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Il Tunnel Magnetico

Lazione terapeutica dei campi magnetici monopolari sembra sia esaltata


dallapplicazione Total Body, rispetto alla pi frazionata applicazione locale, questo lo si
evince dallesperienza di alcuni pionieri della magnetoterapia quali furono il dott. Kenneth S.
MacLean, ling. Gianni Dotto, ma soprattutto il dott. Giovanni Oldano, ultimo in ordine
cronologico tra gli sperimentatori noti. Questi riusc per un certo periodo ad utilizzare la sua
macchina anche in ambiente ospedaliero, con risultati di sicuro interesse, come lui stesso ha
descritto in diversi libri. Utilizzando lesperienza dellOldano ho voluto fare il punto della
situazione sul Tunnel Magnetico, partendo da alcuni dati noti:

dichiarati da Giovanni Oldano


Diametro Tunnel=1m
Lunghezza Tunnel = 2m
16 bobine (1x250 spire) in serie // per 4 gruppi autonomi
0,2 Weber max.
barella scorrevole isolante
pulsazione del campo magnetico
Area (cm^2) = 7854
50000 A-Spire

10mS (25Hz)-2,5S 2800G (Attila O.)


1G=1.0E-8 weber/cm^2

Un dato curioso rappresentato dalle Ampere *Spire utilizzate negli apparati Total Body ,
si va da un minimo di 30000 A.S. del Dotto alle 50000 A.S. dellOldano, allinterno di questo
range dovremmo lavorare anche noi, fermo restando il diametro dellanello magnetico (1m),
per valori inferiori a tale diametro possiamo ridurre proporzionalmente allarea utile anche le
Ampere*Spire.

Il primo problema da risolvere fu quello di trovare un tubo isolante di idonee proporzioni da


usarsi come supporto agli avvolgimenti, la scelta caduta su di una condotta in PVC beige
60x200cm, normalmente usata in impianti idrici. Per non complicare eccessivamente la
sperimentazione e vedere se la strumentazione di eccitazione del coil e di rilievo dei campi
magnetici pulsati funzionava bene, abbiamo deciso di testare il tutto facendo ununica spira,
con del cavo elettrico di adeguata sezione (6 mmq) che coprisse serrato lintero supporto.
Come eccitatore in grado di pilotare il Coil abbiamo utilizzato una versione a 200 J del
SuperMoreno che potesse lavorare a 600V ed a pi di 100A di corrente.
Tabella di calcolo e campo magnetico generato dal Tunnel.
Come possiamo vedere dal prospetto riepilogativo, nonostante la presenza di correnti notevoli
il campo magnetico generato risulta piuttosto fiacco non superando i 300 Gauss, siamo bn
lontani dai 2800 Gauss generati dal Tunnel originale, quasi 10 volte inferiori, mentre
leccitatore presenta gi i suoi limiti operativi, obbligandoci ad utilizzare una resistenza
esterna per dissipare gli spike di corrente in ricarica dei condensatori (1100 microF a
600V), con una cadenza di lavoro non superiore a 1 Hz. Questo primo test ci servito
comunque a verificare nel tempo laffidabilit dei componenti in uso e la correlazione tra
calcoli teorici e campo magnetico strumentalmente rilevato. Ora abbiamo tutti i dati necessari
per potr realizzare un eccitatore di potenza a caratteristiche idonee.

Allego alcune immagini del primo Tunnel Magnetico realizzato:

Lunico modo per ottenere da un Tunnel di questo tipo, campi magnetici 10 volte superiori
allattuale quello di realizzare delle bobine corte e multistrato, tornando col pensiero ai
famosi 16 stadi dichiarati dallOldano! Il problema tecnico successivo che dobbiamo limitare
la corrente in bobina a circa 200A, sia per il costo che per lingombro dei componenti
elettronici, questo significa che anche riducendo gli stadi dai 16 originali a 12, lalimentatore
dovrebbe erogare di picco 12x200=2400A circa, con tensioni superiori a 1000 V, limiti
ELEVATI da raggiungere con qualsiasi elettronica commerciale e circuiti home made.

La soluzione stata quella di frazionare la corrente globale facendo lavorare gli stadi in
sincronismo, questo per avere una scarica e quindi un campo magnetico sulle varie bobine del
tutto omogeneo ma elettricamente indipendente. Abbiamo ridotto al minimo i famosi spike
di corrente in ricarica dei condensatori sincronizzandola alla tensione di rete, grazie al rilievo
dello Zero Crossing. Caricando in tempi sequenziali i condensatori dei vari stadi a partire dagli
zero volt di alimentazione, si riduce lentit della corrente di picco richiesta alla rete
elettrica. Abbiamo realizzato un primo prototipo in scheda multifori e solo successivamente
abbiamo studiato un PCB che potesse pilotare in modo indipendente bn 12 bobine, separando
galvanicamente il driver dagli stadi di potenza con dei foto-accoppiatori.

Prototipo realizzato in scheda multifori.

A questo punto analizziamo tutti gli stadi logici relativi al progetto:

1) Rilievo dello Zero Crossing

Utilizzando uno stadio ibrido di elettronica analogico-digitale generiamo un impulso di clock di


circa 0.2 ms il cui fronte di salita corrisponde esattamente agli zero volts della tensione di
rete (220V), il tutto pu essere regolato con un trimmer di precisione.
2) Frazionamento sequenziale del tempo di carica-scarica condensatori

Due contatori decimali creano un treno di impulsi da 10ms che suddividono le sequenze
operative.

Come visibile nello schema precedente, con cadenza di 10Hz si possono caricare
sequenzialmente per 10mS, fino a 7 gruppi indipendenti di condensatori, dedicando almeno
30mS alla scarica SCR in bobina.

carica sequenziale x gruppo di alimentazione carica/scarica condensatori di Tank

Se la cadenza risultasse troppo elevata sufficiente abilitare la scarica (celle in rosso) ogni
x treni di impulsi, regolando un apposito selettore decimale rotativo; cos facendo si
possono impostare cadenze di scarica a:

10_5_3.3_2.5_2_1.7_1.4_1.3_1.1 Hz

3) Ogni segnale di carica sequenziale dura 10 mS e v a pilotare uno dei 7 optoisolatori


a 2 canali le cui uscite andranno collegate alle schede di potenza del gruppo capacitivo
(massimo 7x2=14 gruppi).
4) Il segnale di scarica dura 0.75 mS pu arrivare ai 200mA ed generato
contemporaneamente per tutte le schede di potenza del gruppo capacitivo , nel PCB
sono disponibili almeno 12 morsetti di output.
Allego alcune immagini del PCB Driver per la gestione dei tempi ciclo.
Immagini del PCB Gruppo Capacitivo per il pilotaggio della carica/scarica Condensatori
Immagini del trasformatore di alimentazione, con limitatore della Corrente di Starter.
A questo punto abbiamo testato il circuito su di un gruppo sequenziale dei 6 previsti,
composto da 2 bobine multistrato di diametro interno 63cm, alte 15 cm cadauna, realizzate
con cavo commerciale isolato in PVC da 4 mmq, avvolto serrato su 5 strati, ciascuno di 35
spire circa.

Totale: 35x5=175 spire x 2 bobine affiancate

I calcoli teorici relativi alla singola bobina sono i seguenti:


Possiamo vedere come variando strutturalmente la geometria della bobina, lintensit del
campo magnetico in essa generato possa tranquillamente decuplicare, avvicinandosi ai famosi
2800 Gauss del Tunnel di Oldano, allego la foto della bobina test realizzata a questo scopo.

Moreno