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Universit`a di Napoli Federico II

Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale

http://www.dias.unina.it

Lezioni di Aerodinamica

A.A. 2012-2013

Renato Tognaccini

Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale Universit`a di Napoli Federico II Piazzale V. Tecchio 80, 80125 Napoli email: renato.tognaccini@unina.it

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Introduzione

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Aerodinamica: ramo della Meccanica dei fluidi (Fluidodinamica) che si concentra sull’analisi dell’interazione tra una corrente fluida ed un corpo immerso in essa.

Fluido: materia senza una forma propria; caratterizzato da un proprio volume (liquido), o senza volume proprio (gas), assume cio`e il volume del suo contenitore.

Ipotesi del continuo: il fluido `e un mezzo continuo, cio`e si assume che una qualsiasi parte di esso, comunque piccola, contenga un numero molto grande di molecole.

Particella di fluido: un elemento di volume infinitamente picco- lo nella scala di lunghezze (macroscopica) di nostro interesse, ma comunque grande nella scala di lunghezza delle molecole (micro-

scala di lunghezze (macroscopica) di nostro interesse, ma comunque grande nella scala di lunghezza delle molecole

scopica).

scopica).
di nostro interesse, ma comunque grande nella scala di lunghezza delle molecole (micro- scopica).   Back
 
 
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Le forze aerodinamiche

Si sceglie un sistema di riferimento (inerziale) O(x, y, z) solidale con l’aeromobile, che `e quindi investito da una corrente uniforme di velocit`a V , alla quota h, caratterizzata dalla pressione p e densit`a ρ .

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dalla pressione p ∞ e densit`a ρ ∞ . 3/293 Equilibrio dell’aeromobile in volo livellato uniforme

Equilibrio dell’aeromobile in volo livellato uniforme:

L

=

W

(1)

T

=

D

(2)

F = [L, D]: forza aerodinamica

L: portanza (Lift) V D: resistenza (Drag) V

L : portanza (Lift) ⊥ V ∞ D : resistenza (Drag) V ∞

W : peso (Weight) a T : spinta (Thrust)

W : peso (Weight) a T : spinta (Thrust)
∞ D : resistenza (Drag) V ∞ W : peso (Weight) a T : spinta (Thrust)
∞ D : resistenza (Drag) V ∞ W : peso (Weight) a T : spinta (Thrust)

a G `e il baricentro

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I coefficienti delle forze aerodinamiche

Forza aerodinamica di riferimento:

S: superficie di riferimento (in genere la superficie alare S W ).

2 ρ V S.

1

2

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Coefficiente di portanza

C L =

Coefficiente di resistenza

C D =

Efficienza aerodinamica

E =

ρ L V S

1

2

2

1

ρ D V S

2

2

L

C L

D =

C D

(3)

(4)

 
 
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(5)

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ATR 42-500 5/293 Back Close
ATR 42-500
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Alcune prestazioni dell’ATR 42-500

 
Alcune prestazioni dell’ATR 42-500  

W TO max = 18600 Kgp

W OE max = 11250 Kgp

Payload= 5450 Kgp

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V max = 556 Km/h

TO-length= 1165 m

P = 2 × 1610 KW

Ceiling= 5485 m

Max Range= 2963 Km

S W = 54.50 m 2

 

Alcuni dati geometrici e aerodinamici

S W = 54.50 m 2

b = 24.57 m

W/S = 341.3 Kgp/m 2

AR = 11.1

C L max = 1.75 (δ f = 0 0 )

C L max = 2.61 (δ f = 15 0 )

C L max = 3.15 (δ f = 27 0 )

 
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Prob. n. 1: determinazione del C L di un aeromobile in volo livellato

1

W

C L =

1

2

Occorre:

quota, velocit`a di volo, peso e superficie di riferimento del velivolo.

2

ρ V

S

(6)

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7/293

Prob. n. 2: determinazione della velocit`a minima di sostentamento (velocit`a di stallo)

V s =

L

max W

S

1

C

2

ρ

(7)

Occorre:

quota, peso e superficie di riferimento del velivolo, coefficiente di portanza massimo del velivolo (C L max ).

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I parametri fondamentali della corrente

Il numero di Mach

M = V

a

,

V : velocit`a della particella; a: velocit`a del suono locale.

(8)

Un flusso a densit`a costante in tutto il campo si dice incomprimi- bile o incompressibile. In un flusso incomprimibile:

M = 0

in tutto il campo di moto.

(9)

In certe condizioni anche i fluidi comprimibili (gas) si comportano come incomprimibili (liquidi):

per M 0 il flusso tende a diventare incomprimibile.

La viscosit`a 9/293
La viscosit`a
9/293

Un fluido si dice newtoniano quando la forza dF (di attrito) `e data da

Un fluido si dice newtoniano quando la forza dF (di attrito) `e data da

dF = µ V ∂z dA µ: viscosit`a dinamica del fluido, si misura in Kg/(m s);

(10)

d F = µ ∂ V ∂z d A µ : viscosit`a dinamica del fluido, si
dinamica del fluido, si misura in Kg/ ( m s ); (10) ν = µ/ρ :
dinamica del fluido, si misura in Kg/ ( m s ); (10) ν = µ/ρ :

ν = µ/ρ: viscosit`a cinematica del fluido, si misura in m 2 /s.

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Il numero di Reynolds

Re = ρ V L

µ

 
 

(11)

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10/293

L: lunghezza di riferimento caratteristica del problema in studio,

Il numero di Reynolds misura l’importanza relativa delle for- ze di natura dinamica (convettive), associate alla quantit`a di moto delle particelle, e le forze di natura viscosa.

Un fluido o un flusso non dissipativo si dice ideale.

Vedremo che un un fluido o un flusso caratterizzato da viscosit`a nulla (Re → ∞) `e ideale.

Nei flussi ideali la viscosit`a `e trascurabile.

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Regimi di moto

Classificazione in base al numero di Mach

M = 0: flusso incomprimibile

M

1 ovunque: flusso iposonico

M

< 1 ovunque: flusso subsonico

M

< 1 e M > 1: flusso transonico

M

> 1 ovunque: flusso supersonico

M 1: flusso ipersonico

Classificazione in base al numero di Reynolds

Re 0: flusso alla Stokes (creeping flow) Re → ∞: flusso ideale

Numero di Mach critico inferiore (M ,cr ): numero di Mach sub- sonico minimo della corrente asintotica per il quale esiste almeno un punto nel campo di moto in cui M = 1 (limite del regime subsonico).

Numero di Mach critico superiore (M ,cr ): numero di Mach su- personico minimo della corrente asintotica per il quale tutti i punti nel campo di moto sono supersonici (limite del regime transonico).

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12/293

Per un dato fluido, le equazioni adimensionali della dinamica del flusso dipendono solo da M e Re .

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Prob. n. 3: determinazione di M

M = V

a

Per un gas perfetto a = γRT .

γ `e il rapporto dei calori specifici a pressione e volume costanti (per l’aria γ = 1.4).

R = 287

T `e la temperatura assoluta della corrente asintotica (espressa in gradi Kelvin) che dipende dalla quota.

J

K `e la costante del gas aria nel modello di gas perfetto.

Kg

Prob. n. 4: determinazione di Re

Re = ρ V L

µ

Occorre:

La quota, la velocit`a di volo e la lunghezza caratteristica dell’aeromo- bile.

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Genesi di portanza e resistenza

Teoria globale

Principio di azione e reazione: la forza aerodinamica agente sull’aero-

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14/293

mobile `e pari all’azione dell’aeromobile sulla portata d’aria m˙ gente; in virt`u della II legge della dinamica:

intera-

F = m˙ ∆V

(12)

∆V: variazione media della quantit`a di moto;

m˙ = V πb 2 /4 (b `e

l’apertura alare, e 1).

La portanza `e data dalla componente perpendicolare a V di ∆V:

L = m˙ ∆V v

Dalla definizione di C L :

V v

V

=

2C L

πeAR

AR = b 2 /S `e l’allungamento alare.

(13)

 
 
(13)   ( 1 4 ) Back Close

(14)

( 1 4 )
(13)   ( 1 4 ) Back Close
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La resistenza indotta (dalla portanza)

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15/293
15/293

L’energia cinetica della portata d’aria m˙ `e aumentata dopo l’interazio- ne con l’aeromobile:

1

2 m˙ V + ∆V

1

2 m˙ ∆V

(15)

Per il principio di conservazione dell’energia deve esserci una forza che compie un lavoro equivalente che non pu`o che essere T = D:

(16)

E = DV ,

per cui, ricordando l’espressione del C D e di ∆V v /V si ottiene:

E =

2

2

v

2

V =

2

v

.

C D i =

2

L

C

πeAR ,

(17)

espressione del coefficiente di resistenza indotta.

e = 1 nel caso di ala con

e = 1 nel caso di ala con

e `e il fattore di Oswald; in genere e < 1. distribuzione di carico ellittica.

e `e il fattore di Oswald; in genere e < 1. distribuzione di carico ellittica .
in genere e < 1. distribuzione di carico ellittica . • Un caso particolare di distribuzione

Un caso particolare di distribuzione di carico ellittica:

distribuzione di

corde ellittica, svergolamento aerodinamico nullo, profilo alare costante.

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La resistenza totale di un aeromobile

(18)

D i , resistenza indotta (dalla portanza);

D p , resistenza di profilo, associata all’azione diretta delle forze viscose (attrito e forma);

in regime transonico e supersonico si aggiunge anche D w , la re- sistenza d’onda, legata alla probabile presenza di onde d’urto nel campo di moto.

D = D i + D p + D w

La polare di un aeromobile

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16/293

Le curve C D = C D (C L ) si chiamano curve polari. Per ogni aeromobile esistono infinite polari, al variare di Re , M e della configurazione del velivolo.

ogni aeromobile esistono infinite polari, al variare di Re ∞ , M ∞ e della configurazione
esistono infinite polari, al variare di Re ∞ , M ∞ e della configurazione del velivolo.
esistono infinite polari, al variare di Re ∞ , M ∞ e della configurazione del velivolo.
esistono infinite polari, al variare di Re ∞ , M ∞ e della configurazione del velivolo.
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Espressione approssimata della polare

C D = C D 0 +

2

L

C

πARe

(19)

C D 0 : coefficiente di resistenza a portanza nulla.

L’espressione parabolica della polare costituisce una buona approssi- mazione della polare reale nell’intorno della crociera del velivolo. Errori insiti in questa approssimazione:

in generale il coefficiente di resistenza non `e minimo per C L = 0;

la resistenza di profilo varia al variare di C L ;

in condizioni di alta portanza la polare del velivolo si discosta molto dall’andamento parabolico che addirittura non prevede lo stallo dell’aeromobile.

Prob. n. 5: determinazione del C D i di un aeromobile in volo livellato

Prob. n. 5 : determinazione del C D i di un aeromobile in volo livellato

Tra l’altro occorre conoscere il fattore di Oswald dell’aeromobile.

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18/293

Prob. n. 6: confronto delle resistenze indotte di un aeromobile in crociera ed in atterraggio

Attenzione resistenza non `e equivalente a coefficiente di resistenza.

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Geometria dell’ala 19/293
Geometria dell’ala
19/293

y

b/2 ,

λ = c t /c r ,

c = c r [1 η(1 λ)],

2 S

0

S = 2 b/2 c(y)dy

0

b/2

c 2 (y)dy

η =

Corda media aerodinamica (m.a.c.): c¯ =

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La curva C L = C L (α) (curva di portanza) Definizione di angolo di
La curva C L = C L (α) (curva di portanza)
Definizione di angolo di attacco:
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Sezione dell’ala alla radice

Polare, curva di portanza e dei momenti per un ala di AR = 10 Back
Polare, curva di portanza e dei momenti per un ala di AR = 10
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Caratteristiche della curva di portanza

`

E presente un tratto lineare nell’intorno delle basse incidenze:

Caratteristiche della curva di portanza ` • E presente un tratto lineare nell’intorno delle basse incidenze:
Caratteristiche della curva di portanza ` • E presente un tratto lineare nell’intorno delle basse incidenze:
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C L C Lα α ;

si evidenzia il fenomeno dello stallo;

dipende da M e Re .

(20)

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Il profilo alare

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22/293
22/293

Sezione di un’ala parallela a V .

22/293 Sezione di un’ala parallela a V ∞ . c : corda; t : spessore; τ

c: corda; t: spessore; τ = t/c: spessore percentuale;

F : fuoco, posto ad 1/4 della corda.

Nel caso di un’ala rettangolare dritta di allungamento infinito il campo di moto risulta bidimensionale nel piano del profilo.

AR → ∞ ⇒ C D i = 0, quindi D = D p + D w .

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Caratteristiche aerodinamiche di un profilo alare

Portanza:

 

l

Resistenza:

 

d

=

=

1

C l 2

1

C d 2

2

ρ V

c

2

ρ V c;

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23/293

Momento di beccheggio rispetto al bordo di attacco:

m le = C m le

2 1 ρ V c 2 .

2

Momento di beccheggio rispetto al fuoco:

m 1/4 = C m 1/4

2 1 ρ V c 2 .

2

I momenti sono positivi se cabranti.

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Profilo NACA 2412 (flusso iposonico) 24/293 Back Close
Profilo NACA 2412 (flusso iposonico)
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Portanza di un’ala finita e di un profilo

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25/293

Per un profilo poco spesso e curvo a piccoli angoli di attacco:

C l = C lα (α α zl )

,

C lα 2π,

α zl : angolo di portanza nulla del profilo.

AR 1 :

AR < 1 :

C Lα

C lα

1 +

C

πAR

C Lα π AR

2

(21)

(22)

(23)

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Idrostatica

26/293
26/293

Si assume che in tutto il campo fluido V = 0.

La pressione

S: superficie elementare di inclinazione generica nel fluido.

F : modulo della forza che agisce sulla superficie ∆S dovuta allo scambio di quantit`a di moto a livello molecolare.

In un fluido in quiete F `e perpendicolare a S (Principio di Pascal).

F

p =

lim

S Su una superficie infinitesima dS di normale n agisce la forza

S0

dF = pndS

p `e detta pressione idrostatica.

(24)

(24)
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(25)

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Legge di Stevino

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27/293

Si consideri un volume infinitesimo dxdydz di un fluido in quiete. z indica la quota (asse verticale e diretto verso l’alto). Forza di pressione totale:

p dxdy p +

dp

dz

dz dxdy = dz dp dxdydz

Equilibrio tra forza di gravit`a e forza di pressione:

dp

dz

dxdydz ρgdxdydz = 0

dp = ρgdz

Integrando tra le quote z 1 e z 2 in un fluido a densit`a costante:

h = z 2 z 1

p = p 2 p 1

p = ρgh

(26)

(27)

(28)

(29)

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Prob. n. 7: ricavare il Principio di Archimede

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28/293

La forza di galleggiamento che agisce su un corpo immerso in un fluido in quiete `e pari al peso del fluido spostato dal corpo.

Prob. n. 8: descrivere il funzionamento del barometro a colonna di liquido

del fluido spostato dal corpo . Prob. n. 8 : descrivere il funzionamento del barometro a
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Atmosfera standard (ISA)

Atmosfera standard (ISA)
Atmosfera standard (ISA) 29/293
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Ipotesi 1. L’aria `e secca e si comporta come un gas pi`u che perfetto: p = ρRT ; 2. l’aria `e in quiete ed `e valida la legge di Stevino: dp = ρgdz. In base alle ipotesi:

(30)

Per deteminare p = p(z) occorre un modello per la distribuzione di temperatura al variare della quota T = T (z). 0–11 Km: troposfera, la temperatura decresce linearmente di 6.5 gradi per chilometro; 11–20 Km: stratosfera, la temperatura rimane costante con la quota;

dp

p

g

= RT dz .

> 20 Km: esosfera, la temperatura aumenta con la quota. Questo modello descrive bene l’atmosfera nelle zone temperate.

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Troposfera

30/293
30/293
30/293

ρ SL = 1.23 Kg/m 3 , T SL = 288 K, T z = 6.50 · 10 3 K/m.

T = T SL T z z .

Integrando la (30) si ottiene

SL = T SL

p

p

T

g

RT z

,

SL = T SL

ρ

ρ

T

Stratosfera

Integrando la (30) si ottiene

=

p

p

ST

T = T ST .

ρ

ρ

ST

=

g

e RT z (zz ST ) ,

g

RT z 1

.

(31)

(32)

(33)

(34)

dove z ST = 11000 m, T ST = T(z ST ), p ST = p(z ST ) e ρ ST = ρ(z ST ).

Prob. n. 9: diagrammare T , p e ρ al variare della quota

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Elementi di calcolo tensoriale

Sia f una grandezza in generale funzione (in un determinato domi- nio) dello spazio e del tempo f = f (x, y, z, t).

f `e una grandezza scalare quando `e completamente individuata unicamente da un numero reale. Uno scalare viene anche denomi- nato tensore di ordine 0.

f `e una grandezza vettoriale quando `e completamente individuata da un numero reale e da una direzione orientata. Un vettore vie- ne anche denominato tensore di ordine 1 (lo indicheremo con il simbolo f).

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f `e un tensore di ordine 2 quando la sua individuazione richiede la conoscenza di due direzioni orientate (lo indicheremo con il simbolo f).

2 quando la sua individuazione richiede la conoscenza di due direzioni orientate (lo indicheremo con il
due direzioni orientate (lo indicheremo con il simbolo f ). In questo corso con i termini

In questo corso con i termini scalare, vettore e tensore ci riferiremo rispettivamente al tensore di ordine 0, 1 e 2.

In questo corso con i termini scalare , vettore e tensore ci riferiremo rispettivamente al tensore
i termini scalare , vettore e tensore ci riferiremo rispettivamente al tensore di ordine 0, 1
 
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Algebra dei vettori

Sia O(x 1 , x 2 , x 3 ) una terna di riferimento cartesiana levogira di versori

32/293
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σ 1 ,

σ 2 e σ 3 .

f = (f 1 , f 2 , f 3 ) = σ i f i ,

dove f i sono le componenti di f e σ i f i = i=1 σ i f i (convenzione dell’indice ripetuto di Einstein).

(35)

3

Eguaglianza

 

a = b a i = b i

i .

(36)

Vettore nullo

 

a = 0 a i = 0

i .

(37)

  a = 0 ⇔ a i = 0 ∀ i . (37)
 
 

Prodotto scalare

 
Prodotto scalare  
 
 

a · b = a b cos θ = a i b i ,

θ :

angolo tra a e b.

(38)

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In particolare:

σ i · σ j

= δ ij ,

dove δ ij = 1 se i = j altrimenti δ ij = 0.

f i = σ i · f .

Intensit`a o modulo del vettore

Versore v di V

a = |a| = a i a i .

v =

V

|V| .

(39)

(39)
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33/293

(40)

(41)

(42)

 
 
(39) 33/293 (40) (41) (42)   Back Close
(39) 33/293 (40) (41) (42)   Back Close
(39) 33/293 (40) (41) (42)   Back Close
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Prodotto vettoriale

  Prodotto vettoriale
 

a × b = c ;

 

(43)

34/293
34/293

il

vettore c `e dato da:

c = ab sin θ ,

(a, b, c) terna ortogonale levogira ;

(44)

c

`e quindi perpendicolare sia ad a che b. Si dimostra che

 

σ 1 σ 2 σ 3

 

c =

a 1 a 2 a 3

,

(45)

 

b 1

b 2 b 3

 

dove il determinante simbolico `e calcolato con la regola di Laplace per la prima riga. Inoltre

c = σ i c i = σ i ε ijk a j b k ,

(46)

c = σ i c i = σ i ε i j k a j b
 
 

dove ε ijk = 0 se i = j, oppure i = k, oppure j = k; ε ijk = ±1 se la

dove ε i j k = 0 se i = j , oppure i = k

terna (i, j, k) costituisce una permutazione di classe pari (+) o dispari

terna ( i, j, k ) costituisce una permutazione di classe pari (+) o dispari

(-) dei numeri 1, 2, 3.

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Si nota che

b × a = a × b .

(47)

Si nota che b × a = − a × b . (47)
 
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Doppio prodotto vettoriale

c × (a × b) = a(b · c) b(a · c) .

(48)

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Calcolo differenziale vettoriale

Il vettore nabla

In un riferimento cartesiano:

σ i x i .

In un riferimento cilindrico O(R, θ, z) di versori (a 1 , a 2 , a 3 ):

a 1

1

∂R + a 2 R ∂θ + a 3

a 1 ∂ 1 ∂ ∂ ∂R + a 2 R ∂θ + a 3 ∂
a 1 ∂ 1 ∂ ∂ ∂R + a 2 R ∂θ + a 3 ∂

z .

Gradiente di uno scalare

f = σ i

∂f

∂x

i

.

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(49)

(50)

 
 

(51)

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Propriet`a del gradiente di uno scalare

1. n · f = f

n ; derivata direzionale di f nella direzione n, misura la

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variazione (unitaria) di f nella direzione orientata n.

2. |∇f |, modulo di f , d`a la variazione (unitaria) massima di f .

3. Il versore di f d`a la direzione in cui la variazione di f `e massima.

4. Data la superficie f (r) = cost 1 , f `e perpendicolare ad essa ed `e orientato nel verso delle f crescenti.

Divergenza di un vettore

· V = V ∂x i i

(52)

 
 
  1 r = σ i x i `e il vettore posizione. Back Close
  1 r = σ i x i `e il vettore posizione. Back Close
  1 r = σ i x i `e il vettore posizione. Back Close

1 r = σ i x i `e il vettore posizione.

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Rotore di un vettore

× V =

σ 1

∂x 1

V 1

σ 2

∂x 2

V 2

σ 3

∂x 3

V 3

=

σ i ε ijk

∂V k

∂x j

.

(53)

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38/293

Un campo V con rotore identicamente nullo `e detto irrotazionale.

Operatori differenziali di ordine superiore

Il rotore del gradiente di uno scalare `e identicamente nullo:

× (f ) =

0 .

(54)

La divergenza del rotore di un vettore `e identicamente nulla:

· (× V) = 0 .

(55)

∇ · ( ∇ × V ) = 0 . (55)

La divergenza del gradiente di uno scalare si chiama laplaciano:

La divergenza del gradiente di uno scalare si chiama laplaciano :
divergenza del gradiente di uno scalare si chiama laplaciano : ∇ 2 f = ∇ ·

2 f = · f .

(56)

∇ 2 f = ∇ · ∇ f . (56)
 
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Le funzioni scalari con laplaciano identicamente nullo si dicono ar- moniche.

Le funzioni scalari con laplaciano identicamente nullo si dicono ar- moniche .

Vale infine la seguente identit`a:

39/293
39/293

× (× V) = (· V) − ∇ 2 V .

(57)

Campi potenziali

Un campo vettoriale V(r) si dice potenziale se esiste una funzione scalare φ(r) tale che

V = φ .

Se un campo V(r) `e potenziale allora un qualsiasi integrale di linea

(58)

P 2

P 1

V · dl dipende solo dagli estremi di integrazione.

Condizione necessaria e sufficiente affinch`e V sia a potenziale in R 3 `e che V sia irrotazionale, cio`e × V = 0.

necessaria e sufficiente affinch`e V sia a potenziale in R 3 `e che V sia irrotazionale,

Se V(r) `e a potenziale allora

 
Se V (r) `e a potenziale allora  
∇ × V = 0 . Se V (r) `e a potenziale allora   ∇ ·

· V = 2 φ .

(59)

∇ · V = ∇ 2 φ . (59)
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Campi solenoidali

40/293
40/293
40/293

Un campo vettoriale V(r) si dice solenoidale se esiste un altro campo vettoriale A (potenziale vettore) tale che

V = × A .

(60)

Condizione necessaria e sufficiente affinch`e V sia solenoidale `e · V = 0.

Il potenziale di un campo solenoidale ed a potenziale `e armonico; in questo caso il campo si dice laplaciano.

Il teorema fondamentale dell’analisi vettoriale

Sia V(r) un campo vettoriale continuo con divergenza e rotore continui, tale che per r → ∞ V si comporta come 1/r 1+ε mentre |∇ · V| e |∇ × V| si comportano come 1/r 2+ε dove ε > 0. Allora, a meno di

+ ε mentre |∇ · V | e |∇ × V | si comportano come 1

un vettore costante (c 1 ), V pu`o essere espresso come la somma di un

un vettore costante (c 1 ), V pu`o essere espresso come la somma di un
(c 1 ), V pu`o essere espresso come la somma di un campo potenziale e di

campo potenziale e di uno solenoidale, cio`e:

campo potenziale e di uno solenoidale, cio`e:

V = φ

+ × A + c 1 .

(61)

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Calcolo tensoriale

Introduzione (diadi)

Si chiama diade la coppia di vettori

a b .

(62)

Una diade `e associata a due direzioni orientate (ma non identificata da esse).

La diade a b costituisce il risultato dell’operazione prodotto ten- soriale tra i vettori a e b.

Il prodotto tensoriale non `e commutativo: b a = a b.

Rappresentazione cartesiana della diade: a b = σ i a i b j σ j , la diade `e quindi rappresentata nel riferimento cartesiano dalle 9 componenti scalari (a i b j ).

Tensore (di ordine 2)

Tensore (di ordine 2)

Il tensore A `e definito in un riferimento cartesiano come

42/293
42/293

A = σ i A ij σ j .

(63)

A `e stato individuato come la somma di 9 diadi coordinate.

A differenza della diade, le due direzioni orientate associate al tensore A non sono esplicite.

Il tensore `e rappresentato nel riferimento cartesiano dalle 9 com- ponenti scalari A ij .

Un tensore `e esprimibile con la matrice quadrata (3 × 3):

A =

A

A

A

11

21

31

A

A

A

12

22

32

A

A

A

A ii sono le componenti normali, A ij (j tangenziali.

13

23

33

(64)

 
13 23 33   (64)   = i ) sono le componenti Back Close
13 23 33   (64)   = i ) sono le componenti Back Close

= i) sono le componenti

= i ) sono le componenti
13 23 33   (64)   = i ) sono le componenti Back Close
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Tensore trasposto

Tensore trasposto
 

˜

( A) ij = A ji .

(65)

43/293
43/293

Tensore simmetrico

 

˜

A = A A ji = A ij .

(66)

Tensore antisimmetrico

 

A ji = A ij .

(67)

Un tensore antisimmetrico ha necessariamente nulle le componenti lungo la diagonale principale.

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Algebra dei tensori Eguaglianza

Algebra dei tensori Eguaglianza

Algebra dei tensori Eguaglianza
Algebra dei tensori Eguaglianza
Algebra dei tensori Eguaglianza
Algebra dei tensori Eguaglianza 44/293
44/293
44/293

A = B A ij = B ij .

(68)

Tensore nullo

A = 0 A ij = 0 .

(69)

Prodotto di uno scalare per un tensore

fA = σ i fA ij σ j .

(70)

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Prodotto scalare di un vettore per un tensore a sinistra

 
45/293
45/293
45/293
 

V

· A = V i A ij σ j .

 

(71)

Prodotto scalare di un vettore per un tensore a destra

 
 

A

· V = σ i A ij V j .

 

(72)

Componente vettoriale sinistra o destra

 

σ i · A

=

A ij σ j = d i ;

 

(73)

A

· σ j = σ i A ij = s j .

(74)

I 3 vettori d i sono le componenti vettoriali destre di A nel riferimen-

I 3 vettori d i sono le componenti vettoriali destre di A nel riferimen-

to O(x 1 , x 2 , x 3 ), mentre i 3 vettori s j sono le componenti vettoriali sinistre.

to O ( x 1 , x 2 , x 3 ), mentre i 3 vettori
to O ( x 1 , x 2 , x 3 ), mentre i 3 vettori

A

= σ i d i = s i σ i .

(75)

A = σ i d i = s i σ i . (75)
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Prodotto scalare di due tensori

(76)

Il prodotto scalare di due tensori `e equivalente al prodotto di due matrici (3 × 3) e non commuta.

A · B = C = σ i A ik B kj σ j .

46/293
46/293
 

˜

˜

˜

(A · B)

= B · A .

 

(77)

Doppio prodotto scalare di due tensori

 
 

A : B = A ik B ki .

 

(78)

Prodotti vettoriali

 
 

V × A = σ i ε ilm V l A mj σ j ,

(79)

V × A = σ i ε i l m V l A m j σ

A × V = σ i ε mlj A im V l σ j .

(80)

A × V = σ i ε m l j A i m V l σ
 
 
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Traccia di un tensore

(81)

La traccia del tensore `e invariante (non dipende dal sistema di riferi- mento).

Tr(A) = A ii .

Tensore unitario

Si nota che, ad esempio:

1

U = 0

0

0

1

0

0

0

1

V · U = U · V = V .

(82)

(83)

Tensore isotropo

Si dice isotropo un tensore del tipo f U con f R.

Applicazione: il tensore degli sforzi in un fluido in quiete

Applicazione : il tensore degli sforzi in un fluido in quiete

t n = n · τ .

(84)

48/293
48/293

τ : tensore degli sforzi;

t n : sforzo (vettore forza per unit`a di superficie) agente su una super- ficie elementare di normale generica n, positivo se di trazione.

Nel caso di un fluido in quiete

τ = pU ;

(85)

il tensore degli sforzi `e isotropo. Infatti:

dF = n · (pU)dS = pndS ,

(86)

che `e appunto la definizione di pressione idrostatica in un fluido in quiete.

che `e appunto la definizione di pressione idrostatica in un fluido in quiete.

Riformulazione del Principio di Pascal: il tensore degli sforzi in

• Riformulazione del Principio di Pascal: il tensore degli sforzi in

un fluido in quiete `e isotropo.

un fluido in quiete `e isotropo .
Riformulazione del Principio di Pascal: il tensore degli sforzi in un fluido in quiete `e isotropo
 
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Parte simmetrica, antisimmetrica e isotropa di un tensore

`

E sempre possibile decomporre un tensore in una parte simmetrica

ed una antisimmetrica A = A (s) + A (a) :

˜ A + A A (s) = 2
˜
A + A
A (s) =
2

, A (a) =

+ A ( a ) : ˜ A + A A (s) = 2 , A

˜

A A

: ˜ A + A A (s) = 2 , A ( a ) = ˜

2

.

(87)

1 3 Tr(A)U: parte isotropa di A.

3 1 Tr(A) `e la media aritmetica delle 3 componenti normali del tensore

ed `e invariante.

A =

1

3 Tr(A)U +A 0 , dove A 0 `e detto parte deviatorica di A (`e a traccia

nulla).

V · A = V · 3 Tr(A)U + V · A 0 = 1 3 Tr(A)V + V · A 0 .

A =

1

(s)

3 1 Tr(A)U + A

0

+ A (a)

0

.

Calcolo differenziale tensoriale

Gradiente di un vettore

V = σ i V ∂x j i σ j .

Derivata direzionale (in n) di V:

n · V = n i

V