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CAPITOLO I

TESTIMONIANZE ANTTCHE SUI VOLGARI


ROMANZI
( r?RUsrtcA RoMANA LrNGUA_nJ

DaL VII e VIII secolo sono giunti sino a noi


non pochi testi in cui si avvente un,ansia
di
ninnovamento ringuistico, come se i roro
autoni
si ponessero pen ra prima vorta r ed in modo meno
teor"ico di quanto non ena avvenuto pen l,innanzi,
il pnoblema di fansi capine dal pubblico degli
"ill-ittenatit', di tutti cororo insomma pen cui i1
latino era or.mai divenuto una lingua stnaniera"
TaIe esigenza non si manifesta sempre chianamen:
te u soffocata come è sotto i1 peso della tradi_
zione linguistica e de1le convenzioni letterarie.
Comunque siaressa e tanto sicunamente
avvertibi_
le nel- lessico e nella sintassi da giustificare
in partenza i tentativi già compiuti da non pochi
studiosi di .icavanne notizie o quanto meno indi-
cazioni su quella che potremmo definire la pnei_
stonia del-le lettenature nomanzeè
Er onmai luogo comune che i
M
_S-!q_as-b_gpg-o ( 14 febbnaio 842 ) rappnesentano i1 più
antico monumento in lingua volgare e che da essi
la nazione fnancese tnae la sua prima e solenne
giustificazione di ondine oltne che politico an-
che spinituale, Tuttavia, come nisulta da una
serie di testimonianze che vanno dalla seconda
metà de1 VII secolo alla celebre disposizione
del Concilio di Touns ( 813 ) , è assai verosinile
che in ttvolganett si sia cominciato a parlane mo1
to prima e che i tnatti romanzi abbiano comincia
to a far trsistematr almeno due secoli prima dello
incontro dei due figli di Lodovico i1 Pio, Carlo
e Lodovico" Fna Ie più antiche attestazioni del-
1 | esistenza di una lingua panlata distinta dal
latino, si suole citare quella fornitaci da un
passo della Vita di S,Mummoleno. A questo propo-
sito, nicordenemo che i1 tenmine usato nellrAIto
Medioevo per indicare 1e nuove parlate volgani,
ena di f'.romgna lingua" o "Lr=!lqa loryl_lg. _lllgge",
e che ad esso si contrappone lraltno tenmine di
rf].iqgua
!.:t.ilq" con cui sempre nel- Medioevo si
indicava i1 latino degli scnittori classici tra-
mandato dalla seuola. La contnapposizione, ad
esempio, nisulta evidente da un passo della Vita.
di S.Adalando (morto nellf 826) dove, dopo aver
esaltato 1a sua eloquenza, lranonimo autone ag-
giunge che:

"si v u 1 g a r i id est r o m a-
n a 1 i n g u a, loqueretur, omnium
aliarum putaretur inscius: si vero
t h e u t o n i c ar enitebat perfec-
tius: si I a t i n a, nulla omnino
absolutiust' (f).
(1) Acta Sanctorum ordinis Sancti Benedicti a cura di J. Mabillon, vol" IV, p. 335.
-5-

vale a dire che sapeva servirsi altnettanto bene


del volgane romanzo come del tedesco e del lati-
no.
Ona, secondo la Vita di S.Murylol.èno, questi
sarebbe stato el-etto vescovo di Noyon dopo 1a
morte di S.Eligio (659), penchè, fna Ifaltrorco-
nosceva a perfezione le due lingue par.late in
que11a diocesi di confine, vale a dine il volga-
re romanzo e il tedesco. Ed ecco que}Io che di-
ce Ia redazione più antica della Vita: (I)

"interea vir Dei Eligius , Noviomens is


urbis (2) episcopusr post nulta patra-
ta miracula, in pace plenus dierum mi-
gravit ad. d.ominum cuius in loco fama
bonorum operum, q u i a p r e v a l- e
b at n on t an t um i n t h
t o n i c a, s e d e t i a nr i n "-u6
m a n a 1 i n g u a, Lotharii regi" " -
ad aures usque pervenienter pxefatus
Mumnol_enus ad pastoratis regininis cura
subrogatus est episcopus" (3).
Alcuni dubbi sul1a attitudine di questa neda
zione a dimostnane I t uso del volgane in epoca co
sì nemota, ha fatto songere ltaltra redazionerdg
v€r invece di romana lingua, si 1egge latina fj,-
cundia:

(1) Secondo la Supplementi editÍo altera, Bruxelles, 1.949, s.v., deila Bibliotheca
Hagiographica Latina (= BHL)"

(2) Noyon"

(3) Cfr. gli Acra S. S, Beigií selecra, a cura dÍ p. Ghesquière, Bruxelies, L?88,
voi. IV, p.403.
-6-

"Sie itaque plebs illa secundum Dei


athletam Mummolenum pontificen sibi,
Deo d.isponente, unanimiter et elegit
et habere promeruit, tum quia e t
latin a et theutoni c a
praepollebatfacun
d i ri tum praeeipue quia divinarum in
stitutionum eum instructum audierunt *
d.oeumentis " Ecclesia siquid.ern Novio_
mensisromanavulgari
t e r l- i n g u a, Tornacensis (f ) ve_
ro t h e u t o n i c arrnaiori ex parre
utitur; utraque autem e r u d. i t i o
rilatinorumeloquio-
sj_cut gratia haec eoncessa fuerit n ad
plenum respondere d.inoscitur. Quia er
go tot et tantarum Ii;
g u a r u m peritum eum noverat"otr(eT

fn effetti r come dimostrato da Vincenzo Cre-


scini (3), leespressione latina fagundia, forse
irnpnopria, (ma si veda ad esempio il tenmine fa-
din usato pen indicare i volgani nomanci delle
Alpi ) tnova un cornettivo nelra precisazione che
segue, dove è detto che 1. _

Elgr corrispondente all aggettivo latilg usato


i
pnima (dunque chianarnente Ia ringua volgane) era
panlata a Noyon, mentne quel1a teutonica Io ena
invece a Tounnay. Lîaggiunta è impontante e non
ha bisogno di panticolari commenti" Draltnonde
ci si potr.ebbe chiedere perchè Irautore della
(1) Tournay, oggi net Belgio.

(2) 4cta S. S" dei Boliandisti, vol" VII, parte II, Bruxelles, 1g45, pag. gg38.

(3) Neli'articolo Romana ringua, ir.r Rornànica fragm€nta" Torino, 1932, pagg" 2,t-4i,
ed in partlcolare 34-3b e 40-41.
Vita dica S-i'{ummoleno €'
tqt g,l!.44tarum linquanum
Der.it,um, se egli avesse conosciuto solo i1 1ati_
no ed i1 tedescol senza contareu concluderemo,
che iI latino in questa seconda nedazionerè ben
distinto e nil-evato con l_ î altra espressione qru-
rliti L!u|J-
ur or.i I :finAFrrm qJr! olan','i,,-
J-d.L.Ill,vr vavv!{!urr(, e che cuesta Dare e-
scluda implicitamente Ie due lingue di cui panla
va ln precedenza.
t'utti*a testirnonianza impontante dellruso
del volgane prirna dei Giuramenti di Stlasburggrè
queIla fornitaci dai deliberati de1 Concilio di
Tours (813), dove fna Italtro si prescrive che
nelleinsegnamento deI dogma agli "illittenatir',
si dovesseno tradunne 1e omelie in tedesco e nei
vol-gani romanzi:

ttVisum est unaninitati nostrae


ut qu1 -
libet epi s c opus [" .J- oneli as i. rl a-
:
perte trans ferre studeat "
Lnr u s-t i
camRo manamli nguam
aut Thi o t i s c a m, q.uo f ac i 1i us
cuncti poss int intelJ-egere quae di cun-
tur" ( r )

La fnase, indubbiamente di importanza capita-


fe, nappresenta, come ha giustamente osservato if
Wartburg, Itatto di nascita delle nuove 1insue
romanze "

(1) Monumenta GermanÍae Historica. Legurn sectio, pag.288,24 sgg.


-B-

BIBLI OGRAFI A

Ottre aI citato saggio tli V.Crescini


si potranno consultare CIi stuttî di:

MULLER, Henry Frangois, 0n the use of the expres-


sion "Iingua ronana'] fron the firs! tg
th" giI!!_-g,gIBIJ, in zRPh
' XLIII 11923 )
9:tq

e di:

KOtL, Hans-GeorI r "Lingua I,?tina" , j,l-igg"a-Igg"-


n ( i c )a" un cl d.ie Be ze i chnungel f ù.r clig
romanrscnen Vulgàrsprachen.
romanischen vul-garsDracnen. 1nin Estud'is
l!sluo'J.s
"
o'EiT6-ffi'(Tl57I6lEf 6 t+ .
NOTA BENE

I1 passo de1la Vita dÍ San Mummolenc è dei più controversi. 1 Lnctrvi per cur
si è ritornati all'interpretazione primitrva appariranno evidentí dalle conclusioni
del presente corso dÍ dispense" Aperto scetticisirc nei conlronti dell"attitudine di
questa testimonianza a provare l"uso dei volgare nel ViI secoio mostra ad esempÍo
A" Monteverdi nel suo , Milano, 1952,
pagg.3-7. Mentre si rirnanda per una rassegna degli argorrenti con cui si è cre-
dtrto di dirrinuire f importarrza del1a -,/ita, aila bella esposizione di c^ue11'opera,
non sarà forse inutile elencare sin d'ola le principali ragioni per cuÍ abbiamo ri-
tenuto necessario (a differenza del Kol1) citare ii discusso documento, Prima di
tutto" se "rotrlana iingua" ha 1o stesso significato d1 "lingua latrna" rrei secoli che
precedorro 1a riforma carolingf a (e si veda a questo riguardc 1o studi.o di H"F,Mul-
ler), nel IX secolo che è l"epoca cui risale, a quanro sembra, la redazione breve
della Vita, 1'espressione è oramai usata con i1 valore pÍù specifico di "iingua vo1-
gare". Secondo: non è stata ancora fornita una diiflostrazione convincente dei nìo-
tivi che avrebbero indotto l"anonino autore della Yi* ud inventare ii poliglotti-
stno dÍ San Mumirtolerr<,r. Terzo: proprÍo I'eccezionalità CÍ talc "cornpetenza' ir
epoca così alta può spiegarcr il p:rchè dcll'accenno Ín un'opera tanto più tarda,
quando cioè i'uso de,i volgari per scopi letterarî ncr; rappresentava più una novità"

I
I
;
-9-

CAPITOLO I I
LO SCARTO CRONOLOGTCO FRA
ALCUNI FENOMENI ROMANZI

: : - _a
È-: -
-
-

-- .. ^. )\
-t<J Naturalmente, quando si panla di volgare,
soprattutto in epoca eosì remota come quella che
- va daI vrr allfvrrr secoro, non è sempre facile
intendensi su querli che devono essene stati i
suoi liniti e soprattutto i suoi precisi caratte
ri. Il passaggio da1 tatino alle vanie lingue
nomanze, è l-entissimo ed insensibile (l), anche
se i1 costituirsi dei nuovi sistenri tinguistici
assume a volte rraspetto di una fnana impnovvisa
seguita da altrettanto napide condensazioni, di
un veno e pnopnio salto. quali'tativo insomma fr:a
iI vecchio e iI nuovo, tale da nidimensionane
nel giro di poche generazioni intere categonie
fonetiche e morfologiche (2) "

(1) se ne veda Ia bella dimostrazione nell'opera di Ramón Meníndez pÍ<Jal, orlge-


nes del Espafiol, estado lingiiístico de
la península ibérica hasta el siglo XI, IV
ed., Madrid, 1956.

(2) Questa è la teoria sostenuta per íl gallo-romano dell' vIII secolo da Henri Fran
gois Muiler,L' époque mérovingienne. Essai de svnthèse de philoloFie et d'his-
toire, New York, 1945, pag.148 e pagg.2gl-gT, e per I'italiano, da Benvenurcr
ferracini, Lingua libera e libertà linguistica, Torino, 1968, pag.200"
2. -D. S. AVALLE - Fitologia romanza.
- 10:

T.eimnnooqione
4vr!u che
vrrs si
Èt nicava
r.AUC1Vd, da11a
L[CtJ-Id, !istonia del
_
le innovazioni romanze, è che esse si sono affeg
mate in tempi divensi e che i nuovi sistemi sono
il- frutto dr un equilibrio naggiunto solo dopo
un lungo periodo di assestamenti pa:rziali e provo
cati a lono volta rla cedimenti impnovvisi in qug
sto o quel settone del sistema più anticoo
Si veda ad esempio la costruzione delle
p r o p o s i z i o n i o g g e t t i v e: in
latino di nonma si mette il soggetto alr. i accusa-
tivo ed il ve::bo all-tinfinito, nelle lingue ro_
manze si usa invece ra costruzione espricita con
la congiunzione subondinante che (it. ) r a!{9 (fr.,
sp.) etcoi ed il venbo di modo finito.
Ona, tale costruzione si tnova già non solo
ne1 latino della yl[gg!g, e più precisamente ad
esempio nel Vangelo di Luca, Xr24:

ttDico enin vobis q u o d.


multi pro-
phetae et reges v o 1 u e r u n t
v i d e r e quae vos videti.soon'

ma addirittuna in plauto, Asinania, 52:

ttEqui den s c io
iam filius quod amet
meus istanc meretricem."oott (r)

Altno tratto che diffenenzia le lingue roman

(1) Per questa costruzi.one, si veda M. Leumann, Hofmann,


J. Lateinische Grarrtmatik,
Monaco, 1928, 7ZA-,121.

.I--- @'...#
-11-

ze dal latino, è l_euso dellr a n t i c o I orche


in l-atino mancao fn tale caso, però, lrinnova:
zione è di data nelativamente necente, anzi si
può dir.e che una chiar"a consapevolezza derla
nuo
va categoria gnammaticale non si naggiunga che
molto più tandi, venso Ia metà deltivrrr secol0
del-1i era volgare. I più antichi monumenti noman
zi, ad esempio, -vale a dine lt@
nes_e (VIII-IX sec.), i
( 842 ) e 1"
(960_963 ) e:
ne sono apparentemente ancora pnivi re, sia pune
senza giungere agri estnemi di E"Lerch (r) o di
E.Lófstedt (z) secondo i quali lianticolo si sa-
nebbe affermato solo più tardi, aIla fine delro
VIII, inizi o del IX secoJ_ou è indubbio che le
prime testimonianze sicune delra nuova categoria
grammaticale non r"isalgono oltre la metà de1-
r' vrl-l_ secolo,
a t rrr?t

Bruno Lavagnini (3), ha creduto di scopnire


una traccia derl I anticoro in un toponimo calabne
se: AaBduÀov citato nel De, betlO Galhlso (flf,
2B ) di Procopio ( )
,7 Come penò dimostnato da
r+

Francesco Sabatini (S5 )), Iretimologì_a propostae


- in Rumànischen eine',Gel
tikel" ? in Zeitschr. f" rcrn" phitot. (= ZRph.) LX (1940), 113_190,
ed ancola
zRPh., LXr (1941),
225-256"

121 e. ldfsteclt, grntaglica, Lurrd, 1956, pagg" 35g_g82.

(3) cfr. In Prqcopiq(De B, Gorh. III,2g,?) r"atto di nascita deil,arricoro


neolarino,
rn Srudi in onore di Firenze, 1960, vol.I, pagg. 527_590"
(4) Procopio di Cesarea, vissuto nel VI secojo,
trorto nel 562"
(5) Cfr. Tra latino tardo e origini rornanze,
in Studi iinguisticl ,IV_V
(1963-64) 1-18 e più particolarmenre pag.5.
vale a dire AaBiuÀcv.le_vgl_a (= la gola) <
< (IL)LA GÚLA - Ia località si trova su}le mon-
tagne poste tna 1a Lucania e iI Bruzio (per
altro penfettamente in negola con Ia fonetica fg
cale sia pen leesito di G intervoc. [ > v labio
dentale o bilabiateo resa con B .l sia per quel-
v
Io di U, qui nappresentato co1 diagramma ou ) r
manca di riscontni pnecisi ne11a documentazione
toponomastica della regione e non esclude nello
stesso tempo, sempre secondo i1 Sabatini, altre
etimologie, come ad esempio un LABULLUS o un LA-
BULLA nomi propnii nomani che si trovano frequen
f ómanf ó fn: -t I
;r I tpo - i n Maf Ziale ,

sicuri anehe i casi citati da Benet


Poeo
Lófstedt (r) dalleEditto di Rotari:

"Iurit cum d.uodecin aid"os (e ) suos vl.:1


itan ut sex i i I i nominentur ab
loo q.ui pulsat (3), et septimus sit ."1
1e o qui puts atur, et quinque cluales vo-
luerit liberos o ut sint duod.ieem" o

e dal Sabatini (4) daile Formulae Andecavenses


(anteniori aI 6 75) z

'' '1'r 1 S
PVr 9!Vrrr de omne corpore facul--
tatis mef f:o. tibi ft transcribo l..""J
i11 a. quart
(1) Cfr" Stu,iÍ"n iib"Ldi" Spt""h" d"r lr stockholm, 1.961,
pagg.265-66.
(2) O "coniuratores".
(3) Vaie a dÍre che "in ius r,'ocar".
(4\ Aft gq, pag"?"

I
I
I

:-fr-
-13-

Qui, illi ed il1a sonc usati in un contesto


singorare, vale a dire in una serie enumenativa
dove pnobabilmente servono da richiamo al tenmi-
ne comune e più precisamente i1li ad aidos r ed
iI1.g a lo.IgÀgng, secondo una tradizione che si
r"ipete identica ad esempio aneora nel gggilglgg
gg*lfiÀfig di Ludovj_co il pio (794-795)r cap.XLIV;

"De quadragesimale (f ) d.uae partes ad


serviti-um nostrum veniant
las duas partes volumus jnos[, ".] per il_
cere d.e
i l- i a tertia quae rem&nsitrro
"o

Sempre a questo pr"oposito, ricondenemo che


iI val-or:e dimostrativo di tali panticelle è con-
fermato dall-a sintassi ancaica italiana, dove es
se si ritnovarro fnequentemente sempne in conte-
sti enumerativi: si vedano sli esempî fonniti da
G. Rohlfs (2):

"tre specchi prenderai oe i due rimoviÚ


(tar"DIIe98)
"Perdé del_1e dodici parti l- e d.iecie
del suo reamett"
(Novellino,VII )
tuElle non sanno del1e
sette volte 1 e
sei quello che e11e si voglionottn
(DecaneroneIIIrL)
(1) Cibo quaresinale, "panicurrr miliaceurn,, cfr" \4GLi" , Legur' sectig, II, Capi_
tularia regum francorum, 1ggg, vo1" I, n" 44"

(2) G.Rohlf,
Berna, 1949, voi"Ii, pag"a65, 1662"
-1 4-

Natunalmente 1 | aspetto esteriore di tali par-


ticeLle è di anticoror ild, come dimostrato dal-la
storia deI1a lingua itatiana, dove sono poi scom
parse quando usate coi numerali candinali, la
funzione 1oro, almeno in tale sede, è ancora
quella mediolatina di dimostnativi " Esempî sicg
.i dellruso delltarticolo ci sono forniti invece,
oltre che daI1!aItr.o documento toscano citato
dal Sabatini (1):
t'vindedisse
[., "] sex sel_l-os (z) de
olibis f",l la.À'en, ubi sunt positi
i I I i - qúinque sellos di olibos [. "l
et i l L a sexta sella d.i olibos'est'"
exseparatos de iÌIos quinquestt o

dove iI tenmine comune, sel*los, è r"ipetutor ar-


che ne1la Panodia della Lex Sa1ica, trasmessaei
ne1 manoscritto di r,/olfenbútteI (c" 75I_768) Qui
"
anzi, lîarticolo si presenta onamai ne1la sua
forma aferetica 1e invece di ILLUM, ll invece
di ILLA, aI singolare, e lis invece di ILLAS al
plurale, tanto che questo testo si può definire
r4 pr'r.,-^
i I nni ur;uurlleilto
dnn'r dove, almeno al]-o stato attua
le deIle nostre conoscenze, ltanticolo romanzo
compane nel-1a sua veste autentica
"
Ritonnando dunque a quanto si diceva pnima,
fra la data di nascita della congiunzione subordi
(i) Francesco Sabatini, art" cÍt., pag" T.

(2) Misura di superficie.


-r5-
:Ì'-
: nante -c_bg (risalente quanto meno a plauto), e
queJ-J-a de11? articol0 (seconda metà de1l i vrrr se_
colo), che sono due tratti specifici pen cui le
lingue romanze si diffenenziano positivamente
dal latino, intercorrono addirittuna dieci seco*
- -" t li di distanza, dieci secoli dunante i quali il
latino si è venuto modificando sino al punto da
non essere più capito dagli "il.Iitterati,,"
-r7 -

CAPITOLO III

CARATTERI ROMANZT DELLA


LINGUA PARLATA NEL VII-VIII
SECOLO

Se è difficile
stabiline un confine pneciso
fr"a latino e volgani nomanzi è penò
u un fatto
che ne1la lingua panlata in Francia
già prinra
dei grqrame.nti al Sj!3gg.hglgg., e comunque
nel- VII
ed VIII secoì-o, si tnovavano niuniti
non pochi
dei tnatti che canattenizzenanno più
tandi Ia
lingua ds oil: oltre agli a r t i
c o 1 i (ve
nuti buoni uttimi), i d i t t o n g
h i:
íe (.È[ )
úo r.ó[ )
éi (.Ff )
óu (.0f- ) (1)
il f uturo a naliticor(es"DONARE
HABES > fr, invece di DABIS ), ed infine
dgqp*qlè_q
l-a caduta d e11e atone f irrd_
1i diverse d a A (es. _enul< AMORE)"

(1) segno
11
[ , indi"u che ia vocale si trova in sillaba lÍbera.

3. - D. S.AVALLE - Filoiogia romanza"


-18-

A) DITTONGHI

Per quel che riguarda i ciittonghi in temito


rio gallo-romanzor G.Straka {1) pnospetta Ia
seguente cronologia relativa '

1) Allungamento deI1e vocali in sillaba 1ibe-


ra (2) antecedente necessario ad ogni ditton-
gamento spontaneo:
E>E>EE
a <<
óontnn
íí
t'
\r- rr
\, ,L. LL
ra'
a.
"'0>00
l'/'
U

-: ìlr
rrt v9 *t restano inalterate

2) Passaggio di [, í-e, Ad esempio:


FF
:-
TEPIDU , *I.=f.99
'iv x
F RE MI TU >
-f.r 1_e-g;. !u .
Questo cambiarnento precede nel tempo 1a cadu-
(1) G" Straka,Qr:eEliieq renllibritions à 1a chronolcgie latine des chengelnenÎJ_Ihe:
nétiques en franQaÍs prélÍttéraire, in
Studi Rornanzt, voi"II, Cornunicazion!, parte I, Firenzeo 1959' pagg.43'7'443"

(2) Si dice in sillaba libera, urra vocaie seguita da u-noaltra vocaleo da una sola
consonante, o da una occlusiva + r o l"
-t9 -

ta della í postonica nispettivamente tna p e


D ed M e T, perche attrimenti, venendosi a
trovare la vocale in siliaba chiusa, non si
sarebbe avuto dittongamento"

3) Sineope o caduta nei proparossitoni della


I postonica tna M e T. Ad esempio:
xfriemitu' frientA
NNMT
vvLtl
Ttr
LLt - ccnt à

A proposito del seccndo esempio, si noti co_


me iI dittongamento di ó | avviene dopo la
caduta del_ltatona postonicau in quanto l. g
resta inaiterata in francese " Scrivenemo
quindi c_onplg senza dittongamento, perchè or
rnai la .o era in sillaba chiusa,
V-
4 ) Passaggio oeita u^l L> .uo " Ad esempio:
3-
MOVETA> muoveta (fn.mod" meute),
ma c94p!g senza dittongamento.

5) Sincope o caduta e sempre nei proparossi-


toni, deJ-ltatona postonica posta fna V (pri-
manio o secondanio -cioè proveniente da B- )
e Ia sillaba TA. Ad esempio:
1ng_gy-g_!-e> 4uouta
Questo fenomeno è posteniore alla fase D.4,
perchè altnimenti non si sanebbe avuto dit-
-20-

tongamento, come si può constatare nei casi


Js
DUBITAî > dovtat
(in questo caso la .y è secondariae in quanto
risale a una B latina) e di:
oEgÍre > -dévta
:---
Questo fenomeno è sicuramente anteniore al
dittongamento di ? o-o-\l e di F t-ui , perchè la
-q Oi*dobilat
(ooÚeÍrar) e la e- di dette AoÉei
TA) sono rimaste inalter:ate in fnancese ' Nei
fnancese moderno _dq!lt_e i1 diagramma è stato
introdotto solo più tardi ed è puno vezzo
grafico aila pari delltal-t::o di tour<TURRISt
in cui Ia U è in sillaba chiusa Cir-t posizione)
e non avnebbe potuto comunque dittongare.

6) Lenizione (1) delle occlusive intervocali-


che:
P

T>d

Dal1a senie dei fenomeni su elencati o risulta


che la l-enizione non ha investito 1e occlusi-
ve in un solo momentor ilà che la sonorizzazío
/\r/ l \ tra,rnrn
r !:rvrrr!L ann nar e'ri le SCrde interVOCaliChe passano alle sonore deila serie relati"
va" Tale fenomerrc interessa urricamente le occlusive, labia.1e p, dentale t,girt
rura.le c. (Vedl più avanti pagg" 162-i67).

I
I
I
-2L-

ne della 1abial-e è avvenuta (cfrofase


5 ) pri-
ma della sonori zzazione della
dentale e delIa
guttunale "
Esempio per il passaggio da T
a
MALABITUT *rnglayeclg > fnomod.
mal_ade
ma deyla fr. dette
Ia sonda :.n quanto con
1a non si trova più in pos i zione inter.voca
t_
lica ma fna una _v- e la a atona o

| / L, r>E nha
uriE .ì
u_ri +r-^^ ^-
L L urlga l-n
d, u>0 r'ho .ìi
ur ++^*^
L LUllgd. - l_n -e,_e. Esempi :

/9
T.J.L D.L 1 > fr"ant" deivet
-- t
Ma DEBITA o 4e_!-!e., perchè Ia vocale è
oramai
in sillaba chiusa (cfr. fase s)
X^-
r-tLUKT, fn. ant" flour fr omod o fleun
J-
ril.l nt rn I m ^ É
> fr o ant dotet senza
uub.j- IA'.i.'
" dittongo
perchè la vocale era .;;;
rrr urrJaDa chl-u_

lo Straka (1) e è possibile inoltne


Secondo
stabiline Ia cronologia assoluta di
questi fe_
nomeni, basandosi suila data (fV
sec.) stabili_
ta per 1a sonori zzazíone delle occl_usive
inter._
vocaliche da E"Richter, (2)^ Ed ecco
Ia sua co!
ciusicne: ttse la sononi zzazione delle
consonan_
%_
\ 4., Cfr" ejr" ci! , pag" 489.
(2)
HaÌte, 1934, pag" 155 sgg.
-22-

ti intenvocaliche nisale venamente, come sostie-


ne Ia Richter, alla fine deI IV secolo, e se cig
scuno dei cambiamenti elencati nella serie crono
logica da noi stabilita non ha avuto bisogno di
più di una sola generazione (cioè di una tnenti-
na di anni) per essere portata a termine, le vo-
cali chiuse F ed g non hanno potuto cominciane
a dittongarsi che allîinizio del VI secolo, men-
tre il passaggio Q'.úq deve risalire alla fine
del III secolo o, a1 più tardi, alltinizio del-
f V, ed il passaggio E>í-e ad epoca ancor più f€-
ma+-:
JlruLot nrrrni-a
qLrdrrLU Teno venso Ia netà deI III
r. secolott.

B ) FUTURO AIIALITI CO

Se il dittongamento di tutte le vocali in siÀ


laba libera è dunque anteniore a1 VII secolo,
Ia sostituzione de1 futuro analitico a quello
sintetico deI Latino classico, è certamente
fenomeno ancora più antico" I primi segni
della instabilità de1la vecchia forma ci so-
no forniti da tutta una senie di scambi fra
1e desinenze del1e varie coniugazionii if fe-
n^hóhAt -iqAlente
! rrqrLrr LL ai
qr nnimi
yL 1 SeCOIi deltfe1.a
trnì o:na ^CnSiSte essenZialmente nella eSten-
sione della desinenza in -80 ai verbi de11a
III e delIa IV ccniugazione, e viceversa del-
la desinenza in -AM a quel1i della I e della II o

Avnemo forme come AUDIBO per AUDIAM o DORMIBO

t
I

\---
-23-

pen DORMTAM.
E vieevensa RESPONDEAM invece di RESPONDEBO
e DELEAM invece di DELEBO.
M: nrrpqin n^h basta:
suu Lq: oltre
vr Li s allf
qJr incertezza
rttue L,te4z do
*.
vuta a tali scambi di desinenze, si verifica
no anche conguagli, in questo caso di canat-
tene-foneticon che turbano i1 sistema della
flessione verbale " Come osservato da h/alten
von dartburg r ad un cento punto i parlanti
devono aver incontrato fonti difficoltà di
ondine semantico di fronte a forme identiche
come ad esempio:
FACIAM, congiuntivo pnesente
e FACIAM, futuro"
ò-LI
Dra]tro canto, ir seguito al fenomeno della
=^^ln lenizione n è risultato sempre più difficile
, f= I J-LJ
distinguere fra un CANTAVIT, futurocCANTABITr
e il CANTAVIT perfetto"
--:
-"- Di fronte a questa serie di scambi e congua-
gli fonetici, il destino del futuro ena se-
a-:
on:tn aÀ ì n r.atti i1
!r f uturo o4tlLELIU(J
iuLutv sintetico Ufonsani
_
co latino è scomparso totalmente nel-l-e 1in-
gue romanze è

Quaii sono i mezzí terapeutici di cui si so-


no serviti i parlanti per raddrízzare Ia si*
- ;^1
tuazione? Hanno ricostruitc iI futuno con
-=*ld. I1. la voce de1lîinfinito del verbo da coniugareo
:.-iD\)
aggiungendo aIla stessa 1e vanie persone del
-24-

presente del venbo HABERE.


Quindi invece di CANTABO, si dinà cAl'tTARE HA-
BE0>cantane ho>cantenò.
A1 futuno sintetico cioè, si sostituisce un
futuno analitico; perifr:asi del genere sono
fnequenti negli apologisti e nei padri della
Chiesa; in Tentulliano ad esempio, si legge:
ttevenire habetrr (invece d.i tteveniettt )

o ancona in S.Girolamo:
ttnas ci habettt .

Fnedegario nel VII secolo, ci dice che:


tl
"Iustinianus dicebat daràs -
Intenessantissima infine lrossenvazione del
commentatore di Virgilio, Servio (IV sec"):
ttvelle habet, f uturgmtto

Anehe in questo caso dunque 1a neoformazione


nomanza precede di gran lunga i secoli VII e
VIII, r"isalendo quanto meno ai pnimi testi fg
tino-cristiani "

CADUTA DELLE ATONE FINALI DIVERSE DA A


IN TERRITORIO GALLO-ROMANZO
Er questo uno dei fenomeni più vistosi che di
stinguono i dialetti gal1o-nomanzi dal latino.
Anche qui si può risaline e sempl?e secondo 1o

tLÌ-
-25 -

Stnaka (1), ad epoca abbastanza antica per


,;J;TARE HA- le vocali scoperte o rimaste scoperte per la
caduta deila M (2).
' - i <^o rrn
qt I Per Le altre inveceo seguite da S o da Te la
:-:F5 Crann
caduta è forse più recente e comunque poste*
- : -F- .1a I l:
riore a} passaggio di Ftg_i e di g,.oj r per_
r 3- -egge: chè attrirnenti ie vocal-i ad esempio di OÉgef
a'.'5-letlrì
t
e di UCjnES, rimaste in sillaba chiusa, non a
vrebbero potuto dittongare rispettivamente
in $-g_1y-et (>_Qe*i1,ggèt-)
e qroungg (>mogr"F>mogurq)
Testimonianze indirette suiia caduta derre a*
tone finali, ci sono fornite dalle gÀSg€g Ai
Reichenau (VfII sec, ex" ), Come ossenvato
dallfeditore di queste glosse, KanI Hetzen
- --: ào1 (3), i1 fenomeno è nitevabile soprattutto d"!
::^ l. la frequenza degli scambi e delle confusioni
del-le vocali final_i tanto deI
lemma nttantn
ru,rLrru rìal'l ! ltinfo-^- .
v uqrl LU u___ ,,.'etamentumt! ,

Così abbiamo .u i.nvece di _C.r ad esempio in:


L3, F6 70 s ocie tatu (per S0CIETATE),

(1) G. Strak,r, e4 rI! , pag" 439"


(2) La caduta de11a -lr4 finaie, è fenomeno molto precoce, colTre è testimonrato
dalla prosodia, dove si prtg ays1. si.nalefe tra una siiiaba te'ninante con M
ed una iniziante con vocale" Iscrizioni arcaiche confermano del pari per lo

,:: che d! urtbro, per i1 falisco e talora per i'osco (di pompei) questa rendenza alra ca-
du.ta della -M finale" In umbro sÍ ha ad eserrpio pvplv per il latino popu.
r1- -atino. LUN4,
- - -:.:C 1O
(3) K" Hetzer, Die reÍchenauer Glossen, Halle, 1906, pag" ?5.

4.- D" S,AVALLE - Filologia rolnanza"


-26-

a invece di g in
342 F1051 mis cit (per MISCET)

a invece di i in
a
I a trqAR.
4
inco'lumes (= SANUS, è sing.),
u invece di o l-n

B4 ge!ìrs ( per NItrPNq


rr!! vv.. ì 9

d invece dí g in
2B inrita (per IN RITU) "

Orao sbagli di questo genere possono giustifi:


carsi solo in t-tna persona che non pnonunziava
niù
vrq le atone fína'ii e ehe oertanto trovava ts

notevoli difficoltà a nicost:ruir"e 1a vocafe


originaria latina (1). PeraItro, in alcuni
casi la vocale manca venamente n come ad esem-
pio nella slgssg !39,
AUORT]UUS: auorte t i z
( < XABORTATICIUS )

dove della desinenza -fCIUS r non solo è cadu-


ta la atona finale Us ma si è avuta anche l-a
palatalizzazfone de1 nesso -CJ- (unico caso
in tutte le Glosse)o
(L) In molti casi però l'errore nel segnare i'atona finale è dor.'uto alla rendenza del
loatnanuense di pareggiare la desrnenza del lemma su quetla deil'"interpreta-
Írentum" e viceversa. Cfr. Labhardt, Contributions à la qlilique e!_:à llsxPlica-
tion des Gloses de Reichenau, Neuchitel, t936, pag"29.
-27 -

Concludendo, se dunque ne1 VII-VIII secolo


sono pnesenti ne1la lingua parJ_ata in Fnancia
non pochi dei tratti più importanti che distin-
guenanno più tardi i1 latino dai dialetti gallo-
romanzi (articolo, dittonghi, futuro analitico
e caduta del1e atone finali divense da A etco),
dovremo riconoscere che iI parlato di quellrepg
ca doveva essene onamai molto diverso dal lati-
no scritto della tradizione.
Lrevoluzione, lentissima, e durata nol_ti se
evrr su
^^r.i ^.7 s yo>sdta attraverso varie fasi di cui
non possiamo farci che unsidea molto vaga, data
:l:r- 1a scarsezza dell-e testimonianze al niguardo"
Si tenga presente che quando si parla de]le
varie tappe deI passaggio dal l_atino alle lingue
- romanze, ci si selrve in effetti di una metafona"
-j
Pertanto la peniodizzazíone che vedremo di pno-
norre rìi
sr fa'ì
Lur! i t:nna
Lupyu f:qi
v^ rqer, À
v .la'l l-rr**n
Luu Lv appfOs-
- = > =-,1-
simativa, e le date relative avranno puro valo-
re di comodo, non proponendosi altno scopo se
non quello di facilitare Itesposizione di una
materia altnimenti assai intricata e complessa"
: : -:U- Un disconso non diverso andnà fatto pen 1e di-
-..= !C
stinzioni fra lingua scritta e parlata, catego-
- 1ì v
rie queste che, almeno nei prirni secoli deilte-
r..a volgar"e, si diffenenziano solo per sfumature
: -: OOi di
ur ondine
vr niùu C)IIe
urrrE pa che c1I
altro Stilistico-
LI'O S tI**- , r.clmrì
--..,*nqUe
:-l =Iè-
tanto labili da conportare scambi e conguagli dí
ogni genere anche nei settori meno esposti I
-29 -

CAPITOLO IV

LA QUESTIONE DEL ''LATINO VOLGAREU

t già stato osservato che le lingue romanze


E
non derivano dal latino nedievale, e tanto meno
da quello classico, ma dalla lingua panlata o
lingua corrente (que1la che in Genmania è in<ji_
cata col termine di _Urnga_ng_s-p.-lacEr ) , dal latino
popolane insommao pen lo più ci si senve del-Ia
espnessione ftlatino volgaretto f n effetti iI
uerrurrrs <i
fcnmina c oppafSo
:nr rmpropnÍO pen più di una fa_
Brone,
-i ^-o Ianf O urrs
^}^^ ugi5r
ì-rn{-a
^-^i ùJ_ !Lende ad eVitaf IO.
^.:

Come ricor"da Robert B. palmer ( 1) s I î espres-


sione 'rlatino volgare" è tanto equivoca, che se
ne potrebbero i-ndicare al-tnettante definizioni
quanti sono gli studiosi che se ne sono occupati
"L.F"Sas (2) afferna di averne trovato cinca
diciannove definizioni diverse, mentne i1 com-
mento di e .Ldfstedt alIa pereerinagig Ae,therjLag"o
\ J,,
l/ ? \
Le rn
, -i
rre chiaro che si è largamente abusa_
aa**a
- L

.:_o:=::"lt"
"T:essione " Nella migti_one de1le
(1) In una nota all'edizione Ínglese di K, Strecker, Introduction to Medieval
Berlino, 1963, II ediz", pag.28.

(2) The {rrur: Declqniioi: in Merovingiarr !atin, paris, igS?, pag"491.

(3) E" Ldfstedt, Ph:Llologischer Kommer.rtar zur peregrinaliQ :\etheriae, II ed,


'rrpp-iala. i936, pagg" 8-9.
-30-

ipotesi if termine non è altro che una espressio-


ne antificiale, c::eata dagli studiosi ' una brut-
ta astrazione e come scrive ad esempio il Pighi o

dal momento che ha portato a confusioni senza fi


ne ed a inutili anbiguità"
Lo Strecken sembra servirsi del termine neI
significato di: tril latino popolare ciel periodo
imperialetr, definizione questa che si trova nor-
malmente negti studi medioevali, ma di cui non
se ne potnebbe immaginane una più vaga c

Pertanto i1 termine ttlatino volganert è stato


ttvulgustt
riservato successivamente alla lingua del
indipendentemente dal peniodo cui appartieneeop-
pure alla lingua popolare ed oscena delle iseri-
zioni pompeiane, oPpure alla Iingua colloquiale
ttsenmo cotidia-
dei trlitteratitt, per esempio i1
nusrf di Quintil-iano (I) r oppure ancona al cosid-
dettot'romancommun''o''Sermovulganis''cherSe-
condo il Burger, si sanebbe panlato durante iI
peniodo merovingico.
Quello che rende if pr^oblema ancora più com-
plesso, è la mancanza di accondo fna gli studio-
si sulla natura dei materiali usati come fonte '
Ad esempio ci si è chiesti: sono i testi latino-
volgari che noi abbiamo (la Bgregrinatio Agthe-
rige, 1a cen+-Tn}marchionis, 1e Iscr.izioni parie'.
t+fi-{!-3gtpgi, etc"}, riproduzioni accurate deI
ttroman conmuntt di cui parla il Burgert c vanno

(1) Quintilianus, lnstitutio Oratoria' XIl' 10' 40'

Éì--
- 31-

3S)ressto-
essi piuttosto intesi u secondo r_e teorie di E
-:.a bnut- "
'
Pulgram e di altri, come documenti Oel latino
--ì rórrr
^hì t
scritto, cheo come ogni lingua scritta, insomma
- s3:lza fi
lettenar^ían è tanto Iontana dalla lingua parla_
-^'t
ta da dover"si considerare più nerla tnadizione
del latino classico, per quanto cambiato esso
-:::iodo
sia neLla sintassi e nellrortografia? (l)
"'a nor-
_:- _
E inoltre: ci danno questi testi degti esem
- -_ non
pî autentici di iatino volgare parlatoe oppure
: : e+:t^
il latino volqar.e è una lingua sepanata che esi_
-- 'r._..1 _..^ tl
v uJ-tSu5
ste fuori de1la traCizione l_etterania?rr fn ef_
.- ) -r
fettie questourtima domanda del palmen niflette
unicamente posizíoní estreme; i1 problema è mol
--= -scri-
to più complesso e, come osser:vato giustamente
--,::ial-e
----'r.:- dal Lófstedt (2) "la difficoltà di fansi una
--:osid- chiara idea di che cosa sia il latino volgane,
dipende dal fatto che anche fe persone meno eof
-"= t >E-
t€ t nel- momento stesso in cui si mettono a scr.!
-= II
=..
vere, siano anche una lettera o poche parole
-= --_ ).t u\Jllt- sulleintonaco di un murc, sono direttamente o
indirettamente influenzate da innumenevol_i pre_
- - s:udio-
-:- ionte. cedenti e reminiscenze retter-aníe o pertanro non
ceè e non ci può essere arcuna sonta di documen
: - -atino- to in latino volgane puro eC incontarninato. Si
- '^+!-^
tnovano soiamente ar-cune pecuJ-iarità e tendenze
-- :.' oarie-
special-i che nif1ettono più o meno chianamente
-:-=:e del
_ .'anno
la lingua panlata delle persone meno istnuite e
(1) E" Puigratn, Spoke! and Wrirren
Lanquaqe. Ín Language, XXVI, (19b0) 4Sg-466,
(2) Late Lettin, Oslo, 195g, pag. 15.
ci sono innumerevoli gradazioni fra la lingua
de11a conversazione dotta e quella degli analfa-
beti. Come scrive Antoine Meil}et (1):
trIl nty a que des tnaitsttvulgairesttqui se
rencontrent en plus ou moins gnand nombr"e et
qui sont plus ou moins voyants dans les textes
dr époque imperiale. Mais ces tnaits sont assez
nombr"eux pour laissen discenner les tendences
nouve l les tt " tt
11 divario fraI tno a scritta Ò
ìl

e ling ua pa r 'ì-+ a si attua eià in


epoca repubblicana, Come ci riconda Christine
Mohrmann (2) ettdal momento in cui iI popolo noma-
no ha cominciato ad avere una certa importanza
sulla scena intennazionale, ha adottato decisa-
mente uno stile in un certo qual senso condizro-
nato dal suo modo di agire, ed ha assunto atteg-
giamenti, che a volte possono sembrare artificia
Ii, ma che rispondono appanentemente alle tendeq
aa ^i
_t--*
ì nr nf nnrìp .ìi nrresto nono'l
JVPvrv o di
ur agfi ruv!cnl fLvrnni!
q6r ^
'
divenuto un por bruscamente il dominatore del
mondo,, E questo stiIe, questa posa, mescolanza
bízzarca di una dignità austera e di una ro7'zez-
za ingenua da cui i romani non sono mai riusciti
a liberarsi, si riflettono nella evoluzione di

(1) Esquisse d'un histoire de 1a langue latine, Paris, 1938, pag.236.

(2) In Latin vulgaire, latin chrétien, latin médiéval, Paris, 1955' pag.1.

Íts--
-33-

queLla lingua. ÌrJei momento stesso


in cui il pg
polo nomano, ispirato daiLa cultura greca,
ha
cominciato a rendensi conto del val_one dell_a e_
spnessione linguistica curata, subito o quasi
. /) subito o si è formata una J_ingLra speciale di
ap_
.'. -=5 parato s meTzo di espressione deiia vita
uffieia
le, di cui sono testimonianza eloquente r docu_
,:3S menti de110amminist'azione e r-o stile cratoriorr"
Da questo momento si instaur.a pertanto
una
sor.ta di dualismo fna iingua sc::itta e j-ingua
ì .'* parlata, dualismo che si perpetuerà, tr^anne per
bnevi panentesi ea in aicuni casi eccezionali
- uiltd- (Plauto, Petronio), sino arr-a eaduta
derlnrmDe_
nn ol,
eu al +-^
VfLiC^

:- sa-

-l-],a

-^^l^*

-:ont ,
-=!

-77è2-

*s ci ti

5. - D" S" AVALLE - Filologia ÍotrLanza.