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Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

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i i i i Livros LabCom www.ubi.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.livroslabcom. 2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .

i i i i . riscritto. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F. le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto.i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. commentato e alla fine stabilito la versione finale. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

m. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera. catacresi. Mt. → improprietas. abuso [s. che urta il senso di verità del giudice. abuso.f.] → apocope. assurdo. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio. accismo [s.f. abusio.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio.f. catacresi. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa.i i i i A abcisio [s.m.] Una materia a bassa credibilità. l’a. acirologìa [s.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie.f. abusióne [s. → assurdità. paradosso. può dunque anche reppresentare una simulazione.f. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. ablatio [s. accòrdo [s. absurdum [s. 28).] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua.] → catacresi.] → aferesi. Lo stesso di → abusio.m. e l’episodio della Cananea. Inf. abruptum → genus abruptum. abusio [s. V.m. abusione. Come la volpe nella favola di Esopo.15.2226. di un’espressione.] → premesse della argomentazione. i i i i . Lo stesso di → abuso.f. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a. →.] → apocope. provocazione.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. abscissio [s. L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo.

frequentatio.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. spedire al mittente. autonomi tra loro. frequentazione. l’ufficio di accusare durante il processo penale.s. congeries. www.s.f. il gruppo di persone cui spetta. accùmulo [s. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore.f. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio. ornatus. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. accumulazione caotica. 3.] Insieme enumerativo di elementi. atto.s.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone. che si susseguono in modo sindetico o asindetico. actio [s.m.pt i i i i . Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo.s.livroslabcom. synathroismus. in atto o in potenza. accumulazione subordinante. accumulazióne caòtica [loc. di parole e di pensieri. accumulazione coordinante. interpretazione. quindi sull’esecuzione orale del discorso.f.m. Dizionario di retorica accumulazióne [s. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc. → accumulo.ubi.m.f. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi.] → amplificatio. → enumerazione. congerie. legati da dipendenza sintattica.222). in altra accezione. → controaccusa.] → accumulazione. parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi.f. accuratum dicendi genus [loc. esecuzione. amplificazione.f. 2. → genus.i i i i 2 accresciménto [s. in ogni caso la mala affectatio. de Or. accusa [s. coacervatio.] 1. a strutture miste. al → parallelismo. → congeries. almeno in apparenza. coacervatio.

f.m. suon volante (G. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili). adiunctum [s. epentesi.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee.m. acutum dicendi genus [loc. aggiunzione. alla → dispositio. adiunctio [s.] → epicrisi.] → adiectio. pointe. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili.f. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. addizióne [s. exhortatio. molto spesso metaforica. con finezza. sottigliezza. discorso sottile.s.] → adynaton. apposizione.] → dubitatio. adhortatio [s. amplificatio. adìnato [s. zeugma. parenesi. Marino). la → ripetizione. quando si succedono elementi diversi tra loro. adiectio [s.] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. adiudicatio [s.f. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. all’→ elocutio ed alla → memoria.] → esortazione.] → aggiunzione.m. Altre riferimenti in → genus. Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi. Es. addizione. acutezza. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica. ornatus.f. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. traductio. paragoge. finezza. appositio.f. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio.f. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse. → acutum dicendi genus.B.] Espressione ingegnosa. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi. addubitatio [s.f. voce pennuta. Vedi → aggiunta.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. → discorso acuto. acutézza [s.

servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. → ablatio. paradosso. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. della febbre.] → parenesi.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. 16. dice Epitteto che.ubi.] → agnominatio. → adiunctio. iperbole. ambiguità sintattica.livroslabcom. → eloquenza epidittica. → equivoco. quando gli capitavano delle contrarietà.f. cioè la comprensione della lingua.f. univocum. aequivocum [s. lo mar potresti arompere. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III. anfibolia. Es: “una vecchia porta la sbarra”.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. adossografìa [s. www. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ .] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. VII.f. afèresi [s. se soffriva di qualche disonore. equivocità. la parte dal tutto’. → adinato. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre.m. dell’esilio».f. adynaton [s. come nella dissimulatio.] → zeugma. e il locus a minore ad maius. Si confronti. l’impossibilità che una cosa avvenga.m.] Nell’oratoria epidittica. ossia la deduzione. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso. del disonore. reductio ad impossibile. admonitio [s.f. Es. cioè l’induzione.pt i i i i . adnexio [s. se era esiliato. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli. rena da arena. a venti asemenare.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. ad esempio. pp. adnominatio [s. scuro da oscuro.

aiscrologia [s. → epìfrasi. iperbato.m. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . → adiectio. agonìstica [s. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante).] Discorso osceno. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. aggiunzione.] → paronomasia.f. aggiunta. o conferma.f. agnominatio [s. figura per adiectionem. zeugma.s. .] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. pathos. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca).: Se il suo gesto era accidentale. aggiunzióne [s. ethos.] Espressione eccessivamente ricercata.f. paronomasia. che è il grado di emozione più moderata.] → adiectio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). bisticcio. → emozione. affettazióne [s. Es.f.f.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. → annominatio.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione.] L’atto con cui si afferma. affermazióne [s.f. affictio [s. →. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos.f. . aggiunta [s. È il contrario di ‘naturalezza’.f.] Addizione di elementi. allegazióne (dei fatti) [loc. (Io ho fatto la paronomasia. ma differenti nel significato.f. adiunctio. → escrologia. ciò che è accaduto o che si pensa. Oppure.

La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba.m. e → allegoria in factis: fatti. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto. la figura da scoprire. allegorismo [s.] Secondo Quintiliano l’a. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici. persone interpretati come figura di altri fatti. entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche.s. che è l’antitipo. allegorìa [s. l’Antica della Nuova Alleanza.f.] Si ha quando fatti. → allegoria. la seconda sul piano delle res. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora. Gerusalemme del Regno di Dio. Secondo Auerbach. Gerusalemme del Regno di Dio. L’a. entità. Es. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata. persone. allegoria in verbis [loc. → proposizione.s.: Adamo ‘figura’ di Cristo. riscontrabile nel significato dei testi.f. La sua teorizzazione risale al Medioevo. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative).i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente. Beatrice è figura o typos di Cristo. costituita da una serie ininterrotta di metafore.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione. aliud sensu). consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis. persone. allegorèsi [s.ubi.pt i i i i .f.f. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis.] → allegoria. www.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. propositio. Adamo ‘figura’ di Cristo. entità. entità.livroslabcom. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza. → allegorismo. allegoria in factis [loc.

sinchisi.] Concedere di aver compiuto un fatto.f. 1-2: Ricordati. corrispondente al latino → delectare. → omeotelèuto.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità. ampliatio [s.f. aequivocum. lambdacismo.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. ammissióne [s. allitterazióne [s. → anfibolia. Essa è caratteristica del discorso poetico.f. iotacismo. .] Apostrofe che si presenta in forma parentetica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb. amplificatio.: Purg. mitacismo.] Rottura di → isotopia.] Lo stesso che → anfibolia. aequivocum. dilettare.] Allettare. amplificazione. XVII. . procurare piacere. ambìguo [agg.f.) → stile alto. → ambiguità. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione. aequivocum.94 → apostrofe.] più raramente alliterazióne [s. Es.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba.m. homoeoprophoron. ambiguità [s.s.f. equivocità. polysigma. → epitrope. di essersi comportato in un certo modo. amphibolatio [s. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia.] Terminologia latina per → ampliazione.f. allotopìa [s. con la parola.] → periodo. alto (stile a. lettor.m.f. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità.f. / Vedi anche Inf 8. indeterminazione. anfibolia.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. ambiguità sintattica. ambiguità sintàttica [loc. sigmatismo.f. allocuzióne [s. Livros LabCom i i i i .. ambitus [s. allusióne [s.] Caratterizzato da interpretazione non univoca.

il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. anàclasi [s. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione. climax ascendente.f. Gli antichi retori avevano individuato. con significati analoghi. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico . l’→ iperbole. anacoluto [s. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo. anacenòsi [s. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità. anacefaleòsi [s. la → perifrasi.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s. congerie. Detta altrimenti communicatio.] In it. meno complesso e ridondante.f. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. spesso in modo fittizio. esagerazione.] Domande.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale. molte volte in forma di richiesta di consiglio. → antanaclasi.m. → exaggeratio.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco. anàbasi [s. amplificatio.ubi. Perdita del riwww. ampliatio. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente. rivolte.] Lo stesso che → amplificazione. ampliatio.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. accrescimento. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla.Opposto di catabasi. la → ratiocinatio e la → congeries. amplificatio [s. la → comparatio. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum. L’a.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. dal punto di vista contenutistico.f. la → litote.livroslabcom. ma non della retorica.f.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. → amplificazione. catabasi.f. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). complexio. In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata. ampliazione.f.pt i i i i .

4-5. 2.f. all’interno di un Livros LabCom i i i i . reduplicatio. ripetizione insistente della stessa parola. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine. lett. in particolar modo le Sacre Scritture.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . . . Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. Polisindeto: Dante. / per me si va ne l’etterno dolore. XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe.f. anacronismo [s. . gioco di parola. Terruit urbem.] Discorso di argomento mistico e celeste. Pg I. abitudini. x/x. → antecedente. 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. In retorica essa indica la ripresa. Es. successivi (configurazione: /x. → polisindeto. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi. Spinaci – Piscina. .] 1. terruit gentes. Contrario di acoluto. . anagramma [s.m. anàfora [s. anagogìa [s. . anadiplòsi [s. sinonimo → epanafora.f.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. Lo stesso significato di → anagogia.] Interpretazione di un testo. catafora. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. → anagoge. anapodoton. spirituali. epimone). . Alto Vicario – Carol Voitila. I. Car. 1-3: Per me si va ne la città dolente. / per me si va tra la perduta gente. escatologico. anantapodoton. → epibolè. Inf.] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo. Orazio. → sillessi. → metaplasmo. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. iii.: Quei che muoiono. Par. → arcaismo. . 7-9. . / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. . analèssi [s. piena d’amore (Dante.f. mentalità propri di un’epoca diversa.f. /x. mesarchia. denota l’inserimento. o di loro segmenti. Dante: Inf.f. L’a. ). anagòge [s. . ): es. 2. xxiv. in senso spirituale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico.

può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale.ubi. fue / di cherubica luce uno splendore. Dante.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo.f.: Posto che tale sia il tuo desiderio. capo dell’esercito del re dell’Aram.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. essa è figura di parola. Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. ossia all’apodosi). A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto. anàmnesi [s. iperbato. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria). 38-9 → inversione.1: Naaman. → tema. riconducendoli all’→ anacoluto.f. eventi e sim. parallage.] La reminiscenza. anantapòdoton [s. anàstrofe [s. si esprime soltanto il primo elemento. di una serie correlativa di termini. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero. oppure il complemento oggetto ed il verbo).m. www. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). 2 Re.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. Es.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano. Es. di fatti. che desiderio bizzarro d’altronde!. XI.m. sarà fatto così come vuoi tu.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica. Par. Es. Con a.: haec inter per inter haec.] Tipo di anacoluto in cui. posto che tale sia il tuo desiderio. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. analogìa [s. anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza.livroslabcom. metatesi.5.f.pt i i i i . anapòdoton [s.

] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa. annominazione.f. anticategorìa [s. Es.] È una proposizione ambigua. → epanadiplosi.f. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico. una vecchia porta la sbarra. che tendono a generare un effetto equivoco. annominatio [s.f. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente.f. anticipazióne [s.: E mi Livros LabCom i i i i .f. anfibolia [s. → recriminazione. antanagòge [s. ma quest’uomo. antapòdosi [s. o s.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni. valente e ricco. anticategoria. controaccusa.f. anticipatio [s. era lebbroso.Es.] Stile che si oppone al → ciceronianismo. → prolessi.] → anticipazione. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia. aequivocum. controaccusa. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi. L’opposto di → epitasi.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. metastasi.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte.] → agnominatio. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione.f.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram.m. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge.f.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. anticlìmax [s. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. paronomasia. Es.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine. redditio. → ambiguità.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. anticiceronianismo [s.

f. antimetàtesi [s. La mia sera. antimetatesi. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis. www. antimetàbole [s. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo. → diafora. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre). Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi. Dormi! Pascoli.f. tale da produrre un capovolgimento del senso. antifrasi [s. ma con diverso significato. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica. antìfora [s.pt i i i i .] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. Dormi / mi cantano.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola. O cuál es más de culpar. Figura di pensiero. chiasmo complicato.livroslabcom. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. 5. chiasmo complicato. sei il contrario di quello che sembri’. reflexio. io non sono affatto difficile.f. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. Dormi! / bisbigliano. sia nel significato di → antimetabole. antilogìa [s.f.f. → ossimoro. Sei bello.] → antipofora.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. ipofora. En este país no se lee porqué no se escribe. Dormi! sussurrano. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz).20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. Es. antimerìa [s.] Secondo la manualistica. antimetabole. Isaia. / aunque cualquiera mal haga.→ catacosmesis. diafora. permutazione. → enallage.ubi. es. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine. o no se escribe porqué no se lee (Larra).: In materia di cappelli. → enantiosemia. → antanaclasi.f.f. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. tu! ‘sei pericoloso.] Permutazione nell’ordine delle parole.

et non ò da far guerra [. a quest’area sono riconducibili la negazione. antipòfora [s. Livros LabCom i i i i .. prosopopea. il rovesciamento.] → antipersonificazione. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari. → casus pro casu..f. Purg. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale.. anima / corpo.] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse. / non pomi v’eran. ma nodosi e ‘nvolti.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario. antisagòge [s.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. ipòfora. .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s. ombra / luce. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca).] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. .f.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. comparazione.f.f. Es.: Pace non trovo. antipersonificazióne [s. XIII. → antìfora. Dante. 4-6). lungo / breve”.f.] Lo stesso che → antiprosopopea. ] et nulla stringo. ma bordello! Non fronda verde.78: Non donna di province. → enantiosi. VI. → contre-petterie. antìtesi [s. anziché ‘con le trecce sparse’).f. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis. di relazione (sparsa le trecce. come le opposizioni: tutto / nulla. antiptòsi [s. antiprosopopèa [s. polarità. enallage. antìstrofe o antìstrofa [s.. dianoia. ma di color fosco.] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. → comparatio.f.] Ripetizione di una parola in senso contrario. L’uso dell’acc. semplice / complesso. l’ossimoro e il paradosso. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione.f. →.f. antìstasi [s. / non rami schietti. l’ironia. ma stecchi con tòsca (Inf.

Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.m.] → antitesi.] l’attribuire aspetto. animali e cose. antropopatìa [s. →. → personificazione. ombra/luce. Vossio (XVI-XVII sec.f.f. apagogìa o apagòge [s. antonomàsia [s.s. anima/corpo.f. idolopea.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.. Pg. antònimo [s. apagoresis [s.] Figura consistente nel designare una persona.I. antonomàsia vossiànica [loc.ubi. 57. antonimìa [s.) antorismo [s.m.f.] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. www.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele.pt i i i i .] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”. XXII.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa.m. Opposto a → sinonimo. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana. antropomorfismo [s.f. Vedi le opposizioni tutto/nulla.f.] Lo stesso che → controdefinizione. semplice/complesso. idolopea. → personificazione. lungo/breve. invece che attraverso il nome proprio. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante.f.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico).] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia.livroslabcom. facoltà e destini umani a figure immaginarie. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità. Es.

in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. spiegare la situazione).m.] Proposizione principale del periodo ipotetico. →. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione. Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). falso o immorale. Livros LabCom i i i i .: vorrei. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio. assurdo. contr.f.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente. l’ipotesi della reggente. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma.] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es.] Dimostrazione. apodissi [s. per aplologia di mineralo-logia. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. identica nella consonante e vocale.f. → praeteritio. sia dell’inferiorità dell’uditorio.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. io! → reiezione.f. Altresì nella accezione di negazione. che ne rappresenta perciò la premessa.] Lo stesso che → preterizione. di un’intera sillaba. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. sotto l’influenza della sillaba vicina. apòcope [s. sia in nome della propria superiorità. L’a.f. apòdosi [s. aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. inutile.: Non devo ricevere lezioni da nessuno. → catafasi. dichiarazione negativa.f. In particolare. detta → protasi.] Caduta. o nella sola consonante: mineralogia. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. ma non è possibile. →. Es. apòfasi [s.] → anantapodoton. prova assoluta. Può essere chiamata anche → troncamento. aplologìa [s. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi). apòdoton [s.

/ dopo tanto veder. → dubitatio.f. aporèma [s. lettor. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s. aporìa [s. . Allocuzione: Ricordati. XXVI).] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione.] Solitamente intesa a suscitare pathos.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore. apòstrofe [s.] Giustificazione. apòlogo [s. apologismo [s. exsuscitatio. li affetti suoi (Par. interruptio. che conservi sani. ! (Terenzio). Es. in maniera viva e diretta. invocazione. Inf.ubi. www.pt i i i i . XXXIII).] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi). Esecrazione: O Simon mago.f. aposiopèsi [s.m. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo. .f. a volte.. . vidi. si vivo. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. regina. → allocuzione.f. come disse Cesare: “ veni. furcifer. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.: Godi. esecrazione.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche. XVII). sospensione. Fiorenza.: ego te. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile.livroslabcom. di una determinata idea o concezione. Es.: l’a.: Mio caro. Sin. dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. Es. sono stato impeccabile. favola. XIX). a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. che puoi / ciò che tu vuoli. di Menenio Agrippa → allegoria. parabola. (Inf. o miseri seguaci. all’esaltazione) dello scrivente.m. apologìa [s. → reticenza. .] Detto memorabile nell’aneddotica classica. vici”.m. dunque eufemistica o minacciosa. Invocazione: Ancor ti priego.m. Es. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali.

Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso. arcaismo [s. dall’altro.m.m.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. da cui il verbo cosare.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. la sua conformità alle regole. → conveniente. che esprime approvazione.] Uso non preciso delle parole. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. apposizione. quale conseguenza logica. ad una conclusione → argumentatio. appositio [s. approvativo [agg. Es. vetustas. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i .] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti. convenienza. aptum [s.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi. argomentazióne [s. il caso) o personalmente (Dio. → impprobativo. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. per scarsa conoscenza. aggiunto all’insieme dato. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo.] La virtus dispositionis o aptum.f. per pigrizia. → adiectio. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es.: Dammi quel coso. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova.] Entità concepita impersonalmente (il fato. appropriatézza [s. finora escluso. approssimazióne [s. iperzeugma. → situazione. dimostrazione. un omicidio).s. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione.] Elemento nuovo.m.f. prova. oppure con il discorso (ad es.] Di discorso. ho incontrato il coso.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s.f. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman. àrbitro della situazióne [loc. la lettura della sentenza di un processo).m. da un lato.

Trattato dell’argomentazione. pensieri divini.m. dunque. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. Schick. a differenza della logica. (Chaïm Perelman. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai.ubi. dewww. trad.] La → argomentazione. cioè. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). Lucie OlbrechtsTyteca. it. definita come “teoria dell’argomentazione”. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca). Mayer. questo non è il caso di un argomento retorico. Einaudi. di C. I. Torino. completa la logica. E. Naturalmente però. Argomenti quasi-logici.i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. pp. costruiti a immagine dei principi logici: a. b. 1966. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). vol. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. → argomenti.livroslabcom. premesse della argomentazione. M. argoménti [s. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private). al logico formalista. da dove provengano questi elementi. la → nuova retorica di Perelman. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. 15 – 16).pl. se siano verità impersonali. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. Barassi. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito. sia quella di ciò che lo definisce. In particolare. al fine. nuova retorica.pt i i i i . di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi.

reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. d. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. e. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. Livros LabCom i i i i . nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. Di contro. il cittadino. inclusione. È l’argomento frequentemente utilizzato. viceversa. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. lo Stato lo obbliga per legge. postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. Così. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. Quando il cittadino ritarda il pagamento. Così. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b. ora la divisione del tutto nelle sue parti. il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. quando qualcuno difende la regionalizzazione. d. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. e fra i termini b e c. nel primo caso. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. nel secondo). ad esempio. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. ad esempio. c. quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. “a lavoro uguale. il lavoro ed il salario.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe.

a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o.ubi. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante. viceversa. a partire da casi particolari: a.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. nel momento del crimine. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni. illustrazioni.livroslabcom. esempio: www. 2. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione.pt i i i i . bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. buone leggi ecc. La relazione causale (causa-effetto) è. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). b. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. esempi. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. Essi si suddividono in due gruppi: a. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). per così dire. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”. ossia che. il prototipo della relazione di successione. ponti. È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. ossia proponendo modelli. 3.

in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio. c. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo.m. equivale a → tema e si contrappone a → rema. ecc. argoménto probante [loc. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. le manchevolezze. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola. argoménto [s. → premesse della argomentazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. previamente riconosciuto. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio.s. chiara. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva. argomènto ad hominem [loc. i difetti e anche i pregi dell’avversario.s.s. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione.m. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”.m. durante la demonstratio. Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali.m.] Ciò di cui si parla. b. a sostegno delle proprie tesi. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . argoménto d’autorità [loc. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. di un personaggio illustre. o della persona alla quale ci si rivolge.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto. le illustrazioni per renderla chiara”.) →. le debolezze. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”. Perelman: “il valore di una persona. di un maestro.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi.

