rbztnve
dell'attività economica) del plebeius, in opposizione all'adszduus, giudica- postulationem , implicasse l'intervento d 'un magistrato co_n. tu?tszdzctzo)
to termine tecnico per qualificare (sempre sotto il profilo dell'attività _ induce a pensare che XII tab . 1.4 considerasse essenztale una certa
16
economica) il patricius . Insomma, il binomio presente in XII tab. 1.4 adeguatezza della rilevanza sociale ed economica del vmdex rispetto a
predicherebbe, con rilievo dato alle differenze sul piano economico, la quella della persona a fav~re della quale. interveniva. ·. . .
distinzione tra patrizi e plebei che invece poneva in primo piano diffe- Non è possibile, crediamo, determmare con certezza se, w ongme
renze sul piano delle strutture sociologiche 17 . e ancora in età decemvirale, la valenza cm abbtamo accen_nato (m ter-
Contro questa ipotesi , a tacer d'altro, si può rilevare che le fonti mini assai vaghi; e non era ragionevole, crediamo, fare diversamente)
(che noi abbiamo addotto piu s u) attestano una tradizione secondo la fosse considerata, esclusivamente 6 prevale1:t~mente, c?n nguardo a_l-
quale una distinzione tecnica tra adsidui e pro/etani risaliva ad epoca re- l'entità del oatrimonio, o addirittura m termmt monetan (naturalmen,e
gia (in particolare, almeno a Servio Tullio) 18; e soprattutto che quella di- relativi all'a~s rude o signatum). Ignoriamo troppe cose I?torn_o alia na-
tura ed alla storia della responsabilità del vindex (che, m ongme, po-

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20 BERNARDO ALBANESE [6] [7] OSSERVAZIONI SU XII TAB. i .4 21
trebbe essere stato esposto, se soccombente, non già ad una rivalsa pa- come adsidui o pro/etani. E ciò induce a congetturare che la base o.rigi-
trimoniale, ma ad un assoggettamento personale); e soprattutto sulle ca- naria della distinzione non fosse specificamente connessa con una situa-
ratteristiche dell'economia antica e sulle categorie censitarie nelle quali zione patrimoniale.
era distinto il populus.
È una congettura cui forniscono sostegno anche altri dati ricavabili
Certo è che la distinzione stabilita dalle XII tavole in ordine ai dalle fonti .
soggetti che intervenivano come vindices fu intesa nella tradizione in In primo luogo, conviene accennare come, con ogni probabilità, si
senso strettamente patrimoniale. Alcune fonti fanno coincidere adsiduus debba dare maggior peso di quanto abitualmente si sia fatto 23 ad una
con locuples (supra, nt. 7); e locuples, che è termine risalente (come si tradizione che mostra gli adsidui q uali soggetti coincidenti con i classici,
dirà, per noi era presente già nelle XII tavole; in ogni caso si ritrova in cioè con tutti i cittadini chiamati a costituire la struttura dell'originario
Plauto ed altri antichi scrittori) predica certamente una situazione di esercito centuriato. Viene in questione soprattutto un celebre passo di
ricchezza: il suffisso -ples si collega alla stessa radice di imp!eo. Ed è in- Gellio (19 .8.15) che attribuisce a Frontone- come frase pronunciata a
teressante il fatto che locuples, pur se il suo valore originario non è pa- conclusione d 'una sermocinatio (19.8.2) sull 'uso corretto del plurale o
cifico, si collega per qualche verso alla stessa sfera semantica cui appar- singolare per le parole quadrigae e harena - la seguente sfida: Ite ergo
tiene adsiduus: come adsiduus si fonda sull'idea d'un rapporto con una nunc et, quando /orte erit otium, quaerite an 'quadrigam' et 'harenas'
sedes, cosf locuples si connette ad un rapporto con un locus21.
dixerit e cohorte il!a dumtaxat antiquiore ve! oratorum aliquis ve! poeta-
A proposito degli sviluppi, o degli echi, che la norma decemvira]e rum id est classicus adsiduusque aliquis scriptor, non proletarius.
ebbe nell'editto pretorio, e sui quali dovremo tornare piu avanti, qui ' Il passo è notissimo e di frequente citato perché rappresenta _l'~ni­
basterà ricordare i cenni edittali alla necessità che il vindex (nei testi ca testimonianza antica dell'uso di classicus in un senso che antiCipa,
giustinianei si parla ormai di fideiussor iudicio sistendi causa) per un in per qualche verso, quel valore di «classicità» che ~a avuto tanta fortuna
ius vocatus fosse di regola locuples pro rei qua!itate (D. 2.6.1, con espli- sul piano storiografico, e poi anche nel comune discorrere, tra 1 moder-
cita attestazione: Edicto cavetur ... ; v. a., ad es. , D. 2.8.2 pr. e 5.1), e ni a partire dall'età umanistica. Classicus adsiduusque pow;bbe esser_e
che solo in certi casi fosse ammesso un vindex qualiscumque (D. 2.8.2 .2 espressione effettivamente usata da Frontone (anche considerando il
e 4, con esplicita attestazione: praetor ait). Sono evidenti la corrispon- rapporto abbastanza stretto che esistette tra Gellio ed il retore, un po'
denza strutturale con lo schema normativa di XII tab. 1.4, e quella so- piu anziano di lui: cfr. Gel!. 19.8 .1 , ed anche, per la sostanza,_ 2.26,
stanziale tra il locuples pro rei qualitate (e locuples in età progredita si- 13.29, 19.10 e 13). In ogni caso, per noi è rilevante la contrappos!Zlone,
gnificò senz'altro «ricco») e ]'antico adsiduus, nonché quella tra il quali- applicata metafo ricamente a poeti, oratori, e in generale a scrittori, t ra
scumque edittale e l'antico quis volet.
proletan'i e classici adsiduique, e non già solo adsidui come XII tab. 1.4,
Giova anche rilevare che la tradizione (attestata soprattutto in Cic. ed in altri testi già citati (supra, nt. 7).
de rep. 2.22.39-40; ma cfr., per quel poco che vale, anche Char., in Keil Ritengo assai probabile che la locuzione classici adsiduique sia stata
175.8: supra, n t. 7) attribuisce alla distinzione tra adsidui e proletarii locuzione tecnica. In effetti, Cic. de rep. 2.22.39-40, piu volte già utiliz-
un'origine normativa remota (Servio Tullio), in specifico riferimento al- zato, come emerge sicuramente dall'inizio e dalla fine del passo (anche
l'organizzazione militare e comiziale dei cives (e solo di essi, naturalmen- se sono mutili) , attribuisce a Servio Tullio la creazione degli adsidui e
te), ed un fondamento concernente differenti condizioni patrimoniali. dei pro/etani: vengono usati verbi come nominare e appellare .che m~
Gli adsidui sono presentati come cittadini con beni per un valore supe- sembra provino l'esistenza d'una tradizione relativa alla creaztone di
riore ai 1500 assi; i proletarii come soggetti con eguale stato giuridico, e strutture tecniche nell 'ambito della c.d. riforma serviana del comizio
però con patrimonio inferiore a 1500 assi, o senza patrimonio, e normal- centuriato. Ed altre fonti - anch'esse notissime, ma purtroppo estre-
mente non abilitati al servizio militare, a differenza degli adsidui 22 . mamente sommarie e scarne - lasciano trasparire una tradizione se-
Tuttavia non va trascurato un punto importante, al riguardo. Il condo la quale, in età risalente (e, in ipotesi, proprio per l' a~testata as-
dato della relazione con un patrimonio superiore o inferiore ad un de- sunzione di quell'età come termine iniziale contrapposto a sviluppl suc-
terminato limite deve intendersi, a nostro avviso, non in termini specifi- cessivi, la tradizione può ben essersi riferita all'età regia), classicus era
ci di proprietà. Se davvero fossero stati da considerare adsidui o proleta- qualifica che si applicava a tutti i cives chiamati alle armi, dato che clas-
rii solo i titolari o i non titolari d'un determinato patrimonio, si sareb- sis era termine tecnico remoto per designare l'intero esercito, almeno
bero dovuti escludere dall'orizzonte i soggetti alieni iuris che, iure civili, per quel che riguarda i pedites 24 . _
non avevano alcunché di proprio. Ciò importerebbe la conseguenza che Vengono in questione Fest.-Paul. s.v. «Classis procincta» (L. 49): la
gli alieni iuris non avrebbero potuto militare nelJ' esercito, cosa palese- locuzione è spiegata come sinonimo di exercitus instructus; s.v. «Procin-
mente assurda. Penso che, per gli alieni iuris, si sarà fatto riferimento cta classis» (L. 251): l'espressione è spiegata come coincidente con
alla situazione del loro pater /amilias, ai fini della loro qualificazione l'exercitus cinctus Gabino cinctu (per questo , cfr. Fest.-Paul. s.v. «Classes

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22 BERNARDO ALBANESE [8] [9] OSSERVAZIONI SU XJJ TAB. 1.4
2.3
clipeatas» cit. supra, nt. 24) con/estim pugnatums, e si precisa che quello Ora a noi pare che questo significato originario del termine adsi-
di designare clanis il complesso dei soldati fu uso piu antico rispetto al- duus non corrisponda affatto - come p ure tutti gli a utori che ne han-
l'applicazione del termine classis alla flotta; s.v. «Classici testes» (L. 49): no parlato sembrano considerare ovvio (certo perché influenzati d aoli
si spiega che si trattava dei testimoni per un testamento; e certamente svilup~i semantici successivi) - ad una qualificazione del soggetto cbui
deve pensarsi che si trattava del testamento in procinctu di cui ci infor- d . termme stesso si applicò in origine come proprietario (o possessore)
ma soprattutw Gai 2.101; la qualifica di classici per quei testimoni im- d~ un,terreno. Altra cosa inf~tt! è possidere (verbo in cui il prefisso pre-
plica la sinonimia tra dassis e l'intero exercitus procinctus. Ma viene in drca l rdea. del potere come e giustamente ammesso ormai dali~ maggio-
questione soprattutto l'autorevole attestazione di Fabio Pittore, in Geli. ranza de~II studr.osJ, che non accettano piu l'ipotesi di un prefisso costi-
10.15.4, per cui tra i certamente remotissimi divieti sacrali per il flamen tUito. dali awerbro pone = «d retro») , altra l' adsidere o l' adsidere. Questi
Dialis vi era quello di classem procinctam extra pomerium ... vtdere; an- verbr non alludono affatto al potere di chi è collocato stabilmente in
che senza la spiegazione: id est exercitum armatum 25 , è evidente l'equa- ordine al luogo della collocazione; bensf solo alla vicinanza tra chi è
zione affermata dall'annalista fra classis ed exercitus. collocato stabilmente ed il luogo dello stanziamento.
In conclusione, vi sono salde ragioni per credere che tutti i cittadi- Stando cosf le cose, credo che adsiduus debba intendersi alle sue
ni inclusi nell'esercito romano piu antico (con la sola esclusione degli origini, come termin e che predicava la sistemazione in un l~ooo re-
equites) fossero originariamente chiamati classici. Ed è altresf probabile stan~o fuori questione, ed anzi esclusa, ogni qualificazione spec~i~a in
che la piu completa qualificazione tecnica dei soggetti in questione fos- termmJ dr potere (possesso o proprietà, per usare concetti re ce n ti).
se quella di classici adsiduique. Sicché, per concentrare la nostra atten- D' ~ltrond~ la terminazione in -uus di adsiduus è tipica di aggettivi re-
zione su ciò che piu rileva per il nostro studio, la qualifica di adsiduus, latiVI spe;rflcan:,ente ad uno stato~ una condizione, non già ad un po-
alle sue origini, può non avere avuto relazione specifica e diretta con la t~re o un attJvrta: (~fr., ad es., denvato come adsiduus da un composto
condizione patrimoniale d'un soggetto (o della /amilia di cui egli faceva dr sedeo o stdo, restduus; e anche, collegati con verbi, occiduus, viduus,
parte); bensf può esser stata collegata specificamente e direttamente conttnuus, consptcuus, mortuus; oppure, connessi a sostantivi, annuus,
solo all'appartenenza all'antico esercito cittadino. E ciò, va ripetuto, an- patruus etc.).
che in considerazione del fatto che, dell'esercito cittadino, facevano cer- . ~e questo è vero, la tradizione relativa ad u na designazione tecnica
tamente parte anche i fllii familias, per i quali sarebbe stata impossibile esphcJta , da parte di Servio Tullio, di alcuni cives come adsidui in occa-
iure civili una qualificazione fondata su un loro patrimonio. sione della strutturazione del comizio e dell'esercito centuriato si pre-
Sul piano delle riflessioni svolte fin qui, si deve congetturare in senta 111 modo assai piu interessante di quanto non sia stato rilevato.
conclusione che adsidui siano stati in origine tutti i cives maschi, e clas- In effetti, non si può trascurare che la t radizio ne attribuisce a Ser-
sici adj·iduique, in particolare, tutti i cives maschi chiamati a prestare vio Tullio - oltre alla riforma del comizio - anche la distribuzione del
servizio militare come pedites. popolo romano nelle quattro tribu territoriali urbane Palatina Collina
Non trascurabile conferma dell'ipotesi prospettata ed ulteriori pos- E.squilina e Succusana (o Suburana) 29. Ora è proprio all' ass;gnazion~
sibilità di approfondimento si desumono dall'analisi del termine adsi- dr taluno ad un terrirorio che il termine adsiduus si riferiva nel suo si-
duus sotto il profilo semantico, un'analisi che si presenta, se non ci illu- g~ificato primo e proprio. Ed allora sembra assai probabile che la tradi -
diamo, pienamente accessibile anche a chi (come me) non è specialista zione conservataci da Cicerone a proposito dell'appellare 'assiduos' (e
nel campo della linguistica antica. A differenza da quel che accade per del nominare 'proletarios') da parte di Setvio Tullio contenga un ricordo
il termine proletarius, che malgrado l'impegno dei glottologi 26 si pre- della distribuzione dei cives nelle prime tribu territoriali; e pare ragio-
senta awolto nell 'oscurità, quanto al suo valore originario, e sul quale nevole supporre che adsiduus in origine indicò il civis in quanto inclu-
comunque tenteremo qualche riflessione tra poco, il termine adsiduus so, stanziato, in una tribu territoriale.
sembra suscettibile d'una valutazione etimologica persuasiva e capace di . Resta, oscurissimo, il problema del significato originario della lo-
fornire profili rilevanti di indagine. cuziOne proletarius civt5 30 , che si riferiva certamente ad un cittadino di-
La connessione di adsiduus con la stessa radice dei verbi sedeo e stinto, nel q_uadro delle strutture «serviane», dal àvis incluso nelle tribu
sido («sono collocato», «sono stabilito») è di per sé evidente, e quasi territoriali . E un problema per il quale, come già si è detto, non si rica-
unanimemente ammessa dagli studiosi. Ed è altrettanto sicura la valenza ~a alcun l.ume affidabile dalle conclusioni dei linguisti a proposito del-
che, al termine, conferisce il prefisso ad che indica pertinenza, vicinan- l etrmologta di proletarius; ed al quale qui possiamo dedicc.re solo qual-
za, continuità di rapporto. Salvo qualche singola eccezione che non ha che rapida riflessione.
avuto alcun seguito 27 , si ritiene giustamente quindi che adsiduus alle Sembra certa la contrapposizione tra pro/etani cives e adsidui. Sic-
sue origini abbia predicato la condizione di soggetto «residente», «stan- ché appare probabile la congettura che - se gli adsidui erano dawero
ziato» in un luogo 28 (come a noi è sembraro ragionevole congetturare) i cives iscritti nelle

548 549
24 BERNARDO ALBANESE [ 1O] [Il J OSSERVAZIONI SU XII TAB. 1.4 25

tribu territoriali urbane (e quindi, se maschi, inclusi nell'esercito, e de- come leggiamo in XII tab 1.4. Il iam decemvirale , insomma si spiega
signati, se pedites, come classici adsiduique) - i pro/etani cives fossero come preciso contrapposto al nondum della tradizione riflessa nel pove-
invece, alla loro origine, cittadini non iscritti in quelle piu antiche tribu ro passo di Fest.-Paul., s.v. «lnproltts».
territoriali, e probabilmente iscritti invece nelle prime tribu rustiche, al- Forse i linguisti potranno spiegare il rapporto che esistette (certa-
lorché esse furono istituite. mente, a noi sembra) tra il termine che sta alla radice sia di inprolus
Costoro potrebbero essere stati membri di famiglie di basso rango (inprolis), sia di proletarius- può trattarsi di proles? - con il concetto
e di condizione economica assai modesta; e, in quanto tali, sarebbero di civitas. Noi non ci azzardiamo in congetture al riguardo e chiudiamo
stati esclusi dall'esercito (dalla claSYis), finché fu doveroso militare a qui il discorso su proletarius.
proprie spese. Solo in un secondo tempo, i proletarii cives potrebbero Aggiungiamo solo un'ultima riflessione. In Fest.- Paul., s.v. «Prole-
esser stati aggregati all'esercito (non p ili designato ormai come classis, tarium» (L. 25 3) già p ili volte citato, si leggono le oscure paroie: prole-
sicché non si poté parlare di pro/etani classici), solo come ausiliarzi3 1• tarium capite censum dictum quod ex bis civitas constet, quasi proles pro-
In questo quadro, si può proporre anche una ipotesi sul proble- genie (nelle note all'edizione del Lindsay sono registrate due proposte
matico iam presente in XII tab. 1.4, secondo la lezione di Geli. 16.10.5 di correzione: quasi prole seu progenie, del Mommsen; quasi prolis pro-
che a noi è parso giusto assumere come base per la «ricostruzione» di genie, del Huschke). Crediamo che non sia arbitrario desumere da que-
Xli tab. 1.4. Proletarius iam civis potrebbe esser stata designazione tec- sta testimonianza l'esistenza di una tradizione che collegava specifica-
nica per indicare coloro che, originariamente non inclusi tra i cives (e mente, in qualche modo, la qualifica di proletarius con l'acquisto della
quindi non iscritti, come adsidui, nelle tribu territoriali urbane, le uni- civitas. Se questo è vero, il proletarius iam civis di XII tab. 1.4 appare
che esistenti in un primo periodo), era no stati fatti partecipi del ius ci- meno oscuro e può interpretarsi secondo le prospettive congetturali piu
vitatis, proprio in connessione alla loro iscrizione in nuove tribu territo- su esposte.
riali (rustiche) . Come tali, essi erano nettamente distinti dagli adsidui In ogni caso, sarebbe necessario studiare anche il rapporto tra i
che erano cives per antonomasia e da sempre, sicché, per essi, una spe- pro!etarti ed i capite censi cui allude il lemma dell'epitome festina citato.
cificazione adsiduus civis sarebbe stata impensabile (e ciò spiegherebbe Di capite censi si parla in poche altre fonti: ad es., Sali. beli. iug. 86.2 e
il perché in XII tab. 1.4 il termine civis non è posto in relazione con Val. Max . 2.3.1; ma cfr. caput in censum affen·e, proprio in relazione ai
l'adsiduus), a differenza di quel che avveniva per i proletarii. Per costo· proletarii, in Cic. de rep. 2.22.40 cit. Qui ci limitiamo a notare che è
ro la qualificazione come cives sarebbe da considerare necessaria, dato oscurissimo il riferimento che Cicerone nel passo or ora richiamato fa ai
che il loro ingresso nella civitas può esser congetturato come un evento pro/etani - certo sempre in relazione al comizio centuriato serviano - ,
realizzatosi da non molto, a partire dalla creazione delle tribu rustiche. intesi non piu come categoria generale di tutti i non adsidui (secondo
Su questo piano, può aggiungersi che la specificazione iam civis quanto si faceva nella parte precedente del brano), bensf, sembra, come
che leggiamo in XII tab. 1.4 potrebbe avere alluso al fatto che la quali- specifici soggetti inclusi in una delle centurie ausiliarie: i proletarii, infat-
tà di cives non era connessa con l'essere proletarii, bensf con la conces- ti, sono elencati accanto agli accensi velati, ai liticines ed ai cornicines 32
sione della civitas accordata «ormai», «a partire da un certo momento». Ma si tratta di problemi su cui non si può insistere di piu in questa
In questo quadro di congetture merita di essere addotto un testo sede. L'unico punto su cui giova insistere è che la distinzione tra adsidui
che, salvo errore, non è stato considerato dagli studiosi che si sono oc- e proletarii al suo sorgere non sembra affatto potersi considerare come
cupati dell'originario significato del termine proletarius. Si tratta del una distinzione a base patrimoniale (come appare invece in età progre-
brevissimo cenno in Fest.-Paul, s.v. <<inprolus» (L. 96): 'Inprolus' ve! 'in- dita), bensf sembra collegata soprattutto alle modalità di iscrizione dei
prolis', qui nondum esset adscriptus in civitate. cives (di remota origine, o di recente ammissione alla cittadinanza) nelle
Il termine attestato in duplice forma nel brano trascritto non è do - tribu territoriali arcaiche.
cumentato in nessuna altra fonte. Si può ipotizzare, crediamo, una con-
trapposizione remota tra proletarius e inprolus (inprolis). Sembra che tra 4. Tornando a XII tab. 1.4, si sa che un altro problema assai rile-
i due termini esista una radice etimologica comune; e che inprolis (in- vante - antico e di difficile soluzione - è quello dell'effettivo riferi-
prolus) indicasse (dato il prefisso in-, che con ogni probabilità ebbe va- mento originario del precetto, e quindi della sua originaria collocazione
lore negativo), per una persona, la condizione di mancanza di requisiti nel sistema decemvirale 33 . È un problema che si è intrecciato stretta-
che invece sussistono nel proletarius. mente almeno con altre due questioni. In primo luogo, ma oggi assai
Ora se inprolus (inprolis) era, come ci dice il passo dell 'epitome meno che in passato, con la questione della stessa esistenza d'un vindex
festina, colui che ancora non era stato adscriptus in civitate è logico a favore dell'in ius vocatus nel sistema processuale decemvirale, ,ma an·
supporre che proletarius fosse, invece, all'origine, colui che er~ «già» che nel successivo processo cui si riferisce l'editto perpetuo. E ovvio
stato adscriptus in civitate- quanto dire che il proletarius era iam civis, che la collocazione oggi accettata comunemente per la norma riferita in

