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La precessione degli equinozi

Introduzione

E noto a tutti che la terra ruota su se stessa e contemporaneamente percorre una traiettoria ellittica
intorno al Sole. Questi due moti, detti rispettivamente di rotazione e di rivoluzione, sono i pi
conosciuti ed importanti del nostro pianeta, e tra laltro determinano lalternarsi del giorno e della
notte ed il ciclo delle stagioni (questultimo anche conseguenza dellinclinazione dellasse
terrestre); non sono per gli unici, in quanto linterazione gravitazionale con gli altri corpi del
sistema solare, unita al fatto che il nostro pianeta non ha forma perfettamente sferica, causa di altri
moti minori. Di questi, il pi importante la precessione degli equinozi, che consiste nella
variazione dellorientazione dellasse terrestre rispetto ad un sistema di riferimento solidale con le
stelle fisse. Si usa in genere paragonare questo moto a quello di una comune trottola (fig. 1); il
principio fisico infatti lo stesso: per effetto dellazione di una forza esterna, lasse di rotazione
ruota intorno ad un altro asse, che nel caso della Terra la normale alleclittica mentre nel caso
della trottola la direzione della forza peso, mantenendo costante langolo relativo. La durata di un
ciclo completo di precessione, ovvero il tempo che lasse di rotazione impiega per compiere un giro
intorno allaltro asse, per il nostro pianeta di circa 25.700 anni.


Figura 1 Il moto di precessione della Terra paragonato a quello di una
comune trottola

Il moto di precessione dellasse terrestre ha diverse conseguenze: lo spostamento dei poli celesti, lo
spostamento dei punti equinoziali lungo leclittica (da cui deriva il nome di precessione degli
equinozi), la diversa durata del ciclo delle stagioni (anno tropico) rispetto allanno siderale.
Scoperta della precessione
La scoperta della precessione di solito attribuita a Ipparco di Nicea o Rodi (fig. 2)(ca. 190 a.C. -
ca. 120 a.C.), astronomo greco fra i maggiori dellantichit, anche se da alcuni stata avanzata
lipotesi che il fenomeno potesse essere gi noto agli astronomi di culture precedenti, come i
babilonesi o gli egizi.


Figura 2 Ipparco di Nicea, scopritore della precessione

Nessuno degli scritti di Ipparco ci pervenuto direttamente, ma diverse sue opere sono menzionate
da Tolomeo nellAlmagesto. In particolare la scoperta della precessione descritta in sullo
spostamento dei punti solstiziali e equinoziali (Almagesto III.1 e VII.2). Ipparco misur le
coordinate eclittiche (,) della stella Spica ( Virginis) durante uneclisse di Luna e trov che essa
si trovava a circa 6 ad ovest del punto dellequinozio dautunno (punto Omega, che si trova
esattamente a 180 dal punto dellequinozio di primavera o punto Gamma, rispetto al quale
solitamente si misurano le longitudini). Confrontando i suoi dati con quelli, risalenti a 144 anni
prima, dellastronomo babilonese Timocharis, egli trov che la latitudine era rimasta invariata,
mentre la longitudine era cresciuta di circa 2. Tale variazione di e costanza di fu ben presto
riscontrata in altre stelle prossime alleclittica (la cui longitudine era pi facile da misurare). Le
spiegazioni possibili erano due: o le stelle si erano spostate tutte insieme dello stesso angolo oppure
era stato il punto di riferimento usato per le misure, il punto equinoziale Gamma, a spostarsi. Dalla
variazione di 2 della longitudine e dalla costanza della latitudine in un arco temporale di 144 anni,
Ipparco dedusse che il punto Gamma si era spostato lungo leclittica in verso retrogrado, ovvero
verso Ovest, di circa 46 allanno (il valore reale 50,3 per anno). Nella concezione geocentrica di
Ipparco e Tolomeo, la precessione venne spiegata in termini di movimento della sfera delle stelle
fisse, che ruoterebbe lentamente attorno ai poli delleclittica. Ma perch Ipparco aveva bisogno di
uneclisse di Luna per effettuare le sue misure? Egli aveva sviluppato un metodo che gli consentiva
di sapere in ogni momento le coordinate del Sole; la Luna al culmine di uneclisse esattamente a
180 dal Sole, per cui una misura dellarco longitudinale separante il centro della Luna da Spica
permetteva di ricavare la distanza fra Spica ed il Sole e di conseguenza le sue coordinate.
La prima interpretazione della precessione come conseguenza della variazione dellorientazione
dellasse terrestre si deve a Copernico (de revolutionibus orbium coelestium (1543): la
retrogradazione di Gamma dovuta alla rivoluzione dellasse attorno alla normale al piano eclittico,
mantenendo costante langolo relativo di 2327. La spiegazione fisica della precessione in termini
di interazione gravitazionale fra la Terra e gli altri corpi del Sistema Solare, in particolare la Luna
ed il Sole, dovuta a Isaac Newton (philosophiae naturalis principia mathematica (1687)). La
teoria di Newton esposta nei Principia prevedeva anche che il moto di precessione fosse
accompagnato da lievi oscillazioni periodiche sia della velocit di retrogradazione che della
obliquit, oscillazioni dette collettivamente nutazione, dovute al fatto che le forze agenti sulla Terra
non sono costanti. Tali oscillazioni furono poi effettivamente osservate dallastronomo inglese
Bradley nella prima met del XVIII secolo. Esse avevano per ampiezza molto maggiore di quanto
aveva previsto Newton; il fisico inglese aveva infatti sottostimato il contributo della Luna alla
precessione. La trattazione matematicamente rigorosa dei moti di precessione e nutazione si deve ai
matematici del XVIII secolo, fra i quali spiccano i nomi di DAlembert e Eulero.

Spiegazione della precessione

Come gi anticipato, il moto di precessione avviene a causa della forza di gravit e del fatto che la
Terra non perfettamente sferica: a causa del moto di rotazione, essa infatti ha assunto una forma
approssimabile ad un ellissoide di rotazione schiacciato ai poli. Fu Newton il primo ad intuire il
legame fra la forma della Terra ed il fatto che essa possiede un moto di precessione. Seguiamo il
suo ragionamento, concentrando per il momento lattenzione soltanto sullinterazione fra la Terra
ed il Sole.
Consideriamo innanzitutto il caso in cui la Terra sia perfettamente sferica ed abbia simmetria
radiale; supponiamo quindi che la sua densit sia dipendente solo dalla distanza dal centro e non
dalla longitudine o latitudine.


Figura 3 Interazione gravitazionale Sole-Terra nel caso di Terra suppostaperfettamente sferica; a causa della
simmetria si ha solo il moto di rivoluzione

Come si vede in figura 3, per ogni punto P della sfera, sul quale il Sole esercita una forza F (pi
propriamente P un piccolo volumetto dV che contiene la massa dm=dV), possibile prendere
un punto Q, simmetrico rispetto alla congiungente Terra-Sole, posto alla stessa distanza dal Sole e
sul quale quindi agisce la stessa forza F. La forza agente su P tende a causare sia una traslazione che
una rotazione della Terra, rispettivamente verso il Sole e intorno al centro di massa terrestre; la
forza agente su Q tende a causare una uguale traslazione verso il Sole ma una rotazione uguale ed
opposta. La conseguenza dellapplicazione simultanea di entrambe le forze una forza risultante
applicata nel centro di massa, che causa soltanto una traslazione, mentre non induce alcuna
rotazione. Ragionando alla stessa maniera per tutti i punti che compongono la sfera, prendendoli
cio opportunamente a coppie, si avr che la risultante delle forze di attrazione esercitate dal Sole
sui volumetti di materia che compongono la Terra sar una forza applicata nel centro di massa, che
causa il moto di rivoluzione, senza alcuna rotazione. La forza esercitata dal Sole non altera quindi in
alcun modo la rotazione propria della Terra, che continua indisturbata con la stessa velocit ed
orientazione dellasse.
La situazione diversa se si considera la Terra non perfettamente sferica; in questo caso lellissoide
di rotazione si pu schematizzare come composto da una sfera interna pi un rigonfiamento
equatoriale. (figura 4)


Figura 4 A causa del rigonfiamento equatoriale, la forza di attrazione gravitazionale del Sole tende a far ruotare la
Terra intorno ad un asse che in generale giace sul piano equatoriale

