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ROBERTO GAMBERINI

STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI


UNA RASSEGNA CRITICA CON IL CASO DI APRINGIO
Ledizione di un frammento , in molte circostanze, un impegno da af-
frontare con particolare cautela; non perch i frammenti costituiscano una
speciale categoria di testi, ma perch la loro incompletezza impone talvol-
ta accorgimenti e scelte supplementari. Esattamente come avviene per le
opere integre, la trasmissione di scritti lacunosi segue vie ogni volta diver-
se, ma ulteriormente complicata da una molteplicit di accidenti mate-
riali
+
. Proprio questa estrema variet di casi rende difficile ogni presa di po-
sizione teorica generale sul trattamento dei testi frammentari e, conseguen-
temente, fermi restando i principi che valgono per qualsiasi edizione scien-
tifica, la prassi editoriale si basa di volta in volta su criteri individuali, cer-
cando i pi adeguati a ciascun testo.
Una prima distinzione, sulla base della loro tradizione, separa i testi fram-
mentari pervenuti da trasmissione diretta, in uno o pi testimoni, da quel-
li giunti per via indiretta. I primi (danneggiati da disturbi meccanici) ri-
chiedono strategie editoriali estremamente versatili; i secondi (estratti da
florilegi, epitomi, imitazioni, citazioni, ecc.) esigono una prudenza estrema,
viste le possibili alterazioni linguistiche, stilistiche e di contenuto che pos-
sono avere subito nellopera che li racchiude.
+. Per una disamina di alcuni tra questi eventi cfr. J. IRIGOIN, Accidents matriels et critique
des textes, Revue dhistoire des textes +o (+,:o), pp. +-o.
A volte la frammentazione di un testo interviene sul nascere della tradi-
zione manoscritta; in alcuni casi si deve proprio allautore stesso, che lascia
unopera incompiuta o che non riesce a tenere sotto controllo tutte le pro-
prie carte. Un esempio controverso e significativo di questo genere di pro-
blemi quello di Gregorio Magno, che commenta interamente il Cantico
dei cantici, affidando ad altri il compito di mettere per iscritto la sua esposi-
zione orale. Gregorio per non soddisfatto del testo preparato dallabate
di Classe, Claudio, e poco dopo la morte di questultimo scrive a Giovan-
ni di Ravenna, chiedendogli di recuperare tutto il materiale e di inviarglie-
lo a Roma:
Praeterea quia isdem carissimus quondam filius meus Claudius aliqua me lo-
quente de prouerbiis, de canticis canticorum, de prophetis, de libris quoque regum
et de eptatico audierat, quae ego scripto tradere prae infirmitate non potui, ipse ea
suo sensu dictauit, ne obliuione deperirent, ut apto tempore haec eadem mihi in-
ferret et emendatius dictarentur. Quae cum mihi legisset, inueni dictorum meo-
rum sensum ualde inutilius fuisse permutatum. Vnde necesse est ut tua experien-
tia, omni excusatione atque mora cessante, ad eius monasterium accedat, conueni-
re fratres faciat et sub omni ueritate, quantascumque de diuersis scripturae cartulas
detulit, ad medium deducant, quas tu suscipe et mihi celerrime transmitte
:
.
Non si sa come siano andate le cose in seguito: forse alcune copie del la-
voro di Claudio erano gi state diffuse, forse una parte delle sue pergame-
ne sono sfuggite a Giovanni e sono state pubblicate in un secondo tempo,
forse qualcuno ha riscritto lopera servendosi delle schede notarili conser-
vate nellarchivio lateranense

. I manoscritti ci restituiscono un testo in-


completo, con la sola interpretazione dei primi otto versetti

; alcuni di essi
:. S. GREGORII MAGNI Registrum epistularum, ed. D. Norberg,Turnhout +,:: (CCSL +o-
+oA), XII, o, p. ,;.
. Sulla questione cfr. GRGOIRE LE GRAND, Commentaire sur le Cantique des cantiques,
trad. comm. R. Blanger, Paris +,: (Sources Chrtiennes +), pp. ::-:; P. MEYVAERT, The
Date of Gregory the Greats Commentaries on the Canticle of Canticles and on I Kings, Sacris eru-
diri : (+,;:-+,;,), pp. +,+-:+o, alle pp. :o;-+o; SANCTI GREGORII MAGNI Expositiones in
Canticum canticorum, in Librum primum regum, ed. P. Verbraken, Turnhout +,o (CCSL +),
pp. VII-VIII.
. La tradizione manoscritta tuttavia attribuisce a Gregorio tre diversi testi: uno che si
interrompe al versetto +,: (lunico da ritenersi autentico); uno che dal versetto +,, prosegue
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segnalano che lopera de exceda (= scheda) relevata, ma non informano se la
stesura sia dovuta a Claudio o a un altro autore

. Non dato di sapere nem-


meno se la perdita della restante parte del commento sia da attribuire alla
mutilazione delloriginaria scheda tachigrafica oppure sia dovuta a un acci-
dente meccanico occorso nelle prime fasi della tradizione. Sembra molto
probabile, per, che Gregorio non abbia riveduto lopera. Il testo vacilla pi
volte, ma da quanto espresso da Pierre-Patrick Verbraken non compren-
sibile se alcune delle difficolt che emergono nel testo del commento al
Cantico da lui stabilito risalgano allarchetipo stesso e siano da attribuire alla
probabile mancata revisione da parte dellautore, se invece, almeno in par-
te, siano imputabili al rielaboratore della scheda e siano state mantenute per
lincertezza nellindividuare i diversi livelli di intervento, oppure, in ultima
istanza, se esse vadano semplicemente conteggiate tra gli errori di trasmis-
sione che, come la critica ha dimostrato, viziano la sua edizione
o
.
con il commento di Roberto di Tombelaine ( +o,o ca.) e uno con il solo commento di
Roberto di Tombelaine al quale premessa una rielaborazione del prologo gregoriano (cfr.
B. CAPELLE, Les homlies de saint Grgoire sur le Cantique, Revue Bndictine + [+,:,], pp.
:o-+;, alla p. :o,).
. La notizia proviene dallintestazione: In nomine Domini incipit Expositio in Canticis can-
ticorum a capite de exceda relevata domni Gregorii papae urbis Romae. I codici che la riportano,
con alcune varianti trascurabili, sono: Karlsruhe, Badische Landesbibliothek,Aug. Perg. CCII
(s. IX); Reims, Bibliothque Municipale ++: (E. :) (s. IX); Paris, Bibliothque nationale
de France, lat. :: (s. IX); Bruxelles, Bibliothque Royale Albert I
er
:;o-o (,) (s. X);
Schlgl, Prmonstratenser-Stiftsbibliothek (:+o b. +o+) (s. XII-XIII);Wolfenbttel, Herzog
August Bibliothek, Helmst. ,o (s. XII); Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Conv.
soppr. :;o (s. XII). Linterpretazione di questo titolo singolare e largomentazione a favore
della sua autenticit si devono a CAPELLE (Les homlies cit. [nota ], pp. :+-o); sul problema
cfr. anche GRGOIRE LE GRAND, Commentaire cit. (nota ), pp. +-::; P. VERBRAKEN, La tra-
dition manuscrite du commentaire de saint Grgoire sur le Cantique des cantiques, Revue Bn-
dictine ; (+,o), pp. :;;-::, alle pp. :;:-:+; SANCTI GREGORII MAGNI Expositiones cit.
(nota ), pp. VII-VIII.
o. Alcune proposte di emendazione allunico testo critico disponibile (SANCTI GREGO-
RII MAGNI Expositiones cit. [nota ]) sono state avanzate da P. MEYVAERT (A New Edition of
Gregory the Greats Commentaries on the Canticles and I Kings, Journal of Theological Studies
n.s. +, [+,o:], pp. :+-:, ora in P. MEYVAERT, Benedict, Gregory, Bede and Others, London +,;;
[Variorum Reprints Collected Studies o+], n. VII); altre segnalazioni vengono dalla recen-
sione di J. H. WASZINK alled. Verbraken (Vigiliae Christianae :; [+,;], pp. ;:-); ulte-
riori difficolt testuali sono state evidenziate da R. Blanger (GRGOIRE LE GRAND, Com-
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Anche ledizione, paradossalmente, pu essere causa della frammentazio-
ne di un testo: Paul von Winterfeld, contro tutta la tradizione manoscritta
dei Versus de Ottone et Heinrico di Leone di Vercelli
;
, convinto, per moti-
vi di coerenza e sincerit sentimentale dellautore, che la poesia sia stata
scritta in due momenti successivi: prima il compianto per la morte di Ot-
tone (strofe +-;), poi il saluto al suo successore Enrico (strofe :-+)
:
. Quan-
do egli pubblica lopera in una raccolta di poesie mediolatine tradotte in
tedesco, espunge quindi tutta la seconda parte e riformula unintera strofa
(la settima), che contraddiceva la sua teoria
,
. Il testo cos mutilato inizia a
diffondersi riscuotendo anche un certo successo, al punto che qualche de-
cennio pi tardi si ritrova in unaltra antologia di poesia medievale, questa
volta in versione latina
+o
.
La frammentazione non colpisce soltanto i testi antichi, ma anche le edi-
zioni moderne: un poema biblico di Severo, vescovo forse di Malaga nel VI
secolo, stato dato alle stampe con enorme travaglio
++
. I filologi che han-
no tentato di pubblicarlo sono tutti deceduti uno dopo laltro senza termi-
mentaire cit. [nota ], pp. ;, nota ++; ;o-;, nota +; :, nota +,; ,o, nota ; ,:, nota bis;
++:, nota ; +::-, nota o; +:o, nota ; +o, nota :; +:, nota o,).
;. Ed. R. GAMBERINI, Allearsi cantando. Nuove ricerche sui Versus de Ottone et Heinri-
co di Leone di Vercelli. Con una revisione critica del testo, in Tenuis scientiae guttula. Studi in ono-
re di Ferruccio Bertini in occasione del suo o compleanno, a cura di M. Giovini - C. Mordeglia,
Genova :ooo (Futurantico ), pp. ++-, alle pp. o-:.
:. Cfr. H. BLOCH, Beitrge zur Geschichte des Bischofs Leo von Vercelli und seiner Zeit, Neues
Archiv der Gesellschaft fr ltere deutsche Geschichtskunde :: (+:,;), pp. ++-+o, alle pp.
++:-,, dove si riporta un parere scritto di P. von Winterfeld.
,. P. VON WINTERFELD, Deutsche Dichter des lateinischen Mittelalters in deutschen Versen, a
cura di H. Reich, Mnchen +,+;
:
, testo alle pp. :o-o, introduzione e commento alle pp.
:, :.
+o. H. NAUMANN, Lateinische Dichtung im Mittelalter, Stuttgart +,o+
:
, pp. +-, dove si ac-
coglie la decurtazione proposta da von Winterfeld, ma non le sue congetture n la sua ri-
formulazione della settima strofe, che finisce per essere anchessa espunta.
++. SEVERI EPISCOPI <MALACITANI(?)> In Evangelia libri XII. Das Trierer Fragment der B-
cher VIII-X, ed. B. Bischoff - W. Schetter , adiuv. R. Herzog, a cura di O. Zwierlein, Mn-
chen +,, (Bayerische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-historische Klasse. Ab-
handlungen, n. F. +o,). Cfr. anche la breve scheda bibliografica di G. SILAGI (Deutsches Ar-
chiv fr Erforschung des Mittelalters + [+,,], pp. o+-).
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nare il lavoro: prima il suo scopritore Bernhard Bischoff, poi Willy Schet-
ter, poi Reinhart Herzog. Il loro successore nellimpresa, Otto Zwierlein, si
trovato a dover collazionare non solo il manoscritto di Severo, molto dan-
neggiato e di difficile lettura, ma anche il materiale preparatorio dei suoi
colleghi. La stratificazione delle fasi di lavorazione visibile nellapparato
critico, che per ogni passo registra, oltre alle congetture avanzate, tutte le di-
vergenze di lettura di ciascun filologo. Liniziativa meritoria e il risultato
tutto sommato soddisfacente, ma la frammentazione di questo lavoro col-
lettivo e limbarazzo editoriale di Zwierlein sono del tutto evidenti nelle
singole note, dove egli scrive tutte le proprie congetture (comprese quelle
che egli stesso non ritiene accettabili o peggiori delle altrui che ha adotta-
to) e dove le lezioni accolte sono registrate accanto a quelle scartate senza
alcun ordine, trovando forse corrispondenza in una configurazione del te-
sto precedente agli ultimi interventi editoriali.
Di fronte a un frammento trasmesso da un unico testimone, il filologo
pu decidere se procedere a una semplice trascrizione diplomatica, oppu-
re tentare di restituire un testo di pi agevole lettura, intraprendendo una
tra le edizioni che vengono definite diplomatica, diplomatico-intepretati-
va o letteraria. Molto dipende dallampiezza del danno che il testo ha su-
bito e dalla storia della sua tradizione manoscritta: la trascrizione diplo-
matica generalmente riservata a documenti non letterari conservati in
originale, oppure a testi gravemente danneggiati e di difficilissima rico-
struzione, ledizione diplomatica, invece, si applica di solito ai manoscritti
dautore, ledizione diplomatico-interpretativa ai testi che presentano dif-
ficolt di lettura e ledizione letteraria ai frammenti trasmessi in mano-
scritti chiaramente leggibili, ma che necessitano di numerose emendazio-
ni e normalizzazioni grafiche. Allinfuori della trascrizione diplomatica,
che permette una discussione soltanto sui segni diacritici da usare, gli al-
tri generi di edizione lasciano al filologo una certa libert di iniziativa, an-
che molto ampia, che, come vedremo, stata sfruttata dai mediolatinisti in
modi assai differenti.
Le prime norme editoriali dei Monumenta Germaniae Historica, e la dis-
