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Umberto Galimberti - Wikipedia

02/09/13 20.37

Umberto Galimberti
Umberto Galimberti (Monza, 2 maggio 1942) un filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]


Fino al 1978 insegnante di filosofia al Liceo Ginnasio Zucchi di Monza, anche se nel frattempo (1976) diventa professore incaricato di antropologia culturale presso la neonata Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit Ca Foscari di Venezia, ove oggi non insegna pi poich andato in quiescenza. Conosce e frequenta regolarmente Karl Jaspers, di cui diventa uno dei principali traduttori e divulgatori italiani. Diviene professore associato di filosofia della storia nel 1983 ed ordinario di filosofia della storia e di psicologia dinamica dal 1999. Ha insegnato inoltre filosofia morale. Dal 1985 membro ordinario dellInternational Association for Analytical Psychology. inoltre dal 2003 vicepresidente dellAssociazione Italiana per la Consulenza Filosofica Phronesis. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, e successivamente con La Repubblica sia con editoriali su temi dattualit sia con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di D, La Repubblica delle Donne, inserto settimanale de La Repubblica. Nel 2002 gli stato assegnato il premio internazionale Maestro e traditore della psicanalisi.

Pensiero[modifica | modifica sorgente]


E se "filo-sofia" non volesse dire "amore della saggezza" ma "saggezza dell'amore", cos come "teologia" vuol dire discorso su Dio e non parola di Dio, o come
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"metrologia" vuol dire scienza delle misure e non misura della scienza? Perch per filosofia questa inversione nella successione delle parole? Perch in Occidente la filosofia si strutturata come una logica che formalizza il reale, sottraendosi al mondo della vita, per rinchiudersi nelle universit dove, tra iniziati si trasmette da maestro a discepolo un sapere che non ha nessun impatto sull'esistenza e sul modo di condurla? Sar per questo che da Platone, che indica come condotta filosofica "l'esercizio di morte", ad Heidegger, che tanto insiste sull'essere-per-la-morte, i filosofi si sono innamorati pi del saper morire che del saper vivere? (Umberto Galimberti, La Repubblica 12 aprile 2008)

