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Struttura Verbale Il Lingue Slave e Romanze

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1 Lucyna Gebert (Università di Roma “La Sapienza”) L’IMPERFETTIVO, L’IMPERFETTO E LA STRUTTURA DELL’EVENTO NELLE LINGUE SLAVE E ROMANZE: ALCUNI

PARALLELISMI
The aim of the paper is to systematize a number of different semantic values, namely the durative/continuous, iterative, and accomplished fact value (including ‘general factual’ meaning), that underly the imperfective aspect form in Slavic languages such as Russian and Polish. The event structure analysis proves that all the values conveyed by the imperfective form can be traced back to a unitary meaning of extension. Some analogies and parallelisms from this point of view between Slavic imperfective and Romance imperfect are presented.

In questo scritto verranno presi in considerazione in primo luogo i valori semantici dell’ aspetto imperfettivo nelle due lingue slave settentrionali: il russo ed il polacco che, come dimostrato da Dickey (2000), sono relativamente vicine dal punto di vista del comportamento aspettuale. Verrà quindi proposta una sistematizzazione dei significati veicolati dalla forma imperfettiva dei verbi slavi, molto diversi tra loro, ma riconducibili a pochi valori unitari. Infine verranno formulate alcune osservazioni sul confronto delle forme dell’aspetto imperfettivo slavo e dell’imperfetto nelle lingue romanze. Verranno segnalati solo alcuni fatti paralleli interessanti, visto che delle differenze tra questi due gruppi di lingue dal punto di vista aspettuale, si erano già occupate Kreisberg (2010) per l’italiano e Kuznecova (2010) per il francese. 1. Forme aspettuali ‘naturali’ / non marcate. Negli studi aspettologici è ormai largamente condivisa l’idea che il valore delle forme aspettuali è determinato dalla classe lessicale del verbo. Si sa quindi che la distinzione cruciale è tra i verbi che denotano un qualche tipo di cambiamento che porta ad un risultato, ossia quelli telici, da una parte, e quelli atelici, dall’altra. I verbi telici si riferiscono ad eventi eterogenei nei quali lo stato iniziale e lo stato finale non sono identici, mentre gli atelici e cioè quelli di stato o di attività esprimono le situazioni omogenee che non implicano nessun tipo di cambiamento né di momento culminante, ma dove ogni momento successivo è uguale a quello precedente. Questa divisione bipartita è fondamentale per poter rendere conto della variazione aspettuale, visto che ciascuna di queste classi viene espressa mediante una forma aspettuale naturale che le è propria, non marcata: quella perfettiva per i telici e quella imperfettiva per gli atelici. Di conseguenza, per parlare di una situazione che consiste in un’azione espressa dal verbo telico e verificatasi nel passato, si usa il verbo all’aspetto perfettivo, come negli esempi in (1) del russo e del polacco:
(1) Письмо пришлоP слишком поздно List przyszedłP za późno Bам далиP машину с полным баком DaliP panu samochód z pełnym bakiem
1

'La lettera è arrivataP troppo tardi' 1 „ „ „ „ 'Le hanno datoP la macchina con il serbatoio pieno'

Le forme verbali sono indicizzate: P (perfettivo), I (imperfettivo) in tutti gli esempi comprese le loro traduzioni in italiano per facilitare la comprensione degli esempi.

si dirà in italiano: (3) a. usati ai tempi considerati perfettivi. i verbi atelici in (a) vengono usati all'imperfetto mentre le situazioni descritte in (b) con i verbi telici appaiono al passato prossimo: Così. i verbi atelici in italiano. l’imperfetto/l’imparfait romanzo viene interpretato da diversi linguisti (Comrie 1976. Kreisberg 2010. Bertinetto 1991. Come è noto. viene usata la forma imperfettiva del verbo. b. come del resto segnalato anche da Kreisberg (2010)2. si tratta di una tendenza che non preclude la possiblità di essere usati ai tempi perfettivi in italiano. Questo fenomeno. per descrivere una situazione conclusasi nel passato. Un‘ anno fà conoscevo questo tizio (ma poi ho perso i contatti)/ studiavo all’università/ ero in Un‘ anno fà ho aperto un conto in banca/ sono partita per l’America/ ho incontrato questa donna al bar/ho già risolto la questione dell’eredità. Gli esempi italiani in (3) mettono in evidenza come. come in (2): (2) Кто-то мне говорилI что сейчас он работает в Mocквe Ktoś mi mówiłI. conferiscono al verbo un significato incoativo riferentesi all’inizio. . Tuttavia le restrizioni di combinazione aspettuale dei predicati atelici con il perfettivo nelle lingue romanze sono molto limitate. że teraz on pracuje w Moskwie ' Qualcuno mi dicevaI che ora lui lavora a Mosca' Я уже лежалI неделю в больнице и больше не хочу Ja już leżałemI w szpitalu i więcej nie chcę 'Sono già rimastoI una settimana all'ospedale e non voglio più starci' Я виделаI твою сестру на улице WidziałamI twoją siostrę na ulicy Он уже слышал об етом On już o tym słyszałI Вчера мы работали а потом ушли гулять Wczoraj pracowaliśmyI a potem poszliśmyP na spacer 'Ieri abbiamo lavoratoI e poi abbiamo fattoP una passeggiata' I P I ' Ho vistoI tua sorella per strada' „ „ „ „ 'L'ha già sentitoI' In questa prospettiva anche nelle lingue romanze si può rilevare un fenomeno analogo di polarizzazione nei tempi del passato. all’instaurarsi di uno stato o di un’attività. vacanza a Parigi/ capivo già quel problema/lavoravo all‘università. 2 Kreisberg (2010) si riferisce agli studi di Kuryłowicz (1977: 41 -42). e non alla sua conclusione. come espressione dell’aspetto perfettivo. per esprimere l‘ anteriorità.2 В Чечне разбилсяP самолет W Czeczenii rozbiłP się samolot 'In Cecenia si è schiantatoP un aereo' „ „ Per parlare invece di uno stato o di un’attività conclusi nel passato e veicolati dai verbi atelici. sia al passato prossimo sia al passato remoto. per menzionarne solo alcuni ) come aspetto imperfettivo mentre il passato prossimo/passé composé e il passato remoto/passé simple. Kuznecova 2010. seppure di portata molto più limitata. Inoltre.

L’ ordine in cui vengono acquisite queste forme offre una prova del carattere “naturale” della combinazione aspettuale non marcata. passé simple o plus-que-parfait. e b. tra situazioni dinamiche non omogenee espresse dai verbi telici e l’aspetto perfettivo. Zaliznjak e Šmelev (2000). responsabile. appunto. 4 “In French the imparfait is often considered the unmarked tense for statives…”(De Swart 1998: 367). Gombert.3 rilevato anche per il francese da De Swart (1998 : 369) e da Bertinetto (1991). ad esempio. In quel momento l’acqua zampillò/è zampillata dal robinetto b. c. tra i verbi atelici ( stati e attività) e l’aspetto imperfettivo da una parte e. Prove dell’acquisizione di L1 e L2. L’interdipendenza tra l’aspetto e il valore lessicale del verbo è messa bene in evidenza dalla ricerca sull’acquisizione delle L1 e L2. Finalmente Gianna parlò/ha parlato. Tale correlazione è ormai un truismo per quanto riguarda le descrizioni delle 3 I lavori che ne trattano sono molto numerosi. Solo in un secondo momento si imparano le forme di segno opposto. Il carattere ‘naturale’. ripresi da Bertinetto 1991: 58) che hanno un valore incoativo: (4) a. di una sorta di solidarietà semantica (per usare l’espressione di Giacalone Ramat 2002). mentre quelli telici (résultatifs) vengono usati prevalentemente ad uno dei tre tempi perfettivi: passé composé. d. è ben conosciuto nelle lingue slave. sia per le lingue romanze.” (: 368) . Karolak (2005). Dalla maggior parte dei lavori sull’argomento (riguardanti del resto non solo le lingue slave) risulta che vengono acquisite per prime le forme dell’aspetto perfettivo dei verbi telici e quelle imperfettive dei verbi atelici. pianse/ha pianto.. Gebert 1991). sia in L1 che in L2. In tutte e due gruppi di lingue il valore incoativo compare in maniera irregolare (cfr. 2. Di tali restrizioni nell’uso dei tempi del passato parla anche De Swart (1998) che fa riferimento al lavoro di Kamp e Rohrer (1983) e osserva che l’imparfait viene spesso considerato un tempo non marcato dei verbi stativi4 (: 367). Abdi (1988) nella loro ricerca sperimentale dedicata a questo argomento e condotta sui parlanti di varie età e provenienza sociale. dall’altra. Gebert (1991). mentre il passé simple è quello destinato alla descrizione degli ‘events’ che nella sua terminologia corrispondono alle situazioni espresse dai verbi telici.3 Lo illustrano gli esempi italiani in (4a-e ) con i verbi atelici di attività e di stato (di cui a. presentata in Gebert (2010). ossia i perfettivi dei verbi atelici e gli imperfettivi dei verbi telici. e. Si cfr. non marcato delle forme aspettuali nei confronti delle rispettive classi lessicali viene confermato. Dall’esperimento risulta che i verbi atelici (nella loro terminologia : arésultatifs) occorrono all’imparfait. tacque/ha taciuto Ha conosciuto questa ragazza l’anno scorso (e ora la conosce) Ieri sera Maria ha capito tutto (e ora lo capisce) Ho saputo che non vieni (e ora lo so ) L‘esistenza di una correlazione tra la classe lessicale del verbo e l’aspetto viene rilevato anche per il francese da Fayol. …Imparfait sentences denote states or processes…. sia per le lingue slave.

come gli imperfettivi dei verbi telici o i perfettivi dei verbi atelici (cfr. Piotr ouvraitI la fenêtre Tuttavia conosciamo bene anche un uso dell’imperfettivo con i verbi telici nelle lingue slave che le lingue romanze ignorano e che costituisce sempre una difficoltà nel passaggio da una lingua slava verso quella romanza e viceversa. mentre l’imperfettivo veicola il significato durativo-continuo. come ho cercato di dimostrare nei miei lavori. secondo i quali la compiutezza è espressa dal perfettivo. Come si è visto. Per lo stesso motivo. gli imperfettivi dei verbi telici e i perfettivi dei verbi atelici vengono acquisiti più tardi dai bambini. L’evento in corso e il valore fattivo generale E’ al livello della struttura del discorso. ossia quelle descritte dai verbi atelici e prive del concetto di cambiamento. che compaiono le forme aspettuali ‘assimmetriche’ determinate da fattori soggettivi. forme che vanno contro le scelte ‘naturali’ di cui sopra. risulta dallo status ontologico delle situazioni. cioè quello pragmatico. oppure quello iterativo. Gli imperfettivi che denotano un evento compiuto nel passato nelle lingue slave. in seguito alle esigenze del discorso. proprio in quanto più complesse e perciò richiedenti una reinterpretazione contestuale. come quelli in (2). Il fenomeno della trasformazione dell’aspetto non marcato di un predicato nel suo opposto. rispetto alle combinazioni ‘simmetriche’. come illustrato dalle frasi equivalenti del russo. italiano e francese: (5) Kiedy weszłam do pokoju Piotr otwierałI okno Когда я вошла в комнату. contraddicono alcuni luoghi comuni riguardanti l’aspetto verbale. come avviene con le forme aspettuali ‘asimmetriche’. 3. infatti. tali tempi verbali. polacco. che ha un carattere oggettivo. L’imperfettivo delle forme ateliche : situazione conclusa nel passato. L’uso dell’ imperfettivo per fatti compiuti svoltisi nel passato. 4. Piotr apriva/stavaI aprendo la finestra Quand je suis entrée dans la chambre. Tale uso non può essere determinato quindi da fattori soggettivi o relativi alla struttura del discorso. vale esclusivamente per i verbi telici. quello marcato. in italiano non possono essere descritte come concluse nel passato per mezzo del passato prossimo le situazioni stative esemplificate in (4). se riferiti a situazioni omogenee. Lo conosciamo sia nelle lingue slave sia in quelle romanze. esprimono l’inizio dello stato piuttosto che il suo termine. con la forma imperfettiva del verbo atelico che esprime i fatti compiuti al passato. Si tratta dell’imperfettivo per i fatti compiuti. L’effetto più noto di questo meccanismo è l’imperfettivo dei verbi telici che conferisce loro il valore durativo/continuativo dell’evento in corso. viene definito ‘aspectual coercion’ (Moens e Steedman 1988. Gebert in corso di stampa). applicato ai verbi . Tale definizione (diffusa soprattutto nei manuali).4 categorie verbali nelle lingue slave ed è appunto responsabile degli usi come quelli in (2) per il polacco e il russo e (3a) per l’italiano. Петр открывалI окно Quando sono entrata nella camera. De Swart 1998).

ecc. Si osservino i seguenti esempi del russo e del polacco con la rispettiva traduzione italiana: (6) Етот фильм показывалиI по телевизору Ten film pokazywaliI w telewizji ' Questo film. che rappresenta il ben noto valore‘fattivo generale’ (FG) (obščefaktičeskoe značenie). Analogamente. znany architekt ‘Questo edificio. lo hanno proiettatoI in tv' Ето здание строилI его отец. una richiesta d’azione. Questa differenza tra le due frasi risulta dalla focalizzazione della forza illocutiva: così. fatto particolarmente evidente quando si tratta della negazione o dell’interrogazione: (8a) Ты послалP ей приглашение на свадьбу? 'Le hai mandatoP l'invito al matrimonio?' Questo esempio russo tratto da Zaliznjak e Šmelev (2000) viene appunto interpretato come frase pronunciata per esprimere la permanenza del risultato nel momento dell'enunciazione: la persona è stata invitata?. dipende dalle intenzioni del parlante e si traduce in un’asserzione. famoso architetto’ La forma imperfettiva del verbo telico è considerata in questi casi ‘concorrenziale’ con la controparte perfettiva in quanto riferentesi alla stessa situazione ma descritta da parlanti diversi con le forme aspettuali diverse. Invece nella controparte imperfettiva in (8b): (8b) Ты посылалI ей приглашение на свадьбу? 'Le hai mandatoI l'invito al matrimonio?' interessa sapere se è vera la prima parte dell'evento ( hai causato l'invio dell'invito? era sulla lista degli invitati?) e non il risultato (ossia se la persona ha l'invito). se il focus dell'asserzione porta sul risultato (come in(8a) ) il verbo compare al perfettivo. negli esempi con le frasi negative in russo (9) e in polacco (10): (9a) (9b) Мы не вызывалиI врача 'Non abbiamo chiamatoI il medico' Мы не вызвалиP врача 'Non abbiamo chiamatoP il medico' . lo ha costruitoI suo padre. Gebert 2004). ha ricevuto l'invito? . in quanto il focus porta sul risultato. scatta l’uso dell’imperfettivo (8b). una domanda. известный архитектор Ten budynek zbudowałP jego dziadek. La forza illocutiva opera al livello pragmatico del linguaggio e può essere focalizzata sulle varie parti del significato della frase (cfr. una negazione. se porta su qualunque altro componente della frase ( ad esempio sull'attività di spedire. ma anche su un' altra porzione del significato). come risulta dai rispettivi perfettivi in (7) : (7) Етот фильм показалиP по телевизору Ten film pokazaliP w telewizji P 'Hanno proiettatoP questo film in tv' “ “ Ето здание построил его отец.5 telici. znany architekt ‘Questo edificio. famoso architetto’ Tuttavia ciò che regola l’uso soggettivo di questi imperfettivi è la forza illocutiva che. Quando la forza illocutiva porta sullo stato risultante dell’ azione il verbo compare al perfettivo. come noto. известный архитектор Ten budynek budowałI jego ojciec. lo ha costruitoP suo padre.

oltre ai perfettivi riportati in (11) previsti per i verbi telici. da una parte. I verbi ibridi definiti ‘ambigui’ in Gebert (1991). In quest’ultima accezione. 5. in funzione del contesto e dell’organizzazione del discorso. dzieci czytająI Kiedyś jedliśmyI w tej restauracji Что она делает? ИграетI Ребенок рисуетI ‘Non disturbare. pisałI/napisałP do mnie Piotr 'Io ho già lettoI/P il tuo articolo' 'Ha suonato I/P una sonata di Čajkovskij' ‘Ieri a cena abbiamo mangiato I/P pesce’ ‘Sai. possono anche funzionare intransitivamente (del resto anche in italiano. Infatti la perifrasi italiana di questa frase potrebbe essere: '(Alla fine) non abbiamo chiamato il medico'. Invece appaiono spesso in concorrenza gli usi come quelli in (11) dove tutte e due gli aspetti sono ammissibili e perciò è difficile individuare le particolarità testuali che escludano l’una o l’altra forma: (11) Я уже читалаI/ прочиталаP твою статью Она игралаI/ сыгралаP сонату Чайковского Wczoraj na kolację jedliśmyI/zjedliśmyP rybę Wiesz. Tale scelta infatti è determinata pragmaticamente. La scelta del verbo al perfettivo invece è appropriata quando sono stati fatti dei tentativi. che sono transitivi. come risulta dalle traduzioni). visto che la negazione riguarda solo il risultato. Dal confronto tra gli imperfettivi dei verbi atelici illustrati in (2). la traduzione perifrastica di (9a) e (10a) potrebbe essere: ' Non ci abbiamo provato/pensato a chiamare il medico'. è . come negli esempi in (12): (12) Nie przeszkadzaj. Così. gli imperfettivi dei verbi telici li descrivono a livello soggettivo. Verbi ibridi Negli esempi appena esaminati abbiamo visto che le forme cosiddette fattive generali dei verbi chiaramente telici. e in (8b). perciò la negazione porta sulla parte iniziale: il tentativo di chiamare il medico. tra l’altro. i verbi di questa classe. in realtà non sono concorrenziali. possono formare i perfettivi delimitativi. che sono tipici dei verbi atelici di attività o di stato come negli esempi polacchi: pospałP. posiedziałP. (9a) e (10a) con i verbi telici dall’altra. mentre gli imperfettivi dei verbi atelici descrivono i fatti compiuti al livello oggettivo (in quanto non esiste un’altra possibilità di scelta aspettuale) . i ragazzi stanno leggendoI’ ‘Una volta abbiamo mangiatoI in questo ristorante’ ‘Che cosa fa? Sta suonandoI’ ‘Il bambino sta disegnandoI’ I verbi come questi vengono definiti ibridi da Mehlig (in stampa) che riprende il termine coniato da Bertinetto&Squartini 1995 per denotare i predicati che possono essere classificati lessicalmente in vari modi.6 (10a) (10b) Nie wzywaliśmyI lekarza 'Non abbiamo chiamatoI il medico' Nie wezwaliśmyP lekarza 'Non abbiamo chiamatoP il medico' la versione (a) con il verbo all'imperfettivo descrive la situazione in cui nessuno ha neanche pensato di chiamare il medico. pochodzilP ('ha dormito un po'. mi ha scritto I/P Piotr‘ Il doppio comportamento di questi verbi è determinato dal fatto che essi possono essere interpretati in due maniere: come telici o come atelici. risulta che. pożyłP.

ha camminato un po'). ma presto si è stancata' La funzione di queste forme perfettive è solo quella di limitare la situazione temporalmente. ma subito dopo si è stancata' Si osservi che le forme autenticamente perfettive non possono occorrere con gli avverbi di durata del tipo: (przez) godzinę/ час (‘per un’ora’). come dimostrato in (17): 5 Naturalmente la forma delimitativa con il prefisso po. perfettamente accettabili con i perfettivi delimitativi e con tutti gli imperfettivi. Infatti. inaccettabili sia con gli imperfettivi. senza cioè cambiare il significato della frase. forme analoghe possono essere formate in russo. . ale szybko się zmęczyła 'Maria ha scrittoP l'articolo per un ora. i delimitativi lo consentono. Un’ulteriore caratteristica dei verbi ibridi è quella di non formare i perfettivi ‘veri’ quando usati intransitivamente. ale szybko się zmęczyła 'Maria ha scrittoI l'articolo per un ora. tuttavia senza introdurre né asserire un momento culminante di cambiamento che è l’essenza del perfettivo. ha vissuto un po'. sia con i delimitativi: (16 ) Петр *читалI/*почитал P / прочитал P книжку за час Piotr* czytałI/*poczytał P /przeczytał P ksiazkę w godzinę ‘Piotr ha letto*I/*P/P il libro per un’ora’ Come noto. mentre i perfettivi ‘veri’ non possono essere sostituiti “impunemente“ dalle controparti imperfettive. come si può vedere in (15) : (15) Петр читалI/почитал P /* прочитал P книжку час Piotr czytałI/poczytał P /*przeczytał P książkę przez godzinę ‘Piotr ha lettoI/P/*P il libro per un’ora’5 Gli avverbi di questo tipo misurano la durata delle situazioni descritte dagli imperfettivi (e di conseguenza di tutti gli atelici). Si osservino infatti le rispettive frasi russe e polacche e le loro traduzioni in italiano che seguono: (13) Петр почиталP немножко а потом уснул Piotr poczytałP chwilę a potem zasnął 'Piotr ha lettoP per un po' e poi si è addormentato' Мария пописалаP статью час. come risulta dal confronto tra il (13) e il (14): (14) Петр читалI немножко а потом уснул Piotr czytałI chwilę a potem zasnął 'Piotr ha lettoI per un po' e poi si è addormentato' Мария писалаI статью час. la possibilità di usare le espressioni di durata con w/za costituisce un test della presenza del concetto di cambiamento nella loro composizione semantica. но быстро устала Maria popisałaP artykuł przez godzinę. invece i perfettivi richiedono l’uso degli avverbi di durata come: w/za. но быстро устала Maria pisałaI artykuł przez godzinę.7 rimasto seduto per un po'.va tradotta sia in russo che in polacco come: ‘ha letto il libro per un po‘.

come: (21 ) a. ha scritto P.8 (17) Что он делал в воскресение? Co on robił w niedzielę? ’Che cosa ha fatto domenica? * Прочитал P *Przeczytał P *Ha letto P *Написал P *Napisał P *Ha scritto P’ mentre possono essere usate intransitivamente le forme delimitative. anche Mehlig (in stampa) su questo argomento. poczytał P trochę … ‘Ha suonato P. почитал P немножко … Pograł P. le forme italiane e francesi in (22) che appaiono ai tempi considerati perfettivi. Come è noto. писал I. читал I … Grał I. (10a)) bensì come forme non marcate per descrivere fatti compiuti. Ed è proprio per questo motivo che i loro imperfettivi come quelli illustrati in (11) non vanno considerati come occorrenze della funzione fattiva generale condizionata pragmaticamente (rappresentate da (6). i verbi ibridi imperfettivi (a) e perfettivi (b) al passato. manifestano il comportamento sintattico previsto per i verbi telici. senza che il significato cambi: (19) Что он делал в воскресение? Co on robił w niedzielę? ‘Che cosa ha fatto domenica? Немножко играл I. a 6 Si cfr. ricordano il comportamento dei verbi ibridi. (9a). come in (20): (20) Что он делал в воскресение? Co on robił w niedzielę? ’Che cosa ha fatto domenica? Прочитал P книжку / Написал P статью Przeczytał P ksiazkę / Napisał P artykuł Ha letto P un libro / Ha scritto P un articolo’ Tutti questi dati mettono in evidenza la doppia natura dei verbi ibridi. scritto I. tipiche dei verbi atelici. invece. proprio per questo così chiamati da Bertinetto e Squartini (1995: 12)6. comportandosi da telici. pisał I. пописал P. letto I un po’…’ Ovviamente le battute in (17) diventano grammaticali se i verbi perfettivi vengono usati transitivamente. czytał I trochę … Ha suonato I. (8). popisał P. a riprova del fatto che in questo caso il verbo manifesta un comportamento da verbo atelico: (18) Что он делал в воскресение? Co on robił w niedzielę? ’Che cosa ha fatto domenica? Поиграл P. Le loro controparti perfettive. . b. nelle lingue romanze. Da questo punto di vista. Un’ ultima osservazione da fare riguarda gli equivalenti italiani/francesi di queste occorrenze. ha letto P un po’ Si osservi che in questo contesto si potrebbe anche rispondere con le equivalenti forme imperfettive. ‘In due ore’ invece che può essere usato solo con i verbi telici (come gli avverbi di durata con :w/za di cui sopra) fa scattare il significato tradotto da (21 b). Mentre nelle lingue slave è la forma imperfettiva ad essere ambigua. Я читал I книгу два часа Czytałem I książkę przez dwie godziny Я прочитал P книгу за два часа Przeczytałem P książkę w 2 godziny vengono tradotte tutte e due con il passato prossimo italiano e il passé composé francese: (22) Ho letto il libro per due ore/in due ore /J’ai lu le livre pendant deux heures/en deux heures L‘occorrenza del verbo con l’espressione di durata ‘per due ore’ corrisponde infatti all’imperfettivo russo o polacco in (21 a). nelle frasi russe e polacche.

che si traduce nel valore iterativo. Invece la somma di due eventi telici come accendere due lampade non forma un unico evento nuovo: 7 La differenza tra la cumulatività espressa dai verbi atelici e l’iteratività veicolata dai predicati telici è stata paragonata da Krifka (1998). Ugualmente due parti di acqua costituiscono sempre acqua. . tale evento eterogeneo che implica il cambiamento da p a q. stare seduti. Questo è particolarmente evidente nel caso delle situazioni stative. 6. produce la ripetizione: (23) Все время он решал I проблемы своей семьи Przez cały czas rozwiązywał I problemy swojej rodziny Per tutto il tempo risolveva i problemi della sua famiglia Questo effetto risulta dal fatto che il susseguirsi degli eventi che denotano un cambiamento implica necessariamente un intervallo: un evento espresso dal verbo telico è composto di due parti costituite dall’ attività che causa (p) e dal cambiamento che porta all’instaurarsi di uno stato (q). riferito ai mass nouns (nomi non denumerabili) che Dowty (1979) applica ai verbi. ad esempio. Per questo motivo.7 Questo significa che. Anche qui è fondamentale la distinzione tra i telici e gli atelici. Rothstein (2004) e Mehlig (in stampa) appunto. visto che l’evento di dormire dall’una alle tre può essere diviso in due sottoeventi: quello di dormire dall’una alle due e quello di dormire dalle due alle tre. una somma di eventi espressi dai verbi atelici. a quella tra nomi denumerabili e non denumerabili. Il denominatore comune che unisce questi due significati è l’estensione sull’asse del tempo che dà luogo all’una o all’altra accezione . a seconda della classe lessicale cui appartiene il predicato verbale. che può essere disambiguata per mezzo delle espressioni di durata per / in X tempo. Gli eventi omogenei come stati o attività sono infatti composti da una sequenza di momenti adiacenti identici a quelli precedenti. a differenza degli eventi eterogenei denotati dai verbi telici. infatti la somma degli eventi telici che condividono gli stessi partecipanti. ma un unico evento singolo.9 manifestare tale carattere ibrido è la forma perfettiva del passato prossimo/passé composé. deve prima ritornare a p e proprio questo fatto produce la ripetizione. come dormire. per seguire immediatamente un altro evento di cambiamento da p a q. la somma di situazioni omogenee ateliche dà luogo al fenomeno definito da Dowty (1979) di cumulatività. produce non una ripetizione. ma la somma dei due continua a costituire un unico evento. vista la mancanza del concetto di cambiamento nel significato di uno stato. manifestato anche dall’imperfetto romanzo. visto che il loro susseguirsi implica l’adiacenza temporale delle parti che sono omogenee. con gli stessi partecipanti. Così. credere. quello di dormire. Si tratta di un concetto introdotto da Quine. un verbo di stato come dormire è cumulativo. Gli studi sulla struttura dell’evento chiariscono le ragioni per cui la stessa forma morfologica veicola due significati così diversi sia nelle lingue slave sia in quelle romanze: da una parte il valore continuativo/durativo e dall’altra quello riferentesi alla pluralità di eventi. Iterativo L’ultimo valore dell’imperfettivo da prendere in considerazione è quello iterativo. Invece.

Tale denominatore comune per veicolare il concetto di continuità/duratività da una parte e di ripetizione di eventi dall’altra giustifica l’uso della stessa marca aspettuale dell’imperfettivo nelle lingue slave. come ha detto qualcuno. Infine a tale concetto stativo di estensione può essere ricondotto anche il significato sottostante alla somma di eventi che dà luogo alla ripetizione (telici) o alla cumulatività (atelici). ossia il valore fattivo . durativo. sia quello durativo/continuo dei telici. la somma di eventi atelici forma una singola entità omogenea (ossia una situazione stativa o di attività) che può soltanto essere estesa nel tempo ( se non viene esplicitamente segnalata l’interruzione tra questi tipi di situazioni) e che pertanto non si distingue dalle altre situazioni veicolate dalle forme imperfettive naturali dei verbi atelici che esprimono l’evento in corso. fatto rilevato da Bertinetto per quanto riguarda l‘italiano: “. ovviamente. Conclusioni Lo schema in (26) costituisce una sintesi dei valori dell’imperfettivo nelle lingue slave.10 ‘accendere due lampade’.generico. 7. in quanto gli eventi che denotano vengono presentati come estesi lungo l’asse del tempo. A tale concetto molto astratto possono essere ricondotti infatti sia il significato delle forme imperfettive. (25) Il mio vicino era basso e tondo Suo padre aveva un negozio di scarpe Tale restrizione riguarda. tale valore scatta . non marcate . Come si è visto. come dimostrato. (24) Петр спал I днем а работал I ночю Od czasu do czasu myślałem o nim I 'Piotr dormiva di giorno e lavorava di notte’ ‘Ogni tanto pensavo a lui’ Il valore abituale tuttavia non si applica agli stati permanenti. costituisce una loro “carta da visita”. ma anche dell’imperfetto nelle lingue romanze. Così. tipico delle lingue slave e che. Ma la ripetizione delle situazioni espresse per mezzo dei verbi atelici può avvenire anche con degli intervalli. anche le lingue slave. Resta da giustificare l’accezione b. polacco e italiano: da questo punto di vista la situazione nelle lingue slave e romanze sembra essere davvero parallela (idem in francese). si ottiene in tal modo il valore abituale che non è più cumulativo. a seconda della struttura dell’evento in questione: tutti valori veicolati dalla stessa forma aspettuale nelle lingue slave e romanze. possono essere unificati da un concetto unitario stativo di estensione. in (5) e in (23 ).l’accezione continua è la sola possibilità imperfettiva disponibile per gli stativi permanenti che per definizione non ammettono (…) l’iterabilità del processo implicata dall’aspetto abituale…“ (1991: 52).. i valori veicolati dalla forma imperfettiva presentati nella tabella. condizionato pragmaticamente. ad es. come si è visto.‘naturali’ dei verbi atelici. in quanto gli eventi in questione non sono adiacenti. Lo illustrano gli esempi del russo. bensì produce il risultato finale di ‘accendere quattro lampade’.. segnalati esplicitamente. Nel complesso.

per così dire. dell’imperfettivo slavo. Quanto al valore b. ossia atelico. Nella maggior parte dei casi. a seconda della struttura dell’evento. nelle lingue romanze. esso è realizzato in maniera molto limitata dall’imperfetto di alcuni verbi di stato. evento conclusosi nel passato c. è reso dagli altri tempi del passato talmente grammaticalizzati nella loro espressione dell’anteriorità da essere indipendenti dalla classe lessicale del verbo (ad eccezione della tendenza dei verbi atelici ad assumere un valore incoativo se usati ai tempi perfettivi. producendo degli effetti diversi. restrizioni che tendono a perdersi successivamente. E’ proprio il concetto stativo dell’estensione sull’asse del tempo che costituisce un denominatore comune tra gli imperfettivi dei verbi atelici da una parte e dei telici dall’altra. fa assumere al verbo telico il comportamento da verbo di attività. il valore b. che come si è visto. durativo/ continuo b. Questo meccanismo che oscura il risultato e lo ‘toglie di mezzo’. man mano che le espresioni si grammaticalizzano. condizionate pragmaticamente forma non marcata a. in italiano e in francese. neutralizzando la distinzione tra i verbi telici e i verbi atelici. illustrata in (3) e (6)).c. Lo dimostra Squartini (1998) nel suo studio delle espressioni perifrastiche aspettuali nelle lingue romanze. b. come si è visto. comporta necessariamente l’uso dell’aspetto perfettivo. in riferimento alla realizzazione dei valori a. e c.11 quando viene defocalizzato il risultato del cambiamento. che rileva la presenza di una serie di restrizioni lessicali sull’uso di queste perifrasi nella loro storia più antica. (26) TELICI VALORI DELL’IMPERFETTIVO IBRIDI ATELICI forme marcate. iterativo/ abituale a. e c. Nelle lingue romanze l’imperfetto esprime i valori che corrispondono ad a. durativo/continuo evento conclusosi nel passato . Ciò non si verifica quando l’asserzione è focalizzata sulla parte del significato verbale riferentesi al risultato del cambiamento. di (26) in tutti e due i gruppi di lingue. Le tracce di una sensibilità dei tempi passati nei confronti della classe lessicale nelle lingue romanze riflettono probabilmente la loro evoluzione storica.

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