Sei sulla pagina 1di 77

2

opere di stabilizzazione
degli ammassi
opere di stabilizzazione
e consolidamento dell'alveo
briglia frangicolata
valli e muri
deviatori
cunettone
piazza di
deposito
opere di
rinforzo al piede
e consolidamento
opere di stabilizzazione
sovrapasso
piazza di
deposito
dell'alveo
Opere di difesa e di sistemazione
Opere di difesa e di sistemazione
3
Opere di difesa e di sistemazione
Opere di difesa e di sistemazione
Opere disposte trasversalmente alla corrente
Funzione di controllare direttamente levoluzione
morfologica dellalveo, impedendone lerosione o
provocandone linnalzamento
Difesa delle sponde mediante il rallentamento della corrente
e la conseguente riduzione della capacit erosiva
Opere longitudinali
Compiti di contenimento della corrente
Difesa delle sponde dallerosione
4
Opere di difesa trasversali
Opere di difesa trasversali
Soglie
Traverse completamente inserite nellalveo del fiume, oppure
salti di fondo abbastanza modesti (ad esempio inferiori al
metro), a valle dei quali in genere la corrente si mantiene
radente al fondo senza dare luogo ad un effetto di vena
libera
Briglie
Opere di dimensione maggiore, nelle quali la vena che
abbandona la briglia fluisce liberamente con il bordo inferiore
a contatto con latmosfera. La loro funzione essenzialmente
quella di ridurre, in diverso modo ed in diversa misura, il
trasporto solido di un torrente intervenendo direttamente sul
flusso dei sedimenti, oppure indirettamente riducendo la sua
capacit di trasporto.
5
Assetto di regime dell
Assetto di regime dell

alveo sistemato
alveo sistemato
Alterazione locale del deflusso della corrente
(generalmente inducendone a monte un
rallentamento)
deposito del materiale solido
variazione morfologica praticamente definitiva (briglie
chiuse), o pi o meno provvisoria (briglie aperte)
2 criteri per valutare la nuova pendenza di progetto
2 criteri per valutare la nuova pendenza di progetto
del fondo del torrente
del fondo del torrente
Pendenza di
compensazione
Pendenza di
equilibrio (o di
trasporto)
6
Pendenza di compensazione
Pendenza di compensazione
calcolata nellipotesi che essa sia tale da impedire
totalmente il trasporto solido. Viene quindi imposta la
condizione di incipiente movimento per il materiale
dalveo. Questa condizione si ottiene ad esempio
utilizzando il criterio di Shields criterio di Shields
7
Pendenza di equilibrio (o trasporto)
Pendenza di equilibrio (o trasporto)
Contrariamente al caso precedente si ammette invece la
presenza di trasporto solido, per cui la nuova pendenza
dellalveo sar quella in equilibrio con la portata solida,
che deve essere assegnata a priori.
Indicata con q
s
la portata solida per unit di larghezza, la
pendenza di equilibrio ricavabile da una formula di
trasporto solido. Usando ad esempio la formula di Meyer-
Peter Mller:
posto
12
Briglie chiuse
Briglie chiuse
13
Briglie chiuse
Briglie chiuse
14
Briglie chiuse
Briglie chiuse
15
Briglie chiuse
Briglie chiuse
16
Briglie chiuse
Briglie chiuse
17
Briglie chiuse
Briglie chiuse
19
Briglie chiuse
Briglie chiuse
Il numero delle briglie viene calcolato
una volta che sia fissata laltezza media
delle briglie Y
b
, sulla base della quota
della sezione superiore h
sup
e di quella
inferiore h
inf
del tratto da sistemare.
26
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Schoklitsch:
le altezze devono essere espresse in metri, il diametro del materiale dalveo,
d
90
, espresso in [mm], la portata per unit di larghezza q espressa in
[m
3
/s/m]
Veronese:
27
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Il contenimento dell contenimento dell erosione erosione pu essere ottenuto corazzando corazzando
l l alveo di valle alveo di valle con materiale di pezzatura sufficientemente
grande, sulla base della relazioni precedenti. bene
ricordare che il materasso di materiale grossolano deve
essere sufficientemente profondo, poich lo scalzamento di
parte del materiale di superficie potrebbe mettere a nudo gli
stati inferiori, che, se di granulometria troppo sottile,
potrebbero essere facilmente asportati dalla corrente
provocando il collasso della struttura.
Il valore dellerosione a valle di una briglia dipende in maniera
determinante dal valore del tirante di valle h
v1
. Tale tirante
dipende, a sua volta, dalle condizioni di valle, ed anzi
lerosione stessa pu essere controllata agendo appunto
sulle condizioni di valle condizioni di valle.
28
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Il primo accertamento da eseguire anzitutto quello relativo alle
condizioni di corrente che si vengono ad instaurare nella sezione
di valle (v
1
v
1
): condizioni di corrente lenta oppure condizioni di
corrente veloce.
In prima approssimazione si pu fare lipotesi che il deflusso a valle
del salto sia libero. In questo caso il livello h
v1
pu essere calcato
nellipotesi, cautelativa, di conservazione dell conservazione dell energia meccanica energia meccanica
tra la sezione di sfioro della briglia e la sezione (v
1
v
1
). Viene
trascurata la dissipazione denergia che avviene prevalentemente
allinterno del cuscino dacqua al di sotto della vena sfiorante.
Tale ipotesi comporta, a favore di sicurezza, una sottostima del
tirante idrico di valle h
v1
ed una sovrastima della velocit. Di
conseguenza si sovrastima la spinta totale nella sezione di valle e
quindi il tirante idrico nel cuscino sotto la vena.
29
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
La spinta totale spinta totale S S
v1 v1
= ( = ( h h
G G
A+ A+ QA) QA)
v1 v1
nella sezione (v
1
v
1
) va
confrontata con la spinta totale corrispondente al livello che si
ottiene dal calcolo del profilo di moto permanente partendo dalle
sezione di controllo di valle.
Se la spinta totale S
v1
risulta minore della spinta totale
corrispondente al livello di corrente lenta cos ottenuto allora si
certamente in condizioni di risalto annegato e il livello di corrente
lenta pu essere assunto come quota nella sezione (v
1
v
1
)
invece della quota calcolata dalla relazione precedente.
In caso contrario la relazione precedente va utilizzata per calcolare
la quota da introdurre nella relazione di Schoklitsch o di
Veronese.
30
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
A valle della briglia possibile realizzare una soglia (o controbriglia controbriglia),
per alzare il livello nella zona di impatto del getto e ridurre cos
lerosione localizzata.
Laltezza della controbriglia pu essere calcolata nellipotesi di
conservazione dellenergia meccanica tra la sezione 2 e la
sezione della controbriglia, assumendo che al di sopra di essa si
instaurino le condizioni critiche.
31
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Fenomeni erosivi a valle di una briglia
Tra la sezione della controbriglia e la sezione (v
2
v
2
) il profilo pu
essere calcolato con gli usuali procedimenti per i profili di moto
permanente.
Se il tratto breve si trascurano le perdite e si assume la
conservazione dellenergia meccanica.
necessario verificare ancora che la spinta totale corrispondente al
nuovo livello in (v
2
v
2
) sia maggiore di quella corrispondente alla
h
v1
calcolata nella sezione (v
1
v
1
).
In questo caso il risalto viene ad essere annegato e lentit
dellerosione ridotta.
32
Verifiche statiche sulle briglie chiuse
Verifiche statiche sulle briglie chiuse
La verifica statica delle briglie deve essere fatta nelle condizioni di
carico pi gravose, ossia sia nella ipotesi che la parte a monte
della briglia non sia ancora riempita briglia non sia ancora riempita (la mancanza del peso del
materiale a monte della briglia gioca a sfavore della stabilit) ma
anche nellipotesi che la parte a monte della briglia sia riempita briglia sia riempita
dal materiale solido (in questo caso a sfavore della stabilit gioca
la spinta orizzontale esercitata dal materiale stesso).
Le forze che intervengono nellequilibrio statico della briglia e che
devono essere messe in conto per:
verifica allo scorrimento
verifica al ribaltamento
verifica allo schiacciamento del terreno di fondazione
verifica al sifonamento
34
Briglie chiuse ed aperte
Briglie chiuse ed aperte
Opere di difesa trasversali realizzate al fine di ridurre, in
diverso modo ed in diversa misura, il trasporto solido di un
torrente intervenendo direttamente sul flusso dei sedimenti
oppure indirettamente riducendo la sua capacit di
trasporto
Briglie chiuse:
impermeabili al
trasporto dei sedimenti
35
Briglie chiuse ed aperte
Briglie chiuse ed aperte
Opere di difesa trasversali realizzate al fine di ridurre, in
diverso modo ed in diversa misura, il trasporto solido di un
torrente intervenendo direttamente sul flusso dei sedimenti
oppure indirettamente riducendo la sua capacit di
trasporto
Briglie chiuse:
impermeabili al
trasporto dei sedimenti
Briglie aperte:
permeabili al
trasporto dei
sedimenti
36
Briglie aperte
Briglie aperte
Briglie a griglia: sbarramenti al cui interno
sono ricavate una o pi aperture di diverse forme
presidiate da griglie, il cui scopo il
trattenimento dei sedimenti di dimensione
maggiore mediante
vagliatura meccanica
vagliatura meccanica.
37
Briglie aperte
Briglie aperte
Briglie a fessura: sbarramenti al cui interno vengono ricavate
una o pi aperture verticali relativamente strette, che si estendono
dal basamento dellopera fino alla soglia della gaveta. Nellipotesi
che la corrente di monte sia supercritica, lo scopo della fessura di
provocare a monte un profilo di rigurgito, con passaggio in corrente
lenta e riduzione della capacit di trasporto, tale da consentire il
depositarsi delle granulometrie di dimensioni maggiori (azione azione
idrodinamica idrodinamica)
39
Restringimenti in alvei a fondo fisso
Restringimenti in alvei a fondo fisso
h
H
i
0
> i
c
H
0
> H'
c
h
c
0=3
1
2
S2
h
0
h
c
b B
S2
0
1
2
3
h
H
i0 > ic
H0 < H'c
h
c
0=5
1
2
h
0
3
4
S1
S3
h
0
h
c
b B
S3
0
2
3
4
5
1
4'
S2
S1
40
Restringimenti in alvei a fondo fisso
Restringimenti in alvei a fondo fisso
h
0
h
c
b B
S3
0
2
3
4
5
1
4'
S2
S1
Sezione
rettangolare e
larga:
53
Briglie a fessura
Briglie a fessura
Nel tratto in corrente lenta che inizialmente si forma a monte
della briglia il materiale di dimensioni maggiori sedimenta
per primo, mentre il materiale pi`u sottile, dotato di mobilit
sufficiente, pu transitare verso valle. Il funzionamento di
questo tipo di briglia si basa quindi su una selezione di tipo selezione di tipo
idrodinamico idrodinamico. Il dimensionamento ottimale della apertura
dovrebbe indurre la sedimentazione dei materiali di
dimensioni maggiori lontano dalla fessura e perci
impedirne lintasamento.
In prima approssimazione la dimensione del materiale
trattenuto pu essere valutata, almeno nella fase iniziale,
sulla base della condizione di moto incipiente di Shields.
54
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia aperta a
pettine:
55
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia aperta a pettine
riempita:
56
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia a travi orizzontali, tipo Genet:
57
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia a finestra:
58
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia a finestra:
59
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Stessa briglia a finestra
riempita:
60
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia a finestra:
61
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Schema di briglia in struttura
reticolare:
62
Altre tipologie di briglie aperte
Altre tipologie di briglie aperte
Briglia a funi:
68
Vantaggi delle briglie a fessura
Vantaggi delle briglie a fessura
laminazione della portata solida
autopulizia del deposito (durante la fase decrescente della piena o
durante le piene minori viene rilasciata una portata solida maggiore di quella
proveniente da monte)
selezione granulometrica (viene trattenuto solamente il materiale
di dimensioni maggiori)
libero deflusso del materiale solido verso valle per
le portate di magra
possibilit per la fauna ittica di risalire la corrente
70
Opere idrauliche di difesa spondale
Opere idrauliche di difesa spondale
Opere costruite per contenere i corsi dacqua entro limiti
laterali compatibili con le attivit antropiche,
proteggendo gli insediamenti e le attivit produttive
dalle inondazioni.
Crescente valore delle
attivit antropiche
Rettificazione e sottrazione di aree esondabili
Riduzione della capacit di laminazione
Interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione
Interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione
Crescente richiesta
di sicurezza
71
Opere idrauliche di difesa spondale
Opere idrauliche di difesa spondale
Tracciato naturale Tracciato rettificato
Lachat, 2001
72
Opere idrauliche di difesa spondale
Opere idrauliche di difesa spondale
Tracciato naturale Tracciato rettificato
Lachat, 2001
73
Opere idrauliche di difesa spondale
Opere idrauliche di difesa spondale
Tracciato naturale Tracciato rettificato
Lachat, 2001
74
Arginature
Arginature
Le arginature sono delle opere di contenimento longitudinale opere di contenimento longitudinale del
corso dacqua, costruite per limitare larea di esondazione in caso
di piena. In genere gli di un corso dacqua si innalzano al di sopra
del piano di campagna. Spesso gli argini attuali dei fiumi sono
frutto di successivi innalzamenti costruiti dopo che si constatato
che la precedente arginatura era insufficiente, sia per sottostima
della portata fluente, sia per innalzamento dellalveo dovuto al
deposito di inerti
Gli argini sono costituiti in materiale materiale argillo argillo- -terroso terroso, senza ciottoli e
senza sterpi a bassa permeabilit (con coefficiente di filtrazione k
dellordine di 10
5
cm s
1
).
Se non disponibile materiale idoneo in misura sufficiente,
possibile costruire un nucleo centrale nucleo centrale con il materiale pi
impermeabile e disporre il materiale meno impermeabile
lateralmente.
75
Arginature
Arginature
comunque da evitare limpiego di argilla pura sulle parti emergenti,
poich questa soggetta ad essiccamento. Largine va
opportunamente ammorsato ammorsato nel terreno nel terreno, fino a raggiungere, se
possibile, uno strato impermeabile e attuando, se necessario, delle
indentature nel terreno stesso.
Il rilevato arginale emergente va quindi coperto a verde coperto a verde con
seminagioni o applicazione di zolle erbose dello spessore di circa
10 cm.
La pendenza del rilevato arginale verso il lato fiume (petto di solito
di 1.5 : 1, mentre da lato campagna spalla essa pu essere minore:
2 : 1 o pi. La sommit arginale (corona) deve essere
sufficientemente larga da consentire laccesso ai mezzi di servizio
(almeno 4m).
77
Arginature
Arginature
78
Arginature
Arginature
Laltezza dellargine viene calcolata rispetto alla piena di
progetto sulla base dei profili di moto vario, o nei casi pi
semplici in base a profili di moto permanente. necessario
garantire un margine di sicurezza rispetto ai valori calcolati:
franco arginale franco arginale.
Il franco arginale di solito non inferiore al metro. Particolare
cura dovr essere posta nella stima del franco arginale in
prossimit degli attraversamenti attraversamenti, per garantire il passaggio di
materiale vegetale trasportato in casi di piena.
Questo cautela particolarmente necessaria se il corso
dacqua si trova in piena in corrente supercritica corrente supercritica, poich in
questo caso un restringimento della sezione comporta un
innalzamento del pelo libero.
Il calcolo dei livelli di piena in moto uniforme Il calcolo dei livelli di piena in moto uniforme generalmente generalmente
insufficiente e pu portare a sottostime pericolose per la sicur insufficiente e pu portare a sottostime pericolose per la sicurezza. ezza.
79
Verifica al sifonamento
Verifica al sifonamento
Di norma la sezione arginale deve contenere la linea di infiltrazione
nelle condizioni di piena pi sfavorevoli. Il problema pu essere
affrontato tracciando il reticolato di flusso del moto di filtrazione
in condizioni stazionarie. L L eccesso di pressioni neutre al piede eccesso di pressioni neutre al piede
dellargine pu innescare fenomeni di sifonamento, con la
creazione di vie preferenziali del moto di filtrazione di notevole
intensit (fontanazzi), che se non controllati possono portare anche
al collasso arginale.
La sicurezza nei confronti del sifonamento pu essere essere valutata
in maniera speditiva utilizzando il criterio di Bligh (1910), sulla
base del rapporto C = L/h, tra la lunghezza L del percorso pi
breve che lacqua compie attraverso il terreno di fondazione
dellargine e il carico idraulico h.
80
Verifica al sifonamento
Verifica al sifonamento
La stessa regola stata successivamente modificata da Lane,
per tener conto dellanisotropia del terreno.
L
v
ed L
o
sono le proiezioni in direzione verticale ed orizzontale della
lunghezza del percorso pi breve compiuto dallacqua attraverso
largine.
85
Muri di sponda
Muri di sponda
Il muro di sponda ha essenzialmente la funzione di contenere la
corrente idrica allinterno di un alveo bene definito. I muri di
sponda sono necessari dove la scarsa disponibilit scarsa disponibilit di terreni non
consente luso di scarpate a pendenza dolce.
In questi casi non sembrano possibili alternative a i muri di sponda,
se non rimodellando completamente la sezione e rendendola
quindi pi larga in sommit: questo difficilmente possibile
allinterno dei centri abitati.
90
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
Provincia Autonoma di Trento, 1991
Torrente Adon (TN)
prima dellintervento
dopo lintervento
91
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
Impatto ambientale ridotto rispetto ai muri di sponda
tradizionali;
Basso costo;
Facilit di posa in opera;
Elasticit strutturale;
Instaurazione di microambienti tra i massi favorevoli
alla crescita di comunit biologiche;
Biodiversit;
Possibilit di innesto di cespugli vivi tra i massi.
92
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
Da Deppo et al., 2000
93
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
94
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
95
Protezioni di sponda in massi sciolti
Protezioni di sponda in massi sciolti
96
Protezioni di sponda in massi sciolti:
Protezioni di sponda in massi sciolti:
progettazione
progettazione
Effetto della pendenza del fondo
Utilizzo del criterio di Shields modificato:
0
2
*
=
|
|
.
|

\
|

cr
d g
u
w
w s


=
densit relativa
delle protezioni
angolo di attrito
delle protezioni

Effetto della pendenza delle sponde


sp
Effetto della bassa sommergenza (h/d 1)
Non uniformit del moto e della sezione
|
|
.
|

\
|

tan
sin
cos

s
s

2
2
sin
sin
1
sp

(
(

|
.
|

\
|
+
5 . 0
67 . 0 1
h
d
97
Protezioni di sponda in massi sciolti:
Protezioni di sponda in massi sciolti:
progettazione
progettazione
Omogeneit della pezzatura della protezione:
50 max
2d d
(Jansen et al., 1979)
(Maynord, 1985)
32 . 0
15
85
30 50
|
|
.
|

\
|
=
d
d
d d
20 50
2d d
Distribuzione granulometrica ottimale:
98
Cunettoni
Cunettoni
I cunettoni vengono di solito costruiti quando un corso dacqua deve
attraversare un centro abitato e lo spazio a disposizione spazio a disposizione esiguo esiguo. I
cunettoni sono quindi dei canali, abbastanza stretti, in cui il corso
dacqua possiede, in piena, notevoli velocit.
bene tuttavia distinguere tra il cunettone progettato per fare
defluire la sola portata liquida portata liquida e quello invece interessato da
notevoli portate solide o addirittura da colate di detriti colate di detriti.
Il pi delle volte proprio
questa seconda necessit
la pi urgente. Il cunettone
quindi, dovendo resistere a
velocit e sforzi tangenziali
molto elevati deve offrire un
letto molto stabile.
99
Cunettoni
Cunettoni
La verifica della stabilit dellalveo di un cunettone composto da
massi non intasati viene fatto sempre attraverso le condizioni di condizioni di
moto incipiente moto incipiente tenendo conto delleffetto della forza di gravit.
Qualora la stabilit non sembri sufficiente, necessario ricorrere
allintasamento dei massi con calcestruzzo. Si tenga presente
tuttavia che questo tipo di consolidamento ha scarsa durabilit
nel tempo, per cui in alcuni casi necessario ricorrere a delle
vere e proprie platee di fondo.
Se il cunettone previsto per smaltire acque chiare, oppure con
trasporto solido ordinario, oltre a garantire la stabilit stabilit bisogna
agevolare il deflusso riducendo la scabrezza scabrezza.
Se, come avviene nella maggior parte dei casi, larea del cunettone
dimensionata per la colata di detriti, il secondo assunto, ossia la
scabrezza, appare meno importante. Se la concentrazione del
materiale solido molto elevata, la scabrezza diviene ininfluente.
100
Cunettoni
Cunettoni
La stabilit dellalveo pu essere ottenuta anche senza
ricorrere allintasamento, utilizzando invece massi di
dimensioni sufficienti. Lalveo che cos si ottiene ha
indubbiamente dei pregi dal punto di vista dellequilibrio
ecologico: i microambienti che si instaurano nelle zone di
ricircolazione a valle delle macroscabrezza sono assai
favorevoli per la crescita di comunit biologiche.
Una ulteriore possibilit di migliorare
laspetto ecologico potrebbe essere
offerta dallinnesto di cespugli vivi tra
i massi: questa soluzione richiede
particolari attenzioni, poich le radici
del cespuglio non devono
compromettere la stabilit dei massi
e la resistenza del cespuglio deve
essere modesta e tale da non
ostacolare sostanzialmente il
deflusso.
108
Erosioni indotte dalle barre libere
Erosioni indotte dalle barre libere
Uno dei problemi dei muri di sponda riguarda la profondit profondit della della
loro fondazione loro fondazione, soprattutto nelle curve. Anche nei tratti
rettilinei tuttavia, si possono presentare evidenti segni di
erosione localizzata. Questo accade in genere se il tratto
rettificato e canalizzato ha tendenza a formare barre
alternate fisse o mobili. In questo caso, dal lato opposto alla
massima elevazione della barra si forma una erosione.
Le barre alternate sono forme di fondo che si formano nei corsi
dacqua, sia in alvei di sabbia che in quelli in ghiaia. Il
calcolo della massima erosione pu essere fatto utilizzando
le espressioni per laltezza delle barre.
Nella zona compresa tra la coda di una barra ed il fronte della
barra successiva si forma di solito una pozza dove si
raggiunge la massima profondit di scavo, sul lato opposto
in corrispondenza alla massima elevazione.
109
Erosioni indotte dalle barre libere
Erosioni indotte dalle barre libere
b
110
Erosioni indotte dalle barre libere
Erosioni indotte dalle barre libere
Colombini Seminara & Tubino (1987) hanno proposto un criterio di
esistenza per le barre alternate:
|
.
|

\
|
> =
h
d
h
b
c
,
2

d/h
111
Erosioni indotte dalle barre libere
Erosioni indotte dalle barre libere
Colombini Seminara & Tubino (1987) hanno inoltre proposto
unespressione di derivazione teorica per stimare la profondit
dellerosione in prossimit di barre alternate, dove b
1
e b
2
sono
due coefficienti che dipendono dal parametro di mobilit e dalla
scabrezza relativa d/h. La massima profondit di scavo z
m
risulta
essere:
d/h
d/h
113
Erosioni nelle curve
Erosioni nelle curve
Nelle correnti a pelo libero nelle curve si formano delle
circolazioni secondarie, che generano degli sforzi
tangenziali al fondo in direzione radiale, che inducono un
trasporto di sedimenti in direzione radiale, dallestradosso
verso lintradosso. In condizioni stazionarie si raggiunge
quindi un assetto di equilibrio con una erosione
allestradosso.
114
Erosioni nelle curve
Erosioni nelle curve
Thorne propose una formula empirica valida per 2 < r
m
/B < 22. La
formula stata verificata per granulometrie comprese tra 0.3
e17mm e tiranti fino a 17m.
Una relazione di derivazione teorica, proposta dai ricercatori di Delft,
fa dipendere lentit massima dello scavo dal parametro di
mobilit della corrente, oltre che dalla geometria del canale, dove
e il parametro di mobilit della corrente indisturbata e
c
= 9.4
11.5 un coefficiente sperimentale.
115
Pennelli (o repellenti)
Pennelli (o repellenti)
Hanno la funzione di
allontanare il Talweg
dalla sponda,
proteggendola
dallerosione mediante il
rallentamento o
linibizione del deflusso
tra due pennelli e
favorendo il deposito dei
sedimenti.
Opere costruite trasversalmente rispetto alla corrente,
appoggiate ad una delle due sponde e con dimensione
massima inferiore alla larghezza dellalveo. Possono essere
sia tracimabili che non tracimabili.
116
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Localizzazione in pianta e definizione del
profilo dellalveo principale;
lunghezza ed altezza dei pennelli;
distanza tra i pennelli;
orientazione rispetto alla corrente;
scavo in prossimit della testa del pennello.
117
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Localizzazione in pianta e definizione del profilo
dellalveo principale.
Vanno collocati in prossimit della sponda da
proteggere.
Di norma si realizza una successione di pennelli (almeno
una coppia), talvolta intervallata con muri di sponda o
con rip-rap.
Provocano larretramento del Talweg dalla sponda.
Riducono la larghezza del corso dacqua.
Aumentano la pendenza del corso dacqua
118
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Lunghezza dei pennelli.
La lunghezza B
p
dei pennelli funzione della distanza
dalle sponde a cui si necessita mantenere il Talweg.
Regola pratica:
4
0
B
B h
p

h tirante idrico
B
0
larghezza media indisturbata
.del corso dacqua
Altezza dei pennelli.
Va commisurata alla quota del pelo libero della portata
idrica di progetto. Durante gli eventi estremi si pu
accettare la tracimazione del pennello.
119
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Distanza tra i pennelli.
Si calcola imponendo che la perdita di carico nel canale
principale tra due pennelli sia minore del carico cinetico.
Si assume che tra i pennelli lacqua sia praticamente
ferma.
g
U
iL
p
2
2

i pendenza del corso dacqua


U velocit media della corrente
L
p
distanza tra i pennelli
g accelerazione di gravit
ih U =
g
h
C L
f p
2
2

coefficiente di Chzy
C
f
0.6
120
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Orientazione rispetto alla corrente.
Non esiste un criterio univoco:
disposizione normale
121
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Orientazione rispetto alla corrente.
disposizione convergente
Riducono leffetto di contrazione della vena.
Da evitarsi nel caso di sommergenza del pennello,
perch orientano la corrente verso la sponda.
122
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Orientazione rispetto alla corrente.
disposizione divergente
Preferibili nel caso di sommergenza del pennello, perch
orientano la corrente verso il Talweg.
Induce deposito sia a valle che a monte.
123
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Scavo in prossimit della testa del pennello.
Ogni pennello determina un restringimento della
sezione trasversale del corso dacqua, con
conseguente accelerazione della corrente e
concentrazione del filone principale.
La corrente indotta a creare fenomeni di erosione
localizzata in prossimit della testa.
124
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Lunghezze espresse in [m]
Portata espresse in [m
3
s
-1
]
sezione a-a
3
2
0
0
|
|
.
|

\
|

= +
p
p m
B B
Q
K z h
125
Pennelli (o repellenti): progettazione
Pennelli (o repellenti): progettazione
Scavo in prossimit della testa del pennello.
3 2 1
K K K K
p
=
1.10 1.05 1.00 0.95 0.90 0.80
K
1
150 120 90 60 45 30

p
1.00 a pareti verticali
0.85 a pareti inclinate di 45
K
3
Forma del pennello
1.0
1.1
0.8
1.1
1.1
1.4
in canali rettilinei
sulla sponda concava
sulla sponda convessa
sulla sponda concava, verso fine curva
- in curve moderatamente larghe
- in curve strette
K
2
posizione del pennello
146
Bibliografia
Bibliografia
AA.VV. Per una difesa del territorio. La sistemazione dei bacini montani in provincia di Trento
attraverso i secoli. Azienda Speciale di Sistemazione Montana, Provincia Autonoma di Trento,
1991.
AA.VV. Quaderno delle opere tipo. Piano Stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI), Autorit di
Bacino del Fiume Po, Parma, 1999.
AA.VV. Manuale tecnico di ingegneria naturalistica della provincia di Terni. Provincia di Terni
Agenzia Umbria Ricerche, 2003.
AA.VV. Manuale di ingegneria naturalistica. Regione Lazio, 2003.
Armanini A. Principi di idraulica fluviale. Seconda edizione, in stampa, 2004.
Armanini A. Appunti delle lezioni di sistemazione dei bacini idrografici. Nuova edizione AA 2003-04,
2004.
Armanini A., Scotton P. Criteri di dimensionamento e di verifica delle stabilizzazioni di alveo e di
sponda con massi sciolti e massi legati. Quaderno del Dipartimento di Ingegneria Civile e
Ambientale, Universit degli Studi di Trento, 1995.
Florineth F. Interventi di ingegneria naturalistica in alta montagna. ACER, 6, 1999.
Jansen P. Principles of river engineering. Pitman, London, 1979.
Maynord S.T. Corps Riprap design guidance for channel protection. In River coastal and shoreline
protection: erosion control using riprap and armourston. Torne et al. Ed., John Wiley & Sons,
1995.
Prezedwojski B., Blazejewski R. & Pilarczyk K.W. River training techniques: fundamentals, design
and applications. A.A. Balkema, Rotterdam, 1995.