Il tempo ciclico nell'et dei greci, e la sua caduta nell'et della tecnica[modifica | modifica sorgente]
Galimberti, ereditando tematiche gi toccate da Emanuele Severino e Martin Heidegger, approfondisce la tematica del concetto di tempo e del suo rapporto con l'uomo. La sua indagine evidenzia come nell'et degli antichi greci non si pensasse al tempo come lineare ed escatologico, tanto meno vi era associata l'idea di progresso. Essi concepivano il tempo come kyklos, come un ciclo in cui ogni evento destinato a ripetersi. Nella Grecia antica era impensabile che l'uomo potesse esercitare un controllo sul cosmo, o di imporre su di esso i propri fini. La dimensione dell'uomo era inserita armonicamente all'interno dei cicli naturali che si susseguivano necessariamente e senza alcuno scopo. Nel ciclo infatti il fine (in greco telos) viene a coincidere con la fine e la forza propulsiva (in greco energheia) porta all'attuazione dell' ergon, l'opera, ci che compiuto. Il ciclo si manifesta dunque con l'esplicitarsi dell'implicito: il seme diventer frutto solo alla fine del ciclo di crescita e maturazione stagionale, ed il frutto coincider con il fine del seme, con il dispiegarsi completo dell'energia e delle potenzialit implicitamente contenute in esso. Nel ciclo, in cui tutto si ripete, non si d progresso: di conseguenza divengono fondamentali la memoria dei cicli passati e quindi la parola dei vecchi, deposito di
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esperienza, e l'educazione, come trasmissione della memoria e dell'esperienza passata. Tuttavia, l'uomo da sempre tentato di conciliare il tempo ciclico della natura con il tempo umano, che un tempo scopico (dal greco skopeo, che indica un guardare mirato). Con questa operazione l'uomo vuole reintrodurre scopi umani nel tempo naturale, naturalmente privo di scopi. Emerge qui dunque la necessit propriamente umana di progettarsi, cio di gettarsi-fuori di s verso un obiettivo, cercando di dotare di senso la propria esistenza. Questa tendenza tuttavia, pu armonizzarsi con il kyklos solo se l'uomo vive con la consapevolezza tragica di non poter oltrepassare i limiti posti dalla natura, primo tra tutti la sua mortalit. In caso contrario, egli si macchier di hybris, la tracotanza, l'unico vero peccato riconosciuto dalla saggezza greca. In termini esemplificativi, il cacciatore esercita il suo guardare mirato nel bosco (skopos) e solo in questo tempo progettuale e nella compresenza di mezzi e fini, il suo arco diventa strumento e la lepre l'obiettivo. Si tratta di un tempo lineare che si muove tra due estremi: i mezzi ed i fini. V' tuttavia un terzo elemento che si inserisce tra questi termini, impossibile da controllare, ovvero il Kairos, il tempo opportuno, che anche imprevedibilit, e che pu determinare o meno l'incontro tra mezzi e fini. Non dunque nelle possibilit dell'uomo il tessere il proprio destino. Egli deve saper cogliere il kairos, la circostanza favorevole, ed in essa espandere s stesso. Questo equilibrio tra tempo naturale, umano e del kairos stato sconvolto dall'uomo nell'et della tecnica: obiettivo di quest'ultima infatti quello di ridurre fino ad annullare la distanza tra mezzi e scopi (in cui si inseriva il kairos, l'imprevedibile) per realizzare cos un controllo ed un dominio assoluti sul mondo, che da cosmo a cui accordarsi divenuto natura da dominare, e per portare a compimento una tirannia completa del tempo umano. Con l'et della tecnica abbiamo scatenato il Prometeo che gli di avevano incatenato, determinando il trionfo del potere della techne sulla necessit (in greco ananke) della natura, fino alla paradossale situazione odierna in cui la tecnica non pi strumento nelle mani dell'uomo ma
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l'uomo a trovarsi nella condizione di mero ingranaggio, funzionario inconsapevole dell'apparato tecnico.

Il Corpo: il gioco dell'ambivalenza e l'equivalente generale[modifica | modifica sorgente]


Riflettendo sulle modalit in cui l'uomo abita il mondo, Galimberti approfondisce il tema del rapporto tra corpo, natura e cultura. Studiando genealogicamente il concetto di corpo dal periodo arcaico ad oggi, il filosofo mette in contrasto le diverse modalit in cui esso stato osservato. Il corpo stato visto come organismo da sanare per la scienza, come forza lavoro da impiegare per l'economia, come carne da redimere per la religione, come inconscio da liberare per la psicoanalisi, come supporto di segni da trasmettere per la sociologia. Il passaggio che ha portato l'uomo dalla natura alla cultura ha sancito il sacrificio del significato ambivalente e fluttuante che il corpo ha da sempre assunto. Questa ambivalenza del corpo nasce dal suo sottrarsi all'univocit del pensiero categorizzante, concedendosi invece nella con-fusione dei codici con i quali esso costituito. Per salvarsi dal panico creato da questa opportunit, il pensiero razionale dell'Occidente ha seguito il principio d'identit, collocando il corpo di volta in volta sotto un equivalente generale che gli garantisse univocit. Cogliendo lo sfondo in cui il corpo si mostra, Galimberti evidenzia la legge fondamentale che lo governa, ovvero lo scambio simbolico, in cui tutto reversibile e non vi demarcazione tra significati. L'ambivalenza una legge inclusiva per cui ci che , s se stesso, ma anche altro da s. In questo modo il corpo conserva la sua oscillazione simbolica tra vita e morte: oscillazione che l'Occidente elimina tracciando una violenta disgiunzione tra vita e morte, tra ci che e ci che non . Proposito conclusivo della sua riflessione quello non tanto di emancipare o liberare il corpo dalla restrizione impostagli dal pensiero razionale (che non avrebbe altro effetto che confermare i limiti in cui recluso), bens quello di restituire il corpo alla sua
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originaria innocenza.

Le accuse di violazione dei diritti d'autore e il richiamo dell'Universit[modifica | modifica sorgente]


Nel luglio del 2011 Umberto Galimberti stato ufficialmente richiamato dall'Universit di Venezia, di cui uno dei professori, a volersi attenere alle corrette regole di citazione degli scritti di altri autori.. Tutto ha avuto inizio quando in seguito a un articolo de il Giornale dell'aprile 2008 emerso che il professor Galimberti avrebbe copiato "una decina di brani" dell'autrice Giulia Sissa per il suo L'ospite inquietante. Galimberti ha ammesso di aver violato il copyright riservandosi di riparare al danno. Ci non ha comunque soddisfatto la Sissa perch quello di Galimberti non stato un chiedere scusa, piuttosto un cercare delle scuse, un patetico arrampicarsi sugli specchi. Con il passare dei giorni sono emersi altri precedenti analoghi, infatti anche per Invito al pensiero di Martin Heidegger (1986) Galimberti copi parti significative di un libro del collega Guido Zingari. I due arrivarono a un accordo che prevedeva l'ammissione da parte di Galimberti dell'indebita appropriazione intellettuale nelle successive edizioni del libro e Zingari si impegnasse "a non tornare pi sulla questione". Oltre a Giulia Sissa e Guido Zingari sono stati copiati testi di Alida Cresti, Salvatore Natoli e Costica Bradatan, professore della Texas Tech University. Per difendersi, a Sassuolo, al Festival filosofia 2008 sulla Fantasia, disse che "in ogni rielaborazione per, c' uno scatto di novit".. L'inchiesta giornalistica del Giornale ha accusato Galimberti che due dei suoi libri, presentati al concorso per il ruolo di professore ordinario di Filosofia morale all'Universit C Foscari di Venezia, nel 1999, fossero copiati da altri autori. La commissione giudicante composta da Carmelo Vigna, Giuseppe Poppi, Andrea Poma, Bianca Maria DIppolito e Francesco Botturi allepoca
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non si accorse del fatto. Il rettore del'Universit veneta in merito ha detto che "non ho, ora come ora, estremi per sollecitare il ministero, deve essere un professore del raggruppamento a farlo. Di mio posso dire che in ambito umanistico si producono troppi testi e che questo uno dei fattori che causano limpossibilit di fare controlli accurati. Nello specifico, secondo me dovrebbe essere lo stesso Galimberti, nel suo interesse, a chiedere la convocazione di un giur o comunque a rispondere e a specificare le sue posizioni.... Nel giugno 2010 la rivista L' Indice dei libri del mese ha pubblicato nel proprio sito un lungo articolo di altri copia-incolla. In particolare il saggio I miti del nostro tempo , stato indicato come costituito al 75% da un "riciclaggio" di suoi scritti precedenti, alcuni dei quali risalenti persino agli anni ottanta, per il restante 25%, una ristesura di intere frasi e paragrafi, presi da altri autori, quasi identici agli originali.. Sulla questione Gianni Vattimo al Corriere Della Sera ha dichiarato: Si scrive anche a distanza d' anni dalla lettura; la spiegazione! di Galimberti plausibile. Lui cita l' autore la prima volta; poi ci mette quelle frasi che ricorda anche senza virgolettarle e Il sapere umanistico retorico. Noi si lavora su altri testi, si commenta. Platone e Aristotele sono stati saccheggiati da tutti. Nei saperi umanistici, dal diritto e alla teologia, tutto un glossare. C' chi copia dagli altri e chi da se stesso. . Anche lo scrittore Vincenzo Altieri ha effettuato studi approfonditi e circostanziati sui plagi di Umberto Galimberti.

Note[modifica | modifica sorgente]


1. ^ Notizia pubblicata sul Corriere del richiamo dell'Universit a Umberto Galimberti 2. ^ Articolo del quotidiano "Il Corriere della Sera" del 18 aprile 2008 3. ^ Articolo di Matteo Sacchi sul quotidiano Il Giornale del 20 aprile 2008 4. ^ Articolo di Stefano Bucci sul quotidiano "Il Corriere della Sera"
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5. ^ Articolo di Matteo Sacchi sul quotidiano Il Giornale del 6 giugno 2008 6. ^ Lettera apparsa sul Corriere della Sera di Pierluigi Battista rivolta al prof. Umberto Galimberti 7. ^ Articolo del quotidiano online Lettera 43 del 7 Marzo 2011 8. ^ Corriere della Sera Magazine 9 ottobre 2008 ultima pagina 9. ^ Articolo di Matteo Sacchi sul quotidiano Il Giornale del 25 giugno 2008 10. ^ Umberto Galimberti e il mito dell' industria culturale, di Francesco Bucci 11. ^ [1] 12. ^ Studi dello scrittore Vincenzo Altieri

Opere[modifica | modifica sorgente]


Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Genova, Marietti, 1975; Milano, Il Saggiatore, 1996. ISBN 88-428-0386-3. Linguaggio e civilt. Analisi del linguaggio occidentale in Heidegger e Jaspers, Milano, Mursia, 1977; 1984. Psichiatria e fenomenologia, Milano, Feltrinelli, 1979; 1999. ISBN 88-0710262-5; 2006. ISBN 88-07-81932-5. Il corpo. Antropologia, psicoanalisi, fenomenologia, Milano, Feltrinelli, 1983; 2002. ISBN 88-07-80993-1. (Premio internazionale S. Valentino doro, Terni, 1983) La terra senza il male. Jung: dall'inconscio al simbolo, Milano, Feltrinelli, 1984; 2001. ISBN 88-07-81673-3. (premio Fregene, 1984) Antropologia culturale, in Gli strumenti del sapere contemporaneo, I, Le discipline, Torino, UTET, 1985, pp. 1-16. ISBN 88-02-03932-1. Cultura, in Gli strumenti del sapere contemporaneo, II, I concetti, Torino, UTET, 1985. ISBN 88-02-03932-1. Morte, in Gli strumenti del sapere contemporaneo, II, I concetti, Torino, UTET, 1985. ISBN 88-02-03932-1. Invito al pensiero di Martin Heidegger, Milano, Mursia, 1986. Gli equivoci dell'anima, Milano, Feltrinelli, 1987. ISBN 88-07-10068-1; 2001. ISBN 88-07-81642-3. L'immaginario sessuale, con Willy Pasini e Claude Crpault, Milano,
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Cortina, 1988. ISBN 88-7078-117-8. Il gioco delle opinioni, Milano, Feltrinelli, 1989. ISBN 88-07-08071-0. Idee: il catalogo questo, Milano, Feltrinelli, 1992. ISBN 88-07-08108-3. Dizionario di psicologia, Torino, UTET, 1992; 1994. ISBN 88-02-04613-1; 2006. ISBN 88-02-07480-1. Parole nomadi, Milano, Feltrinelli, 1994. ISBN 88-07-08137-7. Paesaggi dell'anima, Milano, A. Mondadori, 1996. ISBN 88-04-42130-4. Psiche e techne. L'uomo nell'et della tecnica, Milano, Feltrinelli, 1999. ISBN 88-07-10257-9. Enciclopedia di psicologia, Milano, Garzanti, 1999. ISBN 88-11-50479-1. E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza, con Edoardo Boncinelli e con Giovanni Maria Pace, Torino, Einaudi, 2000. ISBN 88-06-15365-X. Orme del sacro. Il cristianesimo e la desacralizzazione del sacro, Milano, Feltrinelli, 2000. ISBN 88-07-17044-2. (premio Corrado Alvaro 2001) La lampada di Psiche, Bellinzona, Casagrande, 2001. ISBN 88-7713-345-7. I vizi capitali e i nuovi vizi, Milano, Feltrinelli, 2003. ISBN 88-07-84027-8. Le cose dell'amore, Milano, Feltrinelli, 2004. ISBN 88-07-84048-0. Il tramonto dell'Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers, Milano, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-81849-3. Filosofia e biografia, con Luca Grecchi, Pistoia, Petite Plaisance, 2005. ISBN 88-7588-095-6. La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica, Milano, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-10391-5. (premio internazionale Cesare De Lollis 2006) L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Milano, Feltrinelli, 2007. ISBN 978-88-07-17143-7. Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Milano, Apogeo, 2008. ISBN 978-88-503-2717-1; Milano, Feltrinelli, 2011. ISBN 978-88-0772248-6. La morte dell'agire e il primato del fare nell'et della tecnica, Milano, Albo Versorio, 2008. ISBN 978-88-89130-62-9. I miti del nostro tempo, Milano, Feltrinelli, 2009. ISBN 978-88-07-17162-8. Il viandante della filosofia, con Marco Alloni, Roma, Aliberti, 2011. ISBN 978-88-7424-736-3.
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Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Milano, Feltrinelli, 2012. ISBN 978-88-07-17222-9.

