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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

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i i i i Livros LabCom www.livroslabcom.ubi. 2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.

le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto. i i i i . riscritto.i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F. commentato e alla fine stabilito la versione finale.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. Lo stesso di → abuso. →. → assurdità.i i i i A abcisio [s.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie.] Una materia a bassa credibilità. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo. può dunque anche reppresentare una simulazione. abruptum → genus abruptum.f. paradosso. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa. acirologìa [s. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.f. Inf. abuso. di un’espressione. Lo stesso di → abusio. provocazione. abusione.15. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a.] → premesse della argomentazione. Come la volpe nella favola di Esopo. abscissio [s. catacresi. abusio.m. Mt.m.m.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. → improprietas.m. che urta il senso di verità del giudice. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio. catacresi.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio.f.f.] → catacresi. accòrdo [s. abuso [s.2226.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua.] → apocope. e l’episodio della Cananea.] → apocope. abusio [s.f. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. l’a. assurdo. i i i i . 28). accismo [s. ablatio [s.f. abusióne [s. V.] → aferesi. absurdum [s.

frequentazione. congeries.s.f. coacervatio.f. spedire al mittente.f. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. il gruppo di persone cui spetta. de Or.m. interpretazione. actio [s. l’ufficio di accusare durante il processo penale. in ogni caso la mala affectatio. congerie. autonomi tra loro.] Insieme enumerativo di elementi. www. coacervatio. amplificazione. accumulazione subordinante.] → amplificatio. → controaccusa. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio.] 1. → enumerazione. frequentatio. accumulazione caotica. in altra accezione. che si susseguono in modo sindetico o asindetico. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno.s.f.m.ubi. ornatus. esecuzione. accumulazióne caòtica [loc.222). di parole e di pensieri. a strutture miste. accusa [s.f. almeno in apparenza. quindi sull’esecuzione orale del discorso. in atto o in potenza. → genus. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc.s.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.livroslabcom.] → accumulazione. legati da dipendenza sintattica.f. synathroismus. accùmulo [s.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale.s.i i i i 2 accresciménto [s.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore. → accumulo.pt i i i i . al → parallelismo. atto. 3. → congeries. Dizionario di retorica accumulazióne [s. accumulazione coordinante. accuratum dicendi genus [loc.m. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. 2.

addizióne [s. epentesi. zeugma.m. apposizione. suon volante (G.B. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. alla → dispositio. quando si succedono elementi diversi tra loro. la → ripetizione.] → aggiunzione. ornatus.f.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. acutézza [s. addubitatio [s.] → adynaton. amplificatio. adhortatio [s. exhortatio.] → esortazione. Es.s. appositio. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. aggiunzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica. traductio. Marino). che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. adiudicatio [s. acutezza. acutum dicendi genus [loc.f.] Espressione ingegnosa. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio. adìnato [s. finezza. con finezza. all’→ elocutio ed alla → memoria.f. → discorso acuto. molto spesso metaforica. → acutum dicendi genus.f.] → epicrisi. adiunctio [s.] → adiectio. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. paragoge. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. adiectio [s. pointe. parenesi. discorso sottile. adiunctum [s. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i .m. sottigliezza. Vedi → aggiunta.f.f.m. Altre riferimenti in → genus. addizione. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili).] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. voce pennuta.] → dubitatio. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi.f.

cioè l’induzione.m.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. iperbole. della febbre. 16. admonitio [s.] → parenesi.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. Es: “una vecchia porta la sbarra”. reductio ad impossibile.m.f. ambiguità sintattica.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). ossia la deduzione. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . rena da arena. quando gli capitavano delle contrarietà.] → agnominatio. dice Epitteto che. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli. se soffriva di qualche disonore. cioè la comprensione della lingua. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. aequivocum [s.f. se era esiliato. Si confronti. pp. → adiunctio. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso. scuro da oscuro. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. e il locus a minore ad maius. afèresi [s.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. dell’esilio». → adinato. paradosso. anfibolia. adnominatio [s. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre.] Nell’oratoria epidittica. → equivoco.ubi. a venti asemenare. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. www. ad esempio. adnexio [s.livroslabcom. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. la parte dal tutto’. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III.pt i i i i . lo mar potresti arompere. VII. equivocità. come nella dissimulatio.f.f. l’impossibilità che una cosa avvenga.] → zeugma. univocum. Es. → ablatio. adossografìa [s.f. adynaton [s. → eloquenza epidittica. del disonore.

(Io ho fatto la paronomasia. aggiunta [s. affictio [s.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche.f. figura per adiectionem.m.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso.] → paronomasia. agnominatio [s. ciò che è accaduto o che si pensa.f.] L’atto con cui si afferma. ethos. ma differenti nel significato. aggiunta. affettazióne [s.] → adiectio. È il contrario di ‘naturalezza’.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. o conferma. agonìstica [s. bisticcio. paronomasia. → emozione. aiscrologia [s.f. aggiunzióne [s. → epìfrasi. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. iperbato.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono.f.] Discorso osceno. → adiectio.: Se il suo gesto era accidentale. aggiunzione. allegazióne (dei fatti) [loc. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio).] Espressione eccessivamente ricercata.s. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. adiunctio. → annominatio.f. Es. → escrologia. . Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos.f. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante). affermazióne [s. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . →.f. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. Oppure. che è il grado di emozione più moderata.] Addizione di elementi.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. . per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). pathos. zeugma.f.

L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche. allegorismo [s. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. entità. Adamo ‘figura’ di Cristo. L’a.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione. allegorèsi [s.f.: Adamo ‘figura’ di Cristo. persone. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis.m. e → allegoria in factis: fatti. La sua teorizzazione risale al Medioevo. entità.pt i i i i .ubi. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza. aliud sensu). Es. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative).livroslabcom. che è l’antitipo.] Secondo Quintiliano l’a. → allegorismo. propositio. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata. Secondo Auerbach. → proposizione. l’Antica della Nuova Alleanza.s. Beatrice è figura o typos di Cristo. allegoria in verbis [loc. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. costituita da una serie ininterrotta di metafore.f.i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente. persone. allegorìa [s.f.] → allegoria. Gerusalemme del Regno di Dio. www. Gerusalemme del Regno di Dio. allegoria in factis [loc. riscontrabile nel significato dei testi.s. → allegoria. la seconda sul piano delle res.f. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto. persone interpretati come figura di altri fatti. entità.] Si ha quando fatti. entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis. la figura da scoprire.

XVII.f. → omeotelèuto. ambìguo [agg. .] Caratterizzato da interpretazione non univoca.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. allusióne [s.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba.f.] più raramente alliterazióne [s. ambiguità [s.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. indeterminazione. homoeoprophoron. allocuzióne [s.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica.f. → anfibolia. Es. amplificazione. amphibolatio [s. allotopìa [s.f. ambiguità sintattica. → ambiguità. sinchisi.f.] Rottura di → isotopia. ammissióne [s. / Vedi anche Inf 8. dilettare. .. Livros LabCom i i i i . → epitrope.] → periodo.] Concedere di aver compiuto un fatto.f.) → stile alto.: Purg. amplificatio.m. sigmatismo. ambitus [s. di essersi comportato in un certo modo. ampliatio [s. alto (stile a.f.f. equivocità.] Terminologia latina per → ampliazione.] Lo stesso che → anfibolia. lettor. lambdacismo. corrispondente al latino → delectare.f. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. ambiguità sintàttica [loc. aequivocum. aequivocum. mitacismo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb.] Allettare.94 → apostrofe. Essa è caratteristica del discorso poetico. polysigma. anfibolia.m. 1-2: Ricordati.s.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. aequivocum. con la parola. allitterazióne [s. iotacismo. procurare piacere. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia.

dal punto di vista contenutistico.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla. L’a. Gli antichi retori avevano individuato. anacenòsi [s.pt i i i i . In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente. ampliatio. climax ascendente.f. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. Perdita del riwww.f.] In it.f. con significati analoghi. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). l’→ iperbole. amplificatio. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. la → ratiocinatio e la → congeries. ma non della retorica. ampliazione.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco.livroslabcom. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio.f. esagerazione. catabasi. → exaggeratio.m.ubi. accrescimento. anàbasi [s. spesso in modo fittizio. anacefaleòsi [s. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo.] Lo stesso che → amplificazione. la → comparatio.Opposto di catabasi. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico . Detta altrimenti communicatio.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale. ampliatio.f. la → perifrasi.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. meno complesso e ridondante.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. amplificatio [s. → amplificazione.f.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. anàclasi [s. la → litote. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. congerie. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. anacoluto [s. molte volte in forma di richiesta di consiglio.] Domande. complexio. rivolte. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum. → antanaclasi.

.f. in senso spirituale. . In retorica essa indica la ripresa. . bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. reduplicatio. o di loro segmenti. terruit gentes. anapodoton. I. anagogìa [s. → epibolè. Pg I. 2. . piena d’amore (Dante. → metaplasmo. 2. → anagoge. / per me si va tra la perduta gente.f. Terruit urbem. sinonimo → epanafora. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi. abitudini. XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. . Alto Vicario – Carol Voitila.f.f. L’a. anàfora [s. Dante: Inf. anantapodoton. . per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. . / per me si va ne l’etterno dolore. denota l’inserimento. → polisindeto. analèssi [s. ripetizione insistente della stessa parola. /x. gioco di parola.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. 7-9.] Interpretazione di un testo. .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. anagòge [s.: Quei che muoiono. catafora. Spinaci – Piscina. xxiv. Lo stesso significato di → anagogia.] Discorso di argomento mistico e celeste. → sillessi. Car. . ): es. 4-5. escatologico. Polisindeto: Dante. spirituali.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. in particolar modo le Sacre Scritture. anacronismo [s.f. ). .m.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . → arcaismo. successivi (configurazione: /x. Orazio. . Par.f. Inf. anagramma [s. / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio. x/x. mentalità propri di un’epoca diversa. mesarchia. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati.] 1. Es. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. epimone). → antecedente. all’interno di un Livros LabCom i i i i . 1-3: Per me si va ne la città dolente. iii. lett. anadiplòsi [s. Contrario di acoluto.

2 Re.: Posto che tale sia il tuo desiderio.ubi. XI.f. oppure il complemento oggetto ed il verbo). il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. 38-9 → inversione. Par. di fatti.5.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto. capo dell’esercito del re dell’Aram. iperbato.m. → tema.pt i i i i . anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. essa è figura di parola. Es. anàmnesi [s.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). analogìa [s. che desiderio bizzarro d’altronde!. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. si esprime soltanto il primo elemento. metatesi.1: Naaman. di una serie correlativa di termini.] Tipo di anacoluto in cui.f. posto che tale sia il tuo desiderio.: haec inter per inter haec. sarà fatto così come vuoi tu. Dante. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo. anantapòdoton [s.m. eventi e sim. anàstrofe [s. fue / di cherubica luce uno splendore. parallage. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria).] La reminiscenza. Es. Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale.livroslabcom. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero. ossia all’apodosi). www. Es. anapòdoton [s.f. Con a. riconducendoli all’→ anacoluto.

antanagòge [s.] → agnominatio.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. o s. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione. anfibolia [s.: E mi Livros LabCom i i i i . L’opposto di → epitasi. anticategoria. annominatio [s.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico.f. anticlìmax [s. antapòdosi [s.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni.f. controaccusa. anticiceronianismo [s. anticategorìa [s.] È una proposizione ambigua.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge.m. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi.m.f.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice.f. valente e ricco. aequivocum. redditio. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. anticipazióne [s. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. ma quest’uomo.f. metastasi.Es. una vecchia porta la sbarra. controaccusa.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram. → epanadiplosi.] Stile che si oppone al → ciceronianismo. → prolessi. anticipatio [s. era lebbroso. → ambiguità. Es. paronomasia.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente.f.] → anticipazione. Es. annominazione. che tendono a generare un effetto equivoco.f. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico. → recriminazione.f.

→ enallage.: In materia di cappelli. → enantiosemia. antimetàbole [s. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine. permutazione.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono. antilogìa [s.ubi. → ossimoro. ma con diverso significato. Es.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. / aunque cualquiera mal haga.pt i i i i . «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). antimetàtesi [s. antifrasi [s. 5. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. sia nel significato di → antimetabole.] Permutazione nell’ordine delle parole. chiasmo complicato. Dormi! sussurrano.livroslabcom. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. www. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo. Isaia. antimerìa [s. Dormi! / bisbigliano. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi.f.f.f. antimetalèssi o antimetalèpsi [s.→ catacosmesis.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. diafora.f. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis. En este país no se lee porqué no se escribe. reflexio. sei il contrario di quello che sembri’. La mia sera. antìfora [s.f. antimetabole.f. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso.] Secondo la manualistica. Figura di pensiero. Sei bello.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola. → antanaclasi. io non sono affatto difficile. o no se escribe porqué no se lee (Larra). antimetatesi. Dormi / mi cantano.] → antipofora.f. ipofora. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. es. tale da produrre un capovolgimento del senso. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. O cuál es más de culpar.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. Dormi! Pascoli. → diafora. chiasmo complicato. tu! ‘sei pericoloso.

Livros LabCom i i i i . prosopopea.f. anziché ‘con le trecce sparse’). comparazione. → antìfora. a quest’area sono riconducibili la negazione..f.f. VI. ipòfora. Purg.f.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca).: Pace non trovo. antipòfora [s. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. . ma stecchi con tòsca (Inf. antìstasi [s. et non ò da far guerra [.f. / non rami schietti. L’uso dell’acc. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. antiptòsi [s. antìstrofe o antìstrofa [s. 4-6). antisagòge [s. ma nodosi e ‘nvolti. enallage.] → antipersonificazione. / non pomi v’eran.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. Dante.f. polarità..] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. l’ironia. ombra / luce.] Lo stesso che → antiprosopopea.. lungo / breve”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. anima / corpo. il rovesciamento. → comparatio. semplice / complesso. l’ossimoro e il paradosso. ma di color fosco.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. ma bordello! Non fronda verde. . →. dianoia. XIII. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale.] Ripetizione di una parola in senso contrario.. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari.78: Non donna di province. antìtesi [s.f. Es.f. → casus pro casu. → enantiosi. ] et nulla stringo.f. di relazione (sparsa le trecce. come le opposizioni: tutto / nulla. → contre-petterie. antiprosopopèa [s. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis. antipersonificazióne [s.

apagogìa o apagòge [s. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità. XXII. → personificazione.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa. anima/corpo.f.m. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. facoltà e destini umani a figure immaginarie.] l’attribuire aspetto. apagoresis [s. Pg.livroslabcom. antonomàsia [s. Vedi le opposizioni tutto/nulla. antonomàsia vossiànica [loc. animali e cose.f. Es. idolopea.s.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele. → personificazione.m. ombra/luce. lungo/breve. antònimo [s.pt i i i i . Opposto a → sinonimo.ubi. →. idolopea.f.f. semplice/complesso. 57.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia.f. antonimìa [s..] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. antropomorfismo [s.] → antitesi. www.f. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante.) antorismo [s.m. invece che attraverso il nome proprio.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico).] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”. antropopatìa [s. Vossio (XVI-XVII sec.] Figura consistente nel designare una persona. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.I.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s.] Lo stesso che → controdefinizione.f.

di un’intera sillaba. Può essere chiamata anche → troncamento. prova assoluta.f. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale.] → anantapodoton. →. per aplologia di mineralo-logia. apòdosi [s. ma non è possibile. che ne rappresenta perciò la premessa. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. → praeteritio. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. falso o immorale. inutile.f.m. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma. contr. io! → reiezione. →. In particolare. Livros LabCom i i i i .] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es.: vorrei. l’ipotesi della reggente. L’a.: Non devo ricevere lezioni da nessuno.] Caduta. sia in nome della propria superiorità.f. apòcope [s. assurdo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s.] Proposizione principale del periodo ipotetico. spiegare la situazione). apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. sotto l’influenza della sillaba vicina. detta → protasi. Es. Altresì nella accezione di negazione.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. apòfasi [s. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). dichiarazione negativa. aplologìa [s. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. identica nella consonante e vocale. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. o nella sola consonante: mineralogia.f. apòdoton [s.] Lo stesso che → preterizione. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. apodissi [s.f. sia dell’inferiorità dell’uditorio.f. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi).] Dimostrazione. → catafasi.

. Fiorenza. . favola.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche.ubi. si vivo. Es. come disse Cesare: “ veni.m. di una determinata idea o concezione. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. vidi. → allocuzione. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile. Es. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante. apòlogo [s. aporìa [s. sono stato impeccabile.f.livroslabcom.f. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. Es. Esecrazione: O Simon mago. www.: Mio caro.] Solitamente intesa a suscitare pathos. apologìa [s. all’esaltazione) dello scrivente. li affetti suoi (Par. dunque eufemistica o minacciosa. Allocuzione: Ricordati.] Detto memorabile nell’aneddotica classica. esecrazione. regina. Sin. invocazione. apologismo [s. . interruptio.m. Es. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. exsuscitatio.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore. → reticenza. .f. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s.. → dubitatio. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. furcifer.f. aporèma [s. a volte. che conservi sani.m. o miseri seguaci. vici”. in maniera viva e diretta. Invocazione: Ancor ti priego.] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione. ! (Terenzio).] Giustificazione. sospensione.m.: l’a. aposiopèsi [s. parabola. XXXIII). / dopo tanto veder. XIX). apòstrofe [s. Inf.: Godi.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi).pt i i i i . lettor. (Inf.: ego te. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso. che puoi / ciò che tu vuoli. XVII). XXVI). di Menenio Agrippa → allegoria.

l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione.] Entità concepita impersonalmente (il fato.] Di discorso. → adiectio.f.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. àrbitro della situazióne [loc.s. appropriatézza [s.m. per pigrizia. oppure con il discorso (ad es.] Uso non preciso delle parole. la sua conformità alle regole. dimostrazione.m. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo.] Elemento nuovo. la lettura della sentenza di un processo). dall’altro. finora escluso.f.m. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i . convenienza. da un lato. ad una conclusione → argumentatio. da cui il verbo cosare.f. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma. Es. vetustas. arcaismo [s. quale conseguenza logica. che esprime approvazione. prova.] La virtus dispositionis o aptum. aptum [s.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi. un omicidio). argomentazióne [s. il caso) o personalmente (Dio.f. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. appositio [s. per scarsa conoscenza. apposizione.m. aggiunto all’insieme dato.: Dammi quel coso. → impprobativo. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. → conveniente. approssimazióne [s. iperzeugma.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. → situazione. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s. ho incontrato il coso. approvativo [agg. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman.

I. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. it. b. Naturalmente però. a differenza della logica. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”).pl. completa la logica. Mayer. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). Argomenti quasi-logici. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. nuova retorica. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. (Chaïm Perelman. vol. Barassi. da dove provengano questi elementi. al fine. la → nuova retorica di Perelman. pp. Schick. M. sia quella di ciò che lo definisce. argoménti [s. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. → argomenti.ubi. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. di C. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. costruiti a immagine dei principi logici: a. trad. dewww. pensieri divini. questo non è il caso di un argomento retorico. cioè. Trattato dell’argomentazione.livroslabcom. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai.i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. al logico formalista. se siano verità impersonali. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). premesse della argomentazione. definita come “teoria dell’argomentazione”. In particolare. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa.m.] La → argomentazione. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. Lucie OlbrechtsTyteca. 15 – 16). Einaudi. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. dunque. 1966. Torino.pt i i i i . E. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca).

lo Stato lo obbliga per legge. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. Quando il cittadino ritarda il pagamento. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. Così. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. inclusione. ora la divisione del tutto nelle sue parti. postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. d. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. e. d. reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. il cittadino. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. nel secondo). quando qualcuno difende la regionalizzazione. Di contro. e fra i termini b e c. nel primo caso. È l’argomento frequentemente utilizzato. ad esempio. c. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. viceversa. Livros LabCom i i i i . alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. il lavoro ed il salario. Così. “a lavoro uguale. ad esempio. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione.

buone leggi ecc. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. nel momento del crimine. esempi.livroslabcom. ossia che. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade.ubi. La relazione causale (causa-effetto) è. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. a partire da casi particolari: a.pt i i i i . nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. esempio: www. 2. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. b. per così dire. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. ponti. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. Essi si suddividono in due gruppi: a. il prototipo della relazione di successione. viceversa. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. illustrazioni. 3. ossia proponendo modelli.

durante la demonstratio. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche.m. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio.s. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. i difetti e anche i pregi dell’avversario. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. equivale a → tema e si contrappone a → rema. Perelman: “il valore di una persona. argoménto [s. c. → premesse della argomentazione.s. argoménto d’autorità [loc. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. b. argoménto probante [loc. le debolezze. di un personaggio illustre. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. di un maestro. argomènto ad hominem [loc. le illustrazioni per renderla chiara”. o della persona alla quale ci si rivolge.] Ciò di cui si parla. previamente riconosciuto. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali.m. chiara.) →. ecc.m. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. a sostegno delle proprie tesi. le manchevolezze.s.

si riferivano a fatti reali o fittizi. www. ai fini della persuasione del destinatario. quindi da una premessa probabile.f.] Essi corrispondono ai → loci. 2. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. 3. ars [s. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. → confutazione.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. → tecnica retorica.f. → prova. dimostrazione.m. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza. di fatto (signa) necessarie o non necessarie. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna.pt i i i i . ricavate per via induttiva (exempla). confessioni. inteso come qualità innata. purché considerati verosimili. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. Queste potevano essere: 1.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. armonìa imitativa [loc. Catone) assieme all’ingenium. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. incontrovertibili o congetturali. Vedi anche → argumentatio/argomentazione.livroslabcom. ricavate per via deduttiva (argumenta). argumentatio [s. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse.s.f. Secondo Aristotele. → confermazione. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni. dedotte da indizi o tracce.pl. argumenta [s. → onomatopea.ubi.

“arte del dettare”. confirmatio scripturalis. arte [s. inglese. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali. → tesi. fondata sullo studio e sull’esperienza. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf. arsi [s.f. il tempo debole del piede. • ars dictaminis.s. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola.s. Nella metrica greca. ars praedicandi [loc.f.] Terminologia latina per → mnemotecnica.f. Livros LabCom i i i i .s. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus). L’arte diventa oggetto d’insegnamento.f. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. ars memorativa [loc. ars dictandi. contenente teorie e modelli di stile oratorio.] Facoltà (→ facultas). →. In essa le prove vengono chiamate.s.f. arte mnemònica [loc. cioè del nostro “comporre”.f. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico. ai discepoli. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. convenzionalmente indicato mediante accento acuto. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc.] → artes sermocinales.s.pl. proprio quest’ultima indicazione.] → mnemotecnica. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana.] Terminologia latina per → grammatica.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum).f. → confirmatio rationalis.s. artes poetriae [loc. lett. mentre in quella latina il tempo forte. ars recte loquendi [loc.] La → predicazione cristiana.f. autore di un’ars dictaminum in esametri latini.

che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità. asiàtico (stile a. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. in campo letterario. Nell’ambito linguistico greco.s. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca.C.. a. proprie della Scuola di Pergamo.] Ricercatezza. ascensus [s. a. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. quali: l’aritmetica. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. nell’ambito della cultura greca. artificialis ordo → ordo artificialis.m. Ortensio Ortalo. si identificavano con quella branca delle arti liberali. uguaglianze e proporzioni linguistiche. è stato tra gli iniziatori di tale corrente.i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. stile asiatico. la musica.pl. Egesia di Magnesia.m. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari.ubi. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia.pt i i i i . Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. quindi la → grammatica.C. asiano.s.. quello dell’ → atticismo. dette “reali”.C. che si è imposto a partire dal III sec.) → stile asiano. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. quando ha inizio. artifìcio retòrico [loc. www.f. quindi la libertà. climax. la geometria.m. retore del III sec. artificiosità del dire.livroslabcom. asianèsimo [s. l’astronomia. esuberante. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. competitore di Cicerone. → asiano. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie.] Le arti cosiddette “sermocinali”.a. o artes poetriae. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. Questo evento ha portato.] Lo stesso che → gradatio.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione.

] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s. l’a. asìndeto disgiuntivo [loc.s. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione.m. asìndeto additivo [loc.s.f.s.m.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. paradosso. asphalia Offrire garanzia. trovandosi in antitesi di pensiero. umile – simile. disgiuntivo. fame – pane. amore – dolere.m.s. sommativo.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge. asìndeto sommativo [loc. l’a. Livros LabCom i i i i .f. asìndeto avversativo [loc. l’a.m.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione. Es.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto.m. → asindeto. asindeto esplicativo. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. l’a. associazióne [s. → asindeto. assonanza [s. quindi’.s.m. l’a. asìndeto esplicativo [loc. assurdo [s. Nella sistematizzazione operata da Lausberg.m. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc. spesso a vantaggio di altri. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo. o dei quali parla.m. soldato – ubriaco. avversativo. asìndeto causale [loc.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. Forma di rima imperfetta.m. → asindeto.] Introdotto da avverbi come ‘perciò. → asindeto. esplicativo.] → assurdità.] L’asindeto per semplice somma di membri. causale. → asindeto.] L’asindeto in cui. → asindeto.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri.s. → asindeto. conclusivo o consecutivo. l’a.

→ sinchisi.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità. riprova!.: coraggio.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. Sinonimo → attenuazione.] Pertinente alla → quaestio infinita.m. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. è il riferimento ad un oggetto astratto. influente oratore ateniese.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione. oratori e influenti personaggi della vita politica. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero.s. tale da determinare una sua reazione: es. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. → perlocuzione.. sino alla composizione del trattato “De analogia”.pt i i i i . che racchiude in sé l’idea della proporzione. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia). complicato. oscuro. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità. Ha suscitato notevole interesse a Roma. conciliatio. astratto [agg.s. dell’ordine e della chiarezza dello stile.C.ubi. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico. astruso [agg. tra i quali spicca Giulio Cesare. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. sull’esempio di Lisia. → minutio.f. affermatasi nel I sec.] In generale l’a.] Il contrario dell’→ amplificazione. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. in ambito linguistico. tortuoso. d.f.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s. litote.m. atto perlocutòrio [loc. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. → antifrasi. → concreto.livroslabcom. astratto attenuatio [s. www. atticismo [s.m.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia. nei “Commentari”. attrazióne paronìmica [loc.

che porta a dubitare del dubbio stesso. Improvvisazione. L’oratore se ne può scusare con la → correctio.f.m. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. Il ragionamento si ritorce su se stesso. Lo stesso che → auctoritas.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. ecc. → improvvisazione.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici). dopo aver fallito la convinzione dell’avversario.f.f.] Fra quelli presentati da Perelman. superioris rei correctio.s.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo. o nello slogan: vietato vietare. Livros LabCom i i i i . autofagìa [s.f. audacia. praecedens correctio. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus. del modo di scrivere. Discorso improvvisato. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. autorità [s.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.f. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione. → ornatus.m. audacior ornatus [loc. del modo di esprimersi. Lo stesso che → apostrofe.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. analogia. audàcia [s. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. L’ a. → autorità. aversio [s. si realizza nel dubbio integrale.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. autoapòstrofe [s. autoschediasma o autoschediasmo [s. anomalia.f.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica.] L’apostrofe diretta a sé stesso. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano).

pt i i i i .] Si produce quando l’oratore. → tripartizione. isocolo. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici.: Siccome non c’era posto. spesso noiosa e pedante.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data. → captatio benevolentiae.] Suddivisione in due parti le quali. ripugnanza.f. Parole contrarie al buon gusto. → perissologia.] Lo stesso di → barbarismo. chi non risica non rosica. pleonasmo. avversióne [s. frase o idea. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.f.livroslabcom. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. → fastidium.XIV) che significa “inganno”]. tautologia. antipatia. polulogia. omeologia.: amore amaro. B barbarismo [s. antitesi. periodo.f.f. abbreviazione di una parola o di un nome. calembour. barbarolèssi [s. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. → Annominazione. Es. paronomasia. operando una → digressione. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto.s. www.] Pronuncia abbreviata. benevolentia [s.m. battologìa [s.] Ripetizione inutile.f. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi.] [lat. bistìccio [s. si distacca da una materia trattata.f.ubi. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso). bipartizióne [s. Es. brachifonìa [s. mediev. bischicium (sec.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio.f. di una stessa parola. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.m.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc.

Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. nel panorama culturale contemporaneo.] Riduzione del discorso all’essenziale. no logo. si esprimono. cacofonia. no comment. imperatoria brevitas. → brachilogia. sentenze. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. aforismi. no party. alle volte volutamente indecifrabile. C cacenfaton. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. “Allegria di naufragi”. Ungaretti. concisione. ma soprattutto di Tacito. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. escrologia. versi liberi). Con una diversa intenzione. laconica brevitas. per l’orecchio e/o per lo spirito. brevità. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto.f. (G. → aiscrologia. le numerose comunicazioni pubblicitarie. Livros LabCom i i i i .] Appartiene. poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. no Martini. → figura per detractionem. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof.f. Rossi. ecc. Es. brevitas [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. cacenphaton Espressione fastidiosa. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). forme eccessivamente allitteranti). che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro.

producono un cattivo effetto sull’ascoltatore.s. sineddoche. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. sineddoche e ironia.] ant. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura. Oltre a CR generali. metonimia. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e). → escrologia. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. cacologìa [s. bisticcio. www.] Lo stesso che → gioco di parole.pt i i i i .ubi.m. sciatta e confusa. Arduini ne individua sei: metafora. metonimia.f.f. Incongruenza di costruzione sintattica o logica. antitesi.m. cacosìnteto [s. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”.f. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s.m. propri di una determinata cultura.s. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. campo retòrico [loc. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. calembour [s.livroslabcom. ripetizione ed ellissi.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano. dissonanza. cacozelìa [s. → vitium. che al fine di disgustare l’uditorio. va osservata l’esistenza di CR locali.] Esposizione difettosa. o cattiva collocazione. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. campo figurale [loc.m.] Affettazione stilistica.

ecc. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). le gambe del tavolo. climax. → abusio.] Forma di preterizione. casus pro casu [loc. Es.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia.] Scambio di casi.f. catàfasi [s. il termine ‘collo’ non significa.s.f.m. → antiptosi. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. dolore.m. catacrèsi o catàcresi [s. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». In teologia essa Livros LabCom i i i i . si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). → anticlimax. filofronesi.m. Es.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc.s.f. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. ordo. abusione. → gradatio. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante. → benevolentia.] L’opposto di → anabasi. solitamente per ovviare a lacune del sistema. carientismo [s. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. catàbasi [s. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta.s. Il collo della bottiglia. (Il concetto di c. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’.] o schema per casus [loc. la vita e la morte. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. bensì. abuso. poi lo portò a compimento.f. il letto del fiume. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. in uno scherno. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie. climax discendente.: Il sole e la luna. acirologia. anabasi. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua. così.

chiarézza [s. catena [s.f. parole come «Scusa ?!». quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. → anadiplosi. → epitasi.livroslabcom. se pronunciate con un certo tono. la quale. causa [s. minaccia. → praeteritio. Così. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. «Come ?!». il suo stato di credibilità e la sua struttura. la → quaestio finita (o hypothesis). concatenazione.] Sequenza di almeno quattro elementi. e si contrappone all’apofasi.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. nonché lo status quaestionis (→ status causae).i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio.f. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. diviene oggetto peculiare del discorso retorico.f. assumono un effetto intimidatorio. o in forti antitesi (pace www. catàstasi [s. Rappresenta la controversia.ubi. che può essere simplex. si contrappone all’→ anafora. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio. chiasmo [s. → status finitionis. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme). che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae.] Intimidazione. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA.f. coniuncta.] È l’oggetto di un processo. → status translationis. Minaccia.] → climax. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico. deliberativo o giudiziario. → ominatio. → status qualitatis. apofasi. concertativa. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli).pt i i i i . occorre inoltre comprendere il carattere della causa.f. catàfora [s. correlati fra loro.f. ellissi cataforica. cataplexis [s. perspicuitas. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo.m.] Momento ritardante dell’epitasi.

m. CXXXIV. Per l’ampiezza dei suoi componenti. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché. L’ "incrocio" può portare: b. molto . l’arme. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi).2. → chiasmo. antimetabole. come in questo esempio: satis eloquentiae. chiasmo grande [loc. Per la complessità sintattica e semantica. i cavallier.s. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). → chiasmo. Chiasmo o antimetàbole.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. → chiasmo. → praeoccursio. gli amori (Ariosto. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”). Bellum Catilinae) b. sapientiae parum (Sallustio.1. 1-2). Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. Livros LabCom i i i i . I. chiasmo fonètico [loc. Es. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. chiasmo complicato [loc.. 2. a mo’ di sincope. definito come permutazione nell’ordine delle parole.] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso. con incrocio di intere frasi (es 1).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra.: 1. tale da produrre un capovolgimento del senso. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare.] Incrocio di elementi fonetici.s. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo.m.poco).m. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. Orlando fur.s. il chiasmo grande. 1). abbiamo: a. Le donne. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo).

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chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
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circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
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in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
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) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. Lo stesso che → colore retorico. ed equivale a → rema.] Specie di → paragone. → color.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. commutatio [s. comminatio [s. Mazarin.s. sublime. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario. → commorazione. → epilogo. Es.] Minaccia. → intimidazione.] → complexio.f. commoratio [s.] Ornamento poetico.f. sorte contraria. → comparazione. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi).f. o sul nucleo di questo. et dangereux ami. adroit. chiasmo complicato. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema.] Specie di → antitesi.m. implacabile ennemi. ornatus. ad uno scritto. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. infermità.] Ornamento che si dà ad un discorso. comménto [s. comparazióne [s.] → antimetabole. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. comparatio [s.m. minaccia. cataplexis. ecc. Correlata: la similitudine.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa.m.f. indignatio. → comparatio. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione.] Ciò che si dice sul → tema. → paragóne1 . souple. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. Livros LabCom i i i i . commovere [vb.f. ossia accostando ad un enunciato. perclusio. sinonimia. colóre retòrico [loc. conquestio. communio [s.f.f.] → movere. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. grand. commiseratio [s.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori.: Richelieu.

i i i i 38 compensatio [s. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. Per quanto riguarda la fonetica.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett. ribattezzate quali.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. Suddetto modello. e quelli della performance. e li incatena gli uni agli altri. per l’appunto.] Piena approvazione delle tesi altrui. struttura. compositio [s. → simploche.pt i i i i . Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta.f. “competenze”: argomentativa (l’inventio).f.f. Il tipo della figura è quindi /x. riguardanti la struttura discorsiva. y/.f. Simile alla → conciliatio.f. → complexio. strutturale (la dispositio). stilistica (l’elocutio. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. simploche.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo.] Combinazione dell’anafora con l’epifora. ha ridistribuito le parti della retorica classica.livroslabcom. → gradatio. . comprobatio [s. conceptio [s.] → sineddoche. www. mnemonica (la memoria).f.] → antanagoge. comprende gli aspetti della competence.f. complessione. . la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. .ubi. . aventi tutti la medesima parola iniziale”. complexio [s. Sin. y/x. “mediale”. → sintesi. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio). zeugma. climax.f. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics). → oratio perpetua e il → periodo. anacefaleòsi.). concatenazióne [s. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica.s. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni. complessióne [s. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio. →.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente.

recapitulatio. recapitulatio.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. in maniera tale da moderare. conclusio [s.] Consiste nel fare una concessione. concisa brevitas [loc. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. → conclusione. .] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso. → brachilogia. elegantia. fatti. concrèto [agg. → ornatus. concisa (oratio c.) → oratio concisa. ma non ridondante o ricercata.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze.f. → astratto. Livros LabCom i i i i . In essa. conciliatio [s. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere).f. concinnitas [s.] → delectare. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione.f. . prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. epilogo. in modo però che la comunicazione sia completa. Anche parte finale di un sillogismo. genus. però. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio.] → percursio. cui si contrappongono.] Parte conclusiva dell’orazione. → attenuazione. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore.] Nella → quaestio finita. da diminuire la gravità dell’accusa stessa. comprobatio.f. conciliare [vb.f. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ). pero. alla realizzazione di una → compositio gradevole. sono un risparmiatore. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. Non sono avaro. concisióne [s. ’) → paromologia. opinioni.f. → peroratio. brevitas.

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40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

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condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
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coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
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contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
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f. così come il → docere. copulativo (polisìndeto c. copulatio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s.m.f. conveniènza [s.f. copiosum dicendi genus [loc. o anche a legislazioni immaginarie).] → anastrofe.s. →. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i .f. ma.] → diafora.] Consiste.→ res. → declamatio.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. ornatus.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola. può appartenere al → genus medium o al → genus grande.m. verborum. lessico. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove. aptum. copia rerum.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che. figura retorica). rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato.) → polisindeto copulativo. epifora. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale. conversio [s.s. corax [s. l’isocolo e la costruzione del periodo.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso. le figure dell’adiectio. figurarum [loc. transmutatio. → genus. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. figura.f. o greco. convincere [vb. conveniente.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi.

] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. 1402a. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte.] Chiarimento semantico prodotto.] → correctio. litoti. aposiopesi ed eufemismi. credibilità [s. cortesìa [s. enfasi. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman. troppo provato. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www.f. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. Così.f. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc. favorirebbe l’avversario. superioris rei correctio. anziché p’). In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. epanortosi.: Se insisti tanto. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture. correttézza [s. crasi [s. II.f. perché forte.ubi. correzione.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò.f. può essere un mezzo dell’ironia. praecedens correctio. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. Es. remedium.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. la c. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. cap.f.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito.pt i i i i . non p’. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. ma q’ (oppure: ‘q. q’. 24. correctio [s. ‘q. tra le più diverse tipologie. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito).livroslabcom. Retorica. Sinonimo → epanortosi. correzióne [s.f. restrictio.

→ verosimile.s. credibilità débole [loc. → credibilità.] Breve componimento elaborato su exempla. genus humile. cronografìa [s.s. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile.f. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile.f. → credibilità. non è né provata né confutata).f.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado. credibilità debole.f. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. expolitio. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. credibilità mèdia [loc. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. genus obscurum. credibilità media. → exemplum. → credibilità.] Basso grado di credibilità. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum).s. per esempio. credibilità alta [loc.f. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta. nell’opinione del giudice. cria [s. genus turpe.] Alto grado di credibilità. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte. la cui colpa. di nessuna importanza sociale). l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio.

pt i i i i . cursus durus [loc. in epoca medievale. cursus velox [loc. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1.s. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano).m.i i i i 46 cultus [s. Anche lo stesso Dante. Il cursus viene impiegato.m.m.] → ornatus.] → cursus medievale. cursus planus [loc. XI. → cursus medievale. 2. www.s.m.m. cursus tardus [loc.s.] → cursus medievale. cursus ecclesiasticus [loc. l’eredità classica della → clausola e. nelle sue Epistulae. 4. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. alla prosa rimata. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale.] → cursus medievale. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica). al termine del sec.m.m.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene.ubi. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo).s.] → cursus medievale. Dizionario di retorica cursus [s. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis.m.s.livroslabcom.m. assieme a vari ed acuti artifici retorici. se ne affianca una ritmica. cursus medievale [loc.] → cursus medievale. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi.] Andamento ritmico del periodo che recupera.] → cursus medievale. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano). cursus trispondaicus o trispondiacus [loc. 3. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano).s.s.

ecc. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio. Livros LabCom i i i i . esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria.f. pronuntiatio. inferenza che procede dalle cause agli effetti. .f. declinatio [s. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. idoneo”. Anche → aptum.] Nella tarda latinità.f. declamatio. → actio.m. appartenente al → genere deliberativo. ). deductio [s. . declamatio suasoria [loc. esecuzione. hypokritikè.] → deduzione.s.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale.f. a minore ad maius.] Interpretazione. utilitas della causa. declamatio [s. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati. dall’universale al particolare. Anche nel senso di → declamatio.f.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo.m. oratore.] → poliptoto. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. dignitoso”. deduzióne [s. decorum [s.f. ma a maiore ad minus.] → declamatio. argomento. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’. declamazióne [s. così come accade invece nell’→ induzione. decorum. → decens “decoroso. → declamazione. ‘dal più al meno’→ deductio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s. destinatario. recitazione di un discorso. → accommodatum “appropriato.] → aptum. più impegnativa. la → controversia.

] delimitazione di un concetto. www. → delectare.f. che prescrive. Secondo Lausberg. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.] → definizione.livroslabcom. delectatio [s. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria).ubi. in assoluto. 64-66). Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. la parte avversa oppone una → controdefinizione.pt i i i i . deliberativum (genus d. 2. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. Contro la definizione di una parte. → allettare.] Fontanier. quale senso si deve attribuire a una data espressione. delectatio. complessa. Definizioni più generali o più partigiane.f.f. che combina in vario modo le precedenti. deliberaménto [s.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. avendo già ben presente la soluzione ottimale. con esitazioni simulate. non perdendo di vista il → docere.f.f.i i i i 48 definitio [s. di condensazione. Si possono quindi distinguere: 1. Es.) → genus deliberativum. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. Par. generi aristotelici. delectare [vb. placere. Dizionario di retorica definizióne [s. dehortatio [s.] Orazione di genere deliberativo. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. riconduce la d.] → dissuasione. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza. descrittiva. voluptas. deliberazióne [s.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante. → genus deliberativum. XXIV.m.

] → epifora.] → metonimia. in parte. malus animus. generi aristotelici.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo.] → omeoteleuto. in una difficile situazione. ironia. demonstrativum (genus d.) → genus demonstrativum.f.] La detractio (detrazione. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici.f. deprecazione.m. deprecatio. determinatum [s.f. soppressione o sottrazione) rientra. distribuzione. scherno. deprecazióne [s. lex potentior. mala voluntas. denominatio [s. detractio [s.f.f. implorazione. di vestirsi. → obsecratio. genere epidittico o dimostrativo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.] → distributio. transmutatio ed immutatio. designatio [s.f.] Implorazione. derisióne [s.] → ipotiposi. desitio [s. Il reo dichiara di avere agito in mala fede. il suo passato. di agire. il suo modo di pensare.f. → obsecratio.f. descriptio [s.] → ipotiposi. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero.] Lo stesso che → figura etimologica. deprecatio [s. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione.f. derivatio [s. demonstratio [s. Così Livros LabCom i i i i .f. dendrografìa [s.f. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme.f. assieme ad → adiectio. → ridiculum. alla → litote. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti.] Nella retorica classica.] Beffa. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde.

] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico.pt i i i i .67). tmesi.f. connotativi.f.m.s. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi. détto proverbiale [loc.livroslabcom. ed enfatici. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti. → dialèttica. percursio. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa.: Non omo. → iperbato. Es.ubi.] Opposto di → sinalefe. apocope.f. → ploce. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. ellissi. al contrario ad esempio dell’→ enfasi. sillepsi oratoria. omo già fui (Inf. ai fini fonetici e metrici del varso. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica.] Frase tradizionale moraleggiante. sincope. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. I. motto proverbiale. asindeto. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola). detrazióne [s. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww. quasi fissa nella sua formulazione. consente di considerare come separate due vocali contigue.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione. quella iniziale e quella finale di parole diverse.f. diàfora [s. e dalla forma somigliante al → proverbio. reticentia. è un → metaplasmo per aggiunzione che. diàcope [s. dialèfe [s.i i i i 50 Dizionario di retorica la d. → distinctio. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi.. compare tra le arti del → trivium. dialectica [s.f].] → detractio. praeteritio.

Inf. Es.m. o fra un soggetto stesso e il suo io. → dialito. ciò che ha forma di dialogo fra due persone.] Lo stesso significato di → dialisi.] → dialectica. L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . XVII. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. dialògico [agg. che da ogne creata vista è scisso (Par. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. Amor? (Petrarca). dialogismo [s. già facendo la risposta (Dante.f. con domanda e risposta.f. diàllage [s. XXI.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. Es. • GDU. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. XXIX. 16-17). / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. .] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. → iato. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. In particolare.) → sillogismo dialettalico.m.] Negli interventi orali e scritti. Tale forma dialogica. (XIX sec. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. . Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto. diàlito [s. sec.) costrutto senza congiunzione.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. o fra due soggetti. che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica.f. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. dialèttico (sillogismo d. monologico. Si vedano → dialogo. allora si parla di → sermocinatio. discussione. 96). diàlisi [s. gramm. e io retro li andava. dialèttica [s. / lo duca. . dibattito. dialogismo. contenente domande rivolte a se stessi.: Parte sen giva.

diàlogo [s. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par. . → dialogo eristico. diàlogo erìstico . poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. intra tutti costoro.pt i i i i .s. e non implica contrasto di idee. diànoia [s.diàlogo eurìstico [loc. dialogo.f. . diàstole [s. sotto forma di risposta. euristico. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi. / Ed egli a lei rispondere: . dialogo euristico. interrogazione). → sistole. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico.f.] Secondo Aristotele. → riflessione. VI. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. Nella metrica italiana la d. estremamente difficile. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es. ch’è morto.livroslabcom. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole).ubi.m.49). avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). a livello pratico. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. diapòresi o diaporèsi [s. / Si ha d.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori.f. Ad esempio: La miserella. www. (Dante). quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. attività cognitiva discorsiva.Ora aspetta / tanto ch’io torni. → dubitatio.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio. fammi vendetta / del mio figliuol. / parea dicer: Signor. → antipofora. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. ond’io m’accoro.] Nella metrica latina la d. → eristico. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito.] L’opposizione tra discussione e dibattito.m. Nelle finte domande che l’oratore pone.

pareuresis. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento. Quando i verbi in questione sono verbi di frase.] Discorso giusto ed equilibrato. dibàttito [s. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. nel suo svolgimento essenziale. → ipotipòsi. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali. / Una giustificazione “ragionevole”. → mimesi.f. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. Livros LabCom i i i i . → dialogo. → zeugma.f. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione.m. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. chiamando in causa la necessità a propria discolpa. Es. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati.f. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s.] Sin. si opponeva al genere mimetico o drammatico. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. / La d. narratio. dictio [s. → lessico. diegèsi [s. / Nell’accezione di → fabula.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari.] → pronuntiatio.f. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. diceologìa [s. disiunctio. → paromologia.] Il genere diegetico o narrativo era quello che. → gnomica.f.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. dizione. didascàlico [agg. diazèugma [s.

m. dignitas [s. expolitio. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale. difficilis ornatus [loc. a quella di uno stato d’animo. storie.] 1. È il contrario dell’ → accusa.ubi. o per sostenere un principio attaccato da altri. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. tra parentesi. .f.f. aneddoti. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee.f.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. ). 2. → facilis ornatus. riprendiamo il discorso. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo).] È la differenza di significato. dicevamo. . mediante ricordi. durante la quale www. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. che possono essere usati come varietà diafasiche. . anche quella tra i sinonimi. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). allora.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra.pt i i i i . digressio [s. omonimo.f.s. difésa [s. di un giudizio morale.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore.. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. . viene così impedita la formazione di un dittongo). → accumulazione.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s. Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora.f. differentia [s. metonimia. comunque. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione. cioè in dipendenza dalle situazioni. episodi. → sinonimo..livroslabcom. o le persone che svolgono questa mansione. La persona. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. .

f. → parti del discorso. discorso di consumo. dell’→ entimema (tipo argomentativo). scopi del discorso. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata.] Secondo Perelman. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. dimostrazióne [s. discordanza [s. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi. Da dove provengano questi elementi. Lo stesso che → inconvenientia.s. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. Anche → excursus. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa.m. oratio. discórso [s. parecbasis.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni. discórso di circostanza [loc. dimostrativo [agg. stili del discorso. a definirlo.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.m. dell’→ exemplum.] Il discorso di circostanza è occasionale.s.f. sermone.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva. a dimostrarne l’importanza. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni. per poi riprendere con nuovo vigore. discorso improvvisato. prova. → argomentazione.m. pensieri divini. Livros LabCom i i i i . / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento. se siano verità impersonali. discórso acuto [loc. dimostrare una proposizione.f. al termine della digressione stessa.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. dilogìa [s. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). della → similitudine.

m. di coscienza collettiva.m. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. www. la sua usabilità per dominare. oppure nella scrittura.m. secondo l’intenzione di chi parla.pt i i i i . il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. quindi. → discorso di consumo. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale. genere deliberativo. Discorso ricco di figure retoriche. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto. genere epidittico.s.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. come sostiene Lausberg. periodicamente o meno. discórso di riuso [loc.ubi. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante).] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. → discorso di circostanza. discórso figurato loc. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. → discorso. il discorso consuma interamente la sua funzione. discórso di parte [loc.s. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. In particolare. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. Il riuso.livroslabcom.m.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. tuttavia il discorso mantiene.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. l’oratore può o meno essere il medesimo. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. una volta per tutte. in tale situazione dunque.s. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte. in “società di ordine sociale più libero”. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa.s.

→ parisosi.) → asindeto disgiuntivo.f.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale. ordine artificiale.f. discórso sottile [loc.s.m.. disfemismo [s. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. La sua struttura.f. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio. senza attribuirle un tono offensivo: rompere. → ordo. disgiunzióne [s.: Chiedeva compassione. Opposto all’eufemismo. → diazeugma.m. proposta di Livros LabCom i i i i . Es. è la seguente: 1. → dispositio. invocava pietà. stronzo.s. il d. disiunctio [s. disposizióne [s.] Lo stesso che → testo retorico.] Disporre le idee da esporre in ordine logico.] Nelle sezioni dell’arte del dire.] Lo stesso che → disiunctio.m.] Discorso non preparato. spesso gradevole o addirittura affettuosa.f. discórso retòrico [loc. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi. disgiunzione.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente. improvvisazione. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. ordine naturale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc. problema. palle. disputatio [s. supplicava clemenza. usus. disiunctivum (asyndeton d. dispositio [s. polysyndeton d. discussióne [s. rigorosamente formalizzata. 2. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.f. e soprattutto non previsto. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. polisindeto disgiuntivo.2.m.f. Fenomeno legato alla → variatio. → discorso di circostanza.s.] Sostituire in modo spesso scherzoso.] Lo stesso che → dibattito.

soluzione del maestro. soffoca in cuore il profondo dolore’. Nelle scuole medievali la d.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto).i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione.m. dissociazióne [s. costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. 5. → contrasto. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. obiezione alla proposta. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame. dissuasióne [s. dissimile [s.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi.] → diafora. → simulazione.f. ciò che.f.f. dunque.f. ironia. nelle cose simili.] → dissimulazione.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento. www. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono. dissimulazióne [s. dissonanza [s. dissimulatio [s. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat. Lo stesso che → cacofonia. Si riferisce in primo luogo ai suoni. ma può anche sussitere come discordanza d’idee.ubi. si dissimula quello ch’è. fu impiegata nell’interpretazione di testi. Si simula quello che non è. È il contrario dell’ → esortazione.pt i i i i .] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. 4.livroslabcom.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. risposte alle eventuali obiezioni. 3. → simile. similitudine. si dissimula quello ch’è. è unito alcunché di dissimile. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto.f. Si simula quello che non è. eccede il tertium comparationis. distinctio [s. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza.f.

] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. pieno zeppo. → distinguere. cioè di un sermone.m. distìnguo [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. in base alla quale. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i . appartengono ormai al lessico quotidiano. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri. congerie. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. con la quale si chiude il sermone.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. distributio [s. La differenza rispetto all’enumeratio quindi.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso.f. stanco morto. per il loro uso frequente. diversivocum [s. come mi pare e piace. atttributi. individuata dalle artes predicandi. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. univocum. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto. → distributio. forte e robusto. dittologìa [s. e quindi la comprensione di un testo. grande e grosso.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio. ubriaco fradicio. nella sua forma canonica. Esistono alcune dittologie assai diffuse che. sta nel fatto che quest’ultima. bello bello. → rapporto diversivoco. per garantire la → perspicuitas. multivocum. divisio [s.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. aequivocum. basso basso. → sinonimia. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo.f.m. apposizioni.f. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica).

22). informare i giudici su una causa.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. 15. diffusa da Leibniz. se necessario. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). dizióne [s. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). → dianoea. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. www. interrogativa retorica. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. adattato alla pratica ed impreciso. avresti tutto da perderci. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). (Ad H. → aporia. → interrogazione.ubi. 4. docere [vb. indignazione.pt i i i i .] Lo stesso che → pronuntiatio.] In filosofia la voce.f. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato. che presumono una risposta negativa (“non.f. sarcasmo. → ratiocination.f.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio.] Far conoscere. attraverso l’enfasi ed il ricorso. dictio. ecc. → persuasione. indica un modo di parlare figurato. distributio. → exsuscitatio.→ merismo. domanda retòrica [loc. Brano liturgico glorificatore. → doxologia. → anthypophora. istruire. dossologìa (o doxologia) [s. partitio. voce diffusa da Leibniz. → pysma. Nella Ad Herennium. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. È uno stile però piuttosto scarno. interrogazione retorica. ad ogni tipo di artificio retorico. convincere. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere.s.livroslabcom. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore.

Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia. subtilis. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni).m. → opinio. subtilis.f. Si può ritenere il dutus più frequente. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex.] Termine sorto in ambito filosofico greco. a differenza di quelle logiche. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza.s.s.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. → ductus. ductus obliquus [loc.f. ductus mixtus [loc.m. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. dramma [s. cioè alla scienza (→ episteme).] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera. figuratus e obliquus. anacenòsi. → tattica. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. Tipico dell’ars oratoria.s. ductus figuratus [loc.m. figuratus. obliquus. diaporesi.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. → ductus. ductus [s. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . Le argomentazioni retoriche.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. dubitatio [s. in maniera più o meno velata.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex.m. A seconda della contingenza.] o syntaxis obliqua. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. communicatio.m. mixtus. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi). esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche.

E ecclesiasticus (cursus e.m. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva. → evidentia. Vi è concordanza fra consilium e thema.] Si ha ductus simplex se. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso. -servendosi della provocazione .) → cursus durus. ècfrasi [s. ecfonèsi [s. gratia. durus (cursus d. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere.f. effictio [s.f.] Lo stesso che → esclamazione. Vivace descrizione dei dettagli. ductus simplex [loc.m.f. → ductus. www.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona.] → ornato soave. cioè. paradosso. e quello che realmente pensa.livroslabcom. egressio [s.) → cursus ecclesiasticus.f.m. L’immagine. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa. egressus [s. → ductus. prosopografia. illustratio.s. dulcedo [s.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. nella tattica del discorso.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che.] → digressione. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica.pt i i i i . → ductus.] → digressione.s.f. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione. → ritratto. nella tattica del discorso. ductus subtilis [loc. seriamente dice. provocazione. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex.ubi.un effetto opposto a questa opinione. etopea.

concinnitas.f. elegantia [s. → sottinteso. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. egli è debole (→ anafora). I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente.f. vecchio e debole egli è. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. per esempio. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso. che corrisponde alla → detractio. nella → dispositio del discorso e dell’opera. c. b. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico.f. Livros LabCom i i i i . ellissi catafòrica. Es. → ornatus.: la partita Milan-Inter. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase.] L. ellissi ‘totale’ . La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. debole egli è (→ epifora). ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato. oppure vecchio egli è. ed è fenomeno della → brevitas. Incongruenze semantiche e sintattiche. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea.] Eliminazione di una di due vocali contigue. → dispositio. e nello stile nominale. omissione. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma. elisióne [s.f. Dato il pensiero egli è vecchio. Soppressione di elementi di una frase.] L’electio è. egli è vecchio e debole.] Figura di parola per soppressione. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. ellissi [s. allo stile di Cesare. ma diversi nel corpo della parola. vecchio egli è e debole.

nel Terzo Discorso dell’Arte poetica. . Già Torquato Tasso.s. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere.f. → elocuzione. ellissi. le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. cioè la collocazione. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. Lausberg 1949).ubi. oratio ornata). fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”.f. si tratterà per conseguenza de lo stile. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). → catàfora.. come scelta della terminologia più appropriata. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. Sin. È proprio attraverso l’elocutio. non essendo quello altro. barbarismi. L’eloquenza. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato. .livroslabcom. ecc. l’eleganza del discorso (→ ornatus.] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. Affinché ciò si verifichi. che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. elocutio [s. connesso”).i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. nasce nell’antica Grecia. eloquènza [s.pt i i i i . . Quintiliano). che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www.f. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). precisamente ad Atene. e la → compositio. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. scevro da arcaismi.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. . attraverso precise scelte espressive e comunicative. . che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile.

con invettive e critiLivros LabCom i i i i . anche → oratoria. quando numerosi retori greci vi giungono. IX. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. eloquènza epidìttica [loc.s. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali.f. o al contrario. → eloquenza sacra. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. generalmente nel corso di celebrazioni. divenendo tiranno in Atene. genera elocutionis). eloquènza del pèrgamo [loc. che essi definiscono retorica [gr. genere della predicazione. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate. cioè che serve per dimostrare. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo). Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture.f. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. rhetoriké (téchne) “arte del dire”]. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. l’effettiva predicazione in Occidente.). a quelle legate alla predicazione cristiana. che non può essere recepito dalle grandi masse. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina. ed in seguito lo stesso Cicerone. retorica.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana.s. Pisistrato raggiunge il successo politico. si svolgeva in lingua volgare.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola.C.] o e. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec..f. dimostrativa loc. quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario. Proprio grazie a quest’ultima. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. II a.C. Comunque. come Catone il Censore (234-149 a. 141).

f. enàllage [s. Il divino del pian silenzio verde (G.s. parla veloce.] → perifrasi.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. sono meritevoli di lodi. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. eloquènza sacra [loc.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività. panegirici o orazioni funebri. sia in vita che defunti. i quali. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. emozióne [s. come ad esempio di vincitori olimpici.s. . in onore delle numerose divinità. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). 5. parla velocemente.livroslabcom. contribuendo al bene della patria. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). ethos. In particolare si esplica come: 1. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www. Carducci. Es. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti.s. i modi e i tempi del verbo. elusióne [s.i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra.ubi.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”).: domani ti raggiungo. 2.f. maestro indiscusso di oratoria epidittica. enàllage dell’aggettivo [loc. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali. mentre il → pathos è il grado di più violento. → affectus.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. .f. L’emozione più moderata è l’→ ethos. → enàllage dell’aggettivo.f. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo. eloquènza dimostrativa [loc. ad esempio. Es. pathos.pt i i i i . invece di domani ti raggiungerò. in origine. 3. celebrazione. elogio di personaggi. 4. l’aggettivo e l’avverbio. .f.f.

: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’. La notte e il buio = la notte buia.f. enantiosemìa [s. + nome. energìa [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)]. Livros LabCom i i i i . o contraddittori o conversi. una situazione. lode pubblica. del calore generale della espressione e dei gesti. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. un evento.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari.f. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa.] (variante arc. enargìa [s. → antifrasi. enantiòsi [s. . avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.f.f. evidentia. ènfasi [s. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. ma logicamente va riferito a un. ammirazione.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. → ipotiposi. Erbe e veleni = erbe velenose. utilizzata per creare l’illusione della realtà. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. onore.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. endìade). una emozione. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare. .f. endìadi [s. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. Es. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. contraddizione. encomium [s. d’ora in avanti. oppure nome + specificazione complementare subordinata). Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro. ecc. Es.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. Es. /. → vox.f. una persona.m.] Vivace descrizione di un’azione.] Tributo di lode.

enumeratio [s. asindetico o misto tra i due.livroslabcom. epadiplosis [s. oeonismus.] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo.] Sinonima di → anafora. epanàstrofe [s.f. enumerativo (polisìndeto e.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s. anacefaleosi.] → induzione. epanadiplòsi [s.: Tutti gli uomini sono mortali. . → elenco. /.f. può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali.f.f.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. epanalèpsi. eonismo [s.ubi.] Formula d’augurio.) → polisindeto enumerativo. /. .] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi.pt i i i i . . . redditio. . . al centro o alla fine di un segmento testuale /.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui. → optatio. → allegoria.] Allegoria oscura. www. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza. . inclusio. . enumeratio. secondo il modello: /x. xx/: In verità. geminatio. epanàfora [s. in verità vi dico. .] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. . epanalissi [s. Anche: → ciclo.m. epagòge [s.m. /xx. entimèma [s.m. → geminazione. → sinafia. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura.f. Es. palillogia. antapodosi. entimemismo.f. repetitio. Lo stesso che → anadiplosi. .] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio.m. . enjambement [s. xx.f. epanalèssi. /. x/.

f. Genua > Genova. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. → sillogismo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s.] Figura retorica che consiste nella ripresa. Paolo > Pavolo. epesergasìa o epexergasìa [s. ornatus.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. alla mano da martedì. epesegèsi [s.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione.32: “Ecco vien l’ora. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola.f. un santo! Equivale a → correctio. È differente sia dall’ → anafora. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. perché con me è il Padre”.m.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso. epanortòsi [s. anzi. sillogismo dialettico.m. 16. epicherèma [s. anzi è già venuta. epesegètico [agg. esornativo. → epesegesi. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. Es.f.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento. → exornatio. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. e mi lascerete solo. servendosi di nove espressioni per ornarlo. di una o più parole enunciate in precedenza.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. epèntesi [s. ampliata con particolari. expolitio. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione.f. epibolè [s.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. sillogismo retorico.] esplicativo. che dalla → repetitio. → regressione. È un barv’uomo.f. Livros LabCom i i i i . Viene detta anche → anaptissi. ma non sono solo.

f.pt i i i i . epìmone [s. → conclusio. epìfora [s.] → eloquenza epidittica.] Parte finale di qualsiasi testo. www. orale o scritto. → sinalefe. .] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo). . ciò che non vogliamo” (Montale.→ anamnesi. → anadiplosi. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti.f. . reduplicatio.m.f. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte.m. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo. .m. 11-12.livroslabcom. episinalèfe [s. VII. epimerismo [s. genere epidittico. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora). nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. Fur. avanzata al fine di controbatterla. Non chiederci la parola. parti del discorso. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo. → epistrofe. mozione degli affetti. → aggiunta.ubi. I. reduplicazione. mozione degli affetti o perorazione. epìlogo [s. ripetizione. epilèmma [s.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s. epìfrasi [s.m. scioglimento del nodo.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. Es. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1.2). 2.f.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali.f. peroratio. repetitio.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. epifonèma [s. x/.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /.] Obiezione dell’oratore a se stesso. epidìttico [agg. in Ossi di seppia).] Insistenza..

] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. Es. Un tipo di amplificazione epìtesi [s. epìtrope [s.m. epìtasi [s.] Aggettivi ed espressioni equivalenti.m.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto. umida vina ‘vini umidi’.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria. ironicammente. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo. come ad es. confidando nella bontà della sua causa. Es. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. epitrocasmo [s.f. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. In questo caso l’e.m. epitetismo [s. epìteto [s.f. → paragoge.] Figura in base alla quale l’oratore.: una radunata sediziosa. → appositio.m. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare. lasciate che si comporti da ingiusto.f. epithetum ornans [loc.] Sinonimo di → epifora. In altre circostanze l’e. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es.s. il canuto mare. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo.f. si rimette al giudizio del magistrato.: Poiché egli è ingiusto. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i .

dialogo eristico.] e agg.livroslabcom. geminatio. L’e.→ concessio.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa. epizèugma [s. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma.pt i i i i . ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza. ambiguità sintattica.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. erotèma [s. epizèusi [s. o natura" (Leopardi). / Caratterizzato da significato non chiaro.m. eruditorum consensus → consensus eruditorum. esclamazióne [s. permissio. equivocità. può essere estremamemente pungente nella sua ironia.m. erìstica [s. esagerazióne [s. / Vocabolo di diversi significati. "O natura. → aequivocum. sdegno. → epanalessi. sillogismo eristico.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa. → eristica. ammissione.f.ubi. → amplificatio. obscuritas. Dal punto di www.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti. erìstico [agg. rhetorical questions.f.] Argomento che assume la forma di interrogazione. anfibolia.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). / Ciò che è ambiguo. voce dotta diffusa da Kant.m. ammirazione e sim.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo.f. equìvoco [s. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico. domanda retorica. malinteso.f.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. iperbole.

Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). o ambiguamente allusivo. introduttiva di un discorso politico. prologo. o miseri seguaci / che le cose di Dio. ad esempio. → cacofonia. . adhortatio. esémpio [s. principio. → exordium.f. exsuscitatio. Il contrario della → dissuasione. esortazióne [s.] Particolare tipo di → apostrofe. inizio del testo. XIX.f. → parenesi. proemio / introduzione. exhortatio.] Discorso osceno. → exempla ficta.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento.m. È la parte iniziale. → ecfonesi. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. 1-3. nella fase della → narratio/partitio. → aiscrologia.] Sollecitazione. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. giudiziario.m. esecrazióne [s. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale.: O Simon mago. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate. che di bontate / deon essere spose. Inf. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. esòrdio [s. parabola. del pubblico o del giudice che sia. escrologìa [s. È il termine corrispettivo di turpiloquio. scurra. epidittico/encomiastico. Livros LabCom i i i i . la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. la continua ripetizione di sillabe uguali. . exornatio.f. esornativo [agg.] anche → inizio del testo.

pt i i i i . comportamenti. ritratto.f. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. → affectus. → circostanze. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium.: etopèia. emozione. ètos [s.ubi. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg. →.f. → atto estesico.m.livroslabcom. Es. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. nell’arbitro della situazione. www.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). nonché una sua credibilità e verosimiglianza.m. VI. etopèa [s.: o anima lombarda.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. → sermocinatio. prosopografia. effictio. 61-63) Sin.s.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. circostanze della narrazione. vizi e virtù. notatio. eterologìa [s. pathos. estèsico (atto e.] → ethos. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche.f.] Espressione che si può intendere in due modi. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti. una sua chiarezza e comprensibilità. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. èthos o ètos [s.

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eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
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Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
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Stefano Arduini & Matteo Damiani

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expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
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] Ciò che è accaduto e di cui si parla. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico.ubi. M. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio. no? fatto [s.] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini.che formano il complesso referenziale del testo. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. fastidio”). precisamente nell’→ excogitatio. fatismo [s. ottenuti sia attraverso la riflessione. processi.livroslabcom. che mediante immaginazione.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s. 50. deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. In Perelman. noia. possibili o probabili”. viene presentato nella → propositio. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. → ticoscopia. fastidium [s. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo). disgusto.m.reali o immaginari . vasto pubblico o giudice che sia.pt i i i i . il destinatario (o ricevente). sprovvisto di significato autonomo.m. il referente (costituito dagli esseri. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s.n. l’→ oratore (o mittente).] Elemento di un enunciato che. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. idee . “tedio.m. stati. → avversione. www. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es. azioni. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio.s. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa.: siamo d’accordo. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti.f. fatto retòrico [loc. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso).m.

f.f. → transmutatio (cambio di posizione). figura di costrutto o figura di costruzióne [loc. ingl. Livros LabCom i i i i . lat. prosopopea.pl. → immutatio (→ sostituzione). fr.pl.] Figura. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso. s. Secondo Quintiliano (I sec. GDU. → detractio (→ soppressione . schema”. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma. apologo. figura di elocuzióne [loc.).] Nell’ambito della retorica.14).s.] [gr.] Lo stesso che → figura di parola. che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. figura di discórso [loc..] Lo stesso che → figura di parola. → fiore. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). figura retòrica [s. figure di parola. 4.] Lo stesso che → figura di pensiero.s. figure. 2.f. figura elocutionis. figure. figure di significazione o tropi. figure of speech. fictio personae [loc.s. figure di dizione. figure di costruzione (→ figura di costrutto). 3.f.f.] → idolopea. d. fugure rhétorique. → esempio.) verborum et sententiarum. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero.s.f.] Lo stesso che → figura di parola.dat. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.f. figura di concètto [loc. similitudine.1.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. figure di ritmo.f.f. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”.s.f. festivitas [s. parabola. → adiectio (→ aggiunzione o addizione). anche imagines-um s.sottrazione o omissione).] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas. lumina (-um n.] È una breve narrazione in prosa o in versi. figura [s. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. figura dal tema di fingere “plasmare”. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9. schêma “forma.C.

Figure di pensiero per aggiunzione. → sinonimia. che si manifestano ‘in parole singole’. rientra tra le figure www. → figura. → anafora.f. dal punto di vista ideativo.s. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem. figura di paròla [loc. b. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero.f. Figure di parola per ordine.f. → concinnità.] In Fontanier.pt i i i i . immutationem. → zeugma.f. i tropi veri e propri. Figure di parola per aggiunzione. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. → anacoluto. detractionem. → iperbato. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). alla categoria dell’ → ornatus. le figure di parola o elocuzione appartengono. ma anche l’ → asindeto. → figura etimologica. Figure di pensiero per sostituzione. tropo. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola. figura di significazióne [loc.] Tale figura riguarda. d. Sinonimo è → figura di concetto. ordinem. figura elocutionis. b. figura etimològica [loc. al contrario dei tropi propriamente detti. figura di pensièro [loc. Affine al → poliptoto. → enallage. che si manifestano ‘in più parole’.] In Fontanier. → ipallage.s. → epanalessi.s. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. i tropi impropriamente detti. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. c. Figure di parola per soppressione.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. → polisindeto. → anastrofe. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato.f.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. → brachilogia. figura elocutionis [loc. il concetto della frase.s. → figura.ubi. tropo. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. e suole dividersi in: a.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. → ellissi.] Lo stesso che → figura di parola.s.livroslabcom. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato. → figura di parola. c. Le figure di pensiero si suddividono: a. 6 e IX). bensì la conformazione di un intero enunciato.f. → paronomasia.s. Figure di pensiero per soppressione. → gradazione. non una singola parola.

f.s. considerate sottintese. figura per detractionem [loc. addizione di elementi.] → figura per detractionem.] → figura per immutationem. verbi.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. ). sognare un sogno. XIII..s. amare un amore. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia. figura morfològica [loc.f. figura per detrazióne [loc.s. → figura di concetto.f. figura grammaticale [loc.f. figura per adiectionem [loc. contraddistinte dalla → brevitas. figura (parlare in f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. donare un dono.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. .s. figura per aggiunzióne [loc.f.f.s.) → parlare in figura. 68). figura per immutazióne [loc.s. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. → aggiunzione.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. .] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia. figura per addizione. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio). figura per aggiunzione. l’iperbole.] → figura di parola. figura lògica [loc. l’allegoria. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf. attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). Esempi: vivere la vita.s. utilizzata dunque per snellire il discorso.] → figura sintattica.f.s. Livros LabCom i i i i . Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto.f.f.. la litore. figura per addizióne [loc.s.

f. → zeugma.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.f.s. → sillessi. soppressione.f. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe. l’antonomasia.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini.livroslabcom.] → figura di pensiero.f. figura per ordinem [loc.s. proprio da tale immutatio verborum. che riguarda singole parole.] → figura. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro. Le figure semantiche sono dette anche → tropi.s.] Figura di parola costruita mediante l’uso. → iperbato. figura sententiae [loc.s. concordanza.s.] → figura per detractionem. rispetto al normale svolgimento sintattico.s. → pleonasmo.f. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale. delle variazioni nel genere. numero.f.f. → asindeto.] → figura per ordinem.f. ecc. → polisindeto.] → figura per ordinem.] (o figura grammaticale). → enallage. la sineddoche.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.f. figura sintàttica [loc.s.s. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali. figura per sottrazióne [loc. figura retòrica [loc.] Lo stesso di → figura per ordinem.f.f.s. figura per órdine [loc. → figura di significazione.pt i i i i . Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). all’interno della stessa frase. www. transmutatio. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto. . figura pseudoetimològica [loc.ubi. ordine.s.s.f. .s.] → figura per detractionem. funzione. → ellissi. sottrazione. la metonimia. → chiasmo. figura per soppressióne [loc. figura per trasposizióne [loc. figura semàntica [loc. figura per transmutationem [loc.

] Lo stesso che → acutum dicendi genus.f. → captatio benevoletiae.] Abbellimento del discorso. flosculo.) → ductus figuratus. → percontatio.f. fióre [s.m.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.s. acutezza. parlare fiorito. aggiungono elementi sulla catena.] → figura di parola. Si chiama anche figuratica. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. delle parole. finzióne [s. multimediali). figura. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione.] → definizione. status causae. stilistiche. cioè la successione cronologica dei segni linguistici.] Ricercatezza del discorso o della poesia.f. fióre poètico. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente. ma modificano l’ordine dei segni. → flos. Flos.m. genus medium. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i .m. parlare fiorito.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s.f.] Blandire una persona. sopprimono elementi.s. fióre retòrico [loc. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. filofronèsi [s. Riguarda appunto la linea sintagmatica.f. metriche. status finitionis. figuratus (ductus f.m.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. In genere.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. flòsculo [s. → fiore. figura verborum [loc. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena. Parola rara.f. preziosismo lessicale. In questo contesto A e B. imitatio. genus floridum. la finzione è un voler far credere. finitio [s. fiore? fòro [s. tropi). soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. che è difficile trovare un po’ dappertutto. finézza [s.

generalizzazióne [s.] → generi aristotelici.livroslabcom. e sono oggetto di studio scolastico. su cui si fonda il ragionamento. → frequentatio.pt i i i i . allargare un giudizio a tutti i casi simili. amministrativi ed economici.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo. Le questioni generali sono più facili da trattare. accumulazione. geminazióne [s. frequentatio [s. aspetti militari. in modo anche affrettato.f. → tema.f. legislativi. G geminatio [s.] → geminatio. ornatus. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. epanalessi.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione.] equivalente all’→ accumulazione. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio.m.m. costituiscono un insieme detto tema. l’oratoria di Demostene). rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. www. una classe di persone. frequentazióne [s.2. rappresenta un oggetto astratto. mentre i termini C e D.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche.] Contrapposta alla → quaestio finita.f. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. → quaestio infinita.f. → movere).pl.f. → deliberamento.s. generi aristotelici.s.s.] → epanalessi.f. genera elocutionis [loc. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore. generalis quaestio [loc.ubi. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta. gènere deliberativo [loc.

dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso. genus sublime.m. gènere giudiziale o giudiziário [loc. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto.] → genus vehemens.m.] → genus vehemens.m.] → genus demonstrativum. gènere grandióso [loc.s. ma mira a → docere.] → genus grande.] → genus grande.s. genus medium. gènere grande [loc.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc. gènere epidìttico o dimostrativo [loc.m.s. fra i → generi aristotelici. genere epidittico. gènere fòrte [loc.] Genere oratorio legato alla predicazione.m.s. gènere importante [loc. durante i processi relativi a cause private o pubbliche. eloquenza epidittica. genus sublime. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio.s.m. gènere magniloquènte [loc. generi aristotelici. genus praedicandi.m.s.] → genus grandiloquum. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio.s. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale.m. chiamati logografi. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato.s. → genus demonstrativum. gènere intènso [loc.s.m. → generi aristotelici. generi aristotelici. Livros LabCom i i i i . gènere equilibrato [loc. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza.] → genus amplum. per convincere i giudicanti. genus sublime.] → genus moderatum.s.] È uno degli → generi aristotelici. che il cittadino.s.] → genus amplum. coinvolto nella causa.m.m. genere dimostrativo. genus grande. genus sublime. gènere dimostrativo o epidìttico [loc. → eloquenza del pergamo. gènere elevato [loc. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni.m.] È. genus amplum.

] → genus modicum. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi. gènere ùmile [loc.m.i i i i 86 gènere mèdio [loc.m. o → genere epidittico.m.s. anche per provare delle affermazioni. impiegato in occasione di celebrazioni. gènere mòdico [loc. 2. genus subtile. gènere sottile [loc.] → genus robustum.] → genus subtile.m.s. → eloquenza epidittica o dimostrativa.m.livroslabcom. che www.m.] → genus modicum.] → genus gracile.] Sono detti anche → generi della retorica.pl.m. L’ → eloquenza.pl. genus modicum.m. giudiziaria o → genere giudiziale.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.m. → genere deliberativo (→ genus deliberativum). genus summissum. si specifica in: 1.s.s.s.] → genus humile. genus subtile.s. gènere pompóso [loc. gènere preciso [loc.s. gènere tènue [loc.s.s. genus sublime. genus medium.m.] → genus medium. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza. 3.pt i i i i . gèneri aristotèlici [loc.m. gènere sublime [loc.s.] → genus moderatum. Dizionario di retorica gènere moderato [loc.s.ubi. davanti ai tribunali. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.s.m.m. ornato vigoroso. genus grande. gènere vigoróso [loc. politica o deliberativa.s.] → genus sublime.] → genus gracile. gènere temperato [loc. gèneri del discórso [loc.] → genus grandiloquum.

] → genere deliberativo. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. genus elocutionis [loc. → ex abrupto.s. genus deliberativum [loc. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo.s.m.s. → paradosso. soprattutto dal punto di vista etico. genus admirabile [loc.m. Livros LabCom i i i i .m. È un tipo di → genus sublime. genus gracile [loc. credibilità. eloquenza epidittica.s. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.m. genus amplum [loc. che predilige lunghi periodi.s. genus dubium [loc. genus anceps [loc.] → genus humile. genus floridum [loc. L’uso dei commi coordinati. generi aristotelici.] → credibilità.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi. Assomiglia al → genus turpe. ha come risultato il genus vehemens.m. sostenendo ad esempio una tesi assurda.] → genus medium. genus demonstrativum [loc.m. stilus. → genera elocutionis.] Genere elevato e privo di interruzioni. Es. credibilità debole. genus vehemens.s. genus abruptum [loc.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività.s. → eloquenza del pergamo.s.m.] In una prima accezione.s. straniamento. si scontra col senso di verità del giudice.m. generi aristotelici.s.m. 4. genus [s. credibilità media.] È rappresentato dall’opinione di parte che. genus acutum.] → genere. si ha genus abruptum quando in nella principale.m.] → genus dubium.m. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto. generi aristotelici.] → genere dimostrativo. ornatus.

come la → perifrasi. genus robustum [loc.] → eloquenza epidittica.s.s. ma anche duri.s. le figure dell’→ adiectio.ubi.] → sineddoche.m. generi aristotelici. pieni di immagini. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus.] Stile basso. genus modicum [loc.s. né la forma sintetica. → genus summissum.s. genus iudiciale [loc. genus humile [loc. → genus sublime.] → genus sublime. genus medium [loc.] → credibilità media.] Lo stesso significato di → genus medium.livroslabcom. genus honestum [loc. ornato vigoroso. genus laudativum [loc. stili del discorso. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. che sa usare modi semplici e persuasivi. genere tenue.] Stile medio. credibilità. genus mediocre [loc. fra le caratteristiche dell’→ ornatus. che non ammette né la brevitas.] → genere giudiziale. l’→ isocolo e la costruzione del periodo.] → credibilità alta. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.] → genus medium.pt i i i i .m.m. genus moderatum [loc.] Stile dell’oratoria politica.s. proprio dell’oratoria epidittica.m.s.s. stili del discorso.s.m. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. www.m. genus gracile. stile umile. genus pro specie [loc.s. né l’oscurità. proprio dell’oratoria civile e forense. credibilità. tenue.m.m. genus obscurum [loc. genus tenue.] Rappresenta.s. soprattutto nei confronti degli avversari.m.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc.m.m.s. genere umile. genere temperato. genere vigoroso.] → credibilità debole. → genere medio.s. genere moderato. → credibilità debole. genus subtile.m. ornato soave. credibilità.m. → genus sublime.m. genus grandiloquum [loc. genere sottile. genere preciso.] → genus medium. genus praedicandi [loc.s.

e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium. genere magniloquente.s.m.s. genus turpe [loc.m. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. genus tenue [loc.f. cioè il discorso pronunciato oralmente. genere sublime. Livros LabCom i i i i . ad esempio. esse possono essere astratte (es. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. → credibilità. → genus. genus summissum [loc.s.m. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. accuratum dicendi genus.s.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene.s.m.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio.m.] Stile sublime.m.] → genus humile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc. genere grave. di uniformità in genere.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. genus vulgare [loc. Si ha genus turpe quando.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.m. tipico dell’oratoria politica.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es. Fa parte del → genus sublime. gèsto [s. → genere alto.: la persona è più importante della cosa).s.m. e viene di solito definito come → genus humile. stili del discorso. genus subtile [loc. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi. utilizzando l’→ ordo naturalis. gerarchìa [s. credibilità debole. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità. → pronuntiatio. genus vehemens [loc. Assomiglia al → genus admirabile.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico.] → genus humile. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso.s. come il → genus abruptum.

V-IV a. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). → calembour. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. soprattutto l’→ audacior ornatus. gnòmica [s. di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus.C. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. per altri (cfr.m. → aforisma.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori.i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s. gnòme [s. Sempre in ambito latino. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco.s. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica.livroslabcom.). Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto. massima. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. d. le Massime capitali di Epicureo.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). un → ornatus particolare. → gnomologia. Del XIII sec. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione. giòco di paròla [loc. una sentenza. gli Aforismi (ca. come la → mixtura verborum. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. Per quanto riguarda i Romani.: amore amaro.f.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. gnomològio [s. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. boutade. in una raccolta di 700 Sententiae.m.] Florilegio di sentenze.ubi.C. ecc.m. un proverbio. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco.f. traductio. l’intento è precettistico e sentenzioso.pt i i i i . attribuiti al medico Ippocrate (sec. le Sentenze di Epicarmo. didascalico. anagramma. Per alcuni autori (cfr. De Vauvenargues www. motto. GDU) è un filone del genere didascalico. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili).] È una massima. 400). sono invece le Reflexions et Maximes di L.

s. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.s.f. assurdo.f. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. Livros LabCom i i i i .] → genus sublime. grottésco [s. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. Per quanto riguarda la letteratura germanica. Alla letteratura inglese appartengono.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano.f. habitus orationis [loc.s. in forma di trattato. → facilitas.f. i Saggi e consigli morali di Bacone.m.) [loc.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. bizzarro. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali. ad esempio. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari. → scarto.m. gradazióne discendènte [loc.s. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”.m. → climax. grado zèro [loc.]. In ogni discorso però. graecismus [s. → anticlimax.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. cosiddette “laterali”. gràzia [s. → climax.] Lo stesso che → gratia. H habitus [s.m. gradazióne ascendènte [loc.] → grecismo.s. gradatio [s.m. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione.m. facultas. grave (genus g.

mimici e gestuali. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis. homoeosis [s. homoeoprophoron [s. polysigma.m.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole.s. → ornatus.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo.f. → stile umile.livroslabcom. → mitacismo.] Opposto di → zeugma. → circonlocuzione. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. → ipozeussi.m. hypozeuxis [s. www. Es.pt i i i i . iotacismo. horismus [s.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. systrophe.] È la declamazione. spostando il discorso su un argomento differente. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici. un problema.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole.f. hilare dicendi genus [loc. hypokritiké [s.] Evitare una questione.] → omeòsi. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum.ubi.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose. pronuntiatio. ipozeugma. Solitamente è considerata un errore. sigmatismo. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome. humilitas [s.] Lo stesso che → inventio. lambdacismo. → allitterazione.f.f.f. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. → declamazione.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s.m. A volte considerato un → vitium.m.

si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. tenere fretta. romani: racchio. • pronuncia: ìsteron pròteron. → isterologia. Eneide. presenta notevoli difficoltà di traduzione. emiliani: mortadella. idolopèa o idolopèia [s. stracchino. paradigma. è ritenuto più importante. 253). gianduia.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i . Mettiti i pantaloni e le mutande. Es. Viene spesso giudicato non gradevole. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. (Virgilio. siciliani: cassata. isteron proteron. [s.m. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che.m. Es.f. idiotismo [s. In Catilinam). homoeosis. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est. isteresi.]. panettone. parabola. (Cicero. buriana. pizza. veneti: gondola. chiamare un favore.: moriamur et in media arma ruamus. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. icóna [s. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. I iato [s.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola.lat.m. bisboccia.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. napoletani: vongole. II.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. lombardi: gorgonzola. come due sillabe autonome. maneggione.] “L’ultimo (posto per) primo”.f. detto dopo. icàstico [agg.: idiotismi piemontesi: grissino. fasullo.

nel copiare il contenuto variando la forma.f. ecc. passione. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento. → demostratio.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore. → idolopea. effictio. evidentia. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti. antropopatia. dei modelli di riferimento). delle strategie argomentative. subiectio sub oculos. hypotyposis. tuttavia. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. simulazione. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. Generalmente. suffiguratio. → ars dictandi). condizione.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione.] Vivida descrizione di un’azione.] L’imitazione dei gesti.] → immagine. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. antropomorfismo. prosopopea. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate.f.pt i i i i .f. persona. illusio [s. imago [s. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche. viceversa.f. idololopìa [s.livroslabcom. ipotiposi. enargia.ubi. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. imitatio [s. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. illustratio [s. personificazione. della mimica. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà. evento. representatio. descriptio. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia.f.

attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.s. immutatio sermonis [loc. immutatio verborum [loc.s.] → mutatio verborum. antitesi. persone e situazioni ritenute simili.] → mutatio sermonis. tale. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia. transmutatio. (Dante. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa. la exclamatio. immutatio. 28-30). totam dum colligit iram/.32-33. detractio.] → adiunctum.f. . . Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere. → sostituzione.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando.125.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era. 3. la syntaxis obliqua. Inf. immutatio [s.] Sinonimo di → similitudine.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase.s. 2. De Or. alla → detractio e alla → transmutatio. / tal era lì dai calcagni a le punte. dunque. nella manipolazione del discorso a fini retorici. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva.31. laconica brevitas.s. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius. 204-207).f. [Cic. impar simile [loc. XIX.f. immutatio syntactica [loc. → imago. soltanto stilistica. → laconismo. a somiglianza di. → imitazione.] A Una strategia di base. similitudo. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. Livros LabCom i i i i . Pharsalia 1. È un paragone istituito tra cose. → sintassi. assieme alla → adiectio. Quint. loci a simili impari. Contempla la → interrogatio. quale). imperatoria brevitas [loc. → adiectio.s. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica).f.f. immàgine [s. 10].f. Divina Commedia. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio. Lucano.

che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. imum [s. improbativo [agg. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo.f. implìcito [agg. → straniamento. autoschediasma. www. → approvativo. soggetto implicito. → finis.f. obsecratio. Contr.f.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. → discorso improvvisato. → implicazione.ubi. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva. acirologia. tria loca. → improprietas.] Discorso che esprime disapprovazione. impulso [s. improprietas [s.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando. → deprecatio.] La parte finale di un discorso.] Ciò che non ci si aspetta che accada. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. inatteso.m.m. ed è sottinteso’: consenso implicito. ossia la tendenza.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s. Es.pt i i i i . → implicito. sono un cinofilo”.f. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive.] Improprietà. improvvisazióne [s.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. uso scorretto delle parole. implorazióne [s. soggetto implicito.livroslabcom. improprium.m.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro.] Discorso non preparato appositamente.: → esplicito.] Esposizione delle proprie difficoltà. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. imprevisto [s. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato.

inconvenientia [s.m. incrementum [s.] Ciò che non ci si aspetta che accada.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.f. → explicit.m. inconsequentia [s. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi. → inconsequentia. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo.f. inconexio [s. indignatio [s.] Mancanza di accordo grammaticale.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso). incidentale (proposizióne i. proposizione incidentale.f. incoerènza [s. incisum [s. → incoerenza.f. iperbato. Come figura retorica. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio. inciso [s.f. → imprevisto.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori. inclusio.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici).m.m. Livros LabCom i i i i . / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. inclusio [s. ìncipit [s.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. epanadiplosi. parentesi. straniamento.] → epanadiplosi.] → asindeto.m. inciso. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza.] (incipit liber.] → comma. → comma. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione. inciso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.) → proposizione incidentale.f.

inferènza [s. a maggior ragione lo è la rapina”.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica. abilità retoriche possedute naturalmente.f. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione. per l’oratore. → inductio. ìnfimo [agg. infinitizzazióne [s. Ad esempio.m. non comune.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio. deduzione. In questo senso. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita.m.ubi.pt i i i i . l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). infinita quaestio → quaestio infinita. abduzione.f.f. oppure si può ricorrere a un fatto particolare.] Talento. secondo Mortara Garavelli. ingenium [s. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. induzióne [s. per → umile. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori. “se il furto è un reato.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue. induzione.f. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione. In questo senso inferire significa trarre una conclusione. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera.. deduzione. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’. → deductio. generalis quaestio. cioè a minore ad maius.] GDU: ret.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. → epagoge. infinitum [s.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s. da cui la → deduzione.livroslabcom. es. www. inductio. ma ‘dal meno al più’.

Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità.] Nessun comunicato (orale. è un metodo per assicurarsi.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore. intellectio [s.m. cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio).f. interèsse alla situazióne [loc. l’→ intenzione specifica. → ars).della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.pl. tria loca. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina. (→ decorum. si produce la particolare “situazione retorica”. insinuatio [s. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso. Essa costituisce.) avviene al di fuori di una determinazione storica.f.m. una buona predisposizione dell’uditorio. assieme alla necessità urgente. scritto. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”.s. ecc. Livros LabCom i i i i . instrumentum (i. culturale.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia. intenzióne [s. → situazione.] → instrumentum.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione.] → caput.s. l’→ uditorio.s. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . la → situazione retorica.f. initium [s.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. del discorso) [loc. → kairós). instrumenta oratoris [loc. ingenium). alle formalità convenzionali e all’→ uditorio. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. all’interno dell’→ exordium. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. le convenzioni.m.m.

si identifica con le valutazioni razionali www. invocazione. cataploce (→ esclamazione improvvisa). interrogazióne [s. Proteus.] Esclamazione. scis ipse.livroslabcom. sinonimia glossante. → exsuscitatio.f. come come ha osservato Fontanier. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi).f.: scis. per → sinonimia (gr. → parembole. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia.f. synonymia).f. • voce lat. → interpositio.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale).pt i i i i . → interrogazione deliberativa.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. commoratio. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). → interiectio. Es. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso. parafrasi interpretativa. → ermeneutica.ubi. interiezióne [s. interpretatio [s. interclusio.] L’i. Alla fine del XIX secolo (1898) E.s.f. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive. Bullinger. sinonimia. supplica.] Atto di interrogare.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio).] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi. W. epitrechon. allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. eiaculatio. interpositio [s. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”.f. sia quella che. interrogazióne deliberativa [loc. la frase con cui si interroga. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”.

Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni.m. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. inventare”.: Se non fai attenzione lo romp. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. → simploche.: ebbene. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio. → complexio.s. → aposiopesi. e corrisponde alla → dispositio. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo.pl. la comparazione ed altre relazioni).] Dal latino invenire “trovare. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano. definisce la retorica primariamente come invenzione. Es. inter se pugnantia [loc. «ahi!».] Interruzione del filo del discorso.m. che insegni agli altri. interruptio [s. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge. nodo. all’ → elocutio. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i . reticenza. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare. infatti. loc.f.] → domanda retorica. avendo già ben presente la soluzione ottimale. ad esempio. dubitatio. → interrogazione.f.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato.f. rubi? Tu che proibisci l’adulterio. con esitazioni simulate.f. cataplexis. . perclusio. intimidazióne [s. interrogazióne retòrica [loc. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. il rapporto di causa effetto.pl.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. → comminatio. inventio [s. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. → coenotes.. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.21-23).] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.f. intréccio [s. come mai tu.s.s. . Es. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). termine latino per indicare → anacephalaeosis.

io parlo de’ begli occhi e del bel volto.s. 3.ubi. vv www.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car. (Cic.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status).livroslabcom.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta. Inferno. Orlando furioso. Es. C.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. invocazióne [s. 13). al → logos o al → pathos. 7-9). or m’aiutate. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). mihi causas memora.f. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. De inv. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. / . II. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. → invenzione. Es. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio. ma logicamente va riferito a un. inversio [s.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. tot adire labores / impulerit.f.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. Ariosto.f. VIII. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. ipàllage dell’aggettivo [loc.pt i i i i . su una preghiera accorata a persone presenti.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità.] → ipallage. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. Es.. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. 8-11). 18..f. Il divino del pian silenzio verde (G. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum. (L. o alto ingegno. (Dante.m. ipèrbato [s. / qui si parrà la tua nobilitate..). ipàllage [s. I. O muse. ecc. a esseri soprannaturali. Eneide.: Musa. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. Carducci. nella seconda come sinonimo di → allegoria.

] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i . → zeugma. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe.f. ipòfora [s.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate). L’i.f. risulterebbero inverosimili o assurdi. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. / deinde usque altera mille. “Mi spezzi il cuore”.] Personificazione. deinde centum. “Te l’ho detto diecimila volte”. Es. viceversa. almeno un milione di scale (E. la Virtù. deinde centum. esagerato.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. tmesi. / dein mille altera. Satura). presi alla lettera. traiezione. (Catullo. contraddizione. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. → antipofora. “È un anno che ti aspetto”. → millanteria. iperzèugma [s. antifora. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza.f. esagerazione. non tutti esattamente pertinenti.f.m.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. “sentir drizzarsi i capelli”). traiezione. “Scrivimi due righe”.f. ipòstasi [s.: Da mi basia mille. transmutatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione.s. più predicati ad un solo soggetto. iperbolicità [s. dein secunda centum. dandoti il braccio. apozeugma. Carme 5). “Non ha un briciolo di cervello”.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. → diacope. ironici. Montale.: Ho sceso. →. “essere accecato dall’ira”. “Facciamo quattro passi”. → subiectio. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. ipèrbole graduale [loc. ipèrbole [s. metatesi. il Bene. → transgressio.

azioni. Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme.’. www. fenomeni fisici e morali’. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. → ‘abbozzo. passioni. una emozione. mediante il quale si sottolineano. in descrizioni successive o mescolate. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. signore. → evidentia.: → diatiposi. → metonimia. ecc. → hypozeuxis. una situazione. nihil concursus bonorum omnium. cittadini. ascoltatemi. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. un evento. expolitio. → causa. il → ritratto.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. . Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. lat.f. differenze e affinità tra oggetti e individui. Vivace descrizione di un’azione. di un essere animato’.f. ipòtesi [s. Es..] Supposizione. ecc. zeugma. → hypozeuxis. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. . ipotipòsi [s. quaestio finita. cittadine. Es. amici.livroslabcom.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono. ipozèugma [s. Sin. nihil hic munitissimus habendi senatus locus. ecc.f. vizi e virtù. movimenti.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. nihil timor populi.: Signori. amiche. comportamenti. il → tableau ‘messa in scena’. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. schizzo’ o descrizione. una persona.m. nihil urbis vigiliae. aspetto.ubi.pt i i i i . ipozèussi [s. esordio della prima Catilinaria).] Sinonimo di → enargia. il → parallelo. In Catilinam. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore.

] Lo stesso che → isotopia.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. vidi.] Non comune. Sin.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo.f. bensì lo sdegno. tricòlon. simulatio (→ simulazione). → illusio.] Lo stesso che → isocolìa. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario.→ parisòsi. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). Promessi sposi).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. come tropo di parola. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. isocolon.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni. Compri due.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. umorismo. → colon) del periodo. isocolo. dissimulatio (→ dissimulazione).] Isotopia del piano morfologico. Livros LabCom i i i i . per → paronomasia.] Isotopia del piano semantico. il rancore.m.f. Manzoni. isosemìa [s.s. Es. tetracòlon. isòcolo o isocòlo [s. isocolo. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. isocòlon [s.f. isoplasmìa [s.// Secondo Lausberg l’ironia. → isotopia.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). → allitterazione. isonimìa [s. isologìa [s. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto.f. → parallelismo. Si tratta di un procedimento tipico. vici.f. → isotopia.: che signore! (detto di un villano/maleducato). → ironia socratica. paghi uno. → omeottoto).Es.: → isocolìa. → ironia.m. parimembro. Veni. benchè non esclusivo. ironìa socràtica [loc. → tricolon. dello stile biblico.f.f. → isocolon. uno che aiuta veramente i poverelli! (A. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. isocolìa [s.

isterèsi o istèresi [s.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi. iteratio Sinonimo di → epanalessi. a qualsiasi livello questa si ponga. dal solo piano semantico al piano dell’espressione.ubi. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale.legato a quello di coerenza testuale -.i i i i 106 isotassìa [s. ìsteron pròteron [loc. iterazióne [s. è un concetto . palillogia ed → epizeusi. sceglie (→ electio) e www. Es. isosemie: isotopie del piano semantico. isterologìa [s.→ hysteron proteron.s. iudicium [s. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. senza altre in mezzo. → isotopia. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente.: Ti ho aperto. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio. il mio amore. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron).f.m.] iucunditas [s. isoplasmie: isotopie del piano morfologico.] Omogeneità semantica. 3.: Tu.livroslabcom.f.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera. epanalessi.pt i i i i . isologie: isotopie del piano logico. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i. Dizionario di retorica isotopìa [s.m.f. 4. genus medium. supplementari. palillogia. non presenti nel documento storico → hysteron proteron.] Isotopia del piano sintattico. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio.] → ornato soave. In questo senso quello di i.f. isotassie: isotopie del piano sintattico. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). Es. 2.f. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.f. per veemenza o enfasi. Ripetizione della medesima parola. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso.] → hysteron proteron.] Inversione dell’ordine logico nel discorso.

] Lo stesso che → laconismo.] Qualità propria del parlare conciso. laconicità [s. imperatoria brevitas.m. brevitas. klìmax [s. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. breve e concettoso.m.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. iustificatio [s. trasposizione od omissione involontaria. laconismo [s. è tipica del linguaggio militare.s. brevitas.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione.s.m. → laconicità. o s. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’.m. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”.f.m. aforismi.f. laconismo. esmpio più alto di concisione.f. laetum dicendi genus [loc. L laconica brevitas [loc. sentenze → laconicità. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i . brevitas.f.] Errore che consiste in una sostituzione.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani). calami) [s. K kairós [s.] → hilare dicendi genus. → proecthesis. linguae o l. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum. caratteristico degli spartani.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →.] → climax. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso). ad esempio motti. lapsus (l.

pt i i i i .f.] Il termine. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota.s. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo. Lecture linéaire. latinitas [s. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto.] L. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo.s.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l. “discorso”. A. nel parlare o nello scrivere. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. lex potentior [loc.f. levis immutatio [loc. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie).] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”. (Convenzioni che. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta). Nella qualifica giuridica del fatto. Il concetto. che precede altre www. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante. calami) che l’orale (l. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. perdendo in tal modo l’enfasi che. lettura tabulare [loc. che pure ne segnala l’erroneità. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione.s. lexis [s. immutatio. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso. l’autore del fatto. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. → usus) caratterizzanti la lingua latina.] ‘lieve cambiamento’. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. → schema o → figura).f. nel significato originario. colui che ha compiuto il fatto. linguae).f. che originariamente significava “raccolta”.livroslabcom.] Considerata come sinonimo di → puritas.f. in tutte le lingue.ubi. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”.

B. 2. personalizzazione al discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. ma è servito a tutti). Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. a.] → zeugma. Viene presentato come giusta punizione. o il fatto stesso. licènza [s. linguaggio figurato [loc. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. e cioè: b. con cui viene difeso: a. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci. come il caso e la necessità (casus. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. nella → relatio.f. malus animus) ma. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa. b. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas.1.2. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1. bonus animus) nel compimento dell’azione.s.1. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. Livros LabCom i i i i . espressività. sed alter me impulit ut facerem’). (→ figura.2. fortuna.2. l’ho fatto. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). →. → licenza poetica.m.2. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. figura retorica).2. invoca un giudizio mite.] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.] Linguaggio che.f. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). sed profui’.1. ligatio [s. che potrà giovare anche al giudice. o soltanto il reo. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. concede più vivacità. b. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico.

Non è mica stupido = È intelligente.m. quibus auxiliis. rappresentata spazialmente. è divisa in zone. argumenta. Es. topos.livroslabcom. locus [s. locus a tempore (quando ‘quando’?). quid. le capisce le cose. loci a simili impari [loc.s. locus a contrario [loc. in parti specifiche . → luogo.] (deduzione. locus a re (quid ‘che cosa’?). che dal XII sec.].i loci o luoghi .m. ma di diversa estensione) → impar simile.] (ubi ‘dove’?) → loci.. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico.in cui risiedono le diverse idee.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci.s.s. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos).. locus a causa [loc.pl. la parte dal tutto’). quomodo.m. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa).m. locus. adiunctum. Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). → tapinosi. locus a loco [loc.s.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s.] (paragone fra simili.] (cur ‘perché’?) → loci. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.m. solitamente mediante la negazione del suo contrario.m. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?).] La memoria.ubi.f.pl. locus a maiore ad minus [loc. www. sia classica che medievale.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata.] (paragone con l’opposto) → adiunctum. cur.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). I promessi sposi).. deminutio.s. locus a loco (ubi ‘dove’?). → adiunctum. loci [s. era possibile riassumere con un esametro: quis. locus. locus a causa (cur ‘perché’?).m. locus ab istrumento [loc.m. risultando così intercambiabili.pt i i i i . ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. ubi. locus.s.

logos [s.m. di richiamo logico.m. locus a modo [loc.. locus. il tutto dalla parte’). Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. dicendi) [loc. tuttavia.. Livros LabCom i i i i . ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente. stereotipo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos. locus. locus a simili [loc. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. locus. cliché. locus.] (paragone fra simili) → adiunctum.] (induzione.m. → luogo comune. prende il nome di sententia.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica.] (quando ‘quando’?) → loci..s.m.s.s. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione.s.s. rilevante per la condotta di vita degli individui. → adiunctum.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos.m. lumen (l.m.m..s.s. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”. locus a tempore [loc.s. locus communis [loc. il più ampio viene espresso dal più ristretto. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.m. locus a persona [loc.] (quid ‘che cosa’?) → loci.m. locus a re [loc.] (quis ‘chi’?) → loci. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’.

vetustas. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere. massime della conversazione. → tria loca. → auctoritas. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici.] → lex potentior.s.f. l’epos e altri. →.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s. mèdio [agg.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia. acirologia. adiunctum. assunta come norma dell’agire avente validità generale.ubi. mezzano. deprecatio. tra l’umile e il sublime. Rappresenta una tipologia di litote. mediante la quale ci si riferisce a www.m.s.f.f.] L. → paronomasia.] Paronomasia involontaria.] La materia.livroslabcom. materia pro opere [loc. malapropismo [s.s.] stile. malus animus [loc. Essa è dunque ciò di cui si parla.] → lex potentior. → genus medium. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.f.m.s. solitamente tratta dall’esperienza. come il dramma. màssima [s.f. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan. Mrs Malapropo. periergia.] Sentenza. deprecatio. il parlare più del necessario.m. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata. meiosis [s.m. maiestas [s. maiore (a) ad minus [loc.f.pt i i i i . matèria [s.] Indica la prolissità.] → deduzione. → perissologia. ciò su cui verte il processo. medium [s. prolissità. In un insieme.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. mala voluntas [loc.f. cacozelia. → sentenza.] → sineddoche. la parte centrale di un percorso.

La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio.] Terimonologia generica. indicante una parte di frase o di periodo. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. o anche di discorso. sia che si tratti dell’ordo artificialis. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. la memoria è presente Livros LabCom i i i i . più appropriatamente viene chiamato → colon. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. cioè per mezzo della tecnica retorica. → litote. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. Marziano Capella. sia che si tratti dell’ordo naturalis. tapinosi. Vittoriano.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. III. La retorica classica. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio. mèmbro [s. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. membrum [s. vediamo ad esempio in Quintiliano.m. Aurelio Agostino. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. → dispositio ed → elocutio. XVI.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. 28).f. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. memòria [s. deve essere coltivata mediante → ars.m.] → colon.

metàbole o metàbola [s. I. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi. → transitio. mesarchìa [s. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’.m. detractio. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. aggiunzionesoppressione e permutazione. metatassi.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. mesoteleuton ingl.f.f. metasememi e metalogismi.m.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury. p. metàbasi [s. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. Inst. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. → anafora.ubi. 5. → anafora. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. zeugma. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma.: → sinzeugma. reditus ad rem. che distingue adiectio. merismo [s. soppressione. Incrociando il tipo www. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico.pt i i i i .] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice. → divisione.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. e transformatio (cfr. → memoria locale. mesozèugma [s. → anafora.f. Es. Or.livroslabcom. 1960. mesodiplosis ingl.] Sinonimo di sinzeugma.38) e citato da Lausberg. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. 250). immutatio. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso).

metonimia. concatenazione. paronomasia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. sineresi Rima. zeugma Polisindeto. ripresa. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. allegoria. Elissi. enumerazione anacoluto. it. sospensione Iperbole. pleonasmo Metafora. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. favola Inversione logica. Ricoeur (1975. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. iperbato. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. inversione Eufemismo. sincope. e questi lo sono di fonemi. tr. parabola. ossimoro Permutazione Antistrofe. anagramma. palindromo Tmesi.. simmetria. reticenza.aggiunzione Crasi. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. apocope. allitterazione. assonanza Sinonimia Soppressione . asindeto. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi.

f. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). 3.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. 4. il piano formatore è costituito dai semi.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. 2. mentre i termini métataxes. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova.livroslabcom. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola.ubi. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. Secondo Vico. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali. e quello. infatti. Metabolé esisteva già in Aristotele. quanto piuttosto come un problema di pensiero. modificano il valore logico di una frase. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. cioè secondo una prospettiva cognitiva. metàfora [s. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www.pt i i i i . Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. tra gli altri. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. ancora superiore. Nel caso della metafora. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). infatti. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà.

Berlino – New York. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. De Gruyter. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. è piuttosto vero il contrario. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. Minguet. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. J. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976. H. Bd. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). ora il valore cognitivo. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. A partire dall’idea di grado zero appena vista. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. Werke. che ha fra i propri rappresentanti J. dall’altro come strumento conoscitivo. M. Ph. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. Pire. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. Trinon. 4. Klinkenberg. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Dubios. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. Edeline. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. F. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. F. Retorica Generale. non esiste una naturalità non retorica di esso. Milano. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche.

La metonimia opera su un solo termine.: 60). In tal senso la metafora non sostituisce nulla. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante. la metafora invece. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. Torino. Milano. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. La metafora viva. Per Richards la metafora è una terza cosa. Metonimia e metafora. Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. richiamandosi a Northrop Frye. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. o base. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. archetipi. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. Einaudi). Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. metafore. sostiene Ricoeur.pt i i i i . Parma. Milano. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. La filosofia della retorica. un’esperienza. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. e in una parte che ha subito lo scarto. Pratiche).livroslabcom.ubi. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. Jaca Book). Modelli. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww.

infine. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico.: 325). a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. e la metafora in particolare. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. rispetto alla metafora. 237).: “Le tue richieste sono indifendibili”). viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). Inoltre. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. propri del paradigma e del sintagma. 237). È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. frase. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. il processo di selezione-sostituzione. In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire.

Amsterdam-Philadelphia. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. emozioni o attività.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www. in A. “Blending and Metaphor”. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza.: BUONO È SU).i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. Conceptual Structure. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. (1999. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. Goldberg (ed. ad esempio “sto andando a pezzi”.livroslabcom. “ha ceduto sotto interrogatorio”.). CSLI Publications. rispetto al primo tipo.f. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. in R.). quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore).ubi. tende a mescolarli. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. ad esempio il nostro modo di discutere. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. “Oggi sono un po’ arrugginito”. metalèpsi o metalèssi [s.J. G. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. Le metafore di questo tipo sono moltissime. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento. hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi. Gibbs. e le metafore di personificazione.pt i i i i . Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. Steen (eds. Stanford (CA)). Discourse and Language. W. Benjamins) i quali.E. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. “Blending as a Central Process in Grammar”. Metaphor in Cognitive Linguistics. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore.

anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza. è caratteristica di molti → calchi. → metabole. il paradosso. Quando un’idea assume la forma di un’altra. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. →. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. o perché esse sono alternative e coesistenti. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro.f.] Si ha m. metalogismo [s. Lausberg osserva che la metalessi. metaplasmo [s. descrive semplicemente uno spostamento. metafore. nella sequenza di suoni che compongono una parola.m. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione. ammesso o meno.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i . dialettalismi. una frase. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici.f. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno.m. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. l’eufemismo e la reticenza. quali arcaismi. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. foriesterismi.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. fronte è sineddoche di corpo. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates). ha molti anni’. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. metamòrfosi [s. Nel m. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. metonimie. neologismi. l’ironia.] Ogni mutamento fonetico. Sono metalogismi l’iperbole. come errore. metàllage [s.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola.

metonìmia o metonimìa [s.f. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metasemèma [s.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia. metàtesi a distanza [loc. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. Es. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato). metatassi [s. Elia rispose: «No.] Figura che modifica la struttura della frase. → metabole. → metabole. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.f.ubi.metatesi a contatto.f.: I Re. metàstasi [s.m. e tu sei andato dietro a Baal». gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?». come è il caso dell’iperbato. → anticategoria. quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe). metàtesi [s. La metatesi può essere una →.f.f.s. → metabole.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metàtesi a contatto [loc. → metatesi.pt i i i i . Ma appena lo vide. tra parti che non siano vicine. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). → metatesi.s. non sono io che ho conturbato Israele. oppure una →.metatesi a distanza. oppure che le corrisponda per www.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.f. 18.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.] Sostituzione di un semema con un altro. ma sei tu e la casa di tuo padre.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa.livroslabcom.

Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. Thornburg (eds. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. Il Chianti.: ascoltare Mozart. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. leggere Leopardi. per ‘guerra’. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. Amsterdam-Philadelphia. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. la relazione fra la forma e la cosa/evento.: 20). John Benjamins Publishing Company. Radden e Kövecses (ib. Stanford University Press. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. vol 1. in Cognitive Linguistics. Es. occupante / luogo occupato.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio. proprietario / proprietà materiale o morale. bere un bicchiere.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. Palazzo Chigi. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. ecc. Armi. Theoretical Prerequisites. Metonymy in Language and Thought: 17-59. L’ultimo tipo. Foundations of Cognitive Grammar. quella fra il concetto e la cosa/evento. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”.).: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. le cose e gli eventi. che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. per ‘Il governo italiano’. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. le forme. in Panther.).

il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. Meaning. ad esempio la genialità. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. Broccias. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica.livroslabcom. in A. 2. baicchi. Milano. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo. Sansò (eds. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. proposizionale e illocutiva. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. Modelling Thought and Constructing Meaning. C. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. Communication and Form”. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target.). Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. definita schematic notion. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition.pt i i i i . A. Franco Angeli: 110). Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping.ubi.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale.

. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. del tono di voce. È l’amplificazione che attenua. //Tutte le volte che oggetti.m. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. qualità. mitacismo o metacismo [s. dei tic linguistici.m. mentre è forte nel caso contrario. → spes. → sermocinatio.] → induzione. mitologismo [s. → genus medium.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. mezzano. di una persona di cui si riferisce il discorso”. È un Apollo. Come esempio.f.m. mezzano [agg.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. nella commedia. allitterazione. minutio [s. → attenuatio. piazza principale di Bruxelles.m. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. pathos. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place. minore (a) ad maius [loc. e l’Unione Europea è assai indiretto. suspicio. → metacismo. atteggiamenti ecc. Es.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini. mimèsi o mìmesi [s.f. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.spes et metus – è.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. metus [s. adiunctum.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. → metonimicità. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . Livros LabCom i i i i . personificazione. ecc.] È il timore provato dall’uditorio. → allegorismo.

La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. → monologo. con la → obscuritas. movere [vb. → arte mnemonica.pt i i i i . persuasione.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc.] Equivalente alla → sinchisi.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. è contenuto nei limiti del proprio pensiero.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione. mnemotècnica [s.s. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio.livroslabcom. ossia nella → perorazione. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. multiiugum [s. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. diventi favorevole alla parte rappresentata. monològico [agg.f. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria.] → docere.f.] L’arte di mandare a memoria un discorso.m.s. www. → pathos. monere [vb. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. dialogico. privo del momento del dialogo.] → polisindeto. Essa può realizzarsi come → indignatio. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. È un specie di → sentenza.ubi. → sinchisi. mòtto [s. Con la mixtura verborum l’oratore.m. per produrre un effetto di straniamento.] → proverbio.s. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos). → epilogo. mòtto proverbiale [loc.m. detto proverbiale. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte.] Ciò che. mozióne degli affètti [loc.] È una delle specie della → sentenza. o come → conquestio.f. intende giocare.

sarcasmo. ad esempio il caso.f. agli elementi della situazione del discorso. mutatio verborum o immutatio verborum [loc. myct-. mutatio [s. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. epitropé. → immutatio. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. spesso accompagnato dalla mimica. o personale. ad esempio un giudice. univocum.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es.m. tropo. → rapporto multivoco.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s.: gladius – ensis). ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. mutaménto della situazióne [loc. sembra non esserci: mit-. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata.f. mict-.s.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis. alla forma grammaticale.] Lo stesso che → immutatio. Livros LabCom i i i i . ossia un cambiamento del discorso. diversivocum.m. come ad esempio un’espressione sdegnosa.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum.m. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale.s. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. → immutatio. → ironia.f. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. lat. mycterismus [s.s.] Scherno insultante e prolungato. In it. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. aequivocum. tropo.

narrazione.→ nitor.s.] → ornato vigoroso.m. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio.] Forma italiana per → ingenium.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva. → diegesi. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www. nitidum genus [loc.] L’atto di negare.m. i → tabù.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s. nexum [s. descrivendo in dettaglio un avvenimento.pt i i i i .ubi.s. natura1 [s.m.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare. narratóre [s. nervosum dicendi genus [loc. noèma [s.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza.m.] La voce cui è affidata la narrazione.] → zeugma.f.] Equivalente di → nitidum genus.] Parlare oscuro e sottile.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi.livroslabcom. → voce narrante. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri.f. narrazióne [s.f. nitor [s. natura2 [s.f. il quale mostra spesso una natura dialettica. rifuggendo le volgarità.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento. cioè dall’→ arte. negazióne [s.m. e non è prodotto dall’attività di una persona. le nozioni. necessitas [s. possono rappresentare di volta in volta la necessitas. In altre parole i noemi sono le idee.f.] → narratio. La mancanza di parole appropriate.m. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.f.

// Quando la frase è ridotta ad un nome. completa la logica. Da un lato c’è la descrizione noematica. “l’immaginare”.] La nuova retorica di Perelman che.] Leggera differenza di significato. La nuova retorica. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i . nel Trattato dell’argomentazione. ecc.] È rappresentato. ossia del cogitatum. che concerne i modi di essere del noema. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. definita come “teoria dell’argomentazione”. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. notatio [s. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. nuance [s. “il ricordare”. In questo nuovo contesto. Perelman. ad esempio “il percepire”.] Descrizione di un carattere. sussitono tra essi delle analogie. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. dall’altro c’è la descrizione noetica.f. Dunque. ad esempio “il percepito”. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. → etopea. numerus [s. specialmente riferito ad una parola. “il ricordato”. dal ritmo e dall’armonia di un periodo.s.s. sfumatura. dell’oggetto intenzionale.f. anche se. nuòva retòrica [loc. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. ecc. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. (descrizione noematica). soprattutto in ambito artistico.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. → ritmo.m. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. → argomentazione / dimostrazione. nella → compositio delle lingue classiche. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. pubblicato nel 1958.] È . → differentia. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. nùmero oratòrio [loc. ossia della “noesi”. “l’immaginato”.m.

Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo.f. obticentia [s.ubi. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica. oeconomia [s. obsecratio [s.] → obsecratio. → battologia.pt i i i i . obscuritas [s. e retorica. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione.] Ripetizione di senso vuota e tediosa. parabola.f.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio).m. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici.f. www.] → oscurità.f. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero. parimenti. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo. obtestatio [s.f. le due figure il più delle volte si sovrappongono).f. → ossecrazione.f.livroslabcom.] → eonismo.f.f. → retorica. sul piano teorico. perissologia.] Abbellire. intesa come tecnica della controversia. similitudine. omeòsi [s. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso. officium [s. omeologìa [s.] → aposiopesi. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere. oeonismus [s. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa. O obliquazióne [s.] → dispositio.] Figura retorica caratteristica della retorica latina. paradigma. considerata un → vitium del discorso. → generi aristotelici.

] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. i suoni della natura.]. ambiguitas. omònimo [s.] → omeottoto. omissióne [s. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). → omeoteleuto. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. anche omeoptòto o omoptòto [s. può generare cacofonia. amphibolia.m. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate. omonimìa [s.m. onomatopèa [s. le nari dilatate. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli.m. → exprobatio. Corrisponde all’→ ellissi. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto.] Uns profezia minacciosa.m. 5. servendosi del linguaggio articolato.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato.] Soppressione di uno o più elementi di una frase.m. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco).] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. “arde e cade”. in Myricae: “apparì sparì.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. e un cappello da abate [. . i denti alla Colgate. le gote devastate.f.m. → omonimo. Pascoli.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es. 3.f. omeottòto [s. aequivocum. .f. ominatio [s. X Agosto. onedismus [s.f. Il lampo. Livros LabCom i i i i . → armonia imitativa. → omonimia.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. allitterazione. vedo un ebète. se non giustificata. omoteleutìa [s.f. omoptòto [s.] L’onomatopea consiste nell’imitare. rima. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. Tale ripetizione. fonosimbolismo.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. omoiotelèuto. tra genti pestate come patate su auto non private. → omotelèuto. Es. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso.

che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte.f. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. oratio soluta.f.f. oratio libera [loc. nella concisione o nell’abbondanza. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. oratio soluta. periodo.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. opportuno [agg. oratio perpetua.s. oratio soluta. individuando l’opportunità. oratio inornata [loc.f. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. → orazione.s. oratio concisa. oratio perpetua [loc.] È il discorso erroneamente disadorno. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto.] Produzione di un discorso. oratio extemporalis [loc. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. sono prevalentemente. ma non necessariamente.f. → oratio.s. a seconda dei casi. quando non si tratti di principali.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. www.ubi.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente.] → improvvisazione. le cui proposizioni. oratio (pendens o. optatio [s. il loro parere. oratio perpetua.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico. oratio [s.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo. → oratio.s.f. periodo. oratio concisa.f. oeonismus. → dòxa.) → pendens oratio.] → licenza. → errore. sermone. oratio concisa [loc.f. ossia la corrispondenza di protasisapodosis. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni.livroslabcom. compositio.s. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche.pt i i i i . collegate paratatticamente.

presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.] Spesso viene confusa con la → retorica. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i .] Discorso eloquente.f. verba sequentur).] → periodo. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto. oratio concisa. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). oratio vincta atque contexta [loc. È l’arte di saper tenere un discorso. → oratio. il gesto dei migliori attori. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità. periodo. ordo o ordine [s. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. né sottoposta a regole precise. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. I. dove la disposizione delle parti non è preordinata. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira.s. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. → oratio. l’abilità verbale dei poeti. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. la voce dei tragici.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. 48. oratio perpetua.f. compositio. orazióne [s. De Oratore. Elogio funebre. oratòria [s.s.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso. la memoria dei giureconsulti.f. Secondo Cicerone.m. → oratio. → dicitore.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus).m. la profondità dei filosofi.f. oratóre [s. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene.

che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi.s. → ordo.m. (o ordine naturale) [loc. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile. ornato [s.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus). in particolare di natura retorica. ordine naturale o ordo naturalis. → ordo.m.]. 4. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza. ordo naturalis [loc. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc. ornatézza [s.f.m. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. ornatus). → genere vigoroso. aptum. 2.m.pt i i i i . 3. a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis). Tuttavia. ornatezza.m. ordo naturalis. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.] La bellezza e l’eleganza del discorso.livroslabcom. che in latino si chiama → ornatus. → ornatus. ornato soave [loc. ornato vigoróso [s.m. ornatus. lat.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio. prépon. conditus sermo). dell’esperienza del bello. appropriatezza o convenienza o congruenza.s.m. ornatus [s. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche.] Può essere considerato una variante del → genus medium.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. → ordo. catacosmesis.s. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www. correttezza o latinitas. ordo artificialis. ordine artificiale o ordo artificialis.] È la presenza di ornamenti. gr.ubi. elegantia.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. È definito come → gratia o → suavitas. ossia meno faticosa.s. → ornato.

disperate speranze). ossìmoro o ossimòro [s. insensato senso.f.: Concordia discors ‘concordia discorde’. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. formosa deformitas. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). Es. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi. malinteso. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. rota Virgilii.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici.] Supplicare in nome della divinità. passibili di ricevere diverse interpretazioni. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. antilogia. ortoepìa [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). → ornato.: Fate largo.f. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio.f. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. Livros LabCom i i i i . L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. ossecrazióne [s. in nome di Dio. Es. o degli dei. → obsecratio. convergenze parallele. oscurità [s. exornatio.] L’oscurità è totale o parziale. → sineciosi. → sinchisi. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi).m.

.m. in mezzo o alla fine di un segmento testuale /.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. www.] → excidit mihi.] Consiste nell’ esposizione di un testo. . adynaton.f.f. sia per i pensieri (‘arguzie. la persecuzione. exempla ficta. Es. paradiàstole [s. /. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’). .f. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. .f. favola.ubi. absurdum.pt i i i i . nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. xx/. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani. palillogìa [s. la fame. . paradòsso [s. paradossismo [s. e cercando di non alterare. e che determina facilmente lo straniamento.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. palinodìa [s. /xx. avente la scopo di fornire un esempio di paragone. 8. .] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro.m. genus admirabile.vb. → paradossismo. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. → similitudine. paràbola [s. → epanalessi. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. variatio. Essa è peculiare della predicazione di Gesù. o sarebbbe meglio dire. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva.] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. . xx. opinioni professate in precedenza.livroslabcom. /. la nudità. di solito poetico.] Scritto o discorso in cui si ritrattano.f. i pericoli. di lasciar intuire una verità. l’angoscia.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. . esempio. parafrastico. paràfrasi [s. /. di alterare il meno possibile il contenuto.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. apologo. Romani. assurdità. illustrandone le motivazioni.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione.

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paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
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re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
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parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
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→ attrazione paronimica.livroslabcom.] Chi è interessato ad una situazione. la difende. parte in càusa [loc.f.ubi. → paromeo. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. Es. // Femmine . per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. → parte. l’→ omeottoto. annominazione. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione. parte [s.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. bisticcio.] → sineddoche. isonimia. concessio. Traduttore traditore. supparile.f. .] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza. .s.s.] Accostamento di parole somiglianti. pars pro toto [loc. → partito. Lo stesso che → paronomasia. partito. Chi non risica non rosica. discorso di parte. . paronimìa [s. la → paronomasia e il → polittoto.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. la distingue da quella degli altri.dalle labbra tumide – dalle bocche languide. parònimo [s.] Chi sostiene una posizione.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s.f.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto. Sinonimo: → annominatio. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito.pt i i i i .f. Termine non comune per → paromeosi. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. paròmio [s.m.f. Es. paromio. . → parresia.] Concessione. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia.f. www.f. paronomàsia o paronomasìa [s. paromologìa [s. Figura retorica detta di solito → licenza.m.f. parresìa [s. : Straziami ma di baci saziami.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico.

f. → exsuscitatio. per sollecitare la risposta emotiva. soprattutto poiché l’oratore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc.] Enumerazione dei punti da trattare. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte.f. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio. pathopoeia [s.f.f. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. → discorso.] Termine di carattere generale. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. anche quelle dell’avversario. giudiziario ed encomiastico. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione.] L’oratore. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1. nel discorso politico.f. pàthos [s. Figura di dissonanza.] Atteggiamento di parte. → epilogo / perorazione / conclusione. la sua presenza può essere evitata. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti.s.] → comma. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. propositio. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio). comune a tutte le tipologie del discorso espositivo. → esordio / proemio/inizio che.f.f. → partizione.s. 3. partitio [s.pl. partigianeria. partizióne [s. nel caso delle controversie. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i .] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio.] → parti del discorso. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici. parti del discórso [loc. → partitio.] Secondo gli antichi autori. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico.pl. 2. particula [s. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione. → partito. parzialità [s. 4.m.

percursio [s. L’elemento che crea tensione è detto → protasi.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi.. Federigo. percontatio [s.s.livroslabcom.per addossarvi codesto ministero. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc. pausare [vb. . e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario.] È una variante della → sermocinatio. emozione.ubi. pendens oratio [loc. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi.f. compassione. vengono quindi trattati sommariamente.] → comminatio. → ethos. cap. peregrinum (verbum p. che segue. periodo. pathopoeia.f. XXV. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti.f. peregrinità [s.E quando vi siete presentato alla Chiesa. → verbum peregrinum. con accento ancor più grave. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. → subiectio. .disse.] Interrompere con pause. ossia la → clausula sententiae. I promessi sposi. Federigo e don Abbondio: . expeditio. dialogo fra il card. spes.] It.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che.f. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo. Sinonimo: → concisa brevitas. → exquisitio. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata. Es. contrazione. dei quali uno crea tensione e l’atlro. perclusio [s. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta.] Rarità elegante e ricercata. in disuso per → peregrinità. minaccia.) → verbum peregrinum. terrore. www.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. metus.f. affectus. pellegrinità [s. la risolve. → protasi. Manzoni.pt i i i i .f. per varie ragioni.

ridondanza. non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. perìstrofe [s.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui. perissologìa [s. perlocuzióne [s. chi non mi crede se ne pentirà.f. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso.: l’amor che move il sole e l’altre stelle.f. battologia.f.] In riferimento alla teoria della → compositio. chiasmo complicato. → prosa.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula). macrologia. artificioso.] → antimetabole. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. Es. omeologia. Es. oratio soluta.f.f. → epitrope. ma anche → ironia. per Dio → circonlocuzione. Livros LabCom i i i i . → atto perlocutorio. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo.f. permissio [s. elusione.f. permutatio [s. pleonasmo.f. oratio perpetua. subordinazione.] → atto perlocutorio. → citazione.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite.] Si ha quando chi parla. → prolissità. periergìa [s.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario. perìfrasi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. per definirlo o parafrasarlo. perìodo [s. dispositio. → macrologia.m. circumlocutio.] Citazione. ma eccessivamente elaborato. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. concede a chi ascolta piena libertà.

tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). la soppressione e la sostituzione. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. (G. 17)→ prosopopea. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone.f. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. Es. Nunc te patria. È il → sermo manifestus. da parte dei partiti interessati. dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. come la → metatesi e la → tmesi. → persuasione. → chiarezza. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi. idolopea. Il gelsomino notturno.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione.livroslabcom.f. Pascoli. In Catilinam.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. → perorazione. Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere). → antifrasi. mitologismo.] È il tentaivo. antropopatia. 5-6). conclusio. Infatti. Alla stazione in una mattina d’autunno.f.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). perspicuitas o perspicuità [s. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. peroratio o perorazione [s. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica.pt i i i i . basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio.f.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. recapitulatio. persuasio [s. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. GDU. distinguere.f. www.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. personificazióne [s. 3-4). Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia.ubi. Carducci. dunque consiste nella → conclusio con la quale. I. epilogo. quae communis est parens omnium nostrum.

m.] → anastrofe. il cretico.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. plòce [s. ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza. O Bruto. ritmo dattilico (accentataatona-atona). ritmo anapestico (atona-atona-accentata).m. → delectare.f. repotia.s. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale. il coreo o trocheo. voluptas. piède [s. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi.f. placere [vb. Livros LabCom i i i i . Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa. bruto. il dattilo.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore.] → piede. in un altro il carattere e le qualità » . Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi. petizióne di princìpio [loc. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola).] Consiste nella → persuasione e nel convincere. unità di misura ritmica.m. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. pithanòn [s. ritmo trocaico (accentata-atona). pleonasmo [s. tautologia. delectatio. es. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile.m. → perissologia.m. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). indipendentemente dal principio del vero. ridondanza. il peone.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s.] In poesia. pes [s.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta.

www. Correlata la → figura etimologica. → antitesi. sindesi. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati.m.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta. Es. poliptòto o polittòto [s.: Le mani nelle mani.ubi. polionimìa [s. polarità [s. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso.f.pt i i i i . XIX.] → polisindeto copulativo. simmetria. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute. polisindeto.] Stile sottile e ricercato. oppure’. oppure’ .m.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante. polisìndeto [s.m.livroslabcom. polisìndeto disgiuntivo [loc. 1).f. 42. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum.] → licenza poetica. cui viene ricondotto da alcuni.] Consiste nella ricorrenza.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o. → acutum dicendi genus. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.s. Dizionario di retorica pointe [s. espressione polare.s.s. poetarum licentia [loc. il concetto collettivo.f.s. gioco di parole. polisìndeto copulativo [loc.f. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere.m. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’.m.s. A differenza della paronomasia. Stare con le mani in mano. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi. → anafora. Terminologia francese. polisìndeto enumerativo [loc.] → sineddoche.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc. → polisindeto. → polisindeto. Gerusalemme liberata.m.

magistrati. → sillogismo. praemissa [s.pl. → opportuno. polysigma [s. → mimica.] Il parlare molto. ecc. In campo più propriamente retorico le rationes. il proprio corpo di fronte ad un uditorio.f.s. superioris rei correctio. omeologia. praemissa maior [loc. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. prolissità. polulogìa [s. praemissa minor [loc.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.m. →.] → sillogismo. praecepta [s. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito.] Il modo di presentare la propria figura. ratio.s.m. politropìa [s. loquacità.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento. postura [s. praecipere [vb.s. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. →. il concetto collettivo. → polisindeto.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli.f.] → sigmatismo. le prove. la → praemissa maior e la → praemissa minor. → correctio. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc. praecedens correctio [loc. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.f. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente.] → docere. → battologia.s.m. Livros LabCom i i i i . perissologia.).] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne.f.f.f.] → sillogismo.f.

/ Nella teoria di Perelman sui luoghi. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo.] Fase preliminare di un discorso. → chiasmo.f.pt i i i i .m. Consiste nell’incrociare. praeparatio [s.f.f. praeoccursio [s. → preterizione.ubi. Può occorrere nella → subnexio. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. / In un’altra accezione la p. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi.s.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana. praeteritio [s. praestructio [s. Si fonda sulla Bibbia.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero. i principi rispetto alle applicazioni concrete”.f. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. unita con la narrazione di questo.] Descrizione di un avvenimento. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo.livroslabcom.] → praeparatio. ad es. catafasi.m. praemunitio.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. premunizione.] È una preparazione dissimulata. non necessariamente facente parte di esso. → proemio. paralissi. preàmbolo [s.f. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. precedènte [s. → praeparatio. → enfasi. predicazióne cristiana [loc.f. all’interno di una porzione di testo che le comporende. Una specie di → enargia.] È la ‘vivente retorica’. www.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s. → premesse della argomentazióne. pragmatografìa [s. Così.f. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni.

invece. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). accordo.f. → prova. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato). nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). verità o presunzione. L’accordo sopra ciò che è preferibile. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile. persona (i valori della dignità. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. presunzióne [s. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione.] → praemissa / Inizio di un discorso. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). nuova retorica.f. di tutto ciò che esso considera ammesso. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. sillogismo.pl. → argomenti.f. preméssa [s. risulta evidente l’importanza del → kairós.] Secondo Perelman. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate.s. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. dell’autosufficienza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. esistente (preferire ciò che esiste). → praemunitio. premunizióne [s. del merito. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore.f. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). Assieme all’eredità classica.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto. premésse della argomentazióne [loc.

prova.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera.m.f.] Credibilità.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”. preziosità [s. → vanitas. preziosismo.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato.ubi.m.] Figura in base a cui l’oratore. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. prevedendo le obiezioni della parte avversa. → prolessi. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.m.s. ecc.m. Es. preziosismo [s. prima pòi [loc. pretèsto [s. probabile [s.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene.f. → praeteritio. procèsso [s. primisìmile [agg.f.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca).) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”.] Lo stesso che → anastrofe. preterizióne [s.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. probatio [s. le espone e le confuta. probabilità. paralissi.f. procatalèssi o procatalèpsi [s.m. → vanitas.pt i i i i . → pareuresis. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”. www. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento. preziosità.livroslabcom.] → argumentatio.

f. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico. politica. macrologia.f. dictio. anziché sulla mimica.] → quaestio infinita. Virgilio. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. Nell’oratoria giudiziaria.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio. progressióne [s. → perissologia. → iustificatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s.f. ed anche in quella encomiastica. generalis quaestio. pronùncia [s.] → praecedens correctio. IV. proèmio [s. procatalessi.] → proposizione. prolèssi e prolèpsi [s. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi.m. propositio [s.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. esordio. pronominatio [s.f. prolissità [s. → prologo.m. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione.] → pronuntiatio. → actio. preambolo.m.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. Aen. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res.] → climax.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce.] → antonomasia. È il contrario della → brevitas. Livros LabCom i i i i . quindi sull’esecuzione orale del discorso. propositum [s. proecthesis [s.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti.m. pròlogo [s.] Il parlare oltre il necessario. gesto. pronuntiatio [s.f. → anticipazione.f. correctio.f. // Risposta ad un’obiezione prevista.f. dizione.

proposizióne incidentale [loc. Es.f. prosodìa [s.] È un particolare impiego della → paronomasia. bontà di Dio invece verso di te. come ti ho spiegato. conserva tuttavia la propria indipendenza.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio. Rom. cioè come l’inizio della → confirmatio. → narratio.f.] Uso preciso e appropriato delle parole. proprietà [s. per prosonomasia.f. all’altezza. prosapòdosi [s. argomentazione.: per questi motivi. non posso accettare.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. → paronomasia.s. all’intensità. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. pròsa clausolata [loc.f.f.f.ubi. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. allla durata. spiegarla. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti. → puritas. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo. il nucleo concettuale della narrazione.s. come ad esempio Quintiliano.f. epilogo). prosonomàsia [s. → inciso. Lo stesso che → subnexio. parentesi. Es. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni. www. al fine di definirla. all’accento e all’intonazione.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s.pt i i i i . 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Anche il proemio può comprendere una propositio. Ad esempio. specialmente greche o latine. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo.] Proposizione che.livroslabcom. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola. inserita in un’altra. narrazione. chiamarla “Parla”.] Nella letteratura latina indica la prosa che. altri. potremmo. parti del discorso.

prologo. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. alla divinità ecc.f. Il primo dei due tempi del → periodo. pròtesi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema). Indica l’esposizione dell’argomento. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. Es.m.f. → proemio. pròtasi [s. → adagio. ecc.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. motto proverbiale.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare.: chi va piano. provocazióne [s.f. cavallereschi. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai).] → prosopopèa.L. paremiologia. 2. prosopopèa [s. provèrbio [s. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche. effictio. ritratto.). nella tattica del discorso. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. Es. aspetto.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario.f. Ispagna per Spagna → prostesi. eroici.f. se sei un uomo. con il fine (consilium) di ottenere. pròstesi [s. o → apodosi. aforisma. esordio.] 1. etopea.: Difenditi. oppure cose astratte e inanimate. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa. l’oratore simula un’opinione (thema). movimenti. Come si ha nella → simulatio. modo di dire. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i .] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. prosopopèia [s. → expolitio. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). detto proverbiale. antiprosopopea.f. paremia.] Lo stesso che → protesi. come se fossero persone viventi.f. → personificazione. idolopea. prosopopeia. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. con la provocazione.

aritmetica. absurdum.m.m. pysma [s. → erotema.] Rientra tra le → virtutes elocutionis. Essa delinea i problemi che occorre risolvere. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. usus.f.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. → lex potentior.m. domanda retorica. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”.3. prozèugma [s.m. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. quaestio [s. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta. ossia l’interrogativo della situazione. → latinitas. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge. bona voluntas.] È un impiego retorico della domanda. Nella provocazione trova impiego il paradosso. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. → zeugma.] È il destinatario del discorso o dello scritto.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione.] È il senso di vergogna. pudor [s. nel Medioevo. astronomia e musica. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. purismo.pt i i i i . proprietà. → trivium. purgatio [s. sia come mezzo espsressivo che come segnale.] La questio. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici.m.f.] È la dichiarazione del reo. bonus animus. Q quadrivium [s. → uditorio.ubi. ossia geometria.livroslabcom. → paradosso. è la situazione da giudicare. e che la situazione non è così grave come sembra. La www. ductus subtilis.] Fra le arti liberali di cui.f. puritas [s. pùbblico [s. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino.

status finitionis.] Contrapposta alla → quaestio finita. status qualitatis. quaestio infinita [loc.] → multivocum.] → univocum. R rappòrto diversìvoco [loc.] Lo stesso che → generalis quaestio.f. → generalis quaestio. una classe di persone.s.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. stato della questione. quaestio finita [loc. rappresenta un oggetto astratto.m.s.] Lo stesso che → generalis quaestio.m.m.) → generalis quaestio. rappòrto equìvoco [loc.m. astratto.s. concreto.] → diversivocum.s.s. questióne astratta [loc. questióne generale [loc.s. Livros LabCom i i i i .f. se prendiamo in esame il processo penale. status coniecturae.] Contrariamente alla → quaestio infinita. queste. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. Le questioni generali sono più facili da trattare. rappòrto multìvoco [loc. univocum.m. può essere suddivisa in classi. sono quattro: status traslationis.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.f. che risulta al giudice dallo stato del dibattito. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. univocum. quando [s. quaestio (generalis q. → status. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. e sono oggetto di studio scolastico. rappòrto unìvoco [loc. univocum. quaestio finita. → quaestio infinita.m. status causae. quibus auxiliis [loc.s.f. la quaestio finita si riferisce al concreta.] → aequivocum.s.s.pl.

] → anadiplosi.] → antanaclasi. A volte sinonimo di → antipofora.s.s. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando. dopo una divagazione.f. → amplificatio. reditus ad rem [loc.ubi.f. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.] → ars dictandi. peroratio. recriminazióne [s.s. prima di darsi da soli una risposta.] → grammatica. rationes dictaminum [loc. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. ratiocinatio [s.pt i i i i . recapitulatio [s. www.] È una parte della → peroratio.f.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande. raziocinazióne [s. transitio. redditio [s.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.s.m.] Ritorno alla materia trattata. reduplicatio [s.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. la grandezza della cosa stessa. ciclo. senza una conclusione esplicita.f.] → epanadiplosi.f. reflexio [s. recte loqui [loc.m.f.pl. reductio ad impossibile [loc. → praemissa. dopo aver avanzato delle affermazioni.f.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta. → metabasi.] Lo stesso che → ratiocinatio.f.f. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.livroslabcom. epimone. ci si domanda. prova. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso.f.

relatio1 [s. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). regressione. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es.] → anafora.] Lo stesso che → apodioxis.f.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio.] Lo stesso che → repetitio. reversio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni). ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. → epanodo. relatio.m. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale.] → praecepta. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’.1. argumentatio. → confutatio. reprehensio. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche.f. Infatti. → regressio. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.f. relatum [s.f.] → anafora.] → reiezione.f.f. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti. → lex potentior. regressio [s. regressióne [s.pl. reiectio [s. reiezióne [s. ridicolo per il suo modo di vestire.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario. Livros LabCom i i i i . reiterazióne [s.f. come sottolinea Lausberg. ripetizione. per mezzo della → subnexio.f. regulae [s.] → reversio. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.

repetitio [s. mediante uno straniamento mitigato. → analessi. res [s. iteratio. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. riprensione.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s.livroslabcom. refutatio. epanalessi. res semàntico-estensionale [loc.s.m. responsio [s.] → subiectio.ubi. reprehensio [s. ma un altro mi ha spinto a farlo’.f.pt i i i i . i verba sono le parole. remotio [s. o dell’aspetto semantico.] feci. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora.f.f.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri.f. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio. Se le res rappresentano le idee. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. epimone. verbum.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio.] → confutatio. Le res non vanno create ex novo. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. www. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res).f. la responsabilità delle proprie azioni. ripetizione.→ copia rerum. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. reiterazione. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci).f. vanno piuttosto ritrovate. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. palillogia. reprimenda. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. da cui sarebbe stao condizionato. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. della funzione sintattica.

] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’). In questo caso la reversio è un’ → antimetabole.] → confutatio.f. restrictio [s. rethorica recepta [loc. stati. o riprendendolo punto per punto. fatto sta che Livros LabCom i i i i . pur rivelandosi abile ad usare le parole.f.] Terminologia antica. refutatio. azioni. → aposiopèsi.f. rètore [s. Es. Es.] Marcare un’eccezione.s. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. È il campo in cui opera l’→ inventio. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali.: sono proprio dei. puoi immaginarlo da te!”. rettòrica [s. reversio [s. idee reali o immaginarie. beh.f. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato. tende tuttavia al vacuo. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). essendo riferito a chi. res semàntico-intensionale [loc. .] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale.m. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. Lo stesso che → correctio. reticentia [s. → oratore. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. per → retorica.f. processi. dicitore.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. reticènza [s.] Nell’antichità è il maestro del discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri.f. minacciosa o particolarmente forte. .f. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. macrostrutturale.s.

epifora. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna. → soprariprensione. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. ripetizióne [s. ut edas ‘devi mangiare per vivere. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia.f. Es. Relativamente alla retorica.m. ritmo [s. rima [s.m.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. ridiciménto [s. scherzo.m.f. urbanitas). omofonia. anche per abbellire.f.m.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi. → derisione. → anastrofe.→ expolitio. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. sia in prosa che in poesia. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. Solitamente impiegata in poesia. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. A partire dal III secolo. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). e delle sillabe accentate e non accentate. → numerus. in tutte le epoche. ut vivas.] Operazione di correzione. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. non vivere per mangiare’. riprensióne [s. ridiculum [s. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato. ritòcco [s.pt i i i i .] Lo stesso che → repetitio.] È una variante dell’→ ethos.ubi.livroslabcom.] → reticenza. pur interpretandolo in modo libero. www. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. Ma sempre. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio. non vivere.

schérzo [s. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. scappatóia [s. ordine artificiale.).] → ornato vigoroso. Es.] Forma di → ironia.]. riuso (discórso di r. scarto [s. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria. Livros LabCom i i i i . la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione. antiptosi.m.) → discorso di riuso. piene di arguzie e motti di spirito. robustum [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. schema per casus [loc.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile. robustus sermo [loc.m.m.] Descrizione di una persona.m.] → casus pro casu. In questo senso. . → ordo.m. sottolinea Lausberg. come aiuto alla memoria. schèma [s. come ha scritto Mortara Garavelli. . Robur [s.s. → ridiculum.] Azioni e parole prive di serietà.m. S sarcasmo [s. / → grado zero.] Lo schema.m. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici. pericolosa ecc. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile. → effictio. in retorica. ordine naturale. Lei veste proprio con eleganza.s. genus sublime. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno.f. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano). – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. / Secondo il Gruppo mi.]. In questo senso. ispirata da sdegno e rancore.m.] In generale.m.

f.] → exornatio.: Temo i Greci. tenue. circa).] Scurrilità. 3. → discorso. sententiae clausula → clausula sententiae.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. linguaggio triviale. sentènza [s. ad avvalorare le proprie tesi (L. 2. che non ammette né la brevitas. series [s.livroslabcom.s. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. flectere / → movere. → delectare.] → sentenza. proprio dell’oratoria civile e forense.pt i i i i . → aforisma.] → sermo manifestus.f. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. → scurra. né la forma sintetica. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni.] → periodo. Secondo Mortara Garavelli la s.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore.f.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. il → motto o → detto. sublime (→ genus sublime). parti del discorso.C. motto. umile (→ genus umile): stile basso. medio (→ genus medium).s. separatio [s.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”.] → interiectio.m. scosso nell’animo.m.s. sententia [s. scriptum [s. massima. www.f. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1. 2. → escrologia. tipico dell’oratoria politica.f. § 70). Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. proprio dell’oratoria epidittica. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1.m. cioè essere in grado di portare l’auditorio.m. Es. sermo apertus [loc. scurra [s.ubi. scurrile [aff. provare (→ docere). 3. anche quando offrono doni (Eneide). gnome. sententiarum exornatio [loc.pl. né l’oscurità.] Caratteristico del linguaggio triviale.

] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa.f.s. Indica anche il dirscorso in generale. → dialogismo. Sin.m.] → allusione.f.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma.s.] → simbolo.] Zeugma nell’ambito della grammatica.m. sillèpsi o sillèssi [s. → mimesi. Livros LabCom i i i i .m.] → ornato vigoroso.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso. e Marco). sermocinatio [s. sillepsi grammaticale.m. → allitterazione. sillepsi oratoria. → zeugma indica l’incongruenza semantica.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante. Nella tradizione retorica anglosassone. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma. sigmatismo [s. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. significazióne (figura di s.m.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. signum [s.] Componimento ricco di ‘s’. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato.: una casa piena di cose e di ricordi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. significatio [s. validus. sermo robustus. oratio. Pronuncia difettosa della ‘s’. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza.s. sermóne [s. genus sublime. → subiectio.f.: → sermocinazione. fortis. ossia nella costruzione sintaticca. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto. → percontatio.f. soprattutto se di ammonimento o rimprovero. es. → etopea. → discorso.) → figura di significazione. → zeugma. solidus [loc. sillèpsi grammaticale [loc. mentre → sillepsi quella grammaticale. es.

f. la toga ‘la pace’. esso viene raramente utilizzato. lo scettro ‘il potere regale’.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio.f. → sillogismo sofistico.] Lo stesso che → epicherema. sillogismo retòrico [loc. l’altra in senso figurato.f.] Lo stesso che → epicherema. loci a simili impari.ubi.s. similarità [s.livroslabcom.s. Correlata: la → comparazione. Le armi ‘la guerra’.m. → entimema. sillogismo retorico.] Relazione di somiglianza o di affinità. si viene così a stabilire il legame causa – effetto. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo. simili (a) impari → adiunctum. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario).m. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione. → adiunctum.s. → parabola. → sillepsi.s. sillogismo erìstico [loc.pt i i i i . sillogismo sofìstico [loc.] È il → locus a simili.m. sillogismo dialettico.] → paragone1 .m. simili (locus a s. dissimilitude. omeosi. sillogismo [s.m. dissimile.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc. sillogismo dialèttico [loc. locus a simili. anche se. nella sua forma completa. sìmile [s.s.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale.m.] Lo stesso che → sillogismo eristico. → contiguità. sìmbolo [s.) → adiunctum. similitùdine [s. www.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione.m. Contrario → fr. locus a simili.

sinceritas. Es. . absurdum. Livros LabCom i i i i . . lo qual a Deo è spiacemento.] Contrariamente alla dissimulazione. simpatìa [s. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine.f.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento.] → simulazione. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s.m. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. sinafìa [s. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. y/x. che consiste nel celare ciò che esiste. / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). è l’→ enjambement. Laude VI). nella poesia moderna.: Guàrdate da l’odorato. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza.f. Correlati o uguali: → complexio. Es. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. simulatio [s. . . simulazióne [s. polarità.f. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è.] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. sìmploche [s. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. provocazione. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri.f.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora. confessum. simperasma [s. lo qual ène sciordenato. y/.f. → illusio. → dissimulazione. secondo lo schema: /x. Un fenomeno simile. paradosso.f. in due frasi succesive. → delectatio. dunque confermandolo. / Ripetizione.

→ sinalefe. Però. in centro. mixtura verborum.i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s. → transmutatio.f. certamente no. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). → sineresi.pt i i i i .] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. www.f. in maniera da originare una sola sillaba. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte). contrazione.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. genus pro specie.f. individuum pro specie. → ossimoro. confessum. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. fusione. . Assai frequente nelle lingue classiche. sì. .f. sìndesi [s. No. sinèddoche [s.f. Pars pro toro. sìnchisi o sinchìsi [s.f.livroslabcom.f. contrario di → dialefe.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. O forse sì. A.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere).] Legame fra due parole o unità sintattiche. . no.] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. come tattica del discorso. simpatia. sinèresi [s.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi). sineciósi [s.] Quando l’oratore. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì. della sineciosi pasoliniana:. sinceritas [s.ubi. totum pro parte. B. sìncope [s. si va su due ruote. →.f. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine. C. ma con un significato ampliato. → consilium. D. .. A scuola. No. Es. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto.

non è mai assoluta. è nominata → differentia. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro. → commoratio. → compositio.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura. siano esse sinonimi veri e propri o tropi. smascheraménto [s.f. e con evidente paradosso. situazióne [s. parafrasi interpretativa. zeugma. sinonimo. sinonimia. sìstole [s.] Indica la concordanza di significato tra parole. usata negativamente. sinonimìa [s. arbitro della stuazione.] Processo di composizione e unione di varie nozioni.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. interesse alla situazione.f. Parole acide. la quale tuttavia.] In metrica latina è il contrario della → diastole. sinonimìa glossante [loc. sorriso amaro.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse.m. sofisma [s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno. → kairós. → sinonimia.] → sineddoche. → mesozeugma. anche quella fra sinonimi. interpretatio.m. → diastole. La differenza di significato.f. → commoratio. Es. sinònimo [s.s. Es. → distinctio.f. equivoca o comunque difficile da comprendere.m. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga. sìntesi [s. sinzèugma [s.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo.f. una salus victis nulla sperare salutem. interpretatio. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche.s. sinonimia glossante.] Sinonimo di → mesozeugma.m.f.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. Livros LabCom i i i i . singularis pro plurali [loc.

] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso. → riprensione. sostituzióne [s. → ellissi.ubi.m. voi mi dicevi ‘dicevate’.f. Es.f. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento.: oggi mi sento più meglio. soprariprensióne [s. www.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso.f.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. fàccino.f. acutezza. In questo senso.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione. → detractio. sospensióne [s. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza.m.] Eliminazione di qualche elemento. sottigliézza [s.] Eliminazione di qualche elemento. toscanismo: se tu fosti. soppressióne [s. ai vari livelli di analisi linguistica. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero. → immutatio.) → sillogismo sofistico.livroslabcom. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. sottintéso [s. → aposiopesi. vàdino.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase. sottrazióne [s. interruptio. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza.f. → detractio. ai vari livelli di analisi linguistica.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.m. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto. reticenza.f. vénghino.pt i i i i . Dizionario di retorica solecismo [s. soppressione. sorite [s.

m. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia.m. Albaladejo esplicitamente come questione principale. nella commedia.m.] → situazione. → status qualitatis. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. → status translationis.m. stato del dibàttito [loc. Barthes come il punto su cui verte il giudizio. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit.s. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit.m. status causae.] → sineddoche. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit. spes [s. Il termine status indica il valore di condizione. status causae [loc. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L.] → status causae.] → status legales.] È la speranza provata dall’uditorio. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa).f. → metus. → status. pathos. → status finitionis.f.s. species pro individuo [loc.f.s. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur). 31): → status coniecturae.spes et metus – è. stato del dibattito. status ambiguitatis [loc. il modo.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso. stato della questione.] → antonomasia.s. nel genere deliberativo: se bello o brutto). par.s.s. Livros LabCom i i i i . status [s. la realtà del luogo. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc. stato della questióne [loc.] → status causae.

m.m. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore.s. → cliché.m. www. a volte. status qualitatis [loc. status finitionis [loc.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.m.s.s.] Dal momento che il processo penale. stile [s. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. status sillogismi [loc. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica. ma anche.] → status legales. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).m. status scripti et voluntatits [loc.] → status legales.] → status causae. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.] → status causae.s.m. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione. il genere deliberativo. che comporta una distorsione rispetto alla realtà.] Semplificazione concettuale stabile. stereòtipo [s.s.m.livroslabcom. Lo status contrariarum legum si ha quando. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica. status contrariarum legum [loc.m. status legales [loc.pt i i i i . si ricerca quale applicare. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. come nel caso dell’oratoria.] → status legales.p m. status translationis [loc.] → status causae.m.] → status causae.s. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. staticamente ripetute.ubi. luogo comune. congettura. un oratore.s.

stilus [s.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. un gruppo di autori. suavitas [s. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. stile ùmile [loc.m.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore.] → ornato soave. esuberante.m.s. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. ossia forma espressiva tipica (parola. discorso. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. genus medium.f. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra. subiectio [s. → humilitas. subaudire [vb.s. b) piacere. stili del discorso. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito. magniloquens [gr. ischnos].m. stilèma [s. stile asiàtico [loc. infimo.f. ornatus. subintellegere [vb. adros]. Vedi anche → umile. stile asiano. b) aequabile. il cui proposito retorico è quello di insegnare. ed anche ampolloso. → genus elocutionis. mesos].s. consiste in una aggiunta. c) infimum. → percontatio. stili del discorso. basso. in una integrazione del messaggio ricevuto. locuzione. avvicinandosi all’→ ellissi.m. genus medium. genus humile.] Corrispondente al → genus sublime. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo. c) insegnare.m. gratia.] Secondo Lausberg è la comprensione che.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo.] Elemento caratteristico dello stile. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . → stile. detto anche infimum (→ infimo). espressa con il → subintelligere. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi. umile [gr. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali.] Il più basso dei livelli di → stile. genus umile. stili del discorso. mediocre [gr. o un’epoca.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi.

] → ars dictandi. sustentatio [s.] → suspensio.s. → sublime.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei).] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale. syntaxis obliqua [loc. subordinazióne [s. superioris rei correctio [loc. praecedens correctio. www.f.f. → correctio.] → subiectio.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge.f.f. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli.] → prosapodosi.] → iperbole.] → allusione.pl. synesis [s.] → subnexio. espressa dal verbo → subaudire.f. suspensio [s. subiuntio [s.] → ductus obliquus.f. praeoccursio. suspicio [s.] Elemento sintattico che dipende da un altro. sublime [agg.] → congeries.f.s.f.livroslabcom. accumulo. subnexio [s.f.pt i i i i .] → anacoluto.ubi. suggestio [s. synathroismus [s.f. minutio.f. superlatio [s.f.s.m.f.] pausa del discorso.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus. sublimitas [s. → periodo. summae dictaminum [loc.

meiosis. fastidio. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione. su cui si fonda il ragionamento. tapinòsi [s.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. è ciò di cui si parla. tàttica [s.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. → fastidium. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati. ductus.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali.m. della medicina.f. come quello dell’informatica. fenomeni fisici e morali.] Forma italiana per → ingenium. Es.m. talènto [s. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. → diafora. tautologìa [s. C e D il foro. costituiscono un insieme detto tema.m. Comprende tutte le specie di descrizione. ed è correlata al → rema o → commento.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. → consilium. A e B rappresentano il tema. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. Es.m. o → argomento. ecc. Quel medico ha studiato medicina. della giurisprudenza. azioni. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). → litote. disgusto. Il termine rimanda alla retorica di Perelman.m. rappresentano l’insieme denominato foro. taedium [s.f.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato. noia. tecnicismo [s.f.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’. tèma [s. mentre i termini C e D. Livros LabCom i i i i . In questo senso la materia.] tedio. passioni. In questo contesto A e B.

] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia.: septem subiecta trioni ‘posta www. opposto al tempo debole. ossia in relazione agli obiettivi prefissati. thaumasmus [s. → quaestio infinita. su cui cade l’accento. denominato → arsi.livroslabcom. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). tèsto retòrico [loc. ticoscopìa [s.m. → ductus.m. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio. tèsi [s. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale). Viene chiamato anche → discorso retorico.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. tenore del discorso.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione. non il canto del gallo.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. tertium comparationis [loc. macrostrutturale. Es.] Espressione di meraviglia.f. dissimile. → isocolo.f.] L’oggetto astratto che deve essere trattato. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. Faville del maglio: Non odo il suo respiro. tricolon. → ductus.] Divisione di un lessema in due parti.m. non il fiotto del bimbo. tmèsi [s. riguardante il → referente. lat. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato. questo è il campo in cui opera la → inventio.ubi.s. Es. tenóre del discórso [loc.: D’Annunzio.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte.] È la qualità comune alle cose simili.s.m.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. fantasia. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba.pt i i i i . → simile.s.m. → ipotiposi. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi. non il nitrito del poledro. tetracòlon [s.m. Es.f.

] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo.] → luogo. la memoria e la pronuntiatio. traiezióne [s.] Che riguarda a una certezza condivisa. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’. auctoritas. → topica.f. tòpico (luògo t. → topicale.f.] Descrizione di un posto immaginario. transgressio [s. che. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune.s.] → iperbato. vetustas.f.] Ha lo stesso significato di → metabasi. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale.f. → topografia. la dispositio. luogo topico. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. prevedeva cinque fasi: la inventio. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. tòpica [s. traductio [s.: “Io – disse lui – vi abbandono”.f. transgressio.) → luogo topico. Livros LabCom i i i i . totum pro parte [loc.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole.] → sineddoche. tractatio [s.f. gioco di parole. equivocità. transiectio.f. tòpos [s. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. / La tmesi può essere anche sintattica.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili. topicale [agg. reditus ad rem. transitio [s.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. transiectio [s.m. topotesìa [s. Es. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. → consuetudo.] Nella retorica classica.m.] → iperbato.f.f. tradizióne [s. la elocutio. nella retorica classica.

tria loca [loc.f. tripartizióne [s.] ‘tre luoghi’.s. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale.I tria loca sono: inizio (caput. trivium [s.pt i i i i . trasferiménto di classe [loc. → bipartizione. → quadrivium.f. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. transunzióne [s.f.può essere suddiviso. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es.] Fra le arti liberali di cui. initium).m.m. → metafora.ubi.] → metafora. ossia la grammatica. imum) tricòlon [s. traslato [s. initium). la dialettica e la retorica.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione. fine (finis. nel Medioevo. / Altra termine per → metafora.] → figura per ordinem. isocolo. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). lo svolgimento di una musica o di un discorso) .] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio. una via da percorrere) o nel tempo (ad es. tetracòlon. Es.pl.m.] Caduta di vocale o di sillaba finale.m. Lo stesso che → apocope. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole. → parallelismo. metà (medium).i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s. figura per transmutationem. troncaménto [s.m. metà (medium). transmutatio [s. fine (finis).] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole.s.f.m. www.livroslabcom.] Isocolo trimembre.

ùmile (stile u. umorismo [s. nell’ambito della dispositio. Livros LabCom i i i i .) [loc. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio). usus2 [s. U uditòrio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s.m.f. assieme alla → festivitas.m. come sosteneva Quintiliano.] È affine all’→ ironia.m.s.] Il tropo (o → traslato). truismo [s.] → stile umile.] Rappresenta.m.m. → sineddoche. lapalissiano. nell’esposizione di un evento.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. Esso si realizza quando. I tropi concernono la sostituzione di singole parole. → metafora. vengono mescolati il serio ed il faceto. tropologìa [s.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.f.m.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. →. → dispositio.] Nell’→ ornatus. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore.f.→ esperienza. usus1 [s.] Il → pubblico che ascolta un discorso.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. i principali sono tre: → metonimia.m. unzióne [s. urbanitas [s. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”.

] Per ciò che concerne il discorso.] → variatio. Come sottolinea Lausberg. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni. → verba coniuncta.m. varietà [s. → verba singula.] → variatio.m. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua. www. → varietà.f. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.s. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi. utile [s. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato). / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.s.m.] → neologismo. verbum. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato. verba coniuncta [loc. preziosità.] È l’affettazione nel parlare.f. contrapponendosi all’uniformità. genera lo → straniamento.s.s.ubi.] Quando la dispositio di un discorso.] L’azione dichiarata utile al bene comune.m. fornisce la norma principale della puritas. V vanitas [s.m.pl. paradosso.s. verborum exornatio [loc. varietas [s.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale.] Parole singole. → puritas. verba ficta [loc.f.f. utilitas causae [loc.livroslabcom. che pure resta analoga a quella attuale. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente.] Connessione di parole. l’uso.] → exornatio.pl.f. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente). verba singula [loc.f.pt i i i i .pl.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s. variatio [s.

f.] È l’aspetto significante.f.s. ossia le figure retoriche.s.] → vetustas. verisimile.] Ciò che sembra vero.m.] → barbarismo. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. ciò che sembra effettivamente accaduto. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. verbum peregrinum [loc.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti.m. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. la formulazione linguistica delle idee (res). Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum.m. vetustas [s. copia verborum. se vuole raggiungere il proprio scopo. come i gruppi di versi e le strofe. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile.m.] È l’unità ritmica del → numerus poetico. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum.] → periodo. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta).] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.s.f. → res. verbum sordidum [loc. vèrso [s.m.pl. verosìmile [s. → vero. volgare. verbum obscenum [loc. Inoltre.m. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas.m. peregrinità. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.] Parola oscena. verisimile [s.] Parola oscena.m.] → verosimile. volgare. → arcaismo. Le “forme artistiche” (Lusberg). vincta oratio [loc.s.s. verità [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. credibilità. Livros LabCom i i i i . Secondo Fontanier anche l’iperbole. vetera verba [loc. costituiscono invece la → copia figurarum.

→ virtutes elocutionis. appropriatezza o convenienza o congruenza. www.] → virtutes elocutionis. 2. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”.s.m. massime della conversazione. e un vitium per eccesso. bona voluntas. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc.i i i i 180 virilis ornatus [loc.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1. → errore.] → ornato vigoroso.f.f. vossiànica (antonomàsia v. oltre la misura dell’aptum.m. 4. ticoscopia. cioè il forte impegno personale. → virtus. consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata.s. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere. prépon. lat. virtus dispositionis [loc.s.] Mancanza di → virtus.f.f. vitium [s.] → eufonia. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.] L’obiettivo che si propone l’oratore. ornatus.] → lessico. gr.m. voluntas [s. → consilium. correttezza. voluptas [s. massime della conversazione. virtutes elocutionis [loc. visio [s. vocalitas [s.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’.pt i i i i . virtus [s.livroslabcom.) → antonomasia vossianica.m. difetto. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione.pl. In assenza di virtus si parla di → vitium.s.f. puritas 3. che deriva dal ‘non potere’.f.f.] → fantasia.] → aptum. mala voluntas.ubi. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. vocabolario [s. latinitas.pl. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). aptum.] Sinonimo di → delectatio.

Inf. → apozeugma.) → grado zero. ipozeugma. Z zèro (grado z. Bellum Iugurthinum.. XIII.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. Pacem an bellum gerens (Sallustio. Ellissi marcata. hypozeuxis.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. diazeugma. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. zèugma [s.m. iperzeugma. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale. Es. 9). sillepsi. sinzeugma. XLVI). epizeugma. Maggiori sono le incongruenze. Livros LabCom i i i i .] → pronuntiatio. prozeugma.f. genus) → genus vulgare. mesozeugma. II. Aen.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. 780). generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. vulgare (v..

i i i i i i i i .

Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta.

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