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LAURA SILVESTRI Universit di Udine

Per una ridefinizione della generazione del 98

Lo que ms importa a un sistema cientfico es que sea verdadero. Pero la exposicin de un sistema cientfico impone a ste una nueva necesidad: adems de ser verdadero es preciso quesea comprendido.

Jos Ortega y Gasset


La verdad es que nos faltan ideas generales sobre nuestra literatura. Si las tuviramos, tendramos tambin buenos manuales de literatura y podramos, adems, prescindir de ellos. No s si habr usted comprendido. Probablemente no.

Antonio Machado

Lo stato della critica

Parlare della generazione del 98 significa affrontare tre tipi di problemi. E cio: se esiste o meno una generazione del 98, chi sono coloro che eventualmente ne fanno parte e soprattutto se il concetto di generazione un criterio valido per la periodizzazione letteraria. La revisione del termine cominciata gi negli anni trenta, quando iniziato anche il dibattito sulle relazioni tra il 98 e il modernismo. Cos, se non mancano coloro che sostengono in modo pi o meno convincente le differenze fra i due movimenti1, molto pi numerosi sono quelli che considerano il

In "El problema del modernismo en Espaa o un conflicto entre dos espritus" del 1938 (ora incluso in Literatura espaola. Siglo XX, Madrid, Alianza, 1970, pp. 11-25), Pedro Salinas sottolinea che tanto il modernismo quanto il 98 nascono dall'insoddisfazione nei ri-

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modernismo come la denominazione onnicomprensiva della crisi di fine secolo 2. La tendenza a negare l'esistenza della generazione del 98 si andata via via
guardi della letteratura dell'epoca e dal desiderio di cambiamento e ne delinea le diversit. In America, l'ansia di rinnovamento si manifesta nelle opere dei poeti e si presenta prima di tutto come trasformazione del linguaggio poetico. Cosi, mentre gli americani hanno un intento limitato (la ricerca della bellezza), gli spagnoli aspirano anche a mutare la coscienza nazionale, cercando soprattutto verit. Inoltre, i modernisti si rivolgono essenzialmente all'aspetto sensuale della vita e rincorrono paesaggi esotici e lontani nel tempo. I noventayochistas, invece, si rinchiudono in se stessi, e, quando escono dal loro mondo interiore, trovano l'eremo solitario della Castiglia. Tra coloro che condividono le opinioni di Salinas, si distingue Donald Shaw che, in La generacin del 98, Madrid, Ctedra, 1997 (1975), riconosce la generazione del 98 come un gruppo compatto, distinto dal modernismo. Per lui, l'elemento unificatore della generazione non tanto la preoccupazione per la Spagna, bens la visione della condizione umana. Vede cio i noventayochistas da un punto di vista essenzialmente filosfico, senza per questo trascurare le loro caratteristiche estetiche. Oltre che per le intelligenti osservazioni, il libro da consultare anche per la ricca bibliografia ragionata (aggiornata al 1996) sul dibattito modernismo/98. D'altra parte, Shaw non dichiara in che senso usi il termine generazione. Poich alla fine del libro inserisce un paragrafo dedicato a Ortega y Gasset, in quanto considera che il sistema del filosofo offrisse un'alternativa alla disillusione collettiva dell'epoca, si pu pensare che si riferisca al concetto orteguiano di generazione. Tra gli studi recenti, anche quello di Jos Luis Bernal Muoz (Invento o realidad? La generacin espaola de 1898, Valencia, Pre-textos, 1996) riconosce l'esistenza della generazione. Solo che prende come punto di riferimento la teoria di Petersen, la cui inadeguatezza a dar conto dei fatti letterari stata ormai ampiamente dimostrata. 2 Federico de Onis (che nel 1934 nella Antologa de la poesa espaola e hispanoamericana aveva definito il modernismo la fine di un'epoca [che in America coincide con l'Indipendenza e in Europa con la liquidazione del passato]), in Sobre el concepto de Modenismo (in Hornero Castillo [ed.], Estudios crticos sobre el modernismo, Madrid, Gredos, 1987, p. 37) osserva: "El Modernismo es la forma hispnica de la crisis universal de las letras y del espritu, que inicia hacia 1885 y llega hasta la disolucin del siglo XIX y que se haba de manifestar en el arte, la ciencia, la religin, la poltica y gradualmente en los dems aspectos de la vida entera, con todos los caracteres, por lo tanto, de un hondo cambio histrico cuyo proceso contina hoy". Di qui che per Onis il 98 assuma una connotazione spagnola e insieme ispanoamericana. E forse pi ispanoamericana che spagnola. Sulla linea che considera il 98 una modalit del modernismo si trovano, tra gli altri, Ricardo Gulln, La invencin del 98 y otros ensayos, Gredos, Madrid, 1969; Ivan A. Schulman, (ed.), Nuevos asedios al Modernismo, Madrid, Taurus, 1987; Juan Carlos Mainer, "La crisis de fin de siglo: la nueva conciencia literaria", in Francisco Rico (ed.), Historia y crtica de la literatura espaola. Modernismo y 98, Barcelona, Crtica, 1980, pp. 3-10 e sempre con lo stesso titolo anche in Francisco Rico (ed;), Historia y crtica de la literatura espaola. Modernismo y 98. Primer suplemento, Barcelona, Crtica, 1994, pp. 5-15; Jacobo Cortines, "El trnsito al Modernismo", in Aa.Vv., Jornadas sobre "Tiempos del 98". 18-21 noviembre de 1997, Sevilla, Fundacin El Monte, 1998, pp. 139-155.

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imponendo negli ultimi tempi, in concomitanza con la messa in discussione del concetto stesso di generazione. Sulla scia di Ricardo Gulln che nell'ideazione di questo termine ha visto "el suceso ms perturbador y regresivo de cuantos afligieron a nuestra crtica literaria en el presente siglo" 3 , Jos-Carlos Mainer sostiene che impossibile aplicar un marbete procedente de la sociologa a la dinmica de las formas literarias, ya que si, en cierta medida, poda explicar satisfactoriamente un momento inicial de enfrentamiento con formas caducas de expresin, de fraternidad juvenil, de conciencia comn de unos dilemas - , era muy probablemtico que pudiera abarcar la totalidad de experiencias artsticas muy diferenciadas a lo largo de una extensa trayectoria temporal4. E Edward Inman Fox gli fa eco affermando: el concepto historiografa) de la generacin aplicada al 98, que hemos heredado y que como un sarampin ha contagiado otros perodos literarios y la manera en que interpretamos la historia literaria de la Espaa contempornea, es en el fondo una fabricacin hecha de una variedad de construcciones caracterizadas por ideologas dispares y una metodologa historiogrfica deficiente5. Inoltre, nell'ambito delle recenti celebrazioni del centenario, Domingo Ynduran dichiara: "No creo en absoluto en las generaciones y menos en la generacin del 98" 6 e Pedro Lan Entralgo sostiene: La generacin del 98, en suma no es una generacin literaria [...] pero s es una generacin de espaoles ms o menos coetneos y ms o menos intelectuales y literatos, que concordantemente respondieron a la situacin histrica de Espaa anterior al desastre 7. Gulln, op. cit., p. 7. Mainer, "La crisis de fin de siglo" (1980), cit., p. 4. 5 Edward Inman Fox, Hacia una nueva historia literaria para Espaa, in Carla Prestigiacorno e Maria Caterina Ruta (ed.), Dai modernismi alle avanguardie, Palermo, Flaccovio, 1991, p. 16. 6 Domingo Ynduran, "La generacin y los hombres del 98", in Aa.Vv., Jornadas sobre "Tiempos del98", cit., pp. 129-136. 7 Pedro Lan Entralgo, "La generacin del 98", ibid., pp. 160-161. con queste parole che Lan Entralgo ha aperto il congresso "Los significados del 98" svoltosi alla Complutense di Madrid dal 21 al 23 ottobre 1998. Il congresso del resto ha privilegiato gli aspetti storici, eco4 3

