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AVVIRTINZA

II maleriaIe didallico inlegralivo rirodollo neI resenle df e reIalivo aII'inno comoslo


da Giovanni Mauroode in onore di s. Teodoro SlraleIala. II leslo rirodollo e lrallo daIIa
monografia di I. D'AIUTO, !"# %&'(') *) +)(,&'') -&."(/(*# )' ('("# *) 0&'1) 2)3)1&"), Roma 1994
(SuIemenli aI oIIellino dei CIassici deII'Accademia NazionaIe dei Lincei, 13)
1
. Di laIe
monografia sono riorlale, neI df, I'inlroduzione suII'aulore e suIIa sua oera ( I.1. Giovanni
Mauroode: cenni suIIa vila e suII'oera Ielleraria, I.2. L'oera Ielleraria: versi di lio cIassico e
rose, I.3. Giovanni Mauroode e I'innografia), suI cuIlo lribulalo a isanzio ai sanli miIilari (
II. I sanli miIilari a isanzio: cuIlo e funzione sociaIe) e, in arlicoIare, suI dedicalario deI
canone mauroodeo in oggello ( III. S. Teodoro marlire neIIe fonli agiografiche: III.1. La
queslione dei due sanli Teodori, III.2. S. Teodoro Tirone neIIe fonli agiografiche, III.3. S.
Teodoro SlraleIala neIIe fonli agiografiche, III.4. GIi scrilli leodorei di Giovanni Mauroode e
Ie fonli deI canone er s. Teodoro SlraleIala) e Ia arle che si riferisce iu in arlicoIare aI leslo
in rogramma: melrica e sliIe (V. Melrica, Iingua e sliIe dei canoni er Teodoro SlraleIala e
Demelrio: V.1. Melrica, V.2. Lingua e sliIe), lradizione manoscrilla (VI. I manoscrilli),
avverlenza aII'edizione deI leslo deI canone con reIaliva lraduzione (Teslo e lraduzione) e
commenlo (commenlo aII'inno er s. Teodoro SlraleIala). NaluraImenle, er ragioni di coerenza
inlerna, iI leslo deIIe suddelle sezioni deIIa monografia e slalo rirodollo inlegraImenle. Non si
dovra, erlanlo, lenere conlo, er I'esame, deIIe arli che si riferiscono escIusivamenle ai canoni
er s. Demelrio, e nemmeno di dellagIi eslremamenle anaIilici, quaIi I'invenlario dei canoni
mauroodei conlenulo neIIe . 22-25, i unluaIi riferimenli ai assi deIIe oere agiografiche di
riferimenlo, o Ia maggior arle deIIe informazioni accessorie conlenule neIIe numerose nole a
ie di agina.
Ogni evenluaIe uIleriore richiesla di chiarimenlo olra, comunque, essere rivoIla aI
docenle in orario di ricevimenlo sludenli (fino a mela marzo: mercoIed mallina, ore 10-12,
duranle I'allivila didallica deI II semeslre: doo Ie Iezioni).

1
NeIIe uIlime agine deI df sono inoIlre raccoIle, er comodila, Ie riroduzioni degIi irmi
- secondo I'edizione di S. IUSTRATIADIS |Luo+o+iooq,j, 456789:;<8=, Chennevieres-sur-Marne
1932 - riguardanli lulli e lre i canoni in rogramma, riroduzioni gia dislribuile in folocoia a
Iezione.
I N T R O D U Z I O N E
I . GI OVANNI MAUROP ODE: CENNI SULLA VI TA E SULL' OPERA LETTERARI A
1. Una bi ogr af i a pr obl emat i ca.
Ret or e, i nsegnant e, poet a di cor t e, consi gl i ere del l ' i mper at or e, mona c o,
met r opol i t a, er udi t o i nt er essat o alle Scri t t ure ed ai classici, alle dot t r i ne gr am-
mat i cal i e alle di sput e t eol ogi che: Gi ovanni Ma ur opode ci appar e, in t ut t e que-
ste vesti e nei diversi at t eggi ament i che in esse assume, una delle per sonal i t
pi par t eci pi , spesso suo mal gr ado, della vi t a pol i t i ca, religiosa e cul t ural e del
secol o undi cesi mo (')
L' i mpor t a nz a dei ruol i che Gi ovanni si t r ov a svolgere fu, i nfat t i , t al e
da por l o in cont at t o con le pi al t e sfere della ger ar chi a ecclesiastica e con i
vertici del pot er e l ai co, con il pat r i ar chi o, ci o, di Cos t ant i nopol i e con la cor t e
i mper i al e. Ed pr opr i o a quest a sua mul t i f or me at t i vi t , e ai r appor t i di ami ci -
zia da lui i nt r at t enut i con i pi insigni r appr esent ant i del mo n d o pol i t i co e lette-
r ar i o del l ' epoca, che dobbi a mo la rel at i va ampi ezza delle i nf or mazi oni forniteci
su di lui dal l e font i coeve: ol t r e, i nf at t i , ai dat i che r i cavi amo dal l e sue stesse
oper e, cos ricche di el ement i aut obi ografi ci , mol t e not i zi e ci forni scono gli scritti
del suo di scepol o ed ami co Cos t ant i no - megl i o not o col successivo nome mo-
nast i co Mi chel e Psel l o, che, ol t re ad i ndi ri zzargl i un gr an numer o di lette-
re (
2
), gli dedi c un encomi o per noi pr ezi oso (
3
); ed a ndr a nno i nol t re r i cor da-
t i ) Bi bl i ografi a essenzi al e su Gi ovanni Mauropode: Fol l i eri , Otto canoni, pp. 3-30; Ljubar-
ski j , K biografii\ Karpozi l os, XvnfoXrf (in tutti questi studi il l ettore trover ampi riferimenti bi-
bl i ografi ci alle pubbl i cazi oni precedenti ).
(2) Se ne veda l ' el enco in Fol l i eri , Otto canoni, p. 5 not a 5; cf. anche Lj ubarski j , Psell
v otnosenijach, p. 126. Si noti per che sul l ' i denti fi cazi one col Mauropode del desti natari o del Pep.
203 (edita muti l a in Sathas, Mea. BijX., V, pp. 496- 7, e in versi one i ntegral e ora in Spadaro,
Un'epistola, pp. 166-7), ammes s a da Follieri e Ljubarski j, Mari a Dora Spadaro nutre ormai ragi o-
nevol i dubbi (cf. ibid., pp. 161-5). Al tre quattro lettere di Psel l o al Mauropode, scoperte di recen-
te, s ono state pi vol te edite: si vedano M. L. Agat i , Tre epistole inedite di Michele Psello, in
Siculorum Gymnasium n. s. 33 (1980), pp. 909- 916, preci sam. pp. 909- 911; P. Gauti er, Quelques
lettres de Psellos indites ou dj dites, in Rev. d. tudes Byzant. 44 (1986), pp. 111-197, preci-
s am. pp. 187-189, n 33; ed i nfi ne E. V. Mal t ese, Epistole inedite di Michele Psello. Ili, in Studi
hai. di filo!, class., 3
a
ser. , 6 (1988), pp. 110-134, preci sam. pp. 119- 121, nn. 12-15 (sul l 'i denti t
del desti natari o cf. ibid., pp. 113-115).
(3) Edi t o in Sathas, MEO. BI[3X., V, pp. 142-167 (trad. it. in R. Anast asi , Michele Psello.
Encomio per Giovanni, piissimo metropolita di Euchaita eprotosincello, Padova 1968, pp. 45- 67) .
11
te l ' acol ut i a dedi cat a a Gi ovanni dal ni pot e Te odor o, cubi col ar i o e not ai o i mpe-
riale (
4
), ed una i nt er essant e not i zi a cont enut a nel si nassari o del 30 gennai o, di
cui avr mo d o di par l ar e in segui t o (
5
).
A t al e a bbonda nz a di i nf or mazi oni non cor r i sponde, per al t r o, sufficiente
chi arezza sulle t appe f ondament al i della vi t a e della car r i er a ecclesiastica del
Ma ur opode , e ci si deve pr opr i o al car at t er e delle font i , che nas condono sot t o
una pesant e veste ret ori ca il sempl i ce dat o st or i co, t r as f or mandol o per noi mo-
der ni in un eni gma. qua nt o si verifica non sol o nel l ' encomi o compos t o da
Psel l o e nel l ' acol ut i a di Te odor o, ma s opr at t ut t o nei di scorsi dello stesso Gi o-
vanni e nel cart eggi o da lui i nt r at t enut o con Psel l o e con altri i mpor t ant i per so-
naggi del l ' epoca: in par t i col ar mo d o or at or i a ed epi st ol ografi a r i sent ono i nfat t i
del l a t endenza r et or i ca t ut t a bi zant i na a bandi r e dal t est o, in vista del l a pubbl i -
cazi one, gli i nel egant i nomi di per s ona e di l uogo; senza cont ar e che, per quan-
t o r i guar da le l et t ere, anche r agi oni di pr udenza pot evano t al or a sconsi gl i are
i ndi cazi oni pi precise (
6
).
Da ci ri sul t a che anche la sempl i ce defi ni zi one del dest i nat ar i o di un' epi -
st ol a diviene t al vol t a una ver a e pr opr i a conqui st a della cri t i ca, e non c' dun-
que da meravi gl i arsi che sui par t i col ar i del l a bi ogr af i a del Ma ur opode e sulla
cr onol ogi a degli eventi st ori ci ad essa legati gli st udi osi a bbi a no spesso mani f e-
st at o opi ni oni di scor dant i .
Cer t o che Gi ovanni Ma ur opode (
7
) nacque in una non pr eci sat a citt
- Interessanti riferimenti a Gi ovanni Mauropode si t rovano anche in altre opere psel l i ane: cf.
Chronographia VI, 192-4 (ed. . Renaul d, II, Pari s 1928, pp. 65-6) ed Encom. Const. Lichud.,
in Sat has, MEO. BI / M, . , IV, pp. 393- 4.
(4) L' acol uti a di Teodoro in onore del l o zi o, edita per la pri ma vol ta in Eustrati adi s,
Maupnovc;, pp. 428- 437, stata ripubblicata con correzioni da Mercati , Ufficio di Giovanni Mau-
ropode, pp. 347-360 ( = i d. , Collectanea, I, pp. 517- 528) .
(5) Vedi infra, p. 17 e not a 27.
(6) Si veda, ad es. , H. Hunger, Die hochsprachliche profane Literatur der Byzantiner, I,
Mnchen 1978 ( = Handbuch der Aitertumswissenschaft XII, 5, 1), pp. 199-239, e specialmente p. 230.
(7) Il cognomen MaupcmouQ non appare negli scritti del Mauropode n in quelli dei suoi
ami ci e corri spondenti , nei quali ricorre il s ol o nome Gi ovanni , ma si trova spesso nei codi ci ,
per i titoli dei suoi canoni e degli Encomi in onore di s. Baras e dei tre Gerarchi , in varie f ormul a-
zi oni . A l ungo ri tenuto dagli studi osi s oprannome i ngi uri oso ( Pi edenero) creato dai nemi ci del l o
scri ttore (cf. ad es. A. Rambaud, tudes sur l'histore Byzantine, Pari s 1922
3
, p. 141), va forse
pi sempl i cement e consi derat o come un Familienname, dal mome nt o che con tal e f unzi one esso
ampi ament e attestato in epoca pi tarda: cf. J. Darrouzs, ree. a Fol l i eri , Otto canoni, in Rev.
d. tudes Byz. 27 ( 1969) , pp. 281- 3, preci samente p. 283; Karpozi l os, XvnPoXtj, p. 24; cf. anche
la recensi one a quest ' ul t i mo di A. Kazhdan, in Speculum 58 (1983), pp. 763- 4. Quant o al nome
Gi ovanni , esso potrebbe non essere il nome di bat t esi mo: il monac o bi zant i no, uscendo dal mo ndo ,
cambi ava general mente anche il propri o nome assumendone il pi delle vol te uno che avesse la
stessa i ni zi al e, e dunque in Tcodvvnc;, nome monas t i co del Mauropode, si pot rebbe vedere traccia
di un nome di bat t esi mo i ni zi ante anch' esso per iota.
12
del l a Paf l agoni a (
8
) t r a l a fine del deci mo e l ' i ni zi o del l ' undi cesi mo secol o (
9
).
Af f i dat o alle cure di due zi, ent r ambi ecclesiastici - met r opol i t a, l ' uno, di
Cl audi opol i , mi ssi onar i o pr esso i Bul gari l ' al t r o - , fu pr est o avvi at o agli st udi ,
per i qual i rivel pr ecoce di sposi zi one (
1 0
) : anche se i gnor i amo se essi si si ano
compi ut i al meno in par t e in ambi ent e provi nci al e o invece fin dal l ' i ni zi o nel l a
capi t al e, pos s i amo senz' al t r o di re che la qual i t del l a sua f or mazi one filosofica,
gr ammat i cal e, r et or i ca e t eol ogi ca denunci a un appr endi s t at o cul t ural e di not e-
vol e livello, condot t o pr obabi l ment e pr esso ot t i mi maest r i .
A Cos t ant i nopol i , dove si er a t r asf er i t o, egli stesso apr in segui t o una
r i noma t a scuol a (
n
)> f r equent at a t r a gli al t ri da Psel l o, il qual e, sebbene pi
gi ovane di diversi anni (
1 2
) , sar ebbe poi di venut o uno dei suoi pi cari ami ci .
(8) Paf l agone si di chi ara l o stesso Gi ovanni nelle sue lettere: cf. Karpozi l os, Letters, p.
63, epist. 9, 15 ( = Bol l i g - de Lagarde, p. 56, n 108, 4): oi KpaicpvEtc, rineic; naqjX. ayvec, . . . ;
cf. anche Karpozi l os, Letters, p. 67, epist. 11, 14-16 ( = Bol l i g - de Lagarde, p. 57, n 110, 3):
T y p yvo<; TOIOUTOV, oi 7tX,oi' Ko ncupXayvec;. . . TOOOUTOV 7txonEv rcavoupyiac, KO 5 XOU. . .
Quant o alla citt di ori gi ne, Enri ca Follieri ha propos t o di ri conoscerl a in Cl audi opol i , basandosi
sul l ' epi gramma premesso al corpus del l e opere di Gi ovanni nel Vai. gr. 676, nel qual e il Mauropo-
de defi ni to TOC KXauSi ou (cf. Fol l i eri , Otto canoni, p. 6 e not a 5) . Apos t ol os Karpozi l os
ritiene i nvece che l ' espressi one sia da ri condurre al l ' uso di i ndi care con segui t o dal geni ti vo della
citt il ni pot e del ves covo del l a citt stessa, dal mome nt o che l o zi o di Gi ovanni era per l ' appunt o
ves covo di Cl audi opol i (Karpozi l os, ZunfoXii, pp. 23-24).
(9) Se, col Karpozi l os, attri bui ssi mo a Gi ovanni Mauropode il l ungo componi ment o in do-
decasi l l abi i nti tol ato Eie; T V pacuXa KUpiv Kt ovot avi vov xv Mo v o u xo v , tramandatoci dal
cod. Athen. B.N. 1040 (edi to in Karpozi l os, EunPoXfj, pp. 71- 74) , dovremmo porre la sua data
di nasci ta tra il 987 ed il 990: infatti l 'autore afferma di avere ormai sessant' anni (vv. 25-26: fjSr|
y p ^fJKOvxa Tuyxccvco xpvcov | KC uaptupEt | i e TCV tpi xcv fi XeuKTnt;), e d'altra parte il
carme va dat at o tra il 1047, anno in cui si situa la ri bel l i one di Leone Torni ci o e Gi ovanni Vatatze
( cont ro di essi il poet a di ce, ai vv. 1-4, di aver c ompos t o un' opera di condanna: un' al l usi one al
di scorso n 186, ed. Bol l i g - de Lagarde, pp. 178-195?), ed il 1050, anno di mort e del l 'i mperatri ce
Zoe (che i nvece i vv. 71-73 pres uppongono vi va) . Ma se si accetta la paterni t mauropodea difficil-
ment e si potr pensare che il nost ro fosse ancora vi vo ed in attivit fi no al meno al 1081, come
il si nassari o del 30 gennai o ci i ndurrebbe a credere (cf. infra, p. 17) e c ome oggi diversi studi osi ,
tra i quali il medes i mo Karpozi l os, sembrano propensi a ritenere.
(10) Cf. Psel l us, Encomium Io. Mauropodis, in Sat has, Meo. BiPX., V, pp. 146-149.
(11) Le l ezi oni si svol gevano con ogni probabi l i t in casa di Gi ovanni ; alla propri a casa,
che, per vi cende a noi oscure, egli dov vendere, ma della qual e pot in segui to tornare in possesso
grazi e al l 'i ntervento del l ' i mperatore, il Mauropode dedi ca due l unghi carmi ( nn. 47-48: Bol l i g -
de Lagarde, pp. 24-26 e 26- 27) . Nel pri mo di essi, in parti col ar mo do , egli ci presenta la propria
atti vi t di i nsegnante in termini in realt pi adatti a descrivere un l i bero ci rcol o letterario: l'inse-
gnament o era i mparti to gratui tamente (carm. n 47, vv. 29- 31: v c o i [scil. v xfj O K CI] ouvfi ^a
yvcoai v K naOrintcov, | v c o i S Tai nv rote, dXovai OKopniaaq, | 7toX>.o<; aoepoi; Seija
n p o K a TCV vcov) e Gi ovanni aveva assunt o col t empo il ruol o di arbitro nelle controversi e gram-
mati cal i e letterarie (ibid., vv. 26-27: Kpivcov u,a8nTai<; KO 5i6ooKdXot<; spst<; [ept<; edd. ] , | srotno<;
(Sv &7tooiv sii; jtOKpiostc;...).
(12) Nel l ' Encomi o del Mauropode, Psel l o afferma di aver frequentato, gi ovi netto, la scuol a
di Gi ovanni , evi dent ement e gi uo mo mat uro: 'Q\iiXx\aa yp npcoOfiPrii; cov ri ira HEyXtp TOTCO
13
La r api da car r i er a del l ' abi l e e spr egi udi cat o Psel l o, di venut o ben pr est o per so-
naggi o di rilievo a cor t e, pr ovoc un ver o t er r emot o nel l a vi t a del t r anqui l l o
Gi ovanni , che invece aveva f at t o suo il mot t o epi cur eo A.08 fhcoac; (
1 3
) :
Ma ur opode venne i nfat t i pr esent at o dal l ' ami co al l ' i mper at or e Cos t ant i no I X
Monoma c o (1042-1055), del qual e di venne in un secondo t empo consigliere, r uol o
condi vi so con Psel l o e con al t ri i nt el l et t ual i del l a capi t al e a ques t ' ul t i mo
legati (
1 4
).
Non s appi amo con preci si one qua ndo sia avvenut a la pr esent azi one a cor-
t e (
I S
) , ed i gnor i amo anche per quant o t empo Gi ovanni vi abbi a pr est at o la sua
oper a pr i ma che l ' avveni ment o chi ave del l a sua bi ogr af i a, l ' el ezi one a met r opo-
l i t a del l a ci t t di Euci t a nel l ' El enopont o (
1 6
) , venisse ad al l ont anar l o dal l a ca-
pi t al e e AaWotium a lui t a nt o car o, ed a t r avol ger l o, i nvece, in una serie di
occupazi oni e i ncombenze est ranee alla sua i ndol e schi va.
In effetti, anche la dat azi one della nomi na a met r opol i t a cont r over sa.
Quel che s appi amo con cert ezza che essa dov seguire l ' event o pi i mpor t ant e
del l a st ori a cul t ur al e del l ' undi cesi mo secol o, vale a di re l ' aper t ur a della Facol t
di di r i t t o, sor t a per i mpul so di Cos t ant i no Mo n o ma c o con sede nel l a chiesa
cost ant i nopol i t ana di S. Gi or gi o dei Mangani . Pr opr i o per l ' i naugur azi one del l a
scuol a gi uri di ca, i nfat t i , Gi ovanni scrisse a nome del l ' i mper at or e un di scorso
<xv8pi, 8ui/ cv Ticq av eut oi ui Tf|c, 7i ai 5euaetoi ;. . . (Sathas, Me o . BijiX., V, p. 148). L' i ncont ro
di Psel l o, nato nel 1018, con il Mauropode deve dunque risalire al l 'i ni zi o del quarto decenni o
del secol o, e forse a circa il 1034, quando - come rileva Ljubarski j, Psell v otnosenijach, p.
128 - Psel l o, sedi cenne, comi nci a l o studi o della retorica sot t o la gui da di un nuovo maest ro,
forse i denti fi cabi l e propri o con il nostro Gi ovanni : cf. Psel l us, Epitaph. Nicetae magistri, in Sa-
t has, Me o . B0X., V, p. 88.
(13) Il precetto di Epi curo ci tato in epist. 5, 3-4 ( Karpozi l os, Letters, p. 51 = Bol l i g -
de Lagarde, p. 53, n 104 1): in essa Mauropode rifiuta con deci si one l'alta carica eccl esi asti ca
di chartophylax, spavent at o dagli obbl i ghi e dalle responsabi l i t che essa comport a. Forse propri o
quest o desi deri o di tranquillit l ' aveva spi nt o, tra il quarto e l ' i ni zi o del qui nt o decenni o del secol o,
a prendere l 'abi to monas t i co: ne abbi amo t est i moni anza, fra l 'al tro, nel l o sti chero ine. LO uv
tx; <pi>oauxo<;... del l ' acol uti a in onore di Gi ovanni compos t a dal ni pote Teodoro (in Mercati ,
Ufficio di Giovanni Mauropode, p. 351 =i d . , Collectanea, I, p. 518) . I canoni di Gi ovanni , che
negli acrostici l egano t ant o spesso l 'epi teto novaxq al nome del l ' autore, potrebbero dunque non
essere stati compost i sol o negli ultimi anni di vi ta del Mauropode, vi ssuti , c ome not o, in mona-
stero, e risalire al meno in parte a quest o pri mo peri odo di vita monast i ca, trascorso a quant o
pare nel convent o cost ant i nopol i t ano di S. Gi ovanni Pr odr omo nel quartiere di Petra, per il f onda-
tore del qual e, s. Baras, Gi ovanni compos e un encomi o (vedi infra, p. 20 e nota 46).
(14) Tra i quali i futuri patriarchi Gi ovanni Xi f i l i no, nel ruol o di vestarca e protasecreti s,
e Cost ant i no Li cudi , in veste di pri mo mi ni stro (neo^cov).
(15) Essa dov i ni zi al mente essere differita propri o per la ri l uttanza del nost ro a mettersi
in vi sta parteci pando alla vita pubbl i ca: cf. Psel l us, Chronogr. VI 192 (ed. . Renaul d ci t. , II,
p. 66) , dove si dice di lui o yp f|v Keivco (3ouX.o(ivcp BGQ rcpooisvai ir axoKpxopt .
(16) Su Euci t a, citt del l ' Asi a Mi nore i denti fi cabi l e con l ' odi erna Avkhat in Turchi a, cf.
ad es. H. Grgoi re, Gographie Byzantine. I. Euchaita, in Byz. Zeitschr. 19 (1910), pp. 59- 61;
R. Jani n, artt. Euchai t es ed Euchani a, in Dict. d'hist. et de gogr. ecclsiast., XV, Paris
1963, col i . 1311-13 e 1313-14. Si veda anche infra, pp. 34-57, passim.
14
sot t o f or ma di Novella ( Ne a pd) , t r amandat oci nel corpus delle oper e ma ur opo-
dee (
1 7
) : al l ' epoca del l a f ondazi one del l a scuol a, dunque , egli doveva t r ovar si
ancor a a Cos t ant i nopol i .
La dat azi one del l a Novella oscilla, t ut t avi a, t r a il 1043 e il 1047, a seconda
di come si combi ni no gli el ement i cronol ogi ci offerti dal t est o di essa e dal l a
t est i moni anza sul l ' event o f or ni t a da Mi chel e At t al i at a (
1 8
) . La pr opos t a di En-
ri ca Fol l i eri di dat ar e l a Ne a p d alla seconda met del 1043 e di si t uare l ' el ezi one
di Gi ovanni a met r opol i t a t r a la fine del l o stesso a nno e l ' i ni zi o del 1044, bas at a
pr i nci pal ment e sui dat i cronol ogi ci ri cavabi l i da un' epi s t ol a di Psel l o a Gi ovanni
al l ' i ndomani del l ' ar r i vo di ques t ' ul t i mo ad Euci t a (
1 9
) , st at a cri t i cat a, forse
gi ust ament e, da J akov N. Lj ubar ski j (
2 0
) e da Jacques Lefort (
2 1
) , che t endono
a dat ar e ad un' e poc a pi t ar da la nomi na di Gi ovanni al soglio eucai t ese (
2 2
) .
Se non si amo sicuri del l a dat a, cert a per la r eazi one di Gi ovanni , che
vi de nel l a nomi na a met r opol i t a una vera sci agur a: essa l o al l ont anava dal l a
qui et e di Cost ant i nopol i per t r avol ger l o in un t ur bi ne di pr eoccupazi oni e oneri
cui per nul l a al mo n d o avr ebbe desi der at o sot t opor si . Ma art efi ce del l ' el ezi one
er a st at o l ' i mper at or e, e non er a in al cun mo d o possi bi l e oppor si al suo vol e-
re (
2 3
) . Gi ovanni dov dunque par t i r e per Euci t a, e vi ar r i v, dopo un l ungo
(17) Il testo della Novella, edi to per la pri ma vol t a in Bol l i g - de Lagarde, pp. 195-202,
n 187, stato pi vol te ri pubbl i cato: una buona edi zi one, corredata di t raduzi one l ati na, quel l a
curata da A. Sal ac, Novella consttutio saec. XI medii quae est de schola iuris Constantinopoli
constituenda et legum custode creando, a Ioanne Mauropode conscripta, a Constantino IX Mono-
macho promulgata, Pragae 1954. La paterni t mauropodea, messa in dubbi o da J. Cvetl er, The
Authorship of the Novel on the Reform of legai Educaton at Constantinople (about 1045), in
Eos 48, 2 (1956), pp. 297- 328, stata assi curata con validi argoment i da Fol l i eri , Sulla Novella.
(18) Hist., ed. I. Bekker, Bonnae 1853 (Corpus Script. Hi st . Byzant . ) , p. 21.
(19) Cf. Fol l i eri , Otto canoni, pp. 8-14; ead. , Sulla Novella, pp. 657- 664. La studi osa si
basa sul l 'epi st. 34 di Psel l o (ed. in E. Kurtz - F. Drexl , Michaelis Pselli scripta minora, II, Mi l ano
1941, pp. 53- 56) , in cui si fa ri feri mento ad una donna che ha raggi unto a corte una straordi nari a
i nf l uenza. Essa vi ene i denti fi cata dal l a Follieri con Mari a Scl erena, la favori ta di Cost ant i no Mo-
nomac o il cui i ngresso a pal azzo dat at o tra la fine del 1043 e l 'i ni zi o del 1044; Jakov Ljubarski j
vi vede i nvece una seconda favori ta di Cost ant i no IX, l a pri nci pessa di Al ani a, i ntrodotta a corte
pi tardi (cf. Ljubarski j, K biografa, p. 43) . - Ul t i mament e R. Anast asi , Michele Psello al Metro-
polita di Euchaita (Epist. 34 pp. 53-56 K.-D.), in Studi di Filologia Bizantina, 4 (Quaderni del
Si cul orum Gymnas i um, 16), Cat ani a 1988, pp. 105-120, ha azzardato l ' i potesi , da vagliarsi con
cautel a, che la si tuazi one cui l ' epi stol a psel l i ana si riferisce sia in realt quel l a creatasi nel 1068
in segui to alle nuove nozze dell'imperatrice Eudoci a, vedova di Costanti no X, con Romano Di ogene.
(20) Ljubarski j, Psell v otnosenijach, p. 127 e not a 13; i d. , K biografa, p. 43.
(21) Lefort, Trois discours, p. 279 ss. : l o st udi oso l ega la Novella all'aprile 1047, epoca
cui risalirebbe anche l ' i naugurazi one della chi esa di S. Gi orgi o dei Mangani . Critiche non del tutto
convi ncent i al Lefort in Anast asi , Su Giovanni d'Euchaita, pp. 43- 49.
(22) Per la fine del qui nt o decenni o del secol o propende ormai la maggi oranza degli studi o-
si: cf. Lj ubarski j , K biografa, p. 43; Karpozi l os, LvnPoXrj, pp. 39- 41.
(23) Che la deci si one sia stata presa dal sovrano in persona, sia pure uni t ament e al patriar-
ca Mi chel e Cerul ari o, attestato da Psel l o nel l ' Encomi o per il Mauropode, nel qual e la nomi na
15
vi aggi o, or mai in pr eda al l o sconf or t o: nelle sue pr i me lettere dal l ' El enopont o
si i nt r ecci ano l ament el e, desol at e descri zi oni della ci t t e delle pr opr i e condi zi o-
ni di vi t a, suppl i che i nsi st ent i agli ami ci per ch pr ocur i no il suo r i chi amo nella
capi t al e.
L' at t eggi ament o di Gi ovanni t al e da i ndur r e a sospet t ar e che di et r o la
sua el ezi one si nas conda in r eal t un pr ovvedi ment o puni t i vo: la nomi na sar eb-
be servi t a a copr i r e lo scandal o del l ' al l ont anament o da Cost ant i nopol i di un
per sonaggi o un t empo i nf l uent e, ma di venut o or mai s comodo, forse addi r i t t ur a
cadut o in di sgrazi a a cor t e. No n si pu escl udere, in sintesi, che anche l ' el ezi one
di Gi ovanni a met r opol i t a vada col l egat a al l a serie di pr ovvedi ment i di al l ont a-
na me nt o che negli ul t i mi anni di r egno del Monoma c o col pi r ono, uno dopo
l ' al t r o, t ut t i i component i del l a cerchi a di Psel l o.
Gi ovanni r i mase ad Euci t a per un t empo che non pos s i amo pr eci sar e,
ma che si cur ament e non fu breve (
2 4
) : ce l o i ndi ca il f at t o stesso che nel suo
encomi o Psel l o par l a di f f usament e del l ' at t i vi t past or al e di Gi ovanni ad Euci -
t a, concret i zzat asi t ra l ' al t r o nella f ondazi one di una chi esa e di un monas t er o
i n onor e del mar t i r e s. Te odor o (
2 5
) . Tor na t o i nfi ne nella capi t al e, il Ma ur o-
pode ent r def i ni t i vament e i n monas t er o, forse i n quel l o stesso convent o co-
s t ant i nopol i t ano di S. Gi ovanni Pr o d r o mo nel quar t i er e di Pet r a nel qual e par e
avesse sper i ment at o l a vi t a monas t i ca gi diversi anni pr i ma del l ' el ezi one epi-
scopal e (
2 6
) .
Del l a dat a della sua mor t e conos ci amo il gi or no ed il mese, ma non l ' an-
n o : se i nfat t i l ' acol ut i a dedi cat a a Gi ovanni dal ni pot e Te odor o post a nel codi -
presentata c ome s egno della sti ma di cui Gi ovanni godeva presso le due s omme autori t: ei 6'
KaxspcooE i aXaPvtei ;, V9EV (lv at oKpcucop, KEIOEV 6 xf|v pxipcocOvr|v iGvew Xaxcv,
uv i at i ; vYKatt;, 6 TCUC, v/iicpoii;, &an&p &r\ eTir, KC T a d a Koucpon; 7tTepoti; E7tcup|j.vov,
7ti xoO xf\c, pxiEpcocuvT|<; 9pvou Ti 9aot, KC ^ai pouct v atc c6o7tep TIV KpetTtovi x Excu-
TCC (Sathas, Meo. BifiX., V, p. 155). Gi ovanni stesso in epist. 48, 10-12 ( Karpozi l os, Letters,
p. 143 = Bol l i g - de Lagarde, p. 79, n 147 4) parla d una ^ouoi a che gli fa vi ol enza perch
accetti il seggi o epi scopal e, st rappandol o alla vi ta tranqui l l a che fi nora ha condot t o; si veda i nol tre
quant o afferma il ni pot e Teodoro nel terzo sti chero della sua acol ut i a (Mercati , Ufficio di Giovan-
ni Mauropode, p. 351 =i d . , Collectanea, I, 518): ...np$ 3t av c o i | ii\c, TOC 9eoC yxEipiCouoiv
| 8KK^r|cria<; TO<; O OKOK;. . .
(24) Secondo Enri ca Follieri {Otto canoni, pp. 15-16) il rientro di Gi ovanni a Cos t ant i nopo-
li dov avveni re forse gi nel 1047; ma Ljubarski j, sulla base di un passo del l ' Encomi o psel l i ano
per il Li cudi da lui mes s o in l uce, l o data i nvece dopo il 1075 ca. : cf. Lj ubarski j , Psell v otnoseni-
jach, pp. 125-6; i d. , K biografa, pp. 50- 51. Si veda anche Karpozi l os, EvuPoXrj, p. 46.
(25) Cf. Fol l i eri , Otto canoni, p. 14. Si veda il testo psel l i ano in Sat has, Meo. BijiX., V,
pp. 156-159.
(26) Vedi supra, p. 14 not a 13. Un' al l usi one al peri odo trascorso dal Mauropode nel Mona-
stero Tfl<; nxpcu; sarebbe in uno dei particolari di fantasi a che Psel l o inser nel l a sua redazi one
del l a Vita s. Auxentii (BHG 203) : cf. A. Kzhdan, HagiographicalNotes. 3. An Attempi at Hagio-
Autobiography: the Pseudo-Life of Saint Psellusl, in Byzantion 53 (1983), pp. 546- 556, preci-
s ane pp. 547-8.
16
ce Palai, gr. 138 sot t o la dat a del 5 ot t obr e, quest o dov essere il dies natalis
del Ma ur opode . Qua nt o al l ' anno, si sar ebbe por t at i a credere che egli sia vi ssut o
- e abbi a eserci t at o un r uol o di aut or i t in c a mpo spi ri t ual e - al meno fino
al 1081: i nfat t i il si nassari o del 30 gennai o (
2 7
) ci i nf or ma che al l ' epoca di Al es-
sio I Comne no (1081-1118) Gi ovanni ebbe il mer i t o di sedare un' acces a di sput a,
sor t a t r a i devot i r i spet t i vament e di s. Basi l i o, s. Gr egor i o Nazi anzeno e s. Gi o-
vanni Cr i s os t omo, i st i t uendo sot t o t al e dat a, in onor e dei t re sant i , la festa col-
l et t i va dei t r e Ger ar chi , la f amos a cel ebrazi one del l ' i nt el l et t ual i t or t odos s a
ancor oggi in vi gore. Se dessi mo cr edi t o a quest o r accont o, dovr e mmo concl u-
der e che Gi ovanni mor in et mol t o avanzat a, e che la sua vi t a abbr acci gr an
par t e del l ' undi cesi mo secol o (*).
2. L' ope r a l et t er ar i a: versi di t i po classico e pr ose.
La pi ampi a r accol t a in nos t r o possesso delle oper e di Gi ovanni Ma ur o-
pode cost i t ui t a dal Val. gr. 676, un el egant e codi ce in per gamena che su basi
pal eogr af i che st at o dat at o t r a la fine del l ' undi cesi mo e l ' i ni zi o del dodi cesi mo
secol o, ed dunque cr onol ogi cament e mol t o vi ci no al l ' aut or e (
2 8
) . Esso con-
t i ene una ricca scelta di car mi , l et t ere e di scorsi , forse al l est i t a sot t o l ' occhi o
st esso del Ma ur opode (
2 9
) .
Su quest o manos cr i t t o bas at a l ' edi zi one compl essi va cur at a da Paul de
Lagar de, che si serv del l a t r ascr i zi one del codi ce esegui t a da J oha nn Bollig e
ri vedut a da Wi l hel m St udemund (
3 0
). Sebbene condot t a in gr an par t e su un solo
(27) Se ne c onos c ono pi versi oni , di varia ampi ezza: cf. BHG e Nov. Auct. BHG 746x,
746y, 746yb.
(*) Quando ormai il presente vol ume era in fase di st ampa ho pot ut o consul tare, per una
speci al e cortesi a del l ' autore, che vi vament e ri ngrazi o, le bozze del l ' arti col o di Al exander Kazhdan
dal ti tol o Some Problems in the Biography of John Mauropous, che apparir in Jahrb. d. sterr.
Byzant. 43 (1993). In esso il l ettore trover, fra l 'al tro, un utile approf ondi ment o dell'analisi i ncro-
ci ata degli epistolari di Psel l o e del Mauropode, ed una ripresa su nuove basi dell'ardita dat azi one
- a poco pri ma del 1067 - della nomi na di Gi ovanni a met ropol i t a di Euci ta, gi avanzat a
da Rosari o Anast asi (cf. supra, p. 15 not a 19).
(28) La vi ci nanza cronol ogi ca e di milieu al Mauropode sottol i neata da N. G. Wi l s on,
Books and Readers in Byzantium, in AA. VV. , Byzantine Books and Bookmen. A Dumbarton
Oaks Colloquium, Was hi ngt on 1975, pp. 1-15, preci sam. pp. 12-13 [trad. it. di M. De No nno
in G. Caval l o (a cura di ), Libri e lettori nel mondo bizantino. Guida storica e critica, Bari 1982,
pp. 39- 61, preci sam. pp. 56- 57] . - Quant o alla successi va stori a del codi ce, si ricordi che esso
appart enne, verso la met del XI V secol o, al monac o Gabri el e, nel cui t est ament o, conservatosi
ri l egato nel cod. Palat. gr. 138, esso veni va l asci ato in eredit a S. Gi orgi o dei Mangani ; la chi esa
cost ant i nopol i t ana f ondat a dal Mo no ma c o sembrerebbe dunque parti col armente legata alla tradi-
zi one manoscri tta mauropodea: cf. Mercati, Un testament indit ( = i d. , Collectanea, II, pp. 54-65).
(29) Cf. Anast asi , Su Giovanni d'Euchaita, pp. 19-28.
(30) Sul l a compl essa gest azi one del l ' edi zi one cf. Bol l i g - de Lagarde, pp. ni-iv.
17
manos cr i t t o, t al e edi zi one rest a, a di st anza di ol t re un secol o, t ut t or a val i da
pr opr i o per ch bas at a sul mi gl i ore e pi compl et o r appr esent ant e della t radi zi o-
ne, t ant o pi che, come st at o r ecent ement e di mos t r at o, il codi ce cost i t ui sce,
al meno per qua nt o r i guar da i car mi in esso cont enut i , l ' ar chet i po dal qual e deri -
vano le raccol t e parzi al i pr esent at e da al t ri manoscr i t t i (
3 1
) .
Dal l a scelta r i maser o pr obabi l ment e esclusi i componi ment i che l ' aut or e
o, per l ui , il cur at or e pos t umo - non st i m degni di appar i r e nella edi -
zi one defi ni t i va delle sue oper e, ma si cr edut o di pot er ne r i nt r acci ar e al cuni
fra scritti anoni mi o recant i dubbi e at t r i buzi oni . Anche di essi ver r dat a not i zi a
in quest o breve excursus.
Il Vat. gr. 676 r i por t a 99 car mi in dodecasi l l abi bi zant i ni (
3 2
) : si t r at t a di
componi ment i di di versa l unghezza e di cont enut o mol t o var i o, che spazi ano
dal l a descri zi one e dedi cazi one di i cone, rel i qui ari o libri liturgici ad ar goment i
di pol emi ca l et t erari a e gr ammat i cal e, da giudizi su aut or i ant i chi e padr i della
Chi esa al r accont o aut obi ogr af i co, in un nesso i nsci ndi bi l e t r a vi t a e l et t er at ur a,
t r a fede pr of onda ed amor e per i classici pagani ( ") . Un qua dr o, i ns omma, di
gr ande vi vaci t e umani t , che neppur e il t ono magni l oquent e ed in f ondo un
p o ' cor t i gi ano che s or pr endi amo nelle poesi e di pal azzo riesce ad offuscare.
La val ut azi one general e sul l ' oper a poet i ca non mut er ebbe sost anzi al ment e
se pur e consi der assi mo scritti da Gi ovanni i sette car mi in pi r i por t at i dai codici
Oxonienses, Bodl. Auct. E. 2. 21 e D. 3. 1 9e par zi al ment e da al t ri manoscr i t -
ti (
3 4
) , o ancor a i dieci componi ment i che compai ono fra al t re poesi e del Mau-
r opode nel Paris. Suppl. gr. 690 (
3 S
). Pi i nt er essant e , i nvece, il caso del co-
CSI) Cf. Karpozi l os, IvnPoXfj, pp. 61- 66.
(32) Bol l i g - de Lagarde, nn. 1-99 (pp. 1-51). Per un' i nt roduzi one ai carmi del Mauropode
nel quadro della produzi one poeti ca del l ' XI secol o cf. W. Hrandner, La poesie profane au Xf
sicle et la connaissance des auteurs anciens, in Travaux et Mmoires 6 (1976), pp. 245-263 e spec.
pp. 257- 263; Karpozi l os, ZvnJ}oXr\, pp. 77- 106, con ulteriore bi bl i ografi a.
(33) Cel ebre esempi o del l ' apprezzament o di Gi ovanni per i valori della cul tura classica
il carme 43, Ei<; TlXzmva KC nAo uTa p/ o v (Bol l i g - de Lagarde, p. 24): Se mai Tu vol essi ,
o Cri sto mi o, per qual che pagano | fare un' eccezi one alla pena che mi nacci , | ti prego, falla per
Pl at one e Pl utarco: | entrambi , i nfatti , per parol e e condot t a | s ono vi ci ni ssi mi alle Tue leggi;
| e se non seppero che Tu sei Di o del l ' uni verso, | ebbene, c' s ol o bi sogno del l a Tua bont , |
per mezzo della qual e vuoi salvare tutti grat ui t ament e.
(34) Editi in PG 120, 1196-1200 (nn. 99- 105) . Per l ' attri buzi one a Cri st of oro Mi ti l eneo pro-
pende invece L. Sternbach, Appendix Christophorea, in Eos 6 (1900), pp. 53- 74, preci samente
pp. 68-70; una sintesi della quest i one in Karpozi l os, XvnPoXij, pp. 58-9 e 67- 68. Per il carme
sui dodi ci apostol i (PG 120, 1196a) si veda anche Th. Schermann, Prophetarum Vitae fabulosae,
Li psi ae 1907, pp. LXIV-LXV, dove esso edi to sulla base di altri quattro codi ci , che l o ri port ano
anoni mo (cf. ibid., pp. 204-205).
(35) Sulla quest i one del l 'autenti ci t di questi carmi vedi L. Sternbach, Appendix critica
de loanne Euchaitensi, in Eos 4 (1897), pp. 156-163; R. Anast asi , Note d filologia greca, in Siculo-
rum Gymnasium n. s. 26 (1973), pp. 97-131, precisamente pp. 112-6; Karpozilos, EvfiPoXfj, pp. 68-70.
18
di ce Athen. B.N. 1040, nel qual e sono t r amandat i , i nsi eme al n. 47 del l ' edi zi one
de Lagar de, altri due car mi anoni mi ri cchi di spunt i aut obi ogr af i ci ; composi zi o-
ni che, se at t r i bui t e al nos t r o, f or ni r ebber o el ement i utili per mi gl i or ar e le nost r e
conoscenze sulla posi zi one di Gi ovanni a cort e pr i ma del l a nomi na, nonch sulla
sua at t i vi t di i nsegnant e
Al Ma ur opode viene i nol t re assegnat a da al cuni manoscr i t t i la pat er ni t
di un cur i oso poemet t o et i mol ogi co in ol t re 470 dodecasi l l abi , la mat er i a del
qual e pr obabi l ment e at t i nt a ad una font e ant i ca or mai per dut a, vicina al pen-
si ero gr ammat i cal e st oi co ( ") .
Al l e 77 l et t ere cont enut e nel l ' edi zi one Bollig - de Lagar de (
3 8
) , che ci ri-
vel ano t ant i aspet t i della si mpat i ca per sonal i t del l or o aut or e, va forse aggi unt a
un' epi s t ol a di r et t a a Psel l o edi t a dal Sat has (
3 9
) . Nei codici l ' i nt est azi one delle
epi st ol e cost ant ement e omessa, e gr ande l o sforzo della critica nel t ent ar e
di dar e un vol t o ai dest i nat ar i basandosi sui pochi indizi sicuri offerti dal
t est o (
4 0
).
St i l i st i cament e mol t o el abor at i sono gli el egant i di scorsi compost i da Gi o-
vanni , 14 dei qual i ci sono gi unt i nel Vat. gr. 676 (
4 1
) : si t r at t a per lo pi di
omel i e, t r a le qual i spi ccano quel l e pr onunci at e ad Euci t a in onor e di s. Teodo-
(36) Test o del pri mo carme, relativo alla chi esa di S. Gi orgi o dei Mangani , in I. - A. I .
Sakkel i on, KaTXoyot; T&V xeipoypcpcov rr)<; 'EOVIKTJC, BiPXio8rJKn<; rfj<; 'EXX&oc,, v 'AOnvau;
1892, pp. 184-5; a favore del l 'attri buzi one al Mauropode di quest o componi ment o si pronunci a
Mercati , Un testament indit, p. 36 ( = i d. , Collectanea, l i , p. 54). Il secondo carme, dedi cato
al l ' i mperatore Cost ant i no I X Mo no ma c o , vi ene attribuito anch' esso al Mauropode dal Karpozi l os,
che l o pubbl i ca (LvnPoXri, pp. 70-74): quant o agli elementi cronol ogi ci che esso forni sce, vedi
supra, p. 13 not a 9.
(37) Edi zi one in R. Rei tzenstei n, M. Terentius Varr und Johannes Mauropus von Euchai-
ta, Lei pzi g 1901, pp. 4-18.
(38) Bol l i g - de Lagarde nn. 100-176, pp. 51-95; nuova edi zi one critica, con traduzi one
i ngl ese, in Karpozi l os, Letters, pp. 42- 195.
(39) Sathas, Meo. BifiX., V, pp. 495-6. Cf. per Spadaro, Un'epistola, pp. 157-161: la
st udi osa propensa a consi derarne autore Psel l o ed a vedere nel Mauropode sol tanto il desti nata-
ri o. - Si curamente non mauropodei , i nvece, s ono un trattatello asceti co in forma di epi stol a a
Gi ovanni monac o SYKXEIOJOC;, erroneamente attribuito da al cuni codi ci al nost ro, ma scritto in
realt da un non megl i o i denti fi cabi l e Si meone di Euci ta [ora edi to in K. Mi t saki s, Symeon Me-
tropolitan of Euchaita and the Byzantine ascetic Ideals in the eleventh Century, in Bvl^avnv
2 (1970), pp. 301- 334, preci samente pp. 319- 332; agli undici codi ci noti al l o st udi oso (cf. ibid.,
p. 314), due soli dei quali s ono stati utilizzati per l ' edi zi one, si pos s ono aggi ungere lo Hierosol.
S. Sabae 281 (cf. Papadopul os Kerameus, 'Iepoa. BijX., II, p. 404) e i mss. Paris, gr. 967 e
1076, e Vat. gr. 1868 (cf. P. Canart, Codices Vaticani graeci. Codices 1745-1962, I, in Bi bl i otheca
Vati cana 1970, p. 410) ] , e il trattatello di f i si ognomi ca attri bui to dal codi ce Riccardianus gr. 76
( K. I. 28) al Mauropode [cf. da ul t i mo K. Mi t saki s, Problems concerning the manuscript Tradition
of John Mauropous' Work..., in 'Apxsiov IIVTOV 28 ( 1966- 1967) , pp. 191-196, preci sam. p. 193] .
(40) Sulla quest i one una val i da sintesi in Karpozi l os, SvfxPoXrj, pp. 113-128; cf. anche Kar-
pozi l os , Letters, pp. 199-256, passim.
(41) Bol l i g - de Lagarde, nn. 177-190 ( pp. 95- 218) .
19
r o Ti r one (
4 2
) e di s. Eusebi a (
4 3
) ; ma non a ndr a nno di ment i cat e le or azi oni co-
st ant i nopol i t ane, pr onunci at e in occasi one delle pi i mpor t ant i festivit religio-
se o ceri moni e civili C
4
) in presenza di Cost ant i no Monoma c o, nelle qual i Gi o-
vanni , in qual i t di consi gl i ere di cor t e, si fa at t i vo por t avoce del pr ogr a mma
pol i t i co del l ' i mper at or e, met t endo la sua br i osa el oquenza a servizio della casa
r egnant e (
4 5
) .
Per concl uder e quest o breve i nvent ar i o r i cor der due scritti di car at t er e
agi ografi co non cont enut i nel Val. gr. 676: l ' Encomi o per s. Bar as (
4 6
) , f onda-
t or e del celebre monas t er o del Pr o d r o mo di Pet r a, ed il secondo di scorso in
onor e dei t re Gerarchi (
4 7
), che, se aut ent i co, va ad aggiungersi a quel l o di iden-
t i co ar goment o cont enut o nel codi ce Vat i cano (
4 8
) .
3. Gi ovanni Ma ur opode e l ' i nnogr af i a.
Se le oper e di cui si det t o fi nora ha nno godut o di not evol e f or t una criti-
ca, e sono st at e in certi casi pi vol t e edi t e, un dest i no mol t o di verso t occat o
agli i nni liturgici compost i dal Ma ur opode . Essi ha nno in sost anza condi vi so
l a sort e comune a t ut t a l ' i nnogr af i a bi zant i na, in general e poco st udi at a, ove
si eccet t ui no i numer osi l avori sulle sue creazi oni pi ant i che e f amose, come
l ' I nno Acat i st o ed i cont aci di Ro ma n o . Eppur e Gi ovanni uno degli i nnogr af i
pi prolifici di cui si abbi a not i zi a, pr obabi l ment e l ' ul t i mo, in or di ne cr onol ogi -
co, ad aver scri t t o una massa cos i mponent e di i nni .
Cer t ament e ha nuoci ut o alla f or t una del Ma ur opode i nnogr af o anche la
sua seri ori t r i spet t o alla gr ande fi ori t ura del l a poesi a l i t urgi ca dei secoli VI - I X:
qua ndo il nos t r o aut or e scri veva, si er a or mai in gr an par t e gi fi ssat o il cont e-
nut o dei libri liturgici della Chi esa Or i ent al e, e si veni va st abi l endo un ri gi do
(42) BHG 1770-1772 = Bol l i g - de Lagarde, nn. 179 (pp. 119-130), 180 (pp. 130-137) e 189
( pp. 207-209); vedi infra, pp. 53-55.
(43) BHG 632 = Bol l i g - de Lagarde, pp. 202- 207, n 188. Vedi infra, p. 55.
(44) Oltre alla Ne a pd (Bol l i g - de Lagarde, pp. 195-202, n 187), si ri cordi no le due omel i e
per la festa di s. Gi orgi o, scritte per essere pronunci ate al cospet t o del l ' i mperatore nella omoni ma
chi esa del quartiere dei Mangani (BHG 685-6 = Bol l i g - de Lagarde, pp. 137-142 e 142-147, nn.
181-182), ed il x^PiOTi pioc; XyoQ per la vi ttori a i mperi al e sul l ' usurpatore Leone Torni ci o (Bol l i g
- de Lagarde, pp. 178-195, n 186).
(45) Cf. Lefort, Trois discours, pp. 265 e ss.
(46) BHG 212: edi to in A. Papadopul os Kerameus, MavpoyopxziOQ BipXioQfJKn.
'AvKSora 'EXXnviK, v KcovoTavTivou7t>.ei 1884, pp. 38- 45.
(47) BHG 747b: edi to in K. I. Dyovuni ot i s , 'AVKSOTCC yKnia eie, Toq rpef? tepp^og,
in 'EKKX. &po<; 31 (1932), pp. 80- 91. Sul l a quest i one del l 'autenti ci t cf. Karpozi l os, EvuPoXij,
p. 166.
(48) BHG 747 = Bollig - d e Lagarde, n 178, pp. 106-119 (trad. it. di R. Anastasi in AA. VV. ,
Cultura e politica nell'XI secolo a Bisanzio. Versioni di testi di Michele Psello e Giovanni Eucha-
ta, Cat ani a 1988, pp. 61-79).
20
or di ne di preferenza secondo il qual e le composi zi oni degli ant i chi i nnografi
dovevano essere scelte per l ' offi ci at ura.
Poi ch dunque gli inni compost i da Gi ovanni avevano poche possi bi l i t
di ent r ar e nel l ' uso cor r ent e scal zandone creazi oni pi ant i che (
4 9
) , si deve rite-
ner e che egli volesse sempl i cement e offrire ai pr opr i confrat el l i un possibile re-
per t or i o di ar r i cchi ment i per il cant o in comune del l ' Uffi ci o o per la pr eghi er a
per sonal e; ed il nume r o r el at i vament e cospi cuo dei manoscr i t t i che ne r i por t ano
gli inni ci t est i moni a come essi abbi ano r eal ment e avut o una buona di ffusi one
in ambi ent e monas t i co, e forse persi no presso cerchie ri st ret t e di devot i
laici (
5 0
) .
Qua nt o alla f or ma in cui quest o r eper t or i o si art i col a, Gi ovanni sembr a
aver avut o una cert a pr opensi one per la composi zi one di serie di ot t o canoni
sul l o stesso t ema or di nat i K O T ' ri xov, cio secondo gli ot t o modi musi cal i , se-
guendo forse in ci l ' esempi o di Gi useppe, l ' I nnogr af o per ant onomas i a t ant o
car o ai bi zant i ni (
5 1
) . Non s appi amo se i canoni che oggi appai ono isolati -
t r a i qual i anche quelli che vedono la luce nella pr esent e edi zi one - appar t enes-
sero in ori gi ne a serie compl et e, e d' al t r a par t e ci si pu ancor a aspet t ar e qual -
che nuova scoper t a da un' anal i si pi at t ent a del cont enut o dei manoscr i t t i i nno-
grafi ci gi unt i ci , fino a pochi decenni fa spesso l i qui dat i con i ndi cazi oni pi ut t ost o
s ommar i e dai cat al ogat or i .
Un ul t eri ore pr obl ema quel l o del l ' ut i l i zzazi one, da par t e del Ma ur opode ,
delle f or me i nnogr af i che mi nor i : fino ad oggi l ' at t enzi one degli st udi osi si
gi ust ament e concent r at a sui canoni , ma non si pu escl udere apr i or i st i cament e
che t r a i cathismata, i cont aci , gli sticheri e gli apolyticia che i manoscr i t t i pr e-
(49) Ed i nfatti nei libri liturgici a st ampa rari s ono gli inni di Gi ovanni : i tre canoni del l 'a-
col ut i a per i tre Gerarchi (due per i santi del gi orno ed uno mari ano) , due canoni per s. Teodoro
Ti rone, due canoni mari ani ed un canone per l ' angel o cust ode. Per i ndi cazi oni bi bl i ografi che vedi
infra, pp. 22- 24, alle not e 55, 61, 62, 72.
(50) Mi riservo di rendere noti in altra sede i risultati di un' i ndagi ne, che ancora sto condu-
cendo, sui codi ci contenenti canoni del Mauropode. Qui pos s o sol t ant o rilevare che i manoscri tti
a me si nora noti s ono gi pi di settanta, in un arco cronol ogi co che va dal XII al XI X secol o,
e che in essi i canoni pi rappresentati s ono quelli mariani (in 24 codi ci ) e cri stol ogi ci (in 17 codi ci ) ,
e quelli per s. Gi ovanni Battista (in 8 codi ci ) .
(51) Spesso, come in Gi useppe, l ' appartenenza ad una serie sottol i neata dal l ' acrosti co,
recante un aggetti vo o un avverbi o numeral e rel ati vo al numero d' ordi ne del canone. Qual che
esempi o i nedi t o, tra i mol ti ssi mi possi bi l i , dal codi ce Pai. gr. 138:
f. 171v (per s. Pi etro):
TlevTKic; u.vc xv Kopucpaov nxpov' Kavcov Tcoavvou.
f. 198v (per s. Paol o) :
na us e o T na p v ePSofiov izXKa \iXo^' ax<; 'Icovvnc;.
f. 271r (per s. Ni col a) :
Tpizov 7t>.KCo u s t i o n a xc NtKoXcp no v a x q 'IcovvT|<;.
21
s ent ano t al or a premessi o i nt recci at i , secondo l ' uso l i t urgi co, ai canoni di Gi o-
vanni , si t r ovi no composi zi oni uscite dal l a sua penna (
5 2
) .
Si ha f i nor a not i zi a di poco meno di 160 canoni at t ri bui bi l i con sicurezza
a Gi ovanni Ma ur opode (
5 3
) , e ci o:
25 canoni cri st ol ogi ci (
5 4
) ,
68 canoni mar i ani (
5 5
) ,
11 canoni per s. Gi ovanni
8 canoni Kax' ri ^ov per s.
8 canoni Kax' rjxov per s.
Bat t i st a (
5 6
) ,
. Pi et r o ("),
. Paol o (
5 8
) ,
(52) Vedi infra, p. 161 e not a 1.
(53) L' el enco che qui presento non fa che riprodurre, aggi ornandol a, la cat al ogazi one ope-
rata in Fol l i eri , The 'Living Hermologion', cui ri mando per quant o riguarda le noti zi e sui modi
musi cal i e sugli irmi. Sulla produzi one i nnografi ca di Gi ovanni Mauropode si consul t i no anche
Hus s ey, The Canons; V. Laurent, in Rev. d. tudes Byz. 6 ( 1948) , pp. 114-115; Fol l i eri , Otto
canoni, pp. 20-30.
(54) Editi sol o ot t o canoni cri stol ogi ci KOT' rixov in Fol l i eri , Otto canoni, pp. 48- 184. Gli
altri si pos s ono l eggere, ad es. , nel Vindob. theol. gr. 78 (cf. Fol l i eri , The 'Living Hermologion',
p. 56 not a 11). Un numero pi al to di canoni cri stol ogi ci mauropodei (addirittura vent ot t o: ma
numero e attri buzi one andrebbero verificati) sembra essere cont enut o nel ms . Athous Laurae I
77: cf. Spyri don - Eustrati adi s, Catal. Laura, p. 192.
(55) Al cuni di essi, in f orma mol t o cont ami nat a e l acunosa, s ono entrati nei theotocaria
a stampa: cf. ad es. Ni kodi mos Naxi os (Hagioritis), OeoTOKpiov... nepi%ovt,r}Kovxa5vc Kavvac,
npc, rfjv vnspayiav OEOTKOV..., BEVET O, Ootvt^, 1883, pp. 7-9, 18-20, 35-37, 45- 47, 67- 69,
73- 75, 85-87, 95- 96, 115-120. Un testo mi gl i ore quel l o dei sedici canoni editi in Eustrati adi s,
OeoT., pp. 3-20, 127- 151, 241- 266. Altri due canoni s ono editi ri spetti vamente in Euchol, pp.
443-447 e in Men., I l i , pp. 388- 400. Il canone mari ano per la festa dei tre Gerarchi stato pi
vol t e edi to: in Men., I l i , pp. 431- 443; in Paracl., pp. 164-171; in Eustrati adi s, Oe or . , pp. 195-197.
- Mol ti canoni inediti si pos s ono leggere, ad es. , nel ms. Vindob. theol. gr. 78: cf. Follieri, The
'Living Hermologion', p. 57 not a 12.
(56) Ot t o canoni Kax' i u o v ed uno fuori della serie s ono editi da Spyri don Lavri oti s nel
peri odi co 'AywpsiTiKfi BifSXwOtJKri, 1, 10 ( gi ugno 1937), pp. 7-52; un altro edi t o nella stessa
rivista, 1, 11 (l ugl i o 1937), pp. 39-44; l ' ul t i mo, i nedi to, si trova ad esempi o nel ms . Vindob. theol.
gr. 78, ff. 351v-355r. Ancora una vol t a il ms . Athous Laurae I 77 sembra riportare un numero
pi al to di inni ri spetto agli altri codi ci : il cat al ogo a st ampa parla di dodi ci canoni (cf. Spyri don
- Eustrati adi s, Catal. Laura, p. 192).
(57) Edi t o sol o il setti mo canone della serie, mut i l o ed attri bui to a Gi ovanni Damas ceno
( = Gi ovanni Monac o) , in A. Mai , Spicilegium Romanum, IX, Romae 1843, pp. 727-729 ( = PG
96, 1389-1393); ed. compl et a del medes i mo setti mo canone in Pi tra, Hymn. gl. grecque, pp.
cxvi i - cxxv. Sul l ' erronea attri buzi one al Damas ceno operata dal Mai dei sei canoni mauropodei
da lui editi, sulla sol a base del mendos o Vat. Regin. gr. 92, nel l o Spicilegium Romanum si vedano
Weyh, Die Akrostichis, pp. 47-49; J. M. Hus s ey, The Authorship of the sex Hymni attributed
lo St. John of Damascus, in The Journal of Theologcal Studies 47 (1946), pp. 200- 203. L'intera
serie, con i sette canoni ancora i nedi ti , si pu leggere ad es. nel Palat. gr. 138, ff. 161r-182r.
(58) Tutti inediti: cf. ad es. Palat. gr. 138, ff. 182r-204v.
22
8 canoni Kax' T I X O V per s. Gi ovanni Cr i s os t omo (
5 9
) ,
8 canoni Kax' fixov per s. Ni col a (
6 0
) ,
2 canoni per i t re Ger ar chi ( = s. Basi l i o, s. Gi ovanni Cr i s os t omo, s. Gr e-
gor i o Nazi anzeno) (
6 1
) ,
2 canoni per s. Te odor o Ti r one (
6 2
) ,
2 canoni per s. Basi l i o (
6 3
) ,
2 canoni per s. Gr egor i o Nazi anzeno (
6 4
) ,
2 canoni per s. Demet r i o (
6 5
) ,
2 canoni per s. Gi useppe l ' I nnogr af o (
6 6
) ,
1 canone per s. Te odor o St rafel at a (
6 7
) ,
1 canone per s. Gi or gi o (
6

8
),
1 canone per s. Mi chel e (
6 9
) ,
1 canone per s. Bi agi o (
7 0
) ,
1 canone per i ss. Cos ma e Da mi a no (
7 1
) ,
(59) Editi da Spyri don Lavri oti s in 'AyiopeniKT] Bi[iXioOr\Krj, 1, 7 ( marzo 1937), pp. 7-52;
il canone sesto era gi stato edi t o, mut i l o e attribuito al Damas c e no, in A. Mai , Spicilegium Roma-
num, IX, ci t. , pp. 718- 722 ( = PG 96, 1377-1384). Di un nono canone extra seriem per il Cri sost o-
mo fa menzi one S. Eustrati adi s in 'EKKX. &po<; 46 (1947), p. 263.
(60) Il sol o sest o canone edi t o, mut i l o e attribuito al Damas ceno, in A. Mai , Spicilegium
Romanum, IX, cit. , pp. 722-727 ( = PG 96, 1384-1389); l'intera serie nel Po t o . gr. 138, ff. 257v-288v.
(61) Editi in Men., I l i , pp. 431- 445. A Gi ovanni Mauropode attribuita in realt dalla
tradi zi one l'intera uffi ci atura per i tre Gerarchi cont enut a nei Menei , compres o un ampi o carme-
si nassari o in dodecasi l l abi : cf. S. G. Mercati , Presunti giambi di Demetrio Triclinio sulla festa dei
tre Gerarchi Basilio, Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisostomo, in Miscellanea liturgica in ho-
norem L. Cuniberti Mohlberg, I, Roma 1948 (Bi bl i otheca Ephemeri des Li turgi cae 22) , pp. 419-
427 ( = i d. , Collectanea, I, pp. 529-537). L'i ntera questi one della paternit e del l egame del nostro
autore con l 'i sti tuzi one della festa andrebbe peraltro studi ata a f ondo, in rapport o anche con gli
encomi mauropodei per i tre Gerarchi .
(62) Editi in Triod., pp. 211- 219.
(63) Uno , con l acune ed erronea attri buzi one al Damas c e no, edi to in A. Mai , Spicilegium
Romanum, IX, ci t. , pp. 713- 718 ( = PG 96, 1372-1377); l ' al tro, i nedi to, nel Palat. gr. 138, ff.
307v- 310v.
(64) Inediti: cf. Palat. gr. 138
k
ff. 311r-316v.
(65) Cost i t ui scono ogget t o della presente edi zi one: vedi infra, pp. 100-119, 120-137.
(66) Editi in Tomadak i s , 'Icooijtp, pp. 244- 254, 257- 271. Sulle modi f i che che uno dei due
canoni ha subi to nella tradi zi one manoscri t t a per essere adat t at o a celebrare s. Gi ovanni Damas ce-
no , cf. ibid., pp. 236- 239.
(67) Costi tui sce ogget t o della presente edi zi one: vedi infra, pp. 80- 99.
(68) Edi t o, con l acune ed erronea attri buzi one al Damas ceno, in A. Mai , Spie. Rom. IX,
ci t . , pp. 729- 734 ( = PG 96, 1393-1400).
(69) Inedi to; cf. Palat. gr. 138, ff. 331v-335r.
(70) Edi t o, mol t o cont ami nat o e con erronea attri buzi one al Damas ceno, in A. Mai , Spie.
Rom., IX, ci t. , pp. 734- 739 ( = PG 96, 1401-1408).
(71) Inedi to: cf. Palat. gr. 138, ff. 325v-327v.
23
1 canone per l ' angel o cust ode (
7 2
) ,
1 canone per s. Modes t o (
7 3
) ,
1 canone per s. At anas i o di Al essandr i a (
7 4
) .
Pas s ando alle composi zi oni di dubbi a pat er ni t , not er i nnanzi t ut t o che
l ' at t r i buzi one a Gi ovanni Ma ur opode di un canone, pur t r oppo mut i l o, per s.
Teoct i st a di Les bo, avanzat a dubi t at i vament e dal l ' edi t or e At hanas i os Komi ni s,
ha qual che pr obabi l i t di cogliere nel segno (
7 5
): lo stile della composi zi one non
af f at t o l ont ano dai modi ma ur opode i , sebbene il mo d o di f or mar e l ' acr ost i co
non abbi a ri scont ri , a qua nt o ne so, nel nos t r o aut or e (
7 6
) .
Di verso il caso del l ' at t r i buzi one al Ma ur opode del canone per s. El i seo
pr of et a (acrost . "AiSco YeyriOccx; xf|v ' EX, i ooai ou %pw) f or mul at a da El pi di o
Mi oni , che lo ha t r ovat o nel ms. Marc. gr. II 134, del XV secolo (
7 7
). Dal con-
t r ol l o esegui t o sul mi crofi l m del codi ce pos s edut o dal l a Bi bl i ot eca Nazi onal e
Vi t t or i o Emanuel e I I di Roma posso ar goment ar e che lo st udi oso si sia basa-
t o per essa sulla sola i ndi cazi one ico' a%" ( = Tcoavvou nova%ou) pr esent e nella
r ubr i ca a f. 69r; il che, t ut t avi a, non pu cert o bast ar e per deci dere a favore
del nos t r o fra i t ant i i nnogr af i monaci di nome Gi ovanni , t r a i qual i , per fare
un sol o esempi o, va annover at o anche il Damas ceno (
7 8
). Cont r o la pat er ni t
ma ur opode a del canone, r ecent ement e edi t o (
7 9
) , mi l i t ano, per al t r o, vari ele-
(72) Edi t o in Horol., pp. 329- 334.
(73) Ci t at o in Eustrati adi s, Mavpnovc,, p. 427.
(74) Cont enut o nei mss. Athous Vatopedi 1038 ( anno 1768) e Athen., Bibl. del Senato 67
( XVIII sec. ): cf. per il pri mo S. Eustrati adi s - Arcadi os, Catalogue of the Greek Manuscripts
in the Library of the Monastery of Vatopedi on Mount Athos, Cambri dge 1924, p. 186; per il
s econdo cf. NoQ 'EXXTVOUVIJUWV 3 (1906), pp. 470- 471.
(75) Il canone edi to in A. Komi ni s, Canones Novembris, Roma 1972 (Anal ecta Hymni ca
Graeca e codi ci bus eruta Italiae i nferi ori s, I. Schi r Consilio et ductu edi ta, III), pp. 269- 278;
per l 'attri buzi one cf. ibid., p. 595.
(76) Secondo la ri costruzi one propost a dal l o st udi oso (ibid., p. 595) si tratterebbe di un
esamet ro (Mritp s oKTt anj yiq 7tp67tet a u a KO cuvoc,) con il nome del l ' autore nei theo-
tocia ( Twvvric;). Per il mo do usual e di formare l ' acrosti co nel Mauropode vedi infra, p. 69
e not a 2.
(77) Cf. E. Mi oni , Codices graeci manuscripti Bibliothecae Divi Marci Venetiarum, I, 2,
[ Roma] 1972 (Mi ni stero del l a Pubbl . Istruzi one, Indici e Cat al oghi , Nuova Seri e, VI) , p. 28; per
l ' attri buzi one al Mauropode si veda la voce Iohannes Mauropus metr. Euchai t arum nell'Index
nominum et rerum (ibid., p. 374).
(78) Cf. , ad es . , W. Christ - M. Parani kas, Anthologia graeca carminum christianorum,
Li psi ae 1871, pp. XLIV-XLVII.
(79) In A. Acconci a Longo, Canones Iunii, Ro ma 1972 ( = Anal ect a Hymni ca Graeca e
codi ci bus eruta Italiae i nferi ori s, I. Schi r Consilio et ductu edi ta, X) , pp. 63- 72. Ai venti mano-
scritti noti alla st udi osa (per l ' el enco dei quali vedi ibid., p. 345 e not a 2) si pos s ono ora aggi unge-
re, ol tre al gi ci tato Marc. gr. II 134 (cf. Mi oni , op. cit., loc. c/ 7.), i manoscri tti Athen., Mus.
Benaki Ta\i. 'AvTCtXaE,. 143, del XIII secol o [cf. E. Lappa-Zi zi ka - M. Ri zu-Kurupu, KarXoyoc;
24
ment i , t r a i qual i il t i po di acr ost i co, r ar o nel Ma ur opode (
8 0
) , una cert a diffe-
r enza di stile r i spet t o alle composi zi oni di si cura pat er ni t , e s opr at t ut t o la pr e-
senza del canone in codici at t ri bui bi l i alla fine del deci mo secol o o alla pr i ma
met del l ' undi cesi mo (
8 1
) .
Per mot i vi stilistici, i nfi ne, mi sembr a debba essere r espi nt a la pat er ni t
ma u r o p o d e a anche per il canone cr i st ol ogi co ine. TnooO y^UKUiaxe
Xp i a i . . . (
8 2
) , che st at o t al vol t a at t r i bui t o al nos t r o sol o per ch present e in
codi ci cont enent i canoni maur opodei (
8 3
) ; ma sol t ant o un' i ndagi ne appr of on-
di t a sulla t r adi zi one manos cr i t t a del l ' i nno pot r da un l at o dar e una pr ova cert a
per escl udere l ' at t r i buzi one al Ma ur opode , dal l ' al t r o forni re con cert ezza il no-
me del l ' aut or e del l ' i nt er essant e composi zi one (
8 4
) .
'EXXnviKtv xzipoypqxav rov Movaeiov MnEvKT] (lCf^-16"" ai.), 'AOiiva 1991, n 68, pp. 125-
7, preci samente p. 126] , e Ambros. D 137 suss. , 35, della pri ma met del l ' XI secol o [cf. C. Pasi ni ,
Integrazioni e correzioni al Cat al ogus codi cum graecorum Bi bl i ot hecae Ambros i anae di Emidio
Martini e Domenico Bassi ( = MB). Ili, in Riv. di Studi Biz. e Neoell. n. s. 28 ( 1991) , pp. 173-209,
preci sament e p. 196] .
(80) Cf. Weyh, Die Akrostichis, pp. 45- 46.
(81) Come l o Hierosol. S. Sabae 70, del X- XI secol o (cf. Papadopul os Kerameus, 'Iepoo.
BifiX., II, pp. 118-128), e VAmbros. D 137 suss. , 35, codi ce i tal ogreco della pri ma met del l ' XI
secol o (cf. Pasi ni , art. cit. [vedi supra, not a 79] , pp. 194-200). Il Sinait. gr. 620, che conti ene
anch' esso il canone, va i nvece a mi o parere attribuito - per quant o della scrittura posso gi udi care
dal mi crof i l m conservat o presso il Di part i ment o di Fi l ol ogi a Greca e Lati na della Facol t di Lette-
re del l ' Uni versi t di Ro ma La Sapi enza - non al X secol o [come si l egge in V. Gardt hausen,
Catalogus codicum graecorum Sinaiticorum, Oxoni i 1886, p. 144; tale dat azi one stata accol ta
anche nei vol umi degli Analecta Hymnica Graeca], ma al meno alla seconda met del l ' XI, e non
pu dunque essere chi amat o in causa per negare la paterni t mauropodea del l ' i nno.
(82) Edi t o sot t o il nome di Teoct i st o monaco Studi ta in Horol., pp. 324-327 e Paracl.,
pp. 732- 736.
(83) Come ad es. nel Vindob. Theol. gr. 78 ( XVI s e c ) , ff. 81r-83r, che l o ri porta anoni mo:
cf. H. Hunger - O. Kresten, Katalog der griechischen Handschriften der sterreichischen Natio-
nalbibliothek, 3/ 1 ( Musei on. Verff. d. sterr. Nat i onal bi bl i ot hek, N. F. , 1), Wi en 1976, pp. 139-
147, preci sam. p. 140. L' attri buzi one del canone al Mauropode, formul ata in Hussey, The Ca-
nons, p. 72 e not a 18, gi ust ament e respinta in Follieri, Otto canoni, p. 21 not a 6.
(84) Per una fine analisi del canone, con un cenno alla questi one della paterni t, si veda
S. Sal avi l l e, Un office grec du trs doux Jesus antrieur au Jubilus dit de Saint Bernard,
in Revue d'asctique et de mystique 25 (1949), pp. 246- 259.
25
I I . I SANTI MI LI TARI A BI SANZI O: CULTO E FUNZI ONE SOCI ALE
S. Demet r i o e s. Te odor o St r at el at a, ai qual i sono dedi cat i gli inni qui
edi t i , appar t engono alla nut r i t a schiera dei santi mi l i t ari venerat i dal l a Chi esa
ori ent al e (') Tr a i sant i pi cari alla pi et bi zant i na l ar go spazi o t r ovano, in-
fat t i , quei mar t i r i dei pr i mi secoli che, secondo gli ant i chi acta, o pi spesso
secondo le passi oni epi che (
2
) su di essi compos t e, ebber o la vent ur a di su-
bi re il mar t i r i o o nel cor so della l or o milizia nel l ' eserci t o r oma no, o, al cont r a-
r i o, pr opr i o per il l or o ri fi ut o a servire in esso.
Non quest a la sede per uno st udi o sulla di ffusi one geografi ca del Cri st i a-
nesi mo t r a le file del l ' eserci t o nei pr i mi secoli della nost r a r a, n per oper ar e
una di st i nzi one fra i vari at t eggi ament i ri scont rabi l i nella Chi esa delle origini
di front e al pr obl ema della liceit, per un cr i st i ano, del l ' adempi ment o dei doveri
mi l i t ari (
3
); t ut t avi a evi dent e che il nume r o dei sant i mi l i t ari che la t r adi zi o-
ne vuol e abbi ano subi t o il mar t i r i o nelle regi oni ori ent al i del l ' I mper o r oma no
r el at i vament e pi al t o di quel l o dei l or o colleghi occi dent al i , f at t o che pot r eb-
be condur ci a i pot i zzare o che pi alta ivi fosse la per cent ual e di cri st i ani che
mi l i t ar ono nel l ' eserci t o, oppur e, pi pl ausi bi l ment e, che la Chi esa ori ent al e ab-
bi a con maggi or e zelo ma nt e nut o vivi la memor i a ed il cul t o di quest a speciale
cat egor i a di mar t i r i .
Senza addent r ar mi nel campo mi nat o di schi uso dal l a pr i ma i pot esi , mi
l i mi t er a const at ar e, a favore della seconda, che, al di l del pur o e semplice
nume r o dei mar t i r i mi l i t ari , pr opr i o l ' i mponenza delle mani f est azi oni del cul t o
(1) A questa stessa categori a appart engono, per ricordare al cuni tra i pi f amosi , s. Gi or-
gi o, s. Teodoro Ti rone, s. Procopi o, s. Mercuri o, s. Mena, s. Eust achi o, s. Art emi o, s. Andrea
Stratel ata, s. Saba Stratelata; esi st ono poi martiri militari venerati in coppi e, c ome i ss. Sergi o
e Bacco e i ss. Gi ovent i no e Mas s i mi no, o in intere fal angi , c ome il gruppo dei quaranta martiri
di Sebaste. Per tutti si vedano le voci corri spondenti in Biblotheca Sanctorum, I- XII, Indici, Ro-
ma 1961-1987; per le fonti agi ografi che greche ri mando i nvece a BHG e Nov. Auct. BHG, s.vv.
(2) Secondo la felice defi ni zi one di Del ehaye, Les Passions des martyrs, pp. 171 e ss.
(3) Si vedano al ri guardo, ad es . , Harnack, Militici Christi; H. Del ehaye, Le refus de servir
et l'glise primitive, in Hauteclaire, ott. 1933, pp. 192-7 [ = i d. , Mlanges, pp. 379- 383] ; H. Le-
cl ercq, art. Mi l i t ari sme, in Dict. d'archol. chrt. et de liturgie, XI , 1, Pari s 1933, col i . 1108-
1181, speci al mente col i . 1119ss. Ri cca bi bl i ografi a ed un' ant ol ogi a di passi patristici sul l ' argomen-
t o si pos s ono trovare ora in E. Pucci arel l i , / cristiani e il servizio militare. Testimonianze dei primi
tre secoli, Fi renze 1987 (Bi bl i oteca patristica, 9) .
26
ad essi t r i but at o - ol t re alla l or o massi cci a pr esenza nella vita quot i di ana dei
fedeli, nelle art i fi gurat i ve e nel c a mpo della l et t er at ur a sacra e pr of ana - a
ri vel are una pi spi ccat a devozi one in mbi t o or i ent al e.
L' i dea che la vita sia un combat t i ment o spi ri t ual e cont r o le forze del mal e
non cert o una novi t in ambi ent e cr i st i ano: essa t r ova il pr i mo assert ore in
s. Pa ol o, che pi vol t e nelle sue epi st ol e utilizza met af or e t r at t e dal l a vita mi l i t a-
re per espri mere la necessi t che il cri st i ano front eggi con ani mo bel l i coso le
avversi t deri vant i dal l a sua confessi one di fede (
4
).
a quest e met af or e - ed a quel l e t r at t e dal mo n d o degli agni sport i vi ,
le qual i cos sovent e, ed il pi delle vol t e con la stessa funzi one, ad esse si ac-
c ompa gna no negli scritti di Paol o (
5
) - che s embr a i spi rarsi fin dal l ' et pat r i -
stica la l et t er at ur a sui mar t i r i , ed in special mo d o quel par t i col ar e filone di essa
che r appr es ent at o dai panegi ri ci (
6
). E pr opr i o dai Padr i dei pr i mi secoli gli
agi ogr af i , ret ori e i nnogr af i bi zant i ni der i vano l ' uso di i spi rarsi , ri ferendosi ai
mar t i r i , alle i mmagi ni fervide e allo stile i nfuocat o del l ' Apost ol o delle genti (
7
),
seguendo una t r adi zi one dal l a qual e, come vedr emo, neanche Gi ovanni Ma ur o-
pode si di st acca.
Che dunque il concet t o di combat t i ment o spi ri t ual e er edi t at o dalle epi st ol e
paol i ne abbi a avut o una not evol e i nfl uenza sullo svi l uppo del cul t o dei sant i
mi l i t ari , a mi o par er e, i nnegabi l e: come gi ebbe a dire Hi ppol yt e Del ehaye
ri ferendosi al l ' et del l ' apogeo del l a pat ri st i ca greca, les cri vai ns de cette epo-
que n' ont fait en cette mat i r e que dvel opper les ides que la l ect ure de S.
Paul avai t depui s l ongt emps r endues fami l i res. Mai s ils l ' ont fait avec une pr-
di l ect i on mar que. On ne peut nier qu' i l s ai ent beaucoup cont r i bu associ er
l ' i mage du mar t yr celle du sol dat ; peut -t re sont-ils pour quel que chose dans
la mul t i pl i cat i on des Passi ons de sai nt s mi l i t ai res (
8
).
La l et t er at ur a pat r i st i ca, i ns omma, sembr a essere st at a in par t e r esponsa-
bile della sempr e pi st ret t a connessi one t r a i concet t i di sant i t e mar t i r i o e
(4) Cf. speci al mente Eph. 6, 10- 17, II Ti m. 2, 3- 5, II Cor. 10, 3-6. Sul l ' argoment o si veda
Harnack, Militia Christi, pp. 12-18; cf. anche G. Crescenti , Obiettori di coscienza e martiri militari
nei primi cinque secoli del cristianesimo, Pal ermo 1966, pp. 27-33, con argomentazioni pi discutibili.
(5) Vedi spec. II Ti m. 4, 7; I Ti m. 6, 12.
(6) Al cuni esempi di i mpi ego delle met af ore paol i ne tratti dai panegirici compost i dai Cap-
padoci e dal Cri sost omo in Del ehaye, Les Passions des martyrs, pp. 153-154.
(7) L' uso ben attestato, ad es. , in quel concent rat o di agi ol ogi a che s ono i calendari in
metro i nnograf i co e cl assi co compost i da un cont emporaneo del Mauropode, Cri st of oro Mi ti l e-
neo: in parti col are per la t ermi nol ogi a degli agni si vedano le consi derazi oni svol te in rel azi one
ai calendari i nnografi ci in Fol l i eri , / calendari, I, pp. 123-126; per esempi di met af ore militari,
i nvece, cf. Can. Man., cola 114-5 (ibid., I, p. 413) e, nel l ' ambi t o dei calendari in metro cl assi co,
gli epi grammi per i due compagni del centuri one Longi no (ibid., II, p. 54), per s. Porfi ri o e compa-
gni (ibid., II, p. 91) e per s. Gi orgi o (ibid., II, p. 251) .
(8) Del ehaye, Les Passions des martyrs, p. 154.
27
quel l o di militia Christi, t ant o da i ndur r e il pubbl i co devot o ad essere sempr e
pi at t r at t o da quegli atleti della fede che, in qual i t di sol dat i o, par adossal -
ment e, persi no di reni t ent i , megl i o i ncar navano il pr ot ot i po mi l i t ar e, e al punt o
da spi ngere addi r i t t ur a gli agi ografi stessi a t r as f or mar e in t al senso la fi si ono-
mi a di mar t i r i che or i gi nar i ament e nul l a avevano a che fare con l ' eserci t o (
9
).
facile, d' al t r a par t e, i mmagi nar e che gli agi ografi l avor asser o spesso su font i
pi ut t ost o scar ne, su t r adi zi oni i ncert e, t al vol t a or al i , e dunque sempr e aper t e
a t r asf or mazi oni nel senso dei gusti e delle esigenze del l a massa dei fedeli.
Rest a da chi edersi a qual i necessit pr of onde del popol o cri st i ano r i spon-
desser o il mol t i pl i carsi , nella t r adi zi one, del nume r o dei sant i mi l i t ari e l ' i ngi -
gant i rsi delle pr opor zi oni del cul t o ad essi t r i but at o, qual i si ver i f i car ono a Bi-
sanzi o nel cor so dei secoli bui . I nas pet t at ament e, pr opr i o il conf r ont o con
la di versa si t uazi one in ambi ent e occi dent al e a forni re una possi bi l e chi ave di
l et t ur a del f enomeno: ci si pu chi edere se il di verso dest i no t occat o alle due
par t i della compagi ne st at al e del l ' I mper o r oma no non sia fra le concause di
una t al e di fferenzi azi one anche in un mbi t o, come quel l o del cul t o e della litur-
gi a, appar ent ement e l ont ano dal l a st or i a pol i t i ca e mi l i t ar e.
In effetti, dopo l a cadut a del l ' I mper o d' Occi dent e e la f or mazi one nei suoi
t er r i t or i dei regni r omano- bar bar i ci , l ' I mper o d' Or i ent e cont i nu a sost enere
per al cuni secoli, fino al per i odo del l ' apogeo, aper t osi con la sol uzi one della
crisi i conocl ast i ca e cul mi nat o poi nel r egno di Basilio I (867-886), una l unga
e dur i ssi ma l ot t a per la sopr avvi venza. pr opr i o quest o il per i odo in cui vedi a-
mo maggi or ment e svi l upparsi la vener azi one per i mar t i r i mi l i t ari , nat ur al i di-
fensori celesti del l ' I mper o bi zant i no e delle sue singole ci t t dagli at t acchi di
Avar i , Slavi, Per si ani , Ar abi .
La ci t t si st ri nge i nt or no alla fi gura del sant o pa t r ono, che vi ene i nvocat o
come l i ber at or e dei fedeli dai nemi ci . Il mar t i r e st esso appar e mi r acol os ament e
in ar mi a di fendere le mur a , e alla sua pr ot ezi one vengono at t r i bui t e la vi t t or i a
e la sal vezza dal l a schi avi t : quest o, ad esempi o, il caso document at o con
gr ande ri cchezza di epi sodi in uno dei pi ampi dossi ers agi ografi ci in nos t r o
possesso relativi ad un sant o mi l i t ar e, la serie delle t re successive raccol t e di
mi r acol i at t r i bui t i a s. Demet r i o not a con il nome compl essi vo di Miracula
Sancti Demetrii (
10
).
A quest o punt o il mar t i r e- sol dat o, i nvocat o come aunnaxoq cont r o gli
i nfedel i , come pua-tnc; cont r o i nemi ci , comi nci a ad essere effi gi at o in ar mi an-
che nelle r appr esent azi oni fi gurat i ve: se nei mosai ci della Basilica di Tessal oni ca
(sec. VII) scampat i al l ' i ncendi o del 1917 s. Demet r i o appar e ancor a in abi t i civi-
(9) Quest o sembra sia il caso del l o stesso s. Demet ri o di Tessal oni ca: vedi infra, pp. 61- 62.
(10) Sui quali vedi infra, pp. 62- 63.
28
li ( ") , anzi in quel l e vesti di cor t e che cost i t ui scono, speci al ment e in epoca pi
ant i ca, l a di vi sa da mar t i r e (
, 2
) , gi in un' i cona lignea pr obabi l ment e coeva
conser vat a nel Monas t er o di Sant a Cat er i na sul Si nai il 5eKav<; (
1 3
) Leone si
fa r af f i gur ar e accant o ad un sant o r appr es ent at o in ar mi - non i dent i fi cabi l e
con cert ezza, dat a l a f r amment ar i et della t avol a - del qual e egli t occa l o scudo
in segno di ri chi est a di pr ot ezi one (
1 4
) .
Ma non sol o la col l et t i vi t ci t t adi na o il si ngol o pr i vat o si r i vol gono al
sol dat o- mar t i r e in cerca di soccor so: anche l ' i mper at or e ha bi sogno del l a sua
assi st enza, per conser var e il pr opr i o pot er e e per sconfi ggere i nemi ci est erni .
Cos veni amo a sapere da un aut or e cr onol ogi cament e vi ci no ai fatti (
1 5
) che
Gi ust i ni ano I (527-565) e Maur i zi o (582-602) avr ebber o ent r ambi espresso il de-
si deri o di posseder e rel i qui e di s. Demet r i o, senza per al t r o ri usci re ad ot t ener l e:
in par t i col ar e ci viene det t o di Maur i zi o che pr eso da sacro a mor e per il gl ori o-
si ssi mo mar t i r e Demet r i o, per avere - secondo che scri t t o - t ant o sent i t o
(11) Cf. G. A. - M. G. Soti ri u, 'H BaaiXiKf] TOV 'Ayiov Anunrpiov 0eooaXovKr\c,, v
'A0T|vai(; 1952 (BIPXAOGTKTI TT<; v 'AOfjvau; '\pxaxokoy\.Kx\c, 'Erai psi aQ, 34), pp. 186-199 e TUVCIKEI;
60- 71. - La rappresentazi one di s. Demet ri o in vesti militari sembra prevalere sol tanto dal l ' XI-
XII secol o: cf. J. Mysl i vec, art. Demet ri us von Sal oni ki , in Lex. christl. Ikon. VI, col i . 41- 45,
preci sam. 43- 44. Si vedano anche i dati relativi ai sigilli con l 'effi gi e del martire riportati in A.
Cutl er, Inscriptons and Iconography on Some Middle Byzantine Ivories. I. The Monuments and
their Dating, in Scritture, libri e testi nelle aree provinciali di Bisanzio. Atti del Seminario di Erice
(18-25 settembre 1988), a cura di G. Caval l o, G. De Gregori o e M. Mani aci , II, Spol et o [1991]
(Bi bl i oteca del Cent ro per il col l egament o degli studi medi eval i e umani sti ci nel l ' Uni versi t di
Perugi a, 5), pp. 645- 659, preci sam. p. 654 not a 36.
(12) Secondo la defi ni zi one di Del ehaye, Saints militaires, p. 5; cf. anche C. Wei gert, art.
Sol dat en, Hei l i ge, in Lex. christl. Ikon. Vi l i , col i . 381- 382. Un altro spl endi do esempi o ant i co,
fra i mol ti possi bi l i , di martiri militari rappresentati in vesti di dignitari di corte con la croce
nel pugno un' i cona del VI s e c , effigiarne s. Teodoro e s. Gi orgi o ai lati della Vergi ne, conservata
nel Monas t ero di Sant a Cateri na sul Sinai (cf. K. Wei t zmann, The Monastery of Saint Catherine
at Mount Sinai. The Icons. Volume One: from the sixth to the tenth Century, Pri ncet on [1976] ,
pp. 18-21 e pi . IV). Si noter di passaggi o che il t i po i conograf i co anti co del sant o militare in
di vi sa da marti re non venne mai compl et ament e sosti tui to dai tipi in armi , ma di most r una
not evol e resi stenza, ri manendo anzi l ' uni co canoni co per alcuni martiri di questa categori a, quali,
ad es. , s. Mena, i ss. Sergio e Bacco e i ss. Probo, Taraco e Androni co: cf. Weigert, art. cit., col . 381.
(13) Funzi onari o di corte di rango modes t o, con compi t i di guardi a a Pal azzo: cf. R. Guil-
l and, Le Dcanos et le Rfrendare, in Rev. d. t. Byz. 5 (1947), pp. 90- 100, preci samente pp.
92-93 ( = i d. , Recherches sur les institutions byzantines, II, Berl i n - Ams t erdam 1967 [Beri, byzant.
Arbei t en, 35] , pp. 89- 98, preci sam. pp. 90-91); A. K(azhdan) - A. C(utl er), art. De k anos , in
The Oxford Dictionary of Byzantium, I, Ne w York - Oxf ord 1991, p. 601.
(14) Cf. Wei t zmann, The Monastery..., ci t. , pp. 37-38 e pi . XVI : lo st udi oso propende
per l ' i denti fi cazi one del sant o rappresentato con s. Teodoro, che peraltro appare in armi gi in
un' al tra i cona del Sinai del VI-VII secol o (cf. ibid., pp. 36-37 e pi. XV) .
(15) Si tratta di Gi ovanni di Tessal oni ca (VII s e c ) , autore della pi anti ca fra le tre raccol te
dei Miracula Sanai Demetrii: vedi infra, p. 62.
29
par l ar e di l ui , da pi o i mper at or e qual era chiese, a mezzo di sant e l et t ere al l ' al l o-
r a past or e del popol o cri st i ano di Tessal oni ca, che gli fosse i nvi at a una qual che
rel i qui a del mar t i r e e por t at or e di Cr i st o Demet r i o, poi ch vol eva con l a sua
devozi one guadagnar si l ' ai ut o del l ' al l eanza mi l i t are da par t e del s ant o (
1 6
) . E
in un edi t t o di Gi ust i ni ano II dat at o al 688, con il qual e l ' i mper at or e concede
alla basi l i ca di S. Demet r i o in Tessal oni ca i di ri t t i sui pr ovent i di una sal i na,
l eggi amo: Poi ch a bbi a mo ot t enut o il val i do ai ut o del gr ande e sant o mar t i r e
Demet r i o nelle vari e guer r e che a bbi a mo c omba t t ut o cont r o i suoi e i nost ri
nemi ci , noi , avendo pens at o che sar ebbe gi ust o r i compensar l o or a come nos t r o
al l eat o, in quant o pr est a mani f est ament e il suo ai ut o par t i col ar e anche a col or o
che sono fuori della ci t t , in segno di gr at i t udi ne assegni amo alla sua sant a chie-
sa in cui r i posa la sua sant a rel i qui a t ut t a la sal i na che si t r ova l accant o in
quest a gr ande ci t t dei Tessal oni cesi . . . (
1 7
).
Ed ancor a: se a Leone VI (886-912) sono at t r i bui t e t re or azi oni in onor e
di s. Demet r i o (
1 S
) , una delle qual i pr onunci at a nella chi esa del mar t i r e da lui
fat t a cost rui re nel pal azzo i mperi al e (
l 9
) , un al t ro i mper at or e della di nast i a ma-
cedone, Gi ovanni I Zi mi sce (969-976), r i bat t ezza col nome di Teodor opol i la
ci t t di Eucnei a e r est aur a in essa l a chiesa di s. Te odor o, r i conoscent e per
(16) Lemerl e, Miracles, I, p. 89, rr. 9-14 ( = PG 116, 1240b): ...Gsicp s p a m X^Qec, TOU
navs v8^ou upTupoc; Anu.nTpiou 5i T KOUEIV, K a 9 yYpaTiTai, noXX nsp axoO, ee;
(piXsua(3f|(; PacuXsx; fjTriaaTo, Gsiaic; x P i a a n e v o ; s pai al i ; np<; T V xnviKauTa T V TCV
Xpi oTi avcv Xav TJ\C, 0saaaX. oviKcov noi uai vovr a nXeac,, MOTE 7iEu.(p6f|vai aTCp Xsi\| / avv
TI TOO xpioToippou npTUpoi; Anur|Tpiou, 7IOTEI TTIV !; aToO TT\q ouuuaxi ai ; PoiiGeiav PouXonvcp
KaprcccaoGai .
(17) Trad. it. in Cutler - Nesbi tt, p. 96. Interessante il c omme nt o dei due studi osi (ibid.,
p. 97): . . . i l santo di venut o un membro della soci et bi zanti na. Lo si chi ama in ai uto e l o si
ri compensa al l o stesso mo do in cui l ' i mperatore chi amava in ai uto e, a t empo debi t o, ri compensa-
va, un pot ent e al l eato terreno. Il santo parte del l ' economi a del l o stato, se ammet t i amo che il
termi ne economi a sia comprensi vo delle questi oni fi nanzi ari e senza limitarsi escl usi vamente ad
esse. Per il testo greco del l ' edi tto e per l'analisi dei probl emi connessi cf. A. Vasi l i ev, An Edict
of the Emperor Justinian II, September 688, in Speculum 18 (1943), pp. 1-13; H. Grgoi re, Un
dit de l'Empereur Justinien II, in Byzantion 17 (1944-45), pp. 119-124a; J. M. Spi eser, Inventaires
en vue d'un recueii des inscriptions historiques de Byzance. I. Les inscriptions de Thessalonique,
in Travaux et Mmoires 5 (1973), pp. 145-180, preci sam. pp. 156-159.
(18) BHG 536- 538.
(19) Sulla chi esa di S. Demet ri o nel Pal azzo i mperi al e cf. R. Jani n, La gographie ecclsia-
stique de l'empire byzantin: f" parile. Le sige de Constantinople et le Patriarcat oecumnique.
T. III. Les glises et les monastres, 2 ed. , Paris 1969, pp. 91- 92. Gi al padre di Leone VI ed
i ni zi atore della dinastia macedone, Basi l i o I (867-886), attri bui to il restauro di una chi esa di
s. Demet ri o nella capi tal e: cf. ibid., p. 89. - Sul l a speciale devozi one di Leone VI verso il martire
tessal oni cese cf. P. Magdal i no, Saint Demetrios and Leo VI, in Byzantinoslovica 51 (1990), pp.
198-201.
30
l ' ai ut o pr est at ogl i dal s ant o cont r o i Russi (
2 0
); ed infine l ' ul t i ma gr ande figu-
r a del l a di nast i a, Basi l i o II Bul gar oct ono (976-1025), si fa r appr esent ar e, al l ' i ni -
zi o del suo Sal t eri o (Marcianus graec. 17, f. 3), i n ar mi e at t or ni at o dal l e i mma-
gini di sei sant i mi l i t ar i , ment r e ai suoi pi edi si genuf l et t ono i nemi ci sot-
t omessi (
2 I
)-
Con l ' avvent o al t r ono del l ' ar i st ocr azi a mi l i t ar e, a par t i r e dal penul t i mo
decenni o del l ' undi cesi mo secol o, sembr a che il l egame t r a r egnant i e sant i mili-
t ar i si faccia ancor a pi st r et t o: sot t o i Comneni , gli Angel i e, dopo la parent esi
del l ' I mper o l at i no di Cos t ant i nopol i , i Pal eol ogi , si mol t i pl i cano le r appr esent a-
zi oni di mar t i r i mi l i t ari su i cone musi ve, rel i qui ari , sigilli e avor i , ogget t i spesso
di al t i ssi ma qual i t , ri conduci bi l i il pi delle vol t e al l a fami gl i a i mper i al e, agli
al t i f unzi onar i di pal azzo ed ai membr i del l a nobi l t emer gent e (
2 2
) .
Non un caso, dunque , che Al essi o I Comne no (1081-1118) sia st at o il
pr i mo i mper at or e a coni ar e nomismata recant i l ' i mmagi ne di un s ant o mi l i t ar e,
s. Demet r i o, esempi o segui t o dai suoi di scendent i e successori Gi ovanni II (1118-
(20) Ioann. Scyl i tzes, Synopsis Hist., ed. I. Thurn, Berl i n - New York 1973, p. 309; cf.
anche Ioann. Zonaras, Epit. hist. XVI I , 3, 17-18 (ed. M. Pi nder - Th. Bt t ner- Wobst , t. I l i , Bon-
nae 1897, p. 534), che riferisce il fatto a Eucnei a o Euci t a. Sulla questi one vedi infra, pp. 37-39.
(21) Ri produzi oni fotografi che in Cutler - Nesbi t t , p. 218 e in V. Lazarev, Storia della
pittura bizantina, 2
a
ed. , Tori no 1967, tav. 130.
(22) Una breve ma prezi osa rassegna di oggetti d'arte legati alla corte ed al l 'ari stocrazi a
bi zanti na di quest o peri odo, accompagnat a da interessanti i ndi cazi oni sui diversi livelli della com-
mi t t enza, in Cutler - Nesbi t t , pp. 267- 279. Ad essa mi pi ace in questa sede aggi ungere, ci t ando
dal cat al ogo della recente most ra ravennate Splendori di Bisanzio. Testimonianze e riflessi d'arte
e cultura bizantina nelle chiese d'Italia, Mi l ano 1990, l ' i cona musi va di s. Demet ri o del Mus eo
Ci vi co di Sassof errat o ( XI V s e c ) , recante sul l a l ami na argentea che la i ncorni ci a una i scri zi one
rel ati va al sacro ixpov, oltre ad aqui l e bicipiti e grandi beta fra i bracci di croci greche, si mbol i
da ri condurre probabi l ment e alla di nasti a pal eoi oga (cf. pp. 112-113); l ' i cona musi va, conservata
nei Musei della Bi bl i oteca Vat i cana, di s. Teodoro martire ( XI V s e c ) , che vi ene qual i fi cato Tupcov
(sic) nel l 'i scri zi one a mos ai co ai lati del martire e ZTpcetr|A.Tr|i; su una pl acchetta metal l i ca proba-
bi l ment e coeva i ncast onat a nel l ' angol o i nferi ore destro (ibid., pp. 114-115); e soprattutto il celebre
trittico eburneo con scena di Deesi s e santi (ibid., pp. 180-1 = Gol dschmi dt - Wei t zmann, II, n
32, p. 34 e tav. XI ) dei Musei della Bi bl i oteca Vati cana (XI s e c ) , che sulle facce i nterne dei pannel l i
laterali presenta un gran numero di martiri militari: in armi s. Teodoro Ti rone, s. Eust achi o, s.
Teodoro Strafelata e s. Gi orgi o; in abiti da dignitari e con la croce in pugno s. Aret a, s. Procopi o,
s. Demet ri o e s. Eust razi o; entro clipei s. Mercuri o e s. Mena, cui si accompagnano il santo medi co
Pant al eone e s. St ef ano [il di acono protomarti re spesso associ at o nel l ' i conograf i a a martiri mili-
tari, come si pu vedere ad es. nella mi ni atura forse del XV secol o cont enut a nel ms . Sinait. gr.
2123, f. 84r, dove rappresentato i nsi eme a s. Demet ri o, s. Gi orgi o, s. Mercuri o, e i due ss.
Teodori : cf. Cutler - Nesbi t t , p. 277, e, per la dat azi one, G. Prat o - J. A. M. Sonderkamp, Libro,
testo, miniature: il caso del cod. Sinait. gr. 2123, in Scrittura e civilt 9 (1985), pp. 309- 323, preci-
sam. pp. 321- 322] . Per quant o ri guarda l ' i conograf i a, si noter che una forte mi l i tari zzazi one
del t i po del marti re-sol dato si verifica propri o a partire dal l a seconda met del l ' XI secol o: cf.
Wei gert, art. Sol dat en, Hei l i ge, cit. (vedi supra, p. 29 not a 12), col . 381.
31
1143) e Manuel e I (1143-1180), che scelsero s. Gi or gi o, s. Te odor o ed ancor a
s. Demet r i o (
2 3
) . N un caso che Te odor o Pr o d r o mo , a concl usi one di una
br i osa suppl i ca poet i ca ri vol t a al medesi mo i mper at or e Manuel e I, scelga come
i nt ercessori pr esso il s ovr ano i quat t r o sant i che ha nno cor aggi osament e af-
f r ont at o il mar t i r i o per di fendere il ver bo di Cr i st o, Gi or gi o, Demet r i o, Ti r one
e St rafel at e, fedeli t uoi alleati in t ut t e le i mpr ese mi l i t ar i , t uoi compagni di viag-
gi o nel cor so di un r egno cor onat o da Di o (
2 4
) . A qua nt o par e i nuovi i mpe-
r at or i di est r azi one mi l i t are non f acevano che cont i nuar e a segui re, una vol t a
as s unt o il pot er e, quel l e che in mat er i a di cul t o dovevano essere le l or o nat ur al i
i ncl i nazi oni devozi onal i e, pr obabi l ment e, t r adi zi oni fami l i ari , senza creare cer-
t o t r aumi in un ambi ent e come quel l o di cor t e, da sempr e favorevol e al l a vene-
r azi one di quest a cat egor i a di sant i .
Pi che il cul t o l or o t r i but at o i n mbi t i el i t ari , vale per la pena di sot t ol i -
near e la st r aor di nar i et del l a devozi one verso i mar t i r i mi l i t ari mani f est at a dal
popol o nel l a sua i nt erezza (
2 5
) , sia in occasi one delle cel ebrazi oni annual i , sia
per mezzo della pi a pr at i ca dei pel l egri naggi alla vol t a delle ci t t che conser vava-
no le spogl i e dei sant i (
2 6
) . Ad essi ci si ri vol geva non sol o in t e mpo di guer r a,
ma anche per t ut t e le necessit del l a vi t a quot i di ana, ed in pr i mo l uogo in caso
di mal at t i a: si pu const at ar e cos che mol t i dei sant i mi l i t ari vengono ad assu-
mer e col t e mpo la car at t er i st i ca secondar i a di t aumat ur ghi , venendosi ad affi an-
care ai sant i anar gi r i , medi ci e guar i t or i per eccel l enza, come i ss. Cos ma e Da-
(23) Cf. Cutler - Nesbi t t , p. 270; M. F. Hendy, Coinage and Money in the Byzantine Empi-
re (1081-1261), Was hi ngt on, Dumbart on Oaks Center for Byz. Studi es, 1969, pp. 437- 8; C. Mor-
ri sson, Catalogue des monnaies byzantines de la Bibliothque Nationale, II, Pari s 1970, pp. 666,
689- 90, 702.
(24) Trad. it. di Leda Semi no, in U. Al bi ni - E. V. Mal t ese (a cura di ), Bisanzio nella sua
letteratura, Mi l ano 1984, p. 577; per il testo greco cf. D. C. Hessel i ng - H. Pernot , Pomesprodro-
miques en grec vulgaire, Ams t erdam 1910, p. 83, n IV, vv. 289- 92. I quattro martiri citati da
Teodoro Prodromo ( Gi orgi o, Demet ri o e i due Teodori ) s ono forse i pi popol ari fra i santi mi l i ta-
ri, t ant o da costi tui re, i nsi eme a s. Procopi o, una sorta di st at o maggi ore al l oro i nterno: cf.
Del ehaye, Saints militaires, pp. 2-3.
(25) Cel ebre, ad esempi o, la devozi one dei Tessal oni cesi verso il l oro 7toXtouxot; s. Deme-
tri o: in un document o si nodal e databi l e al 1337-8 si af f erma, con ri provazi one, che essi venerano
il sant o pi di Cri sto stesso (cf. F. Mi kl osi ch - J. Mul l er, Acta et diplomata graeca medii aevi
sacra et profana, I, Wi en 1860, p. 175, 14-19; cf. anche A. Vasi l i ev, The Historcal Significance
of the Mosaic of St. Demetrius at Sassoferrato, in Dumbarton Oaks Papers 5 [1950] , pp. 31- 39,
preci sam. p. 38).
(26) Euci t a, la citt di s. Te odor o, fu mt a di pel l egri naggi fin dal l ' epoca pi antica: si
vedano Greg. Nys s . , homil. de s. Theodoro (Greg. Nyss. opera X/ l , p. 61, rr. 4-15 = PG 46,
736c-737a) e, per il setti mo secol o, Io. Mos chus , Pratum, 180 (PG 87, 3052b) .
32
mi a no o i ss. Ci r o e Gi ovanni . qua nt o si verifica, t r a l ' al t r o, pr opr i o per
s. Demet r i o di Tessal oni ca, dal l a cui t omba si effondeva per ennement e un un-
guent o pr odi gi oso, il l i pov, efficace cont r o ogni sor t a di mal at t i e (
2 7
) , e per
s. Te odor o St r at el at a (
2 8
) .
(27) Cf. infra, pp. 65- 66.
(28) Ri ferendosi alle guari gi oni operate dal sant o, Eut i mi o protasecretis nel suo Encomi o
di s. Teodoro Stratelata (sul qual e vedi infra, p. 50) dice che voccv (bcwmai , 7tdoxcov vi Et ai ,
ouuipopac; vexuEvoi ; iiakX.%xzxax, 7tapr|YopE Tai 0uu.t>v: cf. Hal ki n, Euthyme, p. 235.
33
I I I . S. TEODORO MARTI RE NELLE FONTI AGI OGRAFI CHE
1. La quest i one dei due sant i Teodor i .
La t r adi zi one rel at i va a s. Te odor o mar t i r e fra le pi i nt ri cat e che si
pr esent i no agli st udi osi di agi ografi a: i l i neament i storici della fi gura del mar t i r e
s ono i nfat t i offuscat i da una ri gogl i osa fi ori t ura di fonti l et t erari e, che se, da
un l at o, r endono possi bi l e uno st udi o or gani co degli svi l uppi del l a l eggenda nel
t e mpo, nas condono d' al t r a par t e i pochi dat i genui ni che pos s edi amo sul per so-
naggi o in una selva di r i el abor azi oni i spi rat e a memor i e l ocal i , r i maneggi ament i
r omanzeschi , ampl i fi cazi oni r et or i che.
Dal secol are l avor i o della t r adi zi one i carat t eri ori gi nari della fi gura del
mar t i r e r i sul t ar ono a t al punt o sfi gurat i che, con il passar e del t empo, compl i ce
l ' accumul ar si di par t i col ar i diversi o addi r i t t ur a cont r ast ant i nel l ' ambi t o del l a
l eggenda, dov pr odur si uno s doppi ament o in due sant i di st i nt i , a ci ascuno dei
qual i venner o at t r i bui t e carat t eri st i che pecul i ari : s. Te odor o Ti r one e s. Teodor o
St r at el at a, gi ovane recl ut a il pr i mo, general e il secondo, come t est i moni ano i
l or o stessi epiteti (' ). A favore del l ' i pot esi di una dupl i cazi one, in effetti, si po-
t r osservare che la compar s a di s. Te odor o St r at el at a nelle fonti l et t erari e si
verifica r el at i vament e t ar di , che la sua qual i fi ca di general e non sembr a avere
ori gi ne di versa da t ant e al t re pr omozi oni sul c a mpo concesse dagli agi ografi
ai pr opr i eroi al fine di nobi l i t arl i , ed i nol t re che, come ebbe a di re il Del ehaye,
l ' appar i t i on de ce nouveau mar t yr cot de l ' anci en, qui fut l ongt emps seul
j oui r des honneur s du eul t e, n' est poi nt un phnomne isole en hagi ogr aphi e.
[...] La mul t i pl i cat i on des homonymes qui , en ralit, reprsent ent le mme saint,
a son ori gi ne soit dans l a diversit des l gendes qui ci rcul ent son sujet et qui
modi f i ent sa physi onomi e, soit dans l a diversit des ftes i nst i t ues en son hon-
neur , soit enfin dans la clbrit de cert ai ns sanct uai r es o le sai nt est honor
sous des vocabl es di vers (
2
).
(1) Tipcov ( secondo la grafia et i mol ogi cament e corretta, ma pi spesso rrpcov), deriva dal
l ati no tiro, gi ovane recl uta; sul senso di aTpatr|XdTr|<; in epoca bi zanti na cf. Du Cange, s.v.,
che ne segnal a l ' uso nel greco medi oeval e sia come epi teto di santi che come t i t ol o militare.
(2) Del ehaye, Saints militaires, pp. 15-16. Il f enomeno del l o s doppi ament o di santi e della
comparsa di coppi e di omoni mi non era sf uggi t o ai pi accorti fra gli intellettuali bi zanti ni , che
si di most ravano tal ora in grado di operare una certa critica agi ografi ca: si vedano in proposi t o
le osservazi oni su Cri st of oro Mi ti l eneo svol te in Fol l i eri , / calendari, I, pp. 182 e ss.
34
Fr a le cause del l o s doppi ament o, in effetti, andr post a anche la mol t epl i -
ci t delle dat e di commemor azi one, l egat e pr obabi l ment e a di fferent i usi l i t urgi -
ci l ocal i . Fat t o st a che gi per il I X- X secol o ci at t est at a da Ni cet a Paf l ago-
ne (
3
) la commemor azi one di st i nt a dei due sant i , a dieci gi orni di di st anza l ' u-
no dal l ' al t r o: il 7 f ebbr ai o (in segui t o anche l ' 8) per lo St r at el at a, il 17 del l o
st esso mese per il Ti r one; l o stesso Ni cet a r i cor da poi una t er za cel ebrazi one,
da lui ri feri t a ad ambedue i sant i , che aveva l uogo il pr i mo s abat o di Quar esi -
ma (
4
): si t r at t a in r eal t di una festa l egat a al sol o Ti r one ed al mi r acol o dei
KXX.upa, di cui par l er emo i n segui t o (
5
). Al t r a commemor azi one l i t urgi ca
quel l a del l ' 8 gi ugno, det t a vGi onq ( oppur e po8i o| aq) , sor t a di festa di pr i ma-
ver a dedi cat a alla t r asl azi one delle rel i qui e del s ant o (
6
): anche in quest o caso
con l ' uso l i t urgi co at t ual e e gi medi obi zant i no, che lega l a cel ebrazi one alla
fi gura dello St rat el at a (
7
), sembr ano cont r ast ar e t est i moni anze, come quella del-
l o stesso Gi ovanni Ma ur opode , che la ri feri scono invece al Ti r one (
8
). Una
c omme mor a z i one a car at t er e emi nent ement e l ocal e, i nfi ne, si t eneva ad Euci t a,
l a ci t t che conser vava le rel i qui e del s ant o, dur ant e il o(3(3axov xfjc; ^ e oo-
7i evxr| Kooxf<;: per tale festa, legata in part i col ar modo alla devozi one verso un' an-
t i ca i mmagi ne del sant o r af f i gur at o a piedi (NZT,Q), Gi ovanni Ma ur opode com-
pose un' omel i a che ci rivela come la festa fosse dedi cat a al Ti r one (
9
).
(3) Sul qual e vedi infra, p. 50.
(4) Ada SS. Novembris IV, p. 83e: . . . KC yp ei KC KOIT 8t(popov toO CITOG unvc;
f | ( i spav Tcp Tipcovi uv S7iT<xKcu8EKTr|v, xouTcp 8s u s i ' SKEIVOV OoiEpov EPSUTIV (psupouapi ou
xr|v i s pv napTUpi av auvSpaus v, \\' ov utpoTpaiq (sic ed. : an -oi<;?) oi nou i to
JipcTcp TCV vnoTsicv oaPPdTco axstv i f | v TEXS COCIV, SI ' 6 KC ittpotv cb<; KctT a\ia
OUYYEVEUOW CLIOVUUOK; (sic ed. : an I CDVUHOK;?) TE KC LIOS^OK; KC ysiTocsi... sic; i xvnuouvov
TT|V ctTnv ri i i pav ipcopiaOcu. Quant o alla presunta Guy/ vEi a tra i due martiri, qui asserita,
si ricorder anche la passi one armena in f orma di omel i a BHO 1168, in cui lo Stratelata detto
ni pot e del Ti rone: la si veda in trad. i ngl ese in Conybeare, Monuments of Early Christianty, p. 221.
(5) Vedi infra, p. 44.
(6) Sul poot onc; nel cul to dei santi a Bi sanzi o e sulla sua probabi l e deri vazi one da anal oghi
riti del l 'anti chi t pagana in onore dei morti cf. Ph. Kukul es, BvCavnvv j}ioq Ka noXmafit;,
I I / l , 'AGfvat 1948 ( Col l ect i on de l'Institut Francai s d' At hnes, 12), pp. 29- 31, con ulteriore bi-
bl i ografi a.
(7) il caso, ad es . , della novel l a di Manuel e Comne no del 1166 relativa alla defi ni zi one
del rango dei giorni festivi, che ricorda la cel ebrazi one dell'8 gi ugno 8i TV ns yaXoupTopa
0E5copov TV OTpaTn.dTnv (cf. PG 133, 760b) . Si veda anche il monos t i co del cal endari o gi am-
bi co di Cri st of oro Mi t i l eneo relativo alla medesi ma data (Fol l i eri , I calendari, II, pp. 314-5), la
cui di dascal i a nel cod. Paris. Suppl. gr. 690, f. 188r suona cos: ' H arc 'HpctKXEiac; sic, Exvs i av
vaKO)j,i5f| TOO yt ou EoScpou xou STpctTnXTou ( ove si noti,- tra l 'al tro, la menzi one di Euc-
nei a, e non Euci t a, in rel azi one al l o Stratelata: cf. infra, pp. 37-39).
(8) Cf. il t i t ol o del l ' omel i a n 180 del Mauropode (sulla qual e vedi infra, pp. 54-55):
Tcodvvou. . . Xyoc, sic; xnv nvrmriv TOC yi ou nEyaXoudpTupoi ; 0s o8cpou TOO xiipcovoc;, fixot
T V vOi auv (Bol l i g - de Lagarde, p. 130).
(9) Si tratta del l ' omel i a n 189, per la qual e vedi infra, p. 55.
35
Se, come si det t o, Ni cet a Paf l agone la pr i ma font e a t est i moni ar e la
conoscenza di due sant i di st i nt i , e qui ndi per il I X- X secolo si amo or mai sicuri
del l ' avvenut o s doppi ament o, dobbi amo per t enere present e che un s. Teodor o
Stratelata appar e da solo nei testi l et t erari gi mol t o t empo pr i ma. In un epi so-
di o dei Miracula ss. Cyri et Iohannis di Sofroni o di Ger usal emme (t 638), s.
Teodor o viene i nvocat o da un fedele i nsi eme alla celebre coppi a di anar gi r i :
KdX,ei 5 npq jrioKe\)/iv, ov Tcodvvrj K C Kupco xotq ndpxuai v, KO T V
v n p T u a i a T p a T O T r e S p x n v 0e8copov (
l 0
) . E che l ' epi t et o a xpa xo-
7iE8dpx'n^ non sia una glossa seri ore penet r at a nel t est o (
u
) pr ovat o dal t ra-
dut t or e l at i no della seconda met del secolo VI I , Bonifatius consiliarius (
l 2
) , che
t r aduce i nvocabat aut em ad sui vi si t at i onem cum I oanne et Cyr o mar t yr i bus
The odor um, qui est magi st er mi l i t i ae (
1 3
). Nel l ' ul t i mo capi t ol o dei Miracula,
poi , s. Teodor o fra i personaggi pri nci pal i di una delle visioni occorse allo
stesso Sofroni o in occasi one della sua mi r acol osa guari gi one da una mal at t i a
agli occhi : il sant o, defi ni t o pi vol t e sempl i cement e rxdpxuq dal l ' aut or e, riceve
in un caso, invece, l ' epi t et o di oxpaxr|X,dxT|<; (
M
) .
Da quest ' ul t i ma t est i moni anza s ar emmo i ndot t i a credere che Sofroni o
conoscesse un solo s. Teodor o, cui si pot eva assegnare il t i t ol o onori fi co di Stra-
t el at a; ma ci si deve a quest o punt o doma nda r e se non si t rat t i in f ondo, nella
cosci enza del l ' aut or e, del l o stesso sant o cui si riferisce Gi ovanni Mosco, con-
t empor aneo ed ami co di Sof r oni o, qua ndo menzi ona la prat i ca dei pellegrinaggi
alla vol t a di Euci t a in onor e del mar t i r e Teodor o (
1 5
). Se infatti Euci t a in
epoca post eri ore not or i ament e cent r o della devozi one verso il Ti r one, si pu
agevol ment e suppor r e che al l ' i ni zi o del set t i mo secolo la di fferenzi azi one defini-
t i va t ra i due sant i non fosse ancor a avvenut a, e che a s. Teodor o comi nci asse
(10) Miracula ss. Cyri et Iohannis 8, 10 ( seguo, per il testo, l 'edi zi one critica curata da
Nat al i o Fernndez Marcos; ancora utile, per la possi bi l i t di confrontare con il testo greco le anti-
che traduzioni latine, l 'edi zi one ad opera di Angel o Mai ri prodotta dal Mi gne): Fernndez Marcos,
Los Thaumata de Sofronio, p. 255 ( = PG 87ter, 3441a).
(11) L' uni co ms. che contenga i passi di Sof roni o su cui verte il mi o esame , infatti, il
Val. gr. 1607, del X secol o.
(12) Su Bonifatius e sulla sua traduzi one parziale dei Thaumata (12 capitoli su 70), compl e-
tata i ntorno all'875 da Anast asi o Bi bl i otecari o, si veda ora W. Berschi n, Bonifatius Consiliarius.
Ein rmischer Ubersetzer in der byzantinischen Epoche der Papsttums, in Lateinische Kultur im
Vili. Jahrhundert. Traube Gedenkschrift, hrsg. von A. Lehner und W. Berschi n, St. Ottilien 1989,
pp. 25-40 (si noti , peral tro, che l o st udi oso mani festa qual che dubbi o circa la ripartizione del
l avoro dei due traduttori come intesa da Angel o Mai sulla base di un' epi stol a del l o stesso Anast a-
si o: cf. ibid., p. 31).
(13) PG 87ter, 3442a.
(14) Miracula ss. Cyri et Iohannis 70, 16: Fernndez Marcos, Los Thaumata de Sofronio,
p. 398 (magister militum nella traduzi one latina di Anast asi o Bi bl i otecari o: cf. PG 87ter, 3671a).
(15) Io. Moschus, Pratum, 180 (PG 87ter, 3052b).
36
ad essere at t r i bui t o il t i t ol o onor i f i co di St r at el at a senza che ci compor t asse
l o s doppi ament o, veri fi cat osi sol t ant o pi t ar di . pr obabi l e, ci o, che ori gi na-
r i ament e l ' epi t et o non stesse ad i ndi care una real e qual i fi ca del mar t i r e nella
vi t a t er r ena, ma la sua qual i t di c oma nda nt e in capo delle schiere celesti adi bi t e
al l a difesa del l a ci t t : non gener al e tout court, bens , come si vi st o in Sofro-
ni o, 0TpaT07T8pxr| c; v ( l pxuai v.
Quest a mi a i pot esi dovr per al t r o rest are espressa in f or ma dubi t at i va,
al meno finch non sar compi ut o uno spogl i o compl et o delle t est i moni anze sul-
le l eggende e sugli appel l at i vi dei due sant i nel per i odo pr ot obi zant i no: se i nfat t i
le font i agi ografi che sono st at e accur at ament e classificate, edite e st udi at e (
1 6
) ,
l ' i nnogr af i a r i mane in buona par t e i nedi t a, ed andr ebber o i nol t re ri cercat e e
r accol t e le menzi oni occasi onal i dei due mar t i r i in t ut t a la l et t er at ur a sacra e
pr of ana dei secoli I V- X, ol t re alle at t est azi oni degli epi t et i nelle iscrizioni e nelle
l egende delle r appr esent azi oni fi gurat i ve del l o stesso per i odo; ri cerca, quest a,
di gr an mol e, che non pu r i ent r ar e nei limiti del pr esent e st udi o.
In quest a sede i nvece necessari o accennar e ancor a ad un' al t r a quest i one
i nt r ecci at a con il cul t o dei sant i Teodor i : quel l a dei l uoghi in cui essi er ano par t i -
col ar ment e vener at i . Nelle font i pi ant i che il cul t o di s. Teodor o mar t i r e sem-
br a t r ovar e il suo cent r o nel l a ci t t di Euci t a, dove secondo la l eggenda le sue
rel i qui e er ano st at e t r asl at e. Accant o per ad Eu%i xa le fonti r i cor dano anche
Exuva (o Ex ve i a ) , che non s embr a essere pur a var i ant e grafi ca del pr i mo
nome : i st rut t i va in pr opos i t o la Vita s. Lazari Galesiotae (BHG 979) compos t a
nel l a seconda met del l ' XI secol o dal di scepol o del s ant o, Gr egor i o, nella qual e
si dice che s. Lazzar o, (p0orx<; ov eiq E x wa v ( Ex t a v cod. ) Ka xv ayi ov
u p x u p a 0e8copov 7t pooKUvf| aaq, E K E B E V ,e>.0cbv Kaxf)X.9ev eie, Exa i xa v
Ka 7ipooKuvfiaac; Ka ecjnevoc; v xeo va xou yi ou npxupoc; 0eo8cpou
xou xripcovoq, cjeA.0cbv K8i6ev. . . f|M)ev eiq xc, Xcvaq (
1 7
) . Da quest a testi-
moni a nz a e da al t re del l o stesso t enor e par t e un i ngegnoso st udi o di N. Oi kono-
mi di s, che ha r ecent ement e r i pr opos t o con validi ar goment i l ' i pot esi che ai due
sant i Teodor i cor r i spondesser o due ci t t vicine t r a l or o, Euci t a, per l ' appunt o,
l a ci t t del Ti r one, e l a pi pi ccol a e meno not a Euci na, l egat a allo St ra-
t el at a (
l 8
) .
(16) Cl assi fi cazi one in BHG, II, pp. 277- 9, 281-6 e in Nov. Auct, BHG, pp. 204, 205-6
(alle voci Theodorus stratelates e Theodorus tiro); edi zi one e st udi o a cura di H. Del ehaye in
Acta SS. Nov. IV, pp. 11-89 (riferimenti a edi zi oni di si ngol e fonti non comprese negli Acta SS.
saranno dati nelle not e ai paragrafi successi vi ); studi o in Del ehaye, Saints militaires, pp. 11-43
e, con una fine analisi estesa anche alle fonti latine ed ori ental i , sia pure soprattutto in rel azi one
ad una t emat i ca parti col are, in Hengst enberg, Drachenkampf.
(17) Acta SS. Novembris III, p. 518c- d.
(18) Oi k onomi des , Le ddoublement de saint Thodore; cf. anche H. Del ehaye, Euchai'ta
et la legende de saint Thodore, in Anatolian Studies presented to W. M. Ramsay, Manchester
1923, pp. 129-134, speci al m. p. 133 ( = i d. , Mlanges, pp. 275- 280, speci al m. p. 279).
37
La t eor i a, che mer i t er ebbe di essere anal i zzat a con maggi or cur a, senz' al -
t r o suggest i va. Essa ha il mer i t o, t r a l ' al t r o, di dar e una spi egazi one pl ausi bi l e
a un dat o che ci i nt eressa pi da vi ci no e che st upi va il Del ehaye (
1 9
) : la man-
canza, nelle t re omel i e dedi cat e da Gi ovanni Ma ur opode al Ti r one, e da lui
pr onunci at e pr opr i o ad Euci t a in veste di met r opol i t a del l a ci t t (
2 0
) , di qual -
siasi al l usi one a s. Teodor o St r at el at a. Ragi oni di campani l e - pr opr i o
il caso di di rl o - vi et avano forse alla pi al t a aut or i t ecclesiastica di Euci t a
di riferirsi al l ' omoni mo sant o vener at o nella ci t t concor r ent e (
2 1
)-
E si pu anche s uppor r e, a nda ndo ol t re, che pr opr i o la ri val i t fra due
l uoghi di cul t o cos vicini sia st at a, fra le concause del l o s doppi ament o del l ' uni -
co mar t i r e st ori co nel l a t r adi zi one post er i or e, la causa deci si va, dal mome nt o
che ci ascuna delle due ci t t avr nat ur al ment e pr et eso di essere la sol a a conser-
var e le rel i qui e del mar t i r e (
2 2
). A quest a ri val i t a ndr a nno pr obabi l ment e i m-
put at e anche le osci l l azi oni dei nomi di l uogo che si veri fi cano nella t r adi zi one
manos cr i t t a dei vari pezzi del corpus agi ografi co rel at i vo al mar t i r e: tali oscilla-
zi oni si r i scont r ano non sol o fra le vari e recensi oni di una stessa l eggenda, ma
addi r i t t ur a t r a un manos cr i t t o e un al t r o - o addi r i t t ur a, nel l o stesso codi ce,
fra un passo ed un al t r o - di una stessa r edazi one (
2 3
) .
(19) Cf. Del ehaye, Saints militares, p. 36.
(20) Vedi infra, pp. 53- 55.
(21) Che Gi ovanni Mauropode conoscesse e venerasse anche s. Teodoro Stratelata tutta-
vi a evi dente non sol o dal canone qui edi t o, ma anche dal l ' epi gramma da lui dedi cato al l ' i cona
dei due santi Teodori , sul qual e vedi infra, pp. 52- 53.
(22) No n mi sent o, tuttavi a, di sottoscri vere senza riserve l 'i potesi espressa in Oi konomi -
des, Le ddoublement de saint Thodore, pp. 334- 5, s econdo la quale l o sdoppi ament o sarebbe
avvenut o sol o dopo la defi ni ti va vittoria sul l ' i conocl asmo del l ' 843, in segui to alla ri scoperta, nelle
due l ocal i t, di due i mmagi ni con caratteristiche i conograf i che diverse del l o stesso sant o: in armi
l ' una, ad Euci na, in abiti civili l'altra, ad Euci t a. In pri mo l uogo, i nfatti , la t est i moni anza di
Sof roni o - che presuppone gi per i primi decenni del set t i mo secol o l 'uso corrente del l ' epi teto
Stratelata in rel azi one a s. Teodoro - e l 'esi stenza gi tra sesto e setti mo secol o di due diversi
tipi i conografi ci per s. Teodoro martire [cf. C. Wei gert - E. Lucchesi Pal l i , art. Theodor Ti ro
von Euchai'ta (von Amas ea) , in Lex. christl. Ikon., VIII, col i . 447- 451, preci sam. col . 448; cf.
anche C. Wei gert, art. Theodor Stratelates (der Heerfiihrer) von Euchai'ta, ibidem, col i . 444-
446, preci sam. col . 445] l asci ano intravedere l 'esi stenza, in epoca pi ut t ost o al ta, di tutte le premes-
se necessari e all'avviarsi del processo di s doppi ament o. In s econdo l uogo la recensi one pi anti ca
della l eggenda del l o Stratel ata, la ed. Passio del l o ps. Abgar (cf. infra, pp. 45- 47) , godeva gi
di una not evol e di f f usi one poco dopo la met del secol o I X, c ome testi moni a l 'uti l i zzazi one diretta
che ne f anno Ni cet a Paf l agone ( I X- X sec. ) e Gi useppe l ' Innograf o (t 886) [vedi infra, pp. 50 e
51] : il che mi fa sospettare che possa essere datata ad un' epoca rel ati vamente pi anti ca.
(23) Esempl are il caso del ms . Ledensis Perizon. F. 10, cont enent e la Passio del l o ps. Ab-
gar (sulla qual e vedi infra, pp. 45-47): in esso per due vol t e ad E XCUTOK; | Exai r a vengono
da una mano pi recente sosti tui ti Excuvou; | Exi va (cf. Van Hoof f , Acta Theod. Ducis, p.
367) . Anche nella Passio premetafrasti ca B del l o Stratel ata (vedi infra, p. 48) , al 10, con
la sua dupl i ce menzi one di Euci na, si oppone quant o detto di Euci t a al 1 (cf. Hal ki n, Indits
byzantins, ri spetti vam. pp. 84-85 e p. 72) .
38
Per concl uder e, ci si pu doma nda r e se per si no le due di fferent i dat e di
commemor azi one l i t urgi ca del 7 ( oppur e 8) e 17 f ebbr ai o, post e a soli dieci gi or-
ni di di st anza l ' una dal l ' al t r a, non pos s ano essere riferite alle ant i che cel ebrazi o-
ni nelle due diverse l ocal i t .
2. S. Teodor o Ti r one nelle font i agi ografi che.
Tr a t t a ndo delle pri nci pal i font i rel at i ve a s. Teodor o (
2 4
) , si dovr i nnan-
zi t ut t o r i cor dar e un' omel i a di Gr egor i o di Ni ssa che, sebbene in passat o la
sua aut ent i ci t sia st at a cont est at a, rest a per noi il document o uni co del pi
ant i co st adi o di svi l uppo del l a l eggenda del mar t i r e (
2 5
)- Essa pr esent a la for-
ma t i pi ca del panegi r i co cr i st i ano, st r et t ament e di pendent e dal l ' encomi o della
r et or i ca pagana (
2 6
) , e fu pr onunci at a mol t o pr obabi l ment e i n Euci t a, davan-
ti ai pellegrini accorsi in gr an nume r o ex icuppcov rcaipCScov (
2 7
) , nel cor so
del l a commemor azi one annual e del s ant o nella basi l i ca a lui dedi cat a, che l ' or a-
t or e descri ve come ricca di decor azi oni pi t t or i che alle paret i e musi ve sul pavi -
me nt o, r af f i gur ant i scene della vi t a del mar t i r e.
La dat a della commemor azi one non espl i ci t ament e det t a, ma la st agi one
i nver nal e (
2 8
) s embr a r i condur ci alla festa del 17 f ebbr ai o. L' a n n o i mpreci sa-
(24) Per quant o ri guarda le figure dei due ss. Teodori , c ome per s. Demet ri o nel prossi mo
capi t ol o, non mi a i nt enzi one dare un quadro compl et o della ri cchi ssi ma letteratura che li concer-
ne, bens fare una rapida panorami ca dei testi pi anti chi , del i neando i caratteri delle tradi zi oni
sui martiri dal l e origini al l 'et in cui visse il Mauropode, al fine di scoprire le fonti di cui Gi ovanni
si servi to, e di supportare con riscontri tratti da altri autori l 'i ntel l i genza dei passi pi allusivi
dei suoi canoni . Saranno trattati soprat t ut t o gli scritti agi ografi ci , che, c ome vedremo, si di mostra-
no le fonti pi i mportanti del Mauropode, e per i quali di s poni amo spesso di otti me edi zi oni ;
spazi o mol t o mi nore avr l ' i nnografi a, per una serie di buoni moti vi : la scarsit di edi zi oni critiche
- e, il pi delle vol te, di edi zi oni tout court - , gli i nnumerevol i probl emi testual i , di attri buzi one
e di dat azi one, e la l oro mi nore i nfl uenza, st ando a quel che vedremo, nel processo di compos i zi o-
ne dei nostri canoni . Quant o alle fonti agi ografi che ed i nnografi che posteri ori al l 'XI secol o, se
ne far menzi one s ol o sporadi cament e, l addove esse presenti no spunti utili alla illustrazione dei
canoni mauropodei . - Per ulteriori noti zi e circa l'intera tradi zi one agi ografi ca sui ss. Teodori
si pu fare ri corso ai repertori e agli studi citati supra, a p. 37 not a 16; quant o ai testi i nnografi ci
ri mando alle voci eScopoi; ETpatr|XTr|<; e eocopoi ; Trjpcov nelP Index hagi ographi co-
l i turgi cus di Initia, V, 2, preci sam. pp. 127-129, e alle voci Te odor o Stratel ata, s. e Teodoro
Ti rone, s. in A. Armat i , Initia et indices, Ro ma 1983 ( Anal . Hymn. Graeca e codi ci bus eruta
Italiae inf. , I. Schi r cons . et ductu edi ta, XIII) , p. 404.
(25) BHG 1760 (ed. PG 46, 736- 748; ri edi zi one parziale ad opera del p. Del ehaye in Acta
SS. Nov. IV, pp. 27-9; un' edi zi one critica stata di recente curata da J. P. Cavarnos in Greg.
Nyss. opera X/ l , pp. 59-71). Sulla quest i one del l 'autenti ci t cf. Del ehaye, Saints militaires, p. 17.
(26) Cf. Del ehaye, Les Passions des martyrs, pp. 141-147, speci al m. p. 145.
(27) Greg. Nyss. opera X/ l , p. 61, 12-13 ( = PG 46, 736c).
(28) Cf. Greg. Nyss. opera X/ l , p. 61, 8 ( = PG 46, 736c): capa xeiM^voi;.
39
bi l e: si pu sol o ri cavare che si t r at t a di un mome nt o di pace, a un a nno di
t e mpo dal l e ul t i me i ncursi oni sci t i che; ma il peri col o di i nvasi oni non cessa-
t o, t ant o che nel l ' i nvocazi one finale l ' or at or e chiede al sant o di intercedere presso
il Sovr ano di t ut t i per la pat r i a - pat r i a del mar t i r e , i nf at t i , il l uogo della
sua Passi one - , per ch non l ont ani sono i mal vagi Sciti, che st anno per par -
t ori re guer r a cont r o di noi : in qual i t di sol dat o, combat t i a nost r a difesa (
2 9
).
Fa capol i no dunque , gi in epoca cos al t a, la fi gura del sant o mi l i t are come
pr ot et t or e della citt dagli assalti dei nemi ci (
3 0
) .
L' omel i a pr esent a la l eggenda nella sua f or ma pi sempl i ce: Te odor o, di
ori gi ne ori ent al e non megl i o pr eci sat a (
3 1
) , viene ar r uol at o nel l ' eserci t o e con-
dot t o a sver nar e con la sua l egi one nel Pont o (
3 2
) . I nf ur i ando la persecuzi one
di Mas s i mi ano, la gi ovane recl ut a (
3 3
) viene condot t a in gi udi zi o al cospet t o di
due aut or i t mi l i t ari , I ' T I Y E U C V e il xotc;iapxoc;: davant i ad essi egli fa la sua
confessi one di fede, sver gognando i nol t r e, con la menzi one della prol i fi ca Ma-
dr e degli di pagana, un sol dat o che si pr ende gi oco della di vi na gener azi one
del Ver bo.
A Te odor o viene concesso dai giudici un br eve per i odo di ri fl essi one, del
qual e egli invece appr of i t t a per br uci ar e il t empi o del l a Ma dr e degli di ad Ama -
sea. Denunci at o, cont i nua ad espri mersi con est r ema bal danza di front e ai magi -
st r at i , nonos t ant e le mi nacce di t or t ur a. I gi udi ci si pi egano addi r i t t ur a alle pr o-
messe, offrendogl i , qual or a abi ur i , il s ommo sacer dozi o pa ga no, per il qual e
il s ant o t r ova sol o par ol e di scher no. A ques t o punt o vengono messe in at t o
le mi nacce: le car ni del mar t i r e vengono r aschi at e, dopodi ch egli viene get t at o
i n carcere. Ma nella not t e i carceri eri scor gono una luce e odono cori prodi gi osi
pr oveni r e dal l a cella del s ant o. Al l a successiva condanna al r ogo l ' or at or e fa
sol o un r api di ssi mo accenno, chi udendo cos la nar r azi one del mar t i r i o.
Il r accont o, come si vi st o, pi ut t ost o l i near e, ma non per quest o del
t ut t o verosi mi l e, ed anzi non poco st i l i zzat o: gi sul finire del IV secol o doveva-
no ci rcol are l eggende t endent i a col l ocare la fi gura del mar t i r e in una di mensi o-
ne eroi ca, e pr obabi l ment e, come ri t eneva Del ehaye (
3 4
) , il Ni sseno (o chi per
lui) pot eva gi di spor r e di una vera e pr opr i a passi one epi ca, pur t r oppo non
pervenut aci , che costitu anche la base delle successive versioni in nost r o possesso.
(29) Greg. Nyss. opera X/ l , p. 70, 19-24 ( = PG 46, 748a- b) .
(30) Anche il ruol o di operat ore di mi racol ose guari gi oni gi attestato: la basi l i ca del
sant o defi ni ta cttpetov vccov noiKiXcov (Greg. Nyss. opera X/ l , p. 69, 24 = PG 46, 745c).
(31) Cf. Greg. Nyss. opera X/ l , p. 64, 23 (PG 46, 740d): n<XTp<; t oi vuv tcp vevvcacp f|
7tp<; f|>.tov v i a xo v xa x<pa-
(32) Cf. Greg. Nyss. opera X/ l , p. 65, 5 (PG 46, 741a) : Tipi; xf|v fi uExpav. . . xi pav.
(33) In Greg. Nyss. opera X/ l , p. 64, 17-18 ( = PG 46, 740c-d) il martire definito oipaTiccraic,
VEXEKTOC;.
(34) Del ehaye, Les Passions des martyrs, p. 224- 5; cf. anche Ada SS. Nov. IV, p. 12.
40
La seconda fase del l o svi l uppo della l eggenda t est i moni at a dal l a Passio
pr emet af r ast i ca di s. Te odor o Ti r one (
3 5
) , che, secondo un pr ocedi ment o car o
al l ' agi ogr af i a di t ut t e le epoche, arri cchi sce di par t i col ar i fant asi osi e edi fi cant i
il r accont o del l a sua f ont e, pr obabi l ment e la stessa ut i l i zzat a dal Ni sseno. Tut t a-
vi a, come st at o di mos t r at o, l ' agi ogr af o per pi gri zi a o per i ncapaci t non ha
s aput o fare al t r o, nel suo l avor o di ampl i f i cazi one, che at t i nger e, t al or a anche
ad verbum, a mat er i al e preesi st ent e: egli utilizza i nfat t i in mo d o i ncongr uo l ' an-
t i ca Passio s. Polycarpi ed i nt r oduce par t i col ar i che si r i t r ovano est r emament e
simili nelle passi oni di s. Teagene, di s. Nest or e e di s. Ar i adne (
3 6
) .
Quest i i t r at t i pecul i ari della nar r azi one della Passio: al t e mpo degli i mpe-
r at or i Mas s i mi ano e Mas s i mi no, Te odor o viene i ncor por at o nel l a legione dei
Ma r ma n t i , di st anza ad Amas ea, dal pr eposi t o Br i nga. Viene a quest o punt o
i nt r odot t a, in mo d o es t r emament e gof f o e sl egat o dal filo l ogi co, la nar r azi one
del l ' ucci si one, ad oper a del sant o, di un dr ago che i nfest ava i di nt or ni della
ci t t di Euci t a. Tor nat i al l ' accampament o, vi r i t r ovi amo il s ant o che, cont r o
gli or di ni di Br i nga, si ri fi ut a di sacri fi care agli di e mi l i t are nel l ' eserci t o (viene
ci o i mpr opr i ament e car at t er i zzat o come reni t ent e); segue l ' epi sodi o della bou-
tade sulla Ma dr e degli di (qui la bat t ut a offensi va cont r o l a gener azi one del
Ver bo viene at t r i bui t a ad un cert o Pos i doni o ducenarius).
Dur ant e l a paus a di riflessione concessagl i da Br i nga, il sant o cont i nua
a t est i moni ar e l a sua fede cri st i ana ed i ncendi a il t empi o del l a Ma dr e degli di .
Il mar t i r e viene condot t o a quest o punt o di nanzi al gi udi ce Publ i o St r at one,
che, dopo aver r i mpr over at o Bri nga per la poca avvedut ezza di mos t r at a nel ri-
met t er e i n l i bert Te odor o, e dopo aver cons t at at o l ' ost i nazi one della recl ut a,
l o fa r i nchi uder e in carcere affi nch muoi a di f ame; ma il sant o viene nut r i t o
dal l o Spi ri t o Sant o, e di not t e gli a ppa i ono Cr i st o e gli angel i . Nuovo i nt er r oga-
t or i o: alla fermezza del mar t i r e i carnefi ci r i s pondono r aschi andogl i le car ni .
Te odor o viene c onda nna t o al r ogo, e, dopo una serie di al t re scene pi ene di
l uoghi comuni agi ografi ci e i nverosi mi gl i anze, muor e; il suo cor po viene ri chi e-
st o da una pi a donna , dal car at t er i st i co nome par l ant e di Eusebi a, che lo seppel -
lisce in Euci t a.
Cont r o quel che ci at t ender emmo, la Passio pr emet af r ast i ca risale nella
sost anza, con ogni pr obabi l i t , ad un' e poc a mol t o pi ant i ca di quant o lasce-
r ebbe s uppor r e l ' at mosf er a f ant ast i ca che vi si r espi r a: ad essa sembr a i nfat t i
(35) BHG 1761 (cf. anche BHG e Nov. Auct. BHG 1762, 1762c, 1762d, 1762h); il t est o,
edi t o per la pri ma vol ta dal Del ehaye in Saints militaires, pp. 127-35, stato poi ri pubbl i cato
su pi ampi a base manoscri tta da H. Starck, Theodoros Teron. Textkritische Ausgabe der vorme-
taphrastischen Legende, Freising 1912, e nuovament e dal Del ehaye in Acta SS. Nov. IV, pp. 29-39.
(36) Cf. Del ehaye, Saints militaires, pp. 21-25; P. Franchi de' Caval i eri , Attorno al pi
antico testo del Martyrium S. Theodori Tironis, in i d. , Note agiografiche 3 (Studi e testi 22),
Ro ma 1909, pp. 91-107.
41
i spi r at o uno scri t t o che si si t ua in pi eno V secol o, l ' Encomi o per s. Te odor o
mar t i r e di Cr i si ppo di Ger us al emme (t 479) (
3 7
) . Esso pr esent a una st r ut t ur a
compl essa: i nfat t i il panegi r i co, che riferisce ampi ament e circa l a passi one del
mar t i r e, segui t o dal l a nar r azi one di dodi ci mi r acol i , pr obabi l ment e at t i nt i ad
una r accol t a ant er i or e per dut a (
3 8
) , che vengono anch' essi r accont at i al l ' udi t o-
ri o con not evol e dovi zi a di par t i col ar i , venendo a cost i t ui re un l ungo svi l uppo
a u t o n o mo (
3 9
) .
Per qua nt o r i guar da il r esocont o del mar t i r i o, poche sono le di fferenze
ri scont rabi l i ri spet t o alla Passio pr emet af r ast i ca: pr i nci pal ment e l ' ast ensi one dal -
l ' us o dei nomi pr opr i , secondo un pr ocedi ment o car o alla r et or i ca t ar do- ant i ca
e medi oeval e, e l ' assenza del l ' epi sodi o del dr a go, che per al t r o s embr a essere
nella Passio una i nt er pol azi one post er i or e C), ol t re a r appr esent ar e un el emen-
t o est r aneo alla t r a ma ori gi nari a della l eggenda del Ti r one (
4 1
). Di scr epanze pi
lievi a ndr a nno i mput at e in par t e alla r i el abor azi one di Cr i si ppo, in par t e anche
al f at t o che egli pot eva non avere di f r ont e es at t ament e il t est o che noi l eggi amo,
ma una r edazi one di esso pi ant i ca, non per venut aci (
4 2
) .
Pos s i amo dunque af f er mar e con sufficiente si curezza che Cr i si ppo e la
Passi one pr emet af r ast i ca r appr es ent ano, uni t ament e, le due facce compl emen-
t ar i del secondo st adi o della t r adi zi one sul mar t i r e Te odor o (
4 3
) .
Ter zo ed ul t i mo st adi o per noi ri l evant e nel l ' evol uzi one del l a l eggenda del
Ti r one r appr es ent at o dal l a versi one dat ane da Si meone il Met af r ast a nel suo
(37) BHG 1765c; edi to in A. Si gal as, Des Chrysippos von Jerusalem Enkomion auf den
hi. Theodoros Teron, Lei pzi g-Berl i n 1921 (Byz. Archi v 7) , pp. 50-79; nuova edi zi one a cura del
Del ehaye in Ada SS. Nov. IV, pp. 55- 72. L' attri buzi one del l ' opera a Cri si ppo, messa in dubbi o
dal Del ehaye pri ma che fosse edi ta cri ti camente (cf. Anal. Bolland. 31 [1912] , pp. 472- 73) , con-
fermata, tra l 'al tro, dal l 'espl i ci ta uti l i zzazi one che ne fece nel VI secol o il presbi tero Eustrazi o
di Cost ant i nopol i (cf. A. Si gal as, op. cit., pp. 11-12) e da el ementi interni di dat azi one e l ocal i zza-
zi one (cf. Hengst enberg, Drachenkampf, pp. 84-85).
(38) Vedi in proposi t o le osservazi oni del Del ehaye in Ada SS. Nov. IV, p. 19; cf. anche
Hengst enberg, Drachenkampf, p. 84.
(39) Ed infatti i mi racol i ci rcol arono anche staccati dal l ' Encomi o, in f orma fortemente ri-
maneggi at a: cf. A. Si gal as, 'H SiaoKsvi) TCV vn Xpvoinnov napaSeSonvcov Qau^xcov rov
yiov 0soScpov, in 'Enex. 'Eraipsiag Bv. ZnovStv 1 (1924), pp. 295- 339.
(40) Cf. Del ehaye, Saints militaires, p. 23, cui si aggi ungano i rilievi di Franchi de' Caval i e-
ri, Attorno al pi antico testo..., cit. (vedi supra, not a 36), pp. 106-7.
(41) L'estranei t del l ' epi sodi o del drago alla f orma originaria della l eggenda del Ti rone
sostenuta in Hengst enberg, Drachenkampf, pp. 278- 80.
(42) H. Del ehaye in Ada SS. Nov. IV, p. 19 sembra dichiararsi apertamente per la di scen-
denza di Cri si ppo dal l a Passio premetafrasti ca in nost ro possesso.
(43) A quest o stesso stadi o ri conduci bi l e la brevi ssi ma noti zi a per il 17 febbrai o edi ta
sulla base dei Sinassari S e Sa in Synax. Eccl. CP, col . 469, 11-32, che a quant o pare deri va dal l a
passi one premetafrasti ca. Si noter in essa la mancanza del l ' epi sodi o del SpctKcov, che l a accomu-
na a Cri si ppo.
42
menol ogi o C
4
): essa cost i t ui sce una sempl i ce r i el abor azi one stilistica del l a pas-
si one pr emet af r ast i ca, ar r i cchi t a del l a nar r azi one del mi r acol o dei collyba, at-
t i nt a al l o ps. Net t ar i o o ad una font e affi ne (
4 5
) . La versi one del Met af r ast a
pr esent a, per al t r o, un i nt er essant e pr obl ema di cri t i ca t est ual e in rel azi one al l ' e-
pi sodi o del dr ago, che non r i por t at o da t ut t i i manoscr i t t i del menol ogi o met a-
frast i co al l o stesso punt o. Se in al cuni codi ci esso ri feri t o alla Passio del Ti r o-
ne, in altri viene i nvece i nser i t o, i dent i co ad verbum, nel l a Passio del l o St rat el a-
t a (
4 6
) , ment r e in al t ri manoscr i t t i ancor a pr esent e in a mbe due i testi (
4 7
) .
difficile di re a qual e delle due passi oni met af r ast i che esso appar t enesse in origi-
ne: qui i nt eressa sol t ant o ri l evare l ' osci l l azi one del mot i vo, ancor a una vol t a
i ndi cat i va del fort e l egame t r a le figure dei due sant i , ma anche, forse, di una
ri val i t esi st ent e non sol t ant o in mbi t o locale fra le due diverse t radi zi oni leg-
gendar i e, t al e da condur r e ad i ndebi t e cont ami nazi oni per si no ent r o una t r adi -
zi one manos cr i t t a r el at i vament e ri gi da come quel l a del menol ogi o del Met af r a-
st a, ed in un' e poc a in cui l o s doppi ament o si era or mai da t empo compi ut o.
L' i mmedi at o successo che arri se al menol ogi o del Met af r ast a fece s che
l a Passio del Ti r one ivi cont enut a fosse subi t o pr esa a model l o per le successive
r i el abor azi oni del l a l eggenda. qua nt o si verifica forse nella r api di ssi ma e con-
fusa not i zi a per il 17 f ebbr ai o cont enut a nel ed. Menol ogi o (in real t Si nassa-
ri o) di Basilio I I (
4 8
) , ri sal ent e, come not o, agli ul t i mi ssi mi anni del X seco-
l o o ai pr i mi del l ' XI , e s opr at t ut t o nel l a Passi one cont enut a nel ed. Menol ogi o
i mper i al e A , conf ezi onat o pr obabi l ment e per l ' i mper at or e Mi chel e IV Paf l a-
gone (1034-1041): essa, come mol t i al t ri testi del l a medesi ma r accol t a, non
che un s unt o dal Met af r ast a per sot t r azi one, ot t enut o, ci o, el i mi nando pe-
r i odi , frasi o singole par ol e che non fossero st r et t ament e i ndi spensabi l i al rac-
c ont o, e cons er vandone invece l ' essenzi al e r i pr odot t o ad verbum (").
Nut r i t a la serie dei testi r i guar dant i i mi r acol i oper at i dal sant o (
5 0
) : in
essi s. Te odor o Ti r one appar e non sol o come di fensore della comuni t dai nemi -
(44) BHG 1763; ed. in Del ehaye, Saints militaires, pp. 136-150; nuova ed. in Acta SS. Nov.
IV, pp. 39-45.
(45) Cf. Del ehaye, Saints militaires, p. 25. Sui KA.A.op'a (o KXupa) e sul l o ps. Nettari o
vedi infra, p. 44.
(46) Sulla Passi one metafrasti ca di s. Teodoro Stratel ata vedi infra, pp. 48-49.
(47) Cf. in proposi t o Del ehaye, Saints militaires, pp. 26 e 31-2.
(48) PG 117, 317a-c.
(49) BHG 1763b: ed. in Lat ysev, Meno!., I, pp. 86- 92. - Nel ed. Menol ogi o Imperi al e
B, i ncompi ut a literarische Vorstufe della raccol ta A, cont enut a l 'i nedi ta Passi one BHG 1763a,
anch' essa sunt o dal Metafrasta ot t enut o con la medesi ma tecni ca, ma in rapporto di reci proca
i ndi pendenza con la Passi one del Menol . i mp. A: cf. Ehrhard, Uberlieferung, III, pp. 416- 417.
(50) Oltre ai mi racol i narrati da Cri si ppo, che, c ome si det t o, hanno avut o anche una
tradi zi one manoscritta indipendente dal l ' Encomi o insieme al quale sono stati concepiti (BHG 1765d),
si ri cordi no le raccol te mi nori BHG e Nov. Auct. BHG. I765f-v.
43
ci est erni , ma anche in veste di t a uma t ur go e come soccor r i t or e dei suoi fedeli
in t ut t e le necessit del l a vi t a quot i di ana e nelle quest i oni di gi ust i zi a spiccio-
la (
5 1
)- Uno svi l uppo i ndi pendent e di par t i col ar e interesse r appr es ent at o dal -
la serie di testi che r i guar dano il gi ci t at o mi r acol o dei collyba (
5 2
) , t r a i qual i
spicca il panegi ri co dello ps. Net t ar i o di Cost ant i nopol i ("), utilizzato forse, co-
me si vi st o, dal l o stesso Met af r ast a nella sua Passio del Ti r one. Dat a l ' i mpor -
t anza di quest o mi r acol o e della cel ebrazi one liturgica ad esso legata (
5 4
), e con-
si der at o che i due canoni dedi cat i da Gi ovanni Ma ur opode al Ti r one, di cui
si di r in segui t o, r i guar dano pr i nci pal ment e la festa dei K^AuPa, ne ri assume-
r l ' ar goment o seguendo il r api do r accont o del Met af r ast a. L' e mpi o i mper at or e
Gi ul i ano l ' Apos t at a, per pi egare la popol azi one cri st i ana di Cost ant i nopol i al
paganes i mo, deci de di adot t ar e uno s t r at agemma: far vender e al mer cat o, al-
l ' i nsaput a dei compr at or i , cibi aspersi del sangue delle vi t t i me sacri fi cat e agli
di pagani , dal l e qual i i cri st i ani si as t engono r i gor os ament e. Ma al vescovo
del l a capi t al e appar e in sogno s. Te odor o Ti r one, che gli rivela l ' espedi ent e che
ver r messo in at t o da Gi ul i ano, e gli i ngi unge di esor t ar e i fedeli a nut r i r si ,
in quest a occasi one, di K ^ u p a : quest o il nome in Euci t a - dice il sant o
nel cor so del l a vi si one di una sor t a di focacce di f r ument o bol l i t o.
Con il passar e del t empo sempr e pi cr ebber o i mot i vi favolistici al l ' i nt er-
no del l a l eggenda del Ti r one: ol t re alle ampl i fi cazi oni del l ' epi sodi o del dr ago
t r ovi amo i nfat t i , nella l et t er at ur a agi ografi ca che l o r i guar da, una serie di svi-
l uppi concer nent i la vi t a e l ' i nf anzi a del mar t i r e che pr obabi l ment e at t i ngono
a mot i vi popol ar i , abi l ment e vari at i con un not evol e uso di f ant asi a, fi no ad
ot t ener e delle verie e pr opr i e t r ame r omanzes che (
5 5
) .
In al cuni testi si fa l ' i nt er essant e t ent at i vo di combi nar e quest e font i favo-
listiche con il r esocont o del l a passi one e con l ' epi sodi o dei K^AuPa o al t ri mi r a-
coli (come quel l o del l ' i cona del mar t i r e commi s s i onat a da Eusebi a) , fi no a for-
ma r e delle vere e pr opr i e pi ccol e enci cl opedi e su s. Te odor o Ti r one: il caso
del l a Vi t a scri t t a nel X- XI sec. da un ami co del Met af r ast a, Ni cef or o Ur a-
no (
5 6
), che combi na la fant asi osa compi l azi one not a come Vita, educatio et mi-
(51) Grazi oso il caso della ypaOc; nxtoxi alla qual e vi ene rubata una gal l i na, risarcita con
l 'ai uto del santo: mi racol o 2 nella raccolta di Cri si ppo, si trova anche, ad esempi o, in BHG 1765h.
(52) Cf. BHG e Nov. Auct. BHG 1768, 1768a-e, 1769.
(53) BHG 1768 (ed. PG 39, 1821-40).
(54) Per la festa dei KXXuPct, vedi supra, p. 35.
(55) Per questa letteratura cf. BHG e Nov. Auct. BHG ai numeri 1764, 1765, e soprattutto
1766, 1766a-h, 1767.
(56) BHG 1762m: ed. Hal ki n, Nicphore Ouranos, pp. 313- 323. Sulla vi ta e sul l 'atti vi t
letteraria di Ni cef oro si veda ora E. McGeer, Tradition and Reality in the Takt i ka of Nikephoros
Ouranos, in Dumbarton Oaks Papers 45 (1991), pp. 129-140, con la bi bl i ografi a precedente.
44
racula s. Theodori (
5 7
) con l o ps. Net t ar i o o al t r a font e simile sui coJlyba (
58
);
ma qua nt o si verifica anche in i nnogr af i a, nel pr i mo cont aci o del l o ps. Roma -
no per s. Teodor o (
5 9
) , che per l ' epi sodi o del dr ago e per i mi racol i di pende
da una font e affine alla medesi ma compi l azi one (
6 0
) , ment r e nel r esocont o del
mar t i r i o r i pr ende evi dent ement e la Passio pr emet af r ast i ca (
6 1
) .
Qua nt o alle al t re font i i nnogr af i che ant i che di maggi or e i nt eresse, il secon-
do cont aci o ps eudo- r omaneo (
6 2
) sembr a at t i ngere ad un t est o affine come con-
t e nut o, se pur di vergent e in al cuni par t i col ar i , alla Passio pr emet af r ast i ca; un
cont aci o at t r i bui t o sulla base del l ' acr ost i co a Te odor o St udi t a (
6 3
) segue invece
per il mar t i r i o la medesi ma Passio pr emet af r ast i ca, per i mi r acol i Cr i si ppo: esso
va per ci ri feri t o al Ti r one e non al l o St r at el at a, come si legge invece al f. 60v
del celebre cont acar i o Corsin. 366 (gr. 1), che ce lo ha conser vat o (
M
) .
3. S. Teodor o St r at el at a nelle font i agi ografi che.
La r api da anal i si delle pri nci pal i font i rel at i ve al Ti r one compi ut a nelle
pagi ne pr ecedent i per met t er di r i conoscer e a col po d' occhi o l ' est r ema somi -
gl i anza fra gli el ement i di base del l a sua l eggenda e quelli della l eggenda di s.
Te odor o St r at el at a, di cui st i amo per occupar ci . Lo status mi l i t are del mar t i r e,
il sacri l egi o da lui compi ut o nei conf r ont i dei si mul acri degli di pagani , la visio-
ne not t ur na di Cr i st o, la st r ut t ur a stessa del l ' i nt er r ogat or i o, i nt er r ot t o da un
br eve per i odo t r ascor so in pr i gi one, al cune modal i t dei suppl i zi : t ut t i quest i
dat i , ol t re ad una serie di par t i col ar i di mi nor e i mpor t anza, s ono pr obabi l ment e
ri conduci bi l i alla fase pi ant i ca del l a l eggenda, ant er i or e al l o s doppi ament o,
e s ono forse in par t e r i spondent i alla r eal t st ori ca della fi gura del s ant o.
Essi si r i t r ovano gi nel l a versi one pi ant i ca in nos t r o possesso del l a leg-
genda di s. Teodor o St r at el at a, la cosi ddet t a Passio del l o ps . Abgar (
6 S
) , che
t r ae il nome dal pr es unt o aut or e Abgar , segret ari o del sant o e t est i mone del l a
(57) BHG 1764 {Acta SS. Novembris, IV, pp. 49- 55) . Su di essa si veda ora C. Zuckerman,
The Reign of Constanti/te V in the Miracles of St. Thodore the Recruit (BHG 1764), in Rev.
d. tudes Byz. 46 (1988), pp. 191-210, che la data al l ' epoca della controversi a i conocl asti ca.
(58) Per le fonti di Ni cef oro cf. ibid., p. 200; Hal ki n, Nicphore Ouranos, pp. 310- 312.
(59) Maas - Trypani s, Romani cani, dubia, pp. 145-154: i ne. Tv 7tEpif5r|Tov n pt upa . . .
(60) Cf. Hengst enberg, Drachenkampf, p. 95; H. Del ehaye in Acta SS. Nov. IV, p. 21.
(61) Come risulta dal conf ront o dei testi: cf. soprat t ut t o Del ehaye, Saints militaires, p.
128ss. e Maas - Trypani s, Romani cant. dubia, pp. 149-152 (str. 14 e ss. ).
(62) Maas - Trypanis, Romani cant. dubia, pp. 155-163: ine. FlteTiv Xpi oroO cse OcopaKa...
(63) Edi t o in J. B. Pi tra, Analecta Sacra spicilegio Solesmensi parata, I, Parisiis 1876, pp.
361- 65: i ne. ' AvSps i a i|/uxfi<; Tf|v ni axi v. . .
(64) Cf. ibid., p. 361, in apparat o.
(65) BHG 1750; ed. Van Hoof f , Acta Theod. Ducis, pp. 359-367.
45
sua passi one, i ncari cat o di ret t ament e dal mar t i r e di redi gerne una memor i a (
6 6
).
Secondo il suo r accont o, Li ci ni o, successore di Mas s i mi ano e cont i nuat or e del l a
sua pol i t i ca ant i cr i st i ana, cer cava di cost ri ngere i per sonaggi pi r agguar devol i
del l ' ammi ni st r azi one e del l ' eserci t o a sacri fi care agli di , cos da r i condur r e le
masse al paganes i mo. In quest a cat egor i a r i ent r ava anche Teodor o, auvTiyopoq
(3aaiXiK c; a xoX. a a " UK<; e per sonaggi o in vi st a del l ' eser ci t o, gi di st i nt osi per
aver ucciso uno spavent oso dr ago che i nfest ava i di nt or ni di Euci t a, suo avi t o
pos s edi ment o.
Il Drachenkampf viene mi nuzi osament e nar r at o: Teodor o si al l ont ana dal -
l ' accampament o con la preci sa i nt enzi one di ucci dere il dr ago; gi unt o senza sa-
per l o nei pressi della sua t ana si a ddor me nt a su di un pr at o, ma vi ene svegliato
dal l a pi a Eusebi a, che l o avvert e del peri col o che cor r e e lo esor t a ad andar s ene.
Il s ant o, t ut t avi a, persevera nel suo pr opos i t o e, dopo aver esor t at o il pr opr i o
caval l o ad assi st erl o nel l a l ot t a, or di na al dr ago di usci re dal l a t ana: la fiera
obbedi sce e t r ova cos la mor t e, sot t o gli zoccoli del caval l o e i colpi della s pada
del mar t i r e. Il pr odi gi o pr ovoca, al r i t or no di Teodor o ad Er acl ea, numer os e
conver si oni al cri st i anesi mo nelle file del l ' eser ci t o.
Concl uso il flashback sul dr ago, l ' agi ogr af o ci descri ve l ' i nvi t o, ri vol t o
da Li ci ni o a Te odor o t r ami t e i nt er medi ar i , a recarsi presso di lui a Ni comedi a;
Te odor o per , abi l ment e scher mendosi , ot t i ene che sia l o stesso i mper at or e a
fargli visita ad Er acl ea. La not t e pr ecedent e al l ' ar r i vo di Li ci ni o, Te odor o ha
una visione in sogno: il t et t o della st anza si scoper chi a ed appar e Cr i st o, che
gli annunci a l ' i mmi nent e mar t i r i o; dest at osi , il s ant o va i ncont r o al l ' i mper at or e
present andosi in splendide vesti e accogliendolo con ost ent at a magni fi cenza, t ant o
da t r ar l o in i nganno e da farsi consegnar e i si mul acri degli di che egli aveva
con s. Qua ndo, a di st anza di qual che gi or no, Li ci ni o espr i me il desi deri o di
sacri fi care agli di , si vi ene a sapere che Teodor o ne ha i nf r ant e le st at ue, d' or o
e d' ar gent o, per di st r i bui r ne i pezzi ai poveri (si not i che si par l a in par t i col ar
mo d o della st at ua di Ar t emi de, il cui nome r i cor r e, in al t er nat i va con quel l o
del l a Madr e degli di , nelle vari e versi oni del l a l eggenda del Ti r one) . Al l a furia
del l ' i mper at or e il mar t i r e r i sponde con un di scorso pi eno di scher no.
A quest o punt o Li ci ni o or di na una serie spr oposi t at a di crudel i t or ment i :
il s ant o viene st i r at o per le quat t r o est r emi t , fl agel l at o a l ungo, col pi t o violen-
t ement e alla nuca (
6 7
), le sue carni vengono l acerat e con unci ni di ferro e le sue
(66) Cf. 12 ( Van Hoof f , Ada Theod. Ducis, p. 365): ' Ev a 8 napr\\iT\v TaxuYpcpoc;
AOyapot;, pcv x<; KoXaEtc/ KOUCOV 8 KC T<BV syKpixpicov axou axvayu.cv, u|/ ac; xo<;
KtoSlKXXoUQ EKUXlvSoLlTIV SupHEVOQ UpC, XOC, 7tOOV CtTOO. ' O S KplQ UlOU EScOpOC,...
Xyei' Af t yaps, \ir\ yKaxaXinvic, x s pyov oou KC UT) KKync, x<; \isXXovaac; sic; )j, xmcopiac;
7ioarinctvai' XX' muEi vov i va Ka Tf|v acpi^iv | OU yp\|/Tj<; Ka xoc; ycvac; Ka xn.v f mi pa v
xf[c, rzXzwhmtc, nou. Per il xrccx; agi ograf i co del t est i mone ocul are, comune soprattutto l addove
il raccont o si fa pi i nverosi mi l e, cf. Del ehaye, Les Passions des martyrs, pp. 182-183.
(67) Le modal i t di questa tortura non appai ono del t ut t o chiare: Ka (xei xa i a KE^EUEI
46
ferite arse con t i zzoni e graffi at e con cocci . Vi ene poi t enut o in carcere per cin-
que gi orni senza ci bo, con i piedi chi usi in ceppi ; croci fi sso, gli vengono t rafi t t i
i Kpuqna ui Xn con uno spi l l one, un gr uppo di fanciulli saet t a dar di cont r o i
suoi occhi , gli vengono t agl i at i i t est i col i . Il mar t i r e s embr a aver esal at o l ' ul t i mo
r espi r o, e viene perci a bba ndona t o sul l a croce senza cust odi a; ma l ' angel o del
Si gnor e, nel cor so del l a not t e, l o l i bera e l o r i sana.
Al mat t i no Li ci ni o, deci so a prel evare il cor po del mar t i r e e a farl o get t are
in ma r e , i nvi a sul pos t o due cent ur i oni , Ant i oco e Pat r i zi o, i qual i per , veden-
do il mar t i r e vi vo e r i sanat o, cr edono alla r esur r ezi one pr edi cat a dai cri st i ani .
Avut a l a not i zi a, l ' i mper at or e i nvi a il pr oconsol e K V C T O Q con t r ecent o sol dat i
ad ucci dere il mar t i r e ed i suoi nuovi prosel i t i , ma anche quest i si conver t ono
al cr i st i anesi mo, e con l or o l a folla accor sa, che i nsorge cont r o Li ci ni o. Il sant o,
dopo aver sedat o la ri vol t a con una pr edi ca sul l ' umi l t cri st i ana, pas s ando di-
nanzi al carcere l i bera pr odi gi os ament e i pri gi oni eri i n esso ri nchi usi , ed infine
si consegna vol ont ar i ament e ad un nuovo i nvi at o di Li ci ni o, dopo aver pl acat o
nuova me nt e gli ani mi del l a folla ed aver r a c c oma nda t o ad Abgar di seppellirlo
nei suoi possedi ment i di fami gl i a in Euci t a.
Vi ene infine decapi t at o il 7 di f ebbr ai o, di s abat o, nel l a pr i ma set t i mana
del l a sant a Quar es i ma ad Er acl ea; l ' 8 di gi ugno le sue spoglie vengono t r asl at e
i n Euci t a, dove ancor oggi da ogni l uogo della t er r a il genere u ma n o si r acco-
glie, per ch il Si gnor e oper a pr odi gi e guar i gi oni i n gr an nume r o per mezzo
delle sant e spogl i e del vi t t or i oso mar t i r e Te odor o (
6 S
) .
Della gr ande f or t una di cui quest a recensi one ha godut o s ono t est i moni ,
ol t r e al l ' enor me nume r o di manoscr i t t i che ce la t r a ma nda no, anche due ant i che
[scil. AIK VIOCJ atpvpaic, u.oX,u35ivai<; TV l v o v i a atoO TU7iTec0ai vnXEci;; questo si leg-
ge al 11 della Passio, in Van Hoof f , Acta Theod. Ducis, p. 364, edi zi one il cui testo, per,
si basa su un sol o manoscri t t o. Che a ocpupaiq vada sosti tui to ccpaipait; sembra provat o dal f at t o
che le recensi oni della l eggenda che, c ome vedremo, di pendono di rettamente o i ndi rettamente da
quel l a del l o ps. Abgar (e ci o le due versioni premetafrasti che, l a passi one metafrasti ca e il si nassa-
rio) presentano quest ' ul t i mo termi ne i nvece del pri mo: in sintesi, s. Teodoro verrebbe col pi t o non
con magl i di pi ombo, ma con flagelli recanti alle estremi t delle sfere di pi ombo (per quest o
t i po di suppl i zi o cf. P. Franchi de' Caval i eri , Note agiografiche, fase. 8 , Ci tt del Vat i cano 1935
[Studi e testi 65] , p. 38 not a 1); ed infatti fra i manoscri tti del l o ps. Abgar che ho pot ut o consul tare
ri port ano la l ezi one opcupai Q ( o, con grafi a foneti ca, o(ppan;/ o(paipE<;) i codd. Vat. gr. 679 (XI
s e c ) , f. 28v; Barb. gr. 318 ( XII- XIII s e c ) , f. 105v; Vat. gr. 1190 ( XVI s e c ) , f. 86; Ottob. gr.
92 ( XVI s e c ) , f. 76. Ma la l ezi one oi ppai q/ oi ppac, anti ca e di ffusa [cf. ad es. Vat. gr. 1667
( X s e c ) , f. 77; Vat. gr. 866 ( XI- XII s e c ) , f. 387; Vat. gr. 1631 ( XII s e c ) , f. 217v] , ed ricostruibile
anche per l 'ori gi nal e greco alla base del l ' omel i a armena BHO 1168, che a quant o pare deri va,
per il trami te di una t raduzi one perduta, propri o dal l o ps. Abgar: cf. la l ezi one mrcok' (strument.
pl ur. =l at . mal l ei s) in Vark' ew vkayabanut'iwnk'srboc' hatantir k'aiealk' i carantrac' [ = Vi tae
et passi ones sanct orum selectae ex Ecl ogari i s] , I, Venezi a, ti pografi a dei PP. Mechi tari sti , 1874,
p. 576 ( hammers nel l a trad. i ngl ese di Conybeare, Monuments of Early Christianity, p. 230) .
(68) Cf. 17-18 ( Van Hoof f , Acta Theod. Ducis, p. 367).
47
t r aduzi oni l at i ne (
6 9
) . Da essa i nol t re der i vano, di r et t ament e o i ndi r et t ament e,
t ut t e le al t re versi oni greche a noi not e del l a l eggenda, a par t i r e dal l e due recen-
si oni pr emet af r ast i che. La pr i ma di esse, che def i ni r emo Passio pr emet af r ast i ca
A (
7 0
) , pr esent a al cune pecul i ar i t , dovut e s opr at t ut t o ad una cert a t enden-
za del r edat t or e a r ender e pi verosi mi l e lo sl egat o i nt recci o del suo model l o,
i st i t uendo r accor di logici fra i vari epi sodi e mot i vando megl i o il concat enar si
degli event i , ma cons er vando scr upol osament e l ' or di ne in cui essi si svol gono
nel l a font e. Non r i pet er , dunque , il r accont o, che si s noda pr at i cament e i dent i -
co: le di fferenze s ar anno ri scont rabi l i s opr at t ut t o nel l o stile, o in cert e carat t eri -
st i che ampl i fi cazi oni di espressi oni o epi sodi del model l o (si not er ad esempi o,
nel l o svi l uppo del l a descri zi one delle t or t ur e, una cert a predi l ezi one per i det t a-
gli pi cr udi ) , ovver o in spor adi che omi ssi oni di el ement i r i t enut i superfl ui o
non i nt onat i st i l i st i cament e alla nuova veste dat a alla st ori a; il par t i col ar e pi
vi st oso al qual e l ' aut or e r i nunci a pr opr i o l ' i o- nar r ant e, Abgar , che scompar e
compl et ament e anche dal l a nar r azi one (
7 1
) .
Mol t o simile il pr ocedi ment o us at o nella sua r i el abor azi one l et t erari a
dal l ' aut or e della Passio pr emet af r ast i ca B (
7 2
) , che utilizza anch' egl i l o ps. -
Abgar , ma in mo d o del t ut t o i ndi pendent e dal l a versi one pr emet af r ast i ca A.
Di versi , i nfat t i , s ono gli el ement i di vol t a in vol t a t r ascur at i o ampl i fi cat i ; per
fare un solo esempi o, sebbene anche nella versi one B Abgar scompai a come
nar r at or e, non vi ene per me no la sua funzi one di per sonaggi o: egli rest a il
servo di Teodor o al qual e il mar t i r e si ri vol ge poco pr i ma di mor i r e per affi dar-
gli le pr opr i e ul t i me vol ont .
L' ul t i ma recensione i mpor t ant e in ordi ne di t empo ancor a una volta quella
cont enut a nel menol ogi o di Si meone il Met af r ast a (
7 3
) . Essa st r et t ament e di -
pendent e dal l a Passio pr emet af r ast i ca A, ma st at a scri t t a mol t o pr obabi l -
ment e t enendo sot t o gli occhi anche la versi one B: Fr ancoi s Hal ki n, che ha
cur at o la pr i ma edi zi one di ques t ' ul t i ma nel 1963, ha avut o i nfat t i buon gi oco
nel di most r ar e che mol t e espressi oni par t i col ar i della versi one met af r ast i ca di-
pe ndono alla l et t era da B (
7 4
) ; ma egli aveva senz' al t r o t or t o qua ndo, sulla
base di quest i el ement i , si chi edeva se l a font e del Met af r ast a non andasse ricer-
cat a in B pi ut t ost o che, come credeva il Del ehaye (che non conosceva B) ,
nel l a versi one A (
7 5
) . Ad una l et t ur a at t ent a si not a, i nf at t i , una est r ema so-
(69) BHL 8084 e 8085.
(70) BHG 1751. Ed. in Del ehaye, Saints militaires, pp. 151-167.
(71) Circa le tendenze del redattore ed il suo at t eggi ament o verso la f ont e, si vedano le
osservazi oni di Del ehaye, Saints militaires, pp. 29- 31.
(72) BHG 1751b: ed. Hal ki n, Indits byzantins, pp. 71- 85.
(73) BHG 1752: ed. in Del ehaye, Saints militaires, pp. 168-182.
(74) Hal ki n, Indits byzantins, p. 70.
(75) Ibid., p. 70 not a 13; cf. Del ehaye, Saints militaires, p. 31.
48
mi gl i anza di espressi oni fra A ed il t est o del Met af r ast a, non sol o nel l ' epi so-
di o del dr ago (
7 6
) , nel qual e B si di mos t r a senz' al t r o pi sbr i gat i vo, ma un
p o ' ovunque, s opr at t ut t o in quel l a cur a per i nessi logici e per la verosi mi gl i anza
che, come si vi st o, in A par t i col ar ment e per segui t a. Qua nt o ai ri scont ri
ver bal i , si not er ad esempi o che il Met af r ast a segue da vi ci no l a recensi one
A nel r esocont o delle t or t ur e, nel qual e l ' anoni mo agi ogr af o aveva di most r a-
t o un par t i col ar e i mpegno descri t t i vo: in par t i col ar e nella nar r azi one del t or-
me nt o i nfl i t t o agli ai So a del mar t i r e si pu ri l evare un gr an nume r o di espres-
sioni i dent i che (
7 V
).
Dal l a recensi one met af r ast i ca deri va anche, con la consuet a tecnica di com-
pendi o, la Passi one dello St r at el at a cont enut a nel Menol ogi o I mper i al e A (
7 8
) .
Per qua nt o la r i guar da, not er sol t ant o che sia essa che la Passi one del Ti r one
cont enut a nella medesi ma raccol t a (
7 9
) r i as s umono in mo d o paral l el o e i ndi pen-
dent e - anche se, dat a la t ecni ca ut i l i zzat a, per lo pi coi nci dent e ad verbum
- , il medesi mo t est o met af r ast i co sul SptxKcov (
8 0
) , e s embr ano pr es uppor r e
(76) La di pendenza del Metafrasta, per quant o riguarda l ' epi sodi o del drago, dalla Passio
premetafrasti ca A del l o Stratelata pone nuovament e in di scussi one la col l ocazi one originaria
del l ' epi sodi o nel menol ogi o met af rast i co. Come si vi sto (cf. supra, p. 43) , nei ms s . del Metafrasta
esso riferito ora a s. Teodoro Ti rone ora a s. Teodoro Stratel ata, ora ad entrambi , ma il fatto
che nel suo raccont o Si meone di penda da una delle versi oni della l eggenda del l o Stratelata mi
fa pensare che per la Passi one di quest ' ul t i mo egli l 'avesse scritto in ori gi ne; a meno di suppore
che il Metafrasta stesso abbi a i nt enzi onal ment e vol ut o inserire i denti co il medes i mo epi sodi o nelle
passiones di ambedue i martiri (cos Hengst enberg, Drachenkampf, p. 247) , il che tuttavia costi tui -
rebbe un caso di f usi one tra fonti su santi diversi (e di ri peti zi one di un medes i mo brano in pi
punti ) che a quant o ne so non ha paralleli nel menol ogi o di Si meone.
(77) Un sol o esempi o: Passio premetafr. A ( Del ehaye, Saints militaires, p. 163): r|Xv
u v a oi 8r| po0v ^.a|x(3vouai, TOO XFJC; a oui ; a7tTOVTai uopi ou Ka - & xeipcv uaapcv, a> VUXFI<;
kau.coTTT|c; Ka cbuoTaint; - T V Kur)v ocmitep fjv TOO mori pou 8i TOO v T<B u.opia> 8iE^.auvouoi
7i pou. . . . Si meone il Metafrasta (ibid., p. 177): . . . TOU TT<; aiSouc, aTt i ovxai uopi ou Ka -
& xst pwv uiapcv, a> VUXFK muoi-unc; Ka vai axvTou - r\Xv t wa cuSnpoOv kafivrec, a ya v
, Taiov vi aai 8t xou v TC (topico rcpoo. Nul l a di si mi l e in B. - In general e andr not at o
che quest o caso di cont ami nazi one di pi fonti circa il medes i mo santo (a quant o ne so non
ancora segnal at o dagli studi osi ) non i sol at o nel Metafrasta; sembra anzi che il procedi ment o
possa essere consi derat o frequente nel suo menol ogi o: per casi anal oghi si vedano W. Lackner,
Zu Editionsgeschichte, Textgestalt und Quellen der Passio S. Polyeucti des Symeon Metaphrastes,
in BvCavTioc;. Festschrift fr H. Hunger zum 70. Geburtstag, hrsg. von W. Hrandner, J. Koder,
O. Kresten und E. Trapp, Wi en 1984, pp. 221- 231, preci sam. pp. 228- 231; S. Ef t hymi adi s, John
of Sardis and the Metaphrasi s of the Passi o of St. Nikephoros the martyr (BHG 1334), in Riv.
Stud. Biz. Neoell. n. s. 28 (1991), pp. 23- 44, preci sam. pp. 31- 32.
(78) BHG 1752b. Ed. in Latysev, Menol., I, pp. 28- 36. - Ancora i nedi ta, i nvece, la Passio
BHG 1752a cont enut a nel Menol ogi o Imperi al e B. Anch' es s a, tuttavi a, risulta essere un' epi t ome
del testo met af rast i co: cf. Ehrhard, Uberlieferung, III, pp. 420- 421.
(79) Cf. supra, p. 43.
(80) Cf. Lat ysev, Menol., I, pp. 28-29 e 87.
49
dunque , come f ont e, un manos cr i t t o del Met af r ast a appar t enent e al gr uppo dei
codi ci che ri feri scono l ' epi sodi o, negli stessi t er mi ni , ad ambedue i sant i (
8 1
).
Pas s ando al di verso genere agi ografi co dei panegi ri ci , r i cor der in pr i mo
l uogo il gi ci t at o Encomi o di Ni cet a Paf l agone ( I X- X sec.) in onor e di s. Teo-
dor o St r at el at a (
8 2
) , che, come si vi st o, sembr a essere la pr i ma f ont e a men-
zi onar e i nsi eme i due sant i Teodor i . Esso si rivela di pendent e, come aveva not a-
t o il Del ehaye (
8 3
) , dal l a Passio del l o ps. Abgar . Al t r o panegi r i co in onor e del
s ant o l ' Encomi o compos t o da Eut i mi o Protasecretis (
8 4
) , per sonaggi o di cui
nul l a s appi amo, ma che Hal ki n era pr opens o ad assegnar e al pi t ar di alla pri -
ma met del X secol o, appur at a la sua i ndi pendenza dal Met af r ast a (
8 5
)- An-
che in quest o caso, nonos t ant e il t r avest i ment o r et or i co cui Eut i mi o s ot t opone
l a sua f ont e, mi sembr a di pot er ri conoscere i n fi l i grana i l i neament i del r accon-
t o del l o ps. Abgar (
8 6
) .
E di r et t ament e dal l o ps. Abgar der i vano anche le di verse not i zi e edi t e del
Si nassar i o per i gi orni 8 f ebbr ai o e 8 gi ugno, che pos s ono essere r i condot t e a
due versi oni di base i ndi pendent i , nel l or o r a ppor t o con la f ont e, l ' una dal l ' al -
t r a. La pr i ma versi one, o synaxarium brevius, edi t a in due r edazi oni quasi
i dent i che (
8 7
) : nonos t ant e l ' est r ema brevi t del l a not i zi a, l ' espr essi one, riferita
al s ant o, 50ev Kai uvee; a i v Ppuopfj xopa Tt poonypeuov (
8 8
) , ci ai ut a a de-
t er mi nar ne l a f ont e, dal mome nt o che t r ova il mi gl i or paral l el o ver bal e pr opr i o
nel l o ps. Abgar (
8 9
) . La seconda versi one, o synaxarium amplius, not a in pi
r edazi oni di est ensi one mol t o di versa (
9 0
) , ma ri sal ent i ad una mat r i ce comune
(81) Vedi supra, p. 43.
(82) BHG 1753; edi to da H. Del ehaye in Ada SS. Nov. IV, pp. 83-89. Sul l ' autore si veda
ad es. Ehrhard, Uberlieferung, II, pp. 237- 242.
(83) Ada SS. Nov. IV, p. 84 not a 1.
(84) BHG 1753b; ed. Hal ki n, Euthyme, pp. 223- 237.
(85) Hal ki n, Euthyme, pp. 221- 222.
(86) Si veda ad es. in Hal ki n, Euthyme, p. 226, l 'espressi one eoe; pnxopei o Ppsiv Ttpocct-
yopeeoOcu, che trova il mi gl i or ri scontro nel l o ps. Abgar ( Van Hoof f , Ada Theod. Ducis, p.
360, 22- 23: Ppuopiixcop 5 oxoc; 7tpoor|Yopeu8To).
(87) Si vedano la noti zi a per l'8 febbrai o dal Si nassari o F in Synax. Eccl. CP, col . 449, 52-
452 e la noti zi a per l'8 gi ugno Nov. Auct. BHG 1752d, edi ta dal Si nassari o D in Synax. Eccl.
CP, col . 735, 55- 738.
(88) Synax. Eccl. CP, col . 738, 55; cf. anche ibid., col . 449, 55.
(89) Cf. supra, in questa pagi na, not a 86.
(90) In ordi ne decrescente di ampi ezza: la noti zi a per P8 gi ugno Nov. Auct. BHG 1752c
dai Sinassari S e D, edi ta in Synax. Eccl. CP, col . 735, 11- 738, quel l a per l'8 febbrai o dal Si nassari o
Ba, edita ibid., col . 451, 27- 57, e quel l a per l a stessa data nei Sinassari S e Sa, ibid., col . 451, 16-
453. A quest ' ul t i ma redazi one s ono apparentate anche le due brevi ssi me noti zi e, mol t o simili, per
F8 febbrai o e per P8 gi ugno cont enut e ri spetti vamente nel ed. Me nol ogi o di Basi l i o II (o Si nas-
sari o B) e nel Si nassari o Bc (cf. PG 117, 301c- 304a e 489d- 492a) : si noti in parti col are la compl et a
coi nci denza dei Sinassari B ed S/ Sa nella seconda parte della narrazione, da 'O 8 pctcnXex; eiasXOcbv
v xfj no t a i . . . {PG 117, 301c = Synax. Eccl. CP, col . 452, 16) alla fine.
50
l a cui deri vazi one dal l o ps. Abgar pr ovat a da un di scret o nume r o di espressi o-
ni i dent i che non ri scont rabi l i in al t re font i (
9 1
) .
Per concl uder e con uno s guar do al l ' i nnogr af i a, r i cor der i nnanzi t ut t o il
canone di Ni col a cont enut o nei Menei al l ' 8 di gi ugno (
9 2
) : esso non che una
sci al ba serie di l uoghi comuni che pot r ebber o per l a maggi or par t e essere riferiti
a qual unque mar t i r e; ma il pr i mo ed il t er zo t r opar i o del l ' ode ot t ava, nel passa-
re i n r assegna i vari tipi di t or t ur a subi t i dal s ant o, pal esano ancor a una vol t a,
per le espressi oni ut i l i zzat e, la di pendenza del l ' aut or e dal solito ps . Abgar (
9 3
) .
Dal l a stessa font e di pendono, a quant o par e, anche due canoni recent e-
ment e edi t i , compost i r i spet t i vament e da Eut i mi o (
9 4
) e da Gi useppe l ' I nnogr a-
fo (
9 5
) : nel caso di ques t ' ul t i mo, anzi , la pr obabi l e deri vazi one un el ement o
di pr ova in pi per ri vendi care l ' i nno al dossi er del l o St r at el at a, sia pur e cont r o
l a t est i moni anza dei codici pi ant i chi , seguiti dal l ' edi t or e, che assegnano il ca-
none al 17 f ebbr ai o e l o ri feri scono al Ti r one (
%
) . Al l o St r at el at a, d' al t r onde,
r i conducono t ut t i i par t i col ar i del l a passi one r i cor dat i nei due canoni , come,
per fare qual che esempi o, la pr esenza del l ' i mper at or e Li ci ni o, l a crocifissione
subi t a dal mar t i r e e la sua mi r acol osa guar i gi one dopo la not t e passat a sospeso
al l a croce (
9 7
).
( 9 1 ) Si vedano ad es. al cune espressi oni usate per gli strumenti di tortura, che t rovano un
paral l el o preci so sol o nel l o ps. Abgar: a nspvri in Synax. Eccl. CP, col . 7 3 8 , 7 - 8 e ps. Abgar
( Van Hoof f , Ada Theod. Ducis, p. 3 6 4 , 3 1 ) si cont rappongono fiXoc; otSnpoOc; in Passio preme-
tafr. A e Metafrasta ( Del ehaye, Saints militaires, pp. 1 6 3 , 2 2 ; 1 7 7 , 7 ) e f\Xoc, / ai onpov nella
Passio premetafr. B, 7 , rr. 1 0 e 1 3 (Hal ki n, Indits byzantins, p. 8 0 ) ; all'espressione oi paKoi c;. . .
v a i pi pe a da t in Synax. Eccl. CP, col . 7 3 8 , 1 - 2 e ps. Abgar ( Van Hoof f , Ada Theod. Ducis, p.
3 6 4 , 2 4 - 2 5 ) corri spondono la prezi osa perifrasi MGcov ^UTnc; (-UTniec;) in Passio premetafr. A
e Metafrasta ( Del ehaye, Saints militaires, pp. 1 6 1 , 2 9 - 3 0 ; 1 6 2 , 1 2 ; 1 7 5 , 1 1 ) e la frase xpaxs t n
XiQoic,... varpi pei v zac,... apKa' i ; in Passio premetafr. B, 6 , rr. 2 8 - 2 9 ( Hal ki n, Indits by-
zantins, p. 8 0 ) .
( 9 2 ) Men., I l i , pp. 5 3 6 - 5 4 5 , i ne. Oepcovunict 6eoXrJ7tTOi) K^ioecoc;...
( 9 3 ) Ibid., p. 5 4 4 , i ne. ' O Xu(iecbv AIKIVIOC; . . . , Etaupco xaOeii;...
( 9 4 ) Ed. in Tomadak i s , Canones Februarii, pp. 1 6 8 - 1 7 8 , i ne. 'f<; (pepcovncoc; i nv KM\ OI V
7rpoaeiXr|(pcc><; avcoGev... . Per la probabi l e deri vazi one si veda ad es. ai cola 1 9 3 - 1 9 4 (ibid., p.
1 7 6 ) l 'espressi one Ka xc, Kpac; KOTtcv aou | ov xoe; fiXeaw, che trova il mi gl i or raffronto
propri o nel l o ps. Abgar ( Van Hoof f , p. 3 6 4 , 3 3 : ov tate; Kpatc; ^ancov x P^n), di cont ro
alla generi ci t delle altre fonti (cf. Del ehaye, Saints militaires, pp. 1 6 3 , 5 - 8 ; 1 7 6 , 2 5 - 2 9 ; Hal ki n,
Indits byzantins, pp. 8 0 - 8 1 ; meno l ontano il synaxarium amplius, in Synax. Eccl. CP, col . 7 3 8 , 9 - 1 3 ) .
( 9 5 ) Ed. in Tomadak i s , Canones Februarii, pp. 2 5 6 - 2 6 8 , ine. Tatq GsiKac; rcepwpavccx;
Xa|i7tpTr|oi... Anche qui , per fare un sol o esempi o, il ri chi amo alle frecce l anci ate cont ro le pupi l -
le degli occhi del martire (Kpat) ai cola 1 3 7 - 1 3 9 (ibid., p. 2 6 2 ) trova ri scontro verbal e sol t ant o
nel l o ps. Abgar e nel synaxarium amplius, che peraltro ne deriva (cf. la not a precedente per l'indi-
cazi one dei loci).
( 9 6 ) Cf. Tomadak i s , Canones Februarii, p. 2 5 6 , in apparato; i d. , Tcoar/tp, pp. 1 4 4 - 1 4 5 ,
n 1 8 3 . Vedi anche infra, p. 7 7 e not a 9 .
( 9 7 ) Nel comment o al canone di Eut i mi o l 'edi tore espri me l ' opi ni one che nel l ' i nno si fon-
51
4. Gli scritti t eodor ei di Gi ovanni Ma ur opode e le font i del canone per
s. Teodor o St r at el at a.
Pr i ma di pr oceder e al l ' i dent i fi cazi one delle fonti di cui Gi ovanni Ma ur o-
pode si servi t o per la composi zi one del canone in onor e di s. Te odor o St rat el a-
t a qui edi t o, sar forse oppor t uno r i cor dar e r api dament e gli scritti che egli ha
dedi cat o non sol o a quest o, ma anche al l ' al t r o Teodor o, il Ti r one, della cui
ci t t , come si det t o, fu met r opol i t a. Ampi o i nfat t i il dossier che in pr oposi t o
ci viene messo a di sposi zi one dal nos t r o aut or e: t re omel i e dedi cat e al Ti r one,
un panegi r i co per la pi a Eusebi a ed un cur i oso epi gr amma, dal qual e ul t i mo
conver r par t i r e.
Infat t i nel car me n 65, i nt i t ol at o Eie, T O Q 8 U O vi'ouc; eocpoix;, Gi o-
vanni cos si espr i me:
Qua nt o fu perspi cace il pi t t or e delle i cone!
Essendo i nfat t i egli stesso dupl i ce, in qua nt o spi ri t o e car ne,
anche i di fensori se li di pi nt i doppi ,
ad uno af f i dando il cor po, al l ' al t r o l ' ani ma (
9 S
) .
L' a ut or e si riferisce evi dent ement e ad una coppi a di ss. Teodor i effigiati
da una stessa ma n o in un uni co i nsi eme pi t t or i co. Il t ono pi ut t ost o ambi guo:
s embr a quasi che l ' aut or e vogl i a affacci are il dubbi o che in r eal t i due sant i
si ano un uni co per sonaggi o ( ") . Al l o s doppi ament o oper at o dal l a pi et popo-
dano el ementi tipici della l eggenda del Ti rone con el ementi della passi one del l o Stratelata (cf. To-
madaki s , Canones Februarii, p. 446) . Tut t avi a a mi o parere ci. potrebbe essere vero sol t ant o per
i cola 64- 70 (cf. ibid., p. 171, i ne. ToO 'InooO, OTpaxr|YTa, T XOU Naui ' . . . ), in cui si parla di
xeu.vr| Sai nycov infranti i nsi eme alle di vi ni t che li abi t avano: il che potrebbe far pensare, oltre
che agli idoli fatti a pezzi dal l o Stratelata, al l ' i ncendi o del t empi o di Amas ea che caratterizza la
l eggenda del Ti rone. No n si pu escl udere del tutto un lapsus del l ' i nnograf o, che potrebbe aver
fatto conf usi one tra i due Teodori ; ma mi sembra pi convi ncent e un' i nterpretazi one met af ori ca
del tropari o: k> Stratelata, che ha i nfranto le statue degli di pagani , ne ha di strutto cos anche
il cul to (e ci o, in metafora, i templ i ), ri petendo le gesta del distruttore della pagana Geri co, Gi osu.
(98) Bol l i g-de Lagarde, p. 36:
'fi q yxtvouc; r|v ypacpsc; xeov EKVCOV'
5utX.oO<; y p axQ, Ttveuna api ; xs, tvyxvav,
Sixxoq auxcp xoc, 7tEp|ixou<; ypi psi ,
xeo uv T ccua, xc 8 xf|v VUXTIV VU.COV.
Tre mani erate ri el aborazi oni del l o stesso t ema in Manuel e File: cf. E. Mi l l er, Manuelis Phi-
lae carmina, I, Pari si i s 1855, pp. 80 (i ne. 'QnXxa\ivovc;...), 138-9 (ine. Tpyac,...), 228 (i ne. 'O
Xpi oxi ; . . . ) .
(99) Di tale opi ni one s ono Del ehaye, Saints militaires, pp. 36-7 e Oi k onomi des , Le ddou-
blement de saint Thodore, p. 334 not a 21, il qual e ul t i mo cos si espri me: Jean Mauropous . . .
a crit une pi gramme une i cne des deux saints Thodore qui sembl e mani fester di scrtement
quel ques dout es quant l 'exi stence de deux saints di sti nets. Mai s ceci pourrai t bi en tre d au
fait que Mauropous , en tant que mt ropol i t e d'Euchai'ta, avai t un certain parti -pri s. Va osserva-
t o, peral tro, che l ' epi gramma potrebbe essere stato scritto anche pri ma del l ' el ezi one a met ropol i t a
52
l are Gi ovanni t r over ebbe dunque un' ar gut a spi egazi one t eol ogi ca, tale da ren-
der e gi ust i zi a, con un sorri so di compl i ci t , al l o scet t i ci smo degli intelletti illu-
mi nat i , e da non sovvert i re, d' al t r a par t e, la pr at i ca l i t urgi ca, l egat a alle t r adi -
zi oni locali e alla devozi one dei fedeli verso i due sant i .
Pot r e mmo t ut t avi a leggere il breve t est o anche in mo d o pi i nnocent e e
l et t eral e, vedendovi una sempl i ce mani f est azi one del l ' amor e t ut t o bi zant i no per
le si mmet r i e e per il r eper i ment o di acut e cor r i spondenze anche in un mbi t o
par t i col ar ment e del i cat o come quel l o del cul t o. La pointe del l ' epi gr amma po-
t r ebbe ri si edere nella sor r i dent e gi ust i fi cazi one del c ompor t a me nt o del pi t t or e,
che, nonos t ant e l a ri val i t esistente t r a i devot i dei due sant i , con la sua i cona
s embr a met t ersi sot t o la pr ot ezi one di ent r ambi i Teodor i (
1 0
).
Si pu pr opender e per l ' una o per l ' al t r a delle sol uzi oni pr ospet t at e, dal
mome nt o che non abbi amo el ement i sicuri di pr ova, neppur e est endendo l ' ana-
lisi agli altri scritti t eodor ei del Ma ur opode : i nfat t i , come nat ur al e at t ender -
si, le omel i e e i canoni , non dest i nat i , come gli epi gr ammi , alla l et t ur a in un
ci rcol o r i st r et t o di dot t i , ma scritti per la di vul gazi one pr esso il vast o pubbl i co
dei fedeli e per l a pr at i ca l i t urgi ca, non of f r ono al cun el ement o at t o a pr ovar e
che Gi ovanni fosse convi nt o del l ' i dent i t dei due sant i ; n pu essere consi dera-
t o un- val i do ar goment o, come si vi st o, il silenzio sullo St r at el at a nelle omel i e
eucai t esi per il Ti r one (
1 0 1
) .
Difficile anche st abi l i re pr eci sament e qual i si ano st at e le fonti ut i l i zzat e
dal Ma ur opode per le saie omel i e, dal mome nt o che egli le ha evi dent ement e
sot t opost e ad una r i el abor azi one pr of onda in senso r et or i co, ut i l i zzando al l o
st esso t empo spunt i t r at t i da pi di uno scri t t o e forse anche da t r adi zi oni oral i
di mbi t o l ocal e; egli, i nol t r e, sembr a in certi punt i aver nar r at o la l eggenda
senza aver ne sot t o gli occhi una r edazi one preci sa, quasi a memor i a. Quest o
s embr a a ppunt o il caso del l a omel i a n 179 (
1 0 2
) , pr onunci at a in Euci t a in oc-
casi one della festa del pr i mo s abat o di Quar es i ma, dedi cat a, come s appi amo,
al l a commemor azi one del mi r acol o dei K^ Auf i a . Dopo il vivace esor di o, nel
qual e l ' aut or e si chi ede il mot i vo di t ant a esul t anza t r a i fedeli in un per i odo,
di Euci t a, e non avere nessun l egame con essa: mol ti s ono infatti i carmi che Gi ovanni dedi ca
ad i cone dei pi popol ari santi e delle pi i mportanti feste del cal endari o l i turgi co bi zanti no: cf.
Bol l i g - de Lagarde, pp. 2-12 (nn. 2-26), 27 (n 49) , 38-39 ( nn. 73-80), 41- 42 (n 86).
(100) Si noter peraltro che gi tra X e XI secol o non i nfrequente che i due ss. Teodori
vengano effigiati i nsi eme, sia pure fra altri martiri, soprat t ut t o negli avori: cf. ad es. Gol dschmi dt
- Wei t zmann, II, pp. 27 (n 9: cf. tav. I l i ) , 33 (n 31: cf. tav. X) , 34 (nn. 32- 33: cf. tavv. XI- XIII) .
Sol o a partire dal XI I secol o, tuttavi a, sembra attestata la rappresentazi one monograf i ca della
coppi a di martiri [cf. Wei gert - Lucchesi Pal l i , art. Theodor Ti ro. . . , cit. (vedi supra, p. 38
not a 22) , col . 449] . L' epi gramma mauropodeo si potrebbe forse consi derare i spi rato a quest o nuo-
vo t i po i conograf i co, la cui nasci ta andrebbe perci retrodatata al l ' XI s ecol o.
(101) Vedi supra, p. 38.
(102) BHG 1770; ed. Bol l i g - de Lagarde, pp. 119-130.
53
come quello di Quar esi ma, che dovrebbe essere di cont ri zi one, e dopo aver espresso
dubbi circa l ' ut i l i t che un forest i ero come lui nar r i ad un pubbl i co che ne
gi al cor r ent e la vita del s ant o, Gi ovanni , a benefi ci o dei pel l egri ni , si deci de
a r accont ar e la l eggenda di s. Teodor o Ti r one servendosi dello schema offert ogl i
dal l a recensi one del Met af r ast a: l ' ucci si one del dr ago, la cui t ana ancor a si addi -
t a nei sot t er r anei della basi l i ca eucai t ese, la pr of essi one di fede, il mar t i r i o, la
sepol t ur a in Euci t a ad oper a di Eusebi a, il mi r acol o dei K ^ u P a . Se dunque
per le linee general i e per al cune espressi oni , speci al ment e nel l ' epi sodi o del dr a-
go, l ' omel i a sembr a seguire il Met af r ast a, mol t i al t ri par t i col ar i appai ono legati
a t r adi zi oni oral i o alle vite r omanzesche del s ant o. In un par t i col ar e, poi , la
me mor i a sembr a aver t r adi t o l ' aut or e: se i nfat t i egli segue la t r adi zi one comune
nel di vi dere l ' i nt er r ogat or i o del sant o in due moment i separ at i da una not t e
di per manenza in carcere, at t ri bui sce poi , in mo d o i nconsuet o, al pr i mo dei
due moment i la t or t ur a del r as chi ament o t r ami t e unci ni di f er r o, e par l a di un
r i s anament o mi r acol oso del mar t i r e avvenut o nel l a not t e; par t i col ar i che, come
evi dent e, t r ovano megl i o pos t o nella Passi one dello St r at el at a, dal mome nt o
che le fonti sul Ti r one in genere non l egano al pr i mo i nt er r ogat or i o al cuna t or-
t ur a (
1 0 3
) . Sempl i ce conf usi one o lapsus ri vel at ore?
L' omel i a n 180 (
1 0 4
) fu pr onunci at a dal Ma ur opode in occasi one del l ' v-
9io|a<;, la festa del l ' 8 gi ugno dedi cat a alla t r asl azi one delle reliquie del mar t i r e,
che, sol i t ament e l egat a al l o St r at el at a, qui ri feri t a al Ti r one (
1 0 S
) . Anche in
ques t o caso si par l a di una folla di pellegrini E K Ttavxt; E G V O U C ; (
1 0 6
) affluiti
ad Euci t a; del mar t i r e si dice che ha ucci so il Onpiov che i nfest ava la r egi one,
e l ' ha cos t r as f or mat a i n t er r a popol os a, da desert a che era; egli difesa dei
cri st i ani cont r o i bar bar i , sol dat o con i sol dat i e condot t i er o i nsi eme ai general i ,
assegna la vi t t ori a agli i mper at or i e sot t omet t e per l or o ci t t e campagne (
1 0 7
) .
Do p o quest i JioX.suiK KaTopOcoi i at a, l ' aut or e passa a consi der ar e i pr odi gi
compi ut i dal mar t i r e in t empo di pace: al cuni di essi der i vano dal l a r accol t a
(103) Sol amente nel l ' Encomi o di Gregori o di Ni ssa (Greg. Nyss. opera X/ l , p. 69, 6-7 = PG
46, 745b) la tortura del raschi ament o legata al pri mo mome nt o del l ' i nterrogatori o, ma neanche
in quest o caso si parla di una prodi gi osa guari gi one del martire in rel azi one alla vi si one notturna
occorsa al Ti rone in carcere. Nel l e altre fonti che narrano di stesamente l ' epi sodi o (Cri si ppo di
Gerusal emme, Passio premetafrasti ca, Si meone il Metafrasta) la tortura degli 6vux
E <
; legata al
s econdo i nterrogatori o.
(104) BHG 1771; ed. Bol l i g - de Lagarde, pp. 130-137.
(105) Vedi supra, p. 35.
(106) Bol l i g - de Lagarde, p. 131, rr. 2- 3.
(107) Ibid., p. 132: O TOC;... TOO xpxaiwvv\iov Xao Kax Pappdpcov npono\\i<hv,
Ka oTpctTicTaic; eri avarparevnsvoi; Ka ovorparriycv axpair\yoc, Ka PacuXeOat vtKac;
ppaPeucov Ka 7tA.ei<; Ka x<pa<; uno xe pa napa5i 8oc; . . . O TOC; cpoPcv Ka vOv Ttotaniouc;
Ka WJTpcov xwpc; niarpcpcov atxitataocuac;. Anche nel l 'espressi one in corsi vo si potrebbe forse
vedere una coperta al l usi one pol emi ca al s. Teodoro St rat el at a.
54
di mi r acol i cont enut a nel l ' Encomi o di Cr i si ppo (
1 0 8
) , che, come si det t o, eb-
be not evol e f or t una anche st accat a da esso.
L' omel i a n 189 (
1 0 9
) dedi cat a alla festa del of3(3aTOv Tfjc; laeoonevxri-
Kooxfq, l egat a in par t i col ar mo d o alla vener azi one per un' ant i ca i mmagi ne del
Ti r one conser vat a in Euci t a, r af f i gur ant e il s ant o a piedi (7IE<;) ed in aspet t o
di messo (
n 0
) ; essa i nt er essant e s opr at t ut t o per ch ci pr esent a al l ' oper a una
sor t a di conf r at er ni t a l ocal e di fedeli det t i &Xipoi ( "' ) , che, legati addi r i t t ur a
da r egol ament i scri t t i , si occupavano degli onor i da t r i but ar e al sant o pat r o-
no (
m
) . L' omel i a n 188 (
1 B
) invece dedi cat a ad Eusebi a, che sembr a aver
godut o in Euci t a degli onor i del cul t o, e fu pr onunci at a in un adpPaiov xfiq
|0,8oovr|OT(j.ou. Essa inizia con una carat t eri st i ca pr esa di di st anza dal l a t r adi -
zi one r omanzesca che ci r condava la fi gura del l a sant a: A di r la veri t , r i guar do
a quest a donna pi et osa verso il mar t i r e non s appi amo nul l a di si curo (
1 1 4
) . Se-
gue il r accont o della vi t a del l a sant a, t r at t o pr obabi l ment e dal l a f ant asi osa Vita,
educatio et miracula s. Theodori Tironis (
1 1 5
) , alla qual e vengono aggi unt i par -
t i col ari espl i ci t ament e t r at t i da al t re font i non i dent i fi cabi l i ; qua ndo per essi
s embr ano inconciliabili con la font e pri nci pal e, Gi ovanni rest a nel dubbi o (
1 1 6
) .
I due canoni per s. Te odor o Ti r one (
1 1 7
) , i nfi ne, sono dedi cat i alla ri cor-
r enza del pr i mo s abat o di Quar es i ma, e per ci t r at t ano di f f usament e del mi r a-
(108) A Cri si ppo l 'autore atti nge si curamente per i mi racol i 2 e 11 (Si gal as, Des Chrysippos
von Jerusalem..., cit. [cf. supra, p. 42 not a 37] , pp. 62-4 e 73-4).
(109) BHG 1772; ed. Bol l i g - de Lagarde, pp. 207- 209.
(110) Vedi supra, p. 35. L' aspet t o di messo del sant o sembra aver spi nt o alla venerazi one
del l ' i cona soprattutto le classi pi umi l i , dando cos alla festa una precisa connot azi one soci al e:
cf. A. Kazhdan, Hagiographical Notes. 2. On horseback or on foot? A sociologica! approach
in an eleventh-century saint's life, in Byzantion 53 (1983), pp. 544- 545.
(111) Cf. Bol l i g - de Lagarde, pp. 208- 209.
(112) Tra gli onori non mancavano le 0|xvcov arvf|Tfc>v cpSat (cf. ibid., p. 209, rr. 8-9):
i due canoni mauropodei per il Ti rone (vedi infra, in questa pagi na) , tra i pochi ad essere entrati
nel l ' uso l i turgi co, furono forse scritti con questa desti nazi one? - Per avere un' i dea di quel l a che
doveva essere l'attivit dell'Se^tpTnt; eucai tese si veda il regol ament o di un' anal oga confraterni -
ta f ondat a in Beozi a alla met del l ' XI secol o con lo s copo di venerare un' i cona della Vergi ne
Naupactissa, edi to dal l a pergamena ori gi nal e in C. A. Garufi , / capitoli della confraternita di S.
Maria di Naupactos (1048, 1060-1068) conservati nella R. cappella Palatina di Palermo, in Bullett.
dell'lstit. storico tal. 31 (1910), pp. 73-97, preci sam. pp. 87-97, con una ri produzi one.
(113) BHG 632; ed. Bol l i g - de Lagarde, pp. 202- 207.
(114) Ibid., p. 203.
(115) Sul l a qual e vedi supra, pp. 44- 45.
(116) Ad esempi o: Euci ta stata assegnata ad Eusebi a come sede di conf i no dagli i mpera-
tori , oppure era gi suo avi to possedi ment o? Gi ovanni sot t ol i nea la di vergenza delle sue fonti
sul l ' argoment o : nv ov Xyoc, ouxco SITTC;, T ' ps c Ko v uXXov VIKCTCO (Bol l i g - de
Lagarde, p. 205) .
(117) In Triod., pp. 211- 219.
55
col o dei K)Auf}a; ma essi r i cor dano anche il mi r acol o del dr ago, at t r i bui t o,
come gi nelle omel i e, al Ti r one, e come font e s embr ano avere ancor a una vol t a
il Met af r ast a (
l l 8
) .
Gi unt i a quest o punt o not er emo che il canone ma ur opode o per s. Teodor o
St r at el at a t r ova i mi gl i ori ri scont ri verbal i nella passi one del s ant o scri t t a da
Si meone il Met af r ast a, ol t re che, ovvi ament e, nel compendi o di essa i nseri t o
nel Menol ogi o I mper i al e A: bast er a pr ovar l o una breve scelta dei pi significa-
tivi passi paral l el i .
A) Sym. Metaphr. 6 ( Del ehaye, Saints militaires, p. 170): Kax' KSVTIV 5 xnv v Kxa xfj
7ipoaeuxtl axoXCfov ayioc; Sstxo av 5dKpuoi xou 0eoO. . . ' s i xa. . . p a TV TOU Scotiaxiou
axs ynv, vGa 8f] Ka SiavETtauExo, uaov Si ai peSet oav cpcq xe avcoGsv Kaxi v Ka jtpiX.u>j/av
rcav x oi'Krma...
Passio in Menol . Imp. A, 6 (Latysev, Menol., I, p. 30): Kax' KEVT|V 8 xr|v v Kxa
p Ka0' uitvouc; ayi og x.v Tfjc; oKiac; OTYT|V, v8a 8f| Ka KOXKEIXO, UOOV Si ai peGetoav,
(pcc; XE Kaxi v avcoGsv...
Io. Maurop. , hymn. in s. Theod. Strat., cola 1A-11: si; opavoO | cpcog 8!;c au^ov, |
Si avoi ysi onc; xr|c; oxync; | v xco a VUKTC; TtpoasxsaGai .
B) Sym. Met aphr. 7 ( Del ehaye, Saints militaires, p. 171): s xa Ka KaGapv oGfjxa
7iEpi|3aXX|XEVoc; (sic codd. : 7T.EpiPaXou.svoc; ed. ) utTrcp XE 7tip<; ^fJEi 7tavxr|ocov xw Paciosi.
Passio in Menol . Imp. A, 8 (Latysev, Menol., I, p. 30): Ka KaGapv aGfxa 7tspipa>.iisvoc;
i'Tt7tou TE TtipQ t^f\Vz\ 7tavxr|awv xco Paciosi.
Io. Maurop. , hymn. in s. Theod. Strat., cola 78-84: Aa u n p v xixcviov | 7tspiPaXXusvoc;,
| . ..cpaiSpc;, wpai oc;, xapisic; I AIKIV CO 7tpoai)7tiivTr|oa(;.
C) Sym. Met aphr. 13 ( Del ehaye, Saints militaires, p. 177): xou Tfje; aiSouc; a7txovxat uopiou
Ka - co xei pwv uaapwv, co yuxfc; cbu.oxxr|c; Ka vai axvxou - HA,V
T
wa oi 8r| po0v XaPvxsc;
a ya v ^xaxov vi oi 8i xou v xco uopico Ttpou' . . . Ka OK vpKouv, OK f|.youv, OK
| auoxxovxo.
Passio in Menol . Imp. A, 15 (Latysev, Menol., I, p. 33): xoO xf|<; aSouc; aTtxovxai
ti opi ou Ka - co x
E l
Pt v uiapcv, co yuxic; wuoTxnc; Ka vai axuvxou - T\K\ xi va oi Snpov
XaPvxsc; a ya v ^xaxov uPXXoucu 8i xo v xw a8oicp rcpou...' Ka OK vpKouv, OK
fjTiyouv, OK uuaxxovxo.
Io. Maurop. , hymn. in s. Theod. Strat., cola 207- 212: 'HXiGiou KapSiac; | VXEQ oi Sruioi
| OK vpKouv, OK rj^youv, OK jiuoxxovTo, | o , xc, of|c; aiSoOc; | vai 8wc; (pa7txiiEvoi,
| 8i xfjc; nfic; oi 8r| po0v fi.auvov fjXov.
(118) La Passio metafrasti ca di s. Teodoro Ti rone va consi derata fonte di Gi ovanni Mauro-
pode per i canoni al Ti rone e per l ' omel i a n 179 anche in rel azi one al l ' epi sodi o del drago. Ma
dal mome nt o che, per l o stesso epi sodi o, nel nost ro canone al l o Stratelata Gi ovanni atti nge, c ome
si vedr, ancora al Metafrasta, sembra se ne debba concl udere che la copi a del menol ogi o metafra-
sti co che Gi ovanni ebbe a di sposi zi one apparteneva al novero di quelle che, nelle due distinte pas-
siones dei ss. Teodori , ri portano per due vol t e l ' epi sodi o negli stessi termini (cf. supra, p. 43) .
56
I punt i di cont at t o s ono tali da r ender e certi di una ut i l i zzazi one di r et t a
da par t e del Ma ur opode di una delle due Passiones. Ma qual e? Anche se il det -
t at o dei due testi agi ografi ci quasi i dent i co, gli esempi A e B s embr ano i ndi care
un' af f i ni t maggi or e (sia pur e in mi s ur a r i dot t i ssi ma) del t est o ma ur opode o con
quel l o del Met af r ast a. A ci si aggi unga che la ci rcol azi one l i mi t at a di cui sem-
br a aver godut o il Menol ogi o I mper i al e A r ende pi ut t ost o i mpr obabi l e una sua
ut i l i zzazi one di r et t a da par t e del nos t r o, che pur e visse nel l ' epoca e nel l ' ambi en-
t e che vi der o veni re alla luce la r accol t a: essa doveva cost i t ui re una sor t a di
r edazi one di l usso del Menol ogi o, deposi t at a a cor t e o in un edificio sacro colle-
gat o al Pal azzo, e come t al e poco accessibile a chi volesse consul t ar l a, come
di mos t r a anche il nume r o bassi ssi mo di copi e, per lo pi parzi al i e cont ami nat e,
che se ne t r asser o (
1 1 9
) .
(119) Cf. ad es. F. Hal ki n, Le mnologe imperiai de Baltimore, Bruxel l es 1985 (Subs. ha-
g ogr. 69) , pp. 7-8. - Lo stesso di scorso si potrebbe fare a maggi or ragi one per l ' i ncompi ut o
Menol ogi o Imperi al e B, e dunque mi sembra i mprobabi l e che il Mauropode possa di pendere per
i suoi canoni dal l a Passi one del l o Stratel ata ivi cont enut a, tuttora i nedi ta, anch' essa sunt o dal
Metafrasta (cf. supra, p. 49 not a 78).
57
V . METRI CA, LI NGUA E S TI LE DEI CANONI PER TEODORO S TRATELATA
E DEMETRI O
1. Metrica.
L' ultimo posto in ordine cronologico tra i grandi innografi bizantini, ma
sicuramente anche il primo quanto a maestria letteraria fra gli epigoni del gene-
re canone (' ), spetta proprio a Giovanni Mauropode, autore di inni in cui un
profondo sentimento religioso si stilizza secondo i dettami di una rigida tecnica
compositiva e metrica, con risultati di notevole eleganza.
I suoi canoni presentano una struttura molto caratteristica, generalmente
costante: come d'uso, essi sono costituiti da otto odi numerate da I a I X, con
esclusione dell'ode seconda, ormai uscita dall'uso liturgico. I tropari che le com-
pongono sono in genere legati da un acrostico, per lo pi di 42 lettere (
2
), for-
mato di solito da un verso dodecasillabo seguito, extra metrum, dal nome del-
l'autore al nominativo o al genitivo (Tcovvnt; - 'Icodvvou); al nome si accompa-
gna spesso la qualifica \iova%c, o un epiteto di umilt (oKtpq - OKTTII; -
|aapxcoA,<;), oppure una parola indicante la composizione poetica (5f| - uuvoq
- Kavcv - Enoc,). Ogni ode consta di cinque tropari, tranne l'ultima, che ne
ha sette, corrispondenti alle lettere del nome Tcovvnc; / Tcovvou nell'acro-
stico. L' ultimo tropario di ogni ode dedicato alla V ergine (GEOTOKIOV ), men-
tre costantemente omesso dal Mauropode il tradizionale tropario trinitario
(xpi a8i Kv).
Quanto all'aspetto ritmico, i versi dei singoli tropari sono composti secon-
do le norme metriche fondamentali dell'innografia bizantina, l'isosillabismo,
cio, e l' omotonia: si tratta infatti di versi costituiti da cola con un numero
costante di sillabe e caratterizzati da una serie di accenti principali in sedi metri-
che fisse. A queste leggi sono in genere consentite deroghe solo se ammesse
dall'uso innografico e tollerate dalla melodia, qualora cio nello schema metrico-
melurgico del tropario, detto irmo (eipnq), si ammetta comunemente da parte
(1 ) Sul canone si veda ad es. E. Wellesz, A History of Byzantine Music and Hymnography,
Oxford 1 961
2
, pp. 1 98-245.
(2) Tale tipo di acrostico caratterizza, oltre ai tre qui editi, la maggior parte dei canoni
mauropodei, con poche eccezioni. Per il modo di formare l'acrostico nei canoni di Giovanni cf.
Weyh, Die Akrostichis, pp. 41 -42, 47-50, 53, 61 , 64.
69
degli innografi una determinata variante in relazione al numero delle sillabe o
alla posizione degli accenti principali di un dato colon. Costante invece in
questa poesia accentativa l'equivalenza ritmica, a fine di colon, della sequenza
-(jij (
3
) con la clausola quadrisillabica -
U ( J
- , fatto che rappresenta una dif-
fusissima deroga alla legge dell'isosillabismo.
Giovanni non cre da s le musiche e gli schemi metrici sui quali sono
composti i tropari delle sue odi: finita l'epoca dei grandi melodi, agli ultimi
innografi non restava che servirsi degli irmi offerti dai compositori pi antichi.
In particolare il canone per Teodoro Strafelata, del II modo piagale, intera-
mente modellato sugli irmi di un canone anastasimo di Giovanni Monaco (
4
).
L' unica anomalia metrica si presenta nell'ode V I I , al quinto colon del quarto
tropario {colon 1 91 ): la variante con due sillabe in meno qui attestata (
5
) non
trova paralleli nei canoni che utilizzano lo stesso irmo contenuti nei libri liturgici.
Il canone I per s. Demetrio, del modo II piagale, segue gli stessi irmi del
precedente ad eccezione dell'ode V I I , modellata su un irmo di Cosma (
6
). Nel-
l'ode V III l'ultimo colon del terzo tropario {colon 228) presenta un'anomalia
(una sillaba in meno) a quanto ne so mai attestata altrove, che va probabilmente
corretta (
7
).
Il canone II per s. Demetrio, del modo IV piagale, si basa per gli irmi
delle odi I, III e V su un altro canone anastasimo di Giovanni Monaco (
8
), per
l'ode IV su un canone di Cosma per l'Esaltazione della Croce (
9
), per l'ode V I
su un nuovo canone anastasimo di Giovanni Monaco (
1 0
), per le odi V II-V III
su un canone di Germano patriarca (")> ed infine per l'ode I X su un ulteriore
canone anastasimo di Giovanni Monaco (
, 2
). Le molte anomalie non altrove at-
testate che si presentano in questo canone sono probabilmente in gran parte
dovute a corruttele testuali: tali i casi dei cola 8, 39, 57, 1 09, per i quali rimando
all'apparato critico ed al commento ai singoli versi.
Genuina variante rispetto alla forma dell'irmo attestata neWEipnoXywv
dell'Eustratiadis , invece, quella che occorre al terzo colon di tutti i tro-
pari dell'ode V , dove il nostro canone presenta una forma di nove sillabe
uu~uuu~uu mentre Eustratiadis registra un colon di undici sillabe:
uuu
_
uuuuuu" 1 realt le due forme convivono nell'uso tradizionale del-
(3) Qui e altrove al segno - equivale una sillaba con accento principale, al segno ^una
sillaba atona o con accento secondario.
(4) Eustratiadis, Eipn., pp. 159-160, n 224 . ,
(5) Cf. infra, p. 146, comm. ad hymn. in s. Theod. Strat., colon 191.
(6) Eustratiadis, Eipn., p. 164, n 23 1: ine. "Acppaotov...
(7) Cf. hymn. I in s. Dem., colon 228.
(8) Eustratiadis, Eipfi., p. 224 , n 3 21.
(9) Ibd., p. 225 , n 3 22.
(10) Ibid., p. 219, n 3 14 .
(11) Ibid., p. 226 , n 3 23 .
(12) Ibid., p. 222, n 3 17 .
7 0
Firmo: si veda, ad esempio, l'ode V del canone di Teofane per s. Teoctisto,
dove esse si alternano (
1 3
).
L' ultimo colon dei tropari della medesima ode V presenta, inoltre, rispetto
alla forma registrata dall'Eustratiadis Lruu~u"uu) >
u n a
variazione nella
posizione degli accenti principali: anche questa variante ampiamente attesta-
ta (
1 4
). Per concludere, al sesto colon del terzo tropario dell'ode sesta (colon
1 1 5) appare la variante i^-^i^i^u^
-
invece della forma ^i - ^^- o^i ^
-
at t e-
stata dall'Eustratiadis e presentata dagli altri tropari della stessa ode; tale va-
riante anch'essa ben attestata, tra l'altro in un canone mariano dello stesso
Giovanni Mauropode (").
2. Lingua e stile.
La lingua di Giovanni Mauropode sempre estremamente sorvegliata, pu-
ra, lessicalmente ricca: un' ottima conoscenza degli autori classici gli permette,
infatti, di utilizzare vocaboli, forme, iuncturae che, tipici della lingua letteraria
dell'et classica, erano ormai scomparsi dall'uso nell'epoca in cui egli scriveva.
La sua lingua pu dunque essere definita espressione di quella KOIVT letteraria
mediobizantina che, senza rinunciare alle novit introdotte soprattutto in cam-
po lessicale e semantico dalla letteratura scritturale e patristica, si volge con
amore e desiderio di emulazione alla grande eredit attica.
L' atticismo di Giovanni in realt piuttosto moderato, privo di eccessi
di fanatismo iperpurista. Se talora, ad esempio, egli sembra preferire - stando
alla testimonianza della tradizione manoscritta, corroborata peraltro dXYusus
riscontrabile nelle altre opere edite - le forme attiche con il doppio tau
a quelle della KOWI con il doppio sigma (
1 6
), si danno tuttavia anche casi con-
trari C
7
) , ed in particolare nel caso di yXaaa / yX&xxa l'uso appare piutto-
sto variabile (
1 8
). Se mancano del tutto i duali, il nostro autore impiega anco-
ra l'ottativo nelle apostrofi dirette ai santi, dove esso viene ad assumere il valore
di forma attenuata dell'imperativo, secondo un uso piuttosto comune nella reto-
(13 ) Men., I, p. 4 1 .
(14) Ad es. nel canone di Ignazio per s. Lucilliano, in Men., V, p. 222.
(15) Men., Ili, p. 3 9 5 , ine. Auxvia fi xpuoauYCouaa...
(16) Es. hymn. I in s. Dem., cola 75 (uopnoXfcew) , 253 (ocpxTouoa) ; hymn. II in s.
Dem., colon 146 (vsKiipUTTeg).
(17) Es. hymn. in s. Theod. Strat., colon 181 (a7tapaooovTet;) ; hymn. IIin s. Dem., cola
31 (QXaaaav), 172(6 Xaooov) .
(18) Es. hymn. in s. Theod. Strat., cola 108 (y^cTTn), 112 (yX&aaa); hymn. I in s. Dem.,
cola 281 (yX&aaa), 295 (yXaom); hymn. II in s. Dem., colon 10 (y\&><3aa), 58 (yX&aaa). Lo
stesso comportamento oscillante si riscontra nelle edizioni delle opere in prosa, basate sul Vat.
gr. 67 6. Qualche esempio: epist. 51,21 (Karpozilos, Letters, p. 151 =Bollig - de Lagarde, p. 81,
n 150, 5) : 8i YXCTTTIC;; orat. 179, 10 (Bollig - de Lagarde, p. 122) : yX&aaa; 22 (ibid.,
p. 125) : ini yXaoT)c,; 25 (ibid., p. 125) : TT| V yWiiav; 33 {ibid., p. 127) : yX(haaa\q.
71
rica e nell'innografia bizantine ("); tali ottativi, forme ormai desuete, vengo-
no talora fraintesi e normalizzati dal copista in indicativi o participi (
2 0
). Di
tipo attico anche la forma del nominativo X,eco<; (hymn. II in s. Dem., colon
6), che, sia pure considerata trisillabica ai fini metrici, prevale sullo ionico -
Xeoq, comune nella Kovvri letteraria mediobizantina soprattutto ai casi
obliqui (
2 1
).
Quanto all'accentazione, ben nota l'assenza, nel greco medievale, del-
l'accento d'enclisi su parole properispomene seguite da enclitica: non solo esso
era costantemente trascurato nella pronuncia, ma veniva anche il pi delle volte
omesso nella scrittura. Ho perci ritenuto opportuno attenermi sempre a questa
grafia bizantina dei codici.
Ho invece restituito l'accento alle particelle yp e 8s quando esse nel codi-
ce ne erano sprovviste: nell'innografia esse sono - insieme ad articoli, prono-
mi, preposizioni, ecc. - atone ai fini della metrica, comportandosi nella pro-
nuncia come enclitiche o proclitiche, ed questo il motivo per cui talora il copi-
sta omette di fornirle di accento. In apparato verranno peraltro segnalate tali
minime modifiche ortografiche.
Il copista del ms. Val. Palai, gr. 1 38, sempre piuttosto corretto, si dimo-
stra iperpurista nell'accentazione del nesso yp oxiv: in tali casi ho preferito
modificare, dandone notizia in apparato, l'accentazione tradizionale fornita dal-
l'unico codice, al fine di esprimere anche visivamente lo spostamento dell'accen-
to principale dal yp, considerato proclitico, alla forma verbale, sulla quale
cade uno degli accenti principali del verso (
2 2
).
In campo morfologico si pu osservare la coesistenza di raffinate forme
classiche e di innovazioni del greco tardo. Nell'ambito, ad esempio, della fles-
sione del verbo andr rilevata la forma postclassica 7iT|X. auoa, - aoristo con
doppio aumento del verbo no^auco (
2 3
) - , la quale sembra essere sempre
(19) Cf. G. Bhlig, Untersuchungen zum rhetorischen Sprachgebrauch der Byzantiner mit
besonderer Bercksichtgung der Schriften des Michael Psellos, Berlin 1956 (Berliner byzant. Ar-
beiten, 2) , p. 99: Im Hauptsatz steht der Optativ als Wunschmodus und fr eine gemilderte Auf-
forderung, aber attizistisch auch direkt statt eines Imperativs. So ist auch der Gebrauch bei Psellos....
(20) Es. hymn. I in s. Dem., colon 6 (ve^Kuacu<; [-uoat; cod.] ) ; hymn II in s. Dem., cola
5 (7io7tTsuoi<; [-SUEIC; cod.] ) , 7 (KaTeu6i3vai<;). 205 (KaTai ^ an; ). Per analoghi fraintendimenti
degli ottativi nella tradizione manoscritta dei calendari in metro innografico di Cristoforo Mitile-
neo cf. Follieri, I calendari, I, pp. 7 6-7 9.
(21) Cf. . Renauld, Elude de la langue et du style de Michel Psellos, Paris 1920, p. 12
e nota 1; per l'uso di 'iXecoc; / D. EO<; nei canoni cristologie! editi del Mauropode cf. Follieri, Otto
canoni, p. 4 3 .
(22) Cf. hymn. I in s. Dem., cola 4 6, 68; hymn. II in s. Dem., colon 118.
(23) Cf. Psaltes, p. 206, 3 23 . Si vedano anche le osservazioni di L. Dindorf in Thes.,
s.v. noXava: Frequens in libris vitium nri^auov pr nauov... Grammaticus Herodiani no-
men mentitus in Cram. , Anecd. Oxon., voi. 3 , p. 258, 21: n^nn^eXoCoiv oi Xyovte.c, nr\Xa\)aa,
5sov nvwq i TOO e nXavaa, et 27: OOtax; apa KO noXava>, nXauov KC nXavaa
7 2
preferita ad n^ auoa (
2 4
).
Nel complesso le anomalie flessive cfassiche, che tendevano a scomparire
dall'uso a favore di forme normalizzate (
2 S
), sono in gran parte conservate
dal nostro autore, che tuttavia a volte si lascia andare a modi pi correnti: cos
accanto alla conservazione della flessione in -u (
2 6
) si hanno anche casi di pas-
saggio alle corrispondenti forme in -co (
2 7
); analogamente, oltre ad cb(p6r|v (
2 8
)
troviamo attestato il postclassico cpSnv (
2 9
), che tuttavia di uso innografi-
co comune (
3 0
).
Sapore di arcaismo ha l'uso da parte di Giovanni del futuro (
3 1
), ormai
sostituito nella lingua corrente ad esempio dal presente, o da forme perifrasti-
che, o dal congiuntivo aoristo (
3 2
): anzi l'assenza totale di surrogati del futuro
nel Mauropode impone di correggere in hymn. II in s. Dem., colon 40 la forma
7ioKpoaconai presentata dal codice, che potrebbe essere interpretata come con-
giuntivo pr futuro, in noKpouoonai (") .
A livello sintattico si noter l'uso costante dello o%f\\xa ' ATTI K V, secondo
le buone norme del periodare classico. Una deroga a tali norme invece l'utiliz-
5i TOO s IV COC; ^niov. L'uso generalizzato della forma con doppio aumento in et medievale
trova la sua consacrazione nel lessico di Suida, s.vv. nf| Xauo e noX.aiv (ed. A. Adler, I,
Lipsiae 1928, pp. 282, 25-27 ; 3 02, 3 -7 ) .
(24) Cf. hymn. II in s. Dem., colon 123; cf. anche orat. 180, 9 (ed. Bollig - de Lagarde,
p. 133) , orat. 188, 11 (ibid., p. 205) , orat. 190, 2 (ibid., p. 210) .
(25) Sul processo cf. ad es. A. Meillet, Apercu d'une histoire de la langue grecque, Paris
1955
7
, pp. 294 -298.
(26) Cf. hymn. in s. Theod. Strat., colon 12 (KaQiairioi) ; hymn. II in s. Dem., colon 62
( S E KV UT C U) .
(27) Cf. hymn. I in s. Dem., colon 201 (noeiKvusi) .
(28) Hymn. I in s. Dem., colon 82; hymn. II in s. Dem., colon 4 8.
(29) Hymn. in s. Theod. Strat., cola 125, 23 9; hymn. I in s. Dem., colon 249; hymn. II
in s. Dem., colon 183; cf. anche hymn. Ili in D. N. lesum Christum, colon 245 (Follieri, Otto
canoni, p. 96) e hymn. IV in D. N. lesum Christum, colon 158 (ibid., p. 110) . Sulla forma si
veda Jannaris, p. 27 0, 9 9 6 , 186.
(30) Cf. ad es. India V, pp. 13 9-14 0, s.vv. 'Qp9r| n yf\q t ooO Ka ioti; vOpconou;
e seguenti.
(31) Cf. hymn. II in s. Dem., cola 7 8-7 9 (vi Kf i aEt. . . napTupriosi); cf. anche hymn. I in
D. N. lesum Christum, cola 4 (Follieri, Otto canoni, p. 48: peuooucu), 72 (ibid., p. 52: TtapaaTfjao-
ixat); hymn. Ili in D. N. lesum Christum, colon 98 (ibid., p. 88: 7tapa6o0iioTi); hymn. IV in
D. N. lesum Christum, cola 85 (ibid., p. 106: Xeoouai) , 226 (ibid., p. 112: TtapaaTfjaouai) ;
hymn. Vili in D. N. lesum Christum, colon 297 (ibid., p. 182: imavificc) .
(32) Cf. A. Debrunner - A. Scherer, Storia della lingua greca. II. Il greco postclassico,
trad. it. di F. Bonino, Napoli 1969, pp. 114 -115.
(33) Non sono riuscito a trovare esempi di congiuntivo pr futuro nei canoni editi di Gio-
vanni Mauropode oltre ai tre casi di congiuntivo in dipendenza da f|viKa menzionati in Follieri,
Otto canoni, p. 4 4 nota 2.
7 3
zazione del nominativus pr vocativo: esempio ne sia l'invocazione mariana nXic,
7iepi5oe in hymn. in s. Theod. Strat., colon 227 (
3 4
).
Estremamente ricco il materiale lessicale utilizzato, grazie sia all'espe-
diente della derivazione e composizione nominale e verbale (
3 5
), tanto usato in
greco, sia alla straordinaria conoscenza delle Scritture e della letteratura pagana
e cristiana, che forniscono sempre al Mauropode il vocabolo pi appropriato
all'idea da esprimere ed al contesto.
La ricchezza di lessico legata in parte anche alla tendenza del nostro
autore all'accumulazione di sinonimi, che serve ad approfondire nelle sue sfac-
cettature il concetto o l'immagine, ma che costituisce anche un valido espediente
per dare unitariet al singolo tropario, finalit che Giovanni persegue con gran-
de coerenza (
3 6
). Qualche esempio dal canone per s. Teodoro: il terzo tropario
dell'ode I (cola 1 5-21 ) presenta una struttura compatta grazie alla sua organizza-
zione intorno ad una serie di coppie sinonimiche (pco|ia>.8Tr|Ti / vaoTfnuaxi,
yvconnq / \\i\)xf\q, KOKCV / 5ewcv, 67u<popv / nuacw); il quarto tropario del
l'ode V (cola 1 21 -1 25) costruito sull'accostamento dei quattro sinonimi tvSpii;
/ axr\Xi\ / aya^ iia / EKCV ai nomi delle quattro virt cardinali ed a quattro
aggettivi sinonimici (euvi/uxoc; / nTivouv / Ccoa KC XaA. oOoa); il tropario suc-
cessivo (cola 1 26-1 30) basato sull'opposizione di due coppie sinonimiche prin-
cipali (pfj,ov / ^uaov contro OUV5TIOOV / Ttepiocprycjov), alle quali si accompa-
gnano con funzione secondaria altre coppie dello stesso tipo (7iTaiandxcov /
KOIKCV, oeipdq / 8eo|o,d, KX.eA.u(isvr|v / 5iappouaav).
L'enumerazione potrebbe continuare a lungo, ma la serie sinonimica non
certo l'unico mezzo usato per dare unit al tropario: pi in generale si potreb-
be dire che a renderne la struttura cos compatta e serrata l'uso continuativo,
al suo interno, di un singolo procedimento stilistico, come ad esempio una stessa
(34) L'uso di nXic, per nXi, d'altronde, gi attestato in autori classici: cf. R. Kiihner
- F. Blass, Ausfiihrliche Crammatk der griechischen Sprache, 1/1, Hannover 1890, 3
a
ed., p.
4 15. Per altri casi di nominativus pr vocativo nei canoni mauropodei cf. ad es. hymn. XLV in Deipa-
ram, od. I X trop. 2 (inedito; cf. ms. Vindob. theol. gr. 7 8, f. 235v: 'Q nXic, E UV UXE E OO. . . ) ;
hymn. IV in D. N. Iesum Christum, colon 153 (Follieri, Otto canoni, p. 108: Icorrip nou); hymn.
V in D. N. Iesum Christum, cola 4 (ibid., p. 120: Xpi oi EI ; ) , 23 9 (ibid., p. 132: Ewnip) .
(35) Particolarmente interessanti sono la serie degli aggettivi composti con prefissi del tipo
7iep- / Ttav- e simili, che rappresentano spesso un comodo surrogato del superlativo, la serie
degli aggettivi verbali in -TOC, (talora poco comuni: cf. ad es. hymn. in s. Theod. Strat., colon
8: 6Eo8cpr|Toi;; colon 10: i;io7t8r|Toc;), e, tra i verbi, quella dei composti con Kai a- ed ava-,
che si adattano bene ad esprimere la verticalit del rapporto tra santo e devoto, tra cielo e
terra (es. hymn. in s. Theod. Strat., cola 4 -5: KaTaPatvsi... KaTd7iE(i\(/ov; hymn. I in s. Dem.,
cola 1-6: va5pancv... vsX.Kaai<;).
(3 6) Non rientra invece fra i procedimenti stilistici tipici del nostro autore l'accumulazione
di invocazioni ed epiteti per il santo celebrato, che tanto spesso si trova in innografi di minore
talento letterario, e che contribuisce talora a dare al tropario un aspetto frammentario e ripetitivo.
74
metafora o immagine ("), un medesimo gioco verbale (
3 8
), un'identica figura
retorica (
3 9
), un'unica citazione scritturale C
4 0
) , e talora pi d'uno di questi espe-
dienti contemporaneamente. Ad un generale effetto di densit espressiva contri-
buisce anche una sempre vigile tecnica allusiva, attenta a cogliere spunti per
dotti richiami alla sapienza teologica (
4 1
)-
Alla Parola di Dio il nostro autore attinge in modo particolarmente ab-
bondante, come si potr notare dal nutrito apparato delle fonti scritturali. V ar-
r la pena di sottolineare che all'interno della Sacra Scrittura il Mauropode,
coerentemente con l'argomento trattato in questi canoni e con la tradizione agio-
grafica ed innografica sui martiri, attinge soprattutto alle epistole paoline, alle
quali sono improntate le ricorrenti metafore dell'agne atletico (
4 2
) e della mi-
lizia spirituale (
4 3
).
(37) Cf. hymn. I in s. Dem., cola 24 9-256 (martire =spada) , 257 -264 (martire =angelo) ,
24 1-4 8 (immagine della navigazione: cf. anche hymn. in s. Theod. Strat., cola 166-172) .
(3 8) Cf. hymn. in s. Theod. Strat., cola 1-7: duplice allusione al nome del santo in inizio
e fine di tropario, con figura di chiasmo (AcpT|p.a tXzxov... TXEI OV 8tpT|ua.) .
(39) Anafora: hymn. in s. Theod. Strat., cola 3 6-4 2 (ouc,... ouc,... KC . . . KC ) , e hymn.
I in s. Dem., cola 64 -7 0 (con figura etimologica: nvn... u.vr|... |iovoyEvicJ. Poliptoto e figura
etimologica: hymn. I in s. Dem., cola 23 5-24 0 (ouvoxa... auvxovTa. . . OUV E X| I E V OV . . . ouvoxfc;),
265-27 2 (ixuvnao... |XEu.vr|u.vcov; X.OYtKf|... >.yov; (pan;... cpuaiKv).
(40) Cf. hymn. in s. Theod. Strat., cola 111-115 ( = Ps. 7 2, 8-9) , 213 -218 ( =1 1 Tim. 4 , 7 -8) ,
255-262 ( s Cor. 2, 9 ) .
(41) In hymn. I in s. Dem., cola 116-120 la parola KS V COOK; , utilizzata per indicare l'effon-
dersi del u.upov dalla tomba del martire, richiama alla mente dell'autore la speculazione teologi-
ca sul concetto cristologico di Kvcoau;: cf. infra, p. 151, comm. ad hymn. I in s. Dem., colon 120.
(42) Cf. hymn. in s. Theod. Strat., cola 7 1-7 3 , 135, 213 -218, 23 1-23 8; hymn. I in s. Dem.,
cola 211-215; hymn. II in s. Dem., cola 7 6, 222-225, 23 0.
(43) Cf. hymn. in s. Theod. Strat., cola 22-28, 153, 263 -27 0; hymn. I in s. Dem., cola
3 6-4 0, 4 3 -4 9 , 7 6-7 7 , 106-110, 24 9-256; hymn. II in s. Dem., cola 3 6-4 0, 88-90, 24 6-250.
75
V I. I MANOS CRI TTI
I canoni mauropodei per s. Teodoro Strafelata e per s. Demetrio sembra-
no aver goduto di una diffusione piuttosto limitata. Dall'esame dei cataloghi
dei principali fondi manoscritti greci mi risulta, infatti, che essi sono contenuti
integralmente soltanto in un codice, cui se ne pu aggiungere un altro per il
testo della sola prima met del canone per s. Teodoro (' ). Ecco un breve esa-
me dei due manoscritti:
Val. Palat. gr. 1 38 ( = P), della met del secolo XI V (
2
).
un codice cartaceo di contenuto prevalentemente innografico, messo in-
sieme per uso devozionale privato, vergato da pi mani intorno alla met del
XI V secolo (
3
). Il copista principale (mano A), con tutta probabilit anche pro-
prietario del manoscritto, stato da me identificato, sulla base di indizi conver-
genti, con il monaco Gabriele, possessore del celebre codice mauropodeo Vat.
gr. 676, da lui lasciato in eredit alla chiesa costantinopolitana di S. Giorgio
dei Mangani (
4
). All'interesse di Gabriele per la figura e l'opera letteraria di
Giovanni Mauropode si deve certamente la presenza di un gran numero di suoi
canoni nel manoscritto: oltre ai tre qui editi, infatti, vi si possono leggere canoni
mauropodei per Cristo, per la V ergine, per s. Giovanni Battista, per s. Pietro,
(1) La presente edizione basata dunque in gran parte, per forza di cose, su un solo mano-
scritto, il che rappresenta certamente uno svantaggio nei casi, fortunatamente infrequenti, in cui
in esso si presentano lacune o corruttele. Si pu, tuttavia, ancora sperare che in futuro, grazie
ad una catalogazione pi minuziosa dei codici innografici in nostro possesso, venga alla luce qual-
che nuovo testimone che permetta di perfezionare il testo di queste interessanti composizioni.
(2) Per una descrizione pi dettagliata mi sia consentito rimandare il lettore a D'Aiuto,
Un manoscritto innografico. Alla bibliografia ivi citata si aggiunga ora P. Schreiner, Texte zur
sptbyzantinischen Finanz- und Wirtschaftsgeschichte in Handschriften der Biblioteca Vaticana,
Citt del Vaticano 1991 (Studi e testi 3 4 4 ) , pp. 263 -265, ove vengono edite e studiate alcune note
di spese vergate sul codice da pi mani.
(3) Per la datazione cf. D'Aiuto, Un manoscritto innografico, p. 151 e nota 8. - Alla
fine del secolo o all'inizio del successivo vanno invece riferite le due sezioni indipendenti ai ff.
16-29v e 30-69v, frutto di un'aggiunta posteriore.
(4) Cf. Mercati, Un testament indit ( =id., Collectanea, II, pp. 54 -65) ; D'Aiuto, Un ma-
noscritto innografico, pp. 154-156.
76
per s. Paolo, per s. Giovanni Crisostomo, per s. Nicola, per s. Giuseppe l'Inno-
grafo (
5
), per s. Basilio, per s. Gregorio Nazianzeno, per i ss. Cosma e Damia-
no e per l'arcangelo Michele, ed inoltre l'acolutia in onore del Mauropode com-
posta dal nipote Teodoro (
6
). Il canone mauropodeo per s. Teodoro Stratela-
ta, ai ff. 21 7-21 8v, e i due canoni per s. Demetrio, ai ff. 321 -324, sono vergati
dal copista A (alias Gabriele) con notevole cura per la correttezza ortografica,
come attestano anche le frequenti correzioni della stessa mano. Purtroppo l'an-
tigrafo cui fu attinto il testo dei due canoni demetriani, per i quali il codice
testimone unico, non doveva essere nelle migliori condizioni, come si evince
dagli spazi bianchi lasciati dal copista per i passi che dovevano risultare illeggi-
bili o lacunosi nel modello (
7
).
Athous Laurae 0 79 ( = A), del secolo XV (
8
).
Si tratta di un codice cartaceo di contenuto sacro vario, comprendente
numerosi inni liturgici, un testo agiografico, preghiere estratte dall' Euc ho l o gi o n .
In apertura, una vasta sezione monografica (ff. l-1 0v, 1 8-38) dedicata a
s. Teodoro Strafelata, e contiene: a) (ff. l-1 0v) una KoXouGia npoepxioc; com-
prendente, oltre a numerosi componimenti di innografia minore in gran parte
inediti, i due canoni di Teofane che si leggono nei Menei a stampa rispettiva-
mente all'8 giugno [Men., V , pp. 246-250: ine. Mapxupcov nspupavee; ^aunpxn-
oi. . . ] e al 17 febbraio [Men., III, pp. 605-609, dove, per, il canone riferito
al Tirone: ine. Tv Oeov ycva, lipxuq XpiaxoO, 5inycovionvo<;. . . ]; b) (ff.
1 8-32v) una ricca officiatura per F8 giugno, nella quale a sticheri per lo pi
inediti seguono tre canoni, intrecciati secondo l'uso liturgico: I. un canone ano-
nimo per la V ergine [Paraci, pp. 458-466: ine. MexctXaPoCoa f| Eua. . . ] ; II.
(ff. 22v-29) il canone per s. Teodoro Strafelata xoO uaKapicoxdxou 'Icovvou
Euxaraov, qui edito; I I I . il canone per lo Stratelata di Giuseppe l'Innografo
(Tomadakis, Canones Februarii, pp. 256-268: ine. Tate; Gei'Katc; nepupavci;
. an7ipxr|oi. . . ), di cui si gi detto (
9
); dopo le seste odi dei tre canoni se-
(5) Uno dei due canoni dedicatigli dal Mauropode si presenta in realt, nel nostro codice,
in forma rimaneggiata, essendo stato adattato a servire alla celebrazione di s. Giovanni Damasce-
no: cf. supra, p. 23 nota 66.
(6) Vedi supra, p. 12.
(7) Cf. hymn. I in s. Dem., cola 3 9, 4 1-4 2, 148; hymn. Il in s. Dem., colon 21.
(8) Cf. Spyridon - Eustratiadis, Catal. Laura, p. 144. Del codice ho potuto esaminare i
fogli 1-38 grazie alle riproduzioni inviatemi dall'Istituto Patriarcale di Studi Patristici di Salonicco.
Tali fogli sono vergati da un'unica mano che, d'accordo con il catalogo a stampa citato, potrebbe
essere datata al pieno XV secolo, o anche, a quanto possibile giudicare dalla sola scrittura, al
secolo successivo, considerando la persistenza di tipi grafici tradizionali in ambiente monastico.
(9) Cf. supra, p. 51: si noti che anche in questo codice l'inno dedicato allo Stratelata,
e non al Tirone.
77
guono ai ff. 29v-32v, nell'ordine, il contacio di Teodoro Studita [Men., V , pp.
248-249], il distico ed il monostico per l'8 giugno dai calendari in metro classico
di Cristoforo Mitileneo [ibid., p. 249; cf. anche Follieri, I calendari, II, pp.
31 4-31 5] e il sinassario [Nov. Auct. BHG 1 752c: cf. Synax. Eccl. CP., col. 735,1 2-
738]; c) (ff. 33-38) la Passio s. Theodori Stratelatae dello ps. -Abgar [BHG 1 750].
Il codice, piuttosto danneggiato dalle tarme e dall'umidit, ha anche subi-
to la caduta di un numero imprecisato di carte dopo f. 32, che ha purtroppo
coinvolto, oltre alla prima met della Passio dello ps. -Abgar, tutta la seconda
parte dell'officiatura dell'8 giugno, della quale si conservato il testo solo fino
alla fine del sinassario. Ne consegue che, come gli altri due canoni cui intrec-
ciato, il canone mauropodeo per lo Stratelata si presenta, nel codice, mutilo
della parte finale, e precisamente delle odi V I I -I X. A ci si aggiunga che nel
manoscritto il testo dell'inno presenta, per la parte conservatasi, numerosi erro-
ri ortografici ed alcune lezioni peculiari evidentemente deteriori (
1 0
). Cionono-
stante il codice mi stato utile per sanare alcune lezioni erronee del pi corretto
P (")
(10) Cf. l'apparato di hymn. in s. Theod. Strat., cola 6, 26, 60, 85 , 98, 119, 126, 130,
13 3 , 148, 149, 150.
(11) Cf. l'apparato di hymn. in s. Theod. Strat., cola 68, 106, 116, 145, 161.
78
TES TO E TRADUZI ONE
La presente edizione stata costituita sulla base dell'unico testimone com-
pleto P e, per i cola 1-165 del canone per s. Teodoro Strafelata, del mutilo
A. Al solo codice-guida P riferita la numerazione dei fogli in margine al testo
greco.
Di entrambi i codici sono registrate in apparato tutte le varianti, escluse
quelle puramente ortografiche. L'apparato critico positivo, ed stato redatto
secondo le regole dettate per le edizioni delle Belles Lettres in [J . Irigoin], Rgles
et recommandations pour les ditions critiques (Srie grecque), Paris 1 972: uni-
ca eccezione rappresentata dalla posizione dell'apparato delle fonti scritturali,
che per ragioni di equilibrio nella presentazione grafica ho preferito situare in
calce alla traduzione e non sotto il testo greco, come d'uso. Per analoghi motivi
ho rinunciato a citare in uno specifico apparato le fonti agiografiche ed i luoghi
paralleli innografici, per i quali rimando al commento, ove vengono riportati
per esteso.
Per l'accentazione di 5 e yp, per la mancanza di accento d'enclisi sulle
parole properispomene seguite da enclitica, e per l'accentazione di yp on vedi
supra, p. 72.
Nella presentazione del testo greco, al fine di evidenziare l'articolazione
metrica interna del tropario, ho ritenuto opportuno porre in ecthesis il primo
colon di ogni nuovo verso. Confesso tuttavia che, in mancanza di solidi criteri
oggettivi, neh'individuare i raggruppamenti dei cola mi sono lasciato guidare
soprattutto dal senso, seguendo le posizioni prevalenti delle pause logiche nei
tropari mauropodei, in accordo con gli irmi e con l'uso che l'autore ne fa in
altri canoni editi e inediti. Il risultato forse imperfetto, ma, allo stato attuale
degli studi sulla metrica del canone, il metodo utilizzato mi sembrato l'unico
possibile: per migliorarlo confido nei suggerimenti dei miei benevoli lettori, e
nel procedere della riflessione sui criteri di ecdotica dei testi innografici bizantini.
* *
S I GLA
P
p
A
Vat. Palat. gr. 138, saec. XI V med., ff. 217 -218v, 3 21-3 24
P post correctionem eiusdem manus
Athous Laurae 0 7 9, saec. XV, ff. 22v-29 (ubi cont. tantum hymn. in s. Theod. Strat.,
cola 1-169)
7 9
C O M M E N T O A L L ' I N N O P E R S. T E O D O R O S T R A T E L A T A (pp. 80- 99)
T I T O L O . i t eyaXonpxupa: it.Ya^ij,apxu<; (o, nel greco bizantino, nsya^oup-
xuq) epiteto legato ai pi insigni martiri venerati dalla C hiesa ortodossa: cf.
D u C ange, s.v. npxupeq.
A C R O S T . Acpov Qeou: il gioco etimologico sul nome del santo procedimento
tipico dell' innografia ed agiografia bizantine: per i ^oyonai yvi a riscontrabili
in C ristoforo Mitileneo, ad es., cf. Follieri, I calendari, I , pp. 91-96; H. Hun-
ger, Byzantinische Namensdeutungen in iambischen Synaxarversen, in BvQav-
riv 13,1 (1985) [ = A)pr||j.a oxv I . KapctyiavvT iouXo], pp. 1-26. Si notino
anche le allusioni all' etimologia del nome del santo contenute nel nostro canone
ai cola 1-7 e 8.
[1-7]. A cpnna xXeiov... xel ei ov 5cpr||aa: non sfugga al lettore l' eleganza del-
la composizione ad anello del tropario, che ripete nell' ultimo verso, con figu-
ra di chiasmo, le parole iniziali del canone. Quant o al passo neotestamentario
(I ac. 1, 17), esso era gi stato utilizzato con allusione al nome del santo nel
canone di N i col a in onore di s. T eodoro Stratelata (in Men., I l i , p. 537, ine.
"Epycp Ka X-yco oou xfjv 9eo8cpnxov K^fjoiv. . . ): Scoprila yp nv x^eiov
avcoBev Kaxa(atvov K xou ri axpq rcpoc5exnevo<;, anavxaq 7tX.oux(^ei<;
xmcvxq oe.
[ 2-3]. K xou I l axpq xou xcv (pcxcov: si tratta delle luci celesti ed angeliche:
cf. L ampe, s.v. (pax;, D . 1-2.
[5-7]. E, ou fiot Kaxneii\| /ov... Xyov... x^eiov cpniia: la richiesta del dono
della parola e del canto, rivolta a D i o o al santo celebrato nell' inno, un comu-
ne motivo proemiale nell' innografia bizantina. Qual che esempio dal nostro au-
tore: I o. M aur op. , hymn. VI in s. Nicolaum (tropario inedito: cf. Vat. Palat.
gr. 138, f. 279v), i ne : "E nrcveucv noi Xyov, npovap^e A ye. . . ; id. , hymn.
in s. Blasium (PG 96, 1401): Eocpiav v voi^ei oxitaxot; 5i5ou noi, A ye
0eoO , xv iepv ovxcoq vuiivfioai BA . oiov. . . ; id. , hymn. VI in s. Ioann. Chry-
sost. (PG 96, 1377): E xnaxi nn^ivcp... ae xv Xpuaoxoi i ov unveiv pncvxi
noi . . . (pcxioov xv vouv Ka xfiv Kap5i av nou; id. , hymn. I in D.N. Iesum
Christum, cola 5-6 (Follieri, O t t o canoni, p. 48): 5<; ov K I O Xyov v 7uaxei
TtpooepxoM-vft) ooi . C f . anche qui sopra, p. 120, hymn. II in s. Demetrium,
cola 5-8.
139
[5]. Kax7ie^\);ov: il verbo Kaxa7iu.7rco spesso usato, anche nella liturgia, per
richiedere la discesa di doni e grazie spirituali: cf. L ampe, s.v.
[11-12]. paaxq. . . paaxoq: il gioco di parole sul binomio spaaxf| q - paoxq
(opp. pcu.evoq), gi comune in epoca classica, ben attestato anche nella reto-
rica cristiana: cf. L ampe, s.v. paaxriq. Se ne veda, inoltre, un esempio partico-
larmente insistito in I o. Moschus - Sophronius Hierosol. , Vita s. Iohannis Elee-
mosynarii, 16 (Anal. Bolland. 88 [1970], p. 278): ' H^et q ui v. . . Tcovvnq KC
Eccxppvioq, oi |j,xepoi paoxa KC pc|isvoi KO paaxcv oi yvrioicxaxoi
Kai Gep^xaxoi Ka pcojxvcov oi ^o%cxaxoi Ka cpiXxaxoi...
[17]. xj/u-xf^q vaaxf i naxi : cf. Suidae lexicon, s.v. vaxr\]ia \\iv%i\c,' x npc,
pexq Tuxsxanvov Kai ouvxovov iSicoiaa (ed. A . A dl er, I , L ipsiae 1928, p.
189, 9-10); ps. -L onginus, de sub. 7, 2: f| vuxfi Kai yaupv xi vaxn| i a
XanPvouoa... Si veda anche qui a p. 84, colon 85.
[20-21]. ai5npouq cq v5pi q SlEKapxprio' aq: l' immagine del martire che re-
siste con l' impassibilit di una statua alle torture inflittegli piuttosto diffusa
nella letteratura agiografica: cf. L ampe, s.v. v5pi dq. Pi in generale sul topos
della resistenza del martire ai tormenti cf. Delehaye, Les Passions des martyrs,
pp. 149-150, 207-209.
[25-28]. tq OcpaKi axeppa xtp oxaupc (ppa,nevoq Xpi oxoC xv paxov
^Opv Kax87to>-nr|aag: il nemico invisibile il diavolo (cf. L ampe, s.v.
x6pq), anzi, con tutta probabilit, proprio il demone che si cela nel SpdKcov
ucciso da T eodoro (vedi a p. 82, cola 46-49): cf. Sym. Metaphr., Passio s. Theod.
Tironis, 3 (in Delehaye, Saints militaires, p. 137 [ = Acta SS. Nov. I V, p. 40]:
l' episodio del drago, che, come si ricorder, ricorre con identiche parole, nei
mss. del Metafrasta, nei due napxupi a dei santi T eodori, edito dal Delehaye
soltanto nella Passio del Tirone): xoO Xpi oxou u.dpxoq... oun(5o^ov 7tap' auxco
7ioieixai npq xf|v xoO vonxou SpKovxoq 7i>.r|v xf]v xou npoKei|avou 9npq
vai peai v. A xi Ka youv xc rcXco xou xiuaou axaupou (ppaq(j,evoq 7iepir|Ei
xv 9fpa 5iepeuvcnevoq.
[29]. S^nq f|^iou: su C risto come sole di gloria e di giustizia cf. L ampe, s.v.
fj^ioq, B. 4 (ma vedi anche B. l ) .
[30]. xpucocpafiq: l' aggettivo, di conio classico ed uso poetico (Sappho vel A l -
caeus, fragm. incerti auct. 23 [ed. E . - M . Voi gt , A msterdam 1971, p. 366]; E u-
rip. Hec. 636, Hippol. 1275), largamente utilizzato nell' innografia bizantina,
ed in particolare da Gi ovanni Mauropode, in senso mariano: cf. ad es. I o. M au-
rop. , hymn. VI in s. Ioseph Hymnographum, colon 25 (T omadakis, 'Icooijq),
p. 245): Ki(3cox xpuao(par|q.
140
[36-42]. eoQ xpuoouq Ka pyupouq. . . cuvxpu|/a<;: cf. Sym. Metaphr. , Pas-
sio s. Theod. Stratel., 7 (Delehaye, Saints militaires, p. 172): Ka PaovA.sq
^eveyKcbv ourep axcp f| oav xpuoou T E Ka pyupou 7tjrovr|Livoi 0eoi, 8i8ou
xeo npxupi . . . napa, afkbv ov nyat; xoxouq xoq \|/EU 8EI C; Ka ye^ofouq
Oeoq Ka sic, Xenx 8istav, Guoiav axoq xpcmov xepov xco Xr|0i TtpoafYE
E C O, xotq V8EC <; E XO U O I 8tavsina<;. L ' at t o di infrangere le statue degli di
pagani per distribuirne in pezzi il metallo prezioso ai poveri attribuito dalla
tradizione a pi di un martire e costituisce una sorta di luogo comune agiografi-
co: cf. Delehaye, Les Passions des martyrs, p. 216 e note 5-6.
[43-46]. "Ep7tovxa 5pdKovxa Ttpg yf| V Ka Xacico xfjq U XTI Q |i(pcoA,sovxa 0fpa
vei^<;: cf. Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Tironis, 3 (Delehaye, Saints mili-
taires, p. 137 = Ada SS. Nov. I V, p. 40): ApKcov n,v ntpcoXecov Kaxd
xtva xcmov, co Exa' xa xovoi i a. . . KsK07uaKcbc, 5 xco bacicci Ka 5aost
T T \ C , uX-nq Ka itiKpv xi ZKfc,...
[50]. O i xcov aiuxcov aou Kpouvoi: l' immagine, gi classica (E urip. Hec. 568,
Rhes. 790), trova ampia utilizzazione nell' innografia ed agiografia bizantine:
cf., ad es., Men., I V, p. 210 (O i xcv aiuxcov Kpouvoi. . . ) e Men., I V, p.
98 ( O i xcv aiuxcov oou noxauoi . . . ) . C f . anche Sym. Metaphr. , Passio s.
Theod. Stratel., 11 (Delehaye, Saints militaires, p. 174): aiuxcov XE XO
Kaxppeov.
[68]. punapcv X.oyiaucv: ovvia l' accettazione della lezione ^oyicucv di A ri-
spetto all' insostenibile uoXucucv che si legge nel codice P, evidente ripetizione
del uo^uouoC del colon precedente. L a bont del nesso purcapcv Xoyioucv
d' altronde assicurata da diversi passi mauropodei paralleli: cf. ad es. hymn.
Un s. Nicolaum (inedito: cf. Vat. Palat. gr. 138, f. 258r), i ne: "YA,r|<; ciKa0pxcov
vvouv Ka pvnap&v Xoyionfv xfiv Kap8i av uou KBapov. . . ; cf. anche qui
a p. 124, hymn. II in s. Dem., colon 70. Va anche osservato che la lezione di
A permette di conservare la correlazione di ccua e V J / U X TI {colon 64) rispettiva-
mente con uo^uouou (contaminazione fisica) e ^oyioucv (tentazioni dello spirito).
[75-77]. (pax; 5^co uXov, 5iavoiyeiar|c; xf\q axyriq v xco o vuKxq ;rpoo-
euxE cGat: cf. Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 6 (Delehaye, Saints mi-
litaires, p. 170): Ka x ' EKEivnv 5 xfiv vuKxa xfj 7tpoaU xf oxoX,^cov ayioq
E SE I T O O V SKpuai xou O eou. . . ' Eixa ppax npq vnvov auxv rcavE q pa
xfiv xou 8couaxiou oTynv, ev0a 8f| Ka 8iavE7ta xo, uaov 8iaipE 0iaav epeoq
XE vco0v Kaxiv Ka 7repu\Lii|/av nav x oucnua.
[78-84]. Aau7tpv xtxcovtov nepifia'k\\iEvoc,... A I KW C O 7tpoou7tf|vxr|aaq: cf.
Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 7 (Delehaye, Saints militaires, p. 171):
Etxa Ka KaGapv oOfxa 7tpif}aA.uevo<; (-|3aX,uevoc; Delehaye: -$a\\\i.-
voc; codd.) 1'7XTCCO XE TU pq E ^T J E I Ttavxifacov xco fiaoilei.
141
[85]. *PuxnQ ctvair| | Lia: cf. supra, p. 140, comm. ad colon 17.
[87]. vSpei a: la forma con il dittongo appare preferibile rispetto ad vSpi a:
cf. qui a p. 86, colon 121.
[90]. E Q ev ouvf|X.9ov: l' espressione ouvpxeoOai 8 Q ev, di conio classico (cf.
ad es. E uri p. , Tr. 1155), usata anche altrove da Gi ovanni Mauropode: cf.
orat. 179, 2 (ed. Bollig - de L agarde, p. 120).
[98]. acp nGei oe|j,vuv(ievoq: quello della somiglianza tra le sofferenze patite
dai martiri e la Passione di C risto uno dei temi pi insistentemente sottolineati
nella letteratura agiografica: si vedano ad es. le osservazioni di A . A . R. Bastiaensen
nell' introduzione ad A A . V V . , Atti e passioni dei martiri, [ Milano] 1987 ( = Fondaz.
L orenzo Val l a, Scrittori greci e latini), pp. xi i - xvi .
[102]. npoeMkv: il verbo npopxonai (cf. L ampe, s.v.) termine tecnico nel
greco cristiano per indicare la nascita di C risto dalla Vergine. C f . anche qui
a p. 130, hymn. II in s. Demetrium, colon 168, e I o. M aur op. , hymn. I in s.
Basilium (PG 96, 1376b; 1376d).
[103]. av0pa, Tf[q 0exT|xo<;: su C risto incarnato come carbone ardente (se-
condo l' esegesi tipologica di I s. 6,6-7) cf. L ampe, s.v. av9pctE,.
[110]. 9eoX.yrioev: il verbo Geo^oyco spesso usato dal Mauropode per indi-
care gli insegnamenti sulla natura divina impartiti dal santo ai fedeli: cf. I o.
M aur op. , hymn. I in s. Basilium (PG 96, 1372c): ui av xcv xpicv 7toaxaecv
(j,0(pufj 0err|Ta eeo^ynaag.
[112]. rcpocpnxiKCcx;: la citazione scritturale, tratta dal salmo 72, introdotta
da un avverbio che potrebbe sembrare di uso improprio. I n realt nel linguaggio
mauropodeo 7ipo(pr|XiK(<; pu essere riferito non solo ai libri dei profeti, ma
all' intero complesso delle Sacre Scritture inteso come profezia che deve rea-
lizzarsi nella vita del cristiano. Per un altro esempio di quest' uso di 7rpo(pr|TiKcq
cf. qui a p. 92, colon 190, dove si accompagna ad una citazione dallo stesso
salmo 72; ma vedi anche a p. 108, hymn. I in s. Dem., colon 141, dove utiliz-
to il pi specifico i|/auiKco<;.
[114-115]. eiq u\|/o<; ,dX no8V 8udav 7toM,f|v A udvi oq, fioxuvGn 8 xf oocpig
oou: la citazione biblica era gi stata utilizzata per caratterizzare la figura di
L i ci ni o, sia pure non nella forma completa e letterale in cui la ritroviamo nel
nostro passo, nell' elogio dello Stratelata composto da E ut i mi o protasecretis,
al 11 (Halkin, Euthyme, p. 235): vOpcrccov xe 9ripico8cv eie; x o\j/oq 5i Ki av
Xa^ouvxcov (ppa^e ox^a xa .
142
[116]. Maaxfycov nepav: cf. Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 11 (De-
lehaye, Saints militaires, p. 174): T ou 8 yiou 7iepi8u8vxoc; Kai x&xQdc, L I O O
Kai 7i8ai; 8ie^Kua9vxoq io^upcoq xe f|8-n u.aaxi^onvou, Sieoncovxo HS,T|,
^ripxpoOvxo xepeq, ai|adxcov xsxoi Kaxppsov, OTCOV8U ^COV puoyai 8ieMovxo
xatq xtv acpaipcov Papeiaiq Kaxa(popatq.
[116]. meveyKcbv: la conservazione dell' aumento nel participio aoristo, che ca-
ratterizza la lezione del cod. P (imT|vsYKcbv), un fenomeno che pu talora
verificarsi nel greco bizantino presso autori di livello stilistico inferiore (cf. Psal-
tes, pp. 204-205, 320), ma che non si riscontra altrove nel purista Gi ovanni
Mauropode (cf. ad es., per i composti di (ppco, orat. 190 5 [ Bollig - de L agar-
de, p. 210]: 7rpoaeveyKCDv; 39 [ibid., p. 217]: ouveveyKdvxcov) , e sar qui
da attribuire ad una semplice disattenzione del copista.
[119-120]. n' Li ouvfix8r| oav... Kai O K eyvcov: ho preferito dare dell' e-
spressione O K eyvcov dei L X X (Ps. 34,15) una traduzione esplicativa (non com-
presi il motivo) che, sebbene tradisca YHebraica veritas (/' yd'ty, la cui tradu-
zione pi accreditata non lo sapevo, fui clto di sorpresa: cf. ad es. L .
A l onso Schkel - C . C ami t i , / Salmi, ed. ital. a cura di A . Nepi, I , [ Roma
1992], p. 610), tuttavia la pi adeguata al contesto della leggenda di s. T eodo-
ro, e soprattutto perfettamente in linea con l' esegesi greca prevalente del ver-
setto del Sal mo: si vedano ad es. E useb. C aes. , comm. in Psalmos (PG 23,
309M-3); D i od. T ars. , comm. in Psalmos ( J . - M . Olivier, Diodori Tarsensis Com-
mentarli in Psalmos, I , C ommentarii in Psalmos i-L, T urnhout-L euven 1980
[ C orpus C hristianorum, Series Graeca, 6], p. 204, rr. 138-142); T heod. M ops. ,
comm. in Psalmos, ad Ps. X X X I V , 15b (R. Devreesse, Le commentane de Tho-
dore de Mopsueste sur les Psaumes (I-LXXX), C i t t del Vat i cano 1939 [ Studi
e testi 93], p. 186); C yri l l . A l ex. , explan. in Psalmos (PG 69, 904cl2-d7). T ale
interpretazione di O K eyvcov sembra nascere dall' imbarazzo di dover attribuire
al C risto sofferente - che comunemente si riteneva fosse prefigurato nel salmi-
sta perseguitato - l' ammissione di non aver saputo prevedere la sorte che stava
per abbattersi su di L ui : da ci l' ingegnosa soluzione di intendere l' espressione
come non conoscevo ( = non avevo commesso) le colpe che mi venivano rinfac-
ciate, non capivo il motivo per cui venivo flagellato (vedi i passi patristici cita-
ti). D al medesimo disagio di fronte all' espressione nasce forse anche l' erroneo
plurale O K eyvcooav, presentato da alcuni codici dei L X X , e rispecchiato in
ignoraverunt della Vetus Latina (cf. Septuaginta. Societ. Scient. Gottingensis
auct. ed. A . Rahl fs, X. Psalmi cum Odis, Gttingen 1931, p. 132, in apparato).
Si noti tuttavia che, sia pure in posizione minoritaria, non manca in mbito
greco qualche voce discordante, orientata ad un approccio esegetico pi fedele
alla lettera: cf. Theodoret. C yr . , interpr. in Psalmos (PG 80, 1113bl5-c7), e,
forse sulla sua scia, E ut hym. Zi gab. , comm. in Psalmos (PG 128, 400a9-15).
143
[121-124]. ' Av6peia<;. . . ococppoovric.. cppovfjaecoc;... 5iKaioavr|<;: le quattro
virt cardinali: cf. L ampe, s.v. pexf| B. 2.
[121]. ' A v5pei ac. . . vSpi q: il gioco verbale trae forza dalla totale omofonia
delle due parole (fatta eccezione per l' accento) nella pronuncia bizantina.
[127]. KaKCv: KC XKV viene qui ad assumere l' accezione cristiana di peccato,
analoga a quella di 7txaioita (colon 126); cf. anche qui a p. 92, colon 206.
[135]. ^uaxfpoiv GXfiaecoc;: gioco di parole intraducibile basato sulle duplici
accezioni di ^uaxf| p (strigile / raffio usato come strumento di tortura) e di QXr\aiq
(attivit atletica / martirio): lo slittamento semantico dei due termini dalla sfera
degli agni a quella del martirio ben documentato in L ampe, s.vv. Quant o
all' episodio della raschiatura nell' ambito della leggenda dello Stratelata, cf. Sym.
Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 11 (Delehaye, Saints militaires, pp. 174-
175): pyfi nXw exe X V faaiXa Ka... e^eye' . . . ^eoBco aiSnpoti; vuc^i,
tp^eysoGco ^a|3poxxcp rcup x xcv ueX.cv xt 7tepu\emueva. "EX,eye xaO xa
Ka 7tapf.oav oi vuxeq, napnv Ka x Ttup. C f . anche infra, p. 146, comm.
ad cola 180-181.
[145-148]. Exaupcp ae TtpooTtfj^avxeq o x6po(, Ka eoe, aKonv v xco 7te8ico
Buevoi, xatc xcv fSeXcov Kaxaxi ^v oe rc^riYau;: cf. Sym. Metaphr. , Passio
s. Theod. Stratel., 13 (Delehaye, Saints militaires, p. 176): (3aoi>eq... KeX.eet
v uocp xou xnou, co BaaiA.iKf| voua, ,Xivov KaxaT iayfvai oxaupv, v
axcp xe Si axaGnvai Ka 7ipoor|X.co0fivai xv ayiov' E i xa Ka oomep v eiev
TtpoaKuvrixai (pnaiv xcv Gecv Ka x,a KO VO ^Keiv, 7teunxcoaav n' axv
pA-n.... [...] oi Ko ^aaxa xv XTTOV KaxaXaPvxeq ioxcooi uv xv oxaupv,
xv 0X.T|xfv 5 5iaxeivouo( xe Ka npoariX-oCoiv' netxa yuuvfj xfi oapK noXk
x $Xr\ nap noXX&v cptueva ,ov Kaxoxi Kxov e0q noiouoi Ka
xpauitxcov neoxv. Ka opa nepioucriav couxrixoq Ka uavt aq. T yp p/n
n^i v K xcov aapKcov vaipouevot, Sic, Ka xpq ficpieoav Kax xou ytou.
[145]. 7ipoonf|^avxeq: va sicuramente accettata la lezione di A contro P, che
reca l' improponibile 7tpoo7ixf|i;avTeq (forma post-classica da 7tpoo7ixf)aoco):
7tpooTtiyvuLii nel N T (Act. 2,23) e nella letteratura patristica (cf. L ampe, s.v.)
il verbo tecnico per la crocifissione. C f . anche Hesych. , s.vv. 7tpoa7ir| ^av
(7ipoofj>,cooav) e Ttpoofi^cooav (7ipoonn^av, oxapcooav): ed. M .
Schmidt, I I I , I enae 1861, pp. 387-388, nn. 3738 e 3769.
[149-151]. coi 5 yevf|0r|oav ouxco (3X,oq VTITU COV ai 7iX ,r|ya axcov: la remini-
scenza biblica (Ps. 63,8: pA,oq vnnicov yevf| 0r| aav ai 7tA.riya axcov) potrebbe
sembrare ispirata da un particolare della leggenda che non compare nella Passio
metafrastica, ma nella Passio dello ps. A bgar (Van Hoof f , Ada Theod. Ducis,
144
p. 364) e nella versione premetafrastica A (Delehaye, Saints militaires,
p. 163): vi sarebbero stati anche dei noise, fra gli arcieri che bersagliarono
il martire crocifisso. Si veda in particolare la Passio premetafrastica A al
13: axoi T E (scil. oi 8f|iiiov) ydp Kai 7iat8aq 5 axco 7ipiaxf|aavxq Kai
coo7tEp E Q 9f|pav pTuiaBetq xqcov SI E PE G ^ O VI E Q cp' va xouxov O KO T T V T
xou iidpxupoq ocona noXX Kai auxv x P^n cpivav 7rapK^uovxo. Va
detto per che l'espressione del salmo tradizionalmente usata in relazione a
martiri che subiscono lancio di dardi o pietre, anche in casi in cui non certo
possibile prenderla alla lettera: si vedano ad es., per s. Stefano, N i col . Hydrunt. ,
carm. 7 (ed. in M . Gigante, Poeti bizantini di Terra d'Otranto nel secolo XIII,
N apoli 1979 [Byzantina et Neo-hellenica Neapolitana, 7], pp. 149-150); per s.
Papi l o, un tropario del canone di T eofane (Men., I , p. 414): NriJticov coc7ip
TCOV oEfJcv | PXr| xq xcov W0cov PoXi5aq | Sauaoq cov a ^E ^yiaai. . .
[150]. ouxco: la lezione di P mi sembra vada considerata lectio difficilior rispet-
to al pi banale ovxcoq di A . Per questa accezione di ouxco ( = auxcoq, semplice-
mente, senz' altro) cf. L SJ s.v. ouxcoc;, I V.
[152]. ' A voi qaq x ox|aa aou: incipit innografico piuttosto comune (cf. Initia,
I , p. 123): per il concetto della discesa dello Spirito sulle labbra del santo, si
veda in particolare Men., I , p. 389: 'Avov,a<; x oxua aou 7iX."npc0r|c;, Ma0r|x,
7weunaxiKf|c; cuvaECoq...
[154]. E ' Axuaaq rivEULia ayiov: probabile gioco di parole con l' espressione
7ivEU |aa XKU E I V (lat. ducere spiritum: cf. Thes., s.v. E XKU C O ). Si veda anche
I o. M aur op. , hymn. in Deiparam (tropario da un canone edito in forma conta-
minata: si veda N i kodi mos N axi os, QeoTOKpwv... [cit. supra, p. 22 n. 55],
p. 57; cf. anche Vat. Palat. gr. 138, f. 121r), i ne: LIvE naxoc; xou yiou ^K aai
xdpiv axc E V voi^Ei, ITapOVE, xou xa7iivou LI OU oxuaxoq...
[155-158]. 8i8axcq Kaxripxiaaq xv A,av xv apxi 7uaxsuaavxa 8i aou, Ka
Epydaco xouxouq ndpxupaq: probabile riferimento alle conversioni operate da
s. T eodoro tra i soldati al comando del TtaxpiKioq Kestos, inviati da L icinio
a passare a fil di spada tutti coloro che avevano creduto in D i o per opera di
T eodoro. A d essi T eodoro predica la sottomissione, esortandoli al martirio: cf.
Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 16 (Delehaye, Saints militaires, p.
180): xou Xpioxou cxpaxicxriq @8copoq... xoq 8 xcp Xpiaxcp m-
niaxEU Kxaq 8i8a^E ndvxa cppEiv nsyaXocppvcoq
T a
rcivxa, \yy\ KaKcp
x K O K V XX' ya0co \iXXov iiEiPouivouq' co Ka 7teio0vxEq npoBuncoq
vf|Kav auxoq eiq acpayrv, ya7niaavxq EKOuaia 9u|aaxa yvo0ai xcp unp
fincv 7ipcxcp acpdyiov xcp naxp npooEvnveynvcp. Si veda anche il canone di
Giuseppe per lo Stratelata, cola 175-180 (T omadakis, Canones Februarii, p. 264):
nXoKatq xcv navacpcov aou, | Tia^iidKap, ^ycov | xaipcov /ypr|aaq | E K
(3u0ou yvcoaiaq | xoq 7ipoa^0vxaq Ka Beiouq ndpxupaq | vanEipydcco...
145
[159-165]. E vov u Kaxoxno-av... ai vooioupyiat uou" XX O KS C O GV ue
xoxcp, . . . 08 v fi Yevvnaaoa xv eoe. ^vov A.0vxa eli; x i' 8ia: l' intero tropa-
rio, come spesso accade nel Mauropode (cf. supra, pp. 74-75), costruito su
un unico gioco di parole, difficilmente traducibile in italiano, tra le serie sinoni-
miche legate ai concetti di propriet/parentela (O KE I C O , 8I O Q) e di alteri-
t/estraneit (^voq, XXxpi oq).
[166-170]. TOuvuevoq naXurj rcavxoKpxopt Xpt oxoO . . . ei>QvnXr\aac, rcpq
xv. . . Xtuva xv v xotq opavotq: una delle metafore marinaresche pi comu-
ni in innografia: cf. ad es. Men., I , p. 528, ine. T0uvuevoq naX\ir\ xfj i/ontppcp,
rcpq xoq Xtuvaq ecpOaaaq xoq YaX.r| voxxouq...
[171-172]. x xcov Paovcov 5te>.0cbv yptov nXayoq: l' immagine del mare di
tormenti che il martire deve attraversare per giungere al porto tranquillo dei
cieli trova ampia diffusione nell' agiografia greca e si ritrova anche nella lettera-
tura sullo Stratelata: cf. ad es. E ut hym. protasecretis, Laudai, s. Theod. Stra-
tel., 10 (Halkin, Euthyme, p. 234): ouxco xou upxupoq x U SY<X Ka xavq
xcv aiKiGLicv 7TpaiouLivou 7iX,aYoq...' nei 8 x nv xou Ycovoq Qeou
SinvuKcoq %pm rcpq xv K uova xfjq axou Paoi Xei aq Kaxfjpe Xi uva. . .
C f . anche qui a p. 114, hymn. I in s. Demetrium, cola 241-248, e I o. M aur op. ,
hymn. VI in s. Ioseph Hymnographum, cola 56-59 (T omadakis, Tcooijq), p. 248):
' Ynepvri^uevoq x uYa nXayoq xfjq O aXaonq xou piou rcpq YaX,nvv puov
Ka K uova xn.q PaoiA-Eiaq opavcv 7tpoocopu(o0r|q ueYaX,u7iopoq.
[174]. aeauxv: Vusus scribendi mauropodeo mi spinge a correggere la lezione
auxv dell' unico testimone P, facile aplografia da 7tpo0ucoc <o >e a u x v.
[180-181]. Et5r|pot 8i suspi oavx ae vuxeq x oTi^yxva oou o7rapooov-
xeq: cf. Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 11-12 (Delehaye, Saints mili-
taires, pp. 174-175): eXeye [ scil. Paot^euq] ...i;eo0co m8npoq vu^t . . . .
[...] ' O 8 xou Xpt axou upxuq xfjc, \ieyaXr\c, vcoOev 7to^acov porcfiq o8
(pcovf|v Tipotexo oT t apaaousvoq o8' Ttioxev^cov coep0n. Vedi supra, p. 144,
comm. ad colon 135. Per il tipo di supplizio si vedano anche le testimonianze
raccolte in L ampe, s.v. vuq\
[191]. x ocoua yp rcepPq: il colon presenta due sillabe in me n o ^ - ^ ^
iu^j- rispetto alla forma richiesta dalPirmo, riportata in Eustratiadis, Eip^.,
p. 159 (ine. poooP^ov uv xf)v K U I VO V. . . ) : tale variante non per mai
attestata nei canoni modellati sullo stesso irmo contenuti nei libri liturgici del-
l' ed. Propaganda Fide. N el canone VI di Gi ovanni Mauropode per Giusep-
pe l' I nnografo (al colon 134) sembra essere attestata una ulteriore variante
u " u u u u u
- ; c
f- T omadaki s, Tcooijq), p. 251.
146
[193]. taoq ,oTr|<; eco: gioco verbale condotto su un' immagine paolina (I I
C or . 5, 13): il verbo ^iaxnui sembra essere inteso dal Mauropode nei due sensi
di uscire (scil. dal corpo) e di uscire di senno. Quest' ultima accezione
legata nell' esegesi paolina al concetto di follia per C risto, che ebbe ampio svi-
luppo in et bizantina: cf. ad es. l' introduzione di L . Rydn a Paol o Cesaretti
(a cura di), I santi folli di Bisanzio. Vite di Simeone e Andrea, M i l ano 1990,
pp. 5-32.
[195-198]. oc,... naaxa @eou v f) A yoq vuncpeoaxo 0eo7ipejico<;,
riapOsve, tf| v cpuaw xcv ppoxcov: per il concetto teologico delle nozze di D i o
con la natura umana, celebrate nel grembo della Vergine Mari a, cf. ad es. Pro-
clus C onstantinop. , De nativitate Beat. Mariae Virginis, 1 (PG 65, 681a): f|
naoxc,, v fi A yoq vuncpeaaxo xf|v opKa.
[199]. 7rpooe0.r|(pv: 7ipoaXanpvco il verbo tecnico che indica, nel linguag-
gio teologico, l' assunzione da parte di Cristo della natura umana accanto a quel-
la divina: cf. L ampe, s.v.
[201-206]. A i aXaaq xfiq TtMvnq dXuxov ouv5eo|a,ov, xcp Xpiaxco ouve80r|<;
... 0sv xcv KC I KC V nou xf|v 6avv Xoov, ndKap: i giochi di parole su 8co
/ X C e derivati sono un vero e proprio luogo comune innografico. U n solo
esempio dal nostro autore: I o. M aur op. , hymn. Vili in s. Ioseph Hymnogra-
phum, cola 70-76 (T omadakis, Icoafjq), p. 259): A E O L I C O V xou ocnaxoq Xu0eiq,
xoq SE GL I O C ; wXvaac, xcov SvaXmcov urixavcov xou BeXiap, auveSOnq
xcp Xpioxcp 8EGU .OI <; XuxoiQ, aie, 5v EK5uac7tei aai napxuv nou xv
ov5eo| aov. C f . anche qui a p. 88, cola 127-128.
[208-212]. oi 8f)uioi O K .vdpKouv, O K fj^youv, O K L iuodxxovxo, oi', xfq
ofq ai8ou<; dvai5cq cpanxiievoi, 8i xf\c, 7ifiq ai8ripov f|X,auvov f| Xov:
cf. Sym. Metaphr. , Passio s. Theod. Stratel., 13 (Delehaye, Saints militaires,
p. 177): X,uoum x ini xfjq ocpoq mpiC,a>\ia xcp yicp, xou xfjq a8ouq nxovxai
iiopiou Ka - co x^ipcov uaapcov, co yuxfjq cb|a,oxdxr|q Ka vai oxvxou - f|.v
xi va ai8ripouv ^aPvxsc; yav ^xaxov vicu 8i xou v xcp ^topico rcpou'
. . . Ka O K vdpKouv, O K r,youv, O K nuodxxovxo.
[213-214]. T v ycova xv vxcoq KaXv f| ycviaai: la correzione di KaX&q in
KaXv, non del tutto necessaria per il senso (si potrebbe forse intendere xv
ycova xv vxcoq come il vero agne), giustificata non solo dal fatto che
l' intero tropario costruito su I I T i m. 4,7-8 (Tv KaXv ycova f| ycviavai,
xv 8pLiov xsxXeKa, xf|v rciaxiv xsxfjpriKa' ,oi7iv nKei xai LI OI xf|<;
Si Kai oavnq oxcpavoq... C f . anche I T i m. 6, 12), ma anche da varii incipit
paralleli rintracciabili nell' innografia: cf. Initia, I V, p. 183. Si veda anche I o.
M aur op. , hymn. VII in D.N. Iesum Christum, colon 171 (Follieri, Otto canoni,
147
p. 160): ycbv vxcoq uyi oT O C L ' errore pu essere stato causato, oltre che
da un fenomeno di assimilazione con la finale dell' avverbio vxcoq, dal fatto
che l' espressione Kataq ycoviLeoGcu ben attestata nel greco classico (cf. ad
es. Pl at o, Symp. 194a).
[219-220]. O8ev xcv cpaicov xfjq yfiq 9,x9riq: la correzione di pcov nel-
l ' omofono cbpaicov, necessaria all' intelligenza del passo, sembra supportata da
luoghi innografici di senso analogo: Men., I I I , p. 555 (' E9x9r|q xoO A eonxou
xatq KaA A ovatq, | cbv o8v copaixepov...); Studi bizantini 2 (1927), p. 230
(O Sv xcv K O U O U KaX&v | xfiv oxepev Ka Kpd5avxov | 7tapaaa>.80oav
H/ux"iv | xf)v afiv f| 5uvrenoav, | 8^a, nXomoc, aitexpoq, | XX'oe KI V8U VC O V
| 7tei,ai ooi 7tpoxeivuevai).
[237-238]. Xptoxcp xco 9^o9xn oou: se vero che nel greco cristiano 9?io9xr|q
(giudice di gara) col tempo vede affievolire il proprio legame con la termino-
logia atletica, divenendo epiteto generico di D i o, traducibile con remunerato-
re (cf. L ampe, s.v.), qui sembra invece ancora evidente, nell' immagine e nella
scelta dei termini, uno stretto legame con il senso originario della metafora ago-
nistica.
[239-246]. ' Qp9nq vxcoq yxivouq eunopoq. . . Ka eupcv itapyapixT|v
7toX,uxiuov, . . . anavxa n(aXf\aac, x v yfj, xouxov fi ypaaaq: cf. I o. M aurop. ,
hymn. V in s. Nicolaum (inedito; cf. Vat. Palaf. gr. 138, ff. 277v-278r):
;
Qq
unopoq yxivouq Ka cppviuoq xv uapyapixriv xv KaXv, Xpi oxv, xv
vxcoq 7ioA.uxuj.ov, nvxa 7tcoXf| caq cbvioco, N i K^ae, cpaveq usyaXunopoq.
[243-244]. aiy^nq xfiq axoxxou xpi ai oxO -povxa: ampi o uso di stilemi della
poesia classica: l' aggettivo axxuxoq, relativamente raro, attestato in E si odo
ed E l i o Aristide (cf. L S J , s.v.) ed particolarmente caro a N onno (cf. Thes.,
s.v.); per l' espressione x^piot axiX,(5cov cf. Hom. , Od. VI , 237.
[250]. Ppaxuxxou ai' uaxoq Wynq xiufiq: cf. qui a p. 134, hymn. II in s. Dem.,
cola 217-218.
[263]. KO ouoKpxopa: la definizione di Satana come dominatore del mondo
risale al N T (E ph. 6,12; I o. 14,30), ed ampiamente utilizzata nel greco cristia-
no: cf. L ampe e Thes., s.v. KOouoKpxcop.
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