Sei sulla pagina 1di 7

CONFERENZA DEL 28.11.2002 - UNUCI CAMERA DI COMMERCIO LA GLOBALIZZAZIONE Epigrafe: parole di Bauman (leggere) PRIMA STAZIONE 1. Esempi 1.

Vai in qualsiasi posto del mondo e ci trovi la Coca-Cola. O le Nike. O le Marlboro. 2. Possiamo comprare azioni in tutte le Borse del mondo, investendo in aziende di qualsiasi paese. 3.I monaci tibetani collegati a Internet. 4. Il fatto che la mia auto sia costruita a pezzi, un po in Sud America, un po in Asia, un po in Europa e magari un po negli Stati Uniti. 5. Mi seggo al computer e posso comprare tutto quel che voglio on line. 6. Il fatto che dappertutto, nel mondo, hanno visto lultimo film di Spielberg, o si vestono come Madonna, o tirano a canestro come Michael Jordan. (BARICCO) 2. Il termine La parola dordine stata lanciata dalla Sony, allinizio degli anni 80, per promuovere i suoi prodotti. Il nuovo concetto stato ripreso istintivamente dalle multinazionali e dal governo americano. 3. Piccola storia della globalizzazione La mondializzazione o globalizzazione, come dicono gli anglosassoni, un concetto alla moda, ma non c dubbio che il fenomeno nascosto dietro tali parole non cos nuovo come si vuol far credere. Alcune voci profetiche annunciavano gi da diversi decenni lavvento di un villaggio planetario (globale village: Mc Luhan). Alcuni specialisti hanno parlato di occidentalizzazione, di uniformazione o di modernizzazione del mondo e gli storici ne hanno scoperto tutti i sintomi dentro evoluzioni di lunga durata.
1

Lidea e una certa realt del mercato mondiale sono parte intrinseca del capitalismo. Sin dallorigine, il funzionamento del mercato sopranazionale se non addirittura mondiale fin dal XII-XIII secolo. 1. La PRIMA MONDIALIZZAZIONE porta la data della conquista dellAmerica, quando lOccidente prese coscienza della rotondit della terra per scoprirla e imporre le proprie conquiste. Questa prima mondializzazione stata forse pi determinante delle successive. Con la conquista europea delle Americhe, sono stati accelerati gli scambi di piante, di animali, ma anche di malattie. 2. Una SECONDA MONDIALIZZAZIONE risalirebbe alla Conferenza di Berlino e alla spartizione dellAfrica fra il 1885 ed il 1887. 3. Una TERZA sarebbe cominciata con la decolonizzazione e lera degli sviluppi. 4. II fenomeno che stato definito una nuova mondializzazione (la QUARTA) comprende, infatti, quattro fenomeni legati tra di loro: I. la TRANSNAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIET: Renault fa fabbricare i suoi motori in Spagna. I computer IBM sono fabbricati in Indonesia, montati a Saint Omer, venduti negli Stati Uniti, ecc. La divisione del lavoro si internazionalizzata. II processo di fabbricazione si segmentato. Le imprese si sono totalmente transnazionalizzate. II. LAFFIEVOLIMENTO DEI CONTROLLI STATALI ALLOVEST. Questa evoluzione, solo in parte irresistibile, e stata accelerata e voluta dai padroni del mondo che raccomandano instancabilmente una liberalizzazione senza mediazione che porti alla totale soppressione delle barriere per le merci e i capitali finanziari (ma non per le persone). Si giunge, cos, allo smantellamento della societ salariale. III. IL CROLLO DELLA PIANIFICAZIONE ALLEST. IV. IL DOMINIO DELLA FINANZA SULLECONOMIA, che ha creato un sistema economico universale, totalmente sradicato, senza legami privilegiati con un luogo particolare, ma che mette antenne ovunque. Fondamento della IV mondializzazione: Leconomicizzazione del mondo, che si manifesta nel cambiamento delle mentalit e negli effetti pratici. Nellimmaginario, il trionfo del pensiero unico; nella vita quotidiana, lonnicommercializzazione. (S. LATOUCHE) 4. Lodi di Karl Marx Il paradosso di Marx sta proprio nel fatto che, mentre i movimenti
2

politici che ha ispirato battono in ritirata, la sua. analisi dello sviluppo del capitalismo ha acquistato una nuova attualit. In molti sensi, il capitalismo previsto nel Manifesto quello globalizzato del 2000. Da quando esplosa la crisi del capitalismo globale nel 1997-98 - e la logica connessione tra capitalismo e crisi periodiche era un altro elementocentrale delleconomia marxiana questo ha impressionato gli stessi capitalisti, come ho potuto constatare io stesso. Ci deve essere qualcosa di giusto nelle idee di un pensatore le cui previsioni si sono rivelate cos realistiche. Io penso che lapproccio marxista alla storia continui a essere fondamentale alla comprensione del mondo come sempre stato. (ERIC HOBSBAWM) Con lo sfruttamento del mercato mondiale la borghesia ha dato unimpronta cosmopolitica alla produzione e al consumo di tutti i paesi. Ha tolto di sotto i piedi allindustria il suo terreno nazionale, con gran rammarico dei reazionari. Le antichissimi industrie nazionali sono state distrutte, e ancora adesso vengono distrutte ogni giorno []. Allantica autosufficienza e allantico isolamento locali e nazionali subentra uno scambio universale, una interdipendenza universale fra le nazioni []. Con il rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, con le comunicazioni infinitamente agevolate, la borghesia trascina nella civilt tutte le nazioni, anche le pi barbare. (KARL MARX, IL MANIFESTO, 1848) Cfr. con Impero di Negri/Hardt 5. I soggetti I principali rappresentanti della megamacchina senza volto si chiamano G7, Club de Paris, complesso FMI/Banca Mondiale/OMC, Camera di Commercio Internazionale, forum di Davos, ma vi sono anche delle istituzioni meno note, dalle sigle esoteriche, ma di enorme influenza: il Comitato di Bali per la supervisione bancaria. Infine, non si possono trascurare le grandi imprese, i grandi uffici di consulenza, i grandi studi legali e le fondazioni private. Societ Arthur Andersen sono protagoniste essenziali della mondializzazione, anche se a prima vista il loro ruolo, come la certificazione della contabilit delle imprese, pu apparire puramente tecnico.

6. Distinguere i termini?
3

Beck: globalismo vs. globalizzazione. La mondializzazione un fatto e non una scelta politica - dichiarava Clinton a Ginevra, nel maggio del 1998Latouche: La mondializzazione, sotto lapparenza di una constatazione neutra del fenomeno, anche, invece, uno slogan che incita e orienta ad agire in vista di una trasformazione auspicabile per tutti. II termine, che non affatto innocente, lascia anzi intendere che ci si trova di fronte ad un processo anonimo e universale benefico per lumanit e non invece che si trascinati in una impresa, auspicata da certe persone, per i loro interessi, impresa che presenta rischi enormi e pericoli considerevoli per tutti. Come il capitale al quale intimamente legata, la mondializzazione in realt un rapporto sociale di dominio e di sfruttamento nella scala planetaria. Dietro lanonimato del processo, ci sono dei beneficiari e delle vittime, i padroni e gli schiavi. del tutto evidente che, lasciando credere che il fenomeno, buono o cattivo, sia incontrastabile, ci si rende complici del fatto che accada. LA MONDIALIZZAZIONE NON POSITIVA PER TUTTO IL MONDO ED PIENAMENTE POSSIBILE CONCEPIRE UN ALTRO DESTINO. 7. Luci e ombre della globalizzazione Pro 1. Interdipendenza: dimensione olistica dellumanit. Lazlo. 2. Meticciato culturale Contro 1. LA MONDIALIZZAZIONE DISTRUGGE LO STATO-NAZIONE E CREA SRADICAMENTO Lanarchia commerciale, auspicata e salutata da alcuni come il trionfo della civilt, genera lesclusione economica e il caos politico e sociale. 2. LA MONDIALIZZAZIONE DISTRUGGE LA POLITICA. La scomparsa della politica come istanza autonoma, il suo assorbimento nelleconomia risuscita lo stato di guerra del tutti contro tutti; la competizione e la concorrenza, leggi delleconomia, diventano, ipso facto, legge della politica. 3. LA MONDIALIZZAZIONE MINACCIA LAMBIENTE. II problema ecologico consiste essenzialmente nel fatto che lambiente si colloca al di fuori della sfera degli scambi commerciali e, quindi, che nessun meccanismo di controllo si oppone alla sua distruzione.
4

4. LA MONDIALIZZAZIONE DISTRUGGE LETICA La cosiddetta deontologia degli affari e delletica di mercato sono fandonie. Limbroglio la regola, lonest leccezione. Tutti i mezzi, compresi i pi abietti, vengono utilizzati quando in gioco la grana: casi recenti in America lo dimostrano (Enron). 5. LA MONDIALIZZAZIONE DISTRUGGE LE CULTURE Limperialismo economico e limperialismo delleconomia, che caratterizzano la modernit, hanno ridotto la cultura a folclore e lhanno relegata nei musei: cancellazione delle culture altre. 8. Critiche dallinterno del sistema Joseph Stiglitz, professore di Economia alla Columbia University, stato consigliere di Bill Clinton alla Casa Bianca e, dal 1997 al 2000, senior vice president e chief economist della Banca Mondiale, incarico che ha lasciato per protesta contro la gestione della crisi asiatica. Nel 2001 ha vinto il Premio Nobel per leconomia. La ragione per cui ho scritto questo libro e che, mentre mi trovavo alla Banca mondiale, ho preso atto in prima persona degli effetti devastanti che la globalizzazione pu avere sui paesi in via di sviluppo e, in particolare, sui poveri che vi abitano. Ritengo che la globalizzazione, ossia leliminazione delle barriere al libero commercio e la maggiore integrazione tra le economie nazionali, possa essere una forza positiva e che abbia tutte le potenzialita per arricchire chiunque nel mondo, in particolare i poveri. Ma perche ci avvenga, e necessario un ripensamento attento del modo in cui essa e stata gestita, degli accordi commerciali internazionali che tanto hanno fatto per eliminare quelle barriere e delle politiche che sono state imposte ai paesi in via di sviluppo durante il processo di globalizzazione. SECONDA STAZIONE 1. Il nome No-global: termine rifiutato da alcuni e modificato da altri (newglobal, ad esempio, Bobba delle Acli) ma che oramai entrato nelluso. 2. Breve storia del movimento Nome che si inizia ad affermare dopo gli episodi di Seattle. Dicembre 1999: a Seattle protesta contro il (Organizzazione Mondiale del Commercio).
5

WTO

Gennaio-Febbraio 2002: a Porto Alegre Forum Sociale Mondiale. Un incontro sorto in contrapposizione all'ormai 31enne World Economic Forum "dei ricchi del capitalismo" di Davos. G8 a Genova. Firenze, poche settimane fa.

3. Caratteristiche del movimento e suoi contenuti Arcipelago, molecolarit del movimento. Possibile mappa. Rossana Rossanda vede nel movimento tre anime: I. una sensibilit cristiana della dignit e della sofferenza della persona; II. la priorit dei diritti del pensiero politico moderno: III. il rifiuto dellineguaglianza delle risorse della corrente socialista. Piero Sansonetti ha riassunto ottimamente le rivendicazioni noglobal: a. La contestazione del liberismo e la rottura di uno schema decennale che definiva lattuale sistema capitalistico il migliore dei sistemi possibili. b. La fine della guerra come strumento politico e come mezzo per stabilire i rapporti di forza tra popoli e Stati. c. La fine della blindatura dei confini dei paesi ricchi, e la riaffermazione del diritto naturale alla libera circolazione degli uomini (la globalizzazione della migrazione). 4. Rottura con la tradizione politica novecentesca In occasione della costituzione di un Social Forum sannita scrissi che la caratteristica originale del movimento la mancanza di una matrice ideologica comune. E assolutamente fuorviante fare paragoni con i movimenti degli anni Sessanta, dove - malgrado le sfumature - la tradizione marxista era il collante delle pi diverse esperienze. Potremmo dire che il 68 fu la rivendicazione di un altro Marx. Oggi molto difficile trovare qualcosa di analogo nel movimento antiliberista. Si tratta di soggetti (gruppi ma spesso individui isolati) che partono da una pratica quotidiana, da una modalit diversa di relazioni sociali e di prassi politica ( il caso, ad esempio, dei centri sociali) o dalla concreta attuazione di un commercio fuori dal mercato, o dal volontariato pi tradizionale. Mi pare che risulti decisiva lacquisizione spontanea da parte del movimento della filosofia che sorregge lo straordinario esperimento zapatista: che, cio, non si tratta di conquistare il potere (perch un luogo vuoto, come ha scritto Marcos). Per questo siamo oltre il Novecento, secolo breve in cui lambizione generosa di tutti i
6

rivoluzionari era quella di conquistare la macchina del potere (e le metafore hanno un peso decisivo), quasi che fosse possibile utilizzare tale macchina diversamente da come la utilizzano gli altri. Nel nostro secolo le macchine hanno fagocitato i rivoluzionari: questa la storia dellURSS e della Cina. Il movimento antiliberista parte, invece, da una pratica. La novit clamorosa degli ultimi mesi lemergere di una serie di obiettivi concreti, che permettono di evitare la dispersione e, soprattutto, la fuga nellideologia, nelle astrazioni. Un altro elemento di grande novit nel movimento, sempre a livello culturale, costituito dalla acquisizione di tematiche fino ad oggi appannaggio di frange minoritarie di culture di destra. Ebbene, questo aspetto permette di cogliere tutta la novit di questo movimento, capace di ragionare in termini globali ma radicato in una storia e in un territorio (da qui lo spiazzamento dei tradizionali partiti di sinistra). TERZA STAZIONE Riflessione su Francesco Caruso. 1. Innocenza rispetto alle accuse. 2. Assurdit delle accuse, pericolose per tutti. 3. Mancanza di un complotto: Non siamo di fronte ad una nuova strategia della tensione, anche perch questo movimento diverso da quello sessantottino e difficilmente conoscer deriva armate. 4. Rafforzamento del movimento.