i i

i i

i i i

i

i i

i i

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

i i i

i

2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .livroslabcom.ubi.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.i i i i Livros LabCom www.

commentato e alla fine stabilito la versione finale. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto. riscritto. i i i i .i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

ablatio [s. paradosso. accòrdo [s.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. provocazione. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo. abusione. catacresi.f. → assurdità.m.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua.15. Come la volpe nella favola di Esopo. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a.f.] → premesse della argomentazione. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio. → improprietas. abuso [s.] → apocope.f.] Una materia a bassa credibilità. che urta il senso di verità del giudice.m. abuso.2226. 28). →.i i i i A abcisio [s. può dunque anche reppresentare una simulazione.f. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. abusio. e l’episodio della Cananea. V. abscissio [s. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. Mt. abruptum → genus abruptum. di un’espressione.] → apocope.f.] → catacresi. i i i i .] Uso di una parola al di là del suo significato proprio.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie. Lo stesso di → abusio.m. catacresi. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa. accismo [s. l’a. abusióne [s. Lo stesso di → abuso. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.m. absurdum [s. acirologìa [s. abusio [s.f. assurdo.] → aferesi. Inf.

livroslabcom. → controaccusa.m.s.] → accumulazione. quindi sull’esecuzione orale del discorso.i i i i 2 accresciménto [s. congeries.f. amplificazione.m.] Insieme enumerativo di elementi. → congeries. l’ufficio di accusare durante il processo penale. coacervatio.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.] 1. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio. autonomi tra loro. 2. accumulazióne caòtica [loc. accumulazione coordinante. atto. 3. in altra accezione. legati da dipendenza sintattica. accùmulo [s.ubi. almeno in apparenza. coacervatio. accuratum dicendi genus [loc. actio [s. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. Dizionario di retorica accumulazióne [s.f.s. frequentatio. al → parallelismo.s.s.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. www.] → amplificatio. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc.222). → accumulo. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.f. esecuzione. frequentazione.m. accumulazione caotica. congerie. accumulazione subordinante.pt i i i i . Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo. spedire al mittente. a strutture miste. che si susseguono in modo sindetico o asindetico. in atto o in potenza. il gruppo di persone cui spetta. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica.f. in ogni caso la mala affectatio. interpretazione.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore.f.f. → genus. synathroismus. de Or. → enumerazione. ornatus. di parole e di pensieri. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. accusa [s.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.

con finezza.B. adìnato [s.m. zeugma.] Espressione ingegnosa. discorso sottile. → acutum dicendi genus. adiunctio [s.f. all’→ elocutio ed alla → memoria.] → dubitatio. sottigliezza. suon volante (G. appositio. finezza.f.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili. apposizione. adhortatio [s. adiudicatio [s.f. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio.m. traductio. paragoge.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. adiunctum [s. acutezza.f.] → adynaton. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. addizione. pointe.m.] → epicrisi. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i . Marino).] → aggiunzione. Es. parenesi. acutézza [s. quando si succedono elementi diversi tra loro.] → esortazione. Vedi → aggiunta. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili).] → adiectio. alla → dispositio. → discorso acuto.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica. la → ripetizione. acutum dicendi genus [loc. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi. ornatus. addizióne [s. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. voce pennuta. aggiunzione. Altre riferimenti in → genus. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. molto spesso metaforica.f.f.s. addubitatio [s. exhortatio. amplificatio. epentesi. adiectio [s. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi.

a venti asemenare. cioè l’induzione.f.f.] → zeugma. se era esiliato. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. e il locus a minore ad maius. paradosso.ubi. adynaton [s. ambiguità sintattica. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . Si confronti. anfibolia. servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. scuro da oscuro. l’impossibilità che una cosa avvenga.m. Es: “una vecchia porta la sbarra”. → adiunctio.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. se soffriva di qualche disonore. quando gli capitavano delle contrarietà. cioè la comprensione della lingua. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso.m.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. ad esempio. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). VII.] → parenesi. www. lo mar potresti arompere. → adinato. come nella dissimulatio. equivocità. aequivocum [s.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. la parte dal tutto’. reductio ad impossibile. afèresi [s.] Nell’oratoria epidittica.f.f. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. della febbre. ossia la deduzione. dell’esilio». Es. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. pp. univocum. iperbole. dice Epitteto che. del disonore. → eloquenza epidittica. adossografìa [s.livroslabcom. rena da arena.f. adnexio [s. admonitio [s. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli. → ablatio. 16. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico.pt i i i i . → equivoco. adnominatio [s.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III.] → agnominatio.

che è il grado di emozione più moderata.m. → adiectio. ethos.f.] Discorso osceno. allegazióne (dei fatti) [loc. o conferma.f.f. È il contrario di ‘naturalezza’. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante). e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos. ma differenti nel significato. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). → epìfrasi. Oppure. aggiunzione.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . . affermazióne [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. .f. Es.f.: Se il suo gesto era accidentale.] Addizione di elementi.] → adiectio.f. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. agnominatio [s. (Io ho fatto la paronomasia.] L’atto con cui si afferma. pathos. aiscrologia [s.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. bisticcio. affettazióne [s. → annominatio. paronomasia. → escrologia. →. ciò che è accaduto o che si pensa. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi.f. aggiunta [s. figura per adiectionem. iperbato. → emozione. aggiunta.f.] → paronomasia. affictio [s. zeugma. aggiunzióne [s. agonìstica [s.f.] Espressione eccessivamente ricercata.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca). Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole.s. adiunctio.

sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione.f. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza.f. allegorèsi [s. l’Antica della Nuova Alleanza.: Adamo ‘figura’ di Cristo.f. persone. allegorismo [s. costituita da una serie ininterrotta di metafore. la figura da scoprire. persone interpretati come figura di altri fatti. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). Es. entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti.s. www.s.pt i i i i .i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente. → allegoria. che è l’antitipo.] → allegoria. → allegorismo. persone. aliud sensu).] Secondo Quintiliano l’a. entità. Secondo Auerbach. La sua teorizzazione risale al Medioevo. propositio. la seconda sul piano delle res. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata.m. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto.livroslabcom. Adamo ‘figura’ di Cristo. Gerusalemme del Regno di Dio. riscontrabile nel significato dei testi. entità. allegoria in factis [loc.] Si ha quando fatti. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba. → proposizione. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis.ubi. e → allegoria in factis: fatti. Beatrice è figura o typos di Cristo.f. allegoria in verbis [loc. L’a.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. allegorìa [s. Gerusalemme del Regno di Dio. entità.

f. → epitrope.f. . allusióne [s. allotopìa [s. allocuzióne [s. equivocità. → anfibolia. aequivocum. → ambiguità. ambiguità [s. lambdacismo. sinchisi. ambiguità sintàttica [loc. → omeotelèuto.) → stile alto. amphibolatio [s. ambitus [s.f. .m.] Caratterizzato da interpretazione non univoca.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità.94 → apostrofe. 1-2: Ricordati.] più raramente alliterazióne [s. allitterazióne [s. homoeoprophoron. ambìguo [agg.f.] Lo stesso che → anfibolia. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia. di essersi comportato in un certo modo.] Terminologia latina per → ampliazione. anfibolia. ammissióne [s..f. Essa è caratteristica del discorso poetico. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. ampliatio [s.f.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. amplificazione. ambiguità sintattica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb.f.] Rottura di → isotopia.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. iotacismo. dilettare.m. sigmatismo. polysigma.] → periodo. amplificatio. indeterminazione. Es. mitacismo. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità.] Concedere di aver compiuto un fatto. lettor. Livros LabCom i i i i .f. alto (stile a. corrispondente al latino → delectare. procurare piacere.s.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente.: Purg. / Vedi anche Inf 8. con la parola. XVII.] Allettare. aequivocum. aequivocum.f.

f.f.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. ampliatio. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla.f.f. esagerazione. anacoluto [s.] In it.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. congerie. dal punto di vista contenutistico. la → perifrasi. L’a. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente. complexio. anacefaleòsi [s. climax ascendente. l’→ iperbole.] Lo stesso che → amplificazione. ampliatio. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo.f. la → ratiocinatio e la → congeries. amplificatio [s.ubi. la → litote. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. accrescimento. anàbasi [s. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. spesso in modo fittizio.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. → exaggeratio. Detta altrimenti communicatio. con significati analoghi. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. ampliazione.Opposto di catabasi.m. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. anacenòsi [s. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. → amplificazione. Perdita del riwww. rivolte. molte volte in forma di richiesta di consiglio. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”).letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco. anàclasi [s. meno complesso e ridondante.livroslabcom.f. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico . In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale. → antanaclasi. catabasi. Gli antichi retori avevano individuato.pt i i i i . amplificatio. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. la → comparatio.] Domande. ma non della retorica.

anantapodoton. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi. x/x. I. Inf. anadiplòsi [s. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. 1-3: Per me si va ne la città dolente. denota l’inserimento. Es.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. Car.] Interpretazione di un testo. . → antecedente. L’a. reduplicatio. Orazio.f. ): es.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico.f. → metaplasmo. . gioco di parola. Polisindeto: Dante.f. .] 1. o di loro segmenti. ). . 2. . anacronismo [s. abitudini. Lo stesso significato di → anagogia. epimone). mesarchia. piena d’amore (Dante. terruit gentes. . / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio. 2. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. → epibolè. iii. escatologico. in senso spirituale. In retorica essa indica la ripresa. sinonimo → epanafora.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato.] Discorso di argomento mistico e celeste. Alto Vicario – Carol Voitila. anapodoton. . → polisindeto. Par. XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. / per me si va tra la perduta gente. /x. analèssi [s.f. mentalità propri di un’epoca diversa. → arcaismo. / per me si va ne l’etterno dolore. . Contrario di acoluto. Dante: Inf. 7-9.f. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. . anagramma [s.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. xxiv. → sillessi. anagogìa [s. anagòge [s. in particolar modo le Sacre Scritture.m. ripetizione insistente della stessa parola. Spinaci – Piscina. anàfora [s. lett.: Quei che muoiono. 4-5. catafora. all’interno di un Livros LabCom i i i i . . → anagoge. Terruit urbem. Pg I. spirituali. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. successivi (configurazione: /x. .

Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. eventi e sim. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. parallage. posto che tale sia il tuo desiderio.] La reminiscenza. essa è figura di parola.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica.f. Par.1: Naaman. anàmnesi [s.] Tipo di anacoluto in cui. si esprime soltanto il primo elemento.5. ossia all’apodosi). anàstrofe [s.livroslabcom.ubi. Dante. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale. metatesi. Es. analogìa [s. → tema. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto. Es. che desiderio bizzarro d’altronde!.: haec inter per inter haec. oppure il complemento oggetto ed il verbo).i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo. anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. anantapòdoton [s. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). Con a. fue / di cherubica luce uno splendore. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. Es.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto. iperbato. 38-9 → inversione. di fatti. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero. anapòdoton [s. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria). www.: Posto che tale sia il tuo desiderio. XI.m.m. di una serie correlativa di termini.f. sarà fatto così come vuoi tu.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. capo dell’esercito del re dell’Aram. riconducendoli all’→ anacoluto. 2 Re.f.pt i i i i .

] → agnominatio. annominazione.m.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa.Es. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge. che tendono a generare un effetto equivoco. valente e ricco.f. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione.] Stile che si oppone al → ciceronianismo. → epanadiplosi.f. era lebbroso. antanagòge [s.: E mi Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. anticategoria.f. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. anticlìmax [s. controaccusa. L’opposto di → epitasi. ma quest’uomo. annominatio [s. redditio. anfibolia [s.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. metastasi.f. anticiceronianismo [s.f.f. anticategorìa [s. antapòdosi [s. controaccusa. paronomasia. Es. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi.f.] → anticipazione. anticipazióne [s.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. → recriminazione. Es. anticipatio [s.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. → ambiguità.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. → prolessi. o s. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente. una vecchia porta la sbarra. aequivocum.f.m.] È una proposizione ambigua.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni.

La mia sera. ipofora. En este país no se lee porqué no se escribe.] Secondo la manualistica.ubi. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo.f.f. Dormi! / bisbigliano.f.→ catacosmesis. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. Sei bello.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. Figura di pensiero.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene.] → antipofora.pt i i i i . io non sono affatto difficile.: In materia di cappelli. permutazione. antìfora [s. diafora. → enantiosemia.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso. sia nel significato di → antimetabole. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). Dormi! sussurrano. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine.f. antimetàtesi [s. antimetàbole [s. antilogìa [s. → antanaclasi. Dormi / mi cantano. → enallage. antifrasi [s. www. Dormi! Pascoli. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. 5. chiasmo complicato.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola. tu! ‘sei pericoloso. antimetatesi. antimerìa [s. o no se escribe porqué no se lee (Larra). → ossimoro. tale da produrre un capovolgimento del senso. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis. antimetabole. sei il contrario di quello che sembri’.f.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria.f. es.f. Isaia. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). reflexio. O cuál es más de culpar. → diafora.] Permutazione nell’ordine delle parole. ma con diverso significato. Es.livroslabcom. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. chiasmo complicato. / aunque cualquiera mal haga.

l’ironia. antipòfora [s. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale. semplice / complesso. lungo / breve”. il rovesciamento.78: Non donna di province..] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario.] → antipersonificazione. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca).] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. → contre-petterie. ma bordello! Non fronda verde. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione.f. a quest’area sono riconducibili la negazione. →.f..f. antiprosopopèa [s.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo.: Pace non trovo..] Ripetizione di una parola in senso contrario. Purg. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari. antiptòsi [s. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. XIII. polarità. ma di color fosco. come le opposizioni: tutto / nulla. . / non rami schietti. Dante. → antìfora. ma stecchi con tòsca (Inf. antìstasi [s. ombra / luce. anziché ‘con le trecce sparse’). di relazione (sparsa le trecce. L’uso dell’acc. ] et nulla stringo. / non pomi v’eran. prosopopea. dianoia.f. → enantiosi. → comparatio. l’ossimoro e il paradosso. comparazione.f.f. . ma nodosi e ‘nvolti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s. ipòfora. et non ò da far guerra [. antìstrofe o antìstrofa [s. → casus pro casu. antìtesi [s. Es. 4-6). enallage.f. VI. antisagòge [s.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. Livros LabCom i i i i .f.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. anima / corpo.f. antipersonificazióne [s.] Lo stesso che → antiprosopopea..

antonomàsia [s. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico).] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s.s. Vedi le opposizioni tutto/nulla. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità.pt i i i i . antropomorfismo [s.] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”.m.f.f. apagogìa o apagòge [s.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele.ubi.f. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. Vossio (XVI-XVII sec.f. antònimo [s.f. ombra/luce.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia. XXII. Es.f. facoltà e destini umani a figure immaginarie. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G. Pg.m.livroslabcom.) antorismo [s. antropopatìa [s.] Lo stesso che → controdefinizione.f.] Figura consistente nel designare una persona. → personificazione. animali e cose.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. antonimìa [s.. semplice/complesso.] l’attribuire aspetto. antonomàsia vossiànica [loc.] → antitesi. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante. Opposto a → sinonimo. apagoresis [s. invece che attraverso il nome proprio.m. idolopea. idolopea. → personificazione. 57. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. lungo/breve. →. www. anima/corpo.I.

ossia all’enumerazione degli attributi di Dio.] → anantapodoton. inutile. sotto l’influenza della sillaba vicina. apòcope [s. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente.] Caduta. L’a.f. Es.f. sia in nome della propria superiorità. identica nella consonante e vocale. apodissi [s.] Proposizione principale del periodo ipotetico. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma. di un’intera sillaba. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). apòfasi [s. l’ipotesi della reggente.: vorrei. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. sia dell’inferiorità dell’uditorio. detta → protasi. dichiarazione negativa. contr.f.] Dimostrazione. per aplologia di mineralo-logia. io! → reiezione. In particolare. Livros LabCom i i i i . spiegare la situazione). aplologìa [s. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. ma non è possibile. → catafasi. Può essere chiamata anche → troncamento. →. o nella sola consonante: mineralogia.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. prova assoluta. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi.: Non devo ricevere lezioni da nessuno. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali.f.m.f. apòdosi [s. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s. Altresì nella accezione di negazione. che ne rappresenta perciò la premessa. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi.] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es. → praeteritio. →.] Lo stesso che → preterizione.f. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi). falso o immorale. apòdoton [s. assurdo.

Esecrazione: O Simon mago. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo. che puoi / ciò che tu vuoli. di Menenio Agrippa → allegoria.: Mio caro. Es. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante.: l’a. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso. li affetti suoi (Par. . Es. vici”. che conservi sani. dunque eufemistica o minacciosa. sospensione. favola. esposizione delle circostanze e delle motivazioni.m. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. Invocazione: Ancor ti priego. . Fiorenza. apòstrofe [s. → reticenza. → dubitatio. all’esaltazione) dello scrivente.f. lettor.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi).] Giustificazione. exsuscitatio. Allocuzione: Ricordati. XIX). Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile. apologismo [s. a volte.pt i i i i . apòlogo [s. aporìa [s.livroslabcom.m. di una determinata idea o concezione. Es.. aporèma [s.m. ! (Terenzio). Es.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore. invocazione. . www. in maniera viva e diretta. Inf. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. XXXIII). parabola. aposiopèsi [s.f. si vivo. o miseri seguaci. vidi. .: Godi.f. XVII). come disse Cesare: “ veni. → allocuzione. esecrazione. apologìa [s.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s. regina.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche. / dopo tanto veder.] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione. Sin.f.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. (Inf.m.ubi. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. furcifer.] Solitamente intesa a suscitare pathos. sono stato impeccabile.] Detto memorabile nell’aneddotica classica. interruptio.: ego te. XXVI).

f. vetustas. per pigrizia. approvativo [agg. da cui il verbo cosare.f.f. approssimazióne [s.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. argomentazióne [s. un omicidio).m.f. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i . la sua conformità alle regole. ho incontrato il coso.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. → adiectio. → situazione. aptum [s. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. il caso) o personalmente (Dio. arcaismo [s. ad una conclusione → argumentatio. àrbitro della situazióne [loc.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi. aggiunto all’insieme dato. Es. finora escluso. prova. da un lato. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo.m. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma.] Di discorso. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es. appropriatézza [s. dall’altro. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova.] Elemento nuovo.] Entità concepita impersonalmente (il fato. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. oppure con il discorso (ad es. apposizione.] La virtus dispositionis o aptum.m. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. iperzeugma. per scarsa conoscenza. appositio [s.] Uso non preciso delle parole.: Dammi quel coso. che esprime approvazione.s. convenienza. la lettura della sentenza di un processo). → impprobativo. dimostrazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti.m. quale conseguenza logica. → conveniente.

it. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. di C. b. Lucie OlbrechtsTyteca. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. questo non è il caso di un argomento retorico. a differenza della logica. Barassi. se siano verità impersonali. dewww. al fine. la → nuova retorica di Perelman.livroslabcom. sia quella di ciò che lo definisce. Argomenti quasi-logici. Schick. dunque. trad.m. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. da dove provengano questi elementi. argoménti [s. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai. M. pp. definita come “teoria dell’argomentazione”. Mayer. vol. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca). → argomenti. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private).ubi. E. Einaudi. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. In particolare. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. I. costruiti a immagine dei principi logici: a. (Chaïm Perelman. 1966.pl. premesse della argomentazione. Trattato dell’argomentazione. Torino. nuova retorica. 15 – 16). così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. al logico formalista. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. pensieri divini. completa la logica. cioè. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. Naturalmente però.pt i i i i . di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi.] La → argomentazione. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore).i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni.

d. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. c. Quando il cittadino ritarda il pagamento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe. ad esempio. Di contro. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. Livros LabCom i i i i . reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. nel primo caso. lo Stato lo obbliga per legge. il lavoro ed il salario. postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. viceversa. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. inclusione. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. Così. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. d. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). e. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. ad esempio. “a lavoro uguale. il cittadino. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. È l’argomento frequentemente utilizzato. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. nel secondo). nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. Così. e fra i termini b e c. quando qualcuno difende la regionalizzazione. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. ora la divisione del tutto nelle sue parti.

i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. Essi si suddividono in due gruppi: a. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. per così dire. ossia che. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. ossia proponendo modelli. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. buone leggi ecc. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. viceversa. esempi. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”. illustrazioni. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. La relazione causale (causa-effetto) è. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. ponti. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. il prototipo della relazione di successione. b. 2. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre.ubi. nel momento del crimine. esempio: www. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. 3. a partire da casi particolari: a. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste.pt i i i i .livroslabcom. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione.

m. durante la demonstratio. di un maestro. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”. Perelman: “il valore di una persona. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio.) →.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. → premesse della argomentazione. b.s. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. argoménto d’autorità [loc.m. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. equivale a → tema e si contrappone a → rema. previamente riconosciuto.] Ciò di cui si parla.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. o della persona alla quale ci si rivolge. c. chiara. a sostegno delle proprie tesi. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita.m. di un personaggio illustre. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione. ecc.m. le debolezze. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva. argoménto [s. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio. argoménto probante [loc.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche. le manchevolezze. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio. le illustrazioni per renderla chiara”.s. i difetti e anche i pregi dell’avversario. argomènto ad hominem [loc.s.

f.pl. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni.m. argumenta [s. ricavate per via deduttiva (argumenta). 2. Catone) assieme all’ingenium. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna. quindi da una premessa probabile.livroslabcom. si riferivano a fatti reali o fittizi. ars [s. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica.s. Queste potevano essere: 1. purché considerati verosimili. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. ricavate per via induttiva (exempla). → confermazione. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza.f. incontrovertibili o congetturali. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. www.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche.ubi. Secondo Aristotele.f. → confutazione. ai fini della persuasione del destinatario. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. Vedi anche → argumentatio/argomentazione. → tecnica retorica.] Essi corrispondono ai → loci. dedotte da indizi o tracce. di fatto (signa) necessarie o non necessarie. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. argumentatio [s. 3. → prova. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”.pt i i i i . inteso come qualità innata. dimostrazione. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. confessioni. → onomatopea. armonìa imitativa [loc.

Nella metrica greca.s.] → artes sermocinales.f. ai discepoli. “arte del dettare”. artes poetriae [loc. contenente teorie e modelli di stile oratorio. → tesi.s.] → mnemotecnica. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. L’arte diventa oggetto d’insegnamento. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna. cioè del nostro “comporre”. Livros LabCom i i i i . il tempo debole del piede.f.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola.] Terminologia latina per → mnemotecnica.] La → predicazione cristiana.f.s.f. convenzionalmente indicato mediante accento acuto. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico. arte [s. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.f. ars memorativa [loc. autore di un’ars dictaminum in esametri latini. lett.] Facoltà (→ facultas).] Terminologia latina per → grammatica.s. In essa le prove vengono chiamate.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum). ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali. → confirmatio rationalis.pl. mentre in quella latina il tempo forte. • ars dictaminis.s.f. confirmatio scripturalis. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana. ars dictandi. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus). inglese. arte mnemònica [loc.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc. proprio quest’ultima indicazione. ars recte loquendi [loc. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione. fondata sullo studio e sull’esperienza.s. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. ars praedicandi [loc. →. arsi [s.f.

m. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie.ubi.m. proprie della Scuola di Pergamo. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. climax. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari. Nell’ambito linguistico greco. quali: l’aritmetica. www. retore del III sec.] Lo stesso che → gradatio. si identificavano con quella branca delle arti liberali. asiano. artificiosità del dire. uguaglianze e proporzioni linguistiche.m.] Le arti cosiddette “sermocinali”. a. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. quindi la → grammatica. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. la geometria.) → stile asiano. stile asiatico. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità. dette “reali”.i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc. artificialis ordo → ordo artificialis. asianèsimo [s.] Ricercatezza. è stato tra gli iniziatori di tale corrente.pt i i i i . l’astronomia. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. asiàtico (stile a. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. ascensus [s..] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica.f. a. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. quindi la libertà. competitore di Cicerone.C. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. quando ha inizio. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica.s.a. in campo letterario. nell’ambito della cultura greca.s. Questo evento ha portato. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia. Egesia di Magnesia.. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. la musica. → asiano. esuberante. quello dell’ → atticismo.pl. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. quando si è imposto un altro indirizzo letterario.C. Ortensio Ortalo. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente.C. artifìcio retòrico [loc. o artes poetriae. che si è imposto a partire dal III sec.livroslabcom.

trovandosi in antitesi di pensiero. disgiuntivo. asindeto esplicativo. assonanza [s.] → assurdità.] Introdotto da avverbi come ‘perciò. quindi’. Es.m.m. soldato – ubriaco.] L’asindeto in cui. l’a. Nella sistematizzazione operata da Lausberg. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione.f.m. asìndeto causale [loc.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge. → asindeto. asìndeto sommativo [loc.s. umile – simile.s.m.f. amore – dolere. conclusivo o consecutivo. o dei quali parla. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri. → asindeto. l’a. → asindeto.m. → asindeto.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. asphalia Offrire garanzia.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto. Livros LabCom i i i i . fame – pane.s. l’a.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. asìndeto additivo [loc. asìndeto avversativo [loc. Forma di rima imperfetta. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo.s.m.m. associazióne [s. assurdo [s. asìndeto esplicativo [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s.] L’asindeto per semplice somma di membri. l’a. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc.s. esplicativo. sommativo.s. asìndeto disgiuntivo [loc. → asindeto. spesso a vantaggio di altri. avversativo. causale. → asindeto. l’a.s. l’a.m. paradosso. → asindeto.m.

sull’esempio di Lisia.s. che racchiude in sé l’idea della proporzione. astratto [agg. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione.f. → perlocuzione. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero. influente oratore ateniese. attrazióne paronìmica [loc.C.] In generale l’a. → sinchisi. nei “Commentari”.m. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità. atticismo [s. è il riferimento ad un oggetto astratto. riprova!.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. in ambito linguistico.f. → antifrasi. complicato.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. litote. sino alla composizione del trattato “De analogia”. → concreto. Sinonimo → attenuazione. astruso [agg. www. oratori e influenti personaggi della vita politica. Ha suscitato notevole interesse a Roma.pt i i i i . alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. tra i quali spicca Giulio Cesare. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità. affermatasi nel I sec. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. dell’ordine e della chiarezza dello stile.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s. tale da determinare una sua reazione: es.] Pertinente alla → quaestio infinita.ubi. conciliatio. astratto attenuatio [s.: coraggio. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia).] Il contrario dell’→ amplificazione.s..livroslabcom.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia. oscuro.m.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo.m. → minutio. atto perlocutòrio [loc. d. tortuoso.

è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione. Lo stesso che → apostrofe.f. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo.f. superioris rei correctio.f.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. audàcia [s. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. autoschediasma o autoschediasmo [s. Livros LabCom i i i i .m.f. → autorità.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica. praecedens correctio. audacia. del modo di scrivere. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano). anomalia.] Fra quelli presentati da Perelman.m. analogia. autoapòstrofe [s. che porta a dubitare del dubbio stesso. L’oratore se ne può scusare con la → correctio.s. Discorso improvvisato. del modo di esprimersi.f.] L’apostrofe diretta a sé stesso. o nello slogan: vietato vietare. → ornatus. ecc. si realizza nel dubbio integrale. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. Improvvisazione.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici). L’ a. audacior ornatus [loc. Il ragionamento si ritorce su se stesso. → improvvisazione. aversio [s. autorità [s. Lo stesso che → auctoritas. autofagìa [s.

ubi.f. avversióne [s.] Lo stesso di → barbarismo. chi non risica non rosica. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso. abbreviazione di una parola o di un nome. calembour.XIV) che significa “inganno”].i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc. battologìa [s. pleonasmo. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. bischicium (sec. paronomasia. bistìccio [s. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. → Annominazione.f. Parole contrarie al buon gusto. bipartizióne [s. tautologia.m. isocolo. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso).livroslabcom.m.s. → tripartizione.] Suddivisione in due parti le quali. → perissologia. periodo.: amore amaro. mediev. ripugnanza. benevolentia [s.] Pronuncia abbreviata. → fastidium.f. barbarolèssi [s. di una stessa parola. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. spesso noiosa e pedante.: Siccome non c’era posto.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio. brachifonìa [s. www.f. Es. operando una → digressione. Es.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.pt i i i i . omeologia.f. B barbarismo [s. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.] [lat.] Ripetizione inutile.] Si produce quando l’oratore. antipatia. → captatio benevolentiae. si distacca da una materia trattata. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. polulogia. antitesi. frase o idea.f.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data.f.

Livros LabCom i i i i . poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. brevità. Es. → aiscrologia. cacofonia. Rossi. concisione. Ungaretti. imperatoria brevitas. forme eccessivamente allitteranti).f. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. brevitas [s. no party. C cacenfaton. (G. versi liberi). sentenze. si esprimono. per l’orecchio e/o per lo spirito.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. → brachilogia.] Riduzione del discorso all’essenziale. no comment. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. alle volte volutamente indecifrabile. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. ma soprattutto di Tacito. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. nel panorama culturale contemporaneo. “Allegria di naufragi”. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. escrologia. no logo. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. ecc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. cacenphaton Espressione fastidiosa. le numerose comunicazioni pubblicitarie. no Martini. aforismi. laconica brevitas. Con una diversa intenzione. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare.f. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem).] Appartiene. → figura per detractionem. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto.

sineddoche e ironia. sciatta e confusa. www. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano. dissonanza. Oltre a CR generali. metonimia.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione. Arduini ne individua sei: metafora.m. che al fine di disgustare l’uditorio. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. campo figurale [loc.] Affettazione stilistica.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo).m. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e). → vitium. → escrologia.m.f. metonimia. campo retòrico [loc. propri di una determinata cultura.m. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo. calembour [s.s. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. Incongruenza di costruzione sintattica o logica. cacozelìa [s.f. cacosìnteto [s. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. bisticcio. cacologìa [s.] ant. o cattiva collocazione. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”.s.] Lo stesso che → gioco di parole.f.ubi. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. va osservata l’esistenza di CR locali.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi.pt i i i i . sineddoche. ripetizione ed ellissi.] Esposizione difettosa. producono un cattivo effetto sull’ascoltatore.livroslabcom. antitesi.

f. casus pro casu [loc. il letto del fiume. in uno scherno. abusione. (Il concetto di c. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. carientismo [s. ecc.m.] o schema per casus [loc. abuso. catàbasi [s. anabasi.m.s. acirologia. così.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. ordo. poi lo portò a compimento. → antiptosi. climax discendente. la vita e la morte.s.f. Il collo della bottiglia. catacrèsi o catàcresi [s. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta.] Scambio di casi. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore.m. → abusio. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide.f. Es. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. catàfasi [s. dolore.] Forma di preterizione. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. → gradatio. → anticlimax.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.f. bensì.s.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua. il termine ‘collo’ non significa. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). climax. → benevolentia. solitamente per ovviare a lacune del sistema.] L’opposto di → anabasi. filofronesi.: Il sole e la luna. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. Es. In teologia essa Livros LabCom i i i i . cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante. le gambe del tavolo.

la quale.] Momento ritardante dell’epitasi. diviene oggetto peculiare del discorso retorico.ubi. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti.] → climax. si contrappone all’→ anafora. il suo stato di credibilità e la sua struttura. apofasi. concertativa. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico.pt i i i i . e si contrappone all’apofasi. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli). Rappresenta la controversia. catàstasi [s.f.livroslabcom. che può essere simplex.f.f. catàfora [s. occorre inoltre comprendere il carattere della causa. perspicuitas. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio.i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA. → praeteritio. chiasmo [s.] È l’oggetto di un processo. Minaccia.] Sequenza di almeno quattro elementi. «Come ?!».f. causa [s. → anadiplosi.f. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo. ellissi cataforica. la → quaestio finita (o hypothesis). o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme). correlati fra loro.] Intimidazione. → epitasi. coniuncta. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). → status translationis.f. se pronunciate con un certo tono. deliberativo o giudiziario. catena [s. nonché lo status quaestionis (→ status causae). concatenazione.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. → status finitionis. o in forti antitesi (pace www. → ominatio.m. cataplexis [s. chiarézza [s. minaccia. Così. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. parole come «Scusa ?!». → status qualitatis. assumono un effetto intimidatorio.

molto .s. il chiasmo grande. tale da produrre un capovolgimento del senso. chiasmo complicato [loc.. come in questo esempio: satis eloquentiae. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca.: 1.1.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi).poco). L’ "incrocio" può portare: b. a mo’ di sincope.2. Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. abbiamo: a. chiasmo fonètico [loc. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”). con incrocio di intere frasi (es 1). Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché. gli amori (Ariosto. definito come permutazione nell’ordine delle parole. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). Orlando fur. i cavallier. Es. 1). I.s. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. l’arme. chiasmo grande [loc. 1-2).m. → chiasmo. Livros LabCom i i i i . Bellum Catilinae) b. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). sapientiae parum (Sallustio.] Incrocio di elementi fonetici. CXXXIV.m. Per la complessità sintattica e semantica.] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso.m. → chiasmo. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo). → chiasmo. Le donne. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. antimetabole. Chiasmo o antimetàbole.s. 2.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. Per l’ampiezza dei suoi componenti. → praeoccursio.

i i

i i

34

Dizionario di retorica

chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

35

circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

36

Dizionario di retorica

in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

f.f. Es.s.] Ornamento poetico.f. infermità. chiasmo complicato. sublime. implacabile ennemi. Livros LabCom i i i i . → intimidazione.] → movere. indignatio.m. sorte contraria. adroit.] Ciò che si dice sul → tema. cataplexis. perclusio. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. souple. Correlata: la similitudine.] → complexio. commoratio [s. comparazióne [s.: Richelieu. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. ecc.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. → commorazione.] Minaccia.f.] Specie di → antitesi. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. → epilogo. o sul nucleo di questo.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa. ornatus.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. comménto [s.] Specie di → paragone. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo.f. ad uno scritto. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. conquestio. ossia accostando ad un enunciato. grand. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema. comparatio [s.m. ed equivale a → rema. commiseratio [s. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario.m. Mazarin. commovere [vb.f.] → antimetabole. → comparazione. comminatio [s. communio [s. Lo stesso che → colore retorico.] Ornamento che si dà ad un discorso. colóre retòrico [loc. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi).f. minaccia. → color. et dangereux ami.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori. sinonimia. → comparatio. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. commutatio [s. → paragóne1 .

ubi.f. e quelli della performance. . → gradatio. . . Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni. comprende gli aspetti della competence.f. riguardanti la struttura discorsiva.pt i i i i . y/. concatenazióne [s. comprobatio [s.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole.] → sineddoche. stilistica (l’elocutio. anacefaleòsi. struttura. www.] Combinazione dell’anafora con l’epifora.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett. ha ridistribuito le parti della retorica classica. Sin.i i i i 38 compensatio [s. complessione.] → antanagoge. → oratio perpetua e il → periodo. aventi tutti la medesima parola iniziale”. complessióne [s.f. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. climax. y/x. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. → sintesi.f.f. → complexio. e li incatena gli uni agli altri. zeugma. simploche. Simile alla → conciliatio. strutturale (la dispositio). compositio [s. per l’appunto. Per quanto riguarda la fonetica. Suddetto modello. “competenze”: argomentativa (l’inventio). .f. “mediale”.s.).f. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. ribattezzate quali. →. conceptio [s.livroslabcom. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. → simploche. complexio [s.] Piena approvazione delle tesi altrui. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics). mnemonica (la memoria).f. Il tipo della figura è quindi /x. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio).

→ ornatus. conciliare [vb. ma non ridondante o ricercata. brevitas. → attenuazione.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario. concisa brevitas [loc.f.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole. Non sono avaro. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere). però. → astratto.f. recapitulatio. recapitulatio. in maniera tale da moderare. opinioni.] Nella → quaestio finita. elegantia. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. fatti.) → oratio concisa. alla realizzazione di una → compositio gradevole. da diminuire la gravità dell’accusa stessa. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ).] Consiste nel fare una concessione. . ’) → paromologia.f. concrèto [agg.] Parte conclusiva dell’orazione.s.] → delectare. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. genus. concisa (oratio c.f. comprobatio. → conclusione. → brachilogia. concinnitas [s.f. → peroratio. pero. Anche parte finale di un sillogismo. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici.] → percursio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. cui si contrappongono. concisióne [s. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva.f. sono un risparmiatore. in modo però che la comunicazione sia completa. . conclusio [s. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. epilogo. In essa. Livros LabCom i i i i . conciliatio [s. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze.

i i

i i

40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

Dizionario di retorica

condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

41

coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

42

Dizionario di retorica

contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

transmutatio. figura retorica). l’isocolo e la costruzione del periodo. o greco.] Consiste. lessico. conveniente. → genus. così come il → docere. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso.f. ornatus. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. copulativo (polisìndeto c. può appartenere al → genus medium o al → genus grande.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso. figura. copulatio [s.m. convincere [vb. corax [s. verborum. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale.] → diafora. ma. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato.f. figurarum [loc. epifora. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola.f. conversio [s.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s. →.s.s.m. le figure dell’adiectio.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. copiosum dicendi genus [loc.] → anastrofe.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale.→ res.) → polisindeto copulativo. aptum. → declamatio.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che.f.f. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove. conveniènza [s. o anche a legislazioni immaginarie). copia rerum. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i .

In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi.ubi. correctio [s. tra le più diverse tipologie. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. restrictio.f. può essere un mezzo dell’ironia.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. correzione. Es. Sinonimo → epanortosi. remedium. credibilità [s.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. aposiopesi ed eufemismi.f. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte. correttézza [s. cortesìa [s. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. anziché p’). praecedens correctio. ma q’ (oppure: ‘q. non p’. Così.: Se insisti tanto. ‘q.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò. epanortosi.f. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile.f.] Chiarimento semantico prodotto. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito).f. 24.livroslabcom. correzióne [s. troppo provato. litoti.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa. 1402a. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. la c. q’. superioris rei correctio. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc.f. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa.pt i i i i . Retorica. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman.] → correctio. favorirebbe l’avversario. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. enfasi. perché forte. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture. cap. II. crasi [s.

la cui colpa. credibilità debole. expolitio. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum).f. genus obscurum.] Alto grado di credibilità. non è né provata né confutata).s. credibilità mèdia [loc. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’. genus humile. per esempio.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. credibilità débole [loc. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. nell’opinione del giudice. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta. → exemplum. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. → credibilità. cronografìa [s. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile.f. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti. l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato.f.] Breve componimento elaborato su exempla. cria [s. credibilità media. di nessuna importanza sociale). → credibilità. → verosimile. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. credibilità alta [loc. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come.f. Livros LabCom i i i i . genus turpe.s. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). → credibilità.s.] Basso grado di credibilità. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile.f.

al termine del sec.m.] → cursus medievale. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale.] → cursus medievale.] → cursus medievale.s. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. Il cursus viene impiegato. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica).] → cursus medievale. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo).] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene. nelle sue Epistulae.pt i i i i . alla prosa rimata.m. cursus planus [loc. → cursus medievale. assieme a vari ed acuti artifici retorici.s. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano).s. www.] → ornatus. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano).m.] → cursus medievale. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.m. cursus medievale [loc.] Andamento ritmico del periodo che recupera. cursus durus [loc.m. se ne affianca una ritmica. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica. XI.m. in epoca medievale.] → cursus medievale.s. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica. 3. Dizionario di retorica cursus [s. 4.i i i i 46 cultus [s. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).ubi. cursus ecclesiasticus [loc. Anche lo stesso Dante. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. cursus velox [loc. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica. 2. l’eredità classica della → clausola e.s. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”.livroslabcom.m.m.s.m.s. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis. cursus tardus [loc.

. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria.s.] → declamatio.m. pronuntiatio. così come accade invece nell’→ induzione. la → controversia.] Nella tarda latinità. argomento.] → poliptoto. appartenente al → genere deliberativo. . ecc. destinatario. → accommodatum “appropriato.f. idoneo”. inferenza che procede dalle cause agli effetti. declamatio. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati. recitazione di un discorso. declinatio [s. deduzióne [s.f.m. declamatio [s. declamazióne [s.f. → actio. decorum [s. → decens “decoroso. declamatio suasoria [loc. Anche → aptum. dall’universale al particolare.] → aptum. Anche nel senso di → declamatio.f. utilitas della causa.] Interpretazione. decorum. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’. più impegnativa. deductio [s. ‘dal più al meno’→ deductio. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. Livros LabCom i i i i . ma a maiore ad minus.f. → declamazione. esecuzione. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio. a minore ad maius.] → deduzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo. hypokritikè. ).f. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. dignitoso”. oratore.

] → definizione. non perdendo di vista il → docere. generi aristotelici.] delimitazione di un concetto. Es.] Fontanier.f. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. delectatio. placere.f.f.m. 64-66). 2. → allettare. Contro la definizione di una parte. che combina in vario modo le precedenti. in assoluto. Definizioni più generali o più partigiane. dehortatio [s.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. Par. www.f. riconduce la d. descrittiva.pt i i i i . Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). la parte avversa oppone una → controdefinizione.i i i i 48 definitio [s. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. quale senso si deve attribuire a una data espressione. con esitazioni simulate. deliberazióne [s. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza.f. deliberaménto [s.ubi. deliberativum (genus d. XXIV. avendo già ben presente la soluzione ottimale. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. Si possono quindi distinguere: 1. complessa. di condensazione.] Orazione di genere deliberativo. voluptas. che prescrive. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. Secondo Lausberg. → delectare.) → genus deliberativum. delectatio [s. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.livroslabcom. delectare [vb. → genus deliberativum.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata.] → dissuasione.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante. Dizionario di retorica definizióne [s.

] → metonimia.f.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde.f. desitio [s.] → omeoteleuto.f. designatio [s. genere epidittico o dimostrativo. demonstrativum (genus d. deprecazióne [s.f.] Implorazione. detractio [s. distribuzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.f. lex potentior. demonstratio [s. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. → obsecratio.f. scherno. malus animus. di vestirsi. deprecatio. in una difficile situazione.] → epifora. generi aristotelici. il suo passato.f. derisióne [s. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme.f. → ridiculum.) → genus demonstrativum. determinatum [s. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione.m. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti.] Lo stesso che → figura etimologica.] Beffa. deprecatio [s. deprecazione. transmutatio ed immutatio. Il reo dichiara di avere agito in mala fede. → obsecratio. ironia.f. soppressione o sottrazione) rientra.] → ipotiposi.f. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici. derivatio [s. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo. mala voluntas. il suo modo di pensare.f. descriptio [s. alla → litote. implorazione.] La detractio (detrazione.] → ipotiposi. di agire.] → distributio. in parte. Così Livros LabCom i i i i . assieme ad → adiectio.f. dendrografìa [s. denominatio [s.] Nella retorica classica.

è un → metaplasmo per aggiunzione che.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione.] Opposto di → sinalefe.f]. praeteritio. e dalla forma somigliante al → proverbio. dialectica [s. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas.. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww. → dialèttica. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola). sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d. apocope.pt i i i i . sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. reticentia. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo.] → detractio. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi.: Non omo. I. detrazióne [s. omo già fui (Inf.s. asindeto. connotativi. dialèfe [s. Es. al contrario ad esempio dell’→ enfasi.m. quella iniziale e quella finale di parole diverse. quasi fissa nella sua formulazione. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti. motto proverbiale. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. ellissi. → iperbato. percursio. tmesi.f.ubi.i i i i 50 Dizionario di retorica la d.f. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi. ai fini fonetici e metrici del varso.] Frase tradizionale moraleggiante. diàfora [s. → ploce.livroslabcom. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. → distinctio. sincope. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. sillepsi oratoria.f. consente di considerare come separate due vocali contigue.67).f. ed enfatici. compare tra le arti del → trivium. détto proverbiale [loc. diàcope [s.

della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. già facendo la risposta (Dante. 16-17). gramm.f. → iato. dialògico [agg.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. dialèttico (sillogismo d. .] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. monologico. Amor? (Petrarca). con domanda e risposta. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. In particolare. . dialèttica [s. / lo duca.] Negli interventi orali e scritti. (XIX sec.] Lo stesso significato di → dialisi.m. Si vedano → dialogo. sec. contenente domande rivolte a se stessi.] → dialectica. o fra un soggetto stesso e il suo io. Es.) costrutto senza congiunzione. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. Es. o fra due soggetti. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . dialogismo.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso.m. e io retro li andava. Inf.f.) → sillogismo dialettalico. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. 96). dibattito. XXI. diàllage [s. dialogismo [s. che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. diàlito [s. → dialito. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. • GDU. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. diàlisi [s. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. allora si parla di → sermocinatio. discussione. che da ogne creata vista è scisso (Par. Tale forma dialogica.: Parte sen giva. . XVII.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. XXIX. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto.

Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi. VI. . ond’io m’accoro.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. Nelle finte domande che l’oratore pone. . Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito. intra tutti costoro.diàlogo eurìstico [loc. → eristico. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”.f.] Secondo Aristotele. e non implica contrasto di idee.Ora aspetta / tanto ch’io torni. estremamente difficile. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.m. → dubitatio. Nella metrica italiana la d.49). dialogo. euristico. / parea dicer: Signor.s. diapòresi o diaporèsi [s. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. Ad esempio: La miserella. → riflessione. diàstole [s. interrogazione). (Dante).] L’opposizione tra discussione e dibattito. fammi vendetta / del mio figliuol.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta. www.livroslabcom. → dialogo eristico. attività cognitiva discorsiva. → sistole.f.f. ch’è morto. / Si ha d. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole). / Ed egli a lei rispondere: . avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). sotto forma di risposta. diànoia [s. a livello pratico. dialogo euristico. diàlogo [s. diàlogo erìstico .ubi. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio.pt i i i i .] Nella metrica latina la d.m. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta. → antipofora.

f. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento. nel suo svolgimento essenziale.f. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. Es. dictio [s. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. Livros LabCom i i i i . se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. didascàlico [agg.] Sin. si opponeva al genere mimetico o drammatico.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati. / La d. diegèsi [s. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. pareuresis. → paromologia. → mimesi.] Il genere diegetico o narrativo era quello che.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). diceologìa [s.f. diazèugma [s.m. → lessico. / Nell’accezione di → fabula. → zeugma. dizione. / Una giustificazione “ragionevole”. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. → dialogo. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. chiamando in causa la necessità a propria discolpa. disiunctio. → gnomica.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. → ipotipòsi.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi.] Discorso giusto ed equilibrato.f.] → pronuntiatio.f. dibàttito [s. narratio. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto.

mediante ricordi. expolitio. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. ). in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale. dignitas [s. riprendiamo il discorso. differentia [s. → accumulazione. episodi. allora. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). comunque.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s. 2. aneddoti. di un giudizio morale.f. → sinonimo. durante la quale www.pt i i i i .] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra.] 1.livroslabcom. o le persone che svolgono questa mansione.f. La persona. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione.m. ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore.ubi. dicevamo. metonimia. digressio [s. viene così impedita la formazione di un dittongo). Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora. storie. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee. a quella di uno stato d’animo. difésa [s. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. . che possono essere usati come varietà diafasiche. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). → facilis ornatus.f. omonimo. . Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato. . e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. tra parentesi.] È la differenza di significato. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche.. . cioè in dipendenza dalle situazioni.f.f. . o per sostenere un principio attaccato da altri. difficilis ornatus [loc. anche quella tra i sinonimi.s. È il contrario dell’ → accusa.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo..] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus.

Lo stesso che → inconvenientia. stili del discorso.m.] Il discorso di circostanza è occasionale. a dimostrarne l’importanza.f. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. discorso improvvisato. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. dimostrativo [agg. discórso acuto [loc. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza. parecbasis. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi. discordanza [s. Anche → excursus. discórso di circostanza [loc. oratio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. Da dove provengano questi elementi. dilogìa [s. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. discorso di consumo.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. pensieri divini.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva.m. scopi del discorso.s. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento.s.m. dell’→ entimema (tipo argomentativo).] Secondo Perelman. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). Livros LabCom i i i i . a definirlo. dimostrare una proposizione. dimostrazióne [s. prova. dell’→ exemplum. della → similitudine.f.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni. → argomentazione. per poi riprendere con nuovo vigore. se siano verità impersonali. al termine della digressione stessa. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema.f. → parti del discorso. sermone. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione. discórso [s.

Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. discórso di parte [loc.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. il discorso consuma interamente la sua funzione. tuttavia il discorso mantiene. l’oratore può o meno essere il medesimo. la sua usabilità per dominare.livroslabcom. periodicamente o meno. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso. oppure nella scrittura. in “società di ordine sociale più libero”. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. genere deliberativo. Il riuso.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. come sostiene Lausberg. in tale situazione dunque. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte. secondo l’intenzione di chi parla.s. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti.ubi. genere epidittico.m. quindi. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale.m. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante). rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. di coscienza collettiva.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. discórso di riuso [loc. Discorso ricco di figure retoriche. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa. → discorso di circostanza. → discorso di consumo. In particolare.m.m. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto. → discorso.s. discórso figurato loc. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. una volta per tutte.s. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto.pt i i i i . di diritto giuridico-sacrale e liturgico. www.s.

f. il d.f. disiunctio [s. discórso retòrico [loc. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare.) → asindeto disgiuntivo. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.m. disgiunzióne [s.m. usus.m. discussióne [s.] Lo stesso che → dibattito. Es. invocava pietà. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi.] Lo stesso che → testo retorico. problema. Opposto all’eufemismo.s..] Lo stesso che → acutum dicendi genus. disfemismo [s. ordine artificiale. spesso gradevole o addirittura affettuosa.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc. ordine naturale. disposizióne [s. disgiunzione.] Nelle sezioni dell’arte del dire.f.f. supplicava clemenza. rigorosamente formalizzata. → parisosi.] Discorso non preparato.2. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. La sua struttura. → ordo. senza attribuirle un tono offensivo: rompere.] Lo stesso che → disiunctio.f. discórso sottile [loc. proposta di Livros LabCom i i i i . → discorso di circostanza. polisindeto disgiuntivo. 2.] Disporre le idee da esporre in ordine logico.s. stronzo. improvvisazione.f. → diazeugma. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio.] Sostituire in modo spesso scherzoso. dispositio [s. è la seguente: 1. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale. disiunctivum (asyndeton d. disputatio [s.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente. → dispositio.s. Fenomeno legato alla → variatio. e soprattutto non previsto. palle.: Chiedeva compassione. polysyndeton d. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative.

f. dissimile [s.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. 3. dissociazióne [s.f. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat. si dissimula quello ch’è. nelle cose simili. dissonanza [s. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto). Si simula quello che non è. dissimulatio [s. eccede il tertium comparationis. risposte alle eventuali obiezioni. Lo stesso che → cacofonia. dissuasióne [s. fu impiegata nell’interpretazione di testi. distinctio [s.ubi. è unito alcunché di dissimile.pt i i i i . costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. ma può anche sussitere come discordanza d’idee.f. www. soluzione del maestro. 5. → simile. soffoca in cuore il profondo dolore’.] → diafora. ciò che.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento. si dissimula quello ch’è. Si simula quello che non è.m.livroslabcom.f. obiezione alla proposta. dissimulazióne [s. → simulazione. È il contrario dell’ → esortazione. Si riferisce in primo luogo ai suoni. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione.f. → contrasto. similitudine. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza. ironia. 4. dunque. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi.f. Nelle scuole medievali la d.] → dissimulazione.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame.

nella sua forma canonica.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. e quindi la comprensione di un testo. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. diversivocum [s.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi. apposizioni. → rapporto diversivoco. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri. → distributio.m. distributio [s. forte e robusto. dittologìa [s. Esistono alcune dittologie assai diffuse che. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo. ubriaco fradicio. La differenza rispetto all’enumeratio quindi. individuata dalle artes predicandi.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto. stanco morto. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. divisio [s. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. in base alla quale.f. univocum. cioè di un sermone. atttributi. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. → distinguere. bello bello. → sinonimia. multivocum. sta nel fatto che quest’ultima.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. basso basso.f. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”. per il loro uso frequente. pieno zeppo. congerie. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i .] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. per garantire la → perspicuitas. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). come mi pare e piace. aequivocum. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. con la quale si chiude il sermone.f. distìnguo [s. grande e grosso.m. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. appartengono ormai al lessico quotidiano.

adattato alla pratica ed impreciso.f.ubi. → pysma. diffusa da Leibniz. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere. attraverso l’enfasi ed il ricorso. 15. dossologìa (o doxologia) [s. (Ad H.] In filosofia la voce. → anthypophora.livroslabcom. dictio. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. È uno stile però piuttosto scarno.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). → doxologia. Brano liturgico glorificatore.f. voce diffusa da Leibniz. interrogativa retorica. → interrogazione. dizióne [s. Nella Ad Herennium. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice.→ merismo. indica un modo di parlare figurato. docere [vb.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). convincere. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). distributio. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato.f.] Far conoscere. indignazione. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. → exsuscitatio. se necessario. → ratiocination. informare i giudici su una causa. → persuasione. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). interrogazione retorica. → aporia. ad ogni tipo di artificio retorico. 22). domanda retòrica [loc. partitio. ecc. → dianoea. che presumono una risposta negativa (“non.] Lo stesso che → pronuntiatio. istruire. sarcasmo. avresti tutto da perderci. www. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum.s.pt i i i i . 4.

per accattivarsi la simpatia del suo auditorio.] Termine sorto in ambito filosofico greco. cioè alla scienza (→ episteme). dubitatio [s. → tattica. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex.] o syntaxis obliqua. in maniera più o meno velata. obliquus. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). mixtus. → opinio. anacenòsi.m. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. → ductus. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. Tipico dell’ars oratoria. ductus [s. communicatio. A seconda della contingenza. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. ductus figuratus [loc.f. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni). → ductus. ductus mixtus [loc. Le argomentazioni retoriche. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili.m.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium.f. Si può ritenere il dutus più frequente. subtilis. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. ductus obliquus [loc. figuratus e obliquus. subtilis.s.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1.m. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi).] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. a differenza di quelle logiche.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s.s.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche.s. dramma [s. diaporesi. figuratus.m.

poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex. durus (cursus d.f.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. nella tattica del discorso. illustratio.m.un effetto opposto a questa opinione. nella tattica del discorso.pt i i i i . provocazione. → ductus. gratia.f. E ecclesiasticus (cursus e. paradosso. Vivace descrizione dei dettagli. → ductus.] → digressione. egressio [s.s.ubi.) → cursus ecclesiasticus. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica. ecfonèsi [s. dulcedo [s.] → digressione.s. → ritratto.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione.] Si ha ductus simplex se.livroslabcom. L’immagine. etopea. Vi è concordanza fra consilium e thema.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. → evidentia. ductus subtilis [loc.] Lo stesso che → esclamazione. → ductus. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.m. effictio [s. seriamente dice.f. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa. www. ductus simplex [loc. e quello che realmente pensa. egressus [s. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere. cioè.f. ècfrasi [s.m.) → cursus durus. -servendosi della provocazione . prosopografia.f.] → ornato soave. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso.

ed è fenomeno della → brevitas. → sottinteso. allo stile di Cesare. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. che corrisponde alla → detractio. ellissi [s.] L. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. e nello stile nominale. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. ellissi ‘totale’ . → dispositio. elegantia [s. vecchio e debole egli è. elisióne [s.f. per esempio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. vecchio egli è e debole. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore.f.] L’electio è. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. egli è debole (→ anafora). Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma. → ornatus. nella → dispositio del discorso e dell’opera.] Eliminazione di una di due vocali contigue. ma diversi nel corpo della parola. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. oppure vecchio egli è. debole egli è (→ epifora). Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. Incongruenze semantiche e sintattiche.f. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato.f. egli è vecchio e debole.] Figura di parola per soppressione. Dato il pensiero egli è vecchio. omissione. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. Livros LabCom i i i i . Soppressione di elementi di una frase. ellissi catafòrica. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato.: la partita Milan-Inter. concinnitas. c. b. Es.

attraverso precise scelte espressive e comunicative.. si tratterà per conseguenza de lo stile. Lausberg 1949).s. e la → compositio. non essendo quello altro. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. barbarismi. Quintiliano). Già Torquato Tasso.f. connesso”). cioè la collocazione. relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. → catàfora.livroslabcom. elocutio [s. L’eloquenza. nasce nell’antica Grecia. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. eloquènza [s. . è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. . le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. Sin. l’eleganza del discorso (→ ornatus. che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato. ecc. . .] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. Affinché ciò si verifichi. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale.f. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. → elocuzione. . ellissi. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). È proprio attraverso l’elocutio.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio.ubi. che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile.pt i i i i . nel Terzo Discorso dell’Arte poetica. scevro da arcaismi. avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici.f. oratio ornata). che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso. come scelta della terminologia più appropriata.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). precisamente ad Atene. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio.

C. generalmente nel corso di celebrazioni. cioè che serve per dimostrare. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate. si svolgeva in lingua volgare. a quelle legate alla predicazione cristiana. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. retorica. → eloquenza sacra. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana. Comunque. eloquènza del pèrgamo [loc. rhetoriké (téchne) “arte del dire”]. IX. genere della predicazione. dimostrativa loc. anche → oratoria. come Catone il Censore (234-149 a. 141). che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. o al contrario. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. che non può essere recepito dalle grandi masse.s. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino.s.s.f. Pisistrato raggiunge il successo politico. con invettive e critiLivros LabCom i i i i . ed in seguito lo stesso Cicerone. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo).C. II a. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. divenendo tiranno in Atene. Proprio grazie a quest’ultima. quando numerosi retori greci vi giungono.f.f. quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali.. eloquènza epidìttica [loc. genera elocutionis). è già dichiaratamente presente nei poemi omerici.] o e. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina.). l’effettiva predicazione in Occidente. che essi definiscono retorica [gr. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono.

elusióne [s. i quali. come ad esempio di vincitori olimpici. L’emozione più moderata è l’→ ethos.s.s. Carducci. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali.f. . emozióne [s.: domani ti raggiungo. 4. panegirici o orazioni funebri. sono meritevoli di lodi. enàllage [s.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.livroslabcom. invece di domani ti raggiungerò. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. elogio di personaggi. ad esempio.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. ethos. pathos. . in onore delle numerose divinità. Il divino del pian silenzio verde (G. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo.pt i i i i . Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia).f. eloquènza sacra [loc. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. maestro indiscusso di oratoria epidittica.f. 5. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti. parla veloce. → enàllage dell’aggettivo. enàllage dell’aggettivo [loc. . Es.ubi.f. 3. l’aggettivo e l’avverbio.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra. celebrazione.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). 2.i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). in origine.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo.] → perifrasi. parla velocemente.s. i modi e i tempi del verbo. → affectus.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. eloquènza dimostrativa [loc. Es.f. mentre il → pathos è il grado di più violento. sia in vita che defunti. contribuendo al bene della patria.f. In particolare si esplica come: 1.

→ vox. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa. d’ora in avanti. ma logicamente va riferito a un. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)]. Es. Es.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose.f.f. oppure nome + specificazione complementare subordinata).] Tributo di lode. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. ecc.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. enantiosemìa [s. → antifrasi.f. energìa [s.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’. una emozione. una situazione.f.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari.] (variante arc. una persona. . onore. utilizzata per creare l’illusione della realtà. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare. evidentia. del calore generale della espressione e dei gesti. endìadi [s. contraddizione.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. o contraddittori o conversi. + nome. ammirazione. La notte e il buio = la notte buia.f. enantiòsi [s. lode pubblica. . endìade).] Vivace descrizione di un’azione. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. Erbe e veleni = erbe velenose.f. evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. → ipotiposi. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. ènfasi [s. enargìa [s.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti. Es. Livros LabCom i i i i . /. un evento. encomium [s.

xx/: In verità.f. x/. Es. enumerativo (polisìndeto e.m.f. inclusio. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. → allegoria. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura.f. epadiplosis [s.] Allegoria oscura. può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. in verità vi dico.f. epanalèpsi.livroslabcom. . asindetico o misto tra i due. . . antapodosi. epagòge [s.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s.pt i i i i .] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui. . /. eonismo [s. /. /xx. epanàfora [s. entimèma [s. anacefaleosi. repetitio. .] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase.ubi. . oeonismus.f. epanalèssi.) → polisindeto enumerativo. Lo stesso che → anadiplosi. /. www. → geminazione. secondo il modello: /x. → optatio. palillogia.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio.] Formula d’augurio. xx.f. .f.m. geminatio. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. enumeratio.m. . . redditio.: Tutti gli uomini sono mortali. enumeratio [s.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi. entimemismo. Anche: → ciclo. . → sinafia. epanadiplòsi [s.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico.m.] → induzione. al centro o alla fine di un segmento testuale /. epanàstrofe [s. . → elenco. . enjambement [s. epanalissi [s.] Sinonima di → anafora.

epesegètico [agg. epesergasìa o epexergasìa [s.f. Livros LabCom i i i i .] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. di una o più parole enunciate in precedenza. ornatus. → regressione. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. È differente sia dall’ → anafora. ampliata con particolari. Viene detta anche → anaptissi. e mi lascerete solo.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento. → exornatio. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. esornativo. 16.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. epicherèma [s. sillogismo retorico. È un barv’uomo.m. epibolè [s. → sillogismo.f. epèntesi [s. anzi. Paolo > Pavolo. servendosi di nove espressioni per ornarlo. sillogismo dialettico. anzi è già venuta. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione. Genua > Genova. epanortòsi [s.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. expolitio. che dalla → repetitio.f.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione. un santo! Equivale a → correctio. epesegèsi [s. → epesegesi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. perché con me è il Padre”.f. / Ripetizione della stessa parola o di più parole.m. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto.] esplicativo. ma non sono solo. Es. alla mano da martedì.] Figura retorica che consiste nella ripresa.f.32: “Ecco vien l’ora.

f.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. ciò che non vogliamo” (Montale. www.pt i i i i . in Ossi di seppia). “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo.] → eloquenza epidittica.m.] Insistenza. Non chiederci la parola.ubi. epidìttico [agg. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte. peroratio. mozione degli affetti o perorazione.m.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /. 2. Fur.f.f. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo. scioglimento del nodo. → epistrofe. epìfrasi [s. epìlogo [s. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie. epilèmma [s. → aggiunta.f. VII.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa.2). per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti. parti del discorso. repetitio. genere epidittico. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl. → sinalefe.m.] Obiezione dell’oratore a se stesso. reduplicazione. → conclusio. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora). mozione degli affetti. reduplicatio. I. → anadiplosi.→ anamnesi.f. epifonèma [s.livroslabcom. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso.] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo).] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1.. . avanzata al fine di controbatterla.] Parte finale di qualsiasi testo. epimerismo [s. orale o scritto. epìfora [s. . . ripetizione. Es. x/. epìmone [s. 11-12. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. .m. episinalèfe [s.

la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo.f.f. ironicammente. epitetismo [s. si rimette al giudizio del magistrato.] Sinonimo di → epifora. In altre circostanze l’e.] Figura in base alla quale l’oratore.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. epithetum ornans [loc.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto.m. → appositio.m.m. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i . oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore. epìteto [s.s. confidando nella bontà della sua causa. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es. Es. epitrocasmo [s. In questo caso l’e.f. umida vina ‘vini umidi’. lasciate che si comporti da ingiusto.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. → paragoge. epìtasi [s.: una radunata sediziosa. epìtrope [s. il canuto mare.f.: Poiché egli è ingiusto. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. Es. come ad es.m.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante. Un tipo di amplificazione epìtesi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo.

ammissione.m.m. → epanalessi. iperbole. erotèma [s. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea. erìstica [s. malinteso. permissio. obscuritas.m.→ concessio. / Vocabolo di diversi significati.pt i i i i . / Caratterizzato da significato non chiaro.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. domanda retorica. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico. epizèugma [s. anfibolia. esagerazióne [s.livroslabcom. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza. → aequivocum. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario. dialogo eristico. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. Dal punto di www. esclamazióne [s. sdegno.f.] e agg. voce dotta diffusa da Kant.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo. / Ciò che è ambiguo. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma. o natura" (Leopardi).] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. equìvoco [s. "O natura.f. epizèusi [s.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). ambiguità sintattica. equivocità.] Argomento che assume la forma di interrogazione.f. sillogismo eristico. geminatio. L’e.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa. → amplificatio. eruditorum consensus → consensus eruditorum. può essere estremamemente pungente nella sua ironia. rhetorical questions.f. erìstico [agg. ammirazione e sim.ubi. → eristica.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa.

exhortatio. nella fase della → narratio/partitio. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. epidittico/encomiastico.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. introduttiva di un discorso politico. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae. → parenesi.] Particolare tipo di → apostrofe.f. esortazióne [s. . exsuscitatio. prologo. che di bontate / deon essere spose. → ecfonesi.] anche → inizio del testo. . la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. → aiscrologia. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. 1-3. → exempla ficta. o miseri seguaci / che le cose di Dio. esecrazióne [s. → exordium. esémpio [s.] Sollecitazione. Inf. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. inizio del testo. o ambiguamente allusivo. adhortatio. escrologìa [s. ad esempio.: O Simon mago. giudiziario. È il termine corrispettivo di turpiloquio.m. la continua ripetizione di sillabe uguali.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione).] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. exornatio. del pubblico o del giudice che sia.f. → cacofonia. esornativo [agg.] Discorso osceno. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori. Il contrario della → dissuasione. esòrdio [s.m. proemio / introduzione. scurra. XIX. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. Livros LabCom i i i i . È la parte iniziale. parabola. principio.

nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. estèsico (atto e. →. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata. Es. → sermocinatio. → circostanze. www. etopèa [s. nell’arbitro della situazione. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). notatio. circostanze della narrazione. emozione.: etopèia. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. → affectus. eterologìa [s.] Espressione che si può intendere in due modi. prosopografia. vizi e virtù. ritratto. 61-63) Sin.s. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg.f.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare.] → ethos.pt i i i i .ubi. VI. ètos [s. una sua chiarezza e comprensibilità. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo.m.livroslabcom. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?).] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali.f.: o anima lombarda. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità).m. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. comportamenti. èthos o ètos [s. → atto estesico. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. pathos.f. effictio.

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

75

eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

76

Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

77

expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
Livros LabCom

i i i

i

fastidium [s.m. → ticoscopia. deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium.] Elemento di un enunciato che. vasto pubblico o giudice che sia. www. che mediante immaginazione.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. stati. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico. no? fatto [s. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio. In Perelman. noia.reali o immaginari .livroslabcom. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio.] Ciò che è accaduto e di cui si parla. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s.f. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti. ottenuti sia attraverso la riflessione. 50. sprovvisto di significato autonomo. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso). il destinatario (o ricevente). Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. disgusto. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. processi. → avversione. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa.n. azioni. fatismo [s. “tedio.ubi.m.m. il referente (costituito dagli esseri. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo).] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. fatto retòrico [loc. idee .m.s. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico.che formano il complesso referenziale del testo. precisamente nell’→ excogitatio. fastidio”).pt i i i i .] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini. viene presentato nella → propositio. l’→ oratore (o mittente). M. possibili o probabili”.: siamo d’accordo.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es.

f.] È una breve narrazione in prosa o in versi. figure di costruzione (→ figura di costrutto). fr. schêma “forma.14). figure of speech. figure.f. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9. fictio personae [loc. figura [s.f. lumina (-um n.s.s. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. figure di parola.pl.f.f.] [gr. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.C. figure di dizione. → fiore. figura di concètto [loc. GDU. 4. 3. fugure rhétorique. → esempio.f.] Lo stesso che → figura di parola.f. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso. ingl. figura di elocuzióne [loc. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”.] → idolopea. figura dal tema di fingere “plasmare”. 2. → detractio (→ soppressione .s. figure di significazione o tropi.) verborum et sententiarum. che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale.] Lo stesso che → figura di pensiero. apologo. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma. anche imagines-um s. figure di elocuzione (→ figura elocutionis).1.] Lo stesso che → figura di parola. Livros LabCom i i i i . → immutatio (→ sostituzione). figura elocutionis.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. Secondo Quintiliano (I sec. figure. → transmutatio (cambio di posizione).] Lo stesso che → figura di parola.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.pl.dat.] Nell’ambito della retorica.f.s. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. similitudine.s.. → adiectio (→ aggiunzione o addizione). s. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc. figure di ritmo.f. festivitas [s. lat.sottrazione o omissione). d. schema”. figura retòrica [s.f.). parabola. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi.] Figura. prosopopea. figura di discórso [loc.

→ figura. → paronomasia. figura di pensièro [loc. Figure di pensiero per soppressione. alla categoria dell’ → ornatus.] Tale figura riguarda. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. i tropi veri e propri. → brachilogia.livroslabcom. 6 e IX). e suole dividersi in: a. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato.] In Fontanier. Affine al → poliptoto. → figura di parola. che si manifestano ‘in parole singole’. figura elocutionis [loc. → anacoluto. → anafora. figura etimològica [loc. Figure di pensiero per sostituzione.ubi. c. → concinnità. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. non una singola parola. immutationem. figura di significazióne [loc. ma anche l’ → asindeto. figura elocutionis.f.s. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. b.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. Sinonimo è → figura di concetto. → polisindeto. → epanalessi. il concetto della frase. Le figure di pensiero si suddividono: a.pt i i i i . assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. i tropi impropriamente detti. tropo.f. → ellissi. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola. → gradazione.s. → figura etimologica. che si manifestano ‘in più parole’. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). b. → figura. → ipallage. → iperbato.] In Fontanier. → enallage. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem.f. → zeugma.f. bensì la conformazione di un intero enunciato. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato. dal punto di vista ideativo.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII.f.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc.s.] Lo stesso che → figura di parola. → anastrofe. Figure di parola per aggiunzione.s. ordinem. → sinonimia. figura di paròla [loc. c. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. tropo. Figure di pensiero per aggiunzione. detractionem. rientra tra le figure www. Figure di parola per ordine. d.f. le figure di parola o elocuzione appartengono. Figure di parola per soppressione.s.s. al contrario dei tropi propriamente detti.

sognare un sogno. → aggiunzione.] → figura per detractionem. → figura di concetto.f.s. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio).] → figura di parola. contraddistinte dalla → brevitas.s.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. figura per immutazióne [loc. l’iperbole.f.f. la litore. considerate sottintese. donare un dono.f.s.f. figura per detractionem [loc. figura grammaticale [loc. figura lògica [loc. amare un amore.) → parlare in figura.s.s. figura (parlare in f. figura per aggiunzione.s. XIII. figura morfològica [loc.f. addizione di elementi.s. figura per adiectionem [loc.s..] → figura sintattica. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). verbi.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia. l’allegoria.] → figura per immutationem. 68). ). Esempi: vivere la vita..] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione.s. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. figura per addizione. utilizzata dunque per snellire il discorso.f.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.f. . figura per aggiunzióne [loc. figura per addizióne [loc. Livros LabCom i i i i . .f. figura per detrazióne [loc.

soppressione.f.s. www. figura pseudoetimològica [loc.] → figura per ordinem.f. numero. → iperbato. figura per sottrazióne [loc.] (o figura grammaticale). proprio da tale immutatio verborum. → zeugma. ecc. all’interno della stessa frase. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi. figura per ordinem [loc.f. concordanza. sottrazione.s. ordine.f.s.f. → figura di significazione.pt i i i i . Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). l’antonomasia.s. Le figure semantiche sono dette anche → tropi. figura per transmutationem [loc.f.] → figura per ordinem. figura retòrica [loc.s.] → figura per detractionem. figura semàntica [loc. funzione.f. → ellissi.] → figura per detractionem.s. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori. .i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc. figura sintàttica [loc. la metonimia. figura per soppressióne [loc.f.s.f. rispetto al normale svolgimento sintattico. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto. → polisindeto. figura sententiae [loc. → asindeto.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.s.f.s.f.livroslabcom. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale. transmutatio. → chiasmo.s. delle variazioni nel genere.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro. → enallage. → sillessi.] → figura di pensiero. figura per trasposizióne [loc.s. che riguarda singole parole.] Figura di parola costruita mediante l’uso. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. . la sineddoche. figura per órdine [loc.] → figura. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe.] Lo stesso di → figura per ordinem.f. → pleonasmo.s.ubi.

] Lo stesso che → acutum dicendi genus. In questo contesto A e B. preziosismo lessicale. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. sopprimono elementi. ma modificano l’ordine dei segni. figura.) → ductus figuratus. aggiungono elementi sulla catena.m. che è difficile trovare un po’ dappertutto. metriche. status finitionis.s.f. status causae. → percontatio. fiore? fòro [s.m.s.f. figuratus (ductus f. multimediali). finzióne [s.] → figura di parola. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena. flòsculo [s. Parola rara.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. cioè la successione cronologica dei segni linguistici. finézza [s.f. parlare fiorito. flosculo.] Abbellimento del discorso. la finzione è un voler far credere. filofronèsi [s.m.f. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. → flos. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. genus floridum. figura verborum [loc. fióre poètico. Flos.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio.f. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente.] → definizione. → fiore. delle parole. tropi). Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente. Si chiama anche figuratica. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i . nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. imitatio.m. In genere. finitio [s. acutezza.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio.] Ricercatezza del discorso o della poesia. genus medium. stilistiche. Riguarda appunto la linea sintagmatica.f. → captatio benevoletiae.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.] Blandire una persona. parlare fiorito. fióre [s. fióre retòrico [loc.

la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.m.pl.s.f. una classe di persone. frequentazióne [s.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. → tema.f.f. → quaestio infinita.] → geminatio.s. generalis quaestio [loc. ornatus.2. allargare un giudizio a tutti i casi simili. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta.f.m. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione. → frequentatio. gènere deliberativo [loc.livroslabcom. G geminatio [s. → movere). genera elocutionis [loc. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio. Le questioni generali sono più facili da trattare. in modo anche affrettato. frequentatio [s.ubi. → deliberamento. generalizzazióne [s. l’oratoria di Demostene). amministrativi ed economici. generi aristotelici. costituiscono un insieme detto tema. e sono oggetto di studio scolastico. aspetti militari.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche.s. su cui si fonda il ragionamento. rappresenta un oggetto astratto.] → epanalessi.f.f. epanalessi. www. legislativi. mentre i termini C e D.] equivalente all’→ accumulazione. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione. accumulazione.pt i i i i .] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.] → generi aristotelici. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale.] Contrapposta alla → quaestio finita. geminazióne [s.

che il cittadino.m.] → genus amplum.] → genus vehemens. gènere grandióso [loc.m. gènere fòrte [loc. per convincere i giudicanti. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. Livros LabCom i i i i .s.s.m. genus sublime.] → genus grandiloquum. genus sublime.m. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso.] → genus demonstrativum.s. → genus demonstrativum. → eloquenza del pergamo.] È uno degli → generi aristotelici.s.s. generi aristotelici.] Genere oratorio legato alla predicazione. gènere equilibrato [loc. ma mira a → docere. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio. genere dimostrativo. genere epidittico.s.] È.m.] → genus grande.m. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. fra i → generi aristotelici. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. gènere epidìttico o dimostrativo [loc. coinvolto nella causa.m. → generi aristotelici.s. genus medium.s.m. genus praedicandi. gènere elevato [loc. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.m. gènere magniloquènte [loc. gènere intènso [loc.s. genus grande.s. genus sublime.m.] → genus moderatum. genus sublime. eloquenza epidittica. chiamati logografi.] → genus vehemens. generi aristotelici.] → genus amplum. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale. genus amplum. gènere grande [loc.] → genus grande.s. gènere giudiziale o giudiziário [loc.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc.m. durante i processi relativi a cause private o pubbliche. gènere importante [loc.s. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni.

m.] → genus grandiloquum.s.] → genus modicum. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.] → genus moderatum.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.m.m. genus grande.] → genus modicum.s.] → genus gracile.s.s. si specifica in: 1.m. → eloquenza epidittica o dimostrativa.] → genus robustum. gèneri del discórso [loc. anche per provare delle affermazioni.s. gènere tènue [loc. gènere ùmile [loc. gènere vigoróso [loc. giudiziaria o → genere giudiziale. gènere pompóso [loc. che www. genus subtile. → genere deliberativo (→ genus deliberativum). genus sublime. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi. ornato vigoroso.m.] → genus gracile. gènere sublime [loc.s. gèneri aristotèlici [loc.m. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza.pl. 3.] Sono detti anche → generi della retorica. Dizionario di retorica gènere moderato [loc. impiegato in occasione di celebrazioni.livroslabcom.s. gènere mòdico [loc.s.] → genus sublime.m.i i i i 86 gènere mèdio [loc.pt i i i i . L’ → eloquenza.s.m. genus medium.m. gènere sottile [loc. 2. genus summissum. o → genere epidittico.s.] → genus humile.s. gènere preciso [loc.] → genus subtile.m.m. genus modicum.m.ubi.s. gènere temperato [loc.] → genus medium.pl. politica o deliberativa. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi.m. davanti ai tribunali.s. genus subtile.

] → genere deliberativo. genus gracile [loc.] È rappresentato dall’opinione di parte che.s. Assomiglia al → genus turpe.s.m. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo. credibilità debole.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. genus anceps [loc. 4.s. genus floridum [loc. si scontra col senso di verità del giudice.] → genere dimostrativo.] → genus humile. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso. eloquenza epidittica. genus dubium [loc. si ha genus abruptum quando in nella principale. → genera elocutionis. ha come risultato il genus vehemens.s. genus admirabile [loc. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.] → genus medium.m. L’uso dei commi coordinati.m. genus acutum.] In una prima accezione.] → credibilità. genus abruptum [loc.m.] Genere elevato e privo di interruzioni.m. genus vehemens. → paradosso. genus [s.] → genere. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. genus demonstrativum [loc.m. Livros LabCom i i i i . generi aristotelici. genus elocutionis [loc.] → genus dubium. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto. soprattutto dal punto di vista etico.m.s. sostenendo ad esempio una tesi assurda.m.s. credibilità media. che predilige lunghi periodi. stilus.m.s. genus amplum [loc.s. generi aristotelici. ornatus. credibilità.m.s. Es.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”. → ex abrupto.m. → eloquenza del pergamo. generi aristotelici. È un tipo di → genus sublime. straniamento. genus deliberativum [loc.s.

genus tenue. genus medium [loc.s.m.m. genere tenue. genus robustum [loc. genus grandiloquum [loc.] Stile medio.s.] → genus sublime. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. genus praedicandi [loc.s. genere preciso. generi aristotelici.m. ornato soave.] → genus medium. → genus summissum.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc.] → eloquenza epidittica.s. genere temperato. stile umile. genere umile.] → credibilità debole. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. genere vigoroso.s. credibilità. tenue. genus iudiciale [loc.] → credibilità media.m. che sa usare modi semplici e persuasivi. → credibilità debole. soprattutto nei confronti degli avversari. genus pro specie [loc. proprio dell’oratoria civile e forense. genus modicum [loc.m.pt i i i i .] → sineddoche.m.] → genere giudiziale.m.s. le figure dell’→ adiectio.s.livroslabcom. stili del discorso. ma anche duri. www.ubi.s.m.] Rappresenta.] Stile dell’oratoria politica.s.s. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus. → genus sublime.s.s. genus gracile. → genus sublime.s. ornato vigoroso. fra le caratteristiche dell’→ ornatus. l’→ isocolo e la costruzione del periodo. genus honestum [loc. che non ammette né la brevitas. proprio dell’oratoria epidittica. né la forma sintetica. genere moderato. → genere medio.m.] Stile basso. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale.m.m. pieni di immagini. genus mediocre [loc. genus moderatum [loc.m.m.] → credibilità alta.] Lo stesso significato di → genus medium. credibilità. genus laudativum [loc.m. stili del discorso. genus subtile. come la → perifrasi. genus humile [loc. né l’oscurità. genere sottile.s. credibilità. genus obscurum [loc.] → genus medium.

Assomiglia al → genus admirabile.] → genus humile.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.m. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. genus vehemens [loc. genere grave. credibilità debole.m.s.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. Livros LabCom i i i i .s. genere magniloquente.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es.m. genere sublime. esse possono essere astratte (es.s.m.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico.] Stile sublime. → genus.] Il vulgare dicendi genus si ha quando. genus tenue [loc. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso. → genere alto.m.m.s. di uniformità in genere. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. utilizzando l’→ ordo naturalis.: la persona è più importante della cosa). stili del discorso. → credibilità. genus turpe [loc.m. Fa parte del → genus sublime. gerarchìa [s. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime. Si ha genus turpe quando. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi.s. tipico dell’oratoria politica. come il → genus abruptum. accuratum dicendi genus. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene. gèsto [s. genus summissum [loc.f. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale.] → genus humile. genus vulgare [loc.s. cioè il discorso pronunciato oralmente.m.s. genus subtile [loc. e viene di solito definito come → genus humile.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc. ad esempio.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. → pronuntiatio.

che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione.C. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. d. V-IV a. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili). le Sentenze di Epicarmo. di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus. giòco di paròla [loc. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. Per quanto riguarda i Romani. motto. → calembour.i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s.f. → gnomologia. soprattutto l’→ audacior ornatus.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). un proverbio. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco.m. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec.C. l’intento è precettistico e sentenzioso. in una raccolta di 700 Sententiae. attribuiti al medico Ippocrate (sec. un → ornatus particolare. Del XIII sec. Per alcuni autori (cfr.m. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. per altri (cfr.] Florilegio di sentenze.] È una massima.livroslabcom. Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco. ecc. gnomològio [s.pt i i i i . le Massime capitali di Epicureo.s. 400). gli Aforismi (ca.m.f.ubi. boutade. anagramma.: amore amaro. gnòme [s. una sentenza. gnòmica [s. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. De Vauvenargues www. GDU) è un filone del genere didascalico. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. sono invece le Reflexions et Maximes di L. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. come la → mixtura verborum. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). → aforisma.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori.). Sempre in ambito latino. didascalico. traductio. massima.

] Lo stesso che → gratia. → climax. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico.s.f.] → grecismo. In ogni discorso però. Alla letteratura inglese appartengono. cosiddette “laterali”.m.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. → facilitas.m. gradatio [s.] → genus sublime. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. facultas.m.s. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto.s.f.s.m.) [loc. grave (genus g. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione. gradazióne ascendènte [loc. grottésco [s. ad esempio.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. assurdo. grado zèro [loc.s. gradazióne discendènte [loc.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. H habitus [s. gràzia [s. graecismus [s.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari. bizzarro.f.m.f. habitus orationis [loc. → climax. → anticlimax. Livros LabCom i i i i .m. i Saggi e consigli morali di Bacone. → scarto. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. in forma di trattato.]. Per quanto riguarda la letteratura germanica.

Es. polysigma. A volte considerato un → vitium. lambdacismo. humilitas [s. Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum. pronuntiatio. mimici e gestuali. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici.m. iotacismo.livroslabcom. sigmatismo.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. → ipozeussi.f. homoeoprophoron [s.pt i i i i .] È la declamazione. → ornatus. → mitacismo. hypokritiké [s. systrophe. → allitterazione.f.s. homoeosis [s.] Opposto di → zeugma. → stile umile.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose.] → omeòsi. hypozeuxis [s.] Evitare una questione. un problema. hilare dicendi genus [loc. spostando il discorso su un argomento differente.] Lo stesso che → inventio. → declamazione. specialmente spiegando le differenze tra termini associati. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome.m. www. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar. → circonlocuzione.f.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis. Solitamente è considerata un errore.f.f. ipozeugma.ubi.m. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. horismus [s.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s.m.

fasullo. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola.m.: idiotismi piemontesi: grissino. detto dopo. siciliani: cassata.f. II. come due sillabe autonome. panettone.: moriamur et in media arma ruamus. emiliani: mortadella. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. veneti: gondola. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. homoeosis. napoletani: vongole.m. 253). (Virgilio. parabola. Es. isteron proteron.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio.].] “L’ultimo (posto per) primo”. In Catilinam). Mettiti i pantaloni e le mutande. idiotismo [s. presenta notevoli difficoltà di traduzione. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i . Viene spesso giudicato non gradevole. idolopèa o idolopèia [s. isteresi. I iato [s. icàstico [agg.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est.m.f. tenere fretta. buriana. → isterologia. (Cicero. pizza. bisboccia. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. paradigma. • pronuncia: ìsteron pròteron. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. chiamare un favore. maneggione. Es. icóna [s. è ritenuto più importante.lat. gianduia.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. romani: racchio. [s.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc. stracchino. lombardi: gorgonzola. Eneide. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra.

f. ecc. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. Generalmente. passione.ubi. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. nel copiare il contenuto variando la forma. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi.f. persona. condizione. enargia.f. personificazione. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa.] → immagine. antropopatia. tuttavia. imago [s. suffiguratio.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. hypotyposis. ipotiposi. subiectio sub oculos. dei modelli di riferimento). → demostratio. illustratio [s.f. effictio. → idolopea. delle strategie argomentative.pt i i i i . antropomorfismo. representatio. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento. imitatio [s. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. simulazione.f. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore. descriptio. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate. idololopìa [s.livroslabcom. viceversa. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. della mimica. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà. evento. illusio [s. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma.] Vivida descrizione di un’azione. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti.] L’imitazione dei gesti. prosopopea. → ars dictandi). evidentia.

immàgine [s. soltanto stilistica. totam dum colligit iram/. Quint. → sostituzione. quale).] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando. loci a simili impari.f.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius.m. antitesi. Lucano. immutatio verborum [loc.f. . attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.s.31. 10]. la exclamatio. 3.] A Una strategia di base. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva. [Cic.] → adiunctum.s.s. De Or. persone e situazioni ritenute simili.125. È un paragone istituito tra cose.f.32-33.f. dunque. 2. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio.f. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). a somiglianza di.f. laconica brevitas. 204-207). Contempla la → interrogatio. / tal era lì dai calcagni a le punte.s. (Dante. . alla → detractio e alla → transmutatio. immutatio. immutatio syntactica [loc. 28-30). Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. → adiectio. la syntaxis obliqua. detractio. impar simile [loc. assieme alla → adiectio. Livros LabCom i i i i . transmutatio. Inf. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia. → imitazione.] → mutatio sermonis. tale.s. Pharsalia 1. immutatio sermonis [loc. imperatoria brevitas [loc. XIX. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era. → imago. nella manipolazione del discorso a fini retorici.] → mutatio verborum. Divina Commedia. → sintassi. similitudo. → laconismo. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa.] Sinonimo di → similitudine. immutatio [s.

obsecratio.livroslabcom. ed è sottinteso’: consenso implicito. → implicazione. sono un cinofilo”. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore.] Compreso nel discorso in modo non chiaro.f. implorazióne [s. → discorso improvvisato. → finis.] Discorso che esprime disapprovazione. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. inatteso. → approvativo.] Esposizione delle proprie difficoltà. Es. ossia la tendenza.] Discorso non preparato appositamente. imprevisto [s. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva.m.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. improprietas [s.m. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. improvvisazióne [s.f.] Ciò che non ci si aspetta che accada. soggetto implicito. impulso [s.: → esplicito. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. improprium.] La parte finale di un discorso.m. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato. www.f. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo. uso scorretto delle parole. implìcito [agg. → straniamento. acirologia. Contr. imum [s.pt i i i i . → improprietas. soggetto implicito. improbativo [agg. tria loca. → implicito.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. autoschediasma.f.] Improprietà.ubi. → deprecatio.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina.

m. inciso.] Mancanza di accordo grammaticale.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto. inclusio [s. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.m.] (incipit liber.f.m. incoerènza [s. → imprevisto. ìncipit [s. epanadiplosi.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso). inconsequentia [s. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori. parentesi. Livros LabCom i i i i . → inconsequentia. indignatio [s.f. inconexio [s.] → epanadiplosi. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo. → comma.f. Come figura retorica.f.) → proposizione incidentale. inciso. inciso [s.] Ciò che non ci si aspetta che accada.] → asindeto. inconvenientia [s. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi.] → comma. incisum [s. → explicit.m. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione. straniamento. iperbato. incidentale (proposizióne i. proposizione incidentale. incrementum [s.f.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici). / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. inclusio. → incoerenza.m.

→ inductio. infinita quaestio → quaestio infinita. In questo senso. www. non comune. ingenium [s. → deductio.] Talento. induzione.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica. “se il furto è un reato. Ad esempio.f. infinitum [s. abduzione. da cui la → deduzione. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. per l’oratore. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare).] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita. ma ‘dal meno al più’. infinitizzazióne [s. ìnfimo [agg. a maggior ragione lo è la rapina”. abilità retoriche possedute naturalmente. cioè a minore ad maius. secondo Mortara Garavelli. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. per → umile. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione. → epagoge. es. deduzione.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s..m. In questo senso inferire significa trarre una conclusione.f.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione.f.pt i i i i . induzióne [s. deduzione. inductio. inferènza [s. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene.] GDU: ret.livroslabcom.ubi. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue.f. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’.m. generalis quaestio.

f.m.f.s. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. initium [s.m.pl. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). instrumentum (i.] → caput.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”.] Nessun comunicato (orale. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere .] → instrumentum.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. tria loca. l’→ uditorio. interèsse alla situazióne [loc. ecc. si produce la particolare “situazione retorica”.m. → kairós). (→ decorum. del discorso) [loc. instrumenta oratoris [loc. intellectio [s. all’interno dell’→ exordium. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso. assieme alla necessità urgente.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia. insinuatio [s. la → situazione retorica. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive. una buona predisposizione dell’uditorio. Essa costituisce.f. è un metodo per assicurarsi.m. le convenzioni. intenzióne [s. culturale. l’→ intenzione specifica. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. → ars). Livros LabCom i i i i .s.s. → situazione. ingenium). la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. scritto. cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”.) avviene al di fuori di una determinazione storica.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina.

mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive. synonymia).: scis. allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura. parafrasi interpretativa.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi.] L’i.f.pt i i i i .] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale).f. W. Es. interrogazióne deliberativa [loc.ubi. supplica. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia.f. interpretatio [s.f. per → sinonimia (gr.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s.livroslabcom. come come ha osservato Fontanier. invocazione. epitrechon. cataploce (→ esclamazione improvvisa). → ermeneutica. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). → interiectio. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). → interrogazione deliberativa. → parembole. eiaculatio. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). scis ipse. interpositio [s.] Atto di interrogare. → exsuscitatio.] Esclamazione. sinonimia glossante. sia quella che.f. interclusio. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso. la frase con cui si interroga. Alla fine del XIX secolo (1898) E. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. Bullinger. si identifica con le valutazioni razionali www. Proteus. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. interiezióne [s.s. sinonimia. → interpositio. commoratio.f. interrogazióne [s. • voce lat.

rubi? Tu che proibisci l’adulterio.f. perclusio. reticenza. come mai tu. → complexio. all’ → elocutio. → interrogazione. . offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. → comminatio.s. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. intréccio [s. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.s. infatti. termine latino per indicare → anacephalaeosis. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio.] → domanda retorica.f. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). il rapporto di causa effetto. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge.pl. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare. la comparazione ed altre relazioni). «ahi!». → coenotes. Es.f. definisce la retorica primariamente come invenzione. avendo già ben presente la soluzione ottimale. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano.: Se non fai attenzione lo romp. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee.f. nodo.21-23).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. loc. cataplexis. . inventio [s.m. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo. → simploche. e corrisponde alla → dispositio. inter se pugnantia [loc. ad esempio. intimidazióne [s.] Dal latino invenire “trovare.s. Es. dubitatio. che insegni agli altri. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i .f. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. interruptio [s. interrogazióne retòrica [loc.pl.] Interruzione del filo del discorso.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa.. → aposiopesi. con esitazioni simulate. inventare”.m.: ebbene.

Es.: Musa. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. o alto ingegno. Ariosto.f. (Cic. ipàllage dell’aggettivo [loc.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. II. 18.m. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. or m’aiutate.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). (L.pt i i i i . 13). / qui si parrà la tua nobilitate.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. tot adire labores / impulerit. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. Es. su una preghiera accorata a persone presenti. Es. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. 7-9). O muse. invocazióne [s. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. (Dante.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta.] → ipallage. mihi causas memora.livroslabcom. I. al → logos o al → pathos. Inferno. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. 3. Il divino del pian silenzio verde (G. nella seconda come sinonimo di → allegoria.s. 8-11). inversio [s. C. vv www. ecc.f.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”).. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). ma logicamente va riferito a un. Eneide. a esseri soprannaturali.. ipèrbato [s. De inv. → invenzione. Orlando furioso.f.f.). VIII. Carducci. / . un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G.. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. ipàllage [s. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto.ubi.

“Te l’ho detto diecimila volte”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione. → transgressio. tmesi.f. “sentir drizzarsi i capelli”).f. → diacope. deinde centum.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate).] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici.m. metatesi.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. “È un anno che ti aspetto”. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. risulterebbero inverosimili o assurdi. → millanteria.f. antifora. Carme 5). rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. “essere accecato dall’ira”. →.f. presi alla lettera. “Non ha un briciolo di cervello”. ipòstasi [s.: Ho sceso. la Virtù. dein secunda centum. esagerato. Satura).] Personificazione. almeno un milione di scale (E. iperzèugma [s. più predicati ad un solo soggetto. traiezione. apozeugma.s. esagerazione. ironici. Montale. ipèrbole [s. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. dandoti il braccio. (Catullo. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). deinde centum. “Scrivimi due righe”. transmutatio.: Da mi basia mille. Es.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. → antipofora. → zeugma. / dein mille altera. ipòfora [s. “Facciamo quattro passi”. contraddizione.f. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. / deinde usque altera mille. L’i. ipèrbole graduale [loc.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. traiezione. iperbolicità [s. non tutti esattamente pertinenti. viceversa. “Mi spezzi il cuore”. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i . → subiectio. il Bene.

→ evidentia. signore. cittadini.: → diatiposi. di un essere animato’. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. nihil hic munitissimus habendi senatus locus.livroslabcom. aspetto. quaestio finita. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. una emozione. → metonimia. ecc. il → parallelo. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze.’.ubi.f. un evento. ipozèussi [s. amiche. In Catilinam. ipòtesi [s. il → ritratto.] Sinonimo di → enargia. ipozèugma [s. comportamenti. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. una persona. mediante il quale si sottolineano. Sin. il → tableau ‘messa in scena’. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore. Es. Es.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono.m. cittadine. nihil concursus bonorum omnium.f. esordio della prima Catilinaria). zeugma.. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. in descrizioni successive o mescolate. vizi e virtù. nihil urbis vigiliae. fenomeni fisici e morali’. ecc.pt i i i i . movimenti. → ‘abbozzo. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. differenze e affinità tra oggetti e individui. ascoltatemi. → hypozeuxis. nihil timor populi.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. azioni. passioni. → hypozeuxis. expolitio. → causa.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati.f. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. . lat.] Supposizione. ipotipòsi [s. . amici. ecc. Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione.: Signori. Vivace descrizione di un’azione. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme. schizzo’ o descrizione. www. una situazione. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti.

Manzoni. isocolon. Si tratta di un procedimento tipico. → parallelismo.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. dello stile biblico. Compri due. vidi.m.s. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario. → ironia. isòcolo o isocòlo [s. isosemìa [s.f. → allitterazione. → colon) del periodo. ironìa socràtica [loc. benchè non esclusivo.Es.] Non comune.: che signore! (detto di un villano/maleducato).: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). Veni. → isotopia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo. isocolo.] Isotopia del piano semantico. simulatio (→ simulazione).] Lo stesso che → isotopia. → omeottoto). → isotopia. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto.: → isocolìa. uno che aiuta veramente i poverelli! (A.f. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. isologìa [s. → illusio.// Secondo Lausberg l’ironia.f. parimembro.] Isotopia del piano morfologico. isocolìa [s.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). isonimìa [s. vici.f. paghi uno. il rancore.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni.f. bensì lo sdegno. tetracòlon. Es. → ironia socratica. dissimulatio (→ dissimulazione). isocòlon [s. Livros LabCom i i i i .] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. per → paronomasia. Sin. isoplasmìa [s. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. tricòlon. → isocolon.→ parisòsi.m.f.] Lo stesso che → isocolìa.f. come tropo di parola. → tricolon. isocolo. Promessi sposi). umorismo. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla.

che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura.] Inversione dell’ordine logico nel discorso.legato a quello di coerenza testuale -. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i. isotassie: isotopie del piano sintattico. Es. non presenti nel documento storico → hysteron proteron.ubi. a qualsiasi livello questa si ponga.s. dal solo piano semantico al piano dell’espressione.f.f. palillogia ed → epizeusi. Es. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron).f.: Ti ho aperto.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.: Tu. → isotopia. iteratio Sinonimo di → epanalessi. isoplasmie: isotopie del piano morfologico. Ripetizione della medesima parola. supplementari. palillogia. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. isterologìa [s. 2. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio.] → ornato soave. il mio amore. iterazióne [s. isterèsi o istèresi [s. senza altre in mezzo.m.livroslabcom. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1. Dizionario di retorica isotopìa [s. è un concetto .] Isotopia del piano sintattico. epanalessi.m.→ hysteron proteron. sceglie (→ electio) e www.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera.pt i i i i .] → hysteron proteron. isologie: isotopie del piano logico. per veemenza o enfasi. 4. In questo senso quello di i. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso. genus medium.f. iudicium [s. isosemie: isotopie del piano semantico. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale. ìsteron pròteron [loc. 3.f.i i i i 106 isotassìa [s.f.] Omogeneità semantica. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio.] iucunditas [s. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia).

sentenze → laconicità.f. trasposizione od omissione involontaria.f. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso).] → climax. ad esempio motti.m. brevitas. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. brevitas. caratteristico degli spartani.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani).] Lo stesso che → laconismo. lapsus (l.f. iustificatio [s. laetum dicendi genus [loc.f.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’. linguae o l. esmpio più alto di concisione. → laconicità.m. klìmax [s. L laconica brevitas [loc. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum. o s. imperatoria brevitas.] → hilare dicendi genus. aforismi. breve e concettoso. è tipica del linguaggio militare. K kairós [s. laconicità [s.m. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →. → proecthesis. calami) [s. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i .] Errore che consiste in una sostituzione. laconismo [s.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione.m.m.s. laconismo.] Qualità propria del parlare conciso. brevitas.s.

→ usus) caratterizzanti la lingua latina. Nella qualifica giuridica del fatto.f. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. Il concetto.f. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione.ubi. perdendo in tal modo l’enfasi che. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta).] Il termine.s.] ‘lieve cambiamento’. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota. (Convenzioni che. immutatio. che precede altre www. → schema o → figura).livroslabcom.s. “discorso”. latinitas [s. colui che ha compiuto il fatto. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. nel significato originario.f.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”.s.pt i i i i . A. l’autore del fatto.] Considerata come sinonimo di → puritas. calami) che l’orale (l. che pure ne segnala l’erroneità. levis immutatio [loc. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. lex potentior [loc. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”.f. lexis [s.f.] L. lettura tabulare [loc. Lecture linéaire. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie. nel parlare o nello scrivere. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo. linguae). che originariamente significava “raccolta”. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso. in tutte le lingue. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l.

f. che potrà giovare anche al giudice. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1. concede più vivacità. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). o soltanto il reo. licènza [s. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a. 2. nella → relatio. (→ figura. B. a. con cui viene difeso: a. espressività. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa.2. → licenza poetica. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. figura retorica).] Linguaggio che.s. bonus animus) nel compimento dell’azione. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). invoca un giudizio mite. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. ligatio [s. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. fortuna. linguaggio figurato [loc. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci.2. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico. b. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci.] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.2.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’.1. Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b.1.m. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. malus animus) ma. sed profui’. l’ho fatto. e cioè: b.] → zeugma.2.2. b. Livros LabCom i i i i . personalizzazione al discorso. o il fatto stesso.f. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. →. Viene presentato come giusta punizione. ma è servito a tutti).1. come il caso e la necessità (casus. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. sed alter me impulit ut facerem’).

pl.m. topos. adiunctum.m. → adiunctum.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s. era possibile riassumere con un esametro: quis. in parti specifiche . la parte dal tutto’).] La memoria. locus a maiore ad minus [loc. Non è mica stupido = È intelligente. locus ab istrumento [loc. www. locus a tempore (quando ‘quando’?). solitamente mediante la negazione del suo contrario. deminutio. Es.s. quomodo.s.] (cur ‘perché’?) → loci. Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). locus. ubi. locus a causa (cur ‘perché’?). ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. quid.m. → luogo. locus a loco [loc. è divisa in zone.m.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci.s.. locus a loco (ubi ‘dove’?). sia classica che medievale.ubi. loci a simili impari [loc. quibus auxiliis.s.] (paragone con l’opposto) → adiunctum. locus [s.pl. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa). → tapinosi. cur.f.m. I promessi sposi). loci [s. locus. rappresentata spazialmente. argumenta. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos).. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico. locus a contrario [loc. ma di diversa estensione) → impar simile.m. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?).m. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?). che dal XII sec.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata. locus.in cui risiedono le diverse idee.pt i i i i . locus a re (quid ‘che cosa’?).] (deduzione.s.livroslabcom. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande.. risultando così intercambiabili.s.]. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.m.] (ubi ‘dove’?) → loci.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni.i loci o luoghi . locus a causa [loc. le capisce le cose.] (paragone fra simili.

col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’.s. di richiamo logico. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos.m.] (quis ‘chi’?) → loci.m.s. prende il nome di sententia..s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc. locus a tempore [loc. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione.] (quando ‘quando’?) → loci.] (quid ‘che cosa’?) → loci. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio.] (paragone fra simili) → adiunctum.s. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi.m. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente.m.s. locus.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci. cliché. lumen (l. il più ampio viene espresso dal più ristretto. locus a re [loc. locus communis [loc.. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma. dicendi) [loc.m.m. locus a simili [loc.m. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos.] (induzione.. stereotipo. Livros LabCom i i i i .s. locus.s. locus. locus. locus a modo [loc.. tuttavia.m. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema. → luogo comune. locus a persona [loc.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica.m. rilevante per la condotta di vita degli individui. il tutto dalla parte’). logos [s. → adiunctum.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”.s.

livroslabcom.f. adiunctum. deprecatio.s. In un insieme.f. → genus medium. come il dramma.] Sentenza.] Paronomasia involontaria.f.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s. materia pro opere [loc. massime della conversazione.m.f. Rappresenta una tipologia di litote.ubi. medium [s. prolissità. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. mala voluntas [loc. maiore (a) ad minus [loc. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. mediante la quale ci si riferisce a www.m. malapropismo [s.f. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan.m. → tria loca. → paronomasia.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra.] → sineddoche. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. l’epos e altri. → perissologia. ciò su cui verte il processo. maiestas [s.] stile.s.] Indica la prolissità.] → deduzione. màssima [s.] → lex potentior.f. mezzano. Essa è dunque ciò di cui si parla.m. periergia. deprecatio. malus animus [loc.pt i i i i . che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere. →.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia. tra l’umile e il sublime. Mrs Malapropo. la parte centrale di un percorso. matèria [s. assunta come norma dell’agire avente validità generale. solitamente tratta dall’esperienza.s.] La materia. → auctoritas. mèdio [agg. meiosis [s. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata. vetustas.f. il parlare più del necessario. cacozelia.s.] L. acirologia. → sentenza.] → lex potentior.

→ litote.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. membrum [s. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio.] → colon. sia che si tratti dell’ordo artificialis.] Terimonologia generica. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. Aurelio Agostino. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. memòria [s. Vittoriano. Marziano Capella.m. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. sia che si tratti dell’ordo naturalis. → dispositio ed → elocutio. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. La retorica classica. tapinosi. cioè per mezzo della tecnica retorica. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. XVI.f. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. mèmbro [s. più appropriatamente viene chiamato → colon. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. indicante una parte di frase o di periodo. la memoria è presente Livros LabCom i i i i . Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. III.m. vediamo ad esempio in Quintiliano. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. o anche di discorso. 28). che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. deve essere coltivata mediante → ars.

Incrociando il tipo www. merismo [s.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury.f. metatassi. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico.f. → transitio.pt i i i i .ubi. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. metàbasi [s. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi.livroslabcom. metasememi e metalogismi. metàbole o metàbola [s. reditus ad rem. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. → divisione.m. → anafora.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. p.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. soppressione. e transformatio (cfr. I.38) e citato da Lausberg. → anafora. mesodiplosis ingl. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. 1960.f.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. mesozèugma [s. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. 5.] Sinonimo di sinzeugma. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso). detractio. → anafora. mesarchìa [s. Es. Or.: → sinzeugma. che distingue adiectio. zeugma. aggiunzionesoppressione e permutazione. → memoria locale.m. mesoteleuton ingl. 250). immutatio. Inst.

sincope. sineresi Rima. asindeto. e questi lo sono di fonemi. ossimoro Permutazione Antistrofe. allitterazione. apocope. ripresa.. iperbato. Ricoeur (1975. metonimia. Elissi. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. enumerazione anacoluto. concatenazione. inversione Eufemismo. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. paronomasia. pleonasmo Metafora. tr. zeugma Polisindeto. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . simmetria. reticenza. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. sospensione Iperbole. favola Inversione logica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. anagramma. giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. palindromo Tmesi. it. allegoria. assonanza Sinonimia Soppressione .aggiunzione Crasi. parabola. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio.

3. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. infatti. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. ancora superiore.ubi. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. metàfora [s. modificano il valore logico di una frase. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola. cioè secondo una prospettiva cognitiva. 2. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate.livroslabcom.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. il piano formatore è costituito dai semi. tra gli altri. Metabolé esisteva già in Aristotele. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. mentre i termini métataxes. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. 4. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. Nel caso della metafora. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www.f. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’).pt i i i i . così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. Secondo Vico. infatti. e quello. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. quanto piuttosto come un problema di pensiero.

Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. Dubios. M. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. Edeline. ora il valore cognitivo. J. Retorica Generale. non esiste una naturalità non retorica di esso. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. Milano. H. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . Berlino – New York. De Gruyter. è piuttosto vero il contrario. Ph. 4. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. F. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. dall’altro come strumento conoscitivo. A partire dall’idea di grado zero appena vista. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. Trinon. che ha fra i propri rappresentanti J. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. Minguet. Pire. Klinkenberg. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. Werke. Bd. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. F.

Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. Pratiche). in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Parma. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. La metafora viva. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. la metafora invece. archetipi. un’esperienza. sostiene Ricoeur. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. La filosofia della retorica. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata.ubi. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole.livroslabcom. Metonimia e metafora. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww. richiamandosi a Northrop Frye. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. Modelli. l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. Jaca Book).: 60). Einaudi). Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. Per Richards la metafora è una terza cosa. o base.pt i i i i . In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. metafore. Milano. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. La metonimia opera su un solo termine. Milano. e in una parte che ha subito lo scarto. Torino.

: 325). In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. Inoltre. il processo di selezione-sostituzione. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. infine. 237). In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. e la metafora in particolare. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. rispetto alla metafora. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. frase. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione.: “Le tue richieste sono indifendibili”). 237). ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. propri del paradigma e del sintagma.

Stanford (CA)). in A. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. metalèpsi o metalèssi [s.J. “Blending as a Central Process in Grammar”.i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. Le metafore di questo tipo sono moltissime.: BUONO È SU).). “ha ceduto sotto interrogatorio”. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale. “Oggi sono un po’ arrugginito”. in R. Gibbs. ad esempio “sto andando a pezzi”. e le metafore di personificazione.livroslabcom. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”.). sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. Conceptual Structure. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. Goldberg (ed.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www. tende a mescolarli.pt i i i i . (1999. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al.f. Steen (eds. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. Amsterdam-Philadelphia. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. W. quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore). G. Metaphor in Cognitive Linguistics. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza. ad esempio il nostro modo di discutere. “Blending and Metaphor”. CSLI Publications. hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi. Benjamins) i quali. Discourse and Language. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo.ubi.E. rispetto al primo tipo. emozioni o attività.

Nel m.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i . →. una frase. è caratteristica di molti → calchi. nella sequenza di suoni che compongono una parola. il paradosso. metàllage [s. l’eufemismo e la reticenza. dialettalismi. → metabole.] Ogni mutamento fonetico. ha molti anni’. o perché esse sono alternative e coesistenti. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione. metamòrfosi [s. metaplasmo [s. quali arcaismi. Lausberg osserva che la metalessi. Quando un’idea assume la forma di un’altra.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro.m. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo).] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. metafore. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. ammesso o meno. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates).m. come errore. descrive semplicemente uno spostamento. foriesterismi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. metonimie.f.] Si ha m. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro.f. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza. metalogismo [s. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. Sono metalogismi l’iperbole. fronte è sineddoche di corpo. l’ironia.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola. neologismi. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale.

→ metatesi. metasemèma [s. → metabole. Ma appena lo vide. non sono io che ho conturbato Israele. come è il caso dell’iperbato. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. metàtesi [s. gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?».m. La metatesi può essere una →.] Sostituzione di un semema con un altro. → metabole. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metàstasi [s. → anticategoria.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.] Figura che modifica la struttura della frase. quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe).] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. → metatesi. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.pt i i i i .s. 18. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). ma sei tu e la casa di tuo padre. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato).livroslabcom. oppure una →. metonìmia o metonimìa [s.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.f.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. Es. tra parti che non siano vicine.ubi.f.f. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore. e tu sei andato dietro a Baal».f. metatassi [s. → metabole.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia. metàtesi a contatto [loc. metàtesi a distanza [loc.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. oppure che le corrisponda per www.metatesi a distanza.s.f. Elia rispose: «No.f.metatesi a contatto.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa.: I Re.

). Radden e Kövecses (ib. la relazione fra la forma e la cosa/evento. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. Foundations of Cognitive Grammar.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo.: ascoltare Mozart. Palazzo Chigi.: 20). Armi. John Benjamins Publishing Company. 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. le cose e gli eventi. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. vol 1. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. in Cognitive Linguistics. Il Chianti. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. per ‘Il governo italiano’. Thornburg (eds. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. in Panther. proprietario / proprietà materiale o morale. quella fra il concetto e la cosa/evento. occupante / luogo occupato. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. ecc. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. Es. Theoretical Prerequisites. Metonymy in Language and Thought: 17-59. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. le forme. che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . leggere Leopardi.). Amsterdam-Philadelphia. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. per ‘guerra’. L’ultimo tipo. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. bere un bicchiere. Stanford University Press.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti.

definita schematic notion. ad esempio la genialità. Communication and Form”. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. proposizionale e illocutiva. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. Sansò (eds. Milano. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi. il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. Broccias. Barcellona ha commentato questa definizione come segue. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. C. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. in A. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo.). Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora. 2.pt i i i i . Meaning. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. baicchi. Franco Angeli: 110). A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale.ubi. A. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target.livroslabcom. Modelling Thought and Constructing Meaning.

È l’amplificazione che attenua. → metacismo. mezzano [agg. → spes. → metonimicità. → genus medium.] → induzione. minutio [s.s. personificazione.m.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. → attenuatio.] È il timore provato dall’uditorio. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. mimèsi o mìmesi [s. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. di una persona di cui si riferisce il discorso”. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. piazza principale di Bruxelles. del tono di voce. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. mitacismo o metacismo [s. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place. → allegorismo. mezzano. È un Apollo. adiunctum.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. metus [s. Es. nella commedia. atteggiamenti ecc.f. mentre è forte nel caso contrario..m. → sermocinatio. pathos. //Tutte le volte che oggetti.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .spes et metus – è. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. ecc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini.m. Come esempio. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”. allitterazione.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. mitologismo [s. minore (a) ad maius [loc.f. dei tic linguistici. e l’Unione Europea è assai indiretto. suspicio.m.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. Livros LabCom i i i i . qualità.

È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. Essa può realizzarsi come → indignatio.m. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente.] Equivalente alla → sinchisi. → arte mnemonica. intende giocare. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. dialogico. mozióne degli affètti [loc. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. mòtto proverbiale [loc.s. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos). Le tecniche sistematiche per mandare a memoria.] È una delle specie della → sentenza.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc. → pathos.] Ciò che.f. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. o come → conquestio.f. → epilogo. Con la mixtura verborum l’oratore. monològico [agg. → monologo. multiiugum [s. È un specie di → sentenza.] L’arte di mandare a memoria un discorso. è contenuto nei limiti del proprio pensiero.m. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione. per produrre un effetto di straniamento.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo.pt i i i i . mnemotècnica [s. privo del momento del dialogo.s.] → polisindeto. www. detto proverbiale. con la → obscuritas. persuasione.] → proverbio.m. monere [vb. mòtto [s. diventi favorevole alla parte rappresentata.f. → sinchisi.ubi. ossia nella → perorazione.s.] → docere.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione.livroslabcom. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte. movere [vb.

Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. → immutatio. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae.s. → rapporto multivoco.] Lo stesso che → immutatio. In it.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. mycterismus [s. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale. alla forma grammaticale. aequivocum. come ad esempio un’espressione sdegnosa. univocum. mutaménto della situazióne [loc. myct-. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero.] Scherno insultante e prolungato. sarcasmo.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. mutatio verborum o immutatio verborum [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s.s.f. → immutatio. mutatio [s. ossia un cambiamento del discorso. mict-. spesso accompagnato dalla mimica. diversivocum. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. ad esempio il caso.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es. o personale. tropo. Livros LabCom i i i i . lat. ad esempio un giudice.f.: gladius – ensis). tropo. epitropé.f.m. sembra non esserci: mit-.m.s.m. → ironia. agli elementi della situazione del discorso.

m. natura2 [s.] La voce cui è affidata la narrazione. narrazione.f.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva. natura1 [s. nexum [s.m.f. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s. cioè dall’→ arte.] → ornato vigoroso. noèma [s.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.f. i → tabù. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi. La mancanza di parole appropriate.f. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www. necessitas [s. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare. nervosum dicendi genus [loc.] → zeugma.livroslabcom. rifuggendo le volgarità.pt i i i i .m. → voce narrante. descrivendo in dettaglio un avvenimento.m.m.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento. le nozioni. e non è prodotto dall’attività di una persona. nitidum genus [loc.] L’atto di negare.] Parlare oscuro e sottile.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza.] → narratio.ubi.s. narratóre [s.s. nitor [s. narrazióne [s. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio. il quale mostra spesso una natura dialettica. possono rappresentare di volta in volta la necessitas.f. negazióne [s.f.] Equivalente di → nitidum genus. In altre parole i noemi sono le idee.m.→ nitor.] Forma italiana per → ingenium. → diegesi.

specialmente riferito ad una parola. → ritmo. ossia del cogitatum. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. nùmero oratòrio [loc. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. dal ritmo e dall’armonia di un periodo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. ecc. ossia della “noesi”. // Quando la frase è ridotta ad un nome. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. Da un lato c’è la descrizione noematica. anche se. → etopea. ad esempio “il percepito”. nuance [s. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. che concerne i modi di essere del noema. “il ricordato”.s. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. nel Trattato dell’argomentazione.m.f. → argomentazione / dimostrazione. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità. notatio [s. ecc. Dunque.m. → differentia. completa la logica. “l’immaginare”. ad esempio “il percepire”.f. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. La nuova retorica. soprattutto in ambito artistico. “l’immaginato”. sussitono tra essi delle analogie. pubblicato nel 1958. In questo nuovo contesto. dall’altro c’è la descrizione noetica.] Leggera differenza di significato. nuòva retòrica [loc. definita come “teoria dell’argomentazione”. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”.f. dell’oggetto intenzionale. sfumatura. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. “il ricordare”.] Descrizione di un carattere. Perelman. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe.] È rappresentato.] È . (descrizione noematica). nella → compositio delle lingue classiche. numerus [s.] La nuova retorica di Perelman che. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i .s.

parimenti. sul piano teorico. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso.f. perissologia. obsecratio [s. intesa come tecnica della controversia. → battologia. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero.f. → generi aristotelici. le due figure il più delle volte si sovrappongono).ubi.pt i i i i . obscuritas [s.] → aposiopesi.f.m. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo. → retorica.f. oeonismus [s.] → eonismo. omeòsi [s.f.] → dispositio. parabola. similitudine. → ossecrazione. officium [s. obticentia [s. O obliquazióne [s.] Abbellire.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa. oeconomia [s. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.] Ripetizione di senso vuota e tediosa.f. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile. e retorica.] → oscurità. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo.] → obsecratio. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione. omeologìa [s.f.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). paradigma. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere.f.] Figura retorica caratteristica della retorica latina. considerata un → vitium del discorso. obtestatio [s.f. www.livroslabcom.

aequivocum. servendosi del linguaggio articolato.m. ominatio [s. tra genti pestate come patate su auto non private. Corrisponde all’→ ellissi. fonosimbolismo. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. amphibolia. anche omeoptòto o omoptòto [s.f. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia.] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. → omonimo.m. → omotelèuto.f. X Agosto. → armonia imitativa. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco). allitterazione. “arde e cade”. Es.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. .] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es. → omeoteleuto. le gote devastate.m. omeottòto [s. e un cappello da abate [. Il lampo. → exprobatio. omoteleutìa [s. i denti alla Colgate. Pascoli. 3. → omonimia. rima. onomatopèa [s.m.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. Livros LabCom i i i i . se non giustificata. omissióne [s.] → omeottoto.f. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). . ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli. omònimo [s.] Soppressione di uno o più elementi di una frase.] Uns profezia minacciosa. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate. 5.m.m. può generare cacofonia. vedo un ebète. onedismus [s. omonimìa [s. omoptòto [s.] È fenomeno tipico delle lingue flessive.f. le nari dilatate.]. omoiotelèuto. ambiguitas.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. in Myricae: “apparì sparì. i suoni della natura.] L’onomatopea consiste nell’imitare.f. Tale ripetizione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s.

i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s. oratio [s. collegate paratatticamente. oratio libera [loc. individuando l’opportunità.s.s. oratio perpetua [loc. compositio.s.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente.pt i i i i .ubi.f. oratio concisa. oratio inornata [loc.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni. oeonismus.s. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum. oratio soluta. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico. www.] → licenza. oratio concisa. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. oratio soluta. oratio (pendens o.] → improvvisazione.] È il discorso erroneamente disadorno. opportuno [agg. periodo.f. oratio soluta. periodo. oratio extemporalis [loc. → oratio. le cui proposizioni. → dòxa. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. → orazione.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. nella concisione o nell’abbondanza. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche. oratio perpetua.livroslabcom. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto. il loro parere.f. a seconda dei casi. oratio perpetua. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte. sermone. → oratio.s.f. optatio [s. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. quando non si tratti di principali.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. ossia la corrispondenza di protasisapodosis.f. ma non necessariamente.f.] Produzione di un discorso. → errore.f.f. oratio concisa [loc. sono prevalentemente.) → pendens oratio.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). l’abilità verbale dei poeti. Elogio funebre. la profondità dei filosofi. oratio vincta atque contexta [loc.f.s. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). → oratio.f. la memoria dei giureconsulti. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. verba sequentur). la voce dei tragici.f. → dicitore. De Oratore.] Spesso viene confusa con la → retorica. dove la disposizione delle parti non è preordinata. I.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene.f. → oratio.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria. compositio. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’.] → periodo. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto.s. oratio perpetua. oratòria [s.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso.] Discorso eloquente.m. né sottoposta a regole precise. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico. il gesto dei migliori attori. periodo.m. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità. orazióne [s. oratóre [s. 48. oratio concisa. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. ordo o ordine [s. È l’arte di saper tenere un discorso. → oratio. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i . Secondo Cicerone.

ordo naturalis. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile.s.] Può essere considerato una variante del → genus medium.m. dell’esperienza del bello. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc. aptum. ordine naturale o ordo naturalis.s.m. elegantia.m. ornato vigoróso [s. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.] La bellezza e l’eleganza del discorso. gr.]. ornatezza. a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).m. in particolare di natura retorica. (o ordine naturale) [loc.m. → ordo. ornatus). l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio. che in latino si chiama → ornatus. 3. 4.s. ornatus. ornatézza [s. → ordo.pt i i i i . L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. ordo naturalis [loc.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus). → ornato.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. ornatus [s. È definito come → gratia o → suavitas.m.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche. ossia meno faticosa. Tuttavia. lat. ornato soave [loc. → ordo. ordo artificialis.f.livroslabcom.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. correttezza o latinitas. conditus sermo). ordine artificiale o ordo artificialis.] È la presenza di ornamenti.ubi. → genere vigoroso. prépon. 2. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi.s.m. catacosmesis. ornato [s. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www. appropriatezza o convenienza o congruenza. → ornatus.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio.

Livros LabCom i i i i . malinteso.f. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. in nome di Dio.] L’oscurità è totale o parziale.f. → sineciosi. insensato senso.: Concordia discors ‘concordia discorde’. passibili di ricevere diverse interpretazioni. Es. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. rota Virgilii. ossìmoro o ossimòro [s. → obsecratio. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi).f. o degli dei. ossecrazióne [s. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. ortoepìa [s. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito).: Fate largo.m. disperate speranze). È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. convergenze parallele. → sinchisi. Es. exornatio. formosa deformitas. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. antilogia.] Supplicare in nome della divinità. oscurità [s. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). → ornato.

m.f. Essa è peculiare della predicazione di Gesù. favola. absurdum. e cercando di non alterare. paradossismo [s.vb. l’angoscia. . illustrandone le motivazioni. assurdità. .f. . i pericoli.pt i i i i . → epanalessi. di lasciar intuire una verità.] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. → similitudine.ubi.] Scritto o discorso in cui si ritrattano. xx/. e che determina facilmente lo straniamento.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. opinioni professate in precedenza.] Consiste nell’ esposizione di un testo. paràbola [s.f. palillogìa [s. di alterare il meno possibile il contenuto. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. . sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’). di solito poetico. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. xx. /. in mezzo o alla fine di un segmento testuale /.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro. exempla ficta. genus admirabile.livroslabcom. apologo.f. variatio. paradiàstole [s. parafrastico. la persecuzione.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana.f. Es. paradòsso [s.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire. . . o sarebbbe meglio dire.m. adynaton. la nudità. 8.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. /xx. Romani. sia per i pensieri (‘arguzie. palinodìa [s. paràfrasi [s. esempio. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani. /. la fame. . → paradossismo. .i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. avente la scopo di fornire un esempio di paragone.] → excidit mihi. /. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva. www. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso.

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

137

paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

138

Dizionario di retorica

re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

139

parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
Livros LabCom

i i i

i

isonimia. l’→ omeottoto. Es.f. paromologìa [s. . pars pro toto [loc. Sinonimo: → annominatio.s. partito. : Straziami ma di baci saziami. parte [s. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione.f.] Chi è interessato ad una situazione.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. .pt i i i i . // Femmine . supparile.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. → paromeo. .m.] → sineddoche.f.ubi. bisticcio. www. parresìa [s. parte in càusa [loc.] Concessione.] Accostamento di parole somiglianti.f. → parte. annominazione.f. concessio. paronomàsia o paronomasìa [s. → parresia.m. .i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. la difende. parònimo [s.] Chi sostiene una posizione.f. Termine non comune per → paromeosi.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto. discorso di parte.f.dalle labbra tumide – dalle bocche languide.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza. Traduttore traditore. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. Lo stesso che → paronomasia. paromio. la → paronomasia e il → polittoto.livroslabcom. la distingue da quella degli altri.s.f. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. → partito. Chi non risica non rosica. paròmio [s.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. Es. → attrazione paronimica. paronimìa [s. Figura retorica detta di solito → licenza. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia.

parti del discórso [loc. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e.f. → partitio. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo.pl. Figura di dissonanza. 3. 2.] L’oratore. pathopoeia [s.] Secondo gli antichi autori.] Atteggiamento di parte. → discorso. parzialità [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio. giudiziario ed encomiastico. soprattutto poiché l’oratore. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1. → partizione.f. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico. propositio. per sollecitare la risposta emotiva.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare.] Enumerazione dei punti da trattare.pl. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.m. particula [s. anche quelle dell’avversario. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. pàthos [s. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio).] → parti del discorso.] → comma. nel discorso politico.f.f. partitio [s. 4. → esordio / proemio/inizio che. partizióne [s. → partito.] Termine di carattere generale. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i . la sua presenza può essere evitata.f. → exsuscitatio.s. partigianeria. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. nel caso delle controversie. → epilogo / perorazione / conclusione. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte.s. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici.f.f.

emozione.f. → protasi. → ethos.) → verbum peregrinum. . percursio [s.] Interrompere con pause. L’elemento che crea tensione è detto → protasi. la risolve. cap. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta.] It.f.f. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata.] Rarità elegante e ricercata.ubi. per varie ragioni. Sinonimo: → concisa brevitas. percontatio [s. pendens oratio [loc.f. peregrinum (verbum p. spes. metus. ossia la → clausula sententiae.livroslabcom. pausare [vb. vengono quindi trattati sommariamente. peregrinità [s. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi.s. → subiectio. Es. affectus. Manzoni. www. pellegrinità [s. perclusio [s. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti. Federigo e don Abbondio: . contrazione.] → comminatio. . compassione. con accento ancor più grave.per addossarvi codesto ministero. minaccia. pathopoeia. → verbum peregrinum. XXV. terrore..f. Federigo. → exquisitio. dei quali uno crea tensione e l’atlro. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo.f. periodo.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo. che segue. expeditio. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. I promessi sposi.E quando vi siete presentato alla Chiesa.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. in disuso per → peregrinità.disse. dialogo fra il card.pt i i i i . aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica.] È una variante della → sermocinatio. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc. e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario.

per Dio → circonlocuzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. macrologia. → macrologia. oratio soluta. battologia.] Citazione. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo. periergìa [s.] → atto perlocutorio. artificioso. elusione. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso. perissologìa [s. omeologia. oratio perpetua.f.f.f. concede a chi ascolta piena libertà. Es. → atto perlocutorio.f.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. chi non mi crede se ne pentirà. dispositio. perìstrofe [s. non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. pleonasmo.f. permissio [s. chiasmo complicato. perìodo [s. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. perìfrasi [s. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. ma eccessivamente elaborato. perlocuzióne [s. → prosa.m.] Si ha quando chi parla. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. ma anche → ironia.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. Livros LabCom i i i i . subordinazione. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula).] → antimetabole. → epitrope. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui. → citazione. Es.f.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. → prolissità.f.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario. ridondanza. per definirlo o parafrasarlo. permutatio [s.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche.f.] In riferimento alla teoria della → compositio. circumlocutio.

quae communis est parens omnium nostrum. È il → sermo manifestus. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. → chiarezza. 17)→ prosopopea. Carducci.ubi.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. antropopatia. www. 3-4). Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere). → perorazione.f.f. Nunc te patria. epilogo. → persuasione. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. idolopea. come la → metatesi e la → tmesi. I. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. GDU. Pascoli. personificazióne [s.f. mitologismo. Infatti. dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. recapitulatio. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. conclusio.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. Il gelsomino notturno. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. la soppressione e la sostituzione. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). da parte dei partiti interessati. perspicuitas o perspicuità [s. peroratio o perorazione [s. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi. distinguere.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica.f. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. → antifrasi. Alla stazione in una mattina d’autunno. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia. Es.f. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone.pt i i i i . 5-6).] È il tentaivo. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). (G.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio).livroslabcom. dunque consiste nella → conclusio con la quale. In Catilinam.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. persuasio [s.

tautologia. il peone. indipendentemente dal principio del vero. es. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile.f.m. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione.m. ritmo trocaico (accentata-atona).] → piede. pithanòn [s. pleonasmo [s. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. repotia.m.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. il cretico.] In poesia. → perissologia. il coreo o trocheo. unità di misura ritmica. ritmo dattilico (accentataatona-atona). pes [s. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata).] Consiste nella → persuasione e nel convincere. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale. Livros LabCom i i i i .s.f. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. bruto. petizióne di princìpio [loc.] → anastrofe.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso. delectatio. → delectare. ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore. plòce [s. in un altro il carattere e le qualità » .m. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola). O Bruto. piède [s. il dattilo. placere [vb.m.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta. ridondanza. voluptas. ritmo anapestico (atona-atona-accentata).

m.s. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. polarità [s.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante.s. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’.] → polisindeto copulativo. A differenza della paronomasia. → polisindeto.s.f. espressione polare. Es.m. XIX.pt i i i i . Stare con le mani in mano. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta.s.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o.m.f. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere.] Stile sottile e ricercato.: Le mani nelle mani. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o.] → sineddoche. Gerusalemme liberata. polisìndeto enumerativo [loc. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge. poetarum licentia [loc. → anafora. 1). polisindeto. cui viene ricondotto da alcuni.] Consiste nella ricorrenza. → polisindeto. polisìndeto disgiuntivo [loc.f.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi. sindesi. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati. polisìndeto copulativo [loc.m. oppure’.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc. polisìndeto [s. poliptòto o polittòto [s. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute.ubi.s. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso. Correlata la → figura etimologica.m. oppure’ .f.m. Dizionario di retorica pointe [s. Terminologia francese. polionimìa [s.livroslabcom. gioco di parole. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. 42.] → licenza poetica. → acutum dicendi genus. simmetria. www. → antitesi. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. il concetto collettivo.

politropìa [s. → opportuno. perissologia. praemissa maior [loc. omeologia.] Il parlare molto.f.m. loquacità.).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc. ecc.f.f. le prove. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. la → praemissa maior e la → praemissa minor. praecipere [vb.m. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente. polysigma [s. praemissa [s.pl.f.s. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli. superioris rei correctio.m. Livros LabCom i i i i . all’inizio o alla fine dell’enumerazione.f.] → sigmatismo.] → docere. praecepta [s. In campo più propriamente retorico le rationes.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. →. magistrati. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito.f.s. ratio.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione.] → sillogismo.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge. → mimica. praemissa minor [loc. → polisindeto. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio. praecedens correctio [loc.s.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne. polulogìa [s. → battologia. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa. il concetto collettivo. prolissità. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. →.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento.s.f.] Il modo di presentare la propria figura.] → sillogismo. → sillogismo. → correctio. postura [s.

f.] → praeparatio.f. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. → premesse della argomentazióne.f. praeteritio [s.] È la ‘vivente retorica’.m. Una specie di → enargia.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero. / In un’altra accezione la p. → enfasi. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo.] Fase preliminare di un discorso. → praeparatio. praeparatio [s. Consiste nell’incrociare.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s.f. praemunitio.f. / Nella teoria di Perelman sui luoghi. → chiasmo. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana.] Descrizione di un avvenimento. premunizione.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. non necessariamente facente parte di esso.s. www.f. catafasi. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. → proemio. → preterizione. predicazióne cristiana [loc.f. praestructio [s.] È una preparazione dissimulata. i principi rispetto alle applicazioni concrete”.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova. Si fonda sulla Bibbia. pragmatografìa [s. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo.m. Può occorrere nella → subnexio. praeoccursio [s. paralissi. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. precedènte [s. Così.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.livroslabcom. ad es. preàmbolo [s. all’interno di una porzione di testo che le comporende. unita con la narrazione di questo.ubi.pt i i i i .

preméssa [s.f. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale).pl. presunzióne [s. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi.f.] Secondo Perelman. del merito.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. sillogismo. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. di tutto ciò che esso considera ammesso. risulta evidente l’importanza del → kairós.s. premunizióne [s. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . verità o presunzione. → praemunitio. dell’autosufficienza. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). L’accordo sopra ciò che è preferibile. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. esistente (preferire ciò che esiste). premésse della argomentazióne [loc. persona (i valori della dignità. → prova. invece. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato).] → praemissa / Inizio di un discorso. accordo. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo.f.f. Assieme all’eredità classica. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto. → argomenti. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). nuova retorica. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione.

→ pareuresis. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento. → vanitas.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.] Lo stesso che → anastrofe. prevedendo le obiezioni della parte avversa. → vanitas.f. → prolessi. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione.m.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato.] Figura in base a cui l’oratore.] → argumentatio.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. le espone e le confuta. → praeteritio.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. paralissi.m. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.ubi.m. probatio [s. probabilità.f. prova.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene.f.m.s. preziosismo [s. procatalèssi o procatalèpsi [s.f. preziosità. probabile [s. pretèsto [s. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”. preterizióne [s.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. preziosismo.m. www. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. prima pòi [loc.] Credibilità. ecc.livroslabcom. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza.pt i i i i . preziosità [s. Es.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca). procèsso [s.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”. primisìmile [agg.

Virgilio. → iustificatio. pronùncia [s.m.m. Livros LabCom i i i i .f.] → antonomasia. propositum [s. esordio. preambolo.f. pronominatio [s. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. È il contrario della → brevitas.] → quaestio infinita. propositio [s. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. politica.f.] Il parlare oltre il necessario.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio. → anticipazione.] → pronuntiatio.f. → prologo. progressióne [s.] → praecedens correctio. ed anche in quella encomiastica.] → proposizione. → perissologia.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio.f.f.m.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. pronuntiatio [s. anziché sulla mimica. Aen. IV.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. // Risposta ad un’obiezione prevista. proèmio [s.f. correctio.m. quindi sull’esecuzione orale del discorso. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi. prolissità [s.f. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res. → actio. prolèssi e prolèpsi [s. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti. Nell’oratoria giudiziaria.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. procatalessi. gesto.] → climax. dizione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s. generalis quaestio. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico. dictio. pròlogo [s. macrologia. proecthesis [s.

s. non posso accettare. epilogo). www. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni.] Uso preciso e appropriato delle parole. come ad esempio Quintiliano. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi. conserva tuttavia la propria indipendenza. pròsa clausolata [loc. al fine di definirla.f. bontà di Dio invece verso di te. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. prosapòdosi [s.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s. all’intensità. Anche il proemio può comprendere una propositio.f.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza.: per questi motivi.s.f. proprietà [s. narrazione. all’altezza. all’accento e all’intonazione. → inciso.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio. chiamarla “Parla”. potremmo.ubi. prosonomàsia [s. → narratio.f. Es. per prosonomasia.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. argomentazione.livroslabcom. il nucleo concettuale della narrazione. cioè come l’inizio della → confirmatio. allla durata. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti. parentesi.f. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola.] Proposizione che. Lo stesso che → subnexio. inserita in un’altra. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo. specialmente greche o latine.pt i i i i . altri. → paronomasia. spiegarla. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Ad esempio. Rom. prosodìa [s.f.] Nella letteratura latina indica la prosa che.f. come ti ho spiegato. Es. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. proposizióne incidentale [loc. parti del discorso. → puritas.] È un particolare impiego della → paronomasia.

con la provocazione. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. movimenti. Es. effictio. prosopopeia. paremiologia. oppure cose astratte e inanimate.] → prosopopèa. 2. pròstesi [s. pròtasi [s.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare. Come si ha nella → simulatio. modo di dire. provèrbio [s. prologo. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. provocazióne [s. → personificazione. eroici. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i .f. esordio.).: Difenditi. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema). cavallereschi.f. come se fossero persone viventi. Indica l’esposizione dell’argomento. nella tattica del discorso. se sei un uomo. aforisma. pròtesi [s. aspetto. → adagio. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. idolopea. motto proverbiale. → proemio. ecc.f. → expolitio.f.f.f.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche.] 1. con il fine (consilium) di ottenere. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. antiprosopopea.] Lo stesso che → protesi. prosopopèia [s.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. paremia.: chi va piano. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. prosopopèa [s. ritratto.f. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). etopea. Ispagna per Spagna → prostesi. alla divinità ecc. detto proverbiale.m. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai).] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. o → apodosi. l’oratore simula un’opinione (thema). Es. Il primo dei due tempi del → periodo.L.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s.

f.m.] La questio. absurdum. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. aritmetica.m. → erotema.] È un impiego retorico della domanda. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta.m.pt i i i i . ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”.] È il destinatario del discorso o dello scritto. domanda retorica. La www. pudor [s. quaestio [s. pysma [s.ubi.m. purgatio [s.] Rientra tra le → virtutes elocutionis.] È la dichiarazione del reo. nel Medioevo.] Fra le arti liberali di cui. → lex potentior. pùbblico [s.3. puritas [s.livroslabcom. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici. ossia l’interrogativo della situazione. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. → trivium. → zeugma. sia come mezzo espsressivo che come segnale. → uditorio. → latinitas. Nella provocazione trova impiego il paradosso. Q quadrivium [s.m. e che la situazione non è così grave come sembra. bona voluntas. purismo. → paradosso.f. bonus animus.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione. astronomia e musica. proprietà. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. usus.f. prozèugma [s.] È il senso di vergogna. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. Essa delinea i problemi che occorre risolvere. ductus subtilis. è la situazione da giudicare. ossia geometria.

rappòrto unìvoco [loc. status causae. astratto.] Lo stesso che → generalis quaestio.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci.s. la quaestio finita si riferisce al concreta.pl.s.] → aequivocum. concreto. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. quaestio infinita [loc. quaestio (generalis q.s. quaestio finita.f.f. quibus auxiliis [loc. quaestio finita [loc. univocum. rappòrto multìvoco [loc. → generalis quaestio. → quaestio infinita.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. sono quattro: status traslationis.f.s. status finitionis.m. e sono oggetto di studio scolastico. questióne generale [loc.s. se prendiamo in esame il processo penale. status coniecturae. univocum.m. → status.s.] → univocum. R rappòrto diversìvoco [loc. può essere suddivisa in classi.] → diversivocum. quando [s.f.m.s. Le questioni generali sono più facili da trattare.m. queste. questióne astratta [loc.] → multivocum.] Contrariamente alla → quaestio infinita.) → generalis quaestio.m. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali.m. status qualitatis. rappresenta un oggetto astratto. una classe di persone.s. rappòrto equìvoco [loc. Livros LabCom i i i i . e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. che risulta al giudice dallo stato del dibattito.s.] Lo stesso che → generalis quaestio.] Contrapposta alla → quaestio finita. univocum. stato della questione.

prima di darsi da soli una risposta. recriminazióne [s.f. www.f. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema.] È una parte della → peroratio. ci si domanda.s.pt i i i i . reditus ad rem [loc. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande.s.f. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso. → praemissa. redditio [s. prova.m.f. epimone.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton.] Lo stesso che → ratiocinatio. senza una conclusione esplicita. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.f.] Ritorno alla materia trattata. → amplificatio. la grandezza della cosa stessa. dopo aver avanzato delle affermazioni. → metabasi. transitio.f. recapitulatio [s.livroslabcom.f. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.pl.s. A volte sinonimo di → antipofora. rationes dictaminum [loc. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. dopo una divagazione. ratiocinatio [s. raziocinazióne [s. reflexio [s.f.s. reductio ad impossibile [loc.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta. recte loqui [loc.f. reduplicatio [s.] → grammatica.] → epanadiplosi.] → anadiplosi.f.ubi. peroratio.] → antanaclasi. ciclo.m.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s.] → ars dictandi.

ripetizione.m. argumentatio.f. relatio1 [s. reprehensio. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.f. come sottolinea Lausberg. Infatti. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche. per mezzo della → subnexio. regressio [s. regressione. regressióne [s. → lex potentior.] → anafora.] Lo stesso che → apodioxis.1. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.] → praecepta.] Lo stesso che → repetitio.pl.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere. → confutatio. reversio. ridicolo per il suo modo di vestire. reiterazióne [s.] → reiezione. relatio. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale. regulae [s. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’. reiezióne [s.f. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni).] → anafora.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. → regressio. → epanodo. Livros LabCom i i i i .f.f.f. reiectio [s.] → reversio. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti.f. relatum [s. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato.

Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum. mediante uno straniamento mitigato. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea. → analessi. Se le res rappresentano le idee. reprehensio [s.f. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. repetitio [s. epimone. da cui sarebbe stao condizionato.ubi.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io.] feci. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico.f. res semàntico-estensionale [loc.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. res [s. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma. della funzione sintattica. epanalessi. palillogia. o dell’aspetto semantico. riprensione.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile.→ copia rerum. reprimenda. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci). dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione.s. ripetizione.f. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s. i verba sono le parole. verbum. www.] → subiectio. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere.] → confutatio. Le res non vanno create ex novo.f.f. remotio [s. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio. iteratio. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res).f.m. vanno piuttosto ritrovate. refutatio.pt i i i i .livroslabcom. la responsabilità delle proprie azioni. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. ma un altro mi ha spinto a farlo’. responsio [s. reiterazione.

] → confutatio. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. per → retorica. minacciosa o particolarmente forte. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere. idee reali o immaginarie.f. beh.f.f. puoi immaginarlo da te!”. dicitore. . . Es.] Marcare un’eccezione. res semàntico-intensionale [loc. rettòrica [s. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali.] Nell’antichità è il maestro del discorso. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. pur rivelandosi abile ad usare le parole.m. o riprendendolo punto per punto.f. refutatio. Es. tende tuttavia al vacuo.s.s. macrostrutturale.f. stati. Lo stesso che → correctio. È il campo in cui opera l’→ inventio.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’).] Terminologia antica. restrictio [s. rethorica recepta [loc. azioni. reticènza [s. processi.f. essendo riferito a chi. fatto sta che Livros LabCom i i i i . reversio [s.f. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale).: sono proprio dei.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. reticentia [s. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. → aposiopèsi. rètore [s. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato. → oratore.

rima [s.] → reticenza. www. ripetizióne [s. ritmo [s. Ma sempre. e delle sillabe accentate e non accentate.f. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. Es. ut edas ‘devi mangiare per vivere.m.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”. Relativamente alla retorica. riprensióne [s. ut vivas. non vivere. epifora. non vivere per mangiare’.] È una variante dell’→ ethos. A partire dal III secolo. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio.pt i i i i .f.] Lo stesso che → repetitio.m. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari.livroslabcom. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso).m.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima).→ expolitio. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. scherzo. ritòcco [s. sia in prosa che in poesia. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia. pur interpretandolo in modo libero. → derisione. ridiciménto [s. Solitamente impiegata in poesia.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine. urbanitas). Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. ridiculum [s.ubi. dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi. in tutte le epoche. anche per abbellire. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna.] Operazione di correzione.m. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. → soprariprensione. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato.f. → anastrofe. omofonia. → numerus. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti.

→ effictio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. / Secondo il Gruppo mi. Robur [s.) → discorso di riuso. In questo senso.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.).].] → ornato vigoroso. schema per casus [loc.s. .m. robustum [s. In questo senso. scappatóia [s.f.] Descrizione di una persona.m. . la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano). scarto [s. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile. riuso (discórso di r.m. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. ordine naturale.] Forma di → ironia. Livros LabCom i i i i . inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria.m. pericolosa ecc. schèma [s. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. piene di arguzie e motti di spirito. antiptosi.] Azioni e parole prive di serietà.].] Lo schema.m. robustus sermo [loc. → ridiculum.m. in retorica. ordine artificiale. S sarcasmo [s.m.s. come aiuto alla memoria.m. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. / → grado zero. sottolinea Lausberg. genus sublime.] In generale. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione. come ha scritto Mortara Garavelli. ispirata da sdegno e rancore. schérzo [s. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno.m. → ordo. Es. Lei veste proprio con eleganza.] → casus pro casu. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici.

i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. § 70).livroslabcom.f.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie.s.pt i i i i . scurra [s.] Caratteristico del linguaggio triviale. tenue. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. 3. il → motto o → detto. 3. sermo apertus [loc. linguaggio triviale. Es.C. che non ammette né la brevitas. → discorso.: Temo i Greci. proprio dell’oratoria epidittica.] → sermo manifestus. né la forma sintetica. parti del discorso. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. flectere / → movere. scriptum [s. anche quando offrono doni (Eneide). → delectare. 2. né l’oscurità.s. umile (→ genus umile): stile basso. separatio [s. → scurra.] → periodo.] → interiectio.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni. tipico dell’oratoria politica. sententia [s.] Scurrilità. massima.] → sentenza.s. scurrile [aff.m. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. cioè essere in grado di portare l’auditorio.ubi. provare (→ docere). 2.f. sententiae clausula → clausula sententiae.m. Secondo Mortara Garavelli la s. → aforisma.m. www. sentènza [s. medio (→ genus medium).m.pl. gnome. series [s.] → exornatio. sublime (→ genus sublime). ad avvalorare le proprie tesi (L. motto. sententiarum exornatio [loc. scosso nell’animo.f. → escrologia. circa). proprio dell’oratoria civile e forense. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore.f.f.

ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. Livros LabCom i i i i .m. → percontatio. sigmatismo [s.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa. soprattutto se di ammonimento o rimprovero. sermocinatio [s. validus. → zeugma.: una casa piena di cose e di ricordi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc. es.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza. Pronuncia difettosa della ‘s’. sillepsi grammaticale. sillèpsi grammaticale [loc. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta.] Zeugma nell’ambito della grammatica.m.s. Sin.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente.] Componimento ricco di ‘s’.f.m. significazióne (figura di s. es.] → allusione.] → ornato vigoroso. signum [s.f.] → simbolo. → mimesi. significatio [s.s.m. → dialogismo.: → sermocinazione. sermóne [s. → discorso.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto. mentre → sillepsi quella grammaticale. → subiectio. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato.f. sillepsi oratoria.f. solidus [loc.m. → etopea.s. oratio.) → figura di significazione. → zeugma indica l’incongruenza semantica. genus sublime.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma. ossia nella costruzione sintaticca. Indica anche il dirscorso in generale. e Marco). sillèpsi o sillèssi [s. sermo robustus. fortis. → allitterazione. Nella tradizione retorica anglosassone.

] È il → locus a simili. omeosi. Correlata: la → comparazione.m. locus a simili. sillogismo [s. loci a simili impari. → sillogismo sofistico. l’altra in senso figurato.) → adiunctum. simili (locus a s. lo scettro ‘il potere regale’.] Lo stesso che → epicherema. similitùdine [s.s. Contrario → fr.] Lo stesso che → epicherema.f. simili (a) impari → adiunctum. similarità [s. → adiunctum.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale.m. sìmbolo [s.s.pt i i i i . → contiguità.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc. dissimile. Le armi ‘la guerra’. → parabola. sillogismo sofìstico [loc.m. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.m.m. locus a simili. la toga ‘la pace’. si viene così a stabilire il legame causa – effetto. anche se. → sillepsi. sillogismo retorico.m.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione.] Lo stesso che → sillogismo eristico.s.livroslabcom.s. www.ubi. sillogismo dialettico. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione.f.f. sillogismo retòrico [loc.m. esso viene raramente utilizzato.] Relazione di somiglianza o di affinità. → entimema. dissimilitude.s. nella sua forma completa. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario). sillogismo erìstico [loc.] → paragone1 . sìmile [s.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio. sillogismo dialèttico [loc.

f.] → simulazione. dunque confermandolo. simulazióne [s. simulatio [s.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri.f. simpatìa [s. . in due frasi succesive.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. sinafìa [s. nella poesia moderna.] Contrariamente alla dissimulazione.] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. che consiste nel celare ciò che esiste. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. Un fenomeno simile. Livros LabCom i i i i . simperasma [s.f. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. lo qual a Deo è spiacemento. → delectatio. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza. provocazione. → illusio. / Ripetizione.f. . / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore. sinceritas.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. lo qual ène sciordenato. .f. Correlati o uguali: → complexio. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. y/. . sìmploche [s. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. è l’→ enjambement. Laude VI). / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. polarità. Es. y/x. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. paradosso. Es. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine. confessum. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. absurdum.: Guàrdate da l’odorato.f.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. → dissimulazione. secondo lo schema: /x. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa.

f. → transmutatio. individuum pro specie. →. certamente no. A scuola.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. simpatia. contrazione. ma con un significato ampliato. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). fusione.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. sìnchisi o sinchìsi [s. → sineresi. in centro. sinèresi [s. mixtura verborum. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì. C. www. → ossimoro. contrario di → dialefe. confessum. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte).i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s. in maniera da originare una sola sillaba.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. sineciósi [s.f. Assai frequente nelle lingue classiche. totum pro parte.f.f.f. sìndesi [s. → consilium. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie).] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. sì. . genus pro specie. A. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. sinceritas [s. . la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere). B. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine.f. no.f. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. D. → sinalefe. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari).] Legame fra due parole o unità sintattiche.f.ubi. si va su due ruote. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. .] Quando l’oratore.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi).] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. sìncope [s. come tattica del discorso. Però.. sinèddoche [s. . O forse sì.pt i i i i . No.livroslabcom. della sineciosi pasoliniana:. Es. Pars pro toro. No.

→ distinctio. sorriso amaro.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura. equivoca o comunque difficile da comprendere. sinonimìa glossante [loc. La differenza di significato. → diastole. parafrasi interpretativa. siano esse sinonimi veri e propri o tropi.] Sinonimo di → mesozeugma. interesse alla situazione. arbitro della stuazione. → sinonimia. Parole acide. sìntesi [s. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga. Es. Livros LabCom i i i i . sinonimìa [s.f. una salus victis nulla sperare salutem.f.m. smascheraménto [s.m. non è mai assoluta. Es. sìstole [s. situazióne [s. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro.] In metrica latina è il contrario della → diastole. usata negativamente.s.m.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno.s. anche quella fra sinonimi. sinònimo [s.m. interpretatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s. → kairós. → commoratio.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. sinonimia glossante. sofisma [s.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento. sinonimo. singularis pro plurali [loc.] Indica la concordanza di significato tra parole.] Processo di composizione e unione di varie nozioni. sinonimia.f. interpretatio.f.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo. la quale tuttavia.f. è nominata → differentia. → mesozeugma. zeugma. → compositio. e con evidente paradosso. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse. sinzèugma [s.m.f. → commoratio.] → sineddoche.

Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione. sottrazióne [s. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso.m. → detractio. acutezza.pt i i i i .ubi.f. reticenza. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici.f. vàdino. → riprensione. → aposiopesi.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo. Dizionario di retorica solecismo [s.f. toscanismo: se tu fosti.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s.f. In questo senso. interruptio. sottintéso [s. sospensióne [s.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali.] Eliminazione di qualche elemento.] Eliminazione di qualche elemento. soppressióne [s.livroslabcom. → detractio.m.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. soppressione. www. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto. → immutatio. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione. sorite [s. Es.) → sillogismo sofistico. sottigliézza [s. sostituzióne [s.m. → ellissi. voi mi dicevi ‘dicevate’. vénghino. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza.f. ai vari livelli di analisi linguistica. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione. fàccino. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. soprariprensióne [s.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso.: oggi mi sento più meglio. ai vari livelli di analisi linguistica.f.

con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice. Barthes come il punto su cui verte il giudizio.m. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. spes [s.] È la speranza provata dall’uditorio. il modo.f. stato della questione. species pro individuo [loc.] → situazione. 31): → status coniecturae. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur).f.s.s. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione.m. pathos. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. status causae.m.s. Livros LabCom i i i i . status [s. → metus. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano.] → status causae. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. stato del dibattito. → status qualitatis.s. par. status ambiguitatis [loc. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia.s.] → sineddoche. la realtà del luogo.] → status legales. nel genere deliberativo: se bello o brutto).m. nella commedia. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza. Il termine status indica il valore di condizione. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). stato del dibàttito [loc. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso.] → antonomasia.spes et metus – è. → status finitionis. → status. status causae [loc.] → status causae. stato della questióne [loc.s.m. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa).f. Albaladejo esplicitamente come questione principale. → status translationis. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit.

Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore. un oratore.] → status causae.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.m. → cliché.] Semplificazione concettuale stabile.] → status causae.ubi.m.] → status legales. congettura.m. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica. che comporta una distorsione rispetto alla realtà.m.s. a volte. status qualitatis [loc. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).m.s. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione.pt i i i i . status translationis [loc. Lo status contrariarum legum si ha quando.m.s. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. status contrariarum legum [loc. staticamente ripetute. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.] → status causae. come nel caso dell’oratoria. status sillogismi [loc. ma anche.] → status causae.p m.s. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. status finitionis [loc.] → status legales. il genere deliberativo.s. www. status legales [loc.] Dal momento che il processo penale.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc.s.livroslabcom.m. stereòtipo [s.m.m. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica.s.] → status legales. luogo comune. status scripti et voluntatits [loc. stile [s. si ricerca quale applicare.

] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. suavitas [s. ornatus.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. mesos]. stili del discorso. stile asiano.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore. avvicinandosi all’→ ellissi. infimo. c) insegnare.s. → humilitas. genus humile. subintellegere [vb.m. magniloquens [gr. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. genus medium. genus medium. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. → genus elocutionis. espressa con il → subintelligere. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito. mediocre [gr. Tale concetto deLivros LabCom i i i i .] Il più basso dei livelli di → stile.] Corrispondente al → genus sublime. un gruppo di autori. stili del discorso.] Secondo Lausberg è la comprensione che. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi.m.] Elemento caratteristico dello stile. adros]. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. → percontatio. → stile. consiste in una aggiunta. c) infimum. subaudire [vb. stilus [s. umile [gr. gratia.m. ossia forma espressiva tipica (parola. locuzione. b) piacere. ischnos]. il cui proposito retorico è quello di insegnare. stilèma [s. discorso.f. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. ed anche ampolloso.s. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo. stili del discorso. basso.m. esuberante. subiectio [s.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo.] → ornato soave.s. detto anche infimum (→ infimo). in una integrazione del messaggio ricevuto.m. genus umile. Vedi anche → umile. o un’epoca. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. b) aequabile. stile ùmile [loc.f. stile asiàtico [loc.

ubi. sustentatio [s. sublime [agg. minutio. suspensio [s.] → prosapodosi. suggestio [s.f.] → subnexio. accumulo. www.s.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei). praecedens correctio.] → suspensio.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus. synesis [s.pl.] Elemento sintattico che dipende da un altro.f. synathroismus [s.] → anacoluto.] → subiectio. → correctio.f. subnexio [s. espressa dal verbo → subaudire. → sublime. superioris rei correctio [loc. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.f.livroslabcom.] pausa del discorso.f.] → iperbole.] → allusione.] → congeries. subordinazióne [s.f.f. suspicio [s.pt i i i i .f. syntaxis obliqua [loc.f. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli. sublimitas [s. subiuntio [s.f.] → ductus obliquus.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge.s. superlatio [s.f. summae dictaminum [loc.s.f.f. praeoccursio.] → ars dictandi. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile. → periodo.m.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas.

In questo contesto A e B. fastidio. tapinòsi [s.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s. A e B rappresentano il tema.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato. costituiscono un insieme detto tema. o → argomento. tautologìa [s. come quello dell’informatica. talènto [s. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. Livros LabCom i i i i .: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. C e D il foro.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale.f. In questo senso la materia. fenomeni fisici e morali. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti. → consilium. Es. ossia ciò che si dice sul tema stesso //.m.m. della medicina. mentre i termini C e D.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. → litote.] Forma italiana per → ingenium. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. tecnicismo [s. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati. Es.m. tàttica [s. → diafora. Il termine rimanda alla retorica di Perelman.m. Comprende tutte le specie di descrizione. disgusto. tèma [s.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. su cui si fonda il ragionamento. Quel medico ha studiato medicina. rappresentano l’insieme denominato foro. ductus. → fastidium.] tedio. ed è correlata al → rema o → commento. taedium [s. meiosis. ecc. della giurisprudenza. passioni.m. è ciò di cui si parla. noia. azioni.f.

] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia. tricolon. opposto al tempo debole. tenore del discorso. tèsto retòrico [loc. fantasia. tenóre del discórso [loc. dissimile.s.m. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato. → ipotiposi. Faville del maglio: Non odo il suo respiro. lat. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte. macrostrutturale.m. non il nitrito del poledro. tmèsi [s. → ductus.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s.livroslabcom.] Espressione di meraviglia. non il fiotto del bimbo.ubi.pt i i i i .] L’oggetto astratto che deve essere trattato. tertium comparationis [loc. thaumasmus [s.m.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. → ductus. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. ossia in relazione agli obiettivi prefissati.f.m. questo è il campo in cui opera la → inventio. tetracòlon [s.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso.: D’Annunzio. Es. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi. tèsi [s. Viene chiamato anche → discorso retorico. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale).s. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. denominato → arsi. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale). riguardante il → referente. su cui cade l’accento. ticoscopìa [s. non il canto del gallo.] Divisione di un lessema in due parti.m.s.f. → quaestio infinita. Es. Es.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione.m.] È la qualità comune alle cose simili.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico.: septem subiecta trioni ‘posta www. → isocolo. → simile.f. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio.

traductio [s.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo. transgressio.s. auctoritas.] Che riguarda a una certezza condivisa.f. / La tmesi può essere anche sintattica.f.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole. totum pro parte [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’. → consuetudo.] → iperbato.f. tractatio [s. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione.f. la elocutio. equivocità. luogo topico.f.] Descrizione di un posto immaginario. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune.f.f.] → sineddoche. nella retorica classica. transiectio. vetustas. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. reditus ad rem.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili.] → iperbato. Livros LabCom i i i i . tòpos [s. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. tradizióne [s. la memoria e la pronuntiatio. topotesìa [s.f. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. → topicale. → topica. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. la dispositio. tòpico (luògo t.m.: “Io – disse lui – vi abbandono”.] Nella retorica classica. → topografia. transgressio [s.f. topicale [agg. che.m.) → luogo topico. prevedeva cinque fasi: la inventio.] → luogo.] Ha lo stesso significato di → metabasi. traiezióne [s. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. gioco di parole.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. tòpica [s. Es. transitio [s. transiectio [s.

] → metafora. trivium [s.può essere suddiviso. traslato [s. la dialettica e la retorica. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole.s.pt i i i i . isocolo.] → figura per ordinem. → quadrivium.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. lo svolgimento di una musica o di un discorso) .] Fra le arti liberali di cui.m. initium).ubi. imum) tricòlon [s.f. trasferiménto di classe [loc. / Altra termine per → metafora. transunzióne [s.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. ossia la grammatica. www. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole.s. Es. transmutatio [s. → metafora. fine (finis.f. figura per transmutationem.m. tria loca [loc. metà (medium).m.f.] ‘tre luoghi’. → bipartizione.m.m. troncaménto [s. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).I tria loca sono: inizio (caput. nel Medioevo. tetracòlon. metà (medium).m. Lo stesso che → apocope.f. initium).pl.] Caduta di vocale o di sillaba finale.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio. una via da percorrere) o nel tempo (ad es.i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s.] Isocolo trimembre. → parallelismo. fine (finis).livroslabcom.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione. tripartizióne [s.

unzióne [s.] Il → pubblico che ascolta un discorso. vengono mescolati il serio ed il faceto.m.f. nell’ambito della dispositio. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli).] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. U uditòrio [s. lapalissiano. come sosteneva Quintiliano. → sineddoche.] Il tropo (o → traslato).m. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio). la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore.] Rappresenta.m. →.f. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”. tropologìa [s.) [loc.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. Livros LabCom i i i i . rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus. I tropi concernono la sostituzione di singole parole.m. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione.] È affine all’→ ironia. assieme alla → festivitas.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s. ùmile (stile u. i principali sono tre: → metonimia. Esso si realizza quando. → metafora.m. umorismo [s. urbanitas [s.] Nell’→ ornatus. usus1 [s. truismo [s.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.m. → dispositio.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente.] → stile umile.→ esperienza.f. nell’esposizione di un evento. usus2 [s.s.m.

che pure resta analoga a quella attuale. verba singula [loc.] L’azione dichiarata utile al bene comune.m. l’uso. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.] Quando la dispositio di un discorso.f. variatio [s. utilitas causae [loc. → puritas. varietà [s.pl. → verba coniuncta.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale. V vanitas [s.] Per ciò che concerne il discorso. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo.f. verborum exornatio [loc.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s.s.ubi.] → variatio.f.f.f. preziosità.s.pl. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato). genera lo → straniamento.m. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.s.] Parole singole. verba ficta [loc.] → exornatio. fornisce la norma principale della puritas. contrapponendosi all’uniformità.m.] È l’affettazione nel parlare. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.s.] → neologismo. paradosso.m.] Connessione di parole.s. → varietà. Come sottolinea Lausberg.pl. utile [s. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi.f.] → variatio. verbum.livroslabcom. varietas [s.m. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente. www. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente). verba coniuncta [loc. → verba singula.pt i i i i .

le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum. come i gruppi di versi e le strofe.m. Inoltre.s.s. Secondo Fontanier anche l’iperbole. vetera verba [loc. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta).m.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche. la formulazione linguistica delle idee (res).pl.f.m.m. verità [s.] È l’aspetto significante.] Parola oscena. costituiscono invece la → copia figurarum. verisimile [s. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. volgare. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. credibilità. vincta oratio [loc.] Ciò che sembra vero.] Parola oscena.s. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.s. vetustas [s. se vuole raggiungere il proprio scopo. peregrinità. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile.] È l’unità ritmica del → numerus poetico. Livros LabCom i i i i .] → verosimile.m.f. vèrso [s.] → barbarismo.m.f. → res. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum.m. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. verbum peregrinum [loc. Le “forme artistiche” (Lusberg). verisimile.s. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas. verbum obscenum [loc.m. verbum sordidum [loc. copia verborum. → arcaismo. volgare. → vero. verosìmile [s. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti.] → vetustas. ciò che sembra effettivamente accaduto.] → periodo. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. ossia le figure retoriche.

massime della conversazione. gr. vossiànica (antonomàsia v. puritas 3.] L’obiettivo che si propone l’oratore. voluptas [s. che deriva dal ‘non potere’. vitium [s.livroslabcom. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.m.) → antonomasia vossianica.m. 2.m.] → fantasia.s.i i i i 180 virilis ornatus [loc.s.f. vocabolario [s.] Mancanza di → virtus. consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata. ticoscopia.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere.f.ubi.f.f.s. difetto.pl. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione.] → ornato vigoroso. → virtutes elocutionis.pt i i i i .] → lessico.m. → consilium. latinitas. → virtus. In assenza di virtus si parla di → vitium. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. virtus dispositionis [loc. virtutes elocutionis [loc.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. oltre la misura dell’aptum.f. → errore. visio [s. 4. vocalitas [s. cioè il forte impegno personale. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc. correttezza.] → virtutes elocutionis. voluntas [s. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace.pl. massime della conversazione.f. virtus [s. aptum. e un vitium per eccesso. bona voluntas.s.] → aptum.] Sinonimo di → delectatio. mala voluntas. appropriatezza o convenienza o congruenza. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). prépon. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”.f.] → eufonia. ornatus. lat. www.

prozeugma. Livros LabCom i i i i . iperzeugma. 9). Inf. Ellissi marcata. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. hypozeuxis.. XIII. II. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. epizeugma. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale. → apozeugma. zèugma [s.f. Bellum Iugurthinum.) → grado zero.m. sillepsi. Maggiori sono le incongruenze. XLVI).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. Aen.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. diazeugma. ipozeugma. vulgare (v.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. sinzeugma.] → pronuntiatio. genus) → genus vulgare. 780). Z zèro (grado z.. Es. mesozeugma. Pacem an bellum gerens (Sallustio.

i i i i i i i i .

Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful