Odontoiatria Estetica
Odontoiatria Estetica
Sorriso smagliante
Appunti di odontostomatologia
ODONTOSTOMATOLOGIA
ODONTOSTOMATOLOGIA
Pertanto ci deve essere un sistema di attacco molto efficace in grado di bloccare questi
batteri, interrompendo questa continuit tra i due elementi.
Le radici sono contenute in una cavit ossea detta alveolo e fissate a questa tramite il
legamento alveolo dentario che va dal cemento alla parete interna dellalveolo o cortex
alveolaris. La radice composta da:
- cemento radicolare;
- dentina radicolare;
- asse neuro-vascolare.
Il cemento una sostanza molto simile allosso, ma con una differenza fondamentale: non
un tessuto cambiale (che cambia continuamente, come losso).
Nellinterfaccia di mantenimento, quindi, presente da un lato un tessuto osseo, tessuto
cambiale (in particolare losso alveolare della mandibola e del mascellare superiore), e
dallaltro lato il cemento, tessuto non cambiale.
Nellinterfaccia tra i due presente il legamento parodontale, o legamento alveolodentario (a livello dellarticolazione alveolo-dentaria, o gonfosi).
Il colore della corona bianco-azzurro nei decidui e di un bianco tendente al giallo nei
permanenti. Questa coloritura dovuta allusura dello smalto e per aumentata
mineralizzazione della dentina.
In condizioni fisiologiche, il margine della gengiva situato allaltezza del colletto dentario.
Tuttavia, vi sono delle condizioni patologiche, in cui si parla di:
-
Per corona clinica intendiamo quella parte della struttura dentaria posta al di sopra del
margine gengivale in recessione.
Le radici possono essere mono o pluriradicolari e hanno una forma diversa, caratteristica
propria degli elementi dentari. Il cavo pulpare si estende dalla corona allestremit apicale
della radice dove la polpa si continua attraverso il formane apicale, col fascio vascolonervoso del dente.
Il cavo pulpare delimitato dalla dentina. La dentina presente sia nella corona, dove
rivestita dallo smalto, sia nella radice, dove rivestita da cemento. Il cavo pulpare si divide
in camera pulpare a livello della corona e in canale radicolare a livello delle radici.
Il legamento parodontale ha varie funzioni:
-
ODONTOSTOMATOLOGIA
Questi due elementi non sono quelli fondamentali, come dimostra limplantologia. Gli
impianti, infatti, non hanno il legamento parodontale ma non soffrono della mancanza di
queste due caratteristiche. Grazie allosteointegrazione, infatti, si viene a creare un legame
biochimico tra la superficie ossea e il biossido di titanio della superficie impiantare che
riesce perfettamente a mantenere il dente in sede, nonostante lassenza del legamento
parodontale.
Inoltre anche senza il sistema di ammortizzazione del legamento parodontale gli impianti
funzionano perfettamente (studi ci dicono che la sopravvivenza dellimpianto a 10 anni
arriva anche al 92 94 %).
La funzione fondamentale del legamento parodontale, invece, sta nel fatto di separare
le due strutture, quella cambiale dellosso e quella non cambiale del cemento.
In assenza di questa separazione infatti gli osteoclasti dellosso riassorbono anche il
cemento, e non esistendo pi (dopo lembriogenesi) i cementoblasti, le aree assorbite
vengono riempite da osso.
Si va incontro quindi a riassorbimento della radice dentaria e rizalisi, con perdita
dellelemento dentario.
Lapice dentario della superficie radicolare quello che viene attraversato dallasse
neuro-vascolare, che va poi a costituire la polpa dentaria (volgarmente detto il nervo),
struttura fondamentale poich la sintomatologia di patologie come carie o pulpiti viene
trasmessa tramite questa terminazione nervosa.
Le strutture che servono a mantenere lelemento dentario in sede sono le strutture
parodontali (circondanti lelemento dentario).
Esse sono quattro: osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare
e gengiva. Dei primi tre abbiamo gi parlato.
La gengiva costituita dai tessuti molli parodontali. Essa pu essere cheratinizzata o non
cheratinizzata. Per definizione la gengiva il tessuto disposto intorno allelemento
dentario. Lo stesso tessuto, ma disposto intorno ad un elemento implantare assume il
nome di mucosa masticatoria (nonostante sia identico alla gengiva).
La gengiva quindi quella mucosa che ricopre il processo alveolare ed il colletto dei denti.
Distinguiamo:
-
gengiva libera o marginale: va dal margine gengivale alla base del solco gengivale
fisiologico e circonda, senza essere adesa, il dente con il quale forma il solco
gengivale fisiologico;
gengiva aderente: dalla base del solco gengivale fisiologico alla giunzione mucogengivale, aderisce al cemento del colletto ed allosso alveolare sottostante senza
interposizione di uno strato adiposo.
Il solco gengivale fisiologico lo spazio virtuale che separa il dente dalla gengiva
marginale o libera ed ha una profondit pari allaltezza della gengiva marginale (0,5-2
mm).
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Il cemento costituisce lapparato di attacco del dente allosso alveolare, insieme alle fibre
parodontali. costituito da tessuto mesenchimale calcificato che ricopre la superficie
radicolare dei denti nel quale si inseriscono le fibre parodontali. Il cemento, come losso
alveolare, attraversato dalle fibre di collagene del legamento parodontale, che assumono
laspetto di fibre di Sharpey calcificate che costituiscono il sistema di fibre estrinseche del
cemento attraversandolo obliquamente. Le fibre intrinseche del cemento sono prodotte dai
cementoblasti, sono parallele allasse lungo del dente e si incrociano con le prime.
Il cemento caratterizzato da una deposizione continua nel corso degli anni che ne
aumenta lo spessore e non va incontro a riassorbimento.
Il legamento parodontale va dal cemento alla cortex alveolaris. Sono quattro gruppi di
fibre che vanno dal cemento cervicale alla cortex alveolaris:
-
dallalto in basso;
orizzontali;
oblique dal basso in alto;
periapicali con disposizione raggiata.
Tali fibre hanno un decorso ondulante per assicurare al dente la sua mobilit fisiologica. Il
legamento riceve innervazione dolorifica, tattile, pressoria e propriocettiva.
Losso alveolare costituito da:
-
corticale esterna;
osso spugnoso intermedio;
corticale interna a o cortex alveolaris.
CENNI DI EMBRIOLOGIA
Gli elementi dentari originano dalla lamina dentaria (costituita da cellule mesodermiche),
che si approfonda a ferro di cavallo nello stomodeo.
Queste cellule vanno a costituire la primitiva papilla dentaria, che poi si trasformer nella
cosiddetta campana di Williams, a forma appunto di campana, che avvolge la parte
embriologica della polpa dentaria.
Le radici quindi crescono intorno alla struttura vascolo-nervosa, e si chiudono con lapice
radicolare intorno ad essa (non la struttura vascolo-nervosa a penetrare nellelemento
dentario!).
NOMENCLATURA
ODONTOSTOMATOLOGIA
E fondamentale per poter descrivere i danni subiti dagli elementi dentari ad esempio in
caso di incidente al pronto soccorso (per motivi medico-legali).
Abbiamo diversi tipi di nomenclature. Un primo metodo, secondo lOMS, prevede:
-
Discorsivamente, invece, gli elementi dentari saranno indicati come: incisivo centrale,
incisivo laterale, canino, primo e secondo premolare, primo, secondo e terzo molare
(specificando larcata e il lato).
Nel nord America invece abbiamo un altro tipo di numerazione, che indica gli elementi
dentari con un numero da 1 a 32 seguendo sempre il senso dei quadranti (dal superiore
destro in senso orario fino allinferiore destro).
Questo pu creare una serie di problemi nellinterpretazione dei referti, poich ad
esempio, parlando del dente numero 12 potremmo riferirci sia allincisivo laterale di
destra dellarcata superiore (nomenclatura europea), sia al primo premolare di sinistra
dellarcata superiore (nomenclatura americana).
ODONTOSTOMATOLOGIA
ODONTOSTOMATOLOGIA
DENTIZIONE DECIDUA
E composta soltanto da 10 elementi ad arcata: incisivi centrali, incisivi laterali, canini,
primi e secondi molari decidui.
Questi denti decidui occupano lo spazio per solamente alcuni denti permanenti (fino ai due
premolari), anche se il diametro mesio-distale dellarcata decidua maggiore rispetto allo
spazio poi occupato da questi denti permanenti.
Questo accade perch il primo molare permanente che erompe distalmente ai molari da
latte, ha cos una spazio di deriva (leewayspace) grazie al quale pu migrare, dopo
che siano sovvenuti i due premolari permanenti, scivolando fino a serrare tutti gli spazi
rimasti.
TEMPISTICA DI ERUZIONE
I tempi di eruzione dei denti sono estremamente variabili (come si constatato negli
ultimi decenni grazie allaumento del campione valutato: cento anni fa si riteneva che i
tempi fossero molto pi definiti a causa della povert dei dati in possesso dei dentisti).
Ad ogni modo in ordine di tempo gli elementi che entrano nellarcata dentaria decidua
sono:
ODONTOSTOMATOLOGIA
Il canino un elemento che entra sempre un po in ritardo nella dentatura, nonostante sia
centrale.
La sostituzione dei denti da latte con quelli permanenti inizia intorno ai 6-7 anni, con gli
incisivi centrali inferiori.
In realt per, il primo dente permanente ad erompere (sia in arcata inferiore che in arcata
superiore) il primo molare, elemento di cui solitamente la madre non si accorge proprio
perch non preceduto dalla caduta di un dente da latte.
E molto importante conoscere questo soprattutto dal punto di vista della prevenzione della
carie (spesso i genitori non si preoccupano delle carie dei denti da latte dei bambini, e qui
c il rischio che carie anche molto avanzate del primo molare permanente vengano
sottovalutate).
Il primo molare erompe distalmente allultimo deciduo, allet di 6-7 anni, pi o meno alla
stessa et in cui avviene la permuta degli incisivi centrali inferiori.
Una delle domande pi frequenti da parte dei genitori a tal riguardo gli incisivi inferiori
del bambino stanno erompendo interiormente, deve fare ortodonzia?.
La risposta si, e
prima
viene
incominciata
lortodonzia e meglio
.
Inoltre
unortodonzia
molto
semplice.
Successivamente
erompono gli incisivi
centrali superiori, poi
in ordine: incisivi
laterali
inferiori,
incisivi
laterali
superiori,
canini
inferiori, premolari,
canini superiori.
Allet di 13 anni
erompono
poi
i
secondi molari e
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ODONTOSTOMATOLOGIA
infine intorno ai 18 anni (ma con una grandissima variabilit temporale) erompono i terzi
molari.
Movimenti eruttivi
Durante il processo di eruzione dentaria distinguiamo tre movimenti:
-
pre-eruttivi;
eruttivi;
post-eruttivi.
I movimenti post-eruttivi sono compiuti dal dente dopo che esso ha raggiunto la sua
posizione funzionale sul piano occlusale. Tali movimenti compensano la crescita dei
mascellari, la continua usura occlusale e lusura interprossimale.
La corretta eruzione dei denti permanenti direttamente collegata alla perdita dei decidui
corrispondenti. La pressione del dente permanente in eruzione determina il riassorbimento
radicolare del dente deciduo ad opera degli odontoclasti.
TEMPISTICA DI FORMAZIONE
La corona dentaria in realt si forma molto prima rispetto allepoca di eruzione. E
importantissimo considerare questo elemento nella valutazione delle alterazioni, anche
solo cromatiche, dellelemento dentario che possono verificarsi in seguito:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
ANOMALIE DENTARIE
Per anomalie dentarie, si intendono ogni alterazione dellaspetto esterno, della struttura
interna o della topografia di uno o pi denti decidui o permanenti, derivante da un disturbo
che pu essere geneticamente determinato, congenito o acquisito.
Tra le anomalie dentarie abbiamo un primo gruppo che include: anomalie di numero, di
volume, di forma, di sede, di posizione e di eruzione.
Un secondo gruppo invece include anomalie di sviluppo e struttura di origine genetica o
acquisita.
I fattori che possono intervenire durante lodontogenesi ad alterare il normale sviluppo
dentario sono:
-
Anomalie di numero:iperdonzie
Nelle anomalie di numero abbiamo iperdonzie e ipodonzie (numero maggiore o
inferiore di denti).
A tal proposito abbiamo una iperdonzia falsa quando vi la persistenza dellelemento
dentale deciduo che simula uniperdonzia.
Ci avviene quando lelemento permanente erompe in unaltra sede: la perdita
dellelemento deciduo, infatti, data dal riassorbimento della radice dellelemento deciduo
da parte del follicolo dentario dellelemento permanente man mano che cresce dalla zona
apicale.
Se lelemento permanente erompe in unaltra zona, quindi, non in grado di riassorbire la
radice dellelemento deciduo, che in questo modo, non cade, persistendo nellarcata
(bisogner estrarlo).
La vera iperdonzia, invece, si ha
quando presente un vero e proprio
elemento dentario in pi, per
unanomalia a livello embriologico: la
papilla dentaria si divisa e ha dato
origine a un altro elemento.
Uniperdonzia
classica
il
mesiodens, cio un abbozzo di
elemento dentario di forma conoide
che posizionato al centro dei due
incisivi centrali superiori.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Molto spesso la sua posizione palatale, quindi lapproccio per la rimozione chirurgica
sar palatale. E tuttavia una struttura che non d problemi nel tempo, e quindi pu essere
mantenuta a lungo.
Abbiamo poi invece situazioni con numerosi denti soprannumerari che non possono
quindi essere ospitati in arcata, associate molto spesso a sindromi importanti che
coinvolgono lo scheletro (es: disostosi cleidocranica).
Quindi, le iperdonzie possono essere dovute a:
- denti supplementari: ripetono la forma e la funzione del dente contiguo;
- denti soprannumerari: risultano atipici, pi piccoli e rudimentali (mesiodens,
paramolare e distomolare).
Tali alterazioni prediligono la mascella superiore e la diagnosi si effettua con esame clinico
e radiografia che mette in evidenza anche gli eventuali denti inclusi.
Tra le cause genetiche di iperdonzia bisogna ricordare la disostosi cleidocranica. La
disostosi cleido-cranica una malattia ereditaria autosomica dominante con iperdontia
eclatante di denti permanenti associata a:
-
ODONTOSTOMATOLOGIA
laterale, poi del terzo molare e poi del secondo premolare. A livello della mandibola
invece gli elementi dentari pi frequentemente interessati sono i terzi molari e poi i
secondi premolari (agenesie reali).
Per quanto riguarda le agenesie apparenti (ritenzioni o inclusioni dentarie) sia a livello
del mascellare superiore che a livello della mandibola gli elementi dentari pi
frequentemente implicati sono i terzi molari, poi il canino e poi il secondo premolare.
La caratteristica degli elementi dentari implicati (incisivi laterali e canino, secondi
premolari, terzi molari) quella di essere gli elementi terminali, distali, della fila.
Questo ha una sua logica in quanto questi elementi possono o trovare lo spazio eruttivo
occupato (pi frequente nel terzo molare, a causa della sua tempistica di eruzione) e ci
avviene raramente, oppure, molto pi facilmente, essendo quellelemento il terminale della
fila, cio lultima papilla dentaria che si stacca da ogni gruppo, facilmente la sua
posizione pu risultare anomala.
Le inclusioni dentarie possono essere dovute a:
-
evoluzione della razza, infatti vi sono denti che durante levoluzione vanno
scomparendo;
ereditariet;
disendocrinie, soprattutto patologie tiroidee ed ipofisarie;
distruzione del germe, per traumi, osteomielite, ecc.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Anomalie di sede
In questo caso vi la mancanza dei normali rapporti topografici che un elemento dentario
ha con la sua sede abituale. I possibili fattori etiopatogenetici sono:
-
Anomalie di posizione
Presenza di elementi dentari che, pur occupando la propria sede abituale, si collocano in
arcata con deviazioni assiali dirette nelle tre direzioni dello spazio. Quindi parleremo di:
-
Anomalie di forma
Possono essere a carico della corona, con cuspidi accessorie, delle radici e
dellendodonto.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Anomalie di volume
Distinguiamo:
-
gigantismo o macrodontia;
taurodontismo: dente con corona ampia, radici brevi, camera pulpare estesa,
senza il fisiologico restringimento, fino allapice pulpare;
nanismo o microdontia.
Anomalie di sviluppo
In alcuni casi, vi possono essere delle anomalie durante lo sviluppo che possono
determinate delle modificazioni del normale aspetto del dente:
-
Anomalie di struttura
Le anomalie di struttura sono il risultato di disturbi che hanno coinvolto lelemento dentario
durante la fase di mineralizzazione, con conseguente anomalia dello smalto, della dentina
o di entrambi. Sono causate da:
-
carenze vitaminiche;
alterazioni ormonali;
malattia esantematiche come morbillo e varicella;
tossici esogeni;
fattori genetici.
Tra le anomalie dello smalto vi
lAmelogenesi Imperfetta in cui si ha
uno sfaldamento di questa struttura.
Viene
ereditata
come
tratto
autosomico-dominante.
Sicuramente,
le
anomalie
pi
importanti sono quelle dovute a fattori
tossici esogeni.
La fluorosi causata dallassunzione
di fluoro a concentrazioni superiori a
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ODONTOSTOMATOLOGIA
1,5-2 ppm durate listogenesi dei tessuti duri del dente, specie dei pemanenti. I denti
appaiono dicromici con una superficie screziata.
La somministrazione di tetracicline pu determinare pigmentazioni antiestetiche ed
indelebili dei tessuti dentari. Vi sono bande giallo chiare o giallo brunastre. causata da
somministrazione di tetracicline a dosi elevate alle donne nellultimo trimestre di gravidanz
a o al bambino nei primi anni di vita.
Lipoplasia da radioterapia caratterizzata da erosioni giallo brunastre sulla parete
vestibolare con progressivo avanzamento verso i tessuti profondi fino a creare crateri simil
cariosi.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
PATOLOGIE DELLERUZIONE
Per quanto riguarda la patologia dell'eruzione, distinguiamo:
-
I fattori causali generali riguardano turbe endocrine e vitaminiche che interferiscono con
lo sviluppo dei tessuti mineralizzati dellorganismo.
Se un elemento dentario erompe sullarcata alcuni anni dopo il limite massimo fisiologico
consentito per la sua eruzione, tale elemento dentario, in questo lasso di tempo, va
considerato come incluso. Soltanto ad eruzione avvenuta esiste la constatazione di
uneruzione ritardata.
Inclusioni dentarie
Distinguiamo uninclusione patologica ed uninclusione fisiologica. Nellinclusione
patologica vi la mancata eruzione in cavit orale di un elemento dentario oltre i limiti di
tempo per la sua fisiologica eruzione. Nellinclusione fisiologica vi la normale presenza
nei mascellari di un elemento dentario prima dellepoca fisiologica della sua eruzione nel
cavo orale.
Dal punto di vista clinico, vi lassenza di un dente sullarcata dentaria sia in inclusione
patologica che fisiologica e allRx, nellinclusione patologica vi il dente incluso
completamente sviluppato, mentre in quella fisiologica si nota solo la corona che gi
sviluppata e calcificata.
Linclusione pu interessare sia i decidui che i permanenti e pu essere:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
totalmente incluso: il sacco pericoronarico del dente non comunica con la cavit
orale;
parzialmente incluso: il sacco pericoronarico, non pi integro, presenta una
comunicazione col cavo orale.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
dentari. Le prime ricostruzioni con impianti, infatti, presentavano soltanto 10 elementi per
arcata (si fermavano al secondo premolare)!
Per il primo di alimentazione che facciamo i due premolari sono pi che sufficienti ad
assicurare la triturazione del cibo.
Quindi in caso di non eruzione del terzo molare non ci sono problemi, e anzi la spinta
selettiva a favore dello sviluppo del neurocranio piuttosto che dello splancnocranio.
Le principali complicanze sono:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
MALOCCLUSIONI
Per quanto riguarda poi la disposizione degli elementi dentari e il modo in cui larcata
superiore e larcata inferiore si rapportano, c da dire che bisogna fare molta attenzione
perch ci sono molte discussioni aperte in questo campo.
Lortodonzia si fonda proprio sulla possibilit di spostamento degli elementi dentari a livello
del mascellare superiore e della mandibola ma essa presenta un limite: la posizione delle
ossa. Non si pu portare un dente al di fuori dello spazio osseo.
Quindi questo il vero limite dellortodonzia, e non let.
Lortodonzia infatti si pu fare sempre, a qualunque et: lelemento che consente lo
spostamento del dente il legamento parodontale.
Durante lortodonzia infatti noi abbiamo un fronte di pressione e un fronte di detenzione.
Sul fronte di pressione avviene il riassorbimento (ma il legamento resta sempre integro),
sul fronte di detenzione il legamento traziona il margine osseo.
Quindi lortodonzia sempre possibile, lunico prerequisito che si sia chiuso lapice
dentario: il movimento va fatto ad apice chiuso altrimenti si va a creare unalterazione
morfologica della radice.
Quindi se in un bambino alcuni denti si sono gi formati ed altri no noi potremo andare a
spostare solo quelli gi formati.
Come abbiamo gi detto poi, il grande limite dellortodonzia rappresentato dalla
posizione dei contenitori, ovvero le ossa (mascellare superiore e mandibolare).
Se esse si trovano in una posizione non corretta bisogna andare ad agire chirurgicamente
spostando il contenitore. Questo chirurgia effettuata dai chirurghi maxillo facciali e
prende il nome di chirurgia ortognatodontica.
Pertanto solitamente la gestione di unanomalia di tipo occlusale combinata: da un lato
abbiamo la gestione dentaria (spostamento dei denti) e dallaltro lato una gestione
chirurgica maxillo facciale (spostamento delle basi ossee).
Ci che si va ad esaminare innanzitutto lallineamento della linea mediana.
Si analizza poi il grado di copertura degli elementi dellarcata inferiore da parte
dellarcata superiore (in visione frontale):
-
se gli elementi dellarcata inferiori non sono visibili parliamo di morso coperto;
se invece vi una situazione di beanza tra i margini incisali, o vediamo tutto
lelemento inferiore parliamo di parliamo di morso aperto.
superiori
devono
sporgere
Nel caso in cui si verifichi la situazione opposta si parla di morso crociato (crossbite).
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Patologie scheletriche;
Patologie dentoalveolari;
Patologie miste.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
MALATTIE PARODONTALI
Sono malattie che coinvolgono i tessuti di supporto dellelemento dentario. Come abbiamo
gi visto le strutture parodontali sono losso alveolare, il legamento parodontale,
il cemento radicolare e la gengiva.
Il dente, come gi detto, presenta una parte interna e una parte esterna (per esterno
intendiamo la cavit orale, per interno intendiamo il sistema di supporto delle radici), e
le due parti sono ben separate dal cosiddetto attacco parodontale.
Lattacco parodontale una barriera che si viene a creare tra i due compartimenti, di cui
noi non ci rendiamo conto clinicamente, nemmeno quando sondiamo lelemento
dentario.
Il sondaggio una manovra con cui noi andiamo a misurare la tasca parodontale
inserendovi un righello metallico (un cilindro metallico graduato dalla punta smussa di 0,25
mm di diametro), parallelamente allasse maggiore del dente con una pressione
standardizzata (25 gr).
Normalmente, nonostante lesistenza di strumenti appositi per la misurazione della
pressione, loperatore dopo un po riesce a dosare la pressione autonomamente grazie
allesperienza.
Lattacco parodontale resistente alla forza meccanica, ma soprattutto alla forza
biologica, non permettendo il passaggio dei batteri, normalmente presenti nel cavo orale
(placca batterica).
Esso composto (ci quindi non visibile clinicamente ma istologicamente) da un
attacco epiteliale e un attacco connettivale.
Lattacco epiteliale un attacco per contiguit. Le cellule sono strettamente connesse
mediante desmosomi, costituendo cos una solida barriera.
Ci che pu andare a interrompere questa stretta connessione inter-cellulare
uninfiammazione (ledema causa infatti la ridotta apposizione tra i margini cellulari).
Linfiammazione pu essere causata dalla scarsa igiene orale: la diretta conseguenza
linsorgenza di gengivite.
La gengivite si manifesta con arrossamento, sanguinamento e gonfiore delle gengive.
Quindi se si mantiene bassa la soglia batterica con una buona igiene orale evitando
linfiammazione, lattacco continua a funzionare correttamente poich le giunzioni tra le
cellule restano salde.
Lattacco connettivale, invece, un attacco per continuit. Le fibre del tessuto
connettivo vanno ad inserirsi direttamente nel cemento radicolare, e spostandosi in
direzione apicale vanno a costituire il legamento parodontale (che non va pi dal tessuto
connettivo alla struttura dentaria, ma dalla struttura dentaria al margine osseo).
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Il classico impianto costituito da una vite di titanio posizionata nellosso, e una corona
protesica avvitata su di essa mediante una vite di trasmissione. Nel caso dellimpianto
presente un attacco epiteliale, ma non presente un attacco connettivale n il legamento
parodontale, perch non c il cemento.
Per definizione ci che accade intorno allimpianto si chiama osteointegrazione, che
istologicamente sta a indicare un contatto diretto tra osso e impianto, visibile mediante
microscopia ottica. Non c quindi linterposizione del legamento.
Le fibre connettivali intorno allimpianto esistono, ma non sono funzionalmente orientate, e
non si inseriscono nellimpianto (sono disposte parallelamente alla superficie dellimpianto
e si chiudono a manicotto intorno ad esso).
Anche in questo caso la tenuta meccanica dellepitelio di attacco pu venire meno in
seguito ad una infiammazione. I batteri sono i protagonisti, poich la loro presenza
massiva a causare edema, che riduce ladesione cellulare, e in questo modo essi possono
farsi strada tra i tessuti, andando a peggiorare ulteriormente linfiammazione.
Losteoporosi pu essere un elemento negativo per quanto riguarda il posizionamento di
un impianto, sia per laumento di rimodellamento osseo, ma soprattutto per lutilizzo dei
bifosfonati, perch inibendo essi lattivit osteoclastica, inibiscono anche il processo di
osteointegrazione (che necessita del rimodellamento osseo intorno allimpianto). Essi
congelano la mandibola in questa situazione, ed anche per questo che possono
causare osteonecrosi della mandibola.
La malattia paradontale una malattia infettiva, causata da batteri, se noi ci liberiamo dei
batteri la malattia non viene, questa una cosa che stata chiarita non molti anni (la
malattia la conosciamo da secoli, la sua strutturazione solo nellultimo secolo).
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ODONTOSTOMATOLOGIA
FASE DI PARODONTITE
La fase in cui abbiamo la distruzione del legamento paradontale (oltre allosso alveolare),
che non pi riparabile (anche se oggi esistono delle tecniche di rigenerazione guidata o
si prendono le staminali) perch un organo delicato composto da cellule difficili da
riprodurre, perch hanno un ciclo di crescita molto lento, infatti a seguito di una ferita
chirurgica mentre lepitelio ricresce in 2 giorni, il legamento paradontale ne impiega ben
21! Con quale rapporto abbiamo la progressione della fase?
Sappiamo che 1/3 dei siti sanguinanti andranno incontro a distruzione. Quale? Non lo
sappiamo. questo lunico modo con cui posso fare terapia e prevenzione perch faccio
terapia della gengivite e prevenzione della fase deostruente, attualmente lunico modo.
In realt noi trattiamo anche i 2/3 che non andranno nella fase destruente ma comunque li
trattiamo per la gengivite, che una patologia che effettivamente hanno, cos gli togliamo
lalitosi, il sanguinamento, infiammazione ecc
Tutti i siti che si trovano in gengivite possono andare incontro a parodontite, ma non una
progressione certa. Tutti i siti che si trovano in parodontite sono sicuramente passati per la
gengivite; quindi importante vedere la gengivite non pi come uno stato ma come una
patologia a se stante; il momento infiammatorio a volte cos rapido che si passa
direttamente alla fase distruttiva.
Non tutti i siti che sono in gengivite vanno in parodontite ma tutti quelli che sono passati in
fase di parodontite sono passati per la gengivite.
Eziologia
Le lesioni in corso di malattia paradentale sono determinate dalla placca mucobatterica,
mentre la patologia aggravata, ma non determinata da:
-
trauma occlusale;
fattori sistemici fisiologici (pubert, gravidanza);
fattori sistemici patologici (malattie sistemiche);
fattori batterici:
placca muco batterica;
materia alba;
tartaro.
fattori predisponenti allaccumulo di placca mucobatterica:
fattori anatomici;
intasamento alimentare;
odontoiatria scorretta.
fattori meccanici:
spazzolamento scorretto;
respirazione orale;
trauma occlusale.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
acqua (80%);
parte solida (20%).
batteri 15%;
matrice 4 % (70% carboidrati e glicoproteine, 15% lipidi, 15% altro);
leucociti 0,5 %;
cellule epiteliali 0,5%.
batteri;
cellule epiteliali desquamate;
leucociti.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
sopragengivale;
sottogengivale a sua volta divisa in una porzione aderente alla superficie
dentaria ed una non aderente contenuta dai tessuti molli.
Distinguiamo un tartaro:
-
fattori anatomici;
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ODONTOSTOMATOLOGIA
intasamento alimentare;
odontoiatria scorretta.
difetti del punto di contatto e della cresta marginale che determina intasamento
alimentare;
alterazioni della normale convessit vestibolare o linguale della corona;
eruzione incompleta o eruzione ritardata;
malposizione dentaria vestibolare o linguale che pu determinare ristagno della
placca e intasamento alimentare;
affollamento dentario.
LIntasamento alimentare (food impaction) la pressione forzata del cibo contro la gengiva
marginale ed il solco gengivale. Pu essere di tipo:
-
verticale: in senso corono apicale, per perdita delle caratteristiche anatomiche che
in condizioni normali lo impediscono;
orizzontale: determinato dalla pressione forzata del cibo in senso orizzontale ad
opera delle guance e della lingua negli spazi interdentali, quando questi non siano
pi protetti dalla papilla per un processo di recessione gengivale.
spazzolamento scorretto;
respirazione orale;
trauma occlusale.
I fattori meccanici non possono determinare lesioni proprie della malattia parodontale, ma
possono aggravarla in presenza di infiammazione. Lo spazzolamento scorretto eseguito
con uno spazzolino a setole dure o con tecnica errata pu determinare perdita di tessuti
parodontali (recessioni gengivali) o di tessuti dentari in regione cervicale (erosione).
La respirazione orale determina disidratazione del tessuto gengivale dei settori anteriori,
accentua i fenomeni infiammatori da placca.
Per trauma occlusale si intende la patologia di uno o pi distretti dellapparato
stomatognatico
(parodonto,dente
,articolazioni
temporomandibolari,
sistema
neuromuscolare) determinato da forze occlusali anomale. Interessa i tessuti parodontali
profondi (placca e tartaro invece esplicano la loro azione su tessuti parodontali marginali al
di sopra dellattacco connettivale). Il trauma occlusale da solo non in grado di provocare
la formazione di una tasca parodontale. Distinguiamo due tipi di trauma occlusale:
-
primario: indotto da forze occlusali anomale per direzione e/o intensit che
esercitando unazione di leva sullelemento dentario, si trasmettono allosso in
30
ODONTOSTOMATOLOGIA
alcuni settori come forze tensive ed in altri come forze compressive che
determinano il riassorbimento osseo (es. alterazioni del piano occlusale);
secondario: legato allazione traumatica delle forze occlusali fisiologiche sugli
elementi dentari con parodonto molto ridotto, i quali non sono pi in grado di
svolgere la loro funzione e vanno incontro a migrazione e/o mobilit progressiva.
ODONTOSTOMATOLOGIA
Prepuberale;
giovanile tra i 12 e i 19 anni;
rapidamente progressiva 19-25 anni;
adulti oltre i 40 anni;
refrattario al trattamento;
recidivante.
32
ODONTOSTOMATOLOGIA
che crea una pressione selettiva su questi batteri, cio fa mancare lossigeno cos si
selezionano batteri, noi possiamo mantenere il nostro dente tutta la vita.
In realt la classificazione precedentemente illustrata non si usa pi ma serve solo per
esprimere quel concetto estremamente importante.
Oggi lavoriamo con una classificazione molto pi complessa. Anche la gengivite non viene
pi classificata come uno stato ma come malattia perch pu persistere per sempre, il sito
pu anche non andare mai in contro ad erosione.
La malattia paradontale il dentellato di una sega in ascendete, quindi ha una fase di
attivit, di rapida distruzione, poi si ferma, recede un pochino quindi con una fase di
quiescenza che dura un tempo indeterminato, poi ancora un picco e cos via la malattia
quindi procede per fasi di attivit. Quindi pi ravvicinate sono le fasi di attivit pi veloce
la malattia. Quindi qual la differenza tra le varie forme del criterio classificativo (in base
allet)? Leziologia sempre data dai batteri ma la patogenesi data dallefficienza del
sistema immunitario, se non ci sono batteri non c malattia.
La differenza data, quindi, dalla differente risposta del sistema immunitario e in pratica
dov il difetto?
Nelle Forme giovanili.
