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Idrologia e Misure idrauliche

LAcqua
La disponibilit di acqua sulla Terra ammonta a circa 1.4 109 km 3 ripartita: - per il 97.2% nelle masse oceaniche; - per il 2.15% nei ghiacci (antartide, artide e ghiacci perenni sui massicci montuosi); - per lo 0.6% nel sottosuolo, di cui il 50% rintracciabile nei primi 700m di profondit nella crosta; - per lo 0.02% in quelle che si definiscono acque superficiali, ossia fiumi e laghi; - per lo 0.001% in atmosfera sotto forma di vapore acqueo o goccioline.

Ciclo idrologico
Gli scambi tra le componenti dellidrosfera possono essere ben rappresentati nel diagramma seguente:
traspirazione
ATMOSFERA

evaporazione precipitazione

OCEANI

precipitazione evaporazione
VEGETAZIONE
TERRE EMERSE

scorrimento
CORPI IDRICI CONTINENTALI

GHIACCI

esfiltrazione

infiltrazione

SOTTOSUOLO

Possiamo notare come latmosfera sia il principale agente della dinamica degli scambi tra le varie componenti. La Terra infatti soggetta, dal punto di vista idrologico: - allENERGIA SOLARE, che permette i processi di evaporazione, traspirazione e precipitazione; - al CAMPO GRAVITAZIONALE, che permette i processi di precipitazione e scorrimento o deflusso superficiale; - alla CAPILLARIT dei terreni e delle rocce, che permette linfiltrazione e lesfiltrazione. Per lanalisi di questi processi idrologici possiamo usare due diversi approcci:
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consideriamo le quantit coinvolte negli scambi mediante lEQUAZIONE DI BILANCIO, dove possiamo tradurre la conservazione delle masse in conservazione dei volumi, vista che possiamo considerare lacqua un fluido a volume specifico costante; avremo cos lespressione analitica V Qi = t considerare il singolo processo idrologico per valutarne i rapporti di causa ed effetto al fine di prevenirne lo svolgimento e le quantit coinvolte (IDROLOGIA DINAMICA) A titolo di esempio, consideriamo lequazione di bilancio per la superficie terrestre in un V anno solare1, riferendoci ai volumi per unit di superficie h = : A
Terre emerse (30% )
31 scorrimento 13 precipitazione 72 41 evaporazione

Atmosfera
precipitazione 112 125 evaporazione

Oceani (70% )

N.B.: Va notato che i 31cm di scorrimento nelle terre emerse diventano i 13cm negli oceani per la diversa estensione delle due superfici.

Possiamo dire che la precipitazione totale sulla superficie terrestre, pesata in funzione delle estensioni di terre emerse ed oceani, di circa 1m . Il volume totale scambiato sar quindi 1 10 3 5 108 = 500000km3 , mentre latmosfera contiene mediamente 1.4 10 4 km 3 di acqua.

Bacini imbriferi
Nonostante torrenti di montagna, canali e fiumi appartenenti allo stesso territorio abbiano nomi diversi, dati nellantichit dagli abitanti o dagli esploratori, costituiscono tutti lo stesso bacino. In una visione pi ampia, il BACINO IDROGRAFICO o imbrifero la porzione di territorio che raccoglie e convoglia lacqua verso un PUNTO DI RACCOLTA, che solitamente il grande fiume. Ogni bacino idrografico definito, oltre che dal punto di raccolta, dalla SEZIONE DI CHIUSURA. I bacini idrografici hanno solitamente una forma ramificata, detta DENDRITICA per lanalogia con laspetto delle foglie, e possono essere rappresentati da una geometria frattale di dimensione 2. In ogni caso la FORMA di un bacino dipende soprattutto dalla sua genesi geologica. Il moto delle acque determinato essenzialmente dalla gravit, almeno per quanto riguarda i canali di convogliamento delle acque, secondo il gradiente del potenziale gravitazionale. Definendo tutti i luoghi dei punti tali che z > z0 , dove z0 la quota della
Possiamo supporre che in un anno solare, vista la ciclicit delle stagioni, il bilancio totale delle quantit scambiate rimanga costante.
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sezione di chiusura, possiamo determinare lAREA CONTRIBUENTE del bacino imbrifero. Per effettuare questa operazione dal punto di vista topografico procediamo in due fasi: - tracciamo il canale principale ed i vari affluenti; - definiamo le LINEE SPARTIAQUE, ossia i punti di massimo della quota, che vengono solitamente a coincidere con i punti di massima curvatura delle linee di livello. Attualmente questo tipo di analisi velocemente realizzabile per mezzo di molti software commerciali che si basano su modelli DEM (digital elevation model), su immagini vettoriali o raster o sui complessi modelli DTM (digital terrain model). Lobiettivo di un accurato studio sui bacini imbriferi molto importante per la GESTIONE della risorsa idrica e per la DIFESA dalle catastrofi naturali. A tal fine si usano i seguenti parametri: lAREA2 della superficie del bacino imbrifero, solitamente calcolata in proiezione ortogonale, ossia senza tener conto della superficie di versante; varie LUNGHEZZE, quali: - la lunghezza dellasta principale; - la distanza tra la sezione di chiusura ed il punto pi distante dalluscita; - la distanza, lungo lasta fluviale, del punto pi a monte del bacino; - la lunghezza del bacino3; - il perimetro del bacino; alcuni FATTORI ADIMENSIONALI, quali: - le pendenze dei singoli canali; - le acclivit4, ossia le pendenze dei versanti; Z la DENSIT DI DRENAGGIO DD = , dove Z = li la somma delle lunghezze dei AB singoli canali del bacino. Nella definizione di un bacino idrografico, oltre a questi parametri fisici, sono molto importanti anche le considerazioni geologiche: ogni bacino nasce infatti dal contrasto tra lorogenesi e lazione erosiva e disgregativa degli eventi meteorologici, e lo studio della GENESI geologica del bacino ci permette di capirne le potenzialit di evoluzione nel territorio e, quindi, di prevedere gli effetti di tale evoluzione.

Precipitazione
Dinamica della precipitazione
Nelle nuvole troviamo acqua: - allo stato liquido in forma di minuscole goccioline che sono osservabili ad occhio nudo; - allo stato solido in forma di cristalli di ghiaccio;
In base allarea, distinguiamo tra piccoli bacini ( AB < 100km ), medi bacini ( 100km < AB < 10000km ) e
2 2 2

grandi bacini ( AB
3 4

> 10000km 2 ).
z , delle quali faremo poi la media al fine di l

Di questa misura esistono varie espressioni, riferite ai singoli autori dei testi di Idrologia Tecnica. Le linee di massima pendenza sono ortogonali alle curve di livello, e quindi la distanza planimetrica tra

due curve di livello di daranno le pendenze locali iV = calcolare la pendenza del versante. Paolo Martinis - madchild.it

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allo stato gassoso in forma di matrice di vapore saturo, che trasparente e quindi non osservabile ad occhio nudo. La precipitazione delle gocce dacqua allo stato liquido dovuto alla condensazione dellaria umida attorno a nuclei preesistenti: in questo modo il peso delle gocce aumenta e lequilibrio della gravit si rompe. La condensazione dellaria permessa dal raffreddamento, attuato attraverso tre meccanismi fondamentali: - il raffreddamento ciclonico, ossia il contatto fra masse daria pi fredde e masse daria pi calde; - leffetto orografico, in quanto c un gradiente di temperatura lungo la verticale al suolo terrestre, visto che il terreno pi caldo dellaria; - il meccanismo convettivo, ossia il rimescolamento dellaria che, a contatto con una superficie calda, tende a dilatarsi e sollevarsi, spingendo laria soprastante e lasciando spazio ad altra aria sottostante.

Raffreddamento ciclonico
La causa di tutti i moti interni dell'atmosfera l'ineguale riscaldamento della superficie terrestre a opera della radiazione solare: le zone equatoriali sono infatti sottoposte a un riscaldamento assai pi prolungato e intenso di quello a cui sono soggette le regioni polari. In risposta alle differenze di temperatura che risultano da questa disparit di insolazione del globo, latmosfera interessata da un continuo e complesso meccanismo di circolazione che tende a trasferire calore dalle basse latitudini verso i poli. Alle medie e alte latitudini la circolazione atmosferica caratterizzata da cicloni e anticicloni migranti. Questa circolazione, quasi ovunque, procede da ovest a est (per questo si parla di venti occidentali): la sua velocit aumenta con la quota, fino a raggiungere un massimo intorno a 13km di altitudine, con velocit medie che superano i 160km/h.

Il raffreddamento ciclonico avviene grazie alle differenze di pressione presenti in atmosfera cui si associa una circolazione in senso antiorario5 per effetto dellaccelerazione di Coriolis. Chiamiamo CICLONE il nucleo di bassa pressione attorno al quale le due masse di aria tendono a ruotare in senso antiorario. Laria calda pi leggera, ed ha quindi minor quantit di moto e minor spinta; si sposta poco e tende cos a scivolare sopra laria fredda, tendendo a condensare nel contatto. Lungo i cosiddetti FRONTI CALDI avremo cos precipitazioni estese di lunga durata e bassa intensit, con nuvole basse in quanto non si ha un grande sviluppo verticale. Per quanto riguarda invece i cosiddetti FRONTI FREDDI, avremo superfici di contatto tra aria calda e aria fredda pi estese in verticale che nel piano, e che daranno quindi origine a precipitazioni pi intense perch provenienti da nuvole pi alte. Nellosservazione del meccanismo possiamo operare a tre diverse scale: - la scala SINOTTICA, che considera estensioni tra i 1000 ed i 10000km, consentendo di osservare lintero ciclone; - la MESOSCALA, che considera estensioni tra i 100 ed i 1000km e ci permette di osservare la distribuzione delle piogge; - la MICROSCALA, che considera estensioni tra 1 e 100km e ci permette di osservare le cosiddette celle di precipitazione o celle di pioggia, ossia zone dove piove con maggiore intensit.

Effetto orografico
Le masse di aria che sorvolano i mari hanno tempo di saturarsi grazie allevaporazione delle masse di acqua sottostanti. Procedendo verso linterno, le masse di aria devono
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Nel nostro emisfero. Idrologia e misure idrauliche - 4

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rallentare per il contatto con le catene montuose e cos, raffreddandosi, scaricano piogge intense e di lunga durata che esauriscono la potenza delle nuvole. In riferimento al Mar Adriatico, ad esempio, le masse di vapore si esauriscono quasi completamente sulle montagne italiane, cos arrivando in Austria le nuvole non possono pi produrre piogge.

Effetto convettivo
Un esempio di effetto convettivo locale quello delle pareti di roccia: si riscaldano molto velocemente per effetto della radiazione solare, e trasmettono il calore allaria umida presente sulla superficie, che si espande e si innalza. Il vuoto creato da questultima richiama altra aria umida dal basso, che subisce lo stesso trattamento e, cos, il meccanismo si autoalimenta. Sul getto di aria convettiva che sale si ha un raffreddamento rapido, che crea nuvole con particelle piuttosto grosse le quali, cadendo, incontrano le gocce presenti nellaria umida: si ha cos il tipico temporale estivo con gocce molto grosse.

Misure di pioggia
Pluviometro
Lo strumento pi utilizzato per le misure di pioggia il pluviometro, ossia un imbuto che capta lacqua precipitata e la raccoglie in un recipiente dove viene misurato il volume di pioggia V p . La superficie di captazione sar il diametro dellimbuto As e laltezza dacqua . La registrazione dei valori di pioggia costante, ad esempio con una As bilancia che misura il peso dellacqua oppure con un sistema galleggiante dotato di punta scrivente che ci d il diagramma orario della precipitazione. Il problema di oltrepassare la capacit del recipiente superato da un sistema a bascula. Fino al 2002 i dati erano raccolti dal Servizio Idrografico Nazionale del Genio Civile , che si serviva di pluviometri: - con unarea di captazione As = 0.1m 2 = 10dm 2 ; - con bascule di capacit 2cl , per cui ad ogni scatto corrispondevano 0.2mm di pioggia caduta; - posti in una zona aperta e priva di ostacoli, con una altezza della bocca dal suolo di circa 2m ; - che registravano i valori di pioggia su di una striscia di carta cambiata mm settimanalmente che scorreva su di un tamburo con una velocit di 2 alla h periferia; e che pubblicava gli Annali Idrologici, costituiti da: - una prima parte che riportava i dati termometrici e pluviometrici; - una seconda parte che riportava i dati idrometrici (altezze dellacqua nei canali), di portata (bilanci idrologici a scala di bacino) e freatimetrici (altezze delle falde freatiche). A partire dal 2002 i dati sono invece gestiti da servizi regionali, che possono utilizzare strumenti diversi. Un giorno considerato piovoso se caduto almeno 1mm di pioggia tra le 9.00 del mattino e le 9.00 del giorno successivo. sar quindi h =

Vp

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Afflusso al bacino
Al fine di conoscere il volume di acqua riversata sul bacino idrografico in un certo periodo di tempo possiamo utilizzare vari metodi di elaborazione dei dati provenienti dai pluviometri. Il primo metodo, detto di MISURA PUNTUALE, quello di tracciare delle curve, dette ISOIETE, che collegano i pluviometri con uguale intensit di pioggia. Il secondo metodo, detto di KRIGING, usa gli interpolatori stocastici al fine di minimizzare lincertezza delle misure: si parte dallassunto che con la maggiore lontananza dal pluviometro avr maggiori incertezze sul valore reale dellintensit di pioggia. Il terzo metodo detto dei TOPOIETI: ad ogni punto P del bacino assegniamo unaltezza di pioggia pari alla misura del pluviometro pi vicino: hP = hi P AB , i | PPi = min( PPj )j e potremo cos calcolare il volume affluente al bacino in base alle sottoaree definite dai pluviometri: VAB = hi Ai

Radar meteorologico
Il radar meteorologico uno speciale tipo di radar che pu visualizzare la presenza di gocce dacqua in atmosfera, utilizzato soprattutto per conoscere la distribuzione spaziale delle precipitazioni. Il raggio tipico di scansione di 100km 2 con una risoluzione di km 2 km 2 2 1 , mentre pu essere di 200km con una risoluzione di 2 . La limitazione pixel pixel fondamentale che questo strumento, a differenza del pluviometro che definiva delle altezze dacqua, pu definire unicamente lintensit della pioggia secondo tre classi: poco, tanto o tantissimo.

