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TECNICHE PROTESICHE E DI LABORATORIO

Dott. PIN DANIELE


PROTESI :
MANUFATTO ODONTOTECNICO realizzato per ripristinare la funzione masticatoria (ed
estetica) Si puo suddividere in : PROTESI FISSA , MOBILE, FISSA-MOBILE

PROTESI

FISSA (PF)

Rispetto al supporto si puo definire:

Corone su denti naturali


Corone su denti artificiali (impianti)
Corone sospese (elementi intermedi, cassette, elementi a pontic, estensioni)
Travate
Connettori e congiuntori

Rispetto alla progettazione si possono creare corone :


Provvisorie e Definitive
Totali
Parziali
tipo Richmond
Con attacchi
Maryland
Su primarie
E si possono usare molti materiali.

Resina, composito
Metallo
Metallo-resina
Metallo-ceramica
Ceramica integrale

LE FASI DI LAVORO
PROGETTAZIONE
PROCEDURE DESECUZIONE

PROGETTAZIONE:
significa letteralmente : individuazione e realizzazione di tutte le fasi di lavoro per lesecuzione
di un supporto adeguato (manufatto odontotecnico) che consente di ripristinare le funzioni
masticatorie ed estetiche.
Se analizziamo questa importante fase come vuole il modello normativo europeo:
IL PUNTO 7 DELLA NORMA ISO 9001:2008 PROCESSI RELATIVI AL PRODOTTO
vuole levidenza di tutte le fasi di lavoro cosi suddivise:
ANALISI DEGLI ELEMENTI IN INGRESSO
PIANIFICAZIONE E PREPARAZIONE DEL MODELLO INDIVIDUALE
VERIFICA E CONTROLLO DI OGNI FASE
VALIDAZIONE DEL PRODOTTO PRIMA DELLA CONSEGNA

CONSEGNA E INDICAZIONI ALLA MANUTENZIONE, ASSISTENZA


RIESAME, ANALISI E MIGLIORAMENTO

PRODOTTO
OGNI PRODUZIONE ODONTOIATRICA-ODONTOTECNICA E OGGI SOTTOPOSTO A
SEVERE LEGGI-NORMATIVE (COGENTI); si definisce :
DISPOSITIVO MEDICO
qualsiasi supporto medico che viene a contatto con il corpo umano da cui certificazione di
conformita dellodontotecnico su prescrizione del medico-odontoiatra affinche il dispositivo stesso
sia validato e controllato prima di essere inserito nel cavo orale.
I prodotti industriali, es. compositi, resine, ecc. devono ricevere anche la marcatura ce, oltre
a tutte le verifiche di tossicita ed elettriche se necessarie.
LE COGENZE ATTUALI VOGLIONO IL CONTROLLO ANCHE SUI:
FORNITORI : materiali e operatori (dentisti, dati paziente e privacy)
STOCCAGGIO MATERIALI : come si conservano, come si distinguono I materiali
scaduti e/o avariati
SMALTIMENTO MATERIALI : come vengono gestiti I materiali da eliminare (ditta
smaltitrice,ecc)
definendo le responsabilita
Valutazione PRE-PROTESICA:
ogni tipologia di protesi necessita di una valutazione pre protesica atta a definire una corretta
progettazione.
ELEMENTI IN INGRESSO:

richieste del paziente


analisi del cavo orale
controllo della masticazione soprattutto al contesto edentulo

valutazione degli elementi pilastro o dei supporti (osso)


rapporto con i denti vicini
valutare gli interventi chirurgici atti a migliorare la situazione locale
estetica
risorse (economie)
CONTROLLO DELLA MASTICAZIONE
(fattori che influenzano la masticazione)

MASTICAZIONE =RAPPORTO MASCELLARE-MANDIBOLA


Quali elementi intervengono nella determinazione del corretto rapporto mascellare-mandibola?
ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE
DENTI E PARODONTO
MUSCOLI (massetere,temporale,pterigoideo est. e int,di gastrico,miloioideo,genioioideo)
E RELATIVO SISTEMA NERVOSO.
I DENTI: COSA DOBBIAMO RILEVARE?
1. NUMERO E POSIZIONE
2. STABILITA E SALUTE (eventuali cure e cure gia fatte)
3. RAPPORTO CON I DENTI VICINI E CON GLI ANTAGONISTI
4. TIPOLOGIA DELLA RADICE
5. RAPPORTO CORONA RADICE
1- e necessario inquadrare il NUMERO dei denti presenti (sani) per procedere con un programma
conservativo-riabilitativo. Nel contempo, la valutazione del SUPPORTO (parodonto, osso )
permette la possibilita di intraprendere una strada chirurgica (implantologia)
POSIZIONE: gli stessi elementi dislocati correttamente permettono riabilitazioni altrimenti
impossibili (es: denti tutti da un lato)
2-

SONO CURATI BENE GLI ELEMENTI PILASTRO?

34-Legge di ANTE: rivista da Jonsthon dice :


La superficie radicolare globale dei pilastri deve essere uguale o superiore a quella degli elementi
da sostituire.

5-E necessario prevedere la dimensione della CORONA CLINICA finita.


Il rapporto che si considera ottimale tra la dimensione della corona rispetto alla radice che la
supporta di 1/3 corona-2/3radice. E comunque tollerato anche un rapporto al 50% (cio 2/4 e
2/4). Un valore inferiore considerato da evitare e quindi - prognosticamente infausto.

RAPPORTO DENTALE TRA LE ARCATE


1-RAPPORTO CUSPIDE-CRESTE LAT (CLINICO) DENTE A DUE DENTI
2-RAPPORTO CUSPIDE-FOSSA (PROTESICO) DENTE A DENTE
3-OVERBITE (=sovrapposiz), OVERJET (=distanza): Di solito entrambi a 2 mm. Il loro rapporto
e determinante per lentita della Guida Anteriore
LOCCLUSIONE
IL TAVOLATO OCCLUSALE :
e costituito dalla superficie occlusale dei denti pluricuspidati formata dai versanti interni delle
cuspidi, sia linguali che vestibolari. Gli elementi costitutivi del tavolato occlusale dei singoli denti
sono le CUSPIDI, LE CRESTE, I SOLCHI, LE FOSSE
LE CUSPIDI :
Sono salienze di smalto di forma conica tipiche dei denti posteriori situate allapice delle creste
triangolari e delimitate dalle creste marginali ad ogni cuspide corrisponde una radice, a
testimonianza che sul quel punto si esercita uno sforzo verticale, ma anche sullasse stesso.
si dividono in : CUSPIDI STAMPO, O DI STOP E CUSPIDI DI TAGLIO
le cuspidi di stampo nellarcato inferiore sono piu alte delle cuspidi di taglio e viceversa nellarcata
superiore.La dimensione vestibolo-linguale dei molari e maggiore rispetto a quella dei premolari.
invece la distanza tra le cuspidi di taglio e quelle di stampo e sempre uguale.
Le cuspidi di stampo nellarcata inferiore sono piu alte delle cuspidi di taglio e viceversa
nellarcata superiore. La dimensione vestibolo-linguale dei molari e maggiore rispetto a quella dei
premolari. invece la distanza tra le cuspidi di taglio e quelle di stampo e sempre uguale.
LE CRESTE TRIANGOLARI : insieme alle cuspidi, rappresentano larea di lavoro completa del
tavolato occlusale partono dalle cuspidi e terminano al centro della fossa e sono circondate dai
solchi di sviluppo e dai solchi supplementari.
LE CRESTE SUPPLEMENTARI: appena accennate, sono poste ai lati delle creste marginali.
LE CRESTE MARGINALI : circondano le creste triangolari delimitando lo spazio del tavolato
occlusale, mesio-distale, e linguo- vestibolare.due creste marginali contigue costituiscono
larea di appoggio della cuspide di stampo antagonista nel normale contatto di un dente a due
denti .
LE FOSSE E I SOLCHI : la fossa centrale, situata al centro del tavolato occlusale del molare,
riceve la cuspide di stampo antagonista. I sochi delimitano le creste e definiscono la linea centrale.
Tutta la masticazione e determinata dalcontatto delle cuspidi-creste-fosse: durante la masticazione
le superfici delle creste agiscono tra loro come delle lame taglienti, in antagonismo, le fosse come
pestello ed i solchi evacuano gli alimenti.Quando le superfici convesse diventano appiattite e
smussate, hanno significato di iperfunzione in quel punto : FACCETTE DI USURA

LE CURVE DI COMPENSAZIONE : il tavolato occlusale si presenta con un andamento


curvilineo determinato dalle curve di compensazione sviluppate in senso antero-posteriore :
CURVA DI VON SPEE, ed in senso frontale : CURVA DI WILSON
CURVA DI VON SPEE:a concavita superiore (curva di compensazione) e visibile ad
unosservazione laterale, e la curva antero-posterioredelle superfici occlusali. Inizia dalla punta del
canino e segue le punte delle cuspidi vestibolari dei premolari e molari.
CURVA DI WILSON: e una curva a concavita superiore sul piano frontale e una linea
immaginaria passante per la punta delle cuspidi dei molari, sia di stop che di taglio; ecco perche si
spiega il movimento a goccia durante le fasi della masticazione e che determina un altezza
diversa tra cuspidi di stampo e di taglio.
TEORIA DELLA SFERA DI MONSON: secondo monson la migliore efficienza masticatoria
si avrebbe quando ogni cuspide ed ogni margine incisale tocca o si conforma con questa sfera,
determinata da due cerchi di circa 20 cm. passanti rispettivamente per la curva di von spee e di
Wilson ed aventi la glabella nasale come centro.
VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI CHIRURGICI ATTI A MIGLIORARE LA
SITUAZIONE LOCALE
E necessario valutare anche le strutture intorno al dente per poter progettare una riabilitazione
dentale corretta e funzionale.Lo studio del rapporto di masticazione in rispetto alla meccanica
dentale deve essere applicato al sistema stomatognatico (tipico ) del paziente.
TIPOLOGIE DI INTERVENTO:
Si possono utilizzare metodiche con lame o con frese.
Limportante e il condizionamento dei tessuti corretto e secondo i tempi del paziente
affinche si possa fare:
Unimpronta definitiva perfetta su cui procedere allesecuzione lege artis del manufatto
protesico
RELAZIONE MANDIBOLO-CRANICA
e il termine con cui si intende un rapporto tridimensionale in cui laltezza e data dalla
DIMENSIONE VERTICALE, mentre sul piano orizzontale (antero-posteriore e latero-laterale) il
rapporto e dato dalla POSIZIONE DI MASSIMA INTERCUSPIDAZIONE O DALLA RELAZIONE
CENTRICA.
rapporto mandibolo-cranico verticale (dimensione verticale)
DIMENSIONE VERTICALE DI RIPOSO (DVR): e la posizione posturale della mandibola in
stato di comfort, con i muscoli elevatori e depressori in condizioni di tonicita, i condili in posizione
articolare non forzata (la testa e in posizione eretta). Molti fattori intervengono nel determinare la
dvr: ricordiamo che la mandibola e appesa al cranio e collegata dalle atm e trattenuta da sistemi
articolari (capsula, tendini,ecc) e dai muscoli; la moderna gnatologia spiega la relazione tra la testa
ed il corpo nello spazio.
DIMENSIONE VERTICALE DI OCCLUSIONE (DVO): si parla di dvo quando i denti sono in
posizione di massima intercuspidazione. Sia la dvr che la dvo possono mutare nel tempo.
La dvo e direttamente legata allo stato dentale; in caso di dentatura mista, lappoggio mucoso
posteriore e penalizzato e la dvo non potra essere correttamente sostenuta.
SPAZIO LIBERO INTEROCCLUSALE (FREEWAY SPACE) : e la distanza tra le superfici
occlusali antagoniste nella posizione (dimensione verticale) di riposo;mediamente e di 1-3 mm.

SPAZIO FONETICO MINIMO : rappresenta lo spazio fra le arcate dentarie durante la fonazione
di consonanti sibilanti, ovvero le parole contenenti la s; il controllo di tale spazio e importante
per la verifica della dimensiona verticale di occlusione: se questa e corretta i denti in arcata si
sfioreranno delicatamente, mentre a livello degli incisivi si evidenziera uno spazio non superiore a
1-2 mm. Se nella fonazione della lettera s i denti fra le due arcate urtano generando una
percezione negativa, e indice di una dimensione verticale di occlusione troppo elevata.
in mancanza di contatto e con spazio superiore a 1-2 mm. a livello degli incisivi, probabilmente la
dvo e troppo ridotta.
DIFETTI NELLA DVO: Si manifestano con:

Diminuzione del terzo inferiore del viso (aspetto senescente)


Diminuzione dello spessore delle labbra (labbra sottili)
Protrusione mandibolare
Cheilite angolare
Interposizione della lingua tra il tavolato occlusale superiore ed inferiore
Possibile artropatia temporo-mandibolare

ECCESSI NELLA DVO : Si manifestano con:

Sensazione soggettiva di corpo estraneo dalle dimensioni eccessive


Visibilita marcata degli elementi dentali
Possibile incompetenza della rima labiale
Cefalea muscolo-tensiva (specialm. in regione temporale)

RAPPORTO MANDIBOLO-CRANICO ORIZZONTALE


(POSIZIONI DI CENTRICA)
MASSIMA INTERCUSPIDAZIONE (MIP): e la completa intercuspidazione di denti antagonisti
indipendentemente dalla posizione condilare ; e detta anche occlusione abituale, di comodo o
funzionale.
OCCLUSIONE CENTRICA: e locclusione dei denti antagonisti (naturali o protesici) quando la
mandibola e in relazione centrica. puo coincidere o meno con la massima intercuspidazione.
RELAZIONE CENTRICA (CR) : e una relazione condilare, ortopedica, indipendente dal contatto
dentale; il complesso condilo-disco e situato nel versante antero-superiore della fossa articolare
contro leminenza articolare. E una posizione: costante (che non muta nel tempo), ripetibile (che
puo essere ritrovata dagli operatori), fisiologica (che non crea disturbi al paziente). Ovviamente e
influenzabile da diversi fattori: lo stato emotivo, la postura del paziente, il condizionamento del
sistema neuro-muscolare , disordini e patologie in atto a carico dellatm , il materiale usato per la
registrazione.
LA RESINA
I PROVVISORI
LA RESINA: ACRILICA, ACETALICA, COMPOSITA
LA RESINA ACRILICA : e un passaggio obbligatorio in protesi fissa su elementi naturali,
e un passaggio facoltativo in implantologia, e definitiva in protesi rimovibile, aiuta la chirurgia
muco-gengivale, aiuta lestetica.
Resina (in Protesi fissa) e sinonimo di provvisorio, cioe si tratta di un materiale poco
biocompatibile e poco biotollerato, che ha caratteristiche di temporaneita, cioe nel tempo, deve
essere rimosso, o reintegrato, o ripristinato.
si puo ottenere :

denti completi o parti di essi


(provvisori diretti e indiretti)
aumentare o diminuire la dimensione verticale e/o il contatto interdentale
aumentare la superficie utile dentale e/o parodontale
riparare parti in resina
ribasare protesi (ponti provvisori in maniera temporanea, o protesi rimovibili in modo
definitivo)
aggiungere/togliere elementi durante le fasi di lavorazione
sollievo per il paziente bruxista
parti intermedie es. portaimpronte, masticoni,ecc.
bassi costi di lavoro
estetica immediata
non si puo ottenere:

stabilita a lungo termine


colore invariabile (porosita) e scala colore ridotta
biotolleranza
precisione nella chiusura
marcata resistenza allusura
spessori sottili
resistenza alla frattura in travate lunghe

1.
2.
3.
4.
5.
6.

CARATTERISTICHE DI UNA CORONA, PONTE, IN PROTESI FISSA:


estetica
protezione per gli elementi naturali vitali
condizionamento dei tessuti molli limitrofi gli elementi pilastro ed alla travata
protezione della preparazione definitiva
riabilitazione della masticazione (mangiare)
studio del rapporto mascellare-mandib.

ESTETICA : ovviamente sta nel creare la forma


piu corretta del dente da imitare, ma significa anche studiare larmonia del lavoro completo
(soprattutto nel settore frontale) in base alla fisionomia del paziente, talvolta facendo anche delle
prove morfologiche per inquadrare al meglio il restauro che il paziente dovra indossare, fornendo
le informazioni necessarie per creare il lavoro definitivo (persino sul parallelismo) che dovra essere
diverso soltanto nel materiale . Soprattutto in protesi rimovibile totale, dove non esiste piu nessun
riferimento naturale, sia per le altezze che per il rapporto mascellare mandibola, ma anche nella
protesi fissa, nelle grandi riabilitazioni (e dove una foto del paziente, dentato, sarebbe di grande
aiuto) ; per avvicinarci al colore ideale
PROTEZIONE PER GLI ELEMENTI NATURALI VITALI :la protezione avviene sia per i denti
che sono stati limati e che quindi sono diventati sensibili (temperatura) sia per quelle preparazioni
che non devono subire alterazioni in quanto sono situate in bocca (traumi da masticazione,
fratture,ecc)
CONDIZIONAMENTO DEI TESSUTI MOLLI : caratteristica della resina e quella di poter
condizionare i tessuti a prendere la forma che riteniamo fisiologica, grazie a due probabili fattori:
irritazione da prodotto (la non biocompatibilita tiene bene a bada il tessuto muco-gengivale che
invaderebbe presto il sito di preparazione protesico) e la versatilita nella preparazione che deve
essere sempre ampia e spessa (soprattutto nei bordi).

STUDIO DELLA MASTICAZIONE :per esempio: una frattura in un ponte in resina, una
abrasione marcata che espone il dente naturale, sono informazioni!!! Sono espressione di punti del
ponte dove dover controllare bene il rapporto di masticazione e da dover opportunamente
rinforzare e/o correggere nella preparazione definitiva .
TECNICA DI ESECUZIONE PER LA PREPARAZIONE DI UNA
CORONA IN RESINA PROVVISORIA DIRETTA
La resina acrilica e il prodotto piu versatile in campo odontoiatrico: costituita da una polvere e da
un liquido che opportunamente mescolati formano un impasto omogeneo, fluido, modellabile, che
polimerizza in tempi relativamente brevi.
RELAZIONE MANDIBOLO-CRANICA: TECNICHE DI REGISTRAZIONE
proposte diverse tecniche, sono tutte eseguibili senza averne pero una assoluta di riferimento.
lideale sarebbe utilizzare una tecnica che abbia la caratteristica di ripetibilita.
Limportante e ricercarla con delicatezza, senza manovre traumatiche; puo essere di aiuto
losservazione di una chiave di occlusione dentale, cioe losservazione preliminare della
morfologia dentale e del tavolato occlusale alla ricerca di particolari.
MANOVRA DI DAWSON O MANIPOLAZIONE BIMANUALE: occorre ben interpretare la
mobilita della mandibola e valutare (e insegnare al paziente) il grado di rilassamento muscolare
con piccoli movimenti.
GUIDA DEL PUNTO MENTONIERO: usata in protesi fissa ma soprattutto in protesi mobile, porta
la mandibola dolcemente in posizione retrusa e indietro (condili).
DEGLUTIZIONE O CHIUSURA LIBERA: secondo alcuni autori, la deglutizione e un riflesso
istintivo e naturale che comporta una certa relazione mandibolo-cranica il rapporto trovato
costituirebbe il fattore determinante per ottenere la dimensione verticale.
TECNICHE DI DECONDIZIONAMENTO
Prevede luso di Byte, o di ginnastica masticatoria e di fattori che stimolano il rilassamento
muscolare del paziente.
REGISTRAZIONE CLINICA DELLA RELAZIONE CENTRICA
Materiali utilizzati:
Cere
Cere e cemento
Resine
Siliconi
il materiale piu utilizzato e la cera e nel caso in cui manchino alcuni elementi dentali (o tutti) e
necessario preparare dei valli in cera che sostituiscono i denti mancanti.
RIFERIMENTI ANATOMICI DINTERESSE OCCLUSALE
ESTETICA IN PROTESI FISSA
COS'E' L'ESTETICA? e' armonia, e' cio' che piace, e' cio' che e' piu' riconosciuto da tutti come
bello.
NOTE DI MEDICINA LEGALE

per le cure odontoiatriche non e previsto nessun obbligo di risultato (cioe si deve curare ma non si
puo guarire matematicamente). occorre somministrare le cure e le terapie necessarie con le
cognizioni giuste per applicarle. In estetica, ora anche odontoiatrica, quando si tratta di solo
trattamento estetico esiste obbligo di risultato.
E ARMONIA TRA LE FORME,CIOE TRA I PARAMETRI DEL VOLTO
la competenza del labbro deve essere la piunaturale, per mantenere ideale e fisiologica la
dimensione verticale del paziente, consentire la fonazione e donare estetica

PROTESI FISSA: LE CORONE

I PONTI

La precisione del manufatto protesico importante non solo per ottenere unestetica considerevole
ma per avere stabilita e salute sia dei tessuti limitrofi ( contorno protesico,materiali ,etc.) che dei
tessuti orali generali (bimetallismo, allergie,etc.).
La riabilitazione protesica inizia con una corretta DIAGNOSI, segue con una PROGETTAZIONE
ADEGUATA E COERENTE, con una PROTESI PROTOCOLLATA e finisce (o continua) con una
OSSERVAZIONE E CON CONTROLLI NEL TEMPO.
Ogni fase descritta consta di una serie di conoscenze e di passaggi di lavoro che porteranno al
successo odontoiatrico ed alla soddisfazione del paziente.
LA PROCEDURA PROTESICA DESECUZIONE
Le procedure di una riabilitazione protesica prevedono lanalisi del caso (anamnesi e visita con
esame obbiettivo), la valutazione degli esami di supporto (rx opt, rx strati, TAC, risonanza, ecc..
SPECT), le fotografie iniziali per la PROGETTAZIONE
a cui seguono le IMPRONTE che vengono inviate al laboratorio per confezionare i MODELLI
STUDIO de inizia la PROCEDURA DI ESECUZIONE preparando i MODELLI DI LAVORO
(anche dopo implantologia).
A questi seguir la preparazione delle CORONE PROVVISORIE.
Quindi si ritorna in studio per la preparazione definitiva con la MONCONATURA DEGLI
ELEMENTI PILASTRO o con la preparazione dei componenti implantari (aboutment, comp.
intermedi, ecc.. )
Si esegue la rilevazione delle IMPRONTE DEFINITIVE per la creazione dei DISPOSITIVI
PROTESICI FINALI che verranno posizionati in bocca dopo essere stati adeguatamente controllati
e se necessario modificati.
A monconatura eseguita si passa allINSERIMENTO DEI PROVVISORI che verranno rimossi e
reinseriti ogni qualvolta si rendera necessario nelle sedute successive.
LE CORONE TOTALI sono particolari tipi di protesi che ridonano al dente danneggiato i canoni di
fisiologia e morfologia adeguati. Scopo del restauro del sistema stomatognatico e il ripristino di
rapporti eugnatici.

OBBIETTIVI : riabilitazione morfologica, funzionale, estetica senza arrecare danni al sistema.


