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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

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2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .ubi.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.i i i i Livros LabCom www.livroslabcom.

le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto.i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. commentato e alla fine stabilito la versione finale. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. riscritto. i i i i . Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

e l’episodio della Cananea.m. accismo [s. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a. Come la volpe nella favola di Esopo.] → catacresi. abusio. Lo stesso di → abuso. di un’espressione. 28).] → apocope. Mt. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio.m. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.f. assurdo.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio. Lo stesso di → abusio.] → apocope. l’a. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa. abusióne [s.] → premesse della argomentazione.f. abuso [s. abuso. accòrdo [s. abscissio [s. i i i i . Inf.15. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo. → improprietas.2226.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua. abusio [s. catacresi.m. abruptum → genus abruptum.i i i i A abcisio [s.f. ablatio [s. può dunque anche reppresentare una simulazione. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE.] → aferesi.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. V. abusione. → assurdità. acirologìa [s. catacresi. che urta il senso di verità del giudice. absurdum [s.f.m.f. provocazione. →. paradosso.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie.] Una materia a bassa credibilità.f.

congerie. in ogni caso la mala affectatio. frequentazione.m.m. 2. l’ufficio di accusare durante il processo penale. quindi sull’esecuzione orale del discorso. accusa [s.i i i i 2 accresciménto [s. 3. → enumerazione. almeno in apparenza. autonomi tra loro. esecuzione.f. di parole e di pensieri. coacervatio.f.s.222). synathroismus.livroslabcom. amplificazione.] → accumulazione. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica. che si susseguono in modo sindetico o asindetico.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. Dizionario di retorica accumulazióne [s. ornatus. actio [s. al → parallelismo.] 1. in altra accezione.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. frequentatio. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. coacervatio.s. → accumulo. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. il gruppo di persone cui spetta.f. → congeries.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale.] → amplificatio.f. → controaccusa. congeries.] Insieme enumerativo di elementi.f.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. spedire al mittente. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo.m. legati da dipendenza sintattica. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno. a strutture miste.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore. accumulazione coordinante. accùmulo [s. interpretazione. accumulazione subordinante.s. www. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc. accumulazione caotica. accuratum dicendi genus [loc.pt i i i i . Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio.ubi.s. in atto o in potenza.f. atto. de Or. → genus. accumulazióne caòtica [loc.

] Espressione ingegnosa. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. finezza.] → aggiunzione. all’→ elocutio ed alla → memoria.f.] → dubitatio. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. voce pennuta.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i . addubitatio [s. adhortatio [s. → acutum dicendi genus. adiunctum [s. Vedi → aggiunta. addizióne [s. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi. parenesi. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili. apposizione. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. addizione.f.f. adìnato [s. adiudicatio [s. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio. acutézza [s.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. discorso sottile. adiunctio [s. Marino). Altre riferimenti in → genus. pointe.f.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. amplificatio. la → ripetizione.] → adynaton. sottigliezza.s. con finezza. zeugma.] → epicrisi.f. Es.m. traductio. appositio. ornatus. molto spesso metaforica. acutezza. → discorso acuto. paragoge. acutum dicendi genus [loc. aggiunzione. adiectio [s.f. quando si succedono elementi diversi tra loro. exhortatio. epentesi.B. suon volante (G.m.m. alla → dispositio.] → adiectio. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili).] → esortazione.f. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi.

iperbole. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III. lo mar potresti arompere. quando gli capitavano delle contrarietà. → adiunctio. se soffriva di qualche disonore. Es. a venti asemenare. se era esiliato. del disonore.livroslabcom.f. Es: “una vecchia porta la sbarra”. ambiguità sintattica. cioè l’induzione.] → parenesi. l’impossibilità che una cosa avvenga.f. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre. dice Epitteto che. pp.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. adynaton [s. aequivocum [s. univocum. Si confronti. adnominatio [s. cioè la comprensione della lingua. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. adnexio [s.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale.f. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. afèresi [s.f. → eloquenza epidittica.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola.pt i i i i . equivocità. rena da arena. la parte dal tutto’. scuro da oscuro. dell’esilio». → ablatio. → equivoco. reductio ad impossibile. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. come nella dissimulatio. VII.] → zeugma.f. → adinato. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto.ubi. adossografìa [s. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . paradosso. e il locus a minore ad maius.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. della febbre. 16. www. anfibolia.m.] Nell’oratoria epidittica. ossia la deduzione.] → agnominatio. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). l’elogio di cose infamanti o disonorevoli. admonitio [s.m. ad esempio.

f. iperbato.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche.] → paronomasia. aggiunzione. aiscrologia [s. ethos. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). che è il grado di emozione più moderata.s. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). ma differenti nel significato. . Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono. → emozione. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. → annominatio.f. → escrologia. adiunctio. paronomasia.f. bisticcio. affermazióne [s. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. aggiunta [s. affettazióne [s. Oppure. allegazióne (dei fatti) [loc.] Addizione di elementi.f.: Se il suo gesto era accidentale. aggiunzióne [s.f.f. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. o conferma. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. figura per adiectionem. pathos. ciò che è accaduto o che si pensa. Es. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i .] Discorso osceno. zeugma.f.] Espressione eccessivamente ricercata.m. agnominatio [s. È il contrario di ‘naturalezza’. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante).] L’atto con cui si afferma.] → adiectio. agonìstica [s. . → epìfrasi.f.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. aggiunta. affictio [s. →. (Io ho fatto la paronomasia.f. → adiectio.

] → allegoria. aliud sensu). allegoria in verbis [loc. → allegorismo.f. Adamo ‘figura’ di Cristo.: Adamo ‘figura’ di Cristo.pt i i i i .] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione. → proposizione.] Si ha quando fatti. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche.] Secondo Quintiliano l’a. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza. la figura da scoprire. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. www. → allegoria. Es. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti. entità. entità.f. e → allegoria in factis: fatti. persone. persone. La sua teorizzazione risale al Medioevo. Secondo Auerbach. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata.f. propositio.i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente.s. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. L’a. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. riscontrabile nel significato dei testi.f. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis.livroslabcom. entità. persone interpretati come figura di altri fatti. allegoria in factis [loc.s. allegorìa [s. allegorismo [s. Gerusalemme del Regno di Dio. la seconda sul piano delle res. Gerusalemme del Regno di Dio. l’Antica della Nuova Alleanza. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. costituita da una serie ininterrotta di metafore.ubi.m. allegorèsi [s. che è l’antitipo. Beatrice è figura o typos di Cristo.

] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. Es. Essa è caratteristica del discorso poetico. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. sigmatismo.m. . aequivocum..f. dilettare. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb. allocuzióne [s. procurare piacere. amphibolatio [s. polysigma.] più raramente alliterazióne [s. → anfibolia.] → periodo.] Lo stesso che → anfibolia.m.f.f. con la parola. aequivocum. allusióne [s.f. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. → epitrope. lettor. di essersi comportato in un certo modo. ambiguità sintattica.] Caratterizzato da interpretazione non univoca. equivocità. lambdacismo.s. / Vedi anche Inf 8. ambiguità sintàttica [loc. anfibolia. ambitus [s.] Rottura di → isotopia.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. ampliatio [s.f.) → stile alto.f.f.] Allettare. . → omeotelèuto. iotacismo.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. → ambiguità. aequivocum. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia. amplificatio.: Purg.f. corrispondente al latino → delectare. homoeoprophoron. ambiguità [s. alto (stile a. mitacismo.f.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. ammissióne [s. ambìguo [agg.94 → apostrofe.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. XVII. 1-2: Ricordati.] Concedere di aver compiuto un fatto. allotopìa [s. amplificazione. indeterminazione. allitterazióne [s. sinchisi.] Terminologia latina per → ampliazione.

molte volte in forma di richiesta di consiglio. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum. L’a. la → perifrasi. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. anàclasi [s. la → litote. Perdita del riwww. amplificatio. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo. dal punto di vista contenutistico.] In it. congerie.livroslabcom. l’→ iperbole. spesso in modo fittizio. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico .] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. anacenòsi [s. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. → amplificazione. complexio.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. climax ascendente. la → ratiocinatio e la → congeries.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede.f. → antanaclasi. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”).] Lo stesso che → amplificazione.f.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. ma non della retorica. Gli antichi retori avevano individuato.m. anacoluto [s. ampliazione.f. anàbasi [s. meno complesso e ridondante. anacefaleòsi [s. catabasi.] Domande.f. rivolte. amplificatio [s. Detta altrimenti communicatio. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. ampliatio. In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata. con significati analoghi.pt i i i i .Opposto di catabasi. esagerazione. accrescimento.f. la → comparatio.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. → exaggeratio. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente.f.ubi. ampliatio.

iii.] Discorso di argomento mistico e celeste. / per me si va tra la perduta gente. ).] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. x/x. . per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. → polisindeto.f. escatologico. Es. all’interno di un Livros LabCom i i i i . . Car.m. in particolar modo le Sacre Scritture.: Quei che muoiono. / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.f. 1-3: Per me si va ne la città dolente. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi. Inf. → antecedente. . 2. anadiplòsi [s. reduplicatio. ripetizione insistente della stessa parola. I. Lo stesso significato di → anagogia. . . / per me si va ne l’etterno dolore.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. → arcaismo. gioco di parola.f.] Interpretazione di un testo. Spinaci – Piscina.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato.f. 7-9. anapodoton. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. anagramma [s.f. . o di loro segmenti. anagòge [s. catafora. . → epibolè. abitudini. Alto Vicario – Carol Voitila. lett. Orazio.] 1. → sillessi.f. xxiv. Dante: Inf. L’a. Polisindeto: Dante. In retorica essa indica la ripresa. 4-5. . . XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. 2. spirituali. analèssi [s. anantapodoton. anàfora [s.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . denota l’inserimento. Contrario di acoluto. → metaplasmo. ): es. /x. Terruit urbem. anagogìa [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. mentalità propri di un’epoca diversa. . → anagoge. piena d’amore (Dante. in senso spirituale. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. mesarchia. sinonimo → epanafora. anacronismo [s. terruit gentes. . successivi (configurazione: /x. epimone). Par. Pg I.

2 Re.f. eventi e sim. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. sarà fatto così come vuoi tu.5. fue / di cherubica luce uno splendore. si esprime soltanto il primo elemento. che desiderio bizzarro d’altronde!. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto.pt i i i i . capo dell’esercito del re dell’Aram. riconducendoli all’→ anacoluto. oppure il complemento oggetto ed il verbo). anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. metatesi. posto che tale sia il tuo desiderio.: Posto che tale sia il tuo desiderio. → tema. di fatti. Dante.1: Naaman. analogìa [s. 38-9 → inversione. Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. ossia all’apodosi). può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale.: haec inter per inter haec.livroslabcom. anàstrofe [s. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero. Es. www. iperbato. di una serie correlativa di termini.f. Es. anàmnesi [s.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. XI. parallage. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. Con a.ubi. Par.m.f. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti).] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. anapòdoton [s. essa è figura di parola.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica. Es. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria).] Tipo di anacoluto in cui.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo. anantapòdoton [s.] La reminiscenza.m.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto.

Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge. anticiceronianismo [s. redditio. Es. annominazione. anticipazióne [s. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. aequivocum.f. → ambiguità. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi. che tendono a generare un effetto equivoco. valente e ricco.f.] Stile che si oppone al → ciceronianismo. una vecchia porta la sbarra.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. anticategoria.f. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. controaccusa. annominatio [s. metastasi. anticipatio [s.m. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente.f. → recriminazione.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico.Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram.] → agnominatio. o s. antanagòge [s. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico. Es. → prolessi. → epanadiplosi. anfibolia [s.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. controaccusa. era lebbroso.f.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione.m.f.: E mi Livros LabCom i i i i .] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa. ma quest’uomo. paronomasia.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. anticategorìa [s. L’opposto di → epitasi.f.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. anticlìmax [s.] → anticipazione. antapòdosi [s.] È una proposizione ambigua.f.

] Permutazione nell’ordine delle parole.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria.f. antimetàbole [s. o no se escribe porqué no se lee (Larra). «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). → enantiosemia. es.f.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. Isaia. Dormi / mi cantano. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso. ma con diverso significato. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi. Mi accontento di ciò che c’è di meglio.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. antimetabole.f. tale da produrre un capovolgimento del senso. antìfora [s.pt i i i i . sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine.: In materia di cappelli. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. O cuál es más de culpar. ipofora.f. chiasmo complicato. antimerìa [s. → diafora. En este país no se lee porqué no se escribe. Dormi! Pascoli.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono. www.f. antimetàtesi [s. Dormi! sussurrano.] Secondo la manualistica. sei il contrario di quello che sembri’. Es. diafora.f. / aunque cualquiera mal haga. antifrasi [s. io non sono affatto difficile. Sei bello. → ossimoro.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. sia nel significato di → antimetabole.ubi. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo. → antanaclasi.f.] → antipofora. La mia sera. reflexio. antimetatesi. 5. tu! ‘sei pericoloso. chiasmo complicato. Dormi! / bisbigliano. Figura di pensiero.→ catacosmesis. antilogìa [s.livroslabcom. permutazione. → enallage. una espressione assume un significato opposto a quello proprio.

4-6). et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca)..] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. ] et nulla stringo. l’ossimoro e il paradosso. prosopopea. → casus pro casu. . ipòfora. il rovesciamento. et non ò da far guerra [.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. →. Livros LabCom i i i i . ma per dimostrare che ne è derivato un bene. antìstrofe o antìstrofa [s. Es. a quest’area sono riconducibili la negazione.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. l’ironia.. dianoia.: Pace non trovo. lungo / breve”. XIII. di relazione (sparsa le trecce. . / non pomi v’eran. Dante. VI. L’uso dell’acc. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale. antiptòsi [s. Purg.] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es.f. antisagòge [s. → enantiosi. ma di color fosco. / non rami schietti. → antìfora. anima / corpo.f.f. ombra / luce. ma nodosi e ‘nvolti.f. antipòfora [s. → comparatio.] Ripetizione di una parola in senso contrario.f.f.] → antipersonificazione. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. antìtesi [s. antiprosopopèa [s. ma bordello! Non fronda verde. anziché ‘con le trecce sparse’). ma stecchi con tòsca (Inf.f. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo.f.f.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario. antìstasi [s. polarità. come le opposizioni: tutto / nulla.78: Non donna di province. enallage. comparazione.. antipersonificazióne [s. semplice / complesso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s.. → contre-petterie. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis.] Lo stesso che → antiprosopopea.

Vedi le opposizioni tutto/nulla.] → antitesi.f. lungo/breve.f. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato.m. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico). semplice/complesso.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa.pt i i i i .livroslabcom..s.f. apagogìa o apagòge [s. apagoresis [s. antonomàsia vossiànica [loc.] l’attribuire aspetto. 57. → personificazione. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante. antropopatìa [s.m. XXII. idolopea. Pg.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele. animali e cose. antropomorfismo [s.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. Es. Vossio (XVI-XVII sec.ubi. facoltà e destini umani a figure immaginarie.] Figura consistente nel designare una persona. Opposto a → sinonimo. idolopea. →. → personificazione.] Lo stesso che → controdefinizione. ombra/luce. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità.f.) antorismo [s.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia. antonomàsia [s.f. www. antònimo [s.] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s.I. anima/corpo. antonimìa [s. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.m.f. invece che attraverso il nome proprio.f.

prova assoluta.] Caduta. →. Può essere chiamata anche → troncamento. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. L’a. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. di un’intera sillaba. per aplologia di mineralo-logia. l’ipotesi della reggente. apòdoton [s. spiegare la situazione).f. sia dell’inferiorità dell’uditorio. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. sotto l’influenza della sillaba vicina. contr.f. apòcope [s.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s. apòfasi [s.f. falso o immorale.m. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi).] Dimostrazione.] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es. In particolare.] Proposizione principale del periodo ipotetico.] → anantapodoton.: vorrei. identica nella consonante e vocale. → catafasi. Altresì nella accezione di negazione. Es. detta → protasi. → praeteritio.f. o nella sola consonante: mineralogia.] Lo stesso che → preterizione. assurdo. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è.: Non devo ricevere lezioni da nessuno. io! → reiezione. dichiarazione negativa. che ne rappresenta perciò la premessa.f. ma non è possibile. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. Livros LabCom i i i i . →. apodissi [s. inutile. sia in nome della propria superiorità. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi).] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. aplologìa [s. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma. apòdosi [s.

esecrazione. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile.f.] Giustificazione. XXVI).] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione. vici”. ! (Terenzio). Esecrazione: O Simon mago.: Mio caro. Inf. Allocuzione: Ricordati.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche.: Godi. come disse Cesare: “ veni. sono stato impeccabile. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. / dopo tanto veder. XVII). o miseri seguaci. che conservi sani. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo.ubi. si vivo.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore.] Detto memorabile nell’aneddotica classica.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s. Sin. regina. XXXIII). parabola. favola. apòstrofe [s. .m. lettor. apologìa [s. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg.m. Fiorenza.: ego te.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi).f.. .: l’a. Invocazione: Ancor ti priego. apologismo [s. apòlogo [s. aporèma [s.pt i i i i .m. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. . furcifer. in maniera viva e diretta. Es.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali.m. dunque eufemistica o minacciosa. exsuscitatio. sospensione.f. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.livroslabcom. XIX). → dubitatio. di Menenio Agrippa → allegoria. aposiopèsi [s. a volte. . vidi. interruptio. all’esaltazione) dello scrivente. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. → allocuzione. www.] Solitamente intesa a suscitare pathos. invocazione.f. che puoi / ciò che tu vuoli. li affetti suoi (Par. Es. (Inf. aporìa [s. → reticenza. di una determinata idea o concezione. Es. Es. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante.

f. la sua conformità alle regole.f. → adiectio.s. da cui il verbo cosare. il caso) o personalmente (Dio. iperzeugma. Es. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. vetustas. un omicidio).m. dimostrazione.m. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma. → impprobativo. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. argomentazióne [s. oppure con il discorso (ad es.m. → situazione. apposizione. approvativo [agg. appositio [s. arcaismo [s. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. da un lato.] Uso non preciso delle parole. → conveniente. per scarsa conoscenza. ad una conclusione → argumentatio. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo. dall’altro. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es.] Di discorso.f. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione. la lettura della sentenza di un processo).] Entità concepita impersonalmente (il fato. àrbitro della situazióne [loc. aggiunto all’insieme dato. appropriatézza [s.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. prova.f. ho incontrato il coso. aptum [s. quale conseguenza logica.: Dammi quel coso. convenienza.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi.] Elemento nuovo. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova. per pigrizia. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s.] La virtus dispositionis o aptum. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman. che esprime approvazione.m. finora escluso.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. approssimazióne [s.

restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. se siano verità impersonali. trad. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). pp. In particolare. → argomenti. premesse della argomentazione. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. cioè. 1966. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. b. di C. a differenza della logica. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. I. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. Einaudi. Argomenti quasi-logici.m. Mayer. Schick. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai. 15 – 16).ubi. it. dewww. Torino. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. Trattato dell’argomentazione. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. questo non è il caso di un argomento retorico. Barassi. nuova retorica. completa la logica. E.i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. (Chaïm Perelman. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato.pl.] La → argomentazione. la → nuova retorica di Perelman. definita come “teoria dell’argomentazione”. sia quella di ciò che lo definisce. vol.livroslabcom. pensieri divini. da dove provengano questi elementi.pt i i i i . dunque. M. argoménti [s. costruiti a immagine dei principi logici: a. Lucie OlbrechtsTyteca. al logico formalista. al fine. Naturalmente però. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca).

nel secondo). postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. Di contro. viceversa. lo Stato lo obbliga per legge. È l’argomento frequentemente utilizzato. nel primo caso. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. c. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. ad esempio. nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. Così. inclusione. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. quando qualcuno difende la regionalizzazione. e fra i termini b e c. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. Livros LabCom i i i i . si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). e. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. ad esempio. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. d. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. ora la divisione del tutto nelle sue parti. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. il lavoro ed il salario. Così. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. Quando il cittadino ritarda il pagamento. il cittadino. “a lavoro uguale. d.

ponti. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze.ubi. nel momento del crimine. viceversa. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. a partire da casi particolari: a. Essi si suddividono in due gruppi: a. 3. illustrazioni. ossia che. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. per così dire. buone leggi ecc. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito.livroslabcom. La relazione causale (causa-effetto) è. 2. b. il prototipo della relazione di successione. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi.pt i i i i . a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. ossia proponendo modelli. esempio: www. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. esempi.

m. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. o della persona alla quale ci si rivolge.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche. a sostegno delle proprie tesi. Perelman: “il valore di una persona. argoménto probante [loc. ecc. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio.m. le illustrazioni per renderla chiara”. chiara. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. le manchevolezze. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva.s. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. argoménto [s. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio. durante la demonstratio.m. → premesse della argomentazione. equivale a → tema e si contrappone a → rema.) →. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. previamente riconosciuto. di un personaggio illustre.] Ciò di cui si parla. argoménto d’autorità [loc. i difetti e anche i pregi dell’avversario. c. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione. b.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. di un maestro. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso.s. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali. argomènto ad hominem [loc. le debolezze.m.

pl. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico.f.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche.f.livroslabcom. www. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna. purché considerati verosimili. → confermazione. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni. di fatto (signa) necessarie o non necessarie. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. dedotte da indizi o tracce. 3.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. ars [s.pt i i i i .ubi.s. inteso come qualità innata. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. ricavate per via deduttiva (argumenta). le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse. ai fini della persuasione del destinatario. → confutazione. Secondo Aristotele. 2. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. Catone) assieme all’ingenium. quindi da una premessa probabile. ricavate per via induttiva (exempla). armonìa imitativa [loc. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. dimostrazione.] Essi corrispondono ai → loci. Queste potevano essere: 1. → onomatopea. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza.f. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. → tecnica retorica. argumenta [s. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. argumentatio [s.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. → prova.m. Vedi anche → argumentatio/argomentazione.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. incontrovertibili o congetturali. si riferivano a fatti reali o fittizi. confessioni.

] Terminologia latina per → grammatica. ai discepoli. → tesi. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. → confirmatio rationalis. mentre in quella latina il tempo forte. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum). cioè del nostro “comporre”. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus).f.] La → predicazione cristiana.s. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc. inglese.s. lett. proprio quest’ultima indicazione. convenzionalmente indicato mediante accento acuto.f. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.f. ars memorativa [loc. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. il tempo debole del piede. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico.f. Nella metrica greca.s. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf.s. arte mnemònica [loc. arsi [s. Livros LabCom i i i i . autore di un’ars dictaminum in esametri latini. ars recte loquendi [loc. arte [s. ars dictandi.f. fondata sullo studio e sull’esperienza. “arte del dettare”. →.f.f. confirmatio scripturalis. ars praedicandi [loc. L’arte diventa oggetto d’insegnamento.s.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola. contenente teorie e modelli di stile oratorio. • ars dictaminis.] Terminologia latina per → mnemotecnica.] → artes sermocinales. In essa le prove vengono chiamate. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione. artes poetriae [loc.f. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali.] Facoltà (→ facultas). attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna.] → mnemotecnica.pl.

i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc.pl.s.f. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione.pt i i i i . quindi la libertà. asiàtico (stile a. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. esuberante. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica.m.] Ricercatezza. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari.C. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. che si è imposto a partire dal III sec. stile asiatico.s. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. Egesia di Magnesia.a. artificialis ordo → ordo artificialis. dette “reali”. asianèsimo [s. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie. www. si identificavano con quella branca delle arti liberali. quello dell’ → atticismo. artifìcio retòrico [loc. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. uguaglianze e proporzioni linguistiche. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. climax. proprie della Scuola di Pergamo. o artes poetriae.] Lo stesso che → gradatio. quali: l’aritmetica. nell’ambito della cultura greca.) → stile asiano.C.. quindi la → grammatica. quando ha inizio. competitore di Cicerone. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. retore del III sec.m. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. Ortensio Ortalo. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia. l’astronomia. a. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. → asiano. la musica. la geometria. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica. artificiosità del dire. Nell’ambito linguistico greco.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q.ubi. ascensus [s.C. è stato tra gli iniziatori di tale corrente.livroslabcom.m. asiano. Questo evento ha portato. in campo letterario. a.] Le arti cosiddette “sermocinali”..

m. → asindeto. soldato – ubriaco. associazióne [s.m. asìndeto esplicativo [loc. l’a. amore – dolere.m. → asindeto. Livros LabCom i i i i . causale.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione.] Introdotto da avverbi come ‘perciò.m. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione. asìndeto sommativo [loc. → asindeto. → asindeto. disgiuntivo. → asindeto. l’a.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc.m. l’a. asìndeto additivo [loc. paradosso.s.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. avversativo. sommativo. → asindeto.m.s.s.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto. l’a. Es.m.f. l’a.s. esplicativo.f. trovandosi in antitesi di pensiero.m.s.m. asìndeto avversativo [loc.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge. quindi’. asìndeto causale [loc.s. l’a.] L’asindeto in cui. o dei quali parla. Nella sistematizzazione operata da Lausberg. spesso a vantaggio di altri. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo.] L’asindeto per semplice somma di membri. assonanza [s. assurdo [s. asphalia Offrire garanzia. umile – simile.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. Forma di rima imperfetta. → asindeto. fame – pane. asìndeto disgiuntivo [loc.s.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.] → assurdità. asindeto esplicativo. conclusivo o consecutivo.

C. nei “Commentari”.s. www. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno.] Il contrario dell’→ amplificazione. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia).s. che racchiude in sé l’idea della proporzione. → perlocuzione. astratto attenuatio [s.ubi. Sinonimo → attenuazione.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia. astratto [agg. sull’esempio di Lisia.. → concreto.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità. d. atticismo [s. complicato. oratori e influenti personaggi della vita politica. attrazióne paronìmica [loc. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero. in ambito linguistico. affermatasi nel I sec. astruso [agg. Ha suscitato notevole interesse a Roma. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità.] Pertinente alla → quaestio infinita. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. sino alla composizione del trattato “De analogia”. → minutio. tra i quali spicca Giulio Cesare.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s. atto perlocutòrio [loc.: coraggio.m. influente oratore ateniese. litote. → sinchisi.m.] In generale l’a. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. tale da determinare una sua reazione: es. riprova!.m.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. è il riferimento ad un oggetto astratto.livroslabcom.pt i i i i . oscuro. conciliatio. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico.f. → antifrasi.f. dell’ordine e della chiarezza dello stile. tortuoso.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”.

Il ragionamento si ritorce su se stesso. → improvvisazione.f. → autorità. → ornatus. praecedens correctio.f. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano). aversio [s.] L’apostrofe diretta a sé stesso. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. che porta a dubitare del dubbio stesso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. del modo di esprimersi.] Fra quelli presentati da Perelman. analogia.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. anomalia. autorità [s.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo.m. si realizza nel dubbio integrale. del modo di scrivere. L’ a. Discorso improvvisato.s.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica.f.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.f. Improvvisazione. Lo stesso che → apostrofe. audàcia [s. o nello slogan: vietato vietare.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici).f. Livros LabCom i i i i . autoapòstrofe [s. Lo stesso che → auctoritas. superioris rei correctio. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. autofagìa [s. audacior ornatus [loc. ecc. audacia. L’oratore se ne può scusare con la → correctio. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione.f.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. autoschediasma o autoschediasmo [s.m. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus.

calembour. benevolentia [s. → captatio benevolentiae. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso).pt i i i i . bipartizióne [s. mediev. di una stessa parola.] [lat. battologìa [s.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio.f. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso. → tripartizione. tautologia.ubi. antitesi.XIV) che significa “inganno”]. abbreviazione di una parola o di un nome.f. → fastidium. → perissologia.f. → Annominazione.f. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. bischicium (sec. paronomasia. Es. periodo.m. frase o idea. chi non risica non rosica. omeologia.f.: amore amaro.s.] Suddivisione in due parti le quali.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data. spesso noiosa e pedante. polulogia.] Lo stesso di → barbarismo. antipatia.f.] Si produce quando l’oratore. si distacca da una materia trattata. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. Parole contrarie al buon gusto. brachifonìa [s.] Pronuncia abbreviata. barbarolèssi [s. bistìccio [s. avversióne [s.livroslabcom. ripugnanza. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.f. isocolo. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc.: Siccome non c’era posto. pleonasmo.m. operando una → digressione.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. B barbarismo [s. Es. Implica un giudizio negativo → barbarolessi.] Ripetizione inutile. www.

che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. cacenphaton Espressione fastidiosa. no comment. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare. concisione. forme eccessivamente allitteranti). Rossi. ma soprattutto di Tacito. → aiscrologia. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. Ungaretti. C cacenfaton. per l’orecchio e/o per lo spirito. brevità. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). versi liberi).f. ecc. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. si esprimono. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. Es. cacofonia. le numerose comunicazioni pubblicitarie. “Allegria di naufragi”. sentenze. no Martini.] Appartiene. aforismi. → figura per detractionem.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. → brachilogia. Livros LabCom i i i i . come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare.f. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. laconica brevitas. alle volte volutamente indecifrabile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s.] Riduzione del discorso all’essenziale. poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. no logo. imperatoria brevitas. no party. nel panorama culturale contemporaneo. escrologia. brevitas [s. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. (G. Con una diversa intenzione. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti.

sineddoche e ironia. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”.s.m. → escrologia. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. dissonanza. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. cacosìnteto [s. metonimia.m.m.s.m. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. www. antitesi.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano.livroslabcom. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. ripetizione ed ellissi. Oltre a CR generali. Arduini ne individua sei: metafora.f.f. cacologìa [s. campo retòrico [loc.] Esposizione difettosa. Incongruenza di costruzione sintattica o logica. metonimia.f. calembour [s. sineddoche. va osservata l’esistenza di CR locali.] Lo stesso che → gioco di parole.] Affettazione stilistica. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura. sciatta e confusa. o cattiva collocazione. che al fine di disgustare l’uditorio.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione. producono un cattivo effetto sull’ascoltatore.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e).] ant. propri di una determinata cultura.pt i i i i .] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo. campo figurale [loc. cacozelìa [s. → vitium. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. bisticcio.ubi. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi.

nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. climax. dolore.] L’opposto di → anabasi. Utilizzata per enfatizzare umilizazione.f.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. acirologia.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua. Es. ecc. (Il concetto di c. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie.: Il sole e la luna. catacrèsi o catàcresi [s. ordo. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. catàbasi [s.] Scambio di casi. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore. poi lo portò a compimento.m. → anticlimax. le gambe del tavolo.] Forma di preterizione.f. casus pro casu [loc. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. Il collo della bottiglia. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta.s. la vita e la morte.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. bensì. filofronesi. abuso. In teologia essa Livros LabCom i i i i . → abusio. il termine ‘collo’ non significa.s. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.s. carientismo [s. Es. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone. catàfasi [s. il letto del fiume. in uno scherno. → antiptosi. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). → benevolentia. solitamente per ovviare a lacune del sistema. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante. così. → gradatio.f.m. abusione.f.m.] o schema per casus [loc. anabasi. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). climax discendente.

o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo.] Sequenza di almeno quattro elementi. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. causa [s. e si contrappone all’apofasi.f. apofasi. il suo stato di credibilità e la sua struttura. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio.f.f. o in forti antitesi (pace www. → epitasi. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli). → praeteritio. parole come «Scusa ?!».i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. chiarézza [s. → ominatio. concertativa. correlati fra loro. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae. che può essere simplex. Minaccia. «Come ?!». → anadiplosi. concatenazione.m. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme).f.f. → status qualitatis.livroslabcom. catàstasi [s. ellissi cataforica.f. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. chiasmo [s. → status translationis. nonché lo status quaestionis (→ status causae). si contrappone all’→ anafora. catàfora [s. la quale. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. occorre inoltre comprendere il carattere della causa. assumono un effetto intimidatorio.ubi.] Momento ritardante dell’epitasi. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). la → quaestio finita (o hypothesis).] È l’oggetto di un processo. se pronunciate con un certo tono. Così. diviene oggetto peculiare del discorso retorico. perspicuitas. → status finitionis. catena [s. deliberativo o giudiziario. coniuncta. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. Rappresenta la controversia.] → climax. cataplexis [s. minaccia.] Intimidazione.pt i i i i .

→ chiasmo. Per l’ampiezza dei suoi componenti. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). 1). chiasmo fonètico [loc. antimetabole.m.m.poco). come in questo esempio: satis eloquentiae. i cavallier. molto . chiasmo complicato [loc. tale da produrre un capovolgimento del senso.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. Le donne. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. con incrocio di intere frasi (es 1).m. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. abbiamo: a. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché.: 1. L’ "incrocio" può portare: b. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. a mo’ di sincope. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”).] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso. gli amori (Ariosto. → chiasmo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. Bellum Catilinae) b. il chiasmo grande. definito come permutazione nell’ordine delle parole. chiasmo grande [loc. I. Chiasmo o antimetàbole. → chiasmo.. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). Per la complessità sintattica e semantica. Orlando fur. → praeoccursio. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo).s. Es.2.s. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB.1.] Incrocio di elementi fonetici. l’arme. 1-2).s. Livros LabCom i i i i . 2. sapientiae parum (Sallustio. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. CXXXIV.

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chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
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circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
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in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
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‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa. o sul nucleo di questo. ossia accostando ad un enunciato. → paragóne1 . chiasmo complicato. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. comparatio [s.] Specie di → antitesi. Correlata: la similitudine. ad uno scritto. sorte contraria. commovere [vb. cataplexis. commiseratio [s.] → movere. colóre retòrico [loc. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero.f. implacabile ennemi. grand.m.f. ed equivale a → rema. → comparazione. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi). ornatus. comménto [s. Es. → intimidazione. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio.] → antimetabole. indignatio. souple. comminatio [s.] Specie di → paragone. perclusio. Livros LabCom i i i i .] Ornamento poetico.f.m. commoratio [s. Mazarin.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori. commutatio [s.f. sinonimia. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose.m. → comparatio. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. sublime. minaccia. Lo stesso che → colore retorico. → epilogo.] → complexio.f.f.] Ciò che si dice sul → tema.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. → commorazione.f.s. → color. infermità. comparazióne [s. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario.: Richelieu. et dangereux ami.] Minaccia. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. adroit. communio [s.] Ornamento che si dà ad un discorso. ecc. conquestio.

“competenze”: argomentativa (l’inventio). Dizionario di retorica competènza retòrica [loc.f. e li incatena gli uni agli altri. mnemonica (la memoria).f. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum.). anacefaleòsi. zeugma. → oratio perpetua e il → periodo. . riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. riguardanti la struttura discorsiva. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio). . complessióne [s. conceptio [s. y/. comprobatio [s.f. Il tipo della figura è quindi /x. .livroslabcom. “mediale”. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. →.] → sineddoche.] Piena approvazione delle tesi altrui. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics). strutturale (la dispositio).f.] → antanagoge.pt i i i i . Suddetto modello.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett. ha ridistribuito le parti della retorica classica.] Combinazione dell’anafora con l’epifora.f. → gradatio. struttura. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta. e quelli della performance. www. Sin. complessione.i i i i 38 compensatio [s.f. ribattezzate quali.ubi. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni. compositio [s. → sintesi.s. per l’appunto.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. simploche.f. concatenazióne [s. y/x. . stilistica (l’elocutio. Per quanto riguarda la fonetica. Simile alla → conciliatio. aventi tutti la medesima parola iniziale”. → complexio. climax. → simploche. comprende gli aspetti della competence. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole.f. complexio [s.

recapitulatio.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso.f. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. fatti. ’) → paromologia. Livros LabCom i i i i .f. concisa brevitas [loc. Anche parte finale di un sillogismo.] Consiste nel fare una concessione. recapitulatio. in modo però che la comunicazione sia completa. elegantia.] → delectare. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore. concrèto [agg. brevitas. pero. cui si contrappongono. alla realizzazione di una → compositio gradevole.s. Non sono avaro. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. concisióne [s.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario.] → percursio. però. sono un risparmiatore. opinioni.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. da diminuire la gravità dell’accusa stessa.) → oratio concisa. ma non ridondante o ricercata. → brachilogia. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ). epilogo.f.] Parte conclusiva dell’orazione. conclusio [s. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. in maniera tale da moderare. concinnitas [s. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole. → ornatus. conciliare [vb. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere). dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. comprobatio.] Nella → quaestio finita. .f. genus. concisa (oratio c. → astratto.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. conciliatio [s. In essa. → peroratio. . → attenuazione. → conclusione.f.

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40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

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condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
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coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
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contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
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le figure dell’adiectio. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale.) → polisindeto copulativo. conveniènza [s. copulativo (polisìndeto c. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. l’isocolo e la costruzione del periodo.] → anastrofe. corax [s.s. lessico. → genus. figura.f. così come il → docere.f.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. figurarum [loc. può appartenere al → genus medium o al → genus grande. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. transmutatio. figura retorica). copia rerum.m.] → diafora. verborum.m. aptum. ma. convincere [vb. conversio [s. o greco. conveniente.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che. → declamatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s.] Consiste. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola.f.→ res.f.s.f.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso. →. o anche a legislazioni immaginarie). epifora. copulatio [s. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i . copiosum dicendi genus [loc. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove. ornatus.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.

enfasi. troppo provato. cap. Sinonimo → epanortosi. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa. Es. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. correttézza [s.] → correctio.f. 1402a. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc. correzióne [s. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. ‘q. non p’. Così.f. Retorica. II. aposiopesi ed eufemismi.f. ma q’ (oppure: ‘q. crasi [s.livroslabcom. correctio [s.f. può essere un mezzo dell’ironia.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò. credibilità [s. anziché p’). remedium. la c.f.] Chiarimento semantico prodotto. tra le più diverse tipologie. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito). favorirebbe l’avversario.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. cortesìa [s. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. praecedens correctio. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa.f. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman. litoti. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele.pt i i i i .] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. restrictio. superioris rei correctio. q’. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo. correzione. epanortosi. perché forte.: Se insisti tanto. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi.ubi. 24. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile.

f. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. credibilità debole. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. genus turpe. → verosimile. cria [s. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum). storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio. non è né provata né confutata). → credibilità. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -.s. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. cronografìa [s. credibilità débole [loc.] Basso grado di credibilità. genus humile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte.f.f.s.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado. credibilità alta [loc. l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato. credibilità mèdia [loc. → credibilità. la cui colpa. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. Livros LabCom i i i i . nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). → exemplum. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. di nessuna importanza sociale).] Alto grado di credibilità. nell’opinione del giudice. credibilità media. per esempio.] Breve componimento elaborato su exempla. → credibilità.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto.f. genus obscurum.s. expolitio.f.

m.m. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.] → cursus medievale.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene.] → cursus medievale. cursus velox [loc.] → cursus medievale.s.s. al termine del sec.s.livroslabcom. 3. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano). un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis.] → cursus medievale. cursus durus [loc.pt i i i i .i i i i 46 cultus [s. alla prosa rimata. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica.] → ornatus. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica). l’eredità classica della → clausola e.m. Anche lo stesso Dante. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica. se ne affianca una ritmica. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus.m.m. www.m. 4.] → cursus medievale.] → cursus medievale. XI. cursus planus [loc. in epoca medievale. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica. nelle sue Epistulae. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. assieme a vari ed acuti artifici retorici. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”.] Andamento ritmico del periodo che recupera. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).s. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale.s. 2. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc.m. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano). Il cursus viene impiegato. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo). → cursus medievale. cursus ecclesiasticus [loc. Dizionario di retorica cursus [s. cursus tardus [loc.m.ubi.s.m. cursus medievale [loc.s.

f. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. ma a maiore ad minus. a minore ad maius. declamatio. → actio. esecuzione.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. ). → declamazione. recitazione di un discorso. più impegnativa.f. dignitoso”. idoneo”. pronuntiatio. Anche nel senso di → declamatio. declinatio [s.] → declamatio. declamatio [s. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’.f. . destinatario. argomento.] → aptum. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. declamazióne [s. Anche → aptum. ecc. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. oratore.] → poliptoto. inferenza che procede dalle cause agli effetti.] → deduzione. così come accade invece nell’→ induzione.s. declamatio suasoria [loc. ‘dal più al meno’→ deductio. hypokritikè.f. decorum.m.] Interpretazione.f. appartenente al → genere deliberativo. → accommodatum “appropriato. . Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo. deductio [s. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. Livros LabCom i i i i . → decens “decoroso. dall’universale al particolare.] Nella tarda latinità.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s. deduzióne [s. decorum [s. la → controversia.m. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio.f. utilitas della causa.

www. Definizioni più generali o più partigiane. Par.pt i i i i .f. voluptas. → genus deliberativum. quale senso si deve attribuire a una data espressione. con esitazioni simulate. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento.f.m. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). la parte avversa oppone una → controdefinizione. delectatio [s. riconduce la d. Dizionario di retorica definizióne [s. Si possono quindi distinguere: 1.ubi.] Orazione di genere deliberativo. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza.] → dissuasione.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. deliberaménto [s. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. non perdendo di vista il → docere.livroslabcom. dehortatio [s. 64-66).] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. Es. placere.] delimitazione di un concetto. che prescrive. 2.f. generi aristotelici. Secondo Lausberg. Contro la definizione di una parte.] Fontanier.f. → delectare. che combina in vario modo le precedenti.) → genus deliberativum. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente.f.] → definizione. deliberativum (genus d. Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. in assoluto. avendo già ben presente la soluzione ottimale.i i i i 48 definitio [s. XXIV.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante. descrittiva. di condensazione. delectare [vb. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. deliberazióne [s. → allettare. delectatio. complessa.

malus animus. denominatio [s. designatio [s. derivatio [s. deprecazione. Così Livros LabCom i i i i . determinatum [s. in una difficile situazione.] → ipotiposi.] → epifora.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.] La detractio (detrazione. scherno. implorazione. → ridiculum.] Lo stesso che → figura etimologica.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti. lex potentior.f.] Beffa. dendrografìa [s. generi aristotelici. di vestirsi.f.f. descriptio [s. Il reo dichiara di avere agito in mala fede.) → genus demonstrativum. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire. demonstratio [s.f. assieme ad → adiectio. mala voluntas. alla → litote. genere epidittico o dimostrativo. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione.f. → obsecratio.] → distributio. ironia.] → ipotiposi. → obsecratio.f. il suo passato.] Nella retorica classica. in parte. soppressione o sottrazione) rientra.] → omeoteleuto.f. demonstrativum (genus d. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici.f.f. detractio [s.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo.f. deprecatio. transmutatio ed immutatio. deprecatio [s. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme.f. di agire. desitio [s.m.] Implorazione.f.] → metonimia. distribuzione. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. derisióne [s. il suo modo di pensare. deprecazióne [s.

basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi.m.f]. omo già fui (Inf. consente di considerare come separate due vocali contigue. apocope. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. sincope. → iperbato. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. détto proverbiale [loc. detrazióne [s. motto proverbiale. ellissi. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti. percursio. ed enfatici. I. → ploce. è un → metaplasmo per aggiunzione che. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d.s.f. dialèfe [s. sillepsi oratoria.i i i i 50 Dizionario di retorica la d. quella iniziale e quella finale di parole diverse. e dalla forma somigliante al → proverbio. Es. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo.f.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione. praeteritio.: Non omo. al contrario ad esempio dell’→ enfasi. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. → distinctio.livroslabcom. diàcope [s. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. connotativi. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola). reticentia. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità.f.] → detractio.ubi. dialectica [s. compare tra le arti del → trivium. ai fini fonetici e metrici del varso. asindeto.] Opposto di → sinalefe.pt i i i i .. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas. quasi fissa nella sua formulazione. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi.f.67). diàfora [s.] Frase tradizionale moraleggiante. tmesi. → dialèttica.

che da ogne creata vista è scisso (Par. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore.] Lo stesso significato di → dialisi. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. discussione. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. dialogismo. Tale forma dialogica. o fra un soggetto stesso e il suo io. dibattito. contenente domande rivolte a se stessi. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. e io retro li andava.m. già facendo la risposta (Dante. In particolare. dialèttico (sillogismo d. Inf. dialògico [agg.m. Es. diàlito [s. XVII. monologico. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. 16-17). o fra due soggetti. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. diàllage [s. gramm. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. con domanda e risposta. diàlisi [s. • GDU. dialogismo [s. (XIX sec. Es. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza.f. / lo duca. XXIX. Si vedano → dialogo.f. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso.) costrutto senza congiunzione.) → sillogismo dialettalico.] → dialectica. . ciò che ha forma di dialogo fra due persone.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. . allora si parla di → sermocinatio.f. → iato. dialèttica [s. → dialito. Amor? (Petrarca).] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso.] Negli interventi orali e scritti. 96).: Parte sen giva. . XXI. sec.

ond’io m’accoro. interrogazione).49). tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. / Ed egli a lei rispondere: .f. www. poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. diapòresi o diaporèsi [s. Nelle finte domande che l’oratore pone. → sistole. fammi vendetta / del mio figliuol.m. diànoia [s. → riflessione. intra tutti costoro. → eristico. dialogo.Ora aspetta / tanto ch’io torni. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. (Dante). diàlogo [s. diàlogo erìstico . sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. → dubitatio. attività cognitiva discorsiva. estremamente difficile.] L’opposizione tra discussione e dibattito. dialogo euristico. Ad esempio: La miserella.f. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. sotto forma di risposta.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.pt i i i i .] Secondo Aristotele. VI. / Si ha d. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito. / parea dicer: Signor. a livello pratico. avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). euristico. → antipofora. Nella metrica italiana la d. . e non implica contrasto di idee. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es. → dialogo eristico. .m.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par.] Nella metrica latina la d.f. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta.s.diàlogo eurìstico [loc.livroslabcom.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori.ubi. ch’è morto. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. diàstole [s. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole).

f. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. → mimesi. Livros LabCom i i i i .] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali.f. dictio [s. Es. nel suo svolgimento essenziale. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. → lessico.] Discorso giusto ed equilibrato. diceologìa [s. → zeugma. → ipotipòsi. / Nell’accezione di → fabula. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. → dialogo.f. / La d. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. disiunctio. pareuresis. narratio.] Sin.] Il genere diegetico o narrativo era quello che. si opponeva al genere mimetico o drammatico. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati. Quando i verbi in questione sono verbi di frase.f. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). In tal senso essa si configura come astrazione del lettore.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. → gnomica. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. → paromologia. dizione. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio.] → pronuntiatio. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. dibàttito [s.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). chiamando in causa la necessità a propria discolpa. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica.m. didascàlico [agg. diegèsi [s.f. / Una giustificazione “ragionevole”. diazèugma [s.

] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra. difésa [s. episodi. a quella di uno stato d’animo.f.s..f. dicevamo. che possono essere usati come varietà diafasiche.m. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. difficilis ornatus [loc. ). mediante ricordi. cioè in dipendenza dalle situazioni. . . ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. comunque. .] È la differenza di significato. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato. expolitio. di un giudizio morale. . → sinonimo. o per sostenere un principio attaccato da altri. allora. 2.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. digressio [s. . sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee. È il contrario dell’ → accusa. tra parentesi. dignitas [s. o le persone che svolgono questa mansione.f. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione.f. → accumulazione.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). riprendiamo il discorso. durante la quale www.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s..] 1. concentrate in una sola parola (in verbis singulis).f. aneddoti. → facilis ornatus. differentia [s. La persona. storie. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. metonimia.livroslabcom. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. anche quella tra i sinonimi. viene così impedita la formazione di un dittongo). Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora.ubi. omonimo.pt i i i i .

dilogìa [s.m. parecbasis. prova. discorso improvvisato. discórso acuto [loc. pensieri divini. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore. sermone. discordanza [s. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza. scopi del discorso. dell’→ entimema (tipo argomentativo). Livros LabCom i i i i . è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. dell’→ exemplum. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata. per poi riprendere con nuovo vigore. a dimostrarne l’importanza. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. Lo stesso che → inconvenientia.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. al termine della digressione stessa. dimostrazióne [s. se siano verità impersonali. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. discórso [s. Anche → excursus.] Il discorso di circostanza è occasionale.m.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva.m.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). oratio.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. dimostrare una proposizione.s.] Secondo Perelman. discórso di circostanza [loc. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione. → parti del discorso. → argomentazione.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni.s. dimostrativo [agg.f. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento. Da dove provengano questi elementi. della → similitudine. discorso di consumo.f. a definirlo. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni. stili del discorso.

s.m. → discorso di consumo. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale.m.livroslabcom. come sostiene Lausberg.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. discórso di riuso [loc. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. una volta per tutte.pt i i i i . si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso. In particolare. genere deliberativo. Il riuso. in tale situazione dunque. → discorso. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. periodicamente o meno. oppure nella scrittura. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto. genere epidittico. → discorso di circostanza. secondo l’intenzione di chi parla. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. discórso figurato loc.s. Discorso ricco di figure retoriche. l’oratore può o meno essere il medesimo.s. www. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante).s.ubi. la sua usabilità per dominare. di coscienza collettiva. tuttavia il discorso mantiene. in “società di ordine sociale più libero”. il discorso consuma interamente la sua funzione. discórso di parte [loc. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte.m.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc.m. quindi.

Es. disiunctio [s. disfemismo [s.f.: Chiedeva compassione. 2.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente.f. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. usus. → dispositio. → discorso di circostanza.2. spesso gradevole o addirittura affettuosa. invocava pietà. polysyndeton d. → diazeugma. discussióne [s. ordine artificiale. proposta di Livros LabCom i i i i . dispositio [s.] Nelle sezioni dell’arte del dire.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc.s.m.s. improvvisazione. problema.f. rigorosamente formalizzata.f.] Lo stesso che → dibattito.m.m. → ordo. discórso sottile [loc. La sua struttura. disgiunzióne [s..] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale.] Discorso non preparato. Fenomeno legato alla → variatio. polisindeto disgiuntivo. e soprattutto non previsto. discórso retòrico [loc.] Lo stesso che → testo retorico.s. Opposto all’eufemismo. ordine naturale. senza attribuirle un tono offensivo: rompere. → parisosi.] Disporre le idee da esporre in ordine logico.f. stronzo. disposizióne [s.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi.] Sostituire in modo spesso scherzoso. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio.] Lo stesso che → disiunctio. disgiunzione. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative. supplicava clemenza. palle. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. disiunctivum (asyndeton d. disputatio [s.) → asindeto disgiuntivo. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. è la seguente: 1. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.f. il d.

ma può anche sussitere come discordanza d’idee. è unito alcunché di dissimile. fu impiegata nell’interpretazione di testi. dissuasióne [s. 4. Si simula quello che non è.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione.] → diafora. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi.f. ironia. eccede il tertium comparationis. costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. www.livroslabcom. dissociazióne [s. → simulazione.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. ciò che.f. → contrasto. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat.f. dissonanza [s. dissimulazióne [s.pt i i i i . È il contrario dell’ → esortazione. risposte alle eventuali obiezioni. soluzione del maestro.f. 3.m. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono.f. si dissimula quello ch’è. Si riferisce in primo luogo ai suoni. obiezione alla proposta. si dissimula quello ch’è. → simile. dissimulatio [s.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. Lo stesso che → cacofonia. distinctio [s.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione.f. nelle cose simili. dissimile [s. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame. 5. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto). soffoca in cuore il profondo dolore’. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. dunque.] → dissimulazione.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento. Si simula quello che non è. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. Nelle scuole medievali la d.ubi. similitudine. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza.

per garantire la → perspicuitas.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. atttributi. distìnguo [s. distributio [s.f.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. sta nel fatto che quest’ultima. → distinguere. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. La differenza rispetto all’enumeratio quindi. in base alla quale.m. basso basso. per il loro uso frequente. bello bello. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. aequivocum.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. e quindi la comprensione di un testo. univocum. come mi pare e piace. diversivocum [s. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). → rapporto diversivoco. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. Esistono alcune dittologie assai diffuse che. divisio [s. nella sua forma canonica. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto.m. individuata dalle artes predicandi. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. ubriaco fradicio. forte e robusto. → distributio. appartengono ormai al lessico quotidiano. pieno zeppo. grande e grosso. → sinonimia. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. apposizioni. congerie. con la quale si chiude il sermone. cioè di un sermone.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi.f. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio. dittologìa [s. stanco morto. multivocum.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i .

] Far conoscere. domanda retòrica [loc. ad ogni tipo di artificio retorico. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. distributio. È uno stile però piuttosto scarno.→ merismo. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). che presumono una risposta positiva (certo che è partito). → persuasione. interrogativa retorica. partitio. (Ad H.pt i i i i . convincere. sarcasmo. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. www. → anthypophora.f. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. ecc. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. → exsuscitatio.] In filosofia la voce. → ratiocination.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”).f. Brano liturgico glorificatore. indica un modo di parlare figurato. → aporia. 22).ubi. indignazione.f. adattato alla pratica ed impreciso.] Lo stesso che → pronuntiatio. docere [vb. 4. attraverso l’enfasi ed il ricorso. istruire. dictio. → doxologia. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. 15. Nella Ad Herennium. interrogazione retorica. diffusa da Leibniz.livroslabcom. se necessario. → pysma. dizióne [s.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). informare i giudici su una causa. → interrogazione. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato. voce diffusa da Leibniz. → dianoea. dossologìa (o doxologia) [s. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. che presumono una risposta negativa (“non. avresti tutto da perderci.s.

non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. → ductus.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . figuratus e obliquus. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. Si può ritenere il dutus più frequente.f. subtilis. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche.s. A seconda della contingenza.m. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. anacenòsi. ductus mixtus [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s.f. ductus figuratus [loc.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium. dubitatio [s.m. Le argomentazioni retoriche. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi). subtilis. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio. Tipico dell’ars oratoria. diaporesi.s.s. → ductus. figuratus. ductus obliquus [loc.m. obliquus. communicatio. → tattica.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. dramma [s.] o syntaxis obliqua.m. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. mixtus.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. cioè alla scienza (→ episteme).] Termine sorto in ambito filosofico greco. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni). a differenza di quelle logiche. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. → opinio. in maniera più o meno velata.m. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. ductus [s. Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia.

→ ductus.s.s.f. nella tattica del discorso.f.m. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso.] → digressione. Vivace descrizione dei dettagli. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica. durus (cursus d. → evidentia.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria.) → cursus ecclesiasticus. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione. nella tattica del discorso.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. provocazione. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico. ècfrasi [s. → ductus. illustratio. egressio [s.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa.) → cursus durus. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex. e quello che realmente pensa. ecfonèsi [s. seriamente dice.livroslabcom. dulcedo [s. paradosso.] Si ha ductus simplex se.] → digressione.] Lo stesso che → esclamazione. -servendosi della provocazione . ductus subtilis [loc. → ritratto. www. etopea. effictio [s.m.f.m. E ecclesiasticus (cursus e.ubi. gratia. ductus simplex [loc.un effetto opposto a questa opinione.pt i i i i . egressus [s. → ductus. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere.f. prosopografia.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona.f. Vi è concordanza fra consilium e thema. cioè.] → ornato soave. L’immagine.

vecchio egli è e debole. allo stile di Cesare. ed è fenomeno della → brevitas. → sottinteso. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato.f. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. ellissi catafòrica. egli è vecchio e debole. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a. elisióne [s. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma.] Figura di parola per soppressione. → ornatus. oppure vecchio egli è. ma diversi nel corpo della parola. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. elegantia [s. c.] L. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. che corrisponde alla → detractio. per esempio.] Eliminazione di una di due vocali contigue. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso. nella → dispositio del discorso e dell’opera. Dato il pensiero egli è vecchio. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. vecchio e debole egli è.f. debole egli è (→ epifora).f. b. concinnitas.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. ellissi ‘totale’ . senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. Incongruenze semantiche e sintattiche. Es. Livros LabCom i i i i . Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine.: la partita Milan-Inter.] L’electio è. e nello stile nominale. omissione. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. egli è debole (→ anafora). → dispositio. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. ellissi [s. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. Soppressione di elementi di una frase.f.

relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere.livroslabcom. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. È proprio attraverso l’elocutio. Lausberg 1949).] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale.f. l’eleganza del discorso (→ ornatus. si tratterà per conseguenza de lo stile.f.f. e la → compositio.pt i i i i . che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. eloquènza [s. scevro da arcaismi. Sin.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. connesso”).. oratio ornata). avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. Quintiliano). nel Terzo Discorso dell’Arte poetica.s. elocutio [s. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. non essendo quello altro. . che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. cioè la collocazione. . fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”.ubi. come scelta della terminologia più appropriata. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. L’eloquenza. precisamente ad Atene. . Affinché ciò si verifichi. le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. → elocuzione. barbarismi. nasce nell’antica Grecia. ellissi. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. ecc. attraverso precise scelte espressive e comunicative. → catàfora. . attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. Già Torquato Tasso. .

ed in seguito lo stesso Cicerone. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. Proprio grazie a quest’ultima. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina. o al contrario. cioè che serve per dimostrare. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo).C. genere della predicazione. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture.s. Pisistrato raggiunge il successo politico. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate.s.f.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana. genera elocutionis). quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario.. quando numerosi retori greci vi giungono. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali. si svolgeva in lingua volgare.] o e. a quelle legate alla predicazione cristiana. → eloquenza sacra. 141). retorica. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. l’effettiva predicazione in Occidente. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. divenendo tiranno in Atene. come Catone il Censore (234-149 a. rhetoriké (téchne) “arte del dire”].i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. generalmente nel corso di celebrazioni. eloquènza del pèrgamo [loc. anche → oratoria. IX.).s. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade.f. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. Comunque. II a. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. dimostrativa loc. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec.f. che essi definiscono retorica [gr. eloquènza epidìttica [loc. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana.C. che non può essere recepito dalle grandi masse. con invettive e critiLivros LabCom i i i i .

celebrazione.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www.f. enàllage [s. sia in vita che defunti. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti. → enàllage dell’aggettivo. ad esempio.f. 5. contribuendo al bene della patria.f. come ad esempio di vincitori olimpici.s. in origine. In particolare si esplica come: 1. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). parla veloce. panegirici o orazioni funebri. maestro indiscusso di oratoria epidittica. pathos. L’emozione più moderata è l’→ ethos.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali.: domani ti raggiungo.f.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. i quali. 2.s. Es. mentre il → pathos è il grado di più violento.] → perifrasi. emozióne [s. elogio di personaggi. invece di domani ti raggiungerò.pt i i i i .] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. enàllage dell’aggettivo [loc. → affectus. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. .i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo. .f. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). eloquènza dimostrativa [loc. Il divino del pian silenzio verde (G. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo. eloquènza sacra [loc. sono meritevoli di lodi.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. . in onore delle numerose divinità. 4.f. l’aggettivo e l’avverbio. 3.livroslabcom. i modi e i tempi del verbo.s. elusióne [s.ubi. Carducci. parla velocemente. Es. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). ethos.

nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. utilizzata per creare l’illusione della realtà. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. ecc. enantiòsi [s.] Vivace descrizione di un’azione. energìa [s. endìade). La notte e il buio = la notte buia. d’ora in avanti.] (variante arc. → vox.f. Erbe e veleni = erbe velenose. + nome. Livros LabCom i i i i .f.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. un evento.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù.] Tributo di lode. evidentia. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. una situazione. → ipotiposi. una emozione.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari. /.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. endìadi [s. onore.m. contraddizione. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. lode pubblica.f. .f. ma logicamente va riferito a un. o contraddittori o conversi. ammirazione. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. ènfasi [s. . del calore generale della espressione e dei gesti. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. oppure nome + specificazione complementare subordinata). → antifrasi. Es. Es. encomium [s. enargìa [s.f. una persona. enantiosemìa [s. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.f. Es.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)].

. . . può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali.livroslabcom. epanàstrofe [s. repetitio.: Tutti gli uomini sono mortali. x/. . palillogia. . .f. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo.m. redditio. epadiplosis [s. asindetico o misto tra i due. Anche: → ciclo. . → optatio. epagòge [s. entimemismo. enumeratio. xx. xx/: In verità. . .] → induzione. enumeratio [s.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse.m.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s. epanàfora [s. epanalèssi. Lo stesso che → anadiplosi.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico.m.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi.f. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza. antapodosi.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui.f.f. inclusio.f. epanadiplòsi [s. → geminazione. epanalèpsi. → elenco. → sinafia. www. . /.f.] Formula d’augurio. enumerativo (polisìndeto e.ubi.pt i i i i . /. . eonismo [s. . in verità vi dico.] Sinonima di → anafora.] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase. /xx.f.] Allegoria oscura. anacefaleosi. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. Es. al centro o alla fine di un segmento testuale /. geminatio. /. secondo il modello: /x.m. → allegoria. enjambement [s.) → polisindeto enumerativo. oeonismus. entimèma [s.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio. epanalissi [s.

→ regressione. che dalla → repetitio. ampliata con particolari.32: “Ecco vien l’ora.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. epesegètico [agg.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. un santo! Equivale a → correctio. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. → exornatio. di una o più parole enunciate in precedenza. anzi è già venuta.] Figura retorica che consiste nella ripresa.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. Viene detta anche → anaptissi. servendosi di nove espressioni per ornarlo.f.m. epèntesi [s. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. Es. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento.f. È un barv’uomo. perché con me è il Padre”. anzi.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione. epesergasìa o epexergasìa [s. ornatus. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola. alla mano da martedì. → sillogismo.f. sillogismo retorico. epicherèma [s.f.m. Livros LabCom i i i i . ma non sono solo.f. esornativo. → epesegesi. e mi lascerete solo. Genua > Genova.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. È differente sia dall’ → anafora. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto. epesegèsi [s. Paolo > Pavolo. epibolè [s. 16. epanortòsi [s.] esplicativo. sillogismo dialettico.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso. expolitio.

www. .m. 2. orale o scritto. ciò che non vogliamo” (Montale. mozione degli affetti. in Ossi di seppia). epìmone [s.f.f. → sinalefe. epifonèma [s. . ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte. epimerismo [s. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s.m. → epistrofe. 11-12.2).] Parte finale di qualsiasi testo. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. epilèmma [s.ubi. episinalèfe [s. scioglimento del nodo.] Obiezione dell’oratore a se stesso.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati.m. VII.f.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora). Es. reduplicatio. reduplicazione. I. x/.m.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti. → aggiunta. epidìttico [agg. . epìlogo [s.→ anamnesi.f.] Insistenza..livroslabcom. → conclusio. → anadiplosi.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. mozione degli affetti o perorazione. epìfrasi [s.f. Non chiederci la parola.] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo). genere epidittico. repetitio.] → eloquenza epidittica. epìfora [s. ripetizione. parti del discorso.pt i i i i . avanzata al fine di controbatterla. peroratio. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1. Fur. .] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo.

oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione. epitrocasmo [s.f. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.f. si rimette al giudizio del magistrato. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. confidando nella bontà della sua causa. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i . L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo.m. In altre circostanze l’e. umida vina ‘vini umidi’.] Sinonimo di → epifora. lasciate che si comporti da ingiusto.m.] Aggettivi ed espressioni equivalenti.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola. → appositio. Es.: una radunata sediziosa. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto. epìtasi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. come ad es. Es.: Poiché egli è ingiusto. In questo caso l’e. epìteto [s.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria.s.f. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es.m.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo. epìtrope [s. il canuto mare. ironicammente. epitetismo [s. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore. epithetum ornans [loc. Un tipo di amplificazione epìtesi [s.m.] Figura in base alla quale l’oratore.f.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. → paragoge.

dialogo eristico. permissio.m. epizèusi [s.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). può essere estremamemente pungente nella sua ironia. ammirazione e sim. obscuritas.livroslabcom. eruditorum consensus → consensus eruditorum.f.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa.] Argomento che assume la forma di interrogazione.f. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico.m.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo. erotèma [s.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa.→ concessio. malinteso. → eristica. sdegno. erìstico [agg. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario.f.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. iperbole. esclamazióne [s.ubi.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti. domanda retorica. equivocità.m. equìvoco [s. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea.pt i i i i . rhetorical questions. / Vocabolo di diversi significati. / Caratterizzato da significato non chiaro. epizèugma [s. → aequivocum. "O natura. geminatio. sillogismo eristico. / Ciò che è ambiguo. → amplificatio.] e agg. L’e. ammissione.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. anfibolia. ambiguità sintattica. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza. erìstica [s. voce dotta diffusa da Kant. esagerazióne [s. → epanalessi. Dal punto di www. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. o natura" (Leopardi).f.

la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione).] Sollecitazione.f. → exempla ficta.m. → exordium. Livros LabCom i i i i . esémpio [s. inizio del testo. È la parte iniziale.] Particolare tipo di → apostrofe. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. esornativo [agg. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. esecrazióne [s. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. → parenesi.] Discorso osceno. exhortatio. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae. introduttiva di un discorso politico. giudiziario. scurra. del pubblico o del giudice che sia. adhortatio. esòrdio [s. epidittico/encomiastico. È il termine corrispettivo di turpiloquio.f. esortazióne [s.f. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento. o ambiguamente allusivo. Inf. → aiscrologia. XIX.m. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. che di bontate / deon essere spose. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. → cacofonia. la continua ripetizione di sillabe uguali. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. ad esempio. prologo. escrologìa [s. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori.: O Simon mago.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. Il contrario della → dissuasione.] anche → inizio del testo. . . → ecfonesi. exsuscitatio. principio. exornatio. o miseri seguaci / che le cose di Dio. proemio / introduzione. nella fase della → narratio/partitio. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. parabola. 1-3.

→ circostanze. vizi e virtù.s. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. prosopografia. ètos [s. estèsico (atto e. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. www. Es.livroslabcom. ritratto. nonché una sua credibilità e verosimiglianza.] → ethos. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche.: o anima lombarda. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg. →. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo. una sua chiarezza e comprensibilità.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. eterologìa [s. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. → affectus. comportamenti.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. nell’arbitro della situazione. VI.] Espressione che si può intendere in due modi. → atto estesico. circostanze della narrazione. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. notatio.ubi. etopèa [s. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). emozione. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti.m.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. pathos.m. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.f.pt i i i i . Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). effictio. 61-63) Sin.: etopèia.f. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. → sermocinatio. èthos o ètos [s.f.

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eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
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Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
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expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
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s.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. → ticoscopia. fastidium [s. idee .f.livroslabcom. sprovvisto di significato autonomo. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa. fastidio”). fatto retòrico [loc.m. ottenuti sia attraverso la riflessione.] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s. il referente (costituito dagli esseri. “tedio. processi. www. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso). 50. M.: siamo d’accordo.pt i i i i . Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s. cioè sin dall’avvio del discorso retorico.m. disgusto. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium.reali o immaginari . precisamente nell’→ excogitatio. no? fatto [s. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es. il destinatario (o ricevente). è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico.ubi. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio. azioni.che formano il complesso referenziale del testo. stati. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. fatismo [s. vasto pubblico o giudice che sia. noia. che mediante immaginazione. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti. In Perelman. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico. l’→ oratore (o mittente).] Elemento di un enunciato che. viene presentato nella → propositio.m. possibili o probabili”.m.n.] Ciò che è accaduto e di cui si parla. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo). → avversione.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio.

→ adiectio (→ aggiunzione o addizione).] [gr. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”. parabola.] È una breve narrazione in prosa o in versi.s. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. figura di elocuzióne [loc. → fiore. 2. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9.] Lo stesso che → figura di parola. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). lumina (-um n.f. 4.] Lo stesso che → figura di parola. s.f. figure di dizione.f.sottrazione o omissione).s.f.) verborum et sententiarum. figura di discórso [loc. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso.s.] Nell’ambito della retorica. figura [s.f. prosopopea. ingl. fr.. d.dat.pl.f.] → idolopea. similitudine. figure.] Lo stesso che → figura di parola. figure di significazione o tropi. figura dal tema di fingere “plasmare”. → immutatio (→ sostituzione). la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma. figura retòrica [s. lat. fugure rhétorique.). GDU. → esempio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. apologo. festivitas [s.f. 3. → detractio (→ soppressione . Secondo Quintiliano (I sec. figure of speech. Livros LabCom i i i i . figura di concètto [loc.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.14).pl. che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. figura elocutionis. schêma “forma.s.s.] Figura. fictio personae [loc.1. anche imagines-um s. figure. figure di parola. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc. figure di ritmo. → transmutatio (cambio di posizione). Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani.C.f. figure di costruzione (→ figura di costrutto).f. schema”.f.] Lo stesso che → figura di pensiero.

s. figura di pensièro [loc.f. i tropi veri e propri. ordinem. che si manifestano ‘in parole singole’.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. Le figure di pensiero si suddividono: a. → anafora. → enallage. il concetto della frase. → epanalessi. i tropi impropriamente detti. → figura di parola. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato.s. → brachilogia. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem. Sinonimo è → figura di concetto. figura elocutionis. bensì la conformazione di un intero enunciato.f. → ipallage. → sinonimia.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. → zeugma. b.f. Figure di parola per ordine. Figure di pensiero per mutamento d’ordine.livroslabcom. Figure di pensiero per sostituzione. Figure di parola per aggiunzione.s.s. 6 e IX). Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. alla categoria dell’ → ornatus. b. → paronomasia. → figura. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. figura di significazióne [loc. → polisindeto.s. c. dal punto di vista ideativo. Affine al → poliptoto. tropo.f. → anastrofe. → concinnità. non una singola parola. → iperbato. → ellissi.f.ubi.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. Figure di parola per soppressione. d. c. figura elocutionis [loc. figura di paròla [loc. le figure di parola o elocuzione appartengono.] Tale figura riguarda. tropo. figura etimològica [loc. → figura. che si manifestano ‘in più parole’. detractionem. → figura etimologica. → gradazione. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato.] In Fontanier. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). ma anche l’ → asindeto. al contrario dei tropi propriamente detti. immutationem.f. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee.] In Fontanier. rientra tra le figure www. → anacoluto.] Lo stesso che → figura di parola. Figure di pensiero per soppressione. Figure di pensiero per aggiunzione.pt i i i i . che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola.s. e suole dividersi in: a.

s. la litore.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. Livros LabCom i i i i .s. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. figura per addizióne [loc.s. figura per detractionem [loc. figura per aggiunzióne [loc. → aggiunzione. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia.s. donare un dono.f.] → figura per detractionem.s. Esempi: vivere la vita. ). → figura di concetto. addizione di elementi.] → figura per immutationem. figura (parlare in f. figura per detrazióne [loc. figura per addizione. 68).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione.f.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia. figura per aggiunzione. considerate sottintese.f. verbi. l’iperbole.] → figura di parola. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio).f. . l’allegoria.s. figura per immutazióne [loc.f. amare un amore.. figura grammaticale [loc.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.) → parlare in figura.f.s.f.] → figura sintattica. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf. attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. contraddistinte dalla → brevitas. utilizzata dunque per snellire il discorso. . sognare un sogno. XIII.f. figura morfològica [loc.s.s.f.. figura lògica [loc. figura per adiectionem [loc.

→ polisindeto. figura sententiae [loc.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. .pt i i i i . Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto.s.] Figura di parola costruita mediante l’uso. l’antonomasia. sottrazione.f. figura per ordinem [loc.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.] → figura per ordinem. figura pseudoetimològica [loc. numero.f. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).s. che riguarda singole parole. . per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori. figura per órdine [loc. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe.f. → zeugma. www. Le figure semantiche sono dette anche → tropi.] → figura per detractionem. delle variazioni nel genere.] Lo stesso di → figura per ordinem. figura semàntica [loc.] (o figura grammaticale). → enallage. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi.f.s.ubi. figura per sottrazióne [loc.f.] → figura.s. funzione. → sillessi. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali. figura per soppressióne [loc. soppressione. la sineddoche.s. → asindeto.] → figura di pensiero.f.] → figura per detractionem.] → figura per ordinem. concordanza. figura sintàttica [loc.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro.f. → chiasmo. figura per transmutationem [loc.f. → figura di significazione.s. transmutatio.f. rispetto al normale svolgimento sintattico. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale. ecc.s.s. all’interno della stessa frase. ordine.f.f.s.s.s.f.s. → ellissi. → iperbato. → pleonasmo. figura per trasposizióne [loc. figura retòrica [loc. proprio da tale immutatio verborum. la metonimia.livroslabcom.

soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. genus medium. → fiore. status finitionis.) → ductus figuratus.] Blandire una persona. finézza [s. fióre [s. Parola rara.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. ma modificano l’ordine dei segni. Flos. preziosismo lessicale.f. → percontatio. → flos.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. fiore? fòro [s. imitatio.m. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. figura verborum [loc. aggiungono elementi sulla catena. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i . fióre poètico.f. multimediali). metriche.f. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente. parlare fiorito. stilistiche. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. la finzione è un voler far credere.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena.s. parlare fiorito. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. finitio [s.m. tropi). status causae. In questo contesto A e B. figura.] Ricercatezza del discorso o della poesia.f. genus floridum.] Abbellimento del discorso.f. acutezza. filofronèsi [s.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.m. flòsculo [s. finzióne [s.] → figura di parola. Si chiama anche figuratica. fióre retòrico [loc. che è difficile trovare un po’ dappertutto. figuratus (ductus f. delle parole.f.s. sopprimono elementi. In genere.] → definizione. flosculo. Riguarda appunto la linea sintagmatica. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. → captatio benevoletiae. cioè la successione cronologica dei segni linguistici.m.

→ quaestio infinita.] Contrapposta alla → quaestio finita. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione. frequentazióne [s. generi aristotelici.livroslabcom. epanalessi. su cui si fonda il ragionamento.] → epanalessi.ubi. → movere).s. ornatus. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta. aspetti militari.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche. una classe di persone.s.f.m.2.pl. → frequentatio. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. → deliberamento. www. rappresenta un oggetto astratto. generalizzazióne [s. e sono oggetto di studio scolastico. G geminatio [s. allargare un giudizio a tutti i casi simili. mentre i termini C e D.] → generi aristotelici. accumulazione. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. generalis quaestio [loc.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto.f.] equivalente all’→ accumulazione.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore. amministrativi ed economici. genera elocutionis [loc. legislativi.m.f. frequentatio [s.f. l’oratoria di Demostene). geminazióne [s.s. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio.f.f. gènere deliberativo [loc. Le questioni generali sono più facili da trattare.pt i i i i . in modo anche affrettato.] → geminatio. costituiscono un insieme detto tema. → tema.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere.

] È.s. genere dimostrativo. che il cittadino. chiamati logografi.s.m. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio.m. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.] → genus amplum.] → genus vehemens.s. genus sublime.] → genus amplum.s. durante i processi relativi a cause private o pubbliche. gènere giudiziale o giudiziário [loc. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. → genus demonstrativum. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso.m. gènere grande [loc.m.s. per convincere i giudicanti.] → genus moderatum.m. gènere importante [loc.] → genus grande.] Genere oratorio legato alla predicazione. fra i → generi aristotelici.] → genus vehemens. genus amplum.m.s. generi aristotelici. genus sublime. genere epidittico.s. generi aristotelici. gènere fòrte [loc. gènere magniloquènte [loc.s.] → genus grande. gènere grandióso [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc. gènere elevato [loc.] È uno degli → generi aristotelici. genus sublime. Livros LabCom i i i i .s. → generi aristotelici.m. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza.] → genus demonstrativum.m. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa. gènere equilibrato [loc.s. ma mira a → docere. genus grande. gènere epidìttico o dimostrativo [loc. genus sublime.m. → eloquenza del pergamo. genus praedicandi. coinvolto nella causa. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale.] → genus grandiloquum.m.s. eloquenza epidittica.s. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto.m. gènere intènso [loc.m. genus medium.

m. genus sublime.] → genus sublime.s.m.m.pl.s. 2.pl. gènere ùmile [loc. giudiziaria o → genere giudiziale. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.s. gènere preciso [loc.] → genus medium.] → genus modicum.s. genus modicum. genus grande. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi. → genere deliberativo (→ genus deliberativum). davanti ai tribunali. gènere tènue [loc.m. gènere sublime [loc. che www.] → genus gracile.s. gèneri aristotèlici [loc.] → genus gracile. gènere vigoróso [loc.m.] → genus grandiloquum.m.m. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi.m.livroslabcom.m.] → genus subtile. L’ → eloquenza. genus subtile. 3. o → genere epidittico.pt i i i i . genus summissum. gèneri del discórso [loc.i i i i 86 gènere mèdio [loc. si specifica in: 1.s. gènere temperato [loc. ornato vigoroso. → eloquenza epidittica o dimostrativa.ubi. genus medium.] → genus moderatum.m.] Sono detti anche → generi della retorica.m. politica o deliberativa.] → genus humile.s.s. impiegato in occasione di celebrazioni.s.s. gènere pompóso [loc.] → genus modicum. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza. gènere mòdico [loc.m.m. genus subtile. gènere sottile [loc. anche per provare delle affermazioni.s.s.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.] → genus robustum.s. Dizionario di retorica gènere moderato [loc.

ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. genus acutum.m. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso.s. che predilige lunghi periodi.] → credibilità.s. credibilità.s. genus amplum [loc.] → genere dimostrativo. sostenendo ad esempio una tesi assurda. → eloquenza del pergamo. ha come risultato il genus vehemens.] Genere elevato e privo di interruzioni. È un tipo di → genus sublime. genus [s. genus elocutionis [loc.s. genus abruptum [loc.] → genus dubium. soprattutto dal punto di vista etico. Es. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto. generi aristotelici. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo. si scontra col senso di verità del giudice. si ha genus abruptum quando in nella principale. Assomiglia al → genus turpe.m.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi. → genera elocutionis.s. generi aristotelici. genus deliberativum [loc.s.m. → ex abrupto. genus gracile [loc.] → genus humile.m.s.] → genus medium. generi aristotelici. genus admirabile [loc. credibilità debole. genus anceps [loc.] È rappresentato dall’opinione di parte che.s.m. L’uso dei commi coordinati.m. 4.] → genere deliberativo. ornatus. eloquenza epidittica. genus demonstrativum [loc.m. credibilità media. stilus.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.] → genere. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.m. genus vehemens.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività.s.s. genus floridum [loc. → paradosso. straniamento.m.] In una prima accezione. Livros LabCom i i i i .m. genus dubium [loc.m.

ornato soave.pt i i i i . credibilità.] → eloquenza epidittica. stili del discorso. genus iudiciale [loc.m. genere sottile.s.] → genere giudiziale. genus gracile. genus subtile. fra le caratteristiche dell’→ ornatus.livroslabcom. → genus sublime. pieni di immagini. né l’oscurità. che non ammette né la brevitas.] Lo stesso significato di → genus medium. genus pro specie [loc. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento.m.] Stile basso. credibilità.m. genus grandiloquum [loc.m. → genere medio. genus praedicandi [loc. genere umile.s.] Stile medio.s. l’→ isocolo e la costruzione del periodo.s.m.s. che sa usare modi semplici e persuasivi. genus obscurum [loc.s. proprio dell’oratoria epidittica. stili del discorso. genus modicum [loc.m. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus. come la → perifrasi.m. ornato vigoroso. → genus summissum. genere temperato. genus robustum [loc. le figure dell’→ adiectio.m.s. stile umile. genus moderatum [loc.] → genus medium.] → credibilità debole. proprio dell’oratoria civile e forense.m. genus medium [loc. www.ubi.] → genus sublime. genus mediocre [loc.s.s. generi aristotelici.s.s.s. tenue. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale.] Stile dell’oratoria politica. credibilità. genus honestum [loc. → credibilità debole.s.] Rappresenta. né la forma sintetica. genere preciso.s. genus humile [loc. soprattutto nei confronti degli avversari.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc.m. genus tenue.] → credibilità media.] → genus medium. ma anche duri.m. genere vigoroso. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.m. genus laudativum [loc. genere moderato.m. genere tenue.m. → genus sublime.] → sineddoche.] → credibilità alta.

genere magniloquente. credibilità debole. accuratum dicendi genus.m. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità. genere sublime.m.s.m. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. genus summissum [loc. ad esempio. → genere alto.m.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.s.s.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico. → credibilità. di uniformità in genere. → genus. genus vehemens [loc. tipico dell’oratoria politica. genus subtile [loc.m.f. e viene di solito definito come → genus humile.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. Assomiglia al → genus admirabile.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es. genus turpe [loc.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. Si ha genus turpe quando. Livros LabCom i i i i .s.] I gesti accompagnano la pronuntiatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc.] → genus humile. come il → genus abruptum.s. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene. esse possono essere astratte (es.] → genus humile. → pronuntiatio.m. gerarchìa [s. Fa parte del → genus sublime. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi.s.] Stile sublime. utilizzando l’→ ordo naturalis. genere grave. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. genus tenue [loc. cioè il discorso pronunciato oralmente.: la persona è più importante della cosa).m.s. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso.m. stili del discorso. genus vulgare [loc. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. gèsto [s. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium.

→ gnomologia. un → ornatus particolare.C. gli Aforismi (ca. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili).C. una sentenza.f.livroslabcom. Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi. traductio.m.i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto.pt i i i i . sono invece le Reflexions et Maximes di L. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. → aforisma. gnomològio [s. di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. come la → mixtura verborum. per altri (cfr.ubi. Per alcuni autori (cfr.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. le Sentenze di Epicarmo. → calembour. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco.: amore amaro. massima. De Vauvenargues www. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. V-IV a. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. ecc. gnòmica [s. 400). le Massime capitali di Epicureo.f. soprattutto l’→ audacior ornatus. anagramma.).] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). giòco di paròla [loc.] Florilegio di sentenze. gnòme [s. l’intento è precettistico e sentenzioso. d. motto. Del XIII sec.m. Per quanto riguarda i Romani. didascalico. boutade. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec.s. un proverbio. attribuiti al medico Ippocrate (sec.m.] È una massima. in una raccolta di 700 Sententiae. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Sempre in ambito latino. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. GDU) è un filone del genere didascalico. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà.

la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico. bizzarro. → scarto.] Lo stesso che → gratia. graecismus [s.m. Per quanto riguarda la letteratura germanica.f. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali. Livros LabCom i i i i . → climax.) [loc. → anticlimax. gràzia [s. i Saggi e consigli morali di Bacone. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”.f.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. assurdo. cosiddette “laterali”.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali. In ogni discorso però. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto.m. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione.s.m.]. ad esempio.s. → climax.m.f.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. gradazióne ascendènte [loc. in forma di trattato. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari.f.s.s. H habitus [s. facultas. → facilitas. gradatio [s.s.] → genus sublime.] → grecismo. Alla letteratura inglese appartengono. grave (genus g. gradazióne discendènte [loc.m.m. grottésco [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. habitus orationis [loc. grado zèro [loc.

f. systrophe. → stile umile. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. A volte considerato un → vitium.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici.] Evitare una questione.pt i i i i . www. Solitamente è considerata un errore.f. → ornatus. mimici e gestuali.f. → declamazione. → ipozeussi.ubi.] Lo stesso che → inventio. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. → mitacismo.] È la declamazione. → allitterazione. spostando il discorso su un argomento differente. polysigma. hypozeuxis [s.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis.s.f. horismus [s. → circonlocuzione. lambdacismo. homoeoprophoron [s. humilitas [s.m.] Opposto di → zeugma.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome. un problema. hilare dicendi genus [loc.m. iotacismo. ipozeugma.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose. homoeosis [s. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. hypokritiké [s. Es.f. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. pronuntiatio. sigmatismo.m.m.livroslabcom.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s.] → omeòsi.

[s.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. homoeosis. parabola. Es. detto dopo.m. idolopèa o idolopèia [s. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. idiotismo [s.m.: moriamur et in media arma ruamus. (Cicero. bisboccia. → isterologia. siciliani: cassata. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. Eneide. • pronuncia: ìsteron pròteron.lat.f. tenere fretta. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. veneti: gondola. panettone.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma.m. icóna [s. presenta notevoli difficoltà di traduzione.: idiotismi piemontesi: grissino. icàstico [agg. Es. chiamare un favore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc. emiliani: mortadella.]. I iato [s. è ritenuto più importante. buriana.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. come due sillabe autonome. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. gianduia. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. maneggione. isteresi. (Virgilio. paradigma. Mettiti i pantaloni e le mutande. pizza. stracchino. II. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. napoletani: vongole. isteron proteron. Viene spesso giudicato non gradevole. lombardi: gorgonzola. fasullo. In Catilinam).] “L’ultimo (posto per) primo”.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i . romani: racchio. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est.f. 253).

illusio [s. passione.livroslabcom. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. enargia. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. imitatio [s. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. effictio. descriptio. hypotyposis.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. Generalmente.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia.f. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate. dei modelli di riferimento). Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore. condizione. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento.ubi. evento. nel copiare il contenuto variando la forma. subiectio sub oculos. della mimica. antropomorfismo.] L’imitazione dei gesti. ecc. tuttavia.pt i i i i . delle strategie argomentative. → demostratio. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o.] → immagine. idololopìa [s.f. imago [s.f. viceversa. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. ipotiposi. representatio.] Vivida descrizione di un’azione. → idolopea. evidentia. personificazione. suffiguratio. illustratio [s.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. simulazione. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche. prosopopea. antropopatia.f. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. persona. → ars dictandi).f.

Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere. persone e situazioni ritenute simili.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando. immutatio sermonis [loc. detractio. nella manipolazione del discorso a fini retorici. È un paragone istituito tra cose. Contempla la → interrogatio.s.] → mutatio sermonis. immutatio syntactica [loc. transmutatio. De Or. antitesi.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa. [Cic. 10]. → laconismo. / tal era lì dai calcagni a le punte. immutatio. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.32-33.31. la syntaxis obliqua. → sintassi.f.s. 204-207).] Sinonimo di → similitudine.] A Una strategia di base. imperatoria brevitas [loc. a somiglianza di. → imago. .125. impar simile [loc. dunque. 28-30). XIX. soltanto stilistica. . la exclamatio. Lucano. → imitazione.] → adiunctum.s. immàgine [s. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius. totam dum colligit iram/.s. 3. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva.f. similitudo. tale.f. (Dante. Livros LabCom i i i i . Pharsalia 1. Divina Commedia. → adiectio. laconica brevitas. alla → detractio e alla → transmutatio. quale). immutatio [s.s. Quint. assieme alla → adiectio. 2.m. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia.f. Inf. loci a simili impari.] → mutatio verborum. → sostituzione.f. immutatio verborum [loc.

www.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. ossia la tendenza. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore.f. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. improprietas [s. uso scorretto delle parole. autoschediasma.pt i i i i . → implicazione.] Discorso che esprime disapprovazione. → improprietas.: → esplicito. implìcito [agg.] La parte finale di un discorso. Contr.m.] Ciò che non ci si aspetta che accada. → straniamento. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo.] Compreso nel discorso in modo non chiaro.] Discorso non preparato appositamente.f.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. inatteso.m. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. Es. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. obsecratio. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione.] Esposizione delle proprie difficoltà.livroslabcom. impulso [s. → approvativo.f. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. improprium.m. imprevisto [s. implorazióne [s. improvvisazióne [s.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s.f. ed è sottinteso’: consenso implicito. → implicito. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva. imum [s. tria loca. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. acirologia.] Improprietà. soggetto implicito. soggetto implicito. → finis. improbativo [agg.ubi. → deprecatio. → discorso improvvisato. sono un cinofilo”.

inciso [s.f.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso). / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. inconsequentia [s. → comma.] → comma. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione.] (incipit liber.m.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori.] Mancanza di accordo grammaticale. incidentale (proposizióne i. inclusio. epanadiplosi. incrementum [s. incisum [s. Livros LabCom i i i i . → inconsequentia.m. Come figura retorica. straniamento.) → proposizione incidentale. incoerènza [s. ìncipit [s. → incoerenza. inconvenientia [s. inciso. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza.m.] → asindeto. inciso. parentesi. → imprevisto. → explicit.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.f. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio. iperbato.] → epanadiplosi.f.m. inconexio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s. proposizione incidentale. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi.f.f.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici).] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. indignatio [s.m. inclusio [s.] Ciò che non ci si aspetta che accada.f.

] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue.] GDU: ret. ingenium [s.. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. non comune. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’. → epagoge. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione. infinita quaestio → quaestio infinita. induzióne [s.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori.m. ma ‘dal meno al più’. inferènza [s.pt i i i i . generalis quaestio. es. cioè a minore ad maius. In questo senso inferire significa trarre una conclusione. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica.f.m. deduzione. Ad esempio. inductio.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. abilità retoriche possedute naturalmente.f.ubi. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s. induzione. per → umile. deduzione.f.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita.] Talento. da cui la → deduzione.f. abduzione. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. → inductio.livroslabcom. → deductio. www. “se il furto è un reato. a maggior ragione lo è la rapina”. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera. ìnfimo [agg. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. infinitum [s. infinitizzazióne [s. secondo Mortara Garavelli. In questo senso. per l’oratore. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare).

sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). ecc. intellectio [s.s.m.] → instrumentum. del discorso) [loc. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso. interèsse alla situazióne [loc.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia.m.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. → ars). In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive. ingenium). la → situazione retorica.f. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. Livros LabCom i i i i .f. all’interno dell’→ exordium.s. cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione.s. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. initium [s.] → caput. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. è un metodo per assicurarsi. → kairós).f.m. assieme alla necessità urgente.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere .m. → situazione.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. l’→ uditorio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina. l’→ intenzione specifica. (→ decorum. si produce la particolare “situazione retorica”. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio. instrumenta oratoris [loc. culturale. instrumentum (i. Essa costituisce. scritto. una buona predisposizione dell’uditorio.pl.] Nessun comunicato (orale. tria loca. intenzióne [s. le convenzioni. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. insinuatio [s.) avviene al di fuori di una determinazione storica.

cataploce (→ esclamazione improvvisa). allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. • voce lat.] L’i. scis ipse.] Esclamazione. sinonimia glossante. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta).ubi.f. si identifica con le valutazioni razionali www. commoratio.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi. → ermeneutica. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). epitrechon. parafrasi interpretativa. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso.s.: scis. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”. → interrogazione deliberativa. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. come come ha osservato Fontanier.pt i i i i . → exsuscitatio. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). interrogazióne deliberativa [loc. Alla fine del XIX secolo (1898) E. W.] Atto di interrogare. interiezióne [s. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive.f.f.livroslabcom. Bullinger. → interpositio. interpretatio [s. interpositio [s. per → sinonimia (gr. interrogazióne [s.f.f. invocazione. sia quella che. eiaculatio. synonymia). la frase con cui si interroga.f. sinonimia. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. supplica. interclusio. Es. → interiectio. → parembole.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale). Proteus.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti.

Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele. interruptio [s. → coenotes. inter se pugnantia [loc. ad esempio.f. con esitazioni simulate.. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio. . intréccio [s.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni.: Se non fai attenzione lo romp.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. all’ → elocutio. che insegni agli altri.f.: ebbene. . interrogazióne retòrica [loc.] Dal latino invenire “trovare. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.m. Es. → complexio. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano.pl.] Interruzione del filo del discorso.f. inventio [s. come mai tu. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i . → interrogazione.] → domanda retorica. → aposiopesi. dubitatio. Es.pl.s. loc. perclusio. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. → comminatio. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. intimidazióne [s.m.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. «ahi!». nodo.21-23). definisce la retorica primariamente come invenzione. cataplexis.s. avendo già ben presente la soluzione ottimale. termine latino per indicare → anacephalaeosis. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. la comparazione ed altre relazioni). inventare”. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio).] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato. il rapporto di causa effetto. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo. → simploche.f. rubi? Tu che proibisci l’adulterio. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge.f. infatti.s. reticenza. e corrisponde alla → dispositio.

oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. invocazióne [s. 7-9).: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”).m.. 18.] → ipallage.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. ipàllage dell’aggettivo [loc. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. mihi causas memora.. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. al → logos o al → pathos. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). 13).livroslabcom. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. su una preghiera accorata a persone presenti. Inferno.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta. C. ipàllage [s. De inv.pt i i i i . / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car. / qui si parrà la tua nobilitate. inversio [s.f.).ubi. Es. I. Il divino del pian silenzio verde (G. Es. or m’aiutate.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. 8-11). una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina.. II. 3.f. nella seconda come sinonimo di → allegoria. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. ecc. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. O muse.f. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. Orlando furioso. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum. a esseri soprannaturali. / . VIII.f.: Musa. → invenzione. Ariosto. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. tot adire labores / impulerit. vv www.s. ma logicamente va riferito a un. ipèrbato [s. (Cic. (L.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). (Dante. Carducci. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità. Es. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)].] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. o alto ingegno. Eneide.

iperbolicità [s. → transgressio. il Bene. → diacope. “Scrivimi due righe”. Montale. la Virtù. “essere accecato dall’ira”. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i .f. ironici.f. dein secunda centum. → zeugma. più predicati ad un solo soggetto. L’i. iperzèugma [s.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. → antipofora.f.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate).f.f. → millanteria. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. traiezione. Carme 5). tmesi. ipòfora [s.] Personificazione. “È un anno che ti aspetto”. dandoti il braccio. “Non ha un briciolo di cervello”. almeno un milione di scale (E.m. →. transmutatio. / dein mille altera. (Catullo. “Te l’ho detto diecimila volte”. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”.: Ho sceso. deinde centum.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. esagerato. viceversa. traiezione. non tutti esattamente pertinenti.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione. ipòstasi [s. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici.s. esagerazione.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. risulterebbero inverosimili o assurdi. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. deinde centum. contraddizione. ipèrbole [s. Satura). metatesi. / deinde usque altera mille. “sentir drizzarsi i capelli”). ipèrbole graduale [loc.: Da mi basia mille. Es. antifora. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. presi alla lettera. “Mi spezzi il cuore”. → subiectio. “Facciamo quattro passi”. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. apozeugma.

passioni. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. expolitio. → ‘abbozzo. ecc. nihil timor populi. differenze e affinità tra oggetti e individui. mediante il quale si sottolineano. una persona. signore. fenomeni fisici e morali’. Es. di un essere animato’. zeugma. ascoltatemi. → metonimia. → hypozeuxis. vizi e virtù. schizzo’ o descrizione. Sin.livroslabcom. Es. . ecc.f.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. comportamenti. quaestio finita. amiche. → evidentia.: → diatiposi. ecc.f. cittadine. esordio della prima Catilinaria).’. amici.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono. Vivace descrizione di un’azione. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore.m. ipotipòsi [s. una situazione.: Signori. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. → causa. una emozione. il → ritratto. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’.] Supposizione. ipozèugma [s.f. lat. il → tableau ‘messa in scena’.ubi. In Catilinam. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. → hypozeuxis. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. nihil urbis vigiliae.pt i i i i . Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. nihil hic munitissimus habendi senatus locus.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. aspetto. in descrizioni successive o mescolate. nihil concursus bonorum omnium. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. un evento.] Sinonimo di → enargia. il → parallelo. . www. movimenti. ipozèussi [s. ipòtesi [s. cittadini. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea.. azioni.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati.

→ ironia. isocolon. dissimulatio (→ dissimulazione). L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. simulatio (→ simulazione). tricòlon. Compri due.f. umorismo.Es.] Isotopia del piano morfologico. isologìa [s.m. → tricolon. isocolo. Promessi sposi). per → paronomasia. isoplasmìa [s. come tropo di parola. parimembro. isosemìa [s. → isotopia. → allitterazione.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni. Veni. isonimìa [s.f. il rancore.f. isocòlon [s. uno che aiuta veramente i poverelli! (A.: che signore! (detto di un villano/maleducato). ironìa socràtica [loc.f. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto. bensì lo sdegno.] Isotopia del piano semantico. isòcolo o isocòlo [s. vici. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli.→ parisòsi. → isotopia. Sin.// Secondo Lausberg l’ironia. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario. → illusio.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare.s. → parallelismo.m. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. tetracòlon. paghi uno. vidi. → isocolon.] Non comune.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). isocolo.: → isocolìa. dello stile biblico.f.f. benchè non esclusivo.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. isocolìa [s. → omeottoto).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. Si tratta di un procedimento tipico.] Lo stesso che → isocolìa. Livros LabCom i i i i . → colon) del periodo.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. Es.] Lo stesso che → isotopia.f. → ironia socratica. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). Manzoni.

4. dal solo piano semantico al piano dell’espressione. In questo senso quello di i. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente. epanalessi. palillogia. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura.i i i i 106 isotassìa [s. è un concetto . → isotopia.] Isotopia del piano sintattico.livroslabcom. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). ìsteron pròteron [loc. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso. isologie: isotopie del piano logico. palillogia ed → epizeusi.f. Es.s.f. iudicium [s. per veemenza o enfasi.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera.pt i i i i . isterologìa [s. il mio amore. isosemie: isotopie del piano semantico. 3. Es.] → hysteron proteron.→ hysteron proteron. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale.] Inversione dell’ordine logico nel discorso. non presenti nel documento storico → hysteron proteron. iterazióne [s. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i.] → ornato soave.] iucunditas [s. Ripetizione della medesima parola. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron). senza altre in mezzo. a qualsiasi livello questa si ponga. supplementari. isotassie: isotopie del piano sintattico.f. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio.: Ti ho aperto. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.f. 2.f.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi. isoplasmie: isotopie del piano morfologico. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto.legato a quello di coerenza testuale -. sceglie (→ electio) e www.m.m.] Omogeneità semantica. Dizionario di retorica isotopìa [s. iteratio Sinonimo di → epanalessi. genus medium.: Tu. isterèsi o istèresi [s.f.ubi.

laconismo [s. brevitas. imperatoria brevitas. klìmax [s. caratteristico degli spartani. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso). calami) [s. esmpio più alto di concisione. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani).] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione. → proecthesis. laconicità [s.m.m. breve e concettoso. linguae o l. è tipica del linguaggio militare. ad esempio motti.] Errore che consiste in una sostituzione.] Lo stesso che → laconismo. brevitas.m. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i . sentenze → laconicità. laconismo. L laconica brevitas [loc. trasposizione od omissione involontaria. iustificatio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. brevitas.] → climax.] → hilare dicendi genus.m.s.m. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’. lapsus (l.f. o s.s. K kairós [s.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica.f. laetum dicendi genus [loc.f. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. → laconicità.f. aforismi.] Qualità propria del parlare conciso.

perdendo in tal modo l’enfasi che. → schema o → figura). che originariamente significava “raccolta”. calami) che l’orale (l. (Convenzioni che. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta). linguae). purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità.pt i i i i .i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l. in tutte le lingue.s.s. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo.f. Nella qualifica giuridica del fatto. nel parlare o nello scrivere. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. lexis [s. che precede altre www.] L. immutatio.f. colui che ha compiuto il fatto.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”. → usus) caratterizzanti la lingua latina. “discorso”. che pure ne segnala l’erroneità.f. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione.livroslabcom.] Considerata come sinonimo di → puritas. Il concetto. nel significato originario. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo.f. levis immutatio [loc. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo. lettura tabulare [loc.f.s. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto.] Il termine.] ‘lieve cambiamento’. lex potentior [loc. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). latinitas [s. Lecture linéaire. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso.ubi. l’autore del fatto. A.

necessitas) o la limitatezza della natura umana (error).2. personalizzazione al discorso.2. Livros LabCom i i i i .] → zeugma. → licenza poetica. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna.f. malus animus) ma. bonus animus) nel compimento dell’azione. (→ figura. sed profui’. nella → relatio.2.2. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. B. invoca un giudizio mite. con cui viene difeso: a.1. fortuna.1. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. figura retorica). adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico. espressività. Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b.m. o il fatto stesso.] Linguaggio che.s. come il caso e la necessità (casus.2. →. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). b. 2. ma è servito a tutti). Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. linguaggio figurato [loc.1. e cioè: b. Viene presentato come giusta punizione. b. ligatio [s. licènza [s. concede più vivacità. o soltanto il reo. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. sed alter me impulit ut facerem’).] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.f. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci. l’ho fatto. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. che potrà giovare anche al giudice. a.

quid. in parti specifiche .m.m. topos.s. I promessi sposi).]. www.. le capisce le cose.m. Non è mica stupido = È intelligente. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico.s.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s. ma di diversa estensione) → impar simile.i loci o luoghi .pt i i i i . → tapinosi. sia classica che medievale. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. locus.] (ubi ‘dove’?) → loci. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.] (paragone con l’opposto) → adiunctum.ubi. locus a causa (cur ‘perché’?). Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos). locus a contrario [loc. cur.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci.pl. quibus auxiliis. locus a tempore (quando ‘quando’?). adiunctum.] La memoria.m. locus a loco (ubi ‘dove’?). Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?).m.pl.s.m.. locus [s.livroslabcom. locus a maiore ad minus [loc. locus. Es.m.s. deminutio. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?). ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. argumenta.in cui risiedono le diverse idee. rappresentata spazialmente. quomodo.s.f. ubi.] (paragone fra simili. locus.] (cur ‘perché’?) → loci. → luogo. → adiunctum.. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). che dal XII sec. loci a simili impari [loc. loci [s. locus a causa [loc.m. era possibile riassumere con un esametro: quis. locus ab istrumento [loc. locus a re (quid ‘che cosa’?). solitamente mediante la negazione del suo contrario. risultando così intercambiabili.] (deduzione. la parte dal tutto’).s. è divisa in zone. locus a loco [loc. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa).

. cliché.m. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma.m.s. locus. locus a simili [loc.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica. locus a persona [loc. il tutto dalla parte’).m. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. locus a tempore [loc. prende il nome di sententia.] (induzione. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. locus.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc.m.] (quid ‘che cosa’?) → loci. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi.s. di richiamo logico. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente. dicendi) [loc.s.] (quando ‘quando’?) → loci.m. locus.] (paragone fra simili) → adiunctum. → adiunctum. → luogo comune.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”... locus.s.s.s. lumen (l. il più ampio viene espresso dal più ristretto. Livros LabCom i i i i .m. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos. tuttavia.m. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos. stereotipo. locus communis [loc. locus a modo [loc. rilevante per la condotta di vita degli individui. locus a re [loc.m.s. logos [s. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema..s.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci.] (quis ‘chi’?) → loci.m. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione.

] Sentenza.f. →. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan. massime della conversazione.f. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. Rappresenta una tipologia di litote. màssima [s. → auctoritas. la parte centrale di un percorso.] → lex potentior. deprecatio. malapropismo [s. l’epos e altri.] → lex potentior. mèdio [agg.f. meiosis [s.s.m.f. ciò su cui verte il processo.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. assunta come norma dell’agire avente validità generale. maiore (a) ad minus [loc. matèria [s. deprecatio. → sentenza. → perissologia. mezzano. Mrs Malapropo.] L. In un insieme. adiunctum. vetustas. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere.f.] stile.livroslabcom.s.pt i i i i .m. medium [s.ubi. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. → tria loca. → paronomasia.] → sineddoche. cacozelia. solitamente tratta dall’esperienza.f. maiestas [s.] Paronomasia involontaria. mediante la quale ci si riferisce a www.s. acirologia. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. tra l’umile e il sublime. malus animus [loc. Essa è dunque ciò di cui si parla. periergia.m.f. come il dramma.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s.] La materia.] Indica la prolissità.] → deduzione. prolissità. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata. il parlare più del necessario. mala voluntas [loc. → genus medium.s. materia pro opere [loc.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia.m.

deve essere coltivata mediante → ars. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. membrum [s. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio.f. vediamo ad esempio in Quintiliano. memòria [s.] → colon. Aurelio Agostino. indicante una parte di frase o di periodo.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. Marziano Capella. o anche di discorso. cioè per mezzo della tecnica retorica. più appropriatamente viene chiamato → colon.m. → dispositio ed → elocutio. XVI.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura.] Terimonologia generica. mèmbro [s. sia che si tratti dell’ordo naturalis. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. La retorica classica. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. Vittoriano. 28). la memoria è presente Livros LabCom i i i i . tapinosi. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. sia che si tratti dell’ordo artificialis.m. III. → litote.

mesoteleuton ingl. detractio. 1960. zeugma. → anafora. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione. → divisione. metàbasi [s.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. 250).f.ubi. I.38) e citato da Lausberg.f. metàbole o metàbola [s. metatassi. p.f.: → sinzeugma.m.livroslabcom. merismo [s. → memoria locale. reditus ad rem. 5. → anafora. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. soppressione. mesozèugma [s.pt i i i i . Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. Es.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico. e transformatio (cfr.m.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. mesarchìa [s. che distingue adiectio.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. → anafora. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso). Incrociando il tipo www. aggiunzionesoppressione e permutazione. metasememi e metalogismi.] Sinonimo di sinzeugma. Or. → transitio. mesodiplosis ingl. Inst. immutatio.

Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. allitterazione.. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. paronomasia. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. allegoria. assonanza Sinonimia Soppressione . favola Inversione logica. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . Elissi. enumerazione anacoluto. Ricoeur (1975. concatenazione. tr. e questi lo sono di fonemi. inversione Eufemismo. asindeto. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. parabola. simmetria. ossimoro Permutazione Antistrofe. reticenza. it.aggiunzione Crasi. zeugma Polisindeto. anagramma. iperbato. giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. apocope. sincope. metonimia. pleonasmo Metafora.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. palindromo Tmesi. ripresa. sospensione Iperbole. sineresi Rima.

Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’).] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www. 4. il piano formatore è costituito dai semi. 2. quanto piuttosto come un problema di pensiero. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. Nel caso della metafora.f. infatti. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. cioè secondo una prospettiva cognitiva. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. mentre i termini métataxes. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. e quello. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. modificano il valore logico di una frase.livroslabcom. tra gli altri. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). infatti. ancora superiore.ubi. metàfora [s. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola.pt i i i i . nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. Secondo Vico. Metabolé esisteva già in Aristotele. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. 3.

che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. Edeline. Berlino – New York. M. Minguet. Pire. Klinkenberg. Milano. De Gruyter. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. Dubios. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. Bd. Trinon. Werke. A partire dall’idea di grado zero appena vista. dall’altro come strumento conoscitivo. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976. non esiste una naturalità non retorica di esso. è piuttosto vero il contrario. J. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. che ha fra i propri rappresentanti J. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. F. Retorica Generale. H. Ph. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. F. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). ora il valore cognitivo. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. 4. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier.

o base. archetipi. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole. Einaudi). un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo.: 60). In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. un’esperienza. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. Milano. metafore. Per Richards la metafora è una terza cosa. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. Metonimia e metafora. Jaca Book). che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww.pt i i i i . Pratiche).ubi. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. sostiene Ricoeur. Torino. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. Modelli. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. e in una parte che ha subito lo scarto. Milano. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. La metonimia opera su un solo termine. La metafora viva. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Parma.livroslabcom. Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. la metafora invece. l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. La filosofia della retorica. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. richiamandosi a Northrop Frye.

non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici.: 325). In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. Inoltre. mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio.: “Le tue richieste sono indifendibili”). rispetto alla metafora.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. il processo di selezione-sostituzione. In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. e la metafora in particolare. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. frase. 237). La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire. infine. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. propri del paradigma e del sintagma. 237). “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i .

i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”.livroslabcom. in R. Le metafore di questo tipo sono moltissime. “Oggi sono un po’ arrugginito”. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento.). Discourse and Language. Goldberg (ed. ad esempio “sto andando a pezzi”. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. “ha ceduto sotto interrogatorio”. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. ad esempio il nostro modo di discutere.J. Conceptual Structure. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. “Blending and Metaphor”. Metaphor in Cognitive Linguistics.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. Stanford (CA)).).pt i i i i . Lakoff e Johnson considerano ad esempio. in A. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. tende a mescolarli. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. (1999. rispetto al primo tipo. e le metafore di personificazione. Steen (eds.E. Amsterdam-Philadelphia. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. emozioni o attività. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza.f. Gibbs. W. “Blending as a Central Process in Grammar”. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie.: BUONO È SU). CSLI Publications.ubi. Benjamins) i quali. metalèpsi o metalèssi [s. hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi. quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore). G.

anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza. fronte è sineddoche di corpo.] Ogni mutamento fonetico. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates). metaplasmo [s.] Si ha m. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. è caratteristica di molti → calchi. come errore.f.m.m. metonimie. nella sequenza di suoni che compongono una parola. Quando un’idea assume la forma di un’altra.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola. metàllage [s. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. dialettalismi. Sono metalogismi l’iperbole. l’eufemismo e la reticenza. metamòrfosi [s. ammesso o meno. il paradosso. una frase. o perché esse sono alternative e coesistenti. metafore. →. l’ironia. quali arcaismi. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno.f. Lausberg osserva che la metalessi. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. metalogismo [s. descrive semplicemente uno spostamento. neologismi. → metabole. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo). Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. ha molti anni’. foriesterismi. Nel m.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i .

come è il caso dell’iperbato. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. non sono io che ho conturbato Israele. Es.s.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metàstasi [s.f. oppure una →.f.ubi. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. ma sei tu e la casa di tuo padre.pt i i i i . metasemèma [s. metàtesi a contatto [loc. e tu sei andato dietro a Baal». È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. → anticategoria.metatesi a distanza.f. quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe).s. → metabole.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.: I Re.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia.livroslabcom. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). metatassi [s.] Sostituzione di un semema con un altro. metàtesi a distanza [loc.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. La metatesi può essere una →.] Figura che modifica la struttura della frase. metàtesi [s. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore. → metatesi. → metabole. → metatesi. Ma appena lo vide. metonìmia o metonimìa [s. oppure che le corrisponda per www.f. Elia rispose: «No. tra parti che non siano vicine.f.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. → metabole. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. 18.metatesi a contatto.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato).f.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?».m.

). che è definito metonimia Livros LabCom i i i i .: ascoltare Mozart. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. L’ultimo tipo. vol 1. proprietario / proprietà materiale o morale. Stanford University Press. ecc. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. Radden e Kövecses (ib. Es. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. per ‘guerra’. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. Armi. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. Theoretical Prerequisites. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio.).: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. Thornburg (eds. bere un bicchiere. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. quella fra il concetto e la cosa/evento.: 20). Metonymy in Language and Thought: 17-59. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. Amsterdam-Philadelphia. la relazione fra la forma e la cosa/evento. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. Foundations of Cognitive Grammar. Il Chianti. leggere Leopardi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. in Cognitive Linguistics. per ‘Il governo italiano’.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. in Panther. occupante / luogo occupato. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. le cose e gli eventi. John Benjamins Publishing Company. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. le forme. Palazzo Chigi.

Sansò (eds. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi.ubi. definita schematic notion. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. Communication and Form”. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. Franco Angeli: 110). il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www.livroslabcom.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale. ad esempio la genialità. Modelling Thought and Constructing Meaning. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale.pt i i i i . 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. proposizionale e illocutiva. Broccias. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. baicchi. Milano. A. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora.). molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. 2. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. C. Meaning. in A. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico.

mimèsi o mìmesi [s.m.] È il timore provato dall’uditorio. Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime.f. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto.. minutio [s. //Tutte le volte che oggetti. adiunctum. minore (a) ad maius [loc.f. allitterazione. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. → metonimicità. mezzano [agg. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place. piazza principale di Bruxelles. pathos.] → induzione.s. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .spes et metus – è.m. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”. Livros LabCom i i i i .] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. È un Apollo. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. È l’amplificazione che attenua. mitacismo o metacismo [s.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. personificazione. → sermocinatio. → genus medium. mezzano. ecc. Come esempio. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. mentre è forte nel caso contrario. → allegorismo. → metacismo. → spes. metus [s. atteggiamenti ecc. → attenuatio. nella commedia. qualità. del tono di voce. e l’Unione Europea è assai indiretto. dei tic linguistici.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. suspicio.m. di una persona di cui si riferisce il discorso”.m. mitologismo [s.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica.

] → proverbio.m.s. monere [vb.] Ciò che.m. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte.] → docere. → arte mnemonica. diventi favorevole alla parte rappresentata.f.f. mozióne degli affètti [loc.] Equivalente alla → sinchisi.] → polisindeto. mòtto proverbiale [loc. mòtto [s. multiiugum [s.f. movere [vb. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. monològico [agg. mnemotècnica [s. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione. intende giocare. detto proverbiale.] L’arte di mandare a memoria un discorso. dialogico. è contenuto nei limiti del proprio pensiero. privo del momento del dialogo.livroslabcom.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. È un specie di → sentenza.] È una delle specie della → sentenza.s. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente. Essa può realizzarsi come → indignatio. → pathos. www.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. → monologo.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione.s. con la → obscuritas.m. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos). È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. → epilogo. Con la mixtura verborum l’oratore. o come → conquestio. per produrre un effetto di straniamento. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria. → sinchisi. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. ossia nella → perorazione.pt i i i i . persuasione.ubi. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio.

tropo. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. tropo. → immutatio.f. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata. aequivocum. → immutatio. ad esempio il caso. mycterismus [s. In it. mutatio verborum o immutatio verborum [loc.] Lo stesso che → immutatio. diversivocum. o personale. alla forma grammaticale.s. mutatio [s.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. Livros LabCom i i i i . mutaménto della situazióne [loc. univocum.m. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae.: gladius – ensis).f. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s. come ad esempio un’espressione sdegnosa. → ironia. spesso accompagnato dalla mimica.m. agli elementi della situazione del discorso. ad esempio un giudice. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. epitropé. myct-.] Scherno insultante e prolungato. sarcasmo.m.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. sembra non esserci: mit-. mict-.s.f. → rapporto multivoco. ossia un cambiamento del discorso.s. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. lat.

narrazione.livroslabcom.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.] L’atto di negare. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.m.f. nitidum genus [loc. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. le nozioni. noèma [s.m. narrazióne [s.] Parlare oscuro e sottile. negazióne [s.] → ornato vigoroso.] → zeugma. natura2 [s.m.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza. narratóre [s. necessitas [s. La mancanza di parole appropriate. il quale mostra spesso una natura dialettica.] Forma italiana per → ingenium.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva. → voce narrante.→ nitor.s.f. nexum [s. descrivendo in dettaglio un avvenimento. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio.f.f. cioè dall’→ arte. natura1 [s.f. → diegesi. nitor [s. nervosum dicendi genus [loc.] Equivalente di → nitidum genus.m. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri.f. rifuggendo le volgarità.] → narratio. e non è prodotto dall’attività di una persona.m.ubi.] La voce cui è affidata la narrazione. i → tabù.m. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi.pt i i i i . In altre parole i noemi sono le idee.s.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento. possono rappresentare di volta in volta la necessitas.

notatio [s. nuòva retòrica [loc. → etopea. ossia della “noesi”.f.f.f. → ritmo. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale.] È rappresentato. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. definita come “teoria dell’argomentazione”. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe.s. dell’oggetto intenzionale. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità. → argomentazione / dimostrazione. sussitono tra essi delle analogie. numerus [s. che concerne i modi di essere del noema. nel Trattato dell’argomentazione. → differentia. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. ossia del cogitatum. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. (descrizione noematica). sfumatura.] Leggera differenza di significato. Perelman. In questo nuovo contesto. dal ritmo e dall’armonia di un periodo. anche se. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. specialmente riferito ad una parola. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i . ecc. dall’altro c’è la descrizione noetica. soprattutto in ambito artistico.m.m. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. nella → compositio delle lingue classiche. La nuova retorica. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. “l’immaginare”. ecc. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. “il ricordato”.s. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. completa la logica. “il ricordare”.] È .] Descrizione di un carattere. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. Da un lato c’è la descrizione noematica. pubblicato nel 1958. ad esempio “il percepito”.] La nuova retorica di Perelman che. // Quando la frase è ridotta ad un nome. nùmero oratòrio [loc. Dunque. ad esempio “il percepire”. “l’immaginato”. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. nuance [s. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse.

similitudine.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). oeonismus [s. → ossecrazione. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile. omeologìa [s.] → oscurità. intesa come tecnica della controversia.f.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo.f. obsecratio [s. omeòsi [s. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere. O obliquazióne [s.ubi. perissologia.m. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa.f.] Figura retorica caratteristica della retorica latina.] Abbellire. considerata un → vitium del discorso. le due figure il più delle volte si sovrappongono). obtestatio [s.livroslabcom. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione.] → obsecratio. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.f.f.f.] → dispositio. parimenti. www. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero.f.pt i i i i . Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici. sul piano teorico. parabola. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso.] → eonismo. officium [s. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano. obticentia [s.] Ripetizione di senso vuota e tediosa.] → aposiopesi. e retorica. → battologia. oeconomia [s. obscuritas [s.f. → retorica.f. paradigma. → generi aristotelici.

] → omeottoto.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. Es. i suoni della natura.m. omeottòto [s. → armonia imitativa.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. Livros LabCom i i i i . e un cappello da abate [.m.] Soppressione di uno o più elementi di una frase. onomatopèa [s. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). servendosi del linguaggio articolato. ambiguitas.f. rima. anche omeoptòto o omoptòto [s.m. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco).] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. aequivocum.f.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. → omeoteleuto. i denti alla Colgate. Pascoli. può generare cacofonia.m. omoiotelèuto. 5. se non giustificata.] L’onomatopea consiste nell’imitare. Tale ripetizione. . → omonimia. X Agosto. le nari dilatate. omissióne [s. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. omoteleutìa [s.m. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli. Il lampo. omoptòto [s.f.f. fonosimbolismo. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. 3.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. allitterazione. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate. omònimo [s.] Uns profezia minacciosa. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. → omonimo. . onedismus [s. ominatio [s.f. → exprobatio. “arde e cade”. → omotelèuto. Corrisponde all’→ ellissi.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso.]. in Myricae: “apparì sparì. amphibolia. tra genti pestate come patate su auto non private. le gote devastate.m. vedo un ebète.] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. omonimìa [s.

oratio soluta.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo. individuando l’opportunità.] → licenza. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte. oratio soluta. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos.s.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico. opportuno [agg. → oratio. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche.s.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s.s.f.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni. oratio perpetua. collegate paratatticamente.livroslabcom. il loro parere.f. oratio perpetua [loc. oratio concisa [loc. → dòxa.s.] È il discorso erroneamente disadorno. oratio inornata [loc. oratio [s. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto. le cui proposizioni. a seconda dei casi.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. ma non necessariamente.f. oratio extemporalis [loc.f. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. oeonismus.f. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum. oratio libera [loc. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua.f. periodo.ubi. → oratio. www. oratio soluta. oratio (pendens o.] Produzione di un discorso. periodo.) → pendens oratio.pt i i i i . sermone. optatio [s.f.s.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia.] → improvvisazione. sono prevalentemente. nella concisione o nell’abbondanza. compositio. → errore. oratio concisa. ossia la corrispondenza di protasisapodosis.f. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. oratio perpetua. oratio concisa. quando non si tratti di principali. → orazione.

f. De Oratore. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). Secondo Cicerone. periodo.f. verba sequentur). → oratio.] Spesso viene confusa con la → retorica. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità. Elogio funebre. la voce dei tragici. oratio concisa. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira.] Discorso eloquente.] → periodo. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. né sottoposta a regole precise. oratio vincta atque contexta [loc.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata. la profondità dei filosofi. l’abilità verbale dei poeti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. 48.s. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i .] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria.m. la memoria dei giureconsulti. orazióne [s. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. il gesto dei migliori attori.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso. → oratio. ordo o ordine [s.m. compositio. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. → dicitore. oratóre [s. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis).f. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. oratòria [s. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.s. È l’arte di saper tenere un discorso. oratio perpetua. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica.f. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. → oratio. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. dove la disposizione delle parti non è preordinata. I.

in particolare di natura retorica. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio. catacosmesis.] È la presenza di ornamenti.m. ornatus [s. ordo naturalis [loc.m. lat. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. ornatezza. 2. → ordo. gr.pt i i i i . dell’esperienza del bello.m. (o ordine naturale) [loc. ornato soave [loc. ornatus. 4.] Può essere considerato una variante del → genus medium.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio.m. conditus sermo).s. prépon.] La bellezza e l’eleganza del discorso.m. Tuttavia. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. ornato [s. elegantia. correttezza o latinitas. ossia meno faticosa. appropriatezza o convenienza o congruenza.]. → ornato. 3. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. → ordo.s. ornatus).] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche. È definito come → gratia o → suavitas.ubi. ordo artificialis. ornatézza [s. che in latino si chiama → ornatus. ornato vigoróso [s. → ornatus.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus). → ordo. ordine artificiale o ordo artificialis. a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica.s. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www.livroslabcom. → genere vigoroso. aptum.m. ordo naturalis. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc.f. ordine naturale o ordo naturalis.s.m.

] L’oscurità è totale o parziale. oscurità [s. insensato senso. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. passibili di ricevere diverse interpretazioni. rota Virgilii. convergenze parallele. exornatio. antilogia. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi). Es. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. Es. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia.f. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. formosa deformitas. → sineciosi. → sinchisi.] Supplicare in nome della divinità. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole.: Fate largo. o degli dei.: Concordia discors ‘concordia discorde’. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). ossìmoro o ossimòro [s. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi.f. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas.f. → ornato.m. ortoepìa [s. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). in nome di Dio. malinteso. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. ossecrazióne [s. disperate speranze). // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. → obsecratio. che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. Livros LabCom i i i i .

.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. 8. . favola.] → excidit mihi. /. . genus admirabile.f. di alterare il meno possibile il contenuto. illustrandone le motivazioni. e cercando di non alterare. la fame. assurdità. di lasciar intuire una verità. absurdum. /. l’angoscia. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso. exempla ficta. xx. parafrastico. opinioni professate in precedenza.f. apologo. Essa è peculiare della predicazione di Gesù. paràbola [s. /. → paradossismo. . /xx. .f.m. variatio. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. xx/. . palinodìa [s.ubi. Romani.] Scritto o discorso in cui si ritrattano.f. di solito poetico.pt i i i i . . in mezzo o alla fine di un segmento testuale /. la persecuzione. paradòsso [s.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’). paradossismo [s. Es. .] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. la nudità. i pericoli. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. → similitudine. o sarebbbe meglio dire. www. palillogìa [s.f. paràfrasi [s. sia per i pensieri (‘arguzie.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani.m. e che determina facilmente lo straniamento. adynaton. → epanalessi.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. esempio.] Consiste nell’ esposizione di un testo.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc.vb.livroslabcom. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. avente la scopo di fornire un esempio di paragone. paradiàstole [s.

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paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
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re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
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parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
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eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione. .] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza. Es.] → sineddoche. parònimo [s. Sinonimo: → annominatio. pars pro toto [loc.] Chi sostiene una posizione. Traduttore traditore. Termine non comune per → paromeosi. discorso di parte. www. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione.f. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. paronimìa [s.f.dalle labbra tumide – dalle bocche languide.] Concessione. : Straziami ma di baci saziami.f.] Accostamento di parole somiglianti. parte in càusa [loc. Lo stesso che → paronomasia.s. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia. parte [s. → paromeo.f.livroslabcom. → attrazione paronimica.ubi. isonimia. . La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito.s. paròmio [s. la difende. Chi non risica non rosica. Es.] Chi è interessato ad una situazione.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s. Figura retorica detta di solito → licenza. la distingue da quella degli altri.m. bisticcio. paromio. . la → paronomasia e il → polittoto.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. concessio.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno.f.f.pt i i i i . → partito.f. → parte. paromologìa [s. supparile. → parresia. annominazione.m. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. . paronomàsia o paronomasìa [s. // Femmine . parresìa [s. partito.f. l’→ omeottoto.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto.

pl.f.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare. partitio [s. nel discorso politico. 4. 3. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio.f. particula [s.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. → partizione. per sollecitare la risposta emotiva.] Atteggiamento di parte.f. parti del discórso [loc. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.f. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico.f. giudiziario ed encomiastico. partizióne [s.s. partigianeria. parzialità [s. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. soprattutto poiché l’oratore. → exsuscitatio. anche quelle dell’avversario. propositio.m. Figura di dissonanza.] → parti del discorso. nel caso delle controversie. 2. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici. → partitio. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i .] L’oratore. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio.] Enumerazione dei punti da trattare.] Secondo gli antichi autori. → discorso. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. → partito. la sua presenza può essere evitata.f. pàthos [s.s.pl. → epilogo / perorazione / conclusione. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio). per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1.] → comma.] Termine di carattere generale. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. → esordio / proemio/inizio che. pathopoeia [s.

) → verbum peregrinum. terrore. metus. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti.f. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo.disse. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. Es.f. con accento ancor più grave. pellegrinità [s.f. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata. pausare [vb.] It.f. e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario. spes. L’elemento che crea tensione è detto → protasi. Federigo. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. in disuso per → peregrinità.] Rarità elegante e ricercata. compassione. dialogo fra il card. periodo. emozione. Federigo e don Abbondio: . pendens oratio [loc. → protasi.ubi. minaccia. dei quali uno crea tensione e l’atlro. peregrinità [s. ossia la → clausula sententiae. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc. www. contrazione. la risolve. affectus.] È una variante della → sermocinatio.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi.] Interrompere con pause.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos..s. . peregrinum (verbum p. che segue. per varie ragioni.livroslabcom. percursio [s. → verbum peregrinum. → ethos.f. I promessi sposi.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. cap. XXV. percontatio [s. . per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta. vengono quindi trattati sommariamente.f.] → comminatio.E quando vi siete presentato alla Chiesa.pt i i i i . pathopoeia. Manzoni. perclusio [s. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo. Sinonimo: → concisa brevitas. expeditio. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio. → subiectio. → exquisitio.per addossarvi codesto ministero.

f.f. permutatio [s. → macrologia.] → antimetabole. chi non mi crede se ne pentirà. macrologia. per definirlo o parafrasarlo. Livros LabCom i i i i . concede a chi ascolta piena libertà.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. pleonasmo.] Si ha quando chi parla. perìfrasi [s. artificioso. → atto perlocutorio. → epitrope. subordinazione. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo. periergìa [s.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario.] In riferimento alla teoria della → compositio. non avendo le sue parole sortito effetto alcuno.] → atto perlocutorio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche.] Citazione. → prosa. perlocuzióne [s. ma eccessivamente elaborato. permissio [s. dispositio. Es. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi.f. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula).f. perissologìa [s. chiasmo complicato. ma anche → ironia. oratio perpetua. perìodo [s. omeologia. per Dio → circonlocuzione. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso. ridondanza. battologia. → citazione.f. Es.f.: l’amor che move il sole e l’altre stelle.m. circumlocutio.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. → prolissità.f. perìstrofe [s. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. elusione. oratio soluta.f.

In Catilinam. da parte dei partiti interessati. mitologismo.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. I.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G.f. recapitulatio. Infatti.] È il tentaivo. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica. 5-6).f. (G. 17)→ prosopopea.f.livroslabcom. epilogo. Il gelsomino notturno.f.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. distinguere. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos).] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. → persuasione. → perorazione. → antifrasi. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. come la → metatesi e la → tmesi. dunque consiste nella → conclusio con la quale. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. quae communis est parens omnium nostrum.f.pt i i i i . personificazióne [s. 3-4). GDU. idolopea. perspicuitas o perspicuità [s. → chiarezza. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi. Pascoli. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). È il → sermo manifestus. Alla stazione in una mattina d’autunno. Carducci.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere). Es.ubi. peroratio o perorazione [s. la soppressione e la sostituzione. conclusio. persuasio [s. www. Nunc te patria. antropopatia.

ritmo anapestico (atona-atona-accentata). Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. il coreo o trocheo. il cretico. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). petizióne di princìpio [loc. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione. placere [vb.m.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta.s. voluptas. pes [s. es. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora.m. Livros LabCom i i i i . bruto.f.m. indipendentemente dal principio del vero.] In poesia. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s. → perissologia. pithanòn [s. O Bruto. il dattilo. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale. ridondanza. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola).f.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore. repotia. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi.m. plòce [s.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso. pleonasmo [s. ritmo dattilico (accentataatona-atona). ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza.] Consiste nella → persuasione e nel convincere. ritmo trocaico (accentata-atona). Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa.] → anastrofe. delectatio. in un altro il carattere e le qualità » . differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. tautologia.m.] → piede. unità di misura ritmica. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile. il peone. piède [s.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. → delectare.

] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere. simmetria. polisindeto. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. www. oppure’ . gioco di parole. polisìndeto copulativo [loc. sindesi.: Le mani nelle mani. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta. Terminologia francese.s. poetarum licentia [loc. Correlata la → figura etimologica. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o.m. Gerusalemme liberata. polarità [s.s. 1). polionimìa [s. A differenza della paronomasia. polisìndeto disgiuntivo [loc. il concetto collettivo. espressione polare.m. polisìndeto [s.s. poliptòto o polittòto [s.m.] Stile sottile e ricercato.ubi.f. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge. Es.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. cui viene ricondotto da alcuni. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi.m.m.f.] → sineddoche.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o.m. Dizionario di retorica pointe [s. → polisindeto.s. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute.s.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale.f. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante.] → licenza poetica.] → polisindeto copulativo. → acutum dicendi genus.f. oppure’. XIX. Stare con le mani in mano. → anafora.] Consiste nella ricorrenza. 42.livroslabcom. polisìndeto enumerativo [loc. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’. → antitesi.pt i i i i . → polisindeto.

] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento. praemissa maior [loc.s. → battologia. loquacità. ratio. il concetto collettivo.] → docere. → polisindeto.s.f. praecepta [s. perissologia. → sillogismo. praemissa [s. → opportuno. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.] Il parlare molto.m. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. la → praemissa maior e la → praemissa minor.] → sillogismo. →. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. In campo più propriamente retorico le rationes. politropìa [s.] Il modo di presentare la propria figura.f. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli.m.m.] → sillogismo. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa. le prove. praecipere [vb.f. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente. polulogìa [s. superioris rei correctio.). scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito.s. →.] → sigmatismo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc. Livros LabCom i i i i .f.f.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. praecedens correctio [loc. praemissa minor [loc.pl. ecc.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne.f. polysigma [s. postura [s.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.s. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. omeologia. prolissità. magistrati. → mimica.f. → correctio.

precedènte [s. i principi rispetto alle applicazioni concrete”. Una specie di → enargia.f. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. → preterizione. / In un’altra accezione la p.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.s. non necessariamente facente parte di esso.] Descrizione di un avvenimento. www. Consiste nell’incrociare.] È la ‘vivente retorica’. → enfasi.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero. → premesse della argomentazióne. Così.] → praeparatio. predicazióne cristiana [loc. premunizione.ubi.] È una preparazione dissimulata.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. Si fonda sulla Bibbia.m. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana. praeoccursio [s. paralissi. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo.f.f.pt i i i i .i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s. → praeparatio. pragmatografìa [s. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. praeteritio [s. preàmbolo [s.] Fase preliminare di un discorso. / Nella teoria di Perelman sui luoghi.f.m. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. praemunitio.f. Può occorrere nella → subnexio.f. ad es.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova.f. unita con la narrazione di questo. praeparatio [s. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. → proemio. → chiasmo. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. catafasi. praestructio [s.livroslabcom. all’interno di una porzione di testo che le comporende. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni.

risulta evidente l’importanza del → kairós.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore. presunzióne [s.] Secondo Perelman. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. esistente (preferire ciò che esiste).f. sillogismo. Assieme all’eredità classica. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. accordo. invece.] → praemissa / Inizio di un discorso.s. L’accordo sopra ciò che è preferibile. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . premésse della argomentazióne [loc. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto.pl. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). verità o presunzione.f. del merito. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. → argomenti. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. → praemunitio. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). premunizióne [s.f. preméssa [s. dell’autosufficienza. di tutto ciò che esso considera ammesso.f. → prova. nuova retorica. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. persona (i valori della dignità. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”).] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato).

m.] Lo stesso che → anastrofe.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. preziosismo. probabilità.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato. procatalèssi o procatalèpsi [s. → prolessi. le espone e le confuta. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca).) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”. prova. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. → pareuresis.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. preziosismo [s. → praeteritio. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.m. primisìmile [agg. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento.livroslabcom.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione. preterizióne [s. preziosità.ubi.m. prevedendo le obiezioni della parte avversa. ecc.f.] → argumentatio. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza. probatio [s. preziosità [s. → vanitas. paralissi.m.] Credibilità. prima pòi [loc.pt i i i i . www. procèsso [s.] Figura in base a cui l’oratore. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”.f.f. pretèsto [s. Es.f.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene. probabile [s.m.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. → vanitas.s.

→ iustificatio.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. dictio.f. correctio. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti. prolissità [s. ed anche in quella encomiastica. → actio. generalis quaestio. pronuntiatio [s. esordio. Nell’oratoria giudiziaria.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s.] → climax. preambolo.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. pròlogo [s. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res. politica.f.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce.m. → anticipazione.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe.f. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. progressióne [s. quindi sull’esecuzione orale del discorso. Livros LabCom i i i i . → prologo.m. Aen.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio.] → quaestio infinita.f. IV.f. proecthesis [s. macrologia. → perissologia. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. È il contrario della → brevitas. prolèssi e prolèpsi [s.] → praecedens correctio. gesto.] → pronuntiatio. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico.] Il parlare oltre il necessario. dizione. propositio [s.] → antonomasia. Virgilio.m. procatalessi. // Risposta ad un’obiezione prevista. proèmio [s.f.] → proposizione.f. anziché sulla mimica. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi. pronominatio [s. propositum [s.m. pronùncia [s.f.

allla durata. specialmente greche o latine. Lo stesso che → subnexio. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni. altri.f.s.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s. prosonomàsia [s. Anche il proemio può comprendere una propositio. www.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio.s.] È un particolare impiego della → paronomasia. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. prosapòdosi [s.] Uso preciso e appropriato delle parole. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. all’intensità. argomentazione.f. Es.f. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. potremmo. per prosonomasia. proprietà [s. → puritas. pròsa clausolata [loc. → inciso. proposizióne incidentale [loc. conserva tuttavia la propria indipendenza. Rom.f. prosodìa [s. non posso accettare. chiamarla “Parla”. parti del discorso. come ad esempio Quintiliano.f. all’accento e all’intonazione. parentesi. il nucleo concettuale della narrazione.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza. Es.pt i i i i . → narratio.f. epilogo). inserita in un’altra. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. al fine di definirla. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti.] Proposizione che. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. → paronomasia. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo. all’altezza.livroslabcom. cioè come l’inizio della → confirmatio. spiegarla. come ti ho spiegato.: per questi motivi.] Nella letteratura latina indica la prosa che.f. narrazione. bontà di Dio invece verso di te. Ad esempio.ubi. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola.

] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo.).f. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema).] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche.f. effictio.f. prosopopèia [s. nella tattica del discorso. antiprosopopea. Es. paremia. Indica l’esposizione dell’argomento. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. ecc. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i .] 1. come se fossero persone viventi. → personificazione.] Lo stesso che → protesi. provèrbio [s. Come si ha nella → simulatio. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa.: chi va piano. pròtasi [s. alla divinità ecc. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. o → apodosi. → adagio. movimenti. → proemio. pròstesi [s. Es.m.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare. provocazióne [s. prosopopèa [s. Il primo dei due tempi del → periodo. con il fine (consilium) di ottenere. l’oratore simula un’opinione (thema). oppure cose astratte e inanimate.: Difenditi. pròtesi [s. con la provocazione.L. 2. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. esordio. Ispagna per Spagna → prostesi. prologo. paremiologia.f. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. etopea.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. ritratto. se sei un uomo. eroici. prosopopeia. aspetto. detto proverbiale. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine.] → prosopopèa. modo di dire. aforisma.f. motto proverbiale. → expolitio.f. idolopea.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. cavallereschi. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai).f.

→ zeugma.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione.] È la dichiarazione del reo. nel Medioevo.f. purgatio [s. absurdum. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici.m. prozèugma [s. bonus animus. → paradosso. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. ductus subtilis. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. → uditorio.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. quaestio [s. bona voluntas.] Rientra tra le → virtutes elocutionis. usus. ossia geometria.] La questio. → erotema. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino.3.] Fra le arti liberali di cui. → lex potentior. pysma [s.m. è la situazione da giudicare.m. → trivium.] È il senso di vergogna. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria.m.f. pudor [s.m. Essa delinea i problemi che occorre risolvere. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla.] È un impiego retorico della domanda. domanda retorica. proprietà.ubi. e che la situazione non è così grave come sembra. ossia l’interrogativo della situazione. purismo. La www. Nella provocazione trova impiego il paradosso. astronomia e musica. puritas [s.livroslabcom. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”.] È il destinatario del discorso o dello scritto. sia come mezzo espsressivo che come segnale. → latinitas. pùbblico [s.pt i i i i .f. aritmetica. Q quadrivium [s.

se prendiamo in esame il processo penale.m. una classe di persone. rappòrto multìvoco [loc. questióne generale [loc.) → generalis quaestio.] Contrariamente alla → quaestio infinita. rappòrto equìvoco [loc. → quaestio infinita. sono quattro: status traslationis.s. che risulta al giudice dallo stato del dibattito. Livros LabCom i i i i . e sono oggetto di studio scolastico. status causae.m.f. univocum.f.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.s.m. rappòrto unìvoco [loc. questióne astratta [loc. status finitionis.s. astratto.m.f. quibus auxiliis [loc.m. può essere suddivisa in classi. quaestio (generalis q. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.] → aequivocum. quaestio infinita [loc. stato della questione. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. R rappòrto diversìvoco [loc.s. rappresenta un oggetto astratto. status coniecturae.] → diversivocum. quaestio finita. quaestio finita [loc. la quaestio finita si riferisce al concreta.s. univocum.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. → status.s. status qualitatis. quando [s. Le questioni generali sono più facili da trattare.s.f.s. univocum.] Lo stesso che → generalis quaestio.pl.] → multivocum.] Lo stesso che → generalis quaestio.] Contrapposta alla → quaestio finita. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale.s. → generalis quaestio.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. concreto.] → univocum. queste.

reditus ad rem [loc.s. la grandezza della cosa stessa.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s.s. reflexio [s.m. recriminazióne [s.] → epanadiplosi. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia. rationes dictaminum [loc.] È una parte della → peroratio. prova.] → antanaclasi.f. → metabasi. ratiocinatio [s. senza una conclusione esplicita. reduplicatio [s.f.pl. dopo aver avanzato delle affermazioni. ciclo. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema. reductio ad impossibile [loc.] → anadiplosi.] → grammatica.m.s. transitio.f.f. A volte sinonimo di → antipofora.ubi. prima di darsi da soli una risposta. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.f. redditio [s.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta. recte loqui [loc. peroratio. → praemissa.f.f. recapitulatio [s.pt i i i i .] Lo stesso che → ratiocinatio.f.s.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.] Ritorno alla materia trattata.] → ars dictandi.livroslabcom. www. → amplificatio.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. ci si domanda.f. raziocinazióne [s. dopo una divagazione. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio.f. epimone.

] → reversio.] Lo stesso che → apodioxis. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti.f.f. come sottolinea Lausberg. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s.f.f. → epanodo. ripetizione. reversio. regressióne [s.f. Livros LabCom i i i i . → lex potentior.pl.1. argumentatio. relatum [s.f.m.] → reiezione. regulae [s. → regressio. → confutatio. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche.] → anafora. regressione. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.] → praecepta. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). per mezzo della → subnexio. relatio1 [s. reiectio [s.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere. relatio. regressio [s. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio. reprehensio. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni). relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’. Infatti. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. reiterazióne [s. reiezióne [s.f. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es.] Lo stesso che → repetitio. ridicolo per il suo modo di vestire.] → anafora.f.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario.

A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci). da cui sarebbe stao condizionato. reprimenda. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. refutatio. repetitio [s.f. reprehensio [s. Le res non vanno create ex novo. → analessi.s. ma un altro mi ha spinto a farlo’. remotio [s.f.pt i i i i .] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio. res [s. palillogia. reiterazione.livroslabcom.f. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore.] → confutatio. epanalessi. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum. della funzione sintattica. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. iteratio.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. la responsabilità delle proprie azioni.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri. verbum. epimone. res semàntico-estensionale [loc. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. vanno piuttosto ritrovate. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea.] → subiectio.f. mediante uno straniamento mitigato.→ copia rerum.] feci. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. www.ubi. ripetizione. riprensione. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio. o dell’aspetto semantico.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res). responsio [s.f.m. i verba sono le parole. Se le res rappresentano le idee.f.

f. puoi immaginarlo da te!”. Es. Lo stesso che → correctio. → aposiopèsi.m. reversio [s. stati. tende tuttavia al vacuo. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato.] Marcare un’eccezione. macrostrutturale. reticentia [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. rettòrica [s. rethorica recepta [loc. per → retorica. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). refutatio. → oratore.f. dicitore. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. fatto sta che Livros LabCom i i i i .] Terminologia antica. rètore [s. res semàntico-intensionale [loc. È il campo in cui opera l’→ inventio. azioni. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero.f. restrictio [s. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere. essendo riferito a chi.s. pur rivelandosi abile ad usare le parole.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina.s. beh.: sono proprio dei. Es. reticènza [s.] Nell’antichità è il maestro del discorso.f.f. . .] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’).f.f. o riprendendolo punto per punto.] → confutatio. minacciosa o particolarmente forte. idee reali o immaginarie. processi.

epifora. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. → numerus.f. non vivere per mangiare’. Relativamente alla retorica. → anastrofe.m. ut edas ‘devi mangiare per vivere.f. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. ridiciménto [s. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio. Solitamente impiegata in poesia.] → reticenza. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. scherzo. urbanitas).] Operazione di correzione. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). rima [s. → derisione. non vivere. ritòcco [s.] Lo stesso che → repetitio. ritmo [s.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). Es. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia. sia in prosa che in poesia. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. in tutte le epoche. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. riprensióne [s.m.m. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas.ubi. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari.pt i i i i . Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna.] È una variante dell’→ ethos.m. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. ut vivas.livroslabcom. www. Ma sempre. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. ridiculum [s.→ expolitio. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. A partire dal III secolo. omofonia. ripetizióne [s.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato.f.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. e delle sillabe accentate e non accentate. → soprariprensione. pur interpretandolo in modo libero. anche per abbellire.

→ effictio. → ridiculum.m. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria. genus sublime. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici.] Descrizione di una persona. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno.].m. S sarcasmo [s. in retorica. In questo senso. pericolosa ecc.m. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione.m.s. robustus sermo [loc.s.] Azioni e parole prive di serietà. / Secondo il Gruppo mi.m. Livros LabCom i i i i . schèma [s. ordine artificiale.m.) → discorso di riuso. / → grado zero. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero.f. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. . antiptosi. In questo senso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s.] Lo schema. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano). scappatóia [s. Lei veste proprio con eleganza.] → casus pro casu.m. schérzo [s.). – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. → ordo. robustum [s.] Forma di → ironia. ordine naturale. Es. riuso (discórso di r. sottolinea Lausberg. Robur [s. piene di arguzie e motti di spirito. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile.] → ornato vigoroso.] In generale. schema per casus [loc. come ha scritto Mortara Garavelli.m. scarto [s.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.]. come aiuto alla memoria. .m. ispirata da sdegno e rancore.

Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. 3.C. sermo apertus [loc. separatio [s. 3. → escrologia. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1.] → periodo. circa). cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. → aforisma. scosso nell’animo.] → sermo manifestus.m. § 70).] → sentenza.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore.] → exornatio. www. medio (→ genus medium). gnome. sententiae clausula → clausula sententiae.s. tenue. → discorso.m.f. flectere / → movere. proprio dell’oratoria civile e forense. il → motto o → detto.] Scurrilità.livroslabcom.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. → scurra.ubi.pt i i i i . cioè essere in grado di portare l’auditorio. sentènza [s.m. → delectare. sublime (→ genus sublime). sententia [s.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. che non ammette né la brevitas. anche quando offrono doni (Eneide). scurra [s.f. provare (→ docere). sententiarum exornatio [loc.pl. series [s. proprio dell’oratoria epidittica. ad avvalorare le proprie tesi (L.] → interiectio. né la forma sintetica. linguaggio triviale. massima. 2. parti del discorso. scurrile [aff. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. Es. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni. umile (→ genus umile): stile basso. 2. motto.f. Secondo Mortara Garavelli la s.m. né l’oscurità. tipico dell’oratoria politica.] Caratteristico del linguaggio triviale.s.s.f. scriptum [s.: Temo i Greci.f.

→ mimesi. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. significatio [s. → percontatio. Pronuncia difettosa della ‘s’. Nella tradizione retorica anglosassone. Indica anche il dirscorso in generale. es. → zeugma. oratio.m. genus sublime.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso. es.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante.f. Livros LabCom i i i i . solidus [loc. sillèpsi grammaticale [loc. → dialogismo. → zeugma indica l’incongruenza semantica. soprattutto se di ammonimento o rimprovero. e Marco).s. sigmatismo [s. fortis. signum [s. → subiectio. → etopea. mentre → sillepsi quella grammaticale. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma.s. sermo robustus.f.: → sermocinazione. sillepsi oratoria. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. significazióne (figura di s. validus.] → allusione. sillepsi grammaticale.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa.f. → discorso.m. ossia nella costruzione sintaticca.s.] → simbolo.) → figura di significazione.f. sillèpsi o sillèssi [s.: una casa piena di cose e di ricordi.] Zeugma nell’ambito della grammatica. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente. → allitterazione.m. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato.] Componimento ricco di ‘s’. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto.] → ornato vigoroso.m. sermocinatio [s. sermóne [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. Sin.m.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma.

sillogismo dialettico. similitùdine [s.f.) → adiunctum. locus a simili.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione. → adiunctum. sillogismo erìstico [loc. sillogismo [s. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.pt i i i i . si viene così a stabilire il legame causa – effetto.] Lo stesso che → epicherema. sillogismo retorico.s.m. lo scettro ‘il potere regale’. esso viene raramente utilizzato. loci a simili impari.m.s. nella sua forma completa.m. similarità [s.f.] Lo stesso che → epicherema. simili (locus a s.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili. omeosi. simili (a) impari → adiunctum.f.s. dissimile.] È il → locus a simili. → contiguità.ubi.m. Le armi ‘la guerra’. sìmbolo [s.s.m. → entimema.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. sillogismo retòrico [loc. Correlata: la → comparazione. l’altra in senso figurato. sillogismo dialèttico [loc. Contrario → fr. sillogismo sofìstico [loc.m. sìmile [s.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio.livroslabcom.m.] Relazione di somiglianza o di affinità.s. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione. anche se. → sillogismo sofistico. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario). → parabola.] → paragone1 . la toga ‘la pace’. www.] Lo stesso che → sillogismo eristico. locus a simili. dissimilitude. → sillepsi.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc.

m. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. sinceritas.f. Es. . → delectatio. polarità. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. che consiste nel celare ciò che esiste. simpatìa [s. simperasma [s. / Ripetizione.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. → illusio. Un fenomeno simile. in due frasi succesive.] Contrariamente alla dissimulazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s.] → simulazione. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. Es. simulatio [s. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. . secondo lo schema: /x.f. y/. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. sìmploche [s. dunque confermandolo. simulazióne [s.: Guàrdate da l’odorato. sinafìa [s. Correlati o uguali: → complexio. → dissimulazione. Laude VI). / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. . Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. Livros LabCom i i i i .] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora.f. paradosso. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine. lo qual a Deo è spiacemento.f. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. è l’→ enjambement. nella poesia moderna. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). lo qual ène sciordenato.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. confessum.f. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. provocazione. .f.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. absurdum. y/x.

f. sinceritas [s.f. sìnchisi o sinchìsi [s. totum pro parte. sineciósi [s.f. mixtura verborum. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). →. C.pt i i i i . . No. confessum.f. Pars pro toro.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi). in centro. della sineciosi pasoliniana:. Es. in maniera da originare una sola sillaba. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. .] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari.f. sìndesi [s. .i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s. genus pro specie. www. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte).] Legame fra due parole o unità sintattiche. → consilium. Però. si va su due ruote.f. → sinalefe. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere). → sineresi. fusione.ubi.f.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. individuum pro specie. → transmutatio.. sinèresi [s. sì. O forse sì. D. . Assai frequente nelle lingue classiche. contrazione. simpatia. no. ma con un significato ampliato.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. contrario di → dialefe.] Quando l’oratore. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine. No.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). come tattica del discorso. sìncope [s. → ossimoro.f.livroslabcom. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. A scuola.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. sinèddoche [s. B. A. certamente no.

f.] In metrica latina è il contrario della → diastole. → mesozeugma. Parole acide.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. → sinonimia.m. Livros LabCom i i i i . → commoratio.f. arbitro della stuazione.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura. sinonimia. sìntesi [s.] → sineddoche.f. sinònimo [s.m.] Processo di composizione e unione di varie nozioni. Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s.m.] Indica la concordanza di significato tra parole. usata negativamente. smascheraménto [s. → kairós. siano esse sinonimi veri e propri o tropi.m.m. sinonimia glossante. Es.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse. sinonimo.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga. sìstole [s. zeugma.s. una salus victis nulla sperare salutem. singularis pro plurali [loc. La differenza di significato. e con evidente paradosso. → compositio.] Sinonimo di → mesozeugma. sinonimìa glossante [loc.f.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche. interpretatio. sorriso amaro. parafrasi interpretativa. anche quella fra sinonimi.s. → commoratio. interesse alla situazione. sinonimìa [s. equivoca o comunque difficile da comprendere. interpretatio.f. situazióne [s. è nominata → differentia.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno. → diastole. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro. sofisma [s. la quale tuttavia. sinzèugma [s. non è mai assoluta. → distinctio.f.

] Eliminazione di qualche elemento.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero. acutezza. sottrazióne [s. → ellissi. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione.] Eliminazione di qualche elemento.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo.ubi.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. → detractio. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione. → detractio. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza. sostituzióne [s. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase. interruptio. In questo senso. Es.f. soprariprensióne [s.f.m. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto. → immutatio. → aposiopesi. fàccino.m.: oggi mi sento più meglio. ai vari livelli di analisi linguistica. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza.f. sorite [s.m. toscanismo: se tu fosti. ai vari livelli di analisi linguistica.f. sottigliézza [s. soppressióne [s.f.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso. soppressione.) → sillogismo sofistico.f.pt i i i i .livroslabcom.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. → riprensione. www. vàdino. sospensióne [s. voi mi dicevi ‘dicevate’. sottintéso [s.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s. Dizionario di retorica solecismo [s.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. vénghino. reticenza.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.

f. → status.f. Il termine status indica il valore di condizione. → status translationis.m.m. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. species pro individuo [loc. nella commedia. 31): → status coniecturae. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano. status ambiguitatis [loc. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.s.spes et metus – è. status causae. stato della questióne [loc. la realtà del luogo.] → status legales. Livros LabCom i i i i .] → antonomasia.] → sineddoche. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa). Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza.f.s. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. status [s. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice. → status finitionis. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur).s. → status qualitatis. pathos.] → situazione.] → status causae.m.m. spes [s.] È la speranza provata dall’uditorio. stato della questione.] → status causae. → metus.s.s. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare).] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso.s. nel genere deliberativo: se bello o brutto). stato del dibattito. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. par.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc. Albaladejo esplicitamente come questione principale. Barthes come il punto su cui verte il giudizio. stato del dibàttito [loc. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . status causae [loc.m. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. il modo. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit.

] → status causae.pt i i i i . status contrariarum legum [loc.s. il genere deliberativo. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.s. congettura. status finitionis [loc. un oratore. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore. status scripti et voluntatits [loc. stereòtipo [s. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).m. stile [s. come nel caso dell’oratoria.s.livroslabcom. status translationis [loc.s.s. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica. a volte. ma anche.ubi. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica. status sillogismi [loc. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo.] → status causae. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione. si ricerca quale applicare. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. che comporta una distorsione rispetto alla realtà.] → status causae.m.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.s. status legales [loc.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. luogo comune.p m.] → status legales.] → status legales. → cliché.m. www. Lo status contrariarum legum si ha quando. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico.s.m.] → status legales. staticamente ripetute. status qualitatis [loc.] Dal momento che il processo penale.] Semplificazione concettuale stabile.m.m.m.m.] → status causae.m.

] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. gratia. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . → humilitas. o un’epoca. c) infimum. espressa con il → subintelligere. subaudire [vb.m. locuzione. genus humile. ossia forma espressiva tipica (parola. b) aequabile. → percontatio. stilèma [s.m. avvicinandosi all’→ ellissi. → stile.f.m. genus umile. genus medium. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. stilus [s. stile asiàtico [loc. subiectio [s. stile asiano. discorso. consiste in una aggiunta. in una integrazione del messaggio ricevuto.] Corrispondente al → genus sublime.m. detto anche infimum (→ infimo). magniloquens [gr.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc.] Il più basso dei livelli di → stile. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo. mesos]. stile ùmile [loc.] Elemento caratteristico dello stile.m. suavitas [s. umile [gr. stili del discorso.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore. c) insegnare. → genus elocutionis. Vedi anche → umile. esuberante. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito. b) piacere.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. stili del discorso. ed anche ampolloso. subintellegere [vb. stili del discorso.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo.s.] → ornato soave. ischnos].f. adros].s. ornatus. un gruppo di autori. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. mediocre [gr. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. basso. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi. il cui proposito retorico è quello di insegnare. infimo.] Secondo Lausberg è la comprensione che. genus medium. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra.s.

superioris rei correctio [loc. www. subordinazióne [s. praecedens correctio. subiuntio [s. sublime [agg.f.] → iperbole. accumulo.ubi.livroslabcom.] → suspensio.f. suspicio [s.] → congeries. → sublime. minutio.] → subiectio.s. praeoccursio.] → ductus obliquus.] → ars dictandi. suspensio [s.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus.pt i i i i . summae dictaminum [loc.] pausa del discorso.] → prosapodosi.f.m. superlatio [s.f. suggestio [s.f.f.f. synathroismus [s.] → anacoluto. → periodo. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.f.s.f. subnexio [s.pl.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile.s.f. espressa dal verbo → subaudire. synesis [s.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge. sublimitas [s.f.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei). → correctio. sustentatio [s.f.] → subnexio.f.] Elemento sintattico che dipende da un altro. syntaxis obliqua [loc.] → allusione.

Es.m.m. come quello dell’informatica.f. Il termine rimanda alla retorica di Perelman.f. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. o → argomento. tèma [s. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato. della medicina. A e B rappresentano il tema.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. ed è correlata al → rema o → commento.] tedio. tàttica [s.m. ductus. → consilium. Es. fenomeni fisici e morali. Livros LabCom i i i i . tecnicismo [s. In questo contesto A e B. Comprende tutte le specie di descrizione. su cui si fonda il ragionamento. azioni. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave).] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali. noia.] Forma italiana per → ingenium. della giurisprudenza. → fastidium. talènto [s. → diafora. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti. meiosis. costituiscono un insieme detto tema. è ciò di cui si parla.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’. mentre i termini C e D. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s.f.m. tapinòsi [s. rappresentano l’insieme denominato foro. In questo senso la materia. → litote. passioni. fastidio. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione. tautologìa [s. disgusto.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale. ecc. C e D il foro. Quel medico ha studiato medicina.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. taedium [s.m.

riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato.ubi. su cui cade l’accento.: septem subiecta trioni ‘posta www. tenore del discorso. fantasia.pt i i i i . o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale). → ductus. lat. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio.s. tenóre del discórso [loc.m.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia. Viene chiamato anche → discorso retorico. questo è il campo in cui opera la → inventio.livroslabcom.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. Es.: D’Annunzio. ticoscopìa [s.m.f.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. non il fiotto del bimbo. → isocolo.m.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). opposto al tempo debole.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico. → ductus. ossia in relazione agli obiettivi prefissati.] Espressione di meraviglia. Faville del maglio: Non odo il suo respiro. → ipotiposi. tertium comparationis [loc. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. Es. tricolon.f. macrostrutturale.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione. → simile. denominato → arsi. tèsi [s.m.] È la qualità comune alle cose simili. Es.m. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi.m. → quaestio infinita. tetracòlon [s.] Divisione di un lessema in due parti. tmèsi [s. non il canto del gallo. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. tèsto retòrico [loc.] L’oggetto astratto che deve essere trattato. dissimile.s. non il nitrito del poledro.f. thaumasmus [s. riguardante il → referente. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte.s.

topotesìa [s. transiectio.) → luogo topico. la elocutio.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili. nella retorica classica. → consuetudo. tòpico (luògo t. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico.f.] → iperbato.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole.] → iperbato.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo. topicale [agg. tòpica [s. → topografia. la memoria e la pronuntiatio.f. → topica.f. equivocità. totum pro parte [loc.] Nella retorica classica. gioco di parole. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia.m. reditus ad rem. luogo topico.f. auctoritas.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’.: “Io – disse lui – vi abbandono”. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. Es.] Ha lo stesso significato di → metabasi.f.] → luogo. transgressio [s. tractatio [s. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione. transiectio [s. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune. la dispositio. traiezióne [s. / La tmesi può essere anche sintattica.s.f. Livros LabCom i i i i . tradizióne [s. tòpos [s. transgressio. prevedeva cinque fasi: la inventio. → topicale.] Descrizione di un posto immaginario. transitio [s. che.] Che riguarda a una certezza condivisa.f. traductio [s.f.m. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata.f.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità.] → sineddoche. vetustas.

L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). nel Medioevo.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione.può essere suddiviso. www.] Caduta di vocale o di sillaba finale.pl. trasferiménto di classe [loc.I tria loca sono: inizio (caput. → quadrivium. transunzióne [s.m. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale. lo svolgimento di una musica o di un discorso) . → bipartizione. metà (medium).m. metà (medium).] → metafora.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice.] → figura per ordinem. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. imum) tricòlon [s. figura per transmutationem.pt i i i i . ossia la grammatica. / Altra termine per → metafora. fine (finis). tria loca [loc. trivium [s.m. traslato [s. isocolo. → parallelismo.m. Es.] Fra le arti liberali di cui.m.f.f.s. → metafora.livroslabcom. Lo stesso che → apocope.s.f.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. transmutatio [s. fine (finis.ubi. troncaménto [s. una via da percorrere) o nel tempo (ad es.i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s.f. tetracòlon.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio.] Isocolo trimembre. la dialettica e la retorica. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole.] ‘tre luoghi’. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. tripartizióne [s.m. initium). initium).

umorismo [s.] È affine all’→ ironia.f. i principali sono tre: → metonimia. →.s.m. vengono mescolati il serio ed il faceto. nell’esposizione di un evento. → dispositio.m.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. urbanitas [s. come sosteneva Quintiliano.f.m. I tropi concernono la sostituzione di singole parole. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). ùmile (stile u.m.f. Esso si realizza quando.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente.] Rappresenta.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. Livros LabCom i i i i . truismo [s. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”.] Il → pubblico che ascolta un discorso. U uditòrio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale. → sineddoche. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus.→ esperienza. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione. tropologìa [s.m. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore.m. usus2 [s. unzióne [s. usus1 [s. assieme alla → festivitas. nell’ambito della dispositio.] Nell’→ ornatus.m.] → stile umile. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio). lapalissiano.) [loc.] Il tropo (o → traslato). → metafora.

→ verba coniuncta.] → neologismo.] Quando la dispositio di un discorso. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo.f.] È l’affettazione nel parlare.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s.pl.f. → puritas.m. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni. verbum.s.] L’azione dichiarata utile al bene comune.f. varietà [s. www. fornisce la norma principale della puritas.] Connessione di parole. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi. verba coniuncta [loc.] → exornatio. Come sottolinea Lausberg.m. → verba singula.m. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente). contrapponendosi all’uniformità. verba singula [loc. → varietà.pl.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale.m. l’uso. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte. utile [s.] → variatio.f. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato.pt i i i i .f. verba ficta [loc. utilitas causae [loc. paradosso.s. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato).livroslabcom.] Per ciò che concerne il discorso. verborum exornatio [loc. genera lo → straniamento. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente.m.s.pl.s. V vanitas [s. preziosità.f.s. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi.] → variatio.] Parole singole. che pure resta analoga a quella attuale. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua. varietas [s. variatio [s.ubi.

ciò che sembra effettivamente accaduto. vincta oratio [loc.f. costituiscono invece la → copia figurarum. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta).s. verbum obscenum [loc.] → vetustas. Inoltre.m. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.] → verosimile.m.s. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. verità [s.m. credibilità.m. → res.f.] È l’unità ritmica del → numerus poetico.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. vèrso [s. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.] Parola oscena. Le “forme artistiche” (Lusberg).m. → vero. la formulazione linguistica delle idee (res).] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti. peregrinità. Livros LabCom i i i i . volgare. vetera verba [loc. verbum peregrinum [loc. → arcaismo.pl. verosìmile [s. Secondo Fontanier anche l’iperbole.s. vetustas [s.] Parola oscena. verbum sordidum [loc.m. verisimile [s.m. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.s.] → periodo. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum. volgare. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa.] È l’aspetto significante. verisimile. come i gruppi di versi e le strofe.] → barbarismo. se vuole raggiungere il proprio scopo.] Ciò che sembra vero. ossia le figure retoriche. copia verborum.s.m. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile.f.

lat. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc. → virtutes elocutionis. aptum. www. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere.f.] L’obiettivo che si propone l’oratore. In assenza di virtus si parla di → vitium. vocalitas [s.] → lessico. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”. mala voluntas. 2.pl. massime della conversazione. voluntas [s. appropriatezza o convenienza o congruenza. vitium [s. e un vitium per eccesso.s. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. ticoscopia. puritas 3. bona voluntas. latinitas.] → fantasia.f. 4. che deriva dal ‘non potere’. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). gr. → errore.] → aptum.m. oltre la misura dell’aptum.] → eufonia.m.s.] Sinonimo di → delectatio. virtus dispositionis [loc.f.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace. correttezza. virtus [s.s.pl.pt i i i i . ornatus. difetto. → virtus. consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata. vocabolario [s. vossiànica (antonomàsia v.f.) → antonomasia vossianica.] → virtutes elocutionis.] Mancanza di → virtus.f.m.livroslabcom. → consilium.ubi. prépon.m.f.i i i i 180 virilis ornatus [loc.] → ornato vigoroso. voluptas [s.s.f. virtutes elocutionis [loc. cioè il forte impegno personale. visio [s. massime della conversazione. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione.

XIII. Z zèro (grado z.] → pronuntiatio. genus) → genus vulgare.. hypozeuxis. ipozeugma. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale.) → grado zero. zèugma [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. diazeugma. vulgare (v. Ellissi marcata.m. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. Es. epizeugma. sillepsi.. Inf.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. Maggiori sono le incongruenze. iperzeugma. mesozeugma.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. sinzeugma. prozeugma. Pacem an bellum gerens (Sallustio. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. → apozeugma. 9).f. XLVI). 780). Bellum Iugurthinum. Aen. Livros LabCom i i i i . II.

i i i i i i i i .

infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva.

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