Evapotraspirazione
Levaporazione il meccanismo di passaggio dellacqua in atmosfera a partire da specchi dacqua libera o dai pori del terreno. La dinamica consiste: - nel passaggio di stato liquido-vapore; - nellallontanamento dal terreno con la DIFFUSIONE (lallontanamento avviene con il mezzo ambiente fermo) o la DISPERSIONE (lallontanamento avviene a causa dei moti del fluido ambiente). La traspirazione consiste nello stesso passaggio, per il tramite di organismi vegetali.

Note
Al vapore acqueo possiamo applicare la legge dei gas ideali: pv = RT e = v RvT dove e la tensione di vapore; R Rv = la costante specifica del vapore acqueo; Mv J la costante universale dei gas ideali. R = 8314 kmolK
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Supponendo anche laria secca un gas ideale possiamo anche dire che R = MR , dove R la costante specifica dellaria secca ed M la massa molecolare dellaria secca; possiamo quindi affermare che: M e = v RT = 1.61 v RT Mv Da questultima espressione possiamo ricavare la formula per lumidit assoluta: e v = 0.622 RT La densit della miscela aria umida (aria secca e vapore acqueo) sar minore della densit dellaria secca ed avr espressione: pe e p 0.378e m = + v = + 0.622 = RT RT RT La pressione di saturazione (espressa in mb = hPa ) sar invece: es = 6.11 0.61t * t detta temperatura di rugiada ed espressa in C. dove t * = e 1 0.378 p In base a questa espressione possiamo utilizzare lo PSICROMETRO per valutare la tensione di vapore, ossia uno strumento costituito da due termometri che valutano le temperature di bulbo secco e bulbo bagnato6. La relazione comunemente usata : e p = 1 0.00066 ( tbs tbb )(1 + 1.146tbb ) es es

Evaporazione
Per il calcolo dei volumi dacqua che evaporano si possono utilizzare due diversi approcci: considerare microscopicamente il processo come una diffusione di vapore sopra una superficie, ricorrendo alle I legge di Fick: de E = k dz considerare macroscopicamente il bilancio di energia su di un intero corpo idrico:

Uno strumento pratico molto usato per valutare levaporazione su corpi idrici estesi lEVAPORIMETRO, costituito fondamentalmente da una tinozza posta sul corpo idrico e mantenuta al livello del pelo libero circostante: in base ai flussi in entrata nella tinozza possiamo valutare lacqua evaporata.
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Vedi i miei appunti di Fisica Tecnica, capitolo Aria umida. Idrologia e misure idrauliche - 7

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Traspirazione
I motori del flusso di acqua7 allinterno delle piante sono: - lOSMOSI, ossia il fenomeno di diffusione che interessa due soluzioni miscibili di diversa concentrazione separate da una membrana, per quanto riguarda lo scambio alle radici, contenenti acqua con salinit maggiore di quella nel terreno; - la CAPILLARIT, ossia linnalzamento o abbassamento del livello di un liquido in tubi di diametro assai ridotto dovuto alla maggiore intensit delle forze di adesione tra il liquido e il solido rispetto alle forze di coesione tra le molecole del liquido, per quanto riguarda i pori delle foglie. Il calcolo dei flussi scambiati mediante traspirazione sono difficilmente prevedibili, in quanto il fenomeno: - gestito dalla pianta; - dipende fondamentalmente dallumidit del terreno. Per tali motivi teniamo conto della traspirazione nel calcolo dellevapotraspirazione potenziale (ETP), ossia quella che si avrebbe se la pianta avesse a disposizione tutta lacqua che gli serve. Per il calcolo abbiamo due formule fondamentali: la formula di Thornthwaite, che porta a valori di scambio mensili, espressi in mm o mm/mese:
10Tm ETP = 16 kt dove Tm la temperatura media nell m -esimo mese t = m m 11 5 a = 6.75 10 7 3 7.71 10 5 2 + 1.79 102 + 0.4924 kt un parametro di correzione (tabellato in funzione di latitudine e mese) che dipende dalla radiazione solare media la formula di Penman, che porta a valori di scambio giornalieri, espressi in mm o mm/gg: H 0.27 E ETP = 0.27 dove E = 0.35es (1 r )(1 + 0.0061w )
m 1.514 a

r=

e lumidit relativa es w il vento sfilato8 in un giorno allaltezza di 2m, espresso in km

des ricavabile da grafici (allegato 1) dT 0.5 H = W (1 )( 0.18 + 0.55S ) B 0.56 0.092 ( es r ) ( 0.10 + 0.90S ) B un coefficiente tabellato (allegato 2)

Le piante pi grandi arrivano a contenere un potenziale di 150m di colonna dacqua, pari a 15atm. Ossia lo spazio percorso dal vento (il prodotto tra la velocit del vento ed il tempo); se i rilevamenti sono log 2 stati condotti ad una quota z diversa da 2m, possiamo usare la formula w = wz . log z
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W lintensit, a met mese, della radiazione solare su di una parete orizzontale, ricavabile da opportune tabelle S la percentuale di sole nellarco della giornata il rapporto tra superfici riflettenti ed opache

delta

B di Penman

k di Thornthwhite

W di Penman
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Infiltrazione
Lacqua precipitata pu raggiungere il suolo: - direttamente; - mediante la percolazione lungo il tronco dellalbero, una volta superata la capacit di intercettazione della vegetazione. Procedendo nel terreno verso il basso troviamo: - un primo strato molto permeabile; - un secondo strato dove abbiamo sia infiltrazione per gravit che risalita per capillarit, in quanto lacqua tende a riempire i meati pi piccoli; - una piccola fascia semisatura per la risalita capillare dalla falda; - la falda freatica, completamente satura. La quantit dacqua che si infiltra dipende dalle caratteristiche della SUPERFICIE e del SUBSTRATO. Per la misura delle quantit dinfiltrazione possiamo usare lINFILTROMETRO, ossia un dispositivo composto da due tubi concentrici infilzati nel terreno poroso e riempiti dacqua: il tubo interno (diametro D0 ) serve per misurare i flussi dinfiltrazione, quello esterno serve a confinare linfiltrazione nel tubo interno in una sola direzione9. Detta Qi la portata in ingresso nel tubo interno, possiamo calcolare lINTENSIT DI INFILTRAZIONE come: Qi f = D02 4 Tale intensit non sar costante nel tempo, ma seguir una funzione definita dalle condizioni iniziali del terreno. Nel caso di un terreno inizialmente secco avremo la funzione di Horton, riportata in figura, che ha la forma:
f = f + ( f0 f ) e
t k

Per un suolo tipico avremo i valori: mm f 0 50 150 h mm f 5 20 h k 0.2 1h

Con un solo tubo, infatti, lacqua si disperderebbe secondo un cono. Idrologia e misure idrauliche - 10

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Ruscellamento
Tutta lacqua precipitata viene infiltrata fintantoch lintensit di pioggia j inferiore allintensit di infiltrazione f . Quando invece abbiamo j > f , la parte dacqua j f pu ristagnare sul terreno o, se la superficie acclive, accumularsi negli invasi, muovendosi secondo la pendenza locale del terreno i f . Questa visione costituisce il MECCANISMO
HORTONIANO di genesi del deflusso superficiale, comunemente chiamato RUNOFF nella letteratura inglese. Il runoff contribuisce molto velocemente al riempimento degli invasi: in un tipico idrogramma possiamo distinguere infatti: il CONTRIBUTO RAPIDO, dovuto alla sequenza pioggiaruscellamento canale, che determina in modo consistente la formazione dellonda di piena; il DEFLUSSO DI BASE, dovuto alla sequenza pioggiainfiltrazione trasporto in faldarisorgiva canale. Una forma alternativa per tener conto del ruscellamento il MECCANISMO AD AREA CONTRIBUENTE ALLA DUNNE, che calcola la quantit di acqua che ruscella con il coefficiente A di afflusso = c , dove Ac larea contribuente e Ab larea del bacino. Nellarea Ab contribuente supponiamo che tutta lacqua precipitata ruscelli, e quindi avremo f = 0 ; nella rimanente area Ab Ac supponiamo invece che tutta lacqua si infiltri nel terreno, e quindi avremo j < f . Pertanto laltezza totale di acqua precipitata nel bacino jAb sar ripartita: - in acqua infiltrata nel terreno per la quantit j ( Ab Ac ) = jAb (1 ) ;

- in acqua che ruscella per la quantit jAc = jAb . Il valore di dipende dalla tipologia delle superfici del bacino; ad esempio per un bacino in ambito urbano avremo = 0.7 0.95 per le zone in cui ci sono molti tetti e = 0.05 per parchi e giardini. Il coefficiente di afflusso generale per il bacino sar poi la media pesata dei coefficienti delle varie zone.

Note di idraulica fluviale10


Lo studio dei moti dellacqua nei canali molto complessa, a meno di effettuare alcune importanti semplificazioni: trascuriamo gli scambi laterali per filtrazione ed esfiltrazione, in quanto avvengono a velocit molto basse; ignoriamo i flussi elicoidali che producono vortici distribuiti (causa ed effetto della forma del canale) e localizzati (dovuti ad elementi immersi o a brusche variazioni della sezione);

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Vedi anche i miei appunti di Idraulica, capitolo Moto nei canali. Idrologia e misure idrauliche - 11

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consideriamo le sezioni normali al flusso come sezioni verticali, in virt della debole pendenza dei canali; consideriamo parallele le traiettorie dei filetti fluidi, ossia definiamo una distribuzione idrostatica di pressione lungo la verticale; In virt di queste semplificazioni possiamo definire per il canale uno schema di moto monodimensionale (la componente principale di velocit quella lungo lasse) e un carico piezometrico costante lungo una sezione verticale.

Confronto con le correnti in pressione


A differenza di quanto accade con le correnti in pressione: - non conosciamo a priori larea della sezione trasversale, che varia fondamentalmente in funzione dellaltezza del pelo libero11; - non vale il metodo di costruzione grafica delle linee del carico piezometrico e dellenergia, che possono non essere parallele. In analogia con le correnti in pressione, invece: dz - possiamo avere canali in contropendenza, ossia tali che i f = f > 0 ; dx dH - la linea del carico totale sempre obliqua verso il basso ( < 0 ), a causa delle dx dissipazioni legate allattrito. In riferimento alla figura, abbiamo le espressioni: Q = ( v n ) d = u

u=

1 1 ( v n ) d = vd 1 v2 u2 K= d = 2g 2g

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Ovviamente avremo anche variazioni della sezione dovute al trasporto solido o allerosione. Idrologia e misure idrauliche - 12

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dove la sezione bagnata u la velocit media nella sezione K il carico cinetico il coefficiente correttivo di Coriolis (carico piezometrico) h = y + zf

H = y + zf + K = y + zf + E = y + K = y + u2 2g

u2 2g

(carico totale) (carico specifico)

Condizioni di moto uniforme


Il moto uniforme nei canali consiste nelle condizioni: u ( x, t ) = u x , t

y ( x, t ) = y

x , t

Tali condizioni sono realizzabili solamente negli alvei cilindrici12, ossia quelli dove: - le generatrici sono parallele; - le sezioni sono tutte uguali; - non si hanno variazioni di pendenza; - lasse rettilineo. Quando il moto uniforme la trattazione della dinamica dei moti molto semplificata, poich la velocit media u funzione della sola altezza del pelo libero, considerato che lecito dire che la velocit non dipende dal numero di Reynolds, generalmente molto elevato. La relazione u = u ( y ) espressa in varie maniere:

la formula di CHEZY u = Ri f dove il coefficiente di scabrezza di Chezy R= il raggio idraulico p p il perimetro bagnato che diventa generalmente u = yi f poich gli alvei dei fiumi sono generalmente larghi e rettangolari; la formula di CHEZY ADIMENSIONALE u = C gRi f la formula di GAUCKLER-STRICKLER

u = kS R 3 i f 3
dove k S la costante di Gauckler-Strickler13 che parte dalla considerazione che dipende dal raggio idraulico;
Nonostante ci, nella pratica generalmente si effettua una forte approssimazione assumendo i moti nei corsi dacqua come uniformi. 13 Valori comunemente usati di k : 60 per il cemento lisciato; 35 45 per alvei alluvionali regolari; 15 20 s
12

per alvei ingombri e tortuosi. Paolo Martinis - madchild.it Idrologia e misure idrauliche - 13

la formula di MANNING 1 2 1 u = R 3i f 3 n che altro non che la formula di Gauckler-Strickler con n =


1 . kS

Misure di Portata
La misura di una portata che scorre in un canale pu essere effettuata: - direttamente, misurando la velocit media dellacqua in una sezione; - indirettamente, misurando laltezza del pelo libero; supponendo il moto uniforme e conoscendo comunque a priori: - la geometria della sezione; - il valore di stima delle costanti di Chezy o di Gauckler-Strickler.

