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Morali, Storiche e Filologiche per l'anno

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dei

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E. Gianni, Cancelliere dell'Accademia, Direttore responsabile

Autorizzazione der Tribunale di Roma n.

2109 del

u-8-196o.

der Tribunale di Roma n. 2109 del u-8-196o. ATTI DEL LA ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCE! A~NO
der Tribunale di Roma n. 2109 del u-8-196o. ATTI DEL LA ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCE! A~NO

ATTI

DEL LA

ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCE!

del u-8-196o. ATTI DEL LA ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCE! A~NO CCCLXIX 1972 J SERIE OTTAVA RENDICONTI

A~NO

CCCLXIX

1972

J

SERIE OTTAVA

RENDICONTI

l

Classe di Scienze mor~li, storiche e filologiche

Volume. XXVII -

Fascicolo 5-6

(Maggio-Giugno 1972)

. \ ROMA
. \
ROMA

ACCADEMIA

NAZIONALE

1973

DEI

LINCEI

storiche e filologiche Volume. XXVII - Fascicolo 5-6 (Maggio-Giugno 1972) . \ ROMA ACCADEMIA NAZIONALE 1973

Rcncl.

d e ll a

C l.

di

Se.

1110r.,

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XX\'1 r.

 
(' fi l \"ol. XX\'1 r.   Fig. Cucuteni (fase eli Cucuteni A ). r· -

Fig.

Cucuteni (fase eli Cucuteni A ).

-

Statuetta

fittile

da

\ ' LIIli.\IIR DL'.\Ii':.J<l:.~(T _ La annnira

dipinta ddlrt mltum. ea. -

TA \". 1\'.

La annnira dipinta ddlrt mltum. ea. - TA \". 1\'. Fig. 2. - Statuetta fittile (fase

Fig.

2. -

Statuetta fittile

(fase

di Cucuteni

B).

AXDR.E.\ ALFOLD!, La struttura politica di Roma, ecc.

307

-----------------

--------------------------

Seduta straordhtaria del 7 giugno I972

ANDREA

LA STRUTTURA POLITICA

DI

ALFÒLDI

ROMA

NEI

SUOI

PRIMORDI (*)

Nel ringraziare di tutto cuore l'Accademia dei Lincei per l'onore fattomi invitandomi a tenere questa conferenza, mi sento in obbligo di confessare sin

dall'inizio che sono ben conscio del fatto che le mie conclusioni susciteranno

favor evole a qu anto sosterrò; ]e convin-

zioni alle quali sono pervenuto sono infatti in acuto contrasto con Je opinioni

comunemente accettate da pa recchi studiosi

ca mpo. Inoltre non mi sarà possibile di dare, nel breve spazio di un '01·a, la documentazion e dei risultati ai quali sono pervenuto attraverso ricerche durate lunghi anni; documentazione che darò - con tutto l' appoggio degli scritti an- tichi e moderni - in maniera particolareggiata in un libro che sta per essere consegnato alle stampe . Se, malgrado questa prospettiva non troppo allegra, trovo il coraggio, a nzi il desiderio eli presentarvi il m io modo di vedere le cose, ciò è d ovuto a due felici circostanze. Anzitutto mi è concesso stavolta di presentare la mia relazione

talora qualche reazione non sempre

che hanno indagato nel medesimo

nella culla stessa dell'impero, in quella stessa R oma, la cui indagin e ha dato alla mia effimera esistenza un senso nobile ed un ricco contenuto: H omo sum Pannonius, sed dvis Romanus. In secondo luogo posso appellarmi, in questa circostanza, all 'elevato senso eli giustizia proprio di una delle venerande associazioni scientifiche.

I.

Quali sono le cause che h anno impedito eli comprendere ed interpretare

rettamente le fo rme nelle quali Roma s i era strutturata nei suoi primorcli ?

Mommsen non sfuggirono ovviamente le sopravviven ze

in età storica della primitiva associazione dei Latini ; ma egli pensava che si trattasse solo eli pallide ombre di una età lontanissima ed interpretò lo svol- gimento della società romana come un prodotto sviluppatosi sul suolo stesso della città, indipendentemente da qualsiasi influsso esterno. E come lui, così concepivano Ja storia eli R oma tutti gli studiosi nel suo t empo e molti altri ancora dopo eli lui. E ciò è ben comprensibile per i suoi tempi, giacché non era

A ll'acuto occhio del

(*) Conferenza tenuta nella seduta straordinaria

traduzione italiana è dovuta all'amicizia del

La

d el 7 giugno

prof. P.

1972.

Mingazzini.

308 Lincei -

n ata

Rendiconti morali -

19- 1 :!

S

.

·

enc \"Ilf.

,·ol.

XX\' !T. fase.

5

(j

a n c or a

l a

sc i e nza

d e ll a

vanga,

]a

quale h a

messo

che

legavano

pr esso

un'ansa

del

mondo circostante T c,·erc.

al

so- tt o

g

l

occ

h

i

g li

il villaggio clell'etù

amp liss imi r apporti

del fe rro, sorto

. , È vero tutta,·ia che la indagine preistorica, così magn ificamente fiorita

da

[

n s u tano

S I

1

·

c

p d oco · p r eclusa · , da sè s tessa . , ogni sg uard o s ui fat ti storici

,

:

1 11 negare

qL 1 a] 1 ·

c

ess1

a1 suo1 g randi osi l avo ri. E divenuto u n , -czzo cJc 1 · pz·e 1 ·sto 1 -· c · ·1

·

~ g.' a ncl 1 _m1gt az10n1 de t popo!t, per attribuire unicamente a contatti commer-

.

·

.

.

.

.

Cia li glz mft ussi culturali che via via si susseguon o nel temp o .

.

comme rci ali ne sa rebber o s tato il ve icolo.

_

. que1 · contatti ·

tutto errato . L a indoeuropeizzazion c

~ella pen1 _so l a Jtaltana _è stata r ea liz zata da qu e ll a stessa onda t a eli popoli cui

e

A m_io m~clo_eli ved ere, ciò è d e l

clov~t~Il crollo d ell'Impero degli Itti ti e che sp in se i Dori n el Peloponneso.

Latzm_ non possono essere giunti, in quella che divenne l)Oi la loro pat .·

passaggio . da l secondo a l primo millennio a v . C r. Erano ua,

del

r

molto

cl ecl tti

tutto giustificata.

t

ar

d I .

d

l

e

,

Plll,

ali a ll eva mento

d e l

bestiame

ed

a ll a

r azzia

co n s id e rat a

come

non

poteva gllln~crea lla mèta de ll e sue migrazioni se non era tenuta stretta in tutte

I n

sue

~uella età

parti

da

t

a .una

così

ricca

eli

con tinu e lotte

ri g ida

ed

c

di

guerre,

al

una

tribù

I:

una

.

es t

l

c 1e

organizzazione

a

allena ta

co m battime t

E

q

t

u es

acl_

bi ) iamo sempre proclamato c molti la condividono n o. .

nei seguenti

e~e1.11p1?, G

~umézil il quale ha sotto lin eato l a sua op ini one

te zmmt: << un

tutto; cos1 come non costituivano un gruppo sociale nuovo i Celti

E

,

1

Lat1~11che e r ano an elati a cl ista ll a rsi su l Palatino non

socJa !e

1

a

1

.

nu ovo

.

che

av r ebbe

.