Nella prepuberale vi un deficit di adesione dei leucociti polimorfonucleati, che anche se
richiamati non riescono ad aderire e quindi non riescono ad attraversare lendotelio vasale,
una forma rarissima con 40 -50 casi nel mondo. Linsorgenza molto precoce dopo
leruzione della dentatura decidua (colpisce i decidui). Pu manifestarsi in forma
localizzata o generalizzata. La forma generalizzata colpisce i tessuti gengivali tumefatti,
sanguinanti con presenza di recessioni. La perdita ossea rapida e generalizzata;
La parodontite giovanile (oggi definita aggressiva nellaltra classificazione, la nuova)
legata a un deficit di chemiotassi del polimorfo nucleati, non rispondono adeguatamente al
richiamo per via della riduzione della gp110 (PM 11000) che una proteina di membrana
e che probabilmente corrisponde ad un recettore, quindi una diminuzione dei recettori,
questo difetto nel 75% dei casi imputabile ad un difetto ereditario, quindi una patologia
ereditaria! In realt una parodontite quasi mono-infettiva, dove lagente biologico
Aggregatibacter actinomycetem comitans. Il fatto che causato da un solo batterio
favorevole perch? Perch possiamo intervenire con una terapia mirata! un coccobacillo
gram negativo che vive bene in alta tensione di CO 2 , sopravvive bene in assenza cos
come in presenza di O 2 e questo dato fondamentale perch? Quando questo agente
viene trasmesso dalla madre al bambino per esempio non muore. Per spiegare questo
bisogna aprire una parentesi sulla trasmissione e sullinsorgenza della forma adulta. Se
noi trasmettiamo uno degli agenti eziologici delle forme adulte come Porphyromonas
Gengivalis, che un bacillo gram negativo anaerobio, su una mucosa normale, questo
muore per la presenza di ossigeno. Quindi per favorire il suo attecchimento cosa
dobbiamo avere? Ci deve essere questa famosa tasca cio ci deve essere un punto in cui
io non ho pi il legamento paradontale ma ho una gengiva che semplicemente
appoggiata, quindi c come se avessi un buco profondo in cui man mano che mi porto
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
La carie dentaria
Struttura dellelemento dentario
I denti, oltre a realizzare la triturazione degli
alimenti, intervengono nellarticolazione
della
parola
e
nel
mantenimento
dellestetica facciale.
Ogni elemento dentario costituito dalla
corona e dalla radice la quale contenuta
in una cavit ossea che prende il nome di
alveolo.
In particolare, vediamo che lelemento
dentario costituito esternamente dallo
smalto, quello che si vede quando si
guarda la bocca di un soggetto, che il
tessuto pi duro dellorganismo. Lo smalto
copre un sistema tubulare che la dentina. Questa a sua volta va a coprire la polpa
proteggendola da quel processo di infiammazione che prende il nome di pulpite (a livello
della polpa vi sono nervi che se infiammati danno il dolore di denti classico).
La dentina composta da una serie di canalicoli, detti anche tubuli dentinari, convergenti
verso la polpa. La polpa (n3 in figura), che il tessuto di irrorazione e di innervazione del
dente e dunque quello che causa il mal di denti, ha la stessa origine embrionaria della
dentina; quindi da un punto di vista embrionario polpa e dentina hanno la stessa matrice.
La natura ha fatto in modo che il tessuto giallo (la dentina) sia a protezione del tessuto
rosso (la polpa, la quale lorgano della sensibilit, ma che d anche la nutrizione
allelemento dentario).
Al punto 2 vedete indicata la gengiva; la gengiva quella parte di mucosa masticatoria
che ricopre il processo alveolare ed il colletto dei denti. Essa costituito dalla gengiva
libera o marginale e dalla gengiva aderente.
La gengiva libera o marginale estesa dal margine gengivale alla base del solco
gengivale fisiologico; quella aderente va dalla base del solco gengivale fisiologico alla
giunzione muco-gengivale. Inferiormente alla gengiva aderente per la mandibola e
superiormente per la mascella vi la mucosa alveolare.
La gengiva libera circonda il dente senza esservi adesa; forma il solco gengivale
fisiologico, ha unaltezza variabile da 0,5 a 2 mm, corrispondente alla profondit del solco
gengivale; a livello interdentale d luogo alla papilla.
La gengiva aderente si estende dal fondo del solco alla linea muco-gengivale; fissa,
essendo adesa al cemento del colletto e allosso alveolare sottostante; di colore rosa
corallo e dal tipico aspetto a buccia darancia.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Il limite tra gengiva libera e gengiva aderente rappresentato da fasci fibrosi che
aderiscono al cemento del colletto. Di questi i pi importanti sono:
- Fasci circolari di
Klliker (c);
- Fasci
dentogengivali (a) (dal cemento
alla gengiva marginale);
- Fasci
dentoperiostei (b) (dal cemento
al periostio alveolare);
- Fasci
alveologengivali (dal mergine
alveolare alla gengiva
libera);
- Fasci
transeptali
(d) (dal colletto al colletto
dei denti contigui).
Questa la struttura del cosiddetto legamento del Kolliker, e la perdita di questo (sia
nelle malattie parodontali che nelle patologie dellelemento dentario) insieme alla perdita di
osso determina labbassamento dellosso parodontale, con la sensazione che il dente
emerga, quando in realt il parodonto ad abbassarsi. Quando il parodonto non regge pi
il dente inizia a muoversi.
Il solco gengivale fisiologico uno spazio virtuale che separa il dente dalla gengiva
marginale o libera, ha una profondit variabile da 0,5 a 2 mm circa che pari allaltezza
della gengiva marginale.
fondamentale che il medico capisca che la malattia parodontale rientra in quella che
oggi viene chiamata periomedicina; vi faccio degli esempi: il malato paradontopatico ha la
stessa quantit e qualit di batteri che alcune volte viene ritrovata, allautopsia,
nellendocardio di alcuni pazienti, morti per patologia infartuale; la stessa qualit di batteri
viene ritrovata a livello delle articolazioni, in quella che la malattia reumatica; la stessa
qualit di batteri, sto parlando sempre dello Streptococco -emolitico, viene ritrovata a
livello renale in quella che la glomerulonefrite post-streptococcica. Tutto ci significa che
il paziente paradontopatico un paziente che presenta dei rischi per il cardiologo, per il
reumatologo, per il nefrologo; significa che il paziente con parodontopatia, se donna ha
una possibilit in pi di avere un parto prematuro, insieme ad altre condizioni. Quindi la
gengiva per i medici di grandissima importanza.
Unaltra cosa molto importante, che costituisce lelemento dentario losso di sostegno
alveolare, il quale viene ad essere distrutto dalla patologia parodontale; dalle gengiviti in
poi la costante distruzione dellosso determina un fenomeno che potrebbe essere spiegato
come se avessimo un ombrellone allinterno della sabbia e che lentamente ci porta via la
sabbia: otticamente voi avrete questi pazienti che hanno questo dente che sembra pi
lungo, ma in realt non lo . . . quello che vi attorno che viene ad essere distrutto dal
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
DEFINIZIONE DI CARIE
La carie dentaria un processo patologico irreversibile ad eziologia multifattoriale, che
provoca la distruzione dei tessuti duri del dente (smalto, dentina e cemento) con
complicanze di ordine locale (pulpopatie, parodontiti) e generale (ad es. difficolt nella
fase cefalica della digestione con un paziente che non tritura i cibi ma che ingoia, con
conseguente aerofagia e malassorbimento).
Quindi, una patologia dei tessuti duri del dente e la terapia : eliminare la distruzione e
mettere un materiale sostitutivo.
La carie rappresenta insieme alla malattia parodontale una malattia ad altissima
prevalenza in tutti i paesi occidentali,colpendo in alcune zone il 95% della popolazione.
Risulta, pertanto, essere la malattia pi diffusa nel mondo (a parte in svizzera dove il
bambino biondo, ricco e gli vengono applicate tutte le misure di prevenzione).
importante tenere presente che esiste un et critica intorno ai 7-8 anni (primo picco) e poi
intorno agli 11-12 anni (secondo picco) con una dentatura di tipo misto difficile da
spazzolare meccanicamente, da qui la necessit di fare dei programmi di ortodonzia atti a
prevenire il processo.
Il DMFT un Indice epidemiologico usato per valutare lintensit con cui la carie colpisce
gli individui; il suo valore indica il numero complessivo di denti cariati (D), otturati (F) e
mancanti (M) nel singolo paziente. Quando maiuscolo per i denti degli adulti (DMFT),
mentre in minuscolo per quelli dei bambini (dmft).
Talvolta, sono considerate come carie anche delle lesioni da abrasione meccanica dei
denti, che il paziente stesso si provoca spazzolando i denti troppo forte; sono usure da
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ODONTOSTOMATOLOGIA
spazzolamento scorretto, a causa delle quali il paziente espone una zona che viene
traumatizzata e che si consuma. Ad es., quelle che vengono definite colpi dascia sono
lesioni da usura orizzontali del dente da spazzolamento. Se il paziente espone il cemento
radicolare, il cemento radicolare non abituato ad essere esposto ed pi facile che
venga usurato e vada incontro a processi cariosi.
importante per voi medici capire quale sia lagente eziologico e dove il medico pu e
deve intervenire per aiutare lodontoiatra. Nello sviluppo del processo carioso entrano in
gioco molti fattori importanti nei quali il medico pu entrare che sono: lalimentazione; la
stimolazione alligiene orale, alla educazione sanitaria, alla necessit di controlli periodici e
di applicare i principi di profilassi.
Fondamentale , quindi, lapplicazione della prevenzione; bisogna mettere il paziente in
condizione di seguire una metodologia di investigazione che di fatto abbassa di moltissimo
i costi sanitari (una visita ha un costo rispetto ad una protesi di 30 euro Vs 1000 euro).
Negli ultimi 10 anni si osservata, nei paesi sviluppati, una netta diminuzione del
processo carioso grazie a:
-
Quando discutiamo della carie lampante che i paesi a basso sviluppo socio-culturale ed
economico hanno unincidenza di carie altissima.
Fondamentali sono le abitudini: nel bambino tra i 6 e i 7 anni in cui nella alimentazione
prevalgono: merendine, caramelline, nutella, coca-cola (questo in una classe sociale un
po pi alta) o semplicemente pane e pasta (come in una classe sociale un po pi bassa)
si creato il presupposto per lo sviluppo di un agente patogeno, poich il carboidrato
zucchero e lo zucchero favorisce il processo carioso. Se un elemento dentario cariato
lelemento opponente ha una altissima possibilit di essere cariato anchesso.
Bisogna intervenire per limitare il processo carioso, gi sotto laspetto alimentare, perch
lalimentazione con produzione di acidi la base della malattia cariosa, attraverso la
formazione della placca muco-batterica. La placca muco-batterica gestita da un batterio
che lo Streptococcus Mutans, cos chiamato poich capace di mutare; la sua
caratteristica peculiare la capacit di creare una organizzazione (placca) su un elemento
dentario: una pellicola che richiamer altri batteri. Si tratta di una membrana
particolarmente poco permeabile, al di sotto della quale, quindi a contatto con lo smalto, ci
sono dei batteri acidofili, che quindi abbassano il pH al di sotto di 5,5; ci determiner la
dissoluzione dello smalto. La saliva che ha potere tampone non riesce ad arrivare in
tempo per tamponare questa situazione di acidit e quindi si sviluppa il processo carioso.
Mano mano che la placca cresce e prende il calcio dalla saliva, prende i batteri, prende le
cellule di desquamazione e tutto ci entra nella costituzione della placca che diventa
calcifica. Diventa tartaro; ma sul tartaro si incolla nuova placca, quindi un fenomeno
costantemente crescente.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Fattori eziologici
Per ottenere il successo finale nel trattamento della lesione cariosa necessario
conoscerne i fattori eziologici al fine di impostare corrette strategie preventive e
terapeutiche. I principali fattori eziologici sono:
-
Dieta;
Ospite;
Flora cariogena.
Alimentazione;
Suscettibilit dellospite: Condizioni fisiologiche (gravidanza, allattamento) e stati
patologici: disendocrinie (ipotiroidismo, malattie tiroidee), malattie infettive (morbillo,
varicella e scarlattina nel bambino, encefaliti nelladulto), stati
carenziali
(disvitaminosi nellambito di patologie sistemiche), tossicodipendenze;
Alterazioni quali/quantitative della saliva: Bicarbonati (funzione tampone),
Vischiosit (adesivit batterica), Rapporto quota sierosa/mucosa, Attivit
immunitaria della saliva;
Fattori costituzionali;
Fattori ecologici;
Fattori razziali;
Sesso, Et, Razza;
Fattori immunitari.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
acquosa di saccarosio al 10%. Nel giro di 5 min. siamo sotto il pH critico dello smalto per
la produzione di acidi organici da parte dei batteri cariogeni.
Per quanto riguarda la Suscettibilit dellospite, bisogna individuare i soggetti che
presentano un pi elevato rischio nellinsorgenza della carie in relazione a vari fattori
predisponenti. Tra questi vi sono quei soggetti che per motivi patologici presentano
unalterazione della funzione salivare.
La valutazione della funzione salivare permette di determinare:
-
Normalmente esiste una flora batterica che risiede a livello buccale e che se controllata
riduce il rischio di sviluppo della carie. Esiste sicuramente una suscettibilit individuale che
legata ad una serie di fattori come fattori di tipo genico e ambientale come
lalimentazione. Anche la qualit dellalimento importante perch alimenti collosi che
aderiscono alla superficie dei denti e pi facilmente dar luogo alla carie.
Oltre la flora batterica e la dieta per esempio ritroviamo come fattori predisponenti la
fluorosi, le discromie da tetracicline, che alterano la struttura intima del dente, terapie con
cortisonici, radioterapie, pazienti nefropatici che accumulano prodotti tossici. Quindi
abbiamo una situazione da valutare in complessivo in maniera molto attenta.
Un altro fattore predisponente per il sesso femminile la gravidanza, che porta ad una
maggiore mobilizzazione del calcio, soprattutto a livello dentario. Ci non solo priva i denti
di calcio ma aumenta lescrezione di calcio salivare e dunque nella bocca della paziente
c pi calcio. Ci favorisce lo sviluppo di alcune specie batteriche. Inoltre la donna in
gravidanza ha un aumento degli estrogeni e dei progestinici che portano a neoangiogenesi
anche a livello buccale che portano pi sangue che favorisce il sanguinamento da
spazzolamento, il che porta la paziente a lavare meno i denti. Inoltre gli estrogeni
modificano la saliva che diventa pi mucosa e appiccicaticcia per la presenza di
mucoproteine. Questo tipo di saliva aderisce maggiormente allelemento dentario e si
forma la placca, ed essendoci pi calcio si forma anche il tartaro e sul tartaro nuova
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
secrezioni. su questa placca che noi proviamo a lavorare. Affinch i batteri possano
aderire allo smalto necessario che producano la pellicola salivare acquisita, un biofilm
lipoproteico che riveste smalto e mucose. Essa conditio sine qua non per la formazione
della placca batterica e ne rappresenta il primo stadio di stratificazione.
un sistema che una volta che iniziato (inizia gi 12 ore dopo la pulizia dei denti)
continua ad essere presente e che deve essere tenuto sotto controllo attraverso la nostra
igiene e i prodotti che usiamo.
La situazione della placca questa: tra tutti i batteri il mutans organizza la placca affinch
al di sotto di essa vi sia un pH di 5-5.5, che un pH acido che inizia unazione lesiva sul
processo dentario che lincipit del processo carioso.
Dunque lerosione acida favorisce lo sviluppo della carie che prima attacca lo smalto e poi
giunge alla dentina.
Ma il paziente a volte con i denti cariati o non cariati, in una situazione fisiologica o
parafisiologica, pu avere mal di denti transitorio?? Si, quando vi sbalzo di temperatura,
come nella febbre, in situazioni ipercinetiche, e nelle donne, nel mestruo perch come
abbiamo visto a causa degli aumenti di estrogeni e progestinici ciclici. Liperemia porta la
polpa a sbattere contro le superfici esterne per una transitoria dilatazione (la terapia
consiste poi nellaprire il tetto e togliere porzione superiore del nervo).
Lo Streptoccocco mutans definito mutans per le rapide variazioni di forma, un
Gram+, 8 diversi sierotipi (da A a H). Il mutans in grado di fermentare numerosi substrati
portando alla produzione di acidi organici; gli acidi organici prodotti dal metabolismo
batterico, determinano un abbassamento del pH entro 1-3 min oltre il valore soglia dello
smalto, 5.5, dando inizio alla sua demineralizzazione. in grado di produrre, grazie
all'azione della glucosiltrasferasi grandi quantit di polisaccaridi extracellulari definiti
glucani, in cui il legame prevalente di tipo 1-3; il principale organizzatore della
matrice extracellulare della placca muco-batterica; Fa la sua comparsa nel cavo orale solo
con leruzione dei primi elementi dentari intorno al sesto mese di vita.
Riesce ad aderire facilmente alla superficie smaltea, legandosi alla pellicola salivare
acquisita. Laderenza batterica sulla pellicola salivare acquisita, con particolare riferimento
allo Streptococco mutans, avviene tramite legami elettrostatici tra le proteine della pellicola
stessa (gruppi acilici) e la parete batterica (acido lipoteicoico, LTA) con interposizione di
ioni Ca++.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
la carie invade lo smalto fino a quando intaccato solo lo smalto non c nessun
tipo di sensibilit ed il paziente non ha dolore, perch non sono intaccate strutture
nervose;
nel momento in cui la carie passa allinterno della dentina, la dentina composta da
centinaia di piccoli tubuli che convergono tutti verso lorgano pulpare, ragion per cui
i batteri del cavo orale (tenete presente che la bocca la seconda, per numero di
batteri, rispetto alle altre cavit dellorganismo) colonizzano i tubuli e poi passano,
contro un gradiente di umidit, e si portano verso il processo pulpare;
comincia la pulpite (infiammazione della polpa): i batteri vanno ad invadere la
polpa gradualmente (in senso corono-apicale), coinvolgendo via via tutto il tessuto;
nel momento in cui i batteri cominciano a toccare la polpa inizia la sensibilit; quindi
questo passaggio comincia a dare quella stimolazione che la stimolazione al
caldo, al freddo, al pH che cambia mezzora dopo che abbiamo fatto una
alimentazione normale ed abbassandosi il pH, con stimolo acido, si inizia a
presentare allinterno del dente una sintomatologia: il classico mal di denti.
Linteressamento della polpa, in corso di pulpite, crea la condizione di dolore.
Esistono, per, anche degli stati fisiologici per cui possiamo avere un finto mal di denti,
per cos dire; questi sono i cosiddetti stati di iperemia pulpare (aumento del flusso ematico
alla polpa), consequenziali ad un aumento della temperatura corporea, come nella febbre
o nelle donne in corrispondenza del picco ovulatorio, per le variazioni estro-progestiniche.
Bisogna, pertanto, sempre escludere queste possibili cause di mal di denti finto.
Terminologia
Come per le altre patologie, anche qui vi sono una serie di termini utilizzati per descrivere
le singole varianti cliniche del processo cariogeno:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Zona di distruzione;
Zona di invasione;
Zona di sclerosi tubulare;
Zona di dentina apparentemente
indenne.
Tornando alla pulpite, sappiamo che il tessuto pulpare si porta verso lapice radicolare.
Questa struttura collegata ad un nervo, alveolare superiore o inferiore , che proprio per
ogni emiarcata (il che consente unanestesia localizzata). Questi nervi si dipartono dal
ganglio di Gasser e, dunque, da questa struttura principale si diparte un nervo per
emiarcata e da questo un nervo per ogni dente. Sulla base del decorso dei nervi alveolari
superiori ed inferiori, possiamo dividere la bocca in 4 quadranti. Nella pulpite il dolore di
riferimento segue questo percorso dei nervi alveolari ed abbiamo una zona di dolore non
identificata dal paziente in modo preciso (anche perch spesso le fibre nervose si
incrociano), ma genericamente a livello del quadrante; talvolta, se c interessamento
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Per quelli che faranno pediatria, sappiate che i dentini davanti escono un po pi linguali.
Spieghiamo il perch: il meccanismo di eruzione di un dente banale: sotto al dente da
latte c il dente permanente; del dente permanente si costituisce prima la corona
(rapidamente) e poi la radice. Questa si costituisce con un meccanismo che rispetto ad un
piano come se io aggiungessi una fettina per volta sotto; allaggiunta di ogni nuova
fettina, si consuma la radice del dente di latte, fino a quando questultimo sar solo
poggiato sulla gengiva e dondoler. Dopo di che cade il dente di latte, esangue o con quel
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ODONTOSTOMATOLOGIA
pochino di sangue della gengiva, e comincia ad uscire il dente sotto. Per quanto riguarda il
gruppo di denti inferiori, nelleruzione i dentini davanti di latte cadono perch si consuma la
radice data la spinta in avanti della lingua ogni volta che il bambino ingoia e per
linsorgenza del dente sotto. Quindi i denti davanti inferiori definitivi non sono pi dietro,
sono quelli davanti che si stanno spostando in avanti! fisiologico.
Tornando al VI dentino, che esce a 6 anni, quello pi a rischio di carie, perch si mangia
tutte le caramelle, le merendine, la coca-cola, ecc...tant che noi facciamo la profilassi
con la sigillatura: ripuliamo questo solco, lo laviamo e poi mettiamo una resina sigillante,
che trasforma un solco in una superficie liscia.
Fondamentale lANAMNESI; bisogna ascoltare il paziente. Poi lE.O. per ricercare i segni
clinici, che sono pi importanti degli esami strumentali; bisogna guardare di una struttura
dentaria ogni lato, ogni faccia. Lindagine strumentale nellambito dellodontoiatria pi
importante lRx (una radiografia di un processo carioso, che appare come unarea di
distruzione). Esistono poi dei test salivari e microbiologici.
Per la parte chirurgica: fondamentale capire, quando dobbiamo operare, se il paziente
abbia una patologia cardiovascolare; questo perch qualsiasi intervento io faccia nella
bocca provocher delle batteriemie transitoria, che pu mettere a rischio il paziente;
pertanto devo creare delle condizioni di tranquillit, abbattendo gli indici di placca e con
antibioticoterapia: amoxicillina 3 g prima dellintervento. Ma non solo questo per il
paziente cardiovascolare, poich questultimo, molto probabilmente, sar in terapia
anticoagulante e dunque a rischio di emorragia; bisogna pertanto valutare i tempi di
coagulazione.
A volte riesco ad avere un vantaggio nel trattamento della patologia parodontale se ho una
serie di carie? Se io ho delle lesioni cariose, allinterno di queste lesioni cariose ci sono
dei batteri; se io inizio un trattamento parodontale dove ho una infiammazione marginale
sostenuta da un batterio, non necessariamente potr fare tutte le otturazioni insieme, ma
se ripulisco tutta la zona e metto delle otturazioni provvisorie, sono andato a ridurre la
carica batterica, che vicina al parodonto marginale, ed ho di fatto migliorato la situazione
gengivale.
Per la carie proviamo a fare una prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
La prevenzione primaria consiste in una prevenzione del danno attuando:
-
Profilassi alimentare;
Fluoro profilassi;
Sigillatura dei solchi;
Visite periodiche di controllo.
49
ODONTOSTOMATOLOGIA
Il neonato non ha batteri nel cavo orale; il cavo orale viene colonizzato allallattamento, per
cui se la madre ha una patologia noi dobbiamo andare prima ad agire sulla madre. Quindi
se volessimo applicare un canone di prevenzione secondaria sarebbe: lavorare sulla
madre.
L EPULIDE GRAVIDICA uniperplasia del tessuto connettivo della gengiva o del
parodonto, in corrispondenza della quale si formata una placca. La formazione
dellepulide dipende dal picco estro-progestinico ed fondamentale che il ginecologo
conosca questa possibilit.
Lepulide pu essere addirittura extraorale; si pu procedere con la rimozione chirurgica
che pu lasciare scoperta la radice del dente (al massimo si pu fare un piccola innesto),
ma comunque successivamente avviene la ricostruzione del tessuto gengivale guidata dal
sostegno osseo-dentale.
Come possiamo per ridurre la placca? Utilizzando dei colluttori o gel con clorexidina e
cloruri che hanno unazione antibatterica (agiscono aumentando drammaticamente la
permeabilit della membrana della streptococcus mutans); comunque da tenere
presente che la clorexidina non pu essere usata per lungo tempo perch pu dare come
effetto collaterale la disgeusia (alterazione della percezione del gusto) e una
disepitelizzazione della mucosa orale con glossite, gengivite, ulcere orali
Ligiene orale (con lo spazzolino, il dentifricio, il filo interdentale, il colluttorio) andrebbe
seguito mezzora dopo ogni pasto ed chiaro che se sommo allazione dello spazzolino e
del dentifricio quella del colluttorio il risultato sar migliore: il colluttorio penetra nel solco
gengivale e negli spazi interdentali ed inoltre, molti colluttori hanno allinterno lesetidina
una molecola ad attivit anti-placca che si lega alle proteine salivari permanendo a lungo a
livello della cavit orale.
Leffetto sbiancante di un dentifricio dato dalla pomice o dal bicarbonato. La differenza
tra un buon dentifricio e un cattivo dentifricio dipende:
ODONTOSTOMATOLOGIA
nei mesi estivi), ma se ci troviamo nella zona vesuviana essendo gli acquedotti privati e
poco controllati potremmo avere unacqua molto ricca in fluoro, che pu, sommandosi
al fluoro assunto con la compressa, far sforare di molto il bilancio
Lo spazzolino elettrico sicuramente utile perch entra negli spazi interdentali e da
una maggiore pulizia (non bisogna esercitare una pressione di spazzolamento dato
che pu arrecare solo danni).
Io devo tenere conto se il bambino abiti in una zona Vesuviana, perch in quella zona se
c un aumento nella falda acquifera di fluoro io gi sto in fluorosi e lo rovino per tutta la
vita con una colorazione di denti che inguardabile. In pi devo fare attenzione se nella
sua alimentazione c pesce azzurro, tonno, funghi, tutti ricchi in fluoro o allacqua
minerale che beve (ad es. il contenuto di fluoro nella Ferrarelle molto aumentato; lacqua
minerale a minor contenuto in fluoro attualmente la Lete). Comunque il fluoro
fondamentale, aiuta! Fluoro per via generale da 0 a 14 anni; dopo i 14 anni la
somministrazione per via sistemica ad un ragazzo che abbia gi costituito i denti non
serve a nulla, ma serve la fluoroprofilassi topica con spazzolino, dentifricio, colluttorio.
Per quanto riguarda la posologia di somministrazione:
-
Fluoro
Azione
antibatterica
Inibisce le enolasi
batteriche ed
impedisce lingresso
del glucosio nel soma
batterico
Inibizione
adesione
Sostituisce gli ioni Ca
nel legame tra le
glicoproteine salivari e
i lipopolisaccaridi della
parete batterica
51
Formazione
Fluorapatite
Un cristallo con un
valore di pH critico pi
basso della
idrossiapatite
ODONTOSTOMATOLOGIA
Il fluoro presente anche nel t, nelle alici, nelle sardine, anche alcuni tipi di sale sono
fluorati, ecc. . .
La sigillatura dei solchi consiste nel chiudere i solchi, con delle resine, per renderli
facilmente detergibili.
IGIENE ORALE
Si prefigge lallontanamento dal cavo orale degli agenti cariogeni locali, identificabili nella
placca mucobatterica. Deve essere intesa sia come igiene orale domiciliare che necessita
di una istruzione e motivazione del paziente, sia come igiene orale professionale,
eseguendo periodiche ablazioni del tartaro (ogni 5-6 mesi) finalizzate allallontanamento
della placca mucobatterica e alla diagnosi precoce di eventuali lesioni.
PROFILASSI ALIMENTARE
Controllo e regolazione degli zuccheri inseriti nella dieta. importante non tanto il controllo
della quantit degli zuccheri, ma soprattutto il tipo di zuccheri, la frequenza di assunzione,
lo stato fisico. Sicuramente da preferire sono i polisaccaridi rispetto ai mono e disaccaridi,
limitando lassunzione a determinati periodi della giornata, cercando di evitare
lassunzione di glucidi molto viscosi, difficili da allontanare soprattutto dalle irregolarit
anatomiche (zone pi soggette a carie).
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ODONTOSTOMATOLOGIA
FLUOROPROFILASSI
Il fluoro agisce con pi meccanismi:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
PULPOPATIE
Con il termine di pulpopatie vengono definiti tutti i processi infiammatori, regressivi e
degenerativi che possono coinvolgere il tessuto pulpare, determinandone, nelle fasi
terminali, la necrosi.
I processi infiammatori o PULPITI hanno unincidenza nettamente maggiore rispetto a
quella dei processi regressivi e degenerativi. Il dolore in odontoiatria legato
allinfiammazione della polpa; linfiammazione della polpa detta pulpite.
La polpa costituita da un tessuto connettivo di tipo embrionale, riccamente innervato e
vascolarizzato, con arteriole di tipo terminale e venule senza valvole, con uno scarso
sistema linfatico di drenaggio; la polpa, inoltre, racchiusa in una cavit rigida (camera
pulpare e canale radicolare).
Il tessuto pulpare pu distinguersi in coronale ed apicale con la differenza che il primo
essenzialmente costituito da un tessuto connettivo cellulare con odontoblasti disposti
perifericamente e poche fibre di collagene, mentre il secondo pi povero di cellule e pi
ricco di fibre. Tale diversa struttura, soprattutto relativamente alle fibre collagene, da
ascrivere alla necessit di assicurare un sostegno a vasi, nervi e linfatici.
Tali caratteristiche anatomo-istologiche fanno si che il tessuto pulpare, quando aumenta di
volume per liperemia e lessudato legati al processo infiammatorio, non ha possibilit n
di espansione n di drenaggio. I vasi pulpari vengono quindi compressi a livello del forame
apicale, determinando un ridotto apporto ematico arteriolare ed una stasi del deflusso
venulare, situazione questa che pu condurre alla necrosi dellorgano.
Noi abbiamo una problematica; il processo carioso supera lo smalto, entra nei tubuli
dentinari, arriva fino alla polpa, i batteri arrivano fino alla polpa, e ci complica questa
situazione. Le pulpopatie possono essere complicanze di un processo carioso, anzi
questa levenienza pi frequente. Quando il processo carioso ha raggiunto una certa
estensione e profondit, i germi, o le loro tossine, possono invadere la polpa, tramite i
tubuli dentinali, in una fase in cui la camera pulpare ancora integra. Per questa ragione
non si parla pi di carie penetrante, ma di carie complicata, con una definizione di
significato eminentemente clinico, essendo la pulpite lespressione di tale complicanza,
indipendentemente dallesposizione della polpa nella cavit cariosa per la completa
distruzione dei tessuti duri. Inoltre il termine carie penetrante ingiustificato in quanto la
carie si definisce come un processo distruttivo che interessa solo i tessuti duri del dente e
che, pertanto, non penetra mai nel tessuto pulpare.
La camera pulpare, cio dove il nervo, praticamente chiusa, e il nervo allinterno; il
processo carioso pu iniziare sopra, lateralmente, avanti, dietro e, quindi, di conseguenza,
comincia ad aggredire la polpa centrale. Nel momento in cui questo si verifica con una
componente batterica, tutti i nervi presentano ledema, quindi linfiammazione. Nel
momento in cui si gonfiamo, perch ledema aumenta, in realt strozziamo il vaso e
comprimiamo il nervo. Inizia a sbattere contro le pareti. Da qui la stimolazione al nervo
collegata al cavo principale e riguarda i 4 emilati della bocca. Quando abbiamo questo
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ODONTOSTOMATOLOGIA
tipo di dolore, esso segue il percorso del nervo, abbiamo una nevralgia secondaria. La
nevralgia secondaria diversa dalla nevralgia essenziale che quella trigeminale.
Ma una nevralgia secondaria a chi pu venire? A tutti
C una fascia di et? No, perch ci vuole un processo carioso.
Una nevralgia trigeminale viene a determinate fasce di et. Le caratteristiche fondamentali
sono gi nello screening del paziente. Donna / uomo = rapporto 2:1; et = quinta, sesta
decade; caratteristiche del dolore = completamente differenti: dolore immediato,
improvviso, insopportabile. In letteratura si trova la descrizione di pazienti che tentano il
suicidio.
La differenza tra un paziente che ha una nevralgia secondaria, il mal di denti, da uno che
ha una nevralgia trigeminale che il paziente che ha una nevralgia secondaria la notte,
come lui mette la testa sul cuscino, aumenta la pressione sanguigna, quindi, aumenta il
dolore. Per questo motivo il paziente preferisce stare in piedi. Quindi la notte ha dolore.
Specialmente nei casi di pulpite sierosa acuta, Il paziente che ha una nevralgia essenziale
non parla, non un logorroico come quello della pulpite che spiega il suo problema,
perch esistono delle zone grilletto (trigger zone) zone di stimolazione dove c
lemergenza del nervo, una sua superficializzazione; la mimica facciale da questo tipo di
stimolazione e quindi fa avvertire il dolore.
Quindi il paziente che ha una nevralgia trigeminale, che non pi di competenza
odontoiatrica ma diventa un segno diagnostico, non parla nella paura che possa avvertire
dolore.
Quindi ricapitolando: la nevralgia secondaria pu venire a tutti, perch legata ad un
mal di denti.
Quello che ci interessa capire cosa succede quando il processo carioso ci porta
unalterazione dello stato normale, si verifica un angioedema. Langioedema, langioflogosi
con angioedema, crea una situazione che in realt una situazione che inizia con la
stimolazione dolorosa. Ma questa angioflogosi pu essere determinata solamente dal
processo carioso? O un paziente pu avere denti assolutamente sani ed avere una
angioflogosi secondaria? Si a sbalzi di temperatura. Nella febbre, specialmente nel
bambino, nel quale un p pi alta, possiamo avere un processo di angioflogosi
generalizzata, e quindi di conseguenza il bambino pu avere anche questo. Questo
significa che nel momento febbre il bambino avverte questa sintomatologia; questo pu
avvenire anche nella fase premestruale, nelle donne. Le pazienti possono avvertire un
senso di fastidio, che poi diventa fisiologico, a tutti gli elementi dentali. Se il fenomeno
rientra tutto ok. Questa condizione una iperemia pulpare che colpisce pi denti
contemporaneamente, legata a stati generali fisiologici o patologici dellorganismo, come
appunto la febbre, la gravidanza e lo stato mestruale. Tali condizioni possono quindi
essere accompagnate da algie dentali diffuse che scompaiono con il regredire della
sintomatologia generale. Liperemia pulpare pu anche derivare da fattori locali su un solo
dente. In generale liperemia pulpare rappresenta uno stato iniziale e reversibile della
patologia pulpare. Essa pu regredire o evolvere in pulpite conclamata a seconda
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ODONTOSTOMATOLOGIA
dellintensit e della durata degli stimoli che lhanno determinata. Liperemia pulpare,
caratterizzata da dilatazione delle arteriole e delle venule, con conseguente lieve aumento
di volume della polpa, accompagnata clinicamente da una reazione dolorosa di breve
durata agli alimenti dolci ed alle variazioni termiche nel cavo orale.
Ma se abbiamo la persistenza di fenomeni vascolari, abbiamo che la polpa va in
espansione e, in una camera assolutamente compressa, quale la camera pulpare, dove
il nervo, il paziente avverte dolore. Il dolore di tipo nevralgico; il paziente che ha una
nevralgia secondaria non sa quale il dente che gli fa male, ragion per cui riferisce che
tutta la zona che gli fa male. In anatomia ci sono delle piccole differenze, delle possibilit
di ramificazione dei nervi dei denti, per cui ci pu essere la possibilit che un paziente dica
mi fa male qui, ma anche un poco qua; cio il dolore pu essere, per un fatto che viene
detto sinalgico, anche diffuso in zone limitrofe. Quindi vi pu riferire il dolore, anche se
si tratta di un elemento dentario dellarcata superiore, al parietale, al temporale. Queste
sinalgie, che a volte non ti fanno capire bene se sono legate allinterconnessione del
nervo, non ti fanno capire se tu realmente sei davanti ad un dolore completamente della
parte di sotto o anche in parte dallarcata superiore.
Esistono dei tests che si fanno per discriminare la situazione e fanno capire quindi la
problematica allarcata superiore ed inferiore. Nel momento in cui noi abbiamo una
nevralgia, quindi un dolore di base, esiste la possibilit che in questo dolore di base ci
siano dei picchi dolorosi. Un picco doloroso pu essere generato dallo sbalzo termico.
Il caldo o il freddo, lacqua calda o il brodo caldo, la pasta o qualche altra cosa che sia pi
fredda o pi calda, possono dare una stimolazione su una nevralgia di base e dare un
picco doloroso che acuisce il dolore. Questo un dato assolutamente importante per noi
quando discutiamo della pulpite sierosa acuta.
Liperemia pulpare rappresenta lo stadio iniziale ed irreversibile. caratterizzata da
dilatazione delle arteriole e delle venule. Tutto ci determina un lieve aumento di volume
della polpa. I principali sintomi sono: reazione dolorosa di breve durata conseguente a
stimoli tattili, chimici e termici. Non vi dolore spontaneo.
La pulpite sierosa acuta praticamente una pulpite che sensibile al caldo e al freddo;
se io do al paziente uno stimolo freddo egli ha dolore, allo stesso modo se metto uno
stimolo caldo. Quindi ci sta un dolore di base e dei picchi di stimolazione. Questo nella
pulpite sierosa acuta.
La pulpite sierosa acuta caratterizzata da iperemia vasale, formazione di microtrombi,
fuoriuscita di essudato dai vasi e lieve infiltrazione leucocitaria. La prima fase quindi
quella della iperemia vasale attiva, in cui si ha una vasodilatazione del distretto arteriolare;
laumento volumetrico del sangue nel distretto arteriolare provoca, in seguito allaumento
di pressione idrostatica, la trasudazione di un liquido povero in proteine. La rallentata
circolazione induce un aumento della permeabilit del microcircolo con la formazione di un
essudato nei tessuti extravascolari e limpacchettamento degli eritrociti nei piccoli vasi,
con aumento della viscosit del sangue e formazione di microtrombi. Si forma anche un
infiltrato leucocitario. Come risultato di tutti i processi coinvolti si ha una riduzione
dellapporto di sangue arteriolare e del deflusso di quello venulare. La sintomatologia
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Questo significa che una formazione ascessuale che si costituisce in uno di questi
elementi determina un ascesso allinterno del seno mascellare che si chiama empiema;
dallempiema pu nascere una situazione di tipo sinusale. Ma qual la peculiarit di una
sinusite odontogena rispetto ad una pan sinusite? La sinusite odontogena localizzata
e monolaterale.
Se lascesso si costituisce in un seno mascellare, il mio essudato purulento esce da una
sola narice. Il fatto che il processo localizzato ad una sola narice mi determina il dato
che praticamente la sinusite monolaterale, se monolaterale io devo poter pensare che
c una infezione di un solo seno mascellare; quando il secreto bilaterale io devo
pensare che pu essere una infiammazione abbastanza generalizzata.
Listologia un p diversa. Dalla infiammazione si arriva alla morte cellulare.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Cause iatrogene
Malattia parodontale
Preparazione a secco
Carie
Farmaci
Usura
Liners
Trauma fisico
Sottofondi
Trauma occlusale
Restauri provvisori
Neoplasia
Materiale da impronta
Materiale da restauro
Tutto ci che sta nella colonna di sinistra crea delle problematiche sulla polpa. Vediamo
che vi sono delle cause parodontali; immaginiamo il dente, io posso avere lattacco carioso
da solo ma posso anche avere problemi parodontali. Se io ho una distruzione dellosso
attorno al dente, io arrivo con la distruzione dellosso, allapice del dente. Il processo
infettivo quindi non parte da sotto, ma pu partire da sopra. Quando, in presenza di una
parodontite marginale, la tasca parodontale ha raggiunto una profondit tale da essere
vicina allapice, i germi, diffondendo attraverso lapice, possono aggredire la polpa per via
retrograda, anche in assenza di un processo carioso.
Nelle usure si pu pensare ai pazienti che bruxano; un paziente che bruxa un paziente
che usura di continuo i suoi elementi dentali. Masticando si consumano gli elementi
dentali, come chi cammina tanto e si usura le scarpe!
Tra i fattori di tipo fisico possiamo ricordare differenti tipi di traumi.
Ci sono i traumi propriamente detti in seguito a urti o cadute etc... Tale tipo di trauma pu
indurre una interruzione a livello apicale del fascio vascolo-nervoso con conseguente
necrosi ischemica dellelemento dentario. Poi vi sono i traumi da forze ortodontiche
eccessive, infatti nella terapia ortodontica vanno sempre applicate forze controllate.
Superate queste forze pu essere compromessa la vitalit dellelemento dentario
interessato dalla terapia. In pi, restauri scorretti o elementi dentari malposti, creando
precontatti occlusali (trauma occlusale), possono traumatizzare la regione apicale di un
dente, determinando lentamente la necrosi della polpa.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Evitiamo confusioni. A noi interessa che ci sia una nevralgia secondaria che ha un dolore
di base, di fondo, che il paziente non localizza lelemento dentario, che viene stimolato dal
freddo e dal caldo e quindi, di conseguenza, un dolore di tipo continuo: qui siamo alla
fase sierosa. Nella fase sieropurulenta c una differente risposta al caldo e al freddo.
Dopo la fase sieropurulenta vi la possibilit della necrosi pulpare.
La necrosi pulpare, in relazione allagente eziologico ed alla modalit di insorgenza, pu
essere di tipo coagulativo, colliquativo o gangrenoso. La necrosi coagulativa della polpa
pu insorgere per una improvvisa ischemia, legata ad interruzione traumatica del fascio
vascolo-nervoso, o per danno chimico o termico. La necrosi colliquativa, indotta
principalmente da enzimi proteolitici, caratterizzata da fenomeni di autolisi. Si verifica
nella maggior parte delle necrosi batteriche, in quanto gli enzimi di origine batterica
potenziano i fenomeni digestivi leucocitari. La necrosi gangrenosa, infine, un tipo di
necrosi ischemica modificata dallazione dei batteri, soprattutto gli anaerobi. I germi che ne
determinano linsorgenza sono soprattutto streptococchi, stafilococchi, spirilli ed il
bacillo perfrigens. La gangrena pulpare se non complicata asintomatica. Allesame
obiettivo si presenta un dente la cui polpa necrotica, insensibile a stimoli termici o
elettrici, di colore pi scuro rispetto agli elementi dentari contigui. Nelle forme aperte, che
sono le pi frequenti, la polpa si presenta esposta, rammollita, di colore grigio e di odore
fetido. La gangrena pulpare, anche se asintomatica, pu improvvisamente complicarsi con
una parodontite apicale acuta, determinando la sintomatologia caratteristica di
questultima.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Parodontiti
Parodonthos tutto quello che sta attorno al dente. Quindi, la parodontite un processo
infiammatorio localizzato al paradonto.
Nel momento in cui c la necrosi pulpare, noi siamo passati a parlare di PARODONTITE
APICALE. La parodontite apicale il dente con la morte cellulare allinterno del canale,
cio il dente necrotico ed il canale pieno di batteri e di polpa in decomposizione.
Quindi qualsiasi stimolo, il caldo, il freddo, sulla necrosi, assolutamente nullo. Non si ha
nessuna risposta. Manca la possibilit di avere degli stimoli perch il dente morto. Quindi
il presupposto fondamentale per la parodontite apicale la necrosi pulpare.
Abbiamo le parodontiti apicali e quelle marginali. Le parodontiti possono essere
classificata anche in parodontiti endodontiche e marginali. Quelle endodontiche sono,
quindi, conseguenza della necrosi pulpare, spesso localizzate in regione periapicale; le
parodontiti marginali sono dovute ad accumulo di placca mucobatterica nel solco
gengivale.
Le parodontiti endodontiche sono spesso localizzate nella regione periapicale, mentre
quelle marginali si identificano nella parodontite marginale o malattia parodontale la quale,
determinata da accumulo di placca mucobatterica nel solco gengivale, progredisce in
senso corono-apicale.
La parodontite endodontica costituisce la complicanza della necrosi pulpare,
conseguenza, a sua volta, della carie o di un trauma. La polpa necrotica, infatti, priva di
reattivit vitale, permette facilmente il passaggio dei batteri, e delle loro tossine, nel
tessuto parodontale situato intorno allapice dellelemento dentario. Qui i germi trovano
tessuto vitale che reagisce con un processo infiammatorio di difesa che pu essere acuto
o cronico.
Si
ritiene che nella maggior parte delle parodontiti endodontiche linfezione sia
polimicrobica con unampia variet di batteri anaerobi facoltativi ed obbligati.
Anche i fattori irritativi di tipo fisico-chimico, come la penetrazione oltre lapice di strumenti
canalari o di materiale da otturazione canalare, possono determinare una parodontite
endodontica.
La patologia infiammatoria del parodonto di origine endodontica riconosce, nella maggior
parte dei casi, un iter patogenetico ben definito che ha come suo inizio la necrosi pulpare
e la conseguente diffusione di batteri e tossine dai canali radicolari al parodonto. Notevole
importanza nel determinismo delle alterazioni tissutali del periapice rivestono la natura, la
quantit e la durata di esposizione ai fattori antigenici. Infatti una massiccia quantit di
antigene o una esposizione prolungata possono determinare un danno dei tessuti
periapicali pi grave. I prodotti batterici, diffondendo nei tessuti parodontali, suscitano una
risposta infiammatoria con una produzione di mediatori del riassorbimento osseo con
deplezione della quota inorganica. Tra i prodotti batterici ritroviamo lacido lipotecoico, i
peptidoglicani ed i lipopolisaccaridi. I lipopolisaccaridi sono una componente strutturale
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ODONTOSTOMATOLOGIA
della superficie di membrana dei batteri gram - costituiti da una catena polisaccaridica,
legata ad un core lipidico, che attiva il riassorbimento osseo.
Se il processo sopra, noi abbiamo linfiltrazione dello smalto e la pulpite. Se il processo
va avanti e va a colpire il nervo, mandandolo in necrosi, noi abbiamo la morte cellulare e
quindi di conseguenza non pi il dente collegato, ma solo lelemento dentario ad avere
una risposta. Questo significa che in questo caso il dolore localizzato. Quindi il paziente
con la parodontite apicale acuta pu riferire quale il dente che gli fa male, dice che
non riesce a chiudere la bocca e appena tocca sopra a quel dente gli fa molto male.
Questo perch i fenomeni infiammatori si sono spostati in questa zona e ledema stira il
legamento alveolo-dentario; stirando il legamento alveolo dentario, il paziente ha la
sensazione che lelemento dentario esca dallalveolo. Quindi il paziente ha questo senso
di precontatto che assolutamente individuale. Il dentista va e non nota niente in bocca
al paziente, non va a fare pi dei test di stimolazione perch il dente morto, cio li fa ma
ha una risposta negativa. Il test che il dentista fa uno solo: prende il manico dello
specchietto, va sullelemento dentario, e ci batte sopra, il paziente sente dolore. In pratica
il medico va a fare il movimento opposto di quello che il paziente avverte come estrusione.
La sintomatologia della parodontite apicale acuta insorge con una sensazione di tensione
locale a carico del parodonto apicale del dente la cui polpa necrotica che, con levolversi
del processo, da luogo ad un dolore localizzato, accentuato alla pressione verticale ed alla
masticazione; successivamente lo stato di tensione parodontale, determinato dalliperemia
e dallessudato ivi presente, fa s che il dente venga sospinto leggermente fuori
dallalveolo, sintomo questo avvertito dal paziente, come un precontatto in occlusione, ma
non rilevabile obiettivamente.
Quindi nella parodontite apicale il dolore localizzato e rispetto alla nevralgia, dove era
generalizzato, il paziente indica lelemento dentario che gli fa male; il caldo e il freddo non
hanno nessuna rilevanza, ma la hanno in una fase avanzata della parodontite perch qui
dentro ci sono i batteri e se i batteri non vengono circoscritti, e quindi il processo diffonde,
lunico tessuto vitale losso. Losso tende a reagire allinvasione batterica con la
formazione di un granuloma.
Nel granuloma le cellule di difesa arrivano e cercano di circoscrivere il processo. Poi c la
produzione di istamina, arrivano i macrofagi etc... Si forma un granuloma aspecifico.
Il granuloma, di per se, il tentativo dellorganismo di bloccare un fenomeno, che un
fenomeno che dallinfiammazione passa verso un fatto pi infettivo. Nel momento in cui ci
sono i batteri ed il dente non ha pi una difesa vitale, dalla polpa escono delle cellule
infiammatorie che provano a fare la loro difesa, quando li tutto morto lunico tessuto che
reagisce losso. Losso prova un attimo a circoscrivere il fenomeno. Quindi costituisce
una prima linea di difesa, per il canale morto con i batteri dentro, che di tipo
granulomatoso. Il granuloma circoscrive la situazione, viene subito dopo ledema.
Nel momento in cui lha circoscritto se esistono, e questa lipotesi, delle cellule che sono
embrionarie, noi abbiamo delle cellule embrionarie che sono a diversi livelli. Questi
vengono chiamati residui epiteliali del Malassez. Nel momento in cui il granuloma
ingloba i residui epiteliali del Malassez, diventa un granuloma cistico, quindi ha una
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
osso attorno alle radici. Nella immagine c una osteolisi peri e latero-radicolare, cio
attorno alla radice. Il canale appare pi slargato.
Carie e traumi determinano lemorragia
pulpare che da necrosi.
Lincisivo di questo paziente scuro,
necrotico. A questo punto si arriva alla
morte cellulare ed il passaggio nei
tubuli dentinali di tutti gli eritrociti. La
cascata questa:
-
liberazione di ferro;
ferro + solfuro di idrogeno = solfuro di ferro;
pigmentazione del dente.
Fino a quando la carie nello smalto non c problema, quando passa nella dentina inizia
la sensibilit, quando si arriva alla polpa si inizia in senso degenerativo.
Ricapitoliamo. Abbiamo la condizione alla base del dente e possiamo avere una
evoluzione sierosa o sieropurulenta. Nel momento in cui abbiamo la parodontite acuta in
fase sierosa il dolore localizzato accentuato dalla pressione verticale, dalla masticazione
e si avverte quello che un precontatto soggettivo in occlusione.
In una pulpite sierosa il paziente riferisce un dolore di tipo nevralgico, secondario e
accentuato dal caldo e dl freddo; se fosse sieropurulenta, invece, il dolore sarebbe
attenuato dal freddo e accentuato dal caldo. Se siamo invece davanti ad una parodontite
sierosa acuta, il paziente riferisce dolore localizzato e precontatto soggettivo in occlusione.
I test di stimolazione sono negativi. Questo senso di precontatto soggettivo dipende dallo
stiramento del legamento alveolare. Ma c la possibilit di una evoluzione in fase
purulenta. Nella fase purulenta la sintomatologia si presenta pi intensa e di tipo pulsante.
Se io ho la zona di osso che circoscrive il dente, il pus, i piociti tendono a degradare
losso. Ora immaginiamo nello spessore della mandibola una certa degradazione
dellosso; mano mano che si ci sposta sul laterale si ha una determinata lesione. Se ho
una lesione, nemmeno necessariamente molto estesa, ma che va in senso orizzontale,
pu arrivare sotto il periostio (che ha funzione di nutrizione e di innervazione dellosso).
Quando lascesso arriva sotto al periostio, quando la purulenza arriva sotto al periostio, il
paziente ha dolore. Quella la fase di massimo dolore quando si ha una purulenza,
perch il periostio innervato, per cui si ha una peculiarit: si ha la fase di massimo
dolore e di minimo gonfiore. Cio lascesso localizzato in sede sottoperiostea ed il
paziente avverte il massimo dolore ed ha il minimo del gonfiore.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Lascesso erode il periostio, tecnicamente lo cribra. Nel momento in cui lo cribra, alla
fase di massimo dolore e minimo dolore, segue la fase di minimo dolore e massimo
gonfiore (non parliamo pi di edema ma di essudato purulento).
A seconda di come si localizza lascesso possibile fare una diagnosi. Questo ci interessa
anche per il dente del giudizio, perch a seconda di come localizzato, si ci rende conto
di come e dove va la parte ascessuale.
Si da una iniziale terapia antibiotica; nelle infezioni odontoiatriche il male peggiore sono i
gram negativi , anche se i gram positivi danno anche delle forme secondarie localizzate
tipo le endocarditi. I microrganismi causa di parodontite apicale acuta sono:
Streptococchi, stafilococchi, lactobacilli, actinomiceti, microrganismi anaerobi.
Pi che di guarigione con la terapia antibiotica si pu parlare di riduzione della
sintomatologia, il dente morto. La terapia antibiotica che viene fatta va bene, per
bisogna pensare che un paziente che ha dai 30 ai 40 anni ha gi preso molte volte
lamoxicillina, e quindi magari prende amoxicillina ed acido clavulanico; ma bisogna fare
una scelta che elementare. Quando si utilizza un antibiotico bisogna avere il metro di
valutazione della gravit della situazione rispetto alla terapia che si va a dare. meglio
una terapia pi invasiva che risolve rapidamente il problema; una terapia per via orale
impiega un p pi di tempo, rispetto ad una terapia per via iniettiva.
Le evoluzione possibili di una parodontite apicale acuta sono le seguenti:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
ODONTOSTOMATOLOGIA
non bisogna mai buttarsi a dire ad esempio.. una cisti. La definizione di una diagnosi
esatta di cisti legata prima di tutto al contorno molto netto ma una diagnosi
(granuloma, granuloma cistico e cisti) di tipo istologico. La clinica dice che c osteolisi peri
e latero radicolare. Quando si individua losteolisi gi si fatta una parziale diagnosi
clinica, ma dire granuloma, granuloma cistico o cisti qualcosa di puramente istologico.
Patogenesi
Rispetto al processo infiammatorio acuto, le caratteristiche istologiche del processo
cronico si rilevano nella proliferazione di elementi cellulari gi presenti, quali i fibroblasti, le
cellule dellendotelio vascolare e gli istiociti.
I monociti-macrofagi sono attratti nel sito infiammato da vari fattori chemiotattici tra i quali
prodotti batterici, complemento e linfochine. Una volta attivati essi possono svolgere
attivit fagocitaria o indurre la stimolazione antigenica di cellule immunocompetenti,
ricoprendo quindi un ruolo importante nella distruzione tissutale per la produzione di
idrolasi lisosomiali, prostaglandine, citochine, quali TNF e IL-1, e numerosi altri enzimi. La
presenza di linfociti T e B, di anticorpi delle varie classi e di frammenti del complemento
C3 attestano che i prodotti del metabolismo batterico o di derivazione dei tessuti alterati
dellospite sono in grado di provocare reazioni immunologiche sia umorali che cellulari nel
parodonto apicale. Al processo flogistico partecipano anche cellule specifiche citotossiche.
Macrofagi, linfociti, plasmacellule e fibroblasti arrivano per chemiotassi nel sito
infiammatorio ed hanno attivit fagocitaria, attivano un riassorbimento
osteoclastico (prostaglandine) e organizzano un nuovo tessuto (granuloma apicale).
La patologia periapicale cronica caratterizzata da una elaborata riparazione delle cellule
lese, con la proliferazione di un gran numero di nuovi fibroblasti dalladiacente tessuto
connettivo. Vengono elaborate anche nuove fibrille collagene e si formano nuovi vasi
sanguigni che proliferano dalla vecchia rete vasale. I capillari si anastomizzano tra di loro
formando un ampio letto vascolare. Questo tessuto che si viene a formare definito
tessuto di granulazione ed formato da nuovi fibroblasti, fibre collagene, nuovi vasi
sanguigni e cellule dellinfiammazione cronica. Si forma quindi il granuloma apicale che
rappresenta la pi tipica espressione della parodontite apicale cronica. Esso ha una forma
rotondeggiante, circoscritta, e nella sua espansione determina un riassorbimento osseo.
Il granuloma apicale tende a limitare la diffusione batterica e ha significato
protettivo ma pu portare a riassorbimento osseo.
Il granuloma apicale, quindi, un processo infiammatorio cronico a carattere produttivo;
esso ha una forma rotondeggiante, circoscritto e determina nel suo sviluppo un
riassorbimento progressivo dellosso alveolare periapicale.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
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ODONTOSTOMATOLOGIA
sintomatologia dolorosa
LAngina di Ludwing data dallinteressamento del processo suppurativo a pi logge
monolateralmente o bilateralmente (che sono in stretti rapporti di contiguit tra loro). Tutto
il pavimento orale viene interessato. Si pu notare una tumefazione diffusa della regione
sopraioidea e del pavimento orale con protrusione della lingua tra le due arcate dentarie
ed intensa sintomatologia dolorosa alla deglutizione e alla masticazione.
Vi unintensa sintomatologia generale con febbre alta, polso frequente e torpore
psichico. Si possono avere delle complicazioni come le polmoniti ab ingestis se il materiale
si butta nelle vie respiratorie.
Infine, non vanno ignorate le complicanze dei flemmoni perimascellari. Le complicanze
possono essere dovute a:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Osteiti: localizzate nei canali vascolari della corticale e negli spazi midollari
adiacenti;
Osteomieliti: localizzazione prevalente al midollo osseo (con necrosi ossea);
Periostiti: coinvolgono il periostio;
Osteoperiostite: coinvolgono il periostio e gli strati pi esterni della corticale
Specifiche;
Aspecifiche.
tubercolosi ossea;
lue;
actinomicosi.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Con il tempo si avr il riempimento della cavit residua ad opera di tessuto fibroso che poi
si trasforma per metaplasia in tessuto osseo.
Nelle Osteomieliti croniche di origine dentaria distinguiamo due forme: una forma
rarefacente e una ossificante.
Nella forma rarefacente la sintomatologia simile, ma pi estesa della parodontite
apicale cronica, con la presenza di uno o pi denti necrotici e dolenzia. AllRx di nota la
rarefazione ossea diffusa a margini irregolari. La terapia prevede lasportazione dellosso
malato e revisione strumentale della cavit.
Nella forma ossificante si ha una lenta neoformazione di tessuto osseo eburneo intorno
alle radici dei denti necrotici. Si riscontra allRx zone ossee di aspetto compatto in cui
scomparsa la normale trabecolatura a discapito degli spazi midollari che vengono ridotti.
La terapia prevede lestrazione del dente e dei tessuti necrotici. In alcuni casi le due forme
si alternano in focolai differenti.
Losteomielite per propagazione dei germi dai tessuti molli si verifica in seguito a
fratture con esposizione dei frammenti, per propagazione del processo infettivo da ascessi
e flemmoni perimascellari, a carico dellosso alveolare (alveolite postestrazione
dentaria). In questo caso la gengiva che circonda lalveolo si presenta arrossata e la
cavit alveolare occupata da un coagulo grigiastro, di odore fetido.
La terapia (della forma postestrattiva) prevede:
-
ODONTOSTOMATOLOGIA
Nella Osteomielite ematogena i germi sono presenti nel torrente ematico. Linsorgenza
improvvisa con:
-
febbre;
dolore trafittivo localizzato al segmento mascellare interessato;
tumefazione delle parti molli perimascellari;
mobilit degli elementi dentari della regione colpita.
73
ODONTOSTOMATOLOGIA
SINUSITI MASCELLARI
Il Seno mascellare in continuit anatomica con fosse nasali (meato medio) ed in
contiguit (tramite sottile diaframma osseo) con le regioni apicali di primo e secondo
molare e secondo premolare.
I germi responsabili di sinusite possono venire da:
-
di origine dentaria;
di origine nasale;
di origine ematica (in corso di malattie infettive);
in seguito a traumi;
in seguito ad osteomieliti del mascellare superiore.
parodontiti apicali del primo o secondo molare e del secondo premolare acute o
croniche;
parodontopatie profonde che di propagano al parodonto apicale;
penetrazione nel seno di frammenti radicolari infetti in corso di una avulsione
dentaria;
complicata da frattura radicolare.
Dolore sordo limitato alla radice del naso, esacerbato dalla compressione in
corrispondenza dellosso lacrimale (punto di Grunwald);
Pu associarsi cefalea frontale o cefalea diffusa;
Fotofobia;
Torpore intellettuale;
Febbre.
74
ODONTOSTOMATOLOGIA
Forma acuta;
Forma cronica.
SINUSITI ACUTE
La forma Catarrale di origine nasale, con congestione della mucosa, diapedesi, edema,
ipersecrezione ghiandolare. La forma muco purulenta di origine sia nasale che
dentaria. Si nota il notevole aumento di leucociti nellessudato.
Nelle sinusiti, per lostacolo o la difficolt al transito dellaria causato dalle secrezioni o
raccolte, aumenta la tensione dellanidride carbonica: questa inibisce la fagocitosi e
lambiente acido favorisce la disintegrazione dei granulociti venendo cos compromessi i
meccanismi locali di difesa.
La sintomatologia viva, dolorosa, accentuata dalla pressione sulla fossa canina e
localizzata ai denti superiori che in seguito diffonde a tutto il mascellare interessato. Vi
febbre, cefalea, secrezione mucopurulenta dal naso, che pu cessare se la mucosa
tumefatta occlude lostium ad antrum.
Per la Diagnostica, con lesame rinoscopico anteriore possiamo valutare la presenza del
Segno di Flishmann: presenza di pus nel meato medio e sul cornetto inferiore con
eversione della mucosa dellostium ad antrum. Un altro esame utile lesame
diafanoscopico (o transilluminazione): si esegue introducendo nella bocca del pz uno
strumento composto da un manico alla cui estremit vi una fonte luminosa protetta.
Lesame va eseguito alloscuro e il pz deve chiudere la bocca accostando bene le labbra.
Si ricava unimmagine caratteristica, detta spettro di Heryng, dovuta allaria contenuta nei
seni mascellari: costituita da due aree luminose bilaterali situate luna ai lati della radice
del naso, in corrispondenza della fossa canina,laltra a livello delle palpebre inferiori. Il
Segno di Davidson la luminosit del bulbo oculare evidenziabile attraverso le pupille. Il
Segno di Garel si ricerca invitando il pz a chiudere gli occhi e avverte una vaga
sensazione soggettiva di luminosit. Lintensit della transilluminazione varia in rapporto
alle variazioni di spessore delle strutture che i raggi debbono attraversare: quando il seno
mascellare di un lato presenta un ispessimento della mucosa che lo riveste o occupato
da secrezione, la sua transilluminazione si riduce nei confronti del seno controlaterale sino
a scomparire. Allesame radiografico si riscontra unopacit parziale o totale del seno
malato rispetto a quello sano. possibile effettuare una puntura diameatica (per
drenaggio) oppure un esame ecografico.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
SINUSITI CRONICHE
Una sinusite cronica pu essere dovuta:
-
I sintomi sono dolore attenuato sia spontaneo che provocato dalla pressione della fossa
canina con secrezione mucopurulenta dal naso.
La Diagnostica prevede esame rinoscopico anteriore con pus nel meato inferiore, nel
meato medio e sul cornetto inferiore, con formazioni polipoidi che sporgono dal cavo
sinusale attraverso lostium. Lesame Rx mostra un opacamente diffuso, mentre lesame
diafanoscopico o trans illuminazione si mostra un opacamente diffuso.
La Terapia generale con antibiotici, mentre quella locale, per le forme di origine dentaria
si procede allavulsione del dente responsabile e al drenaggio transalveolare ed
instillazione di antibiotici in loco. Se si rivela insufficiente si applica una metodica che
permetta unampia apertura del seno ed un trattamento chirurgico radicale per via nasale
o per via orale.
Lintervento di Caldwell-Luc una tecnica di elezione nella terapia radicale delle sinusiti
mascellari croniche in anestesia locoregionale. Si pratica unincisione orizzontale della
mucosa del fornice gengivale dalla regione apicale dellincisivo laterale alla regione
apicale del secondo molare. Divaricati i lembi della ferita si apre il seno e se ne asporta la
parete anterolaterale. Si procede allasportazione del tessuto granulomatoso e delle
formazioni polipoidi e si abbatte anteriormente il setto osseo nasosinusale e la testa del
turbinato inferiore, in modo da determinare unampia controapertura verso la coana. Si
incide la mucosa, che rivestiva la parete ossea abbattuta creando un lembo che viene
ribattuto sul pavimento del seno. Si tampona con uno zaffo di garza drenando con un
tubicino e si chiude la breccia operatoria orale con punti staccati.
76
ODONTOSTOMATOLOGIA
Le Cisti germinali sono neoformazioni cistiche che contengono nella loro cavit un dente
non completamente sviluppato. La parete cistica esterna contrae rapporti con il tessuto
osseo circostante.
Queste cisti sono espressione di una disorganogenia intervenuta durate la differenziazione
istologica del germe dentario: uno o pi elementi embrionali dentoformativi facenti parte
del germe, non hanno subito una normale differenziazione dirottando verso una
degenerazione cistica.
Le Cisti follicolari neoformazioni cistiche che derivano da una degenerazione cistica
dellepitelio esterno o dellepitelio del reticolo stellato sostenuti nel loro accrescimento
centrifugo dalle strutture del follicolo di un elemento dentario normalmente costituito, ma
rimasto incluso nella compagine delle ossa mascellari. da considerare come una
complicanza dellinclusione dentaria.
Le Cisti radicolari sono unespressione di un processo infiammatorio cronico periapicale
a carattere produttivo. Si sviluppano in corrispondenza dellapice radicolare di un elemento
dentario con polpa necrotica (in assenza di polpa necrotica non si svilupper mai una cisti
radicolare). Il tutto parte dal granuloma apicale (parodontite apicale cronica), che pu
inglobare nel suo contesto i residui epiteliali del Malassez prossimo apicali, derivati dalla
guaina di Hertwig. Si costituir in tal modo un granuloma apicale contenente i residui
epiteliali del Malassez, questi ultimi iniziano un movimento ipertrofico ed iperplastico
77
ODONTOSTOMATOLOGIA
proprio di tutti gli elementi embrionali che sollecitati riprendono una loro capacit
proliferativa. Queste cellule epiteliali occupano il centro del granuloma apicale: le pi
centrali vanno incontro ad autolisi per deficit nutritivo,mentre quelle pi periferiche
continuano a moltiplicarsi, con formazione del granuloma cistico che continua ad
accrescersi. La cisti radicolare si accresce per espansione centrifuga a spese del tessuto
osseo.
La sintomatologia differente a seconda del periodo:
-
LEsame obiettivo risulta essere differente a seconda della cisti presa in considerazione:
-
78
ODONTOSTOMATOLOGIA
AMELOBLASTOMA
Sono tumori a partenza dalla struttura dentaria. Abbiamo:
-
Solida;
Cistica;
Mista.
79
ODONTOSTOMATOLOGIA
Nella forma solida lo stroma connettivale esiguo, nel quale si affondano gittate di cordoni
cellulari epiteliali che in alcuni punti tendono ad espandersi con aspetto pseudofollicolare.
La struttura analoga a quella della polpa dellorgano dello smalto o reticolo stellato, ma
non si riscontrano mai formazioni di smalto. Spesso si in presenza di microcisti, segno di
un orientamento involutivo e degenerativo che culmina poi nella forma cistica.
Nella Forma cistica vi stroma connettivale scarso che circonda numerosi ammassi
epiteliali con tipico aspetto pseudofollicolare. Vi sono note regressive a carico del reticolo
stellato con numerose cavit cistiche contenenti un liquido citrino che tendono a confluire
fra loro.
Nella Forma mista vi sono aspetti propri di ambedue le forme precedenti. A volte vi pu
essere la differenziazione odontoblastica dello stroma limitata alla presenza di orletti di
tipo odontoblastico che non hanno per la struttura definitiva della dentina. In caso di
abbozzi dentari o denti conformati parliamo invece di odontomi.
La d.d. va posta con i teratomi: gli ameloblastomi evolvono al massimo verso la
produzione di abbozzi dentari, mentre nei teratomi si raggiunge levoluzione verso una
variet di abbozzi di organi.
La sintomatologia prevede:
-
AllRx si nota osteolisi a contorni policiclici, distinta dal tessuto osseo circostante, formata
da varie concamerazioni cistiche confluenti (immagine a bolle di sapone). Si distinguono
due variet radiografiche:
-
80
ODONTOSTOMATOLOGIA
ODONTOMA (CEMENTOMA)
Si tratta di tumori di origine dentaria costituiti del tutto o prevalentemente da tessuti dentari
calcificati, pi o meno differenziati.
Pi che tumore deve essere definito come malformazione iperplastica in quanto mancano
le caratteristiche proprie della neoplasia (a differenza dellameloblastoma). I tessuti di cui
formato una volta raggiunta la maturazione restano stazionari (manca di accrescimento
autonomo, continuo e illimitato).
Il disordine quindi di tipo quantitativo, e non qualitativo (i tessuti infatti sono definiti), per
anomala attivit degli elementi deputati alla formazione dei tessuti dentari sia allepoca del
loro sviluppo che durante la calcificazione.
Questo tumore frequente in et infantile con uno sviluppo estremamente lento. Le sedi
pi frequenti sono:
-
Siccome questi tumori prendono origine dallorgano dentario in stati diversi del suo
sviluppo, avremo forme diverse, con un differente grado di differenzazione. Dal meno al
pi differenziato sono:
-
Meccanici da abnormi pressioni sui germi dentari in via di sviluppo (per mancanza o
insufficienza di spazio, accrescimento difettoso delle ossa mascellari, presenza di
denti soprannumerari);
Fattori traumatici;
Fattori infiammatori;
disturbi ormonali e del ricambio.
81
ODONTOSTOMATOLOGIA
La sintomatologia comprende:
-
82
ODONTOSTOMATOLOGIA
secondaria o sintomatica;
essenziale o primitiva;
sindromica.
parodontiti apicali;
osteomieliti dei mascellari;
osteiti croniche condensanti che determinerebbero la sindrome nevralgica per il
restringimento dei canali ossei in cui decorrono le branche trigeminali;
le inclusioni dentarie, per la stimolazione che lelemento dentario incluso pu
determinare sui rami trigeminali;
sinusiti;
radiodermiti da terapia fisica per carcinomi mascellari;
alveoliti, in particolare quelle secche.
lesioni di organi o tessuti che si trovano nel territorio di innervazione del trigemino
(pulpiti, pulpoliti, infiammazioni iridocoroidee, meningiti, otiti);
a processi tossi-infettivi con sofferenza trigeminale (herpes zoster, influenza,
malaria, tifo);
a un fattore meccanico (traumi cranici, malformazioni ossee, tumori intrinseci o
estrinseci del trigemino, aneurismi arteriosi);
forme nervose sistemiche (tabe, sclerosi a placche, siringobulbia, sindromi
talamiche).
Vi un dolore di tipo continuo, si presenta con crisi prolungate da 15-20 min fino a
qualche ora (pi prolungate della nevralgia essenziale in cui durano pochi secondi). Il
dolore non folgorante come nellessenziale.
Non vi un vero e proprio intervallo di pieno benessere tra le crisi (al contrario di n.
essenziale). Non possibile evidenziare zone trigger che scatenano dolore alla pressione.
La compressione di tali zone evidenzia o una iperestesia cutanea o una accentuazione del
dolore preesistente. Spesso ha compartecipazione di altri nervi cranici alla sindrome
nevralgica (mai rilevabile in n. essenziale).
La nevralgia essenziale non riconosce una causa precisa, con un dolore violentissimo,
folgorante. La crisi di brevissima durata (15-30 sec.). E unilaterale, interessa una sola
branca, eccezionalmente due. Insorge allimprovviso spontaneamente o in seguito a
semplici stimoli fisiologici (starnutire, parlare, ammicare, masticare) oppure scatenata da
stimoli tattili in corrispondenza di trigger zones innervate dal trigemino (frequenti alla
83
ODONTOSTOMATOLOGIA
radice del naso, angolo della bocca, del forame infraorbitario, angolo esterno delle
palpebre, forame mentoniero).
Scompare completamente negli intervalli lasciando il pz nellangosciosa attesa dalla
successiva crisi dolorosa. Vi mancanza di qualunque partecipazione dei nervi motori
cranici. Vi lassenza di qualunque alterazione permanente della sensibilit cutanea
nellestremit cefalica.
Le nevralgie sindromiche sono caratterizzate da dolore trigeminale associato a segni di
tipo paretico (sindromi trigeminali nevralgico paretiche) per lo pi a carico di altri nervi
cranici e di plessi neurovegetativi, tutti messi in sofferenza dal medesimo motivo
eziopatogenetico che alla base della nevralgia del trigemino.
Si identificano nelle sindromi:
-
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ODONTOSTOMATOLOGIA
PRECANCEROSI ORALI
Le Lesioni precancerose sono alterazioni tissutali sulle quali pi probabile che insorga
una neoplasia maligna. La trasformazione interessa nel tessuto coinvolto generalmente
lepitelio. Sono associate a mutazioni cromosomiche ben definite. Le cellule diventano
indipendenti dai segnali di crescita, evadono lapoptosi, sviluppano un potenziale
replicativo illimitato, c neoangiogenesi.
Lepitelio del cavo orale viene definito come pavimentoso plustrtificato non cheratinizzato.
In realt in alcuni punti dellepitelio orale c tessuto cheratinizzato: la gengiva aderente ai
denti, palato duro, dorso lingua, vermiglio (zone esposte a traumi). Lo sviluppo della
cheratina in zone normalmente non cheratinizzate ha un significato completamente
diverso.
Per poter descrivere le lesioni di un epitelio, si utilizzano dei termini specifici. La
caratteristica principale laumento degli strati di cheratina. Lipercheratosi rappresenta
laumento di spessore dello strato corneo. Viene indicata in due forme morfologiche
diverse: la ortocheratosica, dove le cellule appaiono totalmente corneificate e la
paracheratosica, con la presenza di corneociti nucleati immaturi.
Le ipocheratosi sono patologie di raro riscontro per le quali stato ipotizzato un processo
esfoliativo particolarmente rapido. Istologicamente si caratterizzano per la presenza di uno
strato corneo di spessore estremamente ridotto.
Le discheratosi rappresentano un aspetto patologico dellepidermopoiesi caratterizzato
da fenomeni di cheratinizzazione precoci ed anomalie di singoli elementi cheratinocitari. Si
pu avere una DISPLASIA, ovvero unalterazione della citologia, che pu essere di tre
gradi:
-
lieve;
moderata;
severa o carcinoma in situ.
ODONTOSTOMATOLOGIA
spatole e valutiamo la zona del fornice e quindi il trofismo, lestendibilit, se ci sono delle
ulcere se sono traumatiche, da quanto tempo ci sono, la dolorabilit. Lo stesso viene fatto
per larcata inferiore. Lilluminazione deve essere buona, lodontoiatra osserver il
paziente alle sue spalle mentre il medico si pone di fronte al paziente. Poi si valutano le
zone posteriori, la mucosa geniena, si vede se ci sono delle lesioni intorno alla guancia e
contemporaneamente si valutano gli elementi dentali, valutare la presenza di margini
taglienti,carie,infiammazione in generale. La lingua viene valutata chiedendo al paziente di
compiere movimenti naturali, si chieder al paziente di toccare il palato con la punta della
lingua, servir per valutare il frenulo linguale, poi la motilit con spostamento destro e
sinistro. Poi con la garza si afferra la lingua e si osserva il dorso della lingua e la base
della lingua, contemporaneamente con laltra mano si procede alla palpazione della lingua
per vedere se ci sono zone di resistenza e si valuter anche la dolorabilit. Il pavimento
della bocca, si possono osservare dei tori, formazioni benigne, iperostosi, che si possono
ritrovare lingualmente allaltezza dei premolari e del palato duro (toro palatino). Possono
creare dei problemi per alcune manovre terapeutiche come ad esempio quando si applica
una protesi, questo potrebbe richiedere lasportazione del toro palatino. Non hanno
significato patologico. Si osserva poi il faringe. Si procede con la palpazione dei linfonodi
sottomandibolari, si procede con una palpazione extra orale bimanuale. Si pu anche
palpare la tensione dei muscoli masticatori sempre bimanualmente con una mano
allinterno del cavo orale. Una patologia dellarticolazione temporo-mandibolare genera
una tensione muscolare. Palpazione del collo lungo lo sternocleidomastoideo per
apprezzare i linfonodi latero-cervicali.
86
ODONTOSTOMATOLOGIA
omogenea: placca bianca non rilevata con caratteristico aspetto acciottolato. Non
dolente; pu essere localizzata o diffusa e la presenza di displasia rara in tale
forma;
nodulare: alternarsi di aree bianche, formate da piccoli noduli cheratosici, e di aree
rosse dove lepitelio atrofico, con aspetti erosivi, spesso associata ad eritema.
Presenza di displasia in oltre la met dei casi;
verrucosa (o iperplasia verruciforme del cavo orale): superficie interamente e
intensamente cheratinizzata che si solleva in proiezioni papillari. Nelle forme estese
viene definita papillomatosi orale florida che una precancerosi vera.
Tali forme vengono considerate il prestadio del carcinoma verrucoso. Possono essere
localizzate in qualsiasi settore del cavo orale.
I principali fattori eziologici sono:
-
tabacco;
alcool;
candidosi (sembra favorire la comparsa di displasia);
herpes simplex;
tutti i fattori irritanti locali ad azione protratta nel tempo.
87
ODONTOSTOMATOLOGIA
Lichen planus
Mucosite cronica su base autoimmune nella quale le cellule bersaglio risultano essere i
cheratinociti dello strato basale.
Vengono considerate lesioni potenzialmente cancerose la variante atrofica e quella
erosiva. Il lichen predispone la mucosa orale allazione dei carcinogeni ambientali. La
mucosa si presenta ispessita, anelastica, con imponenti fenomeni fibrotici del corion.
Il lichen planus bilaterale,questo un segno importante. E una malattia infiammatoria
cronica ad eziologia sconosciuta, per la presenza di displasie e pu degenerare in una
lesione carcinomatosa. Non ha una manifestazione cutanea, rimane confinato a livello del
cavo orale. Il paziente pu conviverci per tutta la vita senza fare una particolare terapia.
Esistono forme di lichen ipercheratosiche, forme atrofiche, le forme erosive sono quelle
che vanno seguite e fanno parte del 3% delle lesioni ad alto rischio di evolvere in una
lesione carcinomatosa e vanno trattate con una terapia escissionale conservativa. Dopo la
biopsia si procede con losservazione del paziente e terapia cortisonica locale. La diagnosi
di lichen si basa sullosservazione clinica, sullesame istologico che mostra il tipico infiltrato
a banda delle papille dermiche band-like con disgregazione dello strato basale; la
diagnosi differenziale va posta con leucolplachia, lupus eritematoso discoide e candidosi,
o nelle forme bollose-erosive con pemfigo e pemfigoidi.
Fibrosi sottomucosa
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Ulcera da decubito
una lesione cronica della mucosa orale, con perdita di sostanza estesa oltre la
membrana basale. Insorge in seguito a traumatismi cronici causati da denti
profondamente cariati o mal posizionati. Il danno cronico porta ad una espansione clonale
delle popolazioni presenti in loco. Le replicazioni sono esaltate nei tentativi di riparazione e
su tale popolazione espansa pi facile che intervenga lazione di carcinogeni ambientali
con conseguente danno genetico e trasformazione cellulare.
Per lanatomia patologica, la lesione si presenta a margini netti, poco rilevati, consistenza
scarsamente aumentata, spesso dolente alla palpazione. Il fondo appare ricoperto da
essudato fibrinoso che raramente sanguina al contatto con gli strumenti.
La terapia prevede la rimozione immediata dellagente traumatico, ci generalmente in
grado di portare a guarigione il pz in 10-15 gg.
Se dopo aver atteso 2 settimane la lesione non guarisce allora si tratta di un tipo infettivo
e/o neoplastico.
Cheiliti
Predispongono allinsorgenza del ca. del labbro. Abbiamo le seguenti forme di cheilite:
-
Cheilite ghiandolare
In condizioni normali a livello del prolabio (zona di Klein) non vi presenza di ghiandole
salivari. In alcuni individui le gh. salivari accessorie delle labbra sono presenti anche a
livello del prolabio (specie linferiore) e restano quindi esposte a svariate noxae patogene
che possono determinare una flogosi cronica.
Vi sono due forme di cheilite ghiandolare:
-
La forma ghiandolare semplice insorge sulla parte mediana del prolabio, con macchie
rosse, prima pianeggianti, poi prominenti sulla mucosa. Presentano alla periferia un alone
leucoplasico ed al centro unapertura che corrisponde al canale escretore della ghiandola
da cui fuoriesce un secreto mucoso che ricopre il prolabio come una rugiada.
89
ODONTOSTOMATOLOGIA
Le zone leucoplasiche possono col tempo confluire formando una vera e proprio placca
leucoplasica.
Il labbro si presenta non deformato, di consistenza granulosa alla palpazione ed assente
la sintomatologia soggettiva.
Se il fenomeno cronicizza, la forma apostematosa rappresenta una possibile evoluzione.
La forma apostematosa deriva dalle cheiliti ghiandolari semplici per infezione secondaria
del parenchima ghiandolare da parte dei comuni piogeni che vi pervengono lungo i dotti
escretori dilatati.
Il labbro si presenta tumefatto, ricoperto da croste nerastre, molli, tenacemente aderenti
alla mucosa sottostante. Allontanando tali croste si mette allo scoperto la mucosa
sottostante erosa, sanguinante e dolente, su cui sono presenti numerose prominenze
rosse da cui fuoriesce essudato mucopurulento.
Lessudato purulento intradermico pu raccogliersi formando degli ascessi che si drenano
esternamente a livello cutaneo o allinterno del cavo orale, nel vestibolo.
I Sintomi sono:
-
Tensione;
Ipomobilit del labbro;
Dolore;
Difficolt funzionale alla masticazione e alla fonazione.
Cheilite attinica
legata allesposizione alla luce del sole o a forte illuminazione artificiale (raggi UV).
Colpisce soprattutto il prolabio particolarmente esposto agli UV. Altri fattori sono: vento,
stato idrometrico. LIncidenza familiare legata alla quantit di pigmento dello strato
basale.
La Forma acuta legata a brusca ed intensa esposizione ad UV. Il prolabio congesto,
tumefatto, ricoperto da croste siero-ematiche e dolente. Guarisce in 10-15 gg con una fine
desquamazione. Se lesposizione agli UV continua si passa alla forma subacuta e poi alla
cronica.
La Forma cronica interessa prevalentemente la porzione centrale del labbro inferiore. Il
prolabio lievemente tumefatto, atrofico con colorito rosso laccato, con presenza di ragadi
decorrenti perpendicolarmente allasse del prolabio, erosioni superficiali a fondo rosa
ricoperte da fine strato di essudato o ulcerazioni a fondo grigiastro ricoperte da essudato
pseudo membranoso.
90
ODONTOSTOMATOLOGIA
Tali erosioni e ulcerazioni guariscono dando luogo ad una superficie mucosa sottile e
pallida che v facilmente incontro a nuove lesioni. Perifericamente al settore in cui la
mucosa assottigliata lepitelio si presenta ipercheratosico, con formazione di squame
grigie che si distaccano facilmente.
Il derma risulta infiltrato da linfoplasmacellule, con capillari vasodilatati e degenerazione
basofila delle fibre collagene ed elastiche. Il labbro perde la sua elasticit al pari della cute
circostante. Di solito scompare nei mesi invernali Nelle forme pi avanzate si pu avere
displasia. Pu degenerare in carcinoma.
La Profilassi consiste nellevitare completamente lesposizione ai raggi solari. Quando la
lesione non regredisce si ricorre alla chirurgia con asportazione delle lesioni.
La cheilite attinica veniva definita la malattia dei pescatori oggi si vede di pi nelle ragazze
che si espongono in maniera selvaggia al sole. Questa lesione determinata dallazione
istolesiva della banda luminosa degli UV . I meccanismi di difesa sono rappresentata da
un ispessimento dello strato corneo e da un aumento del pigmento dello strato basale. La
mucosa del prolabio si presenta dolente,tumefatta,congesta. Possono essere presenti
ulcerazioni che guariscono con formazione di cicatrici nella forma acuta mentre nella
forma cronica le ulcerazioni guariscono dando luogo ad una superficie mucosa sottile e
pallida che facilmente va incontro a nuove lesioni. La cheilite attinica pu manifestarsi in
forma acuta e pi raramente in forma cronica. Quella cronica legata allesposizione
cronica al sole, colpisce particolarmente contadini, marinai. Scompare nei mesi invernali e
assume carattere permanente solo nelle forme gravi. Dal punto di vista istologico presenta
ipercheratosi, atrofia dellepitelio e nelle forme avanzate un quadro di vera e propria
displasia caratterizzato dalla proliferazione dello strato basale e anomalie della forma e
volume delle cellule. La degenerazione in carcinoma certa e pu presentare un periodo
di latenza molto lungo, 20-30 anni. La terapia consiste nellevitare per quanto possibile
lesposizione ai raggi solari nelle ore con maggiore prevalenza di UVA o nel caso di attivit
lavorative ricorrendo alluso di cappelli a falda larga e creme protettive a base di acido
paraminobenzoico. Quando le lesioni non regrediscono possibile prevedere levoluzione
carcinomatosa ed opportuno ricorrere alla terapia chirurgica.
La cheilite attinica dal 6 al 10% ha una trasformazione maligna.
Papilloma
Il papilloma a cellule squamose una patologia benigna, una lesione solitaria che ha
una localizzazione ubiquitaria nella mucosa orale, la sua grandezza variabile. La
neoformazione pu essere sessile o peduncolata, non c displasia epiteliale e non c
una trasformazione maligna. E una neoformazione di carattere infiammatorio cronico
reattiva a stimoli chimici, fisici o meccanici presenti nel cavo orale.
La verruca volgare simile al papilloma a cellule squamose, si presenta con lesioni
singole o multiple, frequente nei bambini, sono bianche perch c una ipercheratosi, il
grado pi benigno di differenziazione. Sono associate al papilloma virus 2 o 4.
91
ODONTOSTOMATOLOGIA
Nevi
Si possono presentare anche delle colorazioni della mucosa orale per la presenza di
depositi di amalgama, materiale per lotturazione che veniva utilizzato in modo massivo
fino a qualche anno fa. Lamalgama veniva chiamata volgarmente piombatura ma in
realt nellamalgama non c il piombo, un composto metallico che costituito per l80%
da argento. La caratteristica dellamalgama quella di essere plasmabile quando viene
mescolata. Il mercurio permette lindurimento dellamalgama, per questo motivo
lamalgama stata imputata responsabile di alcune malattie neurologiche come la sclerosi
a placche ma essendo un materiale ampiamente diffuso e una prevalenza della carie
dell80% della popolazione facile fare questa associazione. Potrebbe essere tossico
nella fase plastica ma una volta che complessata allinterno della struttura non riveste
pi nessun problema. Sotto la spinta del mercato e dellestetica oggi il materiale per la
ricostruzione costituito da compositi che sono polimeri resinosi che presentano una
variet di colore. Non hanno una stabilit dimensionale, il composito tende ad usurarsi a
differenza dellamalgama. Se si fresa una amalgama dargento i frammenti possono finire
sotto la mucosa, in questo caso la localizzazione del nevo lontana dalle strutture
dentarie per importante ricordare che la diagnosi differenziale delle lesioni
melanomatose va fatta con i residui di amalgama sottomucosi.
I nevi sottomucosi sono importanti e vanno tenuti sottocontrollo per evitare levoluzione in
melanoma. I nevi a livello del cavo orale interessano il palato e la mucosa geniena, i nevi
si presentano sotto varie forme: nevo pigmentato comune, nevo blu acellulare, melanoma
giovanile benigno o nevo di Spitz. I segni clinici che inducono il sospetto di degenerazione
maligna sono rappresentate da un aumento delle dimensioni del nevo sia in senso
orizzontale che in altezza, cambiamento di colore dal bruno al nero o unimprovvisa
92
ODONTOSTOMATOLOGIA
Il nevo pigmentato comune un nevo piccolo e piatto, con gruppi di cellule proliferanti
localizzate presso la linea di giunzione tra epitelio e sottomucosa. Sono distinti in base alla
sede in:
-
Intraepiteliali;
Giunzionali (degenera pi frequentemente degli altri);
Composti (giunzionali e intraepiteliali);
Intramucosi.
Il nevo blu acellulare frequente nel cavo orale, specie al palato duro nelle femmine.
Il Nevo di Spitz interessa soggetti giovani o bambini. raro ed si localizza a livello della
mucosa orale delle labbra o della lingua.
I segni clinici di sospetta degenerazione maligna sono:
-
La Melanosi una lesione pigmentata del cavo orale estesa data dallaccumulo lineare di
melanociti a livello dello strato basale senza formazione di nidi cellulari. potenzialmente
cancerogena.
La Terapia prevede lasportazione chirurgica preventiva dei nevi intraorali e delle melanosi
di piccole dimensioni. Nelle melanosi molto estese utile leffettuazione di biopsie
randomizzate nelle sedi maggiormente pigmentate o a livello di aree disomogenee.
Precancerosi vere
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ODONTOSTOMATOLOGIA
una lesione causata da invasione da parte di un micete degli strati profondi della
mucosa e della sottomucosa con una risposta tissutale espressa da:
-
paracheratosi;
acantosi;
iperplasia pseudoepiteliomatosa;
formazione di microascessi;
intensa flogosi cronica del corion.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
PRECANCEROSI OBBLIGATE
Morbo di Bowen
un Ca. squamoso intraepiteliale (ca in situ) che pu evolvere in ca invasivo (nellarco di
molti anni). Ha un aspetto simile a eritroplasia. La sede preferenziale di insorgenza la
cute fotoesposta, ma anche mucosa orale e/o genitale.
Eritroplasia
Si definisce in questo modo, qualsiasi area eritematosa a superficie vellutata a sede
intraorale che non pu essere classificata come secondaria ad un processo patologico
noto. In genere asintomatica. Mostra displasia pi o meno grave o franca anaplasia.
Leritroplasia presenta unalta percentuale di trasformazione maligna (90% circa). La
terapia prevede la rimozione chirurgica accurata ed esame istologico.
Leritroplachia una lesione rossa e vellutata non riconducibile a nessun altra patologia
nota dal punto di vista clinico e anatomo patologico. Dal punto di vista istologico abbiamo
una iperplasia squamosa associata a cheratosi, displasie di vario grado e carcinoma in
situ. La trasformazione maligna della eritroplachia elevatissima. La lesione va rimossa
chirurgicamente in modo esteso ed esaminate istologicamente.
La classificazione dellOMS la divide in 3 stadi evolutivi:
-
lieve;
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ODONTOSTOMATOLOGIA
moderata;
grave o carcinomatosa.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
STOMATITI
Per stomatite si intende un processo infiammatorio localizzato alla mucosa del cavo orale.
Si ha la formazione delle caratteristiche lesioni, ulcere, che vanno incontro a risoluzione
spontanea una volta che si eliminata la causa di base. Tuttavia, le lesioni da processi
infiammatori vanno in diagnosi differenziale con eventuali lesioni precancerose.
La stomatite erpetica, dovuta a HSV, ampiamente diffusa. Infatti il 50% della
popolazione mondiale ne affetta, ha un carattere ricorrente e la sua localizzazione a
carico sia delle mucose che del tessuto cheratinizzato. Linfezione ciclica ed essendo il
virus in stato latente nei gangli la slatentizzazione avviene per stimoli di natura traumatica,
esposizione al sole, alterazioni ormonali o immunitarie. Spesso si trovano nelle aree delle
suture. Non ha terapia oppure si possono utilizzare terapia antivirale sistemica ma la
sintomatologia di scarsa entit e le lesioni sono transitorie. E generalmente asintomatica
a volte pu manifestarsi sia sulla mucosa orale che sullepitelio cheratinizzato. La
prevalenza maggiore nei bambini perch il primo momento in cui si viene a contatto
con il virus. E caratteristico il ciclo della lezione: vescicola - ulcerazione - fase
essudativa. Non vediamo naturalmente la fase crostosa nella mucosa orale. Il paziente
immuno-compromesso presenter una manifestazione pi grave e sar necessaria una
terapia sistemica. Linfezione avviene per contatto attraverso la cute, le mucose o con le
goccioline di Pflugge tramite la mucosa rinofaringea. Il virus pu dar luogo solo in stipiti
particolarmente virulenti ad una meningo-encefalite clinicamente apparente.
La gengivo-stomatite erpetica particolarmente frequente i et infantile per lassenza di
una difesa immunitaria specifica. La mucosa orale si presenta arrossata, tumefatta con
presenza di numerose vescicole sparse e circondate da un alone eritematoso che si
ulcerano precocemente per i continui traumatismi della mucosa orale dando luogo a
piccole erosioni ricoperte da essudato siero-fibrinoso su cui si impianta la flora batterica
secondaria con conseguente alitosi. La malattia dura in genere un paio di settimane. La
terapia della gengivo-stomatite infantile consiste nella somministrazione di antibiotici ad
ampio spettro per evitare sovrapposizioni batteriche e gamma globuline 0,2 cc per Kg
ripetute dopo tre giorni. Nelle forme recidivanti si applica per via topica idrossiuridina,
tromantadina, acyclovir e per via sistemica isoprinosina (antivirale) oltre al vaccino
antierpetico.
Nellambito delle stomatopatie autoimmuni ritroviamo il LED, lupus eritematoso discoide.
E una dermatosi cronica caratterizzata da lesioni eritematose, squamose ed atrofiche che
si localizzano pi frequentemente al viso. Colpisce maggiormente il sesso femminile e let
adulta nel periodo estivo. La lesione tipica rappresentata dalleritema a farfalla sul volto,
in un quarto dei casi sono presenti lesioni orali; si manifestano al prolabio con
caratteristiche simili a quelle cutanee mentre sulla mucosa orale, di solito su quella
geniena, compare una placca di colorito rosso cupo, biancastra in alcuni punti ed erosa in
altri, circondata da un alone eritematoso in cui i capillari hanno un decorso raggiato. Il LED
ha decorso cronico, la prognosi buona perch la possibilit che evolva in LES rara.
Nella diagnosi le lesioni vanno differenziate dalla leucoplachia e dal lichen. La presenza di
eritema raggiato periferico tipico del LED. Per la terapia vengono utilizzate applicazioni
topiche di cortisonici sulle lesioni o la crioterapia. Nelle forme diffuse si somministrano per
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ODONTOSTOMATOLOGIA
ODONTOSTOMATOLOGIA
erosivi. Esistono poi delle lesioni di transizione a cavallo tra il carattere lichenoide e
pemfigoide e sono localizzate sempre a livello del cavo orale, sono forme benigne di
colore rosso con una scarsa sintomatologia e non si procede con lesame istologico.
Successivamente la malattia si estende alla cute. La perdita di elettroliti dalle lesione e
linfezioni delle stesse sono state causa di morte prima dellintroduzione della terapia
immunosoppressiva. A livello istologico si pu notare acantolisi con separazione dello
strato spinoso da quello basale ed il primo rilievo evidenziabile edema intercellulare che
si accompagna ad una perdita dei contatti intercellulari degli strati soprabasali dellepitelio
squamoso stratificato; successivamente le cellule dello strato spinoso si separano le une
della altre con la formazione della bolla. Nel liquido della bolla possono essere visti
agglomerati di cellule acantolitiche con nucleo ingrandito, ipercromatico e atipico,
presentano anche un orletto periferico citoplasmatico iperbasofilo e unarea perinucleare
ipocromatica con aspetto di cellule lisate a lutto, il citoplasma omogeneamente
eosinofilo.
Il pemfigo caratterizzato dalla presenza di autoanticorpi circolanti in grado di legarsi ad
antigeni presenti sulla superficie delle cellule epiteliali di cute e mucose. Gli autoanticorpi
sono responsabili dei primi eventi morfologici della lesione: la dissociazione delle giunzioni
intercellulari e la perdita delladesione cellula-cellula.
Il titolo anticorpale deve essere monitorato nel paziente in trattamento in quanto permette
di indicare una prognosi e di valutare una risposta al trattamento, un aumento del titolo
pu essere segno di ripresa della patologia. Il pemfigo stato associato con numerose
patologie di tipo autoimmunitario: sindrome di Sjogren, artrite reumatoide, pemfigoide
bolloso e lichen planus. Il pemfigo pu essere indotto da farmaci (D-penicillamina),raggi
ultravioletti e infrarossi. Le lesioni del pemfigo volgare devono essere distinte da quelle del
pemfigo bolloso, dal pemfigoide cicatriziale, dalleritema multifome, dal lichen planus
bolloso e dalla dermatite erpetiforme.
La terapia prevede lutilizzo di steroidi (deflazacort e prednisone) che se necessario
vengono coniugati a farmaci immunosoppressori quali azatioprina, ciclofosfamide e
metotrexate.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
ca. spinocellulare;
ca. basocellulare.
nodulare (10-15 %): nodulo duro con margini indistinti ed infiltrati, aderente ai piani
sottostanti, indolente;
ulcerativa (20-25 %): area ulcerata infiltrata e mal delimitata dai tessuti circostanti,
con bordi rilevati, duri, con fondo ricoperto da materiale emorragico, fibrinoso,
necrotico;
vegetante (15-20 %): escrescenze di consistenza molle, facilmente sanguinanti;
misti (40-60 %): coesistenza dei quadri sopra descritti.
ODONTOSTOMATOLOGIA
Ca della lingua
La lingua una zona particolarmente visibile, le zone laterali della lingua sono le pi
colpite poich sono le zone in cui si esercita un maggior traumatismo. Lintroflessione della
lingua un quadro sfavorevole, abbiamo una coartazione del nucleo centrale. La
palpazione della lingua va fatta in modo tale da apprezzare i cambi di consistenza, i
noduli,ma anche la mobilit. La lingua composta da muscolo e quindi facilmente si
vedono noduli o trazioni.
Quando si vede unarea di radiotrasparenza si procede con una biopsia che sar
escissionale se la lesione inferiore a 2 cm e si far anche unortopantomografia. La
prognosi peggiore se tardiva, in un paziente di sesso maschile ed
immunocompromesso.
La sedi posteriori del cavo orale sono quelle che il paziente raramente controller con
lautopalpazione. L8,1% delle lesioni precancerose presentano malignit (media di diversi
studi). In Italia la malignit aumenta e c unintercettazione tardiva della lesione. Le
lesioni precancerose presentano tessuto alterato morfologicamente in cui c la
probabilit che la neoplasia insorga in maniera pi alta rispetto alle altre zone. La
condizione invece indica unalterazione generalizzata che si associa ad un aumento
significativo di sviluppare un carcinoma.
I principali Fattori di rischio sono: tabacco, alcol, consumo di betel (foglie masticate
soprattutto in india) e chutta, radiazioni, esposizione solare, disordini metabolici
([Link] wilson), metalli pesanti, infezioni virali, scarsa igiene orale, protesi inadeguata,
ingestione di cibi caldi o speziati.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
SCIALODOCHITI
Sono processi infiammatori del dotto delle ghiandole salivari. Sono relativamente frequenti
per la ricca flora microbica presente nel cavo orale e per la notevole attivit meccanica dei
tessuti molli durante latto della masticazione e della deglutizione
La Sede pi frequente il Dotto escretore della ghiandola sottomascellare a causa della
sua sede anatomica nel pavimento della bocca.
I principali Fattori eziologici sono:
-
Fibrinosa;
Purulenta.
SCIALOADENITI
Le scialoadeneti sono invece processi infiammatori del parenchima della ghiandola
salivare. Distinguiamo:
-
ODONTOSTOMATOLOGIA
Le scialoadeniti primitive acute non sono secondarie ad alcun fatto morboso locale o
generale, ma sono dovute ad un agente infettivo. Tra tutte, di sicuro la pi famosa la
parotite epidemica.
La Parotite epidemica presenta un decorso benigno, guarigione rapida in 10 gg e lascia
unimmunit permanente. Colpisce prevalentemente le due parotidi (bilaterale), ma pu
localizzarsi anche alle sottomascellari o alle sottolinguali. Il virus raggiunge la ghiandola
per via ascendente canalicolare o per via ematica, penetrando nel torrente circolatorio
attraverso le vie respiratorie.
LAnatomia patologica caratterizzata dalla presenza di essudato sieroso o sierofibrinoso,
linfociti, monociti e granulociti nel connettivo interstiziale della ghiandola. presente
rigonfiamento e desquamazione dellepitelio ghiandolare.
La Sintomatologia caratterizzata da:
-
Cefalea;
Febbre;
Anoressia;
Tumefazione ghiandole interessate;
Dolore alla deglutizione e alla compressione.
ODONTOSTOMATOLOGIA
Tumefazione ghiandolare;
Febbre;
Essudato sieroso o purulento.
Dolore;
Tumefazione ghiandolare;
Iperemia degli ostii duttali;
Febbre;
Fluttuazione alla palapazione della tumefazione a causa dellavvenuta fusione
purulenta.
Scialoadochiti croniche;
Cronicizzazione di una forma acuta per inadeguata terapia;
Malattie generali;
Intossicazione da piombo o mercurio;
Stati uremici.
Sottomascellare;
Parotide;
Sottolinguale.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Esame Rx diretto;
Esame scialografico: praticato iniettando nel dotto alcuni mezzi di contrasto
radiopachi, che visualizzano calcoli con scarsa radiopacit ed eventuali alterazioni
infiammatorie duttali.
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ODONTOSTOMATOLOGIA
Tumori benigni
LAdenoma pleomorfo il tumore pi frequente delle gh salivari maggiori, con
componente epiteliale e mioepiteliale immerse in unabbondante matrice di tessuto di
sostegno ad aspetto mucoide, mixoide o condroide.
La sintomatologia blanda per via del lento accrescimento asintomatico. Richiama
lattenzione del pz solo per notevoli dimensioni raggiunte che ne alterano la fisionomia o
per linsorgenza di disturbi funzionali (disturbi della masticazione, deglutizione, sindrome
nevralgica o paresi del VII, ipoacusia per compressione del condotto uditivo).
AllEO si nota, alla palpazione, una tumefazione globosa, liscia o bernoccoluta, non
dolente, mobile. presente una massa capsulata, contenuta nellambito del parenchima
della ghiandola con aspetto istologico eterogeneo.
Il trattamento prevede la chirurgia ma le recidive sono frequenti e spesso maligne.
LAdenolinfoma (o tumore di Warthin) rappresenta il 5-15 % dei tumori della parotide.
Insorge quasi sempre nella porzione inferiore della parotide a livello dellangolo della
mandibola. costituito da spazi cistici o ghiandolari rivestiti da epitelio cilindrico incluso in
un abbondante tessuto linfoide, una massa solida, sferica o lobulata, rivestita da capsula.
Il trattamento prevede lasportazione anche se non va mai incontro a trasformazione
maligna.
Gli Adenomi monomorfi sono adenomi composti da un solo tipo cellulare, come:
-
adenoma ossifilo;
adenoma a cellule chiare;
adenoma tubulare;
adenoma basocellulare.
Tumori maligni
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