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Gainotti, Modelli Dentro le scienze della

Terra © Zanichelli editore 2010


Alba Gainotti Alessandra Modelli

Dentro le
scienze della
Terra
Gainotti, Modelli Dentro le scienze della
Terra © Zanichelli editore 2010
Sez. B
Il sistema Terra
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UNITÀ B1
La sfera dell’aria
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Le sfere della Terra
Vista dallo spazio, la Terra appare come una
sfera di colore prevalentemente azzurro, velata
dai sistemi nuvolosi.

Su di essa le macchie brune dei continenti


compaiono e scompaiono tra le nubi in
movimento.

Il bianco delle nubi, l’azzurro delle acque, le


chiazze brune dei continenti fanno parte delle
«sfere» che formano la Terra.
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Le sfere della Terra

• La «sfera delle rocce», o litosfera, è il guscio roccioso, di spessore


variabile, che costituisce l’involucro esterno della Terra e la cui parte
più superficiale è chiamata crosta.

• La «sfera delle acque», o idrosfera, è formata dalle acque salate


degli oceani e da quelle dolci dei continenti (laghi, fiumi ecc.).

• La «sfera dell’aria», o atmosfera, è l’involucro di gas che circonda


interamente la Terra.

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La sfera dell’aria: l’atmosfera

L’atmosfera è uno strato di sottilissimo


gas. Se rappresentassimo la Terra come
una sfera di due metri di diametro,
l’atmosfera la ricoprirebbe come un velo
di poco più di 1 mm.
Non ha un confine netto verso lo spazio
esterno; ma sfuma gradualmente verso
l’alto, a mano a mano che i suoi La densità dell’aria diminuisce con
l’altitudine. Un volume d’aria vicino al
componenti gassosi diventano più suolo contiene molte più molecole di gas
rispetto a un uguale volume ad alta quota.
rarefatti.
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L’atmosfera protegge la Terra e mitiga
il clima
L’atmosfera:
• svolge una funzione protettiva per la superficie del pianeta su cui
viviamo in quanto ci protegge dalla pioggia di corpi solidi provenienti
dallo spazio, i meteoriti.

• ha una funzione termoregolatrice: di giorno assorbe parte


dell’energia del Sole, evitando così un eccessivo riscaldamento; di
notte funziona da coperta isolante trattenendo la maggior parte del
calore accumulato durante il giorno. Se non ci fosse l’atmosfera, sulla
Terra si verificherebbero brusche variazioni di temperatura, come
avviene per esempio sulla Luna e su Mercurio.
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La densità dell’aria diminuisce con
l’altezza
Il 50% della massa totale dei gas è addensata nei primi 5 km e il
99% nei primi 32 km. L’atmosfera diventa rapidamente più
rarefatta a mano a mano che ci si allontana dalla superficie
terrestre. Salendo di quota, non solo
decresce la densità
dell’aria, ma varia anche la
temperatura.

Inizialmente, essa
diminuisce mediamente di
6-8 °C ogni kilometro.

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Perché l’aria salendo si raffredda?
La suddivisione dell’atmosfera
in una serie di strati
sovrapposti dipende dalla
variazione della temperatura.

• Troposfera
• Stratosfera
• Mesosfera
• Termosfera

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La troposfera
La troposfera è lo strato a contatto del suolo,
con uno spessore medio di 11 km (7-8 km sui
Poli, 16-17 km sull’Equatore). In essa:
• vi è un abbassamento della temperatura con
la quota poiché la maggior parte del calore del
Sole viene catturato dalla superficie terrestre,
per cui, allontanandosi da questa e salendo di
quota, l’aria si raffredda.
• si trova concentrata la maggior parte del
vapore acqueo e vi avvengono i fenomeni
meteorologici, cioè la formazione delle nuvole
e le precipitazioni.
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La stratosfera e l’ozonosfera
La stratosfera è lo strato che va dalla troposfera fino a circa 50 km di
altezza.

Nella stratosfera la temperatura cessa di diminuire con la quota e


comincia ad aumentare, a causa dell’assorbimento dei raggi
ultravioletti da parte dello strato di ozono, un gas formato da tre atomi
di ossigeno.

Se non ci fosse attorno alla Terra questo schermo di ozono,


detto anche ozonosfera, le radiazioni UV di maggiore energia
raggiungerebbero la superficie del pianeta con gravi
conseguenze per gli esseri viventi.
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La mesosfera e la termosfera
La mesosfera è compresa tra i 50 e gli 80 km circa di
quota. In essa la temperatura diminuisce rapidamente
fino a –80 °C.

La termosfera, infine, si estende oltre gli 80 km di


altezza.
Nella termosfera la temperatura aumenta di nuovo fino
a raggiungere circa 2000 °C.
• Mesosfera e termosfera contengono la ionosfera (tra i
70 e i 1000 km d’altezza), formata da particelle di gas
elettricamente cariche, ossia ioni.

• Nel 1901 Guglielmo Marconi sperimentò che le onde


radio, che si propagano in linea retta, vengono riflesse
dalla ionosfera, come da uno specchio.

• Nella ionosfera avvengono quei fenomeni luminosi


osservabili alle alte latitudini, chiamate aurore polari.
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Perché di giorno il cielo è azzurro?
La presenza dell’atmosfera produce il fenomeno della diffusione della
luce solare.

Le radiazioni solari che raggiungono la Terra interagiscono con i gas


atmosferici e con il pulviscolo dai quali vengono in parte assorbite e
successivamente riflesse in tutte le direzioni. Per questo durante il
giorno il cielo appare luminoso. Di notte mancando la luce del Sole il
cielo appare nero.

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L’aria che respiriamo
Nella troposfera:

• avvengono gli scambi gassosi tra gli esseri viventi e l’atmosfera


• è presente il vapore acqueo
• si formano le nuvole e i venti

I gas della troposfera formano quel miscuglio che chiamiamo aria.


L’aria secca è formata:

• per il 78% (in volume) da azoto


• per quasi il 21% da ossigeno.
• per lo 0,9% da argon, un gas inerte
• per lo 0,03% da anidride carbonica
• da tracce di altri gas (idrogeno, elio, ozono ecc.).

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L’azoto e l’ossigeno formano il 99% di
tutta l’aria
L’azoto è molto importante per gli esseri viventi, perché è uno dei
principali costituenti delle proteine, molecole fondamentali per la
struttura e il funzionamento degli organismi. L’azoto atmosferico non
interviene tuttavia nella respirazione.
L’ossigeno è il gas indispensabile per la respirazione, il processo
che fornisce alla maggioranza degli organismi l’energia necessaria
alla vita.

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L’anidride carbonica e l’umidità
dell’aria
L’anidride carbonica o diossido di carbonio
(CO2), viene continuamente emessa dagli esseri
viventi tramite la respirazione.

La presenza dell’anidride carbonica nell’atmosfera


determina il cosiddetto «effetto serra», un
fenomeno che influisce sul riscaldamento della
superficie terrestre.
L’aria della troposfera contiene anche vapore
acqueo, in quantità variabile. Il vapore acqueo
presente nell’aria costituisce l’umidità.

Al crescere della temperatura, aumenta la


quantità massima di acqua che può rimanere
nell’aria sotto forma di vapore.
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L’umidità dell’aria
L’umidità è misurata dall’igrometro, strumento che
riporta l’umidità relativa. Quando l’igrometro indica
che nell’ambiente «c’è il 70% di umidità relativa»,
significa che nell’aria è presente il 70% della
quantità massima di vapore acqueo possibile a
quella data temperatura.

Il 100% di umidità significa che l’aria contiene la


quantità massima possibile di vapore acqueo a
quella temperatura, e si dice che l’aria è satura di
vapore acqueo.

Nelle giornate estive particolarmente afose, ci


sentiamo a disagio perché l’aria è quasi satura di
vapore acqueo e il sudore non riesce a evaporare
dalla nostra pelle, raffreddandola.
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Le malattie dell’aria
Oggi la qualità dell’aria è seriamente
compromessa per la presenza di sostanze
inquinanti. Le principali fonti di inquinamento
sono:
• gli scarichi industriali;
• gli impianti di riscaldamento delle abitazioni;
• il traffico.

Tra gli inquinanti vi sono particelle finissime, i cui


componenti più pericolosi sono le PM10, cioè le
particelle che hanno un diametro inferiore a 10
millesimi di millimetro.

Nelle città l’insieme di pulviscolo e di vapore


acqueo può produrre fitte cappe di smog (da
smoke, fumo e fog, nebbia).
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Le sostanze inquinanti
I gas inquinanti che derivano dai processi di
combustione sono soprattutto:

• diossido di zolfo (SO2);


• diossido di carbonio o anidride carbonica
(CO2);
• monossido di carbonio (CO);
• ossidi di azoto (NO, NO2).

L’aumento della concentrazione di questi


gas porta all’aumento dell’acidità dell’acqua
piovana (piogge acide).
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L’effetto serra
Il vapore acqueo, l’anidride carbonica e altri gas dell’atmosfera
trattengono parte del calore che dalla superficie terrestre tende a
disperdersi nello spazio. Come risultato, una certa quantità di
calore rimane intrappolata nello strato inferiore della troposfera e la
temperatura sulla superficie della Terra aumenta.

Il fenomeno appena descritto è stato chiamato dagli scienziati


effetto serra perché presenta alcune somiglianze con quello che
accade all’interno di una serra.

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I responsabili dell’effetto serra
I responsabili dell’effetto serra sono:

• il vapore acqueo;
• l’anidride carbonica;
• altri gas come il metano.

Questi gas sono chiamati gas serra


e svolgono un ruolo fondamentale
nella regolazione della temperatura
del nostro pianeta. Senza i gas serra la Terra
sarebbe, in media, più fredda di alcune decine di
gradi.

D’altra parte, se la concentrazione dei gas serra


nell’atmosfera aumenta, anche la temperatura
media dell’aria è destinata a crescere.
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Il buco nell’ozono
L’ozono è concentrato soprattutto nella
stratosfera, dove forma l’ozonosfera.
L’ozonosfera assorbe il 90% dei raggi
ultravioletti.

Negli ultimi decenni si è appurato che alcune


sostanze inquinanti, in particolare i
clorofluorocarburi (CFC), agiscono sull’ozono
stratosferico assottigliando lo spessore dello
strato protettivo, e aumentando l’esposizione degli
organismi terrestri ai raggi UV.

I gas nemici dell’ozono venivano utilizzati nelle


bombolette spray e negli impianti di refrigerazione.

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Il peso dell’aria
L’aria, come tutto ciò che è materia, ha un peso: poco più di un
grammo per ogni litro.

A causa del suo peso e soprattutto per lo spessore dell’atmosfera,


l’aria esercita una pressione sulla superficie terrestre: la pressione
atmosferica. Il valore della pressione atmosferica è dato dal
rapporto tra il peso della colonna d’aria soprastante una data
superficie e la superficie stessa.

Per misurare la pressione atmosferica si usa il barometro, uno


strumento ideato da Evangelista Torricelli nel 1643.

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La pressione atmosferica
In meteorologia oggi la pressione
atmosferica viene spesso espressa in
millibar, (mb). La pressione atmosferica
normale a livello del mare e a O °C
risulta pari a 1013 mb.

La pressione atmosferica varia con:


• l’altitudine;
• la temperatura;
• l’umidità dell’aria.

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La pressione dell’aria e l’umidità
Spesso, gli effetti dei diversi fattori si sommano. Per esempio:

• se l’aria è calda e umida sono associati due fattori (temperatura e


umidità elevate) che fanno diminuire la pressione: si forma così una
zona di bassa pressione;

• se l’aria è fredda e asciutta, sono associati due fattori (temperatura


e umidità basse) che fanno aumentare la pressione: si forma così
una zona di alta pressione.

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L’inversione termica
In condizioni normali l’aria a contatto del suolo, più calda e quindi più
leggera, sale in quota e si ha un rimescolamento naturale dell’aria. In
condizioni di inversione termica l’aria a contatto del suolo, più fredda
e più pesante, non può salire; non si ha allora il rimescolamento e
può verificarsi un accumulo di sostanze inquinanti nello strato
inferiore dell’atmosfera.

Condizioni normali

Inversione termica

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I venti
Il vento è il movimento di una massa d’aria da un’area della superficie
terrestre in cui la pressione è maggiore verso un’area in cui la
pressione è minore.

Pensiamo per esempio alla brezza che si sente normalmente in riva al


mare di giorno: l’aria si muove da una zona di alta pressione, sul mare,
a una di bassa pressione, sulla terraferma. Questa differenza di
pressione si spiega con il diverso riscaldamento dell’aria sulla
terraferma e sul mare.

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Le celle convettive e i venti a scala
planetaria
Il riscaldamento della superficie terrestre è minore in prossimità dei
Poli, dove i raggi del Sole arrivano assai inclinati, rispetto a quanto
avviene in prossimità dell’Equatore, dove arrivano con
un’inclinazione minore o addirittura perpendicolari.

Ciò genera alte pressioni polari e basse pressioni equatoriali e, di


conseguenza, celle convettive e venti su scala planetaria.

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La circolazione atmosferica
Nel XVII secolo l’inglese George
Hadley ipotizzò che l’aria si
muovesse attorno alla Terra
formando due grandi celle
convettive

In realtà, la circolazione dell’aria


su scala planetaria è risultata
alquanto più complessa.

Per ogni emisfero esistono tre


celle convettive che avvolgono
l’intero globo.

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Il moto di rotazione della Terra fa
deviare i venti
Gli alisei, i venti occidentali e i venti orientali
sono venti costanti in quanto spirano durante tutto
l’anno sempre nella stessa direzione.
I venti come le brezze e i monsoni, che invertono
periodicamente la loro direzione, sono venti
periodici.

Diversamente da quanto ci aspetteremmo, i venti


non si muovono in direzione nordsud, ma hanno
un andamento obliquo.

Questa «deviazione» è una manifestazione del


cosiddetto effetto Coriolis, dal nome del suo
scopritore, prodotto dal moto di rotazione della
Terra.
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Venti occidentali, alisei e monsoni

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Le correnti a getto

I venti locali e i venti costanti spirano nella


bassa troposfera. In alto, ai confini con la
stratosfera, le forti differenze tra
temperatura e pressione di masse di aria
fredda polare e calda equatoriale generano
a più di 10 km di altezza delle veloci correnti
di aria, dette correnti a getto (jet streams).

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