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Esercitazione di

PROTEZIONE IDRAULICA DEL TERRITORIO





giugno 2005



SISTEMAZIONE IDRAULICA DI UN
CORSO DACQUA TORRENTIZIO



Obiettivo del presente laboratorio sar la progettazione di un
sistema di opere idraulico-forestali per la sistemazione di un corso
dacqua a carattere torrentizio.

La sistemazione delle aste torrentizie in erosione viene eseguita,
nella maggior parte dei casi, mediante la realizzazione di opere
trasversali in successione (briglie) che, per effetto di rallentamento della
corrente, provocano a monte delle opere stesse (cassa di trattenuta o
piazza di deposito), la sedimentazione di parte del materiale solido
trasportato dalla corrente, e quindi la diminuzione della pendenza media
del fondo. Il risultato il raggiungimento della pendenza di
compensazione, in corrispondenza della quale, per unassegnata portata
di progetto, il materiale in alveo risulta soggetto ad un regime di
equilibrio dinamico per cui la quantit di materiale solido trasportato
verso valle viene bilanciata dallapporto di materiale da monte. In
questo caso si parla di briglie di trattenuta.


DETERMINAZIONE DELLA PENDENZA DI COMPENSAZIONE E
CALCOLO DELL'ALTEZZA DELLE BRIGLIE

Il primo passo per la progettazione di un intervento di sistemazione
di un corso dacqua finalizzato a riportare il regime di trasporto solido
nelle condizioni di equilibrio dinamico consiste nella determinazione della
pendenza di compensazione (o pendenza di sistemazione). Il
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raggiungimento di un tale valore di pendenza media sar garantito, a
tratti, dalla presenza delle briglie.


Figura 1 - Schema per il posizionamento delle briglie in funzione della pendenza di
compensazione e dellaltezza delle briglie stesse

Il valore della pendenza di compensazione, i
c
, pu essere
determinato imponendo che il rapporto tra lo sforzo tangenziale al fondo
e il peso immerso della particella rispetti i valori dellabaco di Shields,
validi in caso di alta sommergenza (h/d
50
>6):

( )
i
d
R
c
s
=

50
(1.)

dove:

s
il peso specifico del materiale costituente lalveo
il peso specifico dellacqua
d
50
il diametro medio del materiale costituente lalveo
R il raggio idraulico corrispondente al moto uniforme per la
portata formativa Q
= 0.056 valore di equilibrio ricavabile dallabaco di Shields
per R
*
e
>200.

Determinata la pendenza di progetto si procede al calcolo
dellaltezza delle briglie. Nellipotesi, esclusivamente ai fini di questo
laboratorio, di considerare una batteria di briglie aventi la stessa
geometria, il numero e la posizione delle briglie restano determinati, per
ogni tratto a pendenza costante, assumendo che siano costanti la
distanza tra una briglia e la successiva; in tal modo, il numero di briglie
n occorrente per la sistemazione del tratto di lunghezza L risulta essere

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( )
n
L i i
H
c
=

(2.)

dove i indica la pendenza originaria del tratto e H laltezza della briglia
sul fondo alveo (si ricordi che laltezza totale la somma di H e
dellaltezza della fondazione).

Ai fini di questo laboratorio si andr a considerare una situazione
tale per cui le briglie, posizionate a distanza costante, possano essere
analizzate limitando lo studio al tratto compreso tra sole due di esse.
Tale tratto sar considerato rappresentativo di tutti i tratti compresi tra
due briglie in modo da poter applicare le evidenze del dimensionamento
a tutto il corso torrentizio in esame. Per poter considerare valida questa
ipotesi di analogia tra i diversi tratti compresi tra due opere trasversali si
ponga attenzione alla distanza imposta tra una briglia e la successiva
facendo si che questa non sia minore di 60 m.
In questottica, concentrando lattenzione su uno solo dei tratti,
trascurando la lunghezza totale del corso dacqua, si potr porre il
numero di briglie n = 1 e ricavare dalla (2) laltezza della briglia.
Come gi accennato il dimensionamento idraulico di queste opere
viene eseguito in riferimento alla portata formativa del corso dacqua
cio alla portata che mediamente contribuisce durante lanno a
modellare il fondo del torrente. Tale valore potr essere individuato nella
portata al colmo stimata per il bacino in esame per un tempo di ritorno
Tr=2 anni.

Per ci che concerne laltezza della briglia si mette in evidenza che,
in merito alle opere di sbarramento, qualora queste superino i 10 m di
altezza o determinino un invaso a monte superiore ai 100.000 mc, in
Italia sono disciplinate dal Regolamento n. 1363 del 1 novembre 1959,
relativo alle dighe di trattenuta, modificato e aggiornato dal D.M. 24
marzo 1982. Laltezza dello sbarramento intesa come il dislivello tra
la quota del piano di coronamento e quella del punto pi basso della
superficie di fondazione, escluse eventuali sottostrutture di trattenuta.


DIMENSIONAMENTO DELLA GAVETA E STIMA DEL CAVO DI
EROSIONE

Il dimensionamento idraulico della briglia procede con il
dimensionamento della gveta e la stima del cavo di erosione al piede
dovuto, come accennato in precedenza, allelevato grado di energia della
corrente al piede della struttura.

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La gaveta assolve alla funzione di allontanare la corrente dalle
sponde, concentrandola verso la zona centrale dellalveo, evitando cos
lerosione spondale.
La configurazione geometrica generalmente utilizzata a forma
trapezia, con scivoli inclinati di 45, o a catenaria. Il profilo a catenaria
ha il vantaggio di consentire un allontanamento pi efficace della
corrente dalle sponde ma, incrementando il trasporto solido nella zona
centrale, rende questultima zona maggiormente soggetta a fenomeni
erosivi. Lo svantaggio maggiore rimane comunque quello che a parit di
portata di progetto e di larghezza in superficie richiede unaltezza
maggiore rispetto alla forma trapezia. Nel caso in cui le sponde non
siano ugualmente stabili possibile posizionare la gaveta non
simmetricamente rispetto allasse del corso dacqua in modo da
allontanare maggiormente la corrente dalla sponda pi erodibile.
Per il caso di transito della corrente sulla gaveta in condizioni di
lenta, il dimensionamento della gaveta, assimilabile ad uno stramazzo a
larga soglia, avviene considerando laltezza di chiamata allo sbocco. Se
indichiamo con s la scarpa della sezione trapezia, di larghezza L
s
, la
scala delle portate di stato critico :

gk k Q ) ( =
(4)

assume, per la situazione geometrica in esame, la seguente
espressione:

( )
( )
( )
2
1
2
3
2
2
1
2
2
2
2
sk L
sk k L
g
sk L
sk k L
g sk k L Q
s
s
s
s
s
+
+
=
+
+
+ = (5)

La seguente espressione non esplicitabile rispetto allaltezza critica k,
quindi si procede alla costruzione della scala delle portate per fissati L
s
e
s. Si deduce quindi per la portata di progetto Q la corrispondente altezza
critica k. Laltezza della gaveta h
s
si assume pari al carico totale e
k,
corrispondente alla situazione idraulica di stato critico, aumentata di un
franco di sicurezza variabile tra 25 e 30 cm.

( )
f
sk k L g
Q
k f e h
p p s
p k s
+
+
+ = + =
2
2
2
2
(6)

Mentre per s si assume generalmente il valore unitario, la larghezza
dovr essere scelta in considerazione della larghezza del fondo alveo e
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ridotta in maniera adeguata per evitare che la vena stramazzante vada
a colpire le sponde del corso dacqua.
Il dimensionamento della gaveta viene eseguito in riferimento a
portate di piena per tempi di ritorno diversi a seconda della
predisposizione delle sponde ad essere erose e in funzione della
geometria dellalveo, cio di quanto spazio risulta disponibile per il
posizionamento del corpo della briglia. In questo caso andremo a
valutare laltezza della gaveta sempre per una portata di Tr = 2 anni.
Per facilitare le applicazioni relative alla situazione geometrica pi
utilizzata, che quella trapezia con s=1, possibile utilizzare la
seguente equazione approssimata:

6436 . 0
6661 . 0

=
s
L
Q
h (7)

Ricavando cos: f h h
s
+ =


La dissipazione di energia che si verifica a valle della briglia,
richiede la verifica della profondit di escavazione che tale erosione pu
determinare, al fine di valutare il possibile interessamento della
fondazione della briglia e, eventualmente, la necessit di realizzare un
piccolo bacino di dissipazione con una controbriglia allestremit. Occorre
perci identificare sia la profondit sia la posizione del massimo cavo di
erosione. Con riferimento ai simboli di Figura 2, la profondit del cavo di
erosione, t, pu essere valutata attraverso la formula di Schoklitsch
1

t
y
d
Q
b
h
v
=

4 75
0 2
0 32
0 57
.
.
.
.
(8)

in cui y il dislivello tra la quota di pelo libero nella sezione a
monte della briglia e la quota di pelo libero a valle della briglia, h
v
.
Questultima risulta determinata imponendo la condizione di moto
uniforme nellalveo di valle per la portata di progetto, Q , che equivale a
dire

Q K R i =
2 3 1 2
(9)

dove =(h
v
) indica larea della sezione bagnata, R=R(h
v
) il
raggio idraulico e i la pendenza dellalveo di valle.


1
cfr. Schoklitsch, A., (1932) Kolkbindung unter Ueberfallstrahlen, Die
Wasserwirtschaft, n24.
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La posizione del cavo di erosione pu essere determinata
assimilando la vena stramazzante ad un grave che, dotato di una
velocit iniziale pari alla velocit critica sulla briglia, cade da una quota
pari al dislivello tra la quota sulla briglia e il fondo alveo a valle della
briglia stessa. Con riferimento ai simboli di Figura 2 la posizione del
massimo cavo di erosione risulta determinata tramite la

( )
g
h 7 . 0 z 2
v X
c
+
=
. (10)

dove z laltezza del paramento di valle della briglia e 0.7 h
c
la
stima dellaltezza di chiamata allo sbocco della gaveta.
Se la profondit e la posizione del cavo di erosione risultano
incompatibili con la quota del piano di posa della fondazione della
briglia, una riduzione della profondit di erosione si pu ottenere, come
si evince bene dalla (8), aumentando la quota di pelo libero di valle, h
v
.
Ci pu essere ottenuto collocando una controbriglia, posizionata a valle
del cavo di erosione, caratterizzata da unaltezza tale da garantire un
valore di corrente lenta, h
v
, che, posto nella (8), determini un valore del
cavo di erosione accettabile.
Laltezza della controbiglia risulta quella che, aumentando la spinta
statica da valle, produce leguagliarsi della Quantit di Moto di valle con
quella di monte nel tratto dalveo prossimo al paramento di valle della
briglia.
La distanza briglia-controbriglia teoricamente pari alla somma
della gittata l
1
della vena stramazzante, della lunghezza l
2
del risalto
idraulica e di un terzo termine l
3
che tiene conto delleffetto di chiamata
imputabile alla savanella della controbriglia. La lunghezza necessaria
perch la corrente veloce in arrivo assuma le caratteristiche di una
corrente lenta pari, nellipotesi di tronco prismatico a sezione
rettangolare, a sei volte la differenza delle due altezze coniugate, h
1
e
h
2
, del risalto idraulico. In pratica la maggior parte della dissipazione
energetica, nel passaggio da corrente veloce a corrente lenta, avviene in
una lunghezza l
2
pari a 2-3 volte la differenza (h
2
- h
1
). La lunghezza l
3
risulta invece di entit sempre limitata rispetto agli altri due termini e
pu pertanto essere trascurata.
Laltezza della controbriglia andrebbe calcolata in relazione al
tirante idrico che si prevede a valle del risalto e alle condizioni di
deflusso della corrente sulla controbriglia. Con riferimento allo schema
della Figura 3, laltezza s della controbriglia viene calcolato ipotizzando
che la linea dei carichi totali si mantenga parallela al fondo tra la sezione
in cui si stabilisce il tirante idrico h
2
e quella di inserimento della
controbriglia in cui si presenta laltezza critica k. In altri termini,
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Sistemazione idraulica di un corso dacqua torrentizio 7

laltezza s pari alla differenza tra la distanza e
2
della linea dei carichi
totali dal fondo corrispondente allaltezza coniugata h
2
e il carico totale
e
k
valutato nella savanella della controbriglia. Nella pratica viene spesso,
pi semplicemente, adottata unaltezza fuori terra variabile tra 0.5 e 1
m.



Figura 3 - Schema per il calcolo della distanza briglia-controbriglia

Con riferimento alla Figura 3 i parametri che caratterizzano la sezione
della briglia e la sezione 1 di corrente veloce sono dati dalle seguenti
relazioni derivate da risultati sperimentali (Paoletti, 1979) in funzione
delle grandezze adimensionali:

D (parametro di salto) =
3

d
k
con k = altezza di stato critico e d =
altezza del salto
F (numero di Froude) =
2
3

h
k
con h = altezza idrica nella sezione della
briglia

Correnti lente in arrivo: in questo caso si forma lo stato critico di altezza
k in corrispondenza di una sezione poco a monte del salto (F = 1). Si
hanno le seguenti espressioni:

433 . 0 1
55 . 0 D
d
h
=


k
h
2

h
1

l
2

l
3

s
d
k
l
1

l.c.t
e
k

e
k

H
2

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273 . 0 2
65 . 1 D
d
h
=


235 . 0 1
65 . 3 D
d
l
=



PREDIMENSIONAMENTO DELLO SPESSORE DEL
CORONAMENTO

La definizione dello spessore del coronamento si basa su formule
empiriche e su ipotesi di calcolo non sempre aderenti al reale fenomeno
fisico. Lelemento che ne rende difficile il dimensionamento la
sollecitazione cui esso viene sottoposto in seguito agli urti dei massi
trascinati dalla corrente.

Il criterio usato per il calcolo, che considera sempre la sola spinta
idrostatica, quello che impone la stabilit del muro che, con una
pendenza del 10%, si stacca verso monte dalla gaveta. Imponendo
lassenza di sforzi di trazione nel paramento di monte (il che vuol dire
che la risultante delle forze applicate passa per lestremit del terzo
medio) e considerando sempre la larghezza unitaria, si trova,
uguagliando i momenti delle forze ribaltanti e delle forze resistenti
rispetto a tale punto:

6 3 2
1
2
s
sh
h
h
m
=

da cui:

h s h
m
2 3
6
1
6
1
=
2 2
s h
m
=
e infine:

m
h s

=
poich
m

2
1
risulta:


h s 7 . 0
(11)

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Figura 4 - Schema per il dimensionamento dello spessore di coronamento per equilibrio
alla rotazione


DIMENSIONAMENTO DEL CORPO DELLA BRIGLIA A GRAVIT

Da un punto di vista statico il dimensionamento della briglia tipo
richiede di eseguire, oltre al gi visto dimensionamento dello spessore di
coronameto,

la verifica al sifonamento, in modo semplificato pu condursi
con il criterio di Bligh-Lane che consiste nel valutare il percorso
pi breve compiuto dallacqua di filtrazione da monte a valle e
nellimporre che il gradiente idraulico medio lungo tale percorso
risulti inferiore al valore limite ammissibile per il terreno0 di
fondazione (cfr. Paoletti, Lezioni di Idraulica Fluviale, 1990).
Secondo tale impostazione il percorso pi breve viene assunto
cautelativamente pari allo sviluppo del contorno dellopera a
contatto con il terreno. Il rapporto tra lo sviluppo complessivo
del percorso di filtrazione, L, ed il carico idraulico disponibile Ah
(differenza tra carico di monte e carico di valle) viene indicato
come coefficiente di scorrimento C
s
; la verifica consiste
nellimporre che C
s
risulti superiore ad un valore caratteristico
C
s
*
(funzione del tipo di terreno). In definitiva il criterio di
verifica fornisce:

L > C
s
*
h

dove C
s
*
un coefficiente che dipende dal tipo di terreno e pari in
questo caso a 4. Per tener conto della maggiore resistenza che
lacqua incontra lungo i percorsi verticali rispetto a quelli
orizzontali, la lunghezza di questi ultimi viene moltiplicata per
un fattore di riduzione pari a 1/3; per quanto riguarda i tratti
inclinati quelli che formano un angolo maggiore di 45 con
lorizzontale vengono assimilati a verticali, i rimanenti ad
orizzontali. In definitiva quindi:
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h v
L L L
3
1
+ =
Con riferimento allesempio in figura L
v
risulta dato dalla
somma delle lunghezze dei tratti AB, CD e EF, L
h
dalla somma
dei segmenti BC e DE.



la verifica al ribaltamento. Poich la briglia non venga
rovesciata necessario che la risultante di tutte le forze
applicate cada entro la base della briglia stessa. In altre parole
il momento M
s
delle forze stabilizzanti rispetto al punto estremo
di valle della briglia deve essere maggiore del momento delle
forze ribaltanti M
r
rispetto allo stesso punto. Per motivi di
sicurezza si assume che il valore del rapporto tra il momento
stabilizzante e quello ribaltante sia sensibilmente maggiore di
1. Il valore 1.5 assunto rappresenta un giusto compromesso
tra sicurezza e dimensionamento economico. Per la stabilit
dellopera dovr quindi risultare:

5 . 1 >
instab
resistente
Momento
Momento


la verifica allo slittamento. Tale verifica esige che il rapporto tra
la risultante delle azioni tangenziali resistenti (data dal prodotto
del coefficiente di attrito f per la risultante delle forze verticali
effettive agenti sul piano di posa) e la risultante delle
componenti orizzontali delle forze agenti sullopera, denominato
coefficiente di sicurezza allo scorrimento F
sc
, deve essere
almeno pari a 1.3.

Dh
A
B
C
D E
F
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3 . 1 > = f
F
F
F
instab
resistente
sc

la verifica allo schiacciamento; perch risulti verificata
necessario che la sollecitazione massima di compressione risulti
inferiore alla tensione ammissibile del materiale con cui
realizzata lopera. Poich nel corpo della briglia la tensione
massima si verifica in corrispondenza del lembo di valle, deve
essere:
amm v


Alla determinazione di o
v
si perviene considerando che essa
causata da una sollecitazione di presso flessione, per cui in
corrispondenza del piano di contatto della fondazione, larga L,
con il terreno, considerando un metro lineare di opera, risulta:

e
base Lung
F
base Lung
F
stab stab
v
2
6 + =
Essendo F
stab
la risultante delle azioni verticali effettive agenti
sul piano di posa ed e leccentricit della risultante R di tutte le
azioni effettive agenti sul piano di fondazione, ossia la distanza
del punto intersezione di R con il piano di fondazione dal
baricentro della fondazione stessa. Leccentricit e vale:

u
b
e =
2

essendo u la posizione del centro di pressione rispetto al
baricentro ottenuta calcolando il rapporto tra il momento
risultante, pari alla differenza tra il momento stabilizzante e
quello ribaltante, e la risultante delle azioni effettive verticali:

stab
r stab
F
M M
u

=

la verifica di resistenza del materiale con cui realizzata la
briglia.

In presenza di bacino di dissipazione rivestito occorrer verificare la
stabilit al galleggiamento della platea del bacino stesso.
Nelle verifiche di stabilit, a favore di sicurezza, non si terr conto
delle spinte presenti sul paramento di valle, che esercitano unazione
stabilizzante.

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Le verifiche di stabilit dovrebbero, di norma, eseguite nelle
condizioni di briglia appena costruita (prima dellinterrimento) e, a
regime, una volta che il materiale trasportato abbia interrito il volume a
monte della briglia. A meno di condizioni particolari, essendo la
condizione prima dellinterrimento la pi gravosa, si pu limitare la
verifica solamente a questo caso.

Forze verticali:

Peso proprio della parte epigea della briglia:
t c B
H
c b
P

+
=
2


Peso proprio della fondazione:
F c F
Lz P =

Peso del volume liquido gravante sopra la gavetta:
c c
h c W =

Peso del volume liquido gravante sopra il terrapieno di monte:
( )
m t m m m
h H n L W + =

Peso del terrapieno di monte:
t t m m ts m
h h n L Pt

+ =
2
1


Prima dellinterrimento a monte del manufatto, tale forza viene
sostituita dal peso del volume liquido corrispondente:
t t m m m
h h n L W

+ =
2
1
'

Peso del volume liquido gravante sopra il terrapieno di valle :
v v v t v v v
h h n z n L W

+ + =
2
1


Peso del terrapieno di valle :

t t v v ts v
z z n L Pt

+ =
2
1



Sottospinta idraulica (determinata nellipotesi di diagramma delle
pressioni trapezioidale dedotto a partire dai livelli idrici di monte e
di valle):

L
z z h z H h
S
F t v F t m
s

+ + + + +
=
2


E una forza verticale diretta verso lalto e passante per il baricentro
del diagramma delle sottopressioni.

Forze orizzontali:

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Componente orizzontale della spinta idrostatica sul paramento di
monte:
( ) [ ]
2 2
2
1
m F t m m
h z H h S + + =

Componete orizzontale della spinta del terreno di monte:
( )
2
2
F t
t a m
z h
k Sa
+
=

passante per il baricentro del diagramma delle pressioni del
terreno;

Componente orizzontale della spinta idrostatica sul paramento di
valle:
( )
2
2
F t v
v
z z h
S
+ +
=

passante per il baricentro del diagramma delle pressioni;

DATI PER LO SVOLGIMENTO :

Dislivello tratto 84 m
Larghezza dellalveo, b 30 m
Lunghezza tratto, L 2350 m
Portata di progetto, Q
100
387 m
3
/s
Portata media formativa, Q
2
80 m
3
/s
Diametro materiale alveo, d 0.07 m
Peso specifico dellacqua, 1000 kg/m
3

Coefficiente di scabrezza secondo Ks 30 m
1/3
s
-1


CARATTERISTICHE DEL TERRENO DI FONDAZIONE

Peso specifico del terreno secco,
t
1700 kg/m
3

Porosit, p 30%
Angolo di attrito interno, 35
Peso specifico del terreno saturo,
ts
=

t
+ p
2000 kg/m
3

Coesione, C 0
Coefficiente di spinta attiva, K
a
=
tg
2
(45- /2)
0.27
Coefficiente di attrito, f = tg 0.70
Tensione di rottura del terreno,
r
1.0 kg/cm
2


CARATTERISTICHE DEL MATERIALE DI INTERRIMENTO
(coincidenti con quelle relative al terreno di fondazione)

Peso specifico del terreno secco,
t
1700 kg/m
3

Porosit, p 30%
Angolo di attrito interno, 35
Peso specifico del terreno saturo,
ts
= 2000 kg/m
3

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t
+ p
Coesione, C 0
Coefficiente di spinta attiva, K
a
=
tg
2
(45- /2)
0.27
Coefficiente di attrito, f = tg 0.70
Tensione di rottura del terreno,
r
1.0 kg/cm
2


CARATTERISTICHE DEL CALCESTRUZZO

Peso specifico,
c
2400 kg/m
3

Tensione ammissibile a compressione,

r

40 kg/cm
2

Tensione di rottura a trazione, k
tr
10 kg/cm
2


GRANDEZZE GEOMETRICHE DELLA STRUTTURA IN ELEVAZIONE

Scarpa di valle, n
v
0.20
Scarpa di monte, n
m
0.33
Spessore alla base, b 2.30 m
Affondamento fondazione, z
t
0.50 m

GRANDEZZE GEOMETRICHE DELLA STRUTTURA IN FONDAZIONE

Spessore fondazione, z
F
1.30 m
Lunghezza tratto di monte della
fondazione, L
m

3 m
Lunghezza tratto di valle della
fondazione, L
v

1.70 m
Lunghezza della fondazione, L 7 m



















Figura 4 - Schema della briglia



h
t

h
m

h
c

h
s

h
v

z
F

z
t

H
H
t

L
m
L
v
L

b

c

n
v
H
t
n
m
H
t
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Figura 5 - Schema delle forze agenti sulla briglia


Sa
m

S
m

Sa
v

S
v

S
s

Pt
m

W
v

Pt
v

P
B

P
F

W
m

W
c