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20101029-arduini_dicionario_retorica_2010

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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

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livroslabcom. 2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .ubi.i i i i Livros LabCom www.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.

le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto. commentato e alla fine stabilito la versione finale. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F. riscritto. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. i i i i .i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

f. assurdo. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. provocazione. abusione.2226. absurdum [s. Inf. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa. abscissio [s. accòrdo [s. → assurdità.f. abuso [s.] → apocope.] → premesse della argomentazione.] → aferesi. Come la volpe nella favola di Esopo. di un’espressione. abusio [s.m. catacresi. e l’episodio della Cananea. accismo [s. Mt. Lo stesso di → abuso. abruptum → genus abruptum.m. che urta il senso di verità del giudice.m. l’a.f. 28). V. può dunque anche reppresentare una simulazione. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a.] → catacresi. catacresi. → improprietas. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.f.] → apocope. paradosso.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio. ablatio [s.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua. abusio.] Una materia a bassa credibilità. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio.f.f. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. i i i i . abuso.15. abusióne [s.m. Lo stesso di → abusio. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio.i i i i A abcisio [s.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie. acirologìa [s. →.

accùmulo [s. accusa [s. di parole e di pensieri. il gruppo di persone cui spetta.f. a strutture miste. actio [s. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno. interpretazione.f. l’ufficio di accusare durante il processo penale. congeries. amplificazione.f. atto. esecuzione.m.] Insieme enumerativo di elementi.] → accumulazione. → enumerazione. in ogni caso la mala affectatio.pt i i i i .m.s. frequentazione. spedire al mittente.s. in atto o in potenza. frequentatio.i i i i 2 accresciménto [s. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.m.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. che si susseguono in modo sindetico o asindetico. quindi sull’esecuzione orale del discorso. synathroismus. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. ornatus. coacervatio. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica. Dizionario di retorica accumulazióne [s.s. almeno in apparenza. autonomi tra loro.f. accumulazione caotica. coacervatio.livroslabcom. accuratum dicendi genus [loc.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. → congeries.ubi. legati da dipendenza sintattica. → genus. de Or. congerie. → accumulo. al → parallelismo. in altra accezione. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore.] 1. accumulazione subordinante.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. 3. 2.f.222).] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale.s. accumulazióne caòtica [loc.] → amplificatio. www. accumulazione coordinante.f. → controaccusa. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo.

B. adiectio [s. exhortatio. parenesi. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili). addizione. adìnato [s. Altre riferimenti in → genus.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. paragoge. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. discorso sottile.m. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. zeugma.] → epicrisi.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. alla → dispositio. la → ripetizione.f. adiudicatio [s. quando si succedono elementi diversi tra loro. finezza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica.] → dubitatio. adhortatio [s.f. Es. sottigliezza. appositio. all’→ elocutio ed alla → memoria. aggiunzione. apposizione.m. Marino). Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi.s.f. con finezza.f. voce pennuta.] → adiectio. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi. ornatus.] Espressione ingegnosa. Vedi → aggiunta. suon volante (G.] → esortazione.f. epentesi. traductio.m. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi.] → aggiunzione. acutézza [s. molto spesso metaforica. adiunctio [s. addizióne [s.f. acutezza. pointe.f. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i . → discorso acuto. addubitatio [s. adiunctum [s. acutum dicendi genus [loc. → acutum dicendi genus.] → adynaton. amplificatio. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili.

313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. → eloquenza epidittica. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli.f.ubi. quando gli capitavano delle contrarietà. Si confronti. ambiguità sintattica. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. → equivoco. dell’esilio». cioè la comprensione della lingua. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. admonitio [s. afèresi [s. l’impossibilità che una cosa avvenga. adnominatio [s. a venti asemenare. 16. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. pp.pt i i i i . Es: “una vecchia porta la sbarra”. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso. paradosso. ossia la deduzione. → ablatio.] → parenesi.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea.m. aequivocum [s. scuro da oscuro. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre.m. del disonore. univocum. la parte dal tutto’. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. reductio ad impossibile.livroslabcom.f. anfibolia.f. se soffriva di qualche disonore. adnexio [s. adossografìa [s. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. rena da arena. equivocità.] Nell’oratoria epidittica.] → zeugma. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus.f. se era esiliato. cioè l’induzione. → adiunctio. VII.] → agnominatio. adynaton [s. iperbole. www. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ .] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. della febbre. → adinato. come nella dissimulatio. lo mar potresti arompere. dice Epitteto che. Es. e il locus a minore ad maius.f. ad esempio.

f. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). adiunctio. È il contrario di ‘naturalezza’. Es. → annominatio. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . zeugma.f. ma differenti nel significato.] L’atto con cui si afferma. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. (Io ho fatto la paronomasia.f.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. paronomasia.] → adiectio. → adiectio.] Addizione di elementi.] Discorso osceno. ciò che è accaduto o che si pensa. aggiunta. affictio [s.f.f. affettazióne [s. → epìfrasi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. Oppure.f. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). agnominatio [s. pathos. ethos.m.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono.] Espressione eccessivamente ricercata.f. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos. che è il grado di emozione più moderata. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante). aggiunzióne [s.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. aggiunta [s.f. agonìstica [s.] → paronomasia. → escrologia. iperbato. →. affermazióne [s. o conferma. allegazióne (dei fatti) [loc.f. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. . bisticcio. aggiunzione. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. → emozione. figura per adiectionem. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. aiscrologia [s.s.: Se il suo gesto era accidentale.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. .

Beatrice è figura o typos di Cristo. www. Gerusalemme del Regno di Dio. Gerusalemme del Regno di Dio. → allegorismo. entità. l’Antica della Nuova Alleanza.] Secondo Quintiliano l’a. persone.: Adamo ‘figura’ di Cristo.livroslabcom. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche. e → allegoria in factis: fatti. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora.pt i i i i . → allegoria. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). persone interpretati come figura di altri fatti.f. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata.m. allegorismo [s. Adamo ‘figura’ di Cristo. entità.] Si ha quando fatti.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione.f.s. La sua teorizzazione risale al Medioevo. propositio. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza. la figura da scoprire. la seconda sul piano delle res.f. allegorèsi [s. allegoria in factis [loc. L’a. che è l’antitipo.i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente.ubi. entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. allegoria in verbis [loc. → proposizione.s. Es. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. persone. aliud sensu). Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis.f. costituita da una serie ininterrotta di metafore. riscontrabile nel significato dei testi. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba. entità. allegorìa [s. Secondo Auerbach.] → allegoria.

con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. ambìguo [agg.] più raramente alliterazióne [s. / Vedi anche Inf 8. allitterazióne [s. Es. polysigma. sigmatismo.f. ampliatio [s. corrispondente al latino → delectare.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. → anfibolia.f. procurare piacere.f. amphibolatio [s. → ambiguità.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb. Essa è caratteristica del discorso poetico. equivocità.f. aequivocum. ambiguità sintàttica [loc.m.f. allusióne [s.] Caratterizzato da interpretazione non univoca.] → periodo. XVII.. alto (stile a.f. dilettare.94 → apostrofe. Livros LabCom i i i i . ambitus [s. indeterminazione. mitacismo.s. .f. ammissióne [s. → omeotelèuto.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. amplificazione.] Rottura di → isotopia. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. lettor. di essersi comportato in un certo modo.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. aequivocum. allocuzióne [s.] Lo stesso che → anfibolia. ambiguità sintattica.] Allettare.f. amplificatio. homoeoprophoron. ambiguità [s.] Concedere di aver compiuto un fatto.f.] Terminologia latina per → ampliazione. sinchisi. iotacismo. anfibolia. con la parola. lambdacismo.: Purg.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. aequivocum.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. → epitrope. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia. allotopìa [s.) → stile alto. 1-2: Ricordati. .

] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. ampliatio.] Lo stesso che → amplificazione. anacefaleòsi [s. rivolte. spesso in modo fittizio. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). Perdita del riwww. la → ratiocinatio e la → congeries. anacoluto [s. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico .i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s.] In it. → exaggeratio.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale. catabasi. ma non della retorica. con significati analoghi.livroslabcom. → antanaclasi. esagerazione. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla. la → perifrasi. Gli antichi retori avevano individuato. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. molte volte in forma di richiesta di consiglio. ampliatio. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. anacenòsi [s.f. In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata.f. la → comparatio. L’a. congerie. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum. anàbasi [s. complexio.pt i i i i .ubi. dal punto di vista contenutistico.] Domande. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco.Opposto di catabasi. accrescimento.f. amplificatio. l’→ iperbole. la → litote. meno complesso e ridondante. ampliazione. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo.m. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. climax ascendente.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. amplificatio [s.f. Detta altrimenti communicatio. → amplificazione.f. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente.f. anàclasi [s.

Orazio. 2. mentalità propri di un’epoca diversa. → epibolè. . iii.] 1.f. abitudini. gioco di parola. reduplicatio. anantapodoton. . . . escatologico. Car.f. x/x. Terruit urbem. . L’a. / per me si va tra la perduta gente. Es.f. in senso spirituale. successivi (configurazione: /x.] Interpretazione di un testo.: Quei che muoiono. anagòge [s. mesarchia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. 2. . Inf. ). anacronismo [s. Polisindeto: Dante. anagramma [s.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. anàfora [s. . catafora. spirituali. 1-3: Per me si va ne la città dolente. anapodoton. Spinaci – Piscina. → arcaismo. → antecedente. I.f.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. anadiplòsi [s. ripetizione insistente della stessa parola. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. Alto Vicario – Carol Voitila. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi.] Discorso di argomento mistico e celeste. xxiv.f. all’interno di un Livros LabCom i i i i .] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . Dante: Inf. denota l’inserimento. anagogìa [s. sinonimo → epanafora. → polisindeto. 7-9. Contrario di acoluto.m. lett. Lo stesso significato di → anagogia. ): es. /x. → anagoge. . Par. / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. 4-5. epimone). in particolar modo le Sacre Scritture. In retorica essa indica la ripresa. → metaplasmo. . → sillessi. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. o di loro segmenti. terruit gentes. . XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe.f. / per me si va ne l’etterno dolore. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. piena d’amore (Dante. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. . Pg I. analèssi [s.

A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto.f. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero.m. Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton.: haec inter per inter haec. che desiderio bizzarro d’altronde!. anàstrofe [s.: Posto che tale sia il tuo desiderio. Con a.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto.1: Naaman.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. capo dell’esercito del re dell’Aram. Dante.m.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. eventi e sim.5. anapòdoton [s.ubi.livroslabcom.f. fue / di cherubica luce uno splendore. Par. sarà fatto così come vuoi tu. analogìa [s. essa è figura di parola.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica. Es. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria). si esprime soltanto il primo elemento. metatesi. 38-9 → inversione.f. iperbato. XI.] La reminiscenza. oppure il complemento oggetto ed il verbo). anàmnesi [s.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. anantapòdoton [s. di una serie correlativa di termini.] Tipo di anacoluto in cui.pt i i i i . Es. → tema. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale. 2 Re. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. posto che tale sia il tuo desiderio. parallage. di fatti. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. riconducendoli all’→ anacoluto. ossia all’apodosi). anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. www. Es.

] Stile che si oppone al → ciceronianismo. → epanadiplosi. redditio. antanagòge [s.] È una proposizione ambigua.f. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione. era lebbroso.f.Es. → ambiguità. anfibolia [s.f. anticipatio [s. o s. → recriminazione.f.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole.m. metastasi.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. ma quest’uomo.f.f. antapòdosi [s.] → anticipazione. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi.f. L’opposto di → epitasi. annominatio [s. valente e ricco.m. paronomasia.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. anticipazióne [s. Es. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge. anticlìmax [s. che tendono a generare un effetto equivoco.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine.] → agnominatio.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. → prolessi.: E mi Livros LabCom i i i i . / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi.f. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico. una vecchia porta la sbarra. controaccusa. aequivocum. Es. anticategorìa [s. controaccusa.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa. annominazione. anticiceronianismo [s. anticategoria.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram.

O cuál es más de culpar. / aunque cualquiera mal haga.f.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. ma con diverso significato.: In materia di cappelli.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. Dormi! sussurrano. antifrasi [s. tale da produrre un capovolgimento del senso. Sei bello. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo. ipofora. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso. io non sono affatto difficile.ubi. sia nel significato di → antimetabole. tu! ‘sei pericoloso. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). antimetabole. Dormi! / bisbigliano. antimetàtesi [s. diafora. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. permutazione. La mia sera. chiasmo complicato. Dormi / mi cantano. Isaia.] Secondo la manualistica.] Permutazione nell’ordine delle parole.livroslabcom. En este país no se lee porqué no se escribe. reflexio.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. antimerìa [s. antimetàbole [s.→ catacosmesis.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola.] → antipofora. → enallage. antimetatesi. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine. Dormi! Pascoli. chiasmo complicato. Es. 5. → diafora.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. Figura di pensiero. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis.f. → ossimoro.f. sei il contrario di quello che sembri’. o no se escribe porqué no se lee (Larra). → enantiosemia.f. es. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi.pt i i i i . → antanaclasi. www. antilogìa [s.f. antìfora [s.f.f.

→ enantiosi.] Lo stesso che → antiprosopopea. → antìfora. ] et nulla stringo. antìstrofe o antìstrofa [s. ma bordello! Non fronda verde. → comparatio.78: Non donna di province.f. / non rami schietti.f.f. antipòfora [s. anima / corpo. anziché ‘con le trecce sparse’).] Ripetizione di una parola in senso contrario.f. l’ironia. antisagòge [s. l’ossimoro e il paradosso. antipersonificazióne [s. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. ombra / luce. Dante.f.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario. il rovesciamento. antiprosopopèa [s. di relazione (sparsa le trecce. a quest’area sono riconducibili la negazione. VI. antiptòsi [s. → contre-petterie. semplice / complesso. ma di color fosco.f.f. . L’uso dell’acc. antìtesi [s. ma nodosi e ‘nvolti. ma stecchi con tòsca (Inf.. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari. enallage.. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. → casus pro casu. Purg.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. et non ò da far guerra [. XIII.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. lungo / breve”. come le opposizioni: tutto / nulla.f. prosopopea. →. Livros LabCom i i i i . Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa.] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. / non pomi v’eran.. . ipòfora.f. 4-6). dianoia. comparazione. Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca)..: Pace non trovo.] → antipersonificazione.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. antìstasi [s. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale. polarità.

www.pt i i i i . antònimo [s. →.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia.f. antropomorfismo [s. apagoresis [s.. 57. anima/corpo.s. Pg.] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”.I. Opposto a → sinonimo.) antorismo [s. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità. antonimìa [s. idolopea.m.f. Vossio (XVI-XVII sec. invece che attraverso il nome proprio.] → antitesi.f.f.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa.m.ubi. apagogìa o apagòge [s.f. lungo/breve.livroslabcom. semplice/complesso. → personificazione.] l’attribuire aspetto. ombra/luce. idolopea.f.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s.m. Vedi le opposizioni tutto/nulla.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane.] Lo stesso che → controdefinizione.f. Es. antonomàsia [s. XXII. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”. animali e cose. → personificazione. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. antonomàsia vossiànica [loc.] Figura consistente nel designare una persona. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico). antropopatìa [s. facoltà e destini umani a figure immaginarie.

→ praeteritio. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali.] Caduta.: vorrei. identica nella consonante e vocale.] → anantapodoton.: Non devo ricevere lezioni da nessuno.] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es. →. aplologìa [s.f. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi.] Dimostrazione.f. apodissi [s. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). In particolare. sia in nome della propria superiorità. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi).] Lo stesso che → preterizione.f. ma non è possibile. Livros LabCom i i i i . Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s.f. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. apòdosi [s. inutile. L’a. di un’intera sillaba. prova assoluta. contr. io! → reiezione.m. → catafasi. apòcope [s. detta → protasi. sia dell’inferiorità dell’uditorio.f. apòfasi [s.f. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. spiegare la situazione). l’ipotesi della reggente. per aplologia di mineralo-logia. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. falso o immorale. sotto l’influenza della sillaba vicina. Può essere chiamata anche → troncamento. Altresì nella accezione di negazione. →. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. dichiarazione negativa. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. che ne rappresenta perciò la premessa. assurdo. apòdoton [s.] Proposizione principale del periodo ipotetico. o nella sola consonante: mineralogia.

Es. lettor.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore.f.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi).m.f. ! (Terenzio). come disse Cesare: “ veni. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg.m. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile. Es. aposiopèsi [s.pt i i i i . furcifer. Es. Sin. Allocuzione: Ricordati. Inf.] Solitamente intesa a suscitare pathos. esecrazione. sono stato impeccabile. di Menenio Agrippa → allegoria.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali. exsuscitatio. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante. regina. XIX). di una determinata idea o concezione.. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.: Mio caro. (Inf. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. vidi. aporèma [s. dunque eufemistica o minacciosa. sospensione. apòstrofe [s. Invocazione: Ancor ti priego. interruptio.m. che conservi sani. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo. in maniera viva e diretta. vici”. . / dopo tanto veder. li affetti suoi (Par. apologismo [s. Esecrazione: O Simon mago. parabola. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione.ubi. o miseri seguaci.] Detto memorabile nell’aneddotica classica. XVII). .] Giustificazione.livroslabcom.: Godi. si vivo. che puoi / ciò che tu vuoli.m. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. favola. → reticenza. → dubitatio. apòlogo [s. Es.: ego te.] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione. XXXIII).] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche.: l’a. apologìa [s. aporìa [s. . www.f. . invocazione. XXVI). all’esaltazione) dello scrivente.f. → allocuzione. a volte. Fiorenza.

Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i .] Di discorso. quale conseguenza logica.] Uso non preciso delle parole.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. iperzeugma. approvativo [agg. àrbitro della situazióne [loc. → conveniente.s. dimostrazione.] Entità concepita impersonalmente (il fato. aggiunto all’insieme dato. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo. appositio [s. da un lato. un omicidio). ad una conclusione → argumentatio.f.f. il caso) o personalmente (Dio. argomentazióne [s. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s. → situazione.m. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. aptum [s. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova. oppure con il discorso (ad es. arcaismo [s. la sua conformità alle regole. → impprobativo. convenienza. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. → adiectio. vetustas.m. Es.f. per scarsa conoscenza. prova. che esprime approvazione. appropriatézza [s.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi. la lettura della sentenza di un processo).] La virtus dispositionis o aptum. dall’altro. da cui il verbo cosare. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma. apposizione. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione.] Elemento nuovo.m. per pigrizia. ho incontrato il coso. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman.f.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti.m.: Dammi quel coso. finora escluso.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. approssimazióne [s.

In particolare. Einaudi. dunque. trad. Torino. it. dewww. argoménti [s. pp. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. Naturalmente però. al fine. definita come “teoria dell’argomentazione”. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. cioè. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). a differenza della logica. al logico formalista. questo non è il caso di un argomento retorico. da dove provengano questi elementi. vol. di C. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione.pl. → argomenti. 1966. completa la logica. la → nuova retorica di Perelman. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. I. Lucie OlbrechtsTyteca. pensieri divini. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1.i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. nuova retorica. E.pt i i i i . 15 – 16). Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. Argomenti quasi-logici. costruiti a immagine dei principi logici: a. Barassi. se siano verità impersonali. (Chaïm Perelman. sia quella di ciò che lo definisce. b. Mayer. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca).livroslabcom. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa.m. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai. Schick. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. premesse della argomentazione. Trattato dell’argomentazione.ubi. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore).] La → argomentazione. M.

Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. Di contro. e fra i termini b e c. ad esempio. ad esempio. lo Stato lo obbliga per legge. il cittadino. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. È l’argomento frequentemente utilizzato. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. Livros LabCom i i i i . reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. d. c. d. nel secondo). Quando il cittadino ritarda il pagamento. Così. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. viceversa. ora la divisione del tutto nelle sue parti. “a lavoro uguale. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. inclusione. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. e. il lavoro ed il salario. nel primo caso. postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. Così. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. quando qualcuno difende la regionalizzazione.

a partire da casi particolari: a. 3. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre.ubi. esempio: www. a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. buone leggi ecc. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze.livroslabcom. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. esempi. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”. viceversa.pt i i i i . per così dire. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. nel momento del crimine. illustrazioni. 2. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. ossia proponendo modelli. b. Essi si suddividono in due gruppi: a. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. ossia che. il prototipo della relazione di successione. ponti. La relazione causale (causa-effetto) è. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà.

Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio. chiara. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. argoménto [s.] Ciò di cui si parla. di un personaggio illustre.m.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche. le illustrazioni per renderla chiara”. b. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. c.) →. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo.m. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”. argomènto ad hominem [loc. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva. equivale a → tema e si contrappone a → rema. a sostegno delle proprie tesi.s. le debolezze. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. Perelman: “il valore di una persona. argoménto probante [loc. previamente riconosciuto.m. o della persona alla quale ci si rivolge.s. le manchevolezze. argoménto d’autorità [loc. di un maestro. i difetti e anche i pregi dell’avversario. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. → premesse della argomentazione. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali.m. durante la demonstratio. ecc.

armonìa imitativa [loc. ricavate per via induttiva (exempla). di fatto (signa) necessarie o non necessarie.pl.f. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. → confermazione.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi.livroslabcom. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza. dimostrazione. → prova.m.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. www. dedotte da indizi o tracce. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. Secondo Aristotele. Catone) assieme all’ingenium. argumentatio [s. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. inteso come qualità innata. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni. quindi da una premessa probabile. → confutazione. argumenta [s.f. incontrovertibili o congetturali. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri.f. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. ars [s. Vedi anche → argumentatio/argomentazione.] Essi corrispondono ai → loci. si riferivano a fatti reali o fittizi. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare.ubi. ricavate per via deduttiva (argumenta). per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico. Queste potevano essere: 1. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. 2.pt i i i i . le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse. → tecnica retorica.s. purché considerati verosimili.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. → onomatopea. 3. ai fini della persuasione del destinatario. confessioni.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc. ars memorativa [loc. “arte del dettare”.s. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum). L’arte diventa oggetto d’insegnamento. ars praedicandi [loc. autore di un’ars dictaminum in esametri latini. lett. →. convenzionalmente indicato mediante accento acuto.pl. inglese. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”.f.] La → predicazione cristiana.] → artes sermocinales. il tempo debole del piede. cioè del nostro “comporre”. proprio quest’ultima indicazione. ai discepoli. In essa le prove vengono chiamate. confirmatio scripturalis.] → mnemotecnica. artes poetriae [loc.s.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola. → tesi.f.s. arte [s. mentre in quella latina il tempo forte. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf. ars dictandi. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus). • ars dictaminis. fondata sullo studio e sull’esperienza.s. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali.] Terminologia latina per → mnemotecnica. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana.f. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. → confirmatio rationalis. ars recte loquendi [loc.] Terminologia latina per → grammatica. Livros LabCom i i i i .f.] Facoltà (→ facultas). a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. arte mnemònica [loc. contenente teorie e modelli di stile oratorio.s.f. Nella metrica greca. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.f.s. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione.f. arsi [s.f. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna.

di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. www. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. asianèsimo [s. quando ha inizio.] Le arti cosiddette “sermocinali”. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. o artes poetriae. → asiano. in campo letterario. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. è stato tra gli iniziatori di tale corrente..livroslabcom.s. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca.m. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità. asiàtico (stile a. nell’ambito della cultura greca. competitore di Cicerone. quindi la → grammatica.a.C.] Lo stesso che → gradatio. retore del III sec. asiano. a.s. quali: l’aritmetica. si identificavano con quella branca delle arti liberali. a. quindi la libertà. l’astronomia. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica.] Ricercatezza. Nell’ambito linguistico greco. proprie della Scuola di Pergamo. artificiosità del dire. la geometria.m. quello dell’ → atticismo. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. Ortensio Ortalo. Egesia di Magnesia. esuberante.) → stile asiano.C. dette “reali”.pt i i i i . climax.m.ubi.pl. stile asiatico.f.i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc.C. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. artifìcio retòrico [loc. uguaglianze e proporzioni linguistiche. Questo evento ha portato. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. che si è imposto a partire dal III sec. la musica. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. ascensus [s.. artificialis ordo → ordo artificialis. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q.

→ asindeto.] Introdotto da avverbi come ‘perciò. amore – dolere.m. quindi’.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s. l’a. Nella sistematizzazione operata da Lausberg.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge.f. assurdo [s. asìndeto sommativo [loc. asìndeto disgiuntivo [loc.s. umile – simile. asìndeto avversativo [loc. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione. l’a. → asindeto. l’a.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto. conclusivo o consecutivo. → asindeto. Forma di rima imperfetta.s. trovandosi in antitesi di pensiero.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. → asindeto. asìndeto esplicativo [loc. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc. esplicativo. Es.] L’asindeto per semplice somma di membri. o dei quali parla.s. spesso a vantaggio di altri. soldato – ubriaco. fame – pane.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi.m.s.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.m. l’a. associazióne [s. l’a. paradosso.m. → asindeto.f. → asindeto.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri.] → assurdità. assonanza [s. disgiuntivo. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. asìndeto causale [loc.m. → asindeto.s. Livros LabCom i i i i . asindeto esplicativo. avversativo.] L’asindeto in cui. asphalia Offrire garanzia.m.m.s. asìndeto additivo [loc. l’a.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione.m. sommativo. causale. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo.s.m.

m.pt i i i i . tale da determinare una sua reazione: es. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità. atticismo [s. Ha suscitato notevole interesse a Roma. d. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero.f. attrazióne paronìmica [loc. Sinonimo → attenuazione.ubi.f.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia.] Il contrario dell’→ amplificazione. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. → sinchisi. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità. riprova!.C. www. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico. nei “Commentari”. influente oratore ateniese. sull’esempio di Lisia.. litote. tra i quali spicca Giulio Cesare.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. conciliatio.] Pertinente alla → quaestio infinita. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. in ambito linguistico. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia). che racchiude in sé l’idea della proporzione. astratto [agg. è il riferimento ad un oggetto astratto. astruso [agg. → minutio.livroslabcom. complicato.] In generale l’a. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. oratori e influenti personaggi della vita politica.s. → antifrasi.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. dell’ordine e della chiarezza dello stile. oscuro. atto perlocutòrio [loc.: coraggio. astratto attenuatio [s.m.s. affermatasi nel I sec. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione. → concreto. tortuoso. sino alla composizione del trattato “De analogia”. → perlocuzione.m.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto.

del modo di esprimersi.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. aversio [s.f. audacior ornatus [loc.f.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica. Lo stesso che → apostrofe.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici). L’oratore se ne può scusare con la → correctio.s. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano).] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. Il ragionamento si ritorce su se stesso. audàcia [s. che porta a dubitare del dubbio stesso. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. → autorità. audacia. del modo di scrivere. praecedens correctio. autorità [s. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. analogia. → ornatus. Lo stesso che → auctoritas. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario.f. anomalia. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti.m. si realizza nel dubbio integrale. autoschediasma o autoschediasmo [s. L’ a.f.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso.] L’apostrofe diretta a sé stesso. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione. superioris rei correctio.] Fra quelli presentati da Perelman. autofagìa [s. Discorso improvvisato. autoapòstrofe [s. o nello slogan: vietato vietare.m. ecc. → improvvisazione. Improvvisazione.f. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. Livros LabCom i i i i . Essa corrisponde all’→ audacior ornatus.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo.f.

f.] [lat. benevolentia [s. Es.f. antitesi. Es. avversióne [s. barbarolèssi [s. → captatio benevolentiae. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema. battologìa [s. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. calembour. www. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc. → perissologia.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data.: amore amaro.] Pronuncia abbreviata. abbreviazione di una parola o di un nome. → tripartizione. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati. antipatia.livroslabcom. operando una → digressione. frase o idea.: Siccome non c’era posto. B barbarismo [s. tautologia. periodo.f.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio. paronomasia. → Annominazione.s.pt i i i i . spesso noiosa e pedante.f.] Si produce quando l’oratore. Parole contrarie al buon gusto.] Ripetizione inutile. brachifonìa [s. → fastidium. omeologia.f.] Lo stesso di → barbarismo.XIV) che significa “inganno”]. mediev.f. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. bistìccio [s.] Suddivisione in due parti le quali. pleonasmo. si distacca da una materia trattata. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. chi non risica non rosica. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso).ubi. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. isocolo. polulogia. di una stessa parola. bipartizióne [s.m. bischicium (sec.f.m. ripugnanza.

cacenphaton Espressione fastidiosa. nel panorama culturale contemporaneo. laconica brevitas. → aiscrologia. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. no logo. C cacenfaton. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. concisione. Es. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. → figura per detractionem. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. le numerose comunicazioni pubblicitarie. aforismi. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. Livros LabCom i i i i .: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. sentenze. “Allegria di naufragi”. poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. per l’orecchio e/o per lo spirito. alle volte volutamente indecifrabile. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare. brevità. Con una diversa intenzione. Rossi. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. (G. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. Ungaretti. forme eccessivamente allitteranti). Alcuni esempi: un abito: un’emozone. no party. → brachilogia. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. versi liberi). no Martini. ecc. brevitas [s. escrologia. ma soprattutto di Tacito.f. si esprimono.f.] Riduzione del discorso all’essenziale. no comment. cacofonia. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto.] Appartiene. imperatoria brevitas. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa.

] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. ripetizione ed ellissi. sciatta e confusa. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano. → escrologia.s. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e). www. sineddoche. antitesi. metonimia. va osservata l’esistenza di CR locali. calembour [s. campo figurale [loc.m. o cattiva collocazione. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo.s. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. campo retòrico [loc.f. bisticcio.livroslabcom. cacozelìa [s.f. dissonanza. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”. → vitium. Oltre a CR generali.] Lo stesso che → gioco di parole. producono un cattivo effetto sull’ascoltatore. sineddoche e ironia.f. che al fine di disgustare l’uditorio.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione.pt i i i i .] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). metonimia.m.m. Incongruenza di costruzione sintattica o logica. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. propri di una determinata cultura.] ant. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura. Arduini ne individua sei: metafora.] Affettazione stilistica. cacologìa [s.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s.ubi. cacosìnteto [s.m.] Esposizione difettosa. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora.

] Un tipo di allegoria consistente in una facezia.] Forma di preterizione. poi lo portò a compimento. il letto del fiume. bensì. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà. climax discendente. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. ordo. acirologia.: Il sole e la luna. carientismo [s. le gambe del tavolo. → gradatio. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore. dolore. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. la vita e la morte.] o schema per casus [loc. (Il concetto di c. → benevolentia. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie.s.f. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante.m.f. abuso.s. anabasi. catacrèsi o catàcresi [s. solitamente per ovviare a lacune del sistema. Es. abusione. Il collo della bottiglia. climax.] Scambio di casi. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua.s. In teologia essa Livros LabCom i i i i . in uno scherno.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. Es. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta.f. → anticlimax. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico).] L’opposto di → anabasi. → abusio. catàfasi [s. ecc. così. → antiptosi. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone.m. casus pro casu [loc. filofronesi. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. catàbasi [s.f.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». il termine ‘collo’ non significa.

chiarézza [s. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli). la → quaestio finita (o hypothesis). che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA.m. deliberativo o giudiziario.ubi. cataplexis [s. se pronunciate con un certo tono. parole come «Scusa ?!». si contrappone all’→ anafora. Minaccia.f. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo.f. catàstasi [s. → status qualitatis. Rappresenta la controversia. catena [s. concatenazione. nonché lo status quaestionis (→ status causae). diviene oggetto peculiare del discorso retorico. ellissi cataforica.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.] → climax. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. correlati fra loro. assumono un effetto intimidatorio.] È l’oggetto di un processo. e si contrappone all’apofasi. il suo stato di credibilità e la sua struttura.i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. catàfora [s. minaccia.] Intimidazione. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). la quale.f.] Sequenza di almeno quattro elementi. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme). «Come ?!».pt i i i i .livroslabcom. concertativa. Così. → status translationis.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. che può essere simplex. perspicuitas. coniuncta. → status finitionis.f. → anadiplosi.] Momento ritardante dell’epitasi. o in forti antitesi (pace www. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio. → epitasi. → ominatio.f. → praeteritio. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti. causa [s.f. occorre inoltre comprendere il carattere della causa. chiasmo [s. apofasi.

→ chiasmo. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. I. come in questo esempio: satis eloquentiae. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”).m.poco). 2.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra.s. → chiasmo. con incrocio di intere frasi (es 1). L’ "incrocio" può portare: b. 1-2).1. molto . chiasmo grande [loc. Livros LabCom i i i i .2. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB.] Incrocio di elementi fonetici. Es. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). chiasmo fonètico [loc. a mo’ di sincope. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). Per l’ampiezza dei suoi componenti. tale da produrre un capovolgimento del senso. abbiamo: a. Orlando fur. → praeoccursio. antimetabole. Bellum Catilinae) b. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. Per la complessità sintattica e semantica.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. Chiasmo o antimetàbole.m. Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. il chiasmo grande. chiasmo complicato [loc. CXXXIV.: 1. l’arme.s.s. → chiasmo. gli amori (Ariosto.m. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo). Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. definito come permutazione nell’ordine delle parole. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). i cavallier..] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso. sapientiae parum (Sallustio. Le donne. 1).

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chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
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circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
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in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
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‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema.] Specie di → paragone.m. adroit.] Specie di → antitesi. Livros LabCom i i i i . → color.] → movere.: Richelieu.m.f.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa.f. Mazarin. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario. souple. commovere [vb.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori. comparatio [s.] Ornamento poetico. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. → intimidazione. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi). → comparatio. sublime. ecc. perclusio. cataplexis.] → antimetabole. sorte contraria.f. comménto [s. commoratio [s. ed equivale a → rema. colóre retòrico [loc. minaccia.f. ornatus. → comparazione. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. comminatio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s.] Minaccia. et dangereux ami. communio [s. ad uno scritto. Correlata: la similitudine. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. sinonimia. → epilogo. chiasmo complicato. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. implacabile ennemi. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio.m. conquestio.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. Es.] Ciò che si dice sul → tema. grand. comparazióne [s. indignatio. commiseratio [s.f. o sul nucleo di questo. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. infermità.f. → paragóne1 . Lo stesso che → colore retorico.f. ossia accostando ad un enunciato.] Ornamento che si dà ad un discorso.] → complexio. → commorazione. commutatio [s.s.

f. www. y/x.).f. y/.s. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni.f. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett. ha ridistribuito le parti della retorica classica. e li incatena gli uni agli altri.f.f.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. complessióne [s. simploche.] Combinazione dell’anafora con l’epifora. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. concatenazióne [s. strutturale (la dispositio). climax.] → sineddoche.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio.i i i i 38 compensatio [s.f. → simploche. Suddetto modello. .f. → gradatio. conceptio [s.ubi. Per quanto riguarda la fonetica.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo. comprobatio [s. Sin. Il tipo della figura è quindi /x. . per l’appunto.] → antanagoge. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio). stilistica (l’elocutio.pt i i i i . anacefaleòsi. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. comprende gli aspetti della competence. complexio [s. → oratio perpetua e il → periodo. zeugma. aventi tutti la medesima parola iniziale”. struttura.livroslabcom. . compositio [s. e quelli della performance. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. riguardanti la struttura discorsiva. ribattezzate quali. mnemonica (la memoria). frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum. .f. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics).] Piena approvazione delle tesi altrui. →. → complexio. Simile alla → conciliatio. “mediale”. “competenze”: argomentativa (l’inventio). → sintesi. complessione.

nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. → brachilogia.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. comprobatio.f. conciliatio [s. → ornatus. recapitulatio.s. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ).f. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. elegantia. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. in modo però che la comunicazione sia completa. Non sono avaro.] Nella → quaestio finita. In essa. conclusio [s. . ma non ridondante o ricercata.] → percursio. conciliare [vb. Anche parte finale di un sillogismo. concisa (oratio c. pero. → attenuazione.f.f. però. concisióne [s. concisa brevitas [loc. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere).] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario. epilogo. genus. opinioni. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. → peroratio. cui si contrappongono. brevitas. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici.] Consiste nel fare una concessione. in maniera tale da moderare.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore. da diminuire la gravità dell’accusa stessa.] Parte conclusiva dell’orazione. alla realizzazione di una → compositio gradevole. concinnitas [s. sono un risparmiatore.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso. ’) → paromologia.f. . → astratto. Livros LabCom i i i i . concrèto [agg. fatti. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze. → conclusione. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole. recapitulatio.f.] → delectare.) → oratio concisa.

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40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

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condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
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coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
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contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
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epifora. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove. → genus. aptum. copulatio [s. l’isocolo e la costruzione del periodo. copiosum dicendi genus [loc. → declamatio. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i .s. può appartenere al → genus medium o al → genus grande. corax [s.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale.s. verborum.f. →.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che.m. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano.] Consiste. figura retorica).] → anastrofe.f. copulativo (polisìndeto c. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.f. figurarum [loc. lessico. convincere [vb. conveniènza [s. conversio [s.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. o anche a legislazioni immaginarie). le figure dell’adiectio. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato. copia rerum. transmutatio. ornatus.) → polisindeto copulativo. o greco.→ res. così come il → docere.] → diafora.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s.m. ma. conveniente.f. figura.

a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito).f. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte. tra le più diverse tipologie. può essere un mezzo dell’ironia. perché forte.: Se insisti tanto. epanortosi. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. non p’. la c. anziché p’).] → correctio. cap. correzione. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. litoti. credibilità [s.f. Es. enfasi. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. ma q’ (oppure: ‘q. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. correttézza [s. 1402a. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa.f.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. II.] Chiarimento semantico prodotto. Sinonimo → epanortosi.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.f. superioris rei correctio.pt i i i i . ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa. Retorica. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc. praecedens correctio. q’. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue.ubi. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. correctio [s.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò.f. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi. 24. favorirebbe l’avversario. correzióne [s. cortesìa [s. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture.livroslabcom. Così.f. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. troppo provato. remedium. ‘q. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. aposiopesi ed eufemismi. crasi [s. restrictio.

il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile. nell’opinione del giudice. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum). Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta. → verosimile. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. → credibilità.] Breve componimento elaborato su exempla. credibilità débole [loc. expolitio.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado.f. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile.f.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. → exemplum. cronografìa [s. credibilità debole. genus turpe.] Alto grado di credibilità. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio.f. → credibilità. → credibilità. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte. credibilità alta [loc.s.f.s. la cui colpa. di nessuna importanza sociale). genus humile.f. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. cria [s. credibilità mèdia [loc. per esempio. credibilità media.s. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. non è né provata né confutata). Livros LabCom i i i i . genus obscurum. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato).] Basso grado di credibilità.

assieme a vari ed acuti artifici retorici. cursus medievale [loc. cursus planus [loc.] → cursus medievale.] → cursus medievale. nelle sue Epistulae. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica.m.] → ornatus.s.s. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica).m. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica.m.pt i i i i . un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis.ubi. l’eredità classica della → clausola e. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.m.i i i i 46 cultus [s.m.] → cursus medievale.s. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1.] → cursus medievale. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. in epoca medievale. www. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano). Il cursus viene impiegato.] → cursus medievale. se ne affianca una ritmica.s.m. cursus durus [loc. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano). cursus trispondaicus o trispondiacus [loc.s. → cursus medievale.livroslabcom. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).m. 2. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. 4. cursus tardus [loc. cursus velox [loc.s. 3. XI. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. Dizionario di retorica cursus [s.m.] → cursus medievale. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo). Anche lo stesso Dante. cursus ecclesiasticus [loc.m.] Andamento ritmico del periodo che recupera. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica. alla prosa rimata. al termine del sec.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene.s. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale.

m. decorum.f. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati. utilitas della causa. . a minore ad maius.] Interpretazione. così come accade invece nell’→ induzione.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. declamatio [s. dignitoso”. . Anche → aptum.] Nella tarda latinità. hypokritikè. appartenente al → genere deliberativo.f. Anche nel senso di → declamatio.f. deduzióne [s.] → deduzione. → declamazione. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. idoneo”. declamatio suasoria [loc. deductio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s. ecc.m. argomento.f. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. → accommodatum “appropriato. inferenza che procede dalle cause agli effetti. esecuzione. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’.] → poliptoto. dall’universale al particolare.] → declamatio. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio.f. ‘dal più al meno’→ deductio. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. declinatio [s. decorum [s.s.] → aptum. Livros LabCom i i i i . ). pronuntiatio. più impegnativa.f. oratore. destinatario.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo. → actio. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. declamazióne [s. recitazione di un discorso. declamatio. la → controversia. → decens “decoroso. ma a maiore ad minus.

placere. 2. Si possono quindi distinguere: 1. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. Secondo Lausberg.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione.pt i i i i .] → definizione. descrittiva. XXIV.f.] → dissuasione.f. 64-66). delectatio. non perdendo di vista il → docere.f.m. dehortatio [s.f. deliberativum (genus d. che prescrive. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza. → allettare. → delectare. Par. Definizioni più generali o più partigiane. in assoluto. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. generi aristotelici.] delimitazione di un concetto.f.] Orazione di genere deliberativo. voluptas. delectare [vb. di condensazione.] Fontanier. Contro la definizione di una parte.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata.livroslabcom. riconduce la d. quale senso si deve attribuire a una data espressione. www. avendo già ben presente la soluzione ottimale. Es. la parte avversa oppone una → controdefinizione. delectatio [s. con esitazioni simulate. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. che combina in vario modo le precedenti. deliberazióne [s.ubi. → genus deliberativum. Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.i i i i 48 definitio [s.) → genus deliberativum.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). complessa. Dizionario di retorica definizióne [s. deliberaménto [s.

ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme. → obsecratio. assieme ad → adiectio. Così Livros LabCom i i i i .] → ipotiposi.f. deprecazióne [s. derisióne [s.) → genus demonstrativum. il suo passato.] → distributio. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti.] La detractio (detrazione. → obsecratio. designatio [s.f.] Nella retorica classica. implorazione. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione.] → metonimia. ironia. deprecatio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.f. descriptio [s. determinatum [s. dendrografìa [s.f. in una difficile situazione. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici.f. lex potentior. deprecatio. demonstrativum (genus d.] Implorazione. Il reo dichiara di avere agito in mala fede.f.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo. demonstratio [s.f. genere epidittico o dimostrativo. distribuzione. alla → litote.f.f.] Beffa.f.] Lo stesso che → figura etimologica. desitio [s. generi aristotelici.f. deprecazione. soppressione o sottrazione) rientra. mala voluntas. derivatio [s. transmutatio ed immutatio. di vestirsi. scherno. malus animus. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. → ridiculum.] → ipotiposi.] → epifora. denominatio [s. in parte. detractio [s.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde.m.] → omeoteleuto. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire. il suo modo di pensare.f. di agire.

ed enfatici. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti. quella iniziale e quella finale di parole diverse.s. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi. percursio. Es. detrazióne [s. quasi fissa nella sua formulazione. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. motto proverbiale.f. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. → dialèttica. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d.: Non omo. e dalla forma somigliante al → proverbio. compare tra le arti del → trivium. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo.i i i i 50 Dizionario di retorica la d. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas. ellissi. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola). connotativi. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi. diàfora [s. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww.] Opposto di → sinalefe.f].] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità.. reticentia. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. è un → metaplasmo per aggiunzione che.67). omo già fui (Inf. → ploce. apocope.pt i i i i .livroslabcom.m. sincope. diàcope [s. → iperbato. sillepsi oratoria.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. dialectica [s. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. al contrario ad esempio dell’→ enfasi. consente di considerare come separate due vocali contigue. asindeto.f.ubi.f. → distinctio. I. ai fini fonetici e metrici del varso. praeteritio.f. dialèfe [s. tmesi. détto proverbiale [loc.] → detractio.] Frase tradizionale moraleggiante.

diàllage [s.: Parte sen giva. dialogismo. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore.] Lo stesso significato di → dialisi. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. Amor? (Petrarca). (XIX sec. → dialito. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto.] → dialectica. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. con domanda e risposta. / lo duca. → iato. che da ogne creata vista è scisso (Par.] Negli interventi orali e scritti. allora si parla di → sermocinatio. Tale forma dialogica. 96). contenente domande rivolte a se stessi. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona.] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. gramm.m. dialogismo [s. 16-17). L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . Es. Es. diàlisi [s.) → sillogismo dialettalico. • GDU.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. e io retro li andava. dialògico [agg. o fra due soggetti. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. . . XVII. Inf. In particolare. sec. che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. XXIX.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. monologico. discussione. o fra un soggetto stesso e il suo io.f. . XXI. Si vedano → dialogo.m.f. dialèttico (sillogismo d. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone.f. dibattito.) costrutto senza congiunzione. già facendo la risposta (Dante. diàlito [s. dialèttica [s.

dialogo euristico. → eristico. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito. diànoia [s. → dialogo eristico. diapòresi o diaporèsi [s.49). diàstole [s.m. fammi vendetta / del mio figliuol. / parea dicer: Signor. → dubitatio. attività cognitiva discorsiva. ond’io m’accoro.f. → riflessione. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. / Si ha d.] Secondo Aristotele. euristico. → sistole. Nella metrica italiana la d.m.f. . diàlogo erìstico . ch’è morto. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”.livroslabcom. intra tutti costoro.ubi. → antipofora. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi.f. www. e non implica contrasto di idee. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni.s. (Dante). dialogo. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole). diàlogo [s.pt i i i i . interrogazione). / Ed egli a lei rispondere: . avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. VI.diàlogo eurìstico [loc. Ad esempio: La miserella.] L’opposizione tra discussione e dibattito. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. sotto forma di risposta. poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta.] Discorso a domanda e risposta fra due persone.Ora aspetta / tanto ch’io torni. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. estremamente difficile. . a livello pratico.] Nella metrica latina la d. Nelle finte domande che l’oratore pone.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.

] Il genere diegetico o narrativo era quello che.] Discorso giusto ed equilibrato. dibàttito [s. Livros LabCom i i i i .] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). → lessico. diazèugma [s. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio).] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. nel suo svolgimento essenziale. / Una giustificazione “ragionevole”. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. diegèsi [s. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. → ipotipòsi. diceologìa [s. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento. didascàlico [agg. disiunctio.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. chiamando in causa la necessità a propria discolpa. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. si opponeva al genere mimetico o drammatico. dictio [s. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. → paromologia. / Nell’accezione di → fabula. → zeugma. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati.f.f. → dialogo. dizione.f. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. narratio.f. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione. → mimesi.] → pronuntiatio. pareuresis. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. Es. / La d. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali.f.] Sin. → gnomica.

la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. ). difésa [s. viene così impedita la formazione di un dittongo). in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale. cioè in dipendenza dalle situazioni. tra parentesi. difficilis ornatus [loc. → sinonimo.] 1... → accumulazione.pt i i i i . differentia [s.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s.s. dicevamo. La persona. . 2.livroslabcom. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). expolitio. .f. mediante ricordi.ubi. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione. ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. storie. . anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). . riprendiamo il discorso. Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora.] È la differenza di significato. È il contrario dell’ → accusa. . dignitas [s.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. digressio [s. episodi. o per sostenere un principio attaccato da altri.f. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato.f. comunque. di un giudizio morale. o le persone che svolgono questa mansione. che possono essere usati come varietà diafasiche.f.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra. a quella di uno stato d’animo.f. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. aneddoti. durante la quale www. allora. → facilis ornatus. metonimia.m. omonimo.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. anche quella tra i sinonimi. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee.

discorso improvvisato. Lo stesso che → inconvenientia.] Il discorso di circostanza è occasionale. → parti del discorso.s. stili del discorso. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni.f.f.m. discórso di circostanza [loc. pensieri divini. Anche → excursus. per poi riprendere con nuovo vigore.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni.] Secondo Perelman.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.f. Livros LabCom i i i i . dilogìa [s. discórso acuto [loc. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. prova. Da dove provengano questi elementi. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata. dell’→ entimema (tipo argomentativo). delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva.m. discordanza [s. al termine della digressione stessa. dimostrare una proposizione. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. sermone. oratio. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. parecbasis. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni).m. della → similitudine. dimostrazióne [s. scopi del discorso. dimostrativo [agg. se siano verità impersonali. discorso di consumo. a dimostrarne l’importanza. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore. dell’→ exemplum. a definirlo.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. → argomentazione.s.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione. discórso [s.

come sostiene Lausberg. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. in “società di ordine sociale più libero”. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso. in tale situazione dunque.s. Il riuso.m. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. → discorso di circostanza. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale. tuttavia il discorso mantiene. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. quindi.m. l’oratore può o meno essere il medesimo. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto.s. di coscienza collettiva.ubi. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici.m. il discorso consuma interamente la sua funzione. www. Discorso ricco di figure retoriche.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione.pt i i i i . discórso figurato loc. periodicamente o meno. genere epidittico.s. la sua usabilità per dominare.m. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. → discorso. una volta per tutte.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. oppure nella scrittura. discórso di riuso [loc. In particolare. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria.s. secondo l’intenzione di chi parla. discórso di parte [loc. genere deliberativo. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante).livroslabcom. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte. → discorso di consumo.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione.

disiunctio [s. disiunctivum (asyndeton d. il d. improvvisazione. senza attribuirle un tono offensivo: rompere. palle.m.f. usus. stronzo. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. disputatio [s. disgiunzione. problema. è la seguente: 1. 2. disfemismo [s.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale.f.] Nelle sezioni dell’arte del dire.. disgiunzióne [s.s. con altra per se stessa sgradevole od offensiva.f.f. → discorso di circostanza.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.] Lo stesso che → testo retorico. → ordo. La sua struttura.] Disporre le idee da esporre in ordine logico. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi. Es.] Lo stesso che → dibattito.f. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative. rigorosamente formalizzata. ordine naturale. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale. Fenomeno legato alla → variatio. ordine artificiale.] Sostituire in modo spesso scherzoso. polisindeto disgiuntivo. discórso sottile [loc. spesso gradevole o addirittura affettuosa. e soprattutto non previsto. invocava pietà.s.: Chiedeva compassione. discussióne [s. supplicava clemenza. discórso retòrico [loc.s. disposizióne [s.] Discorso non preparato. polysyndeton d.2.] Lo stesso che → disiunctio. → parisosi. → diazeugma. Opposto all’eufemismo. dispositio [s.m. proposta di Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente.f.) → asindeto disgiuntivo.m. → dispositio.m. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare.

f. si dissimula quello ch’è. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono. 3.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. www.livroslabcom. dissonanza [s. distinctio [s. nelle cose simili. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto. ciò che.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. soffoca in cuore il profondo dolore’. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento.f. ma può anche sussitere come discordanza d’idee.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. È il contrario dell’ → esortazione. → simulazione.m. Lo stesso che → cacofonia. fu impiegata nell’interpretazione di testi. eccede il tertium comparationis. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi. dunque. → contrasto. dissimile [s.f.f. Si simula quello che non è. similitudine. Si riferisce in primo luogo ai suoni. si dissimula quello ch’è. dissimulazióne [s. dissuasióne [s. soluzione del maestro. dissimulatio [s. 4.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione.] → dissimulazione. è unito alcunché di dissimile. risposte alle eventuali obiezioni. → simile. obiezione alla proposta. dissociazióne [s.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. 5.pt i i i i .ubi. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto). costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat.] → diafora. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza.f. Si simula quello che non è.f. Nelle scuole medievali la d. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame. ironia.

diversivocum [s.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. Esistono alcune dittologie assai diffuse che.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi. e quindi la comprensione di un testo. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. multivocum. atttributi. apposizioni.f. per garantire la → perspicuitas.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. nella sua forma canonica. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. con la quale si chiude il sermone. come mi pare e piace.m.f.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. stanco morto. La differenza rispetto all’enumeratio quindi. congerie. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto.m. dittologìa [s. individuata dalle artes predicandi. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). → rapporto diversivoco.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. grande e grosso. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i . in base alla quale. divisio [s. forte e robusto. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. univocum. ubriaco fradicio. distìnguo [s. → distributio. pieno zeppo. basso basso. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo. bello bello. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. aequivocum. distributio [s. appartengono ormai al lessico quotidiano. → distinguere.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. cioè di un sermone. per il loro uso frequente. → sinonimia. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”. sta nel fatto che quest’ultima. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio.f. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri.

avresti tutto da perderci. → aporia.s. distributio. È uno stile però piuttosto scarno. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. indica un modo di parlare figurato. Nella Ad Herennium. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi. istruire. domanda retòrica [loc. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). indignazione.] Lo stesso che → pronuntiatio. dossologìa (o doxologia) [s. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. ecc. partitio. (Ad H. 22). come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. interrogazione retorica. convincere. → exsuscitatio.f.f. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato. docere [vb. adattato alla pratica ed impreciso. informare i giudici su una causa. → persuasione. → ratiocination. 4. sarcasmo.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). diffusa da Leibniz. → doxologia.pt i i i i . se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere.] Far conoscere.ubi.livroslabcom. ad ogni tipo di artificio retorico. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. interrogativa retorica. → interrogazione. che presumono una risposta negativa (“non. → dianoea. Brano liturgico glorificatore. voce diffusa da Leibniz. → pysma. www. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). dictio.] In filosofia la voce. 15. attraverso l’enfasi ed il ricorso.→ merismo.f. se necessario.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. → anthypophora. dizióne [s.

] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. → tattica. obliquus. mixtus.s. Si può ritenere il dutus più frequente. ductus figuratus [loc. → opinio. figuratus e obliquus.s. Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia.] Termine sorto in ambito filosofico greco.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera. a differenza di quelle logiche. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . in maniera più o meno velata.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium.] o syntaxis obliqua. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche.m. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili.m. A seconda della contingenza. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). ductus obliquus [loc. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. → ductus. Tipico dell’ars oratoria. dramma [s.f. communicatio.f. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. subtilis. ductus [s. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. figuratus.s. → ductus.m.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni). cioè alla scienza (→ episteme). ductus mixtus [loc.m. Le argomentazioni retoriche.m. dubitatio [s. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. diaporesi. subtilis. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi). anacenòsi. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio.

nella tattica del discorso.m.) → cursus durus.] → digressione.] → ornato soave. prosopografia. provocazione.) → cursus ecclesiasticus. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere.pt i i i i .m. L’immagine. dulcedo [s.s. Vivace descrizione dei dettagli. → evidentia. seriamente dice. → ritratto. ècfrasi [s.s.f.f. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa.f. durus (cursus d. ductus simplex [loc. → ductus. egressio [s. E ecclesiasticus (cursus e.f.livroslabcom. nella tattica del discorso. paradosso. etopea.f. effictio [s. illustratio. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.ubi. www. e quello che realmente pensa. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione. ecfonèsi [s. cioè.] Lo stesso che → esclamazione.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. -servendosi della provocazione .] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva.m. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex.] → digressione.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. egressus [s.un effetto opposto a questa opinione. gratia. Vi è concordanza fra consilium e thema. → ductus. → ductus. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso.] Si ha ductus simplex se. ductus subtilis [loc.

e nello stile nominale. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale.f. concinnitas. per esempio. egli è vecchio e debole.] L. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. egli è debole (→ anafora). b. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a. ma diversi nel corpo della parola. Dato il pensiero egli è vecchio. → ornatus. Es.f. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. ellissi [s.: la partita Milan-Inter. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. ed è fenomeno della → brevitas. vecchio e debole egli è.] Eliminazione di una di due vocali contigue. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. nella → dispositio del discorso e dell’opera. → dispositio. elegantia [s. Soppressione di elementi di una frase. vecchio egli è e debole. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. elisióne [s. Incongruenze semantiche e sintattiche. che corrisponde alla → detractio. oppure vecchio egli è. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. → sottinteso. c. Livros LabCom i i i i .] L’electio è. ellissi catafòrica. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma.] Figura di parola per soppressione.f. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. allo stile di Cesare. ellissi ‘totale’ . omissione. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. debole egli è (→ epifora).f. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente.

. cioè la collocazione. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. Sin. le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. . ellissi. fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”. È proprio attraverso l’elocutio. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. . che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. . che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. elocutio [s.f. attraverso precise scelte espressive e comunicative. si tratterà per conseguenza de lo stile. l’eleganza del discorso (→ ornatus.] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. Affinché ciò si verifichi. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. e la → compositio. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas).] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. Lausberg 1949). relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. scevro da arcaismi..livroslabcom. eloquènza [s. ecc. come scelta della terminologia più appropriata.f. connesso”). barbarismi. Quintiliano). L’eloquenza. non essendo quello altro.pt i i i i . avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. oratio ornata). precisamente ad Atene. che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas).f.ubi. → catàfora. . attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. → elocuzione. Già Torquato Tasso. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. nasce nell’antica Grecia.s. nel Terzo Discorso dell’Arte poetica.

IX. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture. divenendo tiranno in Atene. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo). → eloquenza sacra. cioè che serve per dimostrare. retorica. Pisistrato raggiunge il successo politico. rhetoriké (téchne) “arte del dire”].. l’effettiva predicazione in Occidente.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. o al contrario.] o e. quando numerosi retori greci vi giungono. dimostrativa loc.s. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. con invettive e critiLivros LabCom i i i i .] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana.).f. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate. 141). ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali. genere della predicazione. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana.s. Proprio grazie a quest’ultima. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. II a. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. eloquènza epidìttica [loc. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. genera elocutionis). come Catone il Censore (234-149 a. eloquènza del pèrgamo [loc. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. a quelle legate alla predicazione cristiana.f. che non può essere recepito dalle grandi masse.s. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec. generalmente nel corso di celebrazioni. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici.C. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina. che essi definiscono retorica [gr. si svolgeva in lingua volgare. anche → oratoria. Comunque.C. quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario.f. ed in seguito lo stesso Cicerone.

ubi. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www. in origine. invece di domani ti raggiungerò. 2. enàllage [s. maestro indiscusso di oratoria epidittica.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). panegirici o orazioni funebri. pathos. parla veloce. 5. come ad esempio di vincitori olimpici. → enàllage dell’aggettivo. parla velocemente. mentre il → pathos è il grado di più violento. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. eloquènza dimostrativa [loc. ad esempio. elusióne [s.f. Es. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. sia in vita che defunti. enàllage dell’aggettivo [loc. Il divino del pian silenzio verde (G.f.f. emozióne [s. eloquènza sacra [loc.s. contribuendo al bene della patria. . in onore delle numerose divinità. .] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. L’emozione più moderata è l’→ ethos.i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo. 3. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). Carducci.f. sono meritevoli di lodi.s. Es. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività. i modi e i tempi del verbo.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra.s. ethos. .] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.livroslabcom.pt i i i i .f.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). celebrazione. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti. 4. l’aggettivo e l’avverbio.f.: domani ti raggiungo. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. i quali. In particolare si esplica come: 1. elogio di personaggi. → affectus.] → perifrasi.

] (variante arc.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. . + nome.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)]. onore. Es. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. una emozione. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa. . Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. enantiòsi [s. ecc. La notte e il buio = la notte buia. evidentia. energìa [s. una situazione. enargìa [s.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’.f.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. /. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro. ammirazione. → ipotiposi. Es. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante.f. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. Erbe e veleni = erbe velenose.m. oppure nome + specificazione complementare subordinata). endìade).f. del calore generale della espressione e dei gesti. contraddizione. ènfasi [s. un evento.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. lode pubblica. utilizzata per creare l’illusione della realtà.] Vivace descrizione di un’azione. endìadi [s. encomium [s. o contraddittori o conversi. Es. ma logicamente va riferito a un. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. → antifrasi.f. enantiosemìa [s. d’ora in avanti.f. → vox. Livros LabCom i i i i . evitando così di subordinarne uno all’altro (agg.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari.f. una persona. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.] Tributo di lode. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente.

: Tutti gli uomini sono mortali. secondo il modello: /x.livroslabcom. antapodosi. al centro o alla fine di un segmento testuale /. Es. . Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura. → allegoria. x/. .] Sinonima di → anafora.ubi.) → polisindeto enumerativo. /. Lo stesso che → anadiplosi. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. xx.] Formula d’augurio.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. entimemismo. → optatio. repetitio.] → induzione. → elenco. eonismo [s. . geminatio.f. epanalissi [s.] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase. . . → sinafia.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico. enumeratio [s. /. epadiplosis [s. epanàstrofe [s. → geminazione.f. .pt i i i i . epanàfora [s.m. .] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui.f. epanadiplòsi [s. epanalèpsi. asindetico o misto tra i due. . enumeratio.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. epanalèssi. . entimèma [s. Anche: → ciclo.m. /. oeonismus. . enjambement [s.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio. /xx. xx/: In verità.m. palillogia. può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali. www. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza.m. epagòge [s. anacefaleosi.f. .f. enumerativo (polisìndeto e. inclusio.f. in verità vi dico. redditio.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s.f. .] Allegoria oscura.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi.

f. 16. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. Paolo > Pavolo. → regressione. esornativo.32: “Ecco vien l’ora. epanortòsi [s. un santo! Equivale a → correctio.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione. epèntesi [s. servendosi di nove espressioni per ornarlo.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione.f. epesegètico [agg. anzi.f. e mi lascerete solo.f. → sillogismo.m. epibolè [s. → exornatio. anzi è già venuta. che dalla → repetitio. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto. di una o più parole enunciate in precedenza. alla mano da martedì. epesegèsi [s. ma non sono solo. Es. sillogismo dialettico. → epesegesi.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. Livros LabCom i i i i .: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. Genua > Genova. epicherèma [s. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso. È un barv’uomo. epesergasìa o epexergasìa [s.m.] esplicativo. Viene detta anche → anaptissi.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola.] Figura retorica che consiste nella ripresa.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. perché con me è il Padre”. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. sillogismo retorico.f. ampliata con particolari. ornatus. expolitio.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. È differente sia dall’ → anafora.

nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. genere epidittico. x/. ripetizione.m.] Parte finale di qualsiasi testo.] Obiezione dell’oratore a se stesso. → anadiplosi. 11-12.. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. www. reduplicatio.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. → epistrofe.f. . x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora).m.m. episinalèfe [s. Fur.ubi. epìmone [s. mozione degli affetti. I. epìfora [s.] → eloquenza epidittica. VII.pt i i i i .f. reduplicazione. parti del discorso. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1. Es. epilèmma [s.2).f. epìfrasi [s.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa. → aggiunta.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti. orale o scritto. Non chiederci la parola. . in Ossi di seppia). . Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl. epidìttico [agg.f. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo. 2.] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo). .i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s.→ anamnesi. scioglimento del nodo.f. avanzata al fine di controbatterla.m.] Insistenza. ciò che non vogliamo” (Montale. → sinalefe. repetitio. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati. epifonèma [s. → conclusio. epimerismo [s. epìlogo [s. mozione degli affetti o perorazione. peroratio.livroslabcom. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte.

ironicammente. In altre circostanze l’e.: Poiché egli è ingiusto.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto. lasciate che si comporti da ingiusto. epìtasi [s. Es.m.f. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare. epìtrope [s. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’.f. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione.] Figura in base alla quale l’oratore. → appositio. epithetum ornans [loc. epitrocasmo [s. epitetismo [s.m. il canuto mare.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es.m. confidando nella bontà della sua causa. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore. si rimette al giudizio del magistrato. Un tipo di amplificazione epìtesi [s.s.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i .] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola. Es.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante.f.: una radunata sediziosa.f. umida vina ‘vini umidi’. epìteto [s.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria. In questo caso l’e. → paragoge. come ad es. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo.] Sinonimo di → epifora.m.

domanda retorica.f. erotèma [s. → eristica.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. rhetorical questions. obscuritas.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. → amplificatio. eruditorum consensus → consensus eruditorum. sillogismo eristico. / Caratterizzato da significato non chiaro. anfibolia.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo.livroslabcom. equìvoco [s.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa. → epanalessi.f. equivocità. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. permissio. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma. sdegno. o natura" (Leopardi). erìstica [s. "O natura.ubi. geminatio. / Ciò che è ambiguo. → aequivocum. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea. esclamazióne [s. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario.m.] e agg. erìstico [agg. dialogo eristico. L’e.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa. ammirazione e sim. iperbole.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico. epizèusi [s. può essere estremamemente pungente nella sua ironia.→ concessio.f.pt i i i i . / Vocabolo di diversi significati.f. epizèugma [s. malinteso.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference).] Argomento che assume la forma di interrogazione.m. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza. Dal punto di www. esagerazióne [s. voce dotta diffusa da Kant. ammissione.m. ambiguità sintattica.

XIX. inizio del testo. → exordium. adhortatio. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. → exempla ficta. → ecfonesi. nella fase della → narratio/partitio. che di bontate / deon essere spose. Il contrario della → dissuasione.] Discorso osceno. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. exornatio. esémpio [s. È il termine corrispettivo di turpiloquio. 1-3. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori. la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. giudiziario.m. proemio / introduzione. o ambiguamente allusivo. exhortatio. Livros LabCom i i i i . ad esempio. la continua ripetizione di sillabe uguali. epidittico/encomiastico. escrologìa [s.] Particolare tipo di → apostrofe.m. . È la parte iniziale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. . e voi rapaci / per oro e per argento avolterate.f. → cacofonia. parabola. → aiscrologia. esortazióne [s. introduttiva di un discorso politico.] Sollecitazione. prologo. o miseri seguaci / che le cose di Dio. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando.f. esornativo [agg. esecrazióne [s. scurra. esòrdio [s. principio. Inf. → parenesi.f.] anche → inizio del testo. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. del pubblico o del giudice che sia. exsuscitatio. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile.: O Simon mago.

livroslabcom. pathos. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.pt i i i i . 61-63) Sin. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi.: o anima lombarda. circostanze della narrazione. eterologìa [s. ètos [s. →.ubi. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. estèsico (atto e. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo.: etopèia. → atto estesico. notatio. VI. effictio.s.m. comportamenti.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione.m.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti. → sermocinatio. prosopografia. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg. etopèa [s.f.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?).] Espressione che si può intendere in due modi. ritratto. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. vizi e virtù.f.f. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. www.] → ethos. nell’arbitro della situazione. → circostanze. Es. → affectus. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. èthos o ètos [s. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). una sua chiarezza e comprensibilità. emozione.

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eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
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Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
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expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
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m. www.s. il destinatario (o ricevente). quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo).] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. idee . che mediante immaginazione. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. stati. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio. l’→ oratore (o mittente). fatto retòrico [loc. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es.reali o immaginari . cioè sin dall’avvio del discorso retorico. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio.ubi.] Elemento di un enunciato che. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. → avversione. deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso).che formano il complesso referenziale del testo. vasto pubblico o giudice che sia. fatismo [s. → ticoscopia.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. il referente (costituito dagli esseri.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s.f. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. possibili o probabili”. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s. fastidium [s. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico.m. In Perelman. “tedio.: siamo d’accordo. processi.m. 50. viene presentato nella → propositio.pt i i i i . disgusto. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico.n. fastidio”).] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini. azioni. no? fatto [s. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa. sprovvisto di significato autonomo.] Ciò che è accaduto e di cui si parla. noia. ottenuti sia attraverso la riflessione. M. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti.m. precisamente nell’→ excogitatio.livroslabcom.

figura di costrutto o figura di costruzióne [loc. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. → immutatio (→ sostituzione). Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. figura elocutionis. anche imagines-um s.dat.f.] Lo stesso che → figura di parola. figura retòrica [s. fictio personae [loc. figure. → detractio (→ soppressione .f. Secondo Quintiliano (I sec. figure di parola. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. apologo. figure.s.f. s. festivitas [s. similitudine.s. lumina (-um n.] → idolopea. → esempio.f. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso. figure of speech.] [gr. figure di ritmo. ingl. figura [s. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.C. Livros LabCom i i i i .] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.] Figura.. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”. → transmutatio (cambio di posizione).f. figura di concètto [loc. figure di costruzione (→ figura di costrutto).f.s.] Nell’ambito della retorica. fugure rhétorique.] Lo stesso che → figura di parola. figura dal tema di fingere “plasmare”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma.] Lo stesso che → figura di parola. figura di discórso [loc. → adiectio (→ aggiunzione o addizione). figura di elocuzióne [loc.pl.sottrazione o omissione). schema”. 3.). che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale.s. fr. figure di dizione.pl. GDU. 4. prosopopea. lat. 2. figure di significazione o tropi. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9.s. figure di elocuzione (→ figura elocutionis).] Lo stesso che → figura di pensiero.f.) verborum et sententiarum.14). parabola. → fiore.1. d.] È una breve narrazione in prosa o in versi.f.f. schêma “forma.f.

f. che si manifestano ‘in parole singole’. tropo. figura di paròla [loc. Sinonimo è → figura di concetto. Appartengono a tale categoria: → chiasmo.ubi. rientra tra le figure www. e suole dividersi in: a. alla categoria dell’ → ornatus.s. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem. → figura di parola. Affine al → poliptoto. Figure di parola per soppressione. b. → zeugma.s. Figure di parola per ordine. Figure di parola per aggiunzione. immutationem. → brachilogia. → figura etimologica.s. → sinonimia. b. figura di pensièro [loc. c. figura elocutionis. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. → ellissi. → iperbato. tropo. non una singola parola.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. → ipallage.f. → figura. ordinem. → concinnità. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. detractionem. d.s.s. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato.] Lo stesso che → figura di parola. dal punto di vista ideativo. i tropi impropriamente detti. → enallage.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. i tropi veri e propri. il concetto della frase.f.f. Figure di pensiero per sostituzione. figura elocutionis [loc. → anastrofe. → anafora.] In Fontanier. → gradazione.s.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. → epanalessi.] Tale figura riguarda. figura di significazióne [loc. → anacoluto. Figure di pensiero per soppressione. → polisindeto.pt i i i i . Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato.f. → figura. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. al contrario dei tropi propriamente detti. 6 e IX). c. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. ma anche l’ → asindeto. le figure di parola o elocuzione appartengono. Figure di pensiero per aggiunzione. figura etimològica [loc.] In Fontanier. Le figure di pensiero si suddividono: a.f. che si manifestano ‘in più parole’. bensì la conformazione di un intero enunciato.livroslabcom. → paronomasia.

attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).] → figura di parola.f. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto.f. → aggiunzione.s.s..f.s.] → figura per detractionem. l’allegoria. figura per aggiunzione. l’iperbole. contraddistinte dalla → brevitas. sognare un sogno.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio).f. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf.f.] → figura sintattica.s. .] → figura per immutationem. figura lògica [loc. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. verbi. considerate sottintese. figura per addizióne [loc.s.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. figura per detrazióne [loc. XIII.) → parlare in figura.s. 68). figura (parlare in f. utilizzata dunque per snellire il discorso. figura grammaticale [loc. figura per detractionem [loc.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. figura per aggiunzióne [loc.s. Esempi: vivere la vita. figura per immutazióne [loc.s. amare un amore.f. figura per addizione. figura morfològica [loc.s. la litore. → figura di concetto. addizione di elementi. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione. Livros LabCom i i i i . figura per adiectionem [loc.f. .f. donare un dono. ).f..

la metonimia.f. figura sententiae [loc.f. rispetto al normale svolgimento sintattico.s. → iperbato. → zeugma. figura per sottrazióne [loc. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale.f.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.s. .] → figura per ordinem.s.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.] Figura di parola costruita mediante l’uso.f. figura per órdine [loc. sottrazione. all’interno della stessa frase. ecc. che riguarda singole parole. proprio da tale immutatio verborum. → pleonasmo.f.] (o figura grammaticale).s. → ellissi.pt i i i i .s. concordanza. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).f. la sineddoche. figura pseudoetimològica [loc. → figura di significazione. l’antonomasia. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe.s. figura sintàttica [loc.s. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori.s.] → figura per detractionem.f.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. delle variazioni nel genere. funzione. Le figure semantiche sono dette anche → tropi. → enallage. www. . figura per ordinem [loc. figura retòrica [loc. soppressione. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali.s. figura per soppressióne [loc.f.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro. → sillessi.] → figura per ordinem. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi. transmutatio.] → figura di pensiero.] → figura per detractionem.f.s. figura semàntica [loc.f.s. figura per trasposizióne [loc.ubi. → asindeto.s.livroslabcom. → polisindeto.f.] → figura. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto.] Lo stesso di → figura per ordinem. ordine. figura per transmutationem [loc. numero. → chiasmo.f.

] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. finzióne [s.m.f. In genere. sopprimono elementi. figuratus (ductus f.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. → fiore.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman. parlare fiorito. filofronèsi [s. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente. acutezza.] Ricercatezza del discorso o della poesia. finitio [s. genus floridum. status causae.f. Si chiama anche figuratica. figura verborum [loc. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i . la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena. Parola rara.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.] Blandire una persona. genus medium.f.f. Riguarda appunto la linea sintagmatica.m. fióre poètico. fiore? fòro [s. fióre retòrico [loc. aggiungono elementi sulla catena. figura.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. flosculo. delle parole.s. Flos.] Abbellimento del discorso.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. In questo contesto A e B. imitatio.] → figura di parola. ma modificano l’ordine dei segni. parlare fiorito.m. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.s.) → ductus figuratus. multimediali). → captatio benevoletiae. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. metriche. fióre [s. → flos. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. → percontatio.f.m. la finzione è un voler far credere.f.] → definizione. flòsculo [s. preziosismo lessicale. stilistiche. status finitionis. che è difficile trovare un po’ dappertutto. finézza [s. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. cioè la successione cronologica dei segni linguistici. tropi).

s.m.m. generalizzazióne [s. generalis quaestio [loc. frequentatio [s. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. epanalessi. geminazióne [s. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. genera elocutionis [loc.s.s. e sono oggetto di studio scolastico. in modo anche affrettato. allargare un giudizio a tutti i casi simili. su cui si fonda il ragionamento. mentre i termini C e D. Le questioni generali sono più facili da trattare.] → epanalessi.f. frequentazióne [s. amministrativi ed economici. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio. ornatus.f.pl.f.f.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. rappresenta un oggetto astratto.livroslabcom. → deliberamento.] → geminatio. → movere). → frequentatio. l’oratoria di Demostene). www.f.2. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione.] → generi aristotelici.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.] equivalente all’→ accumulazione. generi aristotelici. gènere deliberativo [loc. una classe di persone. aspetti militari.] Contrapposta alla → quaestio finita.pt i i i i . In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore.f. legislativi.ubi. → quaestio infinita. costituiscono un insieme detto tema. accumulazione. G geminatio [s. → tema.

m. → generi aristotelici. gènere grande [loc.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc. gènere giudiziale o giudiziário [loc. gènere grandióso [loc. gènere fòrte [loc.s. generi aristotelici.m. gènere importante [loc. gènere epidìttico o dimostrativo [loc.] → genus amplum.] → genus moderatum. genus sublime. genus grande. genus sublime.m. → genus demonstrativum.s. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni.s.m.] → genus vehemens.] Genere oratorio legato alla predicazione.m.m. coinvolto nella causa. genus sublime. generi aristotelici.s.s. genus sublime.s.m. eloquenza epidittica. Livros LabCom i i i i .s. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. fra i → generi aristotelici. per convincere i giudicanti.m. → eloquenza del pergamo. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa.m. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. gènere equilibrato [loc. chiamati logografi.s.m. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza.] → genus vehemens. ma mira a → docere.s.s. genere epidittico. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso.s. gènere intènso [loc. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. genus praedicandi. genus amplum. che il cittadino. gènere magniloquènte [loc. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.s.] È.] → genus amplum. genere dimostrativo. durante i processi relativi a cause private o pubbliche.] → genus demonstrativum. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio.] → genus grande.m. gènere elevato [loc.] → genus grande.] → genus grandiloquum. genus medium.] È uno degli → generi aristotelici.

genus grande.m.] → genus grandiloquum. gènere sublime [loc. giudiziaria o → genere giudiziale.i i i i 86 gènere mèdio [loc. davanti ai tribunali. impiegato in occasione di celebrazioni.m.m.s.livroslabcom.m.s.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.ubi. gèneri aristotèlici [loc. gènere preciso [loc.pl.s.m. 2.m. o → genere epidittico.] → genus modicum.s.m.pt i i i i .m.s. L’ → eloquenza.] Sono detti anche → generi della retorica.] → genus moderatum. genus subtile. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza. gènere tènue [loc.] → genus gracile.] → genus subtile. genus subtile. → eloquenza epidittica o dimostrativa. genus modicum.] → genus gracile.s. genus sublime. politica o deliberativa.] → genus medium. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. gènere pompóso [loc. → genere deliberativo (→ genus deliberativum). che www.m.] → genus modicum. si specifica in: 1.] → genus sublime. 3.] → genus robustum.m.] → genus humile. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare. gènere temperato [loc.s.s. anche per provare delle affermazioni.s. ornato vigoroso.s. gènere sottile [loc. gèneri del discórso [loc. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi. gènere ùmile [loc.s. Dizionario di retorica gènere moderato [loc. genus summissum.m.m. gènere mòdico [loc.pl. genus medium.s. gènere vigoróso [loc.m.s.

s. genus amplum [loc.m. genus [s. Assomiglia al → genus turpe.m. genus gracile [loc.s.m. → eloquenza del pergamo.m. credibilità. È un tipo di → genus sublime.] In una prima accezione. genus acutum. generi aristotelici.] → credibilità.] → genere deliberativo. → ex abrupto.s. genus anceps [loc.m. si ha genus abruptum quando in nella principale. credibilità media.] → genus medium. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso. → paradosso. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto.m.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.m.] Genere elevato e privo di interruzioni.] → genere.s. si scontra col senso di verità del giudice. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene.] → genere dimostrativo. genus dubium [loc. genus deliberativum [loc.m.s. generi aristotelici.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. genus vehemens. genus floridum [loc. → genera elocutionis. soprattutto dal punto di vista etico. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo. credibilità debole. genus elocutionis [loc. genus abruptum [loc. stilus.] È rappresentato dall’opinione di parte che.s.s. genus demonstrativum [loc.m.] → genus humile. Es.] → genus dubium. ha come risultato il genus vehemens. genus admirabile [loc.s. straniamento. Livros LabCom i i i i . che predilige lunghi periodi. generi aristotelici.s.s.m. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento. ornatus. 4.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi. eloquenza epidittica. L’uso dei commi coordinati. sostenendo ad esempio una tesi assurda.m.

m. genere umile. genere preciso.s. come la → perifrasi. genus medium [loc.] → genus medium.s. genus honestum [loc.] → sineddoche. le figure dell’→ adiectio. genus grandiloquum [loc.m. genus moderatum [loc. → genus summissum. proprio dell’oratoria civile e forense. genus robustum [loc. fra le caratteristiche dell’→ ornatus. generi aristotelici.] Lo stesso significato di → genus medium. → genus sublime. proprio dell’oratoria epidittica.] → eloquenza epidittica.] → credibilità alta.s. ornato soave. genus tenue. ornato vigoroso.s.] Stile medio. stili del discorso.m.s. genus laudativum [loc.] Stile dell’oratoria politica. ma anche duri.s. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. genus praedicandi [loc. genere sottile.] → credibilità media. credibilità. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.] Stile basso. pieni di immagini.] Rappresenta.] → credibilità debole.s.livroslabcom. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. genus modicum [loc. genus gracile. genere moderato. genus humile [loc.ubi. stile umile.m.] → genere giudiziale. genus obscurum [loc. genere temperato.] → genus sublime.m. tenue. l’→ isocolo e la costruzione del periodo.m.m. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus.s.s. www. → credibilità debole. stili del discorso. credibilità.m.m. → genus sublime. né la forma sintetica. genus pro specie [loc. genus subtile. soprattutto nei confronti degli avversari.m.s. → genere medio.pt i i i i . né l’oscurità.s.s.m. genus mediocre [loc. genus iudiciale [loc.s.m. genere vigoroso.m. genere tenue.s.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc. credibilità. che non ammette né la brevitas.m.] → genus medium. che sa usare modi semplici e persuasivi.

genere grave. ad esempio.m. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso.m. → genere alto. → pronuntiatio. come il → genus abruptum. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. Livros LabCom i i i i .m.] → genus humile. credibilità debole. genus vulgare [loc. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene.s.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. genus turpe [loc. cioè il discorso pronunciato oralmente. genere sublime.s.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti.s. Fa parte del → genus sublime. stili del discorso. genus subtile [loc.s. di uniformità in genere.m. → credibilità. accuratum dicendi genus.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. gerarchìa [s.: la persona è più importante della cosa).m.m. genere magniloquente. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime. Assomiglia al → genus admirabile.s. e viene di solito definito come → genus humile.m. → genus. gèsto [s. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. utilizzando l’→ ordo naturalis. genus tenue [loc.s. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi.s.] → genus humile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc. Si ha genus turpe quando. esse possono essere astratte (es.f. tipico dell’oratoria politica.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es.] Stile sublime.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi. genus vehemens [loc. genus summissum [loc.m. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium.

anagramma.s. Del XIII sec. De Vauvenargues www. giòco di paròla [loc. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es.m.C. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto.). V-IV a. le Massime capitali di Epicureo. le Sentenze di Epicarmo.] È una massima. gnòme [s. ecc. d. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. Sempre in ambito latino. motto. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. gli Aforismi (ca. una sentenza. l’intento è precettistico e sentenzioso.m. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi. come la → mixtura verborum. sono invece le Reflexions et Maximes di L. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione. traductio.] Florilegio di sentenze. un proverbio. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. attribuiti al medico Ippocrate (sec.: amore amaro.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. GDU) è un filone del genere didascalico. un → ornatus particolare.pt i i i i . massima. Per alcuni autori (cfr. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia.i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s.f.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia).f. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec. gnomològio [s.livroslabcom. → calembour. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. → gnomologia.ubi. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). didascalico. Per quanto riguarda i Romani. gnòmica [s.m.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. boutade. → aforisma. in una raccolta di 700 Sententiae. 400). di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus. per altri (cfr. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili).C. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. soprattutto l’→ audacior ornatus.

f. grottésco [s. In ogni discorso però.m.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. → climax.] Lo stesso che → gratia.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. Livros LabCom i i i i . grado zèro [loc.] → grecismo.f.f.] → genus sublime. in forma di trattato. habitus orationis [loc.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali.s. Per quanto riguarda la letteratura germanica. → scarto.) [loc.m.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano. ad esempio.s. grave (genus g.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. i Saggi e consigli morali di Bacone. facultas. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione.m.f.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. gràzia [s. H habitus [s. cosiddette “laterali”. assurdo.m. graecismus [s.]. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari.m. Alla letteratura inglese appartengono.s. bizzarro. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. → climax. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto. gradazióne discendènte [loc. → anticlimax. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. gradatio [s. → facilitas. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali. gradazióne ascendènte [loc.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico.s.s.

→ declamazione.] È la declamazione. homoeosis [s. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome. iotacismo. spostando il discorso su un argomento differente. A volte considerato un → vitium. → circonlocuzione. horismus [s. hypozeuxis [s.] Lo stesso che → inventio.f. polysigma. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici.pt i i i i .f.] Evitare una questione. sigmatismo.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole.m.m. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. → ornatus. ipozeugma. mimici e gestuali.m.f. hypokritiké [s. hilare dicendi genus [loc. → allitterazione. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum.] → omeòsi.m. Es.livroslabcom. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis. lambdacismo. un problema.ubi. homoeoprophoron [s. → stile umile.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose.s.f. pronuntiatio.f. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar.] Opposto di → zeugma.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. → mitacismo. systrophe.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s. humilitas [s. Solitamente è considerata un errore. www. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. → ipozeussi.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s.

di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. • pronuncia: ìsteron pròteron. detto dopo.m. Es. isteresi.m. → isterologia. maneggione. idolopèa o idolopèia [s. bisboccia. buriana. fasullo.m. gianduia. emiliani: mortadella. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est. II.lat.f. chiamare un favore. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. Mettiti i pantaloni e le mutande.]. icàstico [agg. homoeosis. Eneide.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. stracchino. pizza. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. Es. (Cicero. (Virgilio. è ritenuto più importante.] Incontro di vocali pronunciate separatamente.: idiotismi piemontesi: grissino. Viene spesso giudicato non gradevole. lombardi: gorgonzola. 253). [s. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. In Catilinam). In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola. I iato [s.: moriamur et in media arma ruamus. parabola. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. romani: racchio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc.] “L’ultimo (posto per) primo”. icóna [s. paradigma. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. siciliani: cassata. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. isteron proteron. panettone. tenere fretta.f. veneti: gondola. presenta notevoli difficoltà di traduzione. come due sillabe autonome.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma. napoletani: vongole.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. idiotismo [s. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i .

antropopatia. subiectio sub oculos.pt i i i i . rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. effictio.f. Generalmente. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o.] Vivida descrizione di un’azione. condizione.] L’imitazione dei gesti. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. → ars dictandi). dei modelli di riferimento). ecc. imago [s.] → immagine. illustratio [s. representatio. enargia. personificazione.livroslabcom. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche.ubi. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate. evento. → idolopea. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. viceversa. idololopìa [s. persona.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione.f. della mimica. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà. hypotyposis. illusio [s. descriptio. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. → demostratio. tuttavia. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti.f. delle strategie argomentative. evidentia. ipotiposi. imitatio [s. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. simulazione. nel copiare il contenuto variando la forma. passione.f.f. antropomorfismo. prosopopea. suffiguratio. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore.

2.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase. → laconismo.s.] → mutatio verborum. persone e situazioni ritenute simili. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia. immutatio [s.s. la syntaxis obliqua. 204-207). (Dante. immutatio. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere.s. Lucano. . transmutatio. tale. nella manipolazione del discorso a fini retorici.] → mutatio sermonis.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando.s. Divina Commedia. .32-33. laconica brevitas. impar simile [loc.] → adiunctum. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa.f. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius. antitesi.] A Una strategia di base. la exclamatio. Livros LabCom i i i i . immutatio syntactica [loc.f.31. È un paragone istituito tra cose. immutatio sermonis [loc. immutatio verborum [loc.f. Contempla la → interrogatio.f. similitudo. → adiectio. Pharsalia 1.f. a somiglianza di. 28-30). / tal era lì dai calcagni a le punte. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio. 3. loci a simili impari. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva. XIX. dunque. detractio. Inf. soltanto stilistica. 10]. assieme alla → adiectio. immàgine [s. → sintassi. imperatoria brevitas [loc. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. totam dum colligit iram/.f. quale).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era.125. → imago. alla → detractio e alla → transmutatio. Quint. → imitazione. → sostituzione.s. De Or.] Sinonimo di → similitudine. [Cic.m.

→ finis.] Discorso che esprime disapprovazione. → approvativo. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. al contrario ci si attende sempre una certa varietà.livroslabcom. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. Es.m. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione.m.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. improbativo [agg. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore.ubi.] Discorso non preparato appositamente. imum [s. autoschediasma. uso scorretto delle parole. → implicazione. tria loca. implorazióne [s.f. → deprecatio.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. acirologia. www. ossia la tendenza.] La parte finale di un discorso. ed è sottinteso’: consenso implicito. impulso [s. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. imprevisto [s. sono un cinofilo”.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s. → improprietas.f. implìcito [agg. soggetto implicito. → straniamento. improprietas [s. soggetto implicito.f. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva.] Improprietà.] Esposizione delle proprie difficoltà. obsecratio. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando.: → esplicito. improvvisazióne [s.f. improprium. → implicito. → discorso improvvisato.] Ciò che non ci si aspetta che accada.pt i i i i . Contr.m.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina. inatteso.

Livros LabCom i i i i .] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso). / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza. inconvenientia [s.f. → incoerenza.] Ciò che non ci si aspetta che accada. inciso. → inconsequentia.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori. parentesi.] → asindeto. iperbato. inciso.m. straniamento.) → proposizione incidentale. inclusio.] → epanadiplosi. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione. → explicit.f. incidentale (proposizióne i.f. → comma. incisum [s. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi. incrementum [s.f.] (incipit liber. incoerènza [s. ìncipit [s. → imprevisto.m.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione.m.f. Come figura retorica. inciso [s. proposizione incidentale.] → comma.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.] Mancanza di accordo grammaticale. inconsequentia [s.f. epanadiplosi. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici).m. inconexio [s. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto. inclusio [s.m. indignatio [s.

www. abduzione. → deductio. inductio. cioè a minore ad maius. In questo senso inferire significa trarre una conclusione. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori.f. infinita quaestio → quaestio infinita. → inductio. infinitum [s. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera.f. da cui la → deduzione..livroslabcom. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene.] GDU: ret. per → umile.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica. infinitizzazióne [s.] Talento. deduzione.pt i i i i . secondo Mortara Garavelli.f. a maggior ragione lo è la rapina”. abilità retoriche possedute naturalmente.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione. ma ‘dal meno al più’. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). ìnfimo [agg. In questo senso. inferènza [s.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione.m. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’. ingenium [s. induzióne [s.m.ubi. per l’oratore. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. induzione. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. es.f. Ad esempio. non comune. generalis quaestio. deduzione. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause. → epagoge. “se il furto è un reato.

s. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . instrumentum (i. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia. all’interno dell’→ exordium.f. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. assieme alla necessità urgente.f. intellectio [s. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso.] → caput.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. interèsse alla situazióne [loc. scritto. l’→ intenzione specifica.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore.s. la → situazione retorica. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione.m. tria loca.] → instrumentum. insinuatio [s. intenzióne [s. Essa costituisce. si produce la particolare “situazione retorica”. → ars). del discorso) [loc. ecc. Livros LabCom i i i i . → kairós). Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. una buona predisposizione dell’uditorio. initium [s.m.pl.f.m. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive. culturale. è un metodo per assicurarsi.m.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché.) avviene al di fuori di una determinazione storica. instrumenta oratoris [loc. l’→ uditorio. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). ingenium). cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”. le convenzioni. (→ decorum.s. → situazione.] Nessun comunicato (orale.

per → sinonimia (gr. scis ipse. Es.f. epitrechon.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale).livroslabcom.f.ubi. interrogazióne deliberativa [loc. → interrogazione deliberativa. sia quella che. cataploce (→ esclamazione improvvisa).s.] L’i. → interpositio.] Esclamazione. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. interclusio.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s. eiaculatio. come come ha osservato Fontanier. → parembole. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”.f. interpretatio [s. si identifica con le valutazioni razionali www.f. synonymia). → ermeneutica. sinonimia glossante.] Atto di interrogare. commoratio. supplica.f. Bullinger. → interiectio.: scis. → exsuscitatio.f. Alla fine del XIX secolo (1898) E. interpositio [s. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). sinonimia.pt i i i i . tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). • voce lat. W. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. invocazione. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. interiezióne [s. interrogazióne [s. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso. Proteus. la frase con cui si interroga. parafrasi interpretativa.

spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. perclusio. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele.s. inter se pugnantia [loc.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato.s. . la comparazione ed altre relazioni).f.f. → comminatio. → complexio.: Se non fai attenzione lo romp. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. infatti. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili.21-23). all’ → elocutio. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. → aposiopesi. rubi? Tu che proibisci l’adulterio. avendo già ben presente la soluzione ottimale. che insegni agli altri. inventare”. dubitatio.f.m. intimidazióne [s. → interrogazione.m. come mai tu.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. interruptio [s.f.] Interruzione del filo del discorso. reticenza. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo.pl. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge. → coenotes.] Dal latino invenire “trovare. inventio [s. «ahi!». termine latino per indicare → anacephalaeosis. intréccio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione.: ebbene.f.] → domanda retorica. Es. . il rapporto di causa effetto. loc. interrogazióne retòrica [loc. definisce la retorica primariamente come invenzione. e corrisponde alla → dispositio.s.. cataplexis. → simploche. Es. con esitazioni simulate.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i . nodo. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.pl. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). ad esempio. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio.

ubi. Inferno. Eneide. VIII.. vv www. ipàllage dell’aggettivo [loc. Il divino del pian silenzio verde (G. ma logicamente va riferito a un. / . C. 7-9).. Orlando furioso.livroslabcom. I. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. inversio [s. Es.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). 3. → invenzione.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. ipàllage [s. (Dante.). ipèrbato [s.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. al → logos o al → pathos. Es. / qui si parrà la tua nobilitate. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. su una preghiera accorata a persone presenti. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). O muse.s.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. invocazióne [s. o alto ingegno. (L. mihi causas memora.f. 18.f.] → ipallage. II.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). Es. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car. tot adire labores / impulerit. Ariosto. ecc.f.: Musa. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio.f. 13). De inv. Carducci.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta.pt i i i i . a esseri soprannaturali. (Cic. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum.m. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. nella seconda come sinonimo di → allegoria. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. 8-11). or m’aiutate..

non tutti esattamente pertinenti.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o.f. contraddizione. traiezione.: Ho sceso. → diacope. → subiectio. dandoti il braccio. ipòfora [s. più predicati ad un solo soggetto. “essere accecato dall’ira”.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. esagerazione. risulterebbero inverosimili o assurdi. sarcastici o semplicemente enfatici: Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione. → transgressio. presi alla lettera. “È un anno che ti aspetto”. Es. almeno un milione di scale (E. / dein mille altera.] Personificazione. il Bene. viceversa. “Non ha un briciolo di cervello”. ipèrbole graduale [loc. ironici. dein secunda centum.: Da mi basia mille.f. iperbolicità [s. (Catullo. traiezione. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. metatesi. apozeugma. esagerato. la Virtù. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. ipèrbole [s. deinde centum. L’i.s. deinde centum. → millanteria. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. → antipofora. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. “Mi spezzi il cuore”. → zeugma.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. antifora. “sentir drizzarsi i capelli”).f. Satura).] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). ipòstasi [s.f. transmutatio. / deinde usque altera mille. “Facciamo quattro passi”.m. iperzèugma [s. “Te l’ho detto diecimila volte”. tmesi. Carme 5). →.f. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i . Montale.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate). “Scrivimi due righe”.

una emozione.f. expolitio. → metonimia. ecc. un evento. vizi e virtù. Es. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono.f. ipotipòsi [s.’.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. In Catilinam. una persona. nihil urbis vigiliae. amiche. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. di un essere animato’.. schizzo’ o descrizione. Es. nihil hic munitissimus habendi senatus locus.] Supposizione. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. ipozèugma [s. nihil concursus bonorum omnium. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. → evidentia. aspetto. lat. ascoltatemi.f. signore. nihil timor populi. movimenti.pt i i i i . il → ritratto. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. . Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. comportamenti.ubi. → hypozeuxis. esordio della prima Catilinaria). → causa. cittadini. www. fenomeni fisici e morali’. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore. Sin. differenze e affinità tra oggetti e individui. una situazione. ipozèussi [s. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. ecc. passioni. ipòtesi [s. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. il → tableau ‘messa in scena’. mediante il quale si sottolineano.] Sinonimo di → enargia. azioni. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. cittadine.m. amici. in descrizioni successive o mescolate. → hypozeuxis. → ‘abbozzo. Vivace descrizione di un’azione. zeugma.livroslabcom.: Signori. il → parallelo. ecc.: → diatiposi. quaestio finita. .] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. Si tratta di un procedimento tipico. per → paronomasia. isocolìa [s. → isocolon.] Lo stesso che → isotopia. tetracòlon.] Isotopia del piano semantico. come tropo di parola.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. Compri due. isocòlon [s. Veni. dissimulatio (→ dissimulazione). vidi. isologìa [s.m. → omeottoto).s.: che signore! (detto di un villano/maleducato). (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto. dello stile biblico.] Isotopia del piano morfologico. isosemìa [s.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola.f. il rancore.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe).f. simulatio (→ simulazione). vici.// Secondo Lausberg l’ironia. isocolo.f. uno che aiuta veramente i poverelli! (A. isocolo. isoplasmìa [s. → allitterazione.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. → ironia socratica. bensì lo sdegno. benchè non esclusivo. paghi uno. Livros LabCom i i i i . isòcolo o isocòlo [s.f. tricòlon. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. umorismo. → colon) del periodo. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. → ironia. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. ironìa socràtica [loc. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo.f.: → isocolìa.f.] Non comune. Manzoni. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). → illusio.Es. → parallelismo. → isotopia. Sin. isocolon.f. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario. Es. Promessi sposi).] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni. → tricolon. parimembro. → isotopia.m. isonimìa [s.→ parisòsi.] Lo stesso che → isocolìa.

Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. senza altre in mezzo.: Tu. a qualsiasi livello questa si ponga. non presenti nel documento storico → hysteron proteron.legato a quello di coerenza testuale -. In questo senso quello di i. epanalessi. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i. palillogia.m. isotassie: isotopie del piano sintattico. iterazióne [s. → isotopia.] Inversione dell’ordine logico nel discorso. Ripetizione della medesima parola.f.f. dal solo piano semantico al piano dell’espressione. il mio amore. è un concetto . iteratio Sinonimo di → epanalessi.→ hysteron proteron. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). ìsteron pròteron [loc. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale. 3.: Ti ho aperto. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.] → ornato soave.] Isotopia del piano sintattico.] iucunditas [s. isosemie: isotopie del piano semantico. isologie: isotopie del piano logico.] Omogeneità semantica. isoplasmie: isotopie del piano morfologico. genus medium. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.s. per veemenza o enfasi. Dizionario di retorica isotopìa [s. palillogia ed → epizeusi. iudicium [s. 4.f. sceglie (→ electio) e www. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio.] → hysteron proteron. Es.f.f. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio.m. Es. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron).] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera.f. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura. supplementari.pt i i i i .ubi. 2.livroslabcom. isterèsi o istèresi [s. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso. isterologìa [s.i i i i 106 isotassìa [s.

è tipica del linguaggio militare. trasposizione od omissione involontaria. L laconica brevitas [loc. laconismo. sentenze → laconicità.m. brevitas. o s.] Errore che consiste in una sostituzione.] → hilare dicendi genus. imperatoria brevitas.f.f. laconicità [s. aforismi.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i .m. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. lapsus (l. breve e concettoso. esmpio più alto di concisione.m. iustificatio [s.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’.] Qualità propria del parlare conciso.] → climax. → proecthesis.s.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →.s. linguae o l. → laconicità. klìmax [s. calami) [s. ad esempio motti. laconismo [s. brevitas.] Lo stesso che → laconismo. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso).f. laetum dicendi genus [loc.m. K kairós [s. caratteristico degli spartani.f. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum.m. brevitas.

linguae). che precede altre www.livroslabcom. immutatio. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante. Lecture linéaire. lex potentior [loc. colui che ha compiuto il fatto. l’autore del fatto.s. A. → schema o → figura). introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie.s. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”. calami) che l’orale (l. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. Nella qualifica giuridica del fatto.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l.] ‘lieve cambiamento’. perdendo in tal modo l’enfasi che.] L.s.f. “discorso”.] Considerata come sinonimo di → puritas.] Il termine. che pure ne segnala l’erroneità. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso. nel parlare o nello scrivere. nel significato originario. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. → usus) caratterizzanti la lingua latina. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo.pt i i i i . purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota. (Convenzioni che.f. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo. lettura tabulare [loc. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. levis immutatio [loc.f.ubi.f. in tutte le lingue. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta). latinitas [s. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie).f. Il concetto. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. lexis [s. che originariamente significava “raccolta”.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”.

b. linguaggio figurato [loc. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). con cui viene difeso: a.f. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali.s. Livros LabCom i i i i . licènza [s. e cioè: b. b. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a. bonus animus) nel compimento dell’azione. o il fatto stesso. espressività. →. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). personalizzazione al discorso. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). invoca un giudizio mite. ma è servito a tutti). figura retorica). → licenza poetica.1. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1. nella → relatio. ligatio [s.f. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. B. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). 2.1. sed alter me impulit ut facerem’). o soltanto il reo. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci.2.] → zeugma.m.2. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. come il caso e la necessità (casus. sed profui’. concede più vivacità. a.2. fortuna.] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.2. (→ figura. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico. che potrà giovare anche al giudice.] Linguaggio che.1. Viene presentato come giusta punizione. malus animus) ma. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. l’ho fatto.2.

locus a causa (cur ‘perché’?).] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata. → adiunctum.pl. locus a re (quid ‘che cosa’?). I promessi sposi). la parte dal tutto’). ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio.m.] La memoria. Es. locus a maiore ad minus [loc. le capisce le cose. loci a simili impari [loc. risultando così intercambiabili.. argumenta. locus a causa [loc. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?).livroslabcom. locus [s. ubi.s.. quid. → tapinosi. www. rappresentata spazialmente.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci. sia classica che medievale.s.m.m. quibus auxiliis. locus a tempore (quando ‘quando’?).pl. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos).] (cur ‘perché’?) → loci.m. solitamente mediante la negazione del suo contrario.] (deduzione. locus a loco [loc. → luogo. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa).i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s.f. locus.m. adiunctum. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico. Non è mica stupido = È intelligente.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni. cur. locus a contrario [loc.] (ubi ‘dove’?) → loci.s. quomodo. ma di diversa estensione) → impar simile. topos. locus ab istrumento [loc.s. è divisa in zone. locus.m. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande.] (paragone fra simili.m.ubi.].s.m. in parti specifiche . loci [s. era possibile riassumere con un esametro: quis. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina. deminutio.pt i i i i .in cui risiedono le diverse idee.] (paragone con l’opposto) → adiunctum. locus a loco (ubi ‘dove’?). Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). locus..i loci o luoghi .s. che dal XII sec.

In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione. il tutto dalla parte’).] (quid ‘che cosa’?) → loci. il più ampio viene espresso dal più ristretto. tuttavia.s. locus communis [loc.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci.m.] (paragone fra simili) → adiunctum.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica.m.m. logos [s.] (induzione. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma.s.. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.] (quando ‘quando’?) → loci. cliché. locus a persona [loc. locus a modo [loc.. lumen (l.s. locus a simili [loc.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”.m.m. stereotipo. locus a tempore [loc.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio.s. → luogo comune.s.] (quis ‘chi’?) → loci.s.m.m. locus. dicendi) [loc. di richiamo logico. rilevante per la condotta di vita degli individui.s.s. locus a re [loc. Livros LabCom i i i i . Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos.. locus.. locus. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos. prende il nome di sententia. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente.m. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema. locus.m. → adiunctum.

Rappresenta una tipologia di litote.livroslabcom. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. medium [s. tra l’umile e il sublime. assunta come norma dell’agire avente validità generale. il parlare più del necessario. mediante la quale ci si riferisce a www.ubi.] Indica la prolissità. ciò su cui verte il processo. l’epos e altri.s. →. deprecatio. periergia.] Sentenza.m. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere. → auctoritas. come il dramma. → sentenza.s. maiore (a) ad minus [loc.m.s. Mrs Malapropo. mezzano.] stile. màssima [s.m.f. deprecatio.] → deduzione. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata.pt i i i i . vetustas. maiestas [s. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. acirologia. mèdio [agg. prolissità.] Paronomasia involontaria. meiosis [s. mala voluntas [loc.f. massime della conversazione.f.] → lex potentior.m.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia.] La materia.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan.] L. Essa è dunque ciò di cui si parla.f. malus animus [loc.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra.f.] → lex potentior.s. malapropismo [s. cacozelia. → paronomasia. adiunctum. → tria loca.] → sineddoche. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.f. → genus medium.f. solitamente tratta dall’esperienza. la parte centrale di un percorso. matèria [s. materia pro opere [loc. In un insieme. → perissologia.

la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. tapinosi. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. deve essere coltivata mediante → ars.m. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. la memoria è presente Livros LabCom i i i i . dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. sia che si tratti dell’ordo artificialis. membrum [s. Marziano Capella. più appropriatamente viene chiamato → colon. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. Vittoriano. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines.m. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. mèmbro [s. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. memòria [s. o anche di discorso.] → colon. XVI. vediamo ad esempio in Quintiliano. → dispositio ed → elocutio. → litote. Aurelio Agostino. La retorica classica. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. sia che si tratti dell’ordo naturalis. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso.f. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. III. 28).] Terimonologia generica. indicante una parte di frase o di periodo. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. cioè per mezzo della tecnica retorica.

→ memoria locale. immutatio.f. I. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi. → anafora. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. merismo [s. 250). Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. → divisione.f.m. metàbole o metàbola [s.] Sinonimo di sinzeugma.m. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. → anafora.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. Inst. p. Or. metasememi e metalogismi. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano.38) e citato da Lausberg.: → sinzeugma. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso).i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury.ubi. Incrociando il tipo www.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. mesarchìa [s. detractio. → transitio. → anafora. Es.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. mesodiplosis ingl. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione. e transformatio (cfr. soppressione. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. reditus ad rem. aggiunzionesoppressione e permutazione. mesozèugma [s. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico. 5.livroslabcom. metatassi. che distingue adiectio. mesoteleuton ingl. zeugma.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice. 1960. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra.f.pt i i i i . metàbasi [s.

giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. iperbato.aggiunzione Crasi. sincope. allegoria. favola Inversione logica. Ricoeur (1975. paronomasia. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. zeugma Polisindeto. allitterazione. ossimoro Permutazione Antistrofe. palindromo Tmesi. metonimia.. sospensione Iperbole.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. Elissi. ripresa. assonanza Sinonimia Soppressione . pleonasmo Metafora. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . it. e questi lo sono di fonemi. anagramma. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. enumerazione anacoluto. apocope. sineresi Rima. parabola. asindeto. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. simmetria. inversione Eufemismo. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. reticenza. concatenazione. tr.

Secondo Vico. modificano il valore logico di una frase. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. metàfora [s. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). Metabolé esisteva già in Aristotele. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. e quello. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola.livroslabcom. il piano formatore è costituito dai semi. Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. mentre i termini métataxes. infatti. cioè secondo una prospettiva cognitiva. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. tra gli altri. ancora superiore.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”.f. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. 3. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. infatti. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. 2.pt i i i i . Nel caso della metafora. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova.ubi. quanto piuttosto come un problema di pensiero. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www. 4. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.

De Gruyter. F. Milano.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. non esiste una naturalità non retorica di esso. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Klinkenberg. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. è piuttosto vero il contrario. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. Pire. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. dall’altro come strumento conoscitivo. Retorica Generale. Werke. F. Dubios. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. ora il valore cognitivo. Minguet. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. Bd. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. che ha fra i propri rappresentanti J. Berlino – New York. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. Trinon. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. Ph. M. H. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. 4. Edeline. A partire dall’idea di grado zero appena vista. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. J. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976.

infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. Per Richards la metafora è una terza cosa. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. o base. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. La metonimia opera su un solo termine. Parma. Milano. archetipi. Einaudi). Torino. e in una parte che ha subito lo scarto. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. Jaca Book). La filosofia della retorica. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. Modelli.ubi. sostiene Ricoeur. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. richiamandosi a Northrop Frye. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole. un’esperienza. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. la metafora invece. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975.livroslabcom. Milano. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). La metafora viva. metafore.: 60). Pratiche). l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione.pt i i i i . Metonimia e metafora. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww.

viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. infine. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro.: “Le tue richieste sono indifendibili”). 237).: 325). gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. 237). In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. e la metafora in particolare. rispetto alla metafora. IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. frase. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. propri del paradigma e del sintagma. In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. Inoltre. il processo di selezione-sostituzione. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora.

quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore). hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi.E. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. tende a mescolarli. rispetto al primo tipo. in R. Steen (eds. Benjamins) i quali. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. Le metafore di questo tipo sono moltissime. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile.pt i i i i . Conceptual Structure. Gibbs. Amsterdam-Philadelphia. Stanford (CA)).] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www.). (1999. G.: BUONO È SU). Goldberg (ed. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. ad esempio “sto andando a pezzi”. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. Discourse and Language. metalèpsi o metalèssi [s. e le metafore di personificazione. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento.ubi. in A. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. CSLI Publications. ad esempio il nostro modo di discutere. W. “ha ceduto sotto interrogatorio”. “Blending and Metaphor”.J.i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. Metaphor in Cognitive Linguistics.livroslabcom.). Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. “Blending as a Central Process in Grammar”. “Oggi sono un po’ arrugginito”.f. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. emozioni o attività. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es.

Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo). come errore. Sono metalogismi l’iperbole. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. → metabole. metaplasmo [s. metalogismo [s. nella sequenza di suoni che compongono una parola. descrive semplicemente uno spostamento. Nel m. è caratteristica di molti → calchi. fronte è sineddoche di corpo. il paradosso. l’ironia. quali arcaismi.f. l’eufemismo e la reticenza. foriesterismi. anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza. metamòrfosi [s.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. metafore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. neologismi. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. metonimie. →.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola. metàllage [s.] Ogni mutamento fonetico.f. o perché esse sono alternative e coesistenti. ha molti anni’.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i .m.] Si ha m. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno. Lausberg osserva che la metalessi. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione.m. Quando un’idea assume la forma di un’altra. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates). ammesso o meno. una frase. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. dialettalismi.

→ metabole.f. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.pt i i i i .f. 18.f. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.f.ubi. Elia rispose: «No. metàstasi [s. tra parti che non siano vicine.metatesi a contatto. → metatesi. oppure una →.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.f.s.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa. gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?». e tu sei andato dietro a Baal». ma sei tu e la casa di tuo padre.m. → metabole.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metonìmia o metonimìa [s. Es. → metatesi. Ma appena lo vide. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore. come è il caso dell’iperbato.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. La metatesi può essere una →.s.] Figura che modifica la struttura della frase. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.: I Re.metatesi a distanza.livroslabcom. metàtesi a distanza [loc. non sono io che ho conturbato Israele.] Sostituzione di un semema con un altro. oppure che le corrisponda per www. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.f. metàtesi [s. → anticategoria. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato). quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe). metasemèma [s.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metatassi [s. → metabole. metàtesi a contatto [loc.

John Benjamins Publishing Company. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. Armi. in Cognitive Linguistics. le forme. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. bere un bicchiere.: ascoltare Mozart. Es. ecc. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. la relazione fra la forma e la cosa/evento. per ‘Il governo italiano’. occupante / luogo occupato.). leggere Leopardi. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. in Panther. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. Metonymy in Language and Thought: 17-59. Stanford University Press.). Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio. Il Chianti. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. per ‘guerra’. le cose e gli eventi. Foundations of Cognitive Grammar. proprietario / proprietà materiale o morale.: 20). L’ultimo tipo. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. Radden e Kövecses (ib. quella fra il concetto e la cosa/evento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. Palazzo Chigi. Amsterdam-Philadelphia. Theoretical Prerequisites. Thornburg (eds. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . vol 1.

A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. Communication and Form”. proposizionale e illocutiva. 2. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. definita schematic notion. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. C.). Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. in A. Milano. baicchi. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. A. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. ad esempio la genialità. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Broccias.livroslabcom. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi.ubi.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale. Sansò (eds. Meaning. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora.pt i i i i . il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. Modelling Thought and Constructing Meaning. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. Franco Angeli: 110). I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo.

→ attenuatio. mentre è forte nel caso contrario. piazza principale di Bruxelles. mezzano [agg.m.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. mitologismo [s. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. → metacismo. nella commedia. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place. → allegorismo.m. ecc.. → metonimicità.m.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. → spes. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”.spes et metus – è. Livros LabCom i i i i . qualità. pathos. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. mimèsi o mìmesi [s. Es. allitterazione.] È il timore provato dall’uditorio. di una persona di cui si riferisce il discorso”. e l’Unione Europea è assai indiretto. mitacismo o metacismo [s.f. del tono di voce. minore (a) ad maius [loc. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . Come esempio. minutio [s. adiunctum.f.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento.m. mezzano. personificazione. metus [s. È l’amplificazione che attenua.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. È un Apollo. dei tic linguistici. atteggiamenti ecc. → sermocinatio. //Tutte le volte che oggetti. → genus medium. suspicio. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso.s.] → induzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia.

] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. Essa può realizzarsi come → indignatio. → sinchisi.] L’arte di mandare a memoria un discorso.m. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente. mòtto proverbiale [loc.] → proverbio.m. → pathos. monere [vb. È un specie di → sentenza. per produrre un effetto di straniamento. mnemotècnica [s. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos).f. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. www. è contenuto nei limiti del proprio pensiero. detto proverbiale. → monologo.] → docere. monològico [agg.m.] Ciò che. o come → conquestio. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione. persuasione.] Equivalente alla → sinchisi. mozióne degli affètti [loc.pt i i i i .] È una delle specie della → sentenza. mòtto [s. ossia nella → perorazione.s. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte.ubi.livroslabcom. → epilogo. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario.f. → arte mnemonica. intende giocare. Con la mixtura verborum l’oratore. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. multiiugum [s.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria. dialogico. con la → obscuritas.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc.s. diventi favorevole alla parte rappresentata. privo del momento del dialogo.s.] → polisindeto. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno.f. movere [vb.

o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. → immutatio. spesso accompagnato dalla mimica. lat. o personale.f.m. → rapporto multivoco. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. come ad esempio un’espressione sdegnosa.] Lo stesso che → immutatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s. diversivocum. mycterismus [s.m. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. aequivocum.f. → immutatio.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es.f.: gladius – ensis). alla forma grammaticale. Livros LabCom i i i i .s. mutaménto della situazióne [loc. epitropé.s. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. sarcasmo. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. ad esempio il caso. mutatio verborum o immutatio verborum [loc. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale.s.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. → ironia. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata. agli elementi della situazione del discorso.] Scherno insultante e prolungato.m. ad esempio un giudice. In it. sembra non esserci: mit-. myct-. univocum. tropo. mict-.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis. mutatio [s. ossia un cambiamento del discorso.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. tropo.

f.] → zeugma.] Equivalente di → nitidum genus.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.m. rifuggendo le volgarità. In altre parole i noemi sono le idee.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento.] Forma italiana per → ingenium.m.] → narratio.m. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio. noèma [s. nitor [s. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www. natura2 [s. nitidum genus [loc. La mancanza di parole appropriate.] → ornato vigoroso. il quale mostra spesso una natura dialettica.f. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.f.f.ubi. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva.m.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare. necessitas [s. le nozioni.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva. narratóre [s.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza.pt i i i i .→ nitor.m.] La voce cui è affidata la narrazione.f.f. possono rappresentare di volta in volta la necessitas. descrivendo in dettaglio un avvenimento.s.livroslabcom. e non è prodotto dall’attività di una persona.s. cioè dall’→ arte. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri. narrazióne [s. natura1 [s.m. nexum [s. → voce narrante. negazióne [s.] Parlare oscuro e sottile. → diegesi.] L’atto di negare.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi. i → tabù. narrazione. nervosum dicendi genus [loc.

f. nella → compositio delle lingue classiche. “l’immaginato”. ossia del cogitatum.f. → etopea.m. Da un lato c’è la descrizione noematica.] Descrizione di un carattere. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi.s. nel Trattato dell’argomentazione. nùmero oratòrio [loc. numerus [s.] È rappresentato. “il ricordare”. (descrizione noematica). Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. La nuova retorica. ecc. pubblicato nel 1958. definita come “teoria dell’argomentazione”. “il ricordato”. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. → differentia.] Leggera differenza di significato. Dunque. ad esempio “il percepito”. Perelman.s. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i .] È . in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità. // Quando la frase è ridotta ad un nome. → ritmo. completa la logica. anche se. notatio [s. dal ritmo e dall’armonia di un periodo.] La nuova retorica di Perelman che. dell’oggetto intenzionale. → argomentazione / dimostrazione. nuòva retòrica [loc. ecc. sfumatura. soprattutto in ambito artistico. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. In questo nuovo contesto. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. “l’immaginare”. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. ad esempio “il percepire”. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. ossia della “noesi”. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. nuance [s.f. sussitono tra essi delle analogie. che concerne i modi di essere del noema. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. dall’altro c’è la descrizione noetica. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. specialmente riferito ad una parola. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca.m.

f. similitudine.livroslabcom. le due figure il più delle volte si sovrappongono). → battologia. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero. sul piano teorico. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici. omeòsi [s.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo.ubi.f. parabola. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica.f.f. → ossecrazione. omeologìa [s.f.] Abbellire.] Figura retorica caratteristica della retorica latina. considerata un → vitium del discorso. O obliquazióne [s. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile. www.f. parimenti. paradigma. → retorica. e retorica. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona. → generi aristotelici.] → eonismo.] → oscurità.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa. officium [s.m. obtestatio [s. intesa come tecnica della controversia. perissologia. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo. obscuritas [s. oeconomia [s. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso. obsecratio [s.] Ripetizione di senso vuota e tediosa.] → aposiopesi. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano.f. obticentia [s.pt i i i i .] → obsecratio.f.] → dispositio.f.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere. oeonismus [s.

di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate.] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. omoptòto [s. onomatopèa [s. omissióne [s.] L’onomatopea consiste nell’imitare. vedo un ebète. . amphibolia. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco). → omonimia.m.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. Il lampo. omeottòto [s. i denti alla Colgate. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. omònimo [s. ambiguitas. rima. omonimìa [s.].m. X Agosto. → omonimo. le gote devastate.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. ominatio [s. → exprobatio. → armonia imitativa.] Soppressione di uno o più elementi di una frase. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. fonosimbolismo. anche omeoptòto o omoptòto [s. le nari dilatate.m.m. in Myricae: “apparì sparì. omoteleutìa [s.f. tra genti pestate come patate su auto non private.f. allitterazione. omoiotelèuto.f.m. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. Tale ripetizione.] → omeottoto. Corrisponde all’→ ellissi. Es. . “arde e cade”. onedismus [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato.f. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. se non giustificata. aequivocum. Pascoli. Livros LabCom i i i i .f. → omeoteleuto. 3. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. e un cappello da abate [. può generare cacofonia.] Uns profezia minacciosa.m. 5. i suoni della natura. → omotelèuto. servendosi del linguaggio articolato.

oratio soluta. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. collegate paratatticamente.f. periodo. oratio concisa. oratio soluta.f. oratio perpetua. oratio concisa.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni.s. oratio perpetua. www. → errore.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. ma non necessariamente.] → licenza. oratio extemporalis [loc. → oratio. → dòxa.livroslabcom.f. periodo. oeonismus. → orazione.f.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente. oratio perpetua [loc. optatio [s. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte. oratio soluta. opportuno [agg.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s. oratio libera [loc. compositio. oratio inornata [loc.f. oratio (pendens o.f.pt i i i i . oratio [s. quando non si tratti di principali.s.f. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum.ubi. a seconda dei casi.s. nella concisione o nell’abbondanza. sono prevalentemente. → oratio. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche. oratio concisa [loc. individuando l’opportunità. le cui proposizioni.s. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica.f.] → improvvisazione. ossia la corrispondenza di protasisapodosis.s.] Produzione di un discorso.) → pendens oratio. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. sermone.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico.] È il discorso erroneamente disadorno. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. il loro parere.

oratòria [s. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). verba sequentur). De Oratore. l’abilità verbale dei poeti. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. oratio perpetua.m. → oratio. il gesto dei migliori attori. compositio.] Discorso eloquente. la profondità dei filosofi. oratio vincta atque contexta [loc. oratóre [s. né sottoposta a regole precise. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto. I. → oratio. → dicitore. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. Secondo Cicerone. → oratio. È l’arte di saper tenere un discorso.f.] → periodo. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. oratio concisa. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. Elogio funebre.f. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.f.s.f.m. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. la voce dei tragici.s. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. periodo.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso. 48.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria.] Spesso viene confusa con la → retorica. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. orazióne [s. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i . ordo o ordine [s. dove la disposizione delle parti non è preordinata. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. la memoria dei giureconsulti.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.

s. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio.s. → ordo.s. → ornatus.f. Tuttavia.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio. 2.s.] È la presenza di ornamenti. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www. ornatezza. elegantia. ordine artificiale o ordo artificialis. È definito come → gratia o → suavitas. aptum. ornato [s.m. catacosmesis.m.m. appropriatezza o convenienza o congruenza.m. in particolare di natura retorica.]. 3.pt i i i i .m.] Può essere considerato una variante del → genus medium. ornatus.livroslabcom. → ordo. prépon. → genere vigoroso. (o ordine naturale) [loc. ornato vigoróso [s. 4.m. ordo naturalis. ordine naturale o ordo naturalis. correttezza o latinitas.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche. gr. ornato soave [loc.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici.m.] La bellezza e l’eleganza del discorso. a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis). che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. conditus sermo). ornatézza [s. ossia meno faticosa.ubi. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. ornatus). ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus). ordo naturalis [loc. → ornato. ordo artificialis. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile. lat. dell’esperienza del bello. che in latino si chiama → ornatus. ornatus [s. → ordo.

// L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua.f. oscurità [s. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi. → sinchisi.m. malinteso.f. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. ortoepìa [s. passibili di ricevere diverse interpretazioni. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. antilogia. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. in nome di Dio. → obsecratio.: Fate largo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). exornatio. → ornato. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi).: Concordia discors ‘concordia discorde’. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura).] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. formosa deformitas. → sineciosi. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. Es. o degli dei. insensato senso. Livros LabCom i i i i . disperate speranze). In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio. ossecrazióne [s. Es. convergenze parallele. rota Virgilii.] Supplicare in nome della divinità.f.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici.] L’oscurità è totale o parziale. ossìmoro o ossimòro [s.

f.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani. paradiàstole [s. e che determina facilmente lo straniamento. /xx. .f. Essa è peculiare della predicazione di Gesù. .] Consiste nell’ esposizione di un testo. paradòsso [s. Es.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. apologo. paràfrasi [s. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. → epanalessi.livroslabcom. adynaton. l’angoscia. xx/. 8.f.vb. www. favola. absurdum. assurdità. . . . i pericoli. di solito poetico. di alterare il meno possibile il contenuto. → similitudine. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. xx. di lasciar intuire una verità. . parafrastico. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. e cercando di non alterare. /. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. . /. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’).] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. palillogìa [s. la persecuzione. paradossismo [s. . avente la scopo di fornire un esempio di paragone. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc.ubi. la nudità. Romani. o sarebbbe meglio dire.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. esempio.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. genus admirabile.] → excidit mihi. in mezzo o alla fine di un segmento testuale /.f. variatio. palinodìa [s. opinioni professate in precedenza. paràbola [s. exempla ficta.m.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro.pt i i i i . il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso. → paradossismo. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva. illustrandone le motivazioni.f. la fame.m.] Scritto o discorso in cui si ritrattano. sia per i pensieri (‘arguzie. /.

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paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
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re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
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parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
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parte [s.] → sineddoche. isonimia.f.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto. parònimo [s. // Femmine . : Straziami ma di baci saziami. la → paronomasia e il → polittoto. concessio. discorso di parte. Termine non comune per → paromeosi.] Chi sostiene una posizione. la difende.dalle labbra tumide – dalle bocche languide. l’→ omeottoto.] Accostamento di parole somiglianti. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito. → attrazione paronimica. .] Chi è interessato ad una situazione.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s.] Concessione. → paromeo.f.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. → parte.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. supparile.f. paronomàsia o paronomasìa [s. Sinonimo: → annominatio.livroslabcom. bisticcio.m.m. Es. pars pro toto [loc. parresìa [s. paronimìa [s. la distingue da quella degli altri.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. . partito. → partito.f. → parresia. parte in càusa [loc. . Lo stesso che → paronomasia. paromio. Chi non risica non rosica. .f. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. Traduttore traditore. paromologìa [s. annominazione. Es. www. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza.f.s.s.ubi. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione.f.f.pt i i i i . paròmio [s. Figura retorica detta di solito → licenza.

→ partito. anche quelle dell’avversario. partigianeria. per sollecitare la risposta emotiva. nel caso delle controversie.f. → discorso. Figura di dissonanza. soprattutto poiché l’oratore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. 4. parti del discórso [loc. pathopoeia [s.f. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio). 2. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio.pl. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare.s.pl. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. → epilogo / perorazione / conclusione. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo.] → parti del discorso.s.] → comma. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.] Secondo gli antichi autori. propositio. → esordio / proemio/inizio che.f.] Termine di carattere generale. → partizione. particula [s. partitio [s.f. la sua presenza può essere evitata. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i . I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. 3. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici.f. pàthos [s. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico.f.f.] L’oratore. → partitio.] Atteggiamento di parte. → exsuscitatio.] Enumerazione dei punti da trattare. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione.m. parzialità [s. nel discorso politico. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. partizióne [s. giudiziario ed encomiastico.

immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo.] It. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata. che segue. . pausare [vb.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. affectus. con accento ancor più grave. cap. percontatio [s. www. → verbum peregrinum. Federigo e don Abbondio: ..per addossarvi codesto ministero. Es.f.] È una variante della → sermocinatio. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. dialogo fra il card. compassione. per varie ragioni. dei quali uno crea tensione e l’atlro. perclusio [s. peregrinum (verbum p. Federigo. → protasi.f.f. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc.f. vengono quindi trattati sommariamente. terrore.) → verbum peregrinum.disse.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. → ethos.f. L’elemento che crea tensione è detto → protasi. minaccia. XXV. Sinonimo: → concisa brevitas. → subiectio.s. → exquisitio. I promessi sposi. emozione. expeditio.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi. ossia la → clausula sententiae. pendens oratio [loc. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica.] Interrompere con pause. la risolve. pellegrinità [s. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio.livroslabcom. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta. Manzoni.] Rarità elegante e ricercata.f.] → comminatio. periodo. metus. spes. percursio [s. peregrinità [s. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. . pathopoeia. contrazione.E quando vi siete presentato alla Chiesa. e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario.ubi.pt i i i i . in disuso per → peregrinità.

artificioso.f. perissologìa [s. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula). → prolissità. battologia. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui. per Dio → circonlocuzione.m. perìstrofe [s.f. → citazione. → atto perlocutorio. macrologia. → prosa. permutatio [s. permissio [s.] Si ha quando chi parla.] In riferimento alla teoria della → compositio.f.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo. non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. omeologia. chi non mi crede se ne pentirà.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. circumlocutio. Es. concede a chi ascolta piena libertà. pleonasmo. elusione. perìodo [s. subordinazione. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. Es. ma anche → ironia.] → atto perlocutorio.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche.] Citazione.f. ma eccessivamente elaborato.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario. ridondanza. perlocuzióne [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. Livros LabCom i i i i .] → antimetabole. chiasmo complicato. periergìa [s. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. → epitrope. oratio perpetua.f.f. dispositio. oratio soluta.f. perìfrasi [s. → macrologia. per definirlo o parafrasarlo.f.

5-6). personificazióne [s. → chiarezza. È il → sermo manifestus. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. idolopea. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). epilogo.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. recapitulatio. In Catilinam.f. (G. Carducci. GDU. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). la soppressione e la sostituzione.ubi.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. Il gelsomino notturno. I. perspicuitas o perspicuità [s.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. 17)→ prosopopea. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso.] È il tentaivo. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. distinguere. → antifrasi. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi. conclusio. peroratio o perorazione [s.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere).f. dunque consiste nella → conclusio con la quale.f. Es.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. mitologismo. www. → persuasione. da parte dei partiti interessati. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data.livroslabcom. Alla stazione in una mattina d’autunno. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica.f. antropopatia. quae communis est parens omnium nostrum. → perorazione. Nunc te patria. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero.f. 3-4).pt i i i i .] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia. persuasio [s. come la → metatesi e la → tmesi. Pascoli. Infatti.

bruto. unità di misura ritmica. ritmo trocaico (accentata-atona). Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. ritmo anapestico (atona-atona-accentata). placere [vb. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. pleonasmo [s. il cretico. piède [s. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola). → perissologia. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato).m. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale.s. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi. plòce [s. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa.m. → delectare. delectatio.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta.] → piede. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. indipendentemente dal principio del vero.m.m.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. ritmo dattilico (accentataatona-atona).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s. repotia.f. pes [s. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. es.] → anastrofe.f. petizióne di princìpio [loc. O Bruto. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). tautologia. il peone. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile.m.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore. pithanòn [s.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso. il coreo o trocheo. il dattilo.] Consiste nella → persuasione e nel convincere. Livros LabCom i i i i . ridondanza.] In poesia. voluptas. in un altro il carattere e le qualità » . ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza.

m.m. polisindeto.m. Es. polisìndeto [s.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o.m. il concetto collettivo.] → licenza poetica. poetarum licentia [loc. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o.f. Gerusalemme liberata. cui viene ricondotto da alcuni. polisìndeto disgiuntivo [loc. oppure’. 1). il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale.m. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.] Consiste nella ricorrenza. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’. → antitesi.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. polarità [s.pt i i i i . simmetria. Terminologia francese.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere. polisìndeto copulativo [loc.] → polisindeto copulativo.livroslabcom. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso. Dizionario di retorica pointe [s.f. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati. → polisindeto.s. 42.s.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc. sindesi.: Le mani nelle mani.] → sineddoche.s.] Stile sottile e ricercato.s.ubi. oppure’ . → acutum dicendi genus. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge.s. poliptòto o polittòto [s. A differenza della paronomasia. espressione polare. Correlata la → figura etimologica.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi. www. polionimìa [s.f.f.m. polisìndeto enumerativo [loc. Stare con le mani in mano. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. gioco di parole. → anafora. → polisindeto. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute. XIX.

s. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente.).] → docere. polulogìa [s.] → sillogismo. superioris rei correctio. → battologia.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc.m. ratio. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. praecedens correctio [loc. Livros LabCom i i i i .f. → correctio. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. praemissa minor [loc. ecc. politropìa [s. il concetto collettivo. il proprio corpo di fronte ad un uditorio.f.] → sillogismo. → sillogismo.m. → opportuno. → mimica.f.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione.f. In campo più propriamente retorico le rationes. magistrati.f.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa. questa figura prende il nome di → prodiorthosis.s.m. loquacità. postura [s. praemissa maior [loc. omeologia.] Il modo di presentare la propria figura.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne.s.f. praecipere [vb. perissologia. praemissa [s. le prove.s. →. →. prolissità.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.pl. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli.] Il parlare molto.] → sigmatismo.f. polysigma [s. la → praemissa maior e la → praemissa minor. praecepta [s. → polisindeto.

www.] → praeparatio. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana.f. → enfasi.f.] È la ‘vivente retorica’. paralissi.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo.ubi.f.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. ad es. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. → preterizione.f. → premesse della argomentazióne.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero.s. pragmatografìa [s.] Descrizione di un avvenimento. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico.m.m. → chiasmo.livroslabcom.pt i i i i . Può occorrere nella → subnexio.f. unita con la narrazione di questo. Così. praestructio [s.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s. / In un’altra accezione la p. praeparatio [s. all’interno di una porzione di testo che le comporende. / Nella teoria di Perelman sui luoghi. i principi rispetto alle applicazioni concrete”. precedènte [s.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova. Si fonda sulla Bibbia. praemunitio. premunizione. → praeparatio.] È una preparazione dissimulata. → proemio. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. catafasi. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni.] Fase preliminare di un discorso. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. predicazióne cristiana [loc. Consiste nell’incrociare. praeteritio [s. Una specie di → enargia. praeoccursio [s.f. non necessariamente facente parte di esso. preàmbolo [s.f.

] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. premésse della argomentazióne [loc. → praemunitio. → argomenti.s. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato). introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). di tutto ciò che esso considera ammesso. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. → prova. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). accordo.] → praemissa / Inizio di un discorso.f. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. dell’autosufficienza. premunizióne [s.f. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo).pl. del merito.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. risulta evidente l’importanza del → kairós. nuova retorica. nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i .f.f. Assieme all’eredità classica. esistente (preferire ciò che esiste).] Secondo Perelman. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. L’accordo sopra ciò che è preferibile. invece. preméssa [s. verità o presunzione. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile. persona (i valori della dignità. presunzióne [s. sillogismo. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore.

preziosismo. → vanitas.] Lo stesso che → anastrofe. procèsso [s. preterizióne [s. paralissi.f. preziosità. probabile [s. prevedendo le obiezioni della parte avversa.livroslabcom. probabilità. www. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca).m.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → prolessi. preziosismo [s. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento.m.pt i i i i .] Credibilità. → vanitas.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. le espone e le confuta. preziosità [s.f. pretèsto [s. primisìmile [agg.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera.m.s.] Figura in base a cui l’oratore.ubi. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. Es. → pareuresis.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato.] → argumentatio. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione. → praeteritio.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. prova. ecc.m.f. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. procatalèssi o procatalèpsi [s. probatio [s.m. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.f. prima pòi [loc.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”.

] → proposizione.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio. proèmio [s. pronominatio [s. esordio. anziché sulla mimica.m. generalis quaestio. → anticipazione.f.m.f.m. prolèssi e prolèpsi [s.f. pròlogo [s. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti. dizione. pronuntiatio [s. prolissità [s.f. dictio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s. macrologia. procatalessi. → iustificatio.] → antonomasia. progressióne [s. propositio [s.] Il parlare oltre il necessario. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res.] → pronuntiatio. politica. quindi sull’esecuzione orale del discorso. → perissologia. Nell’oratoria giudiziaria.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio.f.f. È il contrario della → brevitas.] → praecedens correctio. IV. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi.] → climax. propositum [s. Aen. pronùncia [s. ed anche in quella encomiastica.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce.m. → prologo. proecthesis [s. // Risposta ad un’obiezione prevista. Livros LabCom i i i i .f.] → quaestio infinita. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. preambolo. gesto. Virgilio. → actio.f.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. correctio.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe.

per prosonomasia. pròsa clausolata [loc. Es.f. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza. → narratio.livroslabcom. parentesi. altri. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. → inciso. specialmente greche o latine. epilogo). come ti ho spiegato. prosapòdosi [s.pt i i i i .f. allla durata.] Nella letteratura latina indica la prosa che.] È un particolare impiego della → paronomasia. Lo stesso che → subnexio. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti. cioè come l’inizio della → confirmatio.] Uso preciso e appropriato delle parole. proprietà [s.: per questi motivi. Rom. www. conserva tuttavia la propria indipendenza. argomentazione.f. spiegarla. all’intensità.ubi. all’altezza. proposizióne incidentale [loc. Es. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola. bontà di Dio invece verso di te. come ad esempio Quintiliano.s. prosodìa [s. all’accento e all’intonazione.f. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi.f.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. potremmo. → paronomasia.f.s. non posso accettare.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s. parti del discorso. chiamarla “Parla”. il nucleo concettuale della narrazione. Ad esempio.] Proposizione che. Anche il proemio può comprendere una propositio. al fine di definirla. → puritas. inserita in un’altra. prosonomàsia [s.f. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni. narrazione.

f. modo di dire. prologo. o → apodosi. aspetto. aforisma.f.] 1. provocazióne [s.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola.f. antiprosopopea. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa.: Difenditi. Il primo dei due tempi del → periodo. idolopea. con la provocazione. pròtasi [s. effictio.m. oppure cose astratte e inanimate. ecc.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es. detto proverbiale.f. paremia. alla divinità ecc. → proemio.f.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare. se sei un uomo. → adagio. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. Come si ha nella → simulatio. → personificazione.: chi va piano.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. provèrbio [s. nella tattica del discorso. come se fossero persone viventi. prosopopeia. Es. con il fine (consilium) di ottenere. movimenti. 2. ritratto. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. esordio.).] Lo stesso che → protesi. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. etopea.] → prosopopèa. l’oratore simula un’opinione (thema).L. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. → expolitio. Ispagna per Spagna → prostesi. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i . eroici. Es. prosopopèia [s. pròtesi [s. prosopopèa [s. motto proverbiale.f. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai). cavallereschi. Indica l’esposizione dell’argomento. pròstesi [s. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema). e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. paremiologia.

il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. proprietà. purismo.] È il senso di vergogna. → latinitas. pùbblico [s. → trivium. domanda retorica.m. nel Medioevo.] Rientra tra le → virtutes elocutionis. → erotema. usus.f. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. ductus subtilis.livroslabcom. prozèugma [s. pudor [s. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. puritas [s. è la situazione da giudicare.3.m. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. Q quadrivium [s. sia come mezzo espsressivo che come segnale.] La questio. → uditorio. ossia l’interrogativo della situazione. bona voluntas.m. → paradosso. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. bonus animus.f. ossia geometria. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”.] È un impiego retorico della domanda. purgatio [s. → zeugma. quaestio [s. e che la situazione non è così grave come sembra.pt i i i i . Nella provocazione trova impiego il paradosso.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione. La www.m.f. astronomia e musica.] Fra le arti liberali di cui.] È il destinatario del discorso o dello scritto.m. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. absurdum.ubi. pysma [s. aritmetica. → lex potentior. Essa delinea i problemi che occorre risolvere.] È la dichiarazione del reo.

questióne generale [loc.s. quaestio finita.] Lo stesso che → generalis quaestio.m.s.] → diversivocum. quaestio finita [loc. → quaestio infinita.] → aequivocum. status finitionis. R rappòrto diversìvoco [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.s. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. che risulta al giudice dallo stato del dibattito.] → multivocum. quibus auxiliis [loc. può essere suddivisa in classi. sono quattro: status traslationis. una classe di persone.s. questióne astratta [loc. univocum. → status.] Contrariamente alla → quaestio infinita.s. univocum. quaestio infinita [loc. quando [s. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. la quaestio finita si riferisce al concreta. se prendiamo in esame il processo penale.s. queste.m. e sono oggetto di studio scolastico.s.) → generalis quaestio. rappresenta un oggetto astratto. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale.f. quaestio (generalis q. astratto. status coniecturae.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. rappòrto equìvoco [loc.f. → generalis quaestio. univocum. stato della questione. rappòrto multìvoco [loc. concreto.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci.s.pl. status causae.f. Livros LabCom i i i i .m. rappòrto unìvoco [loc.] → univocum.m. Le questioni generali sono più facili da trattare.] Lo stesso che → generalis quaestio.m.] Contrapposta alla → quaestio finita.m.f. status qualitatis.s.

recte loqui [loc.s. reductio ad impossibile [loc. → praemissa. transitio.f.f. reditus ad rem [loc.s. la grandezza della cosa stessa. reflexio [s.livroslabcom.f.ubi. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande.f.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema. dopo una divagazione. dopo aver avanzato delle affermazioni. ci si domanda.pl.f.m. recriminazióne [s.f.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.] → epanadiplosi.f. rationes dictaminum [loc. raziocinazióne [s. → amplificatio. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. ciclo.] → ars dictandi. prima di darsi da soli una risposta. → metabasi.m. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio. reduplicatio [s.] → antanaclasi. A volte sinonimo di → antipofora.pt i i i i . ratiocinatio [s. peroratio. epimone. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso. recapitulatio [s.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta. senza una conclusione esplicita. redditio [s.] È una parte della → peroratio. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.] → grammatica.] Ritorno alla materia trattata.f. www.] Lo stesso che → ratiocinatio.] → anadiplosi.s.s.f. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s. prova.f.

f. ridicolo per il suo modo di vestire. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. reiterazióne [s. argumentatio. relatio. → epanodo.f.] → reversio. → lex potentior. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.] Lo stesso che → repetitio.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio).m.] Lo stesso che → apodioxis. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’.f.pl.f. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni). Infatti. reiectio [s.] → reiezione.] → anafora. regressio [s. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere.f. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche. reiezióne [s.] → anafora. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.f. regulae [s. → confutatio.f. regressióne [s. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale.f. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. Livros LabCom i i i i . / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es. → regressio.1. come sottolinea Lausberg. relatum [s.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio.] → praecepta. ripetizione. per mezzo della → subnexio. reprehensio. regressione. relatio1 [s. reversio.

la responsabilità delle proprie azioni.livroslabcom.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s. refutatio.f.f. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea. mediante uno straniamento mitigato. Le res non vanno create ex novo. epanalessi. res [s. reprehensio [s.pt i i i i . riprensione.s.] → subiectio. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio. → analessi. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res).m. palillogia.f. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. www. vanno piuttosto ritrovate.f.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri. reprimenda. ripetizione.f.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. verbum. remotio [s. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum. da cui sarebbe stao condizionato. o dell’aspetto semantico.] → confutatio. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. reiterazione. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci). o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. ma un altro mi ha spinto a farlo’.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio.] feci. repetitio [s. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. responsio [s. iteratio.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia.ubi. della funzione sintattica. epimone. res semàntico-estensionale [loc.f. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore. Se le res rappresentano le idee.→ copia rerum. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. i verba sono le parole.

] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’).f. restrictio [s.f.] Nell’antichità è il maestro del discorso.] → confutatio. o riprendendolo punto per punto. reversio [s.f. tende tuttavia al vacuo. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. rettòrica [s. Es.s.] Marcare un’eccezione. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). reticènza [s.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente.f. idee reali o immaginarie.] Terminologia antica. È il campo in cui opera l’→ inventio.: sono proprio dei. azioni. stati. puoi immaginarlo da te!”.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale. Lo stesso che → correctio. pur rivelandosi abile ad usare le parole. . attuali o possibili che costituiscono il referente del testo.f. rètore [s. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. beh. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. minacciosa o particolarmente forte. macrostrutturale.m. essendo riferito a chi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali. fatto sta che Livros LabCom i i i i .] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. → aposiopèsi. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato.s. processi. → oratore. . Es. rethorica recepta [loc. res semàntico-intensionale [loc. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere.f.f. per → retorica. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero. dicitore. refutatio. reticentia [s.

ubi. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. ridiciménto [s. riprensióne [s.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. non vivere.m. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. urbanitas). caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. ritmo [s.] → reticenza.livroslabcom. sia in prosa che in poesia.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. Relativamente alla retorica.pt i i i i . e delle sillabe accentate e non accentate.f.m. scherzo. www.] Lo stesso che → repetitio. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. ridiculum [s. ritòcco [s. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. → soprariprensione. ut vivas.f. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”. → anastrofe. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. non vivere per mangiare’. epifora.→ expolitio. ut edas ‘devi mangiare per vivere.] È una variante dell’→ ethos. Es. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). Ma sempre. pur interpretandolo in modo libero. rima [s. A partire dal III secolo. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato. ripetizióne [s. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi. omofonia. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. anche per abbellire. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna.m. in tutte le epoche.f. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari.m.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). Solitamente impiegata in poesia. → numerus. → derisione.] Operazione di correzione.

m. Robur [s. in retorica. robustus sermo [loc. Livros LabCom i i i i .] → ornato vigoroso. sottolinea Lausberg. . .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. scappatóia [s. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. ordine naturale.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.f.] Forma di → ironia. ordine artificiale. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. S sarcasmo [s. / → grado zero. → ordo. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno. riuso (discórso di r. Es. robustum [s.].] Azioni e parole prive di serietà.m.m. Lei veste proprio con eleganza.] In generale. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione.m. schema per casus [loc. pericolosa ecc.). genus sublime.] → casus pro casu. piene di arguzie e motti di spirito.s.m.] Lo schema. ispirata da sdegno e rancore. come ha scritto Mortara Garavelli. scarto [s. / Secondo il Gruppo mi. schèma [s. In questo senso.]. antiptosi.s. schérzo [s.m.) → discorso di riuso. come aiuto alla memoria. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano). è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. → effictio. In questo senso. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria.m.m. → ridiculum. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile.m.] Descrizione di una persona.

massima. medio (→ genus medium). sermo apertus [loc. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. né la forma sintetica. scurra [s. sententiae clausula → clausula sententiae. circa). Secondo Mortara Garavelli la s. 2. sententia [s. 2.] → sentenza. Es.f. tipico dell’oratoria politica.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. → scurra.m. → delectare.] → periodo. → aforisma. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni.C.s. gnome.pt i i i i .] → exornatio. scurrile [aff. umile (→ genus umile): stile basso.m. sententiarum exornatio [loc. separatio [s. → discorso. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1.livroslabcom.f.pl. series [s.m. proprio dell’oratoria civile e forense. 3.s.f. linguaggio triviale. www.f. scriptum [s.] → sermo manifestus. § 70). 3.] Scurrilità. flectere / → movere.] Caratteristico del linguaggio triviale.s. né l’oscurità.f. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. il → motto o → detto.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. → escrologia. ad avvalorare le proprie tesi (L. scosso nell’animo. sublime (→ genus sublime). motto.: Temo i Greci. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio.m. cioè essere in grado di portare l’auditorio.] → interiectio. che non ammette né la brevitas. provare (→ docere). sentènza [s.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc.ubi. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. parti del discorso. tenue.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore. proprio dell’oratoria epidittica. anche quando offrono doni (Eneide).

mentre → sillepsi quella grammaticale. sermóne [s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. Sin.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente. significazióne (figura di s.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso.m. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. sillèpsi grammaticale [loc.: una casa piena di cose e di ricordi. sermocinatio [s. signum [s. validus. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. → subiectio. genus sublime.s. → dialogismo.] Componimento ricco di ‘s’.] → simbolo. sermo robustus.f. ossia nella costruzione sintaticca.m. → etopea. es. fortis. soprattutto se di ammonimento o rimprovero.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa. Livros LabCom i i i i .: → sermocinazione. → zeugma indica l’incongruenza semantica. sigmatismo [s. oratio. → percontatio. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato. → zeugma. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma.f.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. sillepsi oratoria.] → allusione.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante.m. Pronuncia difettosa della ‘s’.m.s. es. Nella tradizione retorica anglosassone.f. sillepsi grammaticale. → allitterazione.) → figura di significazione. significatio [s. → mimesi. → discorso.s.] → ornato vigoroso. solidus [loc. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto. e Marco). Indica anche il dirscorso in generale. sillèpsi o sillèssi [s.] Zeugma nell’ambito della grammatica.f.

f. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.] Lo stesso che → sillogismo eristico. lo scettro ‘il potere regale’.pt i i i i . dissimilitude.f.] È il → locus a simili.] Relazione di somiglianza o di affinità.m. anche se.m.m. sillogismo dialèttico [loc. → parabola. sillogismo [s. la toga ‘la pace’. sillogismo retorico. sillogismo retòrico [loc. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione. Correlata: la → comparazione. locus a simili. omeosi.s. → sillepsi.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione. esso viene raramente utilizzato.] → paragone1 .) → adiunctum.] Lo stesso che → epicherema.] Lo stesso che → epicherema. → adiunctum.s. www. similarità [s. Contrario → fr.ubi. sìmile [s.s.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. similitùdine [s.livroslabcom. loci a simili impari. sillogismo erìstico [loc.s. simili (a) impari → adiunctum. sillogismo dialettico. → contiguità.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio. dissimile. Le armi ‘la guerra’. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario).m. sìmbolo [s. → entimema. l’altra in senso figurato. → sillogismo sofistico.s.m. sillogismo sofìstico [loc.f.m. locus a simili. nella sua forma completa. simili (locus a s.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili. si viene così a stabilire il legame causa – effetto.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc.m.

] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. → dissimulazione.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è.f. simulazióne [s. Es. Livros LabCom i i i i . simpatìa [s. . . è l’→ enjambement. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. confessum. simulatio [s. in due frasi succesive. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. lo qual a Deo è spiacemento. → delectatio. sinceritas.f. Laude VI). → illusio. / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. che consiste nel celare ciò che esiste. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. .f. .m. dunque confermandolo. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza.f. simperasma [s. Un fenomeno simile. absurdum. sìmploche [s.: Guàrdate da l’odorato. secondo lo schema: /x. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. Correlati o uguali: → complexio. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. lo qual ène sciordenato.f.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora. Es. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri.] → simulazione. y/x. sinafìa [s. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. / Ripetizione. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio).] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. y/. provocazione. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. nella poesia moderna.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. polarità.] Contrariamente alla dissimulazione. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. paradosso.

“La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì. sìndesi [s. totum pro parte. genus pro specie. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). Però.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. sìncope [s. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. Assai frequente nelle lingue classiche. . B. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere). no. → sineresi.f..f. D.f. confessum. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). certamente no. sinèresi [s. → consilium. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto.f. sinèddoche [s. della sineciosi pasoliniana:.] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. Pars pro toro. www. mixtura verborum. contrazione. No. A.] Quando l’oratore. . Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte). sinceritas [s. → sinalefe.f. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine. → transmutatio. O forse sì. → ossimoro.] Legame fra due parole o unità sintattiche. fusione. sì.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. sìnchisi o sinchìsi [s. si va su due ruote. in centro. No. →.ubi. Es. simpatia.pt i i i i .] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. sineciósi [s.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. . ma con un significato ampliato. in maniera da originare una sola sillaba.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi).livroslabcom. . C. contrario di → dialefe.f.f. come tattica del discorso. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). A scuola. individuum pro specie.f.i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s.

→ mesozeugma. zeugma. sìntesi [s.f. Es. → kairós.m. arbitro della stuazione.m.m.] → sineddoche.] Indica la concordanza di significato tra parole. interpretatio. non è mai assoluta.] In metrica latina è il contrario della → diastole. sorriso amaro. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro. situazióne [s.] Sinonimo di → mesozeugma. sinonimo. → distinctio.f.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno. Livros LabCom i i i i .f.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. anche quella fra sinonimi. siano esse sinonimi veri e propri o tropi. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche. una salus victis nulla sperare salutem. sinzèugma [s. → sinonimia. → commoratio. sofisma [s. sinonimìa glossante [loc. parafrasi interpretativa. sinonimìa [s.] Processo di composizione e unione di varie nozioni.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse.s. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga.f. smascheraménto [s. interesse alla situazione. Parole acide. interpretatio. e con evidente paradosso. sinònimo [s. sinonimia. → commoratio. sìstole [s. → compositio. equivoca o comunque difficile da comprendere. usata negativamente.f. singularis pro plurali [loc.m. La differenza di significato.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. → diastole.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura. sinonimia glossante. è nominata → differentia.m. la quale tuttavia.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo. Es.s.f.

toscanismo: se tu fosti. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto.f.f.m. reticenza. www. In questo senso. ai vari livelli di analisi linguistica.ubi. → ellissi. Es.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso.m. sottintéso [s. soppressióne [s.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. → riprensione.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. vénghino. Dizionario di retorica solecismo [s. ai vari livelli di analisi linguistica. vàdino. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero.] Eliminazione di qualche elemento. soppressione. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento.) → sillogismo sofistico. soprariprensióne [s. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza.f. voi mi dicevi ‘dicevate’. → detractio. fàccino. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase. sospensióne [s. → immutatio. sottrazióne [s. → aposiopesi.] Eliminazione di qualche elemento. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s. sorite [s. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione.f.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso.livroslabcom.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo. interruptio.f. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione.pt i i i i . acutezza. → detractio.: oggi mi sento più meglio.f.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. sostituzióne [s. sottigliézza [s.m.

→ status finitionis. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. stato del dibàttito [loc.s. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit.s. → metus. status ambiguitatis [loc. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur). par. nel genere deliberativo: se bello o brutto). L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza. il modo.] → situazione.s.] È la speranza provata dall’uditorio.m. Albaladejo esplicitamente come questione principale. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. species pro individuo [loc. 31): → status coniecturae. → status translationis.m.m.f.spes et metus – è. spes [s. Il termine status indica il valore di condizione.s.f. → status. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano.] → antonomasia. Livros LabCom i i i i . con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice.m. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. status causae.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc. stato della questióne [loc.s. stato del dibattito.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. status [s.] → status legales. pathos. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). status causae [loc. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa).s. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .] → sineddoche.] → status causae.f. → status qualitatis.m. la realtà del luogo. Barthes come il punto su cui verte il giudizio. stato della questione. nella commedia.] → status causae.

staticamente ripetute. il genere deliberativo.livroslabcom.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. status finitionis [loc.m. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica.s.m. status scripti et voluntatits [loc. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.s. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. www.m.] → status legales.m.pt i i i i .ubi.p m.s.] → status legales.m. come nel caso dell’oratoria.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o. status sillogismi [loc. un oratore. status translationis [loc. luogo comune.] → status causae. → cliché. status qualitatis [loc. ma anche. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore. stereòtipo [s.] → status causae.m. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. status legales [loc.m. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).] → status causae.m. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. che comporta una distorsione rispetto alla realtà. Lo status contrariarum legum si ha quando.s.s.] Semplificazione concettuale stabile.s.] → status legales. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica. status contrariarum legum [loc. a volte.s. stile [s.m.] Dal momento che il processo penale. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione.] → status causae. congettura. si ricerca quale applicare.

mesos]. consiste in una aggiunta. genus medium. → stile. il cui proposito retorico è quello di insegnare.] Il più basso dei livelli di → stile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. → genus elocutionis. espressa con il → subintelligere. stilus [s.m. un gruppo di autori. in una integrazione del messaggio ricevuto. adros].] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. gratia. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. stili del discorso. stili del discorso. basso. genus humile. b) piacere. o un’epoca.] Secondo Lausberg è la comprensione che. stile asiano. Vedi anche → umile. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . → humilitas.f. c) infimum. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra.f. suavitas [s. b) aequabile. stili del discorso. ornatus. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. c) insegnare. genus medium. stile asiàtico [loc. subiectio [s.s. discorso. avvicinandosi all’→ ellissi.] → ornato soave.m. genus umile.m. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo. stilèma [s. stile ùmile [loc. umile [gr. mediocre [gr.] Corrispondente al → genus sublime. → percontatio.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. subaudire [vb. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi. ossia forma espressiva tipica (parola. magniloquens [gr. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali.m. subintellegere [vb. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito. infimo. ed anche ampolloso.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo. ischnos].] Elemento caratteristico dello stile. esuberante.s.m. detto anche infimum (→ infimo).s. locuzione.

summae dictaminum [loc. minutio.pt i i i i .f. praecedens correctio.s.] → suspensio.] → congeries.f.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus. praeoccursio. suggestio [s. espressa dal verbo → subaudire.f. synathroismus [s.f.f.pl.] → ductus obliquus.f. sublime [agg. subnexio [s.] → ars dictandi. suspicio [s.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei).m.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas. sustentatio [s.s.] pausa del discorso. → correctio.] → iperbole. superlatio [s. subiuntio [s.] → subnexio.f. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli.f.f. syntaxis obliqua [loc.] → allusione. sublimitas [s.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge.f.] → prosapodosi.livroslabcom. → sublime.f. superioris rei correctio [loc. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile.f. www.] → subiectio.] → anacoluto. → periodo.s. subordinazióne [s.ubi. suspensio [s. accumulo.] Elemento sintattico che dipende da un altro. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale. synesis [s.f.

] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato.m.f. ed è correlata al → rema o → commento. è ciò di cui si parla.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. tèma [s.] Forma italiana per → ingenium. azioni. A e B rappresentano il tema.m. C e D il foro. → diafora. Es. → fastidium. tapinòsi [s. mentre i termini C e D. → consilium. fastidio. ductus. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti. taedium [s. Quel medico ha studiato medicina. talènto [s. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati. tautologìa [s.] tedio. rappresentano l’insieme denominato foro. tàttica [s.f.m. costituiscono un insieme detto tema. fenomeni fisici e morali. In questo contesto A e B. o → argomento. su cui si fonda il ragionamento. come quello dell’informatica. della giurisprudenza. In questo senso la materia.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato. Es. → litote. tecnicismo [s. passioni.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’. ecc. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.m. disgusto. della medicina.m. noia. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). Il termine rimanda alla retorica di Perelman.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. Livros LabCom i i i i . meiosis. Comprende tutte le specie di descrizione. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione.

] Divisione di un lessema in due parti.s.f.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. Es.pt i i i i .m.m. Es. → ductus. su cui cade l’accento. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. tricolon. Viene chiamato anche → discorso retorico.] È la qualità comune alle cose simili. lat.] Espressione di meraviglia.s.] L’oggetto astratto che deve essere trattato. thaumasmus [s.m. ossia in relazione agli obiettivi prefissati. tèsto retòrico [loc. tenore del discorso.s. → ductus. Faville del maglio: Non odo il suo respiro.f. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi. tetracòlon [s.livroslabcom.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione. Es. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). → isocolo.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia.m.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico.m.ubi. → simile.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. ticoscopìa [s. non il fiotto del bimbo. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. dissimile. → ipotiposi. → quaestio infinita. non il nitrito del poledro. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio.m. fantasia. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale). la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. macrostrutturale.: septem subiecta trioni ‘posta www. tertium comparationis [loc. questo è il campo in cui opera la → inventio. tenóre del discórso [loc.f. riguardante il → referente. non il canto del gallo. tmèsi [s. opposto al tempo debole.: D’Annunzio. tèsi [s. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato. denominato → arsi.

] Nella retorica classica.f. gioco di parole. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. → topica. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune.: “Io – disse lui – vi abbandono”. la memoria e la pronuntiatio. la elocutio. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. → consuetudo.m.f.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo. transgressio [s. auctoritas. topicale [agg. la dispositio.) → luogo topico.f. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’.] → sineddoche. totum pro parte [loc. tòpico (luògo t. nella retorica classica. transiectio. prevedeva cinque fasi: la inventio.s.f. tractatio [s. topotesìa [s. → topicale. → topografia.] Descrizione di un posto immaginario. equivocità.] → iperbato. tòpica [s. reditus ad rem.] → iperbato. transitio [s. tradizióne [s.] Che riguarda a una certezza condivisa.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. che. traiezióne [s.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole.f.f. Livros LabCom i i i i . Es. transiectio [s.m.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili.f.f. / La tmesi può essere anche sintattica.] → luogo. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione. traductio [s. vetustas. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. tòpos [s. luogo topico.] Ha lo stesso significato di → metabasi.f. transgressio.

pt i i i i . doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino.] Caduta di vocale o di sillaba finale. transunzióne [s. figura per transmutationem.m. Es.f.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione.m. initium). Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. → metafora. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale. nel Medioevo. lo svolgimento di una musica o di un discorso) . tria loca [loc.] Isocolo trimembre. troncaménto [s. Lo stesso che → apocope. trasferiménto di classe [loc. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole.] → figura per ordinem. → bipartizione. una via da percorrere) o nel tempo (ad es. fine (finis).] → metafora.i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s.f.m. tripartizióne [s.livroslabcom.I tria loca sono: inizio (caput. www.m. fine (finis. isocolo.m. metà (medium).] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio. → parallelismo.può essere suddiviso. ossia la grammatica.s.s. imum) tricòlon [s. initium).] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput.f.f. transmutatio [s. metà (medium). il trivium comprendeva quelle concernenti le parole.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. tetracòlon. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).pl. traslato [s. trivium [s. / Altra termine per → metafora. la dialettica e la retorica.m. → quadrivium.ubi.] ‘tre luoghi’.] Fra le arti liberali di cui.

s. →. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore.] Nell’→ ornatus. → dispositio. lapalissiano.f. come sosteneva Quintiliano. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus.f. truismo [s. urbanitas [s. Esso si realizza quando.) [loc.m.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.m. umorismo [s.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. nell’ambito della dispositio.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). → sineddoche.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo.m. i principali sono tre: → metonimia. Livros LabCom i i i i .] Rappresenta. tropologìa [s. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione. → metafora.→ esperienza. U uditòrio [s.m. unzióne [s. usus2 [s. I tropi concernono la sostituzione di singole parole. vengono mescolati il serio ed il faceto.f.] È affine all’→ ironia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s.m. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio).m. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”. ùmile (stile u. assieme alla → festivitas. usus1 [s.m.] Il tropo (o → traslato).] Il → pubblico che ascolta un discorso.] → stile umile. nell’esposizione di un evento.

che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato). paradosso. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo. verba coniuncta [loc.] È l’affettazione nel parlare. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato. utilitas causae [loc. → puritas. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente. verbum.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale.ubi. → verba coniuncta. Come sottolinea Lausberg.pl. varietas [s.] → neologismo.f.f.f. V vanitas [s. l’uso.s.pt i i i i .s. genera lo → straniamento.s. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.] → variatio.m. verba ficta [loc.m.] Quando la dispositio di un discorso. variatio [s. → varietà.m. www. verborum exornatio [loc.m. verba singula [loc. utile [s.] → variatio. che pure resta analoga a quella attuale. preziosità. varietà [s.] Connessione di parole. fornisce la norma principale della puritas.] L’azione dichiarata utile al bene comune.s.] Per ciò che concerne il discorso. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua.f.livroslabcom. → verba singula.pl.] Parole singole.f. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.s.] → exornatio. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente). contrapponendosi all’uniformità.m. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.pl.f.

m.pl. Livros LabCom i i i i .] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche. verbum obscenum [loc. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.] → verosimile. → arcaismo. volgare.] Parola oscena. credibilità.m.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti. vincta oratio [loc.s. vèrso [s. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. verbum sordidum [loc.] → barbarismo. → vero.m. costituiscono invece la → copia figurarum. verisimile [s. se vuole raggiungere il proprio scopo.f. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum. Le “forme artistiche” (Lusberg). ciò che sembra effettivamente accaduto. Secondo Fontanier anche l’iperbole. vetera verba [loc.s. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento. verità [s.m.m.] → periodo. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum. copia verborum.m. → res.] È l’aspetto significante. verisimile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s.s. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile. volgare. verosìmile [s.s. vetustas [s.] Parola oscena. come i gruppi di versi e le strofe. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. la formulazione linguistica delle idee (res).] → vetustas.] Ciò che sembra vero.f. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta). Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas.s. Inoltre.] È l’unità ritmica del → numerus poetico. verbum peregrinum [loc.m.f.m. ossia le figure retoriche. peregrinità.

consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata.] → eufonia. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc. gr. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace.] → lessico. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione. bona voluntas. vossiànica (antonomàsia v.] Mancanza di → virtus. → virtus.i i i i 180 virilis ornatus [loc. cioè il forte impegno personale.pl.s. latinitas. virtutes elocutionis [loc. voluptas [s. voluntas [s.s.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1. puritas 3.] → aptum. e un vitium per eccesso.f. che deriva dal ‘non potere’. lat.f.m. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. → virtutes elocutionis.s. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere. virtus dispositionis [loc. 4.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’.f.] → fantasia. ornatus.m. 2. → errore.ubi.f. aptum. visio [s. prépon. mala voluntas. difetto.] → virtutes elocutionis.pl.m.livroslabcom. appropriatezza o convenienza o congruenza.s.f. oltre la misura dell’aptum.pt i i i i .] Sinonimo di → delectatio. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”. vitium [s. virtus [s.] → ornato vigoroso.m. → consilium.] L’obiettivo che si propone l’oratore. In assenza di virtus si parla di → vitium. massime della conversazione.f. massime della conversazione. vocabolario [s. vocalitas [s.f. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. www. correttezza.) → antonomasia vossianica. ticoscopia. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione).

) → grado zero. 9). Maggiori sono le incongruenze. Bellum Iugurthinum. hypozeuxis. Aen. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale. Ellissi marcata.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s.] → pronuntiatio. diazeugma.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio.m.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. sillepsi. prozeugma. Z zèro (grado z. iperzeugma. 780). II. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. mesozeugma. zèugma [s.f. XLVI). XIII. genus) → genus vulgare. ipozeugma... Es. Pacem an bellum gerens (Sallustio. → apozeugma. Livros LabCom i i i i . epizeugma. Inf. vulgare (v. sinzeugma.

i i i i i i i i .

i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva.

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