Misure indirette
Le misure indirette di portata, come detto, consistono nella misura delle quote del pelo libero, effettuate anchesse direttamente o indirettamente mediante: - delle aste graduate poste direttamente in alveo; - un tubo in pvc immerso in un pozzo affiancato al corso dacqua e collegato con lalveo: in questo modo si evitano le perturbazioni ed possibile predisporre un sistema di registrazione continua delle variazioni di quota; - un bulbo immerso in una posizione fissa nellalveo, che registra le variazioni di pressione dalle quali possiamo ricavare le differenze di quota; - una bombola di gas che insuffla in un tubo con lestremit immersa in acqua: il sistema tarato per produrre sempre bolle di gas visibili allesterno, e quindi le differenze di pressione permetteranno, come nel caso precedente, di ricavare le quote. Queste misure sono molto semplici (e molto usate) dal punto di vista pratico, ma sono anche scarsamente precise, soprattutto nel lungo periodo per le modifiche alla sezione provocate dalle piene. Per ridurre gli errori vanno quindi integrate con saltuarie misure dirette.

Misure dirette
Le misure cosiddette dirette della portata consistono fondamentalmente in: - misure puntuali di velocit; - misure della diluizione di un tracciante nel tempo; - inserzione di uno stramazzo e misura del battente dacqua. Le MISURE PUNTUALI DI VELOCIT sono effettuate con anemometri a mulinello, semplici o autodirezionanti nel verso della corrente, su 2 o 3 punti per diversi assi verticali sulla v + v0.8 H per ogni asse verticale i , stessa sezione. Nel caso di due misure abbiamo vi = 0.2 H 2 v + 2v0.6 H + v0.8 H mentre nel caso di tre misure avremo vi = 0.2 H . La velocit media nella 4 sezione sar poi ricavata eseguendo una media pesata in due maniere:

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possiamo assegnare la velocit vm ,k =

verticali i ed i + 1 ; possiamo assegnare la velocit vi = vk alla k esima area che ha i come asse.

vi + vi +1 alla k esima area racchiusa tra gli assi 2

Le MISURE DELLA DILUIZIONE DI UN TRACCIANTE14 NEL TEMPO sono fondamentalmente di due tipi: - il primo metodo parte dalla considerazione che, se il rimescolamento del tracciante nellacqua completo, avremo la relazione: C Qcanale = qtracciante iniziale C prelievo il secondo metodo parte dallassunto che, dopo liniezione di un certo volume V di tracciante, la sua concentrazione nel corso dacqua segue una certa funzione, che dipende dalla portata dacqua nel canale, che pu essere calcolata risolvendo lintegrale: VC Q = T iniziale C ( t ) dt
0

Il metodo pi pratico di misure dirette di portata comunque lINSERZIONE DI UNO STRAMAZZO nel corso del fiume. La velocit nella sezione critica (costituita dallo stramazzo) dipende infatti dalla sola altezza del battente dacqua y :

vsc = k gy

Scala delle portate


Come gi detto, le misure di portata si eseguono allo scopo di determinare le relazione tra altezze idrometriche e portate, che prende il nome di scala delle portate. Essa si individua interpolando statisticamente con una curva analitica i punti che rappresentano, in un diagramma cartesiano, le osservazioni contemporanee di livello e di portata.

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I pi usati sono il cloruro di sodio ed il bicromato di sodio. Idrologia e misure idrauliche - 15

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La curva interpolante pi comune :


Q = c ( y y0 )

dove y0 la quota del punto pi depresso dellalveo rispetto allo zero idrometrico, mentre c ed sono i parametri sui quali si interviene nella fase di fitting. Tale relazione molto comoda quando si rappresenti la scala delle portate in scala logaritmica, poich: log Q = log c + log ( y y0 ) e quindi la relazione risulta essere una retta. Lerrore relativo sulla portata risulta essere volte lerrore relativo sul livello:

dQ c ( y y0 ) = Q c ( y y0 )

d ( y y0 ) ( y y0 )

e ci comporta notevoli imprecisioni durante la fase di estrapolazione dei dati a partire dalla scala delle portate, almeno per i valori corrispondenti a portate di piena. Le osservazioni dirette di portata, infatti, si fermano sempre a livelli decisamente inferiori a quelli massimi, vista la notevole difficolt di effettuare le misure durante una piena. Se la sezione regolare, solitamente si estende la curva interpolante anche a livelli maggiori di quelli misurati. Bisogna fare per molta attenzione, poich due curve che approssimano molto bene le misure possono divergere sensibilmente con il crescere dei livelli. Quando invece la sezione irregolare, come ad esempio per la presenza di una golena, si diagrammano le velocit medie in funzione dei livelli: la velocit cresce infatti in maniera piuttosto regolare al crescere del livello. La scala delle portate si ottiene poi moltiplicando il tratto della curva dove non abbiamo le misure di velocit per le aree ricavate mediante rilievo topografico. Procedendo in questa maniera, si riducono gli errori connessi alle stime della variazione dellarea con il crescere del livello. In ogni caso gli alvei dei corsi dacqua naturali non sono mai del tutto stabili, e quindi le scale di portata devono essere controllate con osservazioni periodiche e aggiornate ogni volta che si riscontra un cambiamento significativo.

Risposta idrologica
Le notevoli difficolt connesse alla costruzione della scala delle portate possono essere evitate con lanalisi del MECCANISMO DI PRODUZIONE DELLE PORTATE allinterno di un bacino. Questa analisi si esplica nello studio delle TRASFORMAZIONI AFFLUSSI-DEFLUSSI, ossia nella determinazione dei deflussi causati nella sezione di chiusura dagli afflussi meteorici al bacino idrografico corrispondente, effettuata sostanzialmente per gli eventi di pioggia intensa che producono portate di piena.

Basi della modellazione


Lo studio della risposta idrologica in un bacino si avvale generalmente di un modello matematico semplificato che vede il bacino come un SISTEMA CHIUSO LINEARE: con una sola entrata ed una sola uscita CONCENTRATE, ossia dipendenti unicamente dal tempo; ADDITIVO, per il quale vale il principio della sovrapposizione degli effetti, ossia tale che da j1 ( t ) Q1 ( t ) e j2 ( t ) Q2 ( t ) segue j1 ( t ) + j2 ( t ) Q1 ( t ) + Q2 ( t ) ;

PROPORZIONALE,

ossia tale che da j ( t ) Q ( t ) segue kj ( t ) kQ ( t ) ;


Idrologia e misure idrauliche - 16

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ossia tale che la risposta non dipende dallistante iniziale; che soddisfi alla condizione di CONTINUIT, esplicabile nelluguaglianza:
Ab j ( t ) dt = V pioggia = Vdeflusso = Q ( t ) dt
0 0

INVARIANTE,

Depurazione delle piogge


La condizione di continuit certamente verificata in un intervallo di tempo infinito, ma nel periodo di riferimento per la modellazione abbiamo: - una notevole quantit di acqua che si infiltra nel terreno e viene restituita al deflusso superficiale dopo molto tempo; - una cospicua quantit dacqua che evapora. Di fronte a queste problematiche, al fine di costruire un modello il pi possibile aderente alla realt, necessario ripartire lintensit di pioggia j ( t ) nelle tre componenti: di ruscellamento r ( t ) , che dar la risposta rapida di portata QR ( t ) alla sezione di chiusura; di infiltrazione f ( t ) , che dar la risposta base di portata qB ( t ) alla sezione di chiusura; di evaporazione e ( t ) , che considereremo persa dal sistema.

Portata rapida
A fronte di quanto appena detto, nel modello considereremo la sola componente di ruscellamento per lintensit di pioggia in termini di portata alla sezione di chiusura. Dovremo quindi individuare la sola componente rapida di portata, che comunque di un ordine di grandezza maggiore della componente di base. Il modo pi pratico per fare ci considerare, nellidrogramma, il segmento che congiunge i punti di comparsa e scomparsa della componente rapida. Mentre il primo facilmente identificabile per via grafica, il secondo pone problemi maggiori.

CURVE DI ESAURIMENTO DELLE SORGENTI:

Il metodo pi utilizzato per rintracciare il punto di scomparsa il fitting mediante le si ipotizza che il deflusso di base post-piena sia legato allesaurimento delle sorgenti, che seguono un decadimento esponenziale nel piano cartesiano e rettilineo nel piano semilogaritmico.

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Idrogramma Unitario Istantaneo


Dopo aver definito lafflusso efficace r ( t ) e la risposta rapida QR ( t ) possiamo modellare le relazioni che li legano con due funzioni empiriche: - la risposta allimpulso o IUH; - la risposta allo scalino o funzione di Heavyside, che altro non che lintegrale generalizzato dellIUH.

Definiamo lidrogramma unitario istantaneo15 come una pioggia di durata infinitesima, intensit infinita ed altezza unitaria, tale che:

r ( t ) dt = 1
0

Al tempo t * unitario potremo esprimere lintensit di pioggia netta come r ( t *) ( t *) , dove ( t *) limpulso unitario. Detta u ( t ) funzione di risposta allimpulso unitario (che definiremo), diciamo che r ( t *) ( t *) = r ( t *) u ( t t *) . A questo punto, per come stato costruito il modello, la portata alla sezione di chiusura sar data dallintegrale di convoluzione:
Q ( t ) = r ( ) u ( t ) d
t 0

calcolato solitamente in forma numerica vista la non analiticit di r ( t ) . Le misure di pioggia sono infatti discrete, in quanto riferite alla singola giornata, e pertanto avremo:
Q ( t ) = rk wt k +1
t k =1

dopo aver definito la funzione discreta w ( k ) , dove


k t

wk =

( k 1) t

u ( t ) dt

ESEMPIO Supponiamo di avere come dato lo ietogramma discreto di figura, dove possiamo vedere ogni misura di pioggia netta come il prodotto di una costante k per la pioggia netta unitaria. Definiamo poi una funzione di risposta u a triangolo, che raggiunga linearmente il picco u0 al tempo 0 . 2

15

Sigla IUH, dallinglese Instantaneous Unitary Hydrograph. Idrologia e misure idrauliche - 18

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Per ogni valore di pioggia avremo una risposta pari a ku0 differita unitariamente nel tempo; sommando tutte le risposte e componendo la funzione, avremo lidrogramma finale.

La funzione di risposta deve essere una funzione tale che:

u ( t ) dt = 1 per la condizione di continuit;


0
t

u ( t ) 0 in tutto il dominio;
Q ( t ) = r ( ) u ( t ) d .
0

che possiamo trovare seguendo due vie. Quando abbiamo a disposizione MISURE DIRETTE di portata la u ( t ) pu essere ricavata mediante fitting, solitamente con il metodo dei minimi quadrati. Definita la risposta rapida QR ( t ) , si cerca la pioggia efficace r ( t ) che soddisfi alla relazione mediante il ruscellamento alla Horton ( rk = jk ( f k + ek ) ) o il meccanismo ad area contribuente ( rk = jk ). Una volta tarata la funzione, il metodo delle misure dirette molto utile per fare previsioni. Quando invece non abbiamo a disposizione misure dirette possiamo procedere adoperando CRITERI ESTERNI di sintesi di una funzione di risposta: - usiamo IUH gi tarati che possiamo parametrizzare sulle caratteristiche topografiche del bacino; - usiamo dei modelli concettuali, ossia forti schematizzazioni di un meccanismo di formazione del deflusso; - usiamo la via di mezzo, ossia modelli concettuali basati sulla topografia del bacino, detti MODELLI GEOMORFOLOGICI.

Qk t = k rk t

Modelli geomorfologici
Modello della corrivazione
Il modello geomorfologico della corrivazione, detto anche metodo cinematico, molto utilizzato nel campo della progettazione di reti artificiali, quali fognature e bonifiche. Si parte dalla considerazione che, per ogni particella dacqua che si trovi in un generico punto P del bacino, esiste un solo percorso con il quale essa raggiunge la sezione di chiusura. Inoltre si suppone che n il percorso n la velocit di percorrenza (assunta costante) siano funzioni dellintensit di pioggia.
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Detto tc ( P ) =

LPS vp

il TEMPO DI CORRIVAZIONE del

punto P , ossia il tempo che la particella impiega a raggiungere la sezione di chiusura, potremo definire topograficamente delle curve, dette isocorrive, che collegano tutti i punti del bacino con lo stesso tempo di corrivazione. Lisocorriva tc ( P ) = t * sar la linea di demarcazione tra larea A * del bacino dove, al tempo t * , la pioggia contribuisce alla portata nella sezione di chiusura, e quella dove la pioggia ancora in viaggio. Avremo cos A* Q ( t *) = r ( t *) Ab

dove r ( t ) unitaria e costante nel tempo, poich definita dalla risposta allo scalino.

Definiamo poi il tempo di corrivazione del bacino Tc come il massimo tra tutti i tempi di corrivazione dei punti appartenenti al bacino. Ovviamente sar A* = Ab per t Tc . Abbiamo cos trovato la nostra ds ( t ) A* , dove la funzione s ( t ) = u (t ) = dt Ab dipende dalla topografia del sistema. Possiamo semplificare le cose utilizzando il metodo della corrivazione lineare, supponendo A * ( t ) lineare. Avremo cos:

0 t s (t ) = Tc 1 0 u (t ) = 1 T c

per

t0

per 0 < t < Tc per t Tc per t 0 t Tc per 0 < t < Tc

Il problema fondamentale che si incontra utilizzando il metodo della corrivazione la definizione dei tempi di corrivazione, e quindi delle linee isocorrive. Una forte semplificazione data dal METODO DI VIPARELLI: si assume che le isocorrive possano essere confuse con le isoipse, ossia con le curve di livello, in una carta topografica; infatti intuitivo riconoscere che una particella posta ad un livello pi alto di unaltra stia pi tempo a raggiungere la sezione di chiusura, in quanto pi lontana. A partire da questa assunzione possiamo costruire delle curve, dette ipsografiche, che
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evidenziano larea relativa ad una certa quota. Bench la semplificazione sia molto forte, il metodo largamente usato per la facilit di realizzazione. Un altro metodo piuttosto semplice quello di considerare le linee isocorrive unicamente in base alla loro DISTANZA dalla sezione di chiusura. Un metodo leggermente pi elaborato del precedente quello di assumere la velocit come proporzionale alla PENDENZA media del segmento che congiunge il punto P e la sezione di chiusura; avremo cos: LP LP L1.5 tc ( P ) = = = P 0.5 v HP HP LP

L1.5 e possiamo, anche in questo caso, creare dei diagrammi ipsografici A ( tc ) ; tc = P . 0.5 HP Una volta che si ha a disposizione la curva ipsografica del bacino possibile calcolare limportante RELAZIONE DI GIANDOTTI, che consiste definisce il tempo di corrivazione del bacino come: 4 Ab + 1.5 LP0 Tc = 0.8 H 2 dove Ab km la superficie del bacino;

LP0 [ km] la distanza del punto pi lontano dalla

sezione di chiusura; H [ m ] laltitudine media del bacino. Un metodo abbastanza immediato per ottenere laltitudine media infatti quello trovare la linea orizzontale che eguaglia le due aree di figura.

Modello dellinvaso
Un altro modello geomorfologico molto usato, soprattutto nella progettazione delle reti di drenaggio urbane, il MODELLO DELLINVASO LINEARE, che schematizza il bacino come un solo serbatoio lineare. Si parte dalla considerazione che la differenza tra la pioggia r ( t ) entrante nel bacino e la portata Q ( t ) alla sezione in uscita, relative entrambe allo stesso istante t , non altro che la derivata rispetto al tempo del volume W invasato dal bacino: dW ( t ) r (t ) Q (t ) = dt Ipotizziamo che il volume invasato vari linearmente con la portata uscente secondo una costante k s 1 :
W = kQ Abbiamo cos: dQ ( t ) k + Q (t ) = r (t ) dt t t dQ ( t ) + Q (t ) = e k r (t ) ek k dt t t t dQ ( t ) k k k ke + e Q (t ) = e r (t ) dt

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t t k d k ke Q ( t ) = e r ( t ) dt

ke k Q ( t ) = e k r ( )d
0

Indicando con Q0 la portata che defluisce al tempo t = 0 attraverso al sezione di chiusura, possiamo scrivere:
Q ( t ) = Q0 +
0 t

( t )
k

r ( )d

= u ( t ) lIUH definito con il metodo dellinvaso lineare. k Possiamo poi ipotizzare che la pioggia affluente sia costante per un tempo che va da 0 a T , dove T la durata della precipitazione, cos da portare fuori dal segno di integrale la pioggia r ( ) ed ottenere la semplice equazione:
dove
t Q ( t ) = Q0 + r 1 e k Possiamo cos ritrovare, nellidrogramma di figura16, le aree: 1. volume W * invasato durante la pioggia (differenza tra volume riversato e volume defluito durante la pioggia); 2. volume defluito attraverso la sezione di chiusura durante la pioggia; 3. volume defluito attraverso la sezione di chiusura dopo la durata di pioggia. Sempre in riferimento alla figura, possiamo individuare le due curve: t a. Q ( t ) = r 1 e k ;

( t )
k

b. Q ( t ) = Qmax e

( t T )
k

(esaurimento delle sorgenti).

Il parametro k definito come: W* k= Qmax A partire da queste considerazioni, possiamo inoltre definire alcuni parametri importanti per la caratterizzazione del bacino, come: Q il rapporto di riduzione della portata al colmo di piena = max , sempre minore di r T Q TQ Q 1 poich da 1 max = e k segue ln 1 max = max ; r W* r W* il rapporto W = tra invaso massimo nel bacino e volume di pioggia caduta, rT anchesso sempre minore di 1 ed esprimibile anche come W =

ln (1 )

16

Dove trascuriamo la portata Q0 . Idrologia e misure idrauliche - 22

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Modello di Nash
Il modello geomorfologico di Nash studia il bacino come una serie di n serbatoi lineari in cascata. Il modello sarebbe cos teoricamente individuato da n parametri, corrispondenti alle costanti di tempo dei serbatoi, e ci permetterebbe di considerare una maggiore variet di IUH, al fine di adattarli alla variet delle osservazioni. Nella formulazione di Nash, per, il modello considera serbatoi tutti uguali tra loro, vista la difficolt nella stima dei parametri: in tal modo si riduce il numero delle stime da n a 2, come vedremo. Riempiamo istantaneamente il primo serbatoio della serie con un volume W0 ; supponiamo di avere, allistante iniziale t = 0 , una portata Q0 ed una pioggia r = 0 poich abbiamo supposto che il serbatoio stato riempito istantaneamente. Avremo poi V0 = kQ0 per la V linearit del serbatoio e quindi possiamo definire Q0 = 0 . Abbiamo inoltre: k d ( kQ ) dW dQ dQ Q= = = k k +Q = 0 dt dt dt dt La portata che defluisce dal primo serbatoio sar poi data dallespressione dellesaurimento delle sorgenti: t V t Q1 = Q0 e k = 0 e k k Per quanto riguarda il secondo serbatoio abbiamo unentrata pari a Q1 ed unuscita pari a

Q2 ; possiamo cos sostituire Q1 a r nella r ( t ) Q ( t ) =


t dW2 V0 k dQ = e Q2 = k 2 dt k dt

dW ( t ) ed otteniamo: dt

Moltiplicando poi entrambi i membri per e otteniamo: t t t V0 dQ2 d k = Q2 e k + ke k = ke Q2 k dt dt Integrando con condizioni iniziali Q2 = 0 per t = 0 abbiamo:

t k

t t t V V k Q2 = 0 e k t = 0 e k 2 1 k2 k Estendendo poi il risultato all n -esimo serbatoio avremo: Qn =


t V0 k e k

2 1

t t k = V0 e k ( n 1)! k

n 1

t k ( n)

n 1

La Qn rappresenta la portata che defluisce alla sezione di chiusura del bacino in funzione del tempo. I due soli parametri, n e k , sono stimati in base a considerazioni su una scala delle portate costruita mediante misurazioni.
Possiamo verificare la validit di questultima equazione: come detto nel paragrafo precedente, lIUH di un serbatoio lineare

( t )
k

; lIUH corrispondente a due serbatoi in serie sar dato invece dalla convoluzione

dei relativi idrogrammi unitari istantanei: Paolo Martinis - madchild.it Idrologia e misure idrauliche - 23

t te 1 k u (t ) = d = k 2 = k e k 0 0 e tale risultato sar facilmente estendibile al caso di n serbatoi.

t k

t k

e d = 2 k k

t t k

t k

t k 2 1

2 1

Morfologia fluviale
Trasporto solido
Nei canali naturali avremo, oltre al trasporto dacqua, un trasporto solido dei sedimenti che si trovano sulle pareti e sul fondo del corso dacqua. Tali sedimenti sono costituiti da materiale granulare derivante dalla degradazione chimica o dallerosione meccanica delle rocce ad opera degli eventi atmosferici e del ruscellamento. Il fenomeno variabile nel tempo in funzione della portata dacqua che ruscella, ma comunque difficile da quantificare e quindi da usare per risalire alle variazioni della geometria dellalveo. Il singolo granello soggetto: - alla forza peso verso il basso; - alla spinta di Archimede o forza di galleggiamento verso lalto; - alla spinta da parte dellacqua nelle direzione e nel verso della corrente; - allattrito contro le pareti, nel caso ci sia contatto granello-parete. Le fasi che costituiscono il fenomeno del trasporto solido sono: - la fase di EROSIONE, durante la quale il materiale depositato viene messo in movimento dalla corrente; - la fase del TRASPORTO vero e proprio del sedimento verso valle; - la fase della DEPOSIZIONE, detta anche di alluviamento, durante la quale le forze peso e di attrito vincono la spinta dellacqua e il sedimento pu ridepositarsi.

Classificazione degli alvei fluviali


In funzione della fase predominante, possiamo distinguere fra tre tipi di alvei. I CANALI IN EROSIONE sono caratterizzati da tratti ripidi e correnti piuttosto veloci; i grani non si depositano e la geometria dellalveo determinata dalle cosiddette SOGLIE GEOLOGICHE, ossia da strati rocciosi difficilmente alterabili. Per tale motivo il canale si presenta solitamente come una successione di vasche e cascate. I CANALI DI TRASPORTO sono invece caratterizzati da pendenze medie e un sostanziale equilibrio tra materiale depositato ed eroso, almeno nel lungo periodo: vista la variabilit delle correnti, le fasi di erosione e di deposito avvengono solitamente in tempi diversi. Lalveo ha dimensioni molto variabili: lacqua ha scavato fino alle soglie geologiche nelle fasi di piena, riempiendo poi linvaso con il materiale. I canali non limitati dalle soglie geologiche si chiamano canali in CONOIDE, per la forma pi o meno accentuata che il letto assume in questo caso. Possiamo anche trovare dei cuscini di materiale che non vengono sommersi dallacqua, detti BARRE o lenti; in questo caso il letto del fiume sar a canali multipli (almeno nelle fasi di piena) e sar chiamato BRAIDEO. In generale, per, il fiume tende a creare un canale di scorrimento privilegiato pressoch rettilineo, almeno nella fase di deflusso normale. Le sponde tendono ad essere molto basse e lontane dal canale di scorrimento.
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I CANALI IN DEPOSITO, infine, sono caratterizzati da pendenze medie. Sul fondo troviamo materiale piuttosto grossolano, mentre nelle sponde abbiamo sedimenti pi fini. Lalveo molto sinuoso, a causa del processo di MIGRAZIONE DEI MEANDRI: sulla sponda convessa del meandro si formano delle barre laterali, dette POINT BARS, a causa del continuo deposito di materiale; la tendenza dellacqua a mantenere costante la velocit di deflusso porta allerosione della sponda concava, e cos il canale di scorrimento si sposta verso lesterno. Viene cos a crearsi la tipica successione di due meandri con concavit opposte, dovuta alla sequenza di POOL-RIFFLE: abbiamo una vasca di erosione in corrispondenza del meandro, ed una rapida in corrispondenza del tratto rettilineo di collegamento tra i due meandri. Con landare del tempo pu avvenire il SALTO DI MEANDRO, ossia la chiusura del meandro per lerosione della sponda concava, che solitamente viene rinforzata artificialmente al fine di scongiurare questa eventualit. In altri casi si predispongono degli ARGINI MAESTRI allesterno dellarea di influenza del salto di meandro, lasciando eventualmente anche del terreno golenale.

Caratterizzazione dei sedimenti


Il sedimento proviene solitamente dalla disgregazione di rocce molli, delle dimensioni pi varie. Le valutazioni da eseguire sono fondamentalmente la misura della densit, kN solitamente pari a 25 27 3 , e la distribuzione granulometrica. m Questa si ottiene misurando il diametro medio del singolo sedimento (visto come ellissoide) con i metodi indiretti della vagliatura e dellaerometria. Per quanto riguarda la vagliatura, in base alle percentuali di passante ai vari setacci possiamo costruire la curva granulometrica, almeno per i sedimenti compresi tra le ghiaie e le argille. Per i sedimenti con diametri minori di quelli delle argille usiamo laerometria, mentre per sedimenti con diametri maggiori di quelli delle ghiaie la determinazione della curva pi difficile. Il campionamento avviane generalmente in due modi diversi, che vengono combinati: possiamo prelevare il campione (generalmente 100 elementi) direttamente in superficie con un metodo assolutamente casuale, misurando con un calibro i diametri medi; possiamo invece sovrapporre al tratto da misurare una griglia ideale, con un lato di maglia maggiore del diametro pi elevato misurato con il metodo casuale; misureremo quindi i diametri medi dei sedimenti che stanno sotto ad ogni nodo della maglia.
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Con entrambi questi metodi non sar ovviamente possibile misurare diametri troppo piccoli: ottenuta la curva granulometrica del materiale misurabile, possiamo definire la granulometria del materiale non misurabile mediante la formula: k = pk @@@ dove pk la percentuale granulometrica relativa al diametro k ottenuta per vagliatura

Stabilit
Le condizioni critiche di trasporto al fondo del canale sono state ampiamente studiate dalla teoria di Shields. In base a tale teoria consideriamo la tensione tangenziale media al fondo, dovuta allattrito sul perimetro bagnato ed esprimibile come: = Rj dH la perdita di energia per attrito; dove j = dx il peso specifico dellacqua; il raggio idraulico R solitamente esprimibile come laltezza del pelo libero, almeno per canali rettangolari bassi e larghi. Ci sar una certa tensione tale da muovere i granuli, detta critica , funzione della viscosit e della densit dellacqua, e della densit s e del diametro s del solido. La resistenza al moto da parte del solido, poi, proporzionale allespressione: ( s ) gs3 mentre il trascinamento sar proporzionale a: criticas2 La condizione critica data dalluguaglianza tra resistenza e trascinamento, e quindi possiamo scrivere: critica = * ( s ) gs = * ( s ) s Il coefficiente * =

critica va ottenuto ( s ) s

sperimentalmente a partire dal grafico di * in funzione v * s s del numero di Reynolds Re* = relativo al = granulo. In genere, almeno per quanto riguarda i fiumi italiani, tale grafico si stabilizza al crescere di Re* attorno a * = 0.06 , che rappresenta la condizione di staticit del trasporto solido.

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