] Essi corrispondono ai → loci. Vedi anche → argumentatio/argomentazione. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. Queste potevano essere: 1. ricavate per via deduttiva (argumenta). purché considerati verosimili. → tecnica retorica.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni. → prova. dimostrazione. → onomatopea. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico. → confutazione. sentenze precedentemente emesse dal tribunale. dedotte da indizi o tracce. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. 2.f.m. argumenta [s.livroslabcom. www.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. inteso come qualità innata. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza. di fatto (signa) necessarie o non necessarie. argumentatio [s. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. si riferivano a fatti reali o fittizi. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”.s. Secondo Aristotele.f.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. ars [s. → confermazione. incontrovertibili o congetturali.pl. ai fini della persuasione del destinatario.ubi. Catone) assieme all’ingenium. confessioni. quindi da una premessa probabile. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. 3. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni.pt i i i i .f. armonìa imitativa [loc. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno. ricavate per via induttiva (exempla). si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato.

Nella metrica greca. L’arte diventa oggetto d’insegnamento. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf.f. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. Livros LabCom i i i i .] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum). trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna.s. ars memorativa [loc. → confirmatio rationalis.s. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società. “arte del dettare”. autore di un’ars dictaminum in esametri latini.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola. fondata sullo studio e sull’esperienza. ars dictandi. lett. arte mnemònica [loc. mentre in quella latina il tempo forte. Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. → tesi. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana. cioè del nostro “comporre”. artes poetriae [loc. In essa le prove vengono chiamate. proprio quest’ultima indicazione.f. convenzionalmente indicato mediante accento acuto.f. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico.] Terminologia latina per → grammatica.s. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione.s.f.] La → predicazione cristiana. ars praedicandi [loc.f. ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali.s.f. arsi [s. ars recte loquendi [loc.f. il tempo debole del piede.] Terminologia latina per → mnemotecnica.s.] Facoltà (→ facultas). contenente teorie e modelli di stile oratorio.f.] → artes sermocinales. inglese. arte [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc. →. confirmatio scripturalis. • ars dictaminis. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus).pl. ai discepoli.] → mnemotecnica.

quello dell’ → atticismo. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio.livroslabcom.a.) → stile asiano.] Lo stesso che → gradatio. o artes poetriae.ubi. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia.s. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. dette “reali”. prevalentemente usati nella lingua quotidiana.m. climax.C. artifìcio retòrico [loc.] Ricercatezza.] Le arti cosiddette “sermocinali”. il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. artificiosità del dire. la geometria.m.. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica. quando ha inizio. quali: l’aritmetica. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità.C. artificialis ordo → ordo artificialis. a.f. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie. asiàtico (stile a.pl. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. www. Questo evento ha portato. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. asiano. → asiano. nell’ambito della cultura greca. Ortensio Ortalo. è stato tra gli iniziatori di tale corrente. retore del III sec. quindi la libertà. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. Egesia di Magnesia.m..s. quindi la → grammatica. che si è imposto a partire dal III sec. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec.i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc.C. in campo letterario. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. stile asiatico. proprie della Scuola di Pergamo. Nell’ambito linguistico greco. competitore di Cicerone. asianèsimo [s. esuberante. l’astronomia.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. la musica. si identificavano con quella branca delle arti liberali. a. uguaglianze e proporzioni linguistiche. ascensus [s. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q.pt i i i i .

] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione. l’a. l’a. → asindeto.m. trovandosi in antitesi di pensiero.s. asìndeto causale [loc.m. → asindeto. o dei quali parla. → asindeto. Nella sistematizzazione operata da Lausberg. → asindeto.s. esplicativo.m.s. soldato – ubriaco. asìndeto sommativo [loc. asìndeto additivo [loc. avversativo.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi. Es.m.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge. associazióne [s. asìndeto avversativo [loc. quindi’. spesso a vantaggio di altri.f. l’a.s. paradosso.m.] L’asindeto per semplice somma di membri. sommativo. causale. Livros LabCom i i i i . asìndeto disgiuntivo [loc.] L’asindeto in cui. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc.s. disgiuntivo.] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo. asindeto esplicativo. → asindeto. → asindeto.] → assurdità. assurdo [s. fame – pane. conclusivo o consecutivo.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto. asìndeto esplicativo [loc.m. l’a.m. umile – simile. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione. → asindeto.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri. l’a.m. assonanza [s.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s.f. Forma di rima imperfetta. l’a.s. asphalia Offrire garanzia.m.] Introdotto da avverbi come ‘perciò. amore – dolere.

sino alla composizione del trattato “De analogia”. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. astratto attenuatio [s. complicato. litote.m.s.f.f.] Pertinente alla → quaestio infinita.: coraggio.] In generale l’a. in ambito linguistico. attrazióne paronìmica [loc. riprova!. → minutio. affermatasi nel I sec. www. conciliatio. influente oratore ateniese. nei “Commentari”. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero. Ha suscitato notevole interesse a Roma. atto perlocutòrio [loc. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. Sinonimo → attenuazione. sull’esempio di Lisia.ubi.livroslabcom. oratori e influenti personaggi della vita politica. → sinchisi. astruso [agg. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. astratto [agg. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia.m. tra i quali spicca Giulio Cesare. tortuoso.s. → concreto. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità. tale da determinare una sua reazione: es.. atticismo [s.pt i i i i .] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia). è il riferimento ad un oggetto astratto. → antifrasi.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. d.C. oscuro. dell’ordine e della chiarezza dello stile. che racchiude in sé l’idea della proporzione. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. → perlocuzione.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s.] Il contrario dell’→ amplificazione.m.

autoschediasma o autoschediasmo [s.] L’apostrofe diretta a sé stesso. superioris rei correctio.f. L’oratore se ne può scusare con la → correctio. autoapòstrofe [s.f.f. Lo stesso che → apostrofe.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. autofagìa [s.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica.f. Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. → improvvisazione. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua. ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici). Livros LabCom i i i i .] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo. Improvvisazione.] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus.] Fra quelli presentati da Perelman.f. Discorso improvvisato. come accade anche nell’espressione: so di non sapere. audacia.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. audàcia [s. audacior ornatus [loc.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. → ornatus.m. del modo di esprimersi. → autorità. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano).m. analogia. ecc. anomalia. L’ a. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione.f. del modo di scrivere. si realizza nel dubbio integrale. o nello slogan: vietato vietare. Lo stesso che → auctoritas. praecedens correctio. che porta a dubitare del dubbio stesso. aversio [s. autorità [s. dopo aver fallito la convinzione dell’avversario. Il ragionamento si ritorce su se stesso.

brachifonìa [s. bistìccio [s.f.] Suddivisione in due parti le quali. Implica un giudizio negativo → barbarolessi. → tripartizione.ubi.] [lat.XIV) che significa “inganno”]. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici. di una stessa parola.f. www. Es. calembour.f.] Si produce quando l’oratore. si distacca da una materia trattata. isocolo. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.f. abbreviazione di una parola o di un nome. bischicium (sec. barbarolèssi [s.m. → captatio benevolentiae. ripugnanza.] Lo stesso di → barbarismo. paronomasia. polulogia. chi non risica non rosica. tautologia. Parole contrarie al buon gusto.s. omeologia. Es.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. frase o idea. mediev. → perissologia.] Ripetizione inutile. antipatia. periodo. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.m. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema. operando una → digressione.: amore amaro.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data.f.f. bipartizióne [s. → fastidium. B barbarismo [s. avversióne [s. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso). trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. pleonasmo. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. spesso noiosa e pedante. antitesi. → Annominazione. battologìa [s.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc.: Siccome non c’era posto. benevolentia [s.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio.] Pronuncia abbreviata.pt i i i i .livroslabcom.f.

→ aiscrologia.] Appartiene. laconica brevitas. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere. (G. no comment. come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. ecc. concisione. Ungaretti.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto. C cacenfaton. → figura per detractionem. Es. versi liberi). poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. aforismi. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. sentenze. brevità.f. forme eccessivamente allitteranti). che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. ma soprattutto di Tacito. escrologia. no party. brevitas [s.] Riduzione del discorso all’essenziale.f. “Allegria di naufragi”. no logo. Con una diversa intenzione. nel panorama culturale contemporaneo. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. per l’orecchio e/o per lo spirito. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. si esprimono. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. cacenphaton Espressione fastidiosa. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. cacofonia. → brachilogia. le numerose comunicazioni pubblicitarie. alle volte volutamente indecifrabile. no Martini. imperatoria brevitas. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). Rossi. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare.

producono un cattivo effetto sull’ascoltatore.] Esposizione difettosa. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo. va osservata l’esistenza di CR locali. antitesi.m. → escrologia. dissonanza.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. campo figurale [loc. sciatta e confusa. sineddoche e ironia.s.m.s.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. ripetizione ed ellissi. sineddoche. Incongruenza di costruzione sintattica o logica.m. metonimia.] Affettazione stilistica. metonimia. cacologìa [s. cacosìnteto [s.f. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia.] ant. che al fine di disgustare l’uditorio.m.livroslabcom. Arduini ne individua sei: metafora. Oltre a CR generali.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. o cattiva collocazione. www. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi.f.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e). cacozelìa [s. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore.ubi. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit.f. propri di una determinata cultura. campo retòrico [loc. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. bisticcio. → vitium.pt i i i i . Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”. calembour [s. concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura.] Lo stesso che → gioco di parole.

→ anticlimax. dolore. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc.f. il termine ‘collo’ non significa. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. acirologia. → gradatio. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore.] o schema per casus [loc.] L’opposto di → anabasi.f.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta. abuso. in uno scherno. poi lo portò a compimento. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. casus pro casu [loc. → benevolentia. le gambe del tavolo. → abusio. ecc. solitamente per ovviare a lacune del sistema.m. Il collo della bottiglia. la vita e la morte. anabasi. (Il concetto di c. Es.f. abusione. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). → antiptosi. filofronesi. bensì.m. Es. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. carientismo [s. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà.s.] Scambio di casi. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante. catàbasi [s. così. climax.: Il sole e la luna. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). nella locuzione ‘collo di bottiglia’. In teologia essa Livros LabCom i i i i . ordo.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza». catàfasi [s. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone. climax discendente. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza.m. il letto del fiume.s.] Forma di preterizione.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. catacrèsi o catàcresi [s.s.

] Intimidazione. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme).f. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo. catàstasi [s. la quale.ubi. correlati fra loro. occorre inoltre comprendere il carattere della causa.] → climax. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia.f. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae. si contrappone all’→ anafora. → status finitionis. la → quaestio finita (o hypothesis).] Sequenza di almeno quattro elementi.f.m. ellissi cataforica. → anadiplosi. diviene oggetto peculiare del discorso retorico. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. Rappresenta la controversia.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. assumono un effetto intimidatorio. «Come ?!». causa [s. minaccia.f. parole come «Scusa ?!». catàfora [s.livroslabcom.f. cataplexis [s. → status translationis. deliberativo o giudiziario.i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. → status qualitatis. chiasmo [s.] Momento ritardante dell’epitasi. perspicuitas. Minaccia. che può essere simplex. e si contrappone all’apofasi. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio. → epitasi.] È l’oggetto di un processo. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti. nonché lo status quaestionis (→ status causae).f. concertativa. catena [s. → ominatio. chiarézza [s. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico.pt i i i i . se pronunciate con un certo tono. il suo stato di credibilità e la sua struttura. o in forti antitesi (pace www. → praeteritio. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli).] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniuncta. Così. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA. concatenazione. formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). apofasi.

m. gli amori (Ariosto. molto .m. chiasmo complicato [loc.poco).m. Livros LabCom i i i i . 2. 1-2).] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). antimetabole. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché. CXXXIV. definito come permutazione nell’ordine delle parole. con incrocio di intere frasi (es 1). il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare.1. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). a mo’ di sincope. il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo). il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. Es.2.. 1). → chiasmo. → chiasmo.s. I. Bellum Catilinae) b. chiasmo fonètico [loc. come in questo esempio: satis eloquentiae. come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”). → praeoccursio. i cavallier.s. sapientiae parum (Sallustio. Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. l’arme. Orlando fur. il chiasmo grande.: 1. Per la complessità sintattica e semantica. Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. tale da produrre un capovolgimento del senso. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco).] Incrocio che può coinvolgere intere frasi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. Chiasmo o antimetàbole. Le donne.s. chiasmo grande [loc. L’ "incrocio" può portare: b. abbiamo: a. → chiasmo.] Incrocio di elementi fonetici. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. Per l’ampiezza dei suoi componenti.

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chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
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circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
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in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
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I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose. grand.f. minaccia.] Specie di → paragone. cataplexis. ornatus.] Ciò che si dice sul → tema. conquestio. ad uno scritto. Lo stesso che → colore retorico.] Ornamento che si dà ad un discorso. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. ossia accostando ad un enunciato. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. adroit.m. commoratio [s. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema. communio [s. comminatio [s.] → antimetabole.] → movere. commutatio [s. comparazióne [s. infermità. → epilogo. souple.s.] Specie di → antitesi. → commorazione. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo. sinonimia. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero.f. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario. Livros LabCom i i i i . ecc. commiseratio [s.f. → color. Correlata: la similitudine.: Richelieu. o sul nucleo di questo.] Ornamento poetico. sorte contraria. colóre retòrico [loc.] → complexio. comménto [s. et dangereux ami. commovere [vb.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa. implacabile ennemi. Mazarin.m.f. indignatio. perclusio. → comparazione.] Minaccia.f.f.f. sublime.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. → comparatio. Es. → intimidazione. comparatio [s. chiasmo complicato.m.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori. → paragóne1 . ed equivale a → rema.

struttura. →. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta.] Piena approvazione delle tesi altrui. strutturale (la dispositio). www. zeugma. compositio [s. “competenze”: argomentativa (l’inventio). comprobatio [s.f. .). climax.] → antanagoge. complexio [s.f. → complexio.s. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. → oratio perpetua e il → periodo. complessióne [s. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. simploche.pt i i i i . e li incatena gli uni agli altri. Per quanto riguarda la fonetica. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum. Il tipo della figura è quindi /x. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio).f. mnemonica (la memoria). stilistica (l’elocutio. ribattezzate quali.ubi.f.f. Suddetto modello. . la “stlistica retorica” (rethorical stylistics). Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio. y/.] → sineddoche. complessione. y/x. anacefaleòsi. comprende gli aspetti della competence. .i i i i 38 compensatio [s. ha ridistribuito le parti della retorica classica. → sintesi.f. conceptio [s.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. Simile alla → conciliatio. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni.livroslabcom.f.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. . per l’appunto. “mediale”. aventi tutti la medesima parola iniziale”. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo.f. Sin. → simploche. con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. → gradatio. riguardanti la struttura discorsiva.] Combinazione dell’anafora con l’epifora. concatenazióne [s. e quelli della performance.] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo.

Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro. recapitulatio. opinioni. In essa.f. epilogo. brevitas. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore. in maniera tale da moderare.f. → attenuazione. da diminuire la gravità dell’accusa stessa.] Parte conclusiva dell’orazione.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s.] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario.) → oratio concisa. → astratto.f.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso.] Nella → quaestio finita. concinnitas [s. genus. però. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ). concisa (oratio c. concisa brevitas [loc. ma non ridondante o ricercata.f.f. fatti. alla realizzazione di una → compositio gradevole. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. concisióne [s. sono un risparmiatore. Non sono avaro. conciliare [vb. cui si contrappongono.] → delectare. concrèto [agg.] Consiste nel fare una concessione. conciliatio [s.] → percursio. recapitulatio. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero. in modo però che la comunicazione sia completa. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere). . → conclusione. . forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. comprobatio. pero.s. ’) → paromologia. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. conclusio [s. → brachilogia. Anche parte finale di un sillogismo. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. Livros LabCom i i i i . elegantia. → peroratio. → ornatus.

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40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

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condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
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coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
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contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
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i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s. conversio [s.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. ornatus. ma. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola. o greco.f. conveniènza [s.s.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso. verborum. copiosum dicendi genus [loc. epifora.) → polisindeto copulativo. figura retorica). o anche a legislazioni immaginarie). copulativo (polisìndeto c.f.f. può appartenere al → genus medium o al → genus grande.] → diafora.] Consiste. convincere [vb. → genus. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i . aptum. l’isocolo e la costruzione del periodo. transmutatio. → declamatio. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso. conveniente.f.s.] → anastrofe. copulatio [s.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che. corax [s. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano. le figure dell’adiectio. così come il → docere.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. copia rerum.f.m. →.→ res. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove.m. figurarum [loc. figura. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale. lessico.

anziché p’).] Chiarimento semantico prodotto. 1402a. tra le più diverse tipologie. crasi [s.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. correzione.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. restrictio. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte. non p’. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo.f.f.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. enfasi. la c. Così. ‘q. favorirebbe l’avversario. credibilità [s. troppo provato. Es.] → correctio.pt i i i i . superioris rei correctio. cap. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi.ubi. q’. ma q’ (oppure: ‘q. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito). b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc. cortesìa [s.f.f.f. Retorica. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa. correzióne [s. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. correttézza [s. litoti.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue. perché forte. può essere un mezzo dell’ironia. epanortosi.livroslabcom. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. correctio [s. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie.: Se insisti tanto. la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. 24. II. praecedens correctio.f. aposiopesi ed eufemismi. Sinonimo → epanortosi. remedium.

f. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. → credibilità. credibilità media.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado. expolitio. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. → verosimile.] Breve componimento elaborato su exempla. → credibilità. genus humile. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum). Livros LabCom i i i i . l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato. credibilità mèdia [loc. per esempio.] Basso grado di credibilità.f. di nessuna importanza sociale). nell’opinione del giudice. credibilità débole [loc.f. anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio. cria [s.s. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi. credibilità debole. cronografìa [s. la cui colpa. non è né provata né confutata).s. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’.s.f.] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte.f. storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti.] Alto grado di credibilità. credibilità alta [loc. genus turpe. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. genus obscurum. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. → exemplum. → credibilità.

nelle sue Epistulae.m. se ne affianca una ritmica.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene. ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus. www. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. assieme a vari ed acuti artifici retorici. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose.] → cursus medievale. 4.m. cursus tardus [loc. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica).s. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis. 3. 2.] → cursus medievale.] → ornatus. Planus (polisillabo piano + trisillabo piano). cursus medievale [loc.m. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).livroslabcom. Anche lo stesso Dante. l’eredità classica della → clausola e.ubi.s. alla prosa rimata. XI. al termine del sec. in epoca medievale. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano).] Andamento ritmico del periodo che recupera. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica.pt i i i i .s. → cursus medievale.s.m. Dizionario di retorica cursus [s.] → cursus medievale. cursus velox [loc.m. cursus durus [loc. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo).] → cursus medievale. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi.] → cursus medievale.m.m. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi.] → cursus medievale.i i i i 46 cultus [s. cursus planus [loc.m.s.m. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc.s. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica.s. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale. cursus ecclesiasticus [loc. Il cursus viene impiegato.

deduzióne [s. argomento.] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. ). ma a maiore ad minus.] → poliptoto.f. dall’universale al particolare. Livros LabCom i i i i . Anche → aptum. → decens “decoroso.f. → declamazione.] Nella tarda latinità. ‘dal più al meno’→ deductio. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio. declamatio [s. . decorum [s. declamatio. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati.m.s.] → aptum. → actio.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo.] Interpretazione. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’. a minore ad maius. deductio [s.f.m. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. Anche nel senso di → declamatio. inferenza che procede dalle cause agli effetti. oratore. → accommodatum “appropriato.f. declamazióne [s. più impegnativa. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale. dignitoso”. appartenente al → genere deliberativo. ecc. hypokritikè. idoneo”.f. esecuzione. la → controversia. declamatio suasoria [loc. così come accade invece nell’→ induzione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s. pronuntiatio. declinatio [s.] → declamatio. destinatario. utilitas della causa. decorum. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità.] → deduzione. .f. recitazione di un discorso.

che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.] Orazione di genere deliberativo. voluptas. XXIV. cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. in assoluto. non perdendo di vista il → docere. descrittiva. deliberativum (genus d.m. 64-66). Dizionario di retorica definizióne [s. delectare [vb.f.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). placere. che combina in vario modo le precedenti. Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. → allettare. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi.livroslabcom. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza. riconduce la d. Definizioni più generali o più partigiane.f. Si possono quindi distinguere: 1. www. quale senso si deve attribuire a una data espressione. che prescrive.] → definizione. Secondo Lausberg. con esitazioni simulate.] → dissuasione.f. delectatio [s.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. → genus deliberativum. deliberaménto [s.pt i i i i . Es. complessa. Par.) → genus deliberativum. la parte avversa oppone una → controdefinizione. generi aristotelici. Contro la definizione di una parte. dehortatio [s. delectatio.f. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione.f.] Fontanier. avendo già ben presente la soluzione ottimale. deliberazióne [s. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento.ubi. → delectare.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante.i i i i 48 definitio [s. 2.] delimitazione di un concetto. di condensazione.

