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2011, September 24, 7:08 draft.

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The Cyrus Cylinder (ME 90920)


Translated in Italian from the Babylonian text*
by Gian Pietro BASELLO (LOrientale University of Naples, Italy)
* As published in Schaudig 2001, pp. 551-554. Except for the text of the newly discovered fragments, available only in the English translation Finkel 2010.

Il cilindro di Ciro (ME 90920)


Tradotto dal testo babilonese*
da Gian Pietro BASELLO (Universit LOrientale di Napoli)
* Secondo ledizione pubblicata in Schaudig 2001, pp. 551-554. Con eccezione del testo dei frammenti recentemente identificati, disponibile solo nella traduzione inglese Finkel 2010.

Introduzione / Introduction
Ritrovato nel 1879, il cilindro di Ciro richiam presto lattenzione degli studiosi per lavvenimento storico attorno a cui ruota il testo: lingresso del re Ciro a Babilonia (539 a.C.), evento che segn la fine del regno oggi chiamato neo-babilonese marcando allo stesso tempo un passo fondamentale dellincipiente dominazione persiana sul Vicino Oriente. Il luogo esatto del ritrovamento del cilindro purtroppo non noto: Hormuzd Rassam, allora responsabile degli scavi per conto del Museo Britannico di Londra, nel suo libro Asshur and the Land of Nimrod (1897) fa riferimento alle rovine di Jimjima, una delle montagnole formate dai resti dellantica citt di Babilonia. Precedentemente, in una lettera datata nello stesso anno della scoperta, Rassam aveva invece indicato la montagnola di Omran, corrispondente allarea dellEsaghil, il tempio del dio Marduk a Babilonia (CCNMI, p. 13). Poich nel testo del cilindro si fa riferimento proprio allEsaghil, il ritrovamento a Omran sembra essere pi probabile (Walker 1972, p. 158). In ambedue i casi, Rassam non descrive dettagliatamente il contesto in cui il cilindro fu rinvenuto: nella lettera si limita a precisare che il cilindro fu trovato con circa 600 pezzi di terracotta iscritta (ovvero frammenti di argilla cotta, verosimilmente di tavolette), circostanza che rimanderebbe ad un contesto archivistico. In altri casi, cilindri iscritti sono stati ritrovati nella muratura di edifici la cui costruzione o il cui restauro era celebrato nei relativi testi, cos che ne rimanesse memoria per i posteri. Il cilindro di argilla cotta, pieno, misura 22 cm di lunghezza per un diametro di 8 cm alle estremit, 10 cm in corrispondenza del rigonfiamento centrale (BMCDB, Dimensions). una tipologia di supporto molto diffusa in Mesopotamia soprattutto in ambito assiro prima e babilonese poi nel corso della prima met del I millennio a.C. La forma cilindrica, con il testo scritto longitudinalmente sulla superficie curva, massimizza la superficie di scrittura su un unico supporto di dimensioni il pi possibile contenute e compatte. La forma cilindrica aveva forse anche valenze simboliche legate alla ciclicit con cui il testo poteva perpetuarsi davanti agli di per il solo fatto di ricominciare subito dopo la sua fine. Il testo scritto in cuneiforme e redatto nella variet accadica detta oggi babilonese standard. distribuito equamente su 45 righe separate da linee orizzontali; una riga vuota separa lultima riga di testo dalla prima. Purtroppo il cilindro non integro e il testo presenta lacune soprattutto nella prima e nellultima decina di righe. Un frammento di circa 9 6 cm, identificato nel 1972 e pubblicato nel 1975 (Berger 1975), ha permesso di reintegrare quasi met delle righe 36-44; il frammento, appartenente alla collezione babilonese della Universit di Yale, stato poi ricongiunto con il resto del cilindro al Museo Britannico di Londra. Recentemente (2010), W.G. Lambert e I. Finkel hanno identificato due frammenti di tavoletta dargilla con parte del testo delle righe 34-36 (primo frammento), 1-2 (fronte del secondo frammento) e 43-45 (retro del secondo frammento) che testimoniano lesistenza di copie; il secondo frammento menziona anche il nome dello scriba che scrisse il testo: Qishti-Marduk (CCNMI, p. 24). Il contenuto del testo mette in risalto le inadempienze del re babilonese Nabonedo (555-539 a.C.), soprattutto nella sfera religiosa, giustificando cos la sua sconfitta politica e lingresso pacifico di Ciro a Babilonia; tutto avviene per desiderio e volont del dio Marduk, il dio principale della citt di Babilonia, cui dedicato lintero testo. Dalla riga 20 Ciro parla in prima persona, presentandosi con la sua titolatura e la sua genealogia, per poi fare menzione delle sue buone opere verso gli di e i cittadini di Babilonia. Nella titolatura, Ciro si definisce re della citt di Anshan, un centro elamita dalla storia millenaria, collocato nella stessa piana intermontana in cui sarebbe poi stato fondato il centro monumentale di Persepoli. Particolarmente enfatizzato lepisodio in cui Nabonedo prende gli di (cio le loro effigi e statue) dai centri di culto locali per portarli a Babilonia; lepisodio trova un significativo riscontro nella cronaca babilonese detta di Nabonedo (Grayson 1975, no. 7, in particolare col. iii, righe 21-22; tradotta parzialmente in Pettinato 1994, p. 239). Secondo il testo del cilindro, oltre a riportare gli di nei loro santuari, Ciro liber i cittadini di Babilonia dalle estenuanti prestazioni di lavoro obbligatorio imposte da Nabonedo. Il testo prosegue con una breve formula di benedizione su Ciro e suo figlio Cambise, per poi soffermarsi su una serie di opere architettoniche portate a termine da Ciro stesso. Contenuti simili sono espressi in forma poetica in un componimento in onore di Ciro (tradotto in Pettinato 1994, pp. 235-238) probabilmente elaborato nello stesso ambiente religioso e culturale. Il cilindro quindi un documento ideologico commissionato da Ciro o dai suoi collaboratori alllite scribale babilonese al fine di legittimare la sua presa di potere a Babilonia. Il testo segue i modelli letterari delle iscrizioni reali mesopotamiche (Harmatta 1971), in particolare quelle del re neo-assiro Assurbanipal (668-627 a.C.), trovando paralleli anche in quelle dei re neo-babilonesi (per le quali si veda Da Riva 2008), Nabonedo incluso. La seconda parte della riga 32 stata spesso riferita agli ebrei deportati a Babilonia dal re neo-babilonese Nabucodonosor II e quindi usata per confermare il sostegno dato da Ciro al popolo ebreo secondo le fonti bibliche (si veda ad esempio Esdra 1). In realt il cilindro di Ciro sembra essere rivolto ad un pubblico esclusivamente babilonese, con riferimenti

specifici allarea a oriente del fiume Tigri (si veda lelenco di citt alle righe 30-31). Significativa invece la consonanza di alcune formule letterarie del cilindro di Ciro con il capitolo 45 del libro biblico di Isaia (ad esempio Isaia 45,1 e 4 con le righe 10 e 12 del cilindro di Ciro; si veda Fried 2002 per il contesto storico del passo biblico). Il testo biblico inoltre il principale responsabile della ricezione positiva dellimmagine di Ciro come sovrano, immagine che si perpetuata fino ad oggi (Filippone 2010) e che ha influenzato anche linterpretazione del testo del cilindro portando ad anacronismi come nel caso di chi vi legge una dichiarazione dei diritti delluomo.

Traduzione / Translation
[ ] Testo ricostruito / Restored text. ... Testo perduto (la segnalazione dellampiezza della lacuna funzionale alla corretta comprensione del testo sopravvissuto prima e dopo) / Missing text. { } Testo attestato nei frammenti recentemente identificati / Text attested in the newly discovered fragments. ( ) Testo integrativo o esplicativo aggiunto dal traduttore (per una lettura scorrevole, si includa il testo entro parentesi senza marcarne linizio o la fine) / Explanatory or integrative text added by the translator. (?) Traduzione dubbia / Doubtful translation. (1) Numero di riga / Line number. Nei nomi propri, il digramma sh indica il suono italiano sc di scena e scia.

[Quando ... {Mar]duk,1 re della totalit del cielo e della terra, il ... ... ... che, nel suo ..., rende desolato il suo} ... ... ... (2) ... ... ... ... ... ... ... ... {ricco (?) di intelligenza, ... colui che controlla} (?) le estremit (della terra) (3) ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ..., al primo[genito2 (?)] (di Nabonedo = Baldassar3), una persona infima, fu affidata la signoria del suo (= di Marduk) Paese (4) e ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... [unimi]tazione4 (delle statue degli di (?)) colloc al loro posto.5 (5) Egli fece unimitazione6 del tempio Esaghil7 ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... per la citt di Ur e il resto dei centri cultuali.8 (6) [Egli fece] rituali non appropriati a loro (= agli di), ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ogni giorno recit [preghiere (?) non] riverenti e come insulto (7) cess le offerte regolari. In[terfer con il culto ... ... ... ... ... ... ... ... e] colloc ... allinterno delle citt cultuali. Pose fine alla riverenza verso Marduk, re degli di, nel suo intimo. (8) Ogni giorno faceva ripetutamente il male contro la sua (= di Marduk) citt ... ... ... ... ... ... [I suoi abitanti], tutti quanti, rovin con un giogo9 (= il lavoro di corv) che non dava riposo. (9) A causa dei loro lamenti, il Dio degli di (= Marduk) divenne furiosamente arrabbiato e ... ... ... ... ... i loro confini. Gli di che vivevano fra di loro lasciarono i loro tabernacoli, (10) arrabbiati poich10 egli (= Nabonedo) (li) aveva portati allinterno di Shuanna11 (= Babilonia).12 Marduk, lAl[tissimo, il Dio degli di], si volse verso tutti i loro insediamenti in cui le loro (= degli di) dimore erano in rovina (11) e (verso) tutto il popolo di Sumer e Akkad13 che era diventato come un corpo senza vita. Egli plac (il fremito del)le sue visc[ere] e prov piet. La totalit dei paesi nella loro interezza esamin, controll e (12) cerc (=

(1)

Marduk: dio poliade di Babilonia e signore di tutti gli di secondo la tradizione teologica ben rappresentata dal componimento mitologico primogenito: cos Finkel 2010 (ma senza punto interrogativo), ricostruendo evidentemente DUMU (figlio) prima di GAL (grande) ovvero Baldassar: nome noto dal libro biblico di Daniele (in cui protagonista del capitolo 5) e da due iscrizioni di Nabonedo (Schaudig 2001, nos. 2.2 e 2.14,

dellEnuma elish (tradotto in Pettinato 2005, pp. 101-151).


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primogenito. Altre traduzioni preferiscono lasciare la lacuna e riferire la frase a Nabonedo.


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nella forma accadica di Bel-sharra-usur; si veda anche Da Riva 2008, p. 17). Nel componimento poetico in onore di Ciro (col. ii, riga 18; tradotto in Pettinato 1994, pp. 235-238), il primogenito di Nabonedo indicato come colui a cui il padre affida la difesa di Babilonia durante il soggiorno in Arabia.
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imitazione: seguendo lintegrazione in Finkel 2010. Lo stesso termine compare alla riga 5 (si veda nota 6). al loro (= delle effigi degli di) posto: seguendo Pettinato 1994. Linterpretazione si basa sul senso del sostantivo ru (qui usato con funzione di

preposizione) in dipendenza dal verbo aknu alla luce degli altri contesti nelle iscrizioni reali di Nabonedo. Una traduzione alternativa impose ... su di loro (= sulla gente del Paese).
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imitazione: il termine tamlu significa copia, effige, immagine, somiglianza, equivalente, controparte (CAD T, s.v.) e pu essere inteso sia in senso

positivo (unimmagine degli di) sia negativo (una contraffazione). Qui imitazione va evidentemente inteso in senso negativo (cio cattiva replica, pessima imitazione di ci che unico). Lidea di unimitazione dellEsaghil compare, sempre con lo stesso termine, anche nel componimento poetico in onore di Ciro, col. ii, riga 6.
7

Esaghil: tempio dalla testa alzata cio la cui sommit alta (George 1993, pp. 139-140, no. 967; cfr. Pettinato 1994, p. 122: casa che alza la testa), centri cultuali (Pettinato 1994: sacre citt): il termine mzu indica uno spazio sacro e pu essere usato in senso traslato per indicare i grandi

nome proprio del tempio di Marduk a Babilonia, a sud della grande ziggurat (si veda Pettinato 1994, pp. 122-123).
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centri cultuali e le citt in cui si trovavano tali centri. Questi santuari erano parte integrante delleconomia cittadina e gestivano ingenti quantit di beni, tra cui anche vaste propriet terriere. Il termine ricorre anche nella cronaca detta di Nabonedo (Grayson 1975, no. 7, col. iii, riga 22) in riferimento alle sedi in cui gli di allontanati da Nabonedo ritornano.
9

giogo: il termine accadico abnu indica propriamente un elemento del giogo. Qui giogo va inteso in senso figurato con riferimento al lavoro di arrabbiati poich: cos Cogan 2000 e Finkel 2010, considerando a (che) come particella relativa riferita a uggati rabbia. Schaudig 2001 connette

corv che il re richiedeva ai suoi sudditi.


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invece a a uggati come pronome possessivo suffisso di terza persona singolare; in questa interpretazione uggati non riferita agli di della riga precedente ma apre una nuova frase che si pu rendere cos: Per (= provocando) la sua (= di Marduk) rabbia, (li) aveva portati ....
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Shuanna: il quartiere di Babilonia a sud dellEsaghil. Qui va inteso come sineddoche per indicare lintera citt (George 1992, p. 19). Il trasferimento degli di (cio delle loro effigi) a Babilonia menzionato anche nella cronaca babilonese detta di Nabonedo (Grayson 1975, no. 7, Sumer e Akkad: espressione tradizionale usata per indicare lintero bassopiano mesopotamico. Originariamente, Akkad faceva riferimento allarea

col. iii, righe 21-22; cfr. righe 11-12).


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centro-settentrionale e alla popolazione di lingua accadica, mentre Sumer allarea meridionale e alla popolazione di lingua sumerica.

per cercare) il governante giusto (secondo il) desiderio del suo cuore. Prese la sua mano, di Ciro,14 re della citt di Anshan,15 decret la sua chiamata (e) proclam il suo nome per il governo della totalit del tutto.16 (13) Il paese dei Gutei17 e tutti gli Ummanmanda (= i Medi)18 si inginocchiarono ai suoi piedi. Il popolo dalla testa nera (= i Sumeri), che (Marduk) fece conquistare alle sue mani, (14) in verit e giustizia condusse ininterrottamente come un pastore. Marduk, il gran signore, che nutre il suo popolo, guard gioiosamente le sue buone azioni e il suo cuore retto. (15) Gli ordin di raggiungere la sua citt, Babilonia. Gli fece prendere la via di Babilonia (e) come amico e compagno and al suo fianco. (16) La sua vasta armata, il cui numero, come le acque di un fiume, non conosciuto, marciava al suo fianco con le armi bardate. (17) Senza battaglia e combattimento (lo) fece entrare allinterno di Shuanna (= Babilonia). Egli salv la sua citt, Babilonia, dallangustia (del lavoro di corv). Nabonedo,19 il re che non lo (= Marduk) temeva, fu consegnato nelle sue (= di Ciro) mani. (18) Il popolo di Babilonia nella sua interezza, tutto il paese di Sumer e Akkad, nobili e governatori, si inginocchiarono davanti a lui, baciarono i suoi piedi, gioirono per la sua regalit (e) i loro volti risplendettero. (19) Benedirono gioiosamente il Signore (= Marduk) il cui aiuto aveva rivitalizzato tutti (coloro che erano come) morti (e che) da ristrettezze e difficolt aveva risparmiato tutti quanti, (e) lodarono ci che aveva proclamato. (20) Io, Ciro, il re della totalit, il gran re, il re potente, il re di Babilonia, il re di Sumer e Akkad, il re delle quattro estremit (della terra), (21) figlio di Cambise, il gran re, il re della citt di Anshan, nipote di Ciro, il gran re, il re della citt di Anshan, discendente di Teispe, il gran re, il re della citt di Anshan, (22) progenie eterna di regalit, il cui regno Bel (= Marduk) e Nabu20 amano, la cui regalit essi desiderano per la gioia del loro cuore. Quando entrai in Babilonia come pacificatore, (23) con gioia e giubilo fissai la dimora di governo nel palazzo del sovrano. Marduk, il gran signore, po[se] (in) destino per me un cuore magnanimo che ama Babilonia, e ogni giorno lo cercavo riverente. (24) Il mio grande esercito marci in pace attraverso Babilonia. Non ho permesso a persone moleste di impaurire tutto Sumer e Akkad. (25) Ho cercato il benessere della citt di Babilonia e di tutti i suoi centri cultuali. I cittadini di Babilonia, ... ... ... anzich assegnare loro un giogo non appropriato contro il volere del Dio, (26) ho dato sollievo alla loro stanchezza, ho fatto sciogliere i loro legacci (?). Marduk, il gran signore, si rallegr delle mie [buone] azioni. (27) Me, Ciro, il re che lo venera, e Cambise, il figlio (che ) la [mia] discendenza, [e] tutto il mio esercito (28) generosamente egli bened affinch potessimo [andare] gioiosamente alla sua presenza nel benessere. [Al suo comando] supremo, tutti i re che stanno su troni21 (29) in tutte le estremit (della terra), dal mare superiore al mare inferiore, che stanno in re[gioni lontane], i re dellOccidente, che stanno in tende, tutti quanti (30) mi portarono il loro pesante tributo e allinterno di Shuanna (= Babilonia) baciarono i miei piedi. Da [Shuanna22 (= Babilonia)] fino alle citt di Ashshur e Susa, (31) Akkad, la regione di Eshnunna, la citt di Zamban, la citt di Meturnu, Der, fino al limite del paese dei Gutei, (ovvero (?) nei) centri cultuali sullaltra riva del Tigri23 le cui dimore erano state abbandonate da tempo, (32) ho restituito alle loro sedi gli di dimoranti al loro interno e (li) ho insediati nelle (loro) dimore eterne. Tutta la loro gente ho riunito insieme e ho dato loro indietro i loro insediamenti (33) e gli di di Sumer e di Akkad che Nabonedo, per la rabbia del Signore degli di (= Marduk), aveva fatto entrare allinterno di Shuanna (= Babilonia). Al comando di Marduk, gran signore, in benessere (34) (li) ho fatti dimorare nelle loro celle, le dimore di gioia del (loro) cuore. Tutti gli di che ho fatto (ri)entrare
14 15

Ciro: resa italiana corrispondente al nome Kurash, attestato nella stessa forma anche nella documentazione elamica. Anshan: citt dalla storia millenaria che rappresenta la componente orientale del regno elamita (i cui sovrani si designavano come re di Anshan e

Susa), archeologicamente identificata con il sito di Tall-e Malyan nella stessa piana intermontana in cui fu poi fondata Persepoli. Nella titolatura di Ciro, Anshan generalmente considerato un termine arcaizzante usato per indicare la nuova realt politica della Persia (il moderno Fars); recentemente stata rivalutata la possibilit che Anshan vada inteso qui come centro ancora vitale e quindi come toponimo di uso corrente (si vedano Potts 2011 e Waters 2011).
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Si confronti Isaia 45,1.4: Cos parla il Signore al suo messia (= consacrato), a Ciro che ho preso per la destra affinch (...) : Io stesso (...) ti ho

chiamato per nome, ti ho dato un titolo (...) (si veda Paul 1968, pp. 181-182 e nota 19). Il passo chiaro nel significato ma apparentemente incoerente nellalternarsi delle persone grammaticali del Signore e di Ciro (si veda ad esempio Elliger 1978, pp. 482 e 485-486), tanto che nella nuova traduzione della Conferenza Episcopale Italiana (2008) si pensato di rendere a Ciro con di (= a proposito di) Ciro pur di includere nel discorso diretto la seguente relativa. Alternativamente, si potrebbe aprire il discorso diretto subito dopo al suo messia e considerare A Ciro, che ho preso per la destra affinch (...) come una specie di intestazione di lettera dove si specifica il destinatario senza inserire alcuna forma verbale; si confronti da un punto di vista formale Isaia 56,4.
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Gutei: popolazione che occupava le montagne e le piane intermontane dello Zagros a nord-est di Babilonia nel III e nel II millennio a.C. Letnonimo

usato qui come indicazione geografica e non ha necessariamente valore arcaizzante in quanto coronimi e toponimi sono conservativi per necessit. In questo senso i Gutei sono attestati anche nelle iscrizioni neo-assire, dove larea geografica di riferimento sembra includere la regione immediatamente a oriente del fiume Tigri, come si pu evincere anche dal testo del cilindro di Ciro (riga 31). Questa ipotesi rafforzata dalla cronaca neo-babilonese detta di Nabonedo (Grayson 1975, no. 7, col. iii, righe 15 e anche 16-17 dove i Gutei controllano gli ingressi dellEsaghil; tradotta parzialmente in Pettinato 1994, p. 239), in cui un personaggio definito come governatore (NAM) del paese dei Gutei (kurgu-ti-um). Si tenga presente infine che nella letteratura astronomica e astromantica del I millennio a.C. Gutium indica in genere il punto cardinale est (Hallo 1957-1971, pp. 717-719; Van De Mieroop 2002).
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Ummanmanda: termine letterario che evoca lidea di barbaro (si veda Liverani 1988), usato nei testi neo-babilonesi per designare i Medi. Nabonedo: compare qui per la prima volta esplicitamente il nome del re babilonese che per doveva essere indicato gi nelle prime righe del testo Bel: letteralmente signore, epiteto di Marduk. Nabu: figlio e consigliere di Marduk. troni: propriamente piedistallo, predella, palco ovvero il luogo rialzato da cui il re si mostrava pubblicamente e che diventava simbolo della sua

in una delle parti oggi perdute. La forma babilonese del nome Nab-naid, forse pronunciata correntemente Nabuned (Schaudig 2001, p. 9, fn. 14).
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autorit. Il termine evoca limmagine del re stante su un piedistallo di legno immortalata sulle facciate delle tombe reali achemenidi di Naqsh-e Rostam e Persepoli. I re che stanno su troni si contrappongano in un certo senso a quelli che stanno in tende ovvero la cui autorit era esplicitata simbolicamente ricorrendo ad un diverso apparato.
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Shuanna: in Finkel 1997 si esclude la possibilit di ricostruire qui Ninive. Si vedano anche Reade 1998, p. 65 e p. 66, fig. 1, e Schaudig 2001, p. 553, A parte Ashshur, sulla riva occidentale del Tigri, tutte le altre localit si trovano ad oriente del grande fiume, sia a nord che a sud di Babilonia.

fn. 890.
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allinterno dei loro centri cultuali (35) possano parlare ogni giorno davanti a Bel e Nabu (chiedendo) che siano lunghi i miei giorni; possano intercedere per il mio benessere e possano dire a Marduk, mio signore: Ciro, il re che ti venera, e Cambise, suo figlio, (36) {possano essere i sostenitori dei nostri centri cultuali per lunghi (?) giorni, e} il popolo di Babilonia benedica costantemente la mia regalit. Tutti i loro paesi ho fatto dimorare in sicurezza. (37) ... ... ... ... ... ... ... ... ... [x] oche, 2 anatre e 10 colombe in aggiunta alle (altre) oche, anatre e colombe24 (38) ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ho dotato ogni giorno largheggiando. Le mura Imgur-Enlil, le grandi mura di Babilonia, la sua difesa, ho cercato di rafforzare. (39) ... ... ... ... ... ... ... ... ... la banchina di mattoni cotti sulla riva del fossato che un re precedente aveva fatto ma senza averla completata, la sua opera (40) [ho portato a termine. ... ... ... ... ... ... ... ... ... che non circondavano la citt] allesterno,25 che un re precedente non aveva (mai) fatto, la cui forza lavoro (in) servizio di leva [al suo paese, allint]erno di Shuanna (= Babilonia) (41) ... ... ... ... ... ... ... ... ... [in asfalt]o e mattoni cotti ho fatto da capo e [ho completato la loro opera]. (42) ... ... ... ... ... ... ... ... ... magnifiche porte di cedro con rivestimento in bronzo, soglie ed elementi di porta26 fu[si in rame in ciascun loro ingresso] (43) [ho installato. ... ... ... ... ... ... ... ... ... uniscrizione27 con il nome di Assurbanipal, un re venuto prima di me, vi[di al suo interno (della muratura)]. (44) ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... {suo ... Marduk, il grande signore, creatore (?) di} (45) ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... {mio [... ho presentato] in dono ... il tuo compiacimento} per sempre.

Traduzioni consultate / Consulted translations


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Riferimenti bibliografici / References


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Lofferta di uccelli nei templi era comune nel Vicino Oriente antico. Si veda ad esempio Jankovi 2004 per le offerte di Sippar. allesterno: forse un riferimento alle mura esterne di Babilonia, chiamate Nimit-Enlil nella documentazione babilonese (Walker 1972, p. 159). elementi di porta: non sappiamo con precisione a quale elemento di porta o di telaio si facesse riferimento con il termine nuku. uniscrizione: forse il cilindro L6 del re neo-assiro Assurbanipal in cui sono ricordati restauri delle mura Imgur-Enlil e Nimit-Enlil (Walker 1972, p.

159).

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Ringraziamenti / Acknowledgements
Anche la traduzione di un singolo documento deve giovarsi della collaborazione scientifica di validi studiosi. Qui voglio ricordare e ringraziare Irving Finkel (per le informazioni sui nuovi frammenti), Grazia Giovinazzo (per lanalisi di numerosi passi del testo), Marco Settembrini (per linterpretazione di Isaia 45,1) e Jan Tavernier (per aver messo a mia disposizione la sua traduzione olandese).