LE CORONE TOTALI
caratterizzate da:

possibilita di trattare denti molto danneggiati


maggior tessuto sacrificato
maggiore ritenzione
maggiore estetica
completa ricostituzione anatomica
(maggior difficolta)
miglior controllo su correz. gnatol.
miglior riposiz. per scementazione

La corona dentale artificiale deve seguire il profilo dei tessuti naturali agevolando e non
interferendo su osso e gengiva per unottima funzione dinsieme.
Anche nei casi pi complessi di chirurgia orale e di condizionamento tissutale, necessario
adattare al meglio la componente protesica che dovr IMITARE AL MEGLIO lelemento dentale
che la precedeva.
Per questi motivi il lavoro protesico deve rispettare alcuni canoni riconosciuti quali:
la LUCIDATURA di tutte le parti della corona dentale, anche e soprattutto quelle non visibili sotto
a ponti o nelle zone interdentali o interradicolari che comunque dovrebbero essere sempre
ispezionabili e pulibili.
Il CONTORNO CORONALE PROTESICO deve essere adeguato, deve seguire correttamente il
profilo radicolare in armonia con la forma dentale determinata anche dal punto di contatto con i
denti vicini.
A questo proposito si distinguono:
CONTORNO CORONALE VERTICALE POSITIVO (O SOVRACONTORNO ) quando
linclinazione, rispetto allasse di riferimento verticale uguale a 0, verso lesterno sullasse
verticale.
CONTORNO CORONALE VERTICALE NEGATIVO (O SOTTOCONTORNO ) quando
linclinazione, rispetto allasse di riferimento verticale uguale a 0, verso lINTERNO sullasse
verticale.
CONTORNO CORONALE ORIZZONTALE POSITIVO ( O SOVRACONTORNO)quando il
margine della restaurazione deborda orizzontalmente.
CONTORNO CORONALE ORIZZONTALE NEGATIVO ( O SOTTOCONTORNO
ORIZZONTALE) quando una parte marginale della preparazione risulta scoperta.

Un altro parametro fondamentale la CHIUSURA MARGINALE: si tratta di un termine che


riguarda la corona artificiale e non il dente preparato, in quanto la precisione del combaciamento
tra bordo del manufatto protesico e LIMITE DI PREPARAZIONE ( o linea di finitura, cio il

limite estremo di rifinitura e di passaggio della fresa). Per ottenere una chiusura marginale pi
vicina ad un sigillo lodontotecnico deve chiudere meccanicamente il bordo della corona sul
limite di preparazione, cio senza apporre la VERNICE SPAZIATRICE in questa porzione di
moncone
RAPPORTO CON I DENTI ANTAGONISTI E CONTIGUI
Il rapporto con i denti vicini ed antagonisti naturalmente di grande importanza. Rispettare i
PUNTI DI CONTATTO e necessario per evitare infiltrazioni e/o intasamenti di cibo tra il
manufatto protesico (che comunque ha preso definitivamente il posto del dente naturale.
Da cio si evince come sia importante che la ricostruzione sia pi fedele che mai alloriginale.
E necessario rispettare larchitettura locale sia nei rapporti interdentali che soprattutto con gli
elementi antagonisti.
La creazione di una corona singola o di un ponte con pi elementi non fine a s stessa ma deve
rientrare in un complesso gioco funzionale dove DETTAGLI come il COMBACIAMENTO
DELLE CUSPIDI NEI SOLCHI, I MOVIMENTI DI LATERALIT E DI PROTRUSIONE
sia singolarmente che in complessi movimenti tra loro coordinati, ci diranno se il lavoro protesico
che stato fatto potr essere accettato dalla bocca con soddisfazione.
LA SCELTA DEI MATERIALI
materiali utilizzati :(nelle corone totali)
METALLO
RESINA
METALLO-RESINA
METALLO-COMPOSITO
METALLO CERAMICA
CERAMICA INTEGRALE
DA CUI LO SPESSORE DELLA LIMATURA E LA SCELTA DELLA FRESA!!!!
In ogni caso, il Tecnico deve apporre la VERNICE SPAZIATRICE (lacca di spessore)
su ogni moncone sul modello di lavoro. Serve ad ottenere uno spazio sufficiente per una adeguata
cementazione. Per questo motivo ne esistono in commercio di diversi spessori e dovrebbero
riferirsi al tipo di cemento utilizzato in studio. La vernice per deve essere apposta su tutto il
moncone tranne sul bordo di chiusura ( a 0,5 mm.) che deve rimanere di pertinenza del materiale
con cui stata fatta la corona definitiva, perch in questo punto il contatto deve essere meccanico
per avere una sigillatura adeguata .
I TIPI DI PREPARAZIONE
Per la preparazione di ponti e corone esistono metodiche appropriate a seconda del progetto e della
scelta del materiale adeguato. La SPALLA il limite ultimo di preparazione sul dente e corrisponde
al MARGINE DI CHIUSURA del manufatto e prepara il PROFILO DI EMERGENZA corretto.
Deve essere letto in ogni impronta con il limite delloltre preparazione
ricordiamo che per definire correttamente un profilo di emergenza, il punto di contatto, sui molari e
nei 2/3 sup.tra i premolari e nel 1/3 sup.
Generalmente distinguiamo una preparazione a:
CHAMFER,
CHAMFER LUNGO (o a lama di coltello)
a 90(versione anche bisellata),
a 130(definita anche a 50,anche bisellata).

GLI SPESSORI DA CALCOLARE

LA STRATIFICAZIONE DELLA CERAMICA


Con polvere e liquido che impastato viene depositato sulla struttura, le ceramiche vengono lavorate
in ambiente sterile.
LE IMPRONTE
Rilevazione delle informazioni necessarie a sviluppare un modello fedele analogo al caso originale
(paziente) e sul quale sviluppare il lavoro tecnico che portera alla riabilitazione finale risolvendo la
patologia masticatoria iniziale
Lanatomia della corona dentale di fondamentale importanza nel recupero protesico. Non si tratta
di evento ricostruttivo fine a s stesso ma di vera e propria riabilitazione funzionale ed estetica.
Purtroppo spesso la corona dentale risulta cos danneggiata da non poter essere ricopiata come
natura laveva creata.
IL NOSTRO FINE PROPRIO QUELLO DI RICREARE PI FEDELMENTE
ALLORIGINALE LA FORMA DELLA NUOVA CORONA ARTIFICIALE.
Ecco perch fondamentale imparare ad osservare bene tutte le corone dentali soprattutto di quelle
che stiamo ricreando ma anche di quelle vicine, di quelle antagoniste, rilevando ogni dettaglio e
pensando che ogni cuspide, ogni solco non sono stati creati per caso ma hanno tutti una specifica e
meravigliosa funzione!
Il rilievo delle informazioni della preparazione fatta nonch delle arcate dentarie deve essere
adeguato al livello di lavoro finora eseguito e deve aiutare il tecnico che non vede il paziente

per poter finire il lavoro in maniera ottimale. Ecco perch anche informazioni fotografiche,
radiologiche e di modelli studio sia prima che dopo il trattamento diretto in bocca al
paziente, possono essere decisive.
Esistono diversi metodi e diversi materiali, limportante una rilevazione ottimale dei
dettagli con una fedelt pi vicina alla realt ed una conservazione dell impronta che non
consenta distorsioni. Da qui il motivo di conoscere bene i materiali che utilizziamo.
Caratteristiche e requisiti dei materiali da impronta:
Compatibilit con i materiali con cui sar confezionato il modello di lavoro
Biocompatibilit. Il prodotto non deve essere tossico n irritante per le mucose
Caratteristiche organolettiche. Sapore ed odore gradevoli
Tempo di polimerizzazione adeguato e manipolazione agevole
Possibilit di conservazione per un tempo sufficientemente lungo
Costo ragionevole
Fedelt nel dettaglio e fluidit (idrofilia)
Abbiamo a disposizione dei materiali che riproducono i dettagli nellordine di 2 micron
CLASSIFICAZIONE:
MATERIALI ELASTICI
IDROCOLLOIDI
(a base acquosa)
1- Reversibili : agar-agar
2- Irreversibili : alginati
ELASTOMERI
(a base non acquosa)
1-Polisolfuri o mercaptani
2-Siliconi per policondensazione
3-Siliconi per poliaddizione
4-Polieteri
MATERIALI NON ELASTICI
Gesso per impronta
(pasta di Parigi)
Paste termoplastiche
Paste allossido di zinco-eugenolo
Cere da impronta
Resine organiche di precisione
QUANDO:
per preparare i modelli studio
per preparare i modelli di lavoro (diversi, anche intermedi)
di riposizionamento
di ribasatura (p totale)
limpronta in arginato : materiale semplice per lutilizzo ed a basso costo, viene miscelato con
acqua (variazione cromatica) ed ha un tempo di indurimento di pochi minuti; ha una conservazione
breve e risente del calore e dellumidita=va colata subito.
Utilizzata per creare modelli studio, antagonisti e modelli per provvisori, cerature diagnostiche.

limpronta in silicone ed elastomero: la piu diffusa per le caratteristiche elastiche, di conservazione,


di controllo. Fra le piu costose e impiegata con la metodica della mono e doppia impronta e con
lausilio di anelli di rame, cappette (transfert), ponte guida, fili retrattori gengivali.
utilizzata per creare modelli di lavoro in protesi fissa anche nelle fasi intermedie.
limpronta in idrocolloide : materiale reversibile, che opportunamente scaldato e successivamente
(in bocca) raffreddato, consente la rilevazione fedele dei dettagli protesici. scadente nella memoria
elastica e poco costoso (riutilizzabile) ma di difficile utilizzo
IL CUCCHIAIO FUNZIONALE
Consente una impronta pi facile e fisiologica soprattutto nelle bocche poco agevoli o di
conformazione particolare. E fondamentale nella protesi totale mobile dove i reperi mucosi sono
fonte di confort e benessere per il paziente.
Comprende sempre tutta larcata dentaria ed costruito per il rilievo dellimpronta definitiva
Le impronte in protesi : i tessuti devono essere sani ed e necessario rilevare bene il limite ultimo di
preparazione rilevando (nel limite del possibile) lOLTREPREPARAZIONE per realizzare il
corretto profilo di emergenza come? con le tecniche di apertura del solco

La metodica con LANELLO DI RAME prevede lausilio di un supporto individuale per ogni
singolo moncone costituito da un cilindretto di metallo tenero da adattare al margine di
preparazione e che viene riempito di elastomero o cera da intarsi, e rilevato da un supporto in
silicone inserito su un cucchiaio.
La tecnica con le CAPPETTE DI TRASFERIMENTO perfezionata nel metodo del ponte guida
permette una rilevazione individuale di ogni moncone
I MODELLI IN GESSO
LA COLATURA DEL GESSO NELLE IMPRONTEE LA PREPARAZIONE DEI MODELLI DI
LAVORO:
Limpronta deve essere trattata con cura per ottenere un modello di lavoro con buona precisione
dimensionale e una accettabile riproduzione dei dettagli, che faciliti lesecuzione dellelemento
protesico e ne garantisca il buon adattamento nella cavit orale.
REQUISITI:
essere esente da bolle soprattutto nel limite di preparazione
non presentare deformazioni
essere bene leggibile nei limiti cervicali
IL MODELLO STUDIO

Colato solitamente nellalginato dopo pochi minuti dal rilevamento dellimpronta, e utilizzato per
lo studio del caso (PROGETTAZIONE) e con un duplicato, per la preparazione di elementi
provvisori.
IL MODELLO DI LAVORO
si ottiene colando lopportuno gesso (a seconda del lavoro che si deve svolgere esistono gessi di
diverso tipo, pi teneri per es. per modelli antagonisti e gessi pi rigidi per la preparazione di
modelli per protesi fissa) nellimpronta, quello che si monta in articolatore, e per avere i migliori
contatti con lantagonista necessario che vengano rappresentate entrambe le arcate.
IL MONCONE UNITARIO (MU)
la parte di modello che interessa solo lelemento preparato e viene usato per la costruzione del
manufatto protesico. Esistono due metodiche: una che utilizza un modello di lavoro con un mu a
parte ed un metodo che consta di un modello di lavoro con
mu amovibili (moncone sfilabile unitario, msu).
LA PREPARAZIONE DEI MODELLI DI LAVORO
LA CERATURA DELLA CAPPETTA
LA MESSA IN CILINDRO PER LA FUSIONE
LA FUSIONE
LA CAPPETTA
OPACO
CAPPA IN ZIRCONIA
La chiusura, il profilo di emergenza
LA CEMENTAZIONE
GLI ARTICOLATORI
OCCLUSORI, ARTICOLATORI A VALORI MEDI, ARTICOLATORI A VALORI
SEMI-INDIVIDUALI, ARTICOLATORIA VALORI INDIVIDUALI
I DETERMINANTI IL PROFILO

ARTICOLATORI ARCON : dotati di olive condilari nella parte inferiore, come nella mandibola
ARTICOLATORI NON ARCON : dotati di sistema condilare nella parte superiore.

FORCELLA, REPERE NASALE E ARCO FACCIALE


METODICA DESECUZIONE, DI RILEVAMENTO DELLE INFORMAZIONI E MONTAGGIO
DEI MODELLI DI LAVORO, LA CERATURA DEGLI ELEMENTI ED IL CONTROLLO DEI
MOVIMENTI FINO ALLA FUSIONE
IL PERNO MONCONE
Il restauro dellelemento trattato endodonticamente ha costituito da sempre un argomento di
peculiare attenzione nell ambito dellodontoiatria sia conservatrice che protesica.
Il restauro dovr perseguire lo scopo di restituire allelemento dentale devitalizzato una
completa funzionalit tale da permettere un utilizzo soddisfacente sia come pilastro singolo sia
quando si renda necessario come pilastro di ponte .
Dovr inoltre, assolvere adeguatamente la funzione di ripristino estetico. Concetto fondamentale
il ripristino dei tessuti dentali.
E proprio questo parametro che ci porter a scegliere il corretto sistema di ricostruzione di un dente
devitalizzato: cio in base alla quantit ed alle modalit di perdita di sostanza definendo cos la
seguente suddivisione:
PERNI ENDOCANALARI PREFABBRICATI (PEP) : quando e presente una maggiore
quantita di tessuto dentale coronale. e utilizzato soprattutto in conservativa ma anche in
protesi.
PERNI MONCONE FUSI (PM) : quando il tessuto coronale e maggiormente danneggiato
CORONA TIPO RICHMOND (CR) : quando sussistono anche problemi di dimensione
verticale e/o di ritenzione .
MOLTO IMPORTANTE LA TERAPIA CANALARE
deve essere eseguita secondo lege artis per consentirci una adeguata preparazione meccanica.
inoltre ogni ampio restauro anche solo con uso di pep e materiale da ricostruzione andrebbe
protesizzato (dallari).
VANTAGGI DEL PEP:
-rapida esecuzione.
-ricostruzione del dente sia per conservativa che per protesi.
-costi piu modesti.
-si ai sottosquadri.
SVANTAGGI DEL PEP:
-adattare il lume del canale al pep.
-nella ricostr. protesica: differenza di durezza e di solidarieta tra i diversi materiali ( perno,
materiale da ric. tipo amalgama,composito, etc.) con rischio di fratture e di infiltrazioni.

VANTAGGI DEL PM:


-si puo adattare alla morfologia del canale.
-solidarieta tra moncone e perno.
SVANTAGGI DEL PM:
-tempi piu lunghi di esecuzione e maggiore laboriosita.
-la corona deve essere ampiamente preparata per eliminare tutti i sottosquadri.
-costi piu elevati.
VANTAGGI DELLA C. RICHMOND
-solidarizzazione del perno fuso con la corona.
-ottimizzazione quando e compromessa la dimensione verticale (cioe quando ce poco spazio tra
elementi antagonisti).
SVANTAGGI DELLA C. RICHMOND
-possibilita di un sigillo marginale inadeguato per inadeguata inserzione.
-occorre uniformare lasse di inserzione dei perni , nel caso di elementi multipilastro.
-maggiore quantita di tessuto sacrificato.
IL PERNO MONCONE : detto anche INDIVIDUALE, ANATOMICO e una monostruttura
fusa costituita da una porzione INTRARADICOLARE ( PERNO), da una porzione
INTERMEDIA ( CORONALE E RADICOLARE) e da una porzione CORONALE
(MONCONE). caratteristiche peculiari sono: la morfologia del pm e adeguata alla preparazione
del canale, ed inoltre ce uniformita strutturale tra le componenti intra ed extra coronali, garanzia
di resistenza meccanica.
PORZIONE CORONALE: e costituita dal falso moncone opportunamente preparato secondo le
modalita della protesi fissa e delloperatore anche se solitamente una preparazione a chamfer e
ritenuta generalmente la piu valida.
nota: la chiusura della corona deve essere su tessuto dentale e mai sul pm.
PORZIONE INTERMEDIA :
e la porzione che appoggia il falso moncone: il piattello deve essere perpendicolare allasse di
inserzione, deve essere robusto e deve avere solidita. validi anche i dispositivi antirotazionali
(v.fig. rissuntiva). comprende anche il controsmusso o controbisello attorno al piattello.
PARTE INTRADICOLARE (PERNO)
e la parte che garantisce la ritenzione del moncone(perno) ed e condizionata da:
a- lunghezza del perno
b-forma
c-diametro
d-superficie
a- LUNGHEZZA DEL PERNO:
piu e lungo piu e ritentivo ma indebolisce la radice: bisogna raggiungere un equilibrio.la
lunghezza ideale e circa i 2/3 della radice con circa 3-4 mm di chiusura apicale. alcuni autori
propongono la stessa dimensione della corona clinica ( per es. nei casi parodontali dove ce
rimaneggiamento della dimensione verticale definitiva).
b- FORMA:
piu e cilindrica,piu e ritentivo ma per ottenerla si sacrifica piu tessuto. lideale e prepararlo
cilindrico nei 2/3 sup. e conico nel iii inf.( piu fisiologico).
nota: la conicita non dovrebbe superare mai i 10 altrimenti la ritenzione cade bruscamente.
c- DIAMETRO:

piu e elevato piu e ritentivo ma il tessuto dentario si riduce pericolosamente.


non si dovrebbe
mai ridurre meno di 1mm. in senso mesio-dist. occorre valutare ogni singolo dente.
d- SUPERFICIE :
il perno non deve essere lucidato ( in nessuna delle sue parti) ma sabbiato per aumentare la
ritenzione e migliorare la cementazione.
INDICAZIONI: elettive quando la corona dentale e massivamente distrutta
VANTAGGI: si puo sostituire lelemento protesico (corona) in caso di danno senza alterare
la struttura sottostante. inoltre epossibile parallelizzare pilastri di ponte fra loro.
TECNICA DI ESECUZIONE
Consiste nella preparazione canalare adeguata, nella fabbricazione del modello del pm in resina
calcinabile o in cera, la finitura, la fissazione e la rifinitura con modellazione finale del moncone
protesico
esistono due metodi:
TECNICA DIRETTA: nella quale il pm viene preparato in resina calcinabile direttamente in bocca
del pz.
TECNICA INDIRETTA : consta della preparazione del canale e la presa dellimpronta: la
costruzione del pm avviene in laboratorio dove viene modellato in cera e fuso. e molto utile quando
si devono creare due o piu pm oppure quando non ce agibilita da parte delloperatore. occorre
unimpronta completa con calco dellantagonista e cera di articolazione per dare piu informazioni
possibili allodontotecnico che non vede il pz.
STRUMENTARIO:
turbina
frese diamantate come da kit per preparazione
contrangolo anello blu
alesatori per rimoz. gutta (tipo largo)
lentulo per micromotore
perni calcinabili, resina calcinab.,
lubrificante, matrici, pennellino fine
cemento tipo ossifosfato di zn, cvi
1 TECNICA DI ESECUZIONE SECONDO IL METODO DIRETTO
1- valutazione del caso
2-eliminazione con fresa diamantata dei tessuti cariosi, le otturazioni ed i fondi di cavita presenti. si
valuta poi la quantita di sostanza dentale restante che puo essere interessata nella preparazione. le
pareti dentinali troppo sottili vengono eliminate con la fresa n.837l/014. non e necessario eliminare
tutta la sostanza dentale coronale se e abbastanza forte.
3-con lalesatore largo si toglie la gutta perca e si allarga il canale. questo strumento consta di una
serie di n. 6 utensili graduati con un diametro da 0,6 a 1,6 mm. grazie alla sua estremita monca e
non tagliente esso segue il percorso che offre la minore resistenza e cioe la massa di gutta. si
misura su una rx la penetrazione dellalesatore nel canale , si pone uno stop di gomma sullo strum.
si valuta cosi la profondita definitiva del perno e si continua ad alesare il canale sino alla larghezza
voluta.

4- quando lalloggiamento del perno e terminato, si realizza con una fresa diamantata un box
interno occlusale al livello del massimo spessore di sostanza dentale;si smussa con una fresa a
fiamma diamant. il profilo esterno del piano occlusale;questo implica la presenza di un collare
metallico (poggiante sul controsmusso) che incastona il dente e ne evita le fratture. esso si oppone
alle forze centrifughe che si esercitano sulle pareti dentinali quando si fissa il falso moncone a perno
5-elaborazione del modello
a- si prepara un perno calcinabile in modo che si inserisca facilmente nellalloggiamento e ne
raggiunga il fondo. alcune piccole tacche lungo il perno stesso facilitera la ritenzione della resina
durante la ribasatura.
b-si lubrifica lalloggiamento ( vasellina,saliva,etc.)
c- si prepara la resina e si inserisce con laiuto di una pipetta in acetato per evitare la formazione di
bolle daria,si cosparge di adesivo il perno e si inserisce.
Il perno inserito nella cavita riempita dalla resina, deve essere spinto fino in fondo controllando che
lo smusso esterno della preparazione sia ricoperto dalla resina per evitare di fare aggiunte in questa
zona difficile (chiusura).
Quando la resina si e solidificata si disinserisce il modello del perno e si controlla che non ci siano
mancanze (eventualmente completate con cera utility). si riposiziona e si completa la forma del
moncone con incrementi di resina con un pennellino fine. a resina indurita si ultima la forma del pm
con le apposite frese (es: chamfer) del kit apposito con abbondante getto dacqua.
E altresi opportuno rifinre il modellino con le frese da laboratorio.
si riposiziona e si controlla definitivamente. Ora il modellino e pronto per essere fuso.

6-quando ci arriva il pm dal laboratorio dobbiamo verificarlo prima di passare alla cementazione :
cioe deve entrare nella radice preparata senza alcun sforzo ( eventualm. check con apposite vernici)
e deve essere leggibile in tutto il contorno di chiusura; deve avere i corretti rapporti sia in

occlusione che con i denti vicini, inoltre deve essere presente la scanalatura lungo la parte
intraradicolare per permettere il deflusso del cemento in esubero. deve essere sabbiato e non lucido.
7- cementazione:
il cemento deve riempire perfettamente gli spazi vuoti cosi da avere la massima ritenzione e la
buona funzione ammortizzante.
a- si deve asciugare e sgrassare bene sia il canale ardicolare che il perno.
b- si miscela il cemento su piastra fredda aggiungento alla polvere il liquido.
c- utilizzando una pipetta o un lentulo da micromotore si riempe la cavita e si sporca il perno stesso
d-si inserisce il pm con modesta forza per vincere la pressione positiva che tenderebbe a spingerlo
fuori
e- a cementazione avvenuta si asportano gli eccessi e si puo rifinire definitivamente il pm.
possiamo a questo punto prendere le impronte, sistemare il provvisorio e terminare il lavoro.
2- TECNICA DI ESECUZIONE SECONDO IL METODO INDIRETTO
la preparazione della cavita radicolare e come per i passaggi precedenti ma anziche ricostruire un
modellino in resina si prende unimpronta e si manda al laboratorio: e qui che verra confezionato il
manufatto. Possiamo utilizzare la metodica con una MONOIMPRONTA A DUE MATERIALI O
LIMPRONTA A DUE TEMPI
MONOIMPRONTA: si prepara un portaimpronte individuale (laboratorio). si asciuga il campo, si
inseriscono eventualmente fili retrattori. si prepara un pernino in plastica adattato (non deve
fuoriuscire dal piattello piu di 3 mm) e si cosparge di adesivo.
si inserisce il materiale da impronta fluido allinterno della cavita (lentulo,etc.,)e si inserisce il
pernino sino in fondo. si inserisce ancora mat. fluido. si rileva limpronta dellint. arcata col
silicone base posto nel portaimpr. individuale.
IMPRONTA A DUE TEMPI: si rileva la prima impronta col silicone base senza inserire il pernino.
si scarica abbondantem. la zona che accoglie il pm. si prova linserimento dopo aver messo il
pernino nella cavita. se tutto ok, si inserisce il materiale fluido nella cavita preparata, si inserisce il
perno in plastica, e si inserisce limpronta presa precedentem. dopo aver aggiunto elastomero in
abbondanza.
IL PROVVISORIO IMMEDIATO
Sempre necessario, sia per estetica che soprattutto per condizionamento dei tessuti e per il
mantenimento dei rapporti di masticazione ed interdentali.
va sistemato correttamente tenendo condo che ci offrira anche indicazioni ed informazioni, durante
il tempo che permane in bocca, che interpretate bene ci permetteranno di costruire un lavoro
definitivo piu fisiologico.
STRUMENTI E MATERIALI:
perni metallici prefabbr. passivi
resina autopol. cromatica
corone in resina preformate
isolante
manipolo dritto e frese da laboratorio
cemento provvisorio
Si sceglie un pernino metallico di diam. ridotto rispetto al lume canalare, con testa ritentiva. Si
adatta la corona preform. alla preparazione dentale; si isola il canale radicolare e vi si inserisce il
perno; si inserisce la corona provvisoria ricolma di resina opportunamente impastata e del colore
adeguato badando ai rapporti interdentali ; si rimuovono gli eccessi e si attende lindurimento che
deve essere completo.

PERNI MONCONE IN ELEMENTI PLURIRADICOLATI


Nei denti pluriradicolati il problema puo essere la divergenza delle radici: talvolta e necessario
utilizzare la metodica dei PM SCOMPOSTI
Sono fusioni che si inseriscono singolarmente nei rispettivi canali incastrandosi saldamente luna
con laltra a livello del moncone.
Solitamente due subunita, sono fabbricati esclusivamente in laboratorio e quindi necessitano di una
impronta. Possono essere ad INCASTRO o a CHIAVISTELLO

Quando si e in presenza di radici molto arcuate o molto divergenti o strette, allora puo essere utile
impiegare i pernini dentinali ed eseguire la ricostruzione in amalgama o in composito.

Naturalmente vincono i canoni dei sottosquadri ed i pernini devono essere inseriti in opportune zone
( no sopra formazioni, docce, ecc), con la fresa calibrata dellapposito kit montata su contrangolo
a bassa velocita
PERNO MONCONE INDIVIDUALE IN CERAMICA
si tratta di un pm individuale, cioe non industriale, e traslucente consentendo unestetica maggiore

tra le ceramiche integrali. La preparazione deve arrivare almeno a meta del canale e deve essere a
chamfer netto sul bordo coronale. Si rileva limpronta (metodo indiretto). A pmc finito occorre
silanizzare la parte da fissare. Cementazione con adesivo a base di resine bis-gma o uno dei sistemi
di 4 generazione previa mordenzatura o passaggio con edta del canale.
Alla luce delle conoscenze attuali i pm in ceramica sembrano essere la soluzione elettiva per la
riabilitazione di elementi dentali dei settori anteriori trattati endodonticamente.
CORONA TIPO RICHMOND :
E una monofusione costituita da una parte coronale (corona definitiva), da una parte intermedia e
da una parte radicolare (perno).
Si utilizza quando il tessuto dentale e molto compromesso in modo da avere maggiore solidarieta
tra struttura endocanalare e porzione coronale. Per questo motivo limpiego elettivo di questa
tecnica e proprio quando ce poco spazio nella dimensione verticale coronale.
E costituita da un PERNO RADICOLARE fissato ad un DIAFRAMMA che poggia sulla
superficie della radice seziona-ta a livello del bordo gengiva-le. il diafarmma a sua volta e unito ad
un ANELLO, che circon-da, proteggendola, una piccola porzione radicolare in tutto il suo
perimetro (v. rich. modif.). Puo esser utilizzata come corona singola o come pilastro di ponte.
La sede di elezione e il settore frontale ma anche premolari e molari possono essere restaurati
mediante c.r. Le radici devono esser sufficientemente larghe e spesse, inoltre la terapia canalare
deve essere corretta, anche perche puo risultare complesso un ritrattamento dovendo rimuovere il
pm con complicanze eventuali di fratture.
Le condizioni del parodonto devono essere favorevoli: l impiego delle c.r. puo significare che
lanello che circonda il dente rappresenti lintroduzione di un corpo estraneo nella tasca gengivale
con possibile reazione infiammatoria.
La porzione coronale ricostruita funge inoltre, data la maggior lunghezza dovuta alla pregressa
perdita di strutture parodontali, da braccio di leva aumentato con possibili conseguenze dannose .
TECNICA DI ESECUZIONE
1- valutazione del caso
2-eliminazione con fresa diamantata dei tessuti danneggiati e dei materiali da ricostruzione
presenti. Il tessuto dentale comunque deve essere limato in abbondanza al fine di permetter un
agevole inserimento del perno e suo controllo nella chiusura sia sul piattello che sul bordo coronale.
Si leviga il dente in modo che la radice sporga lingualmente per 2 mm. e si prepara il chamfer con
una inclinazione linguale accentuata, sempre rispettando i tessuti parodontali.
3- si prepara il canale radicolare: con lalesatore largo si toglie la gutta e si allarga il canale.
4-si controlla radiologicamente la lunghezza e la larghezza di lavoro.
5-ricordiamo che la lungh. del perno deve essere 2/3,3/4 quella della radice e comunque uguale o
superiore a quella della corona clinica. Lestremita apicale deve rimanere chiusa per almeno 3 mm.
6-si realizza con la fresa diamantata un box interno occlusale a livello del massimo spessore di
sostanza dentale senza creare inclinazioni in disaccordo con la preparazione coronale esterna.
Impronta: come per il perno fuso e possibile optare per la monoimpronta o la tecnica a due tempi in
base alle abitudini delloperatore
E consigliabile fare almeno una prova della struttura metallica della cr per verificare lesattezza
dellinserimento nel canale radicolare e per controllare i bordi di chiusura

PROTESI RIMOVIBILE :
Osservazioni generali per un giusto approccio al paziente edentulo e operazioni pre operative.
Per un buon inizio, decorso e conclusione del nostro lavoro possiamo riassumere in poche voci
le informazioni piu' utili:

valutazione generale del paziente: conoscere le sue aspettative, valutare la cura personale, la
collaborativita ecc.
impiegare sempre chiarezza nelle spiegazioni
compilazione scrupolosa della cartella clinica.
eventuale consulto col medico curante.
rilassare il paziente. (ci consente di lavorare meglio e con piu precisione e senza stress del
paziene).
VISITA SEMEIOLOGICA :
palpazione ed auscultazione delle articolazioni temporo-mandibolari.
palpazione muscolare.
controllo delle mucose orali (consistenza, presenza di infezioni in corso, se la gengiva e
aderente ai piani ossei sottostanti).
valutazione della struttura ossea (presenza di esostosi, tori, altezza delle creste).
FASI OPERATIVE :
premessa:
lodontoiatra non deve essere negligente, imperito, ed imprudente.

deve trasferire allodontotecnico; impronte rilevate correttamente, ed informazioni piu


dettagliate possibili per la buona riuscita della riabilitazione.

un buon lavoro e la risulante delloperato di molti e non di un singolo operatore.


LA SCELTA DEL PORTAIMPRONTE
A- Requisiti generali :
essere rigido.
non essere tossico.
essere ritentivo. (per il materiale dimpronta)

essere della giusta misura dellarcata gengivale.


B- Tipologia dei portaimpronta :
sono costituiti da una parte box per contenere il materiale da impronta e sono dotati di un manico
per poterlo inserire ed estrarre dal cavo orale. Esistono in commercio numerosi tipi di
portaimpronte; generalizzando ne abbiamo due tipi principali:
Per dentati e per edentuli.
Forati Non forati
Con o senza bordino
Per idrocolloidi
Scomponibili per impronte in gesso
C- Materiali :
Acciaio
alluminio
Materiale plastico.
D- Grandezza del portaimpronta :
Per decidere di che estensione deve essere il portaimpronte usiamo il metodo di Scrainemacher,
usando ovviamente i suoi cucchiai, e relativo compasso, e scala di riferimento.
Uso del compasso secondo la metodica Scrainemachers : viene usato in modo differente se si
misura larcata superiore o quella inferiore.
Nellarcata inferiore le punte del compasso vengono poste sulla faccia linguale dei trigoni
retromolari. Quando andiamo a scegliere il portaimpronte le punte del compasso dovranno
contenere le flange in modo che tra punte e flange vi siano almeno 2 o 3 mm per lato.
Uso del compasso per larcata superiore: In questo caso le punte del compasso devono essere
poste vestibolarmente ai trigoni. Di conseguenza quando scegliamo il portaimpronta le punte del
compasso dovranno essere allinterno delle flange in modo da avere tra punte e flange uno
spazio di 2 o 3 mm per lato.

Dopo tutte misurazioni eseguite in precedenza possiamo essere pi precisi eseguendo semplici
operazioni:
Se dopo aver determinato lestensione delle creste (con luso del compasso),
notiamo che la grandezza del nostro portaimpronta non consona possiamo tramite il boxaggio
renderlo adeguato al rilevamento della prima impronta.
E- Bordatura del portaimpronta : serve per
Per aumentare la profondita del palato in caso di palato ogivale.
Migliore determinazione del posdam
( arcata superiore).
Aumento dellestensione delle flange del portaimpronte se insufficiente per la rilevazione dei
futuri bordi protesici.

IL MATERIALE PER LESECUZIONE DELLA PRIMA IMPRONTA


Portaimpronte per edentuli generico o dautore.
Alginato a lenta presa
Cera da boxaggio
Coppetta da impasto
Spatola miscelatrice
Possiamo usare anche macchinari
miscelatori sottovuoto
CORRETTO UTILIZZO DEL MATERIALE DA IMPRONTA.
Come abbiamo gi detto utilizziamo alginato a lenta presa, che ci consente di avere pi
tempo per il suo utilizzo.
Dobbiamo rispettare le indicazioni del fornitore (polvere, liquido), al fine di ottenere un
impasto di consistenza simil pongo, comunque di nostra sponte possiamo variare le
proporzioni per ottenere la consistenza che desideriamo.
Lalginato dopo essere stato impastato correttamente viene:
Posizionato nel portaimpronte.
E direttamente in bocca in corrispondenza di sottosquadri e zone che potrebbero non essere
raggiunte dal materiale da impronte, al fine di evitare la formazione di bolle.
Ed infine introduciamo nel cavo oris il portaimpronte con lalginato.
OPERAZIONI DA ESEGUIRE DURANTE LA PRESA DELLALGINATO:
Esercitare una moderata pressione affinch il materiale da impronta debordi.
Invitare il paziente a tirare fuori la lingua per un migliore rilevamento dello spazio utile tra
parte amovibile e inamovibile della cosidetta zona sub linguale.
Si invita inoltre il paziente a portare la lingua a destra e a sinistra per determinare in modo
migliore la zona miloioidea.
Si chiudono le le narici del paziente e lo si invita a tentare di espellere aria dalle stesse,
(manovra di Valsava) in questo modo laria spinge il velo palatino e lo abbassa al fine di una
migliore determinazione del limite posteriore della protesi.

Si deve controllare che il manico del portaimpronte sia in linea con il naso se si indice di
buon parallelismo dellimpronta.
Dobbiamo con delicatezza stirare le guance in alto e in basso per mgliorare il rilevamento
del perimetro vestibolare dellimpronta.

Si invita infine il paziente a portare in avanti (simil bacio) per il rilevamento pi marcato dei
fornici.
VERIFICA DELLA CORRETTEZZA PRIMA IMPRONTA
Assenza di bolle
Simmetria
Non deve essere visibile il cucchiaio (troppa pressione e conseguente zona di scarsa
precisione)
Sincerarsi che la nostra impronta sia ben adesa al portaimpronte
Che tutte le strutture anatomiche siano ben riprodotte.
FASI PRELIMINARI DELLA COLATURA DELLIMPRONTA
Lavare limpronta con getto dacqua moderato.
Spolverare sullimpronta del gesso e risciacquare nuovamente
OCCORRENTE PER LA COLATURA DELLIMPRONTA
Gesso
Misurini per polvere e acqua
Coppetta

Spatola
Coltello da gesso
Vibratore
Miscelatore sottovuoto
Colata limpronta e dopo lindurimento del gesso si procede alla rifinitura del modello per mezzo
della squadramodelli.
PREPARAZIONE DEL MODELLO PER LA COSTRUZIONE DEL PORTAMPRONTE
INDIVIDUALE
Nelle diapositive a seguire mettiamo in evidenza (tramite la segnatura del modello) le zone che
devono essere:
Rispettate ( limite del manofatto ).
Scaricate ( frenuli e tutto ci che non va compresso).

La preparazione del modello inferiore richiede molta cura data la maggior dinamicita e
complessita delle strutture anatomiche.
LA SECONDA IMPRONTA.
IL CUCCHIAIO INDIVIDUALE.
materiali e Strumenti :
resina e relativi misurini.
Vasellina.
Piastra sagomata di legno e relativo mattarello
Coppetta.
spatola miscelatrice.
Bisturi.
Forbice.
Un pennellino.
Una matita.
Della cera in fogli.
Ed un coltello da cera.
Un micromotore e relative frese.

Nelle diapositive precedenti abbiamo realizzato un portaimpronte individuale in resina, ma pu


essere fatto anche di altro materiale:
resina fotopolimerizzata.
Materiale plastico (Brega).
Baseplate
Occorrente per la seconda impronta:
Polisolfuro (il pi usato).
Adesivo.
Bastoncini termoplastici da bordaggio.
Cartoncino per limpasto del poilsolfuro.
Spatola miscelatrice.
Alcoliera.
RILEVAZIONE SECONDA IMPRONTA. Dopo aver rilevato la seconda impronta, viene poi
boxata per la colatura del gesso e lo sviluppo del modello di lavoro.
LE PLACCHE DI REGISTRAZIONE CON VALLO IN CERA.
Questi dispositivi servono per mettere in giusta relazione la mandibola con il mascellare
Confezionamento del vallo in cera.

USO DEI FONEMI.


La esse serve per la dimensione verticale,
facendo pronunciare opportune parole tipo; sasso o semplicemente contare 61,62,63,.70.
La emme utile per lapposizione delle labbra, la parola pi usata mamma.
La effe per la relazione del labbro inferiore
con gli incisi superiori, pronunciando farfalla.
IL MONTAGGIO DEI DENTI.
Dopo aver messo i modelli in articolatore, eseguiamo il montaggio dei denti, in resina dura,
prefabbricati e forniti su stecche .

Dopo aver provato il montaggio in bocca al paziente, e verificato tutte le misurazioni eseguite si
passa alla messa in muffola e quindi alla cottura delle protesi.
LA COTTURA DELLA RESINA DELLE PROTESI.
Si deve immergere la muffola in acqua e in genere possiamo dire che la tempistica di
polimerizzazione la seguente:
Polimerizzazione generale 65 per 90 minuti quindi 100 per 30 minuti.
Polimerizzazione rapida 100 da raggiungersi in non meno di 30 minuti e
mantenuti per 30 minuti.
Polimerizzazione lenta 100 da raggiungere in non meno di 4 ore e
mantenuti per 30 minuti.
E dopo un congruo tempo di raffreddamento le protesi vengono tolte dalle muffole e liberate
dal gesso che le contiene.
A questo punto le protesi vengono rifinite con frese al carburo di tungsteno via via sempre
pi fini, gommate prima di essere lucidate con un feltro rotante e cosparse con pomice
miscelata con acqua, e poi viene eseguita una ulteriore lucidatura al banco con paste
brillantanti per mezzo di pom pom di cotone montato su un piattello rotate su apposito stelo
inserito in un micromotore a non pi di 20000 giri. A questo punto le protesi sono pronte per
essere consegnate al professionista per essere consegnate al paziente.
La protesi totale pu essere rivista dopo un congruo periodo di adattamento funzionale, per
realizzare un piano occlusale in metallo sui diatorici, evitando cos la riduzione della
dimensione verticale dovuta allusura delle facce occlusali dei denti durante la masticazione.
Nel tempo una protesi totale deve essere ribasata per compensare il fisiologico
riassorbimento mandibolare e mascellare. Il primo ribasamento deve essere fatto dopo un
anno e mezzo dal loro inserimento nel cavo orale.