.

dovuto

cr eare

tL 1 tto

,

cd

i

Io .

cost ituivano

t

tnven · are ·

·

to cugm1.

g rupp o

· SSI et ano -

.

mgua lo d tmostra - 1 chscendenti di invasori venut i da lontano

Oggi non è più concesso considera rli come dei

pr~rntt~vL_ Era_n~ deg li Ind oe ur opei co n sen·atori, i qua l i cla , ·ano ad importanti

tSttt'u~JOnl polJt:che . o magi co-re li g i ose l~ stesso nom e ch e i più anti ch i abi t a nti

de l! I t an

un.a _t~p.pa~appresso l'altra.

e

d c ii Indi a -e

ta lor

a anche 1 Ce lti - da vano a ll e s t esse is tituzioni

o

capo d

cii

ad

a ltre Il

_e

a

molto . ,

a ffini.

L asc iando

da

pa r te

la

re li g ione

 

va

n otato

1

·1'

'

c le

J

soc1~ta roman a prim itiva portava l'antichissimo nome incloeuropeo

del capo nella società quale appare nei Veda

~ex che corn sponde a l nom e

(ra;an)_ed al ~ome del capo in tutte le società

o che g li abitanti de ll e

costttut vano det gruppi inorgan ici eli famiglie,

fatt~ c~ garantt~ce da sol

celtiche (n'x). Questo dato di

capanne su i colli ti ber i ni n on

un

le quali s i sarebbero

acl

no,·clle.

ma, .a l_c~ntra.n o, che era n _o. giunti essen d o già co ll egat i da una struttura supe r~

~an~~gltat ~, clt na t .ur a ,polttt ca e co nservat as i a ttraver so una lung a tradizione . Ed mfattJ come sJ_, p uo supporre c he qu esti uomini, i quali avevano e r editato, da un passato gt_a t:emoto, la nozione ed il nome di r ex, ]'abbiano poi abbancl_onata per nattn·arla più tard i sotto lo stesso appellativo?>>.

_ Glt ~ lementi ar~a ic i, anzi preistorici, della vi ta sociale degli i talicì pe rdu-

certo moment~ associate creando eli sana

pianta alcune istitu zioni

una

c~ n se~uenza ~Ie lla v italit à insita nella l oro organ iz zazione in e tà pre i storica dJ cu t quegli elem e nti costitu i va n o la base. Vi furono alc un e popolazioni

1

aro no

smo

al

penocl o

della

piena

civiltà .

Ciò

fu

possibile,

anz i

fu

A:\VREA

ALFOLD I , La struttura politica di Roma, ecc .

ital ichc che non rinunziarono ai loro. raggruppamenti prcurbani sino a ch e non

fu rono sottomesse dai Romani. Tale, ad esempio, è il caso elci Sanniti. Le trenta

sucld i,·isioni dei Latini nei trecento anni duran te i quali si erano

radi cati nel suolo laziale si erano differenziate in molte cose dalle altre popo-

lazioni ita liche e nel settimo secolo passa rono allo stadio della civiltà cittadina

sul tipo della po!is greca; ma ciò accadde per la dura pressione dei dominatori

domin io st ra niero, continuarono a tener viva la

coscienza della comun e origine, t ramandando la lingua, i costum i, gli istituti religiosi p ro pr i. E quando il domi nio etrusco fu abolito, gli stati

lat ini rinnovarono, nel quinto secolo, a n cor a una

per essere in grado d i resistere a lle popolazion i della montagna - c Roma, persino dopo che ebbe sciolta l'organizzazione politica dei L atin i, conservò accuratamente qu anto era rimasto, a guisa eli fossile, degli antichi usi religiosi comuni a tutta la nazione latina.

volta la loro confederazione,

etrusch i. Però, a n che sotto il

ormai

È sta to un me to do errato il ten tat i vo deg li s torici della r eligione ader ent i

a l prin cipio dei ca r atteri similari, nonché d egli

str uire la comunità prim itiva eli Roma per mezzo eli confronti fra alcun i

tratti isolati della preistori a eli Roma ed i tratti corrisponden ti trovati qua

c là, presso popolazion i primitive eli ogn i qualsivoglia continente. Un errore altrettanto grave - come ha fatto u ltimamente notare E. Volterra- fu quello

di

schema astratto, ricava t o dalle teorie socia l i de l g i orno cl 'oggi.

arca ici de llo sta t o r omano sulla base di uno

etnolog i sociologi, eli vo ler rico -

vo ler ricost r uire gli a s petti più

I n luogo eli q ucste esperi en ze, così lontane da ll a essenza del mondo romano

da ll a vita r eale , abb i amo a nost r a dispos i zione tutto un tesoro el i

o r ganicamente da r eali condizioni ambientali, che

poss iamo riscontrare in t utto il dominio dcll'ethnos incloeuropeo. Un tesoro -

si badi bene - di pa rallelism i, c he hanno virtLt probativa solo quando non si

tratta eli s ingo li tratti isola ti, ma di interi complessi di caratteristiche identiche,

legate in un fasc io così complesso e così speciale, che ritrovarlo tale e quale non può essere attribuito al caso. L o sfondo indocuropeo è però pitt vasto eli quel che si suole ammettere comunemente . Sin da l 1922 H . Jacobson cl imostr ò che gli Indoeuropei vissero un dì nel nord, in prossimità degli Ugro-Finni. Anche nell'Asia centrale

le popolazioni indocuropee si spinsero molto in là, sino in Cina. L 'esempio

più la mpante è fornito dai Tocari, che, come popolo, esisteva ancora durante

il nostro med io e\'O ; la loro lingua è affine in modo sconcertante a quella

usanze para ll ele, nate

e ta n to ]ungi

degli europei occ identali. Secondo le conclusioni de ll 'indagine preistorica, nell 'attuale stato delle ri cerch e, l'avanzata eli questo g r uppo di popolazioni

verso l'Asia n ord-orientale si effettuò ver so il passaggio dal ter zo al secondo

mi ll enn io av. Cr. Ne consegue che, tanto i tratti, co muni alle tribù giunte sino

all'Asia

una età anteriore al 2000 av. Cr. L'avanzata ver so nord-est fu seguita da un riflusso in senso opposto di popoli guerrieri ed allevatori eli bestiame, il quale si riversò nelle zone meridion ali ed occidentali. Queste ondate migratorie furono molto accelerate

debbono risalire acl

nord-orientale, quanto alle tribù affini in I talia,

Rend icont i morali -

1972 -

A:-.:D RF. A A L FO J .Dl, L a strlf.ltlf.ra politica di Roma,

3IO

Lincei -

Serie

\·111 , ,·ol. ' XX\"11,

fase.

5- 6

ecc.

Il confronto m etodico f ra la m o rfo logia cu lturale d ei popoli nom a di del

nord

di fatto esse nz ia l e per la comprens i one d e i miti

or i g

dua li, ma il prodotto di alcuni schem i ; poc hi, ma capac1 d 1 n~nova~s1 ~~ sommo grado. Per mezzo eli qu es ti sch e mi, organis~1i s:at.a b as~a1 pw

recenti riuscivano a

n ella mentalità r eli giosa eli coloro che

menta le tipico dell a menta li tà dei primitivi, che concepiva tutti i mi.ti in po:h i tipi permise a Roma, quando da semplice suddivisione d ella ~az10ne latma assò ad essere uno stato autonomo, di appropriarsi anche d el m tto della lupa,

o

che prima che a lei, aveva appartenuto acl Albalonga e . a

queste c it tà erano il centro politico eli t u tt.o .i~ popolo latinO c cl t mantenernc

ed

il

r etag g io

che

ne serbarono

gl i

Ind oeuropei ci

teriomo rfi

fornisc~ un dato

del pe~lO~~ clell. c

in i , e prec i samente questo: che quei miti non

gi ustificare la loro

so no aff a tt .o c:ea.ZI0111 111~1 ~1-

s trettamente

esistenza e ad tnscnrst

ne facevano parte. Q u est o processo

P

d

L

d

.

.

av.miO, quan

viva la forza coesiva nei culti e nelle fcst1v1ta.

II.

La più antica delle forme sociali umane è costituita dalla articolazione tripartita, con u n essere di sesso femminile come su prema autori:à d ello

s tato. Possiamo cogl i e rn e ancora un tenue rifl ess o nella Roma del 1~cnodo a r-

caico.

nnp ortant e

c h e la ma d re di fami g li a aveva nella so cietà p ri mo rdi a le.

Q u esta

organizzazi one

d ell a

societ à

r ispecch ia

la

parte

L'um an ità

p rimi t iv a stimava le facoltà delle fiere - qua li la forza bruta de l

loro corpo cd i ]oro istinti pitl perfetti - più delle proprie e creò un mond~ religioso in armonia con questa visione d ella realtà. Il patrono celeste dcgl1

orga ni smi socia l i non fu co n ce pito come una d~v inità antropomorfa, n.1a s~tto l 'aspe tt o del più potente an imal e del loro am b1e nte. A quest o p_ropos1to s1 f~

r e. d cgll

a nimali, tutti i popoli cacciatori quand o hanno immagin a to un esse re 1dealc

una

constatazione inaspettata.

M e ntre noi

parliamo sempre cl!

un

sotto

forma

di

fiera,

lo

h a nno

concep ito

di

sesso

femmin ile come una

dominatrice

d el

mondo

degli

anima li.

 

Già più di cen t o ann i fa,

nel

18 63,

J. J . B achofc n n o ta va _ che ~n greco i , \

vo~abolo per orso, ossia &px:roç, era femminile c che an : h.e ~~ _Jatl.no .w -sa e femminile ed ha valore generico (ossia vale a nche per gll mclJVJdut dt sesso masch ile) . Ambedue i vocaboli risa lgono ad una medesima r~diceindo-euro~ea. S imilmente il concetto del la on nipotente orsa-madre n sa le al medes imO ambiente preistori co. Non è un caso fortuito il fatto che .la r~ligio~e grec~

associ l'orso alla divinità femminili,

eurasiatici.

come facevano i cacctaton cd l

pa5ton

11 r appo rt o c h e lega i l c ulto dell ' orso con la struttu r a soci~le basata sulla

preminenza della m adre non è

sottolineato

d ell'orso dal s istema p at riar cale della cosiddetta a rti cola zione totem1ca de ll a

società. Mentre nelle organ izzaz ioni tot cm iche il culto dei sin goli animali è fissato c separato e costituisce l'obb ligo specifico delle singole parti d elle società

sfuggito a lla indagine

che

separa

lo

ctnolog1~a. Questa ha

socwle

~el cu lto

il

contr asto

essenziale

sfondo

?2.- R EN O!CO NTI SC. MOR .• 1972- Serie VIII , Vol. XXVI I . fa se . 5-6.

dall'uso d el cavallo, che e b be il suo ini zio al principio d el primo millennio av. Cr.

Pe

r il prob lema ch e st ia m o trattand o è una consta ta z io n e imp ort ante il fatto

che i nomadi che successivamente im·asero il mondo civile venendo dal nord

che

solo con l'avvento degli Unni giunsero le popolazioni turche e mongole. Ma questo passaggio da una stirpe umana ad un'altra non produsse affatto un cam- biamento nella stru ttura della loro fo rma di vita : le bas i d ell'organizzazione social e, il modo di con durre la guerr a, di allevare il bestiame, il pensiero

religioso, l' a rtigi anato a1·tistico erano i medesimi tanto presso g li I nd o-Eu ro p ei (Cimerii, I ndi, Sciti, Sarmati, Persiani, ecc.) quanto presso i Turchi nell'interno dell'Asia e presso i Mongoli. Vi era tuttavia una differenza: essa consisteva in ciò, che presso gli Indoeuropei del mondo mediterraneo molti lati essenziali dell'antica vita associata, che erano in vigore quando le tribù vivevano insieme, erano ora-

mai piì1 o

in

del ferro son o

nale i fondamenti culturali d ell 'età del bronzo o d ella prima ·e tà

q ualchc residuo, o in qualche traccia svanita, mentre nell'Asia settentrio-

possibile constatarne l'esistenza solo

furono sino alla fine del mondo ar.tico, sempre degli I ndoeuropei ; e

m eno svaniti, in modo che è

rimaste intatte sino al secolo scorso, grazie all'isolamento in cui erano rimaste

le reg ioni settentrionali r ispetto alle meridionali. E poic hé questa morfologia

~rcaica era comune in pa rte con la morfologia degli I ndoeuropei in genere,

sta di o primitivo, s i amo in grado el i

ricostruire le strutture primiti ve dei Greci e degli Italici (di quando vivevano ancora a llo stato primiti\·o) , basandoci su lle strutture rimaste congelate n ella ghiacciaia siberiana. Nell'esame dei rel itt i culturali primitivi non va dimenticata una cir~ostanza importantissima: questi relitti sono le 1·eliquie, le tracce, non di una, ma di

varie fasi di sviluppo di antiche età; fasi che aYeva no successivamente guada-

potere politico, mantenendo però una vita umbra til e

gnato e perduto il lo ro

m parte con qu e lla d e gli Indoeurop ei a ll a

nelle usanze e nelle feste religiose, continuando a vivere pacificamente un a accanto all'altra, così come in un cimitero u omini appartenenti a generazioni diverse conducono una loro muta coesistenza. Si deve perciò evitare di voler ri costruire un quadro unico d i tutta la civiltà preistorica, s u lla base di indizi

disparati . D'altra parte è innegab ile che è cosa straordinariamente diffi cil e p recisare l'età relativa delle varie stratificazioni culturali, ricavandole dal deposito che esse han lasciato in età storica.

Prendiamo in esame l'esempio, appa rentemente semplice, della ripartizione d i un popolo in un deter minato num ero di suddivisioni. Vi sono due possibilità :

che le suddivisioni siano in numero pari, o in numero dispari. Le troviamo esem-

plifica te ambedue, s u tutto quanto il territorio euro-asia tico. La loro

origine

:>i pe r de nella n ebbia della v is ione teriomorfica del mondo, tipi ca d ell a

umani-

tà nei suoi primordi. Il problema più grosso è costituito dal fatto che i due sistemi non si sono susseguiti nettamente, rria che in molti casi essi appaiono collegati fra di loro. Per esempio, Sparta era suddivisa in tre tribù, in tre unità

militari e così via. Ma contemporaneamente era retta da due r e cd era spartita in due gruppi sociali. L 'identica situazione la ritroviamo a Roma.

312

Lincei -

Rend iconti

moral i -

19 72

Serie \.li i.

, ·o J.

.\::\:\. 1I

f

.

-

(

t r iba JÌ , il c ulto de ll 'orso non es ige un simi l e le

volta una IJOI)olaz ionc

·

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pe g

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o n s r tratta

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il

quale in determinate circostanze potrebbe' ,·eri~oc::.un

en~meno elementare,

al

contrario, eli un a costru zione culturale del tutto J~r:~lllple e clovt~nque;.ma,

fo ndano

n e l m o ndo d ell e

settentrion ale

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per l

culto dell'orso

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gu e rr-i e ri arca d i s i co pri va n o

ch iam ata a n zi eh~

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questo s rgnora . d ci i

noltre, nella religione g reca so

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'

:

l

ancl

.

c

l a

~

st

santuano a cune statuctt

1

.

.

.

·

.

r l c un e Isc n z ro nt

vo ti, ·e c i at t es ta rl o

o

le eura le

·

1 sacrr

t"

.

zr

. elci essa G

coste _ Il

f

e l, eJ a

r

.

1

ac

·

I g rcc1 ·

sussrste1·a . n

c1c o cu l tura

l.

1

r

1

c l

Jamavano .

con

le

n e

U -

·

Zal p oman

.\

zona degl'

'

.

ta J . e come gli lllclrani dell 'A

tnonale, anche nome . eli or-sa

un

tracce del cu l to de ll a JJcllc dell'

Greci cd

i

Ursa cae!est/.

,~

·

moxJs, . . 1 .,

1' -

sup r e m o dro

.

ciJO nell a pelle dell'orso. e d

'

a

Il

a

orso c

1

c

amJ in o- n o n

. G J.

.

11 con

d

a .

c

.

cl l acla l . SlllO alla .i\Io

c

'

l

uomo pnmrt . . 1 . vo _ co m e .,. 1 b

n1 e facevano j crue --·

"

'

1

d

ll! CIJ m · per potcrn

ma l e progenitore

una

h

c

gnu·amento , . dinanzi

r n

.

a

1

c1 ·

"ra~o c l

·

vital e. dal ve.!o co rp o reo c h e la c

co

1

r sc1amant dell'A s ta ·. settentnonale -

. de ll anr -

'

a forza del momento i n cui inizJ·ano

P 0 con

l .

a

pell e

.

l

p~ rtJco are:

ocu r opcl . - sr . copro n o il ca cl

e

_

_

a

opet arc

ro sp1nt r. d

tre .

otta • contro uomini o cont

Nel mito e nel culto de·

.

"'

h a

a lla

una

struttura

r

nor

' e , cwe,

.

d

ono

-as Jatr · · c J · s r . no ta un a c rrcostanza

T-

.

c

mentre le pelli degli orsi

parte imp o rtant e il num e r o .

t-

e

della

- pei . conseguenza, , . . . g li ors i ,-cner ati

c

~OCieta pclrrmrtn·a .

Il

mu tamento

c1·

. re . a ll a d ea de l foco l

·

p

e r·c

del

del

·

,

Ìl

t

nento · d

1

.

·

re sono m fatt r costante-

h

é corri-

concetto

are come suprema

rc,

spon

della di vini tà il passaggcio dali

' a 1era-ma

il passagg·

'

c

cl

a

Il

1

.

0

·t

t

mi

permette

c1·

l

patrona dello stato

IO come se d e della protez io n e de l!

scarso

n a conseguenza eli questo

t

c .,

a c JVfllit à femminile a l!

tt

_

.

.

In

f

.

J! .

l o ro

che le

·

c

1

·

a h

svo c l e 1 g

1vmrta ·1 maschile

tempo troppo

s a o sono tutti argom ent"

tutto

u

non

.

cspo n e

.

. svo . l gm1ento . . .

nu

n c J,

VI SI J l e

.

.

1

ue

1Iama t a

ston co.

ce-madri

.

ciHren ne ro dell e innocue dee

-

0 l 1 nJpo entr

l

o r t anza

r ezza e con

l\1

<

.

pnve cl1 qualsia s i i m )

1

.

n essun lu ogo qu es to [Jassagg·

.

ro

p 1I ci t à cl. B

r

co me n e l grupJJO di

sta t

l

.

erna, della divinità celtica

c

po 1trca. I 11

tanta scm -

pressi

e

.

m

A

ta nta chia - . ronzo nn venute a

co n

b

.

.

.

c

1'tzo, I l CUI n

.

un , ncr

o m e deriva d a ll a meclesimél

.·\:\ORF.A

A LF OLI>I . La strull:tra poli/ira di

Ro111a,

eu.

313

radice eli Artemid e, la dea-o rs a . La d<:'a è rappt·esen tata seduta, in aspetto matronale, con una cesta eli frutta accanto a sé. ::-Ia accanto le sta un'o rsa, r icordo de ll 'antica clea-o rsa. Anche a Tr·c,·iri son o state trovate alcune sta - tucttc eli o rs i, cer to della stessa dea . J nnumc r cvo li p iet re vot i1·e , ri nvenute in te r rito ri o ce lti co c dalla Germania rcnana, raffigurano le matronae in n umero eli tre, come spiriti protettori di un gru ppo sociale t ripartito . Presso i Trcvcri e presso i l\fcdiomatrici esse sono accom pagn a t e da una divinità masch ile a t re teste . Presso gli Ubii troviamo le

ivi n ità corrispo n de nti alle a ltre 1nat1·ouae ; il posto el i onore, in

mezzo a lle elce

una traccia

L a c ronaca eli Becla ci attesta che gli .-\ngli festegg iavano l'anno nuovo nella

questa è nel rito .

Aujauiae com e

eli

d

p iù anz iane, è r iserva t o a qu el la più giovane . Anche

un

uso

antich issimo,

clc ll 'ult imogenitura matriarcalc

modranerlzt,

ch'egl i traduce

con

matrum

11octem,

ossia

con

la

notte

delle

111adri. I l col l egame n to fr a la notte, .l a l una c le tre fasi lunari è tipico pe r questa fase culturale . Presso i Celti, gli Ill iri , i Tra ci, i Greci questa triacl e con il clio masc h ile a l seg uito, assume, n ella ,-este d ell a inte1-pretatio Graeca e della /nterpretatio R omana, vari nom i, che però cleriYano tutte da una comune pri - morcl ia ie r ad ice. Anc he H ekate t ri corporea appartiene a llo stesso gruppo :

del res to , le statue più antiche la ra ffigu ran o come tre esseri femmin ili, non ancor·a fusi insieme. C he le 111atrouae sieno cli1·enute solo tardi delle nutrici, quando erano ormai scadute acl un li,·ello secondario, lo si può d imostrare nel modo più semp lice, seJTenclosi delle epigrafi roman e eli ca rattere militare . L a list a delle divinit à protrett ri ci deg l i equ/tes sùzgu!m·es res identi in Roma - lista ufficiale e stercotipa- nomina, insieme con le divinità supreme della religione eli stato, le matronae, sotto 1'a pp ell atii'O di matres campenses (q uesto appellativo eli rampensis, non d eri,·a da l campo Ma rzi o, bensì da campus nel significato eli Campo el i battaglia ) , ov,·e r o el i Sulcviae, o eli Fatae . Ne ll e province dell'impero, sulle pietre voti1· e dell e t rupp e aus il iarie, le 111atronaP sono ch iama te non col nome s pecifico della lingua del luogo, bensì con l'appellativo eli malres Pan-

non/orwn, Dalmatarum, /llor/coram, ov1·cro el i matres l ta!ae, Gallae, Germa - uae, Britannae.

L a leg g e n da de ll a o ri gine deg li Sciti, qua le ce la ha tramandata Erodoto, cos tituiva la g ius ti ficaz ion e e la spiegaz ion e eli t ipo sacro eli una organizzazione stata le t ripartita, ai suoi t empi anco ra in pieno vigore. La dca del focolar-e ne

cost

ituiva i l cent ro; il d iri tto a lla successione su l tron o spettava al più giovane

dci

prin c ip i: sono due pa rti colari t ipici d e lla men talità matriarcale. La validità

de l p ri nc ipe più g iovan e aveva una base nel m ito eli Hcst ia- T abiti. Anch e

presso i Germani del periodo pre istorico, come presso gli abitanti della regione

Lll-alo-a lt a ica, riscontriamo lo celeste è Trita aptya, il terzo figlio;

\Vodan è Trid!ti, il terzo. I tre figli di Mannus non debbono la loro esistenza

n e ll a lingua paleo-s candinava il n ome di

stesso co ll egame nto . Nei Rigveda, il dio del mare

al poema ep ico, ma so no g li epon imi de ll e t re pa r ti in cu i è diviso il popolo . Secondo il noto schema nella leggenda dinastica elci re maccdoni, fu Pcrclicca il

più g iovane, che ottenne il trono. La tripartizione è ben documentata nell'Asia

Lincei -

Rendiconti morali _

I 9 /'2

S

.

erie

\ -I II .

,-oJ.

X)\T l l,

fase.

5

6

settentrionale anche nella storia rea]e . l'oJ·da d' I mezzo e fra tutte J

u tun ogen ito aveva il primo s10ne r egia.

e

'

'

·

l

1

·

pos t o

c

ne

l d' 1ntto . ered it a 110 -· re atn -o a a

1

·

·

'

p w no

ll

b 'J

l e

a succcs-

Non

solo

.

1 ) I - esso

g l

S

Citi · ·

C

ma

'

-

pr esso

.

t

tt'

u.

1'

I

r anJ

principale deità dello stato

. soprannommati da i popoli vicini <<i so ttom ess -

sacrosanto e ra quello pronunziato su l f,

I

.g I

.

H estia

era

la

ome presso l

a sa . R l a

PersJanJ anch

l

a lle

re trono . - era .

i

l

l

'

-

.

S

.

e pl ~sso l

armati

l

l

moc o

donn e J). Il giu ra mento p iù

sso ma t o un gigantesco ·

c 1C

l

oco aie c e

l

ce

l

E nello ste siste

spos t' o

n e i pa azz i mic en e i

r

!Ocolarc rotond o

'

'

'

.

n e l m e zz o d e ll così anche

p r esso l

l

O

_uan

c

o

l

r

l

oman i I] f oco lar e d 11

.

a r cp ubbltca

1

a

n e

! Oro,

.

cm

l

e

d.

a

l

arce , n e ll 'ab ita zion e de! r e

Tities

R

.

.

' a?nnes ,

 

·

sotto

Il

dominio

e trusco

Ed

.

·

e o stato stava su ]-

l

cl '

.

Imora sacn fi-

. c Il su o an tJ . -

.

l b

1'

cale d e! ?"ex saa·orum portando!

posto accanto ad essa ed il culto uffi

c h ISSJma . . st ruttur a tri part ita d ella

a Vesta popu/z" 1"

omanz e) l , CUI god . ev a SI . co ll ega

.

.

L

 

.

va con

 

-

c~munJta, ch e SI a r tico l ava ne ll e tre tribù

uceres,

l

CUI

n o mi

n o n

1'

.

I

p.

f

·

·d.

1

c 1e

l

l

Ia c

.

1111101

atto

e

c

I on g m e et r usco; ·

enumerati

i!

a sussistere anche

a l

so~ o

1a continu a to

<

1 Ranmes

siano

\'Cngano

tuttavia considerati di nobiltà

tit a

stat i ad articolazione tripar

dei

ch e co nf e rm a che !a trip a rtizi one

1

secon~o posto, fra i T it?'es ed i Luceres

ma

ggiOre, no~ ci deve stup ire, giacché ' negli

11 pb s t o pr e mm e n te è semp re qu e ll o di m

G'' Ia

M

l

ommsen riconobbe che il

). ,

ezzo. .

s

d

istema della tripartizione e Il o sta to possedeva un

·

sentato, sia nel corpo dci g

n

co JJ cg i più

i zzazio n c

.

,

Come M

l ILI antrco- stato r omano era

·

t erzo del!'

ommsen stab dì -

ag r 0

Sia . nel consrg!io . d

l· ·

Il '

oo-mma d

b

era

l'

h

pu

bbl- ICO ' ed

e

'1

1

F-

nume

~rate

ro

·

.

CJe, h - J .

e

t

e

anc

·

11

·

t

basa to sul

e c -re partizwni ugua 1 men te rap pre-

UCJJJen, d ell a r eligione ti·o

v1amo . c antichi - le ve r g ini sa

eg I a nziani. .· . Ne ll . a o rga-

1

c~~ m_ e m J 11

'

gl

.· eli quas , J tutti i c dJvJsib l lc

l

aug m · l eJ membri s ia i l

d

-

1 A rvali

pe r t r e . E assa i probabile c 11

rapporto con la tr i parti zione dell o

m . qu est1 . cast . d .

t

A

.

num ero

l e tr e tribù ge ntili z i e conti nuan

cavalleria

. ngrclamente mantenuta da cim

a

parti,

c le trenta città della tribù dc . L

s

a

o

_n cora nei primord i d e ll a repubblica,

base pe- ·1 clell'eserc· t

1

1 tec . utamento . . . della

è

d· JVJSJOn · · e in tre

d' l tutta la nazione;

b !anca ' che un

1

' o

a

a

tnpartJZJOnc

f

sono

.

·

sistema

c

11

o . a costltlllrc . l a

SJStcmazwn e

r

O

a

a wn

o .

gJUnse

'

dei

nobili .

e

.

ne

d

o . . eo-ua - alla strutt Jn . s Jem e co l mito d

uesto s rstem a d ll

l

al

.

sito

e

ura

e

11

a

d ·

Ali

1

co n le tr e nt a suddiv· ISJOnJ, s r a

·

-

.

t'

.

.

i trenta

porcellin.

1

I

a

quan

d

1111 ,

o

d

.

'

parton

scro a

rctaggw del periodo della

Forse il

tratto

c

che

d tmostra come esso n e d ct

.

z ronJ

.

·

'

- soc ial e

'

j)Oliti ca c'

l11 '1't

J

l

l )a onga,

questo

L

migrazJOne . .

meglio

d'

1

come ho tent t a

o

d.

I

a tro

caratteriz

ognu na

s te

da lle trent

za d

d.

unostrare altrove.

e

. e ll . e sue ma nJfesta -

- è costituito ·

a m1gliore

ogn1

e rmmJ . . og n1 . aspetto in -

l

e

ms en .

1

c

n e

.,

,

tempo

t L n )U, oss1a .

.

a cu na

d'

-

,

.

qua . 1 . e puo essere

msJ eme

~hl.

anc

. ,

pm

Acl

e

a

l

d'

l

ta

d a ll a

dta

aJ e

dalle t r enta su ddi vis io ni d elle t -

cl

anzi, nemmeno in primo luoo-o

sso economtca

·

d .

a cune .

Ice -

efinizìone ne ha data M om

.

o

c a un a comun e discenden za -

l

_

ed

è

-<

t

l

tutti g li individ ui li ber ·

.

,

unita

appartenevano

J,

alla

-

a t

co~ì eg li . rstretto ' poht 1 co

'

' non c soltanto -

un

ad dirittura fittiz ia

enu a luoghi eli sepoltura e di beni er edi ta .·

tener e

trenta

bens' l un a unita, . , sorta

,

rea 1 e, o an c 1 1e supposta, d

com

11

unanz~

e

e

feste,

0

femmmile .

.

I

capt .

e contmuarono

d '

l

ad

esserlo

dei

essa posson~,a nzt debb on o , ap par -

sesso b '

no

queste

A:\DREA

ALFÒLDI,

La str1!tlnra politica di Roma. ecc.

315

proprio foco lare

proclamava i

d iritti sovran i. La t esta eli lupo applicata alla mann a ia, rapp resentata su un

denaro del 43 a v. Cr . at testa quanto s ian o antiche le rad ici storiche di ques ti ca rn e fi c i cu ri a li . M a at testa altresì il dir itto dell e curie eli confer- mare con la loro acclamazione la nomina ad imperator, ossia a l comando supremo.

A quale remota a nti chità risalga il s i.:>tema t ripartito a Roma e p r esso tutti

i Latini, ce lo illustra in modo ottimo la stretta analogia che sussiste con lo

collettivo,

si no

un

a l periodo

repub blicano medio. Avevan o ciascuna

Giunone, nonché

un

sacro a

proprio littore che ne

stesso tipo chia m a r ci << tric ha ikcs ,>,

Erano d ivisi in tre phylaz·, ossia in tre suddivisioni gen tilizie, suddivise a /or volta in fratrie; e queste a loro volta erano spartite in gruppi d i contubcrnali, ognun o d i nove m embri, scelti fra le tre fratric . T recento eran o i g uerrieri s celti, tra i battag li oni, trenta i m embri del co nsiglio : sono tutti nume ri che

b biamo tracciato . Questa tripartìzione, appl ica ta

in se-

completano il quadro ch e a con a stratto r·igorc risale qu

diavano gl i unì ac ca nto ag li altri. L 'a nalogia fra i due gru ppi etnici va ancora più lontano . I Dori non si rego-

la,·an o soltan to secondo i l s istema tripartito, n a to da condizioni preesistenti,

di org a nizzazione, in vigore p resso i Dori, i qua li si fa cevano

oss ia

<< i

t r ipli cemente

in sediatisi J} .

indi a l temp o ,

in

c ui

i

L ati ni cd

i

D ori

si

pro pri e d el periodo ma t r iarcal e, ma a n che secondo l a dup li ce r egalità, connessa con la sistcmizzaz ione patriarcale. F orse avevano a nche come m itico progenitore un lupo che più tardi - quando la loro civiltà ebbe raggiunto un

li

leme n to s tnrttural e, costituito da ! concetto d ell a b ip arti zione, ave va anc h' esso radici antic hissi me, com e vorrei dimostrare sub ito app resso . L a critica moderna delle fonti, allevata al seno della critica letteraria, vor-

e

vello più alto - fu trasfor m ato in Licurg o il legi slatore . Questo secondo

rebbe classificare la tradizione sulle origini della città come una costruzione dì

genere totalmen te letter a rio , con dotta su modelli greci . Quanto sia inver osimi le qu es to mod o di concepire le cose, lo d i m os tr erò in una estesa analisi el i questo

problema; adesso debbo

!imitarm i ad accennarvi soltanto.

III.

L'amb iente in cui si svo lge il m ito d e ll e origini della città è costitu ito da una società primitiva di allevatori di bestiame. Come già A. Schwegler tena- cemente sostenne, un concetto fondamentale della leggenda romana consiste

in c iò: che g li a bita nt i origi n ari

p astori, n on un g r uppo el i

nobi li t roiani, non un patriziato fuggito da Al balonga . In oltre il tema prin ci- pale d ella sa cr a legge nda eli Rom a cons is teva ne l m iracoloso salvataggio dei gem elli c nell' altrettanto miracoloso allatta men to, nella infanzia cresciuta nella

selva e ne l temprars i de ll e lo ro fo rz e ne lle faticose lotte, proprie della vita pastora le . I par ti colari del racconto sono tratt i dall o stesso tesoro mitico, da

cui

d e l P a latino era no

fu

tratta

la

leggenda

di

Ciro;

ed

i

giovani

nobili

persiani

che,

alla

stesso tesoro mitico, da cui d e l P a latino era no fu tratta la

3r6

L in cC'i -

R e nd icon t i m oral i -

1<)/2

-

Se r ie'

\' I l f.

,·o l.

XX\' ! l . fase.

5

6

corte d eg li .Ach e m cnicli si pr epa r a,·a no a ll a carrie r a mi li ta r e m e n a ndo la dura

d el lo r o

edu caz io ne d e ll a ,·ita p a s tora le, era n o c hi ama ti <<guerri e ri

in se r viz io

le, era n o c hi ama ti <<guerri e ri in se r viz io

s

i g n o r e

>>

( i n

p e r si an o

<< ka rdakes >>)

ne l lo

stesso

mo d o

c

h e

i

giovani

a l

seg u ito

,

de i ge m e ll i e ra no el e tti << latrones Romuli >>. I Lu pe rc i, cos ì s t re tt ame n te

con g iunt i ag li o cc hi eli Ci ce r one co l mi to d e ll a lu pa sono da lui d efini ti<< que ll a

f a m osa

a

n a t o

nell a se lva ed era stato a n ch e l ui a ll eva to d a i pa s to ri . E se E s iod o n ell a t co ()'on ia

R o m a :

associaz i o ne s il ves t r e,

a ntic h issimo

i st i tu i ta

di

p rim a

c h e es i s t esse r o

non

er a

S il v io ,

l egg i

ci,·i l i >>. soltanto

Q u est o

a n c h e

il

teso ro

leggen de

p eculra t·c

e ra ,

p r oge nit or e miti co el i A l ba l o n ga,

a n c he l u i,

n

e

.

t·c nclc 1l

n o m e

s o t t o

l a

f o rm a

d i

Ag

<<

n é

r

io s >>,

c iò

n o n

è

u n

e

rr o

b

r e, g i acc h é

er

a

a pp un to

un

se lvagg io,

p iù ,

men o

d el

fe roce

Rom olo

.

An c h e

a

L

avi ni o er a

el

i

ca

s a

la

l up a

e

c os ì pur e il s u o coadiu to r e m i ti co so tt o

fo r m

a

di u n uccello ; ed a nch e P r e n est e fu fond ata da Cccu lo, ri unend o d ei p astor i.

è u n retagg io s um ero, illus trare m eg lio q uale

de ll a

esposto e m iraco losamente sa h' ato, q uan t o i ] fatto c he g li

d i

ri s ieda

assunto d ag li a lle,·a tori no rdi c i eli bestiame .

origin<'

sac r a eli u n neon ato

credi

in iz iati,-a eli esser e figl i eli un a

sta

m e tte rli

re è il pasto re del p o polo, men t r e ne ll e leggende deg li

s t i a m.e

coraggioso.

II

mi to

d e) fi g lio

forza

d e l

d i

note

re

a

bb ando n ato d a lla ma d r e

dell a

u lla p uò

n e ll a

st u pefacen te

a l

a tt r az ione

dinastie

affermazio ne

trono

Mcsopotam ia

d i

u n

proclamino

eli

propria

p o,·era don n a

c

p adre igno to c c he sono

ti a ll evat i n asc o s t a m e nt e n elle m ontag n e; so lo la cl i ,· i n i tà li ha sce lti per

s u l

tr o n o .

V i

è

og nuno

e r a

u n

p erò una diffe r enza:

p a s t o r e

e d

i l

capo

nel m ito eli Mcsopota m i:1 so lo i]

a lleva to ri no rdi ci d i be-

n e

è

s ol o

il

mig l io r e

e d

i l

più

Ch e il past o ra le s ia il di s t in t ivo d el r e d e i pasto r i è fa tto abbo n da n te m en te

ese mp l ifica to i n

o r igi n a r ia m e n te il segno d e l dir itt o r ega l e

d i orig ine et r usca . Ma la d e lim i taz io n e cosm ica de ll o spazio s a cr ifica le -

cor risponde il

base d i q u es t o co n ce tto r i tua l e è piLt amp i a:

E g itto ed

i n

Mesopo ta mi a . I l b as to n e d eg li

a u g uri

ro m a n i,

el i i n te r rogare g l i elc i, è in d u bb i a me n t e

c u i

templwn- la troviamo anche

ne ll' I nd ia an tica e ci r i\·ela che la

difatti u na s ta tuetta el i Zeus, tro-

vat a in A r cad ia, por ta com e

a ttributo i l

bastone r icur vo.

E

n ella tomba 1·egia

d

el settimo secolo avanti

Cristo, rim·en uta

t·eccntementc

a

L a,·in io -

tomba

che

più

tardi, nel periodo repu bblicano più antico, fu attribuita ad

Enea -

Ferdi n a n do

indu bbiamente

Castag n o li

ha

r i nve nu to

un

bastone ric u n·o fatto el i fer r o, che

era un sim bolo del potere regio.

Per q uanto rigua rda

tratto

la

è ovvi am e n t e es cl u s a

la versione

romana

de l m ito

dire

pt·i morcl ialc,

a nche

clw

esso a bbia

fa

n ell 'As ia settentrio na le,

g r ec i

da l

tto ch e lo st esso moti vo lo ritr oviamo a n c he pt·esso g li a lle vator i d i bes t ia me

prodo tti letterar i

. A n co r p i ù essenzia le (: la for m a a r ca iciss ima el i

s ua or igine da una fo n te g reca, ciò è escluso

pr esso i q u ali

u n a

de1·i vaz ione d a

q uella teologia regale che a bbia mo trovato presso due popolazion i nomad i:

teolog ia ch e è il prod ot to d e lla men ta lità tc r iomorfa, la q ua le i n Occid ente era

sta t a già da lun go tempo s u pera ta e che n ella variante ro m ana ci si p rese nta :-tttcn uata e trasforma t a e tuttavia g ià con t raria al gusto di unà ci\·il tà orm a i p iù elevata. Ma la cosa p iù im portante consiste nel fatto ch e nell 'Asia

:-\\ORE.\

:-\i.FO I. DI. La slr111t11ra po!iliw. di Roma . ecc.

3 17

settcntrionale con tinua\'a a ma ntenersi ancora ,.i,·o e vitale quel fondamento

sociale e

orig ini c poi app licato sempre di nuovo. L a redazion e pi ù antica c p iù \·icina all a fo rma

que ll a

popo l o

<<sto r ia segreta >>, la

il p ri mo ant ena t o eli Geng i s K h an fu un

scelto dal destino . S ua m oglie

politico, per la cui

della

lu pa

è

giustificaz ione era stato im ·en tato i l mito de ll e

. on g111an a del m tto del

.

.

.

de i

Nlongo li ,

tra m a

n cla t ac i n e ~l a cosicldet~a

1 2 4 0 .

L a

~tona s~10na cost :

111

cre l o . e

p

q ualc fu fissata in iscritto n el

rriac ig li o

fu

una

presso

cr·ede

11

za c

della

d e l

l up o cena

l a

r c - lago d ove

, . C om e ve d r e m o n e l~a cor ri s p onde n te

d t. ~ L~e~to co n c.e t t o

e

g r~ g io, co n ce p tto

btanca.

so r ge nt e

Oltrepassarono tl

d e l

fiume

b as . e

m tttcr

O n an

111

T

il

nacq u e un ba mbin o e h ; f u Bat atsi-K h a n

t r ad i z i one s u ll e o r i g ini d el<< p opo l o

c ngi s

e

s c else r o

f

u

Ja

g h i ot t o n e> >, l a

f

ten on1or o

·

m eta mo rfosi

degli cr or

bcstte

v

iceve r s a

no

n c h é

del l a es is tenza eli i n dum ent i cos t ituiti d a ll e p ell i el i u cce lli ,

el

i

fiere e d i pesci , l e qua l i ren d eva n o possib ili q u e ll e t ra sfor ma zi01:i . <?uesto

particola re

ste pp c

sbra na ti . U n 'a l tra fonte d'informazione :0fegli ese mp i c i ta ti i l progen i tore è

medesim e regio ni a bbia m o no ti zie assa i a n t ic he di u na p rogemtnce, c h e c un an imale di sesso fe mm inile. Cang- ki- en , un cinese che si t r att enn e ,

fra il 1 3 s ed il 1 2 6 a\· . C r . , n e ll 'a tt iguo i mpe r o d eg li U nni d'A ~ ia, fissò pe r iscritt~

del

era no accam pat i ai co n fin i occidenta li d el terri tori o de~liU~ni. ~ inter essa n te

con cetto

d el

mito

è

la

c h iaYe

c h e

dell ' art e

d elle

po.polaz tont

d elle

e u r oasia t iche ,

d e ll e

scene

rap pr esenta

è fornita cl a ll

n o 'e pt ca A l t a 1ca.

~n tmall . c h e

Ye n go n o

ma ne ll ~

un a ni m a l e el i sesso ma sch . i l c.'

d

u e

ve r s i oni

d el

mit o

d e ll e

o ri g i n i

p o p o l o

tur c o cl e t

Vv'u -S un ,

c h e

S I

il

fa t to

che

i l

mi to

co mpar e

a pplicato

un a

dr

u n

pass ato

un

clt

rece n t issim o .

Il

mi to n arr a

c he

g li

ad avev an o

d mast ta ucci so

il

p a dre

pr i n c i pe, di s p c 1- cl e n cl o n e

dese rt o . iVI a

i l popo l o con d ell a

un

c

U nn i che

i l

ba ml~ino . r ega l e fu

ca rn e ne l becco s 1 mt se

a

vol ar g lt a tt o t n o et

cerc h

io

ed

u na

co n ·o l u pa si

mi se ad a ll attarlo.

Da

c iò

s i

com pr ese c h e il

fa n

ciull o

era d i stirpe di\'ina c gli Unni lo alleYarono, sino a quando fu in grado d 'assu-

me

sono contenuti ne ll a ver sion e . su lla o r igi n e

de l la orga ni zzazione b i partita de l potente i m pero t u rco, c h e do~mnav~ dura n t~

l'

eli

razza mista; essi furono totalmente a nnientati da un popolo ncmo, ad eccezwne

el i

Ma una l up a lo a ll evò, s in c h é

vo ller o

f u

r e il do mi nio de l suo p opo lo.

A ltri

par t icola ri importanti

in iz io d el n ostro

quest i Tu rc h i -così sta

un so l f a n ciu ll o,

u cc id erli .

medioevo il mondo dell e steppe a

sc r i t t o

i n

no rd d ella C m a . Gli antet:at~

c inese ~ ~ran o b arbar .1 d t

i n

u na g r a n d'e

. ~ n e m1 c 1 un

p

a

lu

~

s u

e

:

un a re l az i o n e

c h e p erò f u gettato

lu p a

Ll n

d ì

a tt r ave rsò

il

qu as i m or t o

da lu i r esa

inc i n t a . A ll o r c h e

L a

m are occid en ta le e s1 fer mo

m o nte a no rd-o,·est di Turfa n , dove trovò una g ro tta assai

·

1nter n o v r · er a u n a estesa

p1a · nu 1ct. --

I

·

V I

essa

)Ja t·to1·r'

<

d iec i

gran de, n el CUI

ante n ati

fig li

(g li

d egli O n- Og ur) ed il più intelligente fr a loro divenn e il sig nore d el

vi

lupo, per mostrare a

origine. P oscia un uomo, che era un dignitari o

fu o ri d ella g rotta . Una varia nte agg iun ge c h e

popolo eh~

la t esta

na cque.

Innan zi

alla

sua tutti che non

tenda

fece piantare una in segn a con

d t

dovevano dimentica re q uale foss~ la lo ro

a lto (fad), condu sse il p~polo

il fi g lio

de ll a

lupa s p oso due

t dovevano dimentica re q uale foss~ la lo ro a lto (fad), condu sse il

318 Lincei -

R en di con ti

m o rali -

1972 -

Se ri e

V I 1I.

,- 0

1.

.x:-.;. \'l[,

f asc. s-6

----------~-------

d~~n.edivi~e:è .evidentemente un particolare che aveva lo scopo di spiegare la ciivJswne btpartJta del popolo.

P . er quanto . . riguarda l l'insegna . con la testa eli lupo del l)Oj)olo dc · 1 upr,

uogo ncorclarci dei p ara ll eli italic i. Rom olo er a 1 ·affigL rrao

. nc01a n.e] s.e:~nclosecolo av . Cr., quando i legionari erano muniti di elmi di

roperzw. ·

d

con

A

0

bi

I

t

·

) ' Jamo 'b m pnmo

l

at tn

uto della s poglia eli lupo come ricaviamo da Virg

'

1 ·]

·

1

d

c

a

p

o e

metallo, t .mllt.tJ armati a lfa leg gera dell'esercito rom a no portavano sul capo

ed i suon atori el i corno _

una spo?'ha dr lupo ( ì,uxe:(a) e d

anche i s i gniferi

due canche alle quali

aderi va

il

valore

sacro

d el

periodo

preistorico

:onservavan? ques.to ornamento de] capci

an cora

sotto l 'impero.

Nel tardo

Jm.pero .trov:amo 1 cornutz', guerrieri germanici in servizio eli Costantino

c h tama tJ cos1 p e rché portavano elmi muniti eli corn a ed ins egne ado rn e d. fi

d '

gure '

anche

a nch e i luperci costituivano una

N'

e << c?·ep!z '> ossia

assoc1azwne di guerrieri.

1

·

. ca p~ on1.

1

l .

. clob b tamo << capronz · >> :

.

.

d1ment1care

che

i

luperci

e ran o

chiamati

o rigi nariamente,

L a

tradiz~one.su~Je origini dei U1guri

turchi

r e voleva ma ritare ad alcun

unno

narrava che un

aveva due figh e dt ll1JrabJ!e b ellezza, ~ortal e: tenendole perciò ch iu se e ntro

SI con~lllnse con la più giovane delle du e sorelle, diven endo in ta]

progen.Jtor e d e] po.poJo dei Uiguri. Imm edia tamen t e si presenta alla memoria

modo il

c he egli non

un a a lta t o rr e . Venne p e rò un l up o che

la ston.a de] re d1 ~Jbalonga.' T a rch czio , il qual e (s tand o a Pl utarco, Vùa Romulz , z, 4-8), fu d nonno cl1 R omolo ed a] quale capitò la stessa esperienza.

. .Quant~fosse .completa la organizzazione di questi nomadi ce lo illustra nel

mrglwr~d e1 rr~ociJla d escrizion e che fa Rasid-ecl-d in d ell a costitu zione dello

d 1 ' queste erél di quest i e r a

stato cle1 tur c hi Oguz. Il popolo era di v iso in due metà

 

cl

.

.

.