Opere complete[modifica | modifica sorgente]


in corso di ripubblicazione nellUniversale Economica Feltrinelli lintera opera galimbertiana, a volte riveduta e/o accresciuta. Sono finora usciti i seguenti volumi: Opere. Vol. I-III. Il tramonto dell'Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers. Opere. Vol. IV: Psichiatria e fenomenologia. Opere. Vol. V: Il corpo. Opere. Vol. VI: La terra senza il male. Jung: dall'inconscio al simbolo. Opere. Vol. VII: Gli equivoci dell'anima. Opere. Vol. VIII: Il gioco delle opinioni. Opere. Vol. IX: Idee: il catalogo questo. Opere. Vol. X: Parole nomadi. Opere. Vol. XI: Paesaggi dell'anima. Opere. Vol. XII: Psiche e techne. L'uomo nell'et della tecnica. Opere. Vol. XIII: Orme del sacro. Il Cristianesimo e la desacralizzazione del sacro. Opere. Vol. XIV: I vizi capitali e i nuovi vizi. Opere. Vol. XV: Le cose dell'amore. Opere. Vol. XVI: La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica. Opere. Vol. XVII: La sfida di Prometeo. L'Occidente e il senso del limite.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]


Aa. Vv. Sumbllein. Riflessioni sugli scritti di Umberto Galimberti, Pistoia, Petite Plaisance, 2005. ISBN 88-7588-091-3. Luca Grecchi, Il pensiero filosofico di Umberto Galimberti, Pistoia, Petite
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Plaisance, 2006. ISBN 88-7588-086-7. Gianluigi Pasquale (a cura di) "Ritorno ad Atene. Scritti in onore di Umberto Galimberti". Roma, Carocci editore, 2012. ISBN 978-88-4306225-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Friedrich Nietzsche Karl Jaspers Martin Heidegger Emanuele Severino Ludwig Binswanger Carl Gustav Jung Storia della filosofia occidentale Filosofia della storia

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]


Wikiquote contiene citazioni di o su Umberto Galimberti Commons contiene immagini o altri file su Umberto Galimberti

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Sito ufficiale di Umberto Galimberti Video intervista Dillinger.it - Umberto Galimberti Feltrinelli podcast - Umberto Galimberti Filosofico.net riporta una breve esposizione del pensiero di Umberto Galimberti Video intervista a Umberto Galimberti Estratto video di una conferenza di Umberto Galimberti La Casa Di Psiche di Umberto Galimberti (elenco di citazioni esemplificanti il suo stile)

Trasmissioni televisive[modifica | modifica sorgente]


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Le Storie di Corrado Augias. Umberto Galimberti discute del suo libro L'ospite inquietante. Le Storie di Corrado Augias. Umberto Galimberti discute del suo libro Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto.

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