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Briglie

Dimensionare e verificare la stabilità di una briglia da realizzarsi in un alveo fluviale caratterizzato da:

Q = 80 m3/s portata di progetto;

b = 50 m larghezza alveo;

if = 0.1 pendenza alveo;

hv = 3 m tirante idrico a valle della briglia;

Cq = 0.385 coefficiente di portata;

γcls = 24000 N/m3 peso specifico calcestruzzo;

γd = 26000 N/m3 peso specifico del materiale di sedimento;

γa = 9810 N/m3 peso specifico dell’acqua;

φ = 30° angolo di resistenza al taglio;

n = 0.32 porosità;

K0 = 0.5 coefficiente di spinta laterale a riposo;

μ = 0.6 coefficiente di attrito muro – terreno;

dmax = 30 mm massimo diametro del materiale trasportato dalla corrente;

d90 = 10 mm diametro del materiale di fondo.

Generalità

Le briglie sono opere trasversali emergenti di altezza limitata, utilizzate per ridurre la pendenza naturale del
fondo dell’alveo. Nel caso di corsi d’acqua di trasporto esse permettono di formare, a monte, delle casse di
trattenuta o piazze di deposito in cui si deposita il materiale solido trasportato dalla corrente (briglie di
trattenuta). Nel caso di corsi d’acqua di scavo esse permettono di innalzare il fondo dell’alveo provocando
una riduzione della pendenza e del fenomeno erosivo (briglie di consolidamento). Si classificano, quindi, sia
in base alla tipologia di corso d’acqua in cui saranno inserite sia in base alla funzione da assolvere. Nella
figura sottostante è riportata una sistemazione d’alveo comprendente una serie di briglie opportunamente
distanziate: tale distanza dovrebbe consentire l’instaurarsi, per la portata di progetto, di uno stato di moto
uniforme.
A livello legislativo le opere di sbarramento sono disciplinate dal Regolamento Italiano Dighe 1/11/1959, n.
1363, aggiornato dal D.M. 24/03/1982 solo nel caso in cui abbiano un’altezza superiore a 10 m, o invaso
maggiore o uguale a 100000 m3. Poiché tali norme risultano molto restrittive e rigorose si preferisce che le
briglie, che abitualmente generano invasi temporanei, non superino i 10 m di altezza.

Dimensionamento

Il dimensionamento delle briglie avviene attraverso le seguenti fasi:

 calcolo pendenza di compenso (o di equilibrio);

 dimensionamento gaveta;

 dimensionamento fondazione;

 assegnazione caratteristiche geometriche briglia;

 analisi sollecitazioni;

 verifiche di stabilità.

Sia l’analisi delle sollecitazioni che le verifiche di stabilità devono essere effettuate in tre differenti situazioni:

 prima dell’interrimento;

 dopo l’interrimento senza dreni;

 dopo l’interrimento con dreni.

Calcolo pendenza di compenso (o di equilibrio)

La pendenza di compenso, o di equilibrio, è la pendenza che dovrà possedere l’alveo fluviale dopo la
realizzazione della briglia affinchè esso risulti in condizioni di equilibrio (sia cioè in condizioni di trasporto
nullo o di compensazione tra materiali erosi e materiali depositati); esistono tre metodi per calcolarla:

 metodo di Chezy

d
i=k�
RH
con k coefficiente dipendente dall’alveo fluviale, d dimensione media del materiale più grossolano,
Rh raggio idraulico;

 metodo di Gauckler – Strickler

( g - g ) �d
i = 0.06 � s
g RH

6/7
� �
� �
� Q �
RH = � �
�K � �g s � �
� �g - 1 �
GS P �0.06 � �d

� � � �

26
K GS = 1/6
d90

In tale metodo si procede per tentativi in quanto R h e P dipendono dalle stesse quantità: come
primo tentativo si pone P = b (con b larghezza dell’alveo) e si procede variando R h fino a quando non
risulta soddisfatta l’equazione:

Q = A� RH2/3 �
K GS � i1/2

 metodo di Kosclovic

1
i= 2 2
1 - 1.5 � i f �d max � �l �
3+ �
� �� � �
i f + i f �d cr � �lcr �
3

con if pendenza iniziale dell’alveo di fondo, d max dimensione massima del materiale trasportato dalla
corrente, dcr diametro critico, l larghezza dell’alveo prima della sistemazione, l cr larghezza dell’alveo
dopo la sistemazione.

Si nota che solo il metodo di Kosclovic tiene in conto le modifiche subite dall’alveo dopo la sistemazione.

Dimensionamento gaveta:

Nel caso di gaveta trapezoidale, fissata la portata Q di progetto, i modi di deflusso sono due: uno relativo
alla situazione prima dell’interrimento e l’altro relativo alla situazione in cui il tronco di monte abbia assunto
la pendenza di progetto. Nel primo caso il deflusso sulla gaveta è a stramazzo in parete grossa e vale
l’espressione:

Cq
Q= ( 11�
� b1 ) �
b0 + 4 � h0 � 2 ��
g h0
15

con b0 e b1 basi minore e maggiore della gaveta e h 0 tirante idrico a monte della gaveta (sulla soglia l’altezza
della lama d’acqua è pari a 2/3 h0). Dopo il riempimento di monte non è più lecito trascurare la velocità
della corrente, essendo quasi sempre rapida, e l’altezza sulla soglia si può determinare utilizzando
l’equazione del moto permanente oppure quella del moto uniforme, a seconda dei casi. L’altezza della
gaveta va comunque determinata facendo riferimento al primo caso, tranne che per riempimento assai
rapido. La linea dell’energia sulla soglia deve possedere una quota inferiore a quella della sommità delle ali.

Nel caso di gaveta rettangolare l’equazione valida per gaveta trapezoidale diventa:

Q = 1.71 ��
b h 3/2

2/3
�Q �
h = 0.7 �
� �
�b �

Dimensionamento fondazione

La fondazione deve essere dimensionata in maniera tale che la sua altezza P sia maggiore dello scavo S max
prodotto dall’acqua a valle della briglia (salto sul fondo) altrimenti tale scavo porta alla rottura dell’opera per
ribaltamento. Lo scavo a valle di un salto sul fondo non protetto può essere calcolato con la formula di
Schoklitsch:

( H + h0 - hv )
0.2
q 0.57

S max = 4.75 � - hv
d900.32

con hv tirante idrico a valle della briglia, q portata specifica e d 90 diametro del materiale di fondo.

Per non realizzare fondazioni di dimensioni elevate è possibile inserire, a valle della briglia, una
controbriglia, di dimensioni ridotte rispetto alla briglia, che ha la funzione di contenere l’azione erosiva.
Assegnazione caratteristiche geometriche briglia

A partire dai dati di progetto sono stati calcolati:

( 1 - n)
gt = gd � peso specifico del terreno;

g sat = g d + ( n �
ga ) peso specifico del terreno saturo;

� f�
K A = tan 2 �45�- � coefficiente di spinta attiva;
� 2�

La briglia sarà caratterizzata da:

H altezza totale;

P altezza fondazione

B larghezza fondazione;

B1 spessore al coronamento

B2 spessore alla base del muro;

b1 larghezza mensolotto interno della fondazione;

b2 larghezza mensolotto esterno della fondazione;

i pendenza paramento esterno.

Per dimensionare l’altezza della gaveta al valore ottenuto dai calcoli si aggiunge un franco di sicurezza.
Analisi sollecitazioni

Nei manufatti a gravità, quali sono le briglie, la situazione più svantaggiosa, ai fini delle verifiche di stabilità,
si realizza nella parte centrale della sezione trasversale dell’opera, in corrispondenza della gaveta, in quanto
in tale zona manca il contributo stabilizzante fornito dal peso proprio della parte di briglia che sovrasta la
soglia sfiorante. Nei manufatti che resistono alle sollecitazioni per capacità propria del materiale, quali le
opere in calcestruzzo armato, la situazione più svantaggiosa si realizza nelle ali, non essendo determinante,
ai fini della stabilità, il peso proprio delle differenti parti dell’opera.

Per agevolare il calcolo delle sollecitazioni prodotte dalla briglia è possibile suddividere la briglia in tre
elementi, come indicato nella figura precedente.

Sollecitazioni prodotte dagli elementi della briglia

Elem. Peso Gi Braccio dgi

B1
1 g cls � ( H - P)
B1 � b2 + ( B2 - B1 ) +
2

1 2
2 ( B2 - B1 ) �
g cls �
� ( H - P) b2 + �( B2 - B1 )
2 3

B
3 g cls �
B�P
2

Sollecitazioni agenti sulla briglia prima dell’interrimento

Forza Braccio
Spinta idraulica di monte H
SI m1 = g a ��
h H
1 2

Spinta idraulica di monte 1 H


SI m 2 = ga �
� H2
2 2 3

Spinta del terreno di 1 P


monte
STm = ( g sat - g a ) �K A �P 2

2 3

Spinta idraulica di valle 1 hv


SI v = ga �
� hv2
2 3

Spinta del terreno di valle 1 P


STv = ( g sat - g a ) �K 0 �P 2

2 3

Sottospinta 1 B
SP1 = g a �
B�hv
2

Sottospinta 2 1 2
SP2 = ga �
� B�( H + h - hv ) �
B
2 3

Peso agente sul b1


mensolotto di monte
Wm = g a � ( H - P)
b1 � b2 + B2 +
2

Peso agente sul b2


mensolotto di valle 1
Wv1 = g a � ( hv - P )
b2 �
2

Peso agente sul 1 1


( hv - P ) ( hv - P ) �
2
Wv 2 = ga �
� i� b2 + � i
mensolotto di valle 2 2 3

Sollecitazioni agenti sulla briglia dopo l’interrimento senza dreni

Forza Braccio
Spinta idraulica di monte H
SI m1 = g a ��
h H
1 2

Spinta idraulica di monte 1 H


SI m 2 = ga �
� H2
2 2 3

Spinta del terreno di 1 H


monte
STm = ( g sat - g a ) �K A �H 2

2 3

Spinta idraulica di valle 1 hv


SI v = ga �
� hv2
2 3

Spinta del terreno di valle 1 P


STv = ( g sat - g a ) �K 0 �P 2

2 3

Sottospinta 1 B
SP1 = g a �
B�hv
2

Sottospinta 2 1 2
SP2 = ga �
� B�( H + h - hv ) �
B
2 3

Peso agente sul b1


mensolotto di monte
Wm = g sat � ( H - P)
b1 � b2 + B2 +
2

Peso agente sul b2


mensolotto di valle 1
Wv1 = g a � ( hv - P )
b2 �
2

Peso agente sul 1 1


( hv - P ) ( hv - P ) �
2
Wv 2 = ga �
� i� b2 + � i
mensolotto di valle 2 2 3

Sollecitazioni agenti sulla briglia dopo l’interrimento con dreni

Forza Braccio
Spinta idraulica di monte 1 H
SI m1 = g a ��
h H�
KA
2

Spinta idraulica di monte 2 1 hv


SI m 2 = ga �
� hv2
2 3

Spinta del terreno di monte 1 1 1


( H - hv ) ( H - hv )
2
STm1 = gt �
� KA � hv + �
2 3

Spinta del terreno di monte 2 hv


STm 2 = g t �
KA � ( H - hv )
hv �
2

Spinta del terreno di monte 3 1 hv


STm3 = ( g sat - g a ) �K A �hv2

2 3

Spinta idraulica di valle 1 hv


SI v = ga �
� hv2
2 3

Spinta del terreno di valle 1 P


STv = ( g sat - g a ) �K 0 �P 2

2 3

Sottospinta B
SP = g a �
B�hv
2

Peso agente sul mensolotto di monte b1


Wm = g sat � ( hv - P ) + g t �
b1 � ( H - hv )
b1 � b2 + B2 +
2

Peso agente sul mensolotto di valle b2


1
Wv1 = g a � ( hv - P )
b2 �
2

Peso agente sul mensolotto di valle 1 1


( hv - P ) ( hv - P ) �
2
Wv 2 = ga �
� i� b2 + � i
2 2 3

Verifiche di stabilità

E’ necessario verificare la stabilità delle briglie, nelle tre situazioni precedentemente descritte,
relativamente alle problematiche di:

 scorrimento;

 ribaltamento;

 schiacciamento del terreno;

 sifonamento.

Verifica allo scorrimento


Nella verifica allo scorrimento si deve considerare che la traslazione dell’intero blocco murario è ostacolata
dall’attrito tra la base della fondazione ed il terreno; affinchè non si abbia scorrimento bisogna verificare
che:

CS �CS min

con:

m�RV
CS = coefficiente di sicurezza allo scorrimento;
Ro

CS min = 1.3 valore minimo del coefficiente di sicurezza allo scorrimento;

RV risultante delle forze verticali;

Ro risultante delle forze orizzontali.

Caso Rv Ro

Prima G1 + G2 + G3 + Wm + SI m1 + SI m 2 +
interrimento +Wv1 + Wv 2 - SP1 - SP2 + STm - SI v - STv

Dopo G1 + G2 + G3 + Wm + SI m1 + SI m 2 +
interrimento
+Wv1 + Wv 2 - SP1 - SP2 + STm - SI v - STv
senza dreni

Dopo SI m1 + SI m 2 +
G1 + G2 + G3 + Wm +
interrimento + STm1 + STm 2 +
+Wv1 + Wv 2 - SP
con dreni + STm 3 - SI v - STv

Verifica al ribaltamento

Nella verifica al ribaltamento bisogna verificare che:

CR �CR min

con:

M Stab
CR = coefficiente di sicurezza al ribaltamento;
M Inst

CR min = 1.5 valore minimo del coefficiente di sicurezza al ribaltamento;

M Stab momento prodotto dalle forze stabilizzanti;

M Inst momento prodotto dalle forze instabilizzanti.

Caso MS MI
M G1 + M G2 + M G3 +
Prima M SI m1 + M SI m 2 +
M Wm + M Wv1 + M Wv 2 +
interrimento + M STm + M SP1 + M SP2
+ M SIv + M STv

M G1 + M G2 + M G3 +
Dopo M SI m1 + M SI m 2 +
interrimento M Wm + M Wv1 + M Wv 2 +
+ M STm + M SP1 + M SP2
senza dreni + M SIv + M STv

M G1 + M G2 + M G3 + M SI m1 + M SI m 2 +
Dopo
interrimento M Wm + M Wv1 + M Wv 2 + + M STm1 + M STm 2 +
con dreni + M SIv + M STv + M STm 3 + M SP

Verifica allo schiacciamento del terreno

Nella verifica allo schiacciamento del terreno bisogna verificare che il carico massimo agente sul terreno sia
inferiore alla portanza del terreno, cioè il carico massimo che il terreno è in grado di sopportare senza subire
deformazioni o cedimenti; affinchè la verifica risulti soddisfatta bisogna verificare che:

s max < s amm

con:

N My B
s max = + �
A Iy 2

N = Rv sforzo normale;

A=B area della fondazione (si assume profondità unitaria);

B3
Iy = momento d’inerzia rispetto all’asse y;
12

M y = Rv �
eG momento rispetto all’asse y;

Rv 6 �
N� eG
s max = + per sezione totalmente reagente;
B B2

2�
Rv
s max = per sezione parzialmente reagente;
eO
3�

B O
eG = -e eccentricità della risultante di tutte le forze (orizzontali e
2
verticali) agenti sul piano di fondazione, rispetto al baricentro;
M stab - M inst
eO = eccentricità della risultante di tutte le forze (orizzontali e
Rv
verticali) agenti sul piano di fondazione, rispetto al polo O;

1
s amm = �qlim
3

1
qlim =
2
( g sat - g a ) ��
� � ( )
eG �
B - 2� ��
Ng carico limite;

( 1 + N q ) �tan ( f )
Ng = 2 � fattore di capacità portante dovuto al peso proprio del
terreno;

� f�
N q = tan �
45�+ � p�
exp �
� tan ( f ) � fattore di capacità portante dovuto al sovraccarico.
� 2� � �

Verifica al sifonamento

Uno dei problemi maggiori a cui sono soggette le briglie è il sifonamento: in presenza di una differenza di
carico monte – valle si genera un moto di filtrazione che asporta terreno a valle provocando l’instabilità
dell’opera; tali moti possono generare due fenomeni:

 heaving – l’acqua si infiltra sotto la fondazione e, risalendo, provoca il sollevamento del terreno di
valle;

 piping – al di sotto della struttura si forma un cunicolo sotterraneo e l’opera sprofonda.

La verifica al sifonamento è indipendente dalle condizioni al contorno (prima e dopo l’interrimento, con e
senza dreni) ed interessa solamente la fondazione della struttura.

Tale verifica si può condurre seguendo il metodo proposto da Lane:

F > F*

con:

B
P+
2�
F= 3 per briglia a fondazione rettangolare;
H + h - hv

F* valore minimo dipendente dalla tipologia di terreno.

F* Tipologia di terreno

8.5 sabbia molto fine, limo

7 sabbia fine

6 sabbia media
5 sabbia grossa

4 ghiaia fine

3.5 ghiaia media

3 ghiaia grossa

3 argilla molle

2.5 massi (ciottoli e ghiaia)

2 argilla media

1.8 argilla compatta

1.6 argilla molto compatta

Se la verifica non dovesse risultare soddisfatta è possibile inserire un taglione che aumenta il percorso
filtrante, in tal caso si ha:

Lo1 + Lo2
Lv1 + Lv2 + Lv3 +
F= 3
H + h - hv