cussione su di esse, erano orientate verso un rispetto totale del documento,
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anche nei suoi aspetti materiali: il testo trdito, perfino se fosse risultato in-
comprensibile, doveva essere riprodotto fedelmente con tutte le sue pecu-
liarit ortografiche e grammaticali; era necessario conservare anche linter-
punzione originaria del manoscritto
+:
. Oswald Holder-Egger determin
una svolta nella prassi editoriale dellistituto, privilegiando la leggibilit del-
ledizione: gli errori evidenti potevano essere emendati e la punteggiatura
modernizzata
+
. Abbandonata la rigidit diplomatistica, le edizioni MGH
resteranno comunque improntate alla prudenza, sottoponendo i testi a in-
terventi editoriali contenuti. Paul von Winterfeld, che abbiamo visto agire
con grande libert in pubblicazioni fuori dallegida dei Monumenta, d alle
stampe molti testi frammentari nel IV volume dei Poetae senza mai sbilan-
ciarsi in congetture avventate e limitandosi a riempire le lacune con lindi-
cazione delle quantit sillabiche delle porzioni di verso perdute
+
. Strecker,
poi, quando cura ledizione di un carme figurato da un codice di Reichen-
au
+
, quasi si scusa, scrivendo: contra morem multa supplevi
+o
.
Nuove edizioni di frammenti gi pubblicati dovrebbero prevedere sem-
pre un riesame attento dei manoscritti: non completamente soddisfacen-
te, per esempio, ledizione del Metrum Leonis di Strecker, che riprende il te-
sto stampato da Bloch e semplicemente lo modifica con alcune congettu-
re
+;
. Strecker infatti non rende conto di tutte le lacune individuabili sullo-
+:. Cfr. H. FUHRMANN, Rflexions dun diteur, in Les problmes poss par ldition critique
des textes anciens et mdivaux, a cura di J. Hamesse, Louvain-la-Neuve +,,: (Textes, tudes,
congrs +), pp. :,-,, alle pp. :-, (cfr. anche le altre versioni dello stesso saggio: Consi-
derazioni di un editore di testi medioevali, in Fonti medioevali e problematica storiografica. Atti del
Congresso internazionale tenuto in occasione del ,o anniversario della fondazione dellIstituto Stori-
co Italiano (+::-+,;), Roma ::-:; ottobre +,;, I, Relazioni, Roma +,;o, pp. :-,, alla p. o;
ber Ziel und Aussehen von Texteditionen, in Mittelalterliche Textberlieferungen und ihre kritische
Aufarbeitung, Mnchen +,;o [unvernderter Nachdruck +,::], pp. +:-:;, alle pp. +;, :o).
+. Cfr. FUHRMANN, Rflexions cit. (nota +:), pp. -; Considerazioni cit. (nota +:), pp.
+-:; ber Ziel cit. (nota +:), pp. ::-.
+. Poetae Latini aevi Carolini, IV,+, ed. P. von Winterfeld, Berlin +:,, (MGH Poetae La-
tini medii aevi ,+).
+. Carmen figuratum de sancta cruce, in Poetae Latini aevi Carolini, IV,, ed. K. Strecker, Ber-
lin +,: (MGH Poetae Latini medii aevi ,), pp. +++-.
+o. Ibid., p. +++.
+;. Die lateinischen Dichter des deutschen Mittelalters, V,:: Die Ottonenzeit, ed. K. Strecker,
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riginale, non pu correggere alcuni errori di lettura di Bloch e, oltre a que-
sto, aggiunge anche alcuni refusi e omissioni
+:
. Lispezione autoptica del co-
dice avrebbe potuto essere fruttuosa forse anche per i recenti editori del
Carmen Campidoctoris, il cui finale andato perduto in una rasura del codi-
ce Parigino lat. +:
+,
. Alberto Montaner e ngel Escobar, che emendano
il testo con numerose congetture ope ingenii, sostengono in prefazione la ne-
cessit di indagare il manoscritto anche con nuove tecnologie, dal momen-
to che i tentativi fatti dagli editori precedenti di recuperare la parte erasa
con tecniche fotografiche non hanno prodotto alcun risultato
:o
. Dopo una
premessa del genere ci si attenderebbe il resoconto del lavoro svolto sul co-
dice, invece i due studiosi spagnoli affermano di accontentarsi della gentile
comunicazione della conservatrice generale della Bibliothque nationale de
France, che li rassicura che la rasura molto ben eseguita e le possibilit di
leggere il testo perduto sono remote
:+
. Un buon esempio di riedizione
invece quella dellAntifonario di Bangor
::
, per il quale Ezio Franceschini
ripristina la patina linguistica insulare del secolo VII, che era stata comple-
tamente annientata dalla normalizzazione grafica e grammaticale operata
dalleditore precedente
:
. Franceschini conserva la grafia e le oscillazioni
Berlin +,, (MGH Poetae Latini medii aevi ,:), pp. :-,; BLOCH, Beitrge cit. (nota :), pp.
+:;-.
+:. Cfr. LEONE DI VERCELLI, Metrum Leonis. Poesia e potere allinizio del secolo XI, ed. trad.
comm. R. Gamberini, Firenze :oo: (Edizione nazionale dei testi mediolatini o, serie II ),
p. XLII e apparato critico.
+,. Carmen Campidoctoris o Poema latino del Campeador, ed. trad. comm. A. Montaner - .
Escobar, Madrid :oo+. Il testo latino si interrompe allinizio della strofe XXXIII, al f. :ov.
Sono state cancellate le ultime nove righe e mezza del f. :ov e le prime nove del f. :o
bis
r.
:o. Ibid. pp. +;+-:.
:+. Ibid. p. +;:, nota :o:.
::. Lantifonario di Bangor, ed. Ezio Franceschini, Padova +,+ (Testi e documenti di sto-
ria e di letteratura latina medioevale ).
:. Ledizione esistente prima di quella di Franceschini costituita da due volumi: nel
primo si trova il facsimile del codice ambrosiano con una trascrizione diplomatica a fronte,
nel secondo il textus emendatus con note di commento, ma senza apparato critico (The An-
tiphonary of Bangor. An Early Irish Manuscript in the Ambrosian Library at Milan, ed. F. E. War-
ren, London +:,-+:, [Henry Bradshaw Society , +o]).
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grammaticali del manoscritto originale (Milano, Biblioteca Ambrosiana, C
inf.), compilato a Bangor nel VII secolo, ed emenda il testo trdito sol-
tanto laddove esso privo di senso
:
.
Il lavoro sui testimoni manoscritti tuttavia pu non essere sufficiente, so-
prattutto quando anche la titolatura e lattribuzione dellopera abbiano ri-
sentito di una trasmissione lacunosa. Un esempio significativo riguarda un
frammento che Bernhard Bischoff ha pubblicato nel +,:, assegnandolo a
Berengario di Tours
:
. Lattribuzione conforme agli elementi identificati-
vi che provengono dal manoscritto, dove il testo si trova sotto il titolo di
Expositiones Berengarii
:o
. Non molto tempo dopo, Franois Dolbeau
:;
, re-
censendo il volume di Bischoff
::
, si accorge che il frammento pubblicato
in realt costituito da due opere diverse. La prima, che occupa i ff. +r-v del
codice e le ll. +-+:+ delledizione
:,
, corrisponde esattamente alla Confessio
de sancta trinitate scritta non da Berengario, ma dal suo avversario Guit-
mondo di Aversa
o
. Lampiezza del danno materiale del f. del manoscrit-
to, ridotto a una striscia di pergamena, ha reso illeggibile il finale dellope-
ra di Guitmondo e lincipit dellopera seguente, che inizia al f. v e si inter-
rompe al f. ov, lultimo foglio superstite del codice originale. Questo spie-
ga, almeno in parte, la svista di Bischoff. Resta ancora da accertare la pater-
nit della seconda opera
+
, un commento al Pater noster, che Dolbeau met-
te in relazione con linsegnamento di Anselmo di Laon sulla base della fra-
se: Temptatio fit tribus modis: suggestione, delectatione, consensu (l. ::),
che si ritrova in una sentenza che con buona probabilit risale a tale mae-
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:. Sui criteri editoriali cfr. Lantifonario di Bangor cit. (nota ::), pp. VI-VIII.
:. B. BISCHOFF, Anecdota novissima. Texte des vierten bis sechzenten Jahrhunderts, Stuttgart
+,: (Quellen und Untersuchungen zur lateinischen Philologie des Mittelalters ;), pp. ,-
o.
:o. Cod. Regensburg, Bischfliche Zentralbibliothek, s. n., ff. +r-ov. Al f. +r la rubrica:
INCIPIUNT EXPOSITIONES BERENGARII.
:;. La questione mi stata segnalata direttamente da Franois Dolbeau, a cui va la mia
sincera gratitudine.
::. Revue des tudes latines o (+,:), pp. o-o.
:,. BISCHOFF, Anecdota novissima cit. (nota :), pp. +-.
o. Ed. PL +,, coll. +,A-,,D (cfr. DOLBEAU, rec. cit. [nota ::], p. o).
+. Ed. BISCHOFF, Anecdota novissima cit. (nota :), pp. -o.
stro
:
. In realt lorigine di questo passo molto pi remota: la prima for-
mulazione si deve ad Agostino: tria sunt quibus impletur peccatum: sug-
gestione delectatione consensione

, ma la variante ripresa dal commento


del codice di Regensburg di Gregorio Magno: tribus modis temptatio
agitur, suggestione, delectatione consensu

. La citazione dunque non pu


essere usata n per associare il commento alla scuola di Laon n per smen-
tirne lattribuzione a Berengario. Come Dolbeau fa notare

, il codice di
Regensburg ha una struttura molto simile al manoscritto Berlin, Deutsche
Staatsbibliothek, Phill. +;o, dove pochi fogli dopo la Confessio di Guit-
mondo dAversa, anepigrafa (ff. +o-+), si trova un commento al Pater no-
ster sotto il nome di Berengario (ff. +:-+:); queste due opere sono inse-
rite in un dossier comprendente vari documenti che riguardano la contro-
versia berengariana
o
. Non si pu escludere che i pochi fogli che oggi co-
stituiscono il manoscritto di Regensburg siano il residuo di un codice del-
lo stesso tipo, contenente trattati di Berengario assieme a opere dei suoi an-
tagonisti. Bernhard Bischoff individua alcune corrispondenze tra il com-
mento di Regensburg e quello di Berlino
;
, anche se si tratta di poche e
deboli analogie. Bisogna aggiungere che le due esposizioni sono certamen-
te coerenti agli interessi di Berengario e che il loro contenuto non ne con-
traddice la dottrina, bench esse non offrano indubitabili corrispondenze
testuali con altre opere di accertata paternit berengariana. Linsieme di
questi indizi lascia comunque aperte diverse possibilit: che tutti e due i
:. O. LOTTIN, Psychologie et morale aux XII
e
et XIII
e
sicles, V. Problmes dhistoire littraire.
Lcole dAnselme de Laon et de Guillaume de Champeaux, Gembloux +,,, p. +:, n. :+:: Tri-
bus modis fit temptatio: suggestione, delectatione, consensu (cfr. DOLBEAU, rec. cit. [nota ::], p. o).
. SANCTI AURELII AUGUSTINI De sermone Domini in monte libros duos, ed. A. Mutzenbe-
cher, Turnhout +,o; (CCSL ), I, +:,, ll. ;:+-:, p. o e I, +:,, ll. ::-, p. :: tribus gra-
dibus ad peccatum pervenitur: suggestione delectatione consensione.
. GREGORIUS MAGNUS, Homiliae in Evangelia, ed. R. taix,Turnhout +,,, (CCSL ++),
XVI, +, p. ++o, ll. :o-:+.
. DOLBEAU, rec. cit. (nota ::), p. o.
o. Cfr. V. ROSE, Verzeichniss der Lateinischen Handschriften der Kniglichen Bibliothek zu Ber-
lin I. Die Meermann-Handschriften des Sir Thomas Phillipps Berlin +:,, pp. +++-; alle pp. ++-
si trova ledizione del commento di Berengario al Pater noster.
;. BISCHOFF, Anecdota novissima cit. (nota :), p. o.
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commenti siano stati scritti da Berengario; che il testo di Regensburg sia
autentico, mentre quello di Berlino sia una seconda redazione del medesi-
mo trattato, abbreviata oppure depurata di alcune enunciazioni contestabi-
li; che entrambe le esposizioni siano da considerarsi anonime, falsamente at-
tribuite a Berengario di Tours.
Si detto che ogni frammento, in virt della configurazione delle sue la-
cune e delle sue modalit di trasmissione, richiede un approccio specifico.
Per la poesia De Trinitate et de Christo Deo homine di Alcuino
:
, che in alcu-
ne parti mutila di poche lettere a inizio o a fine verso, sono sufficienti
semplici congetture, agevolate dalla struttura abbecedaria del carme. Per
opere pi danneggiate, invece, la restituzione di un testo leggibile compor-
ta interventi pi pesanti.Tra queste opere, il Ruodlieb rappresenta la vera fie-
ra della congettura divinatoria, con una variet impressionante di proposte
dei diversi editori, che hanno tentato la ricostruzione di lacune estese an-
che per parecchi versi
,
.
Ma lincursione congetturale pi massiccia probabilmente quella che
ha subito il Frammento dellAia, un breve testo, mutilo, ma perfettamente
leggibile e privo di lacune interne, che narra di una spedizione di Carlo
Magno contro i Mori con lassedio e la conquista di una citt
o
. Dopo che
Gaston Paris ha dimostrato trattarsi della riduzione in prosa di un poema
:. MGH, Poetae Latini aevi Carolini, IV,, ed. Strecker, cit. (nota +), pp. ,o-;.
,. Cfr. Ruodlieb. Con gli epigrammi del Codex Latinus Monacensis +,:o. La formazione e le
avventure del primo eroe cortese, ed. trad. R. Gamberini, Firenze :oo (Per Verba. Testi medio-
latini con traduzione +,), pp. LIX-LX e lapparato critico, che registra tutte le congetture de-
gli editori precedenti.
o. Lopera, conservata ai ff. :r-ov del codice Den Haag, Koninklijke Bibliotheek, ,:+
(,:o/+oo ca.), proveniente dalla Francia settentrionale, stata pubblicata per la prima vol-
ta da G. H. PERTZ (MGH, Scriptores [in folio] ), Hannover +:,, pp. ;o:-+o. Per un orien-
tamento bibliografico cfr. F. BRUNHLZL, Histoire de la littrature latine du Moyen ge, II, De
la fin de lpoque carolingienne au milieu du XI
e
sicle, Turnhout +,,o, pp. ,,, +:; Repertorium
fontium historiae medii aevi, primum ab Augusto Potthast digestum nunc cura collegii historicorum e
pluribus nationibus emendatum et auctum, IV, Roma +,;o, p. ;; M. DELBOUILLE, Tradition la-
tine et naissance des littratures romanes, in Grundri der romanischen Literaturen des Mittelalters, a
cura di H. R. Jauss - E. Khler, I. Generalits, Heidelberg +,;:, p. :.
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esametrico perduto
+
, vi sono stati numerosi tentativi di restituzione dei
versi originari: dapprima ci ha provato Konrad Hofmann, il quale per, per
non fare troppa violenza allultima parte del testo, che opponeva resistenza
alla versificazione, decide di fermarsi al quartultimo paragrafo
:
. Poi arri-
vato Hermann Suchier che, privo degli scrupoli di Hofmann e dotato di
maggiore fantasia, ha finito il lavoro

. Ma il colpo di grazia arrivato nel


+,+ con Otto Schumann, che emenda alcuni versi proposti dagli editori
precedenti, rifiutando di trasporre in esametri i passi che richiedono ritoc-
chi troppo consistenti

. Il risultato un ibrido, parte in prosa e parte in


versi, con un apparato che non rende conto n del testo originale n delle
versioni e di tutte congetture dei due precedenti versificatori: Schumann si
limita a indicare in corsivo le parti lasciate in prosa (comunque impaginate
su linee della lunghezza approssimativa di un esametro), con un asterisco i
versi che non ha modificato rispetto alle edizioni precedenti e con un aste-
risco tra parentesi quelli che ha modificato poco. Il risultato mostruoso
e loperazione, sulla quale si gi espresso Paul Aebischer

, appare come
un esercizio erudito assolutamente inutile, che pretende di riesumare un te-
sto perduto, massacrandone uno esistente.
+. G. PARIS, Historie potique de Charlemagne, Paris +:o, pp. o-+; edizione alle pp.
o-:.
:. K. HOFMANN, ber das Haager Fragment, Sitzungsberichte der philosophisch-philo-
logischen und historischen Classe der kniglichen Bayerischen Akademie der Wissenschaf-
ten zu Mnchen + (+:;+), pp. ::-:, il testo latino alle pp. +-;.
. Les Narbonnais. Chanson de Geste, ed. H. Suchier, II, Paris +:,:, a p. LXXXIV la riscrit-
tura in esametri della parte tralasciata da Hofmann; alle pp. LXVI-LXXXIII uno studio intro-
duttivo; alle pp. +o;-: ledizione e la traduzione del testo in prosa; alle pp. +:-,: il facsi-
mile del manoscritto. Ledizione Suchier della prosa stata ripresa, con laggiunta di una tra-
duzione castigliana, da M. DE RIQUER, Los cantares de gesta franceses (sus problemas, su relacin
con Espaa), Madrid +,:, pp. o-;;; in seguito il volume stato aggiornato e ripubblicato
in versione francese: M. DE RIQUER, Les chansons de geste franaises, trad. I. Cluzel, Paris +,;
:
(testo e traduzione del frammento alle pp. ::-+).
. O. SCHUMANN, ber das Haager Fragment, Zeitschrift fr romanische Philologie o;
(+,+), pp. ++-o.
. P. AEBISCHER, Contestation dune contestation. propos du Fragment de La Haye, Vox
Romanica :, (+,;o), pp. +,:-:o, alle pp. +,-.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
95
Se ricostruire unopera interamente perduta pu dare risultati aberranti,
invece possibile, in certi casi, restaurare con esiti soddisfacenti testi che
presentano lacune anche molto ampie. Perch questo avvenga, occorre di-
latare lo sguardo oltre il documento che tramanda il frammento e ricerca-
re nellambito storico-letterario nel quale il testo situato. Interessante il
caso dei frustoli di un commento al Vangelo di Matteo individuati da Bengt
Lfstedt in un manoscritto smembrato tra Londra e Tokio
o
. Nel +,,; lo
stesso Lfstedt ne pubblica una semplice trascrizione, limitando al massimo
le integrazioni, riportando in apparato la fonte (Girolamo) ed evitando, an-
che nei casi pi sicuri, di usarla per colmare le vaste e frequenti lacune
;
.
Fortuna per il testo e sfortuna per Lfstedt, nel :oo Anthony J. Forte nota
che i frammenti pubblicati da Lfstedt rappresentano una recensione po-
steriore del commento a Matteo di Frigulus
:
, del quale egli sta preparan-
do ledizione, nonch una redazione parallela al Liber questionum in Evange-
liis
,
, ugualmente dipendente da Frigulus
o
. Lo studio di Forte fornisce cos
materiale utile alla ricostruzione del testo del commento pubblicato da
Lfstedt e alla formulazione di alcune ipotesi sulla sua tradizione mano-
scritta, sebbene gli elementi esposti non siano ancora del tutto sufficienti a
raggiungere un risultato definitivo.
Trovare la fonte inedita di un frammento per un fatto piuttosto raro;
pi frequente invece il ricorso alla tradizione indiretta. I Gesta Apollonii
sono stati pubblicati per la prima volta da Dmmler sulla base un codice di
Gand, gravemente danneggiato, di difficile lettura e dal testo molto difetto-
so
+
. La seconda edizione del poema, per i Monumenta, sempre a cura di
o. Si tratta di due bifolii originari del nord della Francia, databili alla met del secolo
IX, le cui odierne segnature sono: London, Quaritch Rare Books and Manuscripts, Sch-
yen Collection, ++o; Tokio, International Christian University, Palaeographic Collection, +.
;. B. LFSTEDT, Fragmente eines Matthus-Kommentars, Sacris erudiri ; (+,,;), pp. ++-
o+, ed. alle pp. +-o+.
:. Conservato nel ms. Halle (Saale), Universitts und Landesbibliothek Sachsen-Anhalt,
Qu. Cod. +:;.
,. Liber questionum in Evangeliis, ed. J. Rittmueller, Turnhout :oo (CCSL +o:F).
o. A. J. FORTE, Bengt Lfstedts Fragmente eines Matthus-Kommentars: Reflections and
Addenda, Sacris erudiri : (:oo), pp. :;-o:.
+. Gesta Apollonii regis Tirii metrica, ed. E. Dmmler, Halis +:;;. Questo il manoscritto:
Gent, Centrale Bibliotheek van de Rijksuniversiteit, +o, (+: suppl.).
ROBERTO GAMBERINI
96
Dmmler
:
, registra non solo le congetture avanzate da numerosi filologi

,
ma anche la scoperta di un manoscritto, che non contiene un secondo
esemplare dei Gesta Apollonii, ma semplicemente un apparato di glosse a
questopera per mano di Frumondo di Tegernsee

. Molte di queste anno-


tazioni coincidono con quelle che si trovano nel codice di Gand, ma vi
sono quindici glosse in pi, inoltre alcune interpretazioni e alcune lezioni
sono differenti

. Proprio queste glosse e variae lectiones risultano essere di


grande importanza e consentono a Dmmler di emendare alcuni luoghi del
testo
o
. Un caso pi recente, ma non meno noto, rappresentato dalla Io-
hannis di Corippo: nel +,:o Maria Assunta Vinchesi, dopo aver rinvenuto
in due manoscritti alcune composizioni latine dellumanista aretino Gio-
vanni de Bonis
;
, copista del codice della Iohannis
:
, si accorge che in essi
:. Poetae Latini aevi Carolini, II, ed. E. Dmmler, Berlin +:: (MGH Poetae Latini me-
dii aevi :), pp :-oo.
. Tra questi Hermann Hagen, Konrad Bursian, Georg Kaibel, Wilhelm Wattenbach,
Georg Schepss e Ludwig Traube, che ha nuovamente collazionato il codice di Gand (cfr.
ibid., pp. :- e lapparato critico alle pp. :-oo).
. Si tratta del cod. gi Berlin, Preuische Staatsbibliothek, lat. qu. ,,, oggi Krakw, Bi-
blioteka Jagiellonv ska, Depositum (fino al +,: Mahingen, Frstlich Oettingen-Waller-
stein-sche Bibliothek, I. :. . ). Sulla storia recente del manoscritto, scritto a Colonia da
Frumondo, da lui portato nellabbazia di Tegernsee, acquisito tra il +:+: e il +:+; dalla bi-
blioteca dei principi Oettingen-Wallerstein a Mahingen, venduto alla Preuische Staatsbi-
bliothek di Berlino nel +,, scomparso nel +, e ricomparso a Cracovia qualche decen-
nio pi tardi cfr.W. MILDE, Lateinische Handschriften der ehemaligen Preuischen Staatsbibliothek
Berlin in der Bibliotheka Jagiellonvska Krakau, Codices manuscripti +: (+,:o), pp. :-,; per una
descrizione cfr. G. SCHEPSS, Handschriftliche Studien zu Boethius De consolatione philoso-
phiae. Programm der Kniglichen Studien-Anstalt Wrzburg fr das Studienjahr +::o/:+, Wrz-
burg +::+, pp. -o;W. WATTENBACH, Geschichtliche Handschriften der frstlich Oettingen-Waller-
steinschen Bibliothek in Mahingen verzeichnet von Philipp Jaff, Neues Archiv der Gesellschaft
fr ltere deutsche Geschichtskunde ; (+:::), pp. +o:-:o, alle pp. +;;-,; Die Tegernseer Brief-
sammlung (Froumund), ed. K. Strecker, Berlin +,: (MGH Epistolae selectae ), pp. XI-XIII.
. Le glosse sono state pubblicate da G. SCHEPSS, Funde und Studien zu Apollonius Tyrius,
Chartarium Farfense, Donat, Boethius und zur lat. Glossographie, Neues Archiv der Gesellschaft
fr ltere deutsche Geschichtskunde , (+::), pp. +;+-,, alle pp. +;:-:o; commento alle
pp. +::-o.
o. Per es. ai vv. +, +o:, :;o.
;. Codd. Milano, Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, o; e :oo.
:. Milano, Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, o:o.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
97
sono ripresi di sana pianta ampi brani di Corippo
,
; tra questi plagi riesce
quindi a individuare e recuperare sette versi (uno dei quali incompleto), che
vanno a colmare una parte della lacuna creatasi nel primo libro della Io-
hannis per la caduta di un foglio
oo
. Un altro esempio notevole di recupero
di un frammento grazie alla tradizione indiretta si deve a Roger Gryson:
staccati da legature di tesi universitarie, compaiono a Budapest alcuni bran-
delli di pergamene del IX secolo che contengono parti di un commento
allApocalisse, riconosciuto da Bonifatius Fischer come lopera perduta di
Ticonio
o+
. Il testo si presenta largamente lacunoso; Gryson procede dappri-
ma a una trascrizione diplomatica
o:
, poi confronta i frammenti di testo con
i commenti allApocalisse di derivazione ticoniana, vale a dire quelli di Ce-
sario di Arles, Primasio, Beda e Beato di Libana
o
, infine allestisce unedi-
zione critica, integrando tutte le lacune sulla base della tradizione indiretta
e di rare divinationes
o
. Ogni intervento sul testo viene ampiamente discus-
so. Certamente le scelte di Gryson sono suscettibili di ulteriore discussio-
ne, dal momento che egli talvolta interviene in modo massiccio, integran-
do estese parti di testo e adattando le testimonianze secondarie che usa, ma
in fondo le sue non sono altro che congetture, formulate per rendere nuo-
vamente leggibile il testo. Tenendo conto della perfettibilit di qualsiasi la-
voro, bisogna comunque ammettere che il risultato a cui giunge Gryson
davvero formidabile.
Il punto debole di questo metodo sta nel fatto che spesso mancano edi-
zioni affidabili delle testimonianze necessarie alla ricostruzione. Gryson se
ne rende conto e, relativamente al testo di Beato di Libana da lui usato per
ROBERTO GAMBERINI
98
,. Cfr. M. A. VINCHESI, Versi nuovi di Corippo in imitazioni inedite dellumanista Giovanni
de Bonis, Rivista di filologia e di istruzione classica +o: (+,:o), pp. :,:-+o.
oo. I versi, che seguono immediatamente il v. I ::, sono stati recepiti nelledizione del
primo libro della Iohannis curata dalla stessa Vinchesi: FLAVII CRESCONII CORIPPI Iohannidos
liber primus, ed. trad. comm. M. A. Vinchesi, Napoli +,: (Koinwniv a. Collana di studi e testi
,), p. +.
o+. R. GRYSON, Fragments indits du commentaire de Tyconius sur lApocalypse, Revue B-
ndictine +o; (+,,;), pp. +:,-::o, alle pp.+,+-:.
o:. Ibid., pp. +,;-:oo.
o. Ibid., pp. :o-:.
o. Ibid., pp. ::-o.
integrare Ticonio, afferma di non fondarsi su una delle edizioni esistenti, ma
di seguire lezioni diverse da lui liberamente scelte sulla base della tradizio-
ne manoscritta
o
.Tutto questo pu funzionare quando si lavora su testi che
necessitano di sole integrazioni, ma non affatto sufficiente per frammen-
ti dalla tradizione pi complessa. In alcuni casi la tradizione indiretta va usa-
ta anche in senso inverso, vale a dire non per le porzioni di testo che tra-
smette, ma per quelle che omette. Ci si riferisce qui a unaltra edizione di
Roger Gryson, uscita nel :oo per il Corpus Christianorum; si tratta del com-
mento allApocalisse di Apringio, vescovo di Beja in Portogallo sotto il re
visigoto Teudi, tra il + e il : circa
oo
. La tradizione dellopera ricon-
ducibile a un codice unico, un manoscritto di Copenhagen
o;
, scritto pro-
babilmente a Barcellona nel ++:
o:
. Gryson segnala altri due codici del se-
colo XVII, uno a Madrid, laltro a Parigi
o,
: il madrileno un manoscritto
preparatorio per unedizione a stampa del testo mai pubblicata, di mano del
canonico sivigliano Luis Sanllorente y Castro, possessore del codice di Co-
penhagen nel +o+o
;o
; il parigino deriva anchesso dal manoscritto principa-
le
;+
. Gryson ignora lesistenza di altri tre manoscritti
;:
, che tuttavia non
o. Ibid., p. +,o, nota +,.
oo. Variorum auctorum commentaria minora in Apocalypsin Johannis. Scilicet APRINGI PACEN-
SIS Tractatus fragmenta, CASSIODORI SENATORIS Complexiones, Pauca de monogramma excerpta,
incerti auctoris Commemoratorium, De enigmatibus ex Apocalypsi, Commemoratorium a THEODUL-
PHO auctum, ed. R. Gryson, Turnhout :oo (CCSL +o;), pp. ++-,;.
o;. Kbenhavn, Det Arnamagnaeanske Institut, Arnamagnaeanske Legat +,:; AM. ;,.

to
, ff. :v-,;v. Il codice descritto con una collazione delle corrispondenze con il testo di
Beato di Libana e con quello di Vittorino di Petovio nella redazione di Girolamo da W.
BOUSSET, Nachrichten ber eine Kopenhagener Handschrift (Arnamagnaeanske Legat +,:;A M. ;,

to
) des Kommentars des Apringius zur Apokalypse, Nachrichten von der kniglichen Gesell-
schaft der Wissenschaften zu Gttingen. Philologisch-historische Klasse, +:,, pp. +:;-:o,.
o:. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), p. +.
o,. Ibid., pp. +-+.
;o. Madrid, Biblioteca Nacional, :, (F. o,), ff. :+r-:;:r.
;+. Paris, Bibliothque nationale de France, nouv. acq. lat. +:,, (cfr. M. C. DAZ Y DAZ,
Index scriptorum Latinorum medii aevi Hispanorum, Salamanca +,:-+,, [Acta Salmanticensia.
Filosofa y Letras +,+-:], p. o). Gryson lo ritiene una copia delledizione di Sanllorente (Va-
riorum auctorum commentaria minora cit. [nota oo], p. +).
;:. Sar sviluppata in altra sede la discussione sulle notizie di ulteriori testimoni perdu-
ti, sulle false attribuzioni e sulla possibile esistenza di ulteriori frammenti fino a oggi ignoti
del commentario di Apringio.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
99
sono determinanti per la costituzione del testo: unaltra copia del codice di
Copenhagen a Parigi
;
, forse tratta dal lavoro di Sanllorente, e due copie a
Madrid di un ulteriore tentativo di edizione sulla base del medesimo ma-
noscritto di Copenhagen, anche questa mai data alle stampe; entrambe que-
ste copie si trovano in codici del secolo XVII
;
, parziali autografi dello sto-
rico Nicols Antonio
;
. La struttura del commento ha disorientato molti
studiosi: il testo di Apringio si interrompe al versetto ,;, per riprendere al
versetto +:,o e proseguire fino alla fine. Dopo ,; e prima di :o,+ (che in
Apringio non commentato completamente) inserito, per le parti man-
canti, il commento di Vittorino di Petovio nella redazione di Girolamo con
aggiunte posteriori
;o
, denominata F nelledizione Haussleiter
;;
. Ripercor-
rendo lo status quaestionis delineato da Gryson
;:
, si osserva la variet delle
ipotesi avanzate: tra gli studiosi c chi, senza spiegare in modo pi esau-
riente una composizione tanto singolare, ha espresso la convinzione che il
;. Paris, Bibliothque nationale de France, lat. +:o+ (cfr. DAZ Y DAZ, Index cit. [nota
;+], p. o; F. STEGMLLER, Repertorium biblicum medii aevi, VIII, Supplementum, Madrid +,;o, pp.
+:-; L. DELISLE, Inventaire des manuscrits de Saint-Germain-des-Prs conservs la Bibliothque
Impriale sous les numros ++o-+:+ du fonds latin, Paris +:o:, p. [gi in L. DELISLE, Inven-
taire des manuscrits latins de Saint-Germain-des-Prs, Bibliothque de lcole des chartes ::
(+:o;), pp. -;o, ::-o, alla p. o]).
;. Madrid, Biblioteca Nacional, ;, ff. +r-,,v e ;o, ff. +or-:v.
;. Cfr. Inventario general de manuscritos de la Biblioteca Nacional, XII, (;oo+ a :,,), Madrid
+,::, pp. ;, ;o-;. Nicols Antonio dedica ad Apringio una voce nella sua Bibliotheca Hispa-
na vetus, con la trascrizione delle prime righe del commento (N. ANTONIUS, Bibliotheca Hi-
spana vetus, sive Hispani scriptores qui ab Octaviani Augusti aevo ad annum Christi MD. floruerunt,
a cura di F. Perezius Bayerius, Matriti +;:: [rist. anast. Torino +,o], vol. I, pp. :;;-:).
;o. Nel codice le diverse parti sono puntualmente distinte e introdotte da rubriche: +) In-
cipit tractatus in Apocalypsin eruditissimi viri Apringi episcopi Pacensis ecclesiae (segue Apringio: +,+-
,:+); Incipit liber secundus (segue Apringio ,+-,;); :) Deinde explanacio Iheronimi (segue Vit-
torino-Girolamo: ,;-+;,, manca il commento di +;,-+:,, che Vittorino non interpreta);
) Item in explanatione Apringi episcopi de eadem urbe dicitur (segue Apringio: +:,o-+,,:+); ) In
explanatione beati Iheronimi presbyteri (segue Vittorino-Girolamo: :o,+-+o); ) Item in explana-
tione Apringi episcopi de eorundem mille annorum obligatione diaboli (segue Apringio: :o,+[incom-
pleto]-::,:o); Explicit expositio Apocalypsis quam exposuit domnus Apringius episcopus.
;;. VICTORINI EPISCOPI PETAVIONENSIS Opera, ed. I. Haussleiter, Vindobonae-Lipsiae
+,+o (CSEL ,), pp. LI-LIII, edizione alle pp. ++-+.
;:. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), pp. +;-:o.
ROBERTO GAMBERINI
100
testo, cos come si presenta nel manoscritto, sia una compilazione unitaria,
opera di Apringio stesso
;,
; c chi si spinto a ipotizzare che Apringio ab-
bia commentato soltanto i versetti di uso liturgico
:o
; c anche chi pensa
che egli, dopo aver scritto linizio del commento, abbia proseguito copian-
do Vittorino-Girolamo e concluso completando le parti ivi mancanti
:+
.
Lunica spiegazione corretta, sostenuta dalla maggioranza degli studiosi fra
i quali Gryson, invece quella che considera frammentaria lopera di
Apringio: lantigrafo del codice di Copenhagen avrebbe perso i fascicoli
centrali e un foglio prima del versetto :o e un copista avrebbe colmato le
lacune ricorrendo al commento di Vittorino-Girolamo
::
. Per risolvere de-
finitivamente la controversia, Gryson si appella alla tradizione indiretta. Il
commento di Apringio, secondo Gryson, doveva essere una rarit gi nel
medioevo, al punto tale che Braulione di Saragozza (come sappiamo da una
sua lettera a Emiliano di Toledo e dalla risposta di questultimo) non riesce
a procurarsene un esemplare
:
. Un autore per lo conosceva bene: Beato di
Libana, che nel suo commento riprende quasi tutto il testo di Apringio
:
.
Siccome lopera di Beato una catena esegetica che compila le fonti sen-
za modifiche sostanziali, Gryson ne usa il testo come secondo ramo della
tradizione e procede con la scelta rischiosa di emendare Apringio con Bea-
to
:
; rischiosa in primo luogo perch, come si detto, manca unedizione
affidabile di Beato, in secondo luogo perch Beato spesso interviene sulle
;,. Ibid., pp. +:-,.
:o. Ibid., p. +:, nota +o.
:+. Ibid., p. +,, nota +:.
::. Ibid., pp. +,-:o. Gryson, facendo propria questa ipotesi, dimentica di citare gli stu-
diosi che lhanno formulata e sostenuta prima di lui, a iniziare da Marius Frotin (APRIN-
GIUS DE BJA, Son commentaire de lApocalypse crit sous Theudis, roi des Wisigoths [+-:], ed.
M. Frotin, Paris +,oo [Bibliothque patrologique +], pp. XX-XXI). Una rassegna dei diversi
fautori della teoria dei frammenti si trova in APRINGII PACENSIS EPISCOPI Tractatus in Apo-
calypsin, ed. A. C. Vega, El Escorial +,o (Scriptores ecclesiastici Hispano-Latini veteris et
medii aevi +o-++), pp. XXVIII-XXXII.
:. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), p. +.
:. Cfr. BOUSSET, Nachrichten cit. (nota oo), pp. +,:-:o:.
:. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), pp. :;-,, dove sono elencati
alcuni esempi in cui Gryson dimostra di applicare questo metodo con efficacia.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
101
sue fonti con regolarizzazioni linguistiche, modifiche stilistiche e semplifi-
cazioni lessicali
:o
. Giustamente Gryson espunge quindi dalledizione di
Apringio le parti che le rubriche del codice segnalano essere tratte dal
commento di Vittorino-Girolamo, perch Beato, che lo riprende quasi per
intero, non le riporta nel medesimo contesto e, quando le cita altrove, mo-
stra di attingere da una fonte differente
:;
. Con tutto ci, Gryson non si ac-
corge di un fatto importante: il manoscritto di Apringio usato da Beato
lo stesso dal quale deriva il codice di Copenhagen
::
. Lo dimostra il fatto
che le lacune coincidono quasi perfettamente, quasi, perch dalle omissio-
ni di Beato si deduce che il manoscritto che egli consulta ancora pi dan-
neggiato dellantigrafo del codice danese. Oltre ai fascicoli che in tale ma-
noscritto sono sopperiti con Vittorino-Girolamo, nellesemplare a disposi-
zione di Beato sono caduti anche i fogli finali e altri fogli interni
:,
: un bi-
folio della seconda parte del commento, con linterpretazione dei versetti
+:,o-:o e +,,+-+o
,o
, il secondo foglio dellultima parte (:o,-;) e un bifo-
lio poco oltre con una lunga esegesi del versetto :o,+o
,+
. A questo punto
sappiamo anche lepoca in cui avvenuta linterpolazione di Vittorino-Gi-
rolamo in Apringio: anteriormente al ;;o, data della prima redazione del-
lopera di Beato di Libana
,:
. Si pu quindi ipotizzare che il codice per-
:o. Cfr. ibid., pp. ::-,.
:;. Cfr. ibid., p. :o; M. DULAEY, Victorin de Poetovio premier exgte latin, Paris +,, (Col-
lection des tudes Augustiniennes. Srie Antiquit +,-+o), vol. I, pp. o:-.
::. Oppure una copia discendente dal medesimo antigrafo, circostanza del tutto priva
di rilievo dal punto di vista stemmatico.
:,. La parte finale corrisponde alle ll. VII :;-o: delled. Gryson (Variorum auctorum
commentaria minora cit. [nota oo], pp. ,o-;). Senza considerare le omissioni di poche righe, le
restanti lacune sono di estensione piuttosto uniforme (ca. o, ;, o, +o linee a stampa),
compatibile con lampiezza di un foglio manoscritto. Una loro breve descrizione si trova
ibid., pp. :o-;.
,o. Ibid. ll. VI +-o, +:-;:, pp. o,-;o, ;-. Esisteva ancora, invece, il bifolio centrale del
fascicolo con linterpretazione di +:,:+-+,,+ (ll. VI +-++, pp. ;o-).
,+. Ibid. ll. VII :,-:, ++-:+o, pp. ;:-,, :o-. Allultima lacuna vanno forse aggiunte an-
che le ll. +o;-+: e :+;-:+ per le quali le corrispondenze nellopera di Beato sono alquanto
deboli (cfr. ibid., p. :o).
,:. Cfr. BEATI in Apocalypsin libri duodecim, ed. H.A. Sanders, Rome +,o (Papers and Mo-
nographs of the American Academy in Rome ;), pp. XV-XVI; SANCTI BEATI A LIEBANA Com-
mentarius in Apocalypsin, ed. E. Romero-Pose, Romae +,:, vol. I, p. IX.
ROBERTO GAMBERINI
102
duto di Apringio (a) abbia perduto diversi fogli; in questo stato lacunoso
(a
+
) ne sia stata trascritta una copia (b) nella quale le parti perdute sono sta-
te integrate con il commento di Vittorino-Girolamo; si ritiene poi che in
seguito il codice originario abbia subito danni ulteriori (a
:
) e nel ;;o sia
stato usato da Beato di Libana. Nel ++:, infine, sarebbe stato composto il
codice di Copenhagen (K), copia del manoscritto interpolato (b).
Dopo che la tradizione manoscritta stata cos definita, ledizione di
Gryson non regge pi. Gryson infatti spiega in questo modo linterpola-
zione con Vittorino-Girolamo: un copiste, qui avait sans doute remarqu
quApringius citait implicitement, plusieurs reprises, le commentaire de
Victorin-Jerme, a fait appel celui-ci pour combler les manques
,
. In-
nanzitutto improbabile che un copista sia stato in grado di riconoscere
delle citazioni implicite, ma ancora pi improbabile che, riconosciutele,
sia andato a cercare proprio lopera dalla quale erano state tratte al fine di
colmare le lacune. Lipotesi di Gryson non convince neppure se si pensa al-
lopera di un autore molto colto, piuttosto che a quella di un semplice co-
pista. Se si osservano le nove citazioni di Vittorino-Girolamo alle quali si
,. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), p. +,.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
103
Apringius Pacensis ep.
[fl. +-: ca.]
a a
+
a
:
[saec. VI/;;o] b
(codex interpolatus)
[a. ;;o] Beatus Liebanensis mon.
[a. ++:] K
riferisce Gryson, si nota innanzitutto che rappresentano gli unici casi in cui
Apringio (che non scrive una catena esegetica) citerebbe letteralmente una
fonte
,
, anomalia che contrasta con il suo metodo espositivo basato sullap-
propriazione dei modelli e su una loro marcata trasformazione. In secondo
luogo da osservare come al di fuori di questi richiami non si trovi alcuna
traccia del commento di Vittorino-Girolamo nellopera di Apringio
,
. In-
fine che tutte queste citazioni, nonostante siano implicite, non trovano
completa corrispondenza nellopera di Beato di Libana, il quale, a diffe-
renza di Apringio, riporta sistematicamente le sue fonti parola per parola,
senza indulgere a depurazioni troppo sofisticate. Tre dei passi in questione
mancano del tutto in Beato
,o
, due di essi sono inseriti in un contesto to-
talmente estraneo ad Apringio
,;
, due sono compresi allinterno di pi ampi
brani di Vittorino-Girolamo (assenti nel codice K ed evidentemente ripre-
si da unaltra fonte)
,:
, i restanti due hanno una collocazione analoga a quel-
la del manoscritto di Copenhagen, ma il livello della loro rielaborazione fa
ritenere che, come tutti i precedenti, provengano da una matrice diversa
,,
.
In questi ultimi due casi, infatti, operando un confronto nellopera di Bea-
to tra il testo che proviene da Vittorino-Girolamo e quello immediata-
mente precedente o seguente che proviene da Apringio, si nota come il pri-
mo sia notevolmente pi ricco di varianti, fenomeno che si giustifichereb-
be con difficolt, se la fonte delle due citazioni fosse la medesima. In nes-
suna circostanza, quindi, Beato attinge il testo di Vittorino-Girolamo diret-
tamente da Apringio, ma lo riprende ogni volta in modo autonomo.
,. Cfr. ibid., pp. :-.
,. Cfr. ibid., p. :.
,o. Ibid. ll. I oo-;:, pp. -; II ::o-:, :-,, pp. o-o.
,;. Ibid. ll. I :-,, o+-o, pp. -o e Beato I ,;o; I ,++ (ed. Sanders, cit. [nota ,:], pp.
;:-, :+; ed. Romero Pose, cit. [nota ,:], vol. I, pp. ++:, +:).
,:. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), ll. I oo-, o;,-:+, pp. - e Bea-
to I ,:,; I ,,+ (ed. Sanders, cit. [nota ,:], pp. ,,-+oo; ed. Romero Pose, cit. [nota ,:], vol.
I, pp. +o:-).
,,. Variorum auctorum commentaria minora cit. (nota oo), ll. I o-; II o-;:, pp. , o+ e
Beato I , o+; III :,+o-++ (ed. Sanders, cit. [nota ,:], pp. ;+, :o:-,; ed. Romero Pose, cit. [nota
,:], vol. I, pp. ++o, ;).
ROBERTO GAMBERINI
104
Gryson sostiene che Beato, quando ha trascritto Apringio, abbia omesso vo-
lontariamente le nove citazioni di Vittorino-Girolamo
+oo
, forse pensando
che, nonostante tale autore non sia mai nominato, avrebbe potuto ricono-
scerle dalle parole aliter o item aliter che nel testo le precedono, per indica-
re che si tratta di interpretazioni supplementari di passi gi commentati. Ma
anche questa tesi di Gryson destinata a crollare: al di fuori di questi casi,
Apringio non fornisce mai interpretazioni supplementari segnalate con ali-
ter. C poi un passo in cui la citazione di Vittorino-Girolamo non intro-
dotta affatto da aliter o item aliter: si tratta dellinterpretazione del versetto
:,+;, per il quale Vittorino-Girolamo non rappresenta un supplemento, ma
lunica interpretazione
+o+
. Qui la citazione non riconoscibile in alcun
modo e Beato la omette ugualmente. Anche ammettendo che Beato cono-
scesse il testo di Vittorino-Girolamo a memoria, pare davvero difficile che
egli abbia espunto con precisione millimetrica una tale citazione, quando
altrove dimostra di lavorare sul codice di Apringio con un metodo pi gros-
solano, senza neppure accorgersi di interi salti di pagina
+o:
. Lunica spiega-
zione ragionevole che il manoscritto di Apringio consultato da Beato non
contenesse quelle nove citazioni di Vittorino-Girolamo
+o
. Esse sono quin-
di interpolazioni inserite dallo stesso rimaneggiatore che ha integrato le
parti mancanti. Egli ha aggiunto le esposizioni dei versetti :,+;, ,;-+;, e
:o,+-+o, che mancavano nel codice di Apringio, e ha annotato, in modo
+oo. Cfr. Variorum auctorum commentaria minora cit. [nota oo], p. :o.
+o+. Ibid., ll. I oo-, p. .
+o:. In corrispondenza di lacune determinate dalla caduta di fogli, accade due volte che
Beato non si accorga del difetto del suo antigrafo e colleghi nella stessa frase due parole che
nellopera di Apringio sono separate da una lunga porzione di testo: accade in XI +, e XI
,+; (ed. Sanders, cit. [nota ,:], pp. ,:, oo:; ed. Romero Pose, cit. [nota ,:], vol. II, pp. +,
:), dove mancano rispettivamente le ll. VI +:-+;: e VII :,-: di Apringio (Variorum auc-
torum commentaria minora cit. [nota oo], pp. ;-, ;:-,). Nel primo di questi casi il salto di pa-
gina restituisce nel testo di Beato una frase del tutto priva di senso: oculi autem eius sicut flam-
ma ignis. ut enim incendium penetrat corpus omne, quod continet, nec exceptam aliquam deseret por-
tionem, [...] unde dicitur caput viri Christus est (cfr. ibid., p. :o).
+o. Unipotesi equivalente, ma meno probabile, che il codice contenesse tali citazio-
ni scritte in margine, immediatamente percepibili come estranee al testo originale.
STRATEGIE EDITORIALI PER TESTI FRAMMENTARI
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sporadico e del tutto asistematico, alcune tra le interpretazioni che in Vit-
torino-Girolamo risultavano diverse. Queste annotazioni, forse scritte in
margine nel codice b, sono state inserite nel testo da chi ha vergato il ma-
noscritto di Copenhagen. Apringio, dunque, non conosceva il commento
allApocalisse di Vittorino di Petovio n nella sua redazione originale n
nella revisione di Girolamo e neppure in una delle sue versioni successive.
Gryson, come ha espunto le aggiunte maggiori, avrebbe dovuto eliminare
anche quelle minori e verificare, inoltre, se tra i rimanenti passi non rece-
piti da Beato ve ne siano alcuni ugualmente riconoscibili come interpola-
zioni. Poich non lha fatto, il testo che ha pubblicato non quello di
Apringio, ma quello confezionato da un anonimo, che tra il VI secolo e il
;;o ha restaurato unopera gravemente danneggiata di cui era in possesso.
Il testo di Apringio, che ha confuso Gryson, filologo di primo piano e
direttore dellIstituto della Vetus Latina, dimostra quanto sia insidioso il re-
cupero di opere frammentarie.
ROBERTO GAMBERINI
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