LICEO G.
VERGA PETRONIO RUSSO
SCIENZE NATURALI – SCIENZE DELLA TERRA
Uda 1 – Le Galassie – Origine ed evoluzione dell’Universo
A cura della [Link] F. Aidala
Le Galassie
Una galassia è un ammasso di corpi celesti, gas e polveri interstellari legati dalla
reciproca attrazione gravitazionale
Le galassie vengono
classificate in base alla loro
forma, distinguendo:
A. Galassie a spirale
[Link] a spirale barrata
[Link] ellittiche
[Link] irregolari
Le Galassie
Il nostro pianeta, insieme al Sistema solare, fa parte della Via Lattea, una galassia
a spirale barrata
La Via Lattea:
contiene oltre cento miliardi di stelle e un
numero ignoto di sistemi solari
Ha un diametro di circa 105 a. l. e uno
spessore variabile da 1000 a 15.000 a.l.
Il Sistema solare:
È situato in un braccio della spirale, a circa
27.000 a.l. dal nucleo
Ruota intorno al nucleo ad una velocità di
273 km/s e compie un giro completo in
225 milioni di anni
Le Galassie
Le galassie non sono distribuite
uniformemente nello spazio ma
sono riunite in:
Gruppi, comprendono meno di
50 galassie, hanno diametro
inferiore a 3 x 106 a.l.
Ammassi, possono contenere
oltre 1000 galassie, hanno
diametro di 25 x 106 a.l. e oltre
Superammassi, insiemi di
ammassi separati da immensi
spazi vuoti (contenenti solo
pochi atomi di H per m3) estesi
per decine di milioni di a.l.
Origine dell’Universo
Le equazioni della relatività generale
portarono Einstein, che non voleva prendere
in considerazione la possibilità di un universo
non statico, alla conclusione che l’universo
deve essere in espansione o in contrazione.
Nel 1929 Hubble mostrò evidenze
osservative basate sulla spettroscopia delle
galassie per un universo in espansione.
Nel 1965 Penzias e Wilson rivelarono una
debole emissione nelle onde radio
proveniente da ogni direzione della volta
celeste: questa radiazione di fondo è
un’altra evidenza, dopo l’allontanamento
delle galassie, che tutto ciò che costituisce
l’universo, inclusi lo spazio e il tempo, deve
essere scaturito da un’immane esplosione, il
Big Bang.
Origine dell’Universo
I segnali che arrivano dallo
Spazio, registrati come spettri di
assorbimento, dimostrano che le
galassie si allontano dalla Terra a
velocità elevate, migliaia di Km/s,
tanto più elevate quanto più sono
distanti (legge di Hubble)
V = H0 x d
H0 = costante di Hubble
L’Universo dunque si espande in tutte le
dimensioni ed in modo omogeneo
La legge di Hubble ha permesso di
determinare la distanza delle galassie
più lontane e di stimare l’età
dell’Universo in circa 14 miliardi di anni
Origine dell’Universo
Ad oggi si calcola che il volume dell’universo
osservabile si sia espanso fino a raggiungere un
raggio di oltre 46 miliardi di anni luce, e questo
rappresenta solo un orizzonte, cioè il limite di
quanto possiamo osservare
Le informazioni provenienti dalla radiazione
cosmica di fondo ci dicono che la parte non
osservabile potrebbe avere un diametro di
almeno 37 trilioni di anni luce
Le ultime stime ipotizzano che lo spazio si
potrebbe essere espanso per circa
4,7×1023 km ovvero 46,5 miliardi di anni luce.
Dunque il diametro della sfera sarebbe pari
proprio a 93 miliardi di anni luce.
Origine dell’Universo
1946: George Gamow pubblica "Expanding Universe and the Origin of Elements”, in
cui afferma che l’Universo si sarebbe originato da una singolarità: un punto di densità
e temperatura infinita, in seguito ad una violentissima esplosione, il Big Bang, il tempo
iniziò a scorrere e l’Universo ad espandersi.
Nell’istante successivo al Big Bang ci fu una rapidissima espansione, la Grande
Inflazione, seguita dalla liberazione di una grandissima quantità di energia sotto forma
di calore e dalla formazione delle particelle elementari, prima quelle leggere (quark,
elettroni, neutrini) e poi quelle più pesanti (protoni, neutroni)
Origine dell’Universo
Nel momento in cui la T media dell’Universo divenne < 3.000 K si formarono i primi
atomi stabili (H, He, Li), la materia si separò dalle radiazioni e la luce iniziò a viaggiare
liberamente nello spazio ormai rarefatto; nei milioni di anni successivi H ed He gassosi
diedero inizio alla formazione delle galassie
Origine dell’Universo
Un miliardo di anni dopo il Big Bang la composizione chimica e le leggi fisiche
nell’Universo sono simili a quelle che conosciamo e ne governano l’evoluzione
Evoluzione dell’Universo
Forza di gravità = forza centrifuga: l’espansione dell’universo continuerebbe
determinando una continua dilatazione e reffreddamento
Forza di gravità > forza centrifuga: l’espansione dell’intero Universo rallenterebbe per
effetto dell’attrazione gravitazionale, tanto da richiudersi su se stesso fino ad un big
crunch
Forza di gravità < forza centrifuga: l’espansione sarebbe accelerata tanto da arrivare
ad una definitiva disgregazione (big rip)
Il sistema Solare
Il sistema Solare
Occupa lo spazio di una sfera
di circa 3 a.l. di diametro
Comprende:
Il Sole
8 pianeti
almeno 59 satelliti principali con raggio di almeno 8 km e molti altri minori
migliaia di asteroidi
moltissimi meteoroidi
Miliardi di masse ghiacciate che formano una nube sferica alla periferia del
Sistema solare (Nube di Oort) e possono originare comete
materia interplanetaria, formata da gas e polveri molto rarefatti
Il sistema Solare
Il Sole possiede oltre il 99% della massa di tutto il Sistema solare
Il sistema Solare: formazione
Fino a circa 5 miliardi di anni fa, nel settore della
Galassia oggi occupato dal Sistema solare, si
trovava una nebulosa
Formazione del proto-Sole per collasso gravitativo
di una parte della nebulosa, probabilmente dovuto
all’esplosione di una supernova
Le temperature aumentano fino ad innescare le
reazioni di fusione termonucleare: una grande
esplosione sancisce l’accensione del Sole
La progressiva aggregazione di particelle determina
la formazione dei pianeti e i loro satelliti
Il Sole
Composizione: 71% circa
H, 27% circa He, 2% circa
di tutti gli altri elementi
Raggio: 700.000 km (circa
110 quello terrestre)
Massa: 2 ×1030 kg
(333.000 volte quella della
Terra)
Volume:1,4 × 1018 km3
(1.300.000 volte quello
della Terra)
Densità media: di 1,4
g/cm3 (circa quattro volte
inferiore a quella della
Terra)
Il Sole
Come tutti gli altri corpi celesti, il sole ruota su se
stesso.
La rotazione solare avviene attorno ad un asse
inclinato di 6 gradi rispetto alla normale del piano
di orbita dei pianeti, con un periodo di 25,38 giorni
all'equatore e maggiore ai poli
Struttura del Sole
1. Nucleo
2. Zona radiativa
3. Zona convettiva
4. Fotosfera
5. Cromosfera
6. Corona
Il Sole: superficie e atmosfera
La gravitazione universale
Claudio Tolomeo (100-178 d.C.)
elaborò il sistema geocentrico (o
tolemaico), sul quale si basò
l’astronomia per circa 14 secoli
Niccolò Copernico (1473-1573)
confutò il modello tolemaico e
propose il sistema eliocentrico
Giovanni Keplero descrisse il moto
dei pianeti formulando tre leggi
fondamentali su cui si fonda la
gravitazione universale
Le leggi di Keplero
Prima legge di Keplero:
I pianeti si muovono su orbite ellittiche aventi il sole in uno dei due fuochi
Le leggi di Keplero
Le orbite planetarie sono ellissi che si discostano molto poco dalle circonferenze
La dimensione delle orbite cresce rapidamente passando dai pianeti terrestri a quelli gioviani
Gli assi di rotazione dei pianeti, con l’eccezione di Urano, sono inclinati da qualche grado a
poco più di 20°, rispetto al piano orbitale
I periodi di rotazione vanno da meno di dieci ore a più di 243 giorni
I pianeti gassosi presentano i periodi più brevi, oltre al fenomeno della rotazione differenziale
Tre pianeti ruotano in senso orario, cioè contrario al senso di rivoluzione
Le leggi di Keplero
Seconda legge di Keplero:
Il segmento che congiunge il piante con il Sole percorre
aree uguali in tempi uguali
Le leggi di Keplero
Terza legge di Keplero:
I quadrati dei tempi impiegati dai pianeti a compiere le loro orbite (periodo di
rivoluzione, T) sono proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle loro orbite
T2 = Ka3
La legge di Newton
Legge della gravitazione universale:
Due corpi si attraggono con una forza che è
direttamente proporzionale alla loro massa ed
inversamente proporzionale al quadrato della
loro distanza
G = costante di Newton o
costante di gravitazione universale
Formazione dei pianeti
La formazione dei pianeti si può ricondurre ad
un disco protoplanetario, cioè una struttura
composta di gas e polveri in orbita attorno alla
stella in formazione (protosole)
Quando la temperatura del disco scese al di sotto dei 1900 K, iniziarono a formarsi i primi
grani solidi, costituiti da elementi quali nichel, silicio, ferro, titanio, magnesio, calcio ecc.
La formazione di questi elementi durò finché la temperatura non scese al di sotto dei 900
K, nel frattempo al centro del disco iniziavano le reazioni di fusione termonucleare
La temperatura scese ancora fino a 300-200 K e si ebbe la condensazione di elementi
quali carbonio, azoto, ossigeno e idrogeno, con la formazione di grani ghiacciati
Quando la dimensione dei grani superò all’incirca 1 km essi cominciarono a esercitare una
forza gravitazionale tale da attrarre la materia circostante e si formarono i planetesimi.
In circa 100 milioni di anni si arrivò alla formazione di corpi di alcune centinaia di kilometri
di diametro e di forma pressoché sferica, i protopianeti.
Formazione dei pianeti
La differenziazione tra pianeti rocciosi e gassosi fu causata dalle diverse temperature
presenti nel disco protoplanetario.
Nelle regioni più interne del Sistema solare la temperatura elevata impedì agli elementi gassosi
di condensare, questi furono poi spazzati via dall’intenso vento stellare nella fase di passaggio
del Sole da protostella a stella.
Nelle regioni periferiche, invece, le basse temperature favorirono la condensazione di elementi
quali idrogeno e composti del carbonio e dell’azoto, dando luogo a protopianeti ricchi di tali
elementi che continuarono ad accrescersi fino alla formazione dei giganti gassosi. Durante la
fase di formazione dei protopianeti, una parte dei planetesimi, anche a seguito di perturbazioni
gravitazionali dei corpi maggiori, non fu in grado di originare corpi di dimensioni planetarie. Si
generò così la fascia degli asteroidi e l’insieme dei corpi minori del Sistema solare
I pianeti terrestri
Pianeta Distanza dal Periodo di Rotazione Temperatura Atmosfera Satelliti
Sole rivoluzione (velocità
all’equatore)
Mercurio 0,39 U.A. 88 g 58 g 15h 470/-170 °C Quasi assente Nessuno
(3,0256 m/s) (sottile strato di He)
Venere 0,72 U.A. 225 g 243 g 400 °C Molto densa (CO2, Nessuno
retrograda H2SO4, SO2)
(1,81 m/sec)
Terra 1 U.A. 365 g 6 h 23,93 h 15 °C Azoto e Ossigeno 1 (Luna)
(463,6 m/s)
Marte 1,5 U.A. 687 g 1g 0h 37m -65 °C Rarefatta 2
(241,17 m/s) (Fobos, Deimos)
I pianeti terrestri
I pianeti gioviani
Pianeta Distanza dal Periodo di Rotazione (velocità Temperatura Satelliti
Sole rivoluzione all’equatore) atmosfera
Giove 5,2 U.A. 12 anni 9h 56m -110 °C Circa 70 (Io, Europa,
(12,6 km/sec) Ganimede, Callisto)
Saturno 9,5 U.A. 30 anni 10h 34m -140 °C Anelli e satelliti
(9,85 km/sec) (Titano)
Urano 19 U.A. 84 anni 17h 14m retrograda -195 °C Anelli e satelliti
(2,59 km/sec) (Titania, Oberon)
Nettuno 30 U.A. 165 anni 16h 6m -200 °C Anelli e satelliti
(2,68 km/sec) (Tritone)
I pianeti gioviani