Sei sulla pagina 1di 9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

La forma dell'Universo
"Fiat lux e Dio cre lo spazio e il tempo. I corpi celesti (stelle, pianeti, galassie, gruppi di galassie, ammassi, superammassi) comparvero in cielo tutti insieme, disposti a unopportuna distanza luno dallaltro, in punti ben definiti dello spazio. La Via Lattea con il sistema solare e la Terra da questa parte, la galassia Andromeda da quellaltra parte a una certa distanza e cos via.

E cos, come disposti da Dio, i corpi celesti sono rimasti nel firmamento per miliardi di anni dal momento della creazione. Oggi sappiamo che questo non vero, ma interessante sapere che questa era la visione dellUniverso fino al 1929, anno in cui lastronomo americano Edwin Hubble pubblic le prove che le galassie si allontanano progressivamente da noi. La scoperta che lUniverso si espande stata una delle pi grandi rivoluzioni intellettuali del ventesimo secolo. Prima di Hubble si credeva che lUniverso fosse statico. Certo, si sapeva dei movimenti locali dei corpi celesti come il movimento della Terra intorno al Sole, ma, a larga scala, si pensava che lUniverso fosse statico. Lo stesso Einstein, quando formul la teoria della relativit generale nel 1915, era cos sicuro che lUniverso fosse statico, che arriv al punto di modificare la sua teoria introducendo la cosiddetta costante cosmologica nelle sue equazioni. La teoria, infatti, prevedeva un Universo in espansione e questo per Einstein e, per la verit, per tutto il mondo scientifico del tempo, era inconcepibile. Anni pi tardi Einstein ammise che quello era stato il pi grande errore della sua vita. Dalla sua teoria si poteva ricavare che lUniverso in espansione senza aspettare Hubble. Nel diagramma spazio-tempo a fianco (fig. 1) ho descritto in forma geometrica la visione dellUniverso prima di Hubble. Qui lUniverso rappresentato da un piano xt infinito. Con lo scorrere del tempo i corpi celesti rimangono sempre alla stessa distanza luno dallaltro; questo rappresentato, nel diagramma, dalle loro worldlines verticali e parallele.
www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm 1/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

Per la verit, per considerare i movimenti locali, le worldlines dovrebbero avere una forma a spirale (a cavatappi), ma, questo non cambia il senso del disegno: nel suo insieme, lUniverso statico pre-Hubble non si espande e non si restringe. Gi nel 1922, il fisico-matematico russo Alexander Friedmann, aveva notato che, togliendo dalle equazioni della relativit generale di Einstein la costante cosmologica, l'Universo appare soggetto a un moto di espansione, con una curvatura che decresce nel tempo, come un palloncino mentre gonfiato, in conseguenza della "diluizione" della materia al suo interno. Il suo lavoro rimase per sconosciuto a lungo nel mondo occidentale. Dobbiamo aspettare gli esperimenti di Hubble per scoprire che lUniverso si sta espandendo e che tutte le galassie che riusciamo a osservare si stanno allontanando dalla Terra. Per la verit le galassie non si stanno allontanando da noi come se la Terra fosse al centro di questa enorme espansione noi non siamo al centro dellUniverso! Tutte le galassie si muovono in allontanamento una dallaltra. Com possibile?

Prendi un palloncino appena un pogonfio; con un pennarello disegna dei punti sulla sua superficie ognuno rappresentante una galassia; ora comincia a gonfiare il palloncino (figura 2). Man mano che il palloncino si gonfia la distanza fra i punti che hai disegnato aumenta, ma non c nessun punto che pu essere considerato il centro dellespansione. Inoltre, pi distanti sono i punti, maggiore la loro velocit di allontanamento reciproco.

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

2/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

In realt non sono le galassie che si allontanano, ma lo spazio stesso che si dilata, trascinando con s tutti i corpi celesti che contiene. Se le galassie si stanno allontanando una dallaltra, si pu facilmente immaginare che, andando indietro nel passato, a un certo punto, esse fossero tutte concentrate nello stesso luogo fisico. In effetti, proprio cos: tutti i modelli dellUniverso concordano sul fatto che circa 15 miliardi di anni fa tutte le galassie fossero concentrate in un punto che gli scienziati chiamano singolarit. Nella singolarit, la dimensione delle galassie zero, la distanza fra loro zero; per contro, la densit dellUniverso e la sua curvatura sono infinite. Levento a partire dal quale la curvatura della singolarit comincia a srotolarsi e quindi lo spazio a espandersi chiamato Big Bang. A partire da questo evento, lUniverso si espande fino a raggiungere, dopo 15 miliardi di anni, la forma e dimensioni che noi oggi osserviamo. Prima del Big Bang lo spazio non esiste: la sua circonferenza zero. Anche il tempo non esiste. Si pu facilmente pensare al Big Bang come allatto della creazione dellUniverso da parte di Dio. La Chiesa Cattolica, infatti, gi nel 1951, si pronuncia ufficialmente a favore dellipotesi del Big Bang dichiarandola coerente con il racconto biblico. Peccato per che nella Bibbia si parli di creazione ex-nihilo, dal nulla, mentre nella teoria del Big Bang, la singolarit un punto di massa ed energia infinita non certo un nulla. Da dove derivi questa energia infinita un altro discorso che affronter pi avanti. LUniverso quindi ha inizio da un punto di dimensione zero, la singolarit, per espandersi, a seguito del Big Bang, nellUniverso che osserviamo. Abbiamo quindi unidea sullorigine e l'evoluzione dell'Universo fino ad oggi, ma quale sar la sua evoluzione futura? Si potrebbe pensare che l'espansione iniziata col Big Bang continuer all'infinito. In realt, il destino del nostro Universo non certo. Al suo interno agiscono due forze contrapposte: (1) la spinta dell'espansione, che fa allontanare le galassie sempre pi l'una dall'altra; (2) la forza di gravitazione, che tende a tenerle legate e a frenare l'espansione.

Il destino dellUniverso dipende da quale delle due forze prevarr. Se la densit media di materia nelluniverso superiore a una cosiddetta densit critica allora si pu pensare che l'attrazione gravitazionale frener prima o poi l'espansione. Questa densit critica pari a circa un centesimo di un miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo ( 1029 ) di grammo per centimetro cubo, equivalente a circa cinque atomi di idrogeno ogni metro cubo di universo. La nostra esperienza del mondo ci porterebbe a credere che la densit media di materia sia di molto superiore alla densit critica. Basta pensare a quanti miliardi di atomi di idrogeno ci sono in centimetro cubo di acqua. Ma bisogna considerare che la materia tende ad ammassarsi. Lalta densit di materia della Terra, delle stelle, ecc., deve fare media con la scarsa materia degli immensi spazi vuoti interstellari. Studiando accuratamente la distribuzione delle galassie nello spazio cosmico, gli astronomi si sono fatti lidea che la densit media di materia sia inferiore alla densit critica e che quindi la forza di gravit non pu averla vinta con la forza di espansione. C per un ma. Ci sono numerose evidenze sperimentali che indiano che tutto lo spazio vuoto sia pervaso dalla cosiddetta materia oscura. Nessuno per ancora riuscito a capire quale sia lesatta natura della materia oscura, n tantomeno a calcolare la quantit di materia esistente. Comunque, sommando la

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

3/9

7/5/13

materia oscura, n tantomeno a calcolare la quantit di materia esistente. Comunque, sommando la materia oscura e la materia delle galassie, ragionevole supporre che la densit di materia delluniverso superi la densit critica. Il rapporto tra la densit media di materia delluniverso e la densit critica viene chiamato densit Omega. A questo punto si possono formulare tre ipotesi:

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

1. Se Omega minore di 1, la materia presente e la conseguente forza gravitazionale insufficiente per controbilanciare la spinta di espansione. In questo caso, l'Universo destinato a espandersi in eterno seguendo una legge di tipo iperbolico. Questo tipo di Universo si dice "aperto" ed caratterizzato da una curvatura negativa. 2. Se Omega uguale a 1, la forza gravitazionale e la spinta allespansione si controbilanciano perfettamente. L'espansione rallenter lentamente ma l'attrazione gravitazionale non sar mai sufficiente a far collassare l'Universo su se stesso. E' questo il caso dellUniverso "piatto" con curvatura zero. 3. Infine, se Omega maggiore di 1, la forza gravitazionale prevarr e l'espansione sar prima frenata e poi, lentamente, le galassie cominceranno a riavvicinarsi, fino a scontrarsi e a fondersi tra loro, in un gigantesco impatto che chiamato "Big Crunch" (la situazione opposta al Big Bang). Questo tipo di Universo si dice "chiuso" ed ha curvatura positiva. Quale dei tre modelli di Universo quello giusto? Non dato di sapere perch, al momento, non si in grado di misurare la quantit di materia nellUniverso. Lunica cosa che sappiamo che lUniverso, attualmente, si espande al ritmo del 5-10 per cento ogni miliardo di anni. Comunque, la densit di materia l'elemento chiave per determinare il destino ultimo dell'Universo: espansione eterna o ricollasso in una singolarit. Secondo la chiave di lettura della lotta tra termodinamica e gravit, l'espansione infinita segnerebbe la vittoria definitiva della termodinamica, mentre il collasso segnerebbe la vittoria definitiva della gravit. E possibile rappresentare graficamente questi tre modelli dellUniverso? Certo che si pu: si pu disegnare lUniverso come un oggetto geometrico statico in un diagramma spazio-tempo. Loggetto geometrico statico nel senso che non soggetto ad alcun movimento o evoluzione: bisogna dimenticare lesempio del palloncino che progressivamente si gonfia. Occorre, invece, considerare la struttura delloggetto nello spazio-tempo come un qualcosa dimmobile e immodificabile, esistente cos com eternamente. In pratica dobbiamo mettere gli occhiali di Dio e guardare lUniverso dallesterno del tempo e dello spazio, dal punto di vista delleternit, sub specie aeternitatis. Insomma, dobbiamo giuocare un po a fare Dio. Se ti metti fuori dallo spazio e dal tempo, lUniverso aperto ti apparirebbe come la forma conica in figura 3. Lo spazio, che al momento del Big Bang zero, continua a espandersi allinfinito man mano che aumenta la coordinata tempo. Con lo scorrere del tempo, tutti i corpi celesti si allontanano all'infinito fino a che le galassie non esistono pi. Omega minore di 1 quindi la curvatura dello spazio negativa come quella di una sella per cavalli. La geometria euclidea non applicabile in questo caso; per esempio, la somma degli angoli interni di
www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm 4/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

caso; per esempio, la somma degli angoli interni di un triangolo disegnato sulla curvatura minore di 180 gradi.

Con lo scorrere infinito del tempo, prima o poi, lUniverso raggiunge uno stato di massima entropia: tutto omogeneo, anche l'energia uniformemente distribuita. Il destino dellUniverso, in questo caso, la morte termica o Big Freeze. Nella seconda ipotesi, lUniverso piatto, con laumentare della coordinata tempo, il cono che abbiamo visto prima tende a trasformarsi in un cilindro (figura 4). In questo caso la densit media dell'Universo uguale alla densit critica, quindi Omega uguale a 1 e la curvatura dello spazio uguale a zero.

Come nella geometria euclidea la somma degli angoli interni di un triangolo di 180 gradi, le parallele sono sempre equidistanti e non si incontrano mai. Un Universo piatto infinito e si espande per sempre a un ritmo decrescente, non raggiungendo mai per un ritmo di crescita uguale a zero.

Il destino ultimo di un Universo piatto simile a quello di un Universo aperto: la morte termica, il Big Freeze. Nel modello dellUniverso chiuso l'espansione rallenta fino a fermarsi, e, pian piano, l'Universo comincia a contrarsi sotto l'azione della propria forza di gravitazione. Le galassie si avvicinano fino a fondersi tra loro. Tutto l'Universo, ormai composto solo di particelle atomiche e radiazione, collassa alla fine in un unico punto: il Big Crunch. La gravit cos forte che lo spazio si chiude su stesso con curvatura positiva come la curvatura della superficie della Terra.
www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm 5/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

La somma degli angoli interni di un triangolo disegnato sulla curvatura maggiore di 180 gradi.

In questo caso lo spazio finito ma non ci sono bordi a delimitarlo. Il destino ultimo dellUniverso chiuso il collasso della materia nella singolarit del Big Crunch, una specie di gigantesco buco nero. Nella figura 6 a fianco ho disegnato il modello di Universo chiuso come una sfera. Ogni sezione orizzontale della sfera contiene TUTTO lo spazio dellUniverso in un certo momento t. Nella figura ho evidenziato solo due sezioni: quella relativa a un tempo t di 10 miliardi di anni e quella di 15 miliardi di anni (adesso). 10 miliardi di anni dopo il Big Bang, lUniverso ha gi raggiunto unespansione significativa ma ancora non c il sistema solare: al suo posto c una nebulosa di gas interstellari. 5 miliardi dopo abbiamo lUniverso come ci appare adesso. Come puoi immaginare . adesso il sistema solare c: si formato circa 4,5 miliardi di anni fa per collasso gravitazionale della nebulosa pre-esistente. Nei prossimi miliardi di anni lUniverso continuer a espandersi fino a raggiungere una dimensione
www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm 6/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

massima per poi restringersi fino al punto del Big Crunch. E importante ricordare che non c movimento in questa figura. Non devi immaginare un cerchio che comincia da un punto al Polo Sud, che si allarga fino allequatore, per poi restringersi in un punto al Polo Nord. Devi invece pensare a questa sfera di spazio-tempo come semplicemente esistente. Per dirla con le parole di Hermann Weyl: il mondo oggettivo semplicemente , non diviene. La nebulosa di gas interstellari non diventa il sistema solare. Per quanto ti possa sembrare impossibile, nebulosa e sistema solare coesistono nella struttura dello spazio-tempo. A causa del principio di conservazione della materia (che non pu essere creata o distrutta, ma solo trasformata), c qualcosa che non quadra per nella figura 6. Che fine fanno le particelle di materia che vanno a finire al Polo Nord? Da dove vengono fuori le particelle generate al Polo Sud? Una possibile soluzione potrebbe essere quella di teorizzare che c sempre un altro Universo dopo di questo e che c sempre stato un Universo prima di questo. Questa la teoria dellUniverso oscillante o a stringa di perle illustrata nella figura 7 a fianco. Ogni ciclo dellUniverso rappresentato da una sfera. Il collasso di un ciclo sempre seguito dallespansione di un nuovo ciclo. Nota che, nella figura, ogni sfera diversa. Questo perch si pensa che le costanti fisiche che vengono fuori ogni volta che la materia schiacciata nel buco nero fra due cicli siano sempre diverse. Questo modello soddisfacente per quanto riguarda il principio di conservazione della materia ma crea un altro problema ancora pi grosso: il tempo cosmico, in questo caso, va allinfinito nelle due direzioni.

Presento adesso un modello che evita linconveniente del tempo cosmico infinito e da una risposta soddisfacente alle domande su cosa cera prima del Big Bang e cosa viene dopo il Big Crunch. La superficie di un toro pu servire a descrivere questo nuovo modello dello spazio-tempo. In geometria il toro una superficie a forma di ciambella. Il termine, infatti, deriva dal latino torus che indicava, fra le altre cose, un tipo di cuscino a forma di ciambella. Questo modello si pu ottenere prendendo la sfera della figura 6, spingendo contemporaneamente in gi, con un dito, sul Polo Nord e in su, con un dito dellaltra mano, sul Polo Sud. Anche in questo modello abbiamo lo spazio che si espande a partire dal Big Bang, che raggiunge una dimensione massima e poi si contrae nel Big Crunch. Solo che, in questo caso, il Big Bang e il Big Crunch coincidono, sono due facce della stessa medaglia (la singolarit).

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

7/9

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

Cosa avviene nel Big Crunch secondo la Teoria della Relativit Generale? Nelle ultime fasi della compressione luniverso si rimpicciolisce acquistando, istante dopo istante, sempre maggiore velocit e comprimendo ogni cosa in un ammasso di materia prima delle dimensioni di una galassia, poi di una singola stella, di un pianeta, di una mela, di un chicco di riso e ancora continua a contrarsi arrivando alle dimensioni di una molecola, di un atomo, di una particella elementare finendo con lessere del tutto privo di dimensioni. Questo sostiene la teoria tradizionale. Le cose cambiano se si prende in considerazione la teoria delle stringhe. Le stringhe hanno una dimensione, non sono a-dimensionali come le particelle puntiformi. Ci comporta che esista un limite inferiore allordine di grandezza delle distanza fisiche. La teoria delle stringhe stabilisce quindi, in modo nuovo e originale, che nessuna delle dimensioni spaziali delluniverso pu mai contrarsi fino a diventare pi corta del diametro minimo possibile di una stringa (corrispondente alla lunghezza di Planck di 1,616 252 10-35 metri). Ci significa che per quanto le dimensioni spaziali si sforzino ad andare sotto la lunghezza di Planck, i loro tentativi sono vanificati dalla teoria delle stringhe, che capovolge la situazione in modo tale che il collasso cosmico si trasformi in una specie di rimbalzo (bounce) cosmico dando inizio ad una nuova fase di espansione. Tutto questo rappresentato nella figura 8. Il punto rosso segnato come Big Bang, nella parte sottostante, corrisponde al Big Crunch. La coordinata tempo indica come, ciclicamente, luniverso passa dalla fase di espansione alla fase di compressione e viceversa. Siccome il nostro spazio attuale in fase di espansione, noi potremmo essere posizionati nel punto indicato Here&Now sulla Via Lattea. Tu potresti a questo punto chiedere: Ok! Capisco che lo spazio come un cerchio che, ciclicamente, nasce dal buco, si espande lungo la superficie della ciambella e collassa di nuovo nel buco. Ma quante volte gi 8/9 www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

7/5/13

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

dal buco, si espande lungo la superficie della ciambella e collassa di nuovo nel buco. Ma quante volte gi stato ripetuto questo ciclo?. Questa la classica domanda sbagliata. Non c un ultimo ciclo o un ciclo attuale o un prossimo ciclo perch niente si muove. Noi abbiamo la sensazione che il tempo scorra ma questa solo unillusione. Quello che scorre la proiezione olografica nella nostra coscienza degli eventi contigui registrati nel continuo dello spazio-tempo quadridimensionale del nostro cervello. Concludo con una personale e opinabilissima considerazione metafisica. Se, come dice Spinoza, la Natura una delle infinite possibili manifestazioni di Dio, allora questo modello quello che pi si avvicina al Dio-Natura. Non bisogna commettere per lerrore di considerare che la Natura sia solo lo spazio fisico: essa comprende anche tutte le leggi che necessariamente governano il tutto. Il nostro corpo, i nostri pensieri sono, da sempre e per sempre, parte infinitesimale ma significativa di questa struttura o, meglio, di questorganismo eterno e immobile. Guardando la figura 8 per pu sorgere un dubbio: se la ciambella delimita uno spazio finito allora anche il Dio-Natura finito? Neanche per idea, la ciambella solo una delle infinite possibili manifestazioni di Dio infinito. Altre possibili manifestazioni potrebbero essere, per esempio, infiniti altri universi paralleli. Ma noi a malapena riusciamo ad avere unidea della nostra ciambella come potremmo anche solo immaginare gli altri infiniti attributi di Dio? Critiche e commenti sono apprezzati. Scrivere a: ldibianco@alice.it Il contenuto di questarticolo e i relativi diritti sono di propriet dell'autore.

www.webalice.it/ldibianco/cap21.htm

9/9