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Henri Bergson - Wikipedia

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Henri Bergson
Henri-Louis Bergson (Parigi, 18 ottobre 1859 Parigi, 4 gennaio 1941) stato un filosofo francese. La sua opera super le tradizioni ottocentesche dello Spiritualismo e del Positivismo ed ebbe una forte influenza nei campi della psicologia, della biologia, dell'arte, della letteratura e della teologia . Fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1927 sia per le sue ricche e feconde idee sia per la brillante abilit con cui ha saputo presentarle.

Biografia[modifica | modifica sorgente]


Nacque a Parigi in rue Lamartine, non lontano dall'Opra. Il padre proveniva da un'importante famiglia di ebrei polacchi, la madre era un'ebrea di origini anglo-irlandesi. La sua famiglia visse a Londra per alcuni anni dopo la sua nascita ed egli familiarizz presto con la lingua inglese. Prima di compiere nove anni, i suoi genitori passarono la Manica e si stabilirono in Francia; Henri fu naturalizzato cittadino della Repubblica. La vita di Bergson fu quella tranquilla e senza grandi eventi di un professore francese; i maggiori punti di riferimento in essa sono la pubblicazione dei suoi quattro principali lavori: il primo nel 1889, l'Essai sur les donnes immdiates de la conscience (Saggio sui dati immediati della coscienza), quindi Matire et Mmoire (Materia e Memoria) nel 1896, L'Evolution cratrice (L'evoluzione creatrice) nel 1907 e infine Les deux sources de la morale et de la religion (Le due sorgenti della Morale e della Religione) nel 1932.

Carriera e opere[modifica | modifica sorgente]


Le opinioni alle quali teniamo di pi sono quelle di cui pi difficilmente potremmo rendere conto. (Henri Bergson, Saggio sui dati immediati della coscienza)

A Parigi dal 1868 al 1878 Bergson frequent il liceo Fontaine, ora conosciuto come liceo Condorcet. Durante quegli anni vinse un premio per un suo lavoro scientifico e un altro, quando era diciottenne, per la soluzione di un problema matematico. Questo successe nel 1877: la sua soluzione fu pubblicata l'anno seguente negli Annales de
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Mathmatiques. Esso di qualche interesse essendo il suo primo lavoro pubblicato. Dopo qualche esitazione sulla sua carriera, se questa dovesse svilupparsi nel campo scientifico o negli studi umanistici, egli decise per la seconda opzione e a diciannove anni entr nella famosa cole Normale Suprieure (ove conobbe e divenne amico di Pierre Janet ed ebbe come maestro il filosofo Lon Oll-Laprune). Qui consegu il diploma di Licence-s-Lettres, a questo segu il concorso per professore associato di filosofia nel 1881. Lo stesso anno ricevette un incarico da insegnante al liceo di Angers, la vecchia capitale dell'Anjou. Due anni dopo si stabil al liceo Blaise Pascal di ClermontFerrand, capoluogo del dipartimento del Puy-de-Dme. In Durata e Simultaneit polemizz con alcune elaborazioni filosofiche - specie di ambiente francese - sui risultati ottenuti da Albert Einstein nella teoria della relativit. Einstein ha dimostrato che il tempo relativo al sistema di riferimento e pi elevata la velocit di un sistema rispetto all'osservatore, pi il tempo in tale sistema rallenter dal punto di vista dell'osservatore. Bergson sosteneva che il tempo non una retta di tanti punti contigui, ma un istante che cresce su se stesso sovrapponendosi agli altri. Saggio sui dati immediati della coscienza[modifica | modifica sorgente] L'anno successivo al suo arrivo a Clermont-Ferrand, Bergson diede esempio delle sue capacit nelle scienze umanistiche pubblicando una eccellente edizione di estratti da Lucrezio, con uno studio critico del testo e della filosofia del poeta (1884), un'opera le cui ripetute riedizioni sono prova sufficiente della sua importanza nel promuovere lo studio dei classici presso i giovani francesi. Oltre a insegnare e a tenere lezioni universitarie nella regione dell'Auvergne, Bergson trovava il tempo per gli studi personali e la stesura di opere originali. Era impegnato con il suo Essai sur les donnes immdiates de la conscience. Questo trattato fu consegnato, insieme a una breve tesi in latino su Aristotele, per il diploma di docteur-s-Lettres, a cui fu ammesso dalla Universit di Parigi nel 1889. L'opera fu pubblicata nello stesso anno da Alcan, l'editore parigino, nella sua collana La Bibliothque de philosophie contemporaine.

