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I Fotoaccoppiatori: Avvisatore ottico di chiamata telefonica

17 febbraio 2012 inwaredizioni Lascia un commento Go to comments

Come pilotare un foto accoppiatore

I fotoaccoppiatori consentono la trasmissione di segnali tra diverse sezioni di circuito elettricamente isolate tra loro. Questo li rende particolarmente adatti per tutte quelle applicazioni in cui richiesto un alto grado isolamento. Vedremo come usarli realizzando un avvisatore ottico di chiamata telefonica come esempio applicativo. ANALISI E SPECIFICHE DEL PROBLEMA In ambienti particolarmente rumorosi pu essere difficoltoso udire lo squillo del telefono. Esistono poi ambienti in cui il rumore deve essere ridotto al minimo ed in questo caso la suoneria del telefono potrebbe essere un disturbo. Il circuito da realizzare dovr essere in grado di accendere una lampada 220Vac allarrivo di una chiamata telefonica indipendentemente dal tipo suoneria impostata sullapparecchio telefonico. LA SOLUZIONE PROPOSTA La figura 1 riporta lo schema elettrico richiesto dalle specifiche.

Figura 1: schema elettrico Lo squillo di una chiamata corrisponde, sulla linea telefonica, ad unonda sinusoidale di ampiezza circa 80V e frequenza 25Hz. Due squilli successivi sono separati da un silenzio di 4 secondi. Il circuito di figura 1 utilizza questa tensione per eccitare un triac ed azionare quindi una lampada collegata alla rete elettrica. Il fotoaccoppiatore risulta fondamentale per isolare le parti di circuito relativa alla linea telefonica e alla rete elettrica. Il condensatore C1 fa s che solo il segnale in alternata raggiunga il fotoaccoppiatore, R1 ne limita la corrente, mentre D1 garantisce che al fotoaccopiatore non giungano tensioni negative elevate (una tensione negativa manda in conduzione D1 che limita a circa 0,6V la tensione negativa ai capi del diodo emittente). Quando il transistor interno al foto accoppiatore entra in conduzione, manda in conduzione anche T1 il quale fornisce la corrente necessaria alleccitazione del triac. Lalimentazione di T1 ottenuta direttamente dalla rete a 220V grazie alla resistenza R5 ed il condensatore C2 che ne diminuiscono il valore massimo. La tensione cos ottenuta viene raddrizzata da D3 e stabilizzata sui 15V dal diodo Zener D2. La rete formata da R4 e C3 ha lo scopo di limitare le interferenze indotte dalla commutazione del triac. Qualora

si impiegassero triac ad elevate correnti di innesco, possibile diminuire il valore di R3 portandolo a 150 Ohm. IL FOTOACCOPPIATORE Il pi semplice fotoaccoppiatore costituito da una coppia LED/Fototransistor in cui il LED, polarizzato da un segnale esterno, illumina il fototransistor che entra in conduzione (figura 2).

Figura 2: Simbolo elettrico di un fotoaccoppiatore Per evitare interferenze con sorgenti di luce esterna, il tutto racchiuso in un contenitore plastico opaco. Di solito i fotoaccoppiatori garantiscono un isolamento da 1000 a 5000V ed alcuni modelli arrivano fino a 15000V. Per comodit nella tabella di figura 3 sono riportate le caratteristiche dei fotoaccoppiatori pi comuni composti da una coppia led/fototransistor, mentre nella figura 4 sono riportate le sigle e le relative caratteristiche di comuni fotoaccoppiatori.

Figura 3: Caratteristiche elettriche tipiche dei fotoaccoppiatori pi comuni

Figura 4: Alcuni tipi di fotoaccoppiatori e relative caratteristiche Come pilotare un foto accoppiatore Come visto in figura 3, il diodo di ingresso pu sostenere correnti fino ad un massimo di 60mA, dunque per pilotare correttamente un fotoaccoppiatore non si deve superare tale limite. buona norma mantenere la corrente di ingresso sui valori di 1015mA. Per limitare la corrente nel diodo, si usa una resistenza imitatrice in serie al diodo stesso come mostrato in figura 5.

Figura 5: Per limitare la corrente, si deve inserire una resistenza in serie al diodo

Il valore di tale resistenza pu essere calcolato come: R=(Vcc-Vd)/Io dove Vcc la tensione massima di pilotaggio, Vd la caduta di tensione sul diodo (si pu assumere Vd=1,2V circa) e Io il valore di corrente fissato per il diodo. Nel caso in cui si debba pilotare il fotoaccoppiatore con luscita di una porta TTL si deve tener conto che queste porte non erogano grandi correnti sul livello alto, dunque sar necessario collegarle come mostrato nella figura 6.

Figura 6: Pilotaggio di un fotoaccoppiatore sul livello basso della porta logica In questo caso il diodo sar polarizzato sul livello logico basso in uscita dalla porta. Anche in questo caso il valore di R1 viene calcolato con la formula gi vista. Se si intende polarizzare il diodo sul livello alto, si deve utilizzare un transistor NPN che fornir la corrente necessaria. Il transistor deve essere connesso secondo uno degli schemi di figura 7.

Figura 7: Due schemi equivalenti per pilotare il fotoaccoppiatore sul livello alto Qualora sia necessario trasferire segnali analogici pu essere necessario pilotare il fotoaccoppiatore con un amplificatore operazionale. Lo schema quello di figura 8 e, come si pu notare, stato aggiunto un diodo D1 in parallelo al diodo emettitore.

Figura 8: Pilotaggio mediante amplificatore operazionale Lo scopo di tale diodo quello di evitare che tensioni negative raggiungano il fotoaccoppiatore provocando il danneggiamento del fotoaccoppiatore stesso. Per il calcolo della resistenza si pu utilizzare la formula R1=(Vm-1,2)/0,015 dove Vm il valore massimo di tensione in uscita allamplificatore.

Come prelevare il segnale da un fotoaccoppiatore Normalmente il segnale di uscita di un fotoaccoppiatore non un segnale ben squadrato e pulito, per cui, soprattutto se si devono pilotare circuiti logici, consigliabile, inserire un inverter Trigger di Schmitt in modo da ripulire il segnale. Il circuito quello di figura 9 in cui la resistenza di pull-up da 10KOhm garantisce il livello logico alto qualora il transistor sia interdetto.

Figura 9: Pilotaggio di un inverter con pull-up possibile, in alternativa usare il transistore interno come pull-up ed inserire una resistenza esterna di pulldown come mostra la figura 10.

Figura 10: Pilotaggio di un inverter con pull-down Se linverter un TTL si dovr usare un resistenza da 180 Ohm, se linverter un TTLLS si dovr scegliere una resistenza da 560 Ohm, mentre se linverter un CMOS si pu scegliere un valore compreso tra i 1000 ed i 10K Ohm.

Pilotaggio di rel e motori Per eccitare un rel lo schema da utilizzare quello di figura 11.

Figura 11: Pilotaggio di un rel In questo caso luscita del fotoaccoppiatore pilota un transistore NPN (ad esempio, un BD137) il quale, se in saturazione, provoca leccitazione di un rel. Il diodo in parallelo al rel garantisce la protezione del transistor durante la sua commutazione. Qualora si intenda pilotare un carico in alternata (si esso un motore o una lampada) si pu usare lo schema di figura 12.

Figura 12: Pilotaggio di un carico in alternata Utilizzando un transistor BD137, la massima corrente sopportabile 0,5A e pu essere aumentata utilizzando un transistore pi potente. Come tensione di alimentazione bene non superare i 28-29Vac. Trasferimento di segnali lineari Un fotoaccoppiatore non si presta molto al trasferimento di segnali lineari in quanto il diodo di ingresso provoca grandi distorsioni. Tuttavia lo schema proposto in figura 13 consente questa particolare applicazione e, con i valori indicati, possibile trasferire segnali nella banda 20Hz-20KHz senza alcuna distorsione.

Figura 13: Trasferimento di segnali lineari in BF R1 e R2 consentono di sommare al segnale di ingresso una tensione continua in modo che luscita sia sempre positiva. Lunica taratura da fare sul circuito regolare il trimmer R4 in modo da ottenere ai capi di R5 una tensione pari alla met della tensione di alimentazione VccB. Il condensatore C2 elimina poi tale componente continua dal segnale di uscita. Articolo di Maurizio Del Corso pubblicato su Fare Elettronica n.238 di aprile 2005 www.farelettronica.it Riproduzione vietata, tutti i diritti riservati.