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I vari motivi per rifiutare le generazioni sono stati raccolti da Eduardo Mateo Gambarte che radicalizza le opinioni degli antigenerazionalisti cercando di demolire (senza peraltro riuscirci) sia la teoria di Ortega y Gasset sia la sua applicazione da parte di Julin Maras8. Questi, dunque, sarebbero i difetnomici, politici, pedagogici e scientifici del 98, venendo a confermare che la data del desastre si andata affermando per definire non tanto un movimento estetico quanto piuttosto un determinato atteggiamento nei confronti dei problemi della Spagna. Le conferenze che il congresso ha dedicato all'arte sono state pochissime. Per quanto riguarda la letteratura, oltre alla conferenza iniziale di Pedro Lin Entralgo ci sono state quella di Joaquim Molas, La poesa catalana y los orgenes de la "modernidad" <t quella di Carlos Blanco Aguinaga, Noventayochismo y Modernismo. Quest'ultimo ha sottolineato che le differenze tra i due movimenti risiedono nella diversit delle risposte che ciascuno di essi ha dato ai problemi prodotti dallo sviluppo del capitalismo. In sostanza, Bianco Aguinaga si posto sulla linea tracciata pi di quarant'anni fa da Federico de Onis sostenendo che tanto il modernismo quanto il 98 sono il riflesso di una crisi. Di quale tipo di crisi si tratti l'ha spiegato benissimo Pedro Cerezo Galn che in 1898: crisis nihilista y voluntad de creacin ha affrontato il problema da un punto di vista prettamente filosfico per poi delineare le soluzioni estetiche scelte dalla generazione. Per spiegare la natura di questa crisi si rivolto a Schopenhauer e a Nietzsche, maestri indiscussi del 98. La rinuncia a volere e il voler creare sono infatti i corni del dilemma finesecolare. E a questo proposito Cerezo Galn aggiunge: "A menudo se habla de hamletismo del 98, que Baroja elev a caracterstica generacional, y que apunta en diversas claves de antinomia". E di qui passa ad analizzare le varie creazioni (con un particolar riguardo per Unamuno al quale Cerezo Galn ha dedicato tanti studi, tra i quali, Las mscaras de lo trgico. Filosofa y tragedia en Miguel de Unamuno, Madrid, Trotta, 1996), notando che il modello dominante la poesia. Unamuno parla di "actuar el ensueo", intendendo con ensueo sia l'evasione dalla realt sia la raffigurazione di un altro mondo. Tuttavia, Cerezo Galn sposta l'accento soprattutto sull'immaginazione: "A menudo Unamuno se compiace, al modo romntico, en contraponer la obra disociativa y mecnica del entendimiento y la unificadora y vivificante de la imaginacin. En otros paisajes, aclara esta obra animadora como una humanizacin del mundo, en sentido tico y potico, dndole alma o conciencia o hacindolo consonante con el alma. Esta es la clave de su superioridad: la imaginacin pro-yecta o in-venta en el mundo el alma que requiere nuestra alma". In questo modo Cerezo Galn conferisce alla volont di creazione dei noventayochistas una connotazione romantica che naturalmente non pu avere. Del resto, proprio il legame con la letteratura del passato uno dei motivi per i quali Ricardo Gulln (op. cit., p. 15) nega l'esistenza del 98. 8 Eduardo Mateo Gambarte, El concepto de generacin literaria, Sntesis, Madrid, 1996. Ci che qui mi sembra inaccettabile il fatto che Gambarte tratta Ortega e Maras come dui mentecatti che non sanno quello che dicono. Li accusa a pi riprese di creare confusione (cfr. pp. 49-55-60-72-101) senza rendersi conto delle proprie contraddizioni, prima fra tutte quella di usare come titolo del libro un concetto cui non concede alcuna validit. Tanto pi che alla fine del suo studio esorta critici e storici della letteratura a "dejar de usar el trmino cuando se est hablando de su inutilidad o de su maldad" (p. 292).

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ti del metodo generazionale: obsoleto e screditato tanto in sociologia quanto in storiografia, manca completamente di rigore scientifico 9. Si riferisce a fenomeni extraletterari che non possono dar conto dell'aspetto estetico della letteratura. Privilegia l'argomento a scapito della forma. Non fatto per risolvere problemi letterari, ma solamente per stabilire artificiose relazioni tra gli scrittori, azzerando la loro variegata individualit sotto un denominatore comune. Non segue l'evoluzione dei vari autori. Nega l'intrinseca universalit della letteratura. Afferma la nazionalizzazione delle conoscenze, legandosi pericolosamente a sistemi totalitari di potere10. Tuttavia, gli antigenerazionalisti cadono proprio nell'errore che pretendono di correggere. Ci che criticano del metodo generazionale, infatti, il significato sociologico del termine ("gruppo installato nel potere") e quello biologico-genealogico ("raggruppamento in base alla discendenza da un ante-

"Las generaciones no han exisistido nunca como medida de tiempo en terminologa cientfica. Es como si un qumico usase un poco de como medida de cantidad" {ibid., p. 20). Gambarte per dimentica che la letteratura non una scienza esatta. 10 Criticando la teoria delle lites di Ortega, Gambarte (op. cit., p. 83) osserva: "El papel del intelectual moderno como autoridad poltica y marcador de pautas ticas, polticas y sociales acaba llevando en muchos casos a una valoracin de superioridad rayana en actitudes totalitarias (cmo mi voto va a valer lo mismo que el de un ignorante?), y que trasferido a un solo individuo acaba justificando al dictator, a cualquier dictator. Ortega desea la dictadura de las lites (llmesele como se le llame), pero como liberal le repugna la solucin totalitaria, aunque como ha demostrado Antonio Elorza, no la dictadura ilustrada. De ah que Ortega pueda querer desviar a las generaciones y no al individuo el origen generador del cambio de la vigencia de las creencias". Al contrario, Armando Savignano (Jos Ortega y Gasset. La ragion vitale e storica, Firenze, Sansoni, 1984, p. 168) osserva: "A differenza di Mills, Rose e Pareto, i quali identificano il potere delle minoranze in ci che chiamano potere politico delle lites governanti, per Ortega tale potere risiede nell'opinione pubblica: le minoranze sono esempio per le masse, in quanto sono pubblicamente accettate. Per quanto riguarda la relazione tra la generazione del 98 e la dittatura, ascoltiamo Carmen Martn Gaite (Usos amorosos de la postguerra espaola, Barcelona, Anagrama, 1994, p. 23): "No haba estudiante de bachillerato, por escasa que fuera su aplicacin, que no conociera las efigies y gestas de don Pelayo, Isabel la Catlica o Felipe II, pero de Jovellanos, Campomanes y la generacin del 98 poda no tener ni idea, a no ser que perteneciera a una familia de cierta cultura". Come si vede, gli scrittori della generazione fanno si parte di una minoranza, ma non hanno niente a che vedere con il senso di superiorit e l'atteggiamento totalitario di cui parla Gambarte. Anzi. Il loro elitarismo, radicato in quello degli altri scrittori esclusi dall'istruzione obbligatoria e sostenuto dal pubblico di una certa cultura, costituito dal dissenso nei confronti dei valori di cui si alimentava la Spagna eterna y castiza della dittatura.

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nato comune") n , tanto che la loro insistenza sulla specificit degli autori e sull'autonomia della letteratura pare diretta essenzialmente a rovesciare quei significati. Non un caso che per estendere la definizione di modernismo anche alla generazione del 98 spesso ricorrano all'elemento unificatore della lingua, credendo in questo modo di cancellare differenze e gerarchie. A conferma, cos si esprime Gulln: "La vocacin provinciana de los espaoles pocas veces se declar con tanta agresividad, como en este singular empeo de separar lo nuestro de lo hispnico total, lo peninsular de lo universal"12. E Gambarte di rimando: El concepto generacin es intrnsicamente perverso porque cierra la literatura a las fronteras de lo nacional, de lo regional, de lo local. Impermeabiliza de tal forma que ni siquiera permite hablar ya de una literatura en lengua castellana (algunos siguen olvidando que en esa lengua escriben algunos millones ms que los residentes en Espaa y que Espaa es algo ms que Castilla)13. Ma l'accento sulla filiazione linguistica non rende affatto giustizia alla letteratura. Al contrario, fa dimenticare che il modernismo (definito felicemente da Max Henrquez Urea "el retorno de los galeones") stato la celebrazione dell'affrancamento (cominciato coi poeti dell'Indipendenza) della letteratura ispanoamericana da quella spagnola. Grazie alla teoria antigenerazionista, invece, le letterature nate al di qua e al di l dell'oceano risultano nuovamente unificate, come succedeva ai tempi

In realt, i fautori delle generazioni non si curano mai di quei significati. Si veda, ad esempio, Guillermo de Torre, "El punto de vista de las generaciones", in Id., Historia de las literaturas de vanguardia, Madrid, Guadarrama, 1965, pp. 49-62 e Id., Generaciones y movimientos literarios, in "Cuadernos hispanoamericanos", 194, 1966, pp. 193-211. Del resto, a proposito della stessa concezione orteguiana, Savignano {op. cit., p. 168) sottolinea che "di fronte alla scuola positivista e storico-sociale, il filosofo spagnolo elabora una idea di generazione a livello rigorosamente ontologico". Di fatto, Ortega y Gasset in un caso afferma "podemos imaginar a cada generacin como un proyectil biolgico, lanzado al espacio en un momento preciso", ma si affretta a chiarire in nota che usa il termine biologico "para designar la ciencia de la vida, entendiendo por sta una realidad con respecto a la cual las diferencias entre alma y cuerpo son secundarias". Jos Ortega y Gasset, "El tema de nuestro tiempo", in Id., Obras Completas, Madrid, Revista de Occidente, IV tomo, p. 148. 12 Gulln, op. cit., p. 7. 13 Gambarte, op. cit., p. 24.

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della conquista e della colonial4. Con le differenze generazionali, infatti, cadono anche le barriere geografche, cronologiche e discorsive. La Spagna non si distingue dall'America. Il passato dal presente15. E la letteratura dalla storia. Ne consegue che sono proprio gli antigenerazionalisti a offrire agganci alle interpretazioni extraletterarie, come si pu constatare da questo passo: ms nos permite avanzar en el anlisis algn crtico cubano reciente, quien a la vez que acepta la ampliacin de la nocin de modernismo, nos ofrece una perspectiva del problema insospechada por los anteriores. Se tratara de enfocar el problema de la relacin (antagnica o no) entre el llamado modernismo e el llamado 98 desde la nocin de subdesarrollo, ya que a fines de siglo la peculiaridad determinante de la vida tanto hispanoamericana como espaola consistira en ser las dos zonas del mundo claramente subdesarrolladas frente a las que entonces (y aadiramos: desde el siglo XVIII) producen la cultura dominante16.