Per quanto riguarda i punti interni alla sfera, valgono le considerazioni svolte precedentemente: essi
contribuiscono solo al moto di rivoluzione. Sia P invece un punto del rigonfiamento equatoriale:
come si vede nella figura, in questo caso il punto simmetrico rispetto allasse Terra-Sole non
appartiene al rigonfiamento, per cui non si ha la compensazione osservata in precedenza.
Consideriamo il punto Q, simmetrico rispetto al centro della Terra, e valutiamo le forze agenti su P
e Q. Il punto P pi vicino al sole, e quindi la forza F
1
esercitata su di esso sar maggiore rispetto
alla forza F
2
agente su Q. Le due forze in questo caso sono equivalenti ad una forza applicata nel
centro di massa pi una coppia di forze che tende a far ruotare la Terra. Sommando i contributi di
tutti i punti del rigonfiamento equatoriale, il risultato complessivo una forza risultante che
contribuisce al moto di rivoluzione pi una coppia il cui momento giace sul piano equatoriale. Nelle
figure sono riportate le posizioni relative di Terra e Sole nei giorni dei solstizi; come si vede, in
entrambi i casi la coppia di forze tende a riportare il piano dellequatore sul piano dellorbita,
ovvero a ridurre linclinazione dellasse terrestre.



Figura 5a Interazione gravitazionale Sole-Terra; situazione al solstizio destate. La grandezza pi importante per
quantificare lazione della coppia il momento M, il cui modulo vale M=Fb (b il braccio della coppia, definito
come la distanza fra le rette sulle quali giacciono le 2 forze)

Figura 5b Interazione gravitazionale Sole-Terra; situazione al solstizio dinverno

La coppia di forze non per sempre uguale nel tempo: il suo momento massimo ai solstizi e
nullo agli equinozi, assumendo valori intermedi negli altri periodi.
Ma perch lasse terrestre precede, invece di orientarsi semplicemente nella direzione ortogonale al
piano dellorbita? A questo proposito paragoniamo nuovamente il moto della Terra a quello di una
comune trottola: se sulla trottola agisce la forza di gravit, notiamo che tale forza tende a farla
cadere ed essa effettivamente cade, a meno che non sia in rapida rotazione. E la rotazione, dunque,
che impedisce alla trottola di cadere ed alla Terra di disporsi con lequatore parallelo al piano
dellorbita.

Precessione e nutazione

Come abbiamo detto in precedenza, il momento della coppia di forze che causa la precessione non
costante, ma varia da un minimo di zero ad un massimo in corrispondenza dei solstizi. In generale il
momento si pu considerare composto di due componenti: una, tangente al cono descritto dallasse
terrestre, che causa la precessione, ed unaltra che tende a far avvicinare o allontanare lasse alla
normale al piano dellorbita (dipende da come lasse orientato rispetto al Sole). Questa
componente causa una oscillazione periodica dellinclinazione dellasse intorno al valore medio di
2327, che viene detta nutazione.


Figura 6 I moti di rotazione (verde), precessione (blu) e nutazione (rosso)

Precessione Luni-solare

Fino a questo momento abbiamo focalizzato lattenzione sullinterazione gravitazionale Sole-Terra,
e sul contributo di questa alla precessione. Per, contrariamente a quello che lintuizione ci
suggerisce, non dal Sole che viene il contributo maggiore alla precessione, bens dalla Luna.
Infatti, anche se la forza esercitata dal Sole sulla Terra di circa 2 ordini di grandezza maggiore
rispetto a quella esercitata dalla Luna, non la forza di attrazione gravitazionale in s a determinare
la precessione, ma il fatto che essa varia da punto a punto, essendo massima per le regioni della
Terra pi vicine al Sole (rispettivamente alla Luna) e minima per quelle pi lontane. La precessione
dipende quindi dal gradiente della forza gravitazionale.
Come noto, la forza di attrazione gravitazionale fra due corpi di massa m
1
ed m
2
posti a distanza r
data dalla legge di gravitazione universale:

Si dimostra che se una forza inversamente proporzionale a r
2
, come il caso della forza
gravitazionale, allora il gradiente sar inversamente proporzionale a r
3
. Il fatto che la distanza del
Sole dalla Terra sia quasi 500 volte maggiore della distanza Luna-Terra fa si che il contributo del
Sole alla precessione sia inferiore a quello della Luna.
Considerando soltanto lapporto del Sole, la velocit di precessione sarebbe di 15,8 per anno, a
fronte di un valore totale di 50,3 per anno. I termini dovuti ai pianeti, fra i quali il maggiore
quello di Venere, sono trascurabili per cui si usa lespressione precessione luni-solare.
Anche per quanto riguarda la nutazione, il contributo principale viene dalla Luna e non dal Sole; il
moto di nutazione complessivo molto complesso, comprendendo numerosi termini fra i quali uno
periodico con il semi-anno solare ed uno con il semi-mese lunare. Il termine pi importante, che
sfugg allanalisi di Newton, dovuto al fatto che il piano dellorbita lunare inclinato rispetto
alleclittica, formando con essa un angolo di 5,14, e che tale piano precede rispetto alleclittica con
un periodo di 18,6 anni; la linea dei nodi, ovvero lintersezione del piano dellorbita lunare con
leclittica, vista dal Polo Celeste Nord appare ruotare in senso orario, compiendo un giro completo
in 18,6 anni. Di conseguenza anche la coppia lunare varia con lo stesso periodo, causando la
cosiddetta nutazione principale, scoperta da Bradley.


Figura 7 La precessione del piano dellorbita lunare la causa della nutazione principale




Conseguenze della precessione

Cambiamento della Stella Polare

Polaris, Ursae Minoris, una stella ben nota anche ai non esperti di astronomia, ma sua fama non
certo dovuta alla sua grande brillantezza: essa, infatti, occupa soltanto la 48esima posizione nella
classifica delle stelle pi brillanti, con una magnitudine apparente di 1.97 (variabile). Presso tutti i
popoli dellemisfero Nord, Polaris per conosciuta come la stella che indica il Nord, la Stella
Polare, la pi vicina al Polo Celeste Nord (PCN), la stella che rimane pressoch immobile mentre
tutte le altre appaiono ruotare nel cielo notturno. Ma Polaris non occupa da sempre quella posizione
privilegiata, n la occuper per sempre in futuro, e questo proprio a causa della precessione. I Poli
celesti sono infatti le intersezioni del prolungamento dellasse terrestre con la sfera delle stelle fisse;
se lorientazione dellasse cambia allora cambiano anche le posizioni dei poli. Lasse si muove
lentamente e va a puntare stelle diverse, che assumono via via il ruolo di stelle polari, assegnato
alla stella pi brillante che sia prossima al PCN in una data epoca.


Figura 8 Posizioni del Polo Celeste Nord (i numeri indicano le date). Il PCN nel corso di un ciclo
di precessione descrive un cerchio intorno al polo delleclittica

Per esempio nel 3000 a.C. la stella polare era la debole Thuban, nella costellazione del Dragone;
con una magnitudine di 3.67 era cinque volte pi debole della polare di oggi. Nel 14000 d.C. lasse
terrestre punter in direzione di Vega, che con la sua magnitudine di 0.03 sar la stella pi brillante
ad assumere il ruolo di stella polare, anche se la sua distanza minima dal PCN non sar inferiore ai
5. In altre epoche il PCN cadr in regioni di cielo povere di stelle brillanti, cos come accade ai
nostri giorni per il Polo Sud celeste, cosicch non ci sar ununica stella a servire da riferimento per
individuare il Nord.
Ma cosa vedrebbe un ipotetico osservatore capace di scrutare il cielo per millenni? La sfera delle
stelle fisse, oltre a ruotare intorno ai poli celesti (per effetto della rotazione terrestre), gli
apparirebbe compiere una lenta rotazione intorno ai poli delleclittica, per tornare dopo 25700 anni
nella posizione iniziale.

Spostamento dei punti equinoziali

I punti equinoziali Gamma (equinozio di primavera o punto vernale o primo punto dAriete)
ed Omega (equinozio dautunno o punto di Libra) sono definiti come le intersezioni delleclittica
con lequatore celeste. La precessione degli equinozi influisce sulla posizione dellequatore celeste,
lasciando invece invariata leclittica: cos come lasse terrestre, anche il piano dellequatore celeste
precede intorno alla normale al piano eclittico, attraversando quindi regioni diverse della sfera
celeste in epoche diverse.
Leclittica, invece, rimane stabile: le costellazioni zodiacali, attraversate dal Sole e dagli altri
pianeti, sono sempre le stesse e dipendono dallorientazione del piano dellorbita dei pianeti rispetto
alle stelle fisse, orientazione che si mantiene pressoch invariata nel tempo.
A causa della mobilit dellequatore celeste e stabilit delleclittica si ha che le loro intersezioni,
ovvero i due punti equinoziali, si spostano lungo leclittica con velocit angolare uguale a quella
della precessione dellasse terrestre, ovvero 50,3 allanno. Essi percorrono lintera eclittica in circa
25.700 anni, attraversando tutte le costellazioni zodiacali: il punto Gamma, per esempio, si trovava
5000 anni fa nella costellazione del Toro, nei pressi della stella Aldebaran; dopo essere transitato
nella costellazione dellAriete, esso si trova ora in quella dei Pesci, e passer nellAcquario a partire
dallanno 2597 d.C.

Figura 9 La posizione del punto Gamma (in rosso) in tre epoche diverse. Attualmente si trova ancora nella
costellazione dei Pesci

Poich il punto Gamma usato ancora oggi come punto di riferimento per la misura delle
coordinate degli oggetti celesti, il suo spostamento causa la variazione delle coordinate, sia
eclittiche che equatoriali; per questa ragione i cataloghi stellari riportano lepoca alla quale le
coordinate si riferiscono. Attualmente lepoca standard utilizzata la J 2000.0, che corrisponde all1
Gennaio 2000.
Lo spostamento dei punti equinoziali ha conseguenze anche nel campo dellastrologia. Ai tempi di
Tolomeo il punto Gamma si trovava al principio della costellazione dellAriete, al confine fra Toro
e Ariete, da cui la denominazione di primo punto dAriete; risale a quel tempo la divisione della
regione di cielo intorno alleclittica nelle 12 costellazioni zodiacali cos come le conosciamo oggi,
che il sole attraverserebbe in un mese ciascuna (ignorando del tutto la tredicesima costellazione
attraversata dal Sole, ovvero lOfiuco). In verit, sebbene ancora oggi si usa dire che i nati dal 21
Marzo al 20 Aprile siano del segno dellAriete, questo non corrisponde pi alla posizione del
Sole, che transita in quel periodo nella costellazione dei Pesci; soltanto il 19 Aprile il Sole entra
effettivamente in Ariete. Lo stesso vale per tutti i segni: il segno effettivo attraversato dal Sole
quello che precede il segno riportato negli oroscopi, per cui, ad esempio, il giorno dellequinozio
dAutunno il Sole non entra nella costellazione della Bilancia ma si trova in quella della Vergine e
cos via.


Anno siderale e anno tropico

Comunemente intendiamo per anno il tempo che la terra impiega a compiere un giro intorno al
Sole, ma in astronomia distinguiamo due diversi anni, lanno siderale e lanno tropico, che a causa
della precessione hanno durata diversa fra loro.
Lanno siderale il tempo che il Sole impiega per ritornare nella stessa posizione rispetto alle
stelle fisse della sfera celeste, ed equivalente al periodo orbitale della Terra.
Lanno tropico invece il tempo che il Sole impiega a tornare nello stesso punto lungo leclittica
rispetto ai punti equinoziali, e corrisponde quindi al ciclo delle stagioni. A seconda del punto che si
sceglie, la durata dellanno tropico varia leggermente; si usa effettuare una media su tutti i punti
delleclittica (anno tropico medio).
La differenza di definizione fra lanno siderale e lanno tropico rispecchia due modi diversi di
misurare la lunghezza dellanno utilizzati nellantichit: il primo fa riferimento alla posizione delle
stelle, il secondo allaltezza del Sole.
La durata dei due anni, a causa della precessione, non la stessa. I punti equinoziali si spostano
infatti di 50,3 ogni anno, cos il Sole ripassa per lo stesso punto delleclittica dopo aver percorso
360 - 55,3 anzich 360. Ne segue che lanno tropico dura circa 20 minuti in meno rispetto
allanno siderale, pari a circa un giorno ogni 70 anni. La durata media dellanno siderale di
365,25636 giorni (365g 6h 9m 10s) mentre quella dellanno tropico 365,2422 giorni (365g 5h
48m 45s). Il calendario Gregoriano, adottato da quasi tutti i paesi del mondo, si basa sullanno
tropico, in modo tale che linizio delle stagioni cada sempre negli stessi giorni e non sia invece
variabile con gli anni.


dott. Angelo Mascialino