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LE TRE LEGGI D KEPLERO

PRIMA LEGGE

La prima legge afferma che l'orbita descritta da un pianeta un'ellisse,di cui il Sole occupa uno dei due fuochi. Keplero propone un modello eliocentrico in cui non vengono pi considerate le orbite circolari, le forme perfette, ed supportato nel farlo dai dati sperimentali ottenuti da Tycho Brahe. Osserviamo che, poich l'ellisse una figura piana, i moti dei pianeti avvengono in un piano, detto piano orbitale. Per la Terra tale piano detto eclittica. Nella figura a fianco rappresentata un'orbita ellittica, con indicati i suoi parametri caratteristici: semiasse maggiore ,semiasse minore, semidistanza focale , eccentricit. Tra questi parametri esistono le relazioni seguenti:

L'ellisse in figura ha un'eccentricit di circa 0,5 e potrebbe rappresentare l'orbita di un asteroide. I pianeti hanno in realt eccentricit molto pi piccole: 0,0167 per la Terra, 0,0934 per Marte e 0,2482 per Plutone (pianeta nano). La distanza dei pianeti dal Sole non costante, ma varia da un massimo (afelio) ad un minimo (perielio). possibile considerare la prima legge di Keplero collegata alla conservazione del momento angolare. Seconda legge:

La seconda legge afferma che il raggio vettore che unisce il centro del Sole con il centro del pianeta descrive aree uguali in tempi uguali. Le conseguenze di questa legge sono: La velocit orbitale non costante, ma varia lungo l'orbita. Le due aree evidenziate nella figura qui a fianco sono infatti uguali e vengono quindi percorse nello stesso tempo. In prossimit del

perielio, dove il raggio vettore pi corto che all'afelio, l'arco di ellisse corrispondentemente pi lungo. Ne segue quindi che la velocit orbitale massima al perielio e minima all'afelio. Il momento angolare orbitale del pianeta si conserva (vedi riquadro sotto per la dimostrazione). La velocit lungo una determinata orbita inversamente proporzionale al modulo del raggio vettore. Questa una conseguenza della conservazione del momento angolare. Se L, dato dal prodotto di m, r e vt costante ne discende che vt inversamente proporzionale a r (si veda "momento angolare" per la definizione di L, m, r e vt). Sul pianeta viene esercitata una forza centrale, cio diretta secondo la congiungente tra il pianeta e il Sole. La seconda legge della dinamica per i sistemi in rotazione

dove M il momento meccanico applicato. Poich L si conserva, la sua variazione nulla e quindi anche M nullo. Questo pu accadere solo se F parallelo ad r, cio diretto come la congiungente con il Sole. Terza legge :

La terza legge afferma che i quadrati dei periodi di rivoluzione dei pianeti sono proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle loro orbite. Questa legge valida anche per i satelliti che orbitano intorno ai pianeti e pu essere espressa in forma matematica nel modo seguente:

dove a il semiasse maggiore dell'orbita, T il periodo di rivoluzione e K una costante (a volte detta di Keplero), che dipende dal corpo celeste attorno al quale avviene il moto di rivoluzione (ad esempio, se si considera il moto di rivoluzione dei pianeti del sistema solare attorno al Sole e misurando le distanze in U.A. e il tempo in anni solari, K vale 1). Per un'orbita circolare la formula si riduce a T2 = r3K dove r il raggio dell'orbita.

Per la cronaca: con k = Gm1m2 per il caso gravitazionale e massa ridotta.