] → distributio.] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire. → obsecratio. ironia. generi aristotelici.f.] Nella retorica classica. → ridiculum.f. soppressione o sottrazione) rientra.] Lo stesso che → figura etimologica.f. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione. alla → litote. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici. mala voluntas. malus animus.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s.] → ipotiposi. Il reo dichiara di avere agito in mala fede. designatio [s. scherno. demonstrativum (genus d.m. genere epidittico o dimostrativo. deprecatio. in parte.] → ipotiposi. di agire. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti.] → epifora.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo. transmutatio ed immutatio.f.f. detractio [s. Così Livros LabCom i i i i .f. lex potentior.f. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme. distribuzione. dendrografìa [s. determinatum [s. implorazione. deprecazione. il suo modo di pensare.f.] La detractio (detrazione.) → genus demonstrativum. assieme ad → adiectio. di vestirsi. in una difficile situazione. deprecatio [s. desitio [s.] Implorazione.f. deprecazióne [s.] Beffa. il suo passato.] → omeoteleuto. derisióne [s. derivatio [s. demonstratio [s.f.] → metonimia.f.f. denominatio [s. descriptio [s. → obsecratio.

In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma. → dialèttica. asindeto. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww. connotativi. quella iniziale e quella finale di parole diverse.] Frase tradizionale moraleggiante. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi. → ploce. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi.s. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. è un → metaplasmo per aggiunzione che. consente di considerare come separate due vocali contigue.f. quasi fissa nella sua formulazione. diàcope [s. → distinctio. compare tra le arti del → trivium. diàfora [s. → iperbato. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica. sincope. sillepsi oratoria.f.] → detractio. ed enfatici. I. detrazióne [s. motto proverbiale. détto proverbiale [loc. al contrario ad esempio dell’→ enfasi.f. tmesi. dialèfe [s.f.f]. reticentia. apocope. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas.] Opposto di → sinalefe. omo già fui (Inf. praeteritio. Es. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione.pt i i i i .: Non omo.. e dalla forma somigliante al → proverbio. percursio. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. dialectica [s. ellissi. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti.m. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola).67).ubi. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo.livroslabcom. ai fini fonetici e metrici del varso. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi.i i i i 50 Dizionario di retorica la d.

contenente domande rivolte a se stessi. o fra due soggetti.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone.: Parte sen giva. / lo duca. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono.m. diàlisi [s. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli. In particolare. allora si parla di → sermocinatio. discussione.] Negli interventi orali e scritti. e io retro li andava.) costrutto senza congiunzione. È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione. che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. Si vedano → dialogo. gramm. diàllage [s. . dialògico [agg. diàlito [s.] Lo stesso significato di → dialisi. con domanda e risposta. (XIX sec. già facendo la risposta (Dante. o fra un soggetto stesso e il suo io. che da ogne creata vista è scisso (Par. sec. lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. dialogismo. .f. → iato. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia.f. • GDU. dialogismo [s. dialèttico (sillogismo d. 96). XXIX. Es. Tale forma dialogica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero.m. .) → sillogismo dialettalico. monologico. Es.] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. Inf. 16-17). L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto. XXI. → dialito.] → dialectica.f. dialèttica [s. dibattito. Amor? (Petrarca). XVII.

49). . VI.Ora aspetta / tanto ch’io torni.diàlogo eurìstico [loc. www.m.livroslabcom.] Nella metrica latina la d. ch’è morto.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito. / Si ha d. → riflessione. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta.pt i i i i . Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par. diànoia [s.f. sotto forma di risposta. → dubitatio. → dialogo eristico. fammi vendetta / del mio figliuol. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. / parea dicer: Signor. Nelle finte domande che l’oratore pone. dialogo euristico.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. estremamente difficile. → eristico. ond’io m’accoro. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico.f. intra tutti costoro. / Ed egli a lei rispondere: . consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es.m. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole). . diàlogo [s. → antipofora. Nella metrica italiana la d. e non implica contrasto di idee. diàstole [s. dialogo.s. interrogazione). → sistole. attività cognitiva discorsiva.] Secondo Aristotele. a livello pratico. avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). (Dante). Ad esempio: La miserella. diàlogo erìstico . euristico.ubi. diapòresi o diaporèsi [s. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.f.] L’opposizione tra discussione e dibattito.

f. L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento.m. / Nell’accezione di → fabula. pareuresis. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. disiunctio. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. → lessico. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto. → mimesi. dibàttito [s.f.] → pronuntiatio.] Sin.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali. narratio. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. → zeugma.f.f. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. didascàlico [agg. si opponeva al genere mimetico o drammatico. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. diegèsi [s. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati.] Discorso giusto ed equilibrato. → paromologia. dictio [s. chiamando in causa la necessità a propria discolpa.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. dizione.] Il genere diegetico o narrativo era quello che. → ipotipòsi. / La d. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. → gnomica. nel suo svolgimento essenziale. → dialogo. Es.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). Livros LabCom i i i i . diceologìa [s. diazèugma [s. / Una giustificazione “ragionevole”. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione.f.

aneddoti..] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. .ubi. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). È il contrario dell’ → accusa. L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato.s. metonimia. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. allora. storie. . → sinonimo.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s. difésa [s. . di un giudizio morale.pt i i i i . → facilis ornatus. comunque.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo.] 1. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. difficilis ornatus [loc. → accumulazione. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione. La persona. anche quella tra i sinonimi.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra.f.. episodi.f. dignitas [s. ). Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora. omonimo. differentia [s. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo).m. a quella di uno stato d’animo. mediante ricordi. riprendiamo il discorso. . e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. 2. durante la quale www. cioè in dipendenza dalle situazioni.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale. viene così impedita la formazione di un dittongo).f. dicevamo.] È la differenza di significato. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. o le persone che svolgono questa mansione.f.f. che possono essere usati come varietà diafasiche. ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. . digressio [s. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee. o per sostenere un principio attaccato da altri. expolitio. tra parentesi.livroslabcom.

parecbasis.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. discórso acuto [loc. oratio. della → similitudine. dimostrativo [agg. discordanza [s. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”.s. → argomentazione. a definirlo. / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento. dimostrazióne [s. discórso di circostanza [loc. prova. dell’→ entimema (tipo argomentativo). stili del discorso.f.m. → parti del discorso.m.s. discórso [s. per poi riprendere con nuovo vigore. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi. Da dove provengano questi elementi. Livros LabCom i i i i .] Secondo Perelman. frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva. se siano verità impersonali. dell’→ exemplum. al termine della digressione stessa. Lo stesso che → inconvenientia. pensieri divini.] Il discorso di circostanza è occasionale. a dimostrarne l’importanza.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa. sermone. dimostrare una proposizione. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza.f.m. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio.f. Anche → excursus.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore. discorso improvvisato. scopi del discorso. dilogìa [s. discorso di consumo.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione.

in “società di ordine sociale più libero”. genere epidittico. oppure nella scrittura. www. Il riuso.m. di coscienza collettiva.m.s. genere deliberativo. tuttavia il discorso mantiene. l’oratore può o meno essere il medesimo. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte. → discorso di consumo.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. secondo l’intenzione di chi parla. quindi. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante). la sua usabilità per dominare. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso.s. → discorso di circostanza. periodicamente o meno.pt i i i i .m. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. come sostiene Lausberg. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. una volta per tutte. discórso di parte [loc.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione. determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. il discorso consuma interamente la sua funzione. discórso figurato loc. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti.ubi. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione.livroslabcom. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto.s. in tale situazione dunque.m. discórso di riuso [loc. → discorso. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti. In particolare.s. Discorso ricco di figure retoriche.

s.m. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative.f. → ordo.) → asindeto disgiuntivo.: Chiedeva compassione.. Opposto all’eufemismo.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale.m. disfemismo [s. rigorosamente formalizzata. spesso gradevole o addirittura affettuosa. disiunctio [s. discórso retòrico [loc. supplicava clemenza. polysyndeton d.s.m.] Lo stesso che → dibattito. ordine naturale. → parisosi. → discorso di circostanza. dispositio [s. discussióne [s. palle. La sua struttura. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. è la seguente: 1. senza attribuirle un tono offensivo: rompere. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale. stronzo. il d. disgiunzione. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. Fenomeno legato alla → variatio. 2. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi. polisindeto disgiuntivo.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc.f.m.f.] Sostituire in modo spesso scherzoso. → dispositio. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio.] Disporre le idee da esporre in ordine logico.] Lo stesso che → testo retorico.] Discorso non preparato.] Lo stesso che → disiunctio. → diazeugma. disputatio [s. proposta di Livros LabCom i i i i . disiunctivum (asyndeton d.f. ordine artificiale.2.s. problema. invocava pietà. improvvisazione.f. e soprattutto non previsto.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.] Nelle sezioni dell’arte del dire. usus. disgiunzióne [s. Es. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. discórso sottile [loc. disposizióne [s.f.

f. similitudine. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto. dissimile [s.livroslabcom.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. Si riferisce in primo luogo ai suoni.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento. nelle cose simili. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame. obiezione alla proposta. dissonanza [s. → simulazione. dissimulatio [s. si dissimula quello ch’è. dunque. → simile. soffoca in cuore il profondo dolore’. risposte alle eventuali obiezioni.f.] → diafora.] → dissimulazione. www. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat.f.pt i i i i . per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi. Lo stesso che → cacofonia.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. Nelle scuole medievali la d. È il contrario dell’ → esortazione. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile. è unito alcunché di dissimile.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. dissuasióne [s. ma può anche sussitere come discordanza d’idee. ciò che. dissociazióne [s.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. → contrasto. si dissimula quello ch’è. 4.m. soluzione del maestro. 5.ubi. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono. ironia. costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile.f.f. fu impiegata nell’interpretazione di testi. Si simula quello che non è. distinctio [s. eccede il tertium comparationis. dissimulazióne [s. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto). 3. Si simula quello che non è.f.

Esistono alcune dittologie assai diffuse che. individuata dalle artes predicandi. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i . Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo.f. con la quale si chiude il sermone. forte e robusto. pieno zeppo.f. multivocum. sta nel fatto che quest’ultima. distìnguo [s. e quindi la comprensione di un testo. apposizioni. La differenza rispetto all’enumeratio quindi.f. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. basso basso. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente. distributio [s. appartengono ormai al lessico quotidiano. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio. per il loro uso frequente. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto. divisio [s.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. → rapporto diversivoco. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso.m. nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. stanco morto. atttributi. aequivocum. cioè di un sermone. per garantire la → perspicuitas. dittologìa [s. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). → sinonimia. ubriaco fradicio. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime. nella sua forma canonica. grande e grosso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb.m. come mi pare e piace. → distributio. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. → distinguere.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. congerie. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. bello bello. univocum. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. in base alla quale. diversivocum [s.

nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso.f. che presumono una risposta negativa (“non. convincere. diffusa da Leibniz. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. → ratiocination.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). adattato alla pratica ed impreciso. → exsuscitatio. informare i giudici su una causa. È uno stile però piuttosto scarno. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. → aporia. → pysma. dossologìa (o doxologia) [s. 22). Nella Ad Herennium. attraverso l’enfasi ed il ricorso.f.livroslabcom. www. indica un modo di parlare figurato. indignazione. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato. come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. voce diffusa da Leibniz. interrogativa retorica. → doxologia. se necessario. dictio.] Lo stesso che → pronuntiatio. domanda retòrica [loc. avresti tutto da perderci. sarcasmo. (Ad H.ubi. → persuasione.f. 4. ad ogni tipo di artificio retorico. → anthypophora. interrogazione retorica. distributio. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi.pt i i i i .s. partitio. che presumono una risposta positiva (certo che è partito).→ merismo.] In filosofia la voce. istruire. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. → interrogazione. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”).] Far conoscere. → dianoea. ecc. Brano liturgico glorificatore. docere [vb. 15. È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. dizióne [s. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”).

s. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. Tipico dell’ars oratoria. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni). obliquus.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium. tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico.s.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex. subtilis. mixtus.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria.s. ductus [s. a differenza di quelle logiche. cioè alla scienza (→ episteme). dubitatio [s. Le argomentazioni retoriche.m. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. dramma [s. ductus mixtus [loc. Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia. ductus figuratus [loc. communicatio. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili. A seconda della contingenza. figuratus.f. anacenòsi.m. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i .m.f. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. ductus obliquus [loc. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi). Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). figuratus e obliquus.] o syntaxis obliqua.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario. diaporesi. subtilis.] Termine sorto in ambito filosofico greco. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. → tattica. → ductus.] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. → opinio.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera.m. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio. Si può ritenere il dutus più frequente. in maniera più o meno velata. → ductus.

e quello che realmente pensa. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.f.s. → ductus. provocazione.) → cursus ecclesiasticus.s. www.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona. → ductus.] Lo stesso che → esclamazione.] → digressione.m. Vivace descrizione dei dettagli. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica. ecfonèsi [s. ductus simplex [loc. egressio [s. gratia. paradosso. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva. seriamente dice. nella tattica del discorso. -servendosi della provocazione .] Si ha ductus simplex se. cioè. dulcedo [s. egressus [s. → evidentia. prosopografia. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso. effictio [s.f.f. → ductus.m. illustratio.un effetto opposto a questa opinione. ècfrasi [s.ubi. → ritratto. nella tattica del discorso. etopea. ductus subtilis [loc. Vi è concordanza fra consilium e thema. L’immagine.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria.] → ornato soave. durus (cursus d. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex. E ecclesiasticus (cursus e.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che.m. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere.pt i i i i .) → cursus durus.f.] → digressione.livroslabcom.f.

che corrisponde alla → detractio. Es. c. ellissi [s.f.] L. ma diversi nel corpo della parola. Livros LabCom i i i i . donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. nella → dispositio del discorso e dell’opera. ed è fenomeno della → brevitas.f. egli è debole (→ anafora). Soppressione di elementi di una frase. e nello stile nominale. → sottinteso. allo stile di Cesare. debole egli è (→ epifora). egli è vecchio e debole. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. omissione. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso.] Figura di parola per soppressione. b. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a.f. Dato il pensiero egli è vecchio.f. elisióne [s.: la partita Milan-Inter.] L’electio è. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. per esempio. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. vecchio e debole egli è. vecchio egli è e debole. ellissi ‘totale’ . → dispositio. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea. ellissi catafòrica. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. → ornatus. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. Incongruenze semantiche e sintattiche. elegantia [s. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s.] Eliminazione di una di due vocali contigue. concinnitas. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. oppure vecchio egli è. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato.

. → catàfora. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). .s. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. ecc.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. oratio ornata).f. intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità.pt i i i i .] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. l’eleganza del discorso (→ ornatus. . Lausberg 1949).livroslabcom. . e la → compositio. scevro da arcaismi. . ellissi. precisamente ad Atene. fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”. Quintiliano). non essendo quello altro. relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). È proprio attraverso l’elocutio. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. . le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. connesso”). che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. cioè la collocazione. che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. nel Terzo Discorso dell’Arte poetica. Già Torquato Tasso. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato. avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. nasce nell’antica Grecia. Affinché ciò si verifichi. che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio. attraverso precise scelte espressive e comunicative.f. come scelta della terminologia più appropriata.] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. barbarismi. si tratterà per conseguenza de lo stile. → elocuzione. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi.f. eloquènza [s.ubi. elocutio [s. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. Sin. L’eloquenza.

anche → oratoria.. IX. II a. genera elocutionis). eloquènza epidìttica [loc. retorica. → eloquenza sacra. Comunque. Pisistrato raggiunge il successo politico. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate. che non può essere recepito dalle grandi masse. l’effettiva predicazione in Occidente. generalmente nel corso di celebrazioni. dimostrativa loc. a quelle legate alla predicazione cristiana. come Catone il Censore (234-149 a. Proprio grazie a quest’ultima. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec.C. con invettive e critiLivros LabCom i i i i . divenendo tiranno in Atene.s. cioè che serve per dimostrare. 141). Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante.s.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana. che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. quando numerosi retori greci vi giungono. eloquènza del pèrgamo [loc. genere della predicazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola.f. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli. o al contrario. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture.C. rhetoriké (téchne) “arte del dire”]. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. avente lo scopo di → delectare l’auditorio.s. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina.] o e. che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali. che essi definiscono retorica [gr. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana. si svolgeva in lingua volgare. ed in seguito lo stesso Cicerone.f.). quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario.f. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo).

5. contribuendo al bene della patria.ubi. invece di domani ti raggiungerò. Carducci. in onore delle numerose divinità. emozióne [s. ethos.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). maestro indiscusso di oratoria epidittica. → enàllage dell’aggettivo. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www. sono meritevoli di lodi. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). 2.s. sia in vita che defunti. come ad esempio di vincitori olimpici. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività. pathos. mentre il → pathos è il grado di più violento. . i quali. → affectus. elogio di personaggi. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate. . eloquènza dimostrativa [loc.f. L’emozione più moderata è l’→ ethos.i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo. Es. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti.livroslabcom. ad esempio. enàllage [s. parla velocemente. Es. parla veloce.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). eloquènza sacra [loc.f.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo. In particolare si esplica come: 1.f. Il divino del pian silenzio verde (G.s.] Lo stesso che → eloquenza epidittica. . i modi e i tempi del verbo. panegirici o orazioni funebri. l’aggettivo e l’avverbio. elusióne [s. enàllage dell’aggettivo [loc.f.s.pt i i i i .] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.: domani ti raggiungo. 3.f. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. 4. in origine. celebrazione.] → perifrasi.f.

un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. ma logicamente va riferito a un. lode pubblica. → ipotiposi. + nome. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. una situazione.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. un evento. /. encomium [s.f. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare. evidentia. energìa [s. enantiòsi [s. La notte e il buio = la notte buia. Erbe e veleni = erbe velenose.f. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. endìadi [s.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’.] Vivace descrizione di un’azione.f.m.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. endìade). evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. ammirazione. Es.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. utilizzata per creare l’illusione della realtà.] (variante arc. del calore generale della espressione e dei gesti. Livros LabCom i i i i .] Tributo di lode. una emozione. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro.f. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce. una persona. → vox. d’ora in avanti.f. oppure nome + specificazione complementare subordinata). L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. o contraddittori o conversi.f. onore. Es. enantiosemìa [s. . → antifrasi. Es.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. . cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa. ènfasi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)]. ecc. enargìa [s. contraddizione.

. x/. . asindetico o misto tra i due. Lo stesso che → anadiplosi.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui. redditio. secondo il modello: /x. epanadiplòsi [s.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio.ubi.f. può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali. in verità vi dico. . epanalissi [s. enumeratio. .] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. /xx. → allegoria. .] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase. enumerativo (polisìndeto e. entimemismo. palillogia.] Allegoria oscura. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura.f. epadiplosis [s. epanalèpsi. oeonismus. repetitio. enumeratio [s. entimèma [s.pt i i i i .f.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. . Anche: → ciclo. → optatio. enjambement [s. . → sinafia.f. Es. xx/: In verità.m.) → polisindeto enumerativo.f. epanàstrofe [s. .i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s.livroslabcom. → geminazione. geminatio.] Sinonima di → anafora. xx.] Formula d’augurio. → elenco.] → induzione.: Tutti gli uomini sono mortali. .] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi.m. epanàfora [s. .f. /.f. www. epanalèssi. eonismo [s. /. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. . anacefaleosi. che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza. al centro o alla fine di un segmento testuale /. inclusio. epagòge [s.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico.m.m. . /. antapodosi.

expolitio. epesegèsi [s. epanortòsi [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. ma non sono solo. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. e mi lascerete solo.m. → exornatio. epesergasìa o epexergasìa [s. Paolo > Pavolo.] esplicativo. → epesegesi.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione. Viene detta anche → anaptissi. anzi è già venuta. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione.f. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola. epèntesi [s. epicherèma [s.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov.f. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. ampliata con particolari. Genua > Genova.] Figura retorica che consiste nella ripresa.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. anzi. esornativo.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento.f.m. → sillogismo.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì.f. Es.f. perché con me è il Padre”. ornatus. È un barv’uomo. un santo! Equivale a → correctio. 16.32: “Ecco vien l’ora. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. epibolè [s. → regressione. Livros LabCom i i i i . alla mano da martedì. che dalla → repetitio. È differente sia dall’ → anafora.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto. sillogismo dialettico. di una o più parole enunciate in precedenza. sillogismo retorico. epesegètico [agg. servendosi di nove espressioni per ornarlo.

