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Assicurazione di qualit in Fasci Esterni (EBRT)

Argomenti:

Caratteristiche costruttive di un LINAC Descrizione generale Guida donda Modulatore, sorgente di microonde Vuoto, gas e raffreddamento Il fascio di elettroni, sua produzione e trasporto La testata di trattamento Produzione di raggi X Produzione di elettroni Monitoraggio della dose e del dose rate Definizione del fascio Sistemi meccanici

Controlli e Interlock del LINAC Verifica del trattamento Controlli di qualit

Apparecchiature per EBRT

La radioterapia con fasci esterni di fotoni ed elettroni si esegue con:

Apparecchiature di Telecobaltoterapia Acceleratori Lineari Tubi a raggi x di circa 50KV (Plesioterapia IORT Intrabeam) Tubi a raggi X di circa 200-250KV (Roentgenterapia)

Descrizione generale
Con la parola acceleratore lineare si intende quella parte della macchina di terapia nella quale gli elettroni sono accelerati a una energia che pu variare da un minimo di 4 MeV per le macchine a bassa energia fino a qualche decina di MeV per le macchine ad alta energia. In realt con la parola acceleratore lineare si intende la macchina nel suo insieme, compreso il lettino di terapia. I principi fisici di funzionamento dei LINAC furono pensati attorno agli anni 50 e da allora sono rimasti sostanzialmente gli stessi. Quella che cambiata la elettronica associata, dalle valvole ai transistor, ai circuiti integrati fino ad arrivare ai microprocessori.

Schema a blocchi del LINAC

Schema a blocchi Cannone eletronico

Gli elettroni vengono prodotti per emissione termoionica da un cannone elettronico che inietta impulsi di elettroni allinterno dellacceleratore.

Schema a blocchi - guida


Lacceleratore in se costituito da una struttura a guida donda nella quale lenergia di campi elettromagnetici con frequenza di circa 3000 MHz (microonde,=1dm) viene trasferita agli elettroni. I campi elettromagnetici sono pulsati.

Il periodo di ripetizione dellimpulso circa 1000 pi grande della durata dellimpulso stesso

Schema a blocchi - modulatore

Ha la funzione di fornire alla sorgente di microonde impulsi di alto voltaggio, circa 50KV, e della durata di 3-4s con la richiesta PRF (Peak Repetition Frequency)

Schema a blocchi sorgente di microonde

E costituito da una valvola detta Magnetron. In alcuni acceleratori di alta energia viene utilizzato il Klyston. Essa produce i campi elettromagnetici di 3GHz.

Schema a blocchi guida donda


Sia la sorgente di elettroni che la sorgente di microonde sono pulsate in modo tale che gli elettroni entrano nella guida donda di accelerazione nello stesso istante in cui viene emesso il pacchetto di microonde. Sia la sorgente di elettroni che la guida donda devono essere sotto vuoto per ridurre al minimo le interazioni di diffusione.

Schema a blocchi - testata


Gli elettroni accelerati allinterno della guida donda vengono diretti verso la testata del LINAC dove viene prodotta la radiazione. Se lacceleratore viene utilizzato per produrre raggi X allora gli elettroni vengono diretti contro un bersaglio dove sono frenati con lemissione di raggi X di frenamento. La radiazione viene poi modificata da altri componenti quali un filtro omogeneizzatore e i diaframmi che determinano le dimensioni del campo. Allinterno della testata vi sono dei rivelatori che hanno lo scopo di misurare lerogazione e di produrre un segnale di feedback al sistema di accelerazione e alimentazione. Quando lacceleratore viene utilizzato per produrre un fascio di elettroni, gli elettroni accelerati vengono estratti dalla guida donda attraverso una finestra sottile. Il diametro del fascio ha una sezione di pochi millimetri. Per coprire le dimensioni del campo di trattamento richiesto, vengono diffusi, o in alcuni LINAC, scansionati magneticamente.

Alcune macchine sono progettate solo per produrre raggi X, altre per produrre sia raggi X che elettroni. In questultimo caso devono essere attuati dei dispositivi che permettano di passare da una modalit allaltra. Da X a elettroni ad es. devono ritirare il target e il filtro omogeneizzatore , inserire il foglio di diffusione ed avere un sistema di blocco dellerogazione nel caso in cui tali operazioni non vengano eseguite correttamente.

Sistema di raffreddamento

Le varie parti del sistema di produzione e accelerazione del fascio di elettroni sono soggette a riscaldamento. Linnalzamento della temperatura porta a variare:

le dimensioni sia delle valvole per la produzione delle microonde che della guida donda stessa. Se le dimensioni cambiano cambia anche la frequenza caratteristica(3000MHz). surriscaldamento del target

Allinterno del LINAC vi un impianto di raffreddamento basato sulla circolazione dacqua tra i vari componenti. Dislocato a distanza dalla apparecchiatura vi uno scambiatore di calore tra acqua e aria o acqua e acqua che ha il compito di mantenere costante la temperatura entro qualche grado.

Elementi meccanici

GANTRY 0 Applicatore per elettroni

lettino

I principali elementi meccanici di un acceleratore sono:

il gantry, sistema di movimentazione della testata il lettino, sistema di movimentazione del paziente

che hanno lo scopo di dirigere adeguatamente la sorgente di radiazione sul paziente.

Modalit costruttive

A = lasse centrale del fascio in linea con


lasse della guida donda.

B = lasse della guida donda parallelo


allasse di rotazione del gantry.

C = guida donda statica, non ruota con il


gantry

Modalit costruttive Tipo A

Cyberknife Tomotherapy Nella modalit A il LINAC costruito in modo tale che lasse centrale del fascio sia in linea con la direzione del fascietto di elettroni nella guida donda.

Novac7 IORT

La dimensione del Linac nella direzione radiale (BC nella figura) dipende dalla distanza sorgente-asse di rotazione (SAD) solitamente di 100cm e dalla lunghezza della guida acceleratrice. Tale lunghezza chiaramente dipende dallenergia che devono guadagnare gli elettroni e dalla efficienza del LINAC, misurata in energia per unit di lunghezza. Come si vedr pi avanti londa che accelera gli elettroni allinterno della guida donda pu essere in movimento o stazionaria. Per londa in movimento lefficienza circa di 5 MeV/m, mentre per londa stazionaria 20 MeV/m. Da quanto detto, per motivi di ingombro, gli acceleratori del tipo A sono di bassa energia e utilizzano preferibilmente il metodo di accelerazione dellonda stazionaria.

Modalit costruttive - Tipo B


Nella modalit B, lasse della guida donda parallelo allasse di rotazione del gantry. Tale configurazione richiede che il percorso del fascio di elettroni prima di incidere sul target o sulla finestra sottile sia ruotato di 90o 270 da un campo magnetico. Lintensit del campo magnetico critica, poich determina la posizione della macchia focale sul target per i raggi X. I vantaggi di una maggiore semplicit della configurazione a 90 vengono meno rispetto a una maggiore stabilit e capacit di controllare il fascio della configurazione a 270. I vantaggi della modalit B rispetto alla modalit A sono che la distanza radiale pu essere sufficientemente corta e che il gantry pu ruotare di 360 attorno al paziente, anche nel caso di elettroni accelerati ad alte energie.

Modalit costruttive - Tipo C


La modalit C quella in cui la guida donda statica, non ruota con il gantry, e il fascietto di elettroni passa nelle condutture ruotanti del gantry. Tale sistema richiede la presenza di tre campi magnetici per deviare il fascio fino alla testata di trattamento. Pochi sono gli acceleratori che adottano questa modalit, per la gran parte utilizzati in associazione a un betatrone, un tipo di acceleratore circolare che accelera gli elettroni a passi di 0,5MeV per ogni orbita circolare allinterno del campo magnetico.

Lettino di terapia
Il Linac dotato di un sistema di supporto del paziente che sostiene il lettino di terapia. Tale sistema deve prevedere movimenti verticali, longitudinali e laterali rispetto allasse longitudinale del lettino. Deve inoltre ruotare attorno ad almeno un asse verticale. Normalmente ruota attorno alla colonna di sostenimento e la piattaforma consente la rotazione dellintero sistema attorno a un asse verticale che coincide con lasse del campo radiante.

Gli elementi meccanici del LINAC hanno il compito di far si che il campo radiante incida sul paziente con unaccuratezza migliore dei 2mm, quindi il gantry, il sistema di supporto del paziente e il sistema di collimazione devono essere dispositivi di alta precisione meccanica.

La guida donda

Il principio di accelerazione degli elettroni con campi elettromagnetici alternati ha avuto la sua applicazione solo dopo lo sviluppo dei generatori di microonde ad alta potenza, che avvenne per motivi bellici attorno agli anni 40. Se unonda elettromagnetica trasmessa allinterno di due superfici conduttrici, essa viene riflessa dalle pareti. Le onde tra loro interferiscono e la energia verr trasmessa lungo lasse del tubo solo quando le figure di interferenza sono costruttive. E ci pu accadere solo se il cammino AB (vedi fig) pari un numero intero di lunghezze donda.

La guida donda
In pratica le guide donda sono dei tubi a sezione quadrata o cilindrica allinterno dei quali le microonde si propagano secondo le equazioni di Maxwell e le leggi di interazioni con le pareti metalliche.

Le guide donda pi semplici hanno sezione rettangolare e sono utilizzate per trasmettere le microonde tra i diversi componenti del LINAC, ad es. tra la sorgente di microonde e la guida donda acceleratrice.

Guida donda di trasmissione

Guida donda di accelerazione

Accelerazione con onda in movimento


Londa acceleratrice allinterno di una guida donda pu essere o in movimento o stazionaria Accelerazione con unonda in movimento
Se londa in movimento un elettrone che si muove lungo lasse pu essere accelerato o decelerato, a seconda dellintensit e della direzione del campo elettrico. Se si opera in modo tale che lelettrone si muova alla stessa velocit del campo elettrico, allora un elettrone localizzato in una posizione per la quale riceve energia ad esempio da destra a sinistra continua a ricevere energia in maniera continua. Perch avvenga questo necessario controllare lintensit con la quale lenergia viene trasmessa lungo la guida e che la velocit del campo venga aumentata per mantenerla al passo con la velocit dellelettrone accelerato.

La velocit del campo pu essere controllata inserendo allinterno della guida dei dischi di materiale conduttore che dividono la guida donda in una serie di cavit risonanti attraverso le quali londa si propaga a velocit che dipende dalle dimensioni delle cavit. La velocit dellonda pu essere controllata sia dalle dimensioni interne dei dischi che dalla loro spaziatura. Tali dimensioni variano anche lintensit del campo. Gli elettroni vengono immessi allinterno della guida donda a impulsi e contemporaneamente allimmissione di microonde da parte del generatore.

Accelerazione con onda stazionaria


Accelerazione con unonda stazionaria Se la guida donda viene chiusa allestremit con un materiale conduttore, la potenza delle microonde viene riflessa allindietro e si crea allinterno della guida unonda stazionaria.

La guida, chiusa agli estremi, dotata di fori che permettano agli elettroni di passarvi attraverso. Quando limpulso di microonde iniettato allinterno della guida donda, lampiezza del campo elettrico aumenta sempre di pi fino a un valore di equilibrio che viene raggiunto quando la potenza di input uguale alle perdite. Tra le perdite, ovviamente ,deve essere considerata anche la energia trasferita agli elettroni accelerati. Lintensit massima del campo costante in tutta la guida donda. Diversamente dalla guida donda in movimento per la quale la sorgente di microonde deve collocarsi allinizio della guida donda, per la guida donda stazionaria la sorgente pu essere collocata in qualsiasi punto della guida.

Effetto di raggruppamento
Effetto di raggruppamento
Nella prima parte della guida donda gli elettroni vengono compattati. Si consideri la figura che rappresenta unonda istantanea. Gli elettroni vengono immessi nella guida donda lungo lasse di simmetria in modo che la loro posizione in relazione alla intensit del campo elettrico sia rappresenta dai punti segnati sulla curva. Consideriamo un elettrone nel punto A, esso riceve una forza dal campo elettrico che lo accelera lungo lasse di simmetria. Un elettone che si trova dietro di lui viene accelerato con una forza maggiore per cui sar spinto in avanti di fase rispetto a quella di A. Un elettrone che si trova davanti ad A ricever una forza minore o addirittura sar decelerato e sar sorpassato dallelettrone che si trovava in A. Vi quindi una tendenza a raggruppare gli elettroni sullonda nei punti A e A. La esatta posizione nella quale vengono raggruppati dipende dalla intensit del campo elettrico, cio dalla ampiezza dellonda e dalla relazione tra la velocit dellonda e la velocit iniziale dellelettrone. La prima parte della guida donda chiamata tratto di raggruppamento buncher section. Alla fine di questo tratto gli elettroni ottengono una velocit che vicina a quella della luce; procedendo lungo la guida donda ricevono ancora energia in funzione della intensit del campo elettrico nel punto sullonda al quale sono stati raggruppati e dalla lunghezza della guida donda. Laumento di energia espresso in un aumento relativistico della massa. Energia degli eletroni 15KeV 1 MeV 4 MeV 6 MeV 10MeV 15 MeV 21 MeV v/c 0.327 0.942 0.993 0.997 0.998 0.99945 0.99971 m/m0 1.03 21.96 8.83 12.74 23.57 30.35 42.1

Controllo dellenergia degli elettroni accelerati

Lenergia della radiazione emessa da un LINAC dipende da tre parametri: potenza in ingresso P durante ciascun impulso (lintensit del campo elettrico varia secondo P ) frequenza delle microonde dalla corrente del fascio di elettroni allingresso della guida Questi sono i parametri che vengono variati per creare fasci di diversa energia. Lenergia dipende anche dalle caratteristiche meccaniche della guida donda, che , ovviamente, per non possono essere variate.

Intensit della corrente di elettroni


Lintensit di dose per un LINAC convenzionale a 1m dalla sorgente mediamente circa 200500cGy/min. La radiazione prodotta a impulsi per cui questa intensit determinata sia dalla corrente del fascietto di elettroni durante limpulso che dalla PRF(frequenza di ripetizione dellimpulso). Se la PRF di 250Hz, la dose per impulso deve essere circa 0,01 0,03 cGy. Per ottenere questa intensit di dose per impulso il fascietto deve avere una corrente di : 100-200 mA per produrre fasci di fotoni circa 1 mA per produrre fasci di elettroni

La grande differenza di intensit di corrente richiesta per produrre i due fasci di diversa qualit pu costituire un rischio per il paziente. Sono necessari dispositivi di controllo affidabili affinch il LINAC non funzioni con alte correnti per terapia con elettroni o basse correnti per terapia con fotoni.

Guide donda con onda stazionaria o in movimento?

Entrambi i tipi di acceleratore sono ancora in produzione a dimostrazione che nessuno dei due modi di accelerazione ha dei netti vantaggi rispetto allaltro. Nella modalit ad onda stazionaria la ampiezza del campo elettrico allinterno della guida costante, mentre nella modalit a onda in movimento lintensit del campo elettrico si attenua lungo la guida. Per questo motivo la modalit ad onda stazionaria accelera gli elettroni a una energia maggiore a parit di lunghezza della guida donda per una data potenza di alimentazione. Ci implica che se importante la dimensione della guida donda nella realizzazione del LINAC, la modalit a onda stazionaria ha dei netti vantaggi. Entrambe le modalit richiedono potenze di picco simili per ottenere la medesima energia degli elettroni ma la potenza media sensibilmente pi alta per un sistema a onda stazionaria a causa del tempo di raggiungimento del massimo campo elettrico, circa dopo un microsecondo dalliniezione. Per accelerare elettroni da 6MV il sistema a onda in movimento richiede una potenza di alimentazione di 2MW, mentre il sistema a onda stazionaria una potenza di 2,5MW. Se dal punto di vista ingegneristico una o laltra modalit richiedono caratteristiche costruttive molto diverse, dal punto di vista dellutente non vi alcuna differenza significativa.

Requisiti costruttivi della guida donda

Per ottenere un sistema affidabile di accelerazione a guida donda necessario che vengano attuati i seguenti tre principi costruttivi: Il materiale deve avere una buona conducibilit elettrica Le dimensioni devono essere realizzate con alta precisione La guida deve avere una alta stabilit dimensionale. Il materiale generalmente utilizzato il rame e la struttura deve avere un alto grado di rigidit, anche in presenza di espansione termica. La precisine meccanica con la quale deve essere realizzata la guida donda dellordine del 0.01mm. Durante il funzionamento, sia perch si instaurano delle correnti di perdita sia perch alcuni elettroni possono colpire le pareti, la guida donda pu surriscaldarsi e le dimensioni possono variare significativamente. Per questo motivo la guida situata allinterno di un involucro dove scorre acqua a temperatura controllata. Tipicamente le dimensioni di una guida donda sono da 1 a 3 metri di lunghezza, in funzione dellenergia degli elettroni, e circa 15cm in diametro. Tale sistema pesa circa alcune tonnellate e deve essere adeguatamente supportato e bilanciato durante la rotazione dellintera macchina.

Il modulatore e la sorgente di microonde


Il modulatore Il modulatore un circuito che ha il compito di fornire gli impulsi di tensione al Magnetron o al Klystron e che determina la PRF( frequenza di ripetizione dellimpulso). Per particolari applicazioni gli acceleratori possono lavorare con un dose rate che assume valori diversi, ad es. 50 o 250 o 1000cGy al minuto. La variazione del dose-rate viene effettuata solitamente variando la PRF.

Magnetron e Klystron
Sorgente delle microonde Magnetron e Klystron Gli acceleratori lineari convenzionali lavorano con microonde di 3000 MHz . La sorgente delle microonde costituita da un Magnetron o da un Klystron. Per accelerare elettroni a energie inferiori a 10 MeV sufficiente un magnetron che opera a una potenza di 2.5-3 MW. Per energie superiori necessario utilizzare un magnetron di potenza 5MW o un Klystron di potenza 7MW. In linea di principio non vi sono differenze tra le due sorgenti e la scelta delluna o dellaltra solo una convenienza commerciale.

Il magnetron solitamente pi piccolo e lavora a un voltaggio inferiore per cui pu essere montato nella struttura ruotante. Il klystron pi voluminoso, lavora a una potenza maggiore per cui deve essere immerso in un bagno di materiale isolante, olio. Ci obbliga il suo montaggio nella struttura fissa dellacceleratore e la potenza delle microonde deve essere trasmessa attraverso giunture rotanti. Inoltre il Klystron viene alimentato con una differenza di potenziale di 100KV. Allinterno del Klystron vi sono elettroni che accelerati con tale potenziale possono sbattere contro le pareti e creare radiazione di frenamento di intensit non trascurabile. Vi quindi un potenziale rischio di esposizione esterna. Per ridurre tale rischio il Klystron viene chiuso allinterno di un contenitore di metallo schermante.

Vuoto, gas ad alta pressione e raffreddamento


Vuoto Le guide donda di trasmissione, il cannone di elettroni, la guida donda di accelerazione, il sistema di trasporto del fascio di elettroni devono essere sotto vuoto. La pressione minima allinterno del sistema deve essere di 1.3*10-3Pa o 10-5Torr. Per operare in condizioni di pulizia che consentono una vita media dei vari componenti sufficientemente lunga opportuno avere allinterno delle strutture una pressione di almeno 1.5*10-5 Pa

Gas ad alta pressione Le flange di connessione tra il magnetron e le guide di trasmissione devono essere riempite di gas per il raffreddamento dellinvolucro in vetro del magnetron e il gas deve essere ad alta pressione per prevenire le scariche. Il gas solitamente il freon o SF6 a una pressione di 2 atmosfere. Per evitare il danneggiamento dellintera struttura dellacceleratore, sono presenti dei sistemi di misura della pressione che bloccano (interlock) il funzionamento del LINAC se il valore scende sotto i livelli minimi.

Raffreddamento Raffreddamento
Lacqua fatta circolare attingendo da una riserva dacqua. Poich la quantit di potenza da dissipare diversa per ciascun componente del LINAC, vi sono delle valvole di controllo sia in ingresso che in uscita. Il funzionamento viene bloccato se ciascun componente non sufficientemente raffreddato

La temperatura della riserva dacqua tenuta al valore di circa 1C per mezzo di un sistema di raffreddamento che attivato da un circuito termostatico di controllo. Il sistema comprende anche un circuito di riscaldamento che viene attivato quando tutto il sistema alloggiato in una ambiente non riscaldato (impianto sul tetto del LINAC) Il raffreddamento della riserva dacqua pu essere effettuato o con scambi di calore tra acqua e acqua o tra acqua e aria.

Il fascio di elettroni, dalla sua produzione e trasporto


Produzione - Cannone elettronico Gli elettroni prodotti dal catodo per effetto termoionico sono focalizzati elettricamente verso la guida donda per mezzo di un catodo e di un anodo a forma convessa. Il potenziale negativo a impulsi fornito dal modulatore. Il fascietto di elettroni si forma passando attraverso un piccolo foro nellanodo. Il catodo generalmente costituito da una spiralina di tungsteno attraverso la quale passa una corrente elettrica. La corrente del fascio di elettroni che entra nella guida pu essere controllata variando la temperatura della spiralina e, quindi, la corrente di riscaldamento.

Si agisce sullintensit di corrente del cannone elettronico per : Passare da una modalit allaltra per LINAC che producono fasci sia di X che di elettroni (necessit di avere intensit di corrente molto diversa) In modalit fotoni per variare lenergia massima di accelerazione (effetto di raggruppamento) Per variare il dose rate in uscita

Il sistema di trasporto degli elettroni

Il percorso degli elettroni dal canone elettronico fino alla testata deve essere controllato da tre distinti elementi che utilizzano campi magnetici: Le bobine di indirizzamento: la direzione del fascio deve essere regolata, per mantenere la sua direzione allineata con la guida donda Le bobine di focalizzazione: il fascio di elettroni deve essere continuamente focalizzato per impedire divergenze e per mantenere piccole le dimensioni della sua sezione traversa Magnete di deflessione: a parte i casi in cui la testata sia in asse con lacceleratore, la direzione del percorso del fascio di elettroni deve essere ruotata affinch esso raggiunga il target o il foglio diffusore

Bobine di indirizzamento (steering)


Quando gli elettroni attraversano la guida donda non viaggiano esattamente lungo lasse centrale per : presenza di componenti radiali del campo elettrico delle microonde presenza di campi magnetici esterni: il campo magnetico terrestre e i campi che derivano da materiali ferromagnetici sia della struttura che delledificio. Essi con il ruotare del gantry possono variare in quanto cambia la posizione della guida rispetto ad essi. Per queste cause la direzione del fascio di elettroni deve essere continuamente corretta con delle bobine di indirizzamento, collocate una allingresso della guida, lato a bassa energia, e laltra alla fine, lato ad alta energia. La bobina in ingresso corregge per disallineamenti del fascio di elettroni prodotto nel canone elettronico, mentre quella alla fine corregge per deflessioni avvenute allinterno della guida. Poich le correzioni devono essere effettuate per le diverse posizioni della testa, le correnti che attraversano le bobine devono essere dinamicamente controllate. Se il controllo delle bobine di sterring fallisce allora vengono persi elettroni con una conseguente perdita del dose rate e una indesiderata produzione di raggi X. La seconda bobina nella parte ad alta energia della guida indirizza gli elettroni o contro il target, per la produzione di raggi X, o contro il foglio diffusore, direttamente (configurazione on line) o indirettamente, configurazione off line. La posizione di incidenza sul target influenza la distribuzione di dose del campo di fotoni. Per ottenere le specifiche richieste di omogeneit e simmetria lalimentazione della seconda bobina deve essere continuamente corretta in base a segnali di controllo derivanti dai sensori del campo in uscita collocati nella testata: le camere monitor.

Bobine di focalizzazione
Durante laccelerazione allinterno della guida donda gli elettroni sono soggetti a forze che tendono a divergere il fascio per : presenza di una componente radiale del campo elettrico per le forze di repulsione colombiana tra gli elettroni stessi. Tale effetto diminuisce allaumentare dellenergia poich la componente radiale del campo elettrico rimane costante mentre il momento aumenta e il fascio diventa pi rigido. Per tali motivi richiesta una forte azione di focalizzazione allinizio della guida donda, mentre essa pu non essere necessaria alla fine.

Il campo di focalizzazione fornito da dei solenoidi, detti bobine di focalizzazione. Un malfunzionamento del sistema di focalizzazione dovuto, ad esempio allalimentazione delle bobine con correnti anomale, provoca la produzione di raggi X generati dal frenamento degli elettroni contro le pareti della guida donda e pu modificare la distribuzione di dose allinterno del campo utile. La potenza dissipata allinterno delle bobine di focalizzazione molto elevata per cui esse devono essere raffreddate per mezzo del sistema di raffreddamento ad acqua.

Curvatura del fascio


Quando un acceleratore lavora con energie degli elettroni superiori a 6 MeV la guida donda non pu essere in linea con lasse centrale del fascio di trattamento (tipologia A) poich le dimensioni della guida sarebbero tali da localizzare lisocentro a una distanza dal pavimento troppo elevata. Per avere dimensioni della testa pi piccole necessario che la guida donda sia parallela o a un angolo non superiore di 30 rispetto allasse di rotazione. Per tale configurazione la traiettoria del fascio prodotto dalla guida donda deve essere ruotata verso il target o il filtro diffusore. Vi sono due modi per realizzare tale curvatura: a 90 e a 270.

Curvatura del fascio a 90


Gli elettroni che emergono dalla guida donda entrano in una scatola piatta sotto vuoto che si trova tra i due poli piani di un dipolo magnetico. Per una macchina ad una sola energia tale dipolo pu essere un magnete permanente. Per le macchine a pi energie un elettromagnete che produce un campo magnetico variabile. Il campo magnetico deve avere esattamente lintensit necessaria per curvare la traiettoria degli elettroni dellangolo esistente tra lasse della guida donda e lasse del fascio di trattamento. Il raggio di curvatura della traiettoria di un elettrone in un campo magnetico uniforme data dalla relazione: r = mv / eB

Pi alta la velocit degli elettroni minore la curvatura impressa dal dipolo magnetico. Quindi, elettroni di diversa energia, per arrivare nello stesso punto della testata, devono essere deflessi da diverse intensit di campo magnetico.

Curvatura del fascio a 90 con campo magnetico costante


Dispersione in energia - E Gli elettroni che escono dalla guida donda hanno uno spettro energetico, anche se pur molto stretto; il campo magnetico ne provoca una dispersione, ne risulta che il fascio di elettroni arriva sul target o foglio diffusore elungato, dando origine a una macchia focale a forma ellittica nella direzione longitudinale (asse della guida donda) (A in fig.). Questa la ragione per cui le caratteristiche di omogeneit e simmetria del campo sono peggiori nella direzione della guida, inplane.

Dispersione spaziale ed angolare - E e Se gli elettroni entrano nella scatola di curvatura leggermente traslati o con direzione non parallela allasse della guida emergono in punti diversi e con direzioni divergenti (B e C in fig )

Curvatura del fascio a 270


Lo scopo di un sistema di curvatura a 270 di produrre una curvatura acromatica tale che un elettrone colpisca il target o il foglio diffusore nella stessa posizione e con la stessa direzione, indipendentemente dallenergia.

Le facce dei poli normali al piano del fascio hanno una forma tale che il gap tra essi iperbolico. Nel piano del fascio la intensit del campo magnetico aumenta radialmente nella direzione AB.

Piano dellorbita

Piano perpendicolare

Quando un elettrone entra nel campo magnetico segue una curvatura che dipende sia dallenergia che dallintensit del campo. Gli elettroni pi energetici penetrano di pi allinterno del campo e sono soggetti a una intensit via via maggiore. Durante la prima parte del cammino gli elettroni si disperdono lungo la linea AB in funzione della loro energia. Durante la seconda parte dellorbita gli elettroni convergono in modo da emergere dal campo di deflessione nello stesso punto e con la stessa direzione.

Curvatura del fascio a 270

Senza gradiente del campo magnetico

Con gradiente del campo magnetico

Curvatura acromatica del fascio diverse soluzioni

Piano perpendicolare

Jorgen Olofsson

La testata
La testata del Linac quella parte della macchina che converte il fascietto di elettroni in un fascio, di raggi X o di elettroni, utile per il trattamento. Decrizione generale - Componenti target: per la produzione di raggi X di frenamento collimatore primario: cono interno che definisce le dimensioni massime. Lo spessore delle pareti del cono sono tali da consentire una trasmissione non superiore a 0,2%. Il materiale con il quale costruito pu essere acciaio e piombo o una lega di tungsteno e rame. Se devono essere ridotte le dimensioni del cono viene utilizzato luranio impoverito filtro omogeneizzatore: per X, produce una distribuzione di dose uniforme allinterno del campo radiante. filtro diffusore: per elettroni, estende la sezione del campo camere monitor: set di camere a ionizzazione che hanno il compito di misurare lintensit di dose e la dose allinterno del campo Questi elementi sono tra loro solidali, cio montati in modo rigido rispetto alla struttura meccanica dellacceleratore.

La testata
La rimanente parte della testata in grado di ruotare attorno allasse centrale del fascio. Essa montata allinterno di una struttura ruotante alla quale agganciato un porta accessori che consente lintroduzione rigida e solidale con la rotazione di questa parte della testata di accessori meccanici o ottici. collimatori secondari mobili: costruiti con materiali pesanti, tungsteno, piombo o leghe pesanti e sono installati in coppia. Per minimizzare la penombra del campo radiante la superficie interna si proietta sui limiti del target. Questo sistema di collimazione secondario definisce campi rettangolari di dimensioni variabili in maniera continua, fino a un valore massimo che dipende dalle dimensioni interne del cono del collimatore primario (solitamente 40x40cm2 a 1m dalla sorgente). Chiaramente la relazione tra spaziatura tra la copia di collimatori e le dimensioni del campo non univoca poich dipende dalla distanza di rilevazione delle dimensioni del campo I filtri a cuneo: possono essere inseriti prima dello specchio o esternamente alla testata nel porta accessori. Il sistema ottico: consente di visualizzare il campo definito dai collimatori secondari. Affich la visualizzazione luminosa del campo sia in grado di simulare correttamente il campo radiante necessario che la distanza tra la lampadina e lo specchio sia esattamente uguale alla distanza tra la sorgente e lo stesso.

La testata

reticolo: finestra sottile di plastica che contiene fili radioopachi la cui intersezione definisce lasse del fascio ulteriori sistemi di collimazione da posizionare nel portaoggetti (protezioni aggiuntive)

La testata

LINAC Siemens

La testata

Siemens

La testata

Varian

La testata

ELEKTA

Produzione di raggi X
Target Diversamente dai target utilizzati in diagnostica, nei LINAC i target sono posti perpendicolarmente alla direzione del fascio di elettroni, in quanto a queste energia i raggi X di bremstralung vengono principalmente prodotti lungo la stessa direzione del fascio. Inoltre a queste energie lefficienza di produzione dei raggi X molto elevata per cui non vi sono grossi problemi di raffreddamento del target. Il raffreddamento viene ottenuto facendo fluire lacqua allinterno di un blocco di rame nel quale posizionato il target stesso. Per una data energia del fascio di elettroni incidente, lo spettro dei raggi X uscenti dipende sia dal numero atomico del materiale di cui composto il target sia dallo spessore del target stesso.

9/3

Mediamente per energie fino a 10 MeV il target sottile e di tungsteno, mentre per energie superiori preferibile utilizzare un target spesso di alluminio.

Distribuzione angolare

La testata

Siemens

Varian

Il filtro omogeneizzatore

8MV senza filtro

20MV senza filtro

Il fascio di raggi X che viene prodotto ha una distribuzione fortemente piccatala nella direzione del fascio di elettroni. Maggiore lenergia pi piccata la distribuzione di dose Nelle condizioni ideali per le quali il fascio di elettroni arriva sul target in modo perpendicolare e la intensit di elettroni sul target uniforme, la curva perfettamente simmetrica. I limiti della curva sono definiti dal sistema di collimazione primario posto allinterno della testata.

con filtro

La funzione principale del filtro omogeneizzatore quella di rendere piatta tale curva. Esso ha la forma di un cono che assorge i raggi X in maniera differenziata, dal centro del fascio alla periferia.

Il filtro omogeneizzatore
target

La forma del filtro omogeneizzatore viene determinata avendo come obiettivo il raggiungimento dellomogeneit di dose allinterno del campo radiante in un fantoccio ad acqua e a una certa profondit, i.e. 10cm. Quindi la sua forma dovr tener conto di numerosi fattori:

raggi X diffusi allinterno del filtro stesso diffusione e degrado in energia dei raggi X nel mezzo.

Il filtro omogeneizzatore
La posizione del filtro omogeneizzatore rispetto al centro del fascio molto critica. Se non posizionato in maniera corretta la distribuzione di dose pu risultare non piatta e asimmetrica. La non simmetria viene misurata dalle camere monitor. Evidentemente la forma e le dimensioni del filtro omogeneizzatopre dipendono dallenergia del fascio. Un Linac che produca pi di una energia di fotoni deve avere un filtro omogeneizzatopre per ogni energia.

Per diverse energie

Infine anche una piccola variazione di energia dei raggi X pu produrre una distribuzione di dose sotto o sovra attenuata.

Collimatori secondari che definiscono le dimensioni del campo


I sistemi di collimazione vengono costruiti in Pb legato ad altri metalli per migliorare le propriet meccaniche e di lavorazione. Lo spessore di parecchi centimetri (7-8cm). I collimatori secondari devono essere tali che per ogni apertura consentita il lato interno del blocco di collimazione deve proiettarsi verso il limite del target, collimatori focalizzati. La meccanica di movimento assai complessa , il movimento avviene lungo un arco centrato sul target. Se cos non fosse non solo aumenterebbe la penombra ma la penombra cambierebbe con le diverse posizioni assunte dal collimatore (dimensioni del campo). La penombra del campo dipende oltre che dalle dimensioni della macchia focale anche dalla posizione dei collimatori rispetto alla sorgente. Una copia di collimatori deve necessariamente stare pi vicina alla sorgente della seconda coppia, ne segue che la penombra dei collimatori pi interni maggiore di quella dei collimatori pi esterni.

Collimatori multilamellari - MLC


Gli acceleratori di pi recente costruzione sono dotati di un sistema di collimazione multilamellare, MLC, situato allinterno della testato o ad essa solidale. Esso pu produrre campi di forma irregolare ed ha lenorme vantaggio di essere comandato in remoto alla console di comando, senza dover entrare nella sala di trattamento per inserire le personalizzazioni tra un campo e laltro. Il MLC consiste in due banchi contrapposti di lamelle attenuatrici, ciascuna delle quali pu essere posizionata in maniera indipendente. Le lamelle devono essere : sufficientemente spesse da consentire la necessaria attenuazione del fascio. sufficientemente strette per fornire la necessaria risoluzione spaziale nella direziona perpendicolare al movimento delle lamelle: esse sono larghe solitamente 1cm nel piano dellisocentro, ma in mini o micro MLC possono raggiungere anche i 4-3mm. La risoluzione spaziale nella direzione di movimento di ciascuna lamella determinata dalla precisione del sistema di controllo ed solitamente migliore di 1mm.
lato larghezza

altezza

Lunghezza - direzione di movimento

punta

Collimatori multilamellari MLC, lato


altezza Lunghezza - direzione di movimento

punta
lato larghezza

Fianco sagomato secondo la divergenza - gap

Tra una lamella e laltra, per tutto lo spessore, ci deve essere un gioco per consentire il movimento delluna a fianco dellaltra e questo consente una significativa trasmissione della dose che pu essere minimizzata sagomando i fianchi della lamella in due modi:

a gradino (configurazione (a)) a mo di lingua e scanlatura, tongue and groove (configurazione (b))

Collimatori multilamellari Varie configurazioni


Il MLC pu essere posizionato allinterno della testata secondo diverse architetture: MLC posizionato esternamente alla testata (Varian), collimatore terziario MLC che sostituisce un collimatore secondario pi esterno(lower jaws per Siemens e CGR, upper jaws per Elekta) MLC che sostituisce un collimatore secondario pi interno con collimatore di backup (Elekta)

Collimatori multilamellari MLC Elekta


Nella figura viene visualizzata larchitettura nella quale il MLC sostituisce il blocco diaframmi superiore (Elekta). I due banchi di lamelle di tungsteno sono posizionati allinterno della testata immediatamente sotto il filtro omogeneizzatore e il filtro motorizzato.

In questa posizione le lamelle sono circa a un terzo della distanza tra la sorgente e lisocentro e hanno una larghezza di circa 3mm per proiettare allisocentro una larghezza di 1cm.

Lo spessore delle lamelle di circa 7cm, mediamente sufficiente a ridurre lintensit di dose al 1%.

la radiazione di fuga mediamente ai fianchi di ciascuna lamella del 2% con punte locali del 5%. Tale livello di attenuazione per lintera area del campo massimo non accettabile per cui sono presenti i collimatori di backup che si muovono nella stessa direzione delle lamelle ed hanno lapertura della lamella pi retratta. Essi forniscono una attenuazione anche fino a un decimo per cui la radiazione di fuga totale di circa lo 0,5% della dose che si misura al centro del campo.

Collimatori multilamellari MLC, punta


Problemi di trasmissione ancora pi seri si verificano in corrispondenza alla chiusura di lamelle contrapposte. I MLC possono avere lamelle con la punta arrotondata o piatta. La forma arrotondata ha lo svantaggio di consentire una trasmissione nel punto di chiusura anche del 50-100%, ma il vantaggio di fornire una dimensione delle penombra che non dipende dallapertura della lamella.

Il MLC con la lamella piatta pu avere una singola focalizzazione ( solo sul lato della lamella) o doppia focalizzazione (lato e punta). Questi ultimi hanno la punta della lamella piatta che traccia la divergenza del fascio mentre la lamella si muove di moto a pendolo e non lineare.

Per motivi di sicurezza meccanica, per qualsiasi configurazione, in corrispondenza alla chiusura di lamelle contrapposte vi un gap. La dimensione del gap sul piano dellisocentro pu essere ridotta posizionando la chiusura delle lamelle lontano dallasse centrale.

MLC con doppia focalizzazione

Aapm Report No. 72,Basic Applications Of Multileaf Collimators

Collimatori multilamellari MLC, punta e penombra

Allineamento della lamella


Penombra geometrica Punta focalizzata
Soluzione pi complessa

Punta diritta
Non utilizzata per grandi campi

Punta arrotondata
La pi frequentemente utilizzata

J.Olofsson, Dublin 2008

Filtri a cuneo, angolo del filtro


In molte situazioni necessario produrre un gradiente di dose allinterno del campo radiante sia per compensare il gradiente di dose che deriva dalla combinazione di pi campi sia per compensare lincidenza obliqua del campo sulla cute del paziente. Tale gradiente viene realizzato con i filtri a cuneo.

Definizione 1

Definizione 2

Il filtro a cuneo viene caratterizzato in base a un angolo che quantifica leffetto del cuneo. Esso langolo che esiste tra la perpendicolare allasse del fascio e la isodose rettificata (def.1) oppure langolo che esiste tra la normale alle isodosi sullasse centrale e lasse centrale stessa (def.2); le valutazioni sono eseguite in un punto sullasse centrale a un determinata profondit in un fantoccio H2Oeq. In poche parole, esso rappresenta langolo di rotazione delle curve di isodose.

Filtri a cuneo Tipi di filtro


Si possono individuare tre tipi di filtro a cuneo: Filtro fisico a cuneo removibile (PW) Filtro fisico a cuneo universale o motorizzato Filtro a cuneo virtuale o dinamico (DW EDW VW)

PW

UW

DW-EDW-VW

J.Olofsson, Dublin 2008

Filtri a cuneo removibili PW (filtri fisici)


Per produrre un gradiente costante allintero del campo, il filtro non ha una sezione triangolare ma una forma complessa che dipende sia dellattenuazione del fascio primario che dalla radiazione diffusa allinterno del mezzo Il materiale utilizzato per costruire i filtri a cuneo analogo a quello utilizzato per il filtro omogeneizzatore (alluminio o lega ). Possono essere montati sia internamente alla testata che esternamente. Se stanno allinterno, solitamente vengono posti sopra lo specchio per cui possibile vedere il campo luminoso. Essi inoltre sono piccoli in dimensione ma richiedono un altro grado di precisione per il loro posizionamento poich anche piccoli scostamenti possono comportare significative variazioni di dose sullasse centrale del fascio. Se vengono montati esternamente allora sono pi grandi, ma richiedono un minor grado di precisione di posizionamento. Come vedremo pi avanti i LINAC erogano in base al valore delle Unit Monitor. La presenza del filtro altera la relazione che esiste tra dose e UM, cGy/UM. Ad.es. per LINAC Siemens, nella condizione di riferimento dove Dose /U.M. = 1 cGy/U.M. diventa 0,61 cGy/U.M. per W15 0,53 cGy/U.M. per W30 0,33 cGy/U.M. per W45 E chiaro che la presenza o lassenza del filtro o luso di un filtro sbagliato altera considerevolmente la dose fornita al paziente a parit di U.M.. Per evitare errori di cos grande entit necessario che le macchine di trattamento siano in grado di attivare dei controlli tali da inibire la terapia quando viene inserito di un filtro a cuneo diverso da quello prescritto (R&V).

Filtro fisico universale o motorizzato - Linac Elekta


Un unico filtro a cuneo che fornisce il massimo angolo di curvature delle isodosi richiesto ( solitamente 60); esso inserito nel campo di trattamento solo per una frazione della dose. La distribuzione di dose risultante la somma pesata della distribuzione ottenuta con il filtro e la distribuzione uniforme. La frazione necessaria per produrre un determinato angolo ' da un filtro motorizzato di angolo (solitamente 60) pu essere determinata utilizzando concetti di geometria analitica.

Filtro universale o motorizzato - Linac Elekta


Il filtro universale o motorizzato molto utilizzato, poich non richiede linserimento manuale da parte del tecnico. Tuttavia ha degli svantaggi rispetto al filtro rimovibile. Le distribuzioni di dose che derivano da un unico filtro a cuneo universale necessariamente hanno tutte la stessa forma mentre le distribuzioni di dose che derivano dai filtri rimovibili possono avere anche forme diverse, ad es. concave In generale vengono utilizzati piccoli angoli con grandi campi e grandi angoli con piccoli campi. Come conseguenza il filtro universale deve avere un grande angolo e coprire grandi campi. Lo spessore sullasse , quindi, sicuramente maggiore dello spessore che avrebbe un qualsiasi filtro che esso rimpiazza. Quindi il fattore di attenuazione del filtro molto pi grande.

A parit di gradiente lo spessore del filtro al centro aumenta con le dimensioni del campo max consentito

Filtri dinamici o virtuali - VW


Il termine di filtro dinamico o virtuale viene impiegato per descrivere la produzione di un fascio filtrato utilizzando il movimento del collimatore durante lirraggiamento.

Il profilo di dose pu essere pensato come composto da due parti: la prima un profilo uniforme erogato con il collimatore nella posizione iniziale determinata dalle dimensioni richieste del campo, il secondo erogato mentre un emidiaframma si muove allinterno del campo. Il gradiente richiesto pu essere somministrato in due modalit: variando la velocit di movimento dellemidiaframma allinterno del campo mantenendo costante lintensit di dose (MU/min) - LINAC della Varian variando lintensit di dose e mantenendo costante la velocit di movimento dellemidiaframma - LINAC della Siemens.

Filtri dinamici o virtuali - VW

MU(x)
250

200

150 MU

100

50

0 -30 -20 -10 0 x 10 20 30

Andamento delle U.M. erogate in funzione della posizione laterale allisocentro

Phys. Med. Biol. 43 (1998) 26512663

Filtri dinamici o virtuali - VW


La produzione di un profilo filtrato con i filtri virtuali (VW) ha dei vantaggi rispetto ai filtri fisici (PW) perch:

Non necessario entrare nella sala di trattamento per posizionare il filtro fisico, la gestione remota, alla consolle di trattamento

Possibilit di produrre angoli arbitrati Possibilit di produrre campi di maggiori dimensioni non essendo queste limitate dalle dimensioni fisiche del filtro

Fattore filtro circa uguale a 1 per ogni angolo e dimensione del campo (VW della Siemens)

La dose periferica fuori campo significativamente pi bassa rispetto ai PW

Produzione di un fascio di elettroni


Il fascio di elettroni quando emerge dalla guida donda ha dimensioni molti piccole, sezione circolare di diametro circa 2mm.

La produzione di un fascio di elettroni utile per i trattamenti, cio omogeneo e adeguatamente confinato si realizza tramite fogli diffusori e collimatori esterni

Metodi per lomogeneizzazione del campo: Un foglio diffusore Due fogli diffusori Scansione del fascio tramite un campo magnetico

Metodi per la collimazione secondaria: Applicatori chiusi o aperti Trimmer, collimatori variabili

Fogli diffusori
Diffusione con foglio sottile Lo spessore e il materiale dei fogli diffusori devono essere tali da : diffondere efficacemente per coprire adeguatamente le dimensioni massime del campo consentito produrre la minor perdita di energia produrre la minor quantit di bremstralung (contaminazione X) (1-2%)

Materiale pesante per massimizzare la diffusione, oro o acciaio, spessore 0,050,4mm

Materiale leggero per minimizzare la radiazione di frenamento, aluminio, spessore 13mm

Fogli diffusori
Esempio:
Linac Siemens Primary foil spessore [m] Secondary foil materiale spessore [m] 6MeV / / 9MeV acciao 51-76 12MeV oro 102-152 15MeV oro 203-254 alluminio 1016 18MeV oro 203-254 21MeV oro 254-305

Produzione di un fascio di elettroni


Il funzionamento dellacceleratore in modalit elettroni impone requisiti aggiuntivi nei vari elementi presenti allinterno della testata rispetto al fascio di raggi X. In particolare lo specchio deve essere sufficientemente radiotrasparente, viene generalmente costruito con un foglio di plastica ricoperta da uno strato sottile di alluminio. Analogamente anche le camere monitor devono essere sufficientemente trasparenti alle radiazioni. Nel tragitto tra il foglio diffusore e il paziente gli elettroni sono soggetti a molte diffusioni in aria per cui per produrre un fascio sufficientemente collimato, il sistema di diaframmazione deve essere il pi vicino possibile al paziente, quindi i collimatori per raggi X interni alla testata non possono essere impiegati per collimare gli elettroni Un materiale ad alto numero atomico adeguato per fermare un fascio di X ma non per un fascio di elettroni in quanto produce una significativa quantit di X. Il materiale utilizzato per i collimatori aggiuntivi a basso numero atomico, come lalluminio

Il fascio prodotto dal foglio diffusore ha una forma gaussiana (linea continua). Il profilo di dose viene migliorato dagli elettroni diffusi dalle pareti interne del collimatore aggiuntivo. Nonostante siano degradati in energia, essi aggiungono dose ai limiti del campo e migliorano significativamente luniformit di dose allinterno del campo. La quantit di elettroni che colpisce le pareti pu essere controllata variando le dimensioni del collimatore primario le quali limitano il numero di elettroni che colpiscono le pareti interne del collimatore secondario

Produzione di un fascio di elettroni - Scansionamento

Il processo di diffusione degli elettroni introduce alcune caratteristiche indesiderate al fascio di elettroni: riduce lenergia, allarga lo spettro energetico degli elettroni, e introduce raggi X di contaminazione. Lalternativa alla diffusione, che viene comunque scarsamente implementata, di estrarre il fascietto a pannello dal sistema d trasporto degli elettroni e di utilizzare la deflessione prodotta da un magnete per scansionare il fascio allinterno del campo di trattamento richiesto.

Non sono richiesti particolari requisiti di risoluzione poich il fascio di elettroni, pur avendo alluscita del sistema di accelerazione una sezione con diametro di pochi millimetri, viene diffuso dallaria presente nella testa del LINAC e alla cute del pazienta presenta dimensioni relativamente estese. Una scansione fine non migliora considerevolmente ne la uniformit ne la forma del campo.

Collimatori fissi

Sono agganciati alla testata

I collimatori secondari degli X o si aprono per fittare lapertura dei collimatori fissi o si aprono completamente

Dimensioni e forme diverse vengono realizzate con maschere in lega

Collimatori variabili - Trimmers

Essi consentono di ottenere campi rettangolari di dimensioni variabili. Si muovono in sincronia con i collimatori secondari per fotoni.

Collimatori variabili - Trimmers Effetti sulle isodosi delle diverse modalit di sagomare il campo
Con collimatore fisso e riduzione dellapertura Con variabile e maschera sul paziente

LINAC mobili per IORT (solo elettroni)

Privo di fogli diffusori o di sistema di scansionamento

L omogeneit di dose allinterno del campo ottenuta solamente per diffusione degli elettroni da parte delle pareti dellapplicatore

Novac7