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Geroglifici egizi - Wikipedia

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Geroglifici egizi
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(Reindirizzamento da Geroglifico egizio) I geroglifici egizi sono i segni scolpiti o pittorici che compongono il sistema di scrittura monumentale utilizzato dagli antichi Egizi, che combina elementi ideografici, sillabici e alfabetici. L'uso di questo tipo di scrittura era riservato a monumenti o qualsiasi oggetto, come stele e statue, concepiti per essere eterni; la scrittura corrente e quotidiana in Egitto era quella ieratica. Un sistema simile venne utilizzato anche dalla civilt minoica, tra il 2000 a.C. e il 1650 a.C. circa.
Indice 1 Etimologia 2 Storia ed evoluzione 3 Scrittura 4 Note 5 Bibliografia 6 Voci correlate 7 Altri progetti 8 Collegamenti esterni
Geroglifici su di una stele funeraria egizia

Etimologia

Il termine geroglifico deriva dal latino hieroglyphicus, a sua volta dal greco (hieroglyphiks) nella locuzione [] hieroglyphik [grmmata], "[segni] sacri incisi" composta dall'aggettivo hiers, che significa "sacro", e il verbo glph, che significa "incidere"[1]. Il riferimento all'incisione risiede nel fatto che questi simboli erano solitamente incisi, appunto, sulla pietra e quindi utilizzati come scrittura monumentale (come ad esempio i templi, assumendo quindi valore sacro), accanto allo ieratico utilizzato invece per la scrittura corrente su papiro. Il termine egizio per geroglifici traslitterato come mdw nr (spesso trascritto, perch cos convenzionalmente pronunciato, medu netjer ), letteralmente "parole del dio", con riferimento al dio Thot cui era attribuita l'invenzione della scrittura.

Storia ed evoluzione
Per approfondire, vedi Stele di Rosetta.

Per molti anni, la pi antica iscrizione geroglifica stata la Paletta Narmer, trovata durante gli scavi a Hierakonpolis (la moderna Kawm al-Ahmar) alla fine del XIX secolo, databile al 3000 a.C. circa. Nel 1998 un'quipe archeologica tedesca durante gli scavi ad Abydos (la moderna Umm el-Qa'ab) scopr la tomba U-j di un sovrano predinastico e rinvenne trecento tavolette dargilla iscritte con proto-geroglifici. Questo sepolcro stato datato al 3200 - 3100 a.C circa[2]. In seguito allo sviluppo ed alla diffusione della scrittura tra la popolazione egizia, le forme dei glifi si andarono semplificando nei due tipi di scritture derivate: lo ieratico (usato fin dai tempi pi antichi per la scrittura su papiro) e il demotico (derivato dallo ieratico, prima come semplice stenografia e diventato poi di uso comune a partire dalla XXVI dinastia).

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La scrittura geroglifica rimase in uso come forma cerimoniale ed epigrafica. I geroglifici continuarono ad essere usati anche dopo la conquista dellEgitto ad opera di Alessandro Magno ed anche per tutto il periodo della dominazione romana. indicativo che la Stele di Rosetta, testo di epoca tolemaica, contenga lo stesso testo sia in forma geroglifica che demotica (oltre che in greco). probabile che la scrittura geroglifica tarda divenne pi complessa, almeno in parte, come risposta al cambiamento della situazione politica. Alcuni ipotizzano che i geroglifici avessero la funzione di distinguere i 'veri egiziani' dai conquistatori stranieri (ed i loro alleati locali). Questo aspetto potrebbe spiegare il travisamento che si evidenzia nei commenti superstiti degli scrittori greci e romani riguardo ai geroglifici. Gli autori greco-romani interpretarono, infatti, la scrittura geroglifica come un sistema allegorico, se non addirittura magico, di trasmissione di La Stele di Rosetta conoscenze segrete e mistiche. Sarebbe cos spiegata anche linesatta traduzione creata da Clemente Alessandrino per descrivere la pittografia egizia, interpretata come scrittura 'sacra'. Dal IV secolo furono pochi gli Egiziani capaci di leggere questa scrittura, ed il "mito" dei geroglifici si svilupp. Lutilizzo monumentale dei geroglifici cess dopo la chiusura di tutti i templi non cristiani voluta nel 391 dallimperatore romano Teodosio I; lultima iscrizione a noi nota, proveniente da un tempio di Philae, fu inciso il 24 agosto 396 in occasione del natale di Osiride.
Per approfondire, vedi Lingua sapienziale.

Sempre nel IV secolo apparvero gli Hieroglyphica di Orapollo, una 'spiegazione' di quasi 200 segni. L'opera, autorevole ma ricca di errate interpretazioni, fu un ulteriore impedimento alla decifrazione della scrittura egizia. Mentre gli studiosi del passato hanno enfatizzato le origini greche dellopera, ricerche recenti hanno messo in risalto residui di conoscenze genuine ed interpretato il lavoro come un disperato tentativo di un intellettuale egiziano di recuperare un passato ormai sepolto. Comunque gli Hieroglyphica esercitarono una notevole influenza sul simbolismo del Rinascimento, ed in modo particolare sul libro degli emblemi di Andrea Alciato ed anche sulla Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna. I primi studiosi moderni che avviarono progressivamente l'opera di raggiungimento alla decifrazione pi o meno definitiva si collocano dalla seconda met del XVI secolo fino a tutto il XIX secolo ; soprattutto il famoso Athanasius Kircher nel XVII secolo che aveva legittimamente basato la sua opera di analisi della scrittura partendo da una pura base speculativa che caratterizzava la natura della scrittura stessa, e giungendo a formulare nel suo trattato di decifrazione una teoria non ortografica che prendeva come oggetto di partenza per l'analisi il concetto di scrittura speculativa, cio frutto di procedimenti mentali che idealizzavano, l'oggeto, l'animale, il quale si intendeva rappresentare graficamente in modo da poterne ricavare un suono ben determinato e quindi trascriverlo graficamente (i geroglifici egizi sono infatti a tutti gli effetti dei veri e propri ideogrammi) ; l'interpretazione di Kircher importante nonch significativa ai fini dello studio simbolico della natura di concepimento speculativo-grafico di questi caratteri ; su queste basi sia Thomas Young che Jean-Franois Champollion stabilirono il loro percorso di lettura comparata per quel che concerne lo stabilire l'esattezza del suono acustico di ciascun carattere ma tralasciando quasi del tutto il loro significativo valore simbolico. Champollion infatti concep la sua decifrazione seguendo un sistema comparativistico con le lettere greche incise simultaneamente lungo il testo geroglifico riportato sulla Stele di Rosetta, mirando la sua scoperta verso la pi attendibile delle ipotesi, quella cio che ogni ideogramma potesse racchiudere in un solo carattere uno o piu suoni fonetici. La lettura di Champollion dunque mira alla decifrazione solamente fonica e non simbolica, argomento quest'ultimo ancora al giorno d'oggi oggetto di studio. La scoperta della Stele di Rosetta da parte delle truppe napoleoniche durante linvasione dellEgitto
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fu l'evento che forn le informazioni necessarie che permisero tale operazione a Champollion. La stele riportava semplicemente l'avvenuto matrimonio di un dignitario.

Scrittura
Segni monoconsonantici
Segno Traslitterazione Pronuncia Note

3
o

a i/a y a w/u b p f m n r h h

chiamato aleph, avvoltoio egiziano chiamato yodh canna doppio yodh un paio di canne o due barre chiamato ayin, fricativa faringale sonora braccio chiamato waw pulcino di quaglia o sua abbreviazione ieratica piede stuoia di canna o sgabello vipera cornuta civetta acqua bocca tettoia di giunchi o cortile h enfatica, fricativa faringale sorda, treccia di lino o lucignolo suono gutturale, fricativa velare sorda, placenta o palla di stringhe (?) suono dolce, fricativa palatale sorda, ventre di animale con coda stoffa piegata o chiavistello stagno k enfatica, occlusiva uvulare sorda, pendio cesto con manico

y w b p f m n r h s k

kh

kh s sh k k

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g t d

g t tj d dj

supporto di vaso focaccia pastoia mano cobra

un sistema complesso, una scrittura figurativa, simbolica e fonetica insieme, nello stesso testo, nella stessa frase, potrei addirittura dire nella stessa parola. (Jean-Franois Champollion. Lettera a M. Dacier, 27 settembre 1822)

I geroglifici consistono di tre tipi di caratteri: caratteri fonetici, inclusi quelli di un unico fonema, come un alfabeto, ma anche molti caratteri rappresentanti una o pi sillabe, ideogrammi, rappresentanti una parola, e determinativi, i quali indicano la categoria semantica della pronuncia di una parola senza specificarne il significato preciso. La scrittura geroglifica consta di 24 caratteri principali (simboli per un singolo fonema), ai quali si aggiungono molti pi segni biconsonantici (simboli per due fonemi combinati). Vi sono anche segni triconsonantici (tre fonemi), anche se sono meno comuni degli altri. In totale la scrittura geroglifica consta di pi di 6900 caratteri, compresi raggruppamenti e varianti[3]. L'orientamento dei segni geroglifici pu essere in linea od in colonna. I geroglifici scritti in orizzontale possono essere letti in maniera destrorsa o sinistrorsa secondo lorientamento delle figure descritte (se sono rivolte a destra la lettura da destra verso sinistra). Nel caso fossero disposti verticalmente vanno letti dallalto verso il basso. Anche nel caso di pi simboli presenti in una stessa riga e disposti "uno sopra l'altro", vanno letti dall'alto verso il basso Siccome il sistema si scrittura egizio non trascriveva le vocali, la maggior parte di esse oggi ignota e la lettura aiutata dallaggiunta di una e interconsonantica puramente convenzionale. Per esempio: nfr -> nefer = bello, buono. Il termine egizio per 'Tolomeo' scritto in geroglifico nel seguente modo:

Le lettere nel cartiglio soprastante sono: P L O EES T M dove EE considerata una lettera singola ed traslitterata I o Y. Un altro esempio della modalit di scrittura geroglifica pu trovarsi nei due significati della parola egizia pr (solitamente pronunciato per ). Il suo primo significato 'casa', e la sua rappresentazione geroglifica :
Geroglifici egizi. Tempio di Komombo

In questo caso il geroglifico di 'casa' funziona come un ideogramma: esso rappresenta la parola con un

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singolo segno. La barra verticale sottostante il geroglifico un modo comune di indicare che un segno sta funzionando come ideogramma. Il termine pr pu anche significare 'uscire'. Quando questa parola scritta, il geroglifico 'casa' utilizzato come simbolo fonetico:

In questo caso il geroglifico 'casa' sta per le consonanti pr . Il segno 'bocca' sottostante un complemento fonetico: si legge come r, rinforzando la lettura fonetica di pr . Il terzo segno grafico il determinativo, un ideogramma che fornisce al lettore il significato generale di cosa scritto: qui implica un verbo di movimento. Fernand Crombette ritenne, con una interpretazione personale, che ai geroglifici, oltre il senso ovvio che gli fu attribuito da Champollion, vadano attribuiti molti altri sensi: il senso proprio, il senso imitativo, il senso simbolico, il senso allegorico, laudativo, enigmatico. In ci affermando di seguire la lezione di san Clemente dAlessandria, che essendo vissuto nel 2. secolo d.C. quando erano ancora attivi i sacerdoti dellantico culto egiziano, doveva avere qualche cognizione di causa. La traduzione di Crombette del cartiglio Tolomeo della stele di Rosetta infatti non ne altera il nome ma ne riporta anche un supposto significato allegorico: Tolomeo in greco significa il bellicoso, il coraggioso, che colpisce di terrore: in geroglifici, questo sar reso dal leone Egli ha stabilito la sua capitale ad Alessandria, la citt pi grande delle altre, situata sul mare: sar dunque messo al di sopra del doppio gomito che rende queste idee Egli ha stabilito degli di (indicati dal quadrato che sta sull'arco che rappresenta la terra) Piace agli di di quelli che ha conquistato, figurati dal laccio associato alla regina (ed ecco le due canne) nella direzione, indicata dal chiavistello Le idee di Crombette non hanno trovato consenso nella comunit degli egittologi.

Note
1. ^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979, p. 186. 2. ^ La posizione della tomba nella necropoli arcaica e il suo arredo denotano una sicura appartenenza al periodo detto di Naqada Illa2, datato a circa un secolo e mezzo prima dell'inizio della I Dinastia. da http://www.parodos.it/scrittura/6.htm 3. ^ http://www.ccer.nl/apps/hiero/hiero.html

Bibliografia
Betr, Maria Carmela, Geroglifici, Milano 1995 ISBN 88-04-40389-6 Collier, Mark, Manley, Bill, Come leggere i geroglifici egizi, Firenze 2003 ISBN 88-09-02862-7 Jacq, Christian, Il segreto dei geroglifici, Casale Monferrato 1997 ISBN 88-384-2377-6 Pernigotti, Sergio, Leggere i geroglifici, Casalecchio di Reno 1988 ISBN 88-8081-018-9 Sandison, David, L'arte egiziana nei geroglifici, Rimini 1997 ISBN 88-7082-367-9 Crombette, Fernand, Petit Dictionnaire systmatique des Hiroglyphes gyptiens, Ceshe asbl, Tournai, rf. 2.16, 1981 Gardiner, sir Alan, Egyptian Grammar: being an introduction to the study of hieroglyphs, 3. ed. rev., Oxford: Griffith Institute, Ashmolean Museum, 1957. XXXVI, 646 p.: 1 tav.; 29 cm. Ulisse, Alberto Angela, 2009 Fronda Pietro, 2009

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Voci correlate
Demotico Lingua egizia Traslitterazione della lingua egizia Sistema di numerazione egizio Egittologia Gli Emoticons, da alcuni definiti i "moderni geroglifici" Ieratico

Altri progetti
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Collegamenti esterni
Corso online di Egizio Classico - blog che si prefigge di fornire materiale didattico per varie lingue antiche, e che offre un corso online e una grammatica completa di egizio geroglifico (http://scriptaantiquitatis.blogspot.ch/2013/07/corso-di-egizio-classico.html) Imparare la scrittura geroglifica (http://www.anticoegitto.net/lezionegerog.htm) Lingua aegyptia (http://www.geroglifici.it/appunti.htm) Cartigli e Faraoni d'Egitto (http://www.cartigli.it) MNAMON - Geroglifico Egiziano (http://lila.sns.it/mnamon/index.php?page=Scrittura&id=32) Portale Archeologia Portale Storia Portale Valle del Nilo

Categorie: Scrittura egizia Geroglifici | [altre] Questa pagina stata modificata per l'ultima volta il 31 lug 2013 alle 15:32. Il testo disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli. Wikipedia un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.

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