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Mercoled 6 Maggio, la Prof.

ssa Marta Cartabia, docente di Diritto Costituzionale alla Bicocca di Milano, ha tenuto nellaula Lazzati dellUniversit Cattolica una lezione sul tema dei nuovi diritti costituzionali, ovvero di quelli che la giurisprudenza ha ricavato dallinterpretazione dellarticolo 2 della Costituzione. Per anni questa disposizione era stata concepita come una sorta di clausola riassuntiva, un parametro di lettura dei diritti elencati nella parte prima della Costituzione. Nel 1987, per, la Corte Costituzionale accolse di fatto la tesi del Barbera, che vedeva nella suddetta norma un catalogo aperto. Veniva cos aperta la strada allespansione teoricamente illimitata dei diritti costituzionalmente protetti. Successivamente lopera di creazione di nuovi diritti fu proseguita dai giudici comuni, attraverso cinque strumenti: lestensione della categoria del danno non patrimoniale, linterpretazione conforme a Costituzione, la prevalenza del diritto comunitario su quello interno in caso di contrasto, lattribuzione alle norme Cedu di un rango superiore alle norme ordinarie, e lapplicazione diretta delle fonti di diritto straniero. In forza del combinato disposto fra il 2 della Costituzione, ed una interpretazione costituzionalmente orientata dellarticolo 2059 del Codice Civile, la giurisprudenza stabil infatti per qualsiasi lesione della personalit lobbligo di risarcimento del danno morale. Precedentemente il danno non patrimoniale era risarcibile soltanto se associato ad un reato e comunque nei casi determinati dalla legge. Al riguardo la Prof.ssa Cartabia ha segnalato agli studenti le decisioni giudiziarie pi curiose, come quella del Tribunale di Venezia che apprest una tutela per le relazioni incestuose. Quello che prima era penalmente sanzionato diventato poi oggetto di diritti assoluti soggettivi, ha affermato la relatrice citando le parole di un professore dellateneo di Navarra. Oltretutto, il riconoscimento dei nuovi diritti ad opera della giurisprudenza avvenuto proprio negli anni in cui lattenzione dei media era rivolta su Tangentopoli: in quel momento alcuni magistrati stavano innovando lordinamento, attraverso ad esempio linterpretazione conforme a Costituzione, tecnica ermeneutica che spesso conduce in concreto alla disapplicazione della legge. In molti casi, i nostri giudici hanno esercitato la funzione giurisdizionale con la stessa libert delle corti di Common Law. Inoltre, lintroduzione nel nostro ordinamento di nuovi diritti attraverso la citazione di sentenze di corti anglosassoni ha quasi alterato le linee fondamentali della concezione personalista alla base della nostra Costituzione: le decisioni di queste corti riflettono una visione lockiana dellindividuo e dei suoi diritti molto lontana da quella che ispira il nostro diritto e che identifica luomo come un soggetto in relazione con altri uomini concreti. Terminata la propria esposizione, la Prof.ssa Marta Cartabia ha risposto alle domande degli studenti, sviluppando anche una riflessione del Prof. Alberto sulla funzione creativa del diritto svolta dalla giurisprudenza.Va respinta lidea secondo cui sia democratico ogni procedimento attributivo di nuovi diritti, o con delle utilit per i singoli: in tale ottica sarebbe democratico lo stesso dispotismo illuminato. Ma storicamente la democrazia sorta in opposizione al dispotismo, pi o meno illuminato. E invece democratico il procedimento che prevede la partecipazione del popolo. Molte decisioni andrebbero affrontate in sede politica, tuttavia le incertezze del legislatore non giustificano lazione di quelle corti che invece di applicare la legge di fatto la forzano, attribuendo nuovi diritti. In conclusione, allora possibile fermare questa crescita impressionante dei diritti ed evitare che ogni capriccio venga trasformato in un nuovo diritto? La risposta della Prof.ssa Marta Cartabia affermativa. Comunque occorre mantenere il legame fra le norme costituzionali e lesperienza storica che le sosteneva: certo, i tempi cambiano, sorgono nuove esigenze nella societ ed il diritto, anche quello costituzionale, necessita di una evoluzione per rimanere ancorato nel presente. Ma non va nemmeno dimenticato che i nostri

costituenti intendevano per diritti fondamentali delluomo quelli che fino a qualche anno prima erano stati cos brutalmente violati nei lager della Seconda Guerra Mondiale.