→ anamnesi.f. www. epimerismo [s. . Es.m. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora). epifonèma [s. x/.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. Non chiederci la parola. genere epidittico. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo. VII.f. scioglimento del nodo.f. mozione degli affetti o perorazione. ciò che non vogliamo” (Montale.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa.] Insistenza. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s. parti del discorso. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl. epìfora [s. epidìttico [agg. avanzata al fine di controbatterla. repetitio.livroslabcom. → conclusio.] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo). epilèmma [s. epìmone [s. . Fur..pt i i i i . “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo.] Parte finale di qualsiasi testo. 2. → sinalefe. ripetizione. mozione degli affetti.f. in Ossi di seppia).] → eloquenza epidittica.m. epìlogo [s. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1.f. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie. reduplicazione. I. orale o scritto.ubi. 11-12.m. reduplicatio.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /. epìfrasi [s. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate. ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati. → anadiplosi.2). .] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. . → epistrofe. peroratio.m. → aggiunta.] Obiezione dell’oratore a se stesso. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. episinalèfe [s.

] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola. → paragoge.m. epìteto [s. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i .m.: Poiché egli è ingiusto.f. epithetum ornans [loc.s. si rimette al giudizio del magistrato.f. come ad es.: una radunata sediziosa. epitrocasmo [s.f.] Figura in base alla quale l’oratore. il canuto mare. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto. In altre circostanze l’e.] Sinonimo di → epifora.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. confidando nella bontà della sua causa. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo. → appositio. epitetismo [s.f. epìtasi [s.m. In questo caso l’e. umida vina ‘vini umidi’. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. lasciate che si comporti da ingiusto.m. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo. epìtrope [s. Es. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo. ironicammente. Un tipo di amplificazione epìtesi [s. Es.

/ Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico.m. geminatio. ammirazione e sim. → aequivocum.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose.] Ripetizione di parole senza alcun intervallo.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa. L’e. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza.→ concessio.ubi. / Ciò che è ambiguo. dialogo eristico. eruditorum consensus → consensus eruditorum.m.f. erìstica [s. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario.m.f. esclamazióne [s. Dal punto di www.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo. rhetorical questions. voce dotta diffusa da Kant.] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti. ambiguità sintattica. "O natura. epizèugma [s. domanda retorica. epizèusi [s. sillogismo eristico.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). ammissione. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea. → epanalessi. → eristica. equivocità.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa.f. obscuritas.pt i i i i . equìvoco [s.] Argomento che assume la forma di interrogazione. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. può essere estremamemente pungente nella sua ironia.livroslabcom. esagerazióne [s. permissio. malinteso. erotèma [s. anfibolia. erìstico [agg.] e agg. sdegno. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma. / Caratterizzato da significato non chiaro.f. o natura" (Leopardi). → amplificatio. / Vocabolo di diversi significati. iperbole.

Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori. la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni. adhortatio. parabola. principio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). Inf. esortazióne [s. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. che di bontate / deon essere spose.] Discorso osceno. → exordium.f. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae. epidittico/encomiastico.: O Simon mago. esornativo [agg. exhortatio. nella fase della → narratio/partitio. Il contrario della → dissuasione.m. → aiscrologia. giudiziario. → ecfonesi. È il termine corrispettivo di turpiloquio. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma. o miseri seguaci / che le cose di Dio. Livros LabCom i i i i .f. prologo. exornatio. . → parenesi.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando. la continua ripetizione di sillabe uguali.f. esòrdio [s.] Sollecitazione. 1-3. o ambiguamente allusivo.m. → cacofonia.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria.] Particolare tipo di → apostrofe. nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. .] anche → inizio del testo. esémpio [s. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento. È la parte iniziale. proemio / introduzione. esecrazióne [s. scurra. escrologìa [s. XIX. ad esempio. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate. introduttiva di un discorso politico. → exempla ficta. exsuscitatio. inizio del testo. del pubblico o del giudice che sia.

comportamenti. eterologìa [s. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata.m. → sermocinatio.: etopèia. emozione. VI. vizi e virtù. una sua chiarezza e comprensibilità. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti.] Espressione che si può intendere in due modi. ètos [s.] → ethos. pathos. → circostanze. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). → atto estesico. Es. notatio. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. etopèa [s. èthos o ètos [s.f. →.s. estèsico (atto e.f. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. nell’arbitro della situazione. effictio.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione.ubi. circostanze della narrazione.m.livroslabcom. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg.f. 61-63) Sin. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti.pt i i i i .] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. → affectus. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. prosopografia.: o anima lombarda. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”. ritratto.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). www.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc.

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eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
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Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
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expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
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→ ticoscopia. possibili o probabili”. M. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. fatto retòrico [loc. ottenuti sia attraverso la riflessione. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. fastidio”). precisamente nell’→ excogitatio.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore. → avversione.livroslabcom. In Perelman.che formano il complesso referenziale del testo.m. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio.: siamo d’accordo. noia. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo). stati. idee . l’→ oratore (o mittente).pt i i i i . ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es.ubi.m. www. fatismo [s. fastidium [s. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa. deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. il referente (costituito dagli esseri.f. il destinatario (o ricevente). ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico.s. vasto pubblico o giudice che sia. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio. sprovvisto di significato autonomo.] Elemento di un enunciato che. viene presentato nella → propositio.i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s.n. no? fatto [s.m. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso). vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s.reali o immaginari . che mediante immaginazione. azioni. “tedio. 50. processi. disgusto.] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio.] Ciò che è accaduto e di cui si parla. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico.] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini.m.

lat. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc.] È una breve narrazione in prosa o in versi.f.f. figure di costruzione (→ figura di costrutto). lumina (-um n. figure. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9.] Lo stesso che → figura di parola.] Lo stesso che → figura di parola.f. Livros LabCom i i i i .dat. → esempio.f.f. → adiectio (→ aggiunzione o addizione). figure. figure of speech.s.] → idolopea.).s. schema”. ingl. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.f.) verborum et sententiarum. festivitas [s. d. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. figure di dizione.f. figura di elocuzióne [loc. figura di discórso [loc. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). figure di parola.s. s. 2.] Lo stesso che → figura di pensiero. → immutatio (→ sostituzione). la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma.s. fr. apologo. anche imagines-um s.f. figure di significazione o tropi. fugure rhétorique. 3. figura retòrica [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. → detractio (→ soppressione .C. figura dal tema di fingere “plasmare”. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso.] [gr. schêma “forma. Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. figura [s. parabola. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”.] Figura. figura di concètto [loc. → transmutatio (cambio di posizione). figura elocutionis. fictio personae [loc.14). che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. 4.f.] Nell’ambito della retorica.] Lo stesso che → figura di parola. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero.pl. figure di ritmo. → fiore. GDU. similitudine..sottrazione o omissione).pl.s. Secondo Quintiliano (I sec.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.1.f. prosopopea.

i tropi impropriamente detti. → figura.f. → anafora. → figura di parola. Sinonimo è → figura di concetto.s. figura di pensièro [loc.f. → epanalessi. che si manifestano ‘in parole singole’. Figure di pensiero per sostituzione. rientra tra le figure www.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc.] Tale figura riguarda. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). → sinonimia. 6 e IX).] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. → ipallage.ubi. i tropi veri e propri. Figure di parola per soppressione. figura etimològica [loc.] In Fontanier.s. bensì la conformazione di un intero enunciato. → concinnità. → anastrofe.s. tropo. alla categoria dell’ → ornatus. → brachilogia. le figure di parola o elocuzione appartengono. d. → ellissi. dal punto di vista ideativo.pt i i i i .f. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem. Figure di parola per aggiunzione. figura elocutionis [loc.s. Figure di parola per ordine. b. figura di significazióne [loc.] In Fontanier.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. b. immutationem. c. al contrario dei tropi propriamente detti.f. Figure di pensiero per aggiunzione. → gradazione. detractionem. e suole dividersi in: a. Le figure di pensiero si suddividono: a.s. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. figura elocutionis.f. c. che si manifestano ‘in più parole’. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola.] Lo stesso che → figura di parola. Figure di pensiero per soppressione. ma anche l’ → asindeto.livroslabcom. → zeugma. ordinem.s. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. → polisindeto. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. → figura.f. tropo. → figura etimologica. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato. non una singola parola. → enallage. figura di paròla [loc. → iperbato. il concetto della frase. → anacoluto. Affine al → poliptoto. → paronomasia.

s.f.f. Esempi: vivere la vita. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia. la litore.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia. figura per addizione. Livros LabCom i i i i . l’iperbole. contraddistinte dalla → brevitas.s.. figura per adiectionem [loc.s. . sognare un sogno. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf.. figura per detractionem [loc. figura lògica [loc.] → figura per detractionem. . attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). figura grammaticale [loc.s.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. verbi. amare un amore.f. figura per immutazióne [loc.f. 68). figura per addizióne [loc.f. figura per detrazióne [loc.] → figura sintattica. ).] → figura per immutationem.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. → aggiunzione. considerate sottintese. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. XIII.s. figura per aggiunzione. figura morfològica [loc. figura (parlare in f.f.) → parlare in figura. l’allegoria. donare un dono. → figura di concetto. figura per aggiunzióne [loc.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio).] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni.f.s. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto.] → figura di parola. addizione di elementi.f.s.s.f. utilizzata dunque per snellire il discorso.

] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora. numero.] Figura di parola costruita mediante l’uso.s. concordanza. all’interno della stessa frase.f.s. figura retòrica [loc. → polisindeto.ubi. soppressione. figura sintàttica [loc. www.f. → zeugma.s. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi. proprio da tale immutatio verborum. figura pseudoetimològica [loc. → chiasmo. Le figure semantiche sono dette anche → tropi. → asindeto. l’antonomasia.s.f. figura per trasposizióne [loc. .] Lo stesso di → figura per ordinem. la metonimia. delle variazioni nel genere. figura per soppressióne [loc.] → figura per ordinem. ordine. figura per sottrazióne [loc.s.] → figura di pensiero. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali. figura per transmutationem [loc. la sineddoche. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto.s.s.] → figura per detractionem. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori.f. figura sententiae [loc.pt i i i i .f. rispetto al normale svolgimento sintattico. .] → figura per detractionem.f.f. → figura di significazione. transmutatio. → ellissi.s.] → figura.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini.f.f. funzione. figura semàntica [loc.s.s.s. figura per órdine [loc. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale. → iperbato. figura per ordinem [loc. → sillessi. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto).] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro.] → figura per ordinem. che riguarda singole parole.f.livroslabcom.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.s. → enallage.] (o figura grammaticale).f.f. sottrazione. → pleonasmo. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe. ecc.

Parola rara. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. sopprimono elementi. la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena.f.] → figura di parola. Si chiama anche figuratica. In genere. aggiungono elementi sulla catena. finitio [s.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali. genus medium.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. imitatio. stilistiche. preziosismo lessicale. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. status causae.] Blandire una persona.s. fiore? fòro [s. parlare fiorito. Flos. fióre retòrico [loc. tropi). nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. metriche. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i .] Ricercatezza del discorso o della poesia. cioè la successione cronologica dei segni linguistici.f. → flos. → captatio benevoletiae.] → definizione. ma modificano l’ordine dei segni.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. parlare fiorito.m. fióre [s. flòsculo [s.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio. finzióne [s. acutezza. status finitionis. figura verborum [loc.f. finézza [s. fióre poètico.] Abbellimento del discorso. multimediali).m.f.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. Riguarda appunto la linea sintagmatica. → fiore. che è difficile trovare un po’ dappertutto. delle parole.m. la finzione è un voler far credere.) → ductus figuratus.f. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es. flosculo. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente.m. filofronèsi [s. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente. figuratus (ductus f.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman.f. figura. → percontatio. genus floridum. In questo contesto A e B.

→ deliberamento.m.f.2. mentre i termini C e D. → movere). accumulazione. generi aristotelici.s. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. allargare un giudizio a tutti i casi simili. legislativi. generalis quaestio [loc.f.] → geminatio.] → epanalessi.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione.ubi. amministrativi ed economici. aspetti militari.pt i i i i . geminazióne [s. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. rappresenta un oggetto astratto.f.f.] Contrapposta alla → quaestio finita. → frequentatio. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. Le questioni generali sono più facili da trattare. l’oratoria di Demostene). una classe di persone. ornatus. su cui si fonda il ragionamento. epanalessi.pl.f.] equivalente all’→ accumulazione. frequentazióne [s. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche.] → generi aristotelici. e sono oggetto di studio scolastico. genera elocutionis [loc. in modo anche affrettato. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore. frequentatio [s. → quaestio infinita. www.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. G geminatio [s.s. generalizzazióne [s. costituiscono un insieme detto tema. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta.livroslabcom. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. → tema. che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione.f.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.m. gènere deliberativo [loc.s.

gènere giudiziale o giudiziário [loc.] Genere oratorio legato alla predicazione.s.] → genus amplum.m. gènere magniloquènte [loc. gènere grande [loc. Livros LabCom i i i i . genus sublime. genus sublime.s.m. eloquenza epidittica.] → genus grandiloquum.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc.m.s. genus sublime. gènere grandióso [loc. chiamati logografi. ma mira a → docere. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza.s.] → genus amplum.m.] È uno degli → generi aristotelici.s.m. → genus demonstrativum. gènere importante [loc.m. generi aristotelici. genus grande.] È.m.] → genus grande. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso. genus medium.] → genus demonstrativum. genus amplum.] → genus moderatum.s. gènere equilibrato [loc. durante i processi relativi a cause private o pubbliche.s. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa. genus praedicandi.s.] → genus vehemens. genus sublime. gènere epidìttico o dimostrativo [loc. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato. → generi aristotelici. genere dimostrativo.m. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio.m.s.s. che il cittadino. → eloquenza del pergamo. genere epidittico. gènere fòrte [loc.] → genus grande. gènere dimostrativo o epidìttico [loc.] → genus vehemens. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale. per convincere i giudicanti. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio.m.m. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. gènere intènso [loc.s. fra i → generi aristotelici. generi aristotelici.s. coinvolto nella causa.m. gènere elevato [loc.

genus sublime. L’ → eloquenza.s. Dizionario di retorica gènere moderato [loc.i i i i 86 gènere mèdio [loc.s. gènere ùmile [loc. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. anche per provare delle affermazioni. gènere tènue [loc. impiegato in occasione di celebrazioni.livroslabcom.m.] → genus robustum. genus summissum.s. 3.m.] → genus modicum. o → genere epidittico.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche.pl.s. genus subtile. davanti ai tribunali.ubi. genus medium.m.] → genus moderatum. genus grande.] → genus gracile. gènere temperato [loc. gènere vigoróso [loc. gènere sottile [loc. ornato vigoroso.] → genus subtile.m.m.] → genus modicum. si specifica in: 1. giudiziaria o → genere giudiziale.] → genus humile. gènere preciso [loc. politica o deliberativa.m. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza.m. gènere pompóso [loc.s.s. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare.s.] → genus sublime.] → genus medium. gènere sublime [loc.m. → eloquenza epidittica o dimostrativa.s.m.m.s.] Sono detti anche → generi della retorica. genus modicum.s.pt i i i i .] → genus grandiloquum. gèneri del discórso [loc. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi.s.s.pl. gènere mòdico [loc. genus subtile.m. che www. 2.m. → genere deliberativo (→ genus deliberativum).] → genus gracile.m.s. gèneri aristotèlici [loc.

genus acutum.s. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. genus floridum [loc. genus elocutionis [loc. genus vehemens. straniamento. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento.s.s. generi aristotelici.s. genus anceps [loc.] È rappresentato dall’opinione di parte che.m. → genera elocutionis. Es.s.m. genus deliberativum [loc.] → genus medium.s. → eloquenza del pergamo.m. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso. genus dubium [loc. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto.m. si ha genus abruptum quando in nella principale.s. genus abruptum [loc.m. sostenendo ad esempio una tesi assurda. soprattutto dal punto di vista etico. ha come risultato il genus vehemens.m. generi aristotelici. → ex abrupto.] → genere dimostrativo. → paradosso. si scontra col senso di verità del giudice. generi aristotelici.m.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. credibilità debole. genus [s. 4. stilus.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi.m.] → genere.] → genus dubium.] → genere deliberativo.m. eloquenza epidittica.m. È un tipo di → genus sublime.s.] Genere elevato e privo di interruzioni. Livros LabCom i i i i .] → credibilità. ornatus. L’uso dei commi coordinati. genus amplum [loc.m. Assomiglia al → genus turpe. genus gracile [loc. credibilità media. genus demonstrativum [loc.s.] → genus humile.] In una prima accezione. che predilige lunghi periodi.s. genus admirabile [loc. credibilità. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo.

pieni di immagini.] Stile basso. genus pro specie [loc.livroslabcom.m.s. genere vigoroso.s.] Lo stesso significato di → genus medium.m. genus honestum [loc. ornato soave. credibilità.] → credibilità alta. né la forma sintetica. → credibilità debole. stili del discorso. genus robustum [loc.] → genus medium. genus modicum [loc. genere umile.m. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. genere temperato.s. → genus summissum. genus mediocre [loc.s.s.m.] Stile dell’oratoria politica.s.m.pt i i i i . tenue.] → genere giudiziale.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc. genus laudativum [loc. genere tenue. l’→ isocolo e la costruzione del periodo. che sa usare modi semplici e persuasivi.] → genus medium.s.] → credibilità debole. genus tenue. → genus sublime. genus iudiciale [loc. genus subtile.s.] → eloquenza epidittica. le figure dell’→ adiectio. genus grandiloquum [loc.s.m. stile umile. proprio dell’oratoria epidittica.] → genus sublime.s. stili del discorso. credibilità. genus moderatum [loc. genus humile [loc. ornato vigoroso. genus praedicandi [loc.] Rappresenta.s. genus obscurum [loc. genere moderato. né l’oscurità. ma anche duri. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. → genere medio.m. genus gracile.ubi.] → credibilità media.m.m. fra le caratteristiche dell’→ ornatus.s.s. proprio dell’oratoria civile e forense. come la → perifrasi. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. generi aristotelici.m.m.m. genus medium [loc.m. che non ammette né la brevitas. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus.m. genere sottile. genere preciso. www. credibilità. soprattutto nei confronti degli avversari. → genus sublime.] Stile medio.s.] → sineddoche.

Assomiglia al → genus admirabile.s. genere grave. come il → genus abruptum. gèsto [s. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime.m.s. ad esempio.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. genere magniloquente. genere sublime. genus tenue [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc. → genus.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es.s.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio.] Stile sublime. esse possono essere astratte (es. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità.s.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. genus turpe [loc.f. genus subtile [loc. → pronuntiatio. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. utilizzando l’→ ordo naturalis. Livros LabCom i i i i .] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare.] → genus humile.s.m. di uniformità in genere.s. genus vulgare [loc. Fa parte del → genus sublime.m. → credibilità. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene. cioè il discorso pronunciato oralmente. tipico dell’oratoria politica.m.s.m.m. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso. stili del discorso. accuratum dicendi genus. genus summissum [loc.m. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium. → genere alto.: la persona è più importante della cosa). Si ha genus turpe quando. e viene di solito definito come → genus humile. credibilità debole. gerarchìa [s.] → genus humile.m. genus vehemens [loc.

di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus.ubi. gnòme [s. un → ornatus particolare. in una raccolta di 700 Sententiae. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. d. gnomològio [s. Per quanto riguarda i Romani. Per alcuni autori (cfr. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori. De Vauvenargues www. V-IV a.C.m. motto. sono invece le Reflexions et Maximes di L. Del XIII sec. attribuiti al medico Ippocrate (sec.f.livroslabcom. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica. anagramma.pt i i i i . boutade. 400).i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s.f. → calembour. un proverbio. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam. l’intento è precettistico e sentenzioso. didascalico. gli Aforismi (ca.] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto. traductio.: amore amaro. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto). oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco. sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. soprattutto l’→ audacior ornatus.] Florilegio di sentenze. massima.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. Sempre in ambito latino. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. le Sentenze di Epicarmo. ecc.m.] È una massima. le Massime capitali di Epicureo.C. una sentenza. GDU) è un filone del genere didascalico.). → aforisma. per altri (cfr. giòco di paròla [loc. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione. → gnomologia. gnòmica [s.m. come la → mixtura verborum. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili).s.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. → facilitas. gràzia [s. H habitus [s.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali.].) [loc.] → genus sublime.m. assurdo. gradazióne ascendènte [loc. ad esempio. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. grottésco [s.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.m.s.s. → climax. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.s. habitus orationis [loc.s. bizzarro. In ogni discorso però.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso.f.m.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari. → scarto.] Lo stesso che → gratia. Livros LabCom i i i i .s.f.m. → climax.m.f. gradatio [s. → anticlimax. grado zèro [loc. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione. in forma di trattato.f. facultas.m. cosiddette “laterali”.] → grecismo. grave (genus g. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto. graecismus [s. i Saggi e consigli morali di Bacone. gradazióne discendènte [loc. Alla letteratura inglese appartengono. Per quanto riguarda la letteratura germanica.

→ mitacismo.f. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis. ipozeugma.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole. → stile umile.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara. → ipozeussi.f.] Evitare una questione.pt i i i i . Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. homoeosis [s. mimici e gestuali. specialmente spiegando le differenze tra termini associati.f. pronuntiatio. humilitas [s.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose. homoeoprophoron [s. un problema.f. hypozeuxis [s. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar. horismus [s.livroslabcom. hypokritiké [s. lambdacismo. hilare dicendi genus [loc.] Opposto di → zeugma. sigmatismo. → declamazione.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s.f.ubi.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. → ornatus. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome. polysigma. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum.] Lo stesso che → inventio. spostando il discorso su un argomento differente. Solitamente è considerata un errore.m.m. iotacismo. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. Es.] → omeòsi.] È la declamazione.m. A volte considerato un → vitium.m. → allitterazione. systrophe. → circonlocuzione.s. www.

gianduia. [s. 253). come due sillabe autonome. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. fasullo.f.lat. icàstico [agg. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. homoeosis. presenta notevoli difficoltà di traduzione. pizza. Es. paradigma. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i . parabola. idiotismo [s. stracchino. panettone.m. Viene spesso giudicato non gradevole. (Virgilio. In Catilinam). Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. lombardi: gorgonzola.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. veneti: gondola. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. → isterologia. bisboccia. romani: racchio. icóna [s. emiliani: mortadella.f. chiamare un favore.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc.] “L’ultimo (posto per) primo”. detto dopo. buriana.m. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola. idolopèa o idolopèia [s.m. Eneide. napoletani: vongole.: moriamur et in media arma ruamus.]. è ritenuto più importante. (Cicero.] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. isteresi. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. maneggione. • pronuncia: ìsteron pròteron. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che.: idiotismi piemontesi: grissino. siciliani: cassata. I iato [s.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma. II. Mettiti i pantaloni e le mutande. Es. isteron proteron. tenere fretta.

simulazione. ecc.] L’imitazione dei gesti. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro. imago [s. evento. effictio.f. hypotyposis. della mimica. antropomorfismo. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà. subiectio sub oculos.ubi. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. nel copiare il contenuto variando la forma. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento. ipotiposi. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore.f. Generalmente. suffiguratio. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. illusio [s.] Vivida descrizione di un’azione. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi.f. enargia.] → immagine.] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. passione.f. imitatio [s. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti.f. → idolopea. → demostratio. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. dei modelli di riferimento). antropopatia. descriptio. illustratio [s. evidentia. personificazione. prosopopea. delle strategie argomentative. → ars dictandi). tuttavia. representatio. viceversa. persona. condizione. rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o. idololopìa [s. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia.pt i i i i .livroslabcom. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate.

immutatio verborum [loc. tale. dunque. soltanto stilistica.f. immutatio. laconica brevitas. attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come. immàgine [s. alla → detractio e alla → transmutatio.f.] → adiunctum. Quint.m.] A Una strategia di base. similitudo. → adiectio.125. immutatio syntactica [loc. quale). → sintassi. Inf. nella manipolazione del discorso a fini retorici.f. impar simile [loc. 3. [Cic. → sostituzione. . De Or.f. totam dum colligit iram/. XIX. persone e situazioni ritenute simili. / tal era lì dai calcagni a le punte.f. a somiglianza di. (Dante.s. 28-30). sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius. fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio.s. imperatoria brevitas [loc. Contempla la → interrogatio.s. loci a simili impari. 10]. detractio. → imitazione. Lucano. 2.] Sinonimo di → similitudine. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva. 204-207). (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica). la syntaxis obliqua. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa. la exclamatio.32-33. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. È un paragone istituito tra cose. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere.31.s.s. Livros LabCom i i i i .] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase. immutatio sermonis [loc. transmutatio.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando. → imago.] → mutatio sermonis.f. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era. . → laconismo. Divina Commedia. immutatio [s. Pharsalia 1. assieme alla → adiectio.] → mutatio verborum. antitesi.

] La parte finale di un discorso.m. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva.f. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando.] Discorso che esprime disapprovazione. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. Es. → improprietas.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s. acirologia.f. ossia la tendenza. implìcito [agg. inatteso.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina. Contr. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo. implorazióne [s. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora.f. → finis. improprium. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. ed è sottinteso’: consenso implicito.] Esposizione delle proprie difficoltà. → discorso improvvisato. improvvisazióne [s.m. uso scorretto delle parole. imprevisto [s. improbativo [agg. soggetto implicito. → approvativo.: → esplicito. → straniamento.] Improprietà. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. obsecratio. → deprecatio. → implicito.f. impulso [s.] Discorso non preparato appositamente.livroslabcom. sono un cinofilo”.] Ciò che non ci si aspetta che accada.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. www. → implicazione.pt i i i i .ubi.m. soggetto implicito. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro. improprietas [s. imum [s. autoschediasma. tria loca. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore.

→ imprevisto. → incoerenza.f.m. Livros LabCom i i i i . incrementum [s. Come figura retorica. inclusio.) → proposizione incidentale. → explicit. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio. → inconsequentia.] → epanadiplosi.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso).f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione.f. inciso [s. incoerènza [s. incidentale (proposizióne i. inconvenientia [s. inconexio [s. incisum [s. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza. inconsequentia [s. iperbato. proposizione incidentale.m.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori.f.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.m. → comma.m. inclusio [s. ìncipit [s. inciso.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici). parentesi. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo.f.] (incipit liber. / Esclamazione dovuta a profonda indignazione.m. straniamento.] Ciò che non ci si aspetta che accada. indignatio [s.f.] → comma.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.] → asindeto. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi. inciso. epanadiplosi.] Mancanza di accordo grammaticale.

Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’.f.m. deduzione. ingenium [s.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica. Ad esempio. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. induzióne [s. generalis quaestio. infinitizzazióne [s. infinita quaestio → quaestio infinita. per → umile.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause.f. In questo senso.f. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori. ìnfimo [agg.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita.livroslabcom. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. inferènza [s. abduzione.] Talento. deduzione.pt i i i i . es. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione. → deductio.ubi. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione.i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s. inductio.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. www. “se il furto è un reato. ma ‘dal meno al più’. cioè a minore ad maius. a maggior ragione lo è la rapina”. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera. In questo senso inferire significa trarre una conclusione.] GDU: ret. non comune. da cui la → deduzione.m. l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). secondo Mortara Garavelli. → epagoge. per l’oratore. infinitum [s.f. induzione. → inductio. abilità retoriche possedute naturalmente..

culturale. l’→ uditorio.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore.s. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina. intellectio [s. l’→ intenzione specifica. le convenzioni. ecc. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso. cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”. → ars). ingenium). sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . la → situazione retorica.s.] → instrumentum. all’interno dell’→ exordium. si produce la particolare “situazione retorica”. instrumenta oratoris [loc.] Nessun comunicato (orale. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. intenzióne [s. del discorso) [loc.m.s. interèsse alla situazióne [loc.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. → kairós). assieme alla necessità urgente. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. è un metodo per assicurarsi. (→ decorum.m.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia.f.) avviene al di fuori di una determinazione storica. La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”.pl. insinuatio [s.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio).f. scritto.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione. initium [s. Essa costituisce.f.] → caput. tria loca.m. → situazione. Livros LabCom i i i i . instrumentum (i.m. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. una buona predisposizione dell’uditorio.

→ interiectio.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. cataploce (→ esclamazione improvvisa). Alla fine del XIX secolo (1898) E. invocazione. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta). Proteus. • voce lat.pt i i i i .f. interrogazióne [s. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. interiezióne [s. commoratio. sinonimia.] Esclamazione. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. scis ipse. parafrasi interpretativa. → ermeneutica. eiaculatio.f. interpositio [s.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s. si identifica con le valutazioni razionali www.] Atto di interrogare. interpretatio [s. W.f.: scis. → interrogazione deliberativa. → parembole. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). come come ha osservato Fontanier.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi. → exsuscitatio.f.] L’i. Bullinger. la frase con cui si interroga. sia quella che.ubi.s. synonymia). per → sinonimia (gr.livroslabcom. sinonimia glossante. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive.f. supplica. Es.] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale). interclusio. → interpositio. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”. allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura.f. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso. interrogazióne deliberativa [loc. epitrechon.

] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato.s. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio. avendo già ben presente la soluzione ottimale. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano. . → complexio.: Se non fai attenzione lo romp.f. sei adultero? Tu che detesti gli idoli. intréccio [s.: ebbene.. → simploche. → comminatio.] Interruzione del filo del discorso. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i .f. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare.f. dubitatio. infatti.m. interrogazióne retòrica [loc. → coenotes. . reticenza. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge. loc. definisce la retorica primariamente come invenzione. Es. Es.f. perclusio. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. all’ → elocutio. termine latino per indicare → anacephalaeosis.pl. nodo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni.] Dal latino invenire “trovare.f. come mai tu. «ahi!». rubi? Tu che proibisci l’adulterio.s. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee. inventio [s. ad esempio. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. che insegni agli altri.pl.21-23). la comparazione ed altre relazioni). → interrogazione. cataplexis. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. → aposiopesi. con esitazioni simulate. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo. e corrisponde alla → dispositio. interruptio [s. il rapporto di causa effetto.s.] → domanda retorica. intimidazióne [s. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele. inventare”.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti. inter se pugnantia [loc.m.

Es. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio. invocazióne [s. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. → invenzione. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra. (Cic. ipàllage dell’aggettivo [loc. 13). Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos.] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta.f. / qui si parrà la tua nobilitate. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. C.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. inversio [s.livroslabcom.: Musa. Carducci. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. Inferno. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. 18. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina.). su una preghiera accorata a persone presenti. Eneide.] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. Es.s. ma logicamente va riferito a un. 8-11). quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum. Orlando furioso. mihi causas memora.f. De inv. vv www. ipèrbato [s. Ariosto. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. Il divino del pian silenzio verde (G. a esseri soprannaturali.pt i i i i . 7-9).i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. / . O muse. VIII. I. or m’aiutate.m. o alto ingegno.f. (Dante.f. oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. ipàllage [s.. tot adire labores / impulerit.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. ecc. II. Es.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”).] → ipallage.. nella seconda come sinonimo di → allegoria. 3.ubi.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car. (L. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. al → logos o al → pathos. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità.. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]).

Montale.m. nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che.f. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. → transgressio. viceversa. iperbolicità [s. “Non ha un briciolo di cervello”. deinde centum. “Mi spezzi il cuore”.s.f. apozeugma. il Bene. / deinde usque altera mille. “Scrivimi due righe”. L’i. ipèrbole graduale [loc. transmutatio. esagerato.: Da mi basia mille. Es. dein secunda centum. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe.: Ho sceso. “È un anno che ti aspetto”. tmesi. più predicati ad un solo soggetto. presi alla lettera. (Catullo.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente. → millanteria. / dein mille altera. Satura). ironici.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. → diacope. → zeugma. antifora.f. iperzèugma [s. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. “essere accecato dall’ira”. non tutti esattamente pertinenti. ipèrbole [s.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. metatesi. deinde centum. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. Carme 5).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione. ipòstasi [s. → subiectio. “Facciamo quattro passi”. almeno un milione di scale (E. → antipofora.f. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). →. ipòfora [s. “sentir drizzarsi i capelli”).f. esagerazione. traiezione. dandoti il braccio.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate). risulterebbero inverosimili o assurdi. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i . “Te l’ho detto diecimila volte”. la Virtù.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo. contraddizione. traiezione.] Personificazione.

→ ‘abbozzo. ipozèugma [s. → causa.: → diatiposi.’. esordio della prima Catilinaria). schizzo’ o descrizione. nihil hic munitissimus habendi senatus locus. → hypozeuxis. amiche.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati. quaestio finita.f.m. Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione.ubi. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. un evento. nihil timor populi. il → parallelo. ipotipòsi [s.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono.livroslabcom. ecc. ipòtesi [s. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. lat.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. .: Signori. ecc. In Catilinam. → metonimia. ascoltatemi. Es.] Sinonimo di → enargia. utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore. il → ritratto. expolitio. aspetto. la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. comportamenti. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. signore. fenomeni fisici e morali’. cittadine. Vivace descrizione di un’azione. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. www. ipozèussi [s. il → tableau ‘messa in scena’. mediante il quale si sottolineano. vizi e virtù.pt i i i i . una emozione. azioni. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea. Sin. nihil concursus bonorum omnium. Es. → hypozeuxis. differenze e affinità tra oggetti e individui. movimenti. nihil urbis vigiliae. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. in descrizioni successive o mescolate. una situazione. amici. zeugma. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme.] Supposizione.f. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’.f. di un essere animato’. . ecc. → evidentia.. passioni. una persona.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. cittadini.

isonimìa [s.: → isocolìa. dello stile biblico. vidi. isocolon.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola. vici.] Isotopia del piano morfologico. Compri due. Veni.// Secondo Lausberg l’ironia. isologìa [s.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni.→ parisòsi. → isotopia. isocòlon [s.f. Sin. per → paronomasia.m.m. → ironia. bensì lo sdegno. → isotopia. tricòlon.f. → parallelismo.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). isocolo. → ironia socratica. dissimulatio (→ dissimulazione). strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli. il rancore.] Isotopia del piano semantico. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). Si tratta di un procedimento tipico.f.] Lo stesso che → isotopia. parimembro. isocolo. → omeottoto). isosemìa [s. isoplasmìa [s. benchè non esclusivo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. Promessi sposi). → tricolon. isocolìa [s. consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario. Livros LabCom i i i i . → illusio.f. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso.: che signore! (detto di un villano/maleducato).] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo.] Lo stesso che → isocolìa.s. Es. come tropo di parola.f. Manzoni. → isocolon. → colon) del periodo.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare.Es. uno che aiuta veramente i poverelli! (A. umorismo. simulatio (→ simulazione). paghi uno. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo.] Non comune. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla.f. → allitterazione. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto. tetracòlon. ironìa socràtica [loc. isòcolo o isocòlo [s.f.

epanalessi. Dizionario di retorica isotopìa [s.f.ubi. isotassie: isotopie del piano sintattico. al fine di indirizzare le aspettative del ricevente. supplementari. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura. In questo senso quello di i. Es. isologie: isotopie del piano logico.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera. iudicium [s. isterologìa [s.s. 3. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i.] → hysteron proteron.livroslabcom.f. dal solo piano semantico al piano dell’espressione. non presenti nel documento storico → hysteron proteron. isterèsi o istèresi [s. iteratio Sinonimo di → epanalessi. palillogia ed → epizeusi. a qualsiasi livello questa si ponga. sceglie (→ electio) e www. → isotopia.pt i i i i . 2. isosemie: isotopie del piano semantico.: Ti ho aperto. ìsteron pròteron [loc. iterazióne [s. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron). 4. senza altre in mezzo. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia).f. palillogia.→ hysteron proteron. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio.] iucunditas [s.m. è un concetto .f.f. isoplasmie: isotopie del piano morfologico.: Tu.] → ornato soave.legato a quello di coerenza testuale -.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.] Isotopia del piano sintattico. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1. genus medium.] Omogeneità semantica.f.i i i i 106 isotassìa [s. per veemenza o enfasi.m. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso. Es.] Inversione dell’ordine logico nel discorso. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio. il mio amore. Ripetizione della medesima parola.

iustificatio [s. brevitas.m. o s. trasposizione od omissione involontaria. laetum dicendi genus [loc.f.m. linguae o l. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →. ad esempio motti. La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’. breve e concettoso. è tipica del linguaggio militare.] Qualità propria del parlare conciso.] Lo stesso che → laconismo. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. L laconica brevitas [loc.f. laconicità [s. laconismo [s.f.m. imperatoria brevitas. brevitas. → proecthesis. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso).] → climax. calami) [s. lapsus (l.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani). tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. brevitas.s. klìmax [s. K kairós [s.] Errore che consiste in una sostituzione.] → hilare dicendi genus.s. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum. caratteristico degli spartani.m. aforismi. sentenze → laconicità. → laconicità. esmpio più alto di concisione.f.m. laconismo.

pt i i i i .] L. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante.f.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta).ubi. Lecture linéaire. il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione.s. linguae). immutatio.] Il termine. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso. che pure ne segnala l’erroneità. A. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). calami) che l’orale (l. “discorso”.f. lexis [s.f. Nella qualifica giuridica del fatto. in tutte le lingue. → usus) caratterizzanti la lingua latina. latinitas [s. levis immutatio [loc.livroslabcom. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota.s. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. perdendo in tal modo l’enfasi che. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo.] Considerata come sinonimo di → puritas. lettura tabulare [loc.f. (Convenzioni che. che precede altre www. lex potentior [loc. Il concetto. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo.] ‘lieve cambiamento’. colui che ha compiuto il fatto. nel significato originario.f. nel parlare o nello scrivere. l’autore del fatto. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie.s. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. che originariamente significava “raccolta”. → schema o → figura). era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”.

→ licenza poetica. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. concede più vivacità. invoca un giudizio mite.] → zeugma. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas.] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.2. fortuna.f. l’ho fatto. 2. sed profui’. ma è servito a tutti). sed alter me impulit ut facerem’). emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. figura retorica). Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa.2. a. personalizzazione al discorso. linguaggio figurato [loc. bonus animus) nel compimento dell’azione. e cioè: b.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. o soltanto il reo. Viene presentato come giusta punizione. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a.2.m. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali.] Linguaggio che.2. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo. b. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). malus animus) ma. →. Livros LabCom i i i i . necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1.1. nella → relatio. o il fatto stesso. con cui viene difeso: a. che potrà giovare anche al giudice. licènza [s.1. Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. ligatio [s. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci.s.f. (→ figura. b. come il caso e la necessità (casus.1. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. B. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze).2. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. espressività.

→ adiunctum. quibus auxiliis. Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. locus ab istrumento [loc. argumenta. locus a re (quid ‘che cosa’?). risultando così intercambiabili. deminutio..m. locus a causa [loc. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?).] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci. I promessi sposi).pt i i i i . solitamente mediante la negazione del suo contrario. rappresentata spazialmente.s. in parti specifiche . cur.f. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.in cui risiedono le diverse idee.. ubi. Es. locus a maiore ad minus [loc. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos). locus a tempore (quando ‘quando’?). locus a loco [loc.] (cur ‘perché’?) → loci. locus. → tapinosi.s. che dal XII sec. le capisce le cose. quid. locus.m. locus a causa (cur ‘perché’?). era possibile riassumere con un esametro: quis.i loci o luoghi .m. loci a simili impari [loc. locus.m.. adiunctum. www.s. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa).s. ma di diversa estensione) → impar simile.livroslabcom. ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. topos.] (deduzione.m.m. loci [s.m.: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni. → luogo. la parte dal tutto’). Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). locus a contrario [loc.]. locus a loco (ubi ‘dove’?).s. Non è mica stupido = È intelligente.] (ubi ‘dove’?) → loci.pl.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s.ubi.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata. è divisa in zone.m. locus [s. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico.] (paragone fra simili.pl. quomodo.] (paragone con l’opposto) → adiunctum.s. sia classica che medievale.] La memoria.

. dicendi) [loc. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. locus a tempore [loc. tuttavia. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione. logos [s.] (induzione.s. stereotipo.s..m.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica.] (quid ‘che cosa’?) → loci.m.] (quomodo ‘in che modo’?) → loci. → adiunctum. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. di richiamo logico.m. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma.s. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos. Livros LabCom i i i i . locus. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.m. il tutto dalla parte’).] (paragone fra simili) → adiunctum.] (quis ‘chi’?) → loci.m. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente.m. cliché.] (quando ‘quando’?) → loci. locus a re [loc. locus a persona [loc. oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema.s. locus communis [loc. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”. locus. locus.s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc.s. locus a simili [loc. prende il nome di sententia. rilevante per la condotta di vita degli individui..m.m. locus a modo [loc. il più ampio viene espresso dal più ristretto.s. lumen (l.s.. locus.] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’. → luogo comune.

Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan.] → lex potentior.livroslabcom. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. matèria [s. il parlare più del necessario.f.s. massime della conversazione.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia.] L. →.f. Rappresenta una tipologia di litote.] Sentenza. malapropismo [s. → tria loca. mezzano. malus animus [loc. mèdio [agg. meiosis [s. → paronomasia. mediante la quale ci si riferisce a www. In un insieme. deprecatio. ciò su cui verte il processo. Essa è dunque ciò di cui si parla. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici.] → deduzione.f. maiestas [s.f.m.f.pt i i i i . → genus medium. periergia.f. prolissità.s.m. L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito.] stile. la parte centrale di un percorso. materia pro opere [loc. acirologia. → perissologia. tra l’umile e il sublime.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. maiore (a) ad minus [loc.] Indica la prolissità. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata. → auctoritas.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s. l’epos e altri.m. come il dramma. solitamente tratta dall’esperienza.s. cacozelia. adiunctum. mala voluntas [loc. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere. → sentenza.ubi. deprecatio. màssima [s. Mrs Malapropo.s.f.] → sineddoche.] → lex potentior. vetustas. medium [s. assunta come norma dell’agire avente validità generale.] La materia.] Paronomasia involontaria.m.

si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio.] → colon. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium.] Terimonologia generica. Vittoriano. → dispositio ed → elocutio. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. membrum [s. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio. La retorica classica. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. cioè per mezzo della tecnica retorica. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. mèmbro [s. tapinosi. Marziano Capella.f. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi. o anche di discorso. III. indicante una parte di frase o di periodo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. la memoria è presente Livros LabCom i i i i . La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio.m. XVI. → litote. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. Aurelio Agostino. sia che si tratti dell’ordo naturalis. deve essere coltivata mediante → ars. vediamo ad esempio in Quintiliano. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. sia che si tratti dell’ordo artificialis.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio.m. memòria [s. 28). più appropriatamente viene chiamato → colon. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare.

anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma. reditus ad rem. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. → anafora.livroslabcom. zeugma. metàbole o metàbola [s. Es.f. e transformatio (cfr. → transitio.: → sinzeugma. p. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. mesarchìa [s. mesozèugma [s. soppressione. metatassi. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico. Inst. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. detractio. → divisione. → anafora. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione.m. 250).] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. I.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice.pt i i i i . Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso). rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. immutatio.m. 1960. mesodiplosis ingl. merismo [s.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi.] Sinonimo di sinzeugma. mesoteleuton ingl. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. che distingue adiectio. aggiunzionesoppressione e permutazione.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury.f. Incrociando il tipo www. metasememi e metalogismi. → anafora.ubi. metàbasi [s. → memoria locale. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. Or.f. 5.38) e citato da Lausberg.

paronomasia. e questi lo sono di fonemi. reticenza. palindromo Tmesi. enumerazione anacoluto. parabola. pleonasmo Metafora. giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. concatenazione.aggiunzione Crasi. tr. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. ossimoro Permutazione Antistrofe. apocope. it. Ricoeur (1975. Elissi. favola Inversione logica.. metonimia. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. iperbato. allegoria. simmetria. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. zeugma Polisindeto. assonanza Sinonimia Soppressione . adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. anagramma. inversione Eufemismo. sineresi Rima. asindeto. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . ripresa. allitterazione. sincope. sospensione Iperbole.

] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”. 2.livroslabcom. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. quanto piuttosto come un problema di pensiero. 3. modificano il valore logico di una frase. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. il piano formatore è costituito dai semi.f. infatti. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato.pt i i i i . e quello. che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. cioè secondo una prospettiva cognitiva. Nel caso della metafora. infatti. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. ancora superiore. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. Secondo Vico. Metabolé esisteva già in Aristotele. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola. riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà.ubi. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www. metàfora [s. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. mentre i termini métataxes.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. 4. tra gli altri. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali.

F. Retorica Generale. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. Pire. Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976. J. che ha fra i propri rappresentanti J. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. Dubios. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. è piuttosto vero il contrario. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. De Gruyter. F. Trinon. Ph. Werke. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. Bd. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. Klinkenberg. Minguet. ora il valore cognitivo. M. Edeline. dall’altro come strumento conoscitivo. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. 4. H. Berlino – New York. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. non esiste una naturalità non retorica di esso. Milano. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. A partire dall’idea di grado zero appena vista.

: 60). che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. un’esperienza. Per Richards la metafora è una terza cosa. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie. Milano. o base. sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. la metafora invece. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. Modelli. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. La metafora viva. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967. Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. e in una parte che ha subito lo scarto. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. richiamandosi a Northrop Frye. La metonimia opera su un solo termine.ubi.livroslabcom. metafore. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. Einaudi). l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. sostiene Ricoeur. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. Torino. Pratiche). La filosofia della retorica. Parma. archetipi. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Metonimia e metafora.pt i i i i . Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. Jaca Book). sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. Milano.

È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”).: “Le tue richieste sono indifendibili”). hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. e la metafora in particolare. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. 237). 237). La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire. La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. il processo di selezione-sostituzione.: 325). In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. rispetto alla metafora. “LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . frase. Inoltre. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. propri del paradigma e del sintagma. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. infine. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio.

Amsterdam-Philadelphia. ad esempio “sto andando a pezzi”. Gibbs. Stanford (CA)). “ha ceduto sotto interrogatorio”. metalèpsi o metalèssi [s. Goldberg (ed.J.ubi.livroslabcom. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. (1999. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento.i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. in R. CSLI Publications. “Blending as a Central Process in Grammar”.: BUONO È SU).). hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi. G. Metaphor in Cognitive Linguistics. rispetto al primo tipo. e le metafore di personificazione. “Blending and Metaphor”. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. W. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. tende a mescolarli. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. emozioni o attività. Discourse and Language. Benjamins) i quali. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale.E. Conceptual Structure.pt i i i i . Le metafore di questo tipo sono moltissime. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. in A.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www. quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore). Steen (eds. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. “Oggi sono un po’ arrugginito”. ad esempio il nostro modo di discutere.f.). Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza.

Nel m. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. l’eufemismo e la reticenza. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo). foriesterismi. descrive semplicemente uno spostamento.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. ha molti anni’. come errore. metafore. metamòrfosi [s. Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates).] Ogni mutamento fonetico. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione.f. →. fronte è sineddoche di corpo.f.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati.m. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. Quando un’idea assume la forma di un’altra. si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale. → metabole. l’ironia. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro. Lausberg osserva che la metalessi. nella sequenza di suoni che compongono una parola. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno. dialettalismi.m. quali arcaismi.] Si ha m. ammesso o meno. il paradosso.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i . Sono metalogismi l’iperbole. metonimie. è caratteristica di molti → calchi. o perché esse sono alternative e coesistenti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. metaplasmo [s. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. una frase. neologismi. metàllage [s.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. metalogismo [s. anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza.

metasemèma [s. → anticategoria.f.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia.f.s.] Sostituzione di un semema con un altro.metatesi a contatto. gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?».] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metàtesi [s.f. oppure che le corrisponda per www. Ma appena lo vide.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta.metatesi a distanza. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.ubi. → metatesi.f. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). Es. → metabole.m.f.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme.livroslabcom. non sono io che ho conturbato Israele. ma sei tu e la casa di tuo padre.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa. come è il caso dell’iperbato.i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.f. oppure una →. tra parti che non siano vicine. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi. alterando la posizione di sintagmi e morfemi. metàtesi a contatto [loc.pt i i i i .] Figura che modifica la struttura della frase. metàstasi [s. metonìmia o metonimìa [s. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato). metatassi [s. La metatesi può essere una →. metàtesi a distanza [loc. quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe). È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi.s. 18. Elia rispose: «No. e tu sei andato dietro a Baal».: I Re. → metabole. → metatesi. perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore. → metabole.

). vol 1. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. in Cognitive Linguistics. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. bere un bicchiere. Il Chianti. occupante / luogo occupato. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. Es.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . Amsterdam-Philadelphia. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. per ‘il vino prodotto nel Chianti’.). le cose e gli eventi. Foundations of Cognitive Grammar. Palazzo Chigi. L’ultimo tipo. John Benjamins Publishing Company. ecc. L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. Theoretical Prerequisites. Stanford University Press. la relazione fra la forma e la cosa/evento.: ascoltare Mozart. per ‘Il governo italiano’. Armi. Metonymy in Language and Thought: 17-59. proprietario / proprietà materiale o morale. per ‘guerra’. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. Thornburg (eds.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. Radden e Kövecses (ib. leggere Leopardi. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio. quella fra il concetto e la cosa/evento. in Panther. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. le forme.: 20). 4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice.

110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. C. Broccias. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. Communication and Form”. ad esempio la genialità. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale. 2. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. baicchi. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. Meaning.pt i i i i . I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. Modelling Thought and Constructing Meaning. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi.ubi. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. Franco Angeli: 110). è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica.livroslabcom. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. proposizionale e illocutiva. A. che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. Barcellona ha commentato questa definizione come segue.). il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. Sansò (eds. definita schematic notion. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. Milano. in A. Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini. → sermocinatio. mezzano. → genus medium. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”. Come esempio. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole.. minore (a) ad maius [loc. mentre è forte nel caso contrario. ecc.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. mitologismo [s. mezzano [agg.spes et metus – è. minutio [s.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. Es. metus [s. → allegorismo. di una persona di cui si riferisce il discorso”.s. piazza principale di Bruxelles.m. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. → metonimicità. Livros LabCom i i i i . → spes. e l’Unione Europea è assai indiretto.] M: “Riproduzione dell’atteggiamento.m. → metacismo. personificazione.] → induzione. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. adiunctum.f. mimèsi o mìmesi [s. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . È l’amplificazione che attenua. suspicio.m. //Tutte le volte che oggetti. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. allitterazione. nella commedia. qualità. pathos. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place.f.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. dei tic linguistici. È un Apollo. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. atteggiamenti ecc. del tono di voce.] È il timore provato dall’uditorio. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto.m. → attenuatio.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’. mitacismo o metacismo [s.

dialogico. → arte mnemonica.] → proverbio. www. persuasione. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. → epilogo.f.ubi. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. con la → obscuritas.] → docere. → sinchisi.f. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare.m. monere [vb. mozióne degli affètti [loc. → monologo. o come → conquestio. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte.s. → pathos. mnemotècnica [s. È un specie di → sentenza. intende giocare.s. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione.pt i i i i . privo del momento del dialogo.] È una delle specie della → sentenza. detto proverbiale.] → polisindeto. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos). o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente.] Equivalente alla → sinchisi. è contenuto nei limiti del proprio pensiero.m. per produrre un effetto di straniamento.f.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc.] Ciò che. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. mòtto [s.livroslabcom.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria.m. mòtto proverbiale [loc. ossia nella → perorazione.] L’arte di mandare a memoria un discorso. movere [vb. Essa può realizzarsi come → indignatio. diventi favorevole alla parte rappresentata.s. monològico [agg. Con la mixtura verborum l’oratore. multiiugum [s.

mycterismus [s. aequivocum.m. mutatio verborum o immutatio verborum [loc.] Lo stesso che → immutatio. ad esempio un giudice. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio.m. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri. tropo. sarcasmo. spesso accompagnato dalla mimica. alla forma grammaticale. In it. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. epitropé. myct-. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. mict-. mutaménto della situazióne [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s. diversivocum.s. agli elementi della situazione del discorso.s.] Scherno insultante e prolungato.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis.m.s.f.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es. → rapporto multivoco. ossia un cambiamento del discorso.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale. sembra non esserci: mit-. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. Livros LabCom i i i i . ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è.f.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. mutatio [s. lat. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. → ironia.: gladius – ensis). come ad esempio un’espressione sdegnosa. tropo.f. → immutatio. → immutatio. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. o personale. univocum. ad esempio il caso.

natura2 [s. natura1 [s.f. e non è prodotto dall’attività di una persona.m.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico.s.s. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva. cioè dall’→ arte. nitor [s.f. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio. nitidum genus [loc. → voce narrante. insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www.m. le nozioni. La mancanza di parole appropriate. nervosum dicendi genus [loc. i → tabù. il quale mostra spesso una natura dialettica. noèma [s.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva.] La voce cui è affidata la narrazione.] → zeugma. narrazione. → diegesi.m.→ nitor.] Forma italiana per → ingenium.f.] Equivalente di → nitidum genus.] L’atto di negare.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza. nexum [s.f. narrazióne [s.] → narratio.] Parlare oscuro e sottile. narratóre [s.m. descrivendo in dettaglio un avvenimento.m.] → ornato vigoroso. In altre parole i noemi sono le idee. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi.m. possono rappresentare di volta in volta la necessitas.pt i i i i . necessitas [s.f.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento.ubi. rifuggendo le volgarità.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s.livroslabcom.f. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri. negazióne [s.

ad esempio “il percepire”. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse. nuòva retòrica [loc.] Descrizione di un carattere. // Quando la frase è ridotta ad un nome. sfumatura. dall’altro c’è la descrizione noetica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. Perelman. nuance [s. dal ritmo e dall’armonia di un periodo.] È rappresentato. nella → compositio delle lingue classiche. → ritmo. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea.] È . ossia del cogitatum. In questo nuovo contesto. → argomentazione / dimostrazione.m. La nuova retorica. che concerne i modi di essere del noema. Da un lato c’è la descrizione noematica.s. ecc. Dunque. → differentia. (descrizione noematica). nel Trattato dell’argomentazione.] Leggera differenza di significato. pubblicato nel 1958. “il ricordare”. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i . la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. numerus [s. definita come “teoria dell’argomentazione”. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa. anche se. specialmente riferito ad una parola. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano.f. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico. completa la logica. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. soprattutto in ambito artistico.m. “il ricordato”. notatio [s.] La nuova retorica di Perelman che. ad esempio “il percepito”.f. “l’immaginare”.s. ecc. → etopea. dell’oggetto intenzionale. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. sussitono tra essi delle analogie. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità.f. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. nùmero oratòrio [loc. “l’immaginato”. ossia della “noesi”.

livroslabcom.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero.] → dispositio. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici. intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo. parimenti. www. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere. paradigma.f.f. similitudine. → retorica.] → oscurità.f.ubi. perissologia. intesa come tecnica della controversia. le due figure il più delle volte si sovrappongono).f. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona. sul piano teorico. parabola.f.] Figura retorica caratteristica della retorica latina. omeologìa [s. → battologia.f. considerata un → vitium del discorso.] Abbellire.] → aposiopesi. → generi aristotelici. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile.] → eonismo. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione.] → obsecratio.] Ripetizione di senso vuota e tediosa. → ossecrazione. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo. omeòsi [s. obsecratio [s. oeconomia [s. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica.pt i i i i . officium [s. oeonismus [s. obscuritas [s.f.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa.m. e retorica. O obliquazióne [s.f. obticentia [s. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano. obtestatio [s.f.

] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es.f. omoiotelèuto. servendosi del linguaggio articolato. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco).] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. omoteleutìa [s. → omotelèuto. Livros LabCom i i i i . → armonia imitativa.] L’onomatopea consiste nell’imitare. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. → omeoteleuto. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. le nari dilatate. Il lampo. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. in Myricae: “apparì sparì.m. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). ominatio [s. se non giustificata. omeottòto [s. → exprobatio. 5.f. omònimo [s. → omonimo. può generare cacofonia. onomatopèa [s. le gote devastate. amphibolia. i denti alla Colgate. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli. .m.f.]. e un cappello da abate [. “arde e cade”. tra genti pestate come patate su auto non private.m.f. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. .] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. omonimìa [s. Corrisponde all’→ ellissi.] Uns profezia minacciosa. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate.] → omeottoto. onedismus [s.m. Tale ripetizione. Es.] È fenomeno tipico delle lingue flessive. aequivocum.] Soppressione di uno o più elementi di una frase. omissióne [s. anche omeoptòto o omoptòto [s. ambiguitas. allitterazione. rima. i suoni della natura. → omonimia. 3.m.f. Pascoli.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. vedo un ebète.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo.m. X Agosto. omoptòto [s. fonosimbolismo.

oratio soluta. oratio soluta.f. sermone. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche.f.) → pendens oratio. oratio extemporalis [loc. periodo. nella concisione o nell’abbondanza.livroslabcom. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum.f. ossia la corrispondenza di protasisapodosis. sono prevalentemente.s.s.f. il loro parere. oratio inornata [loc. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia.s. oratio [s.f.s.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente.] Produzione di un discorso. oratio (pendens o. quando non si tratti di principali. oratio concisa [loc. oratio concisa.] È il discorso erroneamente disadorno.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico. → errore. a seconda dei casi.f. periodo. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. → oratio.ubi. www. oratio perpetua.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s. → oratio.f. optatio [s. opportuno [agg. → dòxa. individuando l’opportunità.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. oratio perpetua [loc. → orazione. oratio perpetua. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. oratio libera [loc. le cui proposizioni. oeonismus. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto. compositio.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo.s. oratio concisa.] → licenza.] → improvvisazione. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte. collegate paratatticamente.f.pt i i i i . oratio soluta. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. ma non necessariamente.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni.

oratóre [s. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana.s.f. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. né sottoposta a regole precise.f.f. Elogio funebre. e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i . la voce dei tragici.m. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico.] → periodo. compositio.] Spesso viene confusa con la → retorica. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. la memoria dei giureconsulti. orazióne [s. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria. → oratio. verba sequentur). → oratio. I. → dicitore. De Oratore. l’abilità verbale dei poeti. → oratio. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). 48.s. oratòria [s.f. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto. Secondo Cicerone. È l’arte di saper tenere un discorso. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica.m. oratio perpetua. Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. periodo. il gesto dei migliori attori. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). ordo o ordine [s. oratio concisa. dove la disposizione delle parti non è preordinata. oratio vincta atque contexta [loc.] Discorso eloquente. la profondità dei filosofi.

→ ordo.] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio.ubi. → ordo. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www.s. → genere vigoroso. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile. ordine naturale o ordo naturalis. → ordo.]. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. 3. aptum. appropriatezza o convenienza o congruenza. ornatus. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. correttezza o latinitas. elegantia.s. ordo naturalis.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche.] Può essere considerato una variante del → genus medium. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza. conditus sermo). a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).pt i i i i .m. → ornatus. ornatus).m.s.m. ornato vigoróso [s.m.] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. prépon.m. 4. dell’esperienza del bello. Tuttavia. ornato soave [loc. ornatezza.s.m. ossia meno faticosa.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. che in latino si chiama → ornatus. ornatus [s. ornato [s.] La bellezza e l’eleganza del discorso.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus). (o ordine naturale) [loc.] È la presenza di ornamenti. gr. → ornato. ornatézza [s. 2.m. È definito come → gratia o → suavitas. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. catacosmesis.f. lat. ordo naturalis [loc. in particolare di natura retorica. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio. ordine artificiale o ordo artificialis. ordo artificialis.livroslabcom.

nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). Es.f.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. in nome di Dio.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire.f. ortoepìa [s. → sineciosi. o degli dei. → ornato. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi.: Fate largo.m. → obsecratio. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi). → sinchisi. Livros LabCom i i i i .] L’oscurità è totale o parziale. malinteso. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. rota Virgilii.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni). che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio.] Supplicare in nome della divinità. insensato senso. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. convergenze parallele. oscurità [s. ossìmoro o ossimòro [s. formosa deformitas. disperate speranze). passibili di ricevere diverse interpretazioni. exornatio. quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue.: Concordia discors ‘concordia discorde’. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). Es. ossecrazióne [s. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio. antilogia. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi.f.

→ paradossismo. avente la scopo di fornire un esempio di paragone.f.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. /xx. absurdum. xx.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. parafrastico. . e cercando di non alterare. la persecuzione. . in mezzo o alla fine di un segmento testuale /. → similitudine.m. di lasciar intuire una verità. e che determina facilmente lo straniamento. i pericoli. apologo. o sarebbbe meglio dire. illustrandone le motivazioni. sia per i pensieri (‘arguzie.] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio. .vb. 8. . paradòsso [s. /. la nudità.f. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso. paràbola [s.f. favola. paradossismo [s.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro. exempla ficta.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. variatio.f. genus admirabile. la fame.pt i i i i .] Scritto o discorso in cui si ritrattano. .f. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’). Es. avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. paràfrasi [s. → epanalessi. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa.m. /. di alterare il meno possibile il contenuto. /. esempio. . . Essa è peculiare della predicazione di Gesù. l’angoscia. . la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire.] → excidit mihi. assurdità.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. palinodìa [s.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. opinioni professate in precedenza.] Consiste nell’ esposizione di un testo. xx/. adynaton. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. Romani. www. di solito poetico. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani. paradiàstole [s.livroslabcom.ubi. palillogìa [s. Ripetizione della congiunzione disgiuntiva.

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paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
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re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
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parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
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concessio.f. www. supparile. . la distingue da quella degli altri.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. .ubi.f.m. parònimo [s.] Chi sostiene una posizione.dalle labbra tumide – dalle bocche languide. Lo stesso che → paronomasia. Chi non risica non rosica.f. parte in càusa [loc. Traduttore traditore. : Straziami ma di baci saziami. → paromeo. .] Concessione. paromio. pars pro toto [loc.f.f. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. annominazione. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia. → parresia.m.livroslabcom. → parte.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia. → partito. partito. paromologìa [s. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione. Termine non comune per → paromeosi. bisticcio.f. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica. la difende. parte [s.s. isonimia. . Sinonimo: → annominatio.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno.f. Es.] Chi è interessato ad una situazione. paròmio [s. discorso di parte. Figura retorica detta di solito → licenza.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s. paronomàsia o paronomasìa [s.] → sineddoche.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito.] Accostamento di parole somiglianti.pt i i i i . Es. paronimìa [s.] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. → attrazione paronimica.f. // Femmine . la → paronomasia e il → polittoto. parresìa [s. l’→ omeottoto.s.

→ partitio.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare. anche quelle dell’avversario. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice.] Atteggiamento di parte. partitio [s. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1.] L’oratore. parti del discórso [loc. pathopoeia [s. per sollecitare la risposta emotiva.] Termine di carattere generale. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i . I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e. la sua presenza può essere evitata.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione.f.f. partigianeria. nel caso delle controversie. 3. → exsuscitatio.s.s. parzialità [s. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico.] → comma.] Enumerazione dei punti da trattare. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. soprattutto poiché l’oratore. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione. → discorso.] Secondo gli antichi autori. → partizione. nel discorso politico.m. 4. giudiziario ed encomiastico. particula [s. Figura di dissonanza. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio). soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio.pl. pàthos [s. partizióne [s. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte.f. → partito.] → parti del discorso.f. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. → epilogo / perorazione / conclusione.pl.f. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo. propositio. → esordio / proemio/inizio che.f. 2.

contrazione.E quando vi siete presentato alla Chiesa.f. expeditio. spes. che segue. in disuso per → peregrinità. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. → protasi. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo. per varie ragioni.f. minaccia. percontatio [s. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. XXV. pendens oratio [loc.] → comminatio.] Interrompere con pause. → exquisitio. terrore.ubi. peregrinum (verbum p.f. Sinonimo: → concisa brevitas. → verbum peregrinum.per addossarvi codesto ministero. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta. pathopoeia. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio.disse. affectus. → subiectio. Manzoni. . perclusio [s. cap.] È una variante della → sermocinatio.) → verbum peregrinum.] It. compassione. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata.s.f.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos. L’elemento che crea tensione è detto → protasi.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi. la risolve. → ethos.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. I promessi sposi. www. vengono quindi trattati sommariamente. ossia la → clausula sententiae. con accento ancor più grave.livroslabcom. dei quali uno crea tensione e l’atlro. Es. percursio [s. Federigo. metus.. dialogo fra il card. pellegrinità [s. Federigo e don Abbondio: . periodo. . e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario. peregrinità [s.] Rarità elegante e ricercata.f.f.pt i i i i . emozione. pausare [vb.

non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. battologia. chi non mi crede se ne pentirà. oratio soluta.] Si ha quando chi parla. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria.f. circumlocutio.m. perissologìa [s. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula). permutatio [s. subordinazione.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario. Livros LabCom i i i i . chiasmo complicato. → prolissità. artificioso.f. → atto perlocutorio. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso. → epitrope. elusione.f. → macrologia. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. permissio [s. ma anche → ironia. dispositio.f.f. macrologia.] → antimetabole. perìfrasi [s. oratio perpetua. concede a chi ascolta piena libertà. → citazione. Es.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. perlocuzióne [s. per Dio → circonlocuzione. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo.f. per definirlo o parafrasarlo.] In riferimento alla teoria della → compositio. periergìa [s.f.] → atto perlocutorio. Es. perìstrofe [s. perìodo [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s.] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. pleonasmo.f. ma eccessivamente elaborato.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche. → prosa. ridondanza.] Citazione. omeologia.

da parte dei partiti interessati. dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. Es. 17)→ prosopopea. quae communis est parens omnium nostrum. I. → perorazione. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). persuasio [s. conclusio.f. epilogo. Pascoli. In Catilinam.ubi.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio). Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere). Nunc te patria. perspicuitas o perspicuità [s. dunque consiste nella → conclusio con la quale. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. 3-4).f.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione.f. Infatti.] È il tentaivo. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. distinguere. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi. Il gelsomino notturno. 5-6). Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. → chiarezza. → persuasione. peroratio o perorazione [s.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G. → antifrasi. odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata.f.pt i i i i . (G. GDU. Alla stazione in una mattina d’autunno. idolopea.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. personificazióne [s.f. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. Carducci. antropopatia.livroslabcom. mitologismo. recapitulatio. la soppressione e la sostituzione. È il → sermo manifestus. www. come la → metatesi e la → tmesi.

ridondanza. → perissologia.] In poesia. Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s.m. il coreo o trocheo. ritmo trocaico (accentata-atona).m.] Consiste nella → persuasione e nel convincere.f. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione.m. ritmo anapestico (atona-atona-accentata). tautologia.] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore.f. il dattilo. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi. delectatio. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). il cretico. unità di misura ritmica. Livros LabCom i i i i . in un altro il carattere e le qualità » . ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza. es. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile. repotia. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. voluptas.m. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola). pes [s. ritmo dattilico (accentataatona-atona).m. plòce [s. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. piède [s. O Bruto. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale. il peone.s. placere [vb. petizióne di princìpio [loc. pithanòn [s. → delectare.] → piede. a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). indipendentemente dal principio del vero. bruto.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta.] → anastrofe. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo. pleonasmo [s.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso.

] → licenza poetica.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge. il concetto collettivo.] Stile sottile e ricercato. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale. poliptòto o polittòto [s. Gerusalemme liberata. Dizionario di retorica pointe [s.m.m. polisindeto. polisìndeto enumerativo [loc. 1). → polisindeto.s. → anafora. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta. polisìndeto [s. enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’.m. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati. Stare con le mani in mano.] → sineddoche. gioco di parole. polisìndeto disgiuntivo [loc.f. → acutum dicendi genus.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o. → antitesi. cui viene ricondotto da alcuni. polarità [s.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi.f.f. oppure’. Es.livroslabcom. polionimìa [s. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute. polisìndeto copulativo [loc.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere.m. → polisindeto.s.] → polisindeto copulativo. sindesi. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. www.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso.s. Correlata la → figura etimologica. espressione polare. poetarum licentia [loc. Terminologia francese.m. XIX. oppure’ .ubi. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o.m.pt i i i i . A differenza della paronomasia. 42.s.s.] Consiste nella ricorrenza. simmetria.: Le mani nelle mani.f.

] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa.f. praemissa minor [loc. loquacità.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. ratio.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione. all’inizio o alla fine dell’enumerazione. → mimica. praecedens correctio [loc. magistrati. praemissa [s.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge.f. →.f.s.s.] → sillogismo. → battologia.s. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa.f. praecipere [vb. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito. → correctio.m. → sillogismo.] → docere. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. polulogìa [s. → polisindeto. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli.m. →.] → sillogismo. la → praemissa maior e la → praemissa minor.f. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne. postura [s. prolissità. politropìa [s.m. praecepta [s.] Il modo di presentare la propria figura. omeologia. → opportuno. il concetto collettivo. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. polysigma [s. perissologia. praemissa maior [loc.pl. In campo più propriamente retorico le rationes.] → sigmatismo. le prove. ecc.] Il parlare molto.f.f.). Livros LabCom i i i i .s. superioris rei correctio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc.

praeparatio [s. Consiste nell’incrociare. Così.f.f. non necessariamente facente parte di esso. / In un’altra accezione la p. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati. Una specie di → enargia. pragmatografìa [s. praemunitio.] Fase preliminare di un discorso.f. ad es.f. paralissi.f.m. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana. Si fonda sulla Bibbia. / Nella teoria di Perelman sui luoghi. → praeparatio.f. → preterizione. predicazióne cristiana [loc.] Descrizione di un avvenimento. all’interno di una porzione di testo che le comporende.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s. premunizione.] È la ‘vivente retorica’.ubi.pt i i i i . l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo. → premesse della argomentazióne. → enfasi. praeteritio [s. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento. praeoccursio [s. preàmbolo [s. → proemio.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. www. → chiasmo. unita con la narrazione di questo.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. praestructio [s.m. catafasi. precedènte [s. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni.f.livroslabcom.] → praeparatio. i principi rispetto alle applicazioni concrete”. Può occorrere nella → subnexio.s.] È una preparazione dissimulata.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova.

si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore.] Secondo Perelman. di tutto ciò che esso considera ammesso.f. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio. presunzióne [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. dell’autosufficienza.s. verità o presunzione. persona (i valori della dignità. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. sillogismo. premunizióne [s. Assieme all’eredità classica.] → praemissa / Inizio di un discorso. del merito. risulta evidente l’importanza del → kairós. accordo.f. citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). preméssa [s.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. nuova retorica. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. → argomenti. premésse della argomentazióne [loc. L’accordo sopra ciò che è preferibile.f. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato). nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . invece. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto.f. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). → praemunitio.] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore). → prova. esistente (preferire ciò che esiste).pl.

prevedendo le obiezioni della parte avversa. Es.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso. preziosismo [s. → vanitas. → pareuresis. preziosità [s.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.] Figura in base a cui l’oratore. prova. preziosismo.] → argumentatio. probabilità. paralissi.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato.ubi.m. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca).f. preziosità.f. → vanitas.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione. preterizióne [s.s.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”. probatio [s. primisìmile [agg.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi. → prolessi.pt i i i i . procatalèssi o procatalèpsi [s. pretèsto [s. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza.livroslabcom.m. le espone e le confuta. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali. probabile [s.m.m.] Lo stesso che → anastrofe. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”.f. www.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento.] Credibilità. prima pòi [loc. → praeteritio. procèsso [s.m. ecc. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge.f.

m. → anticipazione.] → pronuntiatio. generalis quaestio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s. Nell’oratoria giudiziaria.] → antonomasia.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio. esordio.f. → actio. Virgilio. correctio. proèmio [s. pronominatio [s.m. propositio [s.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. ed anche in quella encomiastica.] → quaestio infinita. dictio.f.] → praecedens correctio. → perissologia. quindi sull’esecuzione orale del discorso. politica.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. proecthesis [s. progressióne [s. prolissità [s.f. → iustificatio.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. anziché sulla mimica. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res.f.f. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi. pronùncia [s.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. dizione. propositum [s. pronuntiatio [s. Aen.f.] Il parlare oltre il necessario. gesto. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. IV.f. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. → prologo. È il contrario della → brevitas.] → proposizione.f.] → climax. pròlogo [s. Livros LabCom i i i i . prolèssi e prolèpsi [s.m. procatalessi. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico. preambolo. macrologia. // Risposta ad un’obiezione prevista.m.

la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto.f. Lo stesso che → subnexio. www. → paronomasia.f.] È un particolare impiego della → paronomasia. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni. come ad esempio Quintiliano. al fine di definirla. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. prosapòdosi [s. narrazione. → puritas. allla durata. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. all’altezza. pròsa clausolata [loc. potremmo. per prosonomasia.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti. → narratio. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi. conserva tuttavia la propria indipendenza. prosonomàsia [s. specialmente greche o latine. all’accento e all’intonazione. argomentazione. Ad esempio. epilogo). Rom.f. parentesi. cioè come l’inizio della → confirmatio. → inciso. Anche il proemio può comprendere una propositio. bontà di Dio invece verso di te.f. inserita in un’altra. altri.] Proposizione che.s. oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo.f. parti del discorso.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio.pt i i i i . all’intensità. chiamarla “Parla”. proposizióne incidentale [loc. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola. spiegarla. non posso accettare. proprietà [s.] Nella letteratura latina indica la prosa che. Es.livroslabcom.] Uso preciso e appropriato delle parole.f.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. il nucleo concettuale della narrazione. Es. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. prosodìa [s.: per questi motivi.s.ubi.f.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s. come ti ho spiegato. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà.

f. come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. pròtasi [s.f. o → apodosi. con la provocazione. alla divinità ecc. ritratto. Il primo dei due tempi del → periodo. detto proverbiale. con il fine (consilium) di ottenere. nella tattica del discorso. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata.L. provocazióne [s. 2.f. prosopopèia [s. Es. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. pròtesi [s. cavallereschi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. ecc. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. l’oratore simula un’opinione (thema). → personificazione. idolopea. oppure cose astratte e inanimate.f. aspetto. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). se sei un uomo. eroici. aforisma. motto proverbiale.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es. prosopopèa [s. Ispagna per Spagna → prostesi. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i . Come si ha nella → simulatio. paremiologia. Es.f.). → adagio.: chi va piano. Indica l’esposizione dell’argomento.m. effictio. → expolitio.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai). quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. antiprosopopea. movimenti. prosopopeia.f.] 1. etopea. pròstesi [s. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema).] Lo stesso che → protesi.f.: Difenditi. provèrbio [s. prologo. come se fossero persone viventi. esordio. modo di dire. → proemio.] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola. paremia.] → prosopopèa.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare.

nel Medioevo.] È il senso di vergogna. ossia geometria. pùbblico [s.f. → latinitas.] È un impiego retorico della domanda. puritas [s. domanda retorica. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta.m. proprietà. → erotema.m. purgatio [s.ubi. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta. bona voluntas. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. sia come mezzo espsressivo che come segnale. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. pudor [s.] Rientra tra le → virtutes elocutionis. è la situazione da giudicare. pysma [s.] È la dichiarazione del reo. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. ossia l’interrogativo della situazione. Nella provocazione trova impiego il paradosso.3. La www.m. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge. bonus animus. astronomia e musica.] È il destinatario del discorso o dello scritto. → trivium.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato.] Fra le arti liberali di cui. quaestio [s. absurdum. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. → lex potentior. usus. Essa delinea i problemi che occorre risolvere.pt i i i i . prozèugma [s. ductus subtilis. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. aritmetica. → paradosso.livroslabcom.m.f.] La questio. Q quadrivium [s. → uditorio.f. → zeugma. purismo. e che la situazione non è così grave come sembra.m.

status coniecturae.m. R rappòrto diversìvoco [loc.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. univocum. stato della questione. status qualitatis.] → aequivocum.pl. rappòrto multìvoco [loc.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. Livros LabCom i i i i . una classe di persone. e sono oggetto di studio scolastico.f.m.] → multivocum.f. quando [s. → quaestio infinita. che risulta al giudice dallo stato del dibattito. → status.m. Le questioni generali sono più facili da trattare.s. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale.) → generalis quaestio.] Contrapposta alla → quaestio finita.] Lo stesso che → generalis quaestio.] → diversivocum. quaestio (generalis q. quaestio finita.m. la quaestio finita si riferisce al concreta. queste. quibus auxiliis [loc.] → univocum.s. rappresenta un oggetto astratto.s. sono quattro: status traslationis. concreto. astratto. status causae. → generalis quaestio.s.s. questióne generale [loc.f.f.] Lo stesso che → generalis quaestio. rappòrto unìvoco [loc.] Contrariamente alla → quaestio infinita.m. univocum. questióne astratta [loc. quaestio infinita [loc.s. rappòrto equìvoco [loc.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione.s. quaestio finita [loc. status finitionis. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali. se prendiamo in esame il processo penale. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico. univocum.s. può essere suddivisa in classi.s.

f.f.f. reduplicatio [s.pt i i i i . la ragione (ratio) delle affermazioni fatte. peroratio. redditio [s. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.ubi.f.] Lo stesso che → ratiocinatio.s.f. ci si domanda.] → ars dictandi.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. raziocinazióne [s. la grandezza della cosa stessa. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande. → metabasi.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s. ciclo.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta.f. recte loqui [loc.] → grammatica.s.livroslabcom.] Ritorno alla materia trattata.f.] → epanadiplosi. prima di darsi da soli una risposta.f. ratiocinatio [s.] → anadiplosi. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso.] È una parte della → peroratio. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio. → amplificatio. prova.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema.s. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia. rationes dictaminum [loc. transitio.f. reflexio [s.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.] → antanaclasi. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. recriminazióne [s.m. senza una conclusione esplicita. A volte sinonimo di → antipofora. dopo aver avanzato delle affermazioni. reditus ad rem [loc. www.s. recapitulatio [s. → praemissa. dopo una divagazione.f.m.pl. reductio ad impossibile [loc. epimone.

f. regressióne [s. Infatti. argumentatio. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’. reiterazióne [s. → confutatio.f. reiectio [s. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.] → anafora. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni).f. reprehensio. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. → regressio. come sottolinea Lausberg. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche.f. reversio.m. regulae [s. regressione.] → reversio. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario.pl.f. relatio1 [s.] Lo stesso che → repetitio.] → reiezione. → epanodo.] → praecepta.1.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s.f.] Lo stesso che → apodioxis. → lex potentior.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio.f. relatum [s. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere.f. relatio. regressio [s. reiezióne [s.] → anafora. ridicolo per il suo modo di vestire. per mezzo della → subnexio. Livros LabCom i i i i . ripetizione. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo.

riprensione. da cui sarebbe stao condizionato.f. o dell’aspetto semantico. i verba sono le parole.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s.ubi. epanalessi.livroslabcom. reiterazione. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea.s. mediante uno straniamento mitigato. remotio [s. → analessi.] → confutatio. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica.] feci. reprehensio [s.→ copia rerum. Le res non vanno create ex novo.f. palillogia.] → subiectio. responsio [s. www.pt i i i i .] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci).f.f. repetitio [s. iteratio. res [s. la responsabilità delle proprie azioni. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res). verbum. ripetizione. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere.f.m. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. res semàntico-estensionale [loc. refutatio.f. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. Se le res rappresentano le idee. reprimenda. vanno piuttosto ritrovate. della funzione sintattica.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. epimone. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. ma un altro mi ha spinto a farlo’. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile.

rettòrica [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. per → retorica. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. refutatio. È il campo in cui opera l’→ inventio. fatto sta che Livros LabCom i i i i .] Terminologia antica. dicitore.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. .f.: sono proprio dei. idee reali o immaginarie. reversio [s.f.s. minacciosa o particolarmente forte.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’). macrostrutturale. stati.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale. processi.] Nell’antichità è il maestro del discorso. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato.m. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa.] → confutatio. . restrictio [s. rètore [s. res semàntico-intensionale [loc.f.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero. rethorica recepta [loc. → oratore. azioni. Es. Es. o riprendendolo punto per punto. tende tuttavia al vacuo. beh. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. Lo stesso che → correctio.f. puoi immaginarlo da te!”. → aposiopèsi. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali.] Marcare un’eccezione.s. reticentia [s. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo.f. essendo riferito a chi. reticènza [s. pur rivelandosi abile ad usare le parole.f.f. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22.

f.ubi. epifora. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia. ridiciménto [s.m. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio.m. → soprariprensione.] È una variante dell’→ ethos.f.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. scherzo. Solitamente impiegata in poesia. ritòcco [s. non vivere per mangiare’. riprensióne [s. omofonia. Relativamente alla retorica. → derisione. ritmo [s. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche. A partire dal III secolo. in tutte le epoche. ridiculum [s. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. pur interpretandolo in modo libero.pt i i i i . le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus.] → reticenza. ut edas ‘devi mangiare per vivere. → numerus. → anastrofe.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima).m. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna.m. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi. sia in prosa che in poesia. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione. ripetizióne [s. non vivere. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”. ut vivas. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato.f.livroslabcom. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi. urbanitas). Es. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. Ma sempre. www.] Operazione di correzione. e delle sillabe accentate e non accentate. anche per abbellire. rima [s.] Lo stesso che → repetitio. In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto.→ expolitio.] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine.

pericolosa ecc. antiptosi.] Lo schema. sottolinea Lausberg.s.m. S sarcasmo [s. scappatóia [s.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.) → discorso di riuso. robustus sermo [loc. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile.] In generale. Es. scarto [s.m.] → casus pro casu.] Descrizione di una persona.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s.m. → ridiculum. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano). ispirata da sdegno e rancore. Livros LabCom i i i i . in retorica. schérzo [s.m.s. .m.f. In questo senso. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione. genus sublime. schema per casus [loc.]. → effictio.m. schèma [s. ordine naturale. robustum [s. Lei veste proprio con eleganza. . impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno. In questo senso. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria. / → grado zero. ordine artificiale.] Azioni e parole prive di serietà.] Forma di → ironia. Robur [s.].). lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. / Secondo il Gruppo mi. riuso (discórso di r. → ordo. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio. come ha scritto Mortara Garavelli.m.m.m.] → ornato vigoroso. piene di arguzie e motti di spirito. come aiuto alla memoria. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore.

