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PRIMO CONTATTO CON I GEROGLIFICI http://www.gregorys.

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Questi sono i ventisei segni uniletteri che gli Egiziani utilizzavano con maggior frequenza per trascrivere i suoni della loro lingua. Sotto ogni segno si trova il nome convenzionale dell'immagine e, in rosso, la sua pronuncia, sebbene questa non corrisponda esattamente a quella italiana. Per esempio, la W del pulcino va letta "all'inglese" come una U. La C di avambraccio un suono a met fra la H aspirata e la A. La H di cortile va pronunciata aspirata. La H di filo ritorto una H faringale. La H della cesta assomiglia al tedesco "ich". La S di chiavistello dolce come in "isotopo". La S di stoffa aspra come il "sole". La S di lago si pronuncia come la Sc di "sci". La Q di colle una C dura, come in "carne". La K di cesta una C aspirata "alla toscana". La T di pastoie si pronuncia con un suono a met fra la T e la C. La D di cobra sta fra la D e la G "gente".

L'antichissima scrittura figurativa egizia, che ancora oggi troviamo sulle iscrizioni monumentali come gli obelischi o le piramidi, indicava ogni idea od oggetto mediante la rappresentazione di corrispondenti figure stilizzate, alle quali, in seguito, venne attribuito un valore fonetico (Scrittura Geroglifica Pura). Pi tardi venne creandosi una nuova forma di scrittura geroglifica, veloce, quasi corsiva e definita Ieratica utilizzata per lo pi dagli scribi appunto per abbreviatura tachigrafica. Una terza, usata particolarmente dall'intero popolo egizio nelle scritture private e nella vita di ogni giorno, prese piede poco dopo e venne chiamata Demotica. La chiave di lettura e l'interpretazione dei simboli fu trovata nel 1822 dal francese J.F. Champollion, grazie alla decifrazione della Stele di Rosetta che recava iscrizioni in geroglifici puri, demotici e in greco.

Scrittura Geroglifica Pura

Scrittura Geroglifica Ieratica

Bisogna precisare che i geroglifici sono una forma di scrittura "assoluta". Ci significa che, per quanto ne sappiamo, non venivano letti, ma unicamente interpretati: come se avessero utilizzato l'impronta dell'immagine per specificare un determinato significato. Disegnando una casa, ad esempio, il lettore ha immediatamente la sensazione di una casa, ma non della lettura di una frase che - nella sua lingua - definisce il concetto di casa. I simboli usati dagli egizi erano circa 800 (contro i nostri 26) con diversi significati, ma la grammatica principale era strutturata con i seguenti simboli:

Monoconsonatici: cio con una sola consonante Bi e Triconsonatici: con due o tre consonanti Fonogrammi: che davano cio il suono di intere parole Ideogrammi: che esprimevano idee e concetti Segni determinativi: determinavano il soggetto della frase Segni rafforzativi: che rafforzavano il soggetto della frase L'alfabeto dei geroglifici era basato essenzialmente sull'uso di simboli i quali avevano una specie di corrispondenza con una consonante. Un esempio chiarificatore pu essere: (la pietra) = P (la gamba) = B Nell'Antico Egitto le consonanti venivano considerate come lettere immortali a differenza delle vocali considerate mortali. Proprio per questo le lettere mortali, le vocali, considerate consonanti deboli (Aleph), non dovevano (o era inutile) trasmetterle ai posteri. Tuttavia esistevano anche le

cosiddette semiconsonanti come il (giunco fiorito) che si trascrive con una i. Questa non corrisponde alla nostra vocale i, ma pi uno (iod) la cui pronuncia tutt'ora sconosciuta. I nomi reali, come quelli di faraoni o alti dignitari, erano circondati dal Cartiglio, una sorta di corda stilizzata annodata in basso che delimitava il nome. Il verso di lettura dei geroglifici all'interno dei cartigli pu essere da sinistra verso destra o viceversa, orizzontalmente o verticalmente, ma sempre dall'alto verso il basso. Non esistono punteggiatura e spazi e per capire il verso di scrittura del cartiglio, basta guardare in che direzione sono rivolti gli animali (o esseri viventi in generale); infatti sono sempre rivolti verso l'inizio della frase. Bisogna ricordare per che i geroglifici vengono disposti in modo tale da evitare spazi vuoti antiestetici. Esempio: Prima di tutto stabiliamo il verso di lettura: notiamo che va da sinistra verso destra, in quanto l'Avvoltoio rivolto verso il primo simbolo che sta a destra indicante l'inizio della frase.

L'Avvoltoio raffigura la dea Mut, il simbolo sacro del dio o della dea viene messo in alto per rispetto, ma si legge per ultimo. La Mezzaluna si usa come rafforzativo del soggetto; siccome si parla di una donna, la lettera rafforzativa la T. La Trachea, simile a uno strumento musicale, significa Nefer. La Mezzaluna indica la T. Il Giunco Fiorito simboleggia la I (iod). La Bocca Aperta indica la R.

Le due sbarrette || o due giunchi, simboleggiano la Y. La Linea Ondulata significa EN. Il Rettangolo MERI. La Mezzaluna ancora la T e introduce il nome della dea protettrice Mut. Quindi possiamo leggere: Nefer-t-i-r-y-meri-(t)-en-Mut (a cura di Chiara Catella)

=A

La lettere A pu essere rappresentata da un avvoltoio (detto Capovaccaio) o da un avambraccio teso con il palmo della mano aperto e rivolto verso l'alto, quest'ultimo simbolo indica anche l'azione. La lettera A considerata una consonante debole (Aleph). Il faraone nell'ascendere al cielo poteva assumere le sembianze di un avvoltoio. La Gamba Dritta e il Piede indicano la lettera B.

=L

Il Leone Accucciato non una lettera dell'alfabeto classico, cio dell'antico e medio regno. Il suono L venne introdotto solo nell'ultimo periodo egizio per la precisione nel nuovo regno.

La Civetta viene usato per rappresentare =M l'interiorit e serve quindi per scrivere: In, Dentro, Ci che dentro. Rappresenta l'Acque e tutte le forme di energia, la Linea Ondulata indica la N. Il Pulcino rappresenta la vocale O, spesso anche la U. =O E' usato anche lo Stelo di Papiro rivolto verso il basso, ma venne introdotto insieme alla lettera L. Rappresentato da una Base in Pietra o molto probabilmente da uno Sgabello, questo geroglifico indica la P. La Bocca Aperta indica la R. Il Chiavistello rappresenta la S.

=N

=B

Simboleggiato da un Giogo di Bestiame, la C dolce corrisponde al nostro suono C dolce di =C "ciao" o di "cesto". (dolce) Quindi davanti alla A e alla U, si legger "Cia" e "Ciu" e non "Ca" e "Cu". Simboleggiata da un Collinetta in Pendenza, =C la C dura invece (dura) corrisponde alla nostra lettera Q e ha un suono "Che", "Cu". =D La Mano con le dita

=P

=R =S

unite e il pollice in alto indica la lettera D. =E Una Sbarra Obliqua indica la lettera E. La Vipera Cornuta, un serpente velenoso e mortale, indica la lettera F, ma significa anche Egli, Lui, Suo.

Anche la Stoffa Piegata indica la S, ma ha il significato di Lei, Ella, Suo. Simboleggia un Bacino =Sh d'acqua e ha il suono di SH, come di "scena". A forma di Mezzaluna o Semicerchio Superiore e, molto probabilmente, rappresenta un pane. Ha il significato di T, ma spesso veniva inserito alla fine di un nome femminile come articolo. Indicato spesso dal Pulcino (O), la U rappresentata anche da una Spirale e viene trascritto come W. Il suono Y lo troviamo rappresentato come due giunchi fioriti. Si possono usare anche due sbarrette ||. Il Serpente drizzato sulla coda corrisponde oltre alla lettera G dolce, anche alla lettera Z .

=F

Il Serpente Drizzato sulla coda corrisponde al suono della "J" o della nostra G dolce di =G "geranio" o "giugno". (dolce) Quando davanti alla A o U, si legger "Gia" e " Giu" e non "Ga" o "Gu". Corrisponde al suono G duro dell'italiano e =G quando davanti alla E (dura) o I, si legger "Ghe" e " Ghi" e non "Ge" o "Gi". Rappresenta il tracciato di una costruzione rudimentale o un recinto o ancora un riparo di canne e si pronuncia come una C aspirata. =H Questo invece simboleggia una Matassa di lino intrecciata, nella quale sono rappresentati i numeri: 1 indicato dalla matassa, 2 dalle gambe e 3 dal numero di occhielli. Un Giunco Fiorito, si trascrive con una I, ma pi uno IOD. Questo geroglifico rappresenta lo sbocciare della vita, la natura resa visibile. Quando due giunchi si trovano vicini, vanno letti Y. Un Ventre di Animale con le mammelle e la

=T

=U

=Y

=Z

=I

=Kh

coda e ha il suono della C aspirata come nel Tedesco Nach. =K Un Recipiente con manico indica la K, ma anche Tu e Tuo.

Scaglione Alessia: Lantichissima scrittura egizia indicava tramite disegni stilizzati, concetti o idee alle quali poi si attribuiva un valore fonetico; questa era la Scrittura Geroglifica Pura. Con il passare del tempo venne creata una scrittura geroglifica pi veloce, quasi corsiva, chiamata Ieratica, utilizzata per lo pi dagli scribi. La terza, chiamata Demotica, era usata particolarmente nella vita privata del popolo egizio. Linterpretazione di questi simboli avvenuta grazie alla decifrazione della Stele di Rosetta, nel 1822.

I geroglifici sono una forma di scrittura assoluta, in quanto non venivano letti, ma unicamente interpretati. Noi oggi usiamo solo 26 simboli mentre nellalfabeto egizio ve ne erano 800, con diversi significati.