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POLITECNICO

DI TORINO

TOPOGRAFIA
E
CARTOGRAFIA
a curadi:
Prof.GiulianoComoglio
Dipartimento
di Ingegneria
del Territorio,
dell'Ambiente
e delleGeotecnologie (DITAG)

EDIZIONE
2OO8

CelFd
librerie
SISIEI,IA
BIBLIOTECARIO

|ilililil
ililt
ililt
ililtilfi
ilil
iltl
*225 452r,

I o ristampafebbario2008

O Celid, febbraio2007
via Cialdini,26 - 10138Torino
tel.011.44.74.714

r s B N 9 7 8 - 8 8- 776 r - 13 4 - 8

I d i r i n i d i r i p r o d u z i o n ed. i m e m o r i z z a z i o n e
e di adattamentototale o parziale con
qualsiasimezzo (compresimicrofi lm
e c o p i e f o t o s l a l i c h es) o n or i s e r v a t i .

StampaDigitalPrint Service,Segrate(Mi)
INFORMAZIONI
GENERALI
Questedispense, redattein collaborazione
coni docenti:T. Bellone,A. Cina,A.
Lingua,A. Manzino,
F. Rinaudo, hannolo scopodi facilitare
l'allievo
nellavorodi
apprendimentodellenozionifondamentalidellatopografiae dellacartografia.

PRESENTAZIONE DELCORSO
La topografia studiagli strumenti e gli schemioperativi di misura,i metodidi calcoloe
di disegnocheservonoperdefinirela formae le dimensioni di un oggetto.
L'oggetto principale delletecniche del rilievotopografico e dellasuarappresentazione
piana la superficie terrestre.
La topografia traele suebasiscientifiche dallageometria perla definizione delle
operazioni di misura,dallastatistica per l'ulilizzocriticodei risultati, dallafisicae
dall'elettronica peri principi di funzionamento deglistrumenti di misurae dalcalcolo
numerico per la soluzione dei picomplessi problemi di calcoloe di compensazione
dellemisure.
Restaintesochequantoverrillustrato, relativamente al rilevamento dellasuperficie
pu
fisicaterrestre, essereutilizzato, facendoopportuni adeguamenti, ancheperil
rilevamento di un qualsiasi altrooggetto(adesempiograndistrutture qualidighe,ponti
e gallerieoppurepiccolioggettiqualiedifici,monumenti, repertiarcheologici, ecc.).
L'ingegnere cheoperasulterritorio necessita di questostrumento di conoscenza
geometrica dellecosein quantorappresenta la figuraprofessionale chepi
direttamente interagisce con il territoriostesso.La sua operasi esplica,correttamente,
attraverso due fasidistintema entrambedi capitaleimportanza perla buonariuscita
dell'intervento:
faseconoscitiva: la conoscenza delterritorio,sia dal puntodi vistamorfologico che
antropico, puaweniresoloattraverso il suorilievoed la premessa essenziale
per unacorrettaprogettazione tecnica;
F faseinterattiva: la topograf ia ritornaessenziale quandosi devetracciaresul
territorioI'operaprogettata.
E chiaroche un errorein unasoladi questefasipudeterminare il completo fallimento
ditutto I'intervento.
per questomotivoche lo studiodi questadisciplina obbligatorio per gli allievidei
corsidi Laureain Ingegneria Edile,Civilee perI'Ambiente e il Territorio.

ll corsocheiniziamo vuoleforniregli elementi


di baseessenziali permetterein
condizioneil futuroingegnere e verificarele operazioni
di organizzare di rilievoe di
tracciamentotopografico.

Perraggiungere questoscopoci occuperemo di:


F la formadellaterra(Geodesia)
F la rappresentazione pianadel terreno(Cartografia)
per
F metodie strumenti determinare la formadelterrenoe per localizzarne punti
(Teoriastrumentalee metodologiedi rilievoe tracciamento)
caratteristici
F metodistatisticiper stabilireil gradodi affidabilit
e gli erroriattesidalleoperazioni
topografiche(Statistica).

Eventualiapprofondimenti su alcuniaspetticheverrannosoloaccennatiduranteil corso


vengonofornitineicorsidi specializzazionedellaLaureae dellaLaureaSpecialistica.
CORSODI TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA
CAPITOLO1: GEODESIA
PROBLEMA DELLARAPPRESENTAZIONE DELTERRENO 1
LA GEODESIA 3
LA FORMADELLATERRA 4
D E F I N I Z I O NDEE L L AS U P E R F I C D
I EI R I F E R I M E N T O 5
COORDINATE GEOGRAFICHE 15
EQUAZIONI PARAMETRICHE DELL'ELLISSOI DE 16
E S E R C | Z1 |- 2 - 3 18
RAGGIDI CURVATURA DELL'ELLISSOIDE. SEZIONINORMALI 22
SEZIONINORMALIE GEODETICHE 26
EQUAZIONI DELLEGEODETICHE 28
E S E R C I Z I4O 30
S V I L U P PDI I P U I S E U X - W E I N G A R T E N 31
ESERCIZIO 5 32
MISURETOPOGRAFICHE: INCONGRUENZE TRATEORIAE PRATICA 32
TEOREMIDELLAGEODESIA OPERATIVA 34
E S E C U Z I O NDEE IC A L C O LSI U L L AS U P E R F I C IDEI R I F E R I M E N T O 35
CAMPOGEODETICO 35
CAMPOTOPOGRAFICO 37
E S E R C I Z I6O 39
I LT E O R E M A DILEGENDRE 40
COORDINATE GEODETICHE POLARIE RETTANGOLARI 41
E S E R C I Z7I- 8 44
CAPITOLO2: ELEMENTIDl CARTOGRAFIA 45
SVILUPPO D E L L ' E L L I S O IS
DUELP I A N O 45
PROIEZIONIPROSPETTICHE 47
PROIEZION P IE RS V I L U P P O 47
RELAZIONIANALITICHE 48
DETERMINAZIONE ANALITICA DEIMODULIDI DEFORMAZIONE n
PRINCIPALI SISTEMI CARTOGRAFICI. 54
CARTADI MERCATORE 54
PROIEZIONE STEREOGRAFICA POLARE 56
OARTADt GAUSS(RAPPRESENTAZTONE ANALOGTCA) 57
EQUAZIONI DIFFERENZIALI DELLERAPPRESENTAZIONI CONFORMI 59
LA CARTADI GAUSS ol
FORMULE D IH I R V O N E N OJ
CALCOLODELMODULODI DEFORMAZIONE LINEARENELLACARTADI GAUSS 65
CALCOLODELLACONVERGENZA DELMERIDIANO NELLACARTADI GAUSS 67
TRASFORMATE DELLEGEODETICHE SULPIANODI GAUSS 69
LA CARTOGRAFIA UFFICIALE ITALIANA t,5
IL SISTEMAUNIVERSALE UTM 81
IL SISTEMADI RIFERIMENTO UNIFICATO EUROPEO (EDsO) 82
ESERCIZISVOLTIDI CARTOGRAFIA B5
ESERCIZ 9 I- 1 0- 1 1- 1 2- 1 3 B9
ESEMPIDI CARTOGRAFIA NAZIONALE AL TRATTO 93
TAVOLEALLEGATE 102
CAPITOLO3: CENNIDl STATISTICA 103
PROBABILITA
E DEFINIZIONI 103
PROBABILITA
CLASSICA 104
PROBABILITA
EMPIRICA 105
PROBABI
LITAASSIOMATICA 106
PROBABI
LITASOGGETTIVA 106
TEOREMADELLAPROBABILITA TOTALE 107
TEOREMADELLAPROBABI LITACOMPOSTA 108
VARIABII STATISTICHE E CASUALI SEMPLICI 109
LA DISUGUAGLIANZA DI TCHEBYCHEFF 116
LA VARIABILE CASUALE CONTINUA 118
VARIABILE STATISTICA E CASUALE A DUEDIMENSIONI 't't9
LA CORRELAZIONE LINEARE 122
COMBINAZIONE DI VARIABILI CASUALIINDIPENDENTI 124
A L C U NE
I S E M PDI I D I S T R I B U Z I O N I 126
DISTRIBUZIOD N IEB E R N O U L O L IB I N O M I A L E 126
DISTRIBUZIONE NORMALE O DI GAUSS 130
TEOREMIINERENTI LA DISTRIBUZIONE DI GAUSS 135
DISTRIBUZIONO E R M A LA E D U ED I M E N S I O N I 137
CAPITOLO4: lL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO 139
CONCETTO DI MISURA 139
LEMISURE DIRETTE 140
LEMISURE INDIRETTE 143
IL PROBLEMA DELLASTIMA 143
PROPRI ETADEGLISTIMATORI 144
I L P R I N C I P ID
OI M A S S I M V
AE R O S I M I G L I A N Z A 144
M I S U R ED I R E T T EDIUGUALE PRECISIONE 146
M I S U R ED I R E T T EDIDIVERSP ARECISIONE 151
MISURAINDIRETTA DI UNAGRANDEZZA 156
MISURAINDIRETTA DI PIUGRANDEZZE CONEQUAZIONI ESUBERANTI 162
IL CASOCONEOUAZIONI LINEARI 163
IL CASODI EQUAZIONI NONLINEARI 167
5: LA MISURADEGLIANGOLI
CAPITOLO 169
DEFINIZIONE DI ANGOLOAZIMUTALE, ZENITALE DISTANZA
E DISLIVELLO toY
IL TEODOLITE 170
CANNOCCHIALE A LUNGHEZZA COSTANTE 173
CARATTERISTICHE DELCANNOCCHIALE 176
LAMINAPIANOPARALLELA 178
LE LIVELLE 179
LA LIVELLASFERICA t/Y
LA LIVELLA TORICA 180
LA LIVELLA TORICAA COINCIDENZA DI IMMAGINE 183
LA BASETTATOPOGRAFICA 183
CONDIZIONI DI RETTIFICA DELTEODOLITE 184
CONDIZIONE OPERATIVA DELTEODOLITE 185
MESSAIN STAZIONE DELTEODOLITE 185
MEZZIDI LETTURA AI CERCHINEGLISTRUMENTI OTTICO.MECCANICI 186
LETTURAA STIMA 186
STRUMENTI MICROMETRICI 1BB
MEZZIDI LETTURA AI CERCHINEGLISTRUMENTI ELETTRONICI 190
LA LETTURAASSOLUTA 190
LETTURAINCREMENTALE 191
ESEMPIDI SISTEMIDI LETTURA 192
MISURADEGLIANGOLIAZIMUTALI 197
I N F L U E N ZDAE G L E
I R R O RRI E S I D U I 198
ERROREDI ECCENTRICITA 199
ERRORE D I G R A D U A Z I O NDEE IC E R C H I 200
REGOLADI BESSEL 202
MISURADEGLIANGOLIZENITALI 203
ERRORICHEINFLUENZANO LE LETTURE ZENITALI 205
ACCESSORI PERGLISTRUMENTI TOPOGRAFICI 208
CAPITOLO6: LA MISURADELLEDISTANZE 213
DEFINIZIONE DI DISTANZA 213
STRUMENTI PERLA MISURADELLEDISTANZE 216
I DISTANZIOMETRI A MISURADI FASE 217
LA MISURADELLAFASE 217
MISURADELL'AMBIGUITA n 219
MISURADELL'AMBIGUITA CONIL METODODELLEDECADI 221
MISURADELL'AMBIGUITA CONTRELUNGHEZZE D'ONDA 221
P R E C I S I O NDEE G LE
I ODM 222
L'ONDAPORTANTE E L'ONDAMODULANTE 223
I DISTANZIOMETRI AD IMPULSI 224
RIFLETTORE PASSIVO 228
7: LA MISURADEIDISLIVELLI
CAPITOLO 229
STRUMENTI PERLA MISURADEIDISLIVELLI 229
LA STADIA 230
IL LIVELLO 231
LIVELLIOTTICO-MECCANICI 231
AUTOLIVELLI 235
LIVELLIELETTRONICI 239
QUOTAE DISLIVELLO 245
METODIPERLA MISURADEIDISLIVELLI 246
INFLUENZA DELLACURVATURA TERRESTREE DELLARIFRAZIONE
ATMOSFERICA 246
LA LIVELLAZIONEGEOMETRICA 247
PRECISIONE DELLALIVELLAZIONE
GEOMETRICA 251
LA LIVELLAZIONEGEOMETRICA RECIPROCA 253
LA LIVELLAZIONETRIGONOMETRICA 254
PRECISIONE DELLALIVELLAZIONE
TRIGONOMETRICA 259
LA LIVELLAZIONECELERIMETRICA 260
CAPITOLO8: METODIDl RILEVAMENTO 261
METODIDI RILEVAMENTO 261
LE RETIPLANIMETRICHE 262
CALCOLI DICOMPENSAZIONE 263
P R E C I S I O NDEE I V E R T I C
DII U N AR E T E 269
CONSIDERAZIONI OPERATIVE PERLACONDOTTA DEICALCOLI 270
L ER E T I A L T I M E T R I C H E 271
L I V E L L A Z I OGNEI O M E T R I C HDEIP R E C I S I O NEET E C N I C H E 271
COMPENSAZIONE DI UNARETEDI LIVELLAZIONE 271
LA SIMULAZIONE DELLERETITOPOGRAFICHE 275
ESEMPIDICOMPENSAZIONE DI RETITOPOGRAFICHE 276
RETILOCALIE RETIGEODETICHE NAZIONALI 280
RETIGEODETICHE FONDAMENTALI 281
PRECISIONE DELLERETINAZIONALI 285
CAPITOLO9: RILIEVODl DETTAGLIO 287
RILIEVOE CALCOLODELLERETIDI DETTAGLIO 287
RICHIAMI DI GEOMETRIAANALITICA DELPIANO 2BB
ANGOLOPIANO 291
TRASPORTO DEGLIANGOLIDI DIREZIONE 292
TRASPORTO DELLECOORDINATE LUNGOUNASPEZZATA 293
LE POLIGONALI 294
POLIGONALE CHIUSA 294
POLIGONALE APERTAVINCOLATA AGLIESTREMI 297
LE INTERSEZIONI 299
INTERSEZIONE SEMPLICEIN AVANTI 300
IL RILIEVODI DETTAGLIO 303
ESECUZIONE DI UNASTAZIONE CELERIMETRICA 304
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

Capitolo 1
GEODESIA

1 . 1 . P R OB L E MAD E L L AR A P PRESENTAZIONE DELTERRENO


La superficie costruitidall'uomoha una formamolto
fisicaterrestrecon i manufatti
irregolare e discontinua e quindinondefinibile
analiticamente in modoesatto.
In questo modo diventapraticamente impossibilestabilirela posizionerelativao
assolutadi punti, calcolarearee o misuraredistanzee angoli direttamente sulla
superficie terrestre.

E' necessario la superficie


sostituire fisicadellaterracon una superficiedi riferimento
che pur approssimandola nel miglioredei modi, presentidelle caratteristiche di
regolarit,continuite levigatezzatali da consentirneI'impiegonella trattazione
matematica.
ll legametra questedue superficideve essere noto e facilmenterealizzabile in
qualunque puntodellaterra.La sceltadi proiettare di riferimento
sullasuperficie tuttii
punticaratteristici
del terrenolungola verticale,che si pufacilmenterealizzare con un
filoa piomboo medianteuna livellao un pendolo,rispondea questeesigenze.

Questasuperficie di riferimento ideale chiamatageoideed definitacome quella


che in ogni
superficie punto normalealladirezionedellaverticale
e coinciderebbe
con
dei mari,opportunamente
la superficie sottole terreemerse,qualoraI'acqua
prolungata
avessela stessatemperatura,la stessadensite non esistesserole perturbazioni
ai ventie allemaree.
dovuteallecorrenti.
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

'
Fig.1.1- Superficie
fisicaterrestre
e geoide
Ognipuntoproiettato sullasuperficie di riferimentosarunivocamente determinatoda
una coppia di coordinatecurvilineee dalla distanzatra il punto reale e la sua
proiezione.
La distanzatra superficiefisicaterrestree il geoide chiamataquotaed misurata
lungola verticale.
Con queste premessesi pu delinearela seguente proceduradi rilievo e di
rappresentazionedella superficiefisicaterrestre:
F poichil terrenoha una forma moltocomplessa, bisognerdescriverlocon un
numerolimitatoma sufficiente di punti (ad esempioun edificiorettangolare
individuato
mediante i suoiquattrovertici);
F ognipuntofisicodovressereproiettato sulgeoidelungola verticale;
) la posizionerelativadei puntisul geoidesardeterminata attraversola misuradi
angolie distanzeche dovrannoa lorovoltaesseredefinitiin quantoil geoide
unasuperficie curva;
D la posizione dei puntiproiettati sul geoidesar definitamedianteuna coppiadi
coordinate curvilinee (u, v); a questoscopo necessario conoscereI'equazione
delgeoide;

Fig.1.2- Coordinate
curvilinee
e coordinate
cartografiche
congiungendo opportunamente con lineei puntiproiettati
sul geoidee indicando
accantola quota,si otterrla descrizione
completadel terreno;
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

F la rappresentazione cos ottenutasar disegnatasu un supportocurvo,mentre


per gli usi pratici pi convenienteun supportopiano;a questoscoposi potr
stabilireuna corrispondenza curvilinee(u, v) e una
biunivocatra le coordinate
coppiadi coordinate piane:
X = X(u,v)
Y=Y(u,v) t1l

Le operazionidi misuradi angoli e distanzeprima descritte,non sono realizzabili


praticamentein quantoil geoide una superficieideale.Le misuredevonoinvece
essereeseguitesullasuperficie"reale"fisicaterrestre.
Comevedremomeglioin seguito,i metodidi misuradegliangolie delledistanzeche
adotteremosarannotali da forniregli stessivaloriqualisi sarebberoottenutioperando
sulgeoide.
direttamente

Permotivianaloghi, direttadi unaquota impossibile.


anchela misuratopografica
Gli strumenti a nostradisposizione
topografici misurano i dislivelli
ossiale differenze
di
quotatra puntichestannosullasuperficie
terrestre.
Le quote si otterrannoquindi"indirettamente"
come sommadei dislivellimisuratia
partireda un puntodi quotanota.

Fattequesteconsiderazioni per ottenereil rilievoe la rappresentazione dellasuperficie


fisicaterrestreoccorre:
F definireI'equazione delgeoide(lasuperficie di riferimento);
F definireil sistemadi coordinatecurvilinee u, v;
) definirela naturadegliangolie delledistanze da misurare sul geoide;
F definireil modopertrasformare talimisurein coordinate curvilinee;
D definireil modopertrasformare le coordinate curvilineein coordinatepiane.

1 , 2 . L A GE OD E S IA
La Geodesia(dalgrecoterra+ ripartisco) la scienzache studiacertiaspettifisicie
fisico -matematici della terra e dello spazioimmediatamente circostantereso oggi
accessibileall'indagine direttagrazie ai dati rilevatidai satellitiartificiali.Compiti
essenziali dellaGeodesia sono:
F la definizione delgeoidenellasuaformae nellesuedimensioni;
F partendo dalladefinizionedi "intensit"
del campogravitazionale in un puntocome
b forza gravitazionale per unit di massa,oppure,riferendocialla massa mo
(massa"esploratrice") usatacomesondadel campogravitazionale, I'intensitdel
camporisultas =L, potremoassociare a ciascunpuntoin prossimit dellaterra
mo
un vettoregche rappresenta I'accelerazione
subitada un corpo,lasciatoliberodi
cadere,in quel punto;
F la deduzione generalirelativeallacostituzione
di ipotesie conclusioni stessadel
globo terrestre,alla distribuzioneinternadelle masse, ai loro movimentie
variazionineltempoe nellospazio,allecaratteristiche
elastichedellacrosta,ecc.

Gli ultimidue puntisonointimamente connessial primoin quantola formadel geoide


localmentein strettarelazionecon il vettore g , e questo,a sua volta,dipendedalla
distribuzionedellemasseoltrecheda altrifattori.
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

Quindi il problemacentraledella Geodesiaresta la definizionedel geoide e,


successivamente, si dovrannodefinireanchele posizionirelativedi punti e la loro
rappresentazione sulpiano.
L'aspettogeometrico dellageodesia considera il geoideunasuperficie algebricaprecisa
e di semplicedefinizione analitica(sfera,ellissoide di rotazione),la studiadal puntodi
vistadellageometria insegnaa sviluppare
dellesuperfici, su di essale triangolazioni
ea
calcolare di posizione
le relazioni fra i suoipunti.
L'aspetto dinamicostudiainveceessenzialmente il campogravitazionale terrestre,
sia
in basea ipotesisullanaturae distribuzione dellemasseterrestri sia in baseallemisure
di graviteffettuatesullasuperficieeffettivao nellesue adiacenze;definisceil geoide
comeuna particolare superficie
equipotenziale di dettocampo,ne studiagli scostamenti
rispettoa dellesuperficigeometriche ed insegnaa tenerecontodelleloroconseguenze
operative.

L'evolversidelleinformazioni dai satelliti,richiededi distinguere


acquisibili ancorala
geodesia in geodesia classicae tridimensionale.
La geodesiaclassica vincolata,per lo meno nella sua parte operativa,a una
superficiedi riferimento di naturageometrica o dinamicae quindia un'impostazione
essenzialmente bidimensionale dei suoi problemi,nella quale la lerza dimensione
intervienesoltantoin formasubordinata e vieneper lo piestromessa appenapossibile
concomplicate e spessoartificioseriduzionie correzioni.
La geodesiatridimensionale trattainvecei probleminellospaziofisicotridimensionale
evitandoil ricorsoa qualsiasisuperficiedi riferimento.Questo pu essere attuato
impiegando dei sistemidi riferimento intrinseci
e ciodefinibili medianteelementifisici
connaturaticon il campogravitazionale e accessibili
alla misuradiretta.Questodiverso
approccioha senzadubbiouna notevolecoerenzalogicae appareparticolarmente
idoneoa trattarei problemioperatividellageodesianei qualila terzadimensione ha
entite importanza quantomenocomparabili conle altredue.

1 . 2 . 1 .L A F OR MAD E L L AT E R R A
In basea quantogi dettola superficieeffettivadellaterrapu essereapprossimata
condiversicriterie finalitda tre diversesuperfici:
1. superticieellissoidica: una- figura astratta,di comodo,introdottaunicamente
come supportomatematico sul quale sviluppareanaliticamente il rilievodella
superficieeffettiva.Essanonha alcunarealtfisicae non pertantoaccessibile in
alcunmodoall'osservazione;
2. superticiedinamicateorica: una particolaresuperficiedi livello del campo
gravitazionale chesi ha nell'ipotesichela terrasia un corpocontinuo, omogeneo e
di densituniforme,animatoesclusivamente da un motodi rotazioneattornoal
suo asse polare,con velocitangolarecostante.Per quantoancoradi natura
questasuperficie
ipotetica menoastrattadellasuperficie ellissoidicain quanto
legataa entitche hanno una effettivarealtfisica (il vettore ) e una assai
prossimarispondenzaal vero. Questa superficie chiusa, liscia e priva di
singolarit;
3. superticiedinamicareale'. una particolaresuperficiedi livello del campo
gravitazionale. Essacoincidecon il peloliberodei marisuppostiin equilibrio e in
assenzadi azioniperturbatrici locali(onde,maree,salinit,temperatura, ecc.),
mentresottoi continenti pu immaginarsi continuata in canaliidealiprividi attrito,
nei quali I'acquamarinafluiscefino all'equilibrio. In questomodo le curvature

4
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

subiscononotevolidiscontinuit in corrispondenza delle linee di costa. La


superficie lisciae la sua forma complessivamente sferoidalema presenta
continueondulazioni e gibbositconseguenti allevariazioni
localidi densite di
dislocazionedellemassemateriali. Si elevain corrispondenza dei continentie si
abbassa in corrispondenza dei mari pur restandola sua curvaturaglobale
ovunquepositiva. Questasuperficie,cui Listing(1873)ha datoil nomedi geoide,
ha dunqueuna sia pure approssimata realtfisicaper buonaparte della sua
estensionee pu essere materializzata in corrispondenza di un mareografo
(strumentoatto a fornire,attraversoun lungo periododi osservazioni, il livello
mediodel marein un determinato puntodellacosta).

Perappropriati valoridei parametri che definisconoquestesuperfici e la loroposizione


relativa,gli scostamentiradialisonoassaipiccoli(dell'ordine delladecinadi metri);per
talefatto lecita,a determinati finied entrocertilimiti,la sostituzione
di una superficie
e in particolare
all'altra al geoide.
dell'ellissoide

ellissoide

Fig.1.3- Approssimazione fisicaterrestre


dellasuperficie

ll fattoche la terraabbiaformasferoidale e assaiprossimaa un ellissoide,


pu essere
teoricamente giustificato di una primitivafluiditdella massaterrestrein
nell'ipotesi
rotazione che andataprogressivamente diminuendo con il raffreddamento
senzache
ne risultassero eccessivamente di livellooriginarie.
alteratele superfici

1 . 3 . D E F IN IZ IONDEE L L AS U PERFICIE
DI RIFERIM ENTO
La meccanicastudiail motodei corpimaterialisottoI'azionedelleforzeapplicateche
sonoessenzialmente di duetipi:
) le forze gravitazionali che ubbidisconoalla legge di gravitazionedi Newton,
secondola quale due particellesi attraggonoreciprocamente con una forza
proporzionaleal prodottodelle loro masse e inversamenteproporzionaleal
quadrato della loro distanza; queste forze sono dirette secondo la retta
congiungente le particelle dallapresenza
e sonoindipendenti di corpivicini;
F le forzeelasticheche seguonola leggedi Hooke.

Altroconcettofondamentale di questoargomento, quellodi campo.


per la trattazione
lllustriamolo
con un esempio:consideriamo un ambientee supponiamoche la
temperatura sia misuratain ogni suo punto.L'insiemedei valoridellatemperatura in
funzionedellaposizionesi chiamacampoe, pi propriamenle, camposcalare,essendo
la temperaturauna grandezzascalarecio completamente determinatamedianteil
numeroche ne forniscela misura.
Comesecondoesempio,consideriamo una regionenellaqualeun liquidosia in moto
In ognipuntodellospazio possibile
stazionario. definireun vettoreche rappresenti,
in
direzione,verso e ampiezzala velocitdella particellafluida che si trova nel punto
considerato.In generaleavremovettoridiversinei diversipuntidellaregione;I'insieme
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

di questivettoridescriveunivocamente
il motodel fluidoe si chiamacampodi velocit.
Questo un esempiodi campovettoriale.

Nel casodei campivettoriali, utilela rappresentazione mediantelineedi flusso,che


dannoin ogni punto dellospaziola direzione del vettorecampo.La tangentein ogni
loropuntoindividua la direzione delvettorecamponelpuntoconsiderato.
Le lineedi flussodi un campouniformesonounafamigliadi retteparallele e il vettore
ha la stessaampiezzaovunque.
ln generale,le lineedi camposarannoinvecedellecurvee l'ampiezza varierda punto
a puntodellospazio.
ln meccanica,le forzeagentisu corpimaterialisi distinguono inoltrein conseruative e
non conseruative e per le primesi pu introdurreil concettodi energiapotenziale.
Ricordiamola condizionegeneraleche deve esseresoddisfatta affinchuna forzasia
conservativaed esistaquindiun'energiapotenziale:una forzarisultaconseruativa se il
lavoro da essacompiutosu di un corpo nullo quandoil corpo percorreuna traiettoria
chiusaqualunque.
Lo stesso concettopu essere espressonel seguentemodo: consideriamouna
particellache passida una posizione inizialeP ad una posizione finaleQ; se il lavoro
compiuto dalla forza agente sulla particella /o sfesso qualunque sia la linea
congiungenteP con Q, la forza sarconseruativa.

Esaminiamo ora le proprietdi un campodi forzaconservativo:


la lorza F che il campo
su di un corpo funzione
esercita dellaposizione;
F

+B
Fig.1.4- Energiapotenziale

Se il corposi spostada un puntoA ad un puntoB lungouna lineaarbitraria(vediFig.


potenziale
1 . 4 ) , l av a r i a zi o ndee l l asu ae n e rg ia datada:
dt
ue-ua=
IoFrd, dove Fr =Fcos9 l2l

Doveune us r?pprsentano I'energiapotenziale rispettivamente nei puntiA e B.


ln tal modo,ad ogni puntodel campodi forzacorrisponde un valoreu dell'energia
potenziale.
Se il corpoacquistaenergiapotenziale nelpassaggio da A a B, si diceche il puntoB
a maggiore potenziale delpuntoA, e viceversa.
Si notiche si trattasempredi variazione di energiapotenziale.
PerdefinireI'energia potenziale in un puntodellospaziosi scegliedi normaun puntoin
c u i s i p o neI'e n e rg ipao te n zi a lue=0e si avr in tal m odounafunziotlu= g( X,Y,Z)
ciofunzione dellecoordinate delpunto.
ll vantaggio chesi ottieneintroducendo la funzione energiapotenziale perdescrivere un
campodiforza conservativo, sta nel fattoche si sostituiscead un campovettorialeun
camposcalaredi energiapotenziale.
L'equazione di una superficie equipotenziale puessereespressadallarelazione:
u = rp(X,Y,Z) =costante t3l
G. COMOGLIO Capitolo1
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA GEODESIA

Poichper definizione, nonsi compielavoroper spostareun corpoda un puntoad un


altrosullastessasuperficie equipotenziale, in ognipuntodellospaziole lineedi forza
devonoessereperpendicolari allesuperficiequipotenziali.
Ne deriva quindi che, date le superficiequipotenziali, si possono costruire
immediatamente le lineedi forzatracciando le curvechele intersecano
ortogonalmente.
Supponendo che,ad esempio, le superfici
equipotenziali da unafamiglia
sianocostituite
di superficisfericheconcentriche, le lineedi forzacoincidonoevidentemente con i raggi
di talisfere.

Applichiamo questiconcettialladefinizionefisicadelcorpo"terra".
Stabiliamo un sistemadi riferimento cartesiano [O,XYZ]aventeI'origine nel baricentro
dellaterra,I'asseZ coincidente conI'assedi rotazionee gli assiX e Y coincidenti congli
assi principalidi inerzia(sistemageocentrico).
ll campogravitazionale g in un genericopuntoP una funzionedellaposizionedel
puntostessoe si puconsiderare comerisultante di dueforze(vediFig.1.5):
F la forza r; di attrazionenewtoniana sullamassaD?o che la risultantedi tutte le
forze elementariche ogni elementodi massadella terra esercitasull'unitdi
massapostain P (vediFig.1.5);
F la forzacentrifugaF. sullamassapostain P (vediFig.1.5)dovutaallarotazione
dellaterra intornoall'assepolareZ, rolazioneche awiene con velocitangolare
a=7.29.10-5rad/s,percui l'accelerazione risultaparia c =@2ri
il vettorer ha modulo,,lxr'+Yr' ed direttosecondola normaleall'asseZ
passanteper P e orientatoversoI'esterno
dellaterra.

-|r

Fig.1.5-Forza centrifuga, e di gravit


newtoniana

Le tre forze in oggetto sono conservativee quindi potremodefinireil potenziale


associatoa ciascunadi esse:
F la forzacentrifuga4 e il relativopotenziale
v
F la forzanewtonianar, e il relativopotenzialeV
s e il relativopotenziale
F la forzagravitazionale W

W quindipariallasommadel potenziale
ll potenziale V e del potenziale
v (i potenziali,
in quantofunzioniscalari,possonoesseresommati).

Ricaviamo
ora le espressioni dellegrandezzecheabbiamoappenadefinito.
analitiche
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

un corpodi provasituatoin un puntoP del campodi forzae supponiamo


Consideriamo
di spostarlodi un trattods lungola direzionedella forzadi gravit I ; in base alla [2]
diremochela variazione delpotenziale delcorpovale:
dw=E., l4l
Generalizzando, possiamodireche la componente di un camposecondouna direzione
qualsiasi delpotenziale
ugualeallavariazione lungoquelladirezione riferitaall'unit
di
lunghezza.ll vettorecamporisultail gradientedel potenzialeed direttonormalmente
afla superficie e si indicacon la notazione:
equipotenziale g = gradW che,in basealla
[4],possiamoscriverecome:
w= l * w=, w=r
X Ay a, tsl

Se lo spostamentods tangentealla superficieequipotenziale passanteper P,


risulter:
d W= E - d , = 0 l6l
da cui si deduce ancora una volta I'ortogonalitdi I rispetto alla superficie
equipotenzialegenerica.

SiaW che le suederivateprime,sonofunzionicontinue percui le


e privedi singolarit,
sonoliscee privedi spigolio puntisingolari.
equipotenziali
superfici In ogniloropunto
esistedunqueuna sola normalesuperficiale univocamente definitae variabilecon
continuit.

assaiprossimeW = C e W'=C+AW(vediFig.
La distanzadi due superficiequipotenziali
1.7)sempreper la [4]e considerando la quotah crescente
versol'esterno
vale:
- m =^Y l7l
g
Se F e F'sonoi valoridel campogravitazionale nei due puntiP e P' sullasuperficie
e q u i p o t en zi a l e=WC p o tre mo e FAh = F' Ah' = cost.e quindipoich
a n c hescr iverche
e d'non sonomai ugualitra loro,risultache le superficiequipotenziali non sono
geometricamenteparallelema sono ravvicinate dove la gravit pi forte;la gravit
variada puntoa puntoe diminuisce andandoversoI'equatore (vediFig.1.7).

W'=C+A

Fig.1.7- Superfici
equipotenziali

Ricaviamoci ora le espressioni deipotenziali v e V.


Per ricavareil potenziale dellaforzacentrifuga4 ricordiamo quantogi detto cio
che la derivatadel potenziale rispettola direzione r fornirla componente dellaorzain
q u e l l ad i r e zi o n(ve
e dFi i g .1 .8 ):
dv;
, =Lc t9]
clr

I
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
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Fig.1.8 - Forzacentrifuga
e potenziale
centrif
ugo

ll potenziale r. sarquindi:
delleforzacentrifuga
d v = F r d r e q u i n d yi = +v') [10]
fardr=!a]r'=*r,(x,

Picomplessa la determinazione del potenziale


relativoallaforzanewtoniana.
Consideriamo un elementoinfinitesimodi massadm postoin un puntoQ(Xo,Yo,Zo)
( v e dFi i g.1 .9 ).
Se con indichiamola densitdella terra nel punto Q, si avr che I'elemento
infinitesimo di massasardatodal prodottodelladensitper I'elemento infinitesimo
di
v o l u m e:
d. = 6. duo,_u* [ 11 ]
Questo elementoinfinitesimodi massa d, provoca su una massa rnp posta in
P(Xp,Yp,Zp) una forzadi attrazione
che seguela leggedi gravitazione
di Newtongi
enunciata,
il cui modulovale:
dm'mo
d F \=, G . j - - -
ur N -"
_ \. =
- uG 4
l,
t12]
-11
dove G la costantegravitazionale
pari a 6,67 x 10 m3 /kg s2; dF61direttada P
versoQ

Fig.1.9- Definizione
delcampogravitazionale
G. COMOGLIO Capitolo 1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

che la derivatanelladirezione/ del potenziale


Ricordando relativoallatorzadFrvfornir
della forzainquelladirezione,
la componente avremo: dacui il potenziale
+=dF,
dVdovutoallamassadmvale:
4v=!ar*
ar=
ffit=ry t13I
e quindiil potenziale
dovutoa tuttala massadellaterra:
,""r1
v(x.Y.z)=G
-lllz
-- I [14]
I'integrale
dove,ovviamente, estesoa tuttoil volumedellaterra.

DopoaverdefinitoIe forzee i relativipotenziali,


che agisconosu tuttii puntidellaterra:
| ,.
e il relativopotenziale
la forzacentrifuga Fc= mo(z
r v=-C-r-
z
e il relativopotenziale F.
latorza gravitazonale =OII# v =c lll!-
laorza di gravite il relativopotenziale o
W

cerchiamoI'equazone
di unasuperficie che la rappresenti
equipotenziale fisicamente.
Pv
F,

o
FN

Fig.1.10- Forzee potenziali

ll potenzialeW risultadalla sommadel potenzialeV relativoalla forza di attrazione


gravitazionalee del potenzialev relativoalla forza centrifuga(i potenzialipossono
esseresommatiperchsonofunzioniscalari).

SeponiamoW=cost. V(X,Y,Z)+ v(X,Y)= cost. [15]


I'equazione
definiamo di unafamiglia
di superfici
equipotenziali.

Le superficiequipotenzialidelcampogravitazionale sonoinfinitein funzione


degliinfiniti
valoricheil potenziale W puassumere.
Definite le superfici equipotenzialidel campo gravitazionale, possiamocostruire
immediatamente le linee di forza della gravittracciandole curve che intersecano
ortogonalmente le suddettesuperfici.Queste linee sono curve gobbe cio non
appartenenti a un pianoperchle superficiequipotenziali nonsonotra loroparallele.
La verticale,che possiamo materializzarein qualunque punto della terra con un
semplicefilo a piombo,indicherla direzionedellacampogravitazionale E e sar
tangenteallalineadi forzapassanteper il punto.
La superficieequipotenziale del campo gravitazionale che passa per il punto di
quota zero,definitodal livellomediodel mare,si chiamaGEOIDE:
W = V(X,Y,Z) + v(X,Y)= Wo [16]

10
G. COMOGLIO Capitolo'l
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

Per determinare il primoterminedell'equazione conoscerecome


[16] occorrerebbe
variala densitE in ognipuntodellaterra.Purtroppo questonon possibile; le indagini
fattefornisconodatiabbastanza sullavariazione
attendibili delladensitdallasuperficie
al nucleo,ma sonocomunque per la dettagliata
insufficienti conoscenza del fenomeno,
richiestadall'operazionedi integrazione.
Risultaquindi impossibiledeterminarerigorosamente I'equazionedel geoide.
Dobbiamo trovareun'espressione approssimatadel potenzialeV(X,Y,Z).

per il calcolodel potenzialedella forza di attrazioneuniversale,


L'integrale viene
determinatomedianteuno sviluppoin seriedi funzionisferichedopoaversostituitole
geocentriche
coordinate polario, ry,1..
con le coordinate

Dopolo sviluppoin serie,limitatoai terminidi secondogrado,avremo:V = V'+ T dove


T indicail potenziale
residuodi grado) 3

ll potenziale diventaquindi:
relativoallaforzagravitazionale
W=V+v
W=V'+v+T
W=U+T [J = potenziale
normale
=
f potenziale anomalo

ll gradientedel potenzialeU si indicacon e vienedefinitagravitnormale:


dU dU dW
y= grad u _-al _-1t _-a/

dx-r, dY-r, dz-rt


La differenzalrail modulodei due vettori] (gravita)ei @ravitnormale)si chiama
anomaliadi gravite oggi la grandezza pi diffusamente
misurataper il calcolodel
geoide.

geocentriche
Dopoaversostituitole coordinate polario, y, 1..
con le coordinate
,,

_________>y

Fig.1.11- Sistemidi riferimento


geocentrico
e polare
X = O cost/t cosA.
Y = o cost// sin ). 117l
Z = osinV

11
G. COMOGLIO Capitolo1
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di 1lo4( o = 6370km e 1lo4= 6.07.10-28)


a menodi terminidell'ordine il potenziale
V'
risultaespresso
dallaseguente relazioneapprossimata:

r trf (
1 Arp\
.lc-"rBl(r-g.rir'v)+-3
e B
R _- A
A 2
v ' ( o ,.v , ) = o ' 1 1 * ^ t181
o | 2.6..M \ 2 ). G ,'cos'ry'cos2)vl
doveM la masstotaledellaterrae A,B,Ci momentidi inerziarispettoagliassi*,,Y,2
deducibili conottimaapprossimazione dallameccanica celeste.
Poich,come abbiamovisto,una grandequantitdi osservazioni dimostrano che la
terraha unaformamoltoprossima a quelladi un solidodi rotazione, si pu porreA = B
e ricordandoche 12= x' +Y2 = 02 cos2 V si potr assumerequale espressione
analitica approssimata delgeoideI'equazione:
U =V'+v
, =o !1,*-_! " '-o(t-3.s in2lrl.+
"l ),r,=cost. t19l
o | 2.o' M 2
La superfiiecos definita una superficiedi rotazionee rappresentalo sferoide.
Poichil nostrointento quellodi definireuna superficie per i rilievidi
di riferimento
formae di dimensione dellaterra,occorreeliminare le costantimeccanicheG, M, A, C
sostituendole condei parametrigeometrici.
Lo sferoide una superficiedi rotazionee quindi gli unici parametrigeometrici
utilizzabili sonoil semiasse equatoriale
a e il semiasse polarec.
L'equazione dellosferoidein coordinate polari risultadunque:
o = o ( t - a si n 'y) t2o]

dovecr un coefficiente
denominato
schiacciamento
e definitodallarelazone:
A_C . C
(f=-=l--
aa
l21l

Nelsistemageocentrico (vedi[20]e Fig.1.12):


lo sferoideha equazione

------'i
f-------a--
-
F i g "1. 1 2 Sferoidenel sistemageocentrico

Z2
(X' +Y' +22)''' = n(t-o l22l
X: +Y2 +22

ora un ellissoidedi rotazioneaventegli stessisemiassia e c dello


Consideriamo
essosardefinitonelsistemageocentrico
sferoide; dallaseguente equazione:
x2 +Y2 22
+ +a - c-
,=l [23]

12
G. COMOGLIO Capitolo1
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E CARTOGRAFIA GEODESIA

Dalla[21]risultachec = a(1-o)percui abbiamo:


c ' = a ' (l - a ) = a ' (l + a ' - 2 a 1 124l
Lo schiacciamento o valecirca1/300e quindi trascurando il terminein u2,paria circa
1/90.000=1.10-5 ,sicommetter un errorenelladeterminazione del semiasse minorec di
circa35 m (erroredeltuttoaccettabile):
ct = a' (t- o)' = o' (t + a' - za) da cui c = 6.357.126,7 m
c'=at(t-o)'=a'(1-2a) d a c u i c = 6 . 3 5 7 . 0 9 1m ,1
E quindidopoquestaapprossimazione:
c'=a'(l-2a) [25]
Contaleapprossimazione I'equazione dell'ellissoide diviene:
x2 +Y2 +22(t_ 2a)-'=ot
2
126l
Svifuppando dellaZ- (lo sviluppoin seriebinomiale
in seriebinomialeil coefficiente
d e l l af u n zi o n "(t* p a ria r+ m.( :) U. [:l' e quinditr ascur ando
+ .......) al so l i to
" )" \2) \ . 3''
su p e ri orsii ottiene:( t- Za) t =( t+ Za)
i t e r m i nii n cr'e p o te n ze
Con questeassunzioni scriviamo I'equazione dell'ellissoide di rotazionenel riferimento
polare:
( '22 \
o'=a'lt-2"!,-l l27l
I\ / a' )
I terminia e o sono dellostessoordinedi grandezza,per cui si pu accettarela
seguente
sostituzion
et + =1= ry e quindil'ellissoide
sin2 di rotazione
vieneespresso
a- o-
dall'equazione:
/ . \r/2
o = all -2asin' w)"' [28]
Utilizzandoancora lo sviluppobinomiale per il secondo membro della l27l e
continuando i in
a trascuraretermini cr-e superiori, si ottieneI'equazione dell'ellissoide
di rotazione in coordinate polari:
o = o ( t -a s i n ' y ) t29l
checoincideconla [20](equazione dellosferoide in coordinate polari).
Quindil'ellissoidedi rotazionecoincidecon lo sferoidea menodi terminiin a2.
La geometria ellissoidica, seppurcomplessa, pisemplice dellageometria sferoidica.
Inoltrecome abbiamovisto,moltistudi sperimentali hannoindicatonell'ellissoide di
rotazioneuna superficie idoneaa rappresentare la formadellaterra.Si convenuto,
pertanto,di adottareI'ellissoide di rotazionecome superficiedi riferimento per i rilievi
dellasuperficie fisicaterrestre.
ll compitodei geodeti quellodi determinare il semiasse maggiore e il semiasse minore
owero il semiassemaggioree lo schiacciamento cr.
I metodisi basanosu misuregeometriche (misuredi archidi meridiano e di parallelo),
su misuredi gravite di tracciamento di orbitedi satellitiartificiali.
Nel corso degli anni i molti geodetiche hanno lavoratosu tale problema,hanno
determinato valoridiversidi a e o. Ricordiamo i principali:
BESSEL (1841) a = 6.377.397 m a = 11299,2
HAYFORD (1909) =
a 6.378.388m u= 11297,O
wGS84(1e84) a = 6 . 3 7 8 . 1 3m7 a = 11298.257223563

13
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

L'UnioneGeodeticae GeofisicaInternazionale nel 1924 ha adottatol'ellissoide


di
Hayford come ellissoideinternazionale e, attualmente, utilizzato pressoch
universalmente
in tuttele carlografe
ufficiali. I
z L1- normaleall'ellissoide
sl passanteper P

- /h \-

I parametriprincipaliche caratterizzano un ellissoidesono il semiassemaggiore(a), il


semiasse minore(c),o, in alternativa,lo schiacciamento crdefinito
dalla[21].
Per quanto detto, possiamodefinire due superficidi riferimentoche meglio
approssimano la superficie il GEOIDEe l'ELLISSOIDE.
terrestre:
In un punto P dellasuperficieterrestre si potrannoquindidefiniredue normalialledue
superfici la normaleal geoide(o verticale)
di riferimento: e la normaleall'ellissoide.
Le due normaliformeranno un angoloe chiamatodeviazionedella verticale.E' un
angolopiccolo(pochedecinedi secondisessagesimali) e variada puntoa punto.

Ie ----), lu,i
normaleallellissoicle normaleal geoideo verticale
jj
P!i

suoerficie
terrestre

geoide

ellissoide

Fig.1.14- Superficie
terrestre di riferimento
e superfici
La normalein P al geoideo verticale, incontrer il geoidestessoin Po.La distanzaPPo
si definisce quota (o quota ortometrica)e si indicacon H.
La normalein P all'ellissoide, incontrer I'ellissoidestessoin P'. La distanzaPP' si
definisce altezzaellissoidicae si indicaconh (vediFig.1.14).
Lo scostamento tra allezzaellissoidica(h) e quota (H) si chiamaondulazionedel
geoidee si indicacon la letteraN. Potremosemprescriverela relazione:
h=H+N [30]
In ltalia,I'ondulazionedel geoidevariada circa+37 m in Calabriaa circa+52 m in Val
D'Aosta.

14
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

1 . 3 . 1 .COOR D IN A TGE
E OGR AFICHE
un ellissoidedi rotazionedi semiassia e c noti, restanodefinitele
Considerando
quantitnumeriche:
seguenti
schiacciamento: primaeccentricit: secondaeccentricit:
a-c , a'-c' ,, A'-C'
Q=- g" ----:-
e-=
aat c2

Frataliquantitsussistonole seguentirelazioni:
,2 ^t2
,'' - -!- s2 = -:- ( r - r ' X r+ e ' 2 ) = 1 o=1-.'.tt-
1-e' 7+e"
et = 2 d-a' o =^1un' L
=J1-e'=1-c[
C a

La generatrice,e di conseguenza ognimeridiano, un'ellisse


di semiassia e c detta
ellissemeridiana.
Consideriamo (vedifig. 1.15)e la normaleN passanteper lo
un puntoP sull'ellissoide
stessopuntoP. I N = normaleall'ellissoide
Z+
ti

parallelo
meridiano

II

i,t
c.
Fig.1.15- Coordinate
geografiche
sull'ellissoide

Questanormaleincontrer I'assedi rotazione (Z) nel puntoC che rappresenteranche


il centrodi curvatura meridiana
dell'ellisse in P.
L'angoloacuto che la normaleN forma con il piano equatoriale [XY] con segno
concorde all'asse delleZ,prendeil nomedi latitudinerpdelpuntoP.
L'angolodiedroche il semipianomeridianopassanteper P formacon un semipiano
meridianoorigine(ad esempioquello definitodal piano ZX) contatoin un senso
positivo,prendeil nomedi longitudine?udi P.
Le linee,tracciatesull'ellissoide, di ugualelatitudine si chiamanoparalleli,quelledi
ugualelongitudine meridiani.
I parametri <pe l" individuanounivocamente il puntoP e la direzioneN, e costituiscono
un sistema di coordinatecurvilineesuperf iciali dette coordinategeografiche
ellissoidiche.

15
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

1.3.2.EQUAZIONI
PARAMETRICHE
DELL'ELLISSOIDE
DataI'equazione
dell'ellissoide
di rotazione
nelriferimento geocentrico:
cartesiano
X2+Y2,22
_______t_____ = I,
[31]
a- c-
sceltii parametri
<p,l" ci proponiamo parametriche
di scriverele equazioni dell'ellissoide.
ln un pianomeridiano dell'ellisse
[Zr]l'equazione meridiana
risulta:
4*4=,
a- c'
l32l
lcosenidirettori = 0, sonoproporzionali
dellanormalead unacurvadi equazionef(r,Z)
allederivateparzialidi questafunzionelungole due direzionidi riferimento
(vediFig.
p e r
1 . 1 6 ) , cu iri su l ta n o :

F i g .1.16- Ellisse
m er idiana

.df .2r (tr Ldf .22


c o s p =R ; = k- .ot[t-Q)=stnP-r
Az=nF
[33]
Ztf
tqg=;.7 d ac u i - Z = r . t g g ' ) = r . , g r p . ( l-
a' "')

Introducendo
la [33]nell'equazione
[32]si ottiene:
,'*,'tg'g(l-"')' - I - n2
da cui ,' +\rtt|trp(-n')t = o'
a, c,
2
Ricordando \=,7 n s i h a i n f i n e,:' [ + r y ' e ( r - r ' ) ] =a
"n", c " 7 - e '
dallaprecedente
Ricaviamo relazione la quantitr.
Consemplicipassaggisi ottiene:
2 a'cost g _ a' cos' cp a cos(p
2 d a c u ir = [34]
cost g+ sin2rp- e' sin2g l- e2 sin2g l - e 2 s i n 2g
Sostituendo
la [34] nella[33] si ricavail valoredellaZ in funzionedei due parametri
scelti:
. ,._rr)
acos(2
z=rtge(t-ut)= sa(-"')=%. - [35]
l- e2 sinzg .Jl- sin' g
"'
La [3a]e la [35]rappresentano parametriche
le equazioni dell'ellisse
meridiana.

16
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

Poichnelsistemageocentrico ognimeridiano individuato l, e poich


dallalongitudine
r i s u l t aan ch e(ve d iF i g . 1 .1 7 a ) X = r cos) " e Y = r sin) . le equazionipar am et r i c he
dell'ellissoide diventano (avendopostolV = 1 - e 2s i r t 2g ) ' .
acostpcos),
X_
w
acosgsin.tr"
Y_ [36]
w
o(t- ,')tin rp
, _
w
Le equazioni parametriche risolvono un problema di trasformazione molto
di coordinate
importante, e precisamente, note le coordinate geografiche di un punto P (longitudine
l, e latitudine g), si possonoricavarele corrspondenti coordinategeocentricheXp,Yp,
Z p( v e dFi i g .1 . 1 7a ) .
Se il puntoP' di cui si voglionocalcolarele coordinate geocentriche, non giacesulla
superficie di riferimento (ellissoide)ma sta sullasuperficieterrestre(vediFig. 1.17b e
l'ingrandimento 1.17 c), avremoche, note le sue coordinategeografiche(l,q,h),
potremocalcolare le corrispondenticoordinategeocentriche.

Fig.1.17- Coordinate ichee geocentriche


geograf

C o nr i f e ri me natol l aF i g .1 .1 7c, risulta


evidenteche r ' = r + hcosg Zr ,- 7+ hsing.
Comenelcasoprecedente, avremoche X", = r'cosl a Yr,= r'sen)".
Le equazioni parametriche chedefiniscono le coordinate del puntoP'sarannoallora:

17
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA
/\
X r, = (r + hcosg) cosA =[ * * nlcosp. cos2
\w)
YP' - =(# + h)cosv.srn
(r + hcosg)sen)" I [37]

zP'= (z* hsens)= tt- ,)-,t ,


[# "')+

Eserciziconsigliati,da svolgereutilizzandoper il calcoloun foglioelettronico

es*re[e]**o'! - determinareit semiassepotarec, t'eccentricit


d
e'2deiseguenti
e la secondaeccentricit ellissoidi:
c = a(l - a)
2 =2A-Az
fa
gz
z=
l- ez
ellissoide a 0,c en
lml tmI
Hayford 6.378.388,000 0,0033670036.356.911,9 0,00672267
o0 0,0067681
702
WGS84 1
6.378.137,0000,00335281
Bessel 6.377.397,155 osogg42773
Delambre 6.376.985,0000,003240441
Everesi 6.377.397,0000,003324468
Fisher 6.378.249,000 0,003466205
Clarke 6.378.140,0000,003407155
Helmert 6.378.140,0000,003352330

18
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

s$ercizis*'* - determinarele coordinategeocentriche (ellissoidedi Hayford)


di un punto P noto in coordinategeograficheellissoidiche:

(a
=l-t l).o, q - c o s) .
\w
--[w u
l
-' / r ) . " , q . s i n ) "
tr
=l !-h - , ' ) + n ) s , nr t
LW'

| - ez 'sinzrp

I
gradi primi secondi mi secondi ml
riga di calcolo 44 45 11,0393 17 24 29.20335 322,4909

h{AYFORD
o = [m] 6.378.388,000
cr: 0,003367003
e'= 0,006722670
calcoli
q lrad =
0,781039879
l. [rad] =
0,129295946
W = 0,998332592
alW = 6.389.04, 113 9
risultati
geocentriche
X [ m ] = 4.499.734,14
Y[m]= 585.061,27
Z [ m ] = 4.467.990,36

ll passaggioinversoche prevedela trasformazione geocentriche


da coordinate (Xp,Yp,
Ze) a coordinategeografiche(lp, gp, h), pi complessoin quanto non sono
direttamenteesplicitabili
le relazioni
di I e di h.
ll passaggio
awienein formaiterativa (masonopossibili
anchealtresoluzioni).

ll valoredi ), immediatamente dalleprimedueequazioni


deducibile delle[37]:
^Y
A= afctg
x
dallestessedue equazionie tenendopresentelal42l, avremo:
,=Jx\y, =(lr+ h)cosrp

19
G. COMOGLIO Caoitolo
1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

avendoindicatocon N il raggiodi curvatura in P (vedi1.3.3.)e dividendo


del meridiano
laterzadelle37 per il valoredi r si ottiene:
r^'l
z _ L N O - e 2 ) + h l s e cn p _( N + h l . - e z N. ^ - . ^ ( ,
=---win t a n q = l r -"*' *N) tl a. n a
;= @+D#a
( ^2rr \
il valoreI I -:-N - I si ottiene
in primaapprossimazione
trascurando - - ' - - Zr
: rp=arctg
I N+hJ
da cui il calcoloapprossimato 411J= L =
delraggiodi curvatur
w I- e2 sint q
X
di /z=
dallaprimadelle[37]si pu ricavareun valoreapprossimato ^- N
cos(4cosA

di q: g = arctT
cheinseritonellaformularigorosa
,(r- "'* )
\ N+h)
ll nuovovalorecosottenutopermetter
un calcoloiterativodi N, h e nuovamenteg.
terminanoquando,postoun intervallo
Le iterazioni di convergenza e, accadeche:
- -
lg,, g,,-,1.
u.o e lh,, h,,-rl<eo

pocheiterazioni
Sonosufficienti (nell'esempio
seguentele iterazioni
di calcolosono7)
perottenere
valoristabilisiadi g chedi h.

n n3 - determinarele coordinategeograficheellissoidiche<p,1,,h
*senmimim
(ellissoideWGS84)dei seguentipunti

l
l, = arcte{ r=l*+y'

N=a
w
x -N
h=
cos tpcos l"
Z
q=arcfg
/ 2^,,
,ft- "N l
I N+/tJ

20
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

x Y z
lml lml lmI
riga di calcolo 4.499.525,4271 585.034,1293 4.467.910.3596

w*ss4
a=[m] 6:378:137,000
0(= 0,003352811
t - - 0,006694380
catcoli 'l"l

.[rad] = 0,12929594648
r [ m ]= 4.537.399,476
iterazione
1 it*r*:i*ne ? ileraz!*ne3 ileraa*r:e
7
Z
0,777681856 0,781051038 0,781039879
fe fe0,781039842
w- 0,998350872 I 0,998339577 I 0,998339615 0,998339614
N- 6.388.672,738 6.388.745,019 6.388.744,780
h= -20767,51115 I 392,9325441 16.388.744,779
322,2564504 322,4909402
Z | |
/-'1v = 0,781051038-r 0,781039842- 0,781039879 0,781039879
il I - - J
I N+ir,

risultati ', ' .-.,'


go = lgradi] 44
g' = [primi 45
g" = [secondi] 1,0393
fo = [gradi] 7
]u' = [primi] 24
|," = [secondi] 29,233
h=[m] 322,49

21
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

1.3.3.RAGGIDI CURVATUHA DELL'ELLISSOIDE. SEZIONINORMALI.


Consideriamoun puntoP giacente su di unasferae la normaleallasferapassante
perlo stessopuntoP. Tuttii pianichecontengono la normale, ossiail fasciodi piani
per
aventi costola la normale,intersecheranno la sfera secondodellecirconferenze di
raggioR.
Quandoinveceil puntoP giacesu di un ellissoide il raggiodi curvaturain P delle
analoghesezioninon sar pi unicoe pari ad R non sar pi cos immediato
calcolarlo.
Distinguiamosubitotra sezioninormaliesezionioblique.
Consideriamo un puntoP giacentesull'ellissoide e la sua normale;tutti i pianiche
contengonola normale,ossia il fascio di piani aventi per costola la normale,
intersecheranno secondodelle linee pianechiamatesezioninormali(vedi
l'ellissoide
Fig.1.18).Tuttele altreintersezioni e un fasciodi pianiche noncontiene
tra I'ellissoide
la normalesarannochiamatesezionioblique.
normale
all'ellissoide

F i g .1 .1 8- Ellissoide nor m ali


e sezioni

Le sezioninormaliavrannonelpuntoP, raggidi curvatura diversiin funzione dell'angolo


che la sezionenormalegenericaformacon il pianoche definiscela sezionenormale
"meridiano".
I raggidi curvatura dellesezioninormalivarierannocon continuit da un valoreminimo
(p)ad un valoremassimo(N).Le sezioninormaliche hannorispettivamente il minimoe
il massimo raggio di curvaturasono dette sezioni normaliprindpali e i loro raggi di
curvatura raggi principali di curvatura.Le sezioni normali principalisono tra loro
ortogonali.
In particolare come nel caso dell'ellissoide
nellesuperficidi rotazione, terrestre,una
sezionenormaleprincipale coincidesemprecon il meridiano passante per il puntoP e
I'altra perpendicolare al meridiano(vediFig. 1.18),corrisponde cio al pianoche
contiene la tangenteal parallelopassantesempreper P.

Nellostudiodi una superficie importante definireanchei seguentiulterioriparametri


che la caratterizzano:
F curvatura(C) in un puntodefinitacomeI'inverso del raggiodi curvatura
calcolato
in q ue lp u n to ,
a d e se mp i o
nelpuntoP del m er idiano
di Fig.1.18lacur vatursar
a
p a r ia C = 1 l p

22
G. COMOGLIO Capitolo1
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA GEODESIA

) curvatura media (CM) della superficiein un punto la mediaaritmeticadelle


curvaturedi tuttele sezioninormaliper quel punto,semprecon,riferimento
alla
'*'
ione):cM=1f
zlp' w)
F curvaturatotale (CT) dellasuperficiein un puntol'inversodel quadratodella
mediaaritmetica di tuttii raggidi curvatura,semprecon riferimento alla Fig. 1.18
I
sarparia (relazione datasenzadimostrazione): CT=
pN
Applicando questedefinizioni ad alcunesuperficiparticolari
vediamoche:
) il piano una superficiecon curuaturatotaleovunquenulla; due qualunque
direzioni ortogonali possonoessereconsiderate direzioni principali
;
F il cilindro e il cono sono superficia curuaturatotale ovunque nulla;in entrambe
una delle direzioniprincipali(quellacon il massimoraggiodi curvatura) la
direzionedella generatrice, I'altra la direzionead essa perpendicolare (nel
cilindrodefinirunacirconferenza e nelconodefinirunaconica);
F la sfera una superficie pari
. R Z a at
a curuaturatotalecostante =* (in qualunque
puntosi verificache p = N = R = raggiodella sfera);due qualsiasidirezioni
ortogonali possonoessereconsiderate principali;
direzioni
F l'ellissoidedi rotazione unasuperficie variabile( costantesu
a curuaturatotale
ciascunparallelo) e vale,comegidetto;CT= +
pN
Questiconcettitroveranno quandoparleremodi cartografia,
direttaapplicazione owero
quandoillustreremoil problema dellosviluppo sulpiano.
dell'ellissoide

ll raggiodi curvaturaRodi una sezionenormalegenericache formaun angoloo (vedi


Fig.1.19),chiamatoazimut,con il meridiano,in funzione minimo
del raggiodi curvatura
p e massimoN ricavabile conil teoremadi EULERO chedice:
_I= _ cos'd sin' a
[38]
RopN

pianoche definiscela sezione


normaleprincipalecon raggio
di curvaturain P paria N

pianochedefinisce il meridiano
(sezionenormaleprincipale che ha
in P paria p
raggiodi curvatura

Fig.1.19- Raggidi curvatura


in P

23
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA
Passiamo ora alladeterminazione
delleespressioni dei raggiprincipali
di curvatura
nel
caso che la superficieconsiderata
sia I'ellissoide
di rotazioneche abbiamoassunto
comesuperficiedi riferimento.
tn questocaso,i meridianisonoellissitutteugualitra lorocon equazion"4 + 4 = t
a' c'
Ricordando che in una curvapianail raggiodi curvatura il limitedel rapportotra un
elementodi arco ds e I'angolocompresofra le normaliallasuperficie condotteper gli
estremidi tale elem_ento(vediFig.1.20)e ricordando inoltrechetaleangolo pariaita
differenzadi latitudinedei due estremiin quantopunti avente,graI" longitudine,
otteniamo:

Fig.1.20- Definizione
del raggiodi curvatura
p

^ ds "[dt-\ dl
'
P
- -

[3s]
drp drp
Derivandole [3a]e [35]rispettoa q e ponendoW _- sin2g si ottiene:
- c s i n e w + n r o r g l _ 2 e : s i ne c o s e
dr _ ' '_ a sintpW2- acoszcpsinrpe2
2r/
dq w2 w3
a sinrp- ae2sin3rp- ae2sin rpcos2 g _a .;in,,p-ae' .;in,eGin',p+ cosz<p)
w3 w3
a(t - n')sing
w3
in modo analogosi ottiene:
a z -o (t-"' ) r or r p
dg w3

Sostituendo
nella[39]si ricava:

e quindi:
=
oh - r')
P [40]
*,t-

24
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

Per trovareil valore del raggiodi curvaturamassimoN, applichiamoil teoremadi


Meusnierche dice: il raggio di curuaturain un punto P di una sezioneobtiqua(r)
uguale al raggio di curuaturadella sezione normale (N) corispondente at piano'che
contiene la tangentein P alla sezione obliqua mottipticatoper il cosenodell'angolo
formatodai piani delledue sezioni.(vediFig. 1.21)

sezioneobliqua

Fig.1.21Teoremadi Meusnier
Nel nostrocaso pensiamoal parallelopassanteper P come una sezioneobliqua
(sezioneche non contienela normale)e che avr raggiodi curvaturapari a r espresso
dalla[34] (nell'ellissoide
di rotazionei parallelisonodellecirconferenze).
Definiamo la tangenteal parallelonel puntoP e consideriamo il fasciodi pianiche avr
per costolala tangenteappenadefinita.Tra gli infinitipianidel fasciosi troverancheil
pianoche conterrla normalealla superficie; questopianodefinisceancheuna delle
due sezioninormaliprincipalipassantiper P e precsamente quellaaventeil raggio
massimoparia N.

Peril teoremadi Meusnier, dunquesi puscrivere:


r ' = N c o sg
t4l l
da cui,ricordandola [3a]si ottiene:
r acos(p I a
cosgwcosewl42l
Dalla[a0]e dalla[a2]si puricavare
la seguente
relazione:
N - p -(1-e2) g-l+e2 _er(l_sinr g)
=1_L=1_(1-e_') _w2 _
_l-e2sin2 _ _
=
N N w2 w2 l_ts_lnrg 1_;rr;,
e'cos' (o
= ------:-------
l-e-sin-g
in baseallaqualesi possonotrarrele seguenti considerazioni:
> N sempremaggiore o ugualea p
D la differenzalrai due raggiprincipalidicurvatura massimaall'equatore (g = 0)
F la differenzatrai due raggiprincipalidi curvatura nullaai poli(g = nl2)
) la differenzarelatvatra i due raggiprincipali
di curvatura dell'ordine di e2 owero
1/150(circail doppiodelloschiacciamento a).

25
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

1.4. SEZIONINORMALIE GEODETICHE


Ricordiamo il procedimento nelparagrafo
di rilievocheabbiamodescritto 1.1:
definitala superficiedi riferimento (ellissoide)
e proiettatisulla stessatutti i punti
significativi del terreno da rilevare,bisognermisurareangoli e distanzeper
determinarne la posizione
reciproca.

Possiamoimmaginare di congiungeretutti i punti proiettatisull'ellissoide


con linee
appartenentialla superficiedi riferimentoper ricostruire la formadeglioggettiche
stannosullasuperficie terrestre.
Con qualecriteriocolleghiamo questipunti?.Teoricamente, i due puntiA e B, giacenti
sullasuperficie possonoessereunitiin infinitimodi.Se la superficie
di riferimento, di
fosseun piano,nonavremmo
riferimento dubbili uniremmo conun segmento di retta.
Abbiamo appena definito la sezione normale.Possiamoadottarlacome linea
congiungentei duepuntiA e B?

superficie
di riferimento
(ellissoide)

dellageodetica
Fig.1.22Definizione

NO perchtra i puntiA e B, la sezionenormalenon unica.


Ne esistono,infatti,due: quellaottenutacome intersezione del piano
con I'ellissoide
contenentela normalenel punto A e passanteper B e quella ottenutacome
intersezione
dellostessoellissoide con il pianocontenente la normalenel puntoB e
passanteper A. Le due normali(perA e per B) sonotra lorosghembee quindile due
sezioninormalinon sarannotra loro coincidenti. Differirannodi poco tra loro, ma
rendonononunivocala lineacongiungente i puntiA e B.

L'univocitdella congiungente i due punti si avr invecese tracciamouna linea


chiamatageodetica.
particolare
La geodeticaviene definita analiticamentecome quella linea appartenentealla
superticie di riferimento che gode della propriet di avere in ogni suo punto la
normale alla linea coincidente con la normale alla superticie.

Percapiremeglioche cos'questastranalineachiamata geodetica,


pensiamo a questi
e se mp(ve
d u es e m pl i ci i dF i i g .1 .2 3) :
F se la superficie di riferimento fossesferica,allorala lineacongiungentei due punti
A e B, tracciatasecondola definizione di geodetica data (geodetica
dellasfera)
sarebbeun arcodi cerchiomassimo;
F se la superficie di riferimento fosseun piano,allorala lineacongiungente i due
puntiA e B, tracciatasecondola definizione di geodeticadata (geodetica del
piano)sarebbeil segmentodi rettaAB. In questocaso,qualsiasialtralinea,in
ogni punto,avrebbesemprela normalegiacentesul pianostessoe quindinon
conforme alladefinizione di geodetica.

26
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

Fig.1.23Geodetica
dellasferae delpiano
Le geodetichedel pianoe della sfera (segmentodi rettae arco di cerchiomassimo)
rispondono positivamente anchealladefinizione di distanza tra i due punti.Sonociole
c o n g i u n g e ndti
i mi n o rl u n g h e zz a.
Nelcasodi superfici picomplesse (ellissoide)si pudimostrare che,se i due puntinon
sonomoltodistanti tra loro,la geodetica cheli congiunge unicae rappresenta ancheil
percorso di minimalunghezza.
Semprecon riferimento all'ellissoide e in basealledefinizioni date,si puaffermare che
un meridiano contemporaneamente sia unasezionenormaleche unageodetica (vedi
Fig.1.24):
D una sezionenormaleperchil pianor,Zche lo definisce, contienesolonormali
all'ellissoide;
F una geodeticaperchin tutti i punti del meridiano,coincidonola normale
all'ellissoide e la normaleallalinea.
Per le stesseragioni,invece,il parallelonon n una sezionenormalen una
geodetica (vediFig.1.24):
) in ciascunpuntoche definisce un parallelo, la normaleallasuperficie (ellissoide)
noncoincide conla normaleallalinea,ma formanoun angolopariallalatitudine;
F soloall'equatore le due normalicoincidono e quindil'equatore, comeil meridiano,
sarcontemporaneamente sia unasezionenormalecheunageodetica.

I normaleall'ellissoide
e . normaleall'ellissoide
,' normaleal meridiano
'
normalealla
{---'linea parallelo
meridiano
parallelo

,, equatore

Fig.1.24Sezionenormalee geodetica e al parallelo


riferitial meridiano

27
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

Semprenel casodell'ellissoidesi pu affermare


che le geodetiche sonocurvegobbe,
cio lineeche non giaccionosu di un piano(vediteoremadi Clairautnel prossimo
paragrafo).
Questofatto non rappresentaun problemadal punto di vista teorico,ma lo diventa
quandopensiamoinvecealla misuratopografica di un angoloo di una distanzache
dovrebbeavveniretra tangentia geodeticheo definirelunghezze di geodetiche.
Le geodetichenon sono "praticamente" sul terreno e, in pi, per
materializzabili
aggravare la situazione,
lo strumentoche misuragli angoli(teodolite) pu solodefinire
delle sezioninormalie non delle geodetiche. Chiariremomeglioquesticoncettie
vedremoanchele soluzioni pratiche neiparagrafi
da adottare 1.4.3e 1.4.4.

1.4.1.EQUAZIONI
DELLEGEODETICHE
Traducendoin formulela definizionedata nel paragrafoprecedente si possono
dellegeodetiche.
ricavarele equazionidifferenziali In generale,data una superficie
genericaQ\X,Y,Z)= 0, sappiamoche i cosenidirettoridellanormalealla superficie
, I a - |- : a
- ; - |- =d O o V el V= . ll(
(
ao\' da\' d\' (
V a-l q o n o-:- = ; l ^ | +l-= | +l-= |
Ndx NdY Ndz \\dx) \dy) \dz)
Consideriamoora una lineaappartenente a tale superficiele cui equazioniparametriche
fx = x(s)
siano:
]r = r(s)
I
lZ = Zls)
' d'{ L !?
i cosenidirettori ' ' ' K d s 2 ' K d, tL4,
dellanormaledi talelineavalqono: ''Kdt'

Per imporreche tale lineasia la geodetica


dellasuperficie sceltale due normaliora
per
definitedevonocoincidere, cuisi dovranno verificare
le seguentirelazioni:
Q 0 0
;ry =;+=;t
ax _Y _az
r43l
df ,t"' ,l"t
p a'Y Qd'?x=
La primaequazionedifferenziale
contenutanella[43]: 0 esprime
x ds' Y ds'
unacaratteristica dellegeodetiche.
moltoimportante Vediamodi definirla:
la superficieQ(X,Y,Z)=0 nel nostrocaso quelladell'ellissoide
di rotazionecon
'72
. X2 +Y2 ^ n2
e q u a z i o n++1
e -= I ch ep u esser er iscr itta
nellafor ma' .X2
+Y' +\zt - at =0
at ct

a'-c' a'I
xz +Y2-(o -5r)= chee2=
o e sapendo - 4L'
l- q e quindi- = -
a- a- ct l-e2

x: +r' -[r' -ft):


a(x.Y,z)= o

A partireda questaequazionerisulta:4 = r" e 4 = 2 Y . Sostituendo


tali relazioni
dX dv
nellaequazione
differenziale
considerata
si ottiene:

28
G.COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

--dzY -.d'x ,. d(,,dY ..dxl


X---L-=(.1 e quindi 144l
ds, ds, ;[t *-, e)=o
percuiintegrando
si ottiene:
_.dv -.dx
x--r--cos. [45]
ds ds

Perquantovisto nellascritturadelleequazioniparametriche
dell'ellissoide:
X=X(s)=rcos).
Y = I(s)= rsin).
z =........
avremo:
-d X = -r. " i l " + cos/,-
sln/t- "dr ..dtr "dr
ds ds ds ds ds
dY=
- . d ) " s , l n l^t -d r = - .-i+l . .dr
f . COs/t- + x S t n/ t -
ds ds ds ds ds
Sostituendo nella(45)abbiamo:
taliespressioni
,,, dl
* ' - ., . s i n . dr ,,, d) - Y . c o s .) .dr
= c o s t .d a c u i
X' +X ).:-+y-
ds ds ds ds
, , )') )..
( x t + Y t l ! ! + ( x s i n) - Y c o s )' .d\ sa = . o r r
' 'ds
,d)" / a. ^ ^rdr
r- -+ ( r c o s / t s l n/ - r s t nl c o s l ) , = cost
dS dS
d)"
r-" - - cost [46]
ds
Consideriamo infinitesimo
ora un triangolo ABPsull'ellissoide.
Conbuonaapprossimazioneesso pu essereconsideratopiano.

Fig.1.25- Triangolo
infinitesimo
sull'ellissoide
di rotazione

Se a I'azimutdella geodeticaPB, si ha: r . d \ u = d s . s i n cex ,q u i n d i * = t ' n o


dsr
sostituitonella[45]portaallarelazione:
rsind, = cost. l47l

29
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

La fi71 esprimeil teoremadi Clairaut,il qualeaffermache in ogni punto di una


geodetica,tracciatasu una superficidi rotazione, costanteil prodottodel raggio
del paralleloper il seno dell'azimutdellageodetica.
La costante tipicadi ognigeodeticae vienechiamatacostantedi Clairaut.

Questo teorema molto importanteperch permettedi definire con semplicit


I'andamento dellelineegeodetiche di rotazione.
di unasuperficie
Ad esempiose da un puntoP esceunageodetica conazimutc = 50eon (ciosi sviluppa
in direzioneNord Est),I'azimutcrescer man mano che il puntosulla geodeticasi
allontanada P, in quantoil raggiodelparallelo
diminuisce.

n",4-determinarenel punto P, iraggi principalidi curvatura,il raggio


emwncEeim
dellasferalocale,il raggiodel paralleloe la costantedi Clairaut
o - r')
'Dw=r - #
N:L
w
p = J pu
acos a
w
oN
---------;------
r\n -

" Ncos-a+ psin-a

r sen& = cost
q ?t azimuta
gradi pflml secondi gradi pnml secondi gradi pflml secondi
riga di calcolo 44 43 48 7 20 52 45 0 0

HAYFORD
a = [m] 6.378.388,000
o(: 0,003367003
.'= 0,006722670
caleoli
9 [rad]= 0,780685774
l. [rad]= 0,128242915
u [rad]= 0,785398163
W= 0,998333784
risultati
p- 6.367.283,01
f,l= 6.389.033,51
Pl= 6.378.148,99
r= 4.538.967,98
Rct= 6.378.139,71
cost.di Claraut= 3.209.535,04

30
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

1.4.2.SVILUPPIDI PUISEUX.WEINGARTEN
Notevoleimportanza in geodesia,rivestonogli sviluppidi Puiseux- Weingarteni
qualiconsentono di determinare le coordinateX,Y,Z di un puntoP appartenentead
una geodetica,in un riferimento euleriano[O,XYZ]la cui origineappartienealla
geodeticaconsiderata,in funzionedell'arcodi geodeticas che unisce O e P e
a di talegeodetica
dell'azimut nel puntoO.
iz

X
-t

F i g.1.26- Ter naeuler iana

Perternaeuleriana(vediFig.1.26)si intendeunaternaortogonale cartesiana


avente
I'asseZ coincidecon la normaleall'ellissoide in O, I'assedelle Y coincidecon la
tangenteal meridianopassanteper O e I'assedelleX coincidecon la tangenteal
paralleloin O.
Gli sviluppidi Puiseux-Weingarten servonoa facilitarelo studiodelle proprietdi
curvaturadella geodeticae in definitivaa caratterizzare il grado di approssimazione
raggiungibile, in relazionealla distanza,nellasoluzionedei pi importantiproblemidi
Geodesiaoperativa.
A menodi terminidi quartoordine,questisviluppivalgono:

e ' si n '-ac9st
P) - l
X =.ssi n t -:-(, -
" l| 6 p N ( l-e'sin'g ))

y =r . o r o l t - - : - f , * " ' c o s ' a c o s ' P ] l [48]


6pt't( 1 -"' ))
|
3e'sin'ecosd
Z=-s(-:_.-L
\2R" 6R; l- e' sin' g - e' sint d

31
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

esrcizien oS * calcolarele coordinatedel punto P nellaternaeuleriana

X = s ,inolr-L(t-
L 0plrl
e2sin2a cos' cp
I - e zs i n 2c p l
Y=s"oro[, -
L 0pnI
t' (r* e'cos'dcost g
l-e2 )l
s azimuto lat o dell'oriqine
lmI gradi p n m l
secondi gradi primi secondi
riqa di calcolo 11.943,82 53 55 1,95 44 46 48,075

$.{&vpftwCI
semiasse a = [m] 6.378.388,000
equatoriale
schiacciamentoq,= 0,003367003
eccentricite' = 0.006722670
calcoli
A [rad]= 0,781558803
W= 0,998330845
p= 6.367.339,25
N= 6.389.052,32
azimuta [rad]= 0,941032809
R' [m]= 6.381.504,03
rieultati
X[m]= 9.652,59
Y[m]= 7.034,35
Z[m]= -11,'lI

1.4.3.MISURETOPOGRAFICHE:
INCONGRUENZE
TRATEORIAE PRATICA
La geometria sullasuperficiedi riferimento (ellissoide)
si pucostruire considerando
delle figure i cui latisianoarchidi geodetica. Sardunqueopportuno dal punto
definire,
di vistapraticooperativo,le misureche il topografopotreseguirenellarealt.
Vedremomeglionei paragrafisuccessivi che il teodolite(strumento "principe" delle
misuretopografiche), in grado di definireesclusivamente dei "piani"di misura
mediante il proprioassedi collimazione e la rotazionedelcannocchiale (vediFig.1.27).
ll teodolite,quindi,NON in grado di operaresecondo la definizionedata di
geodetica,ma pu individuareesclusivamente dellesezionipiane.
Come ulterioreaggravantea questo schemadi misuratopografica, diciamoche nel
teodolite,mediantel'uso di semplicilivelle,si disponeI'asseprincipalesecondola
verticale(chefa riferimento al geoide)e NONsecondola normaleall'ellissoide che la
superficie di riferimento.
Le misure topograficheequivalgonoquindi a misure eseguitesull'ellissoidefra
sezionioblique.

32

b--.
Capitolo1
G. COMOGLIO
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

..1

(riferta
verticale
algeoide)
J

Fig.1.27- Schemadi misuratopografica

eseguibili
Le misuretopografiche sarannole seguenti:
nellarealtoperativa,

DtsrANzA FRADUEpuNTt:considerati due punti A e B sulla superficieterrestre,gli


strumenti e i metodidi misuraimpiegatipermettono di definirela lunghezzadell'arco
di
sezionenormaleche congiungele proiezioni A' e B' sullasuperficie di riferimento.
Ricordiamo qui quanto gi dettonel par. 1.4 e cioche la sezionenormaleindividuata
tra i duepuntinon univoca.

ANGoLo AZ1MUTALE: due puntiA e B e un terzopuntoS (puntodi stazione


considerati
I'angoloazimutaleASB, che si pu misurare I'angolofra le sezioni
del teodolite),
normaliSA e SB.

AZIMUT DtuNpuNTo.Considerati due puntiA e B, I'azimutdi B rispettoa A, misurabile


con osservazioniastronomiche con teodolitigiroscopici,
o I'angoloche la sezione
normaleAB formacon la tangenteal meridiano in A direttaverso Nord.L'azimutsi
valutain sensoorarioa par.tire
dalladirezionedel Norde puassumere tuttii valorida 0
a2n.

Teoricamente si potrebbeprocedere in questomodo:


F inizialmente si accetial'incongruenza dellemisureriferiteallaverticalee non alla
normaleall'ellissoide e si proCede al calcolodellecoordinatedei puntioggettodel
rilievo;
F successivamente, per ogni punto,si determinala deviazionedella verticale,si
correggonotutte le misureeseguitee si ripetonoi calcoliper ridefinirele
coordinate dei Puntidel rilievo.
Gli errori strumentali, che inevitabilmente accompagnano tutte le misure,hanno
un'influenza dello stessoordine di grandezzadelle correzioniche si dovrebbero
apportareprocedendo nel modoprimaindicato.
Llincongruenzaviene quindi accettatae si procedenell'ipotesiche tutte le misure
eseguitsulla superficiefisica terrestresiano effettivamenteriferiteall'ellissoide.

33
G. COMOGLIO Capitolo'l
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

1.4.4.TEOREMIDELLAGEODESIA
OPERATIVA
Restaancoraun problema da superare. Comegidettosi possonomisurare angolie
solotra sezioninormalie nontra geodetiche.
distanze
Consideriamo due punti sull'ellissoideP e Q, I'arcodi sezionenormales' che li
congiungeaventeazimuto' e I'arcos di geodetica cheli congiungedi azimuta.
Perarchidi alcunecentinaia di chilometri,
trascurando
terminidell'ordinedi (s/N)8si pu
dimostrare, gli sviluppidi Puiseux-Weingarten
utilizzando la seguenterelazione:
- r2
''-'=+*t rp
,in,2acoso
s 3 6 0N'R ; [l+l
-r' .)
I49l
Per s = 1.000km, la quantitsopra riportata dell'ordine di 10-8(circa10 pm al
chilometro). Poich i metodi di misura utilizzatinon consentonodi raggiungere
precisionisuperioria 10-6+1 O'7 pertettamente giustificatoritenereche misureeseguite
secondoarchi di sezionenormaledianogli stessirisultatidelle misureeseguitesecondo
archi di geodetica.

Per quantoriguardala differenza


tra i due azimut(il primosul geoidee I'equivalente
sull'ellissoide),
semprericorrendo si pu
agli sviluppiin seriedi Puiseux-Weingarten,
dimostrare chesussistela seguente
relazione:
.ste'
d'-d = ,:_-:=sin2acos2 rp t50]
l 2 NR o| - e -
Si noti che a paritdi s, tale differenza massimaall'equatore e nullaai poli dove
sezioninormali, geodetiche e meridiani,
coincidono.
Considerando unageodetica di 100km e cx= nl4la [50]forniscei seguentirisultati:
=
c['- c[ 0.03" all'equatore
cr'- cf,= 0.01" allalatitudine di nl4
Talidifferenze aumentano di 10 volteconsiderando archidi geodeticadi circa300km.
Se si tienecontoche la precisione di misuradegliangoliraggiunge al massimoqualche
decimodi secondosessagesimale e che non possibile, per effettodellacurvatura
terrestre, effettuare misurefra puntidistantipi di 200 km, si pu concludere che una
misuradi azimut,anche se effettuatacon riferimento a una sezionenormalepu
sempreconsiderarsi riferitaa unageodetica.
Analogaconclusione si pu trarreper la misuradegliangoliazimutali datoche per un
angoloazimutale,che pu essereconsiderato come differenzatra due azimut,al
massimosi potrebberoavere discrepanze doppierispettoa quelleappenamessein
evidenza.

Quantosin qui espostocostituiscela sostanzadei teoremi della geodesiaoperativa


owero, in sintesi,il fatto che qualunquemisura di azimut, angolo o distanza
eseguita con i mezzt a disposizione dei topografi puo ritenersi eseguita con
riferimentoad archidi geodetichedell'ellissoidedi riferimento.

34
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

1.5. ESECUZIONE
DEICALCOLISULLASUPERFICIE
DI RIFERIMENTO
Accettatii teoremidellageodesiaoperativa, di un qualsiasiproblema
la risoluzione
deveessereeseguita congli algoritmi
propridellatrigonometriaellissoidica.
Questarisultaperpiuttosto complessa,per cui opportuno esaminare la possibilit
di
eseguirei calcoliin manierapi semplicelimitando opportunamentele lunghezze dei
laticonsiderati.
D'orain poi considereremo la quantit10-2comequantitpiccoladel primoordine.Per
le formuleche seguiranno si esprimeranno le approssimazioniin terminidi potenzedi
talequantit.
Ad esempio, considerandoarchidi geodeticas = 50 km,sonoquantitpiccoledel primo
t t t
ordine:
PNR" "td
A conclusione dellabrevetrattazioneche seguirsi vedrche se gli archidi geodetica
che compongono le figureoggettodel calcolononeccedono i 100km, icalcolieseguiti
sfericarisultano"praticamente
con gli algoritmidellatrigonometria uguali"a quelliche si
otterrebbero usandola trigonometriaellissoidica.

Ancora,se le dimensioninon eccedonoi 15 km i risultatiche si ottengonocon la


piana sono "praticamente
trigonometria uguali"a quelliche si otterrebbero con la
trigonometria
ellissoidica.

Si definiscono"praticamente uguali"i risultati


di duecalcolieseguiticon algoritmidiversi
tuttele volteche le differenzesono decisamente inferiorialle incertezzederivantidalle
misure.

1 . 5 . 1 .C A MP OGE OD E T IC O
Riscriviamo gli sviluppidi Puiseux-Weingarten cheesprimono le coordinate
euleriane
(X, Y, Z) di un punto Ps;;appartenente in funzionedelle sue coordinate
all'ellissoide
geodetiche polaris (arcodi geodetica) e azimutcrtrascurando il secondoaddendodella
Z perchquantitpiccoladel quartoordine:
e ' s i n ' - ac 9 sp' ] - l
x .' e = s . s i n a . [-t - - | . , -
l 6pN\ l-e'sin'q ))

yo cos'a costP"ll
' e '= s .cosa[t ---|,, * "' [51]
L 5 p N( l - "' )l
st
7
2Ro

Se ora consideriamo nel punto originedella terna


una sferatangenteall'ellissoide
euleriana,
chiamatasferalocale,aventeraggiop="[pN, possiamo definiresu di essa
un nuovopuntoPsre geodetiche
con le stessecoordinate polari(s,cr)del puntoPerr.

35
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

S/

F i g .1 .2 8- T e rn ae uler iana
sull' ellissoide
e sullasfer a
ll sistemadi riferimento
locale,cio la ternaeuleriana,non ha subitospostamenti a
seguitodellasostituzione con la"sferalocale"e quindipossiamocalcolare
dell'ellissoide
le coordinateeulerianedel nuovo punto Pslscor'rle stesse relazionidi Puiseux-
Weingarten.
x ^r{! = s . s i n o[ r - j - - l = r . r i n t l , - - l l
L 6R'_l l. 6pN )

y.'''= r..o.o.[r-j-.l = s.cosal


r--j-l l52l
L 6R- I \, 6pN)

z =-"
2R
=--L
zJpN
I n f a t tni e l l a sfe ra dra p=N - Ro= R ed inoltr ee?= 0
i g g i oR ri su l tano:
L'erroreche si commetteconsiderando il puntoP proiettatosullasferalocaledi raggio
R anzichsull'ellissoide si ottienevalutando le differenze
dellecoordinate eulerianedi
P.1"rispettoall'equivalerte Perr.

)1.)1
s - e - s t n--a c o s -I
x , - x .r'' = - s ' s i n g
6pN | - e' sin' g
-, s' e'cos' acos' g
lr," - Y.",, - - - - - - 6 P N
- J l U J g
Is3]
l-e2

s'l I --_1
2o,,,- Zr"u I

2 [R" ^!Pw

ll massimodelledifferenzedella[53]si ha perg = 0 e cx= 0 o a= xl2i


(in
valori mm)sonoriassunti nella tabella:
S 10 15 30 50 100 200
tkml Ikm tkml lkml Ikml fkml tkml
I Xprt"-Xp"lrl[mm] 0 0 1 2S 223
I Yprr"-Yp"rrl[mm] 0 0 1 28 223
lzr",o-2o",,I [mm] 27 s0 240 664 2.657 10.629

Comeappareevidente,gli scostamentitra ellissoidee fera localediventanosensibiliin


per Z
manieradifferente la e perle coordinate planimetriche (X e Y).
36
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

A 15 km dall'origine
lo scostamenloZ gi di 60 mm, mentre praticamente
nulloper
laXelaY.
A 100 km dall'origine,lo scostamento Z superioreai 2,6 m e quindiinaccettabile,
mentrequelloin X e Y solodi 28 mm.

Definiamo dunquecome campo geodeticoquell'intorno dell'origine


localeO entroil
qualesar possibileapprossimare I'ellissoide con una sferatangente(sferalocale)e
quindirisolvere
tuttii problemidi calcolosemplicemente conla trigonometriasferica.
Naturalmentequesto intorno differente per le coordinateplanimetriche(X e Y) e per la
Z;nel primocasosardi 100km e nelsecondosardi15km.

1.5.2.CAMPOTOPOGRAFICO
Se ora consideriamoil pianotangenteallasferalocalenel puntooriginedellaterna
euleriana(pianoXY), possiamodefiniresu di essoun nuovopuntoPpi3coo le stesse
coordinategeodetichepolari(s,c) delpuntoP"11.

I
I
i la geodetica OPpi"
piano X,Y
,/ sta sul

Fig.1.30- Ternaeuleriana
sullasferae sul piano

Anchein questocaso il sistemadi riferimentolocale,cio la terna euleriana,non ha


subitospostamenti dellasferalocalecon il "pianotangente"
a seguitodellasostituzione
e quindipossiamocalcolarele coordinateeulerianedel nuovopuntoPpi6corle stesse
relazioni
di Puiseux-Weingarten.

=,tcosa
t55l
-0

L'erroreche si commetteconsiderando il puntoP appartenente


al pianoXYanzichalla
sferalocalesi ottienevalutandole differenzedellecoordinateeulerianedi Pplsrispetto
all'equivalenteP"1".

)
-xo
.s- '.t.slna
^ D' ' sli
tra A altl
vPtr
1
,S
Yo -Yr. =-..t.cosa
[56]
6pN

. - Z o'{t'
Z r-t'' . =-=
2tlpN

37
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

della[56]si ha pere = 0 e cr= 0 o u= nl2i


ll massimodelledifferenze
i valori(in mm)sonoriassunti
nellaseguente tabella:

S 0.1 0 .5 1 2 5 10 15 50 100
Ikml Ikml tkml tkml lkml tkml lkml lkml tkml Ikml
'l
I Xro'u Xprr"| [mm] 0 0 0 0 4 14 516 4.120
I Yro,u Yp"r"| [mm] 0 0 0 0 1 4 14 516 4.120
I z r n ^ Zp*" I lmml 1 20 79 315 t.Yoo 7.865 17.697

Anche in questocaso, appareevidenteche gli scostamenti tra sfera localee piano


tangenteassumono valoridiversiperla Z e perle coordinate planimetriche (X e Y).
Gia 100m dall'origine lo scostamenloZ di 1 mm,mentre nulloperla X e la Y.
A 15 km dall'origine, lo scostamento Z superioreai 17,6m e quindiinaccettabile,
m e n t r eq u el l oi n X e Y so l od i 1 4 mm .

Definiamo quindicomecampo topograficoquell'intorno dell'origine


localeO entroil
quale sar possibileapprossimare la sfera localecon un pianotangentee quindi
tuttii problemi
risolvere di calcoloconla trigonometriapiana.

Naturalmentequestointorno significativo planimetriche


soloper le coordinate e vale
1 5k m .
Invece,per quantoriguardala Z, NON si pu mai approssimarela sferalocalecon il
pianotangenteperchl'erroreche si commette sempremaggioredellaprecisione
strumentalee quindi,per quantoriguardal'altimetriaNON definibileun "campo
topografico".

Jtt
G. COMOGLIO Capitolo1
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA GEODESIA

*$ercizion " 6
Verificarenumericamente quanto definito come "campo geodetico"e "campo
topografico" nell'ipotesi che l'ellissoide sia quellodi Hayforde che la ternaeuleriana
g = 0"0' 0".
a b b i ao r ig i n en e lp u n tod i l a ti tu d ine
st e2 sin'acos' g
X ^ - X ^ = _ s-. s t t-"'--
rr"
t(4-.-------;--
rtll
X ,. r i o - X o. { ( =
6PN 1-e2 sin' I 6 p" N
's'sind

r, __ - ^ . s ' e' cos' dcos' g .a2


'l eP q , - t o' P a r = J '"s u 5- -u "- - ' 6 p N " - Y '\,i
Y,pi" , = 's'cosa
l_e2 6pN

^ _ Z ^ren
Z rst. - _ ts
__t( I rl , - Z o .= - L
Z'P"
2[n, 6) 2^lPN

/\
,\
I
"t
I
I
I

ellissoide sferalocale piano

latitudineq dell'originedella
s azimut c,
ternaeuleriana
punto lmI gradi primi secondi gradi primi secondi
rigadi calcolo P 15.000 0 0 0 0 0 0

I.N&VPORD
semiass a = [m] 6.378.388
schiaccamentoa= 0,003367003
e2= 0,00672267002
eccentricit
calcoli
q [rad]= 0
W= 1
p= 6.335.508,20
N= 6.378.388,00
azimuta [rad]= 0
R"[m]= 6.335.508,20

risultati ,'
distanzas [m] 15.000 -
15.000
= [mm]
Xpsfera' Xperrissoid" 0 ol
Ypsrera- Yp.nisoic. = [mm] o ! o!
;^ j!
Zps{era- Zpelis:oictu= [mm] 60 60l
x ll:: - x,"',"= l**1] -- 0, 0,
Yoo:".:- Y-:::::
I*l"J r: 1 4
------'."1
.:
Z ppianc - Zp*1"r, . [m{fi] 17.697.. l:
a ...............
,:1
i.r.t 17.697

39
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

1 . 5 . 3 .I L T E OR E MA
D I L E GE N D RE
ll teoremadi Legendrepermettedi risolvere un triangolosferico(dunquecontenuto
nelcampogeodetico) congli algoritmi dellatrigonometriapiana.
Innanzituttooccorreprecisare che in un triangolosfericola sommadeitre angoliinterni
eccedeil valoren di unaquantitdettaeccessosferico(3e).
Si pu dimostrareche I'eccessosferico numericamente valutabilecon il rapportotra
I'areadeltriangolosfericoe il quadrato del raggiodellasferacui il triangolo
appartiene:
^ superficie
Jt=---i---_
R. [57]

ll teoremadi Legendreafferma:sia dato un triangolosfericoi cui lati I sianouna piccola


frazione del raggio R della sfera di appartenenzae si assuma la quantit I/R come
quantitpiccola del primo ordine;commettendoun errore del|ordhe di (l/R)4gli angoli
del triangolopiano che ha i lati della sfessa lunghezzadei lati del triangolosferico si
possono derivare dagli angoli di quest'ultimosottraendoad ognuno di essi un terzo
dell'eccessosferico.

"y-

B-e

a+B+y-n=3e

F i g .1 .3 1- Teor ema
di Legendr e
Ad esempioun triangolosfericocon latiparia 60 km ha una superficiedi circa1.600
km2e un eccessosferico3r = 0eon,0025. L'errorecon cui si ricavanogli elementidel

piano
triangolo paria circa: n ) ( ,22:f )".200-0q'',000000s
- - - (f +l'=
lont*m)
VolendolimitareI'erroremassimoammissibilea 10-6,e cioponendo(lR)4 < 10-6si
pudedurrechei latideltriangolo
sfericonondevonoeccedere i 200km circa.
( r\a
I I I = 1 . 1 0 -da c u i/ = 2 0 0 k m
\R/
Quindiil teoremadi Legendrepu essereapplicatoa tutti i triangolicontenutinel
campo geodetico.
Perla valutazione
dell'area sferico,si pudimostrare
deltriangolo che,semprea meno
( r\o
di terminiin | - | essa si pu calcolarecon le formuledella trigonometria
piana
lRl
gtieteentisfericinoti.
utilizzando

40

E
G. COMOGLIO Capitolo1
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA GEODESIA

1.6. COORDINATE POLARIE RETTANGOLARI


GEODETICHE
Mentrele coordinategeograficheq, , (latitudinee longitudine) definisconola
posizioneassolutadi un puntoP sull'ellissoide,
i valoris (distanza
polare)
e cr (azimut)
la posizionerelativadi P rispettoad un altro puntoO
(vedi Fig. 1.32)definiscono
preso come origine;s e q sono quindicoordinatelocalie vengono
dell'ellissoide
chiamatecoordinategeodetichepolari.

trl2-@-2)

O'
triangolosul piano
triangolo
sullasferalocale
Fig.1.32- Coordinate
geodetiche
polarie rettangolari

Un altro modo per definirela posizionerelativadi P rispettoad un altro punto


dell'ellissoide rappresentatodallecoordinategeodeticherettangolari X e Y.
Si consideriun punto O sull'ellissoideassuntocomeoriginedel sistemadi riferimento
localee un secondopuntoP che si vuoleriferirea taleorigine.Si consideriancorala
geodetica passanteper P e normaleal meridiano passanteper O (perquantogi visto
si ricordache tale geodeticaNON il parallelopassanteper P); tale geodetica
interseca il meridiano considerato in un puntoQ.
In questocaso,la coordinata geodeticarettangolare X I'arcodi geodeticaPQ mentre
I'arcodi meridiano OQ rappresenta la coordinatageodeticarettangolare Y.
le
Limitando operazionial campo geodetico si possono trovare le relazioniche
consentonodi passare dalle coordinategeodetichepolari a quelle rettangolarie
viceversa.
Applicando il teoremadi Legendre al triangolosfericoOPQ (vediFig. 1.32),possiamo
costruireI'equivalente triangolopianoO'P'Q'aventei lati ugualia quellidel triangolo
sfericoe gli angolipari a quellidel triangolosfericodiminuiticiascunodi un terzo
dell'eccesso sferico3e.
Se cone si indicaun angoloparia 1/3dell'eccesso sferico,gli angolideltriangolo
piano
valgono:
q ' ' P ' =a - t y,Q,o,=
L_t _lt"_n.(+_,)]=
o,,q,=, _zu)
|_to
Applicando
il teoremadeisenia taletriangolo,
otteniamo:
r /* \ X S
s i n' ( c r - e ) . [ n , _--.-.;--------i
[58]
srnr--rcr-2e)l sin1
l -el sin(a- e)cost
t2'l\2)
L'eccessosferico3e = superficielRz (vedi [57]) una quantitpiccoladel secondo
ordine, per cui mantenendoI'approssimazione accettataapplicandoil teorema di
Legendre, i terminiminoridi e2abbiamo:
ossiatrascurando

41
G. COMOGLIO Capitoto1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

c o s t =.l-2 - +... e q u i n dme


i d i a n te [58]si possono
le r elazioni r icavarle
e soluzioni:
2
ix = ssin(a-r)
[59]
lr = ,cos(a-zr)
che permettono
relazioni il calcolodellecoordinategeodeticherettangolari
in funzione
dellecoordinate geodetiche polari.
Per calcolarel'eccessosferico3e sar necessariovalutarela superficiedel triangolo
sfericoOPQ utilizzando le grandezze notes e o. A menodi terminidel quartoordinesi
pu considerare tale triangolocomefossepianoe quindila superficie sardatadalla
^ s ' s i na c o s A
refazlone: -5- -
2pN

Per ricavarele relazioniinverse,si procedenel seguentemodo.


Sviluppiamole [59]:
X = s s i n (c x - ) = s ( s i n s . c o s e - c o s u s i n e )
Y = s cos(a- 2e) = s(cos acos2e+sinasin2e)
e ricordandoche a meno diterminiin e2
cosr=cos2t=1 sine=e sin2e=2e
si ottiene:
X = s s i nd - * c o s a
r = s c o s a+ z r " s i n a [60]
Ricavandos.cosodallasecondadelle[60] e sostituendonellaprima,a menodi termini
in e2si ottiene:
s c o s a= Y - 2 s s s i n a
X = s sina.- e(Y- 2t ssirza) = s sina - tY + 2e2s sina= s sirzcx, - rI e quindi:
ssina=X*eY
Analogamentericavandoil termine s.sina dalla prima delle [60] e sostituendonella
secondasi ottiene:ssina = X +sscosa
Y = scosg.*k(X +er.rrcx)= sco.rcx,+ 2eX+2e2scosa"=
scoscr+2EX
e q u i n d i :sco.rcx,= Y - 2 e X
ssino = x +eY
ln definitivaquindisi avr:
,rcosCX, =Y -2eX

da cui si ricavanole seguentirelazioniche consentonoil passaggiodalle coordinate


geodeticherettangolaria quelle polari:
r, .. -r1
r = ( X + e y ) ' +( y - 2 * ) ' p
x + Y [61]
d - arcfan_
y -2X
In questo caso I'eccessosfericopu esseredeterminatocon la seguenterelazione:
^ - -X . Y
r 162l
2pN

42
7

G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA GEODESIA

e$er*ieisfi o7 - calcolarele coordinategeodeticherettangolari(X,Y)di un punto P


noto in coordinategeodetichepolari (s,a)

= t.sin(a-e)
[,
fr=s.cos(a-2e)

s'sen a cosa
3=
2pN

triangolo
sullasferalocale

s latitudine g dell'origine
azimut a
dellaternaeuleriana
lmI gradi primi secondi gradi p n m l secondi
riga di calcolo 11.943,82 53 55 1,95 44 46 48.075

gdAVTgRD
a = [m] 6.378.388,000
s=
schiacciamento 0,003367003
e'= 0,006722670
calcoli
q [rad]= 0,781558803
W= 0,998330845
p= 6.367.339,25
N= 6.389.052,32
cr[rad]= 0,941032809
3e: 0,000000835
t- 0,000000278
'..:
risultati
geodeticherettangolari
X[m]= 9.652,60
Y[m]= 7.034,36

Con riferimentoai valorinumericidell'esercizio


n" 5, si notinole differenze
non solo
concettualetra le coordinategeodeticherettangolarie le corrispondenti coordinate
euleriane,
chiamate conlo stessonome(X e Y).

43
G. COMOGLIO Capitolo1
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA GEODESIA

eserciuio n " I - calcolarele coordinategeodetichepolari (s,a)di un punto P


noto in coordinategeodeticherettangolari(X,Y)

[, ', , .r
s : [ X + t Y ) -+ ( r - 2 d 7 - 1 :

X +eY
d- arcfan_
Y -2sX
XY
3=
2pN

triangolosullasferalocale

coordinategeodetiche latitudineq dell'origine


rettanqolari dellaternaeuleriana
X [m] Y tml qradi pnml secondi
riga di calcolo 9.652.60 7.034,36 44 46 48,075

HAVFSUtl

a=[m] 6.378.388,000
cr=
eccentricit 0,003367003
,
a-- 0,006722670
calcoli
I [rad]= 0,781558803
W= 0,998330845
p= 6.367.339,25
N= 6.389.052,32
3e= 0,000000835
t- 0,000000278
risullati
s[m]= 11.943,82
azimutcr[rad]= 0,941032809
azimuta [rad]: 0,941032809
azimua t [1=
azimuta ['] = 6q

azimuto ["] = 1,95

44
G.COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Capitolo2
ELEMENTIDI CARTOGRAFIA

2 . 1 . S V IL U P P O
D E L L 'E L L IS S OIDE
SUL PIANO
La teoriadellecartetratta,dal puntodi vistamatematico, il problemadi rappresentare
sulpianola superficiedi riferimento (ellissoide).
ll modocol qualesi stabilisce il legametra i puntidellasuperficie con i punti
dell'ellissoide
corrispondentisul pianodellacarta,caratterizzala proiezione
cartografica usata.

Questolegame definitomediante relazioni


analiticheche permettono,
datele coordinate
di un qualsiasi
punto sull'ellissoide,
di determinarele coordinate punto
del corrispondente
sulpianodellacarta.

Tale corrispondenza deve essere,owiamente,biunivoca, tale cio che ad ogni punto


dell'ellissoide unoed unosolopuntodellarappresentazione
corrisponda e viceversa.
Si notiche il termineproiezionenon deveessereintesosemplicemente nel suo significato
geometrico, ma comecorrispondenza analitica in questione
tra Ie due superfici (ellissoide
e piano cartografico).
Anchenel caso in cui la corrispondenza sia di tipo proiettivo(vedi
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

p a r . 2 . 1 . 1e2
. .1 .2 .),i n fa ttin, o nsi u samaiunacostr uzione gr aficam a si r icor r esemprea
delleespressioni analitiche che prendono il nomedi equazioni dellacartae da esse,come
si vedr,si potrannodedurretuttele proprietdellarappresentazione.
Nelcasogeneraledellarappresentazione di unasuperficie su di un'altra(nelnostrocaso
l'ellissoidesul piano), stabilita la legge di corrispondenza (le equazioni)sar
implicitamente anchedeterminato il modoin cui unafiguradellaprimasarrappresentata
sullaseconda.
In generalenon possibile che la figurarappresentata sia simileallafiguraoriginale, cio
conserviinalterati gli angolie i lati (nelsolorapportodi scala).Gaussha dimostrato che
ci possibilesoloquandole due superficisonoapplicabili (o sviluppabili)I'unasull'altra.
Due superficisono applicabiliin un punto,quandohannola stessacuruaturatotale(vedi
p a r .1 . 3 . 3 . )
Comegidettonelpar.1.3.3.,il piano unasuperficie concurvatura totaleovunquenulla,
il cilindroe il conosonosuperfici a curvatura totaleovunquenulla,la sfera unasuperficie
concurvatura totalecostantee I'ellissoide unasuperficie concurvatura totalevariabile.
In basealledefinizioni date,ne consegueche il cilindroe il conosonosuperfici ovunque
applicabilitra loro e con il piano; ne consegueche ad una figura su una di esse
corrisponder unafigurasimilesu unadellealtre.
Ogni puntodella superficiedell'ellissoide sar,applicabile ad una sferadi pari curvatura
totalementrenon lo sarmai per il piano.
Appareevidente,quindi,che nellacartografia piana,qualunquesia la corrispondenza
definitacon i punti
dell'ellissoide (qualunque siano,cio,le equazioni dellacarta),le figure
sulleduesuperfici subiranno delledeformazioni.
ln terminipi semplicidiremoche I'ellissoide una superficienon direttamente
sviluppabilesul piano.

Mentrevi un solo modoper sviluppare la superficie


di un cilindroo di un cono sul
piano,vi sarannoinfinitimodiperdeformare sul piano.
I'ellissoide
E ovvio che le rappresentazioni cartografiche dovrannoavere deformazioni contenute
entrolimitibendefiniti.
ancheintuitivopensareche,stabilitoil mododi rappresentazione pianadell'ellissoide,
ma in posizioni
due figureugualisull'ellissoide, diverse,sarannodiversamente deformate;
dellacartavarierda puntoa punto.
in altriterminila deformazione

Le proiezionicartografiche, cio le diversemodalitdi stabilirela corrispondenza tra


I'ellissoideterrestree il pianodellacarta,possonoessereclassificate secondodiversi
criteri:
D secondoil mododi stabilirela corrispondenza distinguiamo le proiezionigeometriche
e quelleanalitiche.
Nel primo caso la corrispondenza di tipo proiettivo,cio la carta si ottiene
proiettando da un centrodi proiezione (o puntodi vista)la porzionedi ellissoide
direttamente sul pianocartografico.
Nel secondocasola corrispondenza tra le superfici(ellissoidee pianocartografico)
puramente di tipoanalitico,
si definiscono,cio,le formulechepermettono di ricavare
le coordinatecartografichenoteche sianoquelleellissoidiche e viceversa.
} secondola supeficiedi rappresentazione (cartografia)distinguiamo:
le proiezioniprospettichenellequalila superficiedi rappresentazione direttamente
il piano cartograficoe le proiezioniper sviluppo nelle quali la superficiedi
rappresentazione quelladi un solidodi rotazionesviluppabile sul piano senza
deformazione comead esempioun cilindroo un cono.

46

E--
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2 . 1 . 1 .P R OIE Z IONP IR OS P E T T ICHE


Come gi detto,le proiezioniprospetfiche sono ottenutetramitela proiezioneda un
(C)
puntodellospazio di una porzionedellasuperficie di riferimento(ellissoide)
su di un
piano(pianodellacarta).
A secondodellaposizione di quest'ultimosi distinguono in polari(pianotangentead un
polo), meridiane(piano tangenteall'equatore)oblique (piano tangentein un punto
qualsiasi).
A secondodella posizionedel centrodi proiezionesi distinguonoin centrografiche (nel
centro dell'ellissoide), stereografiche (nel punto diametralmente opposto a quello di
tangenzadel pianocartografico), scenografiche (sullanormaleal pianocartograficoma
alI'esternodelI'elIissoide),ortografiche (dall'
infinito),vedifigg. seguenti.

oianodellacarta

ica
centrooraf
C=-
scenografica ortografica

Fig.2.1- Proiezioni
prospettiche

2 . 1 . 2 PR
. OIE Z ION P IE RS V IL U P PO
Una proiezioneper svilupposi ha quando, invece di proiettarela superficiedi
riferimento (ellissoide) direttamente sul pianodella carta,si proiettasu una superficie
ausiliaria (cono o cilindro)che,a suavolta,sarsviluppabile sul piano(vediFig.2.2).
A secondache I'assedel cilindroo del conocoincida con I'assedi rotazionedell'ellissoide
oppurestiasul pianoequatoriale o stiain posizione
qualsiasi,la proiezione
vienechiamata
rispettivamenlediretta,inversao traversa,obliqua.

inversa
cilindrica conicadiretta
cilindrica
diretta

Fig.2.2- Proiezioni
persviluppo

Nellaproiezionecilindricadiretta,la proiezioneavvienesul cilindroa sezionecircolare


tangentelungoI'equatore, in quellacilindrica
inversa,laproiezioneavvienesul cilindroa
tangentelungoun meridiano.
sezioneellittica

47
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2.1.3.RELAZIONI
ANALITICHE
Si deve stabilireuna corrispondenza biunivocafra le coordinate(latitudineA e
),)dei puntichestannosullasuperficie
longitudine (ellissoide)
di riferimento e le coordinate
cartesianeortogonali(X,Y)dei corrispondentipunti sul pianodella carta.Le relazioni
analitiche
chedefiniscono questolegamesarannodeltipo:
= x ("o , 1 )
rl x t1l
lv =r(rp,1)
Le funzioniX e Y possonoesserele pi svariatee quindisarpossibiledefinireinfinite
rappresentazionipianedell'ellissoide.
In ognicaso,comegi dettoin 2.1,questo"spianamento" nonpu avvenire
dell'ellissoide
senza l'introduzione di deformazionie quindi,per ogni carta si dovrannodefiniree
calcolarei modulidi deformazione.
Ne definiamo tre:il modulodi deformazione quellosuperficiale
lineare, e quelloangolare.

Consideriamo un elementolineareinfinitesimo
sull'ellissoide ds" e sulla cartografia
la
corrispondentetrasformata ds, (vedi Fig.2.3).Per il
definizione modulo di deformazione
lineare datodal rapportotra i due infinitesimi:

ds,
l/11' = -
dt"

piano della carta

Fig.2.3- Modulodi deformazione


lineare

un elementosuperficialeinfinitesimodo" e sulla
Consideriamoora sull'ellissoide
la
cartografia corrispondente
trasformatado, (vediFig.2.4).Per definizione
il modulo di
deformazionesuperficiale datodal rapportotra i due infinitesimi:

do"
rrl^ = -
" do"

pianodellacarta

Fig.2.4 - Modulodi deformazione


superficiale

48
G. COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

Consideriamosull'ellissoide
un elemento la
linearedi azimutc e sullacartografia
corrispondente
trasformatadi azimutc' (vediFig.2.5).Perdefinizionela deformazione
i dueazimut.
angolare datadalladifferenzalra

=0'-ct

oianodellacarta

Fig.2.5- Deformazione
angolare

ln base alle definizionidate prima,classificheremo la cartografiain funzionedelle


deformazioniche sarannointrodotte
in fasedi costruzione
dellacartastessa:

F proiezioneconforme o isogonica nella quale gli angolitra due qualsiasilinee


sono ugualiagli angolitra le trasformate
sull'ellissoide dellestesselineesul piano
dellacartae quindila deformazione angolare sarnulla( = 0).
In particolareai meridianied ai paralleli corrispondono
sull'ellissoide sullacartadue
famigliedi lineeortogonalitra loro.La formadi questelineedipendedalleequazioni
dellacarta.
F proiezioneequivalentenella quale ad un elementosuperficiale sull'ellissoide,
corrisponde sul piano della carta un elementosuperficiale, owiamente di forma
diversa,ma di area uguale(o ridottadi un rapportodi scalacostante)e quindiil
modulodi deformazione superficialesarpariall'unit(m" = 1).
F proiezione afilatticanellaqualesonopresentituttii tipi di deformazione (rnr,mo,)
ognunodeiquali permantenuto neilimitipipiccolipossibili.

sul piano,sarebbeanchedefinibile
Se fossepossibilelo sviluppodell'ellissoide una sua
rappresentazione ideale,I'unicada adottare,consistentenellasimilitudinerigorosatra
ellissoide
e carta,secondoun semplice rapporto
di scala.
La cartacosottenutasarebbeequidistante(rn,= 1) e, per conseguenza sarebbeanche
conforme ed equivalente.
Si puo dimostrareche possibilecostruirecarte conformi,carte equivalentima
NONcarteequidistanti.
La condizionedi equidistanza, impossibileda otteneresu tutta la carta, pu essere
imposta solo su particolarilinee anche contemporaneamente alla conformito
all'equivalenza.

49
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2.2. DETERMINMIONE
ANALITICADEIMODULIDI DEFORMMIONE
Le funzioniche definiscono
la rappresentazione sul pianocartografico
dell'ellissoide
sonodeltipo:
= x(rp,l.)
\lx
, l2l
lY=Ylp.1.)

e passandoai differenziali
totali:
. Ax
= -dQ
Ax
dx +
d(0
*
dA
On
t3l
. Av Av
d)' = -^-d (P + =-d
d(0 ctL
l
t4l
Peril modulodi deformazione
lineareavremo:

piano della carta

Fig.2.6 - Elemento
lineareinfinitesimo
e la suatrasformata

rdL = ds"send dsl=dx2+dyz


pdq=ds"cosa
t5l

e quindi:
d:x=l+l',t' e *f+'
\dA t
ct:)"+r++ded
d(p d^
\dQ )
t6l
d'y =l+' d'e*l+'
\dA )
d').+,.!40,p
dQ dA
ot
\dQ )

risultanti
da cui le relazioni daltriangolo sulpianodellarappresentazione
infinitesimo sono:

' =l
l-, ^ .l z - r2l T, ^ .z , - ':l tr -
d's, f+l .l+'lo'q
l\att) \ae ) )
*ll+l' .l+l'lo'^*{ldrp
l\dt ) \dL) I
++*at 44foro,,
dq al 17l

con le letteree, f, g le espressioni


indicando quadra,avremo:
tra parentesi
racchiuse

d2s,=s d'?g+2f dgil.+ g d22 t8l

50
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

Daltriangolo
infinitesimo
di Fig.2.6e dalle[5]si ottiene:
cosa ,) ,) COS'd
Cl(P= dS" d-g= d s"
p t
p-
,. , sena,
lel
clA = clso ,.). ,.) sentd
Cl-/v=d-5" ,
r

e quindiil quadrato
del modulodi deformazione
linearesar:
-1 COS'A ^ ^ ,) C O SA Sen d .r sen'a
e d ' s "' , * lJd-s"- + gd-s" 2
dt', p' pr r
mi = =
d"" d""

e quindisemplificando:
* ,' = ^ [10]
\p' pr r'

Perla determinazione
delmodulodi deformazione
superficialeavremo:

do" = pdg+ rdl


do =dp dmsirn

piano della carta

Fig.2.7 - Quadrilatero
infinitesimo
sull'ellissoide

La superficie do" delquadrilatero


infinitesimo sarparia:
sull'ellissoide
d o "= p d g . r i l " [11]

Sul piano cartograficodi rappresentazione lo stesso quadrilateroinfinitesimosar


rappresentato dei meridianie dei paralleliche lo definiscono:
dalletrasformate
Approssimando del quadrilatero
la superficie infinitesimocon quelladi un trapezioavente
le basiugualitra loroe pari dp,aVrnoche la superficiedo. sarparia:
=
d o , d p . d m.si n a [12]

La trasformatadell'infinitesimo di meridianosulla cartografia(dm) sar pari al


corrispondenteinfinitesimo
sull'ellissoide per il modulodi deformazione
moltiplicato lineare
(ottenuto
dalla[10]ricordando =
checx 0):
r
dm=pdgm,=pdgl' =deJi [13]
p

In modo analogosi pu ricavareI'espressione della trasformatadell'infinitesimo


di
parallelo(dp)che sar parial corrispondenteinfinitesimo per il
moltiplicato
sull'ellissoide
modulodi deformazione lineare(ottenutodalla[10])ricordando che a = nl2):

51
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

t;6
dp = rd).m, = rd).! = dJ I [14])
r

infinitesima
La superficie dalla[12]sarquindiparia:
dorsullacartografia
do, = dp'dm'sina=drpil^fes sin0)

e q u i n diil mo d u l od i d e fo rm
aztone areale:
,"-
dO, d(p dA.Je I sen(t) ie8
"-o sen ) [15]
do" p r dg dtr pr

La deformazioneangolare stata definitacomeE = c [ ' cxe quindiesplicitando


tali
grandezzesul pianocartografico
avremo:
dp

ds.

dm

Fig.2.9- Trasformata lineareinfinitesimo


di un elemento sullacarta

. clo ^lsa)' E a,l


tena = [16]
dm ,lrdq \ede

ora il termine d . 1
calcoliamo
dg

ds"

pdq

Fig.2.10- trasformata lineareinfinitesimo


di un elemento sull'ellissoide

DallaFig.2.10si ricavano
le seguenti
relazioni:
r d2 = ds" sina da cui r7 ds"sena
dA=
,
p dg = ds"cosd, da cui
d r' .p= d t " " o t d

e quindi:
p
-d=) . -fan d
drp r

52

E-
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

ricordando
la [16]si avr:
f- 'n
. lPd4 I2 p
fand'= -1"-- -1" tand
\ede \e r

La deformazione = cr'- o e l'espressione


angolare dellatangentesar:
tand=
an(a'-a)=ffi

finale del modulo di deformazioneangolaremo e la conseguente


L'espressione
deformazione
angolare sarquindi:
(Ep - t.l
I1/i: ltana
"' )
ma=lan5=\1 117l
| +,l L P *n : d
\e r

53
G. COMOGLIO 2
CaPitolo
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

2.3. PRINCIPALISISTEMICABTOGRAFICI.
Esaminiamole principaliproiezioniutilizzatenel mondo ed in particolareper la
ia Ufficialeltaliana.
Cartograf

2.3.1.CARTADl MERCATORE (1569)


Consideriamo la proiezione pura.La superficie
cilindrica (ellissoide)
di riferimento viene
a partiredal suo centrogeometrico,
proiettata, su un cilindrotangente alla superficie
stessalungoI'equatore (vediFig.2.11\.
ll piano cartograficosar ottenutosemplicemente tagliandoil cilindrolungo una
generatricee sviluppandolosul piano.

45" 90' 135' 180"

Fig.2.11- Proiezione e pianocartografico


cilindrica

afilatticae avrle seguentiequazioni:


La proiezione
XP=a2
[18]
Yu= afang
dovea rappresenta il semiassemaggiore l,la longitudine
dell'ellissoide, del puntoP e 9 la
latitudine.
In questaproiezione si imponeche I'ascissa X del puntoP sia ugualeall'arcodi equatore
compreso tra il meridiano per
passante il punto ed il meridiano fondamentale.
e i paralleli
I meridiani sonorappresentati, nellosviluppo,da retteparalleleagliassiX e Y.
La distanzafra le retteche rappresentano lo sviluppodei paralleliva crescendoversoi poli
conleggetangenziale.

dellaproiezione
le equazioni
ha modificato
Mercatore perrenderla
cilindrica conforme.
sonole seguenti:
Le equazioni
X=a)"
fr. 1e/2 , -.1
[1e]
v = o t , l [ l - e s i n p ] ' ' ', u n ( o r " . q l |
l\l+esinpl \ 2/l
Poichu 1uppr".entazione .oiforre il modulodi deformazione linearem1pu essere
calcolato in unadirezione qualsiasi ad esempiosulparallelo.

54
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

*ds,
"'
lineare pari a mr=
Per definizioneil modulodi deformazione dove ds-=a d)"
dt"
(infinitesimo
linearesulla carta)e ds"=v'4i1(infinitesimo
linearesull' ellissoide)
a , i l
semiassemaggioredell'ellissoide, r = raggiodel parallelo(vedi[34] del capitolo1) e
quindi:
-
ds , ad). _ (l "t ,rn' ,p)t''
ffit =--]-_=---;=
ds rdA r cos(p cos (p
[20]
"

Lungoil parallelo(<p= cost) modulodi deformazione


lineare costante.ma varia
fortemente la latitudi
con ra
con ne come seque:
Q=0o 100 2Q" 40' 60' 80"
t = 1 1,01 1,06 1,30 1,99 5,74

Non convenienteusare la rappresentazione di Mercatoreper zone troppo lontane


ll modulodi deformazione
dall'equatore. perg tendenteanlZ.
linearetendeall'infinito
ll successodellacartadi Mercatore dovutoal fattoche una lineasull'ellissoidecon
azimutcostante(lossodromia)si trasforma sullacartain un segmento di retta.
Questapropriet assaiutilein navigazione perchconsentedi tracciarefacilmentesulla
cartaunarottaad azimutcostante utilizzandoun semplice righello.
angolodi rotta
variabile

60" ou-

40' 400

200 20.
00 0"

Fig.2.12- Lossodromia
e ortodromia

ll percorsotra P e Q, secondola lossodromia


(vediFig.2.12a), facilmenterealizzabile
perch ad angolo di rotta costante ma risulta pi lungo di quello relativo alla
corrispondente ortodromia.
Al contrarioil percorsotra P e Q seguendola geodetica(ortodromia)(vedi Fig. 2.12 b)
risultapibrevema richiede dellarotta(vedi[a7]del Cap.1).
variazione
unacontinua

La proiezionedi Mercatore ancorausatanellecartenauticheed aeronautiche.


Oltrele
latitudini +
di 80" non praticamenteusataa causadelleenormideformazioni.

55
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2.3.2.PROIEZIONE
STEREOGRAFICA
POLARE
Questaproiezione vieneutilizzataper rappresentare + 80'
la terradallalatitudine
a * 90'(cartografiadellecalottepolari)ed l'unicaproiezionegeometrica conforme.
I punti dell'ellissoide
sono proiettatisu un piano tangenteal' polo, con il centro di
proiezionesull'altro (vediFig.2.13).
polo

piano della carta

P'

P
.7q.r

I
:'/
4 2
C ortodromia

Fig.2.13- Proiezione polare


stereografica
dellaproiezione
Le equazioni polaresono:
stereografica
x =tsin; X =ZRtanl1-!l'i"l
'l
)o l21l
y :rcos)" Y : 2 R a n l L- ! l " o .
\4 2)

Facendoil rapporto
delledueequazioni
si elimina<pe si ottiene:
X =Y tan )"

percui conl.=costsi ha l'equazione


di unaretta;i meridiani
sonopertanto
rappresentati
da
retteuscentidall'origne.Elimrnando
l. dalledueequazionisi ottiene:
ft
. |
xz + y' =l 2Rturl'[T-tJl a ll

e perq = a*, l'equazione


di-.unacirconferenza.
I paralleli quindiin circonferenze
si trasformano concentriche
con il centronell'origine
degli
assi.

La ortodromia
che collegadue puntiA e B sullasuperficie ossiala geodetica,
terrestre, si
puconsiderarerettilinea.
Perquestomotivovieneulilizzata
per la navigazione
marittima
ed aerea.

56
G. COMOGLIO
TOPOGRAFIA Capitolo2
E CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A
2.3.3.CARTADl GAUSS(rappresentazione analogica)
E' la cartografia
pi diffusanel mondosia purecon nomidiversicome:Gauss-
(in ltalia),Gauss - Krueger(in gran parte dell'Europa), Boaga
UTM - universalTransverse
MercatorProjection (in tutto il mondo).'Leprincipali
caratteristiche
di questacartografia
sonole seguenti:

D unacartografia conforme;
) le trasformate del meridianotangentee dell'equatore
sono retteche definisconogli
assi del sistema di riferimentoortogonalecartesiano(NorJ .t)
o sistema
cartografico; "
F sul meridiano tangentela rappresentazone equidistante;
) le trasformatedei meridianie dei parallelisono famiglie
di curve fra loro
perpendicolari e simmetricherispetto
agliassiNorded Est;
Questaproiezione dettaancheconformecilindricainversadi Gaussperchla forma
reticolatogeografico. del
similea quellache si otterrebbeproiettandoI'ellissoide
dal suo
centrosu un cilindroinverso(vediFig.2.14.)e poisviluppandolo
sul piano.

meridiano
tangenteal cilindro

equatore

Fig.2.14- Proiezione
cilindrica
inversa

40
30 \(\
e--ib l \ -i -
0'l I
;\
\ \
bU 70

Fig.2.15- Reticolato
geografico

57
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

In figura2.16. rappresentato geografico


il reticolato relativoal semiellissoide compreso
-90'e
tra le longitudini +90o.Le trasformate dei meridiani
sonolineeche si approssimano
a sinusoidi dei paralleli
e le trasformate sonolineealquanto similiad un'ellisse.
Le trasformate del parallelo O'di latitudine (equatore) e del meridiano 0' di
longitudine(meridianotangente)sono rappresentateda linee rette, rispettivamente
chiamateEst e Nord (X e Y) (vediFig.2.15).
Le trasformate -90'e +90'di longitudine
dei meridiani degenerano in due retteparallele
all'asseEst.
ll modulodi deformazione linearesarpariad 1 nei puntiche definiscono la trasformata
del meridiano tangenteal cilindro(asseNord)e maggioredi 1 in tuttigli altripuntidella
proiezionee crescerrapidamenteallontanandosi dall'asseNord; tutte le distanze
sarannoquindidilatate.

Per contenerele deformazioni della carla entro limiti accettabili,bisognerquindi


proiettarel'interoellissoideutilizzandopi fusidi ampiezzalimitata,ruotandoognivoltail
di unaquantitnota.
cilindro

80'

30?

20"

\:l
r''L/
-ti] Frl
H
r+l l \li U IJ
\fr '#
v]-l

.V
V !/
20'
\i/

40'
Vtu

Fig.2.16- Fusidi rappresentazione

Ogni fuso avr un'ampiezza di 6o, e definirun sistemadi riferimento (Est, Nord)
indipendente da tuttigli altri.L'interoellissoide sarquindisviluppato sul pianocartografico
utilizzando60 fusidi ampiezza paria 6oe le coordinate (Est,Nord)di tuttiipunticontenuti
in un fusosi ripetonorigorosamente identiche in tuttigli altrifusi;cisignifica
chedue punti
su due fusi contiguiavrannocoordinate cartografiche definitein sistemidi riferimento
diversie quindinonsarannocongruenti tra loro.
Nei prossimiparagrafivedremole soluzioniadottateper superarequestoproblemanon
banale.

58
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

2.3.4.EQUAZIONI DELLERAPPRESENTAZIONI
DIFFERENZIALI CONFORMI
le equazionidella carta di Gaussdobbiamoricordareche questa
Per determinare
rappresentazione
conforme.In una rappresentazione conformela deformazione
in
deveesserenulla ogni
angolare punto e perognidirezione in basealla[17]avremo:
e
tt:^ I
lJr L-rlt^a
\Ys r )
tan=------l=0
lp p
l+.1:Ltar)'q
le r
e quindiannullando
il numeratore
:
r'
E+-'=o 8="o=
e p-
) p-
,e

da cui ricordando
la [7]:
, - r.2 - r2 , [, ^ .2 , ^ r2-]

l4l *l4l :r=lf .l+l I


\ a t 1 \ d , t ) o ' l \+l r23l
ao) \ae) )

Per comoditdi calcolo convienetrasformarela [23] introducendoin luogo della


coordinatacurvilineag la coordinatacurvilineau, chiamatalatitudineridottae legataa g
dallarelazionepd<p=rdndacuiavremo'.d.u = p
d(p r

Pdq=r

Fi1.2.17- Latitudine
ridotta

ll sistemadi coordinatesull'ellissoide u, chiamatoisotermoperchconsentedi


esprimere il quadratodell'elemento lineareds.2in modoche i coefficienti
di du e dl. siano
u g u ai fe c o :fl s2- v1 6 fu
+2r2 d fu= v :( duz
+aLr )

x = x(u,l")
Sulpianodellarappresentazione
sar: doveu = u(q)
y = y(u, l,)
e quindiconla derivazione
composta:
-A
: =x- - AxAu A" p
Aq AuAcp Au r
Ay =AyAu =Ay p
Ag AuAg Au r

della latitudineridottau, la prima equazionedifferenziale


Dopo I'introduzione delle
rappresentazioni
conformi[23]diventa:

59
G. COMOGLIO Capitolo
2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOGRAFIA

l#)' =;llh)'
.(#) .(H))=*lr(#)'
.+l#)'l=[;i (ar)' (dr\'
.l^) t24l
/ )- \2 (4\',
laQ\ * =(L\', *(4 \', puessere
scritta
come:
l;) \u ) \au) \d,)
.t (dr..'l I rrrl']
f+l'l'.!1'1. l-l4l'l'*t'a'al, 1=o psl
\a, ) l' \il )
lrrl' d"I l' t l' l
I la,) I t ld^ ) l
La secondaequazione dellerappresentazioni
differenziale conformisi ricavaimponendo
che le trasformate dei meridianie dei parallelisi incontrinoad angoloretto.Questa
condizionesi esplicita,
ricordandola [7]come:
r=o ##.##=' 126l
E introducendo la latitudine
ridotta:
j -o
- -A
a -x
a -A
: : -x
n oAvAv AxAx AvAv
a-:-n
r Au AA r Au A)" du A) Au A)"
che possoscriverecome:
Ay Ax
- =) .
A - -A u 127)
dx dy
dA d,

ln baseallal2Tli terminientroIe parentesi


quadredella[25]sonoquindiuguali:
f4Ll' - i 4-l'= o
\4, ) \d )
dacui:
Ay
-:--=
Ax
* [28]
du d

ln basealla[28]si dimostra a primoe secondomembrodella[27]sono


che i denominatori
ugualie quindilo sarannoanchei numeratori:
+=-+
d)" Au
I2el
Le t28] e t29l rappresentano le equazioni differenziali delle rappresentazioni
conformi.
Poichle rappresentazioni conformisonodefiniteda un sistemadi equazioni allederivate
parziali, si possonotrovarea menodi funzioniarbitrarie,
le soluzioni il chevuoldireche si
possonoavere infiniterappresentazioni conformi;i vari tipi di carte si ottengonoquindi
imponendocondizionial contorno,stabilendocio come si vuole che si trasformiun
meridiano od un'altralinea,o meglioqualivalorideveassumere il modulodi deformazione
linearelungola trasformata linea.
di una determinata
E' possibileancheverificare chenellerappresentazioniconformiil modulodi deformazione
lineare indipendente dall'azimuta.

60
G. COMOGLIO Capitolo 2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

2.3.5.LA CARTADI GAUSS


le relazioni[28] e [29] rappresentano le equazioni differenziali dellerappresentazioni
conformi checoincidono con le condizioni di monogeneit di Cauchychedicono:
condizioni necessarie e sufficienti affinchla variabile complessa y + ix sia funzionedella
v a r i a b i l e c o m p l e s s a u + i l , s o n o d e f i n i t e d a l l e rae,l a=z iao"n ie d a a y _ _ a x
Au A.1 dl Au

Tuttele rappresentazioni avrannoquindiequazioni


conformi ricavabili
dallarelazione:
Y+ix=f(u+i7") [30]
dovela funzionef arbitraria.

Sviluppandola [30] in serie di TAYLORassumendocome incrementota quantit


immaginaria
il, conl" espressoin radianti,avremo:

+!"' tt,ttir'
I l" ttrttilt' *!.y'' {trx,).',0
*! fv ttrt\ts
+...
e ricordandoche: i2= -1 i3= -i
ia=1 l-=l
' '
! "dol -! y'@li +! f u)l +! f'util +...
v + i x =f ' ( u ' )7+' t u t i . l , - 1
2" 3t" 4t" 5l'

uguagliandole partirealied i coefficienti


dell'immaginario
si ha:
tl
' ' ( t t \ 1 -0. . .
, ' = f t u ) - - . f " { u t :+ ; f
aa:

y =f ' t u V " -|] . f " ' @ r. '+ r . . -... [31]


,.'tut

Tuttele rappresentazioni conformisi possonootteneredefinendoper la [31] la funzione


f(u)e le suederivate.
Definire la f(u)equivalea stabilire
a qualevaloredellay devecorrispondere il valoredella
latitudineper ognipuntodel meridiano fondamentale(), =0) o, in altreparolestabilirecome
si devetrasformare talemeridiano.
fl numerodellerappresentazioni conformi teoricamente infinitoma, in pratica,il numero
di rappresentazioni semplicie che si adattanobene alla rappresent azionecartografica
moltolimitato.

La grande intuizionedi GAUSS stata quella di sviluppareil meridianocentrale


(1,=0)
in veragrandezza, imponendogliquindi una deformazione
nulta.
Dalla[31]per]" =0 si avr.
= "f(u)= rdu = ( O arl
,V1;-o) f,'

Questacondizione sufficiente a definirela rappresentazione perchnota la f(u) si


possonodeterminare le derivate
checompaiono nelle[31]:
r' @ = f, rdu=, = "'u*' = Ncosp ricordando la [32]del capitolo1 dove:
* a = semiasse equatoriale
<p= latitudine
W = (1 - e2 sen2g)%
e'= eccertricit
N = raggioprincipale di curvatura

61
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA
dr dr drp
-r \ u ) = - = - - j
du drp du

- asen(pw
^^^...^t,t 2etsengcosg
+ acosg
dr 2W asenrpW' - ae' sengcoszg asenrp-ae2sentg - aezsengcosz g
d9 wz w3 w3
asen(p-ae2seneGen'rp + cos' g) -
= - - n(t
T - - Pr'\rrr,p
sett(P
w3
d(P= r per definizione
di latitudineridotta rdu= pds
dup
dr dr drp r
1 Vtl= seft(p-=-75eng--Nsenrry,osrp
*= 49 du=-p

t "'(u|=ft{-,,"n
o)=j6l, *,r)# =i h, -,*"rl=- ;(h*n,*,.o.
r)
=- |? or" n ' (p+ r co sr)
=,{r.n ', -i * r r )
e cosvia per le derivatesuccessive.

Le espressioni
finalidelle equazioniche definiscono
la rappresentazione
conformedi
GAUSSsono:
lr
. r =f ' r u t t r - + 4 f v r u \ - . . .
,I"'tul
= l N c o s t, * ! , r t I' ' r\ I
c o s .p ( l - r ' + q r ) + N c o sg
s(....F...
6 ^
I ,, r- [32]
t = f tul_1f (u\,E+ 4tfn'\ut _...
= t rp+ N rrnrporg* lio q5 -,' + 9172
N senqrcos' + 4r7o
) + ....
\t

dove:
/=tan
e e q,=ry=4:!rorr rP
Limitandol'ampiezzadel fuso a pochi gradi (longitudine
?u= + 3' rispettoal meridiano
centrale),
la serieconvergerapidamente e si possono trascurare
i terminimaggiori
di 1,5.
E' possibileanchericavarele formuleinversedellarappresentazione che forniscono
le
coordinate
geografiche<pe 1.in funzionedellecoordinate
cartografiche
x e y:
x,v)
tio=rN
llv=)'{ X,Y )

oz

-b---
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

VorreirichiamareI'attenzione del lettoresul significatodella longitudineI riportata


in molte formuleriguardantila cartografiadi Gauss.
Purtroppo consuetudineindicaresemprecon , il valoredella longitudineanche
quandocambiaI'orientamento o il meridianodi riferimento.
dell'ellissoide

Questocrea notevoleconfusionenei lettori ancorapoco esperti.

In queste dispense indicheremoi riferimentidella longitudinecome "pedice",


almenonelleformuleprincipali,nel seguentemodo:

Lnc= longitudineriferitaal meridianocentraledel fuso


=
nqo longitudine riferita al meridiano di Roma Monte Mario ed ellissoide
orientatoa RomaMonteMario
- longitudineriferitaal meridianodi Greenwiched ellissoideorientatoa
?unaocw
RomaMonteMario
= longitudineriferitaal meridianodi Greenwiched ellissoideorientatoa
),,eoso
Potsdam
lwcsea= longitudine riferita al meridiano di Greenwich ed ellissoide WGS84
geocentrico

2.3.6.FORMULEDI HIRVONEN
Le equazioni[32] che definisconoil calcolodelle coordinatecartografiche nella
proiezionedi Gauss, hanno il difetto di essere complicatedal punto di vista
computazionale perchformulate unosviluppoin serie.
attraverso
Moltigeodetisi sonocimentati
neltentativo di daredelleformulepi sempliciper il calcolo
deglistessivalori.
La soluzione ad esempioda Marussi(1950)partivadal principio
individuata che il calcolo
della rappresentazione
di Gaussdi una superficie sferica(non era possibile
ellissoidica)
delleformulecompatte.ll passosuccessivo
utilizzando statoquindiquellodi eseguire
unaproiezione conformedell'ellissoide
su unasfera.

Si riportanocome esempiole formuledate da HIRVONEN(1970) sia nella loro


formulazionedirettadi calcolodellecoordinate X,Y a partiredallecoordinate
cartografiche
geograficheI,q (vediFig.2.18),che nellaloroformulazione inversae ciocalcolodelle
coordinategeografiche l.,g a partire
dallecoordinate X,Y.
cartografiche

Notele coordinate geografichedi un punto(longitudine


riferitaal meridiano
centrale."
la latitudineg) possiamo ricavare le sue coordinatecartografiche(distanzadalla
trasformatadel meridianocentrale x e distanzadalla trasformatadell'equatorey)
utilizzandole seguentirelazioni:

, D - , , , , c o s { a'n ) . , , ,
x = R,' arcsenlt
v [33]
-
I = q (A A, sin 2( + Aosin4( - Ausin6()

dove:
n2
R, =L = raggiodi curvaturapolare
c

63
G. COMOGLIO Capiloto2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOdRAFIA

. tan(o
C=arctP- . -
cos(v,2,,,.
)
v=0+
"'r"o"r6)'''
v, = (1+ e'rcos,Q)"'
, = o J l + q r -2 a d o ve a i l sem iassemaggior ee a lo
schiacciamento
s'2- "
.92
= cce n tri ci t se co n da
l-ez

I coefficienti
A; sonofunzione
dell'ellissoide
considerato
e valgono:
s2 3ea 5eo
l L
'464256
=
I
- - -

, 3ez 3eq 45et


- {' _- _ + _ + _
8 32 1024
. l5ea 45e6
A-^ - - + _
256 1024
^ 35eo
ru--
" 3072

Le relazioniinversefornisconoinvecei valoridellecoordinate
geografich
(lr. , q), a
partiredallecoordinate x e yi
cartografiche
x
t, senh
- RP
1., arctg
[34]
(p = arctg [ton f cos (v A.-, )f
"*

Est- X^
mc
Xo= falsaoriginedel meridiano centrale(vedipar.2.4.)
rrc = rilodulodi contrazione
paria 0,9996(vedipar.2.4.)
Nord
y=
mc

6 = + Brsen2+ Bosen4+ Busen+ BrsenS

t9= !
aA,

B'.2_3324 _ 2 7 E ?

D _2181 55ErJ
Da
-1632
---

B ^= l 5 l E l
"96
El
B, _1097
" 512
^ a-c
1 1' , = -
a+c

64
-

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

del
trasformata
meridianocentrale
meridiano
centrale

Fig.2.18- Ellissoide
e pianodi Gauss

linearenellacartadi GAUSS
2.3.7.Galcolodel modulodi deformazione
Poichla rappresentazione conforme,basta ricavareil modulodi deformazione
Abbiamoricavato(vedi[10]):
linearemrlungoil parallelo.

*z' p=- \p r - cos2


o *! ror or.n a+{r"n' a

lungoil parallelodovea= nl2 sara:


R r fla')' .ln)
*i, =7=7lld la ul'l
r) )
dovex e y sonole espressioni
finalidellacaratadi Gauss(32):
tl
x = ' ! c o s e + ; l N c o s, A
r t - r ' + n = )+ p(....)+...
,,rfNcoss
tl
y= ttp+ +V,t N s e n t p c orsp3t 5 - t ' + 9 q ' + 4 r 7 al + . . . . . . .
,.1Nsenpcosp

le derivate,
calcolando e i terminiq'e rlosi ottiene:
i terminiin "4e superiori
trascurando
dl' '2
s e n p c o s+p L , ? rr^l /s" e" rnr np"cn o. t sr n' g( s( -s, -2t+' + . . .l -. l.r.u. ). "=nrA
"r nnN"gn..or r.(( t + f , c o s ' g ( 5 - t ' + . . . .) .l , ,
,:^* u

f\ d+1 )' = 2 ' N ' s e n 'g r u r' [' , p (6t * 4 . ogr(' 5 - t ' * . . ) ' =
l 2 ' N ' s e ng' r o r ' , p ( t + 0 + 4 . o r ' e ( s -'),)l' *
3
) [
= 1'N'sen' gcos' g+ termini trascurabili

derivataper la x:
e I'analoga
t/"r\
dx A- | lf ^ ,l
N c o s p+ f l u c o sr 't ( t- t ' + . . . . 1r=v . o r d [ l+ f c o s ' q ( t- | + . . . . )
n: )

65
G. COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

. . ', , ( ,
lar)' = N , t- , ,l'
c o s ' r [ r + i . o t ' 9 l - t ' + . . . 1 )= N 2 c o s9r l + o + l c o s ' 9 l - " * " ' ) ) =
l;i)

= N' cos'
( r..c o s ' ( 2 - , 1 c o s 'r 2,.r3*...1=
-*r.
\l+ , )
= N' cos2,p(t+ I cos'g- I sen'g+...)
/ , \2 / , \2
IdxI la\t)
.l;) = N2 cos29l+ r cos'I - r sen'9) + N'r cos' rpsen'9=
l;)
= N2 cost g$+,t cos' g - f sen'e + I g) =
sen'z
= N2 cos2gfi+ f cos' g)

e quindi:
, ,p(r
^l' =+l(+l' .l+l'l= =-r-----N,cos p)= | +,t2cos,
+).,.o,, rp
r'l\il,) \il)) N'cos'tp

*, =(l+.t cos'g)t'' =t+lcos' g+ termini trascurabili


il modulo di deforazione lineare espresso in
funzione della longitudinel. e della latitudineg f f i L= 7 * h - " o r ' , [35]
sar pari a:
X
ep' o n e n d ol = _ _ (d a l l a1 'd e l l el32la m enoditer miniin ),3)si ottiene:
Ncos@

^ ,' = l * l .*' - cos'tp=r*f4


2N'cos'to 2N'

o megliopertenerecontodelleapprossimazioni si adottala seguente


accumulate formula:
il modulo di deformazionelineare espresso in lx2
f f i' , = l + ^ - [36]
funzionedell'ascissax sarpari a: 2pN

dovex rappresenta del puntodal meridiano


la distanza o assedellenorde p ed N
centrale
principali
sonoi raggi di curvatura nel
calcolati puntoP.

L'espressione
approssimata linearedi un segmentodi retta
del modulodi deformazione
un puntoP1di coordinate
sullarappresentazione,
che congiunge, xr yr ed un puntoPzdi
xzYzvle:
coordinate
2
. .';+'r,,f,,+t';
ffi,-.=l+:# l37l
6p-N^
dove con X1 e X2si indicano rispettivamentele distanze dei punti Pr e Pz dal meridiano
centraledel fuso e con pm ed N, si indicanoi raggi principalidi curvaturacalcolatinel
puntomediodel segmentodi rettacongiungente i due punti.
Per le approssimazioniintrodotte,questa espressione valida per segmentidi retta non
superioria 20 km.

66
Y

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2.3.8.calcolo dellaconvergenza del meridianonellacartadi GAUSS


In un puntoP dellaproiezione,la trasformata
del meridiano
unalineacurvacheforma
un angoloT con la parallelaall'asseY. Questoangoloy noto come convergenza del
meridiano:
tangentein P allatrasformata
del

parallela
all'asseY

trasformata passante
del meridiano
p e ri l p u n t oP

F i 1 .2 .1 9- Conver genza
delmer idiano
L'asseY quellodel sistemadi riferimento
cartografico,rappresenta,
comegi detto,la
trasformatadel meridiano centrale
delfuso.
L'angoloy, definitoprima, ugualeall'angolo che la tangentein P alla trasformata
del
parallelo
formacon la parallelaall'asseX del sistemadi riferimento
cartografico,datoche
per esserela rappresentazione conforme,le trasformate del meridianoe del parallelo
passantiper un puntoformanoun angoloretto.

del parallelo
trasformata
passanteper il puntoP

X
Fi1.2.20- Convergenza
del menotano
Considerando il triangolorettangoloinfinitesimo che ha per lati un elementodD di
trasformata
del paralleloe per catetid" e dusi ha:

Fig.2.21Triangolo
infinitesimo

67
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

d', !'
. d, d^"^ d
tan(- =
d,= d , , d,
qo^ d^

. d, d,
le espressioni sono gi state calcolatenelladeterminazione
del modulodi
n " O^
deformazionelineare.
^*senpcos e6-,'* ))
#"= [t.**r'
dx ( n ^, ^ ,l
cos(l+tcos' e\l-r'*. ..))
d),=N

e quindifacendoil rapporto,sfruttando gli sviluppibinomiali, ), piccolo


considerando
trascurandoi terminiin l,ae superiori
si ha:
i i y'se n r.o ,r[,
* (" o ,' r(t-,\)
=
'"7 =
ct,
Ncos(l+7cos''P\l-r'l)
d)

( r \r
.
r a n=y 2 s ernl r + f c o se' $ - i ) i - 22 - , ' ) ))
[' rLcos',p(t
r y 1 , - .t .,1
t a ny : z s e nr [ r - q ( t t ' )+ c o s,' p ( s -, ' )
]rot' f )
,t
-jcos' . ( -,' -i+ 5 r' ,t . ,
p(r+r')
4' ;)=;cos'
(P\
t a n y- Z s e n r [ r + f c o s 'g f i + t ' ) * v i s t oc h et = t a n e
J"
y : 'l,r"rr{t.
tan
+. )
sviluppando in seriela funzione si ottieneil valoredi y:
arcotangente
T = t a n r- \ t u n ' y * ! a r ' y - . . . . .

trascurando
i terminiin l.ae superiori
si ha:
T=).senr*Ir sen(p-!,"n',t
e quindi:
- ( l^' , lg
y = ).,,,sengl t + - 2i, cos'
) [38]

68

--r
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Conmaggiore conlo stessoprocedimento


approssimazione, si ottienela relazione:
( / '> .' \\
t
y = 2 . , s e n g [ t * ! l-l . , r o r ' g [ t + f- . r c. o r ' r [3e]
[ 3 \ c' /I/I

Peraveretany in funzione pianebastaricordare


dellecoordinate che:
b:J depuratadellafalsaoriginee dal
dove x l'ascissalettasullacartografia
N cos@
coefficientedi contrazione
/t\
xlx'l
t a n' Y = - t a n ( i'\, l * - | [40]
N 3N' cos' rp)
o conmaggiore
approssimazione:
* ( x' ( et-c' l
f a n' v = - t a n t 'o l l * .. c o s" -' r\ al +
l 3 . c o s" -' r z l l [41]
N \ 3 N ' c o s ' t p c ' ))

2.3.9.TRASFORMATE DELLEGEODETICHE SUL PIANODI GAUSS


Se fissiamosul terrenotre punti(Ps1u.ione,
Aavanri,
linoi"r,-o)
e misuriamo I'angoloazimutale
IPA= cx, facendostazionein P e collimando successivamente in A e poi in l, il valoreche
otteniamo, grazieai teoremidellageodesiaoperativa, del tuttoequivalente all'angolo
formato dalletangentiallegeodetiche PA e Pl.
Lo stessoangoloc sul pianodella rappresentazione (cartografia conformedi Gauss)
dovrebbe esseremisuratotra le tangentialletrasformate dellegeodetiche PA e Pl.
La trasformata di una geodeticatra due punti,tuttavia,non facilmente rappresentabile,
mentre immediata la rappresentazione gli
dellacordatra stessi punti.
Un semplicemetodoche consentedi definireI'andamento della trasformatadi una
geodetica sul pianodellarappresentazione la "regoladel vento"che semplicemente dice
chela trasformata dellageodeticasi ottienepensando a comesi gonfiauna velatesatra
gli estremiPA sotto I'effettodel vento che per la parteche sta a destradal meridiano
centralesoffiaversoESTe per la parteche sta a sinistrasoffiaversoOVEST:

Fi1.2.22- Trasformata
di unageodetica

69
G. COMOGLIO 2
CaPitolo
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

Se determiniamoI'angolotra la trasformatadella geodeticae la relativacorda, sar


possibileridurreI'angoloazimutalemisuratosul terreno(tra geodetiche) all'equivalente
angolosullacartografiamisuratotra le rispettive"corde"ed operarequindisu figurea lati
rettilinei
anzichsu figurea laticurvilinei.
Lo scostamentosuddettovienechiamato"riduzionealla corda".

Percomprendere meglioI'operazionedi riduzione una geodetica


allacorda,consideriamo
PA sull'ellissoide
come l'angolocompresotra il meridianopassanteper P e la tangente
allageodeticastessa(vediFig.2.23)

Fig.2.23- Azimutsullasuperficie
di riferimento

Lo stessoazimutu sar definitosul pianocartografico


comeangolotra la tangentealla
passanteper P, e la tangenteallatrasformata
del meridiano,
trasformata dellageodetica
PA:

sonofacilmente
Sullacartografia le coordinate
determinabili (Est,Nord)del puntoP e del
puntoA. In basea questecoordinate
possibile l'azimut0'p6cofiei
calcolare
t

. En -En
U,,^ = OfCtStl-
Nn-Nu

Per rendereomogeneoI'azimutO'pA, le coordinate


definitoattraverso cartografiche,
con
quelloa, individuato necessario
sull'ellissoide, apportarele correzioni
siadi convergenza
del meridianoy chedi riduzioneallacordaepa:

70
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

Fig.2.24- Azimutsul pianocartografico

La convergenza del meridiano y e la riduzione


allacordapaSorovaloridotatidi segnoe
quindila relazioneche permetteil calcolocorrettodell'azimut
a a partiredallecoordinate
cartografichedei puntiP e A sarla seguente:
ct,= O'pA+T - 0pn l42l
ll segnodell'angolo di riduzioneallacordapnsf datodallaseguenteregolaempirica:
segno- se ruotandoin sensoorariola direzione positivadell'asseY si incontraprimala
cordae poi la trasformata; segno+ il viceversa.
La convergenza del meridiano y sarpositivaquandoil puntoP si trovaa destradell'asse
Y (Nord)e sarnegativa quandoil puntoP si trovaa sinistra.

Dallostudiodellatrasformata dellageodetica si pu dedurreche I'angoloepn(riduzione


allacorda) paria:
^ (Y,-y^)(zx,+xo)
C or - -

6prN, [43]
dovep6 e N6 Soroi raggiprincipali di curvatura nel puntoC dellacordaPA,che
calcolati
distada P 1/3dellalunghezza PA (vediFig.2.2q.
a l p u n toC fa ci l me n te
L ' a s c i s sde calcolabile
com et Xr = ( 2Xr +XA) /3 e analogam ente
l'ordinata del puntoC sar Y, = (2Y,+Y) /3

71
G. COMOGLIO Capitolo 2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Allalucedi quantodettosopra,un angoloB (tradue geodetiche)misuratosullasuperficie


terrestrecon la strumentazionetopograficaclassicacorrisponder
all'angoloB' (tra le
corde)misurato sullacartografia
di Gausssecondola seguente regola:

i'-B = angolomisurato
F' = angolocalcolato con le coordinate
dei puntiP I A lettesullacarta

'*---..---.'''.'-.''...'. B'
e.r... ),

---

A---_
{
Fig.2.25- Riduzione
allecordedi un angoloazimutale

0 =0ro-0r;0ro+ero-0r,-rr, -B+eoo-e. 144l


VedamoI'ordinedi grandezza di questecorrezoniconsiderando l, < 3oe p5 = Nc = 6,3 .
103km e unadiffereza dellecoordinatedei puntiP A e | (vedit43l)di 200 km, 100km 10
km:
Ay=[y= 200km 100km 1 0k m
g" 100" 25 0,25"

Nellecondizioni per lati di 15 km il valore(B' - B) di 0,5"ed dunque


pi sfavorevoli
logico,al disottodi questedistanze,cioentroil campotopografico, non tenerecontodi
questecorrezioni.
Sar quindipossibilecompensare una rete geodeticadi estensionemassimapari al
campotopografico senzaapplicarele rduzioni angolariallacorda.
Si pu dimostrarepoi che fra la lunghezzadellatrasformata
e la lunghezzadellacorda
valela relazione:
/\rr
s, - s. _ rp\rp + sr senA/s; cos' a
,t, 24N4 [45]
s' -5'
e p o n e n d o5i 1= 1 0 0 k m , o . = 4 5 o e X p- 2 2 O k m s o
i t t i e n eu n e r r o r e d i C i r c a1 0 8 ,
sr
sensibilmente
inferiore
aglierroridi misuradelledistanze
e quinditrascurabile.

72
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOGRAFIA

2.4. LA CARTOGRAFIA UFFICIALE ITALIANA


Esistonomolti prowedimentilegislativiin materiadi cartografia, emanatidall'unit
d'ltaliaad oggi.La legge21211960 n'68 definiscegli organicartografici
delloSfafo:
> l.G.M.- lstitutoGeografico Militare
-
> l.l.M. lstitutoldrograficodellaMarina
I > C.!.G.A.- Centrodi Informazioni Geotopografiche dell'Aeronautica
F Catasto - DirezioneCentraledel Catastoe dei serviziGeotopocartografici e della
conservazione immobiliari
dei registri
F ServizioGeologico
La cartografiaufficiale quindicostituitadallecartetopografiche,nautiche,aeronautiche,
catastalie geologiche.

Nel 1970nasconole Regionia statutoordinario e con essenasconoanchei programmi di


, cartografia tecnicaa grandescala(C.T.R.)1:10.000e 1:5.000.
i Anche le 102 Provincieltaliane hanno competenzacartografica.I loro programmi
' prevedono,normalmente, la costruzione
di cartografiatecnica(tradizionale
o/e numerica)
a l l as c a l a1:5 .0 0 0 .
Gli 8.102Comuniitalianihannoprogrammi di produzione allescale
di cartografiatecnica
1: 5 0 0- 1: 1.0 0 0- 1:2 .0 0 0 .
La realizzazione di cartografia o/e numerica estremamente
tradizionale disomogenea: si
va dal nullaallacopertura totale.

rrincipali
sistemic ici utilizzatiin ltaliasono enti
proiezione conicaconforme di Lambert: IGMcar ta1:500.000 e 1:1.000.000
proiezione llM carta a scale varie da 1:100.000 a
conformedi Mercatore:
1:1.000.000
proiezione conformestereograf ica IGMcarta1:1.000.000 perle calottepolari
oolare:
proiezione di Cassini- Soldner CATASTO cartea scalevariabili da 1:500a
(afilattica): 1:4.000
IGMcar tain scala1:25.000 - 1:50.000 -
- -
1: 1 0 0 . 0 0 01 : 2 0 0 . 0 0 01 : 2 5 0 . 0 0 0
rappresentazione conforme di Gauss: CATASTOnuovecartea scalevariabilida
1 : 5 0 0a 1 : 4 . 0 0 0
cartoqrafia tecnicaa variescale

Tutta la cartografiaufficialeitaliana nella rappresentazione conformedi Gauss cos


come la pratica
totalitdellacartografiadel mondo.
La cartaufficialedell'lGMin scala1:100.000 (28afogli) stataultimataallaf inedel secolo
scorsomentrequellain scala1:25.000lo fu solo neglianni cinquantacon le seguenti
caratteristiche:
F originedellelongitudini: meridiano di RomaMonteMario
F originedellelatitudini:equatore
F ellissoide di riferimento:
BESSEL
F proiezione: naturalepolicentricadi Sanson- Flamsteed; si noti(vedifig. 2.26\che le
longitudinisono positivenel verso Est e negativenel verso Ovest a partiredal
meridiano di riferimento(MonteMario)e che non si limitanoai valoridi + 3'o -3o
comenelcasodellaproiezione di Gaussperch,in questocaso,nonsi considerano i
fusima zonemoltopilimitate con molteoriginidiverse.

73
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

*oo o'

*oo

Fig.2.26- La primacartografia italiana


ufficiale

Nel 1940la Commissione Geodetica ltalianadecisedi adottareI'ellissoide


internazionale
L'ellissoide stato "orientatoa Roma - Monte
(Hayford)comesuperficiedi riferimento.
Mario" cio stato reso tangente al geoide in questo punto, annullando la
deviazionedella verticale.

Nel 1941la rete geodeticanazionale sul pianodi Gaussdal Prof.Boaga


fu ricalcolata
(comericonoscimentodi ci,la proiezione di Gauss- Boaga).
statachiamataproiezione

Nel 1948 fu stabilitodi adottarela proiezione di Gaussanche per la cartografia.


La
trasformazione avvenutaconseryando (disegno),
tutto il vecchiomaterialecartografico
sovrastampandovi soltantoil nuovoreticolato gaussiano(ciole nuovecoordinate).
L'originedei fusi che caratterizzano questacartografia il meridianodi Greenwicha
partiredalqualesonostatitracciatituttii fusidi ampiezza paria 6'.

74
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Tra I'estremo oveste l'estremo est del territorio contiamocirca12",quinditutta


nazionale
l'ltalia contenibile
in due fusi e, per fortuna,questidue fusi,a lorovolta,sono multipli
interidellasuddivisionechepartedal meridiano di Greenwich.

ll primofusova da 6oa 12"di longitudine riferitaa Greenwich centralepari


con meridiano
a 9 ' ; i l s e co n d ofu sova d a 1 2 'a 18' di longitudine r ifer itaa Gr eenwichcon m er idi ano
centrale paria 15'.

Per ragioniche vedremomeglioin seguito,il primofuso si estendead orientesino al


meridianodi Roma MonteMario,per cui si crea una zona di sovrapposizione con il
secondofuso, utile per eliminarele difficoltdi collegamento tra punti vicini ma
appartenentiai duefusicontigui.
Ancheil secondofusosi estendea orientepercirca30' percoprireunapiccolapartedella
penisolasalentina che altrimenti
andrebberappresentata un terzofuso (vedi
utilizzando
Fig.2.27).
n+ocw12'27'08',40EG
^ - 18'30'

rfl
\y
4 1 e5 5 ' ? 5 " 5
,

,4(
q"] \
I '/

w/ t\

ruso^ou.tt_{-- FUsoEsr
f- I I
E: 1.500
km E:'z's2okm

Fi1.2.27- La nuovacartografia italiana


ufficiale
Tuttoil territorionazionaleracchiusoin un fuso non pu essererappresentato su di un
unicofogliodi carta,bisogner, per ragionidi comoditdi consultazione,
suddividerloin
tanteporzioni.
Questa operazione prendeil nomedi tagliodeifogli.
Tuttii foglidellacartografia italianasono "tagliati",
secondointervalliregolari,lungole
trasformatedei meridianie dei paralleli che definisconola porzione di territorio
rappresentata.

75

I
I
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

I marginisinistroe destrodi una cartasonole trasformatedei meridiani,


e i marginibasso
e altosonole trasformate dei paralleli.
I valorinumerici
che definisconoquestilimiti,sono
sempreriportatia marginedellacarta.
Questo modo di tagliare la cartografiaviene comunementeindicato come "taglio
geografico".

La figuraseguenteillustrail taglioufficiale
dellacartografia
italiana,
con I'indicazione
della
denominazione dei foglialle variescalee la porzionedi territoriorappresentato,inteso
comedifferenza tra la longitudinedel marginedestrocon il sinistroe la differenzalrala
latitudine
del marginein altoconquelloin basso.

nome scala Al, ACI


FOGLIO 1: 100.000 30' 20'
QUADRANTE l: 50.000 1 5 ' l0'
l:25.000 ,7,30,, 5'
NoiNE
SUDDIVISIONE
DELLE
TAVOLETTA
"'---'-tit'-"-"
ravolelrs
AL ll0@
soise

Fig.2.28- Tagliodeifoglidellanuovacartografia italiana


ufficiale
Come abbiamogi detto,gli assi ortogonali dellarappresentazione
cartesiani di Gauss
dallatrasformatadel meridianocentraledel fuso (asseY o
sono definitirispettivamente
Nord)e dallatrasformata (asseX o Est):
dell'equatore

-
o

c
.(
'=
o
E

Non facciamoriferimentoad un fuso particolare


perchtutti i fusi sono identicitra loro e
quindiquantoillustrato
per uno,valepertutti.

Restanoda risolveredue problemi,il primo,che interessain particolare il territorio


nazionale, quello di darecontinuitcartograficaancheai territori
di confinetra i duefusi,
chiamatifusoOveste fusoEst.
La soluzionea questo primo problema stata trovata producendouna zona di
sovrapposizione di circa30' che fungeda "sutura"(vediFig.2.27),nellaqualesi ha una
doppia rappresentazione del territorio,prima come appartenente ad un fuso e poi al
successivo e viceversa.
7

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

ll secondoproblema(validoper tuttii fusi) che le coordinate Est di tuttii puntiche si


centralesononegative.Dal puntodi vistaaritmetico
trovanoa sinistradel meridiano non ci
sarebbenullada eccepire, ma dal puntodi vistapratico,si intuisceuna possibile fontedi
erroriperla dimenticanzadelsegno.
Questosecondoproblema stato risoltosemplicemente dando una traslazionefittizia
all'asseNord.

Per far comprendereimmediatamente al lettoredellacartain qualefuso (Est o Ovest)si


trovail puntoin esame,sonostatedefinitedue diversetraslazioni, una caratteristica
del
fusoEst(1.500km)e I'altradelfusoOvest(2.520km).
In questomodo,la prima cifra della coordinataEst di un qualunquepunto riporta
implicitamenteanchel'indicazione
delfusodi appartenenza'.1 per il fuso Oveste 2 per il
fuso Est.

Tuttoil territorionazionalesi trova,per fortuna,in un soloemisfero(quelloNord)e quindi


nonsi poneil problema di eventuali coordinateNordnegative.

lnrocw,= 6"

larocw = 6" 9" 15.


ln+ocw= I 2o
+ 1500km + 2.520knr

Fig.2.29- FusinelsistemaGauss- Boaga

Per rendereagevoleall'utentela letturadellecoordinate di un punto (Est,Nord)che,


ricordiamo,rappresentano, a parte la falsa origine,la distanzadel punto rispettoalla
trasformatadel meridianocentralee dell'equatore, su ogni carta sempresovrapposta
una grigliacon i latiparalleli
agliassidel sistemadi riferimento (Est,Nord)e con maglia
regolare.
Questagrigliasi chiama,impropriamente, reficolatochilometricoanchese non semprela
dimensione dellamaglia pari ad un chilometro.
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

a grandescalasi adottauna magliadi 10 cm di lato,indipendente


Nellacartografia dalla
scala.Quelloche importantericordare che le coordinate dei lati della magliadel
reticolato sonosempredeivaloriinterie sonoriportatia marginedellacarta.
chilometrico
Nord

reticolato chilometrico

taglio geografico della carta

Fig.2.30- Cartacon reticolato


chilometrico
tracciato

ln un fusodi 6"di ampiezza, comenelnostrocaso,il modulodi deformazione lineare(vedi


[35] e [36]) semprecrescentee varia da un valoreminimopari a 1 (sul meridiano
centraledovel.r. = 0o)a un valoremassimoparia 1,0008(suimeridiani estremidel fuso
=
dovel,r. + 3oo l,r. = - 31.
ll territoriocartografato, prossimoal meridianocentraledel fuso, quindi"privilegiato"
perchsubirunadeformazione lineareminorerispettoa quellopostoagliestremi.
Questo fatto non ci stupisce perchsappiamo essere impossibile
la costruzionedi una
cartografia equidistante (vedipar.2.1.3.)
e la cartadi Gaussnonfa eccezione.

Possiamo contenere questoeffettodi "distorsione"


imponendo dei limitialladeformazione
lineare.Naturalmente nonpossiamo fareriferimentoa tuttoil territorio
rappresentatoin un
fusoma ad una porzione bendefinita.
quellodi una tavoletta
Questoterritorio dell'lGMin scala1:25.000postonel puntopi
sfavorevole delfuso(.. = + 3oo - 3') :
cioall'estremit

massimamisurabile= 14 km
lunghezza

Fig.2.31- Tavoletta
IGMin scala1:25.000

La distanzamassimamisurabile su unatavoletta la suadiagonalepariad a circa14 km.


Questa lunghezzacorrisponde, su una carta ideale (senzadeformazioni) in scala
1 : 2 5 . 0 0 0a,d u n se g me n to
di 560 mm.
Sullacartadi Gauss,postaall'estremit delfuso,sarparia:
14.000m * 1,0008= 14.011m corrispondente, alla scala1:25.000,
ad un segmentodi
5 6 0 , 4 5m m.
La deformazione cartografica linearesubita quindiparia 0,45mm.

78
--

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

Se questadeformazione fosse contenutaentro lo spessoredella linea che tracciail


disegnodella carta,potremmoaccettarlacon maggiorerassegnazione e risolverecos
l'assilloche perseguitada sempreil cartografo cioquellodi poterdisegnareuna carta
equidistante. In questomodola cartadiventerebbe praticamenteequidistante.
Lo spessoreminimo di una linea disegnata assunto, per ragionistoriche,pari a
0,2 mm e prende il nome di errore di grafcismo.

Ritornando al nostroesempio,per dimezzare la deformazione lineareprimacalcolatae


rientrare quindi nei limitidell'erroredi graficismo, dovremodimezzareancheil modulodi
deformazione lineare.
Questoobiettivosar raggiuntose applichiamo a tutto il pianodellarappresentazione un
coefficiente di contrazione paria 0.9996.
Dopoquesta"forzatura", il modulodi deformazione linearesul meridiano centralenonsar
pipariall'unit ma varr0,9996e alleestremit delfusosarparia:
1 , 0 0 0 8* 0,9 9 9 6= 1 ,0 0 0 4e , ri to rnandoalla nostr atavoletta ( vedifig.2.31) ,possi am o
ricalcolare la lunghezza delladiagonale di 14 km:
D all'estremit del fuso 14.000m * 1,0004= 14.006m corrispondente sullacartaa un
segmento di 560,22mm
D sul meridiano centrale14.000m * 0,9996= 13.994m corrispondente sullacartaa un
segmento di 559,78mm
Entrambi i valori calcolati soddisfano, praticamente,la condizione che la
deformazione massimasia inferioreall'erroredi graficismo.

I nostripadricartografihannoadottatoquestoartificiodi imporreuna contrazionedi 4 parti


su 10.000paria 0,9996a tuttala cartografia prodottasecondola proiezione di Gaussper
limitarele deformazioni lineari.Con buonapacedi Gaussche prevedeva lo sviluppoin
veragrandezzadelmeridiano centrale(vedi2.3.5.).

Alla luce di questo"piccoloaggiustamento"


tutte le espressioni viste prima,
analitiche,
dovranno tenerneconto.Vediamole principali:

lineare(vedi[35]e [36])sarcalcolato
ll modulodi deformazione con le nuoverelazioni:

ffi1Sprssoin funzionedella longitudine


nt,=o,eee{t.!** ,t) 1," dellalatitudineq [46]

(t r\ ntl esprSSoin funzione della


(fst - falsa ori gine )
m t = 0 , 9 9 9 611+ - I distanza del punto dal l47l
pN0,99962 ) meridianocentraledel fuso

ll modulo di deformazionelineare di un segmentodi retta che congiunge,sul l a


rappresentazione, un puntoP1 di coordinate Er Nr ed un puntoP2 di coordinateEz Nz
(vedi[37])sardatodallanuovarelazione:
(/ n? +' F E. + r.'JI
n t 1 _=,0 . 9 9 9 6r1+ 1 t . 7 t 7 t = = - i . I' , t+al
| 6 p ^ N^ 0 ,9 9 9 6')
dovecon Er e Ez si indicanorispettivamente le distanzedei puntiPr e Pz dal meridiano
centraledel fuso e con pm ed N, si indicanoi raggiprincipali
di curvaturacalcolatinel
puntomediodelsegmento di rettacongiungente i duepunti.

79
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOGRAFIA

Anche la relazionerelativaalla riduzionealla cordadovr esseremodificataper tenere


contodel coefficiente
di contrazione(vedi[43]):
-No)(2Ep+Eo)
^ = (N"
t,,
rA [49j
6prN ro.99g6'z

L'applicazione
del coefficientedi contrazione
0,9996equivalea sostituire
idealmente
il
cilindrotangenteal meridiano
centraleconun cilindrosecante.

CilindrO
tangente cilindro
u r r r r r u rssecante
ue u a r r t e

Fig.2.32-Schemageometrico di Gauss- Boaga


dellaproiezione
Per megliocomprendere lo schemageometrico di Gauss- Boaga
dellarappresentazione
immaginiamo di sezionare I'ellissoidesecondoil pianoY-2.
Allanostralatitudine
risultache il cilindrosecante(pianodi Gauss)intersecher
I'ellissoide
a circa180km dal meridiano centrale delfusosecondoil seguenteschema:
f u s od i 6 ' d i a m p i e z z a

mr= 0,9996
superficieterrestre
mr= 1,0004
piano di Gauss

ellissoidedi Havford

meridiano
cehtrale

Fig.2.33- Sezionedi un fusodi 6' di ampiezza

Se rappresentiamo linearemr in funzionedellaEst avremou n


il modulodi deformazione
graficoad andamentoparabolico:
meridiano
centraledel fuso
1,0004

Fig.2.34- Variazione
del modulodi deformazione
lineare

80
Y

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA
2.4.1,IL SISTEMAUNIVERSALE
UTM
Durantee dopo la secondaguerramondialemolte nazioni,per ragionidi uniformit,
adottaronola rappresentazione di Gauss come propriacartografianazionale.L'idea
originaleera quelladi dar vita ad un sistemauniversaleche fosse la base per la
cartografia di tuttoil mondo.Talesistema statochiamatoUniversal TransverseMercator
Projection (UTM).
L a t e r r a f u s u d d i v i s a i n 6 0 fdui 6
s i' d i a m p i e z z a , n u m edr a tl i a 6 0 p r o c e d e n d o d a O v e s t
Yerso a Est partire dall'antimeridiano di Greenwich (ilfuso1 si trovaquindiin pienooceano
Pacifico).
L'ltalia,in questosistema, contenuta nei fusi 32 e 33 e grazieallefelicisceltefattein
fasedi costruzione dellapropriacartografia (Gauss- BoagaJ,si trovavagi perfettamente
allineata conla definizione e il posizionamento dei nuovifusiurM.
l m e r i d i a nce
i n tra dl i e id u e fu sih a nnosem pr elongitudine, r ispettivam ente, di 9"e 15"Es t
di Greenwich (vediFig.2.30).
Naturalmente, trattandosi di un sistemauniversale, non hannopi sensole specificit
dellacartografiaitalianacome il nome dei fusi (Est e Ovest)e le traslazioniparticolari
dell'origine.
Anchein questocasosi decisodi applicare un coefficiente di contrazione di 0,9996e si
adottatoun tagliodei fogliugualeper tuttele nazioni(diversoda quelloitalianoGauss-
Boaga).
Perevitarepossibilierrori(dimenticanza del segno)utlizzando le coordinate dei puntia
sinistra del meridiano centrale,anchein questocaso I'origine del sistemadi riferimento
caftografico statatraslatadi una costante.Questatraslazione ugualeper tuttii fusi ed
paria 500km.
uoro

9"1
+ 500 km = 12o
soso 15"
+ 500 km
Fig.2.36- FusinelsistemaUTM

81
G. COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

2.4.2.tL STSTEMA
Dr RTFERTMENTO (ED50)
EUROPEO
UNtF|CATO
Comegi dettonel precedente paragrafo, nel 1940la Commissione Geodetica ltaliana
decisedi adottarel'ellissoide internazionale di Hayfordcomesuperficie di riferimento
e di
orientarlonell'osservatorio astronomico di RomaMonteMariociodi renderlo tangenteal
geoidein questopunto,annullandone la deviazione dellaverticale.
Analogamente all'ltalia,tutte le altre nazionieuropeeadottaronoun propriosistemadi
riferimento,perforzadi cose,noncongruente conquelloitaliano.
Dopo la secondaguerramondialefu decisodi unificarei diversisistemidi riferimento
nell'ambito dell'AlG(Associazione Internazionale di Geodesia)medianteun calcolodi
compensazione generaledi tutte le reti geodeticheeuropee(eseguitodal Coast and
GeodeticSurveye ArmyMapServicestatunitensi) con i seguenticriteri:
F superficiedi riferimento: ellissoide internazionale (Hayford)
ts originedellalongitudine: meridiano di Greenwich

Naturalmente non sarebbestatocorrettomantenere I'orientamento a Roma


dell'ellisoide
MonteMario,cioil puntodi tangenzadell'ellissoide con il geoide,e quindisi sceltoun
nuovoosservatorio astronomico ubicatoin una localitpi baricentricarispettoallatotalit
del territorioda cartografare.Questopuntodi tangenzao "centrodi emanazione" della
carta statoindividuato in una localitnei pressidi BonnchiamataPostdam.
Nel centrodi emanazionenon stata annullatacompletamente la deviazionedella
verticalema statolasciatoun piccoloresiduoin mododa minimizzarele deviazioni nelle
altreretinazionalipi periferiche.
Si definitoin questo modo I'orientamentomedio europeo o European Datum 1950
(ED50).
Anche questo nuovo "datum"(ED50),come il precedenteRoma 40, si definiscead
"orientamento locale",cio non adottabileper la rappresentazione dell'interasuperficie
terrestre,ma vale solo in un intornodel centrodi emanazione o puntodi tangenzatra
ellissoidee geoide(nelnostrocasotuttoil territorio europeo).

ll nuovoorientamento di riferimento
dell'ellissoide comportalavariazione dellecoordinate
di tutti i puntirappresentati.
Ad esempiole coordinategeografichedi un puntoparticolare
che il verticetrigonometrico di RomaM. Marioneiduesistemidi riferimento
saranno:

orientamento
ellissOide longitudine latitudineo
R + o= 0 o
RomaMonteMario 41'55',25",51
),orn^w= 12" 27' 08".40
ED50(Potsdam) Iew = 12" 27' 10",93 4 1' 5 5 ' 3 1 " , 4 9

Dopo le operazionidi compensazione generaledelle reti, le coordinatedei punti


trigonometriciitalianihanno ovviamenteassuntovalori diversida quelli del sistema
nazionale.
Tra le coordinate di uno stessopunto,nei due sistemi,non vi alcunapossibilitdi
definiredellerelazioni
analitiche
di trasformazione.

La figuraseguentemostrale differenze in latitudine (espresse


e in longitudine in secondi)
riscontratetra i due sistemi(ellissoidedi Hayfordorientatoa Roma Monte Mario ed
di Hayfordorientatoa Postdam)
ellissoide

82
Y

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

*.._,J.

i
I
I
!
I

Fig.2.37- Curveisotransitive
di conversione
da Gauss-Boaga
a UTM
ll sistemaeuropeo statoadottatoin parteancheda alcunenazioniafricaneed asiatiche:

I ED50

N Pulkovo42

del Capo

r:-::-l
t|-. ' l indipendenti

Fig.2.38 -Nazioni
che hannoadottato
il sistemaED50
Ancheil sistemaUTM prevedeun tagliogeograficodei fogli (secondole trasformatedi
e di paralleli)
meridiani coscomeera previsto dallacartografia nazionaleitaliana.
Naturalmente il taglio diversoda quelloadottatodallanuovacartografia ufficialeitaliana.
La cartografia IGM che vieneprodottaoggi,seguequestonuovotaglio(UTM)che ha
comeriferimento il foglioin scala1:50.000
e tuttii relativisottomultipli
comeindicatoin Fig.
2.57.

83
G. COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

geografica
La dimensione dellacartografia
ufficiale
la seguente:

tiPo scala A}- s


FOGLIO 1 :5 0 . 0 0 0 20' 12',
S E Z ION E 1 :2 5 . 0 0 0 10' 6',
S E Z ION E 1: 1 0 . 0 0 0 5' 3',
E L E ME N T O 1 : 5 . 0 0 0 2 ' , 3 0 " 1' 30"
,
MAPPA .1'
1 :2 . 0 0 0 36"
MAPPA 1 :1 . 0 0 0 30" 18"

Attualmente accantoal sistemanazionaleGauss-Boaga e internazionale UTM, si


affiancatoe viene semprepi utilizzatoil sistemaUTM-WGS84, che ulilizzal'ellissoide
WGS84conle convenzioni internazionali
UTM.
La caratteristica fondamentale di questo nuovo sistema cartografico che
I'ellissoide (WGS84)perde la caratteristicadi superficie di riferimento orientata
localmenteper assumerequelladi superficiedi riferimentovalidaper tutto il mondo
e quindi geocentrica.
Questo sistema risulta particolarmentecomodo per utilizzaredirettamenteil sistema
satellitare
GPSnelleapplicazioni cartografiche.

Riportiamo
sinteticamente nei sistemigeodeticie cartografici
le convenzioni nazionale
(Gauss-Boaga) (UTM):
e internazionale

Sistemageodetico Sistemageodetico Sistemageodetico


cartografico cartografico ico
cartograf
nazionale internazionale UTM.WGS84
ellissoide Havford Hayford WGS84
l*emfs
orientamento {**ele
orientamento gwmcw*tri*a
orientamento
datum Roma1940 ED5O WGS84
orioinedellalonqitudine RomaMonteMario Greenwich Greenwich
amoiezzadelfuso o- 60 60
coordinate iche
caftooraf Gauss- Boaqa UTM UTM_ WGSB4
denominazione dei fusi
relativiall'ltalia Ovest EST z 32 JJ

longitudine del meridiano -3" 27' 08",4 2'32' 51",6 9o 150 9o 150
centrale Estdi RMM Estdi RMM E s td i G W Estdi GW Estdi GW Estdi GW
falsa orioine 1 . 5 0 0k m 2.520km 500km 500km 500km 500km
coefficiente
di contrazione
m. 0,9996 0,9996 0,9996 0,9996 0,9996 0,9996

84
Y

G.COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Eserciziosvolto di calcolo del modulo di deformazionelineare(m1)in un punto


individuatosu una cartadisegnatanellaproiezionedi GAUSS.

Consideriamo un puntoparticolare
rappresentato
nellatavoletta67 ll S.E.e precisamente
il verticetrigonometrico
M. BRACCO(2'ordine).
Le coordinate di questopuntosonomisurabili
direttamente sullacartografiao, trattandosi
di un verticetrigonometrico,
sononotedallamonografiadel punto:

5'ru
7':g tt

coordinatecartografiche coordinategeografiche
di M. Bracco di M. Bracco
Nord= 4.948.869,84m Q = 44" 40' 49",072
E s t= 1 . 3 68 .3 6 5 ,5 = - 5" 06' 47",543
longitudineriferitaal meridianodi
m5 R+o
RomaM. Mario
H = 1 . 3 0 6 . 5m
6

depurola coordinata Estdellafalsaorigine:


per il fusoovest X = E st- 1.500.000
m = - 131.634.45
per il fusoest = -
X Est 2.520.000 m
la X rappresenta la distanzadal meridiano
centraledel fuso.

calcolodei parametri
p, N, e R:
a = 6.378.388m
-
c = a(l-a) = 6 . 3 5 6 . 9 1, 9 5 m o - o\t :') = 6 . 3 6 7 . 2 2 7 , im
2
rw3
2 2- C
t Q
- 2- = -
? N = 3 = 6 ' 3 8 9 . 0 1 4 , 8m
1
a o,ooazzza7o022 W
= 0.99833676 p=,[pW =6.378.111,66m

85
G, COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA
calcolodel modulodi deformazione
linearem,

m,=o,sss{r. =o,eeea12
u#r*)
fl modulodi deformazione linearepu esserecalcolatoancheutilizzando le coordinate
geografiche (latitudine g e longitudine i.):
la longitudine l" deveessereriferitaal meridiano centrale delfusoe deveessereespressa
in radianti:
per il fusoovest rc = R+o + 12" 27' 08",4- 9"
per il fusoest rc = B+o + 12"27' 08",4- 15"
nell'esempio sar:
I m c= - 5 ' 0 6 ' 4 7 " , 5 4 3
+ 1 2 "2 7 ' 0 8 " , 4- - - ' 1 o 3 9 ' 3 9 " , 1 4 3
90
e quindi:
mc=-1o39' 39",143 lr"tud=- 1',66087g0561 0,028987703
I
e quindi:
(t\
m,- 0.999011+
-,tr;, cos'g = 0,999gt
e
l \4/

Viste le approssimazioniintrodotteper ricavarela formulaindicatasopra,si considera


validoil modulodi deformazionelinearericavato
in un intornononsuperiore
a 10 km.

Eserciziosvoltodi calcolodel modulodi deformazione linearemldi un segmentodi


retta.
Consideriamg un particolare segmentodi rettadefinitoda due verticitrigonometrici: M.
Braccoe M. Pagliano.
Le coordinate di questipuntisonomisurabili direttamente sullacartografia
o, trattandosi
di
verttci 'ici,sononotedallemonografie punti
dei t:
M. BRACCO coordinate M. PAGLIANO coordinate
( 2 ' o r d in e ) ( 1' or dine)
Nord= 4.948.869.84m Nord= 4.933.038,81 m
Est = 1 .3 6 8 .3 6 5,55
m Est -- 1.376.791.92 m
H= 1 .3 0 6 ,56
m H= 988,77m
(P= 44" 40' 49".072 (!= 44" 32',21".594
l,nao = 50 06' 41",543 ,non = 5" 00' 11",276
calcolodei parametrip e N nel puntomediodel segmentoM. Bracco- M. Pagliano:
,^ -9snncco*9peclrexo
, It(ut(l
= 44" 36' 35",333

w = ^ll - e2sinzg_"0'o = 0,99834084


a \ t - e t)
p- = 6.367.147,88m
w3
u
N^ = 6 . 3 8 8 . 9 8 8 , 3m
1
w
R_ N = 6.378.058,75
m
"tp

b
--

G.COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

depurole coordinate
Estdellafalsaorigine:
MonteBracco X = E s t - 1 . 5 0 0 . 0 0m0 = - 1 3 1 . 6 3 4 , 4m5
MontePagliano X = E s t - 1 . 5 0 0 . 0 0m0 = - 1 2 3 . 2 0 8 . 0m8
laX rappresenta
la distanza
dal meridiano centrale delfuso.

del modulodi deformazione


calcolo M. Bracco- M. Pagliano:
linearemrdelsegmento
( v2+Y Y +v2 I
nr' =0.99961
t+# I = 0,9997997
t 6p^ N^ 09996')

Eserciziosvolto di calcolodi un azimuto in un verticedi coordinatenote.


Conriferimento a quantoespostonelparagrafo 2.3.9.,ricaviamo il valoredell'azimut
o
tra M. Bracco(puntoP) e M. Pagliano
misurabile (puntoA).
Lecoordinate dei verticisononote(inquestocaso)o misurabili sullacartografia e
consentono di calcolare 0 p4 riferitoal Norddel reticolato
l'angolodi direzione chilometrico
o asseY:
parallela
all'asseY
del meridiano
tangenteallatrasformata

trasformata
del meridiano

P (monteBracco
corda
dellageodeticaPA
trasformata

tangenteallatrasformata y''...
dellageodeticaPA '\.. A (montePagliano)
J

Le coordinatedi M. Bracco(chiamatoP) e M. Pagliano(chiamatoA) sono le stesse


precedente.
dell'esercizio
E s t o- E s t t - + 8 ' 4 2 6 ' 3 7 m= 1 5 1 o , 9 7 5 0 0 1 4 = 1 5 1 o 5 8 ' 3 0 "
0 ' , o= a r c t"p ,
Nordo Nordo -15.831,03m
-

La convergenza y nelverticeP sardeterminata


del meridiano la [39]:
utilizzando
( a I
t
y = ) . , , , . s e n f r * ') n , . o . t' /+ 3 a r c c o" sl -IgI
\ 3 \ c' ))

m c= - 5 ' 0 6 ' 4 7 " , 5 4 3+ 1 2 " 2 7 ' 0 8 " , 4- 9 o = - 1 " 3 9 ' 3 9 " , 1 4 3


'.'"0 = - 1 o,660873056 = - 0,028987703
#
9 = 44" 40' 49",072
a = 6 . 3 7 8 . 3 8 8m
c = 6 . 3 5 6 . 9 1 1 , 9m5
(r/1'\l
1a3o--lcos'gl l= -o,ozo384184rad--1"10'04",54
y=)",,,sen{plt*lrll^,.ortpf
\. 3 [ c' ))

87
G. COMOGLIO Capitoto
2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOGRAFIA

ll calcolodellariduzione allacordaepnSafeseguito
utilizzando
la [49]:
(yo-y)(zx^+x) j ._
, , ,- .0.9996'
o ove:
6 p^N ^

Xp =Es t e ' .u-.co 0=


1 .5 0 0 .0 0m - 1.500.000
1 .368.365,55 = - 131.634,45
m
Xn =Es t p " g l i a1n.5 0=
o -0 0 .0 0m =- 123.208,08
1 .376.791,92- 1.500.000 m
Yp = Nordaracco = 4.948.869,84m
Yn = Nordpastiano = 4.933.038,81m
=
p, gi calcolato 6.367.147,88m
N6 = gi calcolato 6.388.988,31 m
tpn= - 0 , 0 0 0 0 2 5 0 8 7 '=^ d- 0 o 0 ' 0 5 " , 1 7
e quindiI'azimutcr,secondola relazione[42] sar pari a:
c L= O ' p A+ T ' p n = 1 5 1o 5 8 ' 3 0 "- 1 o1 0 ' 0 4 " , 5 4+ 0 o 0 ' 0 5 " , 1 7= 1 5 0 o 4 8 ' 3 0 " , 6 3

88
-7

G.COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA DI CARTOGRAFIA
ELEMENTI

Esercizipropostiall'allievoda risolveremediantel'uso di un foglio elettronico:

linearelungo un parallelo
SER*EZI*st'S calcolodel modulodi deformazione

0o00' 0'30' ' 1o00' 1'30' 2"00' 2o30' 3"00' i'fl


en 9 [rad] 0,00000000,00872660,0174533 0,0261799 0,0349066 0,04363320,0523599?,[rad]
37 0,6457718 0,99960 0,99962 0,99970 0,99982 0,99999 1,00021 1,00047
38 0,6632251
39 0,6806784
40 0,6981317
41 0,7155850
42 0,7330383
43 0,7504916
44 0,7679449
45 0,7853982 0,99960 0,99962 0,99968 0,99977 0,99990 1,00008 1,00029
46 0,8028515
47 0,8203047
48 0,8377580

1,0004
1,0003
1,0002
't,0001
1,0000
o qqqq

0,9998
n oooT
n ooo^
AAAAA

ooooooo
ooc!Ne)
longitudine dal neridiano centrale

89
G. COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

n" l0 - calcolodel modulodi deformazione


*$ffiffiffifitrtCI linearein un punto

I (Est - falsa origine )' )


mr = o , e e e u -
[t t@)
Est Nord da NETOGE
lml Im] latitudineo tradl
riqa di calcolo 1.500.000.00
4.760.900,54 0.75049157841

R*ma 40
a=[m] 6.378.388
C(= 0,003367003
g'= 0,0067226700
calcoli
falsaorigine 1.500.000
W = 0,998435346
p= 6.365.340,14
N = 6.388.383,61
risultati
lf = {},99960

n' 11 - calcolodel modulodi deformazione


HSffi$E*lZlO linearedi un segmento
E |+ E^E
' ,,+ El,\
t , t ,. = 0 .9 9 9 6,(*
\ 6p,,N^0,9996' )

PUNTOA PUNTOB
Est Nord da NETOGE Est Nord da NETOGE
Iml lml latitudineo fradl Im] Im] latitudineo fradl
riqa di calcolo 4 .649.979,51 0,73303828587't.584.105.96
1.541.410.76 4.539.317.71 0,71558499353

trt*s:s r{*
a=[ml 6.378.388,000
cI,- 0,003367003
e'= 0,006722670
calcoli
falsaorigine 1.500.000
Xa= 41.410,76
Xo= 84.105,96
9medio = 0,72431163969
W m e d i o= 0,99852306366
P medio
= 6.363.662,75
N r"oio -- 6.387.822,41
risultati
!l = 0,99965

90
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

n"'l? - calcolodellariduzioneallacorda
HSEHCIZI0

(+ -lr^X2Er+Eo)
'pa -
6pcNcq9996'

Npe Nnsonole coordinate Norddei PuntiP e A


Epe Ensonole coordinate Est(depurate dei puntiP e A
dellafalsaorigine)
pce Nc sonoi raggiprincipali del puntoC
di curvatura

PUNTOP PUNTOA
Est Nord Est Nord
lmI lml lmI fml
riqa di calcolo 1.541.410.764.649_979.511.584_r05,96
4 .539.317.71

ffi*r:'rs4S
a=[m] 6.378.388,00
c[: 0,003367003
e'= 0,006722670
calcoli
falsaorigine= [m] 1.500.000
E S T 6= [ m ] 1.555.642,49
NORD6= [m] 4.613.092,24
=
96 [rad] 0,72722484862
ESTp[m] 41.410,76
E S T a[ m ] 84.105,96
W= 0,998513327
pc = [m] 6.363.848,92
N6= [m] 6.387.884,70
epa= [rad] 0,0000757958
risultati
segno +
epo= [gradiJ 0
epa : [primi] 0
epa = [secondiJ 15,634

91
G. COMOGLIO Capitolo 2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

n'13 - calcolodellaconvergenza
ESERCIUICI del meridiano
lr\
T = ).sengl I + = l"' costp' ) I
\ 3
longitudine ), riferitaal meridianocentrale
latitudine <priferitaal pianoequatoriale
tuttii risultati
sonoespressi in gon
0.00' 0.30' 1.00' 1" 3 0 ' 2"00' 2"30' 3'00' , l["]
I I"l 9 [rad] 0,000000 0,008726 0,017453 0,026179 0,034906 0,043633 0,052359. ?r,[rad]
37 0,6457718 0,0000 0,3343 0,6687 1,0032 1,3377 1,6724 2.0072'
38 0,6632251
39 0,6806784
40 0,6981317
41 0,7155850
42 0,733m84
43 0,7504916
44 0,7679449
45 0,7853982 0,0000 0,3929 0]857 1,1786 1,5717 1,9648 2,3581
46 0,8028515
47 0,8203047
48 0,8377580

v*re n i *n ***9 1***ni,' *r genzs


d*l n:*r idi*n*l*ng* il
p*r all*loS$' ' '

2,5000

tr 2 , 0 0 0 0
o
B

n 1,50[D
ru
tr
o
r
{$
1,0000
c
e
rJ 8,5[00

0,0000
longitudine dal meridiaRocntrrle

92
G.COMOGLIO Caoitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

ESEMPIDI CARTOGRAFIA NAZIONALEAL TRATTO


Tuttoil territorio
nazionale in S3Sfoglii* scala1:50.CI00.
suddiviso La carta in corsodi
allestimento ed inquadrata -
nelsistemaUTM ED50.
Deriva dai rilieviin scala1:25.000(persfoltimento
e riduzione)
stampataa 6 o 3 colori
conl'orografia a sfumoo curvedi livello
Gauss- Boaga(non
reticolato
reticolato UTM disegnato)
(tracciato) 5 0 G L tN
09157-TRlN0
S l f r l t M 7 9 ? . r Q L! 'l101 1 2 - $ - [a] li : l t t l I i - r t v i

PROIEZINE CONFORr4E UNIVgRSAL TRASVgRSA


D I H R C A T O R E( U , f . M . )
rr:ilJ .;atoiti41! 4rrt.rlnn

rir caiRDrB ^ a C CCiaarcts tcNo irFlirfa ar! tl!i5ioro E


r\rtt\ IaNlr elD'C !r(oPro ,l U i):nr
rCiCrrUNl 8Oh {. HA{|O,. D Ci!NWICH L}tt il 9
L^llluula 9 AOll lx. H^Frc),.!55li .9

:1.-\- "'*i
'rio. i s,rgii'
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l,x] 6.:
iLrlsl:r;al
{.: ,ie rr?,r ;S '-.r-,.

--"-':.'
,, .; i1-
_,: *, r :]
t"11. : I
ffi;lill""e; :
Fig.2.39- Estratto
di un foglioin scala1:50.000

93
G. COMOGLIO Capitoto
2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DICARTOGRAFIA

Tuttoil territorio
nazionale suddivisoin fi.?98ssr;oniin s*ala1:25.000
la carta in corso
di allestimento. inquadrata nelsistemaUTM- ED50.
Derivada restituzione fotogrammetrica.
E stampataa 4 coloricon ltrografiaa sfumoo curvedi livello.

ISTITUTO
GEOGRAFICO
M ARE
Carta ulficiale dello Stato (Legge n"68 "2-1960)@ Copyrighl- lGMl Fironze" - Edizione1
Tutti i dirilti di rioroduzione o di l lotale o parziale solto qualunquo risrvati"

rricoalogeografico
reticolatoUTM

Fig.2.40- Estratto
di unasezionein scala1:25.000

94
G.COMOGLIO Caoitolo2
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Tuttoil territorionazionale suddiviso 1:?5.*S*(serieV)


ln scaNa
in 3.545tavoe{t*
Lacarta tuttapubblicata.
E inquadrata nelsistemaGauss- Boagae reticolato chilometricoUTM.
Derivain parte da fotogrammetrica.
restituzione
stampata in diverseversionida 1 a 5 colori.
70 60 5o 1o 30 20 lo 0o
stilt l.t891
'lll
r0GU0ilcllltTo'sE 0
t0flt0il3
t .rGMl
onrr M. Mrrio de Grocawich = saoaj'at",p

5"-ca'ro'
RETICOLATO C}trLOMETRICO
NELLA PROIEZIONE CONFORME
UNIVER5ALE TRASVERSA DI MERCATORE

SistemaU. T. M.

SOVRAPPOSIZIONE DEI DUE FUStr : 30' (d. * o' !o' I


Romr M. M
ORIGINE DELLE COORDINATE.;
Coordimtc Ert : il mcridbno entnlc dcl fw on vatorc
vmzionelc + 5m m
,, Nord : I'cqutorc

Lr prcnt orte topognfige rpprdiac rlb

ZONA327
cd ri qurdnti di roo lm di hto

Fi1.2.41- Estratto in scala1:25.000


di unatavoletta

stilI ll t?l
ro6rn IRII0 5l I t0
cm.dinar. g.osdfi .h. 6ono .iferie all'ElI*roide

IntcrD.zimal oli.nt.ro a Rom. (bl- Mario)

line di Roma M, Merio da Greenwich r*27'o8",4o

i5 046 o47 4'orn" RETICOLTO CHILOMETRICO


T{LLA PROIEZIONE CONFOR{E
UNIVERSALE TR,{,SVERSA DI MERANTORE

S;o*-uU. T. M.
lDati eurcpi r95o)

3 IT LINT COTA55!GNAIE DA NUHERI NIRI INDICANI


{tTtolao u. T. a fuSo 12, ftLtssorD rNrtRNAzroN


sof0
ESfIPIO OI D5I6NAZIONE DI UN
coN t APPROSSTHAZTONO
t r00

jd.ndn tion. ii qrdr.(. dr r@ rh


Nor! oEL puNro: ! Cl. GlOl(

l) L.u l. l.ir.rc .. id..f(.n

ll
il

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qu.db

gu.r.

Z,') L....
!r
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foq

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erl..
,n.d'.t.6.it.
.hrrorutrr
ir Plnro;

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Fi1.2.42- Estratto in scala1:25.000
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G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

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SO 45'33m 8'00'm" 1 421981 5044453 421939 5044632

SE 45'3300 a'0500" 1428349 5044375 428144 5044555

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Fig.2.43- Estratto
di unasezionein scala1:10.000

96
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G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

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07
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA ELEMENTI
DI CARTOGRAFIA

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Fig.2.45- Estratto
di mappain scala1:2.000

98
CaPitolo2
G.COMOGLIO E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA

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PIEMON.IE

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Fig.2.a6- Estratto
di mappain scala1:1'000

99
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

in metrida aggiungere
Correzioni dei puntinellarappresentazione
allecoordinate Gauss-
deglistessipuntinelsistemaUTMED50.
Boaga(Roma1940),perottenerele coordinate

Foglio Coordinata
NORD CoordinataEST Foglio Soordinata
NORD Ooordinata
EST
no no
fuso32 fuso33 fuso32 fuso33 iuso32 fuso33 fuso32 fuso33
1 +171 -999948 404 169 934
1A 171 +167 949 -2019936 408 169 934
2 175 945 41 + 18 1 -999946
J 174 946 42 180 946
4 173 947 43 179 945
4A 173 948 44 179 945
48 172 168 949 936 45 178 945
4C 168 936 46 178 945
5 179 944 47 178 946
5A 179 944 48 177 947
6 178 945 49 177 947
177 945 50 177 948
8 176 945 51 176 +172 948 -2019935
o 175 94e 52 171 935
10 175 941 53 171 935
11 174 948 534 17C oaR
12 174 169 948 o a 538 170 935
13 169 53C 170 935
14 169 934 54 82 947
144 168 934 55 81 946
3269 167 oae 56 80 946
15 179 944 80 945
16 179 944 58 80 945
17 178 944 59 7A 945
18 177 945 60 tv 946
19 177 946 61 IV 946
20 t/o 946 62 t 947
21 175 947 63 78 947
22 175 948 64 78 948
23 175 170 948 935 65 77 173 949 936
24 170 934 654 172 936
25 170 934 658 171 YJO

26 169 933 b b 182 947


264 168 933 O T 182 94
27 181 945 68 181 94e
28 181 945 69 181 945
29 180 945 181 945
30 179 945 71 18C 94e
.tl 179 945 72 18C 94
'7e
32 178 945 18C 94
33 178 945 74 180 947
34 177 946 75 IJ 947
35 177 946 7^ 179 948
EA 176 947 77 179 175 948 936
37 176 948 774 174 YJO

38 176 171 948 935 778 173 oaA

39 171 oe6 78 183 947


'70
40 170 934 82 947

100
Y

G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Foglio CoordinataNORD CoordinataEST Foglio Coordinata


NORD CoordinataEST
no no
fuso32 fuso33 fuso32 fuso33 fuso32 fuso33 fuso32 fuso33
80 181 946 130 185 180 949 93
81 181 946 131 181 93
82 181 946 132 181 oat

83 181 946 133 181 93


84 + 18 1 -999946 134 182 94C
't81
85 946 135 185 948
86 181 947 136 185 948
87 181 948 137 185 181 949 93
88 180 948 138 + 18 1 -2019936
89 180 +17e 949 -201993 1 3 9 182 937
90 182 947 140 182 938
91 182 947 14'l 183 940
92 181 946 142 + 18 6 -999948
93 181 946 143 186 182 949 936
94 181 946 144 182 937
95 181 946 145 183 938
96 181 946
't46 183 938
o7 181 946 147 184 940
98 181 947 148 184 940
99 181 948 149 187 183 949 936
100 81 177 949 936 1 5 0 183 937
101 177 936 1 5 1 184 938
102 82 947 152 184 938
103 81 947 153 185 939
104 82 947 154 185 94n
105 z 948 155 185 941
106 82 948 156 185 940
107 82 948 157 185 940
108 82 177 949 936 1 5 8 184 937
109 178 936 1 5 9 185 938
110 177 937 161 r85 939
111 183 948 162 185 940
112 184 94 163 185 941
113 183 94S 164 185 941
114 183 94 165 186 941
115 183 178 948 93 166 n.d. n.d.
116 178 93 167 n.d. n.d.
117 178 937 168 n.d. n.d.
118 178 93 169 n.d. n.d.
119 184 948 170 186 938
120 184 949 171 186 938
121 184 948 172 186 939
122 184 179 949 936 173 186 940
123 179 vb 174 186 940
124 180 938 175 186 941
125 180 939 176 186 941
126 184 948 177 186 942
127 184 948 178 187 942
128 184 948 179 n.d. n.d.
129 184 948 180 n.d. n.d.

101
G. COMOGLIO Capitolo2
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA E L E M E N T ID I C A R T O G R A F I A

Foglio Coordinata
NORD CoordinataEST Foglio Coordinata
NORD EST
Coordinata
no no
fuso32 fuso 33 fuso32 fuso33 fuso32 fuso33 fuso32 fuso33
181 n.d. n.o. 231 185 944
182 n.o. 232 n.d. n.d.
183 187 938 233 n.d. n.d.
184 186 939 234 n.d. n.d.
185 186 940 235 n.d. n.d.
186 186 941 236 187 944
187 186 941 237 186 945
188 186 941 238 186 945
189 187 942 239 n.d. n.d.
190 187 942 240 n.d. n.d.
191 188 941 241 188 945
192 n.d. n.d. 242 187 945
193 n.d. n.d. 243 186 946
194 n.d. n.d. 244 190 942
195 n.d. n.d. 245 189 945
196 187 939 246 188 946
197 187 940 247 188 946
198 187 942 248 195 oaq
199 186 942 249 195 937
200 186 942 250 + 19 5 -2019938
241 186 942 251 194 940
242 187 941 252 942
203 188 941 253 191 944
204 +189 -201994C 254 19C 946
205 n.d. n.o. 255 19C 946
206 n.d, n.o. 256 197 934
207 n.o. n.d. 257 197 oaE
208 n.o. n.d. 258 196 937
249 187 942 259 939
210 187 943 260 IY: 941
211 186 942 261 194 942
212 186 943 262 193 944
213 188 94C 263 191 946
214 189 94C 264 191 946
215 190 939 265 198 936
216 n.d. n.o. 266 197 938
217 n.d. n.o. 267 196 940
218 n.d. n.o. 268 195 941
219 n.o. n.o. 269 195 942
220 186 943 270 195 942
221 186 943 271 19 940
222 186 943 272 195 942
223 186 943 273 195 943
224 n.d. n.d. 274 194 943
225 n.d. n.d. 275 195 943
226 n.d. n.d. 276 195 943
227 n.d. n.d. 277 194 943
228 186 943
229 186 943
230 186 944

102
v

G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

Capitolo 3
CENNIDI STATISTICA

3. PROBABILITA E DEFINIZIONI
La teoriadelle probabilit una scienzamatematicache studiala regolaritnegli
eventicasualio aleatori.Si diceche un evento aleatoriose, duranteun esperimento
ripetutopi volte,l'eventosi verificaogni voltain manieraleggermente diversadalla
precedente.
Se ad esempioconsideriamo comeesperimento il lanciodi un dadoe comeevento,il
risultatodel lancio,noteremoche ripetendopi volteil lancio,il risultatovarierin modo
aleatorio. Questevariazionisonodovuteall'azione di tantifattori,a voltapocoimportanti
o ancheimpercettibili, che intervengono ad ogni lancio,come ad esempiol'impulso
iniziale,
il movimento del pianodovecade,ecc..
la rugosit
dell'aria,
La conclusione che, pur ripetendosempregli stessigesti (quindisenzabarare),i
risultati
dell'esperimento"lanciodel dado"sarannosemprediversitra loro.
Questevariazionisono dovutealla presenzadi fattorisecondari,che influenzanoil
risultatodelI'esperimento.
Risultaquindievidenteche tuttii problemisperimentali non potrannoessererisoltiin
modo "deterministico" mediantei metodiclassicidelle scienzeesatte,ma bisogner
introdurrenuovi concettiche possiamodefiniregenericamente come "teoria delle
probabilit".

103
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

3.1. PROBABILITA CLASSICA


La definizioneclassicadi probabilit risaleal XVll secoloed dovutaa Laplace;
poistataripresanel 1910da Piercee si puenunciare in questomodo:
la probabilitP(A) di un eventoA il rapportotra il numeroN di casi "favorevoli"(cio il
manifestarsidi A) e il numeroM deicasi "possibili"e mutuamenteescludentesi.
NI
p ( n ) = t1l
M
Questaprobabilit anche dettaprobabilita priori.ll motivodell'appellativo"a priori"
deriva dal fatto che possibilestimarela probabilitdi un evento a partiredalla
simmetria del problema.
Ad esempio,nel casodel dadoavremoche la probabilit di ottenereda un lancioil 3
sarparia:
r
h,^\ casifavorevoli1
tv, -

c asi p o ssi b i l i 6
Analogamente, nel caso di una puntatasul colorerossoalla roulettela probabilit di
. 1 8=
vincere paria 0,486, ciocircail 49% (infattii numerirossisono18 su un totale
U
di 37,essendoci oltreai 18 numerineri,anchelo zeroche verde).

Per chiarireancorail concettodi probabilit, applicatoai giochi d'azzardo,vediamo


comeesempioil SuperEnalotto.
Bastagiocaresei numericompresitra 1 e 90 e confrontarli con la combinazione
vincente,compostada 6 + 1 numeriestratti.Si vinceindovinando 6, S+jolly,5, 4 o 3
numeriestratti.
Per regolamento si possonoeffettuaregiocatesingole(minimo2) di sei numerio
sistemicheprevedano da un minimoOiZ,a.Oun massimodi 20 numericorrispondenti a:
'.)=,
persettenumericombinati a sei a sei= | giocate;
\o/
/ rn\
perventinumeri a seia sei=
combinati Sa.Z00 giocate.
[ f J=
n deicasi possibili,se
ll numero noninteesial'ordine parial
deinumeri,
di estrazione
numerodellecombinazioni
di 90 elementi presiseia sei:
9 0. 8 9. 8 8. 8 7 . 8 6. 8 5=
622.614.630 possibili
combinazioni
1 . 2 - 3 . 45 . 6
ll numerodei casifavorevolinaturalmente la vincitastessae quindi1.
La probabilit
di vincereconun 6 quindidi ^=+ ^ (auguril).
622.614.630
Peraverela certezzadi vincerecon 5 numeripi il jollydobbiamoconsiderare che il
numerodeicasifavorevoli aumentada unoa seipoichsi possonosbagliare unoalla
coniljolly;la probabilit
voltai sei numerima sonosostituibili di centrareil 5+jolly
quindi:
' (sempre
tantiauguril).
6^=:
2 2 .6--=--)-
1 4 .6 3r0
0 3 .7 6 9 .1 0 s
Perle altrevinciteci vuolesempretantafortunapiche unavalutazione
statistica.

L'estensioneal caso di eventi con risultati continui si attua attraverso una


rappresentazione geometricain cui la probabilit
dell'evento
casuale datadal rapporto
tra I'areafavorevole e I'areatotaledeglieventipossibili.
all'evento

104

b-.
Y

G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

Ad esempio,supponiamo che un bambinolancidei sassicontrouna pareteforata


senza prenderela mirae che i fori sullaparetesianodistribuiti a caso.Per semplicit
supponiamo ancheche i sassisianomoltopiccolirispetto ai fori.
Qualesarla probabilit P che un sassopassidall'altraparte?
Se "A" I'areadellaparetee "a" I'areadi ciascunodei "k" fori,la probabilit che un
sassopassisardatadall'areafavorevole divisaI'area
totale:
o-ka
A
Si noti bene che questa definizioneoggettivadi probabilitdiventa di difficile
applicazione nelle numerosesituazioniin cui la densitdi probabilit non pu pi
essereconsiderata uniforme,ovveroquandovengonomenole condizioni di simmetria.
Ad esempio,nelcasodel bambinoche lanciai sassicontroil muro,puverificarsi che
le dimensionidei forivarinodal centroversoi bordidel muroe che il bambinocerchidi
mirareal centro.

3.2, PROBABILITA
EMPIRICA
La definizionedi probabilitempirica dovutalargamente a R. Von Misesed la
definizionesperimentaledi probabilitcome limite della frequenzamisurabilein una
seriedi esperimenti.
Essa ricalca la definizioneclassica,introducendo per un'importante variazione,
sostituendo al rapporto "numero casifavorevoli"su "numero di casi possibili"il rapporto
"numerodi esperimenti effettuaticon esito favorevole" su 'humerocomplessivo di
esperimenti effettuati".
ll vantaggiodi questamodifica chequestadefinizione si applicasenzadifficolt anche
ai casi in cui la densitdi probabilit non sia uniforme,owero, per quantoriguarda
esperimenti con risultatidiscreti,non necessario specificare che i risultatidebbano
essereugualmente possibilie mutuamente escludentesi.
La probabilit empiricao "probabilit a posteriori"
di un evento definitacomeil limite
cuitendela frequenza relativadi successoall'aumentare del numerodi prove.
In pratica,se ripetiamoun esperimento "m" volteed un certorisultato"A"si presenta
"n" volte,la probabilitdi "A" datadal limitedellafrequenza n/m quando"m" tende
all'infinito:
n
P(A)=lim- l2l
m+_ l

Gli m tentativipossonoessereeffettuatisia ripetendoin sequenzam volte lo stesso


esperimento sia misurando simultaneamente m esperimenti identici.
L'insieme degli m tentativiprende il nomedi gruppo.
Esistono alcunedelicatequestioni riguardoI'esistenza del limitepresente
e il significato
nelladefinizione di probabilitempirica:
F la probabilit cosdefinitanon una proprietsolodell'esperimento, ma anche
funzionedel particolare grupposu cui vienecalcolata. Ad esempiola probabilit
di
soprawivenzaad una certaet,calcolatasu diversicampionidi popolazione a cui
una stessa persona appartiene(maschi,femmine,fumatori,non fumatori,
deltaplanisti,
ecc.),risulterdiversa;
F la probabilitempiricasi pu rigorosamente applicaresoltantoagli esperimenti
per i qualiil limite,per m tendenteall'infinito,
ripetibili, ha significato.
Si deduce
quindiche moltesituazionidellavita quotidiana, non sono soggetteall'usodi
questadefinizionedi probabilit, ad esempioil risultatodi una paftitadi calcio,
quellodi unarouletterussao iltempoatmosferico di domani.

105
-

G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

Inoltre,per venireincontroad una necessitoperativa,quasitutti sono concordinel


definirela probabilitcomeil valoredellafrequenza relativadi successo su un numero
di prove non necessariamente tendenteall'infinito,ma giudicatosufficientemente
grande.
Ad esempio, se si lanciauna monetanontruccata, la frequenza di crocidoponumerosi
lancisi assesterin generalesul 50%.Tuttavia,anchese estremamente improbabile,
esistela possibilitche per un certonumerodi lanciconsecutivi si presentisemprela
stessafaccia.E questoil difettologicodelladefinizionefrequentista.

3.3. PROBABILITA ASSIOMATICA


La definizione dellaprobabilit matematica dovutaa Kolmogorov. Sia S un insieme
d i p o s s i b i lrii su l ta tiA i d i u n e sp er imento
S = { Ar , Az, As,....} .Setali eventisono
mutuamenteescludentesialloraper ognunodi essi esisteruna probabilit p(Ai),
rappresentata da un numero reale,chesoddisfa i seguentiassiomi:
l. p(Ai)> 0;
ll. se, comeipotizzato, Ar e Az sonoeventimutuamente escludentesi, alloradeve
valereche: p(41 oppureAz) = p(Ar) + p(A2)dove p(Ar) la probabilit di
ottenereAr e p(Az) la probabilit di ottenereAz;
lll. Xp(Ai) = 1, dove la sommatoria estesa a tutti gli eventi mutuamente
escludentesi.

Le conseguenze deitre assiomisono:


F la probabilitdi non ottenereI'eventoA; ugualeall'unitmenola probabilit di
ottenerlo;
> p(Ai)< 1 ciola probabilit un numerorealeappartenente all'intervallo
[0,1];in
pratica:0 < p(Ai) < '1 dove 1 rappresentala cerlezzadi ottenereI'eventoft e 0
quelladi nonottenerlo.

Di seguitoalcuneosservazioni:
F la definizione di probabilitmatematicapu essereestesasenzaproblemialle
variabili
continue;
D gli assiomiillustrati
e le loroconseguenze a fare qualsiasi
sonosufficienti conto,
anche complicato,di probabilite ad ottenereun risultatonumericocorretto.
D'altraparteessi non dicononientesu cosasia la probabilit e qualesia la sua
natura: per questo di probabilit
si vedanole definizioni classica,probabilit
empiricae probabilit soggettiva;
F tutte le definizionidi probabilitsoddisfanole condizioniespresseda questi
assiomi.

3.4. PROBABILITA SOGGETTIVA


La concezione soggettivistadellaprobabilit
portaad una definizione che si potrebbe
formulare nelmodoseguente:
la probabilitdi un evento A la misuradel grado di fiduciache un individuocoerente
attribuisce,secondole sue informazionie opinioni,all'awerarsidi A.
ll campodi applicabilit di questadefinizione
moltovasto;occorreaggiungere che la
"coerenza" significala correttaapplicazione
dellenormedi calcoloe che la misuradel
grado di fiducia,cio la valutazionedi probabilit, (0,1)
viene fatta sull'intervallo

106
G.COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

attribuendo la probabilit0 all'eventoimpossibile e 1 a quellocerto.Circail fattoche la


valutazione sia qui un atto soggettivo, moltosi potrebbedire; interessaosservareche
soggettivonon significaarbitrario.Di fatto, appenavi siano premessesufficienti,le
valutazioniindividuali concordano perquantisianointeressati al medesimo problema.
Facciamoun esempio:Pippo dispostoa scommettere 20
1 contro sul fatto che nel
pomeriggio arrivi finalmenteI'idraulicoa riparareil rubinettoche perde da una
settimana; attribuisce cioa taleeventouna probabilit pariad 1121(menodel 5%).
E' come se ci trovassimoad effettuareun sorteggioda un'urnacon 1 pallinarossa
(eventopositivo= arrivodell'idraulico) e 20 pallinenere (eventinegativi= ?sserZ?
dell'idraulico).
Ricapitolando: Pippo sta implicitamente dando una valutazionedi al
verificarsi
dell'evento positivo= arrivodell'idraulico.
Perquantoil dominiodella probabilitsoggettivaappaiaincertoe arbitrario,vale la
penadi osservare che proprioquesta la definizione a cui pi spesso
di probabilit
ricorriamo nelle nostre considerazioni quotidiane("domanipiover,"questavolta
passer I'esame", ecc.).

3.5. TEOREMA DELLAPROBABILITA TOTALE


Dimostriamo questoteorema,e ancheil seguente, nell'ipotesi che gli
semplificativa
eventisianotra loro indipendenti, cio che il verificarsi
di un eventonon alteri la
probabilitdi verificarsi La nozionedi indipendenza
dell'altro. pu essereestesaa un
numeroqualsiasidi eventi.Pi eventisi diconomutuamente indipendentiquando
nessuno di essidipendeda tuttigli altri.Dimostriamo questoteoremacon un esempio
pratico.
Supponiamo di avereun'urnacontenente N pallinedi variocolore(adesempio:4 gialle,
4 bianche,2 verdi,3 rosse,5 nere)e di estrarne una.
L'evento(E) estrazione di una pallinadall'urnapu presentarsi sottovarie modalit
indipendenti:E1 (giallo),
E2 (bianca),Es(verde),
E4 (rosso),Es (nero).
Nell'esempio:

no probabitit
pi ,
b!anca 4 P b= 4 / 1 9 l
nera 5 Pr = 5/18 l
gialla 4 Ps = 4!18
rOSSA 3 P' = 3/18
verd 2 Pu= 2118 i
tiat i8

In base a quantoenunciatoin precedenza possiamodeterminare


la probabilit
dei
singolieventiEr, E2,....E,
conla relazione:

n op a l l eg i a l l e n ' p a l l eb i a n c h e
Pn= Po=
n"palletotali n'palletotali
Se consideriamo come eventofavorevole(E) I'estrazione
di una palla bianca o nera
indifferentemente,saremo in grado anche di associarela probabilitdi uscita di
questoeventosempreapplicando le regolegi viste:

ro7
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

nocasifavorevoli n' pallebianche+ n' pallenere=


_D
Pe= rb rD
t rn
nocasipossibili n. palletotati
Generalizzando quest'ultimocaso deriveremoimmediatamente il teorema della
probabilittotale:quando un evento E si pu presentaresotto modalit diverse,
indipendentifra loro, Er di probabilitPl, Ez di probabilitPz,En di probabilitPn,
la probabilitdell'eventoE dato dallasommadelleprobabilitcorrispondenti.
P E= P r + P 2+ . . . . . . .P. n t3I

3.6. TEOREMADELLAPROBABILITA COMPOSTA


SecondoI'ipotesifattanel paragrafoprecedente,dimostriamo anchequestoteorema
con un esempio.Supponiamo che un eventoE possarisultaredal concorsosimultaneo
o successivo di dueo pieventiE1,E2,.....E,
di probabilitpr,
p2,....p,.
Ad esempio,avendoa disposizione due urnedi composizione nota,contenentipalline
di vario colore,consideriamo eventofavorevolel'uscitacontemporanea di due palline
biancheda unasingolaestrazione dalledue urne.
urna n"1 urnan"2

no probabilit no probabilit
bianche 4 Pn= 4118 bianche 6 Ro= 6/15
nere 5 P n= 5 /1 8 nere 4 Rn= 4/15
gialle 4 Ps= 4118 gialle '1 R s= 1 / 1 5
rosse 3 P ' = 3 /1 8 rosse 2 R, = 2115
verdi 2 P' = 2118 verdi 2 Ru= 2115
totale 18 totale 15

La probabilitassociataall'evento favorevoleE (estrazionedi due pallebianche,una da


ciascuna urna)puesserecalcolata in basealla[1]:
n"casi favorevoli= noassociazioni di una pallabiancadellaprimaurna(4) con una
pallabiancadellasecondaurna(6)= 4 x 6.
n " casi possibili= n oassociazioni di unapalladellaprimaurna(18) conunapalladella
a rn a(15)= 18x 15.
se co n d u
nocasi favorevoli 4xG 4 6
La probabilit E sarquindi:P. =
dell'evento P o' R o
n oc a spi o s s i b i l i 1 8 x 1 5 1 8 1 5
Generalizzando, il teoremadellaprobabilit
derivaimmediatamente composta:
quando un evento E risultadal concorsosimultaneoo successivodi due o pi
eventi E1di probabilitPr Ez di probabilitP2,En di probabilitPn,indipendenti
lra loro, la probabilit dell'evento E data dal prodotto delle probabilit
corrispondenti:
P e= P r P z . . . . . . .P. n t4l

108

b,-.
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

Un secondoesempiopuchiarireancorameglioquestoteorema:
se l'eventoA consistenell'estrazione di una reginada un mazzodi 40 cartee I'eventoB
nell'estrazione del "seme"di quadri,avremoche I'evento"estrazione di una reginadi
quadri"da un mazzodi 40 carteavrprobabilit:
4' r e g l n e 41 1
D
I regina -
D -- 1 . " r "
I cuadri P -
' reginadiquadri =-
40"r_ ll ' seml 4 0 4 40
E la confermadi quantosapevamogi a priorie cioche la probabilit di estrarreuna
'l
determinata cartada un mazzodi40 carte pari '40 a
Applicheremo questoimportante teorematutte le volte che gli eventisarannotra loro
indipendenti(esempio:misuraripetutadi un angolo),e che conteranchel'ordinecon
cui si presenteranno
i risultati(nellostessoesempio:la sequenzadei risultatidelle
misure).

3.7. VARIABILISTATISTICHE E CASUALISEMPLICI


Dopo le definizionielementaridi "probabilit", vediamo adesso le principali
applicazioninel campodella "statistica".
La terminologia
comunemente adottata la
seguente:
D popolazione: un insieme ben definito di individuiognuno dei quali
caralterizzatoda un attributoX (ad esempiol'allezza)che pu assumerevalori
diversi;
F individui:sonoi soggetti dell'indagine
statistica;
F attributo: unacaratteristica degliindividuichevieneanalizzala
statisticamente;
F valoreargomentale: la misuradell'attributo.

Studiareuna popolazione dal punto di vista statisticosignificaesaminarecome si


distribuiscono gli individuial propriointerno.Per poter raggiungere questoscopo
necessario chesi verifichino le seguenticondizioni:
D ciascunindividuo devepossedere un solovaloreargomentale dell'attributo;
> piindividui possonoaverelo stessovaloreargomentale dell'attributo;
F I'attributodeveesserepresente, con diversivaloriargomentali, in tuttigli individui
dellapopolazione;
D devonoesisterealmenodue individuinella popolazione in possessodi valori
argomentali diversi.
L'insiemedegli individuidi una popolazione possonoessereclassificati, secondo
l'attributo
X, in questo modo:
l'x.x"x^......x- ,l

x{t.orl
LF,F, F. .....F.
Ii =t't t5l

Dove Fi la frequenzaassolutadell'eventoX;, cio il numerodi individuidella


popolazionecarallerizzalidal valore Xi ed n il numero delle forme diverse
In pratica,unavariabile
dell'attributo. statistica
il risultato o, pi
di una classificazione
in generale, di un esperimento conclusoin se stesso,ciooperatosu una popolazione
totalmente nota.
L'argomento X pu assumere o un numerofinitodi forme,in tal caso dettodiscreto,
oppure pu presentarsi con un numeroinfinitodi forme,tutte per contenutecon
continuitin un intervallolimitato(a-b)edallora dettoditipocontinuo.

109
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDISTATISTICA

Nellapraticaper,avremosemprea che fare con argomentidi tipo discreto,giacch


tuttii risultatidellemisure,per sensibileche sia lo strumentoutilizzato, sempreuna
seriediscreta, anchese numerosa, di valorinumerici chedifferisconofra lorodi quantit
finite.Per ora prendiamo in considerazione solola successione dei valoriargomentali
discretidi X.
Nellaprimarigadella[5] sonoindicatii valoriargomentali, mentrenellasecondasono
riportatii valoridellenumerosit F; degliindividui dellapopolazione che possiedono il
rispettivo valoreargomentale.
Le quantitF1si chiamano frequenze assolute dellapopolazione.
ConN si indicail numerototaledegliindividui dellapopolazione.

Un altrotipo di rappresentazione analiticasi ottienedalla[5] sostituendo


allefrequenze
assolutei valorifi = FilN deltefrequenzerelative.
x, Xr......Xn
xfx,
lf, f2 f........fn
If, =t t6l
Le sommatorie riportate
nella[5] e nella[6] non sonoinutiliaggiunte, ma esprimono la
garanziache la popolazione per
sia stata analizzata interoe che tutti i suoi individui
sianosinteticamente rappresentati in X.
La X rappresentata dalla [5] o dalla [6] prendeil nome di variabilestatistica a una
dimensione.
In alcunicasi,per comodit,I'analisi di una popolazione pu esserefattausandonon
pi i singolivaloriargomentali ma delleclassi di opportunaampiezza.
dell'attributo,
Ad esempiosi pu determinare il numerodi individuiil cui valoreargomentale sia
compresofra Xi e Xj estremiinclusi,e associare allaclasseX;l---lX;tale numero,che
verrquindichiamatofrequenzaassolutadellaclasse.
Ogniclassesarinoltrecontraddistinta da un valoremedioo puntomediodellaclassee
da due limitidi classechegeneralmente noncoincidono con i datiosservati.
La variabilestatisticaX si pu rappresentare in svariateforme grafichechiamate
istogrammi,utilizzandosemplicemente le funzionidi un foglio elettronico.
Queste
rappresentazioni sonoanchemoltopi efficacirispettoalladoppiaseriedi numerivista
prima. L'esempiodella Fig. 3.1 riportala variabilestatisticadi una popolazione
esaminatasecondoI'attributo allezzae suddivisain classidi ampiezzadi 4 cm.
llr
,al
Clasd in %
1 6 4 - 16 8
6%

20
o
o
15
o

I
li

164-'f68 168-172 172-176 176-180 180-184


Ateze suddivise in classi di 4 cm

Fig.3.1- Possibili
rappresentazioni
di unavariabile
statistica
Se invecedellefrequenzeassolute, costruiamo
I'istogramma utilizzando le frequenze
relative,I'arearacchiusadall'istogrammastessosar pari all'unite in questocaso
parleremo di istogramma
normalizzalo.

Si definisce funzione cumulativa di frequenza o funzione di distribuzionedella


variabile
statistica
C la seguente
doppiasuccessionein corrispondenza
biunivoca:

110
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA CENNIDISTATISTICA

I x, x2 x,
17l
I

Ct\^ \ n+F2 \+F2+...+Fn


IN'N"N
cio una variabilestatisticaavente i medesimivalori argomentalidella variabile
statisticain esamee frequenzerelativepariallasommadellefrequenzerelativedi tuttii
valoriargomentali minorio ugualia quelloin esame.
Si dice diagrammacumulativo delle frequenzeo diagrammadi distribuzione
I'istogramma dellafunzione di frequenza.
cumulativa
1,00
0,90
0,80
o,70
0,60
0,50
0,40
0,30
0,20
0,10
0,00
17G180 18G184

Fig.3.2- Diagramma di frequenza


cumulativo

Nellaseriedi valoriargomentali ve ne sono alcunidi particolare importanzaper la


dellavariabile
descrizione a cui essisi riferiscono.
statistica
Quandola variabilestatistica rappresentata nella forma [5] si possonodefinirele
seguenti
caratteristiche:

uguali.

Eserciziosvolto sulla variabilestatistica:


consideriamola variabilestatistica
X che rappresenta "allezza"(espressain
l'attributo
cm)degliindividuidi unapopolazione:
v J l 5 5 -t 5 i 1 5 7- r 5 9 1 5 9 - 1 6 1r 6 l - 1 6 3 1 6 3 - t 6 5 1 6 5 - 1 6 71 6 7 - t 6 9 1 6 9 - t ' n t ' 7 1 - t ' 7 31 7 3 - 1 7 5
1272213443632132110
nellaprimarigatroviamoi valoriargomentali(in cm) che descrivonola popolazione X
mentrenellasecondatroviamole frequenze Fi.
assolute
F La sommatoria dellefrequenze assoluterappresentail numerototaledi individui
che
c o m p o n g o nl aop o p o l a zi o nr=o
e:

F le frequenzerelativeda associarea ciascunaclassesi otterrannocomerapportotra


frequenza assolutae il numerototaledi individui
che compongono la popolazione:
t: =r

F l'ampiezzaLxidegliintervalli comedifferenza tra il valorelimitesuperioree quello


inferiore (in questocasoI'ampiezza
di ciascunaclasse ugualepertuttigli intervalli
e p a r ia 2 c m ) ;
F le densitdi frequenza, owero le ordinate
degliistogrammi ' jt;
n,=
{,

D i valoridellafunzione di frequenzaci=Zf r .
cumulativa
fr=l

lll
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

classe limite limite Xi f requenzefrequenzeallezzabarra f requenze


inferioresuperioremedio assolute relative istogramma cumulate
Fi fi hi Gi
1 155 157 156 2 0,01 0,005 0,01
2 157 159 158 7 0,03 0,018 0,05
3 159 161 160 22 0,11 0,055 0,16
4 161 163 162 13 0,06 0,033 O,22
5 163 165 164 44 0,22 0,110 0,44
6 165 167 166 36 0,18 0,090 0,62
7 167 169 168 32 0,16 0,090 0,78
I 169 171 170 13 0,07 0,033 0,85
9 1 71 173 172 21 0,11 0,053 0,95
10 173 175 174 10 0,05 0,025 1
N=200 1,00

ISTOGRAf'lllA

0,120
0,100
0,t180
hi0,06[
0,040
0,020
0,tuu
t 5 E 1 5 8 1 6 0 1 6 2 1 6 4 1 6 6 1 E E1 7 [ 1 7 2 1 - t 4
valoriargomentali

diagramma di frequenza
cumulativo

o

o
t,oo
:t
il o,so
L

1 5 6 1 5 8 1 6 0 1 6 21 6 4 1 6 61 6 8 1 7 01 7 2 1 7 4
valoriargornentali

112

E--
G. COMOGLIO Capitolo3
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

Per introdurreil concettodi variabile casuale ad una dimensioneoccorredefinire


a l c u ntiermi n i :
F evento aleatorio:si definiscealeatorioun eventodi cui non si pu prevederela
modalitcon la qualesi presenter (es. l'uscitadi un numeronel giocodella
roulette)
estrazionea caso: I'estrazione a casodi un individuo da una popolazione un
eventoaleatoriofacilmenterealizzabile. Perchsi abbiauna effettivaestrazionea
caso occorreche all'attodell'estrazione tutti gli individuisiano perfettamente
identicie che la modalit dell'atto
chedetermina I'estrazionesia imprevedibile.
leggeempiricadel caso: quandosi effettuaun numeroN (grandea piacere)di
estrazionida una popolazione e ogni volta si rimetteI'individuo estrattonella
popolazione, si constatache tuttii valoriargomentali dellapopolazione sono stati
estrattie le frequenze relativedella variabilestatistica a
tendono stabilizzarsi.

Nel caso di fenomenialeatorinon mai prevedibile la modalitdi uscitadi un singolo


evento,mentresi pu quasi sempreottenereuna buona previsionedi come si
distribuiranno i risultatidi un grandenumerodi estrazioni. Si pu affermareche un
fenomeno aleatorio sarconosciuto quando sarnotala suadistribuzione.
Ad esempio:nelgiocodellaroulette si pu affermare
che nonsi ha alcunapossibilit di
previsione di uscitadel singolonumeroe che, dopo un grandenumerodi estrazioni,
ciascunvaloreargomentale (numeroda 0 a 36) avrunafrequenza relativapari a1137
(se il tavolonon truccato).ll gestoredi un Casinpotrcontarequindisul guadagno
statisticamente certopari a 1/37dellegiocatecorrispondente alla frequenzarelativadi
uscitadel numerozero.ll giocatorepotrcontareinvecesolo ed esclusivamente sulla
. . . . .p r o p ri fo
a rtu n a!.
Scientificamente e tecnicamente i fenomenialeatorisono definitiquando nota la
distribuzione che permettedi prevederei risultatidi numeroseprove.La distribuzione
che definisceun fenomenoaleatorioviene chiamatavariabilecasuale.La variabile
casuale formalmente identicaad unavariabilestatistica:
fx, x. x,......x
fo,=,
'
X]
I Z J
t8l
fP' Pz Pt""" P,
Ognidefinizione datae ogniproprietvistaper le variabilistatistche devevalereanche
perle variabilicasuali.La sostanziale differenza di contenuto: sullavariabilecasualei
numeripi associatiai valori r; misuranoun grado di possibilit(probabilit) che il
risultato
dell'esperimento abbia valore pi.
Nelcasodellavariabile statisticail numerof registrava invece,a posteriori, solamenteil
fattoche su N ripetizioni si eranoottenutiF; risultatidi valorex;. La probabilit, legata
alla variabilecasuale, un ente aprioristico assiomatico, mentrela frequenza,legata
allavariabilestatistica, un indiceche misuraa posteriori i risultatidi una indagine
statistica.
Direche un eventoha probabilit 0.3 ed il suocontrario 0.7 significache effettuando un
grandenumerodi estrazioni si constater che la frequenza del primotendera 0.3 e
quelladel secondoa 0.7.All'attodi ogni estrazionei due eventi sono ugualmente
possibili.L'intuizione portaa concludere cheI'individuo legatoallamaggiore probabilit
possaessereestrattopifacilmente. Questo vero solosu numerose estrazionimentre
non ha alcunfondamento sullasingolaestrazione. Si pu pertantoaffermareche la
probabilit il limitedellefrequenze relativedi una variabilecasualecon il numerodi
estrazionia casochetendeall'infinito: p, = lifll f , .

I t3
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

La definizionedi una variabilecasuale semplicese I'eventoaleatorio effettivamente


un'estrazione a caso da una popolazione di distribuzionenota; in questocaso la
variabile statistica, ottenuta facendo il censimento della popolazione, pu
semplicemente convertirsi in variabile
casualedi previsione.
E' questoil casodei giochi
d'azzardo(roulette, dadi,testao croceed altri).
In moltialtricasi la determinazione dellapopolazione possibilenon cosfacilmente
fattibilecomead esempioil casodellemisureripetutedi una grandezzatopografica. In
questicasio si sfruttano i risultati
empiricidell'esperienza
oppure,facendodelleipotesi,
si costruisceun modellomatematicoche dovresseresuccessivamente verificatodai
risultatidellemisureeseguite.ln questocasosi pu direche la variabilecasuale il
modellomatematico di previsione di un fenomeno aleatorio.

Le variabilicasualiche si incontranonei problemistatistici


possonoesserediscreteo
continue.Nel casodi variabilicasualidiscrete,qualiquellefinorautilizzate,
essesono
completamente descrittedicendoche per ogni i la probabilit
di ottenerex = xi pi, il
chevieneindicatonel seguentemodo:p(x = x) = pi.Perognivariabile casualediscreta
si definisce
unafunzione di distribuzione
i cuivalorisono:
F ( x ,) = p (x 3 x ,) = Z p i i =1,2,...,n t9]
dovela sommatoria estesaa tuttii valoridiltali chex1s xi.
La funzionedi distribuzione
unafunzionea gradini,costantein ogniintervallo
che non
contienevaloriargomentali-re che in ogni,r,ha unoscattodi allezzapi.

Per consentireuna descrizione pi "matematica" e pi "sintetica"


di una variabile
si possonodefiniree calcolarei momenti.
statistica,
Si definiscemomentok-esimorispettoal polo d di una variabilestatisticaa una
dimensione la seguente
espressione:
-11- ,
ffik.e:/,1x,-A)" f,
t10]
='l

I momentidi una variabilestatistica, calcolatirispettoad un particolare


valoredel polo
(adesempiolo 0) sonosufficienti perdescrivere tuttele suecaratteristiche
principali.
I m o m e n tpi i si g n i fi ca tiso
vi n oi se g uenti:
n

momentodi '1" gradoo media sr


ftt,n= > x,f,
2
[11]
n

momentodi 2"gradoo valorequadraticomedio mnn=


\ l ) ^

4
> x, f, 121

Dalla variabilestatisticaX sar possibileanchederivareuna nuova variabitestatistica


scarto V avente la stessa distribuzionedella X e valori argomentalidefinitidalla
s e g u e n treel a zi o n evi: = xi -tn j .o
QuestavariabilescartoV avrlo stessoistogramma dellavariabileX ma I'originedelle
ascissecoincider (medianulla).
con il valoredellamediam1,e
Un parametrocaratteristicoe fondamentaledi questa nuova distribuzioney il
momentodi secondogradoo varianzao2:
^ -r-,
ffi2,n="=I(", --,')" f, t13]
r=1

La radice quadratadella varianzaprende il nome di scarto quadratico medio o


deviazionestandard:

tr4

L.-
-v

G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

o=GT [14]

Dalledefinizioni
datederivanole seguentipropriet:
1. La media m il valoredel polo per cui minimoil valorequadraticomedio;
proponiamocidi voler trovareil valore di 0 per il quale minima la funzione
-!_ .
ffi2.0:)(x, - Q)'f ,deriviamola funzionerispettoalla variabile0 e cerchiamoil valore
i.=1

si annulla:-zi!,-I)f,=0da
per cui tale derivata cui ,=f*,f, valoreche
i=1 i=1

coincide conla mediadellapopolazione.


2. La mediam dellapopolazione dagliscarti nulla;infattiper la definizione
data di
: r,,=fG, -*)f, =f*,f, - m=o
m e d iari su l taffi
3. Trai tre indiciprimadefiniti
valela relazione:
ol = mr.o(x)-*?.r(t) [15]
il quadrato
infattisviluppando contenuto
nelladefinizione
di varianzasi ottiene:
tl t1 n
^ -f- , \^

o? = I(", -*,,r)' f , =lxl 1,+*'lf , -2mlx,f , = ffi2,0 -zml.o: m^o- m,0


+ ml.o

la popolazione.
Mediae varianzadescrivonosinteticamente

La media pu essereconsiderata il valore a cui tendonotutti gli individuidella


popolazione ma ha un significatomoltolimitatoin quantodicequasinullasullastruttura
internadellavariabilestatistica
in esame.
In molticasi,e in particolare
in quelliche ci riguarderanno pi da vicino,alla media
vieneperattribuitoun significatochetrascendeil suo sensodescrittivo.
La mediavieneutilizzalacomese fosseil valoreargomentale possedutounivocamente
datuttigli individui
dellapopolazione.

Questosignificato relativodi media di uso moltofrequentenel parlarecomune.Per


esempio,ognivoltache si parladi consumomedioper abitantedi un certoprodotto,
talevaloremedionon vienecalcolatoin vistadel consumatore che non si senteper
nullarappresentato da tale numero,n tanto meno vista di una indaginesulla
in
distribuzione dei consumi,ma solamente
statistica dal puntodi vistadellenecesst di
approwigionamento del prodotto.
In questocontestonon interessa comeil prodottovienesuddiviso fra i diversiindividui,
ma soloil consumomedioperogniindividuo. Ognivolta che si senteparlaredi media
importante averepresentiquestisignificati
e saperliapplicarecorrettamente.

La varianzaindicainvecela maggioreo minoredispersione degli individuiattornoal


valoredellamedia.
Confrontando che hannola stessamediae varianzadiverse,si pu
due distribuzioni
notare che gli individuisono pi dispersi,rispettoal valore della media, nella
e a varianzamaggiore.
distribuzion

115
G. COMOGLIO Captolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

Per comprendere meglioil significato


di mediae di varianzapensiamoad un'analogia
meccanica. Se le frequenzedi una variabilestatisticavengonoviste come masse
dispostelungo un asse X e il valoreargomentale come dstanzadelle massestesse
la media,cos come statadefinita,coincidecon il baricentro
dall'origine, di questo
sistemadi masse(vediFig.3.3).

i
Fig.3.3- Analogiameccanica
dellamedia
Analogamente la varianzarappresenter il momento d'inerzia di un sistemanelqualesi
interpretinole frequenzerelativecome masse e i valori argomentalidella variabile
scarto associatacome distanzedal baricentrodi tale sistema.Come noto dalla
meccanica razionaleil momento d'inerziaaumentaall'aumentare delladispersionedelle
masseattornoal lorobaricentro (la media)e quindilavarianza propriamente un indice
di dispersionedei valori argomentali attornoal valore della media della variabile
statistica.Inoltrericordandoche la sommadellefrequenzerelative pari all'unit,la
varianzarappresentail rotore,cio quella distanzadall'assedi rotazionein cui si
potrebbeconcentrare tuttala massaper mantenere invariatoil momentod'inerzia.

Per le variabilicasualisi definiscono,in analogiadi formulazione e di significatocon


quantoappenadettoa propositodellevariabilistatistiche, i momenti.
Nellatabellaseguentesonoriportate le formulazioni di tali quantitnel caso
analitiche
di variabili
casualidiscrete e variabili
casualicontinue:
variabilicasualidiscrete variabilicasualicontinue
sr
m m: ) x,D,
4 I I I
tn= lx.(x)dx

\-a ) tl
fl2 m L. = 2 ) x tl' D
r
, ffi.= lx-.\x)dx

il
) s-- -m) r2 ) | ) ^,
62 O-=>(x, L/'I Pi o'= l(x-m)-f(x)dx
I

3.8. LA DISUGUAGLIANZA DI TCHEBYCHEFF


Vogliamodimostrare che la maggiorpartedegli individuidi una distribuzione,
sono
m + 3o e m - 3o qualunquesia la distribuzionein esame.
contenutinell'intervallo
Partiamodalladefinizionedi varianza:
o i2 = sL- \l x , - * , . 0\ )2 '. f, a o1 =
corrispondente r f ,
avremo:
o1:uf,+vf,+vtfr+""' rlf,

ll6

b-_
v

G. COMOGLIO
Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A
fissiamoun valoredelloscartoyn compresotra vr e vne poniamoazero tutti ivalori
degliscartiinferiori
o ugualiavn e uguali? v_tuttigli scrtisuperiori:
otr= + v ' ^ f . + v t ^ * r . f ^+* , v , ^ * r f . * , + . . . . . . v : f , ,
^r?fr*r3f,
l l l r t l '"
o o o vl, v,. ,,,t,
Alla luce di questaipotesi,sar quindi:
1I
... f,,)
o; >v\J ^u *.f,,,*z+.... ^ \

La sommadei terminitra parentesi, definiscela frequenzarelativadeqli


- -- scartiche
hannoun valoreassoluto superiore
a v,,,;indichamolaconilterminef .
Poichla sommadi tuttele frequenzerelative ugualea 1, la frequenzarelativadegli
scartiinferiorio ugualia v, (cheindichiamo con f.) sarpari a f. =1- f . e quindila
varianzasar pari a:
- f, )
o1>r?"(t
aa
O- > v;,-v;J.
',f. > - o1
aucuipossiamo
ricavare
[afrequenza degliscarti < a v,:.
relativa
"^6 '
f.>l-+
v;
e se poniamo
vm= l.o*avremo f. >r-+
n-
[16]

Ladisuguaglianza
sgnifcativa
pervaloridi ," > I
per)"= 2 v*=2 O, f..t*;> o,7s
per)"= 3 Vrr=3O, f.>1_1-o,sq

Abbiamodimostratoquindi che in una distribuzione qualsiasi,gli individuidella


popolazionesi distribuiranno attornoal valore della media secondole seguenti
percentuali:
D il75/" degli individuisarannocontenutinell'intervailom + 2o
) l'89"/odegli individuisarannocontenutinell'intervallom + 3o

117
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

3.9. LA VARIABILECASUALECONTINUA
Unavariabilecasualesi dir continuase la sua tunzionedi distribuzioneF(x) sart
ovunquecontinuae se la sua derivalaF'(x)= f (x) esister,sarpureessacontinua
nell'intervallo
d definizione
dellax e ovunquemaggiore o ugualea zero.

La funzioney= f( X ) notacomedensitdi probabilitdi X.


La Fig.3.4 riportaun esempiodi densitdi probabilit
e di funzione
di distribuzione.

v=f(x)
+1

F i g .3 .4- D e n si t
d i probabilit
e funzione
di distribuzione
La funzione"densitdi probabilit" non definitada singolivaloriargomentali e quindi
la probabilit
di estrarreun particolare valorex nullapertuttele -r.
La probabilitinfinitesimadp= f ( x )dx rappresenta, invece,laprobabilit
di estrarreun
individuonell'intervalloinfinitesimofx,x+dx).
La probabilit di estrarlonell'intervallo
finito[A,.rp]dell'esempio
di Fig.3.4,sarinvece:
P(A<.r I xo1= 7{ x )ctx
f," 117l

La "funzionedi distribuzione" si pu generaredalla"densitdi probabilit" facendo


variarel'individuo x lungotuttoil campodi definizione dellafunzione(nell'esempiodi
Fig.3.4 da A a + -) e calcolando tuttigli infinitiintegrali
che esprimono la densitdi
probabilitcon la [17].
lnoltre,poichla densitdi probabilit dellaf(x), su tuttoil campodi definizione,deve
esserepari all'unit[ ff -)dx=1, avremoche la funzionedi distribuzione sar una
curvaasintoticaal valore1.
In questomodo sar moltosemplicecalcolarela probabilit
che un individuo
-r sia
compreso in un intervallo (o
finito infinito)
[a,b]:
b

P (a < x 3 b ) = F( F(a )
lf(, )dx= b)- [18]

v=f(x) =F(x)
'I

Fr

1t8
G. COMOGLIO Caoitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDISTATISTICA

3.10. VARIABILESTATISTICA E CASUALEA DUEDIMENSIONI


Supponiamoche gli individuidi una popolazione
sianocarallerizzati
da due attributi
che possonoassumereforme diverse (ad esempioper ogni abitantedi una citt si
possonoconsiderare
il pesoe I'allezza).
altezza

peso
I valoriargomentali assumono il significato
di coordinate nell'ambito
dell'individuo della
popolazione. Analogamente a quantovistoperla variabile statisticaad unadimensione,
tuttigli individui
devonoessereraggruppati in classi,ognunadellequali caratterizzata
da due valoriargomentali xi e yx . ln ciascunaclassesarannoraggruppati tuttigli
individui che hannovaloriargomentali compresiin un intervallo di x ed in
A* nell'intorno
un intervallo di ya.
A, nell'intorno
altezza
-t--T- ---1--l
- i t- l- T - r t l- 1 .- r
nr J;
- TI - - -lT' --..|--1.-l
I .l I
-L-I_ :t--r-J
tl ttl
-t--+- -r--l--l
tl rtl
peso

dellapopolazione
ll risultatodi un censimento considerando due attributipuessere
raccoltoin unatabellaa doppiaentratadeltipodi quellaqui sottorappresentata.
condizionata
distribuzione della distribuzione
Yper x = x2 marginaledellaY
'Yt
vAlx= rl ^-t xr
jt Ftt Fzt Fst F,t l7l 1
yl Ftz Ft't Fsz F,r -t1T- distribuzione
Fts Fzs Fss Frs m3 dellaX
condizionata
Y3
Per) = )2

,/s Ft, Fz, Fs, F,, ms


distribuzione nl n2 n3 nr N r- numerosit
della
marginale popolazione
dellaX Fig.3.5 - Tabelfaa doppiaentrata

Ogni{r dellatabellarappresenta la frequenzaassolutadegliindividuicaratterizzati dai


vaforiargomentali y1,.
x1, ll risultatodi tale classificazione
si chiamadistribuzione a due
dimensioni. Nell'ultimacolonnadellatabellavi sonole sommedellefrequenze di ogni
riga;questidati rappresentano la distribuzione marginaledella I cio una variabile
statisticaa una dimensione che definiscela distribuzione I senzatenere
dell'attributo
conto dei valori argomentaliassuntidall'attributo X. Analogamentei valori riportati
nell'ultimariga definisconola distribuzione marginale X, cio la variabile
dell'attributo
statisticamonodimensionale che si sarebbeottenutacensendola popolazione nei soli
u9
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

riguardidell'attributoX. Owiamente,la sommadei valoridell'ultima riga o dell'ultima


colonna, N, parial numerototaledi individui.
Una genericariga della tabella una distribuzione condizionata della X, cio
rappresenta il modoin cui si distribuisce X tra gli individui
I'attributo dellapopolazione
caralterizzatida un unicovaloredell'attributo Y. Analogamente una genericacolonna
rappresenta la distribuzione
condizionata Y.
dell'attributo
Ai valoridellefrequenze assolute,possonoesseresostituite le frequenzerelative.Nelle
caselledella tabellaa doppiaentratapossonoesserescrittele frequenzerelalivefil,
ottenutedividendole frequenzeassoluteFp per il numerototaleN di individuidella
popolazione.
vA/x= Xl Yr X3

lt .ftt fzt Jtt .Ir l ilt


Y) .ftz .fzz .fsz .f,z Fz
!s fi: .fzs .fss .f,s ilt

_/s fr fz, ft, t


Pt
Vt V2 Vj vr I

Perottenerele frequenze relative


lte v delledistribuzioni
marginali,
i numeridell'ultima
colonnae quellidell'ultimarigavannodivisianch'essiper il numeroN e si ottienein
particolare
che:
s^
U,.= ) 1.,. v,=I [20]
Inoltrerisultaevidente
che:
S-f-t -r '
_ l21l
L/rJiA

; ; x, y vatgonote seguentirelazioni:
a duedimensioni
distribuzione

il momentodi primogradoo mediadellaX:


\- \- r
mt\x)= x i J i r -=\ - . . \ ' r -=\ - - ,
l22l
L L /,ri /_J ir LX,v,
i=l =l i=l

di 2" gradoo valorequadraticomediodellaX:


momento
r,t rsr
=t I x?fn =lxilf
m,(x) ,r=L"?r, [23]
i=l t=l i=l

lavarianza dellaX:
r,trst

o , = F F { * ,- m , ( x ) ) 2 .=f L
.\ a L r
, (x,-m,(x)):lf,*=ftr,-m,(x)t:v,
tK a\ t l24l
i=l t=l i=t =1 i=l

Analogherelazionisi possonoricavareper la variabileY. Come si pu notare,le tre


statistiche
di una dellevariabili
di unadistribuzione
a due dimensioni
coincidonocon le
analoghe statistiche in basealledistribuzioni
calcolate marginali.

t20

r
v

G. COMOGLIO Caoitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

Si puinoltrecalcolare
il momentomisto:
+
m, = LLxiirJ* [25]
i=l t=l

e il momentomistorispettoallemediechiamatocovarianza:
+
o, = LL(xi - m t ( x ) X y -r m , ( y ) ) f [26]
,t

Sviluppando la [26]e ricordando


la [15]e I'analoga
espressionedellamediaper
y si pu dimostrare
l'attributo che sussistela seguenterelazione:
o \, = mn-m,(x)mr(t) l27l

Nellatabellaseguentesonoriporlatele formulazioni di tali quantitnel caso


analitiche
di variabili
casualidiscretee variabili
casualicontinue:

varabilicasualidiscrete variabilicasualicontinue
F
n f
s-
m .r I(L xl t l) = ) , T , v , m.rJ (x ) = l x f ( x , y ) d x d y
i-1
fl r' m ;
f^
mlv)=)&F* mJ y )= ly f ( x.y)dxdy
t- "
( =l

m ^ ( x )' L=/ l
+.)
) -rlv, ntr( x .)=
J
I c ^.
lx' .f ( x,1')d.rdy

m ;
sa2 | 2 ^.
tT12 m2(! )= LYklIk m,( y )= ly'.f'( x.y )dxdy
J-

sr sa
rJ *--
tn,, = LLxiltPi* m^= lljJ(x.1.)dxdy
i=1 t=1

o f ,= l ( x , - m , (. r) ) ' p i = m z (x ) - n t l (x ) ^t

i=1
o = l ( x - m , ( . \) f f ( x . y ) d x d y
tr t.

= li
-mt(
t - D 2p , = m z ( ! ) - * ( y) ;
c f . ..t ^
" f oi. ' = Jfl" y-mJ y )f .f ( x.y )dxdy
+-\
6 , = L L 1 x , - m . ( x ) ) (y * - n t l y ) ) p , t= ;
I
i=1 t=1 o ^ , = l ( , - * . , ( x ) ) (y - m t ( y ) ) f ( x , l ' ) d x d y
J'
= rn^_- tT\( x )ml y )

I momentidi secondogradodi unavariabile possonoessere


a duedimensioni
statistica
quali
considerati quadrata
elementidi una matrice simmetricachiamatamatricedi
varianza- covarianza:
ld
|
o"l
^.1
[29]
loo 4l

121
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

ad n dimensioni matricedi varianza- covarianza(es.n=3)


In unavariabilestatistica
sara:
d, orz qrl
I
oz, 4 6r^l
-;l
ott ozz ql

3 . 1 1 . L A COR R E L A Z IONLEIN E ARE


La correlazionefra le due variabilidi una distribuzionea due dimensioni una
speciedi dipendenza, diversaperda quellafunzionale in quantoad un valoredi una
variabilepossonocorrispondere pi valori della secondavariabile,nell'esempio di
variabile
casualea duedimensioni chedescrive unapopolazione secondoi due attributi
di "peso"e di "altezza",possonoesistereindividuicon lo stessopeso e con allezza
diversa. y

Fig.3.6- Concetto
di correlazione
La correlazione pu essereforteo debole;una correlazione debole caratterizzatadal
fattoche le distribuzioni
condizionate varianopocoal variaredell'altra
variabile;
in una
correlazione forte i valoridelle due variabilisono quasi legateda una dipendenza
funzionale.

Correlazione
lineare
debole lineare
Correlazione forte
Fig.3.7- Correlazione
lineare

La misuradella correlazione deve essereindipendentedal valoreche assumonole


e questoavvieneconsiderando
variabiliconsiderate le variabiliscartostandardizzate:
r,t-x-ffir(r) ,-!-ffi\.-) [2e]
o, o,

Si definiscecoefficientedicorrelazionelinearela quantit:
s/ V \
L\xt-mt'",4!,-ffit,,,)
r=
[30]
No,o,-

t22
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

ll termineal numeratore per cui il


della[30] ugualeal momentomistoo covarianza,
coefficiente lineareassumela forma:
di correlazione
o*,
[31]
o*6,

ll valoredi r semprecompreso tra 1 e -1; il valorezeroindicache tra le due variabili


non esistedipendenza linearema non dice nullasul fattoche possaesistereun altro
tipodi correlazione (parabolica,
iperbolica,ecc.).
Se il coefficiente lineare nulloallorarisulta6,,-= 0 e quindi,ricordando
di correlazione
tal27l:
m x , -= m t ( x ) . m \ , - ) [32]

I z)
G. COMOGLIO Caoitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

3.12. COMBINAZIONE DI VARIABILICASUALIINDIPENDENTI


In particolari
esperimenti si possonopresentare
ripetitivi contemporaneamente due o
pivariabilicasualichevannoa costruire unavariabilecasualemultidimensionale che
tienecontodelcomportamento dellen variabili
casualimonodimensionali concorrenti.
Rimandando generaleper la trattazione
a testidi statistica teoricadellevariabilicasuali
multidimensionali, in questocontestoci interessaanalizzare quellevariabilicasuali
per
costruite sommae prodotto di n variabili
casualimonodimensionali. I dueo pi
valoriargomentali possonoessereassoggettati ad unaoperazione che dia luogoad un
unicorisultato(adesempiola sommadei numeriuscitinelcasodel lanciodeidadi);
l'eventoaleatorio risultantedallacombinazione deidueo pivaloriargomentali
definitoda unavariabile casualead unadimensione.

L'ipotesidi base che i fenomenialeatoriche compongonoI'eventoaleatorio


combinatosiano indipendenfi. ll problema di determinarela variabilecasualeche
definiscel'eventoaleatoriocombinato, notele variabili
casualichedefiniscono gli eventi
aleatoricomponenti.
Nelcasodel lanciodi 2 dadioccorredeterminare comesi distribuiscono i risultatidal 2
al12,supposto chesi eseguala sommadeivaloriargomentali.
Per calcolarela probabilit da associarea ciascunindividuodella nuovavariabile
casuale,ottenutacome "somma"del lanciodi due dadi,ricordando la [1], bisogner
determinare il numerodei casi possibilie il numerodei casi favorevoli. La probabilit
cercatasar data dal loro rapporto.ll numerodei casi possibilisi otterrconsiderando
che ciascunafacciadel primo dado pu combinarsicon una qualsiasifacciadel
secondodadoe quindisarparia 6 x 6 = 36:
sommadei casl probabilit
duedadi favorevoli di uscita
2 1+1 1 1/36
3 1+2 2+1 2 2t36
4 1 + 3 2+2
3+1 3 3/36
5 1 + 4 2+3
3+2 4 + 1 4 4t36
6 3+3 4+2 5 + 1
1 + 5 2+4 5 5/36
7 3+4 4+3 5+2 6 + 1
1 + 6 2+5 6 si Js
8 2+6 3+5 4+4 5+3 6+2 5 5/36
9 3+6 4+5 5+4 6+3 4 4t36
10 4+6 5+5 6+4 3 3/36
11 5+6 6+5 2 2t36
12 6+6 1 1/36
ln generaledobbiamo definireil valoredellamedia,delvalorequadratico medioe della
varianzadi una variabilecasualeottenutacome somma (differenza)o prodottodi
variabilicasuali,noteche sianole medie,i valoriquadratici medi e le varianzedelle
variabili
casualicomponenti. Le principaliregolesonole seguenti:

1. ll valore medio della somma (differenza) di due variabilicasuali la somma


(differenza) deivalorimedidellevariabili casualicomponenti:
m , ( s ) =m J x ) + m r ( y ) m , ( c t )= m , ( * ) - ^ , ( y ) [33]
2. ll valoremediodel prodottodi duevariabili casuali il prodotto
deivalorimedidelle
variabili casualicomponenti :
=
^,\q) m,(x) ' t , (
Y) [34]

124
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N ND
I ISTATISTICA

3.13. ALCUNIESEMPIDI DISTRIBUZIONI


Fra le variabilicasualive ne sono alcunele cui funzionidi distribuzione vengono
calcolatecon algoritmimatematici,partendoda alcuneipotesiteoriche.Tre di esse
sono particolarmente notevoliper il loro interessepratico.In ordinecronologico di
studio,esse sono: la binomiale(J. Bernoulli,- 1700),la normale(De Moivre,pi
frequentemente associataai nomidi Laplacee Gaussche se ne occuparono allafine
del XVll secolo)e la poissoniana (S.D. Poisson,1837).Alcune altre funzionidi
distribuzione furonostudiatenel secoloscorso,ma solo versola fine di essofurono
introdottealtrenumerosissime distribuzioni derivantipertuttedalletre sopracitatee in
particolare mododallanormale.
Le distribuzioni devonoessereconsiderate comeun modellomatematico che permette
di indagareil comportamento di esperimenti che presentano
ripetitivi delleregolarit
statistiche.Molti fenomenifisici, biologici,economicie socialiche si presentano
all'indagine con l'aspettoapparentemente labilee indefinito
di una variabile casuale,si
rivelano,a lungo andare,dotati di una rigiditdi comportamento propria solo di
fenomeniil cui rapportodi casualit ben definito.Questatendenzadi una certa
caratteristica fenomenica(attributo) a variare,semprepercon le medesimemodalit,
in modociochesi abbiaunafondamentale dellasuavariabilit
stabilit naturale,viene
chiamatavariabilit strutturale, nel sensoche la variabilit del fenomeno, rappresenta
unacaratteristica intimae profonda (inquestosenso,strutturale) delfenomeno stesso.
ll problemastatistico fondamentale in questicasi perciquellodi determinare, per i
diversifenomeni,la struttura dellalorovariabilit, stabilendoil tipo di distribuzioneche
meglio la rappresenta.Una volta stabilitatale corrispondenza, occorrerricavarei
mezzi logici e analiticiper determinarecon poche prove i valori dei parametri
caratteristicidellaparticolare funzione di distribuzioneassociabile al fenomeno.
Limitandocial caso di nostrointeresse(la misuradelle grandezzafisiche)dovremo
dunqueper prima cosa stabilireil modellomatematicoche descriveal meglio il
fenomenoe in seguitoprocurarci queglistrumentiche ci consentiranno di ricavarei
parametri fondamentali delladistribuzione da un numerolimitatodi misure.Nel seguito
descriveremo brevementele distribuzioni binomialee normaleche costituiscono le
funzioni di distribuzioneutilial nostroscopo.

3 . 1 3 . 1 .D I S T R IB U Z ION
DEI B E R NOULLI O BINOMIALE
La distribuzionedi probabilitbinomialeconsente di prevederecome si
distribuisconoi risultatidi prove aleatorieripetuteeseguitesu una popolazione
caralterizzata da due soli valori argomentali.Un eventoaleatoriocarallerizzato
da due
modalit rappresentato da una variabile
casualedeltipo:
(x, x.
X4 p*q=l
gp

Ad esempiose in un'urnasono state poste 30 pallinebianchee 70 pallinenere,


possiamo la variabile
costruirci casuale:
ibianca nera
X] p+q=l
I 0,3 0,7

Per semplicitnella conduzionedei calcoli, conviene assumere valori argomentali


numericiad esempiQtX1= Q Xz = I

126
G. COMOGLIO Caoitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

t'o 1
X1 p*q=l
gp

I parametridi questaparticolare
variabilecasualesaranno:
media m r l x ) = 0 . q + 1p. = p
valorequadraticomedio mr(x)=02'q+1''p= p
varianza o ' ( x ) = * r ( x ) - , r i ( x ) = p - p 2= p ( t - p ) = p' q

Cosfacendo,con un semplicenumerocompresotra 0 e n sar possibileriportareil


risultatodi una prova consistentenel ripeteren volte I'esperimento aleatorio.Se ad
esempio nel lanciodi una monetaassociamo 0 l'uscitadi "testa"
al valoreargomentale
e al valoreargomentale 1 I'uscitadi "croce"e combiniamon volte la stessavariabile
casuale,in altriterminieffettuiamo n lancidi una monetae registriamo i risultatiin una
nuovavariabile casuale.avremo:
testa testa
a T
trtr
lacrocelacroce
t0 1 ,t0 1
x] + x| 2 lancidi unamoneta
gpgp

deidue lancidi unamonetapotrdarecomerisultato:


il risultato
TT TC CC
a cui possiamo associare i valoriargomentali:
012

la nuovavariabile deiduelancidi unamonetasarquindi:


casualerisultato
l'0 12
Yt,
t"'

di tre lancidi unamonetapotrdarecomerisultato:


ll risultato
TTT TTC TCC ccc
a cui possiamo i valoriargomentali:
associare
0123

la nuovavariabile deitre lancidi unamonetasarquindi:


casualerisultato
fo1z3
Y1
t"'

il risultatodei quattrolanci di una monetapotr dare come risultato:


TTTT TTTC TTCC TCCC CCCC

a cui possiamo i valoriargomentali:


associare
0123 4

la nuovavariabile
casuale deiquattro
risultato sarquindi:
lancidi unamoneta
lot234
Y1
t"'
127
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

Le probabilit
da associareai valoriargomentali dellavariabilecasualef costruitaconn
lancidi unamonetasaranno:
F si presentacroce i voltee quindi,per il teoremadelleprobabilit composte,la
probabilit
sarparia p'p'p'p....=p'
F si presentatesta (n-r)voltee quindi,per il teoremadelleprobabilitcomposte, la
probabilit
sarparia q'Q'Q'Q....=g'

La probabilitassociataagli eventi i volte croce e (n i) volte testa ottenuta


delteoremadelleprobabilit
dall'applicazione composte.
La probabilit
associataall'evento:
n lancidellamoneta
i voltesi presentacroce
(n - i) voltesi presentatesta
sar:p' . {-'
, \
-
ma la modalitsopradescritta(i voltecrocee (n i)volte testa)si potrverificareir I i I
\1,/
manierediverse.Ad esempiose su 4 lancidi una monetasi presentaunavoltaTestae
3 volteCroce, le modalitdi presentazione
saranno:
TCCC crcc CCTC CCCT
L'applicazione del teoremadelle probabilit
totali consentequindi di calcolarela
probabi litassociataall'evento
:
n lancidellamoneta
i voltesi presentacroce
(n - i) voltesi presentatesta

(n\ nl
P(i) =l . lP'q"-' = -:l:-----=P'q"-'
, ._, i k_i

\r / rtln-r)l

e quindiper la variabile che0! = 1 e 1 ! = 1 ) :


casualeY (ricordando
j=0 0 volte croce n voltetesta P(i)=q'
i=1 1 voltacroce(n - 1) voltetesta '
P(i)= npqn
('\ ^
i=2 2 voltecroce(n - 2) voltetesta P(i7=lrP'n'-'

i=O n voltecroce0 voltetesta P(i)= p"

0 12 3 n
0 volte 1 volta 2 volta croce 3 volta n voltecroce
crocen croce n -2 volte croce 0 voltetesta r^
voltetesta n -1 volte testa n -3 volte t38l
testa testa
q" n?q
,-l ln
' lnl , ,, pn
I'^lr'q" l-lP(l
\t)

128
I

G. COMOGLIO Capitolo 3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

Applicandole regoledella combinazione possiamo


di variabilicasualiindipendenti
la mediae la varianza
determinare di Y notela mediae la varianzadi X:

pp +p *....-..=np
m 1 ( Y ) =+ [39]
d g l = p q+ p q+ . . " . . ' = n p q t40l

ln Fig. 3.8 sono riportatii graficidi una distribuzione aventep = 0,1 a q = 0,9 (per
esempioun'urnacontenente100 pallinedi cui 10 bianchee 90 nere)e numerodi
e s t r a z io nni p a ri a 4 , 1 0 , 5 0 e 100;igr afici sonocostr uiticongiungendo ipunti di
probabilitP(i) calcolaticon le [38].
La distribuzione binomiale dipendedai due parametri n e p. Se p=Q.$la distribuzione
simmetrica indipendentemente dal valoredi r. Se p moltopiccolorispettoa n la
distribuzione fortementeasimmetrica. Tale asimmetriatende per a diminuire
all'aumentare di n.
Nell'esempio dell'urnacontenente10 pallinebianchee 90 nere, eseguendoper
esempio4 estrazioni(n = 4) potremocalcolarela probabilit che si presentii volte la
pallinabianca:
bianco I
variabile casualeoriqinale *["'o o meotio
- xf0
lq p [0,e0.1

la variabilecasualerisultatodellequattroestrazioni sar:
01 2 3 4
0 volte 1 volta 2 volta 3 volta 4 volte
bianco4 bianco bianco bianco bianco
voltenero 3 voltenero 2 voltenero 1 voltanero 0 voltenero
Q' =0.6s npq"-'=0.29 ,,r. , =005 ,,r. r =0004 P' = 0.0001
[l) [l)

P(i)

Fig.3.8- Distribuzioni
di Bernoulli

r29
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

3.13.2.DISTRIBUZIONE NORMALEO DI GAUSS


si puconsiderare
Questadistribuzione unarappresentazione approssimata di quelladi
Bernoulli.
Pern tendenteall'infinito,
la distribuzionedi Gausscoincide con quelladi
Bernoulli.
La necessit
di ricorrere
ad unarappresentazione approssimata della
distribuzione
binomialederivadalladifficoltdi calcolarei fattorialiquandoi valoridi n
sonomoltograndi:
(r\ --: n! i n-i
P ( i ) = l . l p ' q ' - '= : : . . . .. . p
. 'Q"-'
\t i t:(n-tJ!

Partendo
dalladistribuzione
binomiale:
01 234n
n nl
(r\ 2 n-2
q npq q p tl

lr)P

ci costruiamo
la distribuzione
degliscartitogliendo
il valoredellamediaa ciascunvalore
argomentale:
utIo- n p 7-np 2-up 3-rp 4- np n-np

Tralasciandola dimostrazione, associataa ciascunoscartoy;


la densitdi probabilit
datadallarelazione:

P(r,)=-+e J
zo-

42no'

Per n moltograndesi pu considerare la variabilecasualedegliscarti(V) continuae


quindila probabilit
nonsarpiassociata ad un singolovaloreargomentale ma sarla
probabilit
infinitesima
dnassociataad unoscartocompreso tra v e v + d,..lndefintiva
la
densitdi probabilitdi una variabilecasualenormaleo gaussiana-r di median e
varianza :
'1 -(ri-m)2

f(r)= -+e 2o' l41l


4 2no'

Fig.3.9 - Distribuzioni
normali
Le principali di questadistribuzione
caratteristiche sono:

r30
Y

G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

F simmetrica rispettoalla rellax = m:


F h a d u e f l e s si ni c o r r i s p o n d e n z apdueni t i -=r m r o e x = m - o ,
F al cresceredi o2 la curvasi appiattisce e viceversa di d diventapi
al diminuire
aguzza;
d a -- *a e q u i ndi:| |Q) a* = t
d e fi n i ta

ln m=0

Fig.3.10- Distribuzione
normalee standardizzala

Un problemamoltoimportante da risolvere quellodi verificarecomegli individui


della
popolazione X si distribuiscono
attornoal valore della media m. ln altri
termini
calcolare
qual'la probabilitche un individuox sia compresonell'intervallo A-B (vediFig.3.10).
Perquantogivistoin precedenza e secondola [30],la probabilit cercatasarparia:
B -, -('-')2

P (A < x < B ) = F ( B ) - F ( A ) = [ f { , ) a , d o v e l a / ( . t ) = # e 2o2


..l2xo'
il calcolodell'integraledeve essereeseguitoper ciascunadistribuzione in quanto
sarannosemprediversisia i valoridi mediam chedi varianzad .
Per risolvereuna volta per tutte il problemadel calcolodi questo integrale,
necessariocostruirsi,partendodalla X, una nuova variabilecasuale Z chiamata
"standardizzafa" che sia indipendente da questidue parametri.Ciascunindividuodi
questanuovavariabilecasualeZ sar.generatoa partireda quellidellax depurandolo
deivaloridi m e o:
x-m -d=z-1 dx=o dz
o dxo

La distribuzione standardizzala equivalead unavariabilenormaleaventemedianullae


varianza= 1 (vedi Fig.3.10). La probabilitche un individuox sia compreso
nell'intervallo A-B della distribuzionenormale sar uguale a quella calcolata
nell'intervalloa-b delladistribuzionestandardizzata:
u-'
d o v el a f ( r ) = l r - ;
P ( a <z < b ) = G ( b ) - G 1 a 1 : ' !Q
f )a,
42n
Sfruttandola simmetriadelladistribuzionenormale,I'integrale da calcolaretra i limilia-b
sar pari al doppiodello stessointegralecalcolatotra I'origine0 e I'estremob ed
essendoancheindipendente dai parametridi mediam e varianza sar da calcolare
unavoltapertutte(veditabella1).

l3t
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

Cerchiamo il valoredi questaprobabilit


tra limitisignificativi:
m-o-m =-l =+l
m- osx sm + o - 1 2< * t o - ^
F(A)<x sF(B) 6 o
G(-1)-<z<G(+1)
m - 2 o - m
m- 2o<x sm + 2o =-2 sz <**2o-* =+2
F(A)<x <F(B) o 6
G(-2)<z <G(+2)
m - 3 o- m = - 3 m + 3 o- m = + 3
m- 3osx lm + 3o sz <
6 6
F(A) <x -<F(B)
G(-3)<z -<G(+3)
e quindila probabilit che un individuosia compresoin uno dei tre intervallisopra
sar(vediTab.1):
indicati
m- o S x -<m+o 2.G( +1) =2O.3413 = 0.683
m - 2o Sx -<m+ 2o 2.G(+2)= 2O.4772 = 0.954
-
m 3o Sx Sm + 3o 2.G(+3) 20.4987= 0.997
=

Ci significache gli individuidi una qualunquevariabilecasualedi tipo normalesi


attornoal valoredellamediasecondole seguenti
distribuiscono percentuali:

if 68,3% compresonell'intervallo m - om + o
il 95,4"/" compresonell'intervallom - 2o e>m+ 2 o
il 99,7"/" compresonell'intervallom - 3o e>m + 3o

Questivalorisono superioria quellifornitidalladisuguaglianza


di Tchebycheff;
infatti
quest'ultima fornisce analoghi valori per una distribuzione qualsiasi, non
specificatamentedi unavariabile
casualedi tiponormale.

Eserciziosvoltosulla distribuzionenormalestandardizzata:

Un campionedi 74 tondinidi ferro sottopostia una provadi snervamentoha dato i


(caricodi snervamento
seguentirisultati espresso in kg/mm2
e le frequenze
esprimonoil
numerodellerotturedeitondini):
lzs 36 37 38 39 40 4t 42 43 44 46 47 48 49 55
^ 13 | 4 ll 15 6 9 5 7 4 3 3 1 I 1

Calcolare e la varianza
il caricomediodi snervamento delcampione:
1-j- n
m=|ls,F,
AIH
dove ru=IFi=74 m=40,8 kg/mmz
t\ i=1 t..1

-2 1 + ) - -m -2 o 2 = 1 . 6 7 6 , 8 - 1 . 6 6 4=, 61 2 , 2 k g z/ m m a
o =-) s ,1 ' ,
.t4 |
1v ,=1 o = {o' = +3.4g kg / mmz

Ammessal'ipotesidi normalitdella distribuzione,si calcolila probabilit


che un
qualsiasi
tondino,presoa caso,si snerviad un caricosuperiore
a 48 kg/mm'o inferiore
a37 kglmm':

132
G.COMOGLIO Capitolo3
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA CENNIDISTATISTICA

la probabilit
ches sia maggiore che z (della
di 48 kg/mm2saridenticaallaprobabilit
48-m =2.06 quindi
sia maggiore
variabilenormalizzata) di z= e di effettiva
nell'ipotesi
6
dellaz si avr(veditabellasottostante):
normalit
2,06

P(z>2.06)= (r)ar- = 0 . 0 1 9=72 / o


lf k)ar=lf lf @dz=0.5-0.4803
2.06 0 0
Analogamente la probabilit che s sia minoredi 37 kg/mm2 identicaalla probabilit
c h ez s i ami n o red i ,=3 1 :" '=-r.09da cui:
-1.09 0 0
p ( z < L0 9 ) = =13.8/"
[fQ)ar= lf Q)az- !f@rtz=0.5-0.3621=0.137e

q
(z)

13,8f

-1,09 0
x
2,06
Z

r33
G. COMOGLIO Caoitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

b 0 1 2 3 4 5 6 7 I 9
0.0 0.0000 0.0040 0.0080 0 . 0 1 2 00 . 0 1 6 0 0 . 0 1 9 9 0.0239 0.0279 0 . 0 3 1 90.0359
0.1 0.0398 0.0438 0.0478 0 . 0 5 1 70.0557 0.0596 0.0636 0.0675 0 . 0 7 1 40.0754
0.2 0.0793 0.0832 0.0871 0 . 0 9 1 00.0948 0.0987 0 . 1 0 2 60 . 1 0 6 40 . 11 0 3 0 . 11 4 1
0.3 0 . 11 7 9 0.1217 0 . 1 2 5 50 . 1 2 9 30 . 1 3 3 10 . 1 3 6 80 . 1 4 0 60.1443 0 . 1 4 8 00 . 1 5 1 7
0.4 0 . 1 5 5 40 . 1 5 9 10 . 1 6 2 8 0 . 1 6 6 4 0.1700 0 . 1 7 3 60 . 1 7 7 2 0 . 1 8 0 8 0 . 1 8 4 4 0 . 1 8 7 9
0.5 0 . 1 9 1 50 . 1 9 5 0 0 . 1 9 8 5 0 . 2 0 1 90.2054 0.2088 0.2123 0.2157 0 . 2 1 9 00.2224
0.6 o.2258 0.2291 0.2324 0.2357 0.2389 0.2422 0.2454 0.2486 0 . 2 5 1 80.2549
o.7 0.2580 0.2612 o.2642 0.2673 0.2704 0.2734 0.2764 0.2794 0.2823 0.2852
0.8 0.2881 0 . 2 9 1 00.2939 0.2967 0.2996 0.3023 0.3051 0.3078 0 . 3 1 0 60 . 3 1 3 3
0.9 0 . 3 1 5 9 0 . 3 1 8 6 o.3212 0.3238 0.3264 0.3289 0 . 3 3 1 50.3340 0.3365 0.3389
1 . 0 0.3413 0.3438 0 . 3 4 6 1 0.3485 0.3508 0.3531 0.3554 0.3577 0.3599 0.3621
1 . 1 0.3643 0.3665 0.3686 0.3708 0.3729 0.3749 0.3770 0.3790 0 . 3 8 1 00.3830
1 . 2 0.3849 0 . 3 8 6 9 0 . 3 8 8 8 0.3907 0.3925 0.3944 0.3962 0.3980 0 . 3 9 9 7 0 . 4 0 1 5
1 . 3 0.4032 0.4049 0.4066 0.4082 0.4099 0 . 4 1 5 0 . 4 1 3 1 0 . 4 1 4 7 0.4162 0 . 4 1 7 7
1 . 4 0.4192 0.4207 o.42220.4236 o.4251 o.4265 0.4279 0.4292 0.4306 0 . 4 3 1 9
1 . 5 0.4332 o.4345o.4357 0.4370 0.4382 0.4394 o.4406 0 . 4 4 1 8 0.4429 0 . 4 4 4 1
1 . 6 0.4452 0.4463 0.4474 o.4484 0.4495 0.4505 0 . 4 5 1 50.4525 0.4535 0.4545
1 . 7 0.4554 0.4564 4573 0.4582 0 . 4 5 9 1 0.4599 0.4608 0 . 4 6 1 6 0.4625 0.4633
1 . 8 0.4641 0.4649 0.4656 0.4664 0.4671 0.4678 0.4686 0.4693 0 . 4 6 9 9 0.4706
1 . 9 0 . 4 7 1 3 0 . 4 7 1 9 0.4726 0.4732 o.4738 0.4744 0.4750 0.4756 0.4761 0.4767
2.O 0.4772 0.4778 0.4783 0.4788 o.4793 0.4798 0.4803 0.4808 0 . 4 8 1 2 0.4817
2.1 o.4821 o.4826 0.4830 0.4834 0.4838 o.4842 0.4846 0.4850 0.4854 0.4857
2.2 0 . 4 8 6 1 o.48640.4868 o.4871 0.4875 0.4878 0 . 4 8 8 1 0.4884 0.4887 0.4890
2.3 0.4893 0.4896 0.4898 0.4901 0.4904 0.4906 0.4909 0 . 4 9 1 1 0 . 4 9 1 3 0 . 4 9 1 6
2.4 0 . 4 9 1 8 0.4920 0.4922 0.4925 0.4927 0.4929 0 . 4 9 3 1 0.4932 0.4934 0.4936
2.5 0.4938 0.4940 o.4941 0.4943 0.4945 0.4946 0.4948 0.4949 0.4951 0.4952
2.6 0.4953 0.4955 0.4956 o.4957 0.4959 0.4960 0.4961 0.4962 0.4963 0.4964
2.7 0.4965 0.4966 0.4967 0.4968 0.4969 0.4970 0.4971 0.4972 0.4973 0.4974
2.8 o.49740.4975 0.4976 0.4977 0 . 4 9 7 7 0.4978 0.4979 0.4979 0.4980 0.4981
2-9 0.4981 o.4982 0.4982 0 . 4 9 8 3 0 . 4 9 8 4 0.4984 0.4985 0.4985 0.4986 0.4986
3.0 0.4987 0.4987 o.4987 0.4988 0.4988 0.4989 0.4989 0.4989 0.4990 0.4990
3.1 0.4990 0.4991 0.4991 0 . 4 9 9 1 0.4992 0.4992 0.4992 0.4992 0 . 4 9 9 3 0.4993
3.2 0.4993 0.4993 0.4994 0.4994 0.4994 0.4994 0.4994 0 . 4 9 9 5 0.4995 0.4995
3.3 0.4995 0 . 4 9 9 5 0 . 4 9 9 5 0 . 4 9 9 6 0.4996 0.4996 0.4996 0.4996 0.4996 0.4997
3.4 0.4997 0.4997 0.4997 o.4997 o.4997 0.4997 0.4997 0.4997 0.4997 0 . 4 9 9 8
3.5 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0.4998 0 . 4 9 9 8
3.6 0.4998 0.4998 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999
3.7 0.4999 0.4999 0 . 4 9 9 9 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999
3.8 0.4999 0.4999 0.4999 0 . 4 9 9 9 0.4999 0.4999 0.4999 0.4999 0 . 4 9 9 9 0.4999
3.9 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000 0.5000
Tabella1 - areesottesedallacurvanormalestandardizzata

134

L
G. COMOGLIO Caoitolo3
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

3.13.3.TEOREMIINERENTI LA DISTRIBUZIONE DI GAUSS


Accenniamoora ad alcuniteoremifondamentali utili per spiegarecome mai la
gaussianasia di gran lungala funzionedi distribuzionepi importantenellastatistica
applicata.
Sianodaten variabilicasualigaussiane,indipendentitra loroe si consideri
la variabile
casualesommaX. Si pudimostrare che la X unadistribuzione gaussiana con media
e varianzacalcolabilisecondole [30] e [32] e che viceversase la somma X di n
variabili casuali indipendenti una normale, ciascuna variabile casuale
componente anch'essauna normale.

Questoenunciatoaffermanon solo che la distribuzionenormalesi riproduceper


addizione,ma anche che ogni distribuzionenormale non pu mai provenire
esattamente dallasommadi componentiche non sianoanch'essenormali.
In generale,se la distribuzionedi una variabilecasualeX dipendeda un parametron e
se si possonotrovaredue quantitm e otali che la distribuzione dellavariabilescarto
standardizzata tendaad esserenormalequandon tendeall'infinito, si dir che X
asintoticamente normale (in questo sensola distribuzione binomiale asintoticamente
normale). Quest'ultima atfermazione, servea chiarireI'enunciato del teoremacentrale
della statisticanotoanchecometeoremafondamentale dellaconvergenza stocastica
o teoremadi Laplace-Tchebycheff- Liapounoff.
Questo teorema afferma: qualunque siano le distribuzioni delle variabili
indipendentisoggettead alcunecondizionimolto generali,la variabilesomma
asintoticamente normale.Sinteticamente, le condizionigenerali cui devonosoddisfare
le variabilicasualicomponenti, si possonoriassumere nel fattoche nessunadi esse
deveprevaleresullealtrenelladeterminazione di X.

ll teoremacentraledellastatistica
d unaspiegazione del perch,in un grannumerodi
si trovinodistribuzioni
applicazioni, che sono almenoapprossimativamente normali
come,ad esempio,nel caso degli erroridi misuradi una grandezza fisica e in tanti
campi della biologiae dell'economia. Limitandociora al caso di nostrointeresse,
secondola teoriadeglierrorielementari (Hagene Bessel)I'erroretotalecommessoin
una misurasi pu pensarecome sommadi un gran numerodi errorielementari,
tra di loro.Se i contributi
indipendenti di ciascunodi essihannotuttilo stessoordinedi
grandezza,allora la variabile casuale somma dei singoli effetti si comporter
approssimativamente comeunavariabiledi tipo normale.

In generale si pusupporre chequestaconsiderazionesiaveranelcasodellamisuradi


una grandezzalisica,perchse qualcunadellecausedi errorefosse preponderante
rispettoalle altre,ci non potrebbenon essereavvertitodall'operatore
il quale,in tale
situazione,dovrebbeprowedereapportando alcunecorrezionio isolandole operazioni
di misuradal fenomenodi disturbo.Gli errori accidentalidi misura,entro i limiti
previstidal teoremacentraledella statistica,possono perci essereconsideratie
trattati come una variabilecasuale di tipo normale.Questoassunto,anche se
oggigiorno rimessoin discussione da moltistudiosi,
vienecorrettamente applicato in
quantoconsentedi risalirecon pochemisurazioni alla stimadei parametri di mediae
varianzanecessaria definireil modellomatematicorappresentato dalla distribuzione
normale.

135
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

possiamodire che I'operazionedi misura di una grandezza


ln definitiva fisica,una
luenza degli errori grossolanie sistematici,corrisponde
volta depurata dall'inf
all'estrazionecasualeda una distribuzionedi probabilitnormale.

Quindiil risultato di misurasarrappresentato


dell'operazione non da un numero,ma
da una densit di probabilitdi cui si devono determinaremedia e varianza.
Analiticamente dellamisuradi una grandezza
il risultato L sarindicatonellaseguente
forma:
L:rflttOt 1421
dove con mr si intendeil valoremediodelladistribuzione
e con or=Jd il relativo
scartoquadraticomedio.

136
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA CENNIDI STATISTICA

3.14. DISTRIBUZIONE NORMALEA DUEDIMENSIONI


Consideriamo due variabilicasualidi tipo normale(X e y) fra loro indipendenti; la
probabilitlegataall'individuocaratterizzalo dai valori argomentali e x y data dal
prodottodellesingoleprobabilit:
--ia-
\t--."Y r | { ' . . ) '( , - ' ' ) ' I
-rl-;-
1 1 .1-] [43]
Z=f(.r,t')=+rV *,-P

2'to,o u
',l2noi ltTEo;

E picomplesso l'espressione
determinare delladensitdi probabilita normalea due
le
che due
nell'ipotesi
dimensioni variabili;re y siano correlate e con legge
distribuite
Diamoquestaespressione
normale. senzadimostrazione:
, ,*fn .r,",1'l
,,.!-,,,
_ , =flr-.,,,,\'-2rr-,\,
1 o\ r'
2 11 - p ' t(l 6 , ) o, o, \ 144l
Z= jt.r,.l , f= - - _ - - .
Z n o ,o ,l 1 -P '

espressodal seguente
ll parametrop che intervienea definirela distribuzione
rapporto:
o," [45]
P=- .o.
o.

normalea duedimensioni
graficadi unadistribuzione
F i g .3 . 1 1 Rappresentazione

Si pu dimostrareche la t44l in accordocon tutte le definizionie proprietdelle


disiribuzioni continuea du dimensioni. Inoltre evidenteche la [44] I'equazione
z=f(x,.y)di una superficiela cui rappresentazione graficarispettoa tre assi coordinati
x,y,z riportatain Fig.3.11.
pr le applicazioni lla teoriadellemisure utilestudiarele curvedi intersezione di
questasuperficie con ipiani z= K. Comesi pu facilmentedimostrare esse sono delle
ellissile cuidimensioni varianoal variaredellacostante K.

t3'l
G. COMOGLIO Capitolo3
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA C E N N ID I S T A T I S T I C A

al valoreK = I si chiamaellissestandard(Fig.3.12)i cui


L'ellisseche corrisponde
semiassi maggiore e minore(ae b) sonofornitidalleseguenti
relazioni:

+M-4 *q
"'=)(o:+oi)+ [46]
- o:f + ao'z*

fnoltrel'angolog cheil semiassemaggiore formacon I'assedelle.r si pu


dell'ellisse
determinare relazione:
con la seguente
2 o
- --::'- -
tan2rp l47l
o;-o;

Si pu dimostrareinfine che se un ellissestandard ha gli assi paralleli agli assi


coordinati,non vi correlazionefra le due variabili.Da un punto di vista statistico
l'ellissestandardrappresenta dellaqualesi ha il 39"/odi probabilit
l'areaall'interno di
trovareun individuoestrattoa casodallapopolazione. In un'ellissedi dimensionidoppie
tale probabilit
sale a circal'80o/o,mentrein un'ellisse di dimensioni pari a 3 volte
standardla probabilit
l'ellisse superail 99%.

Fig.3.12 - Parametri
dell'ellisse
standard

138
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

Capitolo 4
IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE
MISURE

4. CONCETTO
DI MISURA
Misurareuna grandezzasignificaparagonarla con un'altradellastessaspecieed
esprimereil rapportotra le due medianteun numeroche costituisce il risultatodella
misura.L'associazione del tutto arbitraria,infattiuna stessagrandezzapu essere
associataa numeridiversisenzacreareambiguit.Una stessalunghezzapu essere
espressa,ad esempio,in metrio in pollici,un angolorettopu essereespressoin
radianti(nl2'^o),
nelsistemasessagesimale (90")o quellocentesimale (100son).
ll numero funzionedel sistemadi misura.Definitoil sistemadi misura,vienemeno
I'arbitrariet
dellasceltadel numeroche la rappresenta.
Nellateoriadellemisuresi definiscono essenzialmente tre tipidi operazioni di misura:la
misuradiretta,la misuradirettacondizionatae la misuraindiretta.
139
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

4.1. LE MISUREDIRETTE
La misuradirettadi una grandezza definitalogicamente
nelseguentemodo:
F si costruisceuna grandezzadellastessaspeciedi quellada misurarecostituitada
un numero intero di quantituguali (unitdi misura)definendodelle unit
campione;
F si sommanoopportunamente le unitcampione(unitcostruita)
in mododa avere
una quantitugualea quellada misurareutilizzando uno strumentoche permetta
quantitda misuraree quantitcostruita;
il confrontodi uguaglianzalra
F si conta il numerodi unit campionecontenutenella quantitcostruita:tale
numerosi chiamamisuradirettadellagrandezza.

Fig.4.1 - Misuradirettadi una grandezza:


la pesatadi un oggetto

Spessole misurediretteche si eseguonosonosoggettea condizioni geometriche (ad


esempiola sommadegli angoliinternidi un triangolodeve esserepari a rc,ecc.).
Questecondizioni, che a volteassumono formeanchemoltocomplesse, sonoutiliper
la presenza
verificare di eventuali erroridi misuragrossolani.
La misuradirettaassocerun numeroalla grandezzain esame.A priori impossibile
predirein mododeterministico il risultatodellamisura.
Se ripetiamoI'operazione in un momentosuccessivo e se lo strumentodi misura
sufficientemente precisotroveremoun secondonumero,diversodal precedente,da
associareallastessagrandezza.
Nell'esempio dellapesatanotiamoche se vogliamostimareil pesodell'oggetto al mg,
ripetendo pi
la misura volte,otterremo numeridiversitra loro,mentre,se limitiamola
precisione al g, il risultato
dellevariemisurefornirsemprelo stessovalore.
Questo fatto non spiegabilerazionalmente:ripetendopiu volte la misura di una
grandezzasi dovrebbeotteneresempre/o sfessovalore.Nellapraticaoperativaci non
si verifica mai. Dobbiamo concludere che esiste una misura vera. mai
raggiungibile, ed infinitestimedi tale misurache I'approssimano.

la discrasiaesistentetra la praticaoperativadella misurae


Per chiarireulteriormente

Fig.4.2- Errorisistematici,
grossolani
e accidentali

140
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Se ipotizziamo di sparare,in un tiro a segno,un certonumerodi piombinicon una


carabina e successivamente esaminiamo il bersaglio,
noteremo che:
F la maggiorpartedei fori si addensain una certazona (R) abbastanzapiccoladi
centroC;
il centroC di questazona spostatorispettoil centrodel bersaglio;
gli scostamenti di tuttii fori rispettoal centroC sonodistribuiti
in modoabbastanza
uniforme;
F i grossiscostamenti, rispettoal centroC, sonorari(A e B).

Possiamo concludere che:


F esistonoerrori che comportanouno spostamentodella rosa di tiro in modo
sistematico (owero che agiscesu ogni tiro). Ad esempiose si utilizzauna
carabinacon la canna storta, I'operatoremira nel modo correttoma i colpi
risultano Talierroriprendono
tuttispostati. il nomedi sistematici;
F i piccolierrorisonoinevitabili
ed hannounadistribuzione deltuttocasualeattorno
al centrodellarosa.Possonoesserecausati,ad esempio,dal tremoliodel tiratore.
Talierrorisi definiscono accidentali;
) gli erroridi grossa entitovverosono rari.Possonodipendere, ad esempio,da
erroridi mirao da unoscorretto
effettivi usodellacarabina. Essiprendono il nome
di errorigrossolani.

Glierrorisistematicisonocausatiessenzialmente da srettifiche strumentali.


La naturadi questierrorifa s che possanoinfluiresulle misuresemprecon una
determinata legge,ma presentarsi convalorie segnidiversia secondadellecondizioni
operativenellequalivieneeseguitala misura.Durantelo studiodeglistrumentie dei
metodioperatividi misurasarannoevidenziati varitipi di errorisistematici (ad esempio:
errori residuidi inclinazione e di collimazione nel teodolite,ecc.) e gli opportuni
accorgimenti operativiperla loroeliminazione.
ln particolare
le stradeseguiteper l'eliminazione deglierrorisistematici possonoessere
cossintetizzale:
F si eseguela taraturae la rettificadeglistrumentidi misuracon una precisione
decisamente superiore a quellaoperativa;
D si adottano delleprocedure cheli eliminino
operative automaticamente;
F si rendonovariabili in valoree segnoin modoche mediando i risultati
dellemisure,
si "autocompensino". Ad esempio,nella misura degli angoli azimutali,per
eliminare si rimettepivoltein stazioneil teodolite.
I'erroreresiduodiverticalit

Fig.4.3- Eliminazione
deglierrorisistematici

t4l
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

Gli errorigrossolanisonoi pi banalianchese spessosonoi pi difficilida individuare.


Si parladi errorigrossolaniquando la lorocausarisiedeessenzialmente in distrazioni
dell'operatoreoppurein usononcorrettodellostrumento di misura.
Solitamentequesti errori sono di entit notevoleper cui sufficientesottoporrea
verificheperiodiche di misuraperpoterlievidenziare
i risultati e dunqueeliminare.
In topografiae in fotogrammetria generalmente si adottanoschemidi misuratali da
consentire un sistematico controllodellemisureeseguite(ad esempiodi un triangolo,
invecedi misuraresolo due angolie determinare il terzocome supplementare della
sommadei due misurati,si misuranotutti e tre gli angolie si controllache la loro
sommarispetti, a menodi erroriaccidentali, la condizione geometricanotaa priori).

s+B*1=n

Fig.4.4- Individuazione
deglierrorigrossolani

Quandonon possibileadottareuno schemadi controllo,si ricorrealla ripetizione


dellemisure(es.:poligonale
indipendenfe di unagalleria).
apertadi tracciamento

Sia gli errori grossolaniche quelli sistematici


devonocomunqueessereeliminati
primadi unaqualsiasi
dall'operatore elaborazione deirisultati
dellemisure.

Quandosi misuracorrettamente una grandezza,eliminandocio gli eventualierrori


grossolanie sistematici,la ripetizione i seguenti
dellastessaevidenzia fenomeni:
F i risultati
dellamisuracambiano in modocasuale;
le differenzesonopiccolerispettoallaprecisione strumentalee lo scartomassimo
tantopi piccoloquantopi accuratala metodologia di misuraadottata;
F se le ripetizionisonoin numeromoltoelevato,si notache il rapporto tra il numero
di volte in cui ogni valoresi presentatoe il numerototaledi misure(frequenza
relativa)tendea stabilizzarsi.

In questocasosi diceche la misura affettada un erroreaccidentale, intendendo con


taletermineI'effettodi unaserienondefinitadi causeche provocano errorisullemisure
nonprevedibilia priorie di limitata
entit.
A questo puntoil problema qualesar,tra tuttii valoriottenuti,
consisteneldeterminare
quelloda utilizzarein fase di calcolo.La scienzache studiaquestifenomeni la
statisticamatematica.
Possiamodefinirela statisticacome la scienzache tenta di descriverecon certezza
l'incertezza.
Questierrorinonsonoeliminabili ma si possonocontrollare
soloin modostatistico.

Le misure dirette condizionatesono misuredirettelegatefra loro da un legame


funzionale;ad esempiola misuradirettadi tre angolidi un triangolopiano deve
la legge:a+ B + y = v
verificare

142
Y

G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

4.2. LE MISUREINDIRETTE
di unagrandezza
La misuraindiretta definitada un legamefunzionale che legatale
grandezzaad altre grandezzemisurabilidirettamente. In questocontestoil legame
funzionale lo strumento
costituisce di misuradellagrandezza in oggetto.
L'equazioneche legagrandezzeincognitea grandezze misuratedirettamente si chiama
equazioneallemisure.
Ad esempio,nel triangoloABC se misuriamo direttamente il lato a e gli angolicr e B,
possiamoricavarela misuraindirettadel latob tramitela relazione:

6=-J-rinB
sma

Fig.4.5- misurare
indirettamente
b
La misuraindirettasimultaneadi pi grandezze realizzabileattraversoun sistemadi
equazioniche leganole grandezzemisurabili direttamentealle grandezzeincogniteda
ricavareindirettamente.
Ad esempionelleretitopografiche poligonali,
di triangolazione,
intersezioni
si misuranodirettamente angolie distanzee si ricavanoindirettamentele
coordinatedeiverticidellarete.

4.3. IL PROBLEMADELLASTIMA
Abbiamodettoche ognioperazione di misuradi unagrandezza fisica,purchaffetta
da soli erroriaccidentali aventimediamente lo stessoordinedi grandezza, equivale
all'estrazionecasualeda unadensitdi probabilit normaleo gaussiana.
Inoltreabbiamovisto che per definirein modo completouna qualsiasidistribuzione
normaleoccorredeterminare il valoredei due parametridi mediae di varianza.
evidenteI'impossibilit in quantosarebbero
di definireivaloriteoricidelleduestatistiche
richiesteinfinitemisurazioni. L'unicastradapercorribile quelladi definiredei metodi
che consentano di giungerea dei valoriil pi possibileprossimia quelliteoricicon il
minorsforzopossibile. D'orain avantidefiniremo:
F stima il valorenumerico cheassoceremo a m e 6,
F stimatorela relazioneanalitica, funzionedi un campionelimitatodi estrazioni
casuali, checonsente di definirela stima.

Partiamodall'assunto che per ogni grandezza esistaun uniconumeroche ne esprime


la misuravera,e che le fluttuazionidei risultati
sianodovutiad erroriaccidentalipresenti
in manieraimprevedibile in ognioperazione di misura.Tecnichedi misurapi raffinate
dovrebbero ridurregli errorientrolimitisemprepi strettiondeawicinarsisempredi pi
allasituazioneidealedi biunivocit fra grandezza e misura.Nellapraticaoperativaad
ogni grandezzacorrisponde sempreuna molteplicit di valorileggermente diversitra
loro.
Occorrerisolvereil problemadi comecombinarequestirisultatiin mododa ricavareun
unicovaloreche sia il pivicinoallamisuraverae la suaattendibilit. ll risultato
di una
singolaoperazione di misura un eventoaleatorio, che si pu configurare come una
estrazionea casodallapopolazione di misurepossibili.

143
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Misurareuna grandezzaequivalea definirei parametri(media e varianza)della


delle misurepossibilisulla base di un certo numero,moltolimitato,di
distribuzione
misureripetute.Si stabiliscecos una relazionebiunivocafra la grandezzae la
dellemisurepossibili.
distribuzione
Misurare direttamenteuna grandezzasignifica quindi individuareil modello
matematico (la distribuzione) che la rappresentaadeguatamentee stimare i
parametridella popolazione(mediae varianza).

4.4. PROPRIETA DEGLISTIMATORI


Si possonoinventare moltiprocedimenti
per stimarei parametri
di una distribuzione
di probabilit.
In particolare
peri dueparametri
m e chedefiniscono unadistribuzione
gaussiana,qualunquefunzionedel campioneestrattoXl, X2,..., Xnpu forniredelle
stime.Genericamente il procedimentodi stima dei parametridi una distribuzione
normalesarindicatonelseguente modo:
m = h ( x r , x r , . . . , x),
- t1l
o - = g ( 4 , x 2 , . . . , x ,)
dovele funzionih e g rappresentano i genericistimatori.
Owiamentetra tuttele possibilistimedei parametridellapopolazione occorrescegliere
i valorida ulilizzare seguendoalcunicriterilogici.
Si stabiliscono quindidellepropriet cui le stimegeneratedaglistimatorih e g devono
soddisfare.
Unabuonastimadeveessere:
D consistente
D non affettada erroresistematico
Y efficiente
Una stima si dice consistentese al tendereall'infinito del numeron di elementi
costituentiil campioneutilizzato tendeal valoreteoricodel parametrostimato.
Osservando le [1] si pu notareche ogni stima una quantitaleatoriain quanto
dipendeda un campionealeatorio(ossiaogni campionedi n elementiconsentedi
ottenereun diversovaloredellastimadelparametro). Quindiognifunzione deglin valori
estrattidefinisceuna popolazione n
delle stime da campionidi elementi,ovvero una
variabilecasuale.
Perle distribuzioni dellestimesi potranno definire,
analogamente a quantoawieneper
unaqualsiasi variabilecasuale,la mediae la varianza.
Una stima si dice non affetta da errore sistematicose la mediadella popolazione
dellestimecoincideconla mediadellapopolazione da cuisonoestrattii campioni.
Una stima si dice efficiente se, rispettoa tutte le possibilistime del parametro,la
popolazione cui appartiene ha la varianzaminima.

4.5. IL PRINCIPIO
DI MASSIMAVEROSIMIGLIANZA
La ricerca del modello matematico che rappresentaadeguatamenteuna
di misurepossibili
distribuzione devenecessariamente partireda risultati
sperimentali.
Questaindagineportaad affermareche la distribuzionegaussianasi prestabene a
rappresentareuna popolazione di misurepossibili.
Ad una leggedi distribuzione
di tipo
gaussiano conduceancheunaindagine teoricabasatasullaipotesiche il prodursi
delle
fluttuazioni
accidentalidi misurasia dovutoal sommarsidi numerosipiccolieffetti
ognunodeiqualiha unadistribuzione
aleatori, qualsiasi.

144
Y

G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

La stimadei parametri in funzionedeivaloridi un campione


delladistribuzione, estratto
a caso,awieneattraverso I'applicazionedi principi
assiomatici,unodei quali
quellodi
massima verosi mig Iianza.
Consideriamo unadistribuzione teoricaf(x/dipendente da rparametri& , 02,'......
0,
Consideriamo una ennuplaxt , x2,'......Xndi individui
estrattia casodalladistribuzione
teorica.La densitdi probabilit
di questadistribuzionesar:
P ( x . , , x 2 ; . . . . . x n / e 1 , e 2 , -f. .(.*..e, ,)f )(=* r ) f (",) t21

Per una determinata seriedi valoriXl , X2,"..."Xnla densitdi probabilit


Passumer
vaforidiversia secondadei valoridei parametri& , 02,.......d,'considerati. Maggiore
verosimiglianza o plausibilit
hannoquellestimedei parametri , 02 ,'......0, che
rendonomassimala P.
Applichiamo il principio
di massima verosimiglianza ad unadistribuzionegaussiana.
I parametrida stimareper una distribuzione gaussianasono la mediam e la varianza
o'.

Fig.a.6- Distribuzione
gaussiana

La probabilit di estrazione legataal singoloindividuo


xrdellaennupladi valoriestrattia
casoXr, X2,.'.....x, dalladistribuzioneteoricasar:dp,= 7lx,)clx
La probabilit di uscitadell'interocampioneX1,X2,.."..-xn si ottieneapplicandoil
teoremadelleprobabilit composte:
ap = f (x.,).
f (*,) .. 7Q^lrax")
Le /(x,) dipendono dai parametri di mediae di varianza.Alvariaredi questi
incogniti
parametri, varierannoanchele /(x,) e quindila dP. L'applicazione del principiodi
massimaverosimiglianza ci farassumere comemigliorestima(stimapi plausibile) di
m e o'quellacherendermassimala dP.
Se la /(x,) ,comeipotizzato, unagaussiana avremo:
'1 -k'-^)2
e 'o'
.f(..,)
42no'
la probabilitdi uscitadell'interocampioneXl,X2,..'.".x,sar:
- '^-I (r,-.
PG,,r, x n/ m , o ' ) = / ( r , ) . f ( r r ) . . . . f ( * , ) = , - - l - ,
1
2 c 2 ' / L t"^')i't
'-
\2no' )
che diventamassimaquando minimoI'esponente e owero quandor
dell'esponenziale
-1t (x,- ml' = min
2o'A' '

145
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

che per / = costdntediventa'i{r, -*)'=min che rappresentan PHNC|P\O DEt


l=l

MINIMIQUADRATI.
Se la f(x) una distribuzionegaussiana,il principio di massima verosimiglianza
conduceal principiodei minimi quadratie la diretta applicazionedi questo principio
portaalladeterminazionedellastimapiplausibiledelparametro media:
_!_ .
- mf = min
)(", t3l

4.6. MISUREDIRETTEDI UGUALEPRECISIONE


Per trovare uno stimatoredella media applichiamoil principiodi massima
verosimiglianza perqualevaloredi z (mediastimata)
la [3]determiniamo
e, ricordando
taleequazioneassumeilvaloreminimo.
_lt- .
l(^,- ^)' = mine derivando
rispetto m ed uguagliando
all'incognita a zerola derivata:
)nn
- -21(x,-m)=o
n

+I (x,
' ,n)'= ' , - , Ir,- mL=o
-
I " , n m= O
dm -,o' l=l I=l

da cui la stimapi plausibile


del parametromedia(la stimadel parametromedia
soprasegnataperdistinguerla dalvaloreteorico):
\-
L ^,
i =1 t4]
m=>
n

Dobbiamoverificarese la stima della media ottenutaattraversol'applicazione del


dei minimiquadrati
principio unabuonastimao meno.
e poi farnela media
casualeXl'ennupladi valoriX1, X2,.......Xn
Estrarredallavariabile
aritmeticaequivalea calcolareun individuodi una nuova variabile casualechiamata
dellemedie(vediFig4.7):

xl + ,t2 f .. . . f
,

Fig.a"7- Calcolodellamediaaritmetica
di unaennupla

Ripetendoinfinitevolte questa operazione,generiamoinfinitivalori , e quindi,


implicitamente,
costruiamo dellemediechesarnormalecomequelladi
la distribuzione
partenza:

t46

L
T
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

distribuzione
dellemedie

x,
xt x3i X, X2

Fig.4.8 - Costruzione dellemedie


delladistribuzione
Perverificare la bonto menodellastimadellamedia,ottenutaattraverso I'applicazione
del principiodei minimiquadrati, dobbiamo calcolareil valoredellamediateoricadella
distribuzione dellemedie(popolazione dellestime).
Ciascunvaloredi questa distribuzione
stato ricavatocome mediaaritmeticadi una
campione (xr,xz,..'xn)
di individui dalladistribuzione
estratti originaleX(vedi[a]):
il
sr
)r

ITI
L
=1
"i
x1+ x2*....x,
=
xl
----l-!
x 'z r....-j-
x tsl
n nnn
possiamoipotizzaredi ripetereinfinitevolte questaoperazionedi estrazionedi un
campioneX1,X2,--'.X,e di calcolarneil valoremediorr;a primoe a secondomembro
della[5]costruiremo quindi dellevariabili
casuali.
La relazione sarquindiunarelazione
tra m X1,X2,...x, casualiindipendenti
tra variabili
di tipo normalee quindi,applicando le regolevisteprima(vedi[33]e [37]del Cap.3),
sarpossibile calcolareil valoredellamediateoricadelladistribuzionedellemedieche
staa primomembro.

UtilizzandoI'operatoreM[a] con il significatodi "calcoloil valoredella mediateorica


delladistribuzione
a":
lll
M[rn]=t M[x,]+- M[x2]+--.-....M[x,]
nnn
Osservando che:
F la distribuzione da infinitivalori"estratti
xr costituita per primi"dalladistribuzione
X e avr quindi =
mediateorica tn a varianzao2
) la distribuzionexz costituitada infiniti valori "estrattiper secondi"dalla
e X e avrquindimediateorica= tn varianzao'
distribuzion
F la distribuzione da infinitivalori"estrattiper ultimi"dalladistribuzione
x, costituita
X e avr quindi =
mediateorica tn e varianzao2
Si ottiene:
lll
M[m1=tnxm=!m+-m+ rn=tn t6]
nnn
La media teorica della distribuzione delle medie coincide con la media teorica
della distribuzioneorigine e quindi la stima non affetta da errore sistematico.

147
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ILTRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Per quantoriguardala determinazione della varianzaoi della distribuzionedelle


medie,partendodalla[5] e applicando
semprele regoledellacombinazione di variabili
casualiindipendenti
di tiponormale( vedi[33]e [37]delCap.3),avremo:
-' nIt not 'n* 1 o ' + . . . .... \ o ' = o '
o" ''n= t7l
In base alle definizionidate prima,possiamodire quindiche la stima rn anche
efficiente.In altre paroleI'effettuare
n osservazioni
di una stessagrandezza,
owero
I'effettuaren estrazionida una distribuzione di varianza, e costruirela media
t'
aritmetica ne m =
del campio equivale
ad eseguireun'unicaosservazione
da una
(distribuzione
distribuzione OeltLmeOie)che ha la stessamediateorica(m) e una
a

varianzanvoltepi piccolalal.
n
ll significato pratico di quanto dimostrato che per misurarecorrettamenteuna
grandezza(es: distanza,angolo,ecc...) necessarioripeterepi volte la misura e
assumere come valore della grandezzaquello espresso dalla media aritmetica
dellemisureeseguite.

La stimadellavarianzadelladistribuzione originale, sempree solamentein base al


campioneestrattoX1,X2,...-Xn,
inveceaffettada erroresistematico. Infatti,secondola
definizione
datala varianzavale: s2= Ik, - ^)' f , = lf(r, -;Y
-' nA'
'
e sommandoe sottraendo il valoreteoricoOettameOa:
,' =li ki - ffi* * -;)' =l i {,,- *)' +1I (,,-;)' * ?tG, - (s- *)
nf, nfi nfi n?,
,' =li{",
rtl
- *)'*(*- *)'*?f{r,- *\* - *)
nl
atl
:i(", -*)0"-^) vate:
il termine
na

i6-^E(x,
-*)=|{*-;)lf ,,- r m l = a \ ^ - ^ ) . V * - n m ) =
'l -\
\ , / - \

) n'
=-2(*-*)'e quindi:

,' = - *)' *(* - ^)' - 2Qn


- m)'= - *)' -(^-;)' chepuessere
scritta
];{", IZt",
a n c hceo m e : ,=' 1 i { r , - * ) ' - ! > ( ^ - ; ) '
nfi fi t|
I terminia secondomembrodella precedente espressione sono pari, secondole
definizioni
date,rispettivamente
allavarianzadelladistribuzione originaleot e a quella
n -1
dellamediao,] e quindi:sz= o' -o' - oz
delladistribuzione
La distribuzione dellevarianze non coinciOe quilOicon fiuettadelladistribuzione
originale e pertantola stima affettada erroresistematico. Per ottenereuna stima
non affettada tale erroresarsufficiente
moltiplicare
tuttigli individuidel campioneper

148
Y

G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

il terminecorrettivoJ , La stimadellavarianzadelladistribuzione
originalesar
n-l
quindi:
iC _;Y
n 1ilr, -^Y =/L\ i-r,l t8]
o'= '
n-1 nA' n-1

La stimadellavarianzadelladistribuzione
dellemedie,a partiredal campioneestratto
s anf, q u i n d i :
X1,X2,....X
-2 fG -;Y
-2 o =,'
-- tel
n nln -1)

Misuraredirettamenteuna grandezza significaquindi:


F eseguiren osservazionix1,x2,....x,
i calcolarela mediaaritmeticarr
F calcolarela varianzadelladistribuzionedellemediei,

La misuradellagrandezzas
esprmer
come:
m +6- [10]

ll segno+ non ha alcunparticolare sta soload indicareche il numeroche


significato,
lo
segue scarto quadraticomediodelladistribuzioneda cui statoestrattorn.

Perquantovistoin precedenzala probabilit


totaledeivaloricompresitra:
ii-6,,, e fr +6. del 68%
n -26_ e m +2o_^ del 95%
m -36,,, e -n+36,, praticamentedel lOOo/"

L'intervallot3o. rappresentaquindi la massim a variazionepossibiledei valori *


ottenutifacendola mediaaritmeticadi n misure.La massimavariazionedi una sola
misurax; invece pari a t3o ; si pu quindi assumerecome affetta da errore
grossolano quellamisurachedifferisce dallamedia^ perpidi t 3-.
fl vantaggiodi eseguiren misuree di calcolarela mediaaritmetica7 si concretizza
nelladiminuzione di J; voltedell'intervallo dellemisure;questoaumentodi
di variabilit
precisionenon pu per esseremoltospintoperchil beneficiocrescecon la radice
quadratadel numerodi ripetizione delle misure.Per ridurrealla met il campo di
bastano4 misure,mentreper ridurlodi 1/3 ne occorrono9 e cosvia.
variabilit
Se si eseguitaun'uncamisuradi una grandezza dsponibileun solo valoreche
rappresenta la stimadellamedia;non si ha alcunmododi verificare se tale valore
affettoda erroregrossolano.
Comevaloreo delladistribuzione da cui statoestrattala misura,convieneassumere
quellodellaprecisionestrumentale caratteristico
dellostrumentodi misura.
Anche quando si eseguonomisurecon strumentidi bassa precisioneconviene
associareal valorerappresentativo dellamisuraun 7 pari alla precisionestrumentale
perch,probabilmente, la ripetizione
dellamisuradarebbeun valoreugualea quello
precedente e sarebbeerratoattribuireallamisuraunoscartoquadratico medionullo.

149
G. COMOGLIO Caoitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Esempiosvolto di misurae di calcolodi una grandezzatopografica.

Un angoloazimutale statomisurato5 voltee si sonoottenutii seguentivalori:


g
54s,6542
54r,6592
54s,6539
54s,6547
54c.6544

misure scarti scarti2


54,6542 -0,0011 0,00000117
54,6592 0,0039 0,00001537
54,6539: -010014 . 0,00000190
54,6547 -0.0006 0,00000034
54,6544 -O,0OOg0,00000077
E= 0,0000 0,00001955
m-3o= 54,6486
trl = 54,6553
m + 3o= 54,6619
o= 0,00221'
om= 0,00099
ll topografo"pocoesperto"che guardai risultatidel calcolosenzaspiritocriticoe si
limitaesclusivamente ad applicare le formule,direbbeche il valoredell'angolo
misurato
paria 54s,6553t 0,00099cio a : m! o..
Se esaminiamo gli scartidellemisurerispettoalla media,notiamoche almenouno di
essi anomalorispettoa tuttigli altri(scarto= 0,0039).
Proviamo alloraad eliminare la misurache provocaquelloscartoe calcoliamo il nuovo
v a l o r ed e l lame d i ae d e l l os.q .m.
misure scarti scarti2
54,6542 -0,0001 0,00000001

54,6s3e -0,000; 0,0000001;


54,6547 0,0004 0,00000016
54,6544 0,0001 0,00000001
X,= 0,0000 0,00000034
m-30= 54,6533
lll = 54,6543
m+3o= 54,6553
o- 0,00034
om= 0,00017
Verifichiamo cosche il valore54,son6592, nonrientranell'intervallo
m-3o ...m+3o , ed
quindi
da considerare affettoda errore grossolano e giustamente eliminabile.
ll valore angolarecorretto,risultantedalle misure effettuate,sar quindi pari a:
S ,oonUUOt f 0,00017
ll metododi calcoloe di verificadei risultatiappenaproposto,non risolvein maniera
esaustiva la ricercadeglierrorigrossolani in una seriedi misure,vuolesoltantoattirare
I'attenzionedel lettoresullanecessit di verificare i risultati.
criticamente
Esistonodiversiteststatistici che affrontano questoproblemain modorigoroso,ma
esulanodagliargomenti di questocorso.

r50
Y

G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

4.7. MISUREDIRETTEDI DIVERSAPRECISIONE


Se una grandezza (peresempioun angoloazimutale) vienemisuratapi voltecon
strumenti aventidiversaprecisione di misurao in condizioni
operative
differenti,
non
possibilericavareil valorepi rappresentativo
dellagrandezzafacendo semplicemente
la mediaaritmetica dellemisureeseguite. (vediFigura4.9) avranno
Le n distribuzioni
tutte la stessa media teorica m in quanto rappresentano la stessa grandezza,ma
avrannovarianzaof diversaperchdi precisione diversa.

{Jr m *(},
m (,-. (},' m
J]

Fig.4.9-Misuradi una grandezzafatta


con strumentidi diversaprecisione
Da ciascunadistribuzione vieneestrattoun individuoO (misura)e quindi,avremoa
il
disposizionecampione01, 02,.....Or.
Ciascunvalore Oi pu essere consideratocome singolo individuoestrattodalla
di misurepossibili
distribuzione o, a sua volta,comevaloremediodi un certonumero
misureeseguitecon la stessadistribuzione. CiascunvaloreQ rappresenta una stima
dellamediateoricam, comunea tuttele distribuzioni, ma evidenteche se la stima
della media teorica m viene fatta sulla base di tutti gli Oi si otterrun valore pi
attendibile.
La probabilit del singoloindividuo
di estrazione Oidallarelativa distribuzione
datada:
(o,, ^)'
. J

zoi-
[ 11 ]

CiascunindividuoO si pu anchepensarecome risultatodella mediadi pi individui


estratti
da unadistribuzione aventela stessamediateoricam dellesingoledistribuzioni
e varianzapari a of a cuisi d il nomedi varianzadell'unitdi peso;essa rappresenta
lavarianzadi unadistribuzione attribuitoun pesounitario.
a cui statoarbitrariamente
oo2

ot2
4
P'-e
t

t\, *
Fig.4.10- Estrazione
dalladistribuzione
originale dellemedie
e dalladistribuzione

Estrarreun individuo(Or)dalladistribuzione
che ha varianzaoy2equivale ad estrarrep1
individui di varianzaos2efarnepoila media.
dalladistribuzione
Mediantei pesi, tutte le distribuzioni
vengonoriferitealla distribuzioneoe2di peso
I pesidellesingolemisureOi sarannoi seguenti,
unitario. assumendo o2oin mododel
tuttoarbitrario.
l5l
G.COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

o: o: o: . o:
P r= -- . P t: ----; P t= ___1..
P i= _i 112j
ol'- 6;'' o; o:
La probablit
di estrazionedel singoloindividuo
O dalladistribuzione
che ha varianza
oo2 dataquindida:
( ' l -t ' ' t 2
f (o ) = -+ r- {",:
.JZlfOo-

La probabilitdi uscitadell'interocampioneOt,O2,......O,
sar dato, applicandoil
teoremadefleprobabilitcomposte,dal prodottodefleprobabilitdi uscitadei singoli
i n d i v i d u i:

= @ffi):,
V(O,O,,....On,m,ot) [13]
Qualunque
sia il valoredi os2il massimo
di Vsi avrquandoI'esponente
di e sar
.t-
minimo:\ n,(o,- ,n)'= min. ll minimodellafunzione
x si ottienederivando
la funzione
i=t

stessae uguagliando
a zero:
ain,(o,-*)' -rEp,(o,-*,,):o
ln,o,-*nLp,=o
-0 i=l j=l

dnt

| ,,o, p , O , rp z o z + . . . . . p n o ,
m o =,-1t"-'= F [14J
P t +P z + " " ' P "
Zo'
ll valorecosottenutosi chiamamediaponderatadellen osservazioni 01, Oz,.....Ordi
diversaprecisione.
Se i pesi vengonomoltiplcati tutti per una stessa costante,il valore della media
ponderatanoncambia.Si giustifica cos^ilfattoche,se sononotele varianzeof si potr
assumerearbitrariamente il valoredi of per la definizionedei pesio, analogamente, se
sononoti i pesi,questipotrannoesseremoltiplicati tuttiper unacostantearbitraria.
Dobbiamoadessoverificarese la stima della media ponderataottenutaattraverso
I'applicazionedel principio
di massima verosimiglianza unabuonastima.
I parametridi giudiziosulla bont della stima che abbiamodefinitosono: la
consistenza,I'efficienzae la verificache non sia affettada errore sistematico.
Per fare questo dobbiamo costruire la distribuzionedelle medie ponderate
immaginando di ripetereinfinitevolteI'estrazione del campioneo1, or,.....ndallen
distribuzionie costruendoogni volta un individuodella distribuiionOettemedie
ponderate. lndicandotra parentesiquadretuttigli individuidi unadistribuzione (infiniti)e
stabilitoche la media (indicatacon la lettera/vf)degli infinitivalori estrattida una
distribuzione parial valoreteoricosi avr:
ulo,]=Mlo,]=.... u[o,l=*
e quindila mediadelladistribuzione
dellemedieponderate
sar:
- ILp/ - t
n o*[ ] t .)+...'.p ,u [o,,] _+_=m
- p ,Mfo ,f+p "tufo
"' Y" J
'r
Pr-tpz*""'pn Tp
/-)'i

152
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

Si dimostracosche la stimadi mo consistente


e non affettada erroresistematico.

Perquantoriguardalavarianzadelladistribuzionedellemedieponderate,
applicando
le
regole[35]e [37]delCap.3 sullacombinazionedi variabili
casuali:
(,lt \' (- ( ^ \' Pi"i
o;=l+:1";*l;lo;+ l$;lo:=;:--' r15l
\LP,) \Lr, / \ LP,)
| , I O ,l
Questostimatore,che si dimostraessere,.o iil"re corretto,esaurisceil problema
che ci siamopostinel casoin cui sianonotele varianzedellesingoleosservazioniche
hannocontribuito allastimadellamediaponderata. Nelcasoin cui si conoscanosoloi
pesi,la relazioneche consentedi stimarelavarianzadellamediaponderatasi ricava
dalla [15] sostituendoalle quantitd I'equivalente espressionericavabiledalla
relazione [12]percuisi ottiene:

" I p,-63 Zp, o?


or= = =*
r , t" - V [16]
ff"l
| .LYi I fir, l Lp,
\ir t \ i=1
)
Per poter utilizzare
questanuovaespressione, occorrestimarela quantitoo2.Questo
pu esserefatto utilizzando il campionedi misureutilizzate
per la stimadellamedia
ponderata. Si notiche al variaredel campionevarierla stimadellavarianzadell'unit
di peso, per cui quest'ultimaquantitrisulta anch'essauna variabilealeatoria
caratlerizzalada una determinatadistribuzione.Per trovare uno stimatoredella
varianza dell'unitdi peso utilizziamonuovamenteil principio di massima
verosimiglianza. Conviene,in questo caso, utilizzareil logaritmodella funzionedi
verosimiglianza definitadalla[13].Otteniamo:
l n v= f r n"(' pt . p z . ' . .p. , )- ! n z , - l n o l - l f , 0 , .\( or -, r ) '
2 2 2 " 2o;,1''
Questafunzionerisultamassimaper quel valoredi o62che soddisfaalla seguente
condizione:
AhVnl'1
il =-:---i* - rI p,(o,-rl)t =g
do, 2o, 2oo ,=r
percuisostituendo
allamediateorica,la mediaponderata
stimataconla [1a]si ottiene:
+)
Lpt'vi 117l
6l = ,=r
n
La relazionesopra ricavata uno stimatorenon correttoin quantoaffettoda errore
sistematico. Si pu dimostrareche, analogamente a quantoabbiamovisto nel caso
dellastimadellavarianzadi una seriedi misuredirettedi ugualeprecisione, la media
defla distribuzone espressadalla[17] non coincdecon il valoreteoricodel parametro
chevogliamo Applicando
stimare. I'operatore
Msi ottieneinfatti:
r ^ r n"- 7 'o (
Ml6;l=
n
Quindila migliorstimadellaquanlitr
oo2 ricavabile
con la seguenteespressione:
-r-
-,
L p ,' ' [18]
o"-- "
:-1

" n-1

r53
G. COMOGLIO 4
CaPitolo
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Esempiosvolto di calcolodi una mediaponderata:


il dislivello tra i puntiA e B statomisurato con due lineedi livellazione geometriche,
unadelle quali si snodata un per percorso Anaparia
di 4 km ed ha fornitoil dislivello
18,3712m; l'alLra, eseguitalungoun percorsodiversocon sviluppopari a 9 km, ha
f o r n i t ou n d i sl i ve l lpoa ria 1 8 ,3 6 3 m.
3

La precisionedelle due misure diversain quantolo s.q.m.del dislivellocresce


proporzionalmente alla radicequadratadella lunghezzadella livellazione(vedi par.
7.7.1)e quindiil dislivelloAnaronsarparisemplicemente allamediaaritmetica
delle
d u em i s u re .
Applicando quantodettosullemisuredirettedi diversaprecisione,
avremo:
o,.,= kJ4 e quindi , k' '4
o?=
o,, = kJg e quindi o?,= k' '9
Le varianzenonsononote,ma possonoesserecalcolati
i pesi:
o ol oZ
h= ,rzj e Pz=F S ePonend
2o=l avremo:
11
P',= e Pz= =0,1111
4=0,2500 n
la mediaponderata
sarquindi:
.p,
m^-1 8 , 3 7 1 2p-t + 1 8 , 3 6 3 3 = 18,3688
m
Pt+ Pz
L'allievoverifichiche il risultatodel calcolodellamediaponderatanon cambiase si
.'29-g
p o n " : * = 9 e q u i n dsi i u t i l i z z a ni poe s ip a r ia : , r = = 2 , 2 5 e Pz==1 sichieda
"
perch.
dellemedieponderate
ll calcolodellos.q.m.delladistribuzione si calcolaapplicando
le
r e l a z i o n[1i 6 ]e [1 8 ]:
dislivello
O; sviluppol; pesip, p.*Oi v. =(O1- mp) pi(Oi - mp)2

lml [km]
lr = 18,3712 4 2,2500 41,3352 0,002 0,0000133
l z= 18!3633 9 1,0000 18,3633 -0,005 0,0000299
2,- 3,2500 59,6985 -0,003 0,0000432
n
\- - .r,2
Lvi
o =-L
vi , =0,0000432varianzadell'unit
di peso(calcolata
in baseagliscarti).
n-l

154

^b--
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

^ <'ri
6;-- = 0,0000133varianza
dellamediaponderata.
Zp
o p = 0 , 00 3 6 4 6 2s.q .m.d e l lme
a diaponder ata.
ll dislivellosardunqueparia: 18,3688 + 0,0036m

Altro esempiosvoltodi calcolodi una mediaponderata:


vogliamointerpolare la quotadi un puntoS, utilizzandole quotedei punticircostantiA,
B, C e D, disposti comein figurae distantidal punto S rispettivamentedr, dz,dse d+.
Fra i tanticriteridi calcolopossibili,apparelogicodare maggiorpesoai puntiche sono
pi vicinia S e minorpesoper quellipi lontani.Quelloche certamente sbagliato
fareunasemplice mediaaritmetica dellequattroquotenote.
Questoconcetto,tradottoin una relazioneanaliticasar: p, =4=
1
ol di

.
quora distanza psof,r Qi Pi (Qi- mp) pi(Qi-mp)2
da s
tml tml
A= 120,15 18,5 0 , 0 5 4 0 5 46,494595 -1,86 0,1877
B= 123,20 8,5 0,11764714,49412 1,19 0,1656
c = 121,18 12,0 0,0833331 0 , 0 9 8 3 3 -0,83 0,0579
D= 122,35 11,0 0 , 0 9 0 9 0 91 1 , 1 2 2 7 3 0,34 0,0103
r- 0.34594442,20977 0,4215

La mediaponderatacheci fornirla quotacercatadel puntoS sar:


k

2Q,p,
m, =Qs =-d- =122,01nt

ZP,
I o , @ -, * r ) '
o0= =0,140506varianzadell'unit
di peso(calcolata
in baseagliscarti).
n-1
^d:
6i. =* =0,406154varianza
dellamediaponderata.
\-
Z' Pi

60.=0,6373s.q.m.dellamediaponderata.
La quotadi S sarquindiparia: 122,01+0,64m

155
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

4.8. MISURAINDIRETTA DI UNAGRANDEZZA


una grandezzaXe n grandezzeXr, X2,..., Xn tra le quali esistaun
Consideriamo
legamefunzionale
deltipo:
Y = 7(x.,,xr,...x,) ttgl
Le grandezzeXi possonoessere misuratedirettamentee quindi essere tra loro
stocasticamenteindipendenti;in questocaso ognunadi loro rappresentata da una
stimadellamediae dellavarianzache ha carallerizzato
l'operazione dellaloromisura.
Se invecele grandezzeXisonomisurateindirettamente esse risultanogeneralmente
correlatee quindisono rappresentate
stocasticamente dai valoristimatidellerispettive
mediee da una matricedi varianza-covarianza
delladistribuzionea n dimensioni Xr, Xz,
"',Xr"
otz oln

oi oz,
[20]

La relazione [19]definiscela grandezza X comeuna variabilecasualei cui parametri


dipendonodai parametri delle distribuzionidi probabilitdelle Xi. Misurare
indirettamente la grandezza X significadunquedefinirela distribuzione delle misure
possibili
dellaX a partiredallevariabili
casualiindipendenti le n misure
che definiscono
diretteoppurela variabile
casualea n dimensioni dipendentedallen variabili
Xr, Xz,...,
Xrchedefinisceglobalmente le misureindirettedi questegrandezze.
ll problema facilmenterisolvibilecon le nozionifino ad ora apprese,se il legame
funzionalef una combinazionelinearedelleXi. Infattiin questocaso la grandezzaX
risultaespressa dallaseguente relazione:
X = arX, -f arX, * ...* anXn l21l
e ricordandoquantodetto a propositodei sistemidi variabilicasuali,la stima della
mediadi X nel caso in cui le grandezzeX sianostocastimente indipendenti,risulta
essereespressadallaseguente relazione:
X . = a r X r - * a r X r ^ ! . . . * a , , X, , ^ l22l

e lavarianza:
o" = o?ol+ alol +...+a,',ol [23]

Se le variabiliX sonocorrelate, la stimadellamediacoincidecon quelladeterminata


dalla1221,mentrela stima della varianzaviene calcolatacon la seguenterelazione
(omettiamo la dimostrazione) :
o t *= a ? o ?+ a l o l + . . . + a l o l + Z a r a r o r r + 2 a r a r o r r + . . . + 2 a r a n o r n + 2 a 2 a 3 o 2 3 + . . . +
?41
+ 2ara,,or,,+ ...+ 2ar,,_rra,6
(,_r),

Generalizzandosenza fare nessuna ipotesi sulla forma del legame funzionalef,


proviamoa ragionare
nelmodoseguente.

156

b---.
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Sia Or, Oz,..,On


un campioneestratto da ciascuna di misurepossibili
delledistribuzioni
di X1,X2,...,Xr.
Ognivaloreol il risultato
di un'estrazione
casualedalledistribuzioni
di
medialeoricaXi*.

Xr. il1 Xnt

F i g .4 .11-Estr azione
delcampione

Quindi possibile le Oi nelseguente


esprimere modo:
Or=Xr.+v, Or=Xr^+v, On=X,,^+vn [25]

Se gli scarti v; soro sufficientemente piccolida poter consideraretrascurabilii loro


quadrati,possiamolinearizzare la [19]in uno sviluppoin seriedi Taylorattornoal punto
definito dallemedieteoricheXi,. Risulta:
f ( o , o r , . . . , o , , )f=( x r ^r v , , x r . * v 2 , . . . , x ,+, ^v , , ) =
=f (x,,,x2.,...,x,,)*(#)^yr [26]
*....(*)_r,,

RipetendoinfinitevolteI'estrazione
del campioneOr, 02,..,O,insiemecon le operazioni
primadescritte,costruiamo a primoe a secondomembrodella[26].
le distribuzioni
Applichiamoquindi I'operatoreMalledistribuzioni
coscostr?,":
.
o,,)- -[(X,^.
u lf (o,.o2..... x 2n,.....
x,,^)l=l ) ^ I Mlr,l+
' \ i l ,+ ...+| 4- | mlr,,l
\dX,,).

La mediadelladistribuzione al primomembro nullain quantoil secondomembro


una combinazione di variabiliscartoche per definizione sono distribuzionia media
teoricanullae quindi:
M[f(Or,Oz,...,Or)]: f(Xr^,Xzr,...,Xrr) perchgli infinitivaloriteoricif(X1p,X2,n,....Xrr)
sonotuttiugualitra loro

Ogni ennuplaOt, O2,..,O, estratta una stima di X=f(Or,Oz,.....Or).


Le infinite
generano
ennuplette la distribuzione
dellaXche avrmediateoricaX,n:
x ^ = f ( x , . .x r . . . . . . x , ^ ) l27l

Concludendo, chegli scartiyisianopiccoliin modotaleda poterconsiderare


nell'ipotesi
ininfluenti al primo(questo verose i valoriOiderivanoda
i terminidi ordinesuperiore
una operazione di stima correttadelle mediedelle distribuzioniX), la mediadella
grandezzaX pu esserestimataintroducendo nellal27l le stimedelle mediedelle
distribuzioni
X.
t_\

X - = f lXm,Xz^,...,X
,^) [28]

t57
G. COMOGLIO
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ILrRArrAM
ENrosrArstco or,_rffiJiifi

Perla stimadellavarianzadellaXricordandoche:

o'r=u[{f(o,,o.r,...,
ou)- f (xr,,x 2,,,..., =lf +l
x,^)}r]
l \ d x ,, r ml
u[,,]+
.(#).rb.+
otteniamo, nel caso.incui le grandezzeXlsianoincorrelate,
per la stimadellavarianzadell grandezza la seguenteespressione
X
af\'_,_ (
- ri -r l d a
o- , _=(l - ! - | . o r ,f) \^' '_o2; + " ' * l.*( , )a.\' '" , ,
il,). [29]

Nel caso in cui le grandezzeXisianocorrelate,la


generale: [29] assumela formufazone
pi

=(*l' "' -.(+)' -o; g-)' .o,+ 2r(!-\ ( ar) ^


"o lx,). oi ( ,)^ -, +
"" .(
l*,).'o;+rlrr_)14)", [30]
tzsl e [30]sonoespressioni
l-epratica dellacosiddettaleggedi propagazionedelle varianze.
In anchein questocasosarannodisponibN.iroellest'me. non-;" grandezze
teorche.

158
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

Esempiosvolto di calcolodi una misura indirettadi una grandezza.


Di un triangolosonostatimisuratii latia, b e I'angolotra essicompresoT.

Le misureeseguite hannofornitoi seguenti


risultati:
= +
a 1 5 0 0 0 . 0 3m
b = 1 6 00+ 0 .0 7m
y = 54s,796 + 0s,001118 (o anche+ 0'ud,000018535)

Calcolare la superficie deltriangolo scartoquadratico


e il relativo medio:
j = l a Ur" n -y= g g 9 .9 8 5 ,1m2
5
2
-2 lf l'-, larl' l6/l' Tl'-, , ( a s e nT l ' - - r ( a o c o s7 \ '
os=l_ lo,+l;-l Tl:-l - (fb, ,s " r
\a ). \b ),, \f i_ ,"'-(. 2 )"'[ 2 J
= 3 3 1, 12+ 1 .5 8 4 ,9+8 2 1 0 ,2 2= 2.126,44
m ae quindi:
6, = + ^[2:l 26,44 = +46.1 1m2
la superficie deltriangolo sardataquindida: S = 909.985,15
+ 46,11m2

Calcolare il valoredel lato"C'e il relativo


scartoquadratico
medio:
e = , , { i \-o '-z-o o ,^ 7 = 1 .2 9 6 ,52
m

=(a-6:n'tl'6,'
;: =lgl' ': .(Yl' o* lgl' G?, * (u -al:ost\'
-,(au'"'1)'-,
"\. '
\al. \bl. a
\yi_ \ ) [ a ,/ c )
= 0,0001 =
1181+ 0,001128409+ 0,0006769480,001917m2
6 . = 1 J 0 0 0 1 9 1 7= + 0 , 0 4 3 m
il terzolatoc incognito sarquindiparia: c = 1296.52+ 0.043m

r59
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

Altro esempiosvolto di misuradirettae indirettadi grandezze:


Abbiamomisuratouna resistenzaR1 sei volteottenendoi valoriespressiin ohm (A)
sottoriportati.Calcolareil valoreche esprimela Rr.
Facciamoaltrettanto con unasecondaresistenza Rze calcoliamole stessegrandezze.
Si devonoapplicare i principiillustrati
in 3.4.3sullemisure di
dirette ugualeprecisione:
sr) Y. ik, -rF -z ^
n
\-'
-\r
,t lx,-mf
L"' t=t Lt'

"* ____;G_r)
E' = o
n-1
n

2 2
resistenza scarti scarti resistenza scarti scarti
Rl (xi-m) (x-m)' R2 (x,-m) , (x-m)t

50,12 -0,04 0,0016 75,12 -0,01 0,0001


50,23 0,o7 0,0049 75,08 -0,05 0,0025
50,09 -0,o7 0,0049 75,05 -0,08: 0,0064
50,14 -0,02 0,0004 75,15 0,02 0,0004
50,21 0,05 0,0025 75,20 0,07 0,0049
50,17 0,01 0,0001 75,18 0,05 0,0025
n " individui o n " individui 6
media 50,16 media 75,13 .
L 0,00 0,0144 t 0,00 0,0168
oRr 0,054 onz 0,058
OmRt o,o22 OmR2 0,024

I valoricercatisarannoquindi:
R1= 50.16t 0.022O R2= 75.13t 0.024O

Se colleghiamo in seriele due resistenze possiamo il valoredellaresistenza


calcolare
risultante Rtotur" applicando quantovistoin 3.1.7sullacombinazione di variabilicasuali
i n d i p e n d e n ti :
" t + R , = 5 0 ' 1 6 + 7 5 ' 1 3= 1 2 5 ' 2 9O
R , o , o=t R
6?,uur" : o?, + 6tr, = 0'0222+ 0'0242: 0,00106

La resistenza la Rr e la Rzin seriesarquindidatada:


ottenutamettendo
Rtot"l"= 125.29t 0.032O

160

L-..
G. COMOGLIO Caoitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

Se colleghiamo in parallelo
le dueresistenze potremocalcolare
il valoredellaresistenza
risultante
Rtot"t"
con la relazione:
n,o,o,"=t#. La relazione
tra le variabilicasualiche
rappresentano la R1 e la R2 non pi linearee quindibisognerapplicarequanto
illustratoin 4.8 sulla misuraindirettadi una grandezza,nell'ipotesi
che le grandezze
sianotra di loroincorrelate:
x. =fF,^,Vr^,...,V,,)
R,,,"=ft? =3o,o8o
R1+R2

/lar)' , (r\'
('" =
ox =.ll ;:; | 'oi-+ .lft "
\l\d^r/.l#").";. )."
Ir , , r2 / , , r2
R r ( R r+R r)-=R rR , R ,(Rr +Rr ) - - R' R, = 0.00g7o
./f I o r-" ,*f I ot- ",
-'nRz
(R,+R.)t (R,+Rr)' )
lf.

La resistenzaottenutamettendola Rr e la Rzin parallelosarquindidatada:


= 30.08f 0.0087Ct
Rtot"r"

t6l
r

G. COMOGLIO Caoitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO DELLEMISURE
STATISTICO

4.9. MISURAINDIRETTA DI PIUGRANDEZZE CONEQUAZIONI ESUBERANTI


ll problemache affronteremo in questoparagraforappresenta il casodi gran lungapi
in le
utilizzato tutte applicazioni topografiche e fotogrammetriche. Questoproblemapu
essereformulato nelseguente modo:
vogliamostimarela mediae la matricedi varianza-covarianza r-
di una distribuzione
dimensionale funzionedi rgrandezzeindirelle a partireda un campione
Xr, X2,...,X, di n
misurediretterappresentate da n distribuzioniincorrelate,
di mediaevarianzanote,L1,
L2,...,Lr.(conn > ).
ll risultatoche stiamocercandodovrdipendereda tutto il campionedisponibilee si
pu direche essosaril fruttodi unacompensazione dellemisurediretteeseguite. Le
grandezze.Xr'sono legatealle grandezzeLida legamifunzionaligenerici,dipendenti
solitamente da condizioni geometriche e/ofisiche.
Percapirci,consideriamo un semplice esempio:
vogliamo determinare le coordinateplanimetriche X,Ydi un puntoP visibileda duepunti
Ae B di coordinate note (problema di intersezionesemplicein avanti);la soluzione del
problemaawienetramitela misuradegliangoliazimutali in A e in B. In questomodo
per,qualsiasi errorenellamisuradei due angoliazimutali, provocher un errorenella
determinazione dellecoordinate del puntoP senzaalcunapossibilit di accorgersene.
lnfattiqualunque sia il valoredi q e B,le due retteAP e BP si incontreranno semprein
un punto.

Fig.a.8- Determinazione del puntoP


dellecoordinate

Se invece,ad esempio,si esegueanchela misuradel latoAP, avremola possibilit di


individuareeventualierrorinellamisuredegliangolie viceversa. Ogni misuradiretta
da una certaprecisionee, come gi visto nel caso delle
effettuatasar caratterizzala
misuredirettedi diversaprecisione,ognunadi esse dovr partecipare con il proprio
pesoallasoluzione del problema. Chiaramente le misurechevengonofattein esubero
rispettoa quelleminimenecessarie allasoluzionedel problemageometrico nondevono
dipenderedallealtre misure: nell'esempiosopracitato non avrebbesensointrodurre
unanuovamisuradeglistessiangolio dellamedesima distanza.
Al solitoaffronteremo il problemaper gradiiniziandodal caso pi semplicein cui il
legame funzionaletra le grandezzeindirettee le grandezzedirette sia una
combinazione linearedi questeultime.

162

L-.
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

4.9.1.IL CASOCONEQUAZIONI
LINEARI
Consideriamoun sistemadi n equazionilinearche lega r grandezzeincogniteXy,
allen grandezze
X2,...,X, misurabili
direttamenleL1,L2,...,Lr, con n > r nell'ipotesi
che
ogni equazione contenga come termine noto una sola grandezza misurabile
direttamente.

+ b,X, + ...+ tt.,X,= \


[arX,
+ b"X,* ...* urX,= I.
conn>r [31]
lor*,
1",.:;,;;.;"++,.x,=L.
doveai,bi,.......1tisonocoefficienti
noti.
Nel sistematutte le grandezze,direttee indirette,sono indicatecon i rispettivivalori
teoricidi media(L). In questocaso,del tuttoteorico,una qualsiasiseriedi r equazioni,
sceltetra le n disponibili,
in gradodi fornireuna soluzioneche soddisfaanchele
restantin-r equazioni(che risultanoessereuna combinazione linearedelleprecedenti
secondoil teoremadi Rouch-Capelli).

il sistemadi equazionilinearipu esserescrittocome:


In formamatriciale
A.X=T [32]
dove:

a -l
"-l
lo' 4ut
l a ^ b2
' Lt2
X_
*'1,
"'l lI"
=l'
I
la, b,, Lln ;,1l:i"
Convenzionalmente A viene chiamatamatricedisegno,X vettoredelle incognite,T
vettoredei termininoti.
Nellarealtsappiamoche non disporremomai dei valori teorici Li delle grandezze
misurate direttamente ma al massimodellelorostimel,. La relazione tra i valoriteorici
e quellistimati,sarespressa da: L,=1, + v, dovev;rappresentalo scartotra la misura
stimatae la misurateorica.
Pi correttamente(o realisticamente) il sistema[31] andr riscrittonella seguente
forma:
r+...* u rX, =l ', +r.,
b .,X
larxt+
* brX + ...*urX,= Lz* vz
" [33]
7or*,
*tr* . nu,x,=u+r,,
1",,1,.u
Le quantitvr rappresentano
gli scartiteoricidi ogni equazionee sarannoanch'essi
incogniti.
Ci troviamodunquedi frontea un sistemadi n equazioniin r+n incognite,cio un
quindisarimpossibile,
sistemaindeterminato; da un puntodi vistamatematico,
trovare

r63
G. COMOGLIO Capitolo
4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

i valori X1 che soddisfinocontemporaneamente tutte le n equazioni.Possiamoper


affrontareil problemada un puntodi vistastatistico.
Proponiamoci cio di stimarele mediedellemisureindiretteX-, a partiredallestime
dellemisuredirette2,. ll sistema[33]assumedunquela seguente formadefinitiva:
f o , V , + b , V, + . . . +u t V, = 1 , r v ,
1 1r, -=lDzz i' vz
in for mamatr iciale:
l o r V , + b rV , +' ....+
. ' , *u2rV vz
lI* 2 - - , A.X = T+V [34]
t"""""""""
=
l a , , Xr + b , X z t . . . * u , , X , L n + v , ,

Lo stimatore
dellemedielo ricaveremo applicando,anchein questocaso,il principio
di
massimaverosimiglianzae quindiil principio
dei minimiquadrati,
ciola stimamigliore
delle grandezzemisurateindirettamente fa s che la sommatoriadel quadratodegli
s c a r tsi a r mi n i m"(i ri = mi n).

Vediamoattraverso ll semplice comesi sviluppano i calcoli.


"r"rpio
Supponiamodi dover stimarela mediadi due grandezze Xr, Xz legatea tre misure
diretteLr, Lz,L3da combinazioni linearisecondoil sistema:
lI a . , X . , + b , X\r =
lorXr+brXr=\ [35]
l a r X r + b e X r =I j
Per quanto abbiamoappenavisto il sistemadeve essere riscrittonellaforma
-f
l a r X , + b , Xr .= L t v , in formamatriciale:
I
lorF,+brFr=Lzrv, A.X= T+V [36]
t-
tl "a r x , + b r r = L t * v ,

ll sistemaespressoin funzionedegliscartiincogniti
vsar:

l a , X|, + b" r, 'X- r. - L r = v ,' r


l*r'- __ i n f o r m am a t r i c i a l e :
+ b r x , - Lz =vz AX-T=V [37]
lor*,
+ br, - l t =vt
forX,
la sommatoriadel quadratodegli scarti v;sar:
= a i x i + u i x i + l i + Z a , b , X , x , - 2 a , x-,21b, , x , l t+
ri
+ aix i +ojx j + ri + 2arbrX,F,-2a rX,l,-2brTrlz +

+ a i x i + u ' r x ]+ l i + 2 a . b r X , X r - 2 a r X ,-l2, b r X r l t

La ricercadel minimodi questaf unzionetiri = min) a duevariabili


avvienerisolvendo
il sistemadelledue equazioniche esprimonol'annullamentodelledue derivateparziali
calcolaterispettoalledue grandezze
incognite1 n. ll sistem assume
a la seguen te
forma: "

164

L-_
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTOSTATISTICODELLE MISURE

Questo un sistemalinearedi due equazioninelledue incogniter.r, che pu


essereriscrittousandola notazionematriciale nelseguentemodo:
N.X= Tn [38]
dove:
a l + a l + a ' , a , b , + a r b r + a r b-=l r_1l " - , 1 -=
r"Y -=
l l r' ,', ,l l o , L , + o r i r +_ o r
| Lrl
" l o , b , + a , b , + a r bu, i + $ + a^! |l ' " l & l| lu,l,+u,1,+brLrl

del problema
La soluzione si otterrcome:
X = N-1.Tn
Come si pu subito notarela matricedei coefficientidel sistemanormaleN (detta
matricenormale) una matricequadratadi ordine 2, nell'esempio proposto,
simmetrica e i suoiterminidipendono solodai coefficientidel sistemaoriginario.Anche
il vettoredei termini noti normalizzali, Tn, dipendesolo dai coefficientidel sistema
originarioe dallastimadellemisuredirette.
Per le proprietdelle matrici,la matricenormaleinversaN'1, risulteranch'essa
simmetrica.
Si pu subito osservare che con questo approccio, direttamentederivato
dall'applicazione del principiodei minimiquadrati,ogni volta che si presentaun
problema di stimaoccorredapprima scriverel'equazione dellasommatoria del quadrato
degli scarti, quindi derivarlae solo a questo punto risulta possibile applicareun
procedimento di calcolo automaticoper l'inversionedella matrice normalee il
conseguente calcolodellasoluzione.
Se si pensache nellamaggiorpartedelleapplicazioni topografiche e fotogrammetriche
le grandezzeda stimarecontemporaneamente possonoanche essere in numero
considerevole (> 100) si intuiscesubitola praticaimpossiblit di applicazionedi tale
metodo.
Fortunatamente possibile giungereallascritturadel sistemanormalein modomolto
pi agevole,tenendocontodellaosservazione che abbiamoappenafatto,e che ciola
matricenormalee il terminenotonormalizzalo dipendonosolo dallamatricedisegnoe
dal vettoredei termininoti del sistemaoriginale.lnfattitra le matriciA, T, N e Tn
sussistono le seguentirelazioni:
N = Ar.A
[3e]
Tn = Ar'T

questeaffermazioni
Dimostriamo nelcasodell'esempio
che stiamoanalizzando:
, ,lo. b.l , ^
a z o t llo'^ ai+ai+ai arbr+arbr+a"b,
A, . o=lu,
e=lo' b"l=l
bz;,ll:',7,1=V0.,*o"i,*o,u, t
ul+bl+b!|=
,
a2 , lZtl
A' .r =lo,
+o,L,* o,!'l=,
"'ll;,1=1o,7,
W, b2 nl "
lb,Lt+b,Lz+b"Ltl
lt.l
nel casosemplicepresoin esame
Grazieallerelazioniche abbiamoappenadimostrato
(ma valideper sistemicon qualsiasinumerodi equazioni) possibileaffrontareil
165
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA ILTRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

problemadella stima di r misureindirettein funzionedi n misuredirettein modo


completamente automatico.
Sar suff iciente infatti conoscerei valori degli elementi della matrice disegno
(coefficienti
dellecombinazioni lineariche leganole r misureindirettea unasolamisura
diretta)e del vettoredei termininoti (valoridellemisuredirette),per determinare in
modoautomaticola matricenormaleN e il vettoredei termininoti normalizzati Tn che,
come abbiamodimostrato, esprimonoil sistemache risolveil problemadella stima
secondoil principiodi massima verosimiglianza.
Anche in questocaso occorretenereconto che le n misuredirettesono in genere
caralterizzateda precisionidiverse,per cui il lorocontributo
allastimadellemediedelle
misureindirette,deve esserepesato.Questo,come noto,significache ogni misura
direttadeve esseremoltiplicata per il suo peso e quindinel sistema[31] occorrer
moltiplicareciascuna equazione peril pesodellamisuradirettainteressata.

In notazione questaoperazione
matriciale di pesaturaawienenelseguente modo:
P.A X= P'T [40]
dove la matriceP una matricediagonale(elementi di quelli
tutti nulliad eccezione
delladiagonaleprincipale)
di ordinen cosstrutturata:
h 0 0l
0 Pz ol
P- [41]

;;
Le relazioniper il calcolodella matricenormalee del termine noto normalizzato
assumono dunquela formadefinitiva:
N = A''P.A
1421
Tn = Ar'P'T

Comeabbiamovistonei paragrafi precedenti,


il problema nonsi esaurisce qui;accanto
allastimadellamediadelleincognite occorregiungereancheallastimadellavarianza.
In questocaso,dovele r misureindirette
sonole variabilidi unadistribuzione normalea
rdimensioni,occorredunquedeterminare la matricedi varianza- covarianza. Essasar
una matricequadratadi ordiner nellaqualegli elementidella diagonaleprincipale
sarannole varianzedelle r misureindirettee gli altri elementiesprimeranno le
covarianze.
Si descrivonosolamentesolo le formuleper il calcolodella matricedi varianza-
covarianzee di altre matriciche sarannoutili nelle praticheapplicazioni di questo
metododi stima,rimandando lo studentea dei testispecialistici
di trattamentodelle
per
osservazioni la lorodimostrazione.
Avendointrodottoi pesi, per primacosa occorredeterminare il valoredella varianza
di pesoin funzione
dell'unit dellemediestimatedellemisureindirette. Risulta:
-2 VI .P.V
o;= [43]

doveil vettoredegliscartiV si calcolanel seguentemodo:


v=A.X-T 441
La matricedi varianza-covarianza sarottenutadal prodottodellavarianzadell'unitdi
pesoper la matriceinversadelsistemanormale:

166

>__
G. COMOGLIO Caoitolo4
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

o.. 6..
| "?'
-ol -l
Cr* = ' lr-' - lot,t,
2
6|, 6 *r",
[45]
:'
6'r.
1o","," : .^r^2

Questamatrice una matricesimmetrica di ordiner, in quantoabbiamovistoche anche


la matricenormale(e di conseguenza la sua inversa) una matricesimmetrica di
ordiner.
Un'altraquantitimportanteda calcolare la matricedi varianza- covarianzadegli
scarti(siccomela matricesoluzioneX contienedellestimedellemediedelle misure
indirette,ancheil vettoredegli scartirappresenter la stimadi una variabilescartor-
dimesionale caratterizzata anch'essada una matricedi varianza- covarianza). Questa
si pudeterminare conla seguente relazione:
c , "= d i . ( p - t - a . x r . t r ) t46l

4.9.2.IL CASODI EQUAZIONI


NONLINEARI
Nelcasoin cui le equazioniche leganole r incogniteallen misuredirettenon siano
lineari,si pu arrivarealla soluzionedel sistemamediantela loro linearizzazione
di un puntonoto(sviluppo
nell'intorno ai terminidi 1" grado).
in seriedi Taylorarrestato

Lastimadelleincognite, awerrpersuccessive
comevedremo, iterazioni.

ll sistemadi equazioni nonlineari genericamente:


f , ( x , X r , . . . . . . .x. ,. / L , )= g l47l
Nell'ipotesi
che x,o,x:,'.....xf sianodei valorisufficientementeapprossimatidelle
in modotale che i quadratidegliscartie le potenzesuperioripossanoessere
incognite
trascurati,
avremo:
Xr=X+xt
X, =X2+xz
t4gl

X,=Xl+xr+

-,*l*' ) ' " [f"ar'l


f,(x,,x,,......x,.1,)=r,k:.x:.......x?.1,)-[,+l q
"
\dx,/o \dx;,Jrxz" J.*'*
o ugualea due= 0
x;conpotenzamaggiore
+ terminitrascurabili

Se indichiamo
ciascuna
equazione,
con:
-f,(x?.x',
'| ':
. ..xo.L,)=v,
l+l =r, l9l =r, f+l =r,
\dx, /n (dX, in \ x, ),

un sistemadi equazionilinearizzate
Otterremo del tuttoanalogoal sistemadi equazioni
[31]:

167
G. COMOGLIO Capitolo4
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA IL TRATTAMENTO
STATISTICO
DELLEMISURE

a.,x.,+ b.,x"I ...1 u,x, = Ia


a2\ + brx, + ...I ttrx, = I-
[4e]
an\ + bnx, + ...* Lt,x, = Lu

L'unicadifferenza che,in questocaso,le incognite sonole correzioni xi da sommare


ai valoriapprossimati X: per ottenerele grandezze incognite. ll sistema[a9]si chiama
"sistemadi equazionialle correzion'.
In questocaso itermini noti L, non sono misuredirettecome nel sistema[31], ma
misureindirette.
La matricedi varianza- covarianza delladistribuzione dellecorrezioni x1,X2,.......Xr
coincidecon la matrice di varianza- covarianzadella distribuzionedelle stime
V r ^ , V r *......V ,^p e rch i va l o ria ppr ossim ati
Xr o,Xl,- .- ...Xfsonodellecostanti.

Se ivalori approssimati delleincogniteX,9,contrariamente fatta,non siano


all'ipotesi
sufficientemente approssimati per limitarelo sviluppoin seriedelleequazioniai soli
terminilineari,bisogner innescare un procedimento iterativodi soluzionedel sistema
c h ec o n si d e iriva l o rid e l l ei n co g n ite
X, = Xf +x, ottenuti
in unasoluzione comeinuov i
valoriapprossimati per la soluzione successiva.
La convergenzadel procedimentoiterativoviene accertatamediantel'analisidelle
correzionixi apportateda ogni singola iterazionee il procedimentopotr essere
interrottoquandole ultimecorrezionideterminate sono di un ordinedi grandezza
inferiore allaprecisione raggiungibile.
Un altro criterioper testarela convergenzadel metodoiterativoe quindi decidere
l'interruzione del procedimento di calcolosi basasullostudiodel comportamento del
parametroof . Si pu dimostrare infattiche questoparametro raggiungeil suo valore
minimoin corrispondenza dellamigliorsoluzione raggiungibile.
Vedremonel capitoloriguardantele reti topografiche, come questiconcettipotranno
essereutilizzati perunacorrettagestione e interpretazione
dei risultati.

t68

E-_
G. COMOGLIO CaP.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

Capitolo 5
LA MISURADEGLI ANGOLI

5.1. DEFINIZIONE DI ANGOLOAzIMUTALE, ZENITALE, DISTANZA E DISLIVELLO


Si definisceangolo azimutalea l'angolodiedroformatodai due piani nr e nn
appartenential fasciodi pianiche ha per generatricela verticalepassanteper il punto
di stazioneS e passanti per
rispettivamente il punto| (puntoindietro)e per il puntoA
(puntoavanti),(vediFig.5.1).

169
G. COMOGLIO Cao. 5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

Si definisce angolozenitaledel puntoA, I'angolo Za appartenente al pianonn definito


tra la verticalepassanteper S e la rettacongiungente il puntoS con il puntoA (vedi
Fis.5.1).
Definiamo inoltreil dislivelloAsncornela differenzadi quotatra il puntoA (Qn)ed il
punto S (as) intendendocome quota o quota ortometrica,I'allezza del punto sul
geoide.
Definiamoinfinela distanza misurata ,SAcome la lunghezzadel segmentodi retta
congiungente i due puntiS ed A.

verticale

Figura5.1 - angoloazimutale, zenitalee dislivello.


distanza

5,2. IL TEODOLITE
ll teodolite
lo strumento topografico in gradodi misurare sia gli angoliazimutali
che
le distanzezenitali.E' costituitoda tre parti principali:basamento,alidada e
cannocchiale.
ll basamento una strutturadi supportoche racchiudeal propriointernoil cerchio
azimutale cheserveperla misuradegliangoliazimutali.
Nellaparteinferioredel basamento troviamotre perniche consentono di bloccarelo
strumentoallabasettatopografica, o al dispositivodi centramento forzato.
L'alidada una strutturameccanica(a forma di U) che ruota attornoa un asse
perpendicolare al basamento.Sull'alidada si trovanogli indicidi letturadel cerchio
azimutale(solidalicon I'alidada) e anchegli indicidi letturadi un secondocerchio
chiamato cerchiozenitale.
ll cerchio zenitale incorporatoall'internodell'alidada, collegatorigidamenteal
cannocchiale e dispostoin un pianoperpendicolare all'asseattornoal qualeruotail
cannocchiale dellostrumento. Sull'alidada si trovaancheuna livellatoricache servea
rendereverticale I'assedi rotazionedell'alidada stessa.

Le rotazionidell'alidada attornoal proprioasse, sono controllateda due viti: una


prepostaa impedireo menola rotazione manualedellastessa(vitedi bloccaggio) e la
seconda in grado di effettuarepiccolerotazioni
ad alidada bloccata(vite dei piccoli
spostamenti).
Neglistrumentiottico-meccanici di precisione
solitamenteil cerchioazimutalenon
fisso, ma pu ruotare medianteuna vite ad accesso protetto(vite reitereatrice),
indipendentemente dalla posizionedel basamentoo dall'alidada. Questiteodolitisi
chiamanoreiteratori.

170

L
G. COMOGLIO Cao.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

Esistono ripetitorineiquali,il cerchioazimutale


anchei teodoliti puesserefissatoo al
basamento mediante
o all'alidada I'azione
di un bottonedi bloccaggio
esterno.

Figura5.2 -teodoliteottico-meccanico
ed elettronico

ll cannocchiale montatosull'alidada in mododa poterruotareliberamente attornoa


un asse ortogonaleallo stessoasse di rotazionedell'alidada. Tali rotazionisono
controllateda due vitidel tuttosimilia quelleutilizzate
per I'alidada
(vitedi bloccaggioe
vitedei piccolispostamenti).
La rotazionecontemporanea dell'alidadae del cannocchialepermettequindi la
collimazionedi un qualsiasi puntodellospaziocircostante.

I moderni teodoliti elettronici(vedi Fig. 5.2) hanno conservatola struttura del


tradizionale
teodoliteottico-meccanico; riguardano
i miglioramenti essenzialmente la
dei materiali
tecnologia i
e sistemidi lettura.

171
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

lru*i$r
r\\\i
r r
\*: : .\r i :

Figura5.3- stazione
totale
L'awentodell'elettronica non ha di per s aumentato la precisionenellamisuradelle
grandezzetopografiche ma ha reso possibilel'automazione dellefasi operativepi
pesanti.
ll teodoliteelettronicopermettela letturaautomatica delledirezioniangolari,la loro
visualizzazionesu un piccoloschermoe la registrazione su un supportomagnetico.
I primitentatividi costruzione
dei teodolitielettronici
risalgono aglianni '50, anchese
occorrearrivarefinoaglianni '80 pervederele primerealizzazioni commerciali.

Per stazione totale si intende invece un teodoliteelettronicointegratocon un


in gradoquindidi misurare
distanziometro, direttamentesia le direzioni
angolariche la
(vedi
distanza Fig.5.3).

172

L
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

5.3. CANNOCCHIALE
A LUNGHEZZA
COSTANTE
I cannocchiali sonodeglistrumenti otticiche permettono di osservare oggettilontani
e di essipossonofornireimmagini capovolte (cannocchiale astronomico) oppurediritte
(cannocchiale terrestre o di Galileo)come quelli neglistrumenti
utilizzati topografici.
Un cannocchiale costituitoessenzialmente da un obiettivo,un ocularee un reticolo.
Consideriamo, per semplicit, sia l'obiettivoche l'ocularecostituiti
da due lentisottili
(vedi Fig. 5.a). Se l'oggetto posto davantiall'obiettivoa una distanzad, molto
maggioredel doppiodelladistanzafocale{ l'immagine reale,capovolta e rimpicciolita
si formerad unadistanzaq chevale,secondoI'equazione dellelenti:
1+1_1
dq f
Se l'immaginefornitadall'obiettivo si formertra il primo fuoco e il centro ottico
dell'oculare, quest'ultimo dar luogoa una secondaimmagineche risultervirtuale,
diritta(e quindiancoracapovoltarispettoall'oggetto) e ingrandita.
Variandola distanzatra obiettivoe ocularevarianosia la posizionedell'immagine
dell'oculare sia il suoingrandimento.
Nei moderni cannocchiali,l'obiettivo un sistema ottico complessoottenuto
dall'accoppiamento di pi lentiche dannocome risultante una lenteconvergente, in
modo da eliminare, o ridurreil pi possibile, gli effettidelle aberrazioni.In genere,
essendoil campovisivodel cannocchiale piuttostolimitato, sufficiente correggere il
cromatismo accoppiando una lentebiconvessa di vetrocrowncon una lentemenisco-
divergente di vetroflint.
_l_d _______1 0 __1*_[

Figura5.4 - Schemaottico-geometrico
di un cannocchiale
AncheI'oculare compostoda pi lentiche formanoun sistemaotticocomplesso
convergente, al finedi correggerele aberrazionidi cromatismoe di sfericit
dovutealla
notevoleinclinazione dei raggiluminosiche giungono e al fattoche per
dall'obiettivo
ottenereforti ingrandimenti necessarioaveredistanzefocalicortee quindicurvature
dellesuperfici rifrangenti Le due o pi lentiche formanoil sistemasonoposte
rilevanti.
a piccoladistanzafra loroe la lenterivoltaversoI'obiettivo
dettacollettiva.

ll reticolorisultaindispensabile nei cannocchiali in quantonei metodidi


topografici
rilievoterrestre
necessario definiredelledirezioni
nellospazio.
nellasua formapi semplice,
ll reticolo, da un vetrinosul qualesonoincisi
costituito
duesottilissimitrattia formadi croce(vediFig.5.5).

173
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

ll puntodi intersezione
deiduefilimedianiindividua il centroC del reticolo.
Una direzionegenericanello spazio definitadalla rettache unisceil centrodel
reticolo con il centro ottico dell'obiettivo:tale retta prende il nome di asse di
collimazionedel cannocchiale.
Collimare un puntosignificafar passareper il puntostessoI'assedi collimazione.
,'-I\ /-l\
F@ffi
\T-l \L/

r{l
\ ll-l
,/,--T-\
/r
---r-- \
-f
fl-frrTl
\r
-r t/
\_E--'
t\ fl
t'.-]-7
Figura5.5- Esempidi reticoli
di cannocchiali
topografici
Neicannocchiali a lunghezza costanteutilizzati
neglistrumentitopografici,
I'obiettivo
e il
reticolo(vedifig.5.6)sonomontatia unadistanza fissasu un unicotubo.
Tra I'obiettivo
e il reticolo montatauna lentedivergentemobile,dettalentecollettiva,
montatain un tubo coassialeal precedente ed entroil qualepu esserefattoscorrere
dall'esternomediante un dispositivo
a cremagliera.

*
Figura5.6- Schemadi montaggio
di un cannocchiale
a lunghezza
costante
Un terzo tubo coassialeporta I'oculare;questotubo pu scorrerea vite o per attrito
all'interno del tubo principaleper consentirelievispostamenti dell'oculare rispettoal
reticolo.
ll reticolonon fissatoin modorigidosul tuboprincipale,ma I'armatura che lo porta
collegataad esso mediantequattro viti a contrastodiametralmente opposte che
permettonospostamentimicromelriciorizzontalie verticali,pi una quinta vite che
consentedi porrei fili del reticoloperfettamente e verticale(vedifig.5.7).
orizzontale
ll reticolodeveesseremontatovicinoal fuocodel sistemaoculare.ll pianodel reticolo
deve coinciderecon il piano sul quale si forma I'immaginereale generatadal
sistemaobiettivo.

Figura5.7- Schemadi montaggio


del reticolo

t74

L--
G. COMOGLIO CaP.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

Questacondizione pu essereverificata
collimando piccoli
un oggettoed effettuando
spostamentidell'occhiodavantiall'oculareosservandocon attenzioneun filo del

D se il filorimanefermorispetto all'immagine, la condizione soddisfatta;


F se il filosembraspostarsi rispettoall'immagine nonsi ha perfettacoincidenzafrai
pianidel reticoloe quellodell'immagine e la collimazione soggetta a un erroredi
parallasseai fili. ln questocaso occorremigliorareI'adattamento alla distanza
dell'oggetto, agendosuglispostamenti dellalentecollettiva.
ll sistemaobiettivo, in un cannocchiale a lunghezza costante,pu essereconsiderato
comecostituito veroe
dall'obiettivo proprio (11)
e dallalentecollettiva (12).
Se indichiamo
con /r la distanza focaledel sistemaottico11,cor/zla distanza focaledellalente12,coh
f la distanzafocaledel sistemaotticocomplessivo formatoda lr e 12 con A la distanza
variabile tra i sistemilr e lz,si possono farealcuneconsiderazioni circale relazioniche
intercorrono tra questielementi:
F la distanza focalef puesserecalcolata conla relazione
f.f
"f =-.!Y t2l
f't+ fr-L
essendoA variabile, anchef risultervariabile;
D il sistemadelledue lentilr e lz deveessereconvergente in quantosul reticolosi
devesempreformareun'immagine reale,percuideverisultare f > 0.
Essendofr > 0 (11 convergente)e fz< 0 (12 divergente),il numeratore della[2]
sar negativo;dovendoesseref positivosi dovrverificare la
sempre seguente
d i su g u a g l i a n za :
f.,+.f"-A<0 > f,-Vrl-A<O = f,<lfrl+t =f >A t3l
) l'immagine realedatadal sistemalr e lzdeverisultare esternaal sistemastessoin
mododa poterposizionare il reticolo;
F f1 devesemprerisultare maggiore di A perchin casocontrariol'immagine reale
fornitadallalr si formerebbe prima dellalz che,essendodivergente, produrrebbe
un'immagine virtualee nonla necessaria immagine realesul reticolo;
F tenendocontoche fr positivae fz negativa,la[2]pu ancheesserescrittanella
forma:
_ f, lfrl
/, = t4l
^:GTfl
dalla quale si deduceche la distanzafocale f varia in modo inversamente
proporzionale alladistanzaA, e pi precisamente che assumeil valoremassimo
quandoil cannocchiale vieneadattatoalladistanzaminimadi focamento (1+2m),
mentreassumeil valoremassimoquandoviene collimatoun punto all'infinito
tenendo presenteche per oggetti a distanzesuperioria 20+25 m (distanza
il valoredi A si pu ritenerepraticamente
iperfocale), costante.

L'adattamento alla distanzasi ottienefacendovariarela distanzaA spostandola lente


tramiteun bottoneesternoo un anellozigrinatocoassialecon il tuboche porta
coilettiva
I'obiettivo
e il reticolo.
Nelloschemafino ad ora descritto,I'immagine risultantedall'azione combinatadel
sistemaobiettivoe del sistemaoculare capovoltarispettoall'oggettocollimato,
mentre,perpraticit d'uso, necessario chel'immagine siadiritta.
Per raggiungere e il reticolosi disponeun prismaa
questoscopo,fra la lentecollettiva
sezionepentagonale con le facce AE e CD parallelee perpendicolari all'assedi
collimazione, mentrela facciaDE normalealle primedue. Le facceAB, BC e DE

t75
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

di tale prisma facilmenteintuibile


sono lavoratea specchio.ll funzionamento
osservandola fig.5.8.

Figura5.8- Schemageometrico
di un cannocchiale
a lunghezza
costante

5.3.1. C A R A T T E R IS T IC H E DELCANNOCCHIALE
L'ingrandimentoangolaredi un cannocchiale vienedefinitocomeil rapportofra le
tangentidell'angolosottoil qualeI'operatore
vede l'immaginedell'oggettocollimatocon
e l'angolosottoil qualevedrebbe
il cannocchiale il medesimo oggettosenzal'ausilio del
cannocchiale.

L'ingrandimento normaledi un cannocchiale il valoreche assumeI'ingrandimento


angolarequandoI'oggettoosservato posto a una distanzasuperiorealla distanza
iperfocaledel cannocchiale (> 20 + 25 m). Essorisultapari al rapportotra le distanze
focali rispettivamente dei sistemiobiettivoe oculare.Abitualmente i cannocchiali
utilizzalinegli strumentitopograficihanno ingrandimenti normaliche varianoda 20x
(strumenti di bassaprecisione) finoa 40x.

La chiarezzadi un cannocchiale definitacomeil rapportofra la chiarezzadell'oggetto


visto attraversoil cannocchiale e la chiarezzadell'oggetto visto a occhionudo.Tale
rapporto generalmente Se D il diametro
minoredell'unit. b il diametro
dell'obiettivo,
visibiledel reticoloe / I'ingrandimentonormaledel cannocchiale, la chiarezzarisulta
essereespressa dallarelazione:
D2
C = K' ----:-------;-
b' .I'
tsl
La chiarezzadunque direttamenteproporzionaleal quadratodel diametroutile
dell'obiettivo
e inversamente al quadrato
proporzionale dell'ingrandimento.

ll campo di un cannocchiale rappresentato dall'ampiezza angolaredel cono che ha


per verticeil centrootticodel sistemaobiettivoe per base il foro dell'anello
che portail
reticolo.Le case costruttricidefinisconoil campodel cannocchiale dando la distanza
trasversaleche visibilea 1 km attraverso Tantopi piccoloil campo
il cannocchiale.
tantomaggiore l'ingrandimento.

La portata di un cannocchiale rappresentatadalladistanzamassimaalla quale un


oggettorisultavisibileattraverso Per un singolocannocchiale
il cannocchiale. non pu
esseredefinitain quantola portatadipendedall'ingrandimento, dallachiarezzae dalle
dimensionidell'oggetto. Negli strumentitopografici(livelli),con il cannocchiale si
devonocollimarestrumentimetricicome le stadie(astelungheda 1.5 m a 4 m con
suddivisioniin metri,decimetrie centimetrio con codicia barre)sui qualisi devono
letturedirettefinoal centimetro
effettuare con stimadel millimetroo ripresedi immagini

176
-
I
l
I

G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

per operazionidi autocorrelazione dei codici a barre: nei normalicannocchiali


la portata di circa100m + 120m.
topografici

ln alcunistrumentitopografici(teodoliti)
occorrecollimaresegnaliche materializzanoun
puntomedianteuna seriedi lineedel tipodi quelleutilizzate per la malerializzazione
del
centrodel reticolo(vedifig. 5.5).In questicasi la portatadi un cannocchiale assume
scarsa importanzarispetto a un'altra caratteristica,detta potere risolutivo o
separatore,per la quale due punti oggettodistintifornisconodue punti immagine
anch'essidistintie perfettamente solo quandola distanzalra i due punti
distinguibili
immagine risultamaggioredi un certovalored.

ll potererisolutivo fornitodall'inverso
di tale distanzad ed un valorefinitoche
costituisce di ognistrumentoottico.ll potererisolutivo
una dellecaratteristiche limitato
da diversecause,ma principalmente dalladiffrazione(fenomenoper il quale a un
oggettopuntiforme noncorrisponde un'immagine puntiforme, bensuna seriedi corone
circolariconcentrichechiaree scurealternate,dettafiguradi diffrazione).

La sensibilitdi un cannocchiale rappresentatadall'angolominimoformatoda due


visualipassantiper due punti distinti,al di sotto del quale all'occhio,attraversoil
cannocchiale, sembrache i duepuntinon risultino
piseparati.
Considerando che il potereseparatore
dell'occhionudo di circa60",la sensibilitdi
un cannocchiale risulta:
= -60"
J^,,_ = - _0.000291rad
II ij
dove / rappresenta l'ingrandimentocomplessivo del cannocchiale.
In base al valoredellasensibilit, possibiledeterminare la dimensioneminimadel
segnalevisibileattraverso il cannocchiale
in funzione Nel
delladistanzadi collimazione.
casodell'occhio umanonelquales" = 0.000291 rad,si ha pertanto:
d " = 0 .0 0 0 2 9 1 .D , l 7l
Quindi possibile osservare a occhionudooggettidi dimensioni maggiorio ugualia
circa3 cm a distanzenonsuperiori a 100m.

n7
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA DEGLIANGOLI
L AM I S U R A

5.4. LAMINAPIANOPARALLELA
otticoche trova applicazione
Un altro dispositivo nei teodoliti la lamina pian-
parallela.
Questa costituitada un mezzodi densitdiversarispettoall'ambiente circostante,
separatoda due superfici (vediFig.5.9).
pianee parallele
Un raggioluminosoattraversa la laminaed emergeparallelamente alla direzionedi
incidezaspostatodi unaquantitd proporzionale
all'angolo di incidenzai:

I
I
I
I
I

Fig.5.9 laminapian-Parallela
ABC:
ilteoremadei senialtriangolo
dallafig.5.9 risultaapplicando
,s
COS T
I. \ *
sen\t-r) ,rn!
2
d,t
-=-
sen(t- r) cos r
semplificazioni:
le seguenti
Se i e r sonoangolipiccoli,si possonoeffettuare

seni=i
senr=r
cos r =1
cos i=l
s e n ( i - r ) = s e n i ' c o s r - c o s i ' s e n r = s e ni - s e n r

e quindi:
sen I
= n = indice di rifrazione
d = s (seni- senr)= s sen{,-yo+) dove sen r
\ s e n i)

a = , r ( l - 1 1 =s i n - | = k i t8l
\ n) n

d risultadunqueproporzionale
La traslazione all'angolodi incidenzai'
Negli strumentitopograficile lamine pian-parallele
sono ulilizzate(comesi vedr in
seguito)perla misuradellefrazionidi graduazionedei cerchi.

178

^E
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

5.5. LE LIVELLE
Le livellesono strumentisempliciche in topografiasono utilizzateper rendere
orizzontale un asse o un piano,oppureper rendereverticaleun asse. Esse sono
presentiin tuttigli strumenti e dal lorocorrettoutilizzodipendein massima
topografici
partela precisione del rilievo.
Le livellepossonoesserecontrollate a vista dall'operatore (livellesferichee livelle
toriche)oppuremedianteopportuni dispositiviottico-meccanici(livellea coincidenzadi
i m m a g i n i ).

5.5.1. LA LIVELLASFERICA
E' costituitada una fiala cilindricadi vetro, delimitatasuperiormente da una
superficie a calottasferica,che riportauno o pi cerchiconcentrici (v. fig.5.10)il cui
centrorappresenta il centrodellacalotta(centrodellalivella).
La fiala riempitaparzialmente da un liquidocon bassopuntodi congelamento (alcool,
benzina,eteresolforico, ecc.).Lo spaziodellafialache non vieneriempitodal liquido
vienesaturatodai suoi vaporiche formanouna bollache, per effettodella gravitsi
disponesempre nella parte pi alta della fiala. La fiala di vetro contenutain
un'armatura metallica che pu presentare una basepianaquandola livella impiegata
per rendere orizzonlaleun piano (come nel caso di tutti gli strumentitopografici),
oppurepresentalateralmente un pianoo un angolareche consentono di fissarela
livellaad aste che devonoesseredispostelungola verticale(palineda segnalazione,
stadieper livellazionigeometriche, ecc.).
Facendoriferimento allafig.5.10,l'assea-atangente allacalottasfericanel suocentro
C rappresenta l'assedellalivella;il pianotangenteallacalottasfericanel suo verticeC
detto piano tangentecentrale;il raggior della calottasfericasi chiama raggiodi
curvatura dellalivella.
--l
-r-'I -:- ..... ... . i
-" -,
ir"{i'*1 frr
iil,},.1_"
":r
r';'ll.j.
i
+"'' . 1-.4

'i
1r
..iL.

Figura5.10- Schemageometrico
dellalivellasferica

Si definiscesensibilit dellalivellal'ampiezzadell'angolodi cui ruotaI'assedellalivella


perlo spostamento dellabolladi 1 mm lungoI'arcodellacalottasferica.
Le livellesfericheutilizzatein topografia
hannovaloridi sensibilit a 1'.
superiori
Una livellasfericasi dice quando
rettificata il piano tangentecentrale perpendicolare
all'asseb-b,cioparallelo al pianodi appoggio dellafialadi vetronell'armatura.
In una livellasfericarettificata,quandola bollarisultacentrataossiaquandosi inscrive
perfettamente al centrodellafiala,il pianotangentecentralerisultaorizzontale. Se la

r19
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

livellanon rettificata, quandola bolla centrata,il pianotangentecentralesar


ancoraorizzontale, ma talecondizione nonvarrper il pianodi appoggio dell'armatura.
Nei teodolitie nei livelli,la livellasfericavienemontatain aggiuntaa una o pi livelle
toricheaffidandoalla prima I'operazione di disporrein modo approssimato il piano
(o
orizzonlale I'asseverticale)agendosuccessivamente con la livellatoricaper affinare
I'operazione.

5.5.2. LA LIVELLATORICA
Una livellatorica costituita da unafialadi vetroquasicompletamente riempitacon
alcool,etereo benzina, la cui superficie internaha la formadi unasuperficie torica.
La parteinternanonoccupatadal liquido riempitadai vaporidel liquidoche formano
una bollala quale,per effettodellagravit,si disponesemprenellapartepi altadella
fiala.
ll puntodi intersezione C (vedifig. 5.11)dell'assedi rotazionea-a cen il piano 4
perpendicolare all'assestessoe passanteper il centrog del cerchiogeneratoredel
toroidecui appartiene la fiala,rappresenta il centrodi curvaturadellalivella.ll pianoa
passanteper il puntoC intersecala livellasecondol'arcoA8, dettoarcodirettore,con
raggioc = CMcherappresenta il raggiodi curvatura dellalivella.

'' -i1-{.t-t1."-,=-*.-*': .
not.
{:r.,i..i : 41:
t.,,--*-

pil

"':,* !1
,f- ' -i:
.(
,1

ol
, d
-i:l *- r ,i_t,O

F i g u ra5 .1 1- Schemadi unalivella


tor ica
La zonasuperiore dellafialaporlaincisaunagraduazione contrattia distanza costante
(generalmenle 2 mm):ogni spaziocompresotra due trattisuccessivi vienedettoparfe.
Le pafti sono dispostesimmetricamente rispettoal puntoM che rappresenta il punto
centraledell'arcodirettore.
La tangentef all'arcodirettorenel puntoM dettatangentecentraledellalivellatorica.
La fiala di vetro racchiusain un'armaturametallicache presentauna base di
appoggiopiana.L'armatura fissataalla basedi appoggiomedianteuna cernieraa
una estremit, ed munitadi un dispositivo a doppiavite (Vr, Ve- vedifig. 5.11)di
rettificache permettepiccolispostamentiorizzontalie verticalidella livellaall'interno
dell'armatura.
Le caratteristichedi unalivellatoricasonoquellegidefiniteper la livellasfericae cio
lapronlezzae la sensibilit.
Se s rappresenta la dimensione dellaparte(2 mm)il valoredell'angolo corrispondente
al trattodi arcodirettorecompresotra due trattisuccessivi dellagraduazion e varras/r e
si chiamavaloreangolaredella parte.
La sensibilitdi una livellatorica convenzionalmente espressacome il valore
angolarecorrispondente a un trattodell'arcodirettoredi 1 mm. Essavieneespressa
con la notazionea/b dovea indicail valoreangolaredellapartee b il valoredellaparte

r80

L-
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

in millimetri.
Ad esempiouna livellatorica,indicatacomeda 30"/2,avruna sensibilit
paria 15".Le livelletoricheapplicateneglistrumenti topograficihannouna sensibilit
variabilida /'fino a pochisecondisessagesimali.
Una livella torica rettificataquando la tangentecentrale parallelaalla retta
d'appoggio.
quandola mezzeria
La bolladi una livellatoricasi dicecentrata dellabollacoincidecon
il centroM dellagraduazione. Quandola bolla centratala tangentecentralerisulta
orizzontale.
Poichrisultapi facileindividuare i menischilateralidellabolla,ossia le sue parti
estreme,la centratura dellabollaawienefacendoin modoche i due menischisiano
equidistantidal trattocentraledellagraduazione. La valutazionedi questaequidistanza
semplificata dallapresenza dellagraduazionecomesi pu notareosservando la fig.
5.11.

Descriviamoadesso le operazioninecessarieper rettificareuna livella torica e


rendereorizzontaleun asse. Consideriamo una livellatoricanon rettificata(ciocon i
piedinid'appoggiodi allezzadiversa);
disponiamo m-m(vedifig.5.13)
la livellasull'asse
e, ruotandolo stessoasseattornoal puntoO, centriamo la bolla.
c)

F i g .5 . 1 3

-z-te--

La tangentecentraledellalivella(f) saraorizzontale e formerun angoloq conl'asse


m-m che, a sua volta sar inclinatodello stesso angolo a rispettoall'orizzontale.
lnvertiamo adessola livellasugliappoggi, ruotandoladi un angoloparia x.
La bolla si sposta di una quantitpari a n.s (vedi fig. 5.14) cui corrisponde
un'inclinazione dellatangentecentrale di unaquantitparia 2adovulaper metal fatto
che la livellanon rettificata
e per la restantemet al fatto che I'assem-m non
orizzontale.
Dovremoquindiagiresullavite di rettifica dellalivellafacendoin modoche la bollasi
sposti,verso il punto M,diuna quantitpari a /zn.se ancora,per la restantemet,sul
segmento di appoggiom-mcentrando definitivamente la bolla.

F i g .5 . 1 4

_\\l- -
$t
\i!
I
T

ln questomodootterremosial'orizzontalit
del segmentodi appoggiom-m chela livella
rettificata.

r8l
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

Le operazionida compierecon una livellatorica per rendereorizzontaleun piano


sono invecele seguenti:
un pianopu essereindividuato da tre puntioppureda due rettegiacentisu di esso.Di
normagli strumentitopografici presentano un supportodi base fornitodi tre razze
dispostea 120",alle estremitdellequalisi trovanotre viti calantiCt, Cz,Q (vedifig.
5.15).
Le due rettea e b indicatein fig.5.15definiscono il pianodi appoggio dellostrumento.
Affinchquestopianosia orizzontale sar sufficienteverificareche le due rettea e b,
chegli appartengono, lo siano. I

Figura5.15- Livellatoricaper rendereorizzonlale


un piano
Ricordando quantodettosoprasi procedenelseguentemodo:
F si disponela livellasecondodue viti del basamento(ad esempioCr e Cz)e si
centrala bollacon motosimultaneo e contrariodelledueviti;
F si ruota la livelladi un angolopari a n nellaposizionee, come visto nel caso
precedente, se la bollarimanecentratavuoldireche essa rettificata, cioche la
suatangentecentrale parallela al pianoda rendereorizzontale;
F se la bollasi sposta,si correggelo spostamento per metcon la vitedi rettificaVr
e per metagendonuovamente con motosimultaneo e contrariosulledue vitiCr
e Cz.In questomodola rettaa risultacertamente orizzontale;
F infinesi ruotala livelladi un angoloparia tr/2disponendola versolalerza vite del
basamento (Cs)e I'eventuale spostamento dellabollasi correggeoperandosulla
vite V3.A questopuntoanchela rettab orizzontale e di conseguenza il piano
checontienele rettea e b risulter anch'esso orizzontale.

Le operazioni appena descritte, servono anche per rendere verticale un asse


(asse principaledi uno strumento)che sempre perpendicolareal piano del
basamento.

182
G .C O M O G L I O Cap.5
TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

5.5.3. LA LIVELLATORICAA COINCIDENZA DI IMMAGINI


Purnonessendopipresenteneimodernistrumentitopografici, il principio
descriviamo
di funzionamento di questa particolarelivella,in quantotrova applicazione negli
strumenti otticomeccanici di altaprecisione che in alcunicasipossonoancoraessere
utilizzati.
Questo particolaredispositivopermetteuna maggiorecomodite una maggiore
precisione in quantoil centramento dellabollavienegiudicato mediantela coincidenza
di particolari
trattiosservatimedianteun microscopio semplice.

Figura5.16- Livellatoricaa coincidenza


di immagini

Sullafiala,che nonriportaalcunagraduazione, montatoun sistemadi prismi(vedifig.


5.16)attraverso il quale risultavisibileall'operatore,
la bolladivisaa met in senso
longitudinale.
La livellarisultacentrataquandole due metdellabollacoincidono formandouna sola
i m m a gi n e .
L'erroredi centramento vale per una normalelivellatoricaagraduazionee=0.Ir/v"
per la livellaa coincidenzadiimmaginee=0.06# in cui V = srsibilit espressain
secondisessagesimali.

5.6. LA BASETTATOPOGRAFICA
Abbiamogiaccennato a come,la basettatopografica, sia un dispositivo cheserveper
collegarelo strumentotopografico al treppiede.
Essa compostada un basamentoe da una piastrabasculante il cui assettorispettoal
basamento controllatoda tre viti calantidisposteai verticidi un triangoloequilatero
inscrittonel basamento.
ll basamentoviene rigidamentecollegatoalla piastra di appoggiodel treppiede
mediante la vitedi fissaggio.
La piastrabasculante serveda supportofisicoper lo strumento.Essa dotataditre fori
posti in corrispondenza delle viti calanti(oppuredi un unicoforo centrale)i quali
ospitanoi tre perni (o I'unicopernocentrale) di cui sonodotatii basamenti di tuttigli
strumentitopografici. ll centrodellabasetta il centrodel cerchiopassanteper i centri
dei tre fori (o del forocentrale).
La piastrabasculante dotatadi una livellasferica,utilizzataper rendereorizzontale la
piastrabasculante stessa,e di un piombino otticoper consentire di disporreil centro
dellabasettalungoIa verticalepassanteper un puntoa terra.Per gli strumentidotatidi
piombinolaserla basetta sprowistadi dispositivi per il centramento.

L'operazionedi messa in stazione della basetta consiste nel raggiungere,


sia la condizione
contemporaneamente, di centramento
dellalivellasia la collimazione

183
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

attraversoil cannocchialedel piombinoottico del punto a terra su cui si vuole


posizionarelo strumento.

Figura5.17- basettadi un teodolite

5.7. CONDIZIONI DI RETTIFICA DELTEODOLITE


si possonoindividuare
Nelteodolite i seguentitre (vediFig.5.18):
assifondamentali
F asseprincipale o di rotazione (at)
dell'alidada
F assesecondario o di rotazione (az)
delcannocchiale
D asseterziarioo di collimazionedelcannocchiale(a3)

Figura5.18- assifondamentali
di un teodolite
Le tre partiche compongono (basamento,
un teodolite alidadae cannocchiale)
devono
essereassemblate in modotale che si realizzino geometriche,
le seguenticondizioni
dettecondizionidi rettificadel teodolite:
1. i tre assi fondamentalidevono avere come unico punto d'intersezioneil
centrostrumentale;
2. I'asseazdeve essereperpendicolareall'assea1;
3. I'asseasdeve essereperpendicolareall'asseaz.

184

br--
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

5.7.1. CONDIZIONE OPERATIVA DELTEODOLITE


Perfar si che il teodolitepossamisurare gli angoliazimutali
correttamente e zenitali,
necessario In questasituazione,
che I'assedr sia verticale. infatti,se lo strumento
rettificato,
si realizzanole seguenticondizioni:
D il cerchioazimutale giacein un pianoorizzontale
D il cerchiozenitalegiacein un pianoverticale
F l'asse a2 orizzonlale
F I'asseasdescrivepianiverticalipassantiper il centrostrumentale.

5.8. MESSAIN STAZIONEDELTEODOLITE


Da quantovistofinora,sappiamoche il teodolite in grado,una voltaverificate le
condizionidi rettificae realizzatala condizioneoperativa,di misurareun angolo
azimutale coscome statodefinitoin 5.1.
L'asse principale o assedi rotazione (ar)oltreal rispettodellacondizione
dell'alidada di
verticalit,dovr anche passare per il punto di stazioneindividuatosul terreno.
L'insiemedi queste operazionisi dice di messa in stazione del teodolite. La
procedurache descriveremo in seguito consigliabile agli utenti "poco esperti"
nell'uso delteodolite:
malerializzato il puntodi stazionea terra,si procededapprimacon la messain stazione
di un treppiedee di una basettatopografica dotatadi livellasfericae di piombinoottico;
questaoperazioneconsistenel far si che il centrodella basettasia posto all'incirca
sulla verticaledel punto a terra e che il piano d'appoggiodella basettastessasia
all'incirca orizzontale. Agendosulletre viti calantidellabasettasi collimapoi con il
piombino otticoil puntoalerra.
A questopunto la livellasfericadella basettasar certamentescentratae quindi,si
proceder al suo centramento variandoopportunamente la lunghezza delletre gambe
del treppiede. Si controlla, per scrupolo,che il piombinootticocontinuia collimare il
puntodi stazionea terra.Se la collimazione tropposcadente,si ripetedaccapola
proceduraprimadescritta.
Si inserisce quindiil teodolitenellabasetta:in questacondizione I'asseprincipaledel
teodolitesi troversullaverticaledel puntodi stazionea terracon la precisionetipica
dellalivellasfericadellabasetta.
Successivamente, si perfezionala verticalit dell'asseprincipalemediantela livella
torica montatasull'alidadaseguendole procedure gi viste nel paragrafo5.5.2.
utilizzando le tre viticalantidellabasettacheoraforma,conil teodolite, un corporigido.
Al terminedi questeoperazioni, il centrostrumentale del teodolitesi troversulla
verticaledel punto di stazionea terra con la precisionepropriadella livellatorica
ulilizzala.

r85
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

5.9. MEZZIDI LETTURAAI CERCHINEGLISTRUMENTI OTTICO.MECCANICI


Abbiamogi dettoche il cerchioorizzontale solidaleallabasamento, mentrei relativi
indicidi letturasonosolidaliall'alidada;il cerchioverticale solidaleal cannocchiale,ei
relativiindicidi letturasono interniall'alidada.I cerchigraduatisono di vetroottico;la
graduazione, finissima(lo spessoredei tratti dell'ordine di 1/10o 1/100pm), incisa
direttamentesul vetro, o riprodottafotograficamente. ll
raggiodi talicerchivariada 4 ad 8 cm.
L'osservazioneai cerchi si esegue con microscopi
composti,il cui percorso notevolmentecomplesso;
all'internodel teodolitesi trovanodei prismiche portano
le immaginidei cerchinel cannocchialetto di lettura,e
specchiche illuminanoi cerchistessi,convogliando la
luceesterna(vedifig.5.19).
Si leggonodirettamente i gradi e le frazionidi grado
incisesul cerchioe si valutanole frazionidi intervallo
secondodue modalit:
F mediante conteggio o stima(strumenti a stima)
> mediantemisuradella frazionestessa (strumenti
micrometrici).

F i g .5.1 9i l l u mi n a zi o en el e ttur a
delcer chio

5.9.1. LETTURAA STIMA


ll nonio (o verniero,dai nomidei suoiinventori,il portogheseNunesed il francese
Vernier) il pi per
anticosistema stimareun intervallo di graduazione.
ll noniocircolare costituito
da un settoredi coronacircolare(vediFig.5.20)applicato
al lembo del cerchiograduatoe concentrico a questo,sul quale riportatauna
graduazione con originein 0 e crescentenel sensoconcordecon quelladel cerchio.
Indicandocon n il numerodegli intervalli dellagraduazione del nonio,ognunocon
valore1 la sua ampiezzatotale n /e abbracciaun arcodel cerchiocomprendente (n-
1) parti,ognunacon valoreL > l, di ampiezzaquindipari a (n - 1) L; poichle due
ampiezzesono ugualisi avr:
n.t=(n-t) r tel

F igur a5.20- nonio

la (9)si avr:
Sviluppando
T
L-l=a [10]
n
L -lrappresenta
La differenza I'approssimazione
del nonio.

186
G. COMOGLIO Cap. 5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

L'indicedi lettura la taccastessache individua lo zerodellagraduazionedel nonio;si


leggonodirettamente le partiinteresul cerchiograduatoe la porzioneresiduasarpari
all'approssimazione del nonio,moltiplicata per il numerodi parti che portanoalla
coincidenza di un trattodellascaladel nonioconunodellagraduazione principale.

fettura = 289on,72

Figura5.21- letturacon il nonio

ll noniocosdescrittonon pi utilizzatonei teodolitiottico- meccanici,


ma se ne
parlato in quanto negli strumenti elettroniciattuali viene spesso ulilizzatoun
meccanismo di stimadellapartefrazionariadellagraduazione principale
che simile.

Un sistemache permettedi aumentare la precisione di lettura quelloche utilizzaun


microscopio per ingrandire l'intervallo
tra due tratticonsecutivi dellagraduazione del
cerchio.La letturavienefatta leggendole partiinteredi angoloche precedonoI'indice
di letturae stimando, solitamente, comepercentuale cheviene
tradotta mentalmentein termini di frazioni di angolo, la
porzione residua(vediFig.a fianco).

Dato,per esempio,un cerchiograduatodi 10 cm di diametro,


suddivisoal decimodi grado centesimale, esso avr 4000
tra ttiu n ifor memente sui 100"3.14=314
distr ibuiti mm dellas ua
circonferenza, con un intervallotra trattoe trattodi 314/4000=
0 .0 7 8 mm .
lettura= 21,son64
Con I'osservazione ad occhio nudo non sarebbepossibile
alcun apprezzamento dellafrazionedi grado.
Utilizzando inveceun microscopio compostoa 30 ingrandimenti, I'intervalloapparente
risultadell'ordine di 0.078.30 =2.4 mm, il cui decimopu esserefacilmentestimato;
l'approssim azionedellaletturadel valoredi 0.01son risultacosgarantita.

ll microscopioa scala (vedi Fig. a fianco) una


variante del metodo precedente.ll microscopio
dotato di un reticoloformato non solo da un tratto
bens da una scala graduataa tratti equidistanti. La
lunghezza dellascaladel reticolo pariall'intervallo
tra
due tratticonsecutividel cerchiograduato.
Solitamente dellagraduazione
l'intervallo di leone la
scala divisain 100 parti,per cui un solotrattopu
caderenell'intervallodellascala.
L'indicedi lettura rappresentato dallo stessotratto
della graduazione.La lettura pertantopari alla
letturazenitale: 94,065 sommadel valoredellascalaprincipale e quelloletto
letturaazimutale:214,965 sullascaladel reticolo.Conquestosistema possibile
la letturasinoal centesimo di gon.

187
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

5.9.2. MICROMETRICI
STRUMENTI
Nei sistemidi letturain cui si ricorreai micrometri viene sfruttatala sensibilit
dell'occhio umanonel realizzare un puntamento o la coincidenza di due tratti.L'occhio
umano ha la proprietdi aumentareil potere
separatore di circaquattrovoltequandodebbastimare
la coincidenza di due trattio la bisezionedi un tratto
all'internodi altridue. Le letturepossonoawenireper
bisezioneo per coincidenzadi immagini.
Questi sistemi sfruttanole proprietottiche di una
lamina piano parallela(vedi par. 5.4.), posizionata
lungo il camminoottico di letturadei cerchi che,
mediantela sua rotazione,sposta I'immaginedel
cerchio fino ad ottenere una coincidenzao una
bisezione.
NellaFig.a fiancosi illustraun esempiodi lettura(con
l e l u r a o r i z z o n l a l e :1 3 4 , 3 1 8g o n
micrometroottico) per bisezione dei tratti della
graduazione del cerchio.ll reticolo costituito da due
trattiparalleli fissiche normalmente cadonoin una posizione intermedia internaad un
trattodi graduazione principale del cerchio.
Manovrando opportunamente la laminapiano- parallela,si spostaI'immagine del
cerchiofino ad ottenerela bisezionedei due trattifissidel reticolocon un trattodella
graduazione principale. La rotazione, corrispondente a questospostamento, si legger
direttamente sul micrometro in frazioni di gon.

ll sistemadi letturaa coincidenza d'immagine statoideatoda Wild e oggi impiegato


sullatotalitdei teodolitiottico- meccanici
di altaprecisione.
Nel campo di lettura del microscopiovengono riportate,attraversoun opportuno
percorsoottico,le immaginidellegraduazioni del cerchiodi misuracorrispondenti a
posizionidiametralmente opposte,in modoche risultinocontemporaneamente visibilie
confrontabili.In generele due immagini sonosovrapposte e capovolte (vediFig.5.25).
I

l'u *l

rr 0rt
i

't40 141

lettura140.son4235

prima della coincidenza dopola coincidenza

Figura5.25- microscopio
a coincidenza
d'immagine

Sul percorsodi ognunadelledue immagini inseritauna laminapiano- parallela,


che
un semplicemeccanismo ad ingranaggiregolain modoche la rotazionedi una sia
ugualee di versooppostoa quelladell'altra.
Normalmente le due scalechesonoaccostate specularmene, noncombaciano.

r88

.--.--
G. COMOGLIO CaP.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

Se ad esempiosu quellache si leggedirittavediamola taccadi un angolointerosu


quellasuperiorecapovoltaI'angoloche si dovrebbeleggere(cioil precedente pi
I'angolopiatto)non perfettamente in coincidenza; ci in quanto rarofare una lettura
esattaall'angolointero.La distanzafra questedue taccherappresenta infattiil doppio
della parte frazionariadella lettura da stimare che, sommata alla parte intera,
costituisce la letturaangolarecorretta.
Permisurare(e non stimaread occhio)questapartepossiamodeviareil percorsoottico
di entrambele semi- immaginisinoa portarlea coincidenza, atlraversola rotazionedi
unavitechecomandala rotazione contemporanea delledue lastre piano- parallele.
ll risultato che ad un apparente spostamento orizzontale in un sensodell'immagine
inferiorecorrisponde un egualespostamento in senso oppostodi quellasuperiore
capovolta.Lo spostamentoche realizzala coincidenza,corrispondente a met del
va
trattoancorada stimare, sommatoalla lettura intera della pi piccolasuddivisione
principale che si leggedirettamente sul cerchioanchesenzaI'aiutodi un indicedi
lettura.Questo indice di lettura potrebbeinfatti anche essere omesso, perch
evidentequaleincisione dellagraduazione dirittacoincidacon quellasuperiore su un
pi
angolo grandedin.
Anchequi, come nel caso precedente, la rotazionedellelaminepiano- parallele
trasformata in un valoreangolarelettosu una secondascalamicrometrica visualizzata
accantoallascalaprincipale.

rrttlttttlttt

lettura 105,son8224 lettura 147,son2536

Fig.5.26- esempidi letturaa coincidenza


di immagini
Altrecase costruttrici anzichulilizzarequestometodoinseriscono sul percorsoottico,
che provienedai lembioppostidel cerchio,dellecoppiedi cuneiotticiemisimmetrici
traslabiliin altezza.
Lo spostamentolineare tra le facce prospicientiquesti cunei si traduce in uno
spostamento angolareugualee contrariotra le porzionidi cerchiovisualizzate dirittae
capovolta.
La sensibilit dellamisura intesacome la pi piccolafrazionedi gon leggibileallo
strumento; di altaprecisione
neiteodoliti pu essereparia una frazionedi 0.0001gon
(s < 0,1 mgon).
La precisione, intesacomesensibilitrapportata al fondoscalastrumentale, nel caso,
qg = 2.5.10I .
ad esempio,in cui s siaparia 0,1 mgonsar di 'p =
400
Questasensibilit non ancorastataraggiunta con i moderniteodoliti digitalia cerchio
codificato.
E da metteretuttaviain evidenzacomela precisione di misuraangolarenon coincida
con quelladi letturaper la presenzacongiunta di numerose altrecausedi errore,che
vedremoin seguito.

189
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

DI LETTURAAI CERCHINEGLISTRUMENTI
s.1O.MEZZI ELETTRONICI
I metodidi misuraelettronica degliangoli,vengonospessoclassificati secondola
tecnicacon cui vengonolettii cerchie di conseguenza dallemodalitcon cui vengono
incisi.
Vi sonoteodolitielettroniciche utilizzano cerchicodificatiche permettono di conoscere
automaticamente la posizioneassoluta dell'indicedi lettura
all'interno
del goniometro, e
quindidellaletturazerodellostesso,ed altriche eseguonola letturaa cerchigraduati,
che in genereconsentono di misurareuna posizione angolarerelativarispettoad una
precedente.
Nel primocasoawiene una misuraassolutadelladirezione angolaree nel secondo
una misuraincrementale.
Una secondaclassificazione basatasullemodalitdi misuraangolare:questapu
awenirestaticamenteo dinamicamente. Nelprimocasoil cerchiorimane,comein un
teodolitetradizionale,solidalealla base,mentrenell'altro caso il cerchiosubisceuna
rotazione che non quelladell'alidada ma prodotta da dei micromotori
continuamente
attividurantela misura.
Parliamoprimadi alcuniconcettisullaletturaelettronica, codificatao graduata(si pu
chiamarein sintesiletturadigitale)per poi entrarein meritoa particolari tipi di teodoliti
o stazionitotalied ai relativisistemidi lettura.
elettronici
Come anticipato, siamoin ogni caso in presenzadi strumentidel tuttosimilia quelli
tradizionali,
con cerchi di cristallosui quali la graduazione, codificatao numerata
ottenutaancoraattraverso processidi fotoincisione.

5.10.1. LA LETTURAASSOLUTA
Supponiamo ora di distendere su un trattorettilineo
I'interacirconferenza sullaquale
incisauna particolaregraduazione (Fig.
5.27).Definiamo su un'origine il
dell'incisione
valorezeroe sullafine la lettura(sviluppodellacirconferenza) =
c Znr.
Cerchiamo di capireconqualimezzi,comesarpossibile la letturadigitaledel cerchio.

c :2nr

dellaletturaassoluta
Figura5.27 Principio

Supponiamo di dividerequestotrattolungoc in due parti.Una partesia anneritain


mododa renderlaopacaalla luce e I'altrametsia trasparente. Cossi operatauna
primasuddivisione per due del cerchio.Lo spessoredi queste righeopachesia di
qualchedecimodi mm,cosche in pochimm se ne possanodisegnare ad esempio16
o 32.
Nellariga successivasi dividalo stessointervalloc in quattropartie si anneriscano
alternativamente due di questequattroparti.Supponiamo di fare la stessaoperazione
in unaterzariga,dividendola in 8 partied ancorain unaquartarigaove le suddivisioni
s a r a n n o1 6.
In una posizione qualsiasidel cerchio,su questesuddivisioni parallele,supponiamo vi
sianoquattrofotodiodie di frontea questi,sull'altrafacciadel cerchiodi cristallo,una
sorgenteluminosa.lmmaginiamo di doverfare una letturaquandoquestifotodiodisi
trovanoad esempionellasezioneA-A.
190

L.
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA DEGLIANGOLI
L AM I S U R A

Leggendoi segnalidi luce e di buio provenienti dai fotodiodipossiamo,in modo


assoluto,anchese con una precisioneabbaslanzascarsain questoesempio,sapere
dove si trovanoi fotodiodirispettoal cerchio,cio all'internodi questa banda che
abbiamodisteso.
Nelcasoesaminato in figurai fotodiodi che permettono il passaggio dellaluce,ognuno
a secondadellapresenzadi una zona trasparente od opaca,segnalanoil primola
presenza di unazonascura(0),il secondola presenza di unazonachiara(1),il terzola
presenza di una zona scura(O) il quarto quelladi unazonatrasparente (1).
Questorisultato , in linguaggio binario,il numeroequivalente allaletturaangolare.
Possiamoinfattirendercicontoche attraversoil primofotodiodosiamoin gradodi dire
cheeseguiamo unaletturaminoredi clZ.
Con il secondofotodiodopossiamodire che la lettura maggioredi cl4 ma sempre
minoredi cl2.Conil terzosi pudireche maggiore di 2cl8ma ancheminoredi 3cl8
e con il quartofotodiodo si pudireche maggiore di 5cl16maancheminoredi 6cl16,
quindinell'esempio la letturaangolarefinale,essendoc = 400 gon, sar un numero
m a g g io re di 125 g o n e mi n o red i 150gon.
In manieraapprossimata siamo ora grado di fare questelettureangolari;I'errore
massimoin questoesempiopoco realistico, la metdellapi piccolasuddivisione,
cio+12,5gon: chiarocheunaletturaangolare conerrorecosalto insufficiente.
Occorreora scendere dalprincipio di funzionamento allapraticaapplicazione.
Non possibileaumentaredi molto,per problemifisici di spazio,il numerodei
fotodiodi,come pure non si pu suddividereall'infinitola larghezzadella corona
circolare del cristallo.
Questosistemadi misuraassoluta,come pure quello incrementale avr bisogno
necessariamente di un secondosistemadi letturafine, che permettacio la letturadi
frazionidelle pi piccoleparti interenellequali suddivisoil cerchio,in analogiaa
quantoawenivaneiteodolititradizionali colsistemamicrometrico.
Dei sistemimicrometrici di letturadigitaleparleremo pi avanti,un cennose ne fece
parlando del nonio,peroraci bastisaperechesononecessari.
Abbiamoparlatodi letturadigitaleassoluta del cerchio,in questocasoinfatti possibile
sapere esattamentedove si trova I'ipoteticalettura di zero rispetto all'asse di
c o l l i m a zi o n e .

5.10.2. LETTURAINCREMENTALE.
Supponiamo di suddividere il cerchioin un certonumerodi partiche possonoessere
spintesinoad una suddivisione minima(comuneanchenei cerchigraduatitradizionali
analogici),ad esempioad 1/10di gon e supponiamo che non esistauna numerazione
ma che esista una piccolasorgentedi luce sopra una zona dei cerchi (la zona
dell'indicedi letturadigitale).
Sottoquestae sottoil cerchioun fotodiodo,sensibileal passaggiodellaluce,trasmette
ad un circuitoelettronico di conteggio i segnalidi chiaro-scuro che,durantela rotazione
dell'alidada,sono passati a causadei trattitrasparenti allalucee dei trattiopachi.
Questoindicedi letturaper conteggio solidaleall'alidada e misuracosla rotazione
tra il sensoreed una posizioneconvenzionale del cerchioche solidalecon il
basamento.
Si in gradocio,a partireda questozerodel tuttoconvenzionale, (perchassumead
esempiola letturazeroall'accensione strumentale) di sommareo di sottrarre il numero
di volteche il sensore"vede"unodi questipassaggitra il chiaroe lo scuro.
Unodei problemi capireautomaticamente qual'la direzione di sommae qualequella
di sottrazionedi questi conteggi,ad esempio I'orariadi somma e I'antiorariadi
l9l
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

sottrazione,in altri terminioccorrecio capire qual' la direzionedi rotazionedel


cerchio.
Ci si risolveutilizzando pi sensoria fotodiodo,sfasatiangolarmente di quantitnote,
cio postiin partidiversedel cerchio.Avendocollocatoattornoal cerchiopi fotodiodi
con un certosfasamentonoto,a secondadellarotazioneorariao antioraria dell'alidada,
un segnalearrivasul trattoopacoo luminoso primao dopoI'arrivo dell'analogo segnale
provenienteda altri fotodiodia secondache si ruoti I'alidadain senso orario od
antiorario. La sequenzadi trattitrasparenti ed opachiha cioun certoordinese si ruota
in sensoorarioe I'ordine inversose si ruotain sensoantiorario.
In generetutti i metodidi letturadigitaleusanopi seriedi fotodiodidispostiin parti
diversedel cerchio.
Vi poi il problemaidenticoa quellodellaletturaanalogica deicerchigraduati: quellodi
saperarrivaread una approssimazione dellamisuraangolarepi spintadellaminima
suddivisione; servecioun interpolatore.
ll sistemainterpolatore in generecostituito da una secondagraduazione incisasu un
piccolovetrinodi cristallosolidalecon I'alidada(o con il cannocchiale per le misure
zenitali)interposto allagraduazione principale in prossimit del sensoreottico,in modo
tale che la luce,passanteper il cerchioe questasecondascalaproducadellefrangedi
interferenza. Questevengonolette a loro volta con altri sensoridigitali(CCD) che
ricevono e misurano i livellidi grigiodellefrangecosprodotte.
A secondadella serie di livellidi grigiodella figura di interferenzache un tratto
abbastanza ampiorispettoalle minimesuddivisioni "rn",(ad esempiodi 16m,32m),o
per megliodire,a secondadellaposizione dei livellidi grigioe dell'intensit
dei livellidi
grigio,si ha la possibilit di interpolare all'internodellaminimasuddivisione sullaquale
cadeI'indice di lettura.
Questoawiene in quantoil segnaleotticovieneconvertito in formadigitalee viene
misuratolo sfasamentoA<pdell'ondainterferometrica cososservatacon una sensibilit
pari o miglioredi 1/100 del minimointervallodella graduazioneprincipale.Si
realizzalo cosun micrometro digitale.

5 . 1 1 . E S E MPDII S IS T E MID I L E T T URA


ll primosistemache esaminiamo quellodellaLeica-Wild adottatoneglistrumenti
Theomatf2002 e nel TheomatT3000.Si trattadi un sistemadi letturadinamicadi alta
precisione, che essenzialmente si basa su misuredi fase, per cui la misuradi una
direzione si trasforma nellamisuradi un intervallo di tempo.
Uno degli erroridi cui affettala misuraangolare I'erroreresiduodi graduazione.
Questoerrore pressoch inevitabile, ma si riducetradizionalmentecon il metododella
letturaa strati,attraverso la reiterazione o la ripetizione.
Nel metododi letturadinamica invecepossibile tenerein considerazione (misurare in
un certosenso),tutte le suddivisioni di ogni partedel cerchioad ogni singolalettura
goniometrica,riducendocon ci in teoria a zerc sia questo errore,sia I'erroredi
eccentricit dell'alidada. Questoawienead esempionellostrumento WildT2002.
Entrambii cerchidi 52 mm di diametrosono divisiin 1024intervalli, tuttiosservatiad
ogni misura attraversouna rotazionecompletadel cerchiodi cristallograduatoin
identiciintervallitrasparenti- opachi. ll segnaleluminoso,tradottodai fotodiodiin
segnale elettrico,non pi un segnalestatico ma una vera e propriaonda
elettromagnetica in quantoil cerchioruotacontinuamente.
Questosegnale,variabile neltempoe dipendente del cerchio,proviene
dallarotazione
da due predisposte barrieredi fotodiodi, (R) e posizionata
una solidaleall'alidada sulla

t92

U
G, COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

parteinternadel cerchioe la seconda(S) fissaal basamento la parte


ed esaminante
esternadellostessocerchio.

Q=n.9Lr+^l T = n.Tr+AT

Figura5.28Sistemaassoluto
dinamico
LeicaWild
Durantela rotazionedel cerchioil segnaleluminosoad ondaquadra,trasformato dai
fotodiodiin segnaleelettrico,permettead ogni istantet (la completarotazionedel
cerchioawienein 338 ms),di misurarelo sfasamento fra i due segnaliS e R mediare
tutte le numerosissimemisuredi sfasamento eseguitein questobreveintervallo di
tempo.
La misuradi questosfasamento costituiscela misura"fine"dell'angolo.Similmenteai
distanziometriad onde,l'angolo<pche dal centrodi rotazione sottesotra il sensore
solidaleal basamentoe quellosolidaleall'alidada
sarparia:
{p= rz{po*A* t11l
dove n una costanteinterache si ricavadal conteggiodel numerodi chiaroscuri
osservatida Lg o da Lp.
Nel caso in esamego = 2n11024, essen66go la pi piccolapartedi graduazione del
cerchio.
Esistedunqueuna misuraapprossimata n<poed una misurafine A<p.Per eliminare
l'erroredi eccentricit,sia i sensoriLg che i sensoriLp sonoin realtcoppiedi sensori
diametralmente opposti.Un unico processorepresiedee media le numerosissime
misureche dannopoi luogoalla letturaazimutalee zenitale.La misuraed il calcolo
awieneper entrambi i cerchiin menodi un secondo.
E anchepossibile predisporre lo strumento per una letturacontinuache pu awenire
con cadenzadi 0,1 s o di 0,15 s, diminuisce per in questomodo la precisionedi
lettura.
Per il cerchioazimutale,Lg posto nellaposizioneconvenzionale dellozero della
graduazione, per il cerchiozenitaleLg in direzionedellozenit mentreLp nella
direzione delcannocchiale. ll sistemadi lettura,
dunque, un sistemaassoluto.

Percorreggere le letturezenitalidall'errore il percorsodellaluceinfrarossa


di verticalit,
vienepreventivamente
dei sensorizenitali deviatoda un compensatore a liquido.
Quandoviene impartitoI'ordinedi misura,un motoreruota il cerchioazimutaleo
zenitalead una velocitrigorosamente costanteentro limiti di tolleranzasempre
ll conteggiodel numerointeron di suddivisioni
controllati. tra i sensoriLg e Ln
semplicein quantofra le graduazioni esisteuna marcadi riferimento, durantetuttoil

193
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

giro del cerchioun contatoreconta il numerodi graduazioni dopo il passaggiodel


riferimento da Lq sinoal comparire dellostessoin Lg.
La misurafinedellaparteAq awienedopoaverconvertito il segnalecompleto(di 338
ms di durata)in formadigitale.ll segnaleviene analizzato attraversoun contatorecon
frequenza di campionamento di 1,72MHz.
Dunque338 ms osservati a 1,72MHzcorrispondono ad un numerodi campioni"C'in
4 0 0g o n :
c = 3 3 g*1 0 -3* 1,7 2 " 1 0 6 = 5 9 1 *1 0 3 l 12l
La quantitminima "visibile"dal sistemadigitale alloradi
1= ( 4 0 0 . 1 63;l S A .*
1 1 0 3 =0 ,6 8mg o n t13l
ll periododi chiaroscuro di T= 338 ms/1024=339Ur.
In realtnon si deve considerare limite"t" dellaletturama il suo scarto
la tolleranza
quadraticomedio o. lpotizzandoragionevolmente la funzionedensitdi probabilit
abbia la forma della distribuzione rettangolare
e che il supportodi variazionesia
appuntodi 0.68mgon,il valoredi o si ottieneda:
. 0 , 6 8 mp o=t},2mgon
n
o = +::ff: 41
"1 12
in quantosi hanno6 sensoridiametralmente opposti.
Dobbiamoconsiderare ancorache le misuredi faseconteggiate sonoben 1024e, nel
valutarela misura,si tienecontodi tuttiquesticonteggi; perquestola precisione teorica
limiteaumentadi un fattore-!3-
^11024
La radicedi due al numeratore dovutaal fattoche la letturaangolare ottenutaper
differenza dellefasiprovenienti dai segnaliR e S.
In tal modosi ottienepero il valorelimiteminimo:
d = + ( O , z m g o/n2 3 ) = 1 0 , 0 1m g o n [15]
Lo scartoquadratico mediominimoottenutoin laboratorio, quindiin condizioni
idealima
non teorichedi misura, statotuttaviadi 0,05 mgon.La casacostruttrice fornisceuna
deviazione standarddi 0,15 mgonper entrambele lettureai cerchisecondole norme
DIN 1872111).La risoluzione di lettura tuttaviaspintaa 0,01mgon.
ll compensatore a liquidosiliconico agiscesu entrambi gli assidi rotazione
delteodolite:
principalee secondario, ed ha una precisione di rettificadi 0,03 mgon,diminuendo
I'influenza
dell'erroredi verticalit
anchesullelettureazimutali.

Di seguito illustratoil sistemadi misuracontinua,staticae con codificatore assoluto


adottatoneiteodolitiTl000 e T1600 delladittaLeica-Wild (Fig.5.29).
lcerchi azimutale e zenitaledi 78 mm di diametrosonosuddivisi in 1152graduazioni,
raggruppabili in manieradistinguibilein 128settori(da0 a 127).
ln ciascunsettorecio vi sono 11521128 = 9 informazioni elementari(o divisionia
secondadi comele si intendono) di 0,27 mm di interasse.In manierabinariaqueste9
suddivisioni contengono: un "marker", cioun codiceche segnaI'inizio del settore,7 bit
contenenti il numerodi settoreed un bitdi paritper il controllo delleletture.
I cerchi,fissirispettoal basamento od all'assesecondario del teodolite,
sonoilluminati
in prossimit dell'indice
di letturaelettronico con un led a lucerossache illuminauna
piccolapartedel cerchio:circa4 gon,di pocosuperiore alladimensione di un settore
che 4001128 = 3.125gon,proiettando la luceal di l delcerchio.

rchesonodivenutelo standardper valutarele precisionidi teodolititradizionalied elettronici.

194
G. COMOGLIO CaP.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

La luce, dopo il passaggioattraversouna lente ingrandente,cade su un sensore


formatoda unaseriedi 128fotodiodi. sonogovernati
Questifotodiodi da un processore
che converteil segnaleanalogicoluminosoin forma digitalecosicchun numero
binariotraducelo statoluce/buio perognunodeifotodiodi.
Su 4 gon di ampiezza sonoposti128fotodiodi,
del segnaleluminoso owero vi sonosu
un settoredi 3.125 gon, esattamente100fotodiodi:
questoil sistemamicrometrico
di
letturaall'interno
di ciascunsettore.
2.45 mm
4g=-ll tacche

vertoredi 128 fotodiodi

3.2mm (A =0.025rnm)

Figura5.29ll sistemadi letturadelteodolite


LeicaWildTi1600
ll diodo led illuminadunquesemprealmenoun markerdi settoree permetteal
processoredi capiresotto quale dei due o tre settorisi trova il centrodel led ed il
markernecessario per la letturamicrometrica.
Chiamiamo dunquecon "N"il numerodi settorericonosciuto in manieraassoluta,perla
partedi letturamicrometrica il processore
traducein mododigitaleil numerodi frazione
di settoref dazero a 100 corrispondente al numerodi pixelal di fuoridellamarcadi
riconoscimento del settore.La letturaangolarecorrettasarallora:
T_
( N - f ) . 4 0 0
128
Nell'esempio difigurala letturasarN= 0 =128;f = 0.55cio il 55-esimo fotodiodosu
1 0 0u t i l i .
-
, - [l zs o'ss.+ool= 398.2815e-
\128)
Ci domandiamoora qualesar la precisionedi lettura.Notiamodapprimache le nove
suddivisioni proiettatesu 100 fotodiodiconsentonodi stimarela partefrazionariadel
settorecon una approssimazione superioreal pixel,cio con scartoquadraticomedio
di circa+0,15pixel.Perogniletturasi avrquindi:
5/1 oo. 4oo = +4.7n8on
o,'1
o=*
128
Ogni 3 ms awiene una lettura.La misurasi ricavadalla media di 133 letture
corrispondenti di di 400 ms;il valoreteoricodi o si riducequindia:
ad un intervallo
47
o-,..1-: =*Q,4'e"n
.,/133

195
--

G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

La casafornisceper il T1600uno sqm standard(a normeDIN 18723)di +0,5mgon,


mentrela risoluzionearrivaa 0.1 mgon.Lo strumento dotatodi un compensatore
a
pendoloper I'indice
zenitale.

Vengonodi seguitocitatibrevemente alcuniulteriori


sistemidi lettura.
Nel sistemaassolutostaticoTOPCONi cerchi,sia I'orizzontale che il verticale,
di 71
mm di diametro, sonoin realtformatidall'accoppiamento di due dischidi cristalloflint
di 4 mm di spessoreconcentrici e rispettivamente solidalialla partefissaed alla parte
rotante(nelcasodel cerchioorizzontale all'alidada
ed al basamento). I cerchisuddivisi
in 1 gon il primoed in 2 gon il secondosonoosservati proiettando con un led le tracce
di entrambisu un fotodiodoCCDche fungeda micrometro in manierasimilea quanto
descrittoper lo strumento T1600.Le letturein realtsonodoppiein quantodiametrali.
Lo sqmdi letturadei cerchi(a normeDIN18723) per lo strumento GTS6o GTSGAdi
+0,6 mgon e la misuraavvienein 0,3 s. Questistrumentisono dotati di doppio
compensatore.

Lo strumento SOKKIASET2C di caratteristiche e precisioni simili.


Anchegli strumenti AGAsfruttano due cerchiconcentrici fissisolidaliallapartefissaed
allaparteruotante.
ll sistemadi lettura incrementale. ll principiodi letturamicrometrica induttivo
essendole suddivisioni dei cerchiconduttrici e percorseda corrente. possibile
misurarela differenzadi potenzialeAV fra i due cerchi, massimanel caso di
ricoprimento e minimaa metgraduazione. Perla misuraangolare si contanoil numero
di lunghezze d'ondainteree si interpolala porzionedi lunghezza d'ondaper mezzodi
convertitoriA/Danalogici
digitali.
ln questomodo, pur raggiungendo uno sqm (a normeDIN 18723)di +0,6 mgon,
comunead altristrumenti, in
si tiene realtcontodi tuttala suddivisione del cerchio,in
modoche questeletturesianoteoricamente esentidall'errore di suddivisione. Anche
questistrumenti sonodotatidi doppiocompensatore.
Infinecitiamoil sistemadinamicoincrementale dellaNIKONsullostrumentoDTMA6
ulilizzaun sistemache simileal sistemadinamicoLeica-Wild. In questocaso la ditta
fornisceunosqmdi letturadi +0,2 mgon.

r96

^b
G. COMOGLIO Cao.5
E CARTOGRAFIA
TOPOGRAFIA L A M I S U R AD E G L I A N G O L I

DEGLIANGOLIAZIMUTALI
5.12.MISURA
In base alla definizione di angoloazimutale(vedipar. 5.1.) e a quantodetto in
precedenza possiamoottenereil valoredi un angoloazimutalecome la
sui teodoliti,
semplicedifferenza tra due letturefattesul cerchioazimutalecollimandoil puntoavanti
e poi il puntoindietro.
In generalenellemisuredi grandezze topografiche si possonocommettere erroridi
lettura,di trascrizione e di individuazione del punto. Questi errori grossolanisi
presentano pi raramente quandosi utilizzano teodolitielettronicimunitidi sistemadi
registrazione dellemisure.
Tuttaviasolo se il teodolitefosseperfettamente rettificatoe perfettamentein
la misuradell'angolo azimutale si otterrebbenelmododescritto prima.
In generale, invece,in un teodolitemessoin stazione, sonoancorapresentii seguenti
erroriresiduie precisamente:
F i = rforedi inclinazione, I'angolochel'asseazformaconla normaleall'assear;
) c = errore d collimazione,l'angoloche I'asseas formacon il piano normale
all'asseaz
F y = erroredi verticalit,l'angoloche I'assear formacon la verticale nel puntodi
stazione;
Primadi esaminare comegli erroriresiduiinfluenzino le letture, necessario ricordare
che I'alidadae il cannocchialedei teodoliti sono costruiti in modo tale che la
collimazionead un genericopunto P sia eseguibilein due posizionidiversedello
strumento(posizioniconiugate),una con il cerchio zenitalea sinistra rispetto
all'osservatore, uno con il cerchio a destra. Comunemente sono indicatecome
"letturaa cerchioa sinistra"e "letturaa cerchioa destra"o "lettureconiugate''.

cerchiozenitale cerchiozenitale
a sinistra a destra

Figura5.30collimazione
a cerchioa sinistrae a cerchioa destra

Lo studio degli errori molto complessa,tuttavia,qualoranon si intendacalcolare


globaledegli errori,ma semplicemente,
l'influenza ipotizzandoche gli errorisiano
abbastanza piccolida poterne trascurare i quadratie le potenzesuperiori,studiarliin
primaapprossimazione, si determinaI'influenzaditalierroriin modoseparato.

197
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

5 . 1 2 . 1 . IN F L U E N ZD
A E GL IE R RORIRESIDUI

Nel caso in cui I'assesecondarioa2 (o asse di rotazionedel


cannocchiale) non sia ortogonaleall'asseprincipalea4 e
.-__quindi,a strumento in stazione,
nonsiaorizzontale,si dimostra
che I'erroreresiduodi inclinazionei (vedipar. precedente)
porta ad un errore sistematicor; nella lettura azimutale
secondola seguente relazione:
,. E,=+ictgz [16]
=
dove con z si indicala misuradell'angolozenitalesul punto
- collimato.
t L'erroreei ha valoree segnocontrarionel caso si effettuila
1f letturasul cerchioazimutalenellaposizione"cerchioa sinistra"
^ o"cerchioadestra".
Da questarelazionesi deduceche il suo valore massimoquandosi collimanopunti
molto elevatio molto depressied invece nullo quando si collimanopunti
Sempredalla relazione,si deduceche questoerroreresiduosi elimina
all'orizzonte.
facendola mediadelle"/effureconiugafe" sul cerchioazimutale.

Quandol'assedi collimazione as non ortogonaleall'asse


secondarioaz siamo in presenzadi un errore residuo di
collimazionec. Si dimostrache questoerroreresiduoc, cio
il valoreche mancao che eccedeI'angolorettoformatotra gli
assi az ?3, port? ad un erroresistematicoe" nella lettura
azimutale secondola seguente relazione:
. = t-j- [18]
senz
dove con z si indicala misuradell'angolo zenitalesul punto
collimato.
Comenel casoprecedente, I'erroree" ha valoree segnocontrarionel casosi effettuila
letturasul cerchioazimutalenellaposizione"cerchioa sinistra" o "cerchioa destra".
Dallarelazione si deduceche I'erroreresiduodi collimazione massimoperpuntimolto
elevatio moltodepressirispettoI'orizzonte. Anchein questocaso,la mediadelleletture
coniugatepermettedi eliminareI'influenza di questoerroreresiduo.

Anche dopo la migliormessain stazionedi questomondo,


I'asseprincipale a1 (o assedi rotazione dell'alidada)non sar
mai perfettamente verticale,ma si scosterda quest'ultima di
un angolochiamato erroreresiduodi verticalitparia v.
Si dimostra che l'errore residuo v, ha come diretta
conseguenzaun erroresistematicoeu nella letturaazimutale
secondola seguente relazione:
y= v sen6 cotgz [20]
dove con z si indicala misuradell'angolo zenitalesul punto
collimato,con si indica l'angoloformato tra il piano
contenente la verlicale e il puntocollimatoe il pianocontenente
la verticalee I'assedi rotazione dell'alidada
ar.
Da questarelazione si deduceche I'erroreeu nulloquandosi
collima (z = 100son)
puntosull'orizzontale e anchequando = 0 ma, in quest'ultimo
198

^L-
G.COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

caso, non possiamotrarredelle conclusionioperativeperch, in pratica,resta un


angoloincognito in quantonon facilmente il pianocontenente
individuabile la verticale
e I'asseprincipale ar.
Deitre erroriresiduiche abbiamodescritto, quest'ultimo certamente il
perchnoneliminabile consemplicimetodioperativi di misura.
Quandoil rilievotopografico imponedi misurareangolitra puntimoltoelevatio molto
l'unicapossibilitper limitareeu, quelladi rimetterein
depressirispettoall'orizzonle,
stazionelo strumentoad ogni misuradi angoloazimutale.In questomodo si pu
ipotizzareche I'erroreresiduodi verticalit
cambiin moduloe segnoad ogni messain
stazione e quindiI'errore
sullamisuraazimutale diventiaccidentale.

5.13.ERROREDI ECCENTRICITA
dovutoal fattoche I'assed1 or'rpassaper il
L'erroredi eccentricitdell'alidada
centrogeometricoO del cerchioazimutalema in un puntoQ di eccentricit e. (vediFig.
5.31)
centrogeometrico
del cerchio

tracciadell'assea1

lo
o
eccentricit
e

Figura5.31erroredi eccentricit

Persemplicit consideriamo dellagraduazione


l'origine del cerchio(16)
coincidentecon
il puntoO con il puntoQ.
la rettacongiungente
In questasituazione
per collimare un puntoP dovremoruotareI'alidada di un angoloo.
La rotazionenaturalmente awerr nel punto Q, tracciadell'asseprincipalear sul
cerchioazimutale: P
c = angolodi cui ruotal'alidada

0 = angololettosulcerchioazimutale

Figura5.32erroredi eccentricit

La letturasul cerchioazimutale,corrispondente alla rotazionedell'alidadadi u, sar


riferitainveceal propriocentrogeometrico O.
Ne consegueche ad una rotazione a dell'alidada
corrisponde una misuraangolare
diversada o. Questoerrore dovutoall'eccentricit e del cerchioazimutale.
L a r e l azi o ntra
e a e B sa r :s=B +e

199
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

Se effettuiamo
la letturasul cerchioazimutalediametralmente
oppostaotterremoun
valoreB' chesarparia: p'- B + n +2e

Figura5.33erroredi eccentricit

F'-[-n chesostituita
F'=F+ n+2e da cui , = nellaprimaforniril valorecorrettodi o:
2
* = B, 2
+2F'-F-ir-F+F'-ir 1211
Per eliminareI'erroresistematicodi eccentricit
dell'alidada quindi,per
sarsufficiente
ognidirezione collimata, le due letturediametralmente
effettuare oppostee poifarnela
mediaaritmetica.

DII GR A D U A Z IONDEI
5 . 1 4 . E R R OR E CERCHI
Altra fonte, non trascurabile,di erroridi misuraangolare quelladegli erroridi
tracciamento dellagraduazione delcerchiosiaclassico cheelettronico.
Questasuddivisione, puressendomoltoprecisa, puesserenonuniforme.
La sommadeglierroridi tracciamento dellagraduazione del cerchio,valutatisu tutto
l'angologiro nulla,infattise in una zona del cerchiola distanzahradue tratti
successivi minoredi quantodovrebbeessere,in un'altrazona sar owiamente
maggiore.
Per attenuarne quandosi misuraun angoloazimutale,
l'effetto, bisognafarlopi volte
utilizzandozonediversedel cerchioe comevaloreangolarepi plausibile si prender
poiilvaloremediodellaseriedi misurefatte.
I metodidi misuradegliangoliazimutali, perlimitare
utilizzati questotipodi errore,sono
duee fannoriferimento a duetipologiediversedi teodoliti:
) ripetitori
F reiteratori
I teodoliti ripetitori,normalmente meno precisidegli altri, hanno la possibilitdi
bloccarerigidamente (mediante un comandomeccanico) il cerchioazimutale allabase
(comenellenormalicondizioni di lavoro)o alternativamente in modoche
all'alidada,
cerchioe alidadarestinosolidali.
Dopoaverdecisoil numerodi ripetizioni dellamisurada eseguire(n),si procedenel
modoseguente(vedifig.5.34):

a. portiamolo Osondellagraduazione in prossimit


delpuntoindietro;
b. collimiamoil punto indietrocon il cerchioazimutalebloccatoal basamento,
e
facciamola lettural1:

200

b-_
G. COMOGLIO Cao.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

c. collimiamo il puntoavantie facciamola letturaA1.La differenza tra le due letture


forniril primovaloredell'angolo<p;
d. blocchiamoil cerchioazimutaleall'alidadae ricollimiamo il punto indietro.In
questomodotrascineremo anchela letturafatta(Ar)sul puntoindietro.
La letturasul cerchioazimutaledellasecondacollimazione al puntoindietro(lz)
sarquindi pari ad Ar;
e. collimiamoper la secondavolta il punto avanti(Az)con il cerchioazimutale
bloccatoal basamento;
f . ricominciamo la sequenzadelleoperazioni dal puntod per il numerodi volteche
abbiamodecisodi ripeterela misuradell'angolo azimutale.

Figura5.34metododellaripetizione

Allafinedelleoperazioni,
I'angolo "ripetuto"
azimutale, n volte,sarparia:
A" -I, +k400e""
9=
n
l22l
ove k il numerodi volteche, nellarotazione
del cerchioazimutale, si superatoil
valore40Oson.
Con questometododi misura,sar quindisufficiente eseguiresolo due letturesul
cerchioazimutale,la primae I'ultima.
Questa una semplificazione notevolema, per le misuredi precisione, i
si utilizzano
perch
reiteratori
teodoliti dannomaggiori garanzie di precisione.

I teodolitireiteratoridispongono invecedi una vite (normalmente ben protettada un


coperchioper evitarerotazionidel cerchionon volute)che fa ruotare,afrizione,il
cerchioazimutale sul basamento e nel microscopio di letturadei teodolititradizionali
o
suldisplaydeglistrumentielettronici, compariruna letturacompresatra 0son e 400son.
Unavoltadecisoil numerodi reiterazioni da effettuare (normalmente da due a quattro),
dettianchestrati,occorrecollimareil puntoindietroe imporreuna lettura(11)prossimaa
Osonagendoopportunamente sulla vite di reiterazione. E consigliabile cominciare
I'operazione di misuranellaposizione "cerchioa sinistra"(vedifig.5.30).
Si far poi la collimazioneal puntoavantie la letturaAr. La differenzatra le due letture
forniril primovaloredell'angolo q1.

Figura5.35metododellareiterazione

20r
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

La secondamisuradell'angoloazimutale,si far ricollimando il punto indietroe


200e""
imponendo
una lettura12ruotandoil cerchioazimutale
di circa agendosullavite
n
di reiterazione. Si far poi la collimazione
al puntoavantie la letturaAz.Ladifferenza
tra le due lettureforniril secondovaloredell'angolo<p2.
E cosvia per il numerodi misureche si decisodi effettuare.

5 . 1 5 . R E GOLD
AI B E S S E L
Tutti i teodoliti,anche quellidi maggiorprecisione, mantengono delle condizioni
costruttive di non perfettaortogonalit
tra gli assio I'impossibilit
pratica(mediantel'uso
di livelle)di rendereperfettamente verticaleI'asseprincipale.
Sonoerrorimoltopiccoli,noneliminabili, e, perquesto,li abbiamochiamato "residui".
Questi errori, unitamente anchea quellidi eccentricite di graduazione del cerchio,si
ripercuotono negativamente sulleletturee quindisullamisuradegliangoliazimutali.
La proceduradi misuradeve quinditenercontodellaloro presenzaper eliminarli o
limitarnenotevol menteI'effetto.

Si devonofare:
F lettureconiugateper eliminareI'influenza deglierroriresiduidi collimazione
e di
i n c l i n a zi o n e ;
F letturediametralmenteopposte per eliminareI'influenza dell'eccentricit
del
cerchiorispettoall'assedi rotazione
dell'alidada;
D letturereiterate(o ripetute)
pereliminaregli erroridi graduazione
delcerchio.

Sinteticamente si dice che gli angoliazimutali


vannomisuratimedianteI'applicazione
della regoladi BESSEL(Friedrich WilhelmBessel1784 -1846illustreastronomoe
geodetatedesco).
Owiamente,questaregolasi applicaquandoc' la necessitdi misuraregli angoli
azimutalicon la massima precisionepossibileperch richiestadell'operazione
topograf ica.
Soloeccezionalmente da un puntodi stazionevienemisuratoun soloangoloazimutale
( il casodellepoligonali);normalmente nelleoperazioni da un punto
di triangolazione,
di stazione vengono misurate diversedirezioni
e quindidiversiangoliazimutali.
La procedura di misurapi comunemente quelladel "metodoa strati"che
utilizzata
prevede,naturalmente, I'applicazione
dellaregoladi Bessele la collimazione di tuttii
puntiprimaa cerchioa sinistrae poi a cerchioa destra(vedifigurasottoriporlata).

202

^brr.
-

G .C O M O G L I O Cap.S
TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

La sequenza sarla seguente:


delleletturesulcerchioazimutale

collimazionecon collimazione
con
cerchioa sinistrasu: cerchioa destrasu:
1" strato BCDE EDCB
2 ostrato BCDE EDCB

n" strato BCDE EDCB

E opportuno procedere comeindicatonelloschemae cioeseguirele lettureconiugate


partendo dall'ultimo puntodellostrato(E)e concludere sul primo(B).
ln questomodosi avrla confermadellastabilitdellostrumentodurantelo stratoo la
d e n u n cidai a n o ma l i e .
Solo fra uno strato e I'altrosi potr intervenireper, eventualmente, rettificarela
verticalit dell'asse principale. MAIdurantele letturedi un singolostrato.

DEGLIANGOLIZENITALI
5.16.MISURA
Si definitoin precedenza l'angolozenitale(owerola distanzazenitale) del puntoP
rispettoal punto O (centrodello strumento)come I'angolocompresotra la direzione
dellaverticale in O e l'assedel cannocchiale checollimaP.
Possiamodefinireoperativamente tale grandezza come la differenzatra le direzioni
zenitalimisuratecollimandoil punto in oggettoe il punto posto sulla verticale.La
distanzazenitaleZpsar,parialladifferenzatra le letturesul cerchiozenitaleeffettuate
in corrispondenza delladirezionecollimatae dellaverticale: Z, = lr-lo
Per misuraretali angolii teodolitisono prowistidi un cerchioverticale(zenitale) a
graduazione generalmente oraria,solidalecon il cannocchiale, e quindimobilecon
essoe indicidi letturafissatisull'alidada (unacoppiadi indicidiametralmente opposti
consente di eliminare gli effettidell'errore
di eccentricit
delcerchio).

Figura5.36- definizione
di angolozenitale
In realtnei teodolitiil cerchiozenitalevieneposizionatoin modo da far coincidere
l'originedellagraduazione (zerogon)con la direzione
dell'asseprincipale(ar),per cui
in assenzadi erroriavremo:Ze = lp.
ll cerchiozenitale posizionatoin modotaleche,collimando la direzione
dellozenith,si
legga un valoreugualea zero gon; I'eventualediffe(enzadi letturasi chiama"zenit
strumentale" o "errored'indice"
(vediFig.5.37):

203
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

zenitstrumentale
e

Figura5.37- zenitstrumentale

Come abbiamogi detto la graduazione del cerchiozenitale crescentein senso


orarioe le letturepossonoessereeffettuatenelledue posizioniconiugatedi "cerchioa
(CS)e "cerchio
sinistra" a destra"(CD).

CS
al = verticale al = verticale

Figura5.38- misuradi un angolozenitale

che I'asseprincipale
Nell'ipotesi con la verticale,
ar coincida indicandocon S la lettura
"cerchio
fattasul cerchiozenitalenellaposizione e con D
a sinistra" quella
fattanella
posizione"cerchioa destra"avremo:
S=Z+e D=400s-(Z-e)

Facendola differenza delledue letturea cerchioa sinistra(S)e cerchioa destra(D)


il valoredi Z depurato
otterremo dellozenitstrumentale:

S=Z+e
D=400s-Z+t

S-D =22-400s
e q u i n d iZ: = S+4008-D [23]

204

^>.-
G. COMOGLIO Cao.5
TOPOGRAFIA
E GARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

Facendola sommadelledue letturea cerchioa sinistra(S) e cerchioa destra(D)


il valoredellozenitstrumentale:
otterremo
S=Z+e
D=400s-Z+e

S+D=2e+400s

s+o-400s
e q u i n d ie: = 124l
Esempio di calcolo:
letturain posizionecerchioa sinistraS = 83s,4326 e
letturain posizionecerchioa destraD = 316s,5814
Si calcoliilvaloredelladistanzazenitale Z e dellozenitstrumentale
e:
- D
+4008 _ 83s,4326+4008 - 3 1 6 , 5 8 1 4
,_S =g3s.4256
22
S+D-4008 8 3 8 , 4 3 2 6 + 3 1 6 s , 5 8 1 4 - 4 0=0 8
t- 08,007
22
Lo zenit strumentale va preso in considerazione per le misurespeditive(di bassa
precisione)delledistanzezenitali:se infatti nullo,avremoche: D = 400s- S e quindi
Z=S.La misuraspeditiva si esegueallorafacendouna solaletturacollimando il punto
conil cerchioa sinistra.
Pereliminare lo zenitstrumentale,si determina si ricollima
la distanzazenitalecorretta,
il puntonellaposizione C.S.e si spostanogli indicidi letturacon I'apposita
vitefinoad
imporrela letturacorretta.

5.16.1. ERRORICHEINFLUENZANO LE LETTUREZENITALI


La misuradi un angolozenitale affettada erroriderivatida difettidi montaggio,
dalla non perfettarettificadel teodolite,da erroridi graduazione del cerchiozenitale,
dall'influenza
dellarifrazioneatmosferica.
Si gi parlatodell'eccentricite dell'errataposizionedell'originedellagraduazione
(zenitstrumentale).Perquantoriguardala rifrazione, si pu dimostrare
che I'angolodi
rifrazionedipendedalcoefficiente di rifrazione
mediante la seguente
espressione:
,= x* esl
2R
in cui K dipendedalla pressioneatmosferica, dalla temperatura e dall'escursione
termica.ll coefficientedi rifrazionevariada luogoa luogo,e duranteil corsodella
giornata.Per distanzesuperioria 0.5 km, I'effettodella rirazionenon trascurabile in
misuredi altaprecisione.
La misuradella distanzazenilalenon pu esserereiterataper ragionicostruttive(il
cerchio collegato al cannocchiale in modorigido),del restol'effettoineliminabile della
rifrazione atmosfericarendele misurezenitalimenoprecisedi quelleazimutali e perci
inutilel'ideadi correggere gli erroridi graduazione del cerchio.(La ripetizione delle
misureviceversa perridurreI'influenza
consigliabile, di erroridi collimazione).
Perquantoriguardagli erroridi rettifica,si pu dimostrare agevolmente che I'influenza
deglierroriresiduidi collimazionece di inclinazionei sullamisuradell'angolo zenitale
dipendedai quadratie dai prodottidi i e c, si trattaquindidi un fattorepi piccolodegli
erroristessie quinditrascurabile,quandoil teodolite soddisfacentemente rettificato.

205
G. COMOGLIO
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA Cap.5
LA MISURADEGLIANGOLI
L'erroreresiduov di verticalit,provocainveceun errorein Z dello
stessoordinedi
grandezza, per cui non trascurabile:
Persemplicitconsideriamo un teodolite
nelqualelo zerodellagraduazione del cerchio
zentalecoincidacon I'asseprincipalea1 fiaQUst'ultimo
non cincidacon la verticale,
esistacoun erroreresiduodi verticalit
v.

residuodi verticalit

Se applichiamo semplicemente la relazioneche calcolaZ ulilizzando


le letturefatte al
cerchiozenitalenelleposizioniconiugateS e D otterremoun valore
della distanza
zenitaleerratadellaquantitv (erroresiduo):

Figura5.40- erroreresiduodi verticalit


S=Z+v D = 400s- (z +v)

S=Z+v
D=400s-Z-v

S-D=22-400s+2v

S + 4 0 0 8- D
e quindi: =Z+v
126l
Se l'asse principalea1 inclinatoin una direzionequalsiasicon v si intende
la
componente dell'errore
di verticalit
nelpianodi collimazione.

206
G. COMOGLIO CaP.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

L'erroredi verticalit,
che influiscedirettamente di grandezza
sullamisura, dell'ordine
della sensibilitdella livellatorica servitaper la messa in stazionedel teodolite.
(10"+30"),per cui necessario predisporreuna procedura
che riducaI'effettodi v.

Nei teodolitiotticomeccanicisi ricorread una livella zenitaleo all'indicezenitale


automatico.Infattirisultaininfluente la giacituradell'asseprincipale, se gli indicidi
z letturapossono ruotare intorno alla verticaleanche se I'alidada
I ruota intorno all'asse principale, inclinatodi v rispettoalla
verticalestessa.
Nel primo caso si dispone una livella torica di adeguata
sensibilitposta sulla traversadell'alidada, la cui rotazione
spostaanchegli indicidi letturazenitali(latangentecentraledella
livella parallelaal pianodel cerchio).Le lettureCS e CD al
goniometro verticalesi eseguonosolo a bollacentrata.ln questo
modo i due indici di letturasarannocomandatidalla livella,
qualoraessa sia centratadopo ogni collimazione, e le letture
saranno riferite all'orizzontale individuatadalla livella torica
stessa,e quindiI'influenza dell'errore verreliminata.
di verticalit

Figura5.41- livellazenitale

L'operatore che utilizzaun teodolite con livellazenitaledevecentrarela livellazenitale


primadi eseguirela lettura.
Infattidetta S la letturanellaposizioneC.S. dopo il centramento della livella,che ha
dunque la tangentecentrale orizzonlale,ruotandodi 200sonl'alidadala tangente
centraledellalivellazenitalesi inclinadi 2v, se si ricentrala livellaprimadi effettuare la
letturaD, I'indicedi letturasi sposterin modo da far aumentarela letturadi 2v,
indicandocon D' la nuovaletturasi avr:
S=Z+v
D ' = 4 0 0 s- Z - v + 2 v
S-D'=22-400s

-D'
,S+4008
e quindi: _Z

L'indice zenitale automatico, invece, realizza automaticamente I'eliminazione


dell'erroreresiduodi verticalitv attraversoun meccanismo a pendoloo una superficie
liquida.
Questimeccanismi otticio meccanici,ed altrevariazionipi complesseche eliminano
I'influenzadell'erroreresiduodi verticalit,fanno parte cosiddetticompensatori
(utilizzati
conaltrifiniancheneilivelli).
L'operatore che utilizzaun teodolite dotatodi indicezenitaleautomatico,pu eseguire
le misuresenzaalcunaccorgimento preventivo.
Neiteodolitielettronicisi sfruttainvecela presenzadei rilevatori di verticalit:
dell'errore
il valoredellaletturafornitodallostrumento correttoin base allarilevazione dell'errore
di verticalit.

207
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

5.l7,ACCESSORI
PERGLI STRUMENTT
TOPOGRAFICI

5 . 1 7 . 1 . IL T R E P P IE D E
L'impiegodi uno strumento topografico,nellosviluppodelledifferenti operazioni di
misura,non pu esseredisgiunto dalladisponibilitdi un idoneosupportodi sostegno
che, situandolo strumentoa una opportunaallezzada terra, possa consenlire
all'operatoreI'esecuzione dellediverseoperazioni.
Questa funzione viene svolta dal
treppiede: esso costituitoda tre
gambe a lunghezzaregolabile o
fissa. I treppiedi a gamberigidesono
utilizzatisolocon strumentidi elevata
precisionenelle operazionidove la
stabilitdel sostegnogiocaun ruolo
determinantenell'affidabilitdelle
misure(es.livellazione geometrica di
altissima precisione).
Le gambe del treppiede sono
incernierate alla piastra di
appoggio.La piastradi appoggioha
la formadi un triangoloequilatero a
spigoliarrotondatied prowista di
un foro centraleattraversoil quale
passala vite di fissaggio che serve
a vincofarerigdamenteal treppiede
uno strumento (la basetta
topografica) checollegail treppiede allostrumento.
La vite di fissaggiopu scorrereall'internodi un collare incernierato al di sottodella
piastradi appoggio.Ruotandoil collaree traslandola vite di fissaggioall'interno del
collare, possibile portarela vitedi fissaggioin un qualsiasi puntodelJorodellapiastra
di appoggio.
L'operazione di messain stazionedel treppiedeconsistenelfar s che il centrodella
piastrasia all'incirca
sullaverticale del puntoa terra(verticedegliangolida misurareo
estremodella distanza)e che la piastradi appoggiosia orizzontale.Per far ci, si
sfruttal'azionecombinatadi un filo a piombocollegatoalla vite di fissaggioe, ove
possibile,la possibilit
di variarein modoindipendente le lunghezze delletre gambedel
treppiede.
Se i punti di stazionesono materializzati su manufatti,o pilastriniin muratura,il
sostegnodellostrumentodi misurapu essereassicurato dall'impiego di opportune
piastreo basi per pilastrinoche, una voltacentratesul puntodi stazione,offiono un
duraturo e stabilesostegno allostrumento durantetuttoI'arcodelleoperazioni di misura
programmate. L'impiego di piastreo basiper pilastrino particolarmente consigliabile
nello sviluppodi misure di grande precisioneper lo studodi piccolimovimentio
deformazioni in strutturenonchper lo sviluppodi reti di inquadramento di particolare
interesse.

208

L
G. COMOGLIO Cao.5
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
DEGLIANGOLI

5.17.2. IL FILOA PIOMBOE I PIOMBINI SPECIALI


ll filo a piombo costituito al quale legataa una estremit
da un filoflessibile una
massametallica con pesovariabileda 150g a 300 g aventela formadi un solidodi
rivoluzione e cheterminaa punta,il cui assecoincide conla direzione delfilo.
Tenendoil filo sospesoper l'estremosuperiore, dopo una breveoscillazione libera,il
filo a piomboassumeuna posizionedi equilibrio
disponendosi secondola direzionedel campo di
gravit terrestre(verticale)passanteper la punta
dellamassametallica.
ll filo a piombo consentedi rendereverticaliaste
(qualiad esempiole paline)e a riportarepi punti
sullamedesima verticale.Questaultimaapplicazione
in quasi tutti i casi ulilizzala quando vengono
impiegatigli strumentitopograficiinferiormente ai
qualivieneagganciato un filoa piombocheconsente
di porre sulla medesimaverticaleil centro dello
strumento (verticedegliangolida misurare o estrema
di una distanzada misurare)con il punto a terra
(puntodi stazione).
Si sospendeil filo a piombocollegandolo al centro
strumentale e si regolala lunghezza del filo,fino a
quandola puntadel piombino sfiorail terreno.
La precisione del filo a piombo piuttostolimitataa
causa dei disturbicausatidall'ariain movimento.Si pu ritenereche l'erroredi
verticalit residuosia paria circa /0'. Considerando di posizionare gli strumenti a circa
1.5m da terraquestoerroreresiduodi verticalit comportaerroridi individuazione del
puntoa terradi circa4 mm.

ll piombinoottico costituito
da un piccolocannocchiale,montatosul basamento di
quasituttigli strumentitopografici,
il cui asse di collimazione
r vienedeviatoad angolorettoda un prismaa riflessione totale
e facendoin modoche esso sia sul prolungamento dell'asse
principale
dellostrumento.

Gli erroriresiduidi centramento del piombinootticosonosimili


a quelliriscontrati
con l'usodei piombinia bastone.
Recentementeil piombino ottico stato sostituito dal
piombinolaser.Nellostrumento vienemontatoun diodoche
emetteun raggiolaserlungola direzionedell'asseprincipale
dellostrumento.
Lo schemadi funzionamento e gli erroriresiduisonoidenticia
q u e l l id e l p i o mb i n oottico,ma I'operazione di centramento risultapi agevoleper
I'operatore.

209
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

5 . 1 8 . S E GN A L I
ll rilievomediantei metoditopografici terrestriawienemediante la determinazione delle
coordinatedi un numerodiscretodi punti sufficiente a descriverne la forma e le
dimensioni in funzionedei futuriusi del rilievostesso.PerI'esecuzione delleoperazioni
di misura quindinecessario che i puntioggettodel rilievosianoben visibili;inoltre,
come vedremoesistonodei punti caratteristici (puntidi inquadramento) usati come
centridi emanazione del rilievodi dettaglioche devonoessererintracciati con sicurezza
per tutta la duratadel rilievoe in molticasi anchein epochesuccessiveper eventuali
integrazioni e aggiornamenti delleoperazioni di rilievoeseguitein periodiprecedenti.

Per poter soddisfarequeste due esigenzeoccorre prowedere a una opportuna


malerializzazione dei punti a meno che i punti scelti non siano gi definiticon la
necessariaprecisione da particolari preesistenti.
naturalie/o artificiali
In entrambii casi i manufattiappositamentecostruiti o gi esistenti
che definisconoin
modoprowisorioe/o permanente un puntovengonodenominati segnali.

I segnali possonoessere di vario tipo; alcune tipologiestandardsi trovano in


commercioo possonovenirerealizzalisul posto,ma in molticasi occorreprogettarei
segnalipi adattiall'oggetto tenendopresentele seguenticonsiderazioni
da rilevare, di
caratteregenerale:
F caratteristichedell'ambientenel qualesi trovanoi puntida rilevare(in zona
apertao chiusa,illuminati naturalmente o da illuminare con dispositivi
artificiali,
in
zoneseccheo umide,ecc.)e dellostrumento (nei nostri
che li deve individuare
casisolitamente munitodi reticolo
un cannocchiale di collimazione);
> caratteristichefisiche e naturali dell'oggetto(terrenofriabile,stradaasfaltata,
paretein mattoni,paretepregiata,ecc.);
F distanzaeffettivadi collimazione.

ln funzionedel loro uso, i segnalipossonoessereclassificati in segnaliprowisorie


permanenti.
I segnaliprowisorip i utilizzatisono essenzialmente costituitida chiodi,picchetti,
paline,stadiee miretopografiche.
I chiodi sono particolarmente impiegatiin terreni molto
compattio rocciosi,su stradeasfaltateo lastricatein pietrao
anche in terreniincoerentiannegandoli in un massettoin
calcestruzzo; hannoin genere una testagrossaper essere
facilmente individuabili
e su di essavieneincisoun bollinoo
una crocettache individuaspazialmente il punto in modo
esatto.
I picchettisonoi segnalipicomunemente in terreni
utilizzati
incoerentie sono costituitida paletti di legno,
tondinio tubi in acciaiolunghicirca60 cm + 80
d cffi, appuntiti a una estremit,che vengono
^-t-F- piantatinelterrenoin modoche ne sporgasolola
testa. I picchettiin legno hanno una sezione
til quadratacon latodi circa5 cm, oppurecircolaree
Itt
Y
per individuareesattamente il puntomaterializzato
vienepiantatoun chiodosullatesta del picchetto
stesso,oppurevieneincisaunacroce.

210

b.--*
G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

la parte del picchettoche emergedal


Allo scopo di facilitarela loro individuazione,
terrenovieneverniciata contintein contrastoconquelledell'ambiente circostante.

Le palinesono aste a sezionesolitamente circolare,con dimensione trasversale di


circa3 cm e di lunghezza variabileda 1 m a 5 m, verniciate, nellamaggiorpartedei
casi,a striscebianchee rossealte20 cm per renderlepivisibili. Solitamente vengono
realizzalein alluminio
o in leghemetalliche leggeree sono munitea una estremit di
una punta metallicaper facilitarnela penetrazione in
terreniincoerenti.
Le paline,per poter essere utilizzatedevono essere
rese verticalie per questo scopo solitamenteviene
usatauna livellasfericache controllal'orizzontalit di un
piano perpendicolare alla palina stessa.In assenza
della livellasferica,la verticalitpu essereraggiunta
mediantel'uso di un filo a piombo controllando la
verticalitlungoduedirezioni ortogonali.
All'estremit superioredelle palinevengonofissatele
miretopografiche che individuano un filo verticale
e un
filo orizzontale per facilitarele misureangolarimediante
un cannocchialetopograf ico. Per la misura delle
distanze,al centro di tali segnaliviene montatoun
prismaretrorif lettente.
Le dimensionidelle mire topografiche devonoessere
sceltein modo da garantirnela visibilitalla relativa
distanza di collimazione.

Le mire topografiche
reperibili in commercio
sono solitamente quadrate
con lati variabili
da 10 cm
a 15 cm ed eventualmente
munite di piastre di
allargamento in modo da
consentire una prima
localizzazionedel segnale
a occhio nudo da parte
dell'operatore.

I 211
r

G. COMOGLIO Cap.5
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEGLIANGOLI

I segnalipermanentiper le operazioni terrestredevonopresentare


di rilievotopografico
le seguenticaratteristiche
:
F esseredispostiin posizionedominante in mododa risultarevisibilida qualunque
latoanchea distanzenotevoli;
F essereduraturineltempo,protettidagliagentiatmosferici,dal trafficoe da azioni,
ancheinvolontarie,degliuomini.

Se possibile, opportunodisporrequestisegnaliin modochecoincidano con gli assidi


torri, campanilio manufattidi acquedotti,spigolidi fabbricati,spallettedi ponti,
ciminiere,su paretidi muridi sostegno
o di dighe.
Quando la zona montagnosai segnalivengonodispostianche sulle cime di
montagnee realizzalicon pali, capredi legnoo grossipilastriin modo da poteressere
facilmente individuati
e collimati.
Le materializzazioni,quandosi rendononecessarie, vengonorealizzale con pilastriniin
muratura, in acciaioo picomunemente in calcestruzzo,
allicirca1,2m, oppureda

*'f fr
1 frai
-,+ \\l/
+ -E- +-

Tl
|
li
t- +I F 3
"'t
:-

Figura5.49- Esempiodi pilastrino e di profondit


e centrinidi supedicie

blocchiin calcestruzzo sullasommitdei qualivienefissatoil centrinodi superficie


che
riportaI'esattaposizione del punto.
Nell'eventualitche il segnalepermanente possaesseremanomesso o danneggiato, a
circa80 cm di profondit vienerealizzala
una secondastruttura,indipendente da quella
sullaqualevienefissatoun altrocentrino(dettodi profondit)
di superficie, postosulla
medesima di quellosuperiore.
verticale

Abbiamogi accennato
ad un'altraprecauzioneche consentedi ripristinare il puntoin
caso di manomissione: si posano nelle sue
vicinanze,con materializzazioni simili,due o tre
segnalisecondaricon centrinidi spia dispostiin
modoche,con una seriedi triangoli di latinoti,sia
possibile il verticeprincipale.
ripristinare

Figura5.50- Disposizione di spiaattornoal verticeprincipale


deicentrini

212

L
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L E D I S T A N Z E

Capitolo 6
LA MISURADELLE DISTANZE

6.1. DEFINIZIONE DI DISTANZA


La distanzatopografica tra due puntipostisullasuperficie
terrestre(A e B) definita
dallalunghezzadell'arcodi geodeticache congiungele proiezioni Aoe Bodei due punti
sull'ellissoide (vedi
di riferimento Fig.6.1).
I teoremi della geodesia operativaaffermanoche I'arco di geodeticaAoBo
praticamente coincidente con le due sezioninormalidefinitetra gli stessipunti per
distanzeanchedi 1.000km. Tuttala strumentazione topografica per la misura
utilizzata

213
G. COMOGLIO Capitolo 6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L E D I S T A N Z E

operapersezioninormalie quindiin modocompatibile


delledistanze, con la definizione
di distanza.

As Bo

Fig.6.1- Definizione tra due punti


di distanza

Nell'ambitodel campo geodeticola superficiedi riferimento(ellissoide)pu essere


approssimata con quelladi una sfera(sferatocale) di raggioR="[pl'{ tangentein un
puntointermedio tra A e B. In questomodo,la riduzione delledistanzeallasuperficie
di
riferimentopotravveniresemplicemente come calcolodell'arcodi cerchiomassimo
(AoBo)sullasferalocale.
Lo schemaoperativo dellamisuradi unadistanza indicatoi n F ig . 6 . 2 .

Fig.6.2 - La riduzione
di unadistanza

Dove:
CB distanzaridottaalI'orizzonte(do)
AB distanza misurata(d)
inclinata
Ao Bo distanzaridottaalla superficiedi riferimento(d.)
AAo quotadelpuntoA
BBo quotadel puntoB
OAo raggiodellasferalocaleR = N
= "[p
OBo raggiodellasfera localeR = ,[ p N

La distanzatra i puntiA e B, che normalmente


vienemisurata, quellainclinata
(d). Se
dal puntoB si conduceuna rettaortogonale allaverticalepassanteper il puntoA si
ottieneuna distanzadodettadistanzaridottaall'orizzonte.
Per effettuarela riduzioneall'orizzonte(do) e alla superficiedi riferimento(dn)
necessariomisurarela distanzazenitaleZ"e calcolare:
2t4

h.--
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L ED I S T A N Z E

do = d, sinZo

La riduzionedella diallasuperfcie
di riferimento
si effettuanel seguentemodo:
la distanzadn pari alla lunghezzadell'arcodi cerchio
d, massimo,appartenente alla sfera localein Ao di raggioB,
sottesodall'angolo d
sin= +== r-
perch un angotopiccolo
R+ Q^
, Rd^
" R+Qn
dn ( considerando che la massimaquotaterrestrepossibile di
n. , = : - ro It.;. . o, \-' ci rca6 km ,il ter m ineOB/Rdell;or dine
\ 'l\') 'n di 10- 3.
t*; Trascurando i termini (eB/fl2,ciotrascurandoi termini
dell'ordinedi 10-o, valela seguente
ulteriore
semplificazione:
, - -l

= r - 92+ r er m ini
tr ascur abiti
[t.? .)

Quindila formulaper la riduzionedelladistanzaallasuperficie


di riferimento
nelcampo
geodetico assumela seguente formadefinitiva:
d\ r = d vo| '[ r - ? ?]
R /

n tabella
tabellasonoriportati
i valoridi al variaredellaquotadelpuntoB.
Qo Ab/R
60m '10
600 m 10
6.000m 1 0 -"

Si pu osservareche la riduzionedella distanzaalla sfera localedeve esserefatta


solamentequandoil terminecorrettivoOolF assumevalorisuperioriallo s.q.m.di
misuradelladistanza.Per quoteinferioriai 6 m, il terminecorrettivoO/R inferiorea
10-6e quindisempretrascurabile.
Questariduzionealla superficiedi riferimento delledistanzedovressereeseguitaper
tutti i rilievi a scopo cartografico,mentre in ambito locale (rilievodi reii per il
tracciamento di gallerie,funivieecc..)tale riduzionenon dovressereapplicataper
rendereimmediatamente confrontabili
i risultatidel calcolodi compensazione
con le
misureridotteall'orizzonle sul pianolocale.

215
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

6,2, STRUMENTI PER LA MISURADELLEDISTANZE


La misuradirettadelle distanzein topografiaha semprecostituitoun problema
praticamente irrisoltofino alla comparsadei distanziometri a onde elettromagnetiche
(EDMo EODM)awenutaagli inizideglianni '60. Primadi tale data la misuradiretta
delle distanzeveniva realizzalacon apparatimolto complessi(ad es. I'apparatodi
Jderin)che consentivano la misuramediante il riportodi grandezze campionelungola
distanzaincognita,materializzate con fili in invarlunghi24 m circae opportunamente
tesati.Questimetodieranomoltodispendiosi (unasquadradi tre operatoriimpiegava
mediamente 1 giornoper misurareuna distanzadi circa1 km) e moltolimitatinell'uso,
in quantosi potevano utilizzare solosu terrenimoltopianeggianti.
Finoa pochidecennifa eranocomunquegli unicimetodiin gradodi supportare le
operazioni di inquadramento ove si richiedono precisioni relativedell'ordine di 10-'.Nel
rilievodi dettaglio, per il qualesonorichieste solitamente precisioni inferiori,
sonostati
utilizzati metodidi misuraindiretta delledistanze che impiegavano astecentimetrate (le
stadie)e teodolitimodificaticon I'aggiuntadi particolari reticoli(teodolitiad angolo
parallattico costantee tacheometri autoriduttori). Questimetodinon consentono perla
misuradi distanzesuperioria 20Qm e comunquele precisionisono al massimo
di 1 0 -3 .
d e l l ' o r d i ne
Gi nel 1933 il sovieticoBalaicovbrevettun distanziometro ad onde ed il
connazionaleLebedevnel 1938 ne costru un prototipo.Nel 1943 lo svedese
Bergstrand costruil primostrumento commerciale: il "Geodimeter", con portatafino a
10 km. Nel dopoguerra, il sudafricano Wadleiinventinfineil primodistanziometro a
microonde(MDM) (chiamatoTellurometer) con portata sino a 150 km e precisione
2*10o. Questistrumentieranoancoramoltoingombranti, poco precisie il metododi
misuraera relativamente lento,ma un passoin avantiformidabile.
La misuraelettromagnetica delladistanzacon distanziometri (EDM = Elettromagnetic
DistanceMeter) awenne inizialmentecon strumentiche impiegavanocome onde
portantile onde luminoseEODM (ElettroOpticalDistanceMeter)o che impiegavano
ondecentimetriche (MDM= MicrowaveDistanceMeter).
A partiredaglianni'70,sonostatipostiin commercio, a prezziaccessibili anchealla
piccolautenza,i distanziometri a ondeche hannodefinitivamente decretato la finedei
metodidi misuraindiretta delledistanze, garantendo un piampioraggiodi azione,una
pielevataprecisione e unapi rapidaesecuzione dellemisurestesse.La possibilit di
misuraredistanzecon estremafacilitha portatocome logicaconseguenzaa una
rivoluzione dei metodidi rilievoe di calcoloconsentendo aglioperatori di svincolarsidai
vecchischemidi rilievoche privilegiavano ovviamente le misureangolaririspettoa
quelledi distanza.
Nei paragraf i seguenti ci soffermeremobrevementesui principi generali di
funzionamento dei distanziometri a ondeelettromagnetiche, rimandando a testiclassici
di topografiaper gli altri metodisopracitati.I distanziometri modernipossonoessere
classificati in strumenti cheprevedono la misuradellosfasamentotra I'ondaemessae
quellaricevuta e strumentiche prevedono la misuradi tempitrascorsitra due impulsio
tra due trenid'onda.Questosecondometodo teoricamente pi semplicema, sinoa
qualchetempofa, difficile da attuareper la scarsaprecisione con la qualeera possibile
misurare questiintervalli di tempo.

216

L-_
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

6.3. I DISTANZIOMETRI A MISURADI FASE


Questidistanziometri sonooggi i pi diffusi.ll funzionamentosi basasull'emissione
di una radiazioneotticacon lunghezzad'ondacorrispondente vicino(2 =
all'infrarosso
0,78 pm) che vienemodulata e trasmessa versoun prisma quest'ultimo
retroriflettore;
rifletteuna partedell'ondaversoI'apparecchio riceventedell'EODMche interpreta la
differenza di fasetra I'ondaemessae quellaricevuta. Questosfasamento dipendedalla
distanza esistente tra il distanziometroe il prisma.
Nell'EODMsono dunque presenti due parti, una trasmittente ed una ricevente.
L'esigenza di mantenere concentrata I'energia dell'ondaemessa,e quindidi poterne
riceverne di ritornouna buonaparte,fa s che si debbanoulilizzare ondecon lunghezza
d'ondamolto piccola(infrarosso vicino).Inveceper poter discriminare la fase con
precisione necessarioulilizzareuna lunghezzad'onda metricae quindi bisogner
modulareopportu namenteI'ondaelettromag netica.

6 . 3 . 1 .L A MIS U R AD E L L AF A S E
Un'ondasinusoidale vieneemessada un estremoA delladistanzaD da misurare,
chesi supponeinferiore allametdellalunghezzad'onda)",si riflettesull'altro
estremo
B e ritornanelpuntoA (vediFigura6.3).Lo sfasamento
misurabile tra I'ondatrasmessa
e I'ondaricevuta
sarfunzione di D.
3a
6^
E

oi
:q

,onda uscente da A
a l l ' i s t a n t e!

"t, /


li onda rien{ranten n
/ ! a i l , i s t a n t eI d o p o
./ ;r la rillessione in I

Fig.6.3 - Principio congli EODM(casoD <ll2)


dellamisuradelladistanza

Qualesar il valoredell'oscillazione s nel puntoA allo stesso istante f sia dell'onda


emessachedi quella (gi
rientrante riflessa da B) ?.
Semprein Figura6.3 indicato il puntoA'simmetrico di A rispettoa B, percui invecedi
considerare I'ondariflessasi pu immaginare I'ondache prosegue da B versoA' ed A'
coincidente idealmente con A; I'oscillazione in A sarquindila stessadi A', simmetrico
di A rispettoa B. Nell'istantet in A'avremoperI'ondaemessa:
S"=Asen(o/+go) t3l
dove:
S = ampiezza dell'onda A = ampiezzamassima
4r= pulsazione = Znf =
f frequenza
gs= aseiniziale 2 = lunghezzad'onda= clf
c = velocitdi propagazione

217
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

Per l'ondariflessa,
tenutocontoche un determinato si propaga
valoredell'oscillazione
con la velocitdellaluce c e che quindil'ondarientrante
riproducei valoridell'onda
2D
uscentecon un ritardodi a, - ^ur"^o'.
c
S,=Asen(@(t-L,)+go)
S, = Asen(rrl/-ro4, +qo )
S,=Asen(o/-q+qo)
dovecon e = o At si indicalo sfasamentotra I'ondauscentee l'ondarientrante.
ll doppiodelladistanzaAB (in andatae ritorno)sarpariallavelocitdi propagazione
2D=cLt- .- 9 - ,+ =$i'
p e ri l te mp oi mp i e g a to:
d e ls e g n a l e
( 2nf 2n
e quindila distanzaD:
o =9\ t4l
2n2
Da cui si pu dedurreche misurandolo sfasamento <ptra l'ondauscentee I'onda
rientrantesi pu ottenerela distanzaD come una frazionedi met dellalunghezza
d'ondaimpiegata (il rapporto$ variatra 0 e 1).
2n
Lo strumentoche misura lo sfasamentofra due onde si chiama discriminatore o
comparatoredifase.
Se ora si spostail puntodi riflessioneB di un numero intero di mezzelunghezze
d'onda(A' si spostadi un numerointerodi lunghezzed'onda) evidenteche lo
sfasamento non cambiaperchlungoil percorso2D si vienead inserireun numero
interodi lunghezzed'ondae si potrquindiscrivere:
L
D= I *nL D=L+rL t5l
2n2 2 2

La [5] rappresental'equazione fondamentale dei distanziometri ad onde.


ll numerointeron si chiamaambiguit.
Per misurareuna distanzacon un distanziometro ad ondeoccorrequindimisurarelo
sfasamento senzaerrore,il numerointerodi mezzelunghezze
<pe valutare, d'onda.
E' bene puntualizzare che con qualunque distanziometro ad onde la misura dello
sfasamento q permettesempree solo di valutarequellaporzionedi distanzache
eccedeil numerointerodi mezzelunghezze d'ondain essacontenuto e che il numeron
si pu valutare con modalitdiverse.
I problemi di misuraconsistono quindinelricavare lo sfasamento g e l'ambiguit n.
La frequenzadelleonde di modulazione, forniteda oscillatoria quarzotermostatizzati,
ha una precisione relativacompresafra 10-6e 10-7e il valoredellalunghezzad'onda ).
puquindiesseredeterminato con unaprecisione piche sufficientedatoche lo s.q.m.
relativo di 2 ugualeallos.q.m.relativo
dellafrequenza.
La frequenzapotrebbeavereanchestabilitsuperiorema tale precisionerisulterebbe
inutilese non si prevededi doverstimarein manierapi precisadi 10-' I'effettodella
rifrazione atmosferica.Per rendereomogenee le precisioni di misura beneche L sia
misuratacon incertezzaminoreo ugualeal contributo dellapartenon modellabile della
rifrazioneatmosferica.

218

-E----
I
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

topograficihannouna precisione
di fase utilizzatinei distanziometri
I discriminatori
compresa
' 1r" -1- + di 2r, owero la misuradellosfasamento eseguitacon
1000 " 2000
frata l il i m iti:o,=
u n os . q .m.o qco mp re so + I+
* t*
1000 2000
llterminen, comegi detto,deveessereinteroe determinato senzaerrore.
Per determinarelo s.q.m.delladistanzaD, ottenutacon la [5], dobbiamoricordarela

lessedipropagazione [vedicap.4]:"; = f *l'o


dellevarianze . * l*l'"1 .l*'l'";
\dql \d^/ \dn)
L e v a r i a n z e d teei r m i nrie l a t i vail l a l u n g h e z z a d ' o n d a ) " (eoai )l l ' a m b i g u int
(o),per
quantodettoprimasi possonoconsiderare trascurabili e quindilo s.q.m.delladistanza
. =*f a D l .
=;ffi- =2 r l .
Dsaro, o, * dacui:
1l ,o*-
6 , .= + 1 1 g - t t6l
"2
Possiamoora calcolarela lunghezzad'onda). che dobbiamogenerareper mantenere
unaprecisione nellamisuradelladistanzaD pari op= + 1 cm;dalla[6]ricaviamo:
)" = 2.1d cffi = 20 rfi.
Le onde elettromagnetiche vedremoin seguito,sono
utilizzatedai distanziometri,
generatecon una )" di circa1 pm e quindiper poteressereutilizzatenellamisura
dovranno primaesseremodulate in ampiezzasinoad assumereuna lunghezzad'onda
d i2 0 m .

6 . 3 . 2 .MIS U R AD E L L 'A MB IGUITAn


Se ipotizziamodi misurarela distanzamodulandoI'onda infrarossacon due
frequenze di lunghezza ).r e 22prossime,
in modotaleche I'ambiguit n sia egualeper
entrambe nelladistanzaD, si potresprimere la distanzaD attraverso:
D = L ,' 2* r' 2
\=1,^apLz t7l

ai I ( t, - ( P ' 4
dove L, e L, sonole partifrazionarie t,=*) . Si r icavaalto r a:
4iT
Lr-L,
ll=-#
At 42 l8l
22

L'ipotesisu cui si basa la [7] e cio che si abbia un ugualenumeron di mezze


L ),"
lunghezze d'onda----i- o ----:- validafino ad una distanzalimite(Dtw) nellaqualeil
22
)""
d'onda ' e
numerodi mezzelunghezze di una unital numerodi mezze
superiore
2
d'onda4 (vediFig.6.4).
lunghezze
2

219
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L E D I S T A N Z E

Fig.6.4- Distanza
limite

Nell'ipotesi che).2sia minoredi )q e di misurareunadistanzamultipladi 2r (quindicon


sfasamento nulloe Lr =6;'
1 l,^
D , , ^= n * ! ! = ( n - + 1 ')2' " 2
2
tel
dacui:
* )\,
[10]
ht-Lz
nella[9]fornisce:
chesostituita
n L.L,
[ 11 ]
2(?,\ -),,2 )
Entrola distanzalimite,I'ambiguit n pu esserecalcolatacorrettamente utilizzando
solole due lunghezzed'ondah e ).2.Oltrela Dy11a ,si otterrla misuradelladistanzaD
a menodi un numerointerodi Duu. ll risultatoottenutoelaborando la [8], non un
numerointero,mentrel'ambiguit altrononpuessereche un numerointero.
Occorreallorache la [8] forniscaun.valorerealecon uno s.q.m.tale da consentire di
fissareI'ambiguit senzaincertezze. E necessario il
che valorefornitodalla[8]differisca
di unaquantitmassimaparia 0.2.
dall'intero
Traducendo in termini statisticiquest'ultima affermazione abbiamo:
3o,<+0.2 P,,l<Jro.z)=0,067 112l
Propagandola varianzanella[8] e supponendo notecon cerlezza).1 e ).2 otteniamo
dunque:or1 = o 12= or = t1 cm e quindi6 4_,"=+1Jdcm
la tolleranza
del numeratoredella[8]sar 3or-, =3J
||l{2- l=10.2 ^ a
L ' r_ h z
nl
-o"-l l=l-
^1 l"zl l"rl
uo,'tz =21t.m
lr 3 220,2
z-Tl lT-Tl
e quindL
i .,-L r> 4 2 cm [13]
Se ad esempiosi assume2l= 20 m, dalla[13]si ottiene12= 19.58m e
dalla [11], Duu = 466 m. Quindiutilizzandodue sole lunghezzed'onda non sar
possibilemisuraredistanze a 466m.
superiori

220
G. COMOGLIO Caoitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

6.3.3.MISURADELL'AMBIGUITA N CONIL METODODELLEDECADI


Questamisuraconsistenell'utilizzo di pi lunghezze d'ondamultipledi un fattore10.
Comeesempioassumiamo ).=20 m e suoimultipli di 10.
Qualunque sia la distanzaD da misurare la [5]fornirun valorecompreso tra 0 e 10 m
perchil terminedi ambiguit n non noto.ll valoredelladistanzacosottenutoavr
unaprecisione datadalla[6]paria 6p = * 1 cm :

1.=20m 0<DS10m la distanzaD sarnotaa menodi 10 m e relativi


multipli;sarannoquindi esatte le sole cifre
o r = t 4 r c - 3= * 1 c m relativeai m ai dm e ai cm
2
)"=200m 0-<D<100m D s a r n o t a a m e n od i 1 0 0 m e
la distanza
jlYX'Xl'ajff"nno quindi esatte resole
ou=!*rc',=*r0cm:?,.11:
L

)"=2000m 0<D<1.000m la distanzaD sar nota a meno di 1.000m e


relativimultipli;sarannoquindi esatte le sole
o o = = 4 r c - 3= * 1 m cifrerelativeaglihm
2
2=20000m 0<D<10.000m la distanzaD sar notaa menodi 10.000m e
relativimultipli;sarannoquindi esatte le sole
or=!4rc-3 =tlom cifrerelativeai km
2
La distanzaD sarottenuta combinando opportunamente dellecifre"esatte"
I'insieme
ottenuteutilizzando le varielunghezzed'onda)".

6.3.4.MISURADELL'AMBIGUITA CONTRE LUNGHEZZE D'ONDA


Si impiegano tre lunghezze d'ondadi cui due pocodiversein mododa fornireuna
Durvsufficientemente grande,e una terzasensibilmente diversadalle altredue che
permettedi eliminare le incertezze
sull'ambiguitn. Un esempionumericopu chiarire
meglioil metodo.
Ir = 10,00m 2z= 9,97m 2s = 9,52 m

allelunghezze
La Dtw corrispondente d'ondafu e )"2 secondola [11] di circa2.000m
mentrequellacorrispondente a )q e As di circa 100 m. La precisione con cui si
determinaI'ambiguit
n datadallaseguente relazione(vedi[8]):
'J1o, * 0.9
'' =*z=
on
ht
ipotizzandocomeal solitooL= f 1 cm e fu e 22
-hz generati
oeneratisr
senza erroriapprezz abili
Z-Z
Se assumiamola tolleranzanelladeterminazione di n pari a 3o, potremosbagliare
I'ambiguitdi una quantitmassimaparia tre unit,in altreparolela distanzacalcolata
pudifferireda quellacorrettadi massimo30 m.
Utilizzando)4 e ).savremoinvece:
' J-zo,= + 0'06
o' = tffi fatteper).t e )"2
conle stesseipotesi
2-T
ln questocasoil valoredi n calcolatosenzaerroredatoche 30, = 0.18e la tolleranza
che avevamoimposto paria 0.2.La precisione di misuradelladistanzaD sarparia
,
4

(vedi[6]) o,, =*?lo-3= 0.005m


z

221
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

ln sintesicon21 e ).2si ottieneladistanzaDcorrettanei km (finoal limitedi 2) e nelle


centinaiadi m, con )"1e ).9 si determinano
con cerlezzale cifrerelativeai dam,dei m,
d e id m e d eicm.

6.4. PRECISIONE DEGLIEODM


La precisionedella distanzamisuratacon un distanziometro ad onde, si valuta
attraversodue costantica e cr. L3 prima,indipendente dalla distanzamisurataD e
dovutaal discriminatore di fase, la seconda,dipendentedalla distanzaD, dovuta
all'incertezza dellalunghezzad'onda2. Si solitiscrivere:
o , = *( c o+ c.,.D ) t14l
I valoridellecostanticoe c7praticamente raggiungibili sono:
c o= l + l 0 m m c r= l = 5 . 1 0 - 6 ( p p m )
I valoriinferioridellacostafltca,si possonoraggiungere nei distanziometri che usanoil
metododi misuradellafase, mentrei valoriinferioridi cr si possonoottenerecon i
distanziometri chesfruttano il metododi misuraad impulsi.
L'erroredi misuradellosfasamento q indipendente dalladistanzamisurataD e come
dettoin [6],influenzasolamentela costanteco.
La frequenza delleondedi modulazione, forniteda oscillatori a quarzotermostatizzati,
ha una precisione relativacompresa fra 10-6e 10-7.ll valoredellalunghezzad'onda )"
puquindiesseredeterminato con unaprecisione piche sufficiente datoche lo s.q.m.
relativo di )" ugualeallos.q.m.relativo dellafrequenza.
L'incerlezzamaggioresi ha nelladeterminazione dell'effettivavelocitdi propagazione
delleondenell'aria che,a suavolta,influenza il valoredi 2.
L'effetto dell'indicedi rifrazione sullalunghezzad'onda
dell'aria )" paria:
"=L t15l
nf
dovec lavelocitdipropagazione dellalucenelvuoto,n I'indice di rifrazione
e f la
frequenza di modulazione. n dipendein genere:
L'indicedi rifrazione
F dallacomposizione atmosferica (chesi ipotizza costanteperdislivellimodesti)
D dallatemperatura: un errorenellamisuradellatemperatura paria 1 grado(t) fa
v a r i a re2 d i 1 p .p .m
D dallapressione: un errorenellamisuradellapressione paria 1 torravariare)"di
0 , 4p . p . m .
F dall'umidit relativa: un errorenellamisuradellatensionedi vaporegiocaun forte
ruolo nell'erroredella determinazione dell'indicedi ritrazionesolo quando si
utilizzanoonde centimetriche (circa 100 volte superiore)ed praticamente
trascurabile nei distanziometri ad onde luminose; questa una delleragioniper
cuisi sonoimpostigli strumenti cheimpiegano la modulazione dellaluce.

ln definitiva si assume I'errore massimo quale errore dovuto al fatto che la


propagazione elettro-magnetica (luminosao infrarossa)non avviene nel vuoto ma
nell'atmosfera.Non potendoconoscerei valoridi temperatura, pressionee tensionedi
vaporelungotuttoI'arcos che definisce la distanzada misurare,si usanovalorimedi
tra quellimisuratiagli estremio i valorimisuratinellasolastazioneper correggerela
distanzaD.

222

b.---
G. COMOGLIO Capitolo 6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L E D I S T A N Z E

6.5. L'ONDAPORTANTE E L'ONDAMODULANTE


L'energiaprodottada un fenomenooscillatorio si propagain tutte le direzionie si
distribuiscesu una superficie che crescecon il quadratodelladistanzadallasorgente.
L'energia inoltresi dissipalungoil percorsodatoche,in generale, non si pu supporre
che il comportamento del mezzoin cui I'ondasi propagasia perfettamente elastico(in
un mezzoperfettamente elastico,l'energiaricevutada ogni puntooscillante verrebbe
totalmente trasmessaal puntocontiguo).
Un'altracausadi dissipazione dovutaal fenomenodelladiffusione per cui piccole
particelle
contenutenel mezzoed aventidimensioni prossimealla lunghezzad'onda
diventano sededi riflessioni e rifrazionidisordinateche disperdono I'energiacontenuta
nelflussoprincipale delleonde.
Da quantoabbiamovisto, necessario che una partedell'energia ritornialla parte
riceventein quantitsufficiente a misurarela faseo i tempidi ritorno.
Questo si ottienevantaggiosamente usandoonde ottiche). = 0.3 + 1 pm e, pi
vantaggiosamente ancora, con I'uso di luce coerente (laser). Spesso la scelta
vicino(r=0.85pm),migliorail segnaledi ritornoin condizioni
dell'infrarosso di visibilit
(delcampodell'occhio umano)noneccellenti (debolifoschiead es.).Conl'usodel laser
si puancheconcentrare unadiscretapotenzain piccoliangolisolididiminuendo cosil
consumoenergetico dell'apparato.
Abbiamopergi dimostrato che per discriminare fasi o misuraretempidi ritornodel
segnalecon precisionesufficiente, occorronolunghezzed'onda metrichee non
micrometriche. Per superarequestacontraddizione, la soluzione adottataconsistenel
modularela portante otticacon lunghezzed'ondametricheo decametriche.
La modulazionedel segnale ottico pu awenire in ampiezza(negli EODM), in
frequenza(perle microonde degliMDM),od in polarizzazione.
La modulazione pi semplice,o modulazione diretta,utilizzai fotodiodiall'arseniurodi
gallio(GaAs)che hannola proprietdi emettereuna luceinfrarossa(,?=0.85pm) con
energiaproporzionale alla correnteche li attraversa:E = K /. Questacorrentepu
essere variata alla frequenzacorrispondente alle lunghezzed'onda metrichee
decametriche necessariealla misura delle distanze,ottenendocos un segnale
luminoso modulato in ampiezza (vediFigura6.5).

Fig.6.5- Ondamodulata
in ampiezza
Nei distanziometri
a laserElio-Neon la modulazione avvienein modoindirettoa valle
del segnaleottico prodottoattraversoun oscillatoree l'utilizzodel fenomenodella
birifrangenza.

223
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

6.6. I DISTANZIOMETRI AD IMPULSI


ll principio su cui si basa questo metodo di misura della distanza risulta
concettualmente semplice,si trattadi misurareil tempoAt impiegatoda un impulso
luminosoper andaredal distanziometro e viceversa(Figura6.6).Nota la
al riflettore
velocitdi propagazione la distanzapercorsasardatada:
dell'impulso,
2D: cLt [16]
Le primeapplicazioni di questometodosono state realizzatein campomilitaree nei
sistemidi misurasatellitariS.L.R.(SatelliteLaserRanging).L'impulsoemesso,di tipo
laser, possedevatuttavia potenzetali da non essere applicabilein campo civile
costituendoun pericoloper la vista.Ma se la potenzaemessapu esserefacilmente
resacompatibile con le esigenzedegliimpieghicivili,di maggiorerilievo il problema
dellaprecisione richiestaper le applicazionidi tipogeodetico_-
topografico.
Affinchla distanzaD abbiauna precisione minimadi 10-",occorreche sia v sia /f
sianomisurabili con tali precisioni.Nell'ipotesiche c = 2.9979.108m/s,costantenota
con estremaprecisione, 5,
si ha che Atdeveessereprecisocirca10- ciola sensibilit
deveessere:
6 A r= 1 0 - 5
= A l =1 g -u 4 r t17l
Lt
D = 3 msi h a ch ei l segnale
P e ru n a d i sta n za r itor nadopo:At=2D/c:6/ 3.108s = 20
ns e la sensibilit [17]dovrebbe =
essere6At 10- 5 .20ns : 0.2ps ciodi circa2.10- 13
s ottenibile soloconorologiatomici.
Prismariflettente

Trasmettitore

Ricevitore

Figura6.6- Misuraad impulsi

Nel distanziometro esisteun oscillatore moltostabiledi precisione p =3.10- I s a


frequenza f = 14.985MHz paria )"=20 m. Un diodoGa As vieneattraversato per un
temporistrettissimo, 12 ns, da una fortecorrentedi 20 + 30 A ed emetteun fasciodi
lucelaser.La corrente costantee stabilizzata in questobrevissimo Dopoun
intervallo.
intervallodi tempoAt arrivaal ricevitoreil segnaledi ritorno.Questointervallo
di tempo
permette il calcolodi un valoreapprossimato delladistanza cons.q.m.paria:
Y = *9 m
o n = p ' c = 1 3 .l 0 -8s. 3 -rc8 [18]
J

Per distanzesuperioriI'orologio di riferimento


determinain modoesattosoloil numero
di lunghezze d'ondacontenute di tempoAt tra il segnaleemessoe quello
nell'intervallo
ricevuto.Chiamando con T il periododellafrequenza fondamentale f (il periodoT sar
paria 1/f),I'intervallo
At tra lo Start(partenzadel segnale)e lo Stop(arrivodel segnale)
sar(vediFigura6.7):
Lt =nT +to-tb [1e]

aa^

L-
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

di riferimento
Oscillatore a
circa15 Mhz

Start

Stop

At

Fig.6.7- Misuradeltempotrascorso
mi n o rid i 1 0 m i l va lor edi n ugualeazer o.llvalor edi n notoin quanto
Pe rd i s ta n ze
la distanza approssimata notaconprecisione miglioredeldecametro (vedi[18]).
E' necessario procedere ad un affinamento dellamisuradel tempoentroun periododi
oscillazione (T); il tempo impiegatodall'impulso pari al numerodi periodiinteri
trascorsi(nT) e dai tempi residuicompresitra lo start (fr) e lo stop (to)e la prima
oscillazione di riferimento immediatamente successiva.
Ci dovutoal fatto che I'oscillatore di riferimentoviene attivatoall'accensione dello
strumentoe non al comandodi startdell'impulso, con il quale,quindi,non risultain
generesincronizzato.
Per misurarecon precisione ta e tb si usa un convertitoretempotensione;esso
costituitoda un condensatore che si carica,per i tempi in oggetto,da una corrente
costante; essendonotala tensioneraggiunta per un tempodi caricacorrispondente a
un periododi oscillazione (T), facile,con una sempliceproporzione, ricavarei tempi
residuirichiesti in funzionedellatensionein essiraggiunte dalcondensatore.
start

Oscillatore
di riferimento

Convertitore
- tensione
tempo
I
I
F i g .6 . 8 - Misuradeltempot"

Indicandocon q la tensioneraggiunta neltempof e con Q la tensione


dal condensatore
raggiuntanel periodocompletoT si avr:

225
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

IT
[20]
qO

Con f si indicanosuccessivamente L e poi t6.


Dopoognimisuradi tensioneed entroun intervallo cheal massimo devedurareun
ciclo,il condensatore vienescaricato. Questocondensatore vienecioapertodal
segnaledi starte chiusodallaprimarampadelsegnaledell'oscillatore (vediFigura6.8).
Perla misuradi t' essendoil segnalericevutomoltodebole,si preferisce farela misura
dopoavermodulatoquestosegnalecon la frequenzadatadallostessocircuitodi
oscillazione. Un "circuito di zero"misurarcomeil primozerodellasinusoide
rivelatore
smorzatache si ottienecomerisultatodi dettaoperazione.
Perpotereffettuaremisuredi tempocosprecise,nonsi pu prescindere dai ritardidi
fasedell'orologio internodovutiai ritardiparassitidell'elettronica
dei circuitiinternio di
altrisistematismi qui nonpitrascurabili. Perquestomotivo,oltreallamisura"esterna"
deltempo,ciodelsegnaledi ritorno,avvieneancheunamisurainternadi calibrazione,
catturando primadell'uscita, unapartedel segnaleemessoe misurandone il tempodi
percorrenza neicircuiti,
cioa distanzanulla.Questitempiassumono valoririlevantiin
relazione ai tempinormalmente in gioco;ad esempiosi possonoavereritardidi 100ps
cuicorrisponderebbe unadistanzamisurata di circa15 km. Poichentrambi i segnali
percorrono lo stessocircuitointerno, sottraendo altempomisurato quello di calibrazione
possibilericavareil tempodel solopercorsoesterno.

La misuradelladistanza avvienetenendocontodeitempidi inviodi migliaia di impulsi


(o
emessia 2000Hz di frequenza centinaia in modalit e ci consente
tracciamento) di
ricavaree fornireancheil numerodi misurefattee lo s.q.m.dellestesse.Unosolodi
questiimpulsipermette in teoriadi determinare la distanza e ciconsentedi seguire
agevolmente ancheoggettiin movimento.
Attualmente sul mercatogli strumentidi questotiposonoad esempioil Dl 3000DIOR
dellaLeica,I'ELDI10 dellaZeissed il modello101dellaFennel.I vantaggi di questi
strumentisonouna maggiorportataa paritdi potenza,si possonoraggiungere i 6 km
conun prisma,in genereunamaggiorprecisione e la possibilitperpiccoledistanze di
essereusatisenza prismi.
E' sufficiente
sinoa200 + 250m di solitoI'energia di ritornodellasuperficie
colpita
anchese lo s.q.m.in questicasidecresce a t(5+10)mm.

Sonomoltele applicazioni chepossonobeneficiare dell'assenzadel prisma(vediFigura


5.9)anchese grandeattenzione va postanellacomprensione di qualeparticolare
dell'oggetto
collimatosi misurail segnaledi ritorno.
La misurarisultapirapidadel metododellafasee la distanza limitead esempionel Dl
3000 di 75 Km anchese la portatamassima di 14 Km.Essendoin generela
secondacostantedi precisione pipiccolache neidistanziometri a misuradi fasesi pu
direchegli EODMad impulsisianopiprecisiper lunghedistanze.

Nellasecondametdel 1998sonostatecommercializzae le primestazionitotalidotate


a impulsi.LEICA,NIKONE TOPCONcommercializzano
di distanziometri stazionitotali
con possibilit
reflector-le,ss di misuraredistanzesenzaprismaretroriflettente in un
raggiovariabileda 100m a 150m attornoal puntodi stazione.ll loroambitoapplicativo
pivantaggioso sarsenz'altro di edificie di interni(miniere,
nelrilievodi dettaglio
cave,condotteforzale,gallerie,ecc.)e prevedibilmente sostituiranno le stazonitotali
dotatedi distanziometri
a differenzadi fase.

226

L-_
G. COMOGLIO Capitolo6
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E L L E D I S T A N Z E

Fig.6.9- Misuradelladistanzasenzaprisma

227
G. COMOGLIO Caoitolo6
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADELLEDISTANZE

6.7. RIFLETTORE
PASSIVO
L'estremodella distanzada misurarenon occupatodallo strumento,deve essere
individuabile e quindisegnalizzato opportunamente. Inoltre,se vengonoutilizzatigli
EODM necessarioporresu questoestremoun sistemariflettente in gradodi inviare
verso il distanziometro la maggiorpartepossibiledell'energia da questo emessa;la
superficieriflettente
dell'onda
elettromagnetica da unoo piprismi.
costituita
Nel caso di strumentiad impulsisi possonousareanchespecialicatarifrangenti o
segnaliriflettenti
od ancoranullase nonla superficiestessadell'oggetto.
ll motivodell'usodei prismi semplice:ridirigerela maggiorpartedel segnaleverso
I'EODM;ci awerrebbesolo in piccolaparte utilizzando specchio altri mezzi.La
quantitdi energiache ritornaal distanziometro
deveesseredi potenzalaleda eccitare
il circuitoche ordinaal discriminatore di fase la misuradello sfasamentorispetto
all'ondaemessa.

Fig.6.10 - prismaretro-riflettente
e schemadi funzionamento

ll principio
di funzionamento del prisma(schematizzatoin Fig.6.10)permette, infatti,di
ridirigereun fasciodi luce parallelamente alla direzionedi incidenza.ll prismapi
semplicesi ottienetagliandouno spigolodi un cubodi cristallocon un pianodi taglio
normalealladiagonale delcubo.
ll numerodi prismi necessarioad assicurareuna buonarispostadipendedal tipo di
distanziometro e dalladistanzadamisurare.

228

L-_
-

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

Capitolo 7
LA MISURADEI DISLIVELLI

7.1. STRUMENTI
PERLA MISURADEIDISLIVELLI
ll livello lo strumento chevienemaggiormente per la misuradeidislivelli.
utilizzato
La primaconsiderazione da fare che il livellonon pu essereconsiderato un veroe
proprio"strumento di misura"(anchese cos continueremo a chiamarlo)poich
necessario disporreanchedi un'unitcampionecostituitada una scalagraduatao
stadia.
In questocapitolodescriveremo le caratteristiche
costruttivee di funzionamento dei
livellie le pi diffusetipologiedi stadie.

229
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

7,2. LA STADIA
La stadia un'asta(di legnoo metallica), graduata,a sezionerettangolare e con
lunghezza variabiledi 2, 3 o 4 m. Comeabbiamosopraaccennato vengonoutilizzate
nelle operazionidi livellazionegeometricaassolvendoalla duplice funzionedi
segnalizzazione provvisoria di un puntoe di vero e propriostrumentodi misura.Per
facilitareil trasportovengonosolitamente costruitein pi pezzi resi solidalida una
cerniera.

Sulla faccia anterioredella stadiaviene riportatauna graduazione mediantetratti


alternatidi colorebiancoe nero (o biancoe rosso),dellospessoredi un centimetro.
Sullagraduazione vengonoriportatele cifreche rappresentano i metrie i decimetri.
Questeultimecifre sono posizionate di graduazione
nell'intervallo successivaal tratto
che ne rappresenta il valoreeffettivo. In ogni puntodellastadia,si pu eseguireuna
letturacomprensiva di metrie decimetri(lettidirettamente dallecifre impressesulla
stadia),centimetri (contati grazie all'alternarsi
dei tratti a colori diversi)e millimetri
(stimatisolitamente all'internodi un intervallodellagraduazione).
La stadia deve essere posizionatasulla verticaledel punto con lo zero della
graduazione in basso.ll controllodellaverticalit avvienemedianteuna livellasferica
montatasulcorpodellastadiae, quandonecessario, utilizzando sostegni particolari.
Da alcuniannila graduazione statasostituitada una codificaa barreper consentire
I'utilizzo di cui parleremo
deilivellidigitali, nelseguitodi questocapitolo.

230

^L.--
--v

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

7.3. IL LIVELLO
ll livello uno strumentotopografico che consentedi disporreI'assedi collimazione
di un cannocchiale in assettoorizzontale.
Questostrumentoviene utilizzalonelleoperazionidi livellazione geometrica,uno dei
metodiche analizzeremo per misurareil dislivello
tra due punti.

Un livello costituito
dalleseguenti parti:
F basamento: una strutturarealizzalacon una piastrarecanteal centroun foro
filettato
checonsente il bloccaggio
dellostrumento sultreppiede e da unaseconda
piastra,munita di livella sferica,il cui assetto rispettoalla prima piastra del
basamento, controllabile mediantetre viticalanti;
F traversa: una strutturameccanicasimile all'alidadadi un teodolite,ma
notevolmentesemplificatarispetto a quest'ultima.Infatti la traversa deve
consentiresolamente la rotazione del cannocchialeattorno ad un asse
perpendicolare al basamento;
F cannocchiale: dellostessotipodi quelliutilizzati
neiteodoliti.
F livelle:per poterrendereorizzontale I'assedi collimazione
i livellidevonoessere
dotatio di una livellatoricadi alta precisione solidalecon il cannocchialeo di
dispositivi
automatici.

L'operazionedi messain stazione di un livello pisemplice dellamessain stazionedi


un teodolitein quanto, come vedremo parlando di livellazionegeometrica,occorre
solamentecentrarela livellasfericadel basamento.

ll primolivellodi concezione modernarisaleallafinedel 1660(Chzy): dotatodi livella


torica.Agli inizidel 1800compareil livellodotatodi cannocchiale e livellarigidamente
fissataad unatraversa(Egault).
In seguitovenneprogettato il modellodi Wild,cui si sono ispiratiun gran numerodi
modellifino a metdel 1900,dotatodi cannocchiale fissatoalla traversa,e di livella
toricafissata (tipo
al cannocchaile inglese).
A partiredagli anni '50 compaionoi livelliad orizzontamento automatico, detti anche
Entrambiquestilivellidevonoessereutilizzaticon stadiea graduazione,
autolivelli.
mentrei recentilivellidigitalidevonoessereutilizzaticon stadiecodificate.

7.3.1.L|VELL|OTTTCO - MECCAN|CI
I livelliottico- meccanici si distinguonoin:
F fivellia orizzonlamento dell'assedi collimazione mediantelivellatorica
) livellia orizzonlamento automatico dell'assedi collimazione
Questiultimihannoassuntosempremaggioreimportanza e diffusione, sostituendo
quasitotalmente i precedenti.
Di seguitosi accenner dapprimaai livelliche hannobisognodi una livellatorica(livelli
a vite di elevazione) di precisione,considerando due variantiimportantitra le diverse
soluzioni.

La gammadellesoluzioni infattiassaiampia:questilivellisi differenziano


strumentali
in baseallecaratteristiche
delladisposizione
del cannocchiale,
che fissoo mobile,o
alladislocazione
dellalivella.

23r
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

La classificazione,comegi accennato, fattaper tipologiacostruttiva la seguente:


livellia cannocchialefissocono senzavitedi elevazione (dettilivelliinglesi);
livellia cannocchialemobilee livellafissaallatraversa;
livellia cannocchialemobilee livellafissaal cannocchiale (dettilivelliChzy);
livellia cannocchialemobilee livellamobile (detti
livelliLenoir);
livellicon livellea doppiacurvaturae cannocchiale ruotabileattornoal proprio
assea manicotto.

ennocch m {e

p:cso
spss

Figura7.2- schemadi livelloottico-meccanico


convitedi elevazione

comegi accennato,
La classificazione, fattapertipologiacostruttiva la seguente:
F livellia cannocchialefissocono senzavitedi elevazione (dettilivelliinglesi);
) livellia cannocchialemobilee livellafissaallatraversa;
F livellia cannocchialemobilee livellafissaal cannocchiale (dettilivelliChzy);
F livellia cannocchialemobilee livellamobile(dettilivelliLenoir);
) livellicon livellea doppiacurvaturae cannocchiale ruotabileattornoal proprio
assea manicotto.

Lo schemadi figura7.3 riguarda un livellotradizionaleconvitedi elevazione.


ll livello costituitoda unatraversagirevoleattornoad un asseZ e imperniata su una
basecon viti calanticheconsentono di rendereverticaletaleasse.
ll cannocchiale collegato allatraversacon un sistemacostituito da un pernoe da una
vitedi elevazione, in modoche possa subire piccolerotazioni
intorno ai suoiappoggi.
Al cannocchiale rigidamentecollegatauna livella,munita di viti di rettif ica,
generalmente si trattadi unalivellaa coincidenza d'immagine.

232

L--
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

Un livello si dice rettificatoquandoI'assedi collimazionee la tangentecentrale


dellalivellasono tra loro paralleli(vediFig.7.3).
centrarela livellatoricaequivalequindia rendereorizzontale
Per un livellorettificato,
I'assedi collimazione.

lraversa

---\-rrl!f1d!. jigr

basamento

Figura7.3- Schemadel livelloa hialeconvitedi elevazione

La "messa in stazione"consiste dunque solamentenel centrarela livella sferica


sofidalecon il basamento,I'orizzontalit dellalineadi mira si ottieneprimadi ogni
letturaalla stadia centrando la livella torica attraversola vite di elevazioneo al
dispositivoautolivellante.

Se al livellomancala vitedi elevazione, il cannocchialesarrigidamente collegatoalla


traversa(vediFig.7.4);inquestocasoil livellosi dirrettificato se I'assedi collimazione
sarnormaleall'assedi rotazione dellatraversa.
La livellatoricae le tre viti calanticonsentono di realizzare
la verticalit e di
dell'asse,
conseguenzal'orizzontalit dell'asse di collimazione.Questo lo schema costruttivo
dei livellidi minorprecisione.
caratteristico
i

Figura7.4 - schemadi livelloa cannocchiale


senzavitedi elevazione

immediato questostrumento
chiedersiin cosadifferisce dal teodolite:
sono scomparsii cerchi e I'alidada,esiste ancora un'asseprimario(Z), ma il
cannocchiale incernieratosulla traversae la vite di elevazionepermettela sua
rotazionedi pochigon rispettoai puntidi appoggio.

L'erroredi rettificadi un livello, I'angoloe che I'assedi collimazioneforma con


la tangentecentraledellalivellatorica(vediFig.7.3).
G. COMOGLIO
TOPOGRAFIA Capitolo7
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI
Ancheeseguendocon estremaaccuratezzalarettificadi un livelloun erroreresiduo
rettificapermanesempre,e pu essereconsideratonullosolo neglistrumenti di
meno
precisi,mentrenei livellidi precisione, di afta e altissimaprecisiorieoccorreoperare
tenendopresenteche I'influenza dell'errore
di rettificanonpu esseretrascurata.
ll metodopi semplicee sicuroper eliminare l'influenzadell'errore
di rettificaconsiste
nel porrelo strumento ad egualedistanzadalledue stadie(vediFig.7.5).In tal caso
l'erroredi letturach_e
si commette,paria d tange, ugualesulledue stadiein valoree
segno,per cui la differenza dellelettureeseguiteIn- l, ugualealladifferenza1,4- l,g
dellelettureteoricheche si sarebberoeseguitein assenzadi erroredi srettifica.

Figura7.5-influenzadell'errore
di rettifica
ln g,enerepoiche piccolouna differenzadiqualchemetrotra le distanzedelle
due
stadie non comportaun sensibileerrorenel dislivello,ma opportuno,ipecie nelle
liv_ellazioni I
di altaprecisione, verificaree correggereI'erioredi sretiifica.
I livellisi rettificano medianteI'esecuzione di due battutedi livellazioneche permettono
il calcolodell'errore di rettifica
e nelseguente modo:
) datidue puntiA." B, sui qualisoo postedue stadie,ad unadistanzadi 60-70
m,
si effettuauna battutadi livellazionedal mezzoper determinare,con il livello
srettificato, il dislivellocorrettoAae(vediFig.7.5).
D si spostapoi il livelloin una posizioneprossimaal puntoA e si effettua
una
livellazione tra gli stessipunti,calcolando questosecondodislivelloL,ou=(to_tu)
che differentedal primo,perchin B concentrato tutto I'erroredi srettificadel
livello(vedi Fig. 7.6).

Figura7.6- rettifica
di un livello
Datala modestaentitdelladistanzarastrumento e stadie,s pu trascurarel,erroredi
curvaturae di sfericitin entrambii puntie rimanesoltantoI'effettodell'errore
residuodi
srettifica
nelpuntopidistante.

234
--

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

Dallafigura7.6si puverificare
semplicemente
che:
L a u= I o - l o = ( l A + t d ) - ( t ' u+ e D )
Loo=lo-lo-e( D-d )
L o u = A o u- ( D - d )
da cui
L ^,,- L',^,,
D-d t1l

L'angolo e, naturalmente,
di srettifica espresso in radianti.
Se il livellofosse statorettificato,
sullastadiain B si sarebbedovutafare una lettura:
l'n= ln -ED '
CalcolatopertantoI'erroreeD che si commettenell'effettuare la lettura su B, per
il livello,si procedeall'imposizione
rettificare dellaletturaesattain B, agendosullevitidi
rettificadel reticolostrumentale.

7.3.2. AUTOLIVELLI
Gli autolivelli realizzanoautomaticamente I'orizzonlalit
dell'assedi collimazione
attraversoun meccanismoottico- meccanicochiamatocompensatore, non appena
I'assedi rotazionedella traversasia stato posto sufficientemente prossimoalla
verticale.
Gli schemicostruttivi adottatisonoi pi disparatie vengonochiamatiotticio meccanici
a secondache il reticolosia solidalecon il cannocchiale oppuremobileall'interno dello
strumento. ll compensatore dotatodi componenti sia otticheche meccaniche.
Lo schemasemplificato di funzionamento di un autolivello riportato
in Fig.7.7
Sia OR I'assedi collimazione orizzontale, e O sia il centrodell'obiettivo (in realt
secondopuntonodale); trascurando, per il momento, I'esistenza
dallalentedi messaa
fuoco e ipotizzandoun oggettopuntiformeP posto praticamente a distanzainfinita,
l'immagine del punto si formerin R.
Se vi una rotazione o dell'asse di collimazione (al massimodi 0.5son), I'immagine del
puntoP si formerin R'. Perriportare l'immagine in R possiamo seguireduestrade:
) utilizzareun'astarigidaincernierata in C e aventeall'altroestremoil reticoloR che
allarotazione crdell'asse di collimazione realizziautomaticamente una rotazione B
dell'astastessa(sistemameccanico); in questocaso il reticoloche si spostain
R';
F fare in modoche la radiazione luminosasia sempreinviatada C a R anchein
presenza di unarotazione a dell'asse di collimazione (sistemaottico).

Figura7.7-schemadi un autolivello

235
G. COMOGLIO
Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI
La relazione_tra
le grandezze
in gioco assaisemplice:
RR'=.f cr= s0
f

F=La,=na"
J

In realt la situazione pi complessa,soprattuttoa causa della presenzadel


dispositivo di messaa fuoco.
Infatti alla condizonemeccancaoccorreraggiungereanche condizonidi natura
ottica,impostedal fatto che si usa una lenteJhe quindila distanzatra il reticoloe
I'obiettivonon costante,ma dipendedalladistanzadell'oggetto
dall'obbiettivo.
Si.consideri il puntoP sull'orizzontale poi tormaalladistanza
perO; I'immagine q data
dallaprimaformulafondamentale dellelenti:

1 1- 1 d=distanzaoggettolente
+ dove: Q= distanza immagine lente
d q -f
f = distanzafocaledellalente

Tenendopresentela predetta
formulaed il seguente
sviluppo:
111 _=_
dcosu qcosa" f
11f l1
=-
qcls(J f dcoss"'

E con riferimento
allaFig.7.6:
qcosa,=m+lcos\
I sin$
tana=
m+lcos$
s i n' p - ' s \ f n t + l c o s $ ) = t o ! ! qr r- o f
I - -r-a- = t o " a f r 1 - r,
I I " ' dcosa.'
{t:
'B = ! - s ( 1 + l t
I d'
si ottienecosche I'angoloB di cui deveruotareil braccio funzionesia di crche di d
I dispostiv pendolarisonotalida imporreal braccio/ la rotazioneB,correttdper d = oo.
B. = o ,che funzionesolamente dell'angolo
di rotazione a.
,

Figura7.8- Condizioni
ottichein un livelloautolivellante
Ne deriva dunque un errore di orizzontalit
dipendentedalla distanzadal punto
in quantola rotazione
collimato, : B = p"* {o
totalenecessaria
Id

236
-

G. COMOGLIO Capitolo 7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

La rotazioneaggiuntivapu essere evitata, senza peraltro introdurreun errore


impiegando
sistematico, un cannocchiale centralmente e ponendoil fuoco
anallattico,
anteriore risultante
dell'obiettivo sull'assedi rotazione (Si ricordache
a dellostrumento.
un cannocchiale anallattico fornitodi una lenteconvergenteche realizzauna lente
risultante
obiettiva aventeil fuocoanteriore in un puntoprefissato
delcannocchiale).

Un compensatore comunque definitoda tre elementi:


F un elementofisso(prismaottico)
F un elementomobile (pendolo),che forniscela direzionedella verticaleo
dell'orizzontale
per lo smorzamento
F un dispositivo che pu
del compensatore,
delleoscillazioni
esseread ariao magnetico.

Pertantogli autolivellisi distinguonoa secondadel tipo di compensatore adottatoe a


secondadel sistemaotticodi trasportodelleradiazioni luminoseutilizzato,molteplici
sonole soluzioniadottatedallecasecostruttrici.
Si possonodistinguerecompensatori meccaniciod ottico - meccanicia pendolo,e
compensatori a liquido:i primi fornisconola direzionedella verticale,poi legata
da schemiottici,gli altriforniscono
all'orizzontale direttamente quest'ultima.

ll livelloNa dellaAskaniamontaun compensatore a pendolocosconcepito:


l'immagine provenientedall'obbiettivo intercettatada uno specchiodispostoa 45";al
di sopravi un prismarettangolare che formacon lo specchioun sistemaa doppia
riflessione; se l'assedel livello orizzontale,le faccedel prismae dellospecchiosono
parallele e paralleli
sarannoanchei raggiincidente ed emergente.
Se I'assedi collimazione del livelloformacon I'orizzontaleun piccoloangoloo allorail
compensatore formatoda pendoloe specchio rinvierI'immagineallafacciadel prisma,
nonpi a essoparallelo, deviatadi cr(vediFig.7.9).ll raggioemergente sardeviatodi
2cre ricadrsul reticoloin R. Lo smorzamento qui pneumatico,cio dovutoall'aria
contenutanelpozzettoin cui contenutoil pendolo.

Figura7.9- Schemadi livelloAskania

Altre case costruttriciutilizzanoun compensatoreanalogo ma con smorzamento


magnetico(Autom della ditta Breihtaupt).lnoltre possibileutilizzareun pendolo
rovescio(astatico)
inveceche dritto(BNAdelladittaErtel).
L'angoloB, dato dalla rotazionedella strutturaelastica,secondo le equazionidi
l-lcos(N/EJ)2
elasticit data da B=a in cui | la lunghezzadell'asta,avente
l- cos(N / EJ )2
momento
d'inerzia E, ed N il caricodi punta.(vediFig.7.8).
J e modulodi elasticit

z)t
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L AM I S U R A
D E ID I S L I V E L L I

Figura7.10- Schemadi livelloconpendoloastatico

La Kern (ora Leica)ha costruitoilivelli GKO-A,GK1-Ae GK2-A,basatisu sistemi


diversi.
ll principio che schematicamente il pisemplice quelloadottatonell'autolivello
GK1-
A d e l l a K e rn ,ch e u ti l i zzau n o sp ecchio( S in Fig.7.11)incer nier ato
al cor podel
cannocchiale che rimanesempreverticale,e che postoa metdellalunghezzafocale
del sistemaobiettivo.
L'immagine vienedeviatadi un angolougualee contrarioall'inclinazione dell'assedi
collimazione del cannocchiale, e, messaa fuocosul reticoloR, vieneda qui portata
opportu namenteall'oculare.
ll cannocchiale a lunghezzacostante,cos che presentenel precorsootticouna
lentedivergente che servea metterea fuocoI'immagine, cioa portarlasul pianodel
reticolo.
Ogni meccanismocompensatore deve essereestremamente sensibileper essere
altrettanto preciso; ne derivache le oscillazioni del sistemacompensatore potrebbero
durareancheparecchisecondi;per owiarea ci questisistemisonodotatidi organidi
smorzamentoche sfruttanole proprietdi un liquidoviscoso,un gas od un attrito
magnetico.

Figura7.11- Principio
di f unzionamento KernGKl -A
dell'autolivello
ll dispositivocompensatore entra normalmente in azione per piccoleinclinazioni
dell'assedi collimazionedel cannocchiale. Sar quindisemprenecessariorendere
la traversagraziead una livellasfericaad essasolidale(in questistrumenti
orizzontale
owiamenteassentela livellatorica).

Di solito possibilefar oscillarevolutamenteil sistemacompensatoreattraversoun


bottoncinoesternoopportunamente situatosullostrumento.Questaoperazioneviene
perverificarel'efficienza
fattasaltuariamente del compensatore.

Vi sono infinedei compensatori otticiche devianoI'assedi collimazione graziead un


pendolodirittocostituito
da una piccolaastaflessibile,sullaquale postacomemassa
un prismariflettente.
(vediFig.7.12)
Tuttiquesticompensatori impongono I'orizzontalit
dell'assedi collimazione
con s.q.m.
che varia da +0.1" a r2"; pi avantifaremouna distinzione di questistrumentiin
funzione dellaprecisioneglobaledellaprocedura geometrica.
di livellazione
238
T

G. COMOGLIO Caoitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LAMISURA
D E ID I S L I V E L L I

otticoa pendolodiritto
Figura7.12- Compensatore

7.3.3.LIVELLIELETTRONICI
Nello sviluppodell'automazionedei livelli,si giuntianche alla realizzazionedi
strumenticon letturaa scansione
elettronica, in cui cio la misura realizzatasenza
cheI'operatoredebbaleggeresullastadia.

Figura7.13- livelloelettronico

ll principiogenerale consiste nell'utilizzodi appositi rilevatorisensorialiche


sostituiscono I'occhiodell'osservatore della graduazionedella
nell'apprezzamento
stadia:si trattadi un dispositivo
rilevatore,
che rendepossibile
la misuraautomatica
del

239
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

dislivelloe delladistanzatra il puntodi stazionedellostrumentoe la posizione della


mira.
Dal puntodi vistaottico- meccanico, i livellidigitalisi basanosu principianaloghiagli
di cui si discussonel paragrafo
autolivelli, precedente. Mancaciola livellatoricadi
precisione, che caratlerizzailivelliclassici,mentre invecepresenteun compensatore
il cuifunzionamento basatosu diversiprincipi gidescritti.
Ci si occuperalloradellecaratteristiche -
ottico elettroniche del sistemalivello- stadia.
Occorreinfattichiarireche di digitaleed elettronico vi solola letturaallastadia.
I meccanismi su cui fondatala letturadellestadienei livellielettronici sonosvariati,
cos come la relativainterpolazione, come del resto awiene per quanto riguardai
teodolitielettronici.

Nonessendopossibile esaurirela trattazione, si farannosoloalcuniesempi.


In generale il principio di letturadella stadia simileal principiodi letturadi una
sequenzadi codicia barre,percile stadieabbinateallostrumento sonostadiesulle
quali incisauna particolare sequenzacodificata. Lo strumentopu tuttaviaessere
abbinatoanchea tradizionali stadiegraduate.
ll percorso per la digitalizzazionedellemisuredei dislivelli statopi lungodi quelloper
automatizzare la misuradelle distanzee degli angoli,forse perchlo strumento
preposto a questotipodi misura composto da organiseparatiqualila stadiae il livello.
ll primo progettodi livellodigitalerisaleagli anni '60, ma per le prime realizzazioni
pratichebisognaarrivaresinoaglianni'80,quandola Zeisscostruun sistemain grado
di leggereautomaticamente le partifini, mentrequellepi grossevenivanomisurate
dall'operatore per via ottica:la tecnologiadei CCD e l'introduzione delle stadie
codificateportarono alle prime realizzazion i commerciali.
I livellidigitaliLeicaWild N42000e N43000sono oggi moltodiffusi:essi hannole
medesimecaratteristiche ottichee meccaniche di un normaleautolivello; in questo
modopossonoessereutilizzati ancheabbinatialletradizionali stadiegraduate.
Le stadiein dotazionesono di legnocentimetrate od in fibre ottiche;su questesono
inciseda un latole graduazioni in formatobinario(a barre)e dall'altro le graduazioni
in
formatotradizionale.

ln Fig.7.14 raffigurato
lo schemadel livellodigitaleLeicaWildN42000.
L'aperturaangolaredel sistemaotticodel livello di 2o,dunquela massimalunghezza
dellastadiadi 3,5 m visibilea circa100 m ed il minimocampoalla distanzafocale
minimadi 1,8m, corrisponde a circa70 cm sullastadia.
1 obietri\o
2 Encoderdi messa afuoco

3 Lenteanallattica

4 Spia di controllocompensato

5 Acquisitoredigitale

6 Oculare

7 Sistemammoensatore

8 Divisoredi immagine

Figura7.14- Schemadellivelloelettronico
LeicaWildNa2000

240

^b.-_
-

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

Una matricedi diodi (che,comegi osservato, I'occhiodell'osservatore)


sostituiscono
ricevel'immagine del codicea barredellastadia,(vediFig.7.15)dopo che stata
deviatada un prismasemiriflettente che provvedea separarela componente luminosa
dallacomponente infrarossae riescea derivareun segnalecaratteristico.
ll rilevatore
infattitrasformaI'immagine del codicea barrein un segnalevideo;tale
segnaleviene poi amplificatoe digitalizzato con un convertitoreanaliticodigitaleper
produrreun segnaledi misuraconsistente in 256 pixelscon dinamicada I bit,
corrispondente a 256valoridi grigio.

Figura7.15- stadiacodificata

Unaprocedura di correlazione
all'interno la formadi questosegnale
del livellointerpreta
riuscendoa stimarela distanzatra il livelloe la stadiae contemporaneamente la lettura
allastadia.
Viene calcolatauna distanzaapprossimata attraversola letturadi un encoderche
misuralo spostamento dellelentidi messaa fuocodell'immagine.
Questadistanzad serve a stabilireapprossimativamente una scala dell'immagine
mentres la posizione
digitalericevuta:,1=L in cui k una costantestrumentale,
,s
dellalentedi messaa fuoco.
241
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

L'immagine del codicea barregiungeattraversole lentiad un vettoredi diodiricevitori


dopoesserepassatada un prismasemiriflettente che deviauna partedi luminosit(la
componenteinfrarossa) su un sensoredigitaleparticolarmente sensibilea questa
componente e lasciando passare la parte visibileall'occhioumano.
ll segnalevieneamplificato e digitalizzato ottenendo allafine un segnaledisponibile al
processore che dovrcalcolarela letturaallastadia.
ll sensore costituitoda un vettoredi 256 fotodiodispaziatifra di lorodi 25 pm per una
lunghezza totaledi 6,5 mm.
La correlazione consistenel comparare il segnaleimmagine del trattodi stadiacon un
codicedi riferimento residentenel livelloe preventivamente ridottoallastessascala.
La tecnicapermetteil calcolodell'altezza e dellascala.
Di fatto il processore calcoladi quantoil segnale,corrispondente all'immagine della
porzionedi stadia,vada traslatoa partiredall'origine (cuicorrisponde la lettura0,0000
m sullastadia)per poterlofar coincidere con il campione di riferimento esistente.
La scalada dare al codicememorizzato proporzionale alla distanzalivello+stadia. La
f unzionedi correlazione chelegaquestiduevalorid ed h datada:
1N
r\d,h)= _LQ(y)-P(d.y+/zd ) ove:
N ?-"
P il segnaledi riferimento
Q il segnalemisurato
da massimizzare.
r la funzionedi correlazione
il segnalebinario(256).
N la lunghezzacon la qualesi discretizzato

ht\
..<:r::lill
-,':-::r:^:,

. .,:;,:,i,.,,'.,,
..1,;
''..i...i',,,
'.,1,,1,
.. -- .,. :, , ,
. , .,;., :

Figura7.16- Massimizzazione
dellafunzione
di correlazione

L a F i g . 7 . 1 6 mo strai l ti p i cop i ccodellafunzionedi cor r elazione bidim ensionale; le


coordinate del piccofornisconorispettivamente la distanzad e la letturah allastadia.
Percercareil valoremassimodi rconsiderando di usareun numerodiscretodi valoridi
(d,h),occorrein teoriaeseguirequestiprodotticirca50.000volte con tempi di attesa
inaccettabili.
Si ovviaa cicon unacorrelazione fattaa due livelli,grossae fine.
Gi la distanzaapprossimata derivata dall'encoder internocui si giaccennato, riduce
dell'80%I'areadi ricerca,le operazioni si riducono drasticamente limitando la dinamica
del segnaleda 8 bit ad 1 bit in quantoil prodottoP O consistein una velocissima
operazione binariaexnol checonsistenelporread 1 il risultatodel prodottoper Pi+Qi.

tla funzionexnor estremamente ( xnor ) = f' Si ha infatti in terminibinari:


rapida:ad esempioI'operazione
=
= 10001010 carattere ASCII 138
= 100101 l1= carattereASCII 151
f= I 1100010 = carattereASCII226
Il valoremassimodi (x xnor y) si avrsemprequando* = y. h stessoragionamento puessereestesoai numeridi
lunghezzasuperioread I byte=8bit.

242

L--_
--

G.COMOGLIO Caoitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

r ( 4 , ) = ( i ,j ) = Q (j ) e x n o r P (ji),
Di seguito fornito un esempiodi operazionexnor.
P = 0 0 1110 0 0 11 . . . . 0 0010
Q = 11 0 0 11 0 0 1 0 . . .1. 1 0 0
r = 0 0 0 0011110 . . . . . . 0 011 .
ll segnaledi riferimentoP nellaespressione di sopra ovviamente scalatoe traslatoin
funzionedi d e di h.
Ricavatii valoristimatidi d ed h, la correlazionefineutilizzatuttigli 8 bit del segnalema
soloall'internodi unalimitataareadi ricerca.
Siccomel'ampiezzamassimae minimadel segnalericevutoe quelladel segnaledi
riferimentosono diversea secondadellaluminosit, la funzionedi correlazione viene
normalizzataall'internodell'intervallo [0-1]. Ci permetteanche di capire se si
raggiuntastatisticamente una buonacorrelazione. Viene utilizzal.a come funzionedi
ot
correlazione I'espressione del coefficientedi correlazione linear e:.p = da cui s i
orol
ottiene:
1 --
--LO,P, -O P
rrn( d,h ) = N
l,
-o'lr , -F'
ltrn: )zr;
La proceduradi valutazione tieneconto,oltreche delladistanzae del conseguente
fattoredi scala, anche del fatto che i pixel individualidel rilevatoremostranouna
sensibilittrapezoidale alla luminosit: il segnaledi riferimento allora,primadi essere
correlatocon il segnalefornitodal sensorelineare, modificato da una convoluzione
dellafunzionedi codiceconla funzione di sensibilit
del rilevatore.
ll calcoloconsidera la possibilitdi possibili oscuramenti di partedellastadiaa causadi
ostacoliche possono esseretollerati senzaproblemi percircan 20%dell'immagine.
Se si desideracompierele operazioni di rilievoin condizioni di luminositartificiale
occorreche lo spettrodellalucecomprenda anchele componenti infrarosse.
ll software interno permette di riconoscereanche dove sono localizzalezone
dell'immagine coperteo contrastate da fortiombre.
E beneperche per I'affidabilit dellamisuraquestezonenon sianosuperiorial 20'/"
dell'immagine. Perdiscriminare in modoinequivocabile la zonaoscurata sononecessari
solo70 mm di codice,percial di sottodi 5 m di distanzanon possibile che la stadia
sia copertada alcunostacolo.
ll livelloNA3000differisce dal livelloNA2000per la densitdi ricercanell'area fineche
maggiore di circatl40%.

ll codice inciso sulle stadie abbinateai livellidigitaliconsistein una sequenzadi


intervallibianco/neroed un unico numerobinariopseudostocastico(senzasotto
r i p e t i z i o ndii)2 0 0 0 e l e me n ti ,ciascuno
di2,025pm :lastadiapialtachesi possaus ar e
d u n q u ed i 4 ,0 5m.
La precisionedel risultatodipendedal segnalericevuto,o meglio dal rapporto
segnale/rumore e dalladiscrelizzazione, anchese la qualitdell'ottica,
la precisione
del
compensatore, hannoowiamentela loroimportanza.
Per livellazioni di bassa precisionesi possonousare le stadie in fibra di vetro
componibili in tre pezzidellalunghezza totaledi 4,05 m e di 50 mm di larghezzasinoa
100m di distanza dallastazione.

z+J
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

Nei livelli DLl01 e 1O2Topcon, la stadiaha un triplicecodiceche corrisponde ad


altrettanteinformazioni. La prima parte a tratti,distantisempre3 cm: i segnali
corrispondono a variazioni di spessore di talistrisce.
Vi sono poi sulla parte lateralealtre due informazioni, corrispondentia segnali
sinusoidali,sfasatidi +n all'inizio
dellastadia,per permetteredi non avereambiguitdi
fase per la lunghezzadella stadia.Dalla frequenzadalla fase dei tre segnalisi
ottengonola distanzae la scala:la primainformazione si ottienedallafrequenzadel
primocodice,che aumentacon I'aumentare delladistanza.

Nei livelliDiNi 10/20di Zeiss,la porzionedi stadiainquadrata sempreparia 30 cm


indipendentemente dalladistanzara stadiae livello.La stadiaha trattiin codicedi 2
cm, checostituiscono I'unitdi misurada interpolare.
L'operazione di misuraprevedela
stima della distanzalra stadia e livellomediantela valutazionedel fattoredi scala
dell'immagine dellaporzione fissadi stadiaproiettata
dall'ottica
sulsensoreCCD.
Quindi medianteun semplicecalcolodi interpolazione viene determinata la quota
dell'assedi collimazione.Questistrumenti possono collimarestadieda 1.5m a 100m di
distanza.

In generaleI'impiego dei livellidigitaliabbassail tempodi esecuzione di una battutadi


livellazione;inoltre possibile eseguire il
direttamente del
calcolo registrando
dislivello, i
datiautomaticamente e trasferendoli ad allromezzoinformatico.
Gli strumentisono infattidotatidi un registratore che permettela memorizzazione delle
lettureeseguiteallestadie.
Nellatabellaseguente,vengonoriassuntele principali tecnichedei tre
caratteristiche
livellidigitalipi precisi
oggi presenti sul mercato:

Leica Zeiss Topcon


Caratteristica DL101
N43003 DiNil0
constadiain invar(mm/km)
Precisione 0.4 0.3 Q.4
misuradelladistanza(mm)
Precisione 10 10 10
Precisione
del compensatore 0.3" 0.2" 0.3"
Campodel compensatore + 15' + 1s', + 15' ,
Tempodi misura(s) 4 4 4
Campodi misuraconstadiain invar(m) 1 . 8+ 6 0 1 . 5 + 1 0 0 2+60
Peso(kq) 2.5 3 2.8

244

^L--
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

7.4. QUOTAE DISLIVELLO


Primadi affrontare la descrizione dei metodiutilizzatiper la misuradei dislivelli,

necessario approfondireil concetlodi quotadi un punto(vedipar.'1.3).
Abbiamogivistoche per le quote, necessario al camporealedellagravit,e
riferirsi
quindial geoide,inveceche a superficiteorichenote solo matematicamente, quali
(vediFig.7.17).
l'ellissoide

superficie
terrestre

geoide

ellissoide

Fig.7.17- Quotaortometrica,
allezzaellissoidica del geoide
e ondulazione
In termininon rigorosipossiamodefinireil geoidecome quellaparticolare superficie
equipotenzialeche passaper il livellomediomarino; evidenteche il puntodi quota
zeropuesseredeterminato in corrispondenza del mare.
L'operazionesi eseguecon I'aiutodi opportunistrumentidetti mareografiin gradodi
calcolaree anche rappresentaregraficamenteI'andamentoaltimetricodel mare
depuratodal motoondosoe mediatodai suoimotiperiodici.
Conriferimento allaFi1.7.17,definiamo:
F quotaortometricao semplicemente quota (H = PPo)di un puntoP (indicata
normalmente conQp)la suadistanza dalgeoidemisurata lungola lineadi forza
che ancheortogonale al geoide;
F altezzaellissoidicadellostessopuntoP (h = PP')la suadistanza dall'ellissoide,
misuratalungola normaleall'ellissoide
stesso;
F ondulazionedel geoidela differenza tra le duequote(N = PoP").

dislivellotra duepuntiA e B la differenza


Definiamo di quotaortometrica
tra due punti:

superficieterrestre

Fi1.7.18- Dislivello

Lt, = Qu-Qo l2l

positivoo negativoa secondache la quotadel secondo


Comesi vede il dislivello
puntosia maggiore o minoredi quelladel primo.Questa unasceltadeltuttoarbitraria
che si adottaper convenzione.

1A<
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

7.5. METODIDI MISURADEIDISLIVELLI


Con il terminedi livellazionesi intendeI'insieme delleoperazionidi misuraeseguite
perdeterminare fra duepunti.
il dislivello
Le metodologie impiegateper la livellazione dal puntodi vistadelle
si differenziano
procedureseguitee deglistrumentiutilizzati, e in base alla naturadellegrandezze
osservatee rilevate.
I metodidi misuracon cui si eseguono sonodirettio indiretti,intendendo
le livellazioni
con questo termine quei metodi di livellazioneche richiedonola preventiva
determinazione o conoscenza delladistanzatra i punti,dei qualisi vuolecalcolareil
dislivello.

Tra le livellazioni
indipendenti dalladistanza(livellazioni ricordiamo:
dirette),
) la livellazione geometrica:si utilizzaunostrumento chiamatolivello,corredato da
duestadie,un eventuale micrometro a laminapiano- parallelae variaccessori;
F la livellazione idrostatica:si utilizzaun sistemadi vasicomunicanti e si sfruttail
principiofisicoche in questivasi il pelo liberosi disponelungo una superficie
equipotenziale;
D la livellazione barometrica: basatasul principioche il dislivello fra due punti,
relativamente vicini, funzionedelladifferenzadi pressione atmosfericaesistente
tra di essi,misurataconun barometro.

Tra le livellazioniche presuppongono la conoscenzao la misuradella distanza


(livellazioni
indirette),
ricordiamo:
F la livellazionecelerimetrica
o distanziometrica,che utilizzail teodoliteed un
distanziometro ad onde;
la livellazionetrigonometrica,che utilizzail teodolitee un distanziometrodi
grandeportata,ma pi spessosfruttala misuraindirettadelladistanzao la sua
conoscenza a priorie prevedela stimadellarifrazione.

7.6. INFLUENZA DELLACURVATURA TERRESTRE E DELLARIFRAZIONE


ATMOSFERICA
che operanotra puntila cui distanza superiore
Nellelivellazioni a 100m non pi
possibileipolizzareuna superficie
di riferimento piana.
In questicasii metodidi livellazionedeterminano i dislivelli
a menodi errorisistematici
dovutiallacurvatura localedellasuperficie di riferimento.L'errore
dovutoallacurvatura
terrestre(vediFig.7.19a) datoda:
R (t \
-r- " -R=R.l -1!
cos( \ cas ro )
al primoterminesi ha:
in serieil cosenoe arrestandosi
sviluppando
-1' -1 ' o ) ' a- ' 'l - *
_ 'l-r*
Rr@'22
2
da cui
xd2dz
..._=---------=, ^=- t3l
R 2R- 2R

246
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

Fig.7.19a- Erroredi curvatura Fig.7.19b- Erroredi rifrazione


terrestre
Per distanzed superioria 500 m bisognaconsiderare ancheun effettodi rifrazione
atmosferica(vediFig.8.19b)dovutoal fattochela radiazione luminosanonattraversa il
vuotoma si propagain un fluidorifrangente, qualeI'atmosfera,che ha un coefficiente di
rifrazione
variabile
e decrescente dai livellipiprossimial suoloai livellipialtiin quota.
Volendosuddividerel'atmosfera in unaseriedi sfereconcentriche con coefficiente di
rifrazionecostantee decrescente con la quota,si vede dalla figurache il raggio
luminosoche parte secondouna direzionetangenteal geoide in un punto (cio
vienedeviatoversola terra.
orizzontale)
Si ricavatosperimentalmente che I'angolodi deviazione e proporzionale, attraverso
unacostantek, all'angoloal centroche sottendeun arco pari alladistanzad, cio:
.( d
G-r,
c-^-
-I-
!=ed=k* ( 0 , 1< k < 0 , 2 )
22R
Questoerroreha segnocontrarioa quellodellacurvatura per cui l'erroredi
terrestre,
curvaturacomplessivo e di rifrazione
terrestresar:
d2 perd = 100m avremoX-y= 0,7 mm
- t r - y = ( 1 - k ')2 R l4l
per d = 200 m avremox-y= 2,7 mm

7.7. LA LIVELLAZIONE GEOMETRICA


La livellazionegeometrica una procedurache operaper visualiorizzontali,
indipendenteda qualsiasi operazionedi rilevamento planimetricoe utilizza uno
strumentochiamatolivellocon le relativestadie.
ll principio
su cui si basala livellazione geometrica intuitivo: scaturiscedall'ipotesi
di
parallelismo fra le diversesuperfici di livelloe la superficie
di riferimento.
Nell'ambito dellaportatastrumentale, tale ipotesiportaa ritenerepressochorizzontali
e fra loro paralleletali superfici. ll dislivello pu esserefacilmente determinato come
differenza fra le letturefatteallestadietenuteverticalisui puntidi dislivelloincognito.

ll metododellalivellazionegeometricasi dividein:
F livellazionegeometricasemplice,che permettedi determinare il dislivello
con
un unicostazionamento quandola distanzalra i punti
del livello,ed impiegata
risultaminoreo ugualea 100m, in mododa considerare il pianotopografico come
superficiedi riferimento;

141
G. COMOGLIO Caoitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

F livellazionegeometricacomposta,che permettedi determinareil dislivello


medianteuna serie di livellazioni semplicitra loro collegate,ed impiegata
a 100m.
tra i puntirisultasuperiore
quandola distanza

A secondadella posizioneassuntadal livellorispettoalle stadiesi possonoancora


distinguere geometriche
le livellazioni sempliciin:
F livellazione geometricain prossimit
di un estremo
D livellazione geometricareciproca
F livellazionegeometricadal mezzo

ll livello,sia di tipo classicoche digitale,non costituisce dunqueda quantosopra


osservato, un vero e propriostrumento di misura; solo disponendo di stadiesi pu
ottenerela misuradeldislivello e quindile stadiesono il verostrumento di misura.
Per livellazionitecnicheo da cantiere,si utilizzanodelle stadie in legno, aste
centimetrate generalmente dellalunghezza di dueo tre metri.
Nelcasodi livellazioni di precisionele stadiesonoformateda unacustodiain legnoo di
alluminio,contenenteun nastrodi acciaiocentimetrato o mezzocentimetrato costruito
in invar(legadi Ferroe Nichelconcoefficiente di dilatazione termicainferiore t 0-6).
a
In entrambi i casi,le graduazionisononumerate ad ognidecimetro.
Le stadiedispongono anche di una livellasferica per la lorocorrettaposizione lungola
verticale.

*%i $sgw
ffi
W
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:10
-U
ltr

:6

Fig.7.20- stadiein invarcodificata


e tradizionale

248

L-
-

G. COMOGLIO
Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI
Le stadiedi precisionesono dotatedi due graduazioni posteai bordidel nastroin
invar (vedi Fig- 7'20) sfalsatefra loro e con l scalegraduatenumeratecon diverse
origini.
Eseguendola doppialetturaalle due graduazioni, si evitanocos errorigrossolani
di
letturae si medianoquelliaccidentali.
Questestadievengonoutilizzateabbinatea strumentidotatidi un reticoloa cuneo,
come quelloillustratoin Fig. 7.21, e un micrometro a laminapiano parallela,che
permettedi spostareI'immagine del reticolosnoalla collimazion" come si
vedenellastessafigura. "r"grit"

,/ WINA MICROMIITRICA

-f<=- =l

l
Posizionedel reticolo
a collimazione avvenuta
FI
[1
Fig.7.21- Collimazione
di unastadiainvar
S] AI)IA CI:NI METRATA

ti
ll tamburo generalmente divisoin 100 parti,per cui le letturecorrispondenti
alle
massimedevazioni sonodi+ 0.05mm.
L'operatorelegge direttamenteuna di queste parti e si stima una frazione
corrispondente ad un centesimo di mm.
ll pi delle volte il tamburodel micrometro una piccolacoronadi crstallograduato
che,illuminata esternamente, osservata
conun cannocchiale; I'oculare
oloiatoper
comodit a fiancodell'oculare delcannocchiale
principaledel livello.
Le livellazioni
di precisione
avvengono
utilizzando
questiaccessori,
nonchle modalit
in parteaccennate.

Fi1.7.22- Tripoded'appoggio
dellastadia

249
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L AM I S U R A
D E ID I S L I V E L L I

Lungola lineadi livellazione la stadiavieneappoggiata su capisaldiopportunamente


predisposti sul percorso, a calottasemisferica in acciaioinossidabile,Nelcasoci non
fosse possibileo conveniente, si utilizzanodei pesantisupportidi ghisa,dotatidi tre
punteche si conficcanoal suolo,su questi postoun grossochiodod'acciaioa testa
semisferica. Questisupporti(tripodi), sollevatiper una maniglia,si trasportano
lungo
(vediFig.7,22).
tuttala lineadi livellazione

tuttequesteoperazioni
Neilivellielettronici, comegidetto,sono
di lettura,
automatizzate.

FacciamoI'ipotesiche nelladistanzastazione- stadiala superficiedi riferimento


possa
essereschematizzata da un pianoorizzontalee che sianoesentialtrierrorisistematici
chevedremoin seguito.

Fig.7.23- Schemadellalivellazione
geometrica
dal mezzo

tra i puntiA e B (vediFig.7.23)


ll dislivello sar:
Qo+lo=Qullo Lou=Qo-Qo=lo-lo t5l
La distanzafra le stadiedipendedallaprecisione che si vuoleottenere; per livellazioni
tecnichenon supera i 200 m, mentreper livellazionidi precisione o di alta
precisionenon superamai i40 m.
ll puntoA vienechiamato "puntoindietro"ed il puntoB "puntoavanti".
Perdeterminare tra due puniC e D nondirettamente
il dislivello visibilio distantipi di
100 m, occorreeseguireuna serie di battutelungo un percorsodetto linea di
livellazione.
ll dislivello
esistente allorafra i puntiC e D sardatodallasommadei dislivelli parziali
dellesingolebattutedi livellazione.

Nelloschemadi misuradellalivellazione dalmezzo(vedifig.7.24),gli erroridovuti


alla rifrazione atmosferica,
alla curvatura e quelloresiduodi rettifica,nel caso
terrestre
in cui il livellosia postoequidistante
dallestadie,sarannodellostessosegnoe della
stessaentite quindi,nelcalcolodeldislivello (vedi[5]).
Anesi annulleranno

250

L-
_-

G. COMOGLIO Caoitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

Fig.7.24- Schemadi misuradi un dislivello


conletturadal mezzo

7.7.1.PRECISIONE
DELLALIVELLAZIONE
GEOMETRICA
Le caratteristiche principalidellivelloe dellestadiesono:
F I'ingrandimento delcannocchiale;
)> il diametrodell'obiettivodelcannocchiale;
F la sensibilitdellalivellatorica;
Tuttiquestitre elementi sonodeterminanti per la precisione dellalivellazione.
I tre parametrivarianoin intervalliampi, in quantole esigenzedi precisionedelle
livellazioni sonodiverse.
fngrandimento e diametrodell'obiettvo devonoesseresceltiarmonicamente, in quanto
la possibilit di apprezzare o misurare le frazionidi graduazione dipendono sia dalla
grandezza apparente dell'immagine dellastadia(funzione dell'ingrandimento),sia dal
potererisolutivo (che funzionedel diametro). Nei livellidi precisioneper esempiosi
hannoingrandimenti da 40xa 60xe diametri di 50 mm.
Nellalivellazione geometrica le uniche grandezze misuratesono le lunghezzefra il
puntod'appoggio della stadiasul caposaldoe il puntoin cui I'assedi collimazione
incontrala stadia,quindila precisione del dislivello misuratodipendeessenzialmente
dallaprecisione concuitalilunghezze vengonodeterminate.
Se ol lo s.q.m.dellaletturasullastadia,lo s.q.m.obatruta deldislivello sar:
ob"ttrru=+J2 o,
datocheil dislivello risultadalladifferenza
di duelunghezze.
geometrica ottenuto
ll dislivellofra due caposaldicollegaticon n battutedi livellazione
quindicomesommadi n dislivelli e sarparia:
ol,n"u=o| +ol +oi + ol = no
drin"u= Ji ou
Se con L indichiamo
lo sviluppolinearedellalineadi livellazione
avremoche il numero
ndi battutesardato da:n=:- e quindidrin"u= ^7* or.
l00m \l100
Si pudedurrequindichelo s.q.m.deldislivello fra duecaposaldi proporzionale alla
radicequadratadellosviluppoL dellalineadi livellazione geometricacheli collega.
Lo s.q.m.di letturasullastadiasi puconsiderare risultante
da duefattorichesono:
D precisione di lettura;
F precisione di centramento dellalivellatoricao di funzionamentodel compensatore
pergli autolivelli.
251
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA L A M I S U R AD E I D I S L I V E L L I

La primacausadi erroreha valoridiversia secondoche la letturasia eseguitaa stimao


con un micrometroe comunquedipendeanche dalla distanzalra livelloe stadia,
dall'ingrandimento del cannocchiale e dal potereseparatoredell'obbiettivo.
Quandola letturasi effettuaa stimae la distanzatra livelloe stadia inferioreai 50 m si
pu riteneror - + 1 mm.Se si usaun micrometro, nellestessecondizioni operative,o1
sarparia * 0,1 mm
Per valutareI'erroredi letturaalla stadiadovutoal centramento dellalivellatoricao del
compensatorenegli autolivelli,si deve partiredalla precisionedi centramentodella
livellastessa.Si usadi solitouna livellatoricaa coincidenza,il cui s.q.mdi centramento
datoda:
o"= *0.06Jv
dovev la sensibilit espressa in secondisessagesimali.
Nei livellidi alta precisionela sensibilitvale5"+10",per cui o" =O.2"che corrisponde
ad unos.q.m.di letturasullastadiaparia:
6t =t0,2"'arc1"'D
DoveD la distanza tra livelloe stadia.Assumendo D = 50 m avremo:
.
or= 10,00000096950 m = + 0,048mm
Lo s.q.m.or di letturasullastadiadovutoall'errore di centramento dellalivellasi pu
ritenerequinditrascurabile per i livellidi bassae mediaprecisione; ci non vale per i
livellidi altae altissimaprecisione dotatidi micrometro per i qualiil centramento della
livellatoricava curatoin manieraparticolare.
La livellatorica deve esser ben protettada bruschisbalzi di temperatura,che ne
potrebbero far variarelo statodi rettifica.

L'erroredi verticalitdellastadiasi traducein un erroredi letturasistematico


sulla
stadiae si pufacilmente
valutareosservandolaFig.T.25

Fi1.7.25- Erroredi verticalit


dellastadia

Indicandocon / la letturaeseguitasulla stadiainclinatadi corispettoalla posizione


verticalee con /'la letturache si sarebbefattasullastadiaverticale.avremo:
// ) \ 2

f -9 I e q u i n dI'e
l , = I c o s ( =fl i rro re l,- 1= 1!
di lettur a:
| 2) 2
Considerando /=2 m e {D;1son (erroredi verticalitmedioottenutorendendoverticalela
stadiasenzaalcunostrumentoausiliario) tale errorerisultapari a 0.25 mm, che nel
casodi livellazione di altaprecisione non accettabile.
Normalmente tale errore contenutoattornoa 0.1 + 0.2son, utilizzandouna livella
sfericasolidalecon stadia. la

252
-

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

La classificazione dei livellie dellalivellazionegeometricavienefattain relazione


alla
precisione dellostrumento: basatasull'errore quadraticomediodi una livellazione
in
andatae ritornosu un trattodi un chilometro (s.q.m.chilometrico
od.
S i h a n no :
livellidi bassaprecisione o da cantiere: o1> 5 mm
l i v e l ldi a i n g e g n e ri a 2 mm <o1< 5 mm
livellidi precisione 1 mm <o1< 2 mm
livellidi altaprecisione o1< 1 mm
Per raggiungere questeprecisioni in realtassiemeallo strumentodevonoutilizzarsi
accessorie metodispecificidi rilievo.

Un livellodi precisioneo di altaprecisione, per esempio,che si contraddistingue per


l'altasensibilit dellalivellatoricaa coincidenza numerodi ingrandimenti
e dall'alto del
cannocchiale, si abbinasempread una adeguatalaminapiano- parallelae ad una
stadiagraduatasu un nastrodi invar.
Le livellazionidi precisione richiedononon solo strumentiadeguatima anche
procedure attead eliminare glierrorichepossonoinfluenzare la misuradeldislivello.
ll livellodi precisioneo di altaprecisione ha un cannocchiale di grandeluminosite di
moltiingrandimenti ed costruitodi solitoconvitedi elevazione.
La "messaa fuoco",cio l'adattamento alla distanzadellastadia, un'operazione che
deveawenirecon estremacura,perchpu pregiudicare la precisionedel metodo,se
rimangono delleparallassisuperiori allaprecisione dellamisura.

per livellazioni
Le stadieda utilizzare di precisionesono quellea nastro di invar e
vanno postesu puntialtimetricamenteunivocie sicuriqualipilastrini
con chiodia testa
semisfericao tripodicon chiodi in acciaioa testa semisferica ove sia sufficiente
prowisoriamente.
stazionare

7.8. LA LIVELLAZIONE
GEOMETRICA
RECIPROCA
Quandonon possibile posizionare
il livelloin un puntoequidistante dallestadiee
quindieseguireuna semplicelivellazione dal mezzo,si pu eseguirequestotipo di
livellazione(vediFig.7.26).
Percalcolare il dislivelloAnesi farannoduestazioni successive.
La primastazionesarpostain prossimit del punto A e da questa,sifarannole letture
alledue stadie(/'4 e I's)e si misureranno anchele due distanze(d e D) tra il puntodi
stazionee le due stadie(l"ae l"s).
Si posiziona poi il livelloin prossimit
del puntoB in modosimmetrico al precedente e si
rifannole letturealleduestadie.
ll dislivello
correttosardatodallamediaaritmetica dei due dislivelli
cal nelled ue
stazioni.
t E
It
tA
z

t^\
r1 k-
t\
r -
I
f
+ ___q___ t\-
)+--------------=
l-

253
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

Fig.7.26- Schemadi unalivellazione


reciproca

DallastazioneSr si ha:
L o o = ( / o- E , ) - ( l ' u - 6 r )
e da Szsi ottiene:
Lou=(t'o-6r)-(i;-6r)
sommandomembroa membrosi ricava:
^ _(lo-ln)+1lo-t,,)
AtB -
2
t6l
La mediadei due dislivellimisuratinei due punti di stazionefornisceil valoredel
dislivellocorretto,privociodeglieffettidell'errore
residuodi rettifica.
La livellazionereciprocaequivaleallalivellazione dal mezzo,tuttavia caratterizzatada
una precisioneinferiore, in quantole distanzealle qualisi collimanole stadiesono
generalmente pigrandi.
La livellazionereciproca consenteinoltredi calcolare il valoredell'angolo e,
di srettifica
qualorasiano note, ancheapprossimativamente, le distanzed e D di un puntodi
stazione dai puntiin cui sonopostele stadie:
^ _l'o-l'o1l" A - 1 "B )
2 (D - d ) 171

7.9. LA LIVELLAZIONE TRIGONOMETRICA


Le operazionidi inquadramentoplanimetricodell'lstitutoGeograficoMilitare,
cominciatepi di un secolo or sono, furono condottecon teodolitidi precisione
adeguataall'importanza del verticedi rete.
Apparvesubitoche, mentresi conducevanomisureazimutali,i verticitrigonometrici
potevanoessere inquadratianche altimetricamente mediantela misuradegli angoli
zenitali.
Per far ci occorrevarisolverealmenodue problemi: quellodi potereusufruiredi un
qualcheriferimento altimetricoben materializzalo su verticiche spessosonocampanili,
traliccio ciminieree quellodi potercalcolare tenendoin debitocontosia la
il dislivello
curvaturaterrestreche la rifrazioneatmosferica,come necessarionelle distanze
abitualmente coinvoltenellaretetrigonometrica.
soprattutto l'incertezzasu quest'ultimavariabile che, come dimostreremo,
consiglierebbe, se non si hannoriferimenti precisi,di non estenderequestometodoa
d i s t a n z ma rii 1 0+ 1 5km.
e g g i od

254
_-...-r

G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

ln questo ambito possiamofare altre importantiipotesi:le operazionidi misuradi


dislivelli
fannoriferimento al geoideche, per soli scopiplanimetrici, approssimabile
all'ellissoide primaed allasferalocalepoi nell'intornodelcampogeodetico.'
lpotizziamo che nell'intornodi 15 km le superficiequipotenzili sianosfericheed il
geoidesia una sferadi raggiop=^[p.u conp e Npari ai valorimedidei due raggi
principali di curvaturadell'ellissoidedi riferimento.
lpotizziamo che le quotedei puntiA e B (vedifig.7.27)sianole distanzedi A e B dalla
sferalocale;le deviazioni dellaverticalesaranno,in questaipotesi,trascurabili.
Poniamoinfineche i puntiA e B, tra i qualisi devecalcolaieil dislivello, appartengano
alla rete trigonometrica (da cui il nomedel metodo)e quindila distanzab sia nta o
ricavabile.
Peril momentotrascuriamo I'effettodellarifrazione
atmosferca.

geoide= sferalocale

Fig.7.27- Livellazione
trigonometrica
reciproca
se possibile
misurare
sia<p4
che<ps,
applicando
il teoremadi Neperoavremo:
7,
Bo_ Ao ta;(a_ f)
p
BvO +' A
r 'O
v I t
t a n^ ( a + F )
L

BO-AO=AAB
BO + AO = R + ee + R + eR = 2R + ee + eR = ,[ o*Qu+Qo)=
\2)
zn(+9-)
\ R/

avendoposton^ =t pariallaquotamediadeiduepuntiA e B

,u")1" - f) = an - - r * r,1 = tun|(e -


:QT eo o eo)
., n
un B_
, t! f u,*V ) =,nun,(, !1-2s- l- r^O
^ .
, -
1
2\e t )= ,=;e
sviluppando
in seriela tangente
si ha:
,rI=:.*- ma E=2 percui
*=#=10-e
255
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

t r a s c u r a n dqou i n diil te rmi n e


cu b i cos i puappr ossim
ar etglr =*e quindi:

nn!fu+B)=4
2' D
il dislivelloAnasarparia:
Lou=z(n+g^\run|@r-
*
( o I r
L o o =D l l +=! l n n ;l rp n -g e ) t8l
( R) 2""
In questa formulaappare evidenteche non occorreconoscereQ, con eccessiva
precisione.
con+10 m di indeterminazione,
Infattise Q, fossenotoapprossimativamente il termine

Q / n s a r e b be g i 'p6re ci so
co n t9 .to- ' .
Anchese Q, fossemenoprecisasi potrebbe, dallaformula[8],ricavareil dislivello
Ane
con due iterazioni ll cos
di calcolo. dislivello calcolato intesoda centro a centrodello
strumento.
Se si cerca il dislivellotra i due punti a terra, occorresommarel'allezzadi uno
strumentoe toglierequella dell'altroo della mira che eventualmente pu essere
collocata sull'altro punto:
( o \ r
A , o= D l l + J l ' t a n 7 \ g r - e o ) + h o - h o teI
\ R ) 2""
In realtspessoi puntisonotalmentedistantida nonriuscire ad intravedere nemmenoil
treppiede,e la collimazione fattasu particolari
pi grandie visibilicome gugliedi
montagne,parapettidi finestronio gronde.
Se la livellazione fattada un estremoe sull'altro
nonvi segnaleo strumento owio
=
c h eh s Q .
Riprendendo di nonpoteremisurare
la [8] nell'ipotesi qB,osservando la fi1.7.27si
ottiene:
Qo=&t6=n-Qo+6

nella[8] abbiamo:
e sostituendo
-(. o' ' 'l (n f )l
4,, = Dl1+ l . t a n:l - l < p -^- | |
\ R) \2 \'." 2))

o(.*9-)-, r
A,^.= sl
I R )'slq^-z)
(. ol I rl
L o , =D l 1 + l l ' c "t s\ 'el . - - | [10]
( R,/ 2R)
Abbiamogia ricordatoche per distanzesuperioria 500 m non possibiletrascurare
l'effettodellarifrazioneatmosfericanellamisuradelledirezionizenitali.
La densitdell'ariadiminuisce all'aumentaredellaquotae di conseguenzadiminuisce
l'indicedi rifrazione;i raggiluminosi propagandosi in un mezzoaventeun indicedi

2s6

L--
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LAMISURA
D E ID I S L I V E L L I

rifrazione
variabilesubiscono
dellerifrazioni
e le traiettoriesi incurvanoverso il basso
(vediFig.7.28).

Fig.7.28- |nfluenzadellarirazione atmosferica

Gli angolizenitalimisuratiZ (apparenti)


sarannopi piccolidi quellireali <pdi una
quantite che si pu dimostrare essereproporzionale
alla distanzaD a sua volta
proporzionale
all'angoloE:
u=*l
doveK vienechiamatocoefficiente
di rifrazione
e dipendedallecondizioni
atmosferiche.
Neidue puntiA e B avremoquindi:
e^, = K^^2! g t ^" = K , , !
"2
Se la misuradegliangolizenitali<pn
e ea awienesimultaneamente
si pu ritenere
chei
duecoefficienti
di rifrazione
Kne Kasianouguali.
ta =ts 6= [aJa
2
Vediamoora l'influenza dellarifrazione nellalivellazione
trigonometrica reciproca.
Sostituiamo nella[8] agliangolizenitaliveri,gli angolizenitaliapparenti e i relativierrori
di rifrazione. Con le soliteipotesisullaconoscenza di R, D, Ze,Za e le ulterioriipotesi
sullarifrazione la [8]diventa:
( o \ 1
A ^ , = D l 1 + " l . t a n - 1 2 , , -A
Z'^, l
\ R) z'," [11]

Figura7.29- Livellazione
trigonometrica
reciprocain presenzadi rifrazione

251
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

Quindi il calcolodel dislivellocon la livellazione trigonometrica reciprocanon


influenzato dall'effetto della rifrazione atmosferica e pu esserecalcolatoutilizzando le
direzionizenitaliapparentimisuratedirettamente con il teodolite.
Vediamoora comesi modificala formulaper il calcolodel dislivello con la livellazione
trigonometrica da un estremo.
Sostituiamo nella[10],al postodell'angolo <p4,I'angolo Za e il relativoerroredi rifrazione
ensi ottiene:
_(. ol (- -D l
A , , = D l 1 + ' ^ l . c"t \pZl , + e , - |
\ Ri 2R)
D
e ooiche. = K9 = K si avrinfine:
22R
(_ . ,-D. - - - .D (. (
_(. o_l
AAoDo= D l 1 + = - t - l ."c\ "tZn^l + K - l l = D l 1 +o+ l . c t gZl o - D
^ 1- - ' l
|
R/ 2R 2R) Ri " \ . " 2R)
[12]
\ \
Possiamo ancoraintrodurre alcunesemplificazioni.
ll termine:o(:{ ) a pochisecondi
limitata
esprimeun angolodi ampiezza
2R
centesimali.
In questaipotesi ammissibile la seguente
accettare semplificazione:
g (a - rEI = ctg u-, -Jr-+ t' ....
sen-A
percuilal12lsi semplifica:
1 -* ,
, , n (r , - D 1 - K = c t s z *, - l
"\^ "^
2R) sen'Z^ 2R
doveil termine-+- = 1perchZa prossimoall'angoloretto.
sen- L A
l12l diventaquindi:
La relazione
K
L ^ , =o ( t * 9 - ) l , , n r ^ * o 1 ,
\ Ri\ 2R)
il prodottoe trascurando
Sviluppando ancorail termine% ,"formulazione
finaledella
R
[12]sar:
L o n = " [ t . % - c"r^y Z o * ' ^ !o ' I13l
I Rl 2R
La deterinazinesperimentale di rifrazioneK, pu essereutile per
del coefficiente
calcolareil dislivellodi altriverticitrigonometrici oltrea quellisu cui necessariamente
sonostatefatteosservazioni reciproche.Nella1i9.7.29,dal triangoloABO si ricava:
Z o+ e o+ Z o+ u= B l 6 + c t , + = n +
Z o + Z r + ( K e +K , ')2l = r u *
Ko+ Ku _n+6-Zo-Zo
2
Ko + K , = = 1 - (
K z, +2,-n).L
2"D
Se la distanzatra i puntinon eccessivae le misuresono pressochcontemporanee,
si pu ritenereKA = KB = K e riutilizzare
questocoefficiente
per altriverticicollimati.

258
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

ll coefficientedi rifrazioneK variada luogoa luogoe per uno stessoluogovariacon il


tempo;in particolare si hannodellesensibilivariazionidiurnedovuteal fattoche il sole
scaldaI'ariain manieradiversaa secondadelleore del giornoe quindivariaanchela
densitdell'atmosfera.
L'esperienza mostrache il coefficiente di rifrazione massimoal mattino(K = 0,19),
decrescepresentando un minimonelleore pomeridiane (K = 0,14),durantele qualisi
mantiene all'incirca costante,
e tornaad aumentare finoal tramontodelsole(K = 0,16).

ll valorepi bassodel coefficiente


di rifrazione
K si riscontra
nelleregioniequatoriali,
e
si ha un progressivoaumentoprocedendoverso i poli. Alla latitudinedell'ltalia
settentrionalepu esseremediamente assuntoparia 0,17.

7.9.1.PRECISIONE DELLALIVELLAZIONE TRIGONOMETRICA


Applicando la formuladi propagazione deglierrorialla[13]avremo:
( o \ r n'
A , , = o l l + u ' l . c-t e^,z+ ' - D'
\ R/ 2R

qualesarI'errore
valutiamo quadratico
mediodeldislivello.

Le variabiliindipendenti
nellaformulasopraindicata
sonol
F la distanzaD
, l a l l ' , e quindilo s.q.m.
6'o^,= oa..
6AB
=9o, =(,*$)r,gz^ou =*oo
" "
[;J " D \ R) D

5oo
o a^A B- o3=1.scm
ipotizzando 10.000
{?:;i#-
=0'3tn
l.o,

F il coefficiente
di rifrazione
K:
=l9l'* aA =
D2
6'n
d , a^ e quindi
tos.q.m. O^ =:--O.
"^B K 2Ro*
\ drK,

D= 1km 5km 1 0k m 20 km 30 km
ox = 10.01
ipotizzando
6^ot = 0.1 2cm 8 c m 32 cm 72 cm
cm

F l'angolo zenilale Zp,:


, =l( a A l ' e
o.-
"AB J I o',. e quinditrascurando
Q'"/ R) 6to
sen'zo
o7.

\Z o )

D= 0.5km 1 k m 5km 1 0k m 20 km
ozr = oson,oooG O,roo = 0.5cm 1 c m 5.4cm 1 2 . 9c m 37.9cm
ozA = oson,oo15 Olnn = 0.8cm 1 . 6c m 8.2cm 1 6 . 5c m
oZA = oson,ol Olac = 5.5cm 1 1c m 55 cm
Si pu constatare quindiche per distanzefino a 10 km I'influenza di o6 per quanto
proporzionalea D', bassae si pu ritenere cheentrotalelimite,lo s.q.m.del dislivello
siaproporzionale alladistanza e si puassumere mediamente:
o oo"= +1,2D [14]
G. COMOGLIO Capitolo7
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA LA MISURADEIDISLIVELLI

doveoa espressoin cm e D in km.


Si pu constatareinoltreche I'apportodel termineoo inferiorea quellodel termineo7,
owero che lo s.q.m.delladistanzainfluenze,66 moltomenodi quantofaccialo s.q.m.
zenitale.
dell'angolo
del terminein ox diventapredominante
L'influenza dopoi 10 km, e dopotale limitesi
pu ritenereche lo s.q.m.deldislivello
crescacon il quadrato delladistanza.Perquesto
motivo sconsigliabile misure
effettuare di dislivellotra punti con distanzaeccedente
talevalore.

7.1O.LA LIVELLAZIONE
CELERIMETRICA
Questometododi livellazione vieneutilizzata nelleoperazionidi rilievodi dettaglioe
richiedel'uso di una stazionetotale (o di uno strumentointegrato)per la misura
contemporanea zenitalee delladistanza.
dell'angolo
In questocasosi considera un pianocomesuperficie per le quote,avendo
di riferimento
l'accorlezza di correggerel'angolozenitaledalleinfluenzesistematiche dellarifrazione
atmosferica e dellacurvaturaterrestrecoscomediscussoin precedenza.
lndicando con:
F s: distanzainclinatamisuratacol distanziometro;
F p; angolozenitalemisurato in A;
Y h:altezzastrumentale ciola distanzatra il centrostrumentale e il puntoA;
Y l: altezzadel segnale posto in B;
F d; distanzaridottaall'orizzonte.

Fig.7.30- Livellazione
celerimetrica

chepercostruzione
dallafig.7.30appareevidente geometrica Ana paria:
il dislivello
Loo=h+scosg-l [15]

la distanzaridottaall'orizzonte
Oppureconsiderando davremo:
A o u= h + d c t g g - l [16]

260
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIA
E CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

Capitolo I
METODIDI RILEVAMENTO

8.1. METODIDI RILEVAMENTO


I metodidi rilevamento terrestresi basanosulla misuradirettadi direzioniangolari
azimutalie zenitali,di distanzee di dislivelli. Questemisure,opportunamente elaborate,
consentonola determinazione dellecoordinate dei puntidel rilievoin un opportuno
sistemadi riferimento. Generalmente, il rilievoterrestre
si separain due fasi,il rilievodi
inquadramento e raffittimentoe il rilievodi dettaglio.

1Al
G. COMOGLIO 8
CaPitolo
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

essenzialmente
Tali fasi si differenziano per finalit,precisionirichieste,schemidi
rilievo,strumenti di
di misura,tecniche misura,
tecniche di calcolo'

ll rilievo d'inquadramento e raffittimentocostituisceI'ossaturaportantedel rilievo


generalmente formatada un numerolimitatodi puntida rilevarecon elevataprecisione
(spessomillimetrica). La finalitfondamentale definireun sistemadi riferimento
univocodisponibilesu tutta I'estensione del rilievo stesso. A causa di queste
caratteristiche si preferisconoschemidi misuracontrollabili con misureesuberanti (reti
miste angoli e distanze,reti di poligonaliin funzionedell'estensione del rilievo)
utilizzando strumenti di precisione mediante tecniche di misurazione che riducono
I'influenzadi erroristrumentali(regola di Bessel, metodo a strati, geometrica
livellazione
dal mezzo).
A causadelleelevateprecisioni richieste nelladefinizione dellequotesi separail rilievo
in due parti:la reteplanimetrica (misurazione di angolie distanze) e la retealtimetrica
(livellazione geometrica). (100+200
Per ambitidi rilievolimitati m di raggio)e precisioni
centimetriche possibilecomunqueevitare questa separazionee ricorrerea
livellazionetrigonometrica.
ll calcolodel rilievosi attuamediante tecnicherigorosesecondoil principio dei minimi
quadrati.

8.2 LE RETIPLANIMETRICHE
Per la determinazione delle coordinateplanimetriche dei verticidi una rete di
inquadramento le uniche grandezze topografiche necessarie sonole direzioni azimutali
e le distanze, opportunamente ridotteallasuperficie di riferimento. Nel seguito faremo
riferimento a superficidi riferimento piane.Questaipotesi valida per tutte le reti di
estensione limitataa 10 km (campotopografico).
La stima delle coordinatedei verticiviene eseguitain un'unicaoperazionedi
compensazioneutilizzandoil metodo dei minimi quadrati nel caso pi generale
analizzatonel cap. 4. Si utilizzercio il metododi stima di pi grandezzeindirette
dipendenti da un numeroesuberante di misuredirette;ricordiamo che la soluzione
analizzala a suo tempoprevedeche ogni equazionedel sistemarisolutivodipendada
unasolamisuradiretta.
Primadell'inizio delleoperazioni di rilievoe compensazione, occorresempredefinire
con precisioneil sistemadi riferimento all'internodel quale si intendericavarela
soluzione. Perdefinireun sistemadi riferimento cartesiano in un piano,occorrefissare
tre gradi di libert:due traslazioni (parallele agli assi) e una rotazione(attorno
all'origine).Questivincolipossonoesserefornitifissandoarbitrariamente le coordinate
X, Y di un puntodellarete e una direzione(ad esempiola direzionedellozero della
graduazione del cerchioazimutaledel teodolitemessoin stazionesu uno dei vertici
dellarete).
In alternativa possibile definireil sistemadi riferimento inserendo tra i verticidella
rete,almenodue verticidi coordinate note nel sistemadi riferimento che si intende
utilizzare(questasecondaipotesi percorribile ovviamente nel casodellereti di ordine
inferioreal primo).Tuttavia,anchein questicasi, consigliabile compensare le reti in
sistemidi riferimento locali(cio definitiarbitrariamentedall'operatore nel modo prima
descritto)e, successivamente, roto-traslarela rete compensatanel sistema di
riferimento finale,utilizzandoi puntidi coordinate notein entrambi i sistemi.

262

,
G. COMOGLIO Caoitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDIRILEVAMENTO

8.2.1.CALCOLIDI COMPENSAZIONE
Definitoil sistemadi riferimento,
necessario determinare i valoriapprossimati delle
coordinateincognite (per quantodettoprima n
se sono i verticidella rete le incognite
saranno2n-3).Questaoperazione fattibile alcunedellemisureeseguitein
utilizzando
mododa poterimpostareun trasportodi coordinate cartesiane.ln alternativa, anche
possibileeffettuareun semplicecalcolograficoo leggerele coordinate dei verticida una
cartograf
ia esistente.
Bisognerpoi definirele equazioni che leganole quantitincognite(coordinale Xe Y
dei vertici)alle misuredirette(angolie distanze) che sarannoi termininoti delle
equazioni.Consideriamo duepuntiPr e Pzdi coordinateXt, Yr e X2,Y2.

rettaparallelaall'asseY

(PPz)

Fig.8.1- Angolodi direzione


e distanza

L'angolodi direzione(PrP sar espressodalla seguenterelazione(indicando


n en1 e 2 i p u n tiP 1e P2) :
n e l l ' e qu a zi oco
X'
( P , R) - o r r t o n X " - t1l
Y,-Y,

tra i due punti datada:


mentrela distanza
d,r=ffi l2l

Quandosi fa stazionecon il teodolitesul puntoP1,I'originedel cerchioazimutalesi


disporrsecondouna direzionequalunqueche ceftamentenon coincidercon la
direzionedell'assedelle Y del sistemadi riferimento
scelto.ln altriterminil'angolodi
direzione(PrPz)non misurabile direttamente.
Sia lz (vediFigura8.2.)la letturaazimutalemisuratadal teodolite(in stazionesu P1)
quandosi collimail puntoP2;questaletturaLzdifferir dall'angolo di direzione(PrPz)
per una quantitpari a 4 chiamatacorrezione azimutale di stazione, anch'essa
incognita:
L , = 6 +(p ,p r) t3l
La correzioneazimutaledi stazione(dettaanche orientamentodella stazione)
sarugualepertuttele direzioniazimutali
misurate in stazionesul punto
con il teodolite
P1purch,duranteI'esecuzione dellemisure,non si modifichila posizione dell'origine
della graduazionedel cerchioazimutale.Se per un qualsiasimotivoquestodovesse
accadere(nei teodofitiottco-meccanici
questofatto pu verificarsinel caso di uso
scorrettodel metododellareiterazione,
mentrein alcuniteodoliti puawenire
elettronici
anche in caso di spegnimentodello strumento),occorrerintrodurreun nuovo
orientamento incognito,
oppurericondurretuttele direzioniazimutali,misuratedopolo
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

spostamentodell'originedella graduazione,alla posizione della prima origine


(operazione
fattibilese tra le due seriedi misureazimutalifattecon diversaoriginne
esistono
due riferiteal medesimo puntocollimato).

P2
0gon

Lz

Figura8.2- Angolodi direzione


e distanza
Considerando la [1] e la [2], per ogni direzioneazimutalemisuratasar possibile
scriverela seguenteequazione:
(P.,P")+-Lr=g o rr.o n lt- !:- +E- r . =g l4l
Yr-Y',
dovele incognitesonole coordinate (X e Y) deipuntiPr e Pze angolodi orientamento
defla stazione,mentreil terminenotosarla direzioneazimutalemiurata Lz.
Perognidistanzamisurata
si puscriverela seguente
equazione:
,_

dove le incognitesono le coordinate (X e Y dei puntiPr o Pz mentreil terminenoto


dell'equazionesarla distanzamisuratadrz.
Infine,nel casoin cui considerino
gli angoliazimutali
(vediFigura8.3)tra i verticidella
rete,ogniangoloa misurato generaun'equazione deltipo:

(PPz)

Figura8.3- Angoloazimutale

X' - X,-CI'
( P.tP")-( P,P,)-a=0 orrtonX'- orrlorrX, =0 t6l
Yr-Y, Yr-Y.,

Le relazioni[4], [5] e [6] definisconole equazionira le coordinateplanimetrichedei


verticidi una rete e le grandezzecaratteristichedellarete stessa,angolodi direzione,
distanzae angoloazimutale, che possonoesseremisuratedirettament. ll problemadel
calcoloe dellacompensazione di una rete di n verticiconsistequindinellamisura
indirettadelle 2n coordinateeffettuatasulla base delle misure direttedi angoli di
direzione,distanzee angoliazimutaliin numerostrettamente sufficenteo n numero
esuberante.

264

I
G. COMOGLIO Caoitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODI DI RILEVAMENTO

Come abbiamogi dettoi problemirelativial calcoloe allacompensazione di una


rete sono cos ricondottia quellitrattatinel cap. 4. Per la determinazione delle 2n
coordinatesi deve definiree risolvereun sistemadi 2r (con r > n) equazioni,e si
devonoquindimisuraredirettamenle 2r grandezzecaralteristiche dellarete che siano
indipendenti.
Nel caso in cui si utilizzinocomemisurediretteangolarile direzioniazimutalioccorre
tenere conto che per ogni stazioneeseguita,si introduceuna nuova incognitadi
orientamento.
Occorreinoltrenotarecheognipuntodellarete,per poteresseredeterminato, deve
essereinteressato almenoda due drezioni azimutali(o un angoloazimutale) e da una
distanza,oppureda tre direzioni azimutali (o due angoliazimutali).
Infine,poichin tutti
i tipi di equazioneesaminaticompaionole differenzedelle coordinateincognite,
necessarioche esistaalmenouna misuradi distanza(quest'ultima condizionepu
essereomessanelcasoin cui nellareteesistanoalmenodue puntidi coordinate note
nel sistemadi riferimento per i calcoli).
utilizzato
Riprendiamo brevemente il procedimento di calcoloa suotempodimostrato (cap.4).

Poichle equazionutilizzatenon sono lineari,sar necessarioprocederead una loro


linearizzazione calcolandoi terminidel primo ordinedello sviluppoin serie di Taylor
nell'intornodei valori approssimati delle incognite.L'ipotesiche facciamo che
Xl , X : , ...-..X : si a n od e i va l o ridelleincognitesufficientementeappr ossimati
in modo
taleche sianotrascurabili i quadrati degliscartie le potenzesuperiori:
X, = Xl + x, dove& = incognita, X! =valoreapprossimato e xr= Scarto

Consideriamo
I'equazione
all'angolo
di direzione:
f ( X . , , Y ,,X 2 ,Y 2 ,6
)=,L
a2rcmn *+- L, =g l 7l
Y,-Y,

SianoXto, Yio,Xzo,Yzo,o ivaloriapprossimati


delleincognite.
Lo sviluppoin seriedi
Tayfor,fermatoaiterminilineari,
della[7]sarparia:
f ( x 1 " Y 1 ox, r o , Y r o , o , L r ;+

.,.[#).
,,*[#),
[#),",.[#.). 6.=0
,,*[*),
dove:
Y f (Xi',Yr",Xr",y,",6",1.)rappresenta il terminenoto dell'equazione
linearizzalae
sar pari alla differenzatrail valoreche la funzioneassumeintroducendo ivalori
approssimati delleincognitee la quantitnotatz;
Y xt, yt, xz, !2, & sono le correzionida apportareai valori approssimatidelle
incognite;
F i coefficientitra parentesitonde sono i valoridellederivatecalcolatecon i valori
approssimati delleincognite.

Con le coordinateapprossimate di P1 e P2 (nell'esempio di Fig. 8.4) si potr


determinare l'angolo di direzione approssimato(Pf)" riferito alla direzone
approssimata f di f. L'angolodefinitotra gli assi f e / rappresenter la correzione
6"
al valoreapprossimato d dell'angolo
di orientamento in p1.
dellastazione
Questacorrezione sarugualepertuttele direzioni azimutalimisuratein Pr.

265
-t

G. COMOGLIO Capitolo 8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA M E T O D ID I R I L E V A M E N T O

PPz)o

Figura8.4 - Angoro e coordinateapprossimate


"j'rrrule
Si pu facilmente
verificareche i coefficienti
dellecorrezioni
assumonoi seguentivalori:
,.l.
I ar I _l 1 -1 | y,"_yi ar yj-y:
(.ax'J. y-y, | =- d5u-='' [*,J,=-ft;p=''
I I
l;g'."l:
t,' A;;- )"
ar x;-x:
[#).=fifl=', Ir -l-l-
\ dY, /o
r =--;---;-=-,
(di, ).

(*),='

L'equazione [7] linearizzata sarquindiparia:


a r x , + b . , y r * c r x r t d , y " + 6 ,4+p(r ) o+ 0- L z = 0
t8l
Quandouno dei due verticidellarete (Pr o Pz) un verticedi coordinatenote (vertice
fisso),I'equazione [8]si semplificher perchle corrispondenti
correzioni
sarannonulle.
Analogamente per l'"q,u".ionu ulludit risulter:
f ( X.,,Y,, d12 ) = tl 8, - X,)' + (y,- y,)2- d..,,
X 2,Y2, =g tel
chesviluppata
in seriediJaylor,limitatamente
ai terminilineari,sarparia:
r(X,o.y,o,X,o.y,o,d,).f
'- + ^,*f :fl ,,.ljll -"*ljl vo=0
[dX,/o I E Y , / o" (axrJo . [Ayr)0"
dove il primoaddendo(terminenotodell'equazione linearerisultante)
rappresentala
differenzatra il valoredelladistanzacalcolatacon i valoriapprossimuii Odtieincognite
(di) e la distanzamisurata(d,r). lnoltrXr,fr, X2,y2,sonole correzioni
da apportareai
valoriapprossimati delleincognite.I coefficienti
dellosviluppoin seriesono espressi
dalleseguentirelazioni :
/^ t f
rdf I rdf - X ;-
_X
I _ I
- t
=c.
lz (&-x,)'*(%
l.dX')o t:-t
IdX, Jo dil,
I ar I y""-yi Y"'- Yi
___=u1
Ioe - - =cl.
[aY,r, dfu [a",.]. di,

266
G. COMOGLIO CapitoloI
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

L'equazione [9] linearizzalasarquindiparia:


-
a.,x,+ b.y.,+ c$z* dz + dl, d." =g [10]

Quandouno dei due verticidellarete (Pr o Pz) un verticedi coordinatenote (vertice


fisso),I'equazione [10] si semplificher perchle corrispondenticorrezionisaranno
nulle.
Infine,l'equazione dell'angolo azimutalerisulta:
- ur "r' -un*,:- ltt- d=o
J ' ( X , Y ,X 2 ,Y 2 ,X 3 ,Y 3 ,a )=u r.1un4LJ( t11]
Yr-Y, Yr-Y,

ai terminilineari,sarparia:
in seriedi Taylor,limitatamente
chesviluppata
f ( x j o , x 2 o , Y 1 o ,Y r o , c [ o ; +

larl larl lar) larl lar)


1,"^ |.x,+l ,"^ |.x"+l "^ l.v.+l=:-1.v"+l =:]-l.x"*l
larl
"'
( a x , J o ' \ . a X r . J 'o \ . a Y , r"o ( . a Y r J"o' ( a x r J o " ( a % ) o ' "
|.Vo=0

dove il primoaddendo(terminenoto dell'equazione linearerisultante)rappresentala


differenza azimutale(d) calcolato
tra il valoredell'angolo con i valoriapprossimati
delle
incognitee il valoredell'angolo(a) misuratodirettamentein campagna.InoltreXt,ft, X2,
y2,Xa,y3 rappresentano da apportareai valoriapprossimati
le correzioni delleincognite.
dellosviluppoin seriesonoespressi
I coefficienti dalleseguentirelazioni:
latl - Yf-Y," Y""-Yf larl _xl-xi x;-xi_*
=o'
I ax,Jo (di3)2 (dL)' [a",J. ro;f {.1"y
lar -_
Y^"_Y:
a | - larl
Ia&r,
l:- |
(dL)' ( dY, ,/.

larl _
Y."-Yi
v ' _ larl
t=- I
I ao.,
,, (dL), \ dY' /o

L'equazione linearizzala sarquindiparia:


y s3 + c x o- o = 0
a . , x . , + b . , y , + c z * d y z + ef 1121

In questocaso possibile cheunoo ancheduedeiverticidellaretetra cui si misurato


I'angoloazimutalea siano fissi, cio con coordinatenote da non compensare;
I'equazionesi semplificherperch i corrispondenti termini di correzionesi
annulleranno.
Le coordinatedei vertici della rete saranno ricavate attraversoun calcolo di
compensazione che utilizzail criteriodei minimiquadrati,applicatoalla matriceA
(matricedisegno)dei coefficientidelleincognite(vedicap.4).
Per ogni misuradi distanza,di angoloo di direzione, eseguitatra i verticidellarete,
vienescrittala corrispondente equazionelinearizzala come riportatoin precedenzae i
coefficientidelle incognitesarannoopportunamente memorizzatinella matriceA. ll
sistemaA presentersempreun numerodi equazionimaggioredel numerodelle
incognitee raggrupper equazionilinearizzale di tipologiadiversaperchottenuteda
misuredi grandezze topografiche diversequaliunadistanzaun angoloo una direzione
azimutale. La direttaconseguenza di ci che i pesidi ciascungruppodi equazioni che
si riferiscono
allediversetipologie di misure(angolari sonogeneralmente
o di distanza),
costantima sonodiversiperi duegruppi.

267
G. COMOGLIO Capitoto
8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

I pesisarannoinversamente
proporzionali
ai quadratideglierrorimedidei termininoti
delleequazioni:
(4)"=+ @),=*

Indicandocon A la matricedeicoefficienti con P la matricedei pesi,con


delleincognite,
X la matricecolonnadelleincognite e con T la matricecolonnadei termininotidelle
avremo(vedicap.4):
equazioni,
AX--T
Ar.P.A.x= Ar.P.T

Indicandocon N la matricenormaleottenutadal prodottodi Ar.P.Ae con Tn la matrice


colonnadeitermininotidelsistemanormaleottenuta dal prodottodi Ar P T avremo:
-
N.X Tn
e q u i n dlia so l u zi o n e :
X = N-I.T'

ll vettoresoluzioneX conterrle correzionixi, yiche, sommateai valoriapprossimati


delleincogniteXf, Yf darannoil valoredelleincognileXi ,Yi:
X,=X! +x,
Y,=Y,o+ Y,
Poichtutte le equazionisono state linearizzate sviluppandole in serie di Taylor,
nell'intorno dei valori approssimati delle incognite,ma limitatamente ai soli termini
lineari,la soluzione andrricercata mediante unaseriedi iterazioni di calcolo.
Anche il metodopoco rigorosoper la determinazione dei valori approssimati delle
incognite(ad esempiola letturadellecoordinate dei verticidellaretesu una cartografia)
imponedi ricercarela soluzionedel problemasempreattraverso un calcoloiterativo.Ad
ogni iterazione,il sistema risolventeverr riscrittoutilizzandocome nuovi valori
approssimati quellicalcolati
nell'iterazione
appenaeseguita.
Questasequenzadi cicli di calcolosar interrottaquandole correzionix,; yi saranno
praticamente nulleo comunque di un ordinedi grandezza allaprecisione
inferiore delle
coordinate incognite.
La decisione di interrompere puancheesserepresanel momentoin cui la
le iterazioni
stimadellavarianzadell'unit di pesoraggiunge il suovaloreminimo.

La soluzione del problema


sardataquindida:
X ! "= x ! + x ! " Yl" =Y,o+y|"
x!" = xl" +x!" Y,'"=Y,t"+ y?"

X' , "' = x ! "- tt"


+r!" Y,'"=Y," tl' + yi"

Normalmentela convergenza verso la soluzionefinaledel sistemasi ottienecon


poche iterazionidi calcolo (4+10). In presenzadi errori grossolaninei valori
approssimatidelle incognitesi avr un rallentamento della convergenza (20 o pi
iterazioni)
o unadivergenzamoltorapidadellasoluzione.

268
G. COMOGLIO Capitolo 8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA M E T O D ID I R I L E V A M E N T O

8.2.2.PRECISIONE DEIVERTICIDI UNARETE


La posizionedi un vertice definitada due coordinatericavatetramitemisuredi
angolie distanzee da un procedimento di calcolo;per stabilirela precisione di un
vertice potrebbesembrarenaturaledefinireun errore di posizionecome differenza
vettorialefra la posizioneeffettivamente trovata e quella che si sarebbeottenuta
qualorale misurefosserostateeseguitein manieraesatta,e cercaredi darein qualche
modoun'ideadell'entit di questoerrore.Sullabaseperdi quantogi affermato sulla
definizionedi misuradirettadi una grandezza, che rappresentata dalladistribuzione
dellemisurepossibili, occorreriferirsi
alladistribuzione delleposizioni possibili,
definite
da unavariabile casualea duedimensioni.
Per comprendere benetaleposizione si consideriuna retedi n verticidefinitaquindi
da 2n misure,si suppongadi aver eseguitole 2n misuree di aver effettuatoil calcolo
dellecoordinate dei vertici.Unasecondaseriedi misuree di calcolifornirowiamente
delle coordinatediverse dato che il risultatodi ogni misura diretta equivalead
un'estrazione a caso dalla distribuzione delle misurepossibili.Ripetendomisuree
calcoliun numerodi volte grandeoltre ogni limite si otterrper ogni verticela
distribuzione delle posizionipossibili,definitacome schema matematicoda una
variabilecasualea duedimensioni.
Se la distribuzione di tipogaussiano, la variabile
casuale definitada due medie
mr(x),mr(y),due varianze1x1,M da una covarianzaorr. ln effettisecondotale
"
posizionela rete di n vertici definitada una variabilecasualea 2n dimensioni,
conosciutaquandosono note le 2n medie e la matricedi varianza-covarianza; ad
esempioper una rete di tre verticiPt, Pz, P3, le sei medie m(Xn), m(Yn), m(Xpz),
m(Ypz),m(Xps),m(Ype),definisconole posizionidei verticie la matricedi varianzae
covarianzadefiniscele caratteristiche della distribuzione
a 6 dimensioniowero la
precisione dellarete.
La matricedi varianza-covarianza Cx, sar ottenutadal prodottodella varianza
dell'unitdi pesoper la matriceinversadel sistemanormale(vediCap.4 ).

C*. = o--t'N-t = [13]

In pratica perpi conveniente riferirsialledistribuzioni


a due dimensioni definite
ognunada due medie,che dannola posizionedel vertice,e dallasottomatrice 2x2 che
d la varianzae la covarianzadelledue coordinate e che nella[13]sonostate
individuatecondeicontornitratteggiati. Gli altritermni
checompaiono, in maniera
simmetrica sonopocosignificativi
nellamatrice, e quinditrascurabili.
I terminicontenuti
nellesottomatricievidenziatesonoinvecenecessariper il calcolodei parametri
dell'e//rsse
standardrelativoa ciascunvertice.

269
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA M E T O D I DRI I L E V A M E N T O

8.2.3.CONSIDERAZIONI OPERATIVE PERLA CONDOTTA DEICALCOLI


ll calcolodi una reteplanimetrica vieneeseguitocon opportuniprogrammiautomatici
che al terminedelle operazioniconsentonoall'operatore di analizzaretutti i risultati
intermedi e finalial finedi valutarela bontdellasoluzione ottenuta.
ll primocontrolloda fare si basasull'osservazione del valoreassuntodallavarianza
dell'unitdi peso stimataal terminedellacompensazione: se oe2 inferioreo poco
superiore al valorefissatoall'iniziodellacompensazione la soluzione trovatapuessere
considerataaccettabilenei limitidi precisionerisultanti.Se invecetale valore molto
superiorea quellofissatoinizialmente significache all'internodel sistemaci sono
problemiche possonoesserelegatia errorigrossolaninella determinazione delle
coordinateapprossimate dei puntioppure,pi frequentemente, alla presenzadi errori
grossolani in alcunedellemisurediretteutilizzate.
La ricercadellemisureche disturbano del sistemapu esserefacilitata
la soluzione
dall'analisidellemediee deglis.q.m.delle popolazionidegliscarti.
Comecriteriogeneralesi operanelseguente modo:
) le equazioni che presentano scartiresiduisuperioridi 2+3volteallos.q.m.relativo
vengonointrodottenel sistemacon un peso inversamente proporzionale all'entit
delloscartoresiduo;
F quandoun'equazione, pur essendostata sottopesata, continuaa fornirescarti
residuisuperioridi 2+3 volte allo s.q.m.relativo,questaviene definitivamente
eliminata.

Owiamentein questaoperazione occorrerfare attenzionea che sianorispettatele


geometriche
condizioni minimeper la determinazione di ogni singolovertice.E quindi
opportunoiniziare la compensazionedi una rete con un numero consistentedi
equazioniesuberanti(e quindi di misure eseguite),in modo da poter ottenere
comunque unasoluzione senzadoverripetereI'intera
accettabile campagna di misure.

270
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDIRILEVAMENTO

8.3. LE RETIALTIMETRICHE
L'impiegoprincipale geometriche
dellelivellazioni quellodi determinare con la
massimaprecisione le quotedi puntidistribuiti
possibile su un determinato territorio
che
costituiscono,
in analogia
alleretitrigonometriche,i riferimenti fondamentali
altimetrici a
cui si possonocollegare
le successive di rilievoaltimetrico.
operazioni
Le livellazionigeometrichecolleganocaposaldidispostilungo linee (vedifig. 8.5), le
lineeintersecandosideterminano chiusi,aventisviluppipio menolunghia
dei poligoni
secondadei casi.

8.3.1.LIVELLAZIONI GEOMETRICHE DI PRECISIONE E TECNICHE


geometriche
Le livellazioni di precisione si eseguonocon gli stessicriteriutilizzati
in
quelledi alta precisione, solo la strumentazione pu esseredi minorprecisione e le
battutedi livellazonepi lunghe.Questotipo di livellazione vienein genereeseguito
con uno scopotecnicoben precisoe non vi bisogno quindi di determinare le quote
assolutedei caposaldi,non necessariocio collegareuno dei caposaldidella rete
locale con un caposaldodi quota assoluta nota, in quanto per le informazioni
altimetricherichiestesonosufficientii dislivelli.
In questicasi si assegnauna quotaconvenzionale ad uno dei caposaldi dellarete
locale e si derivanoda questa tutte le altre quote. E opportunodare una quota
convenzionale moltodiversada un valoreplausibile, onde evitareequivociin future
operazionidi livellazioneche implichinocollegamenti con caposaldidi quotaassoluta
nota.

DI UNARETEDI LIVELLAZIONE
8.3.2.COMPENSAZIONE
La compensazione di una rete di livellazionesi eseguecon le stesse modalit,
qualunquesia il tipo di misura dei dislivelliadottato(livellazione geometrica,
trigonometrica ecc.).Quellochevaria I'entit dellos.q.m.dellemisureche,nelcasodi
livellazione geometricacresceproporzionalmente alla radicequadratadello sviluppo
linearedellalineadi livellazione (vedicap.7), mentrenellalivellazione trigonometricasi
pu assumere,per distanzeinferioria 10 km, che crescaproporzionalmente alla
distanzastessa.
Unaretedi livellazione puesserecollegata a unoo pipuntidi quotanota,o essere
a se stante;in quest'ultimo casoper eseguirela compensazione si dovrassegnare un
valorearbitrarioalla quota di un punto.L'equazione alle misureche lega le quote
incognite Qie Qidi due puntiPi e P1allamisuradi dislivello Ai1 la seguente:
Q1-Q,-4,=0 [14]
Se le misuresono quellestrettamente necessarie, il calcolodellequotedei punti
dellarete banale,riducendosi allasommadi dislivelli a partiredal puntoo dai puntidi
quota nota. ln pratica,per, si eseguesempreun numerodi misuredi dislivello
superiorea quellominimonecessario e quindiil calcolodellarete sar quellodella
misuraindirettadi n grandezzeconun numeroesuberante di equazioni.
ll procedimento di calcoloe di compensazione dellemisuresardel tuttoanalogoa
quantogi vistoper le retiplanimetriche, con la semplificazione di avereun solotipodi
equazione che legale incognite allemisureeseguite e pergiuntagi lineare(vedi[1a]).
ll dislivelloAqdella[1a]pu essereil risultatodi un'unicamisura,o di una sommadi
parziali.
dislivelli

271
G. COMOGLIO Caoitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA M E T O D I D IR I L E V A M E N T O

Se la quotadi uno dei due puntitra cui si misuratoil dislivello nota,l'equazione


conterr owiamentecomeunicaincognita quelladelpuntodi quotaincognita.
Se n sono i dislivellimisuratinella rete, potremoscrivereun sistemadi n equazioni
lineari. ll sistema non richiederalcun tipo di linearizzazione e non sar quindi
necessario conoscerei valoriapprossimati dellequotedei puntidellaretee la soluzione
sarottenutamedianteunasolaiterazione di calcolo.
A voltepuessereconveniente partirecomunque daivaloriapprossimati
delleincognite
e risolvere il sistemadi equazioni, coscomesi erafattonelcasodellacompensazione
d e l l er e t i p l a n i me tri chpeo, n e n d oQt=Qi+.r ,.In questom odo,quandola livellazione
vieneeseguitaper il controllodeglispostamenti altimetrici
di un determinatoterritorioe
si considerano comevaloriapprossimati delleincognitele quoteottenutenellaseriedi
misureprecedente,si otterrannodirettamentegli spostamentiverticalidei vertici di
controllo.

Per megliocomprendere
la sequenzadei calcolidi compensazioneaiutiamoci con uno
che collegaquattrocaposaldifra cui uno di
schemasemplicedi rete di livellazione
quotanota:
Lzt

Fig.8.5- Schemadi unaretedi livellazione


geometrica

Notao stabilitaarbitrariamenteper esempiola quotadel punto1, per il calcolodella


quota dei restantitre caposaldisarebberonecessariesolamentealtre tre misuredi
dislivello.Le misuresovrabbondanti ci cautelanodalla presenzadi eventualierrori
grossolani nellemisurema fannonascereil problema dellacompensazione.
Ognimisuradi dislivellogeneraunaequazione di tipo[14]e pertuttala retemisurata
si
potrscrivereil seguentesistema:
Qt-Qr-4,, =0
Q - ^ - Q r - A z := 0
Qo-Qr-Ar+ =0
[15]
Qt-Qo-aor =o
Q o - Q r - L z += 0
Qt-Qt-Ar: =0

ovveronon si possonotrovarevalori particolaridelle


ll sistema[15] incompatibile,
le sei equazioniin quantoi termininoli Ail
incogniteQi che soddisfinocompletamente
non sono quantitteoriche ma sono dei campionialeatoried estremamente
212
G. COMOGLIO Caproto
I
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

improbabile che, ad esempio,le soluzioniche soddisfano


un qualsiasigruppodi tre
dellesei equazionisoddisfino
anchele rimanenti.
Bisogner ammettere chetuttele equazioni a menodi unoscartoyi.
sianosoddisfatte
O"-O.-A,- =v. tz I

Qt-Q,-Lzz=vz
Qo*Qr-A:+ =v:
o ,- o ^ - a . , = v . [16]
Qo-Qr-Lz+=vs
Qr-Qt -Ar: =vo

ll sistema[16] indeterminato
in quantogli scartivisoroincogniti
e quindiil problema

quello della soluzionedi un sistemadi sei equazionilineari in nove incognite
( Q a , Q g , Q + ,V1 , V 2 , V 3 , V a5,,VV6 ) .

Bisogner quindirisolvere il problema mediante I'applicazione


di qualchecriterio.
In basea quantogivisto,la soluzione pi plausibile
quellaottenutadall'applicazione
del principio
di massimaverosimiglianza.
Primadellasoluzionebisognaanchericordare che ciascunaequazionedeve entrare
nellasoluzione del sistemasecondola propriacredibilit, secondoil propriopesopi :
perdefinizione il peso paria: ,,' =4- varianza
dell'unit
di peso
o! varianzadellamisura (terminenoto)
ln base a quantovisto nel cap.7. e cio che lo s.q.m.di una lineadi livellazione
geometricasia proporzionale
allaradicequadratadellosviluppolineareL;:
ofr .: r^r- r'-.,r-:a ! r! " ) 1
p, =l* per cui data
l t c l Il'arbitrariet dil (oo2
clrul[ldllvl'cl u ,0 sil Ppu assumere
uu a lssulllgrlv P,
=-
k L,

Nellaconduzione di calcoli,lo sviluppolinearedellelineedi livellazione


(t) si esprime
solitamentein km perfacilitareil calcolodel peso.
La soluzionedel sistema[16] pu essereagevolmente affrontato
con le tecnichedel
calcoloautomatico e quindimediante I'utilizzo
dellematrici.
ln basea quantovistonel cap.4avremo:
100
-1 t0
0-1 1
lo.l
t-' I
matricedisegnoA = X = lo.l
vettoredelleincognite
0 0-1 tl
010 lQ^l
-1 01

Q,+ A'r, pr0000 q


L,, }pz 0 0 0 0l
vettoreterminenotoT =
aro
matricedei pesiP =
00pt00 0l
Q,* L',
Lro
000p+0
0000p:
q
Q,+ A',, 00000 1
Pal
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

La sequenzadei calcoliche prevedonol'applicazione del principiodi massima


e quindidelcriteriodei minimiquadrati
verosimiglianza saral solito:

sistemainiziale A.X= T
dei pesie normalizzazione
appficazione Ar.p.A.X= Ar.p.T
sistemanormalizzalo N.X = Tn
soluzionedelsistema X = N'l.Tn

Essendole equazionidi partenzagi lineari,si otterrla soluzionedel sistema


medianteuna sola iterazione di calcolo.ll vettoresoluzioneX conterrdirettamente
il
valore delle quote dei vertici incognitiQi o le correzionix; che, sommateai valori
approssimati delle incogniteOf, darannoil valoredelle incogniteQ a secondadel
criteriodi calcoloadottato:
Qi=xi Q,=Q!+x,

Si passerpoi al calcolodellamatricedi varianza- covarianza:


calcolodegliscarti V = A.X - T
Vt 'p'v
calcolodellavarianzadell'unitdi peso ;l =
n-r

doven rappresenta il numerodi equazionichecompongono il sistemaA ed r


rappresenta
il numerodi incognite.ll denominatore quindi
esprime il gradodi
"esuberanza" -
del sistema.La matricedi varianza covarianza per I'esempio che stiamo
sarparia:
sviluppando
trt

lo. '1
C r r= 4 . t l - t = | . . . o ' n . I
^l

| "' o"1

Lo s.q.m.delleincognite
si ricaverutilizzando principale
i terminidalladiagonale della
matriceCr, ; nelcasogeneraleavremo:
t.
oo,=
"Jo
on,=^H

on,=^1o3,

Tuttigli altriterminidellamatricedi varianza- covarianzanon sono significativi


perch
le quote dei verticiincognitinonsonotra di lorocorrelate.

2'14
G. COMOGLIO Capitolo8
TOPOGRAFIAE CARTOGRAFIA METODIDI RILEVAMENTO

8.4. LA SIMULAZIONE DELLERETITOPOGRAFICHE


Gli stessiprogrammiutilizzatiper la compensazione dellereti topografiche possono
essere utilizzaliper la simulazionedelle compensazioni stesse. Con il termine di
simulazione si intendela compensazione di una retedellaqualesi conoscono solo le
coordinate approssimate dei (planimetriche
vertici o altimetriche) i
e tipidi misurachesi
intendonorealizzare (noni valoridellemisure).La simulazione dellarete un passo
fondamentaledella fase di progettazione delle reti topografiche, durantela quale si
possonoprevederei miglioririsultatiraggiungibili al variaredel tipo di misureda
eseguire, dellaposizione relativadeiverticie deltipodi strumentazione per
da utilizzare
I'esecuzione dellemisure.
Moltoimportante in fase di simulazione,per deciderela necessit o menodi eseguire
una certa misura, la conoscenza della ridondanzalocale di ogni singolamisura
all'interno
dell'intero processodi compensazione. Con il terminedi ridondanza di una
misurasi intendeI'apporto che la misurastessaconferisce allaridondanza globaledel
sistemache,comenoto,espressodalledifferenze tra il numerodi misureeseguitee il
numerodi incognitecomplessive del problema.
Si pudimostrare che la matrice:
R=I-P-1AN-1Ar