sententia [s. 3.f.f. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a.] → sermo manifestus.pt i i i i .livroslabcom.] Scurrilità.] Caratteristico del linguaggio triviale. → escrologia.m. massima.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. gnome. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. sermo apertus [loc.] → sentenza. né la forma sintetica. motto.C. parti del discorso. scriptum [s.f.ubi. 2. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. proprio dell’oratoria civile e forense. sententiae clausula → clausula sententiae. linguaggio triviale. → aforisma. né l’oscurità.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. anche quando offrono doni (Eneide). 2. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. sentènza [s. cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni.f. scurrile [aff. circa). → discorso.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie. www. series [s. proprio dell’oratoria epidittica. Secondo Mortara Garavelli la s.] → exornatio. ad avvalorare le proprie tesi (L. → scurra.m. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1. 3. scurra [s. tipico dell’oratoria politica. → delectare.] → interiectio. Es. tenue.m. scosso nell’animo. medio (→ genus medium). il → motto o → detto.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore. separatio [s. sublime (→ genus sublime).f. sententiarum exornatio [loc.s.s.: Temo i Greci. che non ammette né la brevitas.] → periodo.m. umile (→ genus umile): stile basso.s.pl. provare (→ docere). flectere / → movere. cioè essere in grado di portare l’auditorio. § 70).

es. sermo robustus.f.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso. soprattutto se di ammonimento o rimprovero.m. sermocinatio [s.: → sermocinazione. signum [s.] → simbolo. sillèpsi o sillèssi [s. significatio [s. → dialogismo. Livros LabCom i i i i . / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato. → etopea. mentre → sillepsi quella grammaticale. → zeugma indica l’incongruenza semantica.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante.s. → allitterazione. solidus [loc.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente. Sin.s. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza.m. fortis. es.] → ornato vigoroso. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma. sigmatismo [s.) → figura di significazione.m. validus. sillepsi oratoria.] Componimento ricco di ‘s’.f. e Marco). Pronuncia difettosa della ‘s’.s. ossia nella costruzione sintaticca. oratio.] Zeugma nell’ambito della grammatica. genus sublime.m.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. → percontatio. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. sillepsi grammaticale. Nella tradizione retorica anglosassone. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. Indica anche il dirscorso in generale.] → allusione. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto. sermóne [s. sillèpsi grammaticale [loc. → discorso. → mimesi.f. significazióne (figura di s.m.: una casa piena di cose e di ricordi. → zeugma. → subiectio.f.

sillogismo dialettico.s. → contiguità.ubi.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio. sillogismo sofìstico [loc.s.pt i i i i . l’altra in senso figurato. sìmile [s. → entimema. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario). → sillogismo sofistico. sillogismo erìstico [loc. locus a simili. sillogismo retorico.s.m. → adiunctum.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.f.] Lo stesso che → epicherema. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.] → paragone1 . Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione. nella sua forma completa. sillogismo [s.f.m. la toga ‘la pace’.s. sillogismo retòrico [loc.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. similitùdine [s. locus a simili. sìmbolo [s. omeosi.m. → parabola. esso viene raramente utilizzato.s. Contrario → fr. Correlata: la → comparazione. Le armi ‘la guerra’.] È il → locus a simili.livroslabcom.m. si viene così a stabilire il legame causa – effetto. simili (locus a s.] Lo stesso che → sillogismo eristico. similarità [s. sillogismo dialèttico [loc. simili (a) impari → adiunctum. lo scettro ‘il potere regale’.m. anche se.m.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc.] Lo stesso che → epicherema. → sillepsi. loci a simili impari.] Relazione di somiglianza o di affinità.) → adiunctum.m. www.f. dissimilitude. dissimile.

simulatio [s. che consiste nel celare ciò che esiste.f. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. sinafìa [s. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza. . Es. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento. simulazióne [s. provocazione. secondo lo schema: /x.] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. y/. → illusio. simperasma [s. / Ripetizione. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. Un fenomeno simile. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi.f. → dissimulazione. . è l’→ enjambement. Laude VI). polarità. . / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. confessum. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. absurdum.f. lo qual a Deo è spiacemento.] → simulazione. È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore.: Guàrdate da l’odorato. nella poesia moderna. paradosso.f.m. simpatìa [s. Es. sinceritas.f. in due frasi succesive. .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. sìmploche [s. y/x.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora. Correlati o uguali: → complexio.f. Livros LabCom i i i i .] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. → delectatio. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. dunque confermandolo. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio. lo qual ène sciordenato.] Contrariamente alla dissimulazione.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine.

la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). contrazione. confessum.. O forse sì. no. sineciósi [s. totum pro parte. → transmutatio. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi).ubi. della sineciosi pasoliniana:. certamente no. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. Però.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola.] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati.f. fusione. →. individuum pro specie. A. simpatia. Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte). come tattica del discorso. → ossimoro. sìndesi [s.] Quando l’oratore.f.f. sìncope [s. contrario di → dialefe. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). in centro. genus pro specie. .f. sinceritas [s.i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s. No. sinèddoche [s. D. Assai frequente nelle lingue classiche.livroslabcom. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione. No. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”. → sineresi. . / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine.f. → sinalefe. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi). . A scuola.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. C. in maniera da originare una sola sillaba. si va su due ruote.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. mixtura verborum.f. → consilium. www. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere).] Legame fra due parole o unità sintattiche.] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari.f.f. Es. Pars pro toro.pt i i i i . B. ma con un significato ampliato. sì. . sìnchisi o sinchìsi [s. sinèresi [s.

la quale tuttavia. sinonimìa glossante [loc. singularis pro plurali [loc.] Indica la concordanza di significato tra parole. sìstole [s.s.m. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro. sinònimo [s. Parole acide.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno.m. interesse alla situazione. → mesozeugma. sofisma [s. una salus victis nulla sperare salutem. smascheraménto [s. sinonimìa [s. La differenza di significato. parafrasi interpretativa. interpretatio. sinonimia glossante. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse. → commoratio.m.f.] Processo di composizione e unione di varie nozioni.m. siano esse sinonimi veri e propri o tropi. sinonimo.m. sìntesi [s. sinzèugma [s. è nominata → differentia.s.f. anche quella fra sinonimi. → sinonimia.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo. usata negativamente.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse.f. interpretatio. → distinctio. zeugma. sinonimia. sorriso amaro. Livros LabCom i i i i . Es.] Sinonimo di → mesozeugma. e con evidente paradosso. → kairós. non è mai assoluta.] In metrica latina è il contrario della → diastole.f. situazióne [s. → commoratio. Es. arbitro della stuazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s. → diastole.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura. equivoca o comunque difficile da comprendere. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga.] → sineddoche.f.f. → compositio.

fàccino. ai vari livelli di analisi linguistica.f.m.] Eliminazione di qualche elemento.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso.] Eliminazione di qualche elemento.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. acutezza.m. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. www.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso. sottrazióne [s. ai vari livelli di analisi linguistica. sospensióne [s. → ellissi. → detractio. Es. sottigliézza [s. → riprensione.f.m. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase. vénghino. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. vàdino. interruptio. → immutatio. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero.f. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione.pt i i i i . sorite [s.] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione. soppressione. In questo senso. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s. soppressióne [s.: oggi mi sento più meglio. Dizionario di retorica solecismo [s.f. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. reticenza. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza.ubi. sottintéso [s.) → sillogismo sofistico. soprariprensióne [s. sostituzióne [s.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo. toscanismo: se tu fosti.f.f. → aposiopesi. voi mi dicevi ‘dicevate’. → detractio.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore.livroslabcom.

nel genere deliberativo: se bello o brutto).] → situazione. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. par. spes [s. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit. pathos. Barthes come il punto su cui verte il giudizio.spes et metus – è. status [s. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione.s. Albaladejo esplicitamente come questione principale. → status.m.m. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza.s. stato del dibàttito [loc. Livros LabCom i i i i .s.m. nella commedia.m. la realtà del luogo. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. → metus.s. stato del dibattito. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit. → status finitionis. il modo. 31): → status coniecturae. status causae [loc. Il termine status indica il valore di condizione. Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice.] → status causae.] → sineddoche.] → antonomasia. L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. status ambiguitatis [loc. status causae.m. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc.] → status legales. stato della questione. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore .f.s. species pro individuo [loc.] → status causae.f. stato della questióne [loc.s. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur). → status qualitatis. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto. nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa).f. → status translationis.] È la speranza provata dall’uditorio.

staticamente ripetute.] → status causae. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. → cliché. status sillogismi [loc. status finitionis [loc. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore.m.s.] Semplificazione concettuale stabile.] → status legales.m.] → status legales. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali.s. si ricerca quale applicare. Lo status contrariarum legum si ha quando. status scripti et voluntatits [loc.m. che comporta una distorsione rispetto alla realtà. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico. status qualitatis [loc. come nel caso dell’oratoria.s. così come inteso dal legislatore (→ scriptum).] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.s. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica. un oratore. status contrariarum legum [loc.ubi. congettura.s. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi.s.] → status causae. luogo comune.livroslabcom.] → status causae. stile [s. status legales [loc.m. status translationis [loc.m. ma anche.] → status causae. stereòtipo [s. il genere deliberativo. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione.] Dal momento che il processo penale.p m. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione.] → status legales.m.m.i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc.m.m. a volte. www.pt i i i i .s.

] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. in una integrazione del messaggio ricevuto. genus humile. stile asiàtico [loc. consiste in una aggiunta. mediocre [gr. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito.] Corrispondente al → genus sublime. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi.m. espressa con il → subintelligere. genus medium.s. o un’epoca.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. → stile. il cui proposito retorico è quello di insegnare. infimo. avvicinandosi all’→ ellissi. discorso. b) piacere.] Secondo Lausberg è la comprensione che. mesos]. un gruppo di autori. umile [gr. stili del discorso. b) aequabile.m. adros].] Elemento caratteristico dello stile. c) insegnare. subintellegere [vb. stile ùmile [loc.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. stile asiano.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore.s. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere. → percontatio.f. basso.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo. ossia forma espressiva tipica (parola. ornatus. Vedi anche → umile.m.s. stilèma [s. ischnos]. detto anche infimum (→ infimo). stili del discorso. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. c) infimum. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola. magniloquens [gr. genus umile.] → ornato soave.] Il più basso dei livelli di → stile. gratia. subaudire [vb. stilus [s. locuzione. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo.f. esuberante. subiectio [s. ed anche ampolloso. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra. genus medium. suavitas [s.m. stili del discorso. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . → genus elocutionis.m. → humilitas.

→ correctio.] → allusione.f.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei). suspicio [s.] → anacoluto.] pausa del discorso.f.f.] → subiectio. suggestio [s. espressa dal verbo → subaudire.f.f.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus. summae dictaminum [loc. sublimitas [s.] → suspensio. praeoccursio. subiuntio [s.] → prosapodosi. sublime [agg. subordinazióne [s.f.f. → sublime.pl.f. syntaxis obliqua [loc.] → ductus obliquus. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.s.f.] → subnexio. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile. praecedens correctio. → periodo.m. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli.f. minutio.pt i i i i . suspensio [s.s.f.] → congeries.] Elemento sintattico che dipende da un altro. sustentatio [s. superlatio [s.] → iperbole. synesis [s.livroslabcom. www. accumulo. subnexio [s.s.] → ars dictandi.f. superioris rei correctio [loc.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge.f. synathroismus [s.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas.ubi.

azioni. fenomeni fisici e morali.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato. Es.m. noia.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale. tautologìa [s.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse.f. rappresentano l’insieme denominato foro.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato.m. ecc. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. In questo contesto A e B. tecnicismo [s. tapinòsi [s. tàttica [s. meiosis. fastidio. come quello dell’informatica.m. Quel medico ha studiato medicina. In questo senso la materia. passioni.m. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. su cui si fonda il ragionamento. Es. mentre i termini C e D. o → argomento. Il termine rimanda alla retorica di Perelman. ductus. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. della giurisprudenza. è ciò di cui si parla. costituiscono un insieme detto tema.f. → fastidium.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali.] tedio. disgusto. tèma [s.] Forma italiana per → ingenium. della medicina. Livros LabCom i i i i .f. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti. taedium [s. → consilium. Comprende tutte le specie di descrizione. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). C e D il foro. talènto [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s. A e B rappresentano il tema. → litote. ed è correlata al → rema o → commento.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave. → diafora.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’.m. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati.

non il nitrito del poledro. non il canto del gallo.: D’Annunzio.m. riguardante il → referente. non il fiotto del bimbo. → isocolo. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio.m. su cui cade l’accento. operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi.] L’oggetto astratto che deve essere trattato. Es.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia.s.pt i i i i . opposto al tempo debole. tenore del discorso.: septem subiecta trioni ‘posta www. Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba.m.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico.f. thaumasmus [s. tetracòlon [s. fantasia.] Divisione di un lessema in due parti. tertium comparationis [loc.] Espressione di meraviglia. → ductus. macrostrutturale.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. denominato → arsi.m.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione.f. → quaestio infinita. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). tmèsi [s. tèsto retòrico [loc. tricolon.] È la qualità comune alle cose simili. ticoscopìa [s.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. Viene chiamato anche → discorso retorico.livroslabcom. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. Es. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte. → ipotiposi. Es. questo è il campo in cui opera la → inventio. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale).f. ossia in relazione agli obiettivi prefissati.m.ubi. tenóre del discórso [loc. Faville del maglio: Non odo il suo respiro. lat.m.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso. tèsi [s. → ductus. dissimile. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato.s.s. → simile.

Es.f. tractatio [s. transiectio [s.] Che riguarda a una certezza condivisa.m. transgressio [s. vetustas. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. traductio [s.] → iperbato. traiezióne [s.] → sineddoche. equivocità. che. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. / La tmesi può essere anche sintattica.m. un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione.s. nella retorica classica.f. → consuetudo. auctoritas. la memoria e la pronuntiatio.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. luogo topico. transitio [s.] Ha lo stesso significato di → metabasi. tòpica [s. la elocutio. → topica. la dispositio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’. tòpos [s. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum.] Nella retorica classica.f. prevedeva cinque fasi: la inventio. → topografia.) → luogo topico. Livros LabCom i i i i . tòpico (luògo t.] → iperbato.] → luogo. totum pro parte [loc. reditus ad rem. gioco di parole.f.f.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo.f. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico. transgressio.f. topotesìa [s. transiectio. → topicale.: “Io – disse lui – vi abbandono”.] Descrizione di un posto immaginario.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole. tradizióne [s.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili.f. topicale [agg.f.

troncaménto [s.m.ubi. transunzióne [s. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale.f.pl.] Caduta di vocale o di sillaba finale.] ‘tre luoghi’.f.I tria loca sono: inizio (caput. una via da percorrere) o nel tempo (ad es. nel Medioevo.f. Es. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino.m.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. fine (finis). e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole. lo svolgimento di una musica o di un discorso) .] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione. figura per transmutationem. initium).m. metà (medium). → parallelismo.] → figura per ordinem. / Altra termine per → metafora. isocolo.m. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).s. tria loca [loc. www.f. tetracòlon.m. initium).i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s. → metafora.s. la dialettica e la retorica.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. → bipartizione.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio. traslato [s. → quadrivium. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole. transmutatio [s. metà (medium). Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. trasferiménto di classe [loc.] → metafora.livroslabcom. fine (finis.] Isocolo trimembre. tripartizióne [s. ossia la grammatica. trivium [s.m. Lo stesso che → apocope. imum) tricòlon [s.può essere suddiviso.] Fra le arti liberali di cui.pt i i i i .

→.m.] → stile umile.m. U uditòrio [s. i principali sono tre: → metonimia.) [loc.] Rappresenta.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene.m. assieme alla → festivitas. usus2 [s. Esso si realizza quando. → metafora. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione.] Il → pubblico che ascolta un discorso. ùmile (stile u.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio).] Il tropo (o → traslato). vengono mescolati il serio ed il faceto. unzióne [s. Livros LabCom i i i i . la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore.m.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. nell’ambito della dispositio.f.→ esperienza. urbanitas [s. nell’esposizione di un evento.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. umorismo [s.m.m. tropologìa [s.m. come sosteneva Quintiliano. → dispositio.] Nell’→ ornatus.f.s. → sineddoche. I tropi concernono la sostituzione di singole parole. truismo [s. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). lapalissiano. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”.] È affine all’→ ironia. usus1 [s.

i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato.ubi. contrapponendosi all’uniformità.f. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo.] Quando la dispositio di un discorso. utilitas causae [loc. verba coniuncta [loc. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.f. varietas [s.m.f. → puritas.pl. www. → varietà.s. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente.] Parole singole.] È l’affettazione nel parlare. che pure resta analoga a quella attuale. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte. Come sottolinea Lausberg. varietà [s.pl. V vanitas [s.] Per ciò che concerne il discorso.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale. utile [s.] → exornatio.] Connessione di parole.livroslabcom. fornisce la norma principale della puritas.pl.] → neologismo. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato).pt i i i i . paradosso. genera lo → straniamento. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.f. → verba coniuncta. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua.f. → verba singula.m.] → variatio.s.m.m. variatio [s.] L’azione dichiarata utile al bene comune.] → variatio. l’uso. verba ficta [loc. verba singula [loc. verbum. verborum exornatio [loc.f.m. preziosità.s.s.s. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente).

] → verosimile. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum.m. Livros LabCom i i i i .f. verbum peregrinum [loc.] È l’unità ritmica del → numerus poetico. → arcaismo. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile. Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. ossia le figure retoriche. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza. Le “forme artistiche” (Lusberg).] → barbarismo. copia verborum. costituiscono invece la → copia figurarum. credibilità. vetustas [s. verosìmile [s. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.pl. se vuole raggiungere il proprio scopo.s.m. Secondo Fontanier anche l’iperbole.m. può essere integrato in unità ritmiche più ampie. Inoltre. verisimile [s. ciò che sembra effettivamente accaduto.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s.f. peregrinità.m. volgare. → vero. → res. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento. come i gruppi di versi e le strofe. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas.s.] Parola oscena. vincta oratio [loc.] → periodo.] → vetustas.s. verità [s. volgare. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa. vetera verba [loc.] Ciò che sembra vero.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti.m. vèrso [s. verbum sordidum [loc. la formulazione linguistica delle idee (res).s. verbum obscenum [loc.s. verisimile.m.] Parola oscena. le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta).m.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.] È l’aspetto significante. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum.m.

vitium [s.] → ornato vigoroso.f. puritas 3.m.i i i i 180 virilis ornatus [loc. bona voluntas.] → virtutes elocutionis.pl. massime della conversazione. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace. appropriatezza o convenienza o congruenza.pt i i i i . consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata.f. che deriva dal ‘non potere’. cioè il forte impegno personale. vossiànica (antonomàsia v. voluntas [s. correttezza. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”.] Mancanza di → virtus.f.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1.] → eufonia. gr. mala voluntas. → virtus. prépon. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere. visio [s. latinitas.s. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto.s. → errore.] Sinonimo di → delectatio. vocabolario [s. In assenza di virtus si parla di → vitium. 2.s. 4. vocalitas [s. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc. → consilium. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione.m. → virtutes elocutionis.s.] → fantasia.ubi.livroslabcom.f. voluptas [s. virtus [s.m.) → antonomasia vossianica.pl.f. chiarezza o perspicuità – perspicuitas. e un vitium per eccesso.] → lessico. ornatus. www.] → aptum. lat. aptum. ticoscopia.f. virtutes elocutionis [loc. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). virtus dispositionis [loc. oltre la misura dell’aptum.] L’obiettivo che si propone l’oratore.m. massime della conversazione.f.] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. difetto.

→ apozeugma.] → pronuntiatio. Pacem an bellum gerens (Sallustio.. vulgare (v. diazeugma. Ellissi marcata. sinzeugma. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale.m. zèugma [s.) → grado zero. II. generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche. hypozeuxis. Z zèro (grado z. prozeugma. genus) → genus vulgare. XLVI).] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. Bellum Iugurthinum. iperzeugma. Es. mesozeugma.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. ipozeugma. epizeugma. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante. Inf. XIII. Livros LabCom i i i i . sillepsi. 9). Aen.f. Maggiori sono le incongruenze. 780).: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio..

i i i i i i i i .

L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee. Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie.