i i

i i

i i i

i

i i

i i

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

Dizionario di retorica

LabCom Books 2010

i i i

i

2010 Depósito Legal: 308687/10 ISBN: 978-989-654-035-7 i i i i .livroslabcom.ubi.i i i i Livros LabCom www.pt Série: Estudos em Comunicação Direcção: António Fidalgo Design da Capa: Madalena Sena Paginação: Marco Oliveira Covilhã.

i i i i . riscritto.i i i i Attribuzioni Come per ogni opera scritta a quattro mani. A Matteo Damiani si devono i lemmi compresi tra la lettera G e la lettera Z. commentato e alla fine stabilito la versione finale. Tuttavia abbiamo seguito questo schema: Stefano Arduini si è fatto carico dei lemmi compresi tra la lettera A e la lettera F. le conversazioni e gli scambi sono stati tali e tanti che in molti casi risulta difficile ricordare chi di noi due abbia scritto.

i i i i Indice A B C D E F G H I K L M N O i 1 28 29 47 62 77 84 91 93 107 107 112 128 130 i i i i .

i i i i P Q R S T U V Z 136 154 155 161 173 177 178 181 ii i i i i .

L’acirologia o → catacresi non è altro che un «improprio parlare» utilizzo cioè improrprio di un vocabolo. catacresi. 28). →.m. catacresi.] Una materia a bassa credibilità.f. Lo stesso di → abusio.f. può dunque anche reppresentare una simulazione. Inf.] Rifiuto apparente di ciò che in realtà è molto desiderato: la negazione ha altre motivazioni da quelle che appaiono in superficie. che urta il senso di verità del giudice.m.] → catacresi.] Uso estensivo o deviato di un termine già esistente nella lingua. allo scopo di ottenere un effetto opposto a questa opinione particolare: l’a.] → apocope.] → premesse della argomentazione. → improprietas.] Acyrologia est sine sua proprietate dictio. l’a.i i i i A abcisio [s. V.] → apocope. Oltre che come artificio retorico consistente nel fingere di rifiutare qualcosa. può presentarsi come una forma di ironia in cui qualcuno simula indifferenza o finge di rifiutare ciò che in realtà desidera.m.] Uso di una parola al di là del suo significato proprio. e l’episodio della Cananea.15. abuso. L’oratore può simulare di sostenere un’opinione inconciliabile con i principi suoi e dell’uditorio. paradosso. assurdo. provocazione.f. Essa si realizza ad esempio nell’accostamento di loco e muto in: io venni in loco d’ogni luce muto (DANTE. acirologìa [s.f. abusione. abruptum → genus abruptum. absurdum [s. abuso [s. abusióne [s. accòrdo [s. una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera.f. → assurdità. abscissio [s.m. ablatio [s. Lo stesso di → abuso.2226. accismo [s. di un’espressione. Come la volpe nella favola di Esopo.f. abusio [s. i i i i . Mt.] → aferesi. abusio.

synathroismus.f. accùmulo [s. quindi sull’esecuzione orale del discorso.] → accumulazione.s.f. a strutture miste.i i i i 2 accresciménto [s. accusa [s. il gruppo di persone cui spetta.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. recitazione di un discorso attraverso l’uso di gesti e movenze tesi ad evidenziare ed enfatizzare le parole: Est actio quasi sermo corporis (Cicerone.m.222). frequentazione. come spesso avviene nella comunicazione informale e in quella patologica. → genus.] → amplificatio. www. autonomi tra loro. atto. → congeries. almeno in apparenza. Il modo in cui si susseguono può dar luogo al → chiasmo. spedire al mittente. legati da dipendenza sintattica. 3. actio [s. di parole e di pensieri. in atto o in potenza. → controaccusa.s. accumulazione coordinante.m. frequentatio.] Accumulazione che presenta un ordine slegato di elementi. de Or. congerie. interpretazione. coacervatio.m.] Secondo Lausberg è il tipo di ornatus che si cura della stretta osservanza dei praecepta e corrisponde pertanto più o meno al → genus subtile: spesso evita l’ornatus in generale.s. accumulazióne coordinante o coordinativa [loc.ubi. → enumerazione.] 1. accuratum dicendi genus [loc. dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce. coacervatio.] Azione drammatica svolta dall’oratore o anche dall’attore. Dizionario di retorica accumulazióne [s.] Insieme enumerativo di elementi. che si susseguono in modo sindetico o asindetico.f.f. congeries. l’ufficio di accusare durante il processo penale. accumulazióne caòtica [loc. Azione drammatica può dirsi anche la → pronuntiatio.f. ornatus. → accumulo. in altra accezione. al → parallelismo. amplificazione. 2. esecuzione.s. accumulazione caotica.] Accumulazione che presenta un ordine logico di elementi. accumulazione subordinante.f. accumulazióne subordinante o subordinativa [loc.livroslabcom. in ogni caso la mala affectatio.pt i i i i . parole o scritto mediante i quali si attribuisce una colpa a qualcuno.

] È l’ornatus provoca straniamento e si serve quindi di paradossi. adìnato [s.f. Marino). adiunctum [s. apposizione. parenesi. → acutum dicendi genus. adiudicatio [s. exhortatio. Vedi → aggiunta.] → esortazione. zeugma. quando si succedono elementi diversi tra loro.] Espressione ingegnosa. suon volante (G. il locus a contrario (paragone con l’opposto) e due loci a simili impari (paragone fra simili.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 3 anziché sulla mimica.f.] → dubitatio. adiunctio [s.f. molto spesso metaforica.f.] → aggiunzione.f. finezza. addizióne [s. Secondo Lausperg chi ascolta viene stimolato a un lavoro di raziocinio e diviene quindi complice delle idee dell’autore. quando si ripropone lo stesso elemento in posizioni diverse.m. appositio. epentesi. pointe.f.m. voce pennuta. adhortatio [s. Rientra pertanto tra le cinque importanti attività della retorica insieme all’→ inventio. acutézza [s. Una successione di termini sinonimi rappresenta un esempio di uso retorico appartenente ad entrambi i sistemi. discorso sottile. alla → dispositio. ma di diversa estensione): il locus Livros LabCom i i i i . Vi è anche l’adiectio dei suoni: → protesi. → discorso acuto. La locuzione indica anche il parlare con elegante delicatezza. che intende colpire l’uditorio con accostamenti arditi. Altre riferimenti in → genus. paragoge. la → ripetizione. addizione. amplificatio.m. adiectio [s.] → adiectio. aggiunzione. sottigliezza. acutezza. all’→ elocutio ed alla → memoria. Es.] Lausberg lo definisce l’interrogativo sull’affinità concettuale fra le idee. In esso è possibile distinguere il locus a simili (paragone fra simili).] → adynaton. acutum dicendi genus [loc.B.] → epicrisi. ornatus.] Mezzo per ottenere un effetto amplificante attraverso l’impiego di due tecniche: l’ → accumulazione. traductio. addubitatio [s.f. con finezza.

a venti asemenare.f.] → parenesi.f. se era esiliato.] Il rapporto equivoco ha luogo poiché due o più corpi della parola dal punto di vista del significante ma non nei contenuti concettuali da esso espressi. Secondo Lausberg l’equivocità (→ omonimia) mette in pericolo la → perspicuitas del discorso.i i i i 4 Dizionario di retorica a maiore ad minus. del disonore. lo mar potresti arompere. subordinando per l’appunto il suo avverarsi ad un altro fatto ritenuto impossibile”. iperbole. Si confronti. afèresi [s.pt i i i i . servendosi di una perfirasi a carattere iperbolico e paradossale. ossia la deduzione. l’impossibilità che una cosa avvenga. sempre ne scriveva l’elogio: se aveva la febbre. admonitio [s. cioè la comprensione della lingua. cioè l’induzione. 313-314 Hense): «[Agrippino] era un uomo siffatto. Es: “una vecchia porta la sbarra”. → adinato. rena da arena. dice Epitteto che. reductio ad impossibile. adossografìa [s.livroslabcom. univocum. adnexio [s. scuro da oscuro. anfibolia. paradosso.m. ad esempio. → adiunctio. della febbre.] → zeugma. adynaton [s. ed perciò interpretata quale fenomeno caotico.f. aequivocum [s. per cui ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. Essa può essere voluta per occultare della propria volontà o per ottenere l’effetto di straniamento. pp. equivocità. il frammento 21 di Epitteto (in Stobeo III. → equivoco. se soffriva di qualche disonore. www. ambiguità sintattica. adnominatio [s. VII. Es. / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a esto monno (Cielo d’Alcamo). → eloquenza epidittica.ubi.f.] Nell’oratoria epidittica.m. e il locus a minore ad maius.f. → ablatio.] → agnominatio. la parte dal tutto’. l’elogio di cose infamanti o disonorevoli.] anche adùnaton Figura retorica che sottolinea. come nella dissimulatio.] eliminazione di una vocale o di sillaba al principio di una parola. quando gli capitavano delle contrarietà. dell’esilio». per cui ‘il più ampio viene espresso dal più ristretto’ . 16.

affictio [s. Oppure. (Io ho fatto la paronomasia.: Se il suo gesto era accidentale. È il contrario di ‘naturalezza’. affettazióne [s.f.f. agonìstica [s.] → adiectio. Lausberg distingue due gradi di emozione: l’→ ethos.] Espressione eccessivamente ricercata. pathos. aggiunzióne [s. → annominatio. zeugma. Questo artificio stilistico viene utilizzato proprio per evidenziare l’opposizione dell’accezione di tali termini contrapposti e per generare anche degli arguti giochi di parole. aiscrologia [s.f. . figura per adiectionem.] L’atto con cui si afferma.f. o conferma. → emozione.] Si ha quando l’oratore si serve di mezzi emozionali per commuovere l’arbitro della situazione. bisticcio.f. .m.] particolare arte dialettica del genere inquisitivo nella logica antica e rosminiana: essa consiste in gare dialettiche. affermazióne [s. ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto (Dante).s. per citare esempi illustri: l’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca).] Discorso osceno. Alcuni esempi: Chi non risica non rosica / Chi dice donna dice danno / Fischi per fiaschi / Dalle stelle alle stalle / Traduttore traditore. ma differenti nel significato. ethos. allegazióne (dei fatti) [loc. aggiunta [s.f.] L’introduzione nel ragionamento di un elemento fattuale o testuale sul quale ci si appiglia per confermare il ragionamento stesso. e il → pathos che è il grado di emozione più violenta. → escrologia.] Figura retorica risultante dall’accostamento di due o più vocaboli uguali o soltanto somiglianti nel suono. così sfruttati nelle espressioni riguardanti modi di dire e proverbi. agnominatio [s. aggiunzione. paronomasia.f.f.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 5 affectus [s.] Addizione di elementi.] → paronomasia. Ma lo ha fatto Livros LabCom i i i i . non so se è meglio puntare su agnominatio o sulla paronomasia o sul bisticcio). →. adiunctio. aggiunta. → adiectio. iperbato. che è il grado di emozione più moderata. → epìfrasi. ciò che è accaduto o che si pensa. Es.

entità. allegoria in verbis [loc. consiste nell’indicare “una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese” (aliud verbis.f. l’Antica della Nuova Alleanza. → allegoria. Gerusalemme del Regno di Dio.] → allegoria. La sua teorizzazione risale al Medioevo. allegorìa [s. Beatrice è figura o typos di Cristo. allegorèsi [s. persone interpretati come figura di altri fatti. aliud sensu). L’a. → proposizione. entità.f. sconfina nell’ironia quando si fa intendere il contrario di ciò che vien detto.s. allegoria in factis [loc.f.] Serie di metafore che sfruttano elementi di un medesimo campo semantico. Si è soliti parlare dell’allegoria come di una metafora prolungata. l’Antica Alleanza della Nuova Alleanza.ubi.: Adamo ‘figura’ di Cristo. e → allegoria in factis: fatti. entità. → allegorismo. Il Medioevo distinse tra → allegoria in verbis. persone. che è l’antitipo. riscontrabile nel significato dei testi. Non è così per la retorica generale testuale e per molti approcci cognitivisti→ metafora.i i i i 6 Dizionario di retorica di proposito! Ecco perché ho reagito violentemente. ossia in quanto ricorso all’allegoria quale costruzione narrativa (sia in letteratura che nelle arti figurative). entità o persone sono interpretati come figura di altri fatti.] Si ha quando fatti.f. www. costituita da una serie ininterrotta di metafore.m.livroslabcom. allegorismo [s. Secondo Auerbach. Gerusalemme del Regno di Dio. propositio.s. La metafora è per la parola singola (per la dictio) quello che l’allegoria è per la frase (per l’oratio o sermo complexus): secondo la retorica tradizionale la prima agisce sul piano dei verba.pt i i i i . la figura da scoprire. Es. L’allegoresi come interpretazione va riferita sia all’esegesi di raffigurazioni intenzionalmente allegoriche. la seconda sul piano delle res.] Secondo Quintiliano l’a. Adamo ‘figura’ di Cristo. persone. sia all’attribuzione di valore allegorico a testi e a episodi storici e mitologici.] Nelle definizioni manualistiche prevalentemente intesa in quanto produzione.

anfibolia. → omeotelèuto. con lo scritto e con qualsiasi mezzo di comunicazione.] Ciò che si presta ad un’interpretazione alternativa. → anfibolia. equivocità.f. che più di ogni altro discorso è portatore di polisemia e ambiguità. allotopìa [s. aequivocum. mitacismo. Essa è caratteristica del discorso poetico. aequivocum. procurare piacere. . ambiguità [s..] Rottura di → isotopia.f.f.f. allocuzióne [s.] Apostrofe che si presenta in forma parentetica. Livros LabCom i i i i . sinchisi.] Consiste nel fare cenno a qualcuno o qualcosa senza nominarli esplicitamente. amplificazione. → epitrope. lambdacismo.] Terminologia latina per → ampliazione. XVII. dilettare. con la parola. homoeoprophoron. / Vedi anche Inf 8. ambitus [s.f. alto (stile a. indeterminazione. → ambiguità. . allusióne [s. di essersi comportato in un certo modo.) → stile alto. ambiguità sintàttica [loc.] Collocazione non comune dei componenti sintattici che sono perciò causa ed effetto di oscurità → ambiguità.m.f. sigmatismo.] Lo stesso che → anfibolia. aequivocum.] Concedere di aver compiuto un fatto. ampliatio [s. ambiguità sintattica.] più raramente alliterazióne [s.f.m. Es.] → periodo. ambìguo [agg.f.] Caratterizzato da interpretazione non univoca. lettor.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 7 allettare [vb.] Allettare.s. polysigma. corrispondente al latino → delectare.f. ammissióne [s. se mai ne l’alpe / ti colse nebbia.94 → apostrofe. 1-2: Ricordati.] Ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba. iotacismo. amplificatio.: Purg. amphibolatio [s. allitterazióne [s.

ampliazione.i i i i 8 Dizionario di retorica ampliazióne [s.] In it.letterari quali: l’→ asianesimo ed il → barocco. dal punto di vista contenutistico.ubi.f. accrescimento.f. Perdita del riwww. amplificatio [s. la → perifrasi. anacenòsi [s. la → litote. Le figure di espressione collegate all’amplificatio sono quindi: l’→ enfasi. a quegli stessi a favore di cui o contro ci si parla. esagerazione. la → ratiocinatio e la → congeries. che viene lasciato senza l’appoggio di una funzione sintattica congruente. complexio. la → comparatio. ma nello stesso tempo viene messo in rilievo. ampliatio. Detta altrimenti communicatio.f. anacoluto [s. può quindi essere intesa quale procedimento analogo all’→ accumulazione.f.f. quattro tipologie di amplificatio: l’ → incrementum.] Nella metrica classica indica la sostituzione di una sillaba lunga con una breve o viceversa all’interno di un piede. anàbasi [s. → amplificazione.] Domande.] Mancanza di sostegno all’elemento col quale si inizia una frase. i quali vengono investiti di particolare sostanza ed intensità.livroslabcom.pt i i i i . climax ascendente. Incremento di enfasi o di senso realizzantesi in frasi tra loro successive→ gradatio. L’a. molte volte in forma di richiesta di consiglio. amplificatio. meno complesso e ridondante. anàclasi [s.f. ampliatio. spesso in modo fittizio. anacefaleòsi [s.Opposto di catabasi.] Procedimento rattraverso il quale si ottiene l’effetto di esaltare ed enfatizzare il contenuto di un discorso o la sua espressione formale.m. Gli antichi retori avevano individuato. → antanaclasi. catabasi. l’→ iperbole. rivolte.] Lo stesso che → amplificazione. La figura retorica opposta all’amplificatio è rappresentata dall’→ attenuatio (o adtenuatio “attenuazione”). In retorica indica una figura per cui si deve comprendere l’opposto della sentenza enunciata. con significati analoghi. il cui modulo espressivo riuslterebbe però più lineare. → exaggeratio. ma non della retorica.] È la ricapitolazione degli argomenti presentati a sostegno delle proprie tesi in una orazione (peroratio) → enumerazione. congerie. Esempi di amplificazione come ornamento stilistico possono essere forniti da alcuni indirizzi retorico .

] Interpretazione di un testo.] 1. L’a. anantapodoton.] Consite nella ripetizione dell’ultima parola di un verso o di una frase nella prima parte del segmento sintattico e metrico successivo” (configurazione: . . Alto Vicario – Carol Voitila. in senso spirituale. Pseudonimo anagrammatico: Tiziano – Notizia. Lo stesso significato di → anagogia. abitudini. Es. xxiv. mesarchia. ripetizione insistente della stessa parola. → polisindeto. Inf. sinonimo → epanafora. Dante: Inf. anapodoton. anagòge [s. Pg I.f. anacronismo [s. bisogna pregar Dio per loro (Manzoni Promessi Sposi XXXVI) → synesis. Spinaci – Piscina. anagramma [s. 1-3: Per me si va ne la città dolente.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 9 gore sintattico. spirituali. → anagoge. 7-9. in particolar modo le Sacre Scritture. 4-5. / per me si va ne l’etterno dolore. terruit gentes. all’interno di un Livros LabCom i i i i .] Tutto ciò che è in contrasto col proprio tempo.: Quei che muoiono. mentalità propri di un’epoca diversa. iii. epimone). reduplicatio. → antecedente.f. Contrario di acoluto. . . ). anagogìa [s. Si dice dell’attribuzione ad altri tempi di costumi. o di loro segmenti. → sillessi. analèssi [s. I. lett. . ): es. 2. → epibolè. . . 49-51: Lo duca mio allor mi diè di piglio. anàfora [s. XXX: vv 38-40) → (anticamente anche epanastrofe. Car. Orazio. . 2.] Ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati. . x/x. / per me si va tra la perduta gente. anadiplòsi [s. escatologico.f.] Discorso di argomento mistico e celeste. / e con parole e con mani e con cenni / reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.f.f. . successivi (configurazione: /x. → arcaismo.] Gioco di parole che consiste nella permutazione dei suoni di una parola o una frase (e delle lettere che li strasrivono) così da ottenere una parola o frase di diverso significato. Terruit urbem. catafora. .f. In retorica essa indica la ripresa. Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettüal. /x. → metaplasmo.m. Par. gioco di parola. . Polisindeto: Dante. piena d’amore (Dante. denota l’inserimento. per cui la realtà terrena descritta diventa simbolo delle cose divine.

5. anàmnesi [s.m.i i i i 10 Dizionario di retorica testo narrativo.f. era un uomo ragguardevole e onorato presso il suo sovrano.livroslabcom.] Anacoluto consistente in una frase interrota dall’inclusione di un’incidentale. anantapòdoton [s. → tema.] La reminiscenza. quelli del passato e quelli del presente (in maniera più specifica: citare un autore a memoria). anesis L’aggiunta di una frase conclusiva che diminuisce l’effetto di ciò che è stato detto in precedenza. oppure il complemento oggetto ed il verbo). Parte della manualistica annulla la differenza tra apodoton e anantapodoton. Es. anàstrofe [s. parallage.] Rispetto di regole rigorosamente stabilite per la produzione linguistica. Es.ubi. Par. si esprime soltanto il primo elemento.f.] Inversione nell’ordine ‘abituale’ di due o più parole o sintagmi successivi (solitamente riguardante il complemento di specificazine e l’aggettivo. www. fue / di cherubica luce uno splendore. capo dell’esercito del re dell’Aram. i fatti così come s’immagina siano realmente accaduti). anapòdoton [s. può altresì intendersi la sospensione dell’espressione ottenuta impiegando soltanto la protasi di un periodo ipotetico (lasciando quindi in sospeso la proposizione principale. iperbato. che desiderio bizzarro d’altronde!. essa è figura di parola.: haec inter per inter haec. riconducendoli all’→ anacoluto.1: Naaman. metatesi. XI. analogìa [s. di una serie correlativa di termini. Dante.: Se solo tu venissi con me!→ anacoluto.m.pt i i i i .: Posto che tale sia il tuo desiderio. anteriori al tempo della narrazione: essa realizza la mancata corrispondenza tra l’ordine dei fatti sul piano dell’intreccio (i fatti che si susseguono nel testo) e l’ordine dei fatti sul piano della fabula (la storia. sarà fatto così come vuoi tu. posto che tale sia il tuo desiderio. il ricordo: il passare in rassegna i dati in proprio possesso. Con a. A questo concetto soggiace il criterio dell’imitazione di ciò che è già stato fatto e scritto e detto. eventi e sim. di fatti. che corrisponde allo hysteron proteron come figura di pensiero.f.] Tipo di anacoluto in cui. 38-9 → inversione. ossia all’apodosi). 2 Re. Es.

→ prolessi.] → agnominatio.] Tecnica retorica per cui si risponde ad una accusa con un’altra accusa.Es.] Figura tramite cui si suggerisce di sostituire una qualifica con un’altra che potrebbe sollevare obiezioni.m. Corrisponde ad un → climax discendente o gradazione discendente ed è l’opposto del → climax ascendente. cioè variamente interpretabile sia dal punto di vista sintattico che semantico. metastasi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 11 perché per opera sua il Signore aveva salvato l’Aram. Quanto al suo contenuto la controaccusa può riguardare la stessa colpa che l’accusatore aveva rimproverato all’accusato → antanagoge.f.f. controaccusa.: Quel cane ha ululato sul palcoscenico. Es. a causa della compresenza di termini omofoni o omonimi. annominatio [s.] È una proposizione ambigua.] Stile che si oppone al → ciceronianismo. antapòdosi [s. Es. anticipazióne [s. Si aggiungono forme come l’→ esitazione e la → correzione. → epanadiplosi. ma quest’uomo.f.] → anticipazione.f. anticiceronianismo [s.] Seconda parte di una similitudine o di un periodo corrispondente nei suoi singoli elementi alla prima parte. anticategoria. o s. annominazione.m.: Non è una punizione ma un mezzo per prevenire il crimine.f. era lebbroso.f.f. → recriminazione.: E mi Livros LabCom i i i i . → ambiguità. alle volte espressamente ricercato soprattutto in poesia.] ‘controaccusa’ mediante la quale l’imputato accusa l’accusatore o il giudice di una mancanza che rende giuridicamente nulla o non valida la loro funzione di accusatore o di giudice. / Inserimento nella narrazione di una scena che ha avuto luogo più tardi. paronomasia. che tendono a generare un effetto equivoco. anfibolia [s. antanagòge [s.] Attenuazione progressiva delle idee comunicate da una serie di parole. anticipatio [s. una vecchia porta la sbarra. controaccusa. L’opposto di → epitasi.f. anticategorìa [s. anticlìmax [s. aequivocum. redditio. valente e ricco.

Dormi / mi cantano. antimetàbole [s. antimetatesi.f. chiasmo complicato. Essa si sostanzia quale tecnica del contraddire: apporto innovativo della retorica sofistica.f. → enantiosemia. Anche nell’accezione di inversione dei membri di un’→ antithesis.i i i i 12 Dizionario di retorica dicono. Dormi! / bisbigliano. ipofora. tu! ‘sei pericoloso. «L’état de conscience est la conscience d’un état» (Sartre).f. ma con diverso significato.f. antilogìa [s. sia nel significato di → antimetabole. Mi accontento di ciò che c’è di meglio. es. En este país no se lee porqué no se escribe. io non sono affatto difficile. antìfora [s. Dormi! sussurrano. 5. tale da produrre un capovolgimento del senso.livroslabcom. Es. che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre. che dànno l’amaro per dolce e il dolce per amaro! → chiasmo.] Uso di una parola in una funzione sintattica differente da quella che le è propria. diafora.20: Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene. → enallage. antimetàtesi [s.] Secondo la manualistica. o no se escribe porqué no se lee (Larra). Isaia.] Permutazione nell’ordine delle parole.] Figura retorica che consiste nel ripetere due volte le stesse parole. www. sei il contrario di quello che sembri’. antimetabole. chiasmo complicato. antimerìa [s.] Figura retorica (la forma più aggressiva di ironia) in base alla quale una parola. → antanaclasi.f.] Procedimento di congiunzione di due idee incompatibili. Dormi! Pascoli. La mia sera. antimetalèssi o antimetalèpsi [s. / la que peca por la paga / o el que paga por pecar? (Sor Juana Inés de la Cruz). Figura di pensiero.f. Detta anche chiasmo complicato o antimetatesi.→ catacosmesis.ubi. / aunque cualquiera mal haga. O cuál es más de culpar. → diafora. sia come successione di due parole costituite dalle stesse lettere ma disposte in altro ordine. permutazione. una espressione assume un significato opposto a quello proprio. → ossimoro. reflexio.pt i i i i .f.: In materia di cappelli. sia come parallelo tra due termini dalle sonorità simili ma in ordine inverso. antifrasi [s. Sei bello.] → antipofora.

L’uso dell’acc. antìtesi [s. L’antitesi è uno dei sei campi figurali (→ campo figurale) entro i quali Arduini comprende tutto l’universo figurale. / non rami schietti.. Es. l’ironia. et non ò da far guerra [. di relazione (sparsa le trecce.f.f. come le opposizioni: tutto / nulla. polarità. semplice / complesso. . / non pomi v’eran. → contre-petterie. Livros LabCom i i i i .] Artificio retorico che consiste nel dedurre da un’affermazione che si ammette vera una conseguenza diversa da quella che logicamente attesa. 4-6).] Figura ottenuta dalla permutazione di sillabe o loro gruppi nella stessa parola o in parole diverse.f. ombra / luce. et tutto ‘l mondo abbraccio (Petrarca). ] et nulla stringo. ma bordello! Non fronda verde. → casus pro casu.] tipologia di → enallage che consiste in uno scambio di casi: per es. Purg. anima / corpo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 13 antipàllage [s.] Ripetizione di una parola in senso contrario. ma di color fosco. ma nodosi e ‘nvolti..f. il rovesciamento. antipersonificazióne [s.] Lo stesso che → antiprosopopea. ma stecchi con tòsca (Inf. lungo / breve”.] Figura retorica realizzata tramite lo scambio dei casi del nome o dei modi del verbo. antìstasi [s. antisagòge [s. enallage. antìstrofe o antìstrofa [s. XIII.: Pace non trovo. l’ossimoro e il paradosso. →.f. anziché ‘con le trecce sparse’). VI.f.f. antiprosopopèa [s. prosopopea. comparazione.78: Non donna di province..f. dianoia. ipòfora. Spesso semplicemente sinonimo di → antanaclasis.] Tecnica retorica che cerca di prevenire le obiezioni dell’avversario. → comparatio. Incarnazione dell’antitesi sono gli → antonimi o contrari.] Consiste nella contrapposizione di idee in espressioni di variabile estensione sintattica messe in corrispondenza tra loro. .. Anche figura retorica per cui l’oratore ammette il fatto di cui è costituita un’imputazione. → enantiosi. Dante.] → antipersonificazione. ma per dimostrare che ne è derivato un bene. antipòfora [s. a quest’area sono riconducibili la negazione. antiptòsi [s. → antìfora.f.

antropopatìa [s. animali e cose. →. disse ‘l cantor de’ bucolici carmi per Virgilio Dante.f.pt i i i i . 57. antropomorfismo [s. Vedi le opposizioni tutto/nulla. semplice/complesso.i i i i 14 Dizionario di retorica antitopìa o antitopèia [s. ombra/luce. apagogìa o apagòge [s.] parola di significato contrario ad un’altra → contrario: è l’incarnazione dell’→ antìtesi sul piano delle unità lessicali (piano lessematico).] Attribuire agli dei o a Dio i sentimenti e le caratteristiche umane. www. → personificazione. detta dagli Scolastici “deductio ad impossibile”.f. in particolare l’attribuzione di caratteri umani alla divinità.] Figura consistente nel designare una persona. XXII. idolopea. Vossio (XVI-XVII sec.] → antitesi.f. Es.] La dimostrazione per assurdo secondo Aristotele. anima/corpo. antonomàsia vossiànica [loc.] Lo stesso che → controdefinizione. idolopea.f. mediante un epiteto (o un nome proprio usato come epiteto) o una perifrasi che esprime una qualità caratterizzante l’individuo nominato. → personificazione.] Tipologia di antonomasia in cui un nome proprio funge da nome comune: “un Demostene” per “un grande Oratore”. Così chiamata dal nome del grammatico e retore G.f.f. lungo/breve.m. invece che attraverso il nome proprio.m.f.] Dichiarazione minacciosa tesa ad inibire qualcuno di fare qualcosa. apagoresis [s.] l’attribuire aspetto.I.ubi. antònimo [s.s.] Figura retorica in base alla quale una persona è figurata in un luogo dove non si trova → topotesia. Opposto a → sinonimo.livroslabcom. antonimìa [s. Pg.m. antonomàsia [s. Anche nell’acezione di spiegazione che applica a dottrine non concernenti direttamente l’uomo nozioni dedotte dalla natura o condotta umana.) antorismo [s.. facoltà e destini umani a figure immaginarie.

→ catafasi. se fossi in pericolo (protasi)/ti aiuterei (apodosi). Ad esempio: se mangiassi molti dolci (protasi)/ingrasserei (apodosi). aristotelica dimostrazione indicante la validità di una proposizione → dimostrazione. →. può sostanziarsi nel rifiuto di argomentare le proprie tesi. di un’intera sillaba. contr. spiegare la situazione).] Figura retorica che consiste nell’alterazione dell’ordine logico di successione dei concetti o nell’interposizione di una proposizione nel costrutto (per es.] Proposizione principale del periodo ipotetico. apòcope [s. aplologìa [s. o nella sola consonante: mineralogia. sia dell’inferiorità dell’uditorio. ossia all’enumerazione degli attributi di Dio.f. ma non è possibile. Altresì nella accezione di negazione. detta → protasi. prova assoluta. io! → reiezione.: vorrei. apòfasi [s. → praeteritio. l’ipotesi della reggente. che ne rappresenta perciò la premessa. dichiarazione negativa. in una parola che etimologicamente dovrebbe avere due sillabe consecutive simili od uguali. assurdo. in teologia essa si sostanzia ad esempio nell’enunciazione di ciò che Dio non è. apòdosi [s. L’apocope è un → metaplasmo per → soppressione.f. L’a. falso o immorale. apòdoton [s. per aplologia di mineralo-logia.] Dimostrazione. Es.f.] Caduta. →.] → anantapodoton.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 15 apàllage [s.m.f.f. sotto l’influenza della sillaba vicina. Può essere chiamata anche → troncamento.: Non devo ricevere lezioni da nessuno. Livros LabCom i i i i . inutile. sia in nome della propria superiorità. In particolare.] Soppressione di uno o più elementi alla fine di una parola. identica nella consonante e vocale.f. essa esprime una conseguenza o una conclusione a ciò che viene enunciato nella subordinata condizionale. apodissi [s. contrapponendosi in tal senso alla → catafasi. ossia figura in base alla quale si finge di non voler dire o di negare ciò che poi in realtà si dice o si afferma. apodioxis Ricusare qualcuno o qualcosa (ad esempio gli argomenti dell’avversario) in quanto impertinente.] Lo stesso che → preterizione.

: Mio caro.ubi.: ego te. apòlogo [s. vici”. che conservi sani. Allocuzione: Ricordati. Invocazione: Ancor ti priego. invocazione. Sin.f. . se mai ne l’alpe / ti colse nebbia (Purg. di una determinata idea o concezione. esposizione delle circostanze e delle motivazioni. poi che se’ sì grande / che per mare e per terra butti l’ali / e per lo ‘nferno tuo nome si spande! (Dante. → reticenza. esecrazione. apologìa [s.] Difficoltà interpretativa che si manifesta in presenza di ragionamenti logici contrari ma del medesimo valore. → dubitatio. a volte. aporìa [s.f. Anche intesa quale procedimento finalizzato a dimostrare la falsità di una tesi mettendo in evidenza un caso che la tesi in questione renderebbe insolubile.i i i i 16 Dizionario di retorica apoftègma [s. solitamente tesa a dimostrare di essere sopraffatti dall’emozione. Es. aposiopèsi [s. Es. lettor. XXVI). come disse Cesare: “ veni.: Godi.] Giustificazione.m.] Interruzione improvvisa del discorso (essa si realizza dunque nelle forme dell’→ ellissi). www. apòstrofe [s. parabola. regina. . furcifer.] Breve racconto in prosa (o in versi) avente fini morali. in maniera viva e diretta.m. all’esaltazione) dello scrivente. apologismo [s. aporèma [s.m. XXXIII). ! (Terenzio).pt i i i i . / dopo tanto veder. → allocuzione. favola. Inf. o miseri seguaci. vidi. Esecrazione: O Simon mago.m.] È il sillogismo dubitativo che ginge alla → contraddizione.] Scritto argomentativo volto alla difesa (ma anche. di Menenio Agrippa → allegoria.f.: l’a. Essa è caratterizzata dalla presenza di vocativo e/o imperativo. a persona altra rispetto al destinatario (naturale o convenzionale) del discorso stesso. Es. li affetti suoi (Par. che puoi / ciò che tu vuoli. dunque eufemistica o minacciosa. . dimostrando l’ugual valore di duer ragionamenti contrari. (Inf.] Solitamente intesa a suscitare pathos. sospensione. Es. si vivo. exsuscitatio. Fiorenza. essa si realizza nella improvvisa ‘svolta’ prodotta dall’atto di chi inaspettatamente rivolge il discorso.. . XVII). XIX). sono stato impeccabile. interruptio.] Detto memorabile nell’aneddotica classica.f.livroslabcom.

appositio [s. che esprime approvazione. da cui il verbo cosare. aptum [s. dall’altro. → impprobativo.s.] Discorso che consta di una serie di proposizioni tendenti. convenienza.m.f.] Forma linguistica non più attuale e contrastante con le consuetudini vigenti.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 17 apozèugma [s.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. quale conseguenza logica. sovente non utilizzata senza giustificato motivo quale ad esempio un’ intenzione di preziosismo stilistico → anacronismo.f. Raddoppio e pianti e rinnuovo e sospiri (POLIZIANO) → zeugma.m. un omicidio). da un lato. ho incontrato il coso. aggiunto all’insieme dato. Mentre per quest’ultima è sufficiente indicare in base a Livros LabCom i i i i . → conveniente. prova. iperzeugma. dimostrazione. vetustas. argomentazióne [s. il caso) o personalmente (Dio. approssimazióne [s. un uomo) che interviene a modificare la situazione con l’azione (ad es. appropriatézza [s. indica ciò che risulta conveniente sia nella sfera esterna che in quella interna all’opera. → adiectio. finora escluso. apposizione. per pigrizia.m. ad una conclusione → argumentatio. → situazione.] Entità concepita impersonalmente (il fato. Abuso di termini troppo vaghi e di significato esteso.f. la lettura della sentenza di un processo). àrbitro della situazióne [loc. ossia l’appropriatezza del discorso alla situazione ed al raggiungimento dei fini prefissi. approvativo [agg. l’→ argomentazione può essere propriamente definita in contrapposizione alla concezione classica della dimostrazione. la sua conformità alle regole. arcaismo [s.] Uso non preciso delle parole.: Dammi quel coso. Es.] Di discorso. /All’interno del quadro teorico elaborato da Perelman.] La virtus dispositionis o aptum. e più in particolare alla logica formale che si limita all’esame dei mezzi dimostrativi di prova. per scarsa conoscenza.f. oppure con il discorso (ad es.] Figura per cui verbi di significato analogo reggono più costrutti che potrebbero essere retti da uno solo di essi.] Elemento nuovo.m.

dunque. M. nuova retorica. di favorire l’adesione di un uditorio a determinate tesi. significa anzitutto prendere in considerazione le condizioni psichiche e sociali senza le quali l’argomentazione rimarrebbe senza oggetto o senza risultato. completa la logica. prive di ambiguità (le → premesse dell’argomentazione difficilmente si definiscono in maniera univoca). Naturalmente però. Schick. it.ubi. al fine. (Chaïm Perelman. Mentre una identificazione logica non è oggettivamente soggetta a discussione. può avvalersi di tre tipologie di argomenti: 1. da dove provengano questi elementi. costruiti a immagine dei principi logici: a.pt i i i i . risultati dell’esperienza o postulati dell’autore). sia quella di ciò che lo definisce. Mayer. incompatibilità: è modellata sul principio logico della noncontraddizione (“se la proposizione A è vera la sua negazione [˜A] è falsa e viceversa”) e stabilisce la necessità di opzione tra due asserzioni (ad esempio le disposizioni legali che impongono di scegliere fra incarichi pubblici e proseguimento di attività private).] La → argomentazione. vol. Quando ad esempio un dirigente comunista definisce il proprio partito come “il partito della classe operaia” sta identificando il partito con la classe degli operai.pl. così come concepita nel quadro della → nuova retorica di Perelman. definizione: è l’argomento retorico corrispondente al principio logico della identità (“A è A”). i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata (e non importa. qui non si ha a che fare con asserzioni univoche. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. argoménti [s. a differenza della logica.livroslabcom. dewww. definita come “teoria dell’argomentazione”. Barassi.m. E. I. al logico formalista. questo non è il caso di un argomento retorico.i i i i 18 Dizionario di retorica quali procedimenti la proposizione da dimostrare possa essere ottenuta come espressione ultima di un seguito di deduzioni. cioè. pensieri divini. 1966. premesse della argomentazione. b. trad. Torino. 15 – 16). → argomenti. Trattato dell’argomentazione. pp. Einaudi. la → nuova retorica di Perelman. di C. Argomenti quasi-logici. In particolare. ogni argomentazione mira “all’adesione delle menti e presuppone perciò l’esistenza di un contatto intellettuale”: argomentare. Lucie OlbrechtsTyteca. se siano verità impersonali. Nell’argomentazione l’identità è posta attraverso la definizione che stabilisce sia l’identità di ciò che è definito.

il termine “democrazia” è utilizzato diversamente in una argomentazione a seconda della definizione che gli è presupposta: la democrazia è sì comunemente identificata con la libertà. il cittadino. divisione: la relazione tra un tutto e le sue parti sta alla base di due tipi di argomenti che operano enfatizzando ora l’inclusione delle parti nel tutto. d. nel secondo). postulata relativamente a determinati aspetti (la legge. Ad esempio: “gli amici dei miei amici sono miei amici”. “a lavoro uguale. c. lo Stato lo obbliga per legge. il lavoro ed il salario. reciprocità: l’argomento di reciprocità si fonda nello stabilire una relazione di simmetria tra due situazioni. inclusione. Così. salario uguale”: si tratta in questi casi di una identità parziale. fa notare che il tutto nazionale si divide in parti con le loro proprie identità e differenze rispetto al tutto. e. alla conclusione che suddetta relazione esiste tra i termini a e c. utilizza questo argomento quando è lo Stato che ritarda un pagamento. ad esempio. Così. nella relazione tra il contribuente e lo Stato per ciò che concerne il pagamento delle imposte. Quando il cittadino ritarda il pagamento. ora la divisione del tutto nelle sue parti. viceversa. ad esempio. È l’argomento frequentemente utilizzato. “gli alleati dei miei alleati sono i miei alleati”. nel primo caso. e fra i termini b e c. Il dibattito sorge allorquando abbiamo a che fare con differenti definizioni di un medesimo termine. L’uso argomentativo della definizione presuppone però la possibilità di una pluralità di definizioni: lo stesso dirigente comunista definirà il proprio partito come “partito democratico”. ma la definizione di libertà diverge a seconda dell’interlocutore (antico è il dibattito circa il contenuto della libertà: libertà formale o concreta?). quando ad esempio si vuole argomentare a favore del centralismo e contro il processo di regionalizzazione. comparazione: è l’ argomento che pone a confronto realtà differenti per sostenerne una in relazione ad un’altra. quando qualcuno difende la regionalizzazione. Un caso particolare di argomento fondato sull’identità può essere considerato il principio “tutti i cittadini sono uguali (identici) di fronte alla legge” opp. Livros LabCom i i i i . d. Di contro. si accentua la inclusione delle diverse regioni nel tutto costituito dalla nazione. transitività: Perelman definisce la transitività come una proprietà formale di certe relazioni la quale permette di passare dall’ affermazione che la medesima relazione esiste fra i termini a e b.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 19 terminando che l’essenza stessa di tale organizzazione politica risiede in suddetta classe.

esempi. a meno che egli non sia considerato non imputabile: in questo caso l’argomentazione consisterà proprio nel dimostrare che la coesistenza non esiste. illustrazioni. viceversa. quando si dice che Aveiro è la Venezia del Portogallo si stanno comparando due città al fine di ottenere la valorizzazione dell’elemento più “debole” della comparazione. ossia proponendo modelli.livroslabcom. Dato un avvenimento (ad esempio il problema della criminalità) si cercano cioè di individuare una o più cause che lo determinano (quando si mette in relazione la criminalità [effetto] alla droga [causa]) o. per così dire. vale a dire che l’atto commesso non era manifestazione della sua essenza in quanto persona cosciente e libera). È questo il caso delle argomentazioni per cui gli atti compiuti coesistono con la persona che li compie (un politico stabilirà così una relazione di coesistenza tra la sua persona e gli atti che gli converrà porre in risalto come manifestazione di sé: strade. Gli argomenti che fondano la struttura del reale contraddistinguono una argomentazione che opera come per induzione. con lo stesso argomento si stabilirà una relazione di coesistenza tra un criminale e i suoi atti criminosi. il prototipo della relazione di successione. a proposito delle quali si tenta di convincere l’interlocutore. Mentre nella relazione di successione gli elementi si situano al medesimo livello dentro una relazione temporale. esempio: www. si rivolge l’attenzione agli effetti che esso produce (quando dalla criminalità [causa] si discende all’insicurezza sociale [effetto]). Essi si suddividono in due gruppi: a. stabilendo generalizzazioni e regolarità che fondano ciò che si accredita essere la struttura del reale socialmente costruito. che si costruiscono non a partire dal fondamento ontologico della realtà. bensì da ciò che l’uditorio ritiene essere reale. l’individuo in questione non era “nel pieno uso delle proprie facoltà mentali”.pt i i i i . 3. ponti. nel momento del crimine. a partire da casi particolari: a. ossia che. La relazione causale (causa-effetto) è. gli argomenti che si applicano alle relazioni di successione che legano un avvenimento alle sue cause ed alle sue conseguenze. nella relazione di coesistenza gli elementi stanno su livelli distinti e la dimensione temporale è irrilevante.i i i i 20 Dizionario di retorica Ad esempio. 2. buone leggi ecc. gli argomenti che usano una relazione di coesistenza tra una essenza e le sue manifestazioni.ubi. utilizzano la struttura del reale per istituire un legame tra opinioni stabilite circa suddetta struttura ed altre. Gli argomenti fondati sulla struttura del reale. b.

ecc. chiara. a sostegno delle proprie tesi.m. Perelman: “gli esempi servono per provare la regola.m.] Ragionamento che si basa sulle caratteristiche.) →. l’autore adduceva le prove con le quali avvalorava il suo discorso persuasivo. c. in seguito l’oratore era portato a contrastare e controbattere le tesi del suo avversario in una seconda fase detta appunto confutatio o reprehensio. argoménto probante [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 21 l’esempio pretende di operare una generalizzazione stabilendo una regola a partire da un caso concreto. Le prove si presentavano sotto forma di due Livros LabCom i i i i . Il caso concreto di un immigrato implicato in un crimine è così utilizzato come argomento per generalizzare e stabilire una regola secondo la quale tutti gli immigrati sono criminali. Tale operazione si componeva di due passaggi: nel primo momento della confirmatio o probatio. Significa illustrare la regola con casi particolari che possano renderla viva.] Rappresenta la dimostrazione della validità di una tesi. Perelman: “il valore di una persona. di un maestro.] Ciò di cui si parla. argoménto [s. b. le illustrazioni per renderla chiara”. modello: l’uso del modello all’interno dell’argomentazione mira a sollecitare l’imitazione del modello stesso. a dimostrazione appunto delle argomentazioni presentate all’auditorio. durante la demonstratio. o della persona alla quale ci si rivolge. di un personaggio illustre. le debolezze.] Ragionamento in base al quale si attribuisce valore probante all’opinione di una figura autorevole (un’esperto. Il comportamento di un “grande” uomo è frequentemente utilizzato come modello che si pretende susciti imitazione. equivale a → tema e si contrappone a → rema. le manchevolezze. argoménto d’autorità [loc. previamente riconosciuto. Le prove dovevano essere esibite dal retore nel corso della fase centrale del discorso oratorio.m.m. i difetti e anche i pregi dell’avversario. illustrazione: è l’ argomento che rinforza l’adesione nella credenza in una regola già stabilita. costituirà la premessa da cui si trarrà una conclusione preconizzando un comportamento particolare”. San Tommaso definiva la prova come: “ciò che convince la mente a dare a qualcuno il proprio assenso”.s. → premesse della argomentazione.s.s. argomènto ad hominem [loc.

→ onomatopea. per poter organizzare e presentare efficacemente il suo discorso retorico.m.ubi. argumenta [s. si fondavano sulla costruzione logica deduttiva del → sillogismo o → entimema ed erano concepite per portare il pubblico non al vero bensì al verosimile: l’oratore partiva così da un punto che non aveva bisogno di essere provato.i i i i 22 Dizionario di retorica tipologie: a) prove tecniche. inteso come qualità innata. che portano ad una conclusione come loro logica conseguenza. 2. che derivavano dalla capacità argomentativa dell’oratore. o luoghi della memoria dove si trovano le idee (→ res) o pensieri. www. argumentatio [s. sentenze precedentemente emesse dal tribunale.f.pt i i i i .pl. ai fini della persuasione del destinatario. si riferivano a fatti reali o fittizi. Queste potevano essere: 1. 3. → confermazione.f. purché considerati verosimili. Secondo Aristotele. → confutazione.] Essi corrispondono ai → loci. di fatto (signa) necessarie o non necessarie.f. armonìa imitativa [loc. identificando come puro esercizio dialettico la prima tipologia ed attribuendo invece valore scientifico alle corrette deduzioni. b) prove non tecniche o extra-tecniche: non erano frutto della retorica e comprendevano l’insieme delle testimonianze. Rappresenta l’insieme delle conoscenze e competenze tecnico-linguistiche che deve possedere l’oratore (vir bonus dicendi peritus “uomo onesto esperto nell’eloquenza”. ricavate per via deduttiva (argumenta). ricavate per via induttiva (exempla). Catone) assieme all’ingenium. Tale distinzione rimane valida per la logica moderna. le argomentazioni potevano essere classificate in base alla plausibilità o alla certezza delle premesse.] Quintiliano definisce la retorica come ars bene dicendi. Vedi anche → argumentatio/argomentazione. quindi da una premessa probabile. → prova.] Designa un discorso composto da una serie di proposizioni.livroslabcom. dimostrazione. ars [s. quindi erano costruite secondo le regole dell’arte retorica. incontrovertibili o congetturali.s. → tecnica retorica.] Cercare di rendere col suono delle parole il suono o la voce di ciò che si vuol rappresentare. dedotte da indizi o tracce. confessioni. per giungere invece ad uno che ne aveva bisogno.

] → mnemotecnica. arte mnemònica [loc.s.f. Tra gli autori illustri di questa tipologia di composizione rammentiamo: Gaufrido di Venesauf. ars dictandi. autore di un’ars dictaminum in esametri latini. convenzionalmente indicato mediante accento acuto. →. ars recte loquendi [loc. attivo nei secoli XII – XIII e proveniente dall’autorevole Scuola di retorica di Bologna.] → artes sermocinales. lett. L’arte diventa oggetto d’insegnamento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 23 ars dictandi [loc.] Facoltà (→ facultas). • ars dictaminis. mirando alla perfezione (→ virtus) nell’espletamento di pratiche non governate né dal naturale processo fisico (→ natura) né dal caso (→ casus). ha permesso agli studiosi di poter interpretare in maniera più precisa i manoscritti medievali. ars memorativa [loc.s. proprio quest’ultima indicazione. il tempo debole del piede.s. → confirmatio rationalis.f. rappresentava nel basso periodo medievale una sorta di “guida alla retorica” ad uso scolastico.f. artes poetriae [loc.] Sillaba su cui cade l’accento principale o secondario di una parola. fondata sullo studio e sull’esperienza. assunta nel tardo medievo tra le arti del → trivium e fondata sulla eredità clssica e sulle seguenti acquisizioni dell’oratoria cristiana.f.s.] Terminologia latina per → grammatica. cioè del nostro “comporre”.] L’ars dictandi (conosciuta anche come Summae o Rationes dictaminum).s. mentre in quella latina il tempo forte. trasmettendola il maestro alle nuove generazioni. propria a chi con successo svolge attività convenzionalmente ritenute rilevanti per la società.s. Nella metrica greca.f.pl. anche inerenti all’utilizzo dell’interpunzione.] La → predicazione cristiana. inglese. a seconda se si basano su argomenti razionali o legati alle Sacre Scritture. Livros LabCom i i i i . Particolarmente interessante è inoltre l’opera di Alberico da Montecassino: “Flores rethorici o Dictaminum radii”. contenente teorie e modelli di stile oratorio. arsi [s.f. ai discepoli.] Terminologia latina per → mnemotecnica. ars praedicandi [loc. confirmatio scripturalis. “arte del dettare”. arte [s. → tesi.f.f. In essa le prove vengono chiamate.

il processo di inserimento delle popolazioni d’Oriente. quando ha inizio. Nell’ambito linguistico greco. a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. a.livroslabcom. climax. è stato tra gli iniziatori di tale corrente. l’evasione dai rigidi schemi di simmetrie. competitore di Cicerone.C. artificiosità del dire.s. www.a.] Ricercatezza. che si è imposto a partire dal III sec. la dialettica (→ dialectica) e la → retorica. o artes poetriae. uguaglianze e proporzioni linguistiche. quando si è imposto un altro indirizzo letterario. artifìcio retòrico [loc.. quali: l’aritmetica. stile asiatico.) → stile asiano.m. NB: Una voce un po’ da enciclopedia storica.pt i i i i .i i i i 24 Dizionario di retorica artes sermocinales [loc.s. quindi la libertà. che sostiene l’uso di uno stile che mira al pathos ed alla musicalità.] Le arti cosiddette “sermocinali”.f. retore del III sec. a. → asiano. all’affermazione di un nuovo indirizzo della retorica. Facevano invece parte del quadrivio (→ quadrivium) le arti della misura. artificialis ordo → ordo artificialis. asiano. nell’ambito della cultura greca. ascensus [s. asianèsimo [s.pl. libero dal rigore e dalla estrema purezza della lingua greca. prevalentemente usati nella lingua quotidiana. asiàtico (stile a.m.C.m. in campo letterario. che ha conosciuto a Roma il favore di personaggi illustri come Q. quello dell’ → atticismo.ubi. Questo evento ha portato.] Fenomeno coinvolgente sia la sfera letteraria che linguistica. la musica. Ortensio Ortalo. Egesia di Magnesia. quindi la → grammatica. la geometria. L’Asianesimo è sfiorito nel I sec. l’astronomia. che prendeva il nome di trivio (→ trivium): vi appartenevano tutte quelle discipline che riguardavano lo studio del linguaggio. di importanza capitale nel Medioevo per la formazione culturale di intellettuali e funzionari. proprie della Scuola di Pergamo.. dove abbondano gli artifici e le figure retoriche e dove si sostengono le teorie dell’→ anomalia.] Lo stesso che → gradatio. ciò ha portato all’introduzione di nuovi vocaboli e costruzioni. si identificavano con quella branca delle arti liberali. in favore di forme ed espressioni che sfuggono alle regole ed esaltano l’ispirazione. dette “reali”. esuberante.C.

asìndeto esplicativo [loc. paradosso. asindeto esplicativo.m. l’a. asìndeto disgiuntivo [loc.s. o dei quali parla. soldato – ubriaco. spesso a vantaggio di altri.m.] Variante dell’→ asindeto causale finalizzata ad incrementare la chiarezza e la comprensibilità di un’espressione.m.] Pratica per cui l’oratore si associa a coloro ai quali si rivolge. esplicativo. asphalia Offrire garanzia.s. → asindeto. causale. Nella sistematizzazione operata da Lausberg. → asindeto. asìndeto causale [loc. asìndeto conclusivo o consecutivo [loc. associazióne [s. conclusivo o consecutivo. il primo o l’ultimo dei membri fungono rispettivamente da introduzione o da ricapitolazione. avversativo. asìndeto additivo [loc. Es. è l’asindeto il cui l’ultimo membro rappresenti altresì la conclusione del pensiero espresso. fame – pane.m. amore – dolere. disgiuntivo. → asindeto. asìndeto avversativo [loc. sommativo.] L’asindeto in cui.f. → asindeto. → asindeto. Forma di rima imperfetta. asìndeto sommativo [loc. assurdo [s.s. l’a. Livros LabCom i i i i .] L’asindeto i cui membri rappresentano altrettante alternative.] L’asindeto i cui membri esprimono fra di loro un contrasto.] Identità nelle vocali di due lessemi vicini nel periodo o in fine di versi successivi.m.] L’asindeto per semplice somma di membri. umile – simile.m. l’a. l’asindeto può tipologicamente differenziarsi in → asindeto additivo.m. → asindeto. → asindeto.] L’asindeto la concatenazione dei cui membri è atta a spiegare i motivi di un’azione.m. quindi’.m.s.s. l’a.s.] Indica l’assenza di congiunzioni tra frasi o loro membri.] Introdotto da avverbi come ‘perciò.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 25 asìndeto [s. l’a.] → assurdità.s. assonanza [s. trovandosi in antitesi di pensiero.f. l’a.

influente oratore ateniese. Diminuire in ampiezza e in intensità sia la materia di un discorso sia l’espressione. atto perlocutòrio [loc. dunque non considerato nella sua concretezza ed individualità.] Atto linguistico che vuole provocare un effetto sull’ascoltatore. è fautrice di una tendenza che sostiene l’importanza del ritorno.livroslabcom.ubi. → perlocuzione. astratto attenuatio [s.] Pertinente alla → quaestio infinita.s. astratto [agg. oscuro.C.f. tortuoso. della simmetria e della regolarità delle espressioni e segue i criteri della semplicità.s. nei “Commentari”. dell’ordine e della chiarezza dello stile. che ha aderito alle regole attiche nelle “Orazioni”. Tale indirizzo ha ripreso dai grammatici alessandrini il concetto di → analogia (opposto a quello dell’→ anomalia). → sinchisi. → concreto. Sinonimo → attenuazione. Ha suscitato notevole interesse a Roma. affermatasi nel I sec.m. → antifrasi. ma relazionato ad una classe di persone o circostanze tipiche di un contesto spaziotemporale. astruso [agg. è un’arguzia ingegnosa atta a far intendere l’opposto di ciò che si dice. dove si è imposto per secoli all’attenzione di autorevoli scrittori. attrazióne paronìmica [loc. è il riferimento ad un oggetto astratto.f. sull’esempio di Lisia. → minutio.: coraggio.i i i i 26 Dizionario di retorica asteismo [s.] Il contrario dell’→ amplificazione. d. riprova!. atticismo [s.] In generale l’a.] Corrente stilistica opposta all’→ asianesimo. conciliatio.. alla purezza e razionalità dello stile greco proprio del periodo attico. litote. sino alla composizione del trattato “De analogia”.pt i i i i . in ambito linguistico. www. in particolare esso si concretizza nella lode o lusinga celate sotto l’apparenza del biasimo o del rimprovero.] Di testo difficile a comprendersi in quanto eccessivamnete astratto. tale da determinare una sua reazione: es.] L’attrazione di significato fra paronimi che dà luogo alla → paronomasia. oratori e influenti personaggi della vita politica. tra i quali spicca Giulio Cesare. che racchiude in sé l’idea della proporzione.m. complicato.m.

dopo aver fallito la convinzione dell’avversario.] Fra quelli presentati da Perelman. autoapòstrofe [s. il genus elocutionis o l’ambiente sociale (simile longe ductum: metafora attinta di lontano). Nell’ autofagia “l’incompatibilità non contrappone fra loro regole differenti. Il ragionamento si ritorce su se stesso. Lo stesso che → auctoritas.m. praecedens correctio. → autorità.f. → ornatus. del modo di scrivere. superioris rei correctio. autorità [s.] Uso della lingua orientato alla → consuetudo storicamente fissata nella tradizione letteraria (gli autori noti: i classici).] Apostrofe rivolta dall’oratore a soggetti che non siano quelli presenti.s. Essa corrisponde all’→ audacior ornatus. del modo di esprimersi. → improvvisazione.] Il prestigio di cui gode una persona derivante da una riconosciuta eccellenza delle idee. Livros LabCom i i i i . ma una regola alle conseguenze derivanti dalla sua stessa affermazione”. è un caso speciale di incompatibilità come contraddizione. aversio [s. Improvvisazione. ecc. si realizza nel dubbio integrale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 27 auctoritas [s. che porta a dubitare del dubbio stesso. audacia. come accade anche nell’espressione: so di non sapere.f.] L’apostrofe diretta a sé stesso. spesso concretizzantesi in un giudizio di condanna dell’uso empirico attuale della lingua.f.] Eccesso di straniamento quale ad esempio si riscontra in una metafora non abituale riguspetto la consuetudo. o nello slogan: vietato vietare. L’oratore se ne può scusare con la → correctio.] Costruzione evanescente basata su un’invenzione aneddotica. Lo stesso che → apostrofe.f. audacior ornatus [loc.] Eccessiva ricerca di originalità cercata dall’oratore rispetto all’ambiente e al genere del discorso. L’ a. audàcia [s. Discorso improvvisato.f. autoschediasma o autoschediasmo [s. autofagìa [s.f.m. analogia. anomalia.

brachifonìa [s. di una stessa parola. antipatia. ricercato dall’oratore soprattutto all’inizio del discorso.] Impiego di parole fonologicamente e/o morfologicamente malformate in relazione alle regole di una lingua data.ubi. Es. periodo.] Atteggiamento favorevole del giudice e dell’uditorio. ripugnanza.] [lat.i i i i 28 Dizionario di retorica aversio a materia [loc.] Pronuncia abbreviata. consentono di accentuare la tensione e la forza dell’intero sistema.f. bischicium (sec. abbreviazione di una parola o di un nome. tautologia. Implica un giudizio negativo → barbarolessi.m. battologìa [s. isocolo.] Lo stesso di → barbarismo. al fine di rivolgersi a possibili conseguenze (riferite ad un tempo futuro) degli avvenimenti narrati.f. bipartizióne [s. Es.] Si produce quando l’oratore.] Sentimento sfavorevole all’oratore da lui suscitato nel suo uditorio: disgusto. → tripartizione. Parole contrarie al buon gusto. → fastidium. Artificio stilistico e retorico che si basa su giochi di parola e consente di raggiungere particolari effeti fonici o comici e satirici.f. omeologia. avversióne [s. alcuni non si sono potuti sedere e sono rimasti in piedi. paronomasia. calembour. antitesi.f.m. benevolentia [s.XIV) che significa “inganno”]. mediev.] Ripetizione inutile.s. www. barbarolèssi [s. Apre la porta e porta inaspettata guerra (Tasso). si distacca da una materia trattata.f. chi non risica non rosica. trovandosi in opposizione l’una all’altra pur rimanendo legate alla totalità. operando una → digressione. polulogia.] Suddivisione in due parti le quali. spesso noiosa e pedante.f. → perissologia. bistìccio [s. frase o idea. pleonasmo. → captatio benevolentiae.livroslabcom. → Annominazione.: amore amaro. B barbarismo [s.: Siccome non c’era posto.f.pt i i i i .

poiché in essa avviene l’eliminazione di elementi propri dell’enunciato. che affidano proprio all’immediatezza e concisione del testo la validità del messaggio che intendono trasmettere.] Riduzione del discorso all’essenziale. Livros LabCom i i i i . come è particolarmente visibile in alcune tipologie di enunciati: motti. Alcuni esempi: un abito: un’emozone. → figura per detractionem. no comment. brevità. no party. cacofonia. → aiscrologia. che si sostanzia in una modalità d’espressione deliberatamente oscena (come in alcune forme di linguaggio triviale) o cacofonica (ad es. brevitas [s. assieme all’→ ellissi ed all’→ asindeto. C cacenfaton. nel panorama culturale contemporaneo.f. comunque facilmente comprensibili nell’insieme del contesto. ma soprattutto di Tacito. → brachilogia. attraverso la soppressione di alcune sue parti (→ figura per detractionem). Es. Si presenta nella forma di costrutti sintattici concisi. per l’orecchio e/o per lo spirito. sentenze. le numerose comunicazioni pubblicitarie. Ungaretti. no logo. Con una diversa intenzione. laconica brevitas.f. alle cosiddette “figure di omissione o soppressione”.: Chi vuole accompagnare i ragazzi in gita? S’offre (che può essere inteso soffre) il prof. Rossi. Rientra in questa seconda possibilità il caso in cui più parole possano essere associate o dissociate originando confusione di significato. alle volte volutamente indecifrabile. imperatoria brevitas.] Appartiene. no Martini. partecipa anche tu al grande concorso: in palio 100 fantastiche Vespa. Esempi illustri dello stile laconico e conciso sono le opere di Cesare. forme eccessivamente allitteranti). “Allegria di naufragi”. concisione. ecc. (G. escrologia.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 29 brachilogìa [s. per risultare maggiormente efficace ed incisivo. aforismi. versi liberi). si esprimono. cacenphaton Espressione fastidiosa. che hanno la capacità di produrre un effetto quasi oscuro. come nel linguaggio dell’ermetismo: E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare.

s.m. dissonanza. Incongruenza di costruzione sintattica o logica. calembour [s. sciatta e confusa. campo retòrico [loc. In questo senso una cultura è non solo il prodotto di una serie di fatti e processi. producono un cattivo effetto sull’ascoltatore. o cattiva collocazione. o comunque in contrasto con l’abituale logica discorsiva. dalla società e dalla cultura nel corso della propria storia. metonimia.] ant. Secondo Vico i campi figurali sono quattro: metafora. Oltre a CR generali.] Area entro cui collocare parte dell’universo figurale. → vitium. bisticcio.ubi. cacozelìa [s.] È definito da Arduini come il territorio che rende possibile il singolo → fatto retorico (il singolo evento retorico-comunicativo). concernenti ognuno un singolo settore di quella medesima cultura.s. va osservata l’esistenza di CR locali. metonimia.] Occorrenza di suoni che per la loro ripetizione.m. propri di una determinata cultura. sineddoche. campo figurale [loc. sineddoche e ironia. che al fine di disgustare l’uditorio.f. ossia come la vasta area delle esperienze e delle conoscenze trasformata in comportamento retorico-comunicativo acquisita dall’individuo. sia con l’intento di fare apparire i fatti peggiori di quello che non siano.i i i i 30 Dizionario di retorica cacofonìa [s. o smania imitativa (in cui si incorre quando ad esempio ci si esprime utilizzando termini stranieri per sembrare dotti/e).pt i i i i . ripetizione ed ellissi. ma anche di una serie di strategie e comportamenti comunicativi che rendono leggibili questi eventi. cacologìa [s.m.] Lo stesso che → gioco di parole.livroslabcom.f. cacosìnteto [s.] Affettazione stilistica.f. Il CR costituisce al tempo stesso la memoria retorico-comunicativa di una cultura ed il suo identikit. antitesi.] Esposizione difettosa.m. www. Il mondo è comprensibile solo attraverso tali strategie e comportamenti e la difficoltà ad accettare altri mondi deriva dalla difficoltà ad adattarli a quelli che ci sembrano strategie e comportamenti comunicativi “normali”. Anche cattivo gusto nella scelta dei termini o delle metafore. Arduini ne individua sei: metafora. → escrologia.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 31 captatio benevolentiae [loc. che può ad esempio realizzarsi allorquando sotto la grettezza dell’espressione voglia celarsi un complimento (→ asteismo). Es. poi lo portò a compimento.] Scambio di casi. → gradatio. catàfasi [s.] «Tentativo di guadagnarsi la benevolenza».s. la vita e la morte.f. si estende fino ad includere l’enunciazione nel corretto ordine cronologico). solitamente per ovviare a lacune del sistema. → anticlimax. anabasi. abuso.] Forma di preterizione. cercare di accattivarsi la favorevole disposizione e la benevolenza del giudice alla causa di parte rappresentata nel discorso. nella quale si enunciano esplicitamente le qualità negative sulle quali poi l’oratore sorvolerà. bensì. → antiptosi.f.f. in uno scherno. dolore. climax discendente. avente lo scopo di addolcire parole piuttosto ruvide. così.] Un tipo di allegoria consistente in una facezia. come verbum proprium: ‘parte del corpo che nell’uomo ed in alcuni vertebrati unisce il capo al torace’. catàbasi [s.m.s. Locuzione altresì impegata nel linguaggio giuridico a proposito di colui che con raggiri e blandizie. Per prima cosa egli pianificò l’omicidio. il letto del fiume. catacosmesis Si ottiene ordinando i termini in serie decrescente per importanza. ordo. carientismo [s. acirologia. filofronesi.] o schema per casus [loc.s.m.f. quale catacresi: ‘parte superiore e assottigliata della bottiglia’. tenti di suggestionare a suo favore la volontà del testatore.: Il sole e la luna. Utilizzata per enfatizzare umilizazione. → benevolentia.m. catacrèsi o catàcresi [s. abusione. Anche intesa quale risposta beffarda ed accattivante.] Uso estensivo di un termine già esistente nella lingua.] L’opposto di → anabasi. casus pro casu [loc. nella locuzione ‘collo di bottiglia’. il termine ‘collo’ non significa. → abusio. Nel linguaggio corrente la locuzione denota il tentativo di guadagnarsi un atteggiamento benevolo da parte di determinate persone. Es. In teologia essa Livros LabCom i i i i . (Il concetto di c. le gambe del tavolo. ecc. climax. Il collo della bottiglia. Una delle deviazioni dalla sintassi corretta.

→ ominatio. stabilire cioè se essa appartiene al genere epidittico. coniuncta. → anadiplosi. occorre inoltre comprendere il carattere della causa.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. chiarézza [s. o in forti antitesi (pace www. apofasi.f.f.f.pt i i i i . → status finitionis. catàfora [s. che si dispongono secondo uno schema del tipo AB-BA.f. L’oratore deve essere in grado di analizzare la causa nei suoi diversi aspetti.] Sequenza di almeno quattro elementi. Così. se pronunciate con un certo tono. la quale. assumono un effetto intimidatorio. cataplexis [s.m. concertativa. o correlati in ripetizioni più o meno sinonimiche (i cavallier – l’arme). Rappresenta la controversia. correlati fra loro. ellissi cataforica. → epitasi. che può essere simplex. o parte di un pezzo di teatro in cui il nodo dell’intrigo è nel suo punto massimo. sottoposta all’esame dell’oratore durante la fase preliminare di → intellectio.f. il suo stato di credibilità e la sua struttura. minaccia. parole come «Scusa ?!». deliberativo o giudiziario.i i i i 32 Dizionario di retorica consiste nell’enumerazione degli attributi di Dio. quindi ne deve innanzitutto determinare la tipologia. catena [s. si contrappone all’→ anafora. causa [s.] Figura retorica che consiste nel ripetere la parola o le parole finali del verso precedente nei versi succcessivi. → praeteritio. Minaccia.ubi. diviene oggetto peculiare del discorso retorico. Gli elementi (AA o BB) possono essere uguali (cento figli – cento figli).f. nonché lo status quaestionis (→ status causae). formando pertanto una specie di incrocio a ics (che risulterebbe più evidente se AB e BA fossero collocati su due righe sovrapposte). → status qualitatis. chiasmo [s. concatenazione. catàstasi [s.] È l’oggetto di un processo. «Come ?!».livroslabcom. che è stato classificato in quattro categorie: → status coniecturae.] Momento ritardante dell’epitasi. → status translationis. ossia all’enunciazione di ciò che Dio non è. la → quaestio finita (o hypothesis). perspicuitas.] Intimidazione. e si contrappone all’apofasi.] → climax.

Per l’ampiezza dei suoi componenti. Non si vive per mangiare / ma si mangia per vivere b. ove la corrispondenza riguarda parole e sintagmi (come nell’esempio ariostesco). Per la complessità sintattica e semantica.: 1.m.s.s. I.] Incrocio di elementi fonetici. → chiasmo.m. Bellum Catilinae) b. Gli effetti stilistici del chiasmo si manifestano nell’avvicinare. elementi che ci aspetteremmo posti in parallelo: del resto il chiasmo si oppone proprio al parallelismo che ha per schema AB-AB. antimetabole. → chiasmo. Le donne. L’ "incrocio" può portare: b. l’arme. chiasmo complicato [loc. abbiamo: a.poco). chiasmo grande [loc.s.m. sapientiae parum (Sallustio. Potremmo da ultimo individuare anche il chiasmo fonetico: con specularità delle sole funzioni fonetiche (benché.. Livros LabCom i i i i . 1). Orlando fur. i cavallier. definito come permutazione nell’ordine delle parole. il chiasmo si divide in vari tipi: il chiasmo piccolo. → praeoccursio. 1-2).1.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 33 – guerra. a mo’ di sincope. → chiasmo.] Incrocio che può coinvolgere intere frasi. molto . Chiasmo o antimetàbole. tale da produrre un capovolgimento del senso. chiasmo fonètico [loc. gli amori (Ariosto. Es. CXXXIV. il chiasmo grande. 2.] Incrocio con scambi nell’ordine delle parole che può provocare un capovolgimento di senso. come in questo esempio: satis eloquentiae.2. il chiasmo semantico: con parallelismo sintattico (e delle classi di parole) e specularità delle corrispondenze di significato: chi ha pane (protasi) non ha denti (apodosi) e chi ha denti (protasi) non ha pane (apodosi). il chiasmo semplice: elementi con identiche funzioni sintattiche (o appartenenti alle stesse classi grammaticali di parole) sono collocati in posizione speculare. il chiasmo complicato (o → antimetabole o → antimetatesi). come afferma Jakobson: “La rima implica necessariamente una relazione semantica fra le unità che rimano tra loro”). Pace non trovo e non ò da far guerra (Petrarca. con incrocio di intere frasi (es 1). il chiasmo sintattico: con specularità delle funzioni sintattiche e parallelismo delle corrispondenze di significato: Se è corto (protasi) (aggettivo) allungalo (apodosi) (verbo) / accorcialo (apodosi) (verbo) se è lungo (protasi) (aggettivo).

i i

i i

34

Dizionario di retorica

chiasmo pìccolo [loc.s.m.] Incrocio di elementi semplici, come parole e suoni, che si contrappongono in modo speculare. → chiasmo. chiasmo semàntico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni semantiche. → chiasmo. chiasmo sémplice [loc.s.m.] Incrocio che dal punto di vista sintattico non comporta complessità di costruzione. → chiasmo. chiasmo sintàttico [loc.s.m.] Incrocio delle funzioni sintattiche. → chiasmo. chironomìa o cheironomìa [s.f.] Tecnica del gestire in modo appropriato mentre si declama o si recita. ciceronianèsimo, ciceronianismo, ciceronismo [s.m.] Fenomeno letterario, linguistico e stilistico che prende il nome da Marco Tullio Cicerone (106- 43 a.C.) Il ciceronianismo si identifica come una tendenza che si manifesta in molta letteratura del periodo umanistico latino e volgare, che mira a plasmare lo stile e la lingua esclusivamente sui modelli retorici e sintattici forniti dal grande scrittore latino. Il principio dell’imitazione dei migliori scrittori antichi, sul quale si basa principalmente la letteratura quattro - cinquecentesca, eleva Cicerone a massimo esponente della prosa classica e lo pone come modello indiscusso per i letterati umanisti. Pietro Bembo, famoso erudito, propugnò con vigore il ciceronianismo romano cinquecentesco, che vide così affermato il suo trionfo proprio nell’ultimo Umanesimo. La tradizione del ciceronianismo non fu accolta da tutti ed incontrò anzi numerosi avversari, provocando vere e proprie polemiche letterarie: la tendenza contrastante fu anche chiamata → anticiceronianismo. ciclo [s.m., rar.] Ripetizione di una o di più parole all’inizio e alla fine di un frase. → epanadiplòsi. cìrcolo vizióso [loc.s.m.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone → petizione di principio. circonlocuzióne [s.f.] Sostituzione di un verbum proprium con altri che rappresentino, nella sostanza, le caratteristiche della cosa che si vuole intendere. → circumlocutio, perifrasi
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

35

circostanze [s.f.] pl. o circostanze della narrazióne [loc.s.f.pl.] Elementi e fattori della narrazione (la cui idazione veniva fatta risalire al greco Ermagora) che i trattatisti medievali ricavarono dal De inventione di Cicerone. Le c. furono codificate nelle due serie degli attributi (ricavati dai → loci o → argomenti, argumenta) e delle domande relative a questi, in modo da costiutire una sorta di memorandum per verificare la compiutezza dell’esposizione: persona – quis? ‘chi’, factum – quid? ‘che cosa’, causa – cur? ‘perché’, locus – ubi? ‘dove’ , tempus – quando? ‘quando’, modus – quemadmodum? ‘in che modo’, facultas – quibus adminiculis? ‘con quali mezzi o aiuti’. → esposizione dei fatti. citazióne [s.f.] M. La citazione consiste nel riportare parole proprie o altrui; essa può essere ironica oppure una citazione-allusione. Una forma di citazione è rappresentata dall’uso dei proverbi e dei modi di dire fissati in stereotipi. Essa può veicolare l’argomento di autorità quando chi la adduce ne fa uso come garante delle proprie opinioni. → pericope, allusione, iterazione. clàusola [s.f.] La fine del periodo, considerata di particolare importanza dal punto di vista ritmico e perciò sottoposta alle leggi del numerus. Diverse tipologie di piedi (come lo spondeo, il trocheo, il dattilo, il cretico e il peone) concorrevano alla composizione delle clausole antiche. → clausula sententiae. clausula sententiae o sententiae clausula [loc.s.f.] In un periodo costituito di vari pensieri, l’elemento → apodosi che, seguendo l’elemento → protasi (→ pendens oratio), ne risolve la tensione. Di solito essa rapprresenta l’ultimo colo del periodo. → apodosi, clausola, colo, periodo. climax [s.m. o s.f.] Lo schema più antico di climax si identifica con la struttura di un’anadiplosi continuata (. . . x/x. . . y/y. . . ). Come afferma Quintiliano, tale procedimento si realizza procedendo per scalini, fermandosi su ognuno di essi prima di salire il gradino seguente; es. da Dante, Par. XXX, 38-42: “Noi siamo usciti fore / del maggior corpo al ciel ch’è pura luce: / luce intellettual, piena d’amore / amor di vero ben, pien di letizia; / letizia che trascende ogni dolzore”. In italiano, il termine è di genere maschile, definendosi come il momento culminante
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

36

Dizionario di retorica

in un succedersi ascensionale di effetti in vari ambiti: emotivo, musicale, letterario. . . ; mantiene il genere femminile, che ha in greco, nel campo specifico della retorica e della stilistica, con il significato di → gradazione ascendente. Si evidenzia come un crescendo progressivo di parole, concetti, immagini, all’interno di un enunciato, gradualmente più specifici o più forti per intensità e valore. L’effetto emozionale che ne scaturisce è particolarmente incisivo nelle composizioni poetiche. In realtà, il climax può avere due andamenti fra loro contrari: uno ascendente (it. → gradazione ascendente) ed uno discendente, anche detto → anticlimax (it. → gradazione discendente). Climax ed anticlimax rappresentano quindi due fenomeni opposti di una stessa figura retorica e sono entrambi dei procedimenti amplificanti, che rientrano tra le figure dell’ → accumulazione, in particolare, ciascuno dei due costituisce una → figura per adiectionem. Alcuni esempi di climax ascendente: 1. Vastus animus immoderata, incredibilia, nimis alta semper cupiebat (Sallustio), Trad.: Il suo animo insaziabile desiderava sempre cose smisurate, incredibili, troppo alte. 2. È un reato imprigionare un cittadino romano, è un delitto frustarlo, è quasi un parricidio ucciderlo (Cicerone); 3. Urta, apre, caccia, taglia, fende (Ariosto); 4. E d’un pestifero angue ascolto i sibili che mi addenta, e mi attosca e squarcia il cuore (Alfieri); 5. . . . tutto tacendo d’intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorio, un mormorio d’acqua corrente. Sta in orecchi: n’è certo; esclama: “è l’Adda!” (Manzoni, I Promessi Sposi, . . . ). Alcuni esempi di climax discendente (anticlimax): 1. Certo, certissimo, anzi probabile (E. Flaiano); 2. A notte il vento rugge, urla: poi cade (Pascoli). → gradatio, catacosmesis. clìmax ascendènte [loc.s.m. o s.f.] Amplificazione, crescendo di senso o enfasi in parole poste in successione → climax. clìmax discendènte [loc.s.m. o s.f.] Il succedersi di parole che rappresentino un’attenuazione progressiva delle idee communicate. → climax. coacervatio [s.f.] → accumulazione. còlon [s.m.inv.] La principale suddivisione di un periodo o di un testo in prosa. → comma.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

] → movere.f. comparatio [s.] Consiste nell’indugio attuato tramite → Interpretatio o → parafrasi interpretativa. caratterizzato da reversibilità: i due termini della comparazione possono cioè scambiarsi di ruolo.) sono riconducibili ai ‘casi di fortuna’. grand. → color.: Richelieu.f.] Ornamento poetico. Livros LabCom i i i i .f.] Ciò che si dice sul → tema.m. communio [s. ‘ritocco’: in questo caso essa consiste nel ritornare sullo stesso tema. → commorazione. minaccia.] Specie di → antitesi.] Ornamento che si dà ad un discorso. conquestio. commiseratio [s. commutatio [s.f. Lo stesso che → colore retorico. et dangereux ami. infermità. comménto [s. ad uno scritto.m. sinonimia.] → complexio. Mazarin. Mario è alto come Piergiacomo / Piergiacomo è alto come Mario. ed equivale a → rema. ecc. La Commoratio può altrimenti essere intesa quale Expolitio. Correlata: la similitudine. cataplexis.m. un altro enunciato equivalente (si considere quale esempio l’uso di sinonimi). → comparazione.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore provoca la compassione degli ascoltatori.] Minaccia. → paragóne1 . colóre retòrico [loc. comminatio [s.s.f. ossia accostando ad un enunciato. Es. adroit. chiasmo complicato. indignatio. aggiungendo informazioni complementari e variando l’espressione. ornatus.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 37 colóre [s. comparazióne [s. → comparatio.] → antimetabole. sublime. essa consta di due concetti messi a confronto in forma sindetica o asindetica: Es.f. → intimidazione. I luoghi comuni della commiseratio (circostanze gravose.f. al fine di chiarire e/o arricchire il pensiero. souple. implacabile ennemi. → epilogo. perclusio. o sul nucleo di questo.] Specie di → paragone. sorte contraria. commovere [vb. commoratio [s.

conceptio [s.). comprende gli aspetti della competence. complessióne [s. Il tipo della figura è quindi /x. ha ridistribuito le parti della retorica classica. . con evidente riferimento alla strutturalista discriminazione tra i piani di langue e parole. simploche. www.] Piena approvazione delle tesi altrui. frasi e successione di frasi: il gusto nel saper costruire l’insieme si chiama → aptum.s. → simploche.] → antanagoge. aventi tutti la medesima parola iniziale”. Suddetto modello. complessione. riguardanti gli effetti della comunicazione retorica. y/. climax.f. → sintesi. riguardanti la struttura discorsiva.pt i i i i .f. Per quanto riguarda la fonetica. strutturale (la dispositio). “mediale”. →.f. compositio [s. e quelli della performance.] → sineddoche. per l’appunto.livroslabcom. Sin. cioè la capacità di servirsi efficacemente dei mezzi di comunicazione (l’actio/pronuntiatio).f.f. Simile alla → conciliatio. zeugma.f.] Una delle due costituenti del modello bipartito secondo cui Plett.i i i i 38 compensatio [s. Dizionario di retorica competènza retòrica [loc. struttura.ubi. → oratio perpetua e il → periodo.f. comprobatio [s.] La compositio concerne l’→ ornatus e consiste nel formare sintatticamente e foneticamente gruppi di parole. complexio [s. .f.] Una gradazione in cui una parola si ripete da un membro in quello seguente. ribattezzate quali. Nella conformazione sintattica della compositio si possono distinguere tre tipi: → oratio soluta. concatenazióne [s. anacefaleòsi. e li incatena gli uni agli altri. la compositio cura l’armonia dei suoni e del ritmo. → complexio. “competenze”: argomentativa (l’inventio). → gradatio. Nell’ipotesi di Plett la “competenza retorica” si suddivide nelle cinque tradizionali sezioni. mnemonica (la memoria). .] Artificio consistente nell’ordinare parallelamente più membri successivi di un periodo. la “stlistica retorica” (rethorical stylistics).] Combinazione dell’anafora con l’epifora. Quanto al contenuto la figura può presentarsi come → exquisitio. . stilistica (l’elocutio. y/x.

] Consiste nel partigianamente attenuare il significato di un’ accusa pronunziata dall’avversario. cui si contrappongono. recapitulatio. concisa brevitas [loc. concisióne [s. ciò che fa riferimento a una materia concreta (dunque a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali ).s. si chiede al giudice di formulare un giudizio favorevole alla parte dell’oratore.] → delectare. concrèto [agg. concisa (oratio c.f. → astratto. dato per certo quanto provato nell’→ argumentatio. pero.] Nella → quaestio finita. ’) → paromologia. . → brachilogia. nell’ ammettere le buone ragioni dell’avversario (o dell’interlocutore in genere).f.] Riduzione al minimo indispensabile dei passaggi di un ragionamento o di un discorso.f. nella disposizione delle parole e nella architettura compositiva. → ornatus. da diminuire la gravità dell’accusa stessa. brevitas.) → oratio concisa. recapitulatio. . → attenuazione.] L’eleganza e l’equilibrio ottenuti ponendo particolare attnezione. in modo però che la comunicazione sia completa. Non sono avaro. → peroratio. conclusio [s.] Consiste nel fare una concessione.f. in maniera tale da moderare. conciliare [vb. però. opinioni. fatti. → conclusione.] Parte conclusiva dell’orazione.] → percursio. epilogo. sono un risparmiatore. Esempi: Tu dici che è un rapinatore: diciamo invece che è soltanto un ladro.f. concinnitas [s. alla realizzazione di una → compositio gradevole. ma non ridondante o ricercata. Anche parte finale di un sillogismo. prove in favore della tesi di chi parla (‘quello che è staato detto è vero.f. comprobatio. elegantia. obiezioni riguardo all’importanza delle medesime e rilievi relativi al maggior peso di circostanze. genus. soprattutto in relazione agli aspetti fonetici. forzando una riduzione delle differenze di significato tra parole.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 39 concessio [s. Livros LabCom i i i i . conciliatio [s. In essa.

i i

i i

40 condescensio [s.f.] → antropopatia.

Dizionario di retorica

condimentum [s.m.] Il termine condimentum ‘condimento’ rimanda, rammentando il cibo degustato a tavola, ad un → ornatus ricco di motti di spirito, nel quale si palesi l’→ acutum dicendi genus. → sale. conexa series [loc.s.f.] → periodo. conexio [s.f.] → gradatio, climax, complexio, simploche. conexum [s.m.] → complexio. confessum [s.m.] L’oratore pensa realmente quello che dice. Ad esempio, confessa la sua → audacia e prega il pubblico di scusare (→ correctio) lo straniamento che ha preteso; in un certo senso ammette (→ concessio) la sua debolezza o ammette di aver sbagliato o esagerato: in genere lo fa per ingraziarsi il pubblico. → sinceritas. confirmatio [s.f.] Terminologia latina per → confermazione. confirmatio rationalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove di tipo razionale → prova, argumentatio, probatio. confirmatio scripturalis [loc.s.f.] In Albaladejo: Prove basate sulle Sacre Scritture o sugli autori classici → prova, argumentatio, probatio. conformatio [s.f.] → personificazione. confutatio [s.f.] Una delle parti classiche del discorso, in cui si respingono le argomentazioni dell’avversario, dimostrandole errate. → confutazione, refutatio, reprehensio. congettura [s.f.] In un processo, l’insieme delle domande sulla realtà del fatto. → coniectura, status coniecturae, status causae. congruènza [s.f.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. coniectura [s.f.] → congettura, status causae. coniuncta (c. verba) → verba coniuncta.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

41

coniunctio [s.f.] → zeugma. connexa series [loc.s.f.] → periodo. conquestio [s.f.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore riesce a provocare il coinvolgimento emotivo, la compassione degli ascoltatori. → epilogo, commiseratio, indignatio consecutivo → asindeto conclusivo o consecutivo. consilium [s.m.] È la tattica adottata dall’oratore nella scelta (→ voluntas) dei mezzi linguistici utili al raggiungimento del suo scopo: l’→ utilitas causae. Essa si realizza nella → dispositio esterna dei mezzi semantici atti ad ottenere l’effetto prefissato. → tenor, tattica. consonanza [s.f.] Accordo delle sillabe finali di parola, come una specie di allitterazione e una rima per assonanza.(essa può coincidere con la → paronomasia); es. sole/solo, terra/torre, vento/tanto. →. constitutio [s.f.] → status causae. consuetudo [s.f.] Rappresenta la norma principale della → puritas che, per quel che riguarda il discorso, è rappresentata dall’uso presente e attuale della lingua, mentre, per la letteratura e la poesia, a fungere da norma è la tradizione letteraria. Non appartengono ancora alla consuetudo le parole di formazione recente. → usus, consensus eruditorum, auctoritas, vetustas. contentio [s.f.] → antitesi, contrapposizione, diafora. contexta oratio [loc.s.f.] → periodo. contiguità [s.f.] Contatto, vicinanza. Nel codice linguistico la vicinanza tra materiali alternativi offre la possibilità che suddetti materiali siano sostituti l’un l’altro nella strutturazione del messaggio. → similarità. contradditòre [s.m.] Colui che in un dibattito pubblico si oppone per idee ad un’altra persona. → contradditorio. contradditòrio [s.m.] Dibattito pubblico fra due persone, che sostengono posizioni diverse. → contradditore.
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

42

Dizionario di retorica

contraddizióne o contradizióne [s.f.] Si produce quando si asserisce e contemporaneamente si nega una proposizione in un medesimo sistema. Contrasto logico, incoerenza. → enantiosi. contrapposizióne [s.f.] Nella logica scolastica consiste nel convertire un giudizio in un altro, passando per la negazione del suo contrario. Lo stesso di → antitesi. contràrio [s.m.] Ciò che è all’opposto. Il concetto di contrario ricorre nella spiegazione di diversi procedimenti retorici: nell’→ ironia, ad esempio, le parole vanno intese in un senso completamente opposto al loro senso proprio; il contrarium è altresì un grado particolarmente evidente del → dissimile; anche nell’→ antitesi, benchè non sempre vi sia la contrapposizione di pensieri contrari, quando ci troviamo in presenza di parole in forte opposizione fra loro, di due generi diversi ma appartenenti ad una classe comune (ad esempio: acqua, fuoco, aria, terra), ci troviamo di fronte ad un → antonimo, locus a contrario. contrasto [s.m.] Genere letterario nato in periodo tardo medievale, e protrattosi per lunghi secoli, anche nella letteratura popolare: è la contrapposizione in forma di dialogo fra le ragioni di due contendenti, e con la presenza in alcuni casi di un giudice che alla fine emette una sentenza favorevole ad uno dei due contendenti. Vedi Contrasto della rosa e della viola di Bonvesin da la Riva. → disputatio. contrefision [s.f.] Ironia amara o beffarda, che ha valore esortativo. Si attua invitando qualcuno a tenere un determinato comportamento o ad abbracciare certe opinioni, lasciandone tuttavia intendere le conseguenze paradossali, o contraddette dall’evidenza, per poi indurre a conclusioni contrarie a quelle prospettate, annullando in tal modo la fiducia speciosamente richiesta (da cui contrefision: “controfiducia”). Es.: Ma lei non doveva assolutamente disturbarsi. . . Bisogna proprio che la rimproveri! → asteismo. controdefinizióne [s.f.] Descrizione o definizione contraria a quella che porta l’avversario. → definizione, antorismo.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

convincere [vb. corax [s. o anche a legislazioni immaginarie). copulativo (polisìndeto c. conveniente. o greco.f.] → anastrofe. lessico. copia rerum. aptum.] Esercizio scolastico di retorica forense nel → genere giudiziale. transmutatio. figura retorica). figura. così come il → docere. → genus.] Fra i vari tipi di ornatus è quello che consiste nel preferire mezzi espressivi di allungamento come la perifrasi. ornatus. utilizzato per allenare a dibattere in un caso giudiziario attraverso situazioni poste ipoteticamente (sulle quali si dibatteva in base al diritto romano.m.f. nel tentativo di portare dalla propria parte l’arbitro della situazione attraverso delle prove.] La prima delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. una volta terminato il suo apprendistato di retorica presso il maestro si rifiutava di pagare il compenso pattuito con l’argomentazione che solo nel caso in cui egli fosse riuscito a persuadere Corace a non accettare l’onoario dovuto sarbbe stato evidente che il mestro aveva compiuto fino in fondo il suo dovere insegnando veramente a Tisia l’arte di pesuadere con la parola. copulatio [s. →. conveniènza [s.s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 43 controvèrsia [s. può appartenere al → genus medium o al → genus grande. verborum.] → diafora. ma.→ res. delle parole e delle figure retoriche delle quali si avvale l’oratore per la composizione e/o esposizione del suo discorso retorico ai fini della persuasione del ricevente dello stesso.f.) → polisindeto copulativo.f. l’isocolo e la costruzione del periodo. le figure dell’adiectio.f.] Rappresenta l’insieme delle idee adatte al discorso.] Consiste. → declamatio. dinnanzi ai giudici ed al suo allievo Tisia il quale. rispose che nel caso in cui Tisia l’avesso persuaso a non ricevere l’onorario egli l’avrebbe meritato. figurarum [loc. epifora. conversio [s.] Il termine deriva dal nome del retore greco (di Siracusa) Corace che. nell’ipotesi in cui Tisia non fosse Livros LabCom i i i i . copiosum dicendi genus [loc.s.

può essere un mezzo dell’ironia. Es. ‘q. perché forte. non p’. praecedens correctio. 24.f. troppo provato. 1402a. La credibilità dipende dall’opinione (→ opinio) del giudice: ci può essere una opinione del www. II. crasi [s.] Chiarimento semantico prodotto. correzióne [s. q’. cortesìa [s. correctio [s. aposiopesi ed eufemismi. credibilità [s.ubi.f. piuttosto che avvicinarlo al suo scopo.f.] Quando l’oratore non vuole palesare la propria opinione credendo che ciò. enfasi. e non rimane che la cortesia come mezzo per allontanare l’attenzione dell’uditorio dalla propria opinione inespressa. ma se invece potrà offrir appiglio all’accusa. cita Aristotele: “Se una persona è tale da non offrir appiglio all’accusa mossale. correttézza [s.f. come per esempio uno che è debole ed è accusato di sevizie. a maggior ragione Tisia avrebbe dovuto pagare (si sarebbe infatti potuto trattrae di un espediente escogitato dall’allievo per evitare di onorare il debito). la difesa sosterrà che la colpevoleza non è verosimile proprio perché può esserlo” Aristotele. Sinonimo → epanortosi. il corax è passato ad indicare una applicazione della dissociazione espediente-realtà nel campo delle congetture.f. remedium. ma q’ (oppure: ‘q.] È la capacità che la parte rappresentata dall’oratore ha di convincere circa la bontà delle proprie posizioni. favorirebbe l’avversario. In questi casi il proprio pensiero viene nascosto da perifrasi.] Fusione in un unico suono di vocale finale e iniziale di due parole contigue.livroslabcom.f. litoti. la sua difesa sosterrà che l’accusa non è verosimile. restrictio. tra le più diverse tipologie. epanortosi. superioris rei correctio. anziché p’). Esso consiste in sostanza nel dubitare di un argomento perché esso è troppo forte.i i i i 44 Dizionario di retorica riuscito. b) miglioramento: ‘p o piuttosto / per meglio dire ecc.pt i i i i .] → correctio. non è solamente della mia condotta che t’importa! Perelman. la c. correzione. in due forme principali: a) contrapposizione (→ antitesi): ‘non p. Retorica.: Se insisti tanto.] La seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. Così. cap.

per esempio.] Basso grado di credibilità. Livros LabCom i i i i .s. non è né provata né confutata). storico o letterario) al fine di ricavarne utili ammaestramenti.f. credibilità debole. solitamente proprio alla parte rappresentante sin dall’inizio del processo un’opinione concordante con quella del giudice (come. quando ad esempio si difende un criminale chiaramente colpevole o si avanza una tesi in palese contrasto con la morale) -. → verosimile. nella cosiddetta ‘questione vera e propria’.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 45 giudice prima del discorso dell’oratore e una opinione rafforzata dopo il discorso di parte. quando la sua credibilità può essere dimostrata soltanto da argomentazioni particolari e scientifiche trascendenti le capacità intellettuali del giudice (→ genus obscurum).] Discorso che mette in primo piano le circostanze di tempo in cui è avvenuto un fatto. cronografìa [s.f. genus turpe. → credibilità. credibilità media.f. il quale caratterizza l’opinione di parte quando essa non coincide con quella del giudice – a questo proposito è utile disitinguere tra l’opinione di parte che urta il senso di verità del giudice (→ genus admirabile.s. nell’→ officium dell’accusa contro un criminale già catturato). anedotti (ossia su fatti o detti memorabili attribuiti a qualche personaggio. credibilità mèdia [loc. → credibilità.f. la cui colpa. genus obscurum. Esempio (la parte finale riguarda la → topografia): → ipotiposi.] Alto grado di credibilità. credibilità débole [loc. di nessuna importanza sociale). credibilità alta [loc.f. → credibilità. genus humile.] Si è soliti parlare di un grado di credibilità media qunado. quest’ultima viene suddivisa in → genus admirabile. nell’opinione del giudice. cria [s.s. l’opinione del giudice tributa alle due parti avverse all’incirca lo stesso grado di credibilità (come nell’→ officium dell’accusa e in quello della difesa di un imputato. Vi possono essere vari gradi di credibilità: → credibilità alta.] Breve componimento elaborato su exempla. expolitio. quando ad esempio si sostiene una tesi intellettualmente assurda o chiaramente menzognera) e quella che si contrappone al suo sentimento etico (genus turpe. quando rappresenta una pura bagatella (→ genus humile. → exemplum.

l’eredità classica della → clausola e.m. tardus o ecclesiasticus o durus (polisillabo piano + quadrisillabo sdrucciolo).m.] → ornatus.s. cursus tardus [loc. alla prosa rimata.m. Alcuni periodi si trovano così ad essere chiusi con clausole metriche appartenenti alla più alta prosa classica.s. assieme a vari ed acuti artifici retorici. la quale presenta la parte conclusiva del periodo come ideata secondo determinati ritmi accentuativi. al termine del sec. 4.] → cursus medievale. che mirano ad ottenere spiccati effetti retorici: quindi. 3.m.m.livroslabcom.s.s. XI. 2. Anche lo stesso Dante.s. se ne affianca una ritmica.] → cursus medievale. cursus durus [loc.s. che ne regolamenta e ne istituzionalizza l’uso all’interno della prosa ritmica.] → cursus medievale.m.s. cursus trispondaicus o trispondiacus [loc. un mezzo fondamentale dell’→ ars dictandi o dictaminis. Dizionario di retorica cursus [s. Il cursus viene impiegato. velox (polisillabo sdrucciolo + quadrisillabo piano). ricorre spesso ad arguti e sottili artifici retorici e fa uso delle varie forme del cursus.] → cursus medievale. adattandosi alla mutata sensibilità linguistica. cursus planus [loc. si fonda su basi metrico-accentative invece che su basi quantitative (come avveniva al contrario nella prosa classica).pt i i i i . Planus (polisillabo piano + trisillabo piano).ubi. cursus ecclesiasticus [loc. Nel Medioevo latino si assiste infatti in campo letterario ad una consistente diffusione di eleganti prose. trispondaicus o trispondiacus (polisillabo piano + quadrisillabo piano).] → cursus medievale.i i i i 46 cultus [s. in epoca medievale. Si evidenziano quattro tipologie di cursus medievale: 1. cursus medievale [loc.m.] → cursus medievale. al tempo dell’imperatore Federico II (1194-1250) da illustri “dictatores”. cursus velox [loc. → cursus medievale.] Andamento ritmico del periodo che recupera.m. www.m. al momento di redigere documenti pubblici e la corrispondenza ufficiale. nelle sue Epistulae.] Il cursus è un innovativo sistema di clausole che diviene.

). ‘dal più al meno’→ deductio.] Interpretazione. deduzióne [s. → declamazione.f. oratore. idoneo”. esercizio scolastico di composizione e recitazione che poteva essere svolto secondo due specie: la declamatio → suasoria. pronuntiatio. → actio. recitazione di un discorso. declinatio [s.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 47 D decens [s. declamazióne [s. esecuzione. decorum [s. ma a maiore ad minus. a minore ad maius.] Rappresenta il principio guida di coerenza secondo il quale devono essere disposti ed ordinati tutti gli elementi testuali ed extratestuali appartenenti al sistema retorico (testo. . appartenente al → genere deliberativo. declamatio [s. hypokritikè. → accommodatum “appropriato. che veniva per prima nel curriculum in quanto considerata di maggior facilità. Livros LabCom i i i i .] Spiegazione di un’ipotesi a partire da un principio generale. ecc. dignitoso”.f.f. più impegnativa. Proprio dall’osservanza di tale criterio deriva l’efficacia del discorso ai fini della persuasione dell’auditorio.] → poliptoto.m. era esercizio di retorica forense nel → genere giudiziale.] → declamatio. utilitas della causa. Anche nel senso di → declamatio. argomento. . declamatio suasoria [loc. decorum. inferenza che procede dalle cause agli effetti.] → deduzione.] Nella tarda latinità.] → aptum. destinatario. → decens “decoroso.f. così come accade invece nell’→ induzione.m. secondo i luoghi o argomenti ‘dal meno al più’.f. Anche → aptum. declamatio. la → controversia. deductio [s. dall’universale al particolare.s. In sede di critica letteraria il termine ha acquisito un significato negativo ed è impiegato per denotare opere “retoriche” nel senso deteriore del termine: vale a dire eccessivamente enfatiche e prive di sincerità. Gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati.

f. riconduce la d.m.: fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi / e questa pare a me sua quiditate (Dante.f. avendo già ben presente la soluzione ottimale. voluptas.] → definizione. Es. Si possono quindi distinguere: 1. generi aristotelici. deliberativum (genus d. Dizionario di retorica definizióne [s.] Il fine cui tende l’oratore ogni volta che tenta di provocare nell’arbitro della situazione un effetto emozionale (delectatio o → voluptas ) di tono moderato ma tale da favorire la parte rappresentata. Definizioni più generali o più partigiane.) → genus deliberativum. deliberaménto [s. 2.] Occupa un ruolo fondamentale nella sottile arte della persuasione: l’oratore ha tutto l’interesse nel rendere il più piacevole possibile il discorso da lui organizzato per il singolo destinatario o per il pubblico.] Fontanier.livroslabcom. descrittiva. www. complessa. Secondo Lausberg. che combina in vario modo le precedenti. XXIV.ubi.f.f. dehortatio [s.] → dissuasione. delectatio.pt i i i i . delectare [vb.] Orazione di genere deliberativo. 64-66). di condensazione. Par. che riporta solo gli elementi essenziali della definizione descrittiva.f. deliberazióne [s. La definizione è la figura di pensiero che corrisponde alla → perifrasi. la parte avversa oppone una → controdefinizione.] delimitazione di un concetto. → delectare. alla sottoclasse delle “figure per ragionamento o per combinazione”: essa si identificherebbe con le valutazioni razionali del pro e del contro di una possibile decisione. indicante il senso che si vuole attribuito in una data circostanza.i i i i 48 definitio [s. delectatio [s. la definizione viene usata letterariamente con l’intenzione di provocare lo straniamento. che prescrive. → allettare. non perdendo di vista il → docere. Perelman individua quattro specie di definizione: normativa. in assoluto. Contro la definizione di una parte. placere. con esitazioni simulate. Definizioni con intenzione di provocare straniamento (per lo più con allegoria). cioè lo scopo di influenzarlo intellettualmente. → genus deliberativum. quale senso si deve attribuire a una data espressione.

] Si tratta di un’ attenuazione che corrisponde. lex potentior. in una difficile situazione. il suo passato. per avere un trattamento di riguardo e una comprensione del proprio modo di agire. mala voluntas. Così Livros LabCom i i i i .f.] Implorazione. Il reo dichiara di avere agito in mala fede.] → distributio.] Consiste nel raggiungere perseguire l’effetto di realismo. di agire.f.] → ipotiposi. deprecazione. deprecazióne [s. soppressione o sottrazione) rientra.f. denominatio [s. assieme ad → adiectio.f. deprecatio [s. ossia nell’omissione di almeno una parte prima appartenente all’insieme.] → omeoteleuto.] Nella retorica classica.] Lo stesso che → figura etimologica.] Beffa. alla → litote.] → epifora.) → genus demonstrativum. dendrografìa [s. di vestirsi. demonstratio [s. usato soprattutto per demolire l’avversario sottolineando i suoi difetti. derisióne [s. genere epidittico o dimostrativo. transmutatio ed immutatio. distribuzione. → obsecratio. fra le quattro categorie del mutamento lineare e consiste in una soppressione. malus animus. in parte.f. deprecatio.] → ipotiposi. derivatio [s. generi aristotelici.] La detractio (detrazione. detractio [s.f. demonstrativum (genus d.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 49 deminutio [s. nelcreare una sensazione di realtà attraverso la vivda descrizione di un albero. il suo modo di pensare.m. → ridiculum.f.f. desitio [s. implorazione.f.] → metonimia. parte dell’orazione intesa a commuovere i giudici. determinatum [s.f. scherno. ironia. designatio [s. descriptio [s.f. → obsecratio.

] Opposto di → sinalefe. sincope. quantitativa perché ad essere omesso è l’inizio della parola).: Non omo. compare tra le arti del → trivium. omo già fui (Inf. ellissi.f.f.m.. La parola o le parole ripetute possono essere sostituite da un sinonimo. sillepsi oratoria. è un → metaplasmo per aggiunzione che. la ripetizione di queste parole è carica di significati aggiunti.f. Nel settore del pensiero la detractio riassume le figure di → brevitas.livroslabcom. dialèfe [s. dialectica [s. tmesi. connotativi. e dalla forma somigliante al → proverbio. → ploce.67). consente di considerare come separate due vocali contigue. Disciplina classica filosofica che studia l’argomentazione come tecnica di ragionamento e disputa.s.i i i i 50 Dizionario di retorica la d. quasi fissa nella sua formulazione. che potrebbero occupare un’unica posizione e fondersi. → dialèttica.f]. al contrario ad esempio dell’→ enfasi. ed enfatici. percursio. → iperbato. sarà intensiva qualora consista nell’indebolimento dell’effetto dell’intensità. detrazióne [s. Quando il contesto è → dialogico si ha l’→ antanaclasi. apocope. basata sulla contrapposizione delle opinioni: è ars opponendi et respondendi. Nel Medioevo viene intesa come logica formale ed affiancata alla → grammatica ed alla → retorica.pt i i i i .ubi. I.f. → distinctio. motto proverbiale. détto proverbiale [loc.] Frase tradizionale moraleggiante. ai fini fonetici e metrici del varso. Spesso utilizzata per dare al verso un andamento meno concitato e favorire pauwww. sarà quantitativa se ad essere omessa è una parte materiale (l’→ aferesi è classificabile quale d. diàfora [s. praeteritio. reticentia.] Frapposizione di un altro vocabolo fra due elementi di un composto: intercisione. quella iniziale e quella finale di parole diverse. diàcope [s. Es.] Ripetizione di una o più parole in un contesto → monologico. Per quanto concerne i suoni la detractio si concretizza quale → aferesi. In relazione a parole o elementi di frase abbiamo invece a che fare con le figure di → zeugma.] → detractio. asindeto.

lo scrittore/locutore riporta un monologo o una riflessione intellettuale propria o appartenente ad un’altra persona. In altra accezione figura per cui il soggetto si ripete tante volte quanti sono gli epiteti o i verbi che ad esso si riferiscono. che da ogne creata vista è scisso (Par. XXIX.] Figura retorica che consiste nell’interrompere la continuità del periodo mediante un inciso. Es.] Lo stesso significato di → dialisi.) costrutto senza congiunzione. monologico. diàlito [s. 16-17). dialèttica [s. può presentarsi anche come la finzione di un dialogo tra due o più persone. Quando lo scrittore/locutore riporta le parole pronunciate da una o più persone in forma di discorso diretto. XXI. gramm.] Accumulazione di parti del discorso in cui almeno uno dei membri accumulati è formato da due o più sinonimi. Si vedano → dialogo. . dibattito.m. diàlisi [s. La diallage è spesso un caso particolare della sinonimia. Tale forma dialogica. o fra due soggetti. dialèttico (sillogismo d. della quale il dialogismo rappresenta un’espressione.] Negli interventi orali e scritti.f. / Ricapitolazione degli argomenti svolti in precedenza. Inf. (XIX sec. In particolare. discussione. • GDU.] → dialectica. XVII. già facendo la risposta (Dante. Amor? (Petrarca). Es. . diàllage [s.m.] Figura di pensiero ottenuta mediante l’inserimento della forma dialogica all’interno di un discorso. → iato. allora si parla di → sermocinatio. o fra un soggetto stesso e il suo io.f. 96). che godette di enorme fortuna sin dall’antica pratica retorica e filosofica. ciò che ha forma di dialogo fra due persone. dialogismo. / lo duca. con domanda e risposta.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 51 se del pensiero. sec. dialògico [agg.) → sillogismo dialettalico. Ad esempio: Che degg’io far? / Che mi consigli.: Parte sen giva. dialogismo [s. L’esposizione in forma di Livros LabCom i i i i . È dialogico anche un finto dialogo immaginato o messo in scena da un oratore. contenente domande rivolte a se stessi. .f. e io retro li andava. → dialito.

→ dialogo eristico. sono contenute le osservazioni dell’avversario contro le quali egli avanza subito le sue obiezioni. dialogo euristico. intra tutti costoro. attività cognitiva discorsiva. Nelle finte domande che l’oratore pone.f. indicava l’allungamento di una vocale normalmente breve (in opposizione alla sistole). sotto forma di risposta.] Secondo Aristotele. ond’io m’accoro. Secondo la → nuova retorica tale opposizione risulta.f. quando si sviluppa un argomento ricorrendo all’utilizzo di una successione di domande e risposte animate. a livello pratico. interrogazione).diàlogo eurìstico [loc. consiste nello spostamento dell’accento verso la fine della parola per ragioni di ritmo o di rima: Es. diàlogo erìstico . fammi vendetta / del mio figliuol. diàlogo [s. diàstole [s. ch’è morto.livroslabcom.m.49). / Ed egli a lei rispondere: .ubi. diànoia [s. / Si ha d. avevi molto denaro? Invece ne avevi bisogno (Cicerone). → riflessione. che si presenta sempre come finzione di un dialogo da parte dell’oratore verso il suo avversario o verso il pubblico. dialogo. Una forma alternativa al dialogismo è rappresentata dalla → percontatio (→ exquisitio. → sistole. → eristico. euristico. Nella metrica italiana la d.s.] Discorso a domanda e risposta fra due persone. estremamente difficile. tra dialettica in senso “basso” e dialettica in senso “elevato”. La → subiectio (→ responsio) è il nome che prende l’aggiunta della risposta.m. . VI. www.] L’opposizione tra discussione e dibattito.pt i i i i . poiché le due dimensioni si sovrappongono continuamente. Esso atterrò l’orgoglio de li Aràbi (Par.Ora aspetta / tanto ch’io torni.f. . diapòresi o diaporèsi [s. e non implica contrasto di idee.i i i i 52 Dizionario di retorica dialogo è preferibile a quella narrativa particolarmente nel caso in cui debbano essere messi in evidenza i sentimenti e gli stati d’animo propri degli interlocutori. / parea dicer: Signor. Ma per una trattazione più completa si veda ciò che viene detto per il → dibattito. Ad esempio: La miserella.] Figura retorica in base alla quale il locutore si mostra incerto sul da farsi e finge di chiedere consiglio.] Nella metrica latina la d. Ad esempio: Ti mancava la casa? Invece l’avevi. (Dante). → dubitatio. → antipofora.

f. chiamando in causa la necessità a propria discolpa. → mimesi. può anche indicare l’universo spazio-temporale nel quale sono collocati i fatti di un racconto. → dialogo. Es.] Un singolo soggetto che regge diversi verbi successivi. disiunctio. I momenti del discorso che ricorrono nel dibattito sono tre: quello che concerne la presentazione della posizione della questione (→ quaestio). dictio [s. → gnomica. che riordina le unità narrative in una successione logica e cronologica. Livros LabCom i i i i . diegèsi [s. Abbiamo dovuto uccidere milioni di persone perché questo era il solo modo di esportare la democrazia. i discorsi di parte degli interessati alla situazione. didascàlico [agg. diceologìa [s. o → trama la diegesi designa il materiale narrativo. nel suo svolgimento essenziale. il discorso decisivo dell’arbitro della situazione.] Che si riferisce ad un discorso o scritto con finalità istruttive e dottrinali.f. se la situazione è solo relativamente pericolosa si parla di → conversazione.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 53 diatipòsi [s. / Una giustificazione “ragionevole”. → lessico.] Il complesso dei discorsi tenuti in una situazione dall’arbitro della situazione e dagli interessati alla situazione allo scopo di modificare la situazione medesima (→ discussione). L’arte del dibattito è stata elaborata come → dialettica ed in quanto materia d’insegnamento.] Sin.f. → ipotipòsi. dizione. Nel linguaggio della critica strutturalista è così detta la linea del racconto.m.] Discorso giusto ed equilibrato. In tal senso essa si configura come astrazione del lettore. la "storia" come successione logico-temporale delle situazioni e degli eventi narrati. che consiste nell’ammettere ciò di cui si è accusati.] → pronuntiatio. / La d. allora queste ultime sono strutturate in forme parallele. → paromologia.f. → zeugma. narratio.f. diazèugma [s.] Il genere diegetico o narrativo era quello che. nella teoria platonica (e successivamente aristotelica) dei generi letterari. in modo da facilitarne la ricezione e dare un senso di equilibrio. / Nell’accezione di → fabula. Quando i verbi in questione sono verbi di frase. si opponeva al genere mimetico o drammatico. dibàttito [s. pareuresis.

che possono essere usati come varietà diafasiche. difésa [s.] È la differenza di significato. sineddoche) e che scaturisce dalla capacità e dal talento dell’oratore di stabilire una relazione tra due idee.s. 2.ubi.livroslabcom. In retorica: L’idea spezzata in varie idee parziali coordinate che compaiono come enumerazione. riprendiamo il discorso. episodi.f. → accumulazione.] 1. cioè in dipendenza dalle situazioni.] Qualità che deve possedere un discorso retorico per essere percepito come gradevole e decoroso dall’auditorio. . → facilis ornatus. aneddoti. Sulla differenza di significato può insistere l’oratore di parte. Rappresenta quel parlare ornato che si avvale dell’uso di → tropi (→ metafora. . ha inoltre la facoltà di creare un momento di pausa meditativa per il lettore / ascoltatore. storie. omonimo. la digressione permette l’inserimento di alcune tematiche. La persona. viene così impedita la formazione di un dittongo). . a quella di uno stato d’animo. in maniera del tutto funzionale alla narrazione considerata principale.] In fonetica: divisione in sillabe distinte di due vocali vicine (tale divisione è indicata da due puntini sovrapposti alla vocale che fa sillaba a sé e non si unisce all’altra. allora. anche quella tra i sinonimi. metonimia. ).m..f. introdotta e poi congedata generalmente con formule specifiche (a proposito. mediante ricordi. digressio [s. concentrate in una sola parola (in verbis singulis). difficilis ornatus [loc. . L’insieme degli argomenti che si portano per scagionare un accusato. anche da parte dell’autore stesso (può rappresentare ad esempio un modo attraverso il quale l’autore interviene nel testo). È il contrario dell’ → accusa. expolitio. o le persone che svolgono questa mansione.pt i i i i . → sinonimo. comunque. tra parentesi.f.. Le sue finalità pratiche possono essere molteplici: dall’introduzione della descrizione di un particolare personaggio o paesaggio. differentia [s.] Rappresenta una sorta di allontanamento dall’argomento centrale del discorso che si sta svolgendo. dignitas [s.f.f. e appare in due sfere: quella rispetto all’uso concettuale (contenuti leggermente diversi) e quella rispetto all’uso di due sinonimi. . dicevamo. o per sostenere un principio attaccato da altri.] Nel Medioevo si viene a contrapporre al → facilis ornatus. durante la quale www.i i i i 54 Dizionario di retorica dièresi [s. di un giudizio morale.

frequentemente presente quindi nei romanzi di carattere naturalistico e realistico dell’Ottocento (ad esempio: “I Promessi Sposi” del Manzoni). / Detto di discorso ambiguo / Coppia di drammi accomunati dall’argomento. è questione che il logico formalista considera come estranea alla sua disciplina”. scopi del discorso. delle varie specie dell’→ evidentia o → ipotiposi. discorso improvvisato. e non ha ambizioni di cambiare vistosamente le condizioni attuali della situazione. discordanza [s. pensieri divini.m. risultati dell’esperienza o postulati dell’autore. significa “indicare in base a quali procedimenti essa possa essere ottenuta come ultima espressione di un seguito di deduzioni. dilogìa [s. Numerosi narratori moderni (da Sterne a Dickens a Dossi) adottano tale strumento artistico-letterario della digressione. Anche → excursus. per poi riprendere con nuovo vigore.m. a definirlo. se siano verità impersonali. dell’→ entimema (tipo argomentativo). Livros LabCom i i i i .] Lo stesso che → acutum dicendi genus. dimostrare una proposizione. discorso di consumo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 55 l’azione rimane per così dire sospesa.s. discórso [s. dimostrativo [agg.m.] Ripetizione di una o più parole al fine di ottenere maggiore efficacia espressiva. dell’→ exemplum. stili del discorso. della → similitudine.] Legame semantico precario in un seguito di affermazioni. i cui primi elementi sono forniti da chi ha costruito il sistema assiomatico all’interno del quale la dimostrazione viene effettuata. prova.] Insieme di frasi atte ad illustrare un problema. sermone.] Il discorso di circostanza è occasionale. → argomentazione.] Tipico del → genere epidittico o dimostrativo. discórso di circostanza [loc. parecbasis. è quindi più blando del discorso di consumo e del discorso di parte → parole di circostanza.] Secondo Perelman. → parti del discorso. al termine della digressione stessa. La digressio può presentarsi negli schemi della → expolitio. Da dove provengano questi elementi.f. a dimostrarne l’importanza. Lo stesso che → inconvenientia.f.f.s. dimostrazióne [s. discórso acuto [loc. oratio.

s. come sostiene Lausberg.i i i i 56 Dizionario di retorica discórso di consumo [loc. una volta per tutte. Il riuso. → discorso di circostanza. Lausberg sottolinea come questi testi corrispondano a quanto.s. discórso di parte [loc.m.] La locuzione identifica i discorsi indirizzati all’arbitro della situazione. queste situazioni tipiche (posto che l’ordine sociale permanga costante). In particolare.s. → discorso di consumo. genere deliberativo. secondo l’intenzione di chi parla.m.s. l’oratore può o meno essere il medesimo. in “società di ordine sociale più libero”. la sua usabilità per dominare.ubi.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione.livroslabcom. Quello di riuso è il discorso che viene tenuto.m. discórso figurato loc. oppure nella scrittura. La retorica tradizionale distingue i discorsi di parte in tre generi: → genere giudiziale. Considerato che la finalità più importante dell’insegnamento consisteva nella formazione professionale di avvocati e di uomini politici. Discorso ricco di figure retoriche. il discorso è riconducibile a due classi: il → discorso di consumo e il discorso di riuso. periodicamente o meno. → discorso. il discorso è riconducibile a due classi: il discorso di consumo e il → discorso di riuso. tuttavia il discorso mantiene. discórso di riuso [loc. genere epidittico. il discorso consuma interamente la sua funzione. l’insegnamento della retorica si era specializzato nel discorso di parte.] In relazione all’infulenza operata su di esso dalla situazione.pt i i i i . determinando una specie di tradizione dei discorsi di riuso e una tradizione letteraria. quindi.m. di diritto giuridico-sacrale e liturgico. che tentano di influenzarlo con la → persuasione a mutare o a mantenere la situazione in senso favorevole al partito che li interessa. in situazioni tipiche quali ad esempio solennità o celebrazioni. www. in tale situazione dunque. di coscienza collettiva. il primo è il discorso tenuto una sola volta da chi parla in una situazione storica attuale (della sfera privata o pubblica) con l’intenzione di mutarla. si presenta come ‘letteratura’ e ‘poesia’. rende necessaria la conservazione dei discorsi nella memoria di funzionari a ciò addetti. Solitamente si tratta di discorsi fissati in funzione della ripetizione di atti socialmente rilevanti.

m. disgiunzione.f. discórso sottile [loc. disfemismo [s. ed è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.] Nelle sezioni dell’arte del dire.m. problema. con altra per se stessa sgradevole od offensiva. → parisosi. ordine artificiale. → diazeugma. la dispositio occupa la seconda posizione dopo l’→ inventio. una parola con un’altra dotata all’origine di connotazioni negative.f.m.s.f.m. ordine naturale.: Chiedeva compassione. il d. 2. rigorosamente formalizzata. usus. improvvisazione.) → asindeto disgiuntivo. discussióne [s. disputatio [s. disposizióne [s. senza attribuirle un tono offensivo: rompere.s.] Lo stesso che → disiunctio. essa indica il luogo che ciascuno di essi deve occupare. → dispositio.] Lo stesso che → dibattito. dispositio [s. Fenomeno legato alla → variatio.] Discorso non preparato. Es.] Lo stesso che → testo retorico. senza dare tuttavia all’espressione un tono ostile: questi birbanti di ragazzi.] Lo stesso che → acutum dicendi genus.f.] Si tratta di un genere retorico riconducibile al tipo della controversia e sviluppatosi in epoca tardo-medievale. polysyndeton d. invocava pietà.] Disporre le idee da esporre in ordine logico. polisindeto disgiuntivo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 57 discórso improvvisato [loc. disiunctio [s. La sua struttura. disiunctivum (asyndeton d.s.2.. supplicava clemenza. e soprattutto non previsto. → discorso di circostanza.f. Opposto all’eufemismo. → ordo. disgiunzióne [s. proposta di Livros LabCom i i i i .f. considte nella sostituzione (come uso abituale o come coniazione scherzosa momentanea) di una parola normale.] Parziale disuguaglianza di significato dei gruppi di parole coordinati: può riferirsi a intere frasi o a gruppi di parole non autonomi sintatticamente. palle. è la seguente: 1. discórso retòrico [loc. spesso gradevole o addirittura affettuosa. stronzo.] Sostituire in modo spesso scherzoso.

soluzione del maestro. → simulazione.m. → contrasto. nella dimostrazione di tesi e nelle prove d’esame.] L’effetto disarmonico prodotto da un accostamento.] → diafora. nelle cose simili. Si simula quello che non è. dissociazióne [s.] La dissimulazione è il tentativo di nascondere la realtà delle cose. Si simula quello che non è.livroslabcom.f. risposte alle eventuali obiezioni. 3. ironia.i i i i 58 Dizionario di retorica soluzione. Fra il XIII e il XIV secolo diede origine al genere letterario romanzo della disputatio o débat o contrasto. costituisce il dissimile: a ciasuna cosa simile. Disse Virgilio di Enea: Spem vultu simulat. Il → contrarium è un grado particolarmente evidente di dissimile.] Secondo Perelman la dissociazione dei concetti è l’operazione che determina un rimaneggiamento più o meno profondo dei dati concettuali che servono da fondamento all’argomentazione. è unito alcunché di dissimile. Si riferisce in primo luogo ai suoni. dissimile [s. ma può anche sussitere come discordanza d’idee. fu impiegata nell’interpretazione di testi. 5. ciò che. Lo stesso che → cacofonia. dissuasióne [s. Questo verso contiene la simulazion de la speranza e la dissimulazione del dolore” (Torquato Accetto).f. eccede il tertium comparationis. premit altum corde dolorem ‘in volto simula speranza.] Dato che il → tertium comparationis rappresenta la qualità comune alle cose simili. È il contrario dell’ → esortazione.f.f.pt i i i i . per quanto il grado della combinazione vari a seconda dei casi. soffoca in cuore il profondo dolore’.f.] Usare tutti i propri argomenti per impedire una decisione altrui che si ritiene dannosa per lui stesso e per la società. similitudine.f. si dissimula quello ch’è. 4. www. → simile. si dissimula quello ch’è. Nelle scuole medievali la d. dissimulatio [s.] → dissimulazione. dunque. obiezione alla proposta.ubi. dissimulazióne [s. dissonanza [s. distinctio [s. “La dissimulazione è un’industria di non far veder le cose come sono.

dittologìa [s.] Si tratta di un’enumerazione i cui membri risultano distanziati da espressioni quali complementi. La differenza rispetto all’enumeratio quindi.f. bello bello. con la quale si chiude il sermone. atttributi. nella sua forma canonica. come mi pare e piace. → distinguere. presentandosi come una ripetizione di due vocaboli identici o sinonimi. per garantire la → perspicuitas. quindi dall’analogo significato (→ dittologia sinonimica). nonché ad ottenere un determinato effetto ritmico. individuata dalle artes predicandi. divisio [s. aequivocum. È preceduta da un → exordium piuttosto esteso ed è seguita dalla → peroratio. ubriaco fradicio. basso basso.] Il rapporto diversivoco è definito dal fatto che due o più corpi della parola (intesa come ‘parola nella sua parte fonetica’) non concordano né nella forma del corpo proprio della parola né nei loro contenuti concettuali espressi dai corpi della parola. Ciò avviene o con la precisazione del testo o rafforzando il contesto → distinguo.m. Tale ripetizione è volta a rafforzare il significato di un’idea. forte e robusto. → rapporto diversivoco.] Parte fondamentale di un discorso di tipo religioso. sta nel fatto che quest’ultima. per il loro uso frequente. → distributio. univocum. distributio [s. pieno zeppo. congerie. appartengono ormai al lessico quotidiano. essendo abitualmente pronunciate in determinati contesti: alto alto. collegati questi ultimi dalla congiunzione “e”.] Di fronte all’ambiguità o all’equivocità. era caratterizzata dal ‘contatto’ tra i membri. e quindi la comprensione di un testo.m. Esistono alcune dittologie assai diffuse che.] Qualsiasi argomentazione che voglia massimizzare le differenze anche minime.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 59 distinguere [vb. / La divisio può anche indicare una figura simile al → dilemma. in base alla quale.] Appartiene alla categoria delle figure di parola. nel separare una cosa da un’altra se ne adducono i motivi e si giunge ad una risoluzione di entrambe: Livros LabCom i i i i .f. può essere utile mitigare o eliminare lo straniamento. grande e grosso. apposizioni. cioè di un sermone. → sinonimia. diversivocum [s. Frase tipica di chi pignolescamente voglia distinguersi in qualcosa dalle posizioni di un concorrente.f. stanco morto. multivocum. distìnguo [s.

come anche Cicerone afferma in accordo con i neoatticisti durante un dibattito sull’oratoria: De optimo genere oratorum. 4. che presumono una risposta positiva (certo che è partito). convincere. Brano liturgico glorificatore. ecc. (Ad H.f. distributio.f. 15.] Lo stesso che → pronuntiatio. È uno stile però piuttosto scarno. dizióne [s. nella quale il principale obiettivo dell’oratore è → movere. ad ogni tipo di artificio retorico.i i i i 60 Dizionario di retorica ‘Perché non crederti? Se ciò che dici fosse falso. diffusa da Leibniz. adattato alla pratica ed impreciso. → interrogazione. attraverso l’enfasi ed il ricorso. indignazione.→ merismo. dossologìa (o doxologia) [s. partitio. → pysma. voce diffusa da Leibniz. Nella Ad Herennium.livroslabcom.s. se fosse vero avresti tutto da guadagnarci’. → aporia.] Da un punto di vista grammaticale una interrogazione si dice retorica allorquando la domanda implica già la risposta e si può quindi convertire in una proposizione enunciativa (“che c’è di più bello della pace?” = “nulla c’è di più bello della pace” o in una volitiva (“perché non te ne vai?” = “vattene”). È il fine delle cause civili e si avvale di uno stile chiaro e semplice. → exsuscitatio.] Far conoscere.pt i i i i .f. istruire. Possiamo inoltre distinguere tra retoriche negative (“forse che se n’è andato?”). → doxologia.] In filosofia la voce. La interrogazione retorica può essere intesa come categoria al cui interno si distinguono: → anacenosi.ubi. cioè scuotere nell’intimo l’animo dell’uditorio. 22). interrogazione retorica. non se n’è andato”) e positive (“forse che non è partito?”). se necessario. sarcasmo. → dianoea. che non può in alcun modo essere utilizzato nell’alta oratoria di tipo politico. → anthypophora. www. indica un modo di parlare figurato. → ratiocination. che presumono una risposta negativa (“non. dictio. Da un punto di vista più propriamente “retorico” suddetta interrogazione può essere dunque impiegata per negare o affermare fortemente un punto implicando generalmente una dimensione emotiva concernente stupore. domanda retòrica [loc. → persuasione. interrogativa retorica. la interrogazione retorica è descritta come l’utilizzo di una domanda al fine di confermare o rafforzare l’argomento già trattato. avresti tutto da perderci. informare i giudici su una causa. docere [vb.

m. ductus obliquus [loc. dramma [s. Tipico dell’ars oratoria. subtilis. Non so se il riso o la pietà prevale (Leopardi). Esempio: Cosa faresti tu al mio posto? Correlati: → aporia.] Figura di pensiero nella quale lo scrittore/locutore esprime un dubium. → ductus. Si può ritenere il dutus più frequente. esita o finge di dubitare riguardo questioni complesse o critiche.f. Si ha ductus obliquus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi concetLivros LabCom i i i i . tale procedimento tende ad accostare locutore e pubblico. obliquus. per la risoluzione delle quali chiede consiglio al pubblico (→ anacenosi).] Termine sorto in ambito filosofico greco. figuratus e obliquus. → opinio.s.s. in maniera più o meno velata. subtilis. diaporesi. non portavano a conclusioni certe ed indiscutibili.] Tipica suddivisione dell’insieme (di un’opera.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 61 dòxa [s. di un discorso) in due parti che ne accentuano la tensione e la forza. communicatio.m. ductus mixtus [loc. l’oratore può impiegare per raggiungere il suo scopo vari tipi di ductus: → ductus simplex. dubitatio [s.m. A seconda della contingenza.s.f. ductus [s. volto a rappresentare nel campo specifico della → dialettica il verosimile in contrapposizione al vero. Esempi: Fu vera gloria? Ai posteri / l’ardua sentenza (Manzoni).m. poiché un senso di vergogna impedisce di esprimersi nel ductus simplex. → ductus.] o syntaxis obliqua. mixtus. → tattica. a differenza di quelle logiche. ductus figuratus [loc. cioè alla scienza (→ episteme).] Il ductus è il modo (→ tenor) che l’oratore sceglie nella trattazione del discorso in funzione del rapporto → consilium e → tema 1. anacenòsi.] Si ha ductus figuratus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore si serve dell’enfasi di pensiero o dell’allegoria. Tale tecnica del dubium prende il nome di → communicatio. per accattivarsi la simpatia del suo auditorio. figuratus. Le argomentazioni retoriche. quando le domande vengono ingannevolmente rivolte all’avversario.] Si ha ductus mixtus ogniqualvolta la tattica di discorso dell’oratore mescola i diversi tipi di ductus: simplex.m.

f.m. ductus simplex [loc.f.s.] Si ha ductus subtilis tutte le volte che. → ductus. cioè. Quale mezzo espressivo e quale segnale si consiglia il paradosso. nel passaggio dall’atto della memoria – scaturito dalla visione di una vecchia fotografia – all’interpretazione di essa. -servendosi della provocazione .] → digressione. l’ecfrasi consiste nello scatto dell’interpretazione.s.f.] → digressione. E ecclesiasticus (cursus e.ubi.) → cursus durus. → ductus. poiché la paura (per esempio di un tiranno) gli impedisce di esprimersi con il ductus simplex.] Descrizione di qualità fisiche e morali di una persona. seriamente dice.] → ornato soave. → ritratto. ècfrasi [s.pt i i i i . nella tattica del discorso. durus (cursus d. dulcedo [s.f.i i i i 62 Dizionario di retorica tuale o dell’allegoria. nella tattica del discorso. effictio [s. Vivace descrizione dei dettagli.] Si ha ductus simplex se. ecfonèsi [s.m. → evidentia. provocazione. Vi è concordanza fra consilium e thema. www. l’oratore fa coincidere le sue parole con gli obiettivi da raggiungere. paradosso. si anima trasformandosi in una narrazione drammatica.m. e quello che realmente pensa. illustratio.livroslabcom. egressus [s. gratia.un effetto opposto a questa opinione. etopea. ductus subtilis [loc. L’immagine. egressio [s. l’oratore simula un’opinione (tema) con il fine di suscitare nel pubblico.] Rappresentazione verbale ottenuta a partire da una rappresentazione visiva.] Lo stesso che → esclamazione. prosopografia. → ductus.f.) → cursus ecclesiasticus.

→ ornatus. ‘in poesia: ciò di cui si parla non viene mai esplicitamente nominato.f. Livros LabCom i i i i .] L. concinnitas. Consiste nell’usare un’unica volta (poiché si estromette poi un elemento) un membro della frase che è comune a diversi membri della frase coordinati fra loro sintatticamente. La scelta concerne l’uso (→ usus) concreto delle parti e delle figure che l’oratore ha a disposizione quale bagaglio mnemonico. b. egli è debole (→ anafora).] Figura di parola per soppressione. e che potrebbe venir coordinato anche con ognuno dei singoli membri della frase. Omissione di elementi grammaticali o lessicali non indispensabili per il significato e considerati tipici di una realizzazione linguistica usuale. → dispositio. oppure vecchio egli è. elisióne [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 63 electio [s. → sottinteso.: la partita Milan-Inter. senza che la frase perda di comprensione o che subisca forti variazioni di significato. c. ma diversi nel corpo della parola. vecchio egli è e debole. Fra i vari tipi di ornatus rappresenta quello che possiede le virtù della → puritas e della → perspicuitas. elegantia [s. omissione.f.] L’electio è. ellissi catafòrica. I membri coordinati possono venir usati sindeticamente o asindeticamente. corrisponde al → genus subtile e veniva attribuita. Es.f. debole egli è (→ epifora). e nello stile nominale. ed è fenomeno della → brevitas. per esempio. ellissi ‘totale’ . egli è vecchio e debole. Un’ellissi marcata dà origine ad uno → zeugma. Il giudizio (→ iudicium) dell’oratore dirige la scelta e l’ordine. Dato il pensiero egli è vecchio. L’ellissi cataforica ‘rimanda a cose di cui si parlerà in seguito’. Soppressione di elementi di una frase. Ricorre facilmente nello stile telegrafico e brachilogico. estromettendo il membro egli è si possono ottenere queste combinazioni: a. indicata graficamente dall’apostrofo: la idea – l’idea.] Eliminazione di una di due vocali contigue. che corrisponde alla → detractio. la scelta delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso. vecchio e debole egli è. nella → dispositio del discorso e dell’opera. allo stile di Cesare.f. donde la possibile ambiguità’ e il rinvio alla interpretazione del lettore. ellissi [s. Incongruenze semantiche e sintattiche.

avvalendosi anche dell’ausilio di quegli ornamenti e figure che i Latini chiamavano → colores rethorici. l’eleganza del discorso (→ ornatus. Si configura dunque come l’arte del persuadere (ars bene dicendi. la chiarezza stilistica (→ perspicuitas). che non ammette alcun tipo di oscurità o incomprensione.. al fine di ottenere una comunicazione con il proprio ascoltatore o lettore corretta e pertinente all’argomento ed alle circostanze (la virtù dell’ → aptum: ut aptior sito ratio “affinché il periodare sia ben legato. Affinché ciò si verifichi. che quel composto che risulta da’ concetti e da le voci. è necessario che una data espressione presenti alcune peculiari caratteristiche e qualità. . eloquènza [s. nasce nell’antica Grecia.] Nella retorica classica rappresenta l’atto mediante il quale si procede all’elaborazione del discorso. connesso”). L’eloquenza. . fino ad essere identificata dai teorici del linguaggio dell’ ‘800 con la “Stilistica”. nel Terzo Discorso dell’Arte poetica. precisamente ad Atene.] Rappresenta l’arte di organizzare le parole all’interno di un discorso in maniera efficace e funzionale. ellissi. e la → compositio. Quintiliano). . intesa quindi come abilità di esprimersi in pubblico. cioè la collocazione. elocutio [s. scevro da arcaismi. → elocuzione. . si tratterà per conseguenza de lo stile. attraverso precise scelte espressive e comunicative. come scelta della terminologia più appropriata. Già Torquato Tasso. . → catàfora.f. È proprio attraverso l’elocutio. combinazione delle parole e delle varie figure del linguaggio. si era così espresso: Avendosi a trattare de l’elocuzione. relativamente all’argomento che si deve trattare ed all’effetto che si vuole ottenere. barbarismi.i i i i 64 Dizionario di retorica ellissi catafòrica [loc. che ha proprio il compito di analizzare i testi dal punto di vista formale. le cosiddette → virtutes elocutionis (cfr. che non deve essere né povero e né eccessivamente artificioso o ampolloso.pt i i i i . che i diversi elementi del linguaggio assumono una determinata forma e stile. attraverso due fasi fondamentali: l’ → electio.s.livroslabcom.f. che per prima comprende l’importanza di regolarsi in un’organizzazione civile democratica e di codificare delle norme www. Tale dottrina dell’elocutio ha acquisito sempre più importanza. non essendo quello altro.ubi. oratio ornata).] Ellissi che rinvia a cose di cui si parlerà in seguito. Sin. Lausberg 1949).f. tra le quali spiccano: la correttezza del linguaggio (→ puritas). ecc.

dimostrativa loc.] o e. Comunque. Anche a Roma rivestono notevole importanza le doti oratorie: al modo ampolloso asiano (→ asianesimo) si oppongono i fautori della tradizione sobria ed elegante. rappresenta uno dei tre generi oratori della retorica classica (→ generi aristotelici. rhetoriké (téchne) “arte del dire”]. a quelle legate alla predicazione cristiana.f. generalmente nel corso di celebrazioni. quando numerosi retori greci vi giungono.f.s. con invettive e critiLivros LabCom i i i i . che forniscono dunque dei primi modelli di oratoria. come Catone il Censore (234-149 a. eloquènza del pèrgamo [loc. retorica. Il potere persuasivo dell’eloquenza nelle assemblee “dove gli uomini divengono illustri” (Iliade. eloquènza epidìttica [loc. l’insegnamento dell’oratoria non si diffonde a Roma prima del sec. cioè che serve per dimostrare. Pisistrato raggiunge il successo politico. Proprio grazie a quest’ultima.f.s. che non può essere recepito dalle grandi masse. Si manifesta sia con discorsi celebrativo-elogiativi nei confronti di ciò che è considerato bello/buono. → eloquenza sacra.s. IX. ed in seguito lo stesso Cicerone. II a. l’effettiva predicazione in Occidente. anche → oratoria.] Con tale tipologia di eloquenza si suole designare quell’oratoria sacra che passa dalle eleganti orazioni di Simmaco in difesa della religione pagana. ma piuttosto da un assai ristretto numero di intellettuali. che essi definiscono retorica [gr. divenendo tiranno in Atene.. ai quali viene esposta la difficile interpretazione delle Sacre Scritture.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 65 relative all’arte dell’uso della parola. genera elocutionis). quindi ha un carattere prettamente religioso-dottrinario. o al contrario. avente lo scopo di → delectare l’auditorio. rinvigorita dopo il Mille anche grazie alla propaganda per le Crociate.). Nel Medioevo l’oratoria sacra ha inizio con le omelie in latino. Nel sec XIII l’oratoria sacra prosegue il suo iter con l’eloquenza dotta ed intellettualistica della predicazione domenicana.C. Mentre per la stesura delle omelie si prediligeva l’utilizzo della lingua latina.C. genere della predicazione. si svolgeva in lingua volgare. Individuato da Aristotele come → genus demonstrativum (→ genere dimostrativo). 141). che appartiene al primo periodo dell’oratoria romana. è già dichiaratamente presente nei poemi omerici. il più alto esempio delle quali è rappresentato proprio dalla Parola di Gesù contenuta all’interno dei Vangeli.

L’emozione più moderata è l’→ ethos.] Lo stesso che → eloquenza del pergamo.f. Rientra in questo genere di oratoria anche l’elogio di cose infamanti o disonorevoli (→ adossografia). sono meritevoli di lodi.s.f. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]). i quali. enàllage [s. parla velocemente. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce www. invece di domani ti raggiungerò. 2. Es.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). in onore delle numerose divinità.i i i i 66 Dizionario di retorica che verso ciò che appare brutto/cattivo. 4. encomio (→ encomium) di cittadini benemeriti.] Figura grammaticale che consiste nello scambio funzionale di una parte del discorso con un’altra. . elusióne [s. parla veloce. ad esempio. Il divino del pian silenzio verde (G. Per alcuni l’enallage si identifica con l’ipallage quando lo spostamento riguarda un aggettivo.] → perifrasi. i modi e i tempi del verbo.] Tentativo di commuovere per agire sull’arbitro della situazione in favore della opinione della parte rappresentata dall’oratore. ethos. discorsi pubblici in occasione di cerimonie e festività.s.f. troviamo un esplicito richiamo ai grandi principi ideali. Es. pathos.f.f. l’aggettivo e l’avverbio.f. → affectus. mentre il → pathos è il grado di più violento. propaganda di un’idea di interesse generale: nell’ateniese Isocrate.] Figura retorica per cui si scambia la relazione tra due parole cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione.ubi. elogio di personaggi. panegirici o orazioni funebri. eloquènza sacra [loc. 3. 5.: domani ti raggiungo. eloquènza dimostrativa [loc. contribuendo al bene della patria. Carducci. maestro indiscusso di oratoria epidittica. in origine. sia in vita che defunti.livroslabcom. come ad esempio di vincitori olimpici. enàllage dell’aggettivo [loc. . . emozióne [s.s. → enàllage dell’aggettivo. celebrazione.pt i i i i .] Lo stesso che → eloquenza epidittica. In particolare si esplica come: 1.

m. onore. utilizzata per creare l’illusione della realtà.] Vivace descrizione di un’azione.: pateris libamus et auro ‘beviamo in coppe e in oro’ = pateris aureis libamus ‘beviamo in coppe d’oro’. . un evento. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 67 anche un caso di → sinestesia)]. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. → antifrasi.] Consiste in un’esagerazione del tono e dell’intensità della voce. + nome. del calore generale della espressione e dei gesti. una situazione. / Rifiuto della tesi contraria a quella che si vuole provare.f. ecc. energìa [s.] Tributo di lode.f.] Una delle dieci opposizioni che nel sistema pitagorico stanno a base di tutte le cose. La notte e il buio = la notte buia. enargìa [s. ammirazione. avanti può significare ‘prima’ e ‘dopo’: il giorno avanti.] (variante arc. una emozione.] La forza e la robustezza dell’→ ornatus di un discorso. lode pubblica. . ma logicamente va riferito a un. una persona. ènfasi [s.] Si ha quando una medesima parola presenta due significati tra loro contrari. Livros LabCom i i i i . Es. Es. evidentia. endìade). → ipotiposi. → vox.f. /.f. oppure nome + specificazione complementare subordinata).f. L’endiadi si presenta quindi come un metodo di amplificazione che aggiunge forza al discorso. nello scritto si manifesta nel tipo di lessico utilizzato e nella sintassi molto formalizzata o anche arcaizzante. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G. d’ora in avanti. Erbe e veleni = erbe velenose. contraddizione. enantiòsi [s. Vedo splendere la luce e il sole = Vedo splendere la luce del sole. evitando così di subordinarne uno all’altro (agg. o contraddittori o conversi.f. enantiosemìa [s. Figura che consiste nell’esprimere un concetto mediante due termini complementari (due sostantivi o due aggettivi) e coordinati tra loro. Es. encomium [s. La gioventù e le forze mi vengono meno = mi vengono meno le forze della gioventù. endìadi [s.: Il reato non è stato compiuto intenzionalmente (invece di: il reato è stato compiuto accidentalmente)→ antitesi. Nella strada e nella polvere = nella strada polverosa.

livroslabcom. epanàstrofe [s.f. Es. /. xx/: In verità. enjambement [s. epanalissi [s. redditio.: Tutti gli uomini sono mortali. . . geminatio.m. anacefaleosi. x/. /xx.] Formula d’augurio.f.f.] Sinonima di → anafora.f. . .] Allegoria oscura. epanalèpsi. Lo stesso che → anadiplosi. epanalèssi. oeonismus. → geminazione. inclusio. in verità vi dico. . epanadiplòsi [s.ubi. epadiplosis [s. → optatio. epanàfora [s. . epagòge [s. → allegoria.] Sillogismo in cui è sottintesa una delle due premesse. . enumeratio. palillogia. . /.f. può definirsi anche come inquadramento di una parte di frase per mezzo di un inizio e di una fine uguali. → elenco. .m. xx. entimèma [s.m. entimemismo.] Ripetizione più o meno esatta di una o più parole all’inizio e alla fine di un inciso o di una frase.) → polisindeto enumerativo. eonismo [s. secondo il modello: /x.] Raddoppiamento di un’espressione che viene ripetuta all’inizio. dunque anche Socrate è mortale (dove è sottinteso: Socrate è un uomo) → sillogismo. . antapodosi.pt i i i i . che può essere difficilmente intesa e riconosciuta a meno di padroneggiare i dettagli sociali e psicologici in cui si realizza.] Riprendere la parola finale di una frase e ripeterla all’inizio del verso successivo. al centro o alla fine di un segmento testuale /.i i i i 68 Dizionario di retorica enigma [s. Questo effetto si riscontra solo o principalmente nella scrittura.f.] Epanadiplosi ripetuta → epanadiplosi. Anche: → ciclo. /.m. . asindetico o misto tra i due.] → induzione.] Accostamento di parole o gruppi di parole che si succedono con collegamento sindetico. . → sinafia. www. enumeratio [s. enumerativo (polisìndeto e. repetitio.f.] Procedimento per cui due elementi sintattici strettamente legati vengono in poesia collocati su due versi contigui.

epesegètico [agg. servendosi di nove espressioni per ornarlo. alla mano da martedì. → exornatio. 16. presentandosi come una ripetizione della stessa frase ad intervalli irregolari con l’effetto di metterla in risalto.] Appartiene alla categoria delle figure di discorso. epesergasìa o epexergasìa [s. in cui vi disperderete ciascuno per conto suo. → regressione. epicherèma [s. expolitio.: Provo dolore ad un piede e ad una mano: al piede da lunedì. ornatus.] Sillogismo nel quale una o entrambe le premesse sono accompagnate dalla relativa dimostrazione.m.f. epibolè [s. anzi è già venuta. in questo caso invertendone l’ordine ma lasciando inalterato il senso.] Figura in base alla quale l’oratore insiste sull’argomento. Es. ampliata con particolari. poiché nell’epibolè si ha la ripetizione di una frase e non di una singola parola.f. sillogismo retorico. → epesegesi.m. / Ripetizione della stessa parola o di più parole. È differente sia dall’ → anafora.f. sillogismo dialettico.f. che dalla → repetitio.] Figura logica che consiste nel tornare su ciò che si è detto in precedenza per correggerlo (almeno leggermente) Giov. Livros LabCom i i i i . Viene detta anche → anaptissi. un santo! Equivale a → correctio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 69 epànodo [s. anzi. in particolar modo di una proposizione aggiunta ad un’altra per fornire un chiarimento. perché con me è il Padre”.f. / Ripetizione del termine principale di un argomento durante la presentazione dell’argomento stesso / Ritornare al tema dopo una digressione. Paolo > Pavolo. epèntesi [s.] Figura retorica che consiste nella ripresa.] esplicativo. → sillogismo. esornativo. È un barv’uomo. Genua > Genova. epanortòsi [s. epesegèsi [s.] Aggiunta esplicativa a una frase o a un’espressione.] Si ha epentesi quando all’interno di una parola viene aggiunto un elemento non etimologico. di una o più parole enunciate in precedenza.32: “Ecco vien l’ora. e mi lascerete solo. ma non sono solo.

x/. mozione degli affetti. www. mozione degli affetti o perorazione.] Artificio retorico atto a ricapitolare parti già trattate.m.i i i i 70 Dizionario di retorica epìcrisi [s.m. .] → eloquenza epidittica. epidìttico [agg.f.] Obiezione dell’oratore a se stesso. . ricapitolazione o enumerazione dei temi trattati. → aggiunta. epìmone [s.ubi. in Ossi di seppia). epimerismo [s. reduplicatio. → anadiplosi. reduplicazione. genere epidittico. parti del discorso. episinalèfe [s.→ anamnesi. scioglimento del nodo. .] Figura di parola che consiste nell’aggiunta di un completamento a una frase sintatticamente compiuta (o ad un gruppo di parole sintatticamente completo). VII. Non chiederci la parola. peroratio.m. Es: Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orl.f.f.] Contrazione in base alla quale una vocale atona nell’interno dul vocabolo viene soppressa. ciò che non vogliamo” (Montale. epifonèma [s. avanzata al fine di controbatterla. I retori antichi distinsero due parti nella conclusione del discorso: 1. I. x/) (risulta quindi speculare all’→ anafora). epìlogo [s. repetitio. Fur. → sinalefe.] Insistenza.livroslabcom.] Figura che consiste nella ripetizione di una o più parole alla fine di enunciati (o di loro segmenti) successivi (configurazione: /.. epìfora [s. nell’ accumulazione di senso intorno ad un nucleo concettuale. → conclusio.m. Come figura di pensiero consiste nello sviluppo di idee accessorie.] Figura logica per cui una sentenza è posta a conclusione di un discorso. ripetizione.f.f.2). → epistrofe. / quando l’oratore cita un determinato passaggio commentandolo. Es.] Giudizio conclusivo desunto da una somma di giudizi parziali. . epìfrasi [s. epilèmma [s. ove l’oratore tenta di mettere in cattiva luce l’avversario e di captare la benevolenza e la pietà per la propria parte. 11-12. orale o scritto. “Codesto solo oggi possiamo dirti / ciò che non siamo.pt i i i i . 2. per richiamare alla memoria tutti i passi più importanti.] Parte finale di qualsiasi testo.

f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 71 epìstrofe [s. confidando nella bontà della sua causa. come ad es. Es. si rimette al giudizio del magistrato. è realizzata demandando all’uditorio le considerazioni su qualcosa o semplicemente facendo appello Livros LabCom i i i i .] Sinonimo di → epifora.] Figura in base alla quale l’oratore. Un tipo di amplificazione epìtesi [s.] Figura per cui si modifica l’idea principale esponendone una secondaria.] Rappresenta una caso emblematico di accumulazione subordinante. L’epiteto è un aggettivo utilizzato come attributo. oppure un sostantivo o qualsiasi perifrasi nominale che svolgono la funzione di apposizione.] Aggiunta di un elemento non etimologico in fine di parola.m. In questo caso l’e. epitrocasmo [s.m. epìtasi [s. lasciate che si comporti da ingiusto. o comunque in modo da fornire la prova di qualcosa senza doverla specificare.f. Es. umida vina ‘vini umidi’. nelle pronunce toscane di parole straniere: barre ‘bar’. epithetum ornans [loc. / Figura mediante la quale ci si rivolge all’uditorio pateticamente. ironicammente. In altre circostanze l’e.m.m. → paragoge. la cui funzione è quasi puramente ornamentale dal momento che esprimono una parte del significato già inerente al sostantivo. epìteto [s.] L’aggiunta di una conclusione che semplicemente enfatizza ciò che è stato già detto.f.] Figura che risulta dall’accumulazione di molte domande e risposte o che consiste nel passare rapidamente da un punto ad un altro a mo’ di riepilogo.: Poiché egli è ingiusto. il canuto mare.] Aggettivi ed espressioni equivalenti. epitetismo [s.f. Spesso l’epitrope si realizza concedendo a qualcuno il permesso (da cui il nome latino → permissio) di agire a proprio piacimento e contrariamente ai consigli dell’oratore. → appositio. può assumere la forma di una figura di indignazione mediante la quale si finge di consentire a qualcuno di comportarsi in maniera riprovevole solo per suggerire che egli ne sia capace Es.: una radunata sediziosa. epìtrope [s.s.

→ aequivocum.] e agg. malinteso. ma anche smisuratamente adulatoria nella sua deferenza.m. obscuritas. equivocità. rhetorical questions. esclamazióne [s. Dal punto di www. sdegno. / Vocabolo di diversi significati. domanda retorica. dialogo eristico. L’e. è realizzata da espressioni o parole proununciate per esprimere allegria. iperbole.f. epizèusi [s. → epanalessi. voce dotta diffusa da Kant.f. → amplificatio. geminatio.→ concessio.] Consiste nel collocare il verbo che regge la frase all’inizio o alla fine della frase stessa.] Argomento che assume la forma di interrogazione.f. permissio.m. erìstico [agg. epizèugma [s. → eristica. erìstica [s. ammissione. ambiguità sintattica. esagerazióne [s. anfibolia.] Arte di indurre alla contraddizione l’avversario in una disputa. erotèma [s.pt i i i i .] Il dare risalto fuori misura alla bontà degli argomenti.] Caratterizzato da argomentazioni sottili e speciose. "O natura. / Ciò che è ambiguo.i i i i 72 Dizionario di retorica alle sue abilità per provvedere a significati su cui l’oratore sorvola (da cui la terminologia di Puttenham figure of reference). equìvoco [s.f.m.] Figura retorica che può essere intesa come la ‘trasformazione’ della forma sintattica e dell’intonazione di un corrispondente enunciato assertivo.ubi. eruditorum consensus → consensus eruditorum. può essere estremamemente pungente nella sua ironia. o natura" (Leopardi).] Ripetizione di parole senza alcun intervallo. / Servirsi di leggi satbilite per avere la meglio in una disputa verbale → eristico. ammirazione e sim. / Fare domande senza lo scopo di ricevere una risposta od ottenere infomazioni → pysma. / Caratterizzato da significato non chiaro. / Arte di rilevare le debolezze di un’argomentazione per mettere in difficoltà l’avversario. sillogismo eristico. Ciò che è passibile di differenti interpretazioni / Interpretazione erronea.livroslabcom.

Il contrario della → dissuasione. esornativo [agg. epidittico/encomiastico. diretta ad ottenere l’altrui partecipazione ad un proprio programma.m. che può consistere anche in una vera e propria opera letteraria. esòrdio [s. → exempla ficta. Inf. → exordium. adhortatio. → ecfonesi. exhortatio. nella fase della → narratio/partitio. e voi rapaci / per oro e per argento avolterate.f. → parenesi. o miseri seguaci / che le cose di Dio.] Nell’ambito dell’oratoria si riferisce ad un tipo di discorso appartenente al → genere epidittico.] anche → inizio del testo.m. proemio / introduzione. che implica un orrore e una condanna (con conseguente accusa e maledizione: Es.] Particolare tipo di → apostrofe. parabola. È la parte iniziale. Un primo momento è dunque rappresentato dal tentativo dell’oratore di accattivarsi la simpatia degli ascoltatori.f. proprio di un linguaggio che il lettore o l’ascoltatore giudica scurrile. giudiziario.] Discorso osceno. quindi dalla cosiddetta captatio benevolentiae. esortazióne [s. introduttiva di un discorso politico. inizio del testo. esémpio [s. la fastidiosa sensazione sonora può essere provocata da un eccessivo e rimarcato utilizzo delle allitterazioni.] Sollecitazione. exornatio. ad esempio. ma anche espressione di un cattivo accostamento di parole quale. o ambiguamente allusivo. 1-3. Livros LabCom i i i i . scurra.] Episodio citato a conferma di ciò di cui si sta trattando.: O Simon mago. exsuscitatio. che di bontate / deon essere spose. È il termine corrispettivo di turpiloquio. del pubblico o del giudice che sia. la continua ripetizione di sillabe uguali.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 73 vista delle funzioni del linguaggio le esclamazioni attuano la funzione ‘emotiva’ (centrata sul soggetto della comunicazione). escrologìa [s. . . nel quale l’oratore tenta abilmente di conquistare l’attenzione e la benevolenza del suo auditorio. principio. XIX. a questa fa seguito un’esposizione breve ed introduttiva delle argomentazioni che si andranno a trattare in un secondo momento.f. → cacofonia. → aiscrologia. esecrazióne [s. prologo.

m. / come ti stavi altera e disdegnosa / e nel mover de li occhi onesta e tarda! (DANTE Purg. èthos o ètos [s. effictio.] o raro etopèia Descrizione delle qualità morali. → circostanze. Le prime cinque “circostanze” riflettono i quesiti relativi all’attuale regola giornalistica delle cinque W (Who? What? When? Where? Why?). estèsico (atto e. 61-63) Sin. notatio. nel Medioevo venne redatto un elenco di “circostanze”.: etopèia. Tale narrazione doveva possedere determinate caratteristiche. una emozione di tono moderato favorevole alla parte rappresentata. Rappresenta l’esposizione dello svolgimento degli eventi così come si sono succeduti.i i i i 74 Dizionario di retorica esposizióne dei fatti [loc. → atto estesico. che rispondevano a sette domande: Quis? Quid? Cur? Ubi? Quando? Quemadmodum? Quibus adminiculis? (Chi? Che cosa? Perché? Dove? Quando? In che modo? Con quali mezzi?). www. comportamenti.m. VI.f.livroslabcom.s. etopèa [s.pt i i i i . prosopografia. nel discorso giudiziario è il momento della descrizione dei termini della questione sulla quale i giudici devono poi pronunciarsi. una sua chiarezza e comprensibilità. → sermocinatio.] Si tratta dell’effetto emozionale perseguito dall’oratore col fine di provocare. vizi e virtù.ubi.f.f. attraverso la quale si può procedere con precisione ad una puntuale esposizione dei fatti. nonché una sua credibilità e verosimiglianza. → affectus. ritratto. pathos. Es.] → ethos. Proprio per verificare l’esistenza all’interno del discorso di tali caratteristiche. →. ètos [s.] anche → narratio / → partitio / → digressione / → proposizione. Questo grado di emozione è particolarmente adatto e utilizzabile nell’→ exordium. emozione. circostanze della narrazione. Le parole dell’oratore erano tese a suscitare nel pubblico il suo coinvolgimento emotivo.] Espressione che si può intendere in due modi. eterologìa [s. come ad esempio un’adeguata lunghezza del discorso (brevità). nell’arbitro della situazione.: o anima lombarda.

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

75

eufemìa [s.f.] La scelta di un’espressione attenuata o inattesa, suggerita da motivi si convenienza o di riguardo. / Lo stesso di → eufemismo. / Silenzio rituale che presso gli antichi Greci accompagnava il sacrificio. Eleganza del linguaggio. Parola di buon augurio. eufemismo [s.m.] Sostituzione di una parola proibita da un tabù. Es.: quanti dolci pensier,quanto disio / menò costora al doloroso passo! (DANTE Inf. V, 113-114)→ eufemia, tabù. eufonìa [s.f.] Discorso forbito, dai suoni armoniosi, che tende ad evitare secuenze sonore le quali, rispetto a determinate cosuetudini articolatorie, risulterebbero cacofoniche o semplicemente difficili a pronunciarsi. →. eulogìa [s.f.] elogio, celebrazione / Nell’uso ecclesiastico il termine è stato impiegato per designare l’oggetto consacrato. Agli albori della storia del cristianesimo e. indicava la Satna Eucarestia: questo uso è frequente negli scritti di San Cirillo di Alessandria. / Benedizione al fine di ottenere che qualcuno diventi moralemente buono. evidentia [s.f.] Ciò che non si può mettere in dubbio, che non necessita di dimostrazione. Enargia, ipotiposi. evocazióne [s.f.] Discorso che fa riferimento ad una dimensione spaziotemporale trascorsa, dove si collocano fatti socialmente importanti, di coscienza collettiva, che costituiscono spesso la tradizione e il patrimonio della ‘letteratura’ e della ‘poesia’.→ iperbole. ex abrupto loc.avv. All’improvviso; solitamente riferito a discorsi o allocuzioni tendenti a rivelare con la massima immediatezza il corso dei pensieri. → abruptum. exadversio [s.f.] → litote. exaggeratio [s.f.] → amplificatio. excidit mihi [loc.vb.] o paene excidit mihi [loc.vb.] ‘stavo per dimenticare, per poco non dimenticavo, per poco mi sfuggiva dalla memoria’. Assieme alla → praeteritio, alla → reticentia è una delle possibilità che si offrono all’oratore che si trovi in difficoltà.
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

76

Dizionario di retorica

excitatio [s.f.] Appartenente all’ambito semantico del → pathos, consiste nell’eccitare l’uditorio, specialmente per farlo uscire da uno stato di noia o di stupore. / Tipo di esercitazione che che comprende una acclamatio, una invocazione, una digressione che afferma, nega o proibisce qualcosa, o un semplice ammonimento a non dormire. exclamatio [s.f.] → esclamazione. excursus [s.m.] Breve trattazione, originata da un tema, e che da questo tema si allontana in modo più o meno lungo, più o meno pertinente. → digressione. exempla ficta [loc.s.m.pl.] Dare una spiegazione. → esempio, similitudine, parabola, favola. exercitatio [s.f.] In quanto ars, la retorica viene integrata da una esercitazione continua, raffinando i mezzi artistici (copia rerum, verborum, figurarum), attraverso le letture. In questo modo, impegnadosi alla redazione di discorsi su diverse tematiche, si favorisce la → imitatio dei grandi oratori, si migliorano le proprie conoscenze lessicali, nonché la qualità della propria declamazione. → imitatio, ingenium. exhortatio [s.f.] → esortazione, parenesi, adhortatio. exordium [s.m.] → esordio. exornatio [s.f.] Si riferisce all’→ ornatus, nella sua duplice valenza di ornatus delle idee (→ res) (sententiarum exornatio) e ornatus delle formulazioni linguistiche (→ verba) (verborum exornatio). La sententiarum exornatio) è una funzione dell’→ aptum concettuale, e viene trattata tradizionalmente nella → elocutio, sotto le → figure di pensiero. La verborum exornatio si trova nelle figure di parola. → ornatus, esornativo, epesergasia. expeditio [s.f.] Dare spiegazione, o inserire fra le voci latine di ‘percursio’. → percursio. explicit [s.m.] (explicit liber, "il libro finisce così") con questo si indica la parola o la parte finale di un testo. → incipit.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

77

expolitio [s.f.] Così come il termine → commoratio, indica l’amplificazione orizzontale, la ripresa di un’idea. Secondo Lausberg essa può essere realizzata in tre modi: “nella ripetizione della medesima idea; nello stacco di dettaglio dell’idea e nella realizzazione argomentatrice della credibilità”. → commoratio, ipotiposi. exprobatio [s.f.] Rimprovero. → onedismus. exquisitio [s.f.] → percontatio. exsuscitatio [s.f.] Termine comune per le figure amplificanti della emozione, come la → interrogatio, la → exclamatio e come anche l’→ apostrofe. ex tempore [avv.] → improvvisazione. extenuatio [s.f.] → percursio. eziologìa [s.f.] Consiste nell’esplicitazione delle cause di ciò che si sta asserendo. → etiologìa, subnexio.

F
facilis ornatus [loc.s.m.] Parlare ornato opposto al parlare ordinario, costruito attraverso l’uso di figure (→ figura elocutionis; → figura di concetto), cioè insiemi di parole connesse (in verbis coniunctis), proprie dell’ → elocutio. → difficilis ornatus. facilitas [s.f.] Il saper esporre chiaramente e velocemente le proprie idee e posizioni. Qualità indispensabile all’oratore che si accinge ad esporre un discorso di tipo retorico, di fronte ad un auditorio, ai fini della persuasione dello stesso (→ pronuntiatio). → facultas, facilità di parola, habitus. factum [s.m.] → fatto. facultas [s.f.] Abilità propria ad una persona di compiere attività socialmente valide. → arte. Anche nel senso di abilità oratoria → facilitas.
Livros LabCom

i i i

i

→ avversione. fastidium [s. “tedio.: siamo d’accordo. precisamente nell’→ excogitatio. è l’evento comunicativo che conduce alla produzione di un → testo retorico. cioè sin dall’avvio del discorso retorico. che emerge in particolare durante l’operazione retorica dell’→ inventio. fatto retòrico [loc. il referente (costituito dagli esseri. no? fatto [s. viene presentato nella → propositio.] Rappresenta la capacità immaginativa dell’oratore.m. noia. quella parte di “realtà” percepita [→ referente percepito] che costituisce lo spazio di mondo possibile del testo).ubi. www.] Ciò che è accaduto e di cui si parla.f. → ticoscopia. il → contesto (sia quello delle circostanze che permettono la produzione del testo che quello riguardante gli elementi esterni coinvolti nella performance del discorso). fastidio”). sprovvisto di significato autonomo. che mediante immaginazione.n.] Secondo Tomás Albaladejo e Stefano Arduini. 50. ”‘i fatti ammessi in un’argomentazione possono essere o osservabili o supposti o convenuti.m. ha la funzione controlare e mantenere il canale comunicativo: es.s.pt i i i i .i i i i 78 Dizionario di retorica fantasìa [s. dove avviene il reperimento degli argomenti utili alla causa.m. processi. Esso è costituito da tutti i fattori che ne consentono la effettiva realizzazione: il → testo (o discorso) retorico. disgusto. Se sopraggiunge questo stato di avversione verso il discorso retorico. Un altro elemento di pericolo che può pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo della persuasione è rappresentato dal → taedium (s. In Perelman. possibili o probabili”. il destinatario (o ricevente). azioni. fatismo [s. l’→ oratore (o mittente).] È dato dalla mancanza di attenzione da parte dell’uditorio. / Può anche intendersi come una vivace esposizione dei dettagli prodotta in presenza di una simultanea testimonianza visiva o immaginando gli oggetti assenti. si allontana per l’oratore la possibilità di suscitare interesse e di ottenere il consenso dell’auditorio. M.m. ottenuti sia attraverso la riflessione.] Elemento di un enunciato che. stati. idee . deve essere evitato soprattutto nel corso dell’ → exordium. vengono infatti valutate sia le res vere che quelle verosimili.reali o immaginari .che formano il complesso referenziale del testo.livroslabcom. vasto pubblico o giudice che sia.

f. figura di discórso [loc.] Lo stesso che → figura di parola.] [gr. Livros LabCom i i i i . che ha per oggetto un fatto immaginario ed è caratterizzata da un intento morale. figura retòrica [s. fictio personae [loc.s.s.] → idolopea. → transmutatio (cambio di posizione).f. Quintiliano definisce le figure come “elementi costitutivi del discorso. figure of speech.C. similitudine. prosopopea. → detractio (→ soppressione . apologo. figura [s.dat. che si allontanano dagli usuali e quotidiani modi di esprimersi”. GDU.s.f. figura di elocuzióne [loc. ingl.).14).f.f.pl. le figure erano arte aliqua novata forma dicendi (9.s.] Nell’ambito della retorica. anche imagines-um s. → esempio. Secondo Quintiliano (I sec. figure di ritmo.] Lo stesso che → figura di parola.) verborum et sententiarum.f.pl.f.1. schema”.] È una breve narrazione in prosa o in versi. schêma “forma. parabola. figure. figure di costruzione (→ figura di costrutto).. → adiectio (→ aggiunzione o addizione).sottrazione o omissione).] Lo stesso che → figura di pensiero.] Caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus che ricorre assieme alla → urbanitas.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 79 fàvola [s. d. figure di elocuzione (→ figura elocutionis). → immutatio (→ sostituzione). Sempre nella Institutio oratoria ordina l’insieme delle figure dell’ → ornatus (→ tropi. s.s. figure di parola. figura di concètto [loc. figure di significazione o tropi. Di solito i personaggi della favola sono animali che parlano e si comportano come esseri umani. figura elocutionis. festivitas [s. figure di dizione. 3. figura dal tema di fingere “plasmare”. la figura rappresenta sin dall’antichità il mezzo attraverso il quale il discorso prende forma. 2. Inoltre Quintiliano offre la seguente classificazione che rimarrà normativa anche nei secoli seguenti: figure di pensiero. → fiore. 4. figure di pensiero) in quattro categorie (“quadripartita ratio”): 1.f. lat.f.] Figura. lumina (-um n.f. fr. figura di costrutto o figura di costruzióne [loc.] Lo stesso che → figura di parola. fugure rhétorique. figure.

→ polisindeto. i tropi impropriamente detti. d. Figure di pensiero per sostituzione. tropo. e suole dividersi in: a. → figura. che mettono a fuoco una sola idea dal momento che si basano su una sola parola. alla categoria dell’ → ornatus. ordinem.s. c.] In Fontanier. Tali figure sono dette ‘di significazione’ perché sono il risultato di un nuovo modo di significare da parte della parola in cui consistono.f.ubi.f. Figure di parola per ordine. Figure di parola per soppressione. → brachilogia. figura di pensièro [loc. che si manifestano ‘in parole singole’. → concinnità. figura elocutionis [loc. sono ordinate quindi secondo la “Quadripartita ratio” di Quintiliano per adiectionem.s. bensì la conformazione di un intero enunciato. Espressione indica quindi le combinazioni di termini e sintattiche cui corrispondono combinazioni di idee. c. → zeugma.f. detractionem. il concetto della frase. non una singola parola.f. dal punto di vista ideativo. → figura di parola.] Tale figura riguarda. Appartengono a tale categoria: → chiasmo. → enallage.s.] Individuate sin dall’antichità da Quintiliano (VIII. tropo.i i i i 80 Dizionario di retorica figura di espressióne [loc. Figure di pensiero per soppressione. → paronomasia. → anastrofe. Figure di parola per aggiunzione.] Lo stesso che → figura di parola. immutationem.livroslabcom. ma anche l’ → asindeto. figura elocutionis. → iperbato.s. → anacoluto.pt i i i i . → figura etimologica. b. b. La figura elocutionis riguarda dunque la scelta delle parole più inerenti all’enunciato.s.] Forma espressiva di natura grammaticale e semantica. che si manifestano ‘in più parole’. Sinonimo è → figura di concetto. i tropi veri e propri. al contrario dei tropi propriamente detti. figura di significazióne [loc. Figure di pensiero per mutamento d’ordine. Le figure di pensiero si suddividono: a. → ipallage. 6 e IX). → sinonimia.f. figura etimològica [loc. → ellissi. Affine al → poliptoto.f. → epanalessi. Tale figura produce l’effetto di rafforzare il significato. rientra tra le figure www.] In Fontanier.s. → gradazione. figura di paròla [loc. Figure di pensiero per aggiunzione. costruita attraverso l’accostamento di una parola con la sua radice (→ sema). le figure di parola o elocuzione appartengono. assieme ai → tropi ed alle figure di pensiero. → anafora. → figura.

figura (parlare in f. verbi.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem.s.f. amare un amore.] Viene comunemente più usata la terminologia latina → figura per adiectionem. Esempi: vivere la vita.] → figura di parola. addizione di elementi. considerate sottintese.] → figura per detractionem. figura per addizióne [loc. 68).s.s.] Figura che modifica il significato dell’intera frase: l’ironia.s.) → parlare in figura. XIII.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 81 della → ripetizione. figura per aggiunzione.s.] Figura ottenuta mediante l’aggiunzione. figura lògica [loc. insieme anche alla → paronomasia ed alla → sinonimia. donare un dono.f. . la litore. l’iperbole. → aggiunzione. → figura di concetto. figura per adiectionem [loc. Le categorie interessate sono sia la → figura elocutionis che la → figura di concetto.f. utilizzata dunque per snellire il discorso.] Figura ottenuta attraverso l’omissione di alcuni elementi della frase o parti dell’enunciato (congiunzioni. figura per detractionem [loc.f. Entrambe le tecniche hanno lo scopo di conferire alla frase un effetto verbale amplificante (→ amplificatio). l’allegoria.f. // e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto (Inf.s.s.f. figura per immutazióne [loc.] → figura per immutationem.s.f.f.f. figura per detrazióne [loc..s. . Livros LabCom i i i i . ).] → figura sintattica. figura morfològica [loc.. figura grammaticale [loc. attraverso i due principali procedimenti dell’ → accumulazione e della → ripetizione e riguarda entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). figura per aggiunzióne [loc. figura per addizione. Viene chiamata anche → figura per detrazione o soppressione o sottrazione. contraddistinte dalla → brevitas. sognare un sogno.

transmutatio. derivano quei meccanismi linguistico-semantici che prendono il nome di → tropi. che riguarda singole parole.f.] → figura per detractionem. → ellissi.s. .] → figura di pensiero.] Figura di parola costruita mediante l’uso.] Figura ottenuta mediante il cambio di posizione dei termini. → zeugma. figura per ordinem [loc. figura semàntica [loc. → enallage. figura sententiae [loc.] → figura per ordinem.ubi.i i i i 82 Dizionario di retorica figura per immutationem [loc.s. → sillessi.livroslabcom.] Figura ottenuta attraverso il cambiamento di un termine con un altro.f.s. numero. figura per transmutationem [loc.] → figura per ordinem. → pleonasmo. la metonimia.f. figura retòrica [loc.f.] Lo stesso di → figura per ordinem. ecc. figura per soppressióne [loc.s. → polisindeto.f. figura per trasposizióne [loc. .s. soppressione.pt i i i i .] → figura per detractionem.s. all’interno della stessa frase. delle variazioni nel genere.s.] → figura. concordanza. figura per sottrazióne [loc. per assecondare determinate esigenze stilistiche dei vari autori. Le figure semantiche sono dette anche → tropi. figura sintàttica [loc.f.f.f. la sineddoche.s. Sono interessate a tale meccanismo entrambe le categorie di figure: quelle di parola (→ figura elocutionis) e quelle di pensiero (→ figura di concetto). l’antonomasia. sottrazione. → chiasmo. Tale figura rappresenta delle irregolarità grammaticali. → figura di significazione. figura pseudoetimològica [loc. → iperbato.f. rispetto al normale svolgimento sintattico. proprio da tale immutatio verborum. Le principali figure sintattiche sono: → anacoluto. ordine.f.s.] (o figura grammaticale).f.] Figura che concerne i contenuti delle parole: la metafora.f.s.s. figura per órdine [loc. di termini che hanno fra loro solo una similarità puramente formale.s. funzione. → asindeto. come avviene ad esempio nell’→ anastrofe. www.

metriche.] Abbellimento stilistico realizzato con particolare artificio.] Abbellimento del discorso. sopprimono elementi. Si chiama anche figuratica. genus floridum. fióre poètico. Riguarda appunto la linea sintagmatica. genus medium. status causae. In questo contesto A e B. fióre retòrico [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 83 figuràtica [s. ma modificano l’ordine dei segni. parlare fiorito. multimediali). la loro organizzazione e distribuzione lungo questa catena.) → ductus figuratus.f. aggiungono elementi sulla catena. → flos. → fiore. figura.s. → percontatio. delle parole.f. finitio [s. flòsculo [s. stilistiche. figuratus (ductus f.m. imitatio.m. Ad essa appartengono le figure che non sostituiscono niente.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. soprattutto quando si sono avuti cattivi rapporti precedenti. preziosismo lessicale. tropi). status finitionis. filofronèsi [s. fiore? fòro [s. flosculo. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’.] È la finzione di un dialogo dell’oratore o con il suo avversario o con il pubblico: si tratta di una variante della → sermocinatio. acutezza.] Ricercatezza del discorso o della poesia.m. i termini a proposito dei quali si vuole trarre Livros LabCom i i i i . parlare fiorito. portatrici di messaggi verbali e non verbali (ad es.] Blandire una persona.] → figura di parola. per poter ottenere un vantaggio di posizione rispetto all’avversario o ad un concorrente. Flos. cioè la successione cronologica dei segni linguistici. che è difficile trovare un po’ dappertutto.m. In genere.] → definizione. figura verborum [loc.] Il termine rimanda alla retorica di Perelman.f.f. → captatio benevoletiae. La microretorica sintagmatica è la retorica della modificazione. finézza [s.s.f. la finzione è un voler far credere. fióre [s. finzióne [s. Parola rara.f.] Campo specifico nel quale sono situate le metafore e le diverse figure (grammaticali.

ornatus. frequentazióne [s. epanalessi.m.] → geminatio.2.] → epanalessi. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.] equivalente all’→ accumulazione. Le questioni generali sono più facili da trattare.i i i i 84 Dizionario di retorica una conclusione. costituiscono un insieme detto tema. l’oratoria di Demostene). → deliberamento. generi aristotelici. genera elocutionis [loc. G geminatio [s. generalis quaestio [loc. mentre i termini C e D.pt i i i i . → quaestio infinita.f. amministrativi ed economici. una classe di persone. Si può parlare in italiano anche di questione generale o questione astratta. legislativi. la cui eloquenza può assumere dei toni estremamente decisi e concitati (ad esempio.s.pl.] Genere oratorio individuato da Aristotele (→ aristotelici generi) che include discorsi riguardanti questioni politiche.f.] L’esprimersi in modo generico e non impegnativo.f. frequentatio [s.s.livroslabcom.s.] Figura retorica che consiste nella ripetizione di più argomenti in un solo contesto. → movere). che è un procedimento di base per il gruppo di → figure di parola che si basano sull’→ aggiunzione. aspetti militari.f. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. in modo anche affrettato. www. allargare un giudizio a tutti i casi simili. su cui si fonda il ragionamento. → tema.] → generi aristotelici.f.] Contrapposta alla → quaestio finita. geminazióne [s. → frequentatio. rappresentano per l’appunto l’insieme denominato foro. gènere deliberativo [loc.f. generalizzazióne [s.m. In questa sede in particolare emerge la personalità dell’oratore.ubi. accumulazione. rappresenta un oggetto astratto. L’obiettivo è quello di persuadere l’auditorio (flectere. e sono oggetto di studio scolastico.

genus sublime.s. gènere epidìttico o dimostrativo [loc. coinvolto nella causa.s. comprensivo di un tipo di oratoria alla quale appartengono i discorsi d’accusa formulati contro l’ingiusto e/o di difesa pronunciati nei confronti del giusto. eloquenza epidittica. gènere equilibrato [loc.] → genus amplum.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 85 gènere della predicazióne [loc.] → genus grandiloquum.s. gènere intènso [loc.m.m. questa tipologia di eloquenza non si presenta come puro sfoggio oratorio. genus sublime.s. Data l’importanza dell’esito giudiziario nei confronti dell’imputato.m. → eloquenza del pergamo. teso al solo ascolto e sgomento dell’auditorio. gènere grandióso [loc.] → genus vehemens. genus medium.] → genus vehemens. che il cittadino.s.m. gènere elevato [loc.s. → generi aristotelici.] → genus amplum. genus sublime. genus praedicandi. ma mira a → docere.m. avrebbe poi imparato a memoria e recitato in tribunale.] È uno degli → generi aristotelici.m. gènere dimostrativo o epidìttico [loc. per convincere i giudicanti. generi aristotelici.] → genus grande.s.] → genus grande. genus grande. gènere grande [loc. durante i processi relativi a cause private o pubbliche.s. genere epidittico. il genere encomiastico per eccellenza: sotto tale denominazione vengono inclusi tutti quei discorsi pronunciati da un oratore nei quali viene elogiato o biasimato qualcuno o qualcosa.s.s. Nella Grecia classica i professionisti dell’eloquenza. dietro ampio compenso si occupavano della composizione del discorso. genus sublime. generi aristotelici.m.] Genere oratorio legato alla predicazione.] → genus demonstrativum. genere dimostrativo. chiamati logografi.m.s.m. fra i → generi aristotelici.m. gènere fòrte [loc. sostenendo con fermezza le proprie argomentazioni. gènere magniloquènte [loc. genus amplum.] → genus moderatum.] È. Livros LabCom i i i i . gènere giudiziale o giudiziário [loc. gènere importante [loc.m.m.s. → genus demonstrativum.

s. → genere deliberativo (→ genus deliberativum). genus grande. genus summissum.] → genus medium. gèneri aristotèlici [loc.m.] → genus grandiloquum.m. genus modicum.s. genus subtile.s.] → genus gracile.pt i i i i .s.] → genus robustum.] → genus gracile. anche per provare delle affermazioni.pl. genus subtile.] Sono i tre → generi del discorso o → generi delle retorica o → genera elocutionis individuati da Aristotele: il → genere deliberativo (genus deliberativum): genere di eloquenza pronunciata di fronte ad un consiglio nelle assemblee politiche. → eloquenza epidittica o dimostrativa. Dizionario di retorica gènere moderato [loc.s.s.] → genus modicum. giudiziario (→ genus iudiciale) che include discorsi d’accusa e di difesa nei processi.m.ubi.m.m. ornato vigoroso. 2.i i i i 86 gènere mèdio [loc. gènere ùmile [loc.] → genus moderatum. a seconda dei diversi ambiti nei quali si può esprimere e delle tematiche ed argomentazioni che si trova ad affrontare. davanti ai tribunali. gènere vigoróso [loc.] → genus modicum.m.] Sono detti anche → generi della retorica. gènere sottile [loc. e il → genere epidittico] o dimostrativo (genus demonstrativum): è il genere laudativo per eccellenza. L’ → eloquenza.s.m. giudiziaria o → genere giudiziale.livroslabcom.pl.] → genus sublime.] → genus subtile.s. gènere preciso [loc. 3.m.s.s.m. il → genere giudiziale o forense (genus iudiciale): riguarda le cause civili o penali che si dibattono nei processi. che www.m. gènere pompóso [loc.] → genus humile. gènere sublime [loc. politica o deliberativa. gèneri del discórso [loc.s. genus sublime. genus medium. impiegato in occasione di celebrazioni.s.m. si specifica in: 1.m. gènere tènue [loc.m. gènere mòdico [loc. o → genere epidittico.s. gènere temperato [loc.

m.] È rappresentato dall’opinione di parte che. Assomiglia al → genus turpe. → paradosso. → genera elocutionis. credibilità media.s.m. Costruzione asindetica e martellante che costituisce il genus abruptum violento o stile violento. genus deliberativum [loc. sostenendo ad esempio una tesi assurda. ma al contrario di questo non è irritante per le posizioni che sostiene. genus admirabile [loc.s.m.m.s. soprattutto dal punto di vista etico.m. genus elocutionis [loc.] → genere dimostrativo.s. credibilità debole. genus vehemens.s.] Genere elevato e privo di interruzioni. che predilige lunghi periodi. quando è rafforzato dall’uso dell’asindeto.m.s. → ex abrupto. stilus. Livros LabCom i i i i . Es.] → genus humile. genus acutum.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 87 è essenzialmente celebrativa e si manifesta con discorsi pronunciati in occasione di cerimonie e festività. genus [s.] Variazione dell’→ elocutio a seconda dei generi. si scontra col senso di verità del giudice.] In una prima accezione. credibilità. 4. genus anceps [loc. → eloquenza del pergamo. genus dubium [loc. si ha genus abruptum quando in nella principale.s.s.: Il generale: “combattete valorosamente e sarete ricompensati dalla gloria”.] → genus medium.s. genus gracile [loc. È un tipo di → genus sublime. ornatus. un verbo equivalente a “dire” / dichiarativo viene sottinteso. ha come risultato il genus vehemens.] → credibilità.m.] → genere.m.m.] → genus dubium. generi aristotelici. genus floridum [loc. generi aristotelici.m.m.] → genere deliberativo. L’uso dei commi coordinati. genus amplum [loc. straniamento. genus abruptum [loc.s. genus demonstrativum [loc. generi aristotelici. dello zeugma complicato e del piccolo chiasmo. eloquenza epidittica.

s. genus grandiloquum [loc. pieni di immagini. genus humile [loc. genere umile. in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. genere sottile. né l’oscurità. l’→ isocolo e la costruzione del periodo.s. genere temperato.s.] Lo stesso significato di → genus medium.m.m. credibilità. È uno stile che si avvale soltanto limitatamente dell’ornatus. che non ammette né la brevitas.s. stile umile.] Stile medio. genere preciso.s. genere vigoroso.s. tenue.m. genus robustum [loc. genus subtile.] → eloquenza epidittica.m.pt i i i i . che sa usare modi semplici e persuasivi. proprio dell’oratoria civile e forense.] → sineddoche. fra le caratteristiche dell’→ ornatus. genus honestum [loc. né la forma sintetica. genus medium [loc.m.s.s. → genus sublime. stili del discorso. genus obscurum [loc. proprio dell’oratoria epidittica.m.m. ornato soave.s.s.] Stile basso. quella che si basa sui mezzi espressivi di allungamento. ornato vigoroso. genus tenue. genus mediocre [loc. → genere medio. genus laudativum [loc.i i i i 88 Dizionario di retorica genus grande [loc. www. genere tenue.] → credibilità alta. credibilità.] → genere giudiziale.m. Anche nel senso di opinioni di parte di scarsa importanza sociale. le figure dell’→ adiectio. ma anche duri.m. generi aristotelici.m.m. genus moderatum [loc. genus gracile. come la → perifrasi. stili del discorso.livroslabcom.] → genus medium. credibilità. → genus summissum. genus modicum [loc. genus iudiciale [loc.s. → genus sublime.] → credibilità media.s.ubi.] Stile dell’oratoria politica. genus praedicandi [loc.m. → credibilità debole. genere moderato.s.] → credibilità debole.m.m.] Rappresenta.s.] → genus medium. genus pro specie [loc.] → genus sublime. soprattutto nei confronti degli avversari.

] Stile sublime. gèsto [s.m.m. Si ha genus turpe quando.m.s. esse possono essere astratte (es.] Per gerarchie si intendono le scale di valori sui cui si fonda il giudizio dell’uditorio. e figure paradossali come lo zeugma e il chiasmo. Le gerarchie sono stabilite sulla base di premesse molto generali: i → luoghi. di uniformità in genere. e viene di solito definito come → genus humile. accuratum dicendi genus. come il → genus abruptum.m. ossia la normale organizzazione delle parti del discorso. ad esempio.: la persona è più importante della cosa).: il giusto è superiore all’utile) o concrete (es. tipico dell’oratoria politica.s.m.] Il vulgare dicendi genus si ha quando.m. genus vulgare [loc. genus subtile [loc. → genus. genus vehemens [loc.m. credibilità debole. → pronuntiatio. genus turpe [loc.] È l’opinione di parte differente rispetto a quella del giudice e riprovevole dal punto di vesta etico. → genere alto. si difende un criminale evidentemente colpevole o si sostiene una tesi palesemente contrastante con la morale. gerarchìa [s. Livros LabCom i i i i . Assomiglia al → genus admirabile.s. → credibilità. stili del discorso. genus tenue [loc. Fa parte del → genus sublime. cioè il discorso pronunciato oralmente.m.] Genere nel quale prevalgono commi martellanti. utilizzando l’→ ordo naturalis. ma più di questo è irritante per le posizioni che sostiene. si ottiene un effetto di media chiarezza e di media credibilità.s.s.] → genus humile. e la preparazione del discorso può curarsi anche di essi. e perciò si rischia di provocare → taedium e → fastidium.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 89 genus sublime [loc.] Genere non sovraccarico di ornato in quanto vuol solo insegnare e dimostrare. genere grave.] I gesti accompagnano la pronuntiatio. genus summissum [loc. genere sublime.] → genus humile.s. e la valutazione delle seconde dipende per lo più dalle prime.f. genere magniloquente.s.

sono contenuti i versi dei mimi moraleggianti di Publilio Siro. oppure l’→ ironia che l’oratore usa come stato passeggero di malinteso e di equivoco.C. possediamo solo pochi frammenti della raccolta di Sententiae di Appio Claudio Cieco. in una raccolta di 700 Sententiae. un → ornatus particolare. massima. Per alcuni autori (cfr. espresse soprattutto da filosofi greci nonché da illustri uomini politici dell’antichità classica.m. → aforisma. anagramma. si posizionano i Disticha Catonis: quattro libri di sentenze formatisi tra il II ed il IV sec.] Florilegio di sentenze.livroslabcom. Ancora più della letteratura italiana (fra cui gli Adagia dell’urbinate Polidoro Virgili). una sentenza. giòco di paròla [loc. come gli Adagia di Erasmo da Rotterdam.C. quella francese rinascimentale è ricca di massime attribuite ad insigni autori.ubi. traductio. 400). per altri (cfr. di Catone il Vecchio si ha un Carmen de moribus.] Il gioco è l o straniamento risultante da diversi fattori. attribuiti al medico Ippocrate (sec.] È una massima. De Vauvenargues www. le Massime capitali di Epicureo. d. → gnomologia. sono invece le Reflexions et Maximes di L. Per quanto riguarda i Romani.m.] La gnomica presenta un contenuto moraleggiante.f. oppure l’dentità della radice (→ figura etimologica)” Es. gli Aforismi (ca.: amore amaro. un proverbio. Del Medioevo possediamo raccolte notevoli come il Talmud ebraico e l’Arabum proverbia.pt i i i i .s. l’intento è precettistico e sentenzioso. V-IV a. Mortara Garavelli) va considerato come genere a sé stante in quanto. gnòmica [s. sfruttando le variazioni funzionali della flessione (→ polittoto).i i i i 90 Dizionario di retorica giòco [s.m.f. oppure l’→ enfasi e l’intenzione giocosa dell’→ allusione. rispetto al genere didascalico sarebbe caratterizzato da una maggiore frammentarietà. motto. didascalico. Sempre in ambito latino.).] Si ottiene “giocando” sulla somiglianza del significante (→ paronomasia). Appartengono alla letteratura greca: le Sentenze dei Sette Savi. GDU) è un filone del genere didascalico. soprattutto l’→ audacior ornatus. le Sentenze di Epicarmo. ecc. Del XIII sec. come la → mixtura verborum. che ebbero notevole fortuna ed ampia diffusione. gnomològio [s. → calembour. boutade. gnòme [s.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 91 e le Maximes et pensées di Chamfort. ossia alle unità di significato che non si possono soprrimere se non privando il discorso di qualsiasi significazione.] Lo stesso che → gratia. In ogni discorso però. in forma di trattato. grado zèro [loc. → facilitas. si diffusero nel Medioevo gli Sprüche: detti e sentenze tradizionali proprie di questa cultura. gràzia [s. → climax.s.] Aumento graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.f.m. H habitus [s.].m.m.] Con la locuzione habitus orationis si indica il colorito del discorso. ad esempio.m. la capacità di ben pronunciare e ben declamare un discorso pubblico.) [loc. assurdo.f.] Il grado zero assoluto è definito dal Gruppo di Liegi come un discorso ridotto ai suoi semi essenziali. cosiddette “laterali”. i Saggi e consigli morali di Bacone.s. più un numero di semi laterali ridotto al minimo in funzione delle possibilità del lessico”. perciò il Gruppo di Liegi individua un grado zero pratico costituito dagli enunciati “che contengono tutti i semi essenziali. Per quanto riguarda la letteratura germanica. graecismus [s.f.] → grecismo. → anticlimax.s.f. gradatio [s. bizzarro.] → genus sublime. gradazióne discendènte [loc. tale da suscitare il riso ma anche il rifiuto. Alla letteratura inglese appartengono.] Diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici.m.s. grave (genus g. facultas. gradazióne ascendènte [loc.m. → scarto. grottésco [s. i semi essenziali sono sempre rivestiti di informazioni supplementari.] Indica in senso generale tutto ciò che è strano. → climax.] Aumento o diminuzione graduale d’intensità in un seguito di segmenti intonativi o semantici. habitus orationis [loc.s. Livros LabCom i i i i .

Ogni proposizione è costruita con il proprio verbo. Consiste in una variante del genus medium e può venire combinato al genus acutum.ubi.f. homoeosis [s. Solitamente è considerata un errore. il modo in cui si espone e si gestisce un discorso relativamente ai valori fonici. sigmatismo. specialmente spiegando le differenze tra termini associati.s. lambdacismo. polysigma.] → omeòsi.] Lo stesso che → inventio. → stile umile. hilare dicendi genus [loc. → mitacismo.] Consiste nel dare una definizione breve e chiara.f. hypozeuxis [s.] Il termine designa le parti del discorso che presentano un grado di credibilità assai debole. humilitas [s. systrophe. → ipozeussi. iotacismo.pt i i i i . spostando il discorso su un argomento differente.m.m. homoeoprophoron [s.] Evitare una questione. un problema. → declamazione.] La locuzione indica la tipologia di ornatus che si contraddistingue per la → urbanitas e la → festivitas spiritose. A volte considerato un → vitium.m. pronuntiatio. hypokritiké [s. horismus [s. mimici e gestuali. ipozeugma.i i i i 92 Dizionario di retorica heterogenium [s.f. Il seguente verso dantesco presenta uno zeugma: parlare e lacrimar vedrai insieme. → ornatus. lo stesso verso reinterpretato come due proposizioni autonome.m. www.] Consiste nella ripetizione frequente di una identica consonante o sillaba in un gruppo di parole. applicando cioè un procedimento di hypozeuxis.livroslabcom. può presentarsi in questa forma: udirai parlare e vedrai lacrimar. Es.] Opposto di → zeugma.f.f. → allitterazione.: La nostra riforma del mercato del lavoro ha peggiorato le condizioni dei lavoratori? Te lo dico io che cosa ha peggiorato: il tasso di disoccupazione! héuresis [s. → circonlocuzione.] È la declamazione.

panettone.]. Es. una locuzione o un costrutto caratteristico di una regione. non possedendo alcun corrispondente preciso nelle altre lingue. emiliani: mortadella. In questo senso l’idiotismo assume la forma di una parola. pizza. di sovente con l’intenzione di enfatizzare ciò che. gianduia. buriana. idiotismo [s. Mettiti i pantaloni e le mutande. romani: racchio. isteresi. [s. presenta notevoli difficoltà di traduzione.lat. idolopèa o idolopèia [s. si oppone al dittongo dove una delle vocali è ritmicamente più importante dell’altra. di un dialetto o di una lingua trasportata nella lingua nazionale. Eneide. (Virgilio. Viene spesso giudicato non gradevole.: idiotismi piemontesi: grissino. In Catilinam). isteron proteron. chiamare un favore.m. Hannibal in Africam redire atque Italia decedere coactus est. veneti: gondola.m.] Detto di ciò che è efficace nel rendere un’immagine. lombardi: gorgonzola. stracchino. II. (Cicero.] Figura mediante la quale che parla o agisce è una persona morta o un fantasma. Es. è ritenuto più importante. Di solito: forma particolare di una lingua che è anomala all’interno del suo stesso sistema. Figura retorica che può essere considerata una particolare forma di → iperbato e consiste nell’invertire la successione logica o prevedibile di due elementi. I iato [s. tenere fretta.f.] “L’ultimo (posto per) primo”.] Incontro di vocali pronunciate separatamente. 253).] Figura che consiste nel ritrarre una persona attraverso immagini ovvero figura di paragone che consente la rappresentazione di una persona per contrasto rispetto alla esplicita immagine di un’altra → effictio. maneggione. homoeosis.: moriamur et in media arma ruamus. siciliani: cassata. paradigma.f. icàstico [agg. bisboccia. napoletani: vongole. In senso più ampio è una rappresentaLivros LabCom i i i i . come due sillabe autonome.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 93 hysteron proteron [loc. fasullo.m. parabola. • pronuncia: ìsteron pròteron.] Significato particolare: forma espressiva tipica di una lingua che. detto dopo. → isterologia. icóna [s.

illusio [s. dei modelli di riferimento).] Vivida descrizione di un’azione. nel copiare il contenuto variando la forma. Così come possiamo evincere dalle opere di autori quali www. essa costituì altresì un esercizio ineludibile nei curricula degli umanisti. Gli studenti erano sollecitati ad appuntarsi i passaggi delle loro letture che ritenessero degni di nota da un punto di vista formale o contenutistico per poterli poi citare o imitare nei propri discorsi o nei propri scritti. Generalmente. condizione. viceversa. effictio.f. ossia le fantasie oratorie impiegate per rendere sensibile la cosa.ubi. → idolopea. antropomorfismo. Ad un livello di base gli studenti la utilizzavano per appropriarsi dei rudimenti (ortografia. passione. ipotiposi. tuttavia.] Tropo che consiste nel dire cose opposte a quelle che si vogliono significare → ironia. persona. evidentia. representatio.f. Ad un livello superiore essi imparavano ad eseguire diversi tipi di analisi retorica sui loro modelli: individuazione delle figure retoriche. Svariati esercizi imitativi erano forniti ai discenti per assimilare e appropriarsi delle virtù letterarie degli autori di riferimento.] → immagine.f. → demostratio. illustratio [s. prosopopea. enargia. della mimica. imago [s. → ars dictandi).] Le idolopie sono le figure che possono rendere più vasta l’ orazione. hypotyposis. imitatio [s. Metodo pedagogico fondamentale nella antica Roma. subiectio sub oculos. che si riveleranno tanto più efficaci quanto più saranno dilatate. ecc.f. grammatica) del greco e del latino rifacendosi alla purezza di un determinato autore.livroslabcom. idololopìa [s.f. suffiguratio. l’esercizio consisteva nel copiare la forma del modello cambiando il contenuto o. personificazione. delle strategie argomentative. antropopatia. simulazione. descriptio.pt i i i i . rappresenta la controparte pratica (→ exercitatio) della teoria retorica (→ ars. evento. della pronuncia o del modo di esprimersi di qualcun altro.] L’imitazione dei gesti.i i i i 94 Dizionario di retorica zione di un personaggio tale da suscitare verso di lui una appassionata adesione. L’imitazione avveniva a diversi livelli e attraverso differenti metodi. utilizzata al fine di creare l’illusione della realtà.

fa parte delle quattro categorie del mutamento lineare: immutatio. immutatio syntactica [loc. assieme alla → adiectio. imperatoria brevitas [loc.f.] La immutatio della forma sintattica è il mutamento del tipo di frase.f. Lucano. È un paragone istituito tra cose. → imago. loci a simili impari. antitesi. → laconismo.s. In altre situazioni viene intesa come vigorosa forma espressiva. (→ mimesis: termine greco per imitatio che tipicamente non denota la pedagogia retorica della imitazione bensì una specifica figura retorica).f. Qual suole il fiammeggiar de le cose unte / muoversi pur su per la strema buccia.] → adiunctum. → sintassi. Divina Commedia. 204-207). Inf. attraverso la mediazione di avverbi o locuzioni avverbiali di paragone (come.] A Una strategia di base. 2.f. Pharsalia 1. laconica brevitas.] Con questa locuzione si intende la → brevitas come espressione di comando. impar simile [loc.125. nella manipolazione del discorso a fini retorici. Livros LabCom i i i i . 10]. immutatio.] → mutatio sermonis. immutatio [s. tale. → imitazione.f. totam dum colligit iram/.m. Intesa come metodo di composizione la imitatio è strettamente legata ai principi e alla pratica della → amplificatio e della → variatio. . / tal era lì dai calcagni a le punte. similitudo.s.s. alla → detractio e alla → transmutatio. la syntaxis obliqua. immàgine [s. Contempla la → interrogatio. 3. 28-30). → adiectio. [Cic.31. Quint. In azioni belliche essa è motivata dalla fretta che caratterizza la situazione comunicativa. immutatio verborum [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 95 Quintiliano ed Erasmo l’imitazione non era.32-33. sic ut squalentibus arvis / aestiferae Libyes viso leo comminus hoste / subsedit dubius.s. (Dante. Viene utilizzata per chiarire ciò che è oscuro o difficile da spiegare (→ similitudine dichiarativa) o per semplice ornamento (→ similitudine esornativa): Inde moras solvit belli tumidumque per amnem / signa tulit propere. immutatio sermonis [loc. la exclamatio. . detractio.] Sinonimo di → similitudine. De Or. quale). dunque.] → mutatio verborum. XIX.f. persone e situazioni ritenute simili. a somiglianza di. soltanto stilistica.s. → sostituzione. transmutatio.

] Discorso che esprime disapprovazione. inatteso. implorazióne [s.] Esposizione delle proprie difficoltà. che non è espresso ma può essere facilmente compreso per induzione: consenso implicito. autoschediasma.i i i i 96 Dizionario di retorica implicazióne [s. Contr.: un tale dice ad un altro: “sono appassionato della Cina. imprevisto [s.] Compreso nel discorso in modo non chiaro. improvvisazióne [s.f. soggetto implicito.] Discorso non preparato appositamente. cioè un accrescimento del sapere e di partecipazioni emotive. uso scorretto delle parole.f. come lo scambiare voci dotte o antiquate o poetiche per termini dell’uso vivo. → deprecatio.m. in particolare modo: uso errato e incosciente di una parola che il parlante intende al posto di un’altra dalla quale quella impiegata rimane tuttavia estranea nel suo significato.: → esplicito.livroslabcom. → discorso improvvisato. per chiedere aiuto o per discolparsi e impietosire chi ci sta giudicando. Es. improbativo [agg.] Improprietà. tria loca.f.m. → straniamento. Chiedere insistentemente che vengano evitate certe azioni ritenute pericolose o dannose per sé o per le persone che stanno a cuore a chi implora. l’inclinazione d’animo che può produrre il mutamento di situazione preteso dall’oratore. al contrario ci si attende sempre una certa varietà. impulso [s. soggetto implicito.] La parte finale di un discorso. → approvativo. Attualmente prevale il significato di ‘non espresso ma che può tuttavia intendersi facilmente per induzione. improprietas [s. → implicito. → implicazione. sono un cinofilo”.f.pt i i i i . → improprietas. → finis.ubi. imum [s. ed è sottinteso’: consenso implicito. obsecratio. ma che richiede un precedente esercizio che ne faciliti la capacità esecutiva. ossia la tendenza. www.] Ciò che è compreso nel discorso in modo non chiaro.] Ciò che non ci si aspetta che accada. improprium.m. Ciò che in un’orazione non ci si aspetta è di solito la completa uniformità. acirologia.] La persuasione intellettuale od emozioneale dell’arbitro della situazione rappresenta un impulso d’azione. implìcito [agg.

] Mancanza di accordo grammaticale. inciso [s. in questo senso è una delle possibilità della mancanza di coesione. inciso. epanadiplosi.f. È assimilabile a → climax ed → auxesis nel suo significato primo di sequenza in crescendo di parole o proposizioni paragonabile al climax e alla gradatio.] → comma.] Breve proposizione interposta in un altro costrutto.] (incipit liber. Come figura retorica.m.f. iperbato.] Parte della → perorazione nella quale l’oratore sucista nell’uditorio odio verso una persona o sdegno riguardo ad un’azione. / Esclamazione dovuta a profonda indignazione. incoerènza [s. → explicit. inclusio [s.f. → inconsequentia.] Mancanza di coerenza (proprietà globale del testo che dipende dai fili semantici). incisum [s. parentesi. è un modo utilizzato al fine di variare la normale sintassi. inconexio [s.) → proposizione incidentale.m.m.] Una delle quattro tipologie dell’→ amplificatio individuate dagli antichi retori. inclusio.] → epanadiplosi.f. indignatio [s.f.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 97 inattéso [s.m. proposizione incidentale. → imprevisto. incidentale (proposizióne i. inconsequentia [s. ìncipit [s. Livros LabCom i i i i . inciso.] → asindeto. straniamento. "il libro comincia così"): con questo si indica l’inizio di un testo. / Gesti o parole giudicati irrispettosi ed inopportuni→ discordanza.] Ciò che non ci si aspetta che accada. incrementum [s.m.f. inconvenientia [s. → comma. → incoerenza.] Mancanza di coerenza (proprietà globale di un testo che dipende dalla plausibilità del frammento di mondo presumibilmente rappresentato nel testo stesso).

i i i i 98 Dizionario di retorica inductio [s. → epagoge. deduzione. a maggior ragione lo è la rapina”. Ad esempio. Ricorre nell’→ amplificazione concettuale come semplice ornamento o con lo scopo di rendere partigiana l’argomentazione. cioè a minore ad maius. abduzione.] Nell’induzione si può procedere dagli effetti alle casue. ìnfimo [agg. In questo senso inferire significa trarre una conclusione.] È un pensiero astratto che potrà essere applicato al giudizio di un fatto concredo ed individuabile. L’attenzione a come si sviluppino le abilità retoriche ha caratterizzato la retorica sin dagli albori.m. gli argomenti tratti dal confronto (locus a comparatione) non vengono analizzati ‘dal più al meno’.. → deductio.ubi. oppure si può ricorrere a un fatto particolare. reale o fittizio (purché verosimile) per operare una generalizzazione.] È ciò che risulta dalla contrapposizione di → quaestio finita e → quaestio infinita. da cui la → deduzione.] È il procedimento logico che procede dal particolare al generale o dagli effetti alle cause.f. L’inferenza è quindi il processo logico tramite il quale da una proposizione accolta come vera. ingenium [s.] È la → deduzione intesa a dimostrare una conseguenza logica.f.] GDU: ret. non comune.pt i i i i . l’oratore può cercare di spiegare le cose (generale) a partire dall’osservazione dei fatti (particolare). per → umile. inferènza [s. infinita quaestio → quaestio infinita. / Secondo Cicerone l’Inductio consite nell’ottenere l’assenso del proprio interlocutore in relazione ad una proposizione dubbia che però assomiglia ad una proposizione precedente. si passa a una proposizione la cui verità è considerata contenuta nella prima. “se il furto è un reato. abilità retoriche possedute naturalmente.] Talento. per l’oratore. Nel primo libro del De Oratore Lucio Licinio Crasso (sostanzialmente portavoce di Cicerone stesso) sostiene. es.m. induzióne [s. infinitum [s. → inductio. deduzione. In questo senso. www.f.f. Corrisponde alla → quaestio infinita o generalis quaestio. infinitizzazióne [s. generalis quaestio. inductio.livroslabcom. ma ‘dal meno al più’. secondo Mortara Garavelli. induzione.

La retorica ha prestato sin dalla antichità grande interesse alla → situazione: i Greci parlavano infatti di → kairós “circostanza”. Marco Antonio (oratore nonno del triumviro) gli contrappone l’ideale di un oratore più “istintivo” e “autodidatta”. all’interno dell’→ exordium. culturale. assieme alla necessità urgente. del discorso) [loc.f.) avviene al di fuori di una determinazione storica.s.s.f. interèsse alla situazióne [loc.] Indica sia la capacità dell’oratore di capire qualsiasi → materia. una buona predisposizione dell’uditorio.s.] → caput.pl. la → situazione retorica. tria loca. scritto. → ars). → kairós).m.m.] Anche → instrumenta oratoris: corredo di cognizioni dell’oratore. le convenzioni. Livros LabCom i i i i . ecc.] → instrumentum.m.della posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. intellectio [s.] Consiste nel lasciare intendere qualcosa a metà o senza dimostrare di voler fare intendere alcunché. instrumenta oratoris [loc. In questo senso ogni comunicato ha luogo all’interno di un determinato → contesto in cui si iscrive.] Nessun comunicato (orale. sulla pratica del foro (→ exercitatio) e sulla dimestichezza con l’esempio degli oratori precedenti (→ imitatio). (→ decorum.] L’intenzione specifica da cui origina e si sviluppa la comunicazione. l’→ intenzione specifica. insinuatio [s. sia la conoscenza (intellectio) – che l’oratore non può non possedere . initium [s. mentre i Romani facevano riferimento al → decorum. si produce la particolare “situazione retorica”. → situazione. Essa costituisce.m. è un metodo per assicurarsi. temporale intimamente connessa alla produzione ed alla strutturazione del comunicato stesso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 99 la necessità di una vasta formazione culturale (doctrina. l’→ uditorio. instrumentum (i. la cui arte si fondi sulla fiducia nelle proprie doti naturali (→ natura. intenzióne [s. Essa concerne ciò che genera e alimenta la comunicazione: la necessità. alle formalità convenzionali e all’→ uditorio.f. ingenium). cioè all’appropriatezza del discorso in relazione alla specifica “circostanza”.

f. Alla fine del XIX secolo (1898) E. → parembole. synonymia). Proteus. • voce lat. W. sinonimia.s.f. si identifica con le valutazioni razionali www. interrogazióne [s. classificando le figure del discorso utilizzate nella Bibbia. → interiectio.livroslabcom. come come ha osservato Fontanier. sia quella che. Es.ubi. commoratio. → interrogazione deliberativa. interpretatio [s.f. → interpositio. per → sinonimia (gr. eiaculatio. → ermeneutica. invocazione.f. Egli concepisce la interpositio come categoria comprendente parenthesis (→ parentesi). Bullinger.f.] Atto di interrogare.: scis. sistema la interpositio fra le figure concernenti una addizione / aggiunta che condiziona il senso del discorso. → exsuscitatio. Grammaticalmente possiamo distinguere tra la frase interrogativa diretta (proposizione principale: “Dove sei stato?”) e la interrogativa indiretta (subordinata: mi domando dove tu sia stato”. epitrechon. parafrasi interpretativa.] L’i. scis ipse. interrogazióne deliberativa [loc.f.i i i i 100 Dizionario di retorica interiectio [s. interclusio.] Termine latino utilizzato sia per indicare l’→ epentesi che la → parentesi.] Esclamazione. tra interrogazione reale (se la frase non lascia prevedere la risposta: “chi è venuto?”) e → interrogazione o interrogativa o domanda retorica (se la domanda implica già la risposta).] Se per → sinonimia intendiamo l’uso simultaneo di alcuni sinonimi (cioè di parole diverse che hanno o sembrano avere lo stesso significato e per le quali risulta in realtà una sfumatura di senso fissata in molti casi dall’uso) al fine di amplificare o spiegare un dato argomento o termine (dunque una sorta di ripetizione che aggiunge forza emotiva o chiarezza intellettuale). interiezióne [s. sinonimia glossante.pt i i i i . cataploce (→ esclamazione improvvisa). allora il sinonimo latino interpretatio rimanda alla natura epesegetica di questa figura.] Breve frase interposta fra elementi che sono ripetuti. la frase con cui si interroga. mentre l’altro sinonimo → congeries ne suggerisce le potenzialità emotive. hypotimesis e anaeresis (queste tre in Bullinger) (→ detractio). supplica. deliberativa è sia quella di chi cerca di convincere qualcuno “a colpi di domande”. interpositio [s.

definisce la retorica primariamente come invenzione.: Se non fai attenzione lo romp. → aposiopesi.f. perclusio. intréccio [s. all’ → elocutio. L’ invenzione riguarda il reperimento di argomenti e di idee.s. .f. con esitazioni simulate. .m. ad esempio. termine latino per indicare → anacephalaeosis. reticenza.] Interruzione del filo del discorso.pl. infatti. Alcune comuni categorie di pensiero utilizzate in questa attività sono divenute convenzionali e prendono il nome di → luoghi o topoi (tra essi rientrano.s. La inventio è connessa al ricorso/all’appello della retorica al → logos. spesso quelle esistenti tra ciò che una persona dice e ciò che fa. → complexio. dubitatio. non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare.s. inter se pugnantia [loc. il rapporto di causa effetto. → interrogazione. loc. offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2. come mai tu. inventio [s.] Dal latino invenire “trovare.] Minaccia più o meno diretta che mira a imporre un comportamento determinato. come scoperta cioè dei migliori mezzi di persuasione disponibili. → coenotes.21-23).pl. interrogazióne retòrica [loc. ne derubi i templi? Tu che ti glori della legge. essendo orientata piuttosto a cosa un autore vorrebbe dire che a come dovrebbe dirlo. e corrisponde alla → dispositio. interruptio [s.. Essa rappresenta il cuore argomentativo e persuasivo della retorica: Aristotele.f. Es.: ebbene.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 101 del pro e del contro di una possibile decisione. inventare”.m. → comminatio.] Figura di amplificazione che consiste nel rivolgersi direttamente a qualcuno per biasimarlo in presenza di un uditorio mettendone in risalto le contraddizioni. che insegni agli altri. «ahi!». rubi? Tu che proibisci l’adulterio. In questo processo di ricerca un’importante Livros LabCom i i i i . nodo. Rientra tra le cinque importanti attività della retorica insieme alla → dispositio. cataplexis. la comparazione ed altre relazioni).f.f. intimidazióne [s. → simploche. sei adultero? Tu che detesti gli idoli.] Nel discorso retorico è l’ordinamento e la distribuzione degli argomenti.] → domanda retorica. alla → memoria e all’→ actio (anche → pronuntiatio). Es. avendo già ben presente la soluzione ottimale.

.i i i i 102 Dizionario di retorica procedura è rappresentata dalla stasis (anche → constitutio o → status). Il divino del pian silenzio verde (G. ipèrbato [s. (Dante. io parlo de’ begli occhi e del bel volto. De inv. → invenzione. Tantaene animis caelestibus irae? (Virgilio.: inter audaces lupus errat agnos (Oratio Car.. mihi causas memora.] Figura sintattica ottenuta interponendo un segmento di enunciato a due costituenti di un sintagma. o alto ingegno. Inferno. (Cic. / qui si parrà la tua nobilitate.pt i i i i . oppure a sintagmi dei quali uno sia subordinato all’altro. Ariosto. ipàllage dell’aggettivo [loc. ecc. a esseri soprannaturali.f. 13).. 18.: Musa. una determinazione o una specificazione che da un punto di vista logico si riferisce ad una parola vicina. quo numine laeso / quidve dolens regina deum tot volvere casus / insignem pietate virum. ma logicamente va riferito a un. (Il termine ipallage è a volte utilizzato come sinonimo di → metonimia [Quintiliano]).] Variante dell’→ apostrofe basata su una richiesta.s. (L.m. Orlando furioso. che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto. / o mente che scrivesti ciò ch’io vidi. Carducci.livroslabcom. Es. Eneide. Pascoli) l’aggettivo paziente è riferito all’arnese marra.] → ipallage. VIII. nella seconda come sinonimo di → allegoria.] Nella prima accezione il termine è utilizzato come sinonimo di → anastrofe. ipàllage [s.f. C. 3.: Dare i venti alle vele (invece di “dare le vele ai venti”). vv www. O muse. Es. cioè al contadino che usa la marra e che è paziente. Il bove) [l’aggettivo verde è riferito a silenzio benché logicamente vada riferito a pian (in questo verso la ipallage costituisce anche un caso di → sinestesia)]. tot adire labores / impulerit. II. al → logos o al → pathos.ubi. Dal punto di vista della tecnica retorica va intesa nel senso di “atto dell’invocare” o come appello all’→ ethos. invocazióne [s. un ribatte / le porche con sua marra pazïente (G.f. inversio [s. or m’aiutate. 8-11).). Es. cioè si attribuisce ad una parola una qualificazione. 7-9).] Figura sintattica per cui si scambia la relazione tra due parole. L’invocazione designa tuttavia anche quella parte della protasi di un poema in cui si invocano le Muse o altra divinità. / . I. su una preghiera accorata a persone presenti.f.

“essere accecato dall’ira”. la Virtù.] Figura retorica che consiste in un’esagerazione. dandoti il braccio. più predicati ad un solo soggetto. / dein mille altera. / deinde usque altera mille. rappresentazione concreta di un’entità astratta o ideale: la Sapienza. può a volte consistere nel domandare all’uditorio o al proprio avversario che cosa possa essere detto a proposito di un determinato argomento: in questo caso essa può rimandare sia all’→ anacenosi che all’→ apostrofe. → antipofora. → diacope. Non sempre ben distinguibile dall’→ anastrofe (→ sinchisi). nell’esprimere cioè un concetto o un’idea con termini che. esagerazione. viceversa. ipòstasi [s. “sentir drizzarsi i capelli”). iperbolicità [s. presi alla lettera. traiezione.s. “Facciamo quattro passi”. traiezione.f. il Bene.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 103 639-640) Anche → trasposizione. → transgressio. dein secunda centum. sarcastici o semplicemente enfatici: Es. ironici. l’iperbole viene impiegata al fine di moltiplicare l’effetto di un discorso con risultati di volta in volta comici. metatesi. → subiectio.] Personificazione. Es.] → iperbole per cui l’esagerazione procede gradualmente.m. ipèrbole graduale [loc. apozeugma. contraddizione. almeno un milione di scale (E. Spesso ricorrente nel linguaggio comune ( “Mi fai morire dal ridere”. “Te l’ho detto diecimila volte”.: Da mi basia mille.] Figura per cui più soggetti sono riferiti ad uno stesso predicato o. Carme 5). iperzèugma [s.] Ciò che ha la caratteristica (vera o presunte) dessere eccessivo.f. risulterebbero inverosimili o assurdi. (Catullo. deinde centum. → millanteria. → zeugma. tmesi. esagerato. L’i.f. non tutti esattamente pertinenti. “Non ha un briciolo di cervello”. deinde centum. ipèrbole [s. //In linguistica indica il Livros LabCom i i i i . antifora. ipòfora [s.: Ho sceso. “È un anno che ti aspetto”.f. “Mi spezzi il cuore”. transmutatio. →. “Scrivimi due righe”. Montale.] Figura per cui l’oratore espone (a voce alta) un ragionamento ponendosi le domande e dandosi immediatamente le risposte (oppure sollevando e risolvendo da sé le obiezioni immaginate).f. Satura).

passioni.f. → ‘abbozzo. una emozione. lat. In Catilinam. esordio della prima Catilinaria). zeugma. fenomeni fisici e morali’. in descrizioni successive o mescolate. nihil hic munitissimus habendi senatus locus. www. ipozèussi [s. movimenti. nihil timor populi. il → ritratto. un evento. amici.. → metonimia. cittadine. signore. di un essere animato’. . utilizzata per creare l’illusione della realtà e per concentrare sull’oggetto della comunicazione l’immaginazione dell’ascoltatore. comportamenti.m.f. fatto ammesso provvisoriamente come vero e da cui si traggono le conseguenze. il → parallelo. vizi e virtù.pt i i i i . la sua capacità di raffigurarsi nella mente l’immagine di ciò di cui si parla. → evidentia.ubi. Comprende la → topografia ‘descrizione di luoghi’. ipozèugma [s. differenze e affinità tra oggetti e individui. ipòtesi [s.] Sinonimo di → enargia. aspetto.] Costruzione del discorso che consiste nel posizionare alla fine di una sequenza di parole o frasi dello stesso valore la parola o le parole da cui tutto ciò che viene prima dipende. nihil urbis vigiliae. expolitio. in quanto raffigurazione ‘viva e animata’ di ‘avvenimenti. schizzo’ o descrizione.] Rappresenta la congiunzione di singoli predicati con soggetti che seguono. → hypozeuxis.: Nihilne te nocturnum praesidium Palati. Es. mediante il quale si sottolineano. nihil horum ora voltusque moverunt? (Cicerone. ascoltatemi. nihil concursus bonorum omnium. ecc. Proposizione logica che si suppone concessa e serve come base per trarne una conclusione che serva a provare o meno l’argomento in questione. cittadini.i i i i 104 Dizionario di retorica passaggio di una parola da una categoria grammaticale a un’altra. Es.livroslabcom. quaestio finita.: → diatiposi. l’→ etopea ‘descrizione di qualità morali. che include a sua volta la → prosopografia e l’→ etopea.] Supposizione. Vivace descrizione di un’azione. ecc. la → prosopografia ‘la descrizione di qualità fisiche. ipotipòsi [s. una persona.f. azioni. Sin.: Signori. la → cronografia ‘le circostanze di tempo’. il → tableau ‘messa in scena’.’. . amiche. ecc. → causa. → hypozeuxis. una situazione. che rappresenta l’essaltazione di tutte le altre forme.

] Isotopia del piano morfologico. ironìa socràtica [loc. umorismo. isocòlon [s.f. parimembro. → colon) del periodo.] Isotopia del piano semantico.: che signore! (detto di un villano/maleducato).f.] Parallelismo e corrispondenza equilibrata tra i cola (→ colon) di un periodo. vidi. dissimulatio (→ dissimulazione).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 105 ironìa [s. uno che aiuta veramente i poverelli! (A.m.f. Promessi sposi).] Lo stesso che → isocolìa. Si tratta di un procedimento tipico. Veni. → tricolon.] Consiste nel dire l’opposto di ciò che si pensa e si vuole significare. → parallelismo. Sin.f. il rancore.// Secondo Lausberg l’ironia. → omeottoto). L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità). → ironia socratica. vici. isòcolo o isocòlo [s. isocolon. Compri due. Manzoni.: → isocolìa. dello stile biblico. isoplasmìa [s.] Perfetta corrispondenza tra i membri (cola.f. isocolo. come tropo di parola. Livros LabCom i i i i .f.f.] Non comune. tetracòlon.: Come latte tu mi hai cagliato / Come formaggio mi hai raggrumato (libro di Giobbe). → isotopia. → isocolon. benchè non esclusivo. per → paronomasia. → allitterazione. tricòlon.s. isosemìa [s. (questo esempio è al tempo stesso un caso di → asindeto. → isotopia.] Denota uno degli aspetti del metodo di Socrate che interrogava l’avversario fingendo di non conoscere la verità e lo portava a determinate conclusioni. isocolìa [s. strutturati similmente ed aventi lo stesso numero di vocaboli.→ parisòsi.Es. isologìa [s. isonimìa [s.m.] Lo stesso che → isotopia. simulatio (→ simulazione). consiste nell’uso del vocabolario partigiano della parte avversa nella ferma convinzione che il pubblico riconsoca la’incredibilità di questo vocabooario. L’ironia diventa → sarcasmo se non è il sorriso ad ispirarla. L’ironia è spesso utilizzata nel linguaggio comune al fine di colorire e rendere più efficace il discorso. → ironia. paghi uno. isocolo. → illusio. bensì lo sdegno. Bel favore che m’avete fatto! M’avete mandato da un galantuomo. Es.

] → hysteron proteron. con tanto entusiasmo quanto può averne un adolescente dopo il primo bacio. Es. genus medium. (A volte il termine è utilizzato come sinonimo di → hysteron proteron).] Omogeneità semantica. Dizionario di retorica isotopìa [s.i i i i 106 isotassìa [s. Il Gruppo µ opera però un’estensione del concetto di i.ubi. 4.] Isotopia del piano sintattico. In questo senso quello di i.f. isosemie: isotopie del piano semantico. 3. Figura che consiste in una particolare forma di → iperbato o di → parentesi per cui si interpone un enunciato tra una proposizione ed il proprio oggetto. che definisce nel testo un percorso omogeneo di lettura.] È la parte della → dispositio in cui l’oratore manifesta un giudizio sulla totalità del discorso e dell’opera. vengono definiti quattro piani isotopi attraverso cui descrivere l’organizzazione retorica del testo: 1.s. non presenti nel documento storico → hysteron proteron. a qualsiasi livello questa si ponga. dal solo piano semantico al piano dell’espressione. In continuità con la classificazione delle → metabole proposta nella Retorica Generale.f.pt i i i i .: Ti ho aperto. supplementari. Es. Ogni effetto retorico è dunque da intendere come la violazione di una omogeneità sintagmatica (→ allotopia). epanalessi. isologie: isotopie del piano logico.: Tu. isotassie: isotopie del piano sintattico.livroslabcom. ìsteron pròteron [loc.f. iterazióne [s.f.] Si ha ogni volta che un documento più recente fornisce particoalri nuovi.→ hysteron proteron. senza altre in mezzo. isoplasmie: isotopie del piano morfologico.] → ornato soave. 2. → isotopia. palillogia. il mio amore. isterologìa [s.] iucunditas [s. sceglie (→ electio) e www. per veemenza o enfasi. iudicium [s. tu stesso me l’avevi giurato! → iteratio.f.f. avvalendosi della ripetizione di diversi elementi semantici in diversi luoghi del testo stesso.m. iteratio Sinonimo di → epanalessi.legato a quello di coerenza testuale -. è un concetto . al fine di indirizzare le aspettative del ricevente.m. palillogia ed → epizeusi. isterèsi o istèresi [s. Ripetizione della medesima parola.] Inversione dell’ordine logico nel discorso.

laconismo. breve e concettoso. → proecthesis.m. laconismo [s. brevitas.] Qualità propria del parlare conciso.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 107 stabilisce l’ordine (→ ordo) delle parti (→ res et verba) e delle forme artistiche (→ figurae) funzionali rispetto alla totalità del discorso →. è tipica del linguaggio militare. → laconicità. caratteristico degli spartani. o s. termine utilizzato per designare l’appropriatezza del discorso in relazione alla “circostanza”. calami) [s.] Lo stesso che → laconismo.f.] Errore che consiste in una sostituzione. imperatoria brevitas.s. tuttavia essa è stata trasferita per estensione anche agli altri tipi di discorso. sentenze → laconicità. klìmax [s. laetum dicendi genus [loc.] → climax. iustificatio [s.f. L laconica brevitas [loc.f. ad esempio motti. brevitas.m.m.] Nella retorica biblica: giustificazione a un’azione. esmpio più alto di concisione. in questo senso i Romani facevano corrispondere al concetto di kairós quello di → decorum. brevitas. Esso può riguardare sia lo Livros LabCom i i i i .f. linguae o l.] I Greci utilizzavano il termine per indicare la specifica circostanza (la situazione retorica. K kairós [s.s. diremmo noi) in cui avveniva la comunicazione e dalla quale era giocoforza determinato l’agire retorico (nell’accezione di una particolare impostazione del discorso). laconicità [s. lapsus (l.] → hilare dicendi genus.] Stile conciso ed energico (come usavano gli Spartani). La imperatoria brevitas ‘espressione concisa di comando’.m. trasposizione od omissione involontaria. aforismi.m.

f.] ‘lieve cambiamento’. Lecture linéaire. → metaplasma) che per ciò che concerne i gruppi di parole (→ solecismo.f. La puritas veniva considerata sia in relazione alle singole parole (verba singula) che a gruppi di parole (verba coniuncta).livroslabcom. (Convenzioni che.f. che precede altre www.i i i i 108 Dizionario di retorica scritto (l. purus sermo rappresenta (parallela in ciò ad hellenismus) una delle virtù (→ virtus) che qualificano lo → stile e denota. che finge di aver risolto secondo la regola della lex potentior ‘la legge più importante.s. lex potentior [loc. l’autore del fatto.s. che pure ne segnala l’erroneità. che originariamente significava “raccolta”. Nella qualifica giuridica del fatto. lettura tabulare [loc. nel parlare o nello scrivere. perdendo in tal modo l’enfasi che.pt i i i i . calami) che l’orale (l. nel significato originario. adduce a sua difesa un acuto conflitto di doveri al momento del fatto medesimo.f.ubi. immutatio. un certo rapporto di somiglianza o di opposizione. era dovuta ai parametri di esperienza del “guardare” e dell’ “immagine”. levis immutatio [loc. latinitas [s.] Il termine. fu inteso solo più tardi nell’accezione di “dire”. presentando sotto forma “tabulare” diverse indicazioni rilevate nell’opera e mettendole in rapporto al fine di offrire al lettore nuove prospettive di senso.] Considerata come sinonimo di → puritas.] Si conctrappone alla normale lettura di un testo o “lettura lineare”. Considerata la seconda delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis. Nell’opposizione aristotelica → logos / → lexis (che in Quintiliano diventa l’opposizione res / verba) denota la → forma rispetto al → contenuto. in tutte le lingue. introdotto dal Gruppo m [1977 Rhétorique de la poésie. → schema o → figura). sono di solito stabilite in base all’uso delle classi colte e delle autorità letterarie). il rispetto delle convenzioni linguistiche (→ consuetudo. lexis [s. “discorso”.s. A. linguae). → usus) caratterizzanti la lingua latina. Solitamente un lapsus mantiene con il contesto. Il concetto.] L.f. Le deviazioni dall’uso convenzionale potevano originare vizi o virtù retoriche sia riguardo alle parole singole (→ barbarismo. lecture tabulaire] indica una modalita di analisi del testo che mira a considerarlo nella sua globalità. colui che ha compiuto il fatto.

adducendo i suoi meriti (precedenti o anche futuri) nei confronti del bene pubblico.2.1. Viene presentato come giusta punizione.2.s. nonché la sfrenatezza di chi si esprime senza moderazione alcuna. sed profui’. sed alter me impulit ut facerem’). a. che potrà giovare anche al giudice. Adducendo nella concessio più deboli motivi di scusa. ligatio [s. Afferma nella → purgatio la sua buona intenzione (bona voluntas. La qualitas absoluta possiede il massimo grado di evidenza della lex potentior (“bisogna obbedire più a Dio che agli uomini”). linguaggio figurato [loc. b.1. (→ figura. Ammette nella → deprecatio di avere agito in mala fede (mala voluntas. emozionale ed evocativo al di là dello specifico valore informativo). figura retorica). o soltanto il reo. B. espressività.2.2.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 109 leggi’. invoca un giudizio mite. con cui viene difeso: a. o il fatto stesso. fortuna.2. Livros LabCom i i i i .] → zeugma. Nella remotio raffigurando se stesso come un automa mosso da una forza tirannica su cui discarica la colpa (‘feci. Nella comparatio il fatto viene presentato come utile per il bene comune (‘feci. come il caso e la necessità (casus. → licenza poetica. licènza [s. Si distinguono diversi gradi di evidenza della finta lex potentior: 1. l’ho fatto. Può anche indicare la libertà espressiva di chi parla coraggiosamente e senza nascondere niente. di chi è il colpito dal fatto medesimo (‘feci sed merui’: ho fatto e ho meritato le successive conseguenze). Il reo si difende come persona respingendo il fatto commesso nei modi seguenti: b. 2.1. Nella qualitas assumptiva vengono addotti (assumere) motivi di scusa più deboli. nella → relatio.] Linguaggio che. personalizzazione al discorso.m. →. malus animus) ma. senza troppi riguardi per la sensibilità dell’uditorio. e cioè: b.f. b. Il fatto dunque viene difeso dal suo autore in quanto: a.f. necessitas) o la limitatezza della natura umana (error). ma è servito a tutti). concede più vivacità. bonus animus) nel compimento dell’azione. e presenta il fatto come influenzato e prodotto da condizioni occasionali. avvalendosi di parole o enunciati utilizzati nella loro valenza connotativa (cioè in relazione ad un supplementare valore allusivo.] Si ha quando l’oratore si esprime con schiettezza.

locus.s. locus a causa (cur ‘perché’?). che dal XII sec.] (paragone fra simili. locus a contrario [loc. → tapinosi.m.m. Non è mica stupido = È intelligente. argumenta.ubi. locus.].in cui risiedono le diverse idee.. ubi. la parte dal tutto’). rappresentata spazialmente.livroslabcom. → adiunctum.pt i i i i . locus ab istrumento [loc. in parti specifiche .: Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (‘era un fifone’ : Manzoni.pl. è divisa in zone.] Figura che consiste nell’esprimere un concetto in forma attenuata.] (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?) → loci.] (cur ‘perché’?) → loci.pl. Nella Ad Herennium la litote è suggerita come mezzo attraverso il quale esprimere modestia (minimizzando in relazione a se stessi) al fine di guadagnarsi il favore del pubblico (stabilire → ethos).s. locus. quomodo. www.. ‘il più ristretto viene espresso dal più ampio. Es.m. locus a loco (ubi ‘dove’?). cur.f. era possibile riassumere con un esametro: quis. locus a modo (quomodo ‘in che modo’?). Tali idee vengono richiamate alla memoria mediante apposite domande. solitamente mediante la negazione del suo contrario. le capisce le cose. topos. I promessi sposi).s.i loci o luoghi .s. risultando così intercambiabili.] La memoria. quando? Occorre prestare attenzione al fatto che nella terminologia latina.. locus [s. loci a simili impari [loc. locus a re (quid ‘che cosa’?).] (ubi ‘dove’?) → loci. locus a causa [loc. locus a tempore (quando ‘quando’?).s.m. locus ab istrumento (quibus auxiliis ‘con quali mezzi’?).m. quibus auxiliis. locus a loco [loc. locus e argumentum erano utilizzati metonimicamente (la sede per l’entità che vi è ospitata e viceversa). deminutio. sia classica che medievale. loci [s. ma di diversa estensione) → impar simile.m. → luogo. Sia i loci che le idee ritrovate in essi sono nominati come segue: locus a persona (quis ‘chi’?). quid.m. La litote può essere considerata una perifrasi il cui effetto può anche risultare ironico. adiunctum.s.] (deduzione.m.] (paragone con l’opposto) → adiunctum.i i i i 110 Dizionario di retorica litòte [s. locus a maiore ad minus [loc.

s. In particolare il logos è l’appellarsi alla ragione. Aristotele avrebbe desiderato che tutta la comunicazione potesse essere condotta per mezzo di esso. cliché. → adiunctum. Quando un locus communis è formulato in una frase che pretende di fornire una norma generalmente riconosciuta della conoscenza del mondo.] (quando ‘quando’?) → loci. data la debolezza/scarsezza umana egli lamenta la necessità di ricorrere a pathos ed ethos.m. locus. locus a tempore [loc. il tutto dalla parte’).] (quomodo ‘in che modo’?) → loci.m. tuttavia.s.m. col significato di ‘splendore dello stile’ oppure ‘ornamento del dire’. rilevante per la condotta di vita degli individui. logos [s. locus.m.. ‘attraverso il meno evidente si esprime il più evidente...] Viene usato nella locuzione lumina dicendi. dicendi) [loc.] (paragone fra simili) → adiunctum. il più ampio viene espresso dal più ristretto. di richiamo logico.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 111 locus a minore ad maius [loc.s. Il cartesiano cogito ergo sum costituisce un esempio di appello al logos. locus a persona [loc. locus a re [loc.m.] (quid ‘che cosa’?) → loci. → luogo comune.] (induzione.s.s.m.m.. locus.m.s.] Secondo Lausberg “il locus communis è un pensiero non finito che viene usato come argomento od ornamento nella trattazione di una questio finita”. lumen (l.s. locus a simili [loc. locus. prende il nome di sententia. locus a modo [loc.] Assieme a → pathos ed → ethos rientra tra gli strumenti di → persuasione a disposizione della retorica. stereotipo. Il locus communis concerne dunque l’→ inventio. locus communis [loc. Livros LabCom i i i i . oltre alla → sentenza esso può originare anche l’→ epifonema.] (quis ‘chi’?) → loci.m. In senso più specifico il logos rappresenta dunque (nella aristotelica opposizione → logos / → lexis) il → contenuto contrapposto alla → forma.s.

L’oratore deve essere in condizione di capire (→ intellectio) tutte le materie e deve conoscere (→ intellectio) la posizione della questione situazionale che risulta al giudice dallo stato del dibattito. cacozelia.f.m. →.] Paronomasia involontaria.] → lex potentior. maiore (a) ad minus [loc.f.f. Perciò la maiestas è una qualità stilistica propria all’→ ornatus di diversi generi poetici. malus animus [loc. medium [s. acirologia. Rappresenta una tipologia di litote.] → sineddoche. periergia.ubi. prolissità. coniato sull’espressione francese mal à propos “sproposito”. Il nome malapropismo deriva da quello di un persongaggio di una commedia di Sheridan.] La materia.s. la parte centrale di un percorso.s. come il dramma. meiosis [s.f.livroslabcom. solitamente tratta dall’esperienza. l’epos e altri.] Fra le → virtutes elocutionis è la virtus della poesia.f. mediante la quale ci si riferisce a www. assunta come norma dell’agire avente validità generale.] L.f. Essa è dunque ciò di cui si parla. tra l’umile e il sublime.f.] → deduzione. mezzano.] Consiste nello sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra.] Sentenza. màssima [s. vetustas. → genus medium. → perissologia. mèdio [agg. → auctoritas.m. In un insieme.s. ciò su cui verte il processo. matèria [s. mala voluntas [loc. maiestas [s. → sentenza. che si chiama → tema quando si tratta di un compito da svolgere.] stile. il parlare più del necessario.pt i i i i . massime della conversazione. → tria loca.] → lex potentior.i i i i 112 Dizionario di retorica M macrologìa [s.m. deprecatio. Mrs Malapropo.m. adiunctum. deprecatio.s. malapropismo [s. materia pro opere [loc. è quella che nel processo penale l’avvocato si vede assegnata dalla parte da lui rappresentata. → paronomasia.] Indica la prolissità.

Vittoriano. la memoria segue l’ → elocutio nella serie delle operazioni retoriche. sia che si tratti dell’ordo naturalis. Ciò che aiuta l’oratore nell’operazione di memoria è l’ordine stesso del discorso. → litote.m. 28). tapinosi. III.m. artificiale è quella rafforzata dall’esercizio e da un sistema di precetti” (Rhetorica ad Herennium. cioè per mezzo della tecnica retorica. indicante una parte di frase o di periodo. dispositio ed elocutio per poterli recuperare al momento della realizzazione comunicativa. XVI. Queste rappresentazioni sono fornite dalla fantasia o figurazione dei suddetti elementi.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 113 qualcosa con un nome sproporzionatamente inferiore rispetto alla sua natura. sia che si tratti dell’ordo artificialis. Si tratta di una facoltà innata che l’oratore deve possedere ma che. vediamo ad esempio in Quintiliano. Marziano Capella. si interessa della memoria in quanto operazione che dota di efficacia l’enunciazione del discorso ed in questo senso è associata alla actio.f. Anche Quintiliano la considera come un dono naturale che ha bisogno di esercizio. → dispositio ed → elocutio. La storia della retorica offre una distinzione fondamentale fra memoria naturalis e memoria artificiosa: “Naturale è la memoria insita nella nostra mente e nata insieme al pensiero. ed è seguita dalla → pronuntiatio: sono le cinque fasi della → tractatio.] → colon. pur appartenendo all’ → ingenium o → natura. La Rhetorica ad Hherennium suggerisce di raggruppare i loci in gruppi di cinque per facilitarne l’identificazione. più appropriatamente viene chiamato → colon.] Terimonologia generica. Studiata successivamente nei trattati retorici di Fortunaziano. membrum [s. Le imagines sono rappresentazioni degli elementi che l’oratore desidera mettere in rilievo per meglio ricordare. memòria [s. Aurelio Agostino. la memoria è presente Livros LabCom i i i i . o anche di discorso. La memoria artificiosa è provvista di loci e imagines. che viene costruito dalle precedenti operazioni di → inventio.] Capacità dell’oratore di ricordare il discorso. mèmbro [s. deve essere coltivata mediante → ars. I loci sono depositi in cui vengono posti gli elementi del discorso elaborati nei livelli di inventio. La retorica classica.

→ transitio. e l’attenzione dell’uditorio è spostata dall’una all’altra. soppressione.] Ogni cambiamento di un aspetto qualsiasi del codice. anch’essa definibile come operazione di aggiunzione e soppressione che agisce su punti distinti del sintagma.pt i i i i . immutatio. Nel corso di una narratio la metabasi è necessaria quando ad esempio le persone implicate nel filo del racconto si trovano in luoghi diversi. 5.livroslabcom.i i i i 114 Dizionario di retorica anche nelle artes medievali: la Summa de arte predicandi di Tommaso di Salisbury.] Si ha quando la narrazione scivola su un altro argomento o quando spiega ciò che è stato o verrà detto. metasememi e metalogismi.f. aggiunzionesoppressione e permutazione. 1960. → anafora. al di sopra del ‘grado zero assoluto’ Il Gruppo le distingue in: metaplasmi. 250). Inst. → memoria locale. mesoteleuton ingl. Or. I.] Sinonimo di sinzeugma. e transformatio (cfr. che distingue adiectio. genere internamente articolato in funzione dell’estensione delle unità modificate e della presenza o dell’assenza di rilievo semantico.ubi. mesodiplosis ingl. Ogni trasformazione costituisce una ‘metabola’. rappresenta quella tipologia di zeugma per cui il verbo che unisce e regge due frasi si trova posizionato in mezzo ad esse. → anafora.f.38) e citato da Lausberg. metàbasi [s.m. merismo [s.f.] È la ripetizione di una o più parole all’inizio e nel mezzo di frasi successive.: → sinzeugma. detractio. la Poetria nova di Goffredo di Vinsauf. Es. p. mesarchìa [s. mesozèugma [s. metatassi.] Figura retorica che consiste nell’enumerazione prima – e poi nell’eventuale spiegazione – delle parti di un intero precedentemente menzionato. Secondo il Gruppo µ (in un contesto teorico in cui risultano determinanti i concetti di → grado zero e di → scarto rispetto ad esso). metàbole o metàbola [s.m. → anafora. ciascuna delle quattro operazioni di trasformazione: aggiunzione. reditus ad rem. Incrociando il tipo www. → divisione. (Suddette operazioni derivano idealmente dallo schema della quadripartita ratio di Quintiliano. zeugma.

Ricoeur (1975. palindromo Tmesi. 210) contesta l’adeguatezza del modello in quanto presume indebitamente l’omogeneità teorica dei diversi livelli su cui si operano le trasformazioni. tr. allegoria. enumerazione anacoluto. sospensione Iperbole. apocope. reticenza. inversione cronologica Livros LabCom i i i i . giustificando così la pretesa degli autori di aver ricostruito una teoria ‘generale’.aggiunzione Crasi. zeugma Polisindeto. il Gruppo µ ottiene una matrice che intende coprire il campo retorico ben oltre i limiti dell’antica elocutio. chiasmo Sineddoche generalizzante Sineddoche particolarizzante Litote. Questa impostazione è secondo Ricoeur alla base dell’incapacità di cogliere il senso della metafora al livello superiore dell’enunciato e quindi della sua riduzione ad una sostituzione fra parole]. riducendo la frase ad una collezione ordinata di sintagmi allo stesso titolo per cui la parola è una collezione (non ordinata) di morfemi. e questi lo sono di fonemi. inversione Eufemismo. iperbato. pleonasmo Metafora. concatenazione. it. asindeto.. sineresi Rima. ripresa. anagramma. ossimoro Permutazione Antistrofe. parabola.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 115 di operazione compiuto con il livello del linguaggio investito. allitterazione. assonanza Sinonimia Soppressione . Elissi. sincope. Metaplasmi Morfologia Metatassi Sintassi Metasememi Semantica Matalogismi Logica Piano investito Operazioni Soppressione Aggiunzione Aferesi. favola Inversione logica. metonimia. simmetria. adeguata per spiegare ogni fenomeno retorico. paronomasia.

infatti. modificano il valore logico di una frase. Giambattista Vico e Fiederich Nietzsche.livroslabcom. ancora superiore. L’idea che gli uomini abbiano la capacità cognitiva di concettualizzare il mondo in termini figurali non è nuova. il piano formatore è costituito dai semi. 4. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.i i i i 116 Dizionario di retorica Le metabole si articolano quindi in quattro classi: 1. métasémèmes y métalogismes sono neologismi del lessico retorico.ubi. quanto piuttosto come un problema di pensiero. nell’ambito dei metasememi non sono possibili operazioni di permutazione. la conoscenza non sta nella pura cogitatio ma anche nella capacità dell’uomo di produrre www. Tuttavia la metafora può essere pensata non semplicemente da un punto di vista linguistico. Nel caso della metafora. mentre i termini métataxes. quello su cui si manifesta lo scarto (piano ‘portatore’). che permette di riconoscere la figura (piano ‘rivelatore’). tra gli altri.] Nelle teorie linguistiche classiche la metafora è un problema di linguaggio per cui un’espressione linguistica (di solito letteraria o poetica) è caratterizzata da una o più parole che appartengono ad un certo contesto e che vengono impiegate al di fuori del loro uso convenzionale per esprimere un concetto simile. 3. le metabole implicano tuttavia la coordinazione fra i diversi livelli: ogni figura. così che lo scarto investe il rapporto fra linguaggio e realtà. e quello. coprono quindi il campo dei tropi o delle figure di parola.pt i i i i . riguarda piano delle unità modificate (piano ‘formatore’). 2. metalogismi: coprono l’ambito delle antiche figure di pensiero. metasememi: figure che modificano la composizione semica delle unità concettuali lessicalizzate. metatassi: figure che modificano la struttura della frase. Pur limitando il proprio intervento ad un solo aspetto del linguaggio. e si ricollega al pensiero di alcuni autorevoli pensatori quali. cioè secondo una prospettiva cognitiva. Secondo Vico. infatti. metàfora [s. poiché la parola è considerata “un insieme di semi nucleari senza ordine interno e senza possibilità di ripetizione”.f. Metabolé esisteva già in Aristotele. quello portatore dalla parola e quello rivelatore dall’enunciato. metaplasmi: figure che modificano l’aspetto sonoro o grafico delle parole e delle unità di ordine inferiore alla parola.

Dubios. F. Edeline. In Darstellung der antike Rhetorik (in Fredrich Nietzsche. dall’altro come strumento conoscitivo. Per Nietzsche non esiste alcun “grado zero” del linguaggio. Bonpiani: 50) ma rispetto ad un grado zero inteso come l’insieme degli enunciati ridotti ai loro semi essenziali. De Gruyter. questi autori hanno inoltre distinto un grado zero assoluto da uno pratico. e una concezione pragmatica: il grado zero pratico. che ha fra i propri rappresentanti J. L’idea di grado zero del Gruppo di Liegi oscilla dunque fra una concezione sostanzialmente metalinguistica: il grado zero non esiste nella realtà ma è ottenuto per soppressione di semi essenziali. Bd. Il discorso di Vico non è lontano dalla posizione di Nietzsche. che ha inteso da un lato la metafora come scarto dall’uso comune. Werke. ambiti in cui si registrano orientamenti che privilegiano ora gli aspetti di deviazioni da una norma standard. H. Ph. ora il valore cognitivo. La retorica nietzschiana si presenta nei termini di una abilità cognitiva che seleziona determinate forme attraverso le quali il mondo circostante viene definito. Klinkenberg. In realtà tale duplicità risale ad Aristotele. Milano. Vorlesungsaufzeichnungen (WS 1871/72 – WS 1874/75). non esiste una naturalità non retorica di esso. Pire. essi intendono lo scarto come “un’alterazione riconosciuta Livros LabCom i i i i . Dopo la grande trattatistica del passato il tema della metafora ritorna con lo sviluppo novecentesco della linguistica e della filosofia del linguaggio. Berlino – New York. A partire dall’idea di grado zero appena vista. J. è piuttosto vero il contrario.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 117 simboli e nella possibilità di questi simboli di trasformarsi in linguaggio. che si è riallacciato a Du Marsais e soprattutto alla critica che ne aveva fatto Fontanier. Bearbeitet von Fritz Bornmann und Mario Carpitella. 1995) Nietzsche scrive ad esempio che la retorica non è un artificio che si sovrappone alla lingua. Un modo del tutto particolare di intendere la metafora come scarto è rappresentato dalla retorica sviluppata dal Gruppo dell’Università di Liegi. In altri termini l’apparato delle figure è la maniera autenticamente originale di significazione. Minguet. M. Trinon. 4. Il tema dello scarto è stato ad esempio affrontato da Gérard Genette. Retorica Generale. Secondo il Gruppo lo scarto non può essere considerato una deviazione rispetto al “linguaggio quale ci è dato” (Gruppo 1976. F.

l’interazione fra il pensiero di due cose diverse. Einaudi). sottolineando il carattere denotativo del linguaggio metaforico. che ugualmente sfrutta il principio della focalizzazione. La metafora viva. Anche alla base di quest’idea vi è il concetto di scarto. Un’altra descrizione della figura come scarto è quella proposta da Albert Henry (1975. In questa direzione la metafora ha un suo valore di verità nel senso che essa è comunque esperienza della realtà. un’alterazione che deve essere riconosciuta dal ricevente e su cui questi deve operare una riduzione. In questo quadro il Gruppo ricorre alla semantica componenziale per definire la metafora come prodotto di due sineddochi (Retorica generale). Per Richards la metafora è una terza cosa. un’esperienza. archetipi. Milano. richiamandosi a Northrop Frye. sottolineando l’impossibilità per il contenuto metaforico di essere espresso non metaforicamente: in altre parole. infatti la metonimia trasforma i caratteri semici di un termine focalizzandosi su un sema e dimenticando gli altri. Torino. opera su due termini provenienti da campi semantici diversi. critica il pregiudizio positivista secondo cui la capacità di denotare apparterrebbe esclusivamente al linguaggio scientifico. Jaca Book). Feltrinelli) è stato fra i primi a rifiutare l’idea che una metafora sia una similitudine abbreviata. Modelli. la metafora invece. per il quale la metafora ha la funzione di costruire una immagine del mondo e per questo non è sostituibile. Metonimia e metafora. Milano. Pratiche). sostiene Ricoeur. Parma. La filosofia della retorica. e in una parte che ha subito lo scarto. Richards nega che la metafora sia un semplice fenomeno di sostituzione. Posto che un discorso figurato consiste in una parte non figurata. Da questo punto di vista sembra dunque che la retorica si occupi dei cambiamenti creati dagli scarti. in quanto il concetto espresso per suo tramite non può essere espresso in altro modo.livroslabcom. che non oppone più inventare e scoprire e che ridescrive la realtà “attraverso la deviazione rappresenwww. l’operazione di riduzione è ottenuta tramite la presenza di un’invariante.ubi. In tal senso la metafora non sostituisce nulla. per il quale la metafora è l’unione di due metonimie.i i i i 118 Dizionario di retorica del grado zero” (ib. In ambito ermeneutico Paul Ricoeur (1980. Nella stessa direzione possiamo leggere anche il lavoro di Max Black (1983. tali cambiamenti sono quelli che il Gruppo di Liegi chiama metabole. La metonimia opera su un solo termine.: 60). metafore. o base.pt i i i i . In un contesto filosofico Ivor Armstrong Richards (1967.

“LE ESPRESSIONI LINGUISTICHE SONO Livros LabCom i i i i . Inoltre. 237).: 325). hanno un valore ben maggiore del semplice scarto sintattico. LA DISCUSSIONE È UNA GUERRA. La metafora strutturale è quella per cui un concetto viene strutturato nei termini di un altro. viene così “omesso il carattere predicativo della metafora” (ib. Dal punto di vista di Ricoeur dunque le figure. che per Jakobson costituisce l’essere della metafora. propri del paradigma e del sintagma. È proprio per questo che Ricoeur non può far a meno di criticare la posizione di Jakobson non accettando l’estensione del processo di combinazione e di selezione. e la metafora in particolare. 237). IL TEMPO È DENARO o le tre metafore che strutturano il nostro modo di parlare dei linguaggi: “LE IDEE (O I SIGNIFICATI) SONO OGGETTI”. gli studi inaugurati all’inizio degli anni ottanta da Gorge Lakoff e Mark Johnson hanno contribuito a presentare la metafora come un fatto del pensiero e non del linguaggio. La metafora viene considerata come un modo per strutturare i concetti che permette di comprendere astrazioni come “amore” o “amicizia” sulla base della nostra esperienza concreta e che orienta conseguentemente il nostro modo di agire.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 119 tata dalla finzione euristica” (ib. rispetto alla metafora. a quelli che sono i processi predicativi nella frase o nel testo perché “la contiguità metonimica appare molto diversa dal legame sintattico” (ib. mediante la quale concettualizziamo il dominio di arrivo “DISCUSSIONE” mappandovi sopra il dominio di partenza “GUERRA”). mentre con la locuzione “espressione metaforica” ci si riferisce ad un’espressione linguistica (parola. il processo di selezione-sostituzione. In Metaphors We Live By Lakoff e Johonson distinguono diverse tipologie di metafora. come in LA DISCUSSIONE è UNA GUERRA. In questo quadro teorico con il termine “metafora” si intende dunque una “mappatura attraverso domini nel sistema concettuale” (ad es. non coglie il carattere di interazione specifico degli enunciati metaforici. ma il modo in cui concettualizziamo un dominio mentale nei termini di un altro”. Nell’ambito della Linguistica Cognitiva. infine.: “Le tue richieste sono indifendibili”). In altri termini “il luogo della metafora non è affatto il linguaggio. frase. proposizione) che costituisce la realizzazione superficiale della mappatura attraverso domini concettuali (es.

: BUONO È SU). ad esempio “sto andando a pezzi”. “Blending as a Central Process in Grammar”. quelle che implicano una concettualizzazione di esperienze come contenitori (ad esempio il campo visivo è un contenitore). rispetto al primo tipo. “LA COMUNICAZIONE È L’ATTO DI SPEDIRE QUALCOSA”. emozioni o attività. espressioni che si riferiscono alla mente come un oggetto fragile. Accanto alle metafore strutturali incontriamo le metafore di orientamento. Benjamins) i quali.pt i i i i .E. Uno dei più interessanti è quello proposto da Grady et al. Amsterdam-Philadelphia. Conceptual Structure. Metafore come queste sono molto comuni e vengono considerate ovvie. Discourse and Language.livroslabcom.] Si ha quando il traslato che sostituisce un termine è prodotto da passaggi impliciti tra più nozioni che stanno l’una www. sulla base della nozione di blending di Fauconnier e Turner (1996. In questi casi la metafora non è questione di sole parole: essa struttura anche il modo in cui agiamo. Metaphor in Cognitive Linguistics. W. metalèpsi o metalèssi [s.). G. (1999.). Stanford (CA)). l’insieme di metafore riconducibili alla metafora ontologica “LA MENTE È UN’ENTITÀ”. Le metafore di questo tipo sono moltissime. CSLI Publications. Collegate a questa troviamo espressioni che ci dicono che la mente è una macchina come “la mia testa oggi non funziona”. e le metafore di personificazione. Lakoff e Johnson considerano ad esempio. “ha ceduto sotto interrogatorio”. Si possono menzionare le metafore di entità e di sostanza. ad esempio il nostro modo di discutere.ubi. “Oggi sono un po’ arrugginito”.i i i i 120 Dizionario di retorica CONTENITORI”. “Blending and Metaphor”. in A.J. che strutturano interi sistemi di concetti e che hanno a che fare con l’orientamento spaziale (ad es. Proprio questa mescolanza è l’aspetto vitale delle metafore. Steen (eds. Il modello base di Lakoff e Johnson ha avuto diversi sviluppi. in R. Goldberg (ed. Le metafore ontologiche riguardano invece l’esperienza degli oggetti fisici e delle sostanze che vanno al di là dell’orientamento spaziale: in questo caso le esperienze con oggetti fisici danno la possibilità di strutturare molti concetti che riguardano eventi. Gibbs. Con le metafore spaziali acquista importanza il ruolo del corpo perché esse sono basate sull’esperienza corporea e culturale.f. tende a mescolarli. hanno sostenuto che una metafora probabilmente più che mettere in corrispondenza due domini diversi.

Oltre ai cambiamenti accolti nel sistema linguistico per consuetudine o per l’influenza degli scrittori considerati canonici (auctoritates). si è liberi da restrizioni linguistiche (esempio: «bello da morire») dal momento che viene abbandonato il significato letterale.] Si ha m. Nel m.f. metonimie. metaplasmo [s. Essi sono frequenti nei discorsi politici e giornalistici. metalogismo [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 121 risptetto all’altra in rapporto in quanto sineddochi. la retorica classica considera come metaplasmi per sostituzione (altrimenti detti ‘sostituzioni metaplastiche’) fatti lessicali sentiti come attentati all’integrità della lingua. o perché esse sono alternative e coesistenti.m.// Può anche indicare la sostituzione di un oggetto di pensiero con un altro. Lausberg osserva che la metalessi. una frase. Il concetto di metaplasmo oggi non indica un errore o una devianza (→ solecismo). l’eufemismo e la reticenza. Tuttavia i metalogismi fanno appello alla conoscenza che il destinatario ha del referente per contraddirne i dati. anche se in partenza di solito questo è generato da una devianza.] Indica la tipologia di figura retorica che modifica il valore logico della frase violando le regole di veridicità. Sono metalogismi l’iperbole. metafore. / Da un punto di vista più strettamente linguistico si può considerare metamorfosi qualsiasi trasfomazione per allotropia. C’ha molti giòbbia sle spall ‘ha molto giovedì sulle spalle. quali arcaismi. →. descrive semplicemente uno spostamento.f. Esempi: guadagnare il pane col sudore della fronte: sudore > fatica > lavoro.m. ha molti anni’. è caratteristica di molti → calchi. Quando un’idea assume la forma di un’altra. metamòrfosi [s. foriesterismi. neologismi. il paradosso. nella sequenza di suoni che compongono una parola. come errore. dialettalismi. l’ironia. ammesso o meno. o comunque un’espressione diventano l’oggetto di un’altra espressione. fronte è sineddoche di corpo.] Consiste nel parlare di ciò che si è detto – o nello scrivere di ciò che si è scritto – e si realizza quando una parola.] Ogni mutamento fonetico.// I metaplasmi sono anche una Livros LabCom i i i i . metàllage [s. Espressione di Virgilio: post aliquot aristas ‘dopo alcuni anni’: arista ‘resta di grano’ > spiga > grano > raccolto > estate > anno. → metabole.

tra parti che non siano vicine. metonìmia o metonimìa [s.f.f. alterando la posizione di sintagmi e morfemi.16-18: “Abdia andò non di meno a trovare Acab e gli riferì la cosa: allora Acab venne incontro ad Elia. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metatassi [s. e tu sei andato dietro a Baal».m. metasemèma [s. La → sinchisi è la variante caotica della metatesi.f.f. se avviene tra parti vicine (è il caso dell’→ anastrofe o o dell’inversione di suoni in parole come areoplano per aeroplano). quando avviene tra parti vicine (→ anastrofe).i i i i 122 Dizionario di retorica delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metàtesi a distanza [loc.metatesi a distanza. metàstasi [s.: I Re. 18.] Consiste nel rigettare e rivolgere contro l’avversario argomenti utilizzati contro l’oratore o la parte che egli rappresenta. oppure una →. quando avviene tra parti che non siano vicine (→ iperbato). gli disse: «Sei tu colui che conturba Israele?».] Figura che modifica la struttura della frase. come è il caso dell’iperbato. → metabole. non sono io che ho conturbato Israele. Es. La metatesi può essere una →.pt i i i i . perché avete abbandonato i Comandamenti del Signore.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. metàtesi a contatto [loc. → metabole.] Sostituzione di un semema con un altro.s.livroslabcom. → anticategoria.] Consiste nel cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. oppure che le corrisponda per www.f.] Secondo le definizioni classi che la metonimia consiste nel designare un’entità tramite un’altra che stia alla prima come la causa sta all’effetto e viceversa. ma sei tu e la casa di tuo padre. Elia rispose: «No.f. → metabole. → metatesi.ubi.s. → metatesi. Ma appena lo vide.metatesi a contatto.] È il cambiamento di posizione almeno di una parte dell’insieme. È una delle quattro categorie di → metabole individuate dal Gruppo mi. metàtesi [s.

4: 348) in questa direzione ha sottolineato che la metafora è una relazione fra due domini che non appartengono alla stessa matrice. Il Chianti. Thornburg (eds.: 21) hanno sostenuto che la metonimia è un processo cognitivo in cui una entità concettuale funziona come chiave concettuale per una entità diversa all’interno dello stesso modello cognitivo. in Cognitive Linguistics. ecc. mentre la metonimia è una relazione all’interno di una stessa matrice di dominio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 123 legami di reciproca dipendenza (contenente / contenuto. Stanford University Press. proprietario / proprietà materiale o morale. Metonymy in Language and Thought: 17-59. in Panther. così come il modello culturale di cui queste persone sono parte (ib. John Benjamins Publishing Company. Stanford) per cui il significato di un’espressione può essere determinato solo in base a uno sfondo a partire dal quale può essere profilato. Foundations of Cognitive Grammar. Palazzo Chigi. la prima rimane all’interno di uno steso dominio. Croft (1993 “The Role of Domains in the Interpretation of Metaphors and Metonymies”. la relazione fra la forma e la cosa/evento. La linguistica cognitiva ha dedicato una certa attenzione anche alla metonimia differenziandola dalla metafora nel senso che mentre questa è una relazione fra due domini cognitivi. le cose e gli eventi.: 20). le forme. vol 1.: 23) individuano inoltre diversi modelli cognitivi caratterizzanti le relazioni fra entità appartenenti allo stesso o a differenti “reami ontologici” – intendendo per “reami ontologici”: i concetti. Amsterdam-Philadelphia.). L’idea rimanda alla proposta di Langacker (1987. Es. occupante / luogo occupato. Per “modello cognitivo” si devono intendere le conoscenze enciclopediche delle persone relative ad un particolare dominio. per ‘guerra’. Più di recente Radden e Kövecses (1999 “Towards a Theory of Metonymy”. leggere Leopardi. per ‘il vino prodotto nel Chianti’. che è definito metonimia Livros LabCom i i i i . Theoretical Prerequisites. Dalle relazioni fra questi tre ambiti otteniamo cinque tipi possibili di relazioni metonimiche: la relazione fra forma e concetto.: ascoltare Mozart.). Armi. bere un bicchiere. per ‘Il governo italiano’. la relazione fra il segno (forma-concetto) e la cosa/evento ed infine quella fra un segno ed un altro segno. Radden e Kövecses (ib. quella fra il concetto e la cosa/evento. L’ultimo tipo.

che sia in grado di ricoprire fatti diversi: “La metonimia è una mappatura (mapping) assimmetrica di un dominio concettuale di partenza su un altro dominio target. metre altri aspetti sono lasciati sullo sfondo. molto semplicemente “Carlo è un leone” è una metafora perché leoni e uomini pur appartenendo allo steso dominio tassonomico non appartengono allo steso dominio funzionale. Il concetto di metonimia copre un numero di fenomeni piuttosto ampi. è quello che la linguistica cognitiva considera più propriamente una relazione metonimica. Barcellona ha commentato questa definizione come segue.livroslabcom. in A. 110) il significato metonimico “lavoro artistico di Picasso” viene attivato a partire dall’idea di Picasso in quanto artista con tutto ciò che questo comporta. la metonimia non è solo nominale ma può essere predicazionale. Broccias. I due domini concettuali sono collegati da una “funzione pragmatica” nel senso che il processo metonimico è attivato grazie al loro collegamento pragmatico. 2. Nella metonimia i domini concettuali di partenza e quelli target appartengono allo stesso dominio funzionale.i i i i 124 Dizionario di retorica concettuale.ubi. “The Fundamental Role of Metonymy in Cognition. cioè il fatto che il dominio di partenza viene connesso con quello target proiettando su questo una prospettiva. Franco Angeli: 110). proposizionale e illocutiva. definita schematic notion.pt i i i i .). Tanto il dominio di partenza come quello target appartengono allo stesso dominio funzionale e sono legati da una funzione pragmtica grazie alla quale il dominio target è attivato” (Barcelona 2005. Tuttavia il processo di mapping è asimmetrico e non simmetrico come nella metafora. ad esempio la genialità. Sansò (eds. Communication and Form”. di recente Antonio Barcelona ha cercato di offrire una nozione ampia di metonimia. Modelling Thought and Constructing Meaning. Se dico “Picasso non è facile da apprezzare” (p. A questa definizione occorre infine aggiungere due proprietà (Barcelona 2005: 112): 1. per cui ad ogni elemento di partenza non corrisponde un analogo elemento nel dominio concettuale target. Meaning. Innanzitutto va osservato il concetto di mapping. il collegamento fra un dominio metonimico di partenza e quello target può avere maggiore o www. C. A. Milano. ovviamente è il contrario per espressioni come “il Quirinale ha dichiarato”. baicchi.

] M: “Riproduzione dell’atteggiamento. vengono rappresentati e fatti agire come il normale soggetto del discorso. minore (a) ad maius [loc. qualità. potremmo dire che in“Bruxelles è insensibile ai bisogni degli pescatori italiani” il collegamento fra Bruxelles e Unione Europa è forte e dunque la metonimia lo è altrettanto. suspicio.f. del tono di voce.] Stile che si colloca tra l’umile e il sublime. allitterazione. È l’amplificazione che attenua. È un Apollo. mentre è forte nel caso contrario. → attenuatio. metus [s. Livros LabCom i i i i . e l’Unione Europea è assai indiretto. adattando all’Italia l’esempio di Barcelona. in questo caso si parla anche di → etopea “sfruttamento retorico di un atto linguistico altrui perfettamente simulato”.f.] Consiste nel presentare qualcuno o qualcosa mediante i tratti di una divinità classica. mezzano [agg.] Si ha quando il difensore di parte rappresenta il fatto compiuto come una svista di nessun conto. → metacismo. atteggiamenti ecc. mimèsi o mìmesi [s. dei tic linguistici.] → induzione. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.] Esagerazione dell’allitterazione del suono ‘m’.spes et metus – è. adiunctum.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 125 minore forza secondo quanto i due sono concettualmente vicini.m. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . → allegorismo. mitologismo [s. pathos. Se si trovano concettualmente distanti il legame è debole. //Tutte le volte che oggetti.m. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia. Come esempio. mezzano. mitacismo o metacismo [s. Es. → spes. → metonimicità. cosa che non accade con “La Gran Place è insensibile ai bisogni dei pescatori italiani” in quanto il collegamento fra la Gran Place.. piazza principale di Bruxelles. → sermocinatio. personificazione. di una persona di cui si riferisce il discorso”. → genus medium.s. minutio [s.] È il timore provato dall’uditorio. nella commedia.m. ecc.m.

] È una delle specie della → sentenza. mòtto [s.m. È una strategia particolarmente adatta ad essere impiegata nella → peroratio. → pathos. intende giocare.] → docere. privo del momento del dialogo. Le lingue classiche offrono una ricca esemplificazione di tale fenomeno. movere [vb. persuasione.m. pur fermo nell’osservanza dei precetti della → compositio. per produrre un effetto di straniamento.f. dunque come un’ulteriore squalificazione dell’avversario. con la → obscuritas.i i i i 126 Dizionario di retorica mixtura verborum [loc. mòtto proverbiale [loc.s.s.f. o come → conquestio.s. sconvolto da un’emozione violenta (→ pathos). → monologo. mozióne degli affètti [loc. monere [vb.m.] Equivalente alla → sinchisi.] L’arte di mandare a memoria un discorso. È il caos provocato nella disposizione sintattica della frase dall’uso ripetuto dell’→ anastrofe e dell’→ iperbato. dialogico. All’occorrenza qualsiasi bella frase può può essere assunta come motto da citare. È un specie di → sentenza. è contenuto nei limiti del proprio pensiero.] La mozione degli affetti ricorre nell’epilogo di un’orazione. → sinchisi.pt i i i i . mnemotècnica [s.] Ciò che.ubi. → epilogo.] → proverbio. → arte mnemonica. Le tecniche sistematiche per mandare a memoria. Essa può realizzarsi come → indignatio.livroslabcom. cioè come una richiesta di commiserazione e di pietà per la propria parte. multiiugum [s. detto proverbiale. La mnemotecnica è indispensabile alla capacità di improvvisazione. monològico [agg. o qualsiasi elemento che si ritenga utile ad essere impiegato successivamente. diventi favorevole alla parte rappresentata. www.] Si tratta dell’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare sull’arbitro della situazione perché quest’ultimo.f. Con la mixtura verborum l’oratore. ossia nella → perorazione.] → polisindeto.

] Scherno insultante e prolungato. Un discorso può apparentemente puntare al cambiamento. agli elementi della situazione del discorso. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 127 multivocum [s.s. mutatio sermonis o immutatio sermonis [loc. → immutatio.m. sarcasmo.f. lat.f. tropo. diversivocum.] Lo stesso che → immutatio. ossia un cambiamento del discorso. ad esempio un giudice. e quindi di tutte le strategie perché ciò avvenga. myct-. In it. o brevissimo come il ‘sì’ di chi contrae matrimonio. mict-.] Sia i tropi di parola che quelli di pensiero realizzano una mutatio verborum. e tale sostituzione può essere relativa al contenuto dei pensieri.m. Un discorso che tenda a ciò deve conoscere lo → status causae. ad esempio il caso. come ad esempio un’espressione sdegnosa.] Il rapporto multivoco è quello che ricorre tra due o più corpi della parola (cioè ‘parola nella sua parte fonetica’) i quali concordano relativamente ai contenuti concettuali ma non nella forma del corpo proprio della parola (es.: gladius – ensis). sembra non esserci: mit-.] Sia i tropi di pensiero che quelli di parola realizzano una mutatio sermonis.] La situazione può essere oggetto di una volontà di volerla modificare. mutatio [s. → rapporto multivoco. Il mutamento della situazione dipende dall’arbitro della situazione: un arbitro impersonale. Un discorso che tenda a ciò può essere di lunga durata.s. ma può avere come fine ultimo quello di lasciare la situazione così come attualmente è. o personale.s. aequivocum. mycterismus [s. mutaménto della situazióne [loc. mutatio verborum o immutatio verborum [loc.m. alla forma grammaticale. tropo.f. epitropé. ossia possono essere intesi come la sostituzione di una parola con un’altra ad essa in qualche misura collegata. dal momento che essi rappresentano la sostituzione di un pensiero per mezzo di un altro pensiero. → immutatio. spesso accompagnato dalla mimica. univocum. → ironia.

necessitas [s. La mancanza di parole appropriate. natura2 [s.f.f. La negazione è molto spesso usata nella → litote proprio per affermare.] Forma italiana per → ingenium. negazióne [s.m. descrivendo in dettaglio un avvenimento. → diegesi. i → tabù. narratóre [s.f. le nozioni. possono rappresentare di volta in volta la necessitas.] → zeugma.] La narratio è la parte di un discorso cui spetta il compito di informare.i i i i 128 Dizionario di retorica N narratio [s.] È la causa per cui si giunge ad effettuare un determinato cambiamento. nitidum genus [loc.f.m. narrazióne [s. e non è prodotto dall’attività di una persona. cambiamenti dovuti a nuove situazioni o ad una mutata prospettiva astisticoespressiva.f.] → narratio.// Secondo Aristole il noema è la nozione elementare ed immediata che formisce il punto di partenza per la conoscenza discorsiva.] → ornato vigoroso.ubi.m. nitor [s. narrazione.] Qualità dell’→ ornatus in base alla quale esso si distingue in eleganza.s.s. il quale mostra spesso una natura dialettica.livroslabcom. rifuggendo le volgarità. alla quale si risponde con → neologismi o → tropi.m.] La voce cui è affidata la narrazione.→ nitor.] Parlare oscuro e sottile.pt i i i i . insomma il ‘contenuto’ del pensiero: con una terminologia posteriore www. essendo la negazione opposta ad una affermazione reale o virtuale fatta da altri.m. → voce narrante. nervosum dicendi genus [loc. In altre parole i noemi sono le idee.] L’atto di negare. natura1 [s. cioè dall’→ arte. noèma [s. nexum [s.f.] Equivalente di → nitidum genus.] Secondo Lausberg la natura è ciò che fa parte del naturale processo fisico. Essa è tradizionalmente compresa nell’→ inventio.m.

→ differentia. Così come vi è un numerus poetico ve ne uno della → prosa.f. “il ricordare”.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 129 potremmo definirli gli ‘oggetti formali’ del pensiero. sussitono tra essi delle analogie. rivolta invece ai modi d’essere del cogito stesso. → argomentazione / dimostrazione. che concerne i modi di essere del noema. notatio [s. distinte dalla tradizione soprattutto in base al destinatario cui si indirizzavano. noesi e noema si riferiscono allo stesso oggetto reale. Secondo Husserl (1859-1938) lo studio della vita di coscienza si sviluppa in due direzioni interconnesse.m. in particolar modo nella prosa letteraria dell’antichità.] È rappresentato. // Quando la frase è ridotta ad un nome.f. pubblicato nel 1958. anche se. ad un avverbio o ad un complemento di tempo o di luogo→ etopea. Perelman. → etopea. inoltre il verso è a compreso in unità ritmiche più ampie: i gruppi di versi o le strofe. nel Trattato dell’argomentazione.s. dell’oggetto intenzionale. soprattutto in ambito artistico. ossia della “noesi”. L’unità ritmica del numerus poetico è il verso. “l’immaginato”. La nuova retorica. definita come “teoria dell’argomentazione”. ecc.] Descrizione di un carattere. la successione sapientemente regolata di sillabe lunghe e brevi. nella → compositio delle lingue classiche.] Leggera differenza di significato. nuance [s.s. a sua volta suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi. Da un lato c’è la descrizione noematica. nuòva retòrica [loc.] La nuova retorica di Perelman che. in collaborazione con Olbrechts-Tyteca. “il ricordato”. ad esempio “il percepito”. dall’altro c’è la descrizione noetica. presupponendo la dialettica un interlocutore attivo e la retorica un uditorio Livros LabCom i i i i .] È . recupera la teoria dell’argomentazione sviluppata dai Topici di Aristotele ed integra dialettica e retorica. ossia del cogitatum. ad esempio “il percepire”.f. specialmente riferito ad una parola. (descrizione noematica). completa la logica. restrittivamente intesa come “teoria della dimostrazione”. nùmero oratòrio [loc. sfumatura. Dunque. In questo nuovo contesto.m. → ritmo. ecc. “l’immaginare”. dal ritmo e dall’armonia di un periodo. numerus [s. Il numerus della prosa è più libero dalle regole rispetto a quello poetico.

O obliquazióne [s. sul piano teorico.livroslabcom. il → genere deliberativo ha le funzioni del consigliare e del dissuadere.f. il → genere epidittico ha le funzioni della lode e del rimprovero. Beda identifica tre figure che permettono questo: → icona.] → obsecratio. rafforzare ed ampliare il discorso attraverso la → comparazione. obtestatio [s.f. obticentia [s. parimenti.] → oscurità.] Figura retorica caratteristica della retorica latina.] → dispositio. intesa come tecnica della controversia. parabola. omeòsi [s. officium [s. omeologìa [s.f.ubi.f.f. perissologia.] Indica le due funzioni che ognuno dei tre generi aristotelici del discorso possiede: il → genere giudiziale presenta le funzioni dell’accusa e della difesa.f. considerata un → vitium del discorso. consiste nell’uso di casi obliqui in posizioni significative di una proposizione o di un periodo. paradigma. La nuova retorica tende così a superare la distinzione tra uditore attivo del dialogo e uditorio silenzioso (i confini tra i due uditori si assottigliano.] → eonismo. le due figure il più delle volte si sovrappongono).] Abbellire. → battologia. → generi aristotelici.pt i i i i . intesa come tecnica indirizzata ad un pubblico numeroso. obsecratio [s.f.i i i i 130 Dizionario di retorica passivo. www. e retorica.f. similitudine. obscuritas [s.f.] → aposiopesi.m.] Si tratta di una implorazione (→ deprecatio). → retorica. oeonismus [s. Il fine è quello di ottenere particolari effetti stilistici. di una richiesta manifesta di assistenza in una situazione difficile. oeconomia [s. → ossecrazione.] Ripetizione di senso vuota e tediosa. viene a cessare la ragion d’essere della distinzione tra dialettica.

le nari dilatate.f. → omonimia.]. se non giustificata. Può essere ricondotto alla più generale definizione di → omeoteleuto. omeottòto [s.m. allitterazione.m. → omonimo. ] (Esercizi di stile di Queneau tradotti da Eco). può generare cacofonia. le gote devastate.m.m.] Consiste nel rimproverare qualcuno di dessere empio o ingrato. 5. Livros LabCom i i i i . → armonia imitativa. omoiotelèuto. Dimenticanza più o meno volontaria di fatti inerenti al tema del discorso. ambiguitas. Tale ripetizione.] Soppressione di uno o più elementi di una frase. Es. Pascoli.m. anche omeoptòto o omoptòto [s. di omeoteleuto voluto: Un giorno d’estate. omoteleutìa [s. aequivocum. → exprobatio. omònimo [s.] Chi o che ha identità di forma e diversità di significato. .] È fenomeno tipico delle lingue flessive. omoptòto [s.] → omeottoto. omissióne [s. → omeoteleuto. “arde e cade”. amphibolia. ominatio [s.] Uns profezia minacciosa. // In un’ accezione più generica si ha omonimia quando parole di forma uguale esprimono concetti diversi. tra genti pestate come patate su auto non private.] Si ha quando due parole mostrano una terminazione identica o simile. e un cappello da abate [. onomatopèa [s. la città di Memel presso la foce del fiume omonimo). servendosi del linguaggio articolato. vedo un ebète.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 131 omeotelèuto (o omoiotelèuto o omotelèuto) [s. Il lampo. Corrisponde all’→ ellissi. onedismus [s. 3. omonimìa [s. i denti alla Colgate. → omotelèuto.f.f.f.f. rima.] L’onomatopea consiste nell’imitare.] In una prima accezione consiste in una identità di nome (es. i suoni della natura. X Agosto. .m. Benchè fosse considerata didicevole dai retori essa trovò frequente applicazione in poesia. ed è prodotto dalla similarità delle desinenze che ricorrono in parole successive o in cola (→ colon) paralleli.] terminazione identica dei membri ritmicamente determinati di un testo. fonosimbolismo. in Myricae: “apparì sparì.

opportuno [agg. periodo. compositio.] → improvvisazione. collegate paratatticamente. oratio perpetua. oratio perpetua [loc.] Manifestazione ardente di un desiderio → eonismo.livroslabcom.f. optatio [s.] Concerne la → compositio ed è ottenuta mediante la disposizione lineare delle proposizioni.f. oratio [s.s. → errore. oratio concisa [loc. ma non necessariamente. periodo. Tuttavia l’opportunità non era slegata dal concetto di → politropia. oratio soluta. oratio libera [loc.s. nella concisione o nell’abbondanza.s. quando non si tratti di principali. le cui proposizioni. che l’oratore è impegnato a far pendere dalla sua parte.f.] Si ha quando frasi brevi si alternano dialogicamente. I Romani facevano corrispondere al concetto greco di → kairós quello di → decorum. → orazione.] Produzione di un discorso. oratio (pendens o. ossia la corrispondenza di protasisapodosis. evitando così lo svolgersi ciclico della struttura detta períodos. individuando l’opportunità.) → pendens oratio. → dòxa. a seconda dei casi.] Indica l’appropriateza del discorso in relazione alla circostanza ed agli interlocutori. oratio inornata [loc.s. oratio soluta.i i i i 132 Dizionario di retorica opinio [s.] È il discorso erroneamente disadorno. www.f. oratio perpetua. Aristotele ha attribuito ai pitagorici l’elaborazione del concetto retorico di ‘opportuno’ in termini di proporzioni numeriche. il loro parere. → oratio.s. L’oratio perpetua è in questo senso come un discorso aperto.pt i i i i . oratio concisa. oeonismus. sono prevalentemente.] → licenza. In questo senso una stessa materia poteva essere l’oggetto di un breve discorso così come di uno di notevoli dimensioni.f. L’→ epifrasi è un fenomeno dell’oratio perpetua. oratio soluta. Protagora di Abdera diede al kairós un’applicazione formalistica. oratio concisa. sermone.f.f.] È ciò che pensano il giudice e il pubblico.ubi.f. oratio extemporalis [loc. → oratio.

Dunque l’oratio soluta è sia il parlato colloquiale che lo scritto che ad esso si ispira. → oratio. All’oratoria si applicano tutte le considerazioni della retorica. la voce dei tragici. oratòria [s.f. il gesto dei migliori attori.m. → oratio. L’origine dell’oratoria è strettamente legata alla società democratico-oligarchica greco-romana. la profondità dei filosofi.f. ordo o ordine [s. orazióne [s. oratio concisa.f. Rispetto alla retorica quindi il suo ambito d’azione è limitato al discorso pubblico.] Secondo Lausberg è la successione distanziata (cioè non serrata) e arbitraria di brevi frasi (per lo più proposizioni principali) così come si presentano nella lingua familiare parlata.s. Secondo Cicerone. l’abilità verbale dei poeti. 48. Egli può drivare l’abilità necessaria all’oratoria soltanto dal pieno possesso della materia (rem tene. I. È l’arte di saper tenere un discorso. la memoria dei giureconsulti. oratio perpetua. oratóre [s.] Spesso viene confusa con la → retorica. né sottoposta a regole precise. Elogio funebre.m. → dicitore. verba sequentur).f. oltre che abile nel parlare (vir bonus dicendi peritus). e solo figurativamente può essere estesa a ciò che è scritto. dove la disposizione delle parti non è preordinata.s. per i ‘registri’ con grado basso o nullo di formalità.] È la → dispositio degli argomenti nel discorso.] Oratore è colui che si avvale dell’ → oratoria. Essi possono essere oridinati e distribuiti sia secondo lo svolgimento storico dei fatti (→ ordine naturale/ordo naturalis). oratio vincta atque contexta [loc. il perfetto oratore deve possedere: l’acume del dialettico. → oratio. Secondo Catone l’oratore deve essere uomo probo e retto.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 133 oratio soluta [loc. presso la quale il possesso degli essenziali strumenti persuasivi era condizione necessaria per lo svolgimento dell’attività politica e per la gestione della macchina giudiziario-amministrativa. periodo.] → periodo.] Discorso eloquente. sia modificandolo per motivi artistici o a vantaggio della propria parte (→ ordine artificiale/ordo Livros LabCom i i i i . De Oratore. Secondo Mortara Garavelli le caratteristiche dell’oratio soluta sono quelle oggi descritte per gli ‘stili negligenti’. compositio.

→ ornatus.] È la presenza di ornamenti. Si prefigge di produrre un’esperienza che risulti piacevole e tuttavia più accessibile.m. 2.].] È la bellezza dell’espressione che deriva da un uso sapiente degli ornamenti e dei mezzi retorici. ornatus. → genere vigoroso.livroslabcom.m.i i i i 134 Dizionario di retorica artificialis o artificiosus).s. ordo artificialis (o artificiosus o ordine artificiale) [loc. ordine naturale o ordo naturalis. (o ordine naturale) [loc. ornatezza. conditus sermo). a volte riassunta nelle immagini dei fiori del discorso (verborum sententiarumque flores) e delle luci del discorso (lumina orationis).] È una variante del → genus sublime caratterizzata dalla forza prodotta impiegando i mezzi dell’ornatus a forte effetto evocatore e avvalendosi di una rigida → compositio.] Disposizione degli argomenti di un discorso che segue il susseguirsi degli eventi nel tempo e nella loro concatenazione logica. L’ornatus rientra tra le quattro principali qualità o virtù dell’espressione (→ virtutes elocutionis: 1. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.s. ordo naturalis. che in latino si chiama → ornatus.m. ordine artificiale o ordo artificialis. 3. ornato vigoróso [s.m. ossia meno faticosa. ornatus [s. ornatus).m.ubi. ornatézza [s. È definito come → gratia o → suavitas. correttezza o latinitas. → ordo.pt i i i i . ordo artificialis. dell’esperienza del bello. Tuttavia. Le tradizionali sistemazioni dell’ornatus si basano www. elegantia. → ornato.] Può essere considerato una variante del → genus medium. che non riproduce la successione logica e temporale degli eventi. lat. appropriatezza o convenienza o congruenza. aptum.m. prépon. ordo naturalis [loc. ornato [s. l’ornatus era definito anche come il condimento (condita oratio.m. catacosmesis.] La bellezza e l’eleganza del discorso. 4. ornato soave [loc.s. in particolare di natura retorica. dal momento che il discorso veniva concepito come una pietanza.] Disposizione degli argomenti di un discorso suggerita da opportunità pragmatiche o da esigenze estetiche. → ordo. → ordo. gr.f.s.

→ obsecratio. in essa egli ravvisa la possibilità di rendere più potente il discorso più debole. L’ossimoro si avvale di procedimenti della → traductio. → ornato. È totale quando il discorso si rivela incomprensibile o perché composto in una lingua che l’uditorio non conosce. disperate speranze). ossìmoro o ossimòro [s. formosa deformitas.] Protagora si avvale di questo termine per indicare l’efficacia dimostrativa derivante dall’eccellenza del dire. Nel primo gruppo vengono collocati i → sinonimi e i → tropi. insensato senso.] L’oscurità è totale o parziale.: Concordia discors ‘concordia discorde’. La loro vita è morte d’immortali (Eraclito). quando è formato dalla ripetizione di un lessema la cui seconda forma contraddice la prima mediante una negazione e in particolare sfrutta i meccanismi della → paronimia e della → figura etimologica (es.] È dato dall’accostamento di due termini antitetici. exornatio. → sineciosi. In questo caso nel testo ricorreranno → anfibibolia. che produce un effetto paradossale proprio perché il senso dei termini uniti in una medesima funzione sintattica è contrario o contraddittorio. nel secondo le → figure ( di parola e di pensiero) e la → compositio (composizione o struttura). ossecrazióne [s. ortoepìa [s. Es. malinteso. Livros LabCom i i i i .: Fate largo.] Supplicare in nome della divinità. essa era solitamente considerata il massimo errore ai danni della → perspicuitas. oscurità [s.f. // L’insieme delle regole concernenti la buona pronuncia di una lingua. Per quanto l’oscurità totale fosse ammessa in alcuni generi (si pensi ai testi magici e religiosi).f. in nome di Dio. parole polisemiche (→ polisemia) e → omonimi. → sinchisi. Es. o perché pronunciato a voce troppo bassa e con una dizione non chiara. L’oscurità è parziale se il discorso contiene espressioni ambigue. passibili di ricevere diverse interpretazioni. antilogia. rota Virgilii.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 135 sulla distinzione tra parole (singole) e gruppi di parole (o connessioni).m. convergenze parallele. o degli dei.f.

adynaton. absurdum. o sarebbbe meglio dire. paràfrasi [s. o attraverso cui ci si riferisce ad un vizio a ad una virtù. /. La parabola per antonomasia è quella che si ritrova presso gli scrittori cristiani. → paradossismo. sia per i pensieri (‘arguzie. la spada? Figura attraverso la quale si minimizza quacosa per lusingare o blandire.livroslabcom. sottigliezze di idee’) che per la lingua (‘arguzie di linguaggio’). in mezzo o alla fine di un segmento testuale /. /.35: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione. xx/. . avvelendosi di parole più semplici e comprensibili. nella cui opera essa indica la narrazione (di solito breve) di un fatto verisimile. Ha lo stesso significato della → parafrasi interpretativa. → epanalessi. illustrandone le motivazioni. la fame. i pericoli. . parafrastico. favola. palillogìa [s.vb. la persecuzione. genus admirabile. www.] → excidit mihi. e che determina facilmente lo straniamento.] Proposizione formulata in apparente contraddizione con i dati dell’esperienza quotidiana. variatio.i i i i 136 Dizionario di retorica P paene excidit mihi [loc. e cercando di non alterare.] Figura retorica che consiste nel distinguere cose che paiono indistinte. assurdità. .ubi. .] È la ripetizione a contatto di una parte della frase (parola o gruppo di parole) all’inizio.] È il nome che nella tradizione retorica francese è assegnato all’ → ossimoro. paradiàstole [s. . apologo. . paràbola [s.f. Es. di solito poetico.] Scritto o discorso in cui si ritrattano.m. avente la scopo di fornire un esempio di paragone. paradòsso [s.] Consiste nell’ esposizione di un testo. il cui intento era quello di fornire un insegnamento morale o religioso. . Romani.f.f. paradossismo [s. /xx. l’angoscia.] Per parabola è una narrazione di carattere verisimile. esempio.f.pt i i i i . Ripetizione della congiunzione disgiuntiva. 8. opinioni professate in precedenza. di alterare il meno possibile il contenuto. exempla ficta. → similitudine. . Essa è peculiare della predicazione di Gesù.f. xx. /.m. la nudità. palinodìa [s. di lasciar intuire una verità.

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

137

paràfrasi interpretativa [loc.s.f.] Si ha quando ad un primo enunciato se ne accosta un secondo con l’intendo di chiarire e arricchire il pensiero espresso nel primo. → parafrasi, commoratio, interpretatio, sinonimia glossante. parafràstico [agg.] Che ha carattere di → parafrasi; che costituisce una parafrasi. paragòge [s.f.] Lo stesso che → epitesi. paragóne1 [s.m.] Come sinonimo di → similitudine, il paragone consiste nel confronto fra esseri animati e inanimati, atteggiamenti, azioni, processi, avvenimenti ecc., che mostrino l’un l’altro caratteri e aspetti somiglianti. Es.: Così la neve al sol si disigilla, / così al vento ne le foglie levi / si perdea la sentenza di Sibilla (Dante, Par., XXXIII). paragóne2 [s.m.] In quanto → comparazione il paragone presenta la reversibilità dei termini comparati, i quali possono scambiarsi di ruolo Es.: Anna è brava come Lucia / Lucia è brava come Anna. → comparazióne. paragramma [s.m.] Consiste nell’accostamento di due parole che si distinguono per un solo grafema; solitamente inteso come sbaglio ortografico o di pronuncia, che può essere sia volontario che involontario. Es. case-cose. paralissi [s.f.] o anche paralèssi Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. → preterizione, praeteritio. paràllage [s.f.] Figura grammaticale che consiste nello scambio di una preposizione o di una lettera con un’altra. → anastrofe, sincategorema, inversio, reversio. parallelismo [s.m.] È ciò che nell’antichità veniva chiamato → isocolon. Consiste nel collocare ‘in parallelo’ i componenti del discorso ai diversi livelli della sua organizzazione: suoni, parole, forme grammaticali, strutture sintattiche, cadenze ritmiche. Es.: Così adunque il magnifico
Livros LabCom

i i i

i

i i

i i

138

Dizionario di retorica

re operò, il nobile cavaliere altamente premiando, l’amate giovinette laudevolmente onorando e se medesimo fortemente vincendo Boccaccio, Decameron X.6. È possibile distinguere il → parallelismo per omologia e il → parallelismo per antitesi. → isocòlo, sincrisi. parallelismo per antìtesi [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi che semanticamente si oppongono. Es. da Boccaccio, Serianni: “certo non per crudeltà della donna amata, ma per soverchio fuoco”. → parallelismo, parallelismo per omologia. parallelismo per omologìa [loc.s.m.] Quando il parallelismo avviene fra elementi semanticamente simili. Es. da Boccaccio, Serianni: “Così ne’ moderni tempi avvenuti come negli antichi” → parallelismo, parallelismo per antitesi. parallèlo [s.m.] È una delle tecniche della descrizione individuate dal Fontanier. Si ha quando in due descrizioni, che possono essere tra loro consecutive o mescolate, si mettono in evidenza somiglianze o differenze fra gli oggetti e gli individui descritti. → expolitio, ipotiposi. paramitìa [s.f.] Narrazione di carattere favoloso; genere di poesia in cui viene proposta una verità sotto la forma di un mito antico. / Espressione che consola e incoraggia. paraprosdokian [s.m.] Un paraprosdokian è una figura di discorso che si avvale di una conclusione inattesa ad una serie o ad una frase. Può essere usato per scherzare o per effetto drammatico. Es.: Era un bel giorno di aprile, quello in cui sono stato investito. parecbasis [s.f.] Abbandono momentaneo dell’argomento. Lo stesso che → digressione. paregmènon [s.m.] È una figura che si colloca per così dire a metà strada tra il → polittoto e la → figura etimologica. Infatti, in origine, il polittoto comprendeva, come paregménon o derivatio, anche la figura etimologica.// Come termine di carattere generale può anche indicare la ripetizione di una parola o di parole affini in una breve frase. Solitamente, ma non sempre, utilizzato come sinonimo di poliptoto. → polyptoton, polittoto.
www.livroslabcom.ubi.pt

i i i

i

i i

i i

Stefano Arduini & Matteo Damiani

139

parèmbola [s.f.] Consiste nell’inserire fra altre una frase (parentetica) che sia indipendente e completa in se stessa. Figure correlate: → parentesi, anacoluto, correctio. paremìa [s.f.] Andamento del racconto, narrazione. parènesi [s.f.] Esortazione → esortazione, parenetica, admonitio. parenètica [s.f.] Genere oratorio o letterario fondato sul motivo dell’esortazione. → parenesi. parèntesi [s.f.] Consiste nell’inserire un segmento di discorso che interrompe la continuità dell’enunciato Es.: Invece torna a tentarmi in tanti anni quella voce / (era un disco), di là, dall’altra riva (Sereni). pareuresis [s.f.] In alcuni casi è considerata come una scusa convincente, in altri come una provo irrefutabile ma non pertinente. → pretesto, diceologia. parimèmbro [s.m.] Lo stesso che → isocolo. pàrison [s.m.] Lo stesso che → parisosi, isocolo. parisòsi [s.f.] Lo stesso che → isocòlo, parison. parissologìa [s.f.] Consiste nell’impiego di → isocoli nella costruzione del discorso’. / A volte inteso come l’impiego intenzionale di parole ambigue. parlare fiorito [loc.vb.] Discorso ricco di figure, e carico di parole aggraziate; un discorso carico di eleganze e di artifici. → fiore, ornatus. parlare in figura [loc.vb.] indica il parlare velatamente, per metafore. parodìa [s.f.] Rottura del codice, che porta ad altri significati, soprattutto di tipo comico, ridicolo, canzonatorio, un componimento che in origine era serio. → paronomasia. paromèo [s.m.] Non comune, per → paromeosi.
Livros LabCom

i i i

i

ubi. concessio. la distingue da quella degli altri.i i i i 140 Dizionario di retorica paromeòsi [s.] → sineddoche.f.m. paròmio [s. Ciascuno degli elementi che dà luogo ad una paronimia.] Comprende i fenomeni più complessi di → parisosi: l’→ omeoteleuto.m. www. annominazione.f. parte in càusa [loc. isonimia. Sinonimo: → annominatio. paromio.livroslabcom.f. supparile. l’→ omeottoto. → partito. Lo stesso che → paronomasia. : Straziami ma di baci saziami.] Accostamento di parole somiglianti. → parresia. non importa se dovuta o meno alla loro parentela etimologica.] Chi sostiene una posizione.pt i i i i . Es. parònimo [s. → paromeo. pars pro toto [loc.] Concessione.] Parola che avvicinandosi a una o più parole simili dà luogo all’effetto paronimico o paronomastico. parresìa [s. partito. paronimìa [s.dalle labbra tumide – dalle bocche languide. chi viene in qualche modo coinvolto nella situazione. Termine non comune per → paromeosi. .] Consiste nell’accostamento di parole di significato diverso ma con una qualche somiglianza fonica. Chi non risica non rosica. . la difende.f.f. // Femmine . .f. Es. bisticcio.s. la → paronomasia e il → polittoto. paromologìa [s. per cui abbiamo la → paronomia o → paronomasia.] Si tratta della libertà di espressione che si prende chi dice più di quanto sia opportuno. parte [s.] Figura retorica in base alla quale parole di seguito cominciano con la stessa lettera o sillaba o hanno la stessa desinenza.s. discorso di parte. Figura retorica detta di solito → licenza. → attrazione paronimica. .f. eccesso di identificazione nelle posizioni dell’avversario al fine di rafforzare la propria argomentazione. Traduttore traditore. → parte.] Chi è interessato ad una situazione. La paronomasia può risultare sia da un accostamento in presenza che da uno implicito.f. paronomàsia o paronomasìa [s.

soprattutto poiché l’oratore. la sua presenza può essere evitata. → discorso.] → comma.s. comune a tutte le tipologie del discorso espositivo. propositio. che indica il discorso mirato al coinvolgimento emotivo del pubblico. parzialità [s.] → parti del discorso. partizióne [s. particula [s.pl. per sollecitare la risposta emotiva. → partito. soprattutto quando si consideri che essa potrebbe causare calo di interesse nell’udiotrio.f.m. per far sì che l’→ arbitro della situazione penda dalla sua parte. 4. palesa le proprie emozioni o i prori sentimenti. che tenta di influenzare a proprio vantaggio l’→ arbitro della situazione. quattro sono le parti fondamentali nelle quali viene ripartito il discorso retorico: 1. partitio [s.f. pàthos [s. 2. dove vengono esposte le argomentazioni e trattate le tematiche che passano al vaglio dei giudici.f.] Termine di carattere generale.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 141 partes orationis [loc. → partitio.f. partigianeria. pathopoeia [s. parti del discórso [loc. I punti enumerati rappresentano ‘proposizioni’ o allegazioni in cui chi parla espone le proprie idee e.f.] Atteggiamento di parte. → epilogo / perorazione / conclusione. → narrazione / → esposizione dei fatti / digressione / proposizione / partizione.f. in questo senso ricorre nel discrorso retorico prima di una intricata narratio o di una argumentatio.pl. cerca di suscitare un effetto emozionale: il grado più violento Livros LabCom i i i i . giudiziario ed encomiastico. serve per accattivarsi l’attenzione e la benevolenza del pubblico o del giudice. Benchè la partizione contribuisca alla chiarezza del discorso. anche quelle dell’avversario.] L’oratore.] Consite nell’ enumerazione introduttiva dei punti da trattare. nel discorso politico. Figura di dissonanza. qui devono essere presentate le → prove (confirmatio o probatio) o vengono contrastate le argomentazioni dell’avversario (confutatio o reprehensio).f. → esordio / proemio/inizio che. → partizione. 3.s. → argomentazione / conferma / dimostrazione / prova / confutazione. nel caso delle controversie.] Secondo gli antichi autori.] Enumerazione dei punti da trattare. → exsuscitatio.

e consiste in un dialogo che l’oratore finge con il pubblico o con il suo avversario: l’oratore formula delle finte domande o ripete delle finte osservazioni dell’avversario.f. www. → ethos.. percontatio [s. expeditio. la risolve. a cui potrebbe dispiacere ciò che a voi sarebbe comandato? ecc.] È il racconto che ‘corre’ veloce su argomenti che. → exquisitio.) → verbum peregrinum. pendens oratio [loc. L’elemento che crea tensione è detto → protasi. peregrinum (verbum p.E quando vi siete presentato alla Chiesa. pathopoeia.ubi.f. Il pathos è particolarmente adatto alla → peroratio. → protasi. quello che la mitiga e risolve è l’→ apodosi. immuni da ogni pericolo? O v’ha detto forse che dove cominciasse il pericolo.] Interrompere con pause. Federigo.] Rarità elegante e ricercata. contrazione. metus. periodo. ossia la → clausula sententiae.] It. affectus. per quanto si di chiari meriterebbero una trattazione più attenta. in disuso per → peregrinità.] È una variante della → sermocinatio. aggiungendo istantaneamente una risposta antitetica. v’ha essa fatto sicurtà della vita? V’ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo. cap.] → comminatio.f.pt i i i i . minaccia.i i i i 142 Dizionario di retorica di emozione è il pathos.f. Sinonimo: → concisa brevitas. con accento ancor più grave. emozione.livroslabcom. che segue. per varie ragioni. Federigo e don Abbondio: . perclusio [s. vengono quindi trattati sommariamente. spes.per addossarvi codesto ministero. → verbum peregrinum.s. dialogo fra il card. percursio [s. . dei quali uno crea tensione e l’atlro.disse. mentre l’→ ethos rappresenta quello più moderata. → subiectio. peregrinità [s.] Il periodo composto di vari pensieri può essere pensato come un circolo chiuso su due tempi.f. I promessi sposi. . Manzoni. compassione. ivi cesserebbe il dovere? O non v’ha espressamente detto il contrario? Non v’ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi? Non sapevate voi che c’eran de’ violenti.f. pausare [vb. XXV. Es. pellegrinità [s. terrore.

→ atto perlocutorio. Es.f.] In riferimento alla teoria della → compositio. → prolissità. per Dio → circonlocuzione. chiasmo complicato. permissio [s.f. → prosa. oratio soluta.] → atto perlocutorio. periergìa [s. Livros LabCom i i i i . non avendo le sue parole sortito effetto alcuno. ridondanza. pleonasmo. subordinazione. battologia. pur essendo in cuor suo convinto che ciò non arrecherà vantaggio all’interlocutore. perìodo [s. → macrologia. ma eccessivamente elaborato.f.m.f. per definirlo o parafrasarlo. macrologia. Tale rapporto è convenzionale ed è regolato da una sorta di competenza pragmatica che opera all’interno di certi contesti comunicativi. perìfrasi [s.f. omeologia.f. artificioso. permutatio [s.] Si ha quando chi parla. perìstrofe [s. La perlocuzione è strettamente legata al rapporto fra intenzione e aspettative dei diversi attori dell’atto comunicativo. elusione.] Consiste nel ritorcere un argomento a danno dell’avversario. perlocuzióne [s. il periodo può essere analizzato come una costruzione circolare delle idee (→ res) disposte in una concatenazione per cui. chi non mi crede se ne pentirà.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 143 perìcope o perìcopa [s. ma anche → ironia.f. Es.] Consiste in un impiego eccessivo di parole o di figure retoriche. oratio perpetua.f. circumlocutio. perissologìa [s.: l’amor che move il sole e l’altre stelle. concede a chi ascolta piena libertà. ad un primo elemento (→ protasi) che crea tensione (→ pendens oratio) ne segue un altro (→ apodosi) che la attenua e la risolve (→ sententiae clausula).] È l’enunciazione superflua di informazioni già esplicitamente o implicitamente fornite. per lo più nell’ambito dell’esegesi neotestamentaria. → citazione.] Consiste nell’impiego di un giro di parole in sostituzione di un termine. Differisce dunque dalla → macrologia per il fatto che in questo caso il discorso non risulta semplicemente prolisso.] Citazione. → epitrope. dispositio.] → antimetabole.

Il gelsomino notturno.f.f. di influenzare l’arbitro della situazione perché si persuada a modificare o mantenere la situazione data. soltanto la chiarezza grantisce la credibilità di ciò che viene detto. idolopea. Da un pezzo si tacquero i gridi: la sola una casa bisbiglia.i i i i 144 Dizionario di retorica permutazióne [s. come la → metatesi e la → tmesi. GDU.] La terza delle quattro caratteristiche delle → virtutes elocutionis.f. Es. l’oratore chiede al giudice di esprimere un giudizio favorevole alla parte rappresentata. da parte dei partiti interessati. Carducci. Pascoli. (G.tra i rami stillanti di pioggia sbadigliando la luce su ‘l fango! (G. In Catilinam. epilogo. www. Oh quei fanali come s’inseguono accidiosi là dietro gli alberi.] È la parte finale della → inventio (dopo → exordium e → argumentatio).pt i i i i . conclusio. antropopatia. peroratio o perorazione [s.ubi. 17)→ prosopopea.livroslabcom. 3-4). dato dalla comprensibilità intellettuale del discorso. → chiarezza.] Nella retorica classica rientra fra i → solecismi assieme all’aggiunzione. È il → sermo manifestus. 5-6).f. → antifrasi. Tale comprensibilità è il risultato di una doppia chiarezza: delle idee e della formulazione linguistica. perspicuitas o perspicuità [s. → perorazione. la soppressione e la sostituzione. Per attuare la persuasione occorre informare (→ docere).f. mitologismo. attraverso la → indignatio e la → conquestio o → commiseratio. Alla stazione in una mattina d’autunno.] È il tentaivo. I. Nunc te patria. basandosi sulla certezza di ciò che è stato provato nell’argumentatio. In questo momento dell’orazione si raggiunge di soltio un alto grado di emozione (→ pathos). odit ac metuit et iam diu nihil te iudicat nisi de parricidio suo cogitare (Cicerone. → persuasione.] È la raffigurazione in forma di persone di esseri inanimati o entità astratte. recapitulatio. commuovere (→ movere) e piacere (→ delecatre). quae communis est parens omnium nostrum. Infatti. persuasio [s. Consiste in una modificazione dell’ordine delle parole da cui possono trarre origine figure di parola e di pensiero. personificazióne [s. dunque consiste nella → conclusio con la quale. distinguere.

in un altro il carattere e le qualità » . il peone. il coreo o trocheo.] secondo Quintiliano ‘ha luogo quando la frase viene sovraccaricata di parole inutili’.] Quando la conclusione è tratta da qualcosa che la presuppone→ circolo vizioso. Nella poesia classica vi erano ad esempio questi piedi: lo spondeo.f. ritmo dattilico (accentataatona-atona). a volte nel significato di → antanaclasis (quando la ripetizione comporta un cambiamento nel significato). Nella poesia italiana le sillabe si presentano lunghe o brevi. piède [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 145 perversio [s. che mira alla piacevolezza (→ delecatre) dell’orazione per infulenzare l’arbitro della situazione. es.m.] Consiste nella → persuasione e nel convincere. il cretico. placere [vb. → delectare. e gli schemi hanno questa successione di ritmi: ritmo giambico (sillaba atona-sillaba accentata). pleonasmo [s. repotia. voluptas. bruto. delectatio. Anche il compito dell’attore che piace al pubblico e raccoglie gli applausi.s. → perissologia. In questo senso la ploce è lo stesso che → diafora. ritmo trocaico (accentata-atona).] È l’effetto emozionale cui tende l’oratore.m. il dattilo. Si tratta tuttavia di un termine di significato generale. unità di misura ritmica.] → piede. tautologia. O Bruto. Per Vico essa consiste nell’uso di una parola che « significa in un luogo la persona o la cosa. ma in cui una sillaba è prominente sulla altre per lunghezza. cellula minima di sillabe composta secondo uno schema variabile. che è stato a volte impiegato nel sigificato di → poliptoto (quando la ripetizione impicia un cambiamento nella parola).] → anastrofe. ridondanza.f.m.] In poesia. Ha il significato quindi anche di ‘parola inutile’. pes [s. pithanòn [s. differenziandosi però dalla prima occorrenza per un’accumulazione di senso. indipendentemente dal principio del vero. ritmo anapestico (atona-atona-accentata). Livros LabCom i i i i . petizióne di princìpio [loc.m.m.] Si ha quando un’ espressione viene ripetuta una seconda volta. plòce [s.

Gerusalemme liberata.ubi. polionimìa [s. Il potere di opporsi alla prepotenza del potere. disgiuntivo (polysyndeton disiunctivum) quando ricorre la disgiunzione ‘o. 1).] → sineddoche. è sommativo (polysyndeton summativum) se (come spesso fa D’Annunzio) addiziona i membri e aggiunge.] Stile sottile e ricercato.] Consiste nella ricorrenza.m.: Le mani nelle mani. 42. poetarum licentia [loc. → acutum dicendi genus. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.f.m.] È la ripetizione della stessa congiunzione coordinante.i i i i 146 pluralis pro singulari [loc. Correlata la → figura etimologica.] → licenza poetica. gioco di parole. il poliptoto comporta il mantenimento dello stesso significato lessicale. Si ha polisindeto copulativo o enumerativo (polysyndeton copulativum. polisìndeto enumerativo [loc. XIX.f.pt i i i i . Stare con le mani in mano. → anafora. polisìndeto [s.m.s. A differenza della paronomasia. polisìndeto disgiuntivo [loc. poliptòto o polittòto [s. espressione polare.] Polisindeto caratterizzato da un’enumerazione relaizzata mediante una serie di ‘e’. → antitesi.m. nello stesso enunciato o in enunciati contigui e fra loro collegati.m. simmetria. cui viene ricondotto da alcuni. polarità [s. oppure’.livroslabcom.s. il concetto collettivo. polisìndeto copulativo [loc. www.f.s.s.] Pluralità di nomi attribuiti ad un luogo o ad una persona. oppure’ . enumerativum) se la congiunzione ripetuta è la ‘e’. → polisindeto.m. // Sol contra il ferro il nobil ferro adopra (Tasso.] Qualsiasi rapporto antitetico fra elementi. polisindeto. pur nella variazione morfologica dell’espressione ripetuta. sindesi. Es.] → polisindeto copulativo.f.] Polisindeto in cui ricorre la disgiunzione ‘o.s. di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse segnalate da mutamenti morfologici delle parole ripetute. → polisindeto. Dizionario di retorica pointe [s. Terminologia francese.

] → sigmatismo. →.s. I precepta sono ricavati dall’→ esperienza del maestro nell’esercizio della propria arte e dall’insegnamento ai discepoli. all’inizio o alla fine dell’enumerazione.] Nella retorica siciliana antica e nel pitagorismo indica la capacità di elaborare differenti tipologie di discorso a seconda dei tipi di uditorio (donne. Livros LabCom i i i i . ratio.] → docere.f. → polisindeto. → mimica.m.f. polulogìa [s. praemissa maior [loc.] Consiste nel preparare l’uditorio a ciò che si sta per dire. superioris rei correctio.] Il parlare molto. → opportuno. sono frasi poste prima della conclusione e rappresentano per l’appunto la premessa. questa figura prende il nome di → prodiorthosis. ecc. la → praemissa maior e la → praemissa minor. praecipere [vb.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 147 polisìndeto sommativo [loc.f. perissologia. Questa tecnica è spesso impiegata da D’Annunzio.f.pl. il proprio corpo di fronte ad un uditorio. magistrati. omeologia. le prove. politropìa [s.s. il concetto collettivo. scusandosi in anticipo per quanto di audace verrà detto in seguito.s. →. prolissità.] → sillogismo.m. loquacità. polysigma [s.f. praecepta [s. Solitamente si distingue tra due tipologie di premessa. praemissa minor [loc. → battologia. Se il proseguio del discorso risulta sconvolgente. → correctio.m.f.] Il modo di presentare la propria figura. In campo più propriamente retorico le rationes.] Polisindeto in cui si addizionano i membri e si aggiunge. praecedens correctio [loc.] Nel sillogismo la premessa precede la conclusione.s.] → sillogismo. → sillogismo. praemissa [s.f.). postura [s.] Il sistema delle regole didattiche che caratterizzano l’arte retorica in quanto oggetto di insegnamento.

s. precedènte [s. Così.] In diritto è l’esempio che fonda una regola almeno in parte nuova.livroslabcom.i i i i 148 Dizionario di retorica praemunitio [s. praeteritio [s. premunizione. il precedente rientra nell’ordine: “ciò che viene prima è superiore a ciò che viene dopo. serve a introdurre e a spiegare le motivazioni dell’intervento.] Consiste nel preparare surrettiziamente l’uditorio a parole che potrebbero ferirne la sensibilità. proposizioni (principali o secondarie) che hanno tra loro un rapporto semantico. praeoccursio [s.] È la ‘vivente retorica’. / In un’altra accezione la p. Consiste nell’incrociare. paralissi.f.f. → enfasi. Una specie di → enargia. praestructio [s.f. Può occorrere nella → subnexio.pt i i i i . preàmbolo [s.f. individuandone le condizioni d’impiego e le funzioni. pragmatografìa [s.m. praemunitio.f.ubi. → praeparatio. praeparatio [s.] Consiste nell’annunciare il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso.f. → premesse della argomentazióne. → proemio. all’interno di una porzione di testo che le comporende. Si fonda sulla Bibbia.] È una preparazione dissimulata. www. non necessariamente facente parte di esso.] Fase preliminare di un discorso. di un pensiero che manifesterà o di un avvenimento che si compirà più tardi. i principi rispetto alle applicazioni concrete”.] È il chiasmo grande che individua corrispondenze di pensiero. predicazióne cristiana [loc. ad es.] → praeparatio. l’oratoria del → sermo humilis che ha origine a seguito della diffusione del cristianesimo. catafasi.f. unita con la narrazione di questo. considerata dai Padri della Chiesa (formatisi sulla base della retorica classica) l’archetipo della retorica pagana.] Descrizione di un avvenimento. è intesa come la “lessicografia” che non riguarda le parole ma le formulazioni usuali degli atti di parola: il suo intento è quello di produrre dizionari per inquadrare pragmaticamente gli enunciati.m. / Nella teoria di Perelman sui luoghi. → preterizione. → chiasmo.

presunzióne [s. invece. nonché della conoscenza che l’oratore deve possedere circa il suo uditorio.f. qualità (ciò che è raro preferibile a ciò che è banale). → prova. ossia a proposito delle opinioni e delle credenze di quest’ultimo. Le premesse della argomentazione sono rappresentate da tutte le tesi su cui esiste l’accordo dell’uditorio. Secondo Perelman esistono due tipi di accordo rinvenibili nelle premesse della argomentazione: accordo circa il reale e accordo circa il preferibile.s. esistente (preferire ciò che esiste).i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 149 la retorica crisitana opera una rivitalizzazione di quella classica. → argomenti.] Secondo Perelman. preméssa [s. L’accordo sopra ciò che è preferibile. introducendo nuovi contenuti e nuove modalità di organizzazione ed espressione. di tutto ciò che esso considera ammesso.] Figura retorica per cui ci si difende dalle obiezioni prima che possano essere formulate. quasi un’apertura più o meno legata a quello che verrà detto o scritto dopo. Il primo si esprime in giudizi sopra il reale conosciuto o presunto: tutto ciò che è ammesso dall’uditorio come fatto.f. Assieme all’eredità classica. accordo. → praemunitio.f. ordine (superiorità del prima rispetto al dopo). persona (i valori della dignità.pl.] → praemissa / Inizio di un discorso. l’oratoria cristiana formerà la → ars praedicandi. si esprime in giudizi che stabiliscono una preferenza in termini di valore. dell’autosufficienza. dove “ogni argomentazione mira all’adesione delle menti”. premésse della argomentazióne [loc. essenza (riconoscimento di eccellenza agli individui che presentano tutte le caratteristiche richieste dal ‘tipo’ da loro impersonato). del merito. nella “forma del discorso” esistono presunzioni particolari (per esempio “la presunzione che la qualità di un Livros LabCom i i i i . citando Aristotele: “ciò che non può esserci fornito dall’esterno è preferibile a ciò che possiamo procurarci anche dall’esterno”). gerarchia o in relazione ai nostri luoghi comuni del preferibile: quantità (ciò che è maggiore preferibile a ciò che è minore).] Nel quadro teorico disegnato dalla → nuova retorica di Perelman. sillogismo. risulta evidente l’importanza del → kairós. premunizióne [s. verità o presunzione.f. nuova retorica.

probabilità. le espone e le confuta. pretèsto [s. che però intanto vengono citati nei loro tratti essenziali.] Credibilità.m.] → argumentatio.s.ubi. → vanitas. preterizióne [s.i i i i 150 Dizionario di retorica atto manifesti quella della persona che l’ha compiuto”.m.] È l’insieme delle attività e delle forme di cui si avvalgono gli organi deputati all’esercizio della giurisdizione in nome della legge. → pareuresis.f. Es.] Affettazione prodotta dalla ricerca di elementi eccessivamente raffinati e artificiosi.) che sono legate a “ciò che è normale e verosimile”. → prolessi. procatalèssi o procatalèpsi [s. probabile [s. Ritenere che esista tale connessione (tra presunzioni e normalità) costituisce “una presunzione generale ammessa da tutti gli uditori”.livroslabcom. prevedendo le obiezioni della parte avversa. / Cercare un appiglio per intervenire in una questione.] È in pirmo luogo la scusa vera o apparente con la quale si tenta di giustificare il proprio operato. → praeteritio. preziosità. prima pòi [loc. prova.] Lo stesso che → anastrofe.] Tipologia di allitterazione per cui una serie di parole cominciano con la stessa lettera.f.m.: Cesare taccio che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne / di lor vene. la presunzione d’innocenza finché non sia stata accertata la colpevolezza.] Si ha quando si annuncia il proposito di tralasciare la trattazione di uno o più oggetti del discorso. ove ‘l nostro ferro mise (Petrarca). probatio [s. preziosità [s. preziosismo. paralissi.] Figura in base a cui l’oratore. ecc.pt i i i i . www. procèsso [s.] Eleganza corrispondente ad un gusto raffinato e artificioso.m. La presunzione più generale di tutte è però quella che esistano fatti o comportamenti da considerare ‘normali’ e da prendere come base di riferimento per valutare gli altri fatti o comportamenti. preziosismo [s. primisìmile [agg.m.f. / Tutto ciò che in qualche modo si assomiglia a questo procedimento.f. → vanitas.

ed anche in quella encomiastica. Nell’oratoria giudiziaria. il prologo coincide con l’→ esordio ed ha lo scopo di accattivarsi il giudice e il pubblico.] → quaestio infinita.f. 653 // Anticipazione di ciò che accadrà consistente nel parlare di cose future come presenti.f. pronuntiatio [s.f. progressióne [s. → perissologia. → prologo. anziché sulla mimica.] → praecedens correctio.] → proposizione.f. procatalessi. prolèssi e prolèpsi [s. macrologia. proecthesis [s. cui ogni epoca affida compiti diversi a seconda del genere drammatico in questione. / Il discorso pronunciato oralmente ed accompagnato dai gesti. pronùncia [s. Virgilio.] Collocazione anticipata di un elemento rispetto a quella che logicamente ci si attenderebbe. Il proemio può essere assente in un discorso breve o quando occorre entrare subito in medias res. propositum [s. Aen. correctio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 151 prodiorthosis [s. → actio.f. // Risposta ad un’obiezione prevista. Vixi et quem dederat cursum fortuna peregi. pròlogo [s. dictio.] In un’opera teatrale è la scena introduttiva. preambolo.] Può dirsi un’azione drammatica dove l’accento si sposta maggiormente sull’intonazione della voce.] Aggiunta finale a carattere giustificatorio.] È l’inizio del discorso e viene prima del passaggio all’argomento vero e proprio. IV. pronominatio [s.m. quindi sull’esecuzione orale del discorso. propositio [s.] Il parlare oltre il necessario.f. prolissità [s. generalis quaestio.] → antonomasia. → iustificatio.f. → anticipazione.] → climax.m.m. politica. proèmio [s.m.f. dizione. esordio.] → pronuntiatio. Livros LabCom i i i i . gesto. È il contrario della → brevitas.

spiegarla. parti del discorso.pt i i i i .f. → paronomasia. bontà di Dio invece verso di te.s. potremmo. → narratio. cioè come l’inizio della → confirmatio. Alcuni autori considerano come proposizione o → allegazione dei fatti.] Proposizione che. altri.i i i i 152 Dizionario di retorica proposizióne [s. Anche il proemio può comprendere una propositio. Indica una maniera di soprannominare qualcuno sostituendo una o più lettere del suo nome in modo tale che il nome risultante sia in grado di descrivere le carattersitiche dell’individuo. narrazione. Es. pròsa clausolata [loc. 11:22: Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità di Dio verso quelli che sono caduti. proprietà [s. non posso accettare. Lo stesso che → subnexio. argomentazione. Es. inserita in un’altra.f. prosonomàsia [s.f.] Nella letteratura latina indica la prosa che.] La proposizione o narrazione è la seconda delle quattro → parti del discorso persuasivo (esordio. www. → puritas.s. specialmente greche o latine.] Uso preciso e appropriato delle parole. Ad esempio. come ti ho spiegato. allla durata.f.f. al fine di definirla. all’altezza. se una raggazza che si chiama Carla è una pettegola. conserva tuttavia la propria indipendenza. proposizióne incidentale [loc. Rom. parentesi.] Nel significato tradizionale comprende l’insieme delle regole metriche. Nella linguistica moderna indica le caratteristiche di una lingua relativamente al timbro dei suoni. all’intensità. per prosonomasia.] È un particolare impiego della → paronomasia. caratterizzata dal succedersi di sillabe lunghe e brevi.f.ubi.] Consiste nell’aggregare una serie di pensieri esplicativi ad un’idea esposta in precedenza. → inciso. all’accento e all’intonazione. prosodìa [s.livroslabcom. prosapòdosi [s. la intendono come la presentazione dei termini essenziali del fatto che viene esposto. si avvaleva dell’impiego di clausole metriche → clausola. epilogo). oppure un Carlo potrebbe essere talmente assillante da ricevere il soprannome di Tarlo.f. come ad esempio Quintiliano. a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. il nucleo concettuale della narrazione.: per questi motivi. chiamarla “Parla”.

con la provocazione. → proemio.] Figura retorica per cui si fanno parlare un personaggio assente o defunto. concluso dalla → sententiae clausula ‘chiusa del pensiero’. aforisma.f. / È anche l’azione dell’oratore che simula un’opinione (thema). l’oratore simula un’opinione (thema). effictio. prologo. paremiologia.m. → personificazione.] È la descrizione di un essere animato relativfa a qualità fisiche. come se fossero persone viventi. pròstesi [s. movimenti. detto proverbiale.f. ecc.f. idolopea. oppure cose astratte e inanimate. pròtesi [s. aspetto. o → apodosi. modo di dire. che creano una tensione che viene risolta nel secondo tempo. e che non di rado si contraddice e con massime all’interno stesso di una comunità e con quelle di comunità vicine.f. motto proverbiale. antiprosopopea. quando si finge di condividere l’opinione dell’avversario.L. prosopopèia [s.] Lo stesso che → protesi. se sei un uomo. eroicomici) assieme all’invocazione (alla Musa. in cui si dispongono le idee in costruzioni sintattiche “sospese” (→ pendens oratio). Indica l’esposizione dell’argomento.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 153 prosopografìa [s. al fine (consilium) di provocare il pubblico e ottenere l’effetto opposto all’opinione simulata. con il fine (consilium) di ottenere. paremia.: chi va piano. Es.] 1.f. → expolitio. Es. prosopopèa [s.). esordio. etopea. provocazióne [s.] Può essere intesa come l’azione di chi cerca la reazione dell’interlocutore punzecchiandolo nelle sue convinzioni (provocandolo): Es.: Difenditi. pròtasi [s. → adagio.] → prosopopèa. alla divinità ecc. eroici.f. provèrbio [s. nella tattica del discorso. va sano e va lontano (cui si aggiunge a volte: e non arriva mai). come tale essa rientra nel proemio dei poemi (epici. prosopopeia. Ispagna per Spagna → prostesi. 2. ritratto. Come si ha nella → simulatio.] Massima di forma fissa che rappresenta il grande mondo della saggezza popolare. nel pubblico un effetto Livros LabCom i i i i .] È l’aggiunta di elemento non etimologico all’inizio di parola.f. Il primo dei due tempi del → periodo. cavallereschi.

nel Medioevo. ossia l’interrogativo della situazione.livroslabcom. puritas [s.] È la dichiarazione del reo. ma utilizza il → ductus figuratus con le → enfasi di pensiero e l’→ allegoria. pysma [s.m. absurdum. pudor [s. → paradosso. e che la situazione non è così grave come sembra. è la situazione da giudicare.i i i i 154 Dizionario di retorica opposto a questa opinione.] È il senso di vergogna.m. mediante la quale egli sostiene di avere agito in buona fede. usus. → lex potentior.] È il destinatario del discorso o dello scritto. astronomia e musica. Q quadrivium [s.f.f. bona voluntas. → erotema. → latinitas. proprietà. Il pubblico deve conoscere (almeno empiricamente) la lingua di colui che ad esso si rivolge. cosiste in una serie di domande che presuppongono un’unica e complessa risposta. Nella provocazione trova impiego il paradosso.pt i i i i . → zeugma.] È un impiego retorico della domanda.] La questio. È la correttezza linguistica (cioè rispetto al codice impiegato) del discorso in verba singola e in verba coniuncta.f. aritmetica.m.m. domanda retorica. il qudrivium comprendeva quelle concernenti concetti matematici.] Zeugma in poisizione iniziale di enunciato. ossia geometria.] Rientra tra le → virtutes elocutionis. pùbblico [s.m. La www. purgatio [s. prozèugma [s. ad esempio se “Caio sia responsabile del furto di cui viene accusato”. quaestio [s. bonus animus.3. ductus subtilis. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. Essa delinea i problemi che occorre risolvere. tuttavia per chi ascolta non è necessario conoscere le forme retoriche impiegate da chi parla. purismo. sia come mezzo espsressivo che come segnale. → uditorio.] Fra le arti liberali di cui.ubi. per cui l’oratore non si esprime nel → ductus simplex. → trivium.

] Contrapposta alla → quaestio finita. status causae. status finitionis.m.] Contrariamente alla → quaestio infinita. concreto.] → univocum. → quaestio infinita. rappòrto equìvoco [loc.] Lo stesso che → generalis quaestio.] → diversivocum. univocum. astratto. → generalis quaestio.pl. univocum. questióne astratta [loc.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci. rappòrto unìvoco [loc. sono quattro: status traslationis. queste. quando [s.m.s. una classe di persone. univocum.] È una fra le domande impiegate per richiamare alla memoria i pensieri nascosti nei → loci.] → multivocum.m. e si contrappone ad una situazione concreta ed individuale. rappòrto multìvoco [loc.) → generalis quaestio.f. quaestio (generalis q.s. questióne generale [loc. rappresenta un oggetto astratto. Livros LabCom i i i i .] Lo stesso che → generalis quaestio. quaestio finita. se prendiamo in esame il processo penale. cioè a persone individualizzate e a precise circostanze spazio-temporali.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 155 posizione della questione. e sono oggetto di studio scolastico. stato della questione.s.m. quibus auxiliis [loc.f. quaestio infinita [loc. R rappòrto diversìvoco [loc.s.f.m.] → aequivocum. → status. quaestio finita [loc.m. può essere suddivisa in classi. la quaestio finita si riferisce al concreta.f. Le questioni generali sono più facili da trattare.s.s.s. la → quaestio infinita o thesis presenta un carattere generale che riguarda principalmente tematiche e considerazioni proprie dell’ambito filosofico.s. che risulta al giudice dallo stato del dibattito. status coniecturae. status qualitatis.s.

A volte sinonimo di → antipofora. prova.f. reditus ad rem [loc.s. epimone. → metabasi. In maniera più specifica si ha ratiocinatio quando.] → antanaclasi.livroslabcom. raziocinazióne [s.f.f. prima di darsi da soli una risposta. reflexio [s. transitio.ubi. www.] È la → premessa (→ praemissa) del → sillogismo o entimema. recte loqui [loc. ratiocinatio [s.f. la ragione (ratio) delle affermazioni fatte.f. e rappresenta la breve formulazione finale impiegata per “ricapitolare” ossia per riprendere i punti principale: le prove valide del discorso.s.] Ritorno alla materia trattata.s. senza una conclusione esplicita.f. reduplicatio [s.] → anadiplosi.f. ciclo.pt i i i i .s. recapitulatio [s. ci si domanda. → praemissa.f. Essa indica dunque la prova o le prove che vengono dopo la → propositio (ossia la presentazione del fine da dimostrare) e prima della → conclusio. rationes dictaminum [loc. la grandezza della cosa stessa. peroratio. redditio [s.f.] → epanadiplosi.] È una parte della → peroratio.] L’equivalente di ciò che in termini moderni prende nome di → adynaton. reductio ad impossibile [loc. Intesa in questo senso essa si ricollega alla nozione di → eziologia.] → ars dictandi. dopo aver avanzato delle affermazioni.m.f. / Il ragionare tra sé e sé ponendosi delle domande.i i i i 156 Dizionario di retorica ratio [s.m.pl. dopo una divagazione. i soggetti trattati e le idee più dibattute nell’argomentazione → conclusio.] Lo stesso che → ratiocinatio.] Quando dagli attributi delle circostanze (signa) che accompagnano una cosa può essere dedotta.] → grammatica. recriminazióne [s. → amplificatio.] In quanto ritorsione di un’accusa è sinonimo di → anticategoria.

] → reiezione.] → anafora. come sottolinea Lausberg.m.] → praecepta. L’enumerazione può inoltre essere sostituita dall’uso di diverse funzioni sintattiche. reiezióne [s. → confutatio. regressio [s.f. reprehensio. una enumerazione copulativa (sindetica o asindetica) di parole singole o di membri della → distinctio può assumere.f.f. ma riconosce di essere stato giustamente punito dalle conseguenze derivate dall’aver commesso il fatto incriminato. per mezzo della → subnexio. Nella regressio si danno diverse possibilità: la enumerazione può essere sostituita da un plurale inclusivo di tutti i membri della enumerazione oppure da un numerale.f. in modo che la figura diventi una enumerazione preceduta dal concetto collettivo. relatio2 feci sed merui: ‘ho fatto e ne ho meritate conseguenze’.f. relatio. reversio. argumentatio.f. relatum [s. regulae [s. regressione. Nella relatio il copevole non solo ammette la propria colpa (adducendo deboli giustificazioni). → epanodo.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 157 refutatio [s. reiterazióne [s. contenuto avversativo e trasformarsi in → comparatio.] Per regressione si può intendere un particolare tipo di → subnexio.] Rifiutare le argomentazioni dell’avversario.] → reversio.pl. ripetizione. / Come sinonimo di → epandodo è la ripresa di parole poste ad inizio frase per spiegarle: Es.f.f. relatio1 [s. ridicolo per il suo modo di vestire. È questo il caso in cui la subnexio si chiama regressione (regressio). Infatti.] → anafora. Marco è brutto e ridicolo : brutto perchè manca di armonia nei lineamenti. Livros LabCom i i i i . → regressio. → lex potentior.] Lo stesso che → apodioxis. reiectio [s.1. regressióne [s.] Lo stesso che → repetitio.

] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) concernente il materale referenziale vero o verisimile. uguali oppure trasformati dal punto di vista della forma. anche se per Cicerone non è bene separare questi due concetti che rappresentano nel loro insieme la globalità del sapere. mediante uno straniamento mitigato.] → confutatio.livroslabcom. o inquadrando le parole stranianti in un contesto più accessibile al pubblico. res [s. reprehensio [s. reprimenda.f.] feci.ubi. epimone.f. dell’esprimerlo attraverso le parole e dell’esporlo nella comunicazione. www. epanalessi. i verba sono le parole.→ copia rerum. repetitio [s. palillogia. remotio [s. richiamarle alla memoria comportava un’abile tecnica ed un continuo esercizio.] Termine generico indicante la ricorrenza dei membri.m.] → subiectio. cioè l’espressione che rappresenta quell’idea. Le res non vanno create ex novo.i i i i 158 Dizionario di retorica remedium [s.] Consiste nell’attenuare gli effetti dello straniamento e di qualsiasi situazione imbarazzante o noiosa: può essere ottenuto tramite → correctio. → analessi. refutatio. vanno piuttosto ritrovate. la responsabilità delle proprie azioni. Gli oratori dell’epoca classica ritenevano quindi che le res (idee) fossero preesistenti nell’inconscio o nel subsconscio come → copia rerum. da cui sarebbe stao condizionato. A questo proposito è bene ricordare che la memoria era rappresentata come uno spazio suddiviso in parti (i luoghi o → tópoi o → loci). o dell’aspetto semantico. ma un altro mi ha spinto a farlo’. sed alter me impulit ut facerem: ‘sono stato io. ciscuna destinata ad accogliere una singola idea (res).f. Le diverse trasformazioni possibili originano altrettante figure di parola: → anafora. ripetizione.f.] Sono le idee reperite nella → inventio perché adatte (→ aptum) alla → materia. reiterazione. verbum. iteratio. Quando il reo si difende scaricando su una forza tirannica. res semàntico-estensionale [loc.pt i i i i . riprensione.s. della funzione sintattica.f. Se le res rappresentano le idee. responsio [s. ossia ritenute in grado di persuadere l’arbitro della situazione a pronunciarsi favorevolmente alla parte rappresentata dall’oratore.f.

stati.] L’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina.f. . beh. reticènza [s. minacciosa o particolarmente forte. refutatio.f.] Terminologia antica. essendo riferito a chi.s.f. come abbia fatto a rientrare così presto resta un mistero.f. In questo caso la reversio è un’ → antimetabole. “l’imputato ha giurato di essere rientrato a casa alle 22. rètore [s. reticentia [s.: sono proprio dei. Oggi il termine ha assunto una connotazione negativa. Lo stesso che → correctio. segnare una restrizione a quanto precedentemente detto. tende tuttavia al vacuo.f.m. fatto sta che Livros LabCom i i i i . Es.] Marcare un’eccezione. La res semantico-intensionale è in altri termini costituita dai concetti (che verranno poi espressi linguisticamente dall’→ elocutio) strutturati attraverso il → processo di intensionalizzazione a partire dal materiale referenziale vero o verisimile (→ res semantico-estensionale). macrostrutturale. La successione concettuale del primo membro può essere percorsa a ritroso in due maniere.s. pur rivelandosi abile ad usare le parole. . rettòrica [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 159 ossia l’insieme di esseri. res semàntico-intensionale [loc.] Sospensione del discorso tramite la quale il locutere lascia immaginare il peggio: un’espressione sconveniente. restrictio [s. → aposiopèsi.] Nell’antichità è il maestro del discorso. oppure attraverso l’inversione dei ruoli sintattici e semantici dei termini principali. per → retorica. reversio [s.f.] → confutatio. dicitore. È il campo in cui opera l’→ inventio. Es.] È l’→ antitesi che sviluppa regressivamente i membri contrapposti (‘antitesi regressiva’).f. idee reali o immaginarie.] In un → testo retorico è l’aspetto del significato (res) di natura intensionale. azioni. attuali o possibili che costituiscono il referente del testo. rethorica recepta [loc. → oratore. riguardante principalmente la parte di → dispositio legata al significato. puoi immaginarlo da te!”. processi. o riprendendolo punto per punto.

In parte corrisponde alla figura dell’→ omeoteleuto. scherzo.] → reticenza. ridiculum [s. Solitamente impiegata in poesia. ut edas ‘devi mangiare per vivere. ripetizióne [s.] Operazione di correzione. nelle lingue moderne è dato dalla successione degli accenti. a volte dichiaratamente in contrasto con ogni schema che richiami il passato. Es. è fondamentale l’uso appropriato della mescolanza degli accenti principali e secondari. di reversio come antimetabole (e con schema chiastico): Esse oportet. Relativamente alla retorica. A partire dal III secolo. ridiciménto [s. e delle sillabe accentate e non accentate. Al cursus medievale si ispira anche la poesia moderna. caratterizzato dall’ accentuazione della gravità dello sbaglio.f. → derisione. riprensióne [s.] Lo stesso che → repetitio.m. ritmo [s. Il ridiculum concerne sia la → materia (si pensi alla commedia) sia l’→ ornatus delle idee (→ festivitas. → anastrofe.] È uno degli elementi essenziali della → compositio. anche per abbellire.] È una variante dell’→ ethos. in tutte le epoche. non vivere. ut vivas. non vivere per mangiare’.f. pur interpretandolo in modo libero. rima [s. le → clausole antiche furono sostituite dal → cursus. www.m.m. → soprariprensione.i i i i 160 Dizionario di retorica l’ha giurato”.] Ammonimento (anche nei confronti di una persona che si stima). dal momento che era andata perduta la percesione delle quantità sillabiche.livroslabcom. urbanitas).] Identità di suono fra due o più parole dalla vocale tonica alla fine.ubi. sia in prosa che in poesia.f. la reprehensio rientra nell’→ argumentatio (→ parti del discorso). Ma sempre. essa non è tuttavia una costante di tutta la poesia.m. cadenza o clausola ritmica che chiude armoniosamente i periodi. e consiste nel riprendere formalmente la persona che ha sbagliato. Nelle lingue classiche era il risultato della successione regolata di sillabe lunghe e brevi.pt i i i i .→ expolitio. → numerus. omofonia. epifora. ritòcco [s. Per raggiungere l’effetto umoristico che lo contraddistingue possono essere impiegati anche l’→ equivoco e l’→ allusione.

pericolosa ecc. scappatóia [s. lo scarto è un’alterazione riconosciuta del grado zero. scarto [s. Robur [s. inteso come modello esemplificativo della struttura di un’opera letteraria. robustus sermo [loc. riuso (discórso di r. schèma [s. in retorica. ispirata da sdegno e rancore. che ha come obiettivo la produzione di effetti retorici.m.m.m.m. → ridiculum. la scappatoia è quella per cui si cambia a proprio vantaggio l’argomento della questione. . genus sublime. schérzo [s.m.m. In questo senso.).] → casus pro casu. sottolinea Lausberg.m. la scelta preferita è quella dello schema a cinque punti (corrispondenti alle cinque dita della mano).s. piene di arguzie e motti di spirito. / → grado zero. / Secondo il Gruppo mi. la nozione di scarto che ha dominato la moderna stilistica letteraria è di difficile fondazione teorica e presuppone una giustificazione dall’esterno: è necessario che lo scarto sia ammesso dall’autorità o dalla necessità derivante da un dovere inderogabile.] Azioni e parole prive di serietà. antiptosi.) → discorso di riuso.] È l’ espediente per uscire da una situazione scomoda (perché difficile.f.] Descrizione di una persona. ordine naturale.].s.] Lo schema.].m. schema per casus [loc.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 161 ritratto [s. come ha scritto Mortara Garavelli. robustum [s. → ordo. S sarcasmo [s. – Ahi ! i miei piedi ! Faccia attenzione a dove cammina ! – Me lo lasci dire signore. è influenzato dalla teoria della → memoria come spazio.] In generale. Lei veste proprio con eleganza. impiegate per prendersi gioco di qualcosa o qualcuno. . come aiuto alla memoria. Es.] → ornato vigoroso. → effictio. ordine artificiale. In questo senso. Livros LabCom i i i i .m.] Forma di → ironia.

cioè sostenere le proprie tesi con valide e credibili argomentazioni. parti del discorso.f.: Temo i Greci. → aforisma.] Scurrilità. circa).C.m. né la forma sintetica.] → interiectio. motto.m.pl. provare (→ docere). Es. 2. sententia [s.] → sentenza.pt i i i i .] Caratteristico del linguaggio triviale. umile (→ genus umile): stile basso. www.] Obiettivi che l’oratore si prefigge con il suo discorso e le relative strategie.s.f. Per raggiungere questi tre scopi l’oratore può usare questi tre stili: 1. tenue. proprio dell’oratoria civile e forense. 3. il → motto o → detto. sermo apertus [loc. anche quando offrono doni (Eneide). gnome.] definita da Lausberg: “→ locus communis formulato in una frase che si presenta con la pretesa di valere come norma riconosciuta della conoscenza del mondo e rilevante per la condotta di vita o come norma per la vita stessa”. ad avvalorare le proprie tesi (L. medio (→ genus medium). § 70). proprio dell’oratoria epidittica. né l’oscurità. Secondo Mortara Garavelli la s.f.m. cioè rendere il discorso piacevole al suo auditorio. 2. scosso nell’animo. che non ammette né la brevitas. massima. Come sostiene Cicerone nel suo breve trattato “De optimo genere oratorum” (46 a. sententiarum exornatio [loc.] → sermo manifestus.f. → scurra.ubi. separatio [s. flectere / → movere. sententiae clausula → clausula sententiae. series [s. → escrologia. sublime (→ genus sublime).s. 3. può essere intesa come termine generico comprendente più varietà specifiche: la → massima. scurrile [aff. l’oratore deve finalizzare il suo discorso a tre scopi principali: 1.m.] → periodo.] → exornatio.s. → discorso. scriptum [s. scurra [s. → delectare.livroslabcom.i i i i 162 Dizionario di retorica scòpi del discórso [loc. tipico dell’oratoria politica. cioè essere in grado di portare l’auditorio.] Lo spirito e la redazione della legge come intesi dal legislatore.f. sentènza [s. linguaggio triviale.

→ etopea. significazióne (figura di s. → discorso.] → allusione. sillèpsi grammaticale [loc. Indica anche il dirscorso in generale. e Marco). sillepsi oratoria. genus sublime. Pronuncia difettosa della ‘s’.f. es. sillèpsi o sillèssi [s.m. significatio [s.m. sermocinatio [s. e si sarebbe dovuto dire Luca che viene da Roma.] Figura retorica per cui si attribuicono al medesimo termine un senso proprio e uno figurato contemporaneamente. validus. → dialogismo. sillepsi grammaticale.: → sermocinazione. soprattutto se di ammonimento o rimprovero. sigmatismo [s. → zeugma indica l’incongruenza semantica. sermóne [s. mentre → sillepsi quella grammaticale. oratio. Livros LabCom i i i i .s.) → figura di significazione.] → ornato vigoroso.: Luca e Marco che vengono da Roma (quando solo Luca viene da Roma. ossia la chiarezza dell’ espressione linguistica come portato della chiarezza delle idee → perspicuitas. → mimesi.m.f.f. → zeugma.m. → subiectio. → allitterazione. / Ogni infrazione retorica alle regole di concordanza. Sin.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 163 sermo manifestus [loc.s. fortis.] Si verifica quando il locutore si ‘distacca’ dal discorso introducendo un altro parlante. Nella tradizione retorica anglosassone. / Forma di concordanza a senso che consiste nel porre il predicato in relazione sintattica con un secondo soggetto senza che vi sia collegamento di significato. / Ripetizione del senso senza ripetizione del significante → anacoluto.] Componimento ricco di ‘s’.] → simbolo. ossia nella costruzione sintaticca. es. → percontatio. solidus [loc. del quale riporta le enunciazioni in forma diretta. signum [s.] Discorso di argomento sacro che di solito si rivolge ai fedeli in chiesa.] Indica la comprensibilità intellettuale del discorso.s.f. sermo robustus.: una casa piena di cose e di ricordi.m.] Zeugma nell’ambito della grammatica.

] → paragone1 .m. → sillogismo sofistico. locus a simili.) → adiunctum. omeosi. Si incontrano tuttavia sequenze simili al sillogismo.livroslabcom. la toga ‘la pace’. sillogismo dialèttico [loc. Le armi ‘la guerra’. locus a simili.i i i i 164 Dizionario di retorica sillèpsi oratòria [loc. nella sua forma completa. sìmbolo [s.f.s. si viene così a stabilire il legame causa – effetto.s. loci a simili impari.m. sillogismo dialettico. che costituisce ad esempio il modello di paragone per la metafora (mentre quello per l’ironia è il → locus a contrario).m. dissimile. anche se.] È il → locus a simili. → parabola. l’altra in senso figurato. dissimilitude. sillogismo erìstico [loc.] Impiego della → tatuologia nell’argomentazione: una delle due espressioni è intesa in senso proprio.] Il sillogismo è un ragionamento costruito attraverso il succedersi di tre proposizioni: due premesse (maggiore e minore) ed una conclusione. → adiunctum.] Lo stesso che → sillogismo eristico. → contiguità. esso viene raramente utilizzato.m. simili (locus a s.m.pt i i i i . sìmile [s. Contrario → fr. sillogismo retorico.m. Correlata: la → comparazione.] Sillogismo le cui premesse sembrano apparentemente probabili.] Lo stesso che → epicherema. → sillepsi.m. sillogismo [s. lo scettro ‘il potere regale’.f. → entimema. similarità [s.] Relazione di somiglianza o di affinità.s. similitùdine [s. sillogismo sofìstico [loc.f.] Lo stesso che → epicherema. sillogismo retòrico [loc.s.] È da intendersi come un tipo di → allegoria in base al quale tra l’oggetto inteso e l’allegoria simbolica vi sia un concatenamento reale. Il sillogismo rappresenta un arricchimento concettuale per l’argomentazione. www. simili (a) impari → adiunctum.ubi.s.

/ Ripetizione. y/x. paradosso.] Consiste in una combinazione di anafora ed epifora. attraverso le quali l’oratore finge di condividere le tesi della parte avversa. sìmploche [s.f. absurdum. Es. lo qual ène sciordenato. simulatio [s.f. che i modelli classici analizzarono all’interno della → compositio.: Guàrdate da l’odorato. che consiste nel celare ciò che esiste. Nel campo dell’oratoria essa è realizzata tramite affermazioni o esortazioni non sincere. in maniera tale da realizzare l’elisione o la divisione di una parola fra due membri. confessum. ottenuto aggiungendo una struttura a quella della frase ordinaria. / ca ‘l Segnor lo t’ha vetato: / guarda! / Guàrdate dal toccamento.] Consiste nel ritornare su ciò che si è detto riassumendolo.f. y/. secondo lo schema: /x.f. Livros LabCom i i i i . . . .f. anche ammettendo proprie difficoltà più o meno reali. Essa è la costruzione del periodo con membri di uguale ampiezza. → delectatio.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 165 simmetrìa [s. in due frasi succesive. è l’→ enjambement. / Quando l’enunciazione esprime l’inverso di ciò che suggeriscono l’intonazione e la situazione. → dissimulazione.] → simulazione. dunque confermandolo. Un fenomeno simile. sinceritas. sinafìa [s. Correlati o uguali: → complexio. nella poesia moderna. Es. . Laude VI). / al tuo corpo è strugimento: / guarda! (Iacopone. provocazione.f.m.] Consiste nel parallelismo della struttura frasale. lo qual a Deo è spiacemento. polarità. la simulazione consiste nell’ostentazione di ciò che non c’è. simpatìa [s. per rendere favorevoli a sé ad alla propria parte l’uditorio e l’arbitro della situazione. simperasma [s.] Nell’ambito della metrica classica è il collegamento di versi consecutivi. di differenti parole semanticamente simili e disposte nel medesimo ordine.] L’effetto emozionale che l’oratore vuole provocare. simulazióne [s.] Contrariamente alla dissimulazione. → illusio. e magari le parole sono prounuciate con una smorfia di fastidio). È un vero piacere incontrarti ! (quando in realtà il parlante non avrebbe proprio voluto incontrare il suo interlocutore.

→ transmutatio. ma con un significato ampliato. la specie per il genere e viceversa (species pro genere – genus pro specie). totum pro parte. contrazione. in maniera da originare una sola sillaba. la materia di cui è fatto un oggetto per l’oggetto stesso (materia pro opere). sinèresi [s. della sineciosi pasoliniana:.f. A. . B.] Una parola è impiegata in vece di un’altra con la quale sta in relazione di ‘quantità’. .] Turabamento dell’abituale ordine delle parole tramite combinazioni di anastrofi ed iperbati. No. Tipica del linguaggio della “contraddizione pasoliniana”.i i i i 166 Dizionario di retorica sinalèfe [s. → sinalefe. ma non al fine di opporli l’un l’altro (come invece nell’→ antitesi). sìncope [s. www.] Legame fra due parole o unità sintattiche. mixtura verborum.f. fusione. D. Assai frequente nelle lingue classiche.pt i i i i . Si ha metonimia nei casi in cui si nomina la parte per il tutto e viceversa (pars pro toto – totum pro parte).] Quando l’oratore. in genere viene usato come sinonimo di → polisindeto. “La libertà sessuale è necessaria alla creazione? Sì.f.] Soppressione di uno o più suoni all’interno di una parola. no. Pars pro toro. contrario di → dialefe. . individuum pro specie.] Fusione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola seguente. . → consilium. → sineresi. confessum. simpatia.] Figura retorica che consiste nell’esprimere allo stesso tempo due contrari. A scuola. Però. si va su due ruote. dice ciò che pensa realmente evitando la → simulazione e la → dissimulazione.ubi. sinèddoche [s.] Contrazione ad una sillaba di due vocali che vengono a trovarsi vicine all’interno di una medesima parola e che normalmente si pronuncerebbero distinte (contrario della dieresi). → ossimoro.f. sì. il singolare per il plurale e viceversa (singularis pro plurali – pluralis pro singulari). in centro. →.. sìndesi [s. Es. No.f. / Ripetizione nella medesima frase di uno stesso termine.f. C. sìnchisi o sinchìsi [s. genus pro specie. certamente no.livroslabcom. come tattica del discorso.f. sinceritas [s. sineciósi [s.f. O forse sì.

siano esse sinonimi veri e propri o tropi. → commoratio. → sinonimia.m. singularis pro plurali [loc. sìntesi [s. sinonimo. sofisma [s.] Lausberg lo definisce come il procedimento che mette in evidenza come privo di contenuto il membro della frase usato positivamente e in primo luogo.m. equivoca o comunque difficile da comprendere. → compositio. anche quella fra sinonimi.m.f. ottenuta tramite il trasferimento di significato da un dominio sensoriale all’altro.f. e indica l’abbreviamento di una vocale normalmente lunga. Es. → kairós.f. Es.f. Parole acide. situazióne [s.s.] → sineddoche. sinonimia.] In ambito retorico può essre intesa come figura di ripetizione: consiste nella ricorrenza dello “stesso” senso in espressioni diverse. sinonimìa glossante [loc. → mesozeugma. sinonimia glossante. arbitro della stuazione. Livros LabCom i i i i . interpretatio. → distinctio.] Processo di composizione e unione di varie nozioni. sorriso amaro. sinzèugma [s.] Argomentazione falsa e capziosa impiegata al fine di ingannare qualcuno.] Sinonimo di → mesozeugma.] Consiste nella mescolanza di sensazioni diverse. → diastole. non è mai assoluta. smascheraménto [s. una salus victis nulla sperare salutem. sinònimo [s. La differenza di significato. e con evidente paradosso.s. zeugma.f.] Lo stato di una persona o di un gruppo di persone in un determinato momento.] Indica la concordanza di significato tra parole. interesse alla situazione. la quale tuttavia. interpretatio. usata negativamente.] consiste nell’impiego di uno o più sinonimi al fine di chiarire un’espressione oscura.f.m.] In metrica latina è il contrario della → diastole. sinonimìa [s. parafrasi interpretativa.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 167 sinestesìa [s. Terminologia che trova largo impiego nelle scienze giuridiche. → commoratio.m. sìstole [s. è nominata → differentia.

] Parte del discorso che seguiva riprensione o confutazione.f. La retorica classica analizzò i solecismi sintattici. sottintéso [s. → detractio. vénghino.] Lausberg la definisce come alterazione di una parte di un insieme per mezzo di una parte che prima era estranea all’insieme stesso.pt i i i i . ai vari livelli di analisi linguistica.] Lo stesso che → acutum dicendi genus. reticenza. → immutatio.m.] Eliminazione di qualche elemento. → riprensione.f. soppressióne [s. soprariprensióne [s.f. un esempio di sostituzione potrebbe essere quella che prevede l’impiego di un tropo al posto di un verbum proprium nell’insieme rappresentato dalla frase.livroslabcom.] Figura retorica che consiste nell’ interruzione volontaria del discorso.f.m. sospensióne [s. ai vari livelli di analisi linguistica. voi mi dicevi ‘dicevate’. sottrazióne [s. toscanismo: se tu fosti. www.: oggi mi sento più meglio.] Parole non espresse che facilmente possono essere reintegrate e capite dall’ascoltatore. → ellissi.f. Il concetto di solecismo anche oggi indica un errore o una devianza. un mutamento che in partenza di solito è generato da una devianza. mentre il → metaplasmo descrive uno spostamento. → detractio. interruptio. sottigliézza [s. sorite [s. permutazione e → sostituzione quali usi scorretti di determinate figure grammaticali e anche di molte figure di parola e di pensiero. acutezza.] Sequenza di sillogismi incatenati l’un l’altro in modo tale che la conclusione dell’uno rappresenti la premessa del successivo.i i i i 168 sofìstico (sillogismo s. In questo senso. Es. ossia le improprietà di costruzione dovute alla dismisura per eccesso e per difetto.ubi. Dizionario di retorica solecismo [s. vàdino.m. → aposiopesi.] È un errorre morfologico o sintattico dovuto a ignoranza individuale o a peculiarità dialettali. Classificata da Fontanier tra le figure di pensiero per ragionamento o combinazione. sostituzióne [s.) → sillogismo sofistico.f.] Eliminazione di qualche elemento. In questo senso vennero individuati solecismi per → aggiunzione. soppressione. fàccino.

Per Quintiliano e più tardi per Fortunaziano.s. status causae [loc.f. status causae. con cui è presentata la legittimità della questione e quindi del processo e del suo giudice. spes [s.m. sulle intenzioni e sull’utilità dell’oggetto del discorso (an iure fecerit.] È la speranza provata dall’uditorio. la realtà del luogo.f.] → status causae.] → status legales. In epoca moderna Lausberg lo definisce come questione situazionale. Il termine status indica il valore di condizione. con cui si avanzano ipotesi sulla qualità del fatto.m. il modo. secondo Lausberg il binomio di emozioni speranza e timore . status ambiguitatis [loc.] È la situazione della causa prima della costruzione del discorso. Cassiodoro e Grillio è ciò su cui verte la controversia. Barthes come il punto su cui verte il giudizio.s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 169 species pro genere [loc. → metus. → status translationis. L’analisi della causa può portare anche a stabilire che la causa è → asystata ovvero carente di consistenza. nel genere deliberativo: determinazione della natura della persona da lodare). nel genere deliberativo: se si debba fare qualcosa).] → antonomasia. in cui si costruisce l’oggetto della causa (an hoc fecerit.m. nella commedia. posizione ed evoca il luogo fisico in cui avviene l’incontro delle parti che determinano il nucleo della questione. Albaladejo esplicitamente come questione principale.f. species pro individuo [loc. Livros LabCom i i i i . → status qualitatis. nel racconto) quello che possiede un minor grado di violenza.] → sineddoche.s. stato della questióne [loc. che riguarda la ricerca degli indizi e l’accertamento dei fatti (an fecerit.m. → status finitionis. stato del dibàttito [loc. pathos.s. nel genere deliberativo: se bello o brutto).] → status causae. stato della questione.spes et metus – è. il tempo e la persona su cui verte l’argomentazione (an quaestio iure intendatur). L’analisi della causa può portare a quattro possibilità (L. → status. finché non si è concluso il corso di un avvenimento tipico (nella tragedia.s. par.m.s. status [s. 31): → status coniecturae.] → situazione. stato del dibattito.

m.] → status causae.] → status causae. staticamente ripetute. il genere deliberativo. status contrariarum legum [loc. a volte. un oratore.] → status legales.s.s.m. Lo scarto rispetto alla norma misura l’originalità stilitica di un autore. status scripti et voluntatits [loc.s.s. che comporta una distorsione rispetto alla realtà. come nel caso dell’oratoria. status sillogismi [loc.] → status legales.s.pt i i i i .i i i i 170 Dizionario di retorica status coniecturae [loc. congettura.m. così come inteso dal legislatore (→ scriptum). status qualitatis [loc.livroslabcom. luogo comune.m.m. status legales [loc.m. si ricerca quale applicare. status finitionis [loc. stereòtipo [s.s. Lo stile dipende dalle modalità di impiego (parole/esecuzione) delle possibilità offerte dalla lingua (langue/competenza) in un determinato periodo storico.ubi. status translationis [loc.m.m. ma anche.] Semplificazione concettuale stabile. → cliché.] → status legales. www.] Dal momento che il processo penale.] → status causae.s.] → status causae. Lo status syllogismi è la ricerca di un ampliamento del significato (→ voluntas) del testo mediante analogia giuridica. Lo status ambiguitatis consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) dello spirito e redazione della legge (→ scriptum) quando il testo risulta ambiguo in seguito a difetti di formulazione linguistica.] È il risultato delle peculiarità espressive che contraddistinguono uno scrittore o.p m. Lo stereotipo si presenta attraverso espressioni convenzionali. dal momento che sussiste una incongruenza nel contenuto (→ voluntas) di due o più leggi. si è soliti individuare quattro possibilità (status legales) concernenti l’interpretazione dei testi stessi: lo status scripti et voluntatits si verifica nel caso in cui le parti non concordino nell’intrepretazione.m. e consiste nel ricercare il significato (→ voluntas) della formulazione del testo. non possono avere luogo senza il ricorso a testi legali e la relativa citazione. Lo status contrariarum legum si ha quando. stile [s.

genus humile. mesos]. Il subaudire deve essere distinto dalla comprensione di ciò che è implicito in un testo.m. Tale concetto deLivros LabCom i i i i . → humilitas. genus medium. adros]. stile ùmile [loc. magniloquens [gr. detto anche infimum (→ infimo).m. esuberante.m. consiste in una aggiunta. b) piacere.s. → percontatio. stilus [s. genus umile. b) aequabile.f. stili del discorso. mediocre [gr.] → ornato soave. stili del discorso.m. discorso. o un’epoca. gratia. ossia forma espressiva tipica (parola. Vedi anche → umile.] Corrispondente al → genus sublime.] Lausberg lo classifica come un sspetto dell’→ enfasi. subaudire [vb. Cicerone sviluppò inoltre una suddivisione degli stili sulla base del fatto che lo scopo/il proposito retorico fosse a) commuovere.] Il più basso dei livelli di → stile. c) insegnare. infimo. in una integrazione del messaggio ricevuto. ed anche ampolloso.] Stile ellenistico proprio dell’→ asianesimo.] Secondo Lausberg è la comprensione che. ischnos]. è lo stile letterario proprio alla tragedia e all’epopea. stili del discorso. il cui proposito retorico è quello di insegnare. genus medium. subintellegere [vb.s. subiectio [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 171 stile alto [loc. c) infimum. In seguito è compresa nel significato di stilus anche la variazione dell’elocutio a seconda dei generi.] Originariamente il termine indica la variazione dell’→ elocutio che caratterizza un autore.] Consiste nella risposta aggiunta dall’ortatore alle domande che egli stesso rivolge al pubblico. ornatus. un gruppo di autori. costrutto) che ricorre con una certa frequenza in un determinato autore o nell’ambito di una determinata scuola.] Elemento caratteristico dello stile. Il concetto dei “livelli di stile” si afferma a partire dalla tradizione retorica romana la quale individua tre categorie generali: a) supra.s. stile asiàtico [loc. basso. locuzione.m.f. umile [gr. → genus elocutionis. espressa con il → subintelligere. stilèma [s. composito e ricco di preziosismi nelle sue manifestazioni formali. avvicinandosi all’→ ellissi. suavitas [s. stile asiano. → stile. per cui si ha comprensione di ciò che è implicito.

] → allusione. summae dictaminum [loc.pl.f.f. superlatio [s.] pausa del discorso.f. espressa dal verbo → subaudire. / Lo stile letterario che si addice ad argomenti elevati quali la tragedia e l’epopea / Più in generale.f. synesis [s.f.] → iperbole.] → congeries.] → ductus obliquus.ubi.f. synathroismus [s. minutio.] Elemento sintattico che dipende da un altro.f.f. suspensio [s. subordinazióne [s.] → subiectio. accumulo. superioris rei correctio [loc.m.] → anacoluto.s. → sublime.] Ciò che è caratteristico dell’→ ornatus che presenta → sublimitas. sublimitas [s. praecedens correctio. qualità di quelle creazioni artistiche o di quelle manifestazioni della natura che sono in grado di sollecitare gli animimi elevandoli. suggestio [s.f.] → prosapodosi.] → subnexio. suspicio [s.s. sustentatio [s.] Secondo Lausberg è il massimo grado di valore estetico dell’ornatus.f.] → suspensio.f.] → ars dictandi. praeoccursio.f.] Quando l’oratore chiede scusa (correctio) al pubblico per aver pronunciato parole troppo audaci (superioris rei). → periodo.pt i i i i . subnexio [s. syntaxis obliqua [loc.f. → correctio.s.i i i i 172 Dizionario di retorica ve essere tenuto distinto dalla comprensione di ciò che integrando si aggiunge. www. esso è causa dello straniamento dovuto all’eccellenza dello stile.livroslabcom. sublime [agg. subiuntio [s.

i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 173 T tableau [s. fenomeni fisici e morali. In questo contesto A e B. come quello dell’informatica. disgusto. Es.m.] Ripetizione del medesimo concetto con parole diverse. fastidio. ed a tutti i relativi mezzi dialettici impiegati.] tedio. mentre i termini C e D.] Figura retorica che consiste nel riferirsi a cose grandi servendosi di parole umili o triviali.m. Livros LabCom i i i i . → diafora. tautologìa [s.] Termine proprio ad un linguaggio settoriale. tèma [s. Il termine rimanda alla retorica di Perelman. della giurisprudenza. della medicina. tàttica [s. costituiscono un insieme detto tema.] Nella ripartizione delle figure di pensiero operata da Fontanier corrisponde alla ‘Messa in scena’.] Corrisponde al piano per raggiungere l’obiettivo prefissato.: un grande uomo politico guida lo stato come un timoniere la sua nave.] Forma italiana per → ingenium.m. azioni. tapinòsi [s. → fastidium. ossia ciò che si dice sul tema stesso //. ed è correlata al → rema o → commento. Comprende tutte le specie di descrizione. nella quale la struttura dell’→ analogia si esrpime con la formula ‘A sta a B come C sta a D’. o → argomento. tecnicismo [s.] È La materia che rappresenta il compito assegnato perché venga elaborato.m. intesa come raffigurazione viva e animata di avvenimenti.f.m. meiosis. Es. talènto [s. C e D il foro. → litote. passioni. → consilium.f. In questo senso la materia. su cui si fonda il ragionamento. Dove lo schema è il seguente: A (un grande uomo politico) sta a B (lo stato) come C (un timoniere) sta a D (la nave). A e B rappresentano il tema. / Uso eccessivo di una terminologia tecnica. noia. taedium [s. rappresentano l’insieme denominato foro.f. ecc. Quel medico ha studiato medicina. ductus. è ciò di cui si parla. i termini a proposito dei quali si vuole trarre una conclusione.

operata tramite altre parole che lo tagliano interponendosi. riguardante cioè principalmente quella parte della → dispositio legata al significato.s. → ductus. Es. su cui cade l’accento.s. → isocolo.] È la qualità comune alle cose simili. tricolon.m.] Il perno attorno a cui ruota un determinato → fatto retorico. tèsto retòrico [loc.i i i i 174 Dizionario di retorica tenor [s. ticoscopìa [s. tenore del discorso. tmèsi [s. tertium comparationis [loc.] Le caratteristiche formali e contenutistiche di uno scritto o di un discorso.f. lat. denominato → arsi. tetracòlon [s. → quaestio infinita. non il canto del gallo. ad esempio dal punto di vista giudiziario / In ritmica rappresenta il tempo forte.m. ossia in relazione agli obiettivi prefissati.] Il modo in cui si scelglie di produrre il discorso in considerazione del rapporto fra → consilium e → thema. Viene chiamato anche → discorso retorico. → ductus. opposto al tempo debole. Es. → simile.: D’Annunzio.ubi. thaumasmus [s.] Descrizione di cose assenti dalla realtà ma presenti nella fantasia. Es.] Il tetracolon consiste di quattro cola paralleli che mostrano i caratteri dell’→ enumerazione.f.livroslabcom. dissimile.m.m.m. La res è il significato: può essere di natura estensionale (→ res semantico-estensionale). non il fiotto del bimbo.m.f.] Espressione di meraviglia. la forza ed il coraggio di un leone e dell’uomo che gli viene paragonato. fantasia.] Divisione di un lessema in due parti.s. non il nitrito del poledro. tèsi [s.: septem subiecta trioni ‘posta www.pt i i i i . Esso è il prodotto linguistico dell’attività comunicativa dell’oratore ed è costituito di → res e → verba. I verba sono la struttura superficiale del testo: sono legati alla → elocutio ed alla parte formale della → dispositio. tenóre del discórso [loc.] L’oggetto astratto che deve essere trattato. macrostrutturale. riguardante il → referente. o di natura intensionale (→ res semantico-intensionale). → ipotiposi. questo è il campo in cui opera la → inventio. Faville del maglio: Non odo il suo respiro.

] → luogo. tòpos [s.f. teoria dei luoghi comuni a cui si può far ricorso per le argomentazioni necessarie alla dimostrazione. la dispositio. nella retorica classica.m. traductio [s.] Che riguarda a una certezza condivisa.f. Es. tradizióne [s. reditus ad rem. totum pro parte [loc. La traductio è un fenomeno dell’→ acutum. La tradizione rappresenta quindi un patrimonio comune.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 175 sotto il settentrione’.f. transiectio [s. transitio [s. che.) → luogo topico.] Termine impiegato non comunemente per indicare sia l’→ iperbato che l’ → iperbole. tractatio [s. luogo topico.f.f.] Ha lo stesso significato di → metabasi.: “Io – disse lui – vi abbandono”. → topica. traiezióne [s. transgressio. → consuetudo. → topicale. equivocità. topicale [agg.m.] Differenza di significato dovuta alla → equivocità. per lo meno di certi strati sociali e in una certa area culturale. / La tmesi può essere anche sintattica. topotesìa [s. → topografia.f.] → iperbato. vetustas. Livros LabCom i i i i . un gioco di parole dovuta alla somiglianza (o identità) dei significanti in assenza di sinonimia. Come figura retorica è una figura dell’uguaglianza moderata. la elocutio.] → iperbato. transiectio. tòpica [s.f. con inserimento di un segmento all’interno di un gruppo sintattico.] Nella retorica classica. la memoria e la pronuntiatio. gioco di parole.] Sviluppo della materia di un discorso o di un testo. auctoritas.s.] Descrizione di un posto immaginario. tòpico (luògo t.f.] → sineddoche.f. prevedeva cinque fasi: la inventio.] Dal punto di vista della retorica è l’insieme di tutti i discorsi accumulati e potenzialmente riutilizzabili. transgressio [s.

livroslabcom.I tria loca sono: inizio (caput. initium). nel Medioevo. che l’imputato richiede mettendo in dubbio la competenza del giudice attuale. transunzióne [s.] Consiste in una metatassi per soppressioneaggiunzione.] Suddivisione di un insieme in tre parti (→ tria loca): inizio (caput. / Altra termine per → metafora. initium). troncaménto [s. Le tre parti in cui un insieme lineare – che rappresenti dunque una direzione nello spazio (ad es. doveva essere costituito il curriculum del buon cittadino. → metafora.può essere suddiviso.] ‘tre luoghi’.] → metafora. www.] → figura per ordinem.] Caduta di vocale o di sillaba finale.m. fine (finis).] Isocolo trimembre. tetracòlon.] Fra le arti liberali di cui. imum) tricòlon [s.] La translatio è il rinvio del processo ad un altro giudice. → quadrivium. → parallelismo. la dialettica e la retorica.m. tria loca [loc. tripartizióne [s. figura per transmutationem.] Termine o locuzione utilizzati in senso diverso da quello che sarebbe loro proprio.m.pl. e si ha quando viene impiegato un elemento di una classe per sostituirne uno di un’altra (ad esempio un infinito con valore nominale che sostituisce un nome: il tuo ridere mi inquieta per la tua risata mi inquieta) → metabole.f. ossia la grammatica. metà (medium). isocolo.f. L’esperienza di ieri – l’avventura di oggi – le sfide di domani (pubblicità).pt i i i i .m. fine (finis.s.f. trasferiménto di classe [loc.m. Lo stesso che → apocope.m.s. lo svolgimento di una musica o di un discorso) . Es. una via da percorrere) o nel tempo (ad es. → bipartizione. traslato [s. il trivium comprendeva quelle concernenti le parole. metà (medium).i i i i 176 Dizionario di retorica translatio [s. trivium [s.ubi.f. transmutatio [s.

assieme alla → festivitas. rappresenta la caratteristica gioiosa dell’ → hilare dicendi genus.] Insegnamento e studio dei tropi e delle figure / Insegnamento morale.] Nell’oratoria sacra indica la capacità di persuadere al bene. la scelta su come impiegare concretamente le parti e le figure immagazzinate nella memoria dell’oratore. umorismo [s.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 177 tròpo [s.m.] Nell’→ ornatus. lapalissiano.m.] Il tropo (o → traslato).f. → dispositio.] Il → pubblico che ascolta un discorso. consiste nella sostituzione (→ mutatio o immutatio) di espressioni proprie con altre di senso figurato (non-proprio).→ esperienza.] → stile umile.m.) [loc. unzióne [s. nell’ambito della dispositio. Esso si realizza quando. nell’esposizione di un evento. i principali sono tre: → metonimia.m. Il problema dell’uditorio è legato sia a quello del suo “condizionamento” sia a quello dell”’adattamento del discorso”. ùmile (stile u. → metafora.] Rappresenta.] Esplicitazione di un contenuto sottinteso ma già evidente. usus1 [s.f.s. Livros LabCom i i i i . U uditòrio [s.m. I tropi concernono la sostituzione di singole parole.f.m. In questo senso il tropo è tradizionalmente inteso come “la trasposizione (il trasferimento) di significato da una a un’altra espressione” (Mortara Garavelli). urbanitas [s. Secondo Perelman la conoscenza che l’oratore ha del pubblico è il perrsupposto per la buona riuscita dell’argomentazione. →. tropologìa [s.m. truismo [s. → sineddoche.] L’esperienza del maestro che viene insegnata al proprio discepolo. come sosteneva Quintiliano. usus2 [s. vengono mescolati il serio ed il faceto.] È affine all’→ ironia.

livroslabcom. preziosità. variatio [s.m. insieme costituiscono il sistema espressivo che si identifica con il → linguaggio figurato. che dotate un corpo verbale (significate) e di un contenuto verbale (significato). verba singula [loc. verborum exornatio [loc. varietas [s.] → variatio.s.pl. utilitas causae [loc. l’uso. → verba coniuncta. / Parole singole sono quelle che realizzano i → tropi.pl.m. Tutto ciò che va a beneficio delle proprie posizioni.] L’azione dichiarata utile al bene comune. varietà [s. utile [s.pt i i i i .f. paradosso.] Per ciò che concerne il discorso. che pure resta analoga a quella attuale.] Connessione di parole.i i i i 178 Dizionario di retorica usus3 [s. di un’opera o di un’azione viene orientata verso un’utilità di parte.s.f. genera lo → straniamento.] → variatio.s. verba coniuncta [loc. il nitor (nitidum genus) esagerato dalla mala affectatio ha come risultato il → preziosismo. → verba singula.] È la proprietà più comune di ciò che è imprevisto la quale.f. contrapponendosi all’uniformità. fornisce la norma principale della puritas. V vanitas [s.] Parole singole. verba ficta [loc. inteso come complesso delle modalità di impiego attuali di una lingua.] → neologismo. → puritas.pl.f.ubi. → varietà. verbum.] Quando la dispositio di un discorso.f. Come sottolinea Lausberg. www.s.] È l’affettazione nel parlare.] → exornatio. / Quando in un testo si torna a considerare un punto già trattato introducendo qualche differenza rispetto alla trattazione precedente.m. / I verba coniuncta rappresentano le → figure retoriche distinte dai → tropi.m.s. i quali si hanno in verbis singulis (cioè riguardano le parole prese singolarmente).f.m.

f.f.m.m.] → vetustas. usate perché ancora conservate oppure perché recuperate conformemente allo stile di un’epoca trascorsa.s. se vuole raggiungere il proprio scopo.] Si riferisce ad antiche costruzioni o formule linguistiche.pl. volgare.s. vetustas [s.m.] È l’unità ritmica del → numerus poetico. verisimile. → vero.m. la formulazione linguistica delle idee (res). → res.] Parola oscena. vetera verba [loc.] → barbarismo. verbum sordidum [loc.f. Le verità possono essere proprie sia a teorie scientifiche che a concezioni filosofiche o religiose che trasendono l’esperienza.] → verosimile. peregrinità.] → periodo. ossia le figure retoriche. verosìmile [s.m.i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 179 verbum [s. verità [s.s.s. Secondo Lausberg essa coincide in qualche modo con l’→ auctoritas. verisimile [s.] Parola oscena. ciò che sembra effettivamente accaduto. Inoltre.] È l’aspetto significante. deve mantenersi all’interno dei limiti del verisimile. Livros LabCom i i i i . Solitamente il ricorso alla vetustas è mirato al raggiungimento della → maiestas poetica. costituiscono invece la → copia figurarum. verbum obscenum [loc. come i gruppi di versi e le strofe.m. → arcaismo.] Perelman definisce le verità come sistemi complessi relativi a legami tra fatti.s.m. Le “forme artistiche” (Lusberg). le parole possono essere considerate sia nella loro individualità (→ verba singula) che nella loro combinazione (→ verba coniuncta). volgare. vèrso [s. verbum peregrinum [loc. Secondo Fontanier anche l’iperbole. le formulazioni linguistiche sono a disposizione nella → copia verborum. può essere integrato in unità ritmiche più ampie.] Ciò che sembra vero. Il verso è suddiviso dalla cesura in parti di verso e poi in piedi.m. ma la vetustas persegue l’intenzione dello straniamento. copia verborum. credibilità. vincta oratio [loc. Se le idee a tra cui può scegliere l’oratore costituiscono la → copia rerum.

] Lausberg definisce la virtus come la perfezione ricercata attraverso l’→ ars ‘arte’. → errore. oltre la misura dell’aptum.] → aptum. voluptas [s.] L’obiettivo che si propone l’oratore. → virtutes elocutionis.] Mancanza di → virtus. Si realizza attraverso il → delectare e il → placere. vocalitas [s. chiarezza o perspicuità – perspicuitas.] → lessico.pt i i i i . → consilium. visio [s. gr. e un vitium per eccesso.m.] → fantasia.) → antonomasia vossianica. latinitas. virtus [s. virtus dispositionis [loc. vitium [s.s. prépon. www. difetto.m. ornatus.f.i i i i 180 virilis ornatus [loc.m. che deriva dal ‘non potere’. aptum. correttezza.] → eufonia. vossiànica (antonomàsia v.f. 2. massime della conversazione. vocabolario [s.] → ornato vigoroso.pl.f. “dove l’intenzione artistica non è guidata dal iudicium e si compiace. di superare l’attività della virtus tanto da degenerare in vitium”. consiste nell’effetto emozionale (moderato) che l’oratore vuole produrre sull’arbitro della situazione per renderlo favorevole alla parte rappresentata.s. → virtus.livroslabcom.f. Lausberg individua due vizi estremi: un vitium per difetto. massime della conversazione.] Comprende le quattro principali qualità o virtù dell’espressione: 1.f.m.ubi.] → virtutes elocutionis. puritas 3. 4.s. bona voluntas.pl. Nel discorso dell’oratore la perfezione risiede nel successo della persuasione. lat. virtutes elocutionis [loc.f. voluntas [s. mala voluntas. ticoscopia.f. (mancanza di competenza) e/o dal ‘non volere’ (mancanza di cura e attenzione). In assenza di virtus si parla di → vitium.s. cioè il forte impegno personale. appropriatezza o convenienza o congruenza. Dizionario di retorica virtù della retòrica [loc.] Sinonimo di → delectatio.

. iperzeugma.f. → apozeugma. Ellissi marcata. mesozeugma. II.) → grado zero. epizeugma. 780). diazeugma. sinzeugma. ipozeugma. Livros LabCom i i i i .i i i i Stefano Arduini & Matteo Damiani 181 vox [s. XIII. genus) → genus vulgare. Z zèro (grado z. Inf. hypozeuxis.m. Bellum Iugurthinum. Parlare e lagrimar vedrai insieme (Dante.] → pronuntiatio.] Particolare e più marcata forma di → ellissi in cui un elemento di una frase ne soggioga altri. vulgare (v. Aen. Maggiori sono le incongruenze. zèugma [s. Es. prozeugma. XLVI). generando una costruzione a senso che dà luogo ad incongruenze semantiche o sintattiche.: Longa tibi exsilia et vastum maris aequor arandum (Vrigilio. sillepsi. Pacem an bellum gerens (Sallustio. 9).. tanto più il lettore o l’ascoltatore ne noterà lo scarto dall’uso abituale.

i i i i i i i i .

Si tratta di un repertorio che include duemila anni di storia della disciplina. infatti una particolare attenzione è dedicata agli sviluppi della retorica contemporanea e alle sue teorie.i i i i Il glossario di retorica rappresenta una raccolta di tutto il lessico accumulato nella retorica recepta. Stefano Arduini insegna Linguistica Generale all’Università di Urbino (Italia) Matteo Damiani insegna Teoria della Traduzione alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Rimini (Italia) i i i i . cioè l’insieme della terminologia e delle nozioni retoriche di derivazione greca e latina. Ogni lemma comprende una definizione sintetica ma esaustiva. L’attenzione per la tradizione retorica non pone però in secondo piano le discussioni moderne e contemporanee.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful