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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

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livroslabcom.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.ubi.i i i i Livros LabCom www. 2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .

commentato e alla fine stabilito la versione finale.i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F. riscritto. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto. i i i i .

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

] → premesse della argomentazione. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio. abscissio [s.m. i i i i .15. l’a. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua.f. Lo stesso di → abuso. abusio [s. assurdo. che urta il senso di verità del giudice. → assurdità. può dunque anche reppresentare una simulazione. catacresi.] → aferesi. di un’espressione. catacresi.] → catacresi. abuso.] Una materia a bassa credibilità. absurdum [s.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.f.m. 28). paradosso.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio.] → apocope. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa.f. provocazione.i i i i A abcisio [s. → improprietas. abusióne [s.2226.m. →.f. Lo stesso di → abusio. Come la volpe nella favola di Esopo. e l’episodio della Cananea.] → apocope. Mt. abusio.f.m. abuso [s. acirologìa [s.f. abusione. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. V. ablatio [s. accismo [s. accòrdo [s. abruptum → genus abruptum.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio. Inf.

che si susseguono in modo sindetico o asindetico.pt i i i i . accumulazione caotica. legati da dipendenza sintattica.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. → genus. esecuzione. → enumerazione. congerie. congeries.ubi. de Or. accuratum dicendi genus [loc. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica. ornatus. in altra accezione. l’ufficio di accusare durante il processo penale. accumulazione subordinante.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore.f. atto.f.] → amplificatio. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. accusa [s. coacervatio.m.f. al → parallelismo. interpretazione.s.f. di parole e di pensieri. autonomi tra loro. amplificazione.222). in ogni caso la mala affectatio.m. almeno in apparenza. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. frequentatio. accumulazione coordinante.s. → congeries. in atto o in potenza. frequentazione. actio [s. quindi sull’esecuzione orale del discorso. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.f. coacervatio.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc. accùmulo [s.m.s. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio. www. 2.f. spedire al mittente. synathroismus. Dizionario di retorica accumulazióne [s. il gruppo di persone cui spetta. 3. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.] Insieme enumerativo di elementi.s.] → accumulazione. accumulazióne caòtica [loc. a strutture miste.] 1.i i i i 2 accresciménto [s. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo. → controaccusa. → accumulo.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.livroslabcom.

f. → acutum dicendi genus. Altre riferimenti in → genus. Vedi → aggiunta.] → adynaton.] Espressione ingegnosa.m. acutum dicendi genus [loc. adiectio [s. discorso sottile. adiudicatio [s.f. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi.f. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi.f. parenesi. pointe. apposizione. zeugma. ornatus. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. adiunctio [s. → discorso acuto. aggiunzione.] → esortazione.] → dubitatio.s. finezza. adìnato [s. molto spesso metaforica. voce pennuta. addizione. Marino).] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. Es. amplificatio. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili. quando si succedono elementi diversi tra loro. con finezza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica.] → adiectio. sottigliezza.] → epicrisi.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi.f.f. suon volante (G. appositio. exhortatio. alla → dispositio. paragoge.] → aggiunzione.m. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. adhortatio [s. acutezza. epentesi. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i . all’→ elocutio ed alla → memoria.m.f. adiunctum [s.B. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili). acutézza [s. addizióne [s. la → ripetizione.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. addubitatio [s. traductio. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio.

l’elogio di cose infamanti o disonorevoli.] → parenesi. www. e il locus a minore ad maius.f. afèresi [s.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. quando gli capitavano delle contrarietà. 16.livroslabcom. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . → eloquenza epidittica. reductio ad impossibile.ubi. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. l’impossibilità che una cosa avvenga. del disonore.] → agnominatio.pt i i i i . lo mar potresti arompere. a venti asemenare.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. ambiguità sintattica. la parte dal tutto’. VII.f. se soffriva di qualche disonore. dell’esilio». per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. adossografìa [s. adnexio [s. della febbre. → adinato. pp. Es: “una vecchia porta la sbarra”. scuro da oscuro. anfibolia.] Nell’oratoria epidittica. → adiunctio. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo).f. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III. equivocità.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. se era esiliato. adynaton [s. cioè la comprensione della lingua. ad esempio.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus.m. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. Si confronti. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. cioè l’induzione. adnominatio [s.] → zeugma. rena da arena. Es. iperbole. come nella dissimulatio. → equivoco.f. paradosso.f. → ablatio. admonitio [s. aequivocum [s. dice Epitteto che. univocum. ossia la deduzione.m. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso.

] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. (Io ho fatto la paronomasia.f.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. ethos.] Addizione di elementi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. → adiectio. ciò che è accaduto o che si pensa. iperbato. figura per adiectionem. agonìstica [s. ma differenti nel significato. pathos. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos. affictio [s. agnominatio [s. È il contrario di ‘naturalezza’. affettazióne [s. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). →. . Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . aiscrologia [s.] → adiectio.f.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. aggiunzióne [s. → emozione. affermazióne [s. .] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono.] → paronomasia.s. Oppure. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. → annominatio.] L’atto con cui si afferma.f. aggiunta [s.m.f. aggiunzione. Es. allegazióne (dei fatti) [loc. che è il grado di emozione più moderata. → epìfrasi.] Espressione eccessivamente ricercata.f.: Se il suo gesto era accidentale. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta.f. bisticcio. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante). Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. → escrologia.f.f. adiunctio.] Discorso osceno. aggiunta. paronomasia. zeugma. o conferma.f.

costituita da una serie ininterrotta di metafore. Gerusalemme del Regno di Dio.f.f. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. l’Antica della Nuova Alleanza. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. → allegorismo. → allegoria. entità.f. allegoria in factis [loc. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza.i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente.ubi.s.] Si ha quando fatti. persone. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto. La sua teorizzazione risale al Medioevo.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione. Es.] → allegoria. propositio. Adamo ‘figura’ di Cristo. riscontrabile nel significato dei testi.m.s. L’a. Secondo Auerbach. e → allegoria in factis: fatti. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). persone. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba. Beatrice è figura o typos di Cristo. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata. entità.: Adamo ‘figura’ di Cristo. la figura da scoprire. www. entità. allegorismo [s.f.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. che è l’antitipo. la seconda sul piano delle res.pt i i i i . allegorèsi [s. Gerusalemme del Regno di Dio. allegorìa [s. allegoria in verbis [loc. → proposizione. aliud sensu).] Secondo Quintiliano l’a. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche.livroslabcom. persone interpretati come figura di altri fatti.

f. ambiguità [s. equivocità.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa.f.m. mitacismo.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. sigmatismo. aequivocum. aequivocum. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia. → omeotelèuto.] Lo stesso che → anfibolia. lettor. procurare piacere. amplificatio. / Vedi anche Inf 8.] più raramente alliterazióne [s.94 → apostrofe. 1-2: Ricordati. ampliatio [s. ambìguo [agg. allotopìa [s.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. → epitrope.] Rottura di → isotopia.f. ambiguità sintàttica [loc.) → stile alto. dilettare.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. .f. indeterminazione.m.] Concedere di aver compiuto un fatto.f. → ambiguità. allitterazióne [s. con la parola.s. Es. Livros LabCom i i i i . anfibolia. di essersi comportato in un certo modo.f. ambitus [s.] Terminologia latina per → ampliazione..: Purg.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb. .f. → anfibolia. sinchisi.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. aequivocum. amphibolatio [s. iotacismo. Essa è caratteristica del discorso poetico. polysigma. allusióne [s.] Caratterizzato da interpretazione non univoca. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. XVII. ambiguità sintattica.] Allettare.f. corrispondente al latino → delectare. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. lambdacismo. amplificazione. homoeoprophoron.f. ammissióne [s. allocuzióne [s. alto (stile a.] → periodo.

spesso in modo fittizio. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum.pt i i i i . esagerazione. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico . la → ratiocinatio e la → congeries.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. climax ascendente.f.f. In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. amplificatio [s. dal punto di vista contenutistico. anacefaleòsi [s. la → perifrasi. accrescimento. → exaggeratio. amplificatio. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. meno complesso e ridondante. con significati analoghi. ampliatio. complexio.] Domande.f. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo. ma non della retorica. catabasi. rivolte. anàclasi [s. anacenòsi [s. la → litote. congerie. anacoluto [s. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. la → comparatio. L’a. anàbasi [s.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. molte volte in forma di richiesta di consiglio.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco.f.Opposto di catabasi. Gli antichi retori avevano individuato.ubi. Perdita del riwww. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. l’→ iperbole.f.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale.livroslabcom.] In it. ampliatio.] Lo stesso che → amplificazione. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente. ampliazione.m. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). Detta altrimenti communicatio. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. → amplificazione. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla.f. → antanaclasi.

/ per me si va ne l’etterno dolore. I. anagòge [s.] Discorso di argomento mistico e celeste. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. 2. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. escatologico. Lo stesso significato di → anagogia. Contrario di acoluto. / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio. abitudini. . → anagoge. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. all’interno di un Livros LabCom i i i i . In retorica essa indica la ripresa. /x. reduplicatio. denota l’inserimento. x/x. . Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. Polisindeto: Dante. 4-5. Alto Vicario – Carol Voitila. ripetizione insistente della stessa parola. Car. mesarchia. sinonimo → epanafora.f. 7-9. Inf. terruit gentes. catafora. anagramma [s. .f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. spirituali. → polisindeto. . . . lett. epimone).: Quei che muoiono. → metaplasmo. Orazio.f.] 1. → epibolè. successivi (configurazione: /x. Dante: Inf. . → arcaismo. Spinaci – Piscina. anantapodoton. / per me si va tra la perduta gente. piena d’amore (Dante.f. analèssi [s. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. Pg I. 1-3: Per me si va ne la città dolente. in particolar modo le Sacre Scritture. anagogìa [s.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: .m. anàfora [s. iii. L’a.] Interpretazione di un testo. anapodoton. o di loro segmenti.f. mentalità propri di un’epoca diversa. → sillessi. anacronismo [s. anadiplòsi [s. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. xxiv. XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. gioco di parola.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. 2. Terruit urbem. Par. ): es. Es. . .] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. .f. → antecedente. in senso spirituale. ). .

era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. che desiderio bizzarro d’altronde!. 38-9 → inversione. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto.m.f.ubi. fue / di cherubica luce uno splendore. eventi e sim.] Tipo di anacoluto in cui. Par. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria).: haec inter per inter haec. www.] La reminiscenza. riconducendoli all’→ anacoluto.pt i i i i . anàstrofe [s. oppure il complemento oggetto ed il verbo). sarà fatto così come vuoi tu. → tema. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. anantapòdoton [s.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti).f.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero. metatesi. Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. essa è figura di parola. Con a.livroslabcom. di una serie correlativa di termini.1: Naaman. capo dell’esercito del re dell’Aram. parallage. si esprime soltanto il primo elemento. posto che tale sia il tuo desiderio. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale. analogìa [s. iperbato. anàmnesi [s.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica.m.: Posto che tale sia il tuo desiderio.5. Es. Es. Dante. anapòdoton [s.f. XI.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. 2 Re. Es. ossia all’apodosi). anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. di fatti.

aequivocum. una vecchia porta la sbarra. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico.f. → ambiguità. Es.] È una proposizione ambigua.f.f. → recriminazione. anticiceronianismo [s. anticategorìa [s.Es.] → anticipazione.] → agnominatio. anticategoria. anticipazióne [s. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi. anticlìmax [s.m.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge. paronomasia.m.f. o s. annominazione. L’opposto di → epitasi. → epanadiplosi. era lebbroso. controaccusa.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. → prolessi.f. che tendono a generare un effetto equivoco. anfibolia [s.f. antanagòge [s. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. annominatio [s.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. anticipatio [s. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente. antapòdosi [s.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni. metastasi.] Stile che si oppone al → ciceronianismo.: E mi Livros LabCom i i i i . Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram. valente e ricco. controaccusa. ma quest’uomo.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione. redditio.f.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte.f.

sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi. / aunque cualquiera mal haga.f.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene.f. Es.f. o no se escribe porqué no se lee (Larra). → ossimoro. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica.→ catacosmesis. ipofora.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola. tu! ‘sei pericoloso. tale da produrre un capovolgimento del senso. antimetàtesi [s. → antanaclasi. io non sono affatto difficile. sia nel significato di → antimetabole. diafora. Dormi! Pascoli. antifrasi [s. → enallage. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo.f.livroslabcom. reflexio. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis. antimerìa [s. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre.pt i i i i .f.f.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. antimetatesi. antilogìa [s. O cuál es más de culpar. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso.f.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. sei il contrario di quello che sembri’.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono.] Secondo la manualistica. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. chiasmo complicato. La mia sera. Isaia. 5.ubi. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz).] Permutazione nell’ordine delle parole. Dormi! / bisbigliano.] → antipofora. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. www. En este país no se lee porqué no se escribe.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. permutazione. Figura di pensiero. antìfora [s. Dormi! sussurrano. antimetabole.: In materia di cappelli. es. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. → diafora. Dormi / mi cantano. antimetàbole [s. ma con diverso significato. → enantiosemia. Sei bello. chiasmo complicato.

] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. antìtesi [s. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca). dianoia. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis.f. polarità. semplice / complesso. → enantiosi. il rovesciamento. anziché ‘con le trecce sparse’).f. → antìfora.. come le opposizioni: tutto / nulla. anima / corpo. antipòfora [s.f. . VI.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. comparazione.78: Non donna di province.f. ma stecchi con tòsca (Inf. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari. et non ò da far guerra [.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s. l’ossimoro e il paradosso. ma di color fosco. antisagòge [s.. → casus pro casu. antipersonificazióne [s.: Pace non trovo. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. ipòfora.] Ripetizione di una parola in senso contrario. → comparatio. 4-6).] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario.f. L’uso dell’acc. ombra / luce.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. . Es.] Lo stesso che → antiprosopopea. Livros LabCom i i i i . antìstrofe o antìstrofa [s.f. lungo / breve”. ] et nulla stringo. / non rami schietti. → contre-petterie. enallage.f. antiprosopopèa [s. antìstasi [s.] → antipersonificazione.f. ma bordello! Non fronda verde.. / non pomi v’eran. Dante. →. antiptòsi [s. a quest’area sono riconducibili la negazione. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale..] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. Purg. XIII. di relazione (sparsa le trecce.f. l’ironia. ma nodosi e ‘nvolti.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. prosopopea.

livroslabcom. XXII.f.] → antitesi. apagoresis [s.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa.pt i i i i .I. ombra/luce. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana.f. invece che attraverso il nome proprio.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia. antropomorfismo [s. Vossio (XVI-XVII sec.m.] Figura consistente nel designare una persona.ubi. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante. www.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico). idolopea. lungo/breve.f. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.f. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. 57. apagogìa o apagòge [s. antropopatìa [s. → personificazione.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele.f.f. facoltà e destini umani a figure immaginarie. → personificazione.] l’attribuire aspetto.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s. anima/corpo. Es. antonomàsia vossiànica [loc. Opposto a → sinonimo. idolopea.m. animali e cose. →. antonimìa [s. Pg.s. Vedi le opposizioni tutto/nulla. antonomàsia [s.m.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. antònimo [s.) antorismo [s. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.] Lo stesso che → controdefinizione.] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”. semplice/complesso..f.

apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. spiegare la situazione). io! → reiezione. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. Altresì nella accezione di negazione. Può essere chiamata anche → troncamento.] Dimostrazione. ma non è possibile. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. che ne rappresenta perciò la premessa.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. sotto l’influenza della sillaba vicina.f. dichiarazione negativa. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi). sia in nome della propria superiorità. In particolare. →.] Proposizione principale del periodo ipotetico. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. falso o immorale. → praeteritio. apòdoton [s.f. sia dell’inferiorità dell’uditorio. aplologìa [s. apòdosi [s. o nella sola consonante: mineralogia. contr. di un’intera sillaba. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. apòfasi [s. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. per aplologia di mineralo-logia.] Caduta. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale.: Non devo ricevere lezioni da nessuno.f. L’a. l’ipotesi della reggente.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s. apòcope [s. assurdo. → catafasi. detta → protasi.: vorrei.m. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. Livros LabCom i i i i . contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. inutile.f. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma.f. apodissi [s.] Lo stesso che → preterizione.f. Es. prova assoluta. →.] → anantapodoton. identica nella consonante e vocale.] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es.

interruptio. sospensione. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. aposiopèsi [s.pt i i i i . apòlogo [s. Es. favola. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile.] Detto memorabile nell’aneddotica classica. Fiorenza. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo. Sin. dunque eufemistica o minacciosa. Invocazione: Ancor ti priego. exsuscitatio.m. → allocuzione.f. vidi. che puoi / ciò che tu vuoli.: Mio caro. XXXIII). se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione.f. aporèma [s.m.: ego te.] Giustificazione. all’esaltazione) dello scrivente. in maniera viva e diretta. come disse Cesare: “ veni. sono stato impeccabile. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. invocazione. .] Solitamente intesa a suscitare pathos. regina. Allocuzione: Ricordati.: Godi. .f. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante. XXVI).m. apòstrofe [s.f. furcifer. lettor. di Menenio Agrippa → allegoria. / dopo tanto veder.livroslabcom. Es. a volte. apologìa [s.m. Es. parabola. Esecrazione: O Simon mago. . . ! (Terenzio). XVII).ubi. li affetti suoi (Par. → reticenza. o miseri seguaci. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali. www. si vivo.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore.. apologismo [s. → dubitatio.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi). che conservi sani. vici”. aporìa [s. XIX). esposizione delle circostanze e delle motivazioni. di una determinata idea o concezione. (Inf. esecrazione. Inf.: l’a.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche. Es.

dimostrazione.s.f. per scarsa conoscenza. iperzeugma.] Entità concepita impersonalmente (il fato. aptum [s. oppure con il discorso (ad es.m. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i . prova. → adiectio. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova. appositio [s. vetustas.] La virtus dispositionis o aptum. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. che esprime approvazione. ad una conclusione → argumentatio. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione. un omicidio). quale conseguenza logica.: Dammi quel coso. per pigrizia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s.f. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo. finora escluso. la sua conformità alle regole.m. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. → conveniente. Es.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. → impprobativo. la lettura della sentenza di un processo).m. il caso) o personalmente (Dio. arcaismo [s. approvativo [agg. → situazione. àrbitro della situazióne [loc.] Di discorso. convenienza. apposizione. da cui il verbo cosare.] Uso non preciso delle parole. dall’altro. approssimazióne [s.f. appropriatézza [s. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma.] Elemento nuovo.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi.m. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. argomentazióne [s.f. da un lato.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman. aggiunto all’insieme dato. ho incontrato il coso.

Barassi.m. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. M. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. b. it. E. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. a differenza della logica. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. Schick. 1966. questo non è il caso di un argomento retorico. Argomenti quasi-logici. premesse della argomentazione. vol. argoménti [s. Torino. Lucie OlbrechtsTyteca. la → nuova retorica di Perelman. costruiti a immagine dei principi logici: a. completa la logica. Trattato dell’argomentazione.ubi. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare.livroslabcom. → argomenti. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai. definita come “teoria dell’argomentazione”. Naturalmente però. di C.] La → argomentazione. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). dunque.pl. da dove provengano questi elementi. se siano verità impersonali. cioè. trad. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. In particolare.pt i i i i . dewww. 15 – 16).i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. Mayer. pensieri divini. nuova retorica. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. pp. I. Einaudi. sia quella di ciò che lo definisce. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca). al logico formalista. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. al fine. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. (Chaïm Perelman.

e fra i termini b e c. inclusione. È l’argomento frequentemente utilizzato. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. Così. e. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. ad esempio. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. viceversa. nel secondo). salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. nel primo caso. d. Quando il cittadino ritarda il pagamento. nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. quando qualcuno difende la regionalizzazione. c. postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. ora la divisione del tutto nelle sue parti. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. ad esempio. il cittadino. “a lavoro uguale. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. lo Stato lo obbliga per legge. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. Di contro. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. Livros LabCom i i i i . Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. Così.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). il lavoro ed il salario. d.

con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. Essi si suddividono in due gruppi: a.pt i i i i . ponti. esempi. il prototipo della relazione di successione. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). ossia che. per così dire. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. esempio: www. a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). a partire da casi particolari: a.ubi. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. 2. illustrazioni. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. 3. b. La relazione causale (causa-effetto) è. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. buone leggi ecc. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. viceversa. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio.livroslabcom. nel momento del crimine. ossia proponendo modelli.

illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche.s. chiara. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto.s. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. le manchevolezze. previamente riconosciuto. a sostegno delle proprie tesi. argomènto ad hominem [loc. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio. di un personaggio illustre. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva. di un maestro. c. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”.) →.m. le debolezze.m. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio. i difetti e anche i pregi dell’avversario. durante la demonstratio. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i .s. equivale a → tema e si contrappone a → rema. b. ecc. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. le illustrazioni per renderla chiara”.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. argoménto [s. argoménto probante [loc. argoménto d’autorità [loc. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio.m. Perelman: “il valore di una persona. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. o della persona alla quale ci si rivolge. → premesse della argomentazione.m. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio.] Ciò di cui si parla.

] Essi corrispondono ai → loci. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. ai fini della persuasione del destinatario. ricavate per via induttiva (exempla). Tale distinzione rimane valida per la logica moderna. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. www.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. quindi da una premessa probabile.m.ubi. → prova. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse.f. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. 3. ars [s. confessioni. purché considerati verosimili. dedotte da indizi o tracce.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni.pt i i i i .] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. Queste potevano essere: 1.f.livroslabcom. si riferivano a fatti reali o fittizi. argumenta [s. → confermazione. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. → onomatopea.s.pl. Secondo Aristotele. 2. dimostrazione. → tecnica retorica. inteso come qualità innata. armonìa imitativa [loc. Catone) assieme all’ingenium. incontrovertibili o congetturali. ricavate per via deduttiva (argumenta). di fatto (signa) necessarie o non necessarie. Vedi anche → argumentatio/argomentazione. → confutazione. argumentatio [s. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze.f.

] Terminologia latina per → mnemotecnica. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna.f. ars recte loquendi [loc. →.pl. ars memorativa [loc. Livros LabCom i i i i .f.s.s.] → mnemotecnica. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. cioè del nostro “comporre”.f.f. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf. Nella metrica greca. il tempo debole del piede. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione. autore di un’ars dictaminum in esametri latini.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum). artes poetriae [loc. inglese.s. proprio quest’ultima indicazione. arte [s. lett. → tesi.] Terminologia latina per → grammatica. L’arte diventa oggetto d’insegnamento. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.f.s. In essa le prove vengono chiamate. ai discepoli.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc.f.] La → predicazione cristiana. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus). mentre in quella latina il tempo forte. → confirmatio rationalis.f. confirmatio scripturalis. ars dictandi. ars praedicandi [loc. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana. arsi [s. • ars dictaminis.s.s. arte mnemònica [loc. convenzionalmente indicato mediante accento acuto.] → artes sermocinales. “arte del dettare”. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture.] Facoltà (→ facultas). contenente teorie e modelli di stile oratorio. fondata sullo studio e sull’esperienza.f.

f. asiano.] Le arti cosiddette “sermocinali”. proprie della Scuola di Pergamo. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. quindi la → grammatica. → asiano. artifìcio retòrico [loc. quali: l’aritmetica.ubi. è stato tra gli iniziatori di tale corrente.] Lo stesso che → gradatio.a. quello dell’ → atticismo. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. che si è imposto a partire dal III sec.i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc. si identificavano con quella branca delle arti liberali. artificialis ordo → ordo artificialis. artificiosità del dire.pt i i i i . Egesia di Magnesia.s. Nell’ambito linguistico greco. asiàtico (stile a. Ortensio Ortalo. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. stile asiatico. la geometria.C. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie.pl. quando si è imposto un altro indirizzo letterario.m. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q. Questo evento ha portato. esuberante. l’astronomia. retore del III sec. asianèsimo [s. a. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari.C. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia.] Ricercatezza. in campo letterario.m.C. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. quindi la libertà. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. www. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. climax. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. nell’ambito della cultura greca. dette “reali”.) → stile asiano. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. la musica.livroslabcom. uguaglianze e proporzioni linguistiche.. ascensus [s.m. a. competitore di Cicerone.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. o artes poetriae. quando ha inizio..s. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità.

s.f.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione. → asindeto. causale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s.s.] → assurdità.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. Nella sistematizzazione operata da Lausberg.m. asìndeto sommativo [loc. asphalia Offrire garanzia. asìndeto disgiuntivo [loc.m.] L’asindeto in cui. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione. l’a. l’a.m.s.s.s.s. conclusivo o consecutivo.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc. l’a. l’a. → asindeto. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo. paradosso. sommativo. l’a. umile – simile.] L’asindeto per semplice somma di membri. associazióne [s.m. o dei quali parla. assonanza [s. amore – dolere. spesso a vantaggio di altri. asìndeto avversativo [loc.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.m. Forma di rima imperfetta. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. esplicativo. → asindeto.m.m. → asindeto. asìndeto additivo [loc.s. quindi’. avversativo. asindeto esplicativo.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri. disgiuntivo. l’a.] Introdotto da avverbi come ‘perciò.m. soldato – ubriaco.f. → asindeto. asìndeto esplicativo [loc. trovandosi in antitesi di pensiero. → asindeto. → asindeto. Livros LabCom i i i i . fame – pane. assurdo [s. Es. asìndeto causale [loc.m.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto.

→ antifrasi..livroslabcom.m. Ha suscitato notevole interesse a Roma. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico. tra i quali spicca Giulio Cesare. riprova!.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. → concreto.pt i i i i . ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale.] In generale l’a. astratto attenuatio [s. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice.: coraggio. sull’esempio di Lisia.C.s. nei “Commentari”. tale da determinare una sua reazione: es. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione.m. sino alla composizione del trattato “De analogia”. litote. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. → perlocuzione. astratto [agg. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità.f. → minutio. tortuoso. attrazióne paronìmica [loc. affermatasi nel I sec.] Pertinente alla → quaestio infinita. atticismo [s.f. è il riferimento ad un oggetto astratto.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia). dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità.s. www.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. complicato. in ambito linguistico.] Il contrario dell’→ amplificazione. Sinonimo → attenuazione. oscuro. atto perlocutòrio [loc.m.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo.ubi. → sinchisi. dell’ordine e della chiarezza dello stile. d. astruso [agg. influente oratore ateniese. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. che racchiude in sé l’idea della proporzione. oratori e influenti personaggi della vita politica. conciliatio.

L’oratore se ne può scusare con la → correctio. autoapòstrofe [s. Lo stesso che → apostrofe.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. autorità [s. → improvvisazione. → ornatus. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. del modo di scrivere. Livros LabCom i i i i .f. L’ a.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici).m. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. audacia.f.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica. audàcia [s.m. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano). praecedens correctio.] Fra quelli presentati da Perelman. aversio [s. Lo stesso che → auctoritas.f. del modo di esprimersi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. Improvvisazione.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. superioris rei correctio. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione.f. o nello slogan: vietato vietare. audacior ornatus [loc. autofagìa [s. → autorità. che porta a dubitare del dubbio stesso. analogia. Il ragionamento si ritorce su se stesso.f. Discorso improvvisato.f. ecc. anomalia.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee.s.] L’apostrofe diretta a sé stesso. autoschediasma o autoschediasmo [s. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti. si realizza nel dubbio integrale.

Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. ripugnanza.f. di una stessa parola. www.XIV) che significa “inganno”]. benevolentia [s. → fastidium.: Siccome non c’era posto. abbreviazione di una parola o di un nome. antitesi. bischicium (sec. → tripartizione.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data. pleonasmo.] Pronuncia abbreviata. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. battologìa [s. B barbarismo [s.ubi. operando una → digressione. Parole contrarie al buon gusto. → Annominazione.: amore amaro. brachifonìa [s.] [lat. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso).] Si produce quando l’oratore. antipatia. periodo.f.] Suddivisione in due parti le quali. isocolo.] Ripetizione inutile. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi.f. frase o idea. bipartizióne [s. chi non risica non rosica. polulogia.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. Es. → perissologia. tautologia. barbarolèssi [s. calembour.m. paronomasia. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.m. Es.livroslabcom.pt i i i i . → captatio benevolentiae. spesso noiosa e pedante. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità.] Lo stesso di → barbarismo. avversióne [s.f.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc. si distacca da una materia trattata.f.f. mediev.f. omeologia.s.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio. bistìccio [s. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.

no comment. concisione. brevità. forme eccessivamente allitteranti). brevitas [s. Livros LabCom i i i i . che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. “Allegria di naufragi”. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. laconica brevitas. → brachilogia. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato.] Riduzione del discorso all’essenziale. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. alle volte volutamente indecifrabile. ecc. no Martini.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. Rossi. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. no party. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto. le numerose comunicazioni pubblicitarie. Es. sentenze. → aiscrologia. per l’orecchio e/o per lo spirito. cacenphaton Espressione fastidiosa.f. si esprimono. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. escrologia. versi liberi). per risultare maggiormente efficace ed incisivo. (G. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. → figura per detractionem. C cacenfaton. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. nel panorama culturale contemporaneo. aforismi. imperatoria brevitas. Con una diversa intenzione. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti.f. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. cacofonia. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. Ungaretti.] Appartiene. no logo. ma soprattutto di Tacito.

producono un cattivo effetto sull’ascoltatore. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. Oltre a CR generali. va osservata l’esistenza di CR locali. campo retòrico [loc. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura.f.f. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. metonimia. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. Incongruenza di costruzione sintattica o logica.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. cacozelìa [s.] ant. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. Arduini ne individua sei: metafora. campo figurale [loc.livroslabcom. o cattiva collocazione. cacosìnteto [s. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”.s. antitesi. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e).] Affettazione stilistica. bisticcio.m.m. metonimia.] Esposizione difettosa. sciatta e confusa.f. calembour [s. ripetizione ed ellissi.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. → vitium. propri di una determinata cultura. → escrologia.m. cacologìa [s.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo).m.pt i i i i . sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano. www. che al fine di disgustare l’uditorio. sineddoche.] Lo stesso che → gioco di parole.ubi.s. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo. sineddoche e ironia. dissonanza.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia.

] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. In teologia essa Livros LabCom i i i i . catàbasi [s. Il collo della bottiglia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. Es. → benevolentia.] L’opposto di → anabasi. ecc. anabasi. bensì. → antiptosi. in uno scherno. → anticlimax.] Scambio di casi. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. Es. abusione. dolore.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua.] o schema per casus [loc. (Il concetto di c. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). Utilizzata per enfatizzare umilizazione.s. casus pro casu [loc. catàfasi [s. acirologia. abuso. → gradatio. → abusio. solitamente per ovviare a lacune del sistema.: Il sole e la luna. climax. la vita e la morte. le gambe del tavolo.m. carientismo [s. il letto del fiume. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio.m.m. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà. così. catacrèsi o catàcresi [s.s.f.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». climax discendente.f. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’.s. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie. il termine ‘collo’ non significa. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. ordo.] Forma di preterizione. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). poi lo portò a compimento. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante.f. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta. filofronesi.f. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.

occorre inoltre comprendere il carattere della causa. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA. perspicuitas.livroslabcom. o in forti antitesi (pace www. il suo stato di credibilità e la sua struttura. «Come ?!». formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). correlati fra loro. assumono un effetto intimidatorio. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae.f. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti. si contrappone all’→ anafora.i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. concertativa.] Sequenza di almeno quattro elementi.] È l’oggetto di un processo.f. che può essere simplex. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme). la quale. → ominatio.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. chiarézza [s. catàstasi [s. apofasi. la → quaestio finita (o hypothesis). diviene oggetto peculiare del discorso retorico.f.] Momento ritardante dell’epitasi. → status translationis. parole come «Scusa ?!». stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico. → status qualitatis. causa [s.f. Rappresenta la controversia. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli). e si contrappone all’apofasi. minaccia. catàfora [s. catena [s.f. → anadiplosi. nonché lo status quaestionis (→ status causae). → praeteritio. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è.] → climax.f. → epitasi. deliberativo o giudiziario. Così. ellissi cataforica. → status finitionis. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. coniuncta. Minaccia. concatenazione. cataplexis [s. chiasmo [s.pt i i i i . se pronunciate con un certo tono. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio.] Intimidazione.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi.m.ubi.

→ chiasmo.poco). Bellum Catilinae) b. → chiasmo. i cavallier. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. chiasmo fonètico [loc.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. Per la complessità sintattica e semantica. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo). Le donne.: 1. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco).m. abbiamo: a.m. → praeoccursio. come in questo esempio: satis eloquentiae. L’ "incrocio" può portare: b. sapientiae parum (Sallustio..s. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare.m. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. Orlando fur.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. Per l’ampiezza dei suoi componenti. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”). definito come permutazione nell’ordine delle parole. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). 1). tale da produrre un capovolgimento del senso. chiasmo grande [loc. il chiasmo grande. Es.] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso.] Incrocio di elementi fonetici. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché. → chiasmo. a mo’ di sincope.s. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). Chiasmo o antimetàbole. l’arme. 2. con incrocio di intere frasi (es 1).2.1. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. antimetabole. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. I. 1-2). CXXXIV. Livros LabCom i i i i .s. gli amori (Ariosto. molto . chiasmo complicato [loc. Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b.

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chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
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circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
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in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
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i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. perclusio.] Ornamento poetico.] → movere. ossia accostando ad un enunciato.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. commoratio [s. → comparatio. Mazarin.] Specie di → paragone. infermità.m.f. communio [s. cataplexis. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. chiasmo complicato. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario. comminatio [s. commutatio [s. ecc. commovere [vb. ornatus. ed equivale a → rema. o sul nucleo di questo. → paragóne1 . aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. et dangereux ami.f. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. colóre retòrico [loc. comparatio [s. Livros LabCom i i i i .f.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa. Correlata: la similitudine. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema. → color. minaccia.: Richelieu. commiseratio [s. → epilogo. ad uno scritto. comparazióne [s. adroit. → intimidazione.] → complexio. Es. → commorazione. sinonimia. → comparazione.] Ornamento che si dà ad un discorso.] Ciò che si dice sul → tema.] Minaccia.s. souple.m. conquestio. Lo stesso che → colore retorico. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. comménto [s. sublime. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi).m.f. implacabile ennemi.f.] → antimetabole. grand. sorte contraria. indignatio.f.f.] Specie di → antitesi.

y/.).livroslabcom. conceptio [s. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio). con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole.i i i i 38 compensatio [s. comprobatio [s.pt i i i i . Dizionario di retorica competènza retòrica [loc.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics). → gradatio. Suddetto modello. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. → complexio.f. simploche. Simile alla → conciliatio.f.] Combinazione dell’anafora con l’epifora.f. www. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta. “mediale”.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole.] → antanagoge. strutturale (la dispositio). frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio. aventi tutti la medesima parola iniziale”. e quelli della performance. . . climax. stilistica (l’elocutio. ribattezzate quali. → sintesi. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni.f.f. riguardanti la struttura discorsiva.f. zeugma. comprende gli aspetti della competence.ubi.] Piena approvazione delle tesi altrui. ha ridistribuito le parti della retorica classica.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett. y/x. complessióne [s. complessione. mnemonica (la memoria).] → sineddoche. anacefaleòsi. Per quanto riguarda la fonetica. . “competenze”: argomentativa (l’inventio). → simploche. →.s.f. Sin. complexio [s. struttura. per l’appunto. Il tipo della figura è quindi /x.f. → oratio perpetua e il → periodo. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. . e li incatena gli uni agli altri.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. concatenazióne [s. compositio [s.

però. conclusio [s. → peroratio. recapitulatio.] → percursio.f. elegantia.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso.f. in maniera tale da moderare. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole. genus. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ).f. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. epilogo. opinioni. recapitulatio. .] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. In essa. Livros LabCom i i i i .] Consiste nel fare una concessione. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore. concinnitas [s. da diminuire la gravità dell’accusa stessa. ’) → paromologia. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. ma non ridondante o ricercata. . → brachilogia. concisa brevitas [loc. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze. cui si contrappongono. → ornatus. pero. conciliare [vb. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere). concisa (oratio c. Non sono avaro. concrèto [agg. Anche parte finale di un sillogismo. conciliatio [s.) → oratio concisa. fatti.] → delectare.s. alla realizzazione di una → compositio gradevole.f.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario.f. sono un risparmiatore.] Parte conclusiva dell’orazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. comprobatio. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro.] Nella → quaestio finita. → astratto.f. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. concisióne [s. in modo però che la comunicazione sia completa. → attenuazione. brevitas. → conclusione.

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40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

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condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
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coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
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contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
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aptum.f. → declamatio. conversio [s. così come il → docere. ma. può appartenere al → genus medium o al → genus grande.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. conveniente. ornatus.→ res. l’isocolo e la costruzione del periodo. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. conveniènza [s.s.f.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso. →. copulativo (polisìndeto c.] → diafora. epifora. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s. o greco. convincere [vb. copulatio [s. copiosum dicendi genus [loc. corax [s.] Consiste.f. le figure dell’adiectio. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato. transmutatio.) → polisindeto copulativo. figura retorica).s.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che.m. verborum.f. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale. copia rerum. o anche a legislazioni immaginarie).] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola.m. figura. → genus. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove.f. lessico.] → anastrofe. figurarum [loc.

correctio [s.f.pt i i i i . può essere un mezzo dell’ironia.livroslabcom. 24. credibilità [s.f. perché forte. ‘q. superioris rei correctio. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. remedium. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa.f. restrictio. non p’. cortesìa [s.ubi. troppo provato. Così. litoti.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo. favorirebbe l’avversario.f. epanortosi. correzióne [s. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. correttézza [s. tra le più diverse tipologie.] Chiarimento semantico prodotto. ma q’ (oppure: ‘q.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. correzione. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. Sinonimo → epanortosi. enfasi. 1402a. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. la c. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture. anziché p’).] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò.: Se insisti tanto. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. cap. Es. q’.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. crasi [s.f. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa.f. II. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito). Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman. aposiopesi ed eufemismi.] → correctio. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. Retorica. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc. praecedens correctio.

] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto.f. credibilità debole. nell’opinione del giudice. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato.f. credibilità media. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte.s. → credibilità.] Basso grado di credibilità.s.f. credibilità débole [loc. → credibilità. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’. expolitio. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum). di nessuna importanza sociale).] Alto grado di credibilità. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe.f. cronografìa [s. genus obscurum. la cui colpa. → verosimile. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta.] Breve componimento elaborato su exempla. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile. per esempio. non è né provata né confutata). quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. credibilità alta [loc.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado.s. → exemplum. genus turpe. genus humile. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. cria [s. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti.f. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. credibilità mèdia [loc. → credibilità.

m.] Andamento ritmico del periodo che recupera. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. cursus ecclesiasticus [loc.s.m.] → ornatus. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale.m.] → cursus medievale. www. Il cursus viene impiegato. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica). cursus medievale [loc. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi.] → cursus medievale.s. cursus durus [loc.s.m. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica.s. al termine del sec. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica. alla prosa rimata. → cursus medievale.i i i i 46 cultus [s. Dizionario di retorica cursus [s.m.] → cursus medievale. 4. in epoca medievale.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene.m. 3. nelle sue Epistulae.] → cursus medievale. 2.pt i i i i . cursus planus [loc.ubi.] → cursus medievale. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano).livroslabcom.m. cursus tardus [loc.m. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc.m.s.s. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).s. assieme a vari ed acuti artifici retorici. Anche lo stesso Dante. cursus velox [loc. l’eredità classica della → clausola e. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano). se ne affianca una ritmica. XI.] → cursus medievale. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo). Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.

decorum. Livros LabCom i i i i . secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio. oratore.] → declamatio. ecc. declamatio.m. più impegnativa. recitazione di un discorso.] → poliptoto. ‘dal più al meno’→ deductio.s. idoneo”. argomento. la → controversia.] Nella tarda latinità. → decens “decoroso. declamatio suasoria [loc. ). . a minore ad maius.f. appartenente al → genere deliberativo.] → deduzione.] → aptum. → accommodatum “appropriato. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. declamatio [s. declinatio [s.f. Anche → aptum. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. destinatario. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati.f.f.f. pronuntiatio. esecuzione. deductio [s. decorum [s. dignitoso”. così come accade invece nell’→ induzione. Anche nel senso di → declamatio. deduzióne [s. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. .] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo. inferenza che procede dalle cause agli effetti. declamazióne [s. utilitas della causa.] Interpretazione. dall’universale al particolare. hypokritikè.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. → declamazione.m. ma a maiore ad minus.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s.f. → actio. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità.

dehortatio [s. Si possono quindi distinguere: 1. deliberazióne [s.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. deliberativum (genus d.livroslabcom. www.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante.] → dissuasione. di condensazione. Contro la definizione di una parte. delectatio [s. → delectare.) → genus deliberativum.f. che combina in vario modo le precedenti. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. Es.] Orazione di genere deliberativo. 64-66). cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). in assoluto. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza.] Fontanier. → allettare. non perdendo di vista il → docere. riconduce la d.] delimitazione di un concetto. placere. avendo già ben presente la soluzione ottimale. XXIV.i i i i 48 definitio [s. complessa. quale senso si deve attribuire a una data espressione. che prescrive. delectatio.ubi.f. Par.f.pt i i i i . Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. deliberaménto [s. Dizionario di retorica definizióne [s. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.m. generi aristotelici.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. Secondo Lausberg. → genus deliberativum.f.] → definizione.f. la parte avversa oppone una → controdefinizione. Definizioni più generali o più partigiane. delectare [vb. descrittiva. con esitazioni simulate. 2. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. voluptas.

] Lo stesso che → figura etimologica. derivatio [s. → ridiculum. deprecatio [s. deprecazióne [s.] Implorazione. distribuzione.f.f. → obsecratio. generi aristotelici. deprecatio.f. derisióne [s. determinatum [s. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione. descriptio [s. ironia. dendrografìa [s. denominatio [s. assieme ad → adiectio.f.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde.f.f. desitio [s. implorazione.f. Così Livros LabCom i i i i . nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. → obsecratio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s. malus animus.m. designatio [s. in una difficile situazione. deprecazione. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti. il suo passato.f. di vestirsi.] → ipotiposi.] Beffa.] La detractio (detrazione.] → metonimia. lex potentior. genere epidittico o dimostrativo.] → distributio. scherno. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici. transmutatio ed immutatio. soppressione o sottrazione) rientra. il suo modo di pensare.f.] → epifora. Il reo dichiara di avere agito in mala fede. demonstrativum (genus d. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo.] → ipotiposi.) → genus demonstrativum. demonstratio [s. in parte. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire.] → omeoteleuto. di agire.] Nella retorica classica. detractio [s. alla → litote.f.f.f. mala voluntas.

apocope. → iperbato. consente di considerare come separate due vocali contigue. ed enfatici.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione.ubi. → ploce.f. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. e dalla forma somigliante al → proverbio. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. dialèfe [s. tmesi. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi.i i i i 50 Dizionario di retorica la d.f. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola).] → detractio.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. diàfora [s. omo già fui (Inf.] Frase tradizionale moraleggiante. ai fini fonetici e metrici del varso. dialectica [s. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww. connotativi. praeteritio.. al contrario ad esempio dell’→ enfasi.s.f. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti.m. reticentia. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. asindeto.f. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas.livroslabcom. è un → metaplasmo per aggiunzione che. quasi fissa nella sua formulazione. sincope.67). percursio.f]. detrazióne [s. ellissi. compare tra le arti del → trivium. quella iniziale e quella finale di parole diverse. détto proverbiale [loc. motto proverbiale. diàcope [s. sillepsi oratoria.: Non omo.] Opposto di → sinalefe.pt i i i i . → dialèttica. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. Es. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. I. → distinctio.

dialogismo [s. .] → dialectica. o fra due soggetti. già facendo la risposta (Dante.) → sillogismo dialettalico. diàllage [s. Tale forma dialogica. dibattito. 16-17).f. gramm.f. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona.] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. sec.] Negli interventi orali e scritti. . che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. • GDU. diàlisi [s.f. Si vedano → dialogo.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso.m. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. → dialito. Es. XVII. monologico. e io retro li andava.: Parte sen giva. dialèttico (sillogismo d. In particolare. XXIX. che da ogne creata vista è scisso (Par. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. 96). diàlito [s.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. . XXI. Amor? (Petrarca).m. dialògico [agg. → iato. allora si parla di → sermocinatio. contenente domande rivolte a se stessi. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . della quale il dialogismo rappresenta un’espressione.] Lo stesso significato di → dialisi. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. dialèttica [s. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. dialogismo. Es. o fra un soggetto stesso e il suo io. / lo duca. Inf.) costrutto senza congiunzione. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto. (XIX sec. con domanda e risposta. discussione.

→ eristico. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate.ubi. / Si ha d. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par. / parea dicer: Signor. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi.f. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito.49). attività cognitiva discorsiva.Ora aspetta / tanto ch’io torni. dialogo euristico. intra tutti costoro. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). . → dialogo eristico. → dubitatio.pt i i i i . → sistole. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. dialogo. estremamente difficile. www. sotto forma di risposta. ond’io m’accoro. Ad esempio: La miserella. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es.livroslabcom.f. interrogazione).] Discorso a domanda e risposta fra due persone.] L’opposizione tra discussione e dibattito. diànoia [s. fammi vendetta / del mio figliuol.] Nella metrica latina la d. diàstole [s. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole). poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. ch’è morto.m.m. (Dante).s. → antipofora.diàlogo eurìstico [loc. e non implica contrasto di idee. a livello pratico. Nella metrica italiana la d. Nelle finte domande che l’oratore pone.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.] Secondo Aristotele. euristico.f. VI. diàlogo erìstico . .i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. diàlogo [s. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. / Ed egli a lei rispondere: . che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. → riflessione. diapòresi o diaporèsi [s.

→ zeugma.] → pronuntiatio.f.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. → dialogo. si opponeva al genere mimetico o drammatico. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. didascàlico [agg. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento.f.f. Livros LabCom i i i i .f. dictio [s. nel suo svolgimento essenziale. pareuresis. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). diazèugma [s. Es. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. diegèsi [s. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. narratio. → mimesi. dizione. disiunctio. / Una giustificazione “ragionevole”. / La d.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali. → lessico. → gnomica. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati. dibàttito [s.] Discorso giusto ed equilibrato. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. → paromologia. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. chiamando in causa la necessità a propria discolpa.] Il genere diegetico o narrativo era quello che.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). → ipotipòsi. diceologìa [s. / Nell’accezione di → fabula. i discorsi di parte degli interessati alla situazione.f. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto.] Sin.m.

storie.ubi.s.. viene così impedita la formazione di un dittongo). È il contrario dell’ → accusa. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale. a quella di uno stato d’animo. dicevamo.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. omonimo.f. episodi.] È la differenza di significato. allora.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. riprendiamo il discorso. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato..f. 2. ). o le persone che svolgono questa mansione.f. Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora.] 1. . che possono essere usati come varietà diafasiche. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). La persona. aneddoti. → accumulazione. dignitas [s. → facilis ornatus.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s. expolitio.pt i i i i . la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. cioè in dipendenza dalle situazioni. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. . . mediante ricordi. comunque.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus.m. difficilis ornatus [loc. . metonimia.f. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee. tra parentesi. anche quella tra i sinonimi. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi.f.livroslabcom. difésa [s. durante la quale www. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. . differentia [s. → sinonimo. o per sostenere un principio attaccato da altri. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione. di un giudizio morale. digressio [s.

] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva. dilogìa [s. a dimostrarne l’importanza.m. della → similitudine. discórso di circostanza [loc.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo.f. sermone. per poi riprendere con nuovo vigore. oratio. → argomentazione.] Il discorso di circostanza è occasionale.s. discorso di consumo. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. discórso acuto [loc. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. prova. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento.s. Anche → excursus.] Secondo Perelman. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). Da dove provengano questi elementi. a definirlo. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. pensieri divini.m. dell’→ entimema (tipo argomentativo). discorso improvvisato. stili del discorso. scopi del discorso. dimostrazióne [s.f. dimostrativo [agg. dimostrare una proposizione. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione. discordanza [s.f. parecbasis. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata. Livros LabCom i i i i .] Lo stesso che → acutum dicendi genus. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza. discórso [s. → parti del discorso. se siano verità impersonali. al termine della digressione stessa. dell’→ exemplum.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni. Lo stesso che → inconvenientia. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi.m.

il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione.s. → discorso di circostanza. di coscienza collettiva. oppure nella scrittura.ubi. genere deliberativo. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa.m. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale. discórso figurato loc. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. → discorso. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. Discorso ricco di figure retoriche. in “società di ordine sociale più libero”. quindi. una volta per tutte. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti.m. In particolare.s. discórso di parte [loc.m. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. Il riuso. tuttavia il discorso mantiene.m. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante). genere epidittico. come sostiene Lausberg.livroslabcom. il discorso consuma interamente la sua funzione. periodicamente o meno. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. discórso di riuso [loc. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. www.pt i i i i .s. la sua usabilità per dominare. in tale situazione dunque. → discorso di consumo. l’oratore può o meno essere il medesimo. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte.s. secondo l’intenzione di chi parla.

con altra per se stessa sgradevole od offensiva. palle. → dispositio.m. disgiunzione.f. disposizióne [s. dispositio [s.] Nelle sezioni dell’arte del dire.] Disporre le idee da esporre in ordine logico.] Lo stesso che → testo retorico.f. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi.] Lo stesso che → disiunctio.f. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative. il d. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. è la seguente: 1.] Sostituire in modo spesso scherzoso.2. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. polisindeto disgiuntivo. usus. Es. discórso retòrico [loc. Fenomeno legato alla → variatio. polysyndeton d.s. e soprattutto non previsto. stronzo.. discussióne [s. → diazeugma. → discorso di circostanza. La sua struttura. disfemismo [s. disputatio [s. → parisosi. spesso gradevole o addirittura affettuosa.: Chiedeva compassione. disiunctio [s. improvvisazione.s.m.f. problema. rigorosamente formalizzata.m.f. proposta di Livros LabCom i i i i .] Lo stesso che → acutum dicendi genus. ordine artificiale. senza attribuirle un tono offensivo: rompere. disiunctivum (asyndeton d.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente.) → asindeto disgiuntivo.] Discorso non preparato.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc. discórso sottile [loc. disgiunzióne [s. Opposto all’eufemismo. → ordo. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.m. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale. ordine naturale. 2.] Lo stesso che → dibattito.s. invocava pietà.f. supplicava clemenza.

Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto). si dissimula quello ch’è.ubi. distinctio [s. Nelle scuole medievali la d. → simile.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. si dissimula quello ch’è. ma può anche sussitere come discordanza d’idee. è unito alcunché di dissimile. dissonanza [s. dissociazióne [s.f. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat. dissimulatio [s.f. obiezione alla proposta. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame. → contrasto.] → diafora.f. dissimulazióne [s. similitudine. 5. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto.pt i i i i . risposte alle eventuali obiezioni. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono. dissuasióne [s. eccede il tertium comparationis. È il contrario dell’ → esortazione. Si simula quello che non è.f.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose.f. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. Lo stesso che → cacofonia. Si riferisce in primo luogo ai suoni. www.m.] → dissimulazione.livroslabcom. costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile.f. ironia. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. 4. soffoca in cuore il profondo dolore’. → simulazione. Si simula quello che non è.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione. ciò che. 3. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza. fu impiegata nell’interpretazione di testi. dunque. soluzione del maestro. dissimile [s. nelle cose simili.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili.

diversivocum [s.m.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. forte e robusto. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. grande e grosso. come mi pare e piace. e quindi la comprensione di un testo. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. univocum. → sinonimia. bello bello. stanco morto. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. → distributio. multivocum. nella sua forma canonica. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo. congerie. atttributi. pieno zeppo. basso basso. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi. apposizioni. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri. Esistono alcune dittologie assai diffuse che. per garantire la → perspicuitas. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica).f. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. distributio [s. individuata dalle artes predicandi. sta nel fatto che quest’ultima. distìnguo [s.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. appartengono ormai al lessico quotidiano.f. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i .] Appartiene alla categoria delle figure di parola. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio. con la quale si chiude il sermone. ubriaco fradicio. divisio [s. aequivocum.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. cioè di un sermone.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. per il loro uso frequente. dittologìa [s. → distinguere. La differenza rispetto all’enumeratio quindi. in base alla quale.f. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. → rapporto diversivoco.

dictio. Nella Ad Herennium. → doxologia. informare i giudici su una causa. 22). convincere. se necessario. www. 4. → exsuscitatio. indica un modo di parlare figurato. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato.s. attraverso l’enfasi ed il ricorso.livroslabcom. distributio. istruire. → pysma.] In filosofia la voce. 15. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. voce diffusa da Leibniz.] Lo stesso che → pronuntiatio. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. → interrogazione.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. (Ad H.f. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. → aporia. → dianoea. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). indignazione.] Far conoscere. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). dizióne [s. interrogazione retorica. È uno stile però piuttosto scarno.ubi. domanda retòrica [loc.f. partitio. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’.→ merismo. dossologìa (o doxologia) [s. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). → persuasione. docere [vb. Brano liturgico glorificatore. diffusa da Leibniz. ad ogni tipo di artificio retorico. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi.f. → anthypophora. sarcasmo. avresti tutto da perderci. ecc.pt i i i i . che presumono una risposta negativa (“non. adattato alla pratica ed impreciso. interrogativa retorica. → ratiocination.

volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia. ductus figuratus [loc.] o syntaxis obliqua.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera. subtilis. obliquus. → ductus.s. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. Si può ritenere il dutus più frequente. dubitatio [s. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. ductus obliquus [loc.m. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). cioè alla scienza (→ episteme).s. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. Le argomentazioni retoriche.] Termine sorto in ambito filosofico greco. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi).m. figuratus e obliquus. anacenòsi.s.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. dramma [s.f. communicatio. Tipico dell’ars oratoria. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. subtilis. A seconda della contingenza. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. ductus [s. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . → ductus.m. → tattica.m.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. ductus mixtus [loc. mixtus. a differenza di quelle logiche.f. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio. → opinio.m. figuratus. in maniera più o meno velata. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni). diaporesi.

poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex. gratia. -servendosi della provocazione .] → digressione. → ritratto. cioè. → ductus. → ductus. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.m.m.s. effictio [s. provocazione.f. ductus subtilis [loc. ecfonèsi [s. egressio [s.] Lo stesso che → esclamazione.) → cursus durus.] → digressione.s. Vivace descrizione dei dettagli.livroslabcom. durus (cursus d.] → ornato soave.m.) → cursus ecclesiasticus. egressus [s.ubi. prosopografia. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere. ècfrasi [s. ductus simplex [loc. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso.f. → ductus.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva. www. Vi è concordanza fra consilium e thema. → evidentia. etopea. e quello che realmente pensa. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona.un effetto opposto a questa opinione.pt i i i i .f. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione. nella tattica del discorso. dulcedo [s.] Si ha ductus simplex se.f.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. L’immagine.f. paradosso. seriamente dice. nella tattica del discorso. illustratio. E ecclesiasticus (cursus e.

f. → sottinteso. c. → ornatus. ellissi [s. vecchio egli è e debole. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. omissione.] Eliminazione di una di due vocali contigue. b. Dato il pensiero egli è vecchio. elegantia [s. per esempio.f. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. e nello stile nominale.] L’electio è. → dispositio. elisióne [s. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. nella → dispositio del discorso e dell’opera.] L. ma diversi nel corpo della parola. vecchio e debole egli è.] Figura di parola per soppressione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. Es. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. che corrisponde alla → detractio. egli è debole (→ anafora).: la partita Milan-Inter. debole egli è (→ epifora). ellissi ‘totale’ . Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso.f. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato. Soppressione di elementi di una frase. Incongruenze semantiche e sintattiche. ed è fenomeno della → brevitas. oppure vecchio egli è. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma. concinnitas. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase.f. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. Livros LabCom i i i i . allo stile di Cesare. ellissi catafòrica. egli è vecchio e debole. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato.

barbarismi.] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. elocutio [s. ecc. si tratterà per conseguenza de lo stile. attraverso precise scelte espressive e comunicative. . come scelta della terminologia più appropriata.ubi. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio. non essendo quello altro. relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere. È proprio attraverso l’elocutio. e la → compositio. → catàfora. Quintiliano). le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. .f. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. nasce nell’antica Grecia. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. . L’eloquenza. avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. connesso”). . cioè la collocazione. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. → elocuzione. Affinché ciò si verifichi. l’eleganza del discorso (→ ornatus. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas).f. nel Terzo Discorso dell’Arte poetica. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. Lausberg 1949). che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. eloquènza [s. scevro da arcaismi. Già Torquato Tasso. oratio ornata).] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. ellissi. precisamente ad Atene. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). .livroslabcom. Sin.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso..pt i i i i . fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”.s. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato.f. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio.

Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. eloquènza del pèrgamo [loc. dimostrativa loc. l’effettiva predicazione in Occidente.f.f. quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. retorica. Proprio grazie a quest’ultima. si svolgeva in lingua volgare. che non può essere recepito dalle grandi masse. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici. eloquènza epidìttica [loc. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali.s.C. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria.s. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina. Pisistrato raggiunge il successo politico. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. a quelle legate alla predicazione cristiana. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec. IX. con invettive e critiLivros LabCom i i i i . divenendo tiranno in Atene. Comunque. come Catone il Censore (234-149 a. genere della predicazione. II a. genera elocutionis).). cioè che serve per dimostrare. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. anche → oratoria. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana. o al contrario.] o e. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo). 141). generalmente nel corso di celebrazioni. quando numerosi retori greci vi giungono. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. che essi definiscono retorica [gr. → eloquenza sacra.s. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana.. ed in seguito lo stesso Cicerone.f.C. rhetoriké (téchne) “arte del dire”].

parla velocemente. Es. 5. ethos. Il divino del pian silenzio verde (G. i quali.f. i modi e i tempi del verbo. ad esempio. elogio di personaggi.f. sono meritevoli di lodi. contribuendo al bene della patria. in origine. emozióne [s. enàllage [s. 4. celebrazione. mentre il → pathos è il grado di più violento. In particolare si esplica come: 1. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]).f.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. in onore delle numerose divinità.livroslabcom. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività. . una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina.f. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. Carducci. come ad esempio di vincitori olimpici.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.f.s. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali. eloquènza sacra [loc. L’emozione più moderata è l’→ ethos. parla veloce. elusióne [s. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). enàllage dell’aggettivo [loc. → enàllage dell’aggettivo.s. invece di domani ti raggiungerò. 2. maestro indiscusso di oratoria epidittica. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. eloquènza dimostrativa [loc. → affectus. sia in vita che defunti. l’aggettivo e l’avverbio. .] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). panegirici o orazioni funebri. Es. 3.] → perifrasi.pt i i i i .ubi.f. pathos. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www.: domani ti raggiungo. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo.s. .i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo.

/ Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare.f. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro. del calore generale della espressione e dei gesti. contraddizione.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. → antifrasi.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce. . oppure nome + specificazione complementare subordinata). avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)].] Tributo di lode. + nome. ma logicamente va riferito a un. → ipotiposi.] Vivace descrizione di un’azione.f. o contraddittori o conversi. endìade). enantiosemìa [s.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. . encomium [s. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. ecc.] (variante arc.f. una persona. lode pubblica. ènfasi [s. un evento. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. energìa [s. una emozione.f. Es. Livros LabCom i i i i .f. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. onore. ammirazione.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. Es. enantiòsi [s. → vox. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. una situazione. evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. Es. utilizzata per creare l’illusione della realtà. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole.m.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari. evidentia. /. endìadi [s.f. enargìa [s. d’ora in avanti. Erbe e veleni = erbe velenose. La notte e il buio = la notte buia.

al centro o alla fine di un segmento testuale /.] Formula d’augurio. epanadiplòsi [s. epagòge [s.m. enumeratio [s. epanàstrofe [s.pt i i i i . . . /.f.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. asindetico o misto tra i due. . può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali. Es.m. . eonismo [s. → geminazione. www. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza. epadiplosis [s.m. enjambement [s. /xx. → sinafia.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico. . palillogia.) → polisindeto enumerativo.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. inclusio.livroslabcom.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui. Anche: → ciclo. .m. enumerativo (polisìndeto e.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. x/. in verità vi dico. enumeratio.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s. .] Allegoria oscura. → optatio. secondo il modello: /x.f. repetitio. entimemismo. → allegoria. . → elenco. xx/: In verità. anacefaleosi. epanàfora [s. /. oeonismus.f. entimèma [s.f. epanalissi [s.f.] → induzione. . epanalèssi.f.ubi.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio. epanalèpsi. geminatio.: Tutti gli uomini sono mortali.f. antapodosi. /. redditio. . xx. .] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase. Lo stesso che → anadiplosi. .] Sinonima di → anafora.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto. epanortòsi [s. Es. ampliata con particolari. Livros LabCom i i i i . sillogismo dialettico.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso.f.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. epesegètico [agg. epibolè [s. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. ornatus. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione.32: “Ecco vien l’ora. anzi è già venuta. Viene detta anche → anaptissi. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso. esornativo. epicherèma [s. → epesegesi.f.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento.] esplicativo. → exornatio. → sillogismo. alla mano da martedì.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione.f. Genua > Genova. epesegèsi [s. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. servendosi di nove espressioni per ornarlo. ma non sono solo. epèntesi [s. sillogismo retorico.f. → regressione.] Figura retorica che consiste nella ripresa. e mi lascerete solo. che dalla → repetitio.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. expolitio. di una o più parole enunciate in precedenza.m. 16. perché con me è il Padre”. un santo! Equivale a → correctio. anzi. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola. È differente sia dall’ → anafora. Paolo > Pavolo. epesergasìa o epexergasìa [s. È un barv’uomo.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico.m.f.

/ quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo.m.f. Fur. www. → aggiunta.] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo).f. scioglimento del nodo. repetitio. . Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. epidìttico [agg. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte. . reduplicatio. epìfora [s.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /. → epistrofe.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s. Es. . x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora).f. in Ossi di seppia). avanzata al fine di controbatterla.m. episinalèfe [s. reduplicazione.. → conclusio. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti. mozione degli affetti.m.ubi. Non chiederci la parola.] Obiezione dell’oratore a se stesso. VII. → anadiplosi.f. I. orale o scritto.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie.] → eloquenza epidittica.pt i i i i . epìfrasi [s. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati. x/. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. epilèmma [s.m. ripetizione.livroslabcom. epìlogo [s. epìmone [s. parti del discorso. peroratio. → sinalefe.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa.] Insistenza. ciò che non vogliamo” (Montale. .] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. mozione degli affetti o perorazione. epifonèma [s.f. 2. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1. genere epidittico. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo.2).] Parte finale di qualsiasi testo. 11-12.→ anamnesi. epimerismo [s.

epitetismo [s. ironicammente. umida vina ‘vini umidi’.s. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore.f.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo. il canuto mare. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione. confidando nella bontà della sua causa.f.] Sinonimo di → epifora.: una radunata sediziosa. epitrocasmo [s.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente.: Poiché egli è ingiusto. → appositio. come ad es.f. Es. epìteto [s.m. epìtasi [s. Un tipo di amplificazione epìtesi [s.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto. In altre circostanze l’e. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. Es. In questo caso l’e. → paragoge.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. si rimette al giudizio del magistrato. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo. epìtrope [s. epithetum ornans [loc. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola.m. lasciate che si comporti da ingiusto.f. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i .m.m.] Figura in base alla quale l’oratore.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s.

f. → aequivocum.pt i i i i . ammirazione e sim. / Ciò che è ambiguo. equivocità. "O natura. erotèma [s.f. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference).] Ripetizione di parole senza alcun intervallo. / Vocabolo di diversi significati. eruditorum consensus → consensus eruditorum. L’e.→ concessio. Dal punto di www.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti.ubi. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico. malinteso.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa. ambiguità sintattica. / Caratterizzato da significato non chiaro.livroslabcom.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. erìstico [agg.] Argomento che assume la forma di interrogazione. voce dotta diffusa da Kant. domanda retorica.f. permissio. → epanalessi.m. dialogo eristico. esclamazióne [s. iperbole. obscuritas. epizèugma [s. o natura" (Leopardi). rhetorical questions. sdegno. può essere estremamemente pungente nella sua ironia. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea.m. ammissione. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza.] e agg. anfibolia. erìstica [s. equìvoco [s. → eristica. → amplificatio.f.m.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. sillogismo eristico. geminatio. esagerazióne [s. epizèusi [s.

m.f.] Particolare tipo di → apostrofe.] Sollecitazione. esecrazióne [s. exornatio. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. esornativo [agg.f. esémpio [s.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. adhortatio. inizio del testo. → exempla ficta. prologo.: O Simon mago. esortazióne [s. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. . a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento. escrologìa [s. introduttiva di un discorso politico.] anche → inizio del testo. → aiscrologia. Il contrario della → dissuasione. scurra. È il termine corrispettivo di turpiloquio. esòrdio [s. XIX. o miseri seguaci / che le cose di Dio. parabola. → cacofonia. la continua ripetizione di sillabe uguali. exsuscitatio. la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. principio. 1-3. che di bontate / deon essere spose.f.m. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. → ecfonesi. giudiziario.] Discorso osceno. Livros LabCom i i i i . o ambiguamente allusivo. exhortatio. del pubblico o del giudice che sia. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. → exordium. ad esempio. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). nella fase della → narratio/partitio. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori. Inf.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. epidittico/encomiastico. È la parte iniziale. proemio / introduzione. → parenesi. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. .

www. notatio. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg.] Espressione che si può intendere in due modi.ubi.] → ethos.s.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. prosopografia. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). → sermocinatio. estèsico (atto e.pt i i i i . ètos [s. etopèa [s. vizi e virtù.f. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti.m. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare.: o anima lombarda.f. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). una sua chiarezza e comprensibilità.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. → atto estesico. èthos o ètos [s. → circostanze.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. pathos. 61-63) Sin.livroslabcom. circostanze della narrazione. eterologìa [s. comportamenti. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. ritratto. Es.m. emozione. nell’arbitro della situazione. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo.f. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche.: etopèia. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. →. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. → affectus. VI. effictio.

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eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
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Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
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expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
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no? fatto [s. viene presentato nella → propositio. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo). ottenuti sia attraverso la riflessione. processi. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico. → ticoscopia. fatto retòrico [loc. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti. sprovvisto di significato autonomo.s. vasto pubblico o giudice che sia. idee . “tedio. M. fastidio”). 50.: siamo d’accordo.m. → avversione. www. disgusto.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s. stati.] Elemento di un enunciato che.livroslabcom. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. precisamente nell’→ excogitatio. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s.pt i i i i . In Perelman.m.n.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore.ubi.] Ciò che è accaduto e di cui si parla. fastidium [s. azioni. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso).m. il destinatario (o ricevente).] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini. che mediante immaginazione. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa.m. possibili o probabili”. noia. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. l’→ oratore (o mittente).reali o immaginari . deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio.f. il referente (costituito dagli esseri. fatismo [s.che formano il complesso referenziale del testo. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico.

f. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma.] Lo stesso che → figura di parola. schema”.f.f. similitudine.] Figura.f. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). figura di discórso [loc. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. figure di dizione. figura dal tema di fingere “plasmare”.f.s.] Lo stesso che → figura di pensiero. figura di elocuzióne [loc. → transmutatio (cambio di posizione).f.14).sottrazione o omissione). parabola. figure. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi.) verborum et sententiarum.dat. fr. figura di concètto [loc. festivitas [s. lat.] [gr. → immutatio (→ sostituzione).C. Secondo Quintiliano (I sec..s. d. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. → adiectio (→ aggiunzione o addizione). schêma “forma. figure di ritmo.] → idolopea. → detractio (→ soppressione . lumina (-um n. figure di costruzione (→ figura di costrutto). → fiore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s.). s. figure di parola.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.f.s. 4. apologo. figure of speech. 3.pl.] Lo stesso che → figura di parola. GDU. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”. Livros LabCom i i i i . figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1. figure.f.f. figura elocutionis. figura [s. figure di significazione o tropi. fugure rhétorique.f.s. anche imagines-um s.] Lo stesso che → figura di parola.] Nell’ambito della retorica. che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. ingl. → esempio. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc. prosopopea.1.s. fictio personae [loc. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9. figura retòrica [s.] È una breve narrazione in prosa o in versi. 2.pl. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso.

→ ipallage. Figure di parola per soppressione.s. b. che si manifestano ‘in parole singole’.] In Fontanier. figura elocutionis. Le figure di pensiero si suddividono: a. → anastrofe. detractionem.] Tale figura riguarda. c. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola.ubi. Figure di parola per ordine. → epanalessi.f. tropo. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. Affine al → poliptoto. b. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. al contrario dei tropi propriamente detti. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). → figura. → gradazione. Figure di pensiero per soppressione. figura di significazióne [loc. d. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. → iperbato.] Lo stesso che → figura di parola.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. c. → figura etimologica. ordinem. i tropi impropriamente detti. Figure di parola per aggiunzione. Figure di pensiero per aggiunzione. il concetto della frase. → anafora.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. 6 e IX).s.f.s. e suole dividersi in: a. → polisindeto.livroslabcom.s. → ellissi. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. → enallage. bensì la conformazione di un intero enunciato. → concinnità.pt i i i i . Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato.s. Sinonimo è → figura di concetto. → figura di parola. → figura.f. figura di pensièro [loc. i tropi veri e propri. tropo. figura di paròla [loc. figura etimològica [loc.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. ma anche l’ → asindeto. non una singola parola. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero.s. le figure di parola o elocuzione appartengono. → sinonimia. immutationem. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem. alla categoria dell’ → ornatus. figura elocutionis [loc.f. rientra tra le figure www. → anacoluto.f.] In Fontanier. Figure di pensiero per sostituzione.f. → paronomasia. che si manifestano ‘in più parole’. → zeugma. → brachilogia. dal punto di vista ideativo.

s.. l’iperbole.s. figura per detractionem [loc. figura per addizione. figura per adiectionem [loc.] → figura per immutationem. figura morfològica [loc. → aggiunzione.s. figura per detrazióne [loc. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia.f. figura grammaticale [loc. l’allegoria. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf. figura lògica [loc. figura per aggiunzione.] → figura per detractionem. figura per immutazióne [loc. contraddistinte dalla → brevitas.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.f. amare un amore.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio). utilizzata dunque per snellire il discorso.s. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto.s. verbi.f.s. figura per aggiunzióne [loc. sognare un sogno.f. . attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione.f. ).s. Esempi: vivere la vita. figura (parlare in f.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. . addizione di elementi. → figura di concetto.f.] → figura di parola. Livros LabCom i i i i .f.f.] → figura sintattica.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia. donare un dono. XIII.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni.s. 68). considerate sottintese.s..) → parlare in figura. figura per addizióne [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione.f. la litore.

all’interno della stessa frase. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali.] → figura per detractionem. → sillessi. → pleonasmo.f.s. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.] → figura. rispetto al normale svolgimento sintattico. figura per trasposizióne [loc.s.f. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto.] → figura di pensiero.f.ubi.s.] (o figura grammaticale). figura sintàttica [loc.f. www.s. Le figure semantiche sono dette anche → tropi.s. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi. → enallage. ecc. → chiasmo.] → figura per detractionem. figura pseudoetimològica [loc. che riguarda singole parole. → polisindeto. figura sententiae [loc.s.f. l’antonomasia. figura semàntica [loc. figura per soppressióne [loc. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). → ellissi. proprio da tale immutatio verborum. figura per ordinem [loc.] → figura per ordinem.] Lo stesso di → figura per ordinem.pt i i i i . → iperbato.] Figura di parola costruita mediante l’uso. la sineddoche. ordine. → asindeto.s. figura per sottrazióne [loc.f.f.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.f.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. . .s. la metonimia.f. figura per órdine [loc. soppressione. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale.s. numero.s. sottrazione. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe.f.livroslabcom.] → figura per ordinem.s.f. figura retòrica [loc. figura per transmutationem [loc. concordanza. → figura di significazione.f. → zeugma. delle variazioni nel genere. transmutatio. funzione.s.

ma modificano l’ordine dei segni.] Abbellimento del discorso. fióre retòrico [loc.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. Riguarda appunto la linea sintagmatica. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i .f. fióre [s.f. parlare fiorito.f.] → figura di parola. multimediali). finézza [s.) → ductus figuratus. tropi).] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.f. → captatio benevoletiae. → flos.m.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. flòsculo [s.m. fiore? fòro [s.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman. aggiungono elementi sulla catena. genus floridum. status finitionis. cioè la successione cronologica dei segni linguistici. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti.m. figura verborum [loc. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. Si chiama anche figuratica. che è difficile trovare un po’ dappertutto. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. metriche.f. genus medium.] Blandire una persona. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena. Parola rara. parlare fiorito. figuratus (ductus f. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente.m. imitatio. acutezza. In questo contesto A e B. finzióne [s. preziosismo lessicale.f. stilistiche.] Ricercatezza del discorso o della poesia.s. figura.] → definizione. status causae. fióre poètico. → percontatio. la finzione è un voler far credere.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. finitio [s. flosculo. → fiore. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. delle parole. Flos. In genere. filofronèsi [s. sopprimono elementi.s. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione.

] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. gènere deliberativo [loc.f. allargare un giudizio a tutti i casi simili. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione.ubi.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione.] equivalente all’→ accumulazione. amministrativi ed economici. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. accumulazione. rappresenta un oggetto astratto. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore. su cui si fonda il ragionamento. costituiscono un insieme detto tema. → tema. genera elocutionis [loc.f.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.f.s.pl.] → epanalessi.f.] → geminatio. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta. → movere). la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.] → generi aristotelici.s.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche. geminazióne [s.f. Le questioni generali sono più facili da trattare. aspetti militari. www. legislativi. → frequentatio. in modo anche affrettato. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. una classe di persone. frequentatio [s. ornatus.f.livroslabcom. l’oratoria di Demostene). → deliberamento.m. generi aristotelici. e sono oggetto di studio scolastico.m.] Contrapposta alla → quaestio finita. generalis quaestio [loc.pt i i i i . G geminatio [s. → quaestio infinita.s. generalizzazióne [s. frequentazióne [s.2. mentre i termini C e D. epanalessi.

→ genus demonstrativum.] → genus grandiloquum. genus sublime.] → genus vehemens. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.s. coinvolto nella causa. gènere epidìttico o dimostrativo [loc. genus sublime.] → genus grande. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza.s.m.s.] → genus vehemens. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso. gènere fòrte [loc.m. genus sublime.m. ma mira a → docere. genus amplum. per convincere i giudicanti. gènere importante [loc. → generi aristotelici. chiamati logografi.] → genus demonstrativum. genus sublime. che il cittadino.s. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc. genus medium.m. gènere grandióso [loc. genere dimostrativo.] → genus amplum.s.m.m.s. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio. genere epidittico. genus praedicandi. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni.s. genus grande.] → genus amplum. gènere equilibrato [loc. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. → eloquenza del pergamo. generi aristotelici. gènere giudiziale o giudiziário [loc.m.s.s.s. eloquenza epidittica. gènere magniloquènte [loc.m.] È uno degli → generi aristotelici.m. fra i → generi aristotelici. gènere elevato [loc.] → genus grande. gènere grande [loc.m.] È.m. generi aristotelici. gènere intènso [loc.s.m.s.] → genus moderatum. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa. durante i processi relativi a cause private o pubbliche.] Genere oratorio legato alla predicazione.

s.] → genus subtile. 2.m. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. L’ → eloquenza.] → genus modicum. gènere sublime [loc. genus modicum. ornato vigoroso. politica o deliberativa. davanti ai tribunali. che www. genus summissum.ubi.livroslabcom. Dizionario di retorica gènere moderato [loc. → eloquenza epidittica o dimostrativa.] → genus modicum. gènere pompóso [loc. gènere mòdico [loc.m.pl.] → genus gracile. → genere deliberativo (→ genus deliberativum).] → genus medium.] → genus gracile. gènere ùmile [loc.s.m. gènere vigoróso [loc. genus medium.] → genus moderatum. anche per provare delle affermazioni.m.m. gènere temperato [loc.] → genus humile. giudiziaria o → genere giudiziale. gènere preciso [loc.m.m.] → genus robustum. impiegato in occasione di celebrazioni. genus sublime.s. gèneri del discórso [loc.s. genus subtile.m. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza.m.] → genus sublime.s. si specifica in: 1. gènere tènue [loc. 3.s.] Sono detti anche → generi della retorica.m.s. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi. gèneri aristotèlici [loc.m. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.] → genus grandiloquum.s. gènere sottile [loc.s.pt i i i i .s.m.s. o → genere epidittico.pl. genus subtile. genus grande.m.s.s.i i i i 86 gènere mèdio [loc.

m. genus admirabile [loc. genus amplum [loc. generi aristotelici. genus [s.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.s. → paradosso. genus elocutionis [loc. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. L’uso dei commi coordinati.m. 4.m. ha come risultato il genus vehemens.s.] → genere. Livros LabCom i i i i .s.m. → ex abrupto.] → genere deliberativo.] È rappresentato dall’opinione di parte che. generi aristotelici. credibilità media. genus gracile [loc.s. genus deliberativum [loc. eloquenza epidittica.] In una prima accezione.m. che predilige lunghi periodi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. Es. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo. si ha genus abruptum quando in nella principale.m.m. stilus. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso. genus abruptum [loc. ornatus. genus demonstrativum [loc.s. genus acutum.s. → eloquenza del pergamo.m. straniamento. credibilità debole. È un tipo di → genus sublime. genus anceps [loc.m. genus floridum [loc. → genera elocutionis.] → credibilità. sostenendo ad esempio una tesi assurda. credibilità. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto. Assomiglia al → genus turpe.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi.] → genus humile.m.s. genus vehemens.] → genus medium.s. si scontra col senso di verità del giudice. generi aristotelici. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.m. soprattutto dal punto di vista etico.] → genus dubium.] → genere dimostrativo. genus dubium [loc.] Genere elevato e privo di interruzioni.s.s.

m.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc. che non ammette né la brevitas. stili del discorso. ma anche duri.] → sineddoche. genus praedicandi [loc.] → credibilità media. genus iudiciale [loc.s. fra le caratteristiche dell’→ ornatus.s.] → genere giudiziale. → genus summissum. genere vigoroso.s. genus mediocre [loc. genus medium [loc. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. genus gracile. ornato vigoroso. genere preciso.s.] → genus sublime. stile umile.m. l’→ isocolo e la costruzione del periodo. genus grandiloquum [loc. genere moderato. stili del discorso. genus obscurum [loc.s. → credibilità debole. pieni di immagini.s. genus modicum [loc. né l’oscurità.m. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.m.] → eloquenza epidittica. → genus sublime.s. soprattutto nei confronti degli avversari. → genus sublime.] Lo stesso significato di → genus medium. né la forma sintetica. → genere medio. le figure dell’→ adiectio. genus pro specie [loc.] Stile dell’oratoria politica. www.s. genere sottile. tenue.m.pt i i i i .m. come la → perifrasi. generi aristotelici.s.m.m.] → credibilità debole.m. genus humile [loc.s.] Rappresenta.s.s.m.m. credibilità. credibilità.] Stile basso. ornato soave.s. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento.] → genus medium.m. genus robustum [loc.ubi. genus subtile.] → credibilità alta. genere tenue. genus honestum [loc. genere temperato.s.] → genus medium. genus laudativum [loc.livroslabcom. genus moderatum [loc. proprio dell’oratoria epidittica.] Stile medio.m. genere umile.m. credibilità. che sa usare modi semplici e persuasivi. proprio dell’oratoria civile e forense. genus tenue.

] I gesti accompagnano la pronuntiatio. genus vulgare [loc.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.] → genus humile.s. credibilità debole.m. stili del discorso.s. genus tenue [loc.m. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es.m. Assomiglia al → genus admirabile. → genere alto. genere grave. → pronuntiatio. Si ha genus turpe quando.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. gerarchìa [s.] Stile sublime. tipico dell’oratoria politica. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime. utilizzando l’→ ordo naturalis. genus turpe [loc. genus vehemens [loc.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.m. → credibilità.m. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene.s. accuratum dicendi genus.s. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. esse possono essere astratte (es.m. Livros LabCom i i i i . di uniformità in genere.s. genus summissum [loc.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. genere sublime. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità. come il → genus abruptum.s. genus subtile [loc.s.m.: la persona è più importante della cosa). ossia la normale organizzazione delle parti del discorso. genere magniloquente. → genus. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium. ad esempio. e viene di solito definito come → genus humile.m. gèsto [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc. cioè il discorso pronunciato oralmente.] → genus humile. Fa parte del → genus sublime.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico.f.

ubi. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione.m. motto. l’intento è precettistico e sentenzioso. Per quanto riguarda i Romani.f.] Florilegio di sentenze. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. → calembour. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. GDU) è un filone del genere didascalico. V-IV a. Per alcuni autori (cfr.: amore amaro. massima. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. gnòme [s. un proverbio. gli Aforismi (ca. Sempre in ambito latino. le Massime capitali di Epicureo. un → ornatus particolare. le Sentenze di Epicarmo. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. anagramma.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). una sentenza. di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus. in una raccolta di 700 Sententiae.] È una massima. per altri (cfr.). gnòmica [s.s. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. soprattutto l’→ audacior ornatus. Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi.i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec. attribuiti al medico Ippocrate (sec.f.pt i i i i . ecc. come la → mixtura verborum.C.C. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto.livroslabcom. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. gnomològio [s.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. 400). sono invece le Reflexions et Maximes di L. Del XIII sec.m. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). → aforisma. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili).m. giòco di paròla [loc. d. De Vauvenargues www. → gnomologia. didascalico. traductio. boutade.

→ anticlimax.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali.f. ad esempio. gràzia [s. Alla letteratura inglese appartengono.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. assurdo.m. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. H habitus [s.f. i Saggi e consigli morali di Bacone.f. Livros LabCom i i i i .s.m.) [loc.s.f.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano. cosiddette “laterali”. → climax. graecismus [s.s. grado zèro [loc.m. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. → climax. gradazióne discendènte [loc. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico. in forma di trattato. → scarto. Per quanto riguarda la letteratura germanica.m. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto. In ogni discorso però.] → grecismo. facultas.m. grave (genus g. habitus orationis [loc. grottésco [s.].s. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione.] Lo stesso che → gratia. gradatio [s.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. → facilitas. gradazióne ascendènte [loc.m.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort.] → genus sublime. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. bizzarro.

s.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. homoeosis [s. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole.f.] Evitare una questione.f. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. hilare dicendi genus [loc. pronuntiatio. polysigma.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s. → circonlocuzione.livroslabcom. humilitas [s. Solitamente è considerata un errore. lambdacismo.pt i i i i . www. → mitacismo.f. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici. hypozeuxis [s. → ornatus. ipozeugma.] Lo stesso che → inventio. → ipozeussi.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose. horismus [s.m. → stile umile.] È la declamazione.] Opposto di → zeugma. Es. un problema. hypokritiké [s. iotacismo.] → omeòsi. systrophe.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. homoeoprophoron [s.f. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome. sigmatismo.m.ubi.f.m. spostando il discorso su un argomento differente. mimici e gestuali. A volte considerato un → vitium. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar. → allitterazione.m. → declamazione. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis.

Mettiti i pantaloni e le mutande. Viene spesso giudicato non gradevole. lombardi: gorgonzola. buriana.f. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue.: idiotismi piemontesi: grissino. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est. napoletani: vongole. detto dopo.: moriamur et in media arma ruamus. homoeosis. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. veneti: gondola.] “L’ultimo (posto per) primo”. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. panettone. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema.m. presenta notevoli difficoltà di traduzione. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i .] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. chiamare un favore. paradigma.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. siciliani: cassata. Es. In Catilinam). (Cicero. → isterologia. maneggione. icàstico [agg. gianduia. 253). Eneide. isteresi. icóna [s.]. fasullo. parabola.m. idiotismo [s. [s. stracchino. isteron proteron. • pronuncia: ìsteron pròteron. come due sillabe autonome.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc.f. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che.m. I iato [s. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. idolopèa o idolopèia [s. bisboccia.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. (Virgilio.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma. tenere fretta. Es. è ritenuto più importante. romani: racchio. II. pizza. emiliani: mortadella.lat.

] → immagine. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. prosopopea. illustratio [s. condizione. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. illusio [s. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento. representatio. ecc.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. tuttavia.] Vivida descrizione di un’azione. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. → ars dictandi).livroslabcom.f.f.f. hypotyposis.f. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti. nel copiare il contenuto variando la forma. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. della mimica. ipotiposi. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o. enargia. → idolopea. persona. evento. personificazione. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. simulazione. subiectio sub oculos. suffiguratio. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore. Generalmente. effictio. dei modelli di riferimento). imitatio [s. evidentia. descriptio. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. viceversa. idololopìa [s. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà.f. delle strategie argomentative. imago [s. antropomorfismo. → demostratio. antropopatia.] L’imitazione dei gesti. passione. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche.ubi.pt i i i i .

125. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. . In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva.32-33. → laconismo. Lucano.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase. Livros LabCom i i i i . [Cic. XIX. → imitazione. immàgine [s. Quint. → imago.s. la syntaxis obliqua. immutatio verborum [loc. dunque.f. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia. 10]. impar simile [loc. persone e situazioni ritenute simili. totam dum colligit iram/. tale.] → mutatio sermonis. (Dante. Pharsalia 1. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere. immutatio [s. antitesi. 28-30). loci a simili impari. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius.s. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio.s. → adiectio.f. la exclamatio. 2. similitudo. De Or. Inf.] → mutatio verborum. soltanto stilistica. detractio.f. immutatio syntactica [loc. immutatio. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa.f. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). alla → detractio e alla → transmutatio. immutatio sermonis [loc. assieme alla → adiectio. 3. / tal era lì dai calcagni a le punte.] A Una strategia di base. laconica brevitas.m. .f. transmutatio.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando. Contempla la → interrogatio. Divina Commedia. 204-207).] → adiunctum.] Sinonimo di → similitudine.s. attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.31. nella manipolazione del discorso a fini retorici. imperatoria brevitas [loc.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era.f. quale). → sostituzione. → sintassi. a somiglianza di. È un paragone istituito tra cose.

obsecratio.livroslabcom. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando. impulso [s.m.] Improprietà.m. implìcito [agg. → approvativo.f. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato. soggetto implicito. Es. soggetto implicito.m. improvvisazióne [s. implorazióne [s. uso scorretto delle parole. imum [s.pt i i i i . Contr. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione.: → esplicito. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. → discorso improvvisato. autoschediasma. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva. → implicito. → straniamento. → deprecatio.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina.ubi.] Discorso non preparato appositamente. → implicazione.] Discorso che esprime disapprovazione.f. improprietas [s.f. www. sono un cinofilo”. improbativo [agg. inatteso.f. ossia la tendenza. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. al contrario ci si attende sempre una certa varietà.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. tria loca.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s. improprium.] Esposizione delle proprie difficoltà. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo.] La parte finale di un discorso. imprevisto [s. ed è sottinteso’: consenso implicito.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. acirologia. → finis.] Ciò che non ci si aspetta che accada. → improprietas. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità.

] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.] → epanadiplosi. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo. → explicit. → comma. indignatio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.m.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso).f. → incoerenza.f. / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. inconexio [s.f. inclusio [s. incrementum [s. incisum [s. inciso. Livros LabCom i i i i . inclusio.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici). inconvenientia [s.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. inconsequentia [s.] Ciò che non ci si aspetta che accada.f.m. incoerènza [s.] (incipit liber. epanadiplosi. Come figura retorica.] → asindeto. → imprevisto. parentesi.] → comma. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione. inciso [s. ìncipit [s. → inconsequentia. inciso. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi.m. iperbato. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio.) → proposizione incidentale. straniamento.f.m. proposizione incidentale.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori. incidentale (proposizióne i.] Mancanza di accordo grammaticale.m.f.

a maggior ragione lo è la rapina”.m.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue. inductio. ìnfimo [agg.m. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione.f. infinita quaestio → quaestio infinita. per → umile. es. Ad esempio.] Talento. inferènza [s. cioè a minore ad maius. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). secondo Mortara Garavelli. www. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’.livroslabcom. → deductio. → epagoge. infinitizzazióne [s.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. induzióne [s. generalis quaestio. ingenium [s. abduzione.f. infinitum [s.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause.] GDU: ret.pt i i i i . → inductio. abilità retoriche possedute naturalmente. induzione. da cui la → deduzione. In questo senso. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione.f. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. non comune. ma ‘dal meno al più’. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s.ubi. In questo senso inferire significa trarre una conclusione.f. “se il furto è un reato.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera.. deduzione. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. deduzione.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita. per l’oratore. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio.

Livros LabCom i i i i .] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione. interèsse alla situazióne [loc. intenzióne [s. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . è un metodo per assicurarsi.m. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. intellectio [s. ingenium). → situazione.s. all’interno dell’→ exordium.] Nessun comunicato (orale.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia.f. ecc. l’→ uditorio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. si produce la particolare “situazione retorica”. assieme alla necessità urgente. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso.] → instrumentum. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. scritto. le convenzioni.m.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché.f. del discorso) [loc. → kairós).m. tria loca. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). la → situazione retorica. instrumentum (i. una buona predisposizione dell’uditorio. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.) avviene al di fuori di una determinazione storica. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”.s. insinuatio [s. → ars). l’→ intenzione specifica.s. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. (→ decorum. Essa costituisce. instrumenta oratoris [loc.m.pl. initium [s. cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”.] → caput. culturale.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio.f.

→ ermeneutica.f. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). per → sinonimia (gr.f.] Atto di interrogare. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). interclusio. synonymia). Proteus. allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. Bullinger.: scis. Es. parafrasi interpretativa. → interiectio. interpositio [s. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso.] Esclamazione. scis ipse. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive. interpretatio [s. eiaculatio. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”. sinonimia glossante.f. Alla fine del XIX secolo (1898) E. come come ha osservato Fontanier. • voce lat. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. sinonimia. supplica.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi.ubi. commoratio.f. → exsuscitatio. epitrechon. → interrogazione deliberativa. interrogazióne [s. interrogazióne deliberativa [loc.f. → parembole.f.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale).livroslabcom. W. cataploce (→ esclamazione improvvisa).] L’i. la frase con cui si interroga. → interpositio. interiezióne [s. si identifica con le valutazioni razionali www. sia quella che.pt i i i i .] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s. invocazione.s.

s. «ahi!». definisce la retorica primariamente come invenzione. .: Se non fai attenzione lo romp. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio).] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni.s. rubi? Tu che proibisci l’adulterio. e corrisponde alla → dispositio. inter se pugnantia [loc. → simploche. . termine latino per indicare → anacephalaeosis. infatti. perclusio.f. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. Es. cataplexis. intréccio [s. intimidazióne [s. ad esempio. dubitatio. interruptio [s. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.. interrogazióne retòrica [loc.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. inventare”. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio.] Interruzione del filo del discorso. reticenza. → comminatio.f. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. → aposiopesi.s.21-23).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. nodo. → coenotes. → complexio.f.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato. che insegni agli altri.f. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. inventio [s. avendo già ben presente la soluzione ottimale. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare.m. loc. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i . con esitazioni simulate. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge.m. all’ → elocutio.f. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano.] → domanda retorica.pl. il rapporto di causa effetto.pl. Es. → interrogazione.] Dal latino invenire “trovare.: ebbene. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. la comparazione ed altre relazioni). come mai tu. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo.

] → ipallage. mihi causas memora. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. (L. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. Inferno.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. / . quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. vv www. ipàllage dell’aggettivo [loc. ecc.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car..] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. ma logicamente va riferito a un.f. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)].m. Eneide. II. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. C. → invenzione.ubi. Ariosto. 18. Orlando furioso. ipèrbato [s. Carducci. (Dante.s. 13). Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. (Cic. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. 7-9). invocazióne [s. O muse.: Musa.livroslabcom. or m’aiutate. Es. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta. VIII.. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio. inversio [s.). nella seconda come sinonimo di → allegoria.f. su una preghiera accorata a persone presenti.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status).f. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. al → logos o al → pathos. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. 8-11). L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità.f. / qui si parrà la tua nobilitate. De inv.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. Es. Es. a esseri soprannaturali. Il divino del pian silenzio verde (G. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. o alto ingegno. 3. I. ipàllage [s.pt i i i i .. tot adire labores / impulerit. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]).

“Scrivimi due righe”. →. metatesi.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. risulterebbero inverosimili o assurdi.f. Es.s. iperzèugma [s. “Facciamo quattro passi”. Satura). apozeugma. traiezione.f. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. almeno un milione di scale (E.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate). → subiectio. “essere accecato dall’ira”.f. → transgressio.m. il Bene. “Te l’ho detto diecimila volte”. contraddizione. deinde centum. esagerazione. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. ironici. non tutti esattamente pertinenti.] Personificazione. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). / dein mille altera. “sentir drizzarsi i capelli”). deinde centum. “È un anno che ti aspetto”. / deinde usque altera mille. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i .f. iperbolicità [s. “Mi spezzi il cuore”. la Virtù.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. ipòstasi [s. dandoti il braccio.: Ho sceso. transmutatio.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. → antipofora. → diacope. più predicati ad un solo soggetto. traiezione. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. tmesi. “Non ha un briciolo di cervello”. ipèrbole [s. ipòfora [s. ipèrbole graduale [loc. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. Carme 5).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione.: Da mi basia mille.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. viceversa. L’i. → millanteria. esagerato. (Catullo. antifora. → zeugma. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. Montale.f. dein secunda centum. presi alla lettera.

il → ritratto. un evento.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. nihil urbis vigiliae. → metonimia. → evidentia. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. schizzo’ o descrizione. ipozèugma [s. Es.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono. quaestio finita.f. expolitio. ipotipòsi [s. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. in descrizioni successive o mescolate.’. amiche. cittadine.m. Sin. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. movimenti. ecc. signore. In Catilinam. nihil timor populi.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati. il → tableau ‘messa in scena’. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore.. differenze e affinità tra oggetti e individui. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme. comportamenti. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. una persona. ascoltatemi. mediante il quale si sottolineano. Es. lat. → ‘abbozzo. ipòtesi [s. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla.f. ecc.livroslabcom.pt i i i i . esordio della prima Catilinaria). ecc. ipozèussi [s. una situazione. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’.] Sinonimo di → enargia. passioni.ubi. . di un essere animato’. amici. il → parallelo.f.: → diatiposi. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. una emozione. nihil hic munitissimus habendi senatus locus.] Supposizione.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. vizi e virtù. Vivace descrizione di un’azione. . Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. aspetto. → hypozeuxis. www. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. fenomeni fisici e morali’. cittadini.: Signori. zeugma. → hypozeuxis. azioni. nihil concursus bonorum omnium. → causa.

dello stile biblico. come tropo di parola.f.→ parisòsi. → ironia.f. → isotopia.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. vici. Livros LabCom i i i i . tricòlon.s.] Isotopia del piano morfologico. isocolo. isocolo. paghi uno. → omeottoto). isòcolo o isocòlo [s. uno che aiuta veramente i poverelli! (A. isoplasmìa [s.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. simulatio (→ simulazione).Es. bensì lo sdegno. parimembro.// Secondo Lausberg l’ironia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. → tricolon. tetracòlon.f. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). per → paronomasia. → allitterazione.] Non comune.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe).m.] Lo stesso che → isocolìa. benchè non esclusivo. → colon) del periodo. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. Es.] Isotopia del piano semantico. isonimìa [s. isocolon. Promessi sposi). → isocolon. umorismo. il rancore.f.] Lo stesso che → isotopia. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso.f. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni. isologìa [s. isocolìa [s.f.: che signore! (detto di un villano/maleducato). Veni. → ironia socratica. Sin. Manzoni. → illusio. isosemìa [s. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto. → parallelismo.: → isocolìa. Compri due. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. vidi. → isotopia. Si tratta di un procedimento tipico. dissimulatio (→ dissimulazione). isocòlon [s. ironìa socràtica [loc.f.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario.m.

sceglie (→ electio) e www. Es. a qualsiasi livello questa si ponga. è un concetto .f.f. dal solo piano semantico al piano dell’espressione.pt i i i i .legato a quello di coerenza testuale -.f. isosemie: isotopie del piano semantico. Dizionario di retorica isotopìa [s. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera.i i i i 106 isotassìa [s.f. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). senza altre in mezzo. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente.] Inversione dell’ordine logico nel discorso.livroslabcom. per veemenza o enfasi. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura. genus medium.ubi. iteratio Sinonimo di → epanalessi. isologie: isotopie del piano logico. 4.: Tu.] iucunditas [s. il mio amore. isoplasmie: isotopie del piano morfologico. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron). vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.] Omogeneità semantica. palillogia. palillogia ed → epizeusi. non presenti nel documento storico → hysteron proteron.] Isotopia del piano sintattico. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio.f. Ripetizione della medesima parola. Es. supplementari.] → ornato soave. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale. → isotopia.] → hysteron proteron.→ hysteron proteron. isterologìa [s.m.f. iudicium [s. iterazióne [s. epanalessi. isotassie: isotopie del piano sintattico. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. In questo senso quello di i. 3.: Ti ho aperto.m.s. isterèsi o istèresi [s. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i. 2. ìsteron pròteron [loc.

] → climax. calami) [s. aforismi. → laconicità.f.] Errore che consiste in una sostituzione. laetum dicendi genus [loc. → proecthesis.] → hilare dicendi genus.m. è tipica del linguaggio militare.s.m.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani). K kairós [s. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’. laconismo [s. laconicità [s. breve e concettoso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →.] Qualità propria del parlare conciso.m. caratteristico degli spartani.m.] Lo stesso che → laconismo. esmpio più alto di concisione. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum. iustificatio [s. lapsus (l.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i . imperatoria brevitas.f. laconismo. trasposizione od omissione involontaria.m. L laconica brevitas [loc.f. brevitas. brevitas. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso). sentenze → laconicità. o s. linguae o l.s. ad esempio motti. brevitas.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione. klìmax [s.f.

“discorso”. lettura tabulare [loc. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo.f.f. in tutte le lingue. immutatio. linguae). fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo.] L.pt i i i i . Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l.f. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie.] ‘lieve cambiamento’.f. Lecture linéaire.f. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione. Nella qualifica giuridica del fatto. latinitas [s. l’autore del fatto. lexis [s. che precede altre www. colui che ha compiuto il fatto. che pure ne segnala l’erroneità. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta). presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso.] Il termine. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota.ubi. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo. perdendo in tal modo l’enfasi che. Il concetto. levis immutatio [loc.livroslabcom. A.s. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. calami) che l’orale (l. nel parlare o nello scrivere. che originariamente significava “raccolta”. lex potentior [loc. (Convenzioni che. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”. nel significato originario. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. → schema o → figura).s.] Considerata come sinonimo di → puritas. → usus) caratterizzanti la lingua latina.s. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo.

che potrà giovare anche al giudice. o il fatto stesso. a. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci.2. figura retorica). Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa. malus animus) ma. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico.f. B.] → zeugma. espressività.2. come il caso e la necessità (casus. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. → licenza poetica. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1.1.1. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). Viene presentato come giusta punizione. 2.2. l’ho fatto. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. personalizzazione al discorso. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio.] Linguaggio che. linguaggio figurato [loc. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). ligatio [s. Livros LabCom i i i i . e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. sed alter me impulit ut facerem’). nella → relatio. licènza [s. bonus animus) nel compimento dell’azione. fortuna. b. con cui viene difeso: a.m. e cioè: b. (→ figura.1. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo).] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza. invoca un giudizio mite. b. o soltanto il reo. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. →. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo.f.s. Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). sed profui’. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli.2. concede più vivacità. ma è servito a tutti).2.

s.f.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni.s.pl. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos). → adiunctum.s.. locus a causa (cur ‘perché’?). locus [s. locus a tempore (quando ‘quando’?). locus.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s. argumenta. locus a contrario [loc. in parti specifiche . locus a loco [loc.]. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. rappresentata spazialmente. topos. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?). La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico. quid. è divisa in zone.i loci o luoghi .m. quomodo.in cui risiedono le diverse idee.] La memoria.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci. locus a maiore ad minus [loc. loci a simili impari [loc.m.s.m.s.] (deduzione.. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa). le capisce le cose. locus ab istrumento [loc. deminutio. solitamente mediante la negazione del suo contrario. locus a loco (ubi ‘dove’?).livroslabcom. cur. quibus auxiliis. ubi. locus. Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?).m.m. Es.. www. risultando così intercambiabili. → luogo.] (paragone fra simili. locus a causa [loc. Non è mica stupido = È intelligente.] (paragone con l’opposto) → adiunctum. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?).m. loci [s. locus a re (quid ‘che cosa’?).m. I promessi sposi). → tapinosi.ubi.] (ubi ‘dove’?) → loci.m. era possibile riassumere con un esametro: quis.] (cur ‘perché’?) → loci. sia classica che medievale. la parte dal tutto’). locus. che dal XII sec. ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. ma di diversa estensione) → impar simile.pl. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.pt i i i i .s. adiunctum.

] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos.] (paragone fra simili) → adiunctum.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci. locus. cliché. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma. locus a tempore [loc. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. il più ampio viene espresso dal più ristretto.m.s.s. tuttavia. locus communis [loc.m. logos [s. locus a persona [loc. dicendi) [loc. il tutto dalla parte’). data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso.m. locus..] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. → adiunctum. locus a simili [loc.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc.m. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione. locus.s..s.] (quis ‘chi’?) → loci. → luogo comune.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente.m.s.m. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema. prende il nome di sententia. rilevante per la condotta di vita degli individui. stereotipo.] (quando ‘quando’?) → loci.] (induzione. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’.m.s. Livros LabCom i i i i .] (quid ‘che cosa’?) → loci. locus a re [loc.s. di richiamo logico. locus. locus a modo [loc.m..m.. lumen (l.

m.pt i i i i . Essa è dunque ciò di cui si parla. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.] stile. In un insieme. → sentenza. mèdio [agg.f. Mrs Malapropo. deprecatio. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”.] → sineddoche. acirologia.m. → genus medium. → auctoritas.] → deduzione. medium [s. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere.s. materia pro opere [loc. malus animus [loc.] → lex potentior. meiosis [s.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. màssima [s. deprecatio.f.s.f. come il dramma. mediante la quale ci si riferisce a www. tra l’umile e il sublime. solitamente tratta dall’esperienza.f. maiestas [s. → perissologia. vetustas. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan. maiore (a) ad minus [loc. massime della conversazione.s. l’epos e altri.] La materia. prolissità. malapropismo [s. matèria [s. periergia. cacozelia.] Paronomasia involontaria.livroslabcom.] → lex potentior.f.m.] Indica la prolissità. → paronomasia.f. assunta come norma dell’agire avente validità generale. il parlare più del necessario. mala voluntas [loc. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s. adiunctum.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia. Rappresenta una tipologia di litote. → tria loca. la parte centrale di un percorso. mezzano.m.f.] L.s. →.ubi. ciò su cui verte il processo.] Sentenza.

sia che si tratti dell’ordo artificialis. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. più appropriatamente viene chiamato → colon. Vittoriano.m. → dispositio ed → elocutio. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. La retorica classica. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio.] Terimonologia generica.m. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. mèmbro [s. Marziano Capella. memòria [s.] → colon.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. deve essere coltivata mediante → ars. vediamo ad esempio in Quintiliano. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. indicante una parte di frase o di periodo. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. sia che si tratti dell’ordo naturalis. cioè per mezzo della tecnica retorica. o anche di discorso. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. → litote. 28). III. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. XVI. membrum [s. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. tapinosi. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. Aurelio Agostino. la memoria è presente Livros LabCom i i i i .

e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. reditus ad rem. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. mesodiplosis ingl. mesoteleuton ingl. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico. → anafora. immutatio. → anafora. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. mesozèugma [s. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi. Incrociando il tipo www. metàbole o metàbola [s. zeugma. metasememi e metalogismi.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. 5.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso).] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice.38) e citato da Lausberg.f. e transformatio (cfr. p. → transitio. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. 1960. → memoria locale.ubi. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione.: → sinzeugma. aggiunzionesoppressione e permutazione. 250).f. che distingue adiectio.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto.m. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. merismo [s. soppressione. Or. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. metatassi. → divisione.] Sinonimo di sinzeugma. detractio.pt i i i i . metàbasi [s.m.f. → anafora.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive.livroslabcom. I. Es. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. mesarchìa [s. Inst.

giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. zeugma Polisindeto. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. e questi lo sono di fonemi. palindromo Tmesi. paronomasia. concatenazione. metonimia.aggiunzione Crasi. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. asindeto. allegoria. ossimoro Permutazione Antistrofe. pleonasmo Metafora. parabola. ripresa. enumerazione anacoluto. tr. favola Inversione logica. inversione Eufemismo. apocope. assonanza Sinonimia Soppressione . Ricoeur (1975. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . sospensione Iperbole.. reticenza. anagramma. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. sincope. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. sineresi Rima. simmetria.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. Elissi. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. allitterazione. iperbato. it.

quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www.ubi. 4.f. Nel caso della metafora. ancora superiore. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. il piano formatore è costituito dai semi. 2. mentre i termini métataxes. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. Secondo Vico. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. tra gli altri. e quello. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). modificano il valore logico di una frase. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). Metabolé esisteva già in Aristotele. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero.pt i i i i . quanto piuttosto come un problema di pensiero. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. infatti.livroslabcom. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola. infatti. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. 3. metàfora [s. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. cioè secondo una prospettiva cognitiva.

Retorica Generale. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. J. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976. A partire dall’idea di grado zero appena vista. Ph. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. Edeline. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. Bd. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. Minguet. Milano. De Gruyter. 4. H. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. Dubios. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. ora il valore cognitivo. F. Klinkenberg. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. F. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Trinon. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. Berlino – New York. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. Werke. dall’altro come strumento conoscitivo. che ha fra i propri rappresentanti J. Pire. non esiste una naturalità non retorica di esso. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. M. è piuttosto vero il contrario.

Parma. archetipi. Modelli. Torino. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. metafore. Pratiche). e in una parte che ha subito lo scarto. richiamandosi a Northrop Frye. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante. sostiene Ricoeur. Einaudi). Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. Metonimia e metafora. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. In tal senso la metafora non sostituisce nulla.pt i i i i . tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole.livroslabcom. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. La metonimia opera su un solo termine. Milano. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. La filosofia della retorica.ubi. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. l’interazione fra il pensiero di due cose diverse.: 60). La metafora viva. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. Jaca Book). critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. un’esperienza. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. la metafora invece. o base. Per Richards la metafora è una terza cosa. Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. Milano. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri.

proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. e la metafora in particolare. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. Inoltre. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. rispetto alla metafora. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. il processo di selezione-sostituzione. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. frase. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. infine.: 325). 237). In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. propri del paradigma e del sintagma. 237).: “Le tue richieste sono indifendibili”). come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire.

pt i i i i . (1999.). rispetto al primo tipo. ad esempio il nostro modo di discutere. W. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. metalèpsi o metalèssi [s.J. Steen (eds. tende a mescolarli. Gibbs. Goldberg (ed. Benjamins) i quali. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. in R. Amsterdam-Philadelphia.i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. “Oggi sono un po’ arrugginito”.livroslabcom. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. “ha ceduto sotto interrogatorio”. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza.: BUONO È SU). e le metafore di personificazione. Discourse and Language. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. ad esempio “sto andando a pezzi”. “Blending as a Central Process in Grammar”. CSLI Publications.E. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. Stanford (CA)). emozioni o attività.ubi. in A.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www.f. Le metafore di questo tipo sono moltissime. Metaphor in Cognitive Linguistics. quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore).). “Blending and Metaphor”. Conceptual Structure. G. hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi.

→. dialettalismi. Sono metalogismi l’iperbole. il paradosso. come errore.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola. descrive semplicemente uno spostamento. metafore.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i . l’eufemismo e la reticenza. Lausberg osserva che la metalessi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. metalogismo [s. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle.m. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno.f. → metabole. una frase. foriesterismi. metaplasmo [s. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. o perché esse sono alternative e coesistenti. neologismi.f. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo).] Ogni mutamento fonetico. nella sequenza di suoni che compongono una parola.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro. fronte è sineddoche di corpo. è caratteristica di molti → calchi. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates). o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. Nel m.m. ha molti anni’. metàllage [s. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. quali arcaismi. metamòrfosi [s.] Si ha m.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. Quando un’idea assume la forma di un’altra. l’ironia. metonimie. ammesso o meno. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza.

tra parti che non siano vicine.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia.s.: I Re. metàstasi [s. metatassi [s. → metatesi.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metàtesi [s. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metàtesi a distanza [loc. → metabole.f. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano).] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato).] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta.livroslabcom.f. Ma appena lo vide.f.metatesi a contatto.] Figura che modifica la struttura della frase. 18. Elia rispose: «No. gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?».] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.f. ma sei tu e la casa di tuo padre. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.pt i i i i . e tu sei andato dietro a Baal». Es.s. → metabole. oppure una →. metonìmia o metonimìa [s. non sono io che ho conturbato Israele. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore. → anticategoria. → metabole. → metatesi. La metatesi può essere una →.f.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.f.m.] Sostituzione di un semema con un altro.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa. metasemèma [s.ubi.metatesi a distanza. oppure che le corrisponda per www. come è il caso dell’iperbato. metàtesi a contatto [loc. quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe).

). per ‘Il governo italiano’. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. in Cognitive Linguistics. proprietario / proprietà materiale o morale. L’ultimo tipo. la relazione fra la forma e la cosa/evento. Theoretical Prerequisites. John Benjamins Publishing Company. Es.: 20). che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. occupante / luogo occupato. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987.). Thornburg (eds. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. le cose e gli eventi. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. ecc. vol 1.: ascoltare Mozart. Palazzo Chigi. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. Amsterdam-Philadelphia. in Panther. leggere Leopardi. le forme.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. Radden e Kövecses (ib. Armi. Stanford University Press. Il Chianti. Foundations of Cognitive Grammar. Metonymy in Language and Thought: 17-59.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. quella fra il concetto e la cosa/evento. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. bere un bicchiere. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. per ‘guerra’. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”.

Sansò (eds. Milano.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale. C. Meaning. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva.). A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico.ubi. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition.pt i i i i . definita schematic notion.livroslabcom. A. Communication and Form”. 2. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. Broccias. Franco Angeli: 110). in A. Modelling Thought and Constructing Meaning. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. proposizionale e illocutiva. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi. baicchi. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. ad esempio la genialità. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora.

secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’.] → induzione.s.] È il timore provato dall’uditorio. → genus medium.m. Come esempio.m. piazza principale di Bruxelles. È un Apollo. → allegorismo.m.m. mentre è forte nel caso contrario. È l’amplificazione che attenua. atteggiamenti ecc. mezzano.spes et metus – è. → sermocinatio. → attenuatio. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. adiunctum.. metus [s.f. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. minutio [s. → metacismo. minore (a) ad maius [loc. del tono di voce. → metonimicità. Livros LabCom i i i i . //Tutte le volte che oggetti. di una persona di cui si riferisce il discorso”. ecc.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona.f. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. qualità. mezzano [agg.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. pathos. allitterazione. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. personificazione. dei tic linguistici. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. mitacismo o metacismo [s. mimèsi o mìmesi [s. e l’Unione Europea è assai indiretto. nella commedia. Es. mitologismo [s. suspicio. → spes.

→ sinchisi. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione.livroslabcom.pt i i i i . mnemotècnica [s. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria.ubi. diventi favorevole alla parte rappresentata.m.] È una delle specie della → sentenza.] Ciò che. privo del momento del dialogo. monere [vb. Essa può realizzarsi come → indignatio. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. → epilogo. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos).] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. persuasione. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte.f. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente. è contenuto nei limiti del proprio pensiero.] → polisindeto. movere [vb.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc.] → proverbio.f. per produrre un effetto di straniamento. È un specie di → sentenza.s.] → docere.] Equivalente alla → sinchisi. → monologo. → arte mnemonica. www.] L’arte di mandare a memoria un discorso.m. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. → pathos. mozióne degli affètti [loc. monològico [agg.f. ossia nella → perorazione.s.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione. con la → obscuritas.s. o come → conquestio. Con la mixtura verborum l’oratore. dialogico. mòtto [s. multiiugum [s. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. intende giocare. detto proverbiale. mòtto proverbiale [loc. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato.m.

ossia un cambiamento del discorso. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. alla forma grammaticale. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae. ad esempio un giudice. sembra non esserci: mit-. univocum.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. come ad esempio un’espressione sdegnosa.f. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. mycterismus [s.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis. → immutatio. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale. sarcasmo.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es.] Lo stesso che → immutatio.] Scherno insultante e prolungato. agli elementi della situazione del discorso. o personale.s. aequivocum. tropo. mict-. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s. → immutatio. mutaménto della situazióne [loc.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare.s. In it. → rapporto multivoco.m.m. Livros LabCom i i i i . myct-. → ironia. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata.f.s. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento.m.f. diversivocum. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. tropo. spesso accompagnato dalla mimica. mutatio [s. mutatio verborum o immutatio verborum [loc. lat. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. ad esempio il caso. epitropé.: gladius – ensis).

f.livroslabcom. necessitas [s. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio. nitidum genus [loc. e non è prodotto dall’attività di una persona.f.f.f.ubi. natura1 [s.] → ornato vigoroso. nervosum dicendi genus [loc.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s.] → narratio.f. noèma [s.m. possono rappresentare di volta in volta la necessitas. In altre parole i noemi sono le idee. rifuggendo le volgarità. → diegesi.] Forma italiana per → ingenium.] La voce cui è affidata la narrazione.] Equivalente di → nitidum genus. nexum [s. negazióne [s.m.m.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza.m. descrivendo in dettaglio un avvenimento. narratóre [s.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare. narrazione.→ nitor. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www.s. La mancanza di parole appropriate. nitor [s.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento. le nozioni. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi. → voce narrante.] → zeugma. natura2 [s. cioè dall’→ arte.] L’atto di negare. i → tabù. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri.] Parlare oscuro e sottile.pt i i i i .m.f.m. narrazióne [s. il quale mostra spesso una natura dialettica.s. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva.

nùmero oratòrio [loc. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità. → differentia. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. “il ricordare”. dall’altro c’è la descrizione noetica. “il ricordato”. ossia del cogitatum. → ritmo. // Quando la frase è ridotta ad un nome. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. pubblicato nel 1958. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i . restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. ecc. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. ossia della “noesi”. → etopea. dell’oggetto intenzionale. dal ritmo e dall’armonia di un periodo. In questo nuovo contesto. numerus [s. La nuova retorica. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica.f. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. “l’immaginato”. Dunque. che concerne i modi di essere del noema.m.] Descrizione di un carattere.f. → argomentazione / dimostrazione.m.] È rappresentato. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. sussitono tra essi delle analogie.] Leggera differenza di significato. Perelman. specialmente riferito ad una parola. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. completa la logica. Da un lato c’è la descrizione noematica. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. sfumatura. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. nella → compositio delle lingue classiche. (descrizione noematica). notatio [s.] È .s. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. nel Trattato dell’argomentazione. definita come “teoria dell’argomentazione”. anche se. ecc. “l’immaginare”. nuance [s.s.] La nuova retorica di Perelman che. nuòva retòrica [loc. soprattutto in ambito artistico. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. ad esempio “il percepito”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero.f. ad esempio “il percepire”.

] Figura retorica caratteristica della retorica latina.f. intesa come tecnica della controversia.m.] → dispositio.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa.] → aposiopesi. obtestatio [s. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso. omeòsi [s.f. obscuritas [s. www. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile.pt i i i i .i i i i 130 Dizionario di retorica passivo. O obliquazióne [s. oeonismus [s. considerata un → vitium del discorso. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici. e retorica.f.f. perissologia.ubi. parabola. obticentia [s. → generi aristotelici. → battologia. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica. le due figure il più delle volte si sovrappongono). paradigma. → retorica.f.] → oscurità.f.livroslabcom. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.] → obsecratio. officium [s. sul piano teorico. oeconomia [s. omeologìa [s. parimenti. obsecratio [s. → ossecrazione. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano.f.] Abbellire.] Ripetizione di senso vuota e tediosa.f.f. similitudine.] → eonismo.

→ omeoteleuto. omonimìa [s. se non giustificata. i denti alla Colgate.f.] L’onomatopea consiste nell’imitare. Tale ripetizione. . Pascoli. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate. i suoni della natura. le gote devastate. onedismus [s. in Myricae: “apparì sparì. e un cappello da abate [. Il lampo. le nari dilatate.m. Corrisponde all’→ ellissi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. tra genti pestate come patate su auto non private.] → omeottoto. servendosi del linguaggio articolato. ambiguitas. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. omoteleutìa [s. vedo un ebète.m.f. → omonimia.]. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco). allitterazione. . amphibolia. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli. può generare cacofonia.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato.f. “arde e cade”. fonosimbolismo.m. Es.] Uns profezia minacciosa.] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. → omonimo.m. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). 3.m. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. omoiotelèuto.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo.m. omeottòto [s. omoptòto [s.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. omònimo [s. aequivocum. → exprobatio. rima.] Soppressione di uno o più elementi di una frase. omissióne [s. → omotelèuto. anche omeoptòto o omoptòto [s.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es. onomatopèa [s.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. → armonia imitativa.f. ominatio [s.f. X Agosto. 5. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. Livros LabCom i i i i .

ossia la corrispondenza di protasisapodosis. periodo.f. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo.f.f.s.s. il loro parere.s. optatio [s. → oratio.f. oratio perpetua [loc. ma non necessariamente.f. oratio soluta. oratio concisa. oratio [s.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum. individuando l’opportunità. www. oratio perpetua. oratio concisa.] → licenza. oratio libera [loc.f.] → improvvisazione.pt i i i i .] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente.s. oratio inornata [loc.) → pendens oratio. quando non si tratti di principali. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. oratio concisa [loc. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. sono prevalentemente.livroslabcom.f.f.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni. periodo. oratio perpetua. → orazione.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. oeonismus. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. oratio soluta.] È il discorso erroneamente disadorno.ubi.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s. a seconda dei casi. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. compositio. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte. collegate paratatticamente. nella concisione o nell’abbondanza. → oratio. opportuno [agg. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. le cui proposizioni. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche. → dòxa. oratio soluta.s. sermone. oratio (pendens o. → errore. oratio extemporalis [loc.] Produzione di un discorso.

Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. verba sequentur). → oratio. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. compositio. oratòria [s. periodo. dove la disposizione delle parti non è preordinata.s. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità.m. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i .f. né sottoposta a regole precise. la profondità dei filosofi.f.] Discorso eloquente. I.f. → oratio.] Spesso viene confusa con la → retorica. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). → oratio. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. oratio vincta atque contexta [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. l’abilità verbale dei poeti. Secondo Cicerone. la memoria dei giureconsulti.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso. oratóre [s. orazióne [s. → dicitore. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). È l’arte di saper tenere un discorso.s. il gesto dei migliori attori. ordo o ordine [s. De Oratore. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. Elogio funebre.f. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico. la voce dei tragici. oratio concisa. oratio perpetua.] → periodo. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria.m. 48.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.

] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche. ornato soave [loc. ornatus [s. ornatezza.] Può essere considerato una variante del → genus medium. aptum. → genere vigoroso. → ordo. Tuttavia. (o ordine naturale) [loc. correttezza o latinitas.s. → ornato.s. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza.m. ordine artificiale o ordo artificialis. 4. che in latino si chiama → ornatus. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. dell’esperienza del bello. → ornatus. ordo naturalis.livroslabcom. 2.m.m.] È la presenza di ornamenti.].m. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc. ornatus).s. lat. in particolare di natura retorica. elegantia. a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).ubi.m. ornatus.m. gr. ornatézza [s. → ordo.] La bellezza e l’eleganza del discorso. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile.m.pt i i i i . Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www.f.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. ordo artificialis.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio. ornato vigoróso [s. conditus sermo).s. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio. ossia meno faticosa. ordo naturalis [loc. 3. → ordo. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. catacosmesis. ornato [s. prépon. appropriatezza o convenienza o congruenza.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. È definito come → gratia o → suavitas. ordine naturale o ordo naturalis.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus).

passibili di ricevere diverse interpretazioni. o degli dei.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. antilogia. → sineciosi. → ornato. ossecrazióne [s. formosa deformitas. Livros LabCom i i i i .: Concordia discors ‘concordia discorde’.f. insensato senso. → sinchisi. → obsecratio. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi.: Fate largo. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. oscurità [s. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito).] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. disperate speranze). in nome di Dio. Es. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio.m.] L’oscurità è totale o parziale. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi). che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. Es.] Supplicare in nome della divinità. ortoepìa [s. rota Virgilii. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. convergenze parallele. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. exornatio. malinteso. ossìmoro o ossimòro [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni).f.f. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura).

palinodìa [s. variatio. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. . /. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva. . paradossismo [s. di lasciar intuire una verità.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. /. apologo. di alterare il meno possibile il contenuto. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’).] Consiste nell’ esposizione di un testo. Romani. .] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. e cercando di non alterare. paradiàstole [s. la fame. l’angoscia. e che determina facilmente lo straniamento. /xx. xx. la persecuzione.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. → epanalessi. illustrandone le motivazioni. di solito poetico. Essa è peculiare della predicazione di Gesù.m.livroslabcom. esempio. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. exempla ficta. paràfrasi [s. → similitudine. .pt i i i i .ubi.f. . i pericoli.f. o sarebbbe meglio dire. avente la scopo di fornire un esempio di paragone.f. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani.f. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. /.m. absurdum.] Scritto o discorso in cui si ritrattano. Es.vb. favola. paràbola [s. la nudità.f. palillogìa [s. . paradòsso [s. opinioni professate in precedenza. parafrastico. in mezzo o alla fine di un segmento testuale /.] → excidit mihi. xx/. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. . genus admirabile. → paradossismo. 8. .] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. assurdità. adynaton.] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. www. sia per i pensieri (‘arguzie. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso.

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paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
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re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
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parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
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paronomàsia o paronomasìa [s. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito.f.ubi.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza. → parresia.m. Lo stesso che → paronomasia. parte in càusa [loc. → attrazione paronimica.f. . bisticcio. discorso di parte. partito. Es.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. Figura retorica detta di solito → licenza.s. www. parònimo [s. // Femmine .f.dalle labbra tumide – dalle bocche languide.f.] Chi è interessato ad una situazione.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. paronimìa [s.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. → parte. l’→ omeottoto. pars pro toto [loc. la → paronomasia e il → polittoto. .f. Traduttore traditore. annominazione. . eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione. .] → sineddoche.] Concessione.f. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. Sinonimo: → annominatio. Es.pt i i i i . la difende.] Accostamento di parole somiglianti. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia.s. parte [s.] Chi sostiene una posizione. supparile.f.livroslabcom. paròmio [s.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s.m. → partito. parresìa [s. Chi non risica non rosica. isonimia. concessio. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. Termine non comune per → paromeosi. paromologìa [s.f. → paromeo. la distingue da quella degli altri. paromio. : Straziami ma di baci saziami.

s. partizióne [s. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. pathopoeia [s.f. partigianeria.f. pàthos [s. partitio [s. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. 3. → partizione. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte. particula [s. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico. → esordio / proemio/inizio che. 4. → discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso.] Atteggiamento di parte.f.f.f. → partito. parzialità [s. → partitio.f. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio.] → comma.] → parti del discorso. Figura di dissonanza. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio).pl.] Termine di carattere generale. parti del discórso [loc. → epilogo / perorazione / conclusione. giudiziario ed encomiastico. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1.m. propositio. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.s.f. nel caso delle controversie.pl. la sua presenza può essere evitata. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. per sollecitare la risposta emotiva. 2. nel discorso politico.] Secondo gli antichi autori. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio. anche quelle dell’avversario. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i . → exsuscitatio.] L’oratore. soprattutto poiché l’oratore.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare.] Enumerazione dei punti da trattare. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo.

contrazione. → ethos. terrore. I promessi sposi. → subiectio. Manzoni. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta. → exquisitio.] È una variante della → sermocinatio. pendens oratio [loc. Sinonimo: → concisa brevitas. ossia la → clausula sententiae. percontatio [s. che segue. metus. → verbum peregrinum. peregrinum (verbum p.f. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio. Federigo. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc. pellegrinità [s. Federigo e don Abbondio: . la risolve.] It. .pt i i i i . emozione. www. L’elemento che crea tensione è detto → protasi.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. per varie ragioni. affectus. . dialogo fra il card. expeditio. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti. cap. pathopoeia. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo.] Interrompere con pause.ubi.f. compassione..per addossarvi codesto ministero. perclusio [s.] → comminatio. periodo.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. con accento ancor più grave.) → verbum peregrinum. in disuso per → peregrinità. peregrinità [s. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. minaccia.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi. spes. XXV. pausare [vb.s. Es.f.livroslabcom.f.disse. vengono quindi trattati sommariamente.] Rarità elegante e ricercata.f.f. → protasi. dei quali uno crea tensione e l’atlro.E quando vi siete presentato alla Chiesa. percursio [s. e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata.

elusione. chi non mi crede se ne pentirà. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula). battologia. chiasmo complicato.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche. perissologìa [s.] In riferimento alla teoria della → compositio. → citazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. macrologia. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso. perìfrasi [s.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite.] Si ha quando chi parla. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui.f.f. artificioso. ma anche → ironia. permissio [s. non avendo le sue parole sortito effetto alcuno.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario.f. perìstrofe [s.f. Es. subordinazione.f. Es. circumlocutio. per definirlo o parafrasarlo. ma eccessivamente elaborato.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine.] Citazione. permutatio [s. pleonasmo. → macrologia. oratio perpetua. oratio soluta. → epitrope.m. dispositio. → atto perlocutorio. concede a chi ascolta piena libertà. Livros LabCom i i i i . perìodo [s. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. → prosa. omeologia. per Dio → circonlocuzione.] → atto perlocutorio. → prolissità.] → antimetabole. perlocuzióne [s.f. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo. periergìa [s. ridondanza.f.f. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore.

dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. dunque consiste nella → conclusio con la quale. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). da parte dei partiti interessati.] È il tentaivo.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. antropopatia. persuasio [s. epilogo. → chiarezza. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre).pt i i i i . Infatti.f. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. Alla stazione in una mattina d’autunno. perspicuitas o perspicuità [s. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio.f. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata.livroslabcom. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. distinguere. 17)→ prosopopea. → perorazione. Il gelsomino notturno. In Catilinam. peroratio o perorazione [s. recapitulatio. idolopea. Es. Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere).] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. È il → sermo manifestus.f. la soppressione e la sostituzione. 5-6). 3-4). quae communis est parens omnium nostrum. www. personificazióne [s. Carducci.ubi. conclusio. (G. GDU. I. come la → metatesi e la → tmesi.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.f. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. mitologismo.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. Pascoli. Nunc te patria.f. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica. → antifrasi.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. → persuasione.

ritmo anapestico (atona-atona-accentata). repotia. tautologia.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato).] Consiste nella → persuasione e nel convincere. voluptas. delectatio.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. unità di misura ritmica. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi. pleonasmo [s. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola). differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. pes [s. es. ridondanza. il dattilo. ritmo trocaico (accentata-atona). indipendentemente dal principio del vero. piède [s. pithanòn [s.m. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata).] → piede. O Bruto.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta. plòce [s. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale.m.f.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore. bruto.m. il coreo o trocheo. il cretico.s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s.] → anastrofe.m. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora.f. petizióne di princìpio [loc. in un altro il carattere e le qualità » . → delectare. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa. → perissologia.] In poesia. ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza. il peone. placere [vb. ritmo dattilico (accentataatona-atona). cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. Livros LabCom i i i i .

pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati.s. polisìndeto enumerativo [loc.f.f. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge.m.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o. Gerusalemme liberata. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. polarità [s.m.] Consiste nella ricorrenza. Correlata la → figura etimologica. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso. XIX.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc.s. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. → anafora. il concetto collettivo. oppure’ . all’inizio o alla fine dell’enumerazione.m. Stare con le mani in mano.] → licenza poetica. A differenza della paronomasia. polisindeto.s. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o. Dizionario di retorica pointe [s. → polisindeto.s. polisìndeto disgiuntivo [loc. 42.m. polisìndeto copulativo [loc.f. cui viene ricondotto da alcuni.] → polisindeto copulativo.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona. simmetria. 1). di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute.: Le mani nelle mani.] → sineddoche. polionimìa [s. poliptòto o polittòto [s. oppure’. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale. polisìndeto [s.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi. → acutum dicendi genus. → antitesi.ubi.m.s. www. Terminologia francese.pt i i i i . Es. poetarum licentia [loc.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere. → polisindeto.m.] Stile sottile e ricercato.f. espressione polare. gioco di parole.livroslabcom. sindesi.

m. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. politropìa [s.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento.] Il modo di presentare la propria figura.] → sigmatismo. le prove. praemissa [s. In campo più propriamente retorico le rationes. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. loquacità. → mimica.f.s.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.).f. → battologia. superioris rei correctio.m. →. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito. praemissa maior [loc. → sillogismo. la → praemissa maior e la → praemissa minor. ratio. ecc.] → docere.f.s. postura [s.f. il concetto collettivo.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. magistrati.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione.m. →. perissologia.f. prolissità.pl. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. → opportuno. praecedens correctio [loc.f. → correctio. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa. omeologia.] Il parlare molto.s. polulogìa [s. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. praecipere [vb.] → sillogismo. → polisindeto. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente. praecepta [s. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc. polysigma [s.] → sillogismo.s. praemissa minor [loc.f. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne.

f. praeparatio [s. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni.f. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. catafasi.pt i i i i .] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. precedènte [s. unita con la narrazione di questo.] → praeparatio. / Nella teoria di Perelman sui luoghi. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. → preterizione.livroslabcom. Si fonda sulla Bibbia. non necessariamente facente parte di esso.] Descrizione di un avvenimento.ubi. → enfasi. all’interno di una porzione di testo che le comporende. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana. i principi rispetto alle applicazioni concrete”. Consiste nell’incrociare. premunizione.] È la ‘vivente retorica’. praemunitio. pragmatografìa [s. → premesse della argomentazióne. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento.f. → chiasmo. → proemio.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. predicazióne cristiana [loc. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. paralissi.s. praestructio [s. praeteritio [s.] È una preparazione dissimulata. → praeparatio. praeoccursio [s. preàmbolo [s. / In un’altra accezione la p. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo. Così. Può occorrere nella → subnexio.] Fase preliminare di un discorso.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova. www.f.m.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s.f.f. ad es. Una specie di → enargia.m.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero.f.

sillogismo. L’accordo sopra ciò che è preferibile. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile. Assieme all’eredità classica. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore.] Secondo Perelman. del merito. → praemunitio. nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. di tutto ciò che esso considera ammesso.] → praemissa / Inizio di un discorso.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. invece.f. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. premunizióne [s.f. premésse della argomentazióne [loc. nuova retorica.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. verità o presunzione. accordo. dell’autosufficienza. esistente (preferire ciò che esiste).pl.f. → prova. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio.f. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto. persona (i valori della dignità. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. risulta evidente l’importanza del → kairós. → argomenti. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). presunzióne [s. preméssa [s. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”.s. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato).

ubi. prevedendo le obiezioni della parte avversa. → praeteritio.livroslabcom. prima pòi [loc.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. pretèsto [s. probabilità.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.] Figura in base a cui l’oratore.m.] Lo stesso che → anastrofe. Es. → prolessi.] → argumentatio. paralissi. probatio [s.m. primisìmile [agg.s. ecc.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”.m. preziosità [s.f.f. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca). preziosismo [s. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza. prova.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene. procatalèssi o procatalèpsi [s. preterizióne [s. probabile [s.f. preziosità.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. le espone e le confuta.pt i i i i .f.] Credibilità.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. → pareuresis. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”. www.m. → vanitas. preziosismo. → vanitas. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento.m. procèsso [s.

] → proposizione. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico. propositio [s.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti.f.m. // Risposta ad un’obiezione prevista. pronùncia [s. → iustificatio. macrologia.f. prolissità [s. anziché sulla mimica. proecthesis [s. È il contrario della → brevitas. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. politica. gesto.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s.f. IV. prolèssi e prolèpsi [s.f.] → antonomasia. progressióne [s.] → pronuntiatio. Livros LabCom i i i i . propositum [s. preambolo. procatalessi.m. pronuntiatio [s. pronominatio [s.] → climax. Virgilio.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio. dizione. correctio.m.] Il parlare oltre il necessario.f. Aen. generalis quaestio.m. dictio.f.f.f. → anticipazione. esordio.] → praecedens correctio. → perissologia.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. pròlogo [s. → actio.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. quindi sull’esecuzione orale del discorso. Nell’oratoria giudiziaria.] → quaestio infinita. proèmio [s. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi. ed anche in quella encomiastica. → prologo. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti.

www.f. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. inserita in un’altra.] Nella letteratura latina indica la prosa che. altri. argomentazione.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. all’altezza. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti. → paronomasia. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s.ubi. come ad esempio Quintiliano. spiegarla.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio. prosapòdosi [s. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà.s. → puritas.f. cioè come l’inizio della → confirmatio.f. chiamarla “Parla”. parti del discorso. specialmente greche o latine.: per questi motivi. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola.pt i i i i .] Proposizione che. Es. Ad esempio. proprietà [s. Rom.f. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. pròsa clausolata [loc. bontà di Dio invece verso di te. prosodìa [s. Anche il proemio può comprendere una propositio. come ti ho spiegato. proposizióne incidentale [loc.f.s.livroslabcom. non posso accettare. per prosonomasia. il nucleo concettuale della narrazione.] Uso preciso e appropriato delle parole. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. → narratio. Lo stesso che → subnexio. al fine di definirla. all’intensità. allla durata.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza.f.f. → inciso. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni.] È un particolare impiego della → paronomasia. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi. parentesi. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo. epilogo). narrazione. conserva tuttavia la propria indipendenza. Es. prosonomàsia [s. all’accento e all’intonazione. potremmo.

che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. o → apodosi. paremiologia.f.f. idolopea. Ispagna per Spagna → prostesi. provocazióne [s. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). motto proverbiale. antiprosopopea. ecc. aforisma. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. pròtasi [s.L.f.f. prosopopeia.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. ritratto. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine. effictio. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema).m. modo di dire. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. paremia. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa. con la provocazione.] 1. prosopopèa [s.). se sei un uomo. come se fossero persone viventi. oppure cose astratte e inanimate. Il primo dei due tempi del → periodo. → personificazione. Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. → proemio. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i . movimenti.: Difenditi. aspetto.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai). concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. prologo. con il fine (consilium) di ottenere. detto proverbiale. esordio. Es. Come si ha nella → simulatio. pròtesi [s.] → prosopopèa. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. → expolitio. 2. provèrbio [s. eroici.f.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare.: chi va piano. etopea. l’oratore simula un’opinione (thema). Indica l’esposizione dell’argomento. → adagio. prosopopèia [s.] Lo stesso che → protesi.f. cavallereschi. alla divinità ecc. nella tattica del discorso.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es. pròstesi [s.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto.f.

pt i i i i . purismo.] Fra le arti liberali di cui. purgatio [s. → paradosso. bona voluntas.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla.m.f. e che la situazione non è così grave come sembra.ubi. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. absurdum.m. nel Medioevo.f. è la situazione da giudicare.f. pudor [s. pùbblico [s. La www. prozèugma [s. ossia l’interrogativo della situazione. puritas [s. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”. ductus subtilis. Essa delinea i problemi che occorre risolvere.3.] È la dichiarazione del reo. → trivium. → latinitas. Q quadrivium [s. → uditorio.m. ossia geometria. Nella provocazione trova impiego il paradosso.m. quaestio [s.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge.] Rientra tra le → virtutes elocutionis.] È il senso di vergogna.] È il destinatario del discorso o dello scritto.] La questio. → lex potentior. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex.m.] È un impiego retorico della domanda. domanda retorica. pysma [s. bonus animus. proprietà. → erotema. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici. → zeugma.livroslabcom. aritmetica. sia come mezzo espsressivo che come segnale. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta. astronomia e musica. usus.

rappòrto multìvoco [loc. quaestio (generalis q. sono quattro: status traslationis. → generalis quaestio.f.) → generalis quaestio. → quaestio infinita.m. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. univocum. status finitionis.] Lo stesso che → generalis quaestio.s. rappòrto unìvoco [loc.] Contrapposta alla → quaestio finita. status causae. rappòrto equìvoco [loc.s. una classe di persone. che risulta al giudice dallo stato del dibattito. se prendiamo in esame il processo penale.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. Livros LabCom i i i i . può essere suddivisa in classi.s.s. la quaestio finita si riferisce al concreta.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.s.s.] → univocum. stato della questione.m.] Lo stesso che → generalis quaestio. rappresenta un oggetto astratto.m. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. → status.m.] → aequivocum. astratto. quando [s.] → diversivocum. R rappòrto diversìvoco [loc. quaestio finita. quibus auxiliis [loc.pl. questióne astratta [loc.s.f.s. concreto. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. quaestio infinita [loc.m.f.] Contrariamente alla → quaestio infinita. e sono oggetto di studio scolastico. status qualitatis.] → multivocum. queste.m.s. questióne generale [loc. univocum.f. status coniecturae. Le questioni generali sono più facili da trattare. univocum.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. quaestio finita [loc.

www. → metabasi.f. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio.f. la grandezza della cosa stessa. → amplificatio. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.f.pt i i i i .] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema.ubi. reflexio [s.f. → praemissa. dopo una divagazione.s.] È una parte della → peroratio.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. redditio [s.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta.f.] → anadiplosi. senza una conclusione esplicita.] → antanaclasi.] → ars dictandi.] → grammatica.] Ritorno alla materia trattata. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande. recte loqui [loc. recriminazióne [s. ciclo.] → epanadiplosi.livroslabcom.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.s. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.f. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. peroratio.pl.f. prova. dopo aver avanzato delle affermazioni. recapitulatio [s. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.s. ratiocinatio [s.f.f. transitio.m.f. reduplicatio [s. reditus ad rem [loc. epimone.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s.s. raziocinazióne [s. ci si domanda. rationes dictaminum [loc. reductio ad impossibile [loc.] Lo stesso che → ratiocinatio.m. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso. prima di darsi da soli una risposta. A volte sinonimo di → antipofora.

] → anafora. → lex potentior.1. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche. ripetizione. relatio1 [s. Infatti. reiectio [s. reiezióne [s.f.] Lo stesso che → apodioxis.m. reversio. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti. Livros LabCom i i i i . regressióne [s. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es. → confutatio. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere.] → reiezione. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’.] Lo stesso che → repetitio. → regressio.f.f. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni).] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario. relatum [s.pl. come sottolinea Lausberg.] → reversio. relatio. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio).f. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. → epanodo. regressione.] → praecepta. ridicolo per il suo modo di vestire. argumentatio.] → anafora. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. reprehensio. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.f. reiterazióne [s.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio. per mezzo della → subnexio.f. regressio [s.f. regulae [s.f.

] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. mediante uno straniamento mitigato. res [s. www. ripetizione.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri.f. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res). Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum.→ copia rerum.pt i i i i . remotio [s. repetitio [s. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea.livroslabcom.f. epimone.f. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci).ubi. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. refutatio. iteratio. da cui sarebbe stao condizionato. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. epanalessi.] → subiectio. Se le res rappresentano le idee.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio.] feci. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. ma un altro mi ha spinto a farlo’. i verba sono le parole.] → confutatio. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. responsio [s.m. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. Le res non vanno create ex novo. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio. reiterazione.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s. la responsabilità delle proprie azioni. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma.f. res semàntico-estensionale [loc. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore. verbum.f.s. o dell’aspetto semantico. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. vanno piuttosto ritrovate. riprensione.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. reprehensio [s.f. palillogia. reprimenda. → analessi. della funzione sintattica.

f.f. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale).] Terminologia antica. È il campo in cui opera l’→ inventio.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina.s. → oratore. → aposiopèsi. . rethorica recepta [loc.f. rètore [s. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere.] Nell’antichità è il maestro del discorso. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. res semàntico-intensionale [loc. puoi immaginarlo da te!”. reversio [s. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole.f. refutatio.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale. beh. pur rivelandosi abile ad usare le parole. reticentia [s. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero. Lo stesso che → correctio. per → retorica.] Marcare un’eccezione. Es. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato.f. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. dicitore. fatto sta che Livros LabCom i i i i . idee reali o immaginarie.f. rettòrica [s. stati. Es. minacciosa o particolarmente forte. tende tuttavia al vacuo.s. essendo riferito a chi.: sono proprio dei. o riprendendolo punto per punto.f.m. macrostrutturale.] → confutatio. processi.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’). reticènza [s. azioni. restrictio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. .] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali.

caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato. ritmo [s. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. sia in prosa che in poesia. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. → soprariprensione. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. → numerus.] → reticenza. ridiciménto [s. ritòcco [s. ridiculum [s. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. anche per abbellire.m.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. non vivere per mangiare’.] Lo stesso che → repetitio. ut edas ‘devi mangiare per vivere. A partire dal III secolo. Ma sempre.f. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna. Solitamente impiegata in poesia.m. → derisione.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”. omofonia.m.pt i i i i .ubi. ut vivas. Es. epifora. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia.m.livroslabcom. ripetizióne [s.] È uno degli elementi essenziali della → compositio.] È una variante dell’→ ethos. urbanitas).] Operazione di correzione.→ expolitio. e delle sillabe accentate e non accentate. pur interpretandolo in modo libero. www. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi.f. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. non vivere. scherzo. rima [s. Relativamente alla retorica.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). riprensióne [s. → anastrofe. in tutte le epoche.f.

m.m. schérzo [s.] Azioni e parole prive di serietà.s. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. sottolinea Lausberg.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. In questo senso. schema per casus [loc.]. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione.m. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano).) → discorso di riuso.m.m. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno. ispirata da sdegno e rancore. Robur [s. scappatóia [s.m.s.m. schèma [s. riuso (discórso di r. antiptosi. . robustus sermo [loc.m. → effictio. Lei veste proprio con eleganza. in retorica. genus sublime.] Forma di → ironia. come ha scritto Mortara Garavelli. pericolosa ecc. . In questo senso. scarto [s.). come aiuto alla memoria.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. / → grado zero.f. S sarcasmo [s.m. piene di arguzie e motti di spirito. Livros LabCom i i i i .] → ornato vigoroso. ordine naturale. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici. ordine artificiale. Es.]. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria.] Lo schema.] → casus pro casu. / Secondo il Gruppo mi. → ordo.] In generale. robustum [s. → ridiculum. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile.] Descrizione di una persona.

scriptum [s. 2.] Scurrilità. ad avvalorare le proprie tesi (L. tipico dell’oratoria politica.f. proprio dell’oratoria epidittica. 3. → delectare. sublime (→ genus sublime). circa). tenue. § 70). linguaggio triviale.m. sententiae clausula → clausula sententiae. che non ammette né la brevitas.] Caratteristico del linguaggio triviale. → scurra.f. 2. separatio [s.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. Es.f. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni.livroslabcom. parti del discorso.s.C. umile (→ genus umile): stile basso. medio (→ genus medium). scurra [s. series [s.pt i i i i . l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1. né la forma sintetica. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. proprio dell’oratoria civile e forense. massima. www. cioè essere in grado di portare l’auditorio.: Temo i Greci. scosso nell’animo. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima.m.s. → discorso. anche quando offrono doni (Eneide).f. sententia [s. motto. sermo apertus [loc.pl.s.m.f.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore. flectere / → movere.] → exornatio.ubi.] → sermo manifestus. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. sentènza [s. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. → aforisma. scurrile [aff. il → motto o → detto.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. → escrologia. 3. Secondo Mortara Garavelli la s. né l’oscurità.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. provare (→ docere).m.] → periodo. gnome. sententiarum exornatio [loc.] → sentenza.] → interiectio.

m. solidus [loc.: una casa piena di cose e di ricordi.m.] → allusione.] Componimento ricco di ‘s’.] Zeugma nell’ambito della grammatica. sillèpsi o sillèssi [s.m. e Marco).s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. sigmatismo [s.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa. → discorso.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. Sin.m.s. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. → zeugma. sillepsi grammaticale.] → simbolo. → mimesi. → dialogismo.f. sillèpsi grammaticale [loc. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. fortis. oratio. → percontatio. soprattutto se di ammonimento o rimprovero.f. → zeugma indica l’incongruenza semantica. sermocinatio [s.s.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso. Pronuncia difettosa della ‘s’. significatio [s. Livros LabCom i i i i . / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante. → subiectio.) → figura di significazione.] → ornato vigoroso. es. sermo robustus. → allitterazione. ossia nella costruzione sintaticca. Nella tradizione retorica anglosassone.m. significazióne (figura di s. mentre → sillepsi quella grammaticale. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto. es. → etopea.: → sermocinazione. signum [s.f. Indica anche il dirscorso in generale. sillepsi oratoria. sermóne [s. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato. genus sublime. validus. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma.f.

sillogismo [s. si viene così a stabilire il legame causa – effetto.ubi. esso viene raramente utilizzato.] È il → locus a simili. sillogismo retòrico [loc. similitùdine [s. sillogismo retorico.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione.m. nella sua forma completa. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario). sìmile [s. similarità [s. l’altra in senso figurato. la toga ‘la pace’.m. sìmbolo [s.] Lo stesso che → epicherema.s.s.s.) → adiunctum.] Relazione di somiglianza o di affinità. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.] Lo stesso che → epicherema. locus a simili. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.livroslabcom. sillogismo erìstico [loc. simili (a) impari → adiunctum.f.s. www. → entimema.m.f. omeosi. Contrario → fr.m.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio. locus a simili. loci a simili impari.] → paragone1 . Le armi ‘la guerra’. dissimilitude. → contiguità.f.m. → sillogismo sofistico. → adiunctum.m.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. → parabola.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc. sillogismo sofìstico [loc.m. simili (locus a s.s. → sillepsi.pt i i i i . lo scettro ‘il potere regale’. sillogismo dialettico. Correlata: la → comparazione. sillogismo dialèttico [loc. anche se. dissimile.] Lo stesso che → sillogismo eristico.

sìmploche [s. polarità.f. simperasma [s. / Ripetizione.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora.f. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza.f. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. secondo lo schema: /x. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. Laude VI). lo qual ène sciordenato.] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. sinceritas. . paradosso. y/x.f. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. y/. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. che consiste nel celare ciò che esiste.m. Es. .] Contrariamente alla dissimulazione. . simpatìa [s. → illusio. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. Un fenomeno simile. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). Livros LabCom i i i i . → dissimulazione. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine. confessum. sinafìa [s. simulatio [s. absurdum. simulazióne [s. dunque confermandolo. nella poesia moderna. . provocazione. Es. lo qual a Deo è spiacemento.f.] → simulazione. è l’→ enjambement. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere.: Guàrdate da l’odorato. / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone.f.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. → delectatio. in due frasi succesive. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri. Correlati o uguali: → complexio.

Es. No.ubi.pt i i i i . →. Pars pro toro. C. confessum. in maniera da originare una sola sillaba.livroslabcom. A scuola. Però. .f.. contrazione. sìncope [s. totum pro parte. .] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’.f. in centro. ma con un significato ampliato. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì. → sinalefe.] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. .f. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. sì. . → ossimoro.f. sinèddoche [s. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere).] Quando l’oratore. individuum pro specie. O forse sì.f.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. www.f. certamente no. no. sineciósi [s. → transmutatio. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte).] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi). sìndesi [s. → sineresi. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). genus pro specie.f.] Legame fra due parole o unità sintattiche. B. sinèresi [s. Assai frequente nelle lingue classiche. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. della sineciosi pasoliniana:.f. fusione. D. mixtura verborum.i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. simpatia. contrario di → dialefe. come tattica del discorso. sinceritas [s. A. sìnchisi o sinchìsi [s. No. si va su due ruote. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). → consilium.

una salus victis nulla sperare salutem. parafrasi interpretativa.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura.f.f. sorriso amaro. Parole acide.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. sinonimìa [s. la quale tuttavia. sinònimo [s. smascheraménto [s. Es.] Processo di composizione e unione di varie nozioni. usata negativamente. sinzèugma [s.] → sineddoche. zeugma. sofisma [s. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche. → distinctio. → commoratio. interesse alla situazione. sinonimia glossante. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro. sinonimo. interpretatio. → commoratio.m.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse.f. → diastole. → mesozeugma. Livros LabCom i i i i . non è mai assoluta. sinonimia. sinonimìa glossante [loc.f.m. Es. sìntesi [s.m. equivoca o comunque difficile da comprendere. sìstole [s.] In metrica latina è il contrario della → diastole.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s.f. è nominata → differentia. anche quella fra sinonimi. arbitro della stuazione.] Indica la concordanza di significato tra parole. siano esse sinonimi veri e propri o tropi. singularis pro plurali [loc.f. → kairós. e con evidente paradosso.] Sinonimo di → mesozeugma.s.m.m. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga. interpretatio. → sinonimia.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. → compositio. La differenza di significato.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno. situazióne [s.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo.

pt i i i i . La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto. In questo senso. ai vari livelli di analisi linguistica. → immutatio.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso. sottintéso [s.m.: oggi mi sento più meglio. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione. → aposiopesi. sottigliézza [s. → detractio. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. www. acutezza.] Eliminazione di qualche elemento. toscanismo: se tu fosti.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. → detractio.f.f. reticenza. vàdino.f. soprariprensióne [s.f. → riprensione.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento.f.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione. sorite [s.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s. sospensióne [s. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. voi mi dicevi ‘dicevate’. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione.m.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso. sostituzióne [s. soppressióne [s. fàccino. soppressione.) → sillogismo sofistico.ubi. → ellissi.m. sottrazióne [s. Dizionario di retorica solecismo [s.] Eliminazione di qualche elemento.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. Es. ai vari livelli di analisi linguistica. interruptio.livroslabcom. vénghino.f.

f. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. pathos.] → sineddoche.s. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. status causae. la realtà del luogo.m. par. stato della questióne [loc. → status finitionis. status [s. Livros LabCom i i i i .f. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .] → status legales. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). status causae [loc. status ambiguitatis [loc. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto.] → antonomasia. Il termine status indica il valore di condizione. Barthes come il punto su cui verte il giudizio. Albaladejo esplicitamente come questione principale. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. nella commedia.m. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit.m. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. stato della questione. → status translationis.s.f.m. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale.] È la speranza provata dall’uditorio. → status qualitatis.] → status causae. stato del dibattito. → status. → metus. species pro individuo [loc. stato del dibàttito [loc.s.s. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa). nel genere deliberativo: se bello o brutto). il modo.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso. spes [s. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit.m. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano.s.] → status causae. 31): → status coniecturae.s. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur).spes et metus – è.] → situazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc.

m.s. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore. che comporta una distorsione rispetto alla realtà.] → status legales.m.ubi. status translationis [loc. status contrariarum legum [loc.m. stereòtipo [s.m.s. stile [s. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. si ricerca quale applicare. così come inteso dal legislatore (→ scriptum). status legales [loc. www. luogo comune. status sillogismi [loc. staticamente ripetute.livroslabcom.m.m. a volte.] → status legales. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione. il genere deliberativo.] → status causae. congettura.] Dal momento che il processo penale.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o. status scripti et voluntatits [loc.s. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica.] Semplificazione concettuale stabile.] → status causae. → cliché. un oratore.] → status causae.pt i i i i .p m. ma anche.] → status legales. come nel caso dell’oratoria.m. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. status finitionis [loc.s.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. Lo status contrariarum legum si ha quando.m.s.s. status qualitatis [loc.] → status causae. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica.s. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.m.

b) aequabile.] Secondo Lausberg è la comprensione che. consiste in una aggiunta. discorso.m.s.] → ornato soave. detto anche infimum (→ infimo).m. → percontatio.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. genus umile. umile [gr. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi.] Corrispondente al → genus sublime. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. adros]. b) piacere. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . mesos]. ossia forma espressiva tipica (parola. il cui proposito retorico è quello di insegnare.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. un gruppo di autori. subaudire [vb. espressa con il → subintelligere. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola.m. stili del discorso. basso. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito.f. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra. subiectio [s. ornatus. stile asiàtico [loc. → humilitas.f.] Il più basso dei livelli di → stile. stilus [s. → genus elocutionis.m. → stile.] Elemento caratteristico dello stile. stilèma [s. ischnos]. genus humile. mediocre [gr.s. in una integrazione del messaggio ricevuto. genus medium.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. c) infimum.m. genus medium. subintellegere [vb. magniloquens [gr. esuberante. Vedi anche → umile.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo. stile asiano. avvicinandosi all’→ ellissi. c) insegnare. locuzione.s. gratia. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. ed anche ampolloso. o un’epoca. suavitas [s. stile ùmile [loc. stili del discorso. infimo. stili del discorso.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore.

f. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile.s. minutio. → periodo.pt i i i i .f.f. subiuntio [s.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus.] → iperbole.f. suggestio [s. sustentatio [s. accumulo. superlatio [s. suspicio [s. sublimitas [s. praeoccursio.m.] → allusione. superioris rei correctio [loc.f.] → prosapodosi. espressa dal verbo → subaudire. synesis [s.f.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli.] → subnexio. → correctio. summae dictaminum [loc. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.] → ductus obliquus.f.] → anacoluto.f. synathroismus [s.] Elemento sintattico che dipende da un altro.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas. www.f. subordinazióne [s. sublime [agg.f.ubi.] → suspensio.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei).f. → sublime.s.] → ars dictandi.] → congeries.f.] → subiectio.f.pl. suspensio [s. praecedens correctio.livroslabcom. subnexio [s. syntaxis obliqua [loc.s.] pausa del discorso.

In questo contesto A e B. taedium [s. Es. tèma [s. tecnicismo [s. disgusto.m. Il termine rimanda alla retorica di Perelman. noia. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s. azioni.m. passioni. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. costituiscono un insieme detto tema.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati. → diafora. Quel medico ha studiato medicina. ductus.] Forma italiana per → ingenium. ed è correlata al → rema o → commento. A e B rappresentano il tema. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica.f. come quello dell’informatica. è ciò di cui si parla. della medicina. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). Es. tautologìa [s. fastidio. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale. → litote. fenomeni fisici e morali. tapinòsi [s.f.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. meiosis. ecc.f.m. In questo senso la materia. talènto [s.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’. o → argomento. → fastidium. Livros LabCom i i i i . della giurisprudenza. C e D il foro. tàttica [s.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali. su cui si fonda il ragionamento.] tedio. Comprende tutte le specie di descrizione.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. rappresentano l’insieme denominato foro.m. → consilium. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. mentre i termini C e D.

Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. → ductus.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico.m. ticoscopìa [s.f. fantasia. tèsto retòrico [loc. Faville del maglio: Non odo il suo respiro. tenóre del discórso [loc. thaumasmus [s.m. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio. tetracòlon [s. dissimile. non il nitrito del poledro.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia. tertium comparationis [loc. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale).m. Es.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione. lat. denominato → arsi. ossia in relazione agli obiettivi prefissati.] Divisione di un lessema in due parti.f.] Espressione di meraviglia. questo è il campo in cui opera la → inventio. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi.: D’Annunzio. → simile.ubi. macrostrutturale.m.s.m.livroslabcom. → ipotiposi.s. Viene chiamato anche → discorso retorico. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato. riguardante il → referente. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. su cui cade l’accento.: septem subiecta trioni ‘posta www. tmèsi [s. Es. opposto al tempo debole. non il fiotto del bimbo. → isocolo.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. → quaestio infinita.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. tèsi [s.pt i i i i . tricolon.] L’oggetto astratto che deve essere trattato.m. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). tenore del discorso. non il canto del gallo. → ductus.f.s.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema.] È la qualità comune alle cose simili. Es.

] Ha lo stesso significato di → metabasi. equivocità. transiectio.] Nella retorica classica. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. prevedeva cinque fasi: la inventio. totum pro parte [loc. transiectio [s. reditus ad rem. → topografia. luogo topico. tòpos [s.f.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole. la elocutio.s. tractatio [s. Livros LabCom i i i i . gioco di parole.f. topotesìa [s. Es.f. traductio [s.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione.f. → topica. transgressio [s.m.] Che riguarda a una certezza condivisa. tòpica [s.] → sineddoche.f.] → iperbato.: “Io – disse lui – vi abbandono”. tradizióne [s. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. vetustas.f. / La tmesi può essere anche sintattica. → consuetudo.f. topicale [agg.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo. auctoritas. traiezióne [s. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. la dispositio.f. tòpico (luògo t.) → luogo topico.] → luogo.] Descrizione di un posto immaginario. transitio [s. che. transgressio. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia.] → iperbato.m.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune. → topicale. nella retorica classica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’. la memoria e la pronuntiatio.f.

] Caduta di vocale o di sillaba finale. tripartizióne [s. transunzióne [s. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino.ubi. → parallelismo.m. troncaménto [s. trivium [s. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole.] ‘tre luoghi’. tetracòlon. trasferiménto di classe [loc.f.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione. figura per transmutationem.f.] → metafora. isocolo.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. fine (finis).può essere suddiviso. Es. initium). che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale. fine (finis. → quadrivium. metà (medium).pl.m.] Fra le arti liberali di cui. lo svolgimento di una musica o di un discorso) . Lo stesso che → apocope. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).f.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. → metafora. nel Medioevo.i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s. / Altra termine per → metafora.pt i i i i . → bipartizione.m. la dialettica e la retorica. tria loca [loc.f. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole.m.m. ossia la grammatica.] → figura per ordinem. traslato [s.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio.s.] Isocolo trimembre. metà (medium).I tria loca sono: inizio (caput. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. initium). transmutatio [s. imum) tricòlon [s. www. una via da percorrere) o nel tempo (ad es.s.m.livroslabcom.

truismo [s.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. i principali sono tre: → metonimia.] Il → pubblico che ascolta un discorso. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli).m. usus2 [s. Livros LabCom i i i i . consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio).] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. vengono mescolati il serio ed il faceto. nell’esposizione di un evento.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. lapalissiano.] Nell’→ ornatus.f. urbanitas [s. come sosteneva Quintiliano. → dispositio. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus.m. → metafora.] Il tropo (o → traslato).m.] È affine all’→ ironia. U uditòrio [s.s.f.] Rappresenta. nell’ambito della dispositio. ùmile (stile u. tropologìa [s.m. Esso si realizza quando.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s. I tropi concernono la sostituzione di singole parole. umorismo [s. assieme alla → festivitas.m.→ esperienza. unzióne [s. →. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore. → sineddoche.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.] → stile umile.m. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione.m. usus1 [s.) [loc.f. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”.

] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale. preziosità.f. → verba singula. varietà [s. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente). utile [s. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua. varietas [s.s.] → variatio. verbum.s.f. fornisce la norma principale della puritas.] Connessione di parole. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato). verba coniuncta [loc.livroslabcom.] Quando la dispositio di un discorso. → puritas.s. utilitas causae [loc.] Parole singole. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato.] Per ciò che concerne il discorso.pl. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi. → verba coniuncta. V vanitas [s.s.m.f.] → exornatio. verborum exornatio [loc. paradosso. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente. verba singula [loc. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.m. che pure resta analoga a quella attuale. verba ficta [loc.] → neologismo.m.m.f.m. → varietà.] → variatio.ubi.pl. genera lo → straniamento.f. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.] L’azione dichiarata utile al bene comune.pt i i i i .] È l’affettazione nel parlare. www.pl. variatio [s. contrapponendosi all’uniformità. l’uso.f.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo. Come sottolinea Lausberg.s. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi.

peregrinità. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum.m. → res. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. vèrso [s.m.f.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti. la formulazione linguistica delle idee (res).m. vincta oratio [loc. → arcaismo. volgare. Inoltre.m. come i gruppi di versi e le strofe. verbum obscenum [loc.s. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. ciò che sembra effettivamente accaduto. ossia le figure retoriche. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas.] Ciò che sembra vero.] → periodo.m.f.] → vetustas.] È l’aspetto significante. Le “forme artistiche” (Lusberg). verosìmile [s. vetustas [s.m. Secondo Fontanier anche l’iperbole.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.s. volgare.] Parola oscena. costituiscono invece la → copia figurarum. verità [s.] Parola oscena. vetera verba [loc. copia verborum. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta). usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. verisimile [s.f.] → barbarismo. credibilità. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum.s. verbum sordidum [loc.] → verosimile. Livros LabCom i i i i .m. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. verbum peregrinum [loc. se vuole raggiungere il proprio scopo. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.pl. verisimile.s. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento.] È l’unità ritmica del → numerus poetico.s.m. → vero.

consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata. visio [s. bona voluntas. lat.] → aptum. ticoscopia. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.] → fantasia. voluptas [s.s. → virtus. → consilium. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto.pt i i i i . cioè il forte impegno personale.] → eufonia. massime della conversazione.m.s.ubi.i i i i 180 virilis ornatus [loc. mala voluntas.f.f.m. vocabolario [s. vocalitas [s.livroslabcom.) → antonomasia vossianica.m.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. virtus dispositionis [loc. 4.f. prépon. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace. difetto. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere. www. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione).] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1. voluntas [s. 2. virtutes elocutionis [loc.s.f. massime della conversazione. appropriatezza o convenienza o congruenza. aptum. → virtutes elocutionis.pl.] L’obiettivo che si propone l’oratore. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione.] Sinonimo di → delectatio.m.] Mancanza di → virtus. latinitas. gr. ornatus. vitium [s.s.f. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc.] → lessico. vossiànica (antonomàsia v. puritas 3. → errore.f. virtus [s. correttezza.] → ornato vigoroso.f. che deriva dal ‘non potere’.] → virtutes elocutionis.pl. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”. In assenza di virtus si parla di → vitium. e un vitium per eccesso. oltre la misura dell’aptum.

tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale. Inf. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. ipozeugma. Bellum Iugurthinum.) → grado zero. genus) → genus vulgare. Z zèro (grado z. vulgare (v.. 9). diazeugma.m. II. Ellissi marcata.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri.f.] → pronuntiatio. Pacem an bellum gerens (Sallustio. Aen. sillepsi. iperzeugma. Es.. zèugma [s. sinzeugma. epizeugma.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. Maggiori sono le incongruenze. XIII. mesozeugma. hypozeuxis. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. prozeugma. XLVI). 780).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. → apozeugma. Livros LabCom i i i i .

i i i i i i i i .

L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta.

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