In questo modo, modernismo e generazione del 98 finiscono col diventare omogenei e reversibili, come mostra Antonio Lago Carballo, ("La generacin hispanoamericana del 98", in Juan Velaverde Fuertes [ed.], Perspectivas del98. Un siglo despus, Junta de Castilla y Len. Consejera de Educacin y Cultura, 1997, p. 53) che riunisce l'uruguaiano Jos Enrique Rod, il venezuelano Rufino Blanco Fombona, gli argentini Manuel Ugarte e Jos Ingenieros, il peruviano Jos Santos Giocano, il messicano Jos Vasconcelos, il domenicano Pedro Henrquez Urefia e l'equadoriano Gonzalo Zaldumbide sulla base della seguente considerazione: "Si el Desastre del 98 se presenta como una de las causas determinantes de la generacin espaola, no parece arriesgado afirmar que para una sensibilidad hispanoamericana mayor gravedad entraaban las sucesivas agresiones y violencias ocasionadas por las aludidas intervenciones estadounidenses con la consiguiente prdida o menoscabo de la independencia y soberana nacionales". 15 Di fatto, gi nella poesia di Bcquer e di Rosalia de Castro, Gulln (op. cit., p. 15) trova quel rinnovamento del linguaggio che giustifica la riduzione della generazione del 98 a una mera appendice del modernismo: "Palabras como intrahistoria o agona, por ejemplo, fueron puntos de partida para la elaboracin de una obra y hasta de una teora que parecieron nuevas porque pertenecan a un sistema distinto hasta entonces. Las palabras son el contenido y se recordar cuanto insisti Unamuno en la importancia de estas cuestiones. La palabra te traer la idea deca. Y ms la palabra ser la idea y el ritmo, la visin y la creacin. Quiz podemos citar a Bcquer y a Rosala como precursores (en Espaa) [...] Estoy hablando de Bcquer y de Rosala para asociarlos con Unamuno, como pudiera hacerlo con Antonio Machado. Caen las barreras generacionales y otro tipo de afinidades se afirman en el tiempo y en el espaci". 16 Carlos Blanco Aguinaga, Julio Rodrguez Purtolas, Iris M. Zavala, Historia social de la literatura espaola, Castalia, Madrid, 1984, II tomo, p. 221.

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chiaro che una tale considerazione si basa sul legame politico-sociale che ha unito per tanti secoli l'Ispanoamerica alla Spagna e che si costituito proprio attraverso la lingua. Un tempo "compaera del imperio", ora che l'impero altrove, la lingua spagnola si trasformata in alleata del sottosviluppo. Sebbene rovesciato, si tratta sempre dello stesso processo che incatena la colonia alla madre-patria. In realt, gli antigenerazionalisti trascurano che la lingua non la letteratura. Cos come i colori non sono la pittura. Il legno o il marmo non sono la statua. E la pietra non l'edificio. Se diamo ascolto a Heidegger, i materiali diventano opera d'arte solo in virt dell'uso che ne fa l'artista. Solo quando li utilizza per erigere un mondo e mantenerlo in ordine perfetto. Dove per mondo bisogna intendere non un possibile oggetto da osservare e descrivere, ma piuttosto il costante inoggettivo a cui sottostiamo fin che le vie della nascita e della morte, della grazia e della maledizione ci mantengono estatizzati nell'essere. Dove cadono le decisioni essenziali della nostra storia, da noi raccolte o lasciate perdere, disconosciute e nuovamente ricercate, l si mondifica il Mondo17. Ecco allora che per indicare la letteratura spagnola tra otto e novecento non mi pare adatta nemmeno la definizione crisis de fin de sigio, proposta da Mainer18 col significato di una crisis de madurez en la literatura espaola contempornea o, mejor quiz, de su mismo paso a la contemporaneidad y todo ello a travs de las caractersticas que, desde el siglo XIX, marcaron esos rumbos europeos: la indeterminacin del gnero literario, molde que se revela insuficiente al escritor: la preponderancia de elementos intimistas o confesionales sobre la objetivacin creadora; el impresionismo y el irracionalismo como actitudes; la predileccin por ciertas zonas de sombra mstica en el alma humana19. In questo modo si confonde la generazione del 98 non solo con il moder17

Martin Heidegger, "L'origine dell'opera d'arte", in Id., Sentieri interrotti, Firenze, La Nuova Italia, 1991, p. 30. 18 Sulla scia del titolo di Aa.Vv., La crisis de fin de sigio: ideologia y literatura. Estudios en memoria de R. Prez de la Dehesa, Barcelona, Ariel, 1975. 19 Mainer, "La crisis de fin de siglo" (1980), cit., p. 8.

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nismo e gli altri movimenti europei coevi20, ma anche con le correnti letterarie precedenti. Gli elementi che secondo Mainer caratterizzano la letteratura finesecolare (rottura dei generi, intimismo, impressionismo, irrazionalismo, misticismo) sono gli stessi che troviamo nel romanticismo. Ma anche in alcuni autori realisti, come Galds e Clarn21. Del resto, tanto la crisi di fine secolo quanto il romanticismo e il realismo (che in Spagna ha delle connotazioni particolari 22) rappresentano la ricerca di un altro ordine da dare alla realt dopo che si persa la fiducia in un certo tipo di razionalit. Parlare di crisi, infatti, induce ad alcune considerazioni. La prima che la storia della cultura occidentale percorsa da un'infinit di crisi della ragione. La seconda che ad essere messa in discussione ogni volta non la ragione "in s", bens specifici modelli di razionalit che si rivelano incapaci di "dar ragione" dell'esperienza. In particolare, posto in crisi ricorrente il modello di ragione che pretende di costringere l'esperienza in schemi esaustivi e definitivi, e perci non in grado di far fronte al nuovo che avanza. La terza che la crisi
A tale proposito, Shaw (op. cit., pp. 274-275) afferma: "quedo fiel a la opinin de que la presencia de una crisis espiritual en la Generacin, en fecha tan temprana respecto al resto de Europa (donde se desarroll claramente slo despus del trauma de la Primera Guerra Mundial), es lo que garantiza a sus miembros un lugar histricamente importante en la literatura europea del siglo XX. No se trata de su visin de Espaa; se trata de su visin de la condicin humana. Sin embargo estoy de acuerdo con Ramsden, Daz Plaja y otros, cuando escriben que si bien entre los modernistas se advierte un estado de desorientacin semejante al de los noventayochistas, la reaccin de aquellos fue lo suficientemente distinta como para distinguir entre los dos grupos". In effetti, come ha magistralmente mostrato Mario Lavagetto in una conferenza su Italo Svelo e il romanzo europeo del900, tenuta all'Universit di Udine l'I 1 novembre 1998, anche in Europa la crisi si manifesta abbastanza presto. Per quanto riguarda Svevo, comincia nel 1892 e si risolve con La coscienza di Zeno nel 1923. 21 Hans Hinterhuser ("El concepto de fin de siglo como poca", in G. Carnero [ed.], Actas del Congreso Internacional sobre el modernismo espaol e hispanoamericano, Diputacin Provincial de Crdoba, 1988, p. 10) ricorda che Juan Vaier critica "el disgusto ttrico fin de siglo" nel romanzo Su nico hijo di Clarn e Juan Lpez Morillas {Hacia el 98. Literatura, sociedad, ideologa, Barcelona, Ariel, 1972, p. 236) afferma: "esos hombres [i noventayochistas] se han formado espritualmente durante la Revolucin de Septiembre". Non bisogna dimenticare, inoltre, che il debutto del dramma di Galds Electra, il 30 gennaio del 1901, serv da bandiera ai giovani intellettuali che fondarono una rivista con lo stesso nome. D'altra parte, Galds compie la rottura dei generi quando, con Realidad (1889), comincia la serie dei romanzi dialogati. Ha scritto anche dei racconti fantastici e si sempre proclamato amante dell'assurdo e dell'incomprensibile. 22 Cfr. Emilia Pardo Bazn, La cuestin palpitante, Salamanca, Anaya, 1966.
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della ragione si sempre mostrata legata all'individualit, perch questa la sede in cui la novit e la problematicit dell'esperienza si evidenziano con le loro difficolt e contraddizioni23. La quarta che, essendo la letteratura un discorso che oppone alla verit del logos quella dell'esperienza, ogni crisi della ragione (con la relativa esaltazione della soggettivit) provoca delle vere e proprie rivoluzioni letterarie. Ecco perch la definizione crisi di fine secolo non significa nulla. O meglio, significa solamente riconoscere una importante svolta in letteratura, senza specificare per in che cosa consista il cambiamento 24. Non si deve dimenticare infatti che se da un lato la parola crisi suppone il congedo da un determinato modo di pensare, dall'altro, vuoi dire anche discrimino, separo, scelgo, decido. In questo senso, dunque, coinvolge non solo la letteratura (costituita dalle scelte compiute dai vari autori per risolvere le crisi che gli toccato vivere), ma anche la critica letteraria che la capacit di elaborare giudizi motivati dall'esame di quelle scelte25. Il motto degli antigenerazionisti "La literatura tiene su contexto en la literatura"26 certamente vero. Ma non autorizza a trattare la

Cfr. Max Horkeimer, Eclisse della ragione. Critica alla ragione strumentale, Torino, Einaudi, 1967; Aldo Gargani (ed.), Crisi della ragione. Nuovi modelli nel rapporto tra sapere e attivit umane, Torino, Einaudi, 1979; Paolo Rossi (ed.), La nuova ragione, Bologna, II Mulino, 1981; Pietro Ciaravolo (ed.), Individualit e crisi della ragione, Roma, B.M. Italiana, 1988. 24 Significativa a tale proposito mi sembra la considerazione fatta da Carmen Baroja, sorella della scrittore, al momento di decidere il titolo da dare alle sue memorie: "Llamar a estos recuerdos Recuerdos de una mujer de la generacin del 98 Esto parece una pedantera y hasta puede que lo sea, pero yo pienso que los gustos, las ideas y el carcter todo mo lleva al sello de lo que yo supongo que era esta poca, aun cuando yo no tena ms que trece aos. Ser mejor decir Recuerdos de una mujer Fin de Sigl Esto parece algo de almacn de modas: paraguas Fin de Siglo, bolsos Fin de Siglo". Carmen Baroja y Nessi, Recuerdos de una mujer de la generacin del98, (prlogo, edicin y notas de Amparo Hurtado), Barcelona, Tusquets, 1998, p. 47. 25 Forse vale la pena ricordare che Albert Thibaudet, l'unico ad aver concepito una storia della letteratura divisa per generazioni, ne Le lisieur du roman definisce la generazione letteraria un modo comune di porre i problemi con modi diversi di risolverli o non risolverli. Apud, Guillermo de Torre, "El punto de vista de las generaciones", cit., p. 49. Anche Oreste Macri ha applicato il metodo generazionale alla poesia spagnola e italiana del 900 (cfr. Poesia spagnola del Novecento, Milano, Garzanti, 1974, 2 voli, e La teoria letteraria delle generazioni, Firenze, Franco Casati, 1995). Ma, per quanto riguarda il 98, non disposto a vederlo separato dal modernismo (cfr. "Introduzione", in Poesia spagnola del 900, cit., I tomo, p. 19). 26 Gulln, op. cit., p. 18.

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letteratura come un metadiscorso incontrollato in nome del quale si pu affermare tutto e il suo contrario. Per cercare di sbrogliare la matassa, allora, mi sembra utile tornare agli autori e in particolare ad Azorin che sebbene non sia pi considerato l'inventore del termine 27, pur sempre colui che lo fatto proprio e lo ha lanciato28.

La crisi

Chi ha studiato l'evoluzione dello scrittore, ha notato che gli scritti giornalistici firmati come Jos Martnez Ruiz sono caratterizzati da un'affermazione aggressiva della personalit, dall'ansia di libert, da una violenta ribellione e da una concezione militante della letteratura. Mentre le opere firmate come

P e r I n m a n F o x (op. cit., p . 11) Emilia Pardo Bazn c h e comincia a parlare nel 1 9 0 4 di u n a nueva generacin de novelistas y cuentistas en Espaa a proposito d i Azorn, Baroja, ValleI n d n , Felipe T r i g o e Llanas Aguilaneido. P e r Pedro Lan Entralgo (La generacin del 98, M a drid, Espasa Calpe, 1 9 4 5 , p . 53) e D o n a l d Shaw (op. cit., p . 14) invece Gabriel M a u r a nel 1908 in u n articolo pubblicato nel "Faro". Secondo Vicente C a c h o V i u , Repensar el noventa y ocho, M a d r i d , Biblioteca N u e v a , 1 9 9 7 , p . 117: El t r m i n o "generacin d e 1 8 9 8 " fue a c u a d o en febrero d e 1 9 1 3 p o r Jos O r t e g a y Gasset, para l m i s m o y para sus coetneos, c o n u n a clara intencionalidad pblica d e futuro: convocar 1 a los "nuevos espaoles" a la j u v e n t u d estudiosa del m o m e n t o , c o n el propsito d e enderezar los torcidos destinos del pas. Ese m i s m o mes, sin embargo, Azorn se a p o d e r del t r m i n o para convertirlo retrospectivamente, e n fecha epnim a d e u n g r u p o literario q u e se habra d a d o a conocer u n o s q u i n c e aos atrs, hacia el a o del Desastre. N i el creador del t r m i n o , n i n i n g u n o d e los incluidos e n el nuevo m a r b e t e generacional, d e n u n c i a r o n la apropriacin indebida q u e acababa d e cometerse". Si capisce allora il m o t i v o della confusione: "Pensado inicialmente para los q u e eran adolescentes e n el a o del Desastre O r t e g a y los intelectuales d e su edad agrupados e n t o r n o suyo [el t r m i n o ] conllevaba u n sentido proyectivo cara al futuro; aplicado, e n c a m b i o , a quienes estaban al b o r d e d e la cuarentena o bien entrados e n ella, adquira u n t o n o retrospectivo, c o m o d e ejecutoria ganada p o r pasadas hazaas", ibid., p . 1 1 9 . 28 Come ormai risaputo, Azorn comincia a usare il termine "generazione del 98" nel 1913 in tre articoli apparsi su "ABC" e successivamente raccolti in Clsicos y modernos. Per Azorn, la generazione del 98 - che include Unamuno, Baroja, Benavente, Valle Incln, Maeztu e Rubn Daro - rappresenta un rinascimento; caratterizzata dalla protesta, dalla ribellione, dalla curiosit intellettuale per la cultura straniera e insieme dall'amore per gli scrittori che avevano praticato la critica sociale (Gracin, Cadalso, Jovellanos, ma soprattutto Larra) e per la rivalutazione di poeti come Berceo, Garcilaso e Gngora.

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Antonio Azorin si distinguono per il lirismo, l'interesse per il passato e la ricerca di uno stile letterario personale29. Questa differenza il risultato di una profonda crisi che comincia a manifestarsi nel 1897. In Bohemia, che appunto di quell'anno, e in Soledades del 1898, si comincia a delineare la sfiducia nella possibilit di realizzare gli ideali regenerazionisti. Nella primavera del 1898, Martnez Ruiz sparisce dai giornali per riapparire nell'autunno del 1899 completamente trasformato. di questo periodo un lungo saggio intitolato La sociologa criminal dove si chiede para qu habrn servido nuestros afanes, nuestras luchas, nuestros entusiasmos, nuestros odios? E conclude: "Nada es eterno, todo es mudable"30. In questo cambiamento stata vista l'influenza, oltre che di Schopenhauer e di Nietzsche, anche della crisi che Unamuno ebbe nel 1897 quando, abbandonato il materialismo storico e la militanza socialista, comincia a elucubrare sul proprio rinnovamento interiore. Martnez Ruiz, che aveva criticato Paz en la guerra accusando Unamuno di "nebulosidad filosfica", si ricrede. La convergenza con Unamuno (ma forse anche il suicidio di Ganivet avvenuto proprio nel 1898) lo guida verso una scrittura che invece di pretendere di migliorare la societ attenta soprattutto alle esigenze del soggetto31. Testimonianza di questa nuova situazione la trilogia La voluntad (1902), Antonio Azorin (1903) e Las confesiones de un pequeo filsofo (1904), dedicata alla saga di Antonio Azorin. Il primo romanzo descrive la lotta interiore del protagonista che, dopo aver rotto con il mondo circostante, cerca disperatamente il perch della sua esistenza. Nonostante le abbondantissime allusioni autobiografiche32, La voluntad non pu essere letta come la storia di una vita. Mentre pensa a dare un senso a ci che gli accade, Azorin cerca anche di rinnovare il romanzo: "Ante todo, no debe haber fbula" - dice - "la vida no tiene fbula: es diversa, multiforme, ondulante, contradictoria... todo me-

Manuel M. Prez Lpez, "De Martnez Ruiz a Azorin", introduzione a Jos Martnez Ruiz, Antonio Azorin, Madrid, Ctedra, 1991, pp. 12-35. 30 Ibid., p. 25. 31 Ibid., p . 31. 32 Per l'autobiografsmo dei tre romanzi cfr. Inman Fox, "Introduccin biogrfica y crtica", in Jos Martnez Ruiz, La voluntad, cit., pp. 9-55(FF); Prez Lpez, op. cit., e Jos Mara Martnez Cachero, "Introduccin", in Jos Martnez Ruiz, Las confesiones de un pequeo filsofo, Madrid, Espasa Calpe, 1990, pp. 9-34.

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nos simtrica, geomtrica, rgida, como aparece en las novelas"33. Niente trama, quindi, ma solo episodi, sensazioni e riflessioni in libert. Non pi azione, ma solamente gesti minimalisti che rivelano l'atteggiamento passivo e contemplativo del protagonista. Egli si guarda vivere e si compiace di essere di volta in volta "mstico, anarquista, irnico, dogmtico"34. Dichiara: "Yo soy un rebelde de m mismo"35. E anche: "Soy un hombre de mi tiempo! La inteligencia se ha desarrollado a expensas de la voluntad"36. Rifiutando di ordire la propria vita in una trama, Martnez Ruiz - Azorn rinnega le connessioni logiche attraverso le quali la ragione ha strutturato il mondo e l'esperienza. In questo modo egli torna al prius della conoscenza e dell'essere, laddove pensare riapre l'insanabile dissidio che la ragione fingeva di aver risolto. Scopre cos che non lui a vivere, ma vissuto da una forza che lo trascende: "Comprender es entristecerse; observar es sentirse vivir... Y sentirse vivir es sentir la muerte, es sentir la inexorable marcha de todo nuestro ser y de las cosas que nos rodean hacia el ocano misterioso de la Nada" 37 . Scopre anche che se da un lato la ragione inganno perch fa apparire come ordine deliberatamente conquistato ci che mera espressione della cieca pulsione (della volont di potenza, come la chiamer Nietzsche), dall'altro, un'illusione necessaria in quanto, non cessando mai di offrire "buone ragioni" per vivere, difende la volont di vita dalla tentazione sempre incombente della rinuncia38. Di qui che Azorn si senta pervaso da un pessimismo radicale. Dopo essere retrocesso alle spalle della ragione per scorgervi il fondamento irrazionale che la promuove, sente che i valori supremi hanno perso credito, tutto manca di scopo e di significato, a cominciare dalle domande che chiedono il senso dell'agire, dell'operare, del darsi da fare in generale: Me levanto, doy un par de vueltas por la habitacin, corno un autmata; me siento luego, cojo un libro; leo cuatro lneas; lo dejo; tomo la pluma: pienso es33 34
35

Ibid., p. 133. Ibid., p. 267.

Ibid. Ibid, p. 268. 37 Ibid, p. 180. 38 Questo in realt il significato de // mondo come volont e rappresentazione di Schopenhauer. La rappresentazione il mascheramento razionale della volont e ci che appare ragionevole semplicemente volontaristico. Cfr. Umberto Galimberti, Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano, 1987, pp. 219-243.
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tupidamente ante las cuartillas; escribo seis u ocho frases; me canso; dejo la pluma; torno a mis reflexiones... Siento pesadez en el crneo; las asociaciones de las ideas son lentas, torpes, opacas; apenas puedo coordinar una frase pintoresca... Y hay momentos en que quiero rebelarme, en que quiero salir de este estupor, en que cojo la pluma e intento hacer una pgina enrgica, algo fuerte, algo que viva...Y no puedo, no puedo! Dejo la pluma, no tengo fuerzas. Y me dan ganas de llorar, de no ser nada, de disgregarme en la materia, de ser el agua que corre, el viento que pasa, el humo que se pierde en el azul!39 Tuttavia, l'annullamento degli interessi e dei desideri che fomentano la vita non totalmente negativo 40. Liberata dalla cieca volont di vivere che l'aveva mantenuta fino ad allora imprigionata al suo servizio, l'intelligenza disingannata finisce con l'intraprendere il cammino della propria emancipazione41. Per questo La Voluntad s chiude con l'annuncio di un nuovo romanzo, La segunda vida de Antonio Azorn, che "ser como la primera: toda esfuerzos sueltos, iniciaciones paralizadas, audacias frustadas, paradojas, gestos, gritos"42. Nonostante la premessa, nel secondo libro assistiamo invece a un cambio. Ma sebbene sia qui che Azorn cominci a non sentirsi pi tentato dall'autodistruzione, sar soprattutto ne Las confesiones de un pequeo filsofo che egli riuscir a trovare una nuova ragione di vita e a raggiungere un certo equilibrio. Non una inesistente felicit, ma la zattera di salvataggio di un essere scampato al naufragio. Le rinuncie Con l'ultimo libro della trilogia, l'autore pare voler cominciare daccapo la sua traiettoria letteraria, ma da un altro punto di vista. Ne La voluntad e in Antonio Azorn, la verit personale, che avrebbe dovuto sostituire quella razionale, affidata alle emozioni e alle sensazioni espresse dal personaggio, ma anche ai numerosi stralci di articoli, documenti, libri, che rimandano al lavoro
Martnez Ruiz, La voluntad, cit., pp. 276-277. "Tal vez esta disgregacin de ideales sea un bien; acaso para una sntesis futura, ms o menos prxima, sea preciso este feroz anlisis de todo". Ibid., p. 25541 "Puede ser que el camino que recorre Azorn sea malo; pero al fin y al cabo, es un camino. Y vale ms andar, aunque en malos pasos, que estar eternamente fijos, eternamente inconmovibles". Ibid., p. 257. 42 Ibid, pp. 300-301.
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giornalistico di Martnez Ruiz. Il rifiuto della logica narrativa retta dalla ragione, dunque, non ha cancellato le idee che la ragione promuove e alimenta. Nonostante nel libro si continui a ripetere "No hay ms realidad que la imagen, ni ms vida que la conciencia"43, spesso le immagini sono retorica fine a se stessa. E la coscienza pare soprattutto esperienza di scrittura, abilit di disporre in modo inconsueto le varie parti del discorso per meglio perseguire i propri fini44. Ben diverso il caso de Las confesiones, che si apre con due prologhi, firmati rispettivamente dal personaggio e dall'autore empirico. Nel primo, Donde escrib este libro, Azorn descrive il luogo di stesura dell'opera, "una casa del campo alicantino castizo"45; nel secondo, Origen de este libro, Martnez Ruiz spiega che il testo a continuazione sostituisce il programma che Azorn avrebbe dovuto preparare per presentarsi alle elezioni politiche. Sollecitato dagli amici a usare le sue energie e capacit per dire in forma artistica quello che avrebbe dovuto affermare in tono dogmatico e astratto, il protagonista vive un piccolo dramma: "meditaba con la cabeza baja; pareca que le costaba renunciar a un ideal querido" 46. Dopodich accetta e inizia a scrivere il libro che sar il manifesto della sua poetica: Lector: yo soy un pequeofilsofo;yo tengo una cajilla de plata de fino y oloroso polvo de tabaco, un sombrero grande de copa y un paragua de seda con recia armadura de ballena. Lector: yo emborrono estas pginas en la pequea biblioteca del Collado de Salinas. Quiero evocar mi vida [...] Yo quiero evocar mi vida; en esta soledad, entre estos volmenes que tantas cosas me han revelado, en estas noches plcidas, solemnes, del verano, parece que resurge en m, viva y angustiosa, toda mi vida de nio y de adolescente47. Una volta scoperto che gli inganni della ragione non si nascondono sola43 44

Ibid., p. 74. Cos, infatti, nota Inman Fox, "Introduccin", cit., p. 47. "Si el Martnez Ruiz de esta novela se muestra como artista de la prosa en sus descripciones del paisaje - las cuales se prestan ms a su novsima visin impresionista - , la parte ideolgica del libro se caracteriza ms bien por un estilo periodstico. Claro, preciso y directo, eso s, pero con todos los defectos del periodismo llevado a la novela". 45 M a r t n e z Ruiz, Las confesiones de un pequeo filsofo, cit., p . 3 9 . 46 Ibid., p. 44. 47 Ibid., p. 45.

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mente nella consequenzialit della trama, ma anche nel tentativo di fondare la propria verit sulle testimonianze della vita reale, l'autore decide di abbandonarsi completamente alla finzione48. Cos, se nei primi libri la volont era il principio logico dell'azione cui si rinunciato, ora l'accettazione della rappresentazione artistica come unica forma di salvezza (il voler creare, come l'ha chiamato Cerezo Galn). Di qui che nel terzo libro la filosofia prenda il posto della retorica49, le immagini diventino simboliche 50 e la coscienza si trasformi in potenza creatrice, alimentata sia dal vissuto che dall'invenzione 51.

"Nel saggio Schopenhauer come educatore, Nietsche coglie l'essenza del tragico, ma proprio per questo anche il beneficio dell'illusione senza la quale non potremmo vivere. A questo punto la rappresentazione da inganno diventa rimedio, e perci, nel linguaggio nietzschiano, l'ordine apollineo, per quanto ingannevole, salva dalla dissolvenza delle forze dionisiache in preda alle quali l'uomo non potrebbe vivere". Galimberti, op. cit., pp. 239-240. Piatone distingueva infatti tra retorica cattiva e retorica buona. La prima l'attivit di persuadere nelle riunioni pubbliche. La seconda, l'arte di guidare l'anima non solo nelle assemblee, ma anche nelle conversazioni private. In questo caso, essendo una psicagogia (formazione dell'anima attraverso la parola) il secondo tipo di retorica coincide con la filosofia. Cfr. Roland Barthes, La retorica antica, Bompiani, Milano, 1972, p. 16 e Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofa, Torino, UTET, 1971, s.v. 50 S i m b o l o nel senso filosfico d i u n i o n e del concettuale e del percettivo. C o m e afferma Carlo Sini (II simbolo e l'uomo, M i l a n o , E G E A , 1 9 9 0 , p . 146): "II simbolo l'evento stesso dell'iconismo originario, l'evento endeictico primordiale. questo evento che fa accadere la somiglianz, l'indicazione, la traccia. Il simbolo l'evento del di-segno e d e l segno. Esso p r e n d e corp o dal m o n d o e c o m e m o n d o . nella rivelazione del s u o i n c a n t o c h e il segno rappresentativo precipita in u n a catena infinita d i interpretazioni". Cfr. anche Id., I segni dell'anima. Saggio sull'immagine, Bari-Roma, Laterza, 1 9 8 9 . Per capire la differenza t r a La voluntada Las confesiones de un pequeo filsofo, si veda c o m e viene trattato il t e m a del passare del t e m p o nei d u e libri. N e La voluntad (cit., p . 7 2 ) , "Azorn escucha al maestro. H o n d a tristeza satura su espritu e n este silencioso anochecer d e invierno [...] T o d o pasa, Azorn: t o d o cambia y perece. Y la substancia universal, misteriosa, incognoscible, inexorable - perdura". N e Las confesiones de un pequeo filsofo (cit., p . 136), d u r a n t e u n viaggio a Yecla, Azorin riflette: " u n o d e los a c o m p a a n tes [...] h a p r o n u n c i a d o estas palabras terribles: Volvamos, q u e ya es tarde . Y o , al orlas h e experimentado u n a ligera c o n m o c i n . Es ya tarde. T o d a m i infancia, t o d a m i j u v e n t u d , t o d a m i vida h a surgido e n u n instante. Y h e sentido - n o sonriis - esa sensacin vaga, q u e a veces m e obsesiona, del t i e m p o y d e las cosas q u e pasan e n u n a corriente vertiginosa y formidable". N e l p r i m o caso, si dice in modo concettuale c h e esiste u n qualcosa in grado d i resistere alla d i struzione del t e m p o . N e l secondo, si mostra simbolicamente c h e questo qualcosa risiede in quell'epoca vissuta c o m e stabile e d eterna c h e l'infanzia. "Per Nietzsche, intelligere n o n c o n t r a p p o s t o agli istinti, m a u n certo rapporto degli impulsi t r a loro [...] N o n la ragione contro la forza degli istinti, c o m e penser F r e u d , m a la ra51 49

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Ne Las confesiones, Azorn ha un doppio ruolo: mostrare il luogo della scrittura e farsi carico delle intenzioni di Martnez Ruiz (sostituire la lotta politica con l'arte). In questo modo l'autore lascia l'intera responsabilit della genesi del libro al personaggio e cos facendo si distanzia dalla propria opera e da se stesso. (A riprova, questa l'ultima volta che Martnez Ruiz firma col suo nome civile). Tale decisione ribalta completamente la questione della verit52, che non consiste pi in una certa disposizione del discorso, n tantomeno nella corrispondenza a qualcosa di esistente, bens nel modo di rendere possibile la
manifestazione della propria essenza50.

In entrambi i prologhi, infatti, non si da il reale esordio delle condizioni che hanno generato l'opera, ma piuttosto il loro fondamento, ossia: un nuovo inizio, sottratto a ogni equivoco e contraddizione54. Il punto dal quale partire per cercare, trovare, collegare e confrontare gli elementi del testo con quelli gi usati in precedenza e con quelli che verranno utilizzati in futuro. Si apre cos una prospettiva ermeneutica per cui il senso non da cercare fuori del testo, ma da costruire seguendo la rete di rimandi, somiglianze e differenze che si dirama tra le varie opere. Ed appunto attraverso questo confronto che l'autore si offre nella variet e unicit delle sue manifestazioni. Affidare il proprio bi-

gione come bella composizione delle forze istintuali [...] Ridefinita in chiave estetica, la ragione, lungi dall'essere il luogo della verit, come risulta alla visualizzazione che la oppone all'irrazionale, diventa il luogo della bella forma in cui si compongono le unilateralit delle espressioni istintuali. [...] Non ci sono sponde (razionale e irrazionale) da allacciare con un ponte, ma ci sono istinti di vita che possono approdare o non approdare alla forma". Galimberti, op. cit., p. 243. (Il corsivo dell'autore). 52 "Ogni discorso pro o contro un'idea suppone l'esistenza dell'idea, quando questa esistenza vien meno non pi necessaria alcuna prova pro o contro. Verit e falsit delle idee sono quindi iscritte nella loro esistenza. La vita di un'idea apre le condizioni del vero e del falso, cosi come la sua morte, il suo estinguersi la conclude". Ibid.., p. 264. 53 Si tratta cio della verit fenomenologica nel senso datole da Edmund Husserl (Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, Torino, Einaudi, 1965), ovvero: una verit che non nega il mondo, ma vieta ogni giudizio sull'esistenza o meno delle cose. Ma soprattutto da Martin Heidegger (Essere e tempo, Milano, Longanesi, 1970) che, appellandosi all'origine greca della parola (aletheid) che esprime "privazione", ha insistito sulla stretta connessione del modo d'essere della verit col modo d'essere dell'uomo, ossia con l'esserci. Ha sottolineato inoltre che ogni scoprimento dell'essere, in quanto parziale, anche copertura. E quindi maschera. 54 Umberto Galimberti, "Inizio", in Id., Idee: il catalogo questo, Milano, Feltrinelli, 1992 s.v. e Massimo Cacciari, Dell'inizio, Milano, Adelphi, 1988.

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serci alla maschera, infatti, significa scegliere una continuit e una coerenza che la ragione, da sola, non pu conoscere.
La scelta

Anche ne Las confesiones l'autore si propone di raccontare la propria vita e anche qui si rifiuta di seguire l'ordine logico: No voy a contar mi vida de muchacho y mi adolescencia punto por punto, tilde por tilde [...] Yo no quiero ser dogmtico y hiertico; y para lograr que caiga sobre el papel, y el lector la reciba, una sensacin ondulante, flexible, ingenua de mi vida pasada, yo tomar entre mis recuerdos algunas notas vivaces e inconexas como lo es la realidad y con ellas saldr del grave aprieto en que me han co, locado mis amigos, y pintar mejor mi carcter, que no con una seca y odiosa ringla de fechas y de ttulos55. In effetti, l'opera composto da brevi e succinte evocazioni non soggette a una trama principale. Nondimeno, nella prima edizione del libro, il titolo era accompagnato dall'indicazione Novela56, quasi a voler indicare la traccia di un legame nell'apparente frammentariet dei capitoli e, quindi, quasi a voler suggerire che il ricordo, cui ora Azorin si affida, innanzi tutto un ri-accordo. Di fatto, questa composizione trasforma la dispersione in unit nella quale si trova quell'identit soggettiva e oggettiva che l'occidente ha chiamato "io" e "mondo". Sia l'uno che l'altro non sono dati di realt, ma costruzioni della memoria. Non ci sarebbe "io" se la memoria non costruisse quella sfera di appartenenza per cui si riconoscono come "propri" azioni, vissuti, pensieri e sentimenti; non ci sarebbe "mondo" se la memoria non cucisse la successione delle visioni che altrimenti si offrirebbero come spettacoli sempre nuovi, apparizioni tra loro irrelate come era accaduto nei romanzi precedenti57.
Martnez Ruiz, Las confesiones de un pequeo filsofo., cit., p. 47. Cfr. Martnez Cachero, op, cit., p. 25. 57 "Bisogna incominciare a perdere la memoria, anche solo a pezzi e bocconi, per rendersi conto che proprio questa memoria a fare la nostra vita. Una vita senza memoria non sarebbe una vita, cos come un'intelligenza senza la possibilit di esprimersi non sarebbe un'intelligenza. La nostra memoria la nostra coerenza, la ragione, l'azione, il sentimento. Senza di lei, siamo niente". Luis Bufiuel, Dei miei sospiri estremi, Adelphi, Milano, 1991 (1982). Questa frase viene citata da Oliver Sacks (L'uomo che scambi sua moglie per un cappello, Adelphi, Mila56 55

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Pure i rimandi all'attivit giornalistica de La voluntad funzionavano come ricorsi alla memoria. Ma in quel caso si trattava della memoria riproduttiva: quella particolare tecnica essenziale all'improvvisazione, un genere praticato fin dai tempi di Quintiliano da predicatori, oratori e politici58. Ci significa che nel momento in cui Martnez Ruiz sta per staccarsi dal suo passato non pu fare a meno di raccogliere qualcosa che glielo rammenti. Quasi che, cos facendo, egli sperasse di fermare il divenire (di "inchiodare la ruota del tempo", per usare le parole di Unamuno 59 ). Eppure, gli ha spiegato il maestro Yuste, non questo il modo per salvarsi dalla distruzione. Affinch la letteratura sia davvero veicolo di immortalit, lo scrittore non deve preoccuparsi solamente di interpretare i gusti e le aspirazioni di un determinato periodo, come fa appunto il cronista, ma deve essere soprattutto originale: La novedad est en la forma, en la facilidad, en el ardimiento, en la elegancia del estilo. La originalidad es cosa ms honda: est en algo indefinible, en un secreto encanto de la idea, en una idealidad sugestiva y misteriosa... Los escritores nuevos son los ms populares; los originales rara vez alcanzan la popularidad en vida... pero pasan, pasan indefectiblemente a la posteridad. Y es que slo puede ser popular lo artificioso, lo ingenioso, y los escritores originales son todos sencillos, claros, desaliados casi... porque sienten mucho60. Poich originalit viene da origine, autore originale colui che fa nascere da s la specificit che lo distingue dagli altri. Ecco allora che ne Las confesiones

no 1990 (1984)) per comprovare gli effetti dell'amnesia retrograda di cui soffriva la madre di Bufiuel. Questa malattia, come la sindrome di Korsakov e a differenza dell'encefalite letargica (che congela il soggetto in un certo momento della sua vita, ragion per cui quando si sveglia sa che il tempo trascorso, ma sente di essere rimasto a quel momento), cancella completamente il passato del paziente che vive in un presente fatto di istanti fulminei, senza un prima n un dopo. In ogni caso, comunque, osserva Sacks, a ogni scompenso della memora corrisponde un deficit dell'identit. Cfr. Id., Risvegli, Milano, Adelphi, 1991 (1973) e "Memoria e identit", in Lina Bolzoni-Pietro Corsi (ed.), La cultura della memoria, Bologna, II Mulino, 1992, pp. 365-395. 58 Cfr. Lina Bolzoni, "Costruire immagini. L'arte della memoria tra letteratura e arti figurative", ibid., p. 59. " Miguel de Unamuno, Come se hace una novela, Madrid, Alianza, 1995 (1966), p. 165. 60 Martn Ruiz, La voluntad, cit., p. 104.

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Azorn riattualizza il mondo dell'infanzia, il luogo del recupero dell'esperienza, intesa non come vita vissuta, ma come un particolare tipo di linguaggio capace di evocare il vissuto61. Perviene cos acetica originaria, alla "ricerca pensante, rammemorante"62 che considera il corpo, immerso nella natura, la sorgente del vero sapere. Quello cio che, radicato in un punto di vista determinato, organizza la soggettivit secondo precise coordinate spazio-temporali63. Non un caso che Azorn concluda il primo prologo de Las confisiones con queste parole: "voy a poner la firma a estas cuartillas y me marcho bajo los pinos, que una brisa ligera hace cantar con un rumor sonoro" 64. Ritrovandosi natura nella natura, egli sente che il ritmo della vita infinitamente pi potente di qualsiasi forma di linguaggio. Sulla scia di quella cadenza cancella allora gli schemi precostituiti, riformula le conoscenze assunte meccanicamente in precedenza e recupera la propria voce65. a questo punto che si manifesta la
verit dell'esserci, l'apertura del senso che permette di comunicare, di stare con66.

Il simbolico infatti la dimensione della ricomposizione, dell'ambivalenza, della confusione. L'ambito in cui l'esperienza personale si fa condivisibile, la

Cfr. Giorgio Agamben, Infanzia e stona. Distruzione dell'esperienza e origine della storia, Torino, Einaudi, 1978.
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G i n o Zaceara, L'etica originaria.

Holderlin,

Heidegger e il linguaggio,

Milano, EGEA,

1992, p. 65. Cfr. anche Pier Aldo Rovatti, Abitare la distanza. Per un 'etica del linguaggio, Milano, Feltrinelli, 1994. 63 "L'attribuzione di significato non dipende dall'intelletto puro che, esaminando analiticamente le cose, attribuisce ad esse quei sensi e quei valori oggettivi che le morali di tutti i tempi non cessano di imporre. L'attribuzione di significato dipende dal corpo che, venendo al mondo in una certa situazione, e crescendo all'interno di essa, sente le cose diversamente fornite di un certo senso e di un certo valore; e poich non c' cosa che possa colpirlo senza prima divenire, grazie a lui, senso e valore, non c' azione delle cose sul corpo, ma soltanto la significazione che il corpo attribuisce alle cose. In questo senso libert e natura coincidono, non nel senso che la libert si risolva nella necessit, ma nel senso che la libert, come libera attribuzione di significati, la nostra natura che ci accompagna in ogni situazione". Umberto Galimberti, II corpo, Milano, Feltrinelli, 1994, p. 114. 64 Martnez Ruiz, Las confesiones de un pequeo filsofi), cit., p . 4 2 . 65 Cfr. Carlo Sini, Gli abiti, saperi, le pratiche, Milano, Jaca Book, 1996, p . 2 7 . 66 Umberto Galimberti (Paesaggi dell'anima, Milano, Mondadori, 1998, p. 27) afferma: "L'apertura dischiusa dal linguaggio simbolico non arbitraria, perch la nuova fondazione anche riconoscimento in un fondo che sta alla base della fondazione stessa". Cfr. anche Id., // corpo, cit., pp. 64-68.

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nascita si unisce alla morte e la ragione ritrova la propria radice mitica67. da qui che il leit motifde La Voluntad "La imagen lo es todo" diventa ne Las confesiones "No me podrn quitar el dolorido sentir"68 per trasformarsi in Castilla (1912) "vivir es ver volver"69. Ci significa che nella temporalit, dischiusa dal ritorno all'origine, il soggetto si espone al possibile e si consegna al divenire. nell'essere per la morte che egli trova l'intensit della vita e insieme l'incentivo a farla durare. Questo perch nel cerchio della fnitudine il passato non si esaurisce per il solo il fatto di essere trascorso, ma si offre ad essere riassunto e rilanciato secondo modalit sempre nuove.

La generazione del 98 II cammino che porta Martnez Ruiz a Azorn la testimonianza della permeabilit dell'autore alle inquietudini del suo tempo, 70 come si pu comprovare da quanto egli afferma ne La voluntad: Azorn es casi un smbolo; sus perplejidades, sus ansias, sus desconsuelos bien pueden representar toda una generacin sin voluntad, sin energa, indecisa, irresoluta, una generacin que no tiene ni la audacia de la generacin romntica, ni la fe de afirmar de la generacin naturalista71. Qui egli dimostra di considerare la generazione come un certo spirito del tempo, un certo modo di vedere le cose, sostanzialmente diverso da quello esistente in precedenza, ma ampiamente condiviso da quelli che diventeranno i noventayochistas. Anche loro, al pari di Azorn, sono segnati dallhiperestesia, "un aguzamiento doloroso de la sensibilidad"72, un sentimento tanto estreSe la funzione del mito quella di offrire una soluzione alla tragica condizione umana e se la prima e principale funzione della ragione era quella di spiegare la morte chiaro che l'uno e l'altro hanno delle radici comuni. 68 Martnez Ruiz, Las confesiones de un pequeo filsofa, cit., p. 135. 69 Antonio Azorn, "Las nubes", in Id., Castilla, Madrid, Espasa Calpe, 1991, p. 163. 70 Cosi infatti afferma Prez Lpez, op. cit., p. 34: "Y ahora, si en vez de juzgar desde nuestra propia ideologa la evolucin del autor, situamos sta en la perspectiva histrica que le corresponde - la crisis de entre siglos - tal vez pueda percibirse, bajo las contradicciones aparentes, una ntima coherencia, basada en su fidelidad al espritu de su poca. 71 Martnez Ruiz, La voluntad, cit., p. 255. 72 Martnez Ruiz, Las confensiones de un pequeo filsofo, cit., p. 45.
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mizzato da rasentare il dolore fisico. Lo stesso che porter Rubn Daro a desiderare l'indifferenza dell'albero e della pietra, Unamuno ad affermare l'insanabile dissidio tra razn e vida e Baroja a considerare l'intelligenza una disgrazia73. Mi manca lo spazio per far vedere che la coincidenza tra i vari autori non si manifesta solamente nelle loro opere iniziali, sulla cui omogeneit del resto tutti sono d'accordo 74, ma presente anche in quelle successive. Comunque, mi sembra importante rilevare che nel 1913 quando Azorn comincia a parlare del 98, la generacin sin voluntadnos pi la stessa e i suoi componenti hanno fatto le loro scelte e intrapreso la loro strada75. Per questo preferisce chiamarli con un altro nome. Come se il loro legame ora fosse visto dalla nuova prospettiva cui pervenuto con il proprio cambiamento. Voglio dire che usando il termine coniato da Ortega y Gasset, Azorn non intende affatto definire gli scrittori in base ai loro esordi, ma sembra piuttosto voler coglierli nella loro trasformazione. Tanto pi che secondo quanto ci dice Cacho Viu il termine era nato con un significato proiettato verso il futuro. Non a caso, infatti, l'idea di generazione di Azorn anticipa la teoria che Ortega y Gasset elaborer a partire dal 1924 in En torno a Galileo, El tema de nuestro tiempo e Papeles sobre Velzquez. Come ha sottolineato Julin Maras, per capire a fondo cosa intenda Ortega y Gasset per generazione ("una cierta altitud vital, desde la cual se siente la existencia de una manera determinada" 76) bisogna rifarsi ai concetti chiave della sua filosofia: la razn vital e la circunstancia. La razn vital il destino
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Cfr. Prez Lpez, op. cit., p. 37. Compreso lo stesso Baroja che, sebbene non riuscisse a capire perch Azorn volesse associare i loro nomi a una data che segnava una sconfitta del paese, era d'accordo sul fatto che all'inizio c'era stata una certa coesione ("En el periodo de 1898 a 1900 nos encontramos de pronto reunidos en Madrid una porcin de gentes que tena como norma pensar que el pasado reciente no exista para ellos") ed era del parere che la data che meglio li rappresentava fosse il 1902, anno in cui erano usciti La voluntad, il suo Camino de perfeccin, Amor y pedagoga di Unamuno e Sonata de otoo di Valle Incln. Cfr. Pio Baroja, "Memorias", in Id., Obras Completas. Madrid, Biblioteca Nueva, 1978 (1955), VII tomo, p. 401. 75 Di fatto, gi nel 1906 in una lettera ad Azorn, Unamuno ammetteva. "Todos dispersados. Maeztu en Londres, Baroja no s donde, usted en su Azorn y yo en esta Salamanca". Laureano Robles, Azorin-Unamuno. Cartas y escritos complementarios, Valencia, Consellera de la Generalitat Valenciana, 1990, p. 81. 76 Ortega y Gasset, "El tema de nuestro tiempo", cit., p. 148.

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che ciascuno si sente obbligato a realizzare e la circunstancia duplice. Una generale e risiede nel fatto di vivere in un determinato paese e in un determinato momento storico. L'altra particolare ed ci che porta a realizzare la ragione vitale 77. Prendiamo, ad esempio, Velzquez. Dalla sua traiettoria artistica, quale viene tracciata da Ortega y Gasset, possiamo desumere che la sua circostanza generale l'essere nato a Sevilla nel 1599 e quella particolare l'essersi trasferito nel 1622 a Madrid, dove viene nominato pittore del re. Questo fatto lo porta a realizzare il suo destino, dato che la sua ragione vitale era l'aspirazione di essere nobile. La croce di Santiago dei Grandi di Spagna, ricevuta per i suoi servizi (e sfoggiata nell'autoritratto de Las meninas) rappresenta infatti il compimento di quello che egli considerava la sua vera vocazione. Riportando tutto ci alla generazione del 98, si potrebbe dire che la data del disastro la circostanza particolare che porta i suoi componenti a realizzare il destino cui si sentivano votati. Un destino di ribelli che si risolve non nel rivoluzionare la societ, ma nel rinnovare la letteratura. Poich della circostanza entra a far parte il pensiero del tempo 78 , la realizzazione personale in larga misura legata a quella dei propri coetanei. Nella generazione, infatti, Ortega y Gasset distingue la contemporaneidaddalla coetaneidad. Contemporanei sono coloro che vivono nella stessa epoca, mentre i coetanei sono quelli della stessa et. Dove per et non bisogna intendere una data anagrafica, ma una zona de fechas, ossia: "etapas diferentes en que se segmenta nuestro quehacer vital"79. Di qui che, come aveva intuito Azorn, il concetto di generazione comprenda l'intera traiettoria di un artista, tutte le va-

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Cfr. J u l i n M a r a s , El mtodo histrico de las generaciones,

i n I d . , Ocras completas, M a -

drid, Revista de Occidente 1970. 78 "Las fechas histricas no son nmeros de una cronologa abstracta. Son nombres que designan la forma de una vida predominante en una determinada sociedad. Nacer en 1599 y en Sevilla significa encontrarse con una cierta figura a que han llegado las cosas humanas dentro del rea informada por la civilizacin europea. El individuo recibe en s esa figura de la vida colectiva que preexista a su nacimiento. Podr aceptarla o, por el contrario, revolverse contra ella, pero en uno u otro caso la lleva dentro, forma parte de su persona". Jos Ortega y Gasset, "Introduccin a Velzquez", in Id., Papeles sobre Velzquez y Goya, Madrid, Alianza, 1980, p. 225. 79 Jos Ortega y Gasset, "En torno a Galileo", in Id., Obras Completas, Madrid, Revista de Occidente, V tomo, p. 160.

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rie forme {etapas diferentes) attraverso le quali egli esprime la propria evoluzione {quehacer vitat). Tuttavia, per quanto soggetto al cambiamento, l'individuo rimane sempre legato a coloro che con lui hanno attraversano la stessa zona de fechas. talmente forte questo legame che egli riesce a riconoscere i suoi coetanei cos come le formiche di un formicaio si distinguono per il loro odore particolare. Questo avviene perch una generazione es un modo integral de existencia o, si se quiere, una moda, que se fija indeleble sobre el individuo. En ciertos pueblos salvajes se reconoce a los miembros de cada grupo coetneo por su tatuaje. La moda de dibujo epidrmico que estaba en uso cuando eran adolescentes ha quedado incrustada en su ser80. Ecco allora che la particolare sensibilit che Azorin raffigura nella generazione cos come gli elementi comuni trovati dalla critica81 funzionano come un segno indelebile. Come la vernice che rivela l'epoca di composizione del quadro. Mi sembra, infatti, che nel concetto di generazione si possa ravvisare quello che Mukarovsky ha chiamato personalit artistica. Ossia il punto d'incontro di tutte le influenze esterne che possono valere in letteratura e insieme il mezzo attraverso il quale quelle penetrano nel processo letterario82. Proprio perch nell'opera d'arte incide la storia non possibile confon80

Ibid., p. 39. Per quanto riguarda la forma, gli aspetti comuni sono: lo spiccato lirismo, la preferenza per le scene rispetto alle catene narrative, rautobiografismo, la tendenza a creare metaromanzi la cui sostanza tematica la propria gestazione. I romanzi di Baroja sembrerebbero diversi perch sviluppano un'azione secondo la linea classica del genere. Ma bisogna considerare che il suo primo romanzo, La casa de Aizgorrri, interamente dialogato e quindi presenta un ipertrofico andamento mimetico che toglie qualunque spazio alla diegesi. Anche se poi Baroja non offrir pi una realt frammentata e diffusa come in questo caso, il concetto di "novela abierta, porosa" che costituir il suo ideale estetico si fonda appunto qui. Non a caso Daro Villanueva ("Introduccin", in Pio Baroja, Las inquietudes de Shanti Andia, Espasa Calpe, Madrid, 1997, p. 20) riprende la distinzione tra romance e novel (coniata dalla Reeves nel 1785 per la letteratura anglosassone) e afferma che molti romanzi di Baroja appartengono pi al romance che al novele quindi rappresentano una fuga verso l'avventura. Per quanto riguarda l'argomento, ci che accomuna la generazione la preoccupazione per la Spagna che si traduce
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nella pequea historia di Azorn, nella intrahistoria di U n a m u n o , nella retrica de lo vulgar di Baroja e nell'esttica sistemticamente deformada di Valle I n d n .
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J a n Mukarowsky, II significato dell'estetica, T o r i n o , Einaudi, 1972, p . 4 3 7 - 4 5 3 .

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dere i noventaychistas con gli autori precedenti. chiaro che se si confronta il Credo potico di Unamuno ("Piensa el sentimiento, siente el pensamiento"83) con la Rima III di Bcquer dove la poesia viene definita in termini di razn e inspiracin si possono trovare molte affinit. Ma mi sembra altrettanto chiaro che tali somiglianze acquistino significato solo all'interno di una differenza. Bcquer rivoluziona la poesia del suo tempo con un linguaggio essenzialmente romantico (il che naturalmente non significa che Bcquer sia un romantico e nemmeno un tardo romantico, ma semplicemente che usa i mezzi che possiede 84). Unamuno ha invece a disposizione un linguaggio gi rinnovato dai poeti che l'hanno preceduto, prima di tutti: lo stesso Bcquer. Altrettanto si potrebbe dire dei rapporti con Galds. I romanzi dialogati di Baroja e il "teatro para leer" di Valle Incln trovano nelle sue sperimentazioni i loro antecedenti. Ma anche qui la diversit sostanziale. Nonostante Galds inauguri una forma di realismo che sottolinea l'importanza del punto di vista e del dialogo nella costruzione della verit85, ci che gli preme pur sempre la verit, il problema che preoccupava la sua epoca. Non avviene cos per i noventayochistas. Essi si dedicano alla questione complessiva dell'individuo, del popolo, della razza, dell'umanit, ma come il "medico filosofo" atteso da Nietzsche ne La gaia scienza, potrebbero affermano: "in ogni filosofare non si trattato per nulla, fino ad oggi, di verit, ma di qualcos'altro, come salute, avvenire, sviluppo, potenza, vita"86. La teoria delle generazioni, pensata da Ortega y Gasset soprattutto per la storia, si presta ad essere applicata anche alla letteratura proprio perch incentrata sull'idea del cambio. Se infatti la storia lo studio delle variazioni che avvengono nella vita umana, la generazione il modo in cui avvengono quelle variazioni. Di qui che ci siano generazioni comulativas, che continuano l'eredit del passato, e generazioni polmicas, che vivono il passato come problema. Per, anche chi si ribella porta dentro di s il proprio passato che viene a far
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Miguel de Unamuno, "Credo potico", in Id., Poesas, Ctedra, Madrid, 1997, p.

67. Cfr. il mio articolo "Scintille nella poesia spagnola del 900", in Bruna Donatelli (ed.), La luce e le sue metafore, Roma, Nuova Arnica Editrice, 1993, pp. 226-250. 85 Cfr. il mio articolo Etica ed estetica del vero in Galds, in "Rassegna Iberistica", 43, 1992, pp. 17-28. 86 Friedrich Nietzsche, "La gaia scienza", i n Id. Come si diventa ci che si , Milano, Feltrinelli, 1994, p. 148.
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parte della sua persona. E questo evidente soprattutto nel caso dell'artista che, volente o nolente, deve fare i conti con la situazione in cui si trova la sua arte al momento in cui egli inizia. Solamente che ciascuno risolve il problema nel modo che gli pi congeniale. Ecco allora che nel momento in cui ci si interroga su quale sia il miglior modo di fare storia della letteratura87 non mi sembrerebbe del tutto inutile rivolgersi al metodo generazionale che, come abbiamo visto, combina sapientemente diacronia e sincronia, tradizione e innovazione, universale e particolare. E questo dovrebbe valere soprattutto per il 900, un periodo in cui gli scrittori, persi ogni certezza e ogni senso di appartenenza, cercano la coesione in un comune modo disfare letteratura. Di fatto ha ragione Jaime Siles quando sostiene che le generazioni "No estn hechas de una vez para todas, sino que experimentas cambios, estn expuestas a mltiples influjos (no slo de lo anterior, sino tambin de lo siguiente)"88. A riprova, Antonio Machado che non viene incluso da Azorn nella lista del 1913, pu a buon diritto essere considerato un componente della generazione. Basta leggere cosa dice Azorn del suo "sentimiento del paisaje"89 (e del resto basterebbe il suo celebre verso sueas con tu manantial? per accumunare la sua pratica di scrittura a quella di Azorn). D'altra parte, ne La voluntadegli aveva indicato le descrizioni di Baroja come il miglior esempio di quel sentimento 90. chiaro che esiste un abisso tra Machado e Baroja. Se non altro perch il primo essenzialmente un poeta e il secondo un romanziere. Eppure, grazie alla generazione del 98, essi si tengono per mano perch le generazioni sono vasi comunicanti che lasciano circolare il pensiero simbolico di cui la letteratura si alimenta, e per il quale gli uguali non sono uguali e la diversit tanto pi originale quanto pi si avvicina a ci che gli esseri umani hanno in comune.

Cfr. Remo Ceserani, "Storicizzare", in Mario Lavagetto (ed.), // testo letterario. Istruzioni per l'uso, Roma-Bari, Laterza, 1996, pp. 79-102. 88 ;4/WGambarte, op. cit., p. 24. 89 Azorn, Castilla, cit., p. 311. 90 Martnez Ruiz, La voluntad, cit., p. 132.

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