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[1 2] [13] OSSERVAZIONI SU XII TAB. 1 4 27
26 BERNARDO ALBANESE

sissimi versetti fondamentali in tema di in ù~s vocatio ) sembra cosi


36
Gell. 16.10.5 come quarto versetto della prima tavola presuppone una
soluzione positiva della questione accennata. In secondo luogo , e si compatta d a non lasciare fo rmalmente adito alc uno all'inserzione d'un
tratta invece di un punto ancora assai attuale, il problema dell'origina- prec~tto con previsione dell'intervento d 'un vindex.
rio riferimento di XII tab. 1.4 si è intrecciato con la questione della na- Tmtavia, credo che le circostanze accennate no n siano affatto tali
tura della manus Ùiiectio contro il vocatus di cui si parla in XII tab . 1.2 . · da escludere l'esistenza d'un a norma decemvirale specifica sul vindex
Era una procedura rituale di tipo particolare che si concludeva solo con nella in ius vocatio. Quanto alla prima circostanza, è chiaro che la man-
una forzata adduzione in ius, o era una Legis actio sostanzialmente del- canza di accenni a questo vindex nelle nostre fonti può essere puramen-
l'identico tipo di quella esperibile contro iudicati o con/essi e quindi te casuale, e che piu in generale qualunque conclusione ex silentio è as-
tale da portare eventualmente ad un assoggettamento del vocatus al vo- sai poco significativa, di fronte all'enorme naufragio di fonti che si è ve-
cans (sia pure, date le caratteristiche della fattispecie, che per definizio- rificato nel passaggio dal mondo an tico al Medioevo. Quanto alla se-
ne si realizzava extra ius - altrimenti non vi sarebbe stato bisogno di conda circostanza, gioverà ricordare che la innegabile struttura com~at~
in ius vocatio - , senza intervento in iure del titolare della iurisdictio)? ta di XII tab. 1.1-3 è frutto dell'accostamento , da parte degh stud10s1
Tenterò di accennare brevemente alcuni punti che ritengo piu pro- moderni di tre norme giunte a noi ciascuna per suo conto, e sen za che
babili. in ness u'na delle fonti relative si possa cogliere un qualunque indizio
Quanto alla prima questione, ritengo anch'io, con la dottrina oggi della loro originaria connessione fo rmale (anche se, naturalmente , le
di gran lunga prevalente 34 , cosa sicura che un vindex potesse interveni- norme in questione sono certamente connesse sotto il p rofilo sostanzi~­
re a favore di un in ius vocatus nel processo per legis actiones. le). Sicché nulla vieta di congetturare che, ad es., subito d opo le parole
Per siffatta conclusione si è argomentato soprattutto - seguendo manum endo iaàto di XII tab. 1.2 , il testo legislativo contenesse un pre-
l'autorevole presa di posizione del Lene! - da Gai 4.46. Il passo gaia- cetto relativo alla possibilità, per il vocatus, d i vindicem dare, e che a
no accenna fugacemente ad una a. in factum adversus eum, qui in ius q uesto (supposto) p recetto si collegasse sostanzialmente quello sulla n e:
vocatus neque veneri! neque vindicem dederit; azione che, con ogni evi- cessaria qu alificazione del vindex dell' adsiduus in ius vocatus, che ora e
denza, impone la ricostruzione d'una rubrica edittale con esplicita men- collocato in XII tab . 1.4.
zione di qui in ius vocatus neque veneri! neque vindicem dederit. E natu- Del resto, si d eve rilevare che l'esistenza d i una norma decemvirale
ralmente, Gai 4.46 impone anche di ricostruire, con l'inserzione della sull'intervento d'un vindex nella in ius vocatio può desume rsi (sempre
menzione del vindex, vari passi del Digesto nei quali i compilatori can- congetturalmente, certo, ma con notevole grado di probabilità) -:- an ~
cellarono quella menzione e parlarono invece di fideiussor (o di cavere, cor piu che dai testi richiamati piu su (soprattutto Ga1 4.46 ed 1 pass1
o satisdare, etc.) iudicio sistendi causa: ad es., D. 2.6 R., D . 2.5.1 e 3, D. d el D igesto originariamente relativi al vindex per l'in ius vocatus nel
2 .6.1-3; e vari frammenti in D. 2.8, D. 2.9, D. 2.10, D . 2 .11. mocesso formulc.re, testi che a rigore provano solo p e r un'epoca abba-
Nello stesso senso si è giustamente argomentato da !ex de Gal!. ~tanza avanzata, non specificamente per le XII tavole ) - d a un altro
Cis. c. 21, lin. 21 ss ., dove è menzionata l'azione pretoria contro chi testo che forse non è stato finora adeguatamente considerato dagli stu-
non si impegna al vadimonium (siamo nel campo stesso della in ius vo- diosi moderni J7 in relazione al p roblem a che stiamo t rattando, per il si-
catio se si trattava del c.d. vadimonium extra ius; nel caso del vadimo- stema delle legis actiones.
nium di differimento dell'udienza, vi è grande affinità con la fattispecie Si tratta di D. 2.4 .22 .1 (Gai. l ad l. XII tab.), un frammento bre-
della in ius vocatio) e non fa intervenire un vindex locuples. vissimo la cui sostanziale genu inità, per quanto riguarda ciò che qui ri-
È ovvio che dalle testimonianze citate non si evince con assoluta leva non sembra contestabile. In esso , Gaio spiega che il vocatus in ius
certezza che questo vindex per un soggetto chiamato in ius fosse già dcv~ esser lasciato libero di non seguire il vocans fino al tribunale (si
previsto dalle XII tavole. Infatti, in astratto si potrebbe congetturare usa la locuzione dimittendus est) in due casi: se vi sarà un altro soggetto
che l'editto pretorio non abbia desunto l'istituto del vindex per il chia- che lo «difenderà» (si quis eius personam de/endet) 38 o se, n el periodo
mato in tribunale direttamente dal ius civile delle XII tavole, bensi dal d i tempo t ra l'avvio verso il tribunale e l'arrivo, vi sarà stato un a~cordo
ius civile costituitosi per effetto di interpreta/io in età postdecemvirale. che implichi la rinunzia del vocans alla sua pretesa, o comunque m pra-
Ed in questo senso, sempre in astratto, potrebbero indurre ad orientarsi tica la rinunzia ad iniziare subito l'azione (et si dum in ius venitur, de re
due circostanze. transactum /uerit).
Da un ·Jato, il fatto che nessuna testimonianza relativa al vindex del Questa breve notizia di Gaio no n p uò certo riferirsi al sistema del-
vocatus è contenuta nelle fonti che si possono riferire ad un'epoca di la in ius vocatio vigente, nel processo form ulare, al tem po in cui il giuri-
piena vigenza del processo per Legis actiones, ed in particolare nelle sta scriveva , dato che in quel processo il vocatus ormai non poteva esse-
opere di Plauto e Terenzio, che pure accennano sovente alla in ius voca- re costreno a seouire in ius il vocans (costrizione che, sola , avrebbe reso
tio35. Da un altro lato, il fatto che la struttura di XII tab. 1.1-3 (i fama- possibile un dis~orso sulla sua eventuale dimissio) . Il linguaggio gaiano

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552
28 BERNARDO ALBANESE [14] [15] OSSERVAZION I SU XII TAB. 1.4 29

obbliga a riferire la notizia solo al processo per legis actiones, conforme- tus a quella data; e quella di chi ritiene invece piu prob.abile (e? a ra-
mente del resto alla natura dell'opera a cui il frammento appartiene. gione, secondo me) che il vindex mettess: del tutto fuon cau~a il voca-
In sostanza, il contenuto di D. 2.4.22.1 e la sua provenienza dal tus e si ponesse (in termini che non sappiamo) come avversano del vo-
primo libro del commento gaiano alle XII tavole assicurano un riferi- cans4o Dato che non sembra che si possa raggiungere su questa que-
mento della notizia all'antico processo per legis actiones. Ed anzi conte- stione una conclusione suffragata da indizi tanto saldi da consentire una
nuto e provenienza accennati rendono assai probabile che proprio nelle scelta del t utto affidante, conviene rinunziare a ragionare intorno ai re-
XII tavole, ed in una collocazione assai prossima all'inizio, fosse presen- quisiti necessari, nel sistema decemviral~, per il. vi~ de~ dell'in ius voca-
te una specifica norma sulla possibilità d'intervento d'un vindex a favo- tus aroomentando dalla sua funzione; e mvece llm1tars1 ad argomentare
re dell'in ius vocatus; ed anche un'altra specifica norma sulla possibilità dai p;chi dati desumibili dalle fonti sul vindex del vocatus nel sistema
di un accordo tra vocatus e vocans. L'inclusione di entrambe le norme del processo formulare . Credo, infatti, che sia ragionevole ammettere
nelle XII tavole sembra da sostenere, oltre che per la natura dell'opera una notevole probabilità che la regola vigente nel p rocesso fo rmulare
gaiana, anche in considerazione della recisione della locuzione dimitten- ricalcasse da vicino la regola decemvirale.
dus est, locuzione perentoria che fa apparire meno probabile, per quel I notissimi testi giurisprudenziali che già citammo in relazione alla
che ora qui piu interessa, una risalenza all'interpretatio pontificale ;~ c]ausola edittale relativa alla possibilità per un vocatus di dare vindic~m_
non alla codificazione decemvirale) della regola d'un possibile interyin- precisano che questo vindex (nel D igesto, come. accennammo, o.rma1 ~~
to d 'un vindex a favore del vocatus. ' parP di fideiussor) doveva essere locuples pro rez qualztate. Conv1ene ci-
È ovvio, ma forse non è inutile dirlo esplicitamente, che; da quel tare soprattutto D. 2.6.1 (Paul. l ad ed.): Edicto cavetur, ut fideiussor iu-
che ci è parso doversi dedurre da D. 2.4.22.1, deriva una conseguen%a dicio sistendi causa datus pro rei qualitate locuples detur .. . ; D. 2 .6.3
di un certo rilievo. E cioè la necessità di congetturare - ai fini della Wiiul. 4 ad ed.) : ... pro locuplete accipitur fidezussor ... ; D. 2.8.2 p r. (Ulp.
«ricostruzione» delle XII tavole - l'esistenza d'un precetto fin qui 5 ad ed.): Fzdeiussor in iudicio sz'stendi causa locuples videtur dari ... ; D .
sfuggito agli studiosi. Si dovrebbe inserire nelle raccolte delle superstiti 2.8.5.1 (Gai. l ad ed. prov.): Qui pro rei qualitate ... locupletem .. . fideius-
norme decemvirali un versetto, che potrebbe indicarsi come XII tab. sorem iudicio sistendi causa non acceperit .. . E può citarsi anche lex de
1.4 B, con la previsione della possibilità d'un patto che consenta al vo- . Gall. Cis. c. 21, lin. 21 ss., dove si dispone che la legge non impedisce
catus di non presentarsi subito in tribunale; ed a noi sembra assai vero-' :he sia instaurato un iudicium recuperatorium in eum quei ila vadim o-
simile che il transigere de re cui si riferisce Gaio fosse espresso nelle nium Romam non promeisserit aut vindicem locupletem ita non dederit.
XII tavole con il verbo pacere, usato in notissimi precetti decemvirali E dato che dai testi autorevoli già citati di Cicerone e Varrone
che prevedevano accordi tra soggetti in contrasto di interesse: XII tab. (nonché da un l~mma dell'epitome paolina di Pesto; cfr. supra, nt. 7) ri-
1.6-7: Rem ubi pacunt, orato. Ni pacunt ... caussam coiciunto; 8.2: Si sulta che, almeno in età progredita, si affermò la sostanziale equivalenza
membrum rupi! (rapi!? rupsit?), ni cum eo pacit, talio esto; v. a. XII tab. fra il termine locuples (cfr. supra, nt. 21) presente nell'e.ditto ed i~ termi-
8.27 e la pactio di cui parla Gaio in D. 47.22.4 39 . ne decemvirale adsiduus , sembrerebbe doversi necessariamente gmngere
alla conclusione che le XII tavole esigessero particolari requisiti proprio
5. Con la conclusione prospettata, tuttavia, non è certo risolto il per il vindex del vocatus, con la conseguenza, ovviamente, d! considera-
problema della collocazione originaria di XII tab. 1.4. Anche dopo aver re necessaria, o almeno saldamente giustificata come p robabile, la collo-
giudicato assai probabile una norma decemvirale relativa all'intervento cazione del precetto riferito da Geli. 16.10.5 proprio in XII tab. 1.4. .
d'un vindex a favore del vocatus in ius, resta senza risposta la domanda: Tuttavia, è giusto riconoscere che la conclusione prospettata laseia
esistono elementi per giudicare che il precetto decemvirale sui requisiti spazio a qualche perplessità. .
richiesti per il vindex dell' adsiduus fosse effettivamente collocato nella In effetti dai testi or ora citati emerge senz' altro che, nell'editto
tavola che conteneva le norme relative all'in ius vocatio, ed in particola- pretorio, si stdbiliva la possibilità del vocatus di fare i~tervenire un vin-
re fosse applicabile al vindex del vocatus, come ritengono coloro che dex (cfr. la clausola edittale In ius vocali ut eant aut vmdzcem dent, che
41
hanno sistemato e continuano a sistemare quel precetto in XII tab. 1.4, si ricostruisce soprattutto in base a D . 2.6 R. e Gai 4.46) , ed inoltre si
sulle orme di]. Godefroy? prescriveva che quel vindex dovesse avere un~ ~ituazio~e patrimo~iale
Al riguardo sarebbe importante potere ricostruire la reale situazio- adeouata (p robabilmente una seconda prescnzwne edmale precisava
ne del vindex a favore d'un in ius vocatus nel sistema delle legis actio- che odoveva trattarsi di vindex locup l es pro qua t·ztate rez.) 42 . Ed e' senz' al-
nes, ed in particolare in epoca decemvirale. Si sa però che in dottrina si tro da ammettere che, come in tanti altri casi, anche l'accennato sistema
oscilla tra la posizione di chi pensa più probabile che quel vindex do- edittale rifletteva nell'essenziale criteri del ius civile. In particolare, dal
vesse solo consentire al vocatus un rinvio ad una precisa data futura cenno c.li Gaio in D . 2.4.22.1 è possibile ricavare la certezza che la legge
della comparizione in ius, ed assicurare al vocans la presenza del voca- delle XII tavole conteneva al proprio inizio un precetto che prescriveva

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BERNARDO ALB,\NESE
[16] [ 17 ] OSSERVAZIONI SU XII TAB. l.4 31
la possibilità dell'intervento di un vindex per il vocatus; ed è da ritenere,
in età successiva erano qu~_hf~c(~l h .ndete~minati quidam è citato Ofilto,
di conseguenza, probabile anche che la legge decemvirale, o nello stesso . . . ostes (D 50.16.234 pr.) ed un cenn?. al
precetto o in altro immediatamente connesso, stabilisse che quel vindex significato che anttch~ giu)udstl opo/ erbo vivere (D. 50.16.234.2):
dovesse avere una particolare qualificazione, almeno in certi casi (que- he visse in età cesanana avano a v
sto è quanto si realizza in XII tab. 1.4, con l'esigenza che il vindex sia
adsiduus solo in caso di vocatus adsiduus). Insomma, XIT tab. 1.4 può c . vii t b) 'Locuples' est, qui satis ido-
D. 50.16.234.1 (GaJ. 2 ad l .1\. aG . ." potrebbe aver scritto: satrs
apparire come il modello delle disposizioni edittali che richiesero una .f ·1 to è guasto· ato d
nee habet (qur orse l tes . d. '. quam actor restituen am esse
particolare qualificazione economica per il vindex del vocatus in ius. idoneus habetur) pro magmtu me rer,
E però non si può non rilevare che tra il sistema pretorio e quello
che si coglie in XII tab. 1.4 esisteva una significativa differenza. Infatti
~~- ' .

altro è esigere che il vindex fosse particolarmente qualificato in relazio- . da uesta testimonianza l esrste~za
Credo che sr debba desumere q il termine locuples, in relazlo-
ne al valore della lite (pro qualitate rei), ed altro è stabilire che un vin- d'un precetto decemvrrale che conten(e~a la di actor). Gli studiosi mo-
dex (di cui XII tab. 1.4 per altro non specifica l'ambito di intervento) ne a d una reoola relativa al processo SI par XII tab l 4 44. ma già ].
di un siffatto riferimento. In rea t~!
"' ·ç · ·1 sso garano a · · ' 1,
dovesse essere particolarmente qualificato solo in relazione ad una par- derni hanno spesso n ento 1 -Gu· ,
ticolare condizione- foss e questa pure patrimoniale, cosa tutt'altro Godefroy45 escludeva la posr 2 ~:1 commentario gaiano (alla qual_e gra
che certa, dato ciò che vedemmo a proposito della distinzione tra adsi- la provenienza del testo dal . bra decisiva per escluderlo. Dl XII
dui e proletarti- del soggetto a favore del quale egii interveniva 43 . Godefroy dava Il grusto peso) sem l l l ad l XII tab., come SI
Data questa differenza, potrebbe pensarsi (ecco l'accennata per-
plessità) che XII tab. 1.4 si riferiva non già al vindex dell'in ius vocatus
tab
e . 1.4 Gaio si occupava ~br~~a~~t~ttÌi:za~o piu su per l'importante
vince da D. 2.4 .22.1 (che . r·us sr· sottragoa alle conse-
(per il quale le XII tavole avrebbero potuto contenere un precetto - ·b·l· .' h un vocatus m "' d'
accenno alla possJ I !ta c e il ocans o per intervento un
preso a modello poi dall'editto pretorio - con l'esigenza che egli fosse g l · er un patto con v ' . t
uenze delha vocatw o p . d v) Sicché sembra srcuramen e
locuples in relazione all'entità della pretesa del vocans), bensf ad altro 1 'd"f d ' certo un vm e~ · · d~ll 2
soggetto c e o I en e, D 50 16.234.1, che proviene mvece " .
vindex, ed in particolare a quello che poteva intervenire a favore del
soggetto esposto a manus iniectio iudicati o con/essi.
da escludere che anche m . d Ila stessa norma.
ad l. XII tab., Gaio sr occupasse e dato imporrante già accennato; pre-
Tuttavia, la prospettata difficoltà perde molto del suo peso, se si D'altra parte, va ncordato un ccessivo a quello che spre-
gcisamente c e ne ~asso lm . una norma decemvirale, ci_se:n ra cer-
considera che il pretore può bene avere mantenuto il punto essenziale h l · medratamente su b
del sistema civilistico consentendo al vocatus di fare intervenire un vin- ava il srgnrfrcato dr locuples (m_ . il valore da attnburre al ver-
dex, e però può (o anzi: deve) avere stabilito un criterio diverso in ordi- . , . D 50 16 234 2 Gato spiegava . . Il'.
t o)' e ooe !n . . . - . . . ava di problemi relativi a mterpre-
ne ai requisiti necessari a quel vindex, dato che certamente non poteva- bo vivere. E certo che Gato SI occup . "to Ni suo vivit ... ) uno der pre-
no piu essere utilizzate, in età progredita, le categorie degli adsidui e tazione di XII t ab. 3.4 (Si volet, suo v tvt t.ro il iudicatus ed il confessus.
dei proletarti. Sicché è ben possibile che il pretore abbia fatto ricorso al · al . il anus zmecttO con - · i
certi decemvJr l su a m ) stati verosimilmente non cont1gu
generico requisito délla capacità patrimoniale adeguata ati' entità della Quei precetti (XII tab. 3.1 -6 sar_anGno . era occupato, nel primo hbro
pretesa del vocans. E si può ritenere del tutto ragionevole ammettere ull · · caltO di CUI a10 Sl · ·' )
a quelli s a m ms vo 22 l di cui ci siamo occupati pm su .
che XII t ab . 1.4 possa esser stata senz' altro norma relativa al vindex del suo commento_ (cfr. D .. 2.4. .Gaio anche in D . 50.16.234.1 (dov_e
nella in ius vocatio.
Sicché sembra assai pro~abrle c/he) . ' passe d'un versetto decemvl-
Nel quadro prospettato, ci sembra che si possa sostenere anche d l . .f. to di locup es ' sr occu . . . t
che il pretore, nell'innovare rispetto a XII tab. 1.4 - sostituendo a
si
raleparla e srgm !ca
strettamente connesso con queili relativi alla manus mzectto con ro
quello antico il piu semplice criterio della condizione di locuples pro iudicatus e con/essus, 46 . , l .b.le è ragionevole supporre che G alO ·
qualitate rei - , utilizzò una categoria cui la stessa legge decemvirale Se quel che SI e detto e p ausl l ' elativa non al vindex del
aveva fatto riferimento a proposito di un 'altra ipotesi di intervento del in D. 50.16.234.1 commentasse udna ~morp~=n~to in ~n processo (per la
vindex. Precisamente, a proposito del vindex che poteva intervenire a · · b f ad altro vm ex I "' 1 ' d
vocatus m zus, ens d G io alla sfera processua e e e-
all' ct or il richiamo del pct ere e e . re~ ,-
favore del debitore contro cui il creditore esperiva la manus iniectio. eli ma commentata a a d l ti
pertinenza n a n or
Esiste,."in effetti, un testo gaiano che lascia congetturare l'esistenza cisivo, oltre al ril~~ato abccebllno an:he i~ considerazione della conti~urta
di un precetto delle XII tavole in forza del quale il vindex a favore di chi tuere) . La cosa pru pro a e, . if . a XII tab 3 4 ripetiamo) e che
era esposto a manus iniectio dovesse necessariamente essere locuples. D 50 16 23 4 2 (che sr r enva · · ' del .r
rispetto a . . . . .d favore del iudicatus e con;essus.
Si tratta di D. 50.16.2.34.1, un frammento intercala to tra un cenno D. 50.16.234.1 trattasse ?el vm ex a h elle XII tavole, esistesse
alla denominazione come 'perdue!les', da parte dei veteres, di coloro che · 1· l' lt wre congettura c e, n .f.
(oltreCiò Imp rea,.
il cenno ali mu ture . . ,. d"I XII t ab. 3.3) uno specr rco precet-
. er vmdtcere

556
557
32
BERNARDO ALBANESE
[18] [ 19] O SSERVAZ IONI SU XII TAB. 14 33
to relativo a quel vindex; un precetto che esigeva che egli fosse loet.<
ples
in epoca abbastanza nsalent~. s~cc
(cosa dei tutto ragionevole, dato che, nel caso in questione, l'intervento . . hé nell'editto rimase solo l'a. iudicati,
t"one alcun intervento di vindex).
del vindex determinava addirittura la sottrazione del debitore all' esecu- in ordine alla qu~le n?n ~emva m queJ.~n vindex a favore del debitore
zione personale, che ne avrebbe implicato l'addictio- con effetti anche Tuttavia la posstb!l!ta d! mtervento . , . . . (Gai 4 21 e 25) ed
patrimoniali - al creditore). . 5 mzectw e s1cunss1ma · . '.
contro cui SI agl~a con manu .f .·
' . . .
t ad esso allorché si stabillva:
In altre parole, ci pare, in considerazione dell'attestazione gaiana . XII b 3 3 SI faceva certo n ellm en o .
in D. 50.16.234.1, che si debba ipotizzare un precetto decemvirale per- m . ta . . .
Ni iudzcatum /aett aut quzs :?
. -d in iure vindicit, secum duetto . . .
o eo t si avrebbe questa situazione, m
.
duto (oltre al supposto XII tab. 1.4 B: supra, § 4, in considerazione del- Nel quad.ro congettur e propJsvt~dex. Si esigeva che il vindex fos :
la testimonianza di Gaio in D. 2.4.22.1). Si potrebbe proporre, per esso
!'indicazione XII tab. 3.2 B. ordine al requt~ltl dece.mvlrall Jc,~.: d'un iudicatus o con/essus contro CUI
Potrebbe obiettarsi che dal breve testo gaiano non si ricava con
se locuples, se mtervemva a ca ' bb stato disposto dal versetto per-
si agiva con manus zmectta. lO sare e XII t b 3 1-J. 48 ed
certezza che il termine locuples spiegato da Gaio fosse nelle XII tavole. duro che noi suppomamo · ~sser sa
t to connesso . con a · · ' Inve-
in D 50.16.234.1. '
Si potrebbe ipotizzare che Gaio ne parlasse in relazione a clausole edit- al quale, P.er noi: _deve. n~enrsl Il ~~s~h:s~ ~;~~~~ dov~sse essere adsiduus
tali che avessero recepito kon modifiche) istituti decemvirali. ce, si stabiliva plu artico atament etto adsiduus chiamato in ius,
In particolare, si potrebbe sostenere che in D. 50.16.234.1 Gaio allorché intervemva a favore! di :~ scoog;dizione se il vocatus in ius era
parlasse di locuples in relazione alla clausola edittale che esigeva un vin- mentre poteva essereb~l qua udq to secondo la congettura che pro-
dex locuples pro qualitate rei in favore dell'in ius vocatus. E di conse- proletarius. E ciò sare e stato 1Sp~s ' e non contiene un riferimento
guenza si potrebbe sostenere che il cenno gaiano ad un vindex locuples
- pur se contenuto in un libro del commento alle XII tavole differente
J
poniamo, in XII tab. 1.4, versetto e p~rri uardare proprio quell'ipote-
espresso all'in ius vocatus, ma che ovev g d l primo libro del com-
da quello in cui era contenuto il cenno sicuro al vindex in favore del si se si considera D . 2.4.22: l , testo dcer~t~an~ probabilità relativo ad
vocatus in ius (D. 2.4.22.1)- era pur sempre relativo allo stesso in ius
vocatus. mento gaiano alle XII tavole, e qum .~. clo e noel quale si parla dell'imer-
. · · 1 della lego-e decemvu a e,
una norma
d . IniZia e f" d"od .i d la persona dell'in ius vocatus 49 .
Ma questa obiezione sembra insostenibile. Già l'appartenenza di
qua lcuno
ventoIn 1questa al me. l l e;en diere. . XII ta b . l .4
D. 2.4.22.1 al l. l ad l. XII tab. di Gaio e di D. 50.16.234 al l. 2 della prospettiva, a tra zwna l e dcollocazione m
versett~ n ento a e'·]~· .
stessa opera rende estremamente improbabile un comune riferimento .f . d G ll 16 lO 5 nsulta a approvare.
allo stesso vindex. Ma vi è una ragione piu forte nello stesso senso, che
del i
otesi. Precisamente, si può supporre
SI puo aggJUngere ul u ·nma p ll' ditto che stabiliva che il vmdex
che il modello dec~mvlra e n es!op~~ticeolarmente qualificato sul piano
si desume dallo stesso contenuto di D. 50.16.234.1.
In effetti, non avrebbe avuto molto senso dire che locuples deve dell'in ius vocatus avesse esser ") fu rappresentato non solo da
intendersi pro magnitudine ret; qua m actor ... petit, se il testo da com- patrimoniale (locuples pro qualztate rehz . d e congettu~are, a nostro
mentare avesse contenuto le parole locuples pro qualitate rei (come ac- XII tab. 1.4 ma anche dal precetto c e Sl ev
cade nell'editto sul vindex nella in ius vocatio): il discorso di Gaio non . · d sulla base D 50.16.234.1. .
sarebbe stata una spiegazione, ma una tautologia. avviso, ragiona n . o . bb revisto la p ossibilità di Intervento
Insomma, d pretore avre e p dello di XII tab . 1.4; ma
Quindi, a nostro avviso, deve escludersi un riferimento di D . d ' un vindex per il chiamar~ m m~:. ·~ul d~tla qualità di locuples dalla
50.16.234.1 al vindex nella in ius vocatio. Certamente Gaio spiegava un
testo in cui la parola locuples era usata senza precisazioni, e pare proba-
avrebbe desunto, per esso,
norma decem~Jrale relativa a
1\ vln et
reqt~tl o ella manus iniectio iudicati (o
n e auoustee· e avrebbe sostitui-
bilissimo che si trattasse di testo decemvirale, anche perché nei paragra- confessi), ormai scomparsa dopol e n orn: e (olegaro' alle qualificazioni
fi adiacenti lo stesso giurista parlava di hostes e di vivere, termini sicu- ·· 1 ·- omp esso reo-1m . .
t o quel requisito a p!U .c ) d " XII t bo l 4 ormai inapplicabile m una
ramente decemvirali. E la spiegazione gaiana del termine locuples usato come adsiduus o proletanus l . , a ~ .d '.d . , oletarii
in assoluto può ben esser stata realizzata mediante una sostanziale para- . , nella quale non esistevano pm ne a st uz, ne pr
soc1eta .
frasi della clausola edittale relativa al vindex della in ius vocatio.
È ben vero che non resta alcuna traccia nelle fonti del precetto Palermo. BERNARDO A LBANESE
decemvirale
47 sul vindex locuples in favore del debitore esposto a manus
iniectio , che noi congetturiamo. Ed è altrettanto vero che - a diffe-
renza da quanto accade per il vindex decemvirale a favore del chiamato .
1 Come è· stato d!mostrato d a tempo - cfr. Vahlen ' dEnl nianae
bellumpoe-
Ta-
in ius - non possiamo risalire al precetto che supponiamo ragionando . : . l E nio alludeva ad un momento e .
in base alla sua funzione di modello d'un successivo regi~e edittale (in
szs reùquwe c xxv s. - , . nF·l· ( le nel 281 a C ) dovette ncor-
. . · Q M rcw 11ppo conso · · d"
rentmum m cu1 · a . . · 1· 1 ri uardo un cenno l
quanto la manus iniectio contro il iudicatus o il con/essus è venuta meno re re a reclutamenti straordmpan./ Essenz(t 193a-94 )g (in fra 'n t. 6)' ad un
Cassio Emina, in Non. s.v. « ro etarz» . '
558
559
34 BERNARDO ALBANESE
[20] [21] OSSERVAZIONI SU Xl i TAI3 . 1.4 35
Marcus pvaeco che p rimum proletarios armavi! (è probabile che si debba
correggere praeco 111 proconsule, o pr~etore), ed una notizia di Aug. de asta etimologica per assiduus «ab asse dando» (cfr. !op . 2.!0 cit.); b)
czv. D ed .17 (certo, sulla falsanga dt L1v10; arg. ex Fior. epit. 1.13 .6) in- ~cst.-Paul. s.v. <<Adsiduus» (L. 8) , co n tre proposte eumolo?Iche: o d al
torno a1 proletaru, pnma ob egestatem m ilitare non valentes e pero' p · consedisse di qualcuno in ea re, quam frequenter agzt; o dal! essere mul-
. 11 '
arruol ati ne aguerra contro Pirro (notizia ripresa da Oros. 4.1.2-.3 ). Un
01 torum assium, cioè locuples; o d alla possibilità di assem dare per prestare
nfenmento diverso dell~informazione di Cassio Emina - a Mario ed servizio militare sumptu proprio; c) Varr. de l. Lat. 7.99, con spr~gazwne
di rrequens come qui adest adsiduus /ere et quom oportet ,(fo :~e sr allu~e­
v/anche ad una etimologia di adsiduus da adesse; ma ~ p1u p robabile
alle rrusure ecceczronah d1 arruolamento dei capite censi nella guerra con-
tro Giugurta (ctr. Fior. epzt. 1..37.1.3 ) - è assai meno probabile; in ogni
caso, ovvJame~te, esso. non potrebbe esser significativo per i versi di che Varrone pensasse bizzarramente ad una denva~wne d1 ~~~quens d a
Enn10. Sul capitolo gel11ano di cui ci occupiamo, cfr. Norr, Der ]urist in /ere, quom e adesse); d) Quint . Inst. _or. 5.10:?5: etimologie. 01 ass~duus
Krezs der l ntellektuellen: Mitspieler ode;- Aussenseiter? (Gellius, Noctes ab aere dando; e) Char. inst. gramm. l (m Ke1J., GL. I 75): asszduz oa as-
Attzcae 16,10), m Festschri/t /ur Kaser zum 70. Geburtstag (1976) 57-90· ses dare, 0 da /requentes adesse in negotiis puplzàs: è evidente un' e~o
ma questa n.ce~ca esclude esplicitamente (cfr. p. 58) ogni considerazion~ varroniana (mi pare assai probabile che sulla fme del passo d1 Cansw
de1 problemi d1 XII tab. 1.4. Sullo stesso tema trattato dal Norr cfr. di de bbano espungersi, come e rrore di_ c?pista, le pa:ole ab asJtbus che
recente, i cenni equilibrati della Giodice-Sabbatelli, Gli z·ura populi Ro- contraddicono quel che precede);/) lsrd. etym. 10.17, con doppia etl-
mam nelle Istztuzzom dz Gazo _{l 996) 15:20. 2. Indicazioni bibliografi- molooia identica a quella proposta da Carisio; g) P mc., m Keil, GL. II
che sulle diverse edtz!Om deli opera (edita per la pnma volta ad Heidel- 118, ~o~ l'esatta derivazione di assiduus da assideo, e cenno a q~ella, ad
berg nel 1616) in Dirksen, Uebersicht da bisherigen Versuche zur Kritzk orecchio , ab asse. Per i proletarzi, cfr.: a) Catone e Cassw ~m~~a m l .on.
un~ Herstellung, der Zwolj-Tafel-~ragmente (1824) 77 nt. 119; l 'edizione s.v. «Proletari» (L. 93 s.) trascritto alla nota precedente; b) '-'le. de rep:
p!U repenbde e qu ella rndusa m Otto, Thesaurus luris Romani III 2 .22.40 cit., ove si dice che Servio Tullio avrebbe. desi~nat~ proletaru .1
(1741) l ss. 3. Precetti che, anche sulla base di Cic. de leg. 2 .4.9, è ra- titolari d'un patrimonio non superiore a 1.500 as~1, e si aggmnge che Il
giOnevole considerare come le disposizioni iniziali dell 'intero testo de- te rmine alludeva alla possibilità di quei soggetti d1 gwvare allo Stato
cemvirale. 4. Sulla base delia citazione fattane da Boezio ne] suo com- solo con la progenies; c) Fest.-Paul. s.v.. «Proletarium» (L. 253). con (er-
men to, antichi studiosi leggevano Top. 2.10 come se contenesse un ri- rata?) identificazione dei pwfetarù e der capzte censt, e con nch1amo eti-
chiamo alla lex Aelia Sentia (cfr., ad es. Dirksen, o.c. 159-162). Ma nei mologico alia proles: i pro/etani costituiva~o la civitas progenze, In qu ~.n ­
b uoni manoscritti dei Topica , naturalmente, non vi è traccia di quel biz- to proles di essa; d) Non. s.v. «Proletari» (L. 93 ss.) ctt.: 1 proLetan erano
zarro nfenmen~o. . 5. Pe~- la tecnica della notatzò, cfr. Top . 2.8; la verbi p lebei che soccorrevano la res publica solo con la proles; e) N o~ . s:~·
vzs, nella specie, SI poggra sulla presunta etimologia di assiduus «ab «Proletarii cives» (L. 228): i pro/etani erano m plebe ten.uzsszma ed rscn L ~
aere» (ma va letto asse, con la maggioranza degli studiosi; cfr. de rep. ti al censo per un patrimonio non superiore a 1.500 ass.t _(vi so no ech1 d1
2.22.40, Clt. zn/ra, nt. 7), CUI Cicerone accenna sulla fine del brano, con Cic. de rep . .2.22.40 cit. ed anche di Geli. 16.10.10 cu1 e >1.ccenn~.to nel
nfenmento ad un Laeltus, che deve essere identificato come L. Aelius testo); j) Aug. de civ. Dei 3 .17 (supra, nt. l): 1 proletam t ras~er~ il nome
Stilo (v. a. Cic. de leg. 2.23.59); cfr. Schoell, Legis duodecim tabularum dal loro vacare proLi gignendae (ed erano esclu.st, .salv~ ecceZIOn!, dal ser-
reltquzae (1866) .30 ss. 6. Il testo completo è: 'Proletari' dicti sunt ple- vizio militare) ; g) G loss. Plac. V 7 .7 = 45 .1 (cn. m TnlL. TI ~82, li.n. 37 -
?et, quz mhzl rez publ;cae exh zbeant, sed tantum prolem su//iciant. Cato, 39), con completa confusione: assidui e prolet~rii s~no considerati smo:
De tnbu~ts m tlztum : «expedzto paupere, p!ebeium atque proletarium n imi, e si fa denvare asszdut dalla amduttas .o/lzc~t ae1 mtlztes. Molti ~el
... ». Casszus H emzna, 'Annali lzbro II': «Tunc Marcus praeco (cfr. supra, passi raccolti in questa nota sono consid erati nell ~mp1a t rattaziOne sulla
n,t. l ) prrmum proletarzos armavi!». Varro, 'De vita populi R omani libro distinzione tra adsidui e proletarii elaborata da Richard, Les orzgtnes de
l : «Q_uzbus erant pecunzae satzs 'locupletes', 'adszduos',- contrarios 'prole- la plèbe romaine (1978) .366-373, con utile bibliografia. 8. Su questa
tanos . Adszduo ~emm~m vz~dzcem v?luerunt locupleti>>. Non mi pare af- iniziativa di Mario , cfr., in q ualche modo , Val. M ax . 2.3 .1; Plut. Ma r. 9;
fatto probab1le l ipo tesi dell attnbuzwne a Nonio, e non a Varrone, del- Flor. epù. 1.36. 1.3; Lyd. de mag. 1.48. 9. ~ significativochc un'oper.a
le p aro.le Adstduo - locupletz·; tanto meno quella della pura e semplice autorevole come l'Oxford Latin Dictionary nport1 m luogh1 d1vers1 addi-
espunzw?e dr locupletz; m egliO, almeno per la sostanza, la congettura rittura tre diffe renti lezioni del testo geliiano: s.v. «Civis» (p. 330): · · ·
del ~urnebe: Uocuplett] <~m adJtduum, id est locupletem>. Sul punto, Proletario iam civi quis volet .. . ; s.v. <<lam» (p . 816) : Proletario iam cui
cfr. l apparato cm;co del Lmdsay al testo di Nonio; ed anche Schoell, o. quis volet ... ;s. v. «ProLetarius» (p. 1483): ... ProletariO tam cwz, cuz, quts
c. 117; e FIRA. I 27 n. 4 b. 7. Per gli adsidui, cfr.: a) Cic. de rep. volet . . . 10. O. c. 154; a p. 157 ss. una rassegna minuziosa di pre~e­
2 .22.40, con un avaro cenno a Servio Tullio che avrebbe chiamato assi- denti proposte d i ricostruzione. 11 . O. c. 116; a p. 75 un~ smtet!ca
dui i locupletes (i ricchi con ce nso da 1.500 a 100.000 assi) e con la pro- giustificazione, con il decisivo richiamo a ~ell. 16.1,0.6 , che 1mp~ne d1
mantenere il termine civi; e con la spiegaziOne dell espunziOne oel cuz

560
56 1
36 llERNt\RDO AL!lANESE
[22] [23] OSSERVAZIONI SU XII TA!l. l.4 37
pres_e nte in alcuni codici gelliani (da lui qualificati optimi): cui quis volet
Rechtsgeschichte I (1988) 2.34 nt. 72; Falcone, Testimonianze p~utine in
c?,stltUtsce u_n contortu_m enuntiatum; cui sarebbe insostenibile dato che tema di interdicta in Ann. Palerm o 40 (1988) 193 ss .; nonchc tl b reve
gta etvz espn~e cot~pw_tament~ il soggetto a favore del quale il vindex
articolo delia Ma~zo, L'organizzazione gentilizia cit. 21. Per gli antic~i
mtervemva; ltpotest ptu plaustbile sarebbe che cui rappresenti 0 erro-
(cfr. Plin. nat. hist. 18.3 .3) e per la maggioranza dei glottologi moderni~
nea ~-tpettztone del precedente civi, o malcerta inserzione per offrire un
locuples si riferirebbe originariamente a soggetti «pieni» di foci (-p/es sl
nfenmento a qzm. _ 12. Naturalmente ci riferiamo alla settima ediz. connette alla radice di impleo) . Per il Pagliara, Testo ed esegeSt delle XII
(1909) del I vol. de1 Fontes iuris Romani antiqui del Bruns (e quindi tavole (1.4), in Atti del II Congr. Int. della Soc. It. di St. del Dir._, La _mti-
vanno constderate le conformt prese di posizione del Mommsen che
ca del testo (Firenze 1971) 569 , locuples, all'inizio, avrebbe stgntftcato
aveva curato le ,due edizioni immediatamente precedenti, e del Gra-
propriamente «chi riempie» i loci. Segue il Pagliara, Falcone, o. ~· 195
denwttz che curo, appunto, la settima). Per quanto rio-uarda il Girard nt. 65 (con altre utili indicazioni bibliografiche). 22. Oltre a Ctc. de
s?no interessanti ~e variazioni via via proposte rispetto =!le prime edizio: rep. 2.22.40, cfr. Non. s.v. «Proletan'i cives» (L. 228) ; cfr. supra , nt. 7 .
m; _nella recente nelaborazione collettiva (1977) - Les /ois des Romains,
23 . Per esempio, il passo di Gellio di cui stiamo per parlare ~19.8:15 )
1 edzt., des «Textes de drozt romam», Tome II de PF Girard et F Senn non viene utilizzato in modo significativo in nessuno deglt scnttl clt. a
- pubbltcata a cura di V Gi~ffrè, il testo accettato dal Girard è pre- nt. 20; e, per indicare solo un caso specifico significativo, nep?ure m u~
sentato con segm convenz~onalr che, mt sembra, talvolta non corrispon- lavoro di particolare rilievo (e ben orientato, sul punto) qual e quello dt
dono allo stato del!_a tradtzJOne manoscritta; in ogni caso, sono da se-
Heurgon, Rome et la Méditerranéee occidentale j~squ 'aux _ guerr~s f unt-
gnalare l~ n~te pr~zws_e. Il quis può essere mantenuto, contrariamente a ques (1980) 247 ss. 24. Le fonti sulla strutt urazwne servtan~ aell eser-
quan~o gtudtcava 1~ G~rard (:n_a cfr. analoga posizione, per la /ex Silia, cito centuriato (Liv. 1.43; Dion . Ha!. 4.16 ss.; 7.59.2 ss.; Ctc. de rep.
dellvlom:nsen, nel! u~ttma edtz!One dei Fontes del Bruns); esso è attesta- 2.22.39-40) attestano, o lasciano chiaramente intendere, una netta sepa-
to tn altn test! arcatct: ad es., il/oedus Latinum in Fest. s.v. «Nancitor»
razione degli equites d alle classi dei fanti. Sulle origini dell'esercito cen-
(L 166): ... pecuniam quis nancito1; habeto; la /ex Si/ia in Fest. s. v. «Ptt-
turiato cito solo la recente, ottima, prospettazionc del Wieacker,, Rom.
blzca p_ondera» (L. 288): ... eum quis volet ... multare ... liceto. Non so Rechtsgeschichte I cit. 226 ss., con la bibliografia piu importante. E utile
se sta ,mtenz~onalmente proposta la lezione presente in un rapido cenno anche la piu vasta trattazione, con ampia bibl. , del Richa rd, Les ongmes
del D Ippoluo che cJteremo in/ra, n t. 49: .. . proletario cui quis volet.
de la plèbe romaine cit. 353-375. Con riferimento al Richard (ma anche
13 . Non va trascurata la conferma, per una presenza del civi, che si trae
ad altri) , credo opportuno rilevare che da Fest.-Paul. s.v. «Classes cltpea-
da Non. s.v.. «Profeta~ii cives>> (L 228) , che, come rilevammo (supra, nt.
tas» (L. 48) non si può indurre un uso originario di classes al pl u ral~,
7), rtec~eggta . espresstom gelltane. 14. Meno plausibile la spiegazione
con riferimento ai differenti ranghi in cui sarebbe stato dtstnbutto t!
alternattva cut accennammo supra, nt. 11. 15. Roman Statutes (ed. by
primo esercito centuriato; il lemma equipara indiscutibilmente (cfr. il
M .H . Cr~wford) II (London 1996) 558-560, con indicazione delle fonti quos) classes ed exercitus al plurale; sicché resta salda l'equazione tra
nco~truzwne e commento di XII tab. 1.4. L'ampia e pregevole sezion~ classis ed exercitus (al singolare). 25. Che probabdmente non era nel
dedicata ~Ile XII tavole è opera, oltre che del Crawford, di A.D.E. testo sacerdotale, ma è chiaramente di Fabio Pittore (o di Gellio). 26.
Lewts e~~ M. Humbert. 16. Ménager, I:opposition entre la plèbe et le La connessione tra proletarius e proles - proposta dagli antichi: cfr. i
patnc:at, m RJ_J?A. 19 (1972) 373-378. 17. O. c. 374. 18. Questori- già citati Cic. de rep. 2.22.40; N on. s.v. «Proletari» (L. 93 s .); Gel!.
lrevo e stato gta accennato da Richard, o. c. 368 nt. 227, che critica o-iu-
16.10.12-13, ed accettata dalla maggioranza dei moderni- sembra po-
stamente la ~ongettura d~l Ménager anche sotto il profilo dell'inver~si­ sta seriamente in forse da alcuni glottologi mod erni; in particolare, ad
mtgltanza d una concesswne dt civitas operata in modo incidentale. es., dal Pisani, Testi latini arcaici e volgari (1960) 4 6; e soprattut to Pa-
19.. Dt recente, ad es., Manzo, L'organizzazione gentilizia nelle XII tavo-
gliara, o. c. 570-572, il quale acutamen te ed efficacemente. contesta mol-
le, m Rzcerche sulla organizzazione gentilizia romana III, a cura di Fran-
tre alcune precedenti ipotesi difformi da quella tradlZ!onale (anche
cwst_ (1995) 115 ss., con qualche cenno bibliografico; altra bibliografia l'ipotesi del Pisani). Però, la proposta dello stesso Pagharo (proletarz~s,
m ~chard, o. c. 367 nt. 226. 20. Menzioniamo solo alcuni lavori re-
da protelum = «convoglio di animali da tiro»), mi sem~ra macce~t~btle
c;ntt attraverso i quali, è agevole risalire a studi precedenti: Ménager,
allorché sfocia nell'attribuzione a proletarius d un ongmano stgm ficato
L opposttzon, en tre la piebr; et le patriciat ci t. 274 ss.; Richard, Les origi-
di «mio-rante»·
0 non si vede come quel significato specifico possa essersi
n es de la plebe romame ctt. 367-431; dello stesso Richard e dello stesso svi1upp ato dall'idea del traino d'animali. Di recente l'ipotesi del Paglia-
a~no, v. a. _froletarius: que!ques remarques sur l'organisation servienne, in ra è accettata dal Falcone, o. c. 193 nt. 58 (che cita l'adesione del Breto-
LAntzquzte Clamque 47 (197 8) 438-447; e di data successiva Patricians ne); invece è contrario, con equilibrate osservazioni, da ultimo, Richard,
and Plebeians: The Origin o/ a Social Dichotomy, in Social Struggles in Les origines de la plèbe roma in e ci t . 3 70 s. (che rifiuta anche la connes-
Archazc Rome, a cura di Raaflaub (1986) 116 ss.; Wieacker, Romische sione di proletarius a pro/es). Totale, in dottrina, è il disinteresse per la

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[24 J [25] OSSERVAZION I SU Xli TAB. 1.4 39
38 BERNARDO ALBANESE

forma proletaneus attestata in Fest.-Paul. s.v. «Proletarium» (L. 253). vocans e vocatus, anche la possibilità che quell'accordo avesse ~fficacia
28. Rinviamo ancora al Pagliara, a.c. 569, anche per altri autori prece- pure dopo il capere , o eventualmente il manum endo iace;e. Dt s1curo vt
denti; da ultimo, Falcone, o. c. 193-195, con interessanti riflessioni sul è solo che Gaio in D. 2.4.22 .1 constderava pactftco che l acco rdo potes-
passaggio dal valore originario di «residente» a quello di «ricco»; ed in se aver luogo anche all'ultimo momento: dum in t:us venz:tur. 40. Cfr.
ordine agli sviluppi semantici di possidere. Un'eco del valore originario Falcone, o. c. 194, con bibl. La soluzione verso cut mclmtamo prospetta
resta nella !ex locationis per l'alea legunda, in Cat. de agric. 144, ove è ovviamente una fun zione del vindex del vocatus del tutto analoga a
previsto l'impegno ad adsiduos homines praebere; certo si tratta di ope- quella del vindex nella manus iniectio (per il quale Gai 4.21 parla di pro
rai con obbligo di residenza nel fondo. 29. Liv. 1.43.13; Varr. de l. se causam agere). 41. Ai due testi si è fatto nfenmento nel paragrafo
Lat. 5.45. Sui problemi oscurissimi del rapporto tra la ·distribuzione del precedente (nella rubrica del Digesto, naturalment~, s~ parl~ d1 satts vel
popolo in tribu e quella in centurie e classi, cfr. Wieacker, Rom. Recht- cautum dare non di vindicem dare). 42 . In effetti, allorche m D. 2.6.1
sgeschichte I cit. 391-394; e da ultimo, con ampiezza, Franciosi, Andreas si dice: Edi~to cavetur ut lfidelussor iudicio sùtendi causa datus] <vin-
Alfoldi e il problema delle tnbti gentilizie, in Ricerche sulla organizzazio- dex> pro rei qualitate locuples detur, il riferim.ento ad un testo .edtttale
ne gentilizia romana ITI cit. 3 ss. 30. La contrapposizione tra assidui e distinto da q uello rispecchiato in I?· 2 .6 R. mt rsembra n~c~ssano . Cfr.,
proletarii è espressamente posta in luce, come si è visto ripetutamente, del resto, Lene!, o. c. 65 (con nchtamo dt conrorme pos1Z10ne del Ru-
nel racconto cicemniano (de 1ep. 2.22.39-40) della strutturazione servia- dorffl e 68 ss. (dove si avanza la supposizione , che a me pare poco
na del comizio; la qualificazione dei proletarii come cives risulta, come plausibile, che la qualità di locuples per il vindex fosse prevista solo n~l­
pure si è notato, dal contesto. Di proletarius civis si parla del resto in la formula dell'a. in factum contro cht, tn ms vocatus, non aveva segUito
Xll tab. 1.4. 31. Si sa che la tradizione serba traccia d'una centuria il vocans né aveva offe rto il vindex. 43. Un'eventuale mterpretazwne
ausiliaria di proletarii aggiunta, con altre, a quelle dell'esercito combat- di XII t~b. 1.4 nel senso che il vindex doveva essere adsiduus se era ad-
tente: oltre a Cic. de rep. 2.22.40, cfr. Dian. Hai. 4.18.3. 32. Per i mi- siduus il soggetto al quale egli era datus, mentre la condizione di adsidu:
steriosi accensi velati, di recente, Albanese, B;-evi studi di dir. rom. (li), us non era richiesta se il vindex era datus ad un proletanus, fors e non e
in Ann. Palermo 43 (1995) 47 ss. 33. Utili notizie sulle antiche dispu- impossibile linguisticamente. Ma questa ~nterpretazione ci p_orrebbe da-
te in Dirksen, o. c. 154 ss. 34. Basterà citare, anche per le acute osser- vanti ad un precetto poco sensato. La snuazwne patnmomale del vm-
vazioni e per la bibliografia, Kaser, Hackl, Das rom. Zivilprozessrecht dex poteva avere rilevanza soia per l'interesse del soggetto_ presso il qua-
(1996) 64 ss., e Nicosia, Il processo privato romano. II. La regolamenta- le egli interveniva; e quindi soltanto m rapport o alla enn ta della respon-
zione decemvirale (1986) 59 ss. 35. Cfr. soprattutto Plaut. Asin. 480, sabilità patrimoniale del soggetto che lo faceva m tervemre m ~ropno fa-
Cure. 621-625 (e forse 693), Persa 745-747, Poen. 1229-1232 (e forse vore. 44. Ad es., FIRA. F 27 nt. 4 b . Diversamente, nelle ncostruzto-
790), R ud. 859 s. (e forse 853 e 868) , Truc. 840; e Ter. Phorm. 1054. ni di Dirksen e Schoell. 45. Cfr. D irksen, o. c. 155 s.; 218 ss. (con va-
36. Y.li tab. 1.1: Si in ius vocat, ni it, antestamino; igitur em capito. 1.2: rie discussioni su D. 50.16.234). 46. Con l'occasione, vanno sottolt-
Si ca!vitur pedemve struit, manum endo iacito. 1.3 : Si morbus aevitasve neati due punti. Non vi sono ragioni per credere che in D: 50.16.234 i
vitium escit iumentum dato. Si nolet, arceram ne sternito. Cfr. l'osserva- compilatori abbiano perduto tempo a compo,rre «mos.atc!» con b rant
zione del Nicosia, a.c. 46, per cui i versetti trascritti (nella forma che a provenienti da sedi molto lontane tra loro nell o per~ gatana; e Jo st~sso
noi sembra piu probabile) «costituiscono sicuramente un unico contesto va detto in ordine a ipotetici compilato ri d'un Predtgesto. Qumdt e da
norma rivo». 37. Diversa attenzione in studiosi antichi; cfr., sulle orme ritenere probabile che i tre paragrafi di D. 50.16.234 si t rovassero molt?
di J. Godefroy, Dirksen, o. c. 156. Per i moderni, ma senza sviluppi re- vicini nel testo originario (anche se mi pare certo che esst stano stati VI-
lativi alle norme decemvirali, cfr. qualche cenno in La Rosa, Il vindex gorosamente sfrondati dai compilatori). In secondo luo?o, non vt sono
nella in ius vocatio e il garante del vadimonium, in Studi Betti III (1962) neppure ragioni per credere ad un errore dt msmptta m D . 50.16.234
313 ss., con richiamo e accettazione di precedenti prese di posizione nel senso di supporre una provenienza del passo .dal L l (mvece. ch.e dal
(Noailles; Luzz~tto). 38. Con il futuro de/endet- che ha destato i so- l. 2) ad l. XII tab. di Gaio. La spiegazione relanva al stgniftcatl d1 per:
spetti di Lene!, EP.J (1927) 67 ntt. 3-4 - Gaio potrebbe semplicemente duellis e hostes (in D. 50.16.234 pr. ) è unanimemente riferita, come e
aver fatto rilevare che l'intervento del vindex poteva aversi solo dopo la ovvio, a XII t ab . 2.2 ( .. . status dies cum h oste) . Ora, è certo che niente
in ius vocatio (nello stesso senso, andrebbe inteso come fu turo anteriore assicura che XII tab. 2.2 fosse davvero incluso nella seconda tavola: r:na
il transactum fuerit gaiano per l'altra ipotesi). Del resto, de/endet po- una norma sulla diffissio diei per impedimento delle par.ti o del gtudtce
trebbe esser solo un errore di copista in luogo di de/endat (ed il transac- non poteva verosimilmente essere immediatamente contigua alle norme
tum /uerit potrebbe considerarsi come un congiuntivo). 39. Credo sia sulla in ius vocatio, istituto relativo alla prima fase processuale e la cu1
impossibile azzardare congetture sul problema se le X II tavole abbiano collocazione iniziale nelle XII tavole è da ritenersi sicura. Lo stesso va
previsto esplicitamente, oltre alla pos;ibilità del pacere in questione, tra detto, come si è precisato nel testo, per la norma cui si riferiva la spie-

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lO.
40 BERNARDO ALBANESE [26]
Su alc n j fram enti di Gaio «Ad legem XII Tabularum»
gazione sul significato di vivere (in D. 50. 16.234.2). È forza concludere
che anche in D . 50.16.234.1 Gaio commentava con ogni probabilità una
norma decemvirale collocata in sede non contigua a quella sulla in ius
vocatio; sicché l'inscriptio di D. 50.16.234 appare del tutto attendibile. Pubblicato in
47. Diverso avviso è stato rapidamente espresso, di recente, nell'interes- Labeo, 44, 1998, pp. 177-193
sante studio del D'Ippolito, Questioni decemvira!i (1993) 162 ss.; si os-
serva, a proposito di locupb· considerato da Gaio in D. 50.16.234.1,
che «questo termine non ci risulta essere stato presente nella legge de-
cemvirale»; e si suppone che sia stata la giurisprudenza repubblicana ad
identificare con adsiduus locuples. Nella prospettiva che mi è parso di
potere congetturare, potrebbe essere decisiva, invece, la scelta da parte
del pretore che potrebbe avere utilizzato il termine locuples - per noi
probabilmente presente nelle norme decemvirali sul vindex nella manus
iniectio (norme che non ebbero riflessi nell'editto di età progredita) -
in relazione ai requisiti per il vindex nella in ius vocatio. Incidental men-
te, dirò che le parole gelliane (16.10.15): 'adsiduus' in XII tabulis pro lo-
cuplete et facile /acienti dictus .. . (che comunque non vengono affatto, e
giustamen{e, chiamate in causa dal D'Ippolito) non possono in alcun
modo essere interpretate come indizio dell'inesistenza del termine locu-
ples nelle XII tavole. 48. La connessione è generica in relazione al
complesso normativo (riferito, in discorso continuo, da Gel!. 20.1.42-
45) di XII tab. 3.1-4; ed è piu specifica in relazione a XII tab . 3.3 (Ni
iudicatum /acit aut quis endo eo in iure vindicit ... ): a questa norma po-
trebbe esser stata immediatamente congiunta la precisazione legislativa
sui re quisiti del vindex d a noi supposta. 49. Nel quadro dell'ip otesi
formulata non posso condividere le posizioni del D'Ippolito, Questioni
decemvirati cit. 161 ss. Questo studioso, consid erando D. 50.16.234.1 -2,
ammette che in quei paragrafi Gaio si riferiva a XII tab. 3.3 (cosa inne-
ga bile); ma soggiunge: «è evidente che Gaio ha presente anche la norma
che dispone adsiduo vindex adsiduus esto; proletario cui quis volet vindex
esto. Essa infatti costituisce la premessa per quella parte della legge rela-
tiva alla manus iniectio sulla quale ci stiamo soffermando. Gaio stesso,
del resto, sembra farvi riferimento in modo implicito» (e viene citato D.
2.4.22 .1). Io non vedo come da D . 2.4 .22.1, possa desumersi un riferi-
mento implicito al vindex nella manus iniectio; e credo che i rilievi gaia-
ni su lowples in D. 50.16.234.1 non contengono nulla che possa far
pensare ad un riferimento a XII tab . 1.4 ed all'in ius vocatio. [B. A.)

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