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1

CORSO DI INFRASTRUTTURE IDRAULICHE








IDROLOGIA
ED
UTILIZZAZIONE DELLA RISORSA IDRICA

Prof. Marcella Cannarozzo














a.a.2003-04
2
1. LA PIOGGIA

La pioggia si veriIica sempre perche. al diminuire della temperatura. condensa il vapore
acqueo presente nell'atmosIera.

Le masse d'aria cariche di vapore si muovono a causa delle diIIerenze di pressione o di
temperatura: se. ad esempio. una massa d'aria incontra un rilievo montuoso. e costretta a sollevarsi
per superare l'ostacolo. in tal modo raggiunge zone dove la temperatura e minore. il vapore
condensa e viene giu la pioggia. In questo caso si parla di pioggia orografica perche causata
dall'orograIia del terreno. Altre volte masse d'aria calda provenienti dal mare arrivano sulla terra. il
maggior attrito col terreno provoca un rallentamento del moto e l'aria calda che arriva dal mare e
costretta a sollevarsi. quindi si raIIredda e avviene la condensazione del vapore acqueo in essa
contenuto.

Le piogge cicloniche invece sono causate dalla presenza appunto di cicloni. ossia di isobare
concentriche che racchiudono una zona a bassa pressione. Le masse d'aria sono richiamate dalla
bassa pressione e se ivi trovano aria piu Iredda tendono a sollevarsi al disopra di questa. viceversa
se la zona a bassa pressione e occupata da aria piu calda e questa che e sollevata dalla corrente piu
Iredda in arrivo. In entrambi i casi si ha ancora una volta il sollevamento di una massa d'aria calda il
cui raIIreddamento provoca. come gia visto. la pioggia.

Le piogge convettive. inIine. sono causate dall'innalzamento di masse d'aria per il notevole
riscaldamento.

1 .1 Misure idrologiche

Il progetto di un'opera idraulica la cui Iinalita e l'utilizzazione della risorsa idrica di un
Iiume o di un torrente. presuppone la conoscenza dei volumi d'acqua che sono potenzialmente
disponibili in quanto convogliati dal suddetto Iiume o torrente. Se. ad esempio. si deve
proporzionare un invaso artiIiciale. bisogna conoscere quanta acqua si puo invasare a monte dello
sbarramento. se si vuole prelevare acqua da un Iiume. bisogna conoscere le portate che attraversano
questo Iiume. ecc...

Queste "quantita d'acqua" sono strettamente connesse alla quantita di pioggia caduta perche
esse sono un'aliquota della precipitazione atmosIerica.

Ecco che nasce la necessita di misurare la pioggia caduta in una data regione per potere da
questa derivare. con opportuni mezzi. i volumi d'acqua che possono essere sIruttati da un manuIatto
idraulico.

Gli strumenti che eseguono questa misura sono detti pluviometri se misurano volumi
d'acqua piovuti in un certo intervallo (giorno. settimana. mese). pluviografi se scrivono su carta o
registrano direttamente su computer. la pioggia caduta istante per istante.

Le grandezze che caratterizzano la pioggia sono:
1 ) l`altezza di precipitazione h |mm|
2) intervallo di tempo in cui e stata misurata l`altezza h. t |ore|
3) l'intensita media di pioggia i |mm/ora|
Per ottenere l'intensita media di una precipitazione basta dividere l`altezza h per l'intervallo t:
t
h
i

=
3
l'intensita i e un parametro importante perche per alcune valutazioni e necessario Iare riIerimento ad
eventi meteorici caratterizzati da elevate intensita.
L'intervallo di tempo e pure Iondamentale perche a seconda di cio che si deve progettare o
veriIicare. bisogna Iare riIerimento a piogge orarie. giornaliere. mensili. ecc...
Per avere degli ordini di grandezza possiamo citare:
Precipitazione media annua in Italia 800 mm
in Sicilia 500 mm
In Sicilia piove per 50 - 90 giorni l'anno.

Le stazioni di misura delle precipitazioni sono abbondantemente presenti sia sul territorio
siciliano sia su quello nazionale. Esse sono gestite dal Servizio IdrograIico Italiano (S.l.l.)
dipendente a sua volta dal Ministero dei Lavori Pubblici (LL. PP.).
Annualmente il S.l.l. pubblica i risultati di tutte le registrazioni eIIettuate sugli annali dove
queste registrazioni sono ordinate secondo dei criteri standard.

Come gia accennato. nel campo delle costruzioni idrauliche non interessa tanto la quantita
di pioggia caduta. bensi i volumi di acqua che si possono sIruttare. ossia la "risorsa idrica
disponibile". Ecco perche anche la portata che attraversa una sezione di un corso d'acqua e oggetto
di misurazione. In questo caso la stazione di misura si chiama idrometrica se Iornisce la portata
deIluita in un dato orario della giornata idrografica se registra. su carta o su memoria. tutte le
portate che si sono veriIicate.

La stima della portata e ottenuta misurando il tirante idrico mediante un'asta graduata che si
chiama appunto idrometro; nota la geometria della sezione dell'alveo. la misura dell'altezza d'acqua
consente di valutare la portata utilizzando la scala di moto uniIorme della sezione di misura o.
genericamente. tramite la scala di deIlusso.

In genere le misure di portata sono meno precise delle misure di precipitazione: un po'
perche non si tratta di una misura diretta. si misura inIatti il tirante d'acqua per ricavare la portata.
un po' perche il Iiume trasporta sempre del materiale solido che. depositandosi sul Iondo. induce
variazioni anche notevoli della sezione di misura. Un altro motivo per cui le misure di portate non
sono aIIidabili e l'esondazione che puo sempre veriIicarsi. soprattutto in occasione di eventi di
piena: quando le portate sono notevoli allora puo avvenire che il pelo libero superi la quota di
coronamento degli argini. la campagna s'allaga e la portata misurata non coincide con quella che
eIIettivamente il Iiume trasporta. Talvolta poi proprio a causa dell' evento di piena lo strumento di
misura viene travolto e si perdono i dati.
Anche le misure di portata sono pubblicate sugli annali del S.l.l..
1


In Sicilia sono presenti poche decine di stazioni idrometriche e meno di dieci Iunzionano da
piu di mezzo secolo.
Le portate si misurano in m
3
/s. esse rappresentano un valore istantaneo o medio in un periodo di
tempo. Talvolta interessa conoscere il volume deIluito durante grandi intervalli di tempo quali il
mese o l`anno. ad esempio quando si parla di risorsa disponibile. in questi casi non si parla piu di
portata bensi di deflusso D. Esso si deIinisce come il volume d'acqua W
d
che in un certo intervallo
di tempo e transitato nella sezione di chiusura del bacino. diviso per l'area S del bacino stesso.
S
W
D
d
=
Il deIlusso D misura l'altezza del solido che s'ottiene distribuendo uniIormemente. su tutto il
bacino. il volume d'acqua transitato per la sezione.


1
Per maggiori dettagli sulle misure di portata si veda la dispensa dal titolo "DROMETRA
4
Analogamente alla deIinizione di deIlusso. si deIinisce afflusso e s'indica con A il volume
di pioggia W
p
che in un certo intervallo di tempo e piovuto su tutto il bacino. diviso per l'area del
bacino stesso:
S
W
A
p
=
Per avere l'aIIlusso caduto su tutto il bacino bisogna partire dai valori di precipitazione
misurati dalle stazioni pluviometriche ricadenti nel bacino o nelle immediate vicinanze di questo.
Una volta individuate le R stazioni e raccolti i valori h
i.i
delle precipitazioni registrate da queste per
ciascun mese i. basta eIIettuare la media pesata. mese per mese. di h
i.i
per ottenere l'aIIlusso relativo
al mese i sul bacino
2
. Il peso S
i
di ciascuna stazione puo essere posto pari all`estensione del topoieto
di pertinenza della stazione.
S
S I
A
H
]
] ]

=
=
1
,


L`aIIlusso e il deIlusso
sono grandezze tra di loro
omogenee perche riIerite
entrambe alla superIicie del
bacino; normalmente si
misurano in mm.
Negli annali sono
riportati. mese per mese. anno
per anno. sia i deIlussi sia i
corrispondenti aIIlussi; per
valutare il deIlusso relativo ad
un mese si moltiplica la
portata media q di quel mese.
espressa in m
3
/s. per il numero n di secondi in un mese e si divide per la superIicie del bacino:

n
S
q
D
1000 *
=
il Iattore moltiplicativo 1000 e necessario per ottenere il deIlusso in mm. dato che la superIice del
bacino e solitamente espressa in km
2
.
A titolo di esempio e riportato in Iig.1 un istogramma nel quale sono rappresentati i valori di
aIIlusso e deIlusso medi mensili relativi ad una stazione idrometrica siciliana. Si noti la stretta
corrispondenza tra l`andamento dei deIlussi e degli aIIlussi. tipico di un corso d`acqua a regime
pluviale.

2
vedasi dispensa sui metodi di ragguaglio delle piogge
5
Fig. 1 - aIIlussi e deIlussi nella stazione idrometrica di Simeto a
Giarretta
0
20
40
60
80
100
120
140
G
e
n
n
a
i
o
F
e
b
b
r
a
i
o
M
a
r
z
o
A
p
r
i
l
e
M
a
g
g
i
o
G
i
u
g
n
o
L
u
g
l
i
o
A
g
o
s
t
o
S
e
t
t
e
m
b
r
e
O
t
t
o
b
r
e
N
o
v
e
m
b
r
e
D
i
c
e
m
b
r
e
|
m
m
|
aIIlussi
deIlussi

Si deIinisce coeIIiciente di deIlusso e si indica generalmente con , il rapporto tra il volume
deIluito ed il volume aIIluito durante un determinato intervallo di tempo (mese. stagione. anno..).
Questo coeIIiciente puo variare tra 0 e . Ad esempio nei mesi primaverili. nelle regioni alpine. si
veriIica lo scioglimento delle nevi pertanto il deIlusso dei corsi d`acqua puo risultare anche piu
abbondante delle precipitazioni ed allora il coeIIiciente di deIlusso assume valore maggiore di uno
(v. Iig. 2)
Fig. 2 - CoeIIiciente di deIlusso medio mensile
Lys a Gressoney St. Jean
0.00
0.50
1.00
1.50
2.00
2.50
3.00
3.50
4.00
G
e
n
n
a
i
o
F
e
b
b
r
a
i
o
M
a
r
z
o
A
p
r
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l
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M
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g
g
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G
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S
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O
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v
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b
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e
D
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e
m
b
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o
e
I
I
i
c
i
e
n
t
e

d
i

d
e
I
l
u
s
s
o




2. STIMA DELLA RISORSA IDRICA DISPONIBILE

Quando si vuole studiare la possibilita di realizzare un invaso o una traversa di derivazione
6
su una sezione di un corso d'acqua. e necessario conoscere i deIlussi che si potranno avere in quella
sezione. InIatti a seconda dei volumi d'acqua che potranno essere Iorniti dal Iiume. il lago artiIiciale
verra piu o meno grande e quindi la diga piu o meno alta. e altrettanto avverra per le opere di
derivazione e di presa.
Se nella sezione d'interesse e presente una stazione di misura delle portate. questa stazione
avra registrato la risorsa che e stata disponibile negli anni trascorsi Iornendo cosi un'inIormazione
assai utile per la stima della risorsa idrica che sara disponibile nel Iuturo. Purtroppo le stazioni
idrometriche sono piuttosto rare ed allora si e costretti a valutare la risorsa idrica in modo indiretto.
ossia sIruttando l'inIormazione pluviometrica assai piu diIIusa sul territorio e che vanta sicuramente
un lungo periodo di registrazione
3
.
La metodologia da adottare per ricavare i deIlussi dagli aIIlussi e di tipo statistico e permette
di generare inIiniti valori di deIlusso conseguenti ad un unico valore di aIIlusso. tutti ugualmente
possibili; cio e coerente con quanto avviene nella realta dato che ad uno stesso valore di
precipitazione possono corrispondere diIIerenti valori di deIlusso a seconda delle condizioni in cui
si trova il terreno al momento della pioggia (piu o meno arido) o a seconda di come e distribuita nel
tempo la stessa pioggia (se e distribuita uniIormemente nel periodo oppure ha intervalli di Iorte
intensita e periodi di scarsa precipitazione). ecc...E` chiaro quindi che i Iattori che entrano in gioco
nel Ienomeno di trasIormazione delle precipitazioni in deIlusso sono molteplici e non tutti sono
quantiIicabili; essi intervengono sul Ienomeno combinandosi tra di loro in modo da dare al deIlusso
un carattere parzialmente casuale che puo essere Iacilmente evidenziato ponendo su un
diagramma cartesiano A-D i punti rappresentativi le coppie di valori di aIIlusso A
i
e di deIlusso D
i

misurati. per un dato mese e nei diversi anni i (i1.2..N). da un qualsivoglia bacino idrograIico
sotteso da una sezione provvista di stazione idrometrica (Iig. 3). Si nota subito che questi punti non
si dispongono perIettamente lungo una linea ne si disperdono a caso su tutto il piano; essi invece si
addensano attorno ad una curva che si puo immaginare di tracciare lasciando alcuni punti al disotto
di essa ed altri al di sopra. Detta curva si chiama interpolante e per ogni valore d'aIIlusso Iornisce
un valore di deIlusso che puo essere minore o maggiore di quello che si e veriIicato realmente.
pertanto la curva interpolante permette di stimare il valore del deIlusso a meno di un errore . Cio
s'esprime analiticamente attraverso la seguente relazione:

D I(A) (1)
intendendo con D I(A)
l'equazione della curva
interpolante.

Se si avessero a
disposizione molti piu punti di
quelli riportati in Iigura. ossia
se la stazione avesse
Iunzionato per molti piu anni.
in accordo a quanto detto
prima. per ogni valore
dell'aIIlusso A si avrebbero
diversi valori dei deIlusso D e
quindi diversi valori
dell'errore . alcuni positivi ed
altri negativi. alcuni molto
piccoli ed altri abbastanza grandi e si potrebbe allora concludere che i valori storici oscillano
attorno al valore stimato D I(A) scostandosi da questo di una quantita casuale.

3
questa metododlogia pu essere applicata solo laddove esiste un forte llegame tra le precipitazioni ed i
deflussi ossia nei corsi d'acqua a regime spiccatamente pluviale.
Fig. 3 - AffIussi e defIussi - mese di Gennaio
y = 0,4622x + 10,331
R
2
= 0,5608
0
50
100
150
200
250
0 50 100 150 200 250 300 350
affIussi [mm]
d
e
f
I
u
s
s
i

[
m
m
]

7

La relazione (1) e costituita da due parti: la I(A) che esprime la componente deterministica
del modello. ossia la parte che tiene conto del Iattore Iisico. l`aIIlusso. che maggiormente interviene
sul Ienomeno. e la che esprime la componente stocastica. ossia la parte che tiene conto
dell`interIerenza di tutti quegli altri Iattori che intervengono sul Ienomeno ma che non sono inseriti
esplicitamente o perche diIIicilmente quantiIicabili o perche. interIerendo l`un con l`altro. di Iatto
contribuiscono a determinare quel comportamento parzialmente casuale tipico dei Ienomeni naturali
di cui si e gia parlato ampiamente.

Spesso la componente deterministica e ben espressa attraverso l'equazione di una retta ed
allora la (1 ) diventa

D a b*A (2)
a e b sono i parametri del modello regressivo. L'operazione attraverso cui si determinano i valori
dei parametri si chiama taratura del modello. Il metodo piu Irequentemente adottato per tarare
questi modelli. ossia per determinare l'equazione della retta. o piu in generale della curva.
interpolante e il metodo dei minimi quadrati. Esso si basa sulla determinazione di quella curva per
cui risulta minima la somma dei quadrati degli scostamenti . I valori degli scostamenti
i
si
ricavano dalla (2) utilizzando le coppie di valori A
i
e D
i
misurati dalla stazione idrometrica:

i
D
i
-(a b*A
i
)
(3)
secondo il metodo dei minimi quadrati deve risultare minima la quantita:

S
i

2
|D
i
-(a b*A
i
)|
2

essendo questa una Iunzione di a e di b la condizione di minimo e espressa dall'annullarsi delle due
derivate parziali

=
+ =
N
i
i i
D bA a
a
S
1
) 2 2 2 (

=
+ =
N
i
i i i i
D A aA bA
b
S
1
2
) 2 2 2 (


condizione che conduce alle due seguenti espressioni per la stima dei parametri a e b:

=

= =
N
i
i
N
i
i
A b D
N
a
1 1
1

e


= =
= = =

+
=
N
i
N
i
i
N
i
i i
N
i
i
N
i
i
i
A N A
D A N A D
N
b
1
2
1
2
1 1 1
) (
1

Per completare la tarature del modello e necessario stimare la componente stocastica attraverso la
legge di distribuzione di probabilita di Gauss:
( )
( )

2
i (
2
2
1
i ( (4)
si noti che in questa relazione non compare il valore della media (), di i essendo esso nullo.
compare pertanto un unico parametro () che si calcola tramite l'espressione:
8
[ ]
2
i (
2
i (
2
ii ( (
i (
1
2
1
2
1
2
2

+
=


=

= = =
N
IA u D
N N
N


(5)

Fino ad ora non e stata Iatta alcuna considerazione circa la bonta del modello adottato. nel
senso che non e stato presentato alcun parametro che permetta di stabilire se il modello tarato e
eIIettivamente valido per la generazione delle serie sintetiche di deIlusso nella sezione studiata o se
piuttosto e meglio adottare un altro modello. In verita la varianza dei residui
2
() puo Iornire
qualche indicazione perche. tanto piu grande e questo valore. tanto maggiore e la dispersione dei
punti attorno alla retta di regressione; tuttavia un valore elevato di
2
() potrebbe semplicemente
indicare la presenza. nel campione. di una grande componente casuale. L'indice che da
eIIettivamente una misura della bonta del modello e l`indice di determinazione e s'indica con R
2
;
esso si deIinisce come il rapporto tra la devianza spiegata dalla regressione SSR e la devianza totale
SST:
SST
SSR
R =
2

essendo

=
=
N
1 i
2
i st
) D (D SSR
devianza spiegata dalla regressione

=
=
N
1 i
2
i
) D (D SST devianza totale
SSR misura la deviazione
standard dei valori stimati
D
sti
dal valore medio D.
mentre SST misura la
deviazione standard dei
valori storici D
i
dallo stesso
valore medio.
Il coeIIiciente di
regressione puo assumere
valori compresi tra zero ed
1. se risulta R 1 allora e
SSR SST. cio equivale a
dire che i valori stimati
sono uguali ai valori storici
e che pertanto il modello
riesce a ricostruire
esattamente i dati di deIlusso. Questa circostanza e assolutamente teorica ma e chiaro che quanto
piu i valori stimati sono vicini ai valori storici tanto piu SSR risultera prossimo ad SST. R risultera
prossimo ad 1 e la regressione sara giudicata buona; viceversa valori di R prossimi a zero
denunciano una grossa diIIerenza tra i valori stimati D
sti
e i valori storici e quindi indicano
l'inadeguatezza del modello alla stima della grandezza in gioco.

Fig. 4a - prima serie sintetica e serie storica
0
50
100
150
200
250
0 50 100 150 200 250 300 350
affIussi [mm]
d
e
f
I
u
s
s
i

[
m
m
]
9
I bacini siciliani provvisti di stazione idrometrica sono stati gia oggetto di indagini di questo
tipo. per essi e stata eIIettuata
la taratura del modello
matematico a scala mensile e a
scala annua e sono noti i valori
dei parametri a
a
. b
a
ed ()
2
a

annui nonche a
k
. b
k
ed ()
2
k

di ciascun mese k; per essi e
allora possibile stimare
inIinite serie sintetiche di
deIlusso. Se. ad esempio.
s'intendono stimare i deIlussi
relativi al mese k di un dato
bacino. si procede nel
seguente modo:
sulla base delle misure di
precipitazione eIIettuate per quel mese nel corso di N anni dalle stazioni pluviometriche ricadenti
nel bacino. si valutano i corrispondenti valori degli aIIlussi mensili ragguagliati A
i
e si procede a
calcolare gli N valori della componente deterministica
D
i
a
k
b
k
A
i
(k1. 2. 3. . .12; i 1. 2. 3...N) (6)
In seguito si generano. con opportune modalita. N valori della probabilita P
i
che consentono di
ricavare attraverso la (4) altrettanti valori della componente stocastica . Sommando le due
componenti. deterministica e stocastica. si ottengono inIine N valori sintetici del deIlusso relativo
al mese k (v. Iig. 4a). Per ottenere un'altra serie sintetica di deIlusso. Ierma restando la componente
deterministica Iornita dalla (6). si sommano a questa nuovi valori della componente stocastica
calcolati in Iunzione di altri valori di probabilita (v. Iig. 4b). Ripetendo piu volte questa procedura
si possono ottenere tante serie sintetiche quante se ne desiderano e ciascuna di esse sara diIIerente
da tutte le altre.

Nella maggior parte dei casi la sezione d'interesse e sprovvista di stazione di misura dei
deIlussi e pertanto non si possiede un modello adatto a generare serie sintetiche di deIlusso. si
ricorre allora al principio della similitudine idrologica. principio secondo il quale una relazione.
che esprime un legame idrologico. puo essere utilizzata non solo sul bacino per il quale e stata
dedotta ma anche su tutti i bacini che sono idrologicamente simili a questo.

Due bacini si dicono idrologicamente simili se hanno uguali. o simili. quelle caratteristiche
che inIluiscono sul particolare Ienomeno idrologico di cui si tratta: nel caso in esame. ad esempio.
si debbono osservare le caratteristiche che inIluiscono sul processo di trasIormazione degli aIIlussi
in deIlusso quali la permeabilita. la copertura vegetale. l'estensione. ecc...Per il bacino X. sprovvisto
di stazione di misura. si potra allora adottare il modello tarato per quella stazione idrometrica che
sottende il bacino idrologicamente piu simile ad esso; una volta individuato il modello. ossia noti i
valori dei parametri a
i
. b
i
e (). e ricostruita la serie storica d'aIIlussi mensili veriIicatasi sul bacino
X. si puo procedere nel modo gia descritto in precedenza e ricavare cosi tutte le serie sintetiche che
si desidera generare.



3. IMPIANTI A SERBATOIO

Per intercettare e sIruttare una risorsa idrica si possono progettare due tipi di opere: le dighe
e le traverse; con le prime si realizza un "impianto a serbatoio". mentre con le seconde si realizza un
Fig. 4b - seconda serie sintetica e serie storica
-100
-50
0
50
100
150
200
250
0 50 100 150 200 250 300 350
affIussi [mm]
d
e
f
I
u
s
s
i

[
m
m
]
10
"impianto ad acqua Iluente".

L'impianto a serbatoio e costituito da un invaso e da un'opera di presa a battente. Si sbarra il
Iiume con una diga di modo che i deIlussi naturali del corso d'acqua. raggiunto lo sbarramento. si
raccolgono a monte di questo creando un invaso artiIiciale. Dall'invaso parte una condotta in
pressione. detta condotta di presa. che preleva l'acqua. necessaria all'utilizzazione. con modalita e
tempi che dipendono dal tipo di utenza: se ad esempio l'utenza e un agglomerato industriale. questo
necessita di portate costanti e pertanto la legge di erogazione dei volumi dall'invaso sara E cost;
se invece l'utenza e un comprensorio irriguo. questo necessita di maggiori volumi idrici nei periodi
estivi e minori volumi nei periodo invernali. allora la legge di erogazione sara una Iunzione del
tempo
E E(t)
Lo schema di Iunzionamento di un impianto a serbatoio e illustrato in Iig. 5.
Il serbatoio si dimensiona in modo che esso sia in grado d'immagazzinare al massimo un
certo volume W. Il valore della capacita del serbatoio dipende dal bilancio tra i volumi entranti e
quelli uscenti. I volumi entranti sono costituiti dal contributo del corso d'acqua sbarrato dalla diga e
variano secondo la legge naturale QQ(t). che dipende dal regime Iluviale. I volumi uscenti sono
quelli perduti per eIIetto dell'evaporazione e quelli prelevati per erogarli all'utenza. Naturalmente i
volumi evaporati variano nel tempo secondo una legge naturale EvEv(t) che dipende da Iattori
climatici e dalla variazione della superIicie dello specchio liquido durante le stagioni. mentre i
volumi erogati variano secondo una legge EE(t) che dipende. come gia detto. dall'utenza. Bisogna
pure prevedere un rilascio di deIlusso a valle della diga. detto DeIlusso Minimo Vitale ed indicato
con la sigla DMV. che ha lo scopo di garantire. a valle dello sbarramento le condizioni di umidita
necessarie alla vita animale e vegetale.

Generalmente la legge naturale dei deIlussi QQ(t) e diversa dalla legge delle erogazioni EE(t) ed
ecco che nasce la necessita di inserire. tra la Ionte di approvvigionamento e l'utenza. un manuIatto
che ha il compito di regolare i deIlussi naturali: tale manuIatto e. ovviamente. il serbatoio
artiIiciale. La regolazione dei deIlussi da parte dell'invaso consiste nell'accumulare volumi d'acqua
tutte le volte che le portate in arrivo al serbatoio sono superiori alle portate uscenti e nell'integrare
le portate in arrivo tutte le volte che queste sono minori delle portate che si devono erogare. In altre
parole nei mesi in cui i volumi entranti al serbatoio sono maggiori dei volumi uscenti. compresi
quelli evaporati. il serbatoio si va riempiendo. mentre nei mesi in cui i volumi in arrivo al serbatoio
sono minori dei volumi uscenti. compresi quelli evaporati. il serbatoio si va svuotando perche deve
aggiungere ai volumi in arrivo la quantita necessaria per raggiungere il valore dei volumi richiesti.

Esaminiamo ora gli elementi che intervengono in un impianto a serbatoio.


11
La legge naturale dei deIlussi DD(t) e nota una volta che e stata determinata. con i metodi
prima esposti. una serie sintetica dei deIlussi relativa alla sezione di imposta della diga.
Naturalmente essa esprime il modo di variare dei deIlussi nel tempo e quindi dipende dal regime
fluviale del corso d'acqua.
In Sicilia il regime Iluviale e di tipo pluviale. quindi il modo di variare delle portate nel
tempo e strettamente connesso al modo di variare delle piogge nel tempo: ad abbondanti
precipitazioni corrispondono abbondanti deIlussi e. quando non piove. i Iiumi convogliano
piccolissime portate o si presentano completamente asciutti. Pertanto. nella nostra regione. si
avranno massimi deIlussi in inverno. e minimi in estate concordemente all'andamento del regime
pluviometrico.

La legge di erogazione E E(t) dipende dall'utenza. piu precisamente a seconda dell'utenza
cambia il modo di variare della erogazione nel tempo; naturalmente le quantita erogate dipendono
dalle quantita disponibili ossia da quant'acqua puo Iornire globalmente il Iiume intercettato
dall`opera di sbarramento. Questa quantita e il deIlusso medio annuo netto D. ossia il deIlusso
medio annuo decurtato dei volumi che si presume si perderanno per eIIetto dell'evaporazione dallo
specchio liquido e del deIlusso minimo vitale.
N
D
D
N
a
a
=
=
1
(4)
avendo indicato con D
a
il deIlusso annuo netto e con N il numero di anni della serie sintetica di
deIlussi.
Se si vuole erogare tutto il volume disponibile allora si parla di regolazione totale dei
deflussi. questa a sua volta puo essere eIIettuata a portata costante. come nel caso dell'utenza
industriale o potabile. ed allora la legge EE(t) si determina immediatamente imponendo che
l'erogazione annua sia D E = . da cui si deducono i valori dell'erogazione mensile:

12
E
E
i
= con i1.2.3.........12 (5)
Se invece l'erogazione non puo essere costante perche l'utenza e un comprensorio irriguo.
volendo erogare tutto il volume disponibile si pone ancora una volta D E = ma i valori mensili di
erogazione s'ottengono distribuendo l'erogazione annua E nel corso dell'anno secondo percentuali c
i

da stabilire in base alle esigenze delle colture presenti nel comprensorio ed il compito di valutare
queste percentuali e generalmente aIIidato ad un agronomo.
L'erogazione del singolo mese i e data da:
E c E
i i
= essendo

=
=
12
1
1
i
i
c (6)

Per quanto riguarda inIine la valutazione dei volumi evaporati dallo specchio liquido. si puo
operare in due modi. Si puo adottare un criterio approssimato che stima l'evaporazione nei vari mesi
in conIormita a valori proposti in letteratura per le diverse regioni italiane; in tal modo
l'evaporazione sarebbe costante da un anno ad un altro per un dato mese ed indipendente
dall'estensione dello specchio liquido. Oppure la si puo valutare utilizzando delle Iormule nelle
quali compare la temperatura media del mese. tali Iormule Iorniscono l'evaporazione in mm ossia
per unita di superIicie di specchio liquido. In questo secondo caso il valore dei volumi persi mese
per mese variano in Iunzione del livello di invaso.

Una volta noti tutti i parametri che entrano in gioco nella regolazione si puo procedere ad
applicare mese per mese la seguente relazione:

12
volumi entranti - volumi uscenti volumi accumulati o sottratti

ricostruendo cosi tutte le possibili condizioni di invaso. Tra queste vi sara pure una condizione di
massimo invaso ossia vi sara un mese nel quale il volume accumulato a monte della diga assume il
valore massimo; questo valore dovra essere proprio la capacita da attribuire al serbatoio aIIinche
esso riesca. per quella data legge naturale dei deIlussi. a permettere l'erogazione stabilita.
Se si abbandona l'idea di volere sIruttare tutta la risorsa disponibile ossia di volere eIIettuare
la regolazione totale dei deflussi ( D E = ). e ci si accontenta di erogare solo una parte di questa
risorsa ( D E ). la capacita da attribuire al serbatoio diminuira.
Si deIinisce grado di utilizzazione del corso d'acqua il rapporto
D
E
=
esso rappresenta la percentuale di deIlusso regolato; 1 corrisponde naturalmente alla condizione
di regolazione totale. In genere non si eIIettua mai la regolazione totale perche necessita la
realizzazione di capacita molto grandi e quindi di opere di sbarramento molto alte e molto costose.
Ipotizzando allora diIIerenti possibili valori di . in ogni caso maggiori di 0.7. si studia la
regolazione del serbatoio ottenendo diversi valori possibili di capacita W. Le coppie di valori .W
individuano sul piano cartesiano una curva detta curva di possibilit di regolazione (Iig.6).
Questa curva presenta sempre un gomito in corrispondenza del quale va ricercata la
soluzione piu conveniente da adottare. InIatti partendo dalla massima capacita in corrispondenza di
1 e rinunciando via via a percentuali di risorsa disponibile sempre piu grandi. si percorre
inizialmente un tratto di curva che e sub-orizzontale per cui a piccoli decrementi di corrispondono
grandi diminuzioni della capacita del serbatoio; cio equivale a dire che rinunciando a piccoli
beneIici diminuiscono considerevolmente i costi. Viceversa. superato il gomito. quest'andamento
s'inverte perche la curva diventa sub-verticale ed allora per ottenere signiIicative diminuzioni della
capacita. ossia signiIicativi abbassamenti dei costi. bisogna rinunciare ad alte percentuali di risorsa
disponibile.
Sul piano .W
sono spesso tracciate
anche delle curve
ricavate prevedendo la
possibilita che si veriIichi
qualche Iallanza. ossia
prevedendo che talvolta
non venga erogato il
quantitativo d'acqua
richiesta dall'utenza.
Queste curve sono
contraddistinte da un
parametro I. pari a zero
per la curva ricavata
mediante la metodologia
Iin qui descritta. e
maggiore di zero per le
altre. Il parametro I
indica. in percento.
l`erogazione che non si e potuta Iornire ossia la Iallanza dell`impianto. Ad esempio dalla curva a
parametro I0.1 si ricava la capacita da attribuire all'invaso per un dato grado di utilizzazione
assumendo il rischio di non potere Iornire il 10 dell`erogazione promessa all`utenza. ovvero che
questa erogazione puo essere garantita solo il 90 delle volte.
Le curve di possibilita di regolazione sintetizzano in un graIico un'inIinita di soluzioni
13
possibili al problema della regolazione dei deIlussi di un determinato corso d'acqua; la soluzione
del problema. ossia la capacita da attribuire al serbatoio. sara quindi il risultato di un compromesso
che derivera dalla valutazione dei costi e dei beneIici di ciascuna soluzione possibile.

4. IMPIANTI AD ACQUA FLUENTE


L'impianto ad acqua Iluente si realizza costruendo una traversa di derivazione (v. Iig. 6). Si
tratta di una piccola opera di sbarramento. per legge non deve inIatti superare l'altezza di 15 m. che
intercetta la corrente Iluviale. In tal modo il livello idrico in alveo si solleva ed e possibile cosi
derivare la portata attraverso una
soglia di sIioro ricavata sulla sponda
dell'alveo stesso a monte della
traversa. Naturalmente l'acqua
sIiorata e carica di materiale in
sospensione. percio prima
d'immetterla nel canale derivatore
che la conduce all'utilizzazione. essa
passa attraverso uno o piu bacini di
calma nei quali deposita il materiale
in sospensione.
Contrariamente a quanto
avviene per gli impianti a serbatoio
la portata che puo essere derivata dipende strettamente dalla portata che transita in alveo. non
essendoci in questo caso alcuna capacita regolatrice che consente di disconnettere il regime naturale
dei deIlussi dalla legge di erogazione.

14

5. TIPI Dl DIGHE

Una volta individuata la capacita da attribuire al serbatoio si puo passare al
dimensionamento della diga che dovra essere alta tanto da permettere d'invasare il volume
determinato. Cio potra essere Iatto realizzando diversi tipi di sbarramenti.
Una classiIica delle dighe e pubblicata nel regolamento dighe. legge dello stato. che
distingue due grandi categorie:
dighe murarie
dighe in materiali sciolti
a loro volta queste sono distinte nel modo seguente:
In Iig. 7 e riportata una diga ad arco. in Iig. 8 una diga a gravita. la Iig. 9 una diga a speroni ed
inIine in Iig. 10 e rappresentata la larga sezione di una diga in terra.
La scelta di un tipo di diga piuttosto che di un altro dipende dal tipo di terreno che s'incontra
nella stretta e dalla morIologia di questa. nonche dalla possibilita o meno di reperire in prossimita
del cantiere il materiale necessario alla costruzione dell`opera di sbarramento.
Ad esempio si scegliera di Iare una diga a volta solo se la sezione di sbarramento e piuttosto
stretta e se il terreno su cui deve sorgere il manuIatto ha ottime caratteristiche di resistenza
meccanica; inIatti una diga a volta resiste alla spinta dell'acqua scaricandola sulle sponde grazie
all'eIIetto arco. In caso contrario bisognera Iare una diga a gravita ossia un diga che resiste alla
spinta dell'acqua grazie al suo peso; essa si potra realizzare in muratura o. se si teme che il terreno
di Iondazione possa subire cedimenti diIIerenziali la si realizzera in terra. In entrambi i casi bisogna
vedere se nei pressi del cantiere ci sono cave che Iorniscano materiale idoneo.

DGHE MURARE
A GRAVTA' A VOLTA
A VOLTA O
SOLETTA CON
CONTRAFFORT
ORDNARE A SPERON AD ARCO A CUPOLA
AD ARCO
GRAVTA'
N MATERAL SCOLT
D TERRA OMOGENEA
D TERRA E/O PETRAME, ZONATA CON NUCLEO D
TERRA PER LA TENUTA
D TERRA PERMEABLE O PETRAME, CON MANTO O
DAFRAMMA D TENUTA D MATERAL ARTFCAL

15

5.1 Opere complementari di una diga

Una diga e sempre provvista di una serie di opere complementari. queste sono:
I'avandiga ed il canale di deviazione provvisoria
Io scarico di superIicie
Io scarico di Iondo
l'opera di presa
la vasca di dissipazione

L'avandiga ed il canale di
deviazione provvisoria sono i
manuIatti che devono essere costruiti
per primi e servono a mantenere il
cantiere all'asciutto allontanando le
portate ordinarie e non. che
naturalmente il Iiume continua a
convogliare durante il periodo di
costruzione dello sbarramento.
L'avandiga intercetta i volumi d'acqua
in arrivo e determina un sovralzamento
del pelo libero agevolando
l'intercettazione dei volumi da parte del
canale di deviazione; subito dopo
l'imbocco il canale di deviazione
provvisoria ha uno scivolo. quindi
comincia il vero e proprio canale.
realizzato generalmente in galleria e
proporzionato per potere smaltire. al piu.
portate di tempo di ritorno T 10. 20
anni. Naturalmente se si dovesse
veriIicare un evento di piena superiore a
quello di progetto. si subiranno i danni
derivanti dall'allagamento del cantiere.

Lo scarico di superficie e un
manuIatto che serve per allontanare i
volumi d'acqua in eccedenza di modo
che il livello d'acqua nell'invaso non
superi mai la quota di massima
ritenuta. questa si trova al disotto del
coronamento della diga di una certa quantita detta franco. Lo scarico di superIicie si dimensiona in
modo che sia capace di smaltire la portata di piena di tempo di ritorno T 5001000 anni perche il
cattivo Iunzionamento di questo manuIatto puo provocare danni grandissimi. La situazione piu
pericolosa si ha quando lo sbarramento di ritenuta e realizzato in terra. inIatti se lo scarico di
superIicie non riesce a smaltire tutto il volume d'acqua eccedente e il livello nel lago supera la quota
di massima ritenuta Iino ad annullare il Iranco. l'eventuale tracimazione del rilevato porterebbe alla
distruzione dell'intera opera e potrebbe causare anche la perdita di vite umane; ecco perche in questi
casi s'adottano i piu elevati valori del tempo di ritorno.
Gli sIioratori di superIicie possono essere incorporati nella diga (v. Iig. 11) oppure no (v. Iig. 12). in
16
questo caso s'aIIerma che sono posti in sede propria. La soglia di sIioro puo avere Iorme diverse:
calice. soglia rettilinea. becco d'anatra. margherita e puo anche essere realizzato con un siIone.

Lo scarico di fondo e un organo che serve a svuotare rapidamente l'invaso. I tempi di
vuotamento debbono essere valutati in
conIormita a quelle che sono le condizioni
dell'alveo a valle dell'opera. laddove devono
essere recapitati i volumi scaricati. In pratica
il tempo di svuotamento deve essere tale che
la massima portata che si veriIichera in
seguito all'entrata in Iunzione di questo
manuIatto sia compatibile con le dimensioni
dell'alveo a valle. Stabilito tale tempo. il
proporzionamento dello scarico di Iondo
consiste nel dimensionare la galleria di
scarico e le paratoie di intercettazione. che
sono rettangolari. Lo scarico di Iondo e
inIatti costituito da una galleria provvista
inizialmente di un'opera d'imbocco protetta
da una griglia grossolana; questa ha lo scopo
d'impedire che materiale galleggiante. quali barche. tronchi d'albero. ecc.. possano immettersi nello
scarico ed occluderlo. La galleria e in pressione Iino alla camera delle paratoie. a valle di questa la
corrente muove a superIicie libera (Iig.13). La manovra d'apertura e chiusura delle paratoie e
realizzata grazie a meccanismi e ingranaggi posti in una camera. detta appunto camera di manovra.
spesso questa si trova alla base del torrino di presa. Talvolta si utilizza per lo scarico di Iondo. la
galleria del canale di deviazione provvisoria che. una volta costruita la diga. non serve piu.


L'opera di presa e il manuIatto attraverso il quale e prelevata l'acqua dall'invaso per
Iornirla all'utenza. Essa e costituita generalmente da alcune bocche di presa. protette da una griglia.
poste a diIIerenti quote di modo che l'acqua possa essere sempre prelevata in prossimita della
superIicie libera per qualsivoglia condizione di invaso; le bocche sversano in una tubazione
verticale che corre all'interno del torrino di presa. giunta alla base. la tubazione s'immette nella
parte superiore della galleria a servizio dello scarico di Iondo nel tratto a valle delle paratoie dove la
corrente muove a superIicie libera. incravattata al cielo della galleria o poggiata su una soletta
17
opportunamente predisposta. In questo tratto
inIatti la portata eventualmente scaricata dallo
scarico di Iondo non occupa mai l'intera sezione
della galleria cosicche la parte superiore di
questa puo essere utilizzata per ospitare appunto
le condotte di presa

La vasca di dissipazione e un manuIatto
posto subito a valle dello scarico di superIicie e
dello scarico di Iondo. In esso avviene la
dissipazione di una parte dell'energia posseduta
dalla corrente eventualmente proveniente dai due
suddetti manuIatti di scarico. La corrente che
Iuoriesce da uno scarico di superIicie e. in minor
misura. quella che proviene da uno scarico di
Iondo e inIatti dotata di una notevole energia. per
comprendere cio basti pensare che. nel caso dello
scarico di superIicie. la portata scaricata e quella
massima di elevato tempo di ritorno e puo
assumere valore pari a migliaia di m
3
/s. per di piu
essa proviene dalla quota della soglia di sIioro.
corrispondente circa alla quota del coronamento della diga. e viene scaricata praticamente ai piedi
di questa; pertanto questa enorme portata ha un'energia potenziale data dall'altezza della diga stessa.
Si comprende allora che non e possibile immettere tali volumi d'acqua con tale energia direttamente
nel corso d'acqua a valle della diga
perche altrimenti produrrebbero
enormi danni al Iondo ed alle sponde
del Iiume stesso. Ecco che allora
occorre. prima della restituzione in
alveo. smorzare quest'energia in
eccesso.
La vasca di dissipazione e in genere a
sezione trasversale rettangolare. con il
Iondo orizzontale. Al suo interno
giunge la corrente veloce proveniente
dallo scarico. appositi dispositivi
determinano il veriIicarsi del risalto
idraulico. All'uscita della vasca la
corrente. ormai lenta. ha molto meno
energia perche e avvenuta una notevole
dissipazione nel risalto. essendo questo
accompagnato da notevole turbolenza.
18




6. VALUTAZIONE DELLA PORTATA Dl PIENA

Alcune opere di scarico presenti in un impianto a serbatoio o in un impianto ad acqua
Iluente. come pure la maggior parte delle opere idrauliche. sono dimensionate in modo da
convogliare una certa portata massima Q
max
. Se si veriIica una portata superiore a quella di
dimensionamento l'opera idraulica Iunzionera male e di conseguenza si veriIicheranno dei danni
che potranno essere di entita diversa a seconda dell'opera di cui si tratta. Allora il valore della
portata di dimensionamento dovra essere tanto piu elevato. ossia tanto piu improbabile. quanto
maggiori sono i danni conseguenti al cattivo Iunzionamento dell'opera.
DeIinito il tempo di ritorno T di un evento come il numero di anni in cui quellevento puo.
mediamente. essere raggiunto o superato una sola volta. si puo anche aIIermare che la portata di
dimensionamento sara quella relativa ad un tempo di ritorno T elevato (T500200 anni) per opere
il cui cattivo Iunzionamento provoca danni elevati o inaccettabili. e basso (T2050 anni) per opere
il cui cattivo Iunzionamento provoca danni modesti.

19
Per determinare la portata di piena si possono adottare diversi metodi:
Formule empiriche
Curva inviluppo
Formula razionale
Modelli di piena

I primi tre metodi consentono di ricavare solamente il valore della portata al colmo Q
max

mentre l'ultimo metodo. che ne comprende molti altri. permette di ricostruire tutto l'evento. ossia
l'idrogramma di piena. Si intende per idrogramma di piena l'andamento delle portate nel tempo in
occasione di un evento di piena. e chiaro inIatti che nell'alveo la portata non raggiunge
istantaneamente il valore Q
max
bensi si veriIica un graduale aumento della portata Iino al
raggiungimento del valore di picco dopo il quale la portata ridiscende gradualmente al valore
originario (Iig.14).
Le formule empiriche
sono Iormule dedotte partendo
dalle misure delle portate di
piena di alcuni bacini provvisti
di stazione idrometrica. Le piu
semplici sono state dedotte
ponendo in relazione la portata
massima con la superIicie del
bacino ottenendo inIine Iormule
del tipo:
Q
max
I(S)
Altre. piu accurate Ianno
intervenire anche la pioggia P:
Q
max
I(S.P)
in entrambi i casi pero. per un dato bacino. si ottiene un solo valore di portata al colmo: il principio
probabilistico prima descritto e qui totalmente ignorato e qualsiasi opera idraulica sarebbe
dimensionata in base ad uno stesso valore di portata massima.
Per avere diversi valori di portata in Iunzione del grado di rischio che s'intende assumere
sono state proposte Iormule empiriche che tengono conto anche del tempo di ritorno T:
Qmax I(S.P.T)
Tutte queste Iormule hanno il grosso vantaggio di Iornire rapidamente un valore della
portata al colmo ma. se usate impropriamente. possono condurre ad errori di stima veramente
grossolani. Queste Iormule. che si possono ritrovare nei manuali d'idrologia o nel manuale
dell'ingegnere. vanno inIatti utilizzate ponendo attenzione alla regione climatica per la quale esse
sono state dedotte: una Iormula ricavata partendo da valori della portata al colmo di bacini alpini
puo essere utilizzata correttamente solo su bacini alpini e. se la si applica ad un corso d'acqua
siciliano. conduce a valori estremamente elevati.

La curva inviluppo e una curva pubblicata dal Servizio IdrograIico Italiano regione per
regione. Essa e riportata su un piano cartesiano di coordinate S.

ed e ottenuta inviluppando i
punti relativi ad eventi di piena veriIicatisi nella regione in oggetto. Tutte le volte che si
veriIica un evento nuovo. viene riportato sul diagramma il punto corrispondente alla portata
registrata. se questo nuovo punto cade nella regione del piano che si trova al di sotto della curva.
allora la curva non necessita di essere aggiornata. se invece il punto cade nella regione del piano
che si trova al di sopra della curva. allora la curva viene aggiornata sostituendola con una nuova
curva. piu alta della precedente e che mantiene tutti i punti. compreso l'ultimo. al di sotto di essa
(Iig.15).

20

La formula razionale ha un campo di
validita assai limitato essendo applicabile
solamente a bacini piccoli. ossia a bacini la cui
estensione e inIeriore a 10 km
2
. essa

ha
l`espressione:
6 , 3
na
S C
O
n
=
il termine 3.6 serve a raccordare le unita di misura
essendo
Q
max
|m
3
/s|
i
m
|mm/h|
S|km
2
|
4

Il coeIIiciente d'aIIlusso C esprime
sinteticamente l'aliquota di pioggia che
eIIettivamente si trasIorma in deIlusso. Esso
dipende soprattutto dalla permeabilita e dalla
copertura vegetale del bacino ma varia anche in
Iunzione del tempo di ritorno dell'evento che si sta
considerando: si considerino due eventi meteorici.
uno relativo ad un basso valore del tempo di
ritorno h
100
50 mm ed un altro relativo ad un piu elevato tempo di ritorno h
1000
120 mm.
supponendo che in entrambi i casi si raggiunga la massima capacita d'assorbimento del terreno.
ossia che si inIiltri tanta acqua da saturare il terreno. supponendo che il volume corrispondente alla
massima capacita di assorbimento corrisponda a 20 mm. il coeIIiciente di aIIlusso nei due casi
risultera:
120
100
;
50
30
1000 100
= = C C
e pertanto
100 1000
C C > .


Per valutare i coeIIicienti di aIIlusso si Ia riIerimento ai valori proposti da LOTTI riportati
nella seguente tabella.

Valori del coeIIiciente di aIIlusso secondo Lotti per T100 anni
TIPO DI TERRENO
bassa
densita di copertura vegetale
alta
densita di copertura vegetale
impermeabile 0.85 0.77
debolmente permeabile 0.70 0.60
permeabile 0.55 0.50

questi valori sono relativi al tempo di ritorno T100 anni. Per valutare i coeIIicienti C relativi ai
tempi di ritorno inIeriori a 100 anni s'adotta la Iormula:
2 . 0
100
)
100
(
T
C C =
nella quale si e indicato con C
100
il coeIIiciente di aIIlusso proposto da Lotti per tempo di ritorno
pari a 100 anni.

4
Talvolt, per bacini piccolissimi, la superfice espressa in ettari ed allora il numero a denominatore diventa
360
Fig. 15 - Curva inviluppo dei contributi
unitari di piena
0
5
10
15
20
25
0 500 1000 1500
S [km
2
]
Q
/
S

[
m
3
/
s
`
k
m
2
]
21
Per i piu alti valori del tempo di ritorno lo stesso Lotti propone dei valori diversiIicati solo
in base alla permeabilita del bacino. dato che in questi casi. la precipitazione e cosi abbondante che
l`azione esercitata dalla vegetazione e praticamente ininIluente:

Valori del coeIIiciente di deIlusso secondo Lotti per T~500 anni.
TIPO DI TERRENO T500 anni
impermeabile 0.90
debolmente permeabile 0.90
permeabile 0.70

L'intensita di precipitazione i
m
e un valore medio dedotto dalla curva di probabilita
pluviometrica di dato tempo di ritorno T
i
m
a
T
d
n-1
valutata per una durata d pari al tempo di corrivazione
c
del bacino. Questa intensita di
precipitazione si ipotizza costante per tutta la durata dell`evento. pertanto lo ietogramma e di tipo
rettangolare. d`altronde. trattandosi di piccoli bacini. il tempo di corrivazione risulta sicuramente
inIeriore all`ora pertanto l`ipotesi di intensita costante durante l`evento risulta accettabile.
Nonostante la Iormula razionale Iornisca solo il valore della portata al colmo. si puo immaginare
che l`idrogramma di piena abbia l`aspetto illustrato in Iig. 16. ossia triangolare con il colmo in
corrispondenza del tempo
c
e durata 2
c
.

I modelli di piena sono dei
modelli matematici che consentono.
con le dovute sempliIicazioni. di
ricostruire l`evento di piena
conseguente ad un determinato evento
di pioggia.. Generalmente ad una
maggiore complessita del modello
corrisponde una maggiore aIIidabilita.
anche se talvolta un modello troppo
complesso non apporta eIIettivi
miglioramenti nella ricostruzione del
Ienomeno. mentre apporta un aumento
notevole di diIIicolta
nell`implementazione. A questo
proposito va tenuto in conto che i dati di partenza sono sempre misure di pioggia e caratteristiche
del suolo. aIIetti da un inevitabile errore di stima.

I modelli piu diIIusi sono due:
il metodo della corrivazione
il metodo dell'invaso

Il primo metodo e anche detto cinematico perche studia il Ienomeno della trasIormazione
degli aIIlussi in deIlussi di piena considerando solo il trasIerimento della massa liquida dai punti in
cui essa raggiunge il terreno. per eIIetto della pioggia. Iino alla sezione di chiusura del bacino.
Il metodo dell'invaso invece tiene conto del Iatto che la massa liquida riempie la rete idrica
e la portata deIluente e Iunzione del grado di riempimento della rete.


Fig. 16 - Idrogramma di piena
0
0,5
1
1,5
2
2,5
0 0,5 1 1,5 2 2,5
t [ore]
Q

[
m
3
/
s
]

c 2
c
Q
max