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DIPARTIMENTO DI INNOVAZIONE METODOLOGICA

A.S. 2016/2017

GLOSSARIO METODOLOGICO DIDATTICO

Letteralmente “tempesta di cervelli”. È una strategia utile in tutti gli ordini di scuola per introdurre
BRAINSTORMING un argomento su cui si invitano gli alunni a ragionare e fare inferenze: dato un problema da
affrontare, ciascuno dei partecipanti, entro prefissati limiti di tempo, è libero di esprimere la
propria idea senza che l’insegnante esprima giudizi in merito alla validità. Alla fine tutte le idee
vengono opportunamente analizzate e selezionate per centrare l’argomento da proporre.
Letteralmente “tempo del cerchio”. È considerata una delle metodologie più efficaci
nell’educazione socio-affettiva in quanto facilita e sviluppa la comunicazione favorisce la
CIRCLE TIME conoscenza del sé, promuove la libera e attiva espressione delle idee, delle opinioni, dei
sentimenti e dei vissuti personali e, infine, crea un clima di serenità e condivisione.
I partecipanti si dispongono in cerchio con il conduttore che ha il ruolo di sollecitare e coordinare
il dibattito entro un termine temporale prefissato. La successione degli interventi secondo l’ordine
del cerchio va rigorosamente rispettata. Il conduttore assume il ruolo di interlocutore privilegiato
nel porre domande o nel fornire risposte.
È un metodo didattico di apprendimento, utile in tutti gli ordini di scuola, basato sulla
cooperazione e l’interdipendenza fra gli studenti, ciascuno dei quali mette a disposizione del
COOPERATIVE gruppo il suo sapere e le sue competenze. Apprendere in gruppo si rivela molto efficace non
LEARNING solo sul piano cognitivo, ma anche per quanto riguarda l’attivazione dei positivi processi socio-
relazionali; ciascun componente, infatti, accresce la propria autostima, si responsabilizza nei
processi di apprendimento, cresce nelle abilità sociali, imparando a cooperare per il
conseguimento di un obiettivo comune.
http://memoesperienze.comune.modena.it/appr_cooperativo/pages/mappe/mappa1.htm

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Il debriefing consiste in una riflessione autocritica di ciò che si è fatto ed appreso relativamente
ad un determinato argomento e permette di sviluppare la metacognizione e l’autovalutazione. Si
DEBRIEFING rivolgono agli alunni le seguenti domande:
• Cosa hai imparato? (per indagare acquisizione dei concetti)
• Come hai imparato? (consapevolezza delle competenze raggiunte)
• Quanto hai imparato? (rivela gli stili di apprendimento di ciascuno)
• Che voto daresti a questa attività? E perché? (valutazione da 1 a 10) (manifesta l’indice di
gradimento verso l’attività svolta e le sue motivazioni)
Data una situazione problematica la didattica laboratoriale si concretizza in cinque operazioni :
• riconoscere il problema e definirlo;
DIDATTICA • individuare gli strumenti formativi per l’analisi e la sistemazione dei dati;
LABORATORIALE • applicare correttamente gli strumenti di socializzazione più funzionali;
• scegliere uno strumento logico per la costruzione consapevole della conoscenza;
• proporre il debriefing per la metacognizione e l’autovalutazione.
Una mappa concettuale è uno strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze,
MAPPE informazioni e dati. È la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (parole-
CONCETTUALI concetto) all’interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che
esplicitano la relazione attraverso parole legamento. (http://pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/). La
mappa è uno strumento utile per la didattica personalizzata per alunni D.S.A. che si rivela
proficuo per l’intero gruppo classe soprattutto nella scuola primaria e secondaria di I grado.
Il peer tutoring è un metodo basato sull’approccio cooperativo dell’apprendimento e consiste nel
PEER TUTORING proporre agli studenti di utilizzare le competenze che possiedono per insegnarle ai propri
compagni .Ha una struttura precisa a due in cui uno studente più preparato fa da tutor all’altro,
che può esser suo coetaneo o un po’ più piccolo, il passaggio di competenze tra tutor e tutee
avviene all’interno di un piano che prevede obiettivi, tempi, modi, ruoli e materiale strutturato.
Il problem solving è una metodologia di analisi utilizzata per individuare, pianificare ed attuare le
PROBLEM
azioni necessarie alla risoluzione di un problema. Può essere attuato in ogni ordine di scuola,
SOLVING
purché si pongano problemi in situazioni reali o almeno verosimili, adeguati al grado di
comprensione degli alunni, al fine di stimolarli.

Il role playing è una modalità di formazione che si propone di simulare, per quanto possibile, una
ROLE PLAY situazione reale, allo scopo di far conoscere ai partecipanti, attraverso l’esperienza pratica, le
relazioni che si stabiliscono in un’attività caratterizzata da un importante processo di
comunicazione. Il role-play mira, pertanto, a rendere i partecipanti consapevoli dei propri
atteggiamenti, evidenzia i sentimenti e i vissuti sottesi alla situazione creata e rinvia alla
dimensione soggettiva, alle modalità di proporsi nella relazione e nella comunicazione.

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Usato nella didattica lo storytelling si rivela essere una metodologia efficace per la realizzazione
di un processo di insegnamento/apprendimento significativo, in grado di coinvolgere attivamente
STORYTELLING l'alunno ed assicurare il suo benessere emotivo.
Le storie proposte dagli insegnanti possono servire per presentare agli alunni concetti difficili e
lontani dalla loro esperienza, integrare il linguaggio multimediale nel curriculo, esporre gli alunni a
stimoli linguistici globali, far leva sui diversi stili di apprendimento, coinvolgere ed attivare le
intelligenze multiple.
Significa letteralmente “insegnamento di gruppo” ed è una metodologia in cui gli insegnanti non
lavorano più isolatamente, ciascuno nella sua classe, ma cooperano con pari dignità e
TEAM TEACHING responsabilità professionale per l’educazione di un gruppo di alunni.
Ciascun docente del team si occupa di uno specifico ambito disciplinare. I tempi della
programmazione comune servono per ogni opportuna verifica e valutazione e per rendere
flessibile il curricolo in itinere.
Con il termine “metacognizione” si fa riferimento sia alla conoscenza del soggetto rispetto ai
propri processi cognitivi (conoscenza metacognitiva) sia alle possibilità di intervenire sugli stessi
STRATEGIE (processi metacognitivi di controllo).Una dimensione mentale che va oltre la cognizione e che
DIDATTICHE significa letteralmente “riflessione sui processi mentali” o “pensare sul pensiero”. Quando si parla
METACOGNITIVE di “abilità mentali superiori” ci si riferisce sia alla capacità di ciascuno di rendersi conto di quali
siano i processi implicati in ciò che si esegue, delle motivazioni sottostanti e delle situazioni
contingenti più favorevoli, sia alla capacità di controllare, dirigere e valutare in modo attivo i propri
processi cognitivi. L'insegnante che opera in armonia con le teorie metacognitive favorisce gli
allievi nell'impegno di imparare ad imparare: in questo panorama la didattica metacognitiva
assume in un significato paradigmatico, è un campo di intervento affascinante e nel contempo
impegnativo. Per gli insegnanti usare tecniche metacognitive vuol dire adottare intese
collaborative finalizzate alla proposta ed allo sviluppo di un insieme di abilità trasversali che
hanno a loro volta una positiva ricaduta nell'intero processo evolutivo di ogni discente. Il ruolo
dell'insegnante diviene quello di modello e consigliere, partecipe agevolatore di processi e
apprendimenti.

METACOGNIZIONE E COMPRENSIONE DEL TESTO : Progetto :“CI SONO ANCH’IO”

Relazione Progetto :“CI SONO ANCH’IO”

METACOGNIZIONE E CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA:

“Laboratorio metafonologico-multisensoriale per la scuola dell’Infanzia”

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