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Bergson dedic questo volume a Jules Lachelier, allora Ministro della Pubblica Istruzione, che era un ardente discepolo di Flix Ravaisson e autore di una piuttosto importante opera filosofica: Du fondement de l'Induction (Sul fondamento della Induzione, 1871). Lachelier tentava di "sostituire ovunque la forza all'inerzia, la vita alla morte e la libert al fatalismo." Nel primo capitolo del Saggio sui dati immediati della coscienza Bergson polemizza con le psicologie di marca positivistica, che misuravano l'intensit di una sensazione sulla base dell'intensit dell'eccitazione periferica. La misurazione dell'intensit era il frutto dell'intrusione di categorie spaziali: quello che veniva misurato era secondo Bergson funzione del numero di muscoli coinvolti nella reazione. Sulle stesse basi spiega Bergson nel II capitolo viene costruito il concetto di "tempo" omogeneo misurabile, a cui Bergson contrappone una durata interiore che accrescimento qualitativo continuo, dunque refrattario ad ogni forma di misurazione. Questa durata ha come tratto essenziale il vissuto affettivo che la caratterizza, e riesce a realizzare l'apparente paradosso del cambiamento continuo nella conservazione. Da questa durata che cementa l'identit personale, nasce nel terzo capitolo l'atto libero, al di l delle ricostruzioni logiche posticce in cui esso veniva intrappolato sia dai seguaci del determinismo che dagli apparenti difensori della libert. Materia e Memoria[modifica | modifica sorgente] Bergson si era allora stabilito a Parigi; dopo aver insegnato per qualche mese al Collegio Municipale, noto come il College Rollin, ricevette un incarico al liceo HenriQuatre, dove rimase per otto anni. Nel 1896 pubblic la sua seconda grande opera, intitolata Matire et Mmoire. Questa opera, piuttosto difficile ma brillante, investiga la funzione del cervello, intraprende una analisi della percezione e della memoria, portando a una attenta considerazione dei problemi sulla relazione tra corpo e mente. Bergson pass anni di ricerca prima di pubblicare ognuna delle sue tre grandi opere. Questo specialmente vero per Matire et Memoire, dove egli mostra una familiarit molto profonda con la notevole quantit di ricerche mediche che erano state compiute in quegli anni, per la quale alla Francia giustamente attribuito un rilevante merito. In Materia e memoria insiste sul valore pratico della scienza; pur permanendo una antitesi fra interiorit ed esteriorit, la coscienza e il mondo sono legati l'una all'altro. Il tentativo di Bergson di andare oltre sia il realismo sia l'idealismo si concretizza
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nella definizione della percezione come di una forma di coscienza inglobante sia il soggettivo che l'oggettivo. L'immagine si pone come saldatura fra la materia e la memoria. Materia e memoria si articola in quattro capitoli. Nel primo capitolo, Bergson mostra come la percezione pura, isolata dagli apporti della memoria, si riduca a un taglio del tutto teorico sulla realt, secondo le linee convenzionali della nostra possibilit di azione. A questo punto (II e III capitolo), Bergson analizza il rapporto concreto fra percezione e memoria, passando in rassegna un'impressionante mole di dati sperimentali. L'interazione fra il dato afferente e la proiezione dei ricordi su di esso si configura come un circuito, in cui il dato viene arricchito di apporti interiori che ne personalizzano la percezione. Alla fine, il criterio pragmatico dell'utilit responsabile dell'evocazione di un determinato ricordo, che non mai puro ma "impregnato" di percezione. Il dualismo fra percezione estensiva e ricordo spirituale si risolve nell'ultimo capitolo in una metafisica dei differenti livelli di realt, che la teoria della percezione secondo la contrazione a differenti ritmi di durata dell'universo. Bergson approda dunque ad una concezione vibratoria e ondulatoria della materia in evidente contiguit con gli esiti della fisica del tempo, che viene poi contratta dalla nostra memoria in chiave pragmatica. Un'altra conclusione importante concerne la vita spirituale che trascende i limiti del corpo e quindi, conseguentemente, della percezione e dell'azione, vincolate esse stesse al corpo. Nel 1898 Bergson divenne matre de confrences presso la sua alma mater, l'cole Normale Suprieure e fu in seguito promosso al ruolo di professore. L'anno 1900 lo vide professore al Collge de France dove accett la cattedra di filosofia greca succedendo a Charles L'Eveque. Al Primo Congresso Internazionale di Filosofia, tenutosi a Parigi dal 1 al 5 agosto 1900, Bergson lesse un breve, ma importante, articolo Sur les origines psychologiques de notre croyance la loi de causalit ("Sulle origini psicologiche della nostra credenza alla legge della causalit"). Il riso[modifica | modifica sorgente] Nel 1901 Flix Alcan pubblic un lavoro che era precedentemente apparso nella Revue de Paris, intitolato Le rire (Il riso), una delle pi importanti produzioni minori di Bergson. I principali meccanismi di produzione del comico vi vengono indagati
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nell'ottica del ritrovamento di tratti meccanici e ripetitivi laddove ci si aspettava grazia, sveltezza e unicit vivente e vitale. Ogni comportamento umano pu essere posto in relazione al riso; si ride a fin di bene, per correggere ed educare, ma anche spinti dalla cattiveria, per umiliare e sottomettere. Nel profondo del riso si celano tracce di egoismo, di amaro e di tragico. Questo trattato sul significato del "comico" era basato su una lezione che aveva tenuto tempo prima nell'Auvergne. L'analisi di questo lavoro essenziale per la comprensione delle opinioni di Bergson sulla vita; notevoli sono i suoi passi a proposito del ruolo dell'artistico nella vita. L'artista riesce ad avere una conoscenza disinteressata di una fetta di realt proprio in virt della sua distrazione dalla vita pratica. Nel 1901 Bergson venne eletto alla Acadmie des Sciences morales et politiques e divenne un membro dell'Istituto. Nel 1903 fu pubblicato dalla Revue de metaphysique et de morale un suo articolo molto importante intitolato Introduction la mtaphysique (Introduzione alla Metafisica) che utile come prefazione allo studio delle sue tre opere maggiori. Alla morte di Gabriel Tarde, l'eminente sociologo, nel 1904, Bergson gli successe alla cattedra di Filosofia Moderna. Dal 4 all'8 settembre di quell'anno era a Ginevra ad assistere al Secondo Congresso Internazionale di Filosofia, dove tenne relazioni su Le Paralogisme psycho-physiologique, o, per citare il suo nuovo titolo, Le Cerveau et la Pense: une illusion philosophique (Il Cervello e il Pensiero: una illusione filosofica). Una malattia gli imped di visitare la Germania per assistere al Terzo Congresso Internazionale di Filosofia tenutosi a Heidelberg. L'evoluzione creatrice[modifica | modifica sorgente] Il suo terzo grande lavoro, L'Evolution cratrice, apparve nel 1907, ed senza dubbio il pi conosciuto e il pi discusso. Costituisce uno dei contributi pi profondi e originali alla riflessione filosofica sulla teoria della evoluzione.
(FR) (IT) Un livre comme L'Evolution cratrice n'est pas Un libro come L'Evoluzione Creatrice non seulement une oeuvre, mais une date, celle solo un'opera ma anche una data, quella di d'une direction nouvelle imprime la pense. una nuova direzione impressa al pensiero. (Imbart de la Tour in Le Pangermanisme et la philosophie de l'histoire)

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Nel 1918 l'editore Alcan, aveva gi pubblicato ventuno edizioni, tenendo una media di due edizioni all'anno per dieci anni. A seguito della pubblicazione di quest'opera, la popolarit di Bergson aument enormemente, non solo negli ambienti accademici ma anche fra il grande pubblico dei lettori generici. Il testo presenta l'evoluzione come una creazione continua senza una teleologia, in analogia con la durata personale. Senza la creazione la vita e l'universo sarebbero gi finiti o finirebbero in futuro. L'evoluzione creatrice perch oltrepassa il meccanicismo ed il cattivo finalismo. Lo "slancio vitale" ,sarebbe la forza che muove la vita, come adattamento dinamico all'ambiente, in una dialettica fra la vita e le forme in cui la cristallizzazione in una specie definita sempre una sconfitta per il movimento della vita. Notevole la critica ai concetti e alle idee di "nulla" e "disordine", considerati fra i responsabili dell'incomprensione per la vita cos concepita, da parte dell'intelligenza concettuale. L'uomo deve trasformare se stesso, evolversi oltre di s per scorgere la vetta morale e religiosa.

Il rapporto con James e il pragmatismo[modifica | modifica sorgente]


Analogie e differenze[modifica | modifica sorgente] Bergson arriv a Londra nel 1908 e rese visita a William James, il filosofo americano di Harvard, che era pi anziano di Bergson di diciassette anni e che era attivo nel richiamare l'attenzione del pubblico anglo-americano sul lavoro del professore francese. Questo fu un interessante incontro e troviamo le impressioni di James su Bergson nelle sue Lettere, sotto la data del 4 ottobre 1908. Un uomo cos modesto e senza pretese ma intellettualmente un tale genio! Ho il pi fermo sospetto che la tendenza che egli ha messo a fuoco finir col prevalere, e che la presente epoca sar una sorta di punto di svolta nella storia della filosofia. Fin dal 1880 James aveva scritto un articolo in francese per il periodico La Critique philosophique, di Renouvier e Pillon, intitolato Le Sentiment de l'Effort. Quattro anni dopo apparvero due suoi articoli sulla rivista Mind: "Che cos' una Emozione?" e "Su qualche Omissione della Psicologia Introspettiva". Di questi articoli i primi due furono citati da Bergson nella sua opera del 1889, Les donnes immdiates de la conscience. Negli anni seguenti 1890-91 furono pubblicati i due volumi dell'opera
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monumentale di James, I princpi della psicologia, nella quale fa riferimento a un fenomeno patologico osservato da Bergson. Alcuni autori, considerando esclusivamente queste date e trascurando il fatto che l'indagine di James era in corso fin dal 1870 (di cui era stata tenuta traccia di tanto in tanto con vari articoli che culminarono con I princpi), hanno erroneamente datato le idee di Bergson come antecedenti a quelle di James. Si ipotizzato che Bergson debba le idee base del suo primo libro all'articolo del 1884 di James, "Su qualche Omissione della Psicologia Introspettiva", che non cita e non mette tra i riferimenti. Questo articolo si occupa della concezione del pensiero come flusso di coscienza, che l'intelletto distorce organizzandolo in concetti. Bergson ribatt a questa insinuazione negando che egli avesse alcuna conoscenza dell'articolo di James quando scrisse Les donnes immdiates de la conscience. Sembra che i due pensatori abbiano progredito in modo indipendente quasi fino alla fine del secolo. Le loro posizioni intellettuali sono pi lontane di quanto spesso si pensi. Entrambi sono riusciti ad attrarre consenso molto oltre la sfera puramente accademica, ma solo nel loro reciproco rifiuto, in definitiva, dell'"intellettualismo" c' una vera consonanza. Sebbene James fosse leggermente pi avanti nello sviluppo e nell'enunciazione delle sue idee, confess di essere stato spiazzato da molte delle idee di Bergson. Certamente James trascurava molti degli aspetti pi profondamente metafisici del pensiero di Bergson, che non si armonizzavano con il proprio, e erano anzi in palese contraddizione. Oltre a questo, Bergson non era un pragmatico per lui l'"utilit", lungi dall'essere una verifica della verit, piuttosto l'inverso, un sinonimo di errore. Nonostante ci, William James salut Bergson come un alleato. Nel 1903 egli scrisse: Ho riletto i libri di Bergson e non ho letto nulla da anni che abbia cos eccitato e stimolato i miei pensieri. Sono sicuro che quella filosofia abbia un grande futuro, rompe i vecchi schemi e porta le cose in una soluzione in cui possono ritrovarsi nuovi cristalli. Gli omaggi pi notevoli che tribut a Bergson furono quelli nelle Hibbert Lectures (Un Universo Pluralistico), che James tenne al Manchester College di Oxford, poco dopo aver incontrato Bergson a Londra. Egli faceva notare l'incoraggiamento che aveva ricevuto dal pensiero di Bergson e esprimeva la fiducia che aveva nel "potersi appoggiare all'autorit di Bergson". L'influenza di Bergson lo port a rinunciare al metodo intellettualista e alla nozione corrente che la logica una misura adeguata di ci che pu o non pu essere. Lo indusse inoltre a abbandonare la logica, fermamente e irrevocabilmente come
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metodo, poich aveva scoperto che la realt, la vita, l'esperienza, la concretezza, l'immediatezza, usate la parola che volete, va oltre la nostra logica, la sommerge e la circonda. Naturalmente, queste osservazioni, che apparvero in un libro nel 1909, orientarono molti lettori inglesi e americani a indagare la filosofia di Bergson. Questo era reso difficile dal fatto che i suoi pi importanti lavori non erano stati tradotti in inglese. James, tuttavia, incoraggi e aiut Arthur Mitchell nella sua preparazione della traduzione inglese di L'Evolution cratrice. Nell'agosto 1910 James mor. Era sua intenzione, se fosse vissuto abbastanza per vedere il completamento della traduzione, di proporla al pubblico di lettori inglesi con una nota in prefazione di apprezzamento. Nell'anno seguente la traduzione fu completata e questo port a un ancora pi grande interesse verso Bergson e il suo lavoro. Per coincidenza, in quello stesso anno (1911), Bergson scrisse, per la traduzione francese del libro di James, Pragmatism, una prefazione di sedici pagine, intitolata Vrit et Realit. In essa espresse simpatia e apprezzamento per il lavoro di James, associati a certe importanti riserve. In aprile (dal 5 all'11) Bergson segu il Quarto Congresso Internazionale di Filosofia svoltosi in Italia, a Bologna, dove tenne un brillante discorso su L'Intuition philosophique. In risposta agli inviti ricevuti, torn ancora in Inghilterra nel maggio di quell'anno e rese diverse altre successive visite all'Inghilterra. Queste visite furono sempre eventi speciali e furono segnate da importanti dichiarazioni. Molti di questi contengono contributi significativi al pensiero e gettarono nuova luce su molti passaggi delle sue tre grandi opere: Trattato sui dati immediati della coscienza, Materia e memoria, e l'Evoluzione creatrice. Sebbene fossero in genere affermazioni necessariamente brevi, esse erano pi recenti dei suoi libri e cos mostrarono come questo acuto pensatore potesse sviluppare e arricchire il suo pensiero e approfittare di simili opportunit per chiarire al pubblico inglese i princpi fondamentali della sua filosofia.

Le lezioni sul cambiamento e gli ultimi anni di Bergson[modifica | modifica sorgente]


Nella primavera del 1911 Bergson visit la University of Oxford, dove tenne due lezioni intitolate La Perception du Changement (La Percezione del Cambiamento), che furono pubblicate in francese nello stesso anno dalla Clarendon Press. Bergson aveva
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il dono di una esposizione lucida e concisa, quando l'occasione lo richiedeva, e queste lezioni sul cambiamento formarono un ottimo riassunto o breve trattato sui princpi fondamentali del suo pensiero e fornirono agli studenti o al pubblico dei lettori generici una eccellente introduzione allo studio dei suoi pi ponderosi volumi. Oxford rese onore al suo notevole visitatore conferendogli il titolo di Dottore. Due giorni dopo egli tenne la "lezione Huxley" alla Universit di Birmingham, prendendo come argomento La Vita e la Coscienza. Questa apparve in seguito su The Hibbert Journal (Ottobre 1911), e, riveduta successivamente, costitu il primo trattato nella raccolta L'Energie spirituelle. In ottobre egli fu di nuovo in Inghilterra, dove ricevette una accoglienza entusiasta, e tenne al University College London quattro lezioni su La Nature de l'Ame. Nel 1913 visit gli Stati Uniti, su invito della Columbia University di New York, e tenne lezioni in diverse citt statunitensi, dove fu accolto da un vasto pubblico di ascoltatori. Nel febbraio, alla Columbia University, tenne lezione sia in francese che in inglese, vertendo su Spiritualit et Libert e sul Metodo della Filosofia. Di nuovo in Inghilterra nel maggio dello stesso anno, accett la presidenza della Society for Psychical Research, tenendo presso la Societ il discorso: Fantmes des Vivants et Recherche psychique (Fantasmi dei Viventi e Ricerca psichica). Nel frattempo la sua popolarit aumentava e traduzioni delle sue opere iniziarono ad apparire in diverse lingue: inglese, tedesco, italiano, danese, svedese, ungherese, polacco e russo. Nel 1914 i suoi concittadini gli tributarono l'onore di eleggerlo membro della Acadmie franaise. Divenne inoltre presidente della Acadmie des Sciences morales et politiques e infine ufficiale della Lgion d'honneur e ufficiale della Instruction publique. Bergson: il socialismo e il modernismo cattolico[modifica | modifica sorgente] Bergson ebbe seguaci di diversi generi, in Francia movimenti come il Neocattolicesimo o il modernismo da una parte e il sindacalismo dall'altra, si sforzarono di assorbire e di fare proprie, per i loro scopi anche di propaganda, alcune delle idee centrali del suo insegnamento. L'importante organo teorico sindacalista, "Le Mouvement socialiste", sugger che il realismo di Karl Marx e Pierre-Joseph Proudhon ostile a ogni forma di intellettualismo e che, quindi, i sostenitori del socialismo marxista avrebbero dovuto accogliere bene una filosofia come quella di
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Bergson. Altri autori si sforzarono di trovare consonanze tra la Cattedra di Filosofia del Collge de France con gli obiettivi della Confdration Gnrale du Travail. Si afferm che c' armonia tra il flauto della meditazione filosofica personale e la tromba della rivoluzione sociale. Mentre i rivoluzionari sociali stavano cercando di ottenere il massimo dalle idee di Bergson, molte autorit del pensiero religioso, particolarmente i teologi pi liberali di ogni credo, cio in Francia i Modernisti e il Partito Neocattolico, mostrarono un profondo interesse per i suoi scritti e molti di loro cercarono di trovare nelle sue opere incoraggiamento e stimolo. La Chiesa cattolica tuttavia arriv a bandire tre libri di Bergson ponendoli all'Indice dei libri proibiti (Decreto del 1 giugno 1914) . Nel 1914, le Universit scozzesi organizzarono l'esposizione, da parte di Bergson, delle famose Lezioni Gifford e un corso di insegnamento fu previsto per la primavera e un altro per l'autunno. Il primo corso, consistente in undici lezioni, dal nome Il Problema della Personalit, fu tenuto alla Universit di Edimburgo nella primavera di quell'anno. Il corso di lezioni previsto per l'autunno fu invece abbandonato a causa dello scoppio della guerra. Bergson, tuttavia, non rimase in silenzio durante il conflitto. Tenne invece diversi discorsi rendendosi parte attiva della propaganda di guerra ("bourrage de crne") di cui Barrs si era reso campione. Bergson e la Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente] Nella guerra, Bergson vide il conflitto dello spirito e della materia, o della vita e del meccanismo, principi che egli identificava rispettivamente con gli schieramenti francese e tedesco; cos asserv le dottrine centrali della propria filosofia all'ideologia nazionalista. Questo aspetto della sua carriera non verr, giustamente, risparmiato da filosofi quali Politzer (ne La fine di una parata filosofica. Il bergsonismo) e, pi tardi, Sartre e Merleau-Ponty (La guerre a eu lieu, nel primo numero de Les temps modernes, 1945). Risale al 4 novembre 1914 l'articolo La force qui s'use et celle qui ne s'use pas (La forza che si consuma e quella che non si consuma), che apparve ne Le Bulletin des Armees de la Republique Franaise. Un discorso presidenziale tenuto nel dicembre 1914 alla Acadmie des sciences morales et politiques aveva come titolo La Significance de la Guerre. Bergson contribu alla pubblicazione da parte del The Daily Telegraph in onore del re del Belgio, del Libro di Re Alberto (Natale 1914). Nel 1915 fu sostituito nel ruolo di
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presidente della Acadmie des Sciences morales et politiques da Alexandre Ribot, e fece dunque un discorso sull'evoluzione dell'Imperialismo tedesco. Nel frattempo trov il tempo di soddisfare la richiesta del Ministro della Pubblica Istruzione di realizzare un resoconto della filosofia francese che fu presentato all'Esposizione Universale di San Francisco nel 1915. Bergson fece un gran numero di viaggi e conferenze in Europa e America durante la guerra. Era l quando la Missione Francese con a capo Ren Viviani fece una visita nell'aprile e nel maggio del 1917, che fece seguire l'entrata in guerra dell'America. Il libro di Viviani La Mission franaise en Amrique (1917), contiene un'introduzione di Bergson. All'inizio del 1918 egli fu ufficialmente accolto dalla Acadmie franaise, prendendo il suo posto tra i "Quaranta immortali" come successore di Emile Ollivier, l'autore della vasta e notevole opera storica L'Empire libral. Una sessione fu tenuta in gennaio in suo onore durante la quale tenne un discorso su Ollivier. Poich molti scritti di Bergson per le riviste francesi non erano facilmente accessibili, egli acconsent alla richiesta di suoi amici che questi articoli fossero riuniti e pubblicati in due volumi. Il primo di questi era in programma quando scoppi la guerra. Il volume apparve solo alla fine delle ostilit, nel 1919. Esso ha come titolo L'Energie spirituelle: Essais et Confrences (L'Energia Spirituale: Trattati e Lezioni). Il volume si apre con la Lezione Huxley del 1911, Vita e Coscienza, in una forma rivista e sviluppata, con il titolo di Coscienza e Vita. Vi sono manifestati i segni dell'interesse crescente di Bergson per l'etica sociale e per l'idea di una vita futura di sopravvivenza personale. inclusa anche la lezione tenuta di fronte alla Society for Psychical Research cos come quella tenuta in Francia, L'Ame et le Corps, che contiene la sostanza delle quattro lezioni londinesi sull'Anima. Il settimo e ultimo articolo una ristampa della famosa lezione di Bergson al Congresso di Filosofia a Ginevra nel 1904, Le paralogisme psycho-physiologique (Il paralogismo psicofisiologico), che ora pubblicato come Le Cerveau et la Pensee: une illusion philosophique. Altri articoli sono sul Falso Riconoscimento, sui Sogni, e sullo Sforzo Intellettuale. Il volume fu molto ben accolto e serv a riunire ci che Bergson scrisse sulla forza mentale e sulla sua visione della "tensione" e "distensione" in quanto applicate alla relazione tra materia e mente. Nel giugno 1920 l'Universit di Cambridge gli rese l'onore del titolo di Dottore in Lettere. Per poter dedicare tutto il suo tempo alla nuova grande opera che stava preparando sull'etica, la religione e la sociologia, Bergson ebbe una dispensa dai suoi doveri legati alla Cattedra di Filosofia Moderna al Collge de France. Mantenne la
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cattedra ma non tenne pi lezioni; in questo fu sostituito dal suo allievo prediletto Edouard Le Roy. Vivendo con la moglie e la figlia in una modesta casa in una via tranquilla vicino alla Porte d'Auteuil a Parigi, Henri Bergson vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1927. Le due fonti della morale e della religione[modifica | modifica sorgente] Nonostante soffrisse a partire dal 1925 di reumatismi paralizzanti, a causa dei quali dovette abbandonare gradualmente alcuni dei suoi molti incarichi, pubblic nel 1932 e nel 1934 due nuovi grandi lavori: Les Deux Sources de la morale et de la religion (Le due Fonti della religione e della Morale) e La Pense et le mouvant (Il Pensiero e il Movimento), che estesero le sue teorie filosofiche ai campi della morale, della religione e dell'arte. A una societ chiusa basata sull'obbedienza all'autorit e cementata dalla credenza dei dogmi della religione statica, Bergson contrappone una societ aperta che continuo superamento della forma cristallizzata, e si estende all'intera umanit animata dalla spinta mistica d'amore della religione dinamica. Essa non mai raggiungibile, ma resta come un asintoto orientativo. La distinzione fra societ chiusa e societ aperta verr ripresa, pur con le dovute distinzioni, da Karl Popper nell'opera "La societ aperta e i suoi nemici". Nonostante la malattia fisica egli mantenne saldi i propri valori fondamentali fino alla fine della sua vita; di particolare rilievo morale fu la sua scelta di rinunciare a tutte le cariche e onori che gli erano stati precedentemente attribuiti piuttosto che accettare di essere un'eccezione alle leggi antisemitiche imposte dal governo di Vichy. La mancata conversione al Cattolicesimo[modifica | modifica sorgente] Inoltre, sebbene desiderasse convertirsi al Cattolicesimo, vi rinunci per solidariet con i suoi correligionari ebrei verso i quali era cominciata in Germania la persecuzione nazista. Infatti, nel suo testamento, redatto nel 1937, il filosofo scriveva:
Le mie riflessioni mi hanno portato sempre pi vicino al cattolicesimo, nel quale vedo il completamento dell'ebraismo. Io mi sarei convertito, se non avessi visto prepararsi da diversi anni la formidabile ondata di antisemitismo, che va dilagando sul mondo. Ho voluto restare tra coloro che domani saranno dei perseguitati. Ma io spero che un prete cattolico vorr venire a dire le preghiere alle mie esequie, se il cardinale arcivescovo di Parigi lo autorizzer. Nel caso che questa autorizzazione non sia concessa, bisogner chiamare un rabbino, ma senza nascondere a lui o ad altri la mia adesione morale al cattolicesimo, come pure il desiderio da
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me espresso di avere le preghiere di un prete cattolico. [16]

Per sua richiesta, fu un prete cattolico a recitare le preghiere al suo funerale. Henri Bergson sepolto nel cimitero di Garches, Hauts-de-Seine.

Opere[modifica | modifica sorgente]


Extraits de Lucrce (1883), tr. Annamaria Carenzi, a cura di Riccardo De Benedetti, introduzione di Laura Boella, con un saggio di Jeanne Hersch, Lucrezio, Medusa, Milano 2001 ISBN 88-88130-09-8 (FR) Leons de psychologie et de metaphysique: Clermont-Ferrand, 1887-1888, a cura di Henri Hude e Jean-Louis Dumas, prefazione di Henri Gouhier, PUF, Paris 1990 ISBN 2-13-043143-7 L'ide de lieu chez Aristote (in latino) (1889), tr. Ferruccio Franco Repellini, L'idea di luogo in Aristotele, in Opere 1889-1896 Notice sur la vie et les oeuvres de M. Flix Ravaisson - Mollien (1904), tr. it. a cura di M. Ivaldo, Il ramo, Rapallo 2008 Essais sur les donnes immdiates de la conscience (1889), tr. Niso Ciusa, Saggio sui dati immediati della coscienza, SEI, Torino 1954; tr. Giuseppe Cavallaro, Signorelli, Roma 1957; tr. Gisle Bartoli, Boringhieri, Torino 1964; tr. Federica Sossi, Raffaello Cortina, Milano 2002 ISBN 88-7078-733-8 (FR) Cours de psychologie de 1892 1893 au lyce Henri-IV, a cura di Sylvain Matton, presentazione di Alain Panero, Seha, Paris e Arch, Milano 2008 ISBN 2912770-10-6 ISBN 978-2-912770-10-3 (FR) Leons d'esthetique a Clermont-Ferrand - Leons de morale, psychologie et metaphysique au lycee Henri-IV, a cura di Henri Hude e Jean-Louis Dumas, PUF, Paris 1992 ISBN 2-13-044258-7 (FR) Leons d'histoire de la philosophie moderne - Theories de l'ame, a cura di Henri Hude e Jean-Luis Dumas, PUF, Paris 1995 ISBN 2-13-046365-7 (contiene: Quelques leons complementaires de philosophie et d'histoire de la philosophie a Clermont-Ferrand; Leons d'histoire de la philosophie moderne et contemporaine; Leons sur la critique de la raison pure les theories de l'me au lyce Henri-IV) (FR) Cours de Bergson sur la philosophie grecque, a cura di Henri Hude e Franoise Vinel, PUF, Paris 2000 ISBN 2-13-048956-7 Matire et mmoire (1896), tr. Adriano Pessina, Materia e memoria, Laterza, BariRona 1996 ISBN 88-420-4894-1 Fichte (1898), tr. Felice Ciro Papparo, La destinazione dell'uomo di Fichte: corso del
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1898 all'cole Normale Superieure, a cura di Desire Roustan, presentazione di Jean-Christophe Goddard, nota introduttiva di Philippe Soulez, Guerini e Associati, Milano 2003 ISBN 88-8335-428-1 Le Rire (1899), tr. Carmine Gallo e Arnaldo Cervesato, prefazione di Beniamino Placido, Il riso, Laterza, Bari-Roma 1987 ISBN 88-420-4373-7 ISBN 88-420-2014-1 ISBN 978-88-420-4373-7; tr. Federica Sossi, SE, Milano 1990 ISBN 88-7710-536-4 ISBN 978-88-7710-755-8 e Mondadori, Milano 1992 ISBN 88-04-36465-3; tr. Franco Stella, Rizzoli, Milano 1961 e Fabbri, Milano 1996 e BUR, Milano 2008 ISBN 88-17-16845-9 ISBN 978-88-17-16845-8 Introduction la mtaphysique (1903), tr. a cura di Giovanni Papini, La filosofia dell'intuizione, Carabba, Lanciano 1909; tr. Bruno Brunello, Introduzione alla metafisica, Zanichelli, Bologna 1949; tr. Armando Vedaldi, Sansoni, Firenze 1950; tr. Vittorio Mathieu, Laterza, Bari-Roma 1963 ISBN 88-420-2910-6; tr. Diego Giordano, Introduzione di Rocco Ronchi, Orthotes, Napoli 2012, ISBN 978-8897806-16-5 L'volution cratrice (1907), tr. Umberto Segre, Athena, Milano 1925 e CorbaccioDall'Oglio, Milano 1965 ISBN 88-7718-454-X; tr. Paolo Serini, Mondadori, Milano 1938 e 1949; tr. Armando Vedaldi, Sansoni, Firenze 1951; tr. Giancarlo Penati, La scuola, Brescia 1961 ISBN 88-350-7378-2; tr. Leonella Alano, Fabbri, Milano 1966; tr. Fabio Polidori, Raffaello Cortina, Milano 2002 ISBN 88-7078-780-X Fantmes de vivants et recherche psychique (1913), tr. Giacomo Scarpelli, Conferenza sui fantasmi, Theoria, Roma 1983 ISBN 88-241-0093-7 (FR) La philosophie franaise (La Revue de Paris, 15 maggio 1915, pp. 236-256) L'nergie spirituelle (1919), tr. Marinella Acerra, Il cervello e il pensiero e altri saggi, Editori Riuniti, Roma 1990 ISBN 88-359-3375-7; tr. Giuseppe Bianco, L'energia spirituale, Raffaello Cortina, Milano 2008 ISBN 978-88-6030-186-4 Dure et simultanit, propos de la thorie d'Einstein (1922), tr. Paolo Taroni, Durata e simultaneit (a proposito della teoria di Einstein) e altri testi sulla teoria della relativit, Pitagora, Bologna 1997 ISBN 88-371-0981-4; tr. Fabio Polidori, Raffaello Cortina, Milano 2004 ISBN 88-7078-915-2 Les Deux sources de la morale et de la religion (1932), tr. Mario Vinciguerra, Le due fonti della morale e della religione, Comunit, Milano 1947 e SE, Milano 2006 ISBN 88-7710-672-7; tr. Matteo Perrini, La scuola, Brescia 1996 ISBN 88-350-9176-4; tr. Adriano Pessina, Laterza, Bari-Roma 1998 ISBN 88-420-4681-7 La pense et le mouvant (1934), tr. Francesca Sforza, Pensiero e movimento, Bompiani, Milano 2000 ISBN 88-452-4325-7; tr. Gabriele Perrotti, Il pensiero e il
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movente: saggi e conferenze, Olschki, Firenze 2001 ISBN 88-222-4955-0 (FR) Essais et tmoignages inedits, a cura di Albert Bguin et Pierre Thevenaz, la Banonniere, Neuchatel 1943 crits et paroles (1957-1959), a cura di Rose Marie Mosse-Bastide, tr. Francesco Cafaro, Saggi pedagogici, Paravia, Torino 1962 Mlanges (1972), a cura di Andr Robinet, tr. Maria Teresa Russo, Educazione, cultura, scuola, Armando, Roma 2000 ISBN 88-8358-120-2 Histoire des theories de la memoire, tr. Federico Leoni, Storia della memoria e storia della metafisica, a cura di Rocco Ronchi e Federico Leoni, ETS, Pisa 2007 ISBN 978-88-467-1785-6 (FR) Correspondances (con Albert Kahn), a cura di Sophie Coeure e Frdric Worms, prefazione di Jeanne Beausoleil, Strasbourg 2003 ISBN 978-2-913675-117 Antologia, a cura di Giovanni Palumbo, Palumbo, Palermo 1961 Lettere a Xavier Lon e ad altri, tr. Renzo Ragghianti, Bibliopolis, Napoli 1992 ISBN 88-7088-268-3 Opere 1889-1896, a cura di Pier Aldo Rovatti, tr. Federica Sossi, Mondadori, Milano 1986

Onorificenze[modifica | modifica sorgente] Note[modifica | modifica sorgente]


1. ^ Bergson, Henri in Sapere.it. URL consultato in data 18 luglio 2013. 2. ^ Poich non esiste il premio Nobel per la filosofia fu assegnato a Bergson quello per la letteratura cercando nella motivazione di evidenziare non solo lo stile letterario ma anche il contenuto filosofico delle sue opere. In un caso analogo fu attribuito lo stesso Nobel a Jean-Paul Sartre che lo rifiut. (In Marcello Must, La filosofia di Bergson e la letteratura in Treccani.it) 3. ^ Treccani, Voce "Henri-Louis Bergson" 4. ^ 5. ^ 6. ^ Lachelier era nato nel 1832, Ravaisson nel 1813. Bergson doveva molto a entrambi questi insegnanti della cole Normale Suprieure. Si veda per esempio il suo discorso in memoria di Ravaisson, che mor nel 1900. 7. ^ Cfr. Henri Bergson, Essai sur les donnes immdiates de la conscience, a cura di Paul-Antoine Miquel, ed.Editions Flammarion
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8. ^ Cfr. Henri Bergson, Materia e memoria: saggio sulla relazione tra il corpo e lo spirito, Laterza, 2009 9. ^ Henri Bergson, Il riso. Saggio sul significato del comico, Feltrinelli Editore, 2011 10. ^ Un'espressione simile (Vital force) si ritrova precedentemente in Ralph Waldo Emerson (18031882), filosofo, scrittore, saggista e poeta statunitense. 11. ^ Cfr. L'volution cratrice, (1907), tr. Umberto Segre, Athena, Milano 1925 e Corbaccio-Dall'Oglio, Milano 1965 ; tr. Paolo Serini, Mondadori, Milano 1938 e 1949; tr. Armando Vedaldi, Sansoni, Firenze 1951; tr. Giancarlo Penati, La scuola, Brescia 1961 ; tr. Leonella Alano, Fabbri, Milano 1966; tr. Fabio Polidori, Raffaello Cortina, Milano 2002 12. ^ 13. ^ Marinella Acerra in Henri Bergson, L'evoluzione creatrice, Bur p.1993 14. ^ Taroni 1998, p. 13 15. ^ Les Deux sources de la morale et de la religion (1932), tr. Mario Vinciguerra, Le due fonti della morale e della religione, Comunit, Milano 1947 e SE, Milano 2006 tr. Matteo Perrini, La scuola, Brescia 1996 ; tr. Adriano Pessina, Laterza, Bari-Roma 1998 16. ^ Dal testamento, 8 febbraio 1937 in Piero Viotto, Grandi amicizie: i Maritain e i loro contemporanei, Citt Nuova, Roma 2008, p. 20.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]


Treccani filosofia, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2008, Vol. A-L. (EN) Keith Ansell-Pearson, Philosophy and the Adventure of the Virtual: Bergson and the Time of Life, Routledge, 2002 Manuele Bellini, I profili dell'immagine. L'estetica della percezione in Henri Bergson: dalla metafisica al cinema, Mimesis, Milano 2003 ISBN 88-8483-133-4 (FR) Isaac Benrubi, Souvenirs sur Henri Bergson, Delachaux & Niestle, Paris 1942 Giorgio Concato, Henri Bergson: immagini tra metafisica e psicologia, Alinea, Firenze 1983 Gilles Deleuze, Le bergsonisme [1966], tr. it. in Id.. Il bergsonismo e altri saggi, Einaudi, Torino 2001 Gianluigi Fasolo, Tempo e durata. Il luogo del presente in Aristotele e Bergson, Albo versorio, Milano 2005 ISBN 88-89130-18-0 Franco Frangella, Henri Bergson: l'evoluzione creatrice, Calabria letteraria, Soveria Mannelli 2009 ISBN 978-88-7574-141-9 Paolo Godani, Bergson e la filosofia , Edizioni ETS, Pisa 2008 ISBN 978-88-467http://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Bergson Pagina 16 di 18

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2154-9 (FR) Henri Gouhier, Bergson et le Christ des Evangiles, Fayard, Paris 1961 (FR) Franois Heidsieck, Henri Bergson et la notion d'space, Cercle du livre, Paris 1957 Vladimir Janklvitch, Henri Bergson [1931], tr. it. Morcelliana, Brescia 1991 ISBN 88-372-1448-0 Leszek Ko!akowski, Bergson [1985], tr. Leo Lestingi e Francesca Palumbo, Bergson, Palomar, Bari 2005 ISBN 88-7600-113-1 (EN) Leonard Lawlor, The Challenge of Bergsonism, Continuum International, 2003 Vittorio Mathieu, Bergson. Il profondo e la sua espressione, Torino, Ed. di filosofia 1954; Guida, Napoli 1971 ISBN 88-7042-374-3 Carlo Migliaccio, Invito al pensiero di Henri Bergson, Mursia, Milano 1994 ISBN 88425-1671-6 (FR) Georges Mourlos, Bergson et les niveaux de ralit, PUF, Paris 1964 (EN) John Mullarkey, Bergson and Philosophy, University of Notre Dame Press, 2000 Adriano Pessina, Introduzione a Bergson, Laterza, Bari-Roma 1994 ISBN 88-4204530-6 (FR) Andr Robinet, Bergson ou les mtamorphoses de la dure, Seghers, Paris 1965 Rocco Ronchi, Bergson filosofo dell'interpretazione, Marietti, Genova 1990 ISBN 88211-6054-8 Rocco Ronchi, Bergson. Una Sintesi, Marinotti, Milano 2011 ISBN 978-88-8273121-2 Pier Aldo Rovatti, Sfumature. Materiali per rileggere Bergson, in aut aut, 204, La nuova Italia, Milano 1984 Luisa Santelli Beccegato, Problemi pedagogici in Henri Bergson, Liviana, Padova 1974 (FR) Philippe Soulez, Bergson politique, PUF, Paris 1989 Giusi Strummiello (a cura di), Dio, la vita, il nulla: L'evoluzione creatrice di Henri Bergson a cento anni dalla pubblicazione - atti del Colloquio internazionale, Bari, 4 maggio 2007, Pagina, Bari 2008 ISBN 978-88-7470-056-1 Paul Valry, Henri Bergson [1945], tr. Italo Francesco Baldo, Ed. veneta, Vicenza 2006 ISBN 88-8449-295-5 (FR) Frdric Worms, Bergson ou les deux sens de la vie, PUF, Paris 2004 (FR) Frdric Worms (a cura di), Annales Bergsoniennes I, Bergson dans le sicle,
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PUF, Paris 2002 (FR) Frdric Worms (a cura di), Annales Bergsoniennes II, Bergson, Deleuze, la Phnomnologie, PUF, Paris 2004 (alcune traduzioni sono raccolte in Georges Canguilhem, Gilles Deleuze, Il significato della vita, a cura di Giuseppe Bianco, Mimesis, Milano 2006 ISBN 88-8483-427-9) Caterina Zanfi, Bergson, la tecnica, la guerra, BUP, Bologna 2009 ISBN 978-887395-486-6 Henri-Louis Berson, Raffaello Cortina (a cura di), Durata e simultaneit (a proposito della teoria di Einstein) e altri testi sulla teoria della relativit, Traduzione di Fabio Polidori, Milano [1922], 2004. ISBN 88-7078-915-2 Paolo Taroni, Bergson, Einstein e il tempo: la filosofia della durata bergsoniana nel dibattito sulla teoria della relativit, Quattro venti, 1998. ISBN 88-392-0445-8 Horace Meyer Kallen, William James and Henri Bergson: A Study in Contrasting Theories of Life, citt, BiblioBazaar, 2011. ISBN 1-179-69391-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Henri Bergson (la filosofia) Hermann Graf Keyserling

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]


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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


AA.VV. Bergson berksn, Henri-Louis in Treccani.it - Enciclopedie on line. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011 (EN) Biografia di Henri Bergson sul sito ufficiale del Premio Nobel Controllo di autorit VIAF: 